preload
01 mag 2012  |  176 Commenti

Anche il suicidio (come la violenza…) è maschile?

L’ultima vittima del “migliore dei mondi possibile”: quello dove a suicidarsi sono i maschi (beta)

Riceve lettera licenziamento, portiere si impicca a Napoli

Come nel caso della tragedia dei caduti sul lavoro (anche questi lo sono, di fatto), si evita accuratamente di dire ciò che è o dovrebbe essere palese agli occhi di chiunque, e cioè che tutti coloro che si sono tolti la vita in questi mesi (e che purtroppo continueranno a togliersela), siano essi operai, piccoli o medi imprenditori, artigiani, lavoratori precari o disoccupati, sono uomini.

Il dato è talmente evidente per quanto eclatante. Se in una fase di crisi economica strutturale come questa, a togliersi la vita sono solo e soltanto uomini, ci saranno pure delle ragioni a determinare questo fenomeno rigorosamente unilaterale. O no? Commentare questa tragedia, portarla all’attenzione della pubblica opinione, metterla addirittura sotto i riflettori, come in effetti sta giustamente accadendo, senza prendere neanche in considerazione questo dato che definire lapalissiano è un eufemismo, è come parlare del mare e far finta che non ci siano i pesci oppure andare nel deserto e (far finta di…)  non accorgersi che c’è la sabbia.

Ma tant’è. La potenza e la pervasività del condizionamento psico-mediatico arrivano addirittura a modificare la capacità di percezione da parte degli individui. E’ un po’ come osservare il proprio dito senza riuscire a vedere il mondo circostante: la natura,i palazzi, le automobili, il cielo, il mare, di tutto e di più.

Siamo di fronte a qualcosa di straordinario, di geniale, forse il sistema di dominio più intelligente che abbia mai fatto la sua comparsa sul Pianeta.

E’ con questo sistema che abbiamo a che fare: questa è la sola e vera ingegneria psico-socio-culturale realmente in atto con cui dobbiamo fare i conti. Sarebbe ora di prenderne atto invece di attardarsi a fare la collezione dei souvenir del passato.

A buon intenditor…

Fabrizio


176 Commenti

paolo 8:13 pm - 8th maggio:

Se non altro, la signora in questione si è trovata di fronte ad una reazione che probabilmente non si aspettava. Magari la prossima volta ci penserà due volte prima di pubblicare quelle stupidate sul “patriarcato”.

  (Quota)  (Replica)

fabrizio 8:14 pm - 8th maggio:

adesso scendono in piazza contro i suicidi…sciacalli

http://www.repubblica.it/economia/2012/05/08/news/proclamata_manifestazione_unitaria_cgil_cisl_e_uil_sabato_2_giugno-34713954/

E’ bello notare come l’articolo sia neutro, parla di persone … ma sono tutti uomini!

Se solo a parti invertite avessimo avuto l’70% di donne suicida avrebbero tirato fuori il corteo di senonoraquando…

  (Quota)  (Replica)

Marco 8:17 pm - 8th maggio:

@ paolo -
Queste signore sono molto furbette e sanno bene come manipolare a loro favore le situazioni.
@@@@
Paolo, non è che queste signore sono furbette, è che un numero sterminato di uomini è affetto da “creduloneria-tontoloneria”.
Il discorso vale anche in altri ambiti, compreso quello sessuale, ossia laddove gli uomini sono i primi ad attribuire alle donne desideri e voglie che (come hanno già fatto notare altri in passato) altro non sono che proiezioni maschili.

  (Quota)  (Replica)

Fabrizio Marchi 8:45 pm - 8th maggio:

Marco, non era possibile fare altrimenti con Massimo. Interventi come i suoi gettano discredito su tutto il movimento maschile. Non a caso, come forse hai letto, la stessa Terragni si è subito affrettata a dire che Massimo è un frequentatore abituale del nostro blog, e se non avessi preso le distanze immediatamente, condannando il suo intervento e allontanandolo, avrebbe sicuramente strumentalizzato l’episodio per attaccarci.
Non possiamo permetterci nel modo più assoluto scivoloni di quel genere (peraltro, ad opera di uno che non è un aderente al movimento e che neanche conosciamo) . Non scherziamo neanche. Molti di noi ormai ci stanno mettendo la faccia e la credibilità in questo progetto e non possiamo rischiare di vanificare il nostro lavoro e di sputtanarci sia a livello personale che come movimento a causa di un tizio che va in giro a distribuire insulti di quel genere.
Abbiamo fatto un salto di qualità. E tutti devono entrare in quest’ottica. Bisogna mettersi in testa che i blog del movimento maschile (e comunque non questo) non sono luoghi dove andare a sparare cazzate gratuite. Qui non stiamo giocando, ce lo dobbiamo mettere tutti in testa. Chi non lo capisce o non lo vuol capire è meglio che cambi strada.
Dobbiamo metterci in testa che la nostra posizione è estremamente delicata perché tutto ciò che scriviamo o diciamo pubblicamente potrebbe avere degli effetti positivi o negativi su tutti noi. In altre parole dobbiamo tutti responsabilizzarci. Fino a quando non sarà stato raggiunto questo livello di consapevolezza, il sottoscritto, in questa sede, si assume la responsabilità di decidere chi deve essere bannato o allontanato.
Abbiamo promosso una riunione pubblica fondativa ufficiale, presso la direzione nazionale di un partito. E’ un atto importante che non si è svolto a casa mia o al bar, come ripeto, ma in una sede politica ufficiale. Ce ne rendiamo conto si o no? Oppure pensiamo che le cose vengano fatte così, a casaccio, tanto per farle? Pensate forse che questo non si sia risaputo o che chi di dovere non lo sia venuto a sapere o non lo abbia letto? E se anche non lo avesse saputo lo verrà comunque a sapere, perché abbiamo reso pubblico quell’incontro. Abbiamo quindi anche un dovere di responsabilità nei confronti di chi ci ha ospitati si è assunto a sua volta questa responsabilità scegliendo di darci fiducia. Anche per questa ragione non possiamo certo rischiare che qualcuno un domani utilizzi strumentalmente l’intervento di quel tale o di altri per attaccare politicamente non solo noi ma quel partito che ci ha ospitati.
Ragazzi, questo non è più un gioco, la dimensione politica che ha assunto il MUB (e che è stata implicitamente riconosciuta, anche se non formalmente, da un interlocutore politico), con tutto il rispetto per gli altri movimenti maschili, ci colloca su un altro piano.
Ora non si gioca più per davvero. Personalmente non ho mai giocato ma men che meno ora. O lo capiamo o lo capiamo.
Fabrizio

  (Quota)  (Replica)

Fabrizio Marchi 8:56 pm - 8th maggio:

P.s. Ciò detto, non siamo in un penitenziario o in un convento di clausura, né tanto meno siamo una setta clandestina o una congregazione religiosa. Si può ridere , scherzare e fare dell’ironia, anche all’esterno e su altri blog (come ad esempio fa egregiamente il nostro Marco Pensante), ma sempre con intelligenza. L’intervento di Massimo non era né ironico né tanto meno intelligente. E’ stato solo una gran cazzata che in quel contesto (il blog di un grande magazine) rischiava di metterci tutti in difficoltà.

  (Quota)  (Replica)

Roberto Micarelli 10:15 pm - 8th maggio:

x Paolo1984. Su una parte del tuo ragionamento ti ho dato ragione, quindi non dire a tutti che le cose non gli “entrano nella testa”. I gusti non sono sindacabili, questo è vero, ma a quanto pare sono emendabili. Solo questo, forse, ti sfugge. Ma non è detto.
L’attrazione sessuale gioca su piani complessi e non solo in una dimensione soggettiva. Tu agli occhi di una donna non sei solo una persona ma anche un uomo, e il modo in cui la collettività vede un uomo influisce nel modo in cui lei ti vedrà. Non è tutto, è una parte, che giocoforza dev’essere considerata. Del resto agli uomini da circa sessant’anni si chiede di modificare la propria forma di desiderio nei confronti della nuova-donna. Nessuno nella modernità ha politicamente sostenuto nei confronti degli uomini il diritto a farsi piacere ciò che decidono loro. Se non ti piace la donna moderna, arrivista e aggressiva, la avvocata di giorno pugilessa di sera, sei considerato un soggetto di antiche vedute.

  (Quota)  (Replica)

Paolo1984 11:26 pm - 8th maggio:

X Raffaele
Mi ero ripromesso di non intervenire più ma non ce la faccio
lo so bene che sono nella norma, essere 1.70 per 58 kg non è un problema per me (se avessi davvero voluto farmi i muscoli non avrei lasciato la palestra ormai anni fa, se l’ho fatto è segno che per me non era una priorità), ho detto solo che non posso pretendere che tutte le ragazze siano attratte sessualmente da me. Perdonami Raffaele ma assomigli ad una donna che si lamenta del fatto che oggi gli uomini vogliono solo donne snelle ma con le tette grandi e il sedere a mandolino e se non hai queste caratteristiche fisiche resti sola..a parte che non è vero (come non è vero che a tutte piacciono i palestrati strafighi o si mettano con un ragazzo solo perchè è palestrato), il punto è che è insensato e pure un po’ patetico criticare un uomo o una donna perchè preferisce avere rapporti relazioni sentimentali o sessuali con qualcuno che non siamo noi sindacando sulle sue motivazioni. Vedo però che ripetiamo le stesse cose quindi per me possiamo chiudere qui.

  (Quota)  (Replica)

Marco Pensante 12:01 am - 9th maggio:

Paolo1984:
riguardo al tuo commento sull’articolo di Luisa Muraro pubblicato da Marina Terraterra, voglio dirti solo una cosa:
NON HAI AFFATTO CAPITO MALE.
E’ esattamente questo che ti stanno dicendo: che la violenza maschile è direttamente connaturata alla sessualità maschile. Quindi tu, noi, tutti siamo assassini e stupratori, in quanto dotati di sesso maschile.
Tu te ne sei accorto eppure ancora chiedi scusa, ancora chiedi permesso, ancora dici “forse ho capito male”.
SVEGLIATI. HAI CAPITO BENISSIMO.
SVEGLIATI.

  (Quota)  (Replica)

raffaele 1:27 am - 9th maggio:

“ho detto solo che non posso pretendere che tutte le ragazze siano attratte sessualmente da me….Perdonami Raffaele ma assomigli ad una donna che si lamenta del fatto che oggi gli uomini vogliono solo donne snelle ma con le tette grandi e il sedere a mandolino.”(Paolo1984)

Senti, Paolo, io provo solidarietà umana per la tua situazione, però ti chiedo di non approfittare della mia buona disposizione nei tuoi confronti, per trattarmi come un fesso capriccioso e immaturo che piange se non ottiene tutto ciò vuole. Mi stai attribuendo pensieri da me non espressi cambiando abilmente il senso delle tue affermazioni sulla blog della Terragni.

Che non si può piacere a tutti, questo è pacifico, ed anzi, è bene che sia così. Ma nel blog della Terragni avevi detto una cosa profondamente diversa, cioè che sei solo e vergine, quindi non piaci a nessuna, o fino ad ora non sei mai piaciuto a nessuna. . E sei solo e vergine perchè magro e dal carattere timido e introverso,lo hai detto tu quando, basandoti sulle aspettative femminili odierne hai attribuito a questi due aspetti un “limite”, sollevando quindi le Donne e il Sistema da ogni responsabilità e colpa. Inaudito!

Auto-Colpevolizzazione maschile: il responsabile della mia solitudine sono io, non le donne. Non incolperò mai un intero gruppo di persone per dei limiti che sono solo miei (Paolo1984)

Ebbene, tu che vai in giro per i blog e siti di QM e femministi a fare il Sindacalista delle Donne, dovresti chiedere proprio alle donne, in primis alla Terragni, le quali tanto criticano “l’eccesso maschile”, come mai mentre un uomo esile,timido e introverso ha gravi difficoltà nel riuscire ad avere un relazione sentimentale/sessuale,invece agli uomini bulli, spavaldi e maneschi, cioè i “capi-branco”, non mancano mai le donne!! Non dovrebbe essere tutto il contrario? Evidentemente, quindi, c’è qualcosa di sbagliato anche nei comportamenti femminili e nella cultura e mentalità che c’è dietro(preciso che non sto dicendo che a tutte le donne piacciono gli uomini bulli, ma che i bulli con le donne hanno molto più successo rispetto ai timidi e introversi), perciò questo tuo ostinarti a sollevare le donne di ogni responsabilità e colpa è davvero troppo(addirittura ti sei permesso di dire che gli uomini che vengono lasciati dalle mogli quando perdono il lavoro, è perchè ci sono anche altri motivi dietro, come se una donna non potesse essere mai infame!)

Quindi, caro Paolo, smettila di prendertela con tuoi inesistenti difetti(cioè la magrezza e la timidezza), e prenditela invece con quelle logiche dominanti che ti stanno massacrando e che ti stanno facendo rimanere solo come un cane, negandoti le gioie dell’ amore e del sesso. Smettila di prenderti in giro nel difendere e affermare un falso e distorto concetto di libertà-in realtà una vera e propria logica della Jungla-che ti sta rendendo tutt’altro che libero, perchè una persona costretta non per sua scelta a rimanere senza una vita sentimentale,affettiva e sessuale,soltanto perchè esile e timido, è una persona dignitosa quanto si vuole, ma imprigionata, imprigionata dai tentacoli di questo brutale e maschicida sistema oggi vigente. Se poi ti vuoi illudere che stai bene così, libero di autodistruggerti.Una cosa è certa: non sei l’unico a stare in questa condizione, nella tua situazione, in Italia, ce ne sono a milioni di uomini. Lo testimoniano l’intasamento dei siti porno e del mercato stratosferico della prostituzione.

Ti prego di aderire alla QM,ribellati! Poi vedi e valuta come vuoi tu, sia chiaro. Un caro saluto.

p.s:Ovviamente questa è l’ultima volta che ti rispondo ,in quanto non voglio creare un flame o litigi vari.

  (Quota)  (Replica)

Tiziano 6:42 am - 9th maggio:

Ragazzi, questo non è più un gioco, la dimensione politica che ha assunto il MUB (e che è stata implicitamente riconosciuta, anche se non formalmente, da un interlocutore politico), con tutto il rispetto per gli altri movimenti maschili, ci colloca su un altro piano.
Ora non si gioca più per davvero. Personalmente non ho mai giocato ma men che meno ora. O lo capiamo o lo capiamo. (Fabrizio Marchi)
********************
Non è la prima volta che scrivi “questo non è un gioco”, come se quelli che si occupano di certe questioni da molto tempo prima di te, avessero fino ad ora giocato.
Detto francamente, hai un atteggiamento da Maestro sempre pronto a bacchettare gli “allievi”.
Credo faresti bene a prendere atto del fatto che tu, al pari di tutti i cosiddetti quemmisti, sei un signor nessuno che ha una capacità di incidere sulla realtà italiana in una percentuale pari allo zero.

  (Quota)  (Replica)

Fabrizio Marchi 8:22 am - 9th maggio:

Tiziano, non giochiamo a fare i furbi perché non attacca. E’ evidente che quando invito a “non giocare” non ce l’ho con i vecchi e storici (o anche giovani) militanti del Momas che hanno la testa sulle spalle e capiscono perfettamente ciò che voglio dire (perché non sono in malafede come in questo momento sei tu). Ce l’ho con quei coglioni che vanno in giro a scrivere puttanate come quelle scritte da Massimo che fanno solo danni ENORMI alla nostra causa. Ribadisco: o lo capiamo o lo capiamo. Non ci sono alternative. E chi non vuole capirlo può levare le tende e andarsene tranquillamente per i fatti suoi perché io non mi sputtano (e non sputtano altri uomini che come me si sono esposti personalmente) per le cazzate gratuite di questi imbecilli.
Ciò detto, quando sostengo che il MUB si colloca su un altro piano (visto che questo concetto ti ha toccato), non penso minimamente che noi siamo più bravi o migliori degli altri ma semplicemente che abbiamo dato un determinato taglio (politico) alla questione che altri fino ad ora non hanno dato (o comunque in una maniera diversa). E questo ci colloca oggettivamente su un diverso piano (che non significa superiore: che facciamo come le femministe che se gli parli di diversità fra i generi la interpretano come superiorità-inferiorità?) che ci impone di conseguenza un modo diverso di procedere e una diversa responsabilità. Perché il fatto stesso che ci siamo incontrati in una sede politica ufficiale comporta delle responsabilità, lo capisci o no? Devo essere più chiaro? Non posso rischiare che una Terragni (o Terraterra, come dice giustamente Marco P.) se ne possa uscire un domani nei confronti di qualche dirigente di quel partito con dichiarazioni del tipo:”Avete dato ospitalità politica a quella gente che dice quelle cose lì, che insulta e minaccia ecc. ecc….”. E non posso rischiare che il nostro lavoro venga inficiato e infangato da un coglionazzo che va in giro per la rete a dire a questa o a quella che è “una troia merdosa da prendere a calci in culo e nella fica”. Almeno lo avesse fatto per i fatti suoi, invece la prima furbata che ha fatto è stata proprio quella di venire sul nostro sito a commentare la sua bravata. Hai capito quale intelligenza politica, quale finezza tattica!…Ma per favore…
Ciò detto, caro Tiziano, che io sia un signor nessuno, è evidentissimo (né la cosa costituisce un dramma per me…) , cerco solo di fare al meglio delle mie possibilità le cose che faccio. Se ti sono antipatico o pensi che abbia un atteggiamento da maestrino che bacchetta gli altri, o che comunque quello che sto facendo (che stiamo facendo, perché se fossi da solo questa baracca sarebbe già finita da un bel po’ di tempo) sia del tutto inutile, sei liberissimo di non frequentare questo sito. Se poi ci sono altri blog maschili che tollerano atteggiamenti come quello di Massimo, è un problema loro. Io sono convinto, ad esempio, che i Maschi Selvatici, che al di là delle rispettive diversità sono una cosa seria, nei confronti di un comportamento a dir poco maldestro come quello di Massimo, avrebbero agito esattamente nello stesso modo. Forse non altri ma , ripeto, non è un nostro problema. Ciascuno agisce come meglio crede. Qui le regole sono queste. Senza un minimo di disciplina e di organizzazione non si va da nessuna parte.
Fabrizio

  (Quota)  (Replica)

Paolo1984 9:32 am - 9th maggio:

“addirittura ti sei permesso di dire che gli uomini che vengono lasciati dalle mogli quando perdono il lavoro, è perchè ci sono anche altri motivi dietro, come se una donna non potesse essere mai infame!” Raffaele

Io ho detto che possono esservi anche altri motivi non che debbano esserci sempre e ovviamente anche una donna può comportarsi in maniera ingiusta quanto un uomo. Siamo intellettualmente e moralmente pari nel bene come nel male.
e tornando sulla questione “palestre” ritengo sbagliato anche pensare che un uomo ci vada solo per compiacere un presunto gusto unico femminile, sarebbe come dire che una donna si rifà le tette solo ed esclusivamente per compiacere lo sguardo maschile. Non dico che non ci sia anche questo elemento ma qualche volta le motivazioni delle persone possono essere più molteplici. Comunque questa è anche la mia ultima replica. Non creiamo flame. Adios

  (Quota)  (Replica)

fabrizio 10:57 am - 9th maggio:
Tiziano 12:47 pm - 9th maggio:

(visto che questo concetto ti ha toccato)
(Fabrizio)
>>
Aridaje, Fabrì…
Buon lavoro.

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 2:46 pm - 9th maggio:

Una lucida riflessione, da parte di una donna. E sembra quasi un miracolo…
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/cronache-suicidi-annunciati-ovvero-l%E2%80%99eclissi-della-politica/223754/

  (Quota)  (Replica)

fabrizio 3:29 pm - 9th maggio:

@Luigi
lucida riflessione?
Lo sarebbe stato se invece di parlare di “persone” avesse parlato di “uomini”, perchè E’ UNA QUESTIONE DI GENERE.

Dovrebbe spiegare la giornalista, perchè non prende in esame tra le responsabilità sociali, alcuni aspetti legislativi, e non puramente culturali/antropologici, quali:
- il fatto che il PDL+PD hanno sdoganato quest’anno la detassazione dell’IRAP per assunzioni femminili, rendendo l’assunzione di maschi più costosa
- quote rosa, che stanno rendendo difficile, l’assunzione di uomni, nonchè i programmi x la diversità che, se non sapeste, hanno l’obiettivo di sfavorire la carriera maschile
- i finanziamenti pubblici, che in particolare in un periodo di asfissia del finanziamento privato sono importanti, i quali laddove non siano di esclusiva eligibilità femminile, favoriscono nel punteggio le richieste “rosa”
- perchè tutti i media da 4 anni vanno dicendo che la crisi ha colpito soprattutto le donne, quando è noto che è esattamente il contrario; il 70% dei posti di lavoro persi in tutto il mondo sono uomini; l’Italia non fa eccezzione e anche in periodo di crisi, il tasso di occupazione/disoccupazione femminile sono peggiorati quasi per nulla, mentre quello maschile è crollato

Amerei verificare l’onestà intellettuale di questi gionralisti, dei politci ho perso la speranza, davanti a questi fatti, piuttosto che vederle stracciasi le vesti.

Parlare di PERSONE significa non voler vedere la realtà! Sono UOMINI, e non è una questione solo dell’interpretazione “maschile” del proporio ruolo sociale, ma una responsabilità sociale di una classe politica che ha voluto DELIBERATAMENTE INASPRIRE LE CONDIZIONI DI REALIZZAZIONE SOCIALE DEL SESSO MASCHILE. Questi sono effetti collaterali prevedibili e messi cinicamente in conto.

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 4:25 pm - 9th maggio:

@ fabrizio
Faccio ammenda. E non perché non la ritenga, come ho detto prima, una lucida riflessione. Priva sicuramente di ogni riferimento di genere, ma non vacua, ad esempio quando dice:”Forse, prima ancora di Monti, prima degli esponenti del governo precedente, prima dei vari Feltri con i loro squallidi tweet, dovrebbero essere i politici della cosiddetta sinistra a chiedersi cosa hanno sbagliato.
Faccio ammenda perché, non conoscendola (ho controllato dopo, guardare qui: http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/DPadoan/ ) non pensavo di trovarmi di fronte ad una femminista ma ad una blogger donna, magari poco interessata a questioni di genere e quindi con un’interpretazione d’altro tipo di questa tragedia. Non è che tutti o tutte debbano obbligatoriamente vederla come la vediamo noi, senza per questo offrire spunti interessanti. Non a caso ho gridato al miracolo.
Ma come dicevo, purtroppo ho controllato dopo …. :oops: e da quel poco che ho appreso non posso non notare la profonda disonestà intellettuale della blogger in questione.
O forse, ha fiutato l’aria ed ha deciso di immergersi …

  (Quota)  (Replica)

fabrizio 7:47 pm - 9th maggio:

@Luigi
non devi fare ammenda di nulla ;-)
Solo che io ho le antenne alzate e quando ho il 100% di morti di un genere e mi usano termini neutri….beh la cosa mi puzza.

Sono solo donne che odiano gli uomini, e bisogna cominciare a dirlo chiaro e forte!

ciao
fabrizio

  (Quota)  (Replica)

Roberto Micarelli 7:54 pm - 9th maggio:

E’ triste dopo dieci anni trovare conferma di ciò che andavamo dicendo, e di doverla trovare nel sangue dei lavoratori. Posso anche ricordare, per tentare di completare il quadro di fabrizio, che Monti al suo insediamento da PdC sosteneva che le crisi sono una opportunità, perché riducono il senso di appartenenza nazionale dei cittadini in favore dell’Europa (o della finanza?).
A questo aggiungiamo vari quadri simbolici anti-uomo disegnati con grande maestria dalla Fornero. L’accusa sprezzante alla commissione di studenti di essere costituita da soli maschi manifestata col rifiuto a incontrarli. La possibilità della madre di un bimbo di aggiungergli il cognome del nuovo compagno, a ulteriore mortificazione della figura paterna legittima. L’introduzione del congedo di paternità obbligatorio, di fatto inutile perché di soli tre giorni, ma simbolicamente istruttivo della loro visione del nostro ruolo in famiglia (mammi per obbligo e non per libera scelta). La diffusione all’indomani della fiction di Fiorello sui separati di un documento Istat privo di note metodologiche e in apertura ricco di astrazioni e commenti anti-padre, dove si sostiene, con alchimie aritmetiche, che le madri separate soffrono economicamente più dei padri. L’attacco alla piccola imprenditoria, al popolo delle partite IVA, costituito in maggioranza da uomini i quali, non trovando collocazione nella scuola e in generale nella pubblica amministrazione, sono costretti a “inventarsi” un’attività per sopravvivere. Il rinnovo incessante e sponsorizzato dalle istituzioni dell’accusa morale a tutto il sesso maschile con l’argomento della violenza. Il definitivo insabbiamento della Legge 54/2006 sul condiviso da parte della Cassazione, che ristabilisce di fatto il regime di affido esclusivo e di mantenimento indiretto. La sparizione dall’ordine del giorno del disegno di legge sul cosiddetto condiviso bis. L’indifferenza rispetto alle aree di sofferenza sociale maschile, praticamente tutte, la cui trattazione viene sostituita col pedissequo incessante manicheo argomento della violenza sulle donne. Unica trattazione sociale, insieme a divorzio breve e coppie di fatto, che serviranno, ve lo scrivo da oggi, a estendere sui conviventi le stesse discriminazioni anti-uomo già patite dagli sposati.

Un quadro di razzismo e violazione del diritto umano di stato, che il non voler riconoscere rende complici.

Questi sono a mio avviso i principali motivi “nascosti” del genocidio maschile; nascosti perché la maggioranza degli uomini li percepisce pur senza saperli esprimere, come un bambino percepisce un mal di pancia, ma che producono in ogni caso i loro devastanti effetti.

Non il patriarcato morente di cui parlano alcuni, come se fosse, questo stato di cose, quasi un fatto auspicabile. Hanno capito che per realizzare lo SCUM, l’eliminazione fisica dei maschi di cui parla la Solanas in un libro che i movimenti di donne hanno sugli scaffali, non serviva nemmeno andarli ad ammazzare. Le camere a psico-gas producono lo stesso effetto e lasciano le mani pulite.

  (Quota)  (Replica)

Roberto Micarelli 8:38 pm - 9th maggio:

Alle cose anzidette aggiungo che vorrei avere torto. Vorrei che da domani nessun lavoratore, nessun carcerato, nessun separato, nessun uomo, ma anche nessuna donna, si togliesse più la vita. Preferirei barattare la mia ragione con questo. Non amo gli sciacalli, i movimenti che aspettano con trepidazione la luttuosa cronaca per scendere in piazza a portare acqua al proprio mulino. Le mie denunce non sono reattive alla cronaca, sono antecedenti. Le mie e in generale le nostre.

  (Quota)  (Replica)

fabrizio 10:39 pm - 9th maggio:

Tanto per gradire, stavo facendo una ricerca a caso…e sono incappato in uno delle migliaia di forum medici/femminili , in cui le donne sono degli angeli e gli uomini…vabbè ci arrivate da soli…

Un testo a caso…per far capire la connotazione misandrica dell nostra cultura

“Gli uomini sono sensibili come un muro di gomma? Spesso sì, la colpa, secondo una recente ricerca internazionale sarebbe tutta da attribuire all’ormone maschile per eccellenza, il testosterone. E’ proprio del testosterone la responsabilità del carattere insensibile e poco perspicace nel comprendere le esigenze delle donne tipico degli uomini.
Insensibili, reagiscono agli stati d’animo e alle necessità inespresse delle compagne con indifferenza, non per volontà propria o per cattiveria: la scienza giustifica l’insensibilità maschile, attribuendone tutta la responsabilità a un ormone, il testosterone.”

http://www.tantasalute.it/articolo/uomini-testosterone-abbatte-la-sensibilita-maschile/27131/

Insomma i maschi si qualificano positivamente nella misura in cui sono capaci di capire le femmine; Non è che magari le donne per colpa dei loro ormoni tendono a mettere troppo se stesse al centro del mondo…non sia mai..bah. Non che il testosterone sia negativo per gli uomini (è riasputo che il testosterone è fondamentale per lo sviluppo intellettivo dei maschi), è che è negativo per donne che non si sentono abbastanza comprese. I machi sono tarati, non per colpa loro, della loro coscienza,…ma per colpa del testosterone…quindi per colpa loro (visto che il testosterone è una caratteristica biologica preminentemente maschile). Insomma un articolo che insulta gli uomini, trattandoli come inferiori per una loro tara biologica e riafferma il concetto del maschio che si giustifica nella misura in cui compiace il mondo femminile.

Ma prima o poi troveranno una cura contro il testosterone!

  (Quota)  (Replica)

Marco 12:37 am - 10th maggio:

Credo bisognerebbe anche prendere atto del fatto che sono proprio le donne, con i loro discorsi insultanti, con la loro spocchia, con la loro arroganza, con la loro mancanza di senso del limite, con la loro totale incapacità di fare autocritica, a generare uomini ultra-incazzati come quel Massimo.
Chi semina vento raccoglie tempesta.

  (Quota)  (Replica)

fabrizio 11:35 am - 10th maggio:

@Marco, in realtà è una minoranza di donne che si comporta così in modo indecente, ma molto “rumorosa” ed aggressiva e influente negli ambiti politici in cui abbiamo “allevato” uomini senza attributi…

E’ vero che c’è una larga maggioranza di donne che non percepiscono la gravità delle continue rivendicazioni e lamentele, che creano l’humus sui cui si impianta la costruzione misandrica femminista. Ma questo è anche e soprattutto un problema maschile, e della nostra reticenza ad esprimere chiaramente e nettamente le proprie posizioni e dire “NO” quando deve essere detto “NO”. Ti suggerisco, se hai tempo e mastichi un po’ d’inglese “Women don’t hear what men don’t say” (le donne non sentono quello che gli uomini non dicono) di Warren Farrell

ciao
fabrizio

  (Quota)  (Replica)

Sandro2 12:13 pm - 10th maggio:

Marco:
“con la loro totale incapacità di fare autocritica, a generare uomini ultra-incazzati come quel Massimo.
Chi semina vento raccoglie tempesta.”
________________
Marco, questa è una discussione che aprii oltre cinque anni fa.

http://questionemaschile.forumfree.it/?t=14259022
>
Mentre questo è un post di Ventiluglio,
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=780616&st=135
con relativa mia risposta.
>>>>>
Quanto sono d’accordo, Strider…

Ed aggiungo: ma le donne, quelle “vere”, quelle che poi, messe alle strette, dichiarano di non riconoscersi (a parole) nel Femminismo (o anche solo “…nei suoi eccessi” ), in tutto questo dove sono?

Noi uomini siamo sotto attacco morale da decenni, con articoli, libri, film e romanzi autocelebrativi nei confronti del genere femminile, irrisori ed insultanti nei confronti del genere maschile (questo che segnali è una vera perla, con tutti i cliché del genere).

Ebbene si è mai letta una – dico UNA – lettera, indirizzata al giornale che ha pubblicato tali idiozie, scritta da una donna, che prenda le distanze da tali affermazioni, che rifiuti di avallare chi (le femministe) pretende di rappresentare la totalità dei sentimenti del genere femminile?

Ebbene io, in circa 20 anni di attento ascolto, non ho MAI sentito nulla del genere.

E qui, mi spiace dirlo, l’accusa di connivenza mafiosa del genere femminile con l’ideologia femminista diventa obbligata.
Non può infatti dichiararsi “innocente” colui che permette a qualcuno di compiere malefatte in suo nome, senza mai sollevare distinguo, prendere pubblicamente le distanze, denunciare un’appropriazione indebita di una rappresentanza sindacale di genere.
Esiste una “responsabilità oggettiva”, in tutto ciò, dell’intero genere femminile.

Se noi uomini occidentali di oggi (nati innocenti) dobbiamo portare la responsabilità di ogni malefatta (vera o falsa che sia) maschile nei confronti delle donne, avvenuta in qualunque tempo e in qualunque luogo (dalla caccia alle streghe nella controriforma, allo stupro di una bambina tra le montane della Bolivia…), ebbene le donne occidentali di oggi, tutte (nessuna esclusa), portano – a maggior ragione – la responsabilità del veleno antimaschile quotidianamente distillato dai media.
Io pretendo da ognuna di loro le scuse pubbliche.

Mi spiace dirlo, ma quando leggo articoli così (e da due decenni capita con una frequanza pressoché quotidiana), e noto “il silenzio assordante delle donne”, ebbene capisco perché è poi così difficile mantenere la necessaria freddezza, ingegnarsi di fare un distinguo tra genere femminile e ideologia femminista, non diventare radicalmente e irrecuperabilmente misogino, rompere perciò qualsiasi legame sentimentale con l’intero genere femminile, spedirle tutte in Afghanistan (appunto) a crepare, e augurarsi l’instaurazaione in Occidente del più “talebano” dei sistemi sociali.

Donne… “Vere-donne”, “donne-con-la-gonna” (e con la testa) dove siete? Esistete? Perché questo vostro silenzio?
>>>>
________
Silverback:
“Caro Lorenzo,
personalmente ne ricordo solo una di lettera “contro” scritta da una femminuccia – all’epoca 18enne – e pubblicata su NOIDONNE, nel lontano 1990.
Per il resto silenzio assoluto.”

  (Quota)  (Replica)

Fabrizio Marchi 12:18 pm - 10th maggio:

Sottoscrivo al 100% tutti gli ultimi commenti di Armando, Cesare, Fabrizio, Luigi, Marco, Mauro, Rino, Roberto e Sandro2.
Mi limito a ricordare (e gli amici che ho citato, per la gran parte, hanno tutti una notevole esperienza politica alle spalle quindi sanno di cosa parlo) che siamo stretti fra l’esigenza di dare voce al disagio e alla sofferenza di tanti uomini, che si esprime anche nel modo in cui l’ha espressa Massimo, e le necessità della Ragion Politica che ci impone di assumere determinati atteggiamenti in situazioni date.
Figuratevi se non sono consapevole dell’ipocrisia e dell’opportunismo di personaggi come la(ribattezzata da Marco P.) “Terra terra”, e che l’aggressione (verbale) virulenta e veemente di Massimo è la cartina al tornasole di una condizione di esasperazione e di impotenza (rispetto alla stato delle cose) ben più diffusa e generalizzata. Tuttavia in quella situazione specifica e in quel contesto NON si poteva agire altrimenti.
Se Massimo si fosse limitato a scrivere quelle cose sul nostro blog, le avrei sicuramente stigmatizzate e condannate, ma con differenti modalità e con maniere meno brusche, perché le condizioni e il contesto mi avrebbero permesso di assumere un diverso atteggiamento rispetto a quello che qualsiasi persona intellettualmente onesta avrebbe interpretato per quello che è: lo sfogo (sicuramente rabbioso e fuori misura) di un uomo esasperato.
Ma le cose, come sappiamo, sono andate in maniera diversa, e non possiamo permettere che qualcuno vada sul blog di un grande magazine del gruppo L’Espresso La Repubblica a insultare e a minacciare (cosa comunque profondamente sbagliata) con il rischio di coinvolgere anche noi in questa sua personalissima e comunque maldestra iniziativa. Cosa che infatti è puntualmente avvenuta, e bene abbiamo fatto ad assumere un atteggiamento chiaro e risoluto. A meno che qualcuno non pensi che i nostri avversari siano in buona fede, ma credo che nessuno di noi sia così sprovveduto.
E’ fondamentale quindi, come ricordava anche Luigi, individuare dei momenti e degli spazi, non virtuali, dove incontrarsi, discutere, sfogarsi, aprirsi, confrontarsi con gli altri, far emergere le proprie problematiche, anche le più intime. In altre parole bisogna costruire dei momenti comunitari, dove anche le tensioni e la rabbia di ciascuno vengano metabolizzate e rielaborate in forma consapevole e costruttiva.
Questo è un passaggio fondamentale. Ribadisco che il gruppo romano ha già iniziato questo lavoro e si riunirà la prossima settimana. Sarebbe opportuno che ciò avvenisse anche altrove. Si potrebbe utilizzare il sito per mettere in contatto le persone. Chiunque lo volesse, potrebbe scrivere al nostro indirizzo di posta elettronica e chiedere di amici presenti nella sua regione. A quel punto potrebbero entrare in contatto fra loro e organizzare delle riunioni dove incontrarsi e confrontarsi.
Tutto ciò sarebbe infinitamente importante e costruttivo e contribuirebbe in maniera fondamentale anche a disinnescare tante sciocche polemiche e micro competizioni da cortile che puntualmente si verificano sui blog del momas.
E’ ora di uscire dal web che, come ho sempre sostenuto è solo uno strumento, importantissimo, ma solo uno strumento. Finchè non si uscirà dalla rete (e noi abbiamo cominciato a farlo) il movimento maschile non decollerà.
Questa è la mia ricetta (che sto già praticando, insieme ad altri) e la mia proposta.
Fabrizio

  (Quota)  (Replica)

Fabrizio Marchi 1:07 pm - 10th maggio:

  (Quota)  (Replica)

fabrizio 2:26 pm - 10th maggio:

@Sandro2
Sandro, io sono sposato con una di quelle donne che prende le distanze dal femminismo; e mia suocera lo stesso; lo stesso dicasi per una delle mie sorelle (l’altra un po’ di meno…).
Ma il fatto è che non ci si può aspettare che le donne abbiano la stessa sensibilità nostra ad un problema maschile, quando molti maschi stessi non lo riconoscono, almeno apparentemente. Nessun maschio potrà avere la stessa sensibilità di una donna verso il problema dello stupro.
Io posso solo ripetere questo mantra; in ogni occasione, e dico sempre, parlate sinceramente e fuori dei denti con le vostre conoscenze femminili. Qualche volta dovrete litigare, ma almeno saprete meglio chi avete davanti. In molti casi avrete delle belle sorprese.
Per quanto mi riguarda, le arrabbiature maggiori non le ho avute nel fronteggiare delle donne, neanche le femministe, ma nel dover discutere con degli uomini vili che cercavano di affermare la propria mascolinità con viscidi atteggiamenti di accondiscendenza femminista.

@FabrizioM
Ottimo post, cerchiamo di vederci presto.

Ciao
fabrizio

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 2:30 pm - 10th maggio:

Segnalo quest’aggregazione di link:
http://www.informazione.it/a/432290B8-4FEF-4C9B-9C49-9AF93B9ECE9F/I-suicidi-non-sono-aumentati-per-la-crisi
Non ho il tempo di leggere con calma. Ma al Marchetti sconsiglierei affermazioni del tipo: “Ma è difficile affermare, a oggi, che vi sia un aumento statisticamente significativo dei suicidi dovuto alla crisi economica. Temo che si stiamo facendo affermazioni forti, senza robuste evidenze scientifiche”.
L’Istituto nazionale di statistica capeggiato da quella mammoletta della Sabbadini non può permetterselo da un bel po di tempo, giusto da quando c’è lei.
(http://www.partitodemocratico.it/doc/55301/sabbadini-linda-laura.htm)

  (Quota)  (Replica)

fabrizio 2:37 pm - 10th maggio:

@Luigi
A.Einstein definiva la statistica la scienza degli imbecilli (non perchè non sia utile ma perchè fa trarre conclusioni a prescindere dai fatti).

Ora in presenza di una crescita dei suicidi, e tutti di disoccupati e imprenditori in rovina, questi geni non trovano la correlazione con l crisi perchè il tasso di suicidio generale non è aumentato significativamente?

Meditare gente…meditare…

  (Quota)  (Replica)

cesare 5:15 pm - 10th maggio:

Gli Istituti di Statistica hanno sempre avuto nella Storia la funzione di confermare la visione delle cose che il governo e il potere desiderava venisse rappresentata. Hanno sempre fatto parte del sistema di propaganda popolare governativa così da dare vita ad un filone di umorismo barzellettaro che non ha fine e fondo: se mai l’immagine di un animale è da associare alla scienza statistica, è quella del somaro la cui cavezza è fra le più ubbidienti alla mano del padrone.
Un esempio illustrissimo? ( e lasciamo stare l’umoristico gazzettino propagandistico che è l’ ISTAT). Ogni hanno il Gosplan frutto delle elaborazioni “scientifiche” dell’Istituto di Statistica Sovietico, confermava davanti ai Delegati del Popolo, in solenne liturgia, voce per voce, che dalla produzione delle bietole a quella dei caccia da combattimento, l’economia sovietica era prossima al superamento di quella USA, con ritmi di crescita quadratici (in merito feci un’esame di storia dell’economia sovietica su testi dell’economista USA Gerschenkron e ci credetti). Quale fosse poi la realtà, non è stata necessaria “a’ ssscienza der pollo”: ce la raccontano le decine di migliaia di badanti dell’ex blocco sovietico, venute in Italia a fare le schiave senza e e senza ma delle nostre “donne oppresse”, così oppresse che i loro mariti si suicidano e l’ISTAT per non farle piangere nega.

  (Quota)  (Replica)

Sandro2 5:48 pm - 10th maggio:

fabrizio:
“Io posso solo ripetere questo mantra; in ogni occasione, e dico sempre, parlate sinceramente e fuori dei denti con le vostre conoscenze femminili. Qualche volta dovrete litigare, ma almeno saprete meglio chi avete davanti. In molti casi avrete delle belle sorprese.”
____________________
Caro Fabrizio, tu stai parlando con uno che ha una lunga storia di litigate alle spalle, sia con le appartenenti alla Razza Eletta – cioè le femmine della specie umana – sia con i cagnolini scodinzolanti* al loro seguito, di cui è infestata la nostra società – cioè i maschi della specie umana -.
>
fabrizio:
“Ma il fatto è che non ci si può aspettare che le donne abbiano la stessa sensibilità nostra ad un problema maschile, quando molti maschi stessi non lo riconoscono, almeno apparentemente.”
___________
Più che sicuro.

http://questionemaschile.forumfree.it/?t=31840718
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=14682616
_________
* Con uno di questi venni anche alle mani, alcuni anni fa.

  (Quota)  (Replica)

cesare 8:46 am - 11th maggio:

L’ ISTAT, secondo la mia opinione, sembra ancora una volta perfettamente coerente alla speciale ispirazione della scienza statistica che è, storicamente, l’emulazione del nobile quadrupede famoso per la sua obbedienza al padrone: il somaro. Infatti, vista l’eco sulla stampa per il numero dei suicidi maschili in occasione della crisi economica (ma prima non c’erano? o i cittadini italiani maschi erano tutti impegnati a violentare e molestare le cittadine donne come l’ISTAT si è data cura di inventarsi?) si preoccupa di minimizzare e banalizzare i suicidi maschili di quest’anno. In che modo? ma al solito modo della “a’ ssssscienza der pollo”, tirando fuori i dati e medie come e quando gli fa comodo (vedi IL Foglio di oggi: “L’epidemia di suicidi da crisi non c’è”): per il 2012 i suicidi “economici” ad oggi sono 39? e che sarà mai!!! e che è tutto sto can can? nel 2010 erano, a fine anno, 187 (su 3084!), in assoluta prevalenza maschili! Anvedi quanti ne mancano ancora?! Tranquilii che questi fanno finta de suicidarse, ma tutto er giorno stanno a molestà le donne!
L’ISTAT dunque, che costruisce inchieste telefoniche, stile “due chiacchiere al tè femminista delle cinque”, che classificano nella categoria “violenza sulla donna” persino gli apprezzamenti sul vestire femminile da parte di un uomo, e in tal modo, riesce ad attribuire, sua sponte, a milioni di cittadini maschi italiani nientedimeno che il crimine di violenza contro le donne, arrivato al numero dei suicidi maschili di quest’anno si indispettisce che vadano sui giornali. Chè i padroni e le padrone magari si incazzano. E “scientificamente” corre ai ripari. E per la prima volta saltano fuori i dati terrificanti dei suicidi maschili degli anni precedenti ma, sia ben chiaro, al solo fine di sminuire il dato dell’oggi. Che al confronto sono pochi. Ebbravi i nostri prestigiatori! Ma il gioco di prestigio “costa” e risulta la strage continua di maschi taciuta e una strage permanente di verità.

  (Quota)  (Replica)

fabrizio 10:57 am - 11th maggio:

@Cesare
L’ISTAT è un istituto serio.
Non sono seri quelli che utilizzano le loro indagini ed i dati raccolti.
Purtroppo nel caso dell’indagine sulla violenza si genere il vizio era nel committente Ministero della Donna che aveva costruito un questionario in modo da avere l’effetto mediatico voluto.
Se facessero lo stesso questionario agli uomini scoprirebbero che il 90% ha subito violenze fisische e che il 40% approcchi sessuali e moltestie….

ciao
fabrizio

  (Quota)  (Replica)

cesare 11:23 am - 11th maggio:

Un istituto serio non fa indagini su questionari poco seri. Altrimenti si fa ridere dietro da tutta Italia e risulta quello che l’ISTAT risulta essere: un’agenzia del minculpop.

  (Quota)  (Replica)

Fabrizio Marchi 11:51 am - 11th maggio:

E infatti, caro Fabrizio, a conferma di quanto dici, negli articoli pubblicati, se non erro nello spazio degli editoriali, dal titolo “Ho subito violenza ma l’Istat non lo sa” e “Stalking e sondaggi”, mi sono “autodenunciato” e ho dichiarato pubblicamente di aver subito violenze psicologiche (anche gravi, a mio parere) da parte di alcune donne nel corso della mia vita, in particolare da adolescente. Scrissi anche, fra gli altri, al Venerdì della Repubblica, e la mia lettera, sia pur sintetizzata all’inverosimile, fu pubblicata nella rubrica di Natalia Aspesi, la quale, naturalmente, in pochissime righe chiuse la questione ricordando che per quanta violenza un uomo possa subire, alla fin fine a finire con la gola tagliata sono sempre le donne…Come a dire:”Zitti e mosca muti e rassegnati, tutto quello che avete subito o potete subire è nulla rispetto a quello che abbiamo subito e subiamo noi”.
Fine della storia.
Fabrizio

  (Quota)  (Replica)

fabrizio 1:10 pm - 11th maggio:

Uno dei motivi per cui non mi informo praticamente più dai giornali, ma solo da Internet e fonti specialistiche, è proprio la credibilità dell’interlocutore.
La Repubblica ha fatto da anni una scelta “donnista”, perdendo ogni credibilità nella questione di genere. Emblematico l’appiattimento sul fenomeno “se non ora quando”, l’episodio più squallido degli ultimi anni di suggestione collettiva. Il Bunga Bunga, un presidente del consiglio squallido e delle donne squallide; si è colto il primo elemento ma non il secondo, e vai con la difesa della dignità delle donne…

Quindi caro FabrizioM, ammiro il tuo tentativo con l’Aspesi, ma il risultato era atteso.

La Repubblica non è l’unico giornale con tale proiezione femminista, anzi direi che è una costante del giornalismo Italiano, e all’estero non va molto differentemente. Solo che da un giornale dalla storia importante, e tiratura elevata, ci si deve aspettare del giornalismo non della propaganda…

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 2:20 pm - 11th maggio:

@ Fabrizio
per quanto riguarda il discorso Istat, ha proprio ragione Cesare e la metafora del somaro è più che appropriata.
Con questo non voglio dire che chi vi lavora non sa fare il proprio mestiere. Tutt’altro. Ma la gestione dei dati è politica. E alla politica si sottomette.
D’altra parte non ce bisogno di parlare di questioni di genere per dimostrarlo. Un solo esempio.
Gennaio 2002. L’euro entra in circolazione. Se domandi tutti gli italiani, bambini compresi, cosa è successo in quella data ti sapranno rispondere. A modo loro, ma lo faranno. L’impoverimento automatico della maggior parte delle persone che per i motivi più diversi non hanno potuto adeguare le proprie entrate al vero cambio che colpevolmente e, per quanto mi riguarda, anche premeditatamente è stato lasciato correre a un euro = mille lire. Buttando di fatto, in maniera immediata o meno (a seconda dei risparmi accumulati) larghe fasce di popolazione in miseria o ai suoi limiti.
Ti risulta per caso che l’Istat abbia registrato nulla di tutto ciò? Anche in quel caso l’istituto si è comportato come il somarello ca porta l’acqua addrù ole u patrunu (traduzione: che porta l’acqua dove vuole il padrone).

  (Quota)  (Replica)

cesare 3:00 pm - 11th maggio:

E’ da più di un decennio che l’ ISTAT è il principale strumento di attacco propagandistico, con pretese di oggettività, contro il maschile. I suoi attacchi offensivi e distruttivi della dignità maschile e della verità del rapporto tra i generi, fanno parte da un decennio degli aspetti più dolorosi del vissuto dei maschi italiani di ogni età: un organismo la cui azione, se in Italia ci fosse la tutela pubblica dell’immagine dei cittadini, sarebbe valutata ai limiti della diffamazione. E non c’è giorno che non spari statistiche pseudoscientifiche contro il genere maschile, senza che ci sia una, dicasi una, simmetrica indagine sul femminile. L’ISTAT è uno degli organismi del partito femdominista più attivo, e il peggiore, nella guerra antimaschile.

  (Quota)  (Replica)

fabrizio 4:10 pm - 11th maggio:

uhmm… non sarei così convinto che l’ISTAT sia il male…

Ora non volgio polemizzare ;-) , sennò sembra che abbia interessi personali verso ISTAT, e sono convinto che avrete delle ragioni per criticare alcuni suoi report, però devo dire che intendendomi un po’ di statistica, in generale io ho trovato le indagini abbastanza accurate, anche se non posso mettere la mano sul fuoco che sia così sempre…

Ora lasciando stare l’indagine pilotata dal Ministero delle Donne (putroppo se il governo comanda ISTAT deve obbedire…) il problema di solito è come vengono letti i dati; la stragrande maggioranza delle persone non conosce il significato delle variabili statistiche divulgate, e poi c’è il problemino che ISTAT magari dice “X” e i media divulgano “X+Y+Z” condendo il tutto di interpretazioni ad hoc e di una buona dose d’ignoranza

Mi ricordo a Gennaio quando è uscito il report ISTAT sulla disoccupazione; c’era scritto a caratteri cubitali che l’aumento della disoccupazione era dovuta esclusivamente alla componente maschile, in linguaggio neutro ed asettico. Ebbene la giornalista di RAINEWS24 presenta la notizia dicendo che “la disoccupazione aveva colpito di più le donne, come sempre” testuali parole…..quando si dice la professionalità…

per fortuna che esiste Internet e il report te lo puoi leggere da solo; e per fortuna che esistono gli occhi per vedere la realtà….

Ciao

  (Quota)  (Replica)

fulvio terzapi 5:12 pm - 11th maggio:

quando parlano di violenza di genere probabilmente intendono anche quella verbale. quasi tutte le donne si saranno sentite rivolgere un insulto vagamente sconcio almeno una volta e questo può essere rubricato alla voce ‘violenza’ di genere.
ma allora si potrebbe dire che i cittadini del sud sono stati piu o meno tutti vittime di razzismo. chi di loro non si è mai sentito dare del terrone una volta o l’altra? anch’io ho detto ‘terrone’ ad un mio compagno delle medie (ma era una forma di reazione perché lui faceva il bulletto con me).
il confine tra ciò che è lecito e ciò che non è lecito è in continuo spostamento. una volta le battute e lazzi contro gay e minoranze etniche si sprecavano, adesso con l’avvento del multi-culturalismo certe cose che in passato sembravano innocue non lo sono più. basti ricordare l’esempio della nazionale spagnola di basket che in una foto del 2008 a Pechino mima gli occhi a mandorla dei cinesi suscitando un coro unanime di disapprovazione. era una innocente boutade o era razzismo?
la tendenza corrente mi sembra proprio quella di mettere al bando determinati comportamenti che a qualcuno possono sembrare innocui ma che la generale evoluzione dei costumi non condonerà più.

  (Quota)  (Replica)

Massimo 5:58 pm - 11th maggio:

Siccome oggi mi girano un po’ di meno, lo scrivo qui.
1) Il mio non è un nick, poiché mi chiamo realmente Massimo.
2) Insultare pesantemente una misandrica femminista, sarebbe un atto vigliacco?
Cazzo!, e invece chi si permette di criminalizzare un intero genere, dalla mattina alla sera, perché ha il culo parato in alto, cos’è?
Un’eroina? Ma queste tizie sono consapevoli del fatto che se non ci fossero degli uomini sempre pronti a proteggerle, conterebbero meno di zero e non potrebbero neppure fiatare?
Vigliacco io? Guardate, io non avrei problemi ad incontrare la Terragni – o qualsiasi altra misandrica femminista come lei – anche di notte, in un qualsiasi vicolo buio…
Credo, invece, che ne avrebbe parecchi la suddetta…
Per non parlare del fatto che io sarei immediatamente denunciato e dipinto come un mostro.
Sapete, più tempo passa e più mi convinco che le donne siano il nulla assoluto.
In loro c’è una “vuotaggine” spaventosa.

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 8:25 pm - 11th maggio:

@ Fabrizio
Manco a me va di polemizzare, tranquillo. E comunque anch’io ho basi di statistica tali da poter valutare se sono di fronte ad uno studio serio o una bufala (salvo il fatto che con tutti i c…i miei, è l’ultima cosa che mi andrebbe di fare).
Pensavo però che l’ultimo mio esempio (l’introduzione dell’euro) fosse abbastanza paradigmatico del mio discorso e credo (se sbaglio mi correggerà) anche di Cesare: il condizionamento all’interesse politico dominante. Guarda che non ho fatto quell’esempio a caso. Dell’asservimento alla politica quello ne è l’esempio recente più fulgido. In quel frangente ce stata una delle più grandi operazioni di ingegneria sociale sottaciuta da tutti, sinistre di tutti tipi comprese: la riallocazione della ricchezza a danno di tutte le categorie sociali medie e medio-basse e a tutto vantaggio delle altre.
Ha speso un rigo l’Istat per indagare ciò? Non mi risulta. Glielo ha impedito con tutta evidenza la politica. Ricordiamo chi governava in quel momento (anche se ho forti dubbi sul comportamento degli altri, in teoria rappresentanti dei ceti sociali più svantaggiati, se fosse toccato a loro gestire quel passaggio) e di quale blocco sociale era rappresentativo.
Questo per dire che il problema sta comunque a monte. Senza per questo inficiare necessariamente (ma anche si) la correttezza delle metodiche.
E’ il committente che decide in che direzione indagare e già questo condiziona gli operatori nel mettere in evidenza o meno determinate correlazioni, non parliamo poi della scelta degli indicatori, dove la soggettività umana la fa da padrona.
Poi è vero, ci sta anche lo sfruttamento propagandistico a valle.
Ahh …. dimenticavo. Ci sta pure l’influenza di chi la dirige o ci lavora all’Istat o a quel Dipartimento dell’Istat, senza per questo necessariamente attribuirgli intenzioni criminogene. Fatto sta che se uno (o una) ha una determinata sensibilità cercherà di trovare nei fenomeni sotto analisi quello che più si aspetta, mettendo in ombra o trascurando altro.
Ad esempio l’attuale Direttore del Dipartimento delle Statistiche Sociali e Ambientali dell’Istituto Linda Laura Sabbadini il cui modus pensandi penso si evinca chiaramente dalla paccata di link a seguire.
http://job24.ilsole24ore.com/news/Articoli/2010/05/rosaoliva-sabbadini-13052010.php
http://www.liquida.it/preview/linda-laura-sabbadini/19116042,19584219,19584574,19559602,19542778,19116042/?r=aHR0cDovL3d3dy5saXF1aWRhLml0L2xpbmRhLWxhdXJhLXNhYmJhZGluaS8=
http://www.famigliacristiana.it/cisf/temi/societa/articoloCISF/se-non-ora-quando_120711154627.aspx
http://www.senonoraquando.eu/?p=5160
http://www.unaqualunque.it/a/2284/il-gioco-del-potere-linda-laura-sabbadini.aspx
http://www.lavoro.parma.it/allegato.asp?ID=498822
http://centridiateneo.unicatt.it/famiglia_Sabbadini_Cappadozzi_ISTAT.pdf
http://www.senonoraquando.eu/wp-content/uploads/2012/03/bancaditalia.pdf
http://www.laziolive.it/societa/consulta-femminile-il-nuovo-incarico-a-linda-laura-sabbadini-e-riconoscimento-al-talento-femminile/
http://www.portalecnel.it/portale/documenti.nsf/0/D9C3897C42928848C12579990037FDCD/
$FILE/Convegno%20Stati%20Generali%20Donne.pdf
……………………………………………………………..
Per ultima vi propongo una chicca recentissima ON TOPIC della su citata Sabbadini.
http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/12/05/11/suicidi_istat_no_allarmismo.html

  (Quota)  (Replica)

raffaele 10:58 pm - 11th maggio:

Quel Paolo1984 continua ad andare in giro per i blog femministi a sputtanare i movimenti maschili, in particolare il MUB, mistificando e travisando le nostre vedute e pensieri a riguardo della QM, al fine di renderle ridicole e quindi screditarle agli occhi degli altri. Mi devo ricredere su di lui, pensavo fosse solo una persona ignaramente lobotomizzata, così come la maggior parte delle persone,invece ha dimostrato di non avere buona fede. Ingrato e irriconoscente ai nostri garbati e umani inviti al dialogo nei suoi confronti e alla mia solidarietà umana per la sua situazione.

Non si può non rilevare, poi, la sua profonda scorrettezza quando continua ad associare al movimento degli Uomini Beta parole e pensieri di persone che non ne fanno parte(compreso il sottoscritto che al Movimento degli Uomini Beta non fa parte pur essendo amico e alleato).
Ma pensate che quel ragazzo è andato a dire sul blog della Terragni che le veline sono “vittime inconsapevoli”, cioè persone che CONSENSUALMENTE solo per mettersi in costume in tv guadagnano ciò che un povero operaio non guadagna nemmeno nel corso di tutta la sua vita a rischio di ritrovarsi il corpo mutilato o dilaniato per dar da mangiare la famiglia..e quel femminista si permette pure di chiamarle “vittime” a quelle viziate milionarie!. E poi non è lui che in nome della “libertà” dice che una donna può vestirsi e svestirsi come le pare e piace??? quindi che è “vittima” è una milionaria che si sveste come le pare e piace in nome della “libertà della Jungla” tanto cara al maschio pentito Paolo1984??

Che terribile lavaggio di cervello gli hanno fatto. Per lui una Donna in quanto Donna non può mai sbagliare, e se apparentemente sbaglia è perchè ci “saranno stati ulteriori validi motivi”: una donna che uccide un uomo avrà sicuramente avuto i suoi validi motivi,le veline sono “vittime” perchè se fanno le veline è perchè sono in un certo senso costrette, le donne che lasciano i mariti che perdono il lavoro è SICURAMENTE perchè avevano avuto altri motivi oltre a quello della perdita di lavoro, e così via.
Niente. Con lui non ci si scappa. Qualunque cosa può commettere una donna, lui fa di tutto per trovare ogni più improbabile appiglio per tentarla di giustificare. L’idea che anche una donna possa essere moralmente scorretta, che possa commettere sbagli con un uomo, che possa non comportarsi bene con un uomo, che possa essere disonesta con suo marito, e così via, non lo sfiora nemmeno. Eccheccavolo! Solo e soltanto gli uomini possono sbagliare in queste cose!
Poi lui negherà da bravo paraculo qual’è di aver detto o pensato queste cose. Intanto ciò che dice va in questo senso, perciò è inutile che nega.

Non c’è un blog femminista che non conosce. è aggiornatissimo, non si perde nemmeno un post delle migliaia e migliaia di blog femministi nei quali va a fare il Sindacalista delle Donne.!.Però quando qualche volta è andato a fare il Galletto Femminista in qualche blog AntiFemminista gli è andata male e le sue misere argomentazioni femministe sono state inesorabilmente fatte a pezzi:

http://ilvolodidedalo.blogspot.it/2010/12/basta-esami.html?showComment=1299161758465#c4031930460914875177

Addirittura guardate di che parole è stato capace di dire contro i padri separati che soffrono, che mangiano alla mensa dei poveri, che versano nella più disperata desolazione umana e materiale e che spesso si suidano pure:

Quanto ai padri separati: non voglio negare i loro drammi, ma quando vedrò una delle loro associazioni battersi per i congedi di paternità, per occuparsi dei figli assieme alla compagna, anche durante il matrimonio e non solo dopo la separazione, allora prenderò sul serio le loro rivendicazioni

Io a questo maschio pentito penoso, lo farei parlare con le rispettive anziane madri distrutte di due miei cugini di mia madre che si suicidarono in quanto padri separati ababndonati dalle moglie e defraudati di casa, figli e soldi, e così forse si renderà conto che persona meschina è. Ma forse no. Dirà che se erano ridotti in quella situazione un “motivo pur ci sarà” e che nessuno li ha obbligati a suicidarsi. Sì dirà così, ne sono sicuro. Che essere degradato che è quel Paolo, mio Dio. Esseri umani ridotti in manipoli. Che pena, che tristezza.

Caro Paolo, hai perso ogni mia stima e solidarietà, credevo fossi un bravo ragazzo, lobotomizzato e indottrinato, sì, ma di buon cuore o onesto. Mi devo ricredere. Continua pure a incolparti della tua situazione di persona sola, ma vedrai che nessuna femminista o donna non femminista te la mollerà mai, da anni vai a fare lo zerbino, eppure nessuna te la molla. E sai perchè? Perchè le donne, femministe o non femministe che siano, sono attratte dagli uomini con personalità. E tu con questo tuo atteggiamento da cagnolino scodinzolante nei confronti delle donne, tutto cacci fuori tranne che personalità. Solo sei e solo rimarrai, se continui ad autoincolparti ed ad incensare le donne in quanto donne, facendo il loro scendiletto!.
Un saluto compassionevole.

p.s: Caro Paolo,non sono di “Uomini Beta”, sono un blogger individuale che non appartiene a nessun movimento maschile, perciò non ti permettere di ascrivere a Uomini Beta ciò che ti ho appena detto, in quanto parlo a nome mio e soltanto mio.

  (Quota)  (Replica)

Marco Pensante 1:05 am - 12th maggio:

Lascialo perdere, Raffae’, non merita. E’ uno sfigato, non gliela danno e lui striscia nella speranza di vederla almeno una volta nella vita col cannocchiale. Non infierire, la sua miseria è già troppa.

  (Quota)  (Replica)

fabrizio 6:52 am - 12th maggio:

@raffaele
dietro un nickname si può nascondere chiunque.
Lascialo parlare che si qualifica da solo.
Il mondo è pieno di scendiletto…

  (Quota)  (Replica)

mauro recher 8:02 am - 12th maggio:

@Luigi
ho letto anch’io che questi suicidi non sarebbero poi allarmanti …di solito si dice che pensar male è peccato ,ma di solito ci si indovina ..
Non è che siano messi in secondo piano perchè sono tutti uomini?

  (Quota)  (Replica)

Fabrizio Marchi 8:19 am - 12th maggio:

Concordo completamente con Marco P.
Quel Paolo 1984 è il classico cane bastonato, cornuto, mazziato e azzerbinato. Purtroppo è così.
Ho letto alcuni suoi post successivi a quelli che gli abbiamo scritto, in cui peraltro lo invitavamo a confrontarsi con noi, a frequentare i nostri siti ecc., veramente desolanti. Insiste con questa storia del nostro presunto risentimento perchè non ce la darebbero, insomma le solite squallide e scontate minchiate che ben conosciamo…
Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere, come si suol dire. Non si può far nulla, per lo meno per ora, ciascuno ha i suoi tempi di maturazione e non si può forzare la mano. Quello che era nostro dovere fare lo abbiamo fatto dimostrando apertura e sensibilità nei suoi confonti, nonostante sul blog della “terra terra” non si fosse certo espresso positivamente nei nostri confronti. Nonostante ciò insiste nel suo atteggiamento. E’ quindi evidente che per ora non solo non ci sono le condizioni per fargli cambiare idea ma neanche per permettergli di osservare la realtà da una altro punto di vista. Se mai queste condizioni si verificheranno. Come dicevo, è un uomo sconfitto, nel senso che ha interiorizzato la sua presunta condizione di “sfigato”. Si sente tale e accetta la sua condizione come fosse ineluttabile. Quando un uomo è in quelle condizioni, quello che si può fare è solo mostrargli un’altra strada, fargli capire che ci sono altre possibilità esistenziali, senza insistere. Lui ora questo lo sa. Se e quando deciderà di uscire dal suo guscio saprà cosa fare.
Fabrizio

  (Quota)  (Replica)

Fabrizio Marchi 8:36 am - 12th maggio:

“ho letto anch’io che questi suicidi non sarebbero poi allarmanti …di solito si dice che pensar male è peccato ,ma di solito ci si indovina ..
Non è che siano messi in secondo piano perchè sono tutti uomini?” (Mauro Recher)
Assolutamente sì. Prova a pensare se questa ondata di suicidi avesse riguardato al 100% solo donne. Secondo te avrebbero detto che non c’era da allarmarsi?…
Te lo dico io cosa sarebbe successo. Avrebbero rimesso in discussione l’intera politica economica del governo, ridotto la pressione fiscale, riabbassato le rendite catastali, riportato l’IVA al 20%, non avrebbero “liberalizzato” ulteriormente il lavoro e modificato l’art. 18, né tanto meno bloccato le pensioni.
Ma soprattutto si sarebbe scatenato un putiferio mediatico-politico di fronte ad una tragedia sociale e di genere di cui naturalmente sarebbe stato individuato come responsabile il sistema di potere maschilista. Naturalmente il governo in carica sarebbe già caduto e sarebbero state indette nuove elezioni…
Fabrizio

  (Quota)  (Replica)

Leonardo 9:23 am - 12th maggio:

Fabrizio Marchi
Prova a pensare se questa ondata di suicidi avesse riguardato al 100% solo donne. Secondo te avrebbero detto che non c’era da allarmarsi?…
… naturalmente sarebbe stato individuato come responsabile il sistema di potere maschilista.
————————————
Se così fosse stato, avremmo davvero vissuto in un sistema di potere maschilista…
Anch’ io da ragazzo, a volte, pensavo le donne come vittime se non erano libere sessualmente ed io andavo in bianco; invece sono proprio loro medesime il sistema di potere maschilista, visto che lo propagandano sempre.

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 11:01 am - 12th maggio:

Dicono: “Non c’é ora una impennata dei suicidi a causa della crisi, ma solo una maggiore visibilità di un fenomeno che negli ultimi due o tre anni ha avuto un andamento analogo a quello attuale e che nel 2009, quello sì annus horribilis dell’economia, non ha fatto registrare picchi drammatici. Linda Laura Sabbadini, direttore del dipartimento statistiche sociali e ambientali dell’Istat, dati alla mano (quelli dell’autorità sanitaria, considerati i più attendibili), invita a non fare allarmismi e a una maggiore prudenza.” ( Linda Laura SabbadiniDirettrice del Dipartimento delle Statistiche Sociali e Ambientali dell’Istat)
………………………………………………………………
Benissimo cara direttrice, però avrei una domandina da porle. Questi sono i dati forniti dal suo istituto relativamente agli anni 2006/2010
Anno | M ————–| F
2006 | 2.355 ——-|706
2007 | 2.210 ——-|657
2008 |2.197 ——-|631
2009 |2.343 ——-|643
2010 |2.399 ——-|649
http://www.istat.it/it/archivio/55646
Al di là del movente economico, non le sembrano dati oggettivamente gravi? O vogliamo rifugiarci nello squallido confronto con chi sta peggio di noi?
Le chiedo e mi chiedo. Perché il suo istituto ed, in particolare il suo dipartimento, notoriamente molto sensibile a determinate tematiche non ha trovato il tempo e le risorse per spiegarci, con la consueta professionalità che la contraddistingue, quello che dai numeri sopra riportati salta immediatamente all’occhio: perché gli uomini si suicidano in misura 4 volte superiore alle donne?.
Eppure mi dicono e leggo io stesso che lei è una persona molto attenta alle tematiche di genere.
O forse meritevole della sua attenzione è solo uno di genere? Il Suo?

  (Quota)  (Replica)

Fabio C. 12:14 pm - 12th maggio:

Un paio di brevi considerazioni.
1. Personalmente, e nonostante comprenda bene l’origine di certi discorsi e di certi comportamenti, non ho la minima pietà verso omuncoli smidollati come quel paolo1984. Anzi, per quanto concerne il rapporto con l’altro sesso, a tipi come lui auguro sempre di andare il più a fondo possibile, anche perché, qualora il tipo non l’avesse ancora capito, le nostre care “dolcissime” donne disprezzano profondamente i leccapiedi che “non dimostrano” loro di “avere le palle”. E non a caso, fin dall’adolescenza, i tipi che hanno più successo con le ragazze sono i “figli di puttana” (nonché quelli esteticamente più belli). *
2) Se è vero – come sostiene Linda Laura Sabbadini – che il numero dei suicidi non è aumentato, è altrettanto vero che non esiste alcun “femminicidio”, dato che le donne uccise dagli uomini sono – più o meno – le stesse degli anni precedenti.
Tra l’altro, a differenza di Fabrizio (non Marchi, l’altro), mi risulta che – nel mondo – le vittime della violenza maschile siano altri uomini non nel 70% dei casi, bensì in oltre l’80% dei casi.
La fonte la trovai in uno di questi articoli.
http://www.mediaradar.org/prior_headlines.php
E, per quanto riguarda l’Italia, ricordo bene di aver letto – alcuni anni fa – su un quotidiano della mia regione (le Marche), che tale percentuale arrivava ad oltre il 90%.
@
* Indirettamente sono le donne a selezionare i peggiori esemplari maschili…
@
ps: nel libro di Claudio Risé – IL PADRE, l’assente inaccettabile – alla pagina 76 è riportato quanto segue:
“Secondo il Ministero della Giustizia degli USA, il 70% dei casi di abuso infantile accertato e il 65% degli omicidi genitoriali a danno dei figli, vengono commessi dalle madri, non dai padri. Secondo poi i dati del Ministero della Sanità americano (elaborato tenendo conto del maggior numero di madri singole rispetto ai padri), la madre incaricata della custodia del bambino ha il quintuplo di probabilità di uccidere il bambino di quanto ne abbia il padre affidatario. Nell’insieme i bambini hanno l’88% delle probabilità in più di essere seriamente danneggiati per abuso o abbandono dalle loro madri che dai padri.
@
http://27esimaora.corriere.it/articolo/mamme-cattivissime-con-i-figli-degli-altri/#comments_list

  (Quota)  (Replica)

fabrizio 12:14 pm - 12th maggio:

@Luigi
Ottimo post.
Ma il destinatario è sbagliato. Andrebbe spedito ai segretari di partito (Bersani in testa) e dei sindacati.Ma non aspettarti risposta, hanno già sicuramente stampato i manifesti “contro la crisi che uccide” su uno sfondo con in primo piano donne … conosco il marketing d’accatto!

Va da sè che dai dati è evidente la correlazione suicidi-crisi.

Il rapporto M/F è più o meno uguale in tutto il mondo, per via della società “patriarcale”, ed è un fatto metabolizzato, nel senso che il maschio è intrinsecamente ritenuto “sacrificabile” dalle donne e dai maschi stessi. Non deve stupire che l’emanazione della World Healt Organization che monitora i suicidi ritiene prioritario l’interveno nei Paesi in cui il tasso di suicidio femminile, perchè i maschi sono a perdere….

e buon appetito!

  (Quota)  (Replica)

Fabio C. 12:15 pm - 12th maggio:

Edit:
La fonte la trovai in un questi articoli.
lo correggo:
“La fonte la trovai in uno di questi articoli”

  (Quota)  (Replica)

Rita 12:45 pm - 12th maggio:

“Non c’é ora una impennata dei suicidi a causa della crisi, ma solo una maggiore visibilità di un fenomeno che negli ultimi due o tre anni ha avuto un andamento analogo a quello attuale”

“Non c’è ora una impennata di femminicidi, ma solo una maggiore visibilità di un fenomeno che negli ultimi due o tre anni ha avuto un andamento analogo a quello attuale”

Trova la differenza.

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 2:19 pm - 12th maggio:

Rita, che dirti …. oltre al fatto di avere un nome a me molto caro …. sei un MITO!!!
Quest’ultima, alla prima occasione utile te la rubo …. 8)

  (Quota)  (Replica)

Rita 2:34 pm - 12th maggio:

il materiale pubblico è fruibile da tutti senza copyright smile io stessa ho saccheggiato a piene mani e senza riserva in questi anni nel materiale, negli scritti e nelle riflessioni di talmente tanti uomini che nominarli tutti sarebbe difficile e rischierei di fare omissioni, Rino Barnart in testa

  (Quota)  (Replica)

Leonardo 2:50 pm - 12th maggio:

x Rita
Vero, Scoop giornalistici per cavalcare l’onda, è tipico che si accumulano notizie dello stesso tipo quando vanno di moda…

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 3:59 am - 12th agosto:

La mattanza continua ….
Ma tanto è uomo … ed in sovrappiù operaio ….
Speriamo che ce l’ha faccia, ma con l’85% di ustioni…. sad
Disoccupato si dà fuoco davanti Montecitorio ustioni su 85% del corpo, è in gravi condizioni
un pò più dettagliato l’articolo della Stampa
Si dà fuoco davanti a Montecitorio – Grave 54enne, aveva perso il lavoro
Ed i commenti su Facebook
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151788908643912&set=a.10151707112868912.420771.101748583911&type=1&ref=nf

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 1:14 pm - 5th dicembre:
Luigi Corvaglia 8:10 am - 4th marzo:

Resta disoccupato e si uccide, tragedia a Torre de’ Passeri
No, non è l’unico dall’ultima mia segnalazione. E’ solo l’ultimo.
Ma per i nostri “grandi media” sono notizie da non porre in evidenza!!
Potrebbe scattare l’emulazione! Beh …. certo, lo sappiamo. Ci si uccide, in special modo se uomini e adulti, come gli adolescenti ……..
Che schifo ….

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 7:17 pm - 10th marzo:

La crisi e i suicidi nel 2012
………………………..
Tò …. anche a sinistra se ne occupano. Con il loro format ovviamente. L’unico passaggio sul fatto che il suicidio, anche quello economico, sia un triste primato maschile è questo: “L’analisi dei dati curata da Link Lab, il Laboratorio della ricerca socio-economica dell’Università Link Campus, ha permesso di contare 86 uomini e 3 donne che dall’inizio dell’anno si sono tolti la vita, a conferma del grave disagio avvertito dalla popolazione maschile che vede venir meno la propria responsabilità morale e sociale nei confronti non solo della propria famiglia ma anche dei propri dipendenti e collaboratori.
La cosa che più mi ha incuriosito però sono i numeri.
Ricordate questo? Bollettino dei suicidi, crisi 2012 (aggiornato al 23/08/2012)
Se avete la pazienza di contarli, i suicidi già ad agosto arrivavano all’incirca a circa 108 (ho sottratto i tentativi non riusciti e qualche caso dubbio che non mi sono preso la briga di andare a controllare, di converso ci stanno diversi suicidi di coppia che non ho considerato).
Per cui mi chiedo, ma penso che lo chiederò anche a loro, da dove esce quel numero 89? Se già ad agosto erano oltre i 100, come fanno a diminuire nel complesso dell’anno?
Non voglio dietrologizzare ma qualcosa non mi torna. http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_scratch.gif

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 10:24 pm - 18th marzo:

Suicidi, difficile risalire ai motivi. L’Istat cambia metodi d’indagine.
FONTE: REDATTORE SOCIALE | 07 MARZO 2013
Ieri il rapporto Link Lab decretava il calo i suicidi causati da “difficoltà economiche”. Ma sembra difficile individuare motivi che inducono una persona a togliersi la vita. Tanto che l’Istat abbandona la fonte giudiziaria e si affida a quella sanitaria
ROMA – Ieri un omicidio-suicidio a Perugia. E contestualmente a Siena il suicidio del responsabile dell’area comunicazione di Mps. Nelle scorse settimane altri suicidi, spesso associati dalle cronache alla crisi e a motivi di carattere economico. Ma è possibile associare un evento tragico come il suicidio a una causa specifica (per esempio il motivo economico)? Come restringere un tale atto a una sola motivazione?
In realtà appare oltremodo difficile considerare attendibili i dati sulle cause di tali, tragici gesti. Tanto che l’Istat ha deciso di non diffondere più le motivazioni dei suicidi, dopo aver effettuato una attenta analisi delle fonti. Ma andiamo con ordine.

Rapporto “Link Lab”. E’ di ieri un Rapporto curato da “Link Lab”, il Laboratorio della ricerca socio-economica dell’Università Link Campus, secondo cui nel 2012 sono state 89 (86 uomini e 3 donne) le persone che sull’orlo del fallimento e schiacciate dai debiti hanno deciso di togliersi la vita: quasi 8 i suicidi in media al mese. Sono invece 48 i tentativi di suicidio registrati tra i mesi di gennaio e dicembre del 2012. “Una lunga lista di imprenditori, artigiani e disoccupati che, oppressi da gravi difficoltà economiche e soprattutto dalla paura di perdere la propria dignità, reputano la rinuncia alla vita una scelta ‘obbligata’”, si legge nel Rapporto. La ricerca, come detto, è stata diffusa ieri ma l’impressione è che si tratti di conclusioni tutte da verificare. Per diversi motivi. Innanzitutto perché le fonti a cui fa riferimento il lavoro di “Link Lab” sono i “principali mezzi di informazione”. Facile intuire come un lavoro di questo tipo, benché certosino, sia sempre soggetto a lacune. Anche per il fatto che, a differenza dei casi di omicidio, non sempre le notizie sui suicidi vengono riprese e pubblicate dagli organi di informazione.
Tra l’altro questi dati, come citato dallo stesso “Link Lab”, differiscono in maniera molto evidente da quelli dell’Istat. Che sono fermi al 2010 e che parlano di 187 suicidi per motivi economici. Un dato decisamente superiore. Gli stessi suicidi erano stati 198 nel 2009. Possibile allora che vi sia un calo di questa dimensione nelle vicende di chi si toglie la vita per motivi economici? Certo, quella di Link Lab è la prima indagine di questo tipo. E anche l’Istat non presenta i dati del 2011. In realtà sempre fonti Istat giudicano il metodo utilizzato dall’osservatorio dell’Università Link Campus inattendibile. Un approccio prudente che sull’argomento sta caratterizzando anche il procedere dello stesso istituto di statistica.
Istat: nuovi metodi d’indagine. Nei mesi scorsi, infatti, l’Istat ha pubblicato una nota informativa in cui si afferma: “E’ estremamente difficile individuare i motivi che inducono il singolo individuo a togliersi la vita, a causa della natura multidimensionale del fenomeno. L’Istat rileva i suicidi attraverso due indagini: una di fonte sanitaria su ‘Decessi e cause di morte’, l’altra di fonte giudiziaria su ‘Suicidi e tentativi di suicidio’. Da uno studio sulle due fonti risulta che l’Indagine ‘Decessi e cause di morte’ ha una migliore copertura del fenomeno: infatti, negli ultimi anni le statistiche di fonte giudiziaria registrano il 20-25% in meno di casi rispetto a quanto misurato dalla fonte sanitaria”.
Per questo motivo, e per gli stringenti requisiti di qualità richiesti dai Regolamenti europei all’indagine di fonte sanitaria, l’Istat ha dichiarato di includere nelle proprie pubblicazioni i dati sui suicidi provenienti solo e esclusivamente dalla rilevazione sui “Decessi e cause di morte”, come già avviene negli altri Paesi europei.Non più fonti giudiziarie, insomma. Men che meno fonti giornalistiche.
In estrema sintesi: l’Istat non diffonderà più le motivazioni dei suicidi, proprie delle informazioni date dalle forze dell’ordine. Informazioni considerate meno attendibili rispetto a quelle facenti riferimento alla fonte sanitaria, sia sul piano quantitativo che su quello qualitativo.

  (Quota)  (Replica)

Fabrizio Marchi 8:05 am - 19th marzo:

Luigi Corvaglia,

Ipocriti e cinici. Devono occultare un dato che potrebbe essere destabilizzante dal punto di vista sociale.
L’Istat è un vero Minculpop e come tale va considerato.

  (Quota)  (Replica)

Alessandro 11:05 am - 19th marzo:

Nel suo, per tanti versi condivisibile, discorso d’insediamento alla presidenza della camera Laura Boldrini ha toccato tante tematiche ma ha concluso affermando che la prima legge che si augura venga approvata e che proporrà sarà quella “per la tutela dell’immagine femminile nei media”. Quindi la neoeletta che ha parlato in termini veritieri del dramma della disoccupazione, dell’emigrazione clandestina, della povertà, ecc., ritiene che il primo provvedimento, evidentemente il più urgente dal suo punto di vista, che il nuovo Parlamento dovrà prendere sarà quello “per la tutela dell’immagine femminile nei media”. Queste femministe non si smentiscono mai: possono fare i più alti discorsi improntati ai più elevati valori, ma poi, stringi stringi, sempre lì vanno a parare. Leggi “femministissime” sono alle porte.
Condivido che i Vendola o i Bersani, con il loro ridicolo blandire e celebrare l’altro sesso, debbano lasciare spazio a persone che evidentemente ritengono meglio di loro. Basta con l’ “armiamoci e partite”.
Un Paese che non ha a disposizione un equilibrato istituto nazionale di statistica è un Paese malato. Dopo la “dittatura” della finanza internazionale, apriamo le porte alla “dittatura” femminista anche mediante indagini statistiche sulla cui tendenziosità ci sono oramai più certezze che dubbi.
Sinceramente mi sono stancato della “classe politica di professione” di questo Paese e dell’intellighenzia a supporto. Tra pochi mesi, quando si tornerà alle urne, voterò persone “qualunque”, forse più sprovvedute, ma sicuramente meno ideologizzate e ipocrite. Voterò per il M5S.

  (Quota)  (Replica)

Fabrizio Marchi 11:51 am - 19th marzo:

Alessandro,

Penso proprio che in tanti faranno la tua stessa scelta, e in tanti l’hanno già fatta…
Non è la panacea,e personalmente ho tanti dubbi… Per ora è evidente che il dissenso di massa nei confronti del “sistema” ha preso quella strada, e non meraviglia affatto che non ne abbia prese altre (del resto, quali?…). Staremo a vedere.
Non ho nessun tipo di pregiudiziale però questa mattina su FB ho letto questo articolo che ho trovato interessante e che vi propongo. Il titolo è “Te lo do io il sovversivismo”, a firma di Sebastiano Isaia:” Oggi i giornali progressisti danno l’allarme: «Berlusconi vuole scatenare la piazza contro i giudici e la democrazia!» Insomma, siamo al solito mantra del sovversivismo delle classi dirigenti, contro il quale occorre organizzare un bel fron…te comune per mettere in salvo la Repubblica nata dalla resistenza. Per la lotta di classe “pura”, “senza se e senza ma” c’è sempre tempo. Al massimo possiamo sperare di mettere una bella patrimoniale affinché anche i ricchi piangano, mettere in galera i politici corrotti, uscire dall’euro, per non fare la fine della Grecia e di Cipro, e nazionalizzare tutto ciò che può essere nazionalizzato: dalle banche all’aria che respiriamo. È il “socialismo” con caratteristiche fasciostaliniste, con un’aggiunta di keynesismo che fa sempre bella figura.
Per chi scrive il problema non è il «populismo cattivo» di Berlusconi o quello «buono» di Grillo, secondo la miserabile distinzione teorizzata ultimamente dagli intellettuali “de sinistra” desiderosi di salire sul carro dei nuovi vincitori, con la poco segreta speranza di condurlo verso approdi più tradizionali e rassicuranti – per loro. Avete presenza il colesterolo? C’è quello buono e quello cattivo. Ho rubato la risibile analogia “biopolitica” al progressista Enrique Gil Calvo, editorialista del País.
A mio modesto avviso a chi, come me, vuole conquistare un punto di vista critico-radicale sul mondo deve piuttosto inquietare l’impotenza politica e sociale delle classi dominate, un’impotenza che oggi si cela dietro il manganello di turno, impugnato da operai, precari, disoccupati, lavoratori autonomi, piccoli e medi imprenditori ecc. come corpo contundente idoneo a colpire violentemente l’odiata “casta”. Il problema non è il «sovversivismo delle classi dirigenti» ma l’assenza del sovversivismo delle classi dominate, ipnotizzate dal vendicatore di turno, si chiami Benito, Silvio o Beppe”.
http://sebastianoisaia.wordpress.com/2013/03/19/te-lo-do-io-il-sovversivismo/
Personalmente non condivido affatto questo allarmismo sul Movimento 5 Stelle, che a mio parere serve a camuffare le difficoltà in cui si trovano i partiti tradizionali e a demonizzare Grillo (addirittura su FB molti lo paragonano a Hitler, lo ha fatto anche Sgarbi alcuni giorni fa aulla 7…). Al di là di queto l’articolista fa delle considerazioni molto interessanti, a mio parere, e alcune, non tutte, condivisibili…

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 8:50 am - 8th aprile:

Quei Carabinieri suicidi che non interessano a nessuno!
………………………..
Inseguo ancora la tragica cronaca dei suicidi, le domande a cui non troverò mai risposte aumentano. Il dubbio che nell’Arma dei Carabinieri vi sia qualcosa che favorisca i più “deboli” a farla finita aumenta ogni giorno che passa.

La tragica notizia arriva ancora dalla Sardegna, un Appuntato Scelto di 51 anni con moglie e figli, effettivo alla stazione rurale di Iloghe (Dorgali), si è abbandonato al suono sordo della sua calibro nove, le motivazioni sono sempre quelle, una generica depressione…. ma questi nostri Carabinieri sono tutti depressi ?

Un dato sconcertante quello che l’Arma sta facendo balzare agli occhi delle cronache locali in questi primi mesi del 2013, nessuna di queste tragiche morti, che travalicano evidentemente le statistiche in rapporto con la popolazione civile, stimolano le più alte istituzioni dello Stato a fare il punto, a chiedere spiegazioni, a mettere di fronte a tutti che nella benemerita arma c’è qualcosa che non và…e non passa un mese che qualcuno si annienti!!

Nessuno si sente colpito nel profondo da notizie cosi tragiche e tristi, è mai possibile che i più alti vertici al comando dei più importanti custodi delle democrazia quali sono i Carabinieri non si riuniscano intorno a un tavolo per capire qual è il male che affligge quelle persone che fanno fare loro carriera ?

Cosa aspettano ? Che se non sarà la storia o un decreto legge a sciogliere il corpo saranno i loro stessi uomini ad annientarsi tutti ??? Quanti morti ancora vogliamo piangere ?

Quante famiglie distrutte dovremo ancora donare alla bandiera per la miopia di generali così distanti dalla truppa da non essere capaci di mettere un freno a questa epidemia di depressioni che, guarda caso, coinvolgono con maggiore propensione solo gli appartenenti all’Arma dei Carabinieri ?

Nessuno si aspetta un’ ammissione di singola responsabilità così come nessuno si aspetta che dall’oggi al domani si possano risollevare le sorti di un corpo che più di altri, evidentemente, sta soffrendo del clima di distruzione e devastazione che tutte le istituzioni dello Stato stanno affrontando ma da chi ha l’obbligo morale di intervenire ci si aspetta non solo pubblico cordoglio, che spesso non c’è, ma politiche di contrasto a un fenomeno odioso che certamente non può essere eliminato ma deve essere con ogni mezzo contrastato.

Vogliamo forse che la magistratura cominci a indagare in maniera pressante per “istigazione al suicidio” i superiori di questi militari ? Non ci si può auspicare tutte le volte un intervento delle toghe per stimolare le istituzioni a sanificare se stesse, i magistrati dovrebbero interessarsi di altro!!!!

Dovremmo forse dare credito al Generale Gasparri che, nel suo delirio di onnipotenza, davanti a una platea di giovani ufficiali disse che quei militari suicidi non sono altro che poveri psicolabili disadattati alla condizione militare ? (http://www.forzearmate.org/sideweb/2012/archivio/645-120629-suicidio-carabinieri.php )

Mi chiedo, a questo punto, visti i recenti numeri, quanto l’Arma dei Carabinieri curi l’aspetto del benessere psicofisico dei propri appartenenti considerato anche che se alle selezioni psicoattitudinali sono stati incorporati, perfettamente idonei al porto della “Beretta”, è mai possibile che nessuno si sia accorto che, di fatto, erano diventati degli psicolabili con la pistola ?

Possono anche addebitare il singolo episodio depressivo al singolo soggetto così da lavarsi la coscienza, possono anche sperare che tutto si dissolva con qualche riga sparpagliata in cronaca locale confidando nel disinteresse generale che spesso queste vicende portano con sé ma se quelle sono le parole di un navigato generale della nostra Benemerita Arma qualcuno gli dica che, in qualsiasi modo la voglia porre, vista la quantità dei casi che la cronaca ci regala, è impossibile non ritenere che la catena gerarchica, in più di qualche caso, non abbia enormi responsabilità quanto meno morali…ma la morale, evidentemente, non fa fare carriera a nessuno.
Onore ai nostri Carabinieri.
Michele Rinelli – In Giacca Blu

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 10:35 pm - 22nd aprile:

Continuo a seguire, anche se non ne parlo costantemente su Uomini Beta, questa tragedia.
Ma questa notizia mi ha particolarmente colpito:
Milano, due 33enni suicidi in casa. – “Affetti e lavoro non esistono più”
Leggendolo penso sia facile capire il perché.
……………………..
Entrambi italiani, sono stati trovati in un appartamento in piazza Tommaseo, nel centro della città, dopo che la madre di uno dei due (che non erano parenti) non riusciva a entrare in contatto con il figlio
Li hanno trovati nella stessa stanza, su due letti, morti dopo aver collegato con un tubo due bombole di gas ai due sacchetti di cellophane che si erano messi in testa. G.S., 33 anni, ingegnere alla General Electrics a Londra ma con base a Milano, e F.B., suo coetaneo, disoccupato, erano amici d’infanzia. Ed entrambi avevano avuto figli dalle donne con le quali si erano lasciati. E’ stata la madre dell’ingegnere, nel primo pomeriggio, a trovarli dopo che non aveva notizie del figlio da due giorni.
Pochi dubbi sulla dinamica di quello che ha tutta l’apparenza di un duplice suicidio. L’appartamento, in uno stabile signorile accanto agli eleganti giardini intitolati all’attrice Marisa Tibaldi, era chiuso dall’interno. Nella stanza, due lettere che forse potranno far capire meglio la tragedia, scritte a mano dal solo F.B: l’uomo fa riferimento all’incapacità di essersi costruito una famiglia e chiede perdono al figlio di meno di tre anni: “Perdonami, figlio mio”. L’altra era indirizzata ai genitori.
Se la depressione può aver avuto il soppravvento su F.B., e la perdita del lavoro può essere stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, più difficile capire perchè G.S. abbia deciso di farla finita. Nessun problema economico, tanto che lo stabile in cui viveva era di proprietà della sua famiglia e il suo lavoro gli assicurava guadagni cospicui. Un professionista con una vita sociale piuttosto intensa, dopo la separazione dalla compagna dalla quale aveva avuto un figlio che ora ha cinque anni. Rimane l’incredulità
degli amici dell’uomo, che nel pomeriggio si sono radunati davanti al palazzo in cui viveva: “Era tutto di un pezzo. Anche se indagherete non capirete mai perché è successo, così come non lo capiamo noi”. C’entra il lavoro? C’entra la crisi? “Assolutamente no, basta guardare il palazzo in cui abitava”.
L’assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, commenta: “Qualunque sia la motivazione che abbia spinto i due giovani al gesto estremo di togliersi la vita, aspetto su cui si sta ancora indagando, quanto accaduto è per la nostra città un fatto tristissimo”.
“Entrambi – spiega lasciano figli piccoli e famiglie a cui vanno il nostro primo pensiero e la nostra vicinanza”.
(22 aprile 2013)
__________________
Riporto anche il link del FQ che aggiunge ulteriori dettagli: Milano, duplice suicidio per il lavoro. In una lettera al figlio: non ti ricorderai di me
E questo triste aggiornamento 2013 pubblicato sull’Espresso: Suicidi, una strage silenziosa

  (Quota)  (Replica)

cesare 10:15 am - 23rd aprile:

Va bene la misericordia verso chi aderisce alla ideologia che da decenni irride al senso, al dono e al dolore maschile fino ad accusare il maschile di cedere al dolore e commettere suicidio (femminismo). Ma la misericordia che non chiama il male col suo nome di male e non chiede come primo passo di rendersi conto del male fatto, è una misericordia senza giustizia ed una misericordia senza giustizia è semplicemente giustificazione ed alleanza con il male. E mi permetto di richiamare a femmes savents e aggiornatissimi scienziati della psiche schierati a tacere e persino giustificare, in conferenze e talkshow, il male a sostegno del politically correct di ispirazione femminista (dicesi clienti da non perdere), la sapienza popolare: se non gli uomini a far giustizia, arriva quella di Dio.

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 12:32 pm - 9th agosto:

Questa volta è successo da me:
Ugento: uomo di 55 anni si suicida nel cimitero

  (Quota)  (Replica)

Luigi Corvaglia 1:59 pm - 11th gennaio:

Strano a dirsi, ma è uscito sull’Unità …..
Suicidi e sacrifici nell’era dell’ipercapitalismo

….
L’onda anomala di suicidi nella recente cronaca, non è epifenomeno del Bel Paese. In Francia, il suicidio fa più di diecimila morti all’anno, senza contare i tentativi, stimati a circa 150 000 all’anno. Eppure, pochissimo è stato fatto di fronte a questa strage e la sua riduzione sta all’ultimo posto delle priorità della salute pubblica. Che volto ha, che regola ontologica anima questa nuova società che, se non fa niente per evitarlo, ha interesse, spinge al suicidio? Ecco la tesi controcorrente del filosofo francese Jean-Paul Galibert in “Suicide et Sacrifice. Le mode de destruction hypercapitaliste”(Lignes 2012): il sistema attuale -“l’ipercapitalismo” – porta al suicidio: è “suicidatore” .

Il pamphlet veloce, che va a ruba a Parigi, e non è stato ancora tradotto in Italia, non è un trattato di sociologia, bensì un’ introduzione politica engagée, alla nostra nuova società del sacrificio. Il vecchio capitalismo era ancora fondato sulla produzione, l’“ipercapitalismo” -, concetto coniato dall’autore, è un modo di distruzione. Svuota, chiude, licenzia. Si fonda sull’“hypertravail” (l’iperlavoro) : un doppio modo di sfruttamento totale, dove il consumatore accetta di lavorare per il venditore, per poi comprare la merce; cioè, regala due volte il valore della merce, in cambio di nulla. Un sistema che vende un’immaginario a quello che immagina, nella scia delle scoperte di Guy Debord sulla società dello spettacolo, a cui questo libro è ispirato. Il surlavoro diventa in questo sistema l’unica chance di “esistere”, perché unico modo di accedere all’“iperreale”.

Nell’ipercapitalismo, la redditività è assoluta, esige da ogni essere di essere assolutamente profittevole, cioè di produrre di tutto ma di costare poco o niente. Smantellato tutto l’apparato produttivo, l’impresa più profittevole è quella che sopprime più salari, opera più licenziamenti e disperazione… Cosa si diventa oggi senza stipendio? Non è il problema del sistema, tutto al più un problema personale, psicologico. L’esistenza non è mai garantita : è insieme fonte del valore dell’oggetto e oggetto di tutte le lotte. Ma una società che inizia per fare coincidere la realtà alle cose inanimate, distruggendola, finisce necessariamente per distruggere la realtà dentro le persone.

Essere suicidario, tra l’altro, non implica necessariamente un passaggio all’atto. La maggioranza dei suicidari, sopravvive in una «vita senza esistenza», ritmata dall’ipersfruttamento. La distruzione per mezzo del suicidio di alcuni ha una funzione precisa : suscitare e fabbricare costantamente la paura, radicare nelle coscienze che al «sacrificio definitivo del suicidato» non esiste altra alternativa che «il sacrificio permanente del suicidario» (TdA). L’ipercapitalismo è ultraliberale, lascia la scelta tra vita ipersfrutatta o l’immolazione, la sua formula tacita è «ognuno è libero di distruggersi ».

Il suicido d’altronde è comodo, è un omicidio senza colpevole, perché la vittima assicura se stessa la propria distruzione. Autorizzate a vivere, sono difatti solo le esistenze assolutamente redditizie, produttori e lavoratori. Cosa fare allora degli operai, dei disoccupati, dei poveri, di quelli che non possono più consumare ? Perché non farne, si chiede Galibert, dei suicidati ? Dietro l’apparente insostenibilità delle domande, il filosofo denuncia il cinismo totale dell’ipercapitalismo che opera «un triage selettivo tra le esistenze che consacreranno la loro esistenza all’iperlavoro, e quelle che saranno distrutte».

In prospettiva storica, questa nuova fase del capitalismo dove il suicidio è il modo di selezione ideale, apre ad una fase di obbedienza assoluta : « la prima obbedienza assoluta dal periodo della schiavitù : obbedire a tutto o morire » (TdA). Per questo motivo l’indignazione è l’esatto contrario del suicidio. L’unica via per uscire da una società suicidatrice, come richiama Galibert : la rivolta collettiva, planetaria e nonviolenta, non a caso vera bestia nera dell’ipercapitalismo.

L’analisi, per certi tratti violenta, è intelligente e acutissima. Eppure, manca una riflessione sugli aspetti più profondi e invisibili di questa crisi antropologica di dimensione storica. Perché l’identità umana cede di fronte ad una semplice perdita del lavoro ? Perché scegliere l’autodistruzione piuttosto che la rivolta ? Il suicidio non sarebbe rivelatore di una soggiacente malattia mentale ? Un filone di ricerca potrebbe indagare come la razionalità imposta a tutti gli ambiti della vita, resa utilitaristica, non lascia all’essere umano la libertà di scoprire la sua vera identità profonda, per una realizzazione di sé che non sia sola materiale ma interna. Il suicidio dei lavoratori nella società contemporanea rivelerebbe allora il fallimento storico di tutta una cultura violentemente razionale che annulla la fondamentale psiche umana.
20 giugno, pubblicato nell’edizione nazionale dell’Unità, p.19

  (Quota)  (Replica)

Fabrizio Marchi 3:00 pm - 11th gennaio:

Luigi Corvaglia,

A mio parere quell’articolo (condivisibilissimo) è stato pubblicato sull’Unità perchè omette di dire ciò che per noi e soltanto per noi è un fatto evidente, e cioè che il 95% di quei “suicidati” sono uomini…
Se lo avesse detto non lo so se L’Unità lo avrebbe pubblicato…

  (Quota)  (Replica)

Fabrizio Marchi 4:11 pm - 11th gennaio:

ti ringrazio Luigi perchè, come spesso accade, mi hai dato lo spunto per un articolo che ho pubblicato nello spazio degli editoriali…http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_good.gif
è evidente che abbiamo già individuato il nuovo addetto stampa (che è anche quello che fa la rassegna stampa quotidiana…) …http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_smile.gif è nel normale fluire delle cose…http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_cool.gif

  (Quota)  (Replica)

armando 6:52 pm - 12th gennaio:

secondo me le considerazioni finali dell’Unità sono da leggere bene, anche nelle omissioni e nei sottintesi, perchè contengono una dose mortale di veleno.
armando

  (Quota)  (Replica)

armando 3:22 pm - 13th gennaio:

Allora: se l’Unità avesse riconosciuto che il 9o% dei suicidi indotti da questo sistema sono maschili, non avrebbe potuto più sostenere che il capitalismo è maschilista e patriarcale, evidente! Un oppressore non si suicida, al contrario si suicida per la disperazione l’oppresso.
Quindi non può scriverlo.
L’oppressore si potrebbe suicidare quando la lacerazione della sua “coscienza infelice” diventa insopportabile, ma anche in questo caso si finirebbe per attribuirgli una qualità che non gli può essere riconosciuta pena il crollo di una intera “cultura” (si fa per dire) centrata sul disconoscimento del maschile.
L’Unità avrebbe potuto scrivere del carattere di genere dei suicidi attribuendolo alla maggior fragilità maschile come adombra nella parte finale, ma allora ciò: a)sarebbe in contraddizione con la storiella degli oppressori e delle oppresse perchè sarebbe inspiegabile il millenario dominio maschile e b) Sarebbe difficile continuare a perorare misure speciali (leggasi privilegi) per le femmine più forti e salde dei maschi. Con la stessa logica quelle misure atte a proteggere i più deboli dovrebbero essere a favore dei maschi.
Ergo non può scriverlo, e così l’Unità si barcamena, dice e non dice, adombra, insinua, fa capire e non fa capire, insomma finisce per nascondere un fatto che farebbe emergere, da qualsiasi parte lo si analizzi, verità scomode e contraddittorie. E l’Unità dovrebbe riscrivere qualche decennio della sua storia.
armando

  (Quota)  (Replica)

Lascia un commento

* Richiesto
** Il tuo indirizzo email non verrà reso pubblico
Markup Controls

http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_bye.gif 
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_good.gif 
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_negative.gif 
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_scratch.gif 
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wacko.gif 
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_yahoo.gif 
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_cool.gif 
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_smile.gif 
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_whistle3.gif 
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_yes.gif 
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_cry.gif 
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_mail.gif 
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_sad.gif 
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_unsure.gif 
http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wink.gif 
 

Aggiungi un'immagine