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26 lug 2015  |  9 Commenti

Comunicato del Movimento degli Uomini Beta

Consideriamo la seguente lettera https://www.facebook.com/events/456829507831977/, indirizzata a tutti gli organi di stampa e al Sindaco di Firenze,  un vero e proprio autogol politico che non ci sentiamo di condividere e dal quale ci dissociamo formalmente.
Ovviamente non ci riferiamo alla sintesi del dispositivo della sentenza quanto alla richiesta di non concedere i permessi per la manifestazione del 28 luglio in sostegno delle ragioni della ragazza.
Si tratta di una inziativa che non esitiamo a definire politicamente imbecille. Una simile richiesta è irricevibile in un paese civile e democratico.
Ciascuno/a, nel rispetto delle norme e delle regole democratiche sancite dalla Costituzione, ha il diritto di manifestare la propria opinione rispetto a qualsiasi accadimento o questione. Anche e soprattutto quando quell’opinione o quel punto di vista non è da noi condiviso.
Non solo, quella richiesta rivela un fondo di malcelato autoritarismo (che noi stessi rimproveriamo al femminismo, istituzionale e non) che non ci appartiene e che non appartiene ai compagni, agli amici e agli aderenti di UB.

Movimento degli Uomini Beta.


9 Commenti

Fabrizio Marchi 8:49 pm - 26th luglio:

Questo è il nostro comunicato ufficiale nel merito della vicenda.
Se qualcuno lo vuole utilizzare o riportare sui social o su facebook, deve fare il copia incolla di questo.

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Rino DV 9:55 am - 27th luglio:

Ovviamente concordo in pieno.
Tre sono gli aspetti inaccettabili: l’invito è illiberale in sé, richiama un principio di libertà per negarne un altro e al tempo stesso è politicamente un micidiale autogol.

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Luigi Corvaglia 10:21 pm - 27th luglio:

Ho messo insieme la sentenza cosi come pubblicata da Eretica.
Chi interessato/a a leggerla può scaricarla dal seguente link:
https://drive.google.com/file/d/0B6gpS9zR7YIEXzk4SDhMRUxlU28/view?usp=sharing

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Rita 3:53 pm - 28th luglio:

grazie Luigi. Così è molto più fruibile, mi sono spaccata gli occhi a leggerla in formato Jpg http://www.uominibeta.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wacko.gif
aggiungo qui, per mera comodità, la sentenza completa di Cassazione di assoluzione sulla famosa questione dei “jeans”. http://www.altalex.com/documents/news/2007/04/04/cassazione-penale-sentenza-06-11-1998-n-1636 . La sentenza annullò evidentemetne una sentenza di condanna in Appello. Non so se si sia rifatto il processo e quali esiti abbia avuto. Dalle motivazioni si evince comunque che quella dei jeans non sfilabili era solo UNA delle incongruenze rilevate nell’impianto accusatorio, chiaramente le motivazioni in Cassazione sono molto più stringate in genere rispetto a quelle di Tribunale o di Appello

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Rino DV 6:47 pm - 28th luglio:

Benché ripetitiva di fatti già avvenuti, la vicenda – a mio parere – merita rinnovate analisi e valutazioni. Ne ho scritto, ed è stata la prima volta, un paio di commenti sul blog di Eretica.
Per ora, alcune osservazioni.
1- E’ ovvio che il nuovo “scandalo” parte dal presupposto a noi arcinoto: ad ogni querela deve seguire la condanna. Se l’accusato non viene condannato si scatena la campagna femminista contro lo stupratore impunito dalle sentenze maschiliste. Si chiama “stupro della Fortezza” perché si sa che stupro vi fu e lo si sa perché una donna l’ha denunciato. Se stupro vi fu, e questo è certo, allora l’accusato/i va condannato. I processi servono a provare che è colpevole, non a verificare se per caso sia innocente.
2-La manipolazione è sempre la stessa e il metodo è sempre lo stesso. La sentenza non deve essere letta perciò non viene diffusa dai media. Questa volta l’ha pubblicata Eretica e dalla sua stessa pubblicazione l’hanno poi potuta leggere (non ho detto che l’abbiano letta) le articoliste del Corriere. Chi osa leggere le sentenze assolutrici ed entrare nel merito è perciò stesso sospetto di complicità, perché osa pensare che non ad ogni denuncia debba seguire la condanna e che i processi dovrebbero servire per verificare se l’accusato è colpevole, se lo è, ed invece è innocente …se non è colpevole.
Qui si aggiunge un fatto: la presenza di 2 giudici femmine su 3. Questo non è stato riportato negli articoli di nessuna testata.
3-Domandina: come mai Repubblica non ha dato al fatto lo stesso rilievo datogli dal Corriere e dalla Stampa?
4- C’è del tremendo nelle affermazioni di uno degli accusati, che si duole di non poter partecipare alla manifestazione di oggi a Firenze, alla cui base stanno quella ideologia e quell’odio che lo vorrebbero in galera da innocente. Ciò è incredibile ma significativo. Qui:
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http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/15_luglio_27/corteo-la-ragazza-fortezza-ex-imputato-ma-si-pensi-chi-accusato-ingiustamente-49ee9b0c-3473-11e5-ab23-2eaa7745a8ce.shtml
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5- Sentenza jeans. A suo tempo raccolsi la notizia che in sede di revisione del processo in Appello il pre-assolto dalla Cassazione fu poi condannato. Ma non posso confermarlo perché non ritrovo le fonti.

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Rita 9:02 pm - 28th luglio:

5- Sentenza jeans. A suo tempo raccolsi la notizia che in sede di revisione del processo in Appello il pre-assolto dalla Cassazione fu poi condannato. Ma non posso confermarlo perché non ritrovo le fonti.

pare che sia stato riassolto anche nel secondo processo d’appello a Napoli http://www.repubblica.it/online/fatti/assol/assol/assol.html

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Rino DV 6:30 pm - 29th luglio:

1- Grazie Rita. Adesso devo ricostruire il percorso del mio errore.
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2- Riporto un post di Armando del 29 giugno (altro 3D).
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C’è “cartina tornasole” per verificare se la responsabilità del fatto che la QM non sfonda, sia della disinformazione e quindi della non visibilità della QM, o della paralisi psicologica.
Quando il femminista Ciccone è stato toccato in prima persona, che reazione ha avuto. E’ scattato qualcosa in lui che lo abbia fatto riflettere o no?
Questa è notizia di poco tempo addietro, un giornalista/blogger anche lui profeminist è stato demonizzato come sessista maschilista solo perchè aveva pubblicato una sua foto con la figlioletta vestita, pensate un po’, con una tutina rosa.
Sto tizio, avrà ripensato un po’ al senso della vicenda o no?
E i padri separati: colpiti e affondati, ridotti in miseria e a non poter vedere i figli, capiranno che non si tratta solo della moglie cattiva o di leggi sbagliate ma di ben altro, più profondo?
Ecco, dalle risposte alle mie domande, si può capire dov’è il fulcro della questione.
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Ora agli esempi indicati si deve aggiungere quello che ho riportato qui ieri:
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Uno degli accusati, si duole di non poter partecipare alla manifestazione di Firenze, alla cui base stanno quella ideologia e quell’odio che lo vorrebbero in galera da innocente. Ciò è incredibile ma significativo.
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http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/15_luglio_27/corteo-la-ragazza-fortezza-ex-imputato-ma-si-pensi-chi-accusato-ingiustamente-49ee9b0c-3473-11e5-ab23-2eaa7745a8ce.shtml
>>
Davvero qui c’è da trasecolare, prima, e da imparare, poi.
Se persino i torturati stessi si schierano con i loro carnefici, come stupirsi se lo fanno anche tutte le altre e tutti gli altri?
Lo abbiamo detto tante volte: la novità di quel che sta accadendo risiede in questo, che gli invasi fanno causa comune con gli invasori. I rapinati con i rapinatori.
Casi di adesione di una minoranza (anche grande) agli eserciti invasori si sono viste nella storia, ma si è quasi sempre vista se non la reazione della maggioranza, quantomeno la sua capacità di individuare gli invasori e chiamarli con il loro nome. Si è poi sempre vista almeno una cospicua minoranza in lotta alla quale la maggioranza dava il suo sostegno (almeno morale).
Nel nostro caso niente di simile.

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Luigi Corvaglia 9:59 pm - 29th luglio:

Sentenza sullo stupro alla Fortezza, l’Anm: “No alle pubbliche ammende medievali”
—-
Con riferimento alle notizie apparse sulla stampa a seguito della sentenza assolutoria relativa al processo per violenza sessuale della Fortezza, la Giunta” toscana dell’Anm ribadisce, senza interferire nel merito dei procedimenti in corso o definiti, e rispettando la sofferenza sempre implicata da processi così delicati, che se da un lato non si può negare il diritto dell’opinione pubblica di criticare le decisioni giudiziali, sempre che ne sia acquisita compiuta ed esatta conoscenza, d’altra parte è evidente come la critica non possa mai trasformarsi in una gogna mediatica con petizioni ed inviti a pubbliche ammende quasi medievali”. Lo scrive in una nota il presidente di Anm Toscana, Laura Canovai, riguardo alle polemiche sulle motivazioni con cui la corte d’appello di Firenze nel marzo scorso ha assolto sei giovani accusati di aver violentato nel 2008 una coetanea nei pressi della Fortezza da Basso, ribaltando la sentenza di primo grado. “D’altra parte – prosegue Canovai – i rimedi avverso le sentenze sono gli strumenti dell’impugnazione e non del tutto improprie minacce al ricorso allo strumento disciplinare pensato per situazioni del tutto diverse da quella presente”.
Fonte: ANSA

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Luigi Corvaglia 12:20 am - 30th luglio:

Penso conosciate il sito antibufale Bufale un tanto al chilo.
Sulla storia di Fortezza ha scritto un post (che, come dirà in conclusione gli è costato molto e avrebbe volentieri fatto a meno di scrivere) equilibrato ed oggettivo, smascherando la versione fatta circolare su media.
La sentenza della Fortezza da Basso

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