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11 mar 2014  |  75 Commenti

L’orrore e la tristezza (facce di una stessa medaglia?)

L’eco del massacro delle tre bambine avvenuto a Lecco ha cominciato ad affievolirsi subito dopo la notizia che a compiere il terribile gesto era stata la madre delle piccole.

Erano già pronte le fanfare, il mostro stava per essere sbattuto in prima pagina, la caccia all’untore si era appena aperta,  le redazioni delle varie trasmissioni televisive mattutine e pomeridiane perennemente assillate dai soliti problemi di palinsesto stavano già facendo festa all’idea di campare di rendita per due settimane buone, quando, con lo stesso effetto di una doccia gelata, è giunta la notizia che l’assassina era stata individuata: la madre (sigh…)

Fine della festa. L’assassina è una donna e per di più la madre. Tabù inviolabile. Vietato infierire. In tempi di “femminicidio” poi, proprio non si può. E’ ovvio che era depressa e per di più scossa dalla separazione con il marito, come si è affrettato a dichiarare anche il ministro Alfano che, per l’occasione,  ha dato il meglio di se.

In un primo momento ha tuonato, con toni che definire enfatici è un eufemismo, che ”non sarebbe stata data tregua all’assassino, che sarebbe stato acciuffato e che avrebbe trascorso il resto della sua vita in carcere”.

Subito dopo aver appreso che l’assassina era la madre ha ovviamente fatto retromarcia e ha espresso la sua “tristezza” per quanto accaduto. Fino a un attimo prima, quando aveva dato per scontato (che diamine…) che l’assassino fosse un uomo (magari il padre…) aveva espresso sdegno e orrore, un momento dopo ha espresso “tristezza”.

Come vediamo, dall’orrore alla tristezza il passo è breve, anzi, brevissimo. Giusto il tempo di conoscere il sesso dell’omicida.


75 Commenti

giovanni carducci 9:01 am - 12th marzo:

ergastolo ? no! servizi sociali alla poveretta isterica *big_boss*

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giovanni carducci 10:28 am - 12th marzo:

uomo = arresto 20 anni
donna= custodia cautelare
w la democrazia della uguaglianza

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giovanni carducci 10:29 am - 12th marzo:

uomo = arresto 20 anni
donna= domiciliari
w la democrazia della uguaglianza

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cesare 12:08 pm - 13th marzo:

Alfano in quel video appare fuori controllo. Prova ne sia che nemmeno sa quello che dovrebbe sapere, e quindi non sa quello che dice. Pare muoversi inconsapevolmente sulla base del pregiudizio che solo i maschi siano violenti, e pertanto si accalora con toni molto accesi certo di avere come referente, non detto, un assassino maschio. Ma l’assassino era una assassina. Una madre assassina.
Perchè mi sembra valga la pena parlarne?
A rivedere il video Alfano sembra avere come nemico se stesso perchè maschio, e sembra in preda ad una angoscia incontrollabile, come se la ragazzotta, la Bignardi, che ha davanti fosse un giudice onnipotente che lo ha sorpreso con le mani insanguinate.
Ecco se persino un Ministro dell’Interno della Repubblica Italiana, giunge, a quanto sembra, a questo punto di angoscia, scompensandosi psicologicamente perchè si trova da maschio a parlare di un evento che per il suo mestiere e ruolo in sostanza è normale, allora vuol dire che milioni di maschi hanno subito dalle campagne di colpevolizzazione femministe una violenza psicologica continuativa e tale da indurre nel loro profondo un inconsapevole rifiuto della propria identità di genere.
E questo lo giudico un crimine storico per il danno che provoca e per il numero di persone che ne son state e ne vengono gravemente danneggiate, per la durata pluridecennale della attività di violenza psicologica messa in atto.

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Andrea 11:56 pm - 14th marzo:

A questo punto ritengo inutile continuare a scrivere petizioni o lettere aperte e inviarle ai nostri poltici.Non si potrebbe cominciare a scrivere alla Corte dei Diritti dell’uomo per denunciare la situazione di criminalizzazone e denigrazione costante dei maschi in Italia?Portare in Europa le nostre denunce?Anche se so bene che questa situazione è ormai generalizzata soprattutto in occidente mi sembra che da noi si siano aggiunti livelli intollerabili.

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l'anticristo 12:21 pm - 17th marzo:

Andrea,

Ammesso che ti risponda, dovresti scrivere solo all’Imam, lui sì che condividerebbe le vostre denunce.

Certo le condividerebbe, il problema è, che la sua risposta non piacerebbe per nulla a molti di voi: Avete voluto l’uguaglianza di fronte a Dio?
Avete voluto incarnare Dio … al che aggiungerebbe subito..e secondo te, chi è che domina sul regno della carne?
Avete voluto il “non c’è più uomo nè donna?
Avete voluto il paradiso è degli eunuchi?
Si?
E allora…ma che volete?

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Fabrizio Marchi 12:42 pm - 17th marzo:

l’anticristo,

E invece ti sbagli, Anticristo, perché il Dio cristiano, quello che per chi crede si è incarnato in suo figlio, ha parlato molto chiaramente, e ha parlato, per bocca del figlio, di eguaglianza, giustizia, libertà e fratellanza universale.
Non sono la persona più titolata ad affrontare, per ovvie ragioni, questo argomento, ma questo è ciò che personalmente ho appreso di quel messaggio, ciò che ho trattenuto.
E quel messaggio non ha nulla a che vedere con il tentativo di cancellare le identità sessuali che a sua volta non ha nulla a che vedere con il concetto di eguaglianza perchè è soltanto un’ operazione di manipolazione eugenetica portata avanti dall’attuale sistema con il supporto delle sue ideologie al fine della sua riproduzione.
E’ propria questa la truffa da svelare. Omologazione, omogeneizzazione e indifferenziazione sessuale (che passa attraverso la distruzione del maschile e la sua “femminilizzazione”, e non viceversa…) camuffate da eguaglianza.
Una truffa, una trappola, nella quale, mi sento di dirti, sei caduto anche tu. E non sei il solo, purtroppo.

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l'anticristo 1:01 pm - 17th marzo:

Fabrizio Marchi,

Sarà, ma son sicuro che, tra la tua interpretazione e quella data, ad es., nello spezzone di Syriana (http://anticristo.org/2013/11/16/la-teologia-cristiana-ha-fallito/), dal quale è tratto il testo, l’Imam non avrebbe dubbi su chi è dei due sta sbagliando, e quale sia l’origine del male…

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cesare 2:55 pm - 17th marzo:

Passerà poco tempo e, a mio avviso, la Chiesa cattolica, quella beninteso che prega il Padre e crede nel Figlio del Padre, il Cristo, e affida la funzione sacra del sacerdozio esclusivamente ai maschi, sarà perseguitata.
E sarà perseguitata non solo nei paesi a religione islamica radicale ma anche in Occidente. E per ben altri motivi: il femminismo e il genderismo considerano il cattolicesimo il nemico principale e il perché è chiarissimo.
Già il Politburo del femminismo e del genderismo, ovvero l’ONU, ha redatto un documento in cui si chiede alla Chiesa Cattolica di rinunciare alle sue convinzioni in materia di sessualità, di procreazione, di diversità tra i generi, di famiglia. E si intravede l’insofferenza per il suo stesso credo in un Dio che è padre.
Fino ad ora il Potere lo chiede, fra poco lo imporrà.
Presto l’attacco che il femminismo porta alla fede Cattolica, astutamente tenuto sottotraccia per decenni, verrà alla ribalta e verrà alla ribalta quando sarà il Potere ad attaccare ufficialmente la Chiesa per la sua fede in un Dio Padre e per tutto quello che ne segue a distinguere i ruoli tra maschi e femmine e in opposizione alla ideologia di Stato.
Adesso l’attacco è solo sul piano culturale e già però lasciano che le Femen violino chiese e i riti più sacri e intimidiscano ed offendano i sacerdoti e i vescovi senza che a queste donne sia impedito di commettere una serie impressionante di reati.
Poi alle Femen seguiranno i divieti di legge e la repressione armi in pugno.
A fare gli Anticristi oggi si corre il rischio di trovarsi in compagnia delle Femen e delle Pussy Riot.

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Mauro Recher 3:52 pm - 17th marzo:

Credo che possa andare bene anche qui ,su un altro gruppo di facebook c’è questa iniziativa , io li ho risposto a modo mio

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Fabrizio Marchi 4:24 pm - 17th marzo:

l’anticristo,

Cos’è c he vuoi dirci? Che siamo all’anticamera dell’invasione islamica dell’occidente da parte dell’Islam?…
E’ un ritornello che conosco, lo sentiamo da un pezzo…Nel frattempo le bombe al fosforo sulla testa se le beccano loro (le nostre, targate USA, UE e ONU…), noi tutt’al più litighiamo per decidere se è il caso di lasciar costruire una moschea nel centro di Milano oppure è meglio lasciar perdere. Intanto mentre noi discutiamo e ci infastidiamo per la presenza di questi mussulmani cenciosi le bombe dei droni continuano a cadere, in Iraq, in Afghanistan in Siria, in Libia, in Palestina ecc.
E ci sentiamo pure in pericolo…Quelli in vece come dovrebbero sentirsi?…
E comunque, caro Anticristo, se l’occidente è in crisi, lo deve a se stesso, non deve incolpare gli altri. L’Islam non sta facendo proprio nessuna crociata, ma proprio nessuna, è l’occidente, eventualmente, che deve interrogarsi su dove sta andando…Anzi, direi che è l’Islam (che è un universo estremamente variegato e complesso e che non può certo essere ridotto e semplificato come facciamo noi in questi brevissimi commenti) che oggi si sente minacciato dalla penetrazione culturale occidentale.
Quindi la cosa è quanto meno reciproca…Chi minaccia chi? E poi, è corretto porsi questo tipo di domanda? Non so, personalmente ho un’altra visione delle cose, come è noto. Siamo entrati in una nuova era, quella del dominio assoluto del capitale a livello planetario, un dominio che ha dimostrato di sapersi coniugare con qualsiasi contesto politico, culturale, forma-stato e addirittura religioso.
Molte delle vecchie categorie si rivelano obsolete. Quella, poi, del presunto scontro di civiltà, a mio parere è diventata anche un po’ comica, può forse andar bene per tenersi stretto ciò che resta dell’elettorato della Lega Nord. Ma non è un problema mio…

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Enrico Rossi 6:43 pm - 17th marzo:

Cesare..

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cesare 9:43 pm - 17th marzo:

Le scene di violenza attuate dalle femministe contro questi maschi credenti, in difesa della vita, mi suggeriscono queste tre considerazioni:
1) la cartina al tornasole della comunanza di interessi tra il potere costituito e gruppi violenti è che questi ultimi godono della inerzia dello Stato quando compiono atti di aggressione e violenze di ogni tipo. Per quelle forze che il Potere considera fiancheggiatrici, non esiste infatti la fattispecie del reato: qualunque reato compiano non è considerato reato. Per gli aggrediti invece vale la legge e nella sua forma più fiscale e punitiva; da più di un decennio in Occidente il rapporto tra i generi vede il genere femminile godere di fatto di una condizione fuori legge, mentre per il genere maschile non ci sono che inasprimenti di legge; storia vecchia come il Mondo e recentemente storia fascista: ti tengo fermo con la legge mentre lascio che ti pestino i fuorilegge che mi fan comodo;
2) le donne che urlano, aggrediscono, sputano e picchiano questi maschi che pregano e che difendono la loro idea e il loro ideale di vita e di difesa della vita pregando, la dice lunga e chiara
su chi le femministe considerano i nemici più pericolosi: i maschi che difendono il diritto alla vita del figlio che amano e che hanno concepito insieme alla donna; i maschi che non buttano fra i rifiuti il loro diritto alla paternità. Questi maschi le fanno infuriare e perdere la testa fino a scatenarle in un delirio violento. A mio parere questi ragazzi con la loro coraggiosa testimonianza manifestamente pronta anche a perdere la vita, sono veri e propri testimoni di una virilità non alienata, profonda ed autentica. In questo senso ci sono maestri e padri.
3) è opportuno che a nessun maschio venga in mente come ad alcuni (pochi) di quelli presenti fra le femministe in quel video, di macchiarsi del sangue dei figli propri o altrui direttamente o indirettamente abortiti: chiedano pure le sventurate di macchiarsi le mani del sangue dei più indifesi, figli accolti e da tutelare nel loro grembo, ma lo chiedano solo loro. I maschi stiano alla larga da questo sangue: ne vengono annientati come maschi, come padri e come persone, come dimostra il libro di Antonello Vanni dal titolo:” Lui e l’aborto”.

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Ethans 2:08 am - 18th marzo:

l’anticristo,

Toh… ve’ chi si rivede… Animus… di la verità: hai visto Peter Bark e ti è partito lo schioppone… (si scherza eh?)…

http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_bye.gif

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fulvio terzapi 4:30 am - 18th marzo:

la CCAR cambia idea di frequente a seconda dell’opportunità del momento e del contesto storico, quindi non è da escludere che in futuro si avvicini a posizioni oggi ritenute tabù e incompatibili.
del resto si basa su una congerie di dottrine piene di contraddizioni, assurdità e incongruenze in cui si può affermare tutto e il contrario di tutto.
come diceva Arthur C. Clarke una delle piu grandi tragedie della storia umana è l’appropriazione indebita della morale da parte della religione.

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ARMANDO 11:07 am - 18th marzo:

La Chiesa in verità non cambia affatto idea di frequente. In duemila anni di vita ha sempre tenuti ben fermi, finora, alcuni principi fondamentali. Certo qualcosa è mutato in sintonia coi cambiamenti del mondo, ma non l’essenziale, finora. E’ oggi che personalmente scorgo il pericolo di alcuni cambiamenti che sarebbero davvero tali da sconvolgerne l’assetto teologico.
Poi perchè la religione si approprierebbe indebitamente della morale?
Una cosa è dire, e sarebbe una discussione filosofica interessante, che la morale non è di esclusiva pertinenza della religione, un’altra è dire che è indebito che la religione se ne occupi.
armando

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l'anticristo 12:42 pm - 18th marzo:

Fabrizio Marchi: E comunque, caro Anticristo, se l’occidente è in crisi, lo deve a se stesso, non deve incolpare gli altri.

_____________

Che infatti è ciò che dice quel pezzo di Syriana, né più, né meno (il resto ce l’hai aggiunto te)
Cmq, molto interessante “la dinamica” …
mi sembra d’averla già vista…

http://www.youtube.com/watch?v=6ZrE7siwuq0

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l'anticristo 1:03 pm - 18th marzo:

cesare: A fare gli Anticristi oggi si corre il rischio di trovarsi in compagnia delle Femen e delle Pussy Riot.

E’ possibile caro Cesare, è possibile…
Questo secondo una certa interpretazione che vuole, il bene e il male contrapposti in un certo modo, che però, è una concezione che io non condivido affatto, perchè, per me, le pussy riot, le femen (chi le manovra è chiaro che loro sono solo bambole), la solanas, san Paolo, “dott. sottile”, etc. etc. stan tutti dalla stessa parte, dalla parte del male naturalmente…

Dici che la Chiesa sarà perseguitata?
Ovvio, è già stato messo nel computo di necessità, di ciò che serve per … dai Signori garanti della Fede:martiri,martiri…martiri.

Fa parte del gioco, della perpetuazione del “giocattolo”, tu lo sai bene…
E del resto, avresti una proposta migliore, più efficace di questa, per perpetuare la Chiesa, se non, riproporre il tema del martirio, in secula seculorum?

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Fabrizio Marchi 3:18 pm - 18th marzo:

l’anticristo,

ammazza aò, che “spiritosone” che sei, Animus… http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_yes.gif che ce voi fà, se ne dicono tante de stronzate, come dice Lino Banfi, una la potrò dì pure io…
Meno male che ci sono gli “anticristi” a riportarci sulla retta via..
A proposito, se hai qualcosa di interessante e costruttivo da sottoporre alla nostra discussione fallo pure tranquillamente, non farti scrupoli, intervieni quando vuoi, non essere timido…

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l'anticristo 3:51 pm - 18th marzo:

Fabrizio Marchi: A proposito, se hai qualcosa di interessante e costruttivo da sottoporre alla nostra discussione fallo pure tranquillamente, non farti scrupoli, intervieni quando vuoi, non essere timido…

Quale, sull’articolo?
Beh, un’analisi del tutto condivisibile ovviamente. Accadde lo stesso con l’omicdio di avetrana.
Ricordo ancora quel “quadretto”, una bella bara bianca…immacolata, il parroco del paese aveva preparato già l’omelia funebre contro l’orco, e si aspettava solo la perizia dei medici per fare una bella processione , ok che non è mai arrivato, rovinando a tutti la festa.http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_cool.gif

Tornando in topic, Alfano è certamente patetico, ma anche qui, l’analisi di Cesare non è completa perchè ha omesso il fatto che si tratta sì di un maschio, ma di un maschio (padre) Albanese, il che giustificherebbe meglio la presa di posizione del ministro dell’Interno.

Insomma, secondo me, l’ideologia di dx e di sx, parlando in metafora, si sono semplicemente divisi la torta: esiste un fine, che è quello di masi

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cesare 6:07 pm - 18th marzo:

Con le medesime argomentazioni per cui si abolisce la festa dl papà, aboliamo la festa della Repubblica, sennò si incazzano i monarchici, il carnevale per chi in quel periodo è in lutto, i festival della musica per i bimbi sordi, le gare podistiche per quelli che non possono correre; sia vietato parlare in classe chè offende i bimbi sordomuti, il Natale,la festa della donna, il gay pride, la ginnastica a scuola, il Padre nostro e anche l’Ave Maria, e guai al bambino che chiamasse mamma la mamma e papà il papà: espulsione immediata per gravi atti di discriminazione. L’intelligenza poi da vietare subito chè offende gli stupidi, quest’ultima già espulsa in queste scuole del divieto della festa del papà
Ma soprattutto carissimi fratelli, per tutte le donne che invidiano il pene, e per i maschi che le piangono per questa feroce discriminazione maschilista e sessista, vietiamo il pene dagli asili nido in su fino alle case di riposo perchè, diciamola tutta e diciamola in chiaro: offesa più grande per la sensibilità democratica ed ugualitaria di oggi non c’è.

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l'anticristo 3:00 pm - 19th marzo:

Fabrizio Marchi: A proposito, se hai qualcosa di interessante e costruttivo da sottoporre alla nostra discussione fallo pure tranquillamente, non farti scrupoli, intervieni quando vuoi, non essere timido…

Sì, qualcosa ce l’ho:http://anticristo.org/2014/03/19/apokalypsis/

Bisogna riconoscerti la fortuna (ed il merito) di aver riunito nel tuo spazio le menti migliori della qm, dei veri intellettuali…
Ecco, io vorrei chiedero loro, a chi se la sente, di illustrarmi (magari sono io che sbaglio) quanto c’è di femminista e quanto c’è di cristiano in ciò che ho brevemente esposto (attenzione ai due link presenti che sono importanti).
Se trovo uno solo che riesce a confutare la mia argomentazione, giuro…chiudo il blog domani stesso.
Io invece sono convinto che, nessuno lo confuterà, che non significa dare un’interpretazione diversa, dato che due interpretazioni entrambi coerenti possono benissimo coesistere, ma mostrare che quella è proprio sbagliata…fallace!
E questo, caro Fabrizio, puoi dirmi che sono prevenuto, ma per quanto mi riguarda, finchè si ignorano certè verità…le basi per creare qualcosa “di costruttivo” , non ci possono essere.
Ciao

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Fabrizio Marchi 4:59 pm - 19th marzo:

l’anticristo,

Per la verità quel mio invito era ironico perchè generalmente quando vieni qui è per polemizzare….(non riguarda solo te ma anche altri che provengono da altri blog…)…
L’hai presa seriamente e va benissimo così…
Non sono un “cristianologo” e francamente (è sicuramente un mio limite…) non riesco a decodificare ciò che vorresti significare. Comunque non mi sentirei all’altezza di fornirti una risposta adeguata anche perchè, ripeto, un pò non è la mia materia, un pò non ho capito cosa vuoi dire, quindi lascio tranquillamente spazio, se lo vogliono, ad altri molto più ferrati di me in materia (io non lo sono affatto…).
Ti ringrazio per aver affermato che il mio merito sarebbe stato quello di riunire attonro ad Uomini Beta le menti migliori della QM. Il che, ovviamente, significa dire implicitamente che la mia (mente) non fa parte di quelle…http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_yes.gif va benissimo, figurati, non ho nessuna pretesa da “intellettuale” (“du me belin”, dicono a Genova…per parte di nonno paterno sono di origini genovesi…)… Bisognerebbe però chiedersi perchè le menti migliori della QM (lo hai detto tu e lo condivido) discutono e si confrontano su Uomini Beta e non altrove http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wink.gif
Perchè? http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_mail.gif
P.S. questo non è più il “mio” spazio, da tempo, ma quello dell’Associazione degli Uomini Beta, che ha un presidente, un vicepresidente e un comitato direttivo di soci fondatori, più i soci aderenti (che hanno gli stessi identici diritti dei fondatori, ovviamente…)..

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Mauro Recher 6:17 pm - 19th marzo:

Dagli intellettuali togli pure il sottoscritto ,sono solo un modesto operaio ….

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Rino DV 8:06 pm - 19th marzo:

Spiacente, Mauro.
Non sei un modesto operaio. Sei un operaio con una modestia eccessiva.
Sei uno che pensa, mentre è pieno di sedicenti intellettualli pieni di boria, che al tempo stesso pensano solo pensieri pensati dal sistema. Ruminanti.
Tu pensi, sei uno che usa l’intelletto: ergo, che ti piaccia o no, sei un intellettuale.
*bravo*
RDV

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Luigi Corvaglia 8:34 pm - 19th marzo:

Nemmeno io entro in merito alla questione sollevata da l’anticristo. Peraltro la sua è una domanda rivolta a interlocutori specifici.
Non ci entro per ovvi limiti. Miei.
Però… detto questo, vorrei almeno capire se ho “carpito” in maniera corretta i termini di fondo della questione da lui posta.
Detto in maniera molto più che semplice – anche perchè non sarei capace di dirla altrimenti – a me sembra lui (l’anticristo) riconduca la questione (QM, femminismo, etc. … etc. ….) nell’ambito più vasto delle radici della nostra civiltà (quella occidentale). Civiltà che, per forza di cose, da almeno un paio di mila anni a questa parte ha radici fondamentalmente cristiane.
In soldoni mi pare che riconduca l’attuale stato di cose alla genesi di quel credo. In definitiva affermando che il “baco” è lì. Presente sin dall’origine. E che quindi se vogliamo affrontare la questione QM e tutto il resto, in maniera corretta, onesta ed efficace è da lì che si dovrebbe partire.
Ho compreso bene?

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cesare 9:47 pm - 19th marzo:

Intanto dico ad Anticristo che pone temi serissimi seppur in un linguaggio un po’ iniziatico. Del resto mi sembra coerente con il contenuto che non vuole dis-velarci ma a cui vuole intro-durci: davvero una bella differenza..
Come dice Rino sono solo uno che pensa e per il resto cerca come tutti di continuare a ballare nella gigantesca balera dove le merci ballano, il mercato. Pertanto sono solo miei limitati pensieri ma ci provo a rispondere almeno in minima parte.
Ecco Anticristo, l’intro-durre, il partecipare in pienezza della pienezza dell’essere, e di conseguenza il gioire del piacere dell’essere che non perisce, che non si estranea a nulla perché è comunque partecipe del tutto, essere “uomo della foresta che con-sente la vita indivisa della Natura e indiviso da essa, questo sentire, se ben ti ho inteso, lo capisco, meglio lo sento anch’io. Ma c’è un ma: alla prova dei fatti, più precisamente alla prova dei tentativi di intro-dursi nessuno ci è riuscito. Fosse dato questo intro-curdi perché mai ne saremmo usciti? E perché mai, se la porta fosse stata aperta e la festa dionisiaca in “piazza” ci saremmo fatti “fregare” dal cristianesimo, l’”imbonitore” di passaggio? Il problema c’è dunque e del Cristianesimo si può dire di tutto ma non che sia la causa di questo esilio dalla Totalità; a mio avviso è un effetto di questa rottura tra coscienza e istinto, tra natura e cultura, tra vita e morte, tra carne e spirito, tra gioia e dolore, perdizione e salvezza; anzi è un tentativo di ricostituire queste opposizioni stranianti in opposizioni dialettiche: non ho bisogno certo di spiegare a te la potenza dialettica della Croce, il paradosso della salvezza tramite la perdita di sè, della gioia tramite il dolore, della potenza tramite l’impotenza, della vita tramite la morte. In sintesi, chiamalo come vuoi, ma tutto nella esperienza umana si scontra con una realtà che è data ma nell’opposizione, nel contrasto, nel limite, e tutto da riconquistare in modo coscienziale, con la ragione del cuore. Un cristiano dice: amico mio questo io lo chiamo peccato originale, ma non sono certo le etichette che fanno la differenza in questa tragedia della perdita truccata da festa della pienezza.

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Fabrizio Marchi 10:53 pm - 19th marzo:

Rino DV,

Esatto…http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_good.gif

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l'anticristo 1:16 am - 20th marzo:

Luigi Corvaglia: In soldoni mi pare che riconduca l’attuale stato di cose alla genesi di quel credo. In definitiva affermando che il “baco” è lì. Presente sin dall’origine. E che quindi se vogliamo affrontare la questione QM e tutto il resto, in maniera corretta, onesta ed efficace è da lì che si dovrebbe partire.
Ho compreso bene?

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Hai capito benissimohttp://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_good.gif

cesare: E perché mai, se la porta fosse stata aperta e la festa dionisiaca in “piazza” ci saremmo fatti “fregare” dal cristianesimo, l’”imbonitore” di passaggio? Il problema c’è dunque e del Cristianesimo si può dire di tutto ma non che sia la causa di questo esilio dalla Totalità; a mio avviso è un effetto di questa rottura tra coscienza e istinto,

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Vediamo se su un punto concordiamo, mi sembra sia quello nodale, che il cristianesimo non è la causa della rottura originale, della coscienza che si sente scissa dal tutto, che si interroga continuamente sul nulla, sul dolore, etc etc, possiamo darlo per assodato, come possiamo anche concordare sulla funzione di contenimento che la religione (da religere=ricontenere?) opera appunto su quella condizione umana che è così per “natura” (so che Marchi storcerà il naso, diciamo allora la natura dell’incivilito, la natura dell’uomo esiliato…dalla stato di natura!)…e non per cultura.

Ciò su cui invece si può discutere, è la soluzione proposta dalla religione – basti solo pensare quanto è abissalmente lontano il concetto cristiano di “salvifici doloris” ad es. dal buddhismo, simili invece per quanto rigurda la compassione – per placare quel dolore esistenziale cui accennavo prima, e se la soluzione proposta, non sia forse, certamente in alcuni periodi storici lo è stata, peggiore del male che dichiarava di voler curare…

E perchè lo stesso dilemma non dovrebbe porsi per ciò che o esposto?

Se la Storia (e parliamo di storia dell’occidente), fosse “la strada degli errori”, o per dirla con Cioran, di un susseguirsi di catastrofi in attesa della catastrofe definitiva, potremmo davvero continuare a dare “la colpa” ai frutti di quella civiltà, e perchè no, alla sua genesi…ad un errore originario?

E se qualcuno, 2.000 anni fa, si fosse sbagliato?
E perchè non evidenziarlo, o peggio…negarlo?
Perchè non faremmo altro che avvicinare la catastrofe definitiva, mentre, a noi , dato che siamo in ballo dobbiamo ballare, tocca ormai solo allontanarla per quanto più possibile?

Non lo so Cesare…dimmi te.
Cerco di capire…certi atteggiamenti.

Ciao

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Fabrizio Marchi 11:11 am - 20th marzo:

l’anticristo,

Provo a dire la mia su temi rispetto ai quali non sono in grado di dare il meglio di me (in genere raggiungo il top quando analizzo una partita di calcio o un incontro di boxe…).
Che il Cristianesimo fattosi stato nonché religione ufficiale (cioè depositario della Verità Unica e Incontrovertibile) sia stato per secoli una forma di dominio e di oppressione sociale, politica, umana e anche spirituale, a tratti anche tra le più feroci, non vi è alcun dubbio. Lo dicono i fatti, la storia, non lo dico io. Che nel Cristianesimo, o meglio, nella sua evoluzione storica e “ideologica”, cioè la Chiesa cattolica (e anche le altre chiese, protestante, calvinista ecc.) siano presenti degli elementi “ideologici” (penso al senso di colpa, ad esempio…) che rendono possibile la sua trasformazione in un complesso di norme castranti e auto castranti, punitive e autopunitive, non v’è altrettanto dubbio, a mio parere.
Al contempo però, non c’è neanche dubbio, sempre a mio parere, che il Cristianesimo delle origini sia stato la forma storica attraverso la quale, in una determinata epoca, hanno preso corpo le istanze di giustizia, libertà ed eguaglianza. Istanze che, dati appunto l’epoca e il contesto, non potevano che assumere la forma religiosa; afflato spirituale e domanda di senso (che provocano angoscia) a parte che, come spesso ho ripetuto, appartengono all’umano e rendono quindi le religioni un fatto assolutamente fisiologico e non certo una forma di alienazione.
Come e perché il Cristianesimo sia degenerato in una forma di dominio e oppressione sociale, politica e umana è argomento forse ancore più complesso del perché il Comunismo abbia subito la stessa sorte. Queste due grandi “opzioni” sono degenerate o contenevano al loro interno il germe della loro inevitabile degenerazione? Non si è ancora arrivati a dare delle risposte definitive e condivise né sarò mai possibile arrivarci. Oggi la vulgata ideologica dominante offre una risposta solo per quanto riguarda il Comunismo che ovviamente viene considerato malato alla radice. Ma questo è anche scontato, il Comunismo ha perso e il Capitalismo ha vinto e, come sappiamo, la storia (e la Verità) la scrivono i vincitori, non certo i vinti.
Ci vanno più cauti con il Cristianesimo, per ovvie ragioni. A differenza del Comunismo la Chiesa cattolica è ancora in piedi e rappresenta un punto di riferimento per centinaia di milioni di persone. Fino a ieri era un’alleata; oggi e soprattutto domani chissà? Cosa succederà? Potremmo parlarne per ore però, oggettivamente, andremmo O.T. Fra non molto la nostra associazione metterà in rete un’altra pubblicazione dove sarà possibile affrontare anche tutti questi temi (è per questo che abbiamo preso questa decisione…)
Ciò detto, che il Cristianesimo sia però la causa prima di tutti i mali è falso. Questa è l’interpretazione nietzschiana classica; Animus da questo punto di vista non inventa nulla (non è un giudizio ma solo una constatazione…).
Il “male” esisteva ovviamente già da molto prima che il Cristianesimo facesse la sua comparsa, e naturalmente ben prima che questo si facesse stato. A questo punto però, bisognerebbe intendersi su cosa sia il “male”.
Per Nietzsche e i nietzschiani il “male assoluto” è appunto la famosa “etica del risentimento”, cioè la morale dei “malriusciti”, dei vinti, degli schiavi, dei frustrati (oggi si direbbe degli sfigati) che si incarna innanzitutto nel Cristianesimo e in quelli che sempre secondo Nietzsche (ma non solo) sono i suoi derivati (i concetti di democrazia ed eguaglianza e naturalmente il socialismo e il comunismo).
Qui le strade fra noi e i “nietzschiani doc” si dividono inevitabilmente. Mi permetto di parlare al plurale perché altrimenti non si capirebbe cosa starebbero a fare qui gli amici e aderenti di Uomini Beta.
Con questo, lo dico per onestà intellettuale, non voglio bollare in toto la filosofia nietzschiana che contiene sicuramente degli elementi di assoluto interesse filosofico e speculativo (ci ho speso un po’ del mio tempo su Nietzsche…) che vale sicuramente la pena approfondire (anche al limite dissentendone radicalmente…), però naturalmente non sono e non potrò mai essere d’accordo nel ridurre i concetti di giustizia, libertà, eguaglianza (e le filosofie attraverso le quali questi si sono incarnati) solo come degli alibi per (mal) celare la propria condizione di sottouomini invidiosi e rancorosi costretti a fare “mucchio” per cercare di impedire l’affermazione dei “migliori”, che poi sono coloro che riescono ad imporre la propria volontà. Come questi ultimi ci riescano non ha nessuna importanza per Nietzsche e per i nietzschiani perché la volontà di potenza non ha bisogno di giustificarsi da un punto di vista etico o filosofico: essa è e basta così.
Non mi è mai piaciuto semplificare le cose però non c’è dubbio che questa interpretazione delle cose potrebbe spalancare la strada a scenari inquietanti che nella storia abbiamo peraltro già conosciuto.
Il “nietzschiano” potrebbe però rispondere che quegli stessi scenari sono stati aperti anche da quelle filosofie e/o religioni che invece dell’etica ne hanno fatto una bandiera. Vero anche questo.
Ma qui mi fermo perché altrimenti non la dovrei finire più ed è purtroppo il rischio e il limite di questo tipo di discussioni.

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l'anticristo 2:04 pm - 20th marzo:

Fabrizio Marchi: Come e perché il Cristianesimo sia degenerato in una forma di dominio e oppressione sociale, politica e umana è argomento forse ancore più complesso

____________________________________________-
Che ne pensi dell’interpretazione data da Dostoevskij ne il Grande Inquisitore?

Vedi Fabrizio, ciò che hai scritto è per me assolutamente condivisibile, nulla da obiettare, compreso “Qui le strade fra noi e i “nietzschiani doc” si dividono inevitabilmente”.

Ma sai perchè si dividono?
Per la concezione del bene e del male.
La tua è quella cristiana perchè il marxista, come la femminista, per quanto prenda le distanze criticando “quella” religione, continua ad incarnare la stessa morale, e quinidi non solo non è anticristiano ma forse, ancora più cristiano di Cristo, perchè concepisce il bene e il male nella stessa identica maniera, i cattivi/oppressori che dominano gli oppressi/buoni, buoni in quanto oppressi (e questo, se ci pensi , ti spiega già perchè il cristianesimo si è trasmormato in un meccanismo oppressivo,) ed è da questa forma di manicheismo idiota…estremo, che si riconoscono i figli e le figlie -ovvero le ideologie – dell’ideale cristiano.

Sai cosa sogno?
L’anticristo al potere, ma non per come l’hanno definito i teologi/intellettuali di area cristiana (penso ad es. a Soloviev), per me l’anticristo è chiunque non divida tra oppressori e carnefici, e la cui morale riconosca che gli “oppressi” sono essi stessi primi artefici della loro oppressione”, come appunto Dostoevskij fa dire al Grande Inquisitore
(su questa morale anticristiana ho scritto proprio oggi qualcosa: http://anticristo.org/2014/03/20/la-forza-del-fare/)

Ma capisci bene, caro Fabrizio, che ciò che io sogno, da noi, teocrazia o democrazia, che vincano forze di dx o di sx, è un qualcosa che non si vedrà mai.

Infatti, più anticristiano di così…

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Fabrizio Marchi 4:19 pm - 20th marzo:

l’anticristo,

Non ho mai sostenuto che gli oppressi sarebbero “buoni” in quanto tali, né che gli oppressori sarebbero “cattivi” in quanto tali. Né tanto meno lo ha mai sostenuto Marx e gli altri che hanno proseguito e ampliato il solco da lui tracciato…Che poi il superamento delle diseguaglianze e della divisione in classi che ha da sempre caratterizzato tutte le società che si sono determinate nella storia sia stato, a torto o a ragione, caricato di significati etici, è un altro discorso. A mio parere c’è sicuramente un elemento di ordine etico, ma questo non significa affatto far coincidere il povero o lo sfruttato con il “buono” in quanto povero e sfruttato e il ricco e potente con “cattivo” in quanto ricco e potente. Ci sono tanti ricchi che sono bravissime persone dal punto di vista personale e tanti poveri che non lo sono affatto (e viceversa). Il concetto di bene e di male lo stai introducendo tu, in questo senso, o meglio, lo stai sovrapponendo al concetto di classe.
Ma il punto non è questo. La divisione in classi va superata perché crea sofferenza, materiale e immateriale (cioè psicologica e spirituale) sfruttamento, diseguaglianza e ingiustizia. Il suo superamento non è il fine ultimo bensì è il presupposto, ciò che crea le condizioni per il libero sviluppo degli esseri umani. E’ ovvio che per i “nietzschiani” questo è un “non problema”, anzi, un problema dei “malriusciti”, anche perché non dobbiamo dimenticare che il “nietzschiano” è convinto di far parte degli “eletti”, altrimenti non sosterrebbe quello che sostiene (a meno che non sia un masochista…) oppure è uno che può metaforicamente permettersi di salire sul monte e osservare tutto dall’alto come Zarathustra perché è ricco di famiglia…Mi permetto però di dire che quando si è ricchi di famiglia si è liberi di “salire sul monte e osservare tutto dall’alto” così come di spassarsela su uno yacht in giro per il mondo…
Ciò detto, oltre il bene e il male cosa c’è? Nuovamente il bene e il male…è inevitabile. Poi che la contraddizione dialettica oppressori/oppressi, specialmente se concepita e interpretata in senso iper manicheo non possa essere l’unica e sola chiave per interpretare il mondo e la realtà, questo è un altro discorso.
Intanto però superiamo le contraddizioni di classe (e oggi anche di genere) e poi ne riparliamo. Come mi diceva Cesare alcuni giorni fa, visto che parlano tanto (e sono tutti/e d’accordo) di realizzare la parità e l’eguaglianza fra i sessi, perché non cominciare a realizzarla innanzitutto dal punto di vista sociale, visto che il 10% della popolazione mondiale succhia l’80% delle risorse mondiali? Parità fra i sessi sì ma sul versante sociale no?
Che dicono i “nietzschiani” nel merito? “ ‘Sti cazzi, che ce frega, questi sò problemi dei malriusciti, noi stiamo sul monte, oltre il bene e il male…”. http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_whistle3.gif
Appunto…

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Mauro Recher 6:12 pm - 20th marzo:

Rino DV,

Troppo buono Rino *drinks*

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l'anticristo 6:12 pm - 20th marzo:

Fabrizio Marchi,

Va bene, dai, sappiamo che il mezzo che utlizziamo non ci permette di approfondire l’argomento quanto, oltre ad un certo punto, sarebbe necesssario.
Per ora ti ringrazio per avermi permesso di esprimenre il mio punto di vista.
Alla prox…

Ciao

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armando 10:26 pm - 20th marzo:

mah!! male e bene non sono sinonimi di buono e cattivo. I piani sono diversi, filosofico l’uno, morale l’altro. E poi è riduttivo e fuorviante leggere il cristianesimo come una dottrina sociale fra le altre. Per me la cosa più importante del cristianesimo (a prescindere dalla fede nella Rivelazione, in cui si può credere o meno) è l’affermazione della identica dignità di ogni essere umano, senza distinzione di razza, condizione sociale o sesso. Una cesura decisiva nella stpria dell’umanità e un superamento dei limiti dell’aristotelismo. Ora, identica dignità non vuol dire affatto uguaglianza fra cloni, nè in senso antropologico se ci si riferisce a maschi e femmine, nè sul piano della totale uguaglianza di ricchezza mareriale, nè su quello degli usi e costumi,
Se siamo d’accordo sul concetto di uguale dignità, merita proseguire la discussione sul come questa uguale dignità può articolarsi concretamente sui diversi piani della vita individuale e sociale. Se invece si ritiene che non sia così, per me la discussione finisce immediatamente, perchè lì è il germe del male. Da lì si arriva allo schiavismo, allo sfruttamento inumano, al razzismo e via elencando. Non vedo dove, in questo senso, il Cristianesimo sia da condannare. Come poi si è espresso storicamente è un altro discorso, da fare certamente, interessante anche nelle cause, ma sempre di altro discorso si tratta. Se si giudica il cristianesimo solo alla luce delle compromissioni col potere, e del suo stesso farsi alle volte potere ingiusto, allora lo stesso si dovrà fare per ogni potere, in ogni spazio fisico e storico. I comunismi reali non meno dei fascismi. E con lo stesso metro di giudizio dal comunismo applicato si dovrebbe risalire direttamente a Marx nella condanna incondizionata. Ma sarebbe sbagliato e ci farebbe perdere anche ciò che di positivo c’era in Marx.
armando

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Fabrizio Marchi 1:45 am - 21st marzo:

armando,

“Se siamo d’accordo sul concetto di uguale dignità, merita proseguire la discussione sul come questa uguale dignità può articolarsi concretamente sui diversi piani della vita individuale e sociale. Se invece si ritiene che non sia così, per me la discussione finisce immediatamente, perchè lì è il germe del male. Da lì si arriva allo schiavismo, allo sfruttamento inumano, al razzismo e via elencando. Non vedo dove, in questo senso, il Cristianesimo sia da condannare”. (Armando)
Mi pare che tu abbia centrato il punto…presumo però che la tua risposta fosse prevalentemente indirizzata ad Anticristo…
“Per me la cosa più importante del cristianesimo (a prescindere dalla fede nella Rivelazione, in cui si può credere o meno) è l’affermazione della identica dignità di ogni essere umano, senza distinzione di razza, condizione sociale o sesso. Una cesura decisiva nella stpria dell’umanità e un superamento dei limiti dell’aristotelismo. Ora, identica dignità non vuol dire affatto uguaglianza fra cloni, nè in senso antropologico…”- (Armando)
Sono d’accordo.
“E poi è riduttivo e fuorviante leggere il cristianesimo come una dottrina sociale fra le altre” (Armando)
Sono d’accordo anche in questo caso. Ho scritto che il Cristianesimo è a stata la forma attraverso cui hanno preso corpo all’epoca le istanze di giustizia ed eguaglianza. Ho però soggiunto che l’afflato spirituale e/o religioso è parte dell’umano e quindi è ovvio che il Cristianesimo, come altre religioni, è l’incontro fra questa tensione spirituale e quelle istanze di cui sopra. Quindi dal mio punto di vista non è certo una diminutio.
“Ora, identica dignità non vuol dire affatto uguaglianza fra cloni, nè in senso antropologico…”
Idem come sopra…
“Come poi si è espresso storicamente è un altro discorso, da fare certamente, interessante anche nelle cause, ma sempre di altro discorso si tratta. Se si giudica il cristianesimo solo alla luce delle compromissioni col potere, e del suo stesso farsi alle volte potere ingiusto, allora lo stesso si dovrà fare per ogni potere, in ogni spazio fisico e storico. I comunismi reali non meno dei fascismi”. /Armando)
Di nuovo, con una precisazione. E’ vero che tutti e tre (Cristianesimo, Comunismo e Fascismo) si sono declinati nel modo che sappiamo, però c’è una differenza sostanziale. Il Fascismo si è effettivamente realizzato. La sua determinazione storica (naturalmente quando parlo di fascismo non mi riferisco solo al ventennio mussoliniano ma ai vari fascismi, al fascismo in senso lato, diciamo, quindi anche al nazismo di cui concettualmente se non figlio è comunque parente stretto…) è perfettamente coerente con le sue premesse ideologiche. E’ un fatto. La stessa cosa non può dirsi per il Cristianesimo nè per il Comunismo. Poi si può obiettare che ciò che conta sono i fatti reali e concreti, tuttavia secondo me anche le premesse hanno la loro importanza fondamentale e ciò fa si che non possano essere collocati sul medesimo piano. Operazione che invece viene oggi portata avanti dal mainstreaming dominante nel momento in cui Fascismo e Comunismo vengono collocati sullo stesso identico piano. Il Cristianesimo ancora non viene equiparato ai primi due per le ragioni che spiegavo nel mio precedente post ma non escluderei a priori , dato lo spirito dei tempi, che prima o poi non venga posto in essere il tentativo di trascinarlo nello stesso gorgo.
“E con lo stesso metro di giudizio dal comunismo applicato si dovrebbe risalire direttamente a Marx nella condanna incondizionata. Ma sarebbe sbagliato e ci farebbe perdere anche ciò che di positivo c’era in Marx”. (Armando)
Più che d’accordo, ovviamente, anche in questo caso. L’operazione è quella della de-contestualizzazione e della de-storicizzazione di questa o quella dottrina filosofica o religiosa. Con questo metodo (che è l’esatto contrario della deduzione storico-sociale delle categorie), tipico dei “popperiani” sia di “destra” che di “sinistra” e naturalmente di tutto il mainstreaming liberal dominante (neopositivisti, neokantiani, di “destra” e di “sinistra” e “debolisti” vari..) si arriva ad addebitare a Platone o a Hegel la responsabilità morale degli orrori di Pol Pot o a Gesù Cristo quelli dell’Inquisizione o delle Crociate. Il che è ovviamente ridicolo sotto ogni punto di vista.
“…nè sul piano della totale uguaglianza di ricchezza materiale” (Armando)
Qui invece sono in totale disaccordo. Un contesto sociale che “quantifica” il valore di una persona (non casualmente scrivo persona e non individuo) dal punto di vista economico, non sarà mai un contesto sociale realmente evoluto. Mi rifiuto di pensare che lo stadio ultimo dell’umanità sia quello della valorizzazione economica e quindi della “quantificazione” economica delle persone.
E qui faccio una considerazione di carattere esclusivamente personale che forse può aiutarci a comprendere ciò che voglio dire. Solo per periodi brevi della mia vita ho avuto la ventura e la fortuna di fare un lavoro che realmente mi gratificasse. Non ero ben retribuito, anzi il mio salario non era superiore a quello di un operaio o di un impiegato. Tuttavia ero ben contento di quello che facevo e ciò che mi spingeva a farlo nel migliore dei modi non era l’idea di guadagnare un giorno più di altri (di un operaio o di un impiegato ad es.) ma il fatto in se di fare una cosa che mi piacesse molto, che mi gratificasse sotto tanti profili. In altre parole era la mia valorizzazione come uomo e naturalmente delle mie capacità e competenze. Non avrei mai cambiato, in quella fase della mia vita, il mio lavoro per un altro, anche se molto più retribuito, che non mi avesse dato quella soddisfazione e quella gratificazione. Al contempo non mi sentivo affatto sminuito perché il mio salario era equivalente a quello di un operaio, neanche specializzato, né tanto meno avvertivo l’insano bisogno di guadagnare di più per potermi sentire migliore di lui o di altri. E questo perché non ho mai pensato che il valore di un uomo possa essere appunto economicamente quantificato. Ritengo anzi che questo sia uno stadio estremamente basso dell’evoluzione umana, anche se ci vine presentato come il migliore dei mondi possibile e come la fine della storia.
Quindi, da questo punto di vista, come è evidente, vado ben oltre la concezione socialista o comunista tradizionale perchè non ne faccio solo un discorso di natura redistributiva o di giustizia sociale (che pure condivido) ma di livello evolutivo.
L’umanità non potrà ma dirsi evoluta finchè gli uomini continueranno ad essere valorizzati, quantificati e considerati sulla base della loro capacità reddituale e soprattutto fintanto che la loro molla principale sarà data dalla suddetta valorizzazione/quantificazione economica (e relativo status sociale).
L’orizzonte ideale e culturale del superamento del sistema capitalistico non si pone quindi per me solo in un’ottica di giustizia sociale e di superamento delle diseguaglianze ma anche in termini di evoluzione dell’umano. A tutt’oggi oggi è un’utopia ma questo è il mio pensiero e il mio sentire. Se così non fosse mi sarei dedicato ad altro e mi dedicherei ad altro invece di fare quello che faccio, cercando di dare il meglio di me. E il meglio di me l’ho sempre dato quando ho avuto occasione di fare qualcosa di intellettualmente e spiritualmente gratificante che fosse in grado di dare senso a me e alla mia vita.
In parole ancora più povere, trovo che la competizione capitalistica finalizzata all’accumulazione di denaro (con tutto ciò che ne consegue) sia di una povertà esistenziale, psicologica e spirituale spaventosa.

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fulvio terzapi 12:58 pm - 21st marzo:

sorry, ma non credo in teiere orbitanti, mostri di spaghetti volanti, o semidei zombie nati da donne vergini rimaste vergini anche durante il parto (uno dei dogmi piu risibili del cristianesimo) camminatori sulle acque e trasformatori di acqua in vino. inoltre non credo che la morale debba essere necessariamente derivata dalla religione, per quanto le religioni possano includere elementi condivisibili in tal senso ma del resto i vangeli stessi e le altre fonti bibliche sono pieni di incongruenze che la Chiesa arbitrariamente interpreta secondo le convenienze del momento.

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armando 1:54 pm - 21st marzo:

Fabrizio, quando ho scritto che uguale dignità non significa, per me, identica ricchezza economica, non intendevo certo assentire rispetto a una società che giudica le persone in base al censo o al successo sociale conseguiti. Significa invece che il libero dispiegarsi dei talenti, delle passioni, degli interessi di ciascuno può naturaliter portare a diversi livelli di ricchezza economica. Anch’io me ne sbatto, una volta ovviamente fatto salvo il soddisfacimento dignitoso delle esigenze vitali, di accumulare ricchezze, figurati.
Magari per un altro è diverso. Basta lo faccia avendo ben chiara l’etica e i limiti di comportamento . il che significa già essere fuori dal meccanismo di riproduzione allargata e illimitata. Insomma un altro mondo.
Per il resto si, la mia era una risposta ad Anticristo. Aggiungo “solo”, che allo schiavismo al razzismo et, etc, c’è da aggiungere anche l’eugenismo, uno spettro che costantemente si ripresenta nel mondo. Non solo l’eugensimo di stato del nazionalsocialismo, ma anche quello soft, buonista, compassionevole delle socialdemocrazie e del progressismo politically correct. Sarà un caso che il femminismo (quasi tutto e comunque quello vincente che ha colonizzato l’Onu e troppi governi occidentali) sponsorizza queste forme di eugenismo mascherato?
Mi fermo quì, anche se il discorso sulle radici dei mali comunisti, fascisti etc, etc, è di estremo interesse e andrebbe approfondito.
armando

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Fabrizio Marchi 4:51 pm - 21st marzo:

armando,

“Significa invece che il libero dispiegarsi dei talenti, delle passioni, degli interessi di ciascuno può naturaliter portare a diversi livelli di ricchezza economica”. (Armando)
Invece è proprio questo che io contesto. E finchè il talento sarà quantificato economicamente sarà il secondo aspetto (la quantificazione economica) a prevalere sul primo, se siamo onesti. Sempre ammesso e non concesso che nella logica capitalistica sia veramente il talento ad essere premiato e non la rapacità, la smisurata ambizione, il desiderio smodato di voler prevalere sugli altri, di accumulare e ostentare ricchezze, di dover a tutti i costi dimostrare di essere i più “bravi”, i più furbi, i più capaci, costi quel che costi.
E poi, ammesso anche che le cose non stiano messe in questo modo, non si capisce perché il talento e/o la passione dovrebbero corrispondere ad una maggiore retribuzione o accumulazione di ricchezze rispetto ad altri. Dove sta scritto, chi l’ha detto, perché? Oggi io non faccio un mestiere che mi gratifica come è stato per alcune fasi della mia vita ma se lo facessi, come ho già spiegato, non sentirei in alcun modo il bisogno di guadagnare di più di altri, di ostentare un maggior reddito e una diversa posizione sociale. Perché? Chi l’ha detto? Dove sta scritto che uno stagnaro debba guadagnare di meno (oggi di più) di un professore di liceo e/o viceversa? Dove sta scritto che il proprietario di uno, dieci o cento supermercati debba guadagnare di più di un calzolaio o di un pescatore? Perché? Chi l’ha detto? Dove sta scritto?
Quale profondo senso di frustrazione deve provare un essere umano per dovere a tutti i costi sentirsi migliore di un altro, e sulla base del reddito, poi?… Quale senso profondo di inadeguatezza, radicato probabilmente nei millenni nella psiche e nell’animo umani, possono portarlo ad alimentare questa sfrenata corsa per accumulare denaro, status, posizioni di potere? Quanto poco ci si ama, quanto poco ci si stima, quanto poco ci si vuole bene per dedicare la vita alla competizione per la scalata economica e sociale? Quanto profondamente ci si disprezza (anche se non ce lo diciamo) per poter scegliere una vita del genere? Quanta alienazione c’è in tutto questo? Quanto miseria esistenziale c’è in tutto questo?
Certo, non voglio mica dire che la soluzione è nello statalismo dirigista che impone con la forza una eguaglianza economica e salariale. Il mio discorso va oltre…
Comunque, lasciamo perdere…il discorso sarebbe lunghissimo.
Mi viene però spontaneo chiudere con una frase pronunciata dal personaggio di un film che a me è piaciuto molto, e che mi è rimasta impressa. Il film è “L’ultimo samurai” e forse molti di voi lo hanno visto.
Ad un certo momento, il capo della tribù ribelle ai diktat del nuovo ordine imperiale giapponese filo occidentale, il samurai Kasumoto, si rivolge al suo nuovo amico americano (che era stato inviato per ucciderlo ma poi finisce per schierarsi con i ribelli) e gli dice:”Guarda – mostrandogli un fiore rarissimo e pregiatissimo del suo giardino – questo è un fiore rarissimo, ce ne sono pochissimi esemplari in tutto il mondo. Un uomo che scegliesse di dedicare l’intera sua vita alla ricerca di questo fiore, non l’avrebbe sprecata”.
Non chiedermi perché ho scelto questa frase, mi è venuta in mente mentre scrivevo…

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armando 8:57 pm - 21st marzo:

L’ultimo Samurai non è un film bello. Molto di più, è uno dei più bei film che ho visto e in cui mi sono immedesimato. Parlava di valori antichi, di onore, coraggio, rischio, di rispetto dell’avversario, di amore.
Parlava, appunto, di una società tradizionale, meglio di una società comunitaria. Era di tipo medievale, d’accordo, non egualitaria, d’accordo. Quindi con difetti, d’accordo, ma sempre minori dell’alternativa di fronte alla quale ci si trovava.
Sfondo 100 porte aperte con me quando parli di queste cose. Alle volte mi sembra di essere un inguaribile romantico fuori dal tempo, ma non mi frega nulla. Quei valori li apprezzo, mentre disprezzo il contrario. Punto.
Eppure non è l’appiattimento che ci può salvare, lo dici anche tu. Non quello per cui tutti siamo tesi ad accumulare, ma neanche quello che non riconosce i talenti. E’ vero non c’è nessun motivo di principio per cui uno stagnare debba guadagnare meno di un professore (tranne il fatto che un professore ha studiato , o meglio avrebbe dovuto studiare, sodo per anni). E non c’è motivo per cui il lavoro manuale debba essere pagato meno di quello intellettuale. Ma sai bene anche tu che ci sono artigiani che almeno in passato hanno guadagnato benissimo. Voglio dire che la creatività, la bravura, devono avere un riconoscimento anche in denaro, altrimenti si scivola verso l’utopia, bella ma utopia irrealizzabile, il che,la storia lo insegna porta spesso al suo opposto. D’altra parte è innegabile che il migliorare la propria situazione economica è una spinta radicata nell’essere umano. Diventa un problema, secondo me, quando è l’unica spinta, quando non è delimitata e compresa in altre spinte che pure esistono nell’uomo quando non sono accecate. Anche nel guadagnare dovrebbe esistere un’etica, che detta limiti e misura calibrati su altri valori. Quando mi dici che il capitale per sua natura non ha etica e spinge come una macchina cieca verso la sua accumulazione illimitata hai ragione. E infatti non sto facendo l’apologia del capitale. Sto solo cercando di individuare un equilibrio realistico.
armando

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Fabrizio Marchi 10:10 pm - 21st marzo:

armando,

“Non quello per cui tutti siamo tesi ad accumulare, ma neanche quello che non riconosce i talenti” (Armando)
Chi ha mai detto che il talento non vada riconosciuto? Io non l’ho mai detto, anzi…
Ho detto che non c’è nessuna legge al mondo che dica che al talento debba corrispondere un valore in denaro, ricchezze o beni. Allora se così fosse un Einstein, un Fermi o un Fleming avrebbero dovuto essere ricoperti d’oro, anzi, dovrebbero essere gli uomini più ricchi del mondo…
Va bè dai, Armando, il discorso sarebbe molto lungo, e capisco anche che a volte sconfiniamo in una dimensione, per così dire, utopica…Però c’è anche da dire che Uomini Beta non è un partitino che ha il problema di stilare un programma elettorale per presentarsi alle elezioni amministrative; è molto di meno da un certo punto di vista ma anche molto di più da un altro. E’ un movimento di consapevolezza e di riflessione complessiva, quindi è ovvio che alle volte si possa “sconfinare”, diciamo così, in territori che oggi non hanno una loro visibilità o una loro concretezza immediata.
Siccome era stato toccato il problema, ho detto la mia, ho detto cioè qual è il mio orizzonte ideale e culturale e cosa penso della “monetizzazione” dell’umano (cioè alla fin fine della mercificazione, su siamo onesti…), indipendentemente dal fatto se questo sia talentuoso o meno.
Ribadisco che a mio parere, così come sono stati superati altri stadi dell’evoluzione umana (schiavistico, feudale ecc. ), anche quello dei rapporti di produzione capitalistici debba essere superato perché, ribadisco, oltre a produrre sfruttamento, diseguaglianza e alienazione, è anche uno stadio evolutivo che io reputo estremamente basso dal punto di vista esistenziale e spirituale (e proprio per questo mi è venuto alla mente quel film). Come e quando non sono in grado di dirlo ma lavoro (democraticamente, s’intende…) in quella direzione. E questo è già un discrimen per quanto mi riguarda. Poi, naturalmente, ciascuno ha la sua opinione. Però siccome da molto tempo ormai si fa un gran parlare del fatto che oggi ci sarebbe una gran confusione fra Destra e Sinistra (le ho scritte senza virgolette), ecco, questo invece è un punto dove la differenza è netta. Può esserci confusione (e c’è ) fra la “destra” e la sinistra” (attuali) , ma non fra la Destra e la Sinistra. Poi i concetti, come il linguaggio, sono convenzioni, quindi se scegliamo di contestualizzarli, allora possono anche essere superati (e io sono d’accordo, basta mettersi d’accordo), se invece scegliamo di attribuirgli un significato metastorico Destra e Sinistra esisteranno sempre, per lo meno finchè il 10% della popolazione mondiale avrà nelle sue mani l’80% delle risorse del pianeta…
In fondo, anche nel contesto di quel film i talenti erano valorizzati eccome, anzi, la ricerca della perfezione in tutto ciò che facevano, in ogni loro azione, era la loro ragione di vita. Ma a quei talenti non corrispondeva mica una equivalente in denaro…Certo, corrispondeva uno status sociale, ma infatti quella era comunque una società rigidamente gerarchica, di casta e priva di ogni mobilità sociale. Un fabbro o il figlio di un fabbro non sarebbero mai potuto diventare guerriero o monaci o capitribù … Il film ne offre ovviamente un’immagine decisamente enfatica, anche un po’ celebrativa, diciamo la verità, ma questo non toglie che i valori che voleva esprimere sono senz’altro condivisibili. Anche a me è piaciuto moltissimo.
Utopia. Armando, ma il mondo come va avanti? Ma perché quello che stiamo facendo noi che cos’è? Non stiamo forse gettando il sasso non oltre la siepe, ma oltre cento siepi…Ma se tu vai a dire in giro che il sistema capitalistico vuole distruggere, fra le altre, le identità sessuali, per ridurre tutti ad una massa indistinta di consumatori, il 90% delle persone che ti ascolta cosa credi che possa pensare? “Questo è fuori di testa oppure vuole scrivere il copione di un film di fantascienza e mi usa come cavia per capire quale potrebbe essere la reazione”…
Ma noi sappiamo che non è fantascienza.

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fulvio terzapi 8:05 pm - 22nd marzo:

un’ulteriore risposta ad armando: tra le varie cose a cui la Chiesa non ha mai rinunciato c’è il concetto di peccato originale, cioè ogni individuo nasce con una colpa da espiare pur non avendo ancora fatto nulla. poi l’idea che chi non osserva dieci precetti forniti da dio finirà a bruciare tra le fiamme dell’inferno per l’eternità.
sono cose che ritengo diseducative e se un giorno avrò dei figli farò in modo che abbiano un’educazione laica e secolare.

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l'anticristo 11:23 pm - 22nd marzo:

fulvio terzapi,

Caro Fulvio, i bambini, per noi sono innocenti … per loro no.
Se per i cristiani (“Per mezzo di Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore … un popolo offre al tuo nome il sacrificio perfetto.”), persino il figlio di Dio ritorna ad essere il “capro espiatorio” (cosa che l’ebraismo aveva superato) pensa quali siano i progetti per i figli dell’uomo…

Fai bene a dire quello che dici, se avrai un figlio gli devi dire la verità.
Cosa che gli “intellettuali” – le virgolette sono lecite- non hanno mai fatto.
Mi pare sia stato Rino a dire, che non si mente solo con le bugie , ma anche con una verità completa di …omissioni?

E allora perchè, non hanno ad es. mai fatto notare come i paesi più femministi, siano in realtà quelli dove il concetto di peccato originale è più …asfissiante?
Da dove altro arriverebbe infatti la “colpa di genere”, se non, da li?
Essì, sono astuti, maledettamente astuti, questi signori della Chiesa…

http://anticristo.org/2013/11/10/lelemento-criminale-dellessere-cristiani/
(questo ti puo interessare, dovrebbe interessare tutti)

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cesare 11:19 am - 23rd marzo:

Fratelli miei se vogliamo trovare nelle fedi di ogni maschio la “rogna”, domando se c’è qualcuno che possa dubitare di riuscirci: qualcuno forse si sente, credenze sue comprese, di parlare da una cattedra di luminosa innocenza sia di fatto che di progetto? Qualcuno crede davvero alla propria “Immacolata convinzione” (sempre di atto di fede si tratta)?
Penso difficile dubitare che se da cattolico mi mettessi a giocare il “gioco” “cerca la rogna” nelle credenze altrui” non mi riuscirebbe altrettanto bene. Invece da cattolico, non l’ho giocato, ed il mio contributo alla Questione Maschile è sotto gli occhi di tutti da più di un decennio e fra i primi nel tempo. Ci sarà un “motivo cattolico”, o no?
Quindi la domanda: serve ai maschi di oggi tagliare i panni addosso alle credenze degli altri maschi?
Ritengo che sia un grande, micidiale errore. Siamo “seduti sulle spalle di giganti”, eredi di tradizioni alcune plurimillenarie altre secolari, comunque tutte costruite da maschi che sono i nostri “padri spirituali”.
Penso sia più utile guardare a loro con intelligente senso della giusta misura di sè e trovare nella credenza propria e altrui quanto c’è di buono che noi si possa cogliere o reinterpretare secondo quei criteri di giustizia e libertà che ci muovono, criteri che sono propri del maschile e sostanziano la battaglia che combattiamo. Mi sembra che quanto al rognare contro tutte le tradizioni tranne la loro, inesistente, lo facciano già brillantemente forse per inclinazione e certamente per cultura le donne di oggi.

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armando 2:49 pm - 23rd marzo:

Ad Antircristo mi limito a consigliare di leggersi Renè Girard a proposito del capro espiatorio, del cristianesimo, e del significato del rapporto fra Violenza e Sacro. Per parte mia dico solo, citando Girard, che è stato proprio Cristo a mostrare, in contrasto colle precedenti religioni e una volta per sempre, che il capro espiatorio, dunque lui stesso, è vittima INNOCENTE. Da quì, anche, la cesura storica rappresentata dal Cristianesimo, si abbia o meno la fede. L’educazione laica e secolare è quella in corso, esito necessitato delle premesse anticristiane. Sarà un caso che il femminismo demonizza il Cristianesimo come il peggior nemico delle donne?

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Fabrizio Marchi 3:39 pm - 23rd marzo:

cesare,

“Siamo “seduti sulle spalle di giganti”, eredi di tradizioni alcune plurimillenarie altre secolari, comunque tutte costruite da maschi che sono i nostri “padri spirituali”.
Penso sia più utile guardare a loro con intelligente senso della giusta misura di sè e trovare nella credenza propria e altrui quanto c’è di buono che noi si possa cogliere o reinterpretare secondo quei criteri di giustizia e libertà che ci muovono, criteri che sono propri del maschile e sostanziano la battaglia che combattiamo. Mi sembra che quanto al rognare contro tutte le tradizioni tranne la loro, inesistente, lo facciano già brillantemente forse per inclinazione e certamente per cultura le donne di oggi”. (Cesare)
La proverbiale saggezza di Cesare…http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_good.gif http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wink.gif

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Luigi Corvaglia 1:36 pm - 24th marzo:

L’hp de l’anticristo è suggestiva, non lo nego. Però non mi convince.
Magari è uno degli elementi. Ma non spiega il tutto. Per convincersene basta considerare una sovrapposta mappatura storico-geografica dei due fenomeni, fede cristiana e femminismo. Il cristianesimo non è riducibile al solo cattolicesimo o protestantesimo (per quanto forse questi siano maggioritari). Esiste un cristianesimo ortodosso se non sbaglio e non mi sembra che gli esiti di quest’ultimo siano gli stessi dei primi due.
E questo per me significa come dicevo prima che gli elementi posti in evidenza da l’anticristo possono essere si presenti nella “ricetta storica” che ci troviamo a trangugiare, ma solo come parte dell’insieme e solo nell’insieme spiegabili. Separare una parte per spiegare il tutto, scusami anticristo, proprio non mi convince.
Poi, forse, saranno anche limiti miei ehh …

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l'anticristo 1:37 pm - 24th marzo:

armando,

Ti ringrazio Armando, per il consiglio, ma pur non avendo letto l’opera di Girard, ho qualche nozione di quale sia la sua interpretazione – “non fatti, solo interpretazioni”.
Lasciami dire che, secondo me, qui cadete in quell’errore che tanto spesso amate rimproverare agli altri, penso ad es. al biasimo contro “chi” divide tra socialismo reale e socialismo ideale, criticando loro che il germe del male era già presente etc etc, e mai vedete che lo stesso vale, forse ancor di più, tra il cristianesimo ideale, e quello che si è realizzato nella storia.
O vogliamo forse parlare dei migliaia di “eretici” torturati e mandati al rogo dalla cristianità?
Non si è qui ripetuta, quella storia, penso al Circo Massimo, che il cristianesimo, in teoria, avrebbe dovuto lasciarsi alle spalle?
Ma anche il culto dei martiri, non sono anch’esse “vittime sacrificali”, “capri espiatori”?
Da questo punto di vista,l’attuale vittismo femminile, la colpa di genere maschile, non continuano a perpetuare i concetti cristiani di colpa e martirio, di vittime e carnefici?
Essì che Soloviev, l’alveva detto già più di 100 anni fa, che “il femminile”era una grande occasione – che la Chiesa non doveva lasciarsi scappare – per dare “rinnovata linfa alla cristianità”.
http://anticristo.org/2014/03/10/l8-marzo-una-festa-che-puzza-di-morto/

Qui ho un po’ riassunto, sia la critica al concetto cristiano di sacrificio/”capro espiatorio”, sia risposto, in parte, alle questioni che Fabrizio aveva sollevato (morale del gregge e aristocratica) qualche giorno fa.
http://anticristo.org/2014/03/23/il-sacrificio-secondo-nietzsche/
Ciao

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l'anticristo 3:05 pm - 24th marzo:

Luigi Corvaglia
Esiste un cristianesimo ortodosso se non sbaglio e non mi sembra che gli esiti di quest’ultimo siano gli stessi dei primi due.

Poi, forse, saranno anche limiti miei ehh …

In effetti…non hai letto attentamente.
Basta che lo rileggi, e vedi come il cristianesimo ortodosso di differenzi da quello cattolico/protestante, proprio perchè, rispetto ai primi due, ha una concezione meno “asfissiante” del “peccato originale” e quindi, conseguente colpa storica.
Riporto:
“per l’Ortodossia cristiana il peccato di Adamo ha avuto delle conseguenze per l’uomo, ma non si tratterebbe di conseguenze morali in grado di “macchiare” con una colpa l’anima di ogni individuo.”

Cmq ci prendi quando dici che da solo non basta.
L’altro fattore di divisione fondamentale tra la concezione romana/protestante e quella ortodossa, è il cd “filioque”, causa nientemente del grande scisma tra le due Chiese, quella d’oriente e quella d’occidente.
A mio modesto parere, gli orientali avevano visto giusto, senza il filioque, il femminismo non avrebbe mai potuto nascere.
cmq qui andremmo troppo fuori tema e quindi mi fermo.

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l'anticristo 3:13 pm - 24th marzo:

Vorrei scusarmi con Armando.
Mi accorgo solo ora della gaffe precedente, della citazione,seppure involontaria, certamente inopportuna, visto il recente lutto familiare.

Ci tengo a rendere noto che anch’io ho una madre colpita da ictus tre mesi fa, e ancora in ospedale, dal quale, non riesce ad uscire.
Capisco quindi perfettamente, mai come ora, il difficile stato d’animo che attraversi.

A prescindere dalle divisioni di vedute, un abbraccio sincero.

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Luigi Corvaglia 3:43 pm - 24th marzo:

l’anticristo,

In effetti non è che non avessi letto bene. Non avevo proprio aperto il tuo ultimo link e rispondevo quindi in base ai discorsi fatti prima.

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Ethans 12:46 am - 25th marzo:

Pur non conoscendoti Armando volevo cmq porgerti le mie condoglianze, i tuoi post sono sempre fonte d’ispirazione per le mie piccole e trascurabili riflessioni in solitaria sulla questione e più di una volta mi sono sentito affine al tuo modo di sentire e d’intendere la qm (e non solo la qm)…

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Fabrizio Marchi 10:16 am - 25th marzo:

l’anticristo,

La mia opinione (che si è rafforzata in tutti questi anni di ulteriore analisi, osservazione e approfondimento) è che il femminismo è un fenomeno complesso (pur nella sua semplicità e nella sua intrinseca contraddittorietà) che non può essere collocato in uno schema piuttosto che in un altro.
Cerco di spiegarmi meglio. Il femminismo a mio parere è un tipico figlio della modernità, e quindi è sostanzialmente un figlio della modernità (e della post modernità) capitalistica. Su questo, per quanto mi riguarda, non ci piove. E’ qui in Occidente che nasce e si afferma come movimento organizzato e come ideologia (altro ancora è il discorso sul femminile e sul maschile e sui vari aspetti di natura ontologica; in questo frangente specifico ci stiamo occupando del femminismo in quanto ideologia…). Ciò significa, come minimo, che è qui che ha trovato il suo brodo di coltura. E’ un fatto. Quei “quemmisti” che si ostinano a negarlo (e ce ne sono ancora tanti), negano la realtà, l’evidenza dei fatti, perché per ragioni ideologiche e personali gli costerebbe troppo ammettere di avere preso un abbaglio e soprattutto mettere in discussione le loro convinzioni. Per questo preferiscono restare aggrappati alle loro pseudo certezze (ideologiche) e continuare a ripetere il mantra del femminismo figlio di Engels e della Zetkin o della dialettica hegelo-marxiana.
Ma l’ideologia, soprattutto quando è completamente scissa dalla realtà, non porta da nessuna parte se non a coltivare il proprio rassicurante orticello.
E’ però altrettanto vero che il femminismo, che dal punto di vista filosofico-teoretico è una ideologia di una debolezza incredibile (la sua forza non risiede certamente nel suo schema logico, pressoché inesistente, ma nella sua capacità di penetrazione e di manipolazione psicologica) dal punto di vista storico e filosofico non è riconducibile ad un solo filone ma pesca un po’ di qua e un po’ di là. Che una parte del femminismo, quello europeo in particolare, nasca nell’ambito della sinistra sessantottina e post sessantottina, cioè post socialista e postcomunista, è senz’altro vero. Così come è altrettanto vero che dal punto di vista del metodo prenda spunto dalla dialettica hegeliana e marxiana, sostituendo il conflitto fra i sessi a quello di classe. Ne abbiamo parlato mille volte.
Dal punto di vista simbolico e concettuale – e su questo sono d’accordo con te – non c’è dubbio che prenda in prestito anche dal Cristianesimo, pur ovviamente rinnegandolo e individuandolo come il nemico pubblico numero uno: che a loro piaccia o no, il processo di colpevolizzazione del maschile è concettualmente mutuato dal Cristianesimo, o meglio dalla sua evoluzione storica, cioè il Cattolicesimo ma anche il Protestantesimo, il Calvinismo, ecc.
Il femminismo made in USA invece, è un tipico prodotto, anche a livello ideologico, del liberalismo.
Ora però, dobbiamo fare una precisazione doverosa, perché questo è un errore interpretativo che viene fatto da tanti (ne abbiamo già parlato moltissime volte).
Il fatto di dire che una ideologia affondi le sue radici o meglio abbia a sua volta preso corpo in altre ideologie o in altri sistemi filosofici, non significa affatto che questi ultimi siano responsabili per lei e per le sue successive evoluzioni.
Mussolini e il Fascismo (e in minima parte addirittura anche il Nazismo) affondavano le loro radici storiche nel Socialismo, ma questo ovviamente non significa affatto che quest’ultimo sia da ritenersi responsabile morale e ideologico del primo né tanto meno dei fenomeni più recenti di fascismo (dittature sudamericane, asiatiche, europee). Gli esempi potrebbero essere infiniti, non credo che ci sia bisogno di portarne altri.
Ogni evento, ogni azione, rimanda costantemente ad altri eventi e ad altre azioni (e così via) che non possono essere predeterminate: è ciò che oggi chiamiamo con il termine di “complessità”.
E’ altrettanto evidente che alla luce di questa complessità debbano rapportarsi anche le “leggi” (lo scrivo non casualmente fra virgolette) della dialettica. Ora non voglio aprire questa riflessione perché ci porterebbe troppo lontano. Mi limito in questo frangente a ribadire (perché è un punto fondamentale) che se la realtà (e in primis l’agire umano) è contraddistinto dalla dialettica (cioè dalla relazione di opposti e contrari appunto in relazione dialettica) è altrettanto vero che non possiamo assolutamente prevedere quali potranno essere gli esiti di questa o quella relazione dialettica e a quante e a quali altre opposizioni dialettiche condurranno.
Questa che chiamiamo complessità ce la sbattono costantemente davanti agli occhi la Storia e la realtà stessa.
Tornando a noi, proprio il femminismo è un tipico prodotto di questa complessità. Per questo è un errore, anche abbastanza grossolano, individuare la responsabilità storica della sua genesi e della sua affermazione in questo o in quel sistema filosofico, ideologico o religioso. Perché per comprendere un fenomeno dobbiamo innanzitutto capire come storicamente e concretamente si determina e soprattutto per come diviene, per come si trasforma nel suo farsi, nel suo divenire storico, per come si contamina nell’ambiente e nel contesto in cui cresce, e per tutte le sue differenti e in linea teorica infinite variabili e rimandi che può a sua volta generare e via discorrendo.
Mi permetto di dire che l’approccio interpretativo di una gran parte dei militanti “quemmisti” (la situazione sta cambiando però, anche grazie al nostro contributo), penso a quelli di destra o tradizionalisti (non so come definirli…) è completamente sballato, appunto perché è un approccio che non tiene nel dovuto conto il tema della complessità di cui sopra, essendo fra le altre cose basato su una sostanziale decontestualizzazione storica e sociale.
Ancora pochi giorni fa sul Forum Qm (ero stato chiamato in causa da alcuni e allora ho risposto) ho assistito all’ennesima ripetizione e riproposizione del mantra ripetuto sistematicamente (è il loro unico cavallo di battaglia o per lo meno credono che lo sia…) da uno dei blogger più assidui, e cioè che il padre del femminismo è Engels e che quindi è quella la causa di tutti i mali ed è lì che dobbiamo intervenire. A nulla vale spiegargli (ci abbiamo provato tante di quelle volte…) che il femminismo si afferma proprio nel contesto dell’ evoluzione di quel sistema capitalistico che Engels voleva abbattere. E quindi, anche ammettendo che Engels sia il padre storico del femminismo (il che ovviamente è anche abbastanza singolare, perché si dovrebbe supporre che il padre spirituale di un movimento come il femminismo sia una madre e non un padre…), le cose rispetto a quasi duecento anni fa, sono completamente trasformate, e quindi non ha più NESSUN senso rimanere aggrappati a quell’assioma…
Va bè, si potrebbe continuare all’infinito…
Tu, Anticristo, da un certo punto di vista, fai la stessa operazione che fanno quegli altri, per lo meno dal punto di vista metodologico, con la differenza che individui la genesi del femminismo nel Cristianesimo anziché nel Socialismo o nel Comunismo. Ma siccome per te (che sei un nietzschiano) il Socialismo e il Comunismo sono figli del Cristianesimo (e in fondo, da un certo punto di vista, non è del tutto sbagliato), il risultato non cambia.
Ora, questa che io propongo (e credo che la vedano come me anche la gran parte degli altri amici di UB, altrimenti non si capirebbe perché stanno qui e non altrove…) è una possibile lettura. Mi rendo però conto che i nostri approcci sono estremamente differenti ed è per questo infatti che esistono diversi movimenti maschili. Si tratta di convivere senza cercare in questa fase di pestarsi i piedi l’un con l’altro.

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l'anticristo 11:07 am - 25th marzo:

Fabrizio Marchi: Mi rendo però conto che i nostri approcci sono estremamente differenti ed è per questo infatti che esistono

_________________________________________
Direi di si.
Sono interpretazioni dello stesso fenomeno che però si collocano su livelli diversi..

Cmq, almeno per quanto mi riguarda, non leggerai mai, nei miei scritti, far risalire il femminismo a Marx, Engels, Hegel, o a fenomeni come la rivoluzione sessantottina, la riv. francese, l’illuminismo, etc etc.

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Mauro recher 11:49 am - 25th marzo:

Non sono un filosofo o meglio non ho studiato filosofia (le cose sono ben diverse) ma porto un esempio musicale …
Ai miei tempi i ragazzi si dividevano in metallari e paninari …ovviamente ci si “vestiva” come indossare una “divisa” per dividere i due “eserciti” …
Orbene nei metallari (ma era uguale anche ai paninari) ci si metteva la maglia del gruppo ,ma magari non si sapeva nemmeno chi era il cantante , però eri metallaro senza sapere nulla …credo che il paragone lo si possa portare anche al femminismo ….mettere la foto di Mao o di Marx ai congressi non vuol dire nulla ,perchè se io identifico nel nemico il maschio ,bianco ed eterosessuale e magari quel maschio vive sotto i ponti ,vuol dire che di Marx non si è capito un tubo (per non dire di peggio) …anzi questa identificazione del nemico ,sembra più una ideologia di destra cioè razzista e sessista
Parliamoci chiaro , i leghisti (porto questo esempio a proposito ,poi ci ritorno) vedono nell’ immigrato il nemico che porta via lavoro agli italiani (per me il nemico è un altro ,ma questo “nemico ” cioè lo straniero ,è più immediato) quindi ,facendo una equazione … femminismo =leghismo cambiano le etnie da combattere ,ma non le azioni , troppo semplice ? Forse ,ma credo che sia il nocciolo della questione , perchè tutti e due i movimenti vedono non nella classe sociale ,ma appunto nella etnia di appartenenza il “nemico ” ..molto diverso dal pensiero di Marx , sopratutto ai giorni nostri ….
Riporto questo ,perchè ,con mia sorpresa ,il mio blog (ma anche uomini beta) è stato monitorato da questa discussione
http://forum.termometropolitico.it/189836-il-vero-volto-del-femminismo-14.html#post13381126
Un gruppo di leghisti che hanno ovviamente messo il femminismo nella merda sinistra marxiana (come da copione) ..non ho ancora avuto l’occasione di dire che ,per me , il loro pensiero è uguale al femminismo

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Fabrizio Marchi 12:28 pm - 25th marzo:

Mauro recher,

Grande Mauro! http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_good.gif Con altri mille come te che non hanno studiato filosofia (o altro) ma che dispongono di un differenziale di sapere e di una lucidità che altri (che hanno studiato…) se la sognano , diventeremmo un partito forte e compatto come quello bolscevico (che è il mio sogno nel cassetto, ovviamente…http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_yes.gif http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_yahoo.gif ) Va bè, scherzi a parte, ottima analisi http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_good.gif

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Fabrizio Marchi 12:54 pm - 25th marzo:

l’anticristo,

In realtà quando parlavo di differenti approcci non mi riferivo solo a te o in particolar modo a te quanto a una parte dell’arcipelago “quemmista” che, come ripeto, continua riproporre indefessamente analisi quasi completamente prive ormai di qualsiasi fondamento.
Continuare a ripetere il mantra di Engels o della Kollontai (che peraltro non può neanche essere definita una femminista nel senso proprio del termine…) per spiegare la “fenomenologia” del femminismo nell’attuale contesto storico (dove nasce e si afferma) è qualcosa a metà fra il grottesco e il patetico.
Ora magari è possibile che questa mia affermazione venga copia-incollata e riportata (e naturalmente decontestualizzata) e qualcuno se la prenderà per le mie parole (oppure farà finta di non prendersela).
Però purtroppo è quello che penso. Perché se io seguissi il loro stesso approccio e il loro stesso metodo ora dovrei coerentemente dire che Renzi (e ciò che incarna) è figlio di Berlinguer, di De Gasperi, di Gramsci o addirittura di Mazzini, Garibaldi o Turati, se vogliamo proprio farci ridere alle spalle.
Ma è ovvio che io una simile bestialità non potrò mai dirla, per la semplice ragione che è appunto una bestialità, cioè un’affermazione del tutto priva di ogni fondamento.
Al contempo voglio però dire, per onestà intellettuale, che neanche la “Concita nazionale”, la Presidentessa Boldrini, Paola Concia o Barbara D’Urso hanno nulla o poco o nulla a che vedere con la Kollontai o la Zetkin, le quali (senza per questo celebrarle…) non si sarebbero mai sognate di dire (e non solo perché sarebbero state mandate in Siberia a edificare il socialismo…) che la violenza è solo e soltanto maschile e che in ogni uomo c’è un potenziale stupratore…

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l'anticristo 1:31 pm - 25th marzo:

Mauro recher: Un gruppo di leghisti che hanno ovviamente messo il femminismo nella merda sinistra marxiana (come da copione) ..non ho ancora avuto l’occasione di dire che ,per me , il loro pensiero è uguale al femminismo

______________________________________________-
Ma certamente, Mauro, su questo hai ragione, però ti devo far notare che la sx (non come la intendete voi, ok, ma per quella che è oggi al potere è così), taglia le palle all’uomo che ha “le chiavi di casa”, la dx, all’uomo nero/straniero, che viene da fuori per entrare in “casa nostra”, e su questo la lega/borghezio sono dei veri campioni di stupidità.
(ed infatti una proposta di castrazione chimica arrivò proprio da questo partito)

Ora, a me non interessano queste divisioni, e per questo ho scritto che affrontiamo lo stesso problema ma da livelli differenti.
Perchè quello che invece mi preme, perchè lo vedo, è che il fine comune, non è tagliare le palle allo straniero, piuttosto che al padre di famiglia …il fine è tagliare le palle!

Ora, la dx e sx, si dividono semplicemente il compito, lavorano “al loro livello”, per-seguono quell’ideale secondo il loro target politico, ma quell’ideale e stato pre-stabilito in altra sede ed in altri tempi, mentre i partiti politici o le ideologie, non fanno altro che eseguire il compito sporco, operativo, portare a termine “il progetto”, come un fiume che si muovo nel suo letto, e non può fare altrimenti….

Ecco, io mi sono proposto di rendere chiaro “il progetto originario”, era scritto già lì, come tra l’altro dimostrano chiaramente. sia i testi sacri (edulcorati per la diffusione pubblica) , sia , e soprattutto, quelli gnostici/apocrifi, dove l’edulcorante non c’è.
Dal mio punto di vista, come dice giustamente Fabrizio, per me comunismo e socialismo sono indivisibili dal senso della ns civiltà, ma paradossalmente, anche il loro opposto (e qui per capirlo bisognerebbe introdurre la dialettica di Hegel, di come i contrari convergono in una sintesi che sposta in avanti il progetto, compito che , se vuole, lascio volentieri a Fabrizio, e ragione per cui i conservatori odiano Hegel) anche le rivoluzioni industriali lo sono, con tutto il loro portato, il capitale e l’alienazione umana (che è insita anch’essa nel progetto cristiano) che non è solo un’alienazione materiale, ma soprattutto, un’ alienazione di senso, da cui, il nichilismo.

In conclusione, per cercare di spiegare, con i limiti imposti dalle poche parole che un post permettono, quanto sia importate l’orizzonte di senso che una data concezione religiosa dispiega ad una civiltà, e base poi della psicologia collettiva che si viene a condividere, amo ricordare, che la prima macchina a vapore della storia non fu costruita nel ’600/’700, ma fu costruita addirittura dai greci, l’eolipila di Erone.

Solo che i greci, fedeli al mito di Prometeo incatenato da Zeus, di usare il vapore per farne macchine per liberare gli uomini (??), non ci pensavano proprio, ma non per stupidità, ripeto, perchè era qualcosa di estraneo dal loro orizzonte di senso, era qualcosa confinato/confinabile nell’orizzonte del male. (perchè punito da Zeus)

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ARMANDO 2:16 pm - 25th marzo:

Anticristo: “”Ecco, io mi sono proposto di rendere chiaro “il progetto originario”, era scritto già lì, come tra l’altro dimostrano chiaramente. sia i testi sacri “.
Mi sembra, il tuo, un determinismo ferreo che non lascia spazio alcuno all’agire umano. Lo stesso identico principio, proprio perchè tale, può essere declinato, letto, interpretato, agito, in modi molto diversi. In questa fase lo si può persino stravolgere e rovesciare. LO schiavismo, allora, dove sarebbe scruìitto in origine? E dai principi illuministi cosa nasce?
armando

PS Grazie a tutti per le condiglianze-

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Animus 11:26 am - 26th marzo:

ARMANDO: Mi sembra, il tuo, un determinismo ferreo che non lascia spazio alcuno all’agire umano

___________________________
Certo, perché tra noi, l’antirivoluzionario … sarei io?
Stammi bene, Armando.

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ARMANDO 1:29 pm - 27th marzo:

Animus: ?????
Anch’io lo sono. Certo tutto dipende da cosa si intende per rivoluzione.
armando

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Animus 3:15 pm - 27th marzo:

ARMANDO: Animus: ?????Anch’io lo sono. Certo tutto dipende da cosa si intende per rivoluzione.

_____________________________________________
Per me significa capire, restando all’interno della metafora “idrologica”, che il letto del fiume tracciato dalla cristianità, non sfocia in un calmo mare aperto, ma finisce con le rapide!

Nessun Regno dei Cieli ci aspetta…

Da qui, come lo chiami te, il mio “determinismo”, nel senso che sì, se si rimane su quel corso, non c’è alcuna speranza, e tutte le azioni umane che hanno come presuppongono la permanenza su quel corso, sono condannate sin dal principio, perchè è il corso del fiume ad essere “viziato”.

Tu però, Armano, appartieni a coloro che sanno dove termina il fiume, e infatti avvertono che bisogna remare controcorrente.
Sanno…però si guardano bene dall’indicare chi/cosa ha tracciato quel letto.
Non solo, ma remare controcorrente è faticoso, e forse, del tutto infruttuoso, dato che la storia, ops, la canoa sul fiume, per quanto ci si sforzi di remare all’indietro, anche se si riesce a retrocedere di qualche metro (cosa che nella storia accade, i cd “colpi di coda”), poi …continua inesorabilmente ad essere trascinata in avanti.

Devo dire però, che anch’io so benissimo e non mi faccio dunque alcuna illusione, che quella che sarebbe l’unica scelta sensata, è un qualcosa che va ben al di là delle possibilità psicologiche
sia del “gregge”, sia di una qualsiasi “massa critica”.

Perchè, ma perchè per poterlo fare, qui non si tratterebbe tanto di cambiare “idea”, il salto, per passare da un fime all’altro, fuor di metafora, da un orizzonte di senso ad un altro, è abissale, perchè si tratta proprio di cambiare i significati e il senso stesso delle “cose”, e questo è un qualcosa che accade solo in periodi che si misurano in migliaia di anni, e quando accade, sulle rovine della vecchia concezione divenuta marcescente, lì si che si può dire che è sorta una nuova civiltà.

Ma chissà, forse a noi “ultimi uomini”, terminali eredi del delirio cristiano, non resta che aspettare.
Tanto .. sappiamo benissimo qual’è il “dono” che i Padri fondatori hanno riservato per noi.

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armando 10:05 pm - 27th marzo:

Caro Animus/Anticristo, ammettiamo, per pura ipotesi, che sia come dici tu, ovvero che il Cristianesimo sia l’origine del fiume che sfocia nelle rapide etc. etc.
Dove la trovi invece un’origine non viziata? E in cosa e perchè non lo sarebbe?
armando

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Renato 7:21 am - 28th marzo:

armando:

Dove la trovi invece un’origine non viziata? E in cosa e perchè non lo sarebbe?
armando

>
Appunto… quali sono le origini “non viziate” ? Tutto è “viziato” e imperfetto…

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Animus 10:56 am - 28th marzo:

Armando,

chi ha seguito in questi anni quello che ho scritto, un’idea di dove si possa cercare l’origine “non viziata”, arrivati a questo punto, dovrebbe anche averla (e non è la filosofia “del martello”di Nietzsche, che serve “solo” per la pars destruens).

Infatti, ripeto, qui si tratta di iniziare un percorso “personale” verso qualcos’altro, è il tempo in cui viviamo che lo richiede, per cercare di trasformare questa fine, “di un’antica speranza”, in un inizio.

Ma questa è appunto una ricerca personale, che non mi sento di indicare a nessuno.
Certo … la ricerca uno la inizia se pensa che quello che si è per-seguito è “una strada degli errori” .
Se invece continua a pensare in termini di “extra ecclesiam nulla salus”, nel senso che fuori dalla Chiesa/cristianità c’è il male, e il bene è quello dentro, allora ….auguri.

Concludo col “testamento” (parole dette qualche anno prima di morire) di un “teologo” che appartiene alla cerchia dei tuoi favoriti.

“Io non credo, come fanno alcuni,
che questo sia un mondo post-cristiano.

Certo, sarebbe consolatorio.

Credo che sia un mondo – è così difficile da pronunciare – apocalittico.

So troppo della storia della Chiesa per dire che proprio adesso stia rompendo il suo guscio …
È quindi completamente sbagliato attribuirmi l’idea che questa sia un’era post-cristiana.

Al contrario,
credo che la nostra sia,
per paradosso,
l’epoca più esplicitamente cristiana,
che potrebbe essere molto vicina alla fine del mondo”

Ivan Illich, I fiumi a nord del futuro

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Animus 1:26 pm - 28th marzo:

Animus: Ivan Illich, I fiumi a nord del futuro

” L’alienazione tecnica e burocratica della vita, che costituisce secondo Illich la cifra di fondo della nostra epoca, rivela qui le sue paradossali radici cristiane, in quel processo di istituzionalizzazione della carità evangelica da cui deriverebbero lo Stato moderno e la coscienza individuale, il dominio tecno-scientifico sulla natura e la guerra planetaria contro la sussistenza, lo smaterializzarsi dell’esperienza, della stessa sensorialità umana e la sussunzione dei soggetti nel meccanismo dei «sistemi».
E tuttavia, a questo desolato scenario di «perdita del mondo e della carne», sovrasta la prospettiva di un imminente disvelamento e ribaltamento: è la speranza «apocalittica» in un tempo al di là del tempo, quei Fiumi a nord del futuro della poesia di Celan verso le cui «acque misteriose e rinfrescanti» la lezione di Illich è guida e segnavia.”

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Renato 7:01 pm - 28th marzo:

Animus:
Armando,

chi ha seguito in questi anni quello che ho scritto,un’idea di dove si possa cercare l’origine “non viziata”, arrivati a questo punto, dovrebbe anche averla (e non è la filosofia “del martello”di Nietzsche, che serve “solo” per la pars destruens).

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Trattasi di opinioni non di Verità Assolute.
Nessuno deposita Verità incontrovertibili ma solo opinioni, condivisibili o meno.

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armando 7:06 pm - 28th marzo:

L’idea che viviamo in un tempo apocalittico non è affatto peregrina, per quel che mi riguarda. Ma è un tempo che può durare a lungo, molto a lungo.
Quì siamo ampiamente OT, ma il punto è cosa rappresenta la Chiesa (la Chiesa, non il Cristianesimo). Tu le attribuisci una valenza negativa, ma sai anche che il Katechon ha più interpretazioni.
In ogni caso ti riformulo la domanda. Perchè l’affermazione cristiana, per la prima volta nella storia, di identica dignità di ogni essere umano, sarebbe negativa e all’origine di ogni male?
armando

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Animus 8:56 pm - 28th marzo:

armando: In ogni caso ti riformulo la domanda. Perchè l’affermazione cristiana, per la prima volta nella storia, di identica dignità di ogni essere umano, sarebbe negativa e all’origine di ogni male?

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E’ chiaro che ponendola in questi termini, non v’è nulla di negativo, e non lo è perché , Armando, tu ami vedere solo il lato luminoso della cristianità e mai, anche soltanto intravvedere, quello oscuro.
Direi che il peccato originale del cristianesimo, di cui una delle manifestazioni – ripeto MANIFESTAZIONI- benigne è la pari dignità e bla bla bla, e quella tabe totalitaria, “quel vizio oscuro e inconfessato dell’Occidente (Massimo Fini) che segna quasi tutta la sua storia, e parte da lontano, dall’evangelizzazione, cioè dall’urgenza non solo di annunciare la “buona novella” al prossimo ma, in primis, di convertirlo ad essa.
C’è qui già, sia pure in nuce, l’ambizione della reductio ad unum, dell’omologazione a sé, dell’intero esistente, che passerà poi per l’eurocentrismo, per il colonialismo, che si basa sulla distinzione fra culture “superiori” e “inferiori” e il dovere delle prime di portare la civiltà, laica e religiosa, alle seconde, per l’Illuminismo, con l’assolutizzazione della Dea Ragione e la concezione, prettamente globalista, dell’uomo come «cittadino del mondo», per l’internazionalismo proletario di derivazione marxista, e che trova infine la sua più compiuta realizzazione nel modello di sviluppo economico e industriale attualmente egemone, di cui gli Stati Uniti sono la punta di lancia.”
Sul sito dei maschi selvatici c’è una recensione del libro di Fini, della sua tesi che il male partirebbe da li, ed infatti, è una tesi che da voi viene rigettata..
(Fini …sembra consegnare alla storia del vizio occidentale l’intero Cristianesimo…vede nell’evangelizzazione il primo grande tentativo di reductio ad unum….quest’idea, francamente, ci convince poco – Sito maschi selvatici)
Io invece, che il cristianesimo sia la volontà di potenza della reductio ad unum, lo condivido ampiamente.
Lo dice S. Paolo (“Non c’è più Giudeo né Greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno…”), è con la cristianità che il Dio ebraico diventa “coincidentia oppositorum”, ma soprattutto, è con la teologia cristiana medievale, che si manifesta quella volontà, criminale, di soppressione dell’alterità.

“Quale occasione migliore, in effetti, per “economizzare” gli esseri?
Poiché la forma più perfetta contiene virtualmente in sé il meno perfetto…”

E su quanto scritto qui (http://anticristo.org/2013/09/25/il-progetto-criminale-della-teologia-cristiana/), che voi, caro Armando, dovreste fermarvi a riflettere attentamente, ma molto molto attentamente.

I cristiani pensavano che “la forma perfetta” quella che doveva contenere l’altra, fosse una.
Poi la storia gli ha dato torto.
La forma perfetta, che conteneva l’altra, non era la prima…ma la seconda!
Ahi ahi ahi….

E’ qui il busillis del cristianesimo, caro Armando, il male originario, quello che voi non accetterete mai di attribuirgli, ma che, guarda caso, tanto bene spiega il corso degli eventi di un’intera civiltà, perché , al contrario del buddhismo ad es., l’uguaglianza/empatia/equità (del resto il male è chiamato o no, mysterium iniquitatis?) cristiana era mossa, sin dal principio, da una volontà di potenza che mirava alla soppressione dell’altro.

Saluti

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Renato 1:05 pm - 29th marzo:

Alla fine di tutto questo discorso – che contiene solo alcune verità ma non certamente la Verità – la “soluzione” quale sarebbe ? Questa, forse ?

Bah…

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armando 3:46 pm - 29th marzo:

Animus,

Alla fine le domande sono queste: 1) esiste la Verità?
2) E’ raggiungibile? 3) E come?

Se alla domanda 1) si risponde di no, allora ogni discorso cade. Ma vorrei solo far notare che l’attuale relativismo che in teoria nega l’esistenza della verità, è una menzogna perchè dietro a quell’affermazione apparentemente aperta alle singole individualità, si nasconde in realtà l’accettazione dell’unica verità del Capitale, al quale tutto è indifferente purchè non ostacoli se stesso.
La seconda domanda ha in sè la risposta, perchè ove si dicesse che la Verità non è mai raggiungibile, ciò significherebbe che non esiste. Potrà essere difficile,. lungo la sua ricerca ci potranno, e ci sono stati e ci saranno, errori tragici, ma non possiamo ammettere che non sia raggiungibile.
Ed ecco la terza domanda. Quale che sia la risposta, credo che debba escludere ogni imposizione e quindi implichi la libertà di espressione anche nell’errore. Dopo di che si può credere alla Rivelazione e argomentare in merito, o nella verità raggiunta attraverso il dialogo filosofico. Se mi dici che la Chiesa ha talvolta imposto anche con la forza ,la sua verità, concordo con te, ma è ovvio che, come dice Fabrizio, tutto va contestualizzato nel tempo storico.
In ogni caso, a prescindere da dialoghi astratti, nel concreto ci sono argomenti pienamente attuali che consentono di distinguere meglio le posizioni.
E’ una verità antropologica condivisa che la vita umana abbia un valore in sè oppure no? Se si, allora quel principio va affermato nettamente e senza tentennamenti sul piano simbolico, con valore dall’inizio alla fine della vita stessa. Dopo, ma solo dopo e tenendo ben fermo quel principio, si può ragionare del contesto storico, della situazione sociale e di quella personale. Tutte cose di cui tener conto per evitare rigidità integraliste, ma che non possono portare ad inficiare il principio. Questo è ciò che, invece, sta accadendo. Attardarsi a parlare delle responsabilità originarie del cristianesimo in questa situazione di sfascio relativistico, mi sembra davvero un clamoroso assist proprio a coloro per i quali esistono tante verità quanti sono gli uomini, ognuno dei quali se la può costruire secondo convenienza o falsa coscienza. Ma ho già detto che tutto ciò nasconde la presa del Capitale su ogni aspetto della vita umana, fino alla sua totale mercificazione.
armando

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Fabrizio Marchi 11:49 am - 30th marzo:

armando,

“Attardarsi a parlare delle responsabilità originarie del cristianesimo in questa situazione di sfascio relativistico, mi sembra davvero un clamoroso assist proprio a coloro per i quali esistono tante verità quanti sono gli uomini, ognuno dei quali se la può costruire secondo convenienza o falsa coscienza. Ma ho già detto che tutto ciò nasconde la presa del Capitale su ogni aspetto della vita umana, fino alla sua totale mercificazione”. (Armando)
Sono senz’altro d’accordo, Armando. Tuttavia qui siamo fra noi e ci possiamo parlare sinceramente senza correre il rischio di equivoci e fraintendimenti (anche perché ci conosciamo di persona e conosciamo la rispettiva buona fede).
Credo che ciascuno di noi debba fare i conti con la propria storia. Io li ho fatti e senza sconti, anche perché sono stato obbligato dai fatti a farli.
Mi sembra quindi un atteggiamento eccessivamente indulgente da parte tua (su questo ha ragione Animus dal quale ovviamente sono molto distante dal punto di vista ideale, culturale e filosofico, ma questo è un altro discorso…) esaurire o circoscrivere le responsabilità storiche del potere temporale della Chiesa a questa tua affermazione “Se mi dici che la Chiesa ha talvolta imposto anche con la forza ,la sua verità, concordo con te, ma è ovvio che, come dice Fabrizio, tutto va contestualizzato nel tempo storico”.
In tutta franchezza, Armando, secoli e secoli di dominio, di persecuzioni, di repressione feroce e brutale di ogni forma di “eresia”, cioè di dissenso, di guerre di conquista (e relativi genocidi), di competizione-spartizione del potere con gli stati e con gli imperi (con i quali si era di volta in volta alleati o avversari) agita e perpetrata sistematicamente metodi terroristici, non può essere ridotta a “talvolta la Chiesa ha anche imposto con la forza la sua verità”. Quel “talvolta” suona in tutta sincerità come un eccesso di indulgenza. Aggiungo che contestualizzare non significa tout court giustificare ma capire come e perché in una determinata fase storica le cose sono andate in una maniera e non in un’altra.
Ti prego di credere che non c’è nessuna polemica in queste mie parole perché, come ben sai, sono fra quelli che non pensa affatto che la grande e complessa storia del Cristianesimo possa essere ridotta solo ad una sorta di museo degli orrori (né tanto meno penso, appunto come Animus, che il “peccato originale”, cioè l’origine del male, sia proprio nel Cristianesimo…).
Però se è vero, come è vero, che da un certo punto di vista siamo entrati in una nuova era, e all’interno di questa persone come noi, faticosamente, stanno cercando di ricostruire un pensiero critico nei confronti del sistema dominante, diventa fondamentale che ciascuno di noi, anche se può essere doloroso, non faccia sconti e si assuma le proprie “responsabilità” (dal punto di vista concettuale e storico, naturalmente, nessuno di noi si è macchiato di crimini…) rispetto a quella che è stata la storia reale di quelli che sono stati i propri sistemi ideologici di riferimento. E allora se si devono metaforicamente “mollare gli ormeggi” (che non significa, ovviamente, gettare il bambino insieme all’acqua sporca), in direzione della costruzione di un nuovo percorso critico che sappia coniugare e far tesoro della parte migliore delle diverse esperienze storiche, filosofiche, politiche e spirituali, è bene che questa operazione venga fatta a 360° proprio per non offrire il fianco all’avversario.
Perché se è vero, come è vero, che la storia del Cristianesimo non può essere ridotta ai roghi e alle torture dell’Inquisizione, è altrettanto vero che la storia del Comunismo non può essere ridotta al gulag, ai carri armati e alle “purghe” staliniane così come la storia del Liberalismo, va riconosciuto, non può essere ridotta solo allo sfruttamento capitalistico e all’imperialismo (e relativi genocidi + fascismi che non possono, dal mio punto di vista essere considerati separati dal primo).
Oggi, ripeto, siamo in una nuova epoca, dominata dal capitalismo assoluto che si è anche definitivamente svincolato (per la verità è accaduto da sempre, solo che oggi la rottura è acclarata…) dalla sua ideologia di riferimento (falsa coscienza necessaria?…), cioè appunto il liberalismo (per chi ha occhi per vedere…). Anche se, ovviamente, la bandiera dei diritti umani viene fatta sventolare per coprire i “bombardamenti etici” e le “guerre umanitarie”…
Per portare avanti una critica efficace a questa relativamente nuova forma storica che ha assunto il dominio dell’uomo sull’uomo, dobbiamo avere il coraggio di guardare lucidamente a ciò che ci sta alle spalle. Non certo per autoflagellarci, anzi, ma per avere tutte le carte in regola per poter disvelare la menzogna di chi oggi distribuisce patenti di “male assoluto” a questo, a quello o a quell’altro.
Un nuovo percorso critico prevede l’esplorazione da parte di tutti di nuovi “territori”, con la consapevolezza di ciò che ci sta alle spalle, nel “bene” e nel “male”. E’ con questo spirito e con questo atteggiamento che forse nel nostro piccolo potremo dare un contributo alla costruzione di un nuovo possibile orizzonte di senso.
Poi, ovviamente restano e resteranno fra noi le quelle differenze che ci portano a interpretare il mondo in modo diverso (e quindi ad avere in parte anche differenti orizzonti) ma questo è un altro discorso ancora.

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mauro recher 3:50 pm - 26th ottobre:

http://femdominismo.wordpress.com/2014/10/26/not-all-woman/ Non proprio pertienente (non sapevo dove metterlo)

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