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08 mag 2012  |  862 Commenti

Video:Reciprocità e spontaneità

Chaplin - Tempi moderni

Reciprocità e spontaneità sono due concetti che la grande maggioranza delle donne non sa neanche cosa siano. Per lo meno per quanto riguarda il rapporto con i maschi non dominanti (beta), cioè la grande maggioranza degli uomini, che è quello che a noi interessa.

Tradotto in parole ancora più povere, se gli uomini (beta) non si proponessero, non andassero di loro propria iniziativa verso le donne, l’incontro fra i due sessi non avverrebbe mai, non avrebbe neanche luogo. Detto in modo più rozzo ma forse ancora più efficace, se anche gli uomini adottassero gli stessi comportamenti delle donne, l’umanità si sarebbe estinta già da un bel po’ di tempo.

Questa, ad una prima rapidissima lettura, potrebbe sembrare un’affermazione sopra le righe. Ma in realtà così non è. Ed è il semplice buon senso, l’esperienza quotidiana e l’osservazione della realtà che ce lo dicono. Probabilmente saremo tacciati di scarsa scientificità ma francamente questa accusa o questa critica ci interessa molto poco, se non per nulla. Riteniamo infatti che nelle scienze sociali e soprattutto nelle questioni che attengono l’essere umano, di scientifico ci possa essere ben poco. Crediamo anzi che il presunto riferimento alla scienza che troppo spesso nella storia è stato fatto per dimostrare la validità di teorie filosofiche (in taluni casi anche valide, a nostro giudizio) sia stato per lo più strumentale e finalizzato a rafforzare la validità di quelle stesse tesi.  Cosa che, a nostra modesta opinione, ha ottenuto il risultato opposto e contrario a quello che si voleva ottenere. E quelle stesse teorie che in questo modo si volevano rafforzare, ne sono uscite fortemente indebolite.

Con questo non vogliamo neanche, da una posizione speculare, esaltare il valore dell’ esperienza empirica e considerarla come la sola fonte di conoscenza. Preferiamo laicamente posizionarci su una posizione di equilibrio e di buon senso verificando, con gli strumenti di cui disponiamo, la nostra capacità analitica, la statistica, la ricerca sociologica e storica, l’osservazione lucida dei fatti, e naturalmente anche l’esperienza empirica, la veridicità o meno di questa o quella affermazione o teoria.

E sulla base di queste considerazioni testè fatte, ci sembra assolutamente verosimile confermare la tesi contenuta all’inizio  di questo articolo: e cioè che nel rapporto fra uomini e donne non c’è alcuna reciprocità. Nella grande maggioranza dei casi sono gli uomini ad andare verso le donne. E’ molto raro che accada il contrario e quando ciò accade significa che l’uomo o gli uomini in questione sono maschi alpha, cioè uomini appartenenti alle elite dominanti. Ma questa è appunto l’eccezione che conferma la regola e la nostra analisi.

Noi riteniamo che questo aspetto dell’ontologia e/o della cultura e del modo di essere femminile, che normalmente viene considerato dalla grande maggioranza degli uomini come un fatto più o meno naturale, scontato e dato per acquisito, sia in realtà uno dei più significativi, e anche dei più gravi, del manifestarsi delle donne nel mondo.

Ma cosa nasconde l’incapacità/non volontà/riluttanza/diffidenza/fastidio/ e il più delle volte addirittura l’insopportabilità, per le donne, ad andare verso gli uomini?

Innanzitutto l’incapacità di relazionarsi con l’altro da una posizione di parità. Pretendere che sia sempre e solo l’altro a fare il primo passo significa porsi automaticamente in una posizione di potere nei confronti dell’altro. Se l’altro si muove è evidente che sta già manifestando un interesse nei confronti dell’altra e quindi le sta già di fatto conferendo un potere. Il fatto stesso che egli si muova per primo, manifestando di fatto il suo interesse, la pone in una posizione di vantaggio (e di potere) nei suoi confronti. Non solo. Nel momento in cui è l’uomo, sempre e comunque, a proporsi, è la donna che si trova oggettivamente nella posizione di chi decide. Di nuovo il concetto di potere, che torna sistematicamente e implacabilmente ogniqualvolta si affronta questa tematica. Ma accanto al concetto di potere entra in ballo in questo tipo di relazione anche quello di “dovere”. Inteso non nel senso più nobile del termine (come l’adesione ad un sistema di valori o di regole etiche) ma piegato e deformato alle esigenze del “potere”.  Se infatti si dà per scontato e per acquisito, in base ad una sistema di regole non scritte ma universalmente riconosciute, che debba essere sempre e comunque l’uomo a proporsi, è evidente che il concetto di “dovere” viene a legarsi indissolubilmente a quello di “potere”. Quindi l’uomo deve proporsi, deve andare versus la donna. Se non lo fa è praticamente condannato alla solitudine affettiva (ammesso che su questi presupposti si possa veramente costruire una relazione autenticamente affettiva…) e alla totale assenza di vita sessuale.

Naturalmente non è affatto detto che proponendosi egli ottenga il risultato sperato, anche perché è la donna che dice l’ultima parola, né potrebbe essere altrimenti, date le circostanze.

Ma non è tutto. Non solo l’uomo ha l’obbligo (anche se non scritto) di proporsi ma lo deve fare anche secondo schemi e modalità gradite alla controparte. Deve insomma mettere in atto una serie di comportamenti al termine dei quali la donna, laddove valutasse tali comportamenti gratificanti e sufficienti, potrebbe decidere di concedersi, sempre secondo tempi e modalità che verranno da lei decisi e determinati.

Ma non è finita. Quali saranno i criteri di selezione che la donna, nella grande maggioranza dei casi, sceglierà di seguire per decidere un eventuale partner? Naturalmente quelli dell’ordine sociale dominante. E ci sentiamo di affermare con una notevole dose di certezza, sia pur empirica, che tra un uomo più vicino per una serie di caratteristiche di ordine sociale, economico o di provenienza familiare alla categoria dei dominanti (alpha), e un uomo decisamente appartenente alla categoria dei non dominanti (beta), ella sceglierà nella quasi totalità dei casi, il primo.

Naturalmente, in questo frangente specifico, non stiamo parlando di un maschio alpha doc, ma di qualcuno che nella scala gerarchica sociale, maggiormente gli si avvicina o gli assomiglia, anche se per difetto. Infatti, anche in questo caso, come abbiamo visto, stiamo parlando di un uomo che deve comunque proporsi.

Cosa che non avverrebbe mai se fossimo in presenza di uomini effettivamente dominanti (alpha). D’altronde, come abbiamo già avuto modo di analizzare nell’articolo “Natura e Cultura. Un nodo irrisolvibile”, in questo caso specifico il rapporto fra uomini e donne si inverte completamente in favore dei primi e la relazione fra i sessi viene a capovolgersi totalmente.

Ma il concetto di dovere è l’esatto contrario di quello di “piacere”, sul quale dovrebbe invece secondo noi fondarsi la relazione fra i generi. E’ evidente che se si fa una cosa per dovere, sarà assai difficile che la si faccia anche per piacere. Può succedere talvolta che ciò accada, ma certamente non è la regola. E in ogni caso, se la si fa innanzitutto per il proprio piacere, il concetto di dovere viene ad essere automaticamente disinnescato.

Ma può essere piacevole una cosa che si deve fare perché è stata aprioristicamente prestabilita secondo schemi e regole preconfezionate?

E cosa può esserci di spontaneo in questo? Nulla, dal momento che è uno schema prestabilito a priori. Se ci fosse spontaneità questo sistema di regole non esisterebbe affatto e gli uomini e le donne si incontrerebbero appunto spontaneamente, nel sereno, naturale, libero e reciproco gioco amoroso.

Ma è evidente che in questo modo i concetti di reciprocità e di spontaneità sono stati assassinati in favore di quelli di potere e di dovere.

Ma se la reciprocità e la spontaneità sono state assassinate, è altrettanto evidente che il delitto è stato perpetrato anche nei confronti della possibilità di una relazione autentica fra gli uomini e le donne. Che infatti al momento, tranne le solite rare eccezioni che confermano la regola, non esiste.

Se paradossalmente, applicassimo queste logiche anche all’altra grande questione umana, l’amicizia, avremmo commesso l’ennesimo delitto.

Ma l’amicizia, per nostra fortuna, è relativamente immune da queste stesse logiche. E questo perché l’amicizia, se è autentica, non può che fondarsi su di una scelta libera, spontanea, sull’empatia reciproca, sulla condivisione, sulla comune visione del mondo, sul piacere di stare assieme e di godere della presenza dell’altro/a in modo fine a se stesso. Ma nell’amicizia non è previsto lo scambio sessuale né lo scambio di alcun genere. Non vige insomma la regola del do ut des che è stata invece applicata alla relazione fra i generi.

Ma dal do ut des, cioè dallo scambio di fatto strumentale, non potrà mai scaturire amicizia, che  può nascere solo da un rapporto all’insegna della reciprocità, della spontaneità e della autenticità fra gli individui.

Come vediamo, il circolo diventa sempre più vizioso/virtuoso, a seconda dei punti di vista dai quali lo osserviamo.

Come Movimento degli Uomini Beta, ci proponiamo di lavorare per combattere queste concezioni deviate e devianti ma purtroppo tuttora imperanti.

Il nostro orizzonte è quello di una società di uomini e donne liberi/e ed eguali, dove la relazione fra i generi sia libera da tutti questi legacci, condizionamenti e sovrastrutture e all’insegna della reciprocità, dell’autenticità, della spontaneità, della libertà, e del libero e sano gioco affettivo e sessuale.

Solo tornando a concepire la sessualità per quello che è e dovrebbe essere, cioè un gioco naturale e spontaneo, e non come uno strumento di gestione, controllo e dominio dell’altro, sarà possibile costruire una relazione sana ed evoluta fra gli uomini e le donne.

Il nostro appello è INNANZITUTTO rivolto a tutti gli Uomini Beta affinché prendano coscienza della situazione e adottino comportamenti conseguenti, tesi a modificare sostanzialmente anche i comportamenti femminili.

Ma ci rivolgiamo altresì alle donne non appartenenti alle elite dominanti, sollecitandole a riflettere sul ruolo che hanno scelto e scelgono di recitare, invitandole ad uno scatto di dignità e di amor proprio e al rifiuto di quelle logiche strumentali, avvilenti, aberranti e antiumane, che abbiamo descritto.

Le invitiamo a smettere di scimmiottare i modelli dominanti e ad allearsi con gli Uomini Beta per costruire assieme una realtà diversa.

Saremo felici, in questo caso, di averle con noi, al nostro fianco.

Fabrizio Marchi


862 Commenti

Fabrizio Marchi 8:10 pm - 6th settembre:

Caro Marco P, ma siamo veramente certi che, come dici tu, “quella cosa di cui io parlo a Gas non succeda”?…Tu ci metteresti la tua mano sul fuoco? Ho i miei dubbi…
Lo dico perché, se volessimo approfondire un pochino, ma proprio un pochino, anche al sottoscritto, così come a molti altri uomini, è capitato anche più di una volta nella sua non più brevissima vita di essere stato rimorchiato da alcune donne, ma da questo a dedurne una legge (risultato di un comportamento sistematico nello spazio e nel tempo) ce ne corre…
Aggiungo che il punto non è questo, anche perché è comunque sempre dalla donna che parte l’imbeccata, come tutti ben sappiamo. Il problema non è tanto o solo chi faccia il famoso primo passo; ad una donna può bastare uno sguardo appena accennato, un’espressione del viso, per mettere l’uomo in condizioni di proporsi e di mettere in movimento il meccanismo del cosiddetto corteggiamento (che comunque è sempre a carico dell’uomo, in tutti i suoi aspetti, psicologici, comportamentali ed economici…).
Il problema è quale tipo di relazione,da un punto di vista psicologico, si instaura (mediamente) fra i due soggetti (parliamo sempre della grande maggioranza dei maschi e non di Raul Bova o Cristiano Ronaldo). Qualsiasi uomo con un minimo di esperienza e con un briciolo di consapevolezza è ben cosciente che quella che si instaura fra i due soggetti (M/F) è una relazione caratterizzata dal potere, dal dominio, dell’uno sull’altra e il più delle volte dell’altra sull’uno (per chi condivide la nostra analisi). D’altronde la seduzione (lo dice l’etimologia stessa della parola) è prima di ogni altra cosa, una manipolazione della psiche dell’altro/a, e a questa finalità tutti i mezzi sono più o meno leciti.
E’ ovvio che l’esperienza fa virtù e con il tempo anche i maschietti (beta) apprendono ad affinare le proprie armi (sostanzialmente una certa abilità a recitare facendo finta di non farlo…), fermo restando che, a mio parere, non sempre ma il più delle volte (parliamo sempre per grandi numeri), il più furbo fra i maschietti è sempre un po’ più tonto della più tonta delle femminucce…
Una scarsa consapevolezza di sé, unita ad un orizzonte complessivo molto circoscritto, potrebbe indurre il maschietto-machetto- beta di turno a sentirsi un furbacchione più sveglio e paraculo degli altri per il fatto di aver imparato a recitare con una certa disinvoltura. Lo stesso maschietto-machetto-beta, convinto di essere più paraculo non solo degli altri maschi ma anche delle femminucce con cui normalmente si relaziona, crede quindi di aver sviluppato una grande maestria (frutto del suo fascino, naturalmente…) nell’ attrarre a sé le femmine. Le quali, se sono minimamente interessate alla sua persona (per le più svariate ragioni) faranno finta (momentaneamente) di perdere la partita a poker che loro stesse hanno deciso di giocare (e con carte loro), facendogli credere che sia stato lui a dare le suddette carte (truccate o meno). Il gonzo è doppiamente contento perché crede di essere stato rimorchiato (“ammazza aò, quanto sò fico…”) e di aver avuto in mano il pallino, quando in realtà è la femmina ad aver giocato con lui come il gatto gioca con il topo…Ovviamente il conto glielo presenterà più avanti nel tempo…
E vissero felici e contenti, per qualche tempo, fino alla separazione, all’esproprio della propria casa, al pagamento delle spese processuali, agli alimenti, alla denuncia per violenza e/o molestie…
E allora forse (non è affatto detto…) il maschietto-machetto-beta, dopo aver sbattuto il grugno contro il muro ed essersi fatto molto male, potrebbe cominciare a fare meno lo sbruffone, ad abbassare le penne e, audite audite, anche a prendere coscienza di non essere forse il “figo” che credeva ma qualcosa di molto più importante e prezioso: un uomo.
Fabrizio

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Daniele 8:19 pm - 6th settembre:

Parere mio (ma non solo mio, in verità): la “furbizia” della femmina non è tanto nel cervello, bensì nella fica.
Ergo, se le voglie, le pulsioni fossero uguali – o superiori, come crede un numero sterminato di uomini – a quelle maschili, la “furbizia femminile” non esisterebbe… Per esempio, una femmina potrebbe mai essere “furba” con un gay? Ovviamente no…

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Rino 8:38 pm - 6th settembre:

Gas:
>>
A parte il fatto che si intende dimostrare che un’esperienza empirica di una persona dovrebbe dunque valere di più di una scienza (quale ad esempio potrebbe essere la psicologia sociale), ma questa tesi equivale a dire che SICCOME con TE non ci provano, non c’è reciprocità.
>>
…e siccome con te invece ci provano, ergo la reciprocità esiste!
Accusi gli altri di soggettivismo e lo pratichi nello stesso istante.
Carino.

Insomma “…intendi dimostrare che l’esperienza empirica di una persona vale di più di una scienza…”

La quale scienza, quanto ai rapporti M/F dice: per i MM il sesso è lo scopo, per le FF è uno strumento (confacente alla “ragione strumentale”). Il resto è un grande corollario di quella verità a tutti nota, nota anche a coloro che la negano.

La gnocca è l’oppio dei popoli.

Rino DV

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Fabrizio Marchi 9:47 pm - 6th settembre:

“Il “machista” è (fra le altre cose) l’altra faccia del linguaggio della vergogna così ben usato dalle femdoministe. E’ la faccia attiva, quella a cui se sei uomo devi fare attenzione ogni volta che esci per strada. Il braccio armato del partito femdominista”. (Marco Pensante)
Esattamente. Quoto al 100%
Fabrizio

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Leonardo 9:50 pm - 6th settembre:

La gnocca è l’oppio dei popoli. (Rino)
Finalmente, la verità che nessun regime politico ha mai rivelato.

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Tiziano 6:11 am - 7th settembre:

E’ ovvio che l’esperienza fa virtù e con il tempo anche i maschietti (beta) apprendono ad affinare le proprie armi (sostanzialmente una certa abilità a recitare facendo finta di non farlo…), fermo restando che, a mio parere, non sempre ma il più delle volte (parliamo sempre per grandi numeri), il più furbo fra i maschietti è sempre un po’ più tonto della più tonta delle femminucce…
____________________
Condivido gran parte della tua analisi, ma su questo punto dissento al 100%, perché la tesi secondo cui “il più furbo fra i maschietti è sempre un po’ più tonto della più tonta delle femminucce…” è solo uno dei tanti luoghi comuni italiani.
Fabrizio, sapessi quante “furbe stupide” ci sono in circolazione…

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Fabrizio Marchi 8:08 am - 7th settembre:

Tiziano, non dobbiamo prendere tutto alla lettera. Credo che la sostanza di ciò che volevo dire fosse abbastanza evidente e cioè che, mediamente, le femmine sono più sveglie dei maschi i quali impiegano molto più tempo per “scaldare i motori”.
Per fare un esempio, a parità di condizioni (fisiche, sociali, culturali, economiche, psicologiche ecc.)e di età, una fanciulla di vent’anni, un suo coetaneo, se lo mangia vivo a colazione, e lo stesso vale intorno ai trenta o trentacinque anni. Forse verso i quaranta un uomo, se ha avuto una certa esperienza e si è dato da fare, è in grado di competere con una donna (sempre a parità di condizioni). Che poi ci siano tante “femmine stupide”, come dici tu, in circolazione (comunque in misura senz’altro minore rispetto ai tanti “maschi stupidi”) è un altro discorso che nessuno nega. Ma non c’entra nulla con quello che volevo dire.
Sono sempre stato convinto (tranne quando ero un maschietto inesperto, spavaldo e quindi “stupido” anch’io) che per vincere una battaglia bisogna giocare sul proprio terreno. Un maschio che pensa di poter “vincere” con una femmina sul suo (di lei) terreno, quello della schermaglia psicologico-relazionale e della malizia, è un illuso. Anche e soprattutto per quello che ci ricordava Daniele nel suo ultimo post, e cioè che l’oggettiva condizione di fragilità, bisogno e dipendenza maschile (non mi negherai anche questo, amico mio, altrimenti significherebbe che sei ancora nel bel pieno del vortice del “machismo”…) fa sì che sia molto più facile per le femmine essere “furbe”…
A scanso di equivoci, ricordo che sto sempre parlando per i grandi numeri; il fatto che ci sia una minoranza di furbacchioni capace di giocare abilmente su quel piano non cambia la sostanza e anzi conferma la validità di ciò che affermo.
Fabrizio

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cesare 10:15 am - 7th settembre:

Sul pianeta Terra c’è una “stargate” attraverso cui transita un flusso gigantesco, in progressivo e irrefrenabile accrescimento, di risorse frutto del lavoro e dell’ingegno maschile trasferite al genere femminile in un crescendo assordante di insolenze, accuse e minacce antimaschili.

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Tiziano 6:13 pm - 7th settembre:

Tiziano, non dobbiamo prendere tutto alla lettera. Credo che la sostanza di ciò che volevo dire fosse abbastanza evidente e cioè che, mediamente, le femmine sono più sveglie dei maschi i quali impiegano molto più tempo per “scaldare i motori”.
________________
Fabrizio, se non vado errato tu stesso hai scritto su questo blog che “le parole sono importanti”, perciò sono dell’opinione che affermare che “il più furbo fra i maschietti è sempre un po’ più tonto della più tonta delle femminucce” è uno scivolone bello e buono, che una donna, ma soprattutto una femminista dichiarata, non farebbe mai.
Quando mai una donna direbbe, o scriverebbe, “la donna più intelligente del pianeta è sempre un po’ più stupida dell’uomo più intelligente del pianeta” ?
Fabrizio, non mi interessa minimamente far polemica, però credo che dovresti prendere atto del fatto che ogni tanto pure tu sbagli, come qualsiasi essere umano.

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Rino 6:17 pm - 7th settembre:

Daniele:
>>
Per esempio, una femmina potrebbe mai essere “furba” con un gay?
>>
Eh eh…

Rino DV

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Fabrizio Marchi 7:22 pm - 7th settembre:

Tiziano, ci siamo capiti…anzi, ci eravamo già capiti…
Ciò detto,ho forse mai sostenuto di non sbagliare mai? Oppure addirittura di non essere umano come tutti? Ma di cosa vai farneticando?…Sbaglio moltissimo, se è per questo, ma non in questa caso specifico…In realtà dici di non voler polemizzare ma lo stai facendo, anche se in effetti è improprio definirla una polemica, su questo hai ragione…
A volte sono perplesso di fronte a determinati atteggiamenti (non sei il primo), quasi di sfida, e non riesco a capirne la ragione… Peraltro neanche ci conosciamo, è la prima volta che ti fai vivo da queste parti e lo fai in questo modo…bah…
Un’ultima cosa:”Quando mai una donna direbbe, o scriverebbe, “la donna più intelligente del pianeta è sempre un po’ più stupida dell’uomo più intelligente del pianeta”. (Tiziano)
Come ripeto, stai cambiando le carte in tavola, io non ho parlato di intelligenza, ma di una sorta di astuzia/malizia, capacità di gestione/manipolazione dell’altro attraverso ciò che normalmente viene definito con il termine di seduzione. Tutto ciò non ha nulla a che vedere con l’intelligenza, per lo meno per come la intendo io…
Penso che sarebbe molto più utile alla causa maschile, se veramente ti sta a cuore e non sei qui solo per fare una schermaglia con il sottoscritto, un contributo fattivo in termini di idee. Ne avrai, credo, o no? E allora datti da fare, dacci una mano e lascia perdere le menate.
Fabrizio

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Damien 9:10 pm - 7th settembre:

oh salve.. vorrei riportarvi sul tema del topic:

reciprocità e spontaneità..

girarci intorno serve.. a patto che ci si focalizzi sul tema.. tuttavia, la verità è dinanzi a noi e non vogliamo vederla..

RECIPROCITA’ E SPONTANEITA’ SONO DUE CONCETTI GENERALMENTE ASSENTI DAL VOCABOLARIO FEMMINILE

..ora potete continuare a girare intorno..o prenderne finalmente atto.

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Fabrizio Marchi 10:04 pm - 7th settembre:

“RECIPROCITA’ E SPONTANEITA’ SONO DUE CONCETTI GENERALMENTE ASSENTI DAL VOCABOLARIO FEMMINILE
..ora potete continuare a girare intorno..o prenderne finalmente atto”. (Damien)
Attento perché qualcuno potrebbe risponderti che questa tua affermazione è il risultato della tua mera esperienza empirica mentre la “scienza” sostiene il contrario…
Fabrizio

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Ethans 10:31 am - 8th settembre:

Daniele >>>>> Parere mio (ma non solo mio, in verità): la “furbizia” della femmina non è tanto nel cervello, bensì nella fica.
********************************************************
Verissimo, togli loro la fica da in mezzo alle gambe e vedi dove va a finire la loro furbizia.

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Damien 12:00 pm - 8th settembre:

..piu che “scienza”.. la chiamerei incoscienza.. visto che trattasi di donne.. e che vengano pure a recriminare.. sono abituato ai borg..

..e pure ai “rieducati”…

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Peppe 10:18 am - 11th settembre:

Ma perché forse le donne prendono iniziative serie con questi fantomatici “uomini alpha”? Ti risulta che una donna vada vicino a un uomo “alpha” e lo inviti a cena o ad uscire insieme?
Forse sará questo uomo “alpha” che, avendo piú mezzi, potrá offrire piú cose e quindi avere un ventaglio di iniziative piú ampio da proporre a una donna. Ma è sempre l’uomo, alpha, beta, gamma o zeta che sia, a dover prendere l’iniziativa.

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Fabrizio Marchi 1:21 am - 12th settembre:

“Ma perché forse le donne prendono iniziative serie con questi fantomatici “uomini alpha”? Ti risulta che una donna vada vicino a un uomo “alpha” e lo inviti a cena o ad uscire insieme?” (Peppe)
Sì, decisamente, anzi, fa molto di più se è per questo. Divi del cinema, rockstar e calciatori sono letteralmente assediati da frotte di ragazze che gli si offrono sfacciatamente e in forme e modi molto più smaccati e palesi rispetto forse a quanto abbia mai fatto un qualsiasi uomo nei confronti di una donna. Direi che il fenomeno è talmente evidente da non avere necessità di essere approfondito.
Credo, in tutta sincerità, che sia evidente anche a te, Peppe, però ti rimane troppo difficile resistere al gusto della provocazione…
Contento te…
Fabrizio

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Damien 10:39 am - 12th settembre:

@Peppe:

“Ma perché forse le donne prendono iniziative serie con questi fantomatici “uomini alpha”? ”

alcuni esempi in ordine sparso:

ministre
fans
letterine
segretarie

“Ti risulta che una donna vada vicino a un uomo “alpha” e lo inviti a cena o ad uscire insieme?”

Funziona in modo diverso.. MOLTE DONNE si mostrano a lui DISPONIBILISSIME E PRONTE.. molte, come mi è capitato di constatare personalmente, aspettano fuori dai camerini per essere scelte..a lui non resta che scegliere..o prenderne piu’ di una.. o farci dei festini.. che magari con te non si sognerebbero mai di parteciparvi.. ti tocca GUADAGNARTELA, come spesso dicono con sadico appagamento, e li giu’ di corteggiamento, spese di cene vari e disco/locali.. e sperare che te la faccia annusare.. a te, beta!

ma ti dirò di piu’.. a parti invertite, le donne non sono certamente da meno.. tanto per citare un esempio;

Lady Gaga”"Andare in tour sarà anche stancante, ma ho sempre le mie soddisfazioni, ogni momento è buono per far sesso con i miei fan”.

FONTE:http://www.newnotizie.it/2011/02/12/lady-gaga-hot-faccio-sesso-con-i-miei-fan/

Senza contare che gli inviti a cena, uscendo dall’italia, si sprecano, basta pensare, come spesso abbiamo citato altrove, al fenomeno delle italianissime iomelatiroenonteladosenzacorteggiamento, che recandosi a Cuba piuttosto che a Santo Dmingo o Jamaica, letteralmente MANTENGONO i locali uomini per farsi cavalcare.., magari le stesse che una volta tornate se la tirano e fanno le timorate..

..riflettici sopra Peppe..

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Fabrizio Marchi 11:12 am - 12th settembre:

Raccontava Jim Morrison, cantante e leader dei Doors, in una intervista: “Una volta al termine di un concerto c’era la solita folla di ragazze che assediava i nostri camerini. Normalmente le guardie del corpo e il servizio d’ordine facevano da scudo e impedivano loro di entrare. Una volta, non so con quale stratagemma, una di queste riuscì a penetrare nel mio camerino, eludendo il controllo delle body guards, si inginocchiò ai miei piedi e mi disse:”Ti prego, voglio solo prendertelo in bocca per una volta sola, e poi giuro che sparirò per sempre, non avrai più notizie di me e non ti disturberò più”.
Mike Jagger, cantante e leader dei Rolling Stones:”Al termine di ogni concerto ciascuno di noi (della band) poteva scegliere a suo piacimento una (o più d’una) tra una folla di ragazze che si accalcavano attorno ai camerini, spintonandosi e litigando fra loro per cercare di avvicinarsi alla porta e avere più probabilità di essere scelte”.

Fabrizio

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Daniele 12:39 pm - 12th settembre:

Damien
>>>>>>>>>>>
Funziona in modo diverso.. MOLTE DONNE si mostrano a lui DISPONIBILISSIME E PRONTE.. molte, come mi è capitato di constatare personalmente, aspettano fuori dai camerini per essere scelte..a lui non resta che scegliere..o prenderne piu’ di una.. o farci dei festini.. che magari con te non si sognerebbero mai di parteciparvi.. ti tocca GUADAGNARTELA, come spesso dicono con sadico appagamento, e li giu’ di corteggiamento, spese di cene vari e disco/locali.. e sperare che te la faccia annusare.. a te, beta!

ma ti dirò di piu’.. a parti invertite, le donne non sono certamente da meno.. tanto per citare un esempio;

Lady Gaga””Andare in tour sarà anche stancante, ma ho sempre le mie soddisfazioni, ogni momento è buono per far sesso con i miei fan”.
>>>>>>>>>>>>>>>>>
Sì, va bene, però la motivazione che spinge i fan di Lady Gaga è diversa da quella che spinge le fan di qualche rock star.
Ovvero, se nel primo caso è la voglia di fica (in questo caso di una fica famosa), nella seconda non è tanto “la voglia di cazzo”, bensì il fatto di far sesso con qualcuno che sta in alto nella scala sociale.
Ergo, più che con il cazzo di Morrison, Jagger o Vasco Rossi, le femmine fanno sesso con la loro “maschera sociale”.

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Fabrizio Marchi 2:39 pm - 12th settembre:

La differenza vera tra una donna e un uomo è che la prima, se è una normalissima bella ragazza come tante, non ha bisogno di essere una “Lady Gaga” per disporre a suo piacimento di (quasi) tutti gli uomini, mentre il secondo,anche a parità di condizioni, per avere quella stessa disponibilità (in quella misura e con quelle modalità)deve chiamarsi Mike Jagger o Jim Morrison…
Si chiama asimmetria sessuale (e suoi derivati…). Non dovrebbe rappresentare per noi una novità…
Fabrizio

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paolo 3:34 pm - 12th settembre:

Direi anche che molti uomini, potendo scegliere, preferirebbero una commessa o una segretaria mediamente carine a Lady Gaga, mentre credo che nessuna donna sceglierebbe un impiegato o un operaio piuttosto che un divo del cinema o della canzone.
La diversità dei criteri è evidente e mi pare che quelli maschili non siano mai o quasi mai condizionati dalla posizione sociale.

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Leonardo 4:06 pm - 12th settembre:

C’è un fenomeno che colpisce la vecchie icone del Rock cominciando da Celentano fino ad arrivare ad Ozzy Osbourne: la moglie che fa il manager, amministra. Infatti abbiamo il declino artistico di questi personaggi. Ultimamente è deceduto un vecchio cantante Metal dei più influenti in passato: Dio, anche lui aveva la moglie manager. Non ricordo se anche Jonh Lennon si faccesse rigirare dalla sua Yoko…

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mauro recher 4:26 pm - 12th settembre:

lasciando stare mike jagger e jim morrison che nella storia della musica (e anche non ) hanno lasciato un segno tangibile ,per me sarebbe da mettere sotto analisi come mai un idiota che partecipa al grande fratello da sfigato diventa sex simbol. Un esempio ,visto alle iene, era un certo Nando (permetto che il mio cervello proprio si rifiuta di vedere il grande fratello smile )..
Un tizio che da operaio in una catena di vernici (lavoro considerato da lui ,da sfigati) è passato ad ospite nelle discoteche con tutti i benefici del caso ,quindi anche l’interessamento da parte delle donne che prima era quasi nullo. Eclatante , a mio modo di vedere, anche il successo con le donne da parte di Pietro Maso raccontato molto bene da Fabrizio ,qualche mese fa …..
Forse questi. più delle rockstar ,sono esempi che devono far riflettere sul fatto che quando uno cambia condizione sociale ,subito diviene più “appetibile”.
Ovvio poi che chiamarsi mike jagger e jim morrison invece che mauro recher ha i suoi vantaggi (e non solo canori smile ) ..
Un ultimo esempio ,ieri facevo fatica a restare sveglio vedendo la “mirabolante” squadra di luis enrique (se avete voglia di dormire ,non c’è sonnifero che tenga). Eppure loro ,dopo la partita e anche dopo gli allenamenti hanno sempre schiere di ragazze che li aspettano ,invece di prenderli a calci nel culo. Il sottoscritto invece, non lo aspettava nessuno…

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Rino 8:23 am - 13th settembre:

1) La notorietà in se stessa costituisce – di fatto – un valore. Ciò vale specialmente nella odierna società mediatica (centrata sulla pubblicità).
Non importa il modo con cui quella notorietà è stata acquistata. Con opere eccelse (Mike Jackson) o con infami delitti (P. Maso), con impegno decennale o in 2 minuti. Non importa per nulla, tanto che queste valutazioni potrebbero essere liquidate come “moralistiche”. Importa solo il fatto di stare sulla chorus line, non come ci si è giunti (magari azzoppando la ballerina rivale). La notorietà è appunto una delle componenti della posizione sociale che costituisce il vero valore del maschio agli occhi della femmina.
Ciò come da spinta darwiniana unita alla spinta del sistema attuale. Una robustissima saldatura.

2) Nei calendari appesi nelle officine ci sono femmine bellissime, giovani, nude e anonime, senza biografia. Sugli armadi delle impiegate si possono trovare foto di uomini diversamente famosi, anche di una certa età, vestiti, belli o bellocci (Clooney, Pitt, etc). E qui sta l’inghippo. Le interessate infatti cadono in equivoco su se stesse, non si raccontano la verità e anche gli UU rischiano di scambiare la maschera per il volto. Le DD credono di ammirarli perché sono belli, invece li ammirano perché sono in alto nella scala sociale.
Perciò la bellezza di quegli uomini nasconde il vero motivo per cui sono ammirati. Nessuna ragazza tiene in camera la foto di un anonimo, per quanto bellissimo. Deve avere una dentità, deve essere socialmente valutabile e deve trovarsi in alto.
Esse invece credono di esserne invaghite perché sono belli. Non dicono la verità a se stesse. Non so dire se questo inganno dipenda da motivi darwiniani (e sia universale) o se invece sia presente solo in Occidente, terra in cui si deve credere nell’amour passion e nell’amore disinteressato.
Qui, dove si deve fingere che i due si avvicinino per amore, anziché per egoismo, e per giunta che l’avvicinamento abbia la stessa motivazione e miri allo stesso scopo.

Rino DV

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Leonardo 2:11 pm - 13th settembre:

Sarà capitato anche a voi: quando ero ragazzo che conoscevo delle ragazze, subito cominciavano a tirar fuori le somiglianze con i vari personaggi famosi. Un comportamento che si riscontra sopratutto nelle donne, almeno io difficilmente trovo somiglianze tra donne, più che altro tra tipi di donne.
Faccio un ipotesi: dire che un ragazzo qualunque somiglia a Jonh Travolta, da parte di una donna, è togliere valore al giovane per darla al personaggio famoso. Un giorno risposi ad un paio di ragazze che conoscevo, che non ero io a somigliare a loro (i famosi) ma loro somigliavano a me, con il sorrisetto hanno risposto: no, ma che…
Perché una donna che ha un amico di scuola bello, che non ha niente da invidiare al divo (tranne i soldi e chiaramente per alcuni la bravura) debba svenire davanti al divo bello e non davanti all’amico? A volte questi divi non sono neanche cosi belli, io ho visto svenire una davanti al cantante dei The Cure, quando era già ingrassato e col trucco sbaffato.

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mauro recher 5:53 pm - 13th settembre:

tanto per non avere dubbi

http://www.vanityfair.it/people/italia/2011/09/13/marco-mengoni-vanity-fair-amy-winehouse?utm_source=yahoo&utm_medium=partnership&utm_content=linkout&utm_campaign=settembre2011

non lo conosco musicalmente , ma già che esce da x-factor non mi convince per niente , per me la vera musica viene fuori o dai garage o dalle cantine ,magari dopo una giornata di lavoro ,e non a tavolino

@rino , vero ,quello che scrivi ,mi trovi totalmente d’accordo

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Marco Pensante 10:42 pm - 13th settembre:

A volte questi divi non sono neanche cosi belli, io ho visto svenire una davanti al cantante dei The Cure, quando era già ingrassato e col trucco sbaffato.
Non c’è niente di cui sorprendersi. Per le donne la bellezza fisica di un uomo non è importantissima: conta molto, ma molto di più lo status sociale. Per sentirsi attratte da lui devono avere la sensazione che lui sia superiore a loro in qualcosa. Si chiama ipergamia.

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Marco 12:31 am - 14th settembre:

@ Daniele –
Sì, va bene, però la motivazione che spinge i fan di Lady Gaga è diversa da quella che spinge le fan di qualche rock star.
Ovvero, se nel primo caso è la voglia di fica (in questo caso di una fica famosa), nella seconda non è tanto “la voglia di cazzo”, bensì il fatto di far sesso con qualcuno che sta in alto nella scala sociale.
Ergo, più che con il cazzo di Morrison, Jagger o Vasco Rossi, le femmine fanno sesso con la loro “maschera sociale”.
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____________

@ Rino –
Perciò la bellezza di quegli uomini nasconde il vero motivo per cui sono ammirati. Nessuna ragazza tiene in camera la foto di un anonimo, per quanto bellissimo. Deve avere una dentità, deve essere socialmente valutabile e deve trovarsi in alto.
Esse invece credono di esserne invaghite perché sono belli. Non dicono la verità a se stesse. Non so dire se questo inganno dipenda da motivi darwiniani (e sia universale) o se invece sia presente solo in Occidente, terra in cui si deve credere nell’amour passion e nell’amore disinteressato.
Qui, dove si deve fingere che i due si avvicinino per amore, anziché per egoismo, e per giunta che l’avvicinamento abbia la stessa motivazione e miri allo stesso scopo.

@@@@@@@
Concordo con entrambi.
Leggete qua.

http://www.vanityfair.it/people/italia/2011/09/13/marco-mengoni-vanity-fair-amy-winehouse?utm_source=yahoo&utm_medium=partnership&utm_content=linkout&utm_campaign=settembre2011

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Marco 12:35 am - 14th settembre:

Leggete pure questo articolo.
http://it.notizie.yahoo.com/blog/wired/l-orgasmo-delle-donne-un-mistero-evolutivo-091705242.html
Certi commenti – sia maschili che femminili – sono di un’idiozia paurosa.
L’italiano e l’italiana medio/a, in materia di sesso, sono di una povertà mentale pazzesca.

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latka 8:12 am - 16th settembre:

non è che le donne siano essere asessuati come ho letto in qualche post, semplicemente hanno un desiderio meno reattivo agli stimoli esterni rispetto ad un uomo. faccio un esempio: un ventenne nel pieno della propria energia sessuale trova attraenti circa il 50% delle proprie coetanee.
Una ventenne in situazione analoga trova attraente uno solo su dieci dei suoi coetanei mentre gli altri le sono indifferenti a livello di pura attrazione fisica. sono cifre che ho messo a caso a puro titolo esemplificativo ma il fulcro della questione è che l’uomo è tendenzialmente propenso ad accontentarsi della media ed è sessualmente attratto anche da donne “normali”, mentre la donna ha degli standard di preferenze estetiche piu alti. tendenzialmente è attratta (e parlo di pura e semplice attrazione fisica, quella che si manifesta nel “bagnarsi le mutandine”, equivalente femminile di un’erezione) da un Gabriel Garko o da un Raoul Bova, non da uno qualunque. In tutte le specie di mammiferi la femmina punta al vertice della piramide, mentre il maschio si accontenta della base. E’ questa l’origine della differenza nella domanda e offerta di sesso tra i due generi. Piacere a livello meramente fisico a una donna è molto piu difficile del contrario.
Ovviamente spesso e volentieri la semplice attrazione fisica può essere sublimata attraverso l’attrazione intellettuale o sociale verso un Serge Gainsbourg o un Briatore per le loro doti artistiche o per il loro ingente patrimonio.
Ma di base le donne sono dominate da impulsi che partono dal basso ventre proprio come gli uomini e che possono essere forti tanto quanto quelli degli uomini in presenza di un esemplare “dominante”. E in quel caso si fanno meno problemi a venirti incontro e a fare il primo passo manifestando reciprocità e spontaneità.
Se vivessimo in una società senza alcun tipo di vincolo morale per quanto attiene alla sfera sessuale e relazionale, qualcosa di quanto piu simile possibile allo stato di natura di un gruppo di animali, ci sarebbero pochi uomini che disporrebbero della maggioranza o totalità delle donne mentre il resto dei beta rimarrebbe all’asciutto. Ed è proprio a causa di questo che è stata inventata la monogamia: per rendere il sesso una risorsa alla portata di tutti, contrariamente a quanto avviene in natura.
Probabilmente alcuni negano questa elementare verità perché non riescono ad accettare l’idea di non essere attraenti per il sesso opposto e allora preferiscono pensare che le donne siano esseri disinteressati al sesso che accettano di accoppiarsi solo per avere figli. In realtà le donne non sono mica indifferenti a un “figo”, sono indifferenti a te perché figo non sei, fattene una ragione!

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Fabrizio Marchi 10:13 am - 16th settembre:

Hai capito che fine analista il nostro Latka per il quale hanno diritto al sesso solo i Raul Bova (in base all’attrazione fisica) e i Briatore (in base alla loro posizione sociale o di comando all’interno della struttura gerarchica).
Tutti gli altri (eccezion fatta per lui che naturalmente è un “figo” o tale si sente e si vive…), cioè più o meno il 95% dell’intera popolazione maschile, che non assomigliano né all’uno né altro (meno male che non assomiglio a Briatore…), devono rassegnarsi all’astinenza, alla masturbazione,al ricorso alla pornografia, alla prostituzione o alle web girl, alle briciole, all’elemosina o tutt’al più al matrimonio con una moglie stile“fantozziano” . Interessante prospettiva e brillante soluzione al problema…
Il bello, si fa per dire, è che in un primo momento, leggendo il suo post, sembra quasi fare sua la nostra analisi (asimmetria sessuale e derivati), anche se solo in parte, per poi concludere con il solito “tu non scopi perché sei sfigato”, naturalmente indirizzato al sottoscritto, ma di fatto metaforicamente nei confronti di tutti quegli uomini, pressoché la quasi totalità, che non rispondono ai modelli di cui sopra, cioè Raul Bova, Briatore e naturalmente Lui.
Cari amici, abbiamo davanti a noi un vero esemplare di maschio collaborazionista. Se volessimo promuoverlo e dargli una patente di dignità culturale e personale potremmo dargli del “nietchiano di destra”, quindi del fascista (nel senso culturale e antropologico del termine, non politico o storico) ma sarebbe improprio e anche troppo generoso definirlo in questo modo (mi dispiacerebbe anche per un buon numero di fascisti che non sono una categoria del tutto omologabile e riducibile ad un unicum e che spesso hanno anche altri valori…).
Cosa ci propone in buona sostanza Latka? Qual è il suo messaggio “rivoluzionario”? Quale novità crede di averci sottoposto? L’”homo homini lupus”, applicato in questo caso specifico alla questione sessuale e alla relazione fra i generi, ma il concetto è naturalmente estendibile a tutte gli altri ambiti dell’essere e dell’agire umano.
“Scopano i “fighi” (fra cui lui, ovviamente, insieme a Bova e Briatore, che si scopa la Arcuri perché bello, come noto, anche più del sottoscritto…) e gli “sfigati” se la prendono nel culo”. Per lo meno il buon grande vecchio Hobbes una soluzione, anche se non condivisibile, la proponeva. Lui neanche questo. “Che si scannino e che si fottano tutti, tanto i “fighi” se la caveranno e i mal riusciti periranno. Il mondo è sempre andato avanti così e sempre andrà così”.
Hai capito che perle di filosofia. Veramente un bel contributo alla causa e all’umanità. C’è da augurargli che gli vada sempre bene, fino a quando non incontrerà gente più figa di lui. Ma a quel punto, coerentemente con il suo pensiero, metterà la coda fra le sue zampe e si inchinerà ala volontà di potenza del “più figo” di lui.
Ciò detto, chiedo a Cesare, di cui apprezzo sinceramente il suo grande sforzo di unire tutti i maschi (io sono d’accordo solo fino ad un certo punto, cioè per quanto riguarda i maschi beta, perché, come lui stesso sa, ritengo che con i Bova e i Briatore di turno ci siano OGGETTIVAMENTE interessi differenti e divergenti).
Cosa si fa con questi micro maschietti come Latka? Ci parliamo, certo, cerchiamo di convincerli alla nostra causa anche se in realtà loro sanno già tutto ma scelgono di stare dalla parte del padrone. Sono “negri da cortile”, come diceva Malcom X citato dal nostro buon vecchio amico LukeCage. E con i “negri da cortile” ci sono ben poche speranze di riuscire a “convertirli”.
Io ci provo, dotato del gramsciano ottimismo della volontà (fosse diventato pure lui un intellettuale rivoluzionario perché era un mal riuscito?).
Più di questo non posso fare… smile
Fabrizio

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Damien 11:55 am - 16th settembre:

..Latka ha detto delle verità, che non siano condivisibili appare ovvio, ma è la verità..

ciò che non sa è che le cosiddette femmine in cerca del top alla fine le ritrovi, in maggioranza, nella loro becera solitudine.. magari a giro da sole o con un cane o nei vari siti di incontri online e cercano ancora il principe azzurro! bada bene! anche se hanno rughe ed hanno visto piu’ schizzi loro che gli scogli di Sorrento!

Latka.. vai a vedere a Cuba/Santo Domingo/Mikonos se le donne attuano i tuoi criteri di valutazione.. vai vai!

Il problema centrale lo ha espresso Fabrizio e piu’ volte escusso da altri in questo sito, faresti bene a darci una letta.. forse una cultura ti aiuterà a svegliarti dal torpore e magari divenire meno sempliciotto..

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Ivan 12:31 pm - 16th settembre:

Dai Fabrizio spezzo una lancia a favore di latka. Non mi sembra volesse dire che lui è figo quindi scopa,infatti mi pare che il suo discorso sia pro monogamia e contro il libero mercato sessuale, per permettere a tutti o quasi di avere una vita affettiva un minimo decente. Comunque chiarirà lui stesso.

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Sandro2 12:45 pm - 16th settembre:

Per il “fico” Latka.
>
Silverback 8/7/2006
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=1340605&st=1110
A far luce sui diversi desideri dei due sessi sono i rapporti omosessuali.
Quelli eterosessuali rappresentano un compromesso tra i desideri di un uomo e i desideri di una donna, e tendono quindi a minimizzare le differenze tra i sessi.
Gli omosessuali, invece, non hanno bisogno di giungere a compromessi, e la loro esperienza mette in mostra la sessualità umana in una forma più pura.
In uno studio sugli omosessuali di San Francisco condotto prima dell’epidemia di AIDS (il primo caso ufficiale fu registrato il 5 giugno 1981), emerse che il 25% degli uomini gay aveva avuto più di mille partner sessuali; il 75% oltre 100.
Viceversa, nessuna femmina lesbica risultò essere così promiscua, solo il 2% di esse dichiarò un centinaio di partner.
Anche altri desideri dei gay, come quelli riguardanti la pornografia, la prostituzione e l’attrazione per partner giovani, rispecchiano o portano all’eccesso i desideri degli eterosessuali.
(Tra l’altro, il fatto che i desideri sessuali degli uomini siano gli stessi a prescindere dal fatto che siano rivolti alle femmine o ad altri uomini confuta la tesi che si tratti di strumenti di oppressione della femmina.)
Non è che gli uomini gay siano sessualmente “più calorosi”: sono semplicemente uomini i cui desideri maschili si incontrano con altri desideri maschili anziché con desideri femminili.

Tra gli eterosessuali, se gli uomini desiderano la varietà più delle femmine, quello che dovrebbe conseguirne può dircelo un qualunque corso di economia.
L’accoppiamento dovrebbe essere considerato un’elargizione femminile, un “favore” che le donne possono decidere se concedere o negare.
Fiumi di metafore parlano del rapporto sessuale con una donna come di una merce preziosa, sia che assumano il punto di vista di lei (concedersi, dargliela, sentirsi usata), sia che assumano quello dell’uomo (averla, favori sessuali, farcela).
E le “transazioni sessuali”, come i cinici di ogni genere hanno scoperto da tempo, obbediscono spesso a logiche di mercato.
In tutte le società sono quasi esclusivamente gli uomini che corteggiano, fanno approcci, ricorrono a “filtri d’amore”, fanno regali in cambio di rapporti sessuali, pagano le prostitute, etc.
L’economia sessuale, naturalmente, dipende anche dalla desiderabilità dei singoli individui, non solo dai desideri medi dei due sessi.
Si paga per il sesso (in denaro, impegni, favori, regali, vacanze, cene, etc.) quando il partner è più desiderabile di noi.
Dato che le donne discriminano più degli uomini, l’uomo medio deve pagare per avere rapporti sessuali con la donna media…* (Non sempre è così ma poco ci manca*…)
Un uomo medio può attrarre una moglie di qualità superiore a quella di una partner occasionale (presumendo che l’impegno matrimoniale sia una forma di pagamento…), mentre una donna media può attrarre un partner occasionale (che non pagherebbe niente…) di qualità superiore al marito*.

Solo con gli uomini di qualità “più alta” sono disposte ad avere rapporti sessuali (gratis) un gran numero di femmine.

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Sandro2 12:48 pm - 16th settembre:

Sempre per il “fico” Latka.
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=12571862

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Fabrizio Marchi 1:53 pm - 16th settembre:

Sei troppo buono, Ivan (intanto benvenuto, perché non mi pare di averti visto prima).
Se fosse come dici tu si sarebbe astenuto (o astenuta perché potrebbe anche essere una donna, il che non cambierebbe nulla di una virgola al suo discorso , anzi) dal chiudere con quel finale che sostanzialmente è:”Accettate di essere degli “sfigati”, o comunque di non appartenere alla elite dei maschi dominanti (belli , ricchi o potenti che siano), tenetevelo stretto nel culo e cercate anzi di non agitarvi troppo perché otterreste solo l’effetto contrario, cioè di provare ancora più dolore”.
Al di là della pochezza “filosofica” e soprattutto umana (uomo o donna che sia) di una simile concezione, con quel suo post (da questo punto di vista ci aiuta) non fa che supportare le nostre tesi. Cito testualmente:“Ma di base le donne sono dominate da impulsi che partono dal basso ventre proprio come gli uomini e che possono essere forti tanto quanto quelli degli uomini in presenza di un esemplare “dominante”. E in quel caso (cioè, aggiungo io, in presenza dei maschi dominanti , quindi il 5% dell’intera popolazione maschile) anche le donne si fanno meno problemi a venirti incontro e a fare il primo passo manifestando reciprocità e spontaneità”.
E grazie al “ciufolo”, doveva venire a spiegarcelo lui o lei? Non lo sapevamo forse già? E’ proprio questo genere di “reciprocità e spontaneità”a senso unico che conferma il fatto che i suddetti concetti (reciprocità e spontaneità), sempre ragionando sui grandi numeri, non appartengono al genere femminile (per ragioni di ordine sia naturale che culturale, come abbiamo sempre spiegato). O ti risulta forse che anche i maschi vanno dietro solo alle femmine dominanti?
Concetto che viene confermato in un altro passaggio dove entra appunto in questa clamorosa contraddizione, quando dice che “anche le donne sono dominate da impulsi che partono dal basso ventre proprio come gli uomini e che possono essere forti tanto quanto quelli degli uomini in presenza di un esemplare “dominante”.
Non è vero affatto che le donne e gli uomini siano eguali da questo punto di vista.Gli uomini sono ahinoi dominati da impulsi sessuali del tutto indipendentemente dalla collocazione gerarchica della donna (che sia una gerarchia sociale o estetica).
E lui (o lei) stesso/a è ben cosciente dell’asimmetria fra i due generi tant’è che dice:” In tutte le specie di mammiferi la femmina punta al vertice della piramide, mentre il maschio si accontenta della base. E’ questa l’origine della differenza nella domanda e offerta di sesso tra i due generi. Piacere a livello meramente fisico a una donna è molto piu difficile del contrario”.
Assolutamente condivisibile, anche dal nostro punto di vista. .Perchè allora chiudere in quel modo?
Le ragioni possono essere solo tre:o il/la Latka appartiene alla elite dei maschi dominanti, e allora è un nostro avversario dichiarato, oppure è un micro maschietto che gioca a fare lo stupido e che nella vita cerca di giocarsi le poche carte che ha per ottimizzare il risultato (cercando di strisciare quanto meno possibile…) tentando di “farsi bello” davanti alle femmine alle spalle e ai danni degli altri maschi (ce ne sono molti così, credimi…) . Oppure ancora è una donna (alpha o beta che sia), comunque consapevole del suo peso specifico in quanto donna (è sufficiente essere mediamente carine come miliardi di altre per avere un peso specifico superiore a quello del 95% dei maschi in circolazione sul pianeta…), e può quindi permettersi (si fa per dire…) di fare battute idiote.
Il cerchio per una volta può essere chiuso, hegelianamente…smile (scherzo, naturalmente…)
Fabrizio

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latka 1:57 pm - 16th settembre:

come ha detto Ivan, nel mio mio messaggio non mi auto-definivo implicitamente figo in opposizione al resto dei frequentatori di questo sito, anzì non ho problemi a definirmi l’antitesi del figo.
Ho semplicemente esposto la mia teoria sulla causa prima delle differenze tra domanda e offerta di sesso tra i due generi. Mi era capitato di leggere qualcuno che descriveva le donne come creature inerti e incapaci di provare il minimo piacere dal sesso, pratica per loro gravosa a cui si sottopongono solo per poter avere un figlio.
In base alle mie osservazioni personali non è così: mi basta vedere il comportamento delle mie gatte quando vanno in calore per capire che anche le femmine dei mammiferi, homo sapiens incluso, provano forte eccitazione erotica. Ma del resto ci sono innumerevoli esempi di questo: le legioni di ragazzine che vanno in visibilio per il carneade di turno da Elvis in poi sono animate da un’eccitazione sessuale che le spinge a scene di delirio e fanatismo. Si dice che a questi concerti l’aria sia pregna dell’odore di secrezioni vaginali delle fan.
Allora perché l’uomo medio deve sudare per avere sesso gratis? semplicemente per quello che ho esposto poc’anzi: alle donne piacciono gli esemplari migliori fisicamente anche se certe caratteristiche fisiche possono essere traslate in altre qualità a seconda della tendenza culturale prevalente.
Questo discorso si collega anche alla smitizzazione delle presunte peculiarità della sessualità femminile, più “cerebrale” rispetto all’uomo e di cui solo pochi conoscono la chiave di accesso.
Sono cazzate, le donne sono mosse da istinti e impulsi fisici né più né meno come l’uomo e i loro bisogni primari sono il cibo e il sesso esattamente come per noi. Vengono educate a pensare di essere romantiche, idealiste, sentimentali ecc. ma si tratta di caratteristiche indotte dall’educazione e non frutto del dato biologico. Se vivessimo in un ambiente quanto piu vicino allo stato di natura le donne farebbero grappolo attorno a pochi uomini da cui sono veramente attratte mentre gli altri (incluso il sottoscritto) resterebbero a secco. La monogamia è stata inventata proprio per democraticizzare la risorsa sesso. Non a caso nei paesi dove vige la poligamia le donne vanno in giro coperte per non suscitare gli sguardi libidinosi degli altri uomini.
E proprio per questo che per generazioni le donne sono state tramortite intellettualmente con robaccia sentimentale e romanticismi assortiti, per fare in modo che fossero psicologicamente indotte a trovare attraenti uomini che altrimenti non lo sarebbero stati per loro. In pratica all’attrazione fisica si è cercato di sostituire l’attrazione mentale o come volete chiamarla.
Questo non si applica all’uomo il cui desiderio è molto piu facilmente eccitabile anche in presenza di donne assolutamente normali se non anche sotto la media.

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Fabrizio Marchi 3:07 pm - 16th settembre:

Benissimo, Latka, prendo atto con soddisfazione di quanto dici. Diciamo allora che questo tuo finale “In realtà le donne non sono mica indifferenti a un “figo”, sono indifferenti a te perché figo non sei, fattene una ragione!” era inopportuno, per lo meno a mio parere.
Ciò detto, alcune contraddizioni (e non c’è nulla di male, a questo punto) permangono nella tua analisi.
Nello stato di natura, caro Latka, il maschio dominante non era il più bello ma il più forte. E’ questo l’archetipo, o se preferisci il richiamo ancestrale, quello da cui, nonostante lo starnazzare femminista, la stragrande maggioranza delle donne non si è “liberata”, né forse vuole liberarsene.
Il maschio fisicamente attraente può solleticare il basso ventre di una donna, per utilizzare le tue stesse parole, sicuramente per farsi una o due settimane di grandi scopate. Ma se il “bello” non è anche “altro” e soprattutto non è in grado di garantirle “altro”, dura appunto non più di due o forse tre settimane di svago. A meno che la donna in oggetto non sia decisamente meno se non molto meno attraente del bello in questione; in questo caso l’estetica del maschio assume un peso specifico molto maggiore e di fatto lo rende un “alpha” agli occhi di quella donna (o di altre donne nelle sue stesse condizioni). Ma quanti sono gli uomini talmente belli e attraenti da poter reggere il confronto con il peso specifico che le donne hanno normalmente (per il semplice fatto di essere donne)? In quanti casi l’aspetto fisico di un uomo può costituire il “fattore alpha” in grado, da solo, di costituire un peso specifico così potente nei confronti del “femminile” nel suo complesso?
Una esigua minoranza, converrai con me, e per una semplicissima ragione (che conosci benissimo anche tu) e cioè che per una donna mediamente carina (nella normalità) farsi una, dieci o cento scopate con un “bello” è facile quasi come bersi un bicchiere d’acqua, a differenza degli uomini, che a parti invertite, non hanno neanche minimamente la stessa disponibilità. Di conseguenza, per queste ragioni, l’archetipo femminile non è tanto il bello quanto il potente e affermato, nei confronti del quale le frecce dell’arco dell’ipotetica donna (cioè il peso specifico dell’essere femmina dato dalla asimmetria sessuale) rischiano seriamente di spuntarsi, perché il peso specifico dell’uomo è in questo caso molto elevato.
In conseguenza di ciò, solo un gruppo ristretto di uomini, magari non particolarmente belli ma economicamente e socialmente affermati,è in grado, molto più dei primi, a mio parere, di possedere quel peso specifico di cui sopra, in grado di relazionarsi ad armi pari, e in taluni casi superiori, e di competere con il peso specifico di una donna loro pari livello (e ovviamente anche minore). Per dimostrare questo a mio parere elementare assunto porterò uno dei miei soliti banalissimi e quasi demenziali esempi. Posso assicurarti che il mio meccanico di fiducia è un ragazzo veramente sensuale e attraente ma non ha neanche un grammo del peso specifico di un Luca di Montezemolo (per utilizzare un nome altisonante, così ci capiamo meglio), il quale, visto da vicino, rispetto al primo (e non solo), è una specie di mostriciattolo stile “Gollum”, con una testa smisuratamente grande rispetto ad una corporatura anche un po’ (molto un po’) rachitica (senza voler offendere nessuno, sia chiaro, è solo per capirci). Però una cosa è certa e cioè che il mio meccanico, a differenza del Montezemolo, una come Edwige Fenech la vede solo con un binocolo in dotazione alla marina militare. E un’altra cosa è altrettanto certa e cioè che se mettessimo il Montezemolo nella tuta del mio amico meccanico, sarebbe già un risultato se riuscisse a sposarsi con una cosiddetta “brava donna”, magari anche bruttina (dal momento che lui lo è), sempre alla condizione, sia chiaro, di garantirle stabilità, sicurezza economica, affidabilità e quant’altro (che, a parti invertite, quella stessa donna non ha nessun obbligo di garantire).
E adesso, alla fine della fiera, che vogliamo fare? Darci le martellate sui coglioni fra di noi oppure cercare di cambiare le cose? Sempre a patto, caro Latka, che tu non ci venga spiegare che le cose non potranno mai essere cambiate, perché, se ho capito qualcosa nella mia presunzione, tu appartieni a quel genere di uomini che “da che mondo è mondo le cose vanno così e non potranno mai essere cambiate”, tendenza peraltro molto diffusa in ambito momas (movimento maschile).
Spero di sbagliarmi.
Fabrizio

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dia 3:42 pm - 16th settembre:

ho trovato concreti, disincantati e non-prescrittivi i due commenti di latka. Apprezzo, poi, i rovesciamenti di prospettiva, che sono sempre utili. Ha scattato una fotografia, non condannato i non-RaulBova all’astinenza. D’altra parte, io come donna non-figa e non-ricca non ho l’impressione di essere messa tanto meglio di un non-RaulBova. In questo senso, se cioè uno vuole avere una quantità x di sesso ludico garantito (se cioè questa è una sua priorità), la soluzione ideale forse è la coppia stabile e monogamica. La monogamia, come dice latka, conviene. Si risparmiano tempo, soldi e fatica. E se la coppia è cameratesca, il divertimento è garantito anche sul lungo periodo.

Un esempio: Patri Friedman (economista e figlio e nipote di economisti illustri) e sua moglie.
http://pua4ltr.wordpress.com/about/
La loro “mission” è vivere il sesso ludico dionisiaco (Pick up artistry – l’arte del rimorchio) nel ramo LTR (long-term relationships – rapporti a lungo termine). E lo fanno con corsi, lezioni e riflessioni semiserie sul loro blog. In modo spregiudicato, creativo, e divertente.

In effetti la mia obiezione è perché sesso ludico dionisiaco e LTR non possano andare d’accordo. Ma forse il mio è un bias tutto femminile. E siamo da capo a dodici.

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Marco Pensante 4:23 pm - 16th settembre:

Secondo me, a parte quella chiusura infelice, nel senso che davvero non si capisce bene se sia una semplice constatazione o l’ennesima ripetizione del “così va la vita e così andrà sempre, quindi abituatevi all’ombrello in culo” (e qui bisogna intendersi molto bene, perché la differenza tra amico e nemico sta nell’atteggiamento di chi dice una cosa del genere), il commento di Latka fotografa molto bene la situazione attuale. Non solo, mi sembra che rappresenti una sintesi molto efficace dello stato attuale dei rapporti fra i sessi, e come dice Fabrizio stesso, supporta in pieno le tesi di UB. Secondo me ci stiamo avvicinando asintoticamente a vedere cos’è davvero la realtà dei rapporti odierni (quantomeno nel nostro tipo di organizzazione sociale occidentale). La realtà dell’ipergamia è sotto gli occhi di tutti, e la non-reciprocità ne è diretta conseguenza. Per le donne il 90% degli uomini (o anche più) è invisibile, non esiste proprio. O meglio: esiste solo in quanto ingranaggio di una macchina (la nostra società tutto sommato progredita) che permette loro di vivere in condizioni dignitose, privilegiate. Usano questa macchina e non si preoccupano affatto di sapere cosa fa o cosa pensa il singolo ingranaggio. Chi se ne frega, basta che la macchina le porti dove vogliono loro. Lasciate libere e senza alcuna costrizione, le donne si affollerebbero in massa intorno a quel 10% di uomini che loro considerano superiori (per tutti i motivi che abbiamo detto: bellezza, soldi, potere ecc., ma il succo è che una donna deve sentire che un uomo è superiore a lei in qualcosa, quello che vi pare ma qualcosa, per sentirsi attratta, il famoso “impulso nel basso ventre”). Secondo me è una questione evolutiva, risale a tempi in cui la vita era molto più dura e la scelta dei propri compagni/e poteva essere questione di vita o di morte. Comunque sia, è molto ben radicata. Diciamo che non bastano certo quarant’anni di femminismo per eliminarla, checché ne pensino le aspiranti Lorena Bobbitt de noantri. Ne fa parte anche il discorso sulla monogamia obbligatoria: quello era un modo, sicuramente imperfetto come tutte le leggi umane, ma ben funzionante in media (ricordiamoci sempre questa espressione magica: in media), di limitare il naturale impulso all’ipergamia femminile e fare in modo che anche gli uomini beta potessero, in media, avere una moglie e una famiglia decente. Questa limitazione artificiale all’ipergamia, proprio in quanto limitazione degli istinti basilari femminili, oggi viene raccolta sotto la definizione amplissima (e con accezione unanimemente negativa) di patriarcato. Oggi che il patriarcato è morto (e con che gioia di donne e maschipentiti!) non c’è più alcuna restrizione, alcuna condanna sociale, non c’è più nessuna conseguenza negativa pratica per una donna che decide di seguire i propri impulsi più profondi (se vogliamo metterla in termini di cultura imperante oggi, chiamiamola una donna che “va dove la porta il cuore”). E quindi, vai con la passione per il Briatore di turno, per il palestrato tatuato, per le vacanze in Senegal a scopo di ricreazione sessuale pagate dal marito. E perché non dovrebbero? Tanto queste sono considerate dimostrazioni di forza, indipendenza, anticonformismo, liberazione. Quindi perché accontentarsi di un impiegato, un operaio o anche di un dirigente da 40.000 euro l’anno? Meglio essere la dodicesima fidanzata di un Briatore che l’unica moglie di un Brambilla.
Questa è la fotografia, e qui bisogna intenderci con Latka su cosa significa la sua ultima frase. Che si fa, si accetta l’ombrello in culo e camminare? Oppure ci si toglie il lardo di Colonnata dagli occhi e si prende atto che la situazione è questa per fare qualcosa? Io, da parte mia, ho cominciato a parlare come parlo su questo sito anche quando sono con gli altri, anche in pubblico. Ovviamente mi becco del misogino, reazionario, perfino fascista. Però devo dire una cosa, che finora nessuno (quando siamo faccia a faccia, intendiamoci) mi ha chiamato sfigato. Forse dipende dal modo in cui parlo di certe cose, non lo so. Di certo non chiedo scusa a nessuno. Comunque ho discusso e anche litigato, ma vedendomi di persona e non su Internet nessuno si è (per ora) permesso di chiamarmi sfigato. Quindi secondo me vale la pena di avere un po’ di coraggio e parlarne con chi ci sta intorno, si sa mai che qualche briciola di pensiero diverso dalla vulgata entri nelle testoline vuote. Poi se qualcuno si offende il problema è suo.

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Fabrizio Marchi 5:20 pm - 16th settembre:

Non sono d’accordo, o solo in parte, con il concetto espresso sia da Latka che da Dia. Forse in tempi passati il matrimonio poteva essere di una qualche convenienza per gli uomini di ceto sociale basso, comunque non appartenenti alle elite dominanti. Oggi non è assolutamente più così. Nel contesto attuale poi, sposarsi per un uomo significa appendersi da solo per le palle nella speranza che qualcuno non tiri la corda…
Ciò detto, è proprio il femminismo che da una vita ripete come un mantra che il matrimonio è stato a senso unico una gabbia per le donne. E’ un luogo comune che deve essere sfatato una volta per tutte.
Il matrimonio è stato, soprattutto nei tempi trascorsi, una sorta di compromesso, di tacito accordo, che a mio parere, rendeva infelici più o meno tutti (d’altronde la felicità non era prevista nell’orizzonte molto limitato delle persone fino qualche decennio fa, e un’esistenza relativamente tranquilla era il massimo a cui si potesse aspirare). Perché se è vero che la donna era ingabbiata in quanto moglie e madre (con relative responsabilità collegate a questo ruolo), l’uomo lo era in quanto marito e padre (e il più delle volte con responsabilità molto più soverchianti rispetto a quelle della moglie).
Il “compromesso”, diciamo così (a mio parere al ribasso per gli uomini, nel 90% dei casi), era più o meno questo: tu, uomo, mi garantisci stabilità economica e sicurezza per me e i miei figli (tradotto: trascorri la tua miserabile esistenza fra le quattro mura di un’officina o di una fonderia) e io donna garantisco a te sesso , sicurezza affettiva e accudimento (tradotto: allevo marmocchi da mandare a lavorare al più presto e te la smollo la sera se non ti addormenti prima, massacrato come sei dopo 12 ore di lavoro). Badate che non sto esagerando, non è una boutade; queste erano le condizioni reali di esistenza, per gli uomini e per le donne. Quelle condizioni, sono in larga parte completamente mutate e quel patto è di conseguenza saltato. Sappiamo in quali direzioni e in favore di chi…
Ma restiamo un attimo al passato. Chi l’ha detto che questo era il miglior compromesso per gli uomini, anche per quanto riguarda la loro vita sessuale? La sessualità maschile è fondamentalmente poligama, quindi libera, ludica, giocosa, spensierata (”o cazzo nun vole penzieri”, dicono a Napoli, e hanno ragione…). Il matrimonio, da questo punto di vista, se è la “tomba dell’amore”, come viene ricordato a ogni piè sospinto,per i maschi è anche e soprattutto la morte annunciata dell’erotismo. Se lo è per le donne che, come sappiamo, hanno un approccio estremamente diverso al sesso, figuriamoci per gli uomini. Se c’è qualcuno che soffre maggiormente l’imposizione della monogamia, questo è sicuramente l’uomo ( a mio parere, sul medio-lungo periodo anche la donna, ma certamente l’uomo in misura senz’altro superiore, proprio per le sue specificità maschili).
E’ evidente che in contesti molto arretrati, come quelli che peraltro hanno storicamente dominato per secoli e millenni, il matrimonio è stato per tantissime ragioni, una sorta di obbligo sociale; ci si sposava così come si era obbligati a fare il servizio militare e a cercarsi un lavoro per il resto della propria vita..
Nel bel film “Cronaca familiare”, di Valerio Zurlini , un bravissimo Marcello Mastroianni nei panni del personaggio Enrico, fratello di Lorenzo, pronuncia queste parole:”Lorenzo aveva commesso tanti errori nella sua vita ma ne aveva commesso uno in particolare che un uomo povero (cioè il 95% degli uomini fino al primo dopoguerra) non può assolutamente permettersi: sposarsi la donna sbagliata”.
Ecco, questa frase simboleggia più di ogni altra la condizione di miliardi di uomini che per millenni hanno calpestato il suolo del pianeta (ma in fondo, anche di tante donne…).
Come si può dunque sostenere che il matrimonio sia stato inventato, come sostengono le femministe da sempre, per ingabbiare specificatamente le donne e per garantire potere e sesso agli uomini? Ma di cosa stiamo parlando, ragazzi? Potere? Sesso? Sfacchinare da mane a sera in una fabbrica perché si ha la responsabilità di portare a casa un tozzo di pane per moglie e figli, è potere? Far finta di scoparsi (siamo onesti, ragazzi/e, siamo onesti…)forse una volta al mese una moglie che ai nostri occhi è ormai forse, nei casi migliori (quando non ci si tirano i piatti) una sorella, magari spegnendo le luci e fantasticando su chissà cosa, è fare sesso?
Ma non scherziamo ragazzi…questo è un penitenziario, altro che sesso garantito ai maschi, ma di cosa stiamo parlando?
Si deve avere il coraggio di leggere la realtà anche e soprattutto nella sua crudezza, altrimenti non si fanno passi in avanti.
Credo che da questo punto di vista, e mi rifaccio ad un post di Alessandro di alcuni giorni fa nell’ambito dell’articolo “Una (solo apparentemente) ritirata strategica”, che sottoscrivo, ci voglia il coraggio di cominciare a concepire e anche a praticare altre ipotesi e altri percorsi relazionali, se non si vuole restare impantanati nell’ipocrisia, che poi è quella nella quale tuttora viviamo. Non dico che sia facile, ovviamente, anzi, come tutti i percorsi sperimentali, questi sono dolorosi e accidentati.
Ma in fondo, noi non lo stiamo già facendo? Quello che stiamo percorrendo, come movimento maschile, e come UB in particolare, non è forse un percorso nuovo e accidentato?…
Fabrizio

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Fabrizio Marchi 5:34 pm - 16th settembre:

Sottoscrivo l’ultimo post di Marco Pensante che quando ci si mette, oltre ad essere un campione di ironia, è anche e soprattutto una bella testa…
Fabrizio

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latka 5:41 pm - 16th settembre:

il mio commento finale al primo post era una reazione al clima di incertezza e indeterminatezza che avvolge la sessualità femminile, su cui circolano leggende di vario tipo, dalle donne che sono sessualmente “mute” e non provano niente alle donne che sono creature fatte di pensieri, sogni e ideali e cercano la bellezza interiore ecc. ecc.
Quando ero ragazzo mi sono reso conto che il brutto anatroccolo non sarebbe mai diventato cigno e la crisalide non si sarebbe mai trasformata in farfalla ma ingenuamente pensavo che il futuro mi avrebbe riservato incontri con ragazze capaci di rimanere affascinate dalla mia personalità. Dopo anni di indifferenza da parte del sesso opposto ho cominciato a riflettere su questa situazione applicando il rasoio di Ockham secondo cui le conclusioni piu probabili sono quelle con meno premesse ma non necessariamente quelle piu intuitive. Perché altri a differenza di me avevano successo? Perché dopo essere stato appresso ad una mia compagna di università per mesi senza alcun feedback da parte sua, arriva un terzo che dopo un paio di settimane se la intorta senza in apparenza sforzo alcuno? forse perché lui è stronzo e si sa che le donne sono attratte da chi le tratta male? perché lui era ricco e le avrebbe assicurato benessere economico?
La realtà era molto piu semplice: lui la arrapava e io no.
Circola un sacco di disinformazione su queste cose, disinformazione che viene alimentata da chi ha interesse a farlo, cioè chi detiene le leve del potere economico e vuole far apparire le donne agli uomini come esseri complicati la cui comprensione richiede sforzi lunghi anni ma che saranno alfine “ricompensati”. Basterebbe dire al tredicenne che si affaccia alla sessualità come funzionano certe cose e un sacco di persone si risparmierebbero inutili arrovellamenti.
Ovviamente non sono per il mantenimento dello status quo, mi piacerebbe vivere in una realtà simile a quella dei gay dove tutti si cercano reciprocamente con lo stesso interesse. Ma per realizzare un simile scenario bisognerebbe che i detentori del potere economico di cui sopra decidessero che per incrementare il pil e far girare l’economia le donne dovrebbero cercare il sesso tanto o quasi tanto quanto gli uomini. Allora partirebbe una massiccia propaganda attraverso milioni di canali finalizzata a far diventare il sesso ludico lo svago preferito delle donne, come lo è lo shopping o il gossip o come lo era il punto croce una volta.

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Daniele 6:24 pm - 16th settembre:

latka
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il mio commento finale al primo post era una reazione al clima di incertezza e indeterminatezza che avvolge la sessualità femminile, su cui circolano leggende di vario tipo, dalle donne che sono sessualmente “mute” e non provano niente
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Ascolta, non so quanti anni tu abbia e di dove tu sia (io sono umbro, lavoro in Toscana ed ho quasi 32 anni), ma t’assicuro che dalle mie parti circolano, e sono sempre circolate, ben altre leggende, portate avanti in primis dai “figli del ’68″, ossia da quegli uomini che oggi hanno un’età compresa fra i 60 e i 70 anni, secondo i quali “le femmine c’hanno tanta voja de cazzo”; ergo, MOLTA più voglia di sesso di qualsiasi uomo. Tesi condivise e propagandate anche da un numero sterminato di venti-trenta-quarantenni.
Perciò…

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Daniele 6:34 pm - 16th settembre:

Ah, dimenticavo! Nonostante tutta quella “voglia di cazzo” di cui si narra, se tu passassi in certe zone della mia città dove si prostituiscono delle giovani rumene, t’accorgeresti che c’è sempre la fila, e che la maggior parte dei clienti di queste prostitute sono ragazzi ed uomini giovani…
Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.

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mauro recher 7:17 pm - 16th settembre:

ma Daniele ,lo fanno per fare “amicizia” sei te che pensi male smile
questa tesi (cioè dei giovani che fanno “fatica” ) lo si riscontra anche nei forum da “teenager” ma dove si affacciano anche uomini da 30-40 anni e se vai nella sezione “due di picche ” vedrai che a scrivere sono quasi sempre uomini (il 90%) e sono pure basso ,ovvio che ci viene in aiuto marco pensante (post che condivido in toto) dicendo che si preferisce essere la 12 amante del tatuato (o chi per lui), che la prima ragazza di uno qualsiasi …
il nervoso però aumenta quando entrano le “buone samaritane ” (quasi sempre donne) che ti dicono che la vita è bella ,e che prima o poi….. …

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Fabrizio Marchi 8:19 pm - 16th settembre:

Latka, mi pare però che tu stesso ti contraddica più e più volte.
Da una parte affermi (e qui siamo tutti d’accordo) che esiste una asimmetria sessuale naturale e che anche ( e non solo) in conseguenza di questa le donne tendano ad andare versus il maschio dominante. Anzi, ammetti esplicitamente, e io condivido, che la libido femminile, diversamente da quella maschile, comincia a manifestarsi proprio quando entrano in ballo determinati meccanismi comunque collegati al concetto di maschio dominante, o per lo meno di quello che in quel dato momento la psiche femminile percepisce o vuole percepire come maschio dominante (e qui ti rimando al post di Marco Pensante che è a mio avviso perfetto nel descrivere questo meccanismo, cioè la ricerca di quel “qualcosa in più” che un uomo deve possedere rispetto alla donna stessa).
Nello stesso tempo, sostieni che in realtà le donne siano animate da pulsioni sessuali più o meno simili agli uomini, anche se queste ultime verrebbero sublimate (cosa in parte vera, ma solo in parte) in altri aspetti, perché condizionate da millenni di cultura. Insomma, se fossero realmente libere, le donne sceglierebbero solo i maschi fisicamente più attraenti con il risultato che a fare sesso in quantità e soprattutto in qualità sarebbe solo il 10% della popolazione maschile (non che oggi sia molto diverso…).
Ma questa è una contraddizione evidente con quanto tu stesso hai affermato circa il concetto di maschio dominante che, proprio nello stato di natura a cui tu fai riferimento, fa della forza il suo elemento primo e costitutivo. E’ evidente che il concetto di forza è soggetto a mutamento in base alle differenti fasi evolutive e storiche che caratterizzano lo sviluppo delle società umane, e quindi il concetto di forza è oggi concepito e declinato a Manhattan in modo completamente diverso rispetto a come era concepito e declinato a Sparta o nell’Antica Roma. E non mi pare che anche in quell’epoca comandassero i “belli”… Poi è anche vero che il più delle volte, anche se non sempre, per tante ragioni, non ultime di ordine strettamente materiale (condizioni nutritive, sanitarie, igieniche e quant’altro) la ricchezza fa anche la bellezza…
Ciò detto, qui nessuno afferma che le donne siano tutte delle frigidine insensibili al richiamo sessuale di un uomo fisicamente attraente (sarebbe sciocco negarlo e poi a quale scopo farlo?…)né tanto meno che siano degli angeli puri in cerca di romanticherie e bellezza interiore .
Diciamo soltanto che questo aspetto, per lo meno superata la fase tra i quindici e i vent’anni, non rappresenta in sè il prius nella gerarchia dei desiderata femminili. Può darsi anche che io mi sbagli e che questa mia affermazione non corrisponda al vero, in tal caso devi però argomentarlo (si fa per dire, siamo fra noi e non sui banchi di scuola) con una risposta razionale e convincente (che non mi hai dato), spiegandomi ad esempio perché il mio meccanico, che pure è un uomo decisamente attraente dal punto di vista esclusivamente fisico(credimi), non ha neanche una minima parte del potere di “fascinazione” che hanno un Luca di Montezemolo o un Briatore. Bada che non è necessario salire fin “lassù”, si fa solo per capirci, basta un medio imprenditore con la “fabbrichetta” che gli fattura qualche milione di euro all’anno, per far tramontare la stella del mio meccanico (lavoratore dipendente)…
Questo, ripeto, non significa sostenere che le donne non abbiano una loro libido; significa soltanto dire che quest’ultima scatta con lo scattare di determinati meccanismi che solo raramente sono sollecitati dalla pura e semplice attrazione fisica. E questo per ragioni sia di ordine ontologico che di ordine culturale, come da sempre sosteniamo, del tutto mescolate fra loro, al punto che è anche difficile definirne con precisione i contorni. (in questo caso rimando al post di Rino dove riporta l’esempio dei poster negli uffici degli uomini con donne nude bellissime e sconosciutissime e quelli delle donne con le foto di divi del cinema o della musica, belli ma soprattutto famosi…)
Ora, se me lo permetti, dal generale passo al particolare, nella speranza che tu non te la prenda, anche perché qui tutti sanno che il sottoscritto è sempre sincero con tutti (in primis con se stesso) e non gioca la parte del moderatore tradizionale. Aggiungo che mi sembri una persona seria e anche preparata (complimenti, citare il rasoio di Ockham non è da tutti…), e sono certo che apprezzerai la mia sincerità,anche perché chi ti parla è uno che nella vita si è fatto una psiconanalisi e due psicoterapie, quindi non sono certo uno stronzetto presuntuosetto che va in giro a giudicare la gente.
A mio parere, devi forse ancora liberarti di quel “brutto anatroccolo” a cui tu stesso hai fatto riferimento parlando dei tuoi trascorsi che è stato (è?) in te. Premetto che lo abbiamo avuto tutti/e dentro di noi e molti non riescono a liberarsene (non che sia facile…), anche perché il “sistema” (sintesi di una complessa struttura materiale e soprattutto immateriale, socio-culturale-economica-psicologica e quant’altro) fa di tutto per tenerlo in vita, con meccanismi assai sofisticati, specie nell’ambito della relazione fra i generi…. Guai (per il sistema) se così non fosse …
A mio parere, visto che qui spesso e volentieri abbiamo fatto una sorta di psicoterapia virtuale (d’altronde siamo un movimento di consapevolezza maschile e non ci vedo nulla di strano in questo, anzi…) , questo è un punto sul quale forse ci sarebbe da approfondire.
Termino citandoti:” Ovviamente non sono per il mantenimento dello status quo, mi piacerebbe vivere in una realtà simile a quella dei gay dove tutti si cercano reciprocamente con lo stesso interesse. Ma per realizzare un simile scenario bisognerebbe che i detentori del potere economico di cui sopra decidessero che per incrementare il pil e far girare l’economia le donne dovrebbero cercare il sesso tanto o quasi tanto quanto gli uomini. Allora partirebbe una massiccia propaganda attraverso milioni di canali finalizzata a far diventare il sesso ludico lo svago preferito delle donne, come lo è lo shopping o il gossip o come lo era il punto croce una volta”.(Latka)
Analisi impeccabile purchè, dal mio punto di vista, venga dialetticamente rovesciata nel suo contrario. E’ necessario cioè indebolire proprio quel potere economico assoluto,pervasivo e totalizzante di cui parli tu stesso, nonchè i suoi alleati strategici , leggi femdominismo e, ahinoi, buona parte del “femminile attuale” con il quale si è unito in uno dei matrimoni meglio riusciti che mai siano stati celebrati fino ad oggi… .
Fabrizio
P.S. è stata una buona giornata di dibattito, complimenti a tutti/e

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Marco 2:04 am - 17th settembre:

@ Sandro2 –
A far luce sui diversi desideri dei due sessi sono i rapporti omosessuali.
Quelli eterosessuali rappresentano un compromesso tra i desideri di un uomo e i desideri di una donna, e tendono quindi a minimizzare le differenze tra i sessi.
Gli omosessuali, invece, non hanno bisogno di giungere a compromessi, e la loro esperienza mette in mostra la sessualità umana in una forma più pura.
In uno studio sugli omosessuali di San Francisco condotto prima dell’epidemia di AIDS (il primo caso ufficiale fu registrato il 5 giugno 1981), emerse che il 25% degli uomini gay aveva avuto più di mille partner sessuali; il 75% oltre 100.
Viceversa, nessuna femmina lesbica risultò essere così promiscua, solo il 2% di esse dichiarò un centinaio di partner.
Anche altri desideri dei gay, come quelli riguardanti la pornografia, la prostituzione e l’attrazione per partner giovani, rispecchiano o portano all’eccesso i desideri degli eterosessuali.
(Tra l’altro, il fatto che i desideri sessuali degli uomini siano gli stessi a prescindere dal fatto che siano rivolti alle femmine o ad altri uomini confuta la tesi che si tratti di strumenti di oppressione della femmina.)
Non è che gli uomini gay siano sessualmente “più calorosi”: sono semplicemente uomini i cui desideri maschili si incontrano con altri desideri maschili anziché con desideri femminili.
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Interessante ‘sta cosa…
Sandro2, toglimi una curiosità: ma dove li peschi certi dati? Forse su libri o riviste scientifiche di vecchia data?

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Marco 2:17 am - 17th settembre:

@ latka -
Circola un sacco di disinformazione su queste cose, disinformazione che viene alimentata da chi ha interesse a farlo, cioè chi detiene le leve del potere economico e vuole far apparire le donne agli uomini come esseri complicati la cui comprensione richiede sforzi lunghi anni ma che saranno alfine “ricompensati”. Basterebbe dire al tredicenne che si affaccia alla sessualità come funzionano certe cose e un sacco di persone si risparmierebbero inutili arrovellamenti.
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Secondo me certe balle sulle donne sono sicuramente alimentate dal sistema dominante, ma l’origine è altrove ed è vecchia di secoli, anzi di millenni, perché affonda le radici nella nostra cultura. Gli stessi greci raccontavano che “il piacere femminile è almeno nove volte superiore a quello maschile” (anche la puttanata secondo cui “dietro ogni grande uomo c’è sempre una grande donna” è vecchia di secoli).
Molte volte mi sono chiesto perché gli uomini abbiano sempre avuto bisogno di mitizzare la sessualità femminile; ma francamente non ho una risposta precisa: solo un mucchio di indimostrabili teorie.
Di sicuro c’è quello che alcuni “vecchi” del momas hanno evidenziato più volte, e cioè che l’uomo è sessualmente subordinato alla donna (eccezioni a parte di cui si è spesso parlato), sia per motivi culturali che naturali.

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Sandro2 11:40 am - 17th settembre:

Marco:
“Sandro2, toglimi una curiosità: ma dove li peschi certi dati? Forse su libri o riviste scientifiche di vecchia data?”
_________________

La prima volta che venni a conoscenza della promiscuità degli omosessuali statunitensi – ed in particolar modo di quelli di San Francisco – risale al 1983. Si trattava di un articoletto pubblicato su una rivista porno, per la precisione sul vecchio LE ORE.
Successivamente mi capitò di leggere qualcosa di più approfondito su un opuscolo dedicato alla prevenzione del virus HIV (era il 1987), responsabile dell’AIDS, che fino al 1986 era denominato HTVLIII, nonché su varie riviste come Le Scienze, Scienza & Vita, Scienza Nuova, etc; nonché su libri scritti da Steven Pinker, fra i quali uno del 1997, intitolato “COME FUNZIONA LA MENTE”.

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Sandro2 4:49 pm - 17th settembre:

Marco Pensante:
“Per le donne il 90% degli uomini (o anche più) è invisibile, non esiste proprio.”
____________
Sì, è così.
Diciamo pure che le femmine della specie umana somigliano “vagamente” alle… elefantesse marine. smile
Mi spiego meglio: in uno studio sugli elefanti di mare, vecchio di decenni, emerse che il 4% dei maschi era responsabile dell’88% di tutte le copulazioni osservate.
Fonte: IL GENE EGOISTA – La parte immortale di ogni essere vivente; di Richard Dawkins.

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latka 3:51 pm - 18th settembre:

allora è come dicevo io: alle donne piace la mazza alfa. infatti se leggete le loro confessioni troverete aneddoti del tipo: “ho visto un ragazzo alla fermata del bus che mi piace ma non so come farmi avanti” oppure “sono invaghita del mio barista ma lo conosco solo di vista” alla facciazza del romanticismo e delle affinità caratteriali. di solito ad una donna o piaci subito oppure non piaci. per far si che emerga l’aspetto sentimentale/romantico di norma ci vuole un periodo piu o meno lungo di conoscenza reciproca-

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Andrea 5:02 pm - 18th settembre:

latka, se è per questo anche a me piace la figa alfa, solo che essendo un uomo qualunque, mi tocca accontentarmi (ed infatti sto insieme ad una donna esteticamente normale). Lo stesso discorso riguarda molti uomini che conosco, ai quali – te l’assicuro – di frequentare o di fidanzarsi e sposarsi con una donna brutta, grassa o troppo magra, non passa neppure per la testa. Questo tanto per dirti che anche a tante donne tocca accontentarsi, soprattutto quando vanno avanti con gli anni. Mica son tutte fighe!
Poi, sì, in linea generale è vero quanto hanno evidenziato altri prima di me; ma resta il fatto che esistono anche numerose variabili e parecchie eccezioni.

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dia 5:08 pm - 18th settembre:

immagino che gli elefanti marini beta abbiano sviluppato strategie di sopravvivenza in campo erotico-sentimentale interessantemente utili. Azzardo un’ipotesi: per adattarsi a una sproporzione statistica così penalizzante, magari nel corso dei millenni hanno sviluppato una strategia evolutivamente stabile di modificazione del prius (qualunque cosa voglia dire).

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Sandro2 6:22 pm - 18th settembre:

dia:
“immagino che gli elefanti marini beta abbiano sviluppato strategie di sopravvivenza in campo erotico-sentimentale interessantemente utili. Azzardo un’ipotesi: per adattarsi a una sproporzione statistica così penalizzante, magari nel corso dei millenni hanno sviluppato una strategia evolutivamente stabile di modificazione del prius (qualunque cosa voglia dire).”
______________________

Non credo che in questa sede a Fabrizio interessi un granché discutere della vita degli elefanti marini.
Dovrei mettermi a parlare del “bene della specie”, della “teoria della selezione di gruppo”, delle spiegazioni in merito di Ronald Aylmer Fisher e quant’altro.
Perciò evito…

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Fabrizio Marchi 10:49 pm - 18th settembre:

“immagino che gli elefanti marini beta abbiano sviluppato strategie di sopravvivenza in campo erotico-sentimentale interessantemente utili. Azzardo un’ipotesi: per adattarsi a una sproporzione statistica così penalizzante, magari nel corso dei millenni hanno sviluppato una strategia evolutivamente stabile di modificazione del prius (qualunque cosa voglia dire)”. (Dia)
Forse vado a tre cilindri ma non ho capito cosa vuoi dire, nè per la verità il riferimento agli elefanti marini…
Fabrizio

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Andrea 12:11 am - 19th settembre:
dia 7:45 am - 19th settembre:

p.s. mi riferivo al commento di Pensante e agli elefanti marini citati da Sandro 2 in replica. Se ho capito bene, solo il 4% degli esempari maschi finisce per accoppiarsi. Gli altri, pensavo, si saranno inventati qualcos’altro per sopravvivere! Non c’era polemica, volevo solo scherzarci su.

(Sandro 2) “…in uno studio sugli elefanti di mare, vecchio di decenni, emerse che il 4% dei maschi era responsabile dell’88% di tutte le copulazioni osservate.”

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Fabrizio Marchi 10:12 am - 19th settembre:

Tranquilla, Dia, non pensavo volessi polemizzare, è solo che non avevo realmente capito cosa volessi dire…
Fabrizio

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Damien 11:50 am - 19th settembre:

@Latka:

“Ma per realizzare un simile scenario bisognerebbe che i detentori del potere economico di cui sopra decidessero che per incrementare il pil e far girare l’economia le donne dovrebbero cercare il sesso tanto o quasi tanto quanto gli uomini”

Guarda che le premesse ci sono tutte, ma le femmine son furbe caro Latka! a parte il fatto che basta uscire dal suolo9 italico per constatare che cio’ esiste, e non sono per la diversa cultura, ma anche in quanto le italiane stesse attuano il sesso ludico se non addirittura mantengono il loro stallone! comunque dicevo, ecco le premesse che permettono alle donne non solo di attuare il sesso ludico, ma anche di essere tutelate in ogni modo dalle leggi:

1) Gli uomini hanno inventato la pillola contraccettiva
nel 1958 tre medici (Garcia, Rock e Pincus)

2) gli uomini hanno inventato la pillola del giorno dopo
Il professor Etienne-Emile Baulieu, creatore della Ru 486

Senza contare che una donna ha persino inventato il “pillolo” per lui, il primo anticoncezionale maschile che Maria Cristina Meriggiola, marchigiana di origine, studi a Bologna e negli Usa, ha praticamente inventato, nel 1994, commercializzata col nome in europa sotto il nome di Norlevo

Ora, viste le premesse mediche attuali anticoncezionali, e viste le leggi attuali che danno pieno potere alle donne per quanto concerne il campo concezionale (ricordati che possono addirittura IMPORRE la paternità)

la domanda è la seguente: perchè non fanno sesso ludico?

la risposta è semplice, lo fanno quando e come le aggrada e con chi ha i requisiti, inoltre usano la sessualità come spesso descritto da Fabrizio e da altri (vedi ad esempio Rino con la citazione eroTina) per detenere il POTERE sugli uomini e per trarne PRIVILEGI.

a conti fatti, essendo ormai la figa un bene di mercato, meglio procurarsela in modi meno invasivi finquanto non trovi qualcuna che oltre a quella ti garantisca una esclusività fisica ed ed emotiva ormai quasi del tutto estinta dal vocabolario femminile!

@Dia:

Non preoccuparti, sono certo che anche tra gli elefanti marini c’è qualcuna che la da in cambio di qualche chilo di pesce..

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Daniele 6:20 pm - 19th settembre:

Damien
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Guarda che le premesse ci sono tutte, ma le femmine son furbe caro Latka!
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Damien, l’ho già scritto e lo ripeto: la “furbizia” delle femmine non è nel cervello, bensì nella fica.
Ergo, se le suddette avessero le stesse pulsioni, le stesse esigenze sessuali degli uomini, NON potrebbe esistere il “ficapower” e conseguentemente la “furbizia femminile”.
>>
PS.: ti risulta che un tossico possa ricattare uno spacciatore? Oppure che una femmina possa dimostrarsi “furba” con un gay? A me no…

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Damien 10:00 pm - 19th settembre:

@Daniele:

ed infatti, daniele, se prosegui nel leggere il mio ultimo commento, puoi comprendere che la “furbizia” delle donne risiede PROPRIO nella GESTIONE STRUMENTALE della fica, in quanto prive di amore! l’uomo ama, la donna no! sceglie! ed amministra l’uomo che da sempre, da vero innamorato, le dedica versi, canzoni poesie e tutto cio’ che ha.. persino la sua stessa dignità ed identità..

Quanto vorrei che cio’ che Rino disse si avverasse… e gli uomini salirono sulla collina e non fecero piu’ ritorno..

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Fabrizio Marchi 11:51 pm - 19th settembre:

Cosa ne pensate? )
http://www.edscuola.it/archivio/antologia/donna/storia_filosofica.htm (Andrea)
Con il massimo e sacrale rispetto per quei giganti del pensiero filosofico, nessuno escluso fra quelli citati nel post (con l’eccezione di Stuart Mill che non metterei proprio sullo stesso piano degli altri, ma è un’opinione del tutto personale), in grandissima umiltà ritengo che le loro posizioni relativamente alla relazione fra i generi, di cui in verità si sono occupati solo marginalmente se non quasi per nulla perché la questione non era ancora stata sollevata in quanto tale, siano ormai datate.
Di certo non per incapacità soggettive (sento già i tuoni e i fulmini) ma semplicemente perché stiamo parlando di uomini che hanno vissuto mediamente un secolo e mezzo o due secoli fa e non potevano oggettivamente prevedere quale sarebbe stata l’evoluzione della relazione MM/FF, contestualmente alla evoluzione delle società umane, della scienza, dei processi economici, culturali, della tecnologia, insomma della realtà e del mondo.
Da questo punto di vista, anche se mentre scrivo mi tremano i polsi, perché è una affermazione “gravissima” (mettiamoci anche un po’ d’ironia per non prendersi troppo sul serio e per alleggerire il tutto …smile ) che mi pesa moltissimo fare, mi vedo purtroppo, e sottolineo purtroppo, costretto a constatare che l’ elaborazione teorica, o per meglio dire, l’approccio interpretativo di Uomini Beta è una novità assoluta non solo nel panorama del movimento maschile (fin qui tutto bene…) ma anche in quello filosofico/antropologico/sociologico (sono paroloni ma ci siamo capiti…).
A tal proposito riporto integralmente un passaggio dell’ultimo post di Rino che sottoscrivo integralmente e che sintetizza, molto meglio di come abbia mai fatto fino ad ora il sottoscritto, la “scoperta” o, se preferite, l’intuizione di Uomini Beta (alla faccia dei nostri detrattori):
“La pietra dello scandalo che UB mette sul cammino non si riferisce al comportamento della minoranza (il commercio carnale palese) ma a quello della maggioranza delle DD occidentali le quali, dopo aver promesso e giurato il contrario (e mentre ancora lo giurano), si sono invece accomodate sul treno del capitalismo consumista agendo di concerto con esso, operando nell’ottica dello scambio utilitaristico ossia, per dirla filosoficamente nei termini di Marchi-Barcellona, secondo i dettami della “ragione strumentale”. Ciò hanno potuto fare (nei rapporti con gli UU) in quanto esiste uno squilibrio di fondo nella relazione (nel reciproco bisogno e nei modi di soddisfarlo). Quello squilibrio (grande o piccolo che sia) costituisce l’addentellato alla tentazione femminile di usare la relazione in termini speculativi. Tentazione coerente con il sistema. alla quale la massa non ha resistito, trasformandosi così in volano (o almeno in truppe cammellate) del sistema del commercio totale e della strumentalità universale dei rapporti. Questo è l’oggetto del contendere, non la questione escort”. (Rino)
Queste poche righe sintetizzano meglio di altre la filosofia di UB. Non dico che tutto ciò mi tolga il sonno, però insomma, è un fardello non facilissimo da portare sulle spalle perché, per quanto si possa aver raggiunto un certo livello di consapevolezza , la cosa, di per sè, non può non destare un minimo di preoccupazione…
Ma tant’è, così è e non possiamo farci niente, la domanda “ma perché proprio a noi e non ad altri” ce la siamo posta centomila volte ma è destinata a restare senza risposta.
Avanti tutta.
Fabrizio

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Rino 7:46 am - 20th settembre:

Molti degli antichi erano Giganti, onore a loro. Siamo saliti sulle loro spalle, ci abbiamo messo del nostro e abbiamo guardato oltre.
Non c’è paragone tra le conoscenze che noi abbiamo in ogni campo rispetto a loro. Ne sappiamo più di loro per vari ordini di grandezza. Basti pensare alla biologia, alla fisiologia, alla piscologia del soggetto e a quella sociale, all’etologia dei primati (animale e umana che non ha ancora un secolo di vita). Per non parlare della sociologia delle conoscenza e della cultura, dell’antropologia, dell’etnografia, della paleontologia. Etc. etc.
A ciò si devono aggiungere l’esperienza storica, gli avvenimenti epocali del XX secolo, le possibilità e le fattualità inaudite offerte dalla tecnica, l’esplosione di problemi mai visti e del tutto inimmaginabili prima che sorgessero. L’apparire di nuove condizioni di vita tali che, rispetto a tempi andati, si può dire che l’umanità vive oggi su un altro pianeta. Altra gravità, altra atmosfera, altra fauna, altri continenti…
Non potevano neppure immaginare le forme mostruose di questa nuova fauna (del resto non conoscevano neppure quelle dell’era dei dinosauri: non ne sapevano nulla).
Noi apparteniamo ad un’altra galassia, perciò essi paiono ingenui ai nostri occhi. Si noti ad es. come declinino tutti dalla parte del “dover essere” anziché mantenersi nella descrizione di ciò che è.
Noi siamo cento volte più smaliziati e mille volte più istruiti (non ho detto “colti”).

Grazie, ingenui Giganti!

Rino DV

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dia 11:13 am - 20th settembre:

leggendo gli interventi di Rino e Fabrizio, e altri che vado leggendo da un po’ su questo sito, mi chiedevo una cosa: lo “squilibrio di fondo nella relazione (nel reciproco bisogno e nei modi di soddisfarlo)” che testimoniate e documentate, lo ritenete un dato immutabile o modificabile? Potreste, come uomini, lavorare anche su quello o non ci sono margini? La mia è una domanda innocente, nel possibile, senza polemica. Semplicemente, osservo come l’esperienza agisce su tutto, anche sul dato biologico. Per esempio, il dato biologico che contraddistingue la donna per eccellenza, il “dare la vita”, presto potrà essere subappaltato a macchine incubatrici. La direzione in cui andiamo è quella e credo che ci si arriverà prima di quanto si pensi. Questo produrrà un cambio di paradigma a tutti i livelli, immagino, nella pratica e nella teoria.

Tra l’altro, quello che osservo – soprattutto attraverso i racconti dei miei nipoti, che hanno fra i 14 e i 30 anni, e quindi nelle giovani generazioni – mi sembra che lo squilibrio si stia già molto riducendo. I maschi (giovani) tendono alla monogamia (pure le femmine giovani – e il mio campione si estende a 6 nipoti e relativi gruppi misti di amicizie) e non sembrano così sex-oriented, in generale. Allora possiamo dire che è così perché sono castrati, traviati dal sistema, femminilizzati, eccetera. Che non sono uomini veri. Ma sarebbe un argomento speculare a quello delle femministe quando parlano di Terry – la mela marcia, la compagna che sbaglia, la serva del sistema. Un argomento che non mi convince.
E se fossero semplicemente uomini in cambiamento? Né vittime, né da rieducare?

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armando 11:54 am - 20th settembre:

Rino: Noi siamo cento volte più smaliziati e mille volte più istruiti.
Già, noi conosciamo tanto ma non sappiamo nulla, in primo luogo dell’uomo. Al contrario degli antichi.
armando

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armando 12:00 pm - 20th settembre:

Dia: Per esempio, il dato biologico che contraddistingue la donna per eccellenza, il “dare la vita”, presto potrà essere subappaltato a macchine incubatrici. La direzione in cui andiamo è quella e credo che ci si arriverà prima di quanto si pensi. Questo produrrà un cambio di paradigma a tutti i livelli, immagino, nella pratica e nella teoria.
Eh già, cambierebbe tutto, ma proprio tutto non solo nei rapporti U/D, ma in primo luogo nel modo con cui l’umanità percepisce se stessa. Forse è inevitabile, fose le voci contrarie sono destinate alla sconfitta, ma certo non siamo all’altezza, credo, di gestire simili cambiamenti. In senso etico e morale, ma anche in senso materiale. Ammesso che gestibili lo siano in qualche modo e che la tecnica non ci abbia ormai sopraffatto e vada per la sua strada autonoma, essendo lei e non l’uomo come si pensava, a determinare gli inidirizzi filosofici, etici ed anche morali.
Questione immensa.
Armando

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dia 12:59 pm - 20th settembre:

armando scrive: “Ammesso che gestibili lo siano in qualche modo e che la tecnica non ci abbia ormai sopraffatto e vada per la sua strada autonoma, essendo lei e non l’uomo come si pensava, a determinare gli inidirizzi filosofici, etici ed anche morali.”

E’ esattamente la sensazione che ho, molto spesso. Noi siamo ancora qui a parlare di questione maschile e femminile, eccetera e la realtà è già corsa avanti. La tecnologia procede a una velocità senza precedenti nella storia,credo, e non facciamo a tempo a riconfigurarci che subito si impone un altro upgrade. Perdiamo la presa sulla realtà, ci manca continuamente il terreno sotto i piedi. Per questo credo che qualsiasi “questione di genere” andrebbe forse superata, e riformulata come riequilibrio generale nei rapporti tra esseri umani, trasversalmente veri e falsi.

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Fabrizio Marchi 7:57 am - 22nd settembre:

Cara Dia, scusa se rispondo solo ora ai quesiti che avevi rivolto.
La diversità fra maschi e femmine è un fatto che appartiene allo stato di natura, su questo non ci piove. Questa diversità riguarda a mio parere quasi tutti gli aspetti dell’essere (maschile e femminile); è una diversità fisica e anche psichica che si traduce inevitabilmente anche in un modo diverso di essere e di stare al mondo. In particolare la sfera sessuale (e conseguentemente psichica) è quella dove maggiormente si manifesta questa diversità; mi riferisco in particolare a quella che abbiamo definito come asimmetria sessuale, cioè un diseguale bisogno sessuale e conseguentemente una diversa modalità di concepirlo e di viverlo.
Questa per me semplice ed evidente osservazione (che qualsiasi persona raziocinante e di buon senso può fare)è una di quelle che desta maggior scandalo. Ma gli stessi e le stesse che si scandalizzano si dimenticano di dire che c’è una corrente del femminismo, quella più estremista e agguerrita, detta della differenza, che sostiene esattamente quello che ho appena detto, anche se da punti di vista opposti e contrari ai nostri.
Naturalmente, come abbiamo scritto e spiegato migliaia di volte (ma tu ancora non ci leggevi), su questa diversità agiscono e hanno agito da sempre i vari e diversi condizionamenti di ordine culturale. Natura e cultura si compenetrano da sempre ed è IMPOSSIBILE separarle completamente.
La diversità sessuale fra i generi esiste da sempre e sempre esisterà però è evidente che, ferma restando questa stessa diversità, la sessualità è stata vissuta, si vive e si vivrà in modi diversi a seconda dei contesti sociali, culturali, economici, religiosi, storici e quant’altro che si sono avvicendati nel corso del tempo.
Nello stesso identico momento la sessualità era concepita e vissuta in modo radicalmente diverso nelle isole della Polinesia da una parte e nella cattolicissima Spagna o nella calvinistissima Olanda, dall’altra. La diversità sessuale fra i generi restava, però è indubbio che il contesto socio culturale interveniva (e interviene) molto su quella stessa diversità. Non solo. Anche nello stato di natura (ammesso sempre che sia possibile isolarlo completamente dalla cultura) le cose non sono monocordi. Perché anche in contesti molto più vicini a questa condizione possono verificarsi comportamenti sessuali molto diversi. Ma, come ho ripetuto mille volte, è estremamente difficile individuare l’origine di questa diversità, e cioè se sia di ordine più naturale che culturale o viceversa, appunto perchè questi due aspetti sono indissolubilmente intersecati fra loro e non c’è possibilità di separarli.
Partendo da questa premessa, il problema, dal mio punto di vista naturalmente, non è quindi quello di individuare una Verità Prima e Originaria sul mondo (in questo caso sul maschile e sul femminile), quanto quello di capire come funzionano le cose qui ed ora nel contesto spazio-temporale (sociale, storico, culturale ecc.) in cui mi trovo a vivere. Non per una personale curiosità, ma per necessità. Se mi fossi trovato bene in questo mondo alla fin fine non sarei qui. Se invece sono qui a fare quello che faccio è perché questa realtà non mi piace e mi trovo nella condizione di doverla trasformare.
Ma non sono certo il solo a volerlo fare perché, come hai giustamente rilevato tu, già altri (il sistema dominante, in tutte le sue complesse articolazioni) lo stanno facendo. Quindi tutti/e interveniamo sulla realtà, nessun escluso, compresi tutti/e coloro che seguono sempre la corrente come i pesci morti, come recita quella frase che mi è stata segnalata da un amico.
Mi chiedi se la trasformazione del “maschile” in un’altra “cosa “ sia ineluttabile o addirittura faccia parte dell’inevitabile tendenza di tutte le cose a trasformarsi? Non lo so, bisogna vedere in quale direzione. Io so per certo che non vorrei essere trasformato in un’altra “cosa”, per lo meno per come vedo che si sta configurando quest’altra “cosa”. Se mi piacesse potrei anche starci, perché no? Ma non mi piace, proprio non mi piace, e quindi mi trovo nella condizione di dovermi opporre a questo processo. Ce la farò? Non lo so, ci provo. Come prima di me ci hanno provato in tanti e in diversi ambiti. E poi si vedrà.
Mi chiedi se come uomini (e io aggiungo, beta) possiamo lavorare su “quello squilibrio di fondo esistente nella relazione fra i sessi? “
La mia risposta è che DOBBIAMO lavorare in tal senso, non che POSSIAMO. Siamo obbligati a farlo (necessità e non libertà, ahimè), a meno che non vogliamo vivere da servi. Io non voglio vivere da servo e quindi mi trovo nella NECESSITA’ di trasformare la realtà nella direzione che ritengo più vivibile per me (e per milioni di uomini come me).
Poi se mi chiedi in quale direzione la voglio trasformare, credo che sia abbastanza evidente da quello che scrivo e dico a viva voce.
Fabrizio

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erica 8:40 am - 22nd settembre:

mah, io resto dell’idea che le differenze tra maschi e femmine siano di natura fisica più che psico-attitudinale. Nel senso che un uomo sviluppa più forza muscolare a parità di esercizio fisico ed ha necessità sessuali più frequenti, ma per il resto un individuo può avere senso pratico o essere bravo in matematica indipendentemente dal suo sesso anatomico.

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dia 9:06 am - 22nd settembre:

ti ringrazio, fabrizio, dei chiarimenti. Leggendo oltre, nel sito, più o meno avevo capito come la pensi. Ci sono cose che non condivido, e commenti di utenti del sito che trovo speculari a quelli di tanti blog e forum di movimenti di donne. Onestamente, non so neanche se saprei argomentare le mie obiezioni alle tue affermazioni, per mancanza di strumenti immagino. Ci provo, come posso.

Confesso che tutto il discorso su massa, potere, sistema, capitalismo e ruolo delle donne, eccetera mi è del tutto estraneo. Non lo capivo negli anni settanta, figuriamoci oggi. Né mi propongo di trasformare niente, se non il mio atteggiamento nei confronti di cose e persone, quando capisco che è disonesto.

Il tuo discorso sul sesso ludico e dionisiaco, poi – letto in altri tuoi itnerventi, editoriali eccetera – lo trovo poco sostenibile. Parto dal presupposto che le energie di cui disponiamo (uomini e donne) quando ci svegliamo la mattina sono tot. E quando hai fatto due lavori (come la maggioranza delle persone fa per campare), hai portato fuori il cane tre volte e giù la spazzatura: ma chi ja’a fà? Per questo ritengo la coppia stabile monogamica e cameratesca (con o senza matrinmonio) una soluzione più efficiente. (Se ne parlava qualche giorno fa, in un altro thread o in questo, non ricordo)

Detto questo: apprezzo molto il lavoro che fai e che fate per abbattere il velo – anzi la trapunta – di ipocrisia che circonda la realtà della violenza e della manipolazione femminile. Anche il discorso sulle distorsioni (storiche, culturali, esistenziali) prodotte dal pensiero femminista, come la diffusione del pregiudizio antimaschile, è importante assolutamente condivisibile.

Buon proseguimento!
d

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cesare 9:41 am - 22nd settembre:

Grazie alla infinita bontà del Creatore, non incontro, grazie alla mia donna, solo una persona fisicamente diversa, ma un diverso universo emotivo, mentale, psicologico e attitudinale.
Molti sembrano invece gli angosciati da ogni esperienza di ciò che è altro e diverso da sè, e sognano un mondo degli “Identici” (non sia mai che con “l’Altro da se” non si incontri poi anche se stessi per davvero: un rischio invivibile!).
Ovvero un mondo di Uguali la cui uguaglianza però è da intendersi al modo in cui la declinano quelli che stanno bene solo in fila per tre (e persino senza resto di due).
Abbiamo già avuto modo di sperimentare l’Uguaglianza di volta in volta in riferimento alla religione, alla nazione, alla razza, alla appartenenza di classe: un disastro terrificante dopo l’altro.
Adesso sembra che in tanti aspirino a sperimentare l’Uguaglianza in riferimento all’appartenenza di genere, invece di coltivare la meravigliosa e sconfinata richezza sia del genere cui appartengono sia dell’altro genere.

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Rino 11:54 am - 22nd settembre:

Erica
>> mah, io resto dell’idea che…>>

Brava Erica, tu che puoi smile , resta pure avvinghiata all’idea sbagliata, ma appagante, che le differenze psicologiche siano minime, in ciò confortata dal fatto ingannevole che qui o là o altrove entrambi possono parimenti eccellere.

Le DD possono fare tutto quello che fanno gli UU. Vero.
Però non l’hanno fatto e non lo fanno. L’avvenimento è rimandato ai secoli o ai millenni a venire, a conclusione del processo planetario di rieducazione femminista.
.
Allora le DD si lanceranno verso l’esterno, verso i rischi di ogni genere, al posto degli uomini e a favore degli uomini. Si assumeranno responsabilità economiche, civili e penali al posto degli uomini e a favore degli uomini. Adesso non lo fanno, perché sono ancora schiave della cultura patriarcale che impedisce loro di rischiare. Un giorno faranno tutto ciò che promettono di fare da 2 generazioni. Un giorno senza data. Fino ad allora, sul piano del dare, del rischiare, del perdersi, del corteggiare, del pagare andiamo avanti così.
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Le DD non fanno quello che fanno gli UU perché non sono disposte a pagarne il prezzo che consiste nella rinuncia a infinite cose, nel sacrificio quotidiano condotto per decenni o per la vita intera, nell’anomimato, nella malattia indotta, nella morte.
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Non vogliono pagare il prezzo della conquista. Né ieri né oggi. Perché dovrebbe accadere domani?
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Mi svago con letture di astronomia. Ultime pagine lette ieri: un uomo dedica 40 anni di vita nel registrare posizioni stellari che nessuno si prenderà la briga di utilizzare per un secolo. Fin quando diventano del tutto inutili perché superate. Un altro gira per 8 anni il pianeta per catturare due transiti di Venere sul Sole (la cosa si verifica ogni 100 anni…!). Non ce la fa, si ammala e muore.
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Per non passare da maschilisti noi tutti dovremmo giurare che tra alcuni secoli o millenni le DD faranno lo stesso. Faranno tutto quel che i citati esempi indicano e inoltre, come ciliegina, …la daranno gratis ai fortunati posteri. Cosa che sin qui non hanno potuto fare per colpa della cultura patriarcale che le costringe a dare a pagamento quel che vorrebbero tanto dare gratis.

Rino DV

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erica 12:57 pm - 22nd settembre:

@Rino: in realtà l’educazione di maschi e femmine è ancora molto diversa a cominciare dalla primissima infanzia e nonostante la retorica di chi dice che ormai le donne si comportano come maschiacci, le differenze rimangono nette lungo tutto il corso dell’esistenza anche se c’è stata una certa erosione e avvicinamento rispetto al passato. Il fatto che le donne si dedichino di meno all’attività intellettuale o speculativa come mi sembra sostieni tu è dovuto a questo.

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Fabrizio Marchi 1:14 pm - 22nd settembre:

“Per questo ritengo la coppia stabile monogamica e cameratesca (con o senza matrinmonio) una soluzione più efficiente. (Se ne parlava qualche giorno fa, in un altro thread o in questo, non ricordo)”. (Dia)
Ne parlavi in questo, Dia. Guarda che ciò che proponi (e proponevi nel post precedente) niente altro è che sesso ludico, né più e né meno. La differenza fra me e te è che io lo estendo anche e soprattutto alla possibilità di viverlo come single, mentre tu, per ragioni sembrerebbe anche molto pratiche (impegni, lavoro, stanchezza, difficoltà varie) lo circoscrivi alla coppia. Ma la sostanza è esattamente la stessa. Anche tu, come me e molti altri di noi, ti rendi conto che la sessualità, a meno di essere ipocriti e voler credere nella famosa famiglia del Mulino Bianco (che dietro le quinte si tira i piatti e scopa con i rispettivi amanti…), non può essere confinata entro i limiti della coppia tradizionale. Se ben ricordo tu proponevi una coppia, diciamo sentimentalmente monogamica, ma al contempo aperta al “gioco”.
Se questo è, dal punto di vista sostanziale non c’è alcuna differenza con quanto propongo io. Io vorrei poterlo vivere anche e soprattutto da single (e al limite anche in coppia, perché no, non l’ho mai provato ma perché no…) e tu invece, come ripeto, per ragioni molto pratiche e non “ideologiche”, preferiresti vivere l’elemento ludico all’interno della coppia. Nulla di scandaloso, sia chiaro; da questo punto di vista, se è per questo, sono già moltissime le coppie che frequentano club privè o praticano il cosiddetto “scambismo”. Io non ho mai trovato particolarmente interessanti né gli uni né l’altro, proprio perché in realtà sono spazi e luoghi codificati alla cosiddetta trasgressione, e in quanto tali, a mio parere, tutto sono tranne che trasgressivi.
La mia idea di libertà sessuale è molto diversa ed è più simile a quella che conobbero quei marinai inglesi abbrutiti e repressi che sbarcarono per la prima volta a Tahiti (e guarda caso trovarono il coraggio di ammutinarsi: che sia storia o leggenda non cambia nulla, conta il significato simbolico di quel racconto…) e si ritrovarono a tu per tu con splendide fanciulle che gli offrivano il loro seno nudo con la stessa naturalezza (o quasi, non dimentichiamoci mai di un tasso di asimmetria MM/FF) con cui gli offrivano una noce di cocco o un piatto di frutta per ristorarsi. Non dico che sia praticabile qui ed ora, però ci si può lavorare…Sarebbe un mondo proprio così brutto e invivibile quello che immagino? Chi lo pensa alzi la mano e poi si guardi bene allo specchio (meglio invertire le cose…)…
D’altronde ci sono voluti millenni per superare la schiavitù ma alla fine l’abbiamo superata. Abbiamo impiegato su per giù lo stesso tempo per andare nello spazio ma alla fine ci siamo andati. Se tu avessi detto ad un uomo o ad una donna cinque o sei secoli fa che la schiavitù non sarebbe più esistita e che saremmo andati su Marte (e soprattutto che avremmo fatto i figli in provetta e clonato le vacche e forse gli uomini), cosa ti avrebbero risposto?
Fabrizio

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dia 2:32 pm - 22nd settembre:

scambisti? (Faccina che si scompiscia) Be’, alludevo a un altro tipo di gioco e di cameratismo, veramente. Sono piuttosto terra terra e decisamente nel solco della tradizione.

In bocca al lupo per la tua utopia! Magari un giorno, portando fuori il cane alzerò la testa e scoprirò che tutte le donne girano a seno nudo…. Un momento… ma già lo fanno.

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Fabrizio Marchi 3:12 pm - 22nd settembre:

“In bocca al lupo per la tua utopia! Magari un giorno, portando fuori il cane alzerò la testa e scoprirò che tutte le donne girano a seno nudo…. Un momento… ma già lo fanno”. (Dia)
Sì, lo fanno, ma in che modo? A che pro? Con quale finalità? Con quale spirito? Con quale filosofia? Con spontaneità e reciprocità? Perché sono libere sessualmente ? (mi viene da ridere…)
Ci siamo capiti…E ci siamo capiti anche sul resto…
Dia, hai dimostrato fino ad ora di essere una ragazza intelligente (e lo penso veramente), rimaniamo in questo solco e non trasformiamo questo spazio nel solito forum dove ciascuno la pensa e la butta lì, come quando si getta per gioco una palla di carta in un cestino per fare canestro…
Fabrizio

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Alessandro 3:19 pm - 22nd settembre:

dia. In bocca al lupo per la tua utopia! Magari un giorno, portando fuori il cane alzerò la testa e scoprirò che tutte le donne girano a seno nudo…. Un momento… ma già lo fanno.
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Forse tu vivi in qualche angolo sperduto della foresta amazzonica dove ancora sopravvivono alcune delle poche società “primitive” del pianeta o vivi in riva al mare, accanto a una spiaggia di nudisti o più probabilmente ancora porti quei famosi occhiali che vedono attraverso i vestiti? smile
Scherzo ovviamente .-)

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Sandro2 6:21 pm - 22nd settembre:

erica:
“mah, io resto dell’idea che le differenze tra maschi e femmine siano di natura fisica più che psico-attitudinale. Nel senso che un uomo sviluppa più forza muscolare a parità di esercizio fisico ed ha necessità sessuali più frequenti, ma per il resto un individuo può avere senso pratico o essere bravo in matematica indipendentemente dal suo sesso anatomico.”
____________________________

Dunque…

1- Molte differenze fra i sessi si ritrovano in altri primati, anzi, in tutta la classe dei mammiferi. I maschi tendono a competere con maggiore aggressività e a essere più poligami; le femmine a investire di più nell’allevamento dei figli. In molti mammiferi un raggio territoriale più ampio si accompagna a una maggiore capacità di orientarsi usando la geometria della configurazione spaziale (invece che ricordando singoli punti di riferimento). E ad avere il raggio territoriale più ampio è più spesso il maschio, come avviene anche fra i cacciatori-raccoglitori umani. La superiorità degli uomini nell’uso delle mappe mentali e nella rotazione mentale tridimensionale non è forse casuale.
>
2- I genetisti hanno scoperto che, in persone diverse, la diversità del DNA nei mitocondri (che uomini e donne ereditano dalla madre) è molto maggiore della diversità del DNA nei cromosomi Y (che gli uomini ereditano dal padre). Questo fa pensare che, per decine di millenni, gli uomini abbiano conosciuto una maggiore variazione nel successo riproduttivo rispetto alle donne: alcuni hanno avuto molti discendenti, altri nessuno (lasciandoci con un piccolo numero di cromosomi Y diversi), mentre un maggior numero di donne ha avuto un numero di discendenti più equamente distribuito (lasciandoci con un maggior numero di genomi mitocondriali diversi). Sono esattamente queste le condizioni che causano la selezione sessuale, in cui i maschi competono per le occasioni di accoppiamento e le femmine scelgono i maschi di migliore qualità.
>
3- Il corpo umano contiene un meccanismo che fa che sì che il cervello dei bambini e quello delle bambine divergano durante lo sviluppo. Il cromosoma Y innesca nel feto maschio la crescita dei testicoli, che secernono gli androgeni, ormoni tipicamente maschili (come il testosterone) che hanno effetti duraturi sul cervello durante lo sviluppo fetale, nei mesi successivi alla nascita e durante la pubertà, ed effetti transitori in altri periodi. Gli estrogeni, ormoni sessuali tipicamente femminili, influiscono anch’essi sul cervello per tutta la vita. Oltre che nella corteccia cerebrale, i recettori degli ormoni sessuali si trovano nell’ipotalamo, nell’ippocampo e nell’amigdala nel sistema limbico del cervello.
>
4- Gli androgeni hanno effetti permanenti sul cervello in sviluppo, non solo effetti transitori sul cervello adulto. Le femmine che soffrono di iperplasia adrenale congenita producono un eccesso di androstenedione, l’ormone androgeno reso famoso dal grande giocatore di baseball Mark McGuire. E anche se i loro livelli ormonali vengono portati alla normalità subito dopo la nascita, crescono come dei “maschiacci”, giocano di più a fare la lotta, mostrano più interesse per i camion che per le bambole, hanno maggiori abilità spaziali e, crescendo, sviluppano più fantasie sessuali e provano più attrazione per altre ragazze. Quelle trattate con ormoni solo a infanzia avanzata mostrano, divenendo giovani adulte, modalità sessuali maschili, come una pronta eccitazione di fronte a immagini pornografiche, un impulso sessuale autonomo centrato sulla stimolazione genitale e l’equivalente di polluzioni notturne.
>
5- Un immaginario ma conclusivo esperimento per separare la biologia dalla socializzazione consisterebbe nel prendere un neonato, sottoporlo a un’operazione di cambiamento di sesso e farlo allevare dai genitori e trattare come una bambina. Se il genere è una costruzione sociale, dovrebbe avere la mente di una normale bambina; se invece esso dipende dagli ormoni prenatali, dovrebbe sentirsi un maschio intrappolato in un corpo femminile.
L’esperimento è stato compiuto, non per curiosità scientifica naturalmente, ma in seguito a malattie e incidenti. Uno studio ha preso in esame 25 bambini nati senza pene (un difetto congenito noto come estrofia cloacale), poi evirati e allevati come bambine: tutti giocavano a fare la lotta come i maschi e avevano comportamenti e interessi tipicamente maschili; più della metà dichiaravano spontaneamente di essere dei maschi, uno a soli cinque anni di età.
>
6- I bambini affetti da sindrome di Turner sono geneticamente neutri. Hanno un singolo cromosoma X, ereditato dal padre o dalla madre, invece dei normali due cromosomi X delle bambine (uno ereditato dal padre, l’altro dalla madre) o X e Y dei bambini (l’X ereditato dalla madre, l’Y dal padre). Siccome lo schema corporeo femminile è quello standard fra i mammiferi, essi hanno l’aspetto e il comportamento di bambine. I genetisti hanno scoperto che il corpo dei genitori può influire a livello molecolare sui geni del cromosoma X rendendoli più o meno attivi nel corpo e nel cervello in sviluppo del figlio. Una bambina con la sindrome di Turner che prende il cromosoma X dal padre ha probabilmente geni ottimizzati dall’evoluzione per una bambina (perché un X paterno porta sempre a una femmina), mentre una bambina con la sindrome di Turner che prende il cromosoma X dalla madre ha probabilmente geni ottimizzati dall’evoluzione per un bambino (poiché un X materno, se può portare all’uno come all’altro sesso, opererà senza incontrare opposizione solo in un maschio, che manca di corrispettivi dei geni X sul suo cromosoma Y).
E infatti le femminucce che presentano tale sindrome differiscono psicologicamente a seconda del genitore da cui hanno ricevuto il cromosoma X. Rispetto a quelle che l’hanno ricevuto dalla madre (caso in cui esso è pienamente attivo solo in un maschio), le bambine che l’hanno ricevuto dal padre (caso in cui esso è destinato a una femmina) sono più brave a interpretare il linguaggio corporeo, a leggere le emozioni, a riconoscere i volti, a maneggiare le parole, nonché ad andare più facilmente d’accordo con gli altri.
>
In definitiva, maschi e femmine sono intrinsecamente diversi e non hanno menti intercambiabili.
Piaccia o meno.

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erica 3:03 am - 23rd settembre:

al di là del sensazionalismo giornalistico le differenze nell’abilità a orientarsi tra maschi e femmine sono minime, per dire se in un uomo è 100 in una donna è 99.
per il resto si tratta di teorie e ipotesi tutt’altro che conclusive.
del resto c’è chi dice che i meridionali sono scansafatiche buoni solo a vivere di impieghi pubblici e false pensioni di invalidità perché hanno il dna levantino mentre i padani sono industriosi e intraprendenti perché hanno il dna mitteleuropeo.
oppure c’è chi dice che i neri africani sono meno intelligenti perché non hanno mai preso premi nobel e adduce ulteriori dimostrazioni dicendo che gli afro-americani di classe media-benestante ottengono risultati scolastici piu bassi e quindi la colpa non è da attribuire a condizioni sociali ma alla loro innata inferiorità. non credo che siate d’accordo con queste teorie, almeno per quanto riguarda le posizioni ufficiali del movimento.

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Rino 7:30 am - 23rd settembre:

Barbara non legge. Erica legge quel che le piacerebbe trovare scritto qui per poterci liquidare.

Dove trova scritto “diverso” legge “inferiore”,
dove vede “propensione al rischio” legge “intelligenza”…

Non se ne verrà a capo.

Da questo rifiuto di mettersi in discussione, si ricava l’impressione di una profonda incertezza sul proprio valore reale.
L’autostima femminile in questo mondo femministizzato sembra davvero una maschera vuota. Una costruzione così precaria, tanto abborracciata, che ogni bava di vento la può sfarinare.

Rino DV

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Fabrizio Marchi 7:45 am - 23rd settembre:

“del resto c’è chi dice che i meridionali sono scansafatiche buoni solo a vivere di impieghi pubblici e false pensioni di invalidità perché hanno il dna levantino mentre i padani sono industriosi e intraprendenti perché hanno il dna mitteleuropeo.
oppure c’è chi dice che i neri africani sono meno intelligenti perché non hanno mai preso premi nobel e adduce ulteriori dimostrazioni dicendo che gli afro-americani di classe media-benestante ottengono risultati scolastici piu bassi e quindi la colpa non è da attribuire a condizioni sociali ma alla loro innata inferiorità. non credo che siate d’accordo con queste teorie, almeno per quanto riguarda le posizioni ufficiali del movimento”. (Erica)
Ma cosa c’entra tutto ciò con quanto ti hanno risposto sia Rino che Sandro2 ?
Ma cosa c’entra il razzismo? Ma chi ne ha mai parlato? Rino ti ha risposto su tutt’altro piano, attieniti alla sua risposta ed entra nel merito e non divagare su argomenti capziosi e strumentali che nessuno (e ci mancherebbe altro) ha tirato in ballo.
Stessa cosa relativamente alla risposta che ti ha dato Sandro2. Il fatto di evidenziare le diversità attitudinali esistenti fra maschi e femmine non ha nulla a che vedere con i deliri razzisti di cui parli tu, che peraltro non hanno mai avuto nessun fondamento scientifico (e vorrei vedere…). Il fatto che qualcuno/a , secondo studi di diversi scienziati, sia più portato (è solo un esempio) per il calcolo matematico e qualcun altro/a per le discipline umanistiche o artistiche, non significa fare un’affermazione razzista, né che per questa ragione uno/a possa o non possa iscriversi alle facoltà di matematica piuttosto che a quella di antropologia filosofica perché gli scienziati hanno detto che gli uomini (non lo so, è solo un esempio) sono più portati per la prima e le donne per la seconda.
Non facciamo furbate, Erica, qui nessuno ciurla nel manico ma non ha neanche la sveglia al collo…Non inventiamoci argomenti che non c’entrano assolutamente nulla con l’oggetto del contendere. Non mi risulta che la diversità sia un concetto razzista, al contrario sono decenni che proprio la vulgata politicamente corretta (e in questo caso non a torto) esalta il valore della diversità…
Ebbene, siamo d’accordo, la diversità è una ricchezza. Che succede? Contrordine compagni? E’ cambiata la linea? Adesso siamo per l’omologazione? (che non c’entra nulla, ma proprio nulla, con il concetto di eguaglianza). Oppure cambiamo linea a seconda della bisogna?
“Uomini e donne sono eguali in tutto e per tutto!” dice il femminismo dell’eguaglianza.
“Manco per niente, uomini e donne sono diversi su tutto!”, dice il femminismo della differenza.
Diversi ma eguali, no eh? Non ci piace, è così scandaloso pensare che uomini e donne possano avere anche (ho detto anche, non del tutto) attitudini differenti date da una oggettiva diversità fra i due sessi?
Nonostante i miei reiterati sforzi non sono mai riuscito ad entrare nel calcolo matematico e a sviluppare interesse per le materie scientifiche (alcuni scienziati ritengono che gli uomini siano più portati, se non erro, proprio per queste ultime). Non per questo mi sento una “femminuccia” (ci siamo capiti…) nè penso di avere tendenze omosessuali…
Fabrizio

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dia 9:23 am - 23rd settembre:

a me quella di erica è sembrata un’obiezione pertinente. E in realtà il razzismo c’entra qualcosa. O meglio, se ne può discutere, se c’entri o come. Ma il biologo premio Nobel James Watson, in America, ha dovuto dimettersi e scusarsi pubblicamente senza riserve nel 2007, per avere affermato più o meno alcune delel cose che erica cita. Affrontando certi temi si toccano nervi scoperti, e proprio per questo la cosa diventa interessante. Perché voler cacciare erica in un angolo, proprio quando viene il bello? E accusarla di sfarinare, fare la furba e truffaldina, e soprattutto di volervi liquidare. Non mi è sembrato: fa le sue riflessioni. Ma anche se volesse liquidarvi, non è un’occasione per approfondire? O è come nei blog femministi, dove una buona scusa si trova sempre per mettere fuori dalal porta chi non è iscritto al sindacato? Già sono stata messa in guardia da Fabrizio anch’io, che non devo uscire dal seminato.

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Fabrizio Marchi 10:48 am - 23rd settembre:

Dia, non stai parlando in buona fede, e lo sai perfettamente…Forse ti stai solo divertendo o semplicemente cerchi solo di passare un po’ di tempo. Invece di prendere le parti di Erica (si spera che anche lei risponda in modo pertinente alle obiezioni che le vengono mosse) potevi provare a replicare alle nostre risposte, invece di glissarle con qualche facile battutina…
Ciò detto, amica mia, io non sto qui per fare chiacchiericcio con chicchessia, né tanto meno con gente che non ha nulla da fare e che svolazza di blog in blog per passare alla meglio la giornata durante l’orario d’ufficio. Capisco che il lavoro è noioso e per lo più alienante ma non può essere il blog degli Uomini Beta la soluzione a questo problema.
Ho fondato questo sito con l’obiettivo di dare vita ad un movimento di consapevolezza maschile, fatto di uomini in carne ed ossa. Un progetto di straordinaria portata e difficoltà.
A tal fine sono disposto a sottrarre gran parte del mio tempo a tante altre attività che da sempre mi appassionano e mi gratificano quali la lettura, la scrittura, lo sport, la natura, i viaggi, il cinema, la coltivazione delle amicizie e degli affetti e ogni tanto anche qualche scopata.
Per queste ragioni non posso permettermi di disperdere energie e tempo. Lo capisci perfettamente da sola. La rete è strapiena di blog dove si può parlare e straparlare, cazzeggiare, giocherellare,battibeccare; in altre parole, perdere tempo.
Noi non siamo qui per questo. Questo è il sito di un nascente movimento maschile.
Hai iniziato molto bene la tua collaborazione con noi ma la stai proseguendo molto male. Se vuoi darci una mano, seriamente (come sembrava che fosse), sei la benvenuta. Se invece devi stare qui per polemizzare gratuitamente per puro divertimento, lascia perdere.
L’obiettivo che abbiamo è troppo alto e non possiamo disperderci con queste cazzate.
Ora, come ho già detto a qualcun altro/a in altre occasioni, se vuoi andare in giro per la rete a dire che sono un nostalgico dell’NKVD, fallo pure. E’ assolutamente irrilevante rispetto a quanto sto e stiamo facendo.
Spero di essere stato chiaro.
Fabrizio

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dia 10:58 am - 23rd settembre:

senz’altro.
Hai ragione.
Se mi capiterà, interverrò solo dove si parla di violenza delle donne, che è il tema che mi ha portato qui e che mi sembra resti un terreno comune. Effettivamente, proseguendo la lettura di articoli, commenti e editoriali, mi è sembrato di capire che sul resto ci sono più punti di disaccordo e di reciproca insofferenza che non il contrario. Niente di grave, spero.

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Fabrizio Marchi 11:15 am - 23rd settembre:

No, niente di grave, per questa volta il Tribunale del Popolo (Beta) ti risparmia la vita…
Ciò detto, la sola cosa “grave” che potresti fare è quella di farci perdere tempo, con sciocche polemiche, falsa ironia o, peggio, con atteggiamenti maldestri e non in buona fede, come è accaduto poc’anzi e anche in altre occasioni…
Fabrizio

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Luigi Corvaglia 12:02 pm - 23rd settembre:

Io penso invece che sia una questione di metodo. Che alcuni seguono ed altre invece no.
Erica fa un affermazione. Sandro2 non è d’accordo ed espone una serie di dati e di considerazioni che, a parer mio, sono solo in minima parte giornalistiche. Parla di “sindrome di Turner” e fa proprie considerazioni ed indagini fatte da operatori del settore (biologi, genetisti, etc.). Non sensazionalismi editoriali.
Ora se io non sono d’accordo con lui, vista l’articolazione e la complessità del suo commento, non ribatto in un rigo con “per il resto si tratta di teorie e ipotesi tutt’altro che conclusive”.
Prendo quelle teorie, quelle ipotesi e quelle conclusioni e se sono capace, gliele “smonto” una ad una, con altre evidenze, se ce ne sono.
Altrimenti, se ha detto cose condivise dalla maggior parte del mondo scientifico, ed allo stato dei fatti incontrovertibili, mi inchino e gli dò ragione.
Quella frase di Erica lascia trasparire una sua ignoranza nel settore, altrimenti avrebbe argomentato e non eluso.
O viceversa, una sua estrema conoscenza. Bene. Ma in questo caso non può esimersi dall’argomentare, altrimenti io devo ritornare sull’ignoranza, intesa come non conoscenza, sia chiaro.
Invece liquida tutto con due parole, anzi fa di peggio. Le associa ad altre considerazioni da bar dello sport. Con il chiaro obiettivo di “squalificarle” e quindi “liquidarle”.
Ovviamente sono solo fuochi d’artificio dialettici che non spostano di un millimetro la questione.
Però, a suo modo di vedere, gli fanno fare una bella figura. Contenta lei …
E non è questione di sesso, ci mancherebbe altro. Ma d’imbevitura ideologica.

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cesare 5:15 pm - 23rd settembre:

Lo si è già detto:
e perchè l’amica Dia (e chi come lei) dovrebbe darsi la pena di argomentare se già il Potere impone come reale la narrazione femminista ogni giorno e ad ogni ora su tutti i media, nei tribunali, nelle assemblee politiche, ovunque e ossessivamente? In questi casi in cui è il Potere ad avere interesse diretto ad imporre una certa narrazione, non è dalla argomentazione che nasce la forza di convincimento ma è la forza che sostiene l’argomentazione. E queste amiche sanno di avere la forza del Potere dalla loro e comprensibilmente non vedono, non sentono e non argomentano.
Una volta che ci siamo accertati di questo lasciamo dunque in pace queste amiche e questi amici, che fanno part time quello che giudici, avvocati, giornalisti, politici, professori universitari e quant’altri danno vita al maistream femdominista, fanno a tempo pieno e a pagamento. Alla fin fine è sacrosanto: che a ciascuno si lasci quello che ha consapevomente scelto.

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Luigi Corvaglia 6:07 pm - 23rd settembre:

Cesare
d’accordo con te.
Ma se vieni a casa mia, posso almeno lì, giocare con le mie regole?

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Sandro2 6:23 pm - 23rd settembre:

dia:
“a me quella di erica è sembrata un’obiezione pertinente. E in realtà il razzismo c’entra qualcosa. ”
____________
Certo, come no, è “razzismo” allo stato puro.
Eehhh… beata ignoranza mista a malafede.
Per non parlare degli insopprimibili complessi di inferiorità delle femmine della specie umana…
>
Fonti:

RICH HARRIS, J.,
Non è colpa dei genitori,
Mondadori, 1999.
>
BLAFFER HRDY S.,
Mother Nature. A History
of Mother, Infants and
Natural Selection,
Pantheon Books, New York, 1999.
>
GEARY D. C., Male,
Female: the Evolution of Human
Sex Differences, American
Psycological Association, 1998.
>
FAUSTO-STERLING A.,
Sexing the body. Gender
Politics and the Construction of
Sexuality, Basic Books, 2000.
>
HINES M., Brain Gender,
Oxford University Press, 2003.
>
BUSS D. M., The Evolution of
Desire: The strategies of human mating,
Non Basic Stock Line, 2003.
>
BLUM D., Sex in the Brain.
The Biological Differences between
Men and Women, Viking Press, 1997.
>
DOMURAT DREGER A.,
Hermaphrodites and the Medical Invention
of Sex, Harvard University Press, 1998.
>
LEHRKE R., Sex Linkage of Intelligence.
The X-Factor, Praeger, Westport, Connecticut, 1997.
>
TABULA RASA – Perché non è vero che
gli uomini nascono tutti uguali (2002), di
Steven Pinker, docente di psicologia e
direttore del Centro di neuroscienza
cognitiva al MIT.
>
Etc etc…

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Sandro2 6:43 pm - 23rd settembre:

Per erica.
_______________

http://www.promiseland.it/2005/12/08/storia-del-bambino-che-qualcuno-volle-bimba/

>>>

Negli ultimi anni si sono andate accumulando prove che il testosterone influenzi non soltanto gli ornamenti e la corporatura, ma anche i cervelli.
Il testosterone è un composto chimico antico, presente in forma pressoché identica in tutti i vertebrati.

La sua concentrazione determina l’aggressività in modo così preciso che, negli uccelli con scambio di ruoli sessuali come i falaropi o nei clan a dominanza femminile delle iene, è la femmina ad avere livelli ematici di testosterone più alti.
Il testosterone mascolinizza l’organismo (in sua assenza il corpo resta di tipo femminile, quali che siano i geni dell’individuo) e mascolinizza anche il cervello.

Tra gli uccelli, in genere canta solo il maschio.
Un diamante mandarino che non ha nel sangue un livello sufficiente di testosterone non canta.
In presenza dell’ormone, la parte del cervello preposta alla produzione del canto cresce e l’uccello comincia a cantare.
Anche una femmina di diamante mandarino può cantare, purché sia stata esposta al testosterone in una fase precoce della vita e poi da adulta.

In altre parole, il testosterone prepara il cervello del nidiaceo a reagire di nuovo, più avanti nella vita, al testosterone e quindi a sviluppare la tendenza al canto. Se si può parlare di mente per un diamante mandarino, l’ormone è una sostanza che ne altera la mente. Lo stesso vale per gli esseri umani.

In questo caso le testimonianze provengono da una serie di esperimenti, in parte naturali e in parte no.
La natura ha dotato alcuni soggetti maschili e femminili di dosi alterate di ormoni e negli anni Cinquanta i medici hanno fatto lo stesso iniettando certi tipi di ormoni in alcune pazienti gravide.

Le donne affette dalla sindrome di Turner nascono senza ovaie e quindi hanno meno testosterone nel sangue di quelle che le hanno (le ovaie producono un po’ di testosterone, sebbene non quanto i testicoli).
Queste donne sono esageratamente femminili nei loro comportamenti, di solito hanno uno spiccato interesse verso i bambini, i vestiti, i lavori domestici e le storie d’amore.

Gli uomini che da adulti hanno nel sangue meno testosterone rispetto alla norma, gli eunuchi per esempio, si riconoscono per l’aspetto e l’atteggiamento femminile.
Gli uomini che durante lo stato embrionale sono stati esposti a un livello di testosterone inferiore alla norma, per esempio i figli di diabetiche che durante la gravidanza hanno dovuto assumere ormoni femminili, sono timidi, poco energici ed effemminati.

Gli uomini con troppo testosterone sono bellicosi.
Le figlie di donne che negli anni Cinquanta sono state trattate con iniezioni di progesterone (per prevenire un aborto spontaneo) dicono di essere state “maschiacci” da bambine; il progesterone non ha effetti diversi dal testosterone.

Anche le femmine affette da iperplasia surrenale congenita o sindrome adrenogenitale, sono dei maschiacci: le loro ghiandole surrenali, poste vicino ai reni, anziché produrre cortisolo, come dovrebbero, producono un ormone ad azione simile a quella del testosterone.
_____________

P.S. Altre fonti:
mente & cervello n.1, anno 1, gennaio-febbraio 2003:
“Speciale: intelligenza e creatività”;
mente & cervello n. 8, ANNO II, marzo-aprile 2004:
“Perché siamo così diversi e perché non c’è niente da fare” (pag. 41-73);
Le Scienze dossier, n.1 – primavera 1999:
“L’intelligenza nell’uomo: apprendimento,
talento e genialità, memoria”;
Le Scienze dossier, n.7 – primavera 2001:
“Geni e comportamento”;
Le Scienze dossier n.15 – primavera 2003:
“DNA 50 anni dopo. Un viaggio dalla scoperta della doppia elica alle promesse della postgenomica”.

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Marco 9:03 pm - 23rd settembre:

Recentemente ho finito di leggere questo libro:
http://www.ibs.it/code/9788871806006/rhoads-steven-s-/uguali-mai-quello.html
nel quale sono evidenziate le intrinseche differenze esistenti fra maschi e femmine.
@@@@
PS: sempre impressionanti le capacità mnemoniche di Sandro2…

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erica 9:17 pm - 23rd settembre:

ho dimenticato di precisare che per differenze fisiche intendo anche tendenza all’aggressività in alcune circostanze nei soggetti maschili e tendenza a fluttuazioni dell’umore nei soggetti femminili in circostanze come il periodo post-parto o la fase premestruale.
ma non mi spingo oltre nell’affermare che le abilità cognitive, l’apprendimento e le tendenze attitudinali siano significativamente differenti tra i due sessi facendo sempre riferimento alla media.
si tratta di teorie controverse e alcuni autori hanno anche affermato che la diversa produzione di testosterone tra le varie “razze” influenzi l’apprendimento e le abitudini sociali. ma si tratta di posizioni ben lungi dall’essere accettate all’unanimità come prove conclusive.
si veda ad esempio questo studio che suggerisce l’ipotesi che le popolazioni sub-sahariane abbiano livelli intellettivi piu bassi e tendenze a comportamenti anti-sociali a causa della maggiore produzione di testosterone.

The international literature on racial differences is reviewed, novel data are reported, and a distinct pattern is found. People of east Asian ancestry and people of African ancestry average at opposite ends of a continuum, with people of European ancestry averaging intermediately, albeit with much variability within each major race. The racial matrix emerges from measures taken of reproductive behavior, sex hormones, twinning rate, speed of physical maturation, personality, family stability, brain size, intelligence, law abidingness, and social organization. An evolutionary theory of human reproduction is proposed, familiar to biologists as the r-K scale of reproductive strategies. At one end of this scale are r-strategies, which emphasize high reproductive rates; at the other end are K-strategies, which emphasize high levels of parental investment. This scale is generally used to compare the life histories of widely disparate species, but here it is used to describe the immensely smaller variations among human races. It is hypothesized that, again on average, Mongoloid people are more K-selected than Caucasoids, who are more K-selected than Negroids. The r-K scale of reproductive strategies is also mapped on to human evolution. Genetic distances indicate that Africans emerged from the ancestral hominid line about 200,000 years ago, with an African/non-African split about 110,000 years ago, and a Caucasoid/Mongoloid split about 41,000 years ago. Such an ordering fits with and explains how and why the variables cluster.

http://www.lrainc.com/swtaboo/stalkers/jpr_rghrs.html

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Luigi Corvaglia 9:33 pm - 23rd settembre:

Cesare
mi spiego meglio.
So benissimo che la situazione è quella che hai descritto tu. So benissimo che argomentare con loro è come versare acqua in un secchio bucato: fatica sprecata.
D’altra parte il compito per noi più importante ed improbo oltre ogni limite, penso che questo sia da te condiviso, sia far arrivare il nostro messaggio, pur con le varie sfumature esistenti, al maggior numero di uomini possibili per risvegliarne la consapevolezza.
Ma se io batto sul tasto di contrastarle sempre, comunque e dovunque con le armi del ragionamento, della logica e delle evidenze, non lo faccio perché mi illuda su di loro, ne tanto meno me ne importa.
Se in un sito, questo o altri, in un blog, su un social network, in un incontro in ufficio come in strada, in un dibattito pubblico o in una qualsiasi altra occasione che si voglia immaginare “incrocio le armi” dò la possibilità ad un altro uomo, fosse anche solo uno, di leggere, sentire, vedere le due tesi contrapposte. Poi valuterà.
Magari sarà un occasione in cui si renderà conto che quegli “strani pensieri” che gli sono passati per la testa, ma che ha scacciato, condizionato dalla vulgata dominante, non sono cosi strani e ci sono altri uomini che li condividono. E magari prenderà forza e coraggio. E noi con lui.
Questo è il mio personale punto di vista. Poi è chiaro, comunque, questo è solo parte del lavoro che ci aspetta.
Sogno? Sono un illuso? E che c’è di strano? Non vivono gli uomini di sogni ed illusioni?
Spero di essermi spiegato.
Luigi

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mauro recher 10:28 pm - 23rd settembre:

sono sulla stessa linea d’onda di Luigi ,la penso allo stesso modo ,per questo sono intervenuto in siti a chiaro stampo femminista ,ma con uomini che scrivevano ,ho provato a dare la mia versione. Certo l’impresa era ardua ,i maschi pentiti non sono certo inclini a cambiare idea ,ma intanto che se ne parli è già un buon segno. Certo c’è il rovescio della medaglia ,alcune femministe possono fare altrettanto con tanta pazienza di Fabrizio smile ,ma ,visto come si esprimono e come ,credo di dirlo con quasi sicurezza ,ci esprimiamo noi ,c’è una bella differenza;le prime offendono ,in quanto donne e femministe, come se fosse un loro privilegio ,per contro ,come ho notato in molti ,c’è il linguaggio si duro ,ma corretto e senza offendere nessuno …..
A tal proposito ,verso la fine di ottobre andrò a vedere un concerto , sono amico degli esponenti del gruppo e cercherò ,sempre se lo vorranno ,di mettere in scaletta un’ infarinatura di uomini beta con il video che ho fatto.
Non saremo in molti ma già questo aiuta ,vorrei sapere l’opinione di voi altri

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Fabrizio Marchi 12:09 am - 24th settembre:

Questa discussione mi ha un po’ stancato, devo essere onesto,…Scusate ma come già sapete non vesto i panni del moderatore tradizionale e quindi dirò pane al pane, come sono abituato a fare. Anche perché, ripeto, il confronto fra Erica e Sandro2 si sta avviando su dei binari che non mi piacciono affatto.
Cosa stai facendo Erica? Stai cercando di dire che le opinioni di Sandro2 sono ambigue e hanno un retrogusto razzista, con l’obiettivo, ovviamente non dichiarato, di gettare una luce sinistra su tutti noi.
Da questo punto di vista, sia pure involontariamente, Sandro2 ha scoperto il fianco a questo tentativo.
Ora è bene chiarire un punto che ho ribadito mille e una volta, ma non c’è problema, lo ripeto ancora. La linea politica, la strategia, l’orizzonte valoriale e filosofico del Movimento degli Uomini Beta si evincono dagli articoli pubblicati nel sito, e in particolare nel Manifesto pubblicato sulla homepage (Il Movimento Beta), nei Principi (anch’essi sulla homepage) e nell’articolo “L’emergere storico della QM”, nello spazio degli editoriali (e naturalmente dai video con le brevi interviste al sottoscritto). Il blog (cioè lo spazio dei commenti) è appunto uno spazio libero creato appositamente per permettere a ciascuno di esprimere la propria opinione, purchè nel rispetto degli altri e del nostro Statuto (cioè la carta dei Principi)
Ciò detto, se pensassi che le posizioni di Sandro2 contenessero elementi di razzismo sarei il primo a non pubblicare i suoi post.
Ora, il sottoscritto non è uno scienziato e neanche un esperto di genetica, né ambisce ad esserlo. Ritengo che non lo sia nessuno da queste parti, neanche Sandro2, il quale però, rispetto a noi e sicuramente al sottoscritto, è particolarmente ferrato in queste materie al punto di essere in grado di citare numerose fonti scientifiche e di portare una notevole mole di documentazione. Naturalmente presumo che il dibattito, anche in ambito scientifico, sia aperto, né, credo, nessuno di noi è in grado di stabilire delle verità o delle certezze, dal momento peraltro che una “verità” scientifica è considerata tale nel momento in cui trova l’assenso dell’intera comunità scientifica (salvo scoprire che ciò che si riteneva “certo” fino a poco tempo prima, si rivela essere falso in un secondo momento…ma questo è un altro discorso…) .
Fatta questa premessa, mi sembra che accostare la questione della diversità fra i generi, sostenuta da Sandro2, con le teorie in base alle quali le popolazioni subsahariane sarebbero dotate di un quoziente intellettivo inferiore a causa del maggior tasso di testosterone, sia del tutto fuori luogo e anche un pochino di cattivo gusto, diciamo la verità.
Nello stesso tempo non vedo cosa ci sia di scandaloso, condizionamenti socioculturali a parte che nessuno nega, nel sostenere che i maschi e le femmine, essendo diversi (a livello sessuale, fisico e quindi anche psichico, né potrebbe essere altrimenti), possano sviluppare differenti attitudini.
Ma la sola idea che questa tesi (a mio parere anche verosimile) possa avere un fondamento, ti risulta inaccettabile. Perché? Perché nella tua griglia interpretativa, che è quella forgiata da quarant’anni di femminismo più una notevole dose di insicurezza che ha radici antiche (non riguarda di certo solo te ma moltissime altre donne), sostenere che maschi e femmine possano avere diverse attitudini significa automaticamente sostenere che le donne sono venute al mondo per sfornare figli, accudire bambini, cucire, stirare, lavare, fare da angeli del focolare, allargare le cosce alla bisogna e nulla più. In altre parole sovrapponi completamente la tesi di cui sopra ad un presunto maldestro tentativo di riproporre una divisione sociale dei ruoli e del lavoro che secondo te/voi ha contraddistinto da sempre la relazione fra i sessi (e che ha senz’altro un suo fondamento, anche se naturalmente io la interpreto in modo completamente diverso dalle femministe). E ravvedi in questa stessa tesi una sorta di copertura più ideologica-che scientifica (e infatti ti affretti a contestarla tacciandola di razzismo) a quel tentativo.
Ma questo, cara Erica, che a te piaccia o no, per dirla in gergo psicoanalitico, è una tua/vostra proiezione, una tua/vostra interpretazione (o supposizione), dettata a mio parere, come ripeto, da una profonda insicurezza. Insomma è un tuo/vostro problema, non nostro. Se si parla di diversità attitudinale fra maschi e femmine e tu ti senti subito relegata in cucina, in un asilo nido o in un bordello, il problema è tutto tuo, e sta tutto nella tua testa, cara Erica, non nelle tesi di Sandro2 o di qualche scienziato, autorevole o meno che sia.
Questo è il punto vero. Se qualcuno mi dicesse, scienziato o azzeccacarbugli che fosse, che i maschi hanno attitudini diverse rispetto a quelle delle femmine, io non mi penserei affatto neanche per un secondo nei panni di un violento assassino e stupratore (questo, per la verità, è su per giù quello che hanno sempre pensato degli uomini alcune correnti femministe radicali: se non è razzismo questo…), né tanto meno penserei che colui/colei che sostiene questa ipotesi i sia animato dal desiderio di rinchiudermi in una gabbia per animali feroci…
Ecco, fossi in te rifletterei più su questo aspetto, piuttosto che sulla veridicità di questa o quella tesi scientifica, anche perchè non abbiamo la strumentazione adeguata per poter andare oltre la nostra personale opinione.
Fabrizio

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Fabrizio Marchi 9:56 am - 24th settembre:

Una brevissima nota al mio commento precedente che forse può aiutarci nella reciproca comprensione.
I neri, per conformazione fisico-muscolare, riescono molto meglio nella boxe rispetto ai bianchi. Per la stessa ragione sono meno portati per il nuoto dove invece i bianchi (per la stessa identica ragione)primeggiano.
C’è qualcosa di scandaloso in questo? Non mi pare. Tra parentesi, onde evitare equivoci, il sottoscritto è un amante della boxe che è lo sport, insieme al calcio, che predilige. Il sottoscritto è anche convinto che, per le stesse ragioni di cui sopra, le donne siano più portate per il pattinaggio artistico (bellissimo) piuttosto che per la boxe. E questo non solo e non tanto per ragioni inerenti la forza muscolare o il tasso di aggressività, quanto perché nel pugilato è necessario un certo tipo di agilità psicofisica (che peraltro non tutti gli uomini hanno…) che le donne non hanno o hanno in misura molto ridotta rispetto agli uomini.
Nello stesso tempo se pensassi solo per un attimo a Mike Tyson su un pista di ghiaccio accompagnato da una sinfonia di Cajcovskij o Wagner mentre si libra nell’aria come una farfalla (non ci crederei neanche se lo vedessi con i miei occhi…) mi verrebbe da ridere, e credo che verrebbe da ridere a tutti, senza neanche bisogno di vederlo dal vivo.
C’è qualcosa di grave e scandaloso in questo? C’ è forse un retrogusto razzista o sessista nell’affermare questo? Non mi pare proprio. E allora, se riusciamo serenamente ad accettare che dal punto di vista fisico siamo diversi, e abbiamo attitudini diverse (e a me la cosa appare normalissima), perché dovrebbe essere così difficile accettare che forse anche a livello mentale-psicologico abbiamo probabilmente attitudini diverse?
Come spiegavo in un precedete post, ho letto più volte in diversi articoli di giornali e riviste (ma mi sembra anche su uno dei documenti postati da Sandro2) che gli uomini sarebbero (ho detto sarebbero) più portati per le discipline tecnico-scientifiche (dove ad esempio il sottoscritto è una nullità assoluta senza speranze di miglioramento…) perché tendono a privilegiare la logica e il calcolo matematico, rispetto invece alle donne che avrebbero una maggiore e spiccata tendenza alle discipline artistico-creative e in particolare fra queste (così ricordo ma potrei sbagliarmi), al design.
Naturalmente questo non significa affatto che una donna non possa fare l’ingegnere e un uomo lo stilista, come infatti spesso avviene.
C’è qualcosa di scandaloso in tutto questo? A me viene da pensare:” Meno male che siamo fatti in questo modo, meno male che siamo diversi/e e che abbiamo attitudini in parte differenti, altrimenti sai che palle che ci faremmo tutti e tutte…”.
Perché questo ragionamento dovrebbe destare (e spesso desta) scandalo?
La mia spiegazione l’ho data nel precedente post (e non ne vedo altre).
Fabrizio

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Rita 12:21 pm - 24th settembre:

In effetti.. a me viene difficile pensare che la diversa conformazione fisica non influenzi comunque in qualche modo anche la sfera psichica. Difficile pensare che una tartaruga abbia le stesse capacità e attitudini di un elefante, ad esempio. Tra l’altro, ci si aggiunga la questione del differente tasso ormonale. Quello che, mi pare di aver capito, conferma Erica, è che esiste una differenza inerente alla sfera psichica (parla di tendenza all’aggressività nel maschio e di fluttuazioni umorali nella femmina) ma non intellettiva. (si badi bene intendendo sempre “diversa” vedo che è utile ribadire che per differenza intellettiva non significa deficit intellettivo). Ribadiamo pure sempre che si parla di “media”. Esattamente come costruiamo la famosa “curva a campana di Gauss” per una cosa “verificabile e misurabile” con precisione come, poniamo l’altezza http://www.albanesi.it/Notizie/curva_di_gauss.htm
la si potrà costruire per tutti gli altri fenomeni, (comprese le varie forme di intelligenza, da quella logico-matematica, a quella emotiva, a quella linguistica e a tutte le altre). Ora se voi fate una curva a campana delle altezze dei maschi avrete un valore medio nell’altezza centrale e la dispersione nelle “code” della curva a campana dei valori inferiori o superiori alla media. Se fate la stessa curva a campana per l’altezza delle femmine e la sovrapponete a quella dei maschi potrete verificare che non coincide. Va da sè che, ovviamente non si puo’ affermare che tutte le donne sono più basse di tutti gli uomini. Ma gli uomini sono mediamente più alti delle donne e questa è una realtà misurabile innegabile. Succede che le altezze dei maschi distribuite sulla coda inferiore al valore statistico medie possono essere inferiori alle altezze delle femmine situate nella punta e nella coda superiore della curva a campana, ma comunque gli uomini sono mediamente diversi perchè più alti delle donne. Questa curva a campana di Gauss la si puo’ applicare in qualsiasi fenomeno misurabile.

Ho dato il mio contributo a confondere di più la discussione ? smile

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Fabrizio Marchi 4:14 pm - 24th settembre:

Ho dato il mio contributo a confondere di più la discussione ? (Rita)
No, assolutamente, Rita, anzi, i tuoi contributi sono sempre estremamente puntuali.
In realtà penso che è proprio questa discussione che ha preso un taglio sbagliato, che conduce inevitabilmente ad un depistaggio rispetto al cuore della questione che non è certo quella di stabilire chi sia “più” o “meglio” dell’altro/altra…Ma non scherziamo ragazzi/e…
Chiudo, per quanto mi riguarda, la questione, citando il post di Rino nel merito:” Erica legge quel che le piacerebbe trovare scritto qui per poterci liquidare.
Dove trova scritto “diverso” legge “inferiore”,
dove vede “propensione al rischio” legge “intelligenza”…
Non se ne verrà a capo.
Da questo rifiuto di mettersi in discussione, si ricava l’impressione di una profonda incertezza sul proprio valore reale.
L’autostima femminile in questo mondo femministizzato sembra davvero una maschera vuota. Una costruzione così precaria, tanto abborracciata, che ogni bava di vento la può sfarinare.
Fabrizio

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