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16 feb 2014  |  205 Commenti

La grande menzogna

menzognaDa decenni ormai è stata dispiegata una campagna mediatica in grande stile, con grande profusione di mezzi, che sostiene che la prima causa di mortalità femminile in Italia, in Europa e nel mondo, sarebbe la mano omicida degli uomini, soprattutto in ambito domestico. Più delle morti per cause naturali, più delle malattie, del cancro, della miseria, delle carestie e delle siccità che purtroppo affliggono ancora tanta parte della popolazione del pianeta.

Questo bombardamento mediatico martellante, sistematico, portato avanti trasversalmente da tutti i media di tutte le tendenze politiche, nessuna esclusa, è di fatto riuscito nel suo intento. E’ stato capace cioè di penetrare nella psiche degli individui e di costruire una sorta di immaginario collettivo, che è diventato ormai un luogo comune, o per meglio dire un convincimento diffuso; quello appunto che le vittime (femminili) della violenza maschile sarebbero più numerose di quelle di qualsiasi altra causa.

La spudoratezza di questa strategia scientifica di deformazione e falsificazione della realtà è arrivata talvolta a dei livelli che non esitiamo a definire spregevoli, come nel caso di un manifesto pubblicitario di Oliviero Toscani, commissionato qualche tempo fa da un autorevole settimanale femminile, in cui erano raffigurati un bambino e una bambina completamente nudi. Sotto l’immagine del bambino era stata collocata la scritta “carnefice” e sotto quella della bambina la scritta “vittima”.

Di un abominio come questo è stata capace la cultura del cosiddetto “politicamente corretto”. Propaganda razzista e sessista, in perfetto stile goebbelsiano; francamente non riusciamo a trovare altri aggettivi per definire una simile vergogna che dovrebbe essere messa sotto accusa per apologia di razzismo e nazismo. La colpevolizzazione del genere maschile è arrivata, in questo caso, a coinvolgere anche i minori, addirittura i bambini. Un messaggio di una violenza psicologica inaudita che ha come obiettivo dichiarato quello di sostenere che in ogni uomo c’è un violento, uno stupratore, che questa violenza fa parte della stessa ontologia maschile. L’unica speranza e possibilità per gli uomini, secondo questa concezione, è dunque quella di essere sottoposti ad una sorta di “rieducazione forzata” che è in effetti proprio quello che sta portando avanti questa propaganda mediatica. Convincere cioè a livello profondo, subliminale, che gli uomini sono il genere “sbagliato”, che tutto ciò che di male è stato fatto al mondo è stato per loro responsabilità ma che, per fortuna, c’è stato il genere femminile capace di riequilibrare e di ricostruire di notte ciò che l’uomo disfaceva di giorno. Insomma l’unico modo per essere accettati da parte degli uomini dovrebbe essere quello di assumersi in prima persona la responsabilità di essere i soli generatori di violenza, essendo questa insita nella loro natura più profonda, e naturalmente accettare una sorta di castrazione psicologica necessaria a contenere e a disinnescare la loro stessa natura che altrimenti, lasciata libera, produrrebbe solo male, violenza e orrore.

Naturalmente nessuno pensa che il mondo sia la Valle dell’Eden; tutt’altro. Né possiamo in questa sede imbarcarci in una analisi (impossibile da fare per chiunque né tanto meno per noi in poche righe) sulle origini e le cause prime della violenza e della sopraffazione fra gli umani.

Vogliamo solo affermare che ci sembra estremamente stupido e anche criminale sostenere che la responsabilità dell’esistenza della violenza nel mondo sia solo ed esclusivamente del genere maschile. Eppure questa “vulgata” ha ormai fatto breccia nelle menti e nella psicologica degli individui e sarà molto arduo metterla in discussione.

Tornando all’argomento in oggetto, basterebbe un minimo di buon senso, senza neanche aver bisogno di portare dei dati ufficiali, per rendersi conto dell’assurdità e dell’abnorme falsità di simili affermazioni.

Scegliamo comunque di farlo riportando, per quanto riguarda l’Italia, i dati ISTAT per il periodo che va dal 2002 al 2006 da cui è stata elaborata una media annuale di seguito riportata:

Morti per anno maschi e femmine per ogni causa 560.000 di cui Femmine 280.000 per le seguenti cause:

Patologie del sistema cardiocircolatorio: 130.000
Tumori: 70.000
Altre cause: 21.000
Patologie del sistema respiratorio: 15.000
Disturbi psichici e del sistema nervoso: 15.000
Patologie dell’apparato digerente: 12.000
Cause esterne, traumatismi etc.: 11.000
- di cui per omicidio e lesioni: 160
Stati morbosi mal definiti, incerti etc.: 4.000
Malattie infettive e parassitarie: 2.000
Donne decedute per omicidio e lesioni: 160
- di cui per mano di donne: 20
Donne decedute per omicidio e lesioni per mano maschile 140 di cui:
- in ambito domestico: 115
- nella fascia d’età 15-59: 105
- nella fascia d’età 15-59 in ambito domestico: 90
Donne di ogni età decedute per tumori: 70.000
Donne decedute per qualsiasi causa nella fascia 15-59: 18.700
Donne decedute per tumori nella fascia 15-59: 12.300

Come vediamo, la macroscopica falsificazione dei dati che vengono diffusi presso l’opinione pubblica, non avviene tra numeri che differiscono di alcuni fattori, ma di interi ordini di grandezza. Si arriva a deformare la realtà sino al punto di affermare che 160 è maggiore di 130.000 o di 70.000. Come è possibile non essere colti almeno dal sospetto che le donne assassinate non possono, davvero non possono, essere di più di quelle decedute per tumore? Se questa deformazione dei dati ufficiali corrispondesse al vero, significherebbe che, solamente in Italia, dovrebbero esserci ogni anno più di 130.000 donne assassinate! Ma neanche una guerra civile potrebbe arrivare a simili cifre!

Eppure la vulgata ricorrente, diventata ormai convinzione diffusa, è proprio questa:”Ne uccide più l’amore del tumore!” (90 contro 70.000), oppure “Ne uccidono di più i maschi che non il cancro nella fascia 15-59! (105 contro 12.300).

Ma non è tutto. La menzogna è arrivata al punto tale che L’UNICEF, alcuni anni fa, ha diffuso dei dati in base ai quali sarebbero circa 60 (sessanta) milioni le donne uccise per mano maschile ogni anno nel mondo. Anche in questo caso non è necessario essere dei matematici per capire che, se questa cifra corrispondesse al vero, nel giro di cinquant’anni l’umanità femminile (e conseguentemente anche quella maschile) sarebbe estinta. E siccome questo numero non è relativo al futuro ma agli ultimi quarant’anni, se questo dato fosse vero, l’umanità avrebbe dovuto essersi già estinta. Infatti 60 milioni in un anno significano 600 milioni in 10 (dieci) anni e 3 (tre) miliardi in 50 (cinquanta) anni.

Verrebbe da ridere se la cosa non fosse, ahinoi, molto seria. Naturalmente alle donne morte per mano omicida maschile, dobbiamo poi aggiungere tutte colo che sono morte per malattia, siccità, carestie e per cause naturali. A questo punto, la cifra, come minimo, dovrebbe raddoppiare, se non triplicare o quadruplicare…Non vale la pena neanche commentare simili dati…

Ora, di fronte ad un tale stravolgimento, ad un rovesciamento di tali proporzioni che individua negli uomini il pericolo numero uno per la vita delle donne, come è possibile che nessuno si chieda da dove venga, a cosa miri e quali effetti possa avere una menzogna di tali proporzioni e della quale è difficile nella storia trovare precedenti?

Cosa dice dei maschi una tale stupefacente deformazione della realtà? Cosa vuol dire di essi? E cosa tradisce in coloro che l’hanno creata, in coloro che la diffondono e/o che non la denunciano?Quale effetto può produrre nelle donne di ogni età, ma soprattutto in quelle più giovani, una simile rappresentazione dell’altro sesso? E cosa nell’animo delle nuove generazioni maschili?

E perché non c’è una voce, una che è una, di un intellettuale, che abbia il coraggio di denunciare pubblicamente questa mostruosità mediatica?

Apparteniamo a quella generazione che ancora ha il difetto di chiedersi “perché” e non solo “come”; come si usa o come funziona questo o quello. Abbiamo ancora questo vizio, e non vogliamo perderlo. Non siamo ancora ridotti a macchine o a ingranaggi più o meno specializzati.

Siamo ancora animati dal desiderio di capire perché accadono le cose.

E allora non potevamo non interrogarci anche su questo, sui perché di una simile deformazione del vero. E su chi ha interesse ad una simile deformazione. E abbiamo provato a dare una risposta.

Noi riteniamo che il sistema (capitalistico) dominante, abbia scelto di “declinarsi al femminile”, per lo meno per quanto riguarda il mondo occidentale. Come abbiamo spiegato nel Manifesto del Movimento degli Uomini Beta, le donne hanno acquisito un ruolo di fondamentale importanza all’interno del sistema stesso, senza trasformarlo, anzi, accentuandone le contraddizioni di sempre e portando un valore aggiunto.

Naturalmente il prezzo di questa “cooptazione” femminile è stato pagato, fra gli altri, attraverso l’acquisizione da parte del sistema, di quella cultura, o meglio di quella reinterpretazione femminista della storia che, fra le altre cose, ha portato a questa flagrante deformazione e falsificazione della realtà.

E’ bene fare un precisazione. Quando parliamo di “sistema” non ci riferiamo ad una regia occulta né tanto meno ad una stanza dei bottoni dove qualche potente “cattivone” ordisce trame più o meno oscure. Ci riferiamo ad un assai complesso intreccio di processi, interessi, tendenze e gruppi sociali, di potere, economici, culturali e ormai anche di genere che vanno a costituire quello che appunto oggi definiamo col termine di “sistema”. Un sistema tuttora gerarchicamente strutturato sia dal punto di vista sociale ed economico, sia dal punto di vista della distribuzione delle funzioni di controllo e di comando. Ma al contempo anche estremamente più sofisticato proprio nella sua capacità di distribuire ruoli e funzioni e nella estrema difficoltà di capirne e individuarne i meccanismi interni. E questo lo si deve proprio alla sua capacità di condizionare a livello profondo  i singoli individui, attraverso una ancora più sofisticato meccanismo di relazione e di coinvolgimento con e fra questi. Naturalmente la maggioranza di loro, sia pur con differenti livelli, rimane marginale e subalterna all’interno del sistema, essendo stata abilissimamente spogliata di qualsiasi autonoma capacità critica e di qualsiasi altra identità, individuale o collettiva che non sia compatibile e funzionale allo stesso sistema.

Questo fa sì che questa massa di individui non sia neanche in grado di comprendere quale sia il loro ruolo la loro effettiva collocazione e quindi di vivere in una condizione di sostanziale passività dal punto di vista psicologico e culturale anche se, il più delle volte, in un frenetico attivismo dal punto di vista economico e produttivo.

E’ quindi in questo contesto che la donna è stata inserita e si è inserita, come dicevamo, senza modificare le fondamenta del sistema e anzi esasperandone i suoi aspetti e i suoi tratti distintivi. Uno dei pedaggi pagati è stato appunto quello di assumere totalmente la reinterpretazione femminista della storia, diventata cultura dominante. Un’astutissima manovra che ha trasformato un approccio originariamente (per lo meno se diamo per autentiche le sue origini, ma a questo punto può essere legittimo nutrire dei dubbi) critico e antagonista, in uno degli strumenti ideologici più funzionali al sistema.

La palese falsificazione della realtà relativamente ai dati sulla mortalità femminile è la prova del nove (non la sola) del patto non scritto che è stato di fatto stipulato.

 


205 Commenti

Tiziano 6:07 pm - 9th maggio:

Comunque, riguardo al disprezzo che la donna media italiana nutre verso gli uomini italiani, leggete questo (obsoleto…) articolo (e relativi commenti) pubblicato sull’ultra misandrico blog della 27ora.
Il fatto sconcertante è che c’è ancora chi seguita a sposarsele.
*****************
http://27esimaora.corriere.it/articolo/il-marito-italiano-un-peso-morto-in-casa-ma-siamo-noi-madri-a-dover-cambiare/
*****************
Trovare una donna, che sia una, capace di spendere anche solo due parole di apprezzamento verso l’altro sesso, è praticamente impossibile.

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Pappagallus sibiricus 1:42 am - 25th novembre:

http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/gara-di-nuoto-bimba-di-8-anni-ultima-mamma-aggredisce-istruttori-vi-ammazzo-1726591/

…del resto, le donne sono portatrici di una specificita`di genere che le rende incapaci di violenza.

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Mauro Recher 4:18 pm - 8th dicembre:

Su questo tema ,alcune mie considerazioni
http://femdominismo.wordpress.com/2013/12/08/lo-zoccolo-duro/

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romano 12:30 pm - 14th marzo:

Questo esperimento ci aiuta a capire perché le colossali menzogne del femminismo vengono accettate dalla stragrande maggioranza delle persone

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romano 3:50 pm - 22nd giugno:

UOMINI E PROFETI STORIE del 21/06/2014
Miti che odiano le donne – Irene Santori incontra Marilia Albanese, Giuseppina Merchionne, Eline Liu http://www.radio.rai.it/podcast/A45654557.mp3

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