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25 mar 2014  |  4 Commenti

Mussulmani e maschi condannati a morte: non fa notizia…

Egitto: 529 persone condannate a morte

La democrazia e i “diritti umani” targati USA (e UE) sbarcano in Egitto, naturalmente dopo un colpo di stato in piena regola (appoggiato da USA e UE) che ha sbaraccato i Fratelli Mussulmani, giudicati scarsamente affidabili per varie ragioni di ordine geopolitico.

Per liberare Sakineh (la donna iraniana condannata a morte per l’omicidio del marito, e ora liberata) si è mobilitato l’intero apparato mediatico-politico occidentale che ha martellato senza sosta : donna e iraniana, vittima perfetta, il cacio sui maccheroni per il mainstremaing politicamente corretto…

La condanna a morte di 529 militanti dei Fratelli Mussulmani da parte del governo fantoccio filo USA susciterà la stessa indignazione nei media occidentali?

La gigantografia di Mohammed Badie (uno dei leader dei Fratelli Mussulmani, condannato a morte insieme agli altri 528) verrà esposta sulle facciate degli edifici comunali di centinaia di comuni italiani, come accaduto per Sakineh? Si organizzeranno raccolte di firme e di intellettuali e vip per chiedere la sua (e la loro) liberazione?…

O non è previsto per chi è maschio e mussulmano?…


4 Commenti

Mauro recher 4:57 pm - 25th marzo:

Non se è pertinente ma ho appena scritto questo …
http://femdominismo.wordpress.com/2014/03/25/il-capro-espiratorio/

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cesare 11:02 pm - 26th marzo:

Dov’è Amnesty che ha ormai tradito se stessa difendendo i calpestati ma solo se politicamente corretti? Dove sono le donne di giustizia, quelle che dicono di aver “cura” di tutti e di tutto e invece, al dunque, si mobilitano ma solo pro domo sua? E dove sono i frignoni a comando? sono a un tanto a frignata ma solo su tragedie a listino prezzi?
529 maschi condannati a morte perché oppositori di un regime golpista caro agli USA e all’ Europa, e tutto tace: notizia da piccola cronaca. Giornalisti di che cosa?
Non è violenza contro il genere maschile tutto questo silenzio, quando poi si promuovono imponenti iniziative ma patto che si tratti di una donna? E soprattutto non ne viene annientata la credibilità di chi si macchia di questa atroce discriminazione e negazione della verità?
Come credervi care amiche e sorelle quando vi proponete come quelle in prima fila a difendere la libertà e la dignità di tutti se vi voltate dall’altra parte quando si tratta di maschi?
Davvero dobbiamo giungere alla amarissima conclusione che i maschi è da sempre che sono soli, e di nuovo sono soli anche qui e ora, quando si tratta di opporsi alla violenza del vero potere? Pare sia proprio così: i maschi sono soli quando si tratta di trovare la forza di difendere giustizia e libertà ma per tutti e facendo affidamento solo sulla propria irriducibile capacità di autonomia. Allora non vi trovano mai al proprio fianco.
E nasce un dubbio, il dubbio che il potere eserciti su di voi una irresistibile fascinazione così che combattete solo a condizione di averlo “in favore di vento”, a vostra protezione, e certe di interpretarne le esigenze più profonde.
In sintesi il dubbio è che scegliete sempre il ruolo di suoi Ascari.

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cesare 2:35 pm - 29th aprile:

Da Il Giornale on line “La Principessa araba “Prigioniera nel Palazzo”
Da 13 anni papà Abdallah al-Saud, re d’Arabia Saudita, tiene “prigioniera” nel palazzo la figlia Sahar e lei via web fa sentire la sua voce di “povera donna”: non può uscire a fare shopping come tutte le altre.
“Tre giorni fa, sfidando nuovamente l’ira del babbo, la temeraria Sahar al Saud ha rivolto sempre via web un indirizzo di saluto proprio ai nemici della monarchia saudita, ovvero «ai martiri e agli uomini liberi detenuti».
Questa sì che è una notizia. Ecco, fossi nel re saudita la smetterei di fare l’alleato riottoso con gli USA: anche sua figlia può entrare nella categoria delle “povere donne” da “liberare”.

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