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22 ott 2011  |  218 Commenti

Esiste il Partito Femdominista Italiano?

Il quotidiano Libero del 19 ottobre 2011, riporta questa notizia: E’ stata licenziata per furto Garazatua Bolognesi, la cassiera peruviana dell’Esselunga che, tre anni fa, aveva denunciato la catena di supermercati per mobbing. Nell’ottobre 2008 la cassiera era stata colta sul fatto mentre rubava del materiale elettrico (diversi pacchetti di pile) dagli scaffali nel negozio dove lavorava. Eppure allora era nato un vero e proprio caso : la Bolognesi aveva denunciato i metodi dell’azienda, parlando di una «pausa bagno» negata che l’aveva portata a fare pipì sulla sedia della cassa. Aggiunse poi di essere stata aggredita da quattro colleghi come ritorsione. Subito avevano sostenuto la causa della donna i principali organi di stampa del centro-sinistra, dal Manifesto a L’Unità fino a La Repubblica. Anche il Corriere aveva preso le difese della donna, condannando il patron dell’Esselunga Bernando Caprotti.

Di questi “maschi oppressori” ne sono piene le patrie galere e queste “femmine oppresse” saltano fuori ogni giorno a ispirare saghe mediatiche senza fine, finalizzate, dai media del nuovo pervasivo minculpop, a “rieducare” i maschi. L’ultimissima è la “ragazza madre”  black block di cui la Repubblica in una intervista del 15 ottobre,  non propone il lancio “maschio” di alcunché, ma la suggestiva lacrimevole storia. Importante far capire che anche le pietrate hanno un sesso, uno buono e uno kattivo: i maschi sono avvertiti, e le femmine mangino la foglia. Queste “eroine”, di cui i media ogni giorno ci propongono sia lacrime sia miracoli, sono altrettanti spot costruiti per la promozione pubblicitaria a sostegno dell’azione politica del italiano. Ma esiste un Italiano? A mio avviso molti elementi di fatto fanno propendere per una risposta affermativa.  Si tratta di  quei presidi territoriali spesso costituiti da organismi di volontariato che in collaborazione col Ministero delle Pari Opportunità e con apparati del Ministero degli Interni e di Grazia e Giustizia, nel loro insieme costituiscono ormai un vero e proprio partito politico. Che si possa parlare di un partito politico, lo fa pensare il fatto che nelle loro dichiarazioni come nel loro agire quotidiano, risulta del tutto evidente che questi organismi sia privati sia pubblici, (e anche statali il che è gravissimo),  agiscono in maniera coordinata a partire dalla condivisione della  medesima visione del mondo, quella espressa dalla ideologia femminista. Non solo:  ne diffondono in modo militante valori e giudizi, ne perseguono gli obiettivi, favoriscono i cittadini che vi aderiscono, o semplicemente non vi si oppongono, introducono nell’ordinamento norme  dichiaratamente discriminatorie su base sessuale,  vigilano che le discriminazioni siano applicate, esercitano una formidabile pressione  contro i cittadini maschi predisponendo e coordinando ogni sorta di iniziative che possano ridurne i diritti e screditarne il valore sociale e impedirne ogni resistenza critica. Risulta inoltre dai fatti che, in modo coordinato ed unitario, questi organismi invocano, con ogni mezzo ottengono e poi utilizzano leggi speciali per il successo ad ogni costo della propria azione politica.  Comune ideologia, comuni obiettivi, comune azione, forte coordinamento organizzativo, fortissima presenza nelle istituzioni dello Stato, presidio del territorio, introduzione per legge di discriminazioni su base sessuale a favorire i propri aderenti: come negare che si tratti di fatto di un partito? Un partito che se così stanno le cose  di fatto sviluppa una sistematica distorsione eversiva di principi costituzionali fondamentali. Ma c’è di più. A ben vedere  si è di fronte ad un partito che ricorre,  quando ogni altro mezzo risulti non efficace,  a pratiche di pressione e intimidazione poliziesca “legittimate” da leggi speciali, e talvolta a pressioni “fai da te” di cittadini privati che, con la copertura di questo “partito”, si sentono legittimati ad interpretare a titolo personale attività repressive e intimidatorie contro altri cittadini ritenuti non allineati. Un partito che di fatto ormai esercita un presidio capillare e intimidatorio in ogni posto di lavoro, soprattutto in quelli statali e in particolare nella scuola.  Come non domandarsi allora se non abbia assunto anche i caratteri di una organizzazione che esprime un livello di intimidazione complessiva a livello individuale e sociale giunta a livelli tali che nulla hanno a che fare con la democrazia? Ritengo che il vissuto di paura e di intimidazione in ogni ambito della vita relazionale che oggi ogni giorno un maschio esperimenta  sia da ascrivere in gran parte alla pressione repressiva e intimidatoria che questo insieme coordinato di organizzazioni esercita sui cittadini italiani. Allora pongo la domanda: mutati i riferimenti ideologici, questo partito, non  ricorda forse i tratti organizzativi, le modalità operative e gli effetti devastanti sulla vita democratica che abbiamo conosciuto essere propri del partito fascista?  Non è il caso di farne oggetto di una seria riflessione politica a tutela del carattere liberale e democratico della società e dello Stato in Italia

218 Commenti

mauro recher 7:23 pm - 23rd ottobre:

@cesare ,sono completamente d’accordo ,anche a me ricorda il partito fascista ,vedo che non sono il solo …

Andrea 8:15 pm - 23rd ottobre:

Benché Rino Barnart affermi che le donne “non possono essere considerate delle vigliacche” (tesi che ho ben compreso e rispetto ma che in parte non condivido), resto dell’opinione che le nostre “nemiche” altro non siano: cioè delle vigliacche. Come chiunque di voi sa, senza le élite maschili pronte a parargli in culo in alto e gli uomini beta pronti a parargli il culo in basso, non fiaterebbero neppure.

Stefano 2:05 pm - 24th ottobre:

….che le donne “non possono essere considerate delle vigliacche” ….

L’errore è sempre la generalizzazione, è ovvio che “le donne” “non possono essere TUTTE considerate delle vigliacche” come è altrettanto ovvio che gli Uomini non possono essere considerati TUTTI violenti, stupratori ecc…. sono categorie troppo vaste entrambe, che rappresentano tutte e due il 50% o più o meno della popolazione, sono un continente ciascuna, è un universo, dov’è che invece andrebbe fatta la similitudine ? con la Germania Nazista degli anni ’20 QUESTO SI !!! Anche i Tedeschi, guardando la loro storia pregressa, e dopo la fine della guerra, furono e sono uno dei popoli più civili, più colti, più avanzati (anche nella medicina e farmacologia) più evoluti in assoluto, ma furono manipolati, da un movimento capeggiato da grandei oratori e imbonitori, una colossale operazione di plagio e di incattivimento generale di quel popolo, sfruttando un momento di grande crisi economica, fù alimentato l’odio verso qualcuno (gli ebrei) per tenere sottomesse le coscienze e manipolare le menti verso un disegno megalomane. E in quegli anni, ma anche per tanto tempo dopo, i Tedeschi (TUTTI i tedeschi) vennero dipinti come mostri o demoni ! E’ diverso oggi ? Allora un genocidio (gli ebrei) oggi un genericidio (gli Uomini, i Maschi) non è cambiato nulla, ma solo il target; anche per gli ebrei si trovò “qualche causa” per generare, per attivare l’odio inziale (erano avidi, avevano in mano le banche e l’economia) poi si creò anche “qualche incidente artificiale” poi si ingigantì, e ancora si ingigantì, e ancora di più, condendo con retorica, ogni difetto ogni cavillo. La “cosa” istituita a guisa “di piovra” per l’annientamento dei Maschi, oggi, che viene descritta nell’articolo principale, è esattamente la stessa cosa, tutti i media vengono spinti alla misandria, ogni “incidente” in cui sia coinvolto un Uomo anche se “di legittima difesa” anche se non esattamente “carnefice” viene rigirato solo contro di Lui colpevolizzando solo Lui, (guardate il caso di Alessio Burtone) strumentalizzando poi e dando grande pubblicità alla cosa, per promuovere (per rappresaglia cercata e voluta) il varo di LEGGI DISCRIMINAZIONE Anti Uomo e Anti – Maschili come allora si fecero quelle Anti – Giudaiche. Non sono le donne, ossia le femmine umane, il problema, MA CHI PLAGIA LE LORO MENTI – LE STREGHE CHE CI STANNO DIETRO E CHE ALIMENTANO E PROPAGANDANO L’ODIO ANTI-MASCHILE, sono queste che andrebbero combattute ed eliminate con la massima solerzia ed efficacia, come la peggiore delle pesti, e che sono anche responsabili per contro dell’impennata della misoginia di ritorno. Non a caso esiste un principio “di azione e reazione” che dice ad ogni azione sbilanciata e che rompe l’inerzia di un corpo, di un sistema ecc.. ne corrisponde una uguale e contraria che tende all’equilibrio. APPUNTO guardate gli oppressi che “tanto hanno subito” sotto quella dittatura in Germania, come sono OGGI ! Armati fino ai denti e la fanno pagare a tutti ! con gli interessi ! E’ proprio QUESTO che le donne vogliono nel prossimo futuro ?? chi è vittima oggi, disperso indifeso, facile da colpire, domani sarà capace di organizzarsi in un movimento (il sionismo del Genere Maschile….) e la farà pagare all’antico Carnefice, con una forza proporzionale a quella subita, e forse anche di più ! ma di questo passo l’umanità non FARA’ MAI NESSUN PROGRESSO. NON E’ IL CASO DI FERMARE IL MECCANISMO PERVERSO ORA !!! …..meditate gente…..meditate….

Alessandro 3:01 pm - 24th ottobre:

Più che di partito politico io parlerei di lobby, trasversale ai partiti politici.
L’altro giorno leggevo un’intervista alla figlia di Jean Marie LePen, oggi alla guida del partito. Questa faceva ragionamenti non dissimili da quelli di una Mussolini, cioè alle tradizionali questioni politiche di destra aggiungeva alcune rivendicazioni femministe. Qualche giorno prima la Buongiorno ospite a LA7, ex berlusconiana ora passata con FLI, partito pur sempre di destra, riproponeva la solita tiritera femminista. Insomma, sono assai lontani i tempi in cui, a destra, la vedova Almirante affermava che il ruolo della donna è quello di stare a casa a badare ai figli. Oggi chi vota a destra deve sapere che il femminismo ha sfondato anche lì, senza nessun dubbio. La differenza, al limite, sta tra gli uomini, politici, di destra e quelli di sinistra: i primi,un pò più liberi ideologicamente al cospetto delle loro compagne di partito, i secondi proni alle loro direttive, perfino a loro agio nel farsi mangiare la pasta in testa, alcuni perchè accecati ideologicamente( a sinistra caduti i miti novecenteschi dello studente contestatore,dell’operaio, resiste il mito della donna da santificare ogni volta ce ne sia occasione) altri per tornaconto elettorale( il bacino elettorale femminista garantisce pur sempre un bel bottino di voti da non disperdere).
Su quanto poi questa lobby sia potente, non c’è bisogno di soffermarsi più di tanto, basta pensare che, in periodi di necessaria riduzione della spesa pubblica, nessuno, a destra o a sinistra, ha pensato di finirla con i finanziamenti a pioggia a un Ministero, e a tutte le sue ramificazioni territoriali, la cui utlità sociale è prossima allo zero, visto che le pari opportunità sono sancite dalla Costituzione e dalle leggi italiane e chi opera in maniera discriminatoria dev’essere chiamato a risponderne davanti a un giudice. Insomma, il fem(do)minismo gode di ottima salute e si accinge, tra non molto, a controllare il mezzo di comunicazione per eccellenza, la televisione. Perfino il mercato si dovrà inchinare. Allora il cerchio si chiuderà.

Andrea 5:50 pm - 24th ottobre:

X Stefano
Secondo me non è solo una questione di menti plagiate.
Credo bisognerebbe prendere atto del fatto che c’è dell’altro nell’animo femminile, che va oltre il plagio.

Rino 6:06 pm - 24th ottobre:

Andrea:
>>
Benché Rino affermi che …
>>

Rispondo così anche alla domanda postami da Armando giorni fa.
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Immaginiamo che esista una creatura intrinsecamente autoprotettiva, che abbia cioè nella sopravvivenza fisica lo scopo primario in senso assoluto e totalizzante. A questo criterio sottoporrà tutte le azioni non solo attraverso un calcolo cosciente dei pericoli possibili ma, prima ancora, con valutazioni inconsce usando capacità e intuizioni che a quel fine avrà acquisito nel corso dell’evoluzione.
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Terrà sistematicamente in stand-by una dotazione di qualità (di antenne) miranti a sentire/prevedere non solo i pericoli prossimi derivanti dall’azione, ma anche quelli remoti connessi al contesto (le situazioni nelle quali i pericoli possono emergere). E ne starà lontana.
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Tra i molti presupposti di una tale condizione di vita, mancherà ad esempio ogni forma di imbarazzo nella fuga dai pericoli e nell’evitamento dei rischi. Tale imbarazzo (che è un’ambiguità, un’oscillazione psicoemotiva) infatti potrebbe indurre incertezze nel comportamento e quindi esporre a rischi: perciò deve essere eliminato, non deve nemmeno fare capolino nello stato emozionale.
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Nessuna vergogna di avere paura. La paura sarà infatti la condizione emotiva permanente, come indispensabile energia che tiene in moto i dispositivi della previsione, dell’attenzione scrupolosa e pignola (l’elettricità che alimenta i radar).
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Se la sopravvivenza fisica (la durata) è lo scopo primario, tutti gli altri saranno …secondari, ossia subordinati. Consideriamo allora cosa siano un principio o un ideale. Si tratta di valori per realizzare, praticare i quali si devono pagare dei prezzi, correrre dei rischi, bruciare opportunità di durata. Dunque questa creatura autoprotettiva dovrà essere indifferente, o meglio ancora refrattaria ad ogni idealità che comporti rischi. Ma poiché “idealità” è precisamente ciò che comporta pericoli, spreco, rinunce di sé etc. (altrimenti è calcolo utilitaristico) essa ne dovrà essere più che estranea, avversa e i princìpi saranno visti, sentiti e denuciati come “astrazioni insensate”, “idoli” “feticci” etc. Colui che li insegue e persegue (quasi sempre a suo danno), sarà percepito come o matto o scriteriato o stupido.
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L’autoprotezione si riferirà ad ogni aspetto della vita e delle relazioni. Ad es. la cd. “assunzione di responsabilità” sarà intesa bensì nel senso di ascesa alle gerarchie, acquisizione di potere e di denaro, esercizio di potere in qualsiasi contesto, ma non assunzione del rischio, non protezione dei subordinati, non esposizione ai pericoli civili e penali. L “assunzione di responsabilità” non porà neppure essere immaginata come assunzione di rischi e diventerà perciò necessariamente, intrinsecamente elusione della responsabilità e scarico dei rischi ai subordinati, sia nel senso che le decisioni rischiose (evitando di prenderle esplicitamente) verrano rimesse de facto ai subordinati costretti cmq ad agire, sia in sede di imputazione degli esisti negativi, chiamandosi fuori e denunciando l’attore come reponsabile del risultato.
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In campo educativo consisterà nell’evitare i costi morali dell’imposizione delle regole, quel “farsi odiare” (sia pur momentaneo e superficiale) che ogni imposizione di codici, norme, strutture comporta nell’educando. Etc. etc.
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Essendo però ineliminabili i pericoli, avrà evoluto – tra l’altro – capacità tali da indurre altre creature ad assumerseli, in tutti i contesti e le situazioni.
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Sorge ora la domanda se la D sia una creatura autoprotettiva, avente cioè per scopo primario la sua personale durata e conservazione nella vita biologica. Io rispondo di sì.
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Ad es. la formula universale con cui viene giustificata la quasi totale assenza delle DD nella scienza è che esse ne erano escluse, impossibilitate ad esercitarla e a cimentarvisi. Giustificazione che ingloba sia le situazioni in cui era vera sia quelle in cui era ed è falsa e che giustificherà per l’eternità la loro sostanziale assenza da quelle attività che comportano rischi: la ricerca in senso proprio. Dove per rischio si intende anche il possibile spreco dell’intera vita o di buona parte di essa.
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Gli esempi sono pleonastici e perciò stucchevoli, tuttavia eccone aluni, a caso. Leggevo ieri “I cercatori di specie”. Vi si parla di uomini che hanno passato anni in giro per il mondo a raccogliere campioni di animali e piante, uomini perlopìù benestanti, che hanno rinunciato alle comodità della vita urbana, rischiando (e trovando spesso) malattia e morte o anche solo la perdita dei campioni o la irrilevanza delle scoperte etc., insomma la vanità di fatiche e rinunce.
Sono storie di “pazzi”:
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“Di chi sono questi 16 denti?” “Sono miei. Mi sono caduti a causa dell’arsenico che uso per i campioni”.
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Solo dei pazzi possono seguire le orme dei 19 allievi di Linneo: 9 morirono nelle lande dei tropici alla ricerca non dell’oro ma di insetti, uccelli, mammiferi.
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In effetti solo un “matto” può passare 13 anni di vita a raccogliere esemplari per poi vederseli affondare a poche miglia dal porto di casa o girovagare per 20 anni e poi trovarli totalmente divorati dai vermi.
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I casi come questi sono infiniti giacché infinito è stato lo spreco di sé implicato nell’aquisizione della conoscenza. Per trascurare il resto.
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Non è vero che le DD non possano fare ciò che fanno gli UU: lo possono ma non lo vogliono perché ne va dell’integrità fisica, della salute, della vita: ne va della durata. Gli UU sono “matti” le DD sono savie. Hanno il diritto/dovere di autoproteggersi, di avere paura senza vergogna.
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Non hanno invece il diritto di fingere di essere ciò che non sono, di insultare gli UU perché sono proiettati verso le idealità, lo spreco di sé, il rischio. Non hanno il diritto di rovesciare la propria legittima prudenza in capo di accusa contro coloro che corrono i rischi al loro posto. Hanno il diritto di avere paura e di assecondarla, non quello di insultare i coraggiosi.
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Non hanno il diritto di trasformare il dono maschile in un oltraggio.
Infamia suprema.
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RDV

armando 9:19 pm - 24th ottobre:

“Non hanno il diritto di trasformare il dono maschile in un oltraggio”
Sottoscrivo pienamente. E’ proprio questo che agli uomini risulta incomprensibile e di cui non riescono a farsi una ragione. Tanto da essere paralizzati dall’accusa e chiedersi se non abbiano sbagliato tutto. Perchè normalmente un uomo non pensa mai che una donna non abbia il diritto di fuggire i rischi, ma reciprocamente si aspetta che la donna gli riconosca la positività delle sue azioni. E ciò non accade, se non come riconoscimento all’individuo, cosa peraltro inevitabile e imposta dal singolo evento, ma mai al genere nonostante una quantità pressochè infinita di eventi singoli. Accade così che i maschi sono coloro che fanno le guerre, che usano violenza, che rischiano “inutilmente”, ma mai coloro che, come genere, donano se stessi per salvare gli altri.
armando

Lorenzo - ventiluglio 10:26 pm - 24th ottobre:

Meraviglioso questo tuo ultimo post, caro Rino.
Una gemma purissima.
Chapeau.

Lorenzo

cesare 8:46 am - 25th ottobre:

Anno dopo anno, vedremo quale ritratto del volto femminile teoria e prassi femdominista faranno passo dopo passo apparire nello specchio della Storia. Finchè si potrà avvertiremo le nostre amiche e sorelle di quello che vediamo apparire e sta apparendo. E’ l’ ultimo dono maschile possibile.

mauro recher 5:33 pm - 25th ottobre:

caro Cesare ,per me è un punto fondamentale ,mostrare alle donne come si comporta il femminismo , (anche per questo ho aperto il mio blog) ,tanto per fare un esempio , non mi lasciano più scrivere neppure su facebook ,usando naturalmente la censura come arma di distruzione della democrazia …
ha ragione Alessandro a dire che non è un partito di fatto ,ma che viaggia trasversalmente allo schieramento , ma bisogna anche constatare che usano gli stessi metodi fascisti …

Luigi Corvaglia 6:47 pm - 9th novembre:

Donne e Massoneria
…………………………………………………………..
http://lindro.it/L-iniziazione-delle-donne,4287#.Trq8dHK_eu1

cesare 10:05 am - 10th novembre:

Man mano che la pressione sul tappo del privilegio sociale aumenta è logico che si chiamino tutti i membri della tribù a tenerlo pigiato.

cesare 12:18 pm - 16th novembre:

In questo furibondo incendio che divampa in Italia (e in tutto l’Occidente), con fabbriche sull’orlo della chiusura, centinaia di migliaia di padri in difficoltà a mandare avanti la loro famiglia, il 30% di giovani disoccupati e la prospettiva che il mercato non rinnovi l’acquisto dei titoli di Stato, un trend demografico da suicidio del popolo italiano, che cosa ci viene a dire, con compunta solennità, il prof. Monti, Presidente incaricato a formare il nuovo governo? che ha incontrato la consulta delle responsabili degli uffici del Ministero delle Pari opportunità di tutta Italia, e, sembra di capire dalle sue parole, che considera queste signore la rappresentanza delle donne italiane. Dobbiamo concludere che il Primo Ministro prossimo venturo, riconosce che le donne italiane hanno una rappresentanza politica? e che questa rappresentanza politica è l’assemblea delle segretarie delle sedi locali del Ministero delle Pari Opportunità? E che pertanto il Ministero delle Pari Opportunità non solo è esclusivamente di parte, ma soprattutto che è anche un vero e proprio partito? Se è così, non è forse del tutto anomalo che si consideri rappresentanza di tutte le donne italiane un Ministero ( che c’entra la rappresentanza con un Ministero?) che per di più si fonda su una ideologia discutibilissima e di parte, quella femminista; ha un suo coerente sistema di valori per nulla condiviso, anzi antitetico, rispetto a quello di tantissime donne italiane? E se si consultano “Le donne”, perché non si consultano anche “Le famiglie” o i “I padri”, o “Gli immigrati” o gli “Italiani emigrati” e si incontra la loro rappresentanza attuale come per esempio il Forum delle famiglie, oppure i Padri separati? e tutte le altre forme di associazionismo?

Daniele 1:45 pm - 16th novembre:

Cesare, ma ci rendiamo conto che non c’è un politico, che sia uno, in grado di sturare le orecchie a queste complessate? Sì, va bene il potere morale femminista, va bene tutto, ma cazzo!, un minimo di attributi li hanno sì o no, questi fessi che ci governano?
Non per niente, anni fa, aprii questa provocatoria discussione…
http://www.uomini3000.it/10619.htm

armando 2:27 pm - 16th novembre:

Cesare, nelle categorie consultabili e dotate di rappresentanza politica, hai tralasciato i/le Trans. (GLBT)
Sei un inguaribile sessista sciovinista maschilista oscurantista.
armando

dia 3:01 pm - 16th novembre:

l’idea delle donne come “categoria” non la capisco, né mi sento in alcun modo rappresentata da chi dovrebbe farlo. E mi associo comunque a quanto scrive Luigi:

E se si consultano “Le donne”, perché non si consultano anche “Le famiglie” o i “I padri”, o “Gli immigrati” o gli “Italiani emigrati” e si incontra la loro rappresentanza attuale come per esempio il Forum delle famiglie, oppure i Padri separati? e tutte le altre forme di associazionismo?

Senz’altro.

Rita 3:33 pm - 16th novembre:

http://blog.leiweb.it/marinaterragni/

comunque hanno fatto seriamente incaxxare la Terragni :-D

tanto che minaccia di ricacciare la consigliera di parità che si adegua al momento di crisi a “tirare lo spazzolone”…

Staremo a vedere Elsa Fornero, esperta di previdenza e pensioni, come si comporterà di fronte alla parità pensionistica uomo-donna.

dia 3:46 pm - 16th novembre:

rita: sì, ho letto anch’io. E’ furore civile. Sopra e sotto una pubblicità dello smalto più trendy e della ricetta perfetta per la vellutata di zucchine, e tra rubriche di Gossip, Celebrity e mondomamme.

dia 3:53 pm - 16th novembre:

scusate, mi correggo:
non
“… da chi dovrebbe farlo”
ma
“… da chi si arroga il diritto di farlo”

cesare 5:23 pm - 16th novembre:

Certo che l’incontro del nostro primo ministro (in pectore) con la rappresentanza dei giovani e delle donne, è proprio la ripetizione delle consultazioni delle Associazioni dei trebbiatori, o dei circensi o degli allevatori, o dei giovani pionieri: la piece teatrale che ogni grande Capo ha messo in scena nel secolo scorso, facendo ridere tutti i “traditori” di turno. Tuttavia passare dalle consultazioni delle Associazioni di cittadini su base lavorativa alle consultazioni di associazioni di cittadini su base genitale è davvero strepitoso: che mi risulti una prima assoluta nella grande, lunga, gloriosa Storia delle liturgie del potere in cerca di legittimazione. Spiegabile però: anche nei nostri tribunali l’appartenenza ad un sesso piuttosto che ad un altro è un criterio importantissimo di distinzione dei cittadini di fronte alla Legge, tramite il quale si consegue finalmente l’ ideale assoluto dell’ uguaglianza “vera”, quella che solo il diritto sostanziale ( e chissenefrega del diritto formale?) permette di conseguire e che richiede che le femmine siano più uguali dei maschi; criterio, spesso decisivo, di verità e di falsità, di innocenza o di colpevolezza. E non c’è motivo di stupore: “minchia = nobbbuono, fissa = bbuono” (dal siciliano) sono oggi le due grandi categorie dell’etica e del diritto contemporanei, divenute finalmente, da sentire e pensare elitario a nazionalpopolare. Perchè dunque stupirsi se diventano anche fondamentali categorie della politica?

mauro recher 5:30 pm - 16th novembre:

su questo tema della rappresentanza e degli incontri con il futuro premier Monti , ho scritto ,a proposito di questo articolo letto sul web. una mia riflessione

http://femdominismo.wordpress.com/2011/11/15/ancora-fuori/

cesare 4:42 pm - 18th novembre:

Dice “SuperMario”, da Primo Ministro: “la metà del cielo, le donne, deve contare, dunque anche nel governo”. Per la Costituzione italiana i cittadini sono tali in quanto persone, ovvero a prescindere dal sesso. Dunque nessuno si oppone e mai si è opposto, nessun divieto esiste a che persone capaci vadano in ruoli di governo, a qualunque sesso appartengano. Ma se la nomina di cittadini di sesso femminile è giustificata in nome di una ideologia, quella femminista che impone le quote e diventa occasione di dichiarata assunzione da parte del governo di tutto il sistema di valori e giudizi che questa ideologia afferma e cerca di diffondere, pestaggio morale, leggi speciali antimaschili e concezione antropologica comprese, allora tutto cambia. Se così fosse infatti cambiano totalmente significato e prospettiva le nomine del governo del prof. Monti: nei ruoli di Ministro degli Interni, Ministro della Giustizia, Ministro del Welfare (alias del Lavoro) che accorpa anche le Pari Opportunità, ci sono senz’altro persone validissime ma le motivazioni per cui sono insediate in quel ruolo, non sono in nome di tutti i cittadini italiani, ma di una parte. E risulta legittimo il dubbio che coloro cui è dato in mano tutte le leve decisive della macchina repressiva, di controllo dello Stato e di erogazione delle risorse pubbliche, possano agire in coerenza ad una ideologia discriminatoria in chiave sessista, e che il governo la condivida e siano più o meno esplicitamente militanti di un partito che il governo appoggia e favorisce. Quale ideologia? quella elaborata dal femminismo; quale partito? Quel partito femminista anomalo che è il Ministero delle Pari Opportunità con le sue capillari diramazioni in tutte le articolazioni dello Stato e della società civile, e che agisce con l’obiettivo di introdurre ovunque nella pubblica amministrazione e nella società i propri valori usando come ariete l’arma delle discriminazioni sedicenti positive. Questa ipotesi è fondata? Dobbiamo attenderci la moltiplicazione di quella infame denigrazione dei padri e dei maschi che da qualche decennio viene imposta dalla scuola materna alla università passando in ogni famiglia tramite la TV? Quel massacro infantile e rancoroso di ogni rispetto e riconoscimento di ogni sacrificio dei padri e di ogni dono dei maschi nel corso della Storia e che la Storia stessa è? dobbiamo contro ogni dichiarazione in favore del merito aspettarci in base alla recente legge sulle quote rosa che i giovani maschi, perché maschi, vedano negarsi il 30% dei posti nei CdA delle aziende e magari ovunque? Dobbiamo aspettarci lo sdoganamento e l’approvazione di fatto e tacita di tutto il sistema valoriale femminista, dalla concezione della vita nascente alla famiglia fino all’eutanasia? Dobbiamo continuare ad avere a che fare con politici che cercano nuova legittimazione cedendo ad ogni negazione di verità e di realtà che il femminismo e il partito femdominista impone? “L’Unità”, che già a suo tempo in occasione della morte della principessa Diana, titolò a tutta pagina: “Scusaci principessa” oggi titola entusiasta sulla foto delle tre donne: “si cambia aria”. Quasi unanime il giudizio degli altri giornali. Vedremo di che aria si tratta.

cesare 11:17 am - 19th novembre:

Su Panorama on line di oggi 19 novembre 2011
Annalisa Chirico si domanda quando, dopo le quote rosa promesse dalla Carfagna e e le ali-quote rosa promesse da Monti, ci saranno le sedie rosa sugli autobus o le carrozze rosa. Una donna in gamba.
http://blog.panorama.it/italia/2011/11/18/dalle-quote-alle-aliquote-rosa-del-prof-monti-siamo-donne-o-panda/

Daniele 1:25 pm - 19th novembre:

Cesare, siamo sempre lì: ma gli uomini dove sono?
Ma è possibile che in Italia non ci sia un intellettuale né un politico in grado di dire o di scrivere qualcosa del genere? Possibile che debba scriverlo una donna?
Sì, va bene il femminismo, va bene il potere morale femminil/femminista, va bene il politicamente corretto imperante, va bene tutto: ma gli attributi, quindi una personalità, ce l’hanno oppure no questi pagliacci di pseudo uomini leccaculo?

cesare 7:32 pm - 19th novembre:

daniele@”ma gli uomini dove sono?”

Una ipotesi: credo che sia in funzione un paradosso che chiamerei della doppia dipendenza. E’ “LA” richiesta femminista che i maschi riconoscano e pertanto concedano l’autonomia femminile (la libertà si conquista, non si chiede). E i maschi considerano questo riconoscimento e concessione proprio “IL” dono, il dono numero uno,(ancorchè DONO MALINTESO), del maschile contemporaneo (una volta era la sopravvivenza). (Notare: sono convinto che nell’istinto maschile il dono alla donna è il maschile, è criterio di identità maschile; ergo non si è uomini senza dono). Da parte maschile come porre pertanto un freno, come dire “no!”, anche alla richiesta più folle delle donne? Non è forse senza limiti il dono della libertà ovvero dell’autonomia? e da parte femminile, come rinunciare a questa continua rassicurazione circa la propria autonomia tramite il “Sì!” maschile, l’infinito cedimento maschile ad ogni richiesta? Si costituisce così un paradosso: i maschi, per sentirsi maschi oggi, “pendono dalle labbra delle donne che pendono dalle labbra dei maschi” (ovvero consento di dipendere da te che dipendi da me altrimenti il mio dono non c’è). Nasce quel cortocircuito che brucia ogni autentica autonomia e libertà dell’uno e dell’altra ed ogni capacità dell’uno e dell’altra di accedere alla verità delle cose. Da cui le quote, le ali-quote, e la sovversione tutte quelle regole di civiltà, di morale di etica e di diritto che il femminismo ha imposto fossero sovvertite e che i maschi hanno accettato ( e che travolgono nella rovina entrambi). Un meccanismo micidiale, tanto più grave in quanto ci cascano dentro maschi che hanno responsabilità altissime di governo, per cui ogni giorno che passa, entrano nella vita dei singoli, delle famiglie, delle comunità, della società intera, disposizioni di legge e concezioni del mondo, che sono vere e proprie follie e che appaiono tali al buon senso di chiunque. E che per logica interna del meccanismo paradossale di cui sopra tanto più sono insensate tanto più hanno la probabilità di affermarsi e diventare anche leggi dello Stato. Oggi L’AUTENTICO dono maschile è la capacità di dire “no!”.

cesare 4:45 pm - 22nd novembre:

Su “IL Foglio” di oggi, 22 novembre 2011, nell’articolo “I corpi del reato”, firmato Annalena, si scrive: “Tutte le ragazze che sono entrate ad Arcore sono state dichiarate “parti offese” dal tribunale di Milano” e ancora: “Il legale di due di loro ha esultato: “Questo è un provvedimento che farà storia dal punto di vista culturale””. Il commento della giornalista Annalena è il seguente: “Non importa cosa pensino e dicano quelle ragazze, non importa che non si sentano vittime dell’ex Presidente del Consiglio, non importa che stessero liberamente disponendo del proprio tempo, del proprio sorriso, del proprio corpo (…). In nome della denuncia della mercificazione del corpo delle donne, queste donne vanno mercificate e usate come oggetti. Utilissime perché dove ci sono vittime c’è un carnefice. Signore ritenute evidentemente incapaci di intendere e di volere (…). La mercificazione delle donne, in questo caso, passa anche attraverso l’utilizzo spregiudicato di quelle ragazze, trasformate in corpi di reato”. Così Annalena. Ancora una volta una donna: i maschi tacciono bloccati. A mio avviso tuttavia il punto non è la nuova forma di mercificazione, ovvero trasformare il corpo delle donne in corpo di reato. Il punto è la dichiarazione ufficiale che queste signore, anagraficamente più che mature, di buone condizioni economiche e sociali, e di ottima istruzione, quindi libere da ogni condizionamento, non sapevano quello che facevano quando accettavano inviti, soldi e regali e si contendevano le serate. Questa dichiarazione di innocenza (ovvero non responsabilità del male, ma solo dell’eventuale bene) è la tesi programmatica fondamentale del Partito Femdominista, ed è il punto vero. Infatti da qui deriva che “l’inconsapevole” che è dichiarato “l’ innocente” ed è femmina può accusare di ogni possibile interazione con lei “il consapevole” che è pertanto “Il colpevole” ed è maschio: è da decenni che dal proverbiale “ chi dice donna dice danno” siamo arrivati al più tecnico e più preciso: “chi dice donna dice galera” (appunto la trasformazione del corpo femminile in corpo del reato). Che il femminismo abbia sostenuto fin da subito e oggi abbia ottenuto nell’ambito della filosofia giuridica e della cultura in generale quella dichiarazione di innocenza femminile e di responsabilità maschile che è la riproposizione del pre-giudizio di mancanza di autonomia della donna implicito nella antichissima regola sociale “prima le donne e i bambini”, è solo apparentemente una contraddizione. Infatti il conseguimento della esenzione della donna da ogni responsabilità è al tempo stesso l’insediamento a termini di legge e culturali di ciascuna donna al livello di un superiore potere rispetto al maschio; quel potere che le consente di attribuire al maschio ogni responsabilità del male e sul piano giuridico di avere in giudizio una parola che è parola di innocenza per sé e di condanna per l’altro: la parola che è prova in giudizio. Al potere perché innocente (non responsabile del male ma solo dell’eventuale bene) e innocente perché al potere. Per di più un potere “dalle mani libere” dalla responsabilità del male, un potere assoluto pervasivamente diffuso in ogni ambito della società civile e della vita privata di ciascuno.

Luigi Corvaglia 8:06 am - 21st dicembre:

Esiste il Partito Femdominista Italiano?
Esiste …. Esiste …. E questo ne è un pezzo. Pagato da tutti. Anche da noi.
http://www.dag.mef.gov.it/
Fatevi un giro in questo sito, che credevo la neutra rappresentazione di un dipartimento governativo, in special modo alla voce “Comitato Unico di Garanzia“.

cesare 10:14 am - 21st dicembre:

Chi controlla di fatto “i consigliori” dello Stato etico che gestiscono questi “consigli dei dieci, in diretta collaborazione con le associazioni femministe a loro volta in collegamento funzionale con gli organi di repressione e giudiziari? Le militanti e le ideologhe del partito femdominista. Quando lo Stato incarna una ideologia, in questo caso quella femminista, e ne impone l’etica, la libertà è finita: è reato “non fare il bene”, naturalmente quello che di volta in volta il partito femdominista coi suoi “consigliori” stabilisce essere tale. Mistero dei misteri succede però che, che cosa è “Il Bene”, cambia di giorno in giorno a seconda degli interessi di chi governa la baracca. E spuntano coome funghi dopo la pioggia ora di qui, ora di là nuove incredibili “profetesse” a tirare l’elastico del Bene a destra o a manca, tra lo sconcerto generale.
Gli Stati etici con il “Bene di Stato” e “l’Uomo Nuovo”, li abbiamo già visti: oggi utilizzano il monopolio della violenza che pertiene allo Stato, alla costruzione del “il Maschio Nuovo”; figura che si è già concretato ne “il Maschio pentito”, tipo umano psicologicamente ridotto all’obbedienza acritica, tipico sottoprodotto di ogni universo concentrazionario. Ovunque si parta a costruire l’Uomo Nuovo, si finisce ahimè sempre lì: obbedire e combattere e chi non obbedisce e non parte finirà rieducato o finirà tout court. In ogni caso, si tratta sempre di un maschio e deve essere un Pentito, l’unico modo lecito oggi per un maschio di essere un bravo cittadino. E il proliferare del “Bene obbligatorio dello Stato femminista” sta evertendo anche le relazioni familari, con i risultati che tutti hanno sotto gli occhi: chi si sposa più? chi se la sente di fare famiglia quando questo significa consegnarsi all’arbitrio onnipotente di una donna? E poi si preannuncia il trionfo dell’etica delatoria cui non saranno fatti mancare per la delazione sempre nuovi comportamenti maschili rubricati alla voce reati; e , come già succede, i fatturati più importanti saranno delle società il cui valore aggiunto è il controllo delatorio dei cittadini e i guadagni connessi alle attività di repressione, carcerazione, ecc., ecc.. E verrà il giorno che gli innumerevoli innocenti che già sono in galera per false accuse saranno così tanti che si dovranno aprire i campi di concentramento che, ricordo non sono mai stati chiamati così da chi li ha aperti, bensì campi di rieducazione. A proposito, in questi anni, tra un pettegolezzo e l’altro nei talskhow, le gentili signore del partito femdominista hanno già ripetutamente usato, fino a farlo diventare “normale”, il termine “rieducazione maschile” e auspicato la messa in pratica di un programma politico da tradurre in leggi e campagne da minculpop dal titolo” rieducazione dei maschi”, ovvero “il femdomismo macht frei”.

Damien 12:58 pm - 21st dicembre:

@Andrea:(08:15 pm 23rd Ottobre)
Concordo

@Stefano:

Concordo in parte, ti ricordo che se una minoranza di persone riesce ad avere gli strumenti economici, politici e sociali per imporre le proprie idee, anche la restante popolazione acconsentirà di riflesso, è successo col nazismo, col fascismo ed ora col nazifemdominismo! infatti a questo punto sarebbe inevitabile scovare e disquisire se non eliminare politicamente tali figure di potere, in quanto il restante popolo vigliacco, che teme per la propria incolumità. non ci penserebbe due volte a farti fuori “mors tua vita mea” concetto vigliacco ed egoistico che applicherebbero anche dinanzi a chi a ragione combatte i sopprusi, e questo la storia ce lo insegna! chiaro che le donne di oggi si troveranno non solo a pagarne lo scotto negli anni futuri(mancanza di uomini che si possano definire tali, sovrannumero di donne, ed altre problematiche facilmente intuibili) ma potranno facilmente divenire le nuove schiave in quanto non serviranno piu’ alla causa, vittime loro stesse della legge di mercato che vedrà la figa un bene non piu’ commerciabile (per l’abbondanza) e non più necessaria alla causa del sistema! allora esse potranno essere ampiamente sottomesse dalla minoranza di uomini al potere, molto più semplicemente che avere paura dei soliti fessacchioti di uomini, capaci di imbracciare un fucile e di combattere!

@Alessandro:
E’ esatto Alessandro, è una vera e propria Lobby, le stesse che con la formula delle cosidette “scatole cinesi” detiene il vero potere comandando gli stati. Sono divenute, come diciamo da sempre, il braccio armato del sistema e non solo, ormai sono semplicemente assimilate da quest’ultimo, che, sono certo, mai darà loro l’opportunità di stare “nella stanza dei bottoni” ma come si evince dal quotidiano, esse fanno comodo in taluni settori per imporre le ideologie che il sistema stesso vuole, quando non serviranno, risulterà estremamente semplice sbarazzarsene, nonostante, come Rino in seguito descriva in maniera egregia, tengano le antenne ben erette, in quanto i programmi che esse vedono sono deviati e devianti, e per una mente emozionale come quella della donna, sono estremamente efficaci!

@Armando
Hai toccato il punto dolente Armando! “Perchè normalmente un uomo non pensa mai che una donna non abbia il diritto di fuggire i rischi, ma reciprocamente si aspetta che la donna gli riconosca la positività delle sue azioni. E ciò non accade, se non come riconoscimento all’individuo, cosa peraltro inevitabile e imposta dal singolo evento, ma mai al genere nonostante una quantità pressochè infinita di eventi singoli. ” ecco il vero punto dove disquisire, su dove far riflettere.

@Lorenzo:
Mi associo al Chapeau.

@Cesare:
Questo ultimo dono, al contrario, viene inteso come ultimi focolai di resistenza maschilista, qui giace il problema, giace il destino delle relazioni uomo donna. Ottimo infine l’intervento successivo che tocca con mano quanto il partito femminista non solo sia una realtà, deviante e deviata dei fattori sociali, ma come questa sia ben radicata dentro il sistema di potere che mira ai propri scopi! ecco perchè non troverai mai le altre categorie da te citate, in quanto sono i destinatari del nuovo ordine mondiale, coloro che debbono sottostare! e chi non meglio delle donne che stanno al potere, che per calcolo e per mercificazione, al pari di squallide baldracche mercenarie, non si prostituisce al sistema anche a danno delle loro simili che non hanno la loro posizione sociale, la loro ricchezza, ma sicuramente tutti i privilegi che sappiamo grazie alla all’eroTina che la loro fregna può spacciare per le loro necessità, ed insieme, per sostenere il sistema?

@Dia:

grazie per la sensibilità che ti porta ad associarti al pensiero espresso da Luigi, tuttavia, a mio parere, il fatto di non rendersi conto di quanto segue, cito “l’idea delle donne come “categoria” non la capisco, né mi sento in alcun modo rappresentata da chi dovrebbe farlo” non ti provoca nessuna reazione in quanto donna, perchè il meccanismo emozionale e sociale attuale ti consente, seppur dissentendo, di godere dei privilegi che ti tengono nel tuo stato d’animo di incredulità e di negazione! aprire la mente, tuffarsi nella realtà maschile, dialogando magari con piu’ di qualcuno alla Caritas di Milano potrebbe aprirti a nuovi orizzonti.

@Cesare

0732 19 novembre
0445 22 novembre
1014 21 dicembre

Delle vere e proprie perle di saggezza come pochi ne vedo scritte, Chapeaux!

Damien 1:16 pm - 21st dicembre:

@Cesare:

un piccolo appunto su quanto ho scritto piu’ sopra, non è vero che non ci sono stati rappresentanti trans al governo, c’è stato eccome! persino una pornodiva, ma in seguito hanno capito che le donne sono lo strumento migliore, ed esse mal digerivano un trans in parlamento (chi si ricorda della diatriba di quale gabinetto usare?) e neanche la cicciolina nazionale era piu’ utile al sistema, perchè contrario alla visione pura e senza colpe generalista della donna, ecco perchè oggi il trans non è piu’ in prima linea e la pornostar è stata defenestrata non senza una lauta buonuscita, esempio lampante di quello che succederà, come ho scritto, quando le donne non serviranno piu’

cesare 4:04 pm - 21st dicembre:

@damien.”esempio lampante di quello che succederà, come ho scritto, quando le donne non serviranno piu”’

Che il Potere oggi stia trascinando nella propria rovina sia le singole donne che utilizza a fare “il lavoro sporco” in cambio di privilegi e potere sia le donne come genere, conferendo all’intero genere la tragica immagine di armata opportunista e antagonista al maschile in ogni ambito ci sia un maschile ritenuto ostile ai propri interessi (in politica interna e/o internazionale), chi ha a cuore le donne lo vede con grande preoccupazione ogni giorno. E le lacrime della ministra del welfare, le ho interpretate anche come il segno di questa tragica consapevolezza profetica in chi le ha versate.
Mi viene in mente, per contrasto al comportamento di cui sopra, un brano di Alasdair MacIntyre (tratto dal suo libro: “Dopo la virtù”,,Saggio di morale, pag. 313,Ediz. Feltrinelli, 1993:

“E’ sempre rischioso tracciare paralleli troppo precisi fra un periodo storico e un altro, e fra i più fuorvianti di tali paralleli vi sono quelli che sono stati tracciati fra la nostra epoca in Europa e nel Nordamerica e l’epoca in cui l’impero romano declina verso i secoli oscuri. Tuttavia certi parallelismi esistono. Un punto di svolta decisivo in quella storia più antica si ebbe quando uomini e donne di buona volontà si distolsero dal compito di puntellare l’imperium romano e smisero di identificare la continuazione della civiltà e della comunità morale con la conservazione di tale imperium. Il compito che invece si prefissero (spesso senza rendersi conto pienamente di ciò che stavano facendo) fu la costruzione di nuove forme di comunità entro cui la vita morale poteva essere sostenuta, in modo che sia la civiltà sia la morale avessero la possibilità di sopravvivere all’epoca incipiente di barbarie e di oscurità. Se la mia interpretazione della nostra situazione morale è esatta , dovremmo concludere che da qualche tempo anche noi abbiamo raggiunto questo punto di svolta. Ciò che conta, in questa fase, è la costruzione di comunità locali al cui interno la civiltà e la vita morale e intellettuale possano essere conservate attraverso i nuovi secoli oscuri che già incombono su di noi. E se la tradizione della virtù è stata in grado di sopravvivere agli orrori dell’ultima età oscura, non siamo del tutto privi di fondamenti per la speranza. Questa volta però i barbari non aspettano di là dalle frontiere: ci hanno già governato da parecchio tempo. Ed è la nostra inconsapevolezza di questo fatto a costituire parte delle nostre difficoltà. Stiamo aspettando: non Godot, ma un altro San Benedetto, senza dubbio molto diverso.”

Luigi Corvaglia 8:06 am - 22nd dicembre:

Dal
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/perche-vogliono-licenziarti/2169062/10
Di parere contrario l’economista Fiorella Kostoris per la quale è una questione di uguaglianza e per raggiungerla ha senso eliminare l’articolo 18. «Il mercato del lavoro in Italia è dualistico, ma si potrebbe pure dire a macchia di leopardo. Esistono i super garantiti, che sono i dipendenti di una certa età a tempo indeterminato e a tempo pieno, spesso maschi, e poi ci sono i super flessibili, che in genere sono i giovani, le donne, i meridionali, gli immigrati. E per eliminare questo dualismo si deve cambiare l’articolo 18, che ne è un’espressione, perché distingue tra chi lavora in una piccola e chi in una grande impresa. Inoltre la proposta del governo è volta ai nuovi assunti e, a mio avviso, l’introduzione di un mercato più flessibile, ma più stabile di quello dei precari, aiuterà l’assunzione di nuovi giovani ».
……………………………………………………………….
Ho deciso di impegnarmi a costruire una mappa del femminismo costituzionale e di potere.
A me sembra, potrei sbagliarmi per carità, che questa Kostoris ci rientra a pieno titolo.
Quelle due paroline “spesso maschi“, chissà perché ma mi inquietano.

Rino 12:16 pm - 22nd dicembre:

E’ ingiusto che ci sia chi ha una pensione decente quando altri ce l’hanno misera.
E’ ingiusto che ci sia chi ha delle garanzie quando molti altri non ne hanno.

Allora tu pensi: si porterà chi ha di meno a livello di chi ha di più, …tu pensi, tu credi, tu speri…

Errore: vanno tutti abbassati al livello minimo.
E così diventano tutti uguali.
Si chiama equità. Ineccepibile.

RDV

cesare 12:17 pm - 22nd dicembre:

Condivido l’inquietudine di Luigi Corvaglia: al posto di “maschi” in un con-testo così, ci sono stati tanti altri termini: per esempio “ebrei”, “senza fissa dimora”, “asociali”, “negri”, “drogati”, “comunisti”, “piccolo borghesi”, ecc. ecc., termini usati con razzistico disprezzo e preoccupazione.
A mio parere il femminismo con il suo canone sessista come interpretazione della realtà ha introdotto nel vivere civile e nella cultura contemporanea un seme di violenza che è andato progressivamente crescendo fino alle teorizzazioni della supremazia del genere femminile del femdominismo. Se tale è la pianta il seme la contiene in toto: il femminismo si è svelato una ideologia irrazionale, violenta e regressiva.
Tratte queste conclusioni circa la natura del femminismo è doveroso lanciare l’allarme e dispiegare tutti gli strumenti democratici per contenere una ideologia i cui sviluppi più violenti e sovversivi sono purtroppo ben lontani dall’essersi pienamente dispiegati. In altri termini: il treno che porta ad un compiuto regime violento, stolido e liberticida su base femdominsta è in corsa lanciata.

armando 2:30 pm - 22nd dicembre:

La Kostoris,lo dico come curiosità, era la moglie di Tommaso Padoa Schioppa, esponente dell’establishment teconocritico europeo e amico di Monti.
Mi spiace ma devo correggere Rino quando sostiene che la tendenza è all’uguaglianza ai livelli più bassi. Come nella fattoria degli animali, tutti sono uguali, ma qualcuno più uguale degli altri, ovvero qualcuno è meno uguale. E’ questo il senso degli sgravi fiscali per le aziende che assumono donne. Così che, nell’ambito di una generale difficoltà a trovare un lavoro, mio figlio è uguale ad una sua coetanea, ma un po’ meno uguale (o lei un po’ più uguale), perchè a parità di tutto il resto si vedrà preferito dalla collega in ragione del suo appartenere ad un sesso. Equità vo cercando!

Damien 2:33 pm - 22nd dicembre:

@Luigi:

Ieri sera vidi una trasmissione sulla “tv pubblica ma un pò piu rosa” denominata ITALIA SUL DUE, tale trasmissione, per sua stessa descrizione, si occupa dell’attualità, con un’attenzione particolare ai problemi dei ragazzi, delle giovani famiglie e con la proposta di modelli positivi e un LINGUAGGIO IN LINEA con le profonde TRASFORMAZIONI in atto nella società italiana.

Fonte: http://www.italiasuldue.rai.it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-6a938095-7cde-4d03-a49e-cf5c03bfc83c.html?homepage

Una delle invitate in studio, credo incaricata del wellfare lavorativo, che per puro stimolo di vomito ho dimenticato il nome, ma non la sua bella posa a gambe scosciate e capelli rigorosamente toccati a destra ed a manca per darsi un tono, come da sempre usa la conduttrice pseudo verginella Lorena Bianchetti che usa tali mezzi per spacciare eroTina come tante altre (basta digitare youtube Lorena bianchetti su google),in un suo intervento, caro Luigi, ha usato un nuovo neologismo sessista che cito:

” per tutti i giovani e LE DONNE!”

ora.. come saprai in quanto italiano come me, la costituzione non fà differenza di sesso, quindi che si senta tale affermazione in una tv pubblica, pagata da tutti, uomini compresi, non solo mi vengono i brividi, ma mi infervoro per due motivazioni, la prima perchè essa tradisce nel suo assunto la Costituzione, cosa molto grave ma che sembra lo sport nazionale in questi giorni, e che dovrebbe a regola tutelare i diritti di tutti, trans gay lesbiche, extracomunitari e diversamente abili compresi, e la seconda che chi la stava intervistando in studio, PAGATO dalla tv PUBBLICA, ergo dalle TASSE del canone ANCHE DEGLI UOMINI, non sia intervenuto a redarguirla su questo piccolo, insignificante – a sua ragione – dettaglio, ma si sa che il buon Milo Infante, ultimamente di rospi da mandare giù ne ha diversi, comunque anche lui riformato al femdominismo, si è guardato bene dal redarguirla su questo, ripeto, picccooooolisssssimo dettaglio.

Se lasciamo passare queste nuove terminologie, andremo incontro certamente a tutti quei risvolti propagandistici che hanno visto luce prima della nascita del nazismo! si tratta quindi, a mio avviso, di una subdola ma concreta propaganda nazifemdominista tout court che ormai da tempo prende sempre più spazio sulle reti pubbliche.

A riprova di ciò, cito una terminologia che ha del tutto sostituito la parola: Sfortunato/a con un termine che non solo sancisce la sacralità femminile, sul quale si baserebbe il benessere sociale degli uomini, ma (bellissimo!) al contempo ne definisce i contorni di alto valore finanziario – in altre parole, come se fosse una valuta riconosciuta da tutti- che giocoforza dona concrete basi solide quanto riteniamo la vulva un bene commerciale; Il termine è: SFIGATO. ormai ampiamente digerito da tutti, persino dalle stesse donne!

Fai pure il tuo lavoro Luigi, ne avremo sicuramente bisogno in futuro, e ti ringrazion sin da ora per l’impegno.

mauro recher 5:40 pm - 22nd dicembre:

non so se sia già stato postato ,ma ho appena letto questo articolo davvero interessante sul fatto quotidiano
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/20/dignita-rosa-falso-stupro-della-sedicenne/178884/
credo che ,in questo articolo , sia veramente descritta la vera propaganda del partito femdominista italiano (e non) “fermiamo i porno shop ,ma della commessa che prende una miseria c’è ne fotte “

cesare 5:55 pm - 22nd dicembre:

Che cosa mi viene in mente di fronte a questo dilagare linguistico e di giudizi tutti omologati al femdominismo? mi viene in mente che:
1) gli esiti del giuramento di fedeltà al fascismo – imposto ai professori universitari nel 1931 dalla regia di Giovanni Gentile – furono un successo per Mussolini. Seppure sotto ricatto, su oltre milleduecento accademici, soltanto dodici opposero un rifiuto;
2) e nientedimeno che all’Unversità di psicologia di Padova per una tesi sul valore del padre oggi, mi risulta direttamente, che si teme di rischiare il posto di professore e la laurea a fine studi;
3) e che fino alla fine dell’ URSS non c’era università italiana e intellettuale italiano che non argomentasse con ogni sorta di strumentazione filsofica, storica, poltica e scientifica, la superiorità del sistema sovietico. Il povero Bocca che aveva guardato dentro la cortina di ferro del Paradiso Dei Lavoratori, trovandolo in sostanza un paese molto arretrato e in una crisi gravissima, era deriso e isolato come propagandista della Nato;

Che voglio dire? che come tutte le bufale anche quelle femministe finchè danno latte vengono portate al pascolo. E’ solo ora che si comincia a venire a sapere delle mozzarelle di bufala di un bel blu cobalto: i verdi pascoli erano discariche.

cesare 1:21 pm - 28th dicembre:

Che sarebbe successo se il Ministro degli Interni Maroni avesse detto in una sede ufficiale quanto segue: “Io abolirei ogni festa celebrativa di glorie maschili, il maschio non deve sentirsi razza a parte, perchè noi maschi siamo molto meglio delle donne”. Quanti minuti si sarebbe dovuto aspettare prima che sul Ministro, giustamente, si abbattesse la bufera delle critiche da ogni parte politica?
Qui c’è un piccolo particolare ( Da Il Foglio di sabato 24 dicembre articolo di Stefano di Michele, titolo: “Le extraparlamentari”): “(..) la Cancellieri (quando è arrivata al Ministero degli Interni) si è fatta precedere da un sonoro: “Io l’8 marzo lo abolirei, la donna non deve sentirsi razza a parte, perchè noi donne siamo molto meglio degli uomini”". Un Ministro della Repubblica, con l’incarico delcatissimo del Ministero degli Interni, ha dunque queste convinzioni e le rende ufficialmente di pubblico dominio. L’avessero eletta i cittadini, avendo la Cancellieri, come candidata, fatto pubblicamente conoscere il suo pensiero sulla superiorità del genere femminile su quello maschile, avremmo senz’altro avuto consapevolezza chiara che si trattava di una esponente di un partito con pre-giudizi sessisti, dopodichè, ammesso che riuscisse a passare il vaglio della legittimazione delle leggi costituzionali, se eletta, poteva andare ad occupare le cariche di governo che volevano attribuirle. Ma chi l’ha eletta questa signora dalle opinioni caratterizzate da questi pre-giudizi sessisti? chi conosceva le sue opinioni così discutibili e dalle possibili gravi conseguenze? ma come è possibile che al Ministero degli Interni ci vada chi esprime pre-giudizi di genere e, pertanto implicitamente legittima l’ipotesi di avere un pensiero discriminatorio, riguardo il valore dei cittadini? perchè non dobbiamo pensare che le sue parole non determinino in qualche modo un orientamento a un trattamento disuguale dei cittadini italiani in base al sesso? ipotesi e preoccupazione tanto più fondata anche a seguito delle recenti cronache che hanno evidenziato quale gravissimo problema ci sia per atteggiamenti sessisti antimaschili emersi nei “trattamenti speciali” contro fermati e/o detenuti maschi; trattamenti che finiscono con la morte del detenuto e di cui spesso si pretende di dare ragione con spiegazioni assai prossime a inaccettabili pre-giudizi. In questa gravissima situazione di morti ammazzati con frequenza che ricorda i caduti da azioni di guerra, un Ministro degli Interni ribadisce, affermando la superiorità del genere femminile, indirettamente l’inferiorità dei maschi ? fra cui inesorabilmente anche quelli che finiranno nelle camere di Sicurezza? carne da pestaggi mortali i maschi, a differenza delle donne che meritano rispetto, incolumità e altra considerazione una volta arrestate? e ancora: dobbiamo interpretare alla luce di queste dichiarazioni anche il fatto che il primo gesto da Ministro degli Interni della sig.ra Cancellieri è stato di rendere omaggio ad una detenuta suicida quando qualche giorno prima si era suicidato il 62 esimo (e oltre) detenuto maschio?
E’ rilevante o no che queste dichiarazioni siano state pronunciate e rese pubbliche da chi, da Ministro degli Interni, ha anche il compito di orientare, secondo il principio costituzionale di pari valore e dignità e uguaglianza dei cittadini, l’azione e il giudizio di centinaia di migliaia di agenti che ogni giorno hanno a che fare con cittadini maschi e femmine? E invece nessuno ha chiesto al Ministro una spiegazione in merito al suo pre-giudizio di genere e nessuno dice niente.

Marco 3:22 pm - 28th dicembre:

Cesare, al pari di Daniele mi chiedo: ma gli uomini cosa dicono? Dove sono? Che fanno? Perché tacciono? Perché non aprono la bocca? Perché quando c’è di mezzo la destra e la sinistra, il calcio, il lavoro e quant’altro, gli uomini si scannano, ma quando ci sono di mezzo le donne non fiatano neppure?
Mi chiedo anche: ma altrove è così? Oppure gli uomini sono rimbecilliti solo nei paesi industrializzati e femministizzati?

cesare 4:03 pm - 28th dicembre:

Marco hai presente la fine dell’Impero romano? panem et circenses (e troie)?

Luigi Corvaglia 5:38 pm - 28th dicembre:

Area: Femminismo e Potere
Settore: Informazione e mass media.
Attività: Lobbying e Dis-Informazione.
………………………………………………………………….
http://giulia.globalist.it/
http://www.articolo21.org/4344/notizia/giulia-rete-delle-giornaliste-oggi-la.html
e l’ultimo articolo della Portavoce:
http://www.articolo21.org/4480/notizia/2011-lanno-delle-donne.html

Damien 12:24 am - 29th dicembre:

@Marco:

Ogni giorno, muoiono gli uomini sul posto di lavoro.

Ogni giorno, il bisfenolo a (http://it.wikipedia.org/wiki/Bisfenolo_A), praticamente intorno a noi ed alcune condizioni lavorative che esponogono gli uomini a radiazioni, a sostante tossiche o a microtraumi, aumentano il rischio di infertilità.

Anche l’esposizione agli inquinanti prodotti dal traffico urbano agisce negativamente. Il fumo di sigaretta nuoce agli spermatozoi: i fumatori spesso hanno più spermatozoi con morfologia anormale.

Lo stesso stile di vita, se eccessivamente stressante, riduce la fertilità.
lede la sessualità maschile dalla nascita all’uomo adulto.
(http://www.iss.it/pres/prim/cont.php?id=748&tipo=6&lang=1)

Ogni sabato, migliaia di ragazzi ed alcune ragazze, muoiono sulle strade per abuso di alchool e per droghe, esse minano il futuro delle generazioni a venire, in prevalenza maschili.

Ogni giorno, scompaiono gli uomini dalla televisione ai posti pubblici, dalle scuole alle università.

Ogni giorno, si vedono privilegi per le donne a danno di uomini, dall’ingresso gratis nei locali, ai divorzi nei tribunali.

Ogni giorno, il nazifemdominismo elimina come MALE ogni cosa, situazione, idea e futuro legata al maschile, e plagia la loro mente al verbo femminista.

Il problema, Marco, non è chiedersi cosa gli uomini dicono, dove sono e che fanno, il problema è che tra qualche decennio qualcuna farà questa domanda… ad un pubblico di sole donne.

Marco 8:22 am - 29th dicembre:

@ Damien -
Il problema, Marco, non è chiedersi cosa gli uomini dicono, dove sono e che fanno, il problema è che tra qualche decennio qualcuna farà questa domanda… ad un pubblico di sole donne.
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Secondo me, invece, bisogna chiederselo cosa dicono e fanno gli uomini, perché insomma, le donne non sono mica degli alieni… sono esseri viventi che dal punto di vista fisico sono inferiori a noi uomini, perciò non attribuiamogli più poteri di quelli che hanno, cerchiamo di non esagerare, perché senza il consenso maschile le nostre care donne non potrebbero combinare nulla.
Per il resto non credo proprio che fra qualche decennio qualcuna farà questa domanda ad un pubblico di sole donne, perché la società che verrà sarà molto diversa da quella che conosciamo noi. Cina, India, Brasile, ecc, avanzano sempre più, ossia Paesi che si portano dietro una storia, una cultura totalmente diversa.
Per esempio, dubito fortemente che in medio oriente, in Israele o in Africa, le donne parleranno fra di loro…
Inoltre, sono del parere che nei prossimi decenni possa scoppiare qualche conflitto molto grave, e non è da escludere che possa essere pure mondiale.
Secondo certi esperti in materia, un giorno si rischierà di fare la guerra anche per le risorse idriche, che in certe zone del pianeta scarseggiano già.

Marco 8:33 am - 29th dicembre:

@ Damien -
Ogni giorno, si vedono privilegi per le donne a danno di uomini, dall’ingresso gratis nei locali, ai divorzi nei tribunali.
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E secondo te il silenzio, l’inerzia maschile, non conferiscono un gran potere alle donne?
Chi è che decide gli ingressi gratis nei locali?
Forse le donne? A me risulta che siano gli uomini.
Damien, dalle mie parti (nel Lazio) le donne entravano gratis o avevano sconti anche venti anni fa, quando ero un adolescente di 17 anni.
Non credo si possa seguitare ad essere simmetrici* alle femministe, sostenendo che se gli uomini tacciono è solo colpa del femminismo che gli ha lavato il cervello, perché la questione è molto più complessa, ed affonda le radici nella nostra cultura, quindi nei secoli dei secoli, nel mammismo, nel culto della mamma e della donna, nella mentalità mafiosa e autolesionista, nel disfattismo tipico degli italiani (specie in certe regioni del sud).
@@@@@
* Come sai, secondo le femministe le donne si spogliano perché “condizionate a farlo dalla società patriarcale e maschilista”, oppure ragionano e si comportano in un certo modo sempre perché “psicologicamente schiave” della suddetta società.
Ecco, non mi sembra il caso di ragionare come loro…

Luigi Corvaglia 7:15 pm - 30th dicembre:

Per cercare di “redimervi” ….. :roll: pongo alla vostra attenzione la letterina di Natale della Serenella Molendini, consigliera di parità della Regione Puglia, nonché, in prorogatio, della Provincia di Lecce (della serie due stipendi sono meglio di uno). Non ho avuto il tempo di rispondergli, ma lo farò.
…………………………………………………………………
http://www.iltaccoditalia.info/sito/index-a.asp?id=19278
La letterina a Babbo Natale di Serenella Molendini
27 dicembre 2011
Più occupati. Donne incluse
Di Serenella Molendini
LECCE – Caro Babbo Natale, quest’anno la preoccupazione per la situazione drammatica in cui si trova il nostro Paese mi fa essere molto triste e con poca voglia di festeggiare.
Il nostro Paese è in piena depressione con un Pil in calo dello 0,5%. Ma magari fosse solo quello il dato negativo! Infatti, ci hanno detto che anche la disoccupazione crescerà, che molte aziende sono in crisi e che le famiglie soffriranno ancora di più.
E i giovani e le donne?
L’Italia si trova oggi nella paradossale condizione di dover fronteggiare, da un lato, una crisi economica di dimensione “planetaria” e, dall’altro, di fare a meno della metà della popolazione attiva, quella con maggior livello di capitale umano, quella su cui occorrerebbe investire, quella potenzialmente più innovativa, più adatta alla nuova società della conoscenza.
Le donne al lavoro, invece, spesso sono considerate una “minoranza ingombrante” che porta guai perché hanno il privatissimo vizio di fare figli, sono insofferenti alla rigidità degli orari, hanno molta fiducia nel merito, chiedono nuove regole e una diversa organizzazione, perché non separano, come fanno gli uomini, ermeticamente lavoro e vita.
Caro Babbo Natale, vedi, un grande regalo potrebbe essere proprio quello di far comprendere ai politici nazionali che l’ingresso delle donne nel mercato del lavoro può, invece, portare due enormi vantaggi sotto il profilo economico: aumento del reddito delle famiglie, perché se anche la donna guadagna, le famiglie hanno maggiore capacità di risparmio e di investimento, più sicurezza significa anche maggiore disponibilità ad assumere rischi, a scommettere sul futuro, ad accettare flessibilità e cambiamenti, e, dunque, l’occupazione femminile favorisce così il dinamismo dell’economia e della società; creazione di altro lavoro in quanto le famiglie a doppio reddito consumano molti più servizi delle famiglie monoreddito. Il che significa nuovi posti di lavoro e una nuova ricchezza diffusa. E significa pure meno culle vuote e meno bambini poveri. Si tratta di fenomeni apparentemente indipendenti, ma in realtà non è affatto così. Perché al contrario di quanto siamo abituati a pensare, una donna che lavora non per questo fa meno figli.
Pertanto è necessario progettare interventi che contrastino la disoccupazione o l’esclusione sfiduciata, volontaria dal mercato del lavoro per darsi come obiettivo strategico un futuro con la piena occupazione. La Puglia è sulla buona strada, perché sta investendo tanto nel lavoro, nell’innovazione e nei servizi, ma da sola non ce la può fare, se a livello nazionale, i fondi per le politiche sociali, per gli asili nido, per l’assistenza ai non autosufficienti non ci sono. E dunque le donne rischiano più degli altri nella grande crisi, quando la priorità diventa la tutela del posto di lavoro del maschio adulto capofamiglia, quale che ne sia il costo.
E allora cosa chiederti Babbo Natale?
Sicuramente più lavoro, ma che sia buon lavoro, sostenibile, sicuro e non nero, con un’organizzazione più attenta ai bisogni della famiglia.
Una nuova cultura per l’ambiente: le risorse non sono infinite, il vecchio modello di sviluppo non è più sostenibile, come dice Spencer Wells dobbiamo imparare ad usare due nuove parole chiave: la frugalità e la parsimonia per garantire uno sviluppo di società più inclusiva di quella attuale. E le donne su questo sono bravissime.
Una maggiore giustizia sociale: è quello che chiedono tanti giovani uomini e donne in tutto le piazze del mondo. Serve ridistribuire in modo equo lavoro, ricchezza, potere e sapere contro quella che il sociologo De Masi chiama “la tirannia del denaro”.
Insomma Babbo Natale, forse se tu fossi Mamma Natale a queste cose ci avresti già pensato da solo ed io non sarei qui a chiederti di intervenire.
Un Buon Natale a tutte/i e un 2012 di serenità e, perché no, un po’ di felicità per tutte le Donne!
…………………………………………………………………

p.s.: il passaggio sulla frugalità e la parsimonia lo trovo esilarante :D

Fabrizio Marchi 7:39 pm - 30th dicembre:

“forse se tu fossi Mamma Natale a queste cose ci avresti già pensato da solo ed io non sarei qui a chiederti di intervenire”. (dice la consigliera per le pari opportunità della Regione Puglia con doppio incarico e doppio stipendio)
E ti pareva che anche Babbo Natale ci andava di mezzo, anche lui con il peccato originale. Potremmo fare come la Spagna di Zapatero (e ora dei conservatori).Facciamo una legge per cambiare la favola e insegnarla nelle scuole. Babbo Natale d’ora in poi sarà “Mamma Natale”. A questo punto anche il Bambinello nella grotta potrebbe essere una “Bambinella”, perché no? (a proposito, appartenendo al genere maschile, si presuppone che anch’Egli fosse viziato all’origine, reo di una colpa inestinguibile) Il bue e l’asinello si trasformano in una vacca (pardon, ruggini goliardico-maschiliste…), volevo dire in una mucca e in un asinella.
Fantastico! (si fa per dire…), l’umanità è strozzata (nel vero senso della parola) dal capitalismo finanziario e dai loro lacchè, autorevolissimi esperti di geopolitica non escludono scenari che definire preoccupanti (leggi conflitti mondiali) è un eufemismo e c’è questa gente, pagata dai contribuenti, che va in giro a raccontare queste puttanate.
Sono da sempre un antistalinista convinto, però ragazzi, lasciatemelo dire, anche se qui lo dico e qui lo nego, come si suol dire, un pò di campo di rieducazione a queste/i non gli farebbe mica tanto male…
Fabrizio

Daniele 7:43 pm - 30th dicembre:

>>>>>>>>>
la frugalità e la parsimonia per garantire uno sviluppo di società più inclusiva di quella attuale.
E le donne su questo sono bravissime.
>>>>>>>>>
ahahahah!! Frugalità e parsimonia sarebbero qualità femminili? ahahahah!!

Leonardo 10:19 pm - 30th dicembre:

il Bambinello nella grotta potrebbe essere una “Bambinella”
++++++++++++++++++++++++++
http://www.technodisco.net/img/tracks/m/mercyful-fate/2406409-mercyful-fate-mercyful-fate.jpg

armando 10:44 pm - 30th dicembre:

Quella letterina (letterina, proprio come le ragazzotte di una qualche trasmissione mediaset) è un concentrato triplo delle solite banalità politically correct, delle solite “opinioni” (si fa fatica a anche a definirle tale) medie, intrise di luoghi comuni indotti dalla potenza dei media e ripetuti come un mantra da chi proprio non riesce a pensae con la propria testa. Per me è perfettamente inutile cercare una qualsiasi interlocuzione con questi, ed è anche inutuile farsi sangue amaro. Gli stupidi esisteranno sempre.
armando

Rino DV 12:57 pm - 31st dicembre:

Era chiaro che il carattere maschilista di Babbo Natale doveva finalmente venir smascherato.
Mamma Natalina è meglio.
Anzi, è meglia.

>>
La frugalità e la parsimonia per garantire uno sviluppo di società più inclusiva di quella attuale.
E le donne su questo sono bravissime.
>>

Allucinante!

RDV

Fabrizio Marchi 3:00 pm - 31st dicembre:

Anche se la situazione generale è quella che è, non dobbiamo mai perdere l’ottimismo della volontà (e un pò, anche della ragione, su, perchè essere sempre pessimisti…).
Auguriamo quindi a tutti un Felice Anno Nuovo, che sia ricco di nuove prospettive e orizzonti, specie per il movimento maschile!
Fabrizio.

Luigi Corvaglia 6:58 pm - 31st dicembre:

Fabrizio, raccolgo e rilancio.
AUGURI A TUTTI ED A TUTTE
Che le prospettive del movimento maschile siano positive, ne sono più che convinto. Dobbiamo solo uscire dal virtuale e dare l’esempio (detto niente …. :-* ). Solo così possiamo dare coraggio agli altri uomini.

Marco 8:05 pm - 31st dicembre:

Buon Anno anche da parte mia.

Luigi Corvaglia 8:54 pm - 31st dicembre:

Sviluppi della letterina di Natale femminista.
Dopo un plurimo intervento di un certo Massimo Proietti :roll: , una redattrice del giornale, che conosco, ha commentato brevemente dicendosi senza parole per il commento del suddetto e delle teorie ivi contenute.
Riporto il mio intervento ed aspetto. ;-)
…………………………………………………………………….
Cara Laura, ognuno è responsabile di ciò che scrive, per cui non entro in merito a quanto detto dal sig. Proietti.
Penso però che le parole per replicare a me non ti mancheranno. Perché vedi su di una cosa (Proietti) ha sicuramente ragione. Ed è quando afferma che la Molendini “… definirla una faziosa femminista, è un eufemismo.”
Innanzitutto non stiamo parlando della persona di cui al seguente link? http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/notizie/cronaca/2011/11-novembre-2011/ufficio-stampa-solo-le-donneconsigliera-parita-esclude-uomini-1902131801106.shtml che già mi pare si commenti da solo.
Iniziamo con la lettera (tra virgolette le espressioni della consigliera).
“E i giovani e le donne?”
Questa è la meno grave. Solita formuletta politicamente corretta da usare su tutto, anche se …scusami capisco i giovani, vera ed unica speranza di ogni comunità e che presumo ambosessi, giovani uomini e giovani donne. Ma le donne cosi in generale, che significato ha? Asserire in tale maniera, come poi conferma anche dopo, significa porre un valore aggiunto a tutte solo in quanto donne. Questo è un modo sessista di ragionare, oltre che assurdo, perché estremizzando, porrebbe sullo stesso piano (non sembri blasfemo, è solo per farmi capire) ad esempio una Rita Levi Montalcini e la Ruby nazionale. E non mi sembra proprio il caso.
“…… quella con maggior livello di capitale umano, quella su cui occorrerebbe investire, quella potenzialmente più innovativa, più adatta alla nuova società della conoscenza.”
Se non è sessismo questo io mi faccio frate (e non sono nemmeno credente)!!
“…. E dunque le donne rischiano più degli altri nella grande crisi, quando la priorità diventa la tutela del posto di lavoro del maschio adulto capofamiglia, quale che ne sia il costo.”
Su quale pianeta vive la nostra consigliera? Su Venere? Se scende sulla Terra, non a caso tra Venere e Marte, vedrà tutto un’altro film. Quando si cercano di salvare dei posti di lavoro e si deve dolorosamente tagliare, si cerca di salvaguardare almeno i nuclei familiari monoreddito, chicchessia il percettore di reddito. Qualcuno glielo comunichi. Se non è sessismo questo io mi faccio priore!!
” ….. come dice Spencer Wells dobbiamo imparare ad usare due nuove parole chiave: la frugalità e la parsimonia per garantire uno sviluppo di società più inclusiva di quella attuale. E le donne su questo sono bravissime.”
Si certo, come no, difatti. Chiedete ai pubblicitari, ai negozianti, ai commercianti qual’è la loro figura chiave, il loro target. Comunque sia, usa categorie assolute ed in maniera assoluta le associa alle donne. Tutti sappiamo che non è così, è plateale, non dipende dal sesso. Per lei si. Se non è sessismo questo mi faccio vescovo!!
Tralascio il Buon Natale di rito, ma con occhio particolare (pensa solo se la facesse un uomo questa cosa) e passo alla chicca.
” …. Insomma Babbo Natale, forse se tu fossi Mamma Natale a queste cose ci avresti già pensato da solo ed io non sarei qui a chiederti di intervenire.”
Su questa non dico niente, non voglio insultare l’intelligenza di chi legge, si commenta benissimo da sola. E se riesci a non vederci del razzismo di genere …. a beh … cambia occhiali.
Comunque Buon Anno a te ed a tutti i lettori.

Ethans 12:17 am - 1st gennaio:

Buon 2012 a tutti ;) ))

Luigi Corvaglia 12:32 am - 1st gennaio:

Auguri anche a te Ethans!! 8)

Fabrizio Marchi 1:34 pm - 1st gennaio:

Ottima risposta a quella redattrice, Luigi. Questa gente ormai straparla. Non so neanche se si rendano conto della gravità delle cose che sostengono con quella sorta di candore e quasi di beata (finta) ingenuità che le/i contraddistingue.
Proprio la tua risposta mi ha dato lo spunto per una riflessione che ho appena pubblicato nello spazio degli articoli.
Fabrizio

Luigi Corvaglia 2:25 pm - 13th gennaio:

Aggiornamento dalla lobby giornalistico-femminista GiULiA
http://giulia.globalist.it/Detail_News_Display?ID=6181&typeb=0

Luigi Corvaglia 11:32 pm - 17th gennaio:

http://www3.lastampa.it/donna/sezioni/articolo/lstp/438701/

17/01/2012 – IL CASO
“Per le donne dovete fare di più”
Il Comitato Onu sferza l’Italia

Violeta Neubauer, membro del Comitato Onu per l’eliminazione delle discriminazione nei confronti delle donne, che vigila sull’applicazione dell’omonima convenzione internazionale
La Cedaw presenta un rapporto
che inchioda Roma: stereotipi,
violenze e troppe discriminazioni
La Consigliera di parità replica:
“Ma sul lavoro siamo migliorati”
LAURA PREITE
ROMA
«L’Italia deve fare molto di più, c’è uno scarto tra legge e sua applicazione che va colmato, le donne non sono il problema ma la soluzione», questo l’appello accorato, oltre che nei termini, anche nei modi, di Violeta Neubauer, membro del Comitato Onu per l’eliminazione delle discriminazione nei confronti delle donne, che vigila sull’applicazione dell’omonima convenzione internazionale, la Cedaw, nella sala Mappamondo della Camera dei deputati, in occasione della presentazione del rapporto ombra sui diritti delle donne in Italia.

Le osservazioni del Comitato Cedaw
La Cedaw è il principale strumento internazionale di riconoscimento e difesa dei diritti delle donne. Per la prima volta una decina di associazioni ha presentato, a New York, lo scorso luglio, in contemporanea con la presentazione del rapporto quadriennale del Governo italiano sull’implementazione della Convenzione, un rapporto-ombra che mette a fuoco le criticità della situazione nazionale rispetto alle norme contenute nella carta, iniziando un dibattito. Le Osservazioni conclusive del Comitato, successive al lavoro degli stati membrei e delle Ong hanno sintetizzato diverse criticità soprattutto nella rappresentazione stereotipata (punto 22-25) e per quanto riguarda la violenza (26-27). I due fattori sono messi in relazione.

Si legge nel rapporto: “Il Comitato rimane profondamente preoccupato per la rappresentazione della donna quale oggetto sessuale e per gli stereotipi circa i ruoli e le responsabilità dell’uomo e della donna nella famiglia e nella società. Tali stereotipi, contenuti anche nelle dichiarazioni pubbliche rese dai politici minano la condizione sociale della donna, come emerge dalla posizione svantaggiata in diversi settori, incluso il mercato del lavoro, l’accesso alla vita politica e alle cariche decisionali”. Il Comitato raccomanda l’adozione di codici di condotta e di essere aggiornato fra due anni (e non dopo i canonici quattro), sui risultati raggiunti. Preoccupa anche il tema della violenza di genere, quella verso bambine e donne adulte, uccise dai propri compagni, mariti, o ex, (è la prima causa di morte per le donne dai 15 ai 44 anni). Sono necessari, per il Comitato, garantire case rifugio dove le donne in fuga possano sentirsi al sicuro ed essere assistite, e la formazione di personale giudiziario, medico e sociale qualificato che le possa assistere in tutte le fasi del processo. Così come è necessario per l’Italia ratificare la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza nei confronti delle donne firmato a Istanbul lo scorso maggio da 10 stati europei.

Il rapporto ombra
Il lavoro delle Ong ha facilitato l’attività di monitoraggio del Comitato. I punti critici, individuati dalla Piattaforma Cedaw (a cui hanno aderito Actionaid, Arcs arci, Fondazione Pangea, associazione Differenza donna, Be free, Casa internazionale delle donne, fratelli dell’uomo, Giuristi democratici e le9) sono diversi: lavoro e welfare, tratta e prostituzione, stereotipi e rappresentanza politica, violenza, diritti sessuali e salute riproduttiva. «Saremo il watchdog, il cane da guardia – spiega Rossana Scaricabarozzi di Actionaid tra le rappresentanti della Piattaforma, presenti all’incontro moderato dalla giornalista Rai Tiziana Ferrario – vigileremo affinché le misure contenute nella Cedaw e le raccomandazioni vengano attuate, se non arrivano risposte ci attiveremo per sollecitarle, vogliamo iniziare un dialogo con le istituzioni nazionali e internazional». Al tavolo politico, dove sono seduti gli onorevoli Calipari (vicepresidente del Pd alla Camera), Saltamartini (Pdl) Di Giuseppe (Idv) e Della Vedova (Fli), si snocciolano proposte concrete per migliorare la condizione delle italiane, come reintrodurre il divieto delle dimissioni in bianco, (dove c’è già il progetto di legge n.3009 dell’onorevole Gatti) e riformare la legge elettorale prevedendo un’equa rappresentanza dei due generi per esempio con il meccanismo della doppia preferenza.

Il parere della Consigliera nazionale di parità
A difendere il lavoro del Governo, c’è la Consigliera di parità Alessandra Servidori, mentre il ministro del Lavoro e delle Pari Opportunità Elsa Fornero è impegnata a incontrare Rashida Manjoo, relatrice speciale delle Nazioni Unite per la violenza contro le donne, in visita in Italia.

A lei spetta il compito di rispondere alle accuse di superficialità e inadempienza del comitato Cedaw e dell’assenza di un’adeguata pubblicità della Convenzione:«Ventun rappresentanti del governo italiano hanno redatto il rapporto, è stato molto partecipato, non era mai capitato prima. Ricordo ciò che è stato fatto, in particolare dal ministero del Lavoro da cui dipendo: il testo unico sulla sicurezza (n.81 del 9/04/2008), che riconosce alcune patologie professionali al femminile, l’Osservatorio sulla contrattazione decentrata e la conciliazione dei tempi di vita e lavoro, e con la Finanziaria si sono introdotte all’articolo 53 del contratto di produttività, agevolazioni fiscali alle aziende che favoriscono la flessibilità e ai lavoratori e alle lavoratrici. A questo si aggiunge il piano nazionale contro la violenza di genere e lo stalking, il numero unico nazionale 1522. Mi spiace solo che il nostro lavoro non abbia avuto il riconoscimento dovuto». Neubauer conclude: «Il Comitato riconosce il grande lavoro del Governo ma abbiamo ricevuto molte risposte generiche. Il ruolo del Comitato è difendere i diritti delle donne e non siamo soddisfatti con l’applicazione della Cedaw».

cesare 11:20 am - 18th gennaio:

Sotto il termine “parità” di fatto è portata avanti ovunque nel Mondo una politica che consiste nella affermazione unilaterale degli interessi del genere femminile. Mai nella Storia umana si è visto un insieme di organizzazioni più numeroso, coerente e sinergico operare perchè ogni richiesta arbitraria a favore di una parte sociale venga accolta e senza incontrare la minima resistenza al suo operare. La totale mancanza di contenimento e controllo di queste organizzazioni e della loro azione, le conferma nel delirio di onnipotenza e le rafforza nella determinazione di ottenere una sistematica deformazione a proprio vantaggio della realtà e della verità. Quando una qualunque forza entra in gioco senza incontrare competitori di alcun genere è gioco forza che giorno dopo giorno confermi il suo potere in un arbitrio sempre più esteso e incontrollato fino a dilagare in un futuro da incubo. E’ pertanto legittimo ipotizzare scenari futuri di soverchiante privilegio al femminile, di soppressione di diritti e violenze istituzionalizzate contro il genere maschile. Del resto, di questo futuro, già nel presente si intavvedono, già poste, le fondamenta e le linee di tendenza.

Sandro2 1:16 pm - 18th gennaio:

http://affaritaliani.libero.it/sociale/parita-donne-miraggio-in-italia170112.html
La parità tra uomini e donne? In Italia è ancora un miraggio
Martedì, 17 gennaio 2012 – 09:31:00

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Si chiama “Rapporto Ombra” e fotografa la condizione delle donne in Italia in base alla Convenzione per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne (Cedaw), adottata dall’Assemblea Generale dell’Onu nel 1979 e ratificata dall’Italia nel 1985. La Convenzione è il trattato internazionale di riferimento sui diritti delle donne per garantire pari opportunità in ambito sia pubblico che privato. Ogni quattro anni gli Stati firmatari devono presentare un rapporto sui risultati richiesti dalla Cedaw. Ma anche la società civile può redigire parallelamente un proprio rapporto, il cosiddetto “Rapporto Ombra”, per fornire al Comitato Cedaw una propria analisi della condizione delle donne nel proprio paese.

Dopo aver esaminato il Rapporto governativo e il Rapporto Ombra, il Comitato, composto da 23 esperti di tutto il mondo, formula le proprie raccomandazioni allo Stato che è tenuto a risponderne. Il “Rapporto Ombra” ha ricevuto l’adesione di più di 140 organizzazioni italiane. Il 3 agosto 2011 il Comitato Cedaw ha pubblicato le sue valutazioni sull’impegno dell’Italia nella tutela e nella promozione dei diritti delle donne e ha rivolto al Governo una serie di raccomandazioni per migliorare il suo operato, prendendo in considerazione le preoccupazioni sollevate dalla piattaforma “Lavori in Corsa: 30 anni Cedaw”, costituita da diverse realtà della società civile. Il rapporto spazia su tutti i temi della condizione femminile ricalcando gli ariticoli della Convenzione per sottolinearne il mancato rispetto nel nostro paese. Lavoro, maternità, cittadinanza, pensioni, ruolo delle donne nei media sono alcuni dei settori analizzati.

La pensione delle donne resta mediamente più bassa del 30,5% rispetto a quella degli uomini: gli uomini rappresentano il 47% dei pensionati ma incassano il 56% del “monte pensioni”: in media 17.137 euro rispetto agli 11.906 euro delle donne. La situazione peggiora ulteriormente per le donne che lavorano con la partita IVA perché non hanno tutele minime in materia di maternità, e nessuna protezione per quanto riguarda la cura dei figli piccoli o di familiari non autosufficienti.

In televisione e nella pubblicità le donne sono ancora oggi in prevalenza raffigurate come oggetti sessuali o brave mamme di famiglia. Il corpo delle donne, nudo o seminudo, viene utilizzato per vendere qualsiasi tipo di prodotto con immagini che calpestano ed umiliano la dignità della donna. “È ancor più preoccupante come nella comunicazione pubblicitaria sembra non esserci alcuna differenza tra una donna e una bambina: alla bambina vengono riproposti gli stessi ruoli stereotipati interpretati e subiti da una donna adulta: deve essere sexy, ammiccante, avvenente o giocare il ruolo di ‘mamma’, mentre i maschietti devono essere forti, coraggiosi, intraprendenti e non emotivi” sottolinea il rapporto. Per il ruolo delle donne nei media, si ritrovano gli stessi stereotipi: il Censis registra che il 53% delle donne che appaiono in televisione non ha voce, il 43% delle donne è associato a temi come sesso, moda, spettacolo e bellezza, e solo nel 2% dei casi ai temi di impegno sociale e professionalità.

In Parlamento soltanto il 20% dei deputati e dei senatori è donna, registrando una delle percentuali più basse in Europa e nel mondo e configurando una “carenza di democrazia”. Nei Consigli regionali di Calabria e Basilicata non è stata eletta nessuna donna, nella Giunta regionale siciliana, su 12 assessori solo 1 è donna. “Per rimediare a questa grave violazione l’unica soluzione possibile è il ricorso al Tribunale amministrativo regionale (Tar) perché dichiari l’illegittimità delle Giunte che non rispettano criteri di rappresentanza di genere – dice il rapporto – Tuttavia, neanche questo strumento si è rivelato adeguato a tutelare effettivamente il diritto alla rappresentanza delle donne, perché i vari Tar seguono orientamenti diversi, determinando una ulteriore disparità tra le donne appartenenti a Regioni diverse.

Sempre in tema di diritti civili, per le donne straniere è un problema anche il meccanismo di acquisizione della cittadinanza per matrimonio o per residenza. Nel primo caso possono passare da 1 fino a 4 anni prima che venga ufficialmente riconosciuto tale diritto, “a condizione che la posizione coniugaledella donna non cambi, perché in caso di divorzio o separazione, la sua richiesta viene rigettata”.

Secondo il rapporto, “ i tempi particolarmente lunghi di questa procedura rendono la donna dipendente dal marito nel periodo di attesa della sua richiesta, esponendola quindi a un ricatto da parte del marito in diversi casi”. Per le donne straniere che lavorano, il percorso di acquisizione del permesso di soggiorno e della cittadinanza risulta particolarmente difficile data la loro situazione caratterizzata dalla mancanza di contratti di lavoro regolari, da un’estrema precarietà e da redditi molto bassi. Anche questa situazione pone le donne straniere sotto l’autorità dei datori di lavoro (o dei mariti), rendendole facilmente ricattabili e ostacolando il loro percorso di integrazione nella società.

Sui temi del lavoro e dell’istruzione, la situazione appare discriminatoria anche per le donne italiane. All’Università si iscrivono donne in prevalenza, ottengono i voti migliori, si laureano in minor tempo, tuttavia continuano ad affrontare enormi difficoltà di accesso al mondo del lavoro universitario e i tagli della riforma Gelmini saranno un ulteriore ostacolo. Le studentesse rappresentano il 58% dei laureati, ma le ricercatrici universitarie sono il 40%, le professoresse associate il 32%, le ordinarie solo il 14% e sono 2 le uniche donne rettore in tutta Italia. Anche la “fuga dei cervelli” si tinge prevalentemente di rosa: “ è ancora diffuso lo stereotipo e l’idea ingiusta che non valga la pena investire nella formazione e attribuire fondi per la ricerca a chi poi un giorno diventerà madre e dovrà occuparsi anche del lavoro di cura togliendo tempo alla ricerca” sottolinea il rapporto.

Una donna su due non cerca lavoro, e nelle Regioni del Sud il tasso raggiunge picchi del 63%. Spesso o assorbite come forza lavoro dal mercato nero, a discapito dei propri diritti, o restano a casa. Le cause della difficoltà per le donne ad inserirsi e mantenere il lavoro sono molteplici. Spesso sono la maternità oppure l’accudimento di membri della famiglia disabili, malati permanenti o molto anziani. Per esempio, in Italia oltre un quarto delle donne occupate abbandona il lavoro dopo la maternità: solo nel 2010 per questo motivo 800 mila donne sono uscite dal mercato del lavoro. Una delle cause è la difficoltà di passare in azienda da un lavoro full time a uno part time. Infine c’è il problema delle ‘dimissioni in bianco’, una pratica usata dai datori di lavoro per licenziare le lavoratrici in maternità. Per porvi fine, nel 2007 il Parlamento italiano aveva approvato una legge in base a una direttiva europea. Ma il provvedimento è stato abrogato con un decreto legge del Governo Berlusconi nel giugno del 2008.
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Sandro2 1:29 pm - 18th gennaio:
Sandro2 1:38 pm - 18th gennaio:

Come ero solito scrivere anni fa, questa è una guerra vera, “invisibile” e non ufficialmente dichiarata; ma guerra.
Guerra a tutto campo contro gli uomini, portata avanti non solo dalle femministe militanti ma anche dalle nostre stesse madri, mogli, fidanzate, amanti, sorelle, le quali, guarda caso, tolta qualche eccezione più rara dei panda in via di estinzione, NON si dissociano mai da certe vaginate. Anzi.

Rino DV 6:47 pm - 18th gennaio:

Sandro2
>>
..anche dalle nostre stesse madri, mogli, fidanzate, amanti, sorelle, le quali, guarda caso, tolta qualche eccezione più rara dei panda in via di estinzione, NON si dissociano mai da certe vaginate
>>

Nonostante il fatto che – pur se raramente – risulta possibile parlare di QM con le DD, mentre con gli UU è tabù pieno, bisgona prendere atto che, a parte le militanti (che fanno il loro mestiere), ci sono poi le praticanti (che sono la maggioranza) e infine le “paracule” che portano il numero alla quasi totalità.

RDV

Fabio C. 9:10 pm - 18th gennaio:

Come ero solito scrivere anni fa, questa è una guerra vera, “invisibile” e non ufficialmente dichiarata; ma guerra.
(Sandro2)
°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Concordo, perché anche se è costantemente negato dalle stesse femministe, è realmente in atto una guerra contro il genere maschile.

Alessandro 9:18 am - 19th gennaio:

Una cosa è certa: ripetendo ossessivamente una tesi, e suffragandola con pseudoargometazioni, perchè di discriminatorio nelle argomentazioni più volte espresse dalle femministe non c’è nulla di dimostrato, e una prova è il fatto che di causa di quel genere, discriminatorie ai danni delle donne, nei tribunali non c’è traccia, alla lunga si fa breccia nell’opinione pubblica e se ne raccolgono i frutti. Da diversi anni funziona così, e nessuno, tra i “pezzi grossi”, ha il coraggio di affermare questa “banale” verità.

cesare 9:39 am - 19th gennaio:

Se poi si riflette davvero su quali magnifiche sorti si prospettino alla civiltà che ha definito la linea del progresso generale, e femminile in particolare, in dipendenza diretta dalla percentuale di persone che è riuscita a spingere in modo forsennato, irrazionale, e a prescindere dalle attitudini, ai ruoli naturali e storici, alle effettive necessità della persona umana e delle comunità umane, a inserirsi nella produzione di merci e servizi, che cosa vediamo? chi non sia cieco e sordo o connivente vede:
1) un disastro proprio nell’ obiettivo che era stato definito il più coerente e qualificante, la produzione di ricchezza; infatti come collettività siamo all’indebitamento a livelli non più rimborsabili e quindi alla miseria effettiva più nera;
2) quanto al piacere di vivere che ha nella propensione alla riproduzione il suo indicatore assoluto, tutte le ricerche demografiche ci dicono che siamo a trend di estinzione (1,4 figli per coppia) e che questo evidenzia “una fascinazione di massa verso la morte”; e la depressione è la malattia del secolo, soprattutto quella femminile;
3) quanto alla cultura e consapevolezza di sè stiamo regredendo di secoli nientedimeno che su principi sostanziali del diritto (non più la persona ma il genere, l’onere della prova rovesciato, la carcerazione come tortura), dell’etica (l’aborto non come male minore di una tragedia ma un diritto qui ndi un valore) e perfino della logica (la visone dl momndo femdominista che oggi governa la coscenza dei popoli si regge sulla negazione della logica di non contraddizione),
4) mentre per quanto attiene alla tutela delle forme organizzative e delle funzioni che ci hanno fatto uscire dalla barbarie (famiglia, paternità, maternità, ecc.) ci siamo irresponsabilmente dati fare per farne strame;
5) quanto poi al rispetto delle regole del profondo (i tabù psicologici drammaticamente conquistati dall’umanità in milioni di anni) si è aperta la gara di liberazione dalla sanità mentale per cui al potere di ciascuno sembra si stia insediando la follia;
6) sulla fede dei padri poi c’è solo da dire che la sostanza della fede è stata ridotta scientificamente a gioco nominalistico, dove le parole sacre sono state svuotate pronte ad essere asservite a qualunque altro significato.

Di questo “progresso verso il disastro”, agenzie ormai sputtanate nella coscienza dei popoli, ma non dei loro governi, sputtanate in relazione a tutti i principi per cui si erano costituite, come è per esempio l’ONU, berciano quotidianamente e fanno diffondere ai “media-universali” comunicati in cui ci si lamenta che gli indicatori di tappa previsti per la corsa alla rovina generale del “progresso” così concepito, non sono ancora stati raggiunti e si fanno gli elenchi dei buoni e dei cattivi. Ai quali cattivi, si prospettano aggressioni economiche, politiche e militari, in caso di renitenza a salire sul carro del progresso apocalittico.
A sostegno della corsa a questo tipo di progresso, alto, continuo e solenne, in mezzo ad una miseria progressiva, si alza il coro dei sedotti dal progresso dell’Umanità e dal femdominsimo che ne è la sua interpretazione ideologica attuale; non solo il coro, ma si alza anche lo scrosciare degli applausi alle nuvole degli incendi delle bombe intelligenti e al balenare dei raggi laser di puntamento dei predator in volo contro chi rifiuta di adeguarsi alla “civiltà superiore”.
Poi ai nemici morti in battaglia l’ultima lezione di civiltà e progresso: ai lor cadavero, alla loro morte, al mistero della morte, al loro eroismo, per invidia del loro eroismo vincente, ci si piscia sopra.

Leonardo 6:24 pm - 20th gennaio:

Ma guardate che razza di frasi si trovano su Facebook:

Tocca un uomo e ti perdono,Tocca una donna e fai ninna nanna

Da questo sito:
http://www.facebook.com/pages/ONORE-E-RISPETTO/104491536306137

Luigi Corvaglia 11:04 am - 9th marzo:

della serie Chi l’ha detto: “Se Lehman Brothers – ha detto – avesse avuto più sisters che brothers, la tragedia sarebbe stata meno pesante”
Christine Lagarde
Direttrice del Fondo Monetario Internazionale
fonte: http://www.repubblica.it/economia/2012/03/09/news/lagarde_crisi-31216228/?ref=HRER2-1

Fabrizio Marchi 12:45 pm - 9th marzo:

“Se Lehman Brothers – ha detto – avesse avuto più sisters che brothers, la tragedia sarebbe stata meno pesante”.
Oggi abbiamo scoperto, grazie alla Signora Lagarde, anche lei naturalmente “oppressa dal sistema maschilista”, che le politiche economiche liberiste e monetariste, se portate avanti da donne anzichè da uomini, avrebbero effetti positivi.
Miracoli dela specificità di genere…
Siamo al delirio vero e proprio…
Fabrizio
p.s. e non c’è uno che è uno, fra leader politici, economisti, intellettuali ecc. che abbia il coraggio di dirle:”Cara Lagarde, ma ti rendi conto di quello che stai dicendo?…”

Fabio C. 2:26 pm - 9th marzo:

p.s. e non c’è uno che è uno, fra leader politici, economisti, intellettuali ecc. che abbia il coraggio di dirle:”Cara Lagarde, ma ti rendi conto di quello che stai dicendo?…” [Fabrizio Marchi]
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Ma infatti, come è stato fatto notare già in altre occasioni, il problema reale è proprio questo, ovvero il silenzio e la vigliaccheria dei “maschi alpha” ??, che si guardano bene dal mandare a quel paese queste presuntuose donnicciole. E’ chiaro che quando nessuno replica, le signore in questione si sentono sempre più autorizzate a spararle grosse. Tanto sanno di aver di fronte degli autentici smidollati, magari feroci con gli altri uomini, ma assolutamente incapaci di aprire il becco di fronte a tizie alte 1 metro e 60-65 e pesanti 55 kg…

cesare 3:42 pm - 9th marzo:

La Lagarde non legge Il Sole 24 ore (vedi link sottoriportato) e per l’ennesima volta è ragionevole domandarsi come una persona che fa queste affermazioni sia finita a quei livelli (solo per quota rosa grazie a falsa denuncia sessuale contro Strauss Kahn che sapeva fare il suo mestiere e per questo andava distrutto? era un dubbio che ora si rafforza):
da IL Sole 24 ore:
“Se la crisi finanziaria globale ha messo in ginocchio le grandi banche occidentali, portando addirittura al fallimento un istituto storico come Lehman Brothers, le banche islamiche, che basano le loro attività finanziarie sulla Sharia, stanno conoscendo un inaspettato boom”.

leggi tutto e di più in:
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/09/finanza-islamica-regole.shtml?uuid=29a819f2-a209-11de-aec8-0a2dbe87142a

Marco 6:13 pm - 9th marzo:

Non sono un esperto in materia, ma presumo che le banche islamiche siano state pensate da uomini e attualmente siano guidate dai medesimi…
Riguardo all’Occidente, mi risulta che il Paese che in tal senso è messo meglio di altri, è il Canada.
http://archiviostorico.corriere.it/2009/febbraio/17/Come_Canada_batte_crisi_co_9_090217087.shtml

cesare 6:13 pm - 9th marzo:

Fabio@vigliaccheria dei maschi alfa.

Il vero problema è che non sanno ( e ahimè non sappiamo!) più a che santo votarsi e che cosa raccontare. Devono sperare che vengano utili perfino questo tipo di affermazioni della Lagarde che tira in ballo la “sorellanza femminista” per la gestione corretta della finanza internazionale.
Perso per perso.

armando 7:52 pm - 9th marzo:

Molto molto interessante questa cosa delle finanze islamiche, che non conoscevo. Pare che i precetti religiosi , tacciati di oscurantismo e reazionarismo, non siano allora poi così male. Partono dal concetto fondamentale che il denaro deve essere investito in attività produttive reali. Detto in termini marxisti MDM (merce denaro merce) e non come nel capitalismo “avanzato” DMD (denaro merce denaro), cioè la ricchezza è qualcosa di reale e tangibile, non un principio in fin dei conti astratto come il denaro. Anche la Chiesa cattolica condannò l’usura. Anche un grande poeta come Ezra Pound scrisse contro l’usura. Bollati come oscurantisti e reazionari dai liberal progressisti. I risultati della “finanza creativa” sono sotto i nostri occhi. Un mondo che ha creduto di crescere sul nulla, una specie di giochino del “volo”, ricordate?, in cui i primi traevano guadagni cospicui, gli ultimi restavano col cerino in mano. Siamo alla frutta.
Gli islamici hanno (ancora?) un firte identità data loro anche dalla religione, e un apparato produttivo solido. Noi siamo alla frutta, in crisi sotto ogni punto di vista, non solo materiale. Crisi che, sarà un caso, coincide con il trionfante avanzamento femminile nei luoghi di potere. Una prova? No, non direi, ma insomma un qualche collegamento non è poi così cervellotico.
Armando

Luigi Corvaglia 7:48 am - 12th marzo:

Da notare come in questa storia il protagonismo, in positivo (poco) e in negativo (tanto) è tutto al femminile.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/11/puglia-bandi-comunicazione-della-regione-mirino-della-procura/196655/
Il Pari Opportunismo in salsa pugliese è servito!!!

Luigi Corvaglia 10:29 am - 30th marzo:

(Non sapevo dove inserire questa segnalazione)
Sto incominciando a capire il famoso contributo femminile alla politica …. :roll:
http://multimedia.lastampa.it/multimedia/in-italia/lstp/130575/

mauro recher 2:08 pm - 1st aprile:

Ho letto solo ora Luigi ,causa il cambio del PC ,ed ho visto anch’io il servizio delle Iene , ma se chiedi alla Zanardo (o chi per lei) spiegazioni ,ti diranno che usa metodi maschili ,come vedi ,non si scappa

Marco 6:19 pm - 1st aprile:

Ho letto solo ora Luigi ,causa il cambio del PC ,ed ho visto anch’io il servizio delle Iene , ma se chiedi alla Zanardo (o chi per lei) spiegazioni ,ti diranno che usa metodi maschili ,come vedi ,non si scappa
@@@@@@
Sì, però credo sia pure il caso di sganciarsi dal giudizio di mentecatte come la Zanardo e compagnia cantante, perché io, ad esempio, se fossi stato al posto di quella “iena”, avrei preso sicuramente a calci nello stomaco la Carlucci, fregandomene altamente di successive denunce per lesioni, con relative condanne morali delle femministe e dei loro leccapiedi.
Non fosse altro per il fatto che se un politico uomo, si permettesse di prendere per i capelli una giornalista, scoppierebbe la terza guerra mondiale.
Eccheccazzo!

cesare 9:09 am - 2nd aprile:

La brutalità dell’episodio Carlucci, a mio avviso è anche e soprattutto in due aspetti tutti e due caratterizzati dalla medesima preoccupazione ovvero che la violenza sia segreta. Così la Carlucci ossessivamente richiede due cose:
I°) che i due messi comunali coprano la telecamera con le loro giacche, esempio incredibile di due funzionari pubblici maschi che invece di impedirle coprono le violenze di una donna picchiatrice sindaco in azione (già succede nei corpi di polizia e nelle carceri di tanti paesi);
II°) che il malcapitato si pieghi ad essere trascinato per i capelli dentro dentro l’ascensore, dove evidentemente la Carlucci pensava che l’aggressione era totalmente nascosta alla telecamera e poteva pertanto assumere sviluppi ben più violenti. Meditiamo uomini, meditiamo.

mauro recher 5:00 pm - 13th aprile:

questo è un copia ed incolla in un post de “il corpo delle donne”
CLAUDIO says:

apr 11, 2012

Rispondi
buongiorno Lorella
vorrei una tua opinione: secondo te il governo di Margaret Tatcher può considerarsi un modello femminile di potere?
grazie e buona giornata!

IL CORPO DELLE DONNE says:

apr 11, 2012

Rispondi
@claudio
evidentemente no.
Però come ho piu volte ripetuto, a partire dagli anni 80 le donne che si sono distinte per essere state le prime ad assumere ruoli manageriali, hanno dovuto fare” come se fossero uomini”. alternative non erano possibili. Ora, che siamo molte di piu, si puo inziare a proporre un “nostro modo”. che non è migliore, è diverso da quello maschile

MAURO RECHER says:

apr 13, 2012

Rispondi
Il tuo commento è in attesa di moderazione

signora Zanardo ,mi permetta di fare una considerazione …
ammesso e concesso che la Tatcher abbia dovuto usare “metodi maschili” ,anche se credo che esistano metodi maschili buoni e altri meno , parla poi ,che il sistema nuovo delle donne è diverso ,ma non migliore , ma allora siamo a punto e a capo ,per fare un esempio hanno tolto l’ICI ma hanno messo l’IMU ,cambia il nome ,ma il risultato no !!
Il cambiamento deve portare a qualcosa di migliore ,se no che cambiamento è??
grazie per l’attenzione

Leonardo 6:29 pm - 13th aprile:

IL CORPO DELLE DONNE says:
Però come ho piu volte ripetuto, a partire dagli anni 80 le donne che si sono distinte per essere state le prime ad assumere ruoli manageriali, hanno dovuto fare” come se fossero uomini”. alternative non erano possibili.
———————————————–
Queste donne ogni cosa che fanno è maschile, solo le fesserie come i vestitini e altre amenità sono considerate femminili.
Ora vorrei sapere quale è l’alternativa?

sergio 7:49 pm - 13th aprile:

Però come ho piu volte ripetuto, a partire dagli anni 80 le donne che si sono distinte per essere state le prime ad assumere ruoli manageriali,
##############
Ma queste si rendono conto delle assurdità che scrivono?
“Si sono distinte per essere state le prime ad assumere ruoli manageriali” ??
Ma cos’è, una barzelletta? Boh…

armando 8:55 pm - 13th aprile:

Dice la Zanardo che “Ora, che siamo molte di piu, si puo inziare a proporre un “nostro modo”. che non è migliore, è diverso da quello maschile”.
E’ già qualcosa che si ammetta che il modo femminile è diverso ma non migliore. Ora dovrebbero spiegarci
1) in cosa, come e perchè è diverso.
2) Nelle cose in cui è diverso e se è vero che non è complessivamente migliore, allora sarà migliore in a.b.c. e peggiore in c.d.e.
Ci dicano cosa sono abc e cde, ammettano quello che mai hanno ammesso, cioè che esistono cose in cui i maschi sono migliori, e discutiamo del tutto. Altrimenti quell’ammissione iniziale è una cosa in cui la scrivente non crede, uno specchietto per le allodole.
3) Di più. Se nel complesso il modo femminile non è migliore di quello maschile, se ne deduce necessariamente che i risultati devono essere gli stessi. Ma allora tutta la grancassa sul miglioramento generale che porterebbero le donne ove fossero al potere si rivela per quel che è, una balla. Allora emerge il vero scopo della grancassa, che è semplicemente il potere (la cartina tornasole sta nel fatto che le rivendicazioni sono solo e soltanto per i posti che contano, mai per gli altri, ove pure il “genio femminile” potrebbe esplicarsi altrettanto bene.)
Naturalmente rivendicare il potere o la propria quota di esso è legittimo, purchè lo si dichiari apertamente e senza tutti gli infingimenti, tutte le dissimulazione dietro ad altro, tutti quei patetici tentativi di identificare il potere femminile col bene di tutti. Se non lo si fa, il motivo è semplice. Crollerebbe la favola del genere femminile moralmente migliore di quello maschile, ossia tutta l’impalcatura antropologica e ideologica su cui si regge gran parte del femminismo e su cui, soprattutto, si regge la guerra agli uomini.
Ne consegue che quel ragionamento della Sig.a Zanardo fa acqua da ogni parte è non regge al vaglio della critica.
Armando

Luigi Corvaglia 9:37 pm - 18th aprile:

http://www.iltaccoditalia.info/sito/index-a.asp?id=21042#commenti_articolo
17 aprile 2012
‘50 e 50′. Non una quota, la parità
La portavoce del comitato promotore ‘Doppia preferenza’ Magda Terrevoli illustra gli ideali che animano la proposta di modifica della legge elettorale pugliese
di Magda Terrevoli*
É opportuno definire la storia che ha portato tante donne ed uomini di Puglia a presentare la legge di iniziativa popolare sul riequilibrio di genere nelle elezioni per il Consiglio regionale.
Il desiderio che ci ha mosso ed unito è stato quello di rimettere in moto la discussione sulla rappresentanza delle donne nella politica.
Le ragioni che hanno spinto tante di noi, differenti per storie ed appartenenze, a mettersi insieme nel tentativo di rilanciare il ruolo delle donne in maniera forte e coesa ha qualcosa di magico. Abbiamo compreso che è il tempo ed il luogo per agire insieme.
Il tempo è dettato dall’oggi, dalla insignificanza dell’offerta politica dei partiti impegnati ormai a gestire l’esistente o ciò che di esso rimane, ed il luogo è la Puglia dove più si è sviluppata l’incredibile collisione tra rinnovamento e antiche, pessime consuetudini.
Abbiamo strutturato un percorso in cui il cambiamento dovrà trasformarsi da ipotesi e suggestione a reale trasformazione.
Ma per tutto questo non vi è bacchetta magica che possa realizzare miracoli e su questa consapevolezza ci siamo mosse/i.
Per questo non comprendo le critiche ed i distinguo alla legge di iniziativa popolare sulla doppia preferenza.
Anche noi ne conosciamo limiti e rigidità, ma siamo ancor più consapevoli del panorama politico in cui ci muoviamo
La legge che chiediamo di sostenere attraverso una firma è solo l’inizio di un percorso. É il primo passo che ci potrà permettere di allontanarci dalla devastante immagine di un consiglio regionale abitato solo al maschile.
Davvero qualcuno crede che tutti i 67 uomini (su 70) che attualmente hanno competenza di legiferare in Puglia, abbiano la spinta etica ad aprire le porte alle donne?
Qualcuno pensa davvero che nell’ipotesi (ipotesi) di riduzione del numero dei Consiglieri regionali, i nostri legislatori facciano un ulteriore passo indietro per favorire l’ingresso delle donne nel Parlamento pugliese?
E se davvero avessero sposato la causa della parità di genere, non avrebbero forse già approvato una legge che potesse sostenerla e garantirla?
I mille distinguo servono soltanto ad allontanare la nefasta (per loro) eventualità!
La nostra proposta ha in sé tanti ragionamenti e tante riflessioni ma ha anche radici profonde.
L’aver adottato una legge quale quella Campania, permette di inserire con semplice modifica la questione di un genere sotto rappresentato nella attuale legge elettorale pugliese.
Non lascia possibilità alcuna a giustificazioni di tempo (potremmo votare molto presto e come sempre non avere possibilità di grandi stravolgimenti) e, non offre il fianco ad alcun ricorso di legittimità, in quanto già vigente e già passata al vaglio della Corte Costituzionale con sentenza n.4/2010.
Ma ha in sé qualcosa di più, offre uno contesto totalmente diverso dalle quote, le liste composte al 50 e 50 di donne ed uomini, non sono quote, ma richiesta di uguale rappresentanza, non una quota ma la parità!
Ma c’è di più: l’introduzione dell’inammissibilità della lista non coerente con la parità, dimostra che non chiediamo risarcimenti alla illegalità.
A questo proposito vorrei ricordare che in Puglia esiste già una legge elettorale che prevede le quote nelle liste ed il non rispetto fa scattare una sanzione economica.
E vorrei ricordare che la stessa legge non è rispettata né nella composizione delle liste, né nel conseguenziale risarcimento, dagli stessi partiti a cui appartengono i legislatori che hanno scritto ed approvato la legge.
Da tutto questo noi prendiamo le distanze.
Chiedere che una lista sia composta in maniera paritaria significa chiedere ai partiti ed ai movimenti di aprirsi ai contributi delle donne e, costruire con loro un percorso che porti nuovamente le donne a fidarsi dell’interlocutore e a non sentirsi esclusivamente usate quale casuale riempitivo.
Senza questa dichiarazione di onestà è chiaro che le donne non si presteranno a fare le controfigure del nulla.
Le donne hanno un grande desiderio ed una grande passione nel fare politica e d’altronde la fanno tutti i giorni nelle scuole, negli ospedali, nelle famiglie, nel welfare che sostiene la nostra Regione, ma hanno ben compreso che per cambiare davvero devono avere voce in tutti i luoghi dove si sceglie e si decide per tutte e tutti.
E qui è necessario fare una riflessione: se saranno tante, potranno lavorare e portare il loro punto di vista, se poche e sparute, dovranno di fatto adeguarsi alla maggioranza maschile. Il dato quantitativo fa la differenza e, permette, quel percorso che potrà portare ad un reale cambiamento.
La questione della doppia preferenza ha, inoltre, un valore fortemente simbolico in quanto fa intravedere che non vi è una banale guerra tra sessi ma una opportuna possibilità di esprimere un doppio sguardo. Un uomo ed una donna che fanno campagna elettorale insieme, offriranno una rivoluzione visiva e sostanziale. Si proporrà un nuovo patto tra i sessi complementari e non antagonisti.
Il resto, la qualità, la moralità, la competenza, pur osservando che mi è incomprensibile che questi discorsi vengano tirati fuori solo quando si parla di donne, non sarà mai una legge a definirli, anche perché abbiamo tutti imparato quanto facile è aggirarla, ma sarà compito di quei partiti che dovrebbero riappropriarsi di quel ruolo di rappresentanza della società a cui pare abbiano spesso derogato.
É un primo passo, ma un passo partecipato che sta coinvolgendo l’intera popolazione pugliese negli incontri, nelle assemblee, intorno ai tavolini per la raccolta delle firme.
Siamo tornate a parlare e a discutere con le tante persone che firmando hanno fatto della nostra proposta di legge la loro proposta di legge.
Lasciare inascoltata la loro richiesta sarà oggi più complicato.

*portavoce comitato promotore Doppia preferenza

Rino 7:01 am - 19th aprile:

>>
Davvero qualcuno crede che tutti i 67 uomini (su 70) che attualmente hanno competenza di legiferare in Puglia, abbiano la spinta etica ad aprire le porte alle donne?
>>

Un extraterrestre ne ricaverebbe che l’accesso ai piani del potere (formale) sia sbarrata alle FF.
La “discriminazione” e il muro di gomma consistono in questo, che i maschi ci arrivano salendo le scale, mentre le FF hanno diritto all’ascensore.
Avete poi mai visto maschi votare leggi o emettere sentenze contro se stessi?

RDV

cesare 9:08 am - 19th aprile:

Oltre al dato di realtà rilevato da Rino (i maschi salgono dalle scale le femmine in ascensore) c’è anche da considerare a mio avviso quanto segue: tutti ormai hanno capito che nei tempi di crisi i maschi della casta, la cui sedia traballa, si rivolgono alle “madonne pellegrine”, in versione aggiornata: una volta portate in cielo in elicottero adesso in ascensore. Ci hanno provato x il sindaco a Genova, ci hanno provato a Palermo, prima ancora a Napoli, non parliamo poi di Milano e d’intorni. E per carità di Patria scenda il silenzio sulle lacrimanti che ridono nel Palazzo a Roma.
Il restyling femminista del potere in versione “madonnara” non funziona.
Dall’altro lato c’è l’ennesima strumentalizzazione femminista, questa volta sotto il sole di Puglia, che legge una crisi del sistema economico globale come una responsabilità di genere e la trasforma in una opportunità per aggiungere privilegi politici a privilegi sociali e giuridici.
Mi stupisce che chi promuove queste iniziative non si accorga che di questi tempi tremendi, chiedere privilegi su base di genere, è per tutti, solo e soltanto, chiedere privilegi con una delle innumerevoli scuse. E, peggio ancora, visto il contesto di crisi, finisce per apparire come un uso strumentale del sudore e del sangue, in prevalenza versato dai maschi, di un popolo.
A mio avviso un’azione che sa di grave slealtà, e risulta infantile ed è controproducente.

Rino 11:44 am - 20th aprile:

Risarcimento dopo 60 anni al figlio trascurato.
Prima di questionare sul comportamento del padre, sulla monetizzazione del torto (vero o falso), sulla lontananza quasi “storica” dei fatti, si deve trovare il caso inverso, in cui una madre sia mai stata condannata, o anche solo querelata per il medesimo motivo.
.
All’epoca (1952) l’aborto non c’era, ma il parto anonimo sì. Partorire e consegnarlo alle istituzioni si può da sempre (1932 ca.) invece trascurare il figlio non si può, da parte paterna.
A proposito: meglio trascurato o abortito?
.
E’ la stessa storia dell’obbligo al mantenimento dei figli fino a 35-40 anni da parte dei “genitori”.
Si scrive “genitori”, si legge il “padre”.

http://www3.lastampa.it/i-tuoi-diritti/sezioni/famiglia-successioni/news/articolo/lstp/450744/

RDV

armando 6:03 pm - 20th aprile:

Segnalo, oggi su Il Foglio, un articolo di Guido Vitiello che è la prefazione al libro della femminista libertariaMarcela Iacub “Una società di stupratori?”, scritto in polemica con la strumentalizzazione della vicenda di DSK. Dell’articolo di Vitiello riporto questo passo: “Le teorie di questo femminismo…..sono qualificate con tre aggettivi. “Irrazionali,paranoiche, liberticide”. …….A quei tre aggettivi ne aggiungeremmo volentieri altri tre: E’ un femminismo vittimista, perchè partecipa di quel grande movimeno epocale …che ha reso ambita la posizione pubblica di vittima e lo status di minoranza perseguitata, come fonte di un credito morale illimitato in odore di ricatto ideologico. ….E’ un femminismo sottilmente clericale, perchè si serve del vecchio trucco apologetico secondo cui l’unica libertà è l’adeguazione della coscienza al vero Bene, teologicamenteo odieologicamente prescritto, e o gni altra libertà è illusoria, è la maschera di una schiavitù così interiorizzata da non essere percepita come tale (in altri termini il femminimso radicale e moralista pretende di sapere cosa è meglio per le donne meglio delle donne stesse). Ed è infine un femminismo dal volto inquisitorio, perchè si alinnea a quella sciagurata inversione degli ultimi due decenni in forza della quale i libertari invocano, a sostegno delle loro rivoluzioni, il braccio secolare dei giudici e dei gendarmi, lro nemici da sempre”.
Altro passaggio interessante dell’articolo che riporta le opinioni dell’autrice sull’uso ideologico della vicenda DSK. “Lo scopo: proporre una nuova logica ispiratrice della legislazione sullo stupro, volta a farne un reato sessista, un’espressione dei rapporti di forza vigenti nella società e non già un attentato, tra le altre cose, all’autiodeterminazione e alla libertà sessuale……….Questo nuovo femminismo cavilla quanto più possibile sulla questione del consenso. Al punti di dire, come nel caso di DSK, che la soggezione suscitata da un uomo potente svuota l’eventuale consenso del suo contenuto di libertà, equiparando di fatto un rapporto sesssuale ad uno stupro; al punti di credere che una donna che accusa un uomo di stupro non possa, in fin dei conti, mentire quasi mai, e che le sue ebentuali menzogne siano anch’esse un prodotto del trauma patito; al punto di ammettere che una donna, riscossa d’improvviso dalla sua soggezione psichica, possa ridefinre retrospettivamente un atto consensuale come stupro,e pretendere che ne seguano le vie legali; al punto, infine, di insinuare che esistano pratiche erotiche e perfino posizioni amatorie oggettivamente violente e sessite, consensuali o meno che siano”.

Non male direi, sia il libro ( a quanto pare), che l’articolo. Mi chiedo solo se un libro che sostiene tesi simili fosse stato scritto da un uomo, se sarebbe mai stato pubblicato. Credo di no, e questo è il punto importante. Se una donna può ancora scrivere contro il femminismo, le stesse cose scritte da un uomo assumerebbero un valore tutto diverso e sarebbero immediatamente tacciate di maschilismo e sessismo. Infatti nessun uomo si azzarda a scrivere e pubblicare se non a proprie spese, vuoi per timore di essere emarginatio dal circuito mediaticoletterario, vuoi per introiezione del divieto, ossia di quella “paralisi” di cui scriviamo spesso.
armando

Leonardo 9:46 pm - 20th aprile:
Fabrizio Marchi 7:47 am - 21st aprile:

Molto interessante oltre che condivisibile, naturalmente, Armando. Verissimo anche quanto dici sul fatto che quasi (ci siamo anche noi…:-) ) nessun uomo si sarebbe mai azzardato a scrivere cose simili.
Fabrizio

Leonardo 9:47 am - 21st aprile:

C’è il problema della famiglia, Forse poco affrontato in questa sede. Un istituzione che come si vede nel video con Carmelo Bene che ho postato più su, nessuno va contro, malgrado lui parli di uomini che crepano a 30 anni in miniera: quindi le famose morti bianche sono il giusto sacrificio alla famiglia, alla maternità; peggio dei caduti in guerra per la patriA.
Un istituzione molto naturale, visto che ogni specie vivente si accoppia in prevalenza per continuare la vita su questo pianeta…

claudio 9:45 am - 22nd aprile:

Leonardo, ma la tua soluzione quale sarebbe?
Dunque, la famiglia no, quello no, quell’altro nemmeno a parlarne, ecc ecc.
Guarda che il mondo perfetto non può esistere, proprio perché la specie umana è imperfetta e pertanto le “soluzioni perfette” possono esistere solo nella fantasia.

Rino 7:45 pm - 22nd aprile:

Tra il “mondo perfetto” e quello reale c’è una tale distanza che è lecito – e doveroso – impegnarsi per avvicinare questo a quello.
.
Non ce la faremo?
Beh, non vedo cmq compito più degno.
Tu ne vedi un altro?

RDV

claudio 10:53 am - 23rd aprile:

@ Rino
Non è questione di avere un compito più o meno degno.
Il fatto è che criticare è facile ma proporre “un mondo migliore” è cosa assai più difficile, anche perché non è che altri prima di noi/voi non ci abbiano già provato (e spesso con risultati nefasti).
A questo aggiungi che gli abitanti sulla Terra aumentano ogni anno di 80 milioni (praticamente una Germania intera) e dimmi tu come fai a costruire un mondo imperfetto che si avvicini il più possibile al mondo perfetto, considerando le risorse che ci vogliono per vivere decentemente.
Inoltre, concedimi di esser franco fino in fondo: sicuramente tu e pochissimi altri siete in buona fede e motivati, ma io credo che la maggior parte di coloro che si occupano della QM, lo fanno per ragioni strettamente personali, non altruistiche, che nulla hanno a che fare con certe tematiche; e la causa prima di questo interesse personale è (purtroppo, aggiungo, perché non sto ironizzando nella maniera più assoluta) è lo scarsissimo “successo” con le donne.

Fabrizio Marchi 12:29 pm - 23rd aprile:

“…la causa prima di questo interesse personale è (purtroppo, aggiungo, perché non sto ironizzando nella maniera più assoluta) è lo scarsissimo “successo” con le donne”. (Claudio)
E se anche fosse? E allora? Dieci milioni di italiani che più o meno sistematicamente frequentano le prostitute, cosa sono? Tutti sfigati? E se anche fosse? Se anche questa becera, scontata (e femminista) risposta corrispondesse al vero, cosa cambierebbe?
Proprio nulla. Anzi, la nostra analisi si confermerebbe e ne uscirebbe ancor più rafforzata. Perché l’esistenza di dieci milioni di “sfigati” che per vivere uno straccio di vita sessuale sono costretti a umiliarsi e a ricorrere al sesso mercenario, ci dice in un modo che più esplicito non si potrebbe che l’oppressione tout court del genere maschile su quello femminile è una clamorosa quanto spudorata menzogna.
Non solo. Ti risulta forse che i grandi processi rivoluzionari (diciamo pure la Storia nel suo complesso) sono occorsi perché gli uomini erano spinti dall’esigenza di verificare il sesso degli angeli oppure per ragioni connesse ai loro bisogni concreti?
Scusa la mia solita franchezza, caro Claudio, ma mi sembra proprio che il tuo discorso (che potrebbe essere applicato a tutto) non stia in piedi. Per non parlare della questione sul “mondo perfetto e imperfetto”, della impossibilità a modificarlo e della conseguente inutilità del provarci.
E allora se è impossibile cambiarlo e del tutto inutile provarci, lasciate tutto così com’è, tenetevelo stretto e non vi lamentate. Insisto, non vi lamentate.
Noi abbiamo il diritto di “lamentarci”, perché questo mondo non ci piace e lo vogliamo trasformare, non altri. Solo in questo caso la “lamentela” non è assimilabile ad un ipocrita piagnisteo da coccodrillo ma assume la dignità di una battaglia di libertà e civiltà.
La sola cosa che mi fa rabbia, lo ammetto, è che coloro che la pensano come te, cioè la gran parte degli uomini di destra (e tu lo sei, concettualmente, indipendentemente dal partito per il quale voti o dallo schieramento politico che sostieni) finiscono inevitabilmente per godere dei vantaggi e dei diritti conquistati da quei “coglioni” che invece (pagando dei prezzi spesso salatissimi) si sono fatti rompere il culo proprio per cercare di trasformare questo mondo.
Allora quello che io penso è questo: va bene tutto il nichilismo (che sfocia inevitabilmente nel qualunquismo) del mondo. Ma che sia tale. Occupatevi coerentemente di calcio, musica, cinema, numismatica, di tutto quello che volete, sbarcate il lunario e trascinate le vostre tragiche (da un punto di vista filosofico, non c’è altro modo per definirle, e bada che le sto nobilitando…) esistenze, ma non rompete i coglioni a quelli che si danno da fare per trasformare (e possibilmente migliorare) la situazione.
Insomma, fatevi i cazzi vostri ma per lo meno non ci mettete i bastoni fra le ruote. Ne abbiamo già tanti, non ce ne servono altri…
Fabrizio

claudio 1:52 pm - 23rd aprile:

Sì, Fabrizio, però non c’è bisogno che ti incazzi ogni volta che qualcuno esprime un’opinione non in linea con la tua; e non c’è neanche bisogno che rispondi a “cazzo di cane” dicendo “fatevi i cazzi vostri”.
Stammi bene.

claudio 1:59 pm - 23rd aprile:

p.s.: anch’io sono stato occasionalmente a puttane, perciò figurati se non capisco lo stato d’animo di chi è costretto a ricorrere al sesso mercenario; e figurati se mi permetterei mai di prenderli per il culo, anche perché dovrei sfottere in primis me stesso.
Solo che a differenza di te-voi, ho una visione molto nichilista dell’esistenza e del mondo; una visione che NON c’entra nulla con la destra o la sinistra, poiché certi fenomeni non hanno colore politico.
Questa di catalogare ogni cosa in “fascista e nazista” – violenza compresa* – è una ossessione tipica degli uomini di sinistra.
———————–
* Stalin, Pol Pot, Kim Jong erano uomini di destra?
Ah, politicamente sono un uomo di centro (l’ho già scritto in passato).

Rino DV 7:07 pm - 23rd aprile:

Si vedono facilmente le contraddizioni e le falle nelle posizioni altrui, molto difficilmente nella propria. Penso che accada anche a me e questo mi preoccupa. Infatti, passare una vita intera a scovare le proprie contraddizioni, non è sufficiente a garantirci che ne siamo esenti. Come la zizzania rinascono eternamente dentro di noi.
Quelle altrui si vedono immediatamente, ma bisogna non inventarle attribuendo agli altri opinioni che non hanno, come succede a me sin da quando mi sono impegnato nella QM.

1-Sul “mondo perfetto “.
Un popolo viene invaso, sottomesso, umiliato, derubato, terrorizzato. La sua cultura erosa e minacciata, il suo patrimonio artistico distrutto o lasciato andare in rovina, la sua lingua esclusa dall’insegnamento e dall’uso ufficiale etc. etc. Casi accaduti (con gravità ed esiti diversi) un numero quasi infinito di volte nella storia. Tra i moltissimi odierni, prendo – a titolo di esempio – il caso del Tibet. Là ci sono uomini (e donne) che tentano di opporsi o all’occupazione o almeno ai tratti peggiori di essa. Fanno quello che possono: di recente hanno iniziato da darsi fuoco per protesta. Ogni tanto esplodono rivolte, represse nel sangue. A nessun tibetano (e non tibetano) passa per la testa di dire: “Lasciate stare ragazzi, il mondo perfetto non esiste!” Nessuno lo dice. Perché? Perché sarebbe insensato . Quelli infatti non lottano per “un mondo perfetto” ma per liberare il paese (se fosse possibile) o per un obiettivo minore, ma forse non meno importante: salvaguardare la propria cultura-civiltà. Questa osservazione – che svela una tua contraddizione – avresti potuto farla tu stesso. Come mai non è accaduto? Io ho una risposta, ma per ora la lascio a te.
2-Intenzioni.
Bisogna toglierci definitivamente dalla testa l’idea che gli effetti delle ns. azioni dipendano dalle nostre intenzioni, non solo in questo ma in ogni altro ambito della vita. Le intenzioni sono quadri mentali, stati emotivi, scenari interiori. Stanno all’origine del nostro agire ma non hanno alcun effetto sul mondo: solo ciò che si fa ha effetto . E’ l’azione che produce risultati, non l’intenzione. Le ragioni per le quali il tibetano lotta (se lotta) possono essere le più diverse ma non hanno nulla a che vedere con gli effetti (se ci sono effetti.) I motivi per i quali certi UU entrano in azione possono essere diversi. Ed è quasi sempre importante la condizione personale. Ma qs vale in ogni caso dove ci sia azione sociale. La QM non viene macchiata da tale fatto più di quanto lo sia qualsiasi azione sociopolitica. I padri separati in azione lo sono perché sono stati tutti toccati personalmente: è qs una obiezione alle loro ragioni? Inficia gli effetti della loro azione? No. Si tratta quindi di una obiezione speciosa, dal valore puramente apparente. Tu stesso non la muovesti ad altri attivisti di nessun altro ambito. Non chiederesti mai ad uno della LIPU “Quale specie di uccello ti ha fatto del male?” né a uno di Amnesty “Quando ti hanno torturato?” Perché dunque ora muovi questa obiezione agli attivisti della QM? Io ho una risposta, ma per ora la lascio a te.
Se anche tutti i qmmisti fossero divenuti tali esclusivamente per carenza di gnocca, ciò non cambierebbe una virgola in un trattato. Infatti se anche le femministe della prima e seconda ondata (e terza etc) fossero divenute tali solo perché racchie (e non è vero) ciò cmq non avrebbe inciso minimamente sugli esiti della loro perniciosa azione. Come infatti si vede. I motivi per cui individualmente ci si muove sono una cosa, le motivazioni politiche sono un’altra e gli effetti sociopolitici una cosa ancora diversa.
Perché le hai mescolate?

RDV

Fabrizio Marchi 7:18 pm - 23rd aprile:

Io non ho mai catalogato “ogni cosa come fascista o nazista”, come dici tu; ho tanti difetti ma non sono un pressasapochista né tanto meno uno che le spara tanto per spararle. Così come non ho mai pensato che la violenza sia solo fascista oppure che Stalin, Pol Pot, Kim Il Sung e i suoi eredi, lo fossero. Se è per questo neanche tantissimi altri re, imperatori, tiranni vari o anche presidenti di stati democratici, responsabili di massacri e genocidi, lo erano. Se poi mi chiedi se Pol Pot che mandava nei campi di lavoro (e di sterminio) quelli che portavano gli occhiali (perché voleva dire che avevano studiato e quindi erano “contaminati”) oppure la dinastia dei Kim che di padre in figlio si avvicendavano (e continuano ad avvicendarsi) al trono, possano essere considerati “comunisti”, non ti nascondo di nutrire dei seri dubbi. D’altronde, può essere considerata comunista la Cina attuale? Secondo me no perché se la Cina è un paese comunista allora io sono un rinoceronte bianco. Formalmente però lo è. La Storia è zeppa di incredibili (apparenti) paradossi. In realtà se si avesse il tempo e la voglia di approfondire scopriremmo che così non è e che quelli che ci appaiono come paradossi sono in realtà il risultato di un complesso processo storico. Però, come ho già detto, si renderebbe necessario impegnare tempo ed energie che io non possiedo. Come possiamo constatare, ogniqualvolta ci si occupa di Qm si aprono scenari di ogni genre…
Sei un nichilista? Lo avevo già capito, come vedi (e te lo avevo anche scritto), e me lo stai confermando: in questo senso dicevo che sei di “destra”. Perché anche se tu non lo fossi originariamente, il fatto stesso di essere un nichilista ti porterebbe e ti porta (come i tuoi stessi commenti dimostrano) comunque a determinate conclusioni. Una fra queste l’immobilismo pessimistico di cui sei pervaso e che traspare dal tuo modo di esprimerti. Nulla da dire, anzi, comprendo (non sono un dogmatico) la tua condizione interiore, perché tutti gli esseri pensanti vivono sempre in costante e precario equilibrio su di una corda sospesa tra la (seducente?) tentazione del nulla da una parte e la volontà di cercare un senso, qualsiasi esso sia, sulla base delle proprie inclinazioni e della propria formazione, dall’altra. Però alla fine bisogna scegliere. Ed io, per dirla con una battuta, pur affascinato da entrambi, tra Nietzsche da una parte ed Hegel (e Marx), dall’altra, ho scelto i secondi (naturalmente il discorso sarebbe estremamente più complesso e mi rendo conto di averlo semplificato fino all’inverosimile, ma ci capiamo, credo…). Non chiedermi il perché e il percome di questa scelta perché sarebbe ancora più lungo… Per queste ragioni sommariamente spiegate quelli come te non servono alla nostra causa e, anche se indirettamente, fanno il gioco dell’avversario.
Come e perché,ti domanderai tu? In tanti modi ma per brevità mi limiterò a segnalartene due. Il primo è evidente ed è quello che ho già spiegato. Per te nulla può essere cambiato, ogni sforzo in tal senso è del tutto inutile e di conseguenza è anche illusorio nonchè implicitamente da fessi insistere in tal senso. Il secondo, date queste premesse, consiste nel fatto che non sei oggettivamente in grado di dare nessun contributo fattivo che non sia una critica distruttiva e pessimistica. E il fatto che io stia qui ad impegnare il mio tempo e le mie energie per risponderti invece che per combattere nel modo più intelligente il mio avversario ne è la conferma.
Tu non mi /ci stai aiutando, anzi, se ti seguissimo nel tuo modo di procedere, ci avviteremmo in una discussione senza fine che ci porterebbe alla paralisi.
Non ce lo possiamo permettere. Ne abbiamo e ne avevamo ben donde. Ma ora abbiamo una ragione in più, perché abbiamo fatto un salto di qualità. Uomini Beta non è più una realtà virtuale ma un movimento di uomini in carne ed ossa che opera attivamente nella realtà. Il sottoscritto si era già esposto pubblicamente partecipando a conferenze, dibattiti, rilasciando interviste a giornali, radio, diffondendo video in rete, ecc. Ma ora è diverso. Ora esistiamo come entità collettiva. Ora siamo un Movimento a pieno titolo, perché per la prima volta ci siamo riuniti (alcuni di noi giunti da diverse regioni del Paese, e li ringrazio infinitamente per lo sforzo che hanno prodotto) per un nostro primo convegno nazionale.
Dunque ora abbiamo altre priorità. Dobbiamo avere altre priorità. Necessariamente. Per cui, caro Claudio, se entri in un’ottica costruttiva (che non vuol dire appiattirsi sulle nostre posizioni), sei il benvenuto, altrimenti ci sono tante altre cose molto più costruttive da fare, come ad esempio (ti vengo incontro) la lettura delle opere di tanti autorevolissimi autori e pensatori nichilisti o in odore di nichilismo, che sicuramente possono arricchire il tuo bagaglio di conoscenza. E chissà che proprio in seguito a queste letture tu non riveda il tuo punto di vista…La Storia, come dicevamo, è piena di paradossi, anche se quest’ultimo, in fondo, non lo sarebbe neanche più di tanto.
Fabrizio

claudio 8:24 pm - 23rd aprile:

@ Rino
Perché le hai mescolate?

RDV
>>>>>>>>>>>>>>
Rispondo brevemente solo a te, perché non intendo annoiare Fabrizio e gli altri.
Non ho mescolato nulla; tantomeno “occultato” alcunché.
Il mio intento era semplicemente quello di evidenziare che la c.d. guerra dei sessi, è un “qualcosa” di totalmente diverso da qualsiasi altra guerra.
(Ok, lo sai già).
Esempio: combattere contro altri uomini, non provoca vergogna negli uomini; combattere “contro le donne” sì.
E questa è già una ragione che frena e “frega” moltissimo gli uomini.
Non solo. Quando ci si interessa della sopracitata guerra dei sessi, per ragioni esclusivamente personali e non dettate da altruismo (come sarà per te o altri), è inevitabile che ci sia disgregazione e feroce competizione fra gli uomini, i quali sono già naturalmente disgregati e in guerra fra di loro.
Per esempio, stando a quel che leggo qui e altrove (dato che io non faccio parte dei “vecchi”, tantomeno dei cosiddetti “pionieri”), nonostante siano passati oltre due lustri dalla creazione (all’epoca virtuale) dei movimenti maschili, il numero di coloro che si sono realmente attivati è infimo.
Il che mi porta a pensare che nelle menti maschili esistano delle fortissime e, forse, insormontabili resistenze, dato che combattere contro le donne non è la stessa cosa che guerreggiare contro degli uomini.
Mentre in quest’ultimo caso bisogna superare la paura (anche di essere uccisi), nel primo bisogna combattere contro la vergogna, ossia un sentimento, un’emozione MOLTO più “paralizzante” della paura.
Secondo me, ovvio.
E con questo la chiudo qua.

Rino 9:38 pm - 23rd aprile:

Claudio:
>>
Mentre in quest’ultimo caso bisogna superare la paura (anche di essere uccisi), nel primo bisogna combattere contro la vergogna, ossia un sentimento, un’emozione MOLTO più “paralizzante” della paura.
Secondo me, ovvio.
>>
Anche secondo me. La vergogna è più potente della paura ed è inoltre il solo male che ci possa colpire anche da morti.
.
Sottoscrivo radicalmente quasi tutto ciò che hai detto.
(ne resta esclusa una frazione ma non rilevante).
Questo conflitto non ha precedenti ed è profondamente diverso da ogni altro. Di ciò sono ben consapevoli quasi tutti i Risvegliati.
RDV

Fabrizio Marchi 10:16 pm - 23rd aprile:

“Sottoscrivo radicalmente quasi tutto ciò che hai detto”. (Rino)
Anche io (relativamente all’ultimo post di Claudio), ma non c’entra assolutamente nulla con quello che ha scritto prima sia a te (Rino) che al sottoscritto che a Leonardo.
Non voglio certo essere io a riaprire la polemica però non mi piace neanche essere preso in giro. Prima te ne esci (mi sto rivolgendo a Claudio) con quei discorsi sul nichilismo e sul fatto che la maggior parte degli aderenti del Momas e della Qm lo sarebbero perché “sfigati”, e poi glissi alla grande (senza rispondere nel merito neanche a Rino) cambiando completamente oggetto e virando di 360° sul tema (condivisibile in toto) della vergogna che paralizza gli uomini, sul quale abbiamo scritto fiumi d’inchiostro e che qualsiasi militante “quemmista” conosce perfettamente.
Ma cosa c’entra con quanto stavi dicendo? Scusa, ma le furbate non mi hanno mai suscitato particolare simpatia…
Rino ha un’altra apertura rispetto alla mia, un orizzonte psichico-psicologico molto più ampio di quello del sottoscritto. Questo lo porta ad essere molto più tollerante e comprensivo, anche e soprattutto nei confronti delle debolezze (e quindi anche delle “furbate” e dei salvataggi in corner) altrui. Riesce anche a far finta di nulla, come in questo caso. Io sono senz’altro più spigoloso e non ne faccio mistero. E tendo a non fare sconti, anche perché non li faccio per primo a me stesso.
La chiudo qui anche io, e non per non annoiare ma perché è meglio così. Però cerchiamo di essere intellettualmente onesti, se non altro per non mancare di rispetto all’intelligenza degli altri.
Fabrizio

armando 10:34 pm - 23rd aprile:

Una sola osservazione. La stragrande maggioranza delle persone che si imbarcano in una causa e per essa si battono, lo fanno perchè percepiscono, sentono, che quella causa è degna. Sentire e percepire sono concetti molto diversi dalla comprensione razionale perchè riguardano il vissuto profondo di ciascuno, smuovono l’anima più che il cervello o la mente. Questo non significa affatto che si debba vivere una condizione personale disastrata, cosa che mi risulta essere non vera in tantissimi casi, ma “solo” che si è capaci di astrarre dal proprio caso personale, magari tranquillo e soddisfacente. La storia è piena di casi simili e vattelapesca perchè quello o quell’altro si sono gettati in imprese fisiche o intellettuali più o meno disperate pur potendo starsene tranquilli a coltivare il proprio orticello. Poi ci sono tanti altri casi in cui il vissuto personale funziona da detonatore e serve a prendere coscienza. Ma anche tantissimi altri casi in cui un vissuto analogo non produce effetti. Quindi la discussione su questo punto è del tutto inconcludente.
Piuttosto, invece che ragionare per massimi sistemi su destra/sinistra e dintorni, perchè non entriamo nel merito delle questioni? Ad esempio, Claudio, hai risposto ad un post di Leonardo sulla famiglia. Ecco un argomento specifico interessante che ci permette di misurarci in concreto. Perchè Leonardo si dice contrario e perchè tu lo critichi per questo?
Armando

claudio 10:36 pm - 23rd aprile:

Fabrizio, tu scrivi:
>>>
Se poi mi chiedi se Pol Pot che mandava nei campi di lavoro (e di sterminio) quelli che portavano gli occhiali (perché voleva dire che avevano studiato e quindi erano “contaminati”) oppure la dinastia dei Kim che di padre in figlio si avvicendavano (e continuano ad avvicendarsi) al trono, possano essere considerati “comunisti”, non ti nascondo di nutrire dei seri dubbi. D’altronde, può essere considerata comunista la Cina attuale? Secondo me no perché se la Cina è un paese comunista allora io sono un rinoceronte bianco.
>>>
Non erano “comunisti” ? E cos’erano? E visto che mi accusi di (presunte) furbate, cosa c’entra la realtà dell’odierna Cina con Pol Pot?
Vedi Fabrizio, forse tu non te ne rendi conto, ma in tal senso ragioni esattamente come le femministe.
Ossia, a tuo parere (che poi è quello di quasi tutti gli uomini di sinistra) qualsiasi comunista che agisca in maniera criminale è “in realtà” un uomo con “la mente deviata a destra”. Ergo, non è un vero comunista.
Ebbene, le femministe sostengono che tutte le donne che si comportano male, abusano del potere, scatenano guerre, ecc, altro non sono che dei cloni degli uomini. Ergo, non sono se stesse.
Buonanotte, Fabrizio.

Roberto Micarelli 11:41 pm - 23rd aprile:

Inutile ridurre i problemi ai dettagli, essere o non essere sfigati è un dettaglio, la QM è invece un problema di ordine generale e politico. Mi colpisce l’osservazione di Claudio sulla vergogna, cosa già nota, ma soprattutto sulla evidenza della scarsa adesione maschile alla QM in questi anni. Io non sono di questo avviso proprio in virtù della vergogna e della particolarità della guerra tra i sessi. In questo contesto la QM si sta svolgendo con enorme successo. Ogni uomo che getta la maschera, e ce ne sono tutti i giorni di nuovi, ne vale mille. Anche i figli delle italiane oggi sono pochi. Nascono poche persone, anche se ne nascono tante nel mondo.

Fabrizio Marchi 5:32 am - 24th aprile:

Claudio, potrei rispondere parola per parola alle tue superficiali, maldestre e sciatte osservazioni ma non avrebbe senso. Soprattutto perché se continuassimo su questo piano il “gioco” potrebbe non avere fine. E questo dimostra ancora una volta la totale e assoluta inutilità dei “quemmisti” della tua specie.
Non commento neanche la tua affermazione in base alla quale il sottoscritto ragionerebbe come le femministe. Mi ricorda tanto le scomuniche di ogni epoca e di ogni contesto storico politico:eretico, senza Dio, comunista, sovversivo, anarchico, fascista, agente dell’imperialismo, controrivoluzionario di destra, e naturalmente maschilista. Ho notato che da tempo nell’ambito sia pur ristretto del momas comincia a circolare una nuova forma di scomunica:femminista. Il che, date le dimensioni del momas stesso suona anche abbastanza grottesco. Ciò dimostra che ogni contesto produce inevitabilmente le sue liturgie… E infatti non sei il primo “quemmista culturalmente destroide”, il che non è un insulto (forse sei tu che lo vivi come tale, e comunque lo sei, anche se non lo dichiari o lo copri dietro a farfugliamenti pseudo-nichilistici, e lo si evince anche dal tuo linguaggio), che mi dice che penso e agisco come le femministe.
Ciò detto, il fatto che sia ancora qui a risponderti su questi argomenti dimostra il tempo che mi fai perdere e quindi quanto oggettivamente, per lo meno per me, rappresenti solo una perdita di energie e tempo.
Può darsi che altri trovino interessanti le tue riflessioni. Io no. Ho le palle piene dei “quemmisti-nichilisti-qualunquisti-destroidi-inconcludenti-solo chiacchiere nella rete-tanto fumo e niente arrosto-completamente assenti e silenti nella realtà vera-nascosti dietro ad un nick”.
Qualcuno penserà che questo mio modo di pormi nei tuoi confronti sia eccessivamente brusco e non in sintonia con il nostro progetto. Ma non è così. Costruire consenso non significa dar retta o ragione a tutti o ancor peggio, coccolarli comunque sia. Anzi, è proprio sferzando i personaggi come te che forse c’è la remota speranza di farli uscire allo scoperto e di indirizzarli su di un binario costruttivo.
Dubito fortemente che persone come te, al di là della totale distanza dalle nostre posizioni, possano essere spendibili per un progetto collettivo come il nostro che dopo qualche anno di faticosa gestazione è finalmente nato.
In ogni caso se qualche amico ha voglia e tempo di darti retta (e soprattutto se lo ritiene utile) liberissimo di farlo, ovviamente. Sarebbe meglio che lo facesse nei propri spazi e nei propri blog piuttosto che in questo. Però, nel momento in cui non si è di intralcio al dibattito e non si infrangono le regole che ci siamo dati, non ho nulla in contrario a che la vostra discussione prosegua anche qui.
Nel frattempo io ho qualcos’altro da fare.
Fabrizio

claudio 8:23 am - 24th aprile:

@ Roberto Micarelli
Mi colpisce l’osservazione di Claudio sulla vergogna, cosa già nota, ma soprattutto sulla evidenza della scarsa adesione maschile alla QM in questi anni. Io non sono di questo avviso proprio in virtù della vergogna e della particolarità della guerra tra i sessi. In questo contesto la QM si sta svolgendo con enorme successo. Ogni uomo che getta la maschera, e ce ne sono tutti i giorni di nuovi, ne vale mille.
>>>>>>>>>>>>
“Enorme successo” ?? Uomini che gettano la maschera tutti i giorni?
Scusa, non so di quale città tu sia, ma dalle mie parti (vivo in una piccola città abruzzese) non conosco nemmeno un uomo che abbia la benché minima cognizione della c.d. guerra dei sessi e della questione maschile. Ripeto: NON ne conosco uno e non ne ho mai conosciuto uno. Gli unici di cui ho memoria sono quelle poche decine che postano in forum o blog come questo.

claudio 8:27 am - 24th aprile:

@ Armando
Ad esempio, Claudio, hai risposto ad un post di Leonardo sulla famiglia. Ecco un argomento specifico interessante che ci permette di misurarci in concreto. Perchè Leonardo si dice contrario e perchè tu lo critichi per questo?
>>>>>>>>>
Potrei pure impelagarmi in questa discussione, ma non credo avrebbe molto senso, perché sarei subito bollato come reazionario, destroide, inconcludente, amico dei preti, ecc., perciò evito, proprio perché ritengo che “la famiglia e la sinistra” abbiano ben poco in comune. Anzi, niente.
E’ un po’ come mischiare il sacro con il profano.

Fabrizio Marchi 8:50 am - 24th aprile:

“Potrei pure impelagarmi in questa discussione, ma non credo avrebbe molto senso, perché sarei subito bollato come reazionario, destroide, inconcludente, amico dei preti, ecc., perciò evito, proprio perché ritengo che “la famiglia e la sinistra” abbiano ben poco in comune”. (Claudio)
Questo è uno spazio libero, quindi come tu sei libero di dire ciò che pensi anche gli altri debbono godere della stessa libertà, anche quella di darti del reazionario o del destroide inconcludente. Non ho capito, io mi devo beccare la patente di nipotino di Pol Pot o di essere e di pensare come una femminista (nel nostro spazio e nel nostro sito) e non posso dire a qualcun altro (che non fa parte di questo movimento e che sostanzialmente lo osteggia) che è un nichilista destroide inconcludente? Non scherziamo…Non mi pare quindi il caso di fare del vittimismo…
Ciò detto, se hai di questi timori, come tutti sanno esistono anche altri blog dove poter continuare la conversazione su temi a te e ad altri più cari. Penso, nel caso specifico, a quello dei Maschi Selvatici, a Metro Maschile e a Ragioni Maschili. Quest’ultimo è senz’altro quello più vicino alle tue idee (anche se a differenza tua il suo fondatore non è un nichilista ma un cattolico liberale tradizionalista, secondo me di destra). Non vedo perché dover a tutti i costi utilizzare questo spazio che non ti è proprio e nel quale tu stesso ammetti di starci con un certo disagio (e lo capisco, per me sarebbe lo stesso, a parti invertite). Io non frequento Ragioni Maschili per il semplice fatto che non ne condivido neanche un po’ la filosofia e l’analisi della realtà. Di conseguenza, se lo frequentassi, dovrei continuamente polemizzare su tutta la linea. Che senso avrebbe? Perderei tempo io, perderebbe tempo il suo fondatore, perderebbero tempo gli altri utenti di quel blog.
Ha senso? No. Non ne ha. Per nessuno. Che ciascuno tessi la sua tela, l’ho detto e ripetuto qualche migliaio di volte. E invece niente, appello costantemente inascoltato.
C’è qualcosa che spinge tanti che non la pensano come noi a frequentare questo sito. Non esiste lo stesso fenomeno negli altri blog della QM. Perché accade questo? Credo di conoscere la risposta ma questa volta sono io che mi taccio perché non voglio passare per presuntuoso. Ho tanti difetti ma non questo.
Fabrizio

claudio 8:55 am - 24th aprile:

Nessun vittimismo, Fabrizio, non sono una delicata e permalosa femminuccia.
Buona giornata.

Leonardo 10:15 am - 24th aprile:
Luigi Corvaglia 11:08 am - 24th aprile:

Ehm … mi sa tanto che si sia usciti un pelino fuori argomento. :roll:
Vorrei ricordare che il post che stiamo commentando si intitola “Esiste il Partito Femdominista Italiano?. Io infatti lo uso spesso per segnalare o commentare iniziative o fatti di questo inesistente (solo formalmente) ma attivissimo partito.
Detto questo, condivido l’ultimo intervento di Armando, come il suo invito a entrare nel dettaglio delle questioni.
Non credo che le diversità di “altro tipo”, se ci sta una sana voglia di confrontarsi senza prevaricazioni e senza pretendere di avere verità in tasca, possa essere un intoppo.
Cosi come condivido l’ultimo intervento di Roberto, trovando riduttiva la replica di Claudio.
A proposito, Claudio, cos’è che ti spinge a interagire con quelle poche decine?
Sarebbe interessante saperlo.

Fabio C. 12:48 pm - 24th aprile:

ma dalle mie parti (vivo in una piccola città abruzzese) non conosco nemmeno un uomo che abbia la benché minima cognizione della c.d. guerra dei sessi e della questione maschile. Ripeto: NON ne conosco uno e non ne ho mai conosciuto uno.
[Claudio]
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Siamo in due.
Nemmeno io conosco personalmente degli uomini “autonomamente consapevoli” di ciò. O meglio, ne conosco un paio che hanno parzialmente preso coscienza di certe questioni, solo perché sono stato io a portarceli. Per il resto, zero assoluto. Solo cazzatine di vario genere, del tipo “son tutte troie”, “oggi son tutti froci”, “è colpa della magistratura”, “questa è l’Italia”, ecc. ecc.

lettore occasionale 1:38 pm - 24th aprile:

sono d’accordo con Claudio: questo movimento è il classico movimento politicamente corretto di sinistra con l’unica differenza che esclude dall’equazione le donne come categoria debole e le mette assieme alla casta dominante come alleate del sistema. per il resto non fa altro che reiterare i classici errori o schematismi ideologici di sinistra.

Fabrizio Marchi 1:48 pm - 24th aprile:

“questo movimento è il classico movimento politicamente corretto di sinistra con l’unica differenza che esclude dall’equazione le donne come categoria debole e le mette assieme alla casta dominante come alleate del sistema”. (lettore anonimo)
“E te paresse poco”, diciamo a Roma…Semplificazione terribile a parte, secondo te un movimento che sostiene tale tesi sarebbe “politicamente corretto”? …Mi viene da ridere…Lasciamo stare va, che è meglio…
“per il resto non fa altro che reiterare i classici errori o schematismi ideologici di sinistra”. (lettore anonimo).
Invece a destra abbiamo tutta ‘sta fantasia…

lettore occasionale 2:22 pm - 24th aprile:

è un movimento politicamente corretto perché sostiene che le donne sono responsabili della loro condizione, cosa che condivido, ma non applica questo ragionamento ad altre categorie deboli che tradizionalmente sono i protetti della sinistra. in pratica immigrati, zingari, clandestini, terzomondiali ecc, sono tutte vittime del sistema. La solita retorica buonista, con la differenza che le altre ideologie/movimenti di questo tipo non mancano di mettere le donne nel mucchio.
ma non c’è una logica o una motivazione razionale ed organica dietro questa vostra operazione.
infatti la tua reazione stizzita è un segnale del fatto che anche tu non sai come replicare coerentemente a queste critiche.

Luigi Corvaglia 3:07 pm - 24th aprile:

…. ma non applica questo ragionamento ad altre categorie deboli che tradizionalmente sono i protetti della sinistra. in pratica immigrati, zingari, clandestini, terzomondiali ecc, sono tutte vittime del sistema. (lettore occasionale)
E dove l’hai letta ‘sta cosa?

Roberto Micarelli 3:41 pm - 24th aprile:

Quando mi riferisco al successo della QM mi riferisco al fatto che in relazione alla condizione sociale, si assiste a una progressiva crescita di consenso. Non parlo della QM di sinistra o destra ma in generale. Credo che la questione “categorie deboli” sia impossibile da decifrare senza guardare ai processi di globalizzazione. Personalmente considero sia il femminismo che l’immigrazione selvaggia, nonché il problema demografico nell’occidente “meridionale”, parte di uno stesso processo di abbandono forzoso dell’identità locale. Ma da qualche parte si deve iniziare.

Fabrizio Marchi 4:01 pm - 24th aprile:

Ho scelto di pubblicare (per ora) la sequela di imbecillità di questo tal “lettore occasionale” (prendiamolo per buono, cioè facciamo finta che sia lui e soprattutto che sia un lettore occasionale…) perché ci dimostra di quale pasta sono purtroppo fatti una gran parte degli uomini (non tutti, ovviamente, ma ahinoi la maggioranza) che hanno orbitato fino ad ora in ambito momas. E’ triste ammetterlo ma è così.
Le ragioni di questa situazione sono molte, andrebbero indagate e non mi lancio per ora in questa analisi che pure meriterebbe un’attenta riflessione.
Tuttavia, senza voler gettare la croce addosso a nessuno, sia chiaro, penso che qualcosa doveva essere fatta a suo tempo per raddrizzare la baracca, quanto meno per correggere la rotta. Si è lasciato invece che questa gente proliferasse con la conseguenza che oggi, agli occhi di tante persone, l’immagine del momas è data da questa feccia. .
Sono due anni e mezzo che fanno le loro puntate su questo blog, sparano le loro scorregge e se ne vanno. I discorsi sono sempre gli stessi: l’Islam, gli immigrati, l’invasione mussulmana, i maschi bianchi e occidentali discriminati, quelli immigrati privilegiati, i meridionali li sopportiamo però…, i comunisti sono quello che sono, la natura è quello che è, gli uomini sono quello che sono, “e che ce voi fa”, “e che ce volemo fa”, anche se in genere questi figuri si esprimono con un’inflessione dialettale “padana”, anzi, credo che proprio da quelle parti ci sia una nutrita colonia di questi campioni.
Non hanno mai dato nessun contributo, né per la verità potrebbero darlo, data la miseria delle loro argomentazioni e delle loro persone. Tutta pancia, niente testa, nel senso letterale del termine, non metaforico.
Ci fanno solo perdere tempo. E infatti da questo momento in poi li bannerò. Però era giusto che tutti constatassero con mano chi è questa gente. Figuriamoci se gli dessimo la stura cosa uscirebbe da quelle bocche…
Dobbiamo lavorare tutti, mi rivolgo non solo agli aderenti e ai simpatizzanti di UB ma alla parte sana del Momas, affinchè questa gente venga isolata e allontanata. Non solo è inutile ma è anche dannosa. Prima ce ne liberiamo e meglio sarà per il movimento maschile.
Fabrizio

paolo 4:06 pm - 24th aprile:

@lettore occasionale.

Scusa, ma io quando penso alla questione maschile non coinvolgo nella critica tutte le donne indiscriminatamente. Voglio dire che non mi viene certo in mente la donna immigrata che arriva in Italia con il barcone.
Se questo vuol dire essere politicamente corretti, me ne frego ma, comunque, non è così perché la critica alle donne di qualunque ceto è percepita come “scorretta”.

Luigi Corvaglia 4:26 pm - 24th aprile:

…. O meglio, ne conosco un paio che hanno parzialmente preso coscienza di certe questioni, solo perché sono stato io a portarceli. (Fabio C.)
Quindi ne conosci quasi tre!! :roll:
Ottimo Fabio, ottimo. Veramente. Non sto scherzando.
Se operassimo tutti in questa maniera, al di là delle diverse sfumature e senza perderci in beghe tutto sommato inutili, la QM avrebbe tutto da guadagnarci.

Rino DV 4:54 pm - 24th aprile:

Il tono irridente e liquidatorio degli interventi di Claudio (non tutti) e del lettore occasionale indicano che vi è un’avversione pregiudiziale radicale a tutto ciò che si colloca a sinistra (sia quella con la minuscola che quella con la maiuscola, quella che c’era, che c’è e che – forse – ci sarà, benché tra loro siano non solo diverse, ma per molti aspetti persino nemiche).
.
Posizione che solitamente tiene lontani dai luoghi in cui si ritrovano e dibattono gli avversari politici.
Perciò – a mio modo di vedere – queste presenze sono un buon indicatore del fatto che l’esistenza del MUB sconcerta e disorienta non solo a sinistra ma anche altrove.
.
Se ne resta intrigati e al tempo stesso spiazzati: non si sa come inquadrarlo. Perciò si prendono le prime etichette a portata di mano e gliele si appiccicano. Dire ad es. che il MUB è politicamente corretto è semplicemente demenziale, ma la cosa va capita: si tratta di una risposta irrazionale di fronte a fatti che sconcertano. Il MUB provoca, disarticola, spariglia le carte? Bene.
Le altre affermazioni tipo “schematismi ideologici” “buonismo” appartengono alla usuale guerra ideal politica, perciò vi è poco da commentare. (Mi chiedo solo, perché non si sente mai parlar male del “cattivismo”? Perché il buonismo è cosa cattiva mentre il cattivismo è cosa buona?).
Quanto all’accusa di irrazionalismo e illogicità, questa è davvero troppo grossa. Non la commento.

RDV

mauro recher 5:48 pm - 24th aprile:

“…la causa prima di questo interesse personale è (purtroppo, aggiungo, perché non sto ironizzando nella maniera più assoluta) è lo scarsissimo “successo” con le donne”. (Claudio)
Eccone uno ,e non me ne vergogno nel dirlo, ha comunque risposto bene Fabrizio ma ,nel mio caso ,per me ,ci sono tre soluzioni
1- spararmi direttamente o alla tempia o in bocca, fa anche molto “eroe romantico ” facile e sbrigativo ,un sfigato in meno …
2- un altra via facile ma non sbrigativa è diventare un maschio pentito, dire che le donne (meglio le femministe) hanno sempre ragione e gli uomini sempre torto ,sopratutto quando si parla di violenza ,che è solo maschile ,fino a scrivere la fatidica frase “mi vergogno del mio genere” cercando facili applausi; l’ho testato anch’io prima di conoscere la QM ,tanto da arrivar a scrivere che il mondo del lavoro è maschilista. Se ci penso ora ,oltre ad offendere i morti sul lavoro, mi prenderei a sputi in faccia…Ma era facile, prendevi consensi (solo quelli ovviamente)
3- scegliere una via tortuosa e dura, quella della QM, ma che può dare tante soddisfazioni in futuro. O almeno ci si prova, andare fuori dal sentiero , esprimere le proprie idee ,senza paura e senza tanti peli sulla lingua. Sono andato a Roma e mi sono trovato a mio agio, ringrazio Fabrizio per l’ospitalità (cosa che, maleducatamente ,non ho fatto prima) e da quel gruppo può nascere qualcosa di buono . Come dice Pino Scotto (ex-cantante dei Vanadium):”Se fare Rock è da sfigati allora voglio essere sfigato tutta la vita”. Lo stesso per me, se questo vuol dire essere sfigato, lo voglio essere tutta la vita.
p.s per i video ,abbiate pazienza ,stasera ne provo a mettere un pezzo ,anche se il video perde un pò di qualità

Roberto Micarelli 8:02 pm - 24th aprile:

Io quando aderii all’associazione di Rino, più di dieci anni fa, convivevo con una donna francese di tredici anni più giovane di me. Una meraviglia di donna, un metro e ottantadue, magra, aspirante modella e per giunta nemmeno scema. Pensate che fui io a non volerla sposare, non lei. Ok adesso non è più così ma comincio ad avere qualche annetto ed è normale che sia così. Anche il mio interesse verso il sesso è cambiato. Convivo con una donna che amo. Nessuno dei miei conoscenti mi ha mai dato dello sfigato.
La QM è un fatto politico. Se anche qualcuno aderisse perché non si relaziona con l’altro sesso non farebbe una differenza.

lettore occasionale 8:36 am - 25th aprile:

ma il problema è che il resto della sinistra continuerà, diversamente da voi, a considerare le donne come una categoria svantaggiata e quindi degna di particolare protezione e contemporaneamente a criminalizzare indistintamente tutti gli uomini, vedasi questo manifesto:
http://antifeminist.altervista.org/immagini/misandria/manifesto_violenza_maschile.jpg

Fabrizio Marchi 10:56 am - 25th aprile:

Quel manifesto ci è ben noto da tempo, è proprio per questo che stiamo facendo quello che stiamo facendo e che tu trovi irrazionale, illogico, scontato, retorico, schematico e politicamente corretto.
Gli uomini, purtroppo, non sono criminalizzati solo a sinistra, ma ovunque (o quasi). I media, i partiti (tutti), tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi trent’anni, le leggi liberticide e antimaschili che questi hanno promulgato (ricordo che le peggiori sono state proprio quelle del governo Berlusconi, legge Carfagna e decreto Maroni antistupri), i cosiddetti intellettuali ( tutti, a destra come a sinistra non ce n’è uno che esprima anche solo una perplessità nei confronti della vulgata antimaschile, con l’ eccezione assai maldestra di Massimo Fini) gli istituti di statistica con in prima fila l’ISTAT (che sforna “sondaggi” a ripetizione che ci parlano di milioni e milioni di maschi stupratori, violenti e molestatori), la “cultura” dominante diffusa che ha ormai costruito un immaginario psicologico colpevolizzante nei confronti del maschile. In altre parole ciò che definiamo come “sistema” (che comunista non mi pare proprio che sia a meno di vivere su un altro pianeta).
Ciò detto, caro lettore occasionale, noi forse saremo anche illogici, irrazionali, scontati, retorici, schematici e politicamente corretti. Però abbiamo una cosa che al momento tu sembri non avere (felice di sbagliarmi): le “palle”. Per cui ti faccio una proposta. Palesati pubblicamente con tanto di nome e cognome (non inventati, e ce lo devi dimostrare…), mettici la faccia e il corpo, con una foto, con un video, con una pubblica email non taroccata, con un profilo face book riconoscibile e individuabile, come fanno alcuni di noi (in numero sempre più crescente, devo dire…), con tutto quello che ti pare.
Allora, e solo allora, potrai permetterti il lusso di criticarci come, quando e quanto ti pare. Nella speranza che le tue energie migliori siano dedicate a qualcosa di più utile e fattivo per la causa piuttosto che fare le pulci a noi. Nel frattempo sarebbe meglio lasciarci lavorare in pace.
Fabrizio

Maurizio Tonelli 5:50 pm - 25th aprile:

La realtà è che tu devi solo ringraziare chi ti ha preceduto, caro saputello, perché senza U3000, i maschi selvatici ed altri uomini (di destra e non) che hanno intuito certe questioni molto tempo prima di te, non sapresti neppure cos’è la questione maschile. TI atteggi tanto a “grande pensatore”, ma, nei fatti, hai imparato tante cose proprio da coloro che critichi.
@
Risparmiami il discorso sul libro che hai scritto qualche anno fa, thanks.

Roberto Micarelli 6:07 pm - 25th aprile:

Le posizioni di sinistra e destra di governo rispetto al maschile si riassumono nelle figure della Pollastrini e della Carfagna. Quando si uniscono le teorizzazioni anti-uomo in seno alla sinistra col decisionismo populista della destra, succede un casino. La Pollastrini getta le basi teoriche con una indagine ISTAT che manipola la realtà relazionale trasformando comportamenti ordinari in violenti, e la Carfagna produce una legge integrale contro la violenza, di ispirazione zapaterista, pensate che corto circuiti, dove si prevede il carcere preventivo obbligatorio per le accuse di violenza sessuale e domestica, che poi la Corte dichiarerà anti-costituzionale. E poi gli irrazionali saremmo noi …

Fabrizio Marchi 7:40 pm - 25th aprile:

Non solo, Roberto, la Carfagna (ministra del governo Berlusconi) è quella che ha partorito (diciamo che le hanno fatto partorire) la legge che vieta la prostituzione di strada e punisce i clienti, approvata da tutte le forze dell’arco parlamentare, nessuna esclusa. Una legge ipocrita, perbenista, classista, liberticida e sessuofobica, il cui obiettivo è la criminalizzazione del cliente, cioè dell’uomo comune che ricorre al sesso (se così può essere definito lo squallidissimo e umiliante, in primis per l’uomo, “rapporto” che si consuma con una prostituta) mercenario non certo per sua scelta ma perché costretto dalla realtà. Quella stessa realtà che lo condanna ad una vita sessuale e affettiva desertificata.
E’ la legge di “quelli che ben pensano” di un governo ipocrita, bigotto e classista guidato da un puttaniere (nulla di scandaloso, da un certo punto di vista, a patto però di essere coerenti e di non partorire simili leggi, a meno che non si pensi che una marchetta di lusso sia etica, a differenza di quelle di “strada” ) la cui mano però, come tu stesso hai ricordato, era già stata armata dai precedenti governi (di sinistra e di destra) e soprattutto dall’ideologia postfemminista dominante e politicamente trasversale.
Una legge di “arredo urbano”, come l’abbiamo più volte definita, che “pulisce” le strade, ammanetta gli uomini (beta), li colpevolizza, li spinge talvolta anche al suicidio per vergogna (come è accaduto ad un giovane riminese, se non erro) ma che lava la coscienza di “quelli che ben pensano” che continuano ad andare a puttane da 200, 300 o 500 euro a marchetta dopo aver accompagnato i bambini al catechismo (di qualsiasi confessione, onde evitare fraintendimenti e che qualcuno, e non mi riferisco agli amici cattolici che frequentano il sito che capiscono perfettamente ciò che voglio dire, pensi che ce l’abbia con la chiesa cattolica in particolare..).
Il tutto è semplicemente scandaloso. Né più e né meno del decreto Maroni antistupri che sospendeva ogni garanzia costituzionale per gli indagati di violenza sessuale (garanzie previste invece per tutti gli altri reati, incluso l’omicidio).
Due chicche dei governi di centrodestra che vanno ad aggiungersi a tutto il resto che ben conosciamo.
Fabrizio

Fabrizio Marchi 9:55 pm - 25th aprile:

“La realtà è che tu devi solo ringraziare chi ti ha preceduto, caro saputello, perché senza U3000, i maschi selvatici ed altri uomini (di destra e non) che hanno intuito certe questioni molto tempo prima di te, non sapresti neppure cos’è la questione maschile. TI atteggi tanto a “grande pensatore”, ma, nei fatti, hai imparato tante cose proprio da coloro che critichi”.
Risparmiami il discorso sul libro che hai scritto qualche anno fa, tank”. (Maurizio Tonelli)
Arrivano i rinforzi! Manca solo il triplice squillo della tromba…(quello che prepara alla carica). I “quemmisti” di destra (trovo assai improprio utilizzare questo termine che potrebbe anche avere un suo risvolto nobile e rispettabile, ma ci capiamo…) si sono scatenati. Dopo Claudio e il “lettore occasionale”, ecco tornare in scena Maurizio Tonelli, invitato più volte a frequentare altri luoghi, che non resiste alla tentazione di vomitare il suo veleno (per quale ragione, poi, non si sa, o forse sì…) Eppure dovrebbe aver letto l’ultimo post di Rino che analizzava questo fenomeno. Niente. Come se nulla fosse. E’ evidente che per questa tipologia di uomini la pancia è troppo più forte della testa. Sembra proprio che il loro obiettivo siamo noi.
E’ il rantolo del morente, il ventre molle del vecchio momas che vacilla, perde colpi, avverte che il suo tempo è finito, anche se naturalmente non riesce ad ammetterlo. Il problema è che non riesce neanche a scrostarsi di dosso la ruggine di un impianto interpretativo che definire fatiscente è un eufemismo. La nostra analisi li costringe a mettersi completamente in discussione. Ed è evidente che rivedere la propria posizione rispetto alla QM equivale a rivederla a 360°, quindi anche a rivisitare le proprie convinzioni ideologiche e politiche. Non ce la fanno. E’ troppo. Li comprendo da un certo punto di vista. Una volta, lo ricordo bene, lo stesso Tonelli, con lodevole coraggio, rispetto al tema QM=questione di giustizia, aveva ammesso la contraddittorietà della sua posizione di uomo di destra. Poi le cose sono andate come sono andate e forse è anche inevitabile che vadano in questa maniera. Abbiamo tutti la “pancia”, che si sia di “destra” o di “sinistra” ed è giusto che sia così. Il problema si pone quando la pancia e la testa iniziano ad andare in direzioni completamente opposte. Allora cominciano le difficoltà. Mi pare che in parecchi da quelle parti, e si capisce dall’aggressività dei loro commenti, stiano vivendo questa condizione.
Non so cosa fare se non invitarli ad una riflessione più approfondita e pacata, prendendosi tutto il tempo necessario.
E’ mio dovere però avvertirli che non possiamo andare avanti in questo modo e che non possiamo permetterci il lusso di trasformare questo spazio in una corrida tra “quemmisti”, né tanto meno possiamo tollerare atteggiamenti aggressivi e provocatori o tanto meno insulti personali, come in questo caso.
Spero di essere stato chiaro.
Chiarito questo, ho più volte spiegato (invano) che quando ho scritto quel libro non sapevo nulla dell’esistenza del Momas. Il che la dice lunga sulla condizione del movimento maschile, per lo meno allora, dal momento che un uomo mediamente informato come il sottoscritto ne era completamente all’oscuro.
Pare purtroppo che parlare con certe persone equivalga a parlare con un muro o con un mulo. Anzi, forse con quest’ultimo, c’è la remota speranza di essere compresi a forza di spintoni (mai violenza sugli animali, per quanto mi riguarda) e zuccherini. In questo caso non so veramente cosa fare.
Ciò detto, nessuno, tanto meno il sottoscritto, ovviamente, disconosce i meriti (in alcuni casi enormi) di chi lo ha preceduto (indipendentemente dalle rispettive posizioni politiche e filosofie interpretative). Insieme ai grandi meriti anche alcuni errori, come naturalmente è normale che sia per chiunque agisca e non stia con le mani in mano: il primo e forse il principale, come già dicevo, quello di aver lasciato proliferare un sottobosco razzistoide, qualunquista e fascistoide che doveva invece essere stoppato sul nascere. E invece questo non è stato fatto. Forse non c’erano le forze e le condizioni per farlo. Forse si è optato per tenere insieme tutti. Probabilmente ha giocato la sua parte anche una interpretazione apolitica, diciamo così, da parte di alcuni, della QM, o meglio politicamente trasversale (da un certo punto di vista, solo metodologicamente, sia chiaro, come quella femminista). O semplicemente avrà prevalso la considerazione che si era già in pochi e isolati e si preferiva fare massa critica, purchessia.
In ogni caso è stato un errore, per lo meno per me. Comunque, cosa fatta, capo a. Ora abbiamo aperto un’altra pagina per la QM e per il Momas.
Fabrizio

Roberto Micarelli 1:33 am - 26th aprile:

La QM a sinistra aperta da Fabrizio è un luogo di riflessione profonda sul futuro, partendo dai sessi. Fui io stesso a invitarlo a visionare i contenuti di U3000 tanti anni fa con una email, dopo la pubblicazione del suo libro, quindi confermo la sua testimonianza. Certo che senza U3 e MS lui e il MUB non sarebbero stati la stessa cosa, ma questo fa parte della catena del pensiero umano, della libera circolazione di idee, della libertà di adesione e di espressione. Niente di nuovo fino a ieri.
Ora amici di destra, non vorrete spero venirmi a dire che da quemmisti vedete di buon occhio la riconiugazione della condizione di classe in condizione di sesso, quindi che ognuno combatta per le proprie idee ma è ovvio che da sinistra, c’è molto da dire e da fare.

lettore occasionale 3:18 am - 26th aprile:

non ho capito bene perché dovrei espormi in prima persona. quello che vi sto chiedendo è perché secondo voi le donne sono responsabili e non vittime del sistema mentre (per esempio) la comunità afro-americana (quella col piu alto indice di criminalità negli Stati Uniti) invece ha le attenuanti se non l’alibi del sistema cattivo che li opprime.

Fabrizio Marchi 7:27 am - 26th aprile:

Per una semplicissima ragione, lettore occasionale. E cioè perché mentre è assolutamente vero che la comunità afroamericana sia stata (e sia tuttora, in parte, anche se in misura molto minore rispetto al passato) oppressa e discriminata, la stessa cosa non può dirsi per il genere femminile, per lo meno qui ed ora e comunque negli ultimi 40 anni, nel mondo occidentale, dove, a nostro parere, sono proprio gli uomini non appartenenti alle elite sociali dominanti, a vivere una condizione di complessiva subordinazione.
Non è un caso che il femminismo abbia fatto leva proprio su esempi come i tuoi per portare avanti le sue tesi (false).
Siamo nati proprio per portare alla luce questa gigantesca menzogna che vorrebbe paragonare la relazione fra i sessi a quella fra bianchi e neri dove le donne, tutte, rappresenterebbero metaforicamente i neri oppressi e discriminati e gli uomini, tutti, come i bianchi, oppressori, privilegiati e sfruttatori.
Ciò detto, trovo il tuo argomento decisamente capzioso. Scelgo di risponderti perché ho la remota speranza che, provocazione dopo provocazione, tu possa cominciare a dismettere i panni del provocatore che hai scelto di vestire (per lo meno con noi) per provare a riflettere e a discutere seriamente. Mai dire mai, nella vita. Anche San Paolo fu fulminato sulla via di Damasco, come sappiamo, e ogni tanto i miracoli, non sappiamo perché e percome, avvengono. O forse è solo il caso, o il Caso…
Fabrizio

Fabrizio Marchi 7:47 am - 26th aprile:

Relativamente al mio invito ad esporsi pubblicamente, che tu declini, guarda caso, trovo che sia doveroso, oltre che dignitoso, soprattutto nel momento in cui si avanzano delle critiche così dure, il più delle volte con modi sarcastici se non sprezzanti, assumersi le proprie responsabilità ed esporsi personalmente.
Sarebbe (ed è) troppo facile entrare in un qualsiasi luogo, fare del sarcasmo e denigrare, con l’intenzione di svilire il lavoro degli altri, rimanendo nell’anonimato. .
Ebbene, che almeno lo si faccia esponendosi di persona. Almeno questo piccolo (grande?) atto di coraggio e di dignità vi è richiesto.
Se non sappiamo farlo è meglio restare in silenzio. Un atto di umiltà quale il riconoscimento delle proprie debolezze è sicuramente molto più dignitoso rispetto a rovesciare critiche maldestre e in cattiva fede nei confronti di chi quel coraggio lo ha.
Sottolineo che quanto chiedo dovrebbe essere iscritto nel DNA di un uomo, che sia di destra o di sinistra…tanto più se è di destra, visto che determinati temi sono da sempre rivendicati e sventolati come una bandiera proprio da quella parte politica.
Siate dunque coerenti e conseguenti. Altrimenti tacete, è meglio per tutti e soprattutto per voi. Ci guadagnate in dignità.
Fabrizio

Roberto Micarelli 8:01 pm - 26th aprile:

lettore occasionale: “non ho capito bene perché dovrei espormi in prima persona. quello che vi sto chiedendo è perché secondo voi le donne sono responsabili e non vittime del sistema mentre (per esempio) la comunità afro-americana (quella col piu alto indice di criminalità negli Stati Uniti) invece ha le attenuanti se non l’alibi del sistema cattivo che li opprime”

A me questo argomento sfugge, quali attenuanti avrebbero i neri secondo noi? Non mi pare che qualcuno abbia mai sostenuto che un nero si possa dichiarare superiore geneticamente al bianco, come fanno le donne di oggi rispetto all’uomo. Un giorno sì e l’altro pure, sugli organi di stampa nazionali e internazionali, c’è la promulgazione della superiorità femminile. Stare al fianco del nero discriminato è come stare oggi dalla parte degli uomini.
L’apartheid anti-maschile è già in linea teorica pronto, in pratica già attuato nel diritto di famiglia e non solo. E’ in corso il tentativo di estendere la stessa discriminazione dei separati ai lavoratori e ai politici. La propaganda anti-male agisce su commissione sovranazionale da interi decenni. E’ ora di dire basta. Nessun egualitarismo può arrivare da una cultura della colpa e del disprezzo.

Maurizio Tonelli 8:18 pm - 26th aprile:

Io ne avrei un altro di invito, ed è il seguente: Fabrizio, cos’è che ti ha REALMENTE spinto ad occuparti della questione maschile? (termine coniato da altri, circa tre lustri fa).

@
>>>>
[Roberto Micarelli]
Fui io stesso a invitarlo a visionare i contenuti di U3000 tanti anni fa con una email, dopo la pubblicazione del suo libro,
>>>>
“Tanti anni fa” ? Dunque:
http://www.libreriauniversitaria.it/donne-rivoluzione-mai-nata-marchi/libro/9788884835949
>>
Data di Pubblicazione: Aprile 2007
>>
Ora, premesso che neanche io faccio parte della “prima ondata”, ovvero di coloro che per primi iniziarono ad occuparsi di certe questioni, non mi sembra che siano passati “tanti anni”, bensì “alcuni anni” (cinque).
Passo e chiudo.

Rino 9:24 pm - 26th aprile:

Quelle di Claudio e di Lettore occasionale sono in effetti delle provocazioni che in quanto tali potrebbero/dovrebbero essere lasciate cadere. Ma per me sono sempre stimoli per l’applicazione e l’affinamento dell’analisi delle costruzioni dialettiche, dei racconti, delle narrazioni individuali e collettive con le quali si cerca di dare senso e giustificazione alle proprie collocazioni. Per questo intervengo prendendole seriamente. Per me sono sempre dei cubi di Rubik da riportare alla configurazione originaria. Quel che ne scrivo, quando lo faccio, è solo una piccola parte delle considerazioni che esse mi inducono ad assemblare. Sempre tenendo presente che devo io per primo evitare a me stesso quegli inganni che vedo negli altri.
Il fatto che – viceversa – le mie affermazioni possano non essere prese in eguale considerazione, snobbate o derise, non mi disturba. In fondo sono io quello che non deve vivere negli inganni delle falsità, delle contraddizioni, delle verità parziali etc.. Gli altri se la vedranno con se stessi.
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Viene da loro denunciata qui una contraddizione, un doppiopesismo.
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Il punto da cui partono è la sistematica confusione tra le analisi sociologiche, che cercano le cause dei comportamenti (analisi che si colloca su un piano) e la responsabilità individuale dei soggetti che agiscono in forme antisociali (che invece sta su tutt’altro piano). Si tratta della persistente accusa di “giustificazionismo” secondo cui chi ricerca le cause di comportamenti antisociali vuole, promuove, sollecita l’assoluzione morale e quindi penale dei rei considerati come individui privi di libero arbitrio, di coscienza e di responsabilità, quindi da assolvere. Questa visione nega che un gran numero di comportamenti abbia cause storiche, contingenti etc. Al fine di negare questo fatto viene sempre messo sotto gli occhi dei c.d. “giustificazionisti” il fatto innegabile che, a parità di condizioni e di biografie, non tutti delinquono o manifestano comportamenti borderline.
Obiezione solidissima, come sotto si vede.
Poiché non tutti i fumatori si ammalano di cancro, subiscono infarti etc. ne segue che il fumo non ha nulla a che vedere con quelle patologie.
Poiché non tutti i disoccupati – dipendenti o imprenditori – si suicidano ne segue che la disoccupazione e il fallimento non hanno nulla a che vedere con quei comportamenti.
Poiché non tutti i figli di madri vizianti crescono viziati, ne segue che …
Poiché non tutti i depressi si suicidano, ne segue che… E via di questo passo.
Insomma, poiché una causa non è determinante (=non vale nel 100% dei casi) …non è nemmeno condizionante. Non esiste.
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Venendo a noi: poiché non tutti i padri separati compiono stragi, ne segue che …
E qui le parti si rovesciano (l’abbiamo già denunciato in un paio di articoli del sito): la sinistra smette improvvisamente di vedere le cause e attribuisce le tragedie all’ontologia maschile, mentre tutti gli altri (destra estrema compresa) invece le vedono al volo. E non perciò si sentono giustificazionisti, benché vengano bollati come tali.
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Le ragioni di questo stravolgimento sono ovvie: quando non si vuole vedere non si vede, quando vi è interesse alla cecità si resta ciechi e si tradiscono i propri giuramenti senza patemi d’animo. A destra, a sinistra e …al centro.
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E’ ovvio – centomila volte – che le analisi sociologiche non devono mai essere usate in sede educativa, né dei singoli né della comunità, pena il disastro. Nessuno può pensare di giustificare il proprio comportamento antisociale dandone la colpa alla società, nessun viziato può trovare scampo accusando la madre (benché la causa di questa psicopatologia sia proprio l’ “amore materno”).
E’ possibile accusare la sinistra (il “progressivismo” in generale) di aver usato la sociologia in sede educativa (dei singoli e delle comunità) almeno dal 68 in poi? A mio parere sì. Si può e si deve.
E’ possibile accusare la destra di mentire sulla verità dei condizionamenti sociali al fine di liberarsi dei problemi, di non chiamare in causa leggi, costumi, assetti sociali, rapporti di potere etc.? Sì: si può e si deve.
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Derive e rovesciamenti.
In un film, di cui non ricordo il titolo, Eddy Murphy entra in un hotel e chiede una stanza.
Vado a memo:
“Spiacente, tutto pieno”.
“Ah, ti pareva! Avete visto un nero e subito siete rimasti senza camere!”
“Mi spiace, ma le giuro che è così”
“Mi ha preso per fesso? Voglio la camera e la voglio subito!”
…e così un bianco viene fatto sloggiare per dare darne la stanza al nostro furbacchione.
Può accadere? Sì accade. Sono fatti recenti: al pari dell’accusa di sessismo, anche quella di razzismo può venir usata ad arte in certi luoghi, occasioni e ambienti sociali. Ma da questo al ricavarne che i neri sono più tutelati dei bianchi, ne corre. Le femmine invece sono strutturalmente più tutelate dei maschi.

RDV

Rino 10:24 pm - 26th aprile:

Maurizio, pare che tu abbia il dente avvelenato con Fabrizio. Ma cosa ti ha fatto di male?

RDV

Roberto Micarelli 10:35 pm - 26th aprile:

M. Tonelli: “Ora, premesso che neanche io faccio parte della “prima ondata”, ovvero di coloro che per primi iniziarono ad occuparsi di certe questioni, non mi sembra che siano passati “tanti anni”, bensì “alcuni anni” (cinque)”

Quindi?

Fabrizio Marchi 8:29 am - 27th aprile:

La polemica di Tonelli sconfina ormai nel comico. Come dice Rino, l’atteggiamento più giusto sarebbe quello di ignorarla. Evidentemente non sono ancora così saggio , spero di avere ancora del tempo davanti a me per diventarlo o per tentare di diventarlo, così da modificare (in positivo) il mio karma e di in tal modo ridurre sensibilmente il numero delle mie reincarnazioni…(per chi ci crede)
Nel frattempo (facendo fare consapevolmente dei passi indietro al mio karma, quindi sbaglio in piena coscienza, il che è ancora più grave), scelgo di rispondere per l’ennesima volta a Tonelli.
Quel libro è stato pubblicato nel 2007 ma è stato scritto fra il 2005 e il 2006. Ora, tutti sanno che gli autori famosi e affermati trovano subito un editore che li pubblica, mentre gli sconosciuti come il sottoscritto cominciano una lunga trafila che dura un anno o due mediamente, per trovare uno straccio di editore che li pubblichi. “Aggratise”, come si dice a Roma, poi se uno sceglie di pagare, uno pseudo editore-tipografo che per quattro o cinquemila euro gli stampa mille o millecinquecento copie, lo trova sempre. Ma non è il mio caso. Posso dire di avere per lo meno la soddisfazione di aver trovato un editore, magari piccolo o piccolissimo, che però apprezza quello che scrivo…
Naturalmente non è che uno si sveglia la mattina e decide di scrivere un libro; o meglio, è anche così, ma prima c’è qualche anno di gestazione. Specie perché stiamo parlando di un “certo tipo di libro”.
Questo per dire che il mio “risveglio” risale ormai a molto tempo fa, diciamo che già intorno ai trent’anni (cioè 23 anni fa) ero già relativamente consapevole della situazione (ammesso che essere “veterani” sia un titolo di merito, il che è francamente anche abbastanza ridicolo, per quanto mi riguarda…) e, se la vogliamo dire tutta, già fin dalla giovanissima età avvertivo che “qualcosa non andava”. C’era già allora qualcosa che non mi convinceva nella relazione con il genere femminile, e visto che mi hai chiesto come e perché mi sono avvicinato alla QM, ti rispondo volentieri, anche perché questa è la domanda più pertinente e intelligente, tuo malgrado, che mi hai rivolto fino ad ora, in mezzo a tante inutili e sciocche polemiche, che mi permette di fare anche dell’”outing”, come si usa dire oggi. Il che è sempre positivo.
Ho sempre vissuto con grande disagio e sofferenza fin da ragazzino la relazione con il genere femminile, in particolare l’assenza di spontaneità e reciprocità da parte delle donne. Ho sempre vissuto come una violenza psicologica il fatto che dovesse essere sempre (o quasi sempre) il sottoscritto a fare il primo passo, a proporsi o a “sbattersi”, e comunque a recitare quella ipocrita pantomima che comunemente viene definita corteggiamento ma che in realtà è fondamentalmente una relazione di potere (dove non si “gioca” affatto ad armi pari, specie in giovane e in giovanissima età). Non mi ha mai divertito né tanto meno gratificato questo “gioco” al quale, obtorto collo, mi sono sottoposto, come tutti i miei coetanei. Tutto ciò indipendentemente dai successi o dagli insuccessi che per un uomo “normale” mediamente si alternano. Anzi, alla fin fine, tirando le somme, sono stati più i successi che gli insuccessi.
Ma non è questo il punto. Quale è stato il prezzo che ho pagato sotto il profilo psicologico? Questa relazione mi ha arricchito o mi ha impoverito umanamente e psicologicamente? Senza dubbio la seconda ipotesi, che poi non è un’ipotesi ma una certezza, per lo meno per me.
Ho sempre vissuto e interpretato questa relazione (ovviamente parlo sempre per grandi numeri, ci sono anche state situazioni autentiche, vivaddio, ma ora non ci stiamo ad attaccare al pelo nell’uovo..) come fondamentalmente umiliante, non spontanea, alienante e quindi, in ultima analisi, anche violenta.
Naturalmente, come tutti, facevo buon viso a cattivo gioco e facevo anche finta che mi piacesse. Anzi, più o meno come tutti, ho recitato la mia parte, perché ero interno alle dinamiche del cosiddetto “machismo”. Rimuovevo cioè la mia condizione, recitavo, mi costringevo a farmi piacere qualcosa che mi faceva fondamentalmente schifo. Perché se uccidi la spontaneità e la reciprocità in qualsiasi relazione umana, hai assassinato quella stessa relazione che parte già con il piede sbagliato. E una cosa nata male, per quanto mi riguarda, finisce senz’altro peggio. Di questo sono certo, anche per esperienza personale.
Ovviamente quando ero ancora così giovane non ero in grado di comprendere appieno quelle dinamiche che avrei compreso più avanti nel tempo.
Era la fase storica in cui esplose il femminismo e paradossalmente proprio questo contribuì ad accelerare il mio processo di consapevolezza. Ciò che sostenevano le femministe sul genere femminile oppresso, vessato e (doppiamente) sfruttato cozzava clamorosamente con la mia condizione di giovane maschio, convinto di essere inadeguato (eufemismo per dire che ero convinto di essere una nullità e di non meritare le attenzioni e l’amore delle donne che vedevo come irraggiungibili) che sarebbe stato disposto a succhiare il muco di un morto pur di fare sesso e di avere uno straccio di affetto. Dirò di più: pur di essere riconosciuto in quanto uomo. Anzi, dentro di me si era addirittura fatta largo l’idea che fosse giusto che io mi trovassi in quella condizione. Non riuscivo ancora a capire la natura profonda del femminile, non potevo conoscere aspetti che avrei capito solo (relativamente) molto più tardi. Il tradizionale distacco femminile (asimmetria sessuale), con tutto ciò che ne consegue (che non sto a spiegare perché credo che tutti sappiamo cosa voglio significare…) lo vivevo come una sorta di mistero della fede al quale io non potevo accedere, o addirittura al quale non ero degno di accedere. Cosa nascondeva questo mistero? Quali meraviglie e quali segreti si celavano dietro a questo mondo imperscrutabile, inaccessibile, per me misero comune maschietto mortale?
Successivamente, sono stato per anni ed anni (come tutti) trascinato per il naso così come si fa con i buoi; ero una specie di rabdomante o di cane da tartufo, come preferite, ottenebrato dal sesso (e dalla dipendenza sessuale) che era la stella polare della mia vita. Tutte le mie attività, il mio tempo e le mie energie erano finalizzate al soddisfacimento sessuale, direttamente e indirettamente. Fino a quando, con il tempo, cominciai a prendere coscienza della mia condizione di dipendenza psicologica e sessuale e di alienazione . Mi ci volle però ancora un bel po’ di tempo e diverse “facciate” per trovare la forza di far emergere la mia condizione, di riconoscerla. Ma alla fine, ci sono riuscito. E’ stato molto importante il confronto con un amico, iniziato ormai più di un quindicennio fa. Insieme abbiamo sviscerato lo sviscerabile, abbiamo trascorso anni ed anni a riflettere, elaborare, indagare. Ora anche lui è uno di noi, naturalmente, ed ha partecipato attivamente al nostro convegno di sabato scorso.
Questa è la storia del mio personale “risveglio”, diciamo così, sia pur molto sommariamente. In fondo, mi rendo conto che sbagliavo all’inizio del post, quando scrivevo che sbagliavo a risponderti. Non è così perché mi hai dato l’opportunità di spostare la questione dalla polemica sterile a ciò che dovremmo fare tutti e che è stato oggetto anche della nostra discussione di sabato. E cioè promuovere incontri con altri uomini, riunioni che siano anche una sorta di psicoterapia di gruppo, dove ci si apre, ci si confronta, si lasciano emergere le problematicità e i punti di debolezza, con la consapevolezza di trovarsi in un contesto dove non si è giudicati, dove si è accolti da altri uomini consapevoli ed evoluti, dove si può parlare sinceramente, aprirsi e portare alla luce tutto quello che uno non ha mai avuto il coraggio di tirar fuori.
Proprio questa, fra le altre, è stata una delle proposte avanzate (e accolte) da uno degli amici che ha partecipato al nostro congresso fondativo. Il gruppo romano, il più numeroso, organizzerà una riunione allargata da qui ad un mese al massimo, con tutti quelli che vorranno partecipare. E’ importante che ciò avvenga, laddove possibile, in tutte le altre regioni dove siamo presenti. Le riunioni possono naturalmente avere un taglio differente, a seconda delle situazioni: più politiche oppure più “psicoterapeutiche”, a seconda delle situazioni e dei contesti. Ma di questo parlerò in maniera più approfondita in un altro post.
Fabrizio

armando 10:54 am - 27th aprile:

Mentre quoto in pieno il lucido post di Rino, vorrei, da ospite in questo blog, dire qualcosa sul periodico riaccendersi della questione Dx/sx/femminismo/QM.
Come tutti sanno le mie posizioni filosofiche (uso un parolone, ma è per capirsi), sono distanti da quelle di Fabrizio e Ubeta, così come l’impostazione culturale di MS di cui sono esponente. Non sono affatto convinto, solo per fare un esempio, che culturalmente il femminismo non sia una “costola” della cultura di sx, sottolineando proprio il termine cultura in senso filosofico per distinguere quel piano dagli eventi sociologici, epifenomeni la cui origine più profonda talvolta non emerge immediatamente. Per sgombrare il campo da sempre possibili equivoci, ciò non significa affatto che:
a)Mi vada bene un mondo intriso di ingiustizie che gridano vendetta come fosse un fatto naturale, e se anche lo fosse sarebbe giusto trasformarlo.
b) Il riconoscere l’esistenza di problematiche serie dovute a flussi immigratori di persone di culture, usi, tradizioni, diverse dalla nostra, non vuol dire in alcun modo nutrire sentimenti razzisti o vicini al razzismo, nè essere contrario al dialogo fra le culture e le civiltà, ma che un dialogo è possibile solo fra pari, ossia fra interlocutori dotati di precisa e forte identità che riconoscono la legittimità di quella altrui. Ovvio che il dialogo sarà difficile, sarà talvolta uno scontro, ma è l’unico modo affinchè una cultura non distrugga l’altra. L’occidente, in tal senso, non solo sta perdendo o ha già perduto la propria identità, ma tende spesso a negare anche quella altrui. Un disastro, insomma, di cui il femminismo e la guerra contro tutto ciò che è maschile (e che sa anche in lontananza di cristiano) è parte integrante.
Fatte queste precisazioni, necessarie per far capire che esistono comunque alcuni fondamenti di “non incompatibilità”, la “domanda sorge spontanea”. Perchè intervengo con una certa frequenza sul blog di Ubeta, e perchè lo faccio cercando per quanto possibile di non sottolineare quelle differenze di cui sopra?
La risposta è semplice, perfino banale.
1) Perchè, almeno per diverso tempo davanti a noi, quelle differenze non sono essenziali ed è più importante ciò che ci accomuna, ossia la consapevolezza dell’urgenza che la QM sia sollevata in ogni e qualsiasi ambiente, perchè tocca sia la dx che la sx (che personalmente preferisco definire “così dette dx e sx”), entrambe colme di contraddizioni di ogni tipo, taoriche e pratiche. In questo senso l’impresa in cui si è imbarcato Fabrizio è di una importanza incalcolabile perchè vuole introdurre un sasso in un ingranaggio che apparentemente è benissimo lubrificato e ben funzionante.
2) Perchè non leggere solo al proprio libro fa bene comunque agli interlocutori. Induce riflessioni, approfondimenti reciproci, fa vedere alcune cose da punti di vista inusitati. Insomma fa crescere, il che non significa che faccia diventare identici. Rimangono le diverse impostazioni filosofiche sulla QM che, posto che nessuno ha la Verità in tasca, solo il tempo ci dirà quali più vicine al vero e quali meno.
3) Da 1 e 2 e dalla premessa, discende la necessità assoluta che ogni intervento, anche il più critico, venga fatto con spirito ed anche in forma costruttivi, mai in tono liquidatorio o personalistico. C’è già troppa divisione fra gli uomini (nonostante quello che falsamente dicono le femministe), per acuirla anche fra chi dovrebbe invece apprezzare che ci sia qualcuno sensibile alla QM anche in chi ideologicamente sta dalla parte opposta (o da un’altra parte) rispetto alla propria.
Armando

Saturno 12:09 pm - 27th aprile:

Fabrizio:
“comunque a recitare quella ipocrita pantomima che comunemente viene definita corteggiamento ma che in realtà è fondamentalmente una relazione di potere”.

Ecco, queste illuminanti riflessioni di Fabrizio mi
inducono a pensare. Credo proprio che il problema
principale dell’ umanità sia quello del potere, e ciò è
tanto più vero proprio perchè il potere si è insinuato in quella parte così intima e determinante della vita umana che è la sessualità. Perchè nella specie umana il potere è così importante? Sarò infantile,
ma non l’ ho mai compreso. E’ qualcosa di innato,
di naturale? Se così fosse, l’ umanità sarebbe qualcosa di intrinsecamente malvagio e non avrebbe speranza, come affermava Jonathan Swift nei “Viaggi di Gulliver”. Io preferisco Spinoza, secondo il quale l’ errore coesiste con la verità in ogni attributo e modo dell’ essere. Così l’ uomo può migliorare. Per cui, ritengo che il potere si sia formato ad un certo punto, ed abbia continuato a perpetuarsi culturalmente da una generazione all’
altra. Credo che il potere, inteso come sopraffazione dell’ uomo sull’ uomo, sia nato quando alcuni gruppi umani ne hanno soggiogati altri riducendoli in schiavitù, tramite l’ uso delle armi. I conquistatori conquistavano anche le donne dei gruppi soggiogati e ciò costituiva ovviamente un’ estrema violenza di cui le donne erano vittime. Ma con il tempo e con la stabilizzazione dei rapporti di forza la donna ha finito con il considerare l’ uomo conquistatore e violento come l’ unico modello maschile valido, perchè tale modello era dominante.
Non c’è stato più posto per gli uomini miti e conquistati, almeno relativamente. In epoca moderna, con l’ emancipazione femminile, questo retaggio culturale ha finisto per rovesciare i ruoli di genere, dando alla donna ancora più potere perchè tale concezione ha finito per porre nelle mani della donna emancipata il potere di discrezione assoluta nella scelta del partner. Almeno io la vedo così; ammetto che posso essere in errore e che tale spiegazione è assai stringata e lacunosa.

Roberto Micarelli 3:29 pm - 27th aprile:

Esiste il partito femdominista? Ieri è stata cancellata la voce wikipedia sui movimenti maschili, ennesima censura registrata sui sistemi d’informazione di massa, quale w.p. ormai è. L’esistenza del MUB e dei vari movimenti MoMas non è enciclopedica, noi non esistiamo.

Luigi Corvaglia 7:33 pm - 27th aprile:

@ Roberto Micarelli
Esiste, eccome se esiste il PF. E di questo dovremmo preoccuparci ed occuparci, tutti, invece di perdere tempo su questioni che, come dice Armando:” …. almeno per diverso tempo davanti a noi, quelle differenze non sono essenziali ed è più importante ciò che ci accomuna, ossia la consapevolezza dell’urgenza che la QM sia sollevata in ogni e qualsiasi ambiente … “.
Torno all’oggetto del tuo commento. La questione, correggimi se sbaglio, riguarda wikipedia italiana. So che te ne sei occupato ed hai competenze nel ramo. Perciò ti chiedo: si può fare qualcosa per risolvere o almeno aggirare il problema?

Maurizio Tonelli 7:47 pm - 27th aprile:

[Fabrizio Marchi]
Ho sempre vissuto con grande disagio e sofferenza fin da ragazzino la relazione con il genere femminile, in particolare l’assenza di spontaneità e reciprocità da parte delle donne. Ho sempre vissuto come una violenza psicologica il fatto che dovesse essere sempre (o quasi sempre) il sottoscritto a fare il primo passo, a proporsi o a “sbattersi”, e comunque a recitare quella ipocrita pantomima che comunemente viene definita corteggiamento ma che in realtà è fondamentalmente una relazione di potere (dove non si “gioca” affatto ad armi pari, specie in giovane e in giovanissima età).
>>>>>>>

E’ stato così anche per me, benché da giovane tendessi a negarlo a me stesso.
Calcola che io sono stato pure sposato (ora non più) e ricordo ancora benissimo tutte le stronzate che feci per “conquistare” quella stronza della mia ex, che, tra l’altro, mi fece pure cornuto con un “amico”.
Perciò comprendo benissimo cosa vuoi dire.
Solo che io, al contrario di te, non attribuisco la responsabilità di ciò alla società capitalista e non credo neanche sia possibile cambiare più di tanto un certo stato di cose, considerando altresì le resistenze maschili e la minor spinta sessuale femminile.
Secondo me, e ad là di tutti i retaggi e condizionamenti sociali che ci portiamo dietro da secoli e secoli, il problema di fondo è che se uno non piace, non piace, e pertanto – in tal senso – c’è ben poco da fare. *

Ossia, bisogna avere la fortuna di nascere “con la camicia”, altrimenti bisognerà elemosinare sesso e affetto per tutta la vita.
(Opinione mia, naturalmente).
>>>
* Parlo in generale, quindi della stragrande maggioranza degli uomini, che però si guardano bene dall’ammettere ciò.
Non ricordo dove l’ho letto, ma credo abbia ragione chi sostiene che l’auto-inganno aiuta a vivere.

Maurizio Tonelli 7:52 pm - 27th aprile:

[Rino]
Maurizio, pare che tu abbia il dente avvelenato con Fabrizio. Ma cosa ti ha fatto di male?
>>>>
Io ho il dente avvelenato col mondo e con la vita, non con Fabrizio marchi.

Roberto Micarelli 10:08 pm - 27th aprile:

L. Corvaglia: “Torno all’oggetto del tuo commento. La questione, correggimi se sbaglio, riguarda wikipedia italiana. So che te ne sei occupato ed hai competenze nel ramo. Perciò ti chiedo: si può fare qualcosa per risolvere o almeno aggirare il problema?”

Dipende da quale è il problema. WP è gestita da un gruppo che segue la linea ufficiale atlantista in materia di rapporto tra i sessi, una linea quindi più o meno appiattita su un sentimento profondamente anti-uomo. Sono gli stessi amministratori a dire che la linea da seguire è quella del “buon senso” in virtù della impossibilità di definire norme oggettive che valgano per tutti. Ritengo che quel buon senso significhi ciò che a loro è ideologicamente compatibile e che l’impossibilità di dettare regole oggettive derivi dall’abuso che loro ne hanno fatto, utilizzando stratagemmi vari, come nel mio caso, per bannare utenti e cancellare argomenti non allineati.

Ora, i movimenti maschili e di padri separati sono da loro visti come RO (Ricerca Originale) e non enciclopedici, e come potete facilmente intuire questo non significa nulla, è un concetto vuoto. Cosa significa dare del non enciclopedico a movimenti nella realtà esistenti e costituiti come il MUB? Cosa significa dare della ricerca originale a un pensiero politico ispirato all’egualitarismo e alla denuncia di abusi che violano i dettami fondanti della nostra filosofia del diritto, come quello della legge uguale per tutti, del rifiuto di doppi standard amministrativi basati sul sesso, che non passano se discriminano la donna ma sono ampiamente promulgati se discriminano l’uomo?

Significa il nulla.

Ogni richiesta di spiegazione, ogni appello a principi di libera espressione, pluralismo e democrazia digitale che vengano posti sulla mailing list pubblica finiscono per vedere l’utente che li fa tacitato con la moderazione, in alcuni casi pubblicamente insultato, come nel mio caso, in una comunità caratterizzata da una moralità grossolana che si occupa più di ingraziarsi i responsabili che di esercitare un sano contraddittorio.

In queste condizioni, se questi sono i problemi, non c’è nulla da fare. Si può solo lottare per denunciare e rivendicare uno spazio che dovrebbe in linea teorica appartenere a tutti.

Rino 10:37 pm - 27th aprile:

Quelli di wikipedia semplicemente negano l’esistenza di ciò che, a loro parere, non dovrebbe esistere. Non è che registrano ciò che cmq di fatto c’è, magari prendendone le distanze, se proprio la cosa gli risulta indigesta. No, ne negano direttamente l’esistenza.
Ho controllato ora (anche se non ce n’era davvero bisogno) la voce “Nazismo” è là e c’è pure “al-Qaida”
.
I movimenti maschili sono un male così grande, un pericolo così terribile, una minaccia così spaventosa che non devono neanche venir nominati.
.
RDV

Roberto Micarelli 3:09 am - 28th aprile:

Tonelli: “Solo che io, al contrario di te, non attribuisco la responsabilità di ciò alla società capitalista e non credo neanche sia possibile cambiare più di tanto un certo stato di cose, considerando altresì le resistenze maschili e la minor spinta sessuale femminile”

Secondo te, nell’immaginario erotico umano, contano solo gli ormoni o anche ciò che rappresenta l’altro?
Secondo te, in una società dove l’uomo è sistematicamente denigrato e accusato, cosa si è agli occhi di una donna?
Prescindendo dal legame tra capitalismo e femminismo è certo che l’unico valore che può avere l’uomo oggi, dopo decenni di male-bashing quotidiano, sono i soldi.
Il movimento maschile ha sempre digerito male gli uomini che si disprezzano. Nessuna dignità, nessuna civiltà. Il rispetto verso gli altri non può prescindere da quello verso sé stessi.

Qui non servono più singole donne che dichiarino di amare gli uomini o singoli uomini che dichiarino di amare le donne, serve un movimento di auto-coscienza maschile e di opposizione politica alla denigrazione di massa. Contro la moda del debito morale e della colpa. Contro lo zerbinaggio trendy. Contro il mito della dipendenza emotiva e sessuale. Contro l’ipocrita ironia dello svilimento.

Maurizio Tonelli 11:09 am - 28th aprile:

X R. Micarelli
Abbi pazienza, ma il fatto di piacere o meno all’altro sesso, è un qualcosa che prescinde il male bashing, il senso di colpa e quant’altro.
Per esempio, da adolescenti cosa credi conti per piacere alle ragazze? Forse i soldi? Oppure, come credono tanti tonti uomini, “il saperci fare” ?
No, conta l’aspetto estetico (verità negata regolarmente dagli uomini e, molto spesso, dalle stesse donne), nonché la stronzaggine; ergo, l’esser figli di puttana.

@
R. Micarelli
>>
Il movimento maschile ha sempre digerito male gli uomini che si disprezzano.
>>
Di chi parli? Di me? O degli “altri uomini” ?
Guarda che se ti riferisci all’italiano medio, ti rammento che è tipico del medesimo disprezzare se stesso, l’altro uomo e la propria italianità. E non da oggi.

@
R. Micarelli
>>
Contro il mito della dipendenza emotiva e sessuale.
>>
Mito? Adesso la dipendenza sessuale ed emotiva maschile verso le donne, sarebbe un mito? E allora a che pro tutti questi discorsi?
Micarelli, ma non credi sarebbe il caso di parlare chiaro, perlomeno a se stessi?

Rino 11:57 am - 28th aprile:

Il recente omicidio di Vanessa ha dato la stura (ed era ovvio) ad una nuova campagna di criminalizzazione antimale su 27H (e altrove). Oggi Lea Melandri (pezzo da 90 del fem.smo italico) riparte all’attacco e – tra l’altro – ci informa che:
>>
A proposito del Laboratorio sulla violenza di genere, che oggi fa parte del corso di laurea della Facoltà di Scienze della Formazione di Roma Tre, Claudio Tognato, docente e promotore dell’iniziativa, ha potuto constare, nei sette anni che sono trascorsi, un grande interesse e partecipazione, con un unico motivo di perplessità: a frequentare sono state quasi esclusivamente studentesse, orientate a diventare tirocinanti all’interno dei Centri Antiviolenza.
>>
I corsi di addestramento per la persecuzione del maschile sono dunque “negletti” dai maschi e appetiti dalle femmine che si preparano ad una brillante carriera con lo spedire in galera quanti più nemici si possa.
Mi ha confortato sapere che i maschi si tengono tendenzialmente lontani dai corsi per i novellli kapò.
Voi non ne siete confortati?

RDV

Luigi Corvaglia 1:31 pm - 28th aprile:

Mi ha confortato sapere che i maschi si tengono tendenzialmente lontani dai corsi per i novellli kapò.
Voi non ne siete confortati?
(RDV)
Certo che si. D’altra parte quelli sono corsi ad hoc, che il PF organizza per formare i suoi quadri. Quello che voglio dire è che se anche gli uomini li frequentassero in massa che possibilità di ciucciare soldi alla comunità avrebbero?
La Melandri poi, proprio non la reggo e di intervenire su blog a censura selettiva proprio non mi va.
Preferisco i blog del FQ, più trucidi, più sporchi, ma enormemente più sinceri. Evidentemente è una linea imposta dalla testata. Sto seguendo difatti, sul FQ, quello della Zanardo. Ho replicato a dei suoi commenti. Li riporto di seguito.
………………………………………………………………..
Ammetto che i lettori del Fatto mi lasciano spesso annichilita. Nessun dolore per una ragazzina buttata da un ponte? Niente? Duri e cinici? Non capisco poi cosa c’entri parlare dei disoccupati, a me spiace molto per i disoccupati, ma cosa c’entra? Che problemi avete con le donne? perchè non vi riappacificate? qui scrivo di una ragazzina che è stata ammazzata e da inizio anno sta accadendo spesso. Non sareste piu felici se non accadesse più? Io sì. Non è che questi 30 anni di governo miserabile vi hanno influenzato? che non riuscite più ad essere umani? vi ricordate di VITTORIO ARRIGONI? Secondo voi lui avrebbe scritto le cose che leggo qui ? O avrebbe avuto parole di amore per la piccola Vanessa? ma cosa vi è successo? E se anche qualcuno di voi ha avuto una moglie cattiva che si è separata in malo modo perchè traslate su tutte le donne il vostro risentimento? Io vi rispondo perchè voglio relazionarmi a voi e comprendere. (L. Zanardo)
Vorrei intrattenermi con lei e spiegarle, dal mio punto vista ovvio, non pretendo di rappresentare tutti gli uomini, il perché di quello che lei si spiega come cinismo o come problemi con l’altro sesso (che originalità di accusa!!!). Purtroppo non ho il tempo per scrivere quanto occorrerebbe (nemmeno a me li pagano i commenti :) ) e urge riposo per una giornata di lavoro. Sarei comunque contentissimo di scambiare le nostre idee dal vivo e può stare sicura che se si troverà a passare dalle mie parti, il Salento, la verrò a trovare.
Vorrei però porle una domanda, non sul fatto di Vanessa, che spero la induca a riflettere.
Nell’omicidio di Stefania Noce cosi come nella strage di Brescia morivano, oltre alle tre donne anche tre uomini, il nonno di Stefania nel tentativo di salvarla, gli altri non si sa.
Bene, nei suoi come negli articoli di tante sue colleghe (diciamo tutte) nemmeno un accenno, manco formale, di cordoglio. Sono spariti. Quelle vite valgono forse meno di quelle delle donne uccise? So come mi risponderà, se lo farà. Il problema però è che lei, voi tutte, prendete una parte, le donne, la separate e di fatto, se non d’intenzione, la “sacralizzate”, cioè la portate più “in alto” rispetto allo stesso tremendo atto, se compiuto su di un uomo, instaurando, volontariamente o involontariamente, non lo so, un “diverso valore”, solo in base al sesso. Forse l’effetto non è voluto, ma le posso assicurare che sugli uomini, sui normali uomini, consciamente o inconsciamente, questo diverso apprezzamento pesa. Tanto. Tantissimo.
Poi può anche chiamarlo cinismo o problemi con le donne, ma si sta solo auto-ingannando. E’solo diffidenza. Verso lei e verso quelle che come lei agiscono con tale modus
. (L. Corvaglia)
non è uno scivolone. nel mio documentario il corpo delle donne che può se vuole vedere su youtube, l’ultima immagine è una ragazza spogliata, con il sedere unto di olio inperizoma e appesa ad un gancio come in macelleria. trattasi di scherzi a parte. bene: se invece di una ragazza ci fosse stato un bel ragazzo di colore appeso come in un campo cdi concentramento, cosa sarebbe accaduto? in prime time? GIUSTAMENTE moltissimi avrebbero protestato. Io lavoro perchè ci si chieda perchè il corpo delel donne vale cosi poco. Non è una battaglia che vorrei si etichettasse come femminista. lavoro perchè il 3 articolo della costituzione venga applicato (L. Zanardo)
Il corpo delle donne vale cosi poco!?
Ma è proprio perché è esattamente l’opposto che nascono quei fenomeni (televisivi) da lei giustamente denunciati. E da cui le donne potrebbero tenersi alla larga senza morire di fame.
E’ il corpo degli uomini invece a non valere una cippa! Carne da macello anche per pochi euro, non certo per mirabolanti (o meno) carriere mediatico-televisive
. (L. Corvaglia)
…………………………………………………………………
Fino ad ora non ho ricevuto risposta.

Roberto Micarelli 4:29 pm - 28th aprile:

Tonelli: “Abbi pazienza, ma il fatto di piacere o meno all’altro sesso, è un qualcosa che prescinde il male bashing, il senso di colpa e quant’altro …”
Io credo che l’appetibilità sia un misto di aspetto estetico, stato sociale e cultura collettiva. Il male-bashing svalorizza il maschile ed è uno dei principali strumenti della riduzione dell’uomo a bancomat o comunque a mero strumento per l’ottenimento di benefici materiali. Ma l’aspetto estetico si limita quasi del tutto alla giovane o giovanissima età, all’adolescenza che ancora oggi è l’età dell’idealismo. Poi arriva il conto. Le donne sono sistematicamente educate al disprezzo di ogni cosa maschile e ritengo che questo abbia un impatto diretto negativo sulla qualità della vita relazionale e sessuale di tutti gli uomini presi singolarmente. E’ uno dei motivi per cui gli uomini avrebbero ottime ragioni per opporsi al suprematismo femminile. La QM riguarda tutti.

Tonelli: “Di chi parli? Di me? O degli “altri uomini” ?”
Parlo di chiunque si disprezza.

Tonelli: “Mito? Adesso la dipendenza sessuale ed emotiva maschile verso le donne, sarebbe un mito? E allora a che pro tutti questi discorsi?”
Sì. La dipendenza ha basi miste di natura e cultura. La castità è possibile se la si vuole fortemente. La cedevolezza maschile di fronte alla donna è uno dei must della cultura moderna. Non mi fraintendere, non sto dicendo di praticare la castità, ma solo che volere è potere.

>Tonelli: “Micarelli, ma non credi sarebbe il caso di parlare chiaro, perlomeno a se stessi?”
Io mi sto parlando chiarissimo.

Roberto Micarelli 4:39 pm - 28th aprile:

Guardate la crisi economica. I poteri invece di dire agli uomini: “Siete la principale risorsa per uscirne, datevi da fare”. Dice: “La crescita è donna, voi non siete in grado, fatevi da parte”.
Questo messaggio insultante, se volessimo parlare di natura, assolutamente contro-natura, quale effetto pensate che abbia sul fantasma erotico e sulla relazionalità, come ordine simbolico, tra un uomo e una donna? Quale valore avrete ai suoi occhi? Quello di persona? Non basta.
La donna che ti ama deve farlo perché sei tu e perché sei un uomo, dove l’essere uomini, sul piano simbolico, non può essere definito solo all’interno della coppia, bensì nascere da una cultura collettiva del rispetto e non dello svilimento.

mauro recher 4:54 pm - 28th aprile:

Ah beh ,Luigi e Rino ,quella è solo una parte del linciaggio mediatico contro gli uomini ,ne parlo anch’io
http://femdominismo.wordpress.com/2012/04/28/femminicidi/

Fabrizio Marchi 6:15 pm - 28th aprile:

@ Maurizio Tonelli:
Dopo tante sterili polemiche e qualche insulto gratuito e unilaterale da parte tua (non ho aperto io le danze…), c’è forse la possibilità di un confronto relativamente più sereno (dipende fondamentalmente da te) .
“Ossia, bisogna avere la fortuna di nascere “con la camicia”, altrimenti bisognerà elemosinare sesso e affetto per tutta la vita”. (M. Tonelli)
Personalmente non elemosino più sesso né tanto meno affetto da molto tempo, proprio da quando è iniziato il mio “risveglio”. Più cresceva la mia consapevolezza, tanto più sensibilmente migliorava la mia relazione con l’altro sesso fino a diventare a tratti e in talune situazioni, addirittura (relativamente) soddisfacente.
Non mi riferisco, in questo caso, alla qualità di questa o quella relazione sessuale o affettiva che dipende da tanti e diversi fattori, quanto alla modalità complessiva di relazione con le donne. Un maschile consapevole, evoluto, autofondato, autonomo, non dipendente, libero dai condizionamenti socioculturali e baricentrato, può talvolta anche essere capace di rovesciare i tradizionali termini della relazione uomo-donna- In ogni caso è in grado di relazionarsi alla pari con qualsiasi donna e spesso di capovolgere quelle dinamiche vedono la grande maggioranza dei maschi subalterni e psico-sessualmente subordinati. Di certo non è facile e comunque questo non comporta di per sé la garanzia del “successo”, sempre, comunque e dovunque. Anzi, è’ evidente che una scelta di libertà e consapevolezza ha anche i suoi prezzi, come è inevitabile che sia. E’ovvio che un maschile siffatto (ma non socialmente ed economicamente affermato) verrà “scartato” da tutta quella schiera foltissima (e largamente maggioritaria) di donne che vivono secondo i dettami dell’ordine sociale culturale dominante. Per lo meno se ci riferiamo all’ipotesi di una relazione stabile. Se invece ragioniamo nei termini dell’”avventura” allora un maschile psicologicamente più libero e addirittura sbarazzino è in genere anche preferito ad un maschile socialmente più solido e magari anche “serioso” (e noioso, diciamo la verità…).
Possiamo però esser sicuri di alcune cose. Con quelle donne che si avvicineranno a noi o con le quali comunque si stabilirà un contatto, la relazione sarà di diverso genere e qualità, perché esse stesse avvertiranno il tasso di consapevolezza e di libertà interiore dell’uomo che hanno davanti e non potranno che relazionarsi di conseguenza. Tradotto in parole ancora più povere, come ho avuto modo di dire già diverse volte, il rapporto tempo-energie (pisco-fisiche-emotive-economiche) investite e “ricavo” (non vorrei essere preso per un cinico, ma ci capiamo…), sarà sicuramente favorevole. Insomma, in una scelta di consapevolezza un uomo ha tutto da guadagnare e in tutti i sensi, psicologici ed emotivi innanzitutto.
“Solo che io, al contrario di te, non attribuisco la responsabilità di ciò alla società capitalista e non credo neanche sia possibile cambiare più di tanto un certo stato di cose, considerando altresì le resistenze maschili e la minor spinta sessuale femminile”. (M. Tonelli)
Io dico una cosa diversa che ho spiegato mille volte e che spiego soprattutto in alcune delle mie video-interviste, in particolare quelle dal titolo “reciprocità e spontaneità”, nello spazio degli “articoli” e “Sesso ludico, una rivoluzione”, sulla homepage.
Cos’ è che sostengo? Sostengo che si sia realizzata una sorta di alleanza strategica fra una parte dell’ontologia femminile che deriva dalle specificità/diversità peculiari del femminile stesso; leggi soprattutto asimmetria sessuale che genererebbe anche in un ipotetico stato di natura puro e perfetto una differente domanda/offerta (asimmetrica) di sesso. Questa peculiarità/specificità del femminile non poteva non incontrarsi e non sposarsi (teoria del rispecchiamento, che abbiamo affrontato anche nel nostro convegno nazionale) con la ragione strumentale capitalistica, cioè con quell’ideologia che esalta all’ennesima potenza proprio quel famoso meccanismo della domanda e dell’offerta, applicandolo, nel caso specifico, alla sessualità e alla relazione fra i sessi. Non entro nel merito perché dovrei scrivere un altro libro ma è evidente che questo è il cuore della questione. Anzi, è la nostra intuizione come Movimento degli Uomini beta, e guarda caso è quella per la quale siamo criminalizzati ma per la quale siamo anche temuti. E’ per questa ragione che, a mio parere (non voglio passare per presuntuoso ma non posso neanche essere ipocrita), tutte le altre interpretazioni della QM sono obsolete e fatiscenti (lo erano anche prima, a mio giudizio), legate a concezioni vetero tradizionaliste, fisiologicamente e intrinsecamente incapaci di cogliere la struttura della questione.
Se partiamo da questo approccio interpretativo, non ha neanche più senso interrogarsi, come fa ancora ad esempio l’amico Armando (così con l’occasione rispondo anche a lui), se il femminismo sia una costola della “sinistra” (se lo scriviamo con le virgolette lo è sicuramente) o sia comunque una derivazione “filosofica” della Sinistra (senza virgolette). Da un certo punto di vista, se prendiamo per buono il ridicolo copia-incolla della dialettica hegelo-marxiana applicata alla relazione fra i generi operata dal femminismo, lo è senz’altro.
Ma anche in questo caso, ammettendo anche che questa operazione filosofica femminista sia corretta, questo step, diciamo così, è storicamente e oggettivamente superato. Perchè ciò che conta non sono gli escamotage filosofici, le etichette o al limite anche le corrette (ammesso che lo siano, e per me non lo sono affatto) derivazioni storico-filosofiche di un movimento o di una ideologia , ma la prassi con cui questa si materializza e i rapporti sociali e di genere che è in grado di determinare. E ciò che concretamente il femminismo/post femminismo ha storicamente determinato è stato la criminalizzazione e la subordinazione sociale, economica, psicologica e sessuale della maggioranza degli uomini, cioè degli uomini beta, senza minimamente intaccare le fondamenta del sistema capitalistico dominante e anzi contribuendo in misura determinante ad alimentarlo.
Questo è quanto accaduto negli ultimi quarant’anni, questo il capolavoro o uno dei capolavori di questo sistema complesso e dotato di grandissima intelligenza (non a caso è quello dominante) che non mi stancherò mai di sottolineare.
Se non capiamo questo, caro Tonelli e cari tutti gli amici tradizionalisti, conservatori, nichilisti, di destra, non so come chiamarvi (fate vobis, a me interessa molto poco), siamo destinati a non capire nulla.
Mi rendo conto di quanto questa interpretazione sia disarticolante, perturbante, lacerante (proprio per questo è rivoluzionaria) ma per quanto mi riguarda è la realtà. Quella che dobbiamo guardare in faccia senza lenti deformanti.
Naturalmente, come dice sempre Armando, ciascuno tessi la sua tela. A me personalmente non interessa che qualcuno mi dia ragione. A me interessa portare avanti ciò di cui sono convinto. Per questo credo che in questa direzione sia giusto e necessario che ognuno lavori sul terreno che gli è proprio e non invada il campo altrui. Apprezzo lo sforzo di chi si mette in relazione con noi e le nostre tesi, a patto però di non mettersi in contrapposizione frontale. Non perché non sia ovviamente convinto della nostra interpretazione, ma solo perché non avrebbe alcun senso sfiancarci in una competizione dialettica di questo genere. E’ sempre per questa ragione che tendo in linea di massima ad invitare tutti a rivolgersi a quegli spazi (siti, blog ecc.) che sono più vicini ed omogenei alle proprie posizioni. Io non sconfino MAI e vorrei che anche gli altri non lo facessero.
E infatti non vado in giro per gli altri blog del Momas a spiegare quanto le loro concezioni della relazione MM/FF con tutto il solito vecchio armamentario ideologico (natura rigidamente separata dalla cultura, ingegneria femminista/comunista figlia dell’egualitarismo antiliberale di derivazione illuminista e poi comunista che appiattirebbe tutto e ucciderebbe il maschile che invece sarebbe intrinsecamente liberale e antiegualitario), sono relitti arrugginiti e inascoltabili. Sarebbe del tutto inutile e presuntuoso da parte mia, farlo. Lo penso e lo affermo ma nel mio blog (mio nel senso che l’ho fondato e ne sono parte fondamentale, ma è ovvio che è ormai anche di tanti altri che lo fanno vivere con il loro contributo senza del quale morirebbe…), dove ho il diritto/dovere di dire ciò che penso. Non ho invece il diritto di andare gratuitamente a polemizzare e a disturbare il lavoro altrui, che comunque rispetto.
Se tutti si regolassero secondo questo criterio avremmo fatto un bel passo in avanti…
Fabrizio

Luigi Corvaglia 6:32 pm - 28th aprile:

Riporto la risposta della Zanardo al mio primo commento (Vorrei intrattenermi con lei e spiegarle, dal mio punto vista ovvio, …. etc., etc.):
capisco e mi creda il dolore per me non ha sesso. Questo del FEMMINICIDIO è però un percorso per cercare di arginare omicidi che hanno come unica causa il fatto di essere donna. (L. Zanardo)
…………………………………………………………………..
Cosa ne penso?
Che non ha risposto per niente sul nucleo della mia osservazione. Come d’altronde abbondantemente mi aspettavo. La carta stampata e la rete lasciano questo tipo di scappatoia e non perderò altro tempo a controreplicare giacché il gioco sarebbe il medesimo.
Però, come ho detto nel commento, dal vivo, alla prima occasione utile, lei o altre sulla stessa lunghezza d’onda, non mi scappano di certo.

Luigi Corvaglia 11:20 pm - 28th aprile:

A proposito del Post della Melandri.
Capace di tagliarti un commento, pacifico ed argomentato, ma, ovviamente non allineato e poi … e poi lascia passare questa perla:
certo che si possono fermare i femminicidi….
28.04 | 20:32 reader9999
ma dio quanto siamo parolai e quanto ci piace pontificare invece di risolvere i problemi…! il primo passo e’ uscire dal denial e agire proattivamente senza tanti buonismi improduttivi, le stesse paralisi dell’agire che affogano l’Italia a piu livelli:
iscriversi a corsi di autodifesa (o cominciare ad offrirli nei posti di lavoro), prendere il porto d’armi, esercitarsi nell’uso delle armi da fuoco in scenari realistici e girare con una pistola carica nella borsetta. 4 cose pratiche che ogni donna puo’ fare da domani mattina senza bisogno di aspettare la rivoluzione socialista delle coscienze o la prossima venuta del Salvatore….perche’ raccontarsi la balla che l’educazione e i cambiamenti societari, i circoli virtuosi o l’azione della (sempre-assente)-polizia siano le uniche risposte per l’oggi, invece dell’assumere nelle proprie mani il proprio destino ed agire individualmente, significa accrescere la triste lista delle violentate e delle morte ammazzate…

Roberto Micarelli 11:22 pm - 28th aprile:

x Luigi Corvaglia: Il femminicidio è una attribuzione pregiudiziale di movente. Devi spiegare loro che quando scrivono articoli, il movente dell’omicidio non lo conosce nemmeno il commissario.

Rino 10:24 am - 29th aprile:

Ho incontrato il termine “femminicidio” per la prima volta verso il 2000, usato da femministe del tipo V.Solanas o A. Fouque (feminazi doc) e se ne capisce la ragione. E’ rimasto sottotraccia – mai utilizzato dai media – fino a quando il progressivo avanzare della derattizzazione del maschile lo ha reso spendibile. La sua carica criminalizzatrice è evidentissima: la si SENTE immediatamente in tutta la sua potenza. Ciò indica che non ci sono più prudenze, che il campo di battaglia è libero e che ci si può fiondare senza scrupoli contro gli accampamenti – abbandonati -del nemico.
E’ la conclusione di quel processo che è proceduto per gradi: prima si parlò di violenza (senza specificazioni), poi di violenza sulle donne, anni dopo di violenza di Genere e quindi di violenza maschile.
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“Femminicidio” evoca l’olocausto femminile (pure questo termine eminentemente feminazi), l’ecatombe, la strage premeditata di donne di cui alcuni – pochi – sono i sicari mentre tutti gli altri – noi – i mandanti.
Questo è il suo significato sociopolitico e morale.
La sua ferocia è incomparabile.
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Incollo qui il post che ho inviato a 27H sul tema.
(ovviamente scrivo sul quel blog non per le DD o per contrastarne il delirio, ma per fornire agli uomini che lo frequentano la versione maschile della realtà).
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1- Il numero delle donne assassinate oscilla da decenni tra le 120 e le 150 ogni anno. Numero che non aumenta e non diminuisce. Anche il 2012 – visto il trend – ci porterà dentro quell’intervallo. Chi dice altro mente e lo fa per uno scopo che non può confessare.
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2- Nessun assassino la passa liscia. Un gran numero infligge a se stesso la pena capitale: si suicida. Gli altri vanno in galera per decenni subendo l’inferno delle violenze che là vi si esercitano. Chi parla di “giustificazionismo” che assolverebbe i rei mente, sa di mentire e lo fa per lo stesso fine.
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3- Una buona fetta di questi delitti è commessa dai padri separati che formano il gruppo più grosso di quelli che si suicidano DOPO. Il numero di quelli che si suicidano PRIMA è ignoto. Non ci sono madri separate che si suicidino. Chi finge di non saperlo mente.
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4- La violenza è solo maschile perché è definita come tale, perseguita e punita solo quella maschile. Ed è la sola sulla quale è vietata ogni analisi sociologica e psicologica, liquidate come “giustificazioniste”.
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5- L’utilizzo del comportamento di una esigua minoranza per la criminalizzazione della totalità di un gruppo è lo strumento invincibile di ogni ideologia dell’odio. Le 120/150 assassinate formeranno di qui in avanti la prigione morale alla quale verranno condannati tutti gli uomini indistintamente. Il numero è assai elevato ma sarebbe più utile alla criminalizzazione dei maschi se fosse ancora più alto: perciò si inventa che “ne muoiono più per mano maschile che per ogni altra causa” (ossia 140 è più grande di 280.000). Se il numero scenderà a 80 o 60 o 40 o 30 non cambierà nulla. Per quale motivo infatti 140 è “femminicidio” mentre 30 non lo sarebbe?
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6- E’ ora di rispondere alla domanda cruciale cui nessuna femminista ha mai risposto (né mai lo farà): in che modo viene combattuta la guerra dei sessi? Qual è l’arma del femminismo? Non fucili o pistole, non clave o bastoni. L’arma è la demolizione psicologica del sesso maschile: colpevolizzazione, liquidazione morale, criminalizzazione.

RDV

Leonardo 11:57 am - 29th aprile:

Per questioni di parità si potrebbe usare la parola omicidio per l’uccisione di un maschio e femminicidio per uccisione di una femmina. Come per l’omosessualità si potrebbe usare femminasessualità per le lesbiche. Ma sono forse termini troppo offensivi e poco galanti? Potrebbe portare a pensare che le donne possono essere uccise al pari degli uomini?
Volevo mettere in evidenza questo aspetto del dover usare sempre tutto al maschile, come dire: l’uomo è violento! Per intendere l’intera razza umana; naturalmente da una parte è un modo di parlare maschilista, dall’altra è un proteggere le donne tenendole fuori da tutto, nel bene e nel male, e credo che esse stesse siano protagoniste in buona parte di questo, per mantenere privilegi e acquistare il mistero che copra la loro naturale avversione per il maschio e le sue qualità, che porta al male bashing

fulvio terzapi 5:46 pm - 29th aprile:

da quanto ho capito vogliono proporre il termine femminicidio per le fattispecie di omicidio volontario con movente “passionale” perché dicono che passionale non è il termine adatto visto che sottintende qualcosa di positivo che non dovrebbe essere associato con una cosa brutta come l’omicidio. allora perché non chiamarlo omicidio relazionale visto che passionale è così inadatto secondo loro?

paolo 7:29 pm - 29th aprile:

Natalia Aspesi su “La Repubblica” del 29.04.

“Ma la domanda che per ora non ha risposta è: perchè questa strage? Perchè ancora è così difficile per un uomo, non necessariamente un criminale, sarebbero troppi, accettare la libertà della donna, l’integrità del suo corpo, la sua volontà, le sue scelte ? Perchè la sua difesa troppo spesso è solo la violenza? Perchè? Ma se lo chiedono gli uomini, tutti quanti, anche i più irreprensibili, e generosi e ahi! innamorati?”

Ecco che arriva la colpevolizzazione generalizzata. Fra un pò si dirà che amare una donna vuol dire negarle la libertà.

Alessandro 7:36 pm - 29th aprile:

perchè vogliono sottolineare il fatto che sono vittime, vittime, vittime…in qualsiasi contesto. Il vittimismo porta buoni frutti, quindi, secondo loro, occorre battere su questo tasto. E’ evidente che si tratta di omicidi passionali. Il problema della violenza in famiglia, dei rapporti malati, possessivi, che si instaurano tra uomini e donne, è grave, impossibile negarlo, ma banalizzarlo, riducendolo alla volontà di possesso dell’uomo dulla donna, è mistificante. Ma su quel fronte non si ha di certo l’interesse a comprendere meglio il fenomeno; occorre invece ribadire, continuamente, che esiste un problema maschile, in famiglia, nella società, in politica, in qualsiasi ambito, per proporsi come migliori e più affidabili. Questa è una partita che va ben al di là della denuncia di alcuni casi di violenza, cosa anche sacrosanta: ancora troppo pochi lo hanno inteso.

fulvio terzapi 8:16 pm - 29th aprile:

sapete dove posso trovare statistiche sul rapporto tra omicidi totali e omicidi passionali distinti tra i due sessi?

Roberto Micarelli 2:52 am - 30th aprile:

x fulvio terzapi: “sapete dove posso trovare statistiche sul rapporto tra omicidi totali e omicidi passionali distinti tra i due sessi?”

Che io sappia questa statistica non esiste, ma potrei sbagliare. Poi andrebbe chiarito meglio cosa sia un *omicidio passionale*.
La desertificazione culturale anti-uomo preferisce chiamare “femminicidio” ogni delitto da uomo a donna, sostenendo che il movente sia solo nel fatto che lei era una donna, incurante dei reali moventi.
Soffermandoci solo sull’omicidio compiuto da maschi, sappiamo che questi vedono come vittime altri maschi nella misura di 4 volte di più di quanto avvenga per le femmine. Gli uomini preferiscono uccidere altri uomini. Questo dicono i numeri ufficiali.
Perché li uccidono, perché gli uomini uccidono soprattutto altri uomini?
Follia irrazionale? Motivi economici? Gelosia? Altrui commissione? Ribellione a un’ingiustizia subita? Criminalità organizzata? Faida?
Di tutti i possibili moventi ipotizzabili nessuno può riferirsi solo ai maschi. Gli uomini hanno relazioni amorose, spesso conflittuali, con le donne. Relazioni amorose, spesso conflittuali, dove quasi sempre ci sono anche in ballo interessi privati.
Gli uomini si relazionano con le donne in milioni di casi al giorno. Eppure, guarda che strano, eppure, quando uccidono, per qualsivoglia movente, uccidono soprattutto altri uomini.
Una realtà inconfutabile, che sta scritta negli stessi dati utilizzati dal regime filo-femminista per teorizzare il femminicidio, ma alla quale non viene data mai nessuna spiegazione o interpretazione.
Nel mondo di oggi, fatto di interessi e materialismo, costruito sulle basi di giochi di potere uomo contro uomo, donna contro donna, uomo contro donna e donna contro uomo, l’omicidio avviene principalmente da uomo a uomo.
C’è una interpretazione impensabile che i giornali non vi diranno mai, ma che sta scritta negli stessi dati che vi accusano, amici uomini: essere donna, di fronte a un uomo, non è un fattore di rischio bensì un fattore protettivo.
L’uomo, nella sua ipotetica e ipotizzabile natura maschile, tende a proteggere la donna molto più che a offenderla.
Chi non è d’accordo, signora Zanardo e intellettuali misandrici di Italia, vi prego: fornite evidenze non artefatte che quanto dico sia falso.
Ditemi perché io uomo, che leggo nei vostri dati l’immagine della mia buona disposizione verso la donna, dovrei invece leggerci, come voi pretendete, la conferma della mia nefandezza.
E’ una questione di diritto umano e di cultura anti-razzista. Una questione fondamentale.

Roberto Micarelli 3:21 am - 30th aprile:

Lo stesso schema logico che ho usato qui sopra si applica all’infanticidio, che molti anti-femministi usano per dimostrare che la donna e la madre sono cattive.
No.
La maggior frequenza di omicidi di figli da parte della madre non deriva da una indole materna maligna bensì dal fatto che i figli, soprattutto in età neonatale, stanno la maggior parte del tempo con la madre.
Il movimento degli Uomini Beta e in generale le dirigenze della QM sostengono, contrariamente a quanto sostiene l’elite occidentale, che la violenza non conosce sesso, che essa è pensata nella stessa misura da umani di sesso maschile e femminile, praticata in forme massimamente diverse ma non per questo più o meno dolorose per i singoli e per la collettività. Non esiste un femminicidio, come volontà criminale e oppressiva del maschio sulla femmina, esiste un omicidio, come privazione del diritto alla vita di un soggetto verso un altro soggetto.
Purtroppo, oggi, la lotta per questi elementari principi umanistici, che del resto ci avevano sbattuto in faccia, a noi uomini, parlandoci di parità, deve passare per la parola degli uomini contro il suprematismo femminile di regime.

Damien 4:25 am - 30th aprile:

Non so se esista o meno un partito femdominista, ma non mi meraviglierei se, un giorno, uscisse allo scoperto e nessun uomo degno di tale epiteto, lo affronti, per motivi che si possono chiaramente vedere da molto tempo..

I motivi, a mio parere sono che gli uomini italiani vengono istruiti, sin da piccoli, ad accontentare le donne sempre e comunque, mentre i padri sono al lavoro, vengono istruiti dalle madri emancipate odierne ad accontentare le donne sempre e comunque.

Quando crescono e diventano ragazzi, vanno nelle scuole dove ci sono oltre il 90% di insegnanti femmine, le quali non solo li riducono ai minimi termini non consentendo loro di esprimere la loro mascolinità, ma insegnano ai ragazzi come accontentare le donne sempre e comunque.

Quando questi ragazzi vanno a casa ed accendono la tv, quello che vedono praticamente sono costanti messaggi che insegnano loro quanto idioti sono gli uomini usando pubblicità con uomini stupidi o sottomessi se non addirittura trattati male, nel contempo insegnano loro che solo coloro che accontentano le donne sempre e comunque hanno qualche valore.

I ragazzi poi vanno nelle università, e la musica non cambia, continuano ad essere indottrinati ad accontentare le donne sempre e comunque.

I ragazzi, divenuti uomini, entrano nel mondo del lavoro (per chi lo trova..) ed osservano come le donne ricevano infinite agevolazioni, grazie anche alle quote rosa, e di come spesso possano raggiungere apici della loro carriera semplicemente per appartenenza di genere.

Gli uomini beta, quando escono per conoscere le donne italiane, subiscono tutta una serie di situazioni e vessazioni, ed imparano che possono avere attenzioni (ed eventualmente sesso..)dalle donne solo nel caso che le diano infinite attenzioni, anche a costo di sembrare degli utili idioti e di denigrare loro stessi con metodiche zerbinacee.

Agli uomini sposati viene insegnato che potranno avere un pò di sesso solo se continueranno ad accontentare la propria moglie sempre e comunque, mentre ogni loro richiesta viene tacciata di maschilismo e/o violenza domestica.

Ebbene.. io non ho idea se ci sia o meno un partito femdominista, ma per mille diavoli sono fermamente convinto che siamo in mezzo ad una guerra, dagli effetti devastanti, dove persino il nazismo sembra un dilettante a confronto, visto che il problema non è riscontrabile solo in italia, ma nella totalità di tutti gli stati cosiddetti civilizzati, europei e nordamericani.

gli uomini devono essere riprogrammati, e per fare questo bisogna dargli le giuste armi per rispondere ai sempre piu’ incessanti attacchi misandrici che ci giungono da ogni dove.

Damien 4:46 am - 30th aprile:

@Kameraten Aspesi

“Ma la domanda che per ora non ha risposta è: perchè questa strage? Perchè ancora è così difficile per un uomo, non necessariamente un criminale, sarebbero troppi, accettare la libertà della donna, l’integrità del suo corpo, la sua volontà, le sue scelte ? Perchè la sua difesa troppo spesso è solo la violenza? Perchè? Ma se lo chiedono gli uomini, tutti quanti, anche i più irreprensibili, e generosi e ahi! innamorati?”

Heil Freulien Vagina Aspesi!

tu afere dimentikaten di diren che libertà, integrità della freulien italienish è sempre a danno di uomo italienish! ja! tu molto furben!

Freulien italienish dire ke loro corpo essere sacren, andare in giren come mignotten e non fare kaso a naturale istinto di pikkoli uomini italienish.. molto piu’ importanten libertà di freulien italienish! ja tu molto furben!

Scelte di freulien italienish essere sempre loro a scegliere, anche per poveri uomeni italienish, non chiedere mai loro pareren, tu brafa! molto brafa! ja! tu kapiren tutto di uomeni!

Ma freulien vagina Aspesi tu dimentikare che violenza essere quella cosa ke esce fuori kuando tu non dare altre possibilità a poveri uomeni italienish, se loro parlare malen di freulinen italienish loro essere tacciaten di maskilisten! loro non potere essere loro stessen ma defono essere kome donna italienish dire che loro dofere essere! kuesto essere solo modo di exprimere kome essere brafi uomeni! ja! tu molto diaboliken!

Tu brafa! afere kapiten che amore essere solo stupida skusen per chiudere uomeni italienish in campi koncentramenten e farli skiavi con vagina… VAGINA MACHT FREI!

Heil FRAU ASPESI! tu piacere molto a nostro amato Adolf!

Luigi Corvaglia 7:40 am - 30th aprile:

sapete dove posso trovare statistiche sul rapporto tra omicidi totali e omicidi passionali distinti tra i due sessi?” (fulvioterzapi)
Prova a leggerti questo
http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/14/0900_rapporto_criminalita.pdf
Un consiglio. Puoi tranquillamente saltare il capitolo V, quello sulla violenza contro le donne, non a caso l’unico sviluppato non su dati reali, ma dalle misandriche dell’ISTAT.

Fabrizio Marchi 8:30 am - 30th aprile:

Ieri sulla nostra bacheca di facebook un nostro amico e aderente al Movimento ha pubblicato questo che, a tal proposito, mi sembra molto interessante:
http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.comunicazionedigenere.com%2Fogni-4-morti-ammazzati-ben-3-sono-maschi-cade-anche-larcano-femminista-del-femminicidio%2F&h=wAQHVRoAq
Fabrizio

Rino 10:36 am - 30th aprile:

“Femminicidio”
Se le assassinate fossero 14.000/anno sarebbe femminicidio.
Se fossero 1.400 sarebbe femminicidio.
Sono 140 ed è femminicidio.
Se fossero 14, per quale ragione non sarebbe femminicidio?
Il carattere vittimista=>criminalizzatore del concetto è smaccato, solare, abbagliante.
Pare che anche Saviano e Montezemolo abbiano sottoscritto l’appello “Mai più complici!”
Con ciò si sono riconosciuti correi e quindi colpevoli. Ed è precisamente questo lo scopo della manipolazione femministarda.
Una volta che ti sei riconosciuto colpevole sei salito sul banco degli imputati e non puoi più scenderne, hai accettato la posizione che ti è stata imposta e non ti resta che pagarne le conseguenze.
Hai suggellato lo squilibrio, hai riconosciuto che Lei è il giudice e tu sei l’imputato: lo sarai per sempre e in ogni versante dell’esistenza. Hai sottoscritto la tua posizione di subalternità morale, ossia psicologica. Nel privato e nel pubblico.
Per te è finita.

RDV

mauro recher 10:43 am - 30th aprile:

tra tutti i vari blog e siti in cui mi sono imbattuto che trattavano di questo tema, è venuto fuori che il cosiddetto “femminicidio” dovrebbe essere un aggravante, così come lo è il razzismo; infatti c’è un aggravante se il crimine è a sfondo razziale …
Il problema nasce proprio dalla radice della parola “femminicidio”, perchè nell’ipotesi della aggravante razziale, dovrebbe avere lo stesso peso specifico…
La storia prima e la consuetudine dopo, hanno sempre posto l’essere umano bianco di carnagione, oppressore dell ‘altro di una carnagione diversa. Ma è razzismo anche se avviene l’inverso; in questo caso la legge con l’aggravante dovrebbe funzionare allo stesso modo …
Nel caso di “femminicidio ” invece si pone sempre in primo piano il caso della donna uccisa dall’uomo: e il contrario ? Sembra quasi una cosa di poco conto…

Saturno 3:00 pm - 30th aprile:

E’ interessante la tesi di Fabrizio sul legame tra
il capitalismo attuale e il femminismo. Credo che ogni sistema di dominio si nutra di ogni possibile
asimmetria tra gli esseri umani, e oggi si nutre di
questa. A tale proposito ho provato a scrivere un paio di commenti sul sito di Sinistra Ecologia e Libertà, partito il quale mi sembra il migliore tra quelli esistenti e che certamente voterò alle prossime amministrative, ma ho visto, come
prevedevo che non li hanno pubblicati. La sinistra è ancora ben lontana dal superare le parzialità che
l’ hanno portata alla sconfitta di fine Novecento, anche perchè quando le supera ne acquisisce di
nuove. Finchè non si capirà che si deve tendere
al “governo di tutti per tutti” (l’ affermazione è di
Spinoza) la sinistrà perderà sempre, e purtroppo vedo nero, vista la crisi drammatica, letteralmente
mortale, dell’ attuale società.

Tiziano 5:46 pm - 30th aprile:

Roberto Micarelli
>>>
Lo stesso schema logico che ho usato qui sopra si applica all’infanticidio, che molti anti-femministi usano per dimostrare che la donna e la madre sono cattive.
No.
La maggior frequenza di omicidi di figli da parte della madre non deriva da una indole materna maligna bensì dal fatto che i figli, soprattutto in età neonatale, stanno la maggior parte del tempo con la madre.
>>>
Perché non esistono anche madri e donne cattive? *
Ma stai scherzando? Ma ti rendi conto del fatto che questo è lo stesso modo di ragionare delle femministe?
Boh… io non ho parole.
>>>
* (Che non significa che lo siano tutte; ma in molti casi sì).

Magyar 8:19 pm - 30th aprile:

Lo stesso schema logico che ho usato qui sopra si applica all’infanticidio, che molti anti-femministi usano per dimostrare che la donna e la madre sono cattive.

<<<<<<<<<<<<<<

Non è assolutamente vero.Chi in ambito antifemminista cita il fenomeno degli infanticidi non è per criminalizzare tutte le donne e le madri bensì per affermare, sottolineare e dimostrare-in risposta alla propaganda femminista che vede la violenza e l'aggressione solo negli uomini-che anche le donne possono commettere crimini gravi. Se poi sei sicuro di ciò che affermi, allora cita chi sarebbero questi attivisti antifemministi che strumentalizzano gli infanticidi per denigrare le donne e madri. Ma fino a prova contraria non è corretto gettare scredito, senza portare prove, contro l'attivismo antifemminista, ed è pure controproducente ai fini della causa della Questione Maschile. Poi francamente, questa classificazione tra attivisti di serie A, cioè le "dirigenze della QM" e quelli di serie B, cioè gli antifemministi, mi sembra ridicola e settaria, oltre che autodistruttiva.

Sandro2 10:11 am - 1st maggio:

Rino:
““Femminicidio”
Se le assassinate fossero 14.000/anno sarebbe femminicidio.
Se fossero 1.400 sarebbe femminicidio.
Sono 140 ed è femminicidio.
Se fossero 14, per quale ragione non sarebbe femminicidio?”
_________________________

http://questionemaschile.forumfree.it/?t=14946240

Leonardo 11:16 am - 1st maggio:

Magyar :
E’ interessante la tesi di Fabrizio sul legame tra
il capitalismo attuale e il femminismo.
————————————————
In ogni epoca si è basata la società su dei modelli dove la famiglia e il rapporto tra maschi e femmine doveva essere ben chiaro, per la sicurezza di tutti. Gli uomini da sempre lavorano e le donne in casa con i bambini. Il femminismo sembrava andare contro queste sicurezze; in realtà, specie negli anni 70 (in Italia) con il progresso e il cambiamento degli stili di vita: gli elettrodomestici, l’automobile e sopratutto con l’aumento demografico dove avere due bambini è molto costoso a differenza dei secoli passati dove si avevano molti figli, la donna ha preteso i suoi nuovi privilegi. Ricordo molte signore delle generazioni precedenti che avevano paura di perdere il privilegio e il controllo sulla famiglia…
Oggi credo ci sia stato solo un adeguamento ai tempi, nessuno scommeterebbe su una donna che paga l’uomo, in fondo tutti accettano la ripicca (e uso il termine “inferiorità” visto che sto parlando di tutti, comprese le femmine) della donna per mandare avanti la società.

Fabrizio Marchi 11:54 am - 1st maggio:

Leonardo, è Saturno che sosteneva che la tesi della stretta relazione fra capitalismo e femminismo fosse interessante, e non Magyar.
Fabrizio

Leonardo 12:18 pm - 1st maggio:

Leonardo, è Saturno che sosteneva che la tesi della stretta relazione fra capitalismo e femminismo fosse interessante, e non Magyar.
Fabrizio

E’ vero: scusa Saturno.
Sarà stato un lapsus: quel nome magiaro mi ha attratto:
http://www.youtube.com/watch?v=6Xmz-p9FYW8

Roberto Micarelli 7:29 pm - 1st maggio:

Tiziano: “Perché non esistono anche madri e donne cattive? *
Ma stai scherzando? Ma ti rendi conto del fatto che questo è lo stesso modo di ragionare delle femministe? Boh… io non ho parole”.

Nemmeno io ho parole con chi storpia il senso di ciò che uno scrive. Tu e Magyar mi avete attribuito cose che non ho scritto. Lo schema femminista è quello che sembri invece usare tu. Ho scritto che esistono anti-femministi che usano il crimine femminile per fare come fa il femminismo contro gli uomini, e non vedo perché ci sia chi si sente toccato. Non li conoscete? Io sì.
Dove sta scritto che non esistono donne cattive? Ho scritto che la maggior frequenza di infanticidi da parte di donne è dovuta alla loro maggior frequentazione coi bambini, cioè che si trovano probabilmente con maggior frequenza a esercitare la loro malvagità contro i bimbi di quanto non accada per gli uomini.
Ho scritto che per le dirigenze della QM, perché esistono dirigenze nei movimenti quemmisti, se non vi era chiaro da adesso lo sapete, rifiutano l’idea di attitudine alla violenza come fatto connaturato al sesso.

Roberto Micarelli 7:39 pm - 1st maggio:

Sul forum qm mi sono trovato a rispondere a utenti femministi con la stessa cosa osservata da Magyar a proposito di raccolte di informazioni su delitti compiuti da donne, ma non mi riferivo a quello o a siti come il centro documentazione violenza donne. Mi riferivo a singoli personaggi che di tanto in tanto propongono un’idea di disvalore materno, cioè dell’infanticidio come prova sostanziale della malvagità connaturata nel femminile. Questo succede, l’ho letto e lo leggo spesso, mai scritto da parte di “dirigenti”, ed è speculare a ciò che fa il femminismo, ormai a livello istituzionale, e questo lo rende più grave, contro gli uomini.

Tiziano 11:10 pm - 1st maggio:

>>
Ho scritto che esistono anti-femministi che usano il crimine femminile per fare come fa il femminismo contro gli uomini, e non vedo perché ci sia chi si sente toccato. Non li conoscete? Io sì.
>>
“Toccato” Ma toccato da che? Micarelli, ma per piacere…

Luigi Corvaglia 1:54 pm - 2nd maggio:

http://www.ilsecoloxix.it/p/cultura/2012/05/01/APOmTDQC-uomini_donne_odiano.shtml#axzz1tiDsQUJw
Uomini che odiano le donne, anche sul Web
Silvia Neonato
Leggi l’articolo completo: Uomini che odiano le donne, anche sul Web| Liguria | cultura| Il SecoloXIX
Genova – «Fermiamo la violenza femminista. Stop alla propaganda terroristica di dati falsi e mistificati» si intitola così un comunicato Gesef di qualche tempo fa, una delle associazioni che raccolgono in Italia i padri separati per tutelarne i diritti. Tra i molti gruppi maschili critici nei confronti delle donne presenti in rete o raccontati anche su alcuni libri, questi del Gesef sono certamente i più estremisti, quelli che ribaltano radicalmente e con più rabbia l’ottica del femminicidio di cui si parla negli ultimi tempi. Tanto da voler attaccare le donne presumibilmente sullo stesso terreno. E infatti le accusano per l’infanticidio. Scrive Gesef (www.gesef.org/): «La propaganda femminista mira a radicare nell’immaginario collettivo l’idea di un ambiente domestico scenario di delitti e terribili violenze, dove vittima è sempre e solo la donna… Cosicché l’attenzione sessuale maschile diventa molestia, l’esercizio del dovere coniugale diventa stupro, un banale litigio violenza fisica. Al tempo stesso si tace della violenza femminile e materna: le cronache ci forniscono amari resoconti di omicidio e infanticidio, oltreché della partecipazione ad episodi di abuso sessuale che attestano lo stesso potenziale di brutalità (…). In tutto il mondo infanticidio e figlicidio restano primato assoluto delle donne. (…) Le sottaciute inchieste europee informano che il 10% delle violenze domestiche sono rappresentate da mogli che picchiano i mariti».
Come si vede il tono è furente. Ma è solo un breve estratto, seguono altre accuse pesanti e molte accuse pretestuose. Gesaf attacca ad esempio gli stanziamenti di denaro per i centri antiviolenza dove vengono ospitate le donne picchiate da mariti e compagni, spesso insieme ai figli, ignorando i dati Istat che come è ormai noto indicano – in Italia – un numero elevato di violenze alle femmine di ogni ceto sociale, età e di ogni regione, nonché una donna ammazzata ogni tre giorni da un uomo che, nel 76% dei casi, era suo marito-amante-fratello. Quanto sordo rancore covi in alcuni uomini lo fa notare Stefano Ciccone dell’associazione Maschile plurale e autore, insieme ad altri, di un volume intitolato “Silenzi” (Ediesse, 2012) in cui, con competenza e passione, tenta di interpretare tanta rabbia. Ciccone ritiene che la paura del cambiamento in atto induca molti uomini a sentirsi, loro, vittime di una congiura femminile e femminista o, peggio, a odiarle tanto da mentire e modificare la realtà.
Denuncia la persecuzione maschile il sito http://www.uomini3000.it che spiega come gli uomini nel conflitto tra i sessi «in corso da decenni sono stati spettatori passivi. In questo silenzio è maturata la corrosione di ogni valore che possa dirsi maschile, di ogni autorità morale degli uomini (…) Questo processo li ha privati del diritto di raccontare la loro verità, bollata a priori come falsa, irrilevante, ridicola. Cosa vuole uomini 3000? Porre fine al pestaggio morale maschile». A differenza di Gesaf, seguono esempi di pestaggi sostanzialmente morali: ad esempio, la denigrazione della loro sessualità. Stesso tono, ma con un attacco al conformismo del politicamente corretto, nelle parole del Movimento degli uomini Beta (http://www.uominibeta.org/) che rivendicano uguaglianza, libertà e «superamento di ogni forma di oppressione e discriminazione di genere» di cui si sentono evidentemente vittime tanto quanto le donne. Si può obiettare che sono sciocchezze, ma è un disagio da indagare e per fortuna che sono gli stessi uomini a porsi ora il problema
Lo schema, ripetuto da molti altri gruppi maschili sui propri siti, accusa anche il sessismo di chi non contrasta la violenza delle donne sugli uomini, denigrati, ridicolizzati, scrivono. Lo fa il sito http://www.maschiselvatici.it che si ispira a un libro scritto già nel ’93 da Claudio Risè, psicanalista stimato per lungo tempo nel proprio ambiente. Il libro era titolato “Il maschio selvatico. Ritrovare la forza dell’istinto rimosso dalle buone maniere” e Risé scriveva già pagine molto ambigue e aggressive sul fatto che la virilità è costantemente minacciata dalle critiche al patriarcato e dal richiamo al politicamente corretto.

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Roberto Micarelli 2:59 pm - 2nd maggio:

Tiziano: ““Toccato” Ma toccato da che? Micarelli, ma per piacere…”
E l’insofferenza del precedente tuo messaggio cos’era allora? Cosa significa il “non ho parole” a valle di un fraintendimento? Va bene lo può essere anche il mio, ma in tal caso finisce qui.

Fabio C. 6:08 pm - 2nd maggio:

Tratto dall’articolo segnalato da Luigi Corvaglia
°°°°°°
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Certi uomini non potendo più comandare come facevano un tempo(quando erano padroni della donna e dei figli e facevano solo i loro comodacci),diventano maligni e meschini.Se si comportassero come veri uomini,con intelligenza e rispetto verso le loro donne non ci sarebbero tutti questi divorzi.Quando una donna divorzia vuol proprio dire che non riesce più a sopportare il comportamento del proprio uomo,che in troppi casi la tradisce pure.E sono proprio quelli, che protestano più veemente.
>>>
Parole come queste non fanno che confermare una volta di più, l’assoluta stupidità di tantissime donne, incapaci di buttar giù un ragionamento che abbia un minimo di logica.
Dunque, io sono nato nel 1973 e nel corso della mia vita NON ho mai comandato nessuna donna (non è accaduto neanche il contrario…), esattamente come la stragrande maggioranza dei miei coetanei.
Non solo: a me, di comandare una donna con la quale mi relaziono, non frega assolutamente un cazzo, dato che non è certamente quella ragione che mi spinge a frequentarla.
Certo, poi le donne son quello che sono, e pertanto bisogna metter loro dei paletti, se no tracimano; ma questo è solo conseguenziale al loro comportamento.
Di più: essendo nato trentanove (39) anni fa, non posso certamente aver memoria di quel cazzo di passato che queste decerebrate ci rinfacciano ad ogni pié sospinto.
E ancora: cosa cazzo significa “si comportino come veri uomini” ? Forse come gli uomini di un tempo? Ovvero quelli che le medesime accusavano (e accusano) di essere dei beceri maschilisti-misogini? E come cazzo si fa a sostenere che solo gli uomini debbono portar rispetto alla controparte? Il contrario no? Ma poi, se noi dobbiamo comportarci da “veri uomini”, loro non dovrebbero comportarsi da “vere donne” ? Ma anche qui, cos’è la “vera donna” ? Cosa cazzo è?
Seriamente: io credo bisognerebbe prendere atto del fatto che certi ragionamenti e comportamenti femminili, sono solo in parte indotti dal femminismo.
Tutto il resto è intrinseco e Freud aveva già ben spiegato le ragioni di ciò.
°°°°°°
PS: Fabrizio, abbi pazienza per il linguaggio, ma il fatto è che di queste ottuse, false come giuda, non se ne può veramente più.
Farebbero perdere la pazienza anche ad un santo.

Rino 6:54 pm - 2nd maggio:

Viene segnalato qs attacco a Gesef, U3000, MS, MUB, Risé sul Secolo XIX di Genova.

http://www.zeroviolenzadonne.it/rassegna/pdfs/2371407de658179b960dbfa5c6b4301a.pdf

RDV

mauro recher 7:16 pm - 2nd maggio:

@luigi
il mio blog non viene considerato :(
una cosa comunque non capisco ,perchè quel titolo
“uomini che odiano le donne”?
Sembra quasi che non è possibile fare una critica al femminismo (e non alle donne) che si passa subito per rancoroso …va beh dai cavalca l’onda pure lei …

,

Luigi Corvaglia 8:58 am - 3rd maggio:

una cosa comunque non capisco ,perchè quel titolo “uomini che odiano le donne”? (mauro recher)
E’ un vecchio, abusato, trito e ritrito giochetto politico: la demonizzazione dell’avversario.
Tipico di chi, non potendo confrontarsi sulle tematiche espresse, per non conoscenza o per paraocchi ideologici, cerca di sminuire agli occhi dell’opinione pubblica i portatori di tali tematiche.
Nota infatti come non fanno altro che gridare al lupo … al lupo ma evitano di entrare, sia pur minimamente, nel dettaglio.
Vero, sig.ra Neonato?

Manolo 6:22 pm - 3rd maggio:

Cari amici,
Sono un ospite che condivide moltissimo del sito e vi fa i complimenti; una puntualizzazione su questo topic secondo me sarebbe utile (ma vale anche per altri topic). Non credo che la categoria “donne” non vada MAI generalizzata “perché sono manovrate da poche streghe femministe”. Io credo che semplicemente chi trova delle leggi che fanno i suoi propri ed esclusivi interessi le usa, perlopiù sfacciatamente e beceramente; e questo definisce bene la questione. Se la categoria non fosse un po’ generalizzabile “le donne” avrebbero esse stesse aborrito ed estirpato il femdomismo fin dalle origini. Invece anche le non attiviste nel clima post femminista-femdominista ci sguazzano, e pasteggiano oscenamente anche loro col cadavere del maschio,fingendo sia quello del maschilismo. Insomma, anche se voglio bene ai cani, nel momento in cui mi ritrovo a doverne ammazzare uno lo faccio, visto che per la legge un animale non è (ancora) equiparato a un umano. Rispetto alle donne siamo questo, ora: cani, da trattare ora come bastardi rabbiosi o come patetici barboncini.

Luigi Corvaglia 11:22 pm - 10th maggio:

Spending review ovvero revisione della spesa.
E’ questa la paroletta magica che gira da un po di tempo a questa parte sui giornali e negli ambienti politici. Per trovare, dicono, risorse aggiuntive da impegnare per gli investimenti.
Sono sicuro che se la facessero davvero (e su questo nutro forti dubbi) salterebbe fuori un panciuto numero di miliardi di euro. Questo in generale. Ma quella che vorrei suggerire con la presente ha a che fare con un settore particolare.
Sto parlando di una Spending review femminista.
Mi risulta particolarmente insopportabile, vista la situazione in cui versiamo, che un fiume nemmeno ben definito (ma su questo ci ritorno poi) di euro vengano stanziati (e buttati) in tutta una serie di iniziative che servono a cibare un ceto politico e femminista del tutto parassitario.
Pensateci bene. Consigliere di parità, commissioni per le pari opportunità (presa per i fondelli già nel nome), convegni e incontri finanziati dai vari livelli di governo e frequentati sempre dalle solite quattro gatte (con annessi micioni) che servono solo (nella migliore delle ipotesi a gonfiare il loro ego smisurato, ambulanze rosa, sportelli rosa e ….. e basta girare per la rete per rendersi conto dello spropositato numero di iniziative dalla dubbia riuscita ed utilità ma dall’indubbio costo.
Un discorso a parte il discorso dei centri anti-violenza. Sinteticamente, per quel che mi riguarda non ne dovrebbero esistere di privati o paritari (comunque in tutto o in parte finanziati dallo Stato). I centri anti-violenza dovrebbero essere statali, con personale specializzato ambosessi e parimenti rivolti tanto alle donne quanto agli uomini.
Occorrerebbe, da parte nostra, cercare di individuare quantomeno l’ammontare approssimato di questa spesa femminista e proporre una ragionata revisione.
Una spending review di genere, insomma.

Alessandro 8:08 am - 11th maggio:

Parole sante, Luigi. Questa “spending reviews” non è altro che l’ultima trovata per metterla nel didietro dei soliti noti. Come sempre, i veri sprechi non verranno intaccati. Tecnici o non tecnici è sempre la solita minestra. Forse sarebbe il momento di attingere la nostra classe dirigente dai ceti medio bassi, dai “signor nessuno”, lasciando a casa queste/i figli/e di papà. Grillo è sicuramente un qualunquista, con tantoi limiti, ma ha avuto il merito di dar spazio a uomini e donne “senza curriculum”, persone qualsiasi, senza una cattedra universitaria o senza una storia di leccaculaggine politica alle spalle. Chissà, forse in questo modo potremmo avere gradite sorprese.

Luigi Corvaglia 12:49 pm - 14th maggio:

Aggiornamento dalla Puglia ….. (proposta di legge 50 e 50)
http://www.iltaccoditalia.info/sito/index-a.asp?id=21453

Luigi Corvaglia 11:32 am - 17th maggio:

Donne e politica
Riporto un articolo uscito sul Nuovo Quotidiano di Puglia (Lecce) il 16 maggio 2012. L’articolo è comparso solo sul cartaceo, per cui non posso inserire il link. Lo riporto perché mi sembra paradigmatico del comportamento di molte donne (di sinistra e non) nei confronti dell’agire politico. Ovviamente si riferisce alle ultime comunali del capoluogo salentino, dove, in questa tornata, caso più unico che raro, il centrodestra ha asfaltato il centrosinistra. Ma a sentir loro il problema sta tutto nella mancata valorizzazione femminile.
………………………………………………………………..
In consiglio restano in due. L’amara analisi delle ex consigliere Quarta, Povero, Spagnolo e della candidata Strazzeri
Donne penalizzate perché senza potere
La rappresentanza delle donne rappresenta una delle principali occasioni mancate delle ultime comunali, che hanno visto penalizzati numerosi uscenti e sbarrate le strade per le new entry. E se nel centrodestra la situazione verrà salvata dalle surroghe, nel centrosinistra, invece, a fronte delle quattro consigliere uscenti, la rappresentanza femminile è ridotta a due, ovvero la candidata sindaco Loredana Capone e l’unica eletta di una delle sue civiche, Paola Leucci. Tolta Paola Spoti che decise di non ricandidarsi, sono infatti rimaste a casa tutte e tre le consigliere ricandidate in quota Pd, che oggi danno un giudizio amaro dell’accaduto.
“Noi donne siamo state penalizzate dal fatto che non gestiamo il potere – spiega Rita Quarta – È triste sia che siano passate invano le nostre tante battaglie condotte in Consiglio comunale. Le cause? Certamente una certa immaturità del corpo elettorale, che non riconosce alle donne la capacità di bonificarla. Ma nella scelta appare evidente un principio di utilità da cui le donne spesso sono escluse. Sono state le stesse elettrici donne a scegliere uomini e questo anche se noi tre ci siamo impegnate più dei nostri colleghi rieletti”.
“C’è un modo strano di stare in politica – aggiunge Paola Povero – Oggi chi porta avanti le sue battaglie nei luoghi deputati, come il Consiglio comunale e le commissioni, viene percepito come lontano. lo ho inteso la politica come coerenza, penso ai pass del centro storico e dello stadio che sono stata tra i pochi a restituire. Ma nessuno se ne accorge, bisogna stare per strada, fare i favori, avere quelle attenzioni personali che purtroppo pagano di più”. Paola Povero è critica nei confronti del partito. “Oggi qualcuno dice fuori le correnti ma mentre Marra scriveva le sue dimissioni già i diversi gruppi si organizzavano”.
“Il mancato investimento su una nuova classe dirigente è senza dubbio un’occasione che il Pd ha perso negli ultimi anni – aggiunge Angela Maria Spagnolo – Io non ne faccio una questione anagrafica, ma il vecchio Pci dovrebbe decidere di fare un passo indietro perché il modo di pensare dei vecchi dirigenti non è più in sintonia con la città e questa è stata la risposta”. “In un quadro di questo tipo era facile che a pagare fossimo noi donne. Anche se siamo state le più attive e presenti nell’ultima consiliatura, il partito ci ha valorizzate solo a parole e quella lista era fatta per salvare solo qualcuno”, conclude Spagnolo.
Ma non è solo il Pd ad essere sottoposto a critica in fatto di donne. Dalla lista Lecce Bene Comune, Irene Strazzeri rimprovera il centrosinistra di non aver considerato la rappresentanza femminile una scelta strategica e di averne pagato le conseguenze anche in termini di credibilità dell’alternativa proposta. Quanto al tentativo in extremis di Loredana Capone, la Strazzeri aggiunge: “La connessione al tema delle donne ha bisogno di un aggiornamento, le donne non sono soggetti deboli, svantaggiati e da tutelare. Occorre valorizzarne l’eccellenza, un protagonismo che nella società c’è ma che la politica spesso non coglie, anche Lecce Bene Comune non ne ha fatto un tema chiave”.
A.Lu.

Luigi Corvaglia 3:13 pm - 17th maggio:

Certamente una certa immaturità del corpo elettorale, che non riconosce alle donne la capacità di bonificarla. (Quarta)
Esilarante. Puro spettacolo. Non sono io quella che sbaglia, sono gli elettori e le elettrici. Per la verità non è una novità, è solo una riedizione in salsa femminista della presunzione, maggioritaria a sinistra, di avere il verbo e considerare ignoranti (che non sanno) o peggio stupidi/e chi si azzarda a non capire. Presunzione, appunto.
Sono state le stesse elettrici donne a scegliere uomini e questo anche se noi tre ci siamo impegnate più dei nostri colleghi rieletti.. (Quarta)
Le pagelle ve le date da sole? Avete presente quel detto “chi si loda s’imbroda”? O in salentino “ci se vanta te sulu nu vale nu pasulu”.
lo ho inteso la politica come coerenza, penso ai pass del centro storico e dello stadio che sono stata tra i pochi a restituire. (Povero)
…. azzolina …. a me sentendo parlare di coerenza già stava venendo il magone. Finalmente una che vola alto …. che non cambia, etc., etc., macché …. dai passaggi epocali ai pass dello stadio. Non ce che dire. Dalle stelle alle stalle.
..Io non ne faccio una questione anagrafica, ma il vecchio Pci dovrebbe decidere di fare un passo indietro …etc. (Spagnolo)
Perché questa concezione cosi maschilista e patriarcale (il richiamo alla galanteria, ovviamente maschile, a cedere il passo) della politica da parte sua sig. Spagnolo? Crede forse che chi detiene il potere (in Italia poi) lo ceda volontariamente? Le rivoluzioni, ma finanche i cambiamenti non si chiedono. Si fanno.
In un quadro di questo tipo era facile che a pagare fossimo noi donne. Anche se siamo state le più attive e presenti nell’ultima consiliatura, il partito ci ha valorizzate solo a parole e quella lista era fatta per salvare solo qualcuno. (Spagnolo)
Ancora con l’imbrodatura …. ma lei lo sa che le elezioni per il politico sono come le pagelle per gli studenti (ehm … in un paese appena appena normale voglio dire)?
Allora i casi sono due. O avete fatto e non siete state capaci di portare a conoscenza. Oppure gli elettori e le elettrici sapevano e non hanno apprezzato. In entrambi i casi sempre di colpa vostra si tratta.
Il partito non vi ha valorizzate? Ma se la lista era piena di donne!! Ahh … ho capito. Posto in lista e pacchetto voti assicurato. Nient’altro? Che ne so … un caffè, un drink …. ma mi faccia il piacere . :sad:
La connessione al tema delle donne ha bisogno di un aggiornamento, le donne non sono soggetti deboli, svantaggiati e da tutelare. (Strazzeri)
Davvero …. :lol: ma se non avete fatto altro che chiedere questo, dall’inizio alla fine dell’articolo!!

Marco Pensante 12:49 pm - 17th maggio:

Eh sì.
Loro hanno fatto molto di più, secondo loro.
Però non sono state votate.
Le stesse elettrici donne hanno scelto candidati uomini.
2+2= ?
2+2=Questo è un paese maschilista.

fabrizio 2:39 pm - 17th maggio:

@Marco e Luigi
“il potere” questo è il problema.
Il fatto di cimentarsi in competizione non è abbastanza, devono avere la certezza del risultato.
Per queto all’interno del PD hanno fatto non solo le quote al 50% (nonostante il 70% delgi attivi siano uomini) ma anche l’obbligo dell’alternanza di genere senza preferenza in modo che sia “obbligatorio” avere il 50% di donne e 50% di uomini (e questo è anche un motivo per cui tra i maschi non c’è ricambio generazionale, perchè i “vecchi” devono essere sempre in cima alla lista altrimenti col sistema delle quote rischiano di non essere eletti). E’ anche il motivo per cui molti giovani PDini dopo un po’ si rompono e se ne vanno.
Il femminismo sta portando una quota importante di donne sulla strada della misandria.
Queste neanche si rendono conto che quando dicono quelle cose non solo insultano i loro colleghi ma anche gli elettori.
Il fattoè che le quote hanno incentivato la mediocrazia, e queste signore sono sicuramente delle mediocri e gli elettori se ne accorgono, e se possono farlo (preferenza) glielo fanno capire.
Per queste femministe allevate all’interno della sinistra (ma non solo) è impensabile che gli uomni possano riuscire meglio nella politica, e questo è la definizione stessa di presunzione di superiorità.
Che poi la politica sia un gioco sporco e non premi necessariamente il migliore va da sè, ma appellarsi al proprio genere come caratteristica distintiva è una vergogna.
Purtroppo nella politica di “do ut des” è la prassi (favori in cambio di voto), e le donne che si sono prestate o hanno preteso le quote, di fatto hanno istituzionalizzato il loro do (la dignità individuale) ut des (potere).

cesare 4:06 pm - 17th maggio:

E’ il meccanismo di ogni paranoico: se non succede quello che si desidera è perchè un nemico lo ha impedito. Tipico della donna in protesta virile: se non ho il membro è per colpa di chi me lo ha tolto. Qualche hanno fa qualche ASL “avanzatissima”, aveva avuto la bella idea di metterlo tra le possibile richieste mutuabili. Adesso si accontentano di chiedere con la mutua delle quote rosa qualche seggiola da cui consolarsi a comandare. E pensare che una donna che sa essere tale, fa ballare tutti i gatti di potere che vuole, e ottiene di far saltare la testa di chiunque, persino di di S. Giovanni Battista, come è ampiamente dimostrato in ogni tempo e in ogni luogo.

cesare 4:40 pm - 17th maggio:

Ed è il meccanismo di ogni inquisitore la convinzione che la mancata confessione sia conferma della colpa. Il che legittima la costrizione alla confessione. Così mi segnalano dal GR2 di questa mattina la notizia di un servizio creato nei Pronto Soccorso toscani a partire dal 2010. Si tratta della formazione del personale di PS per riconoscere le vittime di violenza anche quando queste ultime non la denunciano, e il conseguente smistamento della/del paziente all’interno di un percorso specifico dal colore rosa, in ospedale. Dunque come entri, per salvarti da te stessa/o, sei presunta/o colpevole di connivenza criminale e ti si attribuisce d’ufficio il colore rosa e un trattamento coatto. Voglio vedere che succede se non confessi quello che si aspettano gli inquisitori e chi ha la forza di mantenersi psichicamente ed emotivamente libero dalle loro pressioni.

mauro recher 5:26 pm - 17th maggio:

Non so se sia vero ,devo avere qualche conferma ,ma ho letto che ,ltre ai c.d.a ,le quote rose saranno presenti anche negli enti locali …
Lo ripeto ancora , che sia uomo o donna ,non me ne importa niente basta che sappia fare il suo lavoro ma le quote rose ,renderle qualcosa di “obbligatorio” ,non so quanto sia democratico ,siamo in una democrazia, chi ha ha più voti vince, mi sembra tanto semplice. Invece sono d’accordo con Fabrizio II (lo chiamo cosi per il momento :) ) chiaro che la “vecchia guardia” del partito fa fatica a lasciare il posto ai giovani uomini e questi sono svantaggiati due volte ,solo per il sesso di appartenenza …
P.s Una curiosità ,se vedete il mio avatar ,quello vicino a me è mio fratello gemello ,le disgrazie non arrivano mai sole :)

Giorgio 6:15 pm - 17th maggio:

cesare
>>
E pensare che una donna che sa essere tale, fa ballare tutti i gatti di potere che vuole, e ottiene di far saltare la testa di chiunque, persino di di S. Giovanni Battista, come è ampiamente dimostrato in ogni tempo e in ogni luogo.
>>
Cerchiamo di non esagerare, per favore, e smettiamola di mitizzare queste stronze.
Ti rammento che loro si guardano bene dal fare altrettanto. E non mi riferisco solo alle femministe militanti, ma anche alle donne comuni, che nel 99,999% dei casi considerano gli uomini dei poveri tontoloni facilmente manipolabili con la fica e quattro moine.
Il fatto drammatico è che molto spesso è proprio così; ma ancor più drammatico è il fatto che persino in ambito momas ci siano degli uomini sempre pronti ad incensare le sopracitate stronze.

Fabrizio Marchi 7:44 pm - 17th maggio:

Giorgio, secondo me non hai capito nulla di ciò che voleva dire Cesare. Nulla….
Ti risponderà lui stesso, se lo vorrà.

Giorgio 7:46 pm - 17th maggio:

Può essere che non abbia capito nulla, ma resta il fatto che verso le donne Cesare ha un atteggiamento da sottomesso.
Questo è quello che penso, giusto o sbagliato che sia.

Rino DV 10:27 pm - 17th maggio:

Cesare è la Grande Anima del Momas.

E’ giunta l’ora di dirlo apertamente, perciò lo dico.

Non è una cosa che penso, è una cosa che so.

RDV

Rita 10:51 pm - 17th maggio:

Cesare: Così mi segnalano dal GR2 di questa mattina la notizia di un servizio creato nei Pronto Soccorso toscani a partire dal 2010. Si tratta della formazione del personale di PS per riconoscere le vittime di violenza anche quando queste ultime non la denunciano, e il conseguente smistamento della/del paziente all’interno di un percorso specifico dal colore rosa, in ospedale.

Racconto un aneddoto che mi era stato riferito da una collega ormai più di dieci anni fa. Dunque mi racconta questa ragazza di un’amica incinta di due mesi o poco più, comunque all’inizio della gravidanza, un mattino si alza va in bagno, si sente male e sviene. Il marito stava uscendo per andare al lavoro, sente il tonfo provenire dal bagno e si precipita a vedere. La ragazza nello svenire aveva battuto il capo contro un cassetto aperto del mobile del bagno ed era scivolata in uno spazio piuttosto stretto tra il mobile stesso e i sanitari. Lui cerca di tirarla su di peso, non ci riesce subito, l’afferra per le braccia e riesce a tirarla su, poi si fa prendere un attimo dal panico, gli viene in mente di spruzzare qualcosa di fresco in viso per rianimarla e prende la prima boccetta che trova,.. di profumo. :-) . Vabè comunque lei rinviene, ma lui per precauzione e considerato il suo stato insiste per portarla al pronto soccorso per una visita di controllo. La fanno entrare in sala e lui resta fuori ad aspettare. Dopo un po’ in mancanza di notizie bussa e ottiene risposte evasive, attenda .. la stiamo visitando comunque tutto a posto non si preoccupi… a un certo punto sente la moglie urlare “adesso basta, so io quel che mi è capitato fate entrare mio marito”. In poche parole i medici, avevano visto il livido sulla fronte, qualche segnetto rosso sulle braccia lasciati da lui per averla tirata su a peso morto e gli occhi leggermente rossi perchè un po’ di profumo era finito dentro.. e la stavano “garbatamente” interrogando sulla veridicità del suo racconto facendole capire che “avrebbe potuto parlare liberamente con loro se il marito le aveva fatto qualcosa”, per giunta insistendo pure.

fabrizio 10:58 am - 18th maggio:

incredibile, se non fosse drammaticamente credibile…e questo è solo l’inizio della psicosi…

vedrete cosa faranno con le scuole…

Fabrizio Marchi 8:33 am - 18th maggio:

Secondo me, invece, Cesare è troppo tenero con gli uomini, come quei vecchi maestri di una volta che non ti rimproveravano mai o quasi (ce n’erano tanti altri, al contrario, che andavano ben oltre i rimproveri…). . E’ troppo indulgente nei loro confronti, come quei padri che vogliono talmente bene ai figli da non riuscire neanche a prenderli una volta per l’orecchio. E invece una corretta, equilibrata e metaforica (ma non per questo meno efficace, anzi) distribuzione di bacchettate non farebbe affatto male agli uomini, soprattutto in età adulta…
Sarà forse perchè Cesare è convinto che l’”universale” sia maschile, e allora per lui il “maschile” è qualcosa di così sacro che dare uno scappellotto ad un uomo, dal suo punto di vista, è come darlo a San Giuseppe. Il tema, naturalmente, è complesso e di difficilissima soluzione (e con infiniti risvolti) e mi guardo bene dall’ affrontarlo (comunque non in questo specifico frangente). Però, qualora così fosse, proprio per la responsabilità che ciò compete a tutti gli uomini, insieme alla carota è necessario anche il bastone.
Cesare, troppe, troppe carote. Ahinoi, servono anche le bastonate, che solo i saggi sanno distribuire, quando è proprio necessario, con parsimonia, oculatezza e moderazione.
Fabrizio

armando 9:24 am - 18th maggio:

Fabrizio@. Per queto all’interno del PD hanno fatto non solo le quote al 50% (nonostante il 70% delgi attivi siano uomini) ma anche l’obbligo dell’alternanza di genere senza preferenza in modo che sia “obbligatorio” avere il 50% di donne e 50% di uomini .

Da tempo cerco di sapere quanti sono per genere gli iscritti ai partiti, tutti i partiti, e ai sindacati. Non ci riesco, su nessun sito di nessun partito sono riuscito a trovare questa divisione. Forse sono io che non so guardare, ma non credo. Il dato sarebbe importante perchè, se è vero come credo che il rapporto sia 70//30 o giù di lì, questo sarebbe un ottimo argomento contro le lamentale infinite sulla “non valorizzazione” delle donne, che invece risulterebbero ipervalorizzate.
armando

fabrizio 10:51 am - 18th maggio:

@Armando, io parlo per il mio circolo….ma le cose cambieranno…visto che a forza di buttare fuori le nuove leve maschili, alla fine otterranno il risultato voluto…un bel 50/50 di niente o quasi…
In ogni caso ho scritto 70/30 e mi sono tenuto “femminista” perchè avrei dovuto dire 80/20.
Nel mio direttivo in cui sono state imposte le quote 50/50, nelle riunioni di direzione, di solito a partire dalle 19.00, tipicamente, al massimo si raggiungengeva il 70/30. La scusa era, e non scherzo, che le donne stanno preparando la cena oppure altro. Considera che io per essere presente mi amazzavo e dovevo farmi 60km di macchina.
Così hanno ancitipato le riunioni ad orari impossibili per un lavoratore….risultato direttivo semi vuoto e sempre con le stesse quote 70/30…
Quando abbiamo organizzato la Festa Democratica….indovina com’erano le quote? 80/20….e a spostare i frigoriferi da 2 quintali 100/0.

Comunque guarda che non si tratta di trovare argomentazioni da discutere politicamente, perchè queste decisioni sono state imposte dalla direzione nazionale per compiacere quell’elite femminista che con la sinistra non ha nulla a che vedere, e la cui unica missione è compiacere pochi padroni per conquistare quell’agognato potere…ma il potere senza sacrificio è sopruso!

Luigi Corvaglia 12:44 pm - 18th maggio:

Confermo quanto detto da Fabrizio e ricarico. Ovviamente non ho i dati globali, anche se, adesso che ci penso forse posso procurarmeli, ma il 70/30 nella stragrande maggioranza dei casi è utopia. Comunque ti riporto un mio vecchio commento (dell’ottobre scorso) sull’argomento.
…………………………………………………………………
Caro Alessandro
hai ragione, ahimè, al 100%!!!
Faccio un esempio off topic: la parità della rappresentanza di genere nei direttivi dei circoli locali del PD. Il famoso 50% uomini, 50% donne imposto per statuto. Sbandierato dai dirigenti nazionali con orgoglio come dimostrazione di un partito aperto alle donne etc. … etc. ..
Premetto che parlo, se non lo si era già capito, da aderente (sigh …) al PD con responsabilità locali (beh … le avevo fino a qualche mese fa per l’esattezza). Per cui conosco la cosa dal di dentro.
Cosa ne penso?
UNA BOIATA PAZZESCA!!!! >:-
Una boiata che ti azzoppa, non ti fa lavorare, sottraendo a priori energie preziose, anche se hai la fortuna di avere a che fare con gente di buona volontà. E tieni, tenete conto, che quanto ho detto e dirò è valido per il 90% dei piccoli e medi del Sud (sul Nord non mi sbilancio non conoscendone la situazione).
Faccio un esempio per farmi capire.
Il direttivo di un circolo cittadino è composto da un certo numero di persone, proporzionale al numero degli iscritti e da questi eletti.
Per non farla difficile diciamo che, in base agli iscritti, sto benedetto direttivo deve essere di 12 persone.
Bene. Consideriamo che a me, ma penso a tutte le persone normali, non fotterebbe niente che fossero 12 uomini, 12 donne o anche 12 trans. Fotterebbe soltanto che fossero 12 persone con voglia di fare. Punto.
Invece devono essere obbligatoriamente 6 uomini e sei donne.
Ahh ….bellissimo. Come siamo belli, come siamo anti discriminazione, ahh … come siamo democratici.
COL CAVOLO!!!! >:-
Sai, sapete qual’è il risultato?
Un direttivo di 6 uomini!!!
Si perché non è che noi discriminiamo e non vogliamo le donne. Sono proprio loro che, nella maggior parte dei casi, non sono interessate.
Per cui da una parte sei costretto a rinunciare a delle persone che hai in abbondanza e che quindi puoi anche selezionare in base alla capacità, gli UOMINI, dall’altra parte sei costretto a inserire (sempre che, caso ultra frequente, non stiano solo sulla carta) persone, non in base alle loro capacità, ma solo in base al loro sesso, le DONNE.
Scusa … scusate lo sfogo, tra l’altro manco in topic.
Però ha ragione Fabrizio …. il favore più grande, per loro, quello di togliermi di mezzo non glielo faccio.
Poi, che io sia di sinistra, non dipende certo da loro (Bersani, Vendola, …etc).
Diciamo che lo sono, nonostante loro.

Fabriziaccio 6:20 pm - 18th maggio:

@Luigi, il PD, non parlo di SEL, è un muro di gomma da questo punto di vista. Ed è la dimostrazione che quando fai una boiata, poi non riesci a tornare indietro perchè rischi di fare scontento qualcuno…
Chiunque sia attivo del PD che si sia cimentato con l’allestimento delle liste, ti dirà che è una follia. Liste inventate all’ultim’ora con furti di “donna” da una lista all’altra, donne che non sapevano neanche di essere in lista, e che ovviamente una volta elette non si sono mai presentate negli organi dirigenti. Attivi di assoluto valore, infilati nelle ultime posizioni per via dell’alternanza di genere, o neanche infilati in lista per mancanza di donne candidabili. Questi sono fatti veri, non paranoie (avrei degli aneddoti…). Se a qualcuna da fastidio, affari suoi, questa è la verità.
Questi partiti che non si sono mai rinnovati nella classe dirigente maschile (e di fatto le facce sono sempre le stesse anche a livello locale) hanno trovato un meccanismo per riprodurre ad libitum la mediocrazia. Le persone infilate in lista a forza (vale anche per gli uomini) definiscono un rapporto di subalternità con chi le ha scelte, visto che la mancanza di preferenze (mi riferisco ai meccanismi elettorali interni al PD) dà un potere enorme ai capi corrente, che nel momento in cui “slezionano” il branco definiscono automaticamente chi sarà eletto e chi no
Forse alcune donne in buona fede, tappandosi il naso, pensavano che le quote permettessero di rinnovare il partito. Non hanno capito però che gli anziani dipartito, che magari dovevano andare in pensione, si mettono al riparo nelle prime posizioni di lista, e molte delle donne che entrano in lista, proprio per la mancanza di preferenza e per la modalità in cui sono scelte, finiscono per essere le più mediocri, lasciando a spasso quelle più meritevoli.
Il PD ha raggiunto il ridicolo non tanto per le quote (e che quote), che sono di per sè una vergogna, ma per il meccanismo dell’alternanza di genere (credo un idea di quel genio di Veltroni) le rende addirittura folli.

cesare 9:31 am - 18th maggio:

@Giorgio comprendo e apprezzo il tuo ruolo di “sentinella ed educatore anticedimenti”. Va bene così. Essere conquistati e sedotti, e poi sottomessi dal femminile, è una dinamica, e un rischio, sempre presente nell’esperienza maschile: dopotutto si comincia nientedimeno che in pancia a una donna. Non è poco come inizio per lo sviluppo successivo del programma. Proprio per questo evidenzio la luce e l’ombra femminile e la luce e l’ombra maschile: Eva non si presenta con un libretto delle istruzioni e l’utente si è dimostrato incauto. Bisogna che un padre te le insegni. E chi si rende conto che è necessario impartire ai maschi questo specifico insegnamento, fa benissimo. Soprattutto oggi che si è interrotta la tradizione padre/figlio e tutte, straordinaria vanesia ridicolaggine dell’ideologia femminista, si propongono come madonne senza macchia. E un buon “specialista antifemmiintrusione”, non può non riflettere sul fatto che il nostro padre Adamo, appena appena uscito dalle mani del Creatore suo Padre, e avvertito che, in caso di Eva, si trovava di fronte ad una sua costola, che ha fatto invece di stare tranquillo sulle sue e trarne le debite conclusioni? ha ben pensato di considerarla nientedimeno che la voce della sapienza e della verità e obbedirle seguendola nella più fantasmagorica cazzata di tutti i tempi. E nota che oltretutto, “mangia la mela”, era un suggerimento di un altro, il Serpente. Una scena assolutamente contemporanea per chi ha occhi per vedere e orecchie per sentire
Quanto a Rino, mi onora del suo elogio di “grande anima” e mi ha detto che lo scriverà sulla mia tomba. Grazie Rino! (scherso come schersa lui).

cesare 10:30 am - 18th maggio:

@Fabrizio Marchi: “Cesare, troppe, troppe carote. Ahinoi, servono anche le bastonate, che solo i saggi sanno distribuire, quando è proprio necessario, con parsimonia, oculatezza e moderazione”.

E pensare che la lode del bastone è proprio nella Bibbia!

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