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25 ago 2010  |  48 Commenti

Salviamo Sakineh. E gli altri?…

In questi giorni, in ogni dove, si sente parlare dell’appello in favore di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana condannata alla lapidazione per adulterio e per complicità nell’ omicidio del marito.

Naturalmente la campagna è condotta, oltre che per salvare Sakineh anche (come si legge nell’articolo sopra) in favore di tutte quelle donne iraniane ostaggio delle proprie famiglie, della propria società e di leggi scritte che contraddicono i principi dei diritti umani».

Premesso che sono contraria alla pena di morte (in tutte le sue forme) mi sono chiesta più volte se la situazione in quei paesi (come l’Iran ed altri paesi del Medio Oriente sotto una dittatura teocratica e non) fosse davvero l’inferno delle donne, ostaggio delle proprie famiglie e della società, private di ogni diritto umano, e il paradiso degli uomini che, di conseguenza, costituendo l’altra metà della società e delle famiglie verrebbero a trovarsi nella posizione di detentori  di ostaggio. Oppure se non fosse un “inferno” per entrambi.

Prima di Sakineh c’erano state Safya, Amina, le donne in pericolo e a rischio di lapidazione per le quali sono stati lanciati numerosi e ripetuti appelli. Eppure, in generale, la pena di morte (così come il carcere) è una misura presa in gran misura più nei confronti degli uomini che non delle donne.

Ho dato un’occhiata al rapporto di Amnesty International  sulle condanne a morte ed esecuzione nel 2009 e così ho potuto leggere alcuni numeri cui di norma non viene dato rilievo sui media.

Così, proprio a proposito dell’Iran e della lapidazione (pena che da quanto ho capito è comminata solo agli adulteri) a pag. 18 si legge “Nonostante una direttiva del 2002 imponesse una moratoria sulle esecuzioni tramite lapidazione e una dichiarazione dell’agosto del 2008 del portavoce dell’autorità giudiziaria che affermava che questo metodo diesecuzione era stato sospeso, almeno cinque uomini e una donna sono stati lapidati a morte negli ultimi otto anni.  A gennaio 2009, lo stesso portavoce ha confermato alcune esecuzioni tramite lapidazione e ha detto che la moratoria non ha un peso legale e che i giudici possono anche ignorarla.

Il 5 marzo 2009, Vali Azad è stato lapidato a morte in segreto, all’interno della prigione di Rasht, nel Nord Ovest dell’Iran. Almeno altre sette donne e tre uomini sono a rischio di essere lapidati perché condannati a morte per adulterio durante il matrimonio.

Quindi, ricapitolando, il 70% degli incarcerati in attesa dell’esecuzione di cui si ha notizia è costituito da donne ma l’83.34% delle esecuzioni avvenute è costituito da uomini. In sostanza le condanne per adulterio sono 50%  uomini e 50%  donne (5 lapidati e 3 in attesa dell’esecuzione fra gli uomini e 1 lapidata e 7 in attesa di esecuzione fra le donne) ma, stando ai dati forniti da Amnesty, solo il 12.5% delle donne viene effettivamente messo a morte in un modo così barbaro contro il 62.5% degli uomini.

Sulle motivazioni nulla si sa. Potrebbe anche essere che all’attenzione internazionale vengono portate solo le donne e di conseguenza, date le pressioni mediatiche internazionali, venga sospesa o procrastinata l’esecuzione in percentuale maggiore per le donne mentre per gli uomini non essendoci appelli o tam tam mediatico non c’è speranza? Oppure c’è, a monte, una severità maggiore nel giudicare (o forse è anche più facile che venga allo scoperto l’adulterio nel caso di una donna e che lo  si dimostri) ma di contro, una maggior clemenza, alla fine, nel giudizio?

Così, ad esempio sempre in Iran, il progetto di legge per il reato di apostasia prevedeva pene diverse per un uomo e per una donna (progetto di legge che pare sia stato approvato, nonostante le pressioni internazionali, tanto che nel novembre 2009 è stato impiccato per apostasia il ventisettenne Ehsan Fattahian).

“L’Istituto sulle politiche religiose e pubbliche, con sede a Washington, che ha reso nota giorni fa l’iniziativa, spiega che il testo in esame stabilisce la morte per l’apostata-uomo e il carcere per l’apostata-donna”.

Parlando di condanne a morte in generale, si apprende che in Iraq dalla fine del 2009, sono più di 900 le persone, incluse 17 donne, che si trovano in imminente rischio di essere messe a morte nel paese. Secondo le informazioni ricevute da AmnestyInternational, queste persone hanno esaurito tutti i possibili gradi di appello e ora le condanne a morte devono essere ratificate dal Consiglio presidenziale.

Ecco qua. Lo stesso meccanismo comunicativo per i morti sul lavoro, evidentemente gli uomini in attesa di giudizio sono 883 o forse di più, visto che il totale delle persone è 900 ma l’accento  cade su “quell’incluse 17 donne” . E a proposito della maggior capacità empatica femminile secondo cui se le donne fossero al potere, in virtù della loro capacità di dare la vita, combatterebbero la cultura di morte, si apprende anche che in Iraq, a contrapporsi al presidente Jalal Talabani che sostiene l’abolizione della pena di morte e si rifiuta di firmare le esecuzioni, oltre al primo ministro e ad alcuni altri ministri c’è anche una signora, la dott.ssa Wijdan Mikhail Salim che è stata nominata nientemeno che ministro dei diritti umani e il cui mandato dovrebbe essere proprio quello di promuovere la causa della protezione dei diritti umani.


48 Commenti

Fabrizio Marchi 2:03 pm - 3rd settembre:

Ottimo intervento, Rita, che fa luce su una realtà, in particolare quella del mondo islamico e dei suoi cosiddetti stati “canaglia”, dipinti da sempre come una specie di inferno sulla terra per sole donne.
Chissà perché non si fanno mai campagne per la liberazione dei condannati e delle condannate a morte in Arabia Saudita e sempre per quelli in Iran. Forse per le stesse ragioni per le quali si incrimina per stupro il fondatore di Wikileaks?… Oppure le vite degli arabi sauditi (specie se uomini) e di tanti altri valgono meno di quelle degli iraniani (e delle donne iraniane)?
I dati che riporti, peraltro di Amnesty International che non è certo tacciabile di antifemminismo, la dicono lunga sulla reale situazione che sia le donne che gli uomini, entrambi oppressi da regimi dispotici e repressivi, vivono in molti di quei paesi (peraltro molto diversi fra loro…), in primis in quelli più fedeli all’alleato occidentale. Ma ci si preoccupa (e in modo fazioso, come abbiamo visto) solo di quello che accade in Iran. Eppure una sbirciatina a quello che succede nelle carceri egiziane, marocchine o algerine dove l’utilizzo della tortura è sistematico (anche per conto terzi, guarda un po’…adesso poi che hanno chiuso Guantanamo…) non sarebbe male…
Ancora una volta il dogma dell’oppressione di genere” a senso unico, sempre, comunque e, soprattutto in questo caso, dovunque, viene smentito dai numeri e dai fatti concreti.
Anche in quel contesto.
Fabrizio

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Alessandro 3:11 pm - 3rd settembre:

Davvero complimenti per l’articolo. Il tuo approccio all’argomento è stato impeccabile; lo hai affrontato come dovrebbe fare qualsiasi cittadina/o, ossia dopo aver ascoltato la notizia offerta dai media si è impegnata/o ad approfondire l’argomento senza accontentarsi della versione mediatica. Purtroppo la pigrizia, oltre ovviamente alle modeste basi culturali e capacità intellettuali di molti, ci portano ad accontentarci spesso delle tendenziose versioni di “regime”. Saltano fuori allora tante verità non dette e non scritte, che sono state giustamente sottolineate da te, Rita, e da Fabrizio nel precedente intervento. Dopo ciò che hanno appreso dalla televisione, quanti italiani pensano che questo tipo di punizione per il “reato” di adulterio venga inferto esclusivamente alle donne? Sicuramente in tantissimi. La barbarie umana non discrimina per sesso come si evince chiaramente. Non ho mai sentito di un appello per salvare un adultero e forse anche questo non è casuale. Detto ciò mi auguro vivamente che questa persona non sia un’altra vittima della follia umana. Sarebbe una vittoria straordinaria per tutti.
La verità non ci viene mai servita su “un piatto d’argento” come vorrebbero farci credere, volenti o nolenti, i tanti imbonitori e giornalisti mercenari che affollano le sale radiotelevisive. Costa sempre, invece, impegno, approfondimento, sforzo intellettuale che ciascuno dovrebbe perseguire individualmente.

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ckkb 3:16 pm - 3rd settembre:

Considerazione di realtà e giustizia quelle di Rita. Che fa pertanto un ottimo servizio a tutti, in particolare al genere femminile: come si dice? basta un giusto per salvare la città.
Aggiungo che mobilitarsi esclusivamente in nome delle donne, come sta succedendo, ed esclusivamente contro la condanna a morte di una donna, con una impostazione pertanto rigorosamente di genere, squalifica immediatamente l’impegno di giustizia e verità che viene ridotto al livello di una mistificazione e strumentalizzazione di parte. Appare infatti prevalere l’interesse, più che a salvare la sventurata di turno, a usare la sua lapidazione come occasione per lapidare moralmente il genere maschile: tacere sui lapidati maschi fa passare una narrazione per cui ci sono i maschi lapidatori da una parte, e le donne lapidate dall’altra. Alias la tesi della violenza esclusivamente maschile e contro le donne. L’ennesima campagna di malebashing. Il che è gravissimo. A questo svuotamento di ogni credibile, autentica e sincera intenzione e verità di un impegno, ancorchè sacrosanto, porta la cecità e la follia di chi oggi soccorre la sventura e il dolore umano, ma esclusivamente in base all’appartenenza per sesso.

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Leonardo 3:21 pm - 3rd settembre:

la violenza sulle donne rende molto in tutti i campi, però voglio ricordare che in America fanno giustamente battaglie contro la pena di morte in occasione di condannati maschi, anche perché le donne non le condannano a morte facilmente.
comunque voglio dedicare a questi popoli arabi, in queste circostanze, una canzone romana molto sentita:
http://www.youtube.com/watch?v=-75jQ7KxkTs&feature=related

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Fabrizio Marchi 3:47 pm - 3rd settembre:

Verissimo, Leonardo, negli USA la grandissima maggioranza dei condannati a morte sono stati e sono maschi, poveri e di colore. Non ho la percentuale esatta ma mi sembra che alcuni dati li abbia riportati a suo tempo Silver, sempre puntuale da questo punto di vista.
Insomma, nella più grande democrazia occidentale ad essere arrostiti sulla sedia elettrica sono sempre stati uomini, appartenenti ai ceti sociali più bassi e in grandissimo numero a minoranze etniche. Numerosissimi anche gli italiani, subito dopo i neri, vittime di linciaggio in quel paese, dove fino agli anni ’40 , la pratica delle esecuzioni sommarie extragiudiziarie era diffusissima. L’odio e il disprezzo per gli italiani era fortissimo in America, tra i primi del ’900 e fin verso la fine dei ’50. Sono stati centinaia gli italiani linciati brutalmente o impiccati in quel periodo.
Dovrebbero studiare un po’ di più la storia i seguaci del neorazzismo nostrano…
Fabrizio
P.S. naturalmente ci sarà sempre qualche femminista che ci spiegherà che questo è accaduto e accade perchè i maschi sono più violenti delle donne. Una risposta di altissima sociologia…

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Leonardo 4:42 pm - 3rd settembre:

Come dice il sergente Hartman nel film di Kubrick “Full Metal Jacket”:” Qui non si fanno distinzioni razziali, qui si rispetta gentaglia come negri, ebrei, italiani o messicani”.

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Luke Cage 5:58 am - 4th settembre:

Quoto in particolare il primo commento di Fabrizio: è evidente in questa campagna,molto più che in altre,l’alleanza tra il dogma femminista della violenza di genere (sarebbero i maschi iraniani a uccidere le Sakineh,non il regime degli Ayatollah) e la ragion di Stato,o meglio, dell’Impero..

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Fabrizio Marchi 8:50 am - 4th settembre:

Esattamente, LukeCage, hai colto nel segno. L’obiettivo non dichiarato, ovviamente, del “Ministero della Propaganda Globale” è quello di criminalizzare il mondo e la cultura islamica, evitando di soffermarsi sulle responsabilità politiche dei regimi oppressivi di quei paesi. Naturalmente si criminalizza a senso unico. Ci sono i buoni e i cattivi. I buoni sono gli alleati (ormai quasi tutti i cosiddetti regimi arabi moderati) dell’occidente, i cattivi quelli non allineati (ormai solo l’Iran, di fatto, perché anche la Siria è stata abbastanza ammorbidita, pur rimanendo una non allineata).
Quindi il Marocco, dove il popolo Saharawi è stato cacciato con la violenza dalla sua terra, dove da trent’anni è stato costruito un muro di migliaia di km. con mine antiuomo, carri armati, e circa 150.000 soldati a presidiarlo, è considerato fra i “buoni”. Andiamo a chiederlo ai Saharawi che vivono nei campi profughi nel Sahara (esperienza diretta, ci andai di persona) e soprattutto ai prigionieri Sharawi detenuti nelle carceri marocchine, all’avanguardia ovviamente per le condizioni di detenzione…D’altronde, il 60% del petrolio marocchino finisce in Francia e negli USA, vogliamo metterci a rompere i coglioni con i diritti umani dei Saharawi (e del popolo marocchino)? Ma via…
Fra i buoni anche l’Egitto (che ora, sotto ricatto economico, sta chiudendo anche lui i tunnel che permettono ai palestinesi di Gaza di sopravvivere), dove si fa uso sistematico della tortura per conto della CIA, l’Algeria, dove le formazioni islamiche integraliste sono state massacrate con brutalità a tutti i livelli (facendo uso sistematico, anche in questo caso, della tortura), la novella Libia di quel simpaticone di Gheddafi, ex nemico pubblico numero uno, ora invece principale partner commerciale dell’Europa e soprattutto dell’Italia, il quale (Gheddafi), ormai convertito alle ragioni dell’occidente, si è addirittura impegnato a sparare preventivamente sugli immigrati che tentano la via del gommone verso l’Italia.
E naturalmente, ultime ma non per ultime, come si suol dire, le “avanzatissime” e “progressiste” monarchie dell’Arabia Saudita, degli Emirati Arabi, del Qatar e compagnia cantando…In questi paesi si manda a morte per lapidazione anche per molto meno e molto più frequentemente che in Iran.
Non solo, in Iran una sorta di sistema democratico esiste, le elezioni si svolgono, poi che gli esiti vengano rispettati o meno è un altro discorso, ma esiste una opposizione, anche a livello parlamentare. In Arabia Saudita e nelle altre monarchie dell’area no. Però sentiamo parlare solo dell’Iran.
Il quale Iran è stato utilizzato (come Saddam) contro Saddam stesso, il quale a sua volta è stato utilizzato contro gli ayatollah in una guerra che allora provocò circa due milioni di morti…
Ma di tutto questo non ce ne frega nulla perché lo scopo è dire che in quei paesi solo e solamente le donne sono (un ritornello già ascoltato, o mi sbaglio?…) sempre, comunque e dovunque le oppresse e le vittime innocenti del potere maschilista, che in quei paesi è ancora più potente e oppressivo perché naturalmente c’è l’Islam, il nuovo demone dopo il crollo del comunismo. La nuova malattia del millennio, per lo meno finchè anche l’ultimo degli integralisti non verrà ridotto a più miti ragioni. Poi se i “moderati” sono peggio degli integralisti, tagliano le mani ai ladri, lapidano uomini e donne, opprimono i loro popoli con i loro regimi di classe e di casta, a noi “checcefrega”, basta che ci riforniscano di petrolio (anche perché se non lo fanno li bombardiamo), ci consentono di fare le vacanze di massa a basso prezzo a Sharm Ek Sheik e si impegnano a frenare il flusso di immigrati dalle coste del Mediterraneo, con le buone (eufemismo) o con le cattive…
Ma per fortuna c’è sempre una Sakineh da salvare (speriamo che le risparmino la vita) che testimonia quanto l’occidente abbia a cuore i valori della democrazia e del rispetto dei diritti umani, specialmente in quell’area del pianeta.
Fabrizio

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mauro recher 9:42 am - 4th settembre:

beh ,che dire quoto il post di Fabrizio in toto ,non saprei aver detto di meglio

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Leonardo 2:32 pm - 4th settembre:

Discorsi molto di sinistra, solo che qui si ha il coraggio di toccare le donne.
Una in televisione ha detto: è una vergogna per i maschi lapidare una donna.
Lo spauracchio delle donne è che gli uomini dimentichino di adularle, rispettarle e si incazzano, altroché: finirebbe la pacchia e i soprusi per le signore.

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Rita 5:52 pm - 4th settembre:

“Alessandro: Dopo ciò che hanno appreso dalla televisione, quanti italiani pensano che questo tipo di punizione per il “reato” di adulterio venga inferto esclusivamente alle donne? Sicuramente in tantissimi”.

commenti tratti dalle mail di chi firma l’appello..da notare in particolare l’ultimo: “e perchè lapidare solo le donne?”

Al di là dei numeri, delle notizie e contro-notizie, insomma della gran confusione sulla notizia, pochi (essenzialmente solo qui) si sono chiesti “che fine ha fatto l’amante? come sta?” … immagino che tutti lo diano già per serenamente a casa sua e sotto sotto, qualcuna prova pure un senso di fastidio perchè lui non l’ha pagata come lei..

http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-ecc563cf-e02e-418e-8037-bc623da48a6d.html?p=0

“E la caccia alle streghe continua… Sono passati secoli, ma l’intolleranza al femminile persiste: donne, dobbiamo allearci, siamo una sola, insieme in un unico corpo, fatto di acqua, terra, aria, fuoco e spirito.”

“Basta con questi soprusi e con queste vigliaccherie. Le donne non sono inferiori agli uomini, e TUTTI devono avere il coraggio di riconoscerlo!!!
Basta alla pena di morte, e basta alla volontà di possesso sul corpo delle donne.”

“Solo Dio puo’ dosporre della vita delle sue creature.
perche’ poi lapidare solo le donne quando l’adulterio si commette in due?
E’ inconcepibile che una societa’ cosiddetta civile possa tollerare simili nefandezze!
Vorrei poter dire a quei signori
LO SAPETE POI COM’E’ DIO? VI HA DETTO LUI DI COMPORTARVI COSI’?
E SE DIO FOSSE ANCHE DONNA? NE AVRETE DI TEMPO PER MEDITARE SULLA VOSTRA PESSIMA CONDOTTA QUANDO ARROSTIRETE ALL’INFERNO PER L’ETERNITA’”

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licia 5:55 pm - 4th settembre:

Secondo me queste campagne sono talmente strumentalizzate politicamente ad esempio contro l’iran che la gente perde ogni interesse a difendere determinati principi,questa è un grave responsabilità che contribuisce ad imbarbarire sempre piu non l’iran bensi l’occidente.

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Leonardo 6:37 pm - 4th settembre:

Possiamo dire allora che in Iran c’è più parità tra uomo e donna, li ammazzano entrambi a sassate; ricordo che è dai tempi del vangelo e anche prima le adultere venivano lapidate, e Gesù disse: chi è senza peccato scagli la prima pietra! amen.

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M.Persico 4:19 pm - 6th settembre:

Tra l’altro se viene condannata sara’ impiccata e non lapidata, in quanto assasina e non solo adultera.

Parallelo sull’argomento
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=7419

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Fabrizio Marchi 4:41 pm - 6th settembre:

Sakineh è accusata di complicità in omicidio, oltre che di adulterio (ammesso che quest’ultimo possa essere considerato come un reato da codice pensale…).
Ciò detto, di qualsiasi reato possa essere accusta o ritenuta colpevole, o al limite anche rea confessa, gli Uomini Beta sono contrari alla pena di morte, sempre, comunque e dovunque.
Poi che la vicenda venga utilizzata in modo strumentale per tante altre ragioni, come abbiamo già evidenziato in altri commenti oltre che nell’articolo stesso, è altro discorso.
Fabrizio Marchi

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ckkb 5:14 pm - 6th settembre:

Nell’orrore e nella giusta protesta per la pena di morte e della pena di morte in modalità così crudeli, non possiamo non citare le nostre carceri dove i maschi e i padri si autoimpiccano uno a settimana, e uno ogni mese sono invece pestati a morte. In gran parte senza essere ancora stati giudicati colpevoli. Sentita per caso qualche onorevole, costuitasi in lobby femminile a tutela dei diritti umani, dichiarare oltre alla propria vicinanza a Sakineh anche: “Siamo tutte a fianco di questi maschi e padri di famiglia italiani morti ammazzati?”.

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armando 6:30 pm - 6th settembre:

Ho cercato di scovare numeri certi sulle condanne a morte in Iran e sulla loro divisione secondo i sessi ma non ho trovato nulla di certo. Solo indizi che fanno pensare che la stragrande maggioranza siano uomini. Eppure sarebbe importante saperlo perchè ogni questione deve partire dalla realtà dei numeri per essere valutata e commentata con un minimo di ogettività. Detto questo è ovvio che per me Sakinah non deve essere uccisa, qualunque reato abbia commesso come non diovrebbe essere ucciso un uomo nella sua stessa posizione.

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Simone M. 7:27 pm - 6th settembre:
Luke Cage 8:45 pm - 6th settembre:

La solidarietà a Sakineh è sottintesa da parte di tutti coloro che condividono le idee di questo sito,e probabilmente anche dalla maggior parte degli autori dei commenti soprariportati.
Non vacilliamo di fronte all’ipocrisia di queste campagne che periodicamente perseguono un fine nobile e condivisibile tramite la disinformazione e la diffusione di un immagine distorta di una barbarie che si abbatte indiscriminatamente su uomini,donne e bambini.
A tal fine segnalo un post di Icarus che già un anno fa (nonchè in occasioni precedenti) si adoperava per smaschere l’ipocrisia di queste campagne strumentali che fanno perno sulla superficialità e la disinformazione:
http://ilvolodidedalo.blogspot.com/2009/05/i-diritti-umani-secondo-tette.html?showComment=1243023932529

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Luke Cage 5:32 pm - 8th settembre:

http://www.uominibeta.org/2010/01/08/sono-andato-a-puttane/#comment-5281
Rispondo sotto questo articolo poichè mi sembra più “in tema”
@Sandro:
“Vorrei porre una domanda:
Ma è compatibile con il minimo sindacale di onestà intellettuale che ogni individuo dovrebbe (il condizionale non è casuale) avere, replicare ad un discorso come quello fatto da M. Fini (che ho avuto modo di leggere), discorso chiaramente (e sottolineo il chiaramente) riferito al qui ed ora, argomentando che in qualche parte del mondo islamico le donne vengono ammazzate a sassate?

La risposta alla tua domanda si trova nella citazione che qui riporto,tratta da uno dei testi propedeutici alla Questione Maschile:”Questa Metà Della Terra” di Rino Della Vecchia,lettura imprescindibile a mio modesto parere.
“L’Altrove.
La colpa degli uomini non viene solo dal passato dell’Occidente ma da
ogni altro luogo, da ogni altra Civiltà del pianeta. A tal fine si sviluppano
periodiche campagne mediatiche attraverso le quali i delitti maschili compiuti
in ogni parte del mondo vengono messi sotto gli occhi (dentro
l’anima) dei maschi occidentali. Oggi ne formano oggetto l’infibulazione e
la clitoridectomia africane, domani i roghi delle donne indiane e la soppressione
delle bambine cinesi, in primavera gli stupri punitivi di gruppo in Sudan,
in autunno le lapidazioni in Nigeria. Un giorno si viene a sapere che
una minorenne nicaraguense stuprata ha difficoltà ad abortire, un altro che
un uxoricida saudita è stato assolto. Campagne di mobilitazione vengono
avviate con lo scopo dichiarato (l’intenzione) di salvare Amina e Safiya,
condannate alla lapidazione, mentre l’effetto colpevolizzatore viene dissimulato.
La denuncia di questi crimini non produce ovviamente alcun effetto
in quei luoghi nei quali avvengono, ma li provoca qui-ed-ora colpevolizzando
in uno stillicidio senza pause gli uomini di questa civiltà.”
(tratto da “Questa Metà Della Terra” di R.Della Vecchia,pag.67,Ed.Altrosenso),scaricabile liberamente tramite il seguente link:
http://metromaschile.it/altrosenso/qs-meta-della-terra/
Buona lettura!

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Fabrizio Marchi 6:41 am - 24th settembre:

Teresa Lewis, giudicata mentalmente disabile da tutte le perizie mediche, è stata appena giustiziata in Virginia (USA).
Per lei, come per tanti altri e altre, nessuna campagna mediatica per impedirne l’assassinio di stato. Sembra proprio che convenga nascere in uno “stato canaglia”…
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/09/22/visualizza_new.html_1760416169.html

Fabrizio

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Superciuk 10:02 am - 24th settembre:

A quanto riporta Vittorio Zucconi, non soltanto in vita, ma anche nella morte, c’e’ una sostanziale differenza tra uomini e donne…”Gli studiosi della pena capitale hanno sottolineato la rarità di condanne capitali contro donne e della loro esecuzione: soltanto 11, in tutti gli Stati Uniti, lo scorso anno su 1180, 1%, anche se le femmine commettono il 20% dei reati violenti”
http://www.repubblica.it/esteri/2010/09/24/news/teresa_lewis_la_condanna_al_patibolo_che_crea_imbarazzo_alla_casa_bianca-7372431

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ckkb 11:13 am - 24th settembre:

Alla prossima donna disabile che ammazzano in nome della Legge del taglione invadiamo gli USA. Una volta che saremo sul loro territorio, con l’occasione, convinciamoli a cambiare anche la Legge che si sono dati e che consente ai loro medici e alle loro donne di fare un buco in testa ai nascituri anche di otto/nove mesi per estrarre loro il cervello così da far passare l’infanticidio per aborto. Poi li rieduchiamo con l’aiuto delle tribù native sopravvissute.

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Fabrizio Marchi 12:11 pm - 24th settembre:

E’ sconvolgente come anche un giornalista di indiscussa intelligenza, cultura e talento come Vittorio Zucconi sorvoli sostanzialmente, pur avendolo segnalato a margine del suo articolo, il risvolto di genere della mattanza della pena di morte negli USA.
Lui stesso ci spiega che il 99% dei condannati a morte (1180) sono uomini mentre neanche l’1% (11) sono donne, nonostante queste siano responsabili del 20% dei reati violenti.
Eppure nessun approfondimento per quello che sembra in realtà essere il dato più eclatante dell’intera vicenda, se non per dire che:“L’essere femmina, che storicamente ha sempre rappresentato una sorta di attenuante implicita, nella presunzione che le donne siano meno violente dei maschi, nell’immagine di colei che genera e accudisce la vita, fu nel caso di Teresa un’aggravante”.
Un colpo al cerchio, insomma,e uno alla botte. Posso sbagliami anche perché non sono nella testa di Zucconi, però mi pare che se da una parte fa un passo in una direzione, poi ne fa subito un altro in quella opposta.
Chissà, forse potrebbe tornarci utile pubblicare un annuncio su qualche giornale: “A.A.A. Cercasi intellettuali dotati di un minimo di coraggio e onestà intellettuale. Questo è quanto chiediamo e quanto siamo in grado di offrire”.
Che ne dite? Qualcuno potrebbe rispondere?
Fabrizio

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Roberto 12:12 pm - 24th settembre:

ckkb
>>
Alla prossima donna disabile che ammazzano in nome della Legge del taglione invadiamo gli USA.
>>
Ok, allora, se siete coerenti, invadete pure la Cina, ovvero il paese dove vengono eseguite il maggior numero di condanne a morte. Scusate, ma io, in tal senso, vi trovo molto faziosi.

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Fabrizio Marchi 12:29 pm - 24th settembre:

Ti sbagli, e di grosso, Roberto, perché hai compreso perfettamente il senso di ciò che stiamo dicendo ma tu, in modo maldestro e strumentale, non perdi occasione per fare polemica pseudo politica fine a se stessa. E non negarlo perché è così.
Peraltro non abbiamo nessuna particolare simpatia per il governo cinese e per il sistema sociale vigente in quel paese che solo persone con il paraocchi come te si ostinano ancora a voler considerare come comunista …
E comunque, quand’anche lo fosse, e non lo è, non avremmo (come non abbiamo) alcuna esitazione nel criticarlo e condannarlo, proprio perché anche in quel paese, come in tanti altri, la grande maggioranza purtroppo, i diritti umani vengono spesso e volentieri calpestati.
E sai benissimo anche questo. Per cui non fare il furbo con noi perché non attacca.
Cerchiamo di elevare la discussione e di essere un po’ più intellettualmente onesti, cosa che normalmente avviene in questo luogo. Non sempre, purtroppo.
Fabrizio

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Roberto 12:34 pm - 24th settembre:

Fabrizio
>>
Peraltro non abbiamo nessuna particolare simpatia per il governo cinese e per il sistema sociale vigente in quel paese che solo persone con il paraocchi come te si ostinano ancora a voler considerare come comunista …
>>
Non ho scritto che è un paese comunista o pseudo-capitalista, perché vivendo a Ostia non è che mi interessi un granché la cosa. Ho soltanto voluto farvi notare che esistono stati canaglia ancor più canaglie di quello stato canaglia al quale tu stesso fai riferimento.
Tu dici che bisogna essere intellettualmente onesti; vero, ma il discorso non vale solo per me, che vi ho intenzionalmente provocato, ma anche per voi, che vedete solo una faccia della realtà: quella statunitense-occidentale, come se il resto del mondo fosse un “paradiso terrestre”.

http://it.wikipedia.org/wiki/Pena_di_morte_nella_Repubblica_Popolare_Cinese

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Fabrizio Marchi 12:38 pm - 24th settembre:

Ma chi l’ha mai detto che il resto del mondo è un paradiso terrestre? Ma cosa vai dicendo? … Io non l’ho mai neanche pensata una simile stronzata. E non mi pare che l’abbia detta qualcun altro su questo blog.
Quindi falla finita perché è una polemica troppo stupida per poterla portare avanti. E lo sai benissimo. E poi non mi venite a dire che non sono tollerante…
Cerchiamo di essere seri, per favore…
Fabrizio

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Roberto 12:42 pm - 24th settembre:

Calmo, Fabrizio, stai calmo, che non è il caso di alterarsi, non fosse altro per il fatto che ho scritto “paradiso terrestre” anziché paradiso terrestre (senza virgolette).

Buona giornata.

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Fabrizio Marchi 1:00 pm - 24th settembre:

Io non sono affatto alterato, sono solo stanco di gente che arriva qui per “provocare intenzionalmente”, come tu stesso hai ammesso di avere fatto, nel penultimo dei tuoi post.
Queste “provocazioni intenzionali”, e quindi in malafede, non giovano a nessuno e ottengono solo il risultato di depistare dall’argomento principale che, nel caso specifico, è quello di una ennesima e gravissima discriminazione che gli uomini (beta) subiscono. In questo ci sei riuscito perfettamente.
Mettiti metaforicamente davanti ad uno specchio e ragionaci sopra. Ce la puoi fare.
Fabrizio.

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Raffaele 1:43 pm - 24th settembre:

Esatto, Fabrizio. La verità è che vi sono singoli e isolati personaggi che si “occupano” di QM solo per provocare e/o dividere. Dai priapisti “all’antica” che identificano la QM con la necessità di “ammazzare gli stupratori” e di pagare le cene alle donne e scarrozzarle a destra e a sinistra, a quelli Neocons con il loro culto del consumismo e imperialismo occidentali. Il signore in questione si è fissato con la convinzione che noi amiamo la Cina, l’Iran. Ma chi gliela leva più dalla testa questa sua fisima??!!! E’ un fissato. Punto. Meglio ignorare certa gente.
Andiamo avanti.

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Leonardo 1:47 pm - 24th settembre:

E poi gli USA ci riguardano più da vicino, in Italia c’è stato un vero e proprio mito dell’America che ancora oggi resiste, vista come un grande paese moderno.

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ckkb 2:44 pm - 24th settembre:

Penso appunto che la riflessione sulla QM, ovunque venga portata con passione e onestà di cuore e di mente, sia lo spazio in cui si recupera al maschile la libertà da ogni arruolamento strumentale. E’ da millenni che, come i guerrieri di Kurosawa, corriamo con insegne non propriamente nostre sulle nostre spalle: abbandoniamole, abbandoniamo gli idoli, non attribuiamo loro il nostro potere, perchè finisce che lo usano contro di noi. La capacità di impegno, la capacità di lavoro, la capacità di dono, l’intelligenza, la creatività maschile, la determinazione e la potenza e la fede di cui sono capaci i maschi per una volta nella Storia che siano consapevolmente per noi. Per quel tu individualmente e collettivamente rimosso che siamo tutti noi maschi. Sono convinto che il bene dei maschi è immediatamente il bene di tutti.

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Luke Cage 3:44 pm - 24th settembre:

Ciao.
Purtroppo in questi giorni non riesco ad intervenire come e quanto vorrei causa preparativi per un imminente trasloco.
Non ho potuto fare a meno di notare ,come nei commenti poco sopra, dei tentativi apparentemente isolati di deviare e svilire le discussioni tramite polemiche futili.
Secondo me è in atto un tentativo di delegettimarci da parte di qualche furbastro (che Raffaele e Fabrizio hanno puntualmente smascherato) proveniente da Metromaschile.
Con la scusa che il presente sito si offre come spazio altamente democratico,costoro fingono di dare un contributo costruttivo alla discussione per poi farci passare per “i soliti sinistrorsi dall’attitudine stalinista” quando vengono educatamente invitati a non sprecare il proprio e l’altrui tempo in sciocchezze e/o sfascismi..
Noto con piacere che i miei COMPAGNI Raf e Fabri e altri lettori per niente sprovveduti non ci stanno cascando..
Saluti
P.s.:
Colgo l’occasione per ribadire che sul tema corteggiamento mi trovo completamente d’accordo con Fabrizio, e,riferendomi ad Armando, a chiarire (come sempre..) che qui da parte nostra non c’è mai stata alcuna polemica personale nei confronti di nessuno ma a continuare a trattarci per fessi solo perchè abbiamo l’ardire di portare avanti questa battaglia “da sinistra” non sortirà l’effetto da molti sperato..sappiamo di essere una componente del MoMas tanto minoritaria quanto pericolosa per l’establishment e questo ci porta a continuare per la strada che abbiamo deciso di intraprendere. I tuoi inviti ad una maggior spirito collaborativo e a non prendersela ,caro Armando, inoltrali pure dalle parti di Metromaschile e non a noi che non abbiamo mai acceso micce o sparso benzina (in senso metaforico ovviamente) da nessuna parte.
Un ultima cosa : come rilevato da Raffaele,all’interno del MoMas vi è una vera e propria deriva “machista” e forcaiola del tutto speculare e in un certo senso quasi (inconsapevolmente) alleata del femminismo, di cui ignora (o forse condivide) il carattere razzista,sessista e reazionario da sempre nemico di chi si riconosce nell’orizzonte filosofico e nei principi del M.U.B.
Imbarcare gente a caso in questa nostra avventura non ci è per niente utile soprattutto perchè ci sono altri movimenti maschili all’interno dei quali certe istanze e prese di posizione trovano una collocazione più idonea.
Per il momento ho detto tutto.
Saluti

Luke

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Luigi Corvaglia 2:45 pm - 28th settembre:

Salvate Sakineh …….
Salvatela …….

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cesare 5:09 pm - 28th settembre:

anche questo può andarsene trattato in modo che sarebbe scandaloso per un cane: un agonia di due giorni; ma volete che i nostri politici ci possano lavarsi la faccia e le mani come fanno con i mantra femministi? è un maschio!

http://speciali.espresso.repubblica.it/interattivi/franco-mastrogiovanni/index.html

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Luigi Corvaglia 5:57 pm - 28th settembre:

L’ho visto. Lo sto vedendo sul sito. E ti capisco.
Ma temo che per quando riguardi la sanità (d’altronde di questi temucci le nostre non se ne occupano … meglio poltrone e potere) la cosa sia dolorosamente condivisa da tutti. Uomini e donne.
Ai nostri politici, uomini, interessano tutti gli affari e il conseguente potere, che gira intorno a quel mondo.
Ai nostri politici, donne (con codazzo femminista), che quegli affari e quel potere siano spartiti al 50%. sad

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Fabrizio Marchi 6:52 pm - 28th settembre:

Una vicenda agghiacciante, a dir poco…

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mauro recher 8:24 pm - 28th settembre:

Luigi è quello che ho scritto anch’io nel mio blog ,secondo l’istat la maggior parte della morte femminile è dovuto alla salute ,allora ,se hanno tanto a cuore le donne perchè non battersi per una sanità più efficiente che non riguardi solo il tema dell’aborto ? Invece di battere sempre sul tasto della violenza di genere che ,è pacifico che ,se ci fossero meno omicidi ,saremmo tutti più felici ,ma riguarda (per fortuna) una piccola parte del mondo femminile…
lo so che possono essere discorsi cinici ,perchè certamente una famiglia di una vittima avrebbe più di una “contastazione” da fare ..ma qui ragioniamo sui grandi numeri
Sarà che ,per me ,anche per la malattia che ho ,anche se per ora non mi da nessun scompenso,( ma se peggiora devo ricorrere al trapianto di reni ),la sanità ha sempre un ruolo principale non solo per me ,ma per la nostra famiglia (la malattia è ereditaria) e leggere di quelle storie ,sicuramente non aiuta

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Luigi Corvaglia 8:00 pm - 22nd gennaio:

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Roberto Buffagni 9:49 pm - 22nd gennaio:

Pena di morte, cosa raccapricciante. Però almeno il condannato qualcosa di male avrà fatto, salvo errori.
E abortire cos’è? “Una scelta dolorosa”. Cos’ha poi fatto il condannato? Niente, dava fastidio. Ma basta che occhio non veda, e il cuore non duole.
Come diceva Bernanos, l’uomo moderno è duro di cuore e debole di nervi. La donna, peggio.

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Luigi Corvaglia 8:07 am - 20th marzo:

Abbiamo due thread sull’argomento per cui pubblico la notizia in entrambi.
Torna libera Sakineh, l’iraniana condannata a morte per adulterio.
….
di Monica Ricci Sargentini
E’ stata rilasciata per buona condotta Sakineh Ashtiani, la donna iraniana condannata nel 2006 alla lapidazione per adulterio e per il suo presunto coinvolgimento nell’uccisione del marito. La sua vicenda commosse il mondo nell’estate del 2010 quando la mobilitazione popolare probabilmente la salvò dal patibolo. A dare la notizia della liberazione a Teheran è stato Mahamad Javad Larijiani, Segretario Generale del Consiglio Superiore iraniano per i diritti umani: “È stata scarcerata per la sua buona condotta e perché la nostra religione ha misericordia nei confronti delle donne”, ha spiegato Larijani, consigliere della Guida Suprema e fratello del più celebre Ali, capo del Parlamento.

Non è chiaro se il rilascio sia definitivo. Né la famiglia né Iran Human Rights ha confermato la notizia. Certo se la liberazione sarà confermata, il merito è tutto dell’attenzione che il caso ha destato nel mondo. Erano quattro anni che la comunità internazionale e le organizzazioni per i diritti umani chiedevano giustizia per questa donna di 47 anni, madre di due bambini, condannata a morte in due distinti processi: il primo per l’omicidio di suo marito, il secondo per adulterio. La condanna a morte per impiccagione relativa al reato di omicidio era stata commutata in una pena di dieci anni di prigione in appello, mentre quella per lapidazione relativa all’adulterio era stata riconfermata nel 2007. Nel luglio del 2010, la giustizia iraniana, a seguito dell’ondata del movimento internazionale che aveva chiesto a gran voce la sua liberazione, aveva sospeso la pena in attesa di un nuovo esame del dossier. Poi di Sakineh non si è saputo più nulla.

Le autorità iraniane avevano sempre respinto le accuse di violazioni dei diritti umani asserendo di stare semplicemente applicando la legge islamica che prevede la pena di morte per una serie di crimini. Ma l’Unione Europea aveva definito “barbara” la sentenza nei confronti di Sakineh che nel 2006 aveva già subito 99 frustate per adulterio. Di sicuro in questi anni è stato difficile se non impossibile parlare con la donna. Spesso gli avvocati e i famigliari sono stati esiliati, imprigionati e costretti al silenzio per aver pubblicizzato la sua storia. Per fortuna c’è stato il lieto fine.

Tuttavia l’Iran resta pieno di centinaia di prigionieri condannati o in attesa di giudizio, torturati o uccisi, spesso solo per reati politici, ignorati quasi del tutto da noi. Tra i tanti nomi, quello di Bahareh Hadayat, l’attivista e femminista 33enne condannata nel 2010 a dieci anni per il suo impegno, malata e non curata nel famigerato carcere di Evin. Una campagna per liberarla è stata lanciata dagli esuli politici iraniani, prima tra tutti dalla Nobel Shirin Ebadi.

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Luigi Corvaglia 9:16 pm - 25th ottobre:
fabriziaccio 6:03 am - 26th ottobre:

L’articolo del Fatto è appena poco meglio dei commenti fanaticamente femministi, e misandrici, che l’hanno accompagnato.
L’uomo ammazzato diviene potenziale sutpratore per una violenza mai avvenuta ma tentata secondo le dichiarazioni dell’assassina.
I commenti sono uno spettacolo di ignoranza, Islamofobia, Iran-fobia e misandria, che dimostra come il femminismo sia diventata l’arma del sistema dominante occidentale per fomentare le masse in crociate ideologico-capitaliste

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Luigi Corvaglia 11:14 am - 27th ottobre:

Iran-fobia, hai detto bene.
Infatti non ricordo tutto questo rumore mediatico, ad esempio, per questa poveretta: Emirati Arabi Uniti: Donna condannata alla lapidazione ad Abu Dhabi

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romano 2:12 pm - 5th febbraio:

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