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11 set 2013  |  20 Commenti

Salvador Allende

Oggi è il quarantesimo anniversario dell’assassinio di Salvador Allende, Presidente socialista del Cile dal 1970 al 1973, quando un colpo di stato organizzato dagli alti ufficiali dell’esercito cileno, appoggiato e finanziato dagli USA  dell’allora amministrazione Nixon-Kissinger, rovesciò il governo da lui guidato per instaurare una brutale e sanguinaria dittatura, dichiaratamente fascista.

Allende è un uomo che ha speso la sua vita nella lotta per la libertà, la giustizia, la democrazia, l’eguaglianza, il socialismo.

Oggi, nell’anniversario del suo brutale assassinino, non possiamo non ricordare la sua figura, il suo esempio, la lealtà ai valori di cui era portatore (che sono anche i nostri), la sua coerenza fino all’estremo sacrificio.

Onore al Presidente Salvador Allende e disonore ai criminali torturatori che hanno spezzato la sua vita e quella di tante migliaia di cileni che lottavano per i suoi stessi ideali.

 http://youtu.be/fMt7gHOtYX8


20 Commenti

Pappagallus padanus 1:36 am - 13th settembre:

Ehi! Ma se questo e`un sito di sporchi negazionisti fallocratici come vorrebbe la Terragni, ma allora perche`pubblichiamo questi articoli? Accidenti, o siamo in confusione…oppure…

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Fabrizio Marchi 10:09 am - 7th novembre:

Sapendo di fare cosa gradita a Pappagallus…http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wink.gif posto anche qui questa mia brevissima rilfessione pubblicata sulla mia bacheca di facebook:
“Oggi, 7 novembre, è l’anniversario della Rivoluzione russa.
Sarebbe oggettivamente impossibile e anche presuntuoso tentare di spiegare in poche righe le ragioni storiche e politiche del fallimento (senza se e senza ma, come si suol dire) del sistema politico che da essa ne scaturì. E quindi mi guardo bene dal farlo.
Resta tuttavia intatto, a mio parere, il significato simbolico di quell’evento.
Un gruppo di “operaiacci” e di soldatacci”, in gran parte ex contadini, guidati da un comando politico d’eccezione (oggi si direbbe leadership, ma volutamente non utilizzo questa parola), prendono il potere.
La miserabile condizione in cui versa oggi la politica rende ancor più doveroso da parte nostra ricordare quell’esperienza.
http://www.youtube.com/watch?vlaugh7IBfP0wRxc

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Pappagallulus sibiricus 7:58 pm - 7th novembre:

Fabrizio Marchi,

Graditissimo il video e gradita la riflessione.
Ho solo un piccolo punto da contestarti.
Quella esperienza NON e`fallita. E lo sai. http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_whistle3.gif
Non inganniamoci.
Dicevano lo stesso della Comune di Parigi. “E`fallita”, dicevano”non ci sara`mai piu`un potere di quel tipo”. E venne l`Ottobre…cioe`oggi. Il secondo tentativo. Oltre settant`anni, tra alti e bassi. Si cade e ci si rialza, si impara e si insiste. La terza volta sara`la bella. Se non la terza, la quarta o la centodiciottesima. Non importa.
Ma un governo proletario che spezza le ossa alla coalizione occidentale dopo il`18, che resiste a morte dal `41 al`45 e arriva a compattare un paese intero e a fargli schiacciare l`abominio tedesco fin dentro Berlino, non e`un fallimento. Altro che balle: fosse esistita davvero la bieca repressione staliniana coi commissari politici che sparano alle spalle ai soldati, l`URSS sarebbe passata ad Hitler armi e bagagli non nel`41, ma nel `33.
E vi sembra un insuccesso il trasformare un paese medievale, dove la gente crepava a milioni per le strade di scorbuto, nella seconda potenza del globo in appena quindici anni? Vogliamo credere veramente che certi miracoli si fanno solo a fucilate, a repressione, a colpi di Gulag? Vogliamo credere davvero alle palle colossali pompate ad arte da una civilta`, quella borghese, che ha sterminato mezzo pianeta per rubargli l`impossibile, il tutto spesso senza la minima dignita` – senza il minimo ritegno? No, io non ci credo. Io dico chiaro e tondo quello che e`penso e che e`vero, e chi la pensa diversamente semplicemente sbaglia. L`URSS non e`stata un fallimento, e quel che rapprensentava tornera`in altri luoghi e in altri modi. Se e`caduta, pazienza, il fatto che qualcosa muoia non vuol dire assolutamente niente, ma proprio nulla. Sarebbe come dire che se una squadra perde una partita tanto vale che si ritiri dal campionato. Dopo magari aver vinto o pareggiato per venti partite. Non funziona cosi`, cari destri, vi piacerebbe. Quanto a te, Fabrizio, so bene che devi scrivere quel che devi scrivere e che il tuo ruolo te lo impone. Capiamoci: tu alzi e io schiaccio. Il gioco delle parti. http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_cool.gif

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Roberto Manni 11:43 pm - 7th novembre:

>>
Altro che balle: fosse esistita davvero la bieca repressione staliniana coi commissari politici che sparano alle spalle ai soldati, l`URSS sarebbe passata ad Hitler armi e bagagli non nel`41, ma nel `33.
>>
Andiamo bene…
Bah…

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Pappagallulus sibiricus 9:05 pm - 8th novembre:

Roberto Manni,

Ti invito col massimo della cortesia a contestarmi quanto scrivo senza bah…
Non che pensi di avere ragione, ma se mi dimostri scientificamente che le dico grosse (tranquillo, saresti in ottima compagnia) poi passo dalla tua parte.
Piccola traccia marginale: non e`ammessa propaganda mainstream, grazie. Un abbraccio

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armando 10:12 pm - 8th novembre:

Prendere atto del fallimento dell’Urss non significa automaticamente appiattirsi sul capitalismo, ma solo essere realisti. Il comunismo sovietico è stata un’epopea tragica e grandiosa. Ha mobilitato energie e entusiasmi in tutto il mondo, ma li ha anche delusi.
Ha promesso la libertà ma il gulag è un fatto. Voleva forgiare un uomo nuovo, ma di esso non v’è traccia.
E’ dunque non solo legittimo ma doveroso interrogarsi sul perchè, su cosa vi fosse di errato non solo nell’attuazione concreta ma anche e soprattuto nei presupposti culturali. Solo così quegli ideali di solidarietà e di umanesimo integrale a cui pure quell’esperimento si richiamava possono essere salvati e fatti rivivere in forma possibile, emendati da ciò che ha portato a quel fallimento del quale, del resto, i cittadini dell’Urss erano ben consapevoli, sicuramente più di quanto lo fossimo noi in Occidente. Che sia così è dimostrato dal fatto che quel regime è imploso dall’interno, non è stato abbattuto dall’esterno.
Per fare un paragone (con le ovvie differenze), gli stessi interrogativi si pongono a proposito degli esiti del sessantotto. Interrogarsi senza reticenze non significa rinnegare in toto quell’esperienza e negare i motivi storici che lo hanno originato, ma individuarne le debolezze e gli errori culturali.
L’argomento della crescita rapidissima che portà lì’Urss a diventare in breve tempo una grande potenza, mi si consenta di dire che è debole. Intanto perchè non tiene conto dei prezzi umani di tale sforzo, poi perchè la potenza economica espressa in termini di industria pesante, come accadde in Unione Sovietica, non si riverberava nelle condizioni di vita dei cittadini. Se successo o insuccesso si misurasse su questo, potremmo dire allora che anche il nazismo in pochi anni risollevò l’economia tedesca ed eliminò la disoccupazione ereditata da Weimar. Ma il giudizio su quel regime rimane lo stesso, ci mancherebbe.
armando

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fulvio terzapi 12:44 pm - 9th novembre:

pappagallus: in un regime comunista non avresti libertà di espressione, per cui non potresti nemmeno scrivere su un qualsiasi forum di discussione internettiano.

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Marco Pensante 5:38 pm - 9th novembre:

Io la vedo come Armando. D’altronde sono un borghese (porco, grasso e lercio come tutti i borghesi).

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Fabrizio Marchi 6:16 pm - 9th novembre:

Pappagallulus sibiricus,

Caro Pappagallus, non è certo questo lo spazio e il luogo per una riflessione storico-politica sull’esperienza sovietica, e quindi direi di non aprirla neanche (lo faremo non appena apriremo il nuovo sito).
Mi limito a dire quello che ho già detto, e cioè che quell’evento, al di là degli esiti a mio parere oggettivamente fallimentari del sistema politico che da quello stesso evento ne scaturirono, mantiene intatto il suo valore simbolico.
Capisco che forse per te e per il tuo modo di leggere le cose questa mia affermazione possa suonare debole, ma ti assicuro che non è affatto così. Perché oggi il tentativo in atto da tempo (diciamo dal crollo dell’URSS in avanti e dal contestuale “trionfo” del Capitale Globale) è non solo quello di riscrivere la storia (da sempre la storia la scrivono i vincitori, mai i vinti…) ma anche e soprattutto quello di disconoscere le ragioni stesse che sono alle fondamenta di determinati eventi storici. In parole ancora più povere, non ci si limita a criticare o a bocciare in parte o in toto, a seconda dei punti di vista, l’esperienza (o l’esperimento) politica sovietica, cosa assolutamente legittima, ma la validità concettuale, ideale e filosofica dei principi, dei concetti che stanno alle origini e alle fondamenta di quella rivoluzione (e di altre), nonché il concetto stesso di rivoluzione, cioè la possibilità della trasformazione della realtà.
L’idea “forte” del marxismo (quella che non gli si perdona) è quella di aver provato, per la prima volta nella storia, a mettere il mondo sottosopra, ad invertire il corso delle cose, a mettere cioè in discussione il fatto che da che mondo e mondo l’umanità è divisa in classi dominanti e in classi dominate, che così è sempre stato e così sempre sarà. Amen.
Il marxismo, per la prima volta (c’erano già stati dei tentativi in tal senso, penso ad alcuni movimenti popolari inglesi durante la Rivoluzione borghese del ‘600, o ancor prima ai contadini tedeschi nei primi del ‘500 guidati da Thomas Muntzer e massacrati dai principi con il beneplacet del “riformista” Lutero, o agli “egualitarismi” di Gracco Babef, ma nessuno di questi movimenti ha partorito una teoria filosofica sistematizzata come invece ha fatto il marxismo) mette radicalmente in discussione questo assunto, individua nelle classi dominate quelle che hanno il compito storico (diciamo pure per necessità oggettiva) di trasformare il corso della storia e di trasportare l’umanità verso altri e nuovi orizzonti. Utopia? Non utopia? Fattibile? Non fattibile? Tutto quello che volete. Sta di fatto che per la PRIMA volta qualcuno si rivolge ai “malriusciti”e gli dice:”Sveglia! Vi stanno prendendo per il culo da sempre, la storia e il futuro sono vostri e nelle vostre mani. Non è vero che siccome le cose sono sempre andate in una certa maniera, ciò significa che non possano essere cambiate. Non solo si può ma si deve cambiarle perché (e qui è l’altra grande idea del marxismo) la trasformazione delle cose è nelle cose stesse, nella realtà che determina le cose, cioè se stessa. Per questo voi potete trasformarla”.
E’ questa idea FORTE il vero spauracchio dei “padroni del vapore” (scusate se è poco…), ed è questa che devono distruggere.
Anche il Cristianesimo delle origini (cioè la prima filosofia “comunistica” a fare la sua comparsa sulla Terra, anche se inevitabilmente, data l’epoca, declinatasi come religione) aveva posto sul piatto una criticità radicale dello stato di cose presente ma non aveva ancora individuato (non poteva averne gli strumenti cognitivi, per l’epoca) nella dialettica (anche se per la verità era già stata scoperta dai greci classici e addirittura preclassici ma come sappiamo il Cristianesimo opera una cesura, sotto questo profilo; e qui dovremmo aprire un discorso interminabile sulla relazione filosofica fra “Atene” da una parte e “Gerusalemme” dall’altra. Discorso che ovviamente non faccio. Mi limito solo a dire che i “laicisti” hanno da sempre messo in contrapposizione netta le due, concettualmente intese, e invece le cose a mio parere sono come al solito molto più complesse…) e quindi nel concetto stesso di trasformabilità della realtà come movimento intrinseco delle cose stesse, il nodo centrale della questione. Anche il Cristianesimo è stato naturalmente , per l’epoca, una filosofia o un’ideologia rivoluzionaria (tant’è che è stata perseguitata per secoli…) ma non è stato in grado di compiere quel salto di qualità che solo con il marxismo si verificherà. Poi anche il Cristianesimo, come il Marxismo, non è riuscito a “salvarsi” dalla vichiana legge dell’eterogenesi dei fini, ma questo è un altro discorso ancora (molto complesso anch’esso, come tutti…) che appunto a mio parere non inficia né inficerà mai (stesso discorso per il Marxismo) il messaggio di cui era portatore.
Credo che sia questa la grande eredità che (anche e soprattutto) il marxismo ci lascia. Poi si può discutere all’infinito dal punto di vista filosofico, sociologico, economico su ciò che ancora è attuale e ciò che è da considerarsi superato. Ma, come dicevo, non è questa la sede. Resta intatto il suo messaggio dirompente, che anche se in modo del tutto imprevisto se non addirittura contrario all’approccio marxista stesso, si è concretizzato nelle forme e nelle modalità di quei dieci giorni che non a caso qualcuno disse che modificarono il corso della Storia…
Non serve a nulla quindi glissare sui gulag e sui crimini dello stalinismo, cioè di un sistema politico che stava andando ed è andato in una direzione opposta rispetto a quelle che erano le sue premesse. Soprattutto non ci è di nessun aiuto.
Con questo non voglio certo buttare qualunquisticamente al macero la storia grande e terribile, come diceva giustamente Armando, dell’Unione Sovietica, e quindi anche dei meriti oggettivi che e mio parere quell’esperienza ha avuto. Non c’è neanche dubbio sul fatto che per mettere in movimento quella quantità di energie necessarie a trasformare un paese semifeudale in una superpotenza industriale nell’arco di soli vent’anni, il solo terrore non era certo sufficiente. Era necessaria una grandissima spinta ideologica che ha mobilitato centinaia di milioni di persone. Su questo non c’è dubbio.
Ma la sostanza della questione non cambia. La domanda è:”Quella che si stava costruendo era una società comunista?”. La mia risposta è NO, NON lo era.
Ciò detto, ma come ripeto non è argomento che può essere trattato in questo spazio, il ruolo dell’URSS nel mondo è stato fondamentale. Sconfitta del nazifascismo a parte (si fa per dire perché se non fosse stato per l’URSS non lo so come sarebbe andata a finire) ottenuta al prezzo di sacrifici per noi inimmaginabili, se nel nostro spicchio di mondo abbiamo goduto di un trentennio di prosperità economica e sociale (welfare, stato sociale, lavoro fisso, potere contrattuale dei sindacati) lo dobbiamo indirettamente proprio all’esistenza dell’Unione Sovietica. Se decine e decine di paesi in tutto il mondo hanno avuto la forza di liberarsi dal giogo colonialista, lo devono anch’essi all’esistenza dell’URSS.
E se oggi il pianeta è dominato dal Capitalismo assoluto e dalle sue forze organizzate (legali o illegali), economiche, politiche e militari, che fanno il bello e il cattivo tempo ovunque, è anche questo dovuto al crollo dell’URSS.
Ma un conto è fare una valutazione politica e lucida delle cose, con i suoi pro e i suoi contro, e un altro nasconderci la realtà.
La nostra vera forza è un’altra. Perché se anche noi stiamo facendo quello che stiamo facendo è proprio perché quel messaggio è dentro di noi. Quel messaggio che dice che un gruppo di “operaiacci” (anche se oggi magari hanno pure una laurea nel cassetto e lavorano dietro a un pc …) possono mutare il corso delle cose. Qualcuno a un certo momento l’ha teorizzato e qualcun altro ha provato a metterlo in pratica.
Sembrava che ci fosse riuscito e invece è’ andata male. E va bè. Non si può pretendere che la ciambella riesca col buco alla prima botta. Il tentativo però rimane. E quello è un “precedente” che nessuno può cancellare. Tanto meno i cantori (a stipendio) della fine della Storia.

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Fabrizio Marchi 6:38 pm - 9th novembre:

Marco Pensante,

“Io la vedo come Armando. D’altronde sono un borghese (porco, grasso e lercio come tutti i borghesi)”.
Come avrebbe detto il mitico Giorgio Gaber…http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wink.gif
Io però non ne sarei così sicuro, Marco, per lo meno se veramente ti attesti sulle stesse posizioni di Armando. La sua mi è invece sembrata un’ analisi tutto sommato equilibrata e per nulla animata da un sentimento visceralmente e biecamente anticomunista, per lo meno nello specifico. Anzi.
Non vorrei quindi minare la tua tranquillità di grasso e ricco (e soprattutto porco…http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_yahoo.gif) borghese, ma mi pare proprio, caro Marco, che per quanti sforzi tu possa fare, non riesci sfuggire a quella famosa “coscienza infelice” di hegeliana memoria, a cui non sono riusciti a sfuggire tanti uomini appartenenti alla tua stessa classe, a cominciare proprio da Engels e da Marx. E il fatto che tu sia qui, con noi, anche se a tuo modo, caro il mio “borghese infelice” http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_yes.gif sta lì, anzi qui, a dimostrarlo.
Pensaci.

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Pappagallulus sibiricus 7:51 pm - 9th novembre:

Brutto ammasso di porci borghesi, venduti al capitale, maschilisti! Io vi uccidero`tutti, ma prima mangero` vostri figli! E mi alleero`con le femministe! Come osate, come osate contrastare cio`che dico? La pagherete cara. Comincio a comperare duecento rose rosse e a vergare un bigliettino di amore e di auguri per la Terragni. Alleato a lei conquistero`il mondo. Sara`l`impero rosso di Pappagallus. E mo so`cazzi vostri… http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_yahoo.gif

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Pappagallulus sibiricus 11:54 am - 10th novembre:

…a parte gli scherzi, il tema e`effettivamente lungo e porta lontano. Avrei tante cose da rispondere, ma esi finirebbe a dire ognuno la sua parlandosi addosso…e nessuno cambierebbe idea. Io mi limito a dire che l`URSS un fallimento non lo e`stato. La categoria”fallimento”, la parola in se`e troppo carica di connotati morali, moralistici, finalistici, etici; tutte cose da cui io personalmente cerco di rifuggire. Mica per essere cattivo. Solo perche`provando a studiare i libri e la realta` – provando, ribadisco – ho sempre notato che…che in fin dei conti le SS avevano scritto “Gott mit uns” sulle cinture, che Machiavelli era semipovero e messo all`indice da organismi come la Chiesa Cattolica perche`additato come immorale/amorale, eccetera. Forse sto parlando per enigmi, o forse…capisca chi vuol capire. Per me l`argomento e`rimandato a quando il buon Marchi si decidera`ad aprire il nuovo sito che dice. http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_bye.gif

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Fabrizio Marchi 2:05 pm - 10th novembre:

Pappagallulus sibiricus,

Pappagallus, che l’URSS sia fallita è un fatto oggettivo. E’ crollata…
Sono però d’accordo con te che la categoria del “fallimento” non implica necessariamente (anzi) un giudizio di merito positivo o negativo. Qualsiasi cosa può crollare o restare in piedi ma questo non comporta che sia giusta o ingiusta, buona o cattiva a seconda della sua capacità di restare in piedi. Lo stesso modo di procedere, può essere applicato alle singole persone, sia chiaro, non solo ai sistemi politici ed economici.
Potremmo come al solito portare milioni di esempi, ma veramente milioni. Socrate è stato giustiziato ma ciò non fa di lui un fallito, al contrario. Stesso dicasi per tanti altri che nel corso della storia hanno subito più o meno la sua stessa sorte. E quanti altri che invece hanno “governato”, cioè oppresso, vessato, martoriato per tutta la durata del loro regno, sono invece morti serenamente nel loro letto? (quindi dovrebbero essere considerati dei vincenti e in effetti lo sono stati, tecnicamente parlando…)
Tornando a noi, anche se qualcuno fra noi non sarà naturalmente d’accordo, pur con tutte le necessarie rivisitazioni del caso e al riparo da inevitabili semplificazioni, esprimo un giudizio complessivamente e ovviamente negativo nei confronti del sistema feudale che pure ha dominato sul mondo (e non solo quello occidentale…) per un millennio circa.
La sua durata implica il fatto che fosse un sistema più giusto, più etico o più democratico di altri? Ovviamente no.
La democrazia ateniese era un sistema politico avanzatissimo per l’epoca rispetto al quale la nostra democrazia, mutatis mutandis, fatte le dovute proporzioni in relazione all’epoca e al contesto, non regge neanche il confronto.
Eppure la democrazia ateniese ha avuto una vita molto più breve del feudalesimo. Ma, come ripeto, si potrebbero fare milioni di esempi.
Per millenni e fino a un paio di secoli fa la schiavitù era un fatto assolutamente normale. L’economia di tutti i paesi del mondo si fondava sulla schiavitù. Molti se non tutti i grandi imperi della storia per lo meno fino appunto ad un paio di secoli fa, devono le loro fortune, il loro successo (quindi l’esatto contrario del fallimento) e la loro potenza alla schiavitù.
Ciò significa che fossero sistemi giusti o migliori di altri? Ovviamente no.
Forse che chi vince è migliore di chi perde? E’ al limite più potente o più prepotente ma non necessariamente il “migliore” (nel senso di più intelligente, più colto, e men che meno più etico).
Questo modo di procedere vale per tutti gli eventi e le realtà che si determinano nel mondo, quindi ovviamente anche per l’URSS. Io non sostengo che il sistema politico sovietico fosse “cattivo” perché è crollato. Secondo me era “cattivo” o in larga parte “cattivo” anche quando era ancora in piedi (il che non cancella, come abbiamo già detto, i suoi meriti storici e la funzione che esso ha svolto nel mondo).
Il capitalismo è trionfante a livello planetario. Ma questo non ne fa di per se un sistema “giusto” o “buono”. E’ soltanto quello vincente. Se sia migliore o peggiore di altri è del tutto indipendente dal suo “successo” o dal suo “fallimento”.

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pappagallus sibiricus 6:43 pm - 10th novembre:

Interessante notare anche che l`antifemminismo e`derubricato a crimine. Polizia europea, lo sai bene chi sono, il mio IP sai qual`e`. Vienimi pure a fucilare, che io qui, anche se con un nickname, sono orgogliosamente 1. Bolscevico 2. Antifemminista.

Attendo riscontro, e nel frattempo porgo il mio piu`cordiale vaffanculo.

Pappagallus

Mr.?:
http://www.libreidee.org/2013/11/ue-tolleranza-zero-in-galera-chi-si-professa-comunista/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=feed+%28LIBRE+-+associazione+di+idee%29

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Pappagallus sibiricus 12:34 pm - 12th novembre:

Mi ero ripromesso di non riprender l`argomento, amici miei, ma non ce la faccio…scusate.

fulvio terzapi:
pappagallus: in un regime comunista non avresti libertà di espressione, per cui non potresti nemmeno scrivere su un qualsiasi forum di discussione internettiano.

Caro Fulvio, non e`per fare polemica, ma fra un po`non scriveremo piu`, non ce lo permetteranno, probabilmente; e non siamo in un regime comunista. No. E anzi, mi sento in profondo dovere -si`, proprio dovere, storico e umano – di ricordarti che se non ci fossero mai stati quei biechi, quei feroci, quei cattivissimi e trinariciuti regimi tu ora staresti spicciando casa a qualche Hauptsturmfurer delle SS. Non so che lavoro fai, ma siamo li`. E io, chissa`, sarei analfabeta e starei sgrassando i cessi di qualche caserma periferica della Wermacht.
Che curioso. Stiamo tutti a sproloquiare su quanto fosse oppressiva la ferocissima Armata Rossa, e poverini i Cechi nel`68 e gli Ungheresi nel`54, e ci scordiamo tutti che noi occidentali, tutti, le dobbiamo, letteralmente, il culo. Senza URSS e armata rossa quell`obbrobbrio di Quarto Reich che stiamo vivendo ora lo avremmo gia`vissuto sessant`anni fa. Molti di noi non starebbero a scrivere su questo forum perche`proprio non sarebbero mai nati. Non sarebbero nati i loro genitori, i loro nonni, magari perche`gasati o fucilati come comunisti o anarchici – e ricordiamoci che chissa`perche` i nazisti, se possibile, riuscirono a essere piu`feroci coi comunisti -addirittura! – che con gli ebrei. I numeri non mentono. I numeri, davvero, non mentono mai. Incredibile ma vero, i tanto compianti ebrei (poveracci, comunque, chi dice no) sono di gran lunga sorpassati da altre appartenenze nel mattatoio creato dai boia ariani (di merda, nota necessaria). Fossi in voi non dico che mi sciacquerei la bocca, parlando dell`URSS, sarebbe irrispettoso dirvelo. Fossi in voi, pero`, invece che un cupo borbottio di disdegno e disapprovazione me ne uscirei con un dignitoso, rispettoso silenzio. Che non pretendo sia commosso, come commosso e`il mio, per carita`. Mica `dovete` perche`poi si arrabbia Pappagallus, che e`solo un povero stronzo con anche meno anni di voi. Solo perche` i numeri e i fatti concreti dicono ben altro di quello che suggerite. Hai voglia a parlare della primavera di Praga. Hai voglia a parlare di Jan Palak. Ricordatevi sempre chi, in fondo in fondo, ce li osannava e ce li dipingeva come entita`santissime ed eroiche. Poi, per carita`, spuntera`subito il saggio a dire “io sono stato in Polonia/Ungheria/Romania negli anni…si respirava l`atmosfera qui, l`atmosfera la`”.
Si, proprio la stessa atmosfera che respiro io ora in Europa occidentale. E da oltre venti anni. Coincidenze, certo, coincidenze. E io che mi do ragione da solo. Certo, certo.
Sentiti saluti a tutti, e con immutata stima. Ma anche con un poco di tristezza.

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fulvio terzapi 4:19 pm - 12th novembre:

cioè, siccome l’Urss era schierata contro la Germania nella Seconda Guerra Mondiale allora il mio giudizio sul comunismo dovrebbe essere positivo? non è un’argomentazione logica.

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Pappagallus sibiricus 7:30 pm - 12th novembre:

fulvio terzapi,

No, non e`tutto semplicemente qui…rispondo poi. http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_bye.gif

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Fabrizio Marchi 8:52 am - 18th aprile:

Un doveroso e sentito saluto a Gabriel Garcia Marquez, un uomo che ha contribuito a fare la storia dell’America latina e che ci ha lasciato.
“Hasta siempre, Gabo!”
http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/2014/04/17/morto-scrittore-e-premio-nobel-gabriel-garcia-marquez_c9e25d62-3564-4d46-9ac2-e59c3b14610d.html

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Pappagallus sibiricus 7:18 pm - 18th aprile:

Un saluto al grande Garcia Mahttp://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_bye.gifrquez…onore

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