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01 ott 2013  |  9 Commenti

Guido Barilla si pente pubblicamente

Retromarcia e pubblica autocritica per Guido Barilla, reo di aver dichiarato di essere favorevole ai matrimoni omosessuali ma non all’adozione dei figli da parte delle coppie gay, perché secondo lui un figlio o una figlia devono essere cresciuti da un padre e da una madre (e non da un genitore 1 e un genitore 2, aggiungo io).

Questa dichiarazione è apparsa intollerabile al mainstream politicamente corretto dominante che lo ha accusato di omofobia (reato, insieme a quello di antifemminismo,  considerato ormai più infamante di quello di negazionismo dell’Olocausto o di apologia di nazifascismo) e sottoposto al fuoco fila a cui abbiamo assistito in questi giorni e di cui vediamo gli effetti.

Un uomo debole o solo terrorizzato dalle possibili conseguenze che questa attacco mediatico avrebbe potuto provocare per l’immagine della sua azienda nel mondo? O, come è più probabile, entrambe le cose?

Poco importa. Quello che conta è ciò che è accaduto che conferma, qualora ce ne fosse stato bisogno, che il “politicamente corretto” è la nuova ideologia del sistema capitalistico dominante che ha sostituito il vecchio armamentario ideologico (Dio, Patria e Famiglia) con il nuovo (femminismo e diritti gay).

Da esportare, naturalmente…anche a suon di bombe, se necessario…

 


9 Commenti

Mauro Recher 9:23 am - 1st ottobre:

Ho questa impressione, poi posso anche sbagliarmi, se il signor Guido Barilla, avesse “traslocato” all’estero tutte le sue aziende, lasciando i suoi dipendenti nelle condizioni che ben sappiamo, la cosa sarebbe passata quasi sotto silenzio ….invece “attacca” il sistema ed allora succede il finimondo…
Se fossi gay mi preoccuperei non tanto dei matrimoni o di adozioni , ma mi preoccuperei di più di avere i soldi per comperare la pasta Barilla , altro che boicottare il prodotto,

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Luigi Corvaglia 11:05 am - 1st ottobre:

Mauro Recher,
Hai messo il dito nella piaga!!
Nella loro contraddizione. Nel loro bluff.
Almeno di quei lorsignori e lorsignore, che pretendono di riempirsi la bocca con equità, giustizia e diritti e che si pensano come “sinistra”. Sia dei “maitre a penser”, sia di chi li segue. E sono tanti purtroppo, perchè di falsa coscienza da parte di questa sinistra-senz’anima ne è stata sparsa a piene mani.
Gli altri/e almeno da questo punto di vista sono coerenti.
Spingere sui diritti civili, declinati come li conosciamo, e lasciare ai capricci del sistema turbocapitalistico attuale il primo dei diritti sociali, il LAVORO, svela, se si hanno occhi per guardare la natura del messaggio. E anche quella dei/delle messageri/e.
Che poi non è che ci voglia tanto a capirlo.
Se io spingo, ad es., per il diritto di adottare dei diversamente eterosessuali (mero esempio, non entro nel merito), posso farlo in due quadri di riferimento.
1) Quello attuale: dall’alto (ONU, Europa, etc. … etc…) in un quadro di economia selvaggia, con il massacro sociale in corso in cui quasi tutti (escluso quelli che sono ai vertici della piramide sociale), non solo il proletariato inteso alla vecchia maniera, sono destinati ad un futuro di precarietà e di lotta per la sopravvivenza.
2) Quello auspicabile: dal basso ed in un quadro di un economia al servizio dell’uomo e non viceversa.
Se lo faccio nel primo caso in realtà (anche se lo sembra) non sto facendo una battaglia universale, che valga cioè per tutti gli individui per cui affermo di battermi. Sto facendo invece una battaglia per chi può permetterselo. Faccio una battaglia, tanto per capirci, per lo stilista gay e non per l’operaio gay. Una battaglia per chi può permetterselo quindi perchè ha potere, soldi, capitale. Gli altri, gay ma non appartenenti alle elite, si troveranno un diritto si, ma solo sulla carta, perchè saranno impelagati in altre questioni di primaria sopravvivenza. Quindi, in realtà, ma proprio nella realtà vera, quella di milioni e milioni di individui, io ho combattuto per una battaglia “falsamente universale” e invece “intrisecamente di classe”: quella abbiente.
Se io invece lo faccio nel secondo caso (quadro) invece è lappalissiano che sto combattendo una battaglia “veramente universale” o come si diceva una volta di Sinistra.
Perchè allora i nostri/le nostre, presupposti di-sinistra, combattono, questa come altre battaglie sui diritti nell’ambito del primo quadro da me delineato?
Mah … io una risposta (personale per carità) ce l’ho. Le elite perchè combattono la loro “battaglia di classe”. Chi le segue perchè è onubilato/a dalla falsa coscienza che le prime spargono a piene mani.

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Luigi Corvaglia 11:22 am - 1st ottobre:

Per cui concludendo il precedente commento, caro Mauro, cosa vuoi che importi loro che, comunque, Barilla è un privato cittadino e come tale libero di esprimere le sue opinioni (peraltro senza disprezzare nessuno) e di investire i suoi soldi nella direzione che meglio crede.
Cosa vuoi che importi che sia una società sana che fa profitti e da lavoro a migliaia di persone.
Cosa vuoi che importi a costoro delle migliaia di imprese, soprattutto piccole che hanno chiuso e quando non hanno chiuso hanno delocalizzato altrove (dando Lavoro altrove).
A questi del Lavoro non gliene frega una beneamata cippa!
Beati loro che non hanno queste “misere ed umane necessità

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Fabrizio Marchi 11:45 am - 1st ottobre:

Mauro Recher,

“Ho questa impressione, poi posso anche sbagliarmi, se il signor Guido Barilla, avesse “traslocato” all’estero tutte le sue aziende, lasciando i suoi dipendenti nelle condizioni che ben sappiamo, la cosa sarebbe passata quasi sotto silenzio ….invece “attacca” il sistema ed allora succede il finimondo…” (Mauro Recher)
Non ti sbagli affatto. E così come hai detto.
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Roberto Micarelli 2:20 pm - 1st ottobre:

Gli uomini alfa non possono difendere le proprie idee perché hanno troppo da perdere.

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Marco 6:11 pm - 1st ottobre:

Ecco un altro figlio del tumore maligno della Terra (cioè gli USA) che non ha capito una mazza.
@@
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/altrisport/2013/10/01/Sci-legge-antigay-Miller-contro-Russia_9391021.html

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armando 11:54 am - 5th ottobre:

La discussa legge russa “vieta la ‘propaganda di rapporti sessuali non tradizionali’ indirizzata ai minori”, cioè di incitare i minori ai rapporti omosessuali. Chi grida all’omofobia, dunque, è favorevole a tali rapporti, il che confina con la pedofilia. Stanno gettando la maschera, ma se lo fanno è perchè si sentono forti. E se si sentono forti è perchè quasi nessuna osa contrastare l’ideologia dominante, Ormai l’occidente capitalistico, desacralizzato e femminilizzato è in piena e temo irreversibile dacadenza.
armando

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Luigi Corvaglia 7:13 pm - 5th ottobre:

Il punto di vista di Massimo Fini sulla questione:
Gli omosessuali, minoranza protetta ma intollerante (Arianna Editrice)


Gli omosessuali stanno diventando una minoranza – sempre che in questa società sia ancora tale -estremamente intollerante. Discriminati da sempre, oggi non lo sono più, occupano posizioni di potere in ogni settore e di alcuni, come quello della moda, hanno il monopolio. In Parlamento si discute se varare una legge che consenta loro di sposarsi. Com’è giusto che sia. Se due persone dello stesso sesso sono legate affettivamente o comunque convivono perchè non devono poter rendere giuridica la loro situazione?
CONTINUA…….

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Luigi Corvaglia 12:36 pm - 7th ottobre:

Quella famiglia targata Barilla (www.lospiffero.com/)
Scritto da Diego Fusaro
Pubblicato Lunedì 07 Ottobre 2013, ore 8,38
……
Non molti giorni fa, Guido Barilla, il presidente della multinazionale di Parma, ha incautamente pronunciato, nel programma radiofonico “La Zanzara”, una frase che molto ha fatto discutere: “sono per la famiglia tradizionale, non realizzerò mai uno spot con i gay”. La dichiarazione ha subito creato l’usuale chiacchiericcio mediatico su internet, dando vita – come sempre accade – ai due blocchi identitari dei sostenitori e dei detrattori.
Fermo restando che questi pseudo-dibattiti corrispondono ad altrettante manifestazioni di una precisa strategia volta a produrre la distrazione di massa rispetto ai rapporti di forza e alle contraddizioni reali, siamo fermamente convinti che l’omofobia debba essere incondizionatamente combattuta, come del resto tutte le forme di discriminazione. Delle quali – giova ricordarlo – il classismo imperante che il fanatismo dell’economia produce a propria immagine e somiglianza resta la più grande. Curioso il fatto che il coro virtuoso che denuncia tutte le discriminazioni quasi mai abbia qualcosa da dire sul rapporto di forza capitalistico, subdolamente vissuto come naturale.
Chiarita la necessità di lottare contro tutte le forme di discriminazione, occorre rilevare che ben altra cosa è l’opportunità o, addirittura, la necessità di introdurre il matrimonio gay. Poiché si tratta di un argomento delicato e scivoloso, è bene partire col piede giusto, chiarendo preliminarmente – onde evitare equivoci e l’apertura immediata del fuoco incrociato da parte del politically correct – la nostra posizione: le coppie omosessuali devono essere tutelate e protette nei loro diritti civili e sociali.
Ma il punto della questione sta altrove. ……..
CONTINUA …….. su Lo Spiffero

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