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23 feb 2012  |  425 Commenti

Violenza (di genere)

In questa video intervista affrontiamo la questione della cosiddetta “violenza di genere”, con la quale si intende comunemente la violenza agita dagli uomini nei confronti delle donne.

“La violenza è maschile”. Questo concetto è uno degli assi centrali dell’ideologia femminista divenuta ormai da tempo cultura dominante. Si parte infatti dal presupposto che le donne non solo non siano in grado di agire in maniera violenta, ma non siano neanche in grado di concepirla, perché non farebbe parte della loro “specificità di genere”. Qualora delle donne, direttamente o indirettamente, secondo questo modo di interpretare le cose, si rendessero protagoniste di atti di violenza, ciò sarebbe dovuto al fatto che hanno interiorizzato i comportamenti maschili da cui sono condizionate.

Siamo di fronte ad una menzogna di proporzioni macroscopiche, come è evidente a qualsiasi persona dotata di un briciolo di buon senso, che però ha trovato sostenitori autorevoli addirittura nel mondo accademico, oltre che in quello politico e mediatico, fino a diventare, come dicevamo, l’interpretazione corrente e largamente dominante.

Il tema è estremamente complesso e non può di certo essere esaurito con un video.

Torneremo sull’argomento.


425 Commenti

Luigi Corvaglia 9:10 pm - 23rd maggio:

Violenza di genere.
Definizione falsa. Definizione ipocrita.
Perché come specificato nel post con quella dizione non si intende la violenza tout court, potenzialmente esercitabile da chiunque contro chiunque. Sistematicamente o sporadicamente. No. Si legge “violenza di genere” ma si pronuncia “violenza agita dagli uomini nei confronti delle donne”. Violenza strutturale dicono (vedi Convenzione di Istambul, ddl 3390, etc. ….) della quale il maschio della specie umana si è servito per asservire la femmina nel corso della storia. Strano poi che quel “tontolone” di oppressore abbia creato le condizioni per la “liberazione” delle “oppresse”. Va beh … questo comunque è un altro discorso.
Quello che volevo porre alla vostra attenzione è questo: Grecia: cresce violenza domestica, cala desiderio sessuale.

No … dico …. casomai non bastasse quello che hanno fatto e stanno facendo a quel martoriato paese.

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Rino DV 11:51 am - 24th maggio:

La femmina si suicida. I maschi finiscono sotto processo.
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http://www.corriere.it/cronache/13_maggio_24/novara-minorenni-indagati-suicidio_eb45f864-c446-11e2-9212-dfc1a4ff380d.shtml
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Prima di mettersi a dibattere se e come e quando e quanto e in che senso si possa considerare che forse bla bla… prima di passare nel campo più che legittimo della psicologia delle relazioni umane etc etc è necessario e dirimente porsi la seguente domanda: quando mai e dove nella storia è accaduto che una femmina (madre, moglie, amica etc) sia stata incriminata per il suicidio di un maschio?
Eppure i suicidi di M sono 3-4 volte superiori a quelli di F.
Quella è la domanda.
Cui si può aggiungere questa, che ne è solo una ulteriore specificazione: quale maschilista (vero) misogino (vero) abusatore (vero) ha mai immaginato l’eventualità simmetrica? Dico: immaginare di mandare in galera la fidanzata, le amiche, la madre del suicida?
Hic Rhodus… e se siamo lucidi e capaci di proiettare questo fatto sull’intero presente …si vedrà quanto si annunci orribile, terribile, allucinante …il futuro.
E’ dai dettagli sfuggenti che si coglie la cifra, il segno, il marchio dei Tempi.
RDV

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cesare 3:33 pm - 24th maggio:

Rino@Hic Rhodus… e se siamo lucidi e capaci di proiettare questo fatto sull’intero presente…si vedrà quanto si annunci orribile, terribile, allucinante …il futuro.

Rino l’avevamo capito fin da subito. L’unica strada? lo “spazio dei maschi” che fin dai tempi più antichi ha costituito il momento di condivisione, di solidarità ed elaborazione al maschile della vita individuale e sociale. La prima preoccupazione del movimento femminista è stato di eliminare ognuno di questi momenti di autonomia maschile: dal club dei gondolieri al quello del golf, alla richiesta del sacerdozio femminile di cui ci si può immaginare il motivo reale: se non controlla il membro maschile, questo tipo psicologico di donna non controlla più il suo disagio mentale, e non ha più uno scopo nella vita. In questa esigenza inconscia di controllo e repressione è in perfetta sintonia con gli aggressori, gli oppressori e gli sfruttatori di ogni tempo. Soltanto che questi possono essere consapevoli delle ragioni della pulsione al dominio, lei ne è posseduta a livello irrazionale perchè istintivo e senza contenimento esterno, non si fermerà mai.
La separatezza maschile nella mia/nostra esperienza per un decennio, non è stato uno slogan ma una lunga pratica ed ha liberato straordinarie energie. Al contrario quando una civltà interpreta il progresso nel castrare e distruggere il maschile, è finita e la Storia in questi casi imbocca la strada della sostituzione.
E con grandissima amarezza, dopo aver fatto di tutto perchè non accadesse, devo dire che la sostituzione è già cominciata e nella piena consapevolezza di chi la sta attuando.
Chi ha occhi per vedere la vede, chi ha orecchie per sentire la sente.

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Rino DV 7:49 pm - 24th maggio:

La Stampa nella rubrica “Scelto per voi” sceglie per noi questo nuovo attacco:
.
In Grecia per la crisi maschi violenti e “scarsi”

.
Sorge una domanda: se è vero che “ogni coito è uno stupro” perché mai il previsto crollo dell’efficienza sessuale maschile dovrebbe venir definito “pauroso” ?
Perché non salutarlo invece come “benvenuto”?
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_unsure.gif
RDV

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Rino DV 8:13 pm - 24th maggio:

Su la testa ragazze!
Ve lo dice una povera vittima del sistema.
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Su la testa
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RDV

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Andrea 10:37 pm - 24th maggio:

Rino DV:
Su la testa ragazze!
Ve lo dice una povera vittima del sistema.
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Su la testa
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RDV

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Il fatto è che quando si prende realmente consapevolezza di quello che sono i rapporti con l’altro sesso, si arriva automaticamente alla conclusione che non vale proprio la pena relazionarsi con le donne. Altro che “costruirci una famiglia” ! E’ un rinfacciare continuo, un lamento quotidiano. Queste vivono col dito puntato, ragion per cui è meglio evitarle, sia perché sono di una sgradevolezza assoluta, sia perché portatrici di guai a non finire.
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PS: un paio di giorni fa mi è capitato di ascoltare una impiegata delle poste che, a voce relativamente bassa, glorificava Lorena Bobbit per aver evirato il marito, ed in merito aggiungeva che a un qualsiasi uomo che si permette di toccare un bambino o una DONNA, andrebbe bruciato il pene con l’acido, “goccia a goccia”… Ho pagato la bolletta e me ne sono andato, altrimenti mi sarei compromesso.

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Andrea 10:37 pm - 24th maggio:

Rino DV:
La Stampa nella rubrica “Scelto per voi” sceglie per noi questo nuovo attacco:
.
In Grecia per la crisi maschi violenti e “scarsi”

.
Sorge una domanda: se è vero che “ogni coito è uno stupro” perché maiil previsto crollo dell’efficienza sessuale maschile dovrebbe venir definito “pauroso” ?
Perché non salutarlo invece come “benvenuto”?
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_unsure.gif
RDV

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Naturalmente le donne non hanno alcuna responsabilità… Che schifo.

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Ethans 11:54 pm - 24th maggio:

Rino DV:
Su la testa ragazze!
Ve lo dice una povera vittima del sistema.
.
Su la testa
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RDV

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Vuole trasformare la terra in un mondo migliore.

Ma che due palle…

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Luigi corvaglia 5:14 pm - 5th giugno:
Rita 9:23 pm - 5th giugno:

http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_cry.gif e pensare che una delle obiezioni più gettonate nella feroce polemica nata dopo il servizio di domenica su le Iene http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/392733/casciari-sesso-o-stupro.html sull’intervista a due imputati di violenza sessuale di gruppo che proclamano la loro innocenza e raccontano la loro versione dei fatti è “ma perchè avrebbe dovuto denunciare se era consenziente?”… già perchè.. i motivi possono essere mille, Questa non aveva voglia di studiare, per esempio, figuriamoci se non se ne possono trovare altri. A questo punto non mi stupirebbe che a qualcuna saltasse in mente di denunciare per noia.. così per movimentare

http://laretedellereti.blogspot.it/2013/06/sesso-o-stupro-direttore-rispondi.html?showComment=1370287224275

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Pappagallus Nocturnus 9:55 pm - 5th giugno:

Leggi l`articolo, e capisci che Salma Hyek e` una fior fior di parassita, viziata ( se lo dice anche da sola, la snob), benpensante, ricca di nascita. Nata con la camicia e con la pappa strapronta. Una cosi` incita alla ribellione ed e`invece una di quelle – e di quelli – le cui testa, un giorno, finira`necessariamente in un cestino. “Se non hanno pane, dategli le Brioche”. VERGOGNA.

Ethans: *************************************************

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Fabrizio Marchi 11:28 am - 6th giugno:

Rita,

Il servizio in questione delle Iene è ottimo, direi anzi un esempio del miglior giornalismo, se non fosse per la chiusura , che inficia in gran parte il servizio, dove il giornalista è costretto (del resto, non poteva essere altrimenti) a recitare il solito mantra femminista (che ci creda o meno è del tutto marginale) sulla violenza e sulla discriminazione sistematica subita dalle donne. “Però – conclude appunto il giornalista – proprio perché la situazione è questa, abbiamo voluto portare all’attenzione questo caso controverso in attesa che la giustizia faccia il suo corso”.
In realtà ha perfettamente ragione uno dei due ragazzi intervistati: quella è una sentenza “politica”. La condanna era già stata eseguita , e fuori dell’aula del tribunale.
Non ho letto le carte processuali, ovviamente, ma è palese che siamo di fronte ad un evidente stravolgimento dei fatti, e laddove anche i due (cosa che sinceramente non credo proprio) fossero realmente colpevoli, sarebbe comunque sbagliato e contrario ai principi fondamentali del diritto, sbatterli sulle prime pagine dei giornali prima della sentenza definitiva. Ma ormai questo modo di procedere è prassi ordinaria e non bisogna neanche meravigliarsi…

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Rita 11:43 am - 6th giugno:

Fabrizio
comunque nemmeno la chiosa finale li ha salvati dalle petizioni internettiane http://politicafemminile-italia.blogspot.it/2013/06/stupro-o-sesso-dacci-oggi-il-nostro.html?showComment=1370249835146

Segnalo questa perla a Mauro Recher che, tante volte, nei suoi post ha evidenziato l’asimmetria di trattamento anche quando si tratti di estetica:

“Due bei ragazzi dall’aspetto non proprio arrapante: uno allampanato, con l’apparecchio ai denti, l’altro in sovrappeso; francamente non irresistibili. Ma a lei sono piaciuti”

provate a fare dell’ironia sulla mancata avvenenza di una ragazza come prova dell’impossibilità che sia stata stuprata..

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Rino 1:07 pm - 6th giugno:

Rita.
…una delle obiezioni più gettonate nella feroce polemica… è
“ma perchè avrebbe dovuto denunciare se era consenziente?”
Già, perché mai una donna dovrebbe voler nuocere agli uomini? Perché dovrebbe mai voler fare del male, tanto male agli UU? Perché?
Semplice: perché anche le DD sono egoiste e cattive al pari degli UU.
Questa è la risposta eppure nessuno osa fornirla, anzi ( e peggio, molto peggio) non viene neppure in mente.
A rovescio, nessuno si chiede perché un uomo voglia fare (e faccia) del male a una donna (e/o anche ad altri uomini…).
E neppure ci si chiede perché una D possa voler fare (e faccia) del male (anche gravissimo) ad un’altra D.
Ci si pone solo la domanda retorica del perché una D sia spinta a fare del male (anche moltissimo male) a degli UU.
Il fatto che la domanda sia retorica (quindi con obbligata risposta: nessun motivo!) porta alla conclusione voluta.
Come se nel profondo del sentire comune si fosse incapaci di pensare (sentire) che la D è egoista e cattiva come gli UU.
Come se!

RDV

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mauro recher 4:53 pm - 6th giugno:

Rita laugh
L’ho letto e mi ha dato un fastidio enorme ..come dire “sei un cesso ,ti resta solo lo stupro” ..mettere in cattiva luce l’avvenenza dei due ragazzi che ,se posso dirla tutta non mi sembravano poi questi mostri,
Poi, sul servizio delle iene e nei loro commenti, un altra cosa che mi ha dato ancora fastidio e che nessuna femminista abbia dato il beneficio del dubbio, “sono uomini e cessi ,hanno stuprato ” e poi dicono che le sentenze devono farle i tribunali ,la loro sentenza è scritta a caratteri cubitali su pietra

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Luigi Corvaglia 7:31 am - 18th giugno:

Da notare l’esclusione a priori, prima ancora che parlino le indagini, del movente sentimentale. Già, peccato che si tratti dell’ex compagno ed è la prima ipotesi che viene in mente e comunque la prima pista da controllare per gli inquirenti. Ma al Corrierone evidentemente la sanno lunga ….
Donna investe l’ex compagno e gli getta acido muriatico sul volto: ustionato


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Luigi Corvaglia 8:16 am - 24th giugno:

Uccide il convivente con una coltellata al cuore, poi cerca di dare fuoco alla casa

Napoli – (Adnkronos) – Arrestata una donna di 42 anni. La tragedia è avvenuta davanti agli occhi dei due figli di 13 anni. Secondo la ricostruzione, al termine dell’ennesimo litigio, la 42enne avrebbe afferrato un grosso coltello da cucina e avrebbe colpito al petto l’uomo, uccidendolo sul colpo, prima di aprire la chiavetta del gas.
———

Napoli, 23 giu. (Adnkronos) – Dramma nella notte a Torre del Greco, area vesuviana. Una donna di 42 anni ha ucciso il convivente di 56 anni con una coltellata al cuore. E’ accaduto intorno alle 3:30 in via Calastra. La donna è stata arrestata dagli agenti del commissariato di Torre del Greco, diretto dal vicequestore Paolo Esposito.

La tragedia si è consumata davanti agli occhi dei due figli di 13 anni. Secondo la ricostruzione degli investigatori, i due hanno avuto una lite, poi Maria Carmela Panariello ha impugnato un coltello da cucina e ha colpito al cuore il compagno, Tommaso Egger, uccidendolo sul colpo.
Dopo avere ucciso il convivente la donna ha tentato di dare fuoco alla casa aprendo la chiavetta del gas ma il pronto intervento degli agenti del commissariato di Torre del Greco ha evitato un disastro che avrebbe coinvolto l’intero edificio. Sono stati i condomini ad avvertire le forze dell’ordine che era in atto un focolaio all’interno dell’abitazione dove era avvenuta la tragedia.
All’arrivo dei poliziotti Maria Carmela Panariello ha tentato di lanciarsi dalla sua abitazione al terzo piano ma è stata bloccata dagli agenti. I due figli della coppia sono stati portati in una casa famiglia dove verranno accuditi.

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Luigi Corvaglia 10:24 am - 28th giugno:

Indagini sulla violenza a senso unico. Dove stiamo andando?


26/06/2013 – 00.04
Le indagini sulla violenza dovrebbero sempre studiare un campione di popolazione che include uomini e donne. Questo non viene fatto perché lo scopo non pare essere quello di capire e misurare il fenomeno bensì quello di produrre scienza-propaganda.
Lo scopo principale secondo me è quello di rafforzare una opinione pubblica che veda in maniera diversa il reato di violenza privata, se a commetterlo è un uomo o una donna.
Immaginiamo se alcuni assistenti di sesso maschile fossero stati beccati più volte a picchiare bambine, in varie città d´Italia, anche ragazze disabili, nelle scuole; l´accusa non si sarebbe limitata a chi ha commesso il misfatto ma sarebbe stata estesa a tutti gli uomini, sarebbe diventata per i media e i politici la prova che il sesso maschile contiene in sé il gene della violenza. Si sarebbero chieste leggi preventive-punitive dirette a cittadini su base sessuale. Invece, essendo state donne a fare quelle cose, l´indignazione si è rivolta alle responsabili di quei gesti senza con questo tirare conclusioni che coinvolgessero l´intero genere femminile e la sua natura.
L´interpretazione del reato è sesso-razzista e lo stesso gesto comporta una diversa valutazione se a compierlo è un uomo o una donna. Questo secondo me è un cancro della laicità che sta producendo metastasi che invadono i fondamentali principi dello stato di diritto e della parità di fronte alla legge e, perché no, di fronte alla valutazione morale dei singoli individui; una mozione interiore che dovrebbe essere stigmatizzata e respinta in favore di una analisi più razionale dei fenomeni, e che invece viene pubblicizzata dai poteri ai massimi livelli, anche da parte di stimate organizzazioni internazionali.
Dove stiamo andando?

ROBERTO MICARELLI
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armando 12:34 pm - 28th giugno:

roberto:
<>
Esatto. E’ una tecnica ben collaudata per preparare l’opinione pubblica a leggi prossime venture. E’ accaduto anche quando, ai tempi dell’aborto, venivano pubblicizzate cifre assure di 1/2/3 milioni di aborti clandestini all’anno. E’ accaduto anche prima, quando per preparare l’opinione pubblica a leggi razziali, si accusavano falsamente gli ebrei di un mucchio di cose, e soprattutto di essere malvagi in quanto ebrei.
armando

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Sacramentum 4:42 pm - 29th giugno:

Leggo le vostre argomentazioni maschiliste e rimango esterrefatto. non so da cosa traiate simili affermazioni, voi di UB; io contesto tutto cio` che dite. E`palese, palesissimo, che in occidente e`in atto oggi un vero e feroce femminicidio, un genocidio femminile spietato e capillare, e non c`e` modo di fermarlo, sembra.Ben vengano le iniziative come la sacra convenzione di Istanbul, che spero venga applicata con decisione, ma ne dubito. La mia esperienza mi dice come stanno le cose nella realta`, non come le raccontate voi maledetti negazionisti, spalleggiati dal mainstream e dalla cultura nazionalpopolare. Io mi affaccio ogni mattina e devo turarmi il naso per il lezzo dei cadaveri di donne ammucchiati agli angoli delle strade. Cani randagi, corvi e ratti ne smembrano i poveri corpi martoriati. Larve di mosca e liquami putrefattivi ovunque sul selciato, sui marciapiedi, negli androni delle case. La notte non riesco a dormire per le urla delle povere donne che vengono macellate ovunque, per strada, nelle case, nei parchi. Con mannaie, col machete, coi coltelli, a mani nude. E`in atto una caccia alla donna che nemmeno in Ruanda! Nemmeno la caccia alle streghe! Ma non lo vedete? Ma dove vivete? Oramai non si riesce a trovare una donna viva in giro, o quasi. L`Istat fornisce cifre da brivido: dal 1994 a oggi sono state massacrate dalla mano maschile piu`di 22 milioni di donne italiane. Molte sono bambine: sapete bene che i padri italiani, i piu`perversi del mondo, abitualmente, in almeno un caso su due, quando nasce una bambina prima strangolano la madre e poi spaccano la testa della neonata contro il primo spigolo che trovano. Sempre piu`spesso sono gli ostetrici e i ginecologi, tutti maschi come ben sapete, che praticano l`eutanasia ad entrambe, madre e figlia. Nelle scuole i professori (pure tutti maschi) sono autorizzati a sparare in bocca alle femmine appena la loro media voto scende sotto i 7/10, ma spesso lo fanno a prenscindere. Del resto, le pistole ai professori le fornisce direttamente il Ministero della elevazione del Maschio. Le scuole sono diventate oramai lager femminili, e i carnefici delle ragazze sono spesso gli stessi compagni. Le madri ormai si rifiutano, spesso, di mandare a scuola le loro figlie per evitar loro il martirio. Molte madri appena sentono bussare alla porta di notte si lanciano dal terrazzo con le figlie o si ammazzano col cianuro. Spesso e volentieri infatti sono le stesse forze dell`ordine che passano a prelevare nonne, madri, figlie, e da quel momento non se ne sa piu`nulla, almeno fino a quando i pochi mariti che ancora amano le loro povere donne non le trovano appese nel parco sottocasa con le orbite piene di bigattini e le membra carbonizzate. Esercito e polizia infatti, come nel film “il Gladiatore”, usano spesso far trovare i cadaveri agli uomini che non si rassegnano a dovere odiare le loro donne. Spesso le donne appese nelle piazze hanno sul ventre cartelli infamanti, tipo ” essere inferiore”, “ha osato inveire contro il suo bisnonno” e cose cosi`. Ma voi maschilisti di UB queste cose non le vedete. Siete dei bastardi collusi col sistema, e`evidente. Fortunatamente scrivo queste righe dall`estero, dove la follia femminicida italiana, che farebbe impallidire perfino Stalin, Polpot e Hitler, non e` arrivata ancora. Se scrivessi in Italia sarei arso vivo domani in quanto “sporco collaborazionista”.
Vergognatevi! Viva la convenzione di Istanbul! Patria o muerte! Viva la Terragni, la Ravera e la De Gregorio! A morte i negazionisti!

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Marco Pensante 1:19 am - 30th giugno:

Va bene, ma hai idea di quanto siamo oppressi noi massacratori di femmine indifese? Ho dovuto comprare un appartamento nuovo di 300 metri quadri solo per metterci i cadaveri della settimana scorsa! Colpa di questa società di merda! Lo sai quanto pago di IMU? Questa cosa che ogni giorno devo ammazzare qualcuno in quanto qualcuno è cominciata come un piacevole hobby tipo pescare trote, ma adesso sta diventando un lavoro a tempo pieno! Sono già alla dodicesima ex moglie saponificata, per fortuna i vicini fanno finta di non accorgersi degli organi umani che butto ogni mattina nel cassonetto della differenziata, d’altronde siamo tutti soci onorari del PatriarcatoFemminicida® e una mano lava l’altra, ma siamo fortunati! A un pedofilo stupratore mio amico gli tocca smaltire i cadaveri facendo domanda in triplice copia all’ASL, ci vogliono mesi e non riesce a entrare nelle statistiche, altrimenti saremmo al primo posto nell’universo per maschilismo, noi Uomini che Odiamo le Donne! Cazzo, possibile che devo sempre fare tutto io?

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P. Leo 2:30 am - 30th giugno:

Aiutatemi!
Ho appena spiaccicato una zanzara. Sono anch’io un femminicida???? http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_cry.gif
Sangue dappertutto: sulla parete, sul giornale, il lenzuolo, la mano.
E’ tardi, spero non abbia svegliato i vicini. Non sento sirene della Polizia. http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_yahoo.gif
Spero di riprendere sonno… Dove ho messo la mia Barbie? A, eccola.
‘notte a tutti.

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Roberto Micarelli 4:17 am - 30th giugno:

Tu pensa Sacramentum, quello che dici è talmente vero che ogni milione di donne cinque vengono assassinate, mentre ogni milione di uomini separati circa duecentoquaranta si suicidano; solo perché sono stati deprivati di ogni diritto nei tribunali, gettati sul lastrico economico, abbandonati nel deserto affettivo, ignorati da media e politici, questi smidollati che fanno? si suicidano. Fanno bene i poteri europei a ignorarli, anche perché pare che si stiano suicidando in tutta Europa, per gli stessi futili motivi. Quindi sono degli inetti dappertutto, mica solo qui in Italia. Sono proprio inferiori come genere.
A questi si aggiungono quegli altri che muoiono nei cantiere. Lo sai perché succede? Perché sono degli sbruffoni strafottenti che invece di stare attenti a quello che fanno, si arrampicano sui ponteggi parlando di calcio; essendo che il cervello maschile può fare solo una cosa alla volta perché non è sviluppato come quello femminile, o parlano di calcio o si arrampicano; invece loro parlano e lavorano, si distraggono e si fanno male. Se li facessero lavorare col bavaglio salverebbero un sacco di operai e le costruzioni sarebbero finite prima e con costi sociali minori. Non capisco perché ancora non l’hanno fatto. Sai mica se ‘sta cosa c’è nella convenzione? No perché dico: far aspettare una signora una settimana di più per avere casa finita, solo perché un operaio s’è ammazzato, è pure quella una sottile forma di violenza sulla donna.

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Sacramentum 2:24 pm - 30th giugno:

Sia lode al femminismo. Amen. Viva la Terragni, la Ravera e la De Gregorio! A morte i negazionisti!
Che La Signora Onnipotente abbia pieta`dei vostri meschini tentativi di fare umorismo. Comunque volevo farvi notare come poco sopra io scriva che qui dove sono e`pieno di mucchi di cadaveri femminili, ma che non sono in Italia, luogo dove e`in atto una carneficina femminile. La contraddizione e`solo apparente: primo perche` io sono un femminista convintissimo, quindi ho sempre ragione e non sbaglio mai. Non azzardatevi a criticarmi, voi cacchette prive di muscoli. Secondo perche`qui dove sto (non vi rivelo dove per paura che voi biechi maschilisti mi veniate a cercare) massacrano donne ovunque a ogni pie`sospinto, ma in Italia e`per forza di cose molto peggio. Lo so. Del resto, me lo dice ogni mattina la De Gregorio al radiotelefono: barricata com`e`in un bunker sotterraneo puo`trasmettere solo cosi`. Le negano ogni diritto di espressione, come a tutte le donne, come alla Terragni. Ma non solo a loro. La Ravera addirittura mi raccontava che e`costretta di quando in quando ad asserragliarsi nella sua fortezza di Stromboli per fuggire ai colpi dei persecutori e di li`dirigere con eroica fermezza la resistenza femminista. Pensate che a causa dell`assedio feroce a cui la sottopongono nel suo povero eremo (anzi, a cui la sottoponete, voi merde maschiliste) e`costretta per mesi a nutrirsi solo di chili di caviale e bere Moet & Chandon a litri; fortunatamente quest`ultimo le fornisce l`isipirazione per i meravigliosi articoli che scrive. Sia eterno onore a queste eroine del femminismo!

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mauro recher 4:45 pm - 30th giugno:

vuoi che ti dica Sacramentus ,sono ritornato dalla seconda riunione di uomini beta (quella sagra di maschilisti incalliti ) e nel ritorno, nel treno ,ho visto una “Manuela Arcuri” più giovane (gli somigliava tantissimo) ,mi sono venuti in mente alcuni pensieri ,ma quello di compiere un femminicidio proprio non mi è nemmeno sfiorato, strano anche che , questo pensiero (cioè del femminicidio) non mi assale anche con le altre donne (Arcuri o non Arcuri) , allora devo pensare che sono strano io ,visto che ,in quanto uomo ,non ho lo spirito femminicida

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Sacramentum 7:21 pm - 30th giugno:

mauro recher,

Gia` solo i pensieri che ti sei fatto venire sono uno stupro. Ricordati che ogni erezione e`uno stupro, quindi ogni pensierino e` un mezzo stupro, quindi poiche`rivolto contro una donna uno stupro vero e proprio. Anzi, un femminicidio. Vergognati!

Sia lode al femminismo,amen gloria osanna onore a te nei secoli o Signora dell`Universo. A te e tua figlia Gesu` Crista.

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Luigi Corvaglia 4:56 pm - 10th luglio:

Donna spara al marito, grave uomo 44enne

Ha impugnata la pistola dell’uomo e fatto fuoco, forse in lite
10 luglio, 17:13
..
(ANSA) – PARMA, 10 LUG – Ha puntato l’arma verso il marito esplodendo un colpo di pistola, forse l’ultimo atto di un violento litigio. Ora l’uomo è in gravissime condizioni in rianimazione. La vicenda è avvenuta nella notte in una palazzina del centro di Parma. Susanna Segalini, 41 anni, ha impugnato la pistola d’ordinanza del marito ed ha esploso un colpo che ha trapassato la spalla e il collo dell’uomo, Pietro Gregorace, 44 anni, guardia giurata di origini calabresi. Poi ha chiamato il 113. Lei ora è in carcere.
.

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Luigi Corvaglia 4:03 pm - 21st luglio:

Io lo so che la violenza è intrinseca.
E’ intrinseca in ogni essere umano.
In ogni essere vivente.
Nella vita.
E l’unica cosa che si può fare, tentare di fare, è imparare a gestirla.
Controllarla.
Io lo so che qualsiasi ideologia che pretenda di ignorare questo dato fa immensamente più danni di quelli che si prefiggeva di curare.
Io lo so.
Le sesso-razziste no.
Attenzione il video che segue è per stomaci forti.
Bimbo torturato da una donna, choc su Facebook

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Leonardo 5:10 pm - 21st luglio:
Luigi Corvaglia 9:27 am - 5th settembre:

Non è violenza di genere – Il Manifesto
…..
Spesso definizioni poco appropriate di un fenomeno hanno la meglio su definizioni più rigorose perché appagano la pigrizia con cui ci si difende dalla complessità della vita. A volte il danno è minimo, altre volte, invece, nascono fraintendimenti pericolosi. Questo è il caso della «violenza di genere», un modo di definire la violenza contro le donne che aggiunge allo schematismo delle formule ad effetto un sostegno involontario al meccanismo che produce l’aggressione. Parlare di violenza di genere significa commettere due errori: concepire la donna e l’uomo in modo indipendente dalla loro complementarità e attribuire all’uomo una violenza nei confronti della donna connaturata al suo modo di essere (e risalente al suo patrimonio genetico). In entrambi i casi la vittima predestinata è la sessualità: si pretende di considerare la relazione sociale tra i due sessi a prescindere dal legame di desiderio (come se si pretendesse che gli edifici restassero in piedi indipendentemente dalla forza di gravità). La violenza nei confronti della donna è sociale e danneggia egualmente uomini e donne come soggetti sessuali. Nella sostanza danneggia più l’uomo che la donna perché l’uomo violento perde il suo oggetto del desiderio e subisce una deprivazione psichica devastante. Una donna può essere sopraffatta dalla violenza ma restare internamente viva mentre l’uomo sopraffattore è già morto dentro. In realtà l’oggetto dell’aggressione non è la donna in sé, intesa come «genere», ma la qualità femminile del desiderio, la possibilità stessa del coinvolgimento profondo e del godimento vero in entrambi i sessi. Il coinvolgimento fa paura perché comporta l’esposizione al desiderio dell’altro ma anche perché è intimamente connesso – sul versante maschile del desiderio – con la passione di appropriazione che rischia se non è adeguatamente modulata di distruggere ciò che ha tra le mani. L’intero edificio sociale si basa sulla complementarità dei sessi che incastra tra di loro (nella relazione degli amanti e nel mondo interno di ciascuno di loro) il concedersi all’altro (e alla vita) e la brama di possesso. L’equilibrio è vulnerabile perché è esposto a incomprensioni e fraintendimenti e perché il sottile lavoro di contrattazione costante subisce le difficoltà di mediazione tra la necessità di regolamentazione dell’elemento maschile della sessualità, che implica il ricorso a convenzioni e norme, e l’anticonformismo costitutivo dell’elemento femminile. Ignorare la complementarità dei sessi (che sottende parimenti l’erotismo eterosessuale e quello omosessuale) ricorrendo alla definizione separata di «generi» (ritorno alla compulsione tassonomica) significa creare due entità astratte e artificiali per cercare poi disperatamente di accordarle tra di loro senza venirne mai a capo. Teorizzare poi, di fatto, una violenza innata dell’uomo nei confronti della donna, porta acqua al mulino di un processo di indifferenziazione sessuale che distrugge la relazione erotica, assegnando, quando l’impasse diventa massima, all’uomo il ruolo del carnefice e alla donna quello della vittima.

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Fabrizio Marchi 10:28 am - 5th settembre:

Luigi Corvaglia,

Siamo sicuri che l’articolo sia stato pubblicato sul Manifesto?…http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wink.gif
Cosa sta accadendo? Qualcuno sta aprendo i chakra del cervello?
L’articolo, come spesso succede in questi casi, è scritto con il classico linguaggio criptico “intellettual-sinistrese”, però la chiusura è inequivocabile…
Prendiamo atto…

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Luigi Corvaglia 1:25 pm - 5th settembre:

Fabrizio Marchi,
Fabrì … il sito sembra quello.
Magari cerca diprocurarti una copia del 31 agosto e controlla. A Roma penso dovresti riuscirci.

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Luigi Corvaglia 3:07 pm - 5th settembre:

E’ morta. L’ha uccisa il marito. Ma è viva e lo scopre sul web


Uccisa dal marito a bastonate. Almeno così risulta sia sul motore di ricerca Google, che sul sito del partito Fratelli d’Italia nell’area tutela delle vittime della violenza. Solo che lei è viva e sta benissimo, il marito non è mai stato arrestato e in famiglia, anche andando a cercare indietro di generazioni non ci sono mai stati precedenti penali. Figuriamoci poi per femminicidio.
E’ la storia surreale di Katharina Diepenbruck, nata in Germania ma da anni residente a Rieti. Madre di tre figli, insegnate di lingua in un’importantissima scuola internazionale di Roma, di buon mattino e spinta dalla curiosità, ha digitato il suo nome sul motore di ricerca. A sorpresa si è vista citare in un articolo sul femminicidio, ha cliccato ed è entrata quindi nel sito di Fratelli d’Italia, proprio nella pagina che elenca i nomi delle donne uccise nel 2013 ha scoperto di essere nell’elenco, deceduta precisamente il 27 febbraio 2013. E in Italia di Katharina Diepenbruck ce n’è una sola. Perdippiù a Rieti e con un compagno che ha 42 anni che, nel caso della vita reale, è il marito.
Il link utilizzato da Fdi punta al Tgcom 24 di Mediaset dove si ricostruisce la storia di un macedone di 42 che a Rieti e ucciso la compagna di 38 con un mattarello e poi si è costituito. Ma sul servizio non c’è nessun nome. Ora la signora Diepenbruck ha avuto uno shock: pensava fosse uno scherzo quindi ha letto e riletto la citazione sul sito del partito senza riuscire a dare una spiegazione logica al clamoroso errore. Come è potuto accadere che nome e cognome unici, in aggiunta all’età, siano stati inseriti tra le vittime della violenza nel dito di Fratelli d’Italia? E poi c’è il nodo del marito. Avvocato del Foro di Rieti, l’uomo ha esattamente 42 anni, gli stessi del macedone accusato e arrestato per omicidio, così come la vittima. L’unicità del cognome della Diepenbruck non lascia spazio ad omonimie, aprendo così la strada al mistero. E soprattuto alle chiacchiere che hanno fatto in un baleno il giro del Paese. Lo stupore della Diepenbruck è diventato un post su facebook, nel quale la signora ha manifestato incredulità per la vicenda che l’ha vista come protagonista.
Contattata telefonicamente da Affaritalianil.it la responsabile del Dipartimento che cura le politiche antiviolenza, Barbara Benedettelli, spiega: “Sono molto dispiaciuta per il grave errore. Non so come sia potuto accadere, il sito dell’area http://www.fdivittimeviolenza.it è gestito da me personalmente con l’aiuto di alcuni giovani volontari. Sono sempre stata rigorosa per quanto riguarda la giusta informazione e ho sempre fatto e preteso verifiche incrociate per evitare di dire cose non pertinenti o non vere. Cosa che da ora aumenteremo, perché è nostro dovere e interesse riportare notizie esatte. La mole di lavoro è tanta e noi siamo pochi, con questo non voglio giustificare un errore, ma ripartire da esso per migliorare il sistema di raccolta dati. Non so come sia stato possibile scambiare i nomi del delitto di Rieti del 27 febbraio tra una donna vessata dal compagno fino a morirne e un’altra che vive una vita felice, orgogliosa di essere madre al punto di vincere il concorso Miss Mamma. Me ne rammarico e mi scuso per questo brutto refuso con la signora e con la sua famiglia, assumendomi personalmente la responsabilità dell’errore che è stato immediatamente rettificato e che sarebbe stato rettificato anche se la signora ci avesse scritto direttamente. L’Area tutela Vittime della Violenza di Fratelli d’Italia è un traguardo per il quale mi sono battuta e che non deve essere offuscato da questo episodio, perché abbiamo ancora tante battaglie da fare accanto alle Vittime di ogni forma di violenza. Battaglie che personalmente porto avanti ininterrottamente da anni e che adesso sono anche politiche e vedono la partecipazione di tante persone che come me hanno a cuore la giustizia e la difesa della vita”.

Insomma, incidnente chiuso, resta il mistero di come uel nome sia finitì lì.

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Mauro Recher 6:04 pm - 5th settembre:

Luigi Corvaglia,

Sicuramente è quello …. comunque è stata pronta la valanga di repliche dai e dalle solite note …come è successo con l’articolo di Mazzola “femminicidio e se non esistesse?”
Comunque la redazione (cosi sembra ) del manifesto ha scritto sul blog della Lipperini http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2013/09/05/una-mattina-ci-siam-svegliati-e-abbiamo-letto-il-manifesto/

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Rino DV 8:46 pm - 5th settembre:

Pur osservando l’ambiguità e l’intima contraddizione delle affermazioni, diventa obbligatorio chiedersi: ma di quale “Manifesto” si tratta?
RDV

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armando 10:22 pm - 5th settembre:

Be, vedrete che Il Manifesto non si azzarderà più a pubblicare una cosa così politicamente scorretta. Deve essere stato un vero shock per i suoi lettori. D’altronde i giornali sono pieni di contraddizioni. Ad esempio Il Foglio del 4 settembre ospitava ben 2 articoli contro la laicità alla francese, quella per intendersi che vuole sradicare ogni identità culturale e sessuale e che per questo ha eliminato i termini padre e madre, e contemporaneamente un articoletto di Barbara Palombelli che invece inneggiava commossa all’iniziativa di Camilla Seibezzi, delegata dal sindaco di Venezia per i diritti civili, che voleva sostituire, nei moduli scolastici, i termini padre e madre con genitori.
Insomma, il tema è scottante e i comportamenti schizofrenici e contraddittori abbondano da ogni parte. Certo fa impressione leggere quegli articoli sul Manifesto e sul Foglio che contraddicono apertamente le linee editoriali dei due quotidiani. Si vede che ai due direttori il caldo estivo ha squagliato il cervello o, nel caso fossero stati in vacanza, che si sono scelti i vice con leggerezza.
armando

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giovanni carducci 6:17 am - 6th settembre:

armando:
Be, vedrete che Il Manifesto non si azzarderà più a pubblicare una cosa così politicamente scorretta. Deve essere stato un vero shock per i suoi lettori. D’altronde i giornali sono pieni di contraddizioni. Ad esempio Il Foglio del 4 settembre ospitava ben 2 articoli contro la laicità alla francese, quella per intendersi che vuole sradicare ogni identità culturale e sessuale e che per questo ha eliminato i termini padre e madre, e contemporaneamente un articoletto di Barbara Palombelli che invece inneggiava commossa all’iniziativa di Camilla Seibezzi, delegata dal sindaco di Venezia per i diritti civili, che voleva sostituire, nei moduli scolastici, i termini padre e madre con genitori.
Insomma, il tema è scottante e i comportamenti schizofrenici e contraddittori abbondano da ogni parte. Certo fa impressione leggere quegli articoli sul Manifesto e sul Foglio che contraddicono apertamente le linee editoriali dei due quotidiani.Si vede che ai due direttori il caldo estivo ha squagliato il cervello o, nel caso fossero stati in vacanza, che si sono scelti i vicecon leggerezza.
armando

http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_good.gif

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Dimitri 10:46 pm - 6th settembre:

Ho letto dell’articolo apparso sul manifesto sia il “commento” del ricciocorno schiantoso sia di Loredana Lipperini.

Sorvolando sul tono arrogante, prepotente, presuntuoso e saccente, non si può non notare come emerga con estrema limpidezza uno dei tratti caratteriali più marcati dell’ideologia di cui costoro fanno parte, ossia l’intolleranza al dissenso. Certo che, tenendo a mente gli elementi distintivi dell’ideologia femminista (totalitarismo, autoritarismo, repressione ed intolleranza al dissenso) il pensiero non può che volgere alla comparazione con alcune ideologie della prima metà del 900 del secolo scorso.

Personalmente trovo condivisibili gli assunti sostenuti nell’articolo e mi complimento per il coraggio dimostrato in questo determinato momento storico.

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Luigi Corvaglia 8:15 pm - 8th settembre:

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Luigi Corvaglia 9:33 am - 3rd ottobre:

Domanda: se lui avesse ucciso, per leggittima difesa (può succedere), si sarebbe trattato di “”"femminicidio”"”?
Aggredisce l’ex marito a coltellate

L’uomo, stanco delle continue richieste di denaro, si è rifiutato di elargire l’ennesima consistente somma. La 47enne cubana lo ha aggredito in preda a un raptus
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Montelparo (Fermo), 3 ottobre 2013 – SI È PRESENTATA a casa del suo ex marito per l’ennesima richiesta di denaro, ma al suo rifiuto lei ha afferrato un coltello e ha tentato di ucciderlo. È accaduto l’altroieri sera in via Castello, dove è rimasto vittima di una tremenda aggressione M.P., un muratore di 63 anni di Monteplaro. Erano da poco passate le 20.30 quando la sua ex moglie — S.G., cubana di 47 anni — si è recata presso l’abitazione del 63enne per chiedere dei soldi. L’uomo, stanco delle continue richieste di denaro, si è rifiutato di elargire l’ennesima consistente somma. Ne è nata una focosa discussione e dalle parole si è passati ai fatti. Sono volati alcuni schiaffi, fino a quando lei, in preda ad un raptus, ha afferrato un coltello e ha cercato di colpire l’uomo al volto, riuscendoci solo parzialmente, visto che un fendente, ha raggiunto la fronte del muratore. Nel tentativo di proteggersi, il 63enne è stato colpito da altre due coltellate al braccio e alla mano. A quel punto, la vittima dell’aggressione, nonostante le ferite, ha reagito per difendersi, ha disarmato la donna e l’ha scaraventata a terra, riuscendo poi a lanciare l’allarme.

Sul posto sono tempestivamente intervenuti i sanitari del 118, che dopo le prime cure hanno trasportato l’uomo al pronto soccorso di Fermo, dove gli sono state immediatamente suturate le ferite con l’applicazione di numerosi punti. Ne avrà per 25 giorni. Lievi lesioni anche per l’autrice dell’aggressione, che però è stata medicata sul posto. Sull’inquietante vicenda indagano i carabinieri, che hanno già formalizzato la denuncia presentata dal muratore di 63 anni. Secondo una prima ricostruzione, le ruggini tra i due coniugi andavano avanti da tempo e l’altroieri sera si sarebbe registrato l’apice di un’escalation di continua violenza iniziata già prima della separazione.

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Rita 10:09 am - 3rd ottobre:

Oltre all’inquietante interrogativo di Luigi cui nessun esponente e/o sostenitore della teoria della violenza insita nel patriarcato (parliamoci chiaro.. secondo me è inutile che continuino a fare i distinguo che loro no no ce l’hanno col maschile e col maschio come “natura” ma solo col patriarcato, quando poi ascrivono nascita e sviluppo del patriarcato esclusivamente alla mente maschile e alle convenienze maschili) c’è una curiosa tesi che ebbi modo di ascoltare con una certa incredulità (per dire quanto l’idiozia nel sostenere la tesi corrente possa raggiungere apici di assoluta comicità, sempre se non ci fosse da piangere).
Di fronte all’evidenza degli omicidi /tentati omicidi/mandati di omicidio di mariti ed ex mariti perpetrati da donne il cui numero non si discosta molto dagli altri, il femminista medio di stampo lizziano/plurale e la femminista media di stampo boldriniano/zanardiano/terragnesco mi confutarono su un punto, a loro dire fondamentale e che demoliva qualsivoglia oggettivo, patetico tentativo di dimostrare la parità nella violenza cd di “vicinanza”. Gli uomini ucciderebbero per senso di possesso (e quindi è femminicidio) le donne ucciderebbero o farebbero uccidere per motivi economici (e quindi non è maschicidio).

Che poi sarebbe come dire che alla donna di possedere un uomo non gliene frega niente, l’importante è possedere i suoi soldi. Chissà se si sono accorti delle implicazioni della loro brillante confutazione?

Non credo.. perchè a questa mia obiezione mi hanno subissato di insulti e accuse di maschilismo e misoginia

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Rino DV 7:20 pm - 3rd ottobre:

Rita:
Che poi sarebbe come dire che alla donna di possedere un uomo non gliene frega niente, l’importante è possedere i suoi soldi
>>
Deduzione lineare e incontrovertibile.
Grande Rita.

RDV

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Luigi Corvaglia 8:44 pm - 3rd ottobre:

Concordo con Rino.
Però mi chiedo:
- condiviso obtorto collo la sostanziale parità;
- ammettendo come vero per tutti gli omicidi di donne (e sappiamo che non è così, se non in uno sparuto sotto-insieme) il senso di possesso;
Per codesti individui, uccidere per motivi economici rappresenta un attenuante?
O forse, questo è di sollievo per gli uomini morti per tal motivi?

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Fabrizio Marchi 8:48 pm - 3rd ottobre:

Rino DV,

Esatto, queste/i imbecilli non si rendono neanche conto delle contraddizioni in cui incappano…http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_unsure.gif

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Rita 9:59 pm - 3rd ottobre:

Luigi Corvaglia:
Concordo con Rino.
Però mi chiedo:
- condiviso obtorto collo la sostanziale parità;
- ammettendo come vero per tutti gli omicidi di donne (e sappiamo che non è così, se non in uno sparuto sotto-insieme) il senso di possesso;
Per codesti individui, uccidere per motivi economici rappresenta un attenuante?
O forse, questo è di sollievo per gli uomini morti per tal motivi?

qui il sistema lizziano/plurale/zanardo/singolare raggiunge capacità di analisi di fronte a cui il cervello ti si ingarbuglia come un intestino in cui una tenia assatanata si sia messa a ballare la tarantola. No, non è così. Perchè è noto che le donne guadagnano meno degli uomini, sono più precarie degli uomini e non possono lavorare perchè se ci si provano c’è subito un uomo che le tocca il culo, allora sono costrette a prostituirsi onestamente e a darlo via per evitare che i datori di lavoro lo tocchino. Oppure sono costrette ad uccidere il marito che non da loro i soldi, o ad eliminarlo per riprendersi sotto forma di eredità o pensione di reversibilità il maltolto dalla società maschilista. http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_scratch.gif Quindi c’hanno l’attenuante. Un uomo che uccidesse per motivi economici c’avrebbe l’aggravante perchè la società fa a gara nel regalargli soldi, avrebbe l’aggravante dell’avidità.
Giuro che non ho bevuto. Sono discretamente sobria, ma suppergiù il filo conduttore dei suddetti segue questo intricato percorso

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Fabrizio Marchi 10:16 pm - 3rd ottobre:

Rita,

Ricordiamoci sempre, cara Rita, che stiamo cercando di decodificare con un metodo logico-dialettico quello che in ultima analisi è un delirio ideologico privo di ogni logica, se non il suo essere funzionale a determinate dinamiche, proprio perchè privo di logica (vedi, rischiamo di incartarci anche noi a forza di star dietro a questa gente…).
Siamo di fronte ad una sorta di desiderio illimitato allo stato puro, che non vuole ostacoli di nessuna natura sul suo cammino, quindi volontà e delirio di potenza. Una nuova forma di totalitarismo molto ben camuffata.

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Rino DV 12:55 pm - 4th ottobre:

In società non torna utile a Rita ricevere i complimenti da uno come me. Ma glieli faccio cmq.
Ha pennellato con maestria un tratto del caos logico e dialogico della GNF.
Sulla cui strumentalità e impermeabilità ad ogni obiezione ha detto bene Fabrizio.
.
RDV

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Rita 1:32 pm - 4th ottobre:

grazie Rino. Siccome non sono donna di società nè di mondo, li apprezzo.

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Luigi Corvaglia 11:19 pm - 11th dicembre:

Bulgara, ma perfettamente al corrente degli sviluppi legislativi italiani nel settore: Udine: denuncia il compagno per maltrattamenti ma era lei ad averlo aggredito
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Va dai carabinieri a segnalare di aver subito maltrattamenti da parte del convivente, ma era solo una scusa per allontanarlo di casa, dopo che le aveva negato altri soldi da spendere nel vizio del gioco. La donna, una cittadina bulgara di 48 anni, ha bussato ieri sera alla caserma di un paese alle porte di Udine. Sono stati i militari dell’Arma coordinati dal pm di turno, a svolgere gli accertamenti dopo il rifiuto della donna di farsi visitare in pronto soccorso, o di farsi accogliere in un centro antiviolenza. Arrivati in casa della coppia, infatti, i carabinieri hanno scoperto che era tutto falso. A negare ogni maltrattamento da parte dell’uomo anche la figlia della donna, una ragazza di 17 anni nata da una precedente relazione. Sarebbe invece accaduto proprio il contrario: era stata la donna, delusa dalla mancata “paghetta”, a colpire il convivente con un posacenere. “E’ giusto denunciare ma bisogna stare attenti a quello che si dice e a non creare allarmi inutili”, ha commentato l’episodio il Procuratore capo di Udine Antonio Biancardi in attesa di leggere la relazione completa degli atti

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Fabrizio Marchi 10:02 am - 19th gennaio:

Questo è un maschicidio o un semplice omicidio? E’ importante capirlo, perchè se la vittima è stata uccisa in quanto uomo, cioè in quanto appartenente al genere maschile, si tratta di maschicidio. Se invece è stato assassinato per “futili motivi” è “solo” un omicidio…
http://www.modenaonline.info/notizie/2014/01/17/omicidio-a-modena-ucciso-a-coltellate-dalla-fidanzata_48746

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Luigi Corvaglia 10:45 am - 11th maggio:

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Luigi Corvaglia 6:40 pm - 27th maggio:

Aggiornamento.
Omicidio Cera, uccise il marito con un colpo di pistola: 27 anni di reclusione
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lunedì 26 maggio 2014
A uccidere Luigi Cera, il 15 giugno del 2004, con un colpo di pistola alla tempia fu la moglie Enza Basile. Lo ha confermato la Corte di Cassazione respingendo il ricorso presentato dall’avvocato della donna. E’ stata così confermata la sentenza di condanna a 27 anni di reclusione già emessa in primo e secondo grado.

Enza Basile, di Ugento, 54 anni, è stata condotta questo pomeriggio nel carcere di Borgo San Nicola dagli agenti di polizia giudiziaria del Commissariato di Taurisano. La donna uccise il marito nel sonno sparandolo alla tempia, con l’intenzione di simulare un suicidio. La sua difesa non ha retto: Basile raccontava di non aver udito lo sparo perché intenta a preparare un caffé in cucina; quando arrivarono i soccorsi, però, spiegò loro che il marito era caduto dalle scale.
Ora, la 54enne dovrà scontare la sua pena in carcere.
..
Altro link

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Fabrizio Marchi 5:13 pm - 23rd giugno:

La violenza è maschile e quando sono le donne ad agirla è perchè hanno interiorizzato la cultura maschile e patriarcale.
Ed è per questo che questa donna si è mangiata il marito dopo averlo cucinato…
http://www.leggo.it/NEWS/ESTERI/francia_anziana_uccide_marito_cucina_pene_naso_cuore/notizie/760931.shtml

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cesare 11:40 pm - 30th luglio:

Da Il Giornale on line di oggi

Una donna in USA spara al marito dopo un rapporto sessuale: motivo? L’uomo non l’aveva soddisfatta. Siamo arrivati persino a questo. Qualche tribunale da noi non è da escludere avrebbe derubricato il ferimento ad atto di legittima difesa magari della dignità e dei diritti della donna. E non è una ipotesi assurda se ricordiamo recenti assoluzioni in caso di omicidio di padri o maschi da parte di donne avvenute in Italia con motivazioni all’incirca di questo tipo. In USA la condanna è stata a dieci anni di carcere.
Si provi ora ad immaginare titoli, servizi tv, campagne di “Senonoraquandiste”, scompensi misandrici di Alfano, psicodrammi autoaccusatori di maschipentiti, “premicarrierapubblica” al femminile e approvazioni istantanee di leggi speciali, se i protagonisti fossero stati a parti invertite e in Italia.
Perché riporto la notizia? Perché il tentato omicidio era già successo nel 1991 ma senza conseguenze penali in quanto l’uomo si era rifiutato di testimoniare il crimine. E l’episodio evidenzia per l’ennesima volta che i maschi non denunciano le violenze subite da donne perché proteggono comunque la donna e si vergognano di venir meno a questa tutela. E quest’uomo ne è un esempio lampante.
Conclusione: fortuna per il genere femminile che i maschi le proteggono anche tacendo le violenze che le donne loro infliggono. Infatti se nonostante questo silenzio le violenze tra i generi risultano in sostanza numericamente equivalenti (leggere il documento del dott. Pellizzari circa la violenza femminile riportato proprio in questo sito), quale realtà si va a scoprire se i maschi non vivessero come un tabù la denuncia della violenza femminile?
Su questa realtà calerebbe, e comunque è già calato, un silenzio da segreto di Stato perché comporta la distruzione dello stereotipo socialmente rassicurante e necessario dell’immagine della donna incapace di violenza e buona per natura. Stereotipo che resiste nonostante l’emersione dalla quotidiana censura di fatti che lo smentiscono.
Comunque vedremo per quanto tempo ancora la violenza femminile contro i maschi (e anche contro i minori per non parlare della violenza del fenomeno aborto e i suoi catastrofici numeri)godrà della sua attuale invisibilità, invisibilità socialmente desiderata e istituzionalmente imposta (per cui per esempio, il solertissimo ISTAT invece tace).

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cesare 11:37 am - 31st luglio:

Dopo la liquidazione del principio cardine della civiltà giuridica per cui si è innocenti fino a prova del contrario e colpevoli solo dopo gli accertamenti e il dibattimento in un regolare processo, siamo arrivati al linciaggio per strada di alcuni maschi accusati di stupro da parte di donne, linciaggio attuato dalle mani di donne. Quanto si vede nel video infatti ha i tratti del linciaggio.
Siamo in India, paese di Gandi, una grande antichissima civiltà e col femminismo arriva il linciaggio e a quanto pare anche la sua legittimazione: la devastazione del diritto e la devastazione dell’immagine della donna.
Nell’america sessuofoba e razzista si linciavano i negri accusati in strada di stupro, poi si tagliava loro il membro e lo si esibiva come trofeo di giustizia nel giubilo di maschi e femmine: di fatto una pubblica orgia di violenza di massa a sfondo sessuale
In India, in questo video, si linciano con la medesima accusa dei maschi. A parte l’esito mortale, in questo caso possibile ma non accertato, e lo scempio del cadavere, ci sono molte differenze a distanza di circa un secolo?
Queste donne autonominatesi giudici e scatenate in violenze selvagge riattualizzano quel passato, illuminano il presente e sintetizzano il significato e la tendenza del mainstrem antimaschile che sta travolgendo l’Occidente e le aree di sua influenza.
Mi auguro che i media, le org. femministe in Italia, pronte a stracciarsi le vesti ogni secondo, enfatizzando oltre ogni dato di realtà violenze maschili reali o inventate, non se ne compiacciano, al contrario prendano immediatamente le distanze da questa deriva selvaggia e pericolosa che in Italia ha gà avuto le sue prime avvisaglie. Spero ci si renda conto quali sviluppi ci possano essere se questa deriva non viene imediatamente bloccata.
Il femminismo si sta sempre più manifestando come l’ideologia tramite la quale vengono legittimate e si affermano le tendenze più regressive, barbare e incivili della società, le tentazioni autoritarie ed extralege del potere.
Dietro queste donne c’è il medesimo potere, la medesima cultura che affitta il loro utero, stermina le concepite di sesso femminile, sfrutta le donne povere come serve nelle case delle donne ricche, affama i loro compagni, i loro fratelli, i figli e i padri. E le scatena e le trasforma in eroine brutali e selvagge, eroine femminili e femministe per un video si presume “didattico”.

http://video.corriere.it/india-due-uomini-accusati-stupro-picchiati-un-gruppo-donne/a3870210-186a-11e4-a9c7-0cafd9bb784c

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Daniele 9:32 pm - 31st luglio:

Dunque, premesso che se uno dovesse usare lo stesso metro della sopracitata demente statunitense (più brutta della fame, tra l’altro), bisognerebbe sparare a migliaia di femmine e quindi fare una carneficina, considerando tutte le seghe mentali e l’imbranataggine che si portano dietro (sessualmente parlando) una caterva di appartenenti al cosiddetto “gentil sesso” (non si sa di che… ma va beh…), vorrei far notare a Cesare che il problema di fondo sono sempre gli uomini che, tra l’altro, in numerosissimi casi trovano divertente la violenza femminile sui propri simili.
Ad esempio, leggi questo articolo, scritto dal solito gionalistucolo demente, su tale pseudo mensile “maschile” quale sarebbe GQ.
Nota il tono che usa e poi dimmi se non sarebbe da metterlo KO con una scarica di cazzotti in faccia…
>>
http://www.gqitalia.it/underground/2014/07/30/sperma-vita-donna-pistola-amante-deludente?utm_source=facebook&utm_medium=marketing&utm_campaign=gqitalia
>>
Quando mai, al contrario, una giornalista di sesso femminile userebbe certi toni? Quando mai una femmina troverebbe divertente la violenza maschile contro una propria simile? Sicuramente mai.
Ragion per cui non c’è da stupirsi dell’avanzata femminile e del fatto che le suddette facciano il bello e il brutto tempo.

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Mauro Recher 9:31 am - 1st agosto:

cesare,

Su questo copio ed incollo il commento di una ragazza ,per altro distante dal femminismo
queste donne non sono femministe. Sono semplici popolane cui lo stato nega ogni protezione e giustizia. donne che vedono calpestati realmente i loro diritti ogni giorno, che vedono le proprie figlie stuprate e i colpevoli impuniti. E’ normale che ti monti la rabbia, e dare un paio di lievi bastonate e manate a ‘sti porchi maledetti, vista la rabbia, è il minimo, anzi, li essere puniti in quel.modo potrebbe essere un reale deterrente. xxxxxxxxxxxxx, ripeto che questo video non c’entra nulla col femminismo, sono solo delle donne indiane comuni. E poi l’allusione ai villaggi tribali che c’entra? Le donne vittime di stupri sono dei villaggi tribali , ma anche giovani studentesse stuprate e bruciate vive. Parlare in termini così qualunquisti mi sembra francamente fuori luogo, e un modo per sminuire un problema reale. Per quanto l’informazione magari ci renda partecipe di ciò per un secondo fine, è innegabile che ciò realmente avvenga.
Questa è la mia risposta
permettimi di non essere d’accordo , ammettiamo che questi due siano veramente i colpevoli e che è vero che la giustizia indiana non rende appunto giustizia ,però posso portarti un esempio , non so se ricordi ,ma qualche tempo fa è andato in onda sulle iene un servizio su “stupro o non stupro” praticamente la storia era che la ragazza prima aveva accettato di fare sesso (quindi consensuale) poi li aveva accusati di stupro , seguendo questa logica i due “malcapitati”, prima di essere giudicati giusto che si prendono sonore mazzate da donne (ma anche uomini e che siano femministe o no non ha nessuna importanza) cosi tanto per gradire …e poi c’è un altra considerazione ,nel caso delle iene , un blog femminista li aveva descritti “ironicamente” come due adoni ,in sostanza volevano dire che ,cessi come erano, solo con lo stupro potevano avere rapporti …or bene anch’io non essendo un adone mi romperebbe abbastanza essere accusato di stupro solo per la scarsa avvenenza fisica e quindi ,seguendo l’esempio indiano ,preso a sonore legnate …lo stupro è una grave violenza ed è esecrabile (come tutte le violenze dal resto) ma lasciamo giudicare a chi di dovere

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Fabrizio Marchi 8:38 am - 16th settembre:

La guerra è maschile…

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Mauro Recher 7:26 pm - 16th settembre:

Fabrizio Marchi,

A tal proposito Fabrizio, guarda cosa ho scovato nella pagina de “il corpo delle donne”

Sempre se si vede il commento smile … comunque come si può dire a questa che il ministro (o la ministra) in questione è una donna ?

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ARMANDO 12:31 pm - 2nd ottobre:

http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3447

Ecco un esempio di violenza di genere, ed anche di cultura dello stupro (psichico). Due “madri” lesbiche chiedono ed ottengono (clamoroso) che la scuola tratti il “loro” figlio maschio come una femmina.
Violenza bestiale e vero stupro. Non so definirlo altrimenti.
armando

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romano 1:13 pm - 14th ottobre:

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Luigi Corvaglia 9:56 pm - 15th ottobre:

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romano 9:39 pm - 22nd ottobre:

Lei fa sesso con un 15enne mentre il marito si limita ad assistere.
Sentenza: 3 anni di carcere per la donna, 4 e mezzo per l’uomo.
http://www.dailymail.co.uk/news/article-2803590/Totally-perverted-couple-got-15-year-old-babysitter-high-meow-meow-forced-having-sex-jailed.html

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Luigi Corvaglia 10:41 pm - 12th gennaio:

Violenza domestica e stalking, leggi uguali in tutta Europa per proteggere le vittime
…..
Si tratta di una iniziativa rilevante, che non solo può concretamente aiutare le donne (nel documento UE non si fanno differenze di genere ma sappiamo tutti che sono soprattutto le donne le principali vittime della violenza domestica e dello stalking), a riprendere in mano la propria vita potendo contare su una rete di protezione più robusta e ampia, ma soprattutto che pone la UE ai vertici mondiali dei luoghi più sicuri in cui vivere. Se ci pare poco.
…..

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Fabrizio Marchi 4:18 pm - 22nd gennaio:

http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_italiana/2015/01/22/neonato_lasciato_morire_dalla_mamma_per_ricevere_l_indennizzo_ass-5-404612.html
Da notare che l’articolo recita testualmente:”In realtà, secondo gli inquirenti, la 37enne, pienamente consenziente, è stata indotta a partorire prematuramente con la tecnica del “pinzamento”.
“E’ stata indotta”…qundi l’autore dell’articolo da già per scontato che la madre sia stata “indotta”, cioè condizionata, o che questa sia l’opinione del magistrato che indaga sui fatti.
Naturalmente ciò non significa che non sia possibile ma che non è affatto scontato. Le cose potrebbero infatti essere del tutto capovolte e potrebbe essere stata la donna a “indurre” il medico ad un simile comportamento, magari in cambio di soldi.
Ma sarebbe come chiedere a un giornalista di fare informazione…
P.S. minchia, mi sono dimenticato di avere anche io una tessera da giornalista nel portafogli…va bè, ci siamo capiti…

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Fabrizio Marchi 4:36 pm - 22nd gennaio:

Questo modo di riportare la notizia è lo stesso che viene ormai normalmente utilizzato nei casi in cui una donna uccide un uomo o una moglie il proprio marito…
“Si sospetta che abbia reagito a un’aggressione da parte di lui…”, “la donna subiva da tempo maltrattamenti dal compagno…” ecc. ecc. “il marito la stava minacciando e lei ha agito d’istinto”
Quindi gli uomini uccidono le donne perché le considerano una loro proprietà privata mentre le donne uccidono gli uomini tutt’al più per legittima difesa…

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Rita 5:26 pm - 22nd gennaio:

Fabrizio Marchi:
http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_italiana/2015/01/22/neonato_lasciato_morire_dalla_mamma_per_ricevere_l_indennizzo_ass-5-404612.html
Da notare che l’articolo recita testualmente:”In realtà, secondo gli inquirenti, la 37enne, pienamente consenziente, è stata indotta a partorire prematuramente con la tecnica del “pinzamento”.
“E’ stata indotta”…qundi l’autore dell’articolo da già per scontato che la madre sia stata “indotta”, cioè condizionata, o che questa sia l’opinione del magistrato che indaga sui fatti.
Naturalmente ciò non significa che non sia possibile ma che non è affatto scontato. Le cose potrebbero infatti essere del tutto capovolte e potrebbe essere stata la donna a “indurre” il medico ad un simile comportamento, magari in cambio di soldi.
Ma sarebbe come chiedere a un giornalista di fare informazione…
P.S. minchia, mi sono dimenticato di avere anche io una tessera da giornalista nel portafogli…va bè, ci siamo capiti…

beh questa volta credo che il giornalista sia stato corretto, puoi tranquillizzarti laugh non c’è solo marcio in Danimarca. Credo che il termine “indotta a partorire con la tecnica del pinzamento” preceduta da “pienamente consenziente” stia ad indicare non l’azione persuasiva del medico ma proprio il termine tecnico che si usa in campo medico quando il parto viene, per l’appunto, “indotto” e non avviene naturalmente, lo si dice anche se non c’è intenzione di uccidere il bambino, quando per esempio il feto è già morto e allora si “Induce” il parto per farlo uscire.

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Luigi Corvaglia 4:17 pm - 25th gennaio:

Violenza domestica e stalking, leggi uguali in tutta Europa per proteggere le vittime

Un nuovo protocollo di leggi sta per essere varato dalla Commissione Europea per tutelare in modo omogeneo in tutta Europa le donne vittime di violenza domestica e stalking
…… segue

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Enrico 3:46 pm - 27th gennaio:

http://www.vita.it/societa/media-cultura/ravensbr-ck-la-guerra-nascosta-di-hitler-alle-donne.html

Secondo questo articolo le vittime dell’olocausto sarebbero state nascoste, anche in tempi recenti, perché donne. Mah…

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Luigi Corvaglia 4:13 pm - 27th gennaio:

Enrico,

L’impronta di questo tipo di articoli è ben visibile. Comunque le donne sono vittime o carnefici. Al pari degli uomini. Ne aveva scritto già Cesare qui

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Enrico 6:20 pm - 27th gennaio:

mi era sfuggito l’articolo. Grazie ;)

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armando 7:37 pm - 27th gennaio:

Straordinario: I crimini di quel campo non erano “solo crimini contro l’umanità”, ma “crimini contro le donne”, come a dire che erano più gravi. “Più della metà delle vittime dell’olocausto furono donne”. Ovvio, perchè le donne sono più numerose degli uomini. Si insinua subdolamente, invece, che gli uomini avrebbero avuto trattamenti di favore dai nazisti. Stomachevole articolo, davvero sessista anche nella tragedia.

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Fabrizio Marchi 10:26 am - 28th gennaio:

Si, avevo già letto di sfuggita quell’artcolo…
Va bè, mi sembra più che altro una delle tante operazioncine mediatiche in chiave femminista. Ormai puoi prendere qualsiasi argomento, rigirarlo in chiave femminista, e scriverci un libro che comunque un minimo venderà e avrà il suo pubblico…Quando dico qualsiasi, intendo dire qualsiasi…queste ormai sono capaci di inventarsi qualsiasi cosa, non so, che quando si fa la fila all’ufficio postale le donne ne risentono maggiormente perchè oltre al tempo sottratto al lavoro c’è quello sottratto alla cura dei figli o per preparare la cena…e quindi le donne in qualche modo sono discriminate anche quando fanno la fila all’ufficio postale…
Non vorrei sembrare esagerato, ma ormai la situazione è questa…

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romano 5:18 pm - 27th maggio:

Tribunale: la donna toglie un coltello dalla borsa per uccidere il Pm http://www.laleggepertutti.it/89016_tribunale-la-donna-toglie-un-coltello-dalla-borsa-per-uccidere-il-pm

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Daniele 7:40 pm - 1st luglio:

Non è un articolo attinente al 100%, e non lo condivido del tutto, però lo riporto ugualmente.
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http://team-centurion.blogspot.it/2012/03/il-coraggio-fa-male-mai-fidarsi-di-chi.html
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Il coraggio fa male – Mai fidarsi di chi non ha mai preso un pugno in faccia
Di Scott Locklin (settembre 07, 2011)
traduzione di Giovanni”Fuck yeah”Fort
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Ai conservatori piace parlare delle cause del Tramonto dell’Occidente: il femminismo, il lassismo morale, l’abuso di droghe, il declino del cristianesimo, i reality TV. Attribuire la colpa del decadimento della civiltà a delle scorfane lardose come Andrea Dworkin [famosa femminista militante americana obesa N.d.T.] è l’equivalente di un medico che emette una diagnosi di demenza senile sulla base delle rughe che solcano il volto di una persona anziana. Il fatto che la gente abbia ascoltato cretini e cretine come la Dworkin è solo un sintomo, non la causa, di una cultura che sta tramontando. La causa del declino della civiltà è semplice semplice: mancanza di contatto con la realtà oggettiva.
Il grande banchiere e giornalista (nonché fondatore dell’originaria National Review) Walter Bagehot, lo ha espresso molto bene quasi 150 anni fa: “La storia è costellata delle rovine di nazioni che hanno guadagnato un po’ di progressismo al costo di una grandissima porzione di dura virilità, e che hanno così preparato se stesse per andare incontro alla distruzione non appena i movimenti del mondo ne hanno creato l’opportunità.”
Ogni grande civiltà raggiunge un livello di prosperità tale che è possibile vivere tutta la propria esistenza da pacifisti senza subirne per questo serie conseguenze. Molte civiltà sono arrivate allo stato di involuzione rappresentato ad esempio dai moderni costumi Berkleiani, dallo scambio di coppie al vegetarianismo. Idee di questo tipo non hanno origine in un’esistenza dura a contatto con le forze della natura e degli elementi: sono invece l’inevitabile conseguenza dell’essere degli inutili smidollati urbani che vivono separati da qualsiasi contatto significativo con la realtà. Gli individui “ipercivilizzati” cercheranno di dipingere la propria decadenza come un qualcosa di “altamente evoluto” e degno di emulazione, in quanto è fenomeno che può esistere esclusivamente nella serra calda e brulicante di vita dei centri urbani altamente civilizzati… proprio come le epidemie di influenza. L’evoluzione comporta selezione naturale brutale e spesso violenta, e quelle persone hanno la stessa esperienza delle brutali forze evoluzionistiche che ha il tipico barboncino urbano, tosato, infiocchettato, e vestito di ridicolo cappotto.
Attraverso tutta la storia dell’umanità, civiltà vigorose hanno avuto vari modi di gestire la sfortunata tendenza degli esseri umani a diventare degli idioti senza nerbo. I sudcoreani (che, e sarei pronto a metterci dei soldi, sono secondo me gli uomini più duri in Asia al giorno d’oggi) hanno come rito di passaggio un servizio militare dalla durezza veramente brutale. Mi dicono che i sovietici mandavano gli studenti a raccogliere le patate nei campi durante le feste nazionali. Gli antichi Greci usavano la competizione sportiva e i costanti conflitti bellici. Le classi lavoratrici anglo-americane, l’ultimo vasto gruppo virtuoso rimasto in quei paesi, usano il bullismo, gli sport violenti, le scazzottate, e la vita dura.
Penso che una certa visione del mondo derivi inevitabilmente dalle esperienze di violenza. È un qualcosa che … come dire … potremmo chiamare virilità. Non è assolutamente necessario essere il più duro del mondo per essere un uomo, ma bisogna essere disposti a gettarsi nella mischia quando le condizioni lo richiedono.
Un uomo che ha partecipato a una rissa o che ha praticato sport violenti ha esperito molto di più della vita rispetto a uno che manca di questi punti di riferimento. I pugni, la lotta, gli scontri armati di coltello, gli sport violenti, i duelli con le mazze da baseball, puntarsi contro delle pistole, venire schiacciati sul campo da rugby – gli uomini che hanno fatto queste esperienze sono diversi da quelli che ne mancano. Gli uomini che si sono allenati a combattere, o hanno provato direttamente situazioni del genere, sanno cosa significano coraggio e fortezza mentale, e lo sanno in prima persona. Gli uomini che sono stati messi alla prova fisicamente sanno che l’ineguaglianza è un fatto, come le leggi della fisica. Gli uomini che sanno come esercitare violenza hanno anche chiara coscienza del fatto che l’assunto di base del femminismo radicale – il fatto che donne e uomini siano uguali – è una menzogna. Sappiamo che le donne non sono come gli uomini: non lo sono fisicamente, mentalmente, né in termini di carattere morale.
Gli uomini che hanno combattuto sanno quanto sia difficile opporsi alla folla, e sanno che la civiltà è cosa fragile quanto importante. Un uomo che ha vissuto la violenza sa che, alla radice, la civiltà è un accordo reciproco tra gli uomini a comportarsi bene. Questo accordo può essere infranto in ogni momento: fa parte dell’essere uomo essere pronti quando quel momento arriva. Gli uomini che sono stati in scontri fisici conoscono una cosa di cui al giorno d’oggi si parla raramente senza sciocche risatine: l’onore.
Gli uomini che hanno fatto esperienza di scontri fisici sanno che, a un certo livello, le parole sono solo parole: a un certo punto le parole devono essere supportate con le azioni.
Soprattutto, chi ha vissuto scontri violenti sa che non c’è assolutamente nulla di buono o di nobile nell’essere una vittima. Questo è un concetto che il moderno “movimento conservatore”, guidato per lo più da fighette smidollate, ha perso, probabilmente in modo irrevocabile. Sono sempre lì a cercare di toccare le corde del nostro cuore, da “Salviamo tutti i bambini”, alle tragiche condizioni del conflitto israeliano-palestinese, ai sensi di colpa coloniali e Martin Luther King, fino al frignare perché i media non fanno giustizia ai loro appelli accorati ed emotivi per giustificare il desiderio di sganciare bombe in testa ai mussulmani. I Repubblicani stanno addirittura considerando seriamente un vero e proprio candidato-vittima: Michelle Bachman. Per quanto se ne capisce, è una sorta di Barack Obama degli stati centrali degli USA, con in più un paio di tette e una visione del mondo leggermente più delirante.
Gli uomini moderni “civilizzati” non fanno a pugni. Non praticano sport violenti. Giocano ai videogame, e al più guardano lo sport in televisione. Gli uomini moderni sono dei deboli, fisicamente ed emotivamente. L’uomo ideale non è più John Wayne, James Bond o Jimmy Stewart: è uno sfigato piagnucolante che va dallo psicologo o dall’analista, una sorta di lesbica accondiscendente dotata di cazzo, che chiama la polizia (che in teoria odia) quando ci sono dei problemi. L’uomo moderno ideale è quello sfigato inglese senza spina dorsale che è arrivato a dare persino i propri pantaloni al vandalo che lo minacciava durante le recenti sommosse nel sud di Londra.
Come siamo arrivati a questo punto? Estrogeni nel cibo? L’influenza corrosiva del marxismo culturale? Le unità familiari troppo ridotte? Alcuni degli uomini più dotati di palle che conosco sono cresciuti con una serie di fratelli con cui fare a botte.
Quando gli uomini validi e disposti a combattere sono tutti estinti, cessa di esistere la civiltà. Non saranno virago dal mento sottile e dalla mascella piccola a salvarvi dalle orde barbariche. Nessuno sfigato effeminato con la laurea presa ad Harvard si farà avanti per difendere in prima persona la decenza, gli usi comuni del vivere civile: si tratta solo di astrazioni e costrutti sociali, non lo sapete? Il movimento dei conservatori non vi salverà: sono solo carrieristi col cuore da coniglio, terrorizzati anche solo all’idea di offendere una minoranza.
Teddy Roosevelt, il mio Presidente ideale, teneva un leone e un orso come animali da compagnia nella Casa Bianca, e praticava quotidianamente il jiu-jitsu e la boxe. Perse addirittura la vista da un occhio durante un incontro amichevole di pugilato, mentre era presidente. I nostri ultimi tre gloriosi leader sono uomini che hanno cagnetti piccoli e pelosi come animali domestici, e per tenersi in forma fanno jogging. Di fronte a decisioni difficili, non fanno ciò che è giusto e non dicono la verità – fanno ciò che è più facile o politicamente comodo. A differenza dei nostri ultimi tre presidenti, Teddy Roosevelt non ha mai mandato uomini a morire in guerre inutili, sebbene lui rischiasse ben volentieri in prima persona il collo facendo la lotta a mani nude con gli orsi.
Non sono un duro da paura: sono un intellettuale dal fisico esile che porta sempre la giacca e pensa tutto il giorno alla matematica. Non mi alleno più per combattere, e le mie esperienze di violenza sono abbastanza limitate. Nondimeno, giudico le persone sulla base di questo tipo di cose. Quando incontro un uomo per la prima volta, non mi frega niente che tipo di diplomi o premi ha appesi ai muri. Non mi frega se è un liberale o un conservatore. Voglio sapere se è il tipo di persona su cui potrei contare in una rissa. In ultima analisi, quella è l’unica cosa che veramente conta.
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Fabrizio Marchi 8:57 am - 2nd luglio:

Daniele,

Articolo interessante sotto un certo profilo, che sicuramente affronta un tema reale, cioè quello della svirilizzazione del maschile. Naturalmente ci sono degli sfondoni e delle contraddizioni. Il riferimento all’”influenza corrosiva del marxismo culturale” è una di queste. Intanto perché del marxismo tutto si può dire tranne che sia un’ideologia pacifista… Al contrario i comunisti sono sempre stati accusati di essere dei violenti e dei totalitari (anche in parte a ragione…). Quindi come al solito l’autore dell’articolo (che è sicuramente un uomo di destra americano) confonde la brodaglia liberal e radical dei campus americani (alla Jane Fonda, per capirci…) con i marxisti e i comunisti. E lo fa anche contraddicendosi, perché poco prima, fra gli esempi di stati che educano o educavano i giovani secondo quei modelli di virilità che lui stesso sostiene, cita proprio l’Unione Sovietica (e a ragione…).
Ciò detto, ci sono ovviamente tanti e più significativi modi per esprimere la virilità, non certo solo quello del confronto fisico… Mi riferisco, ovviamente, alle tante prove di forza che tanti uomini hanno sopportato e affrontato, anche se non comportavano l’utilizzo della forza fisica. In tal senso uno degli esempi portati dall’autore dell’articolo per significare lo smidollamento delle società occidentali svirilizzate, è profondamente sbagliato. Mi riferisco a Martin Luther King che invece, pur essendo un uomo di pace, è stato e continua ad essere un esempio di grande virilità, forza e coraggio; altro che smidollamento. E’ più smidollato quell’ubriacone di Bush che ha bombardato e massacrato decine se non centinaia di migliaia di persone o Martin Luther King, assassinato per suoi ideali di pace, eguaglianza e convivenza civile? E lo stesso dicasi per uomini come Ghandi o anche come Mandela. Tutti esempi di grandissima virilità e di grandissima maschilità pur essendo degli uomini anche fisicamente esili. Naturalmente potrei portare migliaia di esempi…
Poi bisogna capire che cosa si intende con il concetto di forza e confronto fisico, perché un conto è praticare sport e arti di combattimento (che dovrebbero insegnare valori quali il coraggio e l’audacia, ma anche la lealtà e il rispetto dell’altro, specie se è più debole…), un conto è anche, obtorto collo, saper accettare situazioni di confronto fisico laddove necessario, per difendersi, per difendere i propri cari, un amico, la propria donna, o anche semplicemente una persona indifesa per la strada, uomo o donna che sia. E un altro è invece praticare il bullismo e la violenza gratuita che è sempre un atto di prepotenza del più forte sul più debole, comunque la si metta. Perché tra esercizio della forza (che è consapevole e quindi equilibrato) e la violenza c’è una differenza abissale, anche concettualmente parlando.
Fatte queste opportune premesse, l’articolo contiene sicuramente anche degli elementi di importante riflessione. A d esempio, la chiusura dell’articolo la condivido in toto laddove dice:” Quando incontro un uomo per la prima volta, non mi frega niente che tipo di diplomi o premi ha appesi ai muri. Non mi frega se è un liberale o un conservatore. Voglio sapere se è il tipo di persona su cui potrei contare in una rissa. In ultima analisi, quella è l’unica cosa che veramente conta”.
Su questo sono completamente d’accordo. Naturalmente il senso di questa affermazione deve anche essere esteso, oltre la possibilità concreta del trovarsi ad affrontare una situazione di scontro fisico violento dove è comunque fondamentale avere la certezza di essere in compagnia di un amico che non ti molla da solo. Come ripeto, le circostanze possono essere le più svariate e in molti casi, anche molto più impegnative e rischiose di uno scontro fisico. Il concetto è quello di poter contare sull’altro in qualsiasi frangente, e a volte, come ripeto, non è detto che il confronto fisico sia la situazione più drammatica che un uomo possa affrontare nella vita…
Concludendo con una battuta, in riferimento al titolo dell’articolo (“Mai fidarsi di chi non ha mai preso un pugno in faccia”), ragazzi, potete fidarvi alla grande del sottoscritto, datemi pure le chiavi di accesso dei vostri (credo magri…) conti correnti bancari, perché il sottoscritto ne ha presi talmente tanti in vita sua che se li è dimenticati quasi tutti. Ho detto quasi. Due non me li sono dimenticati e non potrò mai dimenticarli. Quello di un infame che oltre ad essere il doppio di me mi ha aggredito alle spalle aspettando che mi voltassi (ero totalmente incurante…) senza nessun preavviso rompendomi il naso, e quello di un mio compagno in palestra (ero giovane) che una volta durante un allenamento mi ha rifilato un gancio destro che per anni mi ha provocato una dolenzia al collo (per il contraccolpo, va bè, queste cose, tu, Daniele le conosci bene…)…
Mortacci sua (amichevole, s’intende…) che legnata… http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_yahoo.gif

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Daniele 3:00 pm - 2nd luglio:

Fabrizio
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Perché tra esercizio della forza (che è consapevole e quindi equilibrato) e la violenza c’è una differenza abissale, anche concettualmente parlando.
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Ovvio, infatti questo è uno dei punti sui quali dissento.
>>
Fabrizio
>>>>>>>>>>
e quello di un mio compagno in palestra (ero giovane) che una volta durante un allenamento mi ha rifilato un gancio destro che per anni mi ha provocato una dolenzia al collo (per il contraccolpo, va bè, queste cose, tu, Daniele le conosci bene…)…
>>>>>>>>>>>
Eh… eccome se le conosco…
Anni fa, quando mi allenavo assiduamente, questo era il pugile (proveniente dal karate prima e dalla kick poi; attualmente buttafuori esperto di street-fighting) che meno digerivo durante i vari sparring.
http://www.guazzaroni.it/wp-content/uploads/2012/07/mirko1.jpg
Pesava venti chili meno di me – era un peso medio – sfuggente, agilissimo, veloce come un gatto (era capace di “arrampicarsi” sui muri e di fare una capriola all’indietro), sicché per un massimo come me era veramente difficile beccarlo con qualche cazzottone.
Ed infatti mi mise sempre in difficoltà
Certo, quando lo centravo li sentiva i colpi… ma era veramente un cazzo in culo.
Tra l’altro, per un breve periodo (intorno al 2002), mi allenai anche nella lotta libera e frequentemente con quest’uomo qui,
http://www.sporterni.it/immagini/articoli/8697.jpg
che se avesse avuto un’altra testa, avrebbe potuto disputare anche le Olimpiadi, quando era giovane (oggi dovrebbe avere 47 anni o giù di lì), considerando le sue grandi capacità atletiche.
Trattasi di Jonathan Molfino, più volte campione italiano e campione del mondo master, sia nella libera che nella greco romana, esattamente due anni fa.
(Suo nonno fu quinto nella greco romana, alle Olimpiadi di Berlino, nel 1935).
Ricordo che pur essendo più basso di me e pesante circa venti chili di meno (il suo peso forma era intorno ai 74 kg), mi metteva sotto senza tanti problemi.
Una volta tentò di darsi al pugilato, e ci feci pure i guanti, però in quell’occasione fu lui a rimetterci…;-)
Fisicamente era, ed è, un “animale”.

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Daniele 3:10 pm - 2nd luglio:

Edit: le Olimpiadi di Berlino furono disputate nel 1936, non nel ’35… Mi sono sbagliato.

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romano 2:15 pm - 8th luglio:

Lui reagisce alla violenza della ragazza ma, leggendo un po’ di articoli, il violento è solo uno. Il ragazzo è un giocatore di football universitario che, con ogni probabilità, ha gettato alle ortiche la possibilità di giocare nella NFL (tanto per cominciare è già stato cacciato dalla squadra dell’università).
Dal filmato si può notare che è la ragazza ad alzare le mani per prima. Nonostante questo, i giornalisti non si fanno problemi a fare fantasiose ricostruzioni dell’accaduto.

http://video.repubblica.it/mondo/usa-il-quarterback-manesco-picchia-ragazza-in-discoteca/206354/205459?refresh_ce

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romano 3:56 pm - 20th agosto:

SULLE FREQUENTAZIONI “NERE” DI CERTO FEMMINISMO

https://www.mail-archive.com/dirittiglobali@alexn.itb.it/msg00344.html

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romano 1:51 pm - 27th aprile:
Luigi Corvaglia 4:44 pm - 27th aprile:

romano,
.
Mah … non ho tempo per replicare alla “femminista razionalista”, ma così, en passant, mi verrebbe da dire che se i fatti non non te li vai a cercare non è detto che vengano da soli a trovarti.
Mi sto riferendo al passaggio:
.
Quello che possiamo concludere dall’analisi dei dati relativi allo stupro e alle violenze sessuali è che:
– esse sono compiute, con una predominanza schiacciante (>90%), da uomini, sia su uomini che su donne;
– le vittime uomini sono molte meno delle vittime donne (non che sia una gara, ma è intellettualmente disonesto affermare il contrario): 18,3% contro 1,4%;
– le vittime uomini sono in maggioranza bambini di età fino a 10 anni (27,8%), mentre la fetta più grossa di vittime donne sono giovani fra i 18 e i 24 (37,4%).

.
Magari, dico magari ehh …. è intellettualmente disonesto parlare di un fenomeno e non indagarlo nella sua interezza …..
Mi sto riferendo con tutta evidenza alle carceri, popolate lì come quì fino ad oltre il 90% da uomini.
http://www.tuttoamerica.it/la-societa-americana/situazione-delle-carceri-americane/

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mauro recher 4:33 pm - 29th aprile:

Gli ho lasciato questo commento …..
Da questo se ne deduce che esiste un sesso virtuoso che è quello femminile, e un sesso “bastardo” che è quello maschile, se ne deduce anche che, senza gli uomini, sarebbe certamente un mondo migliore, senza stupri e violenze di qualsiasi tipo …. comunque se volevo leggere che una categoria era migliore di un’ altra andavo in una pagina leghista, in una pagina ( tiro ad indovinare,ma sono sicuro di fare centro) che sembra “antifascista” mi aspettavo qualcosa di diverso, invece siete molto simili, cambiano solo gli attori

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Luigi Corvaglia 4:34 pm - 12th maggio:

Inquietante il ripetersi di questi esisodi:
Bari, botte e insulti agli alunni di 3 anni: arrestate due maestre della scuola materna
Ma ancora più inquietante che nessuno si interroghi sulle cause.

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armando 11:56 am - 13th maggio:

Luigi, sei ingenuo. La causa è evidente: l’educazione maschilista a cui sono state sottoposte le povere maestre, e l’introiezione da parte loro dei canoni culturali patriarcali.

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Luigi Corvaglia 7:37 pm - 13th maggio:

armando,
Si, lo so …. blush ma però nemmeno quello …. silenzio assoluto…. buba

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mauro recher 5:34 pm - 17th maggio:
Luigi Corvaglia 10:27 pm - 5th giugno:

Molte persone, soprattutto uomini, quando si parla di “violenza di genere” attribuiscono al concetto una valenza universale. Che vale certamente per le donne, ma che, qualora ne ricorrano i presupposti, sia valido anche per gli stessi uomini.
Niente di più errato.
In realtà “violenza di genere” sta per “violenza maschile contro le donne”. Punto. Il viceversa, concettualmente, sociologicamente e giuridicamente semplicemente non esiste.

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Luigi Corvaglia 6:11 pm - 20th settembre:

Si apre un nuovo fronte nella guerra contro la violenza sulle donne.
Però, visti i numeri nel settore sanitario (donne in maggioranza, ed in prospettiva ancor di più), è più giusto parlare di violenza “intragenere”. Da donne verso altre donne.
.

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