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02 ott 2013  |  59 Commenti

Perchè sono contrario all’adozione dei figli da parte delle coppie gay

Questa mattina durante un dibattito su facebook, ho risposto ad un amico. La discussione  era partita dalla vicenda Barilla e dalle sue esternazioni (poi di fatto ricusate) rispetto alla questione dell’ adozione dei figli da parte delle coppie gay.

Avevo pensato di dedicare all’argomento ben altro spazio e tempo, però, dal momento che ci siamo, perché non cominciare adesso?

Di seguito il mio intervento:  

“Confermo due cose. La prima è che secondo me la propria sessualità, cioè i propri gusti, pulsioni e orientamenti sessuali non possono essere scelti o determinati aprioristicamente dal soggetto. Se sei etero e ti piacciono le donne oppure se sei gay e ti piacciono gli uomini, lo sei e basta, perché la natura ti ha fatto così. Non ci credo al fatto che lo si diventi per scelta. E non vedo peraltro dove sia il problema. Fanno parte della natura sia gli etero che i gay. E qui arrivo a uno dei punti nodali che ti fa capire spero con chiarezza perché il sottoscritto non abbia nulla a che vedere con la concezione cattolica integralista. Quest’ultima tende di fatto a considerare l’omosessualità come una sorta di deviazione dalla natura che deve essere tutt’al più tollerata. Della serie:”Poverini, sono deviati però non è colpa loro…”. Quindi figuriamoci se gente che la pensa in questo modo possa concepire non solo l’adozione ma anche il matrimonio gay.

Io invece non la penso affatto così, anzi, la vedo nel modo diametralmente opposto. L’omosessualità è parte integrante della natura né più e né meno dell’eterosessualità. Se fosse per me il problema non si sarebbe neanche mai posto. Siccome però il mondo, come storicamente si è determinato, non l’ho fatto io, ci tocca affrontare anche queste problematiche.

Ti dirò di più. Il sottoscritto, ormai tanti anni fa, proprio perché gli omosessuali sono stati effettivamente discriminati ed emarginati, si è battuto con convinzione per i loro diritti, primo fra tutti quello di essere considerati esseri umani a tutto tondo come tutti gli altri, né più e né meno. Il paradosso è che oggi (sappiamo che la realtà, specie quella storica è in continuo divenire), si trova ad essere attaccato perché le sue posizioni non sono allineate al mainstream politically correct di cui il movimento gay (costola di quello femminista) è parte.

Tornando a noi, siccome sono convinto che gli uomini debbano vivere in armonia con la natura e non in una posizione di dominio assoluto su di essa, credo che ciò valga a 360°, non solo quando ci pare a noi. Quindi incazzarsi (giustamente) con quelli che ancora nel terzo millennio vanno a sparare agli uccellini per il puro gusto di sparare a qualcosa di vivente che si muova, ha senso se si assume lo stesso atteggiamento anche e soprattutto rispetto ai tentativi di modificare la natura umana e di intervenire pesantemente su di essa. La partita è già cominciata da questo punto di vista  e temo purtroppo (e spero di sbagliarmi) che verrà persa, proprio perché la cultura politicamente corretta, che va a braccetto con lo scientismo e il relativismo assoluto, cioè le nuove religioni del capitalismo, ha già dettato le sue linee dalle quali non si può deviare. E proprio il caso Barilla (che appartiene alle elite che contano, figuriamoci un poveraccio qualsiasi) sta lì a dimostrarlo. 

Ribadisco che essere contrari, dal mio punto di vista, all’adozione dei figli da parte dei gay (anche se a te può suonare contraddittorio) significa rivendicare il loro diritto a vivere la loro diversità nell’eguaglianza con tutti gli altri. Viceversa, la battaglia per l’adozione è una battaglia di retroguardia la cui spinta è data da una sorta di aspirazione a “sentirsi come gli altri”, ad essere eguali agli altri. In parole ancora più povere, è una volontà di omologazione, non di liberazione. Sei gay? Benissimo, e lo sei con tutte le tue peculiarità di gay che sta al mondo e che ha il diritto di stare al mondo come tutti gli altri, con le sue peculiarità. Perché vorresti diventare come gli altri? Da cosa è motivato questo desiderio insano di omologazione? Il desiderio di paternità biologica? Perché? Ci sono mille modi di essere padre, non certo solo quello biologico. La natura ci dice che tu in quanto gay non puoi essere padre biologico ma puoi essere tante altre cose belle. Perché invece vuoi a tutti i costi scimmiottare gli eterosessuali? Ecco, questo è un desiderio insano, proprio perché è un costrutto culturale che nasce da un complesso di inferiorità. Della serie:”Voglio essere anche io come loro. Anche io voglio spingere il carrozzino la domenica con il mio compagno mano nella mano e salutare le altre mamme che passeggiano con i loro piccoli e scambiare con loro opinioni sulla pappa o su quanto dorme il piccolo o altre scemenze che però mi fanno sentire tanto eguale a loro”.

Cos’è questo se non desiderio di uniformarsi e di omologarsi?

Io credo invece (e anche la storia me lo dice) che i gay abbiano altre peculiarità e altre risorse e non credo che siano al mondo per scimmiottare gli eterosessuali.

Ecco cos’è in realtà il “politicamente corretto”. Volontà di uniformare, omologare e omogeneizzare tutto e tutti secondo determinati binari.

Comunque state pur tranquilli, fra non molto sarà normalissimo per una coppia gay (e anche etero, ovviamente) recarsi ad un laboratorio dove c’è un bell’utero artificiale, pagare la retta (sottolineo pagare, perché tutto cià, sia chiaro, è declinato secondo i binari della ragione capitalistica dominante…), ordinare un bel marmocchio, magari (e senza il magari) scegliendo il sesso e il colore della pelle. “Del resto, pago, vorrei vedere che non mi scelgo il figlio come lo voglio io…”.

Tutto ciò viene chiamato progresso. Che bellezza! Ma il dubbio che si tratti invece  di un gigantesco processo di manipolazione antropologica oltre che sociale (le due cosse marciano ormai assieme) non ci viene in  mente?” .

A me per la verità viene in mente qualcosa di inquietante, ma veramente inquietante, tentato una settantina di anni fa nel cuore dell’Europa, e fortunatamente deragliato nelle steppe russe e fra le case bombardate di una città che si chiamava allora Stalingrado.

Che sia una riedizione (purtroppo vincente) in salsa “politicamente corretta” di quella roba lì? Io temo proprio di sì.


59 Commenti

Giorgio G 4:12 pm - 4th ottobre:

Va bene, ma parlare dei figli? Del loro SANO diritto di crescere secondo natura con due genitori di sesso diverso perché la sua crescita sana e armoniosa avviene proprio grazie all’immedesimazione/scontro con un genitore maschio e uno femmina?
Vogliamo buttare al cesso decenni e decenni di studi di pedagogia in nome del desiderio di alcuni esseri umani adulti?

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Riccardo C. 4:29 pm - 4th ottobre:

Il problema (falso problema direi) del matrimonio omosessuale per conto mio non si dovrebbe nemmeno presentare: il matrimonio è un contratto e io posso sposare anche una gallina se questa è in grado di firmare (leggesi capacità di agire).

Per quanto rifletta invece sull’adozione non riesco a giungere ad una conclusione soddifacente.

Premetto che non vedo in modo particolarmente favorevole alcun tipo di adozione, fatta eccezione per quella a distanza forse.

Da un lato sono dell’opinione che se un figlio non lo puoi avere (inteso come necessità) probabilmente è “giusto” che sia così. (L’obiezione delle coppie sterili p.e. non regge, perché in questo caso è contingente, un accidente della situazione specifica)

Dall’altro, in una società liberale (lo è poi veramente?) se una cosa non nuoce perché vietarla? In fin dei conti immagino che sarebbero soggetti, come tutte le altre coppie che vogliano adottare figli, al parere vincolante dei servizi sociali. Quindi una tutela del soggetto debole esiste già.

Concordo sul senso generale del post, che sarebbe quasi un’omologazione alla “normalità” eterosessuale il fatto di avere figli per una coppia omosessuale. Detto questo però, lo si può considerare inopportuno, ridicolo, sconfortante, chi più ne ha… ma non avrebbe senso proibirlo solo per questo: se io mi voglio omologare ne ho tutto il diritto.

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fulvio terzapi 4:28 pm - 6th ottobre:

io sono favorevole all’adozione per le coppie gay. non esistono famiglie “naturali” né in natura né altrove.

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Tiziano 4:50 pm - 6th ottobre:

fulvio terzapi:
io sono favorevole all’adozione per le coppie gay. non esistono famiglie “naturali” né in natura né altrove.

>
Sì, vabbe’…
Ma per piacere.

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Luigi Corvaglia 4:59 pm - 6th ottobre:

Non strettamente correlato all’argomento del post.
Ma strettamente correlato alla mercificazione dell’umano, in ogni sua componente. In questo caso i bambini: Così ti costruisco il «figlio perfetto»
A brevettare il sistema è Anne Wojcicki, moglie del co-fondatore di Google Sergey Brin. Si ordina sul web e costa 99 dollari
..
Lo voglio maschio, bianco, con gli occhi azzurri, biondo. Poi che non abbia malattie ereditarie, che sia intelligente e, perché no, anche con doti atletiche. Una società americana si è assicurata negli Usa un brevetto che spiana la strada alla selezione dei «bambini su misura». In linea di principio, i clienti-futuri genitori potrebbero scegliere lo spermatozoo di un donatore così da determinare che precise caratteristiche nel nascituro siano accentuate. L’azienda ha già detto di non voler utilizzare la sua scoperta, per ora.

DA CATALOGO - Per i clienti della 23andme, società di genomica personale della California che ha messo a punto la tecnica, è un giochetto : un calcolatore indica alla coppia quanto sia probabile che il loro bambino abbia gli occhi azzurri, marroni o verdi. Nei suoi magazzini la 23andMe, chiamata così perché 23 è anche il numero di cromosomi che ciascun genitore dona al figlio, ha 400.000 genomi, cioè marcatori lineari della identità genetica. Fondata a Paolo Alto nel 2006 da Anne Wojcicki, moglie del co-fondatore di Google Sergey Brin, offre test genetici personalizzati, ordinabili pure via internet. Il costo è di 99 dollari. E se i due clienti accettano di rivelare entrambi il loro test del Dna, possono utilizzare il «Family Traits Inheritance Calculator» (Calcolatore di eredità dei tratti famigliari). In realtà, il brevetto depositato negli Usa già nel 2008 e ottenuto il 24 settembre scorso, è passato inosservato per lungo tempo. Ora, tuttavia, quelle carte col titolo scientifico «Gamete Donor Selection based on genetic Calculations», stanno accendendo un forte dibattito: il brevetto statunitense che porta il numero 8.543.339, infatti, non è altro che un ulteriore passo in avanti sulla strada per creare bebè su misura, scrive Wired. In sintesi, consente di selezionare i gameti di un donatore (sperma) che, abbinati a quelli di una ricevente (ovulo), in base a un calcolo statistico daranno la migliore probabilità ottenere il bambino desiderato: sia dal punto di vista biologico, ed estetico sia da quello del comportamento. Il brevetto non ha validità in Europa.

INTOLLERANZE – Non c’è da allarmarsi, sostiene l’azienda nel suo blog: «Quando si presenta una richiesta di brevetto non si ha ben chiaro per cosa potrà servire la tecnologia. All’epoca pensavamo a un utilizzo del Calculator nelle cliniche per la fertilità, mentre ora i nostri clienti lo usano per scopi divertenti, come sapere quale sarà il colore più probabile dei capelli del proprio figlio o se è possibile che diventi intollerante al lattosio».

SOSPETTI - Sospetti e perplessità, tuttavia, si moltiplicano: la società ha fatto brevettare un metodo che offre ai futuri genitori la possibilità di scegliere i tratti somatici (come l’altezza o il colore degli occhi), ma anche le caratteristiche sanitarie (come la bassa probabilità di sviluppare un tumore), le critiche di coloro che si oppongono. La tecnica aprirebbe anche la frontiera della più controversa «progettazione estetica». Dubbi solleva poi anche la richiesta di brevetto corredata con un esempio di modulo prestampato da compilare: il richiedente deve solo barrare le caselle preferite quali la predisposizione a particolari malattie, la longevità, il colore degli occhi o altre caratteristiche prettamente estetiche.

ETICA – In ogni caso, spiegano alla rivista Genetics in Medicine le ricercatrici di bioetica Sigrid Sterckx, dell’università di Gent, e Heidi Howard dell’università di Tolosa, la tecnica per far nascere bambini su misura è più complessa di quanto sembra: con i metodi di analisi genetica che l’azienda statunitense ha brevettato, i genitori otterrebbero solamente di poter aumentare le possibilità che determinate caratteristiche nel bambino siano accentuate. Tuttavia, la tecnologia per fare questo tipo di selezione esiste e ora appartiene a 23andMe.

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fulvio terzapi 1:24 am - 8th ottobre:

tiziano: non esistono modelli familiari universalmente validi né nel regno animale né presso le varie culture umane. quindi l’argomentazione secondo cui l’adozione alle coppie gay è contro natura non ha fondamento.

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Roberto Micarelli 1:54 am - 8th ottobre:

fulvio terzapi:
io sono favorevole all’adozione per le coppie gay. non esistono famiglie “naturali” né in natura né altrove.


Esiste però la riproduzione naturale, che avviene con l’unione di un uomo e di una donna. Cosa significa riproduzione? E’ una semplice funzione organica o c’è un’armonia nella complementarietà fisiologica M-F che si proietta su tutto il percorso di accudimento del piccolo dal grembo alla vita adulta, e che vuole la co-partecipazione educativa ed esistenziale, per natura, degli stessi che l’hanno fisiologicamente generato?
Perché quando la natura si esprime nella bellezza della unione eterosessuale essa viene osteggiata? Perché difendere la Val Susa dall’aggressione della macchina scavatrice e non difendere il concepimento dall’aggressione della tecnologia partenogenica? Perché la natura umana, politicamente, fa eccezione rispetto a tutte le altre “nature”? Domande senza risposta. Misteri sensoriali. Oggi invece di porci il problema dell’estinzione culturale ci poniamo il problema di a chi affidare bambini che non nascono più.

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Roberto Micarelli 2:12 am - 8th ottobre:

Il sacrosanto diritto di non discriminazione degli omosessuali si è trasformato in un attacco alla specificità riproduttiva *naturale* dell’unione eterosessuale.

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armando 9:26 pm - 8th ottobre:

Fabrizio: “Viceversa, la battaglia per l’adozione è una battaglia di retroguardia la cui spinta è data da una sorta di aspirazione a “sentirsi come gli altri”, ad essere eguali agli altri. In parole ancora più povere, è una volontà di omologazione, non di liberazione. Sei gay? Benissimo, e lo sei con tutte le tue peculiarità di gay che sta al mondo e che ha il diritto di stare al mondo come tutti gli altri, con le sue peculiarità. Perché vorresti diventare come gli altri? Da cosa è motivato questo desiderio insano di omologazione? Il desiderio di paternità biologica?
Perché? Ci sono mille modi di essere padre, non certo solo quello biologico..”
E’ la parabola dei movimenti omosessuali, sorti in contrasto alla morale borghese (così la chiamavano) e ora approdati proprio ad essa reinglobati dalla stupefacente capacità del capitalismo di piegare ai suoi fini ogni movimento che si propone come rivoluzionario etc. etc., Dovrebbe far pensare questa parabola, perchè la si può applicare non solo agli omosessuali ma anche ai movimenti libertari in genere sorti nei pressi del sessantotto.
Fulvio Terzapi: sostenere che non esiste una famiglia naturale e che essere cresciuti da una coppia omosessuale è la stessa cosa che avere avuto un padre e una madre, è una cosa che contraddice tutti, ma proprio tutti, i concetti della psicanalisi, da Freud in giù. Tutto può essere naturalmente, ma si abbia il coraggio di dire che quelle erano tutte scemenze al pari del concetto di differenza sessuale sostenuto dalla Chiesa. Quindi solo i moderni progressisti politically correct alla Zapatero o alla Hollande avrebbero finalmente scoperto che paternità e maternità sono perfide invenzioni reazionarie e oscurantiste, che il sesso biologico è ininfluente sulla psiche, e che tutta la cultura umana e tutte le culture finora conosciute sono fondate su una menzogna. .
Riccardo: Se il matrimonio è solo un contratto fra consenzienti, giustamente allora si dovrebbe ammettere la poligamia ed anche la schiavitù volontaria, e fa capolino in questo anche il pericolo di sdoganare la pedofilia, come d’altra partre alcuni vorrebbero. Il fatto che non lo si faccia vuol pur dire che neanche nei più accaniti libertari la faccenda è davvero scontata. Perchè anch’essi, alla fine, danno un giudizio di merito, ammettono certe pratiche ma non altre, come invece coerenza vorrebbe. La società liberale dovrebbe ammettere, dici, tutto ciò che non nuoce agli altri. Appunto. O non esiste la differenza sessuale o non è indifferente avere due padri o madri piuttosto che un padre e una madre. E d’altra parte, per fare un altro esempio, è davvero difficile sostenere che l’aborto deve essere libero perchè non nuoce a nessuno. Neanche al nascituro che viene eliminato? O lui, in quanto impossibilato a dire la sua, non conta nulla?
armando

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fulvio terzapi 1:09 pm - 9th ottobre:

la crescita di un figlio può essere affidata a soggetti diversi dai genitori biologici. non vedo una necessaria correlazione logica tra le due cose. del resto come dicevo sopra tale correlazione non esiste né in natura né tra le varie culture umane, molte delle quali hanno optato per soluzioni diverse.

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Luigi Corvaglia 1:26 pm - 9th ottobre:

fulvio terzapi: la crescita di un figlio può essere affidata a soggetti diversi dai genitori biologici.

——
Programmaticamente?
E se si. Perchè?

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Roberto Micarelli 2:37 pm - 9th ottobre:

Luigi Corvaglia: ——
Programmaticamente?
E se si. Perchè?


Per tagliare i legami della società col proprio passato e imporre un nuovo modello antropologico globale, costruito a tavolino. Per tagliare la catena di trasmissione della cultura locale da grandi a piccoli, in favore della diffusione di una cultura globale, calata dall’alto sulle genti. Desertificare simbolicamente la famiglia e la specificità riproduttiva eterosessuale, apre alla ridefinizione della cultura di un popolo.

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armando 6:39 pm - 9th ottobre:

Fulvio, l’affidamento dei figli a soggetti diversi dai genitori biologici è sempre stato per necessità più che per scelta. E in ogni caso sempre di maschio e femmina si trattava, eccetto che per gli esperimenti di comunità varie sempre naufragate. Sparta fu sconfitta, i Kibbuz israeliani sono falliti, per non parlare dell’educazione di Stato dei paesi comunisti. Ma non solo hanno fallito, hanno fatto pagare un prezzo altissimo, quello dello sradicamento soggettivo e come dice Roberto di interi popoli. Che è poi l’obbiettivo dei politicamente corretti nostrani, vere punte di diamante dell’ultracapitalismo globalizzato e mondialista.
armando

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Rino DV 7:01 pm - 9th ottobre:

L’indifferenza nei confronti del sesso dei genitori ha questo presupposto: che il corpo non abbia nulla a che vedere con la psiche.
.
Da questa ipotesi discende però (qui ed ora) una conseguenza sociologico-politica, diciamo così, “bizzarra”, questa:
il padre eterosex non serve a niente.
.
Dalla conseguenza reale (visto che sono stato “imparato” – come dicono a Roma – da Nicce, Marcs e Froid) risalgo all’origine (ossia alla causa efficiente) della tesi.
.
RDV

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Fabrizio Marchi 1:29 pm - 10th ottobre:

armando,

“…eccetto che per gli esperimenti di comunità varie sempre naufragate. Sparta fu sconfitta, i Kibbuz israeliani sono falliti, per non parlare dell’educazione di Stato dei paesi comunisti.” (Armando)
A mio parere, caro Armando, nessun vero esperimento è stato mai realmente tentato nei cosiddetti paesi “comunisti” o “realsocialisti”, men che meno di tipo comunitario.
Un po’ perché , specie all’inizio della (breve) era sovietica, non c’erano le condizioni oggettive per poter sperimentare alcunché (accerchiamento economico, militare e politico internazionale, debolezza del potere sovietico seppur camuffata dietro a proclami e paraventi ideologici, condizioni economiche interne arretratissime) e successivamente perché la deriva statalista, burocratica e poliziesca del sistema (iniziata praticamente fin da subito) rendeva impossibile oltre che impensabile qualsiasi forma di sperimentazione.
Ho visitato quei paesi ben prima del crollo dell’URSS. Si trattava di gusci vuoti, contenitori senza contenuto, per lo meno dal crollo dello stalinismo in poi. Molto è stato scritto e molte sono state le analisi su quei regimi. Suggerisco un autore, Alec Nove, uno dei massimi sovietologi di livello mondiale che ha scritto numerosi saggi in tema. In particolare ho letto “Stalin e il dopo Stalin in URSS” che contiene un’analisi del sistema sovietico che per quanto mi riguarda è con divisibilissima.
Nove descrive il sistema sovietico con grandissima dovizia di particolari e ne delinea i tratti principali (ma anche quelli secondari, il suo lavoro è stato molto ampio e dettagliato…) individuandone gli elementi fondamentali attorno ai quali formati si aggrega e si sviluppa tutto il resto della società sovietica: accumulazione economica di stato, società di casta, recupero dello zarismo e del tradizionalismo russo (ivi inclusa la tradizione religiosa e il clero ortodosso che ha appoggiato il potere staliniano che a sua volta lo ha ripagato perseguitando i cattolici e riconoscendo di fatto la chiesa ortodossa). Lo stato sovietico si configura quindi di fatto come un “leviatano” di hobbesiana memoria piuttosto che come uno stato comunista. Anzi, l’ideologia comunista – spiega Nove – sta sullo sfondo, svolgendo, aggiungo invece io, la funzione che tutte le ideologie sono chiamate a svolgere, quella di creare falsa coscienza. “Stalin – spiega anche Preve – è stato il più hobbesiano degli hobbesiani”. Se c’è qualcuno che ha appreso la lezione di Hobbes questo è Stalin”, spiega sempre Preve.
Sono d’accordissimo, per quanto mi riguarda, con entrambi. Naturalmente tutto ciò non può e non deve costituire un alibi per sottacere le responsabilità storiche e politiche dei comunisti, e in particolare di quelli sovietici e est europei, però al di là di questo è bene che le persone avvedute (come siamo anche noi) e interessate a capire la realtà e la vera sostanza delle cose, dietro e oltre le apparenze e le ricostruzioni altrettanto ideologiche e/o propagandistiche (a fini politici) siano in grado di produrre un’analisi lucida dei fatti.
Il discorso sarebbe naturalmente non lungo, ma lunghissimo e interminabile (e anche O.T.). Però chi si muove su questo terreno con lucidità e dotato della corretta strumentazione analitica (in questo caso, quella marxista, resta tuttora valida), sa bene che il sistema sovietico era una miscela di tante cose, ma di certo tutto poteva essere ed era tranne che un sistema comunista (neanche nell’accezione leniniana, cioè quella considerata più ortodossa…). Sono in grado di spiegarne le ragioni ma ci vorrebbe troppo tempo e non è questa la sede. A breve, l’apertura di un nuovo blog dover potremo sbizzarrirci anche su questi temi, per chi lo vorrà.

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fulvio terzapi 4:52 pm - 10th ottobre:

ci sono vari esempi di nuclei tribali dove vige uno stile di vita comunitario in cui i figli vengono affidati alle cure non delle singole unità familiari ma a strutture educative più allargate, qualcosa di simile alla soluzione prospettata da Platone in La Repubblica, con la differenza che Platone auspicava ad un modello di questo tipo su larga scala e non semplicemente confinato a gruppi tribali relativamente piccoli.
quindi non è vero che esiste sempre corrispondenza tra genitori biologici e adulti coinvolti nella crescita dei figli.
quale sia la soluzione migliore è oggetto di dibattito. personalmente non credo esista un modello più valido rispetto ad un altro.

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Tiziano 5:39 pm - 10th ottobre:

>>>
con la differenza che Platone auspicava ad un modello di questo tipo su larga scala e non semplicemente confinato a gruppi tribali relativamente piccoli.
>>>
Chiediti perché quel modello non funziona e non ha mai funzionato su larga scala…

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Fabrizio Marchi 6:47 pm - 10th ottobre:

Credo di aver già spiegato il mio punto di vista nell’articolo ma mi sento di ribadirlo perché mi sembra che la discussione sia andata un pochino fuori strada, per lo meno dal mio punto di vista.
La questione, per quanto mi riguarda, non è quella di stabilire se una coppia gay può essere migliore o peggiore di una coppia etero nel crescere dei figli. Ce ne saranno sicuramente delle migliori così come delle peggiori. Del resto i gay e le lesbiche sono degli uomini e delle donne in carne ed ossa con tutti i loro pregi e i loro difetti, esattamente come gli eterosessuali. Né più e né meno.
La questione che pongo è un’altra. E’ giusto operare una forzatura sulla natura (non esiste niente di più naturale del fatto che un figlio è il risultato dell’unione fra un uomo e una donna…) di così grandi e profonde proporzioni come quella di far crescere un bambino da due uomini o da due donne (ricordo che la natura dice con chiarezza che dalla loro unione non ne scaturisce un figlio)?
Pongo allora due punti di riflessione:
1) Sostenere che i gay o le lesbiche possano e debbano crescere dei figli significa di fatto sostenere che il maschile e il femminile così come il paterno e il materno non hanno alcun valore. E’ implicito nell’idea stessa e non credo che ci sia neanche bisogno di spiegarne le ragioni. Se sosteniamo che è del tutto indifferente che i figli debbano essere allevati da un padre e da una madre, cioè da una polarità maschile e da una femminile, oppure da una coppia gay o lesbica, è evidente che stiamo di fatto ma anche formalmente sostenendo che quelle polarità non hanno nessuna ragione di esistere e che sono, nella migliore tradizione femminista, dei portati culturali.
Personalmente non la vedo affatto così anche perché, con tutta la buona volontà, la vedo veramente ardua considerare il maschile e il femminile come dei “portati culturali”. Credo anzi che in questo caso siamo in piena ingegneria antropologica prima ancora che sociale. Non entro nel merito perché penso che le mie opinioni siano note. Mi limito a dire che questa è appunto un’operazione di manipolazione antropologico-sociale che rientra in quel grande processo di distruzione sistematica di ogni istanza sociale, etica, politica, spirituale e addirittura antropologica (quest’ultima è la vera grande novità) che viene portata avanti dal sistema capitalistico globale e che ha come obiettivo quello di omogeneizzare e uniformare le persone spogliandole di qualsiasi identità (persino quella dell’appartenenza sessuale) e riducendole ad una massa di consumatori passivi, abulici, indifferenziati e privi di qualsiasi reale capacità critica.
2) Come si fa a salutare entusiasticamente una simile forzatura (se non una vera e propria violenza) sulla natura e contestualmente fare crociate (peraltro sacrosante) contro la deforestazione, l’inquinamento del pianeta, la cementificazione selvaggia, la caccia, la distruzione dell’ambiente e dell’ecosistema? Perché un signore che ancora nel terzo millennio si diverte ad andare a caccia di cinghiali o di fagiani dovrebbe essere trattato come un mostro che fa violenza sulla natura? Quel signore avrebbe buon gioco nel rispondere:”Ma come? Voi crescete figli senza padri e senza madri contravvenendo alla più elementare legge di natura e ve la prendete con me perchè tiro qualche schioppettata ad un cinghiale?
Oppure ancora, perché opporsi alla TAV? Forse perché distrugge l’ambiente? “Ma come – potrebbe risponde il fan dell’Alta Velocità – voi distruggete il paterno e il materno, il maschile e il femminile, e mi venite a dire che io distruggo la natura perché buco una montagna? Ma mi prendete per il culo?”

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Fabrizio Marchi 7:01 pm - 10th ottobre:

Continuando la riflessione. Se il maschile e il femminile e il paterno e il materno non significano nulla, perché allora non crescersi dei figli da soli? Perché non ordinarli in un laboratorio, pagando naturalmente, e stabilendo anche le caratteristiche genetiche che più ci aggradano (razza, colore della pelle ecc.)?
Non vedo perché non si dovrebbe fare. Non solo. Non vedo perché la nostra ricerca dovrebbe avere dei limiti. Perché allora una volta imboccata la strada, non proseguire, senza crearsi inutili problemi. Perché non clonare gli esseri umani, oppure fare anche degli esperimenti per realizzare un nuovo umano, né uomo né donna, oppure perché no, un nuovo umano più perfetto o meno imperfetto dell’attuale. Qual è il limite? Se tutto è lecito, se tutto è relativo e non esiste nulla di naturale che non possa essere plasmato, perchè fermarsi?
Ma torno al quesito (e alla contraddizione) posta nel precedente post: perché scandalizzarsi se il Mato Grosso viene distrutto per farci delle enormi piantagioni di caffè, di banane o di caucciù? Per quale ragione il Mato Grosso non dovrebbe essere distrutto per lasciare il posto alle piantagioni di caffè, di caucciù o di banane?

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Luigi Corvaglia 8:35 pm - 10th ottobre:

fulvio terzapi …. toc …. toc …. http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_bye.gif
Ti avevo posto una domanda. Puoi, vuoi, rispondermi?
Ad ogni modo te la ripropongo.
….

fulvio terzapi: la crescita di un figlio può essere affidata a soggetti diversi dai genitori biologici.

——
Programmaticamente?
E se si. Perchè?

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fulvio terzapi 8:37 am - 11th ottobre:

no, non intendo dire che debba essere una scelta programmatica.
tiziano: non mi risulta sia mai stato applicato su larga scala, nemmeno nei paesi socialisti.

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armando 6:10 pm - 11th ottobre:

Fabrizio, quando elenchi tutte le contraddizioni insanabili e irriducibili del progressismo a la carte politicamente corretto hai ragione al mille x mille e metti il dito sulla piaga. Ma non lo capiranno mai perchè sono in mala fede o troppo stupidi. Non c’è altro da dire, mentre c’è molto da fare contro le idee di questa gente.
armando.

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Luigi Corvaglia 4:06 pm - 12th ottobre:

Gay, in California i bambini potranno avere tre o più genitori legali
……
In California i bambini potranno avere più di due genitori. Così stabilisce la legge appena firmata dal governatore Jerry Brown, il democratico che due anni fa è subentrato al repubblicano Arnold Schwarzenegger. Mentre in Italia si polemizza per la dicitura “genitore uno” e “genitore due”, in California si rende legale una misura che, come ha spiegato il senatore Mark Leno, del distretto di San Francisco, serve a rispondere “alle modifiche della struttura familiare” dovute ai cambiamenti sociali in atto. Tra queste sono incluse le situazioni di coppie dello stesso sesso che hanno un figlio con una terza persona, che d’ora in poi sarà genitore non solo biologico ma anche legale della bambina o del bambino.
CONTINUA………

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armando 7:48 pm - 12th ottobre:

Sentenza dell’altro ieri. Una coppia aveva fatto in Spagna la procedura per l’eterologa. PRIMA dell’impianto dell’embrione c’è stata la separeazione e lui ha ritirato il consenso. Lei è andata avanti è lui ha chiesto il disconoscimento di paternità. Ha avuto torto dal giudice italiano, per cui dovrà dare il suo nome e i suoi soldi per un bimbo non suo ad una donna con cui non sta più insieme. A quando l’eterologa anche senza il consenso del partner? Di questo passo prevedo a breve.
armando

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Rino DV 6:29 am - 13th ottobre:

1- Luigi:
“… si rende legale una misura che … serve a rispondere …“alle modifiche della struttura familiare” dovute ai cambiamenti sociali in atto….”
Eterno ingannno dell’intenzione dichiarata. Che è sempre buona, buonissima, eccellente.
Sempre seduttiva e mistificatrice. Mai badare, mai, alle intenzioni dichiarate, che sono sempre presentate in buona fede.
Mai dimenticare la lezione dei maestri del sospetto, ossia delle verità nascoste: Nicce, Froid e Marcs.

2- Paternità imposta con impianto post separazione.
In Qmdt riportai un caso analogo avvenuto circa 15 anni fa negli USA.

RDV

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Ethans 9:51 pm - 13th ottobre:

Verità nascoste anche a chi le emana… ma l’inconscio non è scientificamente dimostrato.

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Luigi Corvaglia 11:45 am - 20th ottobre:

Dal blog “Alice nel paese del genoma” segnalo questo post, molto interessante perchè fornisce il punto di vista di un gay francese (e della sua associazione) contrario all’adozione.
Bambini come bonsai: alcuni gay si oppongono all’idea

Riporto la parte in cui è lui ad esprimersi direttamente:
………

“Buongiorno a tutti, mi chiamo Jean-Pier Delaume-Myard. Sono il portavoce del Collettivo HomoVox, che permette di esprimersi agli omosessuali contrari alla Legge Taubira. Come omosessuale, sin dall’inizio del mio impegno in questa battaglia, ho dichiarato che non mi batto per una comunità, per un gruppo, non mi batto per il “comunitarismo”, che detesto, io mi batto per la mia anima e per la mia coscienza, e perché ogni bambino possa avere un padre e una madre.
Se fossi stato eterosessuale, mi sarei battuto comunque al vostro fianco, cioè dalla parte della ragione.
Il mio impegno non ha nulla a che vedere con il mio orientamento sessuale. Io mi batto, perché se si ha un minimo di compassione, e utilizzo non a caso questo termine, per l’essere umano, non si può assolutamente accettare di privare un bambino dei suoi fondamentali punti di riferimento.
Ho scelto di impegnarmi, perché se nei prossimi vent’anni dovessi incrociare un giovane uomo, o una giovane donna, cresciuti da coppie di persone dello stesso sesso, non voglio che essi possano accusarmi di non aver lottato per impedire che fosse loro indebitamente negata la possibilità di avere un padre ed una madre!
Mi batto, perché non voglio che il mio disimpegno possa avere la conseguenza di privare un bambino dell’affetto di una madre, e perché non voglio un giorno dover rispondere ad un bambino che mi domanderà chi è sua madre, e mi chiederà spiegazioni sulla sua identità.
Inoltre, mi batto perché non può essere una parte, una maggioranza o una minoranza di militanti di associazioni gay a decidere che sia creato il “diritto al bambino”, e creati quindi degli orfani di padre o di madre, perché ciò non ha niente a che vedere con il progresso o la civilizzazione.
Mi batto, perché dopo questi mesi tutti abbiamo capito che la legge Taubira non è che l’inizio della strada che porta alla PMA e alla GPA, e perché questa legge in realtà non ha nulla a che vedere con gli omosessuali, non è stata reclamata né voluta dagli omosessuali.
Le persone, e non mancano di certo, che sono state ingannate da media, complici di questo prossimo genocidio sociale, ci dicono – e ci diranno – che noi oppositori della legge abbiamo perso. Ma non siamo noi ad aver perso.
È la democrazia che ha perso, laddove il potere ha mentito e ha rifiutato di riconoscere davanti alla Nazione le cifre reali delle persone scese in strada per protestare. Laddove il potere ha rifiutato di prendere in considerazione le oltre settecentomila firme presentate all’Assemblea parlamentare. È la democrazia che ha perso, visti i sondaggi che mostrano come il 67% dei francesi non voglia la Legge Taubira.
Sono i bambini che hanno perso, quei bambini che saranno inesorabilmente privati del padre o della madre. Privati di una discendenza reperibile, conoscibile, privati del loro albero genealogico.
Sono coloro che stavano pazientemente aspettando di adottare un bambino che hanno perso. Quelle numerose coppie per le quali l’adozione è un processo già lungo e difficile, per loro sarà praticamente impossibile. Molti paesi (nei quali si trovano i bambini da adottare) hanno, infatti, dichiarato che l’approvazione della Legge Taubira chiuderanno le porte alla Francia e alle coppie francesi.
Sono gli omosessuali che hanno perso. Questa legge è omofobia, sottolineo, questa legge Taubira, non coloro che scendono in strada per opporvisi. Siamo noi omosessuali ad aver perso, perché i socialisti hanno voluto trasmettere un’immagine di diversità di trattamento giuridico che non ha invece fondamento. Gli omosessuali non hanno bisogno di mettere ai propri rapporti sentimentali l’abito del matrimonio.
Per quanto un testo normativo che attribuisca tutele il materia di alloggi e sanità potrebbe essere auspicabile, di certo non serve a nulla questa manipolazione legislativa determinata da un gruppo di settari sindacalizzati e manipolati.
Il desiderio di un bambino, e io lo so, è una realtà sincera e dolorosa, ma noi omosessuali non dobbiamo comunque domandare alla società di trasformare la realtà artificialmente.
Noi cittadini, uomini e donne di ragione, noi vogliamo combattere la battaglia in favore dell’Uomo. I bambini non possono essere ridotti ad una merce, gli embrioni umani non sono materiale da laboratorio, come vogliono affermare vergognosamente i governanti socialisti. Noi cittadini, uomini e donne di ragione, omosessuali o eterosessuali non importa, continuiamo e continueremo il nostro cammino di protesta. La questione non è la nostra sessualità, ma la responsabilità che deriva dal fatto di essere esseri umani. Uomini che vogliono lasciare in eredità alle prossime generazioni un’Umanità con la U maiuscola. Non un’umanità ridotta a bene commerciale, o oggetto del desiderio e dei capricci di chicchessia, come sostiene Pierre Bergé: “Affittare il proprio ventre per vendere un bambino, o affittare le proprie braccia per lavorare nell’industria, qual è la differenza?”.
La sinistra vuole da sempre il monopolio del cuore, sui buoni sentimenti. In realtà la GPA creerà una discriminazione sociale che spoglierà uomini e donne della loro integrità, una discriminazione che colpirà i più deboli. Deboli culturalmente ed economicamente.
Signor Presidente della Repubblica, avete accettato di riceverci qualche mese fa. La sera della vostra elezione, il 6 maggio scorso, avete dichiarato di voler essere giudicato sul vostro impegno circa la giustizia e i giovani.
Rispettate questo impegno! Siate il Presidente della giustizia e dei giovani. Giustizia per un bambino significa diritto alla filiazione. Date l’opportunità a tutti i bambini di avere una bussola solida con la quale muoversi in questa società così dura.
Signor Presidente, a nome delle generazioni future, in nome dell’integrità morale della Francia, non promulgate questa legge!”.

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Rita 12:33 pm - 21st ottobre:

è molto interessante. Però è praticamente il pensiero della Terragni. Infatti lui omosessuale non vuole essere complice di una legge che “Mi batto, perché non voglio che il mio disimpegno possa avere la conseguenza di privare un bambino dell’affetto di una madre, e perché non voglio un giorno dover rispondere ad un bambino che mi domanderà chi è sua madre, e mi chiederà spiegazioni sulla sua identità.”

l’articolo inizia con la disperazione delle donne indiane che per pochi soldi prestano l’utero col contorno di lacrime della partoriente.

Lo so Luigi … so già la risposta .. e me la dico da sola http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_bye.gif “meglio che niente”.

Però non posso fare a meno di rilevare che ancora una volta sembra che dietro “l’interesse dei bambini” ci sia sempre l ‘interesse delle donne e della mamma che è sempre la mamma.

Volendo .. si discosta un po’ della teoria terragna che fedele alla linea equilibrista del femminismo vecchio maniera (la differenza dove ce pare e l’uguaglianza dove ce pare) è fedele alla classifica
1) donna
2) infante
3) uomo

sovvertendo le prime due posizioni

1) infante
2) donna
3) uomo

comunque sì .. meglio di niente.. http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_scratch.gif

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Luigi Corvaglia 9:07 pm - 21st ottobre:

Rita,
Ad dir la verità non ti avrei risposto risposto “meglio che niente” …… http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_smile.gif
Per diversi motivi.
Non mi sembra che l’intervento di Delaume-Myard sia particolarmente “terragnoso”.
E’ vero, ci stanno quelle tre righe ma nel complesso richiami più euilibrati non mancano.
E l’incipit sulle donne indiane non è suo ma della blogger italiana.
Anche se non è fuori luogo, perchè denuncia la cosa per quella che. L’uomo – le donne indiane e i loro ovuli in questo caso – ridotto a merce. Con i ricchi occidentali che comprano “l’incomprabile” e le indiane, povere, che per necessità vendono quanto di più caro.
Non riesco ad immaginarni niente di più squallido e più classista di questa cosa. E, fossi gay, sarebbe una cosa che non mi passerebbe nemmeno lontanamente per l’anticamera del cervello. Ammesso che fossi un gay che potesse permetterselo. Come vedi la classe spunta ovunque in questo discorso. E già questo basterebbe a cassare l’argomento. Perchè se una cosa è giusta e buona lo è a prescindere e non in base alla “capacità di spesa”.
Comunque, come è sbagliato ridurre tutto l’intervento a quelle righe è anche sbagliato snobbarle.
Probabilmente la lingua batte dove il dente duole. Voglio dire che se succede questo c’è un motivo. Ed il motivo è perchè si tratta dell’ultimo legame (madre-figlio), per adesso biologicamente impossibile da spezzare, da recidere. Per reificare e “cosificare” in ogni suo aspetto l’umano. Alla stregua di “comprarsi” un animale o una pianta.
L’altro legame, biologicamente meno forte (padre-figlio), è stato da tempo (parlo delle società occidentali) rescisso è “cosificato”. Vilipeso e degradato culturalmente (con il femminismo in prima fila con le sue primarie responsabilità) con a cascata tutte le conseguenze sociali e giudiziarie ed ampiamente mercificato. Non a caso, anzi, guarda caso abbiamo “le banche” del seme.
Come vedi tutto in questo discorso, anche la semantica, ci riconduce sempre ai “soldi”. Sarà un caso? Si parla di diritti, poi osservi in controluce e ci trovi sempre lui: “l’argent”!!
A me di quell’appello invece ha colpito la parte iniziale, quel suo chiamarsi fuori da ogni tipo di “comunitarismo” e richiamarsi, come dice lui alla sua anima e alla sua coscienza.
Secondo me, che solo ora comincio a leggere (a capire non lo so … http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_mail.gif ) un pò di filosofia, sbaglia. Solo la dimensione comunitaria, non in base a scelte imposte (religiose, etniche, etc., … etc.,…) ma auto-determinata può dare un senso ed anche una speranza di resistenza a questa, apparentemente inarrestabile, marcia di mercificazione e alienazione globale.
Lui cioè, individua bene il problema: – Uomini che vogliono lasciare in eredità alle prossime generazioni un’Umanità con la U maiuscola. Non un’umanità ridotta a bene commerciale, o oggetto del desiderio e dei capricci di chicchessia, come sostiene Pierre Bergé: “Affittare il proprio ventre per vendere un bambino, o affittare le proprie braccia per lavorare nell’industria, qual è la differenza?” – ma non la maniera più consona per uscirne. Racchiuderlo in una dimensione individuale, “l’anima, la coscienza” è sbagliato. Decine di milioni di individualità isolate non valgono una comunità, autodeterminata e cosciente, di poche decine di migliaia di persone.

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Luigi Corvaglia 1:32 am - 15th novembre:

Violenza di “genere”, ma ad opera anche del medesimo “genere”, e violenza di classe:
Se l’utero in affitto è violenza sulle donne

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Luigi Corvaglia 11:21 pm - 1st dicembre:

La Croazia dice no alle nozze gay – il 65% dei votanti contrario
…..
Ovviamente concordo con quanto scritto da Fabrizio nel post. Ma in un mio vecchio commento sull’argomento andavo anche oltre: http://www.uominibeta.org/home2/video-femminismo-ideologia-sessista/comment-page-10/#comment-43919
*****
Non voglio assolutamente entrare nel merito della questione. Sia delle unioni gay-lesbo sia delle adozioni in tale ambito. Quantomeno non ora. Voglio invece entrare nel metodo (la forma).
Che come sappiamo (ma lo sappiamo davvero?) in una democrazia non è davvero l’ultima cosa.
Personalmente non ho difficoltà ad affermare di essere favorevole alle unioni e contrario alle adozioni ma, come dicevo prima, non voglio entrare in merito a questo perché, sbaglierò … ma la penso così, in una democrazia il metodo è sostanza oltre che forma.
Sono fermamente convinto che ogni popolo ha il diritto di decidere cosa è buono per lui e cosa non lo è.
Sono oltremodo convinto che non è possibile per ogni problematica ricorrere direttamente al suo responso. Insomma non sono un fan della democrazia diretta, non attuabile a mio parere in un paese di 60 milioni di persone.
Detto questo però, ritengo che ci siano delle questioni, e quelle di cui stiamo parlando vi rientrano a pieno titolo, in cui il responso di un intero popolo al riguardo è ineludibile.
Non importa come io la pensi sull’argomento. Che sia favorevole o contrario.
L’importante è che le persone, il mio popolo, possa esprimersi al riguardo.
Poi ne accetterò il risultato, quale esso sia. Non prima.
Dici che sono per la dittatura delle maggioranze?
Beh … si. La preferisco a quella delle minoranze, in special modo se occulte ed alto-locate.
Ed è da un bel pò che ho finito di credere alle avanguardie illuminate …
*****
Penso si capisca benissimo come la penso. E non c’è niente di regressivo o reazionario in questo.
Le battaglie, se si è convinti, si fanno in seno alla società. E sono battaglie culturali. Portate avanti convincendo sempre più persone della bontà delle proprie tesi. Poi ci sono i momenti in cui si raccolgono i frutti. E si consultano le persone. A me sembra di dire delle banalità assolute.
Nell’occhiello dell’articolo però leggo: “Il referendum era stato criticato dalle associazioni per i diritti umani
Attenzione non ne hanno criticato, legittimamente, l’esito, ma l’esercizio. Organizzazioni per i diritti umani che criticano un esercizio di autodeterminazione di un popolo. Spettacolare.

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Luigi Corvaglia 10:06 am - 4th aprile:

Qualsiasi cosa tu faccia, qualsiasi lavoro tu faccia, se sei contrario ai matrimoni gay è evidente che non sei capace di svolgere il tuo lavoro. Anche se sei stato il cofondatore di Mozilla e l’inventore del linguaggio di programmazione Javascript.
Contrario alle nozze gay, l’a.d. di Mozilla si dimette dopo pioggia di critiche

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ARMANDO 10:24 am - 4th aprile:

Luigi Corvaglia,

Le multinazionali a favore dei matrimoni gay come Sel(f), la sinistra e gran parte della sx “moderna” (vedasi Cameron). Il capitalismo assoluto (direbbe Preve e per parte mia concordo) si mangia tutto, lo rumina ben bene e lo restituisce innocuo. Si scazzino pure su altre questioni, proprio come accade da noi o in altri paesi occidentali, purchè sulle fondamenta antropologiche su cui si basa la società siano tutti allineati e coperti. Anzi, meglio che qualche differenza fra gli uni e gli altri resti, perchè così appare esista una dialettica e una contrapposizione che tanto non fa male.
C’è motivo di riflessione sia per i fieri rivoluzionari sia per i fieri conservatori.
armando

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Marco Pensante 11:07 am - 4th aprile:

Il guaio è che Eich si è profuso in scuse e richieste di perdono, invece di rivendicare le sue scelte. Magari non si sarebbe salvato dalle dimissioni, ma sarebbe andato a fondo a testa alta. Invece è stato silurato e ha anche fatto pubblica autoaccusa (forse costretto, ma forse addirittura sincero). Come diceva Orwell in 1984: “Prima di eliminarti, ti rendiamo uno di noi”.

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Fabrizio Marchi 1:53 pm - 4th aprile:

ARMANDO,

Noi abbiamo già riflettuto, caro Armando, e da un bel pò di tempo ormai…http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wink.gif il problema è quando cominceranno a riflettere gli altri, cioè la grande maggioranza dei “dormienti”…http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_sad.gif

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Fabrizio Marchi 1:54 pm - 4th aprile:

Marco Pensante,

Non mi dire che ha fatto pure lui come Barilla?…http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_cry.gif http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_negative.gif

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cesare 4:09 pm - 4th aprile:

Fratelli miei posto qui un tema che per mia esperienza sembra che ovunque “non c’entra”. Ergo se è vero che non c’entra mai o qui o altrove fa lo stesso. Abbiate per cortesia pazienza: mi sta molto a cuore. Eccolo dunque:
c’è all’orizzonte della nostra società dei diritti ad ogni e qualsivoglia cosa desideri il soggetto, purchè sia quello in potere di esigerli e sovente alla faccia della realtà e della verità, un dato ineludibile:
uno studio internazionale avverte che l’Italia è arrivata per prima al “punto di non ritorno”, ovvero quando gli over sessanta superano numericamente gli under venti. Non è mai successo che poi si sia verificato il controsorpasso: inizia il rapido processo di estinzione di una comunità (su Il Foglio di oggi)
Ci sta bene così’? Ma chi più pronuncerà parole o scriverà? chi amerà, chi nutrirà sogni, chi cercherà più e vivrà l’”attimo fermati”?
E le culle sono vuote dove massimo è il benessere economico, i servizi e l’istruzione, ovvero, per l’Italia, in Lombardia. Mentre in Campania le nascite ancorchè insufficienti non subiscono il crollo. E nemmeno le nascite dovute alla immigrazione compensano la riduzione.
Incredibilmente non interessa a nessuno che un popolo scompaia, che sui nati prevalgano i morti. E invece in Italia si discute quasi esclusivamente se una minoranza infertile possa o no affittare il ventre di una donna per produrre un figlio che non conoscerà mai la sua discendenza e adottato sarà privato o dell’amore materno o di quello paterno. Alla faccia dei suoi diritti: meno di quelli di un cane che il suo pedigree ce l’ha, come ha chi si preoccupa delle sue esigenze secondo i dettami della etologia.
Liberi di discutere anche delle follie più feroci ma discutere in prevalenza di esse? non è da folli?
Perchè non si ami più essere padri e madri, perchè non si amino più i bambini, non lo so. Però qualcuno deve trovare la risposta per trovare un rimedio. Dobbiamo anche noi che riflettiamo sulla condizione maschile cercare una risposta. Ci riguarda direttamente, o no? Altrimenti non è questione di opinioni: è concretamente la fine all’orizzonte, fratelli miei.
Io so solo che questa fobia dei bambini, spesso mascherata da ogni sorta di soccorso all’infanzia altrui, è fobia della vita, segno di totale mancanza di vitalità, di fiducia e di speranza.

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Rino DV 7:42 pm - 4th aprile:

Mia opinione (che qui so alcuni condividono): il movimento gay non è che una divisione aviotrasportata delle forze di invasione femministe.
RDV

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Tarallo 12:40 am - 5th aprile:

Solo che non capisco cosa c’entri la teoria del gender con la misandria. Non riesco a trovare nessuna relazione tra questi due concetti. Addirittura conosco persone favorevoli ai matrimoni gay ma che contestano la misandria mediatica e istituzionale, al contrario vi sono tante donne cattoliche misandriche e urlano di “femminicidio”.

p.s: sono assolutamente contro la teoria del gender.

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Luigi Corvaglia 7:28 am - 5th aprile:

Tarallo,
…..
Forse, per capire, bisogna procedere per esclusione.
Mi spiego.
Hai presente il famoso detto di Voltaire: “Per capire chi vi comanda basta scoprire chi non vi è permesso criticare”.
Bene. Parafrasandolo in questo caso potrei scrivere: “Per capire il vero obiettivo della teoria gender basta scoprire chi vi è permesso criticare“.
Infatti in quella teoria, al di là delle mistificazioni, l’unica figura costantemente sottoposta a critica e tentativo di ridefinizione è quella del maschio eterosessuale, vista come figura fondante di un ordine “intrisecamente” autoritario.
Da questo alla misandria, per quanto non automatico, il passo non mi sembra tanto lungo.
….
ps. Ovviamente la misandria, come la misoginia, non è esclusiva di nessun gruppo sociale o individuo, per cui puoi trovarla dappertutto.

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Rino DV 3:47 pm - 5th aprile:

L’ho appreso da Nicce. Da solo, a causa della mia ingenuità infantile, non ci sarei mai arrivato, mai:
l’amore per qualcosa (qualcuno) è la maschera dell’odio contro qualcos’altro (qualcun altro).
.
Non mi piace Nicce perché in psicologicis ha quasi sempre ragione.
RDV

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armando 4:59 pm - 6th aprile:

Tarallo,

In verità il Gender come progetto strategico è sia misandrico che misogino perchè nega alla radice la differenza sessuale e vuole imporre un modello di essere umano deidentificato, nè maschio nè femmina. Insomma un modello androgino. Il punto, come ha già detto Luigi, è che per arrivare allo scopo occorre prima di tutto spazzare via qualsiasi idea di maschilità e virilità diciamo così tradizionale. Perchè in questa si identifica l’origine del dominio maschile e dell’oppressione delle donne, nonchè l’imposizione di ruoli sociali secondo il sesso fin dall’infanzia. Si tratta di un’ideologia violenta perchè vuole forzare a fare cose che spontaneamente non saprebbero fatte. L’esempio tipico è indurre i bambini maschi, che lasciati liberi giocano con la palle e le pistole, a giocare con le bambole. Nello stesso tempo è un’ideologia che non tollera critiche, bollate immancabilmente come retaggio oscurantista, reazionario, machista etc. etc.
Eliminato il maschio virile, da non confondere col macho, la strada è aperta per la costruzione di esseri umani spaesati, infelici, deidentificati, soggetti perfetti per il capitalismo consumista.
armando

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Luigi Corvaglia 1:57 pm - 7th luglio:

Adozioni gay: gli omofobi non provino a gestire i nostri uteri
……..
Luigi Corvaglia • 3 ore fa
“Adozioni gay: gli omofobi non provino a gestire i nostri uteri”
Adozioni (gay o meno): tranquilla, i vostri uteri non finiranno mai in mano a maschilisti, misogini, omofobi, idrofobi, etc. … etc. ….
Li gestisce “stupendamente” il Dio Mercato.
Ma non mi sembra un bel vedere. Ne un risultato di cui andare fiere.
……..

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Tarallo 6:01 pm - 7th luglio:

Gli oppositori dell’ utero in affitto(maternità surrogata) utilizzano gli stessi concetti che si utilizzano per condannare i clienti di prostitute, cioè parlando di “mercificazione del corpo delle donne” da una parte e “uomini sfruttatori” dall’ altra, non a caso collegano le due questioni(prostituzione e utero in affitto). Il classico Femminismo della Differenza.L’ unione tra cattolici antigenderisti e femministe della differenza di cui vi ho parlato tante volte.
Pertanto io eviterei di associarci a questa battaglia contro gli uteri in affitto,perchè verrebbe e ritorcersi contro di noi uomini, e comunque di sicuro in termini di QM non ne usufruiremmo nulla. L’ unico nostro orizzonte deve essere la QM, Ogni idea, concezione o battaglia politica, filosofica o sociale che non abbia come fine ultimo la QM o che comunque non la si guardi sotto una prospettiva di QM, è cacca. Se proprio si vuole essere contro la pratica degli uteri in affitto, allora si deve porre la questione in un’ ottica morale, non certo in termini di “mercificazione”.
Eretica/Fikasicula ha invece il buon senso di non leggere la prostituzione e gli uteri in affitto nei termini di mercificazione, quindi in questo senso è più vicina lei alla QM che non i tanti Adinolfi, Avvenire, Osservatore Romano, Bergoglio, Giuliano Ferrara(quell’ imbecille che dice “l’aborto è maschio”) e altra spazzatura varia.. Non sorprende che lei sia contraria anche alle leggi repressive sulla violenza sessuale, stalking. Questo non significa però che io condivida la sua visione sociale, anzi la combatto, perchè ovviamente anche lei è contraria all’ Etica nei rapporti uomo/donna e nelle questioni sentimentali/sessuali, difatti lei è una strenua sostenitrice del principio femminista secondo cui “la donna può fare tutto ciò che vuole”. E però lei, caso unico unico tra tutte le femministe, è favorevole alla prostituzione ed è contraria alle leggi repressive sulla violenza contro le donne. Questo perchè lei è Libertaria, non Liberale. Il femminismo mainstream e il capitalismo mainstream sono Liberali, ma vi è una minoranza di concezioni femministe e di concezioni capitaliste che invece sono Libertarie. Non si equivochi, io non sono a favore del Libertarismo, voglio semplicemente far notare la differenza sostanziale di fondo tra Liberalismo e Libertarismo. Molti tendono a confondere i due concetti, come se fossero termini sinonimi. Così come si tende erroneamente a distinguere tra Liberalismo e Liberismo, in realtà il Liberismo è l’applicazione del Liberalismo nel campo dell’ economia e nel mercato, pertanto i termini Liberalismo e Liberismo possono essere usati intercambiabilmente( Benedetto Croce non era d’accordo, mentre Luigi Enaudi, sì) . Ma Liberalismo e Libertarismo, no. Entrambi hanno in comune la libertà individualistica nelle interazioni sociali, economiche, sessuale, ma il principio di fondo è completamente diverso. Del resto, hanno due scuole di pensiero diverse. Il Liberismo moderno, e più in particolare il neo Liberismo, è frutto della “Scuola di Chicago”, che concepisce la libertà economica assoluta in una becera logica affaristica, tipicamente americana.. Il primo ad applicare il NeoLiberismo fu il dittatore Pinochet il quale si circondò di economisti provenienti da suddetta scuola. Invece il Libertarismo è stato teorizzato dalla “Scuola Austriaca”(Von Mises,Hayek, Rothbard, ecc), secondo cui la loro concezione di libertà economica assoluta(anarco-capitalismo) deriva dalla loro avversione assoluta nei confronti dello Stato, insomma in forza di una logica anarchica non certo affaristica, non a caso si autodefiniscono Anarchici, e sono contrari ad ogni forma di repressione e di autoritatismo, al contrario dei NeoLiberisti i quali invece invocano lo Stato per reprimere ogni eventuale tentativo di aggirare le logiche capitalistiche della Selettività, esattamente alla stessa stregua delle femministe quando invocano la repressione nei confronti dei clienti di prostitute(i quali come si sa pagano per aggirare la Selezione femminile, e questo le femministe non possono accettarlo). Il Libertarismo, al contrario del neoLiberismo, non è mai stato applicato da nessun governo, perchè il Libertarismo è contro lo Stato(e quindi anche contro i governi).
Ripeto, entrambi hanno in comune la libertà economica individualistica e assoluta senza Etica, ma la loro logica di fondo è completamente diversa. Ho già fatto notare molte volte che Libero Capitalismo(sia in senso liberale che libertario) e Libero Sesso femminista(sia in senso liberale che libertario) hanno in comune una visione Individualista basata sulla logica naturale della Selezione/Merito(in campo economico i libercapitalisti, in campo sessuale/sentimentale le femministe), pertanto le femministe mainstream(cioè quelle autoritarie e repressive) possono essere paragonate alla Scuola di Chicago, mentre quelle poche e isolate femministe come Eretica possono essere paragonate alla Scuola Austriaca.

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ARMANDO 10:58 am - 8th luglio:

per me la questione è così:
La contrarietà agli uteri in affitto deve essere inserita entro la contrarietà alla fecondazione artificiale, soprattutto l’eterologa, perchè i bambini hanno diritto, il solo vero diritto da riconoscere, ad avere ed essere cresciuti (anche se quest’ultimo diritto non è sempre attuabile) da un padre e una madre conosciuti. E ciò semplicemente per il loro bene, perchè nonostante le scemenze sparate sui media, i bambini che non hanno padre e madre sono più a rischio per molti aspetti.
Il concetto è semplice, il diritto (avere un figlio) e la libertà di uno (aborto, eterologa etc) non possono essere definiti tali quando ledono il diritto di un altro. Non ne farei neanche, perciò, una questione morale. Detto questo è vero che si tratta di una mercificazione del corpo femminile, come è però mercificazione anche la vendita dello sperma con le varie banche e quant’altro. Una volta rotto il principio naturale, tutto diventa merce, anche il corpo, e il capitale vi è ormai larghissimamente penetrato.
Sulla questione prostituzione liberlismo/liberismo/libertarismo vale quanto detto sopra. Sono contrario a ogni forma di imposizione o di divieto rispetto alla gestione di sè perchè, quando non intacca diritti altrui, è intrinsecamente contraria alla libertà soggettiva. Ma una cosa è dire questo, una cosa è istituzionalizzare la prostituzione (o il suo divieto che è solo l’altra faccia della stessa medaglia). Una cosa è non giudicare chi si suicida, altro esempio, un’altra è istituzionalizzare l’eutanasia, cioè trasformarla in un diritto civile dello stato al quale deve corrispondere un dovere di garantirlo (cioè di uccidere). Tutto ciò sarebbe solo dirigismo statalista. Una cosa va però precisata quando si parla di libertà economica, sempre con lo stesso criterio. La libertà economica non può essere assoluta perchè sfocia nello sfruttamento. La mano invisibile del mercato (Smith etc.) che riuscirebbe a conciliare “l’egoismo del macellaio” con il bene di tutti, che anzi farebbe si che quell’egoismo si traducesse in un bene per tutti, è una chimera. Quì davvero è incomprensibile Von Mises e tutti coloro che ad esso si richiamano. Succede il contrario,e poichè in questo contrario vengono messi in discussione a)i diritti di altri soggetti e b)gli usi e le tradizioni sociali largamente condivise, allora quel diritto dovrà trovare dei limiti.
In ogni caso non credo che una legge risolva il problema. Per me la legge deve stabilire solo le colonne d’ercole, i principi simbolici non oltrepassabili in alcun modo. Principi che devono corrispondere al diritto naturale e che nessun privato ma nemmeno lo stato, qualunque stato, può infrangere. Anticipo una possibile obiezione di Fabrizio. Si, in quei diritti naturali sono compresi anche quelli materiali “elementari” (casa, lavoro dignitosi etc).
Tutto ciò, però è impossibile in una società strutturata sull’accmulazione del capitale, o meglio dove quell’accumulazione sia diventata l’unico ed assoluto principio. E questo porta verso una concezione sociale di tipo comunitaristico, entro la quale anche l’etica (non però in senso soggettivo) trovi il suo spazio di ispirazione e di applicazione.
Quanto al discorso sul femminismo della differenza, ferme le critiche di Tarallo alla Chiesa, che su questo condivido, secondo me è complesso e da approfondire. Parte da un’affermazione di principio giusta ma poi……….
armando

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Sol Levante 2:00 pm - 8th luglio:

Straquoto questa analisi di Tarallo:

“Gli oppositori dell’ utero in affitto(maternità surrogata) utilizzano gli stessi concetti che si utilizzano per condannare i clienti di prostitute, cioè parlando di “mercificazione del corpo delle donne” da una parte e “uomini sfruttatori” dall’ altra, non a caso collegano le due questioni(prostituzione e utero in affitto). Il classico Femminismo della Differenza. L’ unione tra cattolici antigenderisti e femministe della differenza di cui vi ho parlato tante volte.
Pertanto io eviterei di associarci a questa battaglia contro gli uteri in affitto,perchè verrebbe e ritorcersi contro di noi uomini, e comunque di sicuro in termini di QM non ne usufruiremmo nulla. L’ unico nostro orizzonte deve essere la QM, Ogni idea, concezione o battaglia politica, filosofica o sociale che non abbia come fine ultimo la QM o che comunque non la si guardi sotto una prospettiva di QM, è cacca. Se proprio si vuole essere contro la pratica degli uteri in affitto, allora si deve porre la questione in un’ ottica morale, non certo in termini di “mercificazione”.
Eretica/Fikasicula ha invece il buon senso di non leggere la prostituzione e gli uteri in affitto nei termini di mercificazione, quindi in questo senso è più vicina lei alla QM che non i tanti Adinolfi, Avvenire, Osservatore Romano, Bergoglio, Giuliano Ferrara(quell’ imbecille che dice “l’aborto è maschio”) e altra spazzatura varia.. Non sorprende che lei sia contraria anche alle leggi repressive sulla violenza sessuale, stalking. Questo non significa però che io condivida la sua visione sociale, anzi la combatto, perchè ovviamente anche lei è contraria all’ Etica nei rapporti uomo/donna e nelle questioni sentimentali/sessuali, difatti lei è una strenua sostenitrice del principio femminista secondo cui “la donna può fare tutto ciò che vuole”. E però lei, caso unico unico tra tutte le femministe, è favorevole alla prostituzione ed è contraria alle leggi repressive sulla violenza contro le donne. Questo perchè lei è Libertaria, non Liberale. Il femminismo mainstream e il capitalismo mainstream sono Liberali, ma vi è una minoranza di concezioni femministe e di concezioni capitaliste che invece sono Libertarie. Non si equivochi, io non sono a favore del Libertarismo, voglio semplicemente far notare la differenza sostanziale di fondo tra Liberalismo e Libertarismo. Molti tendono a confondere i due concetti, come se fossero termini sinonimi. Così come si tende erroneamente a distinguere tra Liberalismo e Liberismo, in realtà il Liberismo è l’applicazione del Liberalismo nel campo dell’ economia e nel mercato, pertanto i termini Liberalismo e Liberismo possono essere usati intercambiabilmente( Benedetto Croce non era d’accordo, mentre Luigi Enaudi, sì) . Ma Liberalismo e Libertarismo, no. Entrambi hanno in comune la libertà individualistica nelle interazioni sociali, economiche, sessuale, ma il principio di fondo è completamente diverso. Del resto, hanno due scuole di pensiero diverse. Il Liberismo moderno, e più in particolare il neo Liberismo, è frutto della “Scuola di Chicago”, che concepisce la libertà economica assoluta in una becera logica affaristica, tipicamente americana.. Il primo ad applicare il NeoLiberismo fu il dittatore Pinochet il quale si circondò di economisti provenienti da suddetta scuola. Invece il Libertarismo è stato teorizzato dalla “Scuola Austriaca”(Von Mises,Hayek, Rothbard, ecc), secondo cui la loro concezione di libertà economica assoluta(anarco-capitalismo) deriva dalla loro avversione assoluta nei confronti dello Stato, insomma in forza di una logica anarchica non certo affaristica, non a caso si autodefiniscono Anarchici, e sono contrari ad ogni forma di repressione e di autoritatismo, al contrario dei NeoLiberisti i quali invece invocano lo Stato per reprimere ogni eventuale tentativo di aggirare le logiche capitalistiche della Selettività, esattamente alla stessa stregua delle femministe quando invocano la repressione nei confronti dei clienti di prostitute(i quali come si sa pagano per aggirare la Selezione femminile, e questo le femministe non possono accettarlo). Il Libertarismo, al contrario del neoLiberismo, non è mai stato applicato da nessun governo, perchè il Libertarismo è contro lo Stato(e quindi anche contro i governi).
Ripeto, entrambi hanno in comune la libertà economica individualistica e assoluta senza Etica, ma la loro logica di fondo è completamente diversa. Ho già fatto notare molte volte che Libero Capitalismo(sia in senso liberale che libertario) e Libero Sesso femminista(sia in senso liberale che libertario) hanno in comune una visione Individualista basata sulla logica naturale della Selezione/Merito(in campo economico i libercapitalisti, in campo sessuale/sentimentale le femministe), pertanto le femministe mainstream(cioè quelle autoritarie e repressive) possono essere paragonate alla Scuola di Chicago, mentre quelle poche e isolate femministe come Eretica possono essere paragonate alla Scuola Austriaca. ”

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cesare 5:11 pm - 8th luglio:

E’ pertinenza della QM la verità e la giustizia e la bellezza: un sindacalismo maschile sarebbe davvero il simmetrico del femminismo rinchiudendo la QM nell’unico miserabile criterio del “vantaggio sessista”: il vero tradimento del maschile compiuto dai maschi di oggi.
Una visione maschile infatti che non assume la sfida, l’empito donativo, l’arditissima e affascinante impresa di elaborare uno sguardo universalistico sul reale, cioè tale per cui tutti possano dire di quello sguardo: “E’ davvero uno sguardo vero e giusto e bello”, è esattamente lo sguardo rinunciatario del maschio di oggi che ha già introiettato la sconfitta definitiva, ovvero una richiesta del tipo:
” Ragazzi miei, altri pensino a ciò che davvero conta, magari le donne (per lo più gli “avatar donne” dei dominatori attuali), voi vedete di giocare ai giardinetti dei miserevoli “cazzi vostri”. E bravi che li identificate con la Questione Maschile! avanti cosi che poi vi portiamo al cinema a vedere Blowup e imparare a giocare a tennis senza palle. Già le avete consegnate ad altri!
Cosi’ non si parli di diritto del nascituro ad esprimere tutta la sua potenza vitale, anzi siate indifferenti o addirittura favorevoli a stroncarne la crescita con l’aborto, a voi che frega? Anzi sia mai che un giorno non vi venga comodo! Una libertà preziosa di cui comunque altri e non voi pagherete i prezzi tremendi. Viva le donne!
Non si parli del diritto del minore ad una crescita ricca dell’esperienza del mondo paterno e materno, nè gli si conceda la ricchezza e la forza che deriva dalla conoscenza dei suoi genitori naturali, anzi dichiaratevi indifferenti o addirittura a favore, a voi ma che vi frega! Anzi sia mai che non siate omosessuali o bisessuali e invece del solito cagnetto che poi stufa, non si possa, insieme all’amata compagna di sesso maschile, portare a spasso un bambino; e chissenefrega se non avrà mai l’esperienza istintuale, affettiva, psicologica e intellettuale sia di una madre sia di un padre: amici, sono cazzi vostri per caso? Sono solo suoi! Questo è il bello di questi diritti che rivendicate coi lacrimoni agli occhi, occhioni lacrimanti ben ostentati nel web. Già i lacrimoni, oggi sono prova testimoniale femminile valida in alcuni processi contro i maschi, figurarsi se non dovreste mettervi a frignare anche voi a vostro favore. Quanto alle lacrime del figlio quando crescerà, campa cavallo che poi le scuse si trovano sempre!
E che vi frega se alla domanda del bimbo chi sono i miei veri genitori, i miei fratelli e sorelle, i miei nonni, il mio paese, la mia cultura, dovrete rispondere di non rompere i coglioni perché non lo sapete nè vi è mai interessato saperlo?
E che vi frega se le donne povere vengono letteralmente sottoposte a tortura per concepire e far nascere figli che verranno loro tolti a favore della lobby occidentale delle ” povere donne”, cosi ricche e potenti che possono considerare la maternità una malattia da imporre alle altre donne? Anzi a voi va poi benissimo una cultura che accetta la donna ma a patto che consideri l’essere al femminile una malattia. Appunto, per esempio la maternità la cui terapia della “medicina” femminista è affliggerla alle altre che altrimenti non mangerebbero.
E del diritto di una donna a non dover abortire? Non scherziamo, non gliene frega niente alle avanguardie delle donne, figurarsi a voi! L’utero è loro e ci facciano tutte le più orribili violenze che vogliono contro se stesse e i loro figli. E non guardate i documenti di quello che succede al concepito, di ogni mese, in caso di aborto: non ci guardano le madri per non essere travolte dall’orrore, dovreste guardarci voi? E chi mai ha pensato che siano in coscienza anche vostri, come padri sociali? Chi mai la pensa una pirlata cosi?
E del diritto/dovere di un popolo a non veder sparire sei milioni di suoi futuri cittadini per aborto? E di non sparire dalla Storia per un crollo demografico tra aborti, pillole del prima, del durante e del poi, forse irrecuperabile? Ma che vi frega a voi? Campate forse cent’anni?
Lasciamo in sintesi a voi definire quanto più piccolo possibile il perimetro dei vostri interessi prettamente maschili: lasciatevi trasportare dalle correnti della rebabysation e finalmente si potrà dire di voi:” PRIMA I MASCHI E I BAMBINI”".

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Tarallo 8:58 pm - 8th luglio:

Cesare, scusami, ma non riesco a seguirti. La mia visone sulla QM non è certo basata su un “sindacalismo maschile”, tant’è che io mi rifiuto di autodefinirmi “mascolinista”(come fanno quelli del Momas straniero), nè tanto meno percorro la via dei “cazzi nostri”, anzi sono l’ ultima persona che può essere accusata di ciò visto che da un bel pò di tempo sto insistendo sull’ intima e mutua connessione tra QM, Questione Etica(QE) e Questione Umana(QU), quindi in questo scenario non c’è spazio per vedute individualistiche e unilaterali ma al contrario c’è spazio per vedute reciproche e altruistiche(QE: dono altruistico e dovere altruistico) al fine del benessere materiale, psicologico e interiore(QU) degli individui(uomini, donne, bambini) e quindi della società umana nel suo complesso. Mi sono già espresso un milione di volte in tal senso. Se mi rifiuto di associarmi in battaglie che non abbiano come orizzonte ultimo la QM è proprio perchè la QU e la QE non possono prescindere dalla QM. Donne e bambini hanno solo diritti, e niente doveri. Chi non ha diritti sono gli uomini adulti(in relazione ai loro rapporti con le donne), perchè considerati la “fascia forte” della popolazione,e quindi destinati ad essere la parte “sacrificabile” a beneficio di donne e bambini sin da quando è nata l’ umanità, poi con l’avvento del femminismo, alla qualifica di parte forte si è abbinata anche la qualifica di parte privilegiata e prevaricatrice di donne. Un macello. Questa è una Questione Umana(QU) considerevole, perchè la vita di una parte del genere umano(maschi adulti) è considerata di valore minore rispetto a quella di donne e bambini, e ovviamente questa asimmetria si traduce anche in una Questione Etica(QE), perchè l’ Etica nei rapporti tra i sessi implica una simmetria ed equità nei rapporti fra i due sessi,che invece non c’è perchè le convenzioni sociali hanno stabilito a tavolino, senza nessun fondamento, ma solo in base all’ ideologia femminista, che gli uomini sono ” privilegiati e oppressori” mentre le donne “deboli, discriminate e vittime”, dunque questo dualismo manicheo si riflette in una disparità di trattamento sociale,morale, umano, sessuale, sentimentale e legislativo tra uomini e donne. a sfavore dei primi(maschi) e a favore dei secondi(femmine). Ma questo squilibrio alla lunga finisce per deteriorare anche la società nel suo complesso(quindi anche donne e bambini) perchè in natura ogni sistema necessità di equilibrio e stabilità. Il calo demografico in Occidente è soprattutto conseguenza di questo processo, e quindi non solo dell’ aborto. Ecco perchè la QM(ovviamente connessa alla QU e QE) deve essere prioritaria rispetto ad ogni altra concezione o battaglia. Sì, in effetti l’aborto rientra in una QE e QU(il concepito non è ” solo un mucchio di cellule”, ma un progetto di vita, una vita futura), ergo da un paio di anni ho capito che la QM non può essere separata da questo aspetto(a patto che che non si invochi l’abolizione della 194, tra l’altro nemmeno lo stesso Giuliano Ferrara e la CEI ne chiedono l’abolizione, ma solo gli integralisti alla Forza Nuova),ma la questione dell’ aborto può essere trattata solo in modo subordinato alla QM, perchè la QM come abbiamo visto è sia conseguenza che causa della QU e della QE, così come queste ultime due, ognuna è sia causa che conseguenza delle altre due. Pertanto tutto deve rientrare in questo Loop:
QM–><–QM.
Dunque la questione dell' aborto(che è una QU e QE) deve essere subordinata alla QM. Ecco perchè questione degli uteri in affitto, al di là di quale possa essere la mia opinione a riguardo(e non ne sono certo un sostenitore nè un oppositore), a differenza della questione dell' aborto non la considero pertinente alla QM, ma solo ad una questione morale,seppure molto importante, ergo non rientra nelle mie preoccupazioni.

Poi prossimamente rispondo ad Armando in merito alla presunta "mercificazione" degli uteri in affitto.

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cesare 10:36 pm - 8th luglio:

Due impiegate della Goldman & Sachs ( fonte dagospia) promuovono una class action contro la società per cui lavorano. E uno pensa: finalmente, ecco che almeno le donne della Goldman & Sachs, di tutte le migliaia di impiegati nonché persone a conoscenza del modo di agire della società in questione o organi preposti alla vigilanza, si accorgono del tipo di barca con legali “lettere di corsa” capitalistiche si sono imbarcate e hanno a che fare, e, scandalizzate degli esiti di rovina che conseguono alle sue decisioni ed azioni per interi popoli, ci provano a far giustizia. Ecco uno sguardo di verità e giustizia e alla fin fine anche di bellezza; uno sguardo di cui si può dire: si fa carico del bene di tutti, e perciò è definibile come sguardo universalmente valido.
Ahimè fratelli non è cosi’! La class action delle due impiegate è per protestare nell’ordine per le seguenti cose:
1) dalle “lettere di corsa” della Goldman & Sachs le impiegate “tiran fuori” un 21% in meno dei colleghi maschi,
2) in “barca” fanno meno carriera dei maschi,
3) nelle feste aziendali si organizzano anche spettacolini sexi di streeptease.
Capite fratelli miei? Le “ascare” piangono della loro “ingiusta” paga e dell’” immorale” lavoro altrui. Lo schema qui è in piccolo nel mondo aziendale, ma nella realtà è lo schema generale.

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Martina 7:25 pm - 13th luglio:

Riccardo C.,

Riccardo C.,

Il matrimonio terrei a sottolineare che NON è un contratto, per quanto riguarda quest ‘ultimo ex art 1321 si parla di accordo giuridico “PATRIMONIALE” !! Ed il matrimonio è certo che non sia tale! Inoltre trovo discutibile il fatto di ritenere l’adozione omosessuale priva di possibili (e lo sottolineo) conseguenze per quanto riguarda lo sviluppo e la crescita dei figli. Oltre al ritenere l’adozione di discutibile opportunità. Con tutto il rispetto per il tuo pensiero, ma tu parli di accettare eventuale sterilità; io ti chiedo allora: anche i bambini orfani devono accettare di crescere senza una famiglia? Perché se una coppia etero ha la possibilità non deve poter donare felicità a un bambino? È vero non sempre si rivela facile, anzi, ma credo sia sicuramente meglio di una crescita in solitudine.

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Rino DV 7:51 pm - 13th luglio:

A Martina:
ai miei studenti insegno questo, che per il CC il matrimonio non è un contratto ma che nella realtà lo è e ben più vincolante di infiniti altri.
Insegno che la legge spesso è del tutto depistante.
Mistificatoria.
Ciò che conta sono i fatti, le sentenze e la vita reale, non l’inchiostro sui codici.
RDV

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ARMANDO 12:59 pm - 14th luglio:

Tarallo, 1) non capisco perchè continui a equiparare le donne ai bambini. Le prime sono soggetti adulti e si richiede loro responsabilità da adulti. I bambini no. Sfido a dire che non sono una parte debole, e che la loro vita seve essere spendibile nella stessa misura di quella di un adulto.
2) Non capisco, ma è certo colpa mia , come inquadri la questione aborto.
Sul calo demografico penso che la causa stia nella perdita complessiva di stimoli vitali, o di orizzonte futuro, di tutto o quasi l’occidente. Magari ci sarà anche la questione delle risorse economiche, ma non credo siano comunque inferiori a quelle di 50 sessanta anni orsono. E’ che si mettono al primo posto altre cose, la carriera, il divertirsi finchè si è in tempo, i minori consumi che un figlio necessariamente implica , la fatica indubbia di crescerlo etc. etc. L’aborto è un effetto di tutto ciò.
Poi c’è anche un’altra questione. Un tempo i figli si prendevano perchè venivano, qualcuno dice fatalisticamente, e un po’ è sicuramente vero. Oggi i figli si vogliono o non si vogliono come fosse un diritto. Se si ritiene un diritto averli si ricorre agli uteri in affitto etc., e per non averli si abortisce (e’ un diritto, no?) Ma è davvero meglio, posto che si tratta di vite umane e non di oggetti, e posto che ci sono molti modi per non rischiare, modi che anche chi segue la Chiesa mette in atto infischiandosene di ciò che la Chiesa stessa dice?
Infine, per rispondere a Martina, i danni all’identità personale, oltre alle difficoltà sociali per il bambino, dell’adozione omosessuale non sono una possibilità, un forse vedremo secondo le statistiche etc. etc. Sono una realtà. maternità e paternità sono inscritte in natura, e non è pensabile distorcerla senza che ci siano conseguenze. Intendiamoci, tutto ormai si può fare, anche l’ibridazione uomo/tecnologia del transumanesimo. Però per discuterne seriamente ci vorrebbe almeno l’onestà intellettuale di assumere quello che si vuol fare, invece di raccontare a se stessi e al mondo che tutto va ben madama la marchesa, tutto va ben. Raccontino autoassolutorio e autoconsolatorio stimolato in ogni modo dal mainstream (e da chi ci lucra enormi profitti).
armando

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armando 10:00 pm - 15th luglio:

La questione dell’eterologa e degli uteri in affitto non è una questione morale, ma antropologica, importantissima perchè sradica dalle proprie origini. Morale, semmai, lo è solo perchè non è morale privare i figli delle proprie origini, quindi negare loro un diritto. Ma le conseguenze antropologiche e poi anche sociali sono drammatiche.
segnalo questo http://www.scienzaevita.org/rassegne/5d202434d30f9f0e91ec3e1c48135766.pdf

armando

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cesare 8:06 am - 16th luglio:

L’ideologia dei diritti chiama diritto il crimine e crimine il diritto. La Storia ha visto crimini di ogni tipo ma non ha mai compiuto questa perversione ed inversione del significato di termini direttamente attinenti al Bene e al Male.

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Tarallo 3:31 pm - 16th luglio:

Inoltre trovo discutibile il fatto di ritenere l’adozione omosessuale priva di possibili (e lo sottolineo) conseguenze per quanto riguarda lo sviluppo e la crescita dei figli. (martinma)

Non c’è nessuno studio oggettivo che dimostri che un bambino cresciuto in una coppia gay cresca necessariamente male. Già conosco le fregnacce di “studi” a riguardo citati da spazzatura come Tempi, Avvenire, Mario Adinolfi, Forza Nuova, Lega Nord, “Manif por Tous”, “Sentinelle in Piedi” e altra feccia simile, ma lasciano il tempo che trovano. Spazzatura Reazionaria.

Detto questo anche io sono contro le adozioni gay(ma non contro i matrimoni gay), ma non perchè io creda che i gay non possano essere ottimi genitori ma perchè ritengo che l’ omosessualità pur essendo una condizione assolutamente normale non possa essere imposta pedagogicamente e culturalmente ai bambini(sono loro che una volta diventati 14enni devono scegliere liberamente se essere gay o no) nè a nessun altro, però nello stesso tempo sono stufo di certe argomentazioni omofobe a riguardo. Oppure di argomentazioni ridicole come “i bambini hanno bisogno di una mamma e di un papà”..ah sì? E allora come la mettiamo con i figli orfani di un genitore? Crescono meno bene? Ma basta con queste vaginate!

Ugualmente sono stufo che in merito alla questione unioni gay si dicano panzane come “i matrimoni gay distruggono la famiglia tradizionale”. Questa è una boiata pazzesca, non capisco in che modo una coppia gay “distrugga” una famiglia “tradizionale”. E’ una cretinata. La famiglia “tradizionale” è stata distrutta perchè è stato cancellato ogni principio Etico e sostituito con una logica meramente individualistica ed edonista(quando lei si “annoia” lo molla e lo scarica), e a questo si aggiunge la componente fondamentale delle tante e tante campagne misandriche sul “femminicidio” che stanno creando nelle donne un sentimento di sfiducia nei confronti degli uomini, è ovvio quindi che è la tenuta di coppia a risentirne maggiormente. Eppure non ho mai sentito nessuno in ambito “pro life” e “pro family” contestare questa aggressione misandrica, in compenso però gridano al lupo contro una inesistente “eterofobia”, termine ridicolo e mistificatorio(si dovrebbero solo vergognare per aver coniato questo termine, a fronte di tutto questo apartheid di questa società contro gli omosessuali).

******************************

@Armando: onestamente io vedo una analogia e somiglianza impressionante tra donne(tutte) e bambini(la maggior parte), entrambi sono accomunati dal loro continuo lamentarsi, lagnarsi, dalla loro riluttanza ad ogni forma di autocritica, dal loro pretendere di essere sempre al centro dell’ attenzione, dalla loro incapacità di guardare le cose oltre il loro io, io, io, io. Va bè ma a parte questo, non volevo equiparare donne e bambini, volevo semplicemente far notare che donne e bambini hanno solo tutele e niente oneri.. Chi non ha diritti sono gli uomini adulti. Quindi solo su quest’ ultimi dobbiamo concentrare l’ attenzione.

Capitolo aborto: quando ho detto che dopo anni di mie personali riflessioni sono giunto alla conclusione che l’ aborto rientra in una QU e QE(e quindi inevitabilmente tocca anche la QM) , credo di essere stato chiaro al riguardo. Tuttavia io a differenza di molti antiaborti e filoabortisti non mi ergo ad onnisciente nè a giudice universale quindi non mi pronuncio su come debba o non debba essere la legislazione in materia. Trovo però sbagliata la campagna per l’ abolizione della 194, è una battaglia ideologica . Invece trovo molto sensato il pronunciamento del parlamento tedesco(da te molte volte citato) che inquadra l’ aborto in’ ottica umana ed etica piuttosto che penale.

Capitolo calo demografico: tu neghi la relazione tra femminismo e calo demografico, ma ti sbagli di grosso(veramente la negavo pure io fino ad alcuni fa). Oggi le coppie si sfasciano quasi tutte perchè come ho detto il femminismo ha abolito il senso dell’ Etica all’ interno delle coppie e quindi valgono solo le logiche individualistiche ed edoniste del tipo “usa e getta”.. E’ logico quindi che in un contesto così instabile e deteriorato, si hanno meno figli. Ma tu neghi questa lampante evidenza, per il puro gusto di contraddirmi su ogni cosa che dico.

Capitolo “utero in affitto” e fecondazione eterologa: E’ un sacrosanto DIRITTO per chi non riesce ad avere figli, avere figli in un altro modo, purchè con modalità umane. Onestamente non credo che l’ utero in affitto o la fecondazioni eterologa siano disumane. Poi io di associarmi in queste battaglie insieme ad aborti umani come Adinolfi e a femministe della differenza voglia non ne ho:

http://www.tempi.it/femministe-lesbiche-non-andremo-al-gay-pride-lgbt-di-lione-perche-promuove-ideologia-utero-in-affitto#.U8aJh_l_t5I

Credo a questo punto che siano venuti i momenti dei saluti, senza polemica. Ho provato ad esporre le mie analisi su come possa essere risolta la QM, ma mi sono beccato da una parte un dissenso silente(Rino), pesanti ed aspre critiche(Fabrizio e altri), dall’ altra, e addirittura sberleffi e insulti. Nondimeno questa che è ho indicato(QM-QU-QE) è la sola ed unica strada per risolvere la QM, l’ ho dimostrato oggettivamente, mostrando anche le conseguenze di questo disfacimento dell’ Etica nelle intime relazioni(sessuali/sentimentali) tra uomini e donne. Ma evidentemente io parlo al muro. Voi vedete la soluzione della QM nella lotta per la parità legislativa, credendo a torto che una volta risolta la disparità legilsativa sia risolta anche la QM, e rifiutandovi di farvi entrare nella testa che il male si risolve combattendolo alla base,e la base della QM affonda le sue radici nell’ intima relazionalità tra uomini e donne, nella quale il femminismo ha cancellato l’ Etica. Ma io parlo al muro!
Voi vedete la causa della QM nella teoria del Gender. Ma la teoria del Gender non è affatto la causa della QM bensì dell’ attivismo LGBT, al massimo tale dottrina può essere usata per avallare la narrazione femminista sulla presunta “oppressione di Genere” del passato partendo dalla diversità di ruoli che uomini e donne avevano nel passato e quindi leggendo tale diversità come una discriminazione di genere(visto che per il gender uomini e donne sono uguali quindi eventuali diversi ruoli tra uomini e donne non sono naturali ma costrutti sociali), ma in sè e per sè non è una dottrina misandrica, anzi pur essendo una dottrina sbagliata, oltre a tante conseguenze negative, potrebbe anche servire a noi uomini per affrancarci da quella ragnatela sociale che ci vuole “sesso forte” sempre e comunque e per colpa della quale noi uomini tutto dobbiamo a donne e bambini e nulla possiamo ricevere. Criticate la teoria del gender ma poi invocate le donne in miniera. Mettetevi d’accordo con voi stessi, please.

Detto questo non voglio dire che la teoria del gender non sia negativa, ma vedere in essa l’ obiettivo centrale della QM(è un obiettivo marginale, invece), è un pò come ragionare come quella teppaglia qualunquistica antipolitica che vede i problemi dell’ Italia negli stipendi alti dei politici e nei presunti(inesistenti) “privilegi” degli immigrati, e quindi esulta per la vittoria della boia femminista e nazista Marine Le Pen. Un depistaggio.

No, associarmi in questa battaglia insieme ad Avvenire, Bergoglio, Tempi, Mario Adinolfi(il suo libercolo “Voglio la Mamma” l’ ho letto ed è un autentico Mein Kampf della misandria e del femminismo della differenza), Forza Nuova,e altra immondizia, va contro la mia antropologia, che è antifemminista e umanista. Soprattutto non capisco il motivo per cui alcuni qui dentro che pur autodefinendosi di “sinistra”(non mi riferisco a Marchi) bazzicano allegramente su pagine Fb “anti-misandriche” in cui si esalta la boia nazista Marine Le Pen. Me lo spiegate?

Questo è quanto.
Più di farvi notare che il nocciolo della QM e di tutti i problemi dell’ umanità sta nel aver minato l’ Etica(dono e dovere altruistico) dai rapporti intimi tra uomini e donne, non posso più fare. Illudersi che la strada sia “libertà” e “indipendenza” maschile, in una natura che dà alle donne il potere sessuale e sentimentale, è una tragica e fatale illusione. Accettare la logica dell’ individualismo e dell’ edonismo(desiderio personale) come elemento fondante della sessualità e delle relazioni di coppia, vuol dire accettare di giocare sullo stesso terreno voluto dal femminismo, che è un terreno in cui valgono regole unilaterali che madre Natura ha dato(potere sessuale e sentimentale femminile) per via della disparità ormonale, e in forza delle quali noi uomini beta siamo già sconfitti in partenza. Le relazioni umane si affrontano su campi Etici non sui campi truccati che ha dato la Natura(la Giungla).

Buone cose.

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romano 11:48 am - 7th aprile:

Ecco le femministe che non ti aspetti. Quelle che denunciano la “tecnorapina” della fecondazione
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-ecco-le-femministe-che-non-ti-aspetti-quelle-che-denunciano-la-tecnorapina-della-fecondazione-12295.htm

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armando 4:07 pm - 7th aprile:

romano,

Tutto giusto, solo che 1) queste cose c’è chi le dice da decenni prendendosi del maschilista oppressore, ma soprattutto 2) Se fossero davvero conseguenti e coerenti dovrebbero riflettere anche sull’aborto e sul suo significato e 3)Non si scappa. Se si vuole rivalutare la maternità e la cura femminili, allora è giocoforza tornare in qualche modo a)a ruoli e funzioni maschili e femminili più “tradizionali” con buona pace di quote rosa e quant’altro e b)alla riconsiderazione dell’essenza del padre e della paternità.

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mauro 9:24 pm - 1st settembre:

se se fanno er culo tra di loro non ho nulla in contrario ma non gli farei mai fare un adozione la natura è natura
e va protetta.

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