preload
19 mag 2011  |  172 Commenti

Padri separati:ecco i nuovi poveri

Guardate questo video, tutto, quindi ascoltate le dichiarazioni dell’avv.ssa
che attacca i padri divorziati ridotti a vivere nei ricoveri delle caritas:


172 Commenti

Simone M. 6:35 pm - 18th dicembre:

http://www.avvocatoxte.com/?q=story/category/tolleri-linfedelta-allora-devi-mantenere-la-tua-ex-moglie
TOLLERI L’INFEDELTA’? ALLORA DEVI MANTENERE LA TUA EX MOGLIE
Inviato da admin il Mar, 16/06/2009 – 07:28

Se il marito tollera l’infedeltà della ex moglie deve mantenerla

La Corte di Cassazione con la n. 12419/09 ha precisato che se durante il matrimonio la moglie è stata infedele e poi il la coppia si separa l’ex marito deve comunque mantenerla anche da divorziata.
Per i giudici di legittimità, il silenzio del marito sulla relazione adulterina della moglie va considerato un assenso alla relazione. L’ex marito poi dovrà mantenerla anche se lei si è rifatta la vita con un facoltoso agente di commercio.
Nella sentenza la Corte ricostruisce la vicenda matrimoniale di un marito di Vicenza Adriano Z. separatosi dalla moglie dopo 24 anni di matrimonio che sarà costretto a mantenerla con un assegno divorzile di 1.300 euro al mese nonostante lei, Lauretta F., per i 12 anni precedenti avesse un amante.
La Corte Suprema ha convalidato la decisione della Corte d’Appello di Venezia del 31/08/2007 nonostante lei non lavorasse, ma avesse una “intensa vita sociale e sportiva” che aveva contribuito ad “ampliare le opportunita’ professionali per il marito”.
Quest’ultimo poi, nonostante il tradimento, continuava a mantenere la moglie ad un tenore di vita molto elevato con “svaghi propri di una elite di persone facoltose”.

  (Quota)  (Replica)

maria 8:31 am - 20th dicembre:

50 mila solo nel milanese..cifre incredibili e sconosciute.

http://www.repubblica.it/solidarieta/volontariato/2010/12/19/news/padri_separati-10376172/?ref=HREC2-1

che sia l’augurio per un nuovo anno ricco di consapevolezze importanti e condivise.

  (Quota)  (Replica)

ckkb 10:41 am - 20th dicembre:

50.000 padri, e solo nel milanese, ridotti in povertà. A qualche decina di essi la Caritas offre un ricovero del tutto simile ai dormitori pubblici, dove si accolgono per qualche ora gli ultimi, gli espulsi, i reietti, della Società. Sul numero di 50.000 padri in miseria, per averne un’idea concreta, mi sono riferito allo stadio della mia città: uno stadio molto grande che quando è esaurito in ogni ordine di posto, raggiunge le 28.000 presenze. Ci vogliono due ore per far defluire la gente dallo stadio. Dunque la nostra democrazia, in una sola area metropolitana, ha ridotto alla condizione di reietti della Società 50.000 padri; i padri dei suoi giovani cittadini. I reietti sono i padri. Questo non è un giudizio nei fatti? un giudizio terribile sulla nostra cultura, sui nostri costumi, sulle nostre leggi?
Quando culture e ideologie disumane si impossessano di una Società, le catastrofi sociali che ne conseguono sono sempre avvolte nel silenzio e nella mistificazione: fare il padre nell’ Italia di oggi ti candida al privilegio di essere ospite di un dormitorio della Caritas, dove potrai, se ti va bene, ricevere per qualche ora, in una saletta, i tuoi figli.

  (Quota)  (Replica)

Leonardo 5:06 pm - 20th dicembre:

50.000 padri, e solo nel milanese, ridotti in povertà.
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
Gli studenti fanno un casino e questi padri cosa fanno? 50.000 uomini tutti a Milano farebbero un bel casino, perché non lo fanno? Hanno ancora del rispetto per le donne e questa società?

  (Quota)  (Replica)

Rita 5:17 pm - 29th maggio:

Segnalo quest’articolo di Carlotta Zavattiero sui padri separati: qualcuno si sta chiedendo il perchè.. si spera sempre di più.

http://www.cadoinpiedi.it/2011/05/29/la_follia_e_i_padri_separati.html#comments

Chi muore per l’uso di anabolizzanti nel culturismo e nello sport agonistico in generale non è definito «pazzo» e dopo si cercano le ragioni, i responsabili delle (centinaia) di morti in certi studi medici, in certe palestre, in certe farmacie. Non si archivia frettolosamente come pazzo il debitore disperato che uccide l’usuraio causa della sua rovina: la collettività è piuttosto solidale, può nascere un numero verde anti-usura, si stanziano fondi, si creano fondazioni antiusura. E sulle stragi del sabato sera: non sono definiti malati di mente i ragazzi che muoiono in auto dopo avere trascorso una notte in discoteca. E le discoteche difatti sono oggetto di provvedimenti legislativi finalizzati ad arginare il fenomeno negativo: orari di chiusura definiti per legge, limite al livello dei decibel, stop anticipato alla vendita di alcolici, controlli per la diffusione di stupefacenti. Così accade che quando la gente muore uscendo dalle discoteche si cercano i motivi nelle discoteche, quando invece la gente muore uscendo dai tribunali i motivi si cercano nei disturbi mentali della gente.

Facciamo un passo indietro, anzi dentro. Entriamo in un tribunale per una causa di separazione. La maggior parte di esse termina con un affido dei minori alla madre e con un assegno che il padre deve versare. Primo paradosso: gli uomini sanno già di avere un’altissima percentuale di possibilità di perdere la causa solo perché appartenenti al sesso maschile. L’esito di questo processo è la perdita del contatto quotidiano con i propri figli.

  (Quota)  (Replica)

Fabrizio Marchi 8:05 pm - 24th luglio:

Ho appena visto, sul TG2, un bon servizio sulla questione dei padri separati, trattata, parole testuali, come una vera e propria “tragedia sociale”. Neanche un riferimento, ovviamente, all’aspetto di “genere” della vicenda, però è comunque qualcosa, dati i tempi e la situazione.
In particolare si sottolineava il dramma di chi si ritrova in mezzo ad una strada, con lo stipendio che non basta più, ridotto a dormire in automobile o nei ricoveri della Caritas. Si parlava espressamente di “nuovi poveri”.
Il servizio va ad aggiungersi ad alcuni articoli che sono apparsi in questi giorni su alcuni quotidiani (Il Giornale, Libero e addirittura, sia pur timidamente, La Repubblica) che si ponevano in una posizione critica rispetto alla recente approvazione della legge sulle quote rosa nei CdA.
Potrebbero essere dei piccoli segnali che forse il muro comincia ad avere delle piccole crepe…
Fabrizio

  (Quota)  (Replica)

Leonardo 9:23 pm - 24th luglio:

I movimenti diciamo “underground” a volte influenzano la massa, come il Punk 77 ha fatto finire gli anni 70 e influenzato gli anni 80. Se ci sono dei siti e altro che mettono in risalto certe tematiche e infrangono dei tabù: cominciano a cedere i muri…

  (Quota)  (Replica)

cesare 4:22 pm - 25th luglio:

fabrizio@ “Neanche un riferimento, ovviamente, all’aspetto di “genere” della vicenda, però è comunque qualcosa, dati i tempi e la situazione”

I media tanto leggono in chiave di genere ogni evento che riguardi le donne, quanto evitano di fare lo stesso per gli uomini. E succede così che ogni giorno viene messa in scena da incliti giornalisti la straordinaria sacra e comica rappresentazione tipo “la penna de lo Agnolo Gabriello”, la novella del Boccaccio nel Decamerone, in cui si narra di un furbo fratacchione che si fa pagare profumatamente dai contadini per mostrare una piuma di faraona spacciata per una penna delle ali dell’Arcangelo Gabriele. Finchè un giorno qualcuno, a sua insaputa, scambia la piuma di faraona con un pezzo di carbone.

  (Quota)  (Replica)

armando 8:32 pm - 25th luglio:

Il 22 luglio sul Corriere c’era questo articolo:
Da Il corriere di oggi 22 luglio, a pag. 41

L’ e il conformismo. Tre interrogativi sul caso Parolisi.

Con il palesarsi di responsabilità proviamo disprezzo per Salvatore Parolisi. Ma la critica deve ritagliarsi un’osservazione al di fuori del conformismo per far si che il sacrifcio di una vittima diventi il sale della Terra.
Era il 1939 quando il filosofo Denis de Reugemont, in L’amore e l’Occidente, dimostrò che nella soceità moderna, il matromonio e l’amore passione divergevano e il secondo, per sopravvivere, doveva trasgredire le regole e consegnarsi alla morte. Settant’anni dopo, il precipitare di un uomo nell’amor fou è ritenuto una patologia da curare, talvolta è una trappola che lo spinge (disperato) al crimine, altre volte lo relega in solitudine ai margini della società: sono 32.000 i padri separati italiani fra i nuovi poveri, l’89% dei padri separati subisce minacce o azioni finalizzate a non fargli vedere i figli e il 67% subisce molestie finalizzate a provocare reazioni durante la convivenza. Quanto sarebbe utile una non conformista riflessione femminile per una nuova consapevolezza in queste situazioni?
Nella storia dell’evoluzione, per 200 milioni di anni il maschio della specie destinato a sopravvivere è stato quello che copulava di più e con più femmine: ciò è servito per il perfezionamento della specie. Nell’ultimo battere di ciglia l’homo sapiens ha superato questa condizione vietando la bigamia (nelle società cristiane e occidentali). Ma i geni non hanno cancellato 200 milioni di anni.
Quanto sarebbe utile un intervento di una biologa non conformista per spiegare ai giovani le difficoltà della costruzione culturale della monogamia in un mammifero evolitivamente poligamo?
Infine, non c’è alcuna libera giurista che riesce a tematizzare perchè è stata scarcerata Stefania Citterio, condannata per l’omicidio del tassista Luca Massari, in quanto madre con figlio di età inferiore ai 3 anni, ed invece può essere arrestato un padre di una bambina con meno di 3 anni (senza madre) prima del processo? I Padri valgono meno?
Se il processo non riuscisse ad arrivare alla condanna (vedi il caso di Garlasco), chi andrà a spiegare alla piccola Parolisi che suo padre è stato arrestato ingiustamente mentre la piccola Citterio aveva sua madre a casa pur essendo (per i giudici) un’assassina?
Pierluigi Panza

Se anche sul Corriere inizia qualche timidissimo barlume di consapevolezza e non vengono nascosti i numeri su cui da anni insistiamo, forse qualche speranza la possiamo ancora avere.
armando

  (Quota)  (Replica)

Rino 7:31 am - 26th luglio:

“…chi andrà a spiegare alla piccola Parolisi che…”

Ogni attivista del Momas glielo potrà spiegare facilmente.

Io, ad es., terrei una “lectio magistralis” di questo tipo: prima introdurrei il concetto di
“aristocrazia” e poi quello di “plebe”.

Dopodiché… beh,
la lascerei cogitare da sola.

Deinde: ite, lectio est!

Rino DV

  (Quota)  (Replica)

mauro recher 10:02 am - 5th agosto:

Fabrizio ,ho visto questo post su blog che sappiamo noi ,,ne sai qualcosa di questo movimento ??

Movimento Femminile per la Parità Genitoriale scrive:
5 agosto 2011 alle 7:30 am
@ Mary che scrive “Viceversa non ci si spiega perché TUTTI i siti e le pagine dei presunti “poveri padri separati”, mentre sbandierano indignati le disgrazie dei maschi buoni e sempre innocenti (violenti o pedofili che siano) non fanno che vomitare vero odio contro tutte le donne, notoriamente colpevoli di quella demenziale invenzione dei padri separati che è il presunto “nazifemminismo”. Ma per favore…”

cara Mary è pieno anche di donne che ne hanno pieni i gabbasisi (virtuali) di ALTRE “SIGNORE” (il virgolettato è d’obbligo e il tono è ironico) che usano il femminismo (?!?!) per ammantare il loro reale intento: non fare un beato casso nella vita e campare a ufo sulle spalle altrui. Che poi l’occasione sia offerta da un bunga bunga, da una raccomandazione,da un lavoro sotto alla scrivania del capo, da un “con 9 mesi di gravidanza mi becco a scrocco casa soldi e benefits per tutto il resto della vita (degno della liquidazione di un amministratore delegato), oltre a tanta compassione umana pure se sono la peggiore carogna sul pianeta”, poco importa.

Di donne che si sono fatte un mazzo tanto SI lavorando e sudando onestamente è pieno il mondo e posso dirti che tra loro ci sono: nuove compagne e mogli che ne hanno piene le balle di dover sosttostare ai capricci di una iena piagnucolosa e falsa… nonne e nonni che, dopo essersi sacrificati per una vita a comprare la casa ai figli, sono obbligati a pagare il mutuo, devono riprendersi il figlio a casa e nemmeno riescono più a vedere i loro nipoti… sorelle e zie e parenti che devono assistere inermi alle violenze perpetrate verso i loro cari, senza poter fare alcun affidamento su giudici o assistenti sociali che tanto sono sempre dalla parte delle “povere mamme” le cui peggiori falistà e bugie vengono prese per oro colato in nome di una giustizia falsamente sessista ma veramente fannullona e superficiale (voglia di lavorare dei tribunali “saltami addosso”).

Insomma Mary ma stai buonina, va, che le cose vanno diversamente da come afermi… ma vergognati….

E SONO UNA DONNA STAI TRANQUILLA, NON SONO UN UOMO TRAVESTITO, SONO UNA DONNA CHE HA SEMPRE LAVORATO E SI E’ GUADAGNATA COL SUDORE LO STIPENDIO

  (Quota)  (Replica)

Fabrizio Marchi 10:32 am - 5th agosto:

No, non lo conosco, ma naturalmente cercherò di prendere informazioni e di contattarlo. Chiunque può faccia la stessa cosa.
Grazie Mauro.
Fabrizio

  (Quota)  (Replica)

cesare 10:21 am - 1st settembre:

Dea ex machina.
In pricipio era il caos e il femdominismo lo ricreò e i maschi lo accolsero devoti, pentiti del loro amore per l’ordine nel Cosmo. Fu così che la follia divenne sapienza ed ogni sciocchezza oggetto di pensosi approfondimenti, ed ogni rovescio chiamato diritto, ed ogni menzogna promossa d’ufficio a verità, e la stolidità e la violenza della burocrazia e dell’astratta norma grandematerna dello Stato sostituì ogni concreta esperienza di relazione umana in particolare quell’esperienza di amore incarnato che da sempre era stato chiamato padre.

http://www.ilgiornale.it/interni/le_figlie_tolte_papa_darle_killer/01-09-2011/articolo-id=543035-page=0-comments=1

  (Quota)  (Replica)

mauro recher 5:36 pm - 23rd settembre:

proprio ieri ,dopo le prove di un gruppo musicale ,ho parlato con un mio amico e,se c’era bisogno di ribadire il concetto dell’articolo ho trovato conferma ,questa amico è sposato ,ma conosce padri e mariti separati che fanno la fila ,come abbiamo detto varie volte ,alla caritas ,mi domando allora ,questo maschilismo a cosa serve ? i padroni a fare le file per mangiare e le schiave tranquillamente a casa ? c’è qualcosa che non quadra

  (Quota)  (Replica)

Rita 1:50 pm - 21st gennaio:

dall’articolo di Repubblica postato da Luigi:

uomini e padri separati che devono passare gli alimenti alla moglie e ai figli e avendo solo un reddito modesto o discontinuo non possono permettersi una casa propria, donne anche giovani che non riescono a trovare né una collocazione abitativa né una relazione stabile”.

e’ interessante … come anche qui si noti una differenza. Gli uomini giovani e sani che sono per strada sono quelli che magari un reddito, sia pur discontinuo, ce l’hanno, ma non può bastare per loro soli perchè hanno altri a carico (moglie e figli), le donne giovani e sane “per strada” sono quelle che non riescono a trovare “collocazione abitativa e relazione stabile”,… tradotto: non riescono a trovare nessuno che le mantenga.

  (Quota)  (Replica)

Rino 7:13 pm - 21st gennaio:

Rita:
>>
tradotto: non riescono a trovare nessuno che le mantenga.
>>
Inavvertitamente viene aperto un pertugio sulla verità. Un lapsus di tipo freudiano che smantella mille balle femministe: ad es.
“il matrimonio è una istituzione patriarcale nel quale la D ha tutto da perdere”
e infiniti altri proclami dello stesso tenore che fanno parte della GNF.
Del resto, se la stessa cavalleria è derubricata e squalificata come “umiliazione paternalistica”…
E il glorioso, borioso, tracotante proclama “Le DD hanno bisogno degli UU come i pesci della bici…”…etc etc.

Mauro:
>>
i padroni a fare le file per mangiare e le schiave tranquillamente a casa ? c’è qualcosa che non quadra
>>
Questo stato di cose, manifestazione di una discriminazione faraonica, che la sinistra reale non ha voluto e non vuole vedere è stata una delle cause del mio allontanamento da essa (ormai di vecchia data) e persino dalla presa di distanza da alcuni amici.
Quando mi vieni a parlare di Giustizia e glissi su questo, o mi rispondi con un sorrisino, per evitare di passare alle vie di fatto (perché qui mi prudono le mani) è meglio non frequentare questi “giustizieri”.
Codardi traditori dei propri princìpi.
E mi fermo qui, perché se mi lascio andare…
Puah.

RDV

  (Quota)  (Replica)

armando 11:55 pm - 21st gennaio:

caro Rino, se ti può consolare è il mio stesso motivo. “Mal comune è mezzo gaudio”, oppure “mezzo gaudio è mal comune”?
armando

  (Quota)  (Replica)

Fabrizio Marchi 9:13 am - 22nd gennaio:

“Questo stato di cose, manifestazione di una discriminazione faraonica, che la sinistra reale non ha voluto e non vuole vedere è stata una delle cause del mio allontanamento da essa”. (Rino)
Naturalmente vale anche per me ma credo in parte, anche se in misura diversa, per tutti noi. Per quanto mi riguarda le ragioni di questo allontanamento vanno anche oltre la QM, ragione di per sé sufficiente e comunque intimamente collegata a tutte le altre (questione sociale, economica, politica, geopolitica, collocazione internazionale ecc.) che contribuiscono a rendermela ancora più distante. Le ragioni di questa distanza (e di questo allontanamento) sono però esattamente opposte e contrarie a quelle che inducono una persona ad aderire a qualsiasi “destra”, sia essa tradizionalista o peggio ancora liberista. Ne consegue che il mio allontanamento dalla “sinistra” reale” non solo non comporta il passaggio o l’adesione alla “destra reale” (e neanche a quella ideale) ma anzi la necessità di lavorare per ricostruire una Sinistra reale, diversa e credibile e quindi completamente altra rispetto a quella attuale. Mi consola il fatto (dobbiamo sempre vedere anche il lato positivo delle cose) che sono ormai moltissimi gli uomini di sinistra delusi se non disgustati dalla sinistra attuale, convinti come il sottoscritto della necessità di ricostruire dalle ceneri qualche cosa nella quale e per la quale valga la pena impegnarsi e profondere energie.
Sottolineo peraltro che lo stesso Rino ha parlato di allontanamento dalla “sinistra reale”, cioè di quella realmente e attualmente esistente (come non essere d’accordo?…), non dai principi, dai valori e dagli ideali della Sinistra, né tanto meno di adesione alla “destra” o alle “destre”..
Naturalmente, da un punto di vista tattico e di opportunità politica, continuo a mantenere un legame anche con una parte della sinistra attuale, anche perché questo è propedeutico per la nostra strategia. A tal proposito, grazie alla collaborazione del mio solito amico, ho realizzato altri tre video che verranno pubblicati sul sito la prossima settimana, fra cui uno nel quale mi rivolgo direttamente al leader di SEL, Nicki Vendola, al quale farò recapitare una copia personalmente (non perché pensi o speri che le nostre ragioni vengano fatte proprie da lui e dal suo partito, sia chiaro…).
Gli altri due riguardano l’infelice uscita della Camusso che abbiamo già affrontato, e la questione del “sesso ludico” (con tutte le sue implicazioni dal punto di vista sociale, economico, culturale ecc.)
Fabrizio

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 2:43 pm - 22nd gennaio:

Link intercettato sul forum di U3000
http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_11363.asp
Lo riporto a seguire:
Cassazione: assegno di divorzio anche alla ex che lavora
Tratto da: Cassazione: assegno di divorzio anche alla ex che lavora (Fonte: StudioCataldi.it)

Ha diritto all’assegno di divorzio da parte dell’ex marito anche la donna che lavora se durante il matrimonio il tenore può essere definitivo di “media agiatezza”. Lo chiarisce la Corte di Cassazione con sentenza n. 28824, depositata il 27 dicembre 2012. Secondo quanto scrive la prima sezione civile della Corte, non servono indagini particolarmente approfondite, basta conoscere i redditi. Infatti, l’assegno divorzile trova il suo presupposto nella inadeguatezza dei mezzi economici (comprensivi di redditi, cespiti patrimoniali e ogni altra utilità di cui può disporre) dal coniuge richiedente e specificamente nella insufficienza dei medesimi a consentirgli un tenore di vita analogo a quello avuto in costanza di matrimonio e nell’esigenza di un tendenziale ripristino della precedente condizione di equilibrio. Secondo la ricostruzione della vicenda che fa la Corte, l’uomo aveva proposto ricorso per sostenere la non indispensabile erogazione dell’assegno di divorzio: la donna lavorando percepiva un proprio reddito che gli permetteva di mantenere lo steso tenore di vita tenuto in costanza di matrimonio. Non era quindi necessario un ulteriore assegno di mantenimento. Veniva poi eccepita la mancanza della prova relativa al tenore di vita precedentemente tenuto, sia sulle possibilità di continuare a mantenerlo dopo il divorzio solo con le proprie disponibilità economiche. Investita della questione, la Corte ha però rigettato il ricorso dell’uomo convalidando la decisione della Corte territoriale che ha correttamente valutato il divario tra i reddiri dei due coniugi ed ha stabilito che l’assegno divorzile deve essere comunque corrisposto in quanto esso trova il suo presupposto nell’inadeguatezza dei mezzi economici del coniuge richiedente e specificamente nella insufficienza dei medesimi a consentirgli un tenore di vita analogo a quello avuto in costanza di matrimonio e nell’esigenza di un tendenziale ripristino della precedente condizione di equilibrio. Il divario delle capacità reddituali tra i due ex coniugi, concretamente accertato è, infatti, tale da non consentire uno status economico uguale a quello tenuto in costanza di matrimonio.
Tratto da: Cassazione: assegno di divorzio anche alla ex che lavora
(Fonte: StudioCataldi.it)

…………………………………………………………………
Prendete quello che sto per dire “con le molle”. Sono un ignorante per quanto riguarda la materia. Non sono un uomo di legge e, fortunatamente, non ho avuto esperienze dirette, sulla mia pelle, che mi hanno costretto a “conoscere”.
A me ha colpito soprattutto il passaggio: “…. l’assegno divorzile deve essere comunque corrisposto in quanto esso trova il suo presupposto nell’inadeguatezza dei mezzi economici del coniuge richiedente e specificamente nella insufficienza dei medesimi a consentirgli un tenore di vita analogo a quello avuto in costanza di matrimonio e nell’esigenza di un tendenziale ripristino della precedente condizione di equilibrio.
Ora, da ignorantone, chiedo: ma se per garantire al coniuge debole (la donna, in max parte) tenore di vita analogo a quello avuto in costanza di matrimonio e ripristino tendenziale della sua precedente condizione d’equilibrio si impone all’altro coniuge un netto peggioramento del proprio tenore di vita non si viola l’art. 3 della Costituzione?
(Art. 3 – Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.)

E se è così,perché non intervenire con un referendum che abrogando del tutto o in parte la legge, nelle parti in contrasto con la Costituzione, obblighi il legislatore a legiferare in maniera più consona alla stessa?
In questo discorso, sempre che si regga in piedi (ho premesso di capirne assai poco), non c’è niente di punitivo verso la donna. Si prende solo atto che ci sono dei diritti anche dall’altra parte.
E’ infatti ovvio che se l’uomo è ricco non cambia niente, può tranquillamente garantire lo stesso tenore ante-divorzio all’altro coniuge. Ovviamente lo stesso accadrebbe se ad essere ricca è lei.
Ma nel caso in cui a divorziare sono uomini e donne normali, con normali redditi, il principio che dovrebbe passare secondo me è il seguente: ad ognuno dei coniugi deve essere assicurato, nei limiti del possibile, un decoroso tenore di vita. E basta.
E’ assurdo che un coniuge debba conservare lo stesso tenore di vita e l’altro debba sprofondare nella miseria!!!
Sono altresì convinto che un’impostazione del genere scoraggerebbe, e di molto, separazioni e divorzi “speculativi”.

  (Quota)  (Replica)

sergio 5:23 pm - 22nd gennaio:

Ora, da ignorantone, chiedo: ma se per garantire al coniuge debole (la donna, in max parte) tenore di vita analogo a quello avuto in costanza di matrimonio e ripristino tendenziale della sua precedente condizione d’equilibrio si impone all’altro coniuge un netto peggioramento del proprio tenore di vita non si viola l’art. 3 della Costituzione?
>>>>>>>>>>
Me lo chiedo pure io, che come te sono un ignorante in materia. Tra l’altro, sempre da ignorante, mi risulta che anche quando una persona va in pensione, non seguita certamente a mantenere lo stesso tenore di vita precedente, dato che durante la vita lavorativa lo stipendio era ed è superiore.
Perciò pure io mi chiedo in base a quali logiche venga stabilito ciò. Di certo c’è che la nostra tutto può essere definita, tranne che una società maschilista, perché in una vera società maschilista accadrebbe l’esatto contrario.

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 8:17 am - 25th febbraio:

Effettivamente era da un pò che la Rodotà non si faceva sentire.
http://27esimaora.corriere.it/articolo/verdone-e-la-sua-verita-sui-padri-separati/

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 8:32 am - 25th febbraio:

Alla Rodotà ho inviato un commento che difficilmente vedrete:
(certo se rimpiangiamo i celerini fascisti siamo messe male, come femmine, pure noi)
No. E’ solamente l’unico momento di verità del post.

  (Quota)  (Replica)

Fabrizio Marchi 9:39 am - 25th febbraio:

Riporto il mio commento già postato sulla nostra bacheca di facebook:
“potrei fare del gossip (certo) sulla Rodotà che la metterebbe in mutande (e soprattutto in seria contraddizione con la paccottiglia femministarda che distribuisce con tanta generosità dalle pagine del Corriere) ma mi astengo dal farlo, per serietà, innanzitutto, ma soprattutto perchè la bacheca di Uomini Beta è una cosa seria e tale deve rimanere. Fare dell’ironia va benissimo, anzi, è auspicabile, ma il gossip no, e quindi mi autocensuro…Ciò detto, non darei nessun credito al film di Verdone che, a quanto mi dicono, ha solo approfittato della tragedia dei padri separati per fare il suo solito leggerissimo e qualunquistissimo film (non mi riferisco ai suoi film di inizio carriera, naturalmente, che invece erano molto divertenti e ben fatti, ma alla sua successiva produzione) gettando in burla il tutto, con personaggi maschili volutamente grotteschi…Insomma, il solito colpo al cerchio e l’altro alla botte, tipico degli opportunisti e dei mestieranti di quarta serie. Della serie:”Mi occupo della questione dei padri separati senza però urtare la vulgata femminista dominante. Un tocco di cialtroneria ai personaggi maschili e il gioco è fatto. Tutti siamo più o meno contenti e c’è anche il “rischio” che la Rodotà di turno mi faccia, tutto sommato, una buona recensione”. Il piatto è servito…”
Fabrizio

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 9:52 am - 25th febbraio:

@ Fabrizio
Figurati, non vedo i film di Verdone da decenni.
E’ la Rodotà e le sue considerazioni (?!?) che mi irritano.

  (Quota)  (Replica)

Fabrizio Marchi 10:48 am - 25th febbraio:

Anche questo tono dispregiativo nei confronti del “celerino fascista”, tipico di queste figlie di papà radicalchic dei miei coglioni, è insopportabile…
E se il “celerino fascista” fosse (come nel 90% dei casi è) solo un uomo (del popolo) che sfanga la vita come tanti altri per cercare di guadagnarsi il pane? Eh, caro Pierpaolo (Santo subito!), quanto avevi ragione…
Certo che i campi di lavoro sovietici erano sbagliati (e pure tanto…), sia chiaro, però, cazzo, non mi dite che sei mesi (solo sei) ad “edificare il socialismo”nelle miniere dei Kombinat di Novosibirsk (meglio se d’inverno) non farebbero bene alla Rodotà (e a quelle/i come lei…).
Fabrizio

  (Quota)  (Replica)

Marco 5:27 pm - 26th febbraio:

Ieri, sul Messaggero, è stata pubblicata un intervista a Verdone, il quale ha sentenziato che “gli uomini di oggi sono un disastro” (e lui, invece?) e che “mancano di coraggio” e non ricordo bene cos’altro.
Ovviamente neanche una critica alle donne, “vittime” di questi uomini senza palle, che le farebbero soffrire a più non posso (il contrario no?).
E nemmeno un’osservazione sul fatto che quel genere di uomini tanto richiesti, sono gli stessi che il femminismo, le donne, i mass media e non so chi altro, hanno ferocemente combattuto. Ovvero i cosiddetti “maschilisti”.

  (Quota)  (Replica)

armando 11:14 am - 27th febbraio:

E’ inutile farsi il sangue amaro con la Rodotà o con Verdone o gente simile. Tanto qualsiasi commenti si faccia, qualsiasi cosa si possa dire, costoro sono affogati nel mainstream e neanche si accorgono delle scemenze, della falsità e dell’unilateralità dei loro argomenti. Registriamo pure tutti questi articoli, film, trasmissioni misandriche, magari teniamo anche un archivio (che sarebbe smisurato) e dedichiamoci piuttosto a quegli uomini che possiamo raggiungere con le nostre forze per parlare loro direttamente. Blog come la 27 ora, è meglio non frequentarli proprio, perchè anche post contrari ai contenuti degli articoli servono a decretarne il successo. Se invece fossero poco frequentati o se tutti i commenti fossero a senso unico di entusiastica approvazione, l’interesse del pubblico scenderebbe immediatamente, ed anche quello dell’editore per conseguenza.
armando

  (Quota)  (Replica)

mauro recher 6:53 pm - 19th marzo:

ieri sono andato a vedere il film di Verdone ,anche spinto dalla curiosità di come trattava l’argomento …
devo dire la verità ,l’ho trovato un film “onesto” …ovviamente un pochino di “caricatura” (forse ,per il politicamente corretto ,non poteva fare altrimenti) c’è stata ..ma metteva in evidenza la grave situazione finanziaria in cui si trovavano i tre padri in questione …credevo peggio francamente …

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 9:27 am - 29th marzo:

Un colpo al cerchio e un colpo alla botte ……
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/papa-separati-i-nuovi-poveri/2177358

  (Quota)  (Replica)

armando 3:00 pm - 29th marzo:

Significativo quel refuso di cui si parla nell’articolo. La gran parte della magistratura attuale si è formata dagli anni 70 ai 90, e risente pesantissimamente del clima culturale in cui siamo immersi. In più aggiungiamo che sono sempre più i giudici donna, ed ecco spiegato quel refuso e molto altro.
armando

  (Quota)  (Replica)

Rino DV 9:14 pm - 30th marzo:

F. Barzagli posta questo link nel forum metrom.
Se c’è arrivato anche L’Espresso, vuol dire davvero che la questione dei separati è finalmente sdoganata: la loro parola ha acquistato diritto di cittadinanza.

http://www.youtube.com/watch?v=dsP7Vl74FLY

(Quello sulla panchina dovrebbe essere Antonio Matricardi, se non erro)

RDV

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 6:34 am - 7th maggio:

Il coniuge forte è lui? Se ne deve preoccupare lui.
Il coniuge forte è lei? Se ne deve preoccupare sempre lui.
http://blog.solignani.it/2011/05/17/se-mio-marito-e-disoccupato-in-caso-di-separazione-dovro-mantenerlo/

  (Quota)  (Replica)

Rino 2:14 pm - 17th luglio:

Segnalano e riporto.
Chi lotta contro l’affido….?
http://www.iodonna.biz/separati-contro-idv/

RDV

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 7:10 am - 7th agosto:

http://www.prealpina.it/notizie/alto-milanese/2012/8/2/separato-stava-morendo-di-fame/2310951/55/
……………………………………………………….
Separato: moriva di fame
Uomo salvato dalla polizia locale a Parabiago: non guadagna abbastanza. Da tempo mangiava quando poteva e dormiva su una panchina

Parabiago – Separato, non può permettersi di pagare un affitto e si adatta a vivere su una panchina. Una storia di ordinaria disperazione, quella andata in scena giovedì 3 agosto a Parabiago quando la polizia locale è intervenuta, in seguito alla segnalazione di un cittadino, all’interno del parco di Villa Crivelli. Qui, a digiuno da giorni e in condizioni fisiche preoccupanti, hanno trovato un uomo che, dopo essere stato rifocillato e accompagnato in ospedale per le cure del caso, ha raccontato la sua storia, comune a tanti uomini separati. Residente a Corbetta, padre di famiglia, da quando il matrimonio è naufragato ha visto aggiungersi le precarie condizioni economiche. Il suo lavoro non gli consente di pagare due affitti e così, in attesa di un aiuto dalle istituzioni, più volte chiamate in causa finora senza una risposta concreta, si adatta a mangiare dove capita e a dormire in strada. L’intervento della polizia locale gli ha salvato la vita, ma la sua, come quella di tanti padri separati, è una situazione che deve far riflettere.
Altro servizio sulla Prealpina in edicola venerdì 3 agosto.

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 12:38 pm - 9th ottobre:

La realtà, prima o poi, si prende sempre le sue rivincite sull’ideologia. Vero signore femministe?
E mi verrebbe da dire: vero signora Sabbadini?
http://www.istat.it/it/archivio/72163
La perdita di un lavoro si configura come uno degli eventi più rilevanti del percorso di progressiva emarginazione che conduce alla condizione di “senza dimora”, insieme alla separazione dal coniuge e/o dai figli e, con un peso più contenuto, alle cattive condizioni di salute. Ben il 61,9% delle persone senza dimora ha perso un lavoro stabile, il 59,5% si è separato dal coniuge e/o dai figli e il 16,2% dichiara di stare male o molto male. Inoltre, sono una minoranza coloro che non hanno vissuto questi eventi o che hanno vissuto uno solo, a conferma del fatto che l’essere senza dimora è il risultato di un processo multifattoriale. (dal http://www.istat.it/it/archivio/72163 – testo integrale).
ps. Per comodità potete trovare tutto quà: https://docs.google.com/open?id=0B6gpS9zR7YIEa1BjZ1JsY1ZnNVE

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 1:56 pm - 19th dicembre:

Rovinato dal divorzio, ora taglio Babbo Natale
Sono molti i padri costretti a rinunciare ai regali per i figli perché non riescono ad arrivare alla fine del mese
FABIO POLETTI
MILANO
Ci sono volte che anche Babbo Natale fa paura. Una paura di non essere all’altezza delle aspettative di un bambino di otto anni che sogna montagne di regali. «Quando mio figlio ha scritto la letterina con i suoi desideri, dieci regali uno più costoso dell’altro, mi è venuto un colpo… A lui ho dovuto dire che Babbo Natale quest’anno aveva tanti bambini da accontentare e che gliene poteva portare solo due. Io mi sono detto che troppi regali sarebbero stati diseducativi. Ma si capisce che una bugia l’ho detta a lui e una a me stesso».

Nell’anno orribile della crisi, i padri separati dopo una crisi matrimoniale sono quelli che stanno peggio. O per dirla con le parole di Lelio Pellegrini, 38 anni, milanese, un figlio di otto e una ex moglie «noi siamo gli sfigati numero uno…».

A fargli i conti in tasca ci vuole niente. Un quarto del suo stipendio da 1.100 euro netti al mese se ne va come contributo di mantenimento del figlio. Con gli altri 800 euro, Lelio deve almeno cercare di sopravvivere dignitosamente. «Per fortuna ho ancora un lavoro. Una volta mi occupavo di energia rinnovabile, ma non c’era mercato. Adesso seguo la pubblicità per un sito web», racconta lui al telefonino, chiamate contingentate, sms zero che costano troppo, alla fine uno strumento indispensabile di lavoro ma da usare con il contagocce.
«Quando mi sono separato sono tornato dai miei… La casa di Milano dove vivevo se l’è tenuta lei… Io sono andato a vivere nell’hinterland, per essere più vicino al mio lavoro ma pure per risparmiare sull’affitto. Per fortuna vicino a casa c’è un campetto e così mi sono fatto l’orto».

Il ristorante, fosse pure una pizza, è finito nelle voci superflue dell’impossibile. Per le vacanze ci si arrangia con i parenti. Il cinema non sa nemmeno cosa sia: «Solo cartoni animati con mio figlio. Due biglietti sono una spesa. Quelli per il 3D un investimento da fare in modo oculato. I film li vedo alla televisione». Basta un errore, un calcolo sbagliato, il lavoro che non c’è più e tutto finisce nel modo peggiore. Lelio Pellegrini è consapevole di condurre una vita assai spericolata sul filo del rasoio: «La prospettiva di finire a dormire in auto o alla Caritas, non è poi così lontana per quelli come me». E allora i vestiti si comperano al mercato: «Basta che siano puliti vanno bene. Le scarpe, ne basta un paio all’anno. Ma a volte si salta perchè mio figlio ne ha più bisogno. Vivo di uova e insalata dell’orto, latte e scatolette. Il caffè al bar, certi giorni è un lusso indispensabile. Alla mensa della Caritas non sono ancora andato. Ma non c’è molta differenza dall’elemosinare un pranzo ai genitori o agli amici».

Quando il conto è in rosso bisogna far galleggiare almeno gli affetti. Ma ci sono separazioni che, per arrivare alla serena tranquillità di una famiglia diventata ex, costano migliaia di euro tra avvocati, carte bollate e ore di lavoro perse. «All’inizio potevo vedere mio figlio solo due ore al mese in una struttura assistenziale, una stanzetta quattro per quattro dove finalmente potevo giocare con lui. Ogni volte dovevo tirare fuori 15 euro. Adesso posso vederlo anche tutti i week-end. E in quei due giorni concentro tutte le cose che deve fare un padre con il figlio. Se mia moglie gli compera un gioco, lo stesso gioco deve trovarlo a casa mia ed è una spesa. Per andare da lui che vive ancora a Milano ho fatto l’abbonamento al treno. Ma sono gli unici soldi che mi costa niente tirare fuori ogni mese».

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 2:11 pm - 19th dicembre:

Con la finta separazione 430 euro al mese in più
Del tutto diverso dalla precedente segnalazione questo link. Mi ha colpito però il fatto che nel paese della sacralità della famiglia (se ne riempiono la bocca un pò tutti), di fatto, anzi nei fatti, non solo non la si aiuta ma, in sovrappiù, si incentiva la separazione!!
Va bene, è una finzione, ma per me è comunque da pazzi.

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 8:53 pm - 20th dicembre:

Fabrizio, che ne pensi di questo?
Uomini, donne e violenza: non solo ‘femminicidio’
di Paolo Repetto

  (Quota)  (Replica)

Fabrizio Marchi 8:27 am - 21st dicembre:

Molto positivo…non solo l’articolo ma anche il blog dell’autore, Paolo Repetto, con il quale le nostre esperienze si sono incrociate perché anche io ho avuto Adalberto Minucci e Diego Novelli (ex sindaco di Torino) come direttori ,non però con la Rinascita ma con il settimanale “Avvenimenti”. Non solo, per diverso tempo ho collaborato anche io con il blog Lazio.net diretto dal mio amico Gianni Cipriani, ex giornalista dell’Unità nonché scrittore e consulente (per chi la ricorda) della famosa Commissione Mitrokin e soprattutto grande tifoso laziale, come del resto lo stesso Repetto e naturalmente il sottoscritto.
Mi sembra molto strano che non ci siamo conosciuti, anche perché il nome non mi è affatto nuovo.
Lo contatterò immediatamente.
P.S. A’ Mauro: a Roma solo la Lazio!”…Ma te pare che uno dei fondatori di UB, veneto purosangue come te, doveva tifare per la roma…nun ce se crede… : :lol: :mrgreen:

  (Quota)  (Replica)

mauro recher 6:03 pm - 21st dicembre:

Che vuoi farci Fabrizio ,ognuno ha le sue croci :mrgreen:
A proposito visto che si parla di padri separati ,ecco un resoconto che ha avuto mio fratello da facebook
——————————————————————————-
Un amico mi ha scritto questo triste messaggio. Qualche amico di FB che abita in zona, potrebbe dargli una mano ?
———
Buona sera Massimo, mi chiamo Mauro Rivellini, sono malato SLA, è possibile che mia moglie dopo 15 anni di matrimonio mi ha lasciato e mi mette contro i figli, al giudice non gli interessa niente se ha davanti un disabile, gli devo 500 euro al mese per i figli ne guadagno 800 al mese, devo pagare le badanti pensi lei ha che spese devono affrontare i miei genitori che sono in pensione, la mia ex secondo lei devo pagare anche le bollette ma in che mondo viviamo la sua ultima, mi ha chiuso il conto perche non gli pago le bollette, la cattiveria delle persone, dal suo avvocato e dal giudice che ha permesso tutto questo, io non ce la faccio piu oltre a combattere la malattia devo combattere per la separazione, grazie.
Io abito a Telgate, prov. di Bergamo.
Salve
Mauro Rivellini

  (Quota)  (Replica)

Rita 8:42 pm - 7th febbraio:

se sono i comici a dover parlare dell’emergenze sociali..

http://www.video.mediaset.it/video/zelig/storici/371527/sconsolata.html

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 12:15 am - 8th febbraio:

Hai ragione Rita ……
Parafrasando Brecht: sfortunato quel popolo che ha bisogno dei comici ……
Siamo arrivati al punto che solo i giullari possono dire la verità…. :wacko:

  (Quota)  (Replica)

cesare 9:19 am - 8th febbraio:

E sfortunati quei popoli a cui viene tolto persino il nome di padre (e di madre): espropriati della funzione ed espropriati persino del nome.

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 9:01 am - 21st marzo:

Pazzesco …. http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wacko.gif due sentenze, due decisioni, sullo stesso argomento (la PAS) esattamente opposte.
Bimbo conteso, ribaltato il verdetto. La Cassazione dà ragione alla madre: «Ora tornerà da me»

Perde l’affidamento il padre che parla male della madre

Però riflettendo …… un filo conduttore comune ce l’hanno.
A chi danno torto.
A LUI.

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 2:31 pm - 2nd aprile:

Luigi Corvaglia: Pazzesco …. due sentenze, due decisioni, sullo stesso argomento (la PAS) esattamente opposte.

……………..
Fa piacere che qualcuno/a se ne sia accorto/a:
La Cassazione si copre di ridicolo: cosa c’è dietro?

  (Quota)  (Replica)

Luigi corvaglia 8:48 pm - 2nd aprile:

Pasquale, innanzitutto benvenuto.
Hai esordito sottoponendo degli articoli basati su questo focus dell’Istat:
Condizioni di vita delle persone separate, divorziate e coniugate dopo un divorzio
Con riferimento a quel focus io ti sottopongo questa discussione: http://www.questionemaschile.org/forum/index.php?topic=4478.msg46604#msg46604
In particolare le considerazioni dell’utente Guit.
Secondo te sono sensate? E se no, perché?

  (Quota)  (Replica)

armando 8:49 pm - 2nd aprile:

In caso di separazione i figli stanno in stragrande maggioranza con le madri anche perchè i tribunali così decidono, e naturalmente alle madri rimane la casa coniugale.
Nelle statistiche sulle difficoltà sono stati conteggiati, cioè sottratti dal reddito, gli assegni di mantenimento che i mariti/padri passano ai figli (giustamente) e alle ex mogli (ingiustamente)? Nel misurare il livello di reddito la casa assegnata alla moglie è stata conteggiata?
Le statistiche si fanno con molte metodologie e quelle dell’Istat non sono di per sè garanzia di correttezza e veridicità. Basti pensare a quelle sulla violenza del 2006 di cui si è occupato anche questo blog. Nè può essere citato come argomento esaustivo la percentuale di chi si rivolge alla caritas, poichè dipende anche da una predisposizione personale a chiedere aiuto che non è la stessa per uomini e donne, al di là delle condizioni oggettive. Alla fine la famosa frase “Per l’uomo che non deve chiedere, mai” , contiene un nucleo di verità sul maschile non trascurabile, indipendetemente dal fatto che si tratta spesso di pura illusione.
armando

  (Quota)  (Replica)

Roberto Micarelli 5:56 am - 3rd aprile:

Quel focus Istat fu prodotto in fretta e furia come risposta alla fiction di Beppe Fiorello sulla storia di un papà separato, che aveva pochi giorni prima riscosso un notevole successo. La Fornero si era appena insediata. Contrariamente ad altre pubblicazioni è privo di note metodologiche, quindi invalido, ma è stato comunque utilizzato dai media per fare propaganda negazionista sulla discriminazione nel diritto di famiglia e riproduttivo, e contro la corretta applicazione del condiviso. Secondo strappo Istat dopo l’inchiesta violenza sulle donne 2006.
Considerate che una pubblicazione di queste è in grado di far parlare i media per anni, di creare opinione. Gran parte della lotta contro la violenza sulle donne è basata su forzature interpretative dell’inchiesta 2006, che pareva concepita proprio per prestarsi a questo tipo di giochi. In particolare si restituì all’opinione pubblica episodi minori della vita di coppia (parliamo di cose del tipo: lui critica lei per il suo aspetto), conteggiati come violenze maggiori. E’ così che si arrivò a sbattere in prima pagina i famosi sei milioni di donne violentate, per approssimazioni successive: dove l’episodio minore diventa violenza psicologica, e la violenza psicologica diventa violenza fisica, cioè violenza e basta, senza stare tanto a specificare. Iniziò così il grande allarme sociale e la riorganizzazione del neo-femminismo di stato, che nel novembre 2007 darà prova di sé con un corteo femminista a Roma, in stile anti-uomo anni settanta, dove gli uomini che desideravano partecipare venivano allontanati. Il tutto condito dall’aiuto dei poteri forti del capitalismo finanziario internazionale, come la World Bank, che mette in giro la famosa menzogna della prima causa di morte femminile nella fascia d’età 16-44, da cui nascerà lo slogan neo-femminista: “Ne uccide più l’amore del tumore”. E via dicendo con giornate mondiali di ogni tipo, convenzioni di Istanbul, SNOQ, nazionale di calcio, Breil, e chi più ne ha più ne metta. Scusate se ho deviato un po’ dalla domanda di partenza.

  (Quota)  (Replica)

Roberto Micarelli 7:16 am - 3rd aprile:

Quella pubblicazione arriva a sostenere che un uomo coniugato sarebbe esposto a maggior rischio di povertà rispetto a un papà separato, anche se di poco. Ditemi voi come la si possa prendere sul serio.

http://www.questionemaschile.org/forum/index.php?topic=4478.msg46656#msg46656

  (Quota)  (Replica)

mauro recher 12:54 pm - 6th maggio:
Luigi Corvaglia 4:05 pm - 21st agosto:

La Somma all’attacco dei padri separati:
Famiglie monoparentali: una rete di sostegno alle madri separate

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 8:28 pm - 21st agosto:

Da un pò di tempo la Somma è diventata peggio del Corriere …. http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_negative.gif
Una tale Anna ha scritto un commento-lettera (che non ho avuto modo di salvare) talmente misandrico, odioso e con un tallone d’Achille cosi grosso che persino loro si sono sentite in obbligo di cancellare.
Siccome però citava un “cosiddetto” studio ISTAT mi sono sentito in obbligo di replicare comunque. Niente da fare. Me lo hanno cancellato. Lo riporto. So bene che tanti di noi conoscono quello studio, ma ripetere giova.
…….
Non ho fatto in tempo a rispondere ad Anna. E’ saltato windows ed al rientro il suo commento era stato eliminato. Mi sembra inutile allora riscrivere le prime righe, però una puntualizzazione da fare c’è.
Lei cita inconfutabili dati ISTAT. Bene vediamoli.
Il link è questo: http://www.istat.it/it/archivio/47539
L’ho inserito in maniera tale che chiunque possa farsi un idea da sè. In realtà quello “studio” è vergognoso (per i parametri di un serio istituto di ricerca quale si presume sia l’ISTAT stessa). Ma non per quello che dice. No. Per come “sarebbe” stato fatto.
Nulla dice sul metodo d’indagine (contrariamente alla totalità delle ricerche, focus e quant’altro dello stesso ISTAT), nulla dice sugli strumenti (indagine su database oggettivi tipo le misure dei tribunali o dati desunti da interviste telefoniche et., etc, ..), ma soprattutto nulla dice sull’oggetto più importante per un indagine statistica: il campione numerico.
Niente. Non c’è. Nada.
L’unico dato “certo” (e mai virgolette si sono rivelate più appropriate) lo si evince da alcuni prospetti, in cui compare più volte la frase “stima corrispondente ad una numerosità campionaria fra le 20 e le 49 unità“.
Ora, consultare un campione numerico (in quale modo, come dicevo prima non si sa), in media di 35 famiglie, su un fenomeno che ne coinvolge oltre 3 milioni è statisticamente da ridere. E’ talmente ristretto da produrre risultati deterministici. Cioè esatti. Ma con riferimento a quelle sole famiglie. Che secondo me, che notoriamente penso sempre male, sono state scelte per dare proprio quel risultato.
Ritenti un altra volta Anna. Ma soprattutto citi qualcosa di serio.

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 8:42 pm - 21st agosto:

Dimenticavo …. lo screenshot:

  (Quota)  (Replica)

Pappagallus brutus 10:39 pm - 21st agosto:

Luigi Corvaglia,

…e figurati se ti pubblicavano…

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 9:14 am - 22nd agosto:

La saga censoria continua ….
E ci mancherebbe, tutto l’articolo si basa su quella spazzatura.

  (Quota)  (Replica)

Mauro Recher 9:52 am - 22nd agosto:

il commento lettera è questo ?
E’ di una certa Anna Consoli e l’hanno ripristinato
..”Vorrei capire in che cosa sarebbe “esagerata” e “scomposta” questa
legittima richiesta di collaborazione effettiva (e non solamente
nominale) da parte dell’ex coniuge, e non in quanto tale pure ex padre? Oggi tutte – necessariamente – devono rimboccarsi le maniche e senza
atti di smodato eroismo lo faccio pure io, come milioni di altre donne
separate. Solo che c’è un particolare,
tutte le difficoltà che trova una donna – in quanto tale – già al
momento di doversi inserire nel mondo del lavoro, un uomo nemmeno se le
immagina, o volutamente finge di ignorarle. Conciliare i tempi
lavorativi con le pappe, i mal di pancia, le febbri, le tachipirine, i
compiti per casa, le riunioni scuola-famiglia, la consegna delle
pagelle, le attività sportive pomeridiane, le ginocchia sbucciate, i
primi amori, le prime rotture, gli orari di entrata e di uscita delle
scuole, spesso dislocate al capo opposto di dove si è trovato un
lavoretto precario (perché noi siamo tutto fuorché “choosy”!)… non è
roba per deboli di cuore! Essendo addossato ingiustamente SOLO a noi
donne il ruolo di “cura” all’interno dell’italica famiglia riuscire a
risultare competitive in ambito lavorativo è davvero un’utopia. In tempi
di magra come quelli attuali è pressoché impossibile. Non abbiamo – DI
FATTO – un ricambio né un sostegno da parte dei nostri ex, troppo spesso
dimentichi delle loro responsabilità genitoriali, dediti
all’occultazione dei patrimoni accumulati in costanza di matrimonio,
improvvisamente “nullatenenti” all’indomani della sentenza di
separazione, sedicenti “disoccupati” (lavoratori in nero per scelta,
nella maggior parte dei casi) strategicamente poveri in canna
(invisibili al fisco, ma non all’attento sguardo dei loro stessi figli
che notano lo stridente tenore di vita che mantengono a dispetto di ciò
che dichiarano di possedere). Si sproloquia su fantomatiche
“rendite vitalizie”, su donne sanguisughe “mantenute” nella casa
coniugale dal povero cornuto a cui è toccato smammare con la coda tra le
gambe e dare un tetto pure al nuovo “birillo” dell’ex viziosa… Se ne
leggono di amenità del genere. Il web ne è tempestato da anni e tutto
questo gioca a favore di un disegno superiore: quello di screditare la
figura della Madre (non a caso “malevola”), presenza scomoda, assai
scomoda, per chi dalla separazione pensava di trarne un ingente
guadagno. In questa sede, i più variopinti nickname (che conosciamo
ormai benissimo da dove attingono la loro acre ispirazione) si son
sprecati a scomodare perfino il femminismo, quale responsabile del
fallimento dell’istituzione “Matrimonio”. Dopo quasi 40 anni si vorrebbe
delegittimare il divorzio (solo se si è cornuti o figli di madri
libertine), appigliandosi al modello di famiglia patriarcale
tardo-ottocentesca, dove solo lui lavorava e lei faceva davvero la
“mantenuta”, ma senza alcun potere d’acquisto e quindi alcun diritto di
parola! Perché non ripristinare il “delitto d’onore”, dico io… e
facendo qualche saltellino in dietro, mentre ci siamo, legalizziamo pure
la lapidazione! Tanto in Italia (dicono) ne ammazzano ancora troppo
poche rispetto al resto del mondo…
Non infiliamoci sessismi
di nessun genere. Qui il problema fondamentale è uno solo: il vil
denaro. E’ un dato inconfutabile (dati ISTAT) che 85 donne separate su
100 si ritrovino dall’oggi al domani a dover affrontare l’intera
gestione economica della propria famiglia DA SOLE, dal momento che in
Italia 85 uomini separati su 100 non provvedono al mantenimento della
prole (sottolineo DELLA PROLE) pattuito in sede di separazione. E
qui sarebbe pure il caso di dare i numeri REALI di questi “dissanguanti”
assegni di mantenimento. La media nazionale di questi CONTRIBUTI AL
MANTENIMENTO (altro che rendite vitalizie!) viaggia sui 300,00 € mensili
per due o più figli da crescere!!! Sostenere coloro che
piangono miseria perché vogliono di fatto scrollarsi di dosso ogni
responsabilità, perfino quella infima di dover economicamente mantenere i
propri figli significa essere di parte. Sfacciatamente e
riprovevolmente di parte. Quella dei sedicenti nullatenenti “piagnoni”
separati.

  (Quota)  (Replica)

Roberto 11:49 am - 22nd agosto:

diciamocelo: il problema di fondo è che gli uomini seguitano ancora a sposarsi, affrontando un simile passo con una superficialità e un’ inconsapevolezza “da paura”.
Se i nostri “compagni di genere” si svegliassero un po’ e la smettessero di vagare nelle tenebre, iniziando a guardare le donne (e il rapportarsi con le medesime) per quello che realmente sono, forse ci sarebbero tanti meno guai. Peraltro siamo oltre sette miliardi su questo pianeta (troppi), per cui non dovrebbe essere certamente un dramma il fatto di non sposarsi e non mettere al mondo dei figli…
Concludo dicendo che la stragrande maggioranza dei padri separati o divorziati, prima e durante il matrimonio, erano uguali in tutto e per tutto a quelli che i maschi selvatici definirono dei “maschi pentiti”; e in molti casi lo sono rimasti tuttora, nonostante le bastonature di mogli e giudici/giudichesse.
Perciò non riesco a provare una grande comprensione nei loro confronti.

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 12:49 pm - 22nd agosto:

Mauro Recher,
Si. E’ proprio quello. http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_good.gif
Nonostante fosse una “compagna di merenda” l’hanno cancellato. E’ questa è un ulteriore conferma della loro malafede.
Non volevano che i commenti si indirizzassero sulla “fonte” di tutto l’articolo. Fonte che lo ripeto è una fregnaccia. E’ ne è, ne sono, consapevoli.
Ragion per cui hanno cancellato il commento della “compagna Anna” ed anche i miei che insistevano sulla questione.
Signora Somma …. http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_bye.gif venga a contraddirmi qui se sbaglio…. http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_whistle3.gif

  (Quota)  (Replica)

Pappagallus brullus 1:29 pm - 22nd agosto:

Luigi Corvaglia,

Mi stavo domandando perche`avessero cancellato un post del genere: la Anna Consoli scrive immondizia pura, davvero non si sa se ci crede, se ci e`o ci fa, e che film abbia visto. Un commento del genere e`bene in linea con l`immondizia antiuomo che pubblicano da decenni queste belve in gonnella. Bisogna ribadirlo chiaramente che gli uomini , la stragrande maggiornaza, vengono inchiodati a pagare le luride mantenute e vanno a vivere sotto i ponti. E che i gran signori che cita quella XXX in malafede della Consoli sono quella sparuta minoranza che se lu puo`permettere, e che chissa`perche`TUTTE le donne corteggiano in maniera a dir poco ossessiva e rivoltante. Poi, effettivamente, mi sono reso conto della parte statistica. E ho avuto conferma che certa gente si nutre di immondizia intellettuale. Siamo quello che mangiamo, del resto.
(Umorismo macabro:i padri separati non mangiano niente e infatti non sono niente…invisibili)

  (Quota)  (Replica)

Fabrizio Marchi 2:35 pm - 22nd agosto:

Pappagallus brullus,

Papp, sei tutti noi…ssshhh…sottovoce però…che io non posso farmi sentire…http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wink.gifhttp://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_cool.gif

  (Quota)  (Replica)

Mauro Recher 7:30 pm - 22nd agosto:

Mi scuso per il doppio post ,ma mi sono dimenticato di scrivere un commento apposito ..ripeto ,non essendo sposato ,ne padre e e separato ,non mi piace parlare di situazioni che non conosco a fondo ,posso sempre farmi un idea ,anzi faccio un confronto con la violenza di genere ….si parla sempre di donne vittime e mai di uomini eppure ci sono ,qui è la stessa cosa con i sessi invertiti ma , questa regola (cioè dei due pesi e delle due misure) vale solo quando fa comodo ? Oppure dobbiamo veder per forza a fare a gara chi sta peggio ? non e che forse un persona povera o una persona vittima lo è ugualmente a scapito del sesso ..no si fanno delle vere e proprie gang dove il sesso diventa prioritario …ha scritto che le iene dovevano fare un servizio sul “genitore” separato ma ,andava bene quando ,la settimana dopo parlava della violenza sulle donne (di quale il suo articolo non parla) vede ,il nostro è un mondo strano ,si pensa che noi siamo i migliori solo perchè apparteniamo ad un certo “gruppo” , come le squadre di calcio o i gruppi musicali (sto studiando un pochino questo mondo) gli si da la colpa agli altri e siamo sempre vittime , nel calcio un rigore contro ed è complotto ..qui si usa la stessa strategia un rigore a favore (la violenza sulle donne ) e si scrive peste e corna sugli uomini ,un rigore contro (i padri separati) e allora si usa due pesi e due misure …mi scusi per l’esempio un pochino cinico

  (Quota)  (Replica)

mauro recher 3:43 pm - 8th dicembre:

Magari non sono tutti padri separati ,ma mi ha sorpreso questa foto con articolo connesso
http://omissisnews.com/usa-north-carolina-i-campi-di-concentramento-fema-per-i-senza-fissa-dimora/
Adesso ,non so se i “campi” sono divisi per sesso ,l’articolo non lo dice ,ma in quella foto io vedo solo uomini , strano in un mondo dove il maschile è privilegiato

  (Quota)  (Replica)

Rino DV 6:22 pm - 2nd gennaio:

Assegni alla ex.
La “conservazione del livello di vita precedente” per la prima volta in 40 anni viene ora sottoposto alla valutazione della Corte Cost.
.
http://www.agi.it/cronaca/notizie/divorzio_a_vaglio_consulta_assegno_a_ex_coniuge_per_tenore_vita-201412271733-cro-rt10070
.
RDV

  (Quota)  (Replica)

Rino DV 4:16 pm - 1st dicembre:

Toh…
I padri separati in prima pagina.
.
http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2015/30-novembre-2015/nella-casa-famiglia-padri-separati-abbiamo-perso-lavoro-poi-famiglia-2302260095886.shtml
.
Matrimonio in età femminista=voto di povertà, castità e obbedienza. In ordine inverso.
Ubbidienza subito
Castità dopo pochi anni, se va bene.
Povertà …un po’ più avanti.
.
Adesso arrivano le “Unioni civili”.
Cioè un altro matrimonio.
Che minaccia di essere peggiore del primo: a formalizzare questo potrebbe infatti bastare la volontà di uno solo.
Di quale dei due si tratterà?

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 9:52 am - 30th ottobre:

La realtà bussa alle porte del Corriere. Ogni tanto.
I nuovi poveri? I padri separati. Storie di ordinario disagio
.

  (Quota)  (Replica)

mauro recher 2:02 pm - 11th marzo:

Riprendo questo articolo, non so se l’uomo vittima fosse un padre separato ..comunque ….
TG5 apertura di giornale, senza tetto dato alle fiamme, non tratto certo di diritto legislativo o della violenza del gesto ,però devo fare una considerazione … uomo di 45 anni , ma che strano, il maschio non ha il potere su tutto ed è un privilegiato ,come mai dormiva per strada ?

  (Quota)  (Replica)

Lascia un commento

* Richiesto
** Il tuo indirizzo email non verrà reso pubblico
Markup Controls

http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_bye.gif 
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_good.gif 
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_negative.gif 
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_scratch.gif 
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wacko.gif 
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_yahoo.gif 
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_cool.gif 
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_smile.gif 
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_whistle3.gif 
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_yes.gif 
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_cry.gif 
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_mail.gif 
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_sad.gif 
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_unsure.gif 
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wink.gif 
 

Aggiungi un'immagine