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23 nov 2013  |  13 Commenti

Ciao Costanzo!

Un saluto commosso a Costanzo Preve, quello che ritengo essere stato il più grande filosofo italiano degli ultimi decenni, un maestro di filosofia e soprattutto di vita. La lettura delle sue opere e soprattutto il suo esempio ha contribuito in modo fondamentale ad arricchirci in questi anni. Un uomo fuori dal coro, un pensatore veramente libero come forse non ce ne sono più in circolazione, per lo meno fra quelli noti. Dal punto di vista filosofico la scomparsa di Costanzo Preve è una vera sciagura. Ci restano però le sue numerose opere di cui sapremo far tesoro. Una vita che meglio non poteva essere spesa, senza nessuna retorica, al servizio della verità, un uomo specchiato, coerente, appassionato. Sono veramente addolorato per la sua scomparsa. Vivrà per sempre  dentro di noi attraverso le sue idee, la sua filosofia e la sua presenza viva.

Ciao Costanzo, in tanti ti dobbiamo molto…

Costanzo Preve


13 Commenti

Fabrizio Marchi 10:19 am - 24th novembre:

Sottoscrivo in toto l’analisi di Eugenio Orso su Costanzo Preve:
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=46622

Fabrizio Marchi 10:44 am - 24th novembre:

Voglio sottolineare in particolare questo passaggio di Stefano Azzarà che mi sembra assai significativo…
“Bisogna essere indulgenti con la democrazia anche se è quella cosa per cui persino Paolo Ferrero può sentirsi in diritto di dare la pagella a uno come Preve”.
http://networkedblogs.com/RlgVU

armando 7:34 pm - 24th novembre:

“Si tratterà, però, di sviluppare un anticapitalismo “comunitario” adatto al nostro tempo, che non solo rifiuti l’individualismo ipercapitalistico di oggi, ma anche le varie forme di collettivismo eterodiretto di tipo carismatico sviluppato dal defunto comunismo storico novecentesco (1917-1991)”
Sottolineo in particolare questo passaggio, che mi sembra importantissimo per le implicazioni possibili. E’ di queste che dovremmo discutere, ossia dello sviluppo di quel concetto.
armando

Fabrizio Marchi 9:36 pm - 24th novembre:

armando,

E’ bene però a questo punto riportare l’intera frase di Preve, per una maggiore e migliore comprensione del suo messaggio (l’estrapolazione di alcuni stralci, specie quando si tratta di passi così brevi, come in questo caso, può comportare una lettura impropria del messaggio che l’autore vuole trasmettere):
“Terminato questo libro, si apre dunque la porta per un successivo cammino sul terreno della ricerca e dello studio dell’ontologia dell’essere sociale che sarà quindi apertamente anticapitalistica. Si tratterà, però, di sviluppare un anticapitalismo “comunitario” adatto al nostro tempo, che non solo rifiuti l’individualismo ipercapitalistico di oggi, ma anche le varie forme di collettivismo eterodiretto di tipo carismatico sviluppato dal defunto comunismo storico novecentesco (1917-1991), del quale è però bene non dare un giudizio interamente negativo, secondo la moda dell’antitotalitarismo che infuria fra gli “intellettuali” di oggi. Chi scrive, infatti, non è in alcun modo un “intellettuale”, ma è un allievo critico ed indipendente di Marx, sostenitore di una interpretazione comunitaria del comunismo, ed è un filosofo che considera l’ontologia dell’essere sociale il punto più avanzato del pensiero contemporaneo.”
Mi pare che così sia più chiaro…

Pappagallus sibiricus 12:33 am - 25th novembre:

Qualcuno puo`suggerirmi dei titoli di Preve? Magari di materiale reperibile in rete

Fabrizio Marchi 11:52 am - 27th novembre:

condivido in toto questa lucidissima analisi di Oliviero Calcagno in memoria di Costanzo Preve:
http://tinyurl.com/nxcdnuf

armando 4:52 pm - 28th novembre:

Fabrizio, così è più chiaro certamente. Ma non ho ri portato interamente la frase perchè a mio giudizio non è così importante. Nessun dubbio che i socialismi reali siano stati un tentativo di costruire una società non capitalista, e i in ciò sta la “grandiosità”. Nessun dubbio, però, che non ci siano riusciti e in ciò sta la “tragedia” coi suoi enormi costi umani.
Credo che Preve abbia voluto indagare il perchè, non solo sul piano dell’applicazione pratica del marxismo in quei paesi, ma anche sul piano propriamente teorico del marxismo stesso. Per quanto mi riguarda ciò che sottolineo è quanto scrive Calcagno a proposito dell’impossibilità di costruire una società davvero umana senza una metafisica. Mi sembra evidente come ciò apra un terreno di discussione, filosofica e antropologica, immenso, a partire proprio dall’ateismo di Marx. Io tendo a valorizzare in Preve questo elemento perchè mi pare il più fecondo di sviluppi. Al contrario, e sarebbe davvero interessante per me tornarci sopra, non mi convince che perduta l’identità di classe tutte le ideologie tendano ad essere quelle di una immensa classe media, come se le identità fossero solo quelle data dalla classe.
D’altra parte, sostenerlo significa, mi pare, mettere il concetto di utilità materiale al centro di tutto, cosa in contraddizione con quanto detto sopra sulla metafisica. Altro ci sarebbe da dire, ad esempio, sullo Stato nazionale, ma mi fermo quì. Era solo per far capire che il lavoro di Preve, sicuramente un marxista quantunque eretico, apre molti problemi di grandissimo interesse.
armando

Fabrizio Marchi 3:22 pm - 29th novembre:

Dal momento che abbiamo aperto questo topic in memoria di Costanzo Preve, filosofo che ho cominciato a studiare da tempo e che continuerò a studiare con l’attenzione e il rispetto che merita (e di cui condivido grandissima parte del suo pensiero), ho deciso di pubbilcare, poco per volta, le tante video interviste che alcuni suoi allievi hanno realizzato.
Comincerò con un classico, cioè con “L’elogio di Lenin” che, contrariamente a quanto si può pensare dal titolo, è un’analisi puntuale e precisa, ma anche senza sconti di nessun genere sia del Lenin storico-politico (Preve ne da un giudizio fondamentalmente positivo), sia del Lenin filosofo (il cui giudizio è invece prevalentemente negativo”.
In questo caso specifico (analisi di Lenin e del Leninismo) condivido in toto la posizione di Preve.
Si potrebbe pensare che tutto ciò non abbia a che vedere con la QM e in larga parte è così. Dal momento però che (anche in questa intervista) Preve affronta tematiche che noi più volte abbiamo affrontato (e che invece si legano alla QM) come ad esempio la religione e la relazione con essa, penso che divulgare il suo pensiero (queste video interviste sono state realizzate proprio per queta finalità) possa comunque essere utile a tutti, se non altro per arricchirre il proprio bagaglio personale. E anche alla faccia di chi sostiene che “sia necessario sputare su Hegel” e di fatto su tutta la storia del pensiero filosofico perchè maschile e maschilista, noi che invece pensiamo che la filosofia non sia una mera filastrocca di opinioni (nè tanto meno maschiliste) ma una pratica necessarie e fondamentale per la ricerca del “vero, iniziamo la pubblicazione di questo a mio parere interessantissimo “materiale” filosofico, esposto in modo egregio da quello che considero, per lo mneo per la modestia delle mie conoscenze, uno dei più lucidi e soprattutto liberi pensatori degli ultimi quarant’anni.
P.S. se non si hanno le casse, si sente poco e male…).

Fabrizio Marchi 7:28 pm - 29th novembre:

Dopo il “classico” su Lenin (più che altro come presentazione del filosofo) altre due video interviste (in realtà è una sola divisa per ragioni tecniche in due parti) dedicate invece ad un tema per noi fondamentale che è l’”ideologia”.
Preve lo affronta a partire ovviamente (né poteva essere altrimenti) dall’ autore che più di qualsiasi altro si è occupato di questa questione fondamentale, cioè Marx, e naturalmente dalla sua opera “L’ideologia tedesca”che è naturalmente un “must”, come si suol dire, per chiunque voglia approcciare al problema. La prima parte è quindi prevalentemente dedicata alla spiegazione del concetto marxiano di ideologia.



Nella seconda parte dell’intervista (a mio parere più interessante…) Preve affronta invece il tema dell’ideologia a partire dal significato (prima ancora che della funzione) che essa ha assunto all’interno dell’attuale sistema capitalistico.



E’ ovvio che queste interviste non sono di facile comprensione per chi non ha mai masticato nulla di filosofia (lo sono anche per quelli che in qualche modo hanno già “ruminato” qualcosa…), per cui i neofiti non si spaventino se capiscono poco o credono di capire poco o addirittura nulla. E’ del tutto normale. Non importa. Si apprende comunque qualcosa, alcuni concetti con il tempo riescono in qualche modo ad incistarsi, poi ovviamente ciascuno li interpreterà come meglio crede ecc. ma va bene lo stesso.
La cosa fondamentale è riflettere a tutto campo senza nessun preconcetto e certamente da questo punto di vista Preve ci offre questa possibilità.
E’ inutile sottolineare, come dicevo già prima, che questo tema è per noi di vitale importanza. Preve ci aiuta scoprire, anche metodologicamente, la faccia nascosta dell’ideologia. Il meccanismo che porta a quello che Preve definisce come un rovesciamento del concetto di ideologia (rispetto al paradigma marxiano) operato dal sistema capitalistico attuale vale in toto, sempre metodologicamente parlando, per il femminismo (questo aspetto viene particolarmente affrontato nella seconda metà della seconda parte dell’intervista).
In ogni caso ci torneremo…

armando 9:58 pm - 29th novembre:

Ho ascoltato la seconda parte dell’intervista sull’ideologia. Estremamente interessante la critica allo scientismo, ed in questo è evidente l’assonanza con Barcellona. Lo scientismo finisce per negare lo spazio in cui si snoda il racconto dell’esperienza umana, che è spazio storico, filosofico, religioso. La pretesa di ridurre tutto alla misurabilità quantitativa del dato scientifico (a parte l’opinabilità dei paradigmi scientifici stessi, che nascono, si sviluppano e muoiono per essere sostituiti da altri paradigmi), finisce per negare il concetto stesso di libertà dell’uomo la quale non avrebbe infatti più alcun senso. Tutto sarebbe già scritto, tutto già esistente. L’uomo dovrebbe solo “scoprirlo” e conformarvisi. E col concetto di libertà si nega necessariamente anche ogni possibilità di trasformazione nonchè ogni spinta ideale verso il “giusto” ed anche la possibilità di giudizi di valore.
armando

Fabrizio Marchi 9:31 am - 23rd dicembre:

Un mio commento su facebook in occasione di questa intervista a Fusaro su Preve:

Condivido completamente l’intervento di Fusaro (di cui riporto il video più sotto) sia sul Preve filosofo che sul Preve uomo…
A mio modestissimo parere, “intellettuali” pubblicamente riconosciuti come Cacciari, Marramao o Galimberti sono dei nani in confronto a Preve. Pur non condividendo il suo pensiero, trovo che Severino (per la sua indubbia levatura filosofica) non possa comunque essere accomunato ai primi tre che rappresentano forse meglio di altri (senza dimenticarci del guru laicista, Scalfari) il nuovo clero accademico-mediatico secolarizzato a stipendio (più consulenze, gettoni di presenza per comparsate televisive e pubblicazioni su quotidiani).
Devo dire che nel corso del tempo ho rivisitato molto anche l’opera di Tronti e di Negri, che restano certamente due uomini di grande intelligenza e cultura ma che, sempre a mio modestissimo parere, hanno preso delle cantonate memorabili in termini di analisi, dimostrando di essere stati del tutto incapaci di interpretare il loro stesso tempo e ancor più di guardare oltre. Per non parlare delle loro scelte politiche e personali assai discutibili.
Negri se la cavò in corner, come si dice in gergo calcistico, sostenendo che lui in fondo era solo un professore, uno che scriveva libri. Si fece eleggere dai radicali e questo gli consentì di rifugiarsi in Francia dopo aver di fatto messo in mano una pistola a decine di migliaia di giovani e giovanissimi (fra cui anche il sottoscritto e tanti altri suoi amici della sua stessa generazione), esaltando la “bellezza del momento in cui ci si cala il passamontagna sul viso” e teorizzando che “dentro lo stabilizzarsi della crisi, la violenza assume infatti una valenza fondamentale. Essa è il corrispettivo statuale dell’indifferenza del comando e, comunque, della sua rigidità. Essa è, di contro, la calda proiezione del processo di autovalorizzazione operaia. Non sapremmo immaginare nulla di più completamente determinato, di più ingombro di contenuti, della violenza operaia. Il materialismo storico definisce la necessità della violenza nella storia: noi la carichiamo dell’odierna qualità dell’emergenza di classe, consideriamo la violenza come una funzione legittimata dall’esaltazione del rapporto di forza nella crisi e dalla ricchezza dei contenuti dell’autovalorizzazione proletaria”.
Passamontagna a parte, questa secondo stralcio non mi scandalizza affatto, sia chiaro. Vorrei però evidenziale che, al di là, come dicevo prima, delle cantonate micidiali da lui prese ( penso al cosiddetto operaismo e alla teorizzazione della centralità operaia nel momento in cui il sistema capitalistico era in una fase di profonda e totale trasformazione, nonché al fatto che a mio parere un processo rivoluzionario all’interno dell’attuale sistema capitalistico assoluto debba essere innanzitutto di natura sociale e culturale e non deve assolutamente cedere a tentazioni di tipo militaristico, come in effetti avvenne, e non casualmente, a mio parere…), un minimo di coerenza nella vita, soprattutto per chi ritiene che teoria e prassi non possano essere separate, sarebbe necessaria.
Tronti ha preso le stesse cantonate dal punto di vista filosofico politico di Negri ma a differenza del primo ha se non altro avuto il buon senso (paura? opportunismo? interiorizzazione della sconfitta? ripiegamento?chi lo sa..) di rientrare nei ranghi (da cui in effetti non era e non è mai veramente uscito).Teorico del primato assoluto del Politico (con la P non maiuscola ma cubitale), estimatore di Lenin e del leninismo, anche in tempi recentissimi, si è candidato (ed è stato eletto) con il PD. Questa proprio ce la dovrebbe spiegare…
Diverso e senza alcun dubbio molto più coerente Costanzo Preve che, come dice giustamente Fusaro, aveva un rapporto fecondo con il passato ma era al contempo molto, forse troppo avanti, per il tempo presente. E’ forse per questo che è stato ostracizzato ed emarginato sia dal nuovo clero secolarizzato di cui sopra, trasferitosi armi e bagagli al liberalliberismo, al capitalismo e alla sue nuove ideologie di riferimento (relativismo, scientismo, laicismo, femminismo, eugenetica, transgenderismo, celebrazione della “tecnica” e naturalmente del mercato e del capitale come unici possibili orizzonti per l’umanità) sia dalla sinistra cosiddetta radicale (meglio sarebbe dire, “radicalchic”, quella che in modo apparentemente paradossale meglio di altri interpreta e rappresenta quelle neo ideologie a cui ho fatto cenno, di cui un partito come SEL, più ancora del PD, è l’incarnazione), sia da ciò che rimane di quella veterocomunista (o marxista ortodossa, che dir si voglia), incapace, un po’ per ragioni identitarie, un po’ per impossibilità (ottusità) ideologica di entrare in una relazione dialettica con la realtà e di fuoriuscire dai soliti rassicuranti binari.
https://www.youtube.com/watch?v=nqy3Py3GH0c

Luigi Corvaglia 9:42 pm - 8th gennaio:

Un contributo di Valerio Spositi: Capitalismo elitario
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Capitalismo elitario