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27 giu 2011  |  81 Commenti

“Non uscirei mai con un operaio”

Questo video è una vera e propria chicca, assolutamente da non perdere

http://www.youtube.com/watch?v=Ff6eB7UuPvU

Per la verità non  ci sarebbe neanche il bisogno di commentarlo,tanto è eloquente. Nondimeno alcune considerazioni si rendono inevitabili.

Da notare l’atteggiamento a metà fra il maternalistico e il falsamente moralistico di Lory Del Santo (che a suo tempo fece parlare di sè, come qualcuno fra voi ricorderà senz’altro, per una marchetta da 100 milioni di vecchie lire con un magnate del petrolio, mi pare fosse addirittura il figlio dell’Aga Khan) costretta, obtorto collo, a recitare la parte politicamente corretta della conduttrice che invita a non generalizzare…”In fondo – questo il retropensiero che traspare in modo evidente dalle sue parole – anche fra quella massa di abbrutiti, bifolchi, falliti e morti di fame di operai potrebbe esserci qualcuno degno delle nostre attenzioni”. Naturalmente non lo pensa neanche un po’ però lo deve dire per ovvie ragioni. Altrettanto naturalmente è superfluo sottolineare che la stessa Lory Del Santo (non ne abbiamo mai dubitato…) fu obbligata a quella prestazione sessuale (per lo meno quella dichiarata, delle altre non sappiamo…) dall’abominevole potere oppressivo maschilista…

Proprio quello stesso abominevole potere che costringe quella ragazza del video a dichiarare che lei, con tutta la buona volontà, con un operaio proprio non ce la farebbe ad andarci. Anzi, non potrebbe neanche concepire di uscirci per una sera perché il poveretto non potrebbe essere in grado, anche con tutti gli sforzi del mondo, di offrirle quel confronto culturale di cui lei ha assoluta necessità per potersi relazionare con gli uomini…

Interessante anche la reazione pacata (sigh…) dei tre giovanotti che invece di mandarla a cagare cercano di mal celare il loro evidente disgusto (e ne hanno ben donde) con frasi di circostanza…

Che ne pensate? E’ il caso di segnalare questo video al Comitato di Salute Pubblica di “Se non ora quando”? Chissà, forse anche loro potrebbero trovarlo, come noi, spregevolmente classista, sessista e razzista…

O forse potrebbero rispondere che anche quella è propaganda maschilista finalizzata a screditare le donne e ad alimentare lo stereotipo di un “femminile” mercificato…

Nel frattempo noi lo immortaliamo per sempre: come si suol dire, “Ai posteri l’ardua sentenza”.

Anche se noi, seppur garantisti, in questo caso, l’abbiamo già emessa…Per una volta lasciamoci ammaliare dalle sirene del ”giustizialismo”…


81 Commenti

Ethans 12:21 am - 28th giugno:

Beh, almeno è stata sincera, di questo bisogna dargliene atto…

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Leonardo 1:53 pm - 28th giugno:

Io invece con un operaia ci andrei; una per esempio che lavora in miniera o in cantiere.. ;D

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mauro recher 4:29 pm - 28th giugno:

ethans ,scrivi cosi ,perchè i commenti sono stati disattivati ,vado a spiegarmi ….
questo video l’ho visto anche qualche tempo fa ,cercavo qualcosa con operai ,perchè nella mia piccola fabbrica (siamo in 14) ci sono metà stranieri e metà italiani ,e sulle relazioni è come essere in uno specchio ,gli stranieri quasi tutti accasati ,gli italiani quasi tutti single ,e cercando cercando mi sono imbattuto in questo video
i commenti politicamente corretti o meno erano ovviamente contro la ragazza la quale era intervenuta discolpandosi….. praticamente doveva recitare un copione ,il che ,se ci pensate è addirittura peggio ……
se fosse sincera veramente ,va beh è una ragazza scema ,la si manda a cagare ed è finita li
ma in questo caso il danno è doppio ,perchè ,pur di trovarsi davanti alla telecamera ed essere corteggiata ,non ci pensa minimamente ad avere un pochino di dignità ed ha un atteggiamento sessista e razzista (e anche molto ignorante) con la categoria degli operai. Anche la stessa Zanardo ha avuto parole del genere ( “sono un operaio e guardo solo il grande fratello”,ha detto in un articolo) …….
ovviamente a questa ragazza qui degli operai non ne può fregar de meno ,e cerca di scusarsi per non passare da stronza, non riuscendoci tra l’altro

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Ethans 11:46 pm - 28th giugno:

Io ho apprezzato la sua sincerità relativamente al fatto che ha ammesso che con un operaio non ci andrebbe mai. Se poi lei non si fa scrupoli a insultare la categoria solo per apparire in TV… beh, doppiamente ignorante, razzista e stronza… ma tant’è, il sottofondo di verità (sempre taciuta) rimane, ed è questo l’importante. Di questi tempi una frase del genere detta da una donna mi sembra un’interessante testimonianza a riprova di quello che si nasconde nell’animo femminile. Se poi sono gli autori a decidere una linea di questo tipo, ancor meglio…

Un video propedeutico ed educativo per molti uomini sulla via del risveglio…

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Saturno 9:30 am - 29th giugno:

Ma proprio tutte le donne la penseranno così?
E le donne operaie?

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Ethans 12:17 pm - 29th giugno:

Beh, l’archetipo del principe azzurro è insito nella natura femminile. Se le donne operaio avessero avuto scelta avrebbero maturato lo stesso pensiero della suddetta, io penso…

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armando 1:41 pm - 29th giugno:

E andiamo a vederlo quel “confronto culturale” di cui quella ragazza, in numerosissima compagnia, chiede. Alla rinfusa: gli ultimi romanzi alla moda imposti dall’industria culturale di cui fra due anni nessuno si ricordeà più, l’andar per mostre di cui, dopo due giorni, non ci si ricorda assolutamente nulla di nulla, qualche concerto di musica classica dove fingere di non annoiarsi e nel quale non si saprebbe assolutamente cogliere la differenza di esecuzione fra orchestre diverse, leggere ogni giorno Repubblica, o il Manifesto, essere per l’emancipazione femminile etc. etc. Insomma condividere la pseudo cultura piccolo borghese alla moda e politicamente corretta. Questa è la cultura che si cerca, e vuoi scommettere che donne come quella si dichiarano politicamente a sinistra? Perchè è chiaro. Questa sx è diventata il ricettacolo dell’ideologia piccolo borghese delle classi impiegatizie e pesudointellettuali, che usa per sottometterle ai poteri finanziari forti.
A me è capitato di constatarlo di persona. Donne di sx che mai avrebbero approvato se il figlio si fosse messo insieme con una ragazza di ceto “inferiore” o la figlia con un operaio (che vuoi, troppo dislivello culturale!!). E non solo. Parlano di accoglienza degli immigrati e di solidarietà, ma quando sono alle prese con qualcuno di loro e divergono negli interessi, allora ho personalmente udito giudizi trancianti, di un razzismo che io, noto reazionario, non mi sogno neanche lontanamente di pensare, e non solo di dichiarare.
Questo è quanto, questa la realtà. E l’operaio allora farebbe bene a mandarle a quel paese e rivolgersi alle altre operaie e magari anche alle “coatte”, Fra di loro, ancora ma fino a quando?, se ne trovano alcune di più vere, autentiche e sane, o almeno meno inquinate. Spero.
armando

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mauro recher 5:08 pm - 29th giugno:

a tal proposito ,mi è venuto in mente un episodio di qualche anno fa ….
era in casa di due sorelle e di una coppia che aveva una bambina ,la cosa iniziò per scherzo , e si faceva l’elenco delle professioni del futuro fidanzato della bambina ,è uscito il dottore (il più gettonato in assoluto) ,ingegnere ,professore ecc ecc,ma mai l’operaio ,nemmeno per sbaglio smile ..concordo con Armando e Ethans

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Ethans 11:16 pm - 29th giugno:

Quoto Armando: vogliono lo scambio culturale? beh, io vedo tanta forma ma contenuti zero… la cultura è altrove e va conquistata sulla propria pelle…

Tutto il resto è “passerella” per darsi un tono…

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Damien 8:51 am - 11th luglio:

Signori.. diciamolo.. in guerra è inutile mandare al fronte uomini che non sparano al nemico, non fanno altro che rafforzare l’idea del maschio smidollato che tanto paventano le femministe..

Il grande problema, pertanto non è solamente rivolto alle donne, incapaci di gestire equamente l’eguaglianza che paventano in teoria, ma agevolano e distruggono quotidianamente nei fatti, – senza remore morali alcune verso l’uomo – , ma verso quei maschietti che vi partecipano gaudenti senza colpo ferire e di quelli che selezionano questi copioni che, spesso, sono dei veri e propri ometti furbi che cavalcano l’onda del nazifemdominismo per compiacentia et pecunia!

Pertanto, darei un paio di calci nel QLO ben assestati a questi ometti zerbino, dandogli una vanga e mandandoli a zappare i campi, o peggio, mandandoli a raccogliere pomodori con salario a nero, successivamente passerei alle nazivaginocratiche!

Per vincere questa guerra, è necessario SOPPRIMERE il potere e l’incapacità cronica degli ometti zerbino, piu’ difficile anche se non impossibile, risvegliarli dal loro torpore dovuto agli effluvi vaginali!

Se non ci riusciremo, ogni rivalsa sarà vana! perchè al pari del piu’ rinomato di Bermuda, quel triangolino rende incapaci di intendere e volere parecchi di loro! e al pari di zombie, ne vedremo sempre di piu’ prostituirsi alle vulvocentriche!

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Gas 3:59 am - 12th luglio:

Credo che sia tutto semplicemente nella figura stereotipata che si ha dell’operaio.
Brutto, torvo, sporco di grasso e privo di intelletto (l’uomo che ripete sempre il solito gesto milioni di volte, insomma, non è che la macchina stessa). NONCHE’ povero.
Se c’è una figura che nell’immaginario collettivo è sempre la più fosca è proprio l’operaio.
Intuisco però che parlando per assoluti non ci fosse neppure tutta questa cattiveria: si riferiva a questa immagine qui, stereotipata (e direi pure irreale).
La tipa esce, il tipo le piace, in fondo è curato e simpatico, ne sa, le dice che “lavora in una azienda internazionale che esporta in tutto il mondo”…e ci va.
Guarda caso è un operaio…

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Ethans 10:14 am - 12th luglio:

In ufficio da me è una storia che si protrae oramai da 6 anni. L’impiegata amante di lungo corso del capo che fa il bello e brutto tempo coi suoi colleghi. Più di 70 persone in 6 anni ho visto fuggire disperati da quel luogo di lavoro. I soprusi che questa donna compie su tutti sono di una cattiveria inaudita. E il capo chiaramente la protegge permettendole qualsiasi nefandezza.

Questo per dire che sono d’accordo con Damien quando parla di incapacità cronica degli ometti zerbino e della difficoltà di risvegliarli dal torpore causato dagli effluvi della fica. Quando poi tali zerbini sono al potere, come il mio capo, la situazione diventa estremamente pesante. Un clima che non vi sto neanche a descrivere…

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mauro recher 5:01 pm - 12th luglio:

vedi Gas ,hai ragione ,chiaro che la figura dell’operaio sia molto stereotipata ,pero c’è una cosa che mi rompe ,questa figura brutta e povera ,serve solo a fare belle le varie classi politiche (lo facciamo per gli operai) ,questo vale sia per il maschile che per il femminile ..la stessa manifestazione di Siena era per le operaie (si ,come no!!) ..io, che di mestiere faccio proprio l’operaio ,ho la mia personale testimonianza da riportare e che, lo ripeto ,perchè mi sembra importante ,siamo fifty fifty tra italiani e stranieri ,gli accasati ,quelli che hanno una famiglia sono proprio gli stranieri ,gli italiani?? ,quasi tutti single ,forse quel video non è poi cosi campato in aria

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Alfio 1:55 pm - 13th luglio:

Concordo con gas: è più per motivi culturali e per pregiudizio che economici. Anche perchè che ci crediate o no oggi molti operai (sopratutto gli specializzati ed i turnisti) guadagnano di più di molti altri mestieri che a primo impatto sembrerebbero più “prestigiosi” es. impiegati ma anche professionisti se alle prime armi.

Il mimì metallurgico appartiene al passato.

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Fabrizio Marchi 3:31 pm - 13th luglio:

“è più per motivi culturali e per pregiudizio che economici. Anche perchè che ci crediate o no oggi molti operai (sopratutto gli specializzati ed i turnisti) guadagnano di più di molti altri mestieri che a primo impatto sembrerebbero più “prestigiosi” es. impiegati ma anche professionisti se alle prime armi”. (Alfio)
Ci credo senz’altro, semplicemente perché lo penso e lo so. La discriminante di classe non è solo di tipo economico ma anche e spesso soprattutto di tipo sociale e culturale, e nessuno lo ha mai negato. Comunque sia è una discriminazione, una forma di classismo, che naturalmente muta con il mutare delle condizioni sociali e culturali. Fino ad una cinquantina di anni fa un impiegato di banca era giudicato un ottimo partito, come si suol dire, oggi è considerato un impiegato come tanti, un mediocre, se non un fallito (secondo i parametri dominanti, ovviamente, non certo secondo il sottoscritto).
Fabrizio

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Alfio 4:09 pm - 13th luglio:

@Fabrizio Marchi: prestigiosissimo certo no, ma da falliti il lavoro dell’impiegato di banca, con il precariato e gli stipendi da ridere che ci sono oggi, non credo proprio…………… mica possono sposarsi tutte imprenditori ed avvocati!!!

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mauro recher 4:41 pm - 13th luglio:

ah ,Alfio ,sicuramente è cosi , io per esempio guadagno di media 1200 euro al mese ,che in certi impieghi se li sognano e ,come detto bene da Fabrizio ,una volta avere un impiego in banca significava aver vinto al lotto oggi non è più cosi ,comunque sia ,se domandi ad un bambino cosa vuoi fare da grande ,non ti risponderà l’operaio ..
voglio comunque precisare una cosa ,almeno per me ,fare l’operaio non la ritengo una sconfitta ,anzi ,nella mia vita tutti i lavori che ho fatto che sono stati dal bidello ,al postino ,le pulizie ,il fattorino ,li ho fatti sempre con grande dignità e passione .per me ,ogni lavoro (onesto) va rispettato

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Fabrizio Marchi 6:44 pm - 13th luglio:

Caro Alfio, capisco che possa apparire traumatico e difficile da digerire, ma è così. D’altronde non è certo il sottoscritto a stabilire i parametri del prestigio sociale…(i miei criteri di valutazione degli “umani” sono di tutt’altro genere, credimi…). La linea di demarcazione tra “falliti” e “riusciti” è stata alzata vertiginosamente negli ultimi trent’anni. L’elastico sociale, come si suol dire, è stato tirato fino all’inverosimile, da questo punto di vista.
D’altronde, non vedo perché meravigliarsi, siamo nell’epoca del trionfo del mercato e della sua ideologia (fra cui il femdominismo), e questi sono i risultati.
Conosco laureati super specializzati che svolgono lavori precari e sottopagati; finchè hanno trent’anni va ancora bene, se arrivano a quaranta in quelle condizioni scatta il parametro del “fallimento”. Sei fuori, caro mio, “out”, e oggi si fa presto a finire “out”. Se questo vale per un quadro specializzato figuriamoci per un impiegato, pubblico, parapubblico o privato che sia, anche se con un lavoro stabile e a tempo indeterminato. Anche e soprattutto quest’ultimo, finchè sarà in giovane o relativamente giovane età riuscirà a barcamenarsi, dal punto di vista del prestigio sociale intendo, giunto alla soglia della quarantina scatterà inesorabile il cartellino del “fallimento”, anche per lui”, con tanto di timbro e protocollo. Al di sotto di queste categorie non si viene neanche presi in considerazione , si diventa degli “invisibili”…
E va bè…“Avete voluto il migliore dei mondi possibili?” “E pijatello…” dicono a Napoli…
Fabrizio

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Andrea 7:40 pm - 13th luglio:

E va bè…“Avete voluto il migliore dei mondi possibili?” “E pijatello…” dicono a Napoli…
Fabrizio
>>
D’accordo, Fabrizio, però quello che io vorrei capire è: quale sarebbe la società ideale?
Voi di UB quale proposte concrete avete da portare avanti? Perché, insomma, criticare (anche in maniera giusta) è facile per tutti, ma è il costruire qualcosa di differente che poi è difficile.
Inoltre, considerando l’avanzata dei giganti asiatici (Cina e India), come si può pensare che un pugno di persone possa cambiare in modo significativo l’odierno contesto sociale?

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Fabrizio Marchi 8:32 pm - 13th luglio:

Andrea, è proprio il concetto di società ideale, una sorta di realtà iperuranica da portare sulla Terra, oppure il risultato di una specie di laboratorio teoretico, che va abbandonato.
Ci si deve dotare di un orizzonte ideale, che è quello che personalmente ho cercato di tracciare nei tanti articoli che ho scritto sul sito, e in particolare sul Manifesto, e lavorare in quella direzione. In questo modo, con il contributo di ciascuno di noi, portando avanti i propri valori e le proprie idee, e battendosi per questi, il mondo a poco a poco cambia. Personalmente faccio di tutto per trasformarlo (democraticamente, s’intende) nella direzione che ritengo più giusta. Definisco questo metodo come “prassi”. In fondo, potrei essere considerato come un “riformista forte”, come si usava dire un tempo, cioè strutturale (un riformista può anche essere un rivoluzionario, ma io non ho questa presunzione, e non credo di averne la caratura, sono solo un uomo che porta avanti le sue idee con convinzione, poi chi vivrà vedrà).
Di più non posso e non sono in grado di dirti; per fortuna, aggiungo io, altrimenti dovreste seriamente preoccuparvi…smile
Fabrizio

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Paolo 8:44 pm - 13th luglio:

Il risultato sarà che nessuno vorrà fare più l’operaio, nessuno vorrà giustamente essere marchiato di fallimento ,in primis proprio dalle donne. Allora io mi chiedo: chi lo manda avanti il paese? chi asfalterà le strade? chi guiderà i mezzi pubblici? chi salirà sui ponteggi? chi farà più il contadino?… è una società ormai finita, vittima delle sue stesse insuperabili contraddizioni. Personalmente me ne compiaccio.

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Fabrizio Marchi 9:20 pm - 13th luglio:

“Il risultato sarà che nessuno vorrà fare più l’operaio, nessuno vorrà giustamente essere marchiato di fallimento ,in primis proprio dalle donne. Allora io mi chiedo: chi lo manda avanti il paese? chi asfalterà le strade? chi guiderà i mezzi pubblici? chi salirà sui ponteggi? chi farà più il contadino?…” (Paolo)
Caro Paolo, hai compreso perfettamente cosa voglio dire… Evitiamo di fare delle boutade iperboliche che non servono a niente e a nessuno.
E’ incredibile come sono fatti gli uomini, e poi ci meravigliamo di come vanno le cose. Siamo assediati da ogni lato, metaforicamente bombardati dal cielo, dal mare e dalla terra, stiamo faticosamente cercando di costruire un fortilizio, eppure l’attività in cui meglio riusciamo e in cui più ci impegniamo è quella di farci le pulci…
Mah…
Fabrizio

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Rino 9:25 pm - 13th luglio:

Ethans:
>>
In ufficio da me è una storia che si protrae oramai da 6 anni. L’impiegata amante di lungo corso del capo che fa il bello e brutto tempo coi suoi colleghi. Più di 70 persone in 6 anni ho visto fuggire disperati da quel luogo di lavoro.
>>
Anche negli ambienti di lavoro la questione psicologica è più importante di quella materiale. Tuttavia è sempre stata negletta, sconsiderata dai partiti di sx e dai sindacati. Semplicemente ignorata, fino all’arrivo del femminismo. (A questo ho già fatto cenno in queste pagine ma non ricordo dove).

Dove si trova un’azienda in cui, per motivi materiali (rischi, disagi, pericoli anche imminenti) 70 operai si licenziano in 6 anni?

Ma neanche alla Thyssen!!!

L’entrata in massa delle FF nei luoghi di lavoro con il coevo sviluppo dell’ideoutopia femminista ha comportato, tra altre cose, l’apertura del fronte psicologico. Sinora riferito alla condizione psicologica delle FF, ovviamente.
Si tratta di vedere se e quando esso verrà posto anche dagli UU.
Se si guarda al passato, c’è da dubitare che ciò accada.
Se poi si considera che l’argomento attiene non solo alla problematica della dipendenza in sé nella struttura gerarchica (fatto storico), ma anche (ed è la novità) ai rapporti con le FF, viene da pensare che si tratti di una utopia e che gli UU – chiusi nella roccaforte di cartapesta dell’orgoglio autolesionista, non oseranno mai porre la questione. Al più si licenzieranno…

Il caso riportato da Ethans coniuga la questione gerarchica con quella di Genere. Anche di questo abbiamo parlato qui, ma non ricordo dove.

L’emergere della questione psicologica nei luoghi di lavoro, pur se limitata ad F, è una di quelle che impongono una profonda revisione di tutte le categorie storiche della sinistra. Ma ce ne sono altre. Va ad es. rivisto il concetto di “guerra tra poveri” perché si tratta di una formula depistante. Il bidello a 1.100/mese con famiglia a carico e la proffa in part time a 9 ore la settimana con 950 al mese (scrivo a ragion veduta perché so) con marito avvocato di successo sono entrambi qualificati come “poveri”.
Dico invece che lei è ricchissima da ogni punto di vista e lui povero.
Lei è addirittura colei il cui reddito dovrebbe essere ridotto. Per ragioni di bilancio? No. Per ragioni di giustizia? No. Per molto meno (o molto più?): per rallentare la crescita delle discariche.
Abbiamo infatti di fronte quella che sta al vertice della piramide di Maslow e quello che ne sta alla base. La formula “guerra tra poveri” indica che in fondo sono entrambi sulla stessa barca. E’ vero.
Ma porta il nome di Titanic.

On en parlera, ovviamente.

Rino DV

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Damien 12:09 am - 14th luglio:

@Andrea:

alla tua domanda, rispondo che questa sicuramente NON E’ una società dove vorrei che mio figlio crescesse e per quanto riguarda come si può pensare che un pugno di persone possa cambiare in modo significativo l’odierno contesto sociale.. ti ricordo cosa fece Garibaldi con mille uomini ma, sopratutto, cosa hanno fatto e stanno continuando a fare le nazifemdoministe in quasi 40 anni senza neanche sparare un colpo..

noi non avremo quel triangolino li.. ma abbiamo altre armi.. l’unico problema è trovare un antidoto da somministrare agli ometti per risvegliarli e renderli immuni agli effluvi vaginali quel tanto che basta per farli ragionare con la testa superiore..

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Fabrizio Marchi 7:39 am - 14th luglio:

Scusa, Paolo, credo di avere male interpretato il tuo post, pensavo fosse riferito ad altro e di conseguenza cii avevo letto una vena polemica che invece non c’era…
Piccolo malinteso, errore da parte mia…
Scusa ancora.
Fabrizio

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Rita 8:03 am - 14th luglio:

Anche negli ambienti di lavoro la questione psicologica è più importante di quella materiale. Tuttavia è sempre stata negletta, sconsiderata dai partiti di sx e dai sindacati. Semplicemente ignorata, fino all’arrivo del femminismo. (A questo ho già fatto cenno in queste pagine ma non ricordo dove).

Qui:

http://www.uominibeta.org/2010/12/08/gerarchia-e-rapporti-di-genere/

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Fabrizio Marchi 8:10 am - 14th luglio:

Esatto, Damien, aggiungo che è fondamentale ricordare che tutti i grandi progetti umani, di qualunque genere e natura, sia nel bene che nel male (uso questa dicotomia per semplificare e capirci …), hanno avuto origine quasi sempre da sparuti gruppi di uomini.
Sia chiaro, ho i piedi ben piantati per terra e nessuna velleità “superomistica”, come ben sapete. Tuttavia, e in questo ha perfettamente ragione Damien, sarebbe un grave errore lasciarci pervadere da uno spirito di disfattismo e rassegnazione.
La situazione è estremamente difficile, è vero, e sono il primo ad esserne cosciente e a segnalarlo ma è vero anche che possono esserci dei cambiamenti di rotta imprevisti, improvvisi, quando meno ce lo aspettiamo. E’ la Storia che ce lo dice. E comunque il fatto stesso che siamo qui e stiamo crescendo, anche se molto lentamente, dimostra che gli spazi ci sono, che la nostra intuizione è giusta, perché fondata su fatti reali concreti (la condizione reale della maggioranza degli uomini), e non su costruzioni ideologiche.
Sono ancora più convinto del fatto che una gran parte di uomini sia in realtà cosciente della condizione in cui versa ma non voglia e non riesca ad ammetterlo. Questo è il vero nodo del problema, è qui che dobbiamo lavorare. Ha ragione Damien, dobbiamo trovare la chiave di volta non tanto per entrare nella loro mente (ci siamo già entrati, perché ci siamo passati in prima persona, conosciamo ciò che li paralizza) quanto per riuscire a farli uscire allo scoperto. Questo è il punto. Badate che c’è un vero e proprio terrore da parte degli uomini, da questo punto di vista. Me lo hanno confessato in camera caritatis anche dei miei cari amici.
Questo è il busillis. E’ qui che dobbiamo lavorare. Nel frattempo sto lavorando al video, anzi, ai video, saranno diversi data la quantità del girato, da mandare in rete, impegni tecnici permettendo del mio amico che li deve realizzare tecnicamente. Non so se riuscirò ad essere efficace ma è pur sempre un tentativo…
Fabrizio

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Saturno 4:32 pm - 14th luglio:

Come ho detto sono pessimista, fa parte del mio carattere, ma non per questo disfattista, anzi.
Il pessimismo serve per me per rendere ancora più accettabile la battaglia. Se si lotta pensando di aver già perso non si resterà delusi e ci sentiremo ancora più nobili. Penso infatti che la soluzione della questione maschile sia una faccenda di futuro lontano, se mai verrà e se l’ umanità sopravviverà (cosa di cui dubito molto).
Ho una curiosità: organizzare una manifestazione simile a quella di “Se non ora quando?”, ma a parti invertite, è utopia, vero?

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mauro recher 5:54 pm - 14th luglio:

Saturno ,in questo momento è pura utopia ,anche se l’idea mi piace eccome ,comunque anche se bisogna fare le apposite tare il comitato “se non ora quando” a Siena ha fatto contare intorno alle 2000 unità ,e gli uomini erano veramente pochi….molto distante dal clamore del 13 febbraio (ripeto ,bisogna fare le apposite tare) ,senza contare che ne è venuta fuori una diatriba tra il blog della Zanardo e lo stesso comitato perchè la suddetta non è stata invitata ….non è tutto rose e fiori

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Andrea 7:14 pm - 14th luglio:

Da qualche parte ho letto che a quella riunione di sfigate, erano presenti in larghissima parte donne ultra quarantenni e ultra cinquantenni.
Poche le trentenni e ancor di meno le ventenni.
A voi risulta sia vero?

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Rino 8:03 pm - 14th luglio:

1. Grazie Rita.

2. Saturno:>> Ho una curiosità: organizzare una manifestazione simile a quella di “Se non ora quando?”, ma a parti invertite, è utopia, vero?>>

Ci si ritroverebbe in 10-12.

3. Nuova Lorena Bobbit
….
Moglie in crisi coniugale lega il marito e lo evira
La donna ha gettato poi il pene nella spazzatura

http://ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2011/07/13/visualizza_new.html_786822102.html

Si noti la contestualizzazione: …in crisi coniugale…

Speriamo che non LO incriminino.

Rino DV

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Ethans 11:03 pm - 14th luglio:

Negli ambienti di lavoro mai e poi mai gli uomini ammetterebbero di essere subordinati alle donne. I capi si guardano bene dal confessare agli altri e soprattutto a se stessi di essere mossi in certe scelte dalle pressioni delle impiegate che, artatamente e in maniera molto velata, soffiano sulla loro vanità per scippare favori e protezione nei confronti di altri/e impiegati/e (si perchè di quelle 70 persone che ho segnalato in precedenza una trentina erano donne, pericolosissime concorrenti, sia mai che una giovincella venga preferita alla gallina vecchia). Siamo alla logica del privilegio come alla corte di Luigi XIV e con un livello di infantilismo che rasenta la demenza.

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Saturno 7:39 am - 15th luglio:

C’è un’ altra cosa che mi chiedo. Ho l’ impressione che qui in Italia le relazioni tra i generi siano più arretrate rispetto al resto dell’ Occidente. Non sarà che la nostra percezione è un pò provinciale?
Per esempio, pare che le donne scandinave facciano spesso il primo passo, e che quindi siano più spontanee e reciproche di quelle italiane. Di sicuro comunque sono più disinibite. E’ giusta questa mia impressione?

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Damien 8:32 am - 15th luglio:

@Rino:
in questi casi, ci penserà l’infermità mentale a salvarla..
@Ethans:
gli effluvi vaginali inibiscono la ratio di qualsiasi ometto, fattene una ragione! ergo nulla è cambiato dai tempi di Luigi XIV ad oggi..
@Saturno:
l’intraprendenza delle donne scandinave, forse, è dettata dal fatto che li gli operai comunque guadagnano bene e, sopratutto, per una politica femdominista ben piu’ affermata, che de facto “castra” la presente ma ben piu’ fievole intraprendenza maschile.. tuttavia basti pensare ad altre nazioni dove tale intraprendenza risulta sicuramente piu’ marcata e ben presente, dove in altre parole, la vera emancipazione sesuale risulta essere già a buon punto.. talmente a buon punto che anche le nostre italianissime femminuccie che, in patria si lamentano, emigrano per il turismo sessuale e dove, addirittura, si prestano a mantenere chi soddisfa le loro pulsioni sessuali, senza degnarsi sicuramente di chiedere la classe sociale di appartenenza o la tipologia di lavoro al benvenuto stallone da monta..

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Alessandro 8:54 am - 15th luglio:

Saturno:C’è un’ altra cosa che mi chiedo. Ho l’ impressione che qui in Italia le relazioni tra i generi siano più arretrate rispetto al resto dell’ Occidente. Non sarà che la nostra percezione è un pò provinciale?
Per esempio, pare che le donne scandinave facciano spesso il primo passo, e che quindi siano più spontanee e reciproche di quelle italiane. Di sicuro comunque sono più disinibite. E’ giusta questa mia impressione?
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Ne abbiamo discusso spesso, e, a mio parere, le donne europee si possono dividere in tre grandi gruppi, per quanto riguarda il loro modo di relazionarsi nei confronti degli uomini: le donne dell’area mediterranea, italiane incluse, dell’Europa centro-occidentale, Uk inclusa, e dell’Europa orientale. Possono darsi anche altri sottogruppi, ma non è il caso di sottilizzare troppo. Ciò che distingue le donne del primo gruppo dalle altre è l’ambiente culturale in cui sono cresciute, che è poi anche quello maschile ma che conduce a diversi esiti anche perchè diversa è la loro natura, permeato ancor oggi, nonostante la fortissima secolarizzazione in atto, da una un’influenza cattolico-tradizionalista tutt’altro che trascurabile, che considera la donna da una parte come colei che dev’essere oggetto di corteggiamento e non il contrario, dall’altra come colei che deve avere una vita sentimentale-sessuale molto morigerata, al limite della castità al di fuori di una unione stabile con una persona dell’altro sesso. Chiaramente tutto questo si innesta su quella che è la propensione naturale della donna: come ripetuto in tante occasioni anche da Fabrizio, noi siamo un risultato inestricabile di pulsioni naturali e influenze culturali.
Queste influenze fanno sì che, mediamente, la donna italiana, rispetto alla donna scandinava, mantenga un maggior distacco nei confronti dell’altro sesso, evidenzi una maggiore ritrosia, che la porta alla mancanza di iniziativa: ella pensa che diversamente verrebbe mal considerata socialmente. Tutte queste remore, tutti questi timori sono assenti nelle donne scandinave e ciò fa sì che, fermo restando la naturale propensione femminile all’attesa e alla “monogamia”, siano più portate all’iniziativa, all’approccio.
Per il resto, l’individualismo consumistico, l’ideologia femminista, operano oramai in maniera fortissima in tutta Europa(con la parziale eccezione dei Paesi ex Comunisti, ma anche qui la situazione va uniformandosi a passi da gigante al resto dell’Europa), determinando, nel primo caso, la ormai notoria atomizzazione sociale, nel secondo, una forte tendenza alla chiusura di genere, alla conflittualità, al risentimento, all’ostilità nei confronti dell’uomo, magari occultate da un pò di ipocrisia “progressista”, ma, a un occhio acuto, piuttosto chiare ed evidenti.

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cesare 9:13 am - 15th luglio:

Circa le Italiane forse è da prima dell’Impero Romano, che noi maschi abbiamo la sensazione ( ma si tratta solo di sensazione) che siano meno disinibite delle svedesi (che, poverelle, girano col manualetto della liberata sessualmente, e un tempo col passepartout del bagnino romagnolo. Oggi col vibratore e il codice penale in borsetta). Poi invece scopriamo che perfino sul coperchio di una tomba etrusca è rappresentata una giovane donna sdraiata insieme ad un uomo con un bella coppa di vino in mano per un sorridente, allegrissimo brindisi. Per non parlare delle leggiadre fanciulle dipinte sui muri di Pompei (non stanno sferruzzando). Quanto a Roma, è sempre stata nota per il numero spropositato e la bravura delle sue belle di giorno (e di notte). Sotto lo sguardo benevolo del cupolone di San Pietro (a proposito di sessuofobia cattolica).
Ogni Italica ha la sua strada di accesso (siamo il Paese dei mille comuni più che delle province) stratificatasi nei secoli. Probabilmente più libera e disponibile di una autostrada. C’è, però, che non basta il manuale e il passepartout: il sesso non è solo un fare, ma soprattutto è un essere. E’ qui che forse ci siamo ingannati finendo per subire la concorrenza dei vibratori, che come si sa, non hanno genere: sono neutri. Così , oltre alla concorrenza, o ci si comporta da neutri o siamo maschi colpevoli interpretati in base agli articoli del codice penale.

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Ethans 11:12 am - 15th luglio:

@Damien:
E’ molto difficile farsene una ragione quando si subiscono certe pressioni sulla propria pelle. Minacce di licenziamento, prese per il culo, delazioni, colleghi giovani e inesperti che vengono usati contro di te per scalfire quello che in anni e anni di gran mazzo ti sei costruito… Tutto questo solo con un battito di ciglia, pensa un pò…

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Rita 11:18 am - 15th luglio:

@Cesare: Per non parlare delle leggiadre fanciulle dipinte sui muri di Pompei (non stanno sferruzzando).

vado O.T. (ma non troppo perchè si riallaccia al discorso dell’educazione di cui parlava Alessandro più sopra).. i miei genitori durante il loro viaggio di nozze (1954) fecero tappa a Pompei. In quella sala a mia madre (fresca sposina) non fu permesso di entrare, perchè vi entravano solo gli uomini. Ancora oggi me lo racconta come un fatto strano, non mancando di rimarcare che l’avrebbe trovato in qualche modo giustificabile se non fosse stata sposata … MA DA SPOSATA QUELLE COSE LE SAPEVO ANCH’IO!!! laugh

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Leonardo 5:11 pm - 15th luglio:

Il dio Priapo dell’antica Grecia e Roma
http://it.wikipedia.org/wiki/Priapo

Il dio Min dell’antico Egitto
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/40/Min.jpg

La dea dei serpenti a Micene
http://www.tempiodellaninfa.net/nuovo/immagini/dea_serpenti.jpg

Religioni molto diverse da quelle odierne, sembra, nel’area del mediterraneo

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Daniele 5:28 pm - 15th luglio:

Saturno
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Per esempio, pare che le donne scandinave facciano spesso il primo passo, e che quindi siano più spontanee e reciproche di quelle italiane. Di sicuro comunque sono più disinibite. E’ giusta questa mia impressione?
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Ascolta, secondo alcune leggende urbane delle mie parti, “pare” che le mie concittadine siano molto più disponibili con i bagnini di Rimini o Riccione che con i propri concittadini…
Con questo non sto affermando che le scandinave non possiedano una diversa mentalità dalle italiane e consequenzialmente abbiano un differente approccio col sesso e con gli uomini rispetto alle nostre connazionali, bensì che qualche rondine non fa primavera.
Scrivo questo perché di solito, all’italiano medio, basta incontrare una straniera più disponibile del solito o, meglio, di essere rimorchiato dalla suddetta (a me non è mai successo, ma vabbè, ognuno ha la propria storia personale), per giungere alla conclusione che “in quei luoghi le femmine sono delle affamate di cazzo che prendono sempre l’iniziativa, anche perché gli scandinavi sono solo degli ubriaconi che non le scopano”…
Insomma, il tipico ragionamento idiota dell’italiano medio, al quale piace moltissimo attribuire alle femmine, desideri, pulsioni, voglie, tipicamente maschili…

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Marco 8:27 pm - 15th luglio:

X Daniele
Quoto tutto.

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armando 10:35 pm - 15th luglio:

Fabrizio: Badate che c’è un vero e proprio terrore da parte degli uomini, da questo punto di vista. Me lo hanno confessato in camera caritatis anche dei miei cari amici.
E’ lo sguardo della Medusa , donna bellissima e attraente che pietrifica chi lo incrocia. Ma Perseo riuscì a decapitarla con un trucco suggeritogli da Atena. Invece di guardarla direttamente, la potè inquadrare mediante uno schermo riflettente, e così riuscire ad ucciderla.
Il mito , ancora una volta, ci da un suggerimento che potrebbe essere valido per i tuoi amici terrorizzati. Invece che occuparsi direttamente del femminismo, si occupino di sè in quanto maschi. Facciano appello alle loro virtù maschili, a ciò che di sè sentono essere giusto, e perseguano l’obbiettivo di promuovere il maschile piuttosto che, se non ce la fanno, contrastare il femminismo sul piano ideologico. Lo incontreranno necessariamente, il femminismo, ma di riflesso. Lo troveranno a sbarrare la loro strada per l’affermazione del maschile. A quel punto, non avendo essi avuto intenzioni aggressive verso il femminile, si renderanno conto della trappola psicologica in cui erano caduti e troveranno il coraggio di contrastarlo. C’è una sola condizione preliminare. Che siano convinti che gli uomini hanno qualità, forza e virtù da spendere. Senza questa convinzione profonda non riusciranno mai a tirarsi fuori.
armando

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Leonardo 10:38 am - 16th luglio:

Volevo far notare quanto il cristianesimo sia censorio verso il pene, tanto da castrare le antiche statue o scolpire sopra il fallo la foglia di fico, mentre nelle religioni pagane il pene aveva la sua importanza e le sue divinità, che oggi ci fanno un pò schifo a vederle o vengono riferite alla libertà omosessuale che c’era nell’antichità. Ma poteva essere una consapevolezza maschile del proprio fisico? A quei tempi non c’eravamo, oggi invece come sappiamo il pene è preso a modello per le cose brutte e la fica è fighissima.
Mentre la dea minoica dei serpenti è poco rassicurante e sfoggia il costume delle donne di quel tempo con i seni di fuori.

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Leonardo 6:22 pm - 16th luglio:

Credo che l’educazione cristiana anche se non sembra è presente in tutto il mondo occidentale e contamina ogni nostro comportamento. Per noi è normale vedere in chiesa un uomo crocifisso con il sangue e l’unica parte coperta del suo corpo sono i genitali (che sono vergogna, sembra davvero una punizione del maschio); mentre pensare di entrare in chiesa e trovare l’immagine di Priapo http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/9f/Pompeya_er%C3%B3tica6.jpg e rivolgersi in preghiera a lui per avere una buona vita sessuale, ci sembra bizzarro; quindi il cristianesimo influenza ogni nostro comportamento. Accoppiato all’assimetria sessuale e alla voglia di rivalsa della femmina sul maschio, diventa micidiale per l’uomo. Difficile cambiare mentalità radicate nella mente dei popoli (dei paesi più avanzati poi, America e Europa che hanno più influenza internazionale)

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Andrea 8:29 pm - 16th luglio:

Ma dai, per piacere Leonardo, nel 2011 ancora andiamo in giro con la storia del cristianesimo che contaminerebbe ogni nostro comportamento?

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Fabrizio Marchi 9:51 pm - 16th luglio:

“nel 2011 ancora andiamo in giro con la storia del cristianesimo che contaminerebbe ogni nostro comportamento?” (Andrea)
No, ovviamente, e come spieghiamo nel Manifesto del MUB, i condizionamenti di derivazione religiosa (cattolica, nel nostro caso) sono stati più o meno gradualmente sostituiti con quelli derivanti dalla ragione strumentale e mercantile, cioè l’ideologia del capitalismo assoluto attualmente dominante.
Tuttavia non c’è altrettanto dubbio, e su questo, a mio parere, hanno ragione sia Alessandro che Leonardo, che la religione cattolica ha avuto per secoli e fino ai nostri giorni un influenza determinante sui comportamenti sessuali, mi riferisco a quelli delle donne, naturalmente,(e di riflesso, anche a quelli maschili, per ovvie ragioni…).
Il problema, come ha già spiegato esaustivamente Alessandro, è che quel condizionamento di natura religiosa ha finito per sovrapporsi ipocritamente su quello di derivazione strumentale-mercantile-utilitaristico, fino a diventarne una sorta di alibi per coprire e giustificare un comportamento appunto ideologicamente, psicologicamente e concettualmente strumentale.
Esempio pratico, calato nella realtà:io (donna) non posso dire a te (uomo) che non te la do perché me la sto tirando, perché me la sto vendendo al meglio, perché sto costruendo con te una relazione di dominio in cui ti gestisco attraverso l’utilizzo sapiente e centellinato della mia sessualità. Tutto ciò non si può dire ma è sottinteso,e molto probabilmente ne è al corrente anche una buona parte di uomini. Ma siccome non si può dire (per ovvie ragioni anche in questo caso, perché se fosse apertamente dichiarato crollerebbe l’ intera impalcatura) ecco che ci corre in soccorso la religione cattolica, o meglio, la parte più ipocrita di quest’ultima che ci fornisce l’alibi (alle donne) per poter continuare a raccontare un mucchio di cazzate ai nostro interlocutori. Credo che qualsiasi uomo sappia di cosa sto parlando quindi non entro nel merito…
Sia chiaro, onde evitare fraintendimenti e impelagarci in discussioni superflue, stiamo sempre parlando di un detto e non detto, di allusioni, di “finte di corpo”, metaforicamente parlando, se mi permettete di utilizzare una metafora sportiva. Nessuna donna si rivolgerà oggi ad un uomo dicendogli:”Te la darò solo dopo il matrimonio, dopo che ci saremo sposati con tutti i sacramenti”. Questo è evidente. Questo era il mantra che veniva recitato ai tempi dei nostri padri e dei nostri nonni (che per lo più si sposavano per questa ragione, perché come mi ha raccontato mio padre, ai suoi tempi si scopava solo se ti sposavi oppure al casino…e su questo qualche responsabilità il cattolicesimo ce l’avrà pure, o no?…).
Oggi la situazione è ovviamente completamente diversa e il condizionamento di natura religiosa è sullo sfondo, non è più esplicito come una volta, ma esercita ancora una sua funzione che è quella testè descritta.
In Italia, ha perfettamente ragione Alessandro, .le varie forme di condizionamento si sono mescolate fra loro e hanno dato vita ad un cocktail esplosivo (o meglio, implosivo…). Questa è la ragione per la quale in alcuni paesi nord europei (senza fare confusione perché non tutti sanno che la Norvegia, per le stesse ragioni di ordine religioso è più morigerata della Svezia la quale a sua volta è più morigerata della Danimarca…) c’è una maggior libertà e una maggior intraprendenza femminile.
Questo non significa che lì le cose vadano meglio per gli uomini: tutt’altro, ne abbiamo già parlato e ho già esposto a suo tempo il mio pensiero nel merito in precedenti commenti. Significa solo che obiettivamente “portarsi a letto” una donna in quei contesti è relativamente ma sicuramente più facile che non in Italia.
Ciò detto ha perfettamente ragione anche Daniele quando sostiene che quella dei paesi scandinavi dove le donne ti salterebbero addosso per la strada è una proiezione dei desideri maschili, e in particolare dei maschi italiani che, anche se non lo ammettono, sono più repressi e allupati degli altri.
Aggiungo, con una nota di colore, che il mito (si fa per dire…) del maschio latino è stato creato per una semplice ragione e cioè perché i maschi italiani sono talmente abituati a sbattersi e a faticare per fare sesso nel loro paese al punto che ormai hanno assimilato, fatto proprio quel modo di fare, anche quando non sarebbe necessario. E allora li vedi mentre corteggiano queste donne scandinave che li osservano anche un po’ stupite, e questo comportamento, in effetti, per loro che non sono abituate, le gratifica; in fondo sono pur sempre delle femmine anche se “evolute”… (ci siamo capiti in che senso lo dico, ne abbiamo parlato più volte e non ci ritorno…).
Al contempo, posso confermarvi invece che in altri contesti (ho avuto l’opportunità di viaggiare abbastanza, per mia fortuna) gli italiani sono del tutto sputtanati, appunto perché considerati dei cialtroni, disposti a raccontare qualsiasi minchionata, a comportarsi come dei pulcinella e ad assumere le pose più grottesche pur di fare sesso. Questa pessima fama ce la siamo conquistata in tutti i paesi est europei, in particolare in quelli storicamente più avanzati, come la Repubblica Ceca, l’Ungheria, i paesi baltici ecc., ma non solo.
Anche nei paesi scandinavi in fondo la pensano in gran parte nella stessa maniera ma ci vivono e ci considerano come un trastullo. Un po’, alla lontana, anche se non in modo così smaccato,come quello che succede ai neri e in generale agli indigeni dei vari paesi del terzo mondo, “spupazzati” più o meno a pagamento dalle “liberate” donne europee o americane che in casa loro se la tirano e quando sono all’estero si fanno rompere il culo (scusate il francesismo ma quando ce vò ce vò, si dice a Roma…) da un “poveraccio”per di più pagando di tasca propria…
Gli amici cattolici praticanti che frequentano (con nostro grande piacere) questo sito, forse se la prenderanno (spero di no…), ma questo comportamento ipocrita, a mio parere, ha le sue origini e affonda le sue radici anche in una certa cultura cattolica…
Fabrizio

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Leonardo 10:27 pm - 16th luglio:

Andrea :
Ma dai, per piacere Leonardo, nel 2011 ancora andiamo in giro con la storia del cristianesimo che contaminerebbe ogni nostro comportamento?
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Infatti siamo nel 2011 dell’anno cristiano, non nell’anno del dragone; piazza san Pietro è sempre piena, poi c’è padre Pio e i miracoli (sempre nel 2011 anno domini). Gli americani dicono God bless America e bombardano gli islamici.
Non si possono negare 2011 anni di religione cristiana

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Damien 9:54 am - 17th luglio:

Generalmente, il titolo di questo topic ha un suo perchè, e si collega, guarda caso, a quanto spesso le donne esternano nei loro momenti catartici di pseudo amore, sostenendo che vogliono un uomo che “le protegga”.. e la domanda è: da cosa? ci sono lupi mannari in giro? vampiri? da cosa..mi chiedo.. la risposta è semplice: da una vita di merda e di stenti che avrai con un salario di un OPERAIO, con buona pace dell’amore verso i sentimenti genuini..

Se a tutto cio’ unite il fatto che le donne vogliono sempre sposarsi con un uomo “meglio di loro”, capirete facilmente che il matrimonio è stato progettato per intrappolare gli uomini in una servitù economica a beneficio della donna, del governo, delle religioni e del sistema che gli gravita intorno.

Da questo si evince la motivazione esternata dalla nazifemdominista del video, verità che spesso viene abilmente celata dalla maggioranza, appare evidente che relazionarsi/sposarsi/fare sesso con un OPERAIO è l’ultima cosa che una donna vuole, l’animale da soma deve stare fuori a dissodare il campo, non sprecare tempo ed energie col sesso, per quello ci sono gli uomini alpha..

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Andrea 12:11 pm - 17th luglio:

relazionarsi/sposarsi/fare sesso con un OPERAIO è l’ultima cosa che una donna vuole, l’animale da soma deve stare fuori a dissodare il campo, non sprecare tempo ed energie col sesso, per quello ci sono gli uomini alpha.. (Damien)
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Mi scuserai se non sono del tutto d’accordo.
Ossia, è vero che a tante donne non interessa affatto sposarsi un operaio, ma è anche vero che non tutte le donne sono della mega fighe (anzi…), perciò non è che tutte possano permettersi chissà chi e cosa… Tanto è vero che ce ne sono tante, di tipe normalissime o bruttine, sposate con operai, elettricisti, muratori o baristi.
Non è neppure vero che per il sesso ci sono solo gli uomini alpha, o meglio, non è del tutto vero neanche questo. Per esempio, io conosco personalmente un paio di uomini, non ricchi né benestanti (uno è un operaio metalmeccanico, l’altro un impiegato di banca), che in virtù del loro aspetto fisico (sono veramente dei “fighi”, dal punto di vista estetico), si sono scopati una caterva di donne. Quello che voglio dire, è che per quanto riguarda il sesso (come tante altre cose della vita), ci sono uomini (pochi) che risultano essere molto più attraenti di altri, ma non per quello che hanno, bensì per quello che sono.

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Alfio 1:57 pm - 17th luglio:

@andrea: infatti io più che una questione di alfa beta gamma la vedo come una mera questione di mercato:è questa la disilussione (rispetto all’idea dei sentimenti che ci hanno inculcato in da piccoli): ognuno mette sul piatto della bilancia quello che ha (può essere un bel viso come un bel fisico come un bel conto in banca) e cerca di ottenerne la massima soddisfazione (come ci insegnano ad economia smile) in termini di qualità/quantità di rapporti. Non è da farne una questione di donne stronze: io ad esempio non ho remore ad ammetterlo che non uscirei mai con una obesa o pesantemente brutta.

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Fabrizio Marchi 1:59 pm - 17th luglio:

Andrea, cerchiamo di capirci…
La questione non consiste nel fatto che non tutte le donne sono megafighe e che ce ne sono tante di bruttine che finiscono con lo sposarsi con quelli come loro.
La questione è capire come funzionano le cose in questo nostro mondo, cioè la cultura e la psicologia dominante che stanno dietro alla relazione fra i generi.
Chiariamo un punto. Il peso specifico di una donna bruttina è comunque superiore, e di molto, a quello di un uomo bruttino. Nello stesso tempo il peso specifico di una donna socialmente malmessa è senz’altro superiore (per lo meno oggi, nell’attuale contesto) a quello di un uomo socialmente malmesso. E questo per tante ragioni che abbiamo cercato di spiegare da più di un anno e mezzo di elaborazione e di riflessione comune, oltre che in 120 articoli pubblicati sul sito. Fra le altre cose il concetto di asimmetria sessuale (sul quale attecchisce la ragione strumentale e mercantile dominante) dovrebbe ormai dirti qualcosa, dal momento che ne stiamo parlando praticamente da sempre.
Quindi il fatto che esistano tante donne bruttine che si sposano con altrettanti uomini bruttini oppure appartenenti ai ceti popolari, non significa assolutamente nulla. Che tipo di relazione esiste fra i due? Chi è dominante fra i due (mediamente, e sempre nell’attuale contesto)? Se decidono di separarsi chi finisce in mezzo alla strada? Lui o lei? Chi viene privato dei figli? Chi viene espropriato del proprio reddito? E ancora? Qual è lo “spirito” che porta quella lei a pigliarsi quel lui (bruttino e sfigato)? Qual era la sua aspirazione originaria (frustrata), sposarsi un operaio bruttino? Chi ha dovuto darsi da fare per andare verso l’altro/a? Lei o lui? Chi si è comunque dovuto sbattere per “conquistare” l’altro/a? Lei o lui (ricordo che stiamo parlando a parità di condizioni estetiche e sociali…)?
Spero di essermi spiegato…
Il fatto poi che ci siano uomini belli ma poveri che fanno sesso in modo relativamente facile e disinvolto, non cambia di una virgola la situazione (ce ne sono anche di meno belli, se è per questo…). Innanzitutto, quanti saranno percentualmente gli uomini talmente belli da avere un peso specifico tale da potergli permettere di assumere un ruolo psicologicamente dominante nell’ambito della relazione con il genere femminile? L’1%? Il 2%? IL 3%? Forse. In questo 3% di poveri ma belli (a parità di condizione estetica e sociale) quanti saranno scelti per farsi una trombata, due, tre, quattro, quante ne vuoi (ma sempre a tempo determinato, abbi fede…) oppure per essere portati su un altare? Passati i venticinque anni (quando mediamente nove donne su dieci cominciano a chiedere qualcos’altro agli uomini, e non bastano più spalle larghe e occhi azzurri…) , quale sarà il peso specifico dell’uomo bello nei confronti del genere femminile nel suo complesso (parliamo sempre a parità di condizioni)?
E sempre a parità di condizioni, quale sarà il peso specifico di una donna bella ma povera rispetto a quello di un uomo altrettanto bello e povero? Chi avrà più peso specifico? Chi dei due avrà più opportunità di mobilità sociale verticale (tradotto, sposarsi con uno ricco o con una ricca, comunque di una condizione sociale superiore alla loro…)? Chi avrà complessivamente più chances nella vita sociale fra i due? Lui o lei? Se si buca una gomma per la strada (è un esempio volutamente banale, sono esperto ormai in esempi banali, ma spero sempre efficaci) quante si fermeranno per soccorrere lui e quanti per soccorrere lei? Se si va a cena (il bello e la bella, entrambi poveri) chi pagherà la cena (secondo esempio banale)?. Lei o lui?…
Spero di essermi spiegato anche in questo caso…
Andrea, perdonami, te lo dico perché mi pare che tu sia un “anziano” della QM. Questa “roba” qui è l’ABC per un uomo che dovrebbe essere consapevole e “risvegliato”; se stiamo ancora a chiederci queste cose, ragazzi miei, lasciamo perdere…
Fabrizio
P.S. per Alfio: vale per te quanto detto ad Andrea. Non pensare a te, per un momento, ragiona in generale. A parità di condizioni, fra una donna obesa e molto brutta e un uomo obeso e molto brutto chi avrà più peso specifico? (stiamo sempre parlando dell’oggi, dell’attuale contesto). C’è da dire che, in questo caso, stiamo anche parlando di casi limite…

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mauro recher 2:08 pm - 17th luglio:

quello che dice Andrea è vero , ma credo che Damien voleva puntare sulla difficolta ,non solo degli operai ,ma delle classi meno abbienti ad avere quello che l’uomo alpha ottiene con irrisoria facilità ,e se il denaro non è una discriminante ,ci pensa la bella presenza ,cosa che è più che normale ,intendiamoci ,solo che ,le solite femdoministe negano questo ,ma allo stesso tempo scrivono post offensivi sull’uomo brutto …..

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Ethans 3:14 pm - 17th luglio:

Certo che stare qui a discutere di QM con Fabrizio e Rino è un pò come andare al cinema con Spielberg seduto di fianco che ti spiega il film…

;-)

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Simone M. 7:42 pm - 17th luglio:

C’è del vero in quanto sostengono sia Andrea che Alfio, ma c’è molta più verità in quanto fa saggiamente notare Fabrizio.
Credo che qualsiasi uomo non ipocrita, non falso con se stesso e con il prossimo, non possa certamente non ammettere che soprattutto da ragazzi un bell’aspetto fisico aiuti moltissimo nei confronti dell’altro sesso. Lo so bene pure io, che sono un anonimo uomo di quasi 40 anni, più tendente al bruttino che al bello; tanto è vero che da giovane ho dovuto sempre sudare le proverbiali sette camice, anche solo per rimediare una pomiciata con una stronza qualunque, esteticamente normalissima se non grassa o bruttina. Fossi nato figo, non avrei avuto certamente questo genere di problemi.
Ma per il resto quoto in toto l’intervento di Fabrizio, perché nel nostro contesto sociale, a parità di condizioni, la donna è SEMPRE avvantaggiata nei confronti dell’uomo.
Infatti dice bene quando scrive “L’1%? Il 2%? IL 3%? Forse. In questo 3% di poveri ma belli (a parità di condizione estetica e sociale) quanti saranno scelti per farsi una trombata, due, tre, quattro, quante ne vuoi (ma sempre a tempo determinato, abbi fede…)”, perché, comunque, anche il loro sarà un fuoco di paglia, soggetto alla volontà delle donne, per le quali l’uomo in sé ha un’importanza nettamente inferiore rispetto a quella che la donna in sé ha per gli uomini.
Mi rendo conto che anche in ambito momas molti tendano a negare tale subordinazione maschile al femminile per orgoglio o per non totale consapevolezza, ma piaccia o meno, questa è la schifosa e amara realtà.
@
* Come ho già avuto modo di scrivere, da anni non ci provo nemmeno più ad umiliarmi nel rincorrerle; ormai mi restano solo le puttane.
Insomma, una autentica vita di merda, dato che posso permettermi solo qualche scopata occasionale, se ho denaro da spendere.
Il fatto irritante, poi, è che i media non fanno altro che raccontarci la favola dell’iniziativa femminile e del “dominio maschile sulle donne”, mentre nella realtà i dominati sono gli uomini, nonostante la loro supremazia fisica.

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Leonardo 7:46 pm - 17th luglio:

Damien
Generalmente, il titolo di questo topic ha un suo perchè, e si collega, guarda caso, a quanto spesso le donne esternano nei loro momenti catartici di pseudo amore, sostenendo che vogliono un uomo che “le protegga”.. e la domanda è: da cosa? ci sono lupi mannari in giro? vampiri?
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C’è tutta una mitologia della donna in pericolo attaccata da ogni tipo di essere mostruoso, cominciando dai vari Jack lo squartatore e Landrù, per arrivare ai gorilla giganti come King Kong e creature primordiali come il mostro della laguna nera. Questi film tra l’altro dimostrano come una sola donna in una spedizione di uomini negli angoli più remoti e selvaggi della terra, provochi disastri: il povero King Kong si ritrova incatenato a New York e fuggendo, distruggendo tutto per ritrovare l’unica donna della sua vita, viene ucciso. In Europa, nel gobbo di Notre Dame, per una zingara succede una rivoluzione a Parigi

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Saturno 6:58 pm - 18th luglio:

“Il fatto irritante, poi, è che i media non fanno altro che raccontarci la favola dell’iniziativa femminile e del “dominio maschile sulle donne”, mentre nella realtà i dominati sono gli uomini, nonostante la loro supremazia fisica.”

Bè, Damien, mi pare assodato il fatto che oggi
la supremazia fisica non serva più a un bel niente….
Oserei dire che in un uomo non conta più neanche la bellezza fisica. Una donna rimane colpita dalla forza di carattere e da quella economica. Peccato che la società odierna tenda a spogliare gli uomini di entrambe queste caratteristiche, mentre, per quanto riguarda il carattere, semmai è la donna ad averne di più. La convenzione per cui l’ uomo è più forte era vera in passato, oggi non più. Ma il fatto che le donne continuino a richiedere tale forza mette gli uomini in una posizione doppiamente svantaggiosa. Le condizioni dei due generi sono mutate, le modalità in cui si relazionano no, e da qui nasce il grande disequilibrio attuale. Si dice che è naturale per la donna mostrarsi ritrosa, cioè che se la tiri per dirla in parole povere. Ma anche qui mi chiedo dove finisca la natura e cominci la società. Mi ricordo infatti di aver udito un’ esponente islamico affermare che la donna deve essere repressa perchè è più libidinosa del maschio. Forse le donne possono permettersi di essere ritrose perchè sono in posizione di vantaggio. Ma come si comporterebbero se le convenzioni sociali fossero invertite?

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Daniele 7:24 pm - 18th luglio:

Saturno, la frase che hai quotato è di Simone, non di Damien.
Per il resto (e non prendertela per questa mia osservazione) trovo veramente sconcertante che dopo lustri di QM, ci sia ancora chi dà retta alle tesi di caio e sempronio, secondo cui “le femmine sarebbero più vogliose dei maschi”.
Accidenti… sono “più vogliose” ma riescono a farsi pagare? Saturno, ma secondo te un tossicodipendente riuscirebbe mai a farsi pagare dal pusher…? Ma ti rendi conto che questa è una contraddizione in termini? “Ho più voglia di te, quindi ho più bisogno di te, però non te la do lo stesso se non mi paghi”…
Fa veramente ridere, così come fa ridere l’ingenuità maschile.
>>>
L’islamico al quale fai riferimento è Razi, il quale diversi anni fa affermò:
“L’uomo è più perfetto della donna nella creazione, nell’intelligenza e nella sfera religiosa, così come nella capacità di giudicare e di guidare il lavoro. Inoltre, la testimonianza di un uomo vale doppio di quella di una donna. Per questo, a una maggiore responsabilità devono corrispondere maggiori privilegi. Poiché la donna è deficiente di intelligenza e molto libidinosa; se le si dà troppo denaro, ne risulterà una maggiore corruzione”.
Ti metto al corrente del fatto che anche gli antichi greci sostenevano che “donne sono molto più libidinose degli uomini”
Ma, del resto, i greci sono gli stessi che hanno propagandato la palla delle “amazzoni”…

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Daniele 7:30 pm - 18th luglio:

Dimenticavo.
>
Saturno
>>>>>>>>>>>
Bè, Damien, mi pare assodato il fatto che oggi
la supremazia fisica non serva più a un bel niente….
>>>>>>>>>>>
A livello strettamente personale (ripeto: strettamente personale) conta ancora oggi, sia nei rapporti con gli altri uomini sia con le donne, le quali, di fronte ad un uomo deciso e fisicamente prestante, risultano essere sempre timorose ed attente ad usare le parole col bilancino…
Fidati di un ex pugile dilettante, categoria pesi massimi.
>>>
Saturno
>>>>>>>>>>>>>>
Oserei dire che in un uomo non conta più neanche la bellezza fisica.
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Saturno, ma questa chi te l’ha raccontata?
A prescindere da tutte le considerazione fatte da altri (Fabrizio in primis), tu credi veramente che somigliare a un Costanzo sia la stessa cosa che somigliare a un Clint Eastwood giovane? Specie se sei un operaio o un impiegato? Scherzi, vero?

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mauro recher 7:31 pm - 18th luglio:

Saturno ,permettimi di non essere d’accordo ,o meglio d’accordo a metà
il carattere ,e quindi la sua “forza” conta si ,ma dopo un primo impatto dove la bellezza fisica la fa da padrone ,se manca questo ,allora si entra nell’ambito della sicurezza economica …
come dice giustamente Fabrizio ,un uomo bruttino avrà meno possibilità di una donna bruttina ,se valesse il tuo discorso ,questa frase sarebbe falsa ….
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Paolo 9:38 pm - 18th luglio:

Guarda Daniele che sostenere che anche le donne abbiano desideri sessuali anche intensi (ma molto diversi da quelli maschili), non è una sciocchezza, solo che questi desideri si manifestano con una ridotta minoranza di maschi particolarmente dotati a livello fisico. E’ proprio questo il punto: il maschio sessualmente parlando è “ecumenico” (andrebbe quasi con tutte), la donna selettiva e questo genera asimmetrie.

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Fabrizio Marchi 10:07 am - 19th luglio:

Ragazzi (Saturno, Daniele, Mauro, Paolo), mi pare che in buona parte (anche se non del tutto) stiate sostenendo alla fin fine gli stessi concetti, ma che non riusciate ad intendervi.
Forse precisare meglio alcuni aspetti può essere utile alla comprensione reciproca.
Abbiamo stabilito che uno dei nodi della questione, nell’ambito della relazione fra MM e FF, sia (per i maschi) l’appartenenza al gruppo Alpha o Beta.
Ora, nel’attuale contesto (e non solo nell’attuale) storico, sociale, economico, culturale e politico, i criteri di appartenenza al gruppo alpha (parliamo sempre per i maschi) sono prevalentemente (ma non completamente) quelli del potere economico, dell’affermazione e del prestigio sociale, del successo e conseguentemente dell’immagine pubblica che da tutto questo ne deriva.
Tutto ciò non significa che l’avere o non avere un bell’aspetto fisico non conti nulla; non avrebbe neanche senso negarlo. Semplicemente non è l’elemento determinante, strutturale, dell’intera questione. Mi spiego meglio.
Per un maschio socialmente “normale” o addirittura anche povero (quindi beta) essere di bell’aspetto sarà sicuramente un vantaggio (anche notevole) relativamente all’approccio con l’altro sesso; questo è evidente. Ma per far sì che la relazione M/F (che è sostanzialmente, piaccia o meno, una relazione conflittuale e di dominio perché si tratta di due polarità opposte e contrarie) arrivi a capovolgersi in suo favore, quel maschio dovrà essere veramente MOLTO attraente. Il che avviene in un 2, 3, forse 5% dei casi, e mi sono allargato di parecchio… Abbiamo già spiegato (e ci sono ritornato in un recentissimo post) quali siano le ragioni di questa asimmetrica condizione (leggi asimmetria sessuale sulla quale attecchisce l’ideologia dominante basta sulla ragione strumentale e mercantile).
In parole ancora più semplici un uomo povero ma molto bello avrà sicuramente una capacità di approccio e una vita sessuale molto più vivace ed intensa di un uomo altrettanto povero ma brutto. Su questo non c’è dubbio, naturalmente con tutte le varianti del caso (il bello potrebbe essere un po’ tonto e il brutto molto più sveglio e brillante e così via…). Ma non sarà comunque il soggetto dominante (per lo meno a parità di condizioni complessive) nella relazione MM/FF. Avrà molte più possibilità di essere scelto da una sua “pari grado” (sessualmente parlando, perché se parliamo di una relazione più duratura e stabile o addirittura di un matrimonio, quasi nessuna donna opterebbe per il povero ma bello rispetto al socialmente posizionato…) ma non sarà certo lui a scegliere (sempre nella grande maggioranza dei casi, che è quella fa statistica e quindi regola…).
Viceversa, un calciatore o un divo del cinema, anche se sono meno attraenti del nostro povero ma bello, non solo avranno mille opportunità in più di fare sesso rispetto a lui, ma saranno dominanti all’interno della relazione (delle relazioni) con l’altro sesso. Saranno loro a scegliere, nella pletora di donne che gli si offrono, il più delle volte sfacciatamente, e non ad essere scelti. Se non sono dei tonti (il fatto che spesso lo siano non cambia però il paradigma) sono loro ad avere il coltello dalla parte del manico.
Ma attenzione, stiamo parlando, anche in questo caso, di una relazione asimmetrica: il divo da una parte che si relaziona con donne “normali”, anche se molto belle, dal’altra. Laddove invece il divo si relaziona con un’altra diva, la situazione cambia, fino al punto di capovolgersi, perché, come abbiamo spiegato qualche migliaio di volte, a parità di condizioni, per la legge della asimmetria sessuale, il femminile è per lo più vincente.
Naturalmente, la relazione è tanto più asimmetrica quanto più si scende verso il basso della piramide sociale e, viceversa, tende ad equilibrarsi quanto più si sale. La ragione di ciò è evidente. Se una donna molto bella fa la preziosa con un maschio alpha, quest’ultimo può dirle:”Amica mia, sei tanto bella, ma belle come te ne trovo altre 400…”. A meno che, ripeto, anche la donna, oltre ad essere bella, non appartenga anch’ella alla categoria delle alpha. In questo caso la relazione può anche capovolgersi o comunque equilibrarsi, cosa che accade molto spesso.
E questa è la ragione per la quale, è bene sottolinearlo, la Questione Maschile (QM), NON E’ NE’ PUO’ ESSERE una questione generica e separata,bensì una questione strettamente legata e sovrapposta alle altre, in primis a quella sociale-economica (e naturalmente culturale e psicologica). Piaccia o no, è così. Che poi talvolta, e ormai sempre più spesso, anche i maschi alpha si ritrovino ad essere colpiti dalle “pallottole” (metaforicamente parlando) di un sistema che essi stessi hanno contribuito a creare, è un altro discorso.
Relativamente alla forza fisica, caro Daniele, vale lo stesso discorso fatto sull’ estetica, anzi, molto di più. Perché mentre l’aspetto estetico è oggi ancora un valore, comunque una cosa che conta anche per i maschi, soprattutto in un mondo femminilizzato come questo, la forza fisica, che un tempo era appunto considerata un valore, una sorta di archetipo (per ragioni oggettive, legate alle condizioni di esistenza materiale degli uomini e delle donne), ora tende ad avere un’importanza estremamente ridotta rispetto al passato. E’ forse ancora un valore (comunque minore rispetto ad altri) per le donne di condizione sociale, culturale (e psicologica) molto bassa. E questo per una ragione semplicissima. Perché la forza fisica, e i vantaggi indotti che da questa ne scaturivano per il genere femminile, è stata spazzata via nel corso dei secoli dallo sviluppo tecnologico, sociale, economico, produttivo e quant’altro, nei tempi relativamente più recenti da ciò che abbiamo denominato come SIA (Società Industriale Avanzata), e dal Capitalismo, che si è oggettivamente sovrapposto da sempre alla SIA, con l’eccezione, per un periodo storicamente brevissimo, dei paesi dell’Europa Orientale dominati dalla variante sovietica e statalista della SIA stessa..
Insomma, la forza fisica, piaccia o meno, non è più un requisito fondamentale; può tutt’al più essere un optional, o un bell’optional, se preferisci, ma certo non è più da tempo l’elemento determinante all’interno della relazione MM/FF.
Anche perché puoi essere forzuto quanto ti pare ma nella relazione con le donne la forza non ha alcun valore, dal momento che non è su quel parametro che si stabilisce e si costruisce il rapporto con il femminile. Se così fosse gli uomini sarebbero più che dominanti all’interno di quella stessa relazione, direi senza timore di esagerare, addirittura padroni assoluti e indiscussi, e non mi pare proprio che le cose siano messe in questo modo…
E questo la dice lunga sulla menzogna femminista e femdominista in base alla quale le donne sarebbero assoggettate dagli uomini in virtù della violenza che questi ultimi sono in grado di produrre nei loro confronti…

Fabrizio

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Damien 10:58 am - 19th luglio:

..volendo continuare, si puo’ quindi desumere che le caratteristiche maschili di maggior interesse sono pertanto focalizzate alla posizione sociale e al potere economico, questi aspetti sono le nuove “paure” verso le quali le donne chiedono inconsciamente “protezione”, ovvero desiderano vivere in un mondo dove per loro appare prioritario relazionarsi con uomini di un certo ceto sociale/culturale e che abbiano un potere economico tale da farle vivere serenamente questi tempi consumistici, e non solo..

Tali condizioni, nella donna, sono il nuovo metro di misura per garantire alla prole un futuro migliore, tuttavia bisogna considerare che tutto cio’ avrebbe rilevanza se le donne avessero come obiettivo la vita domestica ed accudire la prole.. ma cosi non è, almeno nella maggioranza dei casi..

Allora come conciliare quanto fino ad ora espresso, se appare evidente che le donne auspicano la propria emancipazione sociale/economica dall’uomo?

In effetti risulta un controsenso dal punto di vista maschile, ma non da quello femminile, in quanto appare lapallissiano che, avendo a che fare con uomini che risultino socialmente ed economicamente paritari se non piu’ performanti, come spesso ribadito dai numerosi articoli qui esposti e su internet, la donna ha la possibilità di avere una relazione che le consenta di rendersi indipendente in maniera piu’ egoistica di quanto ci si era abituati in precedenza, ponendo la vita domestica sotto l’ottica di una mera opzione, tra l’altro coadiuvata dal marito e/o sostenuta mediante l’assunzione di tate/colf.

In buona sostanza, quindi, per ottenere la sua totale emancipazione e, nel contempo, realizzare tutti quegli obiettivi familiari pianificati, la donna media di oggi esige una serie di requisiti che la porta a selezionare nuovi partners con nuovi e maggiori requisiti, il problema si pone in maniera matematica, in quanto tali uomini sono una minoranza, pertanto la maggioranza, anche se belli, buoni/belli e buoni, brutti e capaci, non hanno nessuna possibilità sia sessuale che riproduttiva.

Se a cio’ aggiungiamo le attuali leggi sul tema di divorzio, capiamo come questo comportamento femminile odierno risulti un grave danno sia per la società, sia per le donne stesse, molte delle quali rimarranno sole o diverranno le compagne a scadenza di qualche effimera relazione che difficilmente le porterà all’altare, molto piu’ probabile che si dirigano verso un negozio di animali, dove la corrente femdominista insegna sia meglio dirigersi che avere a che fare con un uomo semplice, o se preferite beta, incapace col suo salario e la sua istruzione OPERAIA (entro questo termine, potete metterci dal metalmeccanico al poliziotto), di donarle la potenzialità per le sue aspettative sociali, ma che candida, potenzialmente, tutti gli incauti a divenire bancomat a tempo indeterminato.

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Fabrizio Marchi 11:15 am - 19th luglio:

“…molto piu’ probabile che si dirigano verso un negozio di animali, dove la corrente femdominista insegna sia meglio dirigersi che avere a che fare con un uomo semplice, o se preferite beta, incapace col suo salario e la sua istruzione OPERAIA (entro questo termine, potete metterci dal metalmeccanico al poliziotto)…” (Damien)
Ormai puoi tranquillamente metterci un insegnante di scuola media primaria o secondaria(stabile o precario), un professore di liceo, un impiegato di banca, un informatico, un tecnico specializzato, un ricercatore, specie se precario, un giornalista, se precario anche’egli e non lavora alla RAI, al Corsera, a Repubblica o in qualsiasi altro network di un certo livello, un artigiano o un piccolo o piccolissimo imprenditore che stanno sul mercato e che si sbattono dalla mattina alla sera per cercare di stare a galla…
Sono ormai tutti dei “nuovi proletari”, comunque degli uomini beta, chi più chi meno, anche se con caratteristiche diverse, all’interno di questo sistema.
Fabrizio

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Daniele 12:25 pm - 19th luglio:

Fabrizio
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Anche perché puoi essere forzuto quanto ti pare ma nella relazione con le donne la forza non ha alcun valore, dal momento che non è su quel parametro che si stabilisce e si costruisce il rapporto con il femminile.
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Fabrizio, non mi riferivo certamente a quello, bensì al fatto che la prestanza fisica fa sì che le stronze moderne stiano molto attente a non passarsene con le parole, con chi sanno di non potersene passare… E t’assicuro che parlo sia per esperienza personale che di altri.
Altrimenti so bene che il coltello dalla parte del manico lo hanno loro.

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Saturno 12:40 pm - 19th luglio:

Ecco, ma se le donne sposano solo uomini alpha,
e i beta, cioè i proletari, sono ormai sempre di più, la stragrande maggioranza, e gli alpha sono pochi,
la maggior parte delle donne rimane senza partner…. i numeri non mi tornano. Significa che se la donna non può sposare un’ uomo benestante preferisce rimanere single? Oggi siamo quasi tutti
precari, chi un modo chi in un altro….

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Fabrizio Marchi 3:34 pm - 19th luglio:

“Ecco, ma se le donne sposano solo uomini alpha,
e i beta, cioè i proletari, sono ormai sempre di più, la stragrande maggioranza, e gli alpha sono pochi,
la maggior parte delle donne rimane senza partner…. i numeri non mi tornano. Significa che se la donna non può sposare un’ uomo benestante preferisce rimanere single? Oggi siamo quasi tutti
precari, chi un modo chi in un altro…” (Saturno)
Saturno, scusa, ma ti risulta che io abbia mai detto una cosa simile? Ti risulta che io abbia mai detto che le donne sposano solo uomini alpha? E’ evidente che un fatto del genere non è possibile, per ovvie ragioni, non capisco da quale cilindro (non il mio…) tu possa aver tirato fuori un simile concetto.
Come ripeto, il problema è il tipo di relazione, sotto il profilo psicologico (ma anche pratico), che si stabilisce mediamente tra un uomo beta e una donna beta (quella tra una donna alpha e un uomo beta non può neanche definirsi una relazione…).
Ed è una relazione di dominio, cioè tra un dominante (la femmina nel 90% dei casi, per lo meno oggi) e un dominato. Ciò detto, è evidente che anche gli uomini beta vengono sposati da donne beta, le quali, però, se potessero, si sposerebbero gli uomini alpha, al contrario degli uomini beta (così anticipo le possibili obiezioni), i quali l’unica distinzione tra alpha e beta che applicano alle donne, è quella fondata sull’aspetto estetico. Il che non significa affatto che siano essi a scegliere e a decidere nell’ambito della relazione stessa nel suo complesso; significa solo che quella sarebbe la loro aspirazione perché, in quanto maschi, non hanno nessun altro desiderio né tanto meno archetipo a cui devono rispondere che non sia l’attrazione pura nei confronti delle donne, il piacere fine a se stesso.
Quindi la relazione fra maschi beta e femmine beta è viziata all’origine, in primis dall’asimmetria sessuale che appartiene alla sfera ontologica, cioè alla natura stessa delle donne e degli uomini, e in “secundis” dal condizionamento psicologico-culturale che si è innervato al’interno di questa relazione asimmetrica.
Da questo “matrimonio”, forse l’unico vperfettamente riuscito e realizzato nella storia, come abbiamo spiegato più volte, nasce l’attuale condizione di subordinazione della maggioranza degli uomini nei confronti delle donne.
Fabrizio
P.S. ragazzi, una cortesia, cerchiamo di leggere con più attenzione gli articoli pubblicati nel sito. Forse possiamo già trovare lì dentro parecchie risposte ai nostri dubbi. In particolare quelli sulla homepage (e non solo) sono discretamente esaustivi.

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Saturno 6:36 pm - 19th luglio:

Si, mi scuso, ho poco tempo, lrggo velocemente e
butto subito lì i miei dubbi. Non lo farò più.

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Fabrizio Marchi 6:38 pm - 19th luglio:

Saturno, non scherziamo, non hai nessun bisogno di scusarti…Era solo un invito ad approfondire maggiormente gli argomenti. Tutto qui.
Le “bacchettate” alla prossima puntata…smile
Fabrizio

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mauro recher 7:41 pm - 19th luglio:

visto che siamo in vena di bacchettate ,forse una me la prendo io smile
@saturno. Significa che se la donna non può sposare un’ uomo benestante preferisce rimanere single?
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Non è una ipotesi da sottovalutare anzi ,le donne che sulla 40ina sono single, sono aumentate in maniera esponenziale ,io stesso ne conosco due ….
una volta (parlo dei primi anni 900) invece a 40 anni avevano si è no 5 figli e trovarne di donne “single” a quella età era davvero ardua ……
tutto questo è dovuto (alla faccia del maschilismo) ad una indipendenza economica molto più alta rispetto agli inizi del secolo scorso (naturalmente parlo per chi ha un lavoro sicuro e stabile,ma questo vale sia per gli uomini che per le donne)…..
anche per questo parlare di femminismo ,in questo contesto ,mi sembra una eresia ..

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sandro 10:56 pm - 19th luglio:

“Significa che se la donna non può sposare un’ uomo benestante preferisce rimanere single?”
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Non è esattamente così.
L’ uomo si innamora della persona, la donna della circostanza.
Ovvero, se in quella determinata circostanza alla donna fa comodo il signor X, ecco che magicamente si scopre cotta di lui, salvo poi, al mutare delle circostanze, passare al signor Y, dando un bel calcio nel culo al signor X.
Avete mai visto “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto”?
Ecco, il rapporto uomo donna funziona in quella maniera lì.
smile

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Fabrizio Marchi 1:14 am - 20th luglio:

“Avete mai visto “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto”?
Ecco, il rapporto uomo donna funziona in quella maniera lì.
” (Sandro)
Solo ultimamente ho riflettuto su quel bel film della Wertmuller. E la cosa che mi ha dato da pensare è che in effetti fu realizzato, se non erro, proprio verso la fine degli anni ’70, quindi nel pieno dell’esplosione del movimento femminista. Ora, tutto si può dire di quel film tranne che strizzi l’occhio al femminismo. La protagonista femminile ne esce con le ossa rotte, a mio parere. Non solo, la trama stessa del film, come suggerisce giustamente Sandro, è senza dubbio una metafora, e neanche tanto, della relazione MM/FF, per lo meno nell’attuale contesto. Di più, direi che è una fotografia abbastanza fedele di ciò che noi sosteniamo.
E’ altrettanto evidente che la regista simpatizza apertamente per il personaggio maschile, cioè il lavorante marittimo, il mitico Sig. Carunchio, a servizio sullo yacht della ricca borghese annoiata e piena di fisime che finirà per innamorarsi di lui (a tempo determinato…) per poi smollarlo successivamente una volta tornata nel suo mondo, dopo essere stata tratta in salvo dall’isola deserta dove aveva naufragato, in compagnia appunto del Carunchio.
La cosa che mi sorprende e sulla quale illo tempore non avevo riflettuto, è il fatto che quel film non fu attaccato né preso di mira dagli strali del femminismo e del “politically correct”. E la cosa in effetti, anche se a distanza di tempo, dà da pensare. Forse prevalse l’interpretazione “sociale” nella valutazione del film, anche da parte della critica: la ricca borghese con la puzza sotto il naso da una parte e il proletario verace dall’altra. Nonostante ciò, il fatto desta perplessità. Peraltro un film girato da una donna, per giunta di sinistra, come la Wertmuller…
Nessuno disse nulla, eppure su quel film il nostro eroe, il Sig. Carunchio, lavoratore, proletario, meridionale e politicizzato, arriva a prendere a sonore sberle la ricca borghese, ricordandole ad ogni schiaffone mollatole con tutti i sentimenti, tutte le malefatte dei ricchi e potenti ai danni dei poveri (licenziamenti, cassa integrazione, disoccupazione, carovita, sfratti ecc. ) fino a sottometterla sotto tutti i punti di vista, senza se e senza ma. E lei, dopo una prima comprensibile e inevitabile resistenza arriva ad innamorarsi di lui, accettando il ruolo della femmina sottomessa al suo uomo, quindi proprio all’interno di un gioco relazionale ultratradizionale dove lui fa l’”uomo” e lei fa la “donna”. E’ importante sottolineare che non c’è nessun retro pensiero ironico da parte della regista il cui pensiero sembra identificarsi completamente, a mio parere, con il personaggio maschile.
Insomma, in parole molto povere, quel film potrebbe tutto sommato essere considerato una pellicola “amica” della causa maschile in generale, ma soprattutto di quella maschile-beta in particolare…Eppure stranamente non ci fu una protesta, né tanto meno una chiamata alle armi. Nonostante ci fossero tutti, ma veramente tutti, gli ingredienti per trascinare di forza la Wertmuller davanti al plotone di esecuzione di qualche comitato di salute pubblica fem-femdominista…
Strano, molto strano…
Fabrizio
P.S. bentornato, Sandro, era un pò che non ti si vedeva…

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cesare 9:06 am - 20th luglio:

Negli anni 68/77 il maschio alfa era il “metalmeccanico”, l’erede prossimo venturo di ogni potere tramite la rivoluzione. I maschi beta erano i borghesi: mi ricordo nelle assemblee “rivoluzionarie” a Milano la presenza delle stupende figlie dell’alta borghesia milanese totalmente perse dietro i “ruvidissimi” e “celoduristi” Carunchi dell’epoca. La proprietà che contava se i Carunchi stavano per espropriarla?
Mi ricordo una “compagna”, formidabile Torquemada contro ogni “maschilismo” fra noi e indefessa educatrice dei maschi del gruppo verso il modello rigorosamente soft-male. Passano i mesi, passa un anno di prediche femministe finchè la medesima compare con a fianco un camionista del tipo “amore mio: parole poche e filare”.
Si sono sposati poco dopo e credo siano ancora felicemente insieme.

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Damien 1:35 pm - 20th luglio:

@Saturno et Mauro:

Personalmente, e sottolineo personalmente (quindi opinabile) vedo molte persone sole, avanti con l’età e non..

Per lavoro mi reco spesso in vari capoluoghi di provincia, nonostante veda tant gruppi, sempre meno coppie vedo passare dinanzi ai miei occhi.. ora.. chiaro che la vita ti porta, anche da sposati/conviventi a vivere il quotidiano da soli.. ma è strano vedere che in effetti, rispetto a 25 anni fa, le coppie adulte sono sempre meno, rimpiazzate da turisti e da adolescenti (che non fanno testo..)

Ergo, a mio modesto parere, per quanto ho visto, vedo e sento da persone di differenti regioni, sempre pu’ persone sole a giro.. e molte donne sole hanno (al nord in maggioranza) la compagnia di un cane..

uomini? anche loro prevalentemente con amici o da soli..

mancanza di intraprendenza maschile ed emancipazione femminile? puo’ darsi.. a mio avviso un gran casino.. tanta infelicità camuffata con l’esternare cose materiali che sicuramente sono dei semplici paliativi.. per nascondere l’aridità che spesso celano le persone sole, talvolta l’egoismo.. spesso esperienze negative..

altra cosa che stò notando.. magari sarà errato, tuttavia sempre piu’ coppie hanno una FIGLIA, o piu’.. raramente (in percentuale) vedo figli maggiormente che figlie.. e nei locali vedo sempre piu’ donne sole, magari insieme con amiche che coppie, questo non significa che non ci siano uomini soli.. quelli c’erano ci sono e ci saranno, ma è curioso notare come siano aumentate le singles nei primi anta e over anta..

Se ne puo’ dedurre che, in alternativa a scelte razionali, preferiscono percorrere la loro vita ed i loro obiettivi anziche “sparare in basso”.. proprio come avete evidenziato in precedenza, avvallando il concetto “marry-up” che le donne, da sempre, ed oggi piu’ che mai perseguono.. quindi tra una fugace relazione e l’altra.. arrivano agli anta.. magari ancora intenzionate a trovare quello giusto.. ma sapete.. col tempo non si scherza, ed il bisturi puo’ fare ben poco..

Si puo’ quindi rispondere alla domanda di Saturno? certo.. con quanto espresso da Mauro e nell’evidenziare l’emancipazione femdominista a tutti i costi, che porta la donna a non accontentarsi.. mai! anche se si rasenta il ridicolo a 50 anni continuando a vestirsi da ventenni e facezie varie.. senza contare le “egoiste” che sostengono di volere la maternità oltre i 40 anni..

In futuro.. avremo il boom delle NONNE-BIONICHE, madri di bimbi a 60 anni, tirate come fionde e con tette e culi sponsorizzati dalla Michelin o dalla Pirelli..

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armando 6:31 pm - 20th luglio:

Lo ricordo benissimo il film della Wertmuller, del quale aggiungo un particolare significativo. Verso la fine, quando Giannini telefona a casa prima di rientrarvi, si scopre che la sua situazione è del tutto diversa da quella vissuta sull’isola sperduta con la “bottana capitalista”. Nella vita normale il marinaio proletario è alle prese con una moglie bisbetica e rompicazzo, e in sostanza le è sottomesso.
Dunque sull’isola si è vissuto un sogno diciamo così extraterritoriale, che nulla aveva a che fare con la realtà concreta e quotidiana. Ma proprio per questo quel sogno lascia spazio a desideri, pulsioni, istinti allo stato puro, non rimossi da quella che Elias definiva la “civiltà delle buone maniere”, ma si potrebbe dire dalla civilizzazione in quanto tale. La coscienza è manipolabile e rieducabile, l’inconscio no. E le pulsioni, seppure rimosse, non scompaiono e trovano la strada per esprimersi. Alle volte esplodono incontrollate, altre, come nel film, sono vivibili perchè possono manifestarsi in spazi protetti (o lontani nello spazio) e dunque in certo senso simbolici. Una esperienza simile, sempre in luogo protetto, l’ho vissuta nel mio percorso analitico.
La normalità ricaccia indietro tutto, e questo spiega secondo me anche il perchè quel film non ha sollevato le proteste che ci si potevano attendere. I sogni, le pulsioni, gli istinti, non si processano. E rimuoverli come impone la società è deleterio. Si riconoscono, e se non si è del tutto rieducati, si ammettono e ci si fa i conti, pena una situazione di infelicità per uomini e donne come l’attuale.
Mi sapete spiegare un altro curioso fenomeno di questo tempo, come il grande successo del Tango? Il tango è un ballo che non ammette deroghe. Il maschio conduce, decide i passi, fa ruotare la femmina a piacimento, e la sua arte consiste nel far capire a lei, con leggerezza corporea ma con grande determinazione precisione psichica, cosa vuole. E l’arte di lei è capire immediatamente, in tempo reale e quasi intuendolo anticipatamente, cosa lui vuole e uniformarsi. La bravura di una coppia di tango è questa, ed anche la soddisfazione dei due ballerini. Lei sensuale che gira, piroetta, si muove e viene mossa dalle braccia e dalla mente di lui. Tutto il contrario, anche in questo caso, di ciò che accade nella vita di ogni giorno. E le donne non se ne vergognano, anzi il tango lo ricercano e lo praticano con grande piacere. Perchè poi si torna, anche quì, alla normalità dove contano invece le fregnacce emacipazioniste che alla fine rendono tutti infelici. E gli uomini, finita la seduta di tango, tornano rassegnati alle ubbie ed alle rivendicazioni paritarie delle donne, di cui loro per prime, nel loro profondo non toccato dalle palle del politicamente corretto, non sanno che farsi. Questo è quanto, e solo se tutti riuscissimo a buttarci dietro le spalle le cazzate con cui ci manipolano ogni giorno, potremmo fare una società più a vera misura d’uomo e di donna.
armando

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alberto 10:29 pm - 20th luglio:

Un saluto affettuoso a tutti gli Uominibeta della list. Mi chiamo Alberto, scrivo dall’ Emilia Romagna, non sono più un ragazzo, sono tra i 50 e i 60 e sono un ex -una decina d’ anni fa- frequentatore di Uomini 3000 che, sono sincero, mi deluse e quindi, dopo un paio di anni di mail e di via via deludenti, sempre più deludenti, letture (contavano solo 2 o 3 persone) lasciai. Ma…. la quotidianità sempre peggiore di noi Uomini mi ha spinto a cercare un nuovo approdo, ci terrei tantissimo a dare il mio contributo con pareri, critiche (date e ricevute) ed idem dicasi per (eventuali) stroncature, purchè espresse civilmente e con franchezza. Spero di non ricevere la delusione di uomini 3000. Per ora Grazie ed un Ccaro Saluto a tutti gli Uomini vittime del femminismo imperante, Ciao!

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Fabrizio Marchi 11:17 pm - 20th luglio:

Benvenuto fra noi, Alberto, sono il fondatore nonché gestore di questo sito che aspira a diventare un movimento di uomini in carne ed ossa.
Saremo felici del tuo contributo fattivo.
A presto!
Fabrizio

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Rino 2:41 pm - 21st luglio:

Quello di cui parla Armando è ovviamente il tango machista, prevaricatore e misogino.

Forse non tutti sanno (ma molti sospettano) che da anni si lavora per diffondere il nuovo tango …equo e paritario. Eccoti servito, porco maschio sciovinista!

La nouvelle vague del tango:
http://archiviostorico.corriere.it/2006/settembre/03/Piu_potere_alle_donne_rivoluzione_co_9_060903095.shtml

Libiam, libiam ne’ lieti calici, fratelli…

Rino DV

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cesare 4:14 pm - 21st luglio:

Ma caro Rino, ma qui da noi siamo molto più avanti! quali e quando mai girano o ballano coppie etero o omosessuali, belle o brutte, grasse o magre? siamo già passati più di 40 anni fa attraverso la scopata politica obbligatoria sessantottina e di sicuro il tango/girotondo, obbligatorio e paritario con la cicciona pestapiedi ci fa ridere. Qui siamo già alla relazione privilegiata e paritaria con le altre specie animali. Anzi siamo in fremente progressista attesa che Zapatero imponga per legge alle coppie cagnatiche che i figli prendano il cognome del cane.

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Fabrizio Marchi 4:31 pm - 21st luglio:

“siamo già passati più di 40 anni fa attraverso la scopata politica obbligatoria sessantottina…” (Cesare)
Che ha però avuto vita molto breve, caro Cesare, diciamoci la verità, perché il sottoscritto, alla soglia dei 53 anni, quel sesso “libero e liberato” non lo ha mai conosciuto e si è sempre dovuto sudare la pagnotta…
Lo dico solo per onestà di analisi, perché il ’68 è stato un fenomeno complesso e in questa sua complessità, insieme a degli elementi positivi ha sicuramente fatto anche dei danni (che a mio parere sono ben altri che non la “scopata politica”; del resto ho già espresso a suo tempo la mai opinione nel merito) .
Però ciò non comporta il fatto che ora, per questa ragione, gli si debbano attribuire tutte le colpe del mondo…
Naturalmente è una battuta (ma fino ad un certo punto…), ma, se proprio devo scegliere fra la “scopata ideologica obbligatoria sessantottina” da una parte e la “contrattazione mercantile non dichiarata” dall’altra, scelgo senz’altro la prima…
Nell’inautenticità di entrambe, nella seconda pago dei prezzi complessivi (materiali e psicologici) nettamente superiori alla prima…
Fabrizio

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armando 10:23 pm - 21st luglio:

Fabrizio: “Che ha però avuto vita molto breve,…..”.
Due ipotesi in merito.
a) “Ottimista”. La scopata libera 68ina non corrispondeva alle aspettative femminili più profonde e radicate. Le donne si sono rese ben presto conto che dalla scopata facile e arrivederci, uscivano deluse. E’ la tesi, fra gli altri, di Steven Rhoads (Uguali mai, Lindau).
b) “Pessimista”. La scopata libera 68ina non conveniva alle donne in termini di “presa” sul maschio, ossia di potere reale , materiale e psichico, su di lui.
E’ probabile che la verità includa entrambe le ipotesi, e che queste non siano così facilmente separabili e distinguibili alla stesse coscienze femminili e maschili.
armando

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cesare 8:52 am - 22nd luglio:

Veramente la “scopata politica obbligatoria” cui mi riferisco non corrisponde alla “scopata facile”
Si configurava invece (per quello che veniva detto nelle discussioni cui ho partecipato io) ad una prestazione maschile obbligatoria a prescindere dalla preferenza maschile: le “quote rosa della scopata” per cui a ciascuna compagna spettava di diritto una quota di sesso maschile. Il maschio doveva dunque, in nome dell’ egualitarismo femminista, dedicare una quota parte del suo tempo/lavoro sessuale, a ciascuna femmina; gradita o meno che fosse. Pertanto la “scopata politica obbligatoria” nell’accezione da me intesa, non attiene alla prospettiva, serissima, di tematizzare il significato e la prassi del termine libertà anche in ambito sessuale. Tema ancora oggi (e da sempre) centrale nella esistenza di tutti. Attiene invece ad una ideologia (il femminismo di allora era già femdominismo) che contempla il diritto all’ obbligo imposto dalla donna nell’ambito della sessualità maschile, ad un suo controllo; filosofia e atteggiamento che a quanto pare ha fatto molta strada da allora per arrivare ai pesantissimi e discriminanti obblighi di legge attuali, come il divieto di “sguardo scopante” o paradosso dei paradossi, al “dovere di non scopare” e alla incredibile sessuofobia antimaschile femminista attuale.

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