http://www.youtube.com/watch?v=pLD_jD8Xjug
Reciprocità e spontaneità sono due concetti che la grande maggioranza delle donne non sa neanche cosa siano. Per lo meno per quanto riguarda il rapporto con i maschi non dominanti (beta), cioè la grande maggioranza degli uomini, che è quello che a noi interessa.
Tradotto in parole ancora più povere, se gli uomini (beta) non si proponessero, non andassero di loro propria iniziativa verso le donne, l’incontro fra i due sessi non avverrebbe mai, non avrebbe neanche luogo. Detto in modo più rozzo ma forse ancora più efficace, se anche gli uomini adottassero gli stessi comportamenti delle donne, l’umanità si sarebbe estinta già da un bel po’ di tempo.
Questa, ad una prima rapidissima lettura, potrebbe sembrare un’affermazione sopra le righe. Ma in realtà così non è. Ed è il semplice buon senso, l’esperienza quotidiana e l’osservazione della realtà che ce lo dicono. Probabilmente saremo tacciati di scarsa scientificità ma francamente questa accusa o questa critica ci interessa molto poco, se non per nulla. Riteniamo infatti che nelle scienze sociali e soprattutto nelle questioni che attengono l’essere umano, di scientifico ci possa essere ben poco. Crediamo anzi che il presunto riferimento alla scienza che troppo spesso nella storia è stato fatto per dimostrare la validità di teorie filosofiche (in taluni casi anche valide, a nostro giudizio) sia stato per lo più strumentale e finalizzato a rafforzare la validità di quelle stesse tesi. Cosa che, a nostra modesta opinione, ha ottenuto il risultato opposto e contrario a quello che si voleva ottenere. E quelle stesse teorie che in questo modo si volevano rafforzare, ne sono uscite fortemente indebolite.
Con questo non vogliamo neanche, da una posizione speculare, esaltare il valore dell’ esperienza empirica e considerarla come la sola fonte di conoscenza. Preferiamo laicamente posizionarci su una posizione di equilibrio e di buon senso verificando, con gli strumenti di cui disponiamo, la nostra capacità analitica, la statistica, la ricerca sociologica e storica, l’osservazione lucida dei fatti, e naturalmente anche l’esperienza empirica, la veridicità o meno di questa o quella affermazione o teoria.
E sulla base di queste considerazioni testè fatte, ci sembra assolutamente verosimile confermare la tesi contenuta all’inizio di questo articolo: e cioè che nel rapporto fra uomini e donne non c’è alcuna reciprocità. Nella grande maggioranza dei casi sono gli uomini ad andare verso le donne. E’ molto raro che accada il contrario e quando ciò accade significa che l’uomo o gli uomini in questione sono maschi alpha, cioè uomini appartenenti alle elite dominanti. Ma questa è appunto l’eccezione che conferma la regola e la nostra analisi.
Noi riteniamo che questo aspetto dell’ontologia e/o della cultura e del modo di essere femminile, che normalmente viene considerato dalla grande maggioranza degli uomini come un fatto più o meno naturale, scontato e dato per acquisito, sia in realtà uno dei più significativi, e anche dei più gravi, del manifestarsi delle donne nel mondo.
Ma cosa nasconde l’incapacità/non volontà/riluttanza/diffidenza/fastidio/ e il più delle volte addirittura l’insopportabilità, per le donne, ad andare verso gli uomini?
Innanzitutto l’incapacità di relazionarsi con l’altro da una posizione di parità. Pretendere che sia sempre e solo l’altro a fare il primo passo significa porsi automaticamente in una posizione di potere nei confronti dell’altro. Se l’altro si muove è evidente che sta già manifestando un interesse nei confronti dell’altra e quindi le sta già di fatto conferendo un potere. Il fatto stesso che egli si muova per primo, manifestando di fatto il suo interesse, la pone in una posizione di vantaggio (e di potere) nei suoi confronti. Non solo. Nel momento in cui è l’uomo, sempre e comunque, a proporsi, è la donna che si trova oggettivamente nella posizione di chi decide. Di nuovo il concetto di potere, che torna sistematicamente e implacabilmente ogniqualvolta si affronta questa tematica. Ma accanto al concetto di potere entra in ballo in questo tipo di relazione anche quello di “dovere”. Inteso non nel senso più nobile del termine (come l’adesione ad un sistema di valori o di regole etiche) ma piegato e deformato alle esigenze del “potere”. Se infatti si dà per scontato e per acquisito, in base ad una sistema di regole non scritte ma universalmente riconosciute, che debba essere sempre e comunque l’uomo a proporsi, è evidente che il concetto di “dovere” viene a legarsi indissolubilmente a quello di “potere”. Quindi l’uomo deve proporsi, deve andare versus la donna. Se non lo fa è praticamente condannato alla solitudine affettiva (ammesso che su questi presupposti si possa veramente costruire una relazione autenticamente affettiva…) e alla totale assenza di vita sessuale.
Naturalmente non è affatto detto che proponendosi egli ottenga il risultato sperato, anche perché è la donna che dice l’ultima parola, né potrebbe essere altrimenti, date le circostanze.
Ma non è tutto. Non solo l’uomo ha l’obbligo (anche se non scritto) di proporsi ma lo deve fare anche secondo schemi e modalità gradite alla controparte. Deve insomma mettere in atto una serie di comportamenti al termine dei quali la donna, laddove valutasse tali comportamenti gratificanti e sufficienti, potrebbe decidere di concedersi, sempre secondo tempi e modalità che verranno da lei decisi e determinati.
Ma non è finita. Quali saranno i criteri di selezione che la donna, nella grande maggioranza dei casi, sceglierà di seguire per decidere un eventuale partner? Naturalmente quelli dell’ordine sociale dominante. E ci sentiamo di affermare con una notevole dose di certezza, sia pur empirica, che tra un uomo più vicino per una serie di caratteristiche di ordine sociale, economico o di provenienza familiare alla categoria dei dominanti (alpha), e un uomo decisamente appartenente alla categoria dei non dominanti (beta), ella sceglierà nella quasi totalità dei casi, il primo.
Naturalmente, in questo frangente specifico, non stiamo parlando di un maschio alpha doc, ma di qualcuno che nella scala gerarchica sociale, maggiormente gli si avvicina o gli assomiglia, anche se per difetto. Infatti, anche in questo caso, come abbiamo visto, stiamo parlando di un uomo che deve comunque proporsi.
Cosa che non avverrebbe mai se fossimo in presenza di uomini effettivamente dominanti (alpha). D’altronde, come abbiamo già avuto modo di analizzare nell’articolo “Natura e Cultura. Un nodo irrisolvibile”, in questo caso specifico il rapporto fra uomini e donne si inverte completamente in favore dei primi e la relazione fra i sessi viene a capovolgersi totalmente.
Ma il concetto di dovere è l’esatto contrario di quello di “piacere”, sul quale dovrebbe invece secondo noi fondarsi la relazione fra i generi. E’ evidente che se si fa una cosa per dovere, sarà assai difficile che la si faccia anche per piacere. Può succedere talvolta che ciò accada, ma certamente non è la regola. E in ogni caso, se la si fa innanzitutto per il proprio piacere, il concetto di dovere viene ad essere automaticamente disinnescato.
Ma può essere piacevole una cosa che si deve fare perché è stata aprioristicamente prestabilita secondo schemi e regole preconfezionate?
E cosa può esserci di spontaneo in questo? Nulla, dal momento che è uno schema prestabilito a priori. Se ci fosse spontaneità questo sistema di regole non esisterebbe affatto e gli uomini e le donne si incontrerebbero appunto spontaneamente, nel sereno, naturale, libero e reciproco gioco amoroso.
Ma è evidente che in questo modo i concetti di reciprocità e di spontaneità sono stati assassinati in favore di quelli di potere e di dovere.
Ma se la reciprocità e la spontaneità sono state assassinate, è altrettanto evidente che il delitto è stato perpetrato anche nei confronti della possibilità di una relazione autentica fra gli uomini e le donne. Che infatti al momento, tranne le solite rare eccezioni che confermano la regola, non esiste.
Se paradossalmente, applicassimo queste logiche anche all’altra grande questione umana, l’amicizia, avremmo commesso l’ennesimo delitto.
Ma l’amicizia, per nostra fortuna, è relativamente immune da queste stesse logiche. E questo perché l’amicizia, se è autentica, non può che fondarsi su di una scelta libera, spontanea, sull’empatia reciproca, sulla condivisione, sulla comune visione del mondo, sul piacere di stare assieme e di godere della presenza dell’altro/a in modo fine a se stesso. Ma nell’amicizia non è previsto lo scambio sessuale né lo scambio di alcun genere. Non vige insomma la regola del do ut des che è stata invece applicata alla relazione fra i generi.
Ma dal do ut des, cioè dallo scambio di fatto strumentale, non potrà mai scaturire amicizia, che può nascere solo da un rapporto all’insegna della reciprocità, della spontaneità e della autenticità fra gli individui.
Come vediamo, il circolo diventa sempre più vizioso/virtuoso, a seconda dei punti di vista dai quali lo osserviamo.
Come Movimento degli Uomini Beta, ci proponiamo di lavorare per combattere queste concezioni deviate e devianti ma purtroppo tuttora imperanti.
Il nostro orizzonte è quello di una società di uomini e donne liberi/e ed eguali, dove la relazione fra i generi sia libera da tutti questi legacci, condizionamenti e sovrastrutture e all’insegna della reciprocità, dell’autenticità, della spontaneità, della libertà, e del libero e sano gioco affettivo e sessuale.
Solo tornando a concepire la sessualità per quello che è e dovrebbe essere, cioè un gioco naturale e spontaneo, e non come uno strumento di gestione, controllo e dominio dell’altro, sarà possibile costruire una relazione sana ed evoluta fra gli uomini e le donne.
Il nostro appello è INNANZITUTTO rivolto a tutti gli Uomini Beta affinché prendano coscienza della situazione e adottino comportamenti conseguenti, tesi a modificare sostanzialmente anche i comportamenti femminili.
Ma ci rivolgiamo altresì alle donne non appartenenti alle elite dominanti, sollecitandole a riflettere sul ruolo che hanno scelto e scelgono di recitare, invitandole ad uno scatto di dignità e di amor proprio e al rifiuto di quelle logiche strumentali, avvilenti, aberranti e antiumane, che abbiamo descritto.
Le invitiamo a smettere di scimmiottare i modelli dominanti e ad allearsi con gli Uomini Beta per costruire assieme una realtà diversa.
Saremo felici, in questo caso, di averle con noi, al nostro fianco.
Fabrizio Marchi

832 Commenti
<>
Parole sante, che fanno il paio con quello che il sottoscritto era solito ripetere oltre venti anni fa, ossia che se il pinco pallino qualunque dovesse aspettare l’iniziativa femminile, resterebbe vergine per tutta la vita.
Io stesso lo sarei ancora.
Il bello, è che già all’inizio degli anni Ottanta, capitava di sentir narrare la favola secondo cui le femmine “ormai la sbattevano in faccia ai maschi” (quali maschi…?).
Il passaggio al quale facevo riferimento, nel mio precedente post, è questo:
“Tradotto in parole ancora più povere, se gli uomini (beta) non si proponessero, non andassero di loro propria iniziativa verso le donne, l’incontro fra i due sessi non avverrebbe mai, non avrebbe neanche luogo. Detto in modo più rozzo ma forse ancora più efficace, se anche gli uomini adottassero gli stessi comportamenti delle donne, l’umanità si sarebbe estinta già da un bel po’ di tempo”.
“ormai la sbattevano in faccia ai maschi” (quali maschi…?).
bruttissima espressione… la priva volta che la sentii pronunciare fu da un ragazzo che mi piaceva, avevo 15 anni…
già la debole “iniziativa” – (oltre femmina, sono pure timida come un riccio) – fu stroncata sul nascere .
queste balle sono un circolo vizioso…
Fabrizio, non hai idea di quanto io condivida queste parole.
*******************************************************
Ma non è tutto. Non solo l’uomo ha l’obbligo (anche se non scritto) di proporsi ma lo deve fare anche secondo schemi e modalità gradite alla controparte. Deve insomma mettere in atto una serie di comportamenti al termine dei quali la donna, laddove valutasse tali comportamenti gratificanti e sufficienti, potrebbe decidere di concedersi, sempre secondo tempi e modalità che verranno da lei decisi e determinati.
*********************************************************
In definitiva loro non devono fare nulla, salvo valutare se sei da “promuovere” oppure no.
E’ pazzesco.
Credo sia il caso di evidenziare un altro dato di fatto: ovvero la tendenza femminile a dare per scontato che, durante l’atto sessuale, debba essere sempre l’uomo a fare tutto ed a doversi eventualmente assumere la responsabilità di un deludente rapporto sessuale.
A me, in 36 anni di vita, è capitato più di una volta di avere dei rapporti sessuali con donne che al dunque desideravano ricevere ma non concedevano altrettanto.
E non mi risulta essere il solo al quale è capitato.
Un’altra pecca che ho riscontrato in loro, è la scarsa fantasia sessuale, che in alcuni casi è addirittura nulla.
Un saluto da un vecchio iscritto alla mailing list di U3000.
La reciprocità, e ancor più la reciprocità nel “sano gioco sessuale”, è un desiderio a mio avviso esclusivamente del maschile che per sua natura emancipa ogni dimensione, e quindi anche quella sessuale, dalla sfera della necessità e la colloca in quella della libertà di spirito: è proprio del maschile il gioco. E il sesso come gioco è una utopia maschile, il sogno maschile di una grande, nuova Civiltà.
Le donne dichiarano essere il femminismo l’espressione, conquistata in piena autonomia, della propria piena consapevolezza in merito ai rapporti tra i sessi. Ebbene proprio il femminismo nella sua attuazione reale, è riuscito a far diventare reato persino il desiderio maschile espresso tramite lo sguardo e colpevole persino il desiderio maschile in quanto tale. A meno che in qualche modo e a vario titolo non convenga: allora tutto, dicesi tutto, diventa lecito. Il che è esattamente il regno della necessità. Il sogno realzzato di una
in-Civiltà sessuofobica e repressiva.
Qualcuno o qualcosa le ha costrette? non mi risulta: il sesso è quanto di meno costoso e più facilmente accessibile a tutti esista in natura. Eppure….
Questa concezione del sesso del tutto opposta è a mio avviso una manifestazione inequivoca di una diversità naturale tra i sessi, molto profonda e ancora inesplorata. E per questo motivo non è una colpa e non è risolvibile con buone intenzioni, con una “piattaforma programmatica”. Diversità a mio avviso poco esplorata perchè fa paura per la sua estensione e profondità. E si preferisce coprire il motivo reale di questa paura in tanti modi fra cui con il rifiuto del presunto scandalo della sessualità per il suo irriducibile fondamento naturale di diversità vissuta come “disuguaglianza” e quindi “ingiustiza”. Donne e uomini sono uguali, questo è il mantra consolatorio di oggi.
Credo invece che la strada di un incontro libero tra i sessi, richieda come precondizione ineludibile, a parità di dignità, proprio la ricerca della piena consapevolezza della profonda diversità esistente tra uomini e donne. Altrimenti l’unica cosa che si riesce a condividere sono le buone intenzioni e una prassi assurda e alla fin fine necessariamente coercitiva. La prima regola per incontrarsi davvero? accettare serenamente il limite e cercare di dare a ciascuno ciò che è suo proprio secondo la sua propria natura: può il cavallo intendere il volo come lo intende il falco? certamente no. Eppure, sapendolo, possono incontrarsi.O, ipotesi non del tutto inverosimile, si può rinunciare in pace al rapporto sessuale: il piacere sessuale, la dimensione sessuata, è presente eccome anche nel maschile che virginalmente dedica le proprie energie a creare Civiltà o cattedrali dello Spirito ( che è poi la stessa cosa).
Dopotutto se i maschi sono storicamente riusciti a far sì che le donne siano emancipate da tanti condizionamenti così da poterle anche invitare a vivere insieme il sesso come gioco, è anche perchè moltissimi maschi si sono dedicati ad altro che a scoparle.
In ogni caso che le donne siano disponibili o in grado di accettare o meno l’invito maschile al gioco, un dovere comunque ce l’hanno. Ed è quello di ringraziare con tutto il loro cuore i maschi per questa straordinaria libertà che è stata loro donata.
Ckkb, tanto di cappello.
Sottoscrivo ogni riga.
Queste sono finestre aperte sulle questioni profonde della relazione F/M.
La nostra battaglia preannuncia tempo così lunghi che
avremo modo di conversare su tutto.
Solo una domanda: in questi ultimi 10/15 anni, perché non ti sei mai fatto vivo?
Infatti né dal tono, né dal contenuto, né dalla forma riesco ad allacciarti a qualche antica o recente lettura.
Ho solo vaghe ipotesi.
…mi affido a Silver.
RDV
Cari Ckkb e Roberto, ponete in sostanza la medesima questione anche se in risposta ad articoli diversi (Roberto ha commentato l’articolo di Paolo Barnard). E siccome ci sono delle cose, specie nell’intervento di Ckkb, che non mi convincono (è il mio sesto senso che non mi tradisce) vorrei esprimere la mia opinione.
La questione che ponete è la solita (e per nulla scontata, da qualsiasi punto di vista la si affronti), antica e intramontabile (e irrisolvibile, a mio modesto parere), e cioè quella della relazione fra natura e cultura. Un nodo che a tutt’oggi nessuno ha saputo sciogliere. E quando dico “nessuno”, mi riferisco a millenni di pensiero e di riflessioni filosofiche, proprio su questo argomento. Una questione che, come ben sapete, va ben oltre la relazione fra i sessi e coinvolge tutto, ma veramente tutto lo scibile umano, in primis ovviamente la filosofia politica, la scienza politica, la scienza, l’economia, la sociologia, addirittura la teologia. Questo “nodo” abbiamo scelto di affrontarlo (non abbiamo certo la presunzione di risolverlo e credo di essere in buona e numerosa compagnia, compresa la vostra) nell’articolo che compare sulla homepage dal titolo appunto “Natura e cultura, un nodo irrisolvibile”. Mi sono proprio ora accorto (mi scuso per la disattenzione) che nel sottotitolo, per una banale svista tecnica, mancava proprio la seguente frase “un nodo irrisolvibile”. Vi invito quindi a rileggere quell’articolo “corretto”, non perché contenga delle risposte a quello che a nostro giudizio è appunto un nodo irrisolvibile, ma perché propone un approccio interpretativo e soprattutto pratico (nel senso di prassi) al problema dei problemi.
Insomma, è nato prima l’uovo o la gallina? Direbbe il buon De Crescenzo (burlone ma di buon senso…). A tutt’oggi, amici miei, nessuno lo sa. E se c’è qualcuno che pensa di saperlo o pecca di presunzione, o di malafede o di dogmatismo. Aveva ragione Hobbes? Aveva ragione Rousseau? Aveva ragione Spinoza?
Ciascuno di noi, a seconda delle preferenze, potrebbe schierarsi con l’uno o con l’altro ma una cosa è certa: non si arriverebbe mai ad una “verità” condivisa. Credo che, se siamo muniti di un minimo di umiltà, su questo possiamo essere d’accordo. Non ci sono riusciti loro a sciogliere questo nodo (e tantissimi altri), e francamente non credo che saremo in grado di farlo noi. Poi se qualcuno pensa di avere la soluzione si faccia pure avanti ed esprima liberamente la sua opinione. Ma non pretenda di chiudere il cerchio.
Uomini e donne. Eguaglianza nella diversità, afferma Ckkb. E perché no. Ma quanto sono diversi e/o uguali gli uomini e le donne? Altro nodo. Esistono diversità insanabili? Forse in parte è vero ma forse no. O forse entrambe le cose. Se queste diversità fossero veramente insanabili e appartenessero all’ontologia immutabile dei due generi, i comportamenti (nella fattispecie quelli sessuali) dovrebbero essere gli stessi in ogni angolo del pianeta. Così non è e lo sapete perfettamente tutti. Ciò significa che i processi culturali hanno giocato un ruolo importante nel modificare l’ontologia sia delle donne che degli uomini, nel bene e nel male. E chi decide cosa sia il bene e il male da questo punto di vista? Una donna che pratica sesso ludico, cioè vive giocosamente e liberamente il sesso va contro la sua natura profonda o invece l’asseconda liberandosi da tanta zavorra, questa sì, culturale, sociale, religiosa o pseudo tale? E una donna che invece lo vive in modo più tradizionale? Per lo meno pubblicamente (salvo poi portarsi a letto di nascosto il famoso idraulico o bagnino o insegnante di salsa…). Qual è la verità? O meglio, qual è la sua natura? Quella della donna pubblicamente fedele e irreprensibile (di giorno) sposata con un uomo benestante con il quale ha messo in piedi una famiglia medio-borghese oppure quella (la stessa) che (di notte) si scopa l’istruttore di aerobica? Oppure ancora entrambe le cose? Forse.
E gli uomini? Fin dai tempi di Omero ci si interrogava su queste questioni. Qual è la nostra natura? Quella di essere dei viandanti inseminatori? Molto probabile. Oppure anche gli uomini hanno nel loro dna la tendenza a costruire un nucleo familiare? E’ molto probabile anche questo. Oppure hanno un fondamento entrambe le cose? Altamente probabile, ma non certo e non certissimo, per lo meno non per tutti.
Eguaglianza fra gli uomini (nel senso di esseri umani). Si può stabilire un’eguaglianza a priori? Viceversa, si può stabilire una diseguaglianza a priori? E chi decide chi è eguale e chi è diseguale? In virtù e in base di quali parametri?
Potremmo continuare all’infinito su questa strada. Per questo abbiamo scelto di imboccare un altro percorso. Non perché vogliamo glissare sull’argomento sul quale possiamo continuare a discettare all’infinito (e non ci sarebbe nulla di male, sia chiaro) ma perché, nell’impossibilità di sciogliere, se non dogmaticamente, questo nodo, abbiamo deciso di dotarci di un metodo. La prassi.
Abbiamo scelto cioè di partire dalla nostra condizione reale di esistenza (che non ci piace) per provare a TRASFORMARLA. Non per motivi ideologici ma perché la nostra vita, qui ed ora, non ci piace. Abbiamo preso coscienza della nostra condizione di subordinazione e abbiamo deciso che non vogliamo più viverla. E per non viverla più dobbiamo CAMBIARLA. E per cambiarla dobbiamo LOTTARE.
Facendo questo, innescando cioè un processo di trasformazione partendo da quella che è la nostra condizione, provocheremo inevitabilmente una trasformazione anche della realtà che ci circonda.
Qualcuno (i teorici del’inamovibile e immutabile ontologia) potrebbe dirci che non è possibile. Ergo, se questo fosse vero significherebbe due cose. La prima è che se noi, uomini beta, viviamo una condizione di oppressione, vuol dire che questa è una condizione naturale alla quale è velleitario e addirittura innaturale ribellarsi. La seconda, conseguenza della prima, è l’accettazione supina e passiva della nostra inferiorità di natura ontologica. D’altronde, seguendo questo ragionamento, non può esserci via d’uscita. Se ci troviamo in una condizione di oppressione è perché evidentemente questa è la nostra condizione naturale, altrimenti ci troveremmo a vivere in un’altra. Ma siccome non ci troviamo a vivere in un’altra ma in questa, il cerchio si stringe. Insomma ci meritiamo tale condizione perché questo è il posto che la natura ha pensato per noi.
Riflettano bene, i sostenitori dell’immutabilità delle cose e della realtà, perché questo discorso è assai pericoloso, anzi, è un vero e proprio boomerang, non solo per gli uomini beta intesi nella loro relazione con l’altro genere, ma più in generale nella relazione di tutti gli esseri umani fra loro e con il mondo.
Noi non apparteniamo alla categoria dei maschi alpha ma non per questo ci sentiamo inferiori. Al contrario, riteniamo che questa distinzione sia profondamente errata. Ma, obietteranno sempre gli “immutabilisti” (che poi sono i conservatori di sempre, spesso mascherati sotto altre spoglie) “la distinzione fra maschi alpha e maschi beta appartiene allo stato di natura”. Ma chi era il maschio alpha nello stato di natura? Quello fisicamente più forte, quello che menava di più. E che comandava. E invece quell’altro (che magari nel branco non contava nulla) che mentre gli altri maschi si facevano scannare dal dominante per le femmine e il controllo del territorio, si è messo a scrutare, ad osservare, e ad un certo punto ha scoperto che sfregando una pietra contro l’altra scaturivano delle scintille? Che cos’era quello? Un “inferiore”? Certo, era un “beta” nella gerarchia del branco e magari una volta fatta quella grande scoperta dovuta al suo ingegno è stato pure massacrato dall’alpha, che dopo avergli rubato l’idea gli ha anche rubato la vita…E così via…
E mi fermo qui.
Fabrizio Marchi
Fabrizio, sono d’accordo con te quando scrivi che reciprocità e spontaneità sono due concetti che la grande maggioranza delle donne non sa neppure cosa siano.
Però tu scrivi anche:”Se queste diversità fossero veramente insanabili e appartenessero all’ontologia immutabile dei due generi, i comportamenti (nella fattispecie quelli sessuali) dovrebbero essere gli stessi in ogni angolo del pianeta. Così non è e lo sapete perfettamente tutti.”
D’accordo, i comportamenti non sono i medesimi ovunque, ma la prostituzione femminile esiste in ogni angolo del pianeta (quella maschile non è assolutamente paragonabile) e da tempo immemorabile. Come lo spieghi?
Caro Roberto, personalmente non ho mai negato che esistano delle diversità di natura ontologica fra uomini e donne. Negarlo sarebbe da stupidi o da persone in mala fede. Una di queste differenze è appunto il diverso approccio al sesso. Talmente diverso che, come spiega magistralmente Barnard nel suo articolo “Sono andato a puttane”, questa diversità (più tutta una serie di altre implicazioni di ordine economico e non solo, non dimentichiamolo…) arriva addirittura a costituire una delle cause prime del fenomeno della prostituzione (che è un fenomeno complesso che necessita di un’analisi più approfondita)
E’, altresì vero, e tu stesso lo confermi, che diverse condizioni sociali, culturali, economiche, religiose ecc. contribuiscono sensibilmente a determinare dei cambiamenti profondi nella sfera ontologica, in particolare di quella femminile (se parliamo di sessualità). Così come è innegabile che ci siano state da sempre delle diversità di natura ontologica, è altrettanto innegabile che i processi culturali abbiano innescato delle trasformazioni profonde (nel bene e nel male) di quelle stesse condizioni naturali. Converrai con me che l’approccio al sesso delle donne cubane (prostituzione a parte) è radicalmente diverso da quello delle loro colleghe di genere afghane. Così come quello delle donne italiane è diverso da quello delle donne scandinave, e quello delle donne di Tahiti è ancora diverso da quello di tante altre donne di varie culture del pianeta.
Ora, anche qui, cioè nell’ambito dei processi culturali, le cose non sono state così lineari. Se ad esempio i processi culturali hanno portato ad una maggior liberalizzazione dei costumi sessuali in alcune aree del pianeta (penso ad esempio ai paesi dominati dalla cultura cattolica), in altre hanno invece portato un irrigidimento di quei costumi. Penso appunto proprio a Tahiti e in generale a molti degli arcipelaghi del Pacifico dove fino a un secolo o due secoli fa il sesso era vissuto in modo assolutamente libero e una donna si avvicinava ad un uomo con la stessa disinvoltura con cui portava alla bocca una noce di cocco per berne il prezioso succo. Ricorderete certo i film (Gli ammutinati del Bounty in tutte le sue versioni) che mostravano i nostri uomini beta (poco più che trogloditi, di fatto) completamente impazziti al cospetto di queste fanciulle che gli si concedevano con la stessa disinvoltura con cui gli offrivano del latte di cocco o del mango.
Oggi , dopo un paio di secoli di “processi culturali”, quel paradiso sessuale (e di qualità dei rapporti umani, mi sento di aggiungere) non esiste più o comunque è stato notevolmente ridimensionato e deformato alle “ragioni” di quei processi culturali.
Potremmo portare innumerevoli esempi. Nella stessa direzione di Tahiti va la nefasta colonizzazione europea delle Americhe. Gli indigeni dell’Amazzonia o dell’area caraibica non sapevano neanche cosa volesse dire il concetto stesso di tabù sessuale che fu loro imposto (insieme a tante altre brutture assai peggiori). Per non parlare dell’Africa dove a tutt’oggi, in numerosi contesti, specie quelli dove i “processi culturali” sono stati meno potenti ed invasivi, il sesso è vissuto in modo assolutamente libero.
Dove voglio arrivare? Appunto al fatto che non c’è una verità assoluta, sia da un punto di vista ontologico, sia da un punto di vista culturale. E gli esempi che ho portato credo lo dimostrino. Questo, ripeto, non significa che io non sia consapevole delle diversità di ordine ontologico fra uomini e donne (e il fenomeno della prostituzione comunque si sviluppa e attecchisce proprio e anche su questa diversità). Significa però che non c’è una verità assoluta né in un senso né nell’altro. Lo spirito dell’articolo di Ckkb è condivisibilissimo ma, secondo la mia modesta opinione, rischia di cristallizzare una volta e per sempre delle diversità che non è detto debbano essere considerate immutabili.
Certo, natura e cultura interagiscono. Ma un rischio di fondo la cultura porta con sè: il pregiudizio che cultura sia il Bene, perchè frutto di libera scelta e natura sia il Male perchè si presenta come dato precedente la coscienza e la libertà. Ovvero la posizione tra i due di una irriducibile antinomia. Il che ha portato a mio avviso l’evidenza storica che tra i due, natura e cultura, chi ha fatto più disastri sia stata la cultura, nel senso che invece di essere maieutica interprete della natura e della sua necessità, unico modo a mio avviso per accasarvi anche il mondo dello spirito ( e viceversa), la cultura vi si è sovrapposta con violenza repressiva e pervertitrice. Un esempio? a mio avviso la cultura della liberazione della donna è diventata, senza che nessuno se ne accorgesse, cultura di liberazione dalla donna, la cui integra e intera natura è oggetto di una concezione che è immediata e radicale negazione del femminile stesso: l’essere donna, nella sua datità naturale, è oggi di fatto quel concreto naturale contro cui il sapere contemporaneo si è scatenato come se fosse una malattia grave e l’epidemia più diffusa, che deve essere a tutti i costi “guarita”. Personalmente ritengo che mai nella Storia è comparsa una civiltà culturalmente meno disponibile, quanto la nostra, ad accogliere l’ “inefficienza” femminile, il modo e la capacità femminile di accogliere il reale. Al punto che oggi se si parla, a difesa del femminile, di esistenza di una struttura data naturale del femminile, di una ontologia del femminile, si può rischiare di esperimentare direttamente e individualmente che cosa comporta andare in rotta di collisione con interesse colossali e di tutti i tipi: non sia mai che qualche “arretrato maschilista misogino” non ponga ostacoli a che della donna se ne possa continuare a fare quel cavolo che si vuole e se ne sta facendo. Un modo molto “culturale” di intendere la donna e la sua specifica libertà: così com’è non è “economica”, e bisogna costruirne un’altra più adatta alle nuove funzionalità.
Ckkb ha toccato un punto importante. La cultura dominante parla di liberazione della donna, ma in realtà esige la liberazione dalla donna, ossia da tutto ciò che è, da sempre, stato tipico della struttura psichica femminile, ivi compresa l’insopportabile “inefficienza”, evidentemente legata ai ritmi naturali. Inutile sottolineare che la “scomparsa” della femmina scompensa anche il maschio. Il paradosso che per ottenere questo scopo si avvalga anche e soprattutto delle donne e delle loro istanze “emancipatrici ” (si legga, a proposito di femminismo quanto scrive A. Nucci in La donna a una dimensione) è solo la dimostrazione che in questa società l’alienazione da sè ha raggiunto il massimo.
Molto acuto anche l’uso che Ckkb da del termine “guarire”, che evoca le tesi di Ivan Illich sulla crescente medicalizzazione dei corpi. Proprio così, l’essere femmina (ma ormai anche maschio) viene visto come una malattia da trattare medicalmente, come nel caso dei farmaci che bloccano le mestruazioni.
Mi sono dilungato sulla questione perchè rimanda in tutta evidenza a quella relativa a uguaglianza/diversità fra maschile e femminile.
Tema difficile e irrisolvibile, dice Fabrizio Marchi. Difficile senza dubbio, irrisolvibile non so. Di esempi in un senso o in un altro se ne potrebbero portare molti, e saremmo punto e a capo. Una cosa è però certa e incontestabile. Sempre, in ogni tempo e in ogni organizzazione sociale, sono esistite cose considerati da maschi e cose considerate da femmine. Magari non erano sempre le stesse, magari esistevano varianti dovute a tanti fattori, ma questo dimostra solo che i confini sono sfrangiati (e vorrei vedere, partecipando tutti della stessa natura umana), non che sono eliminabili.
Ora a me sembra persino inverosimile ipotizzare che tutto quello che l’umanità ha fatto da quando è comparsa sulla terra sia stato sbagliato o tutto una costruzione culturale modificabile a piacimento. E’ un’idea funzionale al potere attuale, per il quale qualsisasi cosa del passato (tradizione, memoria storica) è un ostacolo da spazzare via. Le persone hanno da vivere in un eterno presente, tanto effimero e falso quanto sostanzialmente insoddisfacente. Hanno da essere come i polli d’allevamento spinti a mangiare (leggasi consumare) perennemente, salvo la frustrazione di non poterselo permettere. Così sono molto più controllabili.
Mi rendo conto di aver toccato molti punti in modo troppo veloce. Ma pian piano cercherò di tornare su tutti.
armando
In riferimento a quanto scritto nel mio post precedente, sviluppo meglio il mio pensiero, con la speranza di rendere più comprensibile quanto penso. Cultura di liberazione, quando seguito dall’articolo della (donna) fa riferimento a quanto di oggettivamente liberatorio la nostra cultura (uso il termine nell’accezione più ampia) è stata in grado di formulare e concretare perché la femminilità potesse esprimere tutte le sue potenzialità naturali:la funzione maieutica della cultura. Come esempio, fra gli infiniti sforzi tutti maschili a favore delle donne, si può citare il gigantesco sforzo della medicina (degli “oppressori maschi”) perché la morte per parto e il dolore del parto uscissero dalla dimensione di condanna del femminile. Dunque cultura di liberazione della donna. Cultura di liberazione seguito dall’articolo dalla (donna) fa riferimento a quanto risulta oggettivamente essere il dover essere della donna gradito e proposto oggi dal sistema: ovvero il dover essere il maschio buono: la donna come l’unico vero maschio; che non è l’eunuco femmina, ma proprio il modello di maschio che al potere oggi risulta funzionale: infertile, efficiente e competitivo come un maschio, disponibile e solerte, ma anche bisognoso di conferme e di appoggio, come una donna. Ecertamente la cultura prevalente è cultura di liberazione, ma in modo paradossale, nel senso proprio di liberazione dalla donna, dal femminile che è ritenuto in quanto tale non funzionale, non economico. Come non sono economiche e funzionali le balene, la foresta amazzonica, i nove mesi per fare un figlio, le mestruazioni, le lacrime femminili, la grazia femminile, il mondo rallentato e accogliente delle donne (le donne dai gesti lenti cantati da Milva in una stupenda canzone che esprimeva la nostalgia dellalentezza femminile, sinonimo della saggezza, dell’amore che sa accogliere il reale). E come ci si deve liberare dalle balene, dalla foresta amazzonica, dal tempo libero delle donne, in realtà l’unica cosa che ha davvero valore, e di tanto altro che conferma il valore della vita. Nella cultura di oggi il termine di liberazione e la sua accezione positiva è pervertitamente usato per nascondere l’odio contro il femminile: le donne sembra non si siano accorte che la liberazione aveva internamente questa possibile terribile evoluzione e connotazione distruttiva, questo messaggio davvero demoniaco: il limite da cui liberarsi siete voi stesse, ciò che più profondamente vi costituisce. Ma è possibile che la sacralità del concepire l’umano (la maternità) sia stata ridotta, per “liberazione”, all’attività del disfare “materiale biologico” secondo tecniche di distruzione meccanica o avvelenamento chimico? Possibile che l’accogliere la vita uscita dal proprio ventre con l’offerta di un amore totale concretato dal latte dei propri seni sia giudicato l’ “insopportabile condanna” cui è preferibile andare a fare la serva fra i servi in unazienda? è possibile che la potenza assoluta e il valore assoluto del femminile che è il ritrarsi femminile, il farsi concavo femminile per dare corpo all’illimitata accoglienza, all’illimitato esser-ci di chi ha il dono divino di poterci essere proprio nel ritrarsi (il femminile), sia percepita come perdita di potere e di valore? È possibile che la grazia e la piacevolezza narcisistica del femminile, il suo assoluto autoriferirsi, il suo proporsi come essere che ha in sé il suo pieno senso compiuto, il suo costituire istintivamente il luogo dove per i maschi la vita si manifesta realtà buona e bella, sia da buttare via con disprezzo perché è molto meglio infagottarsi a fare le alpine o le pompiere o le bigliettaie o le carabinieresse o addirittura le pugili? È molto meglio trovare il proprio senso in quant’altre copie mal riuscite del maschile? Questa è la cultura di liberazione dalla donna. E oggi proprio le donne hanno contribuito con tanta parte (parte preponderante) della riflessione e della azione del femminismo ad interpretare sotto le mentite spoglie di una cultura sedicente di liberazione esattamente l’opposto della liberazione: l’estraneazione del femminile da se stesse. La strada del proprio miglioramento, la libertà e la scelta del farsi altro da quello che si è apre anche l’abisso della tentazione di negare se stessi, di considerare nemici in primo luogo proprio ciò che ci costituisce ed è il nostro stesso fondamento. Dunque c’è una cultura di liberazione che persegue l’evolversi della natura nel rispetto assoluto della natura e comporta il ritrovarsi e cè una cultura di liberazione che persegue l’evolversi in opposizione alla natura, nel disprezzo assoluto della natura e comporta il perdersi. E che le donne si “liberino” e siano “liberate” dalla donna, che le donne si perdano, è disastro umano e perdita che i maschi non hanno mai permesso, da sempre, Titanic compreso, e a maggior ragione non intendono permettere oggi.
Scrive ckkb:” Ebbene proprio il femminismo nella sua attuazione reale, è riuscito a far diventare reato persino il desiderio maschile espresso tramite lo sguardo e colpevole persino il desiderio maschile in quanto tale”.
D’ accordo, pero’ ritengo che in questi casi vada sempre sottolineato che senza un “terreno fertile” il femminismo non potrebbe fare nulla. Credo vada sfatata una volta per tutte, la forzatissima tesi secondo cui le femministe avrebbero ottenuto certe “conquiste” da sole, perche’ cosi’ non e’.
Eppoi, a voler essere sinceri, ma le femministe avevano solo torto ? Io non credo. A mio parere, il femminismo delle origini aveva anche le sue buone ragioni.
Certo Strider, ci vuole il terreno fertile. Infatti il femminismo è diventato l’ideologia ufficiale del potere in Occidente (così che sono i media del potere e gli apparati repressivi del potere ad imporlo persino alle miltanti cui è venuto nel frattempo qualche dubbio) perchè ha offerto l’impianto teorico utile a:
1) buttare le masse femminili sul mercato del lavoro ( e nelle eventuali guerre) moltiplicando per due l’offerta,
2) contrapporre le donne (le uome socialmente utili) agli uomini (i maschi socialmente pericolosi) per spostare i termini del conflitto da conflitto economico a conflitto di genere,
3) teorizzare la natura criminale del genere maschile così da poter costruire un sistema di leggi speciali con la sospensione delle garanzie a tutela dei diritti personali maschi,
4) costruire nei confronti del genere maschile un clima di sistematica intimidazione terroristica con la minaccia di finire in galera o in campi di rieducazione o addirittura della castrazione (nemmeno il regime schiavistico aveva minacciato tanto),
5) assumere il controllo della funzione riproduttiva e della educazione espropriandone la famiglia, e in particolare il padre la cui figura e funzione è stata oggetto di una sistematica distruzione ad ogni livello;
6) entrare pesantemente nel controllo repressivo ed autoritario della sfera della sessualità maschile tramite una sistematica e onnicomprensiva azione normativa di tipo penale,
7) costruire una piattaforma ideologica a motivare una rinnovata politica estera di intervento militare.
Che cosa si può volere di più da una ideologia quando si deve ottenere e mantenere il controllo sociale in un epoca di grandi prospettati squilibri in ogni campo della convivenza sociale e in ogni parte del pianeta?
Muy bien CkkB.
Ho copiato in archivio i quei tuoi 7 punti, troppo acuti e importanti per non tornarci spora. Per ora sintetizzo in forma estrema il contenuto dei miei futuri commenti:
“Ogni repressione è repressione antimaschile, in prima battuta, contro i maschi di basso rango in seconda istanza”.
Sempre, ovunque e comunque. Necessariamente.
Non si può castrare una femmina. Non si può reprimere l’aristocratizia. Non si può.
Non lo si potrebbe neppure se lo si volesse, questo è ciò che intendo dire.
Non è possibile.
Ne parleremo.
Rino
———————————
ckkb
Infatti il femminismo è diventato l’ideologia ufficiale del potere in Occidente (così che sono i media del potere e gli apparati repressivi del potere ad imporlo persino alle miltanti cui è venuto nel frattempo qualche dubbio)
———————————
Appunto. Il che dimostra che sono anzitutto gli uomini di potere i nostri veri nemici. Non per niente in passato aprii questa discussione.
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=6676667
—————————————-
ckkb
4) costruire nei confronti del genere maschile un clima di sistematica intimidazione terroristica con la minaccia di finire in galera o in campi di rieducazione o addirittura della castrazione (nemmeno il regime schiavistico aveva minacciato tanto),
—————————————–
Concordo riguardo al clima di sistematica intimidazione nei confronti degli uomini, non concordo quando fai riferimento al regime schiavistico.
Quello era molto peggio. Anzi, per certi aspetti lo reputo anche peggio dell’ essere spediti al fronte.
Riguardo alla questione della castrazione, credo sia giusto sottolineare che si fa riferimento alla castrazione chimica (Calderoli docet) e non fisica. Castrazione che a volte viene richiesta dagli stessi stupratori e pedofili.
In merito vorrei anche far notare che ci sono luoghi dove gli stupratori, nonche’ i gay, vengono pure condannati a morte. Basti citare l’ Iran, che tutto puo’ essere considerato, meno che un paese femminista.
Questo tanto per evidenziare che c’e’ molto di peggio dell’ Italia e dell’ Occidente in genere.
http://www.loccidentale.it/articolo/iran.+commise+stupro+quando+aveva+17+anni,+impiccato+un+uomo.0083526
http://it.wikipedia.org/wiki/Pena_di_morte_nella_Repubblica_Popolare_Cinese
“l codice penale cinese prevede un numero elevato di reati la cui sanzione prevista sia la pena capitale. In totale, secondo alcune ricostruzioni, vi sarebbero circa una settantina di fattispecie criminali così sanzionate; il codice penale del 1997 ha elencato almeno 68 reati capitali (ci sono delle discrepanze, certi dicono che ce ne sono una settantina, altri 80; questa differenza è dovuta alla censura che c’è in Cina su questo argomento) rispetto ai 28 di quello del 1979. Nel 1995 c’era stata comunque una riforma che aveva elevato a circa 74 (anche qui discrepanze, certi dicono fossero 68) i reati che prevedevano la pena di morte, tra cui diffusione della superstizione, contraffazione e speculazione.
Oltre ad una nutrita serie di reati violenti che comprendono le lesioni personali, il sequestro di persona, lo schiavismo, la rapina e l’omicidio (anche quello colposo), vi si notano fattispecie che riflettono le peculiarità culturali di quel paese; in campo di reati sociali, ad esempio, sono così puniti il gioco d’azzardo e la bigamia.
Numerosi reati economici e tributari sono puniti con la pena di morte; fra questi la frode fiscale, il contrabbando, la falsa fatturazione, i reati contro il patrimonio dello stato (compresi impossessamento di beni archeologici, corruzione, concussione) e lo spaccio di banconote false.
Quanto ai reati a sfondo sessuale, oltre allo stupro soggiacciono alla medesima previsione anche il lenocinio e lo sfruttamento della prostituzione, ma anche la diffusione di materiale pornografico.”
Noto che questo sito è in prevalenza maschile, ma mi associo a molte vostre affermazioni pur essendo donna e con un retaggio, ahimè, un pò anni 50 dove la donna se si concedeva con facilità non la voleva più nessuno ed era additata come una “poco di buono”… ho lavorato molto su me stessa per superare questi limiti, ma devo ammettere che tanti luoghi comuni sono duri a morire e poi, proprio come si diceva, tanti uomini si mascherano da rivoluzionari ma in realtà sono ancora reazionari!!!
Fabrì ma io non riesco a distinguere tra blog e sito, vedo solo una pagina. Potresti illuminarmi al riguardo?
Peppe, per blog intendo lo spazio dei commenti…
>>
————————-
Ma cosa nasconde l’incapacità/non volontà/riluttanza/diffidenza/fastidio/ e il più delle volte addirittura l’insopportabilità, per le donne, ad andare verso gli uomini?
Innanzitutto l’incapacità di relazionarsi con l’altro da una posizione di parità. Pretendere che sia sempre e solo l’altro a fare il primo passo significa porsi automaticamente in una posizione di potere nei confronti dell’altro.
—————————–
Caro Fabrizio, nella mia variegata esperienza personale ho potuto constatare che le donne non sanno assolutamente relazionarsi da una posizione di reale parità.
A mio avviso, in loro esistono dei comportamenti innati (amplificati dalla cultura dominante, d’accordo), che gli impediscono realmente di relazionarsi con l’altro da una posizione di parità. Le donne o stanno sopra o stanno sotto: mai alla pari. In questo senso le ritengo degli esseri veramente semplici, molto più semplici degli uomini, contrariamente a quanto si crede.
Sicuramente le donne, cresciute in un clima culturale che tende a “coccolarle”, facilmente assumono questo atteggiamento di superiorità, essenzialmente con gli uomini beta è chiaro. Io direi però che la tronfiezza, la supponenza, la “puzza sotto il naso, “il tirarsela” è davvero il marchio dei nostri tempi e coinvolge moltissime donne, ma anche molti uomini. Aggiungerei che questo modo di essere diventa quasi indispensabile per relazionarsi agli altri, perchè invece mostrare umiltà, modestia, ecc., insomma manifestare autentiche virtù se paragonate alle suddette, è diventato oggi sinonimo di incapacità, di inadeguatezza. E’ queste considerazioni ci portano a confrontarci sui disvalori che vengono diffusi attraverso i mezzi di comunicazione, ma è questo un discorso molto lungo.
L’allievo Tse Kung chiese: Esiste una parola che possa esser la norma di tutta una vita? Il maestro rispose: Questa parola è «reciprocità». E cioè, non comportarti con gli altri come non vuoi che gli altri si comportino con te.
Confucio
“Non fare al tuo vicino quello che ti offenderebbe se fatto da lui” (Pittaco)[2]
“Evita di fare quello che rimprovereresti agli altri di fare” (Talete)[3]
“Quello che vorresti i tuoi vicini facessero a te, ciò sia anche per loro” (Sesto Pitagorico)[4]
“Non fare agli altri ciò che ti riempirebbe di ira se fatto a te dagli altri” (Isocrate)[5]
“Ciò che tu eviteresti di sopportare per te, cerca di non imporlo agli altri” (Epitteto)[6]
”Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”(Gesù Cristo)7
”Fate agli altri ciò che vorreste fosse fatto a voi”(Gesù Cristo)8
Bellissimo post. Non so se c’entri molto, ma vorrei esporre anche qui alcune osservazioni che ho esposto in altre sedi.
I sostenitori più o meno femministi più o meno antifemministi della teoria secondo la quale il Sacro Corpo Femminile sarebbe una sorta di Motore dell’Universo-mondo e della storia umana rischiano di ricevere un colpo non debole alla loro credibilità se viene alla luce il fatto che una donna, per essere appettibile, doveva portare al suo compagno non solo la sua Regale Farfalla, ma anche una dote. Dote che non sempre potevano fornire i familiari e che non di rado doveva guadagnarsi lei lavorando. E il bello è che le donne lo facevano, lavoravano e accumulavano le risorse per farsi una dote pur di trovare marito.
Tra l’altro sposarsi a “tarda” età e tra coetanei è usanza piuttosto antica in Europa. Fin dal XIV secolo, da poco prima che la popolazione europea fosse decimata dalla Morte Nera che fece calare il numero di abitanti da 74 a 47 milioni, gli europei (e le europee) avevano preso l’abitudine di sposarsi sui 25 anni circa proprio per evitare di fare troppi figli. Questo comportò una modifica nelle usanze e nelle strutture familiari. I giovani, uomini e donne, divennero più liberi di scegliersi il proprio coniuge a differenza di quanto era avvenuto per molte generazioni in cui i matrimoni erano combinati dai genitori e riguardavano figli adolescenti o addirittura bambini. Il criterio con cui si prendeva moglie o marito era per lo più legato alle proprietà che possedeva l’altro e l’altra.
Ah, una precisazione: non sto parlando dei ceti élitari che costituivano una minoranza della popolazione, ma di quei ceti che costituivano la stragrande maggioranza della popolazione dell’epoca: i contadini.
Per chi è interessato all’argomento può trovare una spiegazione chiara ed esauriente di quanto dico nel bel libro di George Huppert, “Storia sociale dell’Europa moderna”, Il Mulino.
Peppe
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
I sostenitori più o meno femministi più o meno antifemministi della teoria secondo la quale il Sacro Corpo Femminile sarebbe una sorta di Motore dell’Universo-mondo e della storia umana rischiano di ricevere un colpo non debole alla loro credibilità se viene alla luce il fatto che una donna, per essere appettibile, doveva portare al suo compagno non solo la sua Regale Farfalla, ma anche una dote.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Non mi sembra una grande scoperta la tua…
Casomai e’ a te che continuano a sfuggire alcuni particolari. Ma tanto so che non serve a nulla farteli notare. Pazienza.
La questione espressa, e’ meritevole sotto ogni punto di vista, mi piace giocare dunque su quanto avete esposto, ponendo il tutto nella pratica attuale odierna, correggetemi se sbaglio:
Uomo Beta:
In discoteca:
Devi essere un bello, se non lo sei devi fare in modo di migliorarti, se non ci riesci devi avere una buona dose di verve, senza dimenticare comunque un vestiario accettabile, l’abito FA il monaco.
Se hai problema di calvizie o alopecia, prendi una decisione drastica! rifatti a miti machi tipo jul brinner, il riporto non aiuta.
Preparati ad essere brillante, anche se hai 1000 giusti problemi esistenziali, suggerita la visione di zelig, colorado cafe’ per assimilare qualche buona battuta, che aiuta alla bisogna, devi infatti essere simpatico, giocare sulla propria visione allegorica esistenziale aiuta molto.
Cerca di esere acculturato sulle varie ciofeche che la trash tv ci propina quotidianamente, a te non frega una cippalippa del grande budello (ops grande fratello!) o di amenita’ simili, ma a molte di loro si! Non dimenticarlo!
Evita l’acqua velva e/o denim, compra un buon profumo, diversamente da quante molte donne professano, di gradire l’odore macho nessuna in realta’ e’ interessata, attribuendolo ad un olezzo abberrante, magari diciamocelo.. le tue ghiandole sebacee ti remano contro.. e lo sai anche tu!
Fatti qualche sessione di palestra, essere belli aiuta te stesso ma anche l’approccio! Non avrai mica pensato che realmente le donne spendano tempo per sapere se tu sia o meno una persona bella dentro.. vero?
Fatti un finanziamento con mutuo agevolato, e/o rottama la panda, lo sfigato piu’ terra terra ha gia’ capito che portare a prendere un caffe’ la Lei di turno in una city car equivale a darsi una martellata nei gemelli di famiglia, se non te ne puoi permettere una nuova, rifatti ad un usato sicuro, o pensi ancora che la panda 30 di tuo padre sempre efficente sia sufficiente per portarti nei locali notturni, tanto le donne non ci fanno caso?
Quando esci di casa, assicurati di avere non meno di cento euro in tasca, tra benzina, parcheggio, ingresso, guardaroba, tua bevuta, tua bevuta piu’ bevute offerte alla lei, e’ il minimo sindacabile, ma non credere che cio’ basti! e sei non puoi farlo tutti i giorni tranquillizzati! la societa’ odierna gravita’ intorno ai giovani, i locali dove puoi trovare la tua potenziale partner, fortunatamente, sono pochi, non dirmi che te ne vai in luoghi prettamente frequentati da ventenni vero? Perche’ tu non potresti, saresti additato come vecchio.. le donne sono al contrario ben accette, una nave scuola e’ ancora il sogno sessuale segreto di molti maschietti, pian piano i locali consoni alla tua eta’ sono ben pochi, puoi gestire quindi le tue uscite in maniera oculata, senza svenarti puoi pianificare un 400 euro al mese considerando ovviamente che non avrai risultati! e non metterti a pensare annualmente quanto spendi! per carita’!
Appena entri, cerca di essere quello che sei.. anzi no! Loro lo noterebbero ad un miglio di distanza, cerca di far finta che sei li per passare la serata.. che sei li per il divertimento.. Perche’ ti diverti a spendere 400 euro al mese semplicemente per far parte di un luogo che sempre piu’ appare una bolgia disorganizzata, caotica, effimera, costosa ed inconcludente.
Cerca di lasciare a casa frasi del tipo “Wow! sei uno spettacolo!” o “Ciao come stai? Ti va di scambiare due chiacchere?” Nel primo caso perche’ tanto non ci credera’ nessuna, sappiamo tutti i perche’, ma sarai squadrato da testa a piedi come l’ennesimo allupato in cerca di figa; nel secondo caso, rassegnati! A meno che tu non sia un belloccio, non accettera’. Inoltre dovrai sottostare alla legge del gruppo femminile, perche’ lei non e’ li da sola, l’unico in trincea e con poche pallottole, se non lo hai capito, sei solo tu!
Non far caso alle tipe che si dimenano, con minigonne minime e movenze da star, ma sopratutto tieni a freno ogni inizio di erezione! La tua libido qui e’ off limits, il tuo essere maschio deve essere nascosto! Pena l’appellativo di porco (come minimo)
Inviti una tipa.. ti piace.. sul serio.. riesci a farla tua per i pochi metri che vi separano dalla pista al bar ed al divanetto.. le parli con il cuore in mano, cerchi di essere brillante.. simpatico.. ma quando sei te stesso commetti l’errore.. di rispettarla come faresti con te stesso.. Le dici che non vuoi per il momento una storia seria, non intendi illuderla, ma ti piace e gli proponi di passare la serata insieme, dirle se te la da’ ti sembra troppo.. speri che lei capisca.. 2 di picche amico! Lei non e’ una di quelle.. La da’ per amore! Mica agli sfigati come te! Ti lascia per raggiungere le sue amiche..
Quando tutto e’ finito, torni a casa se ti va bene con un numero di telefono, tante sono le speranze, ma un fatto e’ chiaro, sei ancora solo e con cento euro in meno.
Donna in Disco:
Veloce giro tra le adesioni delle amiche e del luogo dove andare, preparazione un’ora e mezza prima dell’incontro, vuoi perchè devi essere al top, anche se sarai una TAP model hai sempre il potere! Non dimenticarlo! Inoltre doccia, asciugatura pettinatura, trucco richiedono tempo.. aah! la magia del maquilage.. che stupenda invenzione! E poi non dimenticare che se arrivi prima delle undici per le donne l’ingresso e’ gratis!!! Per la bevuta beh.. ci sara’ qualcuno che te la offrira’ di sicuro!
Appena arrivi al parcheggio c’e’ il tipo che conosci, una rapida occhiatina ammaliante e/o un bel sorriso unito al tuo bel decolte’ ti evitano di pagare il parcheggio! O semplicemente perche’ magari il tipo e’ interesato a te no? Entri e non paghi, il buttafuori ti sorride al solito rilasciandoti innumerevoli informazioni persino inviti gratuiti per il prossimo evento in disco! Felice lo saluti con i classici bacini e ti dirigi al guardaroba, cavolo! Stasera c’e’ la tipa acida! ti tocca pagare.. peccato.. Aspetta! il buttafuori ti dice che c’e’ la tua amica dentro ed ha un tavolo prenotato! Puoi lasciare la borsa li, ed anche il top impellicciato! Problema risolto, l’acida stasera rimarra’ a secco!!
4 chiacchere nel caos della disco con le amiche ad ammirare sempre i soliti maschi alpha, lo stripper ed il solito taglia e cuci farcito di critiche alla ex amica o ai soliti cretini che non sono in grado di un approccio brillante, non ci sono piu’ gli uomini di una volta vero? Speriamo che qualcuno lo incontri in pista! Ho voglia di innamorarmi!!
Mi abborda un tipo! Carino.. mi offre da bere.. ci sediamo.. Comincia a parlarmi col chiedermi le solite cose, dove abito, che faccio nella vita.. poi parliamo di qualcosa in comune.. uhm le solite 2 palle.. alla fine osa anche dirmi se voglio proseguire la serata con lui, mi dice che non cerca una storia seria ma io gli piaccio e vuole sapere se gliela mollo! Ma certo che no! Ci mancherebbe!! Non sono mica una di quelle!.. Ritorno dalle amiche, ancora qualche minuto per le critiche al tipo.. Poi nuovamente a ballare!! Mi abborda un altro tipo, questo mi fa’ delle avanches e gli rispondo in malo modo.. Questo animale se lo merita, non vedo perche’ dirmi che ho un bel culo! Non sono mica una di quelle solo perche’ ho il tanga, la microgonna e le tette per il 70% in bella vista e sculetto da vogliosa che si deve permettere di dar sfogo alla sua erezione! Questo porco! Anzi! Ora chiamo il mio amico buttafuori!! Hey non male questo qui.. vestito bene, buon profumo, bello.. mi invita a bere qualcosa.. perche’ no?.. simpatico! un sacco di interessi in comune! wow! Mi lascia il suo numero! Certo che ti chiamo!.. La mia amica un’ora dopo dice di averlo gia’ visto con un’altra.. ma io la rassicuro.. e’ solo per amicizia.. lui vuole me..mi ha detto che mi desidera! L’altra mi dice che e’ uno che ci prova con tutte.. un bugiardo.. Io non le credo..a fine serata lo ritrovo.. dice che e’ solo e vuole fare colazione con me, che carino.. mi invita a farla insieme.. dico alle mie amiche che torno con lui.. facciamo colazione.. ci sa fare! mi dice che sono speciale.. che non vorrebbe neanche perdermi come amica.. che sensibilita’ d’animo.. e dopo aver gustato un ottimo cappuccino ed un cornetto mi accompagna verso casa.. quasi non ci credo che sia capitato a me.. e’ cosi bello.. sensibile.. oddio.. non lo resisto.. ho goduto a meraviglia.. fantastico.. come sarebbe che non vuoi rivedermi? sei sposato? bastardo! stronzo! ipocrita!
Ritorni a casa, delusa e arrabbiata col mondo intero, coi maschi! Tutti falsi ed ipocriti! Sai che non ti e’ costato molto in termini economici, ma nulla e’ in confronto a quello che dovrai sopportare.. il gossip delle amiche e la loro critica.. “Te lo avevamo detto! quello ci prova con tutte”
La morale? trovatela voi..
Quand’ero ragazzo, dalle mie parti (ma non solo, ovvio), andava di moda dire che “co le femmine basta sapecce fa’ ” (dicesi pure “con le donne basta saperci fare).
Ovvero, una idiozia che mi faceva letteralmente andare in bestia.
Damien, davvero uno spaccato del rapporto uomo-donna perfetto.E’ non è valido solo per i giovani discotecari purtroppo…
Qualche giorno fa mi e’ capitato di incontrare un conoscente alle soglie della cinquantina.Vede passare una donna interessante e mi fa cenno con la testa che gli piace….Poco dopo in un forbito dialetto romanesco inizia a dirmi:” Me piacerebbe quella ma me dici ando’ c…..vado che nun cio’ li sordi che sto a paga’ er mutuo pe’ casa?????”. Io gli rispondo….Non ho capito bene, ma perchè chi non ha soldi non puo’ relazionarsi con l’altro sesso???? Lui mi dice:”Ma posso uscì co una senza portarla a spasso co ‘na bella machina ,a cena fuori….etc etc….Io gli rispondo che dovrebbe far prevalere la sua interiorita’ visto che ,accento romanesco a parte,non e’ proprio uno scemo…Lui mi risponde:”.Ma che ce vengheno a fà co me ,dopo du vorte che escono me dicono che sò triste e de rimanè da solo se no se deprimono pure loro”. Allora gli chiedo perche’ mai per uscire con una donna intelligente dovrebbe mettere in moto tutto ‘sto teatrino dimostrando di avere disponibilita’ economica e perche’ si deve sentire in dovere di farlo. E lui mi risponde:”E’ ‘a natura che e’ cosi ed e’ sempre stato cosi’”. Io incalzo e gli chiedo: ma perche’ che c’ ha lei piu’ di te’ che ti deve mettere in posizione subalterna per cui sei costretto a dover sempre e continuamente dimostrare di essere all’altezza???Lui mi dice:” Lo voi proprio sape’????? E’ la sor..a che vale un milione di volte di piu der c…o tuo che nun vale gnente…”. Lo porto a riflettere dicendogli che pero’ anche lui dovrebbe chiedere qualcosa di piu’ alla donna magari cercando una persona piu’ profonda che abbia qualcosa anche lei da mettere in gioco oltre al suo organo genitale e che visto che si parla tanto di parita’ dovremmo metterci in gioco entrambi con reciprocita e rispetto.
Questo piccolo aneddoto l’ho voluto scrivere per raccontare quello che spesso sento dire da uomini di tutte le classi sociali e culturali….
max brunaji
“Non ho capito bene, ma perchè chi non ha soldi non puo’ relazionarsi con l’altro sesso????”
Ad una certa età, se si campa da soli, con 1100-1200-1300 euro al mese, diventa realmente difficile relazionarsi con l’altro sesso, a volte impossibile, perché le donne ben difficilmente si degnano di muovere il sedere per un uomo e di spendere per lui. Le eccezioni, poi, fanno ben poco testo. Io, ad esempio, di anni ne ho 37, vivo per conto mio da quando ne avevo 29 e guadagno 1260 euro al mese. Beh, tra l’affitto, le bollette, l’auto, l’assicurazione, il mangiare e tutto il resto, resta molto poco (anche a livello psicologico-emotivo) per potersi permettere di “corteggiare” e di portare a cena ed a spasso una donna. Trovarne una realmente “emancipata” ed intelligente, una che capisca i problemi di un uomo comune, è difficilissimo (perlomeno, dove vivo io – nelle Marche – è così).
Ho qualche ammiratore a quanto sembra. Qualcuno mi pensa sempre, deve essersi perdutamente innamorato di me.
Raga, non fatevi venire idee strane per la testa, sono strettamente eterosessuale, mi spiace!
…E giusto per consolidare l’interesse verso questo articolo, vi propongo la visione di questo filmato:
Una domanda nasce spontanea, puo’ essere che, come nel filmato di Pasolini, queste trasmissioni abbiano sdoganato un abbigliamento per le donne moderne che prima era prettamente da prostitute?
http://www.youtube.com/watch?v=m08QI9r7P0I
E se la risposta è si, non verrebbe da chiedersi perche’ allora usano la televisione per sponsorizzare la prostituzione, aumentare la richiesta sessuale, eccitare inutilmente la libido maschile gia’ perennemente provata? O per istruire le giovani fanciulle all’esternazione del proprio corpo come raggiungimento del bene supremo richiesto dalla societa’? Mille ed altre domande appaiono d’uopo, comunque sono certo che converrete con me quanta ipocrisia ci sia intorno a noi, da parte delle istituzioni, dei media.. Ma, soprattutto, e la cosa non sorprende più di tanto, da parte delle stesse donne.
Il servizio espone in maniera geniale tutta l’indecenza che ha portato alla mercificazione e allo sfruttamento del corpo femminile; con un enfasi sottile e discreta denuncia l’ipocrisia che ci ha resi inermi di fronte all’evidenza.. Il meccanismo psicologico usato tramite i media risulta talmente evidente da fornire innumerevoli paragoni..
Ad esempio. Ne faccio uno facilmente comprensibile, un paragone che riporta noi uomini al sabato sera, in discoteca, dove molte di queste situazioni le subiamo da sempre, compresa la lingua lasciva del pirla di turno of course..
Nelle Discoteche de facto c’e’ il piu’ lampante dei paragoni. Le disco, fino a prova contraria, sono pubblici esercizi, diversamente sarebbero club priveé, il che non dà comunque sostanza a come le donne di fatto si comportano calpestando la libido maschile e mercificando il loro corpo dietro i dettami dei media..
Stranamente però in taluni luoghi la liceità di determinati atteggiamenti sembra del tutto regolare, a seconda del luogo ci si puo’ permettere di trasgredire.. si.. ma a patto che tu abbia una vulva..
Mi domando cosa accadrebbe se da domani gli uomini andassero vestiti (?) in disco semplicemente di una t-shirt, magari fashion e con un semplice sottile lembo di seta a coprire il proprio pene e null’altro..
Hei donne, dico a voi, vi eccitereste? Dipende da chi eh?!?!? Gia.. non temete.. non ho dimenticato con chi stò parlando..ma domandatevi… Cosa pensate che succeda agli uomini ogni santo sabato sera??? Perche’ voi potete PROVOCARE la mia libido (ed e’ moralmente e legittimamente accettato ed addirittura TUTELATO), ed io, in quanto uomo, NO!?!?
Ho diritto, in quanto persona, di non essere SEMPRE, COSTANTEMENTE messo alla prova dinanzi a CULI e TETTE. Non potete pretendere di avere tale atteggiamento, calpestando la dignità, la naturale e LECITA libido maschile! Io ho il DIRITTO di non essere PERENNEMENTE ECCITATO! Esattamente come voi! Ho il DIRITTO di non dover SUBIRE questo potere! Esattamente come voi! E allora perche’ a voi viene concesso di vestirvi cosi come da video e poi l’ipocrisia scoppia in tutta la sua indecente logica?!?
Perche’ siamo una massa di ipocriti! Perchè molte nostre usanze sono contaminate da tare mentali! Dove addirittura si dà per scontato che l’uomo DEBBA e DEVE resistere!! Non è ammissibile! Come far vedere dell’acqua fresca ad un assetato senza mai donargliela veramente! Se non qualche goccia ogni tanto giusto per vederlo continuare a strisciare nella sua condizione di sudditanza! Per non parlare di alcune donne che sostengono tesi effimere, e nei fatti si tradiscono, continuando a detenere il potere della vulva. Senza parlare di alcuni uomini, ormai incapaci di qualsiasi reazione, dignità e senso critico! Ed intanto il divario cresce..cresceeee cresceeee.. (e non solo quello..)
Un uomo beta apprezza la donna, ma non diverrà mai un oggetto a suo uso e consumo…. Io, sono un uomo beta.
Caro Damien, credo proprio che anche questo tuo post diventerà un articolo sul sito!…:-)
Articolo interessante,ma… non mi convince, e non solo in questo post, l’idea che si ha di maschio alfa. A determinare cos’è un alfa non è tanto il reddito e la posizione economica (sempre o quasi frutto della “borsetta di mammà” perchè oggi nessuno ha la possibilità di arrivare non dico al vertice ma manco a metà strada partendo da zero: una panda scassata e un mini mini appartamentino se ti va bene e rinunci pure alle ferie è quello a cui puoi puntare, ripeto, partendo da zero e con le sole proprie forze. ) Ma non penso che essere alfa sia questo. Perchè le donne vanno volentieri con immigrati più o meno appena scesi dai barconi senza arte nè parte se non delinquenti con vari precedenti penali, che poi magari gli comprano pure la casa e la macchina e si fanno mettere incinte? Cos’è che fa di un alfa un alfa? A mio avviso si trascura un elemento importante: l’aspetto fisico. Credo che la scelta delle donne (frutto purtroppo di una notevole selettività biologica) sia principalmente orientata dall’avvenenza e dalla prestanza fisica (“per una donna nessuna regola, nessun principio, vale più di un istinto vitale” diceva Massimo Fini… Appunto :gli istinti!). Le donne sono materialiste, su questo non ci sono dubbi, subiscono tutta la fascinazione per la “nera materia”.Ma attenzione: materia è anche un bel fisico a cui la donna molto difficilmente riesce a dire di no.. molto più di un uomo che a dispetto di tutti i luoghi comuni è meno selettivo e più capace di trascendere la materia e porre sotto controllo la propria sessualità (la donna è orgiastica come gli antichi greci ben sapevano). Che ne pensano i lettori di questo bel sito?
Il fatto che la donna non prescinda dall’aspetto fisico è opinabile.
Come spieghi Briatore oppure tutti quegli ultracinquantenni che lavorano in tv e hanno storie con almeno due o tre veline o subrette.Non mi sembran sti strafighi.
A parte il fatto che da uomo giudicare l’avvenenza di altri uomini non mi è mai riuscito semplice (cos’ha di irresistibile uno Sgarbi??!…).
Non è la prestanza fisica e/o i muscoli che determinano e attraggono le donne di cui tu parli Ivan.
È la mascolinità e il lato selvatico del maschile che determina il successo (in fase seduttiva,vai a vedere poi cosa succederà nella maggior parte dei casi dopo l’arrivo del bambino) di questi stranieri.
Hai ragione a parlare di istinti, ma proprio questi istinti prescindono da ogni senso estetico (“la bellezza sta nell’occhio di guarda”).
Comunque le preferenze nella scelta dei partner sfuggono a categorizzazioni di genere (le donne scelgono tutte in base a questi fattori e gli uomini in base a questi altri),ci sono per me molte variabili (una persona può in un determinato periodo essere attratta da un certo tipo/a e dopo qualche hanno “cambiare gusti”) .
Si, L’aspetto fisico conta, e anche un atteggiamento a non farsi dominare.
Il fatto è, che a differenza dei greci, oggi la donna è modello di bellezza, e la società è basata sullo sbavare dei maschi.
Caro Ivan, non sono d’accordo o solo parzialmente d’accordo, con quanto affermi. E ti spiego perché.
Le donne hanno un peso specifico, dal punto di vista sessuale, enormemente più grande rispetto a quello di un uomo. Esiste una asimmetria di natura ontologica, da questo punto di vista, che nessun contesto sociale o culturale, anche il più libero ed evoluto (che noi auspichiamo) potrà mai del tutto riequilibrare. Ciò significa (soprattutto ovviamente in un mondo reale come il nostro che è ben lungi dall’assomigliare a quell’ipotetico contesto di cui sopra) che una donna ha una potenza e una capacità di disporre degli uomini dal punto di vista sessuale, assolutamente sconfinata, rispetto a quella di un uomo. Di conseguenza, farsi una scopata (per dirla senza troppi giri di parole), per una donna “normale”, è veramente l’ultimo dei problemi, perché se la può fare in linea di massima quando vuole e quasi con chi vuole; a meno che non si metta in testa di farsela a tutti i costi con un divo di Hollywood o con il presidente della Microsoft, dela Gazprom o della United Fruit Company, allora in questo caso qualche problema lo avrebbe.
Ma solo in questo caso perché, in linea di massima, come abbiamo detto, lei è in grado di disporre, se è una discreta ragazza dal punto di vista estetico e se parliamo di semplice sesso, praticamente di quasi tutto l’universo maschile, con rare eccezioni.
Viceversa un uomo, come ho spiegato più volte, per avere lo stesso peso specifico di quella donna “normale” (non di una strafiga), cioè la stessa capacità attrattiva e di disponibilità degli altri (delle altre, in questo caso), deve essere un divo del cinema o un personaggio pubblico molto noto. Se vogliamo portare un esempio ancora più banale, che è lo stesso che ho utilizzato nel libro che ho scritto anni fa, se una donna normale decidesse di punto in bianco di farsi una scopata, entro una mezz’ora se la potrebbe fare; diciamo un’ora se proprio vuole farsela con uno che gli piace parecchio. Basta che esca di casa, si faccia una bella passeggiata in un luogo dove ci sono moti uomini, oppure se ne vada in discoteca, se ne scelga uno e se lo porti a casa.
Un uomo normale (anche un bell’uomo) non ha neanche un millesimo di questo potere specifico. A meno che non sia, come ripeto, una stella del cinema, un personaggio pubblico molto famoso e potente oppure, estrema ratio, come dici tu, molto, molto, ma veramente molto bello, ai limiti dell’irraggiungibile. Quanti sono su mille gli uomini siffatti? Lascio a te la risposta… E in quest’ultimo caso in effetti, da un certo punto di vista, ma con molti se e molti ma, come si suol dire, anche quell’uomo molto avvenente dal punto di vista fisico, praticamente uno su mille (o uno su cento, se preferisci, la sostanza non cambia) potrebbe essere considerato un maschio alpha. Ma non del tutto, o solo in parte. Dal punto di vista sessuale lo è. In parole ancora più povere se una donna ha deciso di farsi una scopata fine a se stessa non c’è dubbio che, potendo scegliere, sarà molto più propensa a farsela con quell’uomo lì piuttosto che con un altro meno attraente dal punto di vista fisico. E questo rappresenta un aspetto dell’essere alpha (stiamo sempre parlando di una minoranza di uomini). Ma tolta la sfera sessuale concepita in questo modo (e sappiamo che molto raramente una donna nel nostro contesto vive il sesso ludico, fine a se stesso), siamo veramente certi che quello stesso uomo venga scelto da quella donna per qualcosa di più impegnativo che non una fugace scopata o l’avventura trasgressiva di una notte o di una vacanza? Io credo proprio di no e per un semplicissimo motivo che ho poi già spiegato, e cioè che portarsi a letto un bell’uomo è per una donna un gioco da ragazzi. Ciò che per quasi qualsiasi uomo è un’”impresa” (portarsi a letto una bella figa, sto parlando di una bella figa…) per una donna è quasi come bere un bicchiere d’acqua. A meno che, ripeto, non si sia in presenza di un uomo di una bellezza eccezionale, straordinaria. E in questo caso peraltro, difficilmente un uomo così bello fa il postino o il metalmeccanico ma, in una società che esalta la bellezza fisica come fosse un valore, molto probabilmente farà l’attore o il modello o roba del genere…
Sempre per fare un esempio molto banale e spiegarmi meglio, se un uomo come Francesco Totti (indubbiamente un bel ragazzo), invece di essere diventato un calciatore famoso avesse fatto il meccanico o il garzone di bottega (mestieri che avrebbe fatto se non fosse diventato un calciatore), la sua bella mogliettina non gli avrebbe rivolto neanche uno sguardo per la strada e così tutta la pletora delle conigliette che fanno a gara per cercare in qualche modo di rimorchiarselo. Sarebbe un bel ragazzo, punto. Con un peso specifico maggiore a quello di un altro ragazzo povero e meno attraente di lui, ma fermati lì. Né più e né meno. E questo naturalmente varrebbe per tutti gli altri. Prova a far indossare a Brad Pitt o a George Clooney una divisa da postino o da autista dell’autobus e voglio proprio vedere se continuerebbero ad essere considerati dei maschi alpha…
Mi permetto di avere dei seri dubbi…con buona pace di Massimo Fini…che è uomo intelligente ma non infallibile…
Fabrizio Marchi
Fabrizio, però ti contraddici: un uomo dalla bellezza straordinaria non farebbe il postino, poi citi Clooney che come postino sarebbe meno alfa, ed è vero.
Non bisogna fidarsi di quello che si dice: noi maschi siamo più belli di quanto crediamo, ci vogliono brutti solo per privilegiare le donne, per quel’ istinto naturale a farsi corteggiare a sentirsi desiderate e potenti.
Riguardo al dominio sconfinato delle donne di disporre degli uomini sono d’accordo, anche uno bellissimo virile (si vuole contrapporre la virilità alla bellezza che sarebbe effeminata, niente di più falso)
sarà in svantaggio rispetto ad un alfa economico, ma c’è anche il fattore carattere e, che le donne per farsi una scopata anche se sembrano
disponibilissime, tendono sempre ad attrarre, a farsi notare e ad essere seguite.
Poi la questione della strafiga è un concetto che va superato, è una schiavitù pure quella: se uno va tra i Zulu chissà che che modello hanno della donna?!! Ogni uomo ha i suoi gusti.
E perchè mai sarei in contraddizione, scusa? Ho solo detto che un uomo molto, molto attraente dal punto di vista estetico, ha relativamente molte più probabilità di un uomo normale di fare un mestiere socialmente più considerato. Ed è un fatto.
Nondimeno, laddove quello stesso uomo si trovasse a svolgere un mestiere normalissimo come l’impiegato o l’operaio, non sarebbe più considerato un cosiddetto maschio alpha, ma un maschio beta come tutti, magari più attraente e quindi piìù avvantaggiato dal punto di vista dell’approccio sessuale, ma sempre beta rimarrebbe…
E sta pur certo che fra un uomo alpha doc e un uomo beta bello quanto ti pare, il 90% delle donne sceglierebbe il primo, salvo poi portarsi a letto di straforo il beta bello, ma come trastullo e nulla più. Se questa ti sembra una condizione di privilegio o di dominio, valuta tu. A me non pare proprio. Tutt’al più, se si accontenta di recitare la parte dello stallone da letto, avrà molte più opportunità di fare sesso rispetto ad altri uomini. Tu dirai che è già molto ma, per quanto mi riguarda, non è certo questo che lo rende un alpha…rimane una figura subordinata anche se priviliegiata rispetto ad altri uomini che non hanno neanche questa possibilità.
Insomma, come direbbe Malcom X (per citare il puntualissimo esempio fatto da LukeCage in un altro post) è un po’ la differenza che c’è tra un “negro” da cortile (e quindi “privilegiato”) con un “negro” che lavora nei campi di cotone. Il primo, spiegava Malcom X, non si sarebbe mai ribellato al padrone” perchè si sarebbe accontentato di vivere alla sua ombra godendo dei vantaggi e dei priviliegi che aveva nei confronti del “negro da campo”, che viveva in condizioni ancora peggiori. Il famoso “piatto di lenticchie” per il quale tanti uomini si sono venduti nella storia e hanno scelto di abdicare alle loro idee…
E infatti, utilizzando la stessa metafora, è proprio quello che accade fra la massa dei maschi inconsapevoli. Il “bello” beta, o comunque quello che ha qualche chance in più, invece di coalizzarsi con gli altri uomini, fa orecchie da mercante e cerca di sfruttare quelle opportunità che la natura,la sorte o condizioni sociali un pochino migliori rispetto a quelle di altri, gli hanno dato.
Dividi et impera, caro Leo, è così che vanno le cose…ed è proprio quel genere di uomini lì (e non solo quelli) che procura dei danni enormi alla nostra causa…
Fabrizio Marchi
Avevo capito male dall’intervento precedente, perché c’è un altro aspetto per l’uomo che è l’intelligenza ed il carattere, per arrivare in mestieri importanti, prendi Picasso il pittore, Brutto e alfa, ha avuto non ricordo se 5 o 6 mogli ( come pure Maurizio Costanzo) ed è diventato il genio del 20° secolo; al contrario Van Gogh che era intelligente ma disturbato psichicamente: è stato un Beta in tutto nella vita, e questo vale anche se si è bellissimi.
Poi ci sono diversi tipi di bellezza: Rodolfo Valentino e Antonio Banderas hanno avuto fortuna in America con il loro aspetto virile e tenebroso, Raoul Bova anche ci ha provato ma il suo aspetto è meno tenebroso, è solo bello.
bisognerebbe imparare proprio dalle stesse donne.. anche la meno attraente (per non dire di peggio) si atteggia, si veste, si trucca esattamente come le altre piu’ belle.. il condizionale risulta d’obbligo in quanto loro hanno sempre “il potere”, noi no.. ecco che quindi laddove un uomo “si accontenta” anche di una non esattamente bella (es.: bel viso bel carattere, bel seno e stop), per una notte di sesso, loro no! sono comunque selettive!
ma di cosa allora stiamo parlando.. semplice, che per mutare le condizioni la vera rivoluzione NON E’ chiedere l’aiuto delle donne, loro come penso non abdicheranno mai al loro potere, ma svegliare gli uomini tutti nella speranza che ritorni un sano principio di rispetto in quanto persona e che ponga fine alla sudditanzavaginale, ma tutti sappiamo bene che questa e’ pura utopia..
Ritornando all’intelligenza e l’Arte sono due cose prevalentemente maschili, non dobbiamo dimenticarcelo, le donne non riusciranno mai ad eguagliarci nel campo della scienza e della cultura.
Riguardo al trucco è solo una moda e il simbolo del potere: come i faraoni e i nobili antichi, oppure basta guardare le tribù primitive sono soprattutto i maschi a truccarsi: questo per dire che si potrebbe cambiare parecchio in una società.
Io sono dell’opinione che tutto ciò che attrae una donna sia da rapportare al concetto di sicurezza e protezione. Ella cerca sicurezza economica, quindi possibilmente un uomo di alto status sociale; sicurezza fisica, ossia possibilmente un uomo prestante, alto e “piazzato” come dicono le donne stesse; in terzo luogo “sicurezza caratteriale”, ossia possibilmente un uomo dal carattere forte, da leader per così dire.
?
L’uomo cresce in contesti in cui si fa riferimento spesso a una donna tutta tesa verso l’amore disinteressato, verso il “due cuori e una capanna”.
Non vi è niente di più fuori dalla realtà. L’essere romantico è l’uomo, che si sposa o convive spesso davvero per amore. La donna si sposa o convive di solito per calcolo, che ella talvolta scambia per amore. E’ possibile che l’amore, quando si parla di donne, ci veda sempre così bene
Ivan
>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Ma attenzione: materia è anche un bel fisico a cui la donna molto difficilmente riesce a dire di no..
>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Scusa, ma a me risulta l’ esatto contrario: ossia che di fronte ad un bel fisico e’ l’ uomo che ha molti piu’ problemi a dire no.
Ivan
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
(la donna è orgiastica come gli antichi greci ben sapevano).
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Secondo me i greci non avevano capito molto delle donne, al pari di tanti altri popoli del passato…
Personalmente trovo gli antichi di una ingenuita’ spaventosa.
Si vede che non c’era il tuo genio a illuminarli Strider.. cerca di capirli
Paolo
>>>>>>>>>>>>>>>>
Si vede che non c’era il tuo genio a illuminarli Strider.. cerca di capirli
>>>>>>>>>>>>>>>>
Ok, allora li perdono e li benedico e colgo l’ occasione per fare altrettanto con te…
I greci sono considerati maschilisti, la donna era un animale e i maschi più belli e superiori, cosi si dice.
Quella che sembra evidente è che gli antichi avevano più libertà sessuale, in Grecia e a Roma sono famose le orge, i baccanali; anche l’omosessualità: l’imperatore Adriano aveva eletto il suo amante Antinoo Dioniso a Dio.
Con il cristianesimo tutto è finito, comincia il medioevo e fino ai giorni nostri.
Dal medioevo c’è questa elevazione delle donne, chiamate madonne, Dante con l’angelica Beatrice, l’amor cortese ed altro.
Secondo me la sessuofobia cristiana alimenta il potere delle donne.
Leo
>Secondo me la sessuofobia cristiana alimenta il potere delle donne.
Gia’, lo penso anch’io.
Il femminismo e’ in tutto e per tutto figlio/a legittima del cristianesimo, la sua evoluzione secolarizzata, il suo “miglioramento”/supramento.
E’ una cosa ormai talmente ovvia, da non costituire, a mio parere, neppure un argomento di discussione, e lo evidenziava gia’ Nietzsche oltre un secolo fa (mi pare in “al di la del bene e del male” o in “umano troppo umano”, ora non ricordo.)
E’ questo cio’ che la parte “conservatrice” del momas…..non evidenziera’ mai, ed in fin dei conti, la sua piu’ grande contraddizione.
(cosi’ spezzo una lancia in favore di Fabrizio..;-) )
Animus: più che discuterne dovrebbe essere uno slogan: visto che le femministe odiano il cristianesimo che le vuole angeli del focolare.
Il cristianesimo non è per niente “sessuofobico”, è semplicemente un modo di disciplinare la sessualità umana e volgerloa versoil bene sociale.
Si tratta di una disciplina sessuale che era consona per un certo tipo storico di società.
Leo, non mi risulta che il cristianesimo le donne le voglia “angeli del focolare”, forse volevi dire …. la Chiesa (cattolica)?
Non e’ mica la stessa cosa….
Che poi, il “nuovo”, “l’evoluzione” per affermarsi, debba nessariamente ergersi sulle ceneri del “vecchio”, fino a negarlo (almeno apparentemente), e’ abbastanza ovvio, altrimenti non potrebbe occupare il suo “spazio”, e dunque si prende un abbaglio se si vede una presa di “distanza” solo come una contrapposizione/opposizione, e non come un necessario superamento….
Animus di religione non me ne intendo molto, la bibbia a volte ha delle botte di misoginia anche giuste tipo: la donna è peggio della morte o non permettere alla donna cattiva di comandare; difficilmente al catechismo il prete diceva queste cose anzi, la solità solfa sull’ uomo che deve lavorare e la donna fare figli, e di non maltrattare le donne e lezioni di bontà.
Reciprocità e spontaneità: magari, ma credo che le donne son saranno mai d’accordo proprio per natura.
Anche noi abbiamo un potere enorme, quello di cambiare la nostra donna obiettivo in qualsiasi momento vogliamo
meditate gente…meditate…
Io non ho mai permesso ad una donna di detenere potere nei miei confronti, se l’ho vista atteggiarsi ho subito cambiato obiettivo, io una cosa la voglio e la pretendo, subito.
achille: il tuo nome la dice lunga, attento al tallone.
achille
>>>>>>>>>>>>>
Anche noi abbiamo un potere enorme, quello di cambiare la nostra donna obiettivo in qualsiasi momento vogliamo
meditate gente…meditate…
>>>>>>>>>>>>>
Percio’ suppongo tu sia non solo un “maschio alfa” ma un vero e proprio strafico, magari benestante o ricco.
Buon per te…
Leo
>>>>>>>>>>>>>>>>>>
achille: il tuo nome la dice lunga, attento al tallone.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Il fatto e’ che la grande maggioranza degli uomini, per tutta una serie di motivi, non sa essere sincera nemmeno con se stessa. A mio avviso la massa maschile passa la propria esistenza prendendo per il c**** se stessa e il prossimo. Spesso mi chiedo quanto queste “tare maschili” siano innate e quanto acquisite, perche’ tutto cio’ e’ realmente sconcertante.
Dopo hai voglia a dire che il problema sono le donne e il femminismo…
Un’ altra dimostrazione della estrema superficialita’, nonche’ dell’ ipocrisia di tanti uomini, e’ data dal fatto che certi discorsi possono avere un senso, non solo se si e’ degli strafici o dei “maschi alfa”, ma fino a quando non si e’ sposati, non si hanno dei figli, si ha un buon stipendio – quindi la possibilita’ di girare, di viaggiare, di frequentare locali e quant’ altro – e/o si vive ancora con i genitori.
Senno’ prendiamo un operaio o un impiegato, che magari dopo il divorzio deve versare una bella fetta del proprio non eccezionale stipendio alla ex moglie ed ai figli: quante possibilita’ REALI avra’ di frequentare altre donne ? E un cassintegrato, probabile futuro disoccupato, quanta voglia, possibilita’ ed energie avra’ di scopare donne a destra e sinistra ?
Ripeto: ma gli uomini, in generale, sono veramente stupidi o ci fanno ? O entrambe le cose ?
Gia’.
Forse achille sta dicendo che le donne non ce l’hanno questo potere (???) o piu’ semplicemente ….non sa quello che dice.
Cmq nella mia esperienza di vita ho notato che i piu’ ciechi di tutti, i piu’ falsi, dice bene strider, soprattutto con se stessi, e che hanno una visione del rapporto tra i sessi completamente distorto ( perche’ scarsi di esperienze reali con l’altro sesso, visto che i rapporti con le donne li hanno sempre e solo immaginato), sono proprio gli uomini beta …… per ovvissime ragioni.
“Ripeto: ma gli uomini, in generale, sono veramente stupidi o ci fanno ? O entrambe le cose ?”
Io sono pessimista al riguardo:senz’altro il più delle volte ci fanno.
Per convenienza.Per paura dell’isolamento.Opportunismo.
La maggior parte delle persone che ho conosciuto,prese singolarmente,sono tutt’altro che stupide..
Animus,la tua via non è finita e gli uomini beta sono meno uguali l’uno con l’altro di quanto non lo siano gli uomini alfa…per ovvissime ragioni.
Le donne non l’avrebbero questo potere se gli uomini la smettessero di dire balle e prendersi in giro a vicenda. Piuttosto che ammettere la loro scarsa vita sessuale si inventano esperienze in tal senso mai vissute. Tanti pare ci provino gusto a far soffrire i maschi in favore delle femmine:”Un po di servizio militare ti rende uomo, vai a lavorare”, e frasi del genere. Queste tare maschili sono in parte innate, poi c’è l’esperienza infantile e la società.
Penso che in molti di noi nell’infanzia e nella adolescenza o da adulti ci siamo trovati a riflettere sulle donne per via di esperienze più o meno ingiuste.
Le donne non l’avrebbero questo potere se gli uomini la smettessero di dire balle e prendersi in giro a vicenda. Piuttosto che ammettere la loro scarsa vita sessuale si inventano esperienze in tal senso mai vissute. (Leo)
*****************************
In linea di massima sono d’accordo con te, perché è vero che indirettamente gli uomini conferiscono alle donne un potere che certamente hanno, ma non fino “a quel punto lì”. Riguardo alle esperienze inventate dagli uomini, te ne cito una fra le tante che ricordo, riguardante un mio amico, oggi 39enne. Era l’estate del 1994, ed insieme a lui, nonché ad un altro amico di vecchia data, sarei dovuto recarmi al mare a Riccione, per una settimana. Però, a causa di un imprevisto, saltò tutto; pertanto dovetti rinunciare a quella vacanza. Ci andarono solo loro due. Al ritorno, il 39enne sopracitato, mi raccontò che una sera, nei pressi della stazione di Riccione, avevano conosciuto una ragazza 22enne del posto, che la sera stessa l’aveva data ad entrambi… Allorché io gli chiesi:”Scusa, ma era una puttana, una a pagamento?”. E lui:”No no, che cazzo stai dicendo; era una ragazza come tante, conosciuta per caso”. Dopo un po’ di tempo incontrai l’altro che era stato in vacanza con lui e colsi l’occasione per chiedergli delucidazioni al riguardo; beh, la risposta che mi dette fu la seguente:”Ascolta Fabio, Simone racconta solo delle cazzate, perché quella lì era una puttana”…
***************
Penso che in molti di noi nell’infanzia e nella adolescenza o da adulti ci siamo trovati a riflettere sulle donne per via di esperienze più o meno ingiuste. (Leo)
******************
Io credo che non sia tanto una questione di giustizia o ingiustizia, ma di una più o meno scarsa attrattiva nei confronti dell’altro sesso, che determina successivamente tutta una serie di problemi personali ed esistenziali. Perché la cruda realtà, da molti negata, è che una buona fetta della popolazione maschile non esercita alcun reale potere nei confronti delle donne.
Nei movimenti maschili c’è chi parla (a mio parere provocatoriamente) di “sganciamento emotivo” o di risolvere certi problemi masturbandosi o frequentando le prostitute. Personalmente ritengo che queste siano solo “soluzioni temporanee”, legate anche all’età ed al reddito (come ha giustamente sottolineato strider), perché, comunque, per andare con le prostitute bisogna avere del denaro in tasca. Il masturbarsi, poi, non mi sembra il massimo della vita. Inoltre non credo affatto a chi sostiene di poter “fare a meno delle donne” (come non credo assolutamente alle donne che dichiarano di poter fare a meno degli uomini), sia perché uomini e donne sono “animali sociali” sia perché se così fosse, nessuno di noi starebbe qui a discuterne. Non si discute di ciò che non interessa o si reputa superfluo.
C’era un mio amico che spesso mi attaccava sul mio deprezzare le donne, quando gli ho fatto notare che faceva lo schiavo mi rispose: tanto poi quando te la fai hai vinto te, questo dicono in molti.
Le donne essendo svantaggiate fisicamente sono inaffidabili, a volte davvero perfide senza essere delle poco di buono, questo le fa apparire disinteressate al sesso, in realtà vogliono tutto dal maschio, o tutto o niente sembra che dicano. Il loro genitale inferiore e passivo serve soprattutto ad attrarre, questo le rende affascinanti e penso anche superiori davanti alla gran parte degli uomini.
tanto poi quando te la fai hai vinto te, questo dicono in molti. (Leo)
*****************
Per quanto mi riguarda è un modo di intendere i rapporti fra i due sessi che non mi appartiene, nella maniera più assoluta. Non ho mai inteso le relazioni fra uomo e donna come una specie di guerra in cui alla fine uno dei due o vince o perde, benché sia pienamente consapevole del fatto che molti/e ragionano proprio così. Trovo che siano delle logiche malate, ed è anche per questo che io, in questa società, mi sento una specie di estraneo.
Si Fabio e ritorniamo al titolo della discussione: reciprocità e spontaneità.
Tornando a rileggere l’articolo, appare evidente il notare quali siano le condizioni che oggi, nel nostro paese ma anche in altri, donano tale potere alle donne e, di conseguenza, la sudditanza vaginale agli uomini beta.
La mancanza di una figura paterna ha inciso in molte donne italiche le più vistose caratteristiche che una tale lacuna può segnare in un individuo, in primis il carattere. Questo viene segnato da una forma di “femminismo egocentrico”, che si manifesta con la autoconvinzione che “lei donna”, faccia parte di un “genere” completo e autosufficiente, privo quindi della necessità di una figura maschile, se non relegata ai meri fini di sfogo sessuale “animalesco” e come rigogliosa fonte di “risorse” per via di una sorta di parassitismo che spieghero’ più avanti.
Spesso lei donna, priva della figura paterna, o semplicemente con un padre succube di una situazione di zerbinismo, inculcherà il suo “credo” di “donna indipendente” alla figlia, la quale nella vita ricalcherà le medesime orme che a sua volta furono già state ricalcate a ritroso anche nelle generazioni precedenti, tutte costruite sullo stesso “stampo”. In questo modo vengono quindi ad essere formate la maggior parte delle femmine italiche con cui oggi abbiamo a che fare, che non hanno mai conosciuto una vera e autentica figura maschile (come può essere quella paterna o quella del marito) , ma che comunque se la sono cavata benissimo pur sole, sfoggiando le uniche ma “potenti” armi che la natura dona alla donna solo per il fatto di essere “femmina”!
Ecco quindi che il tipo di famiglia basata sul matriarcato, fomentata dai media e tutelata dalle opinabili leggi garantiste, va sempre più assumendo di generazione in generazione, connotati ereditari ben precisi.
Appare chiaro che una tale situazione familiare, ha indotto questo stereotipo di donna ad essere estremamente “libertino” e assolutamente privo di alcune cognizioni per noi morali, in una società che, al contrario, ne enfatizza le qualità sotto la menzogna dell’emancipazione femminile.
Tutto questo ha generato una serie di conseguenze ben note a tutti noi, ma il peggio sussiste nel constatare come viene usato questo “potere”, ovvero una vera e propria arma di ricatto sessuale dalla quale, sovente, scaturisce una vera e propria forma, ritenuta lecita e dovuta (?), di “parassitosi”. Nonchè le sue innumerevoli varianti, che consistono nel considerare l’uomo una figura a lei inferiore, che il caso vuole che la natura glielo abbia messo a disposizione per essere spolpato come se questi non avesse una sua dignità, o che non sia da considerarsi una persona di pari grado al genere femminile (il che spiegherebbe anche una marcata tendenza “lesbo” in buona parte di esse)
Non e’ errato quindi considerare tutto lo spreco di risorse economiche, affettive e l’enorme investimento di tempo verso queste tipologie femminili atte esclusivamente a ripagare se stesse e, nel caso, stabilire se ci si possa concedere o meno al malcapitato di turno.
Noi purtroppo ci mettiamo del nostro ovviamente, ad esempio non ci “ribelliamo” allo status quo, preferiamo azzerbinarci e sperare in una concessione, manchiamo di solidarietà, cosa essenziale per far nascere una vera rivoluzione ad ampio raggio, infatti spesso nella critica verso un altro uomo vediamo il miraggio della concessione, sperando che questo porti la donna a considerarci migliori del lasciato. Un esempio lampante lo si nota quando si parla con delle divorziate, laddove spesso io le fermo e le dico: “Scusa ma io non giudico, e semmai dovessi lo farei solo sentendo le due campane”. Quindi si vedono frotte di uomini inebetiti dare ragione a priori al racconto delle donne, ed io puntualmente vengo messo da parte, al mio chissenefrega fanno seguito i sorrisini compiaciuti dei beoti illusi di esser giunti nelle grazie mentali della divorziata e, al contempo, lo sguardo schifato della lei alla quale ho osato sbattere in faccia la verità. Magari e’ la stessa che poi mi critica con le amiche, che volete farci, basta che poi non si lamentino che non trovano persone con carattere.. per carità..
Damien: frotte di uomini inebetiti dare ragione a priori al racconto delle donne.
—————————————————————————
Bisogna stare attenti a non avere delle ostilità o liti con una donna specie in un luogo pubblico, ci saranno dei babbei pronti ad immolarsi per lei.
—————————————————————————
Damien: lo sguardo schifato di lei alla quale ho osato sbattere in faccia la verità.
—————————————————————————
Io sono anche stato aggredito fisicamente quando ero adolescente oltre che verbalmente.
Damien
“Quindi si vedono frotte di uomini inebetiti dare ragione a priori al racconto delle donne”
Già, proprio così. A me è capitato anche ieri sera, in un bar, di vedere e ascoltare due mammalucchi, miei concittadini, dare ragione a priori alle “fantastiche narrazioni” di una barista ucraina tutta curve.
Non solo: alla tipa, che tutto è meno che una “povera vittima dell’uomo cattivo”, entrambi davano pure dei consigli su come fregare “quel coglione” italiano che tanto la fa soffrire. Il motivo lo conosci bene: volevano e vogliono scoparsela (ma non la scoperanno…).
Com’è che diceva qualcuno, parecchio tempo fa? Homo homini lupus…
http://www.youtube.com/watch?v=bgrhJJ273rc
. A TUTTI GLI UTENTI DEL BLOG E A TUTTI GLI ADERENTI AL MOVIMENTO DEGLI UOMINI BETA:
(purtroppo non sussistono le condizioni storiche, anche volendo…)però dobbiamo avere TUTTI LA consapevolezza che QUESTO NON E’ UN GIOCO.
Quel tal Giorgio Mancuso, in arte Giosby, ha postato un trackbacks (che ho scelto di postare e fra poco ne spiegherò le ragioni) che riporta al suo blog dove c’è anche un intervento di Lameduck che naturalmente fornisce una versione distorta dei fatti e delle nostre risposte ai suoi interventi. Addirittura dice che le avrei dato, “sia pur in forma velata o giù di lì, della troia o della puttana”….Siamo nella falsità più totale…Per non parlare delle “interpretazioni” delle nostre tesi da parte di Giosby…
E va bene. Non mi interessa nemmeno quello che dice quella gente, palesemente in mala fede.
Quello che mi interessa è chiarire alcune cose fra noi. Avevo lanciato un appello a mantenere la discussione sul blog ad un certo livello. Come avete visto, nonostante abbia spiegato più volte che la linea ufficiale del Movimento è quella espressa negli articoli sul sito, questa gente (in particolare Lameduck e altre) continua in mala fede a fare il copia incolla di alcuni stralci di commenti (in particolare quelli di Leo e di Strider, peraltro i più distanti per ragioni ideologiche dal Movimento) e a pubblicarli sui loro blog.
Naturalmente il sottoscritto ha spiegato più e più volte che il blog (al contrario del portale che ha una sua linea politica precisa) è assolutamente libero e che i commenti pubblicati possono anche essere distanti anni luce dalla filosofia e dai valori fondanti del Movimento.
Ovviamente questa gente, essendo in mala fede, se ne frega, e continua a fare il copia incolla dei suddetti stralci di questo o quel post (magari di persone distanti anni luce dalle nostre opinioni) per screditarci.
Il mio invito a TUTTI, quindi anche e soprattutto a quegli utenti, come Strider o Leo, che non aderiscono al Movimento degli Uomini Beta per ragioni politiche e ideologiche ma che legittimamente intervengono nel blog, è di ponderare bene gli interventi e di non cadere nella tentazione di rispondere in modo piccato o con argomentazioni che potrebbero gettare una luce di ambiguità sul Movimento.
E’ assolutamente necessario fare un salto di qualità. Come ho già spiegato, il nostro obiettivo strategico è la costruzione di un Movimento maschile con determinate caratteristiche e peculiarità. Dobbiamo interpretare il sito e anche il blog come strumenti finalizzati alla realizzazione di questo progetto.
Dobbiamo quindi capire che anche il blog, per lo meno su questo sito, non è uno spazio qualsiasi dove scribacchiare sfoghi personali (ora sto parlando a tutti, non a questo o a quello) o sparacchiare a zero a questo o a quella con vari e coloriti epiteti. Questo si può fare in altri luoghi della rete, ce ne sono a migliaia, ma non qui. Perché qui, cari ragazzi, LA POSTA IN GIOCO E’ MOLTO ALTA E NON POSSIAMO PERMETTERCI DI SCIVOLARE SU UNA BUCCIA DI BANANA.
La sfida che abbiamo lanciato è altissima e rischiosissima per alcuni di noi che si sono messi in gioco a tutti i livelli. E’ quindi fondamentale che tutti quegli utenti che normalmente frequentano il sito e il blog, siano consapevoli di questo e agiscano di conseguenza, cioè con accortezza, equilibrio e buon senso.
Naturalmente non sto scrivendo queste parole perché preoccupato da quello che pensano personaggi come questo Giosby, Lameduck o Galatea. Come spiegava Rino, questi ci offrono l’occasione di fare “palestra”, di allenarci a rimanere sereni, tranquilli e soprattutto lucidi.
Dobbiamo sapere che ogni parola scritta su questo sito e su questo blog potrà essere male interpretata per fini strumentali e opportunisti. Di conseguenza è ASSOLUTAMENTE FONDAMENTALE PONDERARE BENE CIO’ CHE SI SCRIVE.
L’obiettivo dei nostri avversari è quello di “buttarla in caciara”, come si dice a Roma, di cercare di dimostrare che in realtà il Movimento degli Uomini Beta è solo e soltanto uno dei soliti raggruppamenti di maschietti, maschiotti o machisti reazionari, sessisti, maschilisti e fascisti.
Siccome SIAMO UN’ALTRA COSA ed è bene ribadirlo, il sottoscritto non vuole offrire a queste signore e a questi signori, campionesse e campioni di mala fede e opportunismo, il pretesto per gettare fango sul Movimento.
Considerate che queste sono solo piccole schermaglie, paccottiglia, rispetto a quello che si scatenerà inevitabilmente più avanti nei nostri confronti.
Vi siete chiesti perché mai questa gente viene a scorrazzare sul nostro blog e non ad esempio su quelli di altri siti maschili collocati su posizioni politiche e ideologiche più tradizionaliste? La risposta è semplice (e non me ne vogliano gli aderenti a quei movimenti). Perché gli Uomini Beta rappresentano la vera eresia, la contraddizione in termini. Uomini dichiaratamente di sinistra (anzi, di impostazione e formazione marxista) che mettono in discussione uno dei pilastri, anzi, l’ultimo pilastro che ancora resiste a sinistra: il femminismo, che noi non esitiamo a definire come un’ideologia interclassista, qualunquista, profondamente borghese e, nelle sue forme più estremiste (leggi femminismo della differenza), sessista e razzista.
Siamo noi che costituiamo un potenziale pericolo, proprio per le tesi che sosteniamo. Non altri movimenti che non vengono presi neanche in considerazione, nonostante esistano da molti anni mentre il nostro è giovanissimo. Perché hanno gioco facile a rintuzzarli, a dire “sono i soliti reazionari, maschilisti (anche quando non è vero), tradizionalisti, vogliono tornare al passato, al padre padrone, a quando le donne erano oppresse ecc. ecc.).
Con noi questo giochetto non lo possono fare. Devono provare a smontarci partendo da altre strade. Una di queste strade è appunto quella di tentare di buttarci nel calderone indistinto del machismo e del becero maschilismo. Insomma, la filastrocca più o meno suona così:”Parlano, parlano, si atteggiano a intellettuali di sinistra, ma in fondo in fondo sono sempre i soliti, hanno solo cambiato casacca per confondere le acque ma sono loro, i soliti reazionari e per di più sfigati, frustrati, non scopano mai e quindi sono pieni di risentimento ecc. ecc, la solita minestra che conosciamo benissimo”.
SAREBBE UN ERRORE IMPERDONABILE, OLTRE CHE GROSSOLANO, OFFIRE IL FIANCO A SIMILI BASSE INSINUAZIONI E SPECULAZIONI. EQUIVARREBBE A CADERE IN UNA TRAPPOLA COME DEI BAMBINI ALLE PRIME ARMI. E INVECE, Sia il sottoscritto che altri amici, Paolo Barnard (che tanto odiano, per le idee che esprime), Rino Della Vecchia, abbiamo una lunga esperienza politica, giornalistica, culturale e professionale alle spalle e non cadiamo certo in questi bicchieri d’acqua. Però possono utilizzare (i nostri avversari) le parole di altri utenti del blog per ritorcerle contro di noi, al fine di screditarci.
Quindi, d’ ora in poi, calma e gesso. E soprattutto dobbiamo fare uno sforzo, TUTTI, per elevare la qualità del dibattito. Il blog non è una bisca o una sala da biliardo dove si dice tutto e il contrario di tutto e dove ci si abbandona ad ogni genere di commento.
Il blog degli Uomini Beta è un luogo di discussione,alta e di qualità. Queste sono le regole del gioco. E a queste bisogna rifarsi. E’ stato un bene essere entrati in contatto con questi personaggi perché ci hanno dato l’opportunità di riflettere proprio su queste cose, cioè sul nostro modo di essere, di porci, di concepire l’impegno.
RIBADISCO CHE STIAMO IMPEGNANDO LE NOSTRE ENERGIE IN UN PROGETTO ESTREMAMENTE AMBIZIOSO. A tal fine è necessario che tutti cambino passo. La qualità e lo spessore, anche degli interventi sul blog, deve essere assoluta. E non sto parlando di sintassi o di ortografia, come sapete benissimo, ma di serietà e profondità del messaggio.
TUTTI DEVONO IMPEGNARSI IN TAL SENSO. VICEVERSA, L’ASSUNZIONE DI ATTEGGIAMENTI IN CONTRASTO CON LA FILOSOFIA E IL MODO DI CONCEPIRE IL SITO/BLOG, COSTITUIREBBE SOLO FONTE DI NOCUMENTO PER IL MOVIMENTO.
NON POSSIAMO PERMETTERCELO. Ora abbiamo avuto a che fare con Galatea, Lameduck , Giosby e qualche idiota che cerca di intasarci la posta o di buttarci qualche virus per boicottarci. Ma sono solo piccolissime avvisaglie. Più avanti avremo a che fare con avversari ben più potenti e pericolosi.
Come ho avuto già modo di dire più volte, ma lo ribadisco ancora, QUESTO NON E’ UN GIOCO. CHI PENSA CHE LO SIA HA SBAGLIATO DI GROSSO.
CHIEDO QUINDI A TUTTI UNO SCATTO DI CONSAPEVOLEZZA E DI MATURITA’, ALTRIMENTI E’ MEGLIO LASCIAR PERDERE.
CHIEDO INOLTRE CHE TUTTI SI ESPRIMANO NEL MERITO.
Come si suol dire, quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Da ora in poi non si “gioca” più.
Non ho certo l’ambizione di creare un nuovo partito bolscevico
Galatea, Lameduck e Giosby possono permettersi di giocare, non io e non noi.
Fabrizio Marchi
Il sito degli uomini beta si lamenta tanto della mercificazione del sesso, come fosse una invenzione tutta femminile, ma sembra non accorgersi nemmeno che se non ci fossero milioni e milioni di uomini disposti a pagare per una scopata, riducendo con questo gesto la donna ad un semplice oggetto al servizio del proprio piacere, questo problema neanche esisterebbe. (giosby)
******************************
Mah… no comment.
Vedi Fanrizio, il problema dei tanti Giorgio Mancuso, senza alcuna offesa, che ci sono tra di noi è che costoro non fanno altro che ascoltare la vulgata corrente e ripeterla. Cercano un elemento che la suffraghi e ritengono di aver smontato ciò che si afferma qui. Inoltre, accendono la televisione, vedono immagini di uomini ( alfa nella grandissima maggioranza dei casi) e pensano che la condizione di quegli uomini sia la propria. Mi viene da sorridere. L’uomo comune, quello che tutti i giorni cerca di sbarcare il lunario è presente sul piccolo schermo solo per applaudire o al massimo per raccontare ogni tanto qualche storiella che commuova o qualche barzelletta. Della sua condizione si parla poco o male. Nel “bene”si accenna a essa quando 4 o 5 tra costoro lasciano la vita in qualche altoforno. Per un paio di giorni costoro diventano anche degli eroi, finchè il fatto non è più di moda. Nel male, si parla di quanto l’uomo comune sia versato in stupri, molestie, violenze varie.
Io posso dire che la mia presenza qui è di puro principio. Non lo faccio per i Giorgio Mancuso o chicchessia, i quali ancora non percepiscono il cambiamento e sono fermi agli anni Settanta, perchè ancora quello che ci viene raccontato a livello di rapporto tra i sessi è fermo lì. Come affermava il grande Giorgio Gaber, un altro che sapeva parlare del rapporto tra i sessi con una capacità rara:” la realtà è più avanti, siamo sempre indietro”.Sono sempre stato contro qualsiasi discriminazione di sesso, di razza, di classe, e chi più ne ha più ne metta. M’inalbero quando sento denigrare, criticare nella migliore delle ipotesi, coloro che vengono da Paesi più in difficoltà del nostro per cercare un pò di futuro qui, donne o uomini che siano, e applaudo quei giornalisti coraggiosi, i veri giornalisti, che si mettono a disposizione per battaglie di giustizia e dignità umana, vedi il caso di Riccardo Iacona come trasmesso in Annozero. Mi piacciono le donne. Fisicamente le adoro e caratterialmente penso possano essere affascinanti come nient’altro sulla faccia della Terra. Intellettualmente considero un confronto/dialogo con una donna allo stesso modo che con uomo: può essere stimolante e costruttivo, qualoro ci si metta in gioco rispettandosi reciprocamente, oppure inutile e anche dannoso qualora si scada nell’offesa gratuita. Ho, però, sotto gli occhi una società che sta cambiando. Credo di avere gli strumenti culturali per poterlo percepire anche perchè sono anni che considero il “si dice” da prendere con le molle. Sono dell’avviso che ciò che viene veicolato dai media siano essenzialmente posizioni atte a conservare rapporti di privilegio o ad aprirne altri. Quindi l’esperienza conoscitiva non può essere che un percorso individuale di confronto e di ricerca vagliando quante più fonti possibile, SOPRATTUTTO quelle che ritieni più lontane dalle tue posizioni. Tirerai poi le somme. Quindi coloro che sono fermi, bloccati sulle loro posizioni, che manifestano una forte disonestà intellettuale, che lanciano accuse infondate, cercando un pretesto qua e là, secondo me nuocciono prima di tutto a loro stessi, perchè perdono un’occasione, quella di approfondire la propria visone del mondo.
I rapporti di “potere” tra uomini e donne stanno cambiando. Non solo la parità tra i sessi nel MONDO OCCIDENTALE è stata pienamente conseguita, perchè sfido chiunque a indicarmi un ambito in cui le donne non abbiano gli stessi diritti degli uomini, le stesse retribuzioni, ecc. ( contro queste mie considerazioni viene controbattuto che le donne parlamentari sono meno degli uomini, come se, dato che su una donna che fa politica attiva ci sono dieci uomini che la fanno, debba essere rispettato un rapporto al 50-50, sarà molto più probabile ovviamente un rapporto 70-80 a 30-20 nei vari ambiti in cui si fa politica), ma anzi è in corso un lento ma continuo processo in cui la donna comune, beta, si ritova in posizioni di vantaggio, ripetto all’uomo comune ( beta). Potrei fare tantissimi esempi, dalle pensioni, alle leggi sull’imprenditoria, alle quote in vari ambiti, alle borse di studio universitarie destinate alle donne e non ai più meritevoli, tutti aspetti che ledono il principio di parità tra i sessi come sancisce la Costituzione, la mia stella polare, fino ad arrivare alla creazione di un Ministero che si professa delle pari opportunità, ma dove non trova spazio un solo uomo, perchè il suo statuto non lo consente. Qui c’è veramente da sorridere. Per l’uomo di potere, tutto ciò non cambia niente, ma per un uomo comune può cambiare la vita in bene o in male.
Concludo con una mia esperienza personale. Quando ero un pò più giovane, circa 15 anni fa, e come tanti e tante cercavo d’inserirmi nel mondo del lavoro senza avere padrini, la vera discriminazione in Italia è di classe e non di genere, non disdegnavo lavoretti e corsi vari. Ero interessato a un corso finanziato dall’Unione europea. Lessi il bando e mi resi conto che una quota era già destinata al sesso femminile. Da principio pensai di aver letto male. Rilessi e mi resi conto che Elenonora o Marta o Giulia avrebbero avuto, nonostante fossero arrivate dietro di me nella selezione, più possibilità di me di partecipare al corso per il solo fatto di esser donne, benchè provenienti anche da famiglie più agiate in molti casi. Fu il mio primo contatto con il nuovo che avanza, con il progresso come da tante parti lo si intende.
Quindi, in estrema sintesi, non sono qui perchè voglio salvare gli uomini o danneggiare le donne, perchè sono uno sfigato o un frustrato sessualmente, perchè ho ambizioni di potere o quant’altro. Sono qui perchè sono di SINISTRA.
La malafede è smaccata: la Lameduck ha finto di non capire, ha letto una parolina che le tornava utile e te l’ha attribuita come espressione diretta di un tuo giudizio su di lei.
Io sono stato liquidato come maschilista e misogino per avere citato testi di maschilisti e misogini. Come se un ebreo si rivelasse antisemita perché cita il Mein Kampf. Magari là dove Adolfo si lagna, sconsolato, del fatto che nel mondo c’è un sacco di gente …malvagia.
Se la Lameduck fa del copia-incolla in quel modo, spero che ci metta questo mio riferimento al Fuhrer per provare che io sono nazista e che questo è un covo di nazisti.
RDV
“Il sito degli uomini beta si lamenta tanto della mercificazione del sesso, come fosse una invenzione tutta femminile, ma sembra non accorgersi nemmeno che se non ci fossero milioni e milioni di uomini disposti a pagare per una scopata, riducendo con questo gesto la donna ad un semplice oggetto al servizio del proprio piacere, questo problema neanche esisterebbe. (giosby)”
La malafede di questo maschietto scendiletto e zerbino è devastante. A forza vuol rigirare la frittata. Ha letteralmente capovolto i fatti. la verità è al contrario: molti uomini sono disposti a pagare per farsi una scopata perchè vi sono alcune donne che sculettano e che si smutandano e non certo per concedersi sessualmente, ma solo per provocare sessualmente e per sedurre e ricattare sessualmente per risalire posti nel mondo del lavoro o della politica(CIOè, LA MERCIFICAZIONE di cui stiamo parlando). La provocazione sessuale comporta sofferenza nei confronti del provocato. Per questo, chi non ha una partner, ricorre al sesso a pagamento con una donna adulta e consenziente.
E cmq qui per mercificazione non si intende il sesso a pagamento(che difendiamo) bensì proprio quello di aver trasformato il sesso in una logica di mercato per fini di interessi personali. Quello smutandamento che voi tanto difendete, ma sul quale poi ipocritamente straparlate a vanvera di “donna oggetto”.
I nostri nemici non sono le femministe, ma questi maschietti zerbini come giosby.
da il Corriere.it
RICERCA SCIENTIFICA – Come fare per avere un numero di telefono?
Il lento che conquista
il primo appuntamento
Si gioca tutto sulla musica di sottofondo. Se è un lento, allora la ragazza cadrà nella rete
Una scena del film «Prima o poi mi sposo» con Matthew McConaughey che balla con Jennifer Lopez (Ap)
MILANO – È un grande ritorno, proprio a inizio estate, quello del ballo del mattone. Il lento che conquista la corteggiata più reticente ha ora una legittimazione scientifica: è con la scelta della colonna sonora che si gioca gran parte dell’opera di convinzione per instaurare un primo contatto con la bella desiderata. Lo dicono i ricercatori francesi di due università, Paris-Sud e Bretagne-Sud, in uno studio che piace molto ai nostalgici e che dà a molti maschi una chance in più in terra di conquista.
LA RICERCA – I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Psychology of music e si aggiungono, a dire il vero, ai molti studi che tracciano legami tra la scelta della colonna sonora e il coinvolgimento sociale e psicologico. Tema caro a chi fa cinema, ma anche a chi produce videogiochi, e ai commercianti alla ricerca dell’ambiente migliore per far restare i propri clienti, e per farli spendere di più. In questo caso i tre ricercatori dei due atenei (Nicolas Guéguen, Céline Jacob, Lubomir Lamy) hanno studiato le reazioni di un gruppo di 87 donne single tra i 18 e i 20 anni di età, messe a confronto con altrettanti uomini. I due gruppi si sono incontrati due a due invitati a una finta ricerca di mercato, e dovevano parlare tra loro di un argomento irrilevante rispetto all’attrazione (un confronto tra due pietanze di due marche differenti). Dopo la chiacchierata arrivava l’affondo maschile, condito da un motivo romantico in sottofondo: «Ciao, sono Giulio, sei molto carina, mi daresti il tuo numero di telefono così dopo questa intervista possiamo andare a bere qualcosa insieme?». Ebbene, per quei fortunati che hanno avuto il lento a fare da colonna sonora, l’approccio si è concluso positivamente nel 52 per cento dei casi. Chi invece è stato messo alla prova in una sala d’attesa in cui la canzone scelta non era per nulla romantica, ha ottenuto il numero di telefono solo nel 28 per cento degli incontri.
>>
Insomma, chi deve sbattersi è sempre l’uomo…
NOTE E AFFETTO – Psicologicamente il legame tra musica romantica e attrazione è motivato dalla sensazione positiva di affetto che le note più dolci generano nelle persone. Ascoltare questa musica aprirebbe la ragazza o il ragazzo a un’emozione positiva che creerebbe il terreno fertile per una conquista, o l’instaurarsi di un legame. Ma ovviamente questo non basta a far scattare l’attrazione. Può però aiutare, come è già stato dimostrato in studi precedenti, a spingere le persone a compiere gesti romantici. Gli stessi ricercatori sono gli autori di una seconda ricerca, che ha dimostrato come i maschi si addolciscano e dunque spendano di più in un negozio di fiori se mentre ordinano le rose sentono passare alla radio una bella ballata.
Eva Perasso
19 giugno 2010
“Il sito degli uomini beta si lamenta tanto della mercificazione del sesso, come fosse una invenzione tutta femminile, ma sembra non accorgersi nemmeno che se non ci fossero milioni e milioni di uomini disposti a pagare per una scopata, riducendo con questo gesto la donna ad un semplice oggetto al servizio del proprio piacere, questo problema neanche esisterebbe. (giosby)”
Riporto anche io questa idiozia, e dico la mia. Certo, il fatto che un uomo è disposto a PAGARE per fare del sesso non implica che c’è un problema? A questo riguardo dico che la colpa è principalmente DI NOI UOMINI. Per fare un piccolo esempio nel post di DAMIEN si parla della discoteca: l’ambiente meno adatto per conoscere una donna. Tanto per dire, è un ambiente che nella mia vita ho sempre frequentato pochissimo (e non mi pento di averlo fatto). Si vuole ridurre la sudditanza? Basta che i maschi non frequentino più le discoteche! Tra l’altro in quanti locali c’è scritto che le donne non pagano? Ah si? Bé allora buon divertimento… Chi sono io, il pirla che paga per tutte? Se è così io non ci sto. E così bisogna fare SEMPRE: se una è cafona, fuori dai coglioni. Perché si può essere uomini beta, ma perdio essere stupidi è un’altra cosa. E se ci dobbiamo estinguere, forse è meglio così. Paradossalmente dovremmo tutti andare a puttane: almeno è chiaro che per scopare devo pagare, senza sorbirmi le stronzate di “n” fallite che si credono chissà chi, e mi fanno pagare (cene, regali) per non scopare nemmeno.
Fatto lo sfogo, devo dire che al di là che mi sono sempre trovato male in questa società che ha sempre sminuito i maschi ed esaltato le donne (anche col nostro contributo, sia ben chiaro) la situazione è molto più complessa. Parlo per esperienza diretta: statisticamente sono irrilevante, ma posso dire con cognizione di causa che anche le donne hanno un problema. Questo problema si chiama INSICUREZZA. Le donne non sono fatte per comandare, e ora che lo fanno, come è sotto gli occhi di tutti, lo fanno male. Perché? Perché NON NE SONO CAPACI. Ora poiché per comandare occorre che qualcuno gli dia il potere, questo potere glie lo abbiamo dato (e glie lo diamo) noi uomini con i NOSTRI comportamenti, con il NOSTRO zerbinare, con il NOSTRO cedere ai loro ricatti. Mi sono trovato varie volte a corteggiare delle “dure”: alla fine erano solo delle gran insicure, paurose di lasciarsi andare con chi “poteva approfittarsene”(*). E quando hanno ceduto? Non lo vengo certo a dire qui, altrimenti diventa una tattica e come tale subito sputtanata. Vi basti sapere che basta toglierle la parte del manico del coltello… Perché parliamoci chiaro, il fatto che noi uomini non siamo selettivi, per le donne è un problema. Provarci con tutte non è un bell’atteggiamento, e mette le donne automaticamente in posizione di vantaggio. Sono in rotta con mia moglie, è una femminista testa di cazzo, ho sbagliato a sposarla (ero giovane e stupido) ma non mi sono MAI piegato al suo ricatto: quello di non scopare. Ho rischiato di finire per strada, ma con tre figli “piccoli” (stanno crescendo) forse ha realizzato che se me ne vado, non ci fa un grande affare. E tanto per mettere le cose in chiaro, l’ultima volta che le è venuta voglia di scopare (dopo anni) l’ho mandata affanculo, con le seguenti parole “non sono il tuo giocattolo”. Ha fatto delle scelte, e per le SUE scelte pagherà un prezzo pesante: i nodi vengono sempre al pettine, DEVONO venire al pettine. Purtroppo mi rendo conto che non tutti hanno il fegato e la possibilità di poterlo fare, e nonostante i rospi ingoiati possono finire in mezzo alla strada… non ho la bacchetta magica, e finché la situazione è questa io dirò ai miei figli “NON SPOSATEVI! Se state bene insieme non fate questa cazzata. Altrimenti lasciatevi senza rimpianti”. E’ vero la strada è in salita ed è lunga, ma se rialziamo la testa ce la possiamo fare. E non cadiamo nel loro stesso errore: quello di vendicarsi dei soprusi passati. Se ce ne sono stati, non dobbiamo pagarli ancora, e non deve pagarli tutto il genere maschile.
Tornando a bomba, quello che posso dire è che dobbiamo CRESCERE: l’errore è quello che ci siamo livellati verso il basso e le donne si sono adeguate, approfittandosene. Dobbiamo alzare gli standard di selezione, finirla col “basta che respira”. Tra l’altro con questa storia siamo sputtanati in tutto il mondo, l’italiano oramai è il principe dei pappagalli. E qui ho detto tutto.
(*) Qui si aprirebbe un altro tema, ma diventa veramente lunga. Magari un’altra volta.
in effetti ci sarebbe molto da dire sulla mancanza di veri rapporti tra uomo e donna.
consiglio la lettura di “l’anima delle donne” di Carotenuto..un uomo…il libro non è solo per le donne, anzi.
aggiungo che leggo qui molti uomini che dicono quel che penserebbero o farebbero le donne…e non ho visto risposta alle poche donne intervenute.
io capisco che le esperienze negative possono portare ad avere dei pregiudizi, ma con questi non si va avanti.
sono una che fa il primo passo se mi sento di farlo, sono una che per 35 anni non si è mai fatta pagare neanche una cena, ma mi è capitato di dare soldi ad un mio ex che non lavorava, prestargli l’auto per andare ai concerti mentre io mi facevo il mazzo con 2 lavori.
insomma…non credo di essere cosi poi tanto unica e rara come donna…le donne che tanto disprezzate perchè spinte dai soldi e dall’auto più che dall’anima della persona..bè…dovreste evitarle.
perchè invece quelle sono sempre le più desiderate? questo lo chiedo a voi uomini.
@iasam :
perchè invece i fancazzisti trovano sempre una tipa con 2 lavori che gli prestano la macchina e offrono loro magari la cena…boh..misteri insolubili.
E poi quando ti rivolgi a “voi uomini” (nick sconosciuto che da queste parti non è mai comparso) perchè pretendi una risposta?
Cosa ti fa pensare che siamo qui per sapere cosa vogliono/pensano le donne (il web non è forse già pieno di materiale in proposito…oppure chi è interessato potrebbe chiedere direttamente a loro)?
E poi qui il dibattito è aperto,ognuno dice la sua, non c’è obbligo di risposta per nessuno (non siamo in una chat o in un forum) anche se cortesia ed educazione solitamente non mancano.
Iasam: POVERA SANTA: fai 2 lavori e non ti pagano neanche la cena.
Certo che le evito quelle che vogliono i soldi e l’auto: perché non ho nessuna delle due cose.
“…perché invece quelle sono sempre le più desiderate? questo lo chiedo a voi uomini” Bella domanda. Ma la risposta è semplice: perché siamo stupidi. Sono convinto che a sbagliare a sposarsi si sia sempre in due (ne basta uno che si renda conto che c’è qualcosa che non va, invece no, dritti contro l’iceberg a tutta velocità). E siccome si è stupidi in due, si fanno tutte le cretinate in due, salvo poi non riuscire nemmeno a parlarsi alle prime difficoltà. Che ci sia un livellamento verso il basso mi sembra ovvio: se chi è migliore non cedesse, a quest’ora non saremmo dove siamo. Sento solo discorsi tipo “lui è così…” o “lei è cosà…”. Il “noi” è sparito.
Tornando alla domanda iniziale, ripensandoci… è che siamo stupidi. Se le evitassimo come la peste, credo che (come insegna la legge di Darwin) una specie che non si riproduce è destinata a sparire; purtroppo devo constatare che invece qui siamo al “dio li fa, eppoi li accoppia”. Il problema insomma è distinguersi da una massa che è bravissima a mimetizzarsi (tutto fumo e niente arrosto), dove le regole sane del corteggiamento sono saltate, e dove in un mondo di pazzi una persona sana di mente non riconosce (in quanto oramai rara) un’altra persona normale…
Cara Lasam, intanto benvenuta sul nostro sito. Devo però dirti che forse non hai seguito la discussione sul blog perché io personalmente ho risposto a tutte le donne che sono intervenute in questi giorni: Cristina, M. , Eraclea, Emanuela, e altre. Ma lo stesso hanno fatto anche molti altri utenti e amici che frequentano il sito. Vai a rileggere i commenti e lo vedrai tu stessa. Soltanto a Martina non ho risposto perché il suo non era un commento ma un insulto, uno dei tanti che ci vengono rivolti a intervalli più o meno regolari.
Ciò detto, Lasam, non è il caso che fa statistica ma la regolarità degli eventi. Mi fa piacere che tu sia una donna fuori dal coro, estranea alle logiche che ben conosciamo e che sia dotata di questo spirito di iniziativa comune a pochissime altre. Permettimi di dirti che di discorsi ne ho ascoltati tanti ma di fatti ne ho visti sempre pochi, comunque sempre molti di meno rispetto alle parole spese…Non ho motivo di dubitare della tua buonafede e quindi prendo per buono quanto mi dici.
Carotenuto lo conosco ma non ho letto mai nulla di lui. Seguirò comunque il tuo consiglio anche perché mi ero ripromesso di leggerlo. Sarà questa l’occasione.
Le donne a cui fai riferimento tu, Lasam, sono quelle più desiderate per un semplice motivo: perché sono le più attraenti, non perché se la tirano. Tutto qui. Ma essendo attraenti “se la tirano”, o meglio se la vendono, praticamente, psicologicamente, culturalmente o metaforicamente parlando, in modo diretto o indiretto, manifesto o nascosto, facendo carriera nei vari ambiti, frequentando salotti, sposandosi o vendendosi tot al kg., oggi anche separandosi…Ma siccome, come dice la Aspesi nella solita classica risposta femminista giustificazionista che ci ha dato sulla sua rubrica, “tutti si vendono al giorno d’oggi”, sono giustificate anche loro. Che è come dire, “Siccome tutti i politici rubano e hanno sempre rubato,rubo pure io, anzi ero costretto a rubare perché il sistema era quello”. Come ricorderai questo era il ritornello che ripetevano durante Tangentopoli numerosi assessori, amministratori pubblici ed esponenti politici vari sorpresi con le mani nel sacco. Per queste affermazioni sono stati giustamente stigmatizzati (e vorrei pure vedere). Le donne invece, ci spiega la Aspesi, ma non soltanto lei, sono autorizzate a farlo. Insomma sono coperte e giustificate in tutti i loro comportamenti da tutto il gotha del femminismo, senza eccezioni. Ti invito a leggere l’articolo dal titolo “Una nuova stagione del femminismo” pubblicato sul sito nello spazio “articoli” dove Luisa Muraro e Ida Dominijanni, madri e massime ideologhe del femminismo nostrano, indicano addirittura nelle veline e nelle escort una nuova soggettività femminile capace di scardinare il potere maschile… ecc. ecc. addirittura anche Veronica Lario viene indicata come un esempio di protagonismo femminile…va bè… lasciamo perdere, ci sarebbe da ridere se non ci fosse da mettersi le mani nei capelli…
Grazie del tuo contributo e a presto!
Fabrizio
Caro Luke, mi sembra che tu sia stato un pochino troppo aggressivo con Lasam. In fondo non ci ha detto nulla di male nè ci ha insultato come hanno fatto altri/e.
Non sono d’accordo quindi sul tuo invito sostanziale a trovarsi altri blog. Nè tanto meno sul fatto che a noi non interessi sapere cosa pensino/vogliano le donne.
E perchè mai non dovrebbe interessarci? Abbiamo creato un sito per discutere della condizione maschile, finalizzato alla costruzione di un Movimento, è logico e conseguente che invece siamo interessati anche all’opinione delle donne e alla ricerca di dialogo. Senza perdere di vista i nostri obiettivi, è ovvio, ma il confronto resta fondamentale, tanto più che già alcune donne hanno aderito formalmente al nostro Movimento. Siamo qui per discutere serenamente, magari dividendoci e scontrandoci (civilmente), non per fare il muro contro muro o per allontanare le persone, soprattutto quando si pongono in una posizione equlibrata ed interlocutoria, come mi sembra abbia fatto Lasam.
Abbiamo ricevuto montagne di insulti, abbiamo ospitato provocatori e provocatrici che veramente meritavano di essere mandati a quel paese, e adesso ce la prendiamo con questa donna? Mi sembra esagerato…
Per cui, Lasam, tranquilla, siamo felici del tuo contributo, esprimiti liberamente e senza problemi (sempre nel rispetto degli altri).
LukeCage è un ragazzo molto intelligente ed è una colonna del sito, sono certo che lui stesso non voleva essere scortese.
P.S. Pensate che quel Giosby, dopo che ci ha insultati, sbeffaggiati, derisi, disprezzati, per sua stessa ammissione, e dopo che se ne è andato per l’ennesima volta, ha avuto anche l’ardire di pubblicare nello spazio dell’articolo “reciprocità e spontaneità” un trackbacks che rimanda al suo sito.
Veramente non ho parole. Come valutare un simile personaggio? E’ evidente che il soggetto in questione ha ben compreso lo spazio e il ruolo che il nostro blog sta assumendo e si sta conquistando (ben oltre la rete, come testimoniato dai fatti) e vuole utilizzarci.
Incredibile…senza pudore… Tralascio gli aggettivi perchè poi me li vedrei sbattuti da qualche parte con accanto un commento che recita:”Guardate il capetto degli ometti beta come è cattivo, arrogante, aggressivo, maleducato e presuntuoso”…
E va bè…andiamo avanti…
Fabrizio
Si, però sono d’accordo con chi ha detto che le donne sono cloni, tutte si presentano: non mi faccio pagare, non mi piacciono i servi, mi faccio avanti se mi va, addirittura prestare l’auto al fidanzato per andare ai concerti, ma dai, ma che generosità!! sembra chissà cosa dicono.
@Lasam
Effettivamente ti ho risposto in maniera un pò piccata ma non intendevo invitarti a cambiare aria ma solo provocarti in maniera civile, risultando in realtà eccessivamente polemico .
Faccio ammenda.
Spero tu possa aiutarci a far crescere la sensibilità attorno alle tematiche che trattiamo,dando il tuo contributo anche e soprattutto critico.
Benvenuta.
Carotenuto leggetelo con molta circospezione. Dice alcune cose giuste, ma in quel libro teorizza la solita cosa delle donne sempiterne oppresse, e che se non fossero “utili”, gli uomini quasi le eliminerebbero. Insomma i soliti pregiudizi che risentono di decenni di cultura (si fa per dire), femminilizzata. Fra l’altro Carotenuto predicava bene e razzolava così e così…, diciamo. Anche sul piano della serietà professionale come psicanalista mi risulta ci sarebbe qualcosa da dire, almeno a quanto risultava ad una mia amica che era in terapia da lui. Nulla di eclatante, ma insomma ….
armando
Grazie della “dritta”, Armando, in ogni caso non sono uno che si fa condizionare…non sarei arrivato al punto in cui sono arrivato, soprattutto se consideri la mia provenienza (e la mia appartenenza) e la mia formazione…se fossi stato condizionabile non credo che sarebbero nati gli Uomini Beta…
E’ solo che ne ho sentito paralre spesso così come di Fagioli, che è considerato una specie di guru che pare essere molto vicino a Bertinotti al punto da aver avuto anche un’influenza su determinate opzioni politico-culturali (la scelta della non-violenza). Per lo meno così dicono…Certo se il risultato è quello che abbiamo visto meglio lasciarlo perdere…:-)
Fabrizio
Non dubitavo della tua sagacia, Fabrizio. Il fatto è che Carotenuto è stato uno degli autori che ho iniziato a leggere quando ho cominciato, diciamo così, ad occuparmi di me. E devo dire che scrive in modo molto coinvolgente, suscita emozioni, almeno per me. Poi, passando il tempo e rileggendo, si riesce meglio a distinguere e farsi opinioni proprie.
armando
una cosa alla volta:)
@luke cage: voglio rispondere cmq alle cose che mi chiedi provocatoriamente, apprezzando la tua ammenda perchè in effetti mi dispone meglio alla comunicazione:D
——————–”poi quando ti rivolgi a “voi uomini” (nick sconosciuto che da queste parti non è mai comparso) perchè pretendi una risposta? ” solo per avere un dialogo, perchè io la risposta potrei darmela da sola, ma preferisco che sia l’uomo a darmela, che magari..diversi uomini=diverse opinioni maschili. ————-
“Cosa ti fa pensare che siamo qui per sapere cosa vogliono/pensano le donne (il web non è forse già pieno di materiale in proposito…oppure chi è interessato potrebbe chiedere direttamente a loro)?”
io pensavo si trattasse di capire come avere più reciprocità e spontaneità, nei rapporti tra uomo e donna, E non si tratta quindi di dire cosa vogliono o pensano le donne…premetto che io ho letto solo questo post, inteso come argomento coi suoi commenti relativi.——
“E poi qui il dibattito è aperto,ognuno dice la sua, non c’è obbligo di risposta per nessuno (non siamo in una chat o in un forum) anche se cortesia ed educazione solitamente non mancano.” Perfetto, ma io credo che se non c’è dialogo (che comunque significa parlare ed ascoltare e magari appunto comunicare) , il parlare per esprimere solo una propria opinione limiti la crescita di tutti, non dando modo di confrontarsi in modo aperto nella possibilità di comprendersi. La mia domanda non era provocazione, ma una semplice domanda.
@leonardo:
“Certo che le evito quelle che vogliono i soldi e l’auto: perché non ho nessuna delle due cose.”…posso chiederti una cosa? e se tu le avessi queste 2 cose? le eviteresti quelle donne? oppure perchè non hai soldi e auto provi rabbia per non poterti avvicinare anche tu a quel tipo di donna? oppure non ti piacciono proprio come persone e quindi non le avvicineresti comunque? è importante sapere il perchè uno non fa certe cose, e poi da li possiamo riparlarne leonardo:)
———–
“Iasam: POVERA SANTA: fai 2 lavori e non ti pagano neanche la cena.(..)Si, però sono d’accordo con chi ha detto che le donne sono cloni, tutte si presentano: non mi faccio pagare, non mi piacciono i servi, mi faccio avanti se mi va, addirittura prestare l’auto al fidanzato per andare ai concerti, ma dai, ma che generosità!! sembra chissà cosa dicono.”…vedi, io ho solo portato una mia esperienza diretta, reale. Il pensare che le donne siano dei cloni è un pensiero limitante…che già ti crea un pregiudizio.
ah..non sono una santa…ma la cena molte volte è preferibile pagarsela da se…troppe volte a quel farsela pagare segue inesorabilmente una implicita richiesta sessuale….e quindi la cosa non è piacevole da entrambe le parti. se invece c’è interesse, logico che può essere anche carino il fatto che mi paghi la cena, ma non deve certo essere un’abitudine o una pretesa da parte mia. si tratta della galanteria, io non so chi se la inventò..penso un uomo…che aveva uno scopo…magari quello di tenere la donna in suo “potere”, facendola credere o sentire “regina della casa”, coccolata, protetta. Che poi la donna ne abbia anche approfittato non ci piove, ma sono fenomeni da vedere sotto una grande lente…che coinvolge molte cose a livello sociale..discorso luuuungo:)
@fabrizio marchi:
grazie del benvenuto. In effetti io non ho letto tutto il blog, lo farò sicuramente, ho letto solo questa pagina, post e relativi commenti, e mi è venuto spontaneo commentare. Per le donne che nn erano state calcolate, mi riferivo ai 2 interventi qui,..giuly e cristiana…ma mi ha spiegato poi lukecage che nn è fondamentale la risposta (io però parlavo di presa in considerazione delle affermazioni di queste donne, senza accusare voi di nn averlo fatto e senza voler dire che meritavano un’attenzione particolare, però..si parlava di donne cosi e cosa…e quell’indifferenza mi aveva semplicemente stupito)
Per quanto riguarda Carotenuto…è ovvio che non ho mai detto sia il vangelo, ogni lettura può darci qualcosa, oppure no, ma mi sembrava adatta (la lettura) all’argomento di questo post…Al di la poi delle vicende personali dell’autore -come diceva Seneca….all’incirca..l’importante è che io tenda verso la virtù, ovviamente non ho mai asserito di essere virtuoso, ma chi è meglio..chi vi tende o chi proprio non ne tiene in considerazione e vive schifandola?-.
D’accordo con te con quanto asserisci dopo, vorrei chiederti..cosa intendi con “sono le più attraenti?”
sono attraenti fisicamente? (chi ti dice nn potrei esserlo pure io…per dire) sono attraenti perchè ti attrae quel modo di fare? non puoi quindi lamentartene se lo scegli. Perchè dici le più attraenti? cosa ti attrae di donne che mettono al primo posto soldi e lusso?
Cara Lasam.. facciamola breve.. tu vuoi un parere? vuoi disquisire? va benissimo.. allora da domani comincia anche tu a trovarti un lavoro, non denigrando i lavori negli altiforni, da domani comincia anche tu a chiamare qualcuno per il solo piacere di offrirgli la cena, vallo aprendere con la tua auto e quando parli alle tue amiche, comincia a dirgli che se gli piace un uomo devono proporsi anche loro, digli che se hanno voglia di sesso, non devono andare a Cuba o in Jamaica o altre località del turismo sessuale femminile, dove addirittura PAGANO se non letteralmente mantengono gli uomini per farsi cavalcare! comincia a dire alle tue amiche ed anche a te stessa di PAGARE per entrare nei vari locali e che non ti piace questa discriminazione nei confronti degli uomini ed altre cose.. solo dopo allora potremmo serenamente parlare, come dici tu, di RECIPROCITA’ e SPONTANEITA’, fino ad allora.. le tue affermazioni, come le poche intervenute, sono solo aria fritta..
lasam: non mi piacciono come persone le donne in generale.
Le mie sono pure provocazioni: tu esci con un uomo a cena e ti lamenti che fa una richiesta sessuale? ma tu sai che un uomo paga la cena per fottere. Pensa se tutti gli uomini (bravi in tutto meno che con le donne) si mettessero con la braccia conserte a fare nulla? ad aspettare di essere rimorchiati?
ciao
Nelle relazioni con le DD gli UU non hanno secondi fini:
quello è il primo fine.
RDV
Cara Lasam, quando parlavo di donne attraenti, mi riferivo al loro aspetto estetico. Tu ti chiedi e ci chiedi perché mai le donne spinte dal desiderio di ricchezza, lusso,potere, posizione sociale e via discorrendo, siano le più desiderate. Appunto perché in genere questa tipologia di donne è quella più attraente dal punto di vista fisico e come tu ben sai, nel 90% dei casi, per lo meno per gli uomini, la spinta sessuale è ciò che spinge, per lo meno nella fase iniziale, ad andare verso la donna. Queste donne sono consapevoli di disporre di un “capitale” e lo investono, in modo diretto o indiretto (spesso quello indiretto è il più vantaggioso).
Quindi non è il fatto di “tirarsela”, come erroneamente si pensa, a renderle più attraenti, ma semplicemente il fatto di esserlo dal punto di vista estetico. Su questo si fonda la loro forza. Voi donne rigettate su di noi la contraddizione ma in realtà è tutta vostra. Perché non si possono colpevolizzare gli uomini se la natura li ha resi sensibili al fascino dell’eros femminile. D’altronde non è mica scritto sulle tavole di chissà quale legge che le donne fisicamente attraenti debbano vivere in questa maniera. E allora, proviamo per una volta a vedere le cose da un altro punto di vista, quello maschile. Perché nel 99% dei casi (tranne le solite rare eccezioni di cui siamo felici ma che confermano la regola) le donne molto belle sono anche quelle che “se la tirano” ma soprattutto quelle che vivono all’interno delle dinamiche strumentali e mercantili di cui anche tu sei consapevole (altrimenti non ci avresti posto questa domanda)?
Dovreste cominciare a chiedervelo in primis voi donne, se questo comportamento vi da tanto fastidio (e avreste ragione) e possibilmente ad avviare un discussione al vostro interno. Invece niente. Non una voce, nulla. La colpa è sempre degli uomini che non valgono nulla e cha vanno dietro alle “donne stronze” invece che a quelle in gamba. E perché invece di prendervela sempre con gli uomini (non che non abbiano la loro quota di responsabilità, sia chiaro)non cominciate a prendervela anche con quelle donne? Perché non cominciate ad avviare un serio e autentico percorso autocritico per smascherare pubblicamente quei comportamenti femminili che tu giustamente stigmatizzi? Non ho mai, dico MAI, sentito una sia pur minima riflessione autocritica pubblica di una donna nei confronti delle altre donne (al di là del chiacchiericcio in camera caritatis).
La responsabilità di tutto è sempre degli uomini. Perché invece di deresponsabilizzarvi completamente come siete state abituate a fare e come il femminismo vi ha educato a fare, non cominciate ad assumervi qualche responsabilità come genere (e anche come singole donne), quindi anche ad avviare una battaglia dialettica e culturale all’interno dell’universo femminile per contrastare quei comportamenti (di massa) che tu stessa denunci? Perché tutto questo non accade? Troppo comodo passare la patata bollente sempre nelle mani degli uomini. Gatta ci cova…ed è una gatta un po’ troppo furba che si guarda bene dal farlo perché ha capito che non le conviene. Chi glielo fa fare?…
Ed è a questo punto che la palla torna agli uomini. O meglio, dovrebbe tornare agli uomini (beta), se avessero la forza di modificare,attraverso la loro azione, anche i comportamenti femminili. Ma se gli uomini avessero questa forza non staremmo neanche qui a discutere e non sarebbe neanche nato questo Movimento. Lavoriamo proprio in questa direzione.
Fabrizio
Caro Demian….ti informo che io lavoro da quando finii la scuola superiore, e attualmente faccio ben tre lavori, fra i quali le pulizie in una casa nella pausa del mio principale lavoro e la barista nei fine settimana. Quei locali di cui parli (penso discoteche) io nn li ho mai frequentati (a parte qualche volta in gioventù, e pagandomi sempre la mia entrata senza chiedermi come mai).
Le mie amiche, vedi, sono più o meno come me. C’è chi fa sesso ludico (come lo chiamate voi- ho letto nel frattempo il blog “sono andato a puttane” e qualche commento-) e chi invece cerca una relazione, ma nessuna di quelle che frequento (per scelta) ha mai cercato di sistemarsi ed ha mai guardato all’auto o al portafogli di un uomo. Certo – e qui rispondo pure a fabrizio- che vorrei dirne a quelle donne che si pongono col potere della figa, che usano il sesso come ricatto, che vivono per il superficiale, perchè io mi sono sempre, per questo motivo, sentita diversa…e quindi meno apprezzata dagli uomini. Adesso scopro che gli uomini disdegnano quelle donne ma le cercano…hahahah…scusate, ma personalmente sono una che avrebbe potuto allo stesso modo approfittare di quel che ho tra le gambe, ma questo io non l’ho mai sentito un potere…perchè io vivo di sentimenti…cosa che qui non mi pare da voi venga presa in considerazione.
Qui leggo che principalmente il problema è che il maschio beta (perchè mai poi questa sottostima??)non riesce a trombare se nn pagando.
Mi guardo intorno nella realtà e vedo che belli o brutti si accoppiano tutti e tutte, quello che invece manca è il dialogo aperto e sincero sui propri moti interiori…ed è qui che casca l’asino nei rapporti.
Sul fatto di smascherare i comportamenti femminili che stigmatizzo…oddio…sono belli e smascherati…sono alla luce del sole…e io come donna che posso fare se nn essere diversa io, in prima persona? che gli devo dire a donne che facendo come fanno hanno l’uomo figo, ricco, che le mantiene e che danno pure della sfigata a me? o della poco furba? bè…se gli uomini accettano e anzi, sono attratti da quelle donne ( e ancora mi chiedo cosa sia l’essere affascinante per voi allora, se un cervello o meramente un corpo…e poi…anche il mio corpo è affascinante, ma se nn ho atteggiamenti da “me la tiro” è perchè ho scelto chi essere..in prima persona) allora ognuno si prenda le sue responsabilità.
E non capisco le parole di Leonardo ( che però se odia le donne…allora ha altri problemi) riguardo gli uomini che dovrebbero stare a braccia conserte aspettando di essere rimorchiati. Ma voi non vi siete mai resi conto che in fondo è la donna a rimorchiare(che brutto termine)?
Ma qui poi..di cosa si disquisisce in fondo?
Cosa volete voi maschi beta?
che ogni volta che vi tira ci sia una donna che è pronta e felice di soddisfarvi?
ma nn sapete che anche le donne si masturbano e forse proprio perchè in un rapporto a 2 , il sesso è il completamento di una serie di cose? e che migliora con la conoscenza? ma cosa pretendete se volete cambiare una donna a sera e usarla come un buco?
Io nn sto difendendo la donna in generale, io vorrei capire cosa lamentate voi di preciso, perchè se è quello che avrei intuito (spero di essermi sbagliata) allora non ci siamo.
se perseguite degli ideali voi come persone, e anelate di condividere la vostra vita con una donna che possa capirvi ed essere sulla stessa lunghezza d’onda, ok..ma se invece aprioristicamente sparate sul sesso femminile senza neanche tentare di vedervi delle differenze, allora non ci siamo.
Rino..scusa l’ignoranza, che sono le DD e gli UU? grazie
se la società premia le “tette e culo” come le chiamo io, e la società non è certo matriarcale , allora tutti abbiamo responsabilità…ognuno per il proprio individuale comportamento…e poi c’è il potere della scelta…scegliere chi non rappresenta quello che odiamo…ma la battaglia per il buco aperto a gratis ad ogni tiramento ( che si evince da certi interventi) è misera quanto se nn di più le donne che si mercificano.
un uomo paga la cena per fottere, dice leonardo…allora che nn la pagasse…perchè se no è l’uomo per primo che valuta la donna come troia, comprabile sempre e comunque.
io faccio sesso se mi piaci, se con te mi trovo bene, e questo trovarmi bene non ha nulla a che fare con la tua posizione sociale, ma bensì con quello che hai dentro, nell’anima e nel cervello.
allora se gli uomini si pongono come dice leonardo, forse capisco perchè molte donne si pongono vendendosi…tu compri, io vendo. ma i veri rapporti umani dove stanno?????
ancora per demian…se potessi permettermelo la pagherei pure la cena per il solo piacere di farlo, e mi è capitato molte volte di andare io con la mia auto a prendere un uomo…non è questione di sessi.
tu mi piaci, io ti piaccio, allora se uno dei 2 nn ha l’auto l’altro farà quello che va a prendere, se uno dei 2 è economicamente in una posizione migliore, allora sarà più generoso.
ma ovviamente non si può mantenere qualcuno se nn se ne hanno le possibilità, e chi le ha dovrebbe aiutare l’altro a migliorarsi invece, non dando soldi, ma dando occasioni, forza, fiducia.
ma mi capite o parlo un’altra lingua?
io, io, io, io, io, io, io.
Volevo aggiungere che fottere e fare sesso non è l’unico scopo del maschio, altrimenti le donne sarebbero veramente schiave oppresse, gli uomini saremmo come i protagonisti in quel film di Pasolini sull’anarchia del potere: Salò.
Invece c’è un sopravvalutazione della donna e un rispetto più o meno forte da parte dei maschi.
Altrimenti chi pagherebbe, per poi farsi chiamare porco?
Leonardo, ho già visto che qui parlare di se in prima persona non è apprezzato, ma delle proprie esperienze io non posso farne un comune denominatore. Se dico io è perchè parlo per forza di me e di quelli che sono i miei pensieri, e non rappresentando le donne non posso pensare di parlare con un generalizzante “le donne”. c’è una risposta di cristiana al blog “sono andato a puttane” che , toni condivisibili o meno, non reputo del tutto sbagliata…ma qui pare che non si cerchi un passo in avanti…solo accusare la donna e fermarsi li. Leonardo, ti chiedo, se fottere non è l’unica cosa, cosa si cerca allora in una donna? vuoi rispondermi per quello che pensi tu, o vuoi solo parlare a nome di presunti maschi beta?
perchè noto che alle domande non si risponde mai, e questo non è certo indizio di propensione alla reciprocità.
vorrei aggiungere che non conoscendo l’età dei miei interlocutori, se si tratta di 20enni allora è un discorso, ma se avete superato i 35 è un altro. Leonardo..non conosco la tua età…ma penso tu sia molto giovane. sbaglio?
Lasam, non ti accanire con Leonardo per poi dire che qui nessuno ti risponde e che non è una propensione alla reciprocità. Non è vero e lo sai bene. Io sono stato, sono e continuerò ad essere cortese con te, però non facciamo i “furbi o le furbe”, perché qui l’anello al naso, se mai lo abbiamo avuto, ce lo siamo tolto da un pezzo…Ti risponderò appena mi sarà possibile oppure lo farà spontaneamente qualcun altro, non solo Leonardo, non ti preoccupare, non ti mancheranno gli interlocutori…Però non avere fretta e non pretendere di avere risposte pronte e immediate ai tuoi post altrimenti mi vedo costretto a dire che aveva ragione LukeCage nel suo primo commento nei tuoi confronti…
Tu qui sei trattata con il massimo del rispetto, credimi, proprio perché sei trattata esattamente come tutti gli altri, né più e né meno. Ed è il massimo del rispetto e della considerazione che possiamo avere nei confronti di una donna; trattarla come un eguale fra eguali. Tienilo bene a mente. In questo luogo non ci sono gerarchie di nessun genere, sociali, razziali o di genere. Quindi nessuna corsia preferenziale per nessuno, compreso il sottoscritto che si becca le sue critiche come tutti, come ogni tanto succede. E meno male. Insomma qui nessuno/a fa la prima donna, come si suol dire. E’ una delle regole del blog.
Ciò detto, ribadisco che siamo felicissimi del tuo contributo alla discussione. A presto!
Fabrizio
P.S. dimenticavo, siamo tutti più o meno “grandicelli”, dai 30 ai 60 anni circa…
Quella dell’ io è una cosa che si nota in tutti gli interventi femminili, che denomina un certo carattere e comportamento, diciamo, egoistico, che nel blog è stato rilevato più volte.
IO non parlerò di me e della mia età.
@Lasam
se leggi solo un articolo come quello in questione non ti può essere chiaro che cosa “vogliamo” noi (e il perchè della definizione Uomini Beta).
Ti suggerisco di leggere qui:
http://www.uominibeta.org/2009/11/29/movimento-degli-uomini-beta/
Cercherò di essere il più semplice e banale possibile.
Se io uomo incontro una bella ragazza e voglio trombarmela pensi che costei se non vesto in una determinata maniera e non le do modo di identificarmi con la sua idea di appetibilità (più una serie interminabile dei variabili che restringe ulteriormente le probabilità di un successo) allargherebbe le cosce? Secondo me no.
Se invece una ragazza che non sia da buttar via decidesse di farsi una scopata con tizio e si facesse avanti dicendo “vamos a trombar” si sentirebbe nella maggior parte dei casi rispondere “con mucho gusto”!!
Pensi di negare questa lapalissiana realtà constatabile, riscontrabile e riconoscibile da chiunque viva nella REALTÀ oppure siamo qui a disquisire sul “io farei così” e/o “ voi cosa volete” ?
Spostare la discussione sulla necessità di conoscersi e bla bla bla diventa irrilevante e fuorviante se non si è d’accordo su questa disparità nel soddisfacimento dei propri impulsi sessuali: potrei mettermi a scrivere in arabo e tu in cinese, ci capiremmo allo stesso modo.
La Cristiana a cui ti riferisci ha espresso una sua opinione che sono andato a rileggere ed effettivamente non vedo perchè si sarebbe dovuto intavolare una discussione sul fatto che secondo lei la maggior parte degli uomini fingono di essere rivoluzionari ma sono reazionari (come se io andassi in un sito frequentato da donne dicendo che molte donne fingono di essere dolci e disponibili ma in realtà sono delle arpie..come credi mi verrebbe GIUSTAMENTE risposto..?).
Per chiarezza nessuno qui sostiene che molti uomini non abbiano una mentalità rozza ed antiquata ma bada bene che costoro sono anch’essi molto gettonati per cui ti rigiro l’accusa che tu continui a rivolgerci : perchè gli stronzi ve li andate a cercare con il lanternino?
Fabrizio, quando dicevo che nn mi si risponde, non mi riferivo alla velocità di risposta (ci mancherebbe) o al fatto di dovermi rispondere per forza, ma al fatto che ad esempio Leonardo mi ha risposto ma ha disatteso le domande che gli avevo rivolto. Tutto qui.
Non intendo per nulla avere una posizione privilegiata, alla pari mi va benissimo. Non vorrei essere trattata con nessun riguardo per il mio sesso, se mai per le cose che scrivo, se per qualcuno hanno un senso di logica. E non mi accanisco contro nessuno, mi sono rivolta a Leonardo solo perchè mi aveva risposto lui.
x Lasam.
DD (o FF) sono le donne e UU (o MM) gli uomini. QM è la questione maschile e Momas il movimento maschile.
>>sono una che avrebbe potuto allo stesso modo approfittare di quel che ho tra le gambe, ma questo io non l’ho mai sentito un potere…
>>
Non sentire di avere un potere o non esercitarlo non significa non averlo.
Quando le DD dicono di non avere poteri fanno riferimento a quel che pare loro di non avere. Ma per saperlo se esiste o meno bisogna ascoltare l’altra campana.
RDV
Intervengo su alcune questioni sollevate da Lasam ed esprimo il mio punto di vista che, premetto, può anche non coincidere in toto con quanto esposto nel manifesto degli Uomini beta.
L’obiettivo che ci si prefigge con Uomini Beta è offrire il proprio contributo per dar vita a una reale parità tra i sessi. Dal momento che in questo il Femminismo ha fallito, in quanto è emerso in maniera evidentissima che non aveva di mira questo bensì esclusivamente revanscismo e acquisizione di privilegi, la “palla” passa a coloro che ritengono di avere veramente a cuore questo tema, ossia in questo caso gli aderenti/sostenitori di questo sito-blog, pur sottolineando che non tutti i partecipanti al blog si riconoscono nei punti fondanti del Movimento. Come si può operare per il raggiungimento di questo obiettivo oggigiorno, nell’anno del signore 2010?
Alcuni punti.
Abrogazione della legislazione che lede questo principio; critica a un’interpretazione della storia, di stampo femminista, che considera gli appartenenti a un sesso come i soli responsabili delle pagine più barbare del passato; critica alla visione femminista della società odierna, penetrata profondamente nel politicamente corretto oggi dominante tanto da esserne inscindibile, che considera ancora l’uomo come oppressore tout court, che alimenta un conflitto inutile tra i sessi, che alimenta il vittimismo femminile e non ascolta la voce maschile se non quella zerbina e adulatrice; rimettersi in discussione, uomini e donne, per abbandonare nella vita pratica alcuni modi di fare che non vanno verso quella direzione, per esempio, e qui mi ricollego alla discussione affrontata poco sopra, rifiutare da parte delle donne quella stupida tradizione “cavalleresca” che vuole l’uomo farsi carico di tutto il processo di “corteggiamento” e da parte degli uomini rifutare quella stupidissima considerazione della donna come di “facili costumi” se portata al “sesso fine a se stesso”, in quanto è sciocco e non “paritario” considerare in questi casi la donna “puttana” e l’uomo “grande corteggiatore e don giovanni”. Di conseguenza anche gli uomini, sotto certi aspetti, si dovrebbero dare una mossa.
Da come parli di te stessa, Lasam, mi sembra che tu sia una donna che è sulla buona strada per ricercare e applicare nella tua condotta di vita un rapporto paritario con l’altro sesso. Ciò non toglie che la maggior parte delle donne sono invece un pò restie a intraprenderlo. Per questo ci si rivolge anche a loro perchè prendano atto che ciò che si sta costruendo non è una vera parità, bensì un capovolgimento nelle posizioni di potere.
Insomma, tutto molto politicamente scorretto e diffcile da ottenere, non solo per la chiusura femminile a riguardo, ma anche per l’incapacità maschile di prendere atto dello “spirito” dei tempi, della quale abbiamo avuto numerose testimonianze.
@lukecage…scrivi”Se io uomo incontro una bella ragazza e voglio trombarmela pensi che costei se non vesto in una determinata maniera e non le do modo di identificarmi con la sua idea di appetibilità (più una serie interminabile dei variabili che restringe ulteriormente le probabilità di un successo) allargherebbe le cosce? Secondo me no.
Se invece una ragazza che non sia da buttar via decidesse di farsi una scopata con tizio e si facesse avanti dicendo “vamos a trombar” si sentirebbe nella maggior parte dei casi rispondere “con mucho gusto”!!”
Tu pensi davvero che la donna ti si trombi se hai un certo vestito? e per quanto riguarda l’appetibilità..bè…se nn sei appetibile (che io traduco però come piacevole ai miei occhi, e non col conto in banca)perchè dovrei mangiarti? e ti faccio notare che poi usi “una ragazza che nn sia da buttare via” e allora mi domando…la bruttina, o la racchia..non hanno lo stesso diritto di trombare di un uomo beta? e perchè allora a lei sarebbe più difficile sentirsi dire con mucho gusto?
io non nego la realtà, che però non descriverei come fai tu, ma semplicemente direi che l’uomo(per fortuna non tutti) si tromberebbe ogni bella ragazza che incontra, mentre per la donna è leggermente diverso. Questo leggermente diverso vuol dire che la donna (io speravo pure l’uomo) da al sesso anche un significato diverso. Se questo è dato da un fatto culturale che appunto vede l’uomo macho e la donna troia se seguono lo stesso comportamento ti dico che è molto probabile. Ciò non toglie che l’essere umano debba secondo me distanziarsi dall’animale che segue solo il proprio istinto, e proprio per questo sarebbe auspicabile che quella che è la sessualità venga vissuta si liberamente, ma questo non significa darla a tutti!! liberamente significa saper esprimere se stessi, le proprie fantasie e i propri desideri sessuali, col partner..che deve avere la stessa lunghezza d’onda.
quello che dici tu è semplice accoppiamento tra estranei…dare sfogo a pulsioni animali senza un minimo di sentimento. sei bella? ti scopo. forse sta qui il problema…nelle coppie, perchè poi l’uomo non ti scopa più, o ti scopa sempre allo stesso modo…perchè lui vorrebbe solo possedere un altro corpo, la novità lo eccita ed è incapace (generalizzo, ovvio) di creare un rapporto vero con una donna che non sia solo bella, ma che condivida con lui idee e un certo modo di vedere la vita.
Parli di disparità nel soddisfacimento degli impulsi sessuali…ma ti rendi conto che anche la donna racchia ha gli stessi impulsi, e allora che dovrebbe dire? mi fa sorridere l’idea che pare radicata in questa visione: uomo beta (che deduco..bruttino)vuole avere il santo diritto di trombarsi la bella donna…perchè se no c’è disparità nel soddisfacimento degli impulsi. hahahah…perchè non chiedi ad una donna brutta se vuole essere trombata? magari ti stupiresti della risposta(qualsiasi essa sia)
Sono convinta che seppur nella vita la sessualità abbia un gran peso, ci siano anche cose più elevate da ricercare, per se stessi, per raggiungere un grado di evoluzione che possa permetterci di definirci umani e non bestie.
Per quello che riguarda l’ntervento di Cristiana, bè..io non mi riferivo a quello che hai sottolineato tu, adesso nn so, magari ha fatto più di un intervento e nn mi sono spiegata bene. Certo che se il rivoluzionario che è in te vorrebbe la donna ( che sia però bella, sia chiaro) disponibile sessualmente sempre e comunque, mi pare un pò a livello dell’uomo della pietra…più che reazionario direi ^_^
rino..ma allora sono gli uomini a darmi quel potere?
anche se non lo voglio? anche se non lo vivo come un potere?
e da donna, che dovrei fare? darla a tutti cosi almeno mi libero di un potere che nn sento mio? hhhahahahha..scusa la risata…non so come mettere una faccina che faccia capire il mio stato d’animo.
DD-FF-UU-MM…semplici donne e uomini…forse questo uso di sigle è per comodità?
quindi adesso che capisco la tua precedente affermazione, ti dico…il fine è giustamente non avere secondi fini, ma è cosi? se è vero che la donna ha il fine di approfittarsi dell’uomo in termini economici, allora l’uomo ha il fine di approfittarsi della donna fisicamente. Qui capisco allora il vostro dire…anche la donna dovrebbe approfittare dell’uomo in termini fisici, non sentendolo come un approfittare ma come una cosa normale. quindi vorreste che la donna fosse mossa dalla stessa bestialità(perchè di questo si tratta). senza neanche la possibilità di scegliere a chi darsi fisicamente, se no farebbe distinzione (alfa/beta). Mò vi vorrei vedere chiederla a tutte le donne che non vi piacciono fisicamente…poi ne riparliamo.
Se invece non ho capito…sono qui per capire meglio.
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=13606715
Iasam, si vede che non hai letto il sito. “Uomo Beta”, infatti, non significa “bruttino”, ma maschio appartenente alle classi non dominanti, al di la del suo aspetto fisico ed esteriore.(io ad es. sono un uomo beta, ma non mi ritengo affatto “bruttino”)
Inoltre, vorrei rammentarti una abissale differenza tra uomini e donne nella scelta del partner.. Un uomo, se la scoperebbe una donna bruttina, certo, è normale che preferisce una bella, ma comunque una scopata se la farebbe con una bruttina(se lei si dichiara, ovvio). Mentre una donna, mai e poi mai si farebbe scopare da un uomo che lei ritiene “bruttino”(bruttino secondo i canoni mediatici, perchè come sappiamo le donne si lasciano maggiormente influenzare dai media). Questo, per quanto concerne, una semplice relazione sessuale. Invece, per quanto riguarda una relazione lunga e progettuale, vale un concetto analogo: un uomo sposerebbe una donna disoccupata, mentre una donna non sposerebbe mai un uomo disoccupato.Poi, ovviamente, vi sono eccezioni nell’ uno e nell’altro caso che non violano la regola.n
Morale della favola: se un uomo è “bruttino” non ha possibilità di scopare, se poi è anche disoccupato, o precario, nemmeno avrà la possibilità di convivere o di sposarsi. Mentre, una donna, a parti invertite, queste possibilità ce le avrà comunque.
Iasam, queste cose non vanno a vostro onore.Queste selezioni le trovo disumane e razziste.
Lasam, sto seguendo i tuoi ultimi post, perdona l’estrema franchezza ma come forse già ti ho spiegato, il sottoscritto qui non recita la parte del moderatore tradizionale ma esprime il suo pensiero come tutti gli altri.
Mi pare che stai scendendo gradualmente di livello rispetto al tuo primo post nel quale ti eri espressa in modo interlocutorio nei nostri confronti. Peraltro mi ero anche premurato di correggere un leggero eccesso di chiusura di Luke nei tuoi confronti che mi sembrava improprio e inopportuno.
Francamente penso che, forse, tu possa fare e dare di più alla discussione che non ripetere litanie scontate e ascoltate fino all’inverosimile. Del tipo “dare sfogo a pulsioni animali senza un minimo di sentimento”, oppure “Ciò non toglie che l’essere umano debba secondo me distanziarsi dall’animale che segue solo il proprio istinto, e proprio per questo sarebbe auspicabile che quella che è la sessualità venga vissuta si liberamente, ma questo non significa darla a tutti”, oppure ancora “uomo beta (che deduco..bruttino)”, e ancora “anche la donna dovrebbe approfittare dell’uomo in termini fisici, non sentendolo come un approfittare ma come una cosa normale. quindi vorreste che la donna fosse mossa dalla stessa bestialità(perchè di questo si tratta)”…
Per non parlare di tutto, e sottolineo TUTTO il tuo commento in risposta all’articolo di Barnard “Un cane che si morde la coda”. Una sequela di banalità e luoghi comuni veramente desolanti, dal mio punto di vista.
Più sghignazzamenti e atteggiamenti vari, che si leggono fra le righe e le pieghe dei tuoi interventi, che in realtà mal celano la tua vera volontà che non è quella del dialogo, a mio parere. Te lo dico sinceramente. Altre donne sono intervenute, anche in modo critico, ma il loro atteggiamento era molto diverso dal tuo. Naturalmente ce ne sono state anche altre che hanno avuto comportamenti offensivi, aggressivi e provocatori. Tu non sei fra queste ultime però ciò che leggo nelle tue parole non è un autentico desiderio di confronto.
Naturalmente tu mi risponderai che non è così ma quello che conta non è ciò che noi pensiamo ma quello che gli altri avvertono dalle nostre parole. E io avverto una profonda ostilità da parte tua e anche una punta di disprezzo (questi continui riferimenti alla “bestialità” della pulsione sessuale maschile non sono una gran bella cosa, credimi…). Gli uomini sarebbero “animaleschi” e le donne le “sentimentali”… Ma su, cerchiamo di dare qualità alla discussione e di fuoriuscire da questi luoghi comuni scontati, banali, miseri sotto ogni punto di vista.
Ovviamente, sia chiaro, sei liberissima di esprimere le tue opinioni, però io credo che si possa fare di meglio…
Può anche darsi invece che questo sia effettivamente quello che sei in grado di dare e nulla più (in questo caso ti ringrazierei lo stesso del tuo contributo), però, se ti interessa (e molto probabilmente no) questa è la mia opinione. Non sono certo un giudice ma solo un uomo a cui, leggendo le tue parole, come si suol dire, cascano le braccia. Scusa ma non riesco a dire altro. Stavo per cominciare a scrivere una risposta più articolata alle tue argomentazioni ma poi ho desistito. Non ero motivato a farlo. Se vuoi riflettici altrimenti infischiatene. Fai come vuoi.
Fabrizio
lasam: Non intendo essere privilegiata, alla pari va benissimo. Non vorrei essere trattata con nessun riguardo per il mio sesso
—————————————————————————-
Ecco, questo smonta ogni propaganda femminista, che altro aggiungere?
Riguardo alla bestialità della sessualità maschile è un altra fandonia, molti uomini si sentono lusingati da questi insulti femminili. Ma le donne invece sono sicure della gentilezza maschile, e la sfruttano per il loro potere.
Anche la più brillante e motivata delle donne avrebbe delle SERIE difficoltà a capire e contribuire alle tematiche qui trattate per il semplice fatto che calarsi dalla parte di LUI è una cosa impossibile per “l’altra metà del celo”.
Tra l’altro la cultura e la vulgata corrente non contempla il fatto che una donna debba intuire conoscere le esigenze maschili (per lo meno nelle fasi iniziali dell’approccio/conoscenza), quindi ogni congettura fatta da una donna su come un uomo debba comportarsi o cosa è lecito debba desiderare andrebbe accolta con il sorriso con cui si assiste ad un bambino/a che si cimenta in un compito al di sopra delle proprie possibilità.
Il problema delle donne come Lasam è che capisci subito dal modo di porsi e dalle scelte linguistiche adottate sin dalle prime battute l’effettiva volontà di affrontare un compito già di per sè arduo (le ho scritto che negando certi presupposti è come comunicare adottantdo lingue diverse ma è stato inutile…).
Lasam si sta un pò divertendo con noi, l’autoironia non ci mancherebbe se solo non servisse spesso come sistema di difesa (questo per tutti/e).
Ciao Lasam, oggi ho letto i tuoi interventi, desidero per un attimo allontanarmi da quanto persegue il manifesto per dialogare con te, da uomo a donna.
Per fare cio’, sarebbe opportuno sedersi di fronte ad una tazza di caffè, ma questo significherebbe che io avrei dovuto trovarti, ma diciamolo, sarebbe più giusto dire che AVREMMO DOVUTO TROVARCI, bene.. partiamo quindi da questa PARITA’: ci troviamo in un luogo/locale X.
Ora, in questo luogo X, a meno che il sottoscritto non si faccia avanti, tu non lo avresti fatto, sorvolo su aspetti secondari non di seconda importanza per voi donne (piu’ volte disquisito in questo ed altri articoli, generalizzerei è vero, ma tu ed io non siamo la maggioranza, e la maggioranza, in democrazia, crea forza di opinioni, di decisione e di posizioni sociali, e questo credo tu lo sappia bene)
Continuando siamo gia 1-0 per me, proseguiamo.. sappiamo entrambi benissimo cosa succede al primo approccio, ci si propone velocemente con argomentazioni piu’ disparate, raramente si parla del proprio io, appare ovvio non trovi?, ma mentre l’uomo cerca di essere se stesso, spesso sa che non puo’ esserlo, perchè egli parte sempre svantaggiato, sente l’onere del corteggiamento dovuto, il fatto di essere comunque e sempre brillante, deve argomentare su diversi campi, evitando di essere monotematico, tanti di questi aspetti sono paragonabili allo zapping televisivo, e allo stesso tempo deve: stare attento ai messaggi sia corporei che visivi che le lancia la lei di turno e via dicendo; Tutto questo mentre lei e’ li, tranquilla, giudice dei tuoi comportamenti e del tuo modo di fare, a lei poco importa di sapere tu chi sia, non si pone generalmente in maniera accomodante, non si preoccupa di fare altrettanto, lei e’ li a giudicare e basta.. alla fine della fiera se lui e’ stato abbastanza brillante, simpatico, carino, gentile, sensuale, etc etc, e ti chiede di rivederlo (da notare sempre LUI che chiede il numero di telefono) allora la lei di turno DECIDERA’ se ha passato l’esame o meno..
Ritornando al nostro incontro, Lasam, è molto probabile che accada quanto sopra anche con te, inoltre stai sicura che all’atto di pagare, sarò io ad avvicinarmi alla cassa o piu’ semplicemente a chiedere “quant’è?” al cameriere che ci ha portato i caffè, per voi e’ visto come un fatto DOVUTO (Leggasi galateo), cosa che inevitabilmente ccozza contro quanto asserisci nei tuoi replies, oltre che porsi le domande: ma perchè deve sempre l’uomo assumersi l’onere di tutto il processo conoscitivo e l’inevitabile conto finale? in barba ovviamente alla tanto decantata distanza che si evince dal tuo commento:”un uomo paga la cena per fottere, dice leonardo…allora che nn la pagasse…perchè se no è l’uomo per primo che valuta la donna come troia, comprabile sempre e comunque.” allora cerchiamo di capire: quando questo e’ visto come galateo? e quando viene comparato ad un acquisto sessuale? ai posteri l’ardua sentenza..
siamo gia 3-0 per me Lasam,(approccio, contatto e 1° pagamento) per capire una perfetta sconosciuta, ho dovuto superare gia’ i primi tests, tu ti sei limitata a giudicare e decidere, e tutto questo senza una benchè minima “BESTIALITA’ SESSUALE” neanche accennata.
potrei continuare ma credo che hai compreso cio’ che voglio esprimere, la tanto decantata parità non solo non esiste, ma esiste una differenza sostanziale sia di pensiero, sia di relazionarsi sia di risultato, nonostante le innumerevoli variabili poste in essere, e’ certo che l’onere di tutto risulta sempre a carico dello stesso soggetto: l’uomo! la donna si arroga PRIVILEGI e null’altro, il piacere quindi, specie nelle prime fasi conoscitive, e’ sempre unilaterale, è sempre l’uomo che si pone, si mette sotto esame inevitabile, paga ed alla fine e’ persino giudicato!
Ora, alla luce di quanto affermi, ritengo che tu sia una donna matura, qundi disquisiamo forse di altri anni, magari una ventina di anni or sono, ed infatti la denuncia che sussiste in questo sito vuole evidenziare come da una 30ina d’anni piu’ o meno le situazioni si siano stravolte, ergo prendere ad esempio la tua esperienza senza avere il coraggio di guardarsi oggi a 360°, equivale come ti dicevo ad aria fritta perchè, bada bene, che chi ti scrive, come il sottoscritto, non è una persona poco piacevole, emarginata, sporca, poco affine alla dialettica, al personale, e quant’altro, al contrario, è una persona che, pur avendo una propria vita relativamente tranquilla, normale, vive molti luoghi e desidera porsi in maniera costruttiva dinanzi alla QM che appare sempre piu’ evidente, chiaro.. se tu rimani nel tuo guscio, non ti informi, non hai merito costruttivo in nessuna discussione, ergo è totalmente inutile andare sul personale, come hai fatto tu, per distruggere quello che, al contrario, generalmente accade! se la pensassi come te, agissi come te, molto probabilmente anche io penserei che Fabrizio Marchi e’ un inetto e tutti gli altri betini ed idioti.
Detto questo ti vorrei far riflettere che se è pur vero che siamo in una società “tette e culi” è anche vero che c’è chi si presta a dare quelle tette e quei culi! ergo la tattica di passare la palla sempre all’uomo non regge, in quanto mentre solitamente quelle tette e culi di cui parli appartengono a fighe della madonna che mai e poi mai la darebbero per amore ad un idraulico, è anche vero che la danno ben volentieri al 50enne grafico che le ha ingaggiate per tale spot, e stai pur certa che io, personalmente, posso dirti di avere, ad oggi, due amanti con qualche problema fisico (linea, o bassine senza molto seno) ma sono delle PERSONE straordinarie, DONNE fantastiche, alle quali non ho esitato a donare la bacchetta magica, e non per spirito umano.. al contrario.. trovo che facciano sesso molto meglio di tante fighe di legno che mi sono capitate.. e qui chiudo la parentesi personale ma non prima di dirti che, a detta delle mie amiche, sono un bel tipo! alle quali rispondo sempre con un GRAZIE! e relativo bacio e piccole coccole, cosa che la strafiga in abiti da ginnastica, al Barnard di turno, non si sognerebbe mai di fare.
Velocemente, concludendo, cerchero di rispondere alle tue domande:
D:”che gli devo dire a donne che facendo come fanno hanno l’uomo figo, ricco, che le mantiene e che danno pure della sfigata a me? o della poco furba?” semplicemente rispondi loro che valgono quanto l’altro e’ stato disposto a pagare, ed aggiungerei che sono delle vere e proprie BESTIE (giusto per le pari opportunità, in quanto se e’ vero che noi pensando alla figa siamo bestie, chi mercifica la vulva non puo’ essere certo meglio..)
D:”Ma qui poi..di cosa si disquisisce in fondo?” http://www.uominibeta.org/2009/11/29/i-principi/, e se non lo hai capito ancora, comprenderai perchè molti non hanno voluto argomentare con te..
D:”Cosa volete voi maschi beta?” come sopra.
D:”che ogni volta che vi tira ci sia una donna che è pronta e felice di soddisfarvi?” a parte che questo e’ un problema che non sussiste, in primis in quanto c’è sempre qualche donna realmente emancipata che attua con piacere il sesso ludico, ma se proprio si e’ fuori dalla media della selezione attuata dall’altra parte del cielo e precari, c’è sempre l’evenienza di qualche gentile donzella che lo attua a pagamento, basta aprire qualsiasi quotidiano per capirsi.. alla faccia delle belle e pie premesse femminili..e comunque si discute di come è USATA LA VULVA per ottenere privilegi e potere, perchè stai tranquilla che se alla donna conviene, si fa anche il 60enne pur di avere un posto di privilegio (ti suona nessun paragone in testa???)
D:”ma nn sapete che anche le donne si masturbano e forse proprio perchè in un rapporto a 2 , il sesso è il completamento di una serie di cose? e che migliora con la conoscenza? ma cosa pretendete se volete cambiare una donna a sera e usarla come un buco?” questo completamento di “cose” implica sempre una sudditanza della vulva da parte dell’uomo (leggasi sopra) ergo se cio’ non accade, voi pur di non fare sesso ludico e di mettervi in discussione, perchè tutto vi E’ SEMPRE E COMUNQUE DOVUTO per la patata che avete tra le gambe, preferite masturbarvi.. ora chiediti se non e’ vero quello che ha evidenziato Rino, ovvero che non usare un potere NON SIGNIFICA non averlo.. ma sopratutto che la gestione sessuale femminile non è mai FINE A SE STESSA!
D:”Io nn sto difendendo la donna in generale, io vorrei capire cosa lamentate voi di preciso, perchè se è quello che avrei intuito (spero di essermi sbagliata) allora non ci siamo.” Non solo non hai capito, fai finta di non capire e per capire argomenti sterili opinioni (trite e ritrite) alle quali risulta difficile dare un apporto costruttivo alle tematiche espresse, lo dimostra la tua successiva supposizione:”se perseguite degli ideali voi come persone, e anelate di condividere la vostra vita con una donna che possa capirvi ed essere sulla stessa lunghezza d’onda, ok..ma se invece aprioristicamente sparate sul sesso femminile senza neanche tentare di vedervi delle differenze, allora non ci siamo.” Questo ritengo sia l’evidenza di quanto affermo.
D:”poi c’è il potere della scelta…scegliere chi non rappresenta quello che odiamo” Chi sceglie e’ sempre la donna, difficilmente l’uomo, non ci raccontiamo barzellette per favore, certo.. questo a meno che tu non sia un vero figo.. e prima che tu faccia un paragone, sappi che ci sono uomini che provano approcci con le bruttine, ma come spesso accade, esse in preda alla sindrome emulativa femminista, si sentono nella medesima posizione delle strafighe, ergo se un uomo e’ bruttino, sa di esserlo, abbassa i suoi target, cerca di essere brillante e propositivo, e non disdegnerebbe sesso con una bruttina, che, al contrario, non solo non si rende conto delle sue reali potenzialità, ma per il solo fatto di avere la vulva si arroga sempre e comunque privilegi da superfiga!
D:”allora se gli uomini si pongono come dice leonardo, forse capisco perchè molte donne si pongono vendendosi…tu compri, io vendo. ma i veri rapporti umani dove stanno?????” stanno dietro la sessualità che voi VENDETE direttamente o, spesso, indirettamente e noi siamo obbligati a comprare, solo che non sempre sono sufficienti i soldi, esempio usufruire della prostituzione, ma per andare con una donna “normale” serve ben altro! e spesso non solo non e’ sinonimo di un sano rapporto sociale, ma non sfocia neanche in una veloce fellatio o (personalmente preferito) cunnilinguo! figuriamoci a fare sesso! ma una cosa e’ certa.. qualcuno avraà pagato solo per provare a vedere cosa poteva accadere in un rapporto.. e quel qualcuno e’ sempre l’uomo (beta), gli alpha scelgono al pari delle donne.. tranquilla!
D:”ancora per demian…se potessi permettermelo la pagherei pure la cena per il solo piacere di farlo,” se non puoi permetterti una cena basta un caffè, un gelato.. sai quante volte in ufficio urlo:” chi vuole un cafeeeee???” ora.. un caffè alla macchinetta costa 25 cents, credi che nessuno dei miei colleghi/ghe possa permettersi un caffè?? certo che si! ma e’ il GESTO che conta! la GENTILEZZA! la CONSIDERAZIONE dell’altro! voi quindi non solo vi lamentate di non poter fare quello che obbligate a fare a qualsiasi uomo, ma non fate neanche il minimo!
D:”..e mi è capitato molte volte di andare io con la mia auto a prendere un uomo…non è questione di sessi.” gia’ e’ questione di mentalità, ma tu sei l’eccezione che conferma una regola..
D:”tu mi piaci, io ti piaccio, allora se uno dei 2 nn ha l’auto l’altro farà quello che va a prendere, se uno dei 2 è economicamente in una posizione migliore, allora sarà più generoso.” Sul fatto dell’auto non ci piove.. e’ il mezzo inevitabile per vedersi.. ma sulla seconda situazione sono TOTALMENTE contrario, dove stà scritto che, in quanto uomo, debba sempre pagare di tasca mia una SCONOSCIUTA? perchè l’onere e gli oneri relativi alla relazione debbano sempre e comunque essere dell’uomo? economicamente piu’ forte vallo a dire anche quando esci con le amiche!! li stranamente pagate tutte alla romana!!!
Alle altre domande non ho risposto perchè dirette ad altri o semplicemente prive di fondamento o, in alcuni casi, in quanto hai dato, come molte donne, risposte su basi PERSONALI che mal si conciliano con la generalità dei fatti esposti.. o piu’ semplicemnte perchè credo di aver scritto anche troppo
Probabilmente la mia cultura non mi permette di essere migliore di quel che sono, ma sto sforzandomi di avere un dialogo, seppur naturalmente in questi miei scritti traspare il mio carattere( che può non piacere..ovvio)
se ogni cosa che dico l’avete già sentita, molto bene…scusate, io non posso leggermi in un giorno tutti gli argomenti e i commenti o sapere cosa avete già sentito o no.
Il mio riferirmi alla bestialità maschile non era tanto un mio pensiero tanto quanto ho colto in molti interventi, che vedono mettere il sesso in primo piano…ed incolpare la donna perchè non la da a chiunque.
Non mi calo nella parte di uomo perchè non lo sono e non posso supporre (come viceversa invece voi fate) quello che un uomo può pensare..tento di capirlo facendo domande.
Se nego certi presupposti non posso avere un dialogo (mi dice LukeCage)…ma io non li ho negati e basta, io ho tentato (cervellino di donna…hè) di spiegare perchè li negherei questi presupposti almeno per come li ha posti lui. Però sulle mie parole che spiegano quanto fosse intellettualmente disonesto il suo modo di porre la questione…non vedo repliche o tentativi di capirle o di spiegarmi dove mi starei sbagliando.
Non siete obbligati a farlo, ovvio…forse ho frainteso lo scopo di questo posto, forse si preferisce cantarsela e suonarsela, e dare della banale a chi tenta una sorta di dialogo.
Non mi sembra di avervi giudicato, nè di avervi dato dei maschilisti o altro, ma voi invece lo fate con me dandomi della banale, di quella che poverina, ci prova ma nn ce la può fare. Sarebbe semplice per me scrivere che state solo dicendo un mucchio di idiozie nei vostri blog, ma questo mi metterebbe in difetto, perchè giudicherei senza prima tentare di comprendere.
Icarus10…chi te lo ha detto che una donna non se lo scoperebbe un bruttino solo per una storia di sesso? cosa ti rende sicuro di questa cosa? “come sappiamo le donne si lasciano più facilmente influenzare dai media”…ma come sappiamo chi??? ma da quale presupposto fai questa affermazione? c’è uno studio su questo? e fatto da chi?…insomma…certe cose che vengono spacciate come CERTE…a me nn lo sembrano affatto. La tua “morale della favola” icarus10…non appartiene a questo mondo…appartiene di più a idee che ti sei messo in testa…e vedi il tutto dietro a questa ottica. se io donna non lavoro…come posso pensare di convivere o sposarmi??? sarei una persona responsabile?? ed ovviamente per un uomo è lo stesso. e la colpa è del sistema se manca il lavoro, non certo delle donne. quella selezione di cui parli la fai tu per primo, ma tu vedi sposati solo belli e ricchi?? siamo seri per favore.
Fabrizio, le risate che faccio sono sinonimo di un mio carattere, che è aperto al dialogo, e vorrebbe interlocutori che lo alzassero di livello…perchè se io sono scesa di livello è stato proprio per rispondere a quello che mi era stato scritto…ma tu leggi gli interventi dei ragazzi qui?…se nn volessi dialogare nn starei qui a scrivere, per divertirmi farei altro, e nn trovo mai divertente prendere in giro le persone…magari faccio qualche battuta, ma sempre in funzione dell’apertura e nn della chiusura. Non sei motivato a darmi delle risposte più articolate, benissimo. Posso pensare che non sai darmele se nn ripetendo che sono io la banale e che vorresti alzare il tono?..posso…ma nn lo faccio…e certo se nn ti ho motivato a rispondermi mi spiace e nn posso costringerti. Però in questo modo il dialogo è bello che chiuso, no?
La prima volta che ho letto QM..ho pensato subito a quella italiana (questione meridionale) irrisolta..praticamente da sempre. Mi chiedo: visto che fare l’amore e’ una cosa stupenda e che ci si diverte tanto solo quando ci si diverte insieme..non sara’ solo un problema di comunicazione..tutta questa bella tensione intellettuale intorno ai ruoli e alle specificita’ di genere? Non dimentichiamo che l’emancipazione femminile (leggi lavoro,diritto al voto, contraccezione) sono cose molto recenti rapportate alla tradizionale relazione tra i sessi. Fino a pochi decenni fa una donna con un rapporto sessuale fuori dal matrimonio rischiava ..il cataclisma..ed e’ normale che alcuni comportamenti restino oggi come retaggio ingiustificato..ma non mi pare così insopportabile. Vero e’ che l’uomo spesso fa il primo passo e che la donna tende a scegliere chi merita andare avanti, pero’ lui ha gia’ fatto la sua selezione e non solo per l’aspetto fisico ma per quel non so che…che tanto ci piace nelle persone che abbiamo accanto. La qualita’ di un amante, le donne lo sanno bene, non dipende certo dalla bellezza e ancor meno dal conto in banca.Certamente ognuno di noi fa della propria vita cio’ che vuole e sceglie per cosa vivere..pero’ la maggioranza delle persone non vorrebbe sciupare la propria esistenza e amerebbe tanto ..emozionarsi..ogni volta. La maturita’ in questo senso aiuta molto perche’ impari a stabilire altre priorita’ e a scegliere con maggiore consapevolezza. Per certi versi mi sento di avere scoperto il sesso..tardi grazie a uomini che lo vivevano come momento di grande condivisione..non solo fisica. Se c’e’ intelligenza, garbo, rispetto e stima da entrambi le parti, la questione del conto non esiste perche’ nessuno penserebbe a sfruttare..la circostanza..figurarsi la persona. Mi viene da tornare alla questione posta all’inizio..ma la comunicazione, lo scambio, la curiosita’ e l’empatia che attrae due persone specie al’inizio..dov’e'? Siamo sicuri che in questi locali colla musica in sottofondo e qualche megavideo..e la nostra intera giornata accompagnata da un ineliminabile brusio..permettano a due persone il silenzio, il tempo, la cornice adeguata per aprirsi..senza troppi convenevoli? Ho qualche dubbio..resto pero’ aperta e fiduciosa nei confronti di un probabile incontro delle menti ..prima e dei sensi..poi. Anna
Allora, lasam, il tuo tono ironico e sarcastico mi irrita un pò, io con te non sono sarcastico, perciò cerca di rispettarmi come io sto facendo con te..Io sto parlando di comportamenti medi e non sto assolutizzando, è ovvio quindi che ci possano essere anche eccezioni e sfumature diverse, però, sono eventi minoritari rispetto alla media. Io non ho detto che non vi possono essere donne che hanno avventure sessuali con uomini “bruttini”, ma è ovvio che sono una minoranza, e che il loro numero è di gran lunga minore rispetto a quanto non sia tra gli uomini: è ovvio, se così non fosse, non ci sarebbe tutto questo consumo di materiale pornografico e ricorso a pagarsi una prostituta tra i maschi. Un uomo, sessualmente è “cacciatore”(non nel senso di stupratore, ma di colui che richiede in continuazione di far sesso), quindi è ovvio che si “accontenta” di un pò di tutto, quindi anche di una donna non avvenente, mentre la donna, quindi, tende ad essere più selettiva in quanto nelle donne la domanda di sesso(cioè la richiesta) è minore a quella maschile, perchè se così non fosse, allora anche tra le donne vedremmo questa richiesta di sesso a pagamento e consumo di pornografia. E invece no. Ecco perchè una donna “bruttina” ha molte più possibilità di far sesso rispetto ad un uomo “bruttino”, proprio perchè la richiesta(in economia, “Domanda) maschile di sesso è molto maggiore di quella femminile, e quindi una donna “bruttina”, se vuole, ne può trovare di sesso a volontà. Mi fa rabbia che neghi questa evidenza,e per piacere non citarmi qualche tua esperienza o magari di qualche tua cugina o amica, le eccezioni non violano la regola.La sessualità maschile e femminile, e quindi anche le loro esigenze, sono diverse.
Per quanto riguarda l’aspetto economico, cerca di non barare con me. E’ ovvio che se nessuno dei due lavora non ci si può sposare, però se lei lavora, non sposerà mai un disoccupato. Mentre un uomo, sì(cioè se lui lavora e lei disoccupata). Anche in questo caso, bada di non citarmi qualche eccezione o tua esperienza personale, per cercare di negare spudoratamente l’evidenza dei fatti.
@Lasam:
Scusa se te lo chiedo Lasam….come si chiama questo sito?
Di che cosa tratta?
Se non rispondi a queste due domandine vuole dire che sei qui solo a perdere tempo,il che sarebbe un problema tuo e di chi sceglie di darti corda…
Il motivo per cui non ti rispondo te l’ho già spiegato : parliamo lingue diverse, tu non accetti determinati presupposti e io non accetto come tu poni le questioni ergo mancano i requisiti minimi affinchè tra me e te possa sussistere un dialogo, nulla di personale.
p.s.:Non pensare che qui siamo una manica di sprovveduti che non si è accorta degli espedienti dialettici di cui ti servi per avere sempre l’ultima parola, contraddicendo chiunque e ricorrendo al mantra “non mi avete risposto” e/o “ignorate le critiche” cosa che hai fatto disonestamente sin dal tuo primo commento (una falsità ripetuta costantemente finisce per avere l’effetto di una verità inconfutabile,ma questo tu lo sai bene..per caso lavori per una nota emtittente televisiva privata?).
@Anna: succedeva un cataclisma perché un rapporto fuori dal matrimonio significava dare sesso gratis agli uomini, invece, gli uomini sotto ricatto, dovevano prendersi tutte le responsabilità e pagare sia la moglie che le prostitute, e malgrado il femminismo, oggi non è cambiato molto.
@Leonardo:il cataclisma succedeva perche’ restava facilmente incinta..il “seduttore”..non sempre si prendeva le sue responsabilita (complice una societa’ che lo giustificava) e la poveretta che non poteva neanche abortire, donava il figlio alla “ruota” o alla balia (i brefotrofi erano pieni). In questo ultimo caso, per mantenerlo, finiva nelle casa chiuse e ogni 15 giorni scorrazzava su e giu per l’Italia..o pensi che a fare le prostitute andassero ragazze naturalmente portate come scriveva il dott. Lombroso?Forse un po’ di ritrosia da parte delle giovinette era giustificata..non ti pare? Oggi non e’ piu’ così e meno male (grazie a degli uomini che hanno inventato la pillola o parlato di sesso in modo nuovo..vedi freud) pero’ i costumi quando cambiano non cambiano per tutti,allo stesso modo e nello stesso momento. Io credo ci sia spazio per tutti i punti di vista e per ogni scelta personale, perche’ confido nello scambio e nella comunicazione. Ho molte amiche e ti posso assicurare che hanno tutte stili di vita molto diversi, alcune sono veramente “trasgressive” altre decisamente piu’ accomodanti..eppure le ho viste felici solo quando si sono innamorate…Non so come funziona negli uomini..pero’ io credo che un punto d’incontro si puo’ trovare..
@Anna:
“(Omissis)..Ho molte amiche e ti posso assicurare che hanno tutte stili di vita molto diversi, alcune sono veramente “trasgressive” altre decisamente piu’ accomodanti..eppure LE HO VISTE FELICI SONO QUANDO SONO INNAMORATE…Non so come funziona negli uomini..pero’ io credo che un punto d’incontro si puo’ trovare..”
Questo è il punto focale, L’uomo da sempre distingue il SESSO LUDICO (Fine a se stesso) dall’AMORE (Sentimenti), chiaro che ENTRAMBI, in una situazione AMOROSA, stiano meglio, essa coniuga in maniera sublime, naturale e completa, l’incontro tra due PERSONE che si danno l’uno verso l’altra, completamente, anima e corpo, SENTIMENTI e SESSUALITA’, senza nessuna aspettativa nè doppi fini, l’uno verso l’altro, questa reciprocità d’intenti viene vista come AMORE. Detto questo si puo’ evincere che, se l’uomo riesce a DISTINGUERE e GESTIRE il SESSO LUDICO (fine a se stesso), la donna, al contrario, non ce la fà, non gli riesce! PERCHE’? come si evince dai comportamenti, dal modo di vestirsi, di atteggiarsi, di selezione, di giudicare, della mancanza di reciprocità dialettica, di educazione civica, di relazionarsi in maniera equa, di aspettarsi privilegi e quant’altro mi sia dimenticato di sottolineare, la donna non è capace di una sessualità ludica in quanto NON RIESCE A SCINDERE l’atto SESSUALE LUDICO (Fine a se stesso), senza un coinvolgimento EMOTIVO (leggasi sentimenti), questo va letto come farfalline dentro lo stomaco, atmosfera, situazione intrigante ed altro che MAL SI SPOSA con l’esigenza sessuale ludica di cui si parla, in quanto GENERA nella donna aspettative disattese, illusioni, coinvolgimenti affettivi non ricambiati, fischi per fiaschi, lucciole per lanterne ma sopratutto porta ad essere INGANNATE dal classico belloccio o dal tipo che ha capito che, anzichè svegliarvi e dirvi in faccia cosa sinceramente vuole, usa queste vostre aspettative per arrivare alla vulva! e ci riesce! tanto per voi dopo risulta facile darvi scusanti emotive dando degli stronzi alla categoria! non ti pare?
Non solo! proprio per questa incapacità di scindere, la maggior parte di voi vive una vita sterile, non vuole essere trattata “come una di quelle”, ma spesso lo diventa! saltando da un letto all’altro, da un’auto all’altra, consumando brevi storie di sesso (perchè queste sono) alle quali avete riposto aspettative amorose puntualmente disattese dall’uomo, in altre parole per l’uomo era semplicemente sesso, sesso ludico, ma ha dovuto porre in essere tutta una serie di situazioni per farvi aprire le gambe, presentandovi il conto dopo, perchè a DIRVELO CHIARAMENTE, rispettandovi in quanto PERSONE, sarebbe un NO! al 100%!! Voi per ovviare alla realtà dei fatti, spesso spacciate queste situazioni per “si.. ho avuto qualche storia.. ma nulla di particolarmente importante..”, negando non solo l’evidenza dei fatti, ma dando sempre alla categoria maschile l’appellativo di stronzi di quanto vi è accaduto!, ciononostante, il prossimo che si presenta, se vi dirà semplicemente che gli state simpatica e vorrebbe semplicemente del sesso da voi, senza complicazioni affettive, il vostro cervello gli dirà NO! e piu’ forte di voi.. rassegnatevi!
Allora! come ho proposto in un altro post, cerchiamo di venirci incontro come? innanzi tutto, grazie all’uomo, oggi potete gestire la vostra sessualità, portatevi sempre un preservativo in borsetta – prova a chiedere alle tue amiche se hanno un profilattico! il 99% ti dirà di no! alla faccia della prevenzione di base! e ricorda che la pillola NON DIFENDE da MALATTIE VENEREE, ricordaglielo! e magari invece di fare i soliti viaggetti a Cuba, in Jamaica e quant’altro conoscete benissimo come luoghi di sollazzo vulvare, andate nei paesi nordici, io ci sono stato! e vi garantisco che li c’e’ la vera emancipazione sessuale femminile! a me personalmente e’ capitato, piu’ di una che non solo voleva usare il SUO preservativo, ma addirittura c’era chi lo usava gusto strawberries, altre zigrinato per aumentare il piacere, altre ancora lo stimolante etc etc! sono stato ABBORDATO nei pub! da fighe che qui manco si sognano di andare con un uomo normale! mi hanno offerto da bere!! hanno interloquito, si sono dimostrate interessate, alcune sono andate anche al sodo! e stò pèarlando di DONNE NORMALI, che sanno gestire la propria VITA e la propria SESSUALITA’!
PROPONETEVI! siate PERSONE, non vulve! a mandare a cagher l’interlocutore lo si puo’ fare anche dopo, e in mille ed uno modi gentili e garbati! studiatevi l’educazione civica! scendete dal piedistallo vulvare! ripudiate privilegi dati alla categoria DONNA dal sistema per SFRUTTARVI e per SOGGIOGARE gli uomini BETA, durante la fase conoscitiva EVITATE di FARVI PAGARE ALCUNCHE’, in modo da non essere sempre nella famosa condizione di “debito sessuale”, se non avete soldi prendetevi un caffè! il BERE, come andare a cena fuori, sono solo ESPEDIENTI per PROLUNGARE la fase conoscitiva! se in tale fase fate spendere sempre all’uomo, aspettate che sia sempre lui a condurre il gioco, e voi giudicate e prendete e basta.. domandatevi, ce la fate a capirlo? domandatevi che razza di relazione conoscitiva è mai questa!?!? provate ad invertire le parti santo cielo! e’ cosi difficile?? se vi comportate cosi date per scontato che lo fate perchè siete voi che avete la VULVA e per tale organo riproduttivo vi arrogate diritti, diritti che quindi appartengono non a voi in quanto PERSONE, ma semplicemente per la FIGA!! come pretendete di essere quindi CAPITE, STIMATE, CONSIDERATE per la PERSONA che siete? chiaro che tutto poi si focalizza per quella! per la vulva!!! e non per VOI COME PERSONA! e voi che fate?? anzichè capire questo, al contrario, SFRUTTATE LA SITUAZIONE!, chiaramente finchè ci sono ometti zerbini! ma poi cosa genera tutto cio’??? genera un popolo di CLONI, che a memoria impara il “ROSARIO VULVARE”, belle o brutte che siano, si comportano di conseguenza, annullandosi come persona per esaltare la propria CARICA SESSUALE!! ecco perchè oggi vediamo le donne, generalmente, prive di qualsiasi costrutto relazionale, prive di dialettica, scomodanti, egoiste, prive di propositività, di femminilità, le vediamo vestirsi, atteggiarsi e comportarsi come ZOCCOLE! ma non lo sono! loro fanno cosi per una serie di FINI! che generano di conseguenza PRIVILEGI! per loro! dall’entrata in discoteca alla carica politica, al posto di velina!
Tutto cio’ si riflette NEGATIVAMENTE sulla di loro e, di riflesso, sulla sfera maschile, perchè per stare dietro alla vulgata, l’uomo deve necessariamente adeguarsi, alla vulva? non solo, la vulva e’ il braccio armato del sistema di POTERE MEDIATICO, che usa le donne normali e le impone usi, costumi, modi di essere, modelli da emulare, che le porta inesorabilmente lontane da ESSE STESSE, esaltando solo quello che conta: L’ESTETICA, SOLDI, POTERE, questo si traduce in REQUISITI SOCIALI, che esse stesse attuano nella selezione, sia per loro stesse (pur non avendone spesso la possibilità economica per soddisfarle) sia per gli uomini beta, che condizionano quindi a 360° gradi, sotto il profilo economico, sociale, e relazionario!
Molto! molto altro è legato a questi pochi discorsi, ma non ho piu’ voglia di proseguire.. a dire il vero, dopo fiumi di parole.. vedendo i vari replies delle intervenute..non so neanche se ne sia valsa la pena..
Ne è valsa la pena, Damien, e ne vale la pena. Dobbiamo imparare a munirci di una grande pazienza. L’impresa a cui abbiamo dato vita è appena iniziata, se cominciamo a stancarci ora pensa come potremo stare più avanti…Dosiamo le energie, attrezziamoci per un lavoro sul lungo e lunghissimo periodo.
Per quanto mi riguarda credo che questo tuo ultimo intervento sia stato uno dei migliori, sicuramente uno dei più lucidi fra quelli che hai fatto fino ad ora. Semplice, chiaro e senza possibilità di fraintendimenti. Hai centrato il nodo della questione, e cioè il modo di essere e di relazionarsi del “femminile” con il “maschile”, per lo meno qui ed ora nella nostra parte di mondo.
Finchè le donne non capiranno che dovranno modificare completamente il loro modo di relazionarsi con il sesso (e con gli uomini), che di fatto le porta a considerare la vulva, come usi definirla tu, il baricentro del loro essere, del loro esistere e del loro stare la mondo, è ovvio che la relazione con gli uomini sarà sempre fondata sull’ipocrisia, sulla menzogna, sulla recita, sul do ut des, sulla logica dello scambio concettualmente mercantile (anche quando l’oggetto dello scambio è una relazione affettiva), su dinamiche di potere e di dominio dell’una/o sull’altro/a (all’interno delle quali oggi gli uomini sono perdenti nel 90% dei casi a meno che, per qualche ragione, non appartengano alla categoria dei maschi alpha).
Ed è proprio su questo modo di essere che il sistema ha avuto e ha ottimo gioco nell’innestare i suoi condizionamenti. E’ proprio su questi aspetti che tu hai evidenziato che è stato contratto il “matrimonio” fra il “sistema” e il “femminile”. E’ proprio questo lo snodo; è qui che dobbiamo sabotare l’ingranaggio, collocare la carica di dinamite… Sarebbe proprio questa la vera rivoluzione femminile (ne parlo nel mio libro); una rivoluzione che non hanno in realtà mai fatto (per questo l’ho intitolato “Le donne: una rivoluzione mai nata”) e che si guardano bene dal fare perché significherebbe per loro guadagnarci in libertà, dignità ed evoluzione ma al contempo perdere molto potere. Un potere che in ultima analisi si fonda sul ricatto sessuale. Chi glielo fa fare? Ed è qui che per le donne scatta forse la loro più grande contraddizione, sulla quale le invito a riflettere. Sono convinte che una volta venuto meno il loro potere sessuale, non abbiano più “armi” nei confronti degli uomini (questo testimonia anche di una grande insicurezza perché se penso di non avere altre risorse per relazionarmi con gli uomini al di fuori del la gestione più o meno oculata del sesso, vuol dire che non sono messa tanto bene…). E da un certo punto di vista, è vero. Dipende da quale angolazione vediamo le cose. Ma è proprio e solo a quel punto che potrà svilupparsi una relazione autentica con il maschile, libera dai condizionamenti e dalle logiche di cui sopra. E’ evidente. Ma questo, come ripeto, comporterebbe da parte loro, un salto in avanti che non hanno MAI fatto finora. E certamente non sono stati i timidi balbettii sessantottini (meri tentativi a sfondo ideologico e nulla più e ben presto rientrati, una volta finita la festa…) di una esigua minoranza di donne a modificare la situazione. Ci vorrebbe ben altro e cioè un grande processo culturale, ma soprattutto psicologico, appunto una rivoluzione (che non vuol dire omologazione né stravolgimento delle rispettive peculiarità, ma la costruzione di una relazione su basi nuove e diverse, fondata appunto sulla reciprocità e sul riconoscimento dell’altro/a, anche nelle diversità).
Mi permetto uno dei miei soliti esempiucci da bignamino. Se vivessimo in un contesto dove c’è una grande scarsità d’acqua (purtroppo il sesso e l’economia politica sono due vicende strettamente collegate) e ci fosse qualcuno che controlla le poche fonti idriche e decidesse quando, come e perché far accedere tutti gli altri all’acqua, pensate forse che possa costruirsi una relazione autentica, umana e disinteressata fra chi detiene e controlla quelle stesse fonti e gli altri, cioè gli assetati?
Direi di no. L’obiettivo del detentore delle fonti sarà quello di vendere l’acqua a caro prezzo per trarne un utile e farà di tutto per difendere quel potere; circonderà i pozzi con del filo spinato, ci metterà dei campi minati, li farà circondare da carri armati ecc. , esporterà l’acqua attraverso delle condotte e la venderà al miglior offerente. E non si farà nessuno scrupolo se per difendere i suoi pozzi dovrà far ricorso alla violenza.
Gli altri, gli esclusi dal godimento dell’acqua, faranno di tutto pur di arrivare all’acqua; con l’astuzia, con l’inganno, con il pietismo, con il servilismo, con la violenza.
Finchè non sarà possibile per chiunque accedere all’acqua liberamente e gratuitamente, visto peraltro che il Signore e/o la Natura ce l’hanno messa gratis sulla Terra per usufruirne tutti e non ci hanno detto che debba essere venduta o privatizzata (ultimamente qualcuno ci sta provando e non è escluso che abbia successo…), continueranno ad esserci le guerre per l’acqua. Talvolta saranno palesi, altre volte striscianti, ma sempre guerre saranno…
So già che l’esempio verrà sottoposto a dura critica perché il sesso non è l’acqua, entrano in ballo altri fattori, si può bere da soli e invece il sesso si fa in due, che entrano in ballo i “sentimenti” che con l’acqua non c’entrano nulla, ecc. ecc. ecc.
Nonostante tutte queste possibili obiezioni, anche in parte plausibili, credo che possa aiutarci a capire di cosa stiamo parlando.
Fabrizio
Reciprocità e spontaneità.. due argomenti che questa estate, sono stati protagonisti di alcune ore sotto il sole.. tra amici, conoscenti, coppie, single, divorziati.. l’argomento è uscito fuori.. e n’è discusso parecchio.. poi le solite uscite delle donne single prossime agli anta, che se ne esono fuori coi soliti ritornelli femministi, che non ci sono piu’ gli uomini di una volta che bla BLA BLA e bla!.. non ho resistito.. con una mi sono preso mentalmente a schiaffi… alla fine ho vomitato il mio pensiero alle poverette sempre sole che non trovano l’uomo giusto.. a quelle che iniziano spesso con la solita frase fatta “Gli uomini hanno paura di amare!!”.. per poi proseguire alle mie dimostranze con “io sono diversa dalle altre”!!..ho risposto in maniera secca..”Ma chi sarebbero ‘ste altre’ se ognuna di voi è seria e diversa dalle altre?vorrei capirlo.”
Ecco la donna single, seria e diversa dalle altre:
non si concede subito agli uomini normali eppoi ha due-tre amici ATTRAENTI, FIDATI e NASCOSTI con cui fa sesso quando le pare, oppure se li sceglie accuratamente in discoteca, insomma la sua vita sessuale è totalmente APPAGANTE.
Essendo appagata questa, è sempre alla ricerca del “fessacchiotto”, colui che dovrebbe “sistemarla”, “accasarla” (e non si intende eclusivamente per meri motivi economici, aprite la vostra mente…).
A questo punto, spesso complice l’età non piu’ rosea, incontra due categorie di uomini:
-chi non conosce le donne (che poi molti di questi sono proprio brutti e quindi le tipe di cui sopra accuratamente continuano a scansansarli.. ci mancherebbe!).
-chi le conosce.
chi non le conosce, si fa rivoltare come un calzino.. all’inizio la donna è tutta rosa e fiori, gentile, dolce, premurosa, poi subentra la noia.
poichè la donna, a differenza dell’uomo, ha corteggiatori OVUNQUE, quando subentra la noia comincia (totalmente all’oscuro del partner), a guardarsi intorno, per trovare “nuove emozioni”, mentre l’altro è sicuro di se, tranquillo, non sospetta niente.
In segutio, appurato e testata la nuova situescion, si inventa litigi inutili e lo molla al volo per qualcuno che magari invece.. le donne le conosce..eccome!!
così ci fa sesso.. si sente rinata! considerata! le farfalle nello stomaco..ma spesso chi conosce le donne, le tratta come i cerini.. dopo averle fregate le molla.. e poi vengono magari in questi siti a pianger lacrime di coccodrillo.. se non peggio.. al uale non c’è mai fine.. ovvero a chiedere il perdono al fesso di prima..
Nel frattempo pero’, il fesso di prima, dal non conoscere le donne.. ha capito cosa sono: nella maggioranza dei casi, delle mere opportuniste..
quindi capisce che è inutile fidarsi delle tipe che dicono “io sono diversa dalle altre”, tanto la donna che se lo può permettere fa così:
-amante attraente o compagno di sesso.
-fidanzato “serio”.
-amico (quello a cui non la darà mai e da cui scrocca qualsiasi cosa).
Ora è chiaro che l’uomo deve ambire alla prima posizione.
se è particolarmente bella, anche la seconda può starci, ma sempre senza innamorarsi.
evitare di fare l’amico delle donne.
L’uomo che conosce la donna, sa che è finita prima di iniziare. ecco il perchè!
Inutile dire che la fauna maschile locale, tranne rare perle, ha sostenuto a vulgata femminista.. ma la sera ho avuto piu’ di una telefonata sul cellulare.. econdo voi.. mi hanno chiamato gli uomini per dirmi che avevo ragione, oppure qualcuna che mi invitava a passare con lei qualche ora dinanzi ad un drink?
Penso che ti abbiano cercato le gentili signore per un paio di motivi.Sei una voce fuori dal coro e le donne sono curiose ma soprattutto, specie quelle con un po’ di esperienza, esigenti a letto e uno con la tua animosita’ e partecipazione stimola molto…chissa’ questo di cosa e’ capace tra le lenzuola.. Inoltre tu con le tue argomentazioni hai toccato un punto dolente: l’incompresibile e inutile ipocrisia che ammanta ogni approccio con l’uomo. Quello che sta a cuore alle donne e’ il risvolto dell’inutilita’. Ci giochiamo spesso, complice un sistema autoreferenziale, per stringere cosa? Il poter attingere a una cena o un weekend pagati non ripagano di una cocente realta’: la solitudine. Le donne, specie quelle colte single e rampanti, sono sole. Possono incontrare appuntamenti mordi e fuggi ma questo non fa che aggravare la loro malinconia. Conosco bene diverse amiche single e non per scelta che intorno ai 40 anni non fanno altro che lamentarsi degli uomini..che non sono piu’ quelli di un tempo.. Ma come, dico io, si e’ fatto tanto per cambiare..e adesso?. Sara’ che Berlusconi ci ha abituato a credere ai complotti? Ma su..Non a caso spesso in questo blog si e’ parlato del rancore nutrito nei confronti degli uomini…come se le donne dovessero far loro pagare un conto, una sconfitta irrisolta. Le donne sanno di aver bisogno di un uomo per amare, per sognare, per costruire..e poi cercano di distruggere quel giocattolo che non e’ riuscito a restare nuovo per sempre. Le mie amiche divorziate (tre in particolare che hanno chiesto la separazione) rimproverano all’ex (lasciato) di non averle rese felici, di averle deluse e non essere stato all’altezza… Ma se per giocare e divertirsi basterebbero pochi sassolini…occorrono patti chiari e amicizia lunga. Le donne non amano mettersi in discussione ma vivono tutto il disagio di una relazione irrisolta. Poi pero’ capita che al mare sotto l’ombrellone capita di sentire qualcuno che parla in maniera diversa…e allora..sarebbe carino..approfondire l’argomento…
maria
@
esigenti a letto e uno con la tua animosita’ e partecipazione stimola molto
@
Premesso che anch’io sono uno che non le manda a dire, non mi è mai capitato di ricevere inviti da qualche donna che mi aveva sentito fare certi discorsi: ho dovuto sempre farmi avanti io. O meglio: mi facevo avanti io, perché ormai ho smesso di farlo, considerando gli atteggiamenti insopportabili delle donne, nonché le continue umiliazioni a cui si va incontro. Insomma, tutta roba che una donna non conosce minimamente e di cui gli stessi uomini evitano accuratamente di parlare, un po’ per inconsapevolezza, un po’ per vergogna, un po’ per stupidità.
Riguardo all’essere esigenti a letto, pure in questo caso c’è da dire che generalmente le donne esigono molto, ma in cambio danno molto poco. Per non parlare del fatto – evidenziato più volte in questo blog – che partono sempre dal presupposto di poter essere giudici, ma non giudicate. Vere e proprie bambine arroganti, infantili, profondamente immature, generatrici di negatività e violenza.
maria
@
Conosco bene diverse amiche single e non per scelta che intorno ai 40 anni non fanno altro che lamentarsi degli uomini..che non sono piu’ quelli di un tempo..
@
Tralasciando il fatto che il femminismo ha combattuto e combatte proprio quel genere di uomini che le 40enni di oggi dicono di rimpiangere, immagina cosa accadrebbe se io, in pubblico, dicessi che “le donne di oggi non sono più quelle di una volta, perché oltre a non saper soddisfare sessualmente un uomo, ed a rompere continuamente le palle, non sanno neppure cucinare un piatto di spaghetti con le vongole”… Dico questo perché io ho 36 anni, e fra quelli/e della mia generazione è più facile che sappia cucinare un uomo piuttosto che una donna…
>>
maria
@
Le donne sanno di aver bisogno di un uomo per amare, per sognare, per costruire..
@
Quando avevo 20 anni pensavo le stesse cose (alla rovescia, naturalmente); oggi avrei solo bisogno di tremila euro al mese per risolvere tutti i miei guai. Tanto ormai i sogni non esistono più: c’è soltanto la dura, cruda e schifosa realtà.
http://www.beppegrillo.it/2010/08/le_morti_rosa/index.html?s=n2010-08-12
onestamente da beppe grillo non me lo sarei aspettato
maria
@
onestamente da beppe grillo non me lo sarei aspettato
@
Io sì.
Io invece sì, Grillo è solo un buffone, un guitto, un pagliaccione che gioca a fare il “rivoluzionario”. In realtà è del tutto funzionale al sistema di cui è uno strumento. E’ la cosiddetta “antipolitica”, oggi va tanto di moda, che ha come finalità proprio quella di allontanare le persone dalla politica, intesa, per quanto mi riguarda, nel senso più alto e nobile, non quella del palazzo, ovviamente.
Ma l’obiettivo non dichiarato dei qualunquisti dell’”antipolitica” è proprio questo. Grillo è uno di questi, insieme ad altri personaggi come Travaglio e simili.
Molta gente ci casca e li vota pure. D’altronde oggi il partito giustizialista-populista-peronista, leggi Italia dei Valori, guidato da un “questurino” come Di Pietro, raccoglie la grande maggioranza dei suoi consensi proprio a sinistra (dove si è collocato).
L’altra faccia della medaglia. Due forme dell’ “antipolitica”. Il “berlusconismo”, cioè liberismo mercatista e senza regole da una parte, dove il garantismo è solo una maschera per difendere gli interessi privati di una elite, e il partito dell’”ordine” e delle manette facili dall’altra.
Non so cosa sia peggio.
Fabrizio
“Il nostro appello è INNANZITUTTO rivolto a tutti gli Uomini Beta affinché prendano coscienza della situazione e adottino comportamenti conseguenti, tesi a modificare sostanzialmente anche i comportamenti femminili.”
Fin qui mi trovo d’ accordo.
“Ma ci rivolgiamo altresì alle donne non appartenenti alle elite dominanti, sollecitandole a riflettere sul ruolo che hanno scelto e scelgono di recitare, invitandole ad uno scatto di dignità e di amor proprio e al rifiuto di quelle logiche strumentali, avvilenti, aberranti e antiumane, che abbiamo descritto.”
Questo mi lascia alquanto perplesso.
Dal mio punto di vista, se avessero voluto prendere in considerazione una riflessione di questo tipo, lo avrebbero già fatto. Evidentemente non gli interessa.
Del resto, è mia opinione che, fintanto che il sistema continuerà a collocarle in una posizione di relativo privilegio, esse si guarderanno bene dal mettere in discussione il sistema stesso.
La loro posizione a me sembra alquanto chiara: vittimismo ad oltranza per portare a casa il più possibile, ma solo per loro stesse. Mors tua vita mea.
“Ma ci rivolgiamo altresì alle donne non appartenenti alle elite dominanti, sollecitandole a riflettere sul ruolo che hanno scelto e scelgono di recitare, invitandole ad uno scatto di dignità e di amor proprio e al rifiuto di quelle logiche strumentali, avvilenti, aberranti e antiumane, che abbiamo descritto.”
Questo mi lascia alquanto perplesso.
Dal mio punto di vista, se avessero voluto prendere in considerazione una riflessione di questo tipo, lo avrebbero già fatto. Evidentemente non gli interessa.
Del resto, è mia opinione che, fintanto che il sistema continuerà a collocarle in una posizione di relativo privilegio, esse si guarderanno bene dal mettere in discussione il sistema stesso.
La loro posizione a me sembra alquanto chiara: vittimismo ad oltranza per portare a casa il più possibile, ma solo per loro stesse. Mors tua vita mea”. (Sandro)
Caro Sandro, è evidente che il nostro messaggio è rivolto, come già ho avuto modo di sottolineare in precedenti post, principalmente agli uomini (beta), per ovvie ragioni che già ti ho spiegato e che hai ampiamente compreso leggendo i vari articoli sul sito e in particolare il nostro Manifesto e credo l’articolo dal titolo “Reciprocità e Spontaneità”, se non erro, di cui riporti alcuni passi del nostro appello conclusivo.
E’ ovvio che non potevamo esimerci dal lanciare quell’appello anche alle donne (non appartenenti alle elite dominanti). Credo che tu abbia gli strumenti necessari e sufficienti per capire la ragione che ci ha spinti e ci spinge a rivolgerci anche a loro. Il nostro è un invito, in questo caso, come recita quel passo, ad abbandonare il ruolo, la funzione, che è stata loro attribuita e che loro stesse hanno accettato di buon grado. Saremmo felici se alcune o molte di loro accettassero il nostro invito ma restiamo ovviamente convinti che non saranno di certo loro per prime a muovere la classifica, come si dice in gergo calcistico. E questo perché, come giustamente rilevi anche tu “fintanto che il sistema continuerà a collocarle in una posizione di relativo privilegio, esse si guarderanno bene dal mettere in discussione il sistema stesso”.
Sono infatti gli uomini (beta) ad avere l’interesse oggettivo a trasformare la realtà ed è a loro che ci rivolgiamo ed è su di loro che puntiamo.
Le rivoluzioni, diceva una volta un signore, non si fanno per scelta, ma per necessità, e chi le fa, se potesse, farebbe in realtà volentieri a meno di farle, ma è costretto dalla situazione oggettiva.
Prima o poi qualcosa si muoverà, stanne pur certo. A noi il compito (arduo) di preparare il terreno e le condizioni.
Fabrizio
Capisco l’ opportunità di estendere il messaggio anche a loro.
Io ho semplicemente paventato un rischio: stiamo attenti a non mettere le battaglie maschili nelle mani delle donne.
Sarebbe un autogol madornale, sempre per restare in ambito calcistico.
Vista la visione che hanno del concetto di pari opportunità, ci farebbero avere una caramella spacciandola per un pranzo.
E tanti magari le ringrazierebbero pure.
Comprendo le perplessità di Sandro e le condivido.Purtroppo è dimostrato anche dagli interventi della maggior parte delle donne su questo sito (e non solo su questo) che il nostro messaggio,oltre a non essere rivolto a in primis a loro,viene anche strumentalmente travisato.
Mia personale opinione è quindi continuare a coinvolgere uomini e se si fa avanti qualche donna che mostra esprimersi in maniera pertinente (leggasi prendersi la briga almeno di sapere di cosa tratta il sito ed esprimersi nel merito delle questioni ovvero sui contenuti) e con atteggiamento costruttivo,ben vengano..
Ma come scrive bene Sandro,molte di loro hanno una visione della parità fra i sessi che io definirei “drogata”,nel senso non sono spesso in grado di distinguere la loro esperienza soggettiva dalle contingenze oggettive.Il LORO bene è IL bene (Rino docet)
A mio parere il fatto che il bisogno di sesso sia pompato artificialmente dai media è vero se si tiene però conto dell’ imprenscidibile contributo delle donne che scaricano sugli uomini tutti la responsabilità degli effetti di tale situazione sulla vita sessuale maschile, quando è evidente il vantaggio strategico di cui godono nel gestire da una posizione di privilegio questo importante aspetto delle relazioni interpersonali.
Non per niente oggi c’ è molto perbenismo attorno al fenomeno della prostituzione e della pornografia,quasi come se chi fruisse di questi surrogati lo facesse per libera scelta o per malattia mentale.
http://temporeale.libero.it/libero/news/2010-08-29_129497315.html
Anche molti uomini preferiscono sintonizzarsi,spesso per convenienza,sulle frequenze d’onda di questo modo di interpretare il fenomeno della precarietà tutta maschile nel condurre una vita sessuale sana che non sia a pagamento.
Meglio identificarsi con l’imprenditore di successo o il magnaccia che di donne ne hanno a iosa.In tal senso le donne specularmente,per non smentire la tesi sopraesposta del loro interesse nel mantenere tale situazione,recitano ben volentieri un ruolo d’appendice quando si tratta di relazionarsi con questi tipici uomini alfa.
Insomma,un ritratto che ricorda molto la divisione castale indiana,chi nasce paria muore paria,con in più però l’illusoria promessa (funzionale al sistema) di un successo (inteso come soddifacimento delle proprie esigenze più o meno spirituali/mondane) alla portata di tutti.
Per riassumere,parlando in termini metaforici,gli uomini hanno una vita sessuale che li vede assunti a tempo determinato,oppure con una collaborazione,un contratto a progetto (chiamato anche matrimonio) ma nella maggioranza dei casi versano in una situazione di vero e proprio precariato mentre le donne beneficiano,nel peggiore dei casi, di un assunzione a tempo indeterminato,per non parlare di bonus ed incentivi e possibilità di far carriera che questa metaforica azienda mette loro a disposizione quando riescono a gestire le proprie risorse (uomini beta compresi) in maniera ottimale e idonea al conseguimento degli obbiettivi dell’azienda e di chi la gestisce (solitamente uomini alfa e qualche donna alfa..).
Non imprta che voi siate brutti, vecchi, contrariamente a quanto pensate, le donne verrebbero da voi.. ad una condizione:
http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/primopiano/2010/08/29/visualizza_new.html_1789016329.html
..ovvio.. no?
Se è per questo, Damien, non c’è bisogno di arrivare a tanto…è sufficiente farsi una passeggiata all’Eur (quartiere bene di Roma) in quei pomeriggi in cui si sparge la voce che c’è un famoso calciatore della Roma seduto ad uno dei bar cosiddetti più “in”. Ti farei vedere cosa si scatena in quei frangenti. Peraltro un mio amico, fotoreporter gossip (anche molto esperto e professionale nel suo ambito), me ne racconta di cotte e di crude. Sai, le hostess (quindi pagate) convogliate in occasione della visita di un capo di stato fanno parte di un clichè in qualche modo anche scontato e ufficiale, ma frotte di ragazze e ragazzine che fanno a gara a chi si smutanda di più per cercare di attirare le attenzioni del “campione” (per me è solo un gran coglione ma lasciamo perdere…) ha tutta un’altra valenza.
La modalità pare essere questa. Un paio di amici sensali del nostro “eroe” girano fra i tavoli o sul marciapiedi accalcato per l’occasione, avvicinano una delle ragazze, ovviamente su segnalazione del “nostro”, e le dicono che il “campione” è stato folgorato dalla sua bellezza e che sarebbe interessato a conoscerla, ma non lì perchè c’è troppa gente…dopo di ciò si organizza l’appuntamento in altra sede al quale le giovani non si fanno certo pregare per andare. Il tutto, gli si spiega, perché essendo il nostro sposatissimo e avendo, oltre la moglie, anche un amante ufficiale che vive in quello stesso quartiere dove il “campione” le ha comprato un attico, è bene non creare scandalo. Viene da ridere perché saranno ormai centinaia le fanciulle passate per il suo letto e che invece fanno di tutto per rendere pubblico il fatto (e magari qualcuna di queste micro novelle Levinsky ha provato anche a trarne qualche utile o beneficio, a volte con mezzi non propri leali e trasparenti).
E va bè, che non si tratti in realtà, anche in questo caso, di una nuova forma di protagonismo femminile, come spiegano la Muraro e la Dominijanni in un articolo da noi pubblicato?…
Fabrizio
“E va bè, che non si tratti in realtà, anche in questo caso, di una nuova forma di protagonismo femminile, come spiegano la Muraro e la Dominijanni in un articolo da noi pubblicato?”
Ma certo.
Lo stesso protagonismo che si può osservare sulle tangenziali dopo le 10 di sera.
Non sono d’accordo con te stavolta, Sandro, c’è una profonda differenza tra i due fenomeni. La modalità di prostituirsi delle fanciulle già esaltate alla sola idea di “accompagnarsi” con il “campione” è molto peggiore, perché è ideologica e (in parte) da un certo punto di vista consapevole, oltre che del tutto gratuita (non lo fanno certo per fame o per necessità né tanto meno perché costrette).
Le ragazze che vedi sul ciglio della strada, ormai tutte straniere, vivono tutta’ altra condizione, non sempre e non tutte magari, ma comunque molto spesso e forse il più delle volte sfruttate e vessate. E in quello che fanno non c’è proprio nulla di ideologico. Se potessero eviterebbero volentieri di fare quello che fanno, giustamente, a differenza di quelle altre di cui sopra.
Se poi mi dici che l’aspirazione di gran parte delle seconde è poter fare quello che fanno le prime, allora il discorso è diverso, ma qui apriremmo un’altra discussione che ci porterebbe lontano.
In ogni caso non si possono fare dei paragoni tra le due condizioni. Commetteremmo un grave errore sotto ogni punto di vista.
Fabrizio
Noooo,in realtà siamo tutti invidiosi :
http://www.youtube.com/watch?v=tGGDM6XLz5 c
Cito me stesso :”Meglio identificarsi con l’imprenditore di successo..”
Tutto chiaro no?
In questi giorni, per una serie di ragioni, mi sono trovata a parlare spesso di sesso e amore con una persona a cui tengo molto e che sta attraversando un momento molto delicato della sua vita. Conclusioni: l’amore non esiste, il sesso sì. In passato l’unione di un uomo e di una donna era giustificata da un tornaconto molto pratico tanto che non c’era bisogno di parlare di sentimento…neanche di quello di facciata. Oggi le coppie si formano autonomamente ma…l’infelicita’, la precarieta’, il tradimento, le separazioni..sono lì a ricordarci che anche l’aver scelto in prima persona…garantisce poco. Perche’ ci si mette insieme?Perche’ economicamente conveniente. Vivere in due significa mettere insieme il contributo di due persone sul quale ciascuno potra’ contare e…significa anche avere la probabile certezza di poter avere una vita sessuale regolare (necessita’ indiscussa). Se arriva un figlio si e’ in due, se arriva una malattia anche..ecco perche’ Freud diceva…si scambia la felicita’ con un po’ di sicurezza. E l’amore? Dove lo mettiamo? Beh…visto che non esistono piu’ matrimoni combinati..a cosa ci affidiamo per la scelta del partner? A un ago assolutamente sicuro: il sentimento. A questo punto ognuno di noi puo’ riempire questa parola con cio’ che vuole (in psicologia si chiama parola vuota la parola che non gode di una rappresentazione immediata, biunivoca e condivisa, a differenza di parole piene quali per esempio..penna, carta..). Per alcuni si trattera’ di corrispondenza di amorosi sensi, di affinita’ elettive, di empatia assoluta, di condivisioni di intenti, di reciproco desiderio, di afflato superiore…insomma tutto cio’ che ci rende attraente il nostro partner…piu’ o meno giustificabile e…sicuramente transitorio. In nome dell’amore legittimo il mio desiderio sessuale e il disegno divino..non male come risultato. E se il desiderio..comincia a scemare? Se la coppia col tempo arriva a scoppiare?Ci sembra brutto dire che la spinta sessuale che ci aveva mosso all’inizio…ora ci sta conducendo presso altri lidi…ma come..si riduce tutto al sesso? Sì. E’ la spia piu’ importante della nostra vettura ..coniugale. Quando va tutto bene a letto non c’e’ problema che non si risolva, viceversa ..se si accende..meglio fermarsi e consultare un bravo meccanico..per valutare se e’ bene rottamare. In passato si chiamavano “doveri coniugali” proprio a sottolineare l’aspetto poco piacevole della cosa ma indica bene il fine ultimo del matrimonio. Oggi se un marito insiste..con ardore..rischia pure una denuncia con strascico infinito sulla vita professionale, sociale e privata. Dunque se non esiste piu’ il dovere ..e’ rimasto solo il piacere? E qui le donne..s’arrestano, si bloccano, non riescono piu’ ad andare oltre. In una sorta di delirio autolegittimante insistono coll’ammantare la loro sessualita’ di alti valori e profondi significati..quasi l’uomo fosse incapace di capire. Se chiedo..cosa noti per prima in un uomo? Mi si risponde..lo sguardo. Sicuro?..anche le mani..Certo,aggiungo io, se sono curate e’ meglio, vuoi mettere mani callose e screpolate, sanno gia’ di ..bruto e violento..no?E non guardi come veste..se e’ elegante, come cammina.. e come scende dalla macchina? Certo. E cosa si evince da uno stile classico? Che e’ intelligente e romantico..o che ha i soldi? Di solito a questo punto le mie amiche non rispondono piu’. Non sono meglio gli uomini che dicono di guardare il culo e le tette? Almeno sono autenticamente democratici..perche’ chi piu’ chi meno..siamo tutte accessoriate. Ma l’approccio al sesso, come tante volte qui si e’ dimostrato, e’ malato e non si cura facilmente. Complice un Sistema autoreferenziale che fa dello squilibrio tra i sessi la ragione prima della propria esistenza. Pensiamo un attimo alle campagne elettorali, specialmente amministrative e politiche, quando si parla di “sicurezza”.. E’ sufficiente un caso di stupro (in italia siamo 60 milioni di abitanti) che l’intero programma elettorale parlera’ del diritto delle donne ad ad uscire di casa la sera… Nessuno ha mai ribattuto che le nostre metropoli sono le piu’ sicure al mondo e che la civilta’ di un paese si misura da garanzie sicurezze che in italia si vanno semplicemente smantellando. Così le donne invece di provare a mettersi in discussione per rivedere la loro posizione e ambire, perche’ no, a un approccio diverso con l’uomo che potrebbe giovare a entrambi..si rinchiudono nella loro torre di incomprensibili e anche umilianti privilegi..per guardare dall’alto in basso..chi non e’ come loro e che per questo va accusato e a volte punito. Va be’..inutile dire che col mio amico abbiamo finito col parlare del vostro sito.
beh ,quelli della Lazio non se li fila nessuno
) )
(avrai capito che sono romanista anche se sono veneto )
seriamente ,capisco quello che scrive Fabrizio ,ad esempio il Cittadella ,in provincia di Padova ,è una piccola succursale dell’ Inter e chiamano alcuni giocatori a fare dei provini … un mio amico c’è andato ,non eri ancora nessuno eppure le ragazze erano tutte fuori ad aspettarli (e non le fidanzatine)
conocordo pure che ,quellle al ciglio della strada non sono le escort di lusso , ma molte volte sono veramente costrette a farlo ,ed alcune volte vittime di violenze ….
credo che ci sia una differenza abissale tra le prime e le seconde
“c’è una profonda differenza tra i due fenomeni. La modalità di prostituirsi delle fanciulle già esaltate alla sola idea di “accompagnarsi” con il “campione” è molto peggiore”
Questo è vero.
Ciò non toglie che, sempre di prostituzione si tratta.
Quello che dà fastidio a me è il tentativo di farla passare per altro.
In effetti il paragone probabilmente andava fatto con quelle di alto bordo, che notoriamente non stanno per strada.
Maria: Perche’ ci si mette insieme?>>>>>>>>>>>
Alle ragioni che hai indicato aggiungerei la pressione sociale che spinge un uomo o una donna adulti a convivere, a sposarsi o a stringere comunque una relazione stabile e qualora ciò non accada nasce sempre negli altri il dubbio che ci sia qualcosa che non va; il timore della solitudine affettiva. La maggior parte delle coppie scoppia, come giustamente osservi, perchè la loro unione nasce da ragioni estrinseche, come quelle suddette, e non dalla forte attrazione reciproca di natura fisica e caratteriale. Gli uomini, ma suppongo anche le donne, hanno in testa un tipo “ideale” di partner con determinate caratteristiche e qualora nella vita non ci s’imbatta in esso occorre avere il coraggio di rinunciare a un’unione che nascerebbe più dall’accontentarsi di ciò che “passa il convento” che da un’autentica e forte convinzione, perchè se già subentra la noia dell’altra/o quando l’unione ha basi solide figuriamoci quando non le possiede. Ovviamente questo tipo “ideale” dev’essere proporzionato alle proprie possibilità.
Io sono dell’opinione che il desiderio di una relazione stabile con una donna nasca negli uomini soprattutto in quella che io definisco età romantica della vita, che all’incirca parte dai 20 anni fino ai 35 anni circa, in cui l’idealismo, il sogno romantico, il desiderio di comunione occupa un posto importante nella vita di un individuo di sesso maschile. Superata quest’età, subentra spesso una forte disillusione in chi ancora è “libero”, la quale lo porta a diffidare di questo tipo di relazioni e ad auspicare relazioni meno impegnative che coinvolgano anche, però, la sfera sessuale. Ecco perchè io comprendo il discorso relativo al “sesso ludico”. Io ho 35 anni e devo dire che leggendo molti interventi di coetanei consapevoli mi rendo conto di come il mio racconto trovi conferma nelle loro storie. Ovviamente tra il dire e il fare c’è sempre di mezzo il mare. La realtà ci costringe sempre a un continuo riadattamento, a maggior ragione in un campo, come quello sentimentale-sessuale, dove l’uomo prende ciò che la donna gli offre. E la donna gli può offrire una relazione “stabile”, fosse anche extra coniugale. D’altronde anche in questo sito abbiamo avuto conferma, attraverso gli interventi femminili, del rifiuto del sesso svincolato dalla dimensione “affettiva”. Ne consegue che anche l’uomo è fondamentalmente “costretto” a ripiegare su questo tipo di rapporto, anche quando ne farebbe a meno, pena la solitudine affettiva e sessuale. Ovviamente il mio discorso è relativo all’uomo comune, normale, beta, perchè i Tronchetti Provera, i Berlusconi, i Moratti, fino ai grandi calciatori in attività, disponendo di un potere economico e non solo talvolta sconfinato, possono permettersi di essere l’eccezione.
“E’ sufficiente un caso di stupro (in italia siamo 60 milioni di abitanti) che l’intero programma elettorale parlera’ del diritto delle donne ad ad uscire di casa la sera… Nessuno ha mai ribattuto che le nostre metropoli sono le piu’ sicure al mondo e che la civilta’ di un paese si misura da garanzie sicurezze che in italia si vanno semplicemente smantellando. Così le donne invece di provare a mettersi in discussione per rivedere la loro posizione e ambire, perche’ no, a un approccio diverso con l’uomo che potrebbe giovare a entrambi..si rinchiudono nella loro torre di incomprensibili e anche umilianti privilegi..per guardare dall’alto in basso..chi non e’ come loro e che per questo va accusato e a volte punito”. (Maria)
Mi sembrano parole molto sagge, e meno male che sono state pronunciate da una donna…
Ormai da molto tempo vengono portate avanti campagne mediatiche martellanti finalizzate a creare un clima di paura e insicurezza diffusa tra la gente che poi, più o meno condizionata, finisce per appoggiare politiche repressive che restringono sempre di più i margini di libertà delle persone. La paura è sempre stata un’arma fondamentale per creare consenso; e allora perché non costruirla ad hoc anche quando non ce ne sarebbe necessità?
Vero e proprio terrorismo psicologico di massa che si alimenta di due filoni fondamentali: gli immigrati e la violenza sessuale.
In questo modo si conquistano i favori, direbbe Icarus, sia del popolo bue di destra che di quello di sinistra. Vengono promulgate leggi forcaiole e anticostituzionali in un senso e nell’altro che però accontentano un po’ tutti. La cosa, da un certo punto di vista, ha anche degli aspetti grotteschi. La “sinistra” da una parte difende gli immigrati e attacca la destra per le politiche repressive nei loro confronti, dall’altra invoca strette repressive senza se e senza ma (e anticostituzionali anche queste) per quanto riguarda i reati a sfondo sessuale. La destra, garantista quando si tratta di difendere gli interessi privati (anche quando non sono accompagnati da pubbliche virtù), invoca a sua volta politiche repressive sia nei confronti degli immigrati che di coloro che commettono (o sono accusati) di reati sessuali.
Tutti, a parole, si dichiarano ipergarantisti, ma poi nei fatti si contraddicono spaventosamente. Sia chiaro, la responsabilità non è solo del ceto politico che non è certo un corpo separato ma lo specchio fedele del paese e della cosiddetta società civile.
Siamo disposti ad approfondire, ad analizzare i fenomeni in profondità, ad andare insomma oltre il nostro naso solo quando ci conviene e ci fa comodo. Altrimenti chiudiamo occhi e orecchie, spegniamo le nostre funzioni cerebrali e siamo disposti a sostenere le più becere politiche liberticide.
Voglio raccontarvi un episodio a mio parere significativo. Alcuni mesi fa sono andato a vedere con due miei amici un bel film argentino dal titolo “Il segreto nei tuoi occhi”. C’erano anche diversi altri amici e soprattutto amiche di uno dei miei due amici.
Il film, molto in breve, narra la storia di un magistrato che indaga sullo stupro e l’omicidio di una donna. Il colpevole dopo un po’ di tempo viene individuato e condannato all’ergastolo. Nel frattempo vanno al potere i militari che instaurano la dittatura e quest’uomo viene reclutato dalle forze di polizia e liberato.
Il marito della vittima, sconvolto e sentendosi (giustamente) tradito dallo Stato che non gli ha dato giustizia, decide di organizzare il sequestro di quest’uomo (naturalmente questo lo si scopre solo alla fine). Passano venti o venticinque anni, l’Argentina si lascia alle spalle quell’inferno di sangue e orrore e il magistrato che aveva svolto a suo tempo le indagini (indignato anch’egli, ovviamente, per la liberazione del reo confesso) riapre il caso perché insospettito da una serie di elementi, fra cui la sparizione nel nulla del colpevole.
Alla fine scoprirà (ed è una scena inquietante, credetemi) che quell’uomo era stato sequestrato dal marito della vittima che lo aveva recluso da venticinque anni in una cella di pochi metri quadri a fianco della sua piccola casa in un angolo sperduto della sconfinata pampa argentina, dalla quale non usciva mai, in una condizione di totale isolamento. Neanche il suo “carceriere” in venticinque anni di reclusione gli aveva mai rivolto una parola.
Quando il magistrato scopre il tutto, entra nella casa e si trova di fronte ad uno spettacolo raccapricciante: un uomo completamente abbrutito sia fisicamente che psicologicamente, che lo osserva come se fosse un animale strano (non vedeva altri esseri umani da 25 anni) e lo implora di convincere il suo carceriere a rivolgerli almeno la parola.
Non è un caso, ovviamente, che il film sia argentino. In realtà la storia è anche una metafora della tragedia che è avvenuta in quel paese. Ma non si tratta solo di questo ovviamente. Il tema è quello della giustizia e di come e da chi deve essere applicata.
Il film (e soprattutto questa scena finale) è molto inquietante. Io e uno dei miei amici siamo usciti dalla sala abbastanza turbati.
Come spesso accade un bel film fa discutere. Mentre il mio amico ed io trovavamo molto più grave, inquietante e torbido il comportamento del marito (di fatto un torturatore, anche il regista del film peraltro, intervistato, in una recensione che ho letto, poneva ovviamente l’accento su questo aspetto) rispetto a quello dell’assassino della moglie, tutti gli altri, e soprattutto le altre, tutti di sinistra radicale, senza se e senza ma (normalmente ipergarantisti), sostenevano strenuamente le ragioni e l’operato del marito che, se non fosse stato scoperto, avrebbe continuato a tenere rinchiuso in quella gattabuia quell’uomo fino alla fine dei suoi giorni.
“Ha fatto bene, troppo poco, io avrei fatto lo stesso”, questi i commenti di questo gruppo di lettori del Manifesto, dell’Unità e di elettori della lista Di Pietro, di SEL o di Rifondazione (conosco i miei polli…).
All’inizio io e il mio amico eravamo molto sorpresi e anche turbati da un atteggiamento così forcaiolo, repressivo, “giustificazionista”, molto poco “di sinistra” e molto poco “politically correct”. Poi dopo un po’, tornando assieme in macchina e parlottando fra noi, siamo giunti insieme alla conclusione e abbiamo capito il perché di tanta rabbia e violenza cieca, al punto da annebbiare le menti e arrivare a giustificare la “giustizia individuale”, anche da parte di donne e uomini che dovrebbero avere ben altra sensibilità, soprattutto in materia di giustizia e garanzie per l’individuo.
Non l’omicidio ma lo stupro era ciò che rendeva giustificabile la reazione del marito. E’ la violenza sessuale quella che rendeva insopportabile il reato e che giustificava qualsiasi reazione, anche la tortura, anche l’omicidio, anche la legge del taglione. Se si fosse trattato del solo omicidio, sono assolutamente certo che nessuno e nessuna di quel gruppo di persone si sarebbe spinto non solo a giustificare ma addirittura a sostenere il carceriere-torturatore. Conosco i miei polli, come dicevo poc’anzi…
Naturalmente, e questo secondo me è lo “scivolone” del film (comunque valido) e del regista, la figura negativa dell’assassino-stupratore viene ulteriormente accentuata dal fatto che questo viene liberato dalle forze speciali, cioè dai torturatori di stato, per utilizzarlo a sua volta come killer e/o torturatore. E’ ovvio che questo fatto rende ancora più odioso il personaggio. E secondo me, questo è il mio parere personale naturalmente, in questo caso il regista opera una “furbata” che in qualche modo strizza l’occhio ai forcaioli, anche e soprattutto quelli di sinistra”.
Perché è vero che da una parte stigmatizza la figura del marito-carceriere-giustiziere, ma dall’altra, come contraltare, non si limita a mettere un omicida ma anche uno stupratore, torturatore a sua volta e al servizio di un governo e di un apparato di assassini torturatori. E questo, in qualche modo, fa calare una pesante ombra di ambiguità sul film e sul suo messaggio. L’opinione del regista insomma, non è del tutto chiara ed è come se volesse lasciare aperto il dibattito, cosa in cui peraltro riesce…
E’ giusto insomma farsi giustizia da soli trasformandosi in torturatori? Per un gruppo di uomini e donne di sinistra, di cultura medioalta come quelli, politicamente corretti (solo in alcuni ambiti, a quanto pare), sembrerebbe di sì, per lo meno in alcuni casi.
Fabrizio
alle volte davvero si rimane stupiti di come la propaganda mediatica possa creare una diffidenza così marcata e infondata.
Premetto che mia madre ha 80 anni e, per motivi di salute, viene una badante qualche ora al giorno.
Questa signora ha 57 anni, è divorziata con un figlio già grande.
L’altro giorno viene in casa (nelle ore in cui c’era anche lei) un sessantenne vecchio amico di famiglia che ha un’impresa edile, per salutare mia madre.
Ovviamente mia madre lo presenta alla badante, la quale inizia tranquillamente a chiacchierare del più e del meno, gli chiede pure consigli per l’eventuale acquisto di una casa da ristrutturare, gli chiede pure se si possono dare del tu.
Lui gli chiede dove abita, lei glielo spiega, lui ribatte che conosce la zona e che anzi ci passa davanti sovente perchè ha un magazzino sulla stessa strada ma più avanti.
Alla fine si congeda dicendole: “beh, vorrà dire che quando andrò al magazzino guarderò se sei nel cortile così ti saluto”.
Una volta uscito la signora cambia registro e confidandosi con mia madre le dice: “quell’uomo non mi piace”.
Alla richiesta (con grande stupore) di chiarimenti da parte di mia madre risponde “non mi piacciono gli uomini che vogliono entrarti n casa”…
In sintesi ha travisato l’innocente frase di quell’uomo (che al 99% dei casi non aveva nessuna intenzione se non la semplice cortesia di routine, dato che mi risulta felicemente in coppia dopo essere rimasto vedovo qualche anno fa) catalogandola come “allarme rosso”.
Inutile dire che mia madre (che alla sua età si puo’ permettere di dire quello che pensa senza filtri) le ha dato della cretina.
A gridare in piazza contro i poveracci condannati al patibolo ci sono sempre stati solo quelli che potevano finire sul patibolo: i poveracci. A chi invece manda al patibolo i poveracci, la scena ha sempre dato fastidio. Oggi ci sono poveracci maschi che invocano galera e morte per i maschi e non sanno nemmeno perchè: celebrano il proprio disagio, esprimono la propria rabbia, con parole altrui e individuano il nemico in loro stessi. Hanno maturato la psicologia dello zio Tom. Quando ci sono gli zii Tom, vuol dire che ci sono gli schiavi.
“E’ giusto insomma farsi giustizia da soli?”
No, non lo è.
Per questo il garante della giustizia, nelle società civili, è lo stato.
I problemi nascono nel momento in cui lo stato stesso abdica a questa funzione fondamentale, sottraendo una parte degli individui alla giustizia stessa.
In questi casi, la tentazione della giustizia sommaria è tanto più forte negli individui quanto più grande è il torto subìto.
Soprattutto nel momento in cui uno dovesse rendersi conto che l’ unico esito verosimile di una battaglia condotta restando nell’ ambito della legalità è quello di aggiungere al danno la beffa: in questi casi il vero delinquente è chi ha assassinato la giustizia sottomettendola al potere, non chi esce dall’ ambito della legalità per ottenere ciò che una giustizia prona al potere non è in grado di dargli.
Costui, a mio avviso, dovrebbe essere il bersaglio della giustizia sommaria, in quanto radice del problema.
I reati sono conseguenze del problema che sta a monte.
Tornando alla fattispecie del film, io non avrei recluso il colpevole, ma chi lo aveva rimesso in libertà.
In Italia c’è una vera emergenza forcaiola-linciaggio, però della mafia nessuno ha paura: Italia mafiosa-fascista-nazifemminista.
Il fatto che un marito colla moglie uccisa si rassegni prima e meglio di un marito colla moglie violentata non fa altro che confermare lo squilibrio che viviamo nell’approccio al sesso. Ammantarlo di un errato senso di possesso porta a queste sconsiderate realta’, Non dimentichiamo che in Italia il delitto d’onore e’ stato abolito nell’agosto del 1981 e che da come si vive la sessualita’ si riesce a comprendere come e’ impostata la relazione uomo-donna.
che la paura sia un veicolo importante per prendere consensi ,dovrebbe essere lampante a tutti ,e qui Fabrizio ti sei dimenticato delle religioni .l’islam ,praticamente semisconosciuto ai più prima del 2001 è diventato religione di morte dopo ,poi appunto ci sono gli immigrati e le violenze sessuali ,credo che qui nessuno giustifichi lo stupro ne tanto meno le altre violenze ,ma fa più rumore uno stupro che una morte sul lavoro (a proposito vi segnalo un post http://www.postare.it/showthread.php?s=&threadid=255754 ) ci si indigna di più perchè una certa classe politica vuole che sia cosi ,e allora arrivano le forche e la ghigliottina ,ma intanto nei cantieri(e non solo) uomini beta rischiano la vita …..
Hai ragione Mauro, La demonizzazione del mondo islamico è un’altra faccia di quella medaglia di cui parlavamo in altro post. Il paradosso è che anche la Chiesa cattolica (che guarda caso mantiene la sua lucidità…) si oppone a questo processo di criminalizzazione dell’Islam nonostante nelle aree da questo controllate le varie comunità cristiane (alcune in ottimi rapporti con i musulmani, come in Palestina) tendano a indebolirsi anche numericamente. Naturalmente si tende a fare di tutt’erba un fascio, soprattutto per quanto riguarda il messaggio mediatico, per cui nella testa della gente, dal Marocco all’Indonesia, passando per tutto il mondo arabo e musulmano, è tutta la stessa pasta…senza per lo più sapere nulla di quel mondo. Fra le altre cose che l’Islam integralista è presente in modo robusto solo in alcuni paesi, dove comunque rappresenta una minoranza ed è ben lontano dall’assumere posizioni di potere e che la grande maggioranza dei cosiddetti regimi arabi moderati è al soldo e al servizio delle potenze occidentali.
Vi risparmio un’analisi sulla situazione dei paesi arabo-islamici anche perché sarebbe un tema troppo complesso e ci porterebbe senz’altro ben al di fuori dalla QM. Qualcosa abbiamo già detto nell’articolo “Sesso, Islam e Occidente.
Fabrizio
La demonizzazione dell’Islam è solo una delle demonizzazioni di cui pare non si possa fare a meno.
Di volta in volta è toccato ai “negri”, agli ebrei, ai meridionali. Ora, le mode cambiano, tocca anche, oltre che all’Islam ma più in generale alle religioni compreso il cristianesimo specie nella sua versione cattolica, ai maschi bianchi e ai maschi in genere indipendentemente dal colore della pelle.
Sembra che le “folle”, la “massa” non possa fare a meno di avere un nemico su cui scaricare le proprie frustrazioni. Si prendono alcuni episodi o alcuni caratteri più evidenti in un gruppo sociale o alcuni punti di una dottrina religiosa, li si isola da tutti gli altri e dal contesto socioculturale in cui vivono, ed il gioco è fatto, il bersaglio approntato.
A maggior ragione è assolutamente necessario, se vogliamo rompere questi circuiti perversi, non incorrere negli stessi meccanismi quando discutiamo dell’universo femminile. Una volta analizzato lucidamente lo stato dei fatti, una volta sottoposta a critiche anche molto dure la realtà concreta che abbiamo sotto gli occhi, sono da evitare le generalizzazioni e soprattutto la tendenza ad attribuire certi comportamenti a caratteri innati e immodificabili. I quali ci sono (differenze ontologiche), ma non sono in sè giusti o sbagliati, buoni o cattivi. Registrano piuttosto un diverso modo di funzionare del maschile e del femminile su cui ognuno dei due generi (o sessi), dovrebbe riflettere per conoscersi prima di tutto, ed anche per conoscere l’altro. E dunque anche per modulare il proprio comportamento tenendo conto della diversità altrui senza aspettarsi che si conformi alla propria e senza cercare di sfruttare quelle differenze a proprio vantaggio. E tenere sempre ben presente che l’altro si muove, agisce, pensa, sente, anche in funzione di come l’interlocutore gli si propone. Lo zerbino stimola il senso di onnipotenza nella donna, l’uomo non dipendente emotivamente da lei stimola, al contrario, il senso di rispetto, cose da cui muovono anche i comportamenti concreti. Il che, ovviamente, vale anche reciprocamente.
armando
Dice bene Armando quando richiama l’attenzione sul meccanismo, davvero antico come il Mondo, di costruire il nemico esterno per contenere le difficoltà interne, sia individuali sia collettive. Meccanismo pericoloso perchè porta fuori della realtà e alla guerra. Non risolve i problemi, spesso li aggrava.
Aggiungo che oltre alla costruzione del nemico esterno di solito il meccanismo prevede anche l’esaltazione dell’obiettivo salvifico. Il porsi cioè non solo come “i buoni” di contro i cattivi, ma anche come i salvatori di coloro che fra “i nemici” sono unilateralmente individuati come “i buoni”. Insomma una perfetta fotocopia della propria realtà proiettata ed esportata all’esterno.
Quando poi si ha la percezione che media e politica intonano, e insistono perchè si intoni, ogni giorno qualcosa che assomiglia alla riedizione di “Faccetta nera,bella abissina”, una pausa di riflessione probabilmente è opportuna: infatti chi non vuol essere salvatore di chi ha da essere salvato? ma cautela vuole che si ipotizzi anche il rischio di trovarsi tutti, ma proprio tutti, imbarcati col moschetto per l’ Africa orientale. E, senza volerlo, trovarsi a cambiare status: da salvatori a tutt’altro. E, quel che è peggio navigare per l’Africa orientale, trasformati in bersagli inermi proprio sotto il tiro degli aerosiluranti alleati.
@Armando:
Ben detto Armando e ben tornato, credo e spero dalle ferie…sottoscrivo il tuo intervento. E ben tornato anche a Ckkb, idem come sopra…
Fabrizio
Bentornato Armando.
Come sempre condivido parzialmente quello che dici,ma ciò è dovuto probabilmente alla mia esperienza personale e non è detto che io non abbia torto (anzi!..).
Stabilire ciò che bene e male per ME,buono o cattivo per ME,non trovo sia una pratica da rifuggire,pur rispettando l’Altro nella sua diversità.Le donne lo hanno fatto e hanno capito che essere donna poteva voler dire molte cose rispetto a quello che in epoche passate era insegnato loro.Allo stesso modo noi uomini siamo chiamati oggi a ridefinire i canoni della maschilità affrancandoci dalla femminilizzazione forzata e da sensi di colpa imposti dal racconto della donna/vittima “sempre e comunque”,acquisendo affianco all’indipendenza emotiva indispensabile in ogni processo di maturazione anche una maggiore autonomia di giudizio e consapevolezza di genere (indispensabile in questa fase storica di svalutazione del “maschile” nell’orizzonte simbolico e nell’immaginario collettivo).
Condivido quanto affermi, LukeCage, non c’è alcun dubbio che oggi il “maschile” debba recuperare una sua dimensione e una sua autonomia indipendentemente da qualsiasi altro fattore o condizionamento o men che meno, naturalmente, dalla reinterpretazione femminista della storia.
Penso però che Armando, mi pare almeno ma posso sempre sbagliarmi, volesse dire un’altra cosa. E cioè invitasse ad evitare di incappare nello stesso “errore” femminista”, quello cioè di generalizzare e di mettere tutto e tutte (in questo caso le donne) nello stesso calderone.
Da questo punto di vista noi dobbiamo avere la capacità, la maturità e la forza di andare in un’altra direzione, proprio per evitare di diventare una sorta di movimento femminista rovesciato nel suo contrario.
Cosa ben diversa è appunto recuperare la capacità di scrivere la propria storia, portare alla luce la propria condizione e rivendicare con fierezza e consapevolezza la propria appartenenza di genere.
Fabrizio
“Dice bene Armando quando richiama l’attenzione sul meccanismo, davvero antico come il Mondo, di costruire il nemico esterno per contenere le difficoltà interne, sia individuali sia collettive. Meccanismo pericoloso perchè porta fuori della realtà e alla guerra. Non risolve i problemi, spesso li aggrava.”
Se tu fai fare alla gente una vita di merda, devi per forza trovare un capro espiatorio verso il quale indirizzare la collera della gente, se non vuoi che questa si rivolga verso di te.
Si chiama depistaggio.
Fabrizio ,hai ragione ,peccato che leggo post come questo da “il corpo delle donne ” , un pochino lunghetto ,ma pieno di misandria a mio modo di vedere
1 set 2010
CI SIAMO ?
Dicevamo in uno degli ultimi post prefestivi “chi le ha viste ?”, che pareva emergere un dato sin dall’inizio della querelle politica estiva: non si vedevano donne coinvolte nel dibattito. E così è stato: per tutta l’estate il confronto è stato infuocato, le candidature e le autocandidature per possibili primarie si sono susseguite, i pronostici hanno riempito le pagine dei quotidiani.
Non una donna.
Sapete che lo trovo quasi divertente. Se ci penso come donna, questo negare la nostra esistenza mi fa arrabbiare.
Se lo penso però come professionista, trovo la negazione dell’esistenza delle donne uno dei fatti più ottusi e meno lungimiranti a cui mi sia capitato di assstere nella mia vita di lavoro.
Non è più nemmeno questione di femminismo, è una struttrale incapacità di tenere conto della maggioranza della popolazione. Credo che a questo punto diventi anche noioso ripetere che siamo la maggioranza, che siamo quelle che decidono gli acquisti, che le donne anziane rappresentano il “welfare all’italiana” mantenendo ancora figli e nipoti con la pensione. Che è ormai provato che le aziende dove ci sono dirigenti donne reggono meglio la crisi economica, che siamo più brave a scuola ecc ecc ecc.
Come si dice ” idda sa canta, e idda sa sona”, ce lo diciamo tra di noi insomma.
Anzi no, sbaglio. Scusate.
Non è vero che quest’estate non si è parlato di donne, ho detto una bugia.
La persona in effetti di cui si è più scritto è una donna, Elisabetta Tuliani, moglie del presidente della Camera. Un tiro al piccione contro di lei degno di maschi maschilisti e puttanieri .Iindipendentemente da come andranno le indagini, indipendentemente dalle nostre ideee politiche, indipendenetmente dal nostro giudizio morale su questa donna, il massacro mediatico a cui abbiamo assistito è rappresenttivo di un Paese incivile. Come per l’ultima immagine del nostro documentario dove si vede una donna appesa e marchiata sul deretano come una bestia, il problema non è chiederci se questa fosse consenziente. Il problema è che mostrando questa immagine rendiamo accttabile e possibile che un essere umano venga umiliato in tv. Così è accaduto che da questa estate sia accettabile che fini critici d’arte rilascino interviste nelle quali denigrano la Tulliani, una donna con cui in passato intrattenevano una relazione in qualità di “conoscitori di gnocca”.
Come gnocche in effetti di noi si è parlato, molto.
Intanto, fuori dai nostri sempre più ristretti confini, Liberation, uno dei maggiori quotidiani francesi, abbandonava la politica nazionale e per un giorno dedicava la prima pagina alla protesta contro la lapidazione di Sakineh, donna iraniana.
In USA il Presdiente Obama sceglieva donne competenti per alcune massime cariche istituzionali. La premier australiana riempiva le pagine dei giornali stranieri.
Angela Merkel sceglieva un portavoce colto, preparato e, nonostante di professione faccia il giornalista tv, incredibilmente educato. En passant, la Germania della sovrappeso Merkel ha un tasso di disoccupazione decrescente. Sarà che essere gnocche non è direttamente proporzionale al saper fare i conti.
Una donna al Parlamento islandese ha proposto la libertà totale nella diffusione di informazioni, anche top secret, in rete. Legge approvata. La donna è giovane e fa parte di un movimento anarchico. Cio’ nonostante la sua proposta è piaciuta. Poche gabbie in Islanda, pochi stereotipi. Piace quello che pensi e proponi? Bene, al diavolo il girovita, come ti vesti, quanti anni hai e con chi te la fai.
Detto questo mi sono interrogata e mi sono chiesta, seriamente e andando indietro con la memoria, perchè sin da piccola dicevo sempre che volevo viaggiare e vivere all’estero, cosa che poi ho fatto.
Non perchè sono sagittario e il lontano mi attira.
Perchè volevo fortemente e imprescindibilmente essere libera. E apprezzata per quello che facevo.
Così è stato. Vi devo dire, e con dolore, che siamo un Paese realmente nemico delle donne, dove per noi è tutto più difficile.
I miei amici tedeschi hanno provato imbarazzo rivedendo le poche trasmissioni tv dove si parlava del nostro doc e dove c’era sempre qualche giornalista che diceva “ma a noi uomini italiani piacciono “le belle fighe” per giustificare un maschilismo miserabile. All’estero è diverso, mi spiace dirlo ma è così.
Questa esperienza di un anno e mezzo portando in giro il corpo delle donne in tutta Italia e in tv mi ha fatto confrontare con una realtà che avevo negato, già dai mei vent’anni. Io in Inghilterra, in Germania, in Francia non ho fatto nemmeno il 10% della fatica che sto facendo ora per essere rispettata.
Allora.
O ce ne andiamo. Ma è un discorso elitario, mai come ora lo è.
O ci svegliamo e tiriamo su la testa.
Per me, ragazze, tirare su la testa non è la manifestazione, o almeno non per forza. Non dico che sia sbagliato scendere in piazza, anzi. Dico che non è il mio strumento. Però se organizzate voi io vi do una mano.
Per me è non mollare mai. Ed è faticosissimo, ma non ho altre soluzioni.
E’ controbattere sempre e comunque se non si viene rispettate. anche facendosi dare delle rompipalle. chissenefrega.
E’ protestere sempre. Pupa e il Secchione, pubblicita’, affissioni: non ci rispettano? si denunciano . E avete visto che funziona, protestare da degli esiti incredibilmente positivi.
Fare lobby con altre donne. Non tutte sono simpatiche, molte saranno pure stronze e incapaci di unirsi tra donne senza il maschio approvante: fa niente, proviamoci. Non critichiamoci troppo tra noi, non ora, non in questa fase.
Nessuna pietà: Fabio Fazio sarà pure di sinistra ma nella sua trasmissione non invita mai donne? non guardo la trasmissione, gli faccio scendere l’audience.
Santoro sarà pur bravo ma ha la velina di lusso? Leggo un libro e Annozero lo guarda sua zia.
Sgarbi sputtana la tulliani in modo indecente? E io che pur lo apprezzo come critico d’arte non gli compro piu un libro.
Dai, su la testa.
Voglio essere una grandissima rompipalle.
Protesto.
E voglio un programma politico che coinvolga le donne, veramente. voglio che il PD tiri fuori le donne dalla naftalina, dove le ha nascoste?
siamo state troppo buone, un sacco di promesse non mantenute e noi che li abbiamo votati lo stesso! e’ pazzesco quanto siamo ottuse!
Sapete cosa fanno glia azionisti ai dirigenti che non attuano quello che avevano promesso? Li mandano a casa.
Obblighiamoli a inglobarci.
E se non lo fanno, non andiamo a gonfiare le fila di manifestazioni e di congressi che non ci prevedono. Disertiamoli.
Troppo bisogno di approvazione maschile, ancora. Questo è il nostro problema. Come bambine che non crescono.
Buon rientro a tutte e a tutti
commento mio personale
iniziamo dalla politica e dai rappresentanti ,ma è tanto importante che siano uomini o donne,o è importante e che siano capaci ??? perchè se quella viene elette “perchè donna” è poi fa peggio danni del suo antecedente non mi sembra che ci guadagnamo
le donne più brave in tutto , e qui rispondo ,come ho risposto a Marco ,ci sono donne e uomini geni e asini
ma la peggior cosa e che bisogna costruire una sorta di p2 fatta da donne ,mancava proprio
non meriterebbe neanche risposta che in islanda una donna facente parte di un gruppo anarchico (anarchico e siede in parlamento?? ma l’anarchia non ripudia i partiti politici e proclama l’astensione del voto ?? ) fa passare una legge
una volta ci ero iscritto al loro forum perchè lo trovavo interesante ,ma dopo aver letto questo ho fatto bene ad andarmene
scusate la lunghezza
>>
un bel film argentino dal titolo “Il segreto nei tuoi occhi”
>>
Interessante. Se quel regista è davvero sottile, può aver mirato ad architettare un esperimento: vediamo se c’è un confine superato il quale anche i più ferrei garantisti diventano forcaioli. E quel confine l’ha trovato.
E’ quello indicato da Fabrizio e sul quale Icarus batte costantemente: a fronte dello stupro …ogni pena, ogni sanzione e ogni crudeltà sono lecite. Doverose.
Tutti i principi del millenario diritto europeo (riferiti ad es. all’onere della prova, o alla rilevanza delle intenzioni ) saltano per aria e con essi tutte le professioni di umanesimo.
Scatta dentro qualcosa che rende tutti ciechi e innesca la gara a chi è più spietato.
RDV
Al principio di fare a mezzo dei beni altrui in base al genere, all’estero non ci sono ancora arrivati: che sono infatti al confronto le leggi estere su quote rosa e presenze femminili obbligatorie nei CdA delle SpA se non una riduttiva e misera applicazione del principio generale genialmente intuito e coraggiosamente praticato da molte avanguardie maschili e femminili italiane? Penso che di qui a poco la nostra lobby di maschi che mettono a reddito, con risorse pubbliche, mogli, amiche, amanti, sorelle, madri, suocere, figlie e cugine (il fronte di liberazione delle parenti oppresse & associati), stupirà l’Europa, trasformando in legge l’innovativo principio generale. Al solito siamo esterofili, come dimostra anche l’amica blogghista citata da Mauro Recher e che vuol andare all’estero: mai una volta che siamo capaci di riconoscere il primato morale e civile degli italiani.
Mauro: commento mio personale
iniziamo dalla politica e dai rappresentanti ,ma è tanto importante che siano uomini o donne,o è importante e che siano capaci ??? perchè se quella viene elette “perchè donna” è poi fa peggio danni del suo antecedente non mi sembra che ci guadagnamo
le donne più brave in tutto , e qui rispondo ,come ho risposto a Marco ,ci sono donne e uomini geni e asini ma la peggior cosa e che bisogna costruire una sorta di p2 fatta da donne ,mancava proprio
non meriterebbe neanche risposta che in islanda una donna facente parte di un gruppo anarchico (anarchico e siede in parlamento?? ma l’anarchia non ripudia i partiti politici e proclama l’astensione del voto ?? ) fa passare una legge
una volta ci ero iscritto al loro forum perchè lo trovavo interesante ,ma dopo aver letto questo ho fatto bene ad andarmene
scusate la lunghezza>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Mauro, tu devi avere davvero un grande spirito di sopportazione per aver resistito a lungo in un siffatto sito-blog. L’articolo mi sembra un campionario di femminismo vittimista e revanscista a cui non vale la pena neanche replicare, perchè ritengo si commenti da solo. Una sorta di “chiamata alle armi”, di “boicotaggio” del maschile qualora non vengano accolte le sacrosante richieste di queste donne superprivilegiate. Perchè non mi pare si parli di più asili nido, di meno precariato…, insomma di ciò che davvero interessa la maggior parte delle donne. Ci si incarta su questioni che diventano problemi solo per chi di problemi ne conosce pochi evidentemente: una donna in più o in meno in Parlamento, una velina in più o in meno in televisione… E poi la storia che all’estero tutto vada meglio…basta sentire parlare una femminista inglese o francese e userà le stesse parole ed esprimerà le stesse lamentele. Sono programmate così e la realtà in cui vivono la considerano davvero molto poco.
“Fare lobby con altre donne”
Quello che invece dovremmo fare noi: fare lobby.
Loro lo fanno già e gli riesce benissimo: noi siamo individualisti ben oltre il limite della coglioneria.
“Obblighiamoli a inglobarci.”
Come ho già scritto, la strategia è quella di occupare tutti gli spazi a disposizione: si infilano dappertutto e poi dettano legge, mettendo gli uomini in competizione tra loro distruggendo ogni forma residuale di solidarietà maschile.
L’ unica è creare spazi dai quali tenerle fuori, del resto loro con noi già lo fanno.
“L’ unica è creare spazi dai quali tenerle fuori, del resto loro con noi già lo fanno.”
Vero.
Hanno anche la Legge dalla loro parte (come si evince dai casi discriminazione perseguiti solo se la vittima è una donna,una tolleranza zero invocata dalla ministra Carfagna che vale però a senso unico).
Più che diventare sessisti a nostra volta direi che dovremmo muoverci per bilanciare una situazione di presente squilibrio che ci penalizza in quanto maschi,quindi far capire che se ad esempio ci rivolgiamo in particolare agli uomini e puntiamo a far sì che questi escano sempre più spesso allo scoperto per manifestare le proprie problematiche,il proprio punto di vista maschile,i propri disagi è solo perchè le donne hanno già i loro spazi “sacri” per farlo.
Nessuno ci fa caso perchè nel lessico comune è conosciuta la parola maschilismo,ma non il suo contrario,questo a seguito di un condizionamento culturale contro il quale ci stiamo battendo.
sandro, premesso che da parte mia non c’e’ alcun intento polemico, vorrei farti notare che quello che tu scrivi, o hai scritto in questi ultimi giorni, e’ gia’ stato scritto anni fa da altri uomini.
La cosa non può che farmi piacere.
Almeno non sono l’ unico a pensarlo.
Nell’attuale mainstream di imposizione violenta di comportamenti e teorie omologanti tra i generi (genderismo), a mio parere una delle più forti testimonianze pratiche e simboliche di libertà, sia per i maschi sia per le donne, che si possa esprimere nella società attuale, è riscoprire, praticare e istituire momenti di comunità separati per genere: comunità maschile da una parte e femminile dall’altra. Non è un caso che la Storia testimoni sotto ogni cielo e in ogni tempo, il fiorire di comunità rigorosamente e permanentemente maschili (così anche comunità femminili), con contributi straordinari di civiltà e di crescita personale tra i partecipanti, nonchè la prassi diffusa della istituzionalizzazione di temporanei momenti e spazi di separazione tra i sessi. L’attuale coazione polyticall correct per cui a nessun maschio è riconosciuta la liceità morale e psicologica del “lusso eversivo” di starsene un pò con gli amici suoi (In GB i club maschili sono addirittura messi in condizione di non poter continuare), pena il rischio che la riunione, mancando il “commissario politico donna”, sia di fatto giudicata “adunata sediziosa” passibile di ogni sospetto, è uno degli aspetti di regime nelle società occidentali. Ergo son d’accordo con Sandro: come già gli ordini regolari organizzati in comunità separate per genere, dopo il Mille, hanno rifondato la civiltà occidentale, e tutt’ora egregiamente svolgono un ruolo vitale di sostegno ad essa, questa scelta di “separazione autonoma di genere” è a mio avviso una componente decisiva per uscire dalla radicale regressione e repressione che l’omologazione genderista ha imposto a tutto e a tutti. Rondini e cavalli, dice un amico carissimo, hanno rispettivamente le une il cielo, gli altri la terra come spazi di vita: non possono essere sempre insieme. Le une ci rimetterebbero le ali, e gli altri le zampe. E che le rondini non possano volare perchè con le ali spezzate e i cavalli non possano correre, è probabile che possa interessare una certa politica che mira al massimo controllo sulla società e pertanto vuol convincerci che la libertà consiste nel prescindere proprio da ciò che fa di noi, noi stessi. Se così è, si tratta di un progetto di potere ispirato da un possente desiderio necrofilo.
Per luke Cage. Fabrizio ha interpretato bene il mio pensiero. Aggiungo una cosa sull’iniziare a pensare “cosa è bene per me”. Il principio che è stato fatto proprio dal femminismo e largamente praticato, mi sembra monco espresso in questo modo, e potenzialmente pericoloso. Ci leggo la possibilità di un relativismo assoluto e di una guerra generalizzata. Secondo me dovrebbe quantomeno essere integrato con ” e non nuoce all’altro”. Ora, capisco bene che decidere se una cosa nuoccia ad un altro è difficile, e il miglior giudice è proprio l’altro. Ma allora si pone il problema se l’uomo (in senso lato) è animale esclusivamente egoistico oppure se è anche in grado di interpretare istanze di ordine più universale. Si pone anche un altro problema, ancor più grande: Può esistere una “morale” ed un’etica che siano condivisi? E da dove discendono?
Anche questi temi sono un risvolto del problema se come movimenti maschili sia giusto assumere una metodologia di pensiero (e di azione) analoga a quella del femminismo.
armando
D’accordissimo sulla necessità di ricostruire oggi degli spazi maschili. A tal proposito ho scritto un articolo nella sezione “lettere” dal titolo appunto “Uno spazio maschile”. L’articolo prende spunto proprio da un’esperienza vissuta in prima persona in un hammam marocchino.
Tenderei però a non assolutizzare il concetto a prescindere dal contesto storico, sociale, culturale ecc.
Ripristinare (anche) spazi separati sia maschili che femminili (a noi interessano i maschili, nella fattispecie) è oggi assolutamente propedeutico alla rinascita di un nuovo concetto di maschilità. E quindi ha una sua valenza qui ed ora, cioè nell’attuale contesto sociale e culturale (così come può averlo e lo ha avuto in altri).
Non dobbiamo però dimenticare che in molti altri contesti e frangenti storici la separazione fra i sessi, esasperata da mille condizionamenti di vario genere (in primis quello religioso o pseudo tale), non solo non ha aiutato alla reciproca comprensione fra i generi ma ha contribuito a creare contesti fortemente repressivi, castranti e spesso violenti, per tutti/e, sotto ogni punto di vista.
Credo che sia giunta l’ora, per gli uomini consapevoli del terzo millennio, i “Risvegliati”, come usiamo forse presuntuosamente definirci, di mettere da parte posizioni predeterminate, aprioristiche, destoricizzate, decontestualizzate, in altre parole assolute, in favore di un approccio più laico e meno ideologico. Che non significa sbandare nel relativismo assoluto (che è un altro dogma dei tempi contemporanei, direi anzi uno degli strumenti ideologici del sistema dominante) ma solamente avere un approccio razionale, equilibrato e consapevole, fondato, per quanto mi riguarda (e che ci dovrebbe riguardare, per lo meno per coloro che fanno riferimento a Uomini Beta) su quei valori e principi universali che abbiamo riportato sulla nostra Carta dei Principi.
Fabrizio
@Armando:
Sotto certi aspetti ritengo sia giusto riprendere alcuni aspetti del femminismo,d’altronde per noi si sinistra il femminismo non è il male assoluto,per lo meno non certo femminismo.
L’importante è vigilare per non ripetere gli errori del passato (è anche grazie a tale considerazione che come società ci siamo evoluti).
Tener conto anche delle altrui necessità è un aspetto da me sottinteso e non è necessario rimarcarlo sempre come se fosse una cosa totalmente disgiunta dal rispetto per le proprie necessità.
Preferisco,per quel che mi riguarda,essere realista e tenere presente che in questa fase storica la voce e il pensiero femminili godono di una considerazione tale che fa sì che per definire i confini del bene e del male universali sembra imprenscindibile il nulla osta dell’esperta di turno.Dobbiamo agire e pensare con la consapevolezza del momento storico e della realtà attuale, e questa realtà si manifesta anche con il fatto che a fronte del 3% di morti femminili sul lavoro al momento solo un paio di donne hanno sinora manifestato una certa perplessità,caro Armando.Questi sono i rapporti di forza attuali,in termini psicologici,e noi dovremmo tenerne conto,come faceva notare Sandro (“..ci farebbero avere una caramella spacciandola per un pranzo.
E tanti magari le ringrazierebbero pure.”).
p.s.: quando nel mio precedente commento mi riferivo a ME era inteso a me in quanto uomo e maschio (e non tanto in senso individualistico): di qui la necessità di un lavoro MASCHILE,con il contributo di ognuno di noi, di rielaborazione di una maschilità contemporanea, autonoma e consapevole.
Io credo, Fabrizio, che basti pensare agli spazi separati come a quei luoghi, psichici e fisici, in cui i due generi conoscono se stessi e si danno “forma”, ossia identità, propedeutiche all’incontro con l’altro. Faccio un esempio molto semplice. I “barbieri” o i “couffeaur pour femme” erano luoghi maschili e femminili ben oltre la delimitazione dello spazio fisico. Lì gli uomini (e nel loro luogo le donne), parlavano fra di sè, coltivavano liberamente la propria maschilità o femminilità nei discorsi, negli interessi, nelle passioni. Insomma in tutto un modo di percepire la vita e il mondo. E contemporaneamente si preparavano all’incontro con l’altro/a. Facendosi “belle”, o curandosi i baffi o la barba. Un altro luogo maschile per eccellenza era il bar, femminile era il mercato o il ritrovo fra amiche nella casa dell’una o dell’altra quando gli uomini erano fuori.
Tutto ciò aveva anche un aspetto rituale importante. Ed è per questo che ancora possiamo vederne tracce, seppur sempre più labili.
L’unisex indebolosce l’identità ma solo l’incertezza e la confusione col risultato di ostacolare l’incontro vero anzichè favorirlo. C’è poi da aggiungere che questa moda, in pratica , si traduce nell’interdetto ai maschi di ritrovarsi fra sè o nella migliore delle ipotesi nella sopportazione, con una sufficienza che cela senso di superiorità, delle “manie” maschili come il calcetto o il vedere insieme una partita di Champion league. E d’altra parte, se fin da piccolissimi i maschi continuano a polarizzarsi su certi giochi e le femmine su altri nonostante tutti i tentativi per omologare giochi e strumenti di gioco e ciò nonostante arriva ineluttabile il tempo dell’attrazione, perchè non pensare che ciò possa far bene anche da adulti?
Certo, tutto va contestualizzato, ma ciò significa, secondo me, che quei luoghi scomparsi vanno reinventati secondo i tempi odierni senza abbandonare il concetto.
Il controllo richiede la standardizzazione e il potere esige il controllo: fuori standard significa fuori controllo. E poi si tratta di definire quale è lo standard.
Un testo sui comportamenti degli internati nei campi di sterminio, sottolineava come fosse punito con la morte ogni comportamento individuale che comportasse l’individuazione del prigioniero: nessuno doveva essere se stesso, altrimenti era di se stesso e non del sistema concentrazionario. Il testo racconta di una ragazza, internata, che improvvisamente fa due straordinari passi di danza: la sua passione. Era una ballerina. Per un istante a tutti i prigionieri che la vedono ballare torna memoria della loro identità precedente e da numeri tatuati diventano persone. Due passi di danza e una raffica: la ballerina è abbattuta. Se l’attività che connota la diversità di una persona vale tanto al fine di individuarla e darle vita e identità, si può pensare quanto vale ai fini del controllo la negazione della diversità dell’appartenenza sessuale. L’esercizio intelligente della critica richiede pertanto di vedere tutto quello che c’è dietro il coro unanime del “tutto uguaglio è bene” e che cosa sia la vera uguaglianza tra maschi e femmine. E se col termine uguaglianza tra i generi, lobby varie non vogliano in realtà perseguire interessi non dichiarabili e magari celare la realtà e il progetto di una spietata oppressione. In sintesi: viva l’uguaglianza, o viva lo standard?
ckkb: <<>>
In qualche modo l’aveva già compreso e descritto Primo Levi. Tra l’altro quando il processo di annientamento è compiuto e la standardizzazione appare completata, il sistema di controllo puo’ fare degli errori. Se non ricordo male, lo stesso Primo Levi si chiedeva se la morte da solo riservata all”ultimo” uomo, alll’ultimo che ha una coscienza individuale, che muore da individuo perchè impiccato davanti a tutti e non viene incenerito nel forno insieme alla massa non fosse stato un errore da parte dei tedeschi.
Da “Se questo è un uomo”
Ancora per più di un’ora le squadre hanno continuato a rientrare, col trepestio duro delle suole di legno sulla neve gelata. Quando poi tutti i Kommandos sono ritornati, la banda ha taciuto a un tratto, e una rauca voce tedesca ha imposto il silenzio. Nell’improvvisa quiete, si è levata un’altra voce tedesca, e nell’aria buia e nemica ha parlato a lungo con collera. Infine il condannato è stato introdotto nel fascio di luce del faro. Tutto questo apparato, e questo accanito cerimoniale, non sono nuovi per noi. Da quando io sono in campo, ho già dovuto assistere a tredici pubbliche impiccagioni; ma le altre volte si trattava di comuni reati, furti alla cucina, sabotaggi, tentativi di fuga. Oggi si tratta di altro. Il mese scorso, uno dei crematori di Birkenau è stato fatto saltare. Nessuno di noi sa (e forse nessuno saprà mai) come esattamente l’impresa sia stata compiuta: si parla del Sonderkommando, del Kommando Speciale addetto alle camere a gas e ai forni, che viene esso stesso periodicamente sterminato, e che viene tenuto scrupolosamente segregato dal resto del campo. Resta il fatto che a Birkenau qualche centinaio di uomini, di schiavi inermi e spossati come noi, hanno trovato in se stessi la forza di agire, di maturare i frutti del loro odio. L’uomo che morrà oggi davanti a noi ha preso parte in qualche modo alla rivolta. Si dice che avesse relazioni cogli insorti di Birkenau, che abbia portato armi nel nostro campo, che stesse tramando un ammutinamento simultaneo anche tra noi. Morrà oggi sotto i nostri occhi: e forse i tedeschi non comprenderanno che la morte solitaria, la morte di uomo che gli è stata riservata, gli frutterà gloria e non infamia.
Quando finì il discorso del tedesco, che nessuno poté intendere, di nuovo si levò la prima voce rauca: – Habt ihr verstanden? – (Avete capito?) Chi rispose «Jawohl»? Tutti e nessuno: fu come se la nostra maledetta rassegnazione prendesse corpo di per sé, si facesse voce collettivamente al di sopra dei nostri capi. Ma tutti udirono il grido del morente, esso penetrò le grosse antiche barriere di inerzia e di remissione, percosse il centro vivo dell’uomo in ciascuno dí noi: – Kameraden, ich bin der Letzte! – (Compagni, io sono l’ultimo!). Vorrei poter raccontare che di fra noi, gregge abietto, una voce si fosse levata, un mormorio, un segno di assenso. Ma nulla è avvenuto. Siamo rimasti in piedi, curvi e grigi, a capo chino, e non ci siamo scoperta la testa che quando il tedesco ce l’ha ordinato. La botola si è aperta, il corpo ha guizzato atroce; la banda ha ripreso a suonare, e noi, nuovamente ordinati in colonna, abbiamo sfilato davanti agli ultimi fremiti del morente.
Ai piedi della forca, le SS ci guardano passare con occhi indifferenti: la loro opera è compiuta, e ben compiuta. I russi possono ormai venire: non vi sono più uomini forti fra noi, l’ultimo pende ora sopra i nostri capi, e per gli altri, pochi capestri sono bastati. Possono venire i russi: non troveranno che noi domati, noi spenti, degni ormai della morte inerme che ci attende. Distruggere l’uomo è difficile, quasi quanto crearlo: non è stato agevole, non è stato breve, ma ci siete riusciti, tedeschi. Eccoci docili sotto i vostri sguardi: da parte nostra nulla più avete a temere: non atti dí rívolta, non parole di sfida, neppure uno sguardo giudice.>
Senza alcun dubbio,Ckkb, viva l’eguaglianza e abbasso l’omologazione, che è la distruzione sistematica di qualsiasi identità, sia individuale che collettiva, e anche della libertà, in tutti i sensi. Non c’è neanche bisogno di dirlo. Credo anzi che la commistione tra questi due concetti sia stata alimentata ad arte proprio per ingenerare confusione tra le persone, creando false ideologie e falsi miti.
Il sistema attualmente dominante è una strana miscela di individualismo (declinato solo in termini strettamente economici, ormai solo la pallida ombra dello stesso liberalismo storico e dei principi a cui esso si ispirava), di massificazione sociale e culturale (di cui il consumismo è l’esempio più evidente) , e di mercificazione totale (a cominciare dalla sessualità, come ben sappiamo).
Confondere il concetto di eguaglianza con quello di massificazione-omologazione è un’operazione falsa e strumentale della quale i registi dell’intera operazione sono perfettamente consapevoli.
Naturalmente non è la prima volta che questo processo viene posto in essere. Senza andare troppo a ritroso nella storia, anche il cosiddetto “socialismo reale” si è speso in tal senso ma non è stato in grado neanche minimamente, per lo meno a mio parere, di arrivare alle “vette” a cui è invece giunto il sistema capitalista-mercatista-consumista contemporaneo, assai più sofisticato, ingegnoso e pervasivo del primo.
Argomento naturalmente da approfondire data la sua complessità. Mi limito però, in questa sede a citare un noto pensatore liberale moderno, Popper, il quale sosteneva che una società veramente e autenticamente liberale è tale quando è in grado di offrire ai membri della comunità una pluralità, in linea teorica infinita, di orizzonti esistenziali.
Mi pare proprio che i fatti e la realtà smentiscano purtroppo (o confermino, a seconda dei punti di vista) e clamorosamente il liberal-pensiero del grande vecchio Popper. Nella nostra società il concetto di individuo è declinato solo nei termini economici, dell’”homo aeconomicus” e la libertà è di fatto concepita come libertà di competere, una volta ridotta la Politica a “politica”,con la p molto minuscola, cioè a mera amministrazione della cosa pubblica (o privata o parapubblica?) affidata a delle elite (si fa per dire…) di professionisti o pseudo tali.
Fabrizio
http://www.corriere.it/cronache/10_settembre_17/no-smancerie-per-conquistare-donne_cb148392-c257-11df-a515-00144f02aabe.shtml
[Esplora il significato del termine: «da evitare, dunque i complimenti ambigui o con un chiaro doppio senso» Per conquistare le donne evitate le smancerie La psicologa Petra Boynton dell’University College di Londra: no agli approcci da manuale «da evitare, dunque i complimenti ambigui o con un chiaro doppio senso» Per conquistare le donne evitate le smancerie La psicologa Petra Boynton dell’University College di Londra: no agli approcci da manuale Cary Grant e Grace Kelly (Olympia) Cary Grant e Grace Kelly (Olympia) MILANO - La semplicità paga sempre. A maggior ragione se volete conquistare una donna, visto che per farlo non servono frasi ad effetto o smancerie che farebbero impallidire un dongiovanni come Cary Grant, ma basta andare al sodo, puntare l’obiettivo e presentarsi con un normalissimo «ciao, come va?», senza tanti fronzoli e senza sprecare tempo alla ricerca di agganci giusti. A dirlo è, guarda caso, una donna, ovvero la psicologa Petra Boynton dell’University College di Londra, che, in un discorso tenuto al «British Science Festival» in corso a Birmingham, ha attaccato i cosiddetti «manuali sugli appuntamenti amorosi», spiegando come i consigli in essi contenuti sulle tecniche di approccio non abbiano in realtà alcuna prova scientifica circa il loro reale funzionamento con il gentil sesso e siano, piuttosto, da considerare dei discorsi da imbonitori. CONTROPRODUCENTE - «L’idea di fare qualcosa che possa sorprendere la donna con cui state parlando è tipica del maschio-alfa – ha spiegato al Daily Mail la dottoressa Boynton, che ha anche una rubrica di consulenze amorose sulla rivista More – e serve a rafforzare la sua sicurezza. Ma il rovescio della medaglia è che la maggioranza delle donne sicure di sé e forti potrebbe offendersi o trovarlo perlomeno strano». Da evitare, dunque i complimenti ambigui o con un chiaro doppio senso, perché potrebbero risultare controproducenti e fare allontanare, spesso definitivamente, la donna che volete conquistare. ATTENZIONE AL LINGUAGGIO DEL CORPO - Attenzione anche al linguaggio del corpo, che ha spesso una parte preponderante in un approccio ma che non sempre si è capaci di leggere nella maniera giusta oppure di modificare in maniera convincente: il pericolo è che se passate l’intera serata a cercare di analizzare «i messaggi subliminali» di qualcuno, quando poi siete pronti a fare il primo passo, questo magari si è bello che stufato e se n’è andato. Insomma, velocità, intuito e, appunto, normalità. «La maggior parte della gente non aspetta altro che un banale ] «da evitare, dunque i complimenti ambigui o con un chiaro doppio senso»
Per conquistare le donne
evitate le smancerie
MILANO – La semplicità paga sempre. A maggior ragione se volete conquistare una donna, visto che per farlo non servono frasi ad effetto o smancerie che farebbero impallidire un dongiovanni come Cary Grant, ma basta andare al sodo, puntare l’obiettivo e presentarsi con un normalissimo «ciao, come va?», senza tanti fronzoli e senza sprecare tempo alla ricerca di agganci giusti. A dirlo è, guarda caso, una donna, ovvero la psicologa Petra Boynton dell’University College di Londra, che, in un discorso tenuto al «British Science Festival» in corso a Birmingham, ha attaccato i cosiddetti «manuali sugli appuntamenti amorosi», spiegando come i consigli in essi contenuti sulle tecniche di approccio non abbiano in realtà alcuna prova scientifica circa il loro reale funzionamento con il gentil sesso e siano, piuttosto, da considerare dei discorsi da imbonitori.
CONTROPRODUCENTE – «L’idea di fare qualcosa che possa sorprendere la donna con cui state parlando è tipica del maschio-alfa – ha spiegato al Daily Mail la dottoressa Boynton, che ha anche una rubrica di consulenze amorose sulla rivista More – e serve a rafforzare la sua sicurezza. Ma il rovescio della medaglia è che la maggioranza delle donne sicure di sé e forti potrebbe offendersi o trovarlo perlomeno strano». Da evitare, dunque i complimenti ambigui o con un chiaro doppio senso, perché potrebbero risultare controproducenti e fare allontanare, spesso definitivamente, la donna che volete conquistare.
ATTENZIONE AL LINGUAGGIO DEL CORPO – Attenzione anche al linguaggio del corpo, che ha spesso una parte preponderante in un approccio ma che non sempre si è capaci di leggere nella maniera giusta oppure di modificare in maniera convincente: il pericolo è che se passate l’intera serata a cercare di analizzare «i messaggi subliminali» di qualcuno, quando poi siete pronti a fare il primo passo, questo magari si è bello che stufato e se n’è andato. Insomma, velocità, intuito e, appunto, normalità. «La maggior parte della gente non aspetta altro che un banale “ciao” – ha concluso la psicologa – mentre le frasi ad effetto in genere non funzionano perché sembrano troppo artificiose».
Simona Marchetti
17 settembre 2010
>>>
Non se ne può più…
“se anche gli uomini adottassero gli stessi comportamenti delle donne, l’umanità si sarebbe estinta già da un bel po’ di tempo.”
credo sia vero. ma penso anche che se le donne adottassero gli stessi comportamenti degli uomini, l’umanità si sarebbe moltiplicata fino ad occupare marte…
penso che tutto ciò faccia parte di un equilibrio che va oltre l’importanza della esistenza umana.
Giulia: “se anche gli uomini adottassero gli stessi comportamenti delle donne, l’umanità si sarebbe estinta già da un bel po’ di tempo.”
credo sia vero. ma penso anche che se le donne adottassero gli stessi comportamenti degli uomini, l’umanità si sarebbe moltiplicata fino ad occupare marte…
penso che tutto ciò faccia parte di un equilibrio che va oltre l’importanza della esistenza umana.>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Non so in passato, quando, a onor del vero, la cura della prole ricadeva soprattutto sulle spalle femminili, ma oggi sono sicuramente più le donne a desiderare e ricercare i figli degli uomini.
Un ennesimo esempio di come siamo messi a livello di consapevolezza di genere.
Nella partita tra Cagliari e Inter giocata ieri allo stadio Sant’Elia, il giocatore camerunense Samuel Eto’o è stato contestato dalla tifoseria sarda tanto che l’arbitro ha dovuto sospendere la partita per tre minuti.
La motivazione di tale contestazione pare sia legata alla vicenda (debitamente pubblicizzata da stampa,trasmissioni radiofoniche,internet e televisioni in particolare legate a Mediaset) della figlia avuta dal calciatore in una relazione extramatrimoniale con una ragazza del posto.
A tutt’oggi il calciatore interista paga regolarmente quanto un giudice ha ritenuto opportuno pagasse per il mantenimento della figlia, non senza aver inizialmente manifestato riserve e resistenze (è evidente che non si tratta di un caso di paternità volontaria) e chiesto l’esame del DNA.
Il moralismo, l’arretratezza culturale e una certa dose di coglionaggine non hanno impedito a molti tifosi di contestare il giocatore reo di “non essersi comportato da uomo”, come se la madre della figlia del calciatore fosse una minorata mentale, interprete di un ruolo totalmente passivo nella vicenda (…i figli non si fanno in due?..e le contraccezioni?..erano d’accordo entrambi?).
Purtroppo l’Italia, QM a parte, sconta un ritardo culturale e forme di ipocrisia e bigottismo che ostacolano una generale presa di coscienza nonchè la capacità di analisi serene e obbiettive di certe situazioni.
P.s. Secondo me la richiesta dell’esame del DNA dovrebbe essere una pratica da incoraggiare e promuovere, se non addirittura da introdurre per legge. Dovrebbero essere le donne stesse a richiederlo invece di pretendere una fiducia a senso unico e fuori luogo per molti motivi.
Per quel che riguarda la mia posizione sull’aborto,ribadisco sin d’ora di trovarmi d’accordo con quanto scritto nell’articolo pubblicato su questo stesso sito “Aborto, una questione politica e non solo etica”.
Caro fabrizio, vedo un errore di analisi in quanto dici che vorrei sintetizzare scherzosamente così…: Se ti guardi in giro vedi tantissimi sgorbi di uomini beta felicemente accoppiati e magari anche felicemente innamorati con donne neanche tanto male… e uomini alfa (come berlusconi) costretti ad andare a puttane… La possibilità di accoppiarsi (o di rimorchiare un po’ di donne) non dipende dal fatto di essere alfa o beta ma da variabili molto indeterminate…Un bel corpo, saper far ridere, essere bravi a fare qualcosa, intelligenti, spiritosi oppure dolci e romantici al punto giusto… E vero che per noi maschietti le virtù della prescelta a volte contno poco (“basta che respiri” si diceva ai tempi ahimè lontani della mia adolescenza…)… Ma non puoi pretendere che la ragazza della porta accanto venga a scopare con te se non sei nemmeno in grado di dire quattro minchiate sul tempo… Per maschi beta sfigati che per noia o altro non riescono a scopare rimangono le professioniste o un sano autoerotismo…
Marco, sei in perfetta malafede perchè hai capito perfettamente cosa vogliamo significare. A ciò aggiungiamo che sei anche un insolente zotico capace solo di insulti e delle solite considerazioni dispregiative (“sfigati”, “segaioli” e altre simili banalità).
Il tuo non è un contributo fattivo al dibattito ma solo un modo per deridere altri uomini gratuitamente.
Con questo tuo commento dimostri di essere ciò che sei: un piccolissimo uomo, un “maschietto”, come solitamente usiamo definire quelli come te, o peggio ancora un “machetto”.
Normalmente non pubblichiamo simili imbecillità che abbassano il livello e la qualità del dibattito. Ho scelto di farlo in questo caso per una sola ragione: mostrare quale sia il livello di pochezza di tanti e tanti maschi che solcano il suolo di questo pianeta.
Come vedete, ragazzi, è in gran parte con questo “materiale maschile” che abbiamo a che fare.
Ho ritenuto opportuno pubblicare il suo post proprio perché ci dà la conferma di ciò che stavamo discutendo nei giorni scorsi sulla necessità e l’urgenza di un percorso di evoluzione e consapevolezza maschile.
Questo soggetto è capitato a fagiolo. Non è, come sappiamo, un caso isolato, ma un tipico esempio di subordinazione maschile inconsapevole camuffata dietro ad un atteggiamento da sbruffone e pseudo macho. Riflettiamoci evitando di scendere sul suo stesso piano. Ci serve solo come spunto di riflessione.
Fabrizio
P.S. questo Marco qui, non ha nulla a che vedere con il Marco che interviene sul blog più o meno regolarmente…
marco con la m minuscola, in realtà lo sfigato sei tu perchè non dici nulla di diverso rispetto a quanto dicono gli ometti come te oppure buona parte delle donne ( per fortuna non tutte sono decerebrate…) . Ma ti faccio una domanda : tu e quelli come te, riflettete prima di dire le solite cose ( non scopate sfigati ecc ecc) ? No perchè di solito chi parla in questo modo non è capace a confrontarsi con chi parla come noi . Parlo per esperienza personale ( e ciò vale sempre nella vita, non solo in questo sito…)
Ma no, ma no, è assolutamente indispensabile che ogni tanto arrivi qualcuno che se ne strabatte altamente delle centinaia di discussioni e argomenti sviscerati su questo sito e proceda (con la grazia, direi, di un chihuahua che deposita una cacatina sul tappeto e se ne va sculettando) a spiegare cose fondamentali del rapporto tra i sessi che qui nessuno si è mai immaginato. Tipo che per conquistare le donne bisogna essere romantici, avere un bel fisico, “farle ridere”, e mettiamoci pure “essere se stessi”. O saper “dire quattro minchiate sul tempo”. E non dimentichiamo: attenzione all’igiene personale, puliti e profumati. Se no c’è l’autoerotismo, o, come diceva qualche altra mente superiore che ringraziamo, al limite un cane.
Grazie, marco. Ora ci hai illuminato, e per di più hai dimostrato ampiamente di saper dire quattro minchiate (non sul tempo), quindi il tuo successo con le ragazze della porta accanto è assicurato. Va’, e Dio t’accompagni.
Grande Marco Pensante!…:-) Personalmente sentivo da tempo la mancanza dei tuoi salaci e puntualissimi (e secondo me spassosissimi) commenti…
L’immagine del Chihuahua che deposita la sua cacatina sul tappeto è veramente esilarante…A me non sarebbe mai venuta in mente. D’altronde siamo diversi, fortunatamente, e ciascuno porta la sua ricchezza personale…
Non sparire di nuovo però, fatti vivo più spesso…:-)
Fabrizio
@ marco – E vero che per noi maschietti le virtù della prescelta a volte contno poco (“basta che respiri” si diceva ai tempi ahimè lontani della mia adolescenza…)… Ma non puoi pretendere che la ragazza della porta accanto venga a scopare con te se non sei nemmeno in grado di dire quattro minchiate sul tempo… Per maschi beta sfigati che per noia o altro non riescono a scopare rimangono le professioniste o un sano autoerotismo…
@
Ehi, mio omonimo, già il fatto che ti autodefinisci un “maschietto” dice tutto (senti mai una donna autodefinirsi una “femminuccia” ? Io no, mai; e qualcosa significherà pure…). La sai una cosa? Tu sei l’ennesima prova provata di quello che alcuni “vecchi” del MoMas vanno predicando da tempo, ossia che gli uomini sono i peggiori nemici degli uomini. Homo homini lupus. Anche in questo caso ti chiedo: senti mai una donna deridere un’altra donna perché non scopa? Io no, mai. Anzi, in questo caso le donne sono solite colpevolizzare gli uomini.
Ci arrivi da solo a comprendere cosa significa tutto ciò?
Hai una vaga idea di quanto gli uomini siano schiavi di certe logiche vecchie come Giulio Cesare? E al tempo stesso, sei minimamente consapevole di quanto le donne siano compatte e solidali fra di loro?
Ogni tanto compare in questo blog qualche esemplare di “uomo che non deve chiedere mai” o pseudo tale,che vorrebbe dare lezioni di comportamento e consigli.
Che li desse a se medesimo, specie quando parla di “sfigataggine” forse si guarda allo specchio.
marco: Se ti guardi in giro vedi tantissimi sgorbi di uomini beta felicemente accoppiati e magari anche felicemente innamorati con donne neanche tanto male… e uomini alfa (come berlusconi) costretti ad andare a puttane… >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
marco, tu davvero credi che Berlusconi sia “costretto” ad andare a puttane( un’espressione quest’ultima, tra l’altro, odiosa, a parer mio)? Ma dai, Berlusconi ha scelto quello che fa, perchè se lo può permettere. Praticamente il 50% delle donne italiane sarebbero pronte a sposarselo all’stante, non solo perchè maschio alfa, ma anche perchè prossimo alla dipartita, come ricorda lui stesso scherzosamente ogni tanto. D’altronde cosa faresti tu se avessi tutti i suoi quattrini? Moriresti di noia con la stessa donna per anni oppure pagheresti per avere ciò che, in definitiva, l’uomo richiede a una donna? Per il resto, chi crede ancora all’amore con la A maiuscola, magari al “due cuori e una capanna” e via discorrendo, mi fa sempre un pò tenerezza.
marco:
saper far ridere
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
Non sono mica un pagliaccio e neanche un giullare.
Ieri sera, in compagnia di tre vecchi amici, sono stato in una pizzeria della mia città. In sala c’erano tre giovani coppie, che io ho “provveduto” ad osservare attentamente. Bene, due di queste giovani donne non facevano che ridere, mentre l’altra (quasi sicuramente una russa di night, sui 27/28 anni, in compagnia di un uomo italiano sui 42/43 anni) era più seria ma comunque “carina” con il “suo” lui.
Beh, sapete cosa è successo quando è arrivato il momento di pagare? La bionda dell’est non ha mosso neanche un dito: ha pagato tutto il suo “cavaliere”; un’altra ha tirato su il portafoglio, facendo finta di pagare, ma poi, ridendo, ha detto al titolare della pizzeria: “Tanto paga lui”…
L’ultima, la più carina e giovane delle tre, ha invece tagliato la testa al toro recandosi direttamente in bagno, quando è arrivato il momento di pagare…
Ecco, questo sarebbe il tanto decantato “potere maschile”.
Vi confesso che di questa cazzo di “cavalleria” maschile non ne posso più, così come non ne posso più delle donne che parlano tanto di parità ma che poi vanno regolarmente a scrocco.
“Un bel corpo, saper far ridere, essere bravi a fare qualcosa, intelligenti, spiritosi oppure dolci e romantici al punto giusto…”
____________
Cos’è, un corso accelerato di seduzione per aspiranti cicisbei?
http://it.tv.yahoo.com/11112010/21/melita-toniolo-gli-uomini-letto-bello-meno-bravo-0.html
Melita Toniolo: ‘Gli uomini a letto? Chi è bello è meno bravo’
Gio 11 Nov 11:04.
Melita Toniolo parla del suo rapporto con gli uomini… a letto e fuori!
Melita Toniolo è uno dei classici esempi che, a volte, bellezza, simpatia, sensualità non aiutino sul fronte sentimentale. Di più, il fatto di essere un personaggio pubblico, magari una donna che in televisione dimostra una verve non indifferente, tanto da essere definita “diavolita”, non vuol dire che nella vita non si possa essere anche altro…
La showgirl, in una lunga intervista rilasciata a Novella 2000, ammette: “Innamorarmi? Per carità! Sono appena tornata single e credo che adesso passerà un bel po’”. La Toniolo si riferisce con tutta probabilità alla storia (mai resa pubblica) tra lei e Thomas De Gasperi degli “Zero Assoluto”.
Per Melita il rapporto con gli uomini non sembra essere dei più facili proprio perché vive il contrasto con “la Toniolo” pubblica: “A volte le persone che vengono a conoscermi, magari in discoteca, si avvicinano perché sono ‘la Toniolo’. Quando mi accorgo che anche il mio partner cerca ‘la Toniolo’ e non Melita, purtroppo, è sempre troppo tardi”, ammette lei.
Ma questo è il bene e il male del suo lavoro e lei lo capisce: “Quando una persona si mette con me sa che non faccio né la fiorista né la cameriera e quindi deve spiegare al proprio cervello chi sono e poi può frequentarmi”. Parlando di uomini Melita dice di aspettarsi alcune cose da loro.
E al contrario: “La maggior parte degli uomini è incuriosita dal mio personaggio e dalla mia doppia personalità: quando sono in Tv sono completamente diversa”. Ammette di essere passionale in amore, di non resistere ad abbracci e preliminari. Anche se rivela che a letto: “Mi piace dominare, ma non dico la posizione: questo articolo lo legge anche mia madre”.
Infine, Novella 2000 svela una nota curiosa sulla bravura degli uomini a letto: “Quando l’uomo fa un lavoro normale – dice la Toniolo – è molto più bravo a letto di un modello o di chi lavora con la propria immagine, questo è sicuro. Chi vive della propria immagine si impegna di meno. Forse pensa che basta essere bello. Chi fa un lavoro intellettuale o manuale è meno narciso, si impegna di più”.
_________
@
“Quando l’uomo fa un lavoro normale – dice la Toniolo – è molto più bravo a letto di un modello o di chi lavora con la propria immagine, questo è sicuro. Chi vive della propria immagine si impegna di meno. Forse pensa che basta essere bello. Chi fa un lavoro intellettuale o manuale è meno narciso, si impegna di più”.
@
E’ veramente impressionante il fatto che le donne partano sempre dal presupposto di potersi ergere a giudici e al tempo stesso di non aver nulla da dimostrare agli uomini.
Ridicole e patetiche.
Leggete qua.
http://forum.cosmopolitan.it/archive/index.php/t-1796678.html
jaz.
16/07/2008, 14.17
sicuramente avrò detto la mia su quello che dicono di me gli ammericani (nel gruppo del mio ragazzo, le rispettive ragazze sono quasi tutte straniere… ci sono io che sono italiana, c’è la ragazza del suo amico russa, dell’altro suo amico francese…). “ma le straniere che ci fanno a sti americani”, “ma non vogliono più le americane?”. Senza contare di quello che potrebbe dire babs che ha appunto il marito rumeno… cosa dico io – alle straniere piacciono gli italiani? Che se li tengano. Io ho un uomo che lava i piatti tutte le sere, che fa il caffè, che non vive coi suoi genitori da quando aveva 18 anni e che non segue il calcio. Magari non mi porterà i fiori e non farà tutte le galanterie tipiche degli italiani, ma io sono contenta così =)
luxurikiss
16/07/2008, 16.50
che donna fortunata!:) cmq.. anche il mio ometto(dico mio anche se nn sò quel che siamo)lava i piatti le lavatrici cucina ecc ecc è propriobravo;9
http://forum.amando.it/seduzione-rumene-55005/index42.html
A parte il veleno che sono solite sputare le nostre connazionali, mi viene l’orticaria ogni volta che leggo o sento parlare di “donne straniere trattate come oggetti dagli italiani”. E’ veramente un luogo comune insopportabile, perché l’unico a non contare veramente un cazzo, è l’uomo beta (italiano o no).
@
ciao lucia…hai perfettamente ragione gli uomini italiani non sono tutti angeli…il problema è che ci sono anche tanti italiani falsi e ”cattivi” che giustamente sono rifiutati dalle donne italiane e che sfruttano la debolezza di voi ragazze straniere che vi trovate in un paese straniero per i loro comodi trattandovi come oggetti ! Hai avuto sfortuna perchè ti posso garantire che ci sono tantissimi uomini italiani soli bravi ed educati perfetti per una famiglia e che tratterebbero la propria donna come una regina ma che spesso vengono rifiutati e soffrono per via di eccessive pretese delle nostre donne
@
Ecco un altro tipico esempio di ostilità femminile, unito alle solite critiche a senso unico verso gli uomini, dalle quali si evince (ancora un volta) che qualsiasi cosa diciamo e facciamo, è sbagliata a prescindere.
Viceversa, qualsiasi cosa dicano e facciano le donne, è giusta a prescindere. Pertanto l’unità di misura è sempre e comunque il femminile. Io mi chiedo come sia possibile che ancora oggi migliaia di giovani uomini accettino di sposarsi, e quindi di legarsi, a simili presuntuose, impregnate di astio e rancore verso l’altro sesso.
http://www.buonerelazioni.it/tag/ostilita/
“MA L’UOMO E’ DAVVERO IN CRISI?”
>
(E la donna, invece? Tutto a posto?)
Odio le donne — parlo di quelle che conosco perché le frequento o le ho frequentate — ragazze tra i sedici e i trent’anni, nell’arco di età che si situa dopo che la vita ha fatto loro comprendere con quali armi micidiali possano tenerci in pugno e prima che, in un modo o nell’altro, si ritrovino vittime di se stesse. Le «odio» perché esistono; può sembrare scarno, come motivo, ed in effetti lo sarebbe, se non fosse completato dal resto: esistiamo anche noi.
« Le vedi camminare insieme… » diceva la canzone, ed è la situazione peggiore, perché quando si raggruppano la loro potenza diventa micidiale, la loro perfidia oltrepassa ogni limite, ed il mio odio raggiunge vette stellari. Le donne sono incapaci di incertezze già da sole, almeno per tutto ciò che riguarda l’interazione con gli uomini, ma ritrovarsi in gruppo (e due è già troppo quando si tratta di “loro”) dà loro un’attitudine addirittura euforica, in quella irritante sicurezza.
Odio le donne, e la loro abitudine a giudicarci, senza mai avere dei dubbi su se stesse; odio il loro modo di aspettarsi sempre qualcosa da noi, eterni giullari, servitori e confidenti, sempre presenti e sempre imperfetti, di ritenersi in diritto di eseguire quella umiliante serie di «esami» cui ci sottopongono quando le conosciamo, e detesto il loro modo di trarre delle conclusioni, sempre con quell’aria da giudici infallibili, convinte di cogliere l’essenza delle nostre anime da quelle quattro cazzate che ci costringono a dire affinché l’approccio contenga la giusta quantità di “simpatia” che loro, miopi e superficiali, esigono ad ogni prima impressione. Le odio perché amano i cinici, quelli che si presentano senza debolezze, e soprattutto senza interesse apparente nei loro confronti. Le odio perché se amano certa gente è perché vogliono sempre avere l’impressione di essere state loro a decidere, come se la volontà dell’altro non contasse un cazzo. Le odio, perché credono che le frasi idiote e preconfezionate dei primi discorsi siano sufficienti a fare «conoscere» le persone (e, si sa, che la danno solo se ci si conosce…).
Le odio, perché hanno ossessioni mostruose, e non le confessano mai; un po’ perché non ne hanno il coraggio (di fronte a se stesse, naturalmente, perché del nostro giudizio, ai nostri giudici, non interessa granché), un po’ perché amano mantenere tutti i loro privilegi, ivi compreso quello di potersi fingere schifate venendo a conoscenza delle nostre. Le odio, perché se a letto qualcosa non funziona, non si domandano mai se è stato il loro modo di farlo che ha rovinato tutto (e a volte sono pezzi di legno inerti, che aspettano, preda di oscene convulsioni, l’orgasmo che graziosamente porgiamo loro senza porci domande — perché non pensiamo più di avere il diritto di porgercene), mentre per noi sono grandi paranoie.
Aborro il loro vittimismo. Ci avessero reso schiavi, per vendicarsi di secoli di oppressione, avrei capito. Ma hanno scelto la strada più vile: il loro predominio è palese da ormai trent’anni, ma non smetteranno mai di lamentarsi, perché ci si gode di più, a comandare facendo finta di essere sottomesse. Sono preda di maniacali ossessioni igienico-alimentari-salutiste dalla più tenera età (il che significa, in particolare, che si fanno schifare da qualunque cosa non sia una loro schifezza), isteriche ed incostanti, inaffidabili e genericamente insopportabili, eppure non sanno fare altro che criticare il nostro stile di vita, addossandoci sempre le colpe dei nostri stereotipi.
Temo e sono disgustato più di ogni altra cosa al mondo dalla loro incostanza, il modo che hanno di cambiare radicalmente in un battito d’ali di farfalla, la maniera in cui sanno trasformarsi nei mostri più freddi e malvagi (in grado di colpire con le parole più che con ogni altra arma, perché il loro vittimismo giustifica ai loro occhi qualsiasi cattiveria verbale e morale) per «punirci» delle nostre colpe (lo facessero almeno per difendersi, ma invece no, loro lo fanno perché meritiamo una punizione). Mi distrugge la loro capacità di dimenticare, di voltare pagina come se niente fosse, di cancellarci e sostituirci in men che non si dica con un altro fantoccio, per cui possono ricominciare a dispensare il miele che permetterà loro di fare più male, alla fine.
Mi inorridisce il loro maternalismo, il loro modo di non prenderci mai sul serio, di trattarci sempre come dei bambini, capricciosi od ingenui a seconda dei casi, di ritenere normale che il diritto di incazzarsi sia solo il loro, mentre quando siamo noi a farlo nella migliore delle ipotesi ci guardano con un sorriso bonario ed un pensiero in testa ( « non puoi capire… » ) e nella peggiore si infuriano, scandalizzate per la nostra minima critica. Le detesto, perché non hanno pietà, e ci servono i peggiori voltafaccia con sorriso candido, cuore colmo di malafede, ed armi affilate per difendersi attaccando, alla prima protesta. Odio lo sguardo con cui sanciscono che ogni nostro interesse è puerile, mentre le loro stronzate (che non cito per pietà, ma potrei cominciare parlando di quelle pseudo-culturali, per continuare con quelle pseudo-sportive e finire con quelle pseudo-sessual-distensive) sono diritto inalienabile ed incriticabile.
Odio il loro terrore di sentirsi «cattive», che le spinge alle peggiori ipocrisie, alle peggiori fandonie, prima di ammettere la verità, quando questa le mette in cattiva luce. Le odio, perché passiamo anni cercando di costruire un legame indistruttibile, svendendo a buon mercato parti importantissime di noi, per poi scoprire, oltretutto quasi sempre senza che siano loro ad ammetterlo, che abbiamo tirato un leggero filo, sempre pronto a spezzarsi. Le odio perché sanno guardare quel filo tendersi senza nessuna paura, e mentre noi moriamo di terrore, impotenti di fronte al rischio che si spezzi, loro approfittano dell’evenienza per torturarci meglio.
Odio il loro modo di cercare degli schiavi, inetti e docili, che possano dominare, e su cui possano sfogare la loro intima frustrazione, eternamente derivante dalla loro pochezza, che loro sentono, ma che stonerà per sempre con l’immagine di perfezione che dipingiamo loro addosso. Le odio, appunto, perché noi, artisti appassionati e devoti, dedichiamo la vita a riempire il loro mondo, possiamo scannarci l’un l’altro per una di loro, e buttiamo via metà della vita, prima a cercare, poi a dare, poi a cercare di mantenere, per poi sentirci inevitabilmente rinfacciare ciò che loro ci hanno dato.
Le odio perché hanno bisogno di noi come noi di loro (a volte di più, addirittura), ma sono talmente abituate a farsi desiderare (e odio anche noi che non sappiamo trattenerci dal desiderarle), che quasi non se ne accorgono più, e sognano un mondo in cui nessuno più le «disturbi», arrivando addirittura a nascondere a se stesse che la fine degli uomini che cercano le donne sarebbe la fine delle donne (e non parlo del meccanismo biologico delle api e dei fiori, qui, ma delle implicazioni psicologiche…).
Le odio, infine, perché non sono tutte così, ma quelle che lo sono (che sono comunque maggioritarie), sono talmente stronze, che mi spingono a dimenticare che ne esistono altre, e che, tutte insieme, stronze e meno stronze (chiamiamole “le accettabili…”) in fondo, le amo…
Facendo una ricerca su google, ho trovato pure questo.
http://www.riflessioni.it/forum/psicologia/4890-uomini-con-il-cuore-e-con-le-palle.html
“uomini con il cuore e con le palle
“Con il cuore e con le palle”. Nuovi modelli maschili, Franco Bolelli, 2005
Le donne condannano sia gli uomini sensibili, spiritosi, colti, ecc. ma “senza palle” se troppo politically correct, sia i maschilisti prevedibili nei loro odiosi clichè o idiote imitazioni, che si appoggiano sull’idea volgare dell’inferiorità delle donne per timore della loro autonomia.
Gli “uomini che non devono chiedere resistono perchè da sempre le donne per patrimonio genetico desiderano un certo dominio maschile.
Il vero maschio dovrebbe rivitalizzarsi con una dionisiaca giocosità e con il potere della sua personalità e non dei ruoli, tralasciando piccole virtù, moralismi, giudizi e colpe, ma anche buddistiche mortificazioni. Indispensabile è infondere un senso di avventura da coniugare con proprie “femminili” dolcezze che in tal caso diventano una forza.
Comunque quest’eroe dell’intenso rapporto con la vita dev’essere sempre se stesso e unico.
La relazione di coppia non dev’essere compensatoria di reciproche carenze nè adattiva ma per entrambi portare alla luce parti inesplorate che pluralizzino le identità.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
In linea di massima sono d’accordo.
E’ confermato anche da ricerche (Espresso, 5,5,05) che piacciono certi indizi di machismo, anche se maschere d’insicurezza o peggio, per condizionanti meccanismi ancestrali più che culturali, ma anche alternanze con la relazionalità e la disinibizione di fronte all’immaginario erotico femminile.
Per bilanciamenti di potere le donne sono spesso legate a uomini forti che se contrastati fuggono o dispotiche verso i più accondiscendenti.
In quanto all’uomo accuditivo che padroneggia il linguaggio dei sentimenti o avventuroso perlomeno nelle idee sarebbe fuori dagli omologati stereotipi maschili trendy di successo e controcorrente rispetto all’insignificanza collettiva.
L’autore inoltre non tiene conto che se le femministe di un tempo contrastavano la loro appartenenza alla categoria generale “Uomo” rivendicandone la dualità in “maschile” e “femminile” con tratti di genere da valorizzare alla pari, oggi viceversa l’aspirazione irreversibile è appartenere a tale categoria unificata “Uomo” senza differenziarsi. Ne ho conferma dall’ostilità femminile (off-line) quando si esordisce “Voi donne……” sia pure per una lode.
Quale fortuna avrebbe il modello “cuore e palle”? Ma quando e come cuore e quando e come palle?”
@ Ermenegildo 7:23 pm – 12th dicembre: -
e che, tutte insieme, stronze e meno stronze (chiamiamole “le accettabili…”) in fondo, le amo…
@@
Perdonami, ma la tua conclusione ha rovinato tutto il resto, che comunque condivido in gran parte ma non del tutto.
Stai pure tranquillo che NESSUNA donna scriverà mai qualcosa del genere, per poi concludere con un:” in fondo, li amo…”
http://books.google.it/books?id=EAEl94uU-w0C&pg=PA217&lpg=PA217&dq=ostilit%C3%A0+femminile&source=bl&ots=EWGcuYx16t&sig=58KLASoJPbQ1Xc674z-6nCZZYsI&hl=it&ei=wigFTYnzGobvsgbjtuXnCQ&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=8&sqi=2&ved=0CEcQ6AEwBw#v=onepage&q=ostilit%C3%A0%20femminile&f=false
http://www.psicolinea.it/p_l/psicopill_2006_01.htm
LA FEMME FATALE
C’è un tipo di donna che, sin dall’antichità spaventa gli uomini: è la grande seduttrice, la maliarda, la donna fatale, che costituisce, per il genere maschile, allo stesso tempo un’attrazione e una minaccia. E questo malgrado gli uomini abbiano avuto, da sempre, il predominio sul genere femminile Simone de Beauvoir, autrice del libro ‘Il secondo sesso’, pietra miliare del femminismo, scrisse: ‘La storia ci ha mostrato che gli uomini detengono da sempre i poteri concreti; dai primi tempi del patriarcato hanno giudicato conveniente tenere la donna in stato di minorità; i loro codici le sono ostili; in tal modo la donna fu posta concretamente come l’Altro’.
Un ‘altro’ misterioso dunque, ma soprattutto pericoloso, per la sua capacità di attrarre e di distruggere. Di donne temibili e crudeli se ne trovano già nella Bibbia, con il mito di Lilith, per non parlare delle arpie nella mitologia greca, delle sirene narrate da Omero, del mito della Sfinge, della Medusa, fino ad arrivare alla strega medievale, a Lucrezia Borgia, alla figura settecentesca della Duchessa de Merteuil, invenzione di Choderlos de Laclos nelle sue “Le relazioni Pericolose”, alle donne della letteratura romantica come la Carmen di Mérimée, la Cécily dei Mystères de Paris, la Cleopatra di Gautier, le donne-vampiro descritte da Masoch e ritratte da Klimt, le femmes fatales proposte dal cinema.
Un altro mito diffuso di donna pericolosa è la donna castratrice, simboleggiata dalla vagina dentata: labbra socchiuse che nascondono denti affilati, pronti ad evirare il pene maschile ed intrappolare la vittima, dopo che gli si è proposto il piacere. Rimandano a questa immagine simbolica tute le leggende di animali mitici che minacciano l’uomo di inghiottirlo: Giona e la balena, Sigfrido e il Drago, Teseo e il Minotauro, Ercole e l’Idra e così via. “Une femme est un diable”, affermava Mérimée, ma sarebbe sbagliato dire che tutte le donne siano state viste dagli uomini come creature diaboliche. C’è infatti un altro modello femminile, che invece non ha mai provocato timore negli uomini ed è lo stereotipo della donna virtuosa, asessuata, angelicata. La donna-santa, che si contrappone alla donna-prostituta. La vergine può fare paura se decide di rimanere tale, se rifiuta il contatto con gli uomini: è il caso della strega medioevale, che non avendo mai conosciuto intimamente un uomo ha deciso di consacrarsi al diavolo.
Molto più recente è lo stereotipo della Femme Fatale, trasposizione moderna degli antichi miti della Medusa e della Sfinge, cui è seguito, soprattutto nel cinema, lo stereotipo della Vamp (da ‘vampiro’ , termine attribuito inizialmente all’attrice Theda Bara nel film ‘The Vampire’). La donna-vampiro rappresenta una donna con carattere sadico e con tratti nettamente psicopatici, che induce simbolicamente ad uccidere, per succhiare il sangue della vittima (in questo caso l’uomo).
Calcolatrice, manipolatrice e crudele, la femme fatale usa il sesso con sfrontatezza, senza riguardo per le convenzioni: è determinata, capace di usare qualsiasi strategia per ottenere ciò che vuole. Soprattutto è una donna enigmatica, incomprensibile, inconoscibile. Del resto, se l’uomo l’avesse potuta conoscere profondamente, non ne avrebbe più avuto timore, e l’avrebbe sottomessa, come l’altro tipo di donna. Oggi la donna non ha più bisogno di utilizzare le armi del mistero e della seduzione per cercare e mantenere il potere attraverso l’uomo: è colta, impegnata, indipendente e può farcela da sola, qualsiasi cosa intraprenda. La crisi dell’uomo moderno, le difficoltà relazionali fra uomini e donne, che tutti conosciamo, ci mostrano che anche la donna emancipata dei nostri tempo incute timore, più per la sua intelligenza che per le sue arti fascinatorie. E allora, per alleviare l’ansia maschile, la donna di oggi deve nascondersi dietro una maschera di ipersessualità femminile, una sessualità sfoggiata, ostentata, esibita, che ha lo scopo di rassicurare gli uomini e la loro virilità.
@@
Calcolatrice, manipolatrice e crudele, la femme fatale usa il sesso con sfrontatezza, senza riguardo per le convenzioni: è determinata, capace di usare qualsiasi strategia per ottenere ciò che vuole. Soprattutto è una donna enigmatica, incomprensibile, inconoscibile. Del resto, se l’uomo l’avesse potuta conoscere profondamente, non ne avrebbe più avuto timore, e l’avrebbe sottomessa, come l’altro tipo di donna. Oggi la donna non ha più bisogno di utilizzare le armi del mistero e della seduzione per cercare e mantenere il potere attraverso l’uomo: è colta, impegnata, indipendente e può farcela da sola, qualsiasi cosa intraprenda. La crisi dell’uomo moderno, le difficoltà relazionali fra uomini e donne, che tutti conosciamo, ci mostrano che anche la donna emancipata dei nostri tempo incute timore, più per la sua intelligenza che per le sue arti fascinatorie. E allora, per alleviare l’ansia maschile, la donna di oggi deve nascondersi dietro una maschera di ipersessualità femminile, una sessualità sfoggiata, ostentata, esibita, che ha lo scopo di rassicurare gli uomini e la loro virilità.
@@@
Fra tre mesi compirò 37 anni, ed a tutt’oggi devo ancora incontrarne una di queste “donne fatali”, che per me, tutto sono meno che capaci di “incutere timore”. Tanto meno le considero “incomprensibili”. Anzi, per certi versi le donne sono realmente degli esseri semplici, spesso più superficiali degli uomini.
Riguardo alla questione “dell’ansia maschile”, vorrei chiedere: e l’ansia femminile? E la loro paura di non piacere? I loro complessi riguardanti la cellulite, la pancetta, le rughe, le tette piccole, il naso aquilino, le gambe troppo magre o troppo grasse, il culo flaccido o troppo grosso, ecc., dove li mettiamo?
Vi racconto brevemente una storia personale.
Fino a un mese fa frequentavo una donna della mia città, più giovane di me di dieci anni (professione: parrucchiera), con la quale all’inizio, dal punto di vista sessuale, funzionava tutto a meraviglia.
E dal mio punto di vista il motivo era (ed è) estremamente semplice: giovane, di bell’aspetto, sempre vestita in maniera provocante, sebbene non disinibita quanto lo sono io, nell’intimità.
Poi, col passare dei mesi, il mio desiderio ha lentamente iniziato ad affievolirsi, complice l’uso – comprensibile – del preservativo (nei rapporti vaginali; anali niente, non ne ha mai voluto sapere) e il fatto che a un certo punto la minestra fosse sempre la stessa.
Nonostante ciò, seppure con un po’ di difficoltà, sono sempre riuscito ad avere dei regolari rapporti con lei, fino a quando, un sabato sera, ho fatto “cilecca”.
Be’, è cambiato tutto: il suo atteggiamento, il suo modo di porsi e di parlare. Improvvisamente l’ho “sentita” fredda, distaccata e lontana. Ho talmente avvertito il suo stato d’animo – da donna ferita – che dopo averla rivista il giorno dopo, senza neanche provare a farci sesso, ho deciso di chiudere lì la storia, sia per i motivi di cui sopra sia perché non sarei più riuscito ad avere dei rapporti sessuali con lei.
Quello che voglio dire è che per una donna, il fatto di non risultare più attraente per un uomo, (che, come nel mio caso, non “decide” certamente di non farsi più piacere una donna; semplicemente, a un certo punto, l’attrazione fisica può svanire, anche se lei è di bell’aspetto) è generalmente un vero e proprio dramma; molto di più che per un uomo medio, solitamente abituato ai rifiuti ed a donne che fingono di avere l’orgasmo…
Perciò dove sarebbe tutta questa “sicurezza femminile” ?
Cosa e chi sarebbero in grado di “rassicurare” queste donne di oggi?
la femme fatale usa il sesso con sfrontatezza, senza riguardo per le convenzioni: è determinata, capace di usare qualsiasi strategia per ottenere ciò che vuole. Soprattutto è una donna enigmatica, incomprensibile, inconoscibile
http://www.youtube.com/watch?v=lS6qHwS29yY&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=v6UNfUEjgWo&feature=related
Dalle testimonianze di Ermenegildo e Marco emerge che, nonostante tutte le mascherature, anche le donne, direi soprattutto le donne, hanno debolezze e fragilità immense. Non accreditiamole dunque di onnipotenza. Hanno punti deboli che, se conosciuti, permetterebbero agli uomini di “trattare” con loro su un piano di parità. E se ci si sente alla pari e non “soggiogati” dal testosterone, non c’è più nessun bisogno di odiare, ma solo di distinguere questa da quella, e come giustamente ha fatto Marco, di rompere quelle relazioni in cui ci sente giudicati per una normalissima cilecca, come se anch’esse fossero sempre al top, ineccepibili. Alla larga da costoro.
“Il primo passo è donna”
http://www.donnad.it/pagine/rubrica-sessualita-primo-passo-e-donna.aspx
Non so se ridere o piangere…
armando
Dalle testimonianze di Ermenegildo e Marco emerge che, nonostante tutte le mascherature, anche le donne, direi soprattutto le donne, hanno debolezze e fragilità immense. Non accreditiamole dunque di onnipotenza. Hanno punti deboli che, se conosciuti, permetterebbero agli uomini di “trattare” con loro su un piano di parità. E se ci si sente alla pari e non “soggiogati” dal testosterone, non c’è più nessun bisogno di odiare, ma solo di distinguere questa da quella, e come giustamente ha fatto Marco, di rompere quelle relazioni in cui ci sente giudicati per una normalissima cilecca, come se anch’esse fossero sempre al top, ineccepibili. Alla larga da costoro.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Pienamente d’accordo con questo commento .
Leggo ora Ermenegildo e Marco.
Si sa, è così. Ma quando lo si legge fa male.
E’ il racconto degli UU ed è tempo che si manifesti. Cmq fa male.
Ci aggiungo un tassello mio personale.
Ho un solo grande odio: contro i nostri Cattivi Maestri e contro i nostri padri perché ci hanno mentito. Ci hanno lasciato credere, ci hanno indotti a pensare che fosse vero ciò che il nostro cuore si aspettava. Ci hanno consegnato nelle mani dell’inganno, ci hanno abbandonati alla seduzione. Ci hanno traditi.
E’ vero che noi veniamo dopo di loro e perciò vediamo di più e sappiamo di più. Ma, se assegno loro ciò che appartiene ai maschi, la coscienza e quindi la responsabilità, se attribuisco loro il rango di esseri coscienti, il valore di Uomini, allora non posso che condannarli. Ai miei occhi non c’è salvezza per loro .
Posso capire e capisco le forze che li hanno sottomessi.
Ma se è tutto qui, se erano turaccioli trascinati dalla corrente, non erano Uomini. Erano cose.
Non c’è salvezza per loro: o erano cose o erano Uomini.
Se erano Uomini sono colpevoli e lo resteranno per sempre.
Ci hanno traditi.
Certamente Dio li perdonerà, io non posso.
RDV
@Simone M.
“non so se ridere o piangere”
Guarda non ho voglia di registrarmi, ma piu’ o meno risponderei così:
Allora, se proprio volete fare come fa l’uomo, se proprio volete la parità, allora preparatevi ad invitarlo ad uscire con voi, ad andarlo a prendere a casa sua (con la vostra auto), aspettare 5 minuti sotto casa sua (nel vostro caso sarebbero di piu’ .. ma tant’è..) ad invitarlo a cena nel ristorantino carino e caro!(pagando voi), mi raccomando!! dovete insistere che a dover pagare siate voi!
Dopo prendete l’iniziativa e portatelo in discoteca ma non prima di esservi fermati con lui in un locale a bere qualcosa (si.. brave.. anche adesso pagate voi!)
Decidete in che disco andare, magari una che piace a voi, con qualche divano accogliente dove poter parlare un minimo..e.. brave.. visto che voi entrate gratis, pagate per lui!
Danzate al meglio ma non distogliete lo sguardo da lui, anche se vi passano altri uomini accanto, fatelo sentire UNICO!, e lui la vostra preda…
Andando a bere qualcosa, ricordate che siete voi a guidare, ma lui puo’ tranquillamente farsi qualche drink in piu’ (ovviamente.. anche qui pagate voi!), e se dopo comincia a fare discorsi strani, siate complici e sorridete..
Cercate un posticino piu’ appartato e tentate di “ammorbidirlo”.. ma non siate troppo timide.. in questo caso bisogna capire quando essere audaci!
se non rimediate neanche un bacio alla francese.. sorridete! ci saranno altre occasioni..
Dopo la disco, rapido salto a fare colazione, (brave.. pagate) e poi.. portatelo in quel posticino carino.. che vi piace tanto, prendete i giornali che avevate in precedenza messo sotto il sedile.. e cominciate a baciarlo.. ma con attenzione.. se lui non vuole.. non insistete.. sorridete e portatelo a casa.
Arrivati, dategli un bacio sulla guancia e chiedetegli se potete vederlo domani.. al suo “ti chiamo io..” sorridete.. e tornate a casa..fiduciose nel domani, ma non prima di avergli mandato un sms con scritto “sei un uomo fantastico, mi sono divertita un sacco con te, ti auguro buona notte e a presto.. ”
Non fate caso se non vi chiamerà subito, dategli il tempo che serve.. e se dopo non vi chiama non pensate che siete delle sfigate, che avete speso tempo e soldi inutilmente.. in fondo gli uomini lo fanno da secoli..
Ora si che siete delle vere cacciatrici! col tempo fallirete di meno.. vedrete!
Il testo di Ermenegildo lo avevo letto qualche anno fa nel web, mi sembra lo stesso. Poi seguiva un altro dove veniva capovolta la tesi e si lodavano le donne.
Be’, se volete ridere ancora di pèiu’, leggete questo vecchio articolo.
http://www.girlpower.it/sex/contraccezione/donne_sesso.php
Sesso da record per le italiane, ma…
di Redazione GirlPower 7 febbraio 2007
Le donne italiane sono le più attive sessualmente di tutta Europa, però manifestano ancora ritardi in fatto di contraccezione. Perchè?
Il 59% delle donne italiane ha mediamente uno o più rapporti sessuali alla settimana, l’indice più alto d’Europa.
Seguono le ceche (57%), le russe (56%), le francesi (55%) e le spagnole (54%). Fanalino di coda le austriache: solo il 38% di loro ha almeno un rapporto sessuale a settimana.
A rivelarlo è lo studio Yasminelle, una ricerca internazionale eseguita su 11.490 donne di 14 paesi diversi, di età compresa tra i 15 e i 49 anni, e condotta da David Cibula, presidente della Società europea di contraccezione.
L’occasione è stata la presentazione, il 5 febbraio a Berlino, presso la sede della ditta farmaceutica Bayer Schering Pharma, di una nuova pillola anticoncezionale a basso dosaggio di estrogeni che porterebbe anche benefici extracontraccettivi, come la riduzione dell’acne e il mantenimento del peso corporeo, da sempre incubo di ogni donna. E poi c’è il calo della libido: circa il 20% delle donne che assumono regolarmente la pillola, manifesta anche questo problema.
La ricerca ha evidenziato anche che le donne italiane sono le più scettiche riguardo all’uso dei contraccettivi: solo il 29% usa infatti la pillola, contro il 34% della media Ue. Secondo quanto detto dalla responsabile dell’ambulatorio di endocrinologia ginecologica e controllo della fertilità dell’ospedale Santa Chiara dell’Università di Pisa, Dottoressa Fruzzetti, “emergono ancora remore e diffidenze nei confronti di tutti quei metodi diversi dal tradizionale coito interrotto e dal preservativo e questo perché le donne hanno ancora molti dubbi sugli effetti degli ormoni e sono molto esigenti nello scegliere un tipo di contraccezione orale”.
Secondo le stime regione per regione, nel nostro Paese, la pillola è preferita innanzitutto dalle sarde (28,6%), poi dalle donne di Valle d’Aosta (22,8%), Liguria (19,9%), Emilia Romagna (19,4%) e Lombardia (18,6%), Trentino Alto Adige e Toscana (18,2%), Piemonte (18,1%), Friuli Venezia Giulia (17,2%) e Veneto (16,1%). Del secondo gruppo fanno parte regioni del centro – sud come il Lazio (14,8%), seguito da Umbria (14,4%), Marche (13%) e Abruzzo (12,3%). In coda alla classifica troviamo le regioni meridionali: Sicilia (10,7%), Puglia (8,9%), Calabria e Molise (8,7%), Campania (7,6%) e Basilicata (7,3%).
Anche per quanto riguarda la prima volta, le donne italiane si dimostrano piuttosto inesperte e ingenue: ben il 30% delle donne intervistate non ha utilizzato alcun tipo di contraccettivo, correndo quindi non solo il rischio di una gravidanza indesiderata, ma anche di contrarre una malattia sessualmente trasmissibile come l’Aids o la sifilide. In ogni caso la pillola, anche se utilizzata da quasi una donna su tre, resta il metodo contraccettivo preferito.
Infine, lo studio ha evidenziato anche l’età in cui le donne si avvicinano per la prima volta ai contraccettivi. In Italia è leggermente più alta rispetto alle donne del resto d’Europa: le europee a 18 anni (le più precoci sono le tedesche e le scandinave, a 16 anni), mentre in Italia e Spagna bisogna attendere i 20 anni. Quanto all’età ideale per un primo figlio, la maggioranza delle europee risponde “intorno ai 25 anni”, mentre per un terzo delle italiane è opportuno aspettare anche dopo i 30 anni.
Colpa del lavoro che non c’è? Della difficoltà di trovare asili nidi soprattutto al Meridione? Della mancanza di prospettive, sogni, speranze? Forse un po’ di tutto questo.
>>>>>>>>
Leggete anche la replica di questa poveraccia.
>>>>>>>>>>>>>>>>
- sarete degli sfigati..si vede che le vostre donne vi stanno assieme per altro,per un fattore economico per esempio e siete degli scorfani ,dunque a loro fa schifo darvela… io il mio ragazzo lo vedo 4 volte a settimana..e 4 volte alla settimana ci accoppiamo!
>>>>>>>>>>>>>>>>
Non c’e’ che dire: queste giovanotte moderne hanno un’ educazione, un savoir faire, un tatto, una delicatezza, una sensibilita’ riguardo a certi temi, al cui confronto un orango del Borneo è un milord.
Ho un solo grande odio: contro i nostri Cattivi Maestri e contro i nostri padri perché ci hanno mentito. Ci hanno lasciato credere, ci hanno indotti a pensare che fosse vero ciò che il nostro cuore si aspettava. Ci hanno consegnato nelle mani dell’inganno, ci hanno abbandonati alla seduzione. Ci hanno traditi. (RINO)
__________________________________
Mi trovo molto in sintonia con queste tue parole, perché anch’io credo che nell’ambito delle relazioni fra i due sessi, esistano delle grosse responsabilità maschili, ed in particolar modo di quegli uomini che ci hanno preceduto.
Questo non significa assolutamente deresponsabilizzare le donne, ma soltanto prendere atto del fatto che per secoli gli uomini hanno raccontato, e si sono raccontati, un mucchio di balle sull’altro sesso.
Ti chiedo: a che pro? Solo ingenuità? Oppure, a tuo parere, c’è dell’altro?
A Andrea:
metto giù una risposta articolata.
A domani.
Rn
“prendere atto del fatto che per secoli gli uomini hanno raccontato, e si sono raccontati, un mucchio di balle sull’altro sesso.
Ti chiedo: a che pro? Solo ingenuità? Oppure, a tuo parere, c’è dell’altro?”
________________
In realtà la responsabilità è solo da una parte: da parte dei padri, come giustamente rimarcato, nei confronti dei figli.
I motivi? Una serie di cose (tra l’ altro mi ricordo di aver già scritto qualcosa riguardo la mia opinione in proposito).
C’è innanzitutto l’ egoismo di chi butta consapevolmente i figli maschi dentro al tritacarne, perfettamente conscio di quello che li attende, semplicemente perché così gli si levano dai coglioni prima, tanto rappresenteranno ugualmente il bastone della vecchiaia.
C’è il menefreghismo di chi, per mancanza di tempo o più semplicemente per scarso interesse al riguardo, o ancora per quieto vivere, delega l’ educazione dei figli esclusivamente alla moglie, con le conseguenze immaginabili per i figli maschi.
C’è infine uno strisciante senso di rivalsa, della serie “ci sono cascato io, mo ci finisci pure tu”.
Questo è il quadro. Appare quindi evidente quanto possa essere di vitale importanza diffondere consapevolezza tra i più giovani.
E non è altruismo,come qualcuno pensa: in realtà, se evitiamo agli altri di fare cazzate ci guadagnamo pure noi, dato che un domani ci saranno meno uomini incarogniti dal fatto di trovarsi tra l’ incudine e il martello e, quindi, meno uomini nella condizione di dover fare le scarpe ad altri uomini per sopravvivere.
Senza contare il fatto che una maggiore lucidità da parte maschile e lo smantellamento del mito della donna incepperebbe finalmente quel meccanismo infernale che da millenni porta gli uomini a scannarsi tra loro, meccanismo abilmente sfruttato nella società attuale allo scopo di spingere sempre più gli uomini a tirare fuori il peggio di sé stessi, con il risultato che quella che viene definita “società civile” si è ridotta ad un porcile traboccante di letame.
In realtà la responsabilità è solo da una parte: da parte dei padri, come giustamente rimarcato, nei confronti dei figli. (SANDRO)
______________
Non sono d’accordo, o meglio, sono d’accordo solo in parte.
Vorrei farti notare che le colpe non stanno mai da una parte sola. Non si può ragionare come gli anziani (uomini) i quali sono soliti colpevolizzare i giovani (maschi), auto-assolvendosi al tempo stesso.
Inoltre, nel commentare il post di Rino Della Vecchia, io non mi riferivo solo alla realtà nazionale, bensì a quella mondiale, in ogni tempo e in ogni luogo.
_____________
Senza contare il fatto che una maggiore lucidità da parte maschile e lo smantellamento del mito della donna incepperebbe finalmente quel meccanismo infernale che da millenni porta gli uomini a scannarsi tra loro, meccanismo abilmente sfruttato nella società attuale allo scopo di spingere sempre più gli uomini a tirare fuori il peggio di sé stessi, con il risultato che quella che viene definita “società civile” si è ridotta ad un porcile traboccante di letame. (SANDRO)
__________________
Anche in questo caso condivido solo in parte, per due motivi:
1) La competizione fra uomini è intrinseca nel sesso maschile; infatti già nella preistoria i nostri simili erano soliti scannarsi per le donne (pure in maniera più brutale di oggi).
2) L’odierna “società civile”, per quanto schifosa possa essere, non è mai violenta quanto quelle passate.
La differenza fra oggi e ieri, sta nel fatto che oggi c’è internet, la tv, ecc.; e pertanto tutti sanno tutto di tutti.
Un tempo no; sicché è la percezione dei fatti che cambia, mentre in verità, oggi non è assolutamente peggio di ieri.
Il mondo ha sempre fatto schifo: a prescindere.
In realtà la responsabilità è solo da una parte: da parte dei padri, come giustamente rimarcato, nei confronti dei figli. (SANDRO)
________________
Per essere più chiaro: nel corso dei millenni, anche quegli uomini che precedentemente furono figli, successivamente diventarono padri. E, comunque, anche quelli che non lo furono, ebbero fratelli, cugini, zii, amici, conoscenti…
Capisci cosa voglio dire? E’ un circolo talmente vizioso, che star qui ad incolpare solo dei generici “padri” (che magari erano dei contadini analfabeti), è – a mio avviso – sbagliato.
Diverso è semmai il ruolo delle élites, cioè degli educatori e quindi dei “Cattivi Maestri”, ai quali credo si riferisca in primis Rino.
Ho letto l’ articolo più volte, trovandolo in sintonia con quello che penso da diversi anni. Non ho letto le centinaia di commenti precedenti ma voglio provare a dire la mia. Devo dire che dopo aver scoperto questo movimento mi sono venute in mente due scene di due famosi film: il primo,
“Berlinguer ti voglio bene” di Benigni, del 1976,
nel quale un’ anziano signore, intervenendo in una casa del popolo durante una riunione sulla condizione della donna dice: “Va bene, si dice la donna, la donna, la donna……ma, e il maschio?”
L’ altro è un film di Francesco Nuti, non ricordo quale, nel quale Nuti dice: “Dopo secoli e secoli di dominio dell’ uomo sulla donna, stanno forse per cominciare secoli e secoli di dominio della donna
sull’ uomo?” Ecco, è triste, e ne rimasi scioccato io
stesso quando me ne resi conto, ma Nuti aveva ragione. A quanto pare l’ umanità non può fare a meno del potere, ci deve essere sempre qualcuno
su cui spadroneggiare. Quando ero molto giovane avevo un’ idea idialliaca del rapporto tra uomo e donna. Pensavo all’ amore sincero, a quello romantico, quello che ti fa tremare il cuore e che ti
innalza in volo, su, nel cielo infinito. Fu per me scioccante, ed anche fonte di grande sofferenza, scoprire che le donne consideravano la mia sensibilità solo come sinonimo di debolezza, di
pusillanimità, di inconcludenza. E quindi mi scartavano a priori, solo perchè ero debole di
carattere. Dopo un primo momento di rancore, me ne sono fatto una ragione, ho cercato delle compensazioni e mi sono adattato alla vita solitaria. Ed ho scoperto che si vive bene anche così. Un vantaggio di questo tipo di vita è che non ci sarà mai una donna che possa esercitare un qualche tipo di potere su di te. Se quello che importa oggi alle donne è il potere, se per loro il sentimento vero non conta niente, ebbene, su tutti
quelli che sono come me il loro potere è nullo.
E quindi mi viene da pensare. Una volta si diceva che il potere del re è tale perchè sono i sudditi che,
obbedendo, glielo conferiscono. Se nessun uomo prendesse mai l’ iniziativa verso le donne, tutto il loro potere svanirebbe. Se nessun uomo corteggiasse mai nessuna donna, sarebbero loro ad
essere costrette a prendere l’ iniziativa, con tutte le
conseguenze che ne deriverebbero. E’ utopia? Credo di si purtroppo, eppure le femministe hanno fatto più o meno così, ed una volta si diceva che le donne non erano capaci di organizzarsi. Chissà se gli uomini ne sono capaci. Non lo so, ma forse, se ci fosse il modo, magari lentamente, magari con mille difficoltà, di portare avanti una campagna del genere, forse in un futuro anche lontano si potrà raggiungere quella reciprocità, quella spontaneità che oggi manca. E forse scopriremo il vero sentimento, vale a dire l’ amore. Quell’ amore che è
incompatibile con qulasiasi concezione di dominio.
Scusate, ma perché attribuite le responsabilità di tutti i guai degli uomini, ai soli uomini? Forse le donne non fanno parte, e non hanno fatto parte, del genere umano? Le donne non sono, e non sono state anch’esse, madri ed educatrici?
Forse credete che le donne siano degli esseri inconsapevoli?
Oppure che nel corso della storia, benché in maniera differente e occulta, non abbiano influito minimamente sui destini degli uomini e del mondo? Veramente pensate che le donne possano essere considerate innocenti? Beh, io no, per niente.
Senza contare il fatto che una maggiore lucidità da parte maschile e lo smantellamento del mito della donna incepperebbe finalmente quel meccanismo infernale che da millenni porta gli uomini a scannarsi tra loro, meccanismo abilmente sfruttato nella società attuale allo scopo di spingere sempre più gli uomini a tirare fuori il peggio di sé stessi, con il risultato che quella che viene definita “società civile” si è ridotta ad un porcile traboccante di letame.
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
Quoto
Mi chiedevo se il fatto di noi maschi nascere dalle donne, come pure le femmine nascono sempre dalle donne, influenzi il nostro comportamento verso esse. Questa forse è una cosa che le rende più unite fin dalla nascita? I padri erano fuori a lavorare, io ho avuto la fortuna che mio padre lavorava solo la mattina a pranzo tornava e ricordo molto la sua presenza, quando mi portava ai giardini, giostre e quant'altro.
@ Aliquis -
L’ altro è un film di Francesco Nuti, non ricordo quale, nel quale Nuti dice: “Dopo secoli e secoli di dominio dell’ uomo sulla donna, stanno forse per cominciare secoli e secoli di dominio della donna
sull’ uomo?”
@@@@@@
Personalmente ci trovo una grossa esagerazione, sia nella prima tesi che nella seconda. Secondo me NON è mai esistito un reale dominio dell’uomo sulla donna e non credo neppure che esisterà mai – letteralmente – il contrario.
Il fatto che le odierne generazioni maschili occidentali siano totalmente rimbecillite, (eccezioni a parte) non significa che lo saranno in eterno. La società del 2110 o del 2210, sarà molto diversa da quella odierna, in una maniera che ora è realmente difficile, se non impossibile, descrivere.
“mi sono adattato alla vita solitaria. Ed ho scoperto che si vive bene anche così. Un vantaggio di questo tipo di vita è che non ci sarà mai una donna che possa esercitare un qualche tipo di potere su di te. Se quello che importa oggi alle donne è il potere, se per loro il sentimento vero non conta niente, ebbene, su tutti
quelli che sono come me il loro potere è nullo.
E quindi mi viene da pensare. Una volta si diceva che il potere del re è tale perchè sono i sudditi che,
obbedendo, glielo conferiscono. Se nessun uomo prendesse mai l’ iniziativa verso le donne, tutto il loro potere svanirebbe”
_____________
Caro amico, hai fatto bingo.
Credimi, te lo dice uno che ha fatto la stessa identica cosa.
“nel corso dei millenni, anche quegli uomini che precedentemente furono figli, successivamente diventarono padri”
_____________
E il problema sta proprio lì.
Invece di far tesoro della propria esperienza e trasmetterla ai figli, nel momento in cui diventano padri, gli uomini se ne fottono di educare i figli: per loro, il loro dovere si esaurisce nel procurare i beni materiali di cui i figli hanno bisogno.
Così facendo la maggior parte di noi arriva a capire determinate cose quando, per dirla con Massimo Fini, ormai non serve più.
E a quel punto, invece di evitare ai propri figli la stessa cosa, la maggior parte di noi se ne frega.
Subentra una forma di egoismo, una sorta di “mal comune mezzo gaudio”, oppure il menefreghismo del quieto vivere: è un circolo vizioso che va spezzato a tutti i costi.
Quando ero molto giovane avevo un’ idea idialliaca del rapporto tra uomo e donna. Pensavo all’ amore sincero, a quello romantico, quello che ti fa tremare il cuore e che ti
innalza in volo, su, nel cielo infinito. Fu per me scioccante, ed anche fonte di grande sofferenza, scoprire che le donne consideravano la mia sensibilità solo come sinonimo di debolezza, di
pusillanimità, di inconcludenza.
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
Sono sensibile anche io, ma più che amore desideravo rapporti sul rispetto reciproco e del sesso libero da condizionamenti e tornaconti.
Più ci si aspetta e più la delusione è grande.
sandro
Invece di far tesoro della propria esperienza e trasmetterla ai figli, nel momento in cui diventano padri, gli uomini se ne fottono di educare i figli: per loro, il loro dovere si esaurisce nel procurare i beni materiali di cui i figli hanno bisogno.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>
E secondo te questo sarebbe un bene ? Guarda che un argomento che le femministe usano per attaccare i padri separati è proprio questo . E ti ricordo che un padre che se ne fotte del figlio , il figlio stesso diventerà un disastro da adulto .
Quindi non andrei così fiero di fregarmene dei figli .
sandro
Subentra una forma di egoismo, una sorta di “mal comune mezzo gaudio”, oppure il menefreghismo del quieto vivere: è un circolo vizioso che va spezzato a tutti i costi.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Mi sono interessato da poco tempo alle questioni maschili, però già da prima capii che è il menefreghismo ( oltre i limiti, farsi i cazzi propri fino a un certo punto non è sempre un male ) e la superficialità sono tra i problemi principali della moderna società .
“E secondo te questo sarebbe un bene ?”
_______________
Affatto. Perché mai dovrebbe?
Cattivi maestri
La condanna (limitata alla prospettiva della QM) dei Cattivi Maestri e dei padri è ovviamente del tutto ideale e morale e la parola “odio” significa presa di distanza abissale e ripulsa totale ed esprime la mia posizione psicoemotiva (e quindi il giudizio) nei loro confronti. Si tratta della espressione di una condizione personale che manifesto (così chiaramente per la prima volta) nel quadro del racconto maschile da costruire. Il quale non avrà solamente una base oggettivizzata e generalizzante (nomotetica: la legge, la regola, la generalità) , ma sarà formato anche dal racconto delle psicobiografie, delle esperienze e dalla descrizione delle posizioni morali di un numero crescente di UU (idiografia = esperienze individuali). Del resto, quando si avvia il discorso con il pronome “io” è chiaro che (quasi sempre) si parla nella piena soggettività e là si rimane. Discorso che ha un peso assasi scarso, e per certi versi nullo, giacché è irrilevante l’esperienza di ciascuno di noi, in quanto tale. Ha senso parlarne solo come esempio di un’esperienza umana possibile.
Cattivi Maestri sono quei pensatori, scrittori, cantastorie, poeti, mistici, profeti, filosofi, teologi, psicologi, scienziati, romanzieri e via elencando che hanno costruito nei millenni la Cultura nella quale viviamo. Con il termine “padri” intendo gli educatori maschi con i quali abbiamo interagito direttamente nella nostra vita (insegnanti, allenatori, militari, parroci, capisquadra etc.) ad esclusione dei padri veri e propri. Diversa infatti è la questione del rapporto con i nostri padri biologici, con i quali abbiamo avuto (e avremo finché vivremo, anche se loro sono morti da tempo) una relazione del tutto particolare che ci vede coinvolti profondamente in un intreccio inestricabile di dinamiche e di sentimenti. Questione correlata ma diversa.
Un excursus sia pur sinteticissimo degli insegnamenti che ci hanno lasciato (i primi) richiederebbe forse migliaia di pagine. Mi limito a un breve cenno ad alcuni, indicandone la traccia. Il filo che li unisce e che è questo: M ed F hanno reciprocamente un bisogno l’uno dell’altra che è della stessa intensità, natura e radicalità. Questa è la menzogna fondante dell’educazione che abbiamo ricevuto.
Si incomincia con il Cantico dei Cantici, dove due innamorati descrivono la dolcezza della reciproca vicinanza con riferimento alla pura e semplice gradevolezza fisica, senza alcun rimando ad altre possibili, diverse, antitetiche, eterogenee fonti di tanta passione.
Di Platone è stato detto che la storia dell’Occidente non sarebbe altro che un grande commento alle verità da lui svelate. Tra le quali quella espressa dal mito dell’androgino secondo cui i Due erano Uno e mirano perciò costantemente, indefessamente, appassionamente a ricostruire l’unità perduta. L’insegnamento è che un bisogno simmetrico (atemporale, astorico) privo di elementi distinguibili sia il fondamento della relazione.
Con il Cristianesimo fa l’apparizione l’amore inteso come libero dare (detto anche “vero amore”), posto direttamente in contrapposizione all’amore naturalistico (pagano) che è l’amore verso ciò di cui si ha bisogno e che quindi è fondato sul ricevere, non sul dare. Qui, confondendo ciò che dovrebbe essere (=sarebbe bello fosse) con ciò che davvero è, si decolla letteralmente da terra e si trasfigura la realtà trasformandola in sogno.
Il ruolo dei poeti (maschi!) nel depistare e nell’ottundere la visione realistica della realtà non ha bisogno di essere sottolineato. E altre mille pagine da sommare… (lascio a chi né è interessato il riempire i vuoti cosmologici interposti tra questi 4 esempi).
Quanto ai padri (= adulti maschi con cui abbiamo interagito) essi o hanno trasmesso entusiasticamente quelle mistificazioni come verità inconfutabili, o le hanno accreditate con un complice silenzio o hanno lanciato segnali bensì diversi, ma irricevibili, in quanto iscatolati in confezioni inavvicinabili a causa della nuova sensibilità che maturava mezzo secolo fa: puri e semplici insulti antifemminili che ottennero l’effetto opposto, se ne ebbero uno.
Il disinganno che si allarga a macchia d’olio tra gli UU non è altro che l’uscita da una illusione che evidentemente ci fu. Si possono trovare cento motivazioni e giustificazioni a quel processo di occultamento che potrebbe persino essere inevitabile, necessario per consentire alla vitalità giovanile di esprimersi, alla vita di andare avanti. Di qui il ripetersi, di generazione in generazione, del silenzio (della bugia) degli adulti nei confronti dei giovani, i quali peraltro – spinti dagli ormoni – sembrano invocarla , chiederla a gran voce: “Lasciateci sognare, a risvegliarci ci penserà la vita!”
Le DD hanno tutto il diritto di essere come sono e non vi è alcun motivo di odiarle. Iinvece noi avremmo avuto il diritto di conoscere la natura, le motivazioni, i limiti e le condizioni del loro interesse per gli UU, la natura della loro forza etc. e questa conoscenza (diretta, indiretta, conscia, inconscia) ce la doveva trasmettere la nostra Cultura, ossia i nostri educatori. Sono infatti i MM che hanno bisogno di imparare la natura del rapporto. Le FF intuiscono al volo l’origine, la forza e i limiti dell’interesse maschile per esse e vedono subito cosa può venir loro dagli UU sia nel bene che nel male, giacché tutto è così palese e chiaro fino al candore. Sanno cosa temere e viceversa cosa ottenere dagli UU. E come.
In altre parole, mutati i tempi che duravano da sempre, liberate dal bisogno economico e riproduttivo si stanno prendendo tutto. Ogni vivente quando diventa forte, espande la propria forma fin dove e quando non incontra resistenza. Se il nostro orto è stato invaso (e forse ne siamo stati addirittura complici) è perché non sapevamo che poteva accadere, non avevamo né strumenti di difesa né stragegie di contrasto. E chi ce le avrebbe dovute fornire e indicare (almeno in modo grezzo) se non i maschi che ci hanno preceduto? I nostri maestri e i nostri padri?
Ovviamente la condanna contro di loro prevede che fossero coscienti e quindi responsabili. Questo è il presupposto di ogni imputazione. Se invece li consideriamo incoscienti, allora sono certamente innocenti. Viceversa, se li assolviamo, ammettiamo implicitamente che non sapessero quel che facevano. Ed è possibile che sia così, nel senso che anche la coscienza ha forse un carattere progressivo, evolve a livello collettivo ed è allora consequenziale che noi siamo più lucidi di loro.
Noi che veniamo dopo di loro e che quindi ne sappiamo più di loro per scienza ed esperienza, se non diamo fondo alle nostre forze per capire, combattere e diffondere le nuove verità siamo più colpevoli di loro. E allora l’odio, inteso come ripulsa, esprime la spinta vitale ad andare in direzione della luce, verso il risveglio.
Tutto ciò ammettendo che la storia sia aperta e risenta dell’azione di singoli e gruppi. Se invece è quella prefigurata dai grandi miti prodotti dalle Civiltà, allora siamo tutti figli di un processo sul quale non possiamo nulla, nemmeno decidere se siamo colpevoli o innocenti. E varrebbe per tutti.
RDV
Ma caro Rino, i padri del passato che hanno cantato il femminile erano gli stessi che avevano anche consapevolezza dell’irriducibile duplicità e contraddittorietà dell’essere umano (femminile ma anche, seppure in modo diverso, maschile). Tanto bene lo sapevano che mettavano i guardia i maschi dalle lusinghe femminile, ed anche le femmine da una certa rapacità maschile. Ciò che è accaduto nella post-modernità è la scomparsa di questa consapevolezza che generava equilibri (magari instabili e qualche volta anche discutibili, ma equilibri). A me sembra che ri-leggere la storia del passato come se l’oggi ne abbia smascherato l’inessenziale e messo in luce pura la verità prima celata, induca nell’errore di credere di essere arrivati alla verità che assolutizza ogni concetto e oltre la quale è inutile cercare. Preferisco credere, invece, che le attuali siano manifestazioni particolari, dunque storicizzabili, di un’essenza umana che è sempre la stessa e sempre contraddittoria. Per cui può essere che le donne liberate dal bisogno prenderanno tutto, ma sarà sempre un tutto “monco”, a cui mancherà una parte non meno importante del “potere” e dell’interesse. Comunque vada questo scarto resterà, ed è anche la speranza che donne e uomini non si chiuderanno definitivamente in una sorta di autismo di genere. Dobbiamo, secondo me, e saperlo e non dimenticarlo mai, neanche quando rivendichiamo giustamente ciò che è bene per noi come criterio oggi prioritario per ri-costruirsi come genere.
E ti pareva che Armando non accorreva in soccorso dell’onore ferito dei padri…
Ci avrei scommesso che avresti risposto nell’arco di una paio d’ore al massimo…E ho vinto la scommessa…:-)
Ma questa volta (non solo questa, per la verità…:-) ) sei in errore, caro Armando. E’ una difesa d’ufficio la tua, ed è proprio la tua celerità nel replicare a Rino che lo dimostra. Ed è anche una difesa un po’ troppo ideologica, siamo franchi…E l’ideologia, come ben sai, non aiuta la comprensione della realtà…
Ha ragione Rino che ha fotografato perfettamente ciò che è stato: i nostri padri, biologici e non, sono rimasti in silenzio. Qualcosa potevano e dovevano dire ma non è stato detto. Un’esperienza e una conoscenza dovevano essere trasmesse. E non è stato fatto.
Le ragioni sono diverse e sono state in gran parte esplicitate. Anche se manca ancora qualche tassello sul quale tornerò a breve.
Naturalmente questo non significa criminalizzarli o colpevolizzarli; non ci erigiamo a giudici di nessuno né tanto meno siamo in un aula di tribunale. Al contempo però, non avrebbe neanche senso celebrarli sempre e comunque.
In entrambi i casi, sia di fronte alla loro condanna che alla loro celebrazione, siamo di fronte a posizioni ideologiche. E invece la realtà va compresa per quella che è e per quella che è stata. Senza avere timori di nessun genere. .
Se non fossimo in grado di fare questo verremmo meno al compito che ci siamo dati, all’impegno che abbiamo preso con noi stessi, con gli altri uomini e con le generazioni maschili che stanno crescendo qui ed ora.
E ovviamente non renderemmo neanche giustizia alla memoria degli uomini del passato e di tutto ciò che di buono è stato da loro fatto.
Liberiamoci tutti dalle catene ideologiche e sapremo leggere la realtà con molta più lucidità. Questo ci insegna la QM. Forse la sola in grado di sparigliare le carte come nessun altra è mai riuscita a fare prima d’ora.
Fabrizio
armando
>>>>>>>>>>>>>>>>
Ma caro Rino, i padri del passato che hanno cantato il femminile erano gli stessi che avevano anche consapevolezza dell’irriducibile duplicità e contraddittorietà dell’essere umano (femminile ma anche, seppure in modo diverso, maschile). Tanto bene lo sapevano che mettavano i guardia i maschi dalle lusinghe femminile, ed anche le femmine da una certa rapacità maschile
>>>>>>>>>>>>>>>>
D’accordo, pero’ e’ pure vero che gli uomini del passato hanno raccontato un bel mucchio di frottole riguardo alla sessualita’ femminile ed alle presunte “superiori voglie” delle femmine.
Basti dire che io conosco solo un uomo (uno, di numero) che non racconta palle del tipo:”Le femmine c’hanno piu’ voja de scopa’ dei maschi”, perche’ tutti gli altri sostengono l’esatto contrario: sia quelli anziani, sia quelli maturi, sia quelli giovani.
Praticamente, una vera e propria idiozia di massa maschile, di cui non se ne puo’ veramente piu’.
Ti faccio un esempio: ci sono uomini, anche della mia eta’, che definiscono “porcone” le prostitute… Ossia, partono del presupposto che quelle donne lo facciano perche’ “gli piace” e non per interesse.
Dico io: ma si puo’ essere cosi’ stupidi e ciechi ??
Ma e’ possibile che i maschi debbano sempre attribuire alle femmine desideri e fantasie che le sunnominate non hanno ? Ma quando mai le femmine fanno altrettanto ?
Daniele: “Ma e’ possibile che i maschi debbano sempre attribuire alle femmine desideri e fantasie che le sunnominate non hanno ? Ma quando mai le femmine fanno altrettanto ?”.
Daniele anche le donne lo fanno sempre: la proiezione è un meccanismo universale della psiche umana. Non siamo forse 15 milioni di maniaci sessuali bordercriminal secondo l’ ISTAT femminista che raccoglie le confidenze telefoniche e anonime delle donne italiche? è l’esempio di desiderio del maschio reale, cacciato ideologicamente dalla finestra, che rientra dall’intervista telefonica come fantasma di un maschio persecutorio. E questa proiezione, nel delirio collettivo, elaborato anche dai maschi pentiti, diventa per tutti il maschio reale. Dopodichè, come succede a chi prende fischi per fiaschi, si finisce tutti in un tragico vicolo cieco.
Fabrizio: “E invece la realtà (dei padri – ndr) va compresa per quella che è e per quella che è stata. Senza avere timori di nessun genere”.
Aggiungo e preciso che quanto al rapporto coi padri bisogna distinguere tra l’acquisizione della consapevolezza circa il loro limite come padri e la relazione affettiva profonda che comunque non si deve recidere pena il rischio di essere rami senza tronco: i padri possono e devono essere superati nel proprio cuore ma non devono espulsi dal proprio cuore. Per questo dico che non ci si può sottrarre al dovere di compiere quel percorso interiore che porta a perdonare comunque il proprio padre. Altrimenti in che cosa non faremmo parte del coro del malebashing?
Un conto pertanto è superare il padre e un conto è respingerlo: la differenza è tra personale crescita virile e personale alienazione, tra promozione del padre nella società e la sua cacciata dalla società.
In conclusione è l’empowerment verso maschi e padri, l’atteggiamento da cui, a mio avviso, non deve mai discostarsi chi si impegna nella QM.
Penso infatti, mi sembra con Armando, che circa quello che sono stati davvero i nostri padri e i padri dei nostri padri, leggere il loro vissuto con gli occhi di oggi ci fa correre il rischio di non vederli e di sovrascrivere al loro dono, al loro onore, al loro sacrificio le nostre fantasie e le nostre debolezze: potremo vederli con un minimo di obiettività quando ci saremo riconciliati con loro: solo un grande cuore virile può comprendere che siamo “nani sulle spalle di giganti” e la grandezza di chi ci ha preceduto.
ckkb
>>>>>>>>>>>>>>>>
Daniele anche le donne lo fanno sempre: la proiezione è un meccanismo universale della psiche umana.
>>>>>>>>>>>>>>>>
Quello che volevo dire, e’ che mentre i maschi si considerano “inferiori” anche in quel senso, ossia attribuendosi desideri sessuali inferiori alle femmine, quest’ ultime fanno l’esatto contrario, definendo se stesse “piu’ vogliose, piu’ fantasiose, piu’ disinibite, sesualmente piu’ potenti,” ecc.
Questa e’ la stupidita’ maschile alla quale io faccio riferimento.
P.s.
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=5806203
Caro Fabrizio, se è per questo ho vinto facilmente anch’io la mia scommessa che saresti intervenuto a tambur battente. Ma lasciamo perdere le misurazione dei tempi di reazione e il loro significato psichico, che non credo interessino, e concentriamoci sugli argomenti. Evidentemente non sono riuscito a spiegarmi, oppure quando si parla di passato ci si riferisce a epoche diverse. Dunque mi riprovo:
1) Non ho fatto nessuna difesa d’ufficio dei nostri padri (quelli delle due/tre generazioni che ci precedono), ma del padre in generale come colui senza il quale la trasmissione di genere non esiste. Rinnegare il padre significa renderla impossibile, e con ciò negare ogni, e sottolineo ogni, possibilità di rinascita del maschile. Perchè maschi biologici si nasce, uomini si diventa se esiste qualcuno che ce lo insegna. E’ ideologia? Questo è un punto assolutamente fondamentale per me. Se si crede che possa esistere un maschile vero, integro, senza che ci sia un padre (non necessariamente biologico) che faccia da guida, insegnamento e punto di riferimento, è inutile continuare a discutere. Saremmo su due universi troppo lontani. Fosse cos’ teniamoci pure questa società che affida alle donne tutti le funzioni educative, dalla famiglia alla scuola. Se si crede che questo evento non abbia avuto influenza sulla crisi del maschile, non so veramente che dire.
2) Quando ho parlato di padri/maschi del passato, mi riferivo (come d’altronde ha fatto Rino) ai tempi dell’antichità pre-romana, non ai nostri nonni. Erano quelli gli uomini che sapevano cantare il femminile senza dimenticarsi del suo lato oscuro. Ancora una volta ricordo il mito che sulla psiche ci dice ancora molto.
3) Sui silenzi e le responsabilità dei nostri padri intesi come generazioni che ci hanno immediatamente preceduto, ho detto spesso la mia opinione. Possibile che la si debba ripetere ogni volta dall’a alla zeta senza farci credito del pensiero di ciscuno di noi che ormai credo dovremmo a grandi linee conoscere? Comunque, se è cos’ mi ripeto. Non solo penso che il loro silenzio sia stato colpevole, penso che la loro colpa sia molto pià grave. Non aver fatto nulla per evitare questa deriva sarebbe solo peccato di omissione. Il fatto è, invece, che hanno costruito loro (o noi, insomma) questo mondo alienato, mercificato, e sradicato. Lo hanno fatto perchè hanno abbracciato una concezione materialista (e non sto parlando di Marx) della vita, che necessariamente finisce per “premiare” il femminile e la conservazione piuttosto che il maschile e la trasformazione. In questo senso la weltanschaung borghese ha fatto breccia anche nei ceti popolari, facendone una poltiglia indistinguibile se non in senso quantitativo, ossia sul denaro posseduto e il successo sociale ottenuto. Ma per il resto identica. E questo è il dramma, caro Fabrizio, che i partiti così detti di sinistra (tutti) non hanno capito o voluto capire, ma anzi favorendo quei processi in ogni modo loro possibile.
Spero di essere stato un po’ più chiaro. Altro ci sarebbe da dire ancora, ad esempio che tutto ciò prescinde dal rapporto col proprio padre personale (anch’egli, daltronde, risentiva necessariamente dello spirito del tempo) che lascio all’esperienza di ciascuno. Oppure, e questo è un punto che davvero andrebbe discusso, se la donna (e volutamente la scrivo al singolare per significare il genere femminile), nei suoi rapporti col maschio è unicamente mossa da calcolo e interesse o anche da uno slancio che da questi prescinde. E non sto parlando tanto della situazione storica odierna ma dell’ontologia femminile. Il punto è foriero di conseguenze non da poco, come scrivevo. Se l’ontologia femminile è unicamente interesse e calcolo, di quale “reciprocità e spontaneità” si parla? Sarebbe impossibile per definizione. Se invece, come io ritengo, la faccenda non è così semplice e lineare, allora il tutto deve essere storicizzato e contestualizzato, e tutto rientra in gioco. Allora significa che stiamo osservando non l’archetipo femminile allo stato puro, scevro da sovrastrutture, ma un particolare aspetto di quell’archetipo che ha preso il sopravvento ma che non ha eliminato gli altri suoi lati. Allora, e solo allora, ha senso pensare che l’azione maschile, ancorchè prioritariamente rivolta agli uomini, possa nel tempo produrre effetti indiretti ma positivi anche sul femminile, stante il fatto che ognuno si definisce sempre in relazione con qualcun altro.
E se questi cambiamenti (questa volta in bene) non li fanno i maschi, chi li farà? le donne? scordiamocelo.
Daniele
P.s.
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=5806203
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>><
Bah, secondo me è falso che le donne hanno meno bisogno di sesso rispetto agli uomini . Secondo me dipende da persona a persona . C'è una marea di uomini che vive tranquillamente senza sesso . Senza cioè riflessi psicologici grossi .
Silent Hill
>>>>>>>>>>>>>
Bah, secondo me è falso che le donne hanno meno bisogno di sesso rispetto agli uomini .
>>>>>>>>>>>>>
Bene, allora continuiamo pure a raccontarci storie.
Amen!
Questo vecchio post di Rino Barnart era gia’ stato segnalato da un altro utente, parecchi mesi fa.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Grazie Tyrtix.
Accade nella normale conversazione e deve accadere per necessità dove c’è contrapposizione che si finga di non capire, che si estremizzi la tesi altrui, che se ne prenda una sola parte e la si stiracchi sino a renderla ridicola.
Deve accadere.
LA DISPARITA’ ORMONALE è ANCHE QUALITATIVA
E’ giunta l’ora per gli uomini di ipotizzare che tutto quel che è stato raccontato loro sulla superiorità emotiva, intellettuale, intuitiva, relazionale, biologico/riproduttiva e morale delle donne sia falso.
Sul quel lago di bugie galleggia anche la verità secondo cui le donne sarebbero le creature erotiche, sentimentali e passionali e gli uomini freddi calcolatori, privi di sentimenti, refrattari all’eros e alle passioni, dalla sessualità monotematica concentrata in un solo microscopico punto.
Tra i propagandisti di queste bubbole c’è (ad esempio) F. Alberoni il quale nell’assegnare alla femmina la polarità erotica e celebrare l’erotismo come carattere peculiarmente* femminile (nel suo saggio “L’erotismo”) senza volerlo, confessa la verità: per le donne tutto è o può essere erotico, “…anche uno yacht”.
Osservato che non sta dicendo nulla di diverso da quel che dicono tutti da sempre è giunta l’ora di trarne le dovute conseguenze: se è vero che per la donna tutto è o può esser erotico ciò significa semplicemente che per essa nulla è erotico. Significa che la relazione con il maschio (e/o con il corpo delle altre femmine) rientra a pieno titolo nella modalità con la quale la donna si rapporta ad ogni altra cosa del mondo. Significa che la relazione erotica si confonde con le altre relazioni e che questo ambito del sentire è indistinguibile dagli altri. Significa che questa ha lo stesso sapore di altre esperienze (sapore che potrebbe forse variare in intensità). Significa che nel sentimento-del-mondo femminile, nel modo di rapportarsi a ciò che esiste, insomma nel modo di sperimentare la vita, l’aspetto erotico non emerge, non si distingue, non ha esistenza propria e separata dagli altri. Se le cose stanno così, usare il termine erotismo significa diluirne il significato fino a farlo evaporare completamente. Infatti, quando una parte che non si può identificare ha lo stesso nome del tutto, ben che vada si tratta di sinonimi: erotismo femminile=modo femminile di rapportarsi al mondo.
Per gli uomini invece l’erotismo esiste, è cosa individuabile e individuata. L’esperienza che porta quel nome (e che qui include la passione, la poesia, il sogno, il sesso, la libidine, la voluttà etc.) è diversa dalle altre, ha un ambito definito e non viene evocata da altro che dal corpo femminile (in via diretta o indiretta, si capisce).
Non esiste erotismo maschile che non stia in relazione con il corpo femminile: un tramonto non sarà mai erotico e tantomeno uno yacht.
La disparità ormonale non è solo quantitativa ma anche qualitativa. Di qui anche il fatto che i poeti cantano la donna mentre il contrario non accade**
A tutto questo vi è una soluzione semplice ed elegante: usare un termine diverso per indicare il generico sentimento-femminile-del-mondo (il cui carattere/colore/sapore non sono in grado di definire, visto che non sono femmina) e riservare “erotismo” per rappresentare solamente quella particolare saporita e ben individuata esperienza degli uomini***.
______________
*(“Peculiarmente” non significa esclusivamente. Affermando che la donna è erotica Alberoni cioè non intende cmq sostenere che l’uomo non lo sia per niente. Questo è ovvio, è mille volte ovvio. Persino Alberoni ‘sta cosa la capisce, ed è un maschio!).
** (E’ mille volte ovvio che questa affermazione va riferita alla maggioranza dei casi, alla generalità, alla regola predominante – come già detto e ripetuto – non alla totalità assoluta degli interessati. E’ centomila volte ovvio, ma bisogna ripeterlo altrimenti si citano Gaspara Stampa e magari persino Saffo a significare quanto siano stravaganti ed insostenibili – cioè ridicole – le precedenti considerazioni).
*** (E’ mille volte ovvio che stiamo parlando della maggioranza degli uomini e che questo non nega che ci siano uomini che …bla bla… e viceversa donne che …bla bla… E’ centomila volte ovvio, ma bisogna ripeterlo. Altrimenti…)
________________
Rino
Veramente si stanno intrecciando considerazioni relative a questioni poste su tanti piani diversi e viste da diverse angolature (oltreché, ovviamente, da diverse prospettive di pensiero).
Anzitutto alcune precisazioni su quanto ho detto, anche se in parte inutili, perché in sostanza mi pare di non essere stato frainteso.
Non mescoliamo né confondiamo le epoche. Ad es. la critica al mito platonico dell’androgino non si riferisce al significato che aveva al tempo in cui venne elaborato, né quella al Cantico dei Cantici è riferita ai redattori di quel testo nei diversi secoli in cui fu scritto, arricchito, limato. Infatti quelle immagini inventate dai nostri avi avevano un significato, un valore e una funzione dipendente dal contesto globale delle diverse epoche delle quali ci sfuggono moltissimi aspetti, non sappiamo quanto rilevanti. Erano elementi (tra altri ignoti) di costellazioni psicologiche sulle quali noi possiamo fare solo congetture. Come alimenti benefici all’interno di una determinata dieta, cambiata la quale potevano diventare nocivi, mentre nel momento storico in cui vennero create producevano di sicuro effetti diversi da quelli attuali. Perciò è giusto dire che non possiamo proiettare indietro di duemila anni le nostre valutazioni. Platone può dormire tranquillo.
Né i giudizi da me espressi vanno riferiti ai nostri padri biologici, per molte ragioni, alcune indicate da me, altre da altri. Questione fondamentale ma delicatissima e da trattare a parte, benché sia vero , come è stato detto, che anch’essi hanno condiviso necessariamente la condizione culturale della loro epoca.
Cattivi Maestri sono le figure esemplari di sapienza e saggezza che ci vennero indicate dai nostri educatori, accreditate di un valore indiscutibile come fari universali. E “padri ingannatori” sono appunto quegli educatori che ci hanno trasmesso l’insegnamento dei Maestri (avrei fatto meglio a denominarli semplicemente “educatori”, lasciando il “padri” a quelli biologici).
La stagione storica cui mi riferivo sta intorno alla metà del secolo passato e perciò sono chiamate in causa le generazioni che all’epoca erano adulte e mature, quelle su cui gravava l’onere dell’educazione/istruzione dei giovani.
Ciò detto, vengo al punto. Mi pare che al fondo delle affermazioni di Armando e Ckkb ci sia una preoccupazione, che prendo sul serio ed è questa:
la salvaguardia del valore psicologico (fondante) della funzione paterna è compatibile con la critica serrata a quelle generazioni di maschi-adulti-educatori? E, in generale, con la critica impietosa di qualsiasi generazione precedente da parte dei discendenti? E’ possibile salvare per l’inconscio profondo, il prestigio di quel ruolo se osiamo collocare sul banco degli imputati un paio di generazioni di ascendenti? Quale “ascendente morale” può avere un ascendente che viene sottoposto al giudizio dei discendenti? Insomma possono i Figli giudicare i Padri senza che ciò produca lo smottamento dell’intero sistema simbolico e quindi la perdita di ogni orientamento, lo sbandamento psicologico, la liquefazione della comunità, lo sfarinamento della civiltà (dal momento che civiltà e sistemi simbolici vanno di pari passo)? Sin dove ci si può spingere per non distruggere tutto?
Si tratta di diverse varianti dello stesso interrogativo.
Ma a fronte di quella, sta un’altra domanda: come possiamo noi oggi non vagliare le responsabilità di quelle generazioni se è vero, come è, che da esse ci sentiamo traditi? Dovremmo negare ciò che profondamente sentiamo? ( e poi questo autoinganno salverebbe davvero in noi il valore del padre e della paternità?) Si obietterà che quel sentimento non è universale, ma mio e forse di pochi altri.
Ciò è possibile ed è per questo che nel post precedente ho fatto quelle lunghe premesse sul valore (quasi nullo) delle esperienze individuali. Per questo ho parlato in termini soggettivi e l’ho dichiarato. Ciò detto, come posso non condannare coloro che per me sono imputabili di Alto Tradimento?
Certo, i francesi dicono “se si capisce tutto si perdona tutto” ed è vero.
Ma con ciò si passa dal piano dell’esperienza (idiografia) a quello della conoscenza oggettivizzante (nomotetica). Anch’io sono capace di uscire dal sentimento e passare alla nomotetica.
In realtà è ciò che faccio quasi sempre.
Ma poiché anch’io ho una biografia, ho un corpo, ho una relazione realmente vissuta con le generazioni dei miei educatori, non posso negare di avere una posizione psicoemotiva nei loro confronti.
Come mettere insieme dunque la condanna che viene dal cuore con la comprensione che viene dalla ragione? Come uscirne? Mi pare che la via indicata da Ckkb sia percorribile.
“…i padri possono e devono essere superati nel proprio cuore ma non devono espulsi dal proprio cuore”. Anche perché se ne espelliamo il padre …lo occupa tutto la madre.
Siamo su un pericoloso crinale, attratti da forze potentissime da entrambi i versanti. E’ necessario non sbandare di un millimetro.
RDV
Daniele
Bene, allora continuiamo pure a raccontarci storie.
Amen!
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Non sono affatto storie, è ciò che ho visto io. E che hanno visto pure miei conoscenti .
E’ mille volte ovvio che stiamo parlando della maggioranza degli uomini e che questo non nega che ci siano uomini che …bla bla… e viceversa donne che …bla bla… E’ centomila volte ovvio, ma bisogna ripeterlo. Altrimenti
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Daniè, se è vero che la maggioranza degli uomini è “sessualmente fregata” perchè avrebbe un desiderio maggiore ( presupposto : io parlo dei miei coetanei 20enni, non so nulla dei 30enni o 40enni) , allora vuol dire che stiamo svantaggiati in partenza nei rapporti di coppia e che bisogna trovare il modo (pratico) per riequilibrare il tutto , o sbaglio ?
“Ovviamente la condanna contro di loro prevede che fossero coscienti e quindi responsabili. Questo è il presupposto di ogni imputazione. Se invece li consideriamo incoscienti, allora sono certamente innocenti. Viceversa, se li assolviamo, ammettiamo implicitamente che non sapessero quel che facevano. Ed è possibile che sia così, nel senso che anche la coscienza ha forse un carattere progressivo, evolve a livello collettivo ed è allora consequenziale che noi siamo più lucidi di loro”
_____________
Erano lucidi pure loro, hai voglia se lo erano.
Lo diventavano col tempo, esattamente come noi, solo che a loro questo non creava problemi (vivevano in una società diversa da questa).
Parlate con qualche ottantenne: vi stupirà.
Io rimango dell’ idea che la radice dei mali maschili si chiami egoismo.
Cari Ckkb e Armando, vi rispondo insieme perché quando si trattano determinate questioni, parlate di fatto con una sola voce. E lo capisco, appartenete entrambi allo stesso Movimento ed è giusto che sia così, specialmente quando affrontate temi che sono peculiari al vostro orizzonte culturale (e in parte anche al mio). Ckkb lo fa con toni più moderati e riflessivi; Armando con quella passionalità e quel pizzico di veemenza che gli è caratteristico. Va benissimo così.
Innanzi tutto, onde evitare di ripeterci e di riscrivere ogni volta la Storia dal Paleolitico ad oggi (in questo sono d’accordo con te, Armando), forse sarebbe bene leggerci reciprocamente con un pochino più di attenzione. Ve lo dico in amicizia e sempre animato da sincero spirito di confronto.
E allora: non ho mai, sottolineo, mai, pensato di rinnegare, disconoscere, disarticolare, destrutturare, né tanto meno vilipendere o annichilire il concetto di “padre” o di “paterno” (inteso in senso lato), così come il suo ruolo e la sua funzione nella Storia. Se così fosse non avrebbe neanche senso da parte mia essere qui. Peraltro ho anche avuto una esperienza molto fortunata per quanto riguarda la relazione con il mio “padre biologico”, cioè colui che ha rappresentato per me (come per tutti con il rispettivo padre) il “paterno” che da archetipo si fa carne e corpo, se mi consentite la metafora. Perché di questo si tratta e di questo stiamo parlando.
Di conseguenza non ha senso da parte tua, Armando, pronunciare queste parole (per lo meno se erano rivolte a me):” Se si crede che possa esistere un maschile vero, integro, senza che ci sia un padre (non necessariamente biologico) che faccia da guida, insegnamento e punto di riferimento, è inutile continuare a discutere. Saremmo su due universi troppo lontani. Fosse cos’ teniamoci pure questa società che affida alle donne tutti le funzioni educative, dalla famiglia alla scuola. Se si crede che questo evento non abbia avuto influenza sulla crisi del maschile, non so veramente che dire”.
Ho forse mai sostenuto qualcosa del genere? Che cosa starei a fare qui allora, Armando?
Sappiamo benissimo sia io che te che abbiamo una approccio alla QM radicalmente diverso su tanti aspetti; se così non fosse apparterremmo allo stesso Movimento. Così non è.
Per i MS la QM è la Questione Paterna. Diciamola meglio: la Questione Paterna si sovrappone del tutto alla QM. Tutto il resto è succedaneo, anche se ha la sua importanza.
Io la vedo in modo diverso, come ben sappiamo. La Questione Paterna è fondamentale, questo è evidente, ma è “solo” (con molte virgolette) un pezzo della QM, così come ce ne sono altri, altrettanto fondamentali.
Non credo valga la pena approfondire da questo punto di vista perché lo abbiamo fatto tante volte e siamo perfettamente a conoscenza delle rispettive e diverse visioni del problema. E’ ovvio che partiamo da analisi e da approcci completamente diversi che però spesso si incontrano (la critica al sistema capitalista consumista dominante declinato al e sul “femminile” ci vede convergenti così come anche altre questioni che si sono di volta in volta presentate).
Dopo questo doveroso chiarimento sul concetto di “paterno”, scontato per quanto mi riguarda, ma a questo punto necessario (onde evitare fraintendimenti), ribadisco che sono però anche contrario alla sua celebrazione o mitizzazione, nella stessa misura in cui ormai da molto tempo lo sono nei confronti di qualsiasi altra questione. Sono anzi persuaso che un processo di crescita sia individuale che collettivo passi attraverso la capacità di ciascuno di osservare la realtà nella sua concretezza e senza cercare di piegarla alle proprie (parlo in generale) esigenze ideologiche. E quando dico ideologiche lo dico nell’accezione più ampia del termine.
Mi permetto di dire che invece, sotto questo profilo,forse proprio voi vi muovete su quello stesso binario. Specialmente quando si affronta quella che per voi è la madre di tutte le questioni,cioè quella del “Padre” e dei “Padri”, con la p maiuscola o minuscola,che siano “Padri della Patria”, “santi in paradiso”“semplici “padri di famiglia”, padri biologici o meno, appartenenti alle generazioni recenti o a quelle più lontane nel tempo.
Proprio quelli come noi, che provengono dalle stesse esperienze storico-politiche,in larga parte fallimentari (e una della cause strutturali del loro fallimento è da ricercare proprio nella natura profondamente ideologica di quelle stesse esperienze), dovrebbero aver fatto tesoro di quelle lezioni.
E invece, forse proprio per riempire un vuoto troppo grande o troppo angosciante da sopportare, molti tendono a trasmigrare da un’ideologia a un’altra, ripercorrendo lo stesso identico errore.
Badate bene, non c’è nessun intento giudicante nelle mie parole e non voglio aprire nessuna polemica. Credetemi. Del resto ciascuno è libero di fare i propri percorsi. Prendetela come un amico che esprime la sua opinione ad altri amici.
Personalmente ritengo che la cosa più difficile per un essere umano sia proprio quella di affrontare e vivere la tragicità della sua condizione di uomo gettato nel mondo, privo di certezze di qualsiasi tipo, ideologiche,metafisiche o religiose, “obbligato” a riformulare costantemente e quotidianamente il suo approccio e le ragioni del suo stare al mondo . Anche questo è un aspetto che ci divide sostanzialmente.
Sia chiaro, con questo non voglio certo sostenere che ci sia qualcuno più bravo o con più “palle” di altri. Me ne guardo bene, ho fortunatamente perso per strada molta della mia presunzione di un tempo… Dico solo che la mia (e non solo la mia, in questo caso) è una scelta diversa dalla vostra che invece siete (si può dire, non è insulto e non vedo perché dovrebbe esserlo) dei cattolici, anche abbastanza allineati e coperti, sia dal punto di vista ideologico-spirituale che da quello pratico, perché la vostra scelta ,fatta sicuramente in buona fede, vi ha dato anche una casa, tutto sommato abbastanza robusta e confortevole(la Chiesa Cattolica).
A differenza nostra che di case non ne abbiamo, dal momento che proprio in quella che dovrebbe essere la nostra siamo considerati come degli appestati …
Ciò detto, riporto un altro passaggio del tuo post:”… se la donna (e volutamente la scrivo al singolare per significare il genere femminile), nei suoi rapporti col maschio è unicamente mossa da calcolo e interesse o anche da uno slancio che da questi prescinde. E non sto parlando tanto della situazione storica odierna ma dell’ontologia femminile. Il punto è foriero di conseguenze non da poco, come scrivevo. Se l’ontologia femminile è unicamente interesse e calcolo, di quale “reciprocità e spontaneità” si parla? Sarebbe impossibile per definizione. Allora significa che stiamo osservando non l’archetipo femminile allo stato puro, scevro da sovrastrutture, ma un particolare aspetto di quell’archetipo che ha preso il sopravvento ma che non ha eliminato gli altri suoi lati”.
Anche su questo, caro Armando, abbiamo scritto fiumi di inchiostro. La mia posizione è estremamente chiara e spiegata, nella fattispecie, nell’articolo “Natura e cultura” . Ne abbiamo discusso milioni di volte (non metaforicamente), anche prima della nascita di Uomini Beta. Non vedo francamente la ragione per tornarci sopra.
Mi limito qui ed ora a ribadire ciò che ho ripetuto fino all’inverosimile: gli uomini e le donne sono esseri naturali e culturali insieme. Non è possibile stabilire quando abbia avuto fine lo stato di natura e quando invece abbiano avuto inizio i processi culturali. Probabilmente non c’è neanche una fine e un inizio. Ontologia e cultura si mescolano assieme, da sempre. Posizionarsi sull’una o sull’altra separandole del tutto o quasi, la “destra” sull’ontologia(nulla potrà mai cambiare perché la natura umana è immodificabile), la “sinistra” sulla cultura (tutto è modificabile grazie ai processi culturali, quindi anche e soprattutto la natura umana, la famosa ingegneria sociale) è un’operazione profondamente errata.
Ne consegue che la diversità fra i generi è anch’essa il risultato di questo complesso processo evolutivo che vede ontologia e cultura interagire e compenetrarsi. Ciò vale anche e soprattutto per i concetti di reciprocità e spontaneità a cui hai fatto cenno e che abbiamo trattato milioni di volte.
Non ci ritorno neanche in questo caso, per non annoiare troppo, se non per sottolineare un aspetto di fondamentale importanza, quello che per me è il cuore stesso della QM. E cioè il punto di contatto, direi un vero e proprio matrimonio, fra l’ideologia dominante (la ragione strumentale e mercantile) e una parte rilevante del “femminile”, quindi anche (e non solo, naturalmente) dell’ontologia femminile, quella direttamente collegata alla sessualità e al modo di viverla e concepirla, anche in considerazione della diversa sessualità maschile e della asimmetria tra le due (sto semplificando, è ovvio, la questione è assai complessa, e proprio qui natura e cultura si mescolano e si saldano, più o meno artificiosamente).
Ma è proprio qui, in questo crocevia, che nasce la dipendenza e la subordinazione maschile, non altrove . Questa è la madre di tutte le battaglie. E’ questo il meccanismo che deve essere spezzato,disarticolato, il punto nodale, il cuore di tutta la vicenda. In poche parole, la struttura. L’attacco al “paterno” è solo una delle conseguenze di questo processo, non la causa prima. E’ ovvio che per porre in una condizione di subordinazione il “maschile” lo si deve indebolire in ogni suo aspetto e modalità di esprimersi. Quindi anche nella dimensione paterna che certamente non è cosa da poco; questo è ovvio e scontato e nessuno lo ha mai sostenuto…
Proprio questo è stato il capolavoro del sistema (che non è la stanza dei bottoni ma un complesso e articolatissimo intreccio di interessi e processi sociali, culturali e di genere), la sua grande e geniale intuizione.
La stessa che pensiamo umilmente di aver avuto noi che l’abbiamo individuata, compresa e svelata.
Ed è a partire da questa analisi che Uomini Beta traccia un altro percorso rispetto a quelli fin qui intrapresi praticamente da tutte le altre correnti del Movimento maschile.
Compresi naturalmente i Maschi Selvatici, che restano comunque nostri amici….
Fabrizio
Daniele
@ Quello che volevo dire, e’ che mentre i maschi si considerano “inferiori” anche in quel senso, ossia attribuendosi desideri sessuali inferiori alle femmine, quest’ ultime fanno l’esatto contrario, definendo se stesse “piu’ vogliose, piu’ fantasiose, piu’ disinibite, sesualmente piu’ potenti,” ecc.
Questa e’ la stupidita’ maschile alla quale io faccio riferimento.
@
Quoto, è veramente così.
1) La questione della centralità o della lateralità/complementarietà paterna nella QM segna davvero uno spartiacque tra due approcci. Per il MUB siamo nel secondo caso nel senso che la QM non trova soluzione piena nella QP (ruolo, valore, funzione sociale del Padre: ossia della paternità in tutte le sue forme, aspetti, risvolti). Inoltre la QP in quanto tale prescinde da ogni considerazione relativa alle classi sociali, alle divisioni orizzontali della società, la cui considerazione è invece fondante per il MUB.
2) Porre la questione “Spontaneità & reciprocità” significa smascherare una contraddizione, svelare una bugia (e quindi una mistificazione), lanciare una sfida e forse persino rilanciare un’utopia mirata a stanare le “gatte morte”. Sfida che conserva integra la sua valenza anche se fosse impossibile raggiungerne del tutto gli obiettivi o anche solo andarne vicini. Anche se ci si dovesse rassegnare ad uno squilibrio irrimediabile. Perché appunto “spontaneità & reciprocità” sono state e sono tutt’ora bandiere della “promessa liberatoria” femminista. Perciò se anche rappresentasse un obiettivo totalmente irraggiungibile, non vi è motivo per non agitare questa bandiera. Resta un strumento culturale di lotta, una pietra di inciampo.
RDV
“Non solo penso che il loro silenzio sia stato colpevole, penso che la loro colpa sia molto pià grave. Non aver fatto nulla per evitare questa deriva sarebbe solo peccato di omissione. Il fatto è, invece, che hanno costruito loro (o noi, insomma) questo mondo alienato, mercificato, e sradicato. Lo hanno fatto perchè hanno abbracciato una concezione materialista (e non sto parlando di Marx) della vita, che necessariamente finisce per “premiare” il femminile e la conservazione piuttosto che il maschile e la trasformazione. In questo senso la weltanschaung borghese ha fatto breccia anche nei ceti popolari, facendone una poltiglia indistinguibile se non in senso quantitativo, ossia sul denaro posseduto e il successo sociale ottenuto. Ma per il resto identica. E questo è il dramma, caro Fabrizio, che i partiti così detti di sinistra (tutti) non hanno capito o voluto capire, ma anzi favorendo quei processi in ogni modo loro possibile”
____________
Sono completamente d’ accordo.
L’essere amata è per la donna un bisogno superiore a quello di amare.
Sigmund Freud
———————————————————————-
La mia rottura con Freud è avvenuta sulla questione dell’invidia del pene, lui credeva che fosse limitata alle donne
woody Allen
Ammetto che, anche da parte mia, c’è qualche volta la tendenza a rispondere considerando quelle che per me sono le implicazioni finali di un argomento, piuttosto che le esatte parole scritte. Non esplicitarlo può dar luogo ad equivoci e quindi è sbagliato, ma credo abbia anche il merito di spingere ad un approfondimento. Ne discuteremo ancora, se lo si ritiene utile.
Quì vorrei rispondere al dilemma posto da Rino sulla criticabilità dei padri, al quale ha d’altro canto già dato una risposta.
I padri non solo possono, ma devono essere criticati. I padri che ci hanno preceduto, ma anche noi stessi in quanto padri che da giovani criticavano i padri. Uno degli aspetti più critici e distruttivi della generazione del 68 a cui appartengo è che allora non ci si limitò a criticare i padri ma si ritenne che del padre non ci sarebbe stato più bisogno. Sacrosanta la prima (perchè non davano una bella immagine di sè, al contrario), tragico errore il secondo aspetto, che ha finito per ritorcersi contro l’intero genere maschile. Di più: i nostri padri di allora non solo erano criticabili per quello che avevano fatto fino ad allora, ma ancora di più per come non risposero al grido di rabbia che proveniva dalle giovani generazioni di allora, grido che secondo me era anche una invocazione al padre affinchè ci fosse, magari per contrastarlo, ma ci fosse. Quei padri, invece, sbracarono. Forse perchè si sentivano oscuramente in colpa o forse perchè esausti, tradirono la loro funzione di padri semplicemente ritirandosi, “accogliendo” tutto quelli che veniva loro scagliato contro, “comprendendo” qualsiasi rivendicazione (giovanile e, attenzione, femminile) , anche le più astruse e sbagliate. Questo, secondo me, è accaduto, e di questo paghiamo le conseguenze. Rimane la tragica illusione che eliminato il padre e ridimensionato il genere maschile (o, se si preferisce, al rovescio), si potesse aprire l’era della “libertà” per tutti, della solidarietà e financo del comunismo. Singolare errore di prospettiva per chi si dichiarava attento alle dinamiche struttura/sovrastruttura in marxiano. E il potere del nuovo capitalismo modernizzante e finanziarizzato ha approfittato larghissimamente di questa illusione, usandola ai propri fini, in primo luogo, e quì concordo con l’analisi di Fabrizio, usando pro domo propria non solo il femminismo, ma il genere femminile in generale.
Non voglio tediare nessuno, ma poichè ciò mi permette di accennare una risposta a quanto scrive Fabrizio sulla “cattolicità” mia e dei Ms, dico brevemente come la penso. Se il proletariato già allora si capiva che non poteva più proporsi come classe universale liberatoria dell’umanità, se tanto meno potevano esserlo le donne, se la via dei “diritti civili” era funzionale alle esigenze riformatrici del potere per adeguarsi ai tempi nuovi e tenersi saldamente in sella, se tutto questo… allora mi è sembrato doveroso cercare di rintracciare un punto di rottura, un evento o un processo che ha determinato le conseguenze a cui stavamo assistendo. Per me quell’evento o quel processo è stata la crescente materializzazione della società, ossia l’abbandono di tutto ciò che era riferito allo spirito come superstizione o magia, per concentrare tutto sugli elementi materiali della società. Il cattolicesimo, parlo per me, c’entra in questo, certamente, ma c’entra perchè nonostante tutte le critiche che gli si possono e debbono fare, è riuscito a tener saldi alcuni punti antropologici essenziali, i soli sui quali sperare di ricostruire qualcosa. Parlo del cattolicesimo perchè quella è la nostra tradizione culturale. Fossi vissuto in altre culture probabilmente mi sarei rivolto altrove. Alcuni lo hanno fatto ugualmente (buddismo etc. etc). A parte le questioni, diciamo così, interne ai rapporti fra le religioni, va bene lo stesso, purchè certi capisaldi (antropologici ma anche psichici) vengano tenuti comunque saldi. In questo ambito Questo, per me, è l’essenziale, tutto il resto è opinabile.
Reciprocità che ci sia ognun lo dice dove sia nessun lo sa.
Su tutti i media ad ogni ora ci sono resoconti e interviste sui due recenti drammatici episodi che hanno coinvolto due ragazze che, si può proprio dire, tutti sentono come figlie: Sara e Yara.
Non so se avete notato: ogni maschio e ogni padre che interviene in merito (e ormai da mesi) non cita mai il dolore del padre di Sara e il dolore del padre di Yara, cita sempre e solo il dolore della madre di Sara e il dolore della madre di Yara; invece ogni donna e ogni madre che interviene in merito non cita mai, ma proprio mai, il dolore del padre di Sara e del padre di Yara ma cita solo e soltanto il dolore della madre di Sara e della madre di Yara.
La cosa è così evidente, così sistematica e del tutto inspiegabile, che appare letteralmente come fosse una “informazione mancante” nel sistema comportamentale del genere femminile.
E fa nascere la domanda invero angosciosa: è per il femminile attuale o per quello di sempre che il dolore del padre non esiste? che per il compagno della vita e padre della figlia nessuna donna viene sfiorata dal minimo cenno di con-passione? E ancora: non è che di queste “informazioni mancanti” (da una parte e dall’altra ben s’intende) circa la reciprocità se ne può costruire un’antologia?
Ed è forse questo ipotetico elenco antologico: “ove per poco il cor non si spaura”, che i nostri padri sapevano e sapevano elaborare in pace e serenità mentre oggi nessun maschio vuol vedere e ne è pertanto travolto?
Mi permettete una domanda che vuol essere affettuosa per tutti? una volta i padri facevano ai figli maschi lezione di guida circa la guida e il codice della donna, fino al conseguimento della patente? oggi invece, è certo: niente codice, niente lezioni di guida e niente patente. E’ un progresso? o è forse il motivo per cui alla prima curva molti maschi vanno a sbattere?
“Se il proletariato già allora si capiva che non poteva più proporsi come classe universale liberatoria dell’umanità, se tanto meno potevano esserlo le donne, se la via dei “diritti civili” era funzionale alle esigenze riformatrici del potere per adeguarsi ai tempi nuovi e tenersi saldamente in sella, se tutto questo… allora mi è sembrato doveroso cercare di rintracciare un punto di rottura, un evento o un processo che ha determinato le conseguenze a cui stavamo assistendo. Per me quell’evento o quel processo è stata la crescente materializzazione della società, ossia l’abbandono di tutto ciò che era riferito allo spirito come superstizione o magia, per concentrare tutto sugli elementi materiali della società. Il cattolicesimo, parlo per me, c’entra in questo, certamente, ma c’entra perchè nonostante tutte le critiche che gli si possono e debbono fare, è riuscito a tener saldi alcuni punti antropologici essenziali, i soli sui quali sperare di ricostruire qualcosa. Parlo del cattolicesimo perchè quella è la nostra tradizione culturale. Fossi vissuto in altre culture probabilmente mi sarei rivolto altrove. Alcuni lo hanno fatto ugualmente (buddismo etc. etc)”. (Armando)
Caro Armando, senza nessuna intenzione di fare il “colpo su colpo”, te lo assicuro, ma solo perché proprio questo tuo passaggio è la conferma di quanto ti dicevo, ti ripeto quanto ti ho scritto:” Proprio quelli come noi, che provengono dalle stesse esperienze storico-politiche,in larga parte fallimentari (e una della cause strutturali del loro fallimento è da ricercare proprio nella natura profondamente ideologica di quelle stesse esperienze), dovrebbero aver fatto tesoro di quelle lezioni.
E invece, forse proprio per riempire un vuoto troppo grande o troppo angosciante da sopportare, molti tendono a trasmigrare da un’ideologia a un’altra, ripercorrendo lo stesso identico errore”.
Ora, qualsiasi possa essere stata la motivazione, comunque nobile, che ti ha spinto ad abbracciare una nuova “ideologia” (in questo caso una religione, ma il concetto non cambia di una virgola) il risultato è il medesimo.
E se invece provassimo a cavarcela da soli? Quale messaggio più dirompente e rivoluzionario di questo? Siamo o non siamo Uomini nel Mondo capaci di costruire il proprio percorso e il proprio sistema valoriale (che naturalmente non nasce dal nulla ma anche dalla nostra storia). O invece abbiamo bisogno, sempre e comunque, di una “parrocchia” (nell’accezione più ampia del termine, ci siamo capiti) o di un “padre putativo”?
Questo è il nodo, caro Armando, anzi, la sfida. Ha un nome: Libertà. Presumo di averla accettata, altrimenti non sarei qui, con le mie posizioni, a fare quello che faccio.
La questione è assai rilevante, ed è molto positivo che se ne discuta. Come spesso accade, in un mondo dove non esiste un anfratto che non sia conosciuto, la QM ci porta in territori inesplorati…
Quale meravigliosa opportunità più di questa, che ci siamo procurati con le nostre stesse mani, per poterla confinare in un ambito determinato e predefinito, cioè in uno steccato, per quanto ampio possa essere?
Personalmente quello steccato l’ho già saltato, il “parricidio” (per rimanere in tema), metaforicamente parlando, l’ho già perpetrato. Tu cosa aspetti a farlo? E gli altri uomini cosa aspettano? Non mi pare che l’odore delle sagrestie (sempre in senso lato) sia mai stato particolarmente inebriante. E allora? Cos’è che ci frena?
Io un’idea ce l’ho ma non la dico. Spero che emerga nel dibattito.
Questa è la sfida che lancio agli uomini. Dove ci porterà non lo posso sapere ma di certo ci farà fare molta strada, perché già molta ne abbiamo fatta negli ultimi anni.
Questo è il nodo che dobbiamo affrontare e sciogliere, ciascuno come potrà. Forse solo ora è emerso, per quanto mi riguarda, con grande chiarezza. Anche in seguito al dibattito di questi giorni. E di questo ti e vi ringrazio.
Fabrizio
“E se invece provassimo a cavarcela da soli? Quale messaggio più dirompente e rivoluzionario di questo? Siamo o non siamo Uomini nel Mondo capaci di costruire il proprio percorso e il proprio sistema valoriale (che naturalmente non nasce dal nulla ma anche dalla nostra storia). O invece abbiamo bisogno, sempre e comunque, di una “parrocchia” (nell’accezione più ampia del termine, ci siamo capiti) o di un “padre putativo”?”
______________
Qua la mano
Fabrizio ritengo che non dobbiamo temere la ripetizione delle tesi di ciascuno: chi legge un blog, non effettua ,se non raramente, una lettura sistematica come fosse la bibliografia di un esame universitario. E’ opportuno pertanto che sia sempre presente nel dibattito dell’oggi quello che è pensiero originario e fondativo e dibattito conseguente. Inoltre la ripetizione aiuta moltissimo la chiarificazione dei concetti e delle posizioni: dopotutto è dall’inzio della riflessione filosofica che i grandi orientamenti vengono riproposti. Ed ecco dunque a ripetermi convinto che sia utile comunque alla comune riflessione.
La domanda che indirizza la mia riflessione è se esiste o no quel livello di realtà permanente nel tempo che è oggetto degli studi di antropologia. E se questo livello offre l’accesso alle radici dell’esperienza e in particolare alla esperienza della identità e differenza di genere come sostanza stessa di ciò che chiamiamo persona umana concreta. E se tramite questa esperienza si riesce ad varcare la soglia di una dimensione fondativa ulteriore di tipo ontologico e ancora oltre, di tipo metafisico, che sorregga appunto l’incredibile sfida della concretezza, sottraendola alla inconsistenza e irrilevanza della infinita variabilità. La vita è sogno?
In sintesi: esiste quella verità di sè per cui nulla contano i secoli che passano? i cieli che si hanno sulla testa? le condizioni esterne in cui si vive? per cui si resiste da uomini umanamente integri anche in un Gulag magari per trent’anni? o con la SLA addosso? e si resta padri e maschi nonostante da mezzo secolo e più l’intera Società abbia condotto la più sistematica distruzione del maschile e del paterno come fosse sostanza e fonte del male?
Domande antichissime e tradizionalmente fondative di ogni critica e pertanto distruttive di ogni ideologia. E nascono quando ogni ideologia è morta.
Se la risposta fosse affermativa, allora il maschile antropologicamente parlando esiste ed è definibile e l’allenza tra maschi poggia su quel piano definito “piano antropologico” e di fatto è già data: basta scoprirla. Scoprirla si badi bene, non inventarla. Come pure il progetto per una rinascita del maschile. Che cosa è più garantito e certo di ciò che si deve scoprire, e che cosa di più incerto e aleatorio di ciò che si deve inventare? Io guardo alla Storia umana come straordinaria creazione e dono maschile, ma anche come ambito di modificazioni assolutamente superficiali della struttura profonda dell’interiorità umana. E ringrazio il Cielo di questo: la follia umana non l’ha acora raggiunta. Ed è questa struttura profonda che mi interessa: è “la roccia su cui poggia la mia casa” e la casa dei miei fratelli. Qui mi ci trovo benissimo. Invece la Storia, anche solo di ieri, ha visto orrori mai visti e l’Angelus Novus di Paul Klee, l’angelo della Storia avanza con le spalle al futuro, contemplando macerie via via più gravi ed estese. Che il paio di occhiali della teoria marxista sia anche oggi molto utile e forse l’unico a decifrare le cause strutturali, nell’accezione appunto marxiana, di molti aspetti degli attuali rapporti tra i generi, non ho pochi dubbi. Ma non ho il minimo dubbio che una volta eliminate queste cause storiche, avrò ancora irrisolta la domanda sul volto autentico (la struttura profonda e metastorica) del maschile e sul volto autentico del femminile e quali regole di relazione ne conseguono. Pena l’infelicità reciproca.
Da quanto sopra mi viene da dire che fare da soli va benissimo, può essere la fondazione della libertà stessa, ma alla condizione di partire dalla scoperta di questa struttura interiore. Diverso è fare da soli a partire dall’ignoranza della stessa: a mio avviso significa partire dal nulla. E chi parte dal nulla quale libertà ha di andare da qualunque parte?
In altre parole: voglio dire che se è vero che per fare qualunque cambiamento bisogna partire da un uomo concreto che ne sia il motore, quello che oggi è il problema numero uno è che l’inside di quest’uomo maschio concreto che dovrebbe essere “il modificatore dello stato di cose presenti” è stato totalmente dimenticato e anzi si è perseguito scientificamente e con determinazione assoluta l’obiettivo di cancellarne la memoria: in una parola è stato distrutto così come nel ’900 i totalitarismi hanno cercato di distruggere le identità costitutive di interi popoli, ceti sociali, tradizioni spirituali millenarie. E’ stata perseguita la distruzione scioentifica dell’identità di genere. Hanno mirato a far sì che non ci fosse nemmeno più “il punto di appoggio per sollevare il mondo”.
E’ avvenuto che si è perseguito il genocidio affettivo,psicologico, culturale e sociale dei maschi in questo ultimo mezzo secolo.
Come non vedere che il problema è che si parte dalla biblica polvere?
Caro Fabrizio, ti rispondo, per quanto mi riguarda, con le parole di Dostoijevski: “Se non c’è Dio, tutto è possibile”, laddove il riferimento a Dio non significa abbracciare una religione particolare ma solo che esiste un ente a noi sovraordinato. Qualcuno lo individua laicamente non in un Dio ma in un “ordine morale” eterno che scaturisce dall’interno della coscienza dell’uomo. Mi sta bene lo stesso, l’importante è che l’uomo non si ritenga “onnipotente”, e dunque capace di tutto, e tutto giustificando in nome della sua “libertà”.
Faccio un esempio: il giovane educato nell’assenza di regole non è libero, bensì sprofonda nel caos interiore e non ha più nessun parametro di riferimento. Il giovane il cui padre gli indica le sue regole, può con esse confrontarsi, accettarle o rifiutarle per costruirsene sue proprie, assumendosene la responsabilità, ossia consumando quel “parricidio” che in tal senso è salutare, direi anche necessario, per divenire a sua volta padre di se stesso.
L’essere umano adulto necessita anch’esso, su un altro livello ma per identico motivo, di norme morali ed etiche con cui confrontarsi, vengano da Dio o dal diritto naturale. E’ questa per me la libertà autentica.
Allo stesso modo ritengo che le leggi umane non possono trovare legittimazione solo in se stesse magari perchè approvate dalla maggioranza (di un parlamento o direttamente del popolo). Mi sembra evidente che se non esiste un ancoraggio a qualcosa che è oltre la volontà umana, seppure quella di una maggioranza, ogni aberrazione è teoricamente possibile. Insomma, se la maggioranza di un popolo vota una legge che discrimini un settore della popolazione ad esempio, perchè di razza nera o bianca o a palline, o perchè di un sesso piuttosto che di un altro, non per questo quella legge sarebbe legittima, e in tal caso ribellarsi diventa sacrosanto.
Secondo me il padre “medio” e in generale l’uomo “medio” non ha gli strumenti culturali per comprendere e quindi per insegnare qualcosa sulla relazione sentimentale-sessuale tra i sessi fuori dalla retorica strombazzata dal Media. L’individuo massificato ripete cosa sente, non elabora autonomamente. Se sente in tutte le salse un concetto quello ripeterà. E’ il destino dei più fortunati(?) arrivare a conclusioni più attinenti alla realtà nuda e cruda attraverso un proprio e autonomo percorso, figlio quasi esclusivamente delle proprie esperienze.Bisogna sbatterci il muso, nella speranza di capirci poi qualcosa, perchè anche questo non è scontato.
Aprofitto per augurare a tutti buone feste e, in notevole anticipo, un fortunato 2011, perchè poi non avrò più modo di collegarmi.
Sono di ritorno da un viaggio di piacere, uno dei tanti che mi faccio volentieri piu’ di una volta l’anno.. ed è grazie a questi viaggi che ancora amo le donne.. totalmete diverse dalle italiche arpie, splendide e femminili, si concedono ad una tranquilla conversazione, apprezzando l’uomo e sapendo essere donne, dando il giusto spazio all’uomo, sapendo che lui farà altretanto..
Ma perchè devo andare all’estero per trovare “reciprocità e spontaneità”?? perchè sono un brutto? ho un carattere di cacca? modi da bifolco?? mancanza di verve? sono povero? ho un utilitaria? non ho casa? ho un lavoro precario?..
Chiedetevelo dinanzi ad uno specchio.. capirete che no c’è nulla di piu’ falso..siete semplicemente una persoa come tante, coi suoi pregi e difetti, ma siete li, dinanzi allo specchio, a farvi queste domande proprio perchè plasmati dalle aspettative e dalle esigenze egoistiche della donna italica media..
In verità, siete solo voi stessi..coi vostri pregi e difetti.. le donne estere lo sanno, e sanno che anche loro ne hanno.. per questo c’è reciprocità.. nasce dalla consapevolezza dei propri pregi e difetti.. e la la spontaneità altro non è che il relazionarsi liberamente da vincoli di vulgata o stereotipi inesistenti..
Il concetto espresso quindi in questo luogo, a mio modesto parere, non troverà mai un riscontro positivo sul suolo italico, anzi.. sappiate che chi come me o come tanti uomii di questo sito, si è liberato dalle catene, viene visto come ben sapete tutti..
Al contrario.. posso dire che non solo tali accuse scivolano inesorabilmente sul muro della mia indifferenza, ma sono fermamente convinto che per i prossimi anni a venire, non intendo vanificare la mia esistenza dietro una acidona italica, piena di sè, appoggiata dal sistema che non vede l’ora che abdichi al matrimonio per rendermi schiavo delle sue pulsioni emotive, con un futuro sempre incerto dettato unicamente dal suo volere vulvatico..
Ho diritto a vivere in quanto PERSONA, esattamente come chiunque altro, non vedo quindi il motivo nel dover sottostare alle metodiche ed alle consuetudini egoistiche delle tante Italiote..
I figli? ho adottato due bambine di Haiti.. mi basta.. saranno molto piu’ riconoscenti dei bimbi viziati, senza un padre, che magari si ritrovao nelle famiglie allargate.. plagiati dalle mamme acide e nutriti a playstation e grande bordello..
Per il resto.. buona vita a tutti..
Però, con tutto il rispetto per le opinioni altrui, credo sia un po’ il caso di sfatare questa leggenda urbana secondo cui all’estero le donne sarebbero sempre e comunque migliori delle italiane.
Ho viaggiato un po’ anch’io e pertanto, in base alla mia esperienza, posso affermare che pure altrove le donne non sono affatto così “carine e disponibili”.
Secondo me, è sbagliato continuare a propagandare l’idea che tutto dipenda dalla mentalità italiana (e dalla Chiesa) e che “là fuori” sia tutto meraviglioso.
Però, con tutto il rispetto per le opinioni altrui, credo sia un po’ il caso di sfatare questa leggenda urbana secondo cui all’estero le donne sarebbero sempre e comunque migliori delle italiane.
<<<<<<<<<<<<<
Se si ha la percezione che all'estero le cose siano migliori spesso dipende anche dall'atteggiamento degli uomini e non solo delle donne.Sono stato in Francia una settimana e ho notato da parte maschile un atteggiamento diverso,rispetto da noi in italia.Lì non esistono atteggiamenti sbavanti degli uomini nei confronti delle donne,nessuno si gira per strada quando passa una bella ragazza nè la guarda insistentemente,almeno questa è l'impressione che ho avuto io.Le donne di conseguenza non sentendosi messe su un piedistallo come purtroppo lo sono quì in italia, hanno un approccio più amichevole e meno arrogante.
“Se si ha la percezione che all’estero le cose siano migliori spesso dipende anche dall’atteggiamento degli uomini e non solo delle donne.Sono stato in Francia una settimana e ho notato da parte maschile un atteggiamento diverso,rispetto da noi in italia.Lì non esistono atteggiamenti sbavanti degli uomini nei confronti delle donne,nessuno si gira per strada quando passa una bella ragazza nè la guarda insistentemente,almeno questa è l’impressione che ho avuto io.Le donne di conseguenza non sentendosi messe su un piedistallo come purtroppo lo sono quì in italia, hanno un approccio più amichevole e meno arrogante”
______________
C’è pure quello, ma non solo: mediamente, le italiane che vivono all’ estero sono stronze esattamente come quelle che stanno qua.
Decenni, per non dire secoli, di una cultura di un certo tipo, qualche imprinting a livello genetico lo lasciano: ci vogliono generazioni per tornare ad un livello di decenza.
Va detto che pure le straniere che vengono in Italia dopo qualche tempo diventano fotocopie delle nostre connazionali, anzi, a volte pure peggio.
Io credo che, l’ unica possibilità di vivere con una donna senza rovinarsi la vita, per un uomo italiano, sia trasferirsi all’ estero e trovarsela lì, scegliendosi accuratamente il posto.
Resta il dilemma se ne valga la pena, ma la risposta ad una domanda di questo tipo è soggettiva.
“I padri non solo possono, ma devono essere criticati. I padri che ci hanno preceduto, ma anche noi stessi in quanto padri che da giovani criticavano i padri”
_____________
segnalo questo articolo:
http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/381234/
X sandro
La natura umana è la stessa ovunque e non è assolutamente vero che bastano secoli per lasciare un’impronta a livello genetico. Non scherziamo, per favore.
Ripeto: sfatiamo la leggenda urbana che vorrebbe le straniere migliori delle italiane, perché si tratta solo di stereotipi, tipo quelli nostrani secondo cui “le meridionali sono più focose” o “le settentrionali più disinibite”, eccetera eccetera. Luoghi comuni senza senso ed assolutamente autoreferenziali, quindi non oggettivi.
>
Retiarius
*************
Se si ha la percezione che all’estero le cose siano migliori spesso dipende anche dall’atteggiamento degli uomini e non solo delle donne.
*************
Concordo, infatti un certo modo di comportarsi delle donne dipende anche (e soprattutto, aggiungo io) dall’atteggiamento degli uomini.
Basta vedere come si comportano tanti nostri connazionali di fronte alle donne, per rendersi conto di che razza di pagliacci, senza spina dorsale, siano.
Caro Armando, come mai ogniqualvolta si pronuncia questa parola, libertà, dall’altra sponda del Tevere suonano immediatamente i campanelli di allarme? Non ho mica inneggiato al nichilismo, al relativismo assoluto o al dominio dell’uomo su tutti gli enti del mondo e sull’universo intero.
La libertà, come sappiamo, può essere “Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me”, per dirne una (che a me convince, come sai), oppure “Ama e fai ciò che vuoi”.
Così come può anche essere libertà dal giudizio, dal condizionamento (oltre che naturalmente dal bisogno, questo per me è scontato), oppure ancora dai precetti di qualsiasi costruzione ideologica o religiosa predefinita. E quindi la possibilità per gli uomini di costruire il proprio percorso e il proprio orizzonte valoriale.
Questo ti spaventa? Lo capisco, spaventa anche me, perché è’ una grandissima sfida che comporta un impegno e una responsabilità enorme nei confronti di noi stessi e degli altri.
O temi che dietro questa libertà ci siano in agguato i “furbacchioni” di sempre, smaniosi di lager e gulag purificatori (nel futuro forse di mostruosità genetiche),una volta liberi e “liberati” dai legacci di qualsiasi “morale” o costruzione filosofica-metafisica-religiosa dalle presunte origini trascendentali ?
Non nego che questo rischio esista ma, come ben sai, è esattamente lo stesso che si corre quando invece si delimita la sfera della propria libertà e ci si affida alla Volontà di un Ente Sovraordinato (che in ogni caso, per quanto mi riguarda, è comunque una creazione o una proiezione della mente umana, anche per chi crede sinceramente).
Questa è purtroppo la sola verità che la Storia ci ha insegnato, per lo meno fino ad ora.
Non entro, ovviamente, in questioni di fede. Sono argomenti troppo delicati e personali. In questa sede possiamo solo cercare di analizzare i fatti concreti della Storia, i quali parlano chiaro e ci confermano purtroppo quanto ho detto poc’anzi.
In conclusione, ciò che voglio dire è che possiamo scegliere il nostro percorso (libero arbitrio) ma questo (e nulla e nessuno) ci potrà mai mettere al riparo dai rischi di cui sopra. In qualsiasi direzione si scelga di muoversi.
E questo potrebbe ovviamente rinviarci ad altre riflessioni ma saremmo obiettivamente fuori dai temi che affrontiamo qui…
Fabrizio
@Andrea:
Le esperienze di parte possono essere opinabili, per questo motivo e non a caso, Andrea, ho inserito “italiane medie”, e non ho giustificato nulla di “meraviglioso” là fuori, se non la possibilità di una semplice “tranquilla conversazione”, sempre in ambito “medio”, non ho voluto sottolineare nessuna terra del bengodi, tuttavia è bene sottolineare che se siamo qui a disquisire sull’argomento trattato, credo che nessuno di noi parli per totalitarismo, evidenziamo semplicemente quello che MEDIAMENTE non accade a molti, e che spesso MEDIAMENTE si riscontra altrove; Io stesso ho piu’ volte evidenziato di avere conoscenze femminili, a sottolineare l’assoluta estranietà ad una concezione di TOTALITARISMO, ciononostante, Andrea, l’approccio e una “tranquilla conversazione” o, se preferisci, la normale EDUCAZIONE CIVICA tra uomo/donna, MEDIAMENTE risulta più fattibile altrove, e per altrove intendo dove non ci sia una massiccia emigrazione di ITALIOTI BAVOSI senza spina dorsale che, diciamolo, oltre a farci fare una pessima figura, sono anche MEDIAMENTE quelli che in Italia “combattiamo” in quanto PEONES DE LAS FIGAS!
@Sandro:
Quoto, anche se non ho mai parlato di preferire un matrimonio con qualcuna all’estero, sono certo che accadrebbe esattamente quanto affermi, in Italia, terra delle donne, rischieresti di diventare un semplice caronte, ergo, MEDIAMENTE sconsiglio a chiunque di sposarsi una straniera e portarla sul suolo italico.
“La natura umana è la stessa ovunque e non è assolutamente vero che bastano secoli per lasciare un’impronta a livello genetico. Non scherziamo, per favore.
Ripeto: sfatiamo la leggenda urbana che vorrebbe le straniere migliori delle italiane, perché si tratta solo di stereotipi, tipo quelli nostrani secondo cui “le meridionali sono più focose” o “le settentrionali più disinibite”, eccetera eccetera. Luoghi comuni senza senso ed assolutamente autoreferenziali, quindi non oggettivi”
______________
L’ impronta genetica era una boutade (pensavo si capisse), ma sul fatto che le italiane siano molto, ma molto, più stronze della media delle altre europee, personalmente non ho dubbi: anche io l’ Europa l’ ho girata un pò.
Questo non significa che le donne straniere rappresentino l’ ideale, ma semplicemente che le italiane sono infrequentabili, da evitare come il virus ebola: sono ostili di default.
Con le altre si può valutare caso per caso, ma le italiane per me sono da evitare a prescindere: la probabilità di incappare in una stronza viaggia oltre il 90%, non vale la pena neppure parlarci.
Buon Natale fratelli! comunque si creda e pensi Gesù Cristo fa parte della squadra e ha detto che Dio è Dio perchè è padre (l’amore del padre è sostanza di Dio), e non che è padre perchè è Dio (uno dei tanti attributi). E questa affermazione l’ha pagata con la crocifissione. Festeggiamo dunque la sua nascita, chè ci riguarda. Buon Natale dunque fratelli.
mi domando.. a cosa porterà questa serie di situazioni, imposizioni femminili, leggi di parte.. ebbene.. mentre ci pensate anche voi.. c’è già qualcosa che è realtà dal 2009.. una probabile risposta al futuro prossimo maschile.. consigliato a chi mastica bene l’inglese..
(2009) http://www.npr.org/templates/story/story.php?storyId=120696816
(2010)
http://wemediacritics.blogspot.com/2010/04/gender-roles-meat-eating-girls-and.html
buona lettura…
@ckkb
Se dio ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza, la nostra cultura cristiana è contraddittoria che considera le donne più belle e buone, superiori all’uomo: sono superiori a dio?
Io non sono credente in nessuna religione, ma ha molti credenti e cittadini italiani che accettano l’educazione che gli viene data senza riflettere bisognerebbe chiederlo.
ma ,qui damien e andrea ,hanno dimostrato che è molto importante l’ambiente che ci circonda , magari nello stesso paese ,solo un centinaio di chilometri di distanza le parti potrebero essere rovescita ,purtroppo non c’è una legge ,infatti giustamente si parla di casistica , le donne italiane ,quelle che ho conosciuto?? molto diverse tra di loro ,ma in sostanza avevano il comun denominatore di essere attratte sempre dal maschio alpha presente nel gruppo ,chi più chi meno ,il che è anche normale ,però allora la finissero di guardare il “carattere”. che è vero una cippa,non avendo viaggiato all’estero non mi posso pronunciare ,ma credo che valga quello che ho scritto prima ,poi ,sono assolutamente d’accordo che se gli uomini ,si comportassero in maniera diversa ,molte donne non si darebbero quell’ importanza e scenderebbero dal piedistallo ,in questa situazione si trovebbero bene ,sia uomini che donne ,anch’io colgo l’occasione per fare gli auguri a tutti ….
Vorrei ritornare sul mio commento
precedente, quello del 19 Dicembre.
Non è vero, come dicevo, che le donne
sono senza sentimento. Alcune lo sono,
come alcuni uomini. Mai generalizzare.
Dico questo perchè riconosco di aver scritto
quella frase in un momento di sconforto.
In questi giorni ho conosciuto una donna
straordinaria, che mi ha sbalordito per la
sua estrema dolcezza ed energia. Mai
mi sarei aspettato di tovare una persona
così eccezionale. Quindi, mai generalizzare.
Uomini e donne sono uguali.
@ Rino-
La stagione storica cui mi riferivo sta intorno alla metà del secolo passato e perciò sono chiamate in causa le generazioni che all’epoca erano adulte e mature, quelle su cui gravava l’onere dell’educazione/istruzione dei giovani.
@@@
A mio avviso, dovrebbero essere chiamate in causa anche le generazioni precedenti, e non solo quelle dei nostri nonni e bisnonni.
>>
@Rino -
Ma a fronte di quella, sta un’altra domanda: come possiamo noi oggi non vagliare le responsabilità di quelle generazioni se è vero, come è, che da esse ci sentiamo traditi? Dovremmo negare ciò che profondamente sentiamo? ( e poi questo autoinganno salverebbe davvero in noi il valore del padre e della paternità?) Si obietterà che quel sentimento non è universale, ma mio e forse di pochi altri.
@@@
Credo che il punto sia proprio quello che evidenzi, ovvero che quel sentimento non è universale.
Ovviamente non so dire se sia di pochissimi oppure no, ma di sicuro non riguarda la massa maschile, né una minoranza consistente degli uomini, perché in tal caso avremmo già udito le loro voci al di fuori dei blog dedicati alla questione maschile.
@
Uomini e donne sono uguali.
@
No, Aliquis, uomini e donne non sono uguali, ma diversi e complementari. Non mi sembra il caso di farsi travolgere dall’emotività, sia per un verso che per un altro.
@Rino e @Marco
Tratto da Candido 41 dell’11/10/1959 a commento di un convegno organizzato dall’Unesco sul tema “Gioventù bruciata”.
La riporto perchè è un dichiarazione di responsabilità abbastanza rara, considerando che Guareschi è del 1908 e appartiene proprio alla generazione degli uomini che hanno educato gli uomini e le donne del dopoguerra. Conclude dicendo “L’unica speranza è che i giovani schifati dal mondo sofisticato in cui sono costretti a vivere si ribellino e si mettano a cercare affannosamente le cose che i loro padri hanno buttato via. Un ordine nuovo basato sull’ordine sconvolto dai padri. Una casa nuova, insomma, arredata coi mobili vecchi ripescati in soffitta.”
A me sembra che per quanto riguarda la QM c’è molta indecisione su quanto va ristrutturato a nuovo, demolendo e ricostruendo daccapo oppure se c’è ancora qualche vecchio mobile degno di essere collocato nella casa nuova. Il punto più “dolente” lo vedo quello.
xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
“La “generazione bruciata” è la nostra. Cosa possono capire i giovani se non abbiamo voluto capire niente noi? Cosa possono credere i giovani se non crediamo a niente noi? Chi ha creato le “dive” e il “divismo”? Chi ha creato il grandhotellismo, il giallismo e il canzonettismo? Chi ha trasformato lo sport in una florida industria dello spettacolo? Chi ha creato confusione nei valori presentando come individui eccezionali degli schiamazzatori e schiamazzatrici da quattro soldi e delle squallide balbettatrici televisive?
La “generazione bruciata” la generazione marcia patocca è la nostra: in nome di un progresso che è semplicemente meccanico, noi abbiamo creato l’industrializzazione integrale. Poi, in nome di questa abbiamo creato un falso benessere basato non sulla soddisfazione di reali necessità, ma di bisogni creati dal reparto pubblicitario delle fabbriche. Siamo noi vecchi che abbiamo preparato questa pietanza scientifica ai giovani e ora che essi se ne sono nutriti e ci appaiono i gravi scompensi di quell’innaturale nutrimento, noi insorgiamo preoccupati e vogliamo guarirli mettendoli a dieta assoluta.
“La “generazione bruciata” è la nostra: il frutto è cattivo perchè la pianta ha le radici malate e bisogna risanarle. Questo è il problema. La tragica verità è che noi non vogliamo risolverlo: noi, i vecchi, abbiamo trovato il sistema di vivere col minimo di sacrificio, col minimo di pensieri molesti, col minimo di lavoro, col minimo di responsabilità, col minimo di dignità, col minimo di onestà e non intendiamo per niente cambiarlo”
P.S. Dimenticavo una cosa importante:
Auguri a tutti
Buon Natale fratelli
_____________
Grazie buon Natale anche a te
Aliquis
In questi giorni ho conosciuto una donna
straordinaria, che mi ha sbalordito per la
sua estrema dolcezza ed energia. Mai
mi sarei aspettato di tovare una persona
così eccezionale.
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
Sai quante volte ho sentito questa frase.
Però qui si parla dell'andazzo generale, non dell' ingenuità di sperare ancora di trovare la donna dei sogni.
L'amore è un sentimento non troppo giusto, credo che in parte nasce dal fatto di scaricare su una persona i nostri desideri e frustrazioni, spesso poi ci si ritrova cornuti e mazziati o padri separati.
Prendere coscienza di se degli uomini è il punto, non sentirsi infelici perché non si ha una donna e crediamo che gli altri sono felici, perché girano con una donna al fianco o sono sposati. Questo è quello che la società e la massa ci porta a credere: l'ipnosi di massa. Se non siamo come il mondo vuole allora siamo dei falliti. Una dottoressa in psichiatria (donna) quando ero ragazzo mi disse: un uomo mica deve per forza lavorare, sposarsi e tutte le cose normali, se ne può anche andare in giro per il mondo con la chitarra. Immagine un po romantica ma il significato non è del tutto sbagliato.
Ckkb,.ti rispondo solo ora perché in questi giorni, come tutti/e, ero preso dalle festività natalizie e dagli immensi pranzi e cene che solo ora inizio a smaltire. Colgo quindi l’occasione, anche se con ritardo, per fare gli auguri a te e a tutti gli altri amici.
“La domanda che indirizza la mia riflessione è se esiste o no quel livello di realtà permanente nel tempo che è oggetto degli studi di antropologia. E se questo livello offre l’accesso alle radici dell’esperienza e in particolare alla esperienza della identità e differenza di genere come sostanza stessa di ciò che chiamiamo persona umana concreta. E se tramite questa esperienza si riesce ad varcare la soglia di una dimensione fondativa ulteriore di tipo ontologico e ancora oltre, di tipo metafisico, che sorregga appunto l’incredibile sfida della concretezza, sottraendola alla inconsistenza e e irrilevanza della infinita variabilità”. (Ckkb)
La possiamo formulare nei modi più disparati ma il quesito che poni rimane quello di sempre: esiste una realtà eterna, una ontologia dell’essere (o dell’Essere, se preferisci) immutabile e incorruttibile, a prescindere, oppure tutto è soggetto a mutabilità? Chi aveva ragione e chi torto, Parmenide o Eraclito? Solo per citare due “signori” che, tra i primi, da punti di vista opposti e contrari, si sono occupati di queste faccende… Conosci già, tendenzialmente, la mia risposta, anche se con riserva. Perché probabilmente in entrambe le due interpretazioni c’era e c’è del vero e forse è sbagliato metterle in totale contrapposizione come normalmente fanno la filosofia e anche la filologia classiche (per quanto sia possibile in questo caso data la scarsità di reperti letterari che ci sono pervenuti di questi due grandi pensatori).
Sembrerebbe invece, da quanto affermi poco più avanti, che la tua posizione sia netta. Sostieni infatti:” Se la risposta fosse affermativa, allora il maschile antropologicamente parlando esiste ed è definibile e l’alleanza tra maschi poggia su quel piano definito “piano antropologico” e di fatto è già data: basta scoprirla. Scoprirla si badi bene, non inventarla”.
Ciò presuppone naturalmente un “a priori”: e cioè partire dall’assunto che esista una realtà (nel caso specifico il “maschile”e il “femminile”, ma il concetto può essere applicato ad ogni cosa) ontologicamente data e immutabile, indipendentemente dall’esistenza di qualsiasi altro fattore di ordine “culturale” (totalmente separato e separabile, secondo il tuo modo di vedere, dall’ontologia dell’Essere stesso al quale viene sovrapposto o imposto in maniera sostanzialmente artificiosa) in grado più o meno di condizionarla o modificarla (e per te, in ultima analisi non lo è). Una “cosa in sé” insomma, probabilmente destinata a rimanere inconoscibile, dal mio punto di vista (perché è impossibile per me separare natura e cultura), sempre ammesso che sia questo il giusto approccio interpretativo alla questione. E invece tu ritieni che possa essere conosciuta, individuata, una volta liberata dalle incrostazioni della “cultura”, proprio perché esiste in quanto tale (tralascio le implicazioni metafisiche della questione, di cui tu non solo hai certezza ma anzi sono quelle che conferiscono, o conferirebbero, razionalità al tutto).
E’ lì, si può vedere, toccare con mano, anche se proprio la cultura, e quindi il sistema (i sistemi), i vari contesti e ordinamenti sociali e culturali e le differenti costruzioni filosofiche più o meno artificiose fanno di tutto per nasconderla ai nostri occhi. Il nostro compito insomma è “solo” quello di fare pulizia, diradare le nuvole, anzi il fumo, sgombrare il campo dalle macerie delle varie ideologie . (e perché non anche delle religioni allora? Non sono anch’esse costruzioni culturali? A meno che non pensiamo anche noi che un ‘idea così “perfetta” come quella di Dio, non possa essere partorita dagli uomini e che di conseguenza “Qualcuno” l’abbia loro instillata…) e mostrarla finalmente agli occhi di tutti.
Insomma la tua è la posizione di chi crede che possa esistere o ritiene comunque possibile arrivare ad una conoscenza epistemologica fondata sulla certezza di una “realtà permanente nel tempo”, come tu stesso la definisci, cioè dell’Essere, appunto immutabile e incorruttibile (da cui dipenderebbe l’Esistere, come sappiamo, aleatorio, transeunte e succedaneo all’Essere, ma non è certo a te che devo spiegare queste cose…).
Non solo. Ritieni, partendo da questo assunto, che sia possibile anche “varcare la soglia di una dimensione fondativa ulteriore di tipo ontologico e ancora oltre (addirittura…aggiungo io) di tipo metafisico”.
Mi sembra francamente, se ho capito qualcosa (ma può darsi che non abbia capito nulla…) una sfida di proporzioni colossali e dai risultati molto probabilmente destinati a rimanere incerti, atti di fede a parte…
Non solo per la grandezza e la complessità della sfida in sé ma perché questa ricerca, sempre dal mio punto di vista, sia chiaro, poggia su presupposti, epistemologicamente parlando, non certi, peraltro, come tu stesso affermi, tuttora oggetto di studi antropologici. Mi permetto di aggiungere che anche la “scienza”, che come sappiamo spesso (fortunatamente non sempre) è molto meno “scientifica” di quanto si possa pensare e più soggetta (e questo ce la dice lunga) a questa o a quella tendenza, è divisa al proprio interno, proprio su queste questioni.
Io non ho le certezze di cui sopra, come sai, e neanche la presunzione (non che l’abbia tu, sia chiaro, capisco l’afflato che ti muove) di poter fondare una conoscenza di questo genere. Mi pongo, più modestamente, come un osservatore ma anche e soprattutto come un soggetto attivo (per forza di cose) , e quindi oggettivamente non imparziale, della realtà, appunto in quanto essere gettato nel mondo e quindi (anche) nel contesto storico-sociale che mi è stato dato di vivere. Ed è a partire da questa condizione che mi relaziono con il mondo stesso e con “quella incredibile sfida della concretezza”, facendo i conti anche con quella “inconsistenza e irrilevanza della infinita variabilità” di cui parli tu.
Magari quella “variabilità” (qualcun altro, sempre illustre, lo chiamava “divenire”), ammesso che sia tale (e se fosse invece proprio questa il tratto distintivo della realtà intera, quindi non solo dell’Umanità ma dell’Universo intero?) fosse così inconsistente e irrilevante, aggiungo io; le cose sarebbero molto ma molto meno complesse di quanto in realtà non sono…
Ma ancora una volta, inevitabilmente, torniamo al quesito che hanno gettato sul piatto quegli antichi e illustrissimi pensatori. Un nodo che forse non è stato ancora sciolto (per lo meno per quanto mi riguarda, per te pare di sì, forse, o potrebbe esserlo), dal momento che anche noi due siamo ancora qui a discuterne.
Non solo. Siamo costretti a tornare, e già ci siamo tornati per l’ennesima volta, al nodo della relazione fra natura e cultura sulla quale abbiamo discusso per anni e sulla quale non arriveremo MAI ad una soluzione condivisa. Questa tua stessa riflessione, che ci proponi, lo dimostra e ce lo conferma. Il tuo desiderio, se vogliamo anche umano e comprensibile, di sottrarre gli uomini all’incertezza e all’inconsistenza della “variabilità”(cioè del “divenire”che non riguarda solo i processi culturali), per giungere finalmente ad una conoscenza certa, al riparo dai venti e dalle intemperie della aleatorietà di una falsa conoscenza, fondata non su “Verità” ontologicamente (e addirittura metafisicamente) date, come per te pare essere possibile, ma su interpretazioni soggettive (individuali e non), figlie dei vari momenti e contesti storici.
La mia posizione è nota, a tal proposito, e non credo sia necessario tornarci. Mi limito soltanto, ancora una volta, a sottolineare che questo nodo non può essere sciolto in un senso o nell’altro e che è necessario accettare (e mi esprimo non casualmente in questo modo) la complessità, e se vogliamo anche la contraddittorietà della realtà.
Che tu invece fai di tutto per non accettare, perché se lo facessi il tuo assunto verrebbe meno. Ma non ti accorgi, forse, a mio parere, che così facendo cadi inevitabilmente in una contraddizione ancora più grande.
Perché affermi:” Io guardo alla Storia umana come straordinaria creazione e dono maschile, ma anche come ambito di modificazioni assolutamente superficiali della struttura profonda dell’interiorità umana. E ringrazio il Cielo di questo: la follia umana non l’ha acora raggiunta. Ed è questa struttura profonda che mi interessa: è “la roccia su cui poggia la mia casa” e la casa dei miei fratelli. Qui mi ci trovo benissimo”.
Perché, il Cristianesimo non è forse figlio della Storia e quindi della “cultura” (ci siamo capiti…) ? O invece appartiene ad una realtà ontologicamente data e preesistente? E il Cristianesimo, secondo te, è stato in grado di produrre solo “modificazioni assolutamente superficiali della struttura profonda dell’interiorità umana?” E in nome del Cristianesimo (come di qualsiasi altra confessione religiosa), cioè di Dio, non sono stati commessi crimini e orrori indicibili, pari a quelli che sono stati perpetrati da coloro che ne hanno voluto decretare la morte?
E qual era la condizione umana prima dell’avvento della cultura, cioè nello stato di natura, sempre ammesso che sia possibile (e per me non lo è) individuare questa cesura e operare questa distinzione? Forse una condizione di armonia e di pace non ancora contaminata dalla Storia? Cioè da quella Storia che, come tu affermi “anche solo di ieri, ha visto orrori mai visti e l’Angelus Novus di Paul Klee, l’angelo della Storia avanza con le spalle al futuro, contemplando macerie via via più gravi ed estese”.
Ho i miei seri dubbi, caro Ckkb, me lo consentirai e ammetterai che non sono proprio così campati per aria…E poi, soprattutto: quand’è che comincia la Storia? E’ possibile separare la Storia (e quindi la cultura) dall’ontologia dell’essere? Insomma esiste quella realtà permanente, immutabile e impermeabile di cui parli tu oppure proprio la realtà stessa è quel processo costante e continuo in base al quale, mi scuserà il Maestro se lo cito, “l’acqua del fiume nel quale ci bagniamo è diversa da quella in cui ci siamo tuffati un minuto prima”.
Il cane torna a mordersi la coda…
Nella consapevolezza (purtroppo) dell’impossibilità di poter sciogliere il nodo, mi trovo, mio malgrado, a fare i conti con la realtà del mio essere uomo in questo mondo a cui mi è stato dato di prendere parte.
E qui mi trovo a fare un’altra amara scoperta che contraddice quanto tu spieghi ”… il maschile antropologicamente parlando esiste ed è definibile e l’alleanza tra maschi poggia su quel piano definito “piano antropologico…” (Ckkb).
Metto da parte perché spero di averla già spiegata, la riflessione sulla possibilità (o impossibilità) di stabilire in modo certo, definito e definitivo, quel “piano antropologico”separato da qualsiasi altro fattore. Ma anche ammettendo che ciò sia possibile (e per me non lo è) la questione rimane in tutta la sua evidenza.
E cioè che questa presunta alleanza fra tutti i maschi non è possibile e, allo stato, non avrebbe neanche senso né ragion d’essere perché quelli che abbiamo definito come maschi alpha hanno interessi differenti e divergenti, diciamo pure opposti e contrari, a quelli di coloro che abbiamo definito come maschi beta. E questo vale per l’oggi, perché lo posso constatare di persona, sulla mia pelle, come si suol dire, ma anche per il passato, prossimo o remoto (e questo me lo dice la Storia). Cambiano gli scenari e i contesti storici, sociali e culturali, ma la musica è sempre la stessa, dai tempi dei Faraoni e anche molto prima (praticamente da sempre), fino a quelli attuali del dominio del Capitalismo Globale Planetario.
Come vedi, anche questo conflitto ha radici antichissime, al punto che diventa estremamente difficile pensare che sia solo il risultato di processi culturali artificiali e artificiosi separati da tutto il “resto” . Appare sempre più evidente, per lo meno a me così sembra, che è veramente impossibile separare natura e cultura. E in fondo, affermando questo,”sdirazzo”, e di parecchio, sia dalla concezione giusnaturalista che da quella marxista…
Concludo passando volutamente dalle stelle della dissertazione filosofica, per quanto è nelle mie modestissime possibilità, alle “stalle” (si fa per dire perché ai fini della comprensione della realtà queste sono molto più utili delle prime) della realpolitik, o meglio della condizione reale di noi maschi beta, qui ed ora.
E alla luce di queste ultime mi sento di dire che tra un Marchionne, un Montezemolo, un Berlusconi, un Tronchetti Provera, oppure ancora un Ibrahimovich o un Raoul Bova da una parte (per non parlare di uno speculatore finanziario o di un capomafia), e il signor Cipputi, operaio della Fiat, il signor Rossi, impiegato delle poste e il signor Bianchi, precario della scuola, dall’altra, ci sia ben poco per fare fronte comune e per poter stare tutti dalla stessa parte. E poi fronte comune contro chi e che cosa se proprio i primi sono coloro che hanno interesse a tenere i secondi in una condizione di subordinazione?
Questa relazione fra maschi dominanti e dominati, prosegue da tempi immemorabili e tutto ci dice che proseguirà ancora per molto…
Naturalmente, non essendo dei dogmatici, non possiamo escludere in linea di principio che questa situazione non possa nel futuro essere soggetta a mutamento. Abbiamo tempo fa, proprio in questa sede, ragionato sull’ipotesi che il processo di trasformazione in atto del sistema capitalistico (declinato al e sul “femminile”) su scala planetaria, in quanto attuale forma del dominio, potrebbe condurre in linea teorica ad una messa all’angolo del “maschile” nel suo complesso.
Non lo escludo a priori. Anzi, ciò che viene definita come eugenetica e soprattutto la prospettiva molto concreta, anche se non immediata, che gli uomini siano prima o poi esclusi dal ciclo riproduttivo, potrebbe dare un “contributo” determinante in quella direzione (più ovviamente il dominio nella sfera politica ed economica del “femminile”).
Ma il capovolgimento radicale della relazione fra i generi in favore del “femminile” fino al suo dominio assoluto implicherà contestualmente la fine della contraddizione di classe (indipendentemente dall’appartenenza di genere)? Non credo. Perché così come non è avvenuto nel passato (dove non tutte le donne erano oppresse in quanto tali, come il femminismo ha strumentalmente sostenuto) non accadrà o non dovrebbe accadere nel futuro (sempre senza chiuderci aprioristicamente alla possibilità di scenari completamente nuovi). E il dominio del “femminile” farà sì che all’interno di quello stesso universo non saranno presenti quelle stesse contraddizioni? Oppure continueranno ad esserci così come ci sono state e continuano ad esserci in quello maschile”?
Come vediamo, anche la questione della contraddizione di genere non è separabile da quella di classe e da tutte le altre (sostanzialmente quella del dominio intesa in senso lato). Da questo punto di vista, il femminismo, pro domo sua, era andato proprio in quella direzione, di fatto separando il mondo in due universi opposti e contrari, quello femminile e quello maschile.
Ma noi non siamo una sorta di femminismo rovesciato nel suo contrario ma appunto un movimento di uomini (e sembrerebbe anche di donne…) che lavora proprio per il superamento di tali contraddizioni.
Fabrizio
Sessant’anni di differenza:
http://www.repubblica.it/persone/2010/12/26/foto/hefner_l_ultima_fiamma_crystal-10589352/1/?ref=HRESS-11
Ovvero, la nipote – strafica – che sposa il “proprio” nonno…
Come ho già avuto modo di scrivere, io sono un impiegato quasi 37enne da 1500 euro al mese (quindi sono pure fortunato rispetto ad altri), proveniente da una normalissima famiglia, che ancora oggi deve conoscere una donna che si sia sposata “per amore” un impiegato, un operaio, un muratore, un idraulico, ecc., di trenta-quaranta-cinquanta-sessant’anni più anziano di lei…
Le uniche donne che so per certo essersi sposate degli uomini che avrebbero potuto essere loro padri (come minimo), sono sudamericane, russe, ucraine, rumene, ecc.; ma in questo caso il motivo è facilmente intuibile e non certamente legato “all’amore”, bensì all’interesse e alla cittadinanza italiana…
Qualcuno di voi ha mai letto questo ridicolo libro, scritto da questa sciocca ragazza?
http://www.ibs.it/code/9788854603554/rossi-claudia/prometterla-tutti-non.html
Fabrizio sono consapevole appunto che si tratta di chiarimenti di posizione che partono da preesupposti non risolubili l’uno nell’altro. Tuttavia spero siano utili a illuminare “la pianura”, cosicchè eccomi a cercare di precisare il mio pensiero grazie proprio all’aiuto delle tue obiezioni.
Penso che la Storia (con tutto quello che contiene, cultura, società, ecc.) abbia, con il piano che possiamo chiamare anche l’ “in sè” dell’uomo e del maschile, lo stesso rapporto dinamico che ha la pedagogia e l’educazione per il singolo: si tratta di strumenti maieutici che dovrebbero avere la finalità di attingere a ciò che è vero e autentico (strutturalmente originario) e “tirarlo fuori” dandone piena espressione. A volte ci riescono, e danno vita a fasi splendide di civiltà e culture, a volte agiscono in opposizione a questo fine e pervertono ciò che è vero e autentico. E siamo agli orrori del ’900. In questo senso la Storia è una linea che si avvicina e a volte si allontana al piano strutturale, a volte è dono e a volte vera e propria maledizione, conformemente al potere discrezionale della libertà umana. In ogni caso uno degli strumenti fondamentali di comprensione del dato strutturale umano e maschile. E in questo senso alla fin delle finite, comunque dono e dono maschile. La divisione in classi la interpreto dunque come una di queste oscillazioni perverse tra piano della Struttura e piano della Storia. Che entrano senz’altro in una relazione di reciproca azione e reazione. Ma per me il prius è il dato strutturale: ciò che è inscritto da sempre nel cuore dell’uomo. Per questo motivo ritengo che l’allenza tra maschi è data, ed è alla luce proprio di questo essere data che consegue il carattere artificiale della divisione in classi. Con la conclusione che deve essere combattuta e “tolta” perchè artificialmente sovrapposta ad una struttura che non la prevede. Così come tutto quello che oggi è oggettivamente e ingiustamente finalizzato a distruggere il paterno e il maschile. Penso anche che ci sia uno stretto rapporto tra ontologico e metafisico e da uomo di fede credo che possa esistere anche una rivelazione metafisica dell’ontologia umana, rivelazione che entra nella Storia a svelare quello che la Storia con il suo oscillare tra vero e falso, tra reale e immaginario, tra giusto e ingiusto, non riuscirebbe mai svelare. In sintesi appunto, appartengo a quelli che pensano che: “la verità si scopre e non si crea”. Il che mi permette di conferire al mio impegno per trasformare le cose la tranquillità di chi sa che ciò per cui si batte esiste già ed esisterà sempre. Per cui, per esempio, circa la questione del padre, posso pensare in termini di “eclisse” del padre e del maschile ma mai di “scomparsa” o “distruzione”: la Storia attuale l’ha eclissato, la Storia prossima lo rimetterà al suo posto: maschile e paterno sono la realtà, cavoli della Storia (libertà umana) se vuol fare l’inutile fatica di negarli. Di “inventori di uomini nuovi” il ’900 ne ha visti andare in polvere tanti: questo secolo vede nascere ogni minuto inventrici e inventori di un nuovo maschio a loro uso e consumo, di un nuovo padre a loro uso e consumo: mangeranno e mangiano la medesima polvere.
>
Qualcuno di voi ha mai letto questo ridicolo libro, scritto da questa sciocca ragazza?
@
No, mai letto, così come non conosco quella ragazza.
Qualcuno di voi ha mai letto questo ridicolo libro, scritto da questa sciocca ragazza?
http://www.ibs.it/code/9788854603554/rossi-claudia/prometterla-tutti-non.html
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
La solita misandria.
Mi chiedo: ma perché prendono sempre dei personaggi famosi come termine di paragone? Ma quale uomo comune può avere centinaia o migliaia di donne? L’unico che io conosco è un imprenditore edile, 53enne single, che una volta mi ha confessato di aver fato sesso con oltre mille donne; ma che di queste solo una manciata non erano prostitute…
http://www.repubblica.it/persone/2010/12/27/news/uomini_che_amano_mille_donne_nella_mente_dei_seduttori_seriali-10607035/?ref=HREC1-11
L’INCHIESTA
Nella mente degli uomini
che amano mille donne
Quando il sesso diventa una dipendenza, bulimia erotica. L’ha confessato Mick Hucknall, dei Simply Red. Ma anche Tiger Woods, Michael Douglas, David Duchovny. Un’ossessione indifferente all’oggetto del desiderio di VERA SCHIAVAZZI
Nella mente degli uomini che amano mille donne Mick Hucknall, cantante dei Simply Red
L’INFANZIA difficile. Una madre assente. E poi l’alcol, e l’incapacità di controllarsi. Le spiegazioni di sempre, insomma. Solo che Mick Hucknall, rosso ed estroso cantante dei Simply Red, le ha moltiplicate per mille, approfittando dello scioglimento del gruppo per scusarsi con tutte le ragazze, signore e signorine, professioniste o inconsapevoli, con le quali è andato a letto nel corso della sua carriera. “Mi sono concesso tre donne al giorno dal 1985 al 1987″, ha confessato Mick mentre, nella stessa intervista, annunciava una carriera da solista. Già, “concesso”, proprio come si direbbe del troppo cioccolato, della vodka, o di qualunque altra sostanza in grado di dare dipendenza. “Gli uomini diventano sex addict, le donne ripiegano sulla bulimia”, scherza, ma non troppo, il più importante sessuologo italiano, lo psichiatra Fausto Manara.
Prima di Hucknall, del resto, non sono mancati gli esempi. Era il 1992 quando Michael Douglas si fece ricoverare a Tucson, Arizona, per curare la “dipendenza” che aveva fatto infuriare la moglie Diandra. Nel frattempo, Douglas ha cambiato moglie, si è ammalato più seriamente, e del suo vizietto non si è saputo più nulla. Quanto ad Antonio Cassano, ha reso note le sue intemperanze sessuali (“Ho avuto tra le 600 e le 700 donne, non le ricordo tutte”) soltanto nel 2008, lo stesso anno del fidanzamento con Carolina Marcialis, che ha sposato due anni dopo. Nel suo caso, nessuna terapia ma un cameriere compiacente pronto a portargli
cornetti caldi in camera dopo le prestazioni più impegnative. In tempi meno mediatici, del resto, Georges Simenon di donne era riuscito a portarne a letto addirittura 10.000, prostitute soprattutto: era la scelta che innervosiva meno le sue mogli e gli lasciava più tempo per scrivere. Depressione e alcolismo lo accompagnarono per tutta la vita, senza mai, però, farlo rinunciare. E c’è anche chi non sa distinguere tra finzione e vita reale: David Duchovny, interprete di X-Files, in “Californication” è uno scrittore nichilista che sfoga le sue crisi nel sesso a ripetizione, ha ottenuto dalla consorte Tea Leoni, attrice sposata nel 2007, il permesso di “disintossicarsi” dalla sua compulsione amorosa. Diretto prevalentemente alla moglie (e a ridurre i danni da divorzio) anche il coming out di Tiger Woods: “L’ho tradita perché ero malato, sono disposto a qualunque cura, perfino a ritirarmi dal golf”, disse il campione nel 2009.
Ma esiste davvero la “malattia del sesso”, quella che a intervalli regolari costringe attori in crisi, golfisti minacciati dai creditori, calciatori troppo esuberanti o pop star in cerca di rilancio a farsi ricoverare dopo una pubblica abiura più o meno indirizzata alla moglie? La stessa che colpirebbe quasi il 6 per cento degli italiani, secondo l’unico studio sull’argomento realizzato nel paese dall’Associazione italiana per la ricerca in sessuologia (ma la percentuale scende al 4,7 se sul campione di mille intervistati si considerano i soli laureati). Di certo, si tratta di una preoccupazione recente, che una volta non pareva allarmare nessuno: “Non si picca – se sia ricca, Se sia brutta, se sia bella; Purché porti la gonnella, Voi sapete quel che fa”, riassume il complice-servitore Leporello al termine del catalogo del Don Giovanni mozartiano. Nessuno, allora, pensò di rieducare il protagonista.
“Giacomo Casanova o il visconte di Valmont delle “Liaisons dangereuses” non erano amanti seriali, mettevano in atto strategie differenziate secondo le prede – ricostruisce la storica Anna Bravo – La “conquista” è una sfida alle donne in generale, al femminile, ma anche a quella certa donna. Casanova le corteggia, le lusinga una per una. Ha un’aura maledetta perché è un predatore, spezza cuori, si insuperbisce. Ma resta cosa ben diversa dall’amante seriale di oggi che tratta le donne come se fossero tutte uguali, fa le stesse battute, gli stessi regali. E non ha tempo né testa per corteggiamenti superflui”. Le conseguenze non mancano neppure nella storia: “Lo scandalo suscitato dai comportamenti della corte francese ebbe il suo peso nel crollo della monarchia – ricorda Bravo – Oggi, lo stereotipo dell’amante seriale appare più vivo in Italia di qualche decennio fa, ma in qualche modo nasce già vecchio e vagamente fantozziano. Il sex addict magari conclude, ma non si mette mai tranquillo, come un’oloturia che inghiotte tutto ciò che trova”.
Prima di giungere alle scuse, o di cercare un terapeuta, come capire se la propria irresistibile pulsione verso le signore sconfina nel patologico? Manara propone un semplice parallelismo: “Se ci piace molto mangiare, se siamo innamorati di un piatto con i tartufi, forse può nuocere alla nostra linea ma non certo alla nostra felicità. Se invece non riusciamo a pensare ad altro, al punto da non distinguere più tra un cibo e l’altro e di dover inghiottire tutto quel che ci capita a tiro, allora c’è un problema”. Ed è paradossale che il problema nasca proprio in un momento in cui ci si lamenta di una generale mancanza di desiderio: “Attenzione – raccomanda infatti Manara – a non confondere un desiderio sessuale anche intenso ma che lascia la mente aperta a altre cose, non ultima la relazione amorosa, con una malattia. La patologia c’è soltanto quando si cade in un disturbo ossessivo-compulsivo che non lascia spazio ad altro. E che, esattamente come la bulimia, ci consente non appena consumato l’atto, di espellerlo: vomitando, o cancellando la persona dalla nostra vita, nel caso del sesso. Il che spiega anche il frequente ricorso che questi uomini fanno alla prostituzione, e la maggiore difficoltà delle donne a adottare un comportamento simile”.
E le cure? Farmacologiche e psicologiche, le seconde apparentemente più efficaci. Ma se è vero che la “malattia dell’amore” può colpire indistintamente maschi di ogni classe sociale, è vero anche che quando testosterone, denaro e potere si mescolano tra loro il risultato è garantito. Come racconta un’altra importante sessuologa, la professoressa Alessandra Graziottin: “Che cos’è, in fondo, la rockstar di oggi se non un idolo-capobranco, un maschio alfa col quale le femmine si accoppiano più facilmente senza troppe illusioni d’amore? Un tempo la molla era quella della fertilità e della protezione, anche per i figli. Oggi vediamo quotidianamente come un uomo possa avere successo anche se è vecchio e brutto ma potente, oppure molto simpatico e capace di far ridere, come nello stereotipo del bagnino”. Già, ma che dire delle sedotte e abbandonate? “Certo, esistono i ladri di fiducia, ma spesso chi va con un ricco e famoso lo fa per i benefici “secondari” che spera di ottenere. Ed esistono anche, per fortuna, maschi promiscui gioiosi e felici, perfettamente in grado di stabilire una relazione intensa, breve o lunga che sia, con le donne che hanno conquistato, con lo stesso appetito che dimostrano in altri campi della vita”. Nessuna controindicazione, allora, quando si incontra un serial killer amoroso e si prova l’impulso di dirgli di sì? “Non direi. Le raccomandazioni sono almeno tre: non innamorarsi, perché nonostante tutto sono spesso le donne a sognare una relazione; fare attenzione alle gravidanze indesiderate, ricordano che in ogni paese tra il 6 e il 10 per cento dei figli ha un padre “nascosto”; proteggersi dalle malattie sessuali, lievi o gravi che siano, che questi tombeur des femmes portano spesso con sé”.
E non prendersela se la chimica ha definitivamente cancellato la fedeltà forzata dei timidi: “Grazie a Viagra, Cialis e Levitra – conclude Graziottin – la virtù di mariti e fidanzati, quando c’è, è diventata autentica”.
(27 dicembre 2010)
Ckkb, da par suo, ha volato altissimo. Sulla questione natura/cultura e dunque sull’ontologia del maschile e del femminile, vorrei dire una cosa più terra terra. Dunque, o il corpo è un puro accidente che non ha alcuna influenza sulla psiche, e quindi l’essere umano è plasmabile a piacimento, oppure fra corpo e psiche esiste una certa congruità e corrispondenza. Se lo si ritiene vero, e io la vedo così, allora non è inutile indagare se la cultura evolve innestandosi sulla natura modificandola ma non contraddicendola, oppure se la cultura intende negare la natura così producendo un vero e proprio salto antropologico. Non è inutile, a mio parere, non solo come puro interesse intellettuale di ricerca della verità, ma anche e soprattutto perchè ci può offrire un criterio di orientamento per l’azione. Le contraddizioni di classe si inseriscono in questa dinamica culturale, alle volte all’apparenza (parere personale) oscurandola, ma non potendo mai superarla definitivamente per il motivo che l’essere umano pre-esiste, nel senso di esserne condizione necessaria, alle classi. Ora, se è vero che l’attuale tendenza (voluta da Alpha) intende, per suoi scopi di dominio, recidere il legame natura/cultura a tutto vantaggio di quest’ultima e a tutto svantaggio dei beta, ne discende che una opposizione conseguente ad Alpha dovrebbe tenere sempre in primo piano questo aspetto culturale della contraddizione, prima ancora, direi, di quello classico materiale. E dunque la questione della lotta di classe si porrebbe oggi in termini radicalmente nuovi in quanto radicalmente messo in discussione (da Alpha) l’assetto antropolgico dell’umanità. In questo senso la lotta di classe (Beta), assumerebbe oggi una valenza ancora più importante di ieri, e si potrebbero trovare in essa, sempre che si abbia ben chiara la posta in gioco, alleati insperati e financo inconcepibli fino all’altro giorno.
“dunque la questione della lotta di classe si porrebbe oggi in termini radicalmente nuovi in quanto radicalmente messo in discussione (da Alpha) l’assetto antropolgico dell’umanità. In questo senso la lotta di classe (Beta), assumerebbe oggi una valenza ancora più importante di ieri, e si potrebbero trovare in essa, sempre che si abbia ben chiara la posta in gioco, alleati insperati e financo inconcepibli fino all’altro giorno”
______________
Alleati? E quali? Quelli che sono parte integrante del problema?
Nella riflessione di Armando c’è questo, che condivido: oggi due sono i punti di partenza da cui muoversi per modificare l’attuale tragico andazzo dello stato di cose presenti: l’uno è difendere il dato creaturale per cui la cultura e la politica sono “rivoluzionarie” in quanto difendono il dato creaturale. L’altro è la critica e la modifica del dato strutturale di tipo socioeconomico, per cui la cultura e la politica sono “rivoluzionarie” in quanto revocano lo sfruttamento economico dell’uomo sull’uomo. Infatti la partita del dominio dell’uomo sull’uomo, oltre che sul piano di classe si sta giocando al livello della struttura del corpo, delle modalità di riproduzione umana, delle strutture del profondo dell’animo umano e della mente umana: se il dominio dell’uomo sull’uomo passa a questo livello non c’è più nessuna possibilità di tornare indietro. Quel femminismo che ha fatto della “donna in protesta virile”, il modello, forse inconsapevole, della donna liberata, ha offerto con l’assunto che in buona sostanza l’essere donna è male, il pre-giudizio di valore, a mio avviso il più usato e il più diffuso, secondo cui ciò che naturalmente esiste è male e deve essere sovvertito. Quello che marxianamente era “il male sociale” per via dello sfruttamente capitalistico della forza lavoro, e che aveva anche implicazioni sulla condizione femminile, con il “femminismo della donna in protesta virile” è diventato senza soluzione di continuità “il male di natura” del limite “creaturale”. Il pregiudizio femminista del “male creaturale” è diventato la parola d’ordine utilizzata strumentalmente a giustificare e valorizzare come fosse frontiera di emancipazione e libertà, la più radicale trasformazione in merce dell’umano. Il più radicale progetto di dominio dell’uomo sull’uomo: la sovversione delle sovversioni. Pertanto chi vuol difendere l’umano, dalla deformazione intrinseca al rapporto di dominio, oggi ha un problema in più: non solo è merce la forza lavoro, su cui si opera l’originaria espropriazione, ma è diventato merce il seme dell’uomo, è diventato prezioso grumo di cellule per le sperimentazione dell’industria biochimica il concepito, affittanza l’utero, base per la produzione industriale dell’umano per clonazione la cellula umana, sequenza biochimica ogni attitudine dello spirito e lo stesso spirito.
Come un personale mantra ripeto: è incomprensibile per me come la tradizione umanistica della sinistra, che ha nei manoscritti del 44 uno dei più potenti scritti contro l’alienazione umana e a difesa e lode della libertà e pienezza dell’umano, non si sia accorta che è ancora nulla la mercificazione della forza lavoro rispetto a quella che sta avanzando a passi giganteschi delle basi strutturali sia del corpo umano sia dello spirito umano. E come il dominio passerà non più solo tramite le determinazioni sociali ma tramite la trasformazione delle determinazioni creaturali degli individui. Pertanto fra le parole d’ordine “rivoluzionarie” più significative di questo secolo a mio avviso ci sono anche: la vita è sacra e sacro il suo ordine che è dato; la verità si scopre e non si inventa.
Aggiungo una immagine che mi è venuta in mente poichè sono cattolico e aiuta a spiegare il mio pensiero: la Chiesa mi auguro si presenti sempre più come l’Arca di Noè, dove il femminile sia e resti lo stupendo dono che è previsto che sia e il maschile sia e resti lo stupendo dono che è previsto che sia e la vita continui ad essere sacra e promessa di felicità; salvati e trasferiti nel futuro in mezzo ai marosi di questa umanità matta che torna a mangiarsi la mela e pensa di potersi costituire Dio.
Penso che una Chiesa “arca di Noè” sarà sempre più all’opposizione e sarà nel tempo percepita come “rivoluzionaria”.
“…Per questo motivo ritengo che l’alleanza tra maschi è data, ed è alla luce proprio di questo essere data che consegue il carattere artificiale della divisione in classi. Con la conclusione che deve essere combattuta e “tolta” perchè artificialmente sovrapposta ad una struttura che non la prevede”. (Ckkb)
Perdona l’estrema franchezza, Ckkb, ma mi pare che la tua tesi sia decisamente azzardata per quanto suggestiva, diciamo così, e purtroppo anche un po’ pericolosa …
In questa dimensione ontologica (del maschile, in questo caso, ma il concetto è estendibile all’universo mondo) immutabile, eterna e preesistente alla “cultura” e alle sue infinite “variabilità”,che tu vagheggi, le contraddizioni di classe non sarebbero previste. Queste sarebbero il risultato dei processi culturali che sarebbero stati artificialmente e artificiosamente innestati sul piano di quella realtà ontologicamente perfetta (comunque di armonia ed equilibrio), anche perché sostanzialmente di “origine divina”; diciamo di derivazione “metafisica”, per non scomodare in prima persona l’Altissimo…
Cito testualmente:” Penso anche che ci sia uno stretto rapporto tra ontologico e metafisico e da uomo di fede credo che possa esistere anche una rivelazione metafisica dell’ontologia umana, rivelazione che entra nella Storia a svelare quello che la Storia con il suo oscillare tra vero e falso, tra reale e immaginario, tra giusto e ingiusto, non riuscirebbe mai svelare.(Ckkb)
Ckkb,il tuo è un atto di fede, lo ammetti tu stesso. Io lo rispetto, sia chiaro, ma avere questo come presupposto per pretendere di spiegare razionalmente l’esistenza di quella suddetta e presunta realtà ontologica primordiale scevra da contraddizioni, (unicamente figlie della “variabilità”, cioè della cultura e della Storia) di cui sopra, ce ne corre. Non c’è riuscito neanche Cartesio, né poteva riuscirci, come il buon vecchio Kant ha ampiamente dimostrato… Con tutta la buona volontà, non credo potremmo riuscirci noi, per lo meno finchè continuerà ad essere la Ragione il nostro strumento di indagine (al fine della conoscenza, ovviamente, la ricerca spirituale è altro e non può essere oggetto di conoscenza epistemologica né tanto meno può essere utilizzata in questa direzione)
E’ evidente, a questo punto, che per te non è così, ed è per questo che arrivi a sostenere che la Storia non potrà mai essere in grado di svelare (e su questo potrei in parte anche essere d’accordo), ciò che invece ci rivelerebbe la metafisica (cioè la fede, perché nel frangente specifico è concepita in tal senso)…
Facciamo per un attimo finta che ciò sia possibile (sottolineo che è una finzione…) e che esista quel piano ontologico di cui parli. Se tanto mi dà tanto siamo in piena concezione roussoviana. Prima che arrivasse quel “furbacchione” con quattro paletti e un po’ di filo spinato a recintare un pezzo di terra e dando origine ai mali del mondo, l’umanità viveva quindi in una condizione di felicità e armonia assoluta (specie, a questo punto, grazie all’esistenza del “maschile” ancora perfettamente “integro”, dal tuo punto di vista) .
Mi pare, tutto sommato, che la tua posizione sia di fatto assimilabile a questa. Eppure non mi sembra che tu appartenga a quel filone… La contraddizione però c’è, caro Ckkb.
Ma ce n’è anche un’altra. Come si concilia il “Selvatico”, per sua natura “pagano” (appartenente ad uno stato di natura ontologicamente perfetto e comunque non contaminato dalla cultura) con il Cristianesimo la cui genesi e “natura”, lo ammetterai, sono di tutt’altro genere e certamente successive a quello stato di natura? Non parlo solo dal punto di vista cronologico, ovviamente, quanto da quello filosofico…
Mi pare che a questo punto la questione si faccia davvero complicata. Peraltro non è neanche mia materia, lo dico subito a scanso di equivoci (d’altronde non siamo tuttologi…). Mi pare però che il problema esista e che dovreste scioglierlo, da par vostra. Non parlo per me naturalmente, che ho un altro approccio alla realtà e alle cose…
Colgo però nell’architettura del tuo ragionamento (che è quella dei MS), che trovo assai debole in questo caso, (te lo dico, credimi, in tutta amicizia, caro Ckkb, come tu devi sentirti libero di dire la stessa cosa a me) , una nota senz’altro positiva. E cioè che, anche se attraverso percorsi del tutto diversi, marciamo (in parte) nella medesima direzione.
Anche tu ritieni che la divisione in classi sia un fatto da combattere e da superare anche se la consideri come una sorta di degenerazione sovrastrutturale rispetto al piano della Struttura, che sarebbe quello della dimensione ontologica (di derivazione matafisica o comunque in stretta correlazione con questa) a cui tu fai riferimento.
Insomma rovesci completamente, né poteva essere altrimenti, il paradigma marxiano e dai un’interpretazione tutta tua (frutto di un atto di fede, ricordiamolo…) del concetto di Struttura.
Poco male, liberissimo di farlo, ovviamente. Da un certo punto di vista, ciò che conta, in questo frangente, è il fine al quale si può giungere per strade diverse.
Io non credo però, a differenza tua, che il superamento delle logiche di dominio (la contraddizione di classe è parte di questa) sia inscritta nell’ ontologia maschile (così come in quella femminile). Ritengo anzi che questa interpretazione (che trovo ancor più debole, dal punto di vista filosofico) potrebbe spalancare la porta anche a scenari potenzialmente molto pericolosi. Proprio quelli che tu stesso (e fai bene a farlo) non dimentichi mai di ricordare e scongiurare nei tuoi interventi (gli orrori della Storia).
Insomma una sorta di “ingegneria ontologica” (l’altra faccia della medaglia di quella sociale), se mi passi il termine, dalla quale prenderei naturalmente e ufficialmente le distanze
D’altronde è anche vero che quando ci si occupa di questi temi e di Questione maschile in particolare, rischi se ne corrono sempre. La cosa fondamentale però è esserne coscienti e assumersi la responsabilità di ciò che affermiamo.
Fabrizio
P.S. Noto che quando vuoi evidenziare le grandi tragedie della Storia fai riferimento sempre ed esclusivamente agli “orrori del ‘900”. Anche questo non è casuale, a mio parere. E’ come se volessi individuare (ed è quello che fai) l’apice della tragedia umana in quelle ideologie (nazismo, fascismi vari e comunismo) che hanno caratterizzato il secolo scorso.
Ti ricordo che gli orrori, commessi da TUTTI e in tutte le direzioni, sono cominciati ben prima. Praticamente da sempre.
Le atrocità commesse dai cattolicissimi spagnoli e portoghesi in America Latina, si calcolano circa centocinquanta milioni di indios massacrati nell’arco di un secolo (un vero e proprio genocidio, in pratica la distruzione di un intero continente) fanno apparire Hitler e Stalin come due dilettanti,al confronto. Specie in considerazione dell’abissale differenza, fra le epoche in questione, per quanto riguarda lo sviluppo tecnologico (quindi anche e soprattutto relativamente alle tecniche per la distruzione di massa…)
Per non parlare delle guerre di religione che hanno insanguinato a più riprese l’Europa per secoli provocando dei veri e propri spopolamenti di interi paesi e regioni. Ma l’elenco, come al solito, potrebbe essere lunghissimo…
Ci dimentichiamo troppo spesso di tutto questo perché la vulgata corrente dominante è troppo impegnata a rimuovere il ‘900, un secolo assai scomodo, diciamo la verità, che il nuovo Ordine Mondiale vorrebbe definitivamente lasciarsi alle spalle e condannare all’oblio. Perché se è vero che è stato il secolo delle grandi utopie degenerate in tragedie (che si sono sommate a tutte le altre precedenti tragedie…) è vero anche che quelle utopie hanno pur significato qualcosa.
E questo non è accettabile, deve essere cancellato, perché troppo pericoloso per i ceti dominanti.
Sandro: “Alleati? E quali? Quelli che sono parte integrante del problema?”
Se quello che scrivo sul salto antropologico che viene richiesto oggi alla lotta contro lo sfruttamento che non è più solo sul piano economico e sociale ma direttamente sui corpi viventi, le alleanze possibili sono con tutti coloro che fossero davvero coscienti del problema, ossia che vedessero come tale nuovo sfruttamento è diretta emanazione del potere. Ma a me sembra che il problema non siano per ora gli alleati, bensì chi crede di essere dalla parte degli sfruttati ma di fatto condivide le stesse concezioni antropologiche del potere. Oggi il potere si declina sempre più come “biopotere”, come sosteneva Foucault. Fa balenare la possibilità per l’individuo di un pieno controllo di sè, ma in realtà è lui, il potere, ad esercitare il vero controllo mediante i suoi raffinati strumenti di convincimento.
“…Prima che arrivasse quel “furbacchione” con quattro paletti e un po’ di filo spinato a recintare un pezzo di terra e dando origine ai mali del mondo, l’umanità viveva quindi in una condizione di felicità e armonia assoluta”
Gulp!
Fingendo di non capire tutto, ci si potrebbe stupire che Fabrizio si trovi in disaccordo con questa affermazione. In fondo, questo è un caposaldo di tutto* il pensiero progressista (da Rousseau in poi). Pare che le Vs. opinioni divergano riguardo alle origini/fonti di quella felice condizione umana, non sulla sua possibilità.
Rn
(* o quasi tutto)
“Pare che le Vs. opinioni divergano riguardo alle origini/fonti di quella felice condizione umana, non sulla sua possibilità”. (Rino)
Non è così. Mi discosto dalla “vulgata progressista” quanto da quella conservatrice. Di conseguenza, come sapete, non mi colloco nella schiera dei “culturalisti” né tanto meno in quella dei “naturalisti” o degli “ontologisti” (peraltro mi sembrano dicotomie abbastanza vetuste).
Non sono mai stato un integralista e non ho mai avuto, tranne in tenerissima e giovanissima età (questo me lo concederete…), una concezione catartica e salvifica del Socialismo (e del Comunismo, in quel caso e in quella fase storica), che personalmente interpreto come una risposta razionale e ragionevole (Habermas ci potrebbe aiutare da questo punto di vista), e forse la sola, al “reale”, che possa forse permetterci di convivere in una condizione di relativa pace, libertà, reciproco rispetto e giustizia sociale. La felicità la togliamo di mezzo dal nostro orizzonte, a meno di non credere alla favole, da qualsiasi parte provengano e da chiunque vengano raccontate .
Come diceva un grande vecchio socialista:”Cari compagni, ricordate, che oggi come ieri, e domani più di oggi, o è il socialismo o è la barbarie “
Dunque non il “Sol dell’Avvenir” ma una visione laica e non ottimistica, e forse più praticabile del Socialismo stesso.
Personalmente ritengo che anche il marxismo sia stato piegato, ideologizzato (l’ideologia è cosa ben diversa dalla filosofia) ed elevato (o diminuito, dal mio punto di vista) al rango di religione, in molti casi anche organizzata, né più e né meno di tante altre confessioni religiose. In questo modo è stato assassinato.
Perché ciò sia avvenuto è questione estremamente complessa che non possiamo certo affrontare qui ed ora. Equivarrebbe a chiederci perché il Cristianesimo delle origini, da filosofia di liberazione, si è poi inverato in millenni di oppressione brutale e di oscurantismo. Entrambi contenevano i germi della loro successiva degenerazione? Oppure c’è dell’altro? O entrambe le cose?
Torniamo alla QM…
Fabrizio
“Se quello che scrivo sul salto antropologico che viene richiesto oggi alla lotta contro lo sfruttamento che non è più solo sul piano economico e sociale ma direttamente sui corpi viventi, le alleanze possibili sono con tutti coloro che fossero davvero coscienti del problema, ossia che vedessero come tale nuovo sfruttamento è diretta emanazione del potere. Ma a me sembra che il problema non siano per ora gli alleati, bensì chi crede di essere dalla parte degli sfruttati ma di fatto condivide le stesse concezioni antropologiche del potere. Oggi il potere si declina sempre più come “biopotere”, come sosteneva Foucault. Fa balenare la possibilità per l’individuo di un pieno controllo di sè, ma in realtà è lui, il potere, ad esercitare il vero controllo mediante i suoi raffinati strumenti di convincimento”
______________
Trovo che tu sia un pò troppo ottimista.
Non esiste solo quello che chiami “biopotere”, esiste pure il potere propriamente detto.
Quanti di quelli che subiscono il “biopotere”, esercitando sugli altri, in maniera più o meno marcata, il potere vero e proprio, sarebbero disposti a rinunciare all’ esercizio del secondo per non subire il primo?
Se l’ obiezione è che il primo scavalcherà un giorno il secondo, la mia contro obiezione è che tale evento, per pura e semplice questione anagrafica, non potrà riguardare chi il potere lo esercita oggi.
Quelli per la loro campata c’hanno il culo parato, i privilegi acquisiti non glieli insidia nessuno, quindi se ne fottono se dopo di loro viene il diluvio.
Per quanto riguarda chi invece il potere, biologico o no, lo subisce e basta, sono invece perfettamente d’ accordo: prima o poi si sveglieranno dal torpore, non fosse altro, per necessità.
“Come diceva un grande vecchio socialista:”Cari compagni, ricordate, che oggi come ieri, e domani più di oggi, o è il socialismo o è la barbarie ”
_______________
Non era di Rosa Luxemburg quella frase?
Fabrizio, grazie per l’ospitalità a questi pensieri che vogliono essere un contributo di speranza e di fiducia per tutti i fratelli maschi e padri:
nel profondo di noi stessi esiste già ciò che appassionatamente cerchiamo e trovandolo è guida sicura, chiara e incrollabile all’azione di trasformazione delle inaccettabili condizioni che caratterizzano il vissuto maschile attuale.
Come conclusiva, ultima precisazione in merito a questi temi, (mi auguro riesca almeno in parte a rispondere alle tue osservazioni), aggiungo che lo spazio dell’originario, è abitato dal medesimo soggetto con nomi diversi: il “selvatico”, l’ “uomo di natura”, l’ “interiore homine”, l’”inconscio”, e per chi crede anche la propria figliolanza con Dio. E’ lo spazio di una soggettività che viene postulata come avente struttura e identità precise, “creaturali” e per definizione autentiche e quindi orientative dell’azione presente. Del resto perchè si ammette la struttura di tutto, ma non delle profondità del cuore, della coscienza e dello spirito, nello specifico maschile? E’ una direzione della ricerca che tutte le filosofie e tutte le religioni hanno imboccato, cercato, e anche trovato e abitato: forse l’esperienza più concreta possibile storicamente documentata di una struttura, anzi di una struttura che fonda tutte le strutture. E come sappiamo quello che è stato trovato è valso da sempre per tutti, maschi e femmine: l’universale è maschile? io sostengo alla luce dei millenni passati e della mia personale esperienza, di sì. Da quello spazio sono derivate tutte le illuminazioni, ovvero gli approfondimenti di consapevolezza dell’uomo.Quello è lo spazio che si torna a frequentare quando il presente non ha più nulla a che fare con il desiderio di bene e di verità e di identità di cui ciascuno ha comunque fame e sete. Quando il presente è il regno della menzogna. Lì è il luogo grazie al quale ci si toglie dalle ideologie, dalle follie dei regimi. E’ lì che oggi ci si accorge, nonostante l’ideologia femminista sia imposta in maniera totalizzante e pervasiva, che si tratta di una straordinaria accozzaglia di menzogne e contraddizioni, è lì che se le leggi speciali antimaschili dovessero costringerti alla condizione di fuorilegge, ti sentiresti invece secondo la legge, è lì che quello che viene chiamato da tutti progresso risulta con tutta evidenza cupa regressione, è lì che quello che viene chiamato amore dal polyticall correct si svela essere odio e violenza. E’ lì che la verità non dipende dalle maggioranze, nè dalla forza, nè dal successo. E’ la “montagna sacra”, il “bosco sacro”, il deserto dell’incontro con l’assoluto, l’interiorità in cui si svela il sacro: l’Altro, il luogo dove lo spirito maschile si svela e racconta la verità e trova la giustizia e svela il reale. Luogo della revoca dell’alienazione, là dove ci si reca per togliersi via al fine di esserci davvero: sono le montagne dall’alto delle cui cime si vedono distintamente le città e si può immaginarne delle nuove e nelle cui valli ci si riscopre e si definiscono comunità vitali. Boschi, montagne, sorgenti, chiostri, meditazioni, silenzi, poi, una volta ritrovati, si scende a valle, o è la città che ti cerca. I maschi nella Storia lo hanno già fatto tante volte. E a ben pensarci è anche questo luogo.
@ Sandro: Io l’ho sentita pronunciare di persona da Riccardo Lombardi, ma non escludo affatto che possa averla presa in prestito da Rosa Luxemburg.
Non cambierebbe nulla…
Fabrizio
Ckkb, non hai bisogno di ringraziarmi e men che meno sentirti ospite.
E’ stato un confronto interessante, costruttivo e anche chiarificatore. E altri ancora ce ne saranno, grazie al cielo (o al Cielo…) o a non so chi. In ogni caso ci saranno ed è quello che conta.
Nella lealtà, nell’amicizia e nell’onestà intellettuale che contraddistingue tutti noi.
Almeno questa certezza l’abbiamo…
Fabrizio
…Per questo motivo ritengo che l’alleanza tra maschi è data, ed è alla luce proprio di questo essere data che consegue il carattere artificiale della divisione in classi. Con la conclusione che deve essere combattuta e “tolta” perchè artificialmente sovrapposta ad una struttura che non la prevede”. (Ckkb)
>>
Con tutto il rispetto, non sono assolutamente d’accordo con te. A mio avviso nulla “è dato” su questo mondo, tanto meno l’alleanza fra uomini. Quale scontata alleanza ci può essere fra ricchi e poveri? Fra industriali e operai? Oppure fra cristiani e musulmani? Secondo me nessuna. La vita è lotta e sofferenza, soprattutto se si ha la sfortuna di nascere maschi, poveri, di basso ceto sociale (e magari poco intelligenti e bruttarelli).
Andrea@
Andrea penso che l’allenza tra maschi è data “in potenza”. Compito nostro è trasformarla “in atto”. da qui la necessità per tutti quelli alla cui coscienza la condizione maschile attuale ripugna, e si impegnano ad una rinascita del maschile, di porsi con un atteggiamento di empowerment in primis proprio verso i maschi. Non fosse e non si pensasse così che resta da fare? Malcom X non sosteneva forse che i fratelli neri erano tutti figli di re e regine? eppure aveva di fronte gli abbrutiti e i disperati del ghetto nero. Così tutti i liberatori di se stessi e di altri hanno sempre visto il seme della grandezza e della libertà là dove sembrava esserci solo conflitto, egoismo, stoltezza, viltà, povertà e sconforto.
Oggi i maschi che appaiono sulla scena dei media, dai più potenti a quelli irrilevanti, non fanno che compiacersi di ogni affermazione e sequenza in cui venga calpestata la loro dignità maschile a favore di quella femminile, quasi questa autodistruzione maschile fosse l’unico modo per rendere omaggio al femminile. Comportamento patologico e perverso tipico di tutti i gruppi sociali che hanno subito per decenni la distruzione della loro identità. Suscitano una grande pietà; ma che possiamo fare?
chiamarli fratelli da aiutare o attaccarli a nostra volta chiudendoli per sempre nel loro disamore di sè (che ricordiamoci è una strada senza fondo)?
ma vedi ckkb ,avresti anche ragione ,ma non dimentichiamoci che i maschi si dividono in grosso modo in due categorie alpha e beta …
, Ha messo in evidenza come è il mondo attuale (anche quello passato a dire il vero)
difficile che i maschi alpha capiscono le nostre ragioni ,quando si ha “la pancia piena” .certo che sono uomini come noi ,ma hanno quel “qualcosa in più” e quel qualcosa in più lo otterngono anche con facilità ,credi che gl importi qualcosa se calpestano un pochino di amor proprio maschile ?? a loro va bene cosi ,e come biasimarli in fondo ??
Anche attacarli non ha poi molto senso ,se no le nostre idee passano in secondo piano magatri soppiantate da una sorte di invidia …
quindi che fare ?? per il momento credo che basti far conoscere a più persone possibili ,che esistono anche un altro tipo di uomo e che l’uomo non è impersonato solo da Berlusconi (faccio questo nome come esempio) .ma che fatica e magari muore per la sua fatica ..
per il momento sono d’accordo con Andrea che ,oltre a fare il mio identikit
Quale scontata alleanza ci può essere fra ricchi e poveri?
_______________
Nessuna, né scontata né no.
Non c’è mai stata, non c’è e non ci sara mai per il semplice motivo che non può esserci: la storia dell’ umanità è la storia di una guerra infinita da parte dei ricchi contro i più poveri.
La solidarietà di genere non può applicarsi in modo interclassista, gli alpha (uomini e donne) rappresentano la categoria più ostile nei confronti degli uomini beta.
Per me loro sono il nemico da abbattere, la causa prima di tutti o quasi i problemi della società.
Un nemico verso il quale non provo né mai proverò nessun sentimento di solidarietà o di empatia.
Sarei un idiota se lo facessi, dato che a me loro non riconoscono neppure la dignità di essere umano, declassandomi di fatto ad un semplice strumento utile al soddisfacimento dei loro desideri.
Se ne vedessi uno creparmi davanti, l’ ultima cosa che mi sognerei di fare è soccorrerlo. Starei lì a guardare e a ridere.
Questo è il massimo di solidarietà cui possono aspirare da parte mia.
..mi renderò impopolare ma questo dibattito sulle donne (e uomini italiani) mi intriga.
Voglio fare una cosa che in questi casi secondo me bisogna fare: generalizzare. e generalizzando, le donne italiane non mi piacciono, anzi non le considero proprio tali, e sapete perché?
…Perche’ sono degli ‘ibridi’ e lo sono per convenienza.
Non hanno assolutamente il livello di emancipazione, libertà’, sessuale e non, coscienza del proprio valore che puoi trovare nella donna del Nord Europa o America, ma allo stesso tempo non hanno più nemmeno quel grado di femminilità che contraddistingue la donna latina con i pregi e difetti che ne conseguono. Entrano ed escono dai loro ruoli cambiando pelle secondo la situazione. In Italia si dà un’attenzione eccessiva alle donne, alle belle donne e questo si vede (Tv, letterine, Maria de Filippi ecc..). Attaccare bottone con un’italiana è frustrante; se la nordica o l’americana hanno comunque l’educazione di risponderti, la latina lo fa per simpatia. L’italiana è l’unica, (ho visto scene allucinanti e non parlo di me) di ragazze che davanti a richieste educate giravano semplicemente la testa, ignorando l’interlocutore, non mi dite che non vi è mai successo.
Cosa le dà il diritto di essere maleducata? Il fatto di essere donna? Bella? Italiana? (Bella e Italiana sono due aggettivi che non si avvicendano) O forse è insicurezza?
La donna italiana continua a considerarsi un PREMIO, nella tradizione del femminino più puro e desueto,
“NOI” l’abbiamo messa su quell’altare dimenticando che è una persona come noi, con pregi e difetti, diritti e doveri.
Lei su questo altare ci sta comoda. Sono sicuro che le donne italiane hanno più di un motivo per lamentarsi dei maschi, ma guardando la situazione dei miei amici, sposati e no, ed essendo io all’estero da ormai 9 anni, devo dire che questa mia convinzione si è rafforzata. Probabilmente è un male sociale che non si puo’ restringere solo al sesso femminile, ma le cose vanno male e bisognerebbe smettere di dare la colpa solo ai porci sciovinisti. Generalizzando trovo la donna italica: bossy, nevrotica, complessata, furba, viziata (ma questo è italiano), interessata più che interessante, immatura (anche questo italico) e in generale con idee poco chiare. Un dibattito mi interesserebbe, senza insulti please, in fondo ho generalizzato, e chi non si sente chiamata in causa non si dovrebbe arrabbiare.
In definitiva ecco il mio consiglio: Espatriare al piu’ presto da questa insignificante Italietta, perchè quelli che nascono, crescono e muoiono nel paesino medio italiano o nel quartierino non hanno vissuto per loro stessi. La loro vita è nulla ed insignificante. Sono gli schiavi del terzo millennio.
Non avendo esperienza diretta del mondo credono a tutto ciò che viene loro comunicato dai mezzi di manipolazione di massa. Invece di viaggiare si indebitano per comprasi l’ultimo gadget finanziato con “compra subito paghi fra un anno”. Cambiano il macchinone (o la macchinetta) con rate di 199,99 euro al mese + maxirata (che non riescono mai a pagare). Con l’unica soddisfazione di andare a fare i fighetti virtuali nel barretto in piazzetta. Questi sono i nuovi “schiavi infighettati”! Sono tantissimi e sono in crescita. Chi è senza scrupoli e sa manipolare se li rigira come vuole. Sono dei POVERETTI, solo anche loro che alimentano questo fenomeno, questo circolo ormai vizioso. Non perché la natura li abbia relegati allo status di schiavi ma perché non sanno avvalersi del libero arbitrio che la natura ha, a tutti, regalato. Essere limitati significa non conoscere una lingua. Se ognuno di noi, se l’uomo “tipo “medio italiano, non avesse i paraocchi integrati, scapperebbe, molti sono già scappati, per le donne e per lavoro e per la seduzione. Tra l’altro poi Il nostro paese è da moltissimi anni in un declino lento ed inesorabile, molti se ne stanno accorgendo solo ora che siamo in piena crisi ( non solo economica). Esportiamo crema ed importiamo merda. Poi vorrei dire che le donne non cercano la bellezza nell’uomo ma i soldi. E non solo le italiane. Anche la americane, le russe, le cinesi, insomma tutte, e questo lo abbiamo sempre saputo, cio’ non toglie il fatto che questo ci starebbe pure, perchè fa parte del gioco, e della nostra evoluzione , e stato sempre così dai tempi delle caverne e del medioevo, ed è giusto che sia così; Quella del “basta che paghi” è l’ipocrisia più schifosa del mondo contemporaneo. Perché questa “esigenza” femminile dell’uomo che mantiene la donna non si sposa assolutamente bene col femminismo imperante al quale ci inchiniamo quando esso è coerente. IL basta che paghi ci starebbe bene a tutti noi, Ma alla condizione che quando paghi comandi, ed hai una vera donna accanto a te . Le italiane , a differenza delle russe ed altre, invece vogliono la botte piena e la moglie ubriaca. Vogliono la parità e il potere superiore, ma l’uomo deve pagare ed ubbidire. Vogliono sistemarsi col buon partito e fare le femministe, a questo c’è da aggiungere un’altro fattore di non poca importanza, ma anzi assolutamente di grande valore, Tutti gli uomini dovrebbero osservare e seguire scrupolosamente l’deale di fare un figlio con una bella donna, e come tutti sappiamo le italiane tutto sono (in negativo) ma non belle, ricordate le tante leggi dello scenziato Mendel?…una di queste così riassunta citava:
- da una donna brutta nascerà un figlio/a brutto, basso, debole, predisposto a malattie, ecc..
l’importanza di fare un figlio con una bella donna è fondamentale, la nostra razza è propriamente inferiore, proprio per la cattiva abitudine di procreare tra noi, la nostra razza non si è mai e dico mai migliorata.
Un bambino che nascerà da una donna di razza superiore, (Russa/ polacca, ucraina/ svedese/ finlandese/lappone ecc..) avrà piu’ successo nella vita, perchè sarà bello, avrà piu’ opportunità di trovare un buon lavoro, di avere tante donne..
allora mi chiedo perchè stiamo qui a discutere , quando quello che dovreste fare tutti voi è.. ESPATRIARE..
Sandro, non so bene perché, forse perché invecchiando divento sempre più fregnone; ma leggendo il tuo commento ho pensato a una storia che mi commuove fin da quando ero bambino e leggevo I Quindici, chissà se qualcuno se li ricorda. Il volume sull’Universo. La storia di Karl Schwarzschild. Corrispondente di Einstein e altrettanto geniale nella comprensione della struttura dell’universo. Volontario nella I Guerra Mondiale, crepa in trincea. Come un cane, direi, giusto perché non si sa in che altro modo possa crepare uno in trincea. L’unica differenza era che lui, fra un bombardamento e l’altro, risolveva equazioni che descrivevano l’evoluzione delle stelle. Un genio perduto in nome di questa guerra dei ricchi contro i poveri (e viceversa).
Cosa voglio dire con questo?
Boh.
“Un genio perduto in nome di questa guerra dei ricchi contro i poveri (e viceversa)”. (Marco Pensante)
Caro Marco P., mi perdonerai, credo, se mi permetto di riformulare la tua frase:
la Prima Guerra Mondiale è stata un affare privato fra ricchi dove a morire sono stati spediti i poveri (per conto dei ricchi…).
E come dice giustamente Sandro, con quelli che ti mandano a morire al loro posto e per i loro interessi, non può esserci nessuna forma di fratellanza… Che siano maschi o femmine…
Fabrizio
“la Prima Guerra Mondiale è stata un affare privato fra ricchi dove a morire sono stati spediti i poveri (per conto dei ricchi…)”
________________
Esatto. E non solo in quella.
E aggiungo che gli antichi romani, che tutto erano fuorché dei coglioni, solevano dire:
“si vis pacem, para bellum”
Ho finto di non capire del tutto in quanto, effettivamente, temo che qualcosa mi sfugga.
Quello che mi pare di capire è che Ckkb ipotizzi la presenza profonda di una condizione originaria
prestorica, costitutiva della maschilità stessa, come fonte di una “missione universale del maschile” che in quanto tale non si realizza ma anzi viene tradita dai conflitti e dalle divisioni (tra cui quella di classe) di cui pure la storia è intessuta e persino – direi – strutturata. Una chiamata metafisica alla collaborazione il cui fine è la costruzione del mondo stesso, delle forme di tutto ciò che esiste (che, in effetti, senza forma, non può esistere). Una fondamentale vocazione cui tutti i maschi sono chiamati al di là e oltre ogni divisione e conflitto in ogni tempo e luogo.
In questa prospettiva mi pare di poter leggere al tempo stesso una sfida e un pericolo.
La sfida – positiva e solare – consiste nel ricordare agli UU il valore specifico del loro modo di essere, non vicariabile dal femminile, segnalando che il mondo senza di essi non sarebbe mai esistito e non potrà esistere. Con ciò si annuncia alle nuove generazioni quel che a nessuno di noi era stato neppure suggerito: non c’è mondo senza gli UU. Affermazione tanto vera da sempre. quanto “scorretta” oggi e perciò tanto più necessaria. Ragioni, forme, origini, contenuti, condizioni e limiti di quella vocazione specifica all’universale dovranno essere chiarite (sul tema prenoto un posticino a tavola). Ma vi vedo anche un pericolo.
Creazione/distruzione e conflitti.
Di fatto sul pianeta si è sviluppata una storia. Ovvero, per dirla apertamente “vi è stato e vi è qualcosa anziché il nulla” il che indica che la costruzione ad opera di M (con la conservazione che è opera di F) ha prevalso sulla distruzione che è l’altra faccia di M (e sull’incuria che è l’altra faccia di F). Sino ad oggi l’esistente ha prevalso sull’inesistente. Dunque la missione maschile non è (sin qui) stata tradita. Ma la storia è stata un susseguirsi di conflitti (o forse è addirittura conflitto in se stessa) latenti o conclamati Conflitti verticali, tra etnie, culture e religioni (= sistemi simbolici), élites, sistemi economici etc. e conflitti orizzontali tra quelle che chiamiamo classi sociali. Due piani (verticale/orizzontale) spesso intrecciatisi ma per lo più separati in quanto potenzialmente antitetici (virtuali negazioni l’uno dell’altro)*. E qui risiede il pericolo in quanto la natura conflittuale della storia, in particolare nel suo taglio orizzontale, non può essere né negata né offuscata. Nel senso che ogni negazione e dissimulazione di questo conflitto è essa stessa parte del conflitto, giacché opera come accecante rimozione di una realtà universale che tocca direttamente anche la QM, secondo la formula che essa QM colpisce tutti gli uomini ma non tutti nello stesso modo e alla stessa profondità**.
Non credo che questo sia negli intendimenti di Ckkb, ma è una possibilità interpretativa che interessatamente qualcuno potrebbe adottare.
Meno ancora penso che egli intenda avanzare l’ipotesi di una condizione umana (e maschile) intrinsecamente aconflittuale, irenica, che confliggerebbe con il significato simbolico del Peccato Originale (che a Ckkb certo non sfugge), con l’insegnamento che esso ci dà relativamente alla irriducibilità del male negli esseri umani, alla impossibilità di eradicarlo, male di cui la divisione in classi è espressione (una delle tante). La quale, in quanto a origine, deve bensì essere assegnata a condizioni sistemiche storiche che trascendono le intenzioni di singoli e gruppi, ma il cui persistere millenario e la cui accettazione/difesa storica ininterrotta devono nondimeno essere attribuite all’indifferenza umana per il male inflitto agli altri. Indifferenza alla sorte altrui: come dire, la definizione stessa del male.
Rn
* Chiarirò in futuro il senso di ciò che intendo.
**Altra cosa è stabilire oggi le appartenenze alle diverse classi, nella nostra società e/o tra la nostra e le altre. Stabilire ad esempio (guardando al solo piano economico, delle sicurezze, delle garanzie etc.) se appartenga alla classe privilegiata l’imprenditore di Noale che brucia tutto nel fallimento della sua piccola impresa e si suicida, o non piuttosto la vedova del funzionario del catasto morto anzitempo, che vive da signora con 2.000 al mese con la fondata speranza di superare i 90, assistita da un sistema e da una tecnologia sanitarie – gratuite – che neanche Ramsete II … Etc. etc. Se ne può discutere (a mio parere se ne dovrà discutere).
Certo, Fabrizio, su questo non discuto. Mi riferivo semplicemente a quanto è ritenuto evidente e naturale che un uomo sia carne da cannone, a prescindere da quello che può fare per l’umanità. E quindi mettiamo un lanciafiamme in mano al poeta, mandiamo lo scienziato alla carica con la baionetta. In fondo sono soltanto uomini.
X Ermenegildo
Scusa se dissento, e mi scusino pure gli altri, ma io mi sono veramente rotto di questa leggenda urbana – propagandata da tanti uomini italiani – secondo i quali le donne straniere sarebbero “una razza superiore”, pertanto “nettamente migliori delle italiane”. Non sto asserendo che le italiane siano delle “donne magnifiche”: tutt’altro. Trovo però insopportabile che si voglia far passare l’idea che all’estero sia “tutto meraviglioso” e che le donne di altri paesi siano “dolci, facili e sempre disponibili”.
Ma basta, per favore! Guarda che non parlo per sentito dire, bensì per esperienza diretta, dato che pure io ho viaggiato un po’ in questo schifoso mondo. Ti rammento che la natura femminile è la medesima ovunque (così come lo è la natura maschile).
(Ermenegildo)
@
Tutti gli uomini dovrebbero osservare e seguire scrupolosamente l’deale di fare un figlio con una bella donna, e come tutti sappiamo le italiane tutto sono (in negativo) ma non belle, ricordate le tante leggi dello scenziato Mendel?…una di queste così riassunta citava:
- da una donna brutta nascerà un figlio/a brutto, basso, debole, predisposto a malattie, ecc..
l’importanza di fare un figlio con una bella donna è fondamentale, la nostra razza è propriamente inferiore, proprio per la cattiva abitudine di procreare tra noi, la nostra razza non si è mai e dico mai migliorata.
Un bambino che nascerà da una donna di razza superiore, (Russa/ polacca, ucraina/ svedese/ finlandese/lappone ecc..) avrà piu’ successo nella vita, perchè sarà bello, avrà piu’ opportunità di trovare un buon lavoro, di avere tante donne..
allora mi chiedo perchè stiamo qui a discutere , quando quello che dovreste fare tutti voi è.. ESPATRIARE..
@
Ermenegildo, una domanda: tu sei un bell’uomo? Te lo chiedo perché suppongo che dovresti essere italiano come tutti noi, e pertanto nato da una madre italiana (sto sempre supponendo) sicuramente brutta, essendo la suddetta di “razza non ariana”… Ragion per cui tutto puoi essere tranne che bello come un finlandese, uno svedese o un russo…
http://www.olokaustos.org/bionazi/leaders/mengele.htm
Sicché, essendo esteticamente sgradevole come tutti noi, non avrai avuto successo in ambito lavorativo e consequenzialmente con le donne…
O no?
http://www.cinziaricci.it/resistenze/galleria06-note.htm
EUGENETICA
Con il termine eugenetica ci si riferisce a quella disciplina pseudoscientifica volta al perfezionamento della specie umana attraverso lo studio, la selezione e la “promozione” dei caratteri fisici e mentali ritenuti positivi (eugenetica positiva) e la rimozione di quelli negativi.
L’eugenetica ha una storia antica, a Sparta i bambini nati con malformazioni venivano gettati dal monte Taigete, ad Atene venivano abbandonati, nell’antica Roma esistevano pratiche simili. Platone, nella Repubblica utopica da lui descritta, vuole che non siano curati e allevati (quindi lasciati morire) bambini che nascano privi delle qualità ottimali, come pure che i malati inguaribili non vengano più curati dal medico perché non farebbe altro che “rendere lunga e penosa la vita dell’uomo”. Lo storico francese Jean Dumont descrive gli eccidi eugenetici di prostitute e di ritardati mentali, perpetrati nelle prigioni rivoluzionarie francesi del 1792. C’è stato un crescendo che ha avuto nell’epoca recente una recrudescenza di vaste proporzioni, un’idea terribilmente sbagliata di cui gli uomini ancora oggi non si sono liberati.
Negli anni sessanta dell’Ottocento l’eugenetica comincia ad affermarsi grazie a Francis Galton (cugino di Charles Darwin) che teorizzò il miglioramento progressivo della razza secondo criteri analoghi a quelli dell’evoluzione biologica. Galton ideò anche il termine, traendolo dal greco classico.
Ad inizio Novecento, anche grazie all’impegno di soggetti come la Fondazione Rockefeller e la Massoneria di Rito Scozzese, l’Inghilterra divenne il centro della diffusione delle teorie eugenetiche. Nel 1912 si tiene a Londra il primo congresso internazionale, con la presenza di una folta delegazione di “scienziati” italiani, ispirati anche dalle teorie degenerazioniste di Cesare Lombroso.
Le società di eugenetica sociale nate in Europa e negli Stati Uniti, come la Britain’s Eugenics Society e l’American Eugenics Society, aderirono tutte al paradigma ereditarista, rafforzato dal diffondersi del mendelismo. Promossero l’istituzionalizzazione dell’eugenica come nuova teoria sociale, il cui scopo era la salvaguardia e il miglioramento del patrimonio biologico della specie umana. Tra i primi paesi ad applicare la sterilizzazione forzata c’è gli Stati Uniti dove nel 1898 lo Stato del Michigan esaminò la proposta di legge per la castrazione di malati mentali, epilettici e criminali recidivi. W. Duncan McKim, nel suo libro Heredity and Human Progress del 1899, propone di sopprimere quanti non erano degni di procreare impiegando il gas dell’acido carbonico.
Molti genetisti rinomati sostenevano l’eugenetica negli USA. Intorno al 1906 e 1915, la maggior parte dei genetisti erano attivi nella divulgazione come, per esempio, tutti i membri del primo comitato editoriale della principale rivista scientifica “Genetics”. L’eugenetica divenne una disciplina scientifica a tutti gli effetti. Gli scienziati cominciarono a parlarne anche in riviste di larga diffusione come “Popular Science” che negli anni ’10 riportava molti di questi articoli; in una relazione sulle “psicopatologie degli ebrei”, il Dottor Wilson affermava che essi sono fra le razze più promiscue e predisposte alle psicopatologie e li poneva al secondo posto nella lista degli immigrati per “inferiorità mentale”.
Nel 1910 Charles B. Davenport (tra i fondatori dell’ecologia) fondò il più importante centro americano per la ricerca e la diffusione della dottrina eugenetica, l’Eugenics Record Office che promosse la sterilizzazione dei “non idonei” alla riproduzione perché portatori di tare ereditarie. Nel 1924, con il “Johnson Act” (Immigration Restriction Act) l’America, in armonia con i principi del movimento eugenetico americano, limitava i flussi d’immigrazione per difendere la propria purezza razziale dai popoli dell’area del Mediterraneo e dell’Europa dell’Est, per una presunta inferiorità biologica. Theodore Roosevelt, membro del del circolo di Osborn e cofondatore del Boone and Crockett Club (B&C, Club fondato dall’evoluzionista e convinto razzista Henry Fairfield Osborn, la prima associazione ambientalista degli Stati Uniti) , 26esimo Presidente degli USA disse: «(…) il primo dovere di ogni buon cittadino, uomo o donna, di giusta razza, è quello di lasciare la propria stirpe dopo di sé nel mondo; e non è di alcun vantaggio consentire la perpetuazione di cittadini di razza sbagliata… spero ardentemente che agli uomini disonesti sia impedito del tutto di procreare (…)».
In oltre mezzo secolo la California ha sterilizzato 60 mila malati di mente. Questa pratica riguardava non solo i malati mentali ma anche delinquenti recidivi, violentatori, alcolisti, prostitute, malati cronici, poveri, portatori di tare ereditarie – in generale, persone ritenute deboli, inutili, indesiderate. È del 1907 la prima legge che autorizza la sterilizzazione forzata nello stato dell’Indiana, segue nel 1909 la California, che, con una legge ulteriore del 1913, prevede la sterilizzazione degli ospiti degli ospedali psichiatrici e delle prigioni. L’esempio dell’Indiana e della California è seguito da più della metà degli stati fino agli anni trenta.
In fondo Hitler ha applicato quanto gli americani avevano già da tempo teorizzato e fatto, in particolare s’ispirò al libro dell’antropologo razzista Madison Grant The Passing of the Great Race (1916) che considerava la sua Bibbia.
Alcuni stati si sono distinti per un maggior impegno in tal senso, con una legislazione eugenetica non solo positiva, mirante cioè ad indirizzare le scelte riproduttive (vedi Progetto Lebensborn), ma anche negativa, ovvero tesa alla rimozione forzata dei caratteri considerati negativi.
Ecco il numero di vittime i cui “caratteri negativi” sono stati rimossi forzatamente:
• Germania, 1933-1941: oltre 400.000
• Stati Uniti, 1899-1979: circa 65.000
• Svezia, 1934-1976: 62.888
In Svezia, tra il 1935 e il 1996, sono stati sterilizzati circa 230.000 tra handicappati, malati mentali e asociali, delinquenti, minoranze etniche, indigeni di razza mista e prostitute, tutti accusati di pesare sull’assistenza pubblica e di essere portatori di malattie e di stili di vita dagli alti costi sociali. La sterilizzazione coattiva è rimasta in vigore fino al 1976, anno in cui una nuova legge rende obbligatorio il consenso degli interessati. Nel maggio del 1999, il Parlamento svedese ha deciso di indennizzare le vittime della politica di sterilizzazione forzata condotta dal 1934 al 1975. La Svezia è stato il primo paese a fondare, nel 1921, un Istituto statale di biologia razziale.
• Finlandia, 1935-1970: 58.000
• Norvegia, 1934-1977: 40.891
• Danimarca, 1929-1967: 11.000
• Canada, 1928-1972: circa 3.000
• Francia: circa 15.000, quasi esclusivamente donne considerate pazze e internate nei manicomi
• Svizzera, 1928-1985: circa 1.000
In Svizzera, inoltre, tra il 1926 e il 1972, oltre seicento bambini jenisches (zingari) sono stati sottratti forzatamente alle loro famiglie dall’Opera di soccorso “Enfants de la grand-route” che aveva il compito di sradicare il nomadismo. Questi bambini sono stati collocati presso famiglie affidatarie, negli orfanotrofi, incarcerati o internati in ospedali psichiatrici. Furono praticate anche sterilizzazioni forzate. Vi erano 35.000 jenisches, ne sono rimasti 5.000. In Europa 500.000 zingari sono stati sterminati durante la seconda guerra mondiale.
Le leggi eugenetiche furono votate pressoché ovunque a stragrande maggioranza. Le forze politiche di ogni orientamento furono concordi sull’utilità delle pratiche di sterilizzazione, per il miglioramento della razza, o per motivi demografici ed economici. In particolare in Svezia e Finlandia la gestione del welfare state portò a scegliere interventi di questo tipo per ridurre il carico degli assegni di maternità. Negli Stati uniti ad essere sterilizzati era chi veniva dichiarato debole di mente, pazzo, idiota, imbecille, criminale-nato, o addirittura epilettico, moralmente degenerato o sessualmente pervertito.
Oltre alle sterilizzazioni vi erano le politiche che miravano a favorire la riproduzione tra soggetti “adeguati”, ad esempio il divieto di matrimonio tra “adatti” e “inadatti”. Misure eugenetiche positive più o meno blande sono state prese pressoché ovunque. Negli Stati Uniti, la violazione delle regole sul matrimonio era punita con fino a 10 anni di reclusione.
Il regime fascista, nonostante la vicinanza con alcuni scienziati sostenitori dell’eugenetica, non prenderà mai misure sostanziali di questo tipo. Solo alcuni provvedimenti legati alla politica di espansione demografica hanno tentato di proporre una disciplina morale che portasse al “miglioramento della razza”. Posizione perfettamente in sintonia con il parere della Chiesa, che non vedeva di buon occhio i provvedimenti eugenetici ma apprezzava la proposta di igienizzazione “morale” al fine del “miglioramento razziale”.
Dopo la caduta del fascismo e proprio per la mancanza di normative specifiche, in Italia si è praticata la sterilizzazione di alcune categorie sociali e in particolare si è intervenuti su giovani donne con handicap mentale. Il professor Pinkus, coordinatore del gruppo di lavoro sulla sterilizzazione del Comitato Nazionale per la Bioetica, stima che tra 1985 e il 1999 (anno di pubblicazione del documento del CNB) siano stati sterilizzati almeno 6.000 disabili psichici.
STERILIZZAZIONE COATTA (1933 – 1939)
L’attuazione della «Legge sulla prevenzione della nascita di persone affette da malattie ereditarie») prevedeva la sterilizzazione forzata di persone affette da una serie di malattie ereditarie – o supposte tali – tra le quali schizofrenia, epilessia, cecità, sordità, corea di Huntington, deficienza mentale e alcoolismi cronico. I candidati erano individuati nelle case di cura, negli istituti psichiatrici, nelle scuole per disabili e nelle prigioni. Speciali Erbgesundheitsgerichten («Tribunali per la sanità ereditaria») formati da tre membri (due medici e un giudice distrettuale), avevano il compito di esaminarli e giudicarli per avviarli alle sale operatorie. I responsabili degli istituti (medici, direttori, insegnanti, ecc.) avevano l’obbligo di riferire ai funzionari dei Tribunali, in palese violazione del codice deontologico, il nome di chi rientrava nelle categorie da sottoporre a sterilizzazione. Nonostante le numerose proteste, si stima che tra il 1933 ed il 1939 siano state sterilizzate 200.000 – 350.000 persone. La legge fu utilizzata, in alcuni casi, a scopo punitivo contro donne considerate colpevoli di prostituzione e, nonostante la mancanza di senso logico, furono anche sterilizzate persone affette da disabilità non ereditarie. Martin Bormann, stretto collaboratore e successivamente segretario privato di Hitler, fece circolare una direttiva nella quale era specificato che in una diagnosi di debolezza mentale era necessario tener conto del comportamento politico e morale della persona esaminata, una chiara allusione alla possibilità di colpire i nemici del Partito attraverso il provvedimento e di soprassedere invece nel caso opposto. La Chiesa cattolica, pur deplorando il provvedimento, si tenne in disparte limitandosi a chiedere che i medici cattolici fossero dispensati dall’applicazione della legge.
IL CASO SVEDESE
I paesi dell’area scandinava potevano vantare, agli inizi del Novecento, una delle principali comunità di eugenisti presenti nel panorama mondiale. Tra di essi Lundborg, il cui attivismo aveva portato nel 1922 alla costituzione, a Uppsala, dell’Istituto svedese di Biologia Razziale, un’istituzione nel suo genere unica al mondo fino a quel momento, ed il norvegese Mjøen, a lungo massima autorità europea in materia di eugenetica. Le politiche di sterilizzazione, varate tra il 1929 ed il 1935 in Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia, negli anni successivi avranno tra loro parecchie similitudini, a loro volta determinate dalla condivisione di un medesimo modello culturale, sociale ed economico. In tutti i casi si cercherà di legittimare le teorie pseudoscientifiche sulla degenerazione, ma nella realtà saranno le ragioni del Welfare State a prevalere. Tra questi paesi, la Svezia è probabilmente il caso più eclatante, considerando il posto che ha occupato, nell’immaginario collettivo, in relazione a presunti archetipi di “progresso” e “civiltà”.
Anche in Svezia il motivo della bonifica dagli elementi biologicamente tarati rimarrà in seguito ridondante nella propaganda eugenetica, ma il ricorso alle retoriche degli svedesi “di serie A” servirà da mero pretesto, mascherando un intervento repressivo di ordine socio-economico che teneva in considerazione, molto più che fattori razziali, un paradigma di “buona cittadinanza” plasmato nel rispetto di un’etica calvinista e puritana. Le pressioni esercitate in tal senso dall’ala riformatrice guidata da Gunnar ed Alva Myrdal furono decisive nel dare un taglio ‘socialdemocratico’ all’eugenetica svedese. Nel 1934 è varata la prima legge svedese per la sterilizzazione eugenetica, poi estesa nel 1941 a nuove categorie di marginali. L’obiettivo era di eliminare dal ciclo riproduttivo gli individui moralmente ed economicamente incapaci di assicurare ai propri figli un’educazione “appropriata”.
La macchina sterilizzatoria svedese ebbe come suo principale, quasi esclusivo bersaglio, le donne. L’eccessiva prolificità venne stigmatizzata sia come deleteria per l’ethos collettivo, sia per il bilancio pubblico, prevedendo il Welfare-State un sistema di assegni di maternità. Delle oltre 60.000 sterilizzazioni effettuate in Svezia tra il 1934 ed il 1976, anno in cui la legge eugenetica venne definitivamente accantonata, circa il 95% riguardano donne. Risentire di uno stato depressivo, alzarsi tardi al mattino, avere amicizie maschili, parlare liberamente in pubblico della propria vita sessuale, seguire svogliatamente le lezioni scolastiche o le funzioni religiose, o semplicemente andare a ballare, divennero atteggiamenti potenzialmente destabilizzanti. Atteggiamenti da stigmatizzare e reprimere attraverso la sterilizzazione, la cui necessità era decretata da compiacenti diagnosi di “schizofrenia”, “devianza”, “irresponsabilità morale” opportunamente formulate dai medici al servizio dell’organigramma normalizzatorio svedese.
PROGETTO LEBENSBORN
Il Progetto Lebensborn (eugenetica positiva) fu uno dei diversi programmi avviati per realizzare il folle proposito di preservare e/o fondare una società composta esclusivamente da individui di “pura razza ariana”. Solo a conclusione della seconda guerra mondiale è stato possibile scoprire che tale programma consisteva nel creare residenze segrete dove far accoppiare individui umani “razzialmente puri” al fine di allevarne la progenie. La maggior parte delle donne selezionate a questo scopo, erano coniugate con i soldati della Wehrmacht, della Luftwaffe o della Kriegsmarine – gli uomini erano ufficiali.
Il progetto ebbe inizio nel 1935 e fu concepito inizialmente per assistere le mogli delle SS durante la gravidanza, ma si trasformò ben presto in un processo di selezione razziale. A partire dal 1938 la sua direzione venne affidata al Persönlicher Stab RFSS, in pratica all’ufficio centrale del personale delle SS. In questo senso il suo ruolo fu modificato. Le sedi del “Lebensborn Eingetragener Verein” (Società Registrata Fonte di Vita) divennero il punto di incontro tra ufficiali delle SS e donne tedesche “razzialmente pure”. Scopo ultimo era la messa al mondo di figli di puro ceppo germanico. Dopo la nascita i bambini venivano separati dai loro genitori e affidati all’organizzazione delle SS che si prendeva cura della loro educazione. Non tutti gli ufficiali delle SS facevano parte al Progetto Lebensborn: l’adesione era volontaria.
All’inizio del 1940, con l’occupazione della Danimarca e, soprattutto, della Norvegia nell’Operazione Weserübung, la Germania nazista ebbe a disposizione i territori sui quali realizzare il progetto. Vennero costruite strutture apposite, ospedali geriatrici e case di degenza, in cui le puerpere potevano portare avanti la gravidanza e partorire i figli in condizioni di vita eccellenti.
Vennero creati istituti in Germania (inclusa l’Austria) a Bad Polzin, Bofferding bei Luxemburg, Gmunden, Hohenhorst, Klosterheide, Nordrach, Pernitz, Schalkhausen, Steinhoering, Wernigerode e Wiesbaden; in Belgio a Végimont; in Danimarca a Copenaghen; in Francia a Lamorlaye; nel Governatorato Generale a Cracovia, Otwock e Varsavia; nei Paesi Bassi a Nijmegen; e in Norvegia a Bergen, Geilo, Hurdalsverk, Klekken, Os, Oslo, Stalheim e Trondheim.
Si stima che i bambini ariani nati nel periodo di occupazione nazista siano stati qualche decina di migliaia. Dopo la fine del conflitto, essi e le loro madri furono ripudiati dal resto della popolazione che li isolò facendoli oggetto di scherno ed odio.
Nell’ambito del Progetto Lebensborn, inoltre, si calcola che siano morti non meno di 5.000 bambini tra il ’39 e il ’44. Oltre agli accoppiamenti selettivi tra persone con caratteristiche razziali ottimali, l’operazione comportò il rapimento di bambini dai territori occupati: 200.000 in Polonia, 50.000 in Ucraina, 50.000 nella regione baltica, un numero imprecisato in Norvegia e Francia e i superstiti del massacro di Lidice in Ceccoslovacchia. Questi bambini furono affidati a famiglie ariane. Coloro che non avevano abbastanza sangue ariano o che non riuscivano ad adattarsi, furono sterminati in Polonia nel campo di Kalish.
IL PROGETTO LEBENSBORN IN NORVEGIA
“Lebensborn” (Sorgente di vita), fu un progetto segreto ideato nel 1935 da Heinrich Himmler per “arianizzare” la popolazione del Reich attraverso l’unione pianificata tra “perfetti esemplari della razza ariana” e donne, anche straniere, che offrivano sufficienti garanzie di “purezza”. La Norvegia era considerata terra “ariana” d’elezione. Al momento dell’invasione, i militari nazisti furono incoraggiati in prima persona da Hitler a fare il maggior numero di figli con le donne del luogo. Dopo la conquista, non meno di 350 mila soldati tedeschi considerati l’elite della purezza “ariana” entrarono in Norvegia ed ogni donna norvegese incinta di uno di essi, purché fosse in grado di provare le origini “ariane” del bambino, aveva diritto ad essere sostenuta finanziariamente e riceveva un trattamento privilegiato. Tra il 1940 e il 1945, nacquero dai 10 ai 12 mila bambini figli di donne norvegesi e soldati nazisti, 6 mila dei quali ospitati in istituti speciali preposti ad allevarli. Qui ricevevano un’alimentazione particolare e venivano educati alla mentalità nazista. Dal 1941 in poi, i bambini nati in seguito al progetto Lebensborn divenivano automaticamente cittadini tedeschi così da poter essere trasferiti in Germania dove avrebbero portato una massiccia dose di purezza nordica. Sarebbero divenuti i superuomini del nazismo, incarnazione perfetta della follia hitleriana. Ma con le prime sconfitte della Wehrmacht e la rabbia crescente della popolazione scandinava nei confronti degli occupanti, il progetto perde importanza. Poco prima della fine del conflitto, migliaia di documenti riguardanti i “Lebensborn” furono distrutti e andarono perdute molte delle carte che legavano i bambini alle loro famiglie di origine. A pagare sono prima di tutto le donne: inserite nelle liste pubbliche di «traditrici della Patria», sono abbandonate dalla famiglia, perdono il lavoro, diventano oggetto di inaudite violenze. Da subito, il governo norvegese non le tutela, anzi: a fine maggio del 1945 sono circa mille le arrestate nella sola Oslo, rinchiuse in campi di concentramento e smistamento. Ma l’esecutivo fa di più: nell’agosto dello stesso anno approva una legge retroattiva secondo la quale ogni donna «sposatasi nei cinque anni precedenti con un nemico tedesco, perderà immediatamente la cittadinanza». E i sondaggi di opinione confortano il legislatore: tre cittadini su quattro sono favorevoli a una loro punizione, caldeggiata anche dalla maggior parte dei media. Dopo la guerra, una commissione norvegese stabilì che i bambini dovevano rimanere in Norvegia. Qui, a causa del “vergognoso” atteggiamento delle madri che si erano accoppiate con soldati nazisti, i “Lebensborn Kinder” subirono ogni sorta di abuso e discriminazione. I bambini già trasferiti in Germania rimasero con le famiglie di adozione e molti di loro non conobbero mai la verità, altri furono restituiti alle madri, alcuni ebbero una sorte drammatica, furono trasferiti in orfanotrofi, in ospedali psichiatrici, picchiati e maltrattati. Almeno il 90 per cento degli ex bambini di Lebensborn non ha mai conosciuto i propri genitori biologici.
Nel marzo del 2007, 154 norvegesi, 4 svedesi ed un tedesco, hanno presentato ricorso contro il governo Norvegese alla Corte europea dei diritti dell’uomo accusandolo di Violazione dei diritti umani, in quanto, non solo non li avrebbe tutelati dopo la guerra, ma si sarebbe comportato nei loro confronti in modo pesantemente discriminatorio, in taluni casi addirittura persecutorio. Chiedono 250 mila euro come risarcimento per i danni subiti. In passato, il governo avrebbe offerto loro limitati risarcimenti, senza mai ammettere la propria responsabilità. La Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo si è pronunciata nel 2007 in appoggio al governo norvegese, ponendo fine ai ricorsi giudiziari.
ESPERIMENTI SU CAVIE UMANE
Durante la Seconda guerra mondiale, in alcuni campi di concentramento nazisti e in altre strutture, venivano effettuati degli esperimenti di presunto carattere scientifico sui deportati e gli internati. In qualche caso il fine dichiarato era quello di verificare la resistenza umana in condizioni estreme, più spesso gli obiettivi erano riconducibili alla perversione degli operatori medici.
L’EUGENICA E LE STERILIZZAZIONI FORZATE NEL XX e XXI SECOLO
• Nel 1979 la Cina emana una normativa denominata “Legge eugenetica e protezione salute” con la quale intende risolvere il problema della sovrappopolazione. Essa prevede che una coppia non possa avere più di un figlio. La nascita di una femmina è considerata una maledizione perché comporta l’estinzione della propria dinastia. E’ per questo che in Cina spariscono milioni di bambine. Sono uccise appena nascono, molte donne incinte vengono arrestate e costrette ad abortire, poi vengono sterilizzate. Le madri che si rifiutano di perdere le loro bambine vengono minacciate dalla polizia, possono perdere il lavoro, essere isolate dalla comunità e cacciate dai parenti. Le famiglie ricche possono avere più bambini pagando una tassa sui figli. La tassa corrisponde, per il secondo figlio, a tre volte il reddito annuo della coppia. Molte famiglie non iscrivono le figlie all’anagrafe rendendole di fatto inesistenti. Queste bambine non godono di alcun diritto o tutela, sono respinte dagli ospedali, non possono curarsi, sono vittime di ogni abuso e violenza che resta impunito. La maggior parte di esse sono vendute come schiave. Negli anni ’90 il governo cinese ha allentato la pressione sulle famiglie. In caso di nascita di una femmina, la famiglia è autorizzata ad avere un secondo figlio, ma ovviamente il problema è tutt’altro che risolto.
• Normative che permettono la sterilizzazione coatta sono emanate anche in Spagna dove la Corte Costituzionale ha ammesso la sterilizzazione coatta dei malati psichici nel 1994. in Giappone la sterilizzazione a scopo eugenico è legalizzata nel 1948 e revocata nel 1996, tra il 1949 ed il 1995, 16.520 donne handicappate sono state sterilizzate senza il loro consenso. Attualmente, in Austria, dove non ci sono norme in materia, risulta che il 70% delle donne con handicap psichico è normalmente sterilizzato.
• In Brasile, almeno al 45% delle donne sono state legate le tube, spesso senza il loro permesso o senza che fossero informate sulla irreversibilità dell’intervento. Ciò è avvenuto con il sostegno finanziario degli Stati Uniti e delle istituzioni economiche internazionali che hanno elargito 32 milioni di dollari attraverso vari enti tra i quali l’International planned parenthood federation, il Population council, l’International federation for family life promotion, la Ford foundation, la Rockefeller foundation e la Banca mondiale. Sette milioni e mezzo di donne brasiliane sono state minorate in 5 anni, nonostante la sterilizzazione sia vietata.
• Nel Messico si usa la sterilizzazione chimica che consiste nell’introdurre 7 pillole nell’utero delle donna. Le pillole, costituite di una sostanza chiamata quinacrina, brucia l’utero e le ovaie provocando cicatrici. L’Istituto Statale Messicano della Salute (IMSS) impianta spirali nell’utero delle donne senza il loro consenso.
• Si stima che oltre 10.000 donne siano state sterilizzate nei paesi in via di sviluppo (Vietnam, Cina, Bangladesh, Filippine, Marocco).
• In Tibet, dopo l’occupazione militare cinese, sono morte circa un milione e mezzo di persone, una pulizia etnica accompagnata ancora oggi dalla sterilizzazione di massa e dagli aborti forzati eseguiti sulle donne tibetane. Solo nel 1997 si è avuta notizia di ben 883 casi. Dopo il primo figlio, le donne tibetane sono costrette a fuggire all’estero per partorire, poi tornano in Tibet lasciando il bambino orfano in India o in Nepal.
• Il Centro per i diritti alla Riproduzione (CRR) di New York ha pubblicato un rapporto sulla sterilizzazione forzata di 110 zingare in Slovacchia dal 1989 ad oggi.
• La Commissione Civile Internazionale di Osservazione dei Diritti Umani (CCIODH) segnala in Chiapas il sequestro di bambini indigeni e la sterilizzazione forzata di donne nelle zone con forte presenza dell’esercito. Il direttore di Pro-Vida, Jorge Serrano Limon, ha documentato nel 1996 più di 300 casi di sterilizzazione forzata effettuati in istituti medici governativi.
• 1976-2002. Programmi di sterilizzazione coatta e di massa vengono realizzati, col supporto di agenzie Onu, in India, Cina, Perù e in altri paesi del Terzo Mondo.
• In Perù più di 300.000 donne sono state sottoposte a sterilizzazione forzata dal 1996 al 2000 durante il secondo governo dell’ex presidente Alberto Fujimori.
STERILIZZAZIONI FORZATE NEGLI USA DAL 1907 AL 1940
Di seguito è indicato lo Stato, tra parentesi la data di promulgazione della legge eugenetica, le categorie colpite e il numero di interventi
Alabama (1919) – Deboli di mente: 224
Arizona (1929) – Internati in istituzioni per squilibrati: 20
California (1909) – Deboli di mente, criminali abituali, pazzi, idioti: 14.568
Connecticut (1909) – Deboli di mente, pazzi, idioti, imbecilli, criminali-nati: 418
Delaware (1923) – Deboli di mente, pazzi, epilettici: 610
Georgia (1929) – Deboli di mente: 127
Idaho (1925) – Epilettici, imbecilli, pazzi, criminali abituali, persone moralmente degenerate: 14
Indiana (1907) – Deboli di mente, pazzi ereditari, epilettici: 1.033
Iowa (1911) – Imbecilli, sifilitici, pazzi, criminali abituali, persone moralmente degenerate: 336
Kansas (1913) – Deboli di mente, pazzi, criminali abituali: 2.404
Maine (1925) – Deboli di mente: 190
Michigan (1913) – Pazzi, deboli di mente: 2.145
Minnesota (1925) – Pazzi, deboli di mente: 1.830
Mississippi (1928) – Persone con forme ereditarie di pazzia, epilessia, idiozia, cretinismo: 523
Montana (1923) – Deboli di mente, pazzi, epilettici: 186
Nebraska (1915) – Pazzi, deboli di mente: 388
New Hampshire (1917) – Deboli di mente ed altri mentalmente degenerati: 430
New York (1912) – Deboli di mente, rapitori, criminali: 42
North Carolina (1919) – Mentalmente tarati: 1.017
North Dakota (1913) – Imbecilli, pazzi, epilettici, criminali abituali, persone moralmente e sessualmente pervertite: 534
Oklahoma (1931) – Criminali abituali, idioti, epilettici, imbecilli, pazzi: 470
Oregon (1917) – Imbecilli, pazzi, epilettici, criminali abituali, persone moralmente e sessualmente pervertite: 1.450
South Carolina (1932) – Idioti, epilettici, imbecilli, pazzi: 35
South Dakota (1913) – Deboli di mente: 577
Utah (1925) – Criminali abituali, idioti, epilettici, imbecilli, pazzi: 252
Vermont (1931) – Idioti, imbecilli, malati di mente, pazzi: 212
Virginia (1924) – Idioti, imbecilli, deboli di mente, pazzi, epilettici: 3.924
Washington (1909) – Imbecilli, pazzi, epilettici, criminali abituali, persone moralmente e sessualmente pervertite: 667
West Virginia (1929) – Idioti, imbecilli, malati di mente, pazzi, epilettici: 46
Wisconsin (1913) – Deboli di mente, pazzi, persone epilettiche e criminali: 1.156
Totale 35.878
L’ eugenetica?
In un certo senso mi trova d’ accordo: boicottare la riproduzione di un certo tipo di donne lo considero un dovere verso la società. Le stronze non devono riprodursi, diffondono geni dannosi.
Non condivido affatto, tuttavia, il selezionare le più belle esteticamente, la trovo una cosa inutile e crudele.
Sono altre le caratteristiche degli individui la cui riproduzione va boicottata.
Rino sottolinea l’evidenza del conflitto nella Storia. Infatti oggi il conflitto è più che mai presente:
(da http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/articolo/1282872)
“Il 2% della popolazione adulta del mondo possiede oltre la metà di tutta la ricchezza mondiale: è quanto risulta da uno studio condotto dal World Institute for Development Economics Research delle Nazioni Unite (UNU-WIDER) che ha sede a Helsinki. Il più vasto studio sulla ricchezza personale mai intrapreso indica anche che nel 2000 l’1% degli adulti più ricchi possedeva da solo il 40% della ricchezza mondiale, e che il 10% ne deteneva il l’85%, mentre la metà più povera della popolazione adulta del mondo doveva spartirsi soltanto l’1%)”.
Certo la Storia è conflitto e il conflitto è anche pars construens, anche se non necessariamente: potremmo finire tutti nella distruzione termonucleare. La Storia è frutto dell’impeto creativo maschile: la Storia è nostra figlia. E’ la chiamata all’essere, il nostro dono. Ed è maschile. La Storia è anche frutto poi dell’autonomo vivere di questa figlia (per es.: le grandi migrazioni o guerre per esaurimento delle risorse). E anche le lotte di classe ( i conflitti orizzontali) in fin dei conti vanno a metà combinati tra volontà umana e sviluppo delle forze produttive. Assumere che c’è una struttura del profondo della soggettività maschile che è per tutti ed è il luogo dove: “Il lupo abiterà con l’agnello, e il leopardo giacerà col capretto; il vitello, il giovin leone e il bestiame ingrassato staranno assieme, e un bambino li condurrà” (Isaia cap.11), significa porre un dato ma anche necessariamente un progetto atteso e pertanto elemento di radicale trasformazione e quindi di creazione/conflitto nella Storia. Ma, e questo ma è decisivo, con la capacità di prospettare per tutti un’approdo al conflitto così che tolga ogni motivo di conflitto e quindi sia desiderabile per chiunque ascolti le profondità strutturali del proprio essere. E’ quello che una volta era chiamato la capacità di avere un progetto egemone, ovvero capace di interpretare il cuore di ognuno purchè fosse cuore autentico: del resto le trasformazioni storiche furono tutte opera di elites critiche delle classi dominanti di appartenenza. Ecco io penso che “Ragioni, forme, origini, contenuti, condizioni e limiti di quella vocazione specifica all’universale (che, ndr) dovranno essere chiarite” (Rino) siano rintracciabili “lungo la strada del profondo”, e costituiscano “il” progetto, e un progetto con capacità egemone (universale) e siano dato strutturale della soggettività maschile. Non è pertanto l’adunata degli scontenti che ci farà vincere, ma l’evocazione in noi di ciò che è già strutturalmente in tutti noi (scoprire ciò che c’è) ed è motivo di vitale e gioiosa spinta creativa. Ciò che ci rende capaci di entusiasmare uomini e donne: ci fa essere progetto incarnato e credibile. Il mio richiamo alla comune appartenenza ad una struttura del profondo non implica pertanto la negazione o la rimozione del conflitto, bensì l’assunzione di un punto di vista e di un’ipotesi di lavoro che proprio perché dà risolto all’inizio il conflitto, ne è il principale motore al fine di risolverlo. E penso che se nella Storia ha prevalso la “creazione” sulla “distruzione” è perchè nel cuore maschile c’è strutturalmente un progetto, una vocazione alla Paternità, con la p maiuscola: a chiamare alla vita, dal non essere all’essere. E in tal modo chiarisco anche che nulla di irenico è nella mia visione della Storia: nulla di più conflittuale di chi crede che il male esista e di chi sa di questa lotta per il bene come vocazione irredimibile del cuore umano. E’ proprio l’irredimibile e insopprimibile nostalgia della dignità di figli del Padre che impedisce la pace. Dice un testo sapienziale sulla figura di Giobbe che il vero contenuto del contendere di Giobbe verso Dio, non è che da ricco e potente fosse finito in condizioni miserevoli, ma che Dio non gli permettesse di dimenticarsi la sua dignità di figlio di Dio, il che gli rendeva impossibile adeguarsi alla sua miseria e alla sua sconfitta: “perchè non Ti dimentichi di me e mi lasci in pace?”.
Perché non ci dimentichiamo della nostra originaria dignità maschile e paterna e non ci abituiamo al male che questa civiltà fa agli uomini mascherandolo sotto ogni forma di buone ragioni e intenzioni?
Attento Sandro. Ciò che oggi tocca gli altri, domani tocca anche noi, in una spirale senza fine.
armando
“Ciò che oggi tocca gli altri, domani tocca anche noi, in una spirale senza fine”
________________
Ma guarda che io non parlavo mica di sterilizzazioni di massa.
Sostenevo l’ opportunità di non favorire la procreazione delle donne stronze, ergo di non trombarle (quelle rimengono incinte in un nanosecondo, manco le precauzioni bastano, conosco chi ne sa qualcosa).
Del resto loro l’ eugenetica la mettono già in pratica: fanno riprodurre solo quelli di noi da un certo reddito in su.
Se loro selezionano, perché non dovremmo farlo pure noi?
Abbiamo solo da guadagnarci.
I dati riportati da Simone benché, privi di fonti e di indicazioni biblio, sollevano il problema dell’estensione e delle origini dell’ “eugenetica”. Nell’articolo confluiscono dati eterogenei riferiti ad aspetti diversi e a prospettive disparate in un coacervo di connessioni che dovrebbe venire districato. Sono poi dati per scontati fatti che sono tutti da verificare (ad es. la politica del figlio unico in Cina: è reale o immaginaria?).
Cmq quei dati sull’eugenetica (palese e occulta) sollevano il problema della vastità e delle forme di un delitto capitale contro l’umanità (e contro l’umanesimo cmq inteso).
Perciò leggo le parole di Sandro come una violenta provocazione derivante dalla sua esacerbazione.
Non posso fare altrimenti.
Rn
Sono convinto che quella di Sandro sia stata solo una provocazione come ne fa spesso e che non ci sia nessun intento razzista (che sicuramente non gli appartiene) nelle sue parole. E infatti mi pare che nel suo post successivo si evinca proprio questo…Fare del sarcasmo, a volte se vogliamo un po’ troppo ruvido, fa parte del suo modo di essere.
Sono certo che sarà lui stesso a confermare quanto dico.
Fabrizio
Curiosità: Frankentein fu scritto nel 1816 da una scrittrice donna: Mary Shelly.
Il primo adattamento cinematografico sonoro (c’e n’erano stati due muti prima: uno italiano andato perduto) del 1931 e il seguito La moglie di Frankenstein del 1935 che rimangono i migliori (per me) sono del regista “omosessuale” James Whale.
Questo è anche per dire che la genetica può portare a mostri, tra l’altro disadattati come già lo era nel romanzo e nel film.
Non per accusare Sandro e neanche Mary e James, ma solo perché si parlava di genetica.
Certo nasciamo maschi e femmine predisposti all’accoppiamento, ma poi la vita ci riserva molte sorprese e condizionamenti.
Non posso che ribadire quanto ho già scritto:
“loro l’ eugenetica la mettono già in pratica: fanno riprodurre solo quelli di noi da un certo reddito in su.
Se loro selezionano, perché non dovremmo farlo pure noi?”
Selezioniamo le meno stronze e trombiamo solo quelle.
Le altre, se vogliono procreare, si facciano ingravidare da un homeless e si tirino su il figlio da sole, senza “aiutini”.
“Se loro selezionano, perché non dovremmo farlo pure noi?”
Selezioniamo le meno stronze e trombiamo solo quelle”. (Sandro)
Non posso che sottoscrivere.
Ciò detto, colgo l’occasione per fare gli auguri di Buon Anno a tutti gli/le amici/che che frequentano il nostro sito e naturalmente a tutti gli uomini beta, che sono quelli che mi stanno a cuore (anche le donne beta, quando non si mettono dalla parte degli/delle alpha, cioè purtroppo molto spesso…:-) )
Uomini Beta di tutto il mondo, unitevi! (era da tanto che volevo dirlo…) E’ un po’ troppo declamatorio , lo so, però è l’ultimo dell’ anno, e una volta tanto un po’ di sana enfasi non guasta…
Fabrizio
“Se loro selezionano, perché non dovremmo farlo pure noi?”
Selezioniamo le meno stronze e trombiamo solo quelle”. (Sandro)
>>>>>>
Il problema e’ che e’ difficile capire a priori quali siano le donne stronze e quali per bene. All’ inizio qualcuna di queste si mostra carina, interessata… ti illude, ti mostra delle simpatie particolari, ma appena nota qualcosa di te che non le va a genio o si distrae da qualcun’ altro con altre caratteristiche ecco che comincia a tirartela e la fiducia che avevi riposto in lei comincia a venir meno. Questa e’ la verita’.
Buon Anno a tutti ragazzi vi leggo sempre con enorme piacere.
@ sandro -
Se loro selezionano, perché non dovremmo farlo pure noi?”
Selezioniamo le meno stronze e trombiamo solo quelle.
@@@@
Premesso che io lo faccio già da qualche anno, c’è però un particolare da evidenziare: noi uomini beta, a differenza delle donne (beta e non), arriviamo a certe conclusioni solo nel tempo; ossia dopo aver speso i migliori anni della nostra vita a rincorrere sfuggenti donzelle che dettano le regole “di tutto”: dal cosiddetto “corteggiamento” (dal mio punto di vista, una delle cose più idiote, e spesso umilianti, che un uomo sia costretto a fare nel corso della vita), al momento di fare sesso, eccetera.
Questo non perché siamo “intrinsecamente deficienti”, come parecchia gente sostiene in giro e sul web, ma perché per motivi sia naturali che culturali siamo subordinati alle donne (non mi riferisco ai super belli o ai ricconi, ma a noi, comuni mortali; e cmq non è una regola che vale per tutti, ma per la grandissima maggioranza, sì); pertanto costretti ad inseguirle in un contesto sociale che al tempo stesso colpevolizza i nostri istinti. Per esempio: se non ci provi sei tonto o frocio; se ci provi sei un maiale-pervertito, passibile di denunce per molestie o per violenza sessuale. A questo si aggiunga che nasciamo e cresciamo in una società dove i padri ed i maschi adulti in genere, non ci insegnano sostanzialmente nulla dell’altro sesso, salvo le solite cazzate sul “come rimorchiarle e scoparle”, sul “saperci fare”, ed altre amenità del genere.
Di serio e di reale non c’è praticamente niente. Se ci si pensa bene il nostro rapportarci con le donne è una “navigazione a vista”, una continua improvvisazione, anche perché il “gentil sesso” ?? non muove mai il culo (checché se ne dica), tantomeno si preoccupa di mettere a proprio agio quegli uomini che “si fanno avanti” (altra terminologia che odio).
Spesso mi chiedo se in altre culture – per esempio, fra i tibetani – sia diverso; ovvero se i giovani maschi di quei luoghi ricevano insegnamenti di ben altro spessore, dai loro padri e maestri. Cmq sia, di certo so che mio padre – oggi 67/enne – così come tutti gli altri uomini con i quali mi sono relazionato nel corso della mia vita, non mi hanno insegnato proprio niente. Quello che so sulle donne, l’ho capito e imparato da solo, dopo migliaia di incazzature. Credo proprio che la “materia donne” sia la più falsa che sia mai stata “spiegata” e raccontata (perlomeno nel mondo occidentale; altrove non saprei).
@@
p.s.: auguri di buon anno a tutti.
sandro
Del resto loro l’ eugenetica la mettono già in pratica: fanno riprodurre solo quelli di noi da un certo reddito in su.
Se loro selezionano, perché non dovremmo farlo pure noi?
Abbiamo solo da guadagnarci.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Magari fosse così semplice…purtroppo abbiamo a che fare con maschietti zerbini che amano questo genere di donne ( e ricordate che sono gli stessi che disprezzano le “libertine” ) . Sono questi che danno potere alle stronze . Se ci fossero uomini come noi, le stronze non esisterebbero
Marco:
se non ci provi sei tonto o frocio; se ci provi sei un maiale-pervertito, passibile di denunce per molestie o per violenza sessuale. A questo si aggiunga che nasciamo e cresciamo in una società dove i padri ed i maschi adulti in genere, non ci insegnano sostanzialmente nulla dell’altro sesso, salvo le solite cazzate sul “come rimorchiarle e scoparle”, sul “saperci fare”, ed altre amenità del genere
—————————————————————-
Silent Hill:
Sono questi che danno potere alle stronze . Se ci fossero uomini come noi, le stronze non esisterebbero
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
Infatti la genetica conta solo in parte: l'ambiente e la personalità delle donne (sia genetica che acquisita) dettano le regole, finché saremo in minoranza. Buon anno nuovo.
“c’è però un particolare da evidenziare: noi uomini beta, a differenza delle donne (beta e non), arriviamo a certe conclusioni solo nel tempo; ossia dopo aver speso i migliori anni della nostra vita a rincorrere sfuggenti donzelle che dettano le regole “di tutto”
_________________
Ma infatti tra quelle da scartare ci sono proprio quelle che dettano le regole.
_________________
“Il problema e’ che e’ difficile capire a priori quali siano le donne stronze e quali per bene. All’ inizio qualcuna di queste si mostra carina, interessata… ti illude, ti mostra delle simpatie particolari, ma appena nota qualcosa di te che non le va a genio o si distrae da qualcun’ altro con altre caratteristiche ecco che comincia a tirartela e la fiducia che avevi riposto in lei comincia a venir meno. Questa e’ la verita’”
_________________
Difficile? Mica tanto: basta metterle alla prova, tipo buttar lì qualche argomento tipo quelli di cui si parla qui e osservare attentamente le sue reazioni.
Se comincia col piagnisteo vittimista del cazzo, o, peggio ancora, reagisce in modo aggressivo, fuori dai coglioni.
Se ne salvano poche? Fa niente. Meglio soli che male accompagnati. E poi c’è tutto il mondo, mica solo l’ Italia, se proprio uno vuole.
L’ importante è non legarsi, anzi, fregarsene, e prendersi un bel pò di tempo, tipo una decina d’ anni, prima di pensare a figli, e accantonare qualsiasi velleità matrimoniale.
La buona fede sta a loro dimostrarla, se sono in grado di farlo.
inutile spendere ancora parole ,posso solo quotare gli ultimi commenti e augurare un buon anno a tutti
“Uomini Beta di tutto il mondo, UNITEVI! (era da tanto che volevo dirlo…)”
______________
Certo che messa così è un pò ambigua…
P.S. Buon anno a tutti
sandro
prendersi un bel pò di tempo, tipo una decina d’ anni, prima di pensare a figli, e accantonare qualsiasi velleità matrimoniale.
La buona fede sta a loro dimostrarla, se sono in grado di farlo
>>>>><<>>>>>
Sicuramente il matrimonio, ora come ora, non è il massimo della pensata.
Quanto ai figli, dipende : se conosci e inizi a convivere ( la convivenza è il miglior modo per conoscere una persona ) a 30 anni e passa, non so se si ha molta voglia di fare figli dopo 10 anni cioè 40 e passa. Personalmente fare un figlio a 40 anni la vedo come una scocciatura , perchè avvelenarsi a 56 anni ( quando tuo figlio ne ha 16 – ma sono cose normali quando sei in età adolescenziale ) non è il massimo, a differenza di quando sei più giovane. Opinione personale, ci mancherebbe .
A questo si aggiunga che nasciamo e cresciamo in una società dove i padri ed i maschi adulti in genere, non ci insegnano sostanzialmente nulla dell’altro sesso (Marco)
>>>>>>
Beh insomma non e’ proprio cosi. Il problema vero e’ che stiamo parlando di due generazioni completamente diverse. I nostri genitori sono cresciuti in un epoca dove per relazionarsi all’ altro sesso non c’ era bisogno di avere tutti questi requisiti, c’ era un livello di istruzione medio-basso, le donne non erano cosi impegnate negli studi e nella vita professionale come lo sono adesso, per cui avevano piu’ tempo libero per dedicarsi alle relazioni e alla ricerca di un partner. Uomini alpha e beta avevano le stesse possibilita’ di trovare una donna con cui relazionarsi nel tempo. Oggi invece e’ diverso: assistiamo a uno spostamento della ricerca femminile tutto verso gli uomini alpha lasciando gli altri all’ asciutto. Questo inevitabilmente fa si che gli alpha riescono ad avere piu’ relazioni nella vita mentre i beta (proprio per la maggior selettivita’ delle donne) fanno fatica a trovare una compagna e alcuni di loro sono condannati alla solitudine affettiva. Ma questo i nostri padri non lo capiranno mai, si straniscono quando gli parli di determinati comportamenti che assumono le donne, come se il problema fosse solo del maschile ma non e’ cosi (anzi magari !!! il che vorrebbe dire che anche il maschio ha una sua dose di potere da esercitare).
A proposito di selettivita’ femminile: circa un mese fa ho partecipato a uno speed-date dove si fanno dei mini incontri a turno con le partecipanti al gioco (media 20-25 partecipanti per ogni sesso). A fine gioco il responso dei consensi donne/uomini verso l’ altro sesso e’ stato pari a 1/5 ovvero in media ogni donna ha ricevuto 5 consensi e gli uomini soltanto uno. Questa e’ la dimostrazione chiara, limpida e tangibile di come le donne siano cosi selettive ed esigenti. A fine serata una ragazza ha addirittura commentato il gioco dicendo: “Mamma mia che delusione questi uomini, ho dato un solo SI ma giusto cosi per simpatia”, per contro gli ho lanciato questa frecciatina: “Ecco perche’ voi donne siete sempre piu’ sole, perche’ volete rimanerci”.
Dunque che dirvi ? I nostri padri possono insegnarci stili e metodi comportamentali che pero’ restano confinati a 30 anni prima, ma alla fine e’ il nostro vissuto, quel che viviamo e vediamo che ci fornisce il bagaglio di esperienza personale e ci aiuta ad adottare comportamenti che riteniamo piu’ idonei alle situazioni che si presentano davanti a noi.
Beh insomma non e’ proprio cosi. Il problema vero e’ che stiamo parlando di due generazioni completamente diverse. I nostri genitori sono cresciuti in un epoca dove per relazionarsi all’ altro sesso non c’ era bisogno di avere tutti questi requisiti, c’ era un livello di istruzione medio-basso, le donne non erano cosi impegnate negli studi e nella vita professionale come lo sono adesso, per cui avevano piu’ tempo libero per dedicarsi alle relazioni e alla ricerca di un partner. [Mizio]
__________________
Secondo me avete ragione entrambi, ossia è vero quel che dici te ma c’è pure molta verità in quello che ha scritto Marco. Vedi, che gli uomini raccontino da secoli un mucchio di frottole sulle donne, è evidente a chiunque non chiuda gli occhi e non si tappi le orecchie. Non mi riferisco solo ai padri, che, tra l’altro, un tempo NON parlavano mai di queste cose con i figli, bensì agli uomini in genere e soprattutto a coloro che Rino Della Vecchia ha giustamente definito “i Cattivi Maestri”.
___________
Uomini alpha e beta avevano le stesse possibilita’ di trovare una donna con cui relazionarsi nel tempo.[Mizio]
__________________________
Non concordo, perché se è vero che la società è molto cambiata negli ultimi trenta-quarant’anni, è pur vero che gli alpha avevano maggiori possibilità anche nel passato.
Sennò che alpha sarebbero stati?
è pur vero che gli alpha avevano maggiori possibilità anche nel passato
>>>>>>
Sicuramente, ma non c’ era tutto questo divario negli anni passati proprio per le condizioni socio-economiche culturali di cui ho parlato per cui anche il “beta” aveva le sue occasioni. Oggi invece queste differenze si sono notevolmente accentuate: gli alpha sono sempre piu’ alpha e i beta sempre piu’ beta, ed ecco che le donne vanno tutte da una parte (gli alpha).
Oggi invece queste differenze si sono notevolmente accentuate: gli alpha sono sempre piu’ alpha e i beta sempre piu’ beta, ed ecco che le donne vanno tutte da una parte (gli alpha). (Mizio)
_______________________
Non c’è dubbio che queste differenze si siano accentuate; del resto negli ultimi dieci anni anche i ricchi sono diventati sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.
Ma trovo esagerato il sostenere che le donne vadano tutte da una parte: i motivi sono i seguenti.
1. La gran parte delle donne non è composta da “mega-fiche”, bensì da donne esteticamente “normali”, e in molti casi pure bruttine.
2. Anche le donne invecchiano (e prima di noi uomini), ragion per cui il loro potere è circoscritto ad un certo periodo della vita. Poi pure per loro cominciano i “cazzi amari”, e pertanto gli tocca accontentarsi del “primo beta che passa”.
Tra l’altro, in tutta sincerità, io stesso (che non sono certamente un alpha) non sono interessato alla gran parte delle donne che incontro in giro, soprattutto se si tratta di italiane. Non tanto per una questione di carattere e di mentalità (alla lunga le donne si somigliano un po’ tutte), ma di estetica. Da questo punto di vista (solo questo…) molto meglio le donne dell’Europa dell’est.
luca .ti sei dimenticato di un punto , rispetto ad anni fa le donne sono molto più indipendenti, del punto di vista economico e molte ,non avendo trovati l’alpha dei sogni, restano anche da sole ….
luca .ti sei dimenticato di un punto , rispetto ad anni fa le donne sono molto più indipendenti, del punto di vista economico e molte ,non avendo trovati l’alpha dei sogni, restano anche da sole (mauro recher)
___________________
Sì, mauro, questo è vero; ma stai tranquillo che quelle donne indipendenti che non hanno trovato l’uomo dei loro sogni, soffrono, e pure parecchio. La realtà è che al di là della maschera da dure che le donne odierne amano indossare, ci sono dei fragili esseri umani, con tutte le loro insicurezze e paure. Ad esempio, neanche io, arrivato all’età di 41 anni, ho trovato la cosiddetta donna dei sogni; ed infatti non mi sono mai sposato – né mai mi sposerò. Nonostante ciò non è che sia felice di questo: semplicemente ho scelto “la soluzione meno peggio”.
Diciamo pure che quelle odierne sono realmente delle generazioni fallite, sentimentalmente e sessualmente parlando. Ma tant’è.
Leggete questo pezzo scritto da un “seduttore”…
C’è veramente da piangere.
Che pena.
http://www.seduction.net/riv1a000833.htm
Le ragazze finlandesi “premiano” i veri seduttori
Helsinki – La guida completa del seduttore
L’uomo finlandese non è un macho ma neppure i pappagalli nostrani seducono
di Agente 007
Introduzione
Non ci si può aspettare, in questo paese dall’inverno così lungo e freddo, che le ragazze siano sorridenti e solari tutto il giorno e camminino per le strade con allegria e voglia di vivere. Capita spesso di vedere belle fanciulle dagli occhi di ghiaccio che mettono per così dire in soggezione il maschio nostrano che, in cerca di sorrisi compiacenti, si sente spiazzato di fronte a tanta indifferenza nello sguardo e nelle espressioni. Le ragazze sono comunque socievoli. Specialmente le giovanissime che sono dinamiche e aperte… quindi non lasciatevi intimidire dalla prima impressione.
Le donne finlandesi hanno una concezione dello spazio totalmente diversa dalla nostra. Se cammini per il centro sei una “non-persona” e come tale non dai fastidio e non susciti interesse. Nelle strade non è normale che un ragazzo finlandese fermi una ragazza con un complimento ecc… come succede ad ogni angolo delle nostre città. I tentativi di approccio per le strade e nei supermarket possono essere scambiati per un’invadenza dello spazio personale. Ma si possono provare, si deve usare tatto… meglio se la ragazza è ferma su una panchina, o rilassata. Se passeggia è già più difficile.
L’approccio per la strada in inverno è sconsigliato: soffia il vento del Baltico, piove e fa freddo, e ogni tentazione di passeggiare disinvoltamente vi passerà. Il clima non mette nello stato d’animo giusto tutte le persone che vedrete imberrettate, ecc… Nei luoghi al chiuso invece potrete fare conoscenza più facilmente. Specialmente se la fanciulla è da sola e sorseggia un caffè.
In estate tutto cambia.
Se la ragazza cammina con occhio di ghiaccio, non fare schiamazzi da dietro come fanno tutti gli italici tamarri che, col tentativo di attirare l’attenzione, infastidiscono. Lei ti ha già visto prima ancora che cominci a far finta di guardare altrove, parlare al telefono, ecc… come ho visto spesso, e questo atteggiamento non porta a niente. Meglio attacco diretto ad un tavolino. La sera è propizia per gli incontri, il giorno meno.
Meglio da soli ovunque. Va bene anche in due nei locali, ma mai per strada. Tre sono troppi. Meglio dividersi se si è in un locale! Non è come in Italia che le ragazze girano in grupponi e magari si tengono per mano!
Le Italiane, quando sono in gruppo, sono abituate ai codazzi di uomini che le corrono dietro, e magari sono anche compiaciute, le finniche non sono un po’ infastidite.
N.B. In genere l’80% delle persone ha fatto almeno una volta un viaggio in Italia e a tutti piace molto la lingua italiana.. Ma se la fanciulla è carina ha già incontrato nella nostra patria i tamarri – pappagalli e li conosce.
Essere Italiano qua non equivale a dire bello figo e scopa passere. Prima era considerato quasi a questo livello, poi ci siamo del tutto sputtanati! In genere l’italiano medio che ho visto qui è sul genere ”sono sfigato-voglio una passera-vengo qui perché in patria anche il più cesso se la tira”. E glielo si legge negli occhi, e cerca di attirare l’attenzione in tutti i modi. Questo sistema non funziona.
Se torniamo indietro di 6-7 anni fa, di italiani a Helsinki non se ne vedevano molti, specialmente in primavera. Anche perché i prezzi erano alti in confronto ai nostri. E quelli che venivano erano anche più apprezzati. Successivamente le orde di pappagalli (magari fossero solo quelli) e di sfigati genere ”tamarro” che fa casino e rompe le palle, hanno reso l’aria pesante e infastidito”.
Si può dire che la nostra reputazione ce la siamo rovinata da soli!
Finlandesi in “cazzeggio” a Raekoja Plats
Capire l’uomo finlandese
L’uomo finlandese ha tanta gnocca disponibile, e quindi non ha sviluppato in lui il senso del corteggiamento come lo intendiamo noi, e nessuna qualità che lo avvicini al seduttore.
Per l’uomo finlandese è molto facile prendere una donna. Se il ragazzo in questione è giovane e fa sport (hokey in genere) ha un bel fisico, alto (l’altezza fa la differenza), atletico con lineamenti gentili, e spalle piuttosto larghe, non avrà certo difficoltà a trovare una donna… Anche perché se non è lui che si avvicina, sarà lei a fare il primo passo… e tra loro i finlandesi si cercano e sono socievoli. Ma ci sono tanti sfigati, quindi anche la concorrenza è limitata.
Come tutte le donne, anche la donna finnica, specialmente vicino ai trenta vuole la stabilità. In autunno inverno soffre della solitudine e malinconia (anche se non lo ammetterà), quindi preferirà un partner meno occasionale e che magari stia con lei tutto l’inverno per farle compagnia. Loro vivono da soli già a 18 anni, e anche se amano l’indipendenza, se sono single a 30, vogliono un compagno, o almeno lo cercano.
L’uomo non ha grazia nei modi, la sua capacità di capire la donna è meno di zero, il look = modello barbone da fotomodello che si vede a Milano, cioè maglietta trasandata, jeans che toccano per terra per 10 cm, scarpe senza stile e vestiti orrendi che:
1) se sei bello tipo alto 1,80 spalle larghe e fisico allenato: ti sta bene tutto.
2) se non fai sport: ciccione, barbone, non curato: fai schifo al c…!
I discorsi che fanno i ragazzi con le ragazze, nei locali per rimorchiare, sono ad un livello così basso e stupido che c’è da stupirsi se le donne non sono scappate dalla Finlandia. Ma l’alcol ha qui un ruolo fondamentale.
Alle donne finniche piace prima il portafoglio e il c… Se hai il c… grosso e il portafoglio pieno si legano per una relazione. Qui in Italia invece basta il portafoglio pieno… non preoccupatevi. Il c… lo usate fuori del nostro paese che lo apprezzano di più (eh! eh!).
Il maschio finlandese ha interessi che non coinvolgono la donna: hokey, bere, play station, computer, pesca, calcio, pattinaggio, guarda molta TV (programmi spazzatura in genere) beve tanto (anche le donne), non corteggia, non è galante, non si preoccupa della donna se fa tardi, non ama il contatto fisico fuori dalla stanza da letto (a parte nel pub ubriaco…), ed è meno vivace della donna.
Questo è il tipico normale finnico… poi c’è il ricco con i soldi e il benessere, che fa un bel lavoro da professionista, magari che fa sport e questo se è anche un po’ curato si prende tutte le donne che vuole. Ne ha così tante che è sempre rilassato. Non le deve mantenere come facciamo noi italiani (vedi scroccone oche comuni milanesi che sanno solo mangiare a sbafo e succhiare c…).
Spesso belle ricche le vedi con tipi belli ricchi e belle povere le vedi con cani e porci! Triste ma vero! Lo sfigato finnico può trovare una donna.
Statisticamente in Finlandia sono 50% uomini e 50% donne. Ma in giro vedrete più donne che uomini. Le ragazze si vogliono divertire, escono anche da sole, sono più socievoli e predisposte all’avventura. Sono più aperte e indipendenti delle nostre “donne sfigate”. Non hanno paura di quello che vogliono e se lo prendono senza problemi, a differenza delle nostre che a casa fanno le snob del ca… e qua sono molto disponibili. D’altronde la donna italiana e una gran zocc… solo fuori casa sua! In genere le italiane sono qui per studiare, e senza i condizionamenti sociali si concedono senza problemi, anche un po’ per il gusto di assaggiare quel senso di libertà che a casa non hanno.
Un altro fattore importante sono i lineamenti degli uomini e il loro colore così bianco della pelle… il finnico è l’antitesi del macho! Per quanto possa essere bello, un finnico resta sempre un finnico… non avrà mai il sangue latino. Senza peli, senza barba scura, perde il fascino del maschio.
Il fattore lineamenti e colore capelli-pelle è importante sia per gli uomini che per le donne, anche gli uomini finnici preferiscono le scure. Ho sentito addirittura dire da uomini finnici che le nostre italiane sono più belle e non riusciva a capire la nostra attenzione per le loro donne! Mentre pronunciava la tal frase il finnico in questione indicava una ragazza italiana all’aeroporto, modello faccia da topo tutta scura ricciolina, capelli neri e sopracciglia scure alla “Elio e le storie tese”, che a me, alla vista di tutto quel pelo veniva solo un senso di nausea misto vomitino…
Una finlandese doc
Capire la donna finlandese
Ora c’è da dire che la donna finlandese è sessualmente attirata dall’esatto opposto dell’uomo finnico: dall’idea del macho!
Mancano assolutamente le relazioni extraconiugali durature.
La finlandese è indipendente, come tutte le scandinave:
1) Nella seduzione la donna prende in mano la situazione. E’ lei che corteggia e che può permettersi di cercare il sesso. Il maschio ha un ruolo più passivo.
2) Nei pub non è difficile fare conoscenza. Se tu vai dritto dalla donna e lei resta a parlare con te, ed è contenta hai il 50% di possibilità di passare la notte con lei. Se lei viene da te sai già che le interessi. La possibilità è del 90%. A meno che non fai il coglione.
3) La cosa più importante è cogliere l’attimo al volo, non perdere tempo, non sperare nel “ti lascio il numero ci sentiamo domani”, o cagate del genere…
I tempi sono più corti che da noi, non ci sono tanti tentennamenti. Se ti vuole ti prende, se non ti vuole subito è difficile che lo faccia domani.
4) Helsinki non è la Finlandia! Helsinki è snob. La gente è più fredda, meno disponibile, così come in tutte le altre capitali.
5) Sfatiamo il mito che nordica ci sta con l’italiano! Sono tutte cagate che sento in giro da una vita. E di certo non aspetta l’italiano a gambe aperte come dicono tutti i coglioni che “hanno sentito dire da un amico di un amico ecc.. “e in genere vanno in bianco…
A 30 anni la donna finnica ha visto già le orde di pappagalli che hanno invaso le loro terre. E’ già stata in Italia e quindi ti conosce. Regolati di conseguenza.
Le donne sotto i 30 sono la maggior parte belle, si incontrano le sfigate ma il livello di sfigata è un po’ diverso dal nostro, in Italia le “donne cesso da fare schifo” si atteggiano a top model, in finn no! Le donne più mature perdono il fascino con l’età.
La ragazza tra i 20 e 25 ha molte prospettive ed entusiasmo, si diverte è più aperta, e cosa molto importante non si fa tante seghe mentali.
La città è internazionale, quindi ci sono molti stranieri. Non basta essere straniero per attirare l’attenzione, (come ho sentito dire dagli sfigati di turno)… anzi con tutti gli extracomunitari che girano sei quasi uno di loro.
La sfigata, dopo i 30 anni prende lo straniero, bisognoso di permesso di soggiorno, in genere egiziano, turco, o negro.
6) La donna finnica non è infedele ma neanche fedelissima. Può baciare qualcuno se è ubriaca alla sera (cosa facile), ma per lei non è un gran che. Può fare il sesso se è in vacanza con l’amica (sono gettonate le crociere Helsinki Stoccolma) e tornare dal suo uomo e far finta di niente. Al lavoro, le grosse compagnie e le banche, organizzano sempre 2-3 volte l’anno una crociera dove combinano quello che vogliono, sia uomini che donne, entrambi lo sanno ed è un tacito accordo. Se la donna ti lascia andare in crociera da solo (in genere è gelosissima) lei sa cosa farai!… e lo farà anche lei!
Questo può succedere, e può anche succedere che se è innamorata non fa proprio niente, o almeno non se lo va a cercare, perché è impegnata a tenere sotto controllo il suo uomo. In genere la donna coglie l’occasione al volo… poi non ci pensa più.
7) Se ti capita un’ avventura notturna, il giorno dopo non ti conoscono, e se ti vedi in centro diventi una “non persona”. Sei già passato e tu non hai nessun motivo di salutarla. Lei non ti saluta e tu non la saluti, specialmente se accanto ad uno dei due c’è il rispettivo partner. Non ci sono neanche segnali di intesa o ammiccamenti vari con gli occhi. Quello che è successo è già passato.
La figura dell’amante che dura nel tempo (ed è sempre accanto a te e al tuo partner) non esiste. Nel senso che difficilmente trovi una finnica che ha il fidanzato a casa, e una lunga relazione col collega di lavoro (uno a caso) come fanno le nostre troiettine italiane, che ti dicono che ti amano mentre scopano con il loro capo, e restano con te perché piene di complessi e sensi di colpa, paura dell’abbandono e cazzate del genere. Se le persone non vogliono stare insieme non ci stanno… quindi regolati… se speri di trovare la casalinga frustrata che ammicca per essere scopata a dovere, perché il marito non la caga (preferisce la collega che è più zocc…), a Helsinki non trovi la casalinga!
L’uomo finlandese non è macho
Importante
La lingua è importantissima. Altrimenti non combini niente. Resta al bar dello sport e continua a parlare di calcio, tv, sfigati dello spettacolo, ecc… Devi parlare inglese! Quindi se vuoi andarci d’estate comincia a studiare in autunno. La loro pronuncia è perfetta!
Se parli finlandese è un buon punto! Anzi passi di livello… anzi di più. Se parli poco poco finnico è un buon segno di apprezzamento della cultura.
Se sai dire giusto due parole di finlandese (che è una lingua impossibile da imparare) meglio stare zitti… ti scambiano per il coglione di turno che vuole fare il figo e si sentono presi in giro, oppure per lo straniero fidanzato che fa sempre il coglione…
Essere uno straniero non è sempre un vantaggio, però a molte fa anche schifo l’uomo finlandese… quindi…
Dove andare.
Con il cambiare delle stagioni cambiano le regole della seduzione, di conseguenza cambiano anche i luoghi.
Autunno-Inverno
Al mattino è sempre un buon inizio andare per il centro (tranne la domenica mattina che non cammina neanche un cane). La città è viva: andate a fare un giro nei due grandi centri commerciali del centro Stokkman e Sokos, ci sono tante donne sole che hanno bisogno di un po’ di allegria… ricordo che l’umore non è molto alto in sto periodo…
Ci sono due caffè sopra i centri commerciali e spesso ci sono ragazze sole. Dalla parte opposta a Sokos c’è Forum, altro centro con all’interno caffè e qualche posto per mangiare. Meglio i centri commerciali ai supermercati… ma non il venerdì pomeriggio… troppo casino.
La mattina è l’ideale per una seduzione rilassante, se poi ha nevicato è c’è il sole (cosa frequente in inverno) la giornata mette così di buon umore che è meglio approfittare del sole mattutino…
Alexanderinkatu la mattina e il giorno va bene, ci sono caffè e negozi. Vicino Esplanadi ci sono dei caffè carini poi c’è Teatteri, un locale molto snob (detto da loro) se siete abituati all’atmosfera di Milano lo troverete molto soft, però questo è anche un ristorante che alle 11.30 si riempie di persone che fanno pausa pranzo. Buono l’orario dalle 15.00 in poi, dove si fermano per un una birra dopo il lavoro.
Se c’è il sole ancora meglio perché c’è una terrazza che da su Esplanadi: il viale alberato che arriva fino al porto. Il target alla sera è sopra i trenta, e le donne sono in genere belle e vestite bene. Sembrano altezzose e ma è solo l’apparenza. Bello e elegante, e molto positivo che non ci sono rompipalle extracomunitari (non è per essere razzisti, ma rompono davvero le palle).
Evitate tutti pub che hanno le slot machine, sono piene di ubriaconi e niente più, o Somali che cercano spunti per litigare, qualche vecchia sfigata.
Al mattino consiglio tutta la zona del centro.
Alla sera nella zona del centro da evitare: è lo storico pub Mollys Malones, molto carino dove fanno musica dal vivo: ma in questi ultimi due anni si è riempito di extracomunitari. Era un locale internazionale fino a qualche tempo fa, ma ora è diventato invivibile. Le sfigate ci vanno per trovare il turco o egiziano di turno che le promette amore eterno e ha bisogno del permesso di soggiorno, e si fa poi mantenere. In genere le denuncie fatte da donne finlandesi verso mariti extracomunitari che si accorgono del “matrimonio truffa”, cominciano tutte così: ” … ci siamo conosciute in un pub del centro che si chiama Mollys Malones…”. Poi però questi individui vengono pescati e rispediti al loro paese! Al sabato si riempie anche di gente comune, perché la musica è davvero bella. Ma se un posto è pieno di sta gente anche le ragazze di Helsinki che “meritano” tendono a stare lontane. On the Rox è di fronte alla stazione, ha una bella sala sotterranea con pista da ballo. Fanno musica dal vivo Rock molto spesso. Io non lo consiglio se si incentra la seduzione sulla comunicazione. Però ho visto delle gran fighe vestite in pelle nera che meritano un tentativo… anche due…
Un altro locale vicino on the rock e Baarikaarpanen.
Sfortunatamente da quest’inverno si sta riempiendo di gentaglia come turchi e africani che… fanno veramente schifo. E le belle ragazze con un po’ di stile tendono a scartarlo. Durante la settimana è frequentato da studenti.
The Club è una bella discoteca. Molto grande e al fine settimana c’è tanta gente.
Il mercoledì in genere le discoteche del centro sono frequentate solo da studenti. Età media molto bassa, sui 20. Durante il fine settimana sotto i 22-24 anni in molti locali di Helsinki non si può entrare quindi gli studenti fanno casino il mercoledì, e in genere quelli un po’ più snob, o a circolo chiuso, vanno nelle discoteche del centro. Quindi evitate, perché si conoscono tutti, fanno cameratismo, maschi e femmine, hanno i loro intrighi e non entri nel gruppo… non hai senso li.
Se vuoi una discoteca durante la settimana, meglio zone come Sornainen, che è una delle zone più brutte di Helsinki, non lontana dal centro, piena di ubriaconi, ma nelle discoteche c’è tanta f…
In genere, le disco di periferia vanno bene tutta la settimana, le disco del centro vanno il fine settimana.
Molto bello è Amarillo: qualche extracomunitario ma non troppi. E non sono molto cagati… ha la zona disco al piano di sopra e la zona ristorante bar al piano di sotto. Ogni tanto fa offerte di birra a prezzi bassi entro le 24.00. Quindi si trova tanta gente e tanta gnocca. Durante la settimana ci possono essere feste private e balli latino americani ecc… non ci trovate nessuno.
La zona di Sornainen, nei pub non ci trovate molto. È la zona dove il prezzo della birra è più basso. Ma è frequentata da ubriaconi, qualche skinedz, e in genere ragazze non interessanti.
Helsinki Club, qualche anno fa andava di brutto, ma ora pieno di turchi, ecc.. Va comunque bene. Ci sono africani ecc.. però si riesce a trovare qualche cosa comunque.
Di fronte a Helsinki club c’è un locale di ghiaccio Ice Pub. E’ costoso entrare e non c’è la gnocca. Molto pubblicizzato ma frequentato da turisti a caccia di novità o da coppiette.
Le discoteche in genere costano sui 2-3 euro l’ingresso e guardaroba obbligatorio in inverno (altri 2 euro). Spesso sono gratis, e si paga il biglietto dopo la mezzanotte.
Il costo di una birra è circa di euro 4,50 cosi come un drink è sui 6 max 7.
In Estate
E’ uno spettacolo, trovi donne ovunque, in ogni luogo, specialmente nei parchi e nelle spiagge… In primavera e estate in genere si registra il maggior numero di separazioni tra coppie, perché tutti vogliono divertirsi e scopano di brutto, stanno liberi.. in poche parole fanno i c … loro… In questo periodo dell’anno ci sono i concerti nei parchi che sono un’ottima occasione. Ci sono le terrazze dei locali del centro che si riempiono dal pomeriggio fino a notte.. poi il sole c’è anche la notte, e favorisce una certa attività dello spirito o meglio del corpo..
Quando arriva l’autunno si registra il maggior numero di fidanzamenti! E’ molto semplice!
Così semplice che non sembra neanche vero!
Le ragazze finlandesi sono pragmatiche
Questo è da Top Secret:
Il fine settimana tutte le discoteche e i locali del centro sono pieni. Il venerdì sera e il sabato Il centro di Helsinki si riempie di ragazzi che si ubriacano e puoi trovare di tutto… Le ragazze ubriache sono più facili.
A Helsinki nelle discoteche si rimorchia! Più ci si sposta dalla grande città e più è facile rimorchiare. L’ est è meglio dell’ovest perché a ovest si sentono mezzi Svedesi e sono più snob… inoltre a est sono simpatici. A nord è meglio del sud. Evitare Joensu e Imatra.
Buono il locale che c’è sul lato sinistro dove trovi On The Rox… devi girare l’angolo e scendere le scale… al fine settimana le donne vanno li per rimorchiare perché ci vanno i Pompieri finnici che hanno un bel fisico… ma guarderanno anche te… non lo conoscono in molti… soprattutto gli stranieri. E facciamo che resti un posto limitato…
Il lunedì in inverno non c’è mai in giro nessuno. Il che è positivo perché se trovi la fanciulla con la amica il lunedì o il martedì, nel locale è una buona preda.
Il capodanno a Helsinki è una figata. Fa freddo ma tutti sono in giro ubriachi e le discoteche non aumentano il biglietto come qua. Entri pagando al guardaroba i soliti 2 euro, magari 5 euro l’ingresso (se va male) e il costo dei drink resta invariato. Non hai bisogno di prenotazione!
Look
E’ importante. Meglio un look curato ma non troppo. Meglio un look che esalta il tuo fisico e ti rende macho…
Va bene anche il tipo trasandato a patto che sia rilassato: il finlandese trasandato con spalle larghe e bel fisico sta bene, è a suo agio, appare naturale e piace. L’italiano finto trasandato, un pò lampadato, con le sopracciglia rifatte, e “impettito” che vedi per le strade di Milano (vedi corso Como) qui è uno sfigato. Almeno secondo me che lo vedo convinto di essere figo in discoteca con la faccia stupita perché non rimorchia! Non è trasandato-naturale ma tamarrazzo-milanese da locali milanesi, che va bene appunto solo nei locali milanesi dove trova la ragazza ideale: gne-gne ecc.. Da evitare lo stile “bravo borghesoccio” (che va tanto di moda a Milano… tanto per cambiare) cioè la camicettina ordinata, col tuo bel maglioncino della Lacoste, col tuo bel pantalone con le pens e risvolti, scarpettine del cazzo tipo Timberland anni ’80, tutto firmato di buona qualità… ma che fa la forma del fisico buffo… e vorrei dire sfigato-vecchio… Eppure gli italiani li vedi vestiti così. Meglio il made in italy che veste figo al made in Italy che veste da babbo.
Luca
Sì, mauro, questo è vero; ma stai tranquillo che quelle donne indipendenti che non hanno trovato l’uomo dei loro sogni, soffrono, e pure parecchio
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Confermo : a parte qualche eccezione, la maggioranza soffre veramente senza l’uomo dei suoi sogni
—————————————————————-
La realtà è che al di là della maschera da dure che le donne odierne amano indossare, ci sono dei fragili esseri umani, con tutte le loro insicurezze e paure.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Vero anche questo.
——————————————————————-
Ad esempio, neanche io, arrivato all’età di 41 anni, ho trovato la cosiddetta donna dei sogni; ed infatti non mi sono mai sposato – né mai mi sposerò. Nonostante ciò non è che sia felice di questo: semplicemente ho scelto “la soluzione meno peggio”.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Infatti è sbagliata la soluzione del “purchè respiri” . Me ne sono reso conto dopo poco tempo.
Se c’e’ spazio per la citazione latina, anche un mito greco allora puo’ starci. E senza farlo apposta, il mito di Amore e Psiche, calza a pennello, a mio avviso, con il vostro sito. Amore aveva promesso a Psiche che sarebbe andato a trovarla ogni notte per amarla con passione fino a quando le tenebre avessero tenuto nascosto il suo volto. Psiche infatti avrebbe continuato a godere del piacere perfetto a patto di non scoprire mai l’identita’ di Amore. Ma la dolce e inquieta fanciulla si fece convincere dalle sorelle a vedere il viso del suo amante mentre dormiva..alla luce di una debole fiamma. Putroppo una goccia di olio cadde sul petto di Amore che, svegliatosi, abbandono’ all’istante l’ingrata…Secondo me i greci avevano capito molto in fatto di erotismo mentre le religioni e le pseudomorali cercano da sempre di imbrigliare quella che e’ in assoluto l’energia piu’ potente:il sesso. L’eros,oltre a nascere dal mistero, non vuole nè premesse nè promesse perche’ il piacere in quanto tale e’ fine a se stesso. Le donne con po’ di cervello e onesta’ intellettuale (connubio vincente e raro) sanno che solo quando smettono di cercare l’amore con tanto di puntelli e garanzie..incontrano l’Amore che le inonda di benessere e vitalita’. Ma perche’ cio’ accada occorre provare a rimettersi in gioco con Spontaneita’ e Reciprocita’.. Spesso leggendo il vostro blog ho pensato a come questo mito , in fondo, conferisca un’aurea..quasi classica alla vostra posizione che per quanto tesa..tradisce sempre la rabbia per un’intesa “comune” perduta o svilita. Psiche tradisce tutti i difetti femminili..e’ inutilmente curiosa, instabile, umorale, insoddisfatta, immatura, impaziente..non merita l’Amore. Donne..e’ ora di crescere.
Ho letto l’ articolo con interesse, ma non gli
innumerevoli commenti. E’ vero, i rapporti tra i
sessi non sono reciproci, anche se non so se sia
più colpa degli uomini o delle donne. Comunque
il sottoscritto si ritiene vittima di questa società.
Per capire perchè vi riporto un’ intervento ritagliato
dal sito di Fobiasociale.com, con la precisazione
che il mio caso è peggiore:
Registrarsi FobiaSociale.com > I forum di FobiaSociale.com > Presentazioni
Solitario, asociale… e allora? Sto bene così!
Questa e’ la discussione Solitario, asociale… e allora? Sto bene così! nel forum Presentazioni.
Salve a tutti! Ma che bello, non pensavo esistesse un forum così, tutto dedicato a “noi”. Sono un ragazzo di … Nome utente Ricordati?
Password
Home Discussioni di oggi Registrazione FAQ IRC Chat Lista utenti Messaggi odierni Cerca
Cerca nei forum
Visualizza le discussioni Visualizza i messaggi
Ricerca avanzata
Vai alla pagina. . .
Pagina 1 di 10 1 2 3 > Last »
LinkBack Strumenti della discussione Modalità di visualizzazione
24-05-2010, 20:13 #1 (permalink)
Stasüdedòs
Avanzato
Registrato dal: May 2010
ubicazione: Sul picco centrale di un cratere lunare
Messaggi: 393 Solitario, asociale… e allora? Sto bene così!
——————————————————————————–
[AD] Salve a tutti!
Ma che bello, non pensavo esistesse un forum così, tutto dedicato a “noi”.
Sono un ragazzo di 28 anni, e se sono qui, ovviamente è perchè abbiamo parecchio in comune… ho letto molte discussioni e molti messaggi è come se li avessi scritti io!.
Nei messaggi che seguiranno vi elencherò un po’ le mie caratteristiche…
[AD]
[AD]
24-05-2010, 20:14 #2 (permalink)
Stasüdedòs
Avanzato
Registrato dal: May 2010
ubicazione: Sul picco centrale di un cratere lunare
Messaggi: 393 Re: Solitario, asociale… e allora? Sto bene così!
——————————————————————————–
- Sto bene, troppo bene da solo, solo con me stesso e il mio mondo, fatto di cose semplici ma che mi bastano e appagano!.
Anche con persone che conosco da una vita non mi sento perfettamente bene e/o a mio agio come quando sono da solo.
Mi sento invece pienamente in sintonia in mezzo alla natura… un giro in bici tra le campagne, o un’escursione in montagna non hanno prezzo.
- Ho avuto pochissimi amici: 2 alle elementari nel mio paese, 3 alle superiori a Milano… oggi, ho perso i contatti con tutti e 5… è stato un processo graduale ma inevitabile, oserei dire naturale: strade sempre più diverse e distanti (loro quelle tradizionali di un giovane comune), crescente incompatibilità caratteriale, mentale, ideologica, ecc.
- Da sempre, parlo poco, pochissimo… da piccolo era più per timidezza, adesso molto meno, semplicemente non mi vengono le parole, gli argomenti, faccio proprio FATICA, non so come spiegare… per me, rimane un mistero come facciano le persone a parlare ininterrottamente per ORE di chissàcosa in scioltezza, mentre io già farei fatica a superare i 2-3 minuti di conversazione.
Probabilmente è anche una questione di sotto-sviluppo dell’area del cervello dedicata alla parola, mai stata abituata o allenata ai “veri” dialoghi con le persone.
- A questa mia scarsa loquacità, contribuisce anche una oggettiva difficoltà di linguaggio orale, con occasionali e imprevedibili blocchi (balbuzie), solo su certe parole (imprevedibili anche quelle, a parte una: il mio cognome
((((((( era ed è ancora un dramma doverlo dire ad altri quando serve, e sempre solo al primo tentativo, poi potrei ripeterlo all’infinito normalmente, ma intanto la figura di merd* è già stata fatta….).
…continua…
24-05-2010, 20:15 #3 (permalink)
Stasüdedòs
Avanzato
Registrato dal: May 2010
ubicazione: Sul picco centrale di un cratere lunare
Messaggi: 393 Re: Solitario, asociale… e allora? Sto bene così!
——————————————————————————–
- Rispondere al telefono (a uno sconosciuto) o fare una qualsiasi telefonata anche a parenti è un grosso ostacolo psicologico, anche se (pur con fatica) riesco a superarlo quando non se ne può fare a meno.
Non è dovuto a timidezza, se non in minima parte ormai, ma principalmente alla consapevolezza dei miei problemi di conversazione orale e anche il pensiero di poter disturbare chi sto chiamando.
- Fisicamente potrei definirmi più che accettabile dal collo in giù, ma nettamente cesso dal collo in su (inoltre dimostro 5-10 anni più di quelli effettivi fin da quando avevo 16-17 anni)… e anche questo non è stato un punto a favore, anzi, mi ha causato parecchi problemi dalle scuole medie in poi, con quotidiane prese per il cul* per 5 lunghi anni (sia per l’aspetto che per il carattere), che di conseguenza hanno totalmente escluso ogni possibilità di socializzazione (nonostante io fossi ben disposto, almeno inizialmente, non avendo avuto problemi simili alle elementari).
Ma nonostante la situazione psicologicamente difficile, riuscivo comunque ad essere sempre tra i migliori della classe come voti e rendimento (anzi ero proprio il migliore alle superiori).
- Mai avuto alcun bisogno o necessità di uscire in compagnia per andare in locali, bar, discoteche, party, concerti ecc., che non mi attraggono proprio, visto che anzichè divertirmi, mi annoio, o ne ricavo solo un mal di testa. Sto troppo bene nel relax di casa mia.
Molti pensano “stai buttando la tua gioventù, non sai cosa ti perdi”, ma è gente che non riesce a capire (perchè dovrebbe ESSERE me, invece si limita a giudicare col suo metro e la sua vita) che io sto benissimo anche così, e che posso tranquillamente fare a meno di molte cose e divertimenti irrinunciabili per tutti gli altri “normali”!!.
Quindi, perchè dovrebbe essere una “perdita”, se non provo alcun interesse per quelle cose?. Non è che mi auto-escludo, per qualche motivo, pur avendo una voglia matta di fare questo o quello, o di andare di là o di quà… (in tal caso avrebbero ragione) semplicemente, è un “mondo” a me totalmente estraneo e incompatibile, che non mi ha mai riguardato o attratto.
- Ho passioni, hobby e interessi del tutto insoliti, particolari (per ora non intendo rivelarli nemmeno qui, cmq niente di pervertito o moralmente discutibile, tranquilli ), che ovviamente, quelle rarissime volte che li ho dichiarati a qualcuno (errore mai più commesso), hanno solo peggiorato la mia già compromessa situazione per i motivi sopra elencati, rendendomi ancora più “alieno” in mezzo agli altri.
… continua…
24-05-2010, 20:15 #4 (permalink)
Stasüdedòs
Avanzato
Registrato dal: May 2010
ubicazione: Sul picco centrale di un cratere lunare
Messaggi: 393 Re: Solitario, asociale… e allora? Sto bene così!
——————————————————————————–
- In questo quadro tragicomico, non è difficile immaginare come anche il mondo delle relazioni affettive/amorose/sentimentali non abbia MAI fatto parte della mia vita… MAI una storia, una relazione con una ragazza, MAI un bacio, mai avuta nemmeno una semplice amicizia (i pochi amici avuti erano tutti maschi)… nessuna mi ha mai cercato (e te credo, al massimo potrei destare solo curiosità e nulla più,.. non avendo oltre alla bellezza fisica, nè il carisma, il carattere o la personalità per “compensare” le mancanze fisiche… a me manca TUTTO!), e non mi ha mai sfiorato l’idea di provarci con qualcuna, per lo stesso motivo (con chi poi, non uscendo mai e non avendo compagnie?).
- Anche il fatto di rimanere single a vita, è una cosa che ho accettato serenamente, non più in maniera passiva come qualche anno fa, ma nella piena consapevolezza che, oltre a stare bene da solo a prescindere, non è oggettivamente possibile pensare di poter creare una relazione affettiva nelle mie attuali condizioni, e/o che qualcuna possa realmente interessarsi a me (se non come caso umano da studiare
)… se poi penso che non sono in grado nemmeno di fare nuove amicizie e di mantenere quelle poche già avute, figuriamoci………. servirebbe un miracolo, un autentico miracolo, una totale trasformazione del mio essere.
- Mai preso farmaci o fatto sedute da psicologi… non ne sento il bisogno, visto che sto bene così, ho la salute, un lavoro fisso, indipendenza economica e mi accetto per come sono, nel bene e nel male (anche perchè i VERI cambiamenti interiori non arrivano MAI a comando, ma solo se devono arrivare, in un preciso momento, per destino… e di questo ne ho avuto una dimostrazione a livello personale, 12 anni fa… un evento imprevisto e molto intenso, che mi ha migliorato un po’, altrimenti ora sarei in condizioni ancora peggiori).
- Genitori a parte, nessuno (a ragione) mi ha mai potuto apprezzare per ciò che sono, ma mi hanno sempre apprezzato molto per quello che ho fatto o dato, dalla scuola al lavoro (mettendoci sempre un buon rendimento, disciplina, costanza, precisione, attenzione, correttezza, disponibilità…),… queste sono le mie qualità, ne sono ben consapevole e su queste devo puntare per il futuro.
Basta così, come vedete a scrivere non ho gli stessi problemi che ho nel parlare, ahahah
Ciao, a presto.
RedShift
il sottoscritto si ritiene vittima di questa società.
Per capire perchè vi riporto un’ intervento ritagliato
dal sito di Fobiasociale.com, con la precisazione
che il mio caso è peggiore:
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Quello che ha scritto le parole che hai riportato è una rarità (*) , una rarità senza dubbio molto buona. Magari moltissimi uomini fossero come quello ( indipendentemente dal fatto di avere o no relazioni con una donna ) . Se così fosse, la dinamica dei rapporti uomo/donna sarebbero totalmente diversi . Una curiosità : posso sapere perchè il tuo caso sarebbe peggiore e perchè ti senti vittima della società ?
(*) in realtà mi è parso di vedere me stesso nello scritto di quella persona che hai linkato . Anche se la mia situazione è, invece , meno “”"peggiore”"” , perchè a conti fatti di amici io ne ho, anche se trovati solamente negli ultimi due anni, e di viso non dimostro affatto più anni di quanti ne ho, ma di meno .(**)
(**) Personalmente ritengo che dimostrare di meno è peggio di dimostrare di più, ma è solo un’opinione personale .
Silent Hill:
Mi ritengo peggiore dell’ uomo che ho
linkato per tre motivi: primo, non ho la sua
stessa indipendenza economica, ma per una
serie di motivi sono in una situazione precaria;
secondo, sono più anziano di età; terzo, e forse
è il peggio, non affronto la solitudine con la sua
stessa serenità. Sento la mancanza di una
relazione intima, con qualcuna con cui essere
ovviamente in sintonia, sia dal punto di vista
mentale (e devo dire che questa è la mancanza
principale) che fisico. So che è una condizione
difficile da capire, ma ci sono degli uomini, e so
benissimo che siamo una piccola minoranza, che
pur desiderandole non riescono ad avere relazioni.
La nostra società procede ad una selezione, e noi
siamo gli esclusi. Credo che in questo caso si
realizzi davvero la famosa contrapposizione,
notata da Rousseau, tra natura e cultura. Una
cultura distorta. E mi sembra anche che la nostra
epoca, da questo punto di vista, sia peggiore di
quelle precedenti. A me costa molto dire tutto
questo, e riesco a farlo soltanto perchè sono
protetto dall’ anonimato. Non credo proprio di
potermi esporre di più.
Redshift, non vedo proprio perché tu debba sentirti “peggiore” di altri,solo perché vivi una condizione di disagio psicologico, sociale, professionale o quant’altrto. Mi sembra che il tuo giudice interno (al servizio di quello esterno…)stia lavorando troppo e male. A mio parere è giunta l’ora di metterlo a tacere. Questo “giudice” è quello che ci inchioda, che ci impedisce di decollare, di vivere secondo i nostri desideri, secondo la nostra libera volontà. E’ colui che ci dà dei parametri, dei “modelli” di riferimento. E se non riusciamo a corrispondergli comincia a pontificare, a giudicare. ,
E’ una trappola, ficcatelo bene in testa. . Tu esisti in quanto uomo nel mondo e hai tutto il diritto a viverci in dignità e in serenità indipendentemente da qualsiasi giudizio e da qualsiasi possa essere la tua condizione personale. Chi ha stabilito che un uomo deve essere in un modo anziché in un altro? Chi ha deciso che se ha un lavoro fisso e ben remunerato è un uomo di valore e che se è precario e mal pagato non ne ha o ne ha meno? Chi ha deciso che un uomo socialmente affermato “vale di più” rispetto a un uomo che non lo è? Chi ha deciso che un uomo non bello o anche brutto vale di meno di un uomo attraente? E chi ha deciso che un uomo vale di più se ha una bella donna accanto a sè oppure una meno bella oppure ancora non ne ha nessuna?
Chi ha stabilito questi parametri? Tu? Noi? Non mi pare. Li ha stabiliti il sistema (e i vari sistemi, nel corso della storia), che ha tutto l’interesse a mantenere gli uomini beta in una condizione di perenne senso di inadeguatezza, per poterli controllare e dominare, soprattutto dal punto di vista psicologico.
E’ una truffa, una spirale subdola e maligna alimentata ad arte, che dobbiamo prendere a calci nel sedere una volta per tutte, in favore di una scelta di libertà, autonomia e autodeterminazione.
Dobbiamo essere noi a costruire il nostro percorso valoriale e umano, a stabilire i nostri valori, quelli per cui vale la pena stare al mondo, gettare alle ortiche una volta e per sempre il “giudizio”. E’ questo che fa i danni più grandi. Ci è stato instillato da sempre proprio per farci sentire nel modo in cui ti senti tu (e in cui ci siamo sentiti più o meno tutti noi), per ricordarci che non valiamo niente, che non siamo nessuno se non riusciamo a stare al passo con i parametri stabiliti per noi da altri. Come se questi “altri” fossero migliori di noi.
Balle. E di proporzioni gigantesche. Dobbiamo invertire la rotta, iniziare un nuovo percorso. Anche per questo siamo qui.
Ti do il benvenuto fra noi e voglio fare con te una scommessa. Nell’arco di un anno non ti sentirai più come ti senti ora. L’esperienza con gli Uomini Beta ti aiuterà a cambiare, ne sono certo.
A presto!
Fabrizio
“La nostra società procede ad una selezione, e noi
siamo gli esclusi”
_____________
Caro amico, la nostra società seleziona i peggiori, non i migliori: basta vedere la classe dirigente di questo paese.
Essere esclusi da una selezione di questo tipo è un punto d’ onore, non un handicap.
Per essere premiato dalla società devi essere fondamentalmente uno stronzo, le capacità contano poco o addirittura niente: devi essere lecchino e servile con chi ha potere e uno squalo con gli altri.
Un consiglio mi sento di dartelo anch’ io: impara a fottertene, degli altri, che siano uomini o donne.
I giudizi altrui non sono quasi mai imparziali, è una forma di manipolazione.
Farti sentire una nullità serve a renderti inoffensivo: la psicologia è l’ arma di distruzione di massa del terzo millennio nonché la principale forma di autodifesa di chi è “arrivato”, e funziona molto meglio della coercizione.
Grazie dei consigli, effettivamente ora mi sento
meglio. Quello che mi dite è in realtà ciò che ho
sempre pensato. Ma probabilmente, a causa dello
stress, a volte cado in una specie di depressione.
Io in realtà nel mio piccolo, almeno a livello
professionale, sono anche un pò stimato da chi
mi conosce. Mi trovo in difficoltà per motivi
essenzialmente estranei al mio modo di
lavorare. Me ne fotto del giudizio altrui, eppure
a volte non riesco a non averne paura.
Questo movimento è interessante, ed in effetti
ho intenzione di contattarvi, ma non adesso, perchè
sono particolarmente occupato in questo momento.
Mi rifarò vivo con voi appena potrò.
Grazie di tutto.
Navigando in rete ho trovato uno stralcio prelevato da un sito di seduzione che mi piacerebbe analizzare con voi. A parte il corso di seduzione che e’ un aspetto secondario che al momento non mi interessa analizzare vi riporto questo stralcio dal sito laseduzione.altervista.org.
Titolo: corso di seduzione per uomini timidi che vogliono rapportarsi positivamente con le donne.
Programma (ed ecco lo stralcio):
Il primo consiglio che ti posso dare e’ di differenziarti dalla massa.
Per la donna e’ solo un problema di scelta (in special modo se e’ carina), devi
essere tu a proporti in un modo diverso da tutti gli altri che le ronzano
intorno in modo da attirare la sua attenzione e la sua curiosita’ su di te.
Come dice il proverbio la curiosita’ e’ femmina e non e’ raro che una donna
inizi una amicizia o un rapporto per curiosita’.
La tua arma deve essere il fascino (che non necessariamente e’ legato alla
bellezza esteriore), belli si nasce, affascinanti si diventa.
Ricorda inoltre che quasi tutte le donne cercano in un legame principalmente un
rapporto affettivo, e’ raro che si abbandonino al classico colpo di fulmine.
Alla donna piace essere corteggiata, e’ una tappa obbligatoria per la conquista.
Ma soprattutto ricorda che la donna e’ come una farfalla che vola libera nel
cielo in cerca di un fiore su cui posarsi, non cercare di catturarla perche’
lei scappera’ o rimarra ferita, deve essere lei a posarsi sul tuo
fiore perche’ e’ piu’ bello e piu’ profumato degli altri.
Continui a sentirti dire dalle donne che ti attraggono “Voglio che rimaniamo solo amici”?
Sei il tipo comprensivo a cui scroccano cene, regali, da cui si fanno scarozzare in giro
e a cui raccontano tutti i loro guai sentimentali, ma da cui non si fanno toccare neanche
con un dito?
Be’, sappi la ragione, non ha niente a che vedere coi soldi o l’aspetto fisico:
Semplicemente non hai imparato a creare nelle potenziali partner lo stato
emotivo che le porta a desiderare ardentemente di concedersi sessualmente a te.
le donne vogliono vivere emozioni, spesso anche emozioni non condivisive dalla loro sfera logica.
impara a fare vivere ad una donna emozioni particolari ed inevitabilmente si innamorerà di te
Potrai finalmente seduure le donne che ti piacciono, ottenerla senza chiederla..
RICORDA: CHI CHIEDE è PERDENTE, CHI SA OFFRIRE EMOZIONI è VINCENTE
>>>>>>
Sono veramente questi i modi per suscitare interesse nelle donne ? Che ne pensate ? Parliamone.
@
Be’, sappi la ragione, non ha niente a che vedere coi soldi o l’aspetto fisico:
@
Ecco, questa è veramente una stupidaggine, di cui, francamente, non se ne può veramente più.
Sarebbe il caso di ricordare a questi signori “esperti in seduzione”, che la capacità di essere spigliati, estroversi, divertenti, ecc., ha MOLTO a che vedere con l’aspetto fisico in gioventù, ed altrettanto con la posizione sociale in età adulta.
Inoltre ha poco senso dire che “chi chiede è perdente”, perché questo è quello che fanno quasi tutti gli uomini, e la ragione è la seguente: noi abbiamo un valore sessuale decisamente inferiore a quello femminile.
Tutto il resto sono inutili chiacchiere che servono solo a confondere ancora di più le idee a tutti quegli uomini che già hanno una caterva di problemi con l’altro sesso.
Tanto “se piaci piaci”, “se non piaci non piaci”, pertanto c’è ben poco da fare.
Sottoscrivo tutto quanto scritto da Fabrizio e Sandro poco sopra. Chi più chi meno, abbiamo tutti attraversato periodi di abbattimento, sconforto, ma mai pensare che la propria condizione, perchè non rispondente alle richieste del “sistema”, sia da “vinti” o “emarginati” ecc..Anzi, andare fieri della propria individualità se moralmente ineccepibile. Misurarsi attraverso i parametri del pensiero dominante apre la strada alla depressione. Non a caso l’Occidente è il paradiso delle case farmaceutiche.
Arriviamo poi al discorso “relazione con l’altro sesso”, che è poi spesso la ragione principale di questo disagio. Mizio ha postato uno dei tanti consigli degli “esperti” di seduzione. Chiariamo un aspetto: la donna dai 25-30 anni in su, nella maggior parte dei casi, cerca un uomo per costruire un nucleo stabile insieme, che potrebbe anche allargarsi ad altri membri, i figli. Cercherà quindi un uomo che garantisca a lei ed eventualmente alla prole un futuro tranquillo. Ricercherà, perciò, nel partner una condizione economica soddisfacente, prestanza e cura fisica, nonchè un carattere forte e affidabile. Tanto più si incarneranno ai suoi occhi queste caratteristiche tanto più “successo” si otterrà. Per il resto, tutti i consigli in materia di seduzione sono marginali, secondari, non incidono più di tanto nella scelta. Ma c’è un’altra considerazione che va fatta: vale la pena recitare la parte del seduttore? Casanova è un mito; in verità il seduttore è un povero diavolo che per ottenere qualche misero risultato deve appiattirsi sulle richieste altrui. Non è forse meglio cercare di essere se stessi e accada ciò che deve accadere? Teniamo in considerazione che l’amore di una donna, quello duraturo, l’abbiamo già conosciuto ed è quello che ci ha destinato e ci destinerà chi ci ha dato la vita. Il resto è un fuoco di paglia.
lo letto il post di mizio e sono in parte d’accordo ,in alcune cose ha ragione in altre sicuramente meno ….
————————————————————————–
Ma soprattutto ricorda che la donna e’ come una farfalla che vola libera nel
cielo in cerca di un fiore su cui posarsi, non cercare di catturarla perche’
lei scappera’ o rimarra ferita, deve essere lei a posarsi sul tuo
fiore perche’ e’ piu’ bello e piu’ profumato degli altri
———————————————————————-
vero …non so chi abbia detto questa frase (forse oscar wilde) “l’uomo sceglie la donna che lo ha scelto”……niente di più reale ,l’ultima parola ,in fatto di conquiste spetta sempre alla donna
————————————————————————-
Continui a sentirti dire dalle donne che ti attraggono “Voglio che rimaniamo solo amici”?
Sei il tipo comprensivo a cui scroccano cene, regali, da cui si fanno scarozzare in giro
e a cui raccontano tutti i loro guai sentimentali, ma da cui non si fanno toccare neanche
con un dito?
Be’, sappi la ragione, non ha niente a che vedere coi soldi o l’aspetto fisico:
Semplicemente non hai imparato a creare nelle potenziali partner lo stato
emotivo che le porta a desiderare ardentemente di concedersi sessualmente a te.
————————————————————————
falso ….. se non attrai con qualcosa di importante ,puoi sudare le sette camicie ma la risposta sarà sempre un due di picche ,questa frase è di circonstanza per dare ancora speranza agli “sfigati ” della situazione , che non fa altro che aumentare la rabbia ,ma se ci pensate è pure normale che le donne ,in questo caso come gli uomini, devono trovare attraente quello che si trova davanti ,solo che le donne usano l’ipocrita scusa del caratterre (che loro vedono per primo) per sentirsi superiori a queste “bestie” di uomini…
———————————————————————-
le donne vogliono vivere emozioni, spesso anche emozioni non condivisive dalla loro sfera logica.
impara a fare vivere ad una donna emozioni particolari ed inevitabilmente si innamorerà di te
Potrai finalmente seduure le donne che ti piacciono, ottenerla senza chiederla..
RICORDA: CHI CHIEDE è PERDENTE, CHI SA OFFRIRE EMOZIONI è VINCENTE
————————————————————————-
che vogliono vivere emozioni ,mi sembra fuori discussione ,ma prima bisogna abbattere il muro dell’aspetto fisico che è molto più importante per la donna che per l’uomo,solo che ,sempre in maniera ipocrita, ti fanno credere il contrario
http://www.ilgiornale.it/interni/tremonti_quellantipatico_che_piace_donne_vota_il_sondaggio/09-01-2011/articolo-id=498464-page=0-comments=1
di Valeria Braghieri
Le donne, quando si scelgono gli amori, sembrano pazienti psichiatriche in vacanza non autorizzata dall’assunzione di litio. Evitano gli affetti praticabili come la peste, optano secondo senso di dedizione e fitte di impazienza, che sono una pessima miscela. Puntano cieche sulle promessa di guai, filtrano la realtà col dismorfismo, scommettono sulla redenzione della «causa persa». Per questo, quando si tratta di scegliere un amore, o anche solo un maschio, è quasi impossibile si concentrino su quel tizio bonario, adorante e gratificante, che fin dal primo appuntamento ha lasciato loro intendere la pacifica possibilità di fantasticare sul colore degli occhi della propria progenie o sulle tranquille, noiosissime serate sprofondate in un divano Ikea. Per questo e per la possibilità, irrinunciabile per qualsiasi femmina, di lamentarsi un domani, del destino beffardo e incontrollabile: «Ma tutte a me?!». Non è che succedono tutte a te, stella. È che te le cerchi. Quando ci invaghiamo, noi donne siamo tutte intellettualmente disoneste. Il tipo che assicurerebbe gli occhi blu ai nostri bambini e il salotto componibile a noi, lo scartiamo a prescindere, questa è la perversa verità. Vuoi mettere un uomo che ti ricambia con un’occhiata di ringhiante disprezzo? Vuoi mettere uno di quei maschi indomabili che offrono sdegno anche in un sorso di caffè? Esemplari perfetti della cosa che desideri non desiderare, oppressori di tempo, ladri di cortesie, spietati flagelli dei deboli. In una parola: antipatici. È lì che puntiamo noi, diciamo la verità. In un particolare tripudio chimico che ci orienta verso le «carogne». L’antipatico tira e attira.Perché al suo cospetto abbiamo già il considerevole problema di riuscire a farci salutare senza un corredo di insulti, senza che i suoi occhi ci pesino in pochi attimi come farebbe una bilancia, trovandoci scarse. Figuriamoci che cosa significherebbe, per noi,donne e quindi incliniall’autopunizione, lanciarci in una trafila di benedette mortificazioni pur di riuscire a farli innamorare? In politica il miglior esempio lo offre il ministro Giulio Tremonti. Che tiene a distanza colleghi, avversari e perfino Bruno Vespa. Che ci manda di traverso la Befana spiegando da Parigi che la crisi è tutt’altro che finita, che ci fa intendere, accanto al suo titanico impegno per risollevare l’economia del Paese, una vita di minestrine monacali dalla quale vorremmo tanto sottrarlo, che non si fa mai vedere in compagnia di signore facendoci venir voglia di essere quell’unica signora, che instilla, in quanti conosciamo, una soggezione mista ad ammirazione, che ci fa venir voglia di vederlo in vestaglia dal momento che sembra in cravatta anche quando è in costume da bagno, che pare emani talmente tanta corrente, da farci ambire di apparire aggrappate al suo braccio: a distanza di non sicurezza. Dimostrando al mondo che sì, noi e solo noi possiamo, stargli attaccate «scaricando a terra». Perché lui è una presa di corrente perfetta solo che, rispetto ai più, ha un’altra spina. E perché, in noi donne, il contatto con intelligenze bellicose scatena un’asma mentale che va dritta ai sensi. Quelli più bassi. Perché è una sfida la micidiale naturalezza con cui certi uomini (gli antipatici, appunto) cercano di annientarti, perché non li ama nessuno e allora sentiamo che tocca a noi doverlo fare, perché sono costituzionalmente ostili al concetto di gruppo e allora vogliamo essere quelle che del gruppo non fanno parte, perché ci lasciano compiere gli anni senza registrare l’evento, perché sanno farci dimenticare (non è il caso di Tremonti) perfino gli strati di grasso che drappeggiano i loro sforzi di apparire in forma perfetta, perché ci confondono talmente tanto da far sbandare i nostri pensieri a rallentatore, perché gli antipatici, di solito, sono prede difficili e allora smette di essere importante perfino l’aspetto: l’importante è che sia antipatico. E quindi inaccessibile ai più. La migliore sfida per una donna, specie se viziata dall’attenzione di troppi uomini. Guardate Giulio Tremonti: un uomo pieno di perché, oltre a quelli politici… Come Marco Travaglio, o Renato Brunetta, o Oscar Giannino, o Piero Fassino, o José Mourinho, o Gad Lerner, o Michele Santoro o Bruno Vespa stesso o Pierluigi Bersani… Che però no. Quello è troppo antipatico perfino per una donna.
___________
Marco
@@@
ed altrettanto con la posizione sociale in età adulta.
@@@
…
Io di tecniche di seduzione ne ho sentite e lette tante, ma quando le ho messe in pratica hanno sempre fatto acqua da tutte le parti. Non esistono tecniche di seduzione standard o un fascino standard per tutti. Ci sono tante variabili che entrano in gioco. Ma a parte questo vorrei analizzare piu’ nel dettaglio queste affermazioni:
>>>>>>
Sei il tipo comprensivo a cui scroccano cene, regali, da cui si fanno scarozzare in giro
e a cui raccontano tutti i loro guai sentimentali, ma da cui non si fanno toccare neanche
con un dito?
>>>>>>
Ma le donne non vogliono proprio questo ??? Io posso anche pagarle una cena ma questo semplicemente perche’ fa piacere a me, e mi fa piacere donarle qualcosa di mio e perche’ mi fa piacere stare con lei e tutto questo senza secondi fini. Ma quando sento aria di approfittamento me ne sono sempre lavato le mani e non mi interessa sapere se lei fa l’ offesa oppure no.
>>>>>>
le donne vogliono vivere emozioni, spesso anche emozioni non condivisive dalla loro sfera logica.
impara a fare vivere ad una donna emozioni particolari ed inevitabilmente si innamorerà di te
Potrai finalmente seduure le donne che ti piacciono, ottenerla senza chiederla..
RICORDA: CHI CHIEDE è PERDENTE, CHI SA OFFRIRE EMOZIONI è VINCENTE
>>>>>>
Qui praticamente si e’ risposto da solo con la frase “non condivisive dalla loro sfera logica” per cui a questo punto mi domando: come si fa a regalare emozioni a una donna ? Come si fa a sapere se una donna prova certe emozioni oppure no ? Che tipo di emozioni cerca e vuole vivere una donna ??? Si perche’ porsi in modo cosi generico e’ troppo facile signori mostri seduttori, ma quando si entra nel dettaglio dei singoli casi anche loro si perdono in un bicchier d’ acqua. Le emozioni non si danno e non si regalano, le emozioni si provano. Io a una donna posso regalarle una cena a lume di candela nel piu’ bel castello medievale dell’ Umbria o in una villa romana dell’ Appia Antica o portarla nel piu’ bel paese esotico che ha sempre sognato e desiderato, ma se non prova emozioni in tutto questo, tutte le tecniche di seduzione messe in campo da questi grandi sapienti mostri di seduzione vanno a farsi benedire. Io magari posso provare una certa emozione per una donna che porta un ciuffo particolare, mentre per una star del cinema o della musica non provar nulla. E’ un po’ come la comicita’, magari un grande comico non mi fa ridere, pero’ se leggo una stupida battuta fatta da un utente di Facebook comincio a lacrimar dal ridere. Troppo spesso noto troppa superficialita’ e generalita’ in quel che si dice in materia di tecniche di seduzione e giustamente come ha fatto notare Mauro l’ aspetto fisico come la capacita’ di una certa sicurezza economica e’ la prima cosa che si nota e che fanno battere il cuore alle donne. Tutto il resto e’ solo fuffa con lo scopo di spillare soldi agli sfigati per guadagnarci di loro. Vorrei proprio poter interloquire con il seduttore che ha scritto questo testo e aprire un confronto…
“Teniamo in considerazione che l’amore di una donna, quello duraturo, l’abbiamo già conosciuto ed è quello che ci ha destinato e ci destinerà chi ci ha dato la vita. Il resto è un fuoco di paglia”
_______________
Questa è una delle verità più scomode ed occultate dall’ umanità.
Posto che un uomo, per divenire tale, deve emanciparsi dalla dipendenza affettiva nei confronti della propria madre, ciò non toglie che, per un uomo, l’ unica forma di affetto sincero da parte di una donna, è rappresentata, nella STRAGRANDE maggioranza dei casi, dall’ affetto della propria madre (qualora questa ne provi, non sempre questo accade, anzi, sempre meno).
Per il resto, si parla semplicemente di opportunismo più o meno consapevole (nella maggior parte dei casi ESTREMAMENTE consapevole).
Questa è la considerazione sulla base della quale ho impostato la mia vita affettiva.
Realismo e consapevolezza: da una donna diversa dalla propria madre non ci si può aspettare amore, al massimo, con una che possegga uno straccio di qualità morali, si può arrivare ad un patto di reciproca assistenza, per garantire ad entrambi una vita un pò più decente.
Tenendo comunque presente che quelle “papabili” da questo punto di vista, almeno in Italia, sono davvero poche: in mezzo alle altre, rappresentano una diluizione oscillante tra il ch1 e il ch2.
Sulla base di tale considerazione, appare evidente come cercarne una in Italia non abbia molto senso: peggio del classico ago nel pagliaio. Tra l’ altro le nostre connazionali sono molto brave nel fingersi agnellini per adescarti, salvo poi mettertelo nel culo senza pietà alla prima occasione: in questo, sono delle autorità indiscusse a livello planetario, dunque con esse il rischio è molto elevato e, per quanto uno possa essere scafato, non vale la pena correrlo.
Sarebbe come ingoiare uranio impoverito sperando che non ti venga il cancro.
Si badi bene, altrove non c’è affatto il paradiso, ma che qui, da questo punto di vista, sia un girone dantesco, è fuori da ogni dubbio.
Sarebbe interessante indagare sulle possibili cause di tale peculiarità.
Dimenticavo questo passaggio: “Per la donna e’ solo un problema di scelta (in special modo se e’ carina)”
>>>>>>
Una donna carina come la metti la metti aspirera’ sempre all’ uomo alpha di turno e non a un betuncolo qualunque. Se sei un beta il corso proposto dal dott. Massimo ti puo’ aiutare nella seduzione ma non ti fara’ diventare un alpha.
Sulla base di tale considerazione, appare evidente come cercarne una in Italia non abbia molto senso: peggio del classico ago nel pagliaio. (sandro)
______________
Lo ripeterò fino alla noia: sfatiamo la leggenda urbana secondo la quale le donne straniere sarebbero migliori delle italiane, perché non è affatto vero.
Trattasi soltanto di luoghi comuni. La natura femminile, al pari di quella maschile, è la medesima ovunque.
Che poi esistano delle differenze educative/culturali/religiose è pacifico, ma, mi ripeto, evitiamo di far credere che l’erba (femminile…) del vicino sia sempre più verde.
Vorrei fare un’osservazione come madre di figli maschi. Quel processo di separazione e di emancipazione da colei che ci ha generato (il piu’ delle volte con scarsa consapevolezza) a cui spesso e giustamente si fa riferimento e’ largamente preparato e condizionato dalla stessa madre. Sara’ lei per prima a dover credere nell’alterita’ del figlio, nella sua unicita’, nella sua autonomia..se vogliamo sperare nella riuscita del vero parto di una nuova persona. Diversamente..tutto remera’ contro nella vita di un uomo che molto spesso, per eccesso di bonta’, dovra’ barcamenarsi tra le rivendicazioni isteriche di donne che lamenteranno ingrati abbandoni e incomprensibili solitudini. Ho sempre detto ai miei ragazzi: nessuno potrebbe nuocervi quanto me e il fatto di non esserne consapevole non mi giustificherebbe quindi..fatemi capire dove sbaglio perche’ io ho grande stima di voi. La prima forma di rispetto parte dalla madre e puo’ essere un ottimo modello comportamentale a cui attingere in occasione di altre relazioni. Ma l’esperienza mi insegna che madri adulte e equilibrate non sono frequenti e se non ci si puo’ fidare dell’amore viscerale di colei che ci ha generato..dovremmo credere in quello profano e sensuale di una donna?No, ma non perche’ le donne siano sbagliate, semplicemente perche’ le aspettative riposte sono esagerate. E’ stato scritto: l’essere umano scambia felicita’ in cambio di sicurezza..e’ così. Puo’ esistere un profondo rispetto, una grande stima,un’autentica ammirazione, la passione, un particolare feeling, una condivisione ideale e sensuale…ma attenzione a come li eticchettiamo. La delusione e’ degli illusi. Sono tante e tali le variabili che condizionano la nostra esistenza che non mi permetto di giudicare le scelte degli altri pero’..neanche di impietosirmi.
Andrea: Lo ripeterò fino alla noia: sfatiamo la leggenda urbana secondo la quale le donne straniere sarebbero migliori delle italiane, perché non è affatto vero.
Trattasi soltanto di luoghi comuni. La natura femminile, al pari di quella maschile, è la medesima ovunque.
Che poi esistano delle differenze educative/culturali/religiose è pacifico, ma, mi ripeto, evitiamo di far credere che l’erba (femminile…) del vicino sia sempre più verde.>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
E’ proprio l’aspetto culturale che fa la differenza, Andrea. La natura è simile ovunque, ma la cultura differisce e questo cambia l’approccio ai nostri simili. Premettendo che si generalizza, non possiamo non cogliere differenze tra le donne anglosassoni, quelle scandinavo-tedesche, quelle dell’est europa e le latine, così come fra gli uomini appartenenti alle medesime aree geografico-culturali, per rimanere in ambito europeo-nord americano. Perfino tra le latine, per esempio tra le italiane e le spagnole ci sono differenze, e in questo caso io preferisco sicuramente le nostre, figuriamoci tra donne cresciute in un sistema di stampo comunista e uno clericale-tradizionalistico-capitalista. In questo momento le donne latine sono tra le meno attraenti, e non parlo dal punto di vista fisico. Laddove femminismo, consumismo e retaggi tradizionalistico-religiosi si fondono, come nel mondo latino attuale, ne scaturisce un mix molto pesante e assai poco affascinante. Se non sei un uomo ideologizzato, di destra o di sinistra, con un’idea della relazione tra i sessi tradizionalistica nel primo caso o ridicolmente progressista nel secondo caso, è chiaro che ti trovi spiazzato, perchè tutta la teorizzazione di stampo progressista e conservatore non trova riscontro in una pratica che va in tutt’altra direzione. In ogni caso, l’uniformizzazione culturale in atto ridurrà ai minimi termini, entro non molti anni, anche buona parte di quelle differenze che possiamo ancora cogliere. Anche nell’ambito della relazione tra i sessi, così come in quello più strettamente economico, si va verso una forma di americanizzazione, che vedrà decrescere l’aspetto più tradizionalistico-religioso, in che è anche un bene, e accrescersi invece quello competitivo-conflittuale, tipico di quella società, e aspetto molto negativo.
Con la premessa che non sono un addetto ai lavori (psicologo, psicoanalista ecc.) mi sembra di poter osservare, Maria, che gli uomini vivono, tra le altre, una grande contraddizione, destinata a rimanere irrisolta. Conoscono fin da bambini l’amore totale, assoluto e senza condizioni della madre, e passano la vita nella vana speranza di ritrovarlo.
In qualche modo, se vogliamo, è proprio questo amore materno che “fotte” i maschi e li rende più fragili nei confronti del femminile (oltre, naturalmente, l’asimmetria sessuale di cui abbiamo ampiamente trattato).
E’ questo imprinting che hanno fin dalla tenera età e che forgia la loro personalità. Naturalmente ci sono tantissimi casi di madri nevrotiche o psicotiche, anaffettive o al contrario iperprotettive, morbose e molto spesso anche invasive e violente. Naturalmente anche questi comportamenti generano dei danni incredibili sulla psiche dei maschi. Lascio però che siano gli “esperti” ad affrontare questi aspetti nel modo più opportuno.
Personalmente scelgo di soffermarmi sulla prima questione. Quante volte abbiamo ascoltato delle donne che ci hanno ripetuto testualmente:” Non dovete cercare in noi la madre ma la donna”.
Quasi nessun uomo tende a riflettere su queste parole. Cosa vuol dirci una donna quando si esprime in questa maniera? Si, certo, che lei vuole essere apprezzata nelle sue qualità di donna (quindi anche di femmina), nella sua sensualità, capacità seduttiva, personalità, ecc. Ed è ovvio che tutto questo non può avere nulla a che fare con la forma di affetto profondo che si nutre nei confronti di una madre. Tuttavia vuole dirci anche qualcos’altro. E’ come se ci volesse avvertire, se ci lanciasse un messaggio cifrato, che più o meno è questo:”Mettetevi bene in testa che nessuna donna vi amerà mai come vi ha amato vostra madre, cioè senza condizioni e senza quel “do ut des” (non sto parlando, in questo caso, di uno scambio mercantile in senso stretto, è ovvio, ma in senso psicologico-metaforico) che più o meno incontrerete sempre nella vostra vita. Insomma, per farla breve, l’”amore” di una donna che non sia vostra madre non sarà mai incondizionato e assoluto. Essere donna e essere madre sono due cose completamente diverse, distinte e separate che corrispondono anche ad un modo di sentire e di relazionarsi con l’altro completamente diverso”.
Ecco, credo che mentre nei maschi la cesura tra l’essere uomini ed essere padri (concettualmente parlando)sia molto ma molto meno marcata, nelle donne sia invece decisamente più netta. E per quanto mi riguarda, devo essere onesto, è una delle caratteristiche del “femminile” che meno apprezzo e che, sempre in grande onestà, una volta scoperta (per lo meno così credo), mi ha lasciato una certa qual amarezza e disillusione (ma forse è proprio e anche questa la sua funzione)…
Sono ovviamente consapevole di stare esprimendo un concetto assai scomodo, molto poco “politicamente corretto” e anche un po’ troppo “ontologista” (rispetto al mio modo di interpretare le cose), ma è ciò che penso (con le dovute eccezioni, naturalmente, queste ci sono sempre e fanno parte, fortunatamente, dell’irriducibilità umana).
Se in quanto affermo c’è del vero (non dico del tutto, non ne sono sicuro al 100% neanche io, ma in larga parte), non c’è da stupirsi se quel messaggio ci viene inviato dalle donne in modo più o meno cifrato e non palese…Non è difficile capire il perché…
Fabrizio
P.S. Vorrei tanto che questa mia riflessione non corrispondesse al vero e sarei il primo a rallegrarmi di essere in errore…
Sono completamente d’accordo con quanto affermi nel tuo ultimo post, Alessandro, e in particolar modo con questo passaggio:” Laddove femminismo, consumismo e retaggi tradizionalistico-religiosi si fondono, come nel mondo latino attuale, ne scaturisce un mix molto pesante e assai poco affascinante”.
Non c’è assolutamente dubbio che sia più che vero quanto dici. Quando ragione strumentale, consumismo, capitalismo, femminismo, tradizionalismo e retaggi religiosi si fondono assieme, come nel nostro caso, la miscela è devastante.
Questa è la ragione per la quale la situazione italiana è forse la peggiore rispetto a qualsiasi altro contesto mondiale (con l’esclusione del mondo musulmano, che è tutta un’altra storia e non sono possibili paragoni).
Senza voler alimentare la favola che all’estero ci sia il bengodi (perché è una balla), non c’è però altrettanto dubbio che la realtà nostrana sia forse la peggiore, o comunque una delle peggiori.
Mi pare che proprio alcuni giorni fa qualcuno fra noi si e ci chiedeva le ragioni di questa situazione. Ecco, credo che la risposta l’abbia data Alessandro e sia senz’altro da individuare nella miscela perversa di cui sopra.
Il retaggio pseudo moralistico religioso serve come alibi per coprire la ragione strumentale che sta dietro ai comportamenti psicologicamente e concettualmente mercantili di gran parte delle donne. Il femminismo (ormai post-femminismo) costituisce invece l’alibi ideologico e politicamente corretto. Ma dietro c’è sempre la suddetta ragione strumentale.
Eh, cari ragazzi, l’avversario è molto intelligente e astuto…lo sostengo da sempre.. Sono stati molto in gamba, lo dobbiamo riconoscere, ce ne vorrà per aprire gli occhi agli uomini…
Fabrizio
“ce ne vorrà per aprire gli occhi agli uomini”
______________
Per rendersi conto di quanto hai scritto, basterebbero un paio di biglietti low cost: man mano che ci si allontana dal mar mediterraneo, le cose migliorano. Non in maniera eclatante, ma comunque evidente. Il registratore di cassa in mezzo alle gambe è una peculiarità delle nostre connazionali: solo qui per trombare ti devi stampare il 740 sulla maglietta.
______________
“per quanto mi riguarda, devo essere onesto, è una delle caratteristiche del “femminile” che meno apprezzo e che, sempre in grande onestà, una volta scoperta (per lo meno così credo), mi ha lasciato una certa qual amarezza e disillusione”
______________
L’ importante è rendersene conto, perché questo influisce pesantemente sulla necessità da parte maschile di rapportarsi al femminile: in soldoni, è quella cosa che rende il rapporto col femminile per niente irrinunciabile.
Se realizzi questa cosa qua, delle donne semplicemente non te ne frega più niente: le necessità sessuali sono un alibi, il nocciolo della questione è questo qua.
E qui la colpa dei padri nei confronti dei figli è enorme.
Questa è la ragione per la quale la situazione italiana è forse la peggiore rispetto a qualsiasi altro contesto mondiale (con l’esclusione del mondo musulmano, che è tutta un’altra storia e non sono possibili paragoni). (Fabrizio)
____________________
Fabrizio, mi scuserai se ti faccio notare che per fare un’affermazione del genere, bisognerebbe aver vissuto in tutti i luoghi del mondo. Per esempio, te conosci bene la situazione del nord est asiatico o dell’Oceania, per asserire con siffatta certezza, che l’Italia (mondo musulmano a parte) sarebbe il peggior posto del pianeta, per quanto concerne il rapporto fra i due sessi? E dell’Europa dell’est cosa mi dici? Sicuro che la realtà della Romania e della Russia (tanto per citarne due), ovvero Paesi con un’altissima percentuale di prostitute, sia migliore della nostra? Io, al tuo posto, avrei dei serissimi dubbi in merito.
________________________
Il registratore di cassa in mezzo alle gambe è una peculiarità delle nostre connazionali: solo qui per trombare ti devi stampare il 740 sulla maglietta. (sandro)
______________
Falso, non fosse altro per il fatto che l’atteggiamento delle donne di altri Paesi, cambia anche in base a chi hanno di fronte. Ossia, come è vero che l’italiana che se la tira con il proprio connazionale è molto più disponibile con lo straniero, è altrettanto vero che la texana schizzinosa col texano, lo è assai di meno col cubano…
Ed inoltre c’è da dire che ovunque le donne hanno un loro prezzo (intrinseco e indotto).
Andrea, ti riporto quanto da me affermato nel precedente post:” Senza voler alimentare la favola che all’estero ci sia il bengodi (perché è una balla), non c’è però altrettanto dubbio che la realtà nostrana sia forse la peggiore, o comunque una delle peggiori”.
Mi pare abbastanza evidente ciò che volevo dire. Sono contrario, come te del resto, a mitizzare altri contesti. Nondimeno penso che, per le ragioni che abbiamo tentato di spiegare sia io che Alessandro, nel nostro paese (e non solo nel nostro) la relazione fra uomini e donne sia una delle più complesse e problematiche al mondo. Sicuramente una delle più condizionate proprio da quella miscela di fattori che abbiamo evidenziato.
Ho girato in lungo e in largo per il pianeta, una cinquantina di paesi di tutti i continenti ad eccezione dell’Oceania, e non posso che confermarti quanto sopra, per lo meno dal mio punto di vista. Paragonabili all’Italia sono la Francia, la Grecia, la Spagna (quest’ultima decisamente in meglio), gli USA (con le dovute differenze da regione a regione, ovviamente, trattandosi di un grande paese). Quindi, come vedi, paesi per lo più dell’area mediterranea, USA a parte, dove è appunto molto marcata la compresenza di quei fattori di cui parlavamo (anche in America).
Il riferimento alla prostituzione che fai tu è ben altro discorso, che esula completamente rispetto a quello che si stava facendo e che riguardava la facilità o meno da parte degli uomini di allacciare una relazione con una donna (e con le donne in generale), stabile o episodica che sia, o semplicemente di avvicinarla.
E non c’è alcun dubbio, per lo meno per la mia esperienza diretta, che in Italia, per le ragioni suddette, sia molto più complicato che altrove.
Fabrizio
Un’altra cosa che frega i maschi è l’educazione (e l’atteggiamento femminile) che fa avvertire il proprio organo sessuale come un qualcosa di sporco, brutto, che infanga la grazia femminile; e anche come un qualcosa che deve essere usato con potenza verso le donne, per dimostrare chissà quale virilità. Poi vediamo invece il servilismo da una parte e lo stupro dall’altra.
In Romania, quando ci sono stato io (e c’era lui), le ragazze ci davano spago solo perché eravamo dell’Europa occidentale (soldi).
Fabrizio Marchi
>>
Quante volte abbiamo ascoltato delle donne che ci hanno ripetuto testualmente:” Non dovete cercare in noi la madre ma la donna”.
>>
Fabrizio, non so te o gli altri, ma io NON ho mai cercato un’altra madre in un’altra donna, ed i motivi sono i seguenti:
1) Di madre ce n’è solo una.
2) Verso una madre si può provare un grande affetto, ma, di certo, nulla che somigli minimamente all’attrazione fisica e al sesso (perlomeno questa è la norma).
E per me una donna deve essere anzitutto erotica e attraente. Viceversa, con una donna che percepissi come una “seconda madre” (mai successo…), non riuscirei MAI ad avere un’erezione.
>
Fabrizio Marchi
>>
Insomma, per farla breve, l’”amore” di una donna che non sia vostra madre non sarà mai incondizionato e assoluto.
>>
In realtà neanche quello di tanti uomini verso le “proprie” donne è un amore incondizionato e assoluto.
Trattasi di un discorso vario e ben più complesso.
Inoltre trovo che molto spesso, e soprattutto in questa epoca, si abusi molto della parola “amore”.
FAbrizio: “:”Mettetevi bene in testa che nessuna donna vi amerà mai come vi ha amato vostra madre, cioè senza condizioni e senza quel “do ut des” (non sto parlando, in questo caso, di uno scambio mercantile in senso stretto, è ovvio, ma in senso psicologico-metaforico) che più o meno incontrerete sempre nella vostra vita. Insomma, per farla breve, l’”amore” di una donna che non sia vostra madre non sarà mai incondizionato e assoluto. ”
Vero, verissimo. Ma c’è anche il significato opposto, ossia che una femmina apprezza di più, alla fine, il maschio indipendente, che sa farsi le sue cose senza dipendere da lei e senza chiederle il permesso. Ossia che la fa “aspettare quel tanto da indurre in lei desiderio che torni. magari brontola, sbuffa, protesta perchè lui va al calcetto con gli amici, in montagna, non l’accomp0agna allo shopping etc. etc, ma chissenefrega! L’importante è che l’uomo sappia che diventare tipo “zerbino” appaga la di lei onnipotenza solo nel breve periodo, ma poi perde stima di lui e si stanca.
In altri termini, la coppia simbiotica soffoca. Così come è soffocante il troppo e incodinzionato amore materno, che in quanto troppo diventa sospetto nonchè condizionante.
Basterebbe, ed è questo il difficile, che le donne si rendessero conto delle loro contraddizioni e che gli uomini, cosa ormai altrettanto difficile, non prendessero alla lettera tutte le lamentele femminili, ossia che sapessero che spesso la donna dice una cosa deisderando nel suo intimo un’altra.
armando
Luca, non ho mai sostenuto di stare cercando una seconda madre in una donna nè che la cerchino altri uomini. Mi dovrei anche seriamente preoccupare se così fosse, specie alla mia ormai non più tenerissima età…
Ho espresso un concetto profondamente diverso. E cioè che gli uomini conoscono l’assolutezza dell’amore materno e vorrebbero ritrovarlo. E’ cosa ben diversa dal cercare una seconda “mamma”. Questo non toglie che ci siano tanti uomini che per ragioni diverse, ricerchino nelle donne un sentimento che assomigli a quello materno. Così come esistono tante donne che, per ragioni simili oppure spesso opposte e speculari, tendono a cercarsi un uomo che gli faccia da padre.
In questi due casi, a mio parere, siamo di fronte a dei comportamenti nevrotici, che possono essere causati da diverse motivazioni : carenza di affetto materno o paterno oppure l’aver vissuto una difficile relazione con i propri genitori ecc.
Ma questo è un altro discorso rispetto a quello che facevo io e che riguardava l’intensità del sentimento, che per essere tale, a mio parere, deve essere incondizionato (cioè senza condizioni). Il sentimento, di qualsiasi genere possa essere, è e deve essere un dono. Nel momento in cui è condizionato (“ti voglio bene se…”) perde la sua autenticità per diventare altro, cioè scambio concettualmente e psicologicamente mercantile.
Laddove non siamo in presenza di disturbi nevrotici o psicotici di varia natura (spesso è così), il sentimento di una madre (così come quello di un padre, ovviamente) nei confronti del proprio figlio è assoluto e privo di condizioni. In parole ancore più povere al “Ti voglio bene se…” dobbiamo togliere quel “se”. Così facendo rimane solo:”Ti voglio bene”, che è il sentimento autentico e genuino che vive qualsiasi genitore nei confronti del proprio figlio o figlia, indipendentemente da qualsiasi altro fattore o accadimento. Questo è quello che possiamo definire un sentimento assoluto. Naturalmente si può provare non solo nei confronti del proprio figlio o di un parente stretto ma anche nei riguardi di un amico.
E’già molto più complicato che questo possa verificarsi fra un uomo e una donna appunto perché entrano in ballo, insieme allo scambio sessuale, tutta una serie di fattori a questo intimamente legati (possesso, gelosia, appartenenza, competizione, invidia, e chi più ne ha più ne metta) che rendono assai difficile la possibilità di un reciproco e autentico sentimento fra una donna e un uomo.
A mio avviso, ma tengo a sottolineare che è un’ opinione del tutto personale, ritengo che mentre gli uomini, per varie ragioni, siano in grado (anche se non sempre naturalmente) di provare un sentimento assoluto sia nei confronti del proprio figlio che della propria donna (non è detto che questa debba necessariamente essere la madre dei loro figli…), questo sia più difficile e più raro da riscontrare nelle donne. E questo perché, nonostante tutto, la maternità viene da queste vissuta come un fine rispetto al quale l’uomo tende in ultima analisi ad essere considerato come uno strumento. E’ ovvio, naturalmente, che su questa diversità il sistema ci ha lavorato alla grande…
Ovviamente quanto dico non è generalizzabile, tanto meno ha nulla di scientifico nè può essere considerata una posizione ufficiale del MUB. Tuttavia in uno dei brevi capitoli del mio pamphlet mi sono occupato anche di questo tema.
Fabrizio
Il rapporto con la madre nella prima infanzia viene dimenticato crescendo, la madre è il simbolo della donna a quell’età, la mamma ci allatta: un rapporto cosi fisico le bambine non ce l’hanno con il padre.
Tutti da bambini facciamo una scelta nostro malgrado, a seconda degli eventi e dell’educazione, entriamo in un ruolo che recitiamo tutta la vita.
Ma questo è un altro discorso rispetto a quello che facevo io e che riguardava l’intensità del sentimento
__________
Io invece parlavo di sincerità del sentimento.
Quello di una madre verso un figlio è affetto sincero, almeno nella maggior parte dei casi.
Lo stesso non si può dire negli altri casi, nei quali sarebbe molto più corretto e veritiero parlare di opportunismo.
Le donne sono tendenzialmente egocentriche, tranne in un caso soltanto: riguardo i propri figli.
E manco sempre. Anzi, sempre meno.
Dire “l’uomo è uno strumento” significa sintetizzare in una formula una verità (amarissima) dalle mille ricadute, capace di spiegare un’infinità di dettagli della relazione.
Verità che in molti potrebbe alterare radicalmente l’approccio, disossato da ogni illusione. Un terremoto.
Questo spiegherebbe il motivo per cui questa verità – che pur dovrebbe venir insegnata alle superiori – non appaia in nessun libro di testo né formi materia di alcun esame.
Sorge il sospetto che appartenga a quel gruppo di verità che devono essere occultate per consentire alla vita di proseguire. Si lascia che vengano scoperte più avanti, quando non possono più produrre danni sociali.
Ma è anche un occultamento che i giovani si aspettano, travolti come sono, dal turbine degli ormoni.
I maestri insegnano quelle bugie che gli alunni esigono.
E la frittata è fatta.
Rn
“Sorge il sospetto che appartenga a quel gruppo di verità che devono essere occultate per consentire alla vita di proseguire. Si lascia che vengano scoperte più avanti, quando non possono più produrre danni sociali”
____________
I danni sociali li producono se non vengono scoperte, non il contrario.
Mi chiedo: ma perché tanti uomini sono così stupidi?
°°°°°°°°°°°°°°°°
http://www.asiatour.com/italian/women-want.htm
Quello che le donne vogliono (What Women Want)
By Sam Zanahar
Version 2.9, Heidelberg, 26. July 2010
Il comune buon senso dice che gli uomini vogliono sesso, mentre le donne vogliono mezzi finanziari e relazioni stabili.
I biologi evoluzionisti hanno condotto degli studi basati su questionari in molti paesi del mondo, ed hanno riscontrato che questo e’ un modello universale.
La saggezza della tradizione, pensa che questo sia nella natura delle donne ed asserisce che le stesse siano semplicemente meno interessate al sesso.
E la biologia evoluzionista ha concluso che la preferenza che le donne hanno verso sicurezza finanziaria e relazioni stabili, così come un ridotto interesse verso il sesso, siano parametri geneticamente codificati.
Io ho un grande rispetto per la biologia come scienza, e ascolto spesso la saggezza della tradizione.
Ma quando si tratta di sessualità femminile, le conclusioni della sopraccitata tradizione e della biologia evoluzionista sono solo stupidaggini.
Le donne hanno bisogno dell’appagamento sessuale tanto quanto gli uomini. E per donne atee con un alto grado di coscienza di sé, l’appagamento sessuale è come per gli uomini il solo ragionevole fine per cui valga la pena vivere.
Allora perchè la tradizione e la biologia evoluzionista si sbagliano tanto sulla sessualità femminile?
Le parole chiave in ogni risposta a questo interrogativo sono : sicurezza, rischio e valore di mercato in campo sessuale.
Un basso livello di sicurezza e un alto livello di rischio hanno un effetto enormemente depressivo non sul desiderio sessuale, ma sul comportamento sessuale.La stessa cosa è vera per le circostanze che causano un rapido declino del proprio valore di mercato in campo sessuale.
Le donne non sono meno “sessuali” degli uomini. Sono solo diventate esperte nel nascondere e sopprimere la propria sessualità, poiché per le donne, per millenni, l’ ambiente naturale e sociale è sempre stato meno vantaggioso che per l’uomo.
Le donne hanno sempre avuto, ed hanno tuttora, più bisogno di protezione.
Quando gli umani erano cacciatori e raccoglitori, le donne (specie quando erano incinte) non potevano correre veloci quanto gli uomini, quando venivano attaccate dai predatori.
Quando gli umani vivevano durante le più antiche civiltà, ed inventarono le armi, le donne erano meno capaci di difendersi da sole.
E nelle società moderne ad alto grado di criminalità, le donne hanno molte più probabilità di essere attaccate e violentate.
Se dovessimo collocare gli uomini in condizioni ambientali con un livello di rischio corrispondente, anche il modello della sessualità maschile cambierebbe. Gli effetti di una mancanza di sicurezza sono gli stessi per uomini e donne: una preferenza per relazioni monogame che procurino sicurezza, in aggiunta, o persino invece del piacere sessuale.
Ma non è solo il timore di essere attaccate (da leoni, soldati nemici, o bande di stupratori) ad avere un forte impatto sulle preferenze sessuali delle donne.
Per le donne di tutte le epoche, fare sesso è sempre stato associato al rischio della gravidanza. Persino da un incontro di una sola notte potrebbero restare incinte, ed il corso della loro vita potrebbe venire completamente modificato dalle conseguenze di questo solo singolo incontro sessuale. L’uomo, nello stesso incontro, potrebbe solo dimenticare un’ora dopo l’accaduto.
Ma la gravidanza ha un grande impatto non solo perché la donna si deve caricare del peso di un bambino. La gravidanza causa anche un rapido declino del valore di mercato in campo sessuale della donna, giacchè questa porta a molti cambiamenti fisici del proprio corpo, che indubbiamente riducono la sua bellezza e il suo sex appeal.
Tuttavia un altro aspetto che porta le donne ad essere più attente con i rapporti sessuali, è la pressione che sentono per la propria reputazione. In molti paesi, le donne vengono punite severamente perché vivono apertamente la propria sessualità con rapporti occasionali. Nella maggior parte degli altri paesi, si parla male delle ragazze e delle donne che lo fanno.
La maggior parte degli uomini, persino molti di provata saggezza e scienziati, sono degli stupidi che non riescono a capire le donne. Dovrebbero immaginarsi di essere nella stessa situazione di rischio delle donne, e seguirne gli effetti sulla propria condotta sessuale. La facilità con cui ricercano avventure sessuali scomparirebbe.
Il fatto è che le donne hanno un enorme appetito sessuale, non solo da sposate o sulla trentina, ma anche da teen agers. Le ragazze e le donne hanno un appetito sessuale paragonabile facilmente a quello dei ragazzi e degli uomini.
Io sono sempre stato un femminista. Ho sempre sostenuto qualsiasi misura politica incline a creare delle società più sicure, in modo che le donne non abbiano bisogno di certi uomini come protettori. Ho sempre sostenuto il diritto delle donne a non rimanere incinte. Ho sempre difeso le donne dal fatto di essere additate come dissolute perché cercano delle avventure sessuali.
E tutto ciò non perché sarebbe stato, ed è, politicamente corretto, ma per un motivo molto pratico: la liberazione sessuale della donna mi arrecherebbe un gran beneficio.
Non ho paura di competere con altri uomini per donne di più alto livello nelle società in cui le stesse possono scegliere l’uomo basandosi sull’attrazione sessuale.
Sono gli uomini di basso livello a favorire ordini sociali in cui le donne sono collocate secondo tradizioni religiose, o in cui l’espressione sessuale femminile è un comportamento ad alto rischio. Gli uomini di basso livello sono contro la libertà sessuale della donna perché non verrebbero mai presi in considerazione.
Per Maria sul rapporto madre/figli maschi. Senza ovviamente generalizzare, tuttavia è un fatto accertato che l’istinto materno primario è quello di “trattenere” il figlio a sè. Consapevolmente o meno, poco importa. Si tratta in ogni caso di “amore” che soffoca e/o castra, indipendentemente dalla volonta cosciente. Certamente possedere da parte della madre questa conoscenza dei meccanismi istintuali e dunque incosci del materno è importante per l’educazione dei figli, tuttavia senza la figura paterna che operi il distacco, che imprima al figlio (ma anche alla moglie) la dolorosa ferita del distacco, ci sono enormi possibilità che il ragazzo rimanga invischiato in un rapporto non adultoò E’ quello che viene chiamato il maschio “matrizzato”. E’ per questo che la svalutazione del padre della sua funzione ben oltre i suoi eventuali demeriti, è statp ed è un processo culturale, sociale e giuridico che non esito a definire “criminale” e letale per tutto il genere maschile condannato ad una matrizzazione di massa. Ma alla fine, dopo l’effimero senso di onnipotenza dovuto al constatarsi più autonome i indipendenti degli uomini, una disgrazia per le stesse donne. Le quali non a casi finiscono per implorare di essere amate come donne e non come mamme.
armando
E’ tanto vero che molte donne non si accorgono della loro relazione costitutiva di madri verso i figli, che fra le innumerevoli artefici dell’innarrestabile diluvio di accuse ai maschi a cui si dedicano da decenni, non ce n’è una che si sia semplicemente accorta che questi “insopportabili” maschi hanno vissuto in posizione di dipendenza affettiva come loro figli, o alunni, dalla più tenera età ai diciott’anni.
Vero, Ckkb.
A tal proposito, alcune settimane fa una mia carissima e intelligentissima amica, molto vicina alle nostre posizioni, che nella vita fa la psicologa, ha organizzato una specie di gioco relazionale presso la stessa associazione dove c’è stata quella riunione fra uomini di cui vi ho messo al corrente e di cui vi parlerò in seguito.
Il gioco consisteva in questo. Gli uomini dovevano scrivere, rimanendo nell’anonimato, una seri e di aggettivi per descrivere il “femminile”; altrettanto dovevano fare le donne, a parti invertite.
La finalità era capire il tasso di pregiudizio presente sia nelle donne che negli uomini nei confronti dell’altro sesso.
L’aggettivo più “negativo che i maschi hanno espresso nei riguardi delle femmine è stato “imprevedibili”. Il più positivo è stato “meravigliose”. Fra questi due più o meno tutta una serie di luoghi comuni abbastanza scontati: irrazionali, sensuali, erotiche, e via discorrendo.
L’aggettivo più positivo delle donne nei confronti degli uomini è stato: banali. Gli altri non ve li sto neanche a raccontare e ve li lascio immaginare. Sono certo che con un piccolissimo sforzo ci arrivate da soli…
Al top quindi della “benevolenza” c’erano “meravigliose” da una parte e “banali” dall’altra.
Dopo di ciò si apre il confronto (si fa per dire perché è stato un monologo femminile). Il senso era più o meno questo:”Noi siamo evolute, voi non riuscite a stare al nostro passo, siete del tutto inadeguati, siete inferiori a livello intellettivo (parole testuali di una delle donne presenti, la più aggressiva),privi di interessi culturali, “pensate sempre a quella cosa”, siete incapaci di tutto ecc. (non vale neanche la pena di proseguire perché questo è il senso)”.
Dall’altra parte totale passività, neanche un accenno ad un timido balbettio di risposta.
Io ero volutamente spettatore in tutto ciò e presentato dal presidente dell’associazione come il fondatore di un’associazione che si occupa di queste questioni ecc.
Avrei preferito restare in questo ruolo di osservatore ma non ce l’ho fatta. Ho cercato quindi di stimolare i maschi presenti ad una reazione (se l’avessi fatto io era scontato e non era quello il senso dell’incontro), cercando di far leva se non altro sul loro amor proprio. “Vi stanno massacrando – ho detto – avrete pur qualcosa da dire”.
A quel punto ci sono state due sole reazioni tra circa la decina di uomini presenti. Uno è in effetti intervenuto (gli ho quasi messo un peperoncino nel culo per farlo parlare…) per sostenere che il femminismo è stato un bluff e che le donne continuano in realtà a vivere secondo le logiche con cui hanno sempre vissuto. Stava rispondendo ad una di quelle che sosteneva che la parità ci vuole per quanto riguarda i i diritti civili, sociali, , la sfera economica, del lavoro, politica e quant’altro ma che per quanto concerne la sfera privata “l’”omo” ha da esse’ “omo” e la “donna ha da esse’ donna” (hai capito che “furbacchiona”…), invitando pubblicamente un’altra donna presente “a non darla mai la prima sera che esce con qualcuno e neanche la seconda perché i maschi se la DEVONO sudare”. Questo esemplare di evoluzione femminile è peraltro un’ iscritta al Partito Democratico…
In quel momento, con tutta la buona volontà, non ho potuto fare a meno di risponderle. E così fra lei e il sottoscritto è scoppiata una inevitabile polemica, anche perché non mi sono trattenuto a quel punto dal dirle “Sei una troglodita – (quando “ce vò, ce vò” (“quando ci vuole, ci vuole) si dice a Roma) – e questi sarebbero i risultati dell’evoluzione femminista, complimenti. Parità quando vi conviene in un senso e mantenimento dei vecchi privilegi quando vi conviene in un altro”.
A quel punto scatta inevitabile (e ormai da me ampiamente prevista) la reazione di un “macho tradizionale” (non un “maschio pentito”, che è una specie diversa, questi ultimi sono di “sinistra”, i primi di “destra”).
Si alza di scatto, rosso in volto come una bottiglia di Barbera e mi urla contro:” Stai rompendo i coglioni con una marea di stronzate, falla finita ecc. ecc.”.
Il tizio era un uomo di circa 65 anni, anche se ben portati, per me del tutto innocuo, e naturalmente ho lasciato correre. Il suo messaggio in codice era:”Vi difendo io dall’Orco, scegliete me che vi proteggo, non dategli retta, vi difendo io dal drago”. Ovviamente, al di là dei contenuti della discussione, sono scattate in lui, in quel contesto, le solite dinamiche competitive che esplodono nella testa dei maschi non evoluti quando ci sono di mezzo delle femmine. Il tizio è stato peraltro anche un po’ patetico, a mio parere, perché ha scelto di misurarsi con un uomo molto più giovane di lui, su un terreno di competizione tradizionale che lo avrebbe visto inevitabilmente soccombere. Molto probabilmente intuiva o sapeva che non ci sarebbero state reazioni (per ovvie ragioni) da parte del sottoscritto. Io l’ho lasciato sfogare in attesa che sbollisse la rabbia e che terminasse la sceneggiata.
Posso però assicurarvi che ogniqualvolta mi trovo ad affrontare queste discussioni in contesti pubblici le reazioni più veementi e talvolta anche violente sono proprio quelle degli uomini. C’è da riflettere…
Ciò detto, questa è la situazione. Naturalmente non può essere una riunione di una ventina di persone, sia uomini che donne, a costituire un campione esatto. Tuttavia credo che possa comunque costituire un utile indicatore.
Dopo una raffica di insulti e derisioni,escludendo il sottoscritto che non sarebbe neanche dovuto intervenire, otto uomini su dieci sono rimasti silenti, uno solo è riuscito a balbettare qualcosa di critico nei confronti delle donne e un altro ha giocato la parte del macho e del cavalier servente.
Mi pare di poter dire che questa è la situazione. C’è ancor più da riflettere…
Fabrizio
Fabrizio Marchi: Posso però assicurarvi che ogniqualvolta mi trovo ad affrontare queste discussioni in contesti pubblici le reazioni più veementi e talvolta anche violente sono proprio quelle degli uomini. C’è da riflettere…>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>><
Credo che dipenda sempre dalla cronica mancanza di soddisfazioni sentimentali-sessuali, di tipo non mercenario, che caratterizza l'uomo italiano e non solo, direi latino in genere. Ogni occasione pare giusta per ingraziarsi l'altro sesso, nella speranza di ottenere almeno un minimo di considerazione. Poi c'è il caso anche dell'uomo che crede alla vulgata corrente come a un vangelo, e che crede di prendere le difese del debole di turno, sentendosi in questo modo un paladino delle libertà e dei diritti civili. Questi ultimi sono davvero patetici.
Comunque il blocco psicologico che gli uomini occidentali incontrano nelle occasioni pubbliche, quindi presenti fisicamente, laddove si parla dei temi da te esposti è davvero sorprendente, forse senza eguali nella storia, anche perchè nessuno "impone" loro di concordare sempre e comunque con quanto espone l'altra parte. Pare quasi di rompere un tabù sacro, da far venire le vertigini. Ancora una volta stupore per quanto il "sistema", in maniera "indolore", è in grado di produrre.
Mi è capitato a pranzo tra intimissimi di reagire alla geremiade universale (tra cui il classico: ne muoiono più x mano maschile che x malattie ecc. ecc.) contro i maschi pronunciata da una amica carissima e molto, ma molto in gamba. (Nota bene: tutti i maschi presenti impegnati, a favore delle loro donne e famiglie, alla creazione di imprese economiche da far tremare i polsi). Dico all’amica: “Ti rendi conto che stai delirando? tutti i dati da te citati sono una colossale menzogna per questo e questo motivo”.Nel silenzio maschile, partono, incazzate, quasi tutte le donne a precisare che non sono per niente d’accordo con il mio giudizio. Mi accorgo che se prima il delirio era individuale adesso è diventato a due e poi a tre: è collettivo. Ragionare con chi delira significa consentire al delirio e far precipitare nell’angoscia più nera il delirante. Pertanto, responsabilmente, mi sposto sul piano dei fatti e della volontà: “Signore mie, libere di pensare quello che volete ma c’è un fatto: quello che pensate è affar solo vostro perchè a me non importa un c…z.o!”
Sguardi di consenso dai maschi fra cui uno precisa a tu per tu: “ma c’è bisogno di dirgli che delirano? che noi crepiamo da sempre per loro? noi lo sappiamo, loro no. E non possono saperlo! E non dirmi che ti senti aggredito e deluso da queste sciocchezze: amico mio è lo scontato, eterno femminino”. Le carissime amiche? dopo una stupita breve protesta verbale, una percepibilissima corrente emotiva di affetto, femminil seduzione e profondo consenso verso di me: un grazie senza parole.
Credo che dipenda sempre dalla cronica mancanza di soddisfazioni sentimentali-sessuali, di tipo non mercenario, che caratterizza l’uomo italiano e non solo, direi latino in genere. Ogni occasione pare giusta per ingraziarsi l’altro sesso, nella speranza di ottenere almeno un minimo di considerazione. __________________________________________
Più di una volta nella mia vita, trovandomi in compagnia di amici non accoppiati e desiderosi di donne, alle mie ragioni hanno risposto: se la pensi così non scoperai mai.
Un ‘altra cosa che pensavo ultimamente è che sono stanco di stare con persone che ogni volta che passa una vestita in modo appariscente esclamano: che figa! C’è una zingara dalle mie parti, alta e mora e di solito vestita che si vede che è Rom, un paio di giorni fà è passata vestita attillata e truccata: tutti a suonare con il clacson della macchina st’imbecilli, mi piacerebbe vedere la faccia che farebbero i più sapendo che una zingara del campo nomadi.
Fabrizio
>>>>>>>>>>>>>>
Il senso era più o meno questo:”Noi siamo evolute, voi non riuscite a stare al nostro passo, siete del tutto inadeguati, siete inferiori a livello intellettivo (parole testuali di una delle donne presenti, la più aggressiva),privi di interessi culturali, “pensate sempre a quella cosa”, siete incapaci di tutto ecc
>>>>>>>>>>>>>>>
Storia vecchia. Tuttavia, stai pur sicuro che se quelle “gentili donzelle” avessero avuto di fronte a loro degli uomini di colore o extracomunitari, ci avrebbero pensato un milione di volte prima di fare simili sparate.
Il motivo ? La paura di essere bollate come razziste.
Del resto che le femmine siano delle grandissime vigliacche, capaci di “espandersi” solo dove sanno di potersi “espandere”, non e’ certamente una novita’.
Loro ti rispettano solo se ti fai rispettare, senno’ non c’e’ verso. Ed infatti il problema principale degli uomini sono gli stessi uomini, che non reagiscono mai, mandandole a cacare come si deve.
credo che la parola chiave ,come detta da Leonardo sia “considerazione”
l’uomo che sbraita davanti a Fabrizio e quelli che gridano “che figa” non sono poi molto diversi ,vivono solo nell’essere considerati dall’altro sesso .come se il consenso femminile li portasse ad un piano più alto come dire “vedete sfigati ,come si fa??” strano a dirsi che ,di solito ,questa tecnica non è poi molto reddittizia ,se non si è uomini alpha …
Noi siamo evolute, voi non riuscite a stare al nostro passo, siete del tutto inadeguati, siete inferiori a livello intellettivo (parole testuali di una delle donne presenti, la più aggressiva),privi di interessi culturali, “pensate sempre a quella cosa”, siete incapaci di tutto ecc. (non vale neanche la pena di proseguire perché questo è il senso)”.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>><
Beh, che gli uomini siano dei tarati mentali, imbecilli hanno ragione , perchè rispondere a quelle parole avvelenate è una cosa semplicissima. Bastava solo dire (se ci fossi stato io l'avrei fatto ) :
A parte il fatto che gli scienziati più grandi del passato erano uomini, a parte il fatto che molti uomini possono vivere tranquillamente da soli altro che incapaci di fare tutto ( che poi magari queste che parlavano non sanno veramente fare una ceppa), come mai se siete così evolute non andate a combattere in guera, a lavorare nelle fabbriche, miniere eccetera ? Dai voi siete più efficienti, andate avanti . Aggiungendoci pure " la vostra arroganza sta stufando moltissimi uomini" . Nient'altro da aggiungere
@ Ckkb : bene, è come allora dicevo io nell’ultimo pezzo…l’arroganza di alcune donne sta stufando gli uomini .
Daniele
Storia vecchia. Tuttavia, stai pur sicuro che se quelle “gentili donzelle” avessero avuto di fronte a loro degli uomini di colore o extracomunitari, ci avrebbero pensato un milione di volte prima di fare simili sparate.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Su FB ho avuto spesso feroci discussioni con alcune tarate che dicevano più o meno le stesse cose che ha elencato fabrizio…beh la classica risposta è “misogino” oppure più frequentemente ancora ” secondo me hai avuto problemi con le donne” . Inutile rispondere a chi fa simili affermazioni : gli indichi la luna e guarda il dito . Però la soddisfazione di averle smontate bene bene c’è…
“Il tizio era un uomo di circa 65 anni”
…..e hai detto tutto.
Io sono sempre più dell’ idea che la questione maschile sia una costola della questione generazionale.
Capita, quando conosco un uomo, che durante i primi approcci il signore in questione si premuri di trovare un’occasione per dire una cosa a cui tiene molto..”Sai, io sono uno che rispetta molto le donne..” Premetto che si tratta di persone normalissime, incontrate in ambiti tranquilli, con un lavoro e magari una moglie..cosa che li rende ancora piu’ normali. Eppure, specie se hanno qualche interesse per una donna, tengono a precisare qualcosa di cui non sento assolutamente bisogno. Perche’? La cosa e’ ancor piu’ stridente se pensiamo che mai una donna penserebbe di fare altrettanto. Il meccanismo sotteso non e’ complicato da decifrare: ti garantisco che sono rispettoso, non sono come gli altri, puoi fidarti di me, prova a darmi fiducia..non ti deludero’. A me la cosa non e’ mai piaciuta perche’ non mi fa sentire in un contesto paritario e fondamentalmente mi priva del piacere di un confronto libero, maturo, consapevole..adulto. Le donne tendono a interpretare la cosa come..una sorta di omaggio ma fraintendono una cornice in realta’ poco lusinghiera. Solo un diversamente abile deve peroccuparsi di sapere in anticipo quali percorsi e che tipo di barriere incontrera’.. In genere un normodotato va a sciare, a ballare, a nuotare in compagnia..e ride alle novita’. Quello che piu’ dispiace e’ lo sfondo umano e sociale che tende a giustificare i modelli comportamentali come questo. Se un pregiudizio(gli uomini sono esseri moralmente inferiori) e’ condiviso da entrambi…come puo’ cambiare? Di solito, quando un uomo comincia a sciorinare le sue garanzie..rispondo:”Io ho conosciuto solo uomini estremamente corretti..e tu..che tipo di donne?”
Silent Hill
>>>>>>>>>>>>>>>>
Beh, che gli uomini siano dei tarati mentali, imbecilli hanno ragione ,
>>>>>>>>>>>>>>>>
Questo lo sostengo da un bel pezzo pure io, solo che ritengo sia il caso di precisare un paio di cose:
1. Non e’ che le femmine siano delle aquile; anzi…
1. Le tare mentali degli uomini italiani/occidentali, dipendono soprattutto dal fatto di nascere, crescere, vivere e morire in una cultura che fin da piccoli li “addestra” a pensare che le femmine abbiano una marcia in piu’.
Sostanzialmente la nostra e’ una societa’ che “nasce male”. Di certo un tempo erano meno sprovveduti di oggi.
http://www.comunicazionedigenere.com/2010/10/09/la-vera-causa-della-caduta-dellimpero-romano/
@ckkb
considerazione: l’ha detta Alessandro e io l’ho sottolineata.
______________________________________
L’aggettivo più “negativo che i maschi hanno espresso nei riguardi delle femmine è stato “imprevedibili”. Il più positivo è stato “meravigliose”. Fra questi due più o meno tutta una serie di luoghi comuni abbastanza scontati: irrazionali, sensuali, erotiche, e via discorrendo.
L’aggettivo più positivo delle donne nei confronti degli uomini è stato: banali. Gli altri non ve li sto neanche a raccontare e ve li lascio immaginare. Sono certo che con un piccolissimo sforzo ci arrivate da soli…
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
Certo: ci hanno abituati a considerarci brutti, animali, e che le donne ci sopportano. Qui gioca un ruolo fondamentale anche la natura che le ha munite delle loro vocine e pochi muscoli; dispotiche, ma che non te ne accorgi.
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
“l’”omo” ha da esse’ “omo” e la “donna ha da esse’ donna” (hai capito che “furbacchiona”…), invitando pubblicamente un’altra donna presente “a non darla mai la prima sera che esce con qualcuno e neanche la seconda perché i maschi se la DEVONO sudare”.
A quel punto scatta inevitabile (e ormai da me ampiamente prevista) la reazione di un “macho tradizionale” (non un “maschio pentito”, che è una specie diversa, questi ultimi sono di “sinistra”, i primi di “destra”).
Si alza di scatto, rosso in volto come una bottiglia di Barbera e mi urla contro:” Stai rompendo i coglioni con una marea di stronzate, falla finita ecc. ecc.”.
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
Quanto veleno hanno in corpo queste donne!? In più ci vedo una volontà distruttiva a mettere gli uomini uno contro l'altro.
strano a dirsi che ,di solito ,questa tecnica non è poi molto reddittizia ,se non si è uomini alpha …
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Ma guarda che il successo degli uomini alpha è dovuto al loro essere alpha, non alla tecnica…
anzi secondo me attira di più un uomo che, quando gli dici che sei inferiore intellettualmente e altre belinate varie da storie fantascientifiche, ti manda a quel paese in un nanosecondo…
Nota : quando al mio commento precedente ho detto che un uomo che si fa rispettare attira di più, era sia una provocazione sia un mio reale pensiero…
Daniele
Le tare mentali degli uomini italiani/occidentali, dipendono soprattutto dal fatto di nascere, crescere, vivere e morire in una cultura che fin da piccoli li “addestra” a pensare che le femmine abbiano una marcia in piu
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Bene, questo è il problema principale ma sono convinto che chi dice così le considera solamente oggetti sessuali, insomma dice quelle cose ” per trombarle prima”. Chi le considera come persone, non si considera inferiore . Vallo a far capire alle femmine. In un paese normale se tu non mi rispetti come uomo sloggia dal mio campo di vista alla svelta.
Per Maria.
..anche perchè, diciamocelo, una donna in genere non sa che farsene della “correttezza” e del “rispetto” maschili quando significano rinuncia all’approccio assertivo, e non soltanto, il che dovrebbe essere ovvio, che l’approccio non sia violento o troppo insistente di fronte a evidenti dinieghi. Ci sono però altri due aspetti da considerare.
Il primo è che, per quanto mi riguarda fermi restando i così detti ruoli tradizionali, se al maschio spetta “intraprendenza” alla femmina spetta di rispondere in modo spontaneo e veritiero, senza cioè tenerlo ad arte “sulla corda”, ossia senza gli ormai classici “giochetti di potere” .
Il secondo, che deriva dal primo, è una riflessione sul perchè di quel mettere le mani avanti da parte maschile_ “io sono corretto e rispettoso” , che sa tanto di “excusatio non petita”. Voglio dire che oggi, ormai, non ovviamente un approccio violento, ma un qualsiasi approccio maschile: a) Può essere occasione di derizione e soprattutto b)può essere oggetto di denuncia per molestie con tanto di presunzione di colpevolezza. E ciò perchè la “molestia” non è più oggettivamente definita dalla legge, ma la sua esistenza o meno è lasciata alla percezione della donna avvicinata, tanto che anche un mazzo di fiori regalato o uno sguardo non disattento possono divenire “molestie” per la legge.
Così stando le cose diventa quasi ovvio che un uomo si premuri di allontanare preventivamente da sè qualsiasi possibile sospetto, e che diventi oltremodo circospetto. Il risultato, alla fine scontenta entrambi, come è ovvio che sia.
Insomma, ci siamo infilati in un vicolo cieco al termine del quale alle donne è stato conferito un potere immenso ma che non le soddisfa se non nell’immediato come segno di potenza e potere sull’altro. Tanto che quelle stesse donne che a ciò hanno contribuito sono ora a lamentarsi che “non ci sono più i maschi di una volta”. Eggrazzie, viene da dire. Li avete “castrati” psicologicamente!
Allora, come se ne esce? Prima di tutto facendo piazza pulita sul piano culturale di quella presunzione di superiorità morale a cui anche tu accenni, che in definitva significa non riconoscimento della diversità e volere che l’altro da sè , in questo caso il maschio, abbia meccanismi psicologici e comportamenti identici ai propri, pena il bollarlo con i mille epiteti dispregiativi che conosciamo. Sparita questo falso pregiudizio, l’atteggiamento maschile non sarà più guardato con sospetto e malevolenza, ma come comportamento “naturale” a cui altrettanto naturalmente si può rispondere positivamente o negativamente. E tutto questo nel “rispetto” spontaneo, ossia non forzato da stereotipi imposti culturalmente, della differenza di genere.
In secondo luogo occorre che le leggi recepiscano anch’esse questi presupposti culturali. Il che non significa imporre modelli, Dio ci scampi, ma limitarsi a regolare e normare comportamenti definiti oggettivamente. Per cui, ad esempio, una molestia occorre si sostanzi di qualcosa di concreto (anche cento chiamate al cellulare possono esserlo) e non della sola percezione psicologica, uno stupro sia la forzatura concretamente violenta della volontà femminile. Ma si lasci il resto alla libera espressione della maschilità e della femminilità, riservandosi eventualmente di valutare caso per caso situazione controverse.
armando
@ Fabrizio -
Stava rispondendo ad una di quelle che sosteneva che la parità ci vuole per quanto riguarda i i diritti civili, sociali, , la sfera economica, del lavoro, politica e quant’altro ma che per quanto concerne la sfera privata “l’”omo” ha da esse’ “omo” e la “donna ha da esse’ donna” (hai capito che “furbacchiona”…), invitando pubblicamente un’altra donna presente “a non darla mai la prima sera che esce con qualcuno e neanche la seconda perché i maschi se la DEVONO sudare”. Questo esemplare di evoluzione femminile è peraltro un’ iscritta al Partito Democratico…
@@@@@@@@
Magari è pure una delle tante che in passato fu fautrice del “sesso libero”…
Nondimeno, mi tornano in mente certe parole di Rino postate qualche mese fa su UB, in cui, nel rispondere a non ricordo chi, sosteneva che forse uno dei motivi per cui i saggi del passato (pur peccando di ingenuità su certi punti), non l’hanno mai raccontata tutta sulle donne, sia da ricercare nel fatto che la Verità è anti-vitale.
Secondo me Rino la dice giusta, perché basandomi anche su me stesso, sto scoprendo, ogni giorno di più, che la consapevolezza di quello che realmente è il rapporto fra i due sessi, anziché rendermi più desiderabile l’altro sesso me lo fa “sentire” sempre più distante e poco attraente.
Molto probabilmente in queste cose c’è una forte componente soggettiva, che varia da persona a persona, ed altrettanto probabilmente in questo incide anche il fatto di essere stati cresciuti con determinate idee sulle donne, rivelatesi successivamente false; ma resto dell’opinione che Rino abbia centrato il punto.
che ci siano uomini e donne intelligenti e non ,credo che sia fuori discussione ,però ,nel mio personale e girovagando per internet ho sempre letto di donne che si sentono migliori degli uomini e mai viceversa ….magari qualche “vanitoso” c’è. ma fino ad ora ,mai letto questa espressione ,di solito questa è una miscela esplosiva ,cioè credersi migliori e sentirsi succubi di si crede inferiore …….per questo motivo la descrizione migliore per noi è “banale” (non oso pensare la peggiore) ,io continuo a ribadire che se ne esce fuori solo con la “parità” ma la parità reale fatta si di diritti ,ma anche di doveri
“Questo esemplare di evoluzione femminile è peraltro un’ iscritta al Partito Democratico…”
___________
….. e hai detto tutto pure stavolta.
“sto scoprendo, ogni giorno di più, che la consapevolezza di quello che realmente è il rapporto fra i due sessi, anziché rendermi più desiderabile l’altro sesso me lo fa “sentire” sempre più distante e poco attraente”
________________
Embé?
Quale sarebbe il problema?
Che si fanno meno figli?
Tanto di guadagnato: meno siamo, meglio stiamo.
sandro
Io sono sempre più dell’ idea che la questione maschile sia una costola della questione generazionale
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Pure io.
Infatti la maggioranza dei miei coetanei ragiona in tutt’altro modo . Molti gruppi di Facebook lo dimostrano.
@ sandro -
Embé?
Quale sarebbe il problema?
Che si fanno meno figli?
Tanto di guadagnato: meno siamo, meglio stiamo.
@@@@
Senti, Sandro, non prendertela ma questo tuo “modo di porti” altamente nichilista mi ha un po’ stufato, anche perché nasconde una buona dose di ipocrisia.
Tu sei un altro di quelli che dice di fregarsene delle donne: stranamente, però, sei sempre qui a parlarne.
Ora, siccome qui siamo su uomini beta e non su seduttori.com o maschio cento x cento, ho voluto semplicemente esternare un mio stato d’animo. Punto.
>
@ Silent Hill
Pure io.
Infatti la maggioranza dei miei coetanei ragiona in tutt’altro modo . Molti gruppi di Facebook lo dimostrano.
@@@@@
Silent, io di anni ne ho 37, perciò non conosco bene la realtà dei ventenni. Nonostante ciò trovo veramente assurdo sostenere che “la maggioranza dei tuoi coetanei ragioni in tutt’altro modo”, solo perché “molti gruppi di facebook lo dimostrerebbero”.
Credo sia il caso di uscire dal virtuale, di andare un po’ più in giro, per bar, pizzerie, discoteche e quant’altro; beh, ti accorgerai che la realtà è molto diversa da quella di facebook (vera e propria droga virtuale).
Questo tanto per dirti che, in base alla mia esperienza, ho potuto constatare che gli uomini più giovani sono altrettanto succubi delle donne.
Altro che questione generazionale…
sto scoprendo, ogni giorno di più, che la consapevolezza di quello che realmente è il rapporto fra i due sessi, anziché rendermi più desiderabile l’altro sesso me lo fa “sentire” sempre più distante e poco attraente
——————————————————————-
Il mondo come volontà e rappresentazione: scoprire la triste verità, viene meno la volontà, quella che fin dalla adolescenza ci fa soffrire per correre dietro alle donne.
“Senti, Sandro, non prendertela ma questo tuo “modo di porti” altamente nichilista mi ha un po’ stufato, anche perché nasconde una buona dose di ipocrisia.
Tu sei un altro di quelli che dice di fregarsene delle donne: stranamente, però, sei sempre qui a parlarne”
____________
Magari il problema lo si potesse risolvere semplicemente ignorandole.
In quel caso sarei a posto.
Pararsi il culo a livello individuale risolve una parte, pur importante, del problema, ma non il problema.
E io voglio risolvere il problema.
____________
“Altro che questione generazionale”
____________
Questi problemi, chi è che li ha creati?
Tu che hai 37 anni?
Io che ne ho 35?
Non trovi che sia io, che te, questa situazione qua non abbiamo affatto contribuito a crearla?
Non trovi che l’ Italia di oggi sia una fotografia di una generazione di individui che non è la nostra?
Marco
Nonostante ciò trovo veramente assurdo sostenere che “la maggioranza dei tuoi coetanei ragioni in tutt’altro modo”, solo perché “molti gruppi di facebook lo dimostrerebbero”.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Edit : ho dimenticato di omettere che anche i miei coetanei conosciuti dal sottoscritto ragionano come me , di solito io non mi baso solo su internet o facebook . Le altre generazioni non le conosco e quindi non posso giudicare . Ora non so con quanti ventenni hai avuto a che fare, ma tutti quelli che conosco io non sono affatto , a parte qualche eccezione, succubi delle donne.
“Ora non so con quanti ventenni hai avuto a che fare, ma tutti quelli che conosco io non sono affatto , a parte qualche eccezione, succubi delle donne”. (Silent Hill)
Non ne sarei così sicuro. Anzi, credo che sia esattamente il contrario. Anche e soprattutto a vent’anni la nostra mente è molto abile nel raccontarci fischi per fiaschi e nel nasconderci la verità delle cose. Siamo forse più bravi o più allenati nell’ assumere atteggiamenti apparentemente un po’ più spavaldi, ma ciò che conta è la nostra condizione interiore sulla quale agiscono contemporaneamente e prepotentemente fattori diversi, in particolar modo in quella fascia d’età. Sono stato giovane anche io e so di cosa sto parlando. E’ vero che sono passati una trentina d’anni da allora (che non sono pochi), ma non credo che in questo lasso di tempo si siano determinate quelle condizioni necessarie e sufficienti per sostenere che le giovani generazioni maschili siano fuori dalla dipendenza e da una condizione di subordinazione psicologica nei confronti del femminile.
In ogni caso, se così fosse, sarei ovviamente il primo a rallegrarmene (permettimi, però, di essere molto scettico …).
Ho due nipoti ventenni gagliardi e tosti, come si dice a Roma,decisamente svegli e “non addormentati , con i quali ho un rapporto molto intenso, e posso assicurarti che il loro racconto è ben diverso dal tuo. Sono molto evoluti per la loro età, specie il più grande che ha 22 anni, frequenta l’università e, fra le altre cose, è anche un “sostenitore attivo di Uomini Beta che ha provveduto a segnalare a tanti suoi amici e coetanei.
Indipendentemente dalle vostre differenti opinioni in merito alla condizione giovanile maschile, chiedo a te di fare la stessa cosa e cioè di adoperarti per diffondere il nostro sito proprio presso quei giovani che conosci, certamente in gran numero.
Comunque sia, non gli farà certo del male (al contrario) entrare in contatto con un maschile adulto che può fornirgli importanti indicazioni in materia. Forse proprio quelle che i loro padri non gli hanno dato, men che meno quelli dagli ultimi trent’anni a questa parte…
E francamente, se è vero che gli uomini e i padri delle ultime generazioni sono stati psicologicamente spappolati, vedo altamente improbabile che i loro figli possano trovarsi in una condizione migliore.
Sempre augurandomi di essere in errore, ovviamente…
Fabrizio
“francamente, se è vero che gli uomini e i padri delle ultime generazioni sono stati psicologicamente spappolati, vedo altamente improbabile che i loro figli possano trovarsi in una condizione migliore”
________________
Una cosa comunque va detta: i ragazzi si sposano sempre meno.
E io questo lo vedo come un buon segno.
Del resto, a livello individuale non è che si possa fare molto di più.
Di ritorno da una trasferta per lavoro, in auto con un collega:
- “Sai che penso? noi maschi istintivamente desideriamo proteggere e felicitare le donne e oggi il femminile che viene rappresentato e interpretato dalla maggioranza delle donne, prende i maschi a sputacchi e calci neo coglioni. E’ questo che non mi va giù. Mi basterebbe che tacessero o almeno dicessero un grazie”.
- “Collega: pensa un pò! ci stanno uccellando da qualche milione di anni così che le serviamo in tutto, e noi siamo pure contenti e non desideriamo altro!”
-”Stai dicendo che il mio desiderio di proteggerle e felicitarle è dovuto al fatto che mi son fatto uccellare? che io stesso sono espressione di due milioni di anni di astutissimo far fessi i maschi da parte delle donne?”
“Collega: proprio così!”
“Ne deriverebbe che oltre a prenderci oggi a calci nei coglioni queste signore ci stanno uccellando da qualche milione di anni? mazziati e cornuti? così siamo?”
“Collega: esatto!”
“Se questa doppiezza c’è davvero, allora però le donne corrono il rischio che il loro trattar male i maschi, susciti nei maschi la consapevolezza che le donne li stanno facendo anche fessi: a me non basterebbe più nemmeno che smettessero di dir peste e corna dei maschi nè che tacessero o mi dicessero grazie: mi guarderei dal desiderio di proteggerle e di felicitarle come dalla illusione di uno sciocco. Il Cielo non voglia che sia così! è uno sguardo davvero amaro, a me insopportabile.Non è così!”
“Collega: dici? il silenzio è d’argento, la gentilezza e la riconoscenza sono d’oro? e allora, vaglielo a spiegare alle donne!”
http://www.roma2013.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1735&Itemid=64
Con riferimento all’ultimo post di Leonardo, pur ribadendo la mia totale distanza da Berlusconi (e dall’intero attuale ceto politico, nessuno escluso), mi dissocio completamente da questo squallido spettacolo mediatico da bassissimo impero a cui stiamo assistendo in questi giorni dove “megafoni” e pennivendoli di regime (ma della parte opposta a Berlusconi) fanno gossip e intervistano escort e “fanciulline inconsapevoli” in diretta nei loro salotti (più che altro dei “saloon”, ormai…) per cercare di sputtanare il primo ministro (che merita di essere non solo sputtanato ma allontanato, ma per ben altre ragioni…).
Mi sento di poter affermare che l’articolo a mia firma dal titolo “Destra e Sinistra” si rivela decisamente fondato. Spero di non apparire presuntuoso perché non è certo questo il mio intento.
Non esiste ormai più da molto tempo in questo paese una vera dialettica politica fondata su progetti, idee di società, programmi e valori realmente alternativi , ma solo gruppi di potere in competizione fra loro: industriali, banche, finanza, gruppi editoriali, Massoneria, Logge varie e trasversali, Opus Dei, mafia,nomenclature di partito (anche e soprattutto i grandi quotidiani e gruppi editoriali fanno parte di questi ultime, anzi, direi che sono proprio loro a gestire i partiti politici, copia sbiadita di ciò che erano i grandi partiti di massa nei tempi in cui la Politica era ancora una cosa seria).
Ora ci si è messa anche la Magistratura. Mi dispiace doverlo ammettere ma è così. E non lo dico certo per compiacere il premier e i suoi amici…
Nel vuoto politico e culturale assoluto le uniche due “identità” (mi viene da ridere solo a definirle tali…) rimaste in campo sono il “berlusconismo” da una parte e “l’antiberlusconismo” dall’altra. Cioè a dire una pseudo destra stracciona e cialtronesca da una parte e una pseudo sinistra (che ormai va da Fini a Vendola, da Casini a Di Pietro, da Buttiglione a Emma Bonino) altrettanto cialtronesca (anche se “politicamente corretta” e in doppio petto) e ora anche giustizialista, dall’altra.
Tutto molto pericoloso. Soprattutto la scelta di abdicare alla Politica e di farsi scudo della magistratura che sta pericolosamente, a mio parere, acquisendo un ruolo e una funzione che non dovrebbero competergli.
E’ probabile che “godremo” i frutti di questa scellerata e impolitica scelta più avanti nel tempo, quando la scure dei magistrati non sarà più chiamata ad abbattersi su Berlusconi, Previti o qualche altro “simpaticone” della loro stessa risma, ma sui lavoratori, gli operai o i precari, (magari pure mariti e padri separati) tratti in arresto per ragioni di ordine pubblico durante manifestazioni di protesta (sacrosanta) , per adunata sediziosa, per essersi azzuffati con la polizia o per aver tirato un sasso contro la vetrina di una filiale di quei benefattori dell’Umanità della Goldman Sachs…
Ciò detto, per ragioni di mera realpolitik e null’altro, mi auguro che l’era Berlusconi sia giunta al termine.
In questo modo anche tutti gli altri, senza più alibi di nessun genere, saranno così costretti a calare la maschera e a manifestarsi per quello che sono: un pezzo di questo sistema di potere fondato sulla subordinazione, la messa all’angolo e la discriminazione di milioni e milioni di persone, in primis gli uomini beta. Nulla più e nulla meno.
A quel punto, si potranno forse creare le condizioni per smascherare quest’altra massa opposta (solo formalmente) e speculare di cialtroni mestieranti e servi dei cosiddetti “poteri forti” , per ricostruire, dalle macerie, una vera opposizione politica e culturale (e soprattutto autentica) degna di questo nome.
Per arrivare a questo obiettivo è necessario “muovere la classifica”, cioè superare l’attuale quadro politico.
Non si tratterà di certo di chissà quale “liberazione democratica”, come tentano di spiegarci i già citati cialtroni di cui sopra (qualche puttanata per portare alle urne la gente la devono pur raccontare…) ma solo l’inizio di un cammino ancor più faticoso e in salita (anche perché la Goldman Sachs e tutti i suoi amici e compari sono decisamente più potenti del Berluska…).
Fabrizio
Non sono d’accordo Fabrizio. La magistratura è intervenuta di fronte a reati previsti da leggi. Sappiamo bene che guai passa un normale cittadino (beta) che semplicemente si ferma a parlare con una prostituta sul ciglio della strada.
http://www.youtube.com/watch?v=Fh4v7_6d5dg
sull’argomento ,visto che ,come dice giustamente Fabrizio ,scrivono tutti ,provo a dire anche la mia
da tanto tempo ormai la politica è diventata una specie di stadio con curve ammesse (almeno cosi in apparenza,poi come succede ,per il proprio vantaggio personale ,si cambia casacca in maniera folgorante,dimenticando ideali e compagnia bella)
nel calcio almeno ,sappiamo come vanno le cose , i giocatori sono mercenari e si sa ,i tifosi invece può succedere il finimondo ,ma restano fedeli ai propri colori ,beh la politica sta diventando questo …i programmi ,le idee passano in secondo ,se non adirittura in terzo piano , e diventa importante condannare l’orco cattivo (che cattivo lo è ,intendiamoci ,ma per veri e propri insucessi politici ) e salvare le fanciulline ,orco e fanciulline qui ,sono sullo stesso piano ,tutti ne hanno beneficio ,non si possono paragonare queste fanciulline ad una prostituta di strada con pappone al seguito …..
incredibile poi ,che la destra parli di carità ,credendo veramente che siamo tutti scemi un pochino. Questo mi ricorda la tragica vicenda di Ustica dove l’aereo è caduto per” cedimento strutturale”…
comunque ho letto alcuni sondaggi (che bisogna sempre prendere con la pinza) e sembra che addirittura Berlusconi non solo non scenda in consensi ,anzi sembra che quasi questa vicenda lo aiuti …….perchè siamo diventati ,come detto in precedenza degli ultra ,o con Berlusconi o contro di lui …
e si che Berlusconi è stato mandato in minoranza (seppur risicata ) da un certo Romano Prodi che di idee ne aveva poche pure lui e per di più confuse , quindi credo che basterebbe poco a trovare un alternativa al nano di Arcore ..purtroppo i pennivendoli e anche i blog della cosiddetta sinistra da salotto tendono solo a demonizzare berlusconi ,con scarsi risultati ,visto il sondaggio ,ma agli operai ,ai precari chi ci pensa ora ??
“Tutto molto pericoloso. Soprattutto la scelta di abdicare alla Politica e di farsi scudo della magistratura che sta pericolosamente, a mio parere, acquisendo un ruolo e una funzione che non dovrebbero competergli”
____________
Questa vicenda avrà secondo me dei risvolti assai positivi da un altro punto di vista: ha scoperchiato quel vaso di Pandora che qualcuno qui, con espressione quanto mai felice, ha definito “sodalizio donne-sistema”.
Leggete un pò qui:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/22/squillo-e-cash-2/87830/
115mila euro in un anno di “gettone di presenza”, tenore di vita altissimo senza fare un cazzo.
Questi sono ovviamente casi limite, date le disponibilità economiche del soggetto in questione, ma nella società italiana questo è un modo di fare che si è stratificato a tutti i livelli, in cambio non solo di soldi, ma di posti di lavoro, alloggi, auto, ecc. ecc.
E grazie a tutta una serie di episodi come questo, dove si evince chiaramente dalle intercettazioni che le signorine in questione sono tutto fuorché “vittime”, è emerso finalmente in modo chiaro ed inequivocabile che alle donne questo andazzo piace assai.
Ormai è chiaro che le prime a volerlo, il troiaio, sono proprio loro.
E’ una verità che non si può più occultare.
Sandro: ma nella società italiana questo è un modo di fare che si è stratificato a tutti i livelli, in cambio non solo di soldi, ma di posti di lavoro, alloggi, auto, ecc. ecc.>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Infatti, quindi perchè scandalizzarsi? E’ pratica diffusa che chi possiede il potere politico o economico acquisti il consenso/favore destinando ricompense, di tipologia diversa, al “cliente” di turno. La “questione morale”riguarda, chi più chi meno, tutti, Ecco perchè, quando ho letto dell’esternazione di Berlusconi all’Infedele, per la prima volta in vita mia mi sono sentito di parteggiare per lui, oggi dipinto come se si trattasse di un pervertito, malato, di un personaggio osceno per la sua vita privata un pò osè. Berlusconi è inadatto a ricoprire il ruolo che riveste perchè non è uno statista, non ha il ben che minimo senso dello Stato, insomma non gliene frega niente delle sorti di questo Paese, ma solamente del suo conto in banca e per difenderlo e accrescerlo è disposto a tutto, anche a muoversi ai confini della legalità.
Ma mi chiedo: in una società in cui si pagano cifre astronomiche, dell’ordine di 10 milioni di euro annuali, per tirare quattro calci al pallone o starsene seduti a guardarsi una partita di calcio in panchina, ci scandalizziamo se un miliardario stacca un assegno di 10000 euro a una ragazza? E’ il sistema, guidato dall’irrazionalità del “mercato”, che sta dando i numeri. Perchè la vera questione in gioco nel caso “Ruby” non è perchè Berlusconi paghi le ragazze con cui ha relazioni sessuali, ma perchè abbia tutti questi soldi da spserperare quando in tanti devono stringere la cinghia anche solo per procacciarsi i beni indispensabili per vivere. Lo stesso discorso vale per i Moratti e compagnia bella sia chiaro. Ma ormai siamo incapaci di cogliere le vere questioni in ballo e non andiamo oltre un mero moralismo d’accatto, di cui anche la sinistra è, purtroppo, espressione. Devo dire che in tutto il marasma di considerazioni sulle feste di Arcore, l’uscita più felice è stata quella di Di Pietro il quale ha affermato:” non m’interessa quello che fa nella sua vita privata, m’interessa quello che non fa per il Paese o quello che sta facendo, insieme alla sua combricola di yesmen( aggiungo io), in maniera disastrosa”. Non sono le sue parole testuali, ma mi sento di condividerle pienamente.
Paolo: Non sono d’accordo Fabrizio. La magistratura è intervenuta di fronte a reati previsti da leggi. Sappiamo bene che guai passa un normale cittadino (beta) che semplicemente si ferma a parlare con una prostituta sul ciglio della strada.
http://www.youtube.com/watch?v=Fh4v7_6d5dg>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Avevo già accennato in un mio precedete post al “pesce grosso finito nella rete”, però osservando il video, alla luce di quello che è accaduto i mesi successivi fino a oggi, l’ho trovato esilarante. Davvero di un’ipocrisia e di una comicità uniche. Da un certo punto di vista è davvero un unicum
“perchè scandalizzarsi?”
______________
Perché questi qua, per leccare il culo al vaticano, fanno le leggi contro la prostituzione.
Perché queste qua, vengono fatte passare per vittime, quando in realtà sono solo puttane d’ alto bordo che dentro questo andazzo ci sguazzano alla grande.
______________
Ma mi chiedo: in una società in cui si pagano cifre astronomiche, dell’ordine di 10 milioni di euro annuali, per tirare quattro calci al pallone o starsene seduti a guardarsi una partita di calcio in panchina, ci scandalizziamo se un miliardario stacca un assegno di 10000 euro a una ragazza?
______________
Se è lo stesso che dice agli altri di stringere la cinghia perché c’è la crisi, sì, io mi scandalizzo alquanto.
Paolo, non mi riferivo solo a questi ultimi recenti episodi (comunque abbastanza sospetti) ma ad un processo più generale che ha avuto inizio con Tangentopoli e che da allora non si è più arrestato. .
La magistratura è intervenuta impropriamente per colmare un vuoto politico, quello creatosi in seguito al crollo della Prima Repubblica e del sistema politico che la sorreggeva. Una buona parte della classe politica ha appoggiato per opportunismo e nanismo politico questo processo. Il risultato, fra gli altri, è stato l’impoverimento del dibattito e della dialettica politica a cui assistiamo quotidianamente.
Si è pensato di poter sostituire la Politica con l’intervento giudiziario (anche se non si dichiara ufficialmente, per ovvie ragioni…) e si è arrivati a costruire una rappresentazione del tutto falsa e deformata della realtà e della dialettica politica stessa.
Personalmente considero Berlusconi e lo schieramento politico che lo sostiene, come degli avversari , è ovvio e non c’è neanche il bisogno di sottolinearlo, ma non per questo sono un fautore del “partito dei giudici” e soprattutto dell’ideologia che sta dietro a questo “partito” (quello degli ideologi Travaglio e Flores D’Arcais e del loro leader Di Pietro, per capirci, ex magistrato ed ex questurino). Quella cioè che punta ad un sistema politico più o meno blindato e sottoposto all’occhio invasivo e pervasivo del potere giudiziario e delle sue intercettazioni. Siamo sempre alle solite. Chi controlla chi? Chi intercetta chi? E i giudici? Chi li controlla? Chi li intercetta? I giudici sono forse sempre perfetti, incorruttibili, infallibili e depositari della Verità e della Giustizia? Ma soprattutto, quale deve essere il ruolo della Magistratura in una moderna ed avanzata democrazia? Non certo quello di fare le veci della politica Quello che in parte è accaduto da vent’anni a questa parte. Ma è ingenuo pensare che tutto questo non lasci traccia e che si possa tornare indietro (o andare avanti) come se nulla fosse accaduto.
Se Berlusconi cadrà, non avverrà di certo in seguito ad una vasta e profonda mobilitazione popolare e democratica ma sarà l’effetto di un colpo di mano politico-mediatico di palazzo, orchestrato da alcuni poteri forti (economici, finanziari e mediatici, con i partiti dell’attuale pseudo “opposizione” a fare da scendiletto) e supportato dal “lavoro” della magistratura o quanto meno di una sua parte rilevante. E’ ovvio che tanta gente lo appoggia, sia pur passivamente (altro che moti tunisini…), perché ha le scatole piene di Berlusconi (e ne ha ben donde) dopo tanti anni di malgoverno, malaffare e politiche antipopolari (le stesse che hanno fatto i governi di centrosinistra che lo hanno preceduto), e non vede l’ora di toglierselo di mezzo. Ma questo non cambia la sostanza dell’operazione in corso che personalmente sostengo, come già spiegato, solo per ragioni di mera opportunità politica.
La vicenda sulla quale credo sia interessante riflettere non è ovviamente quella relativa a Ruby e a tutte la altre “conigliette” a stipendio (tutti gli uomini di potere hanno le loro “Patty” che li sollazzano, Berlusconi è solo più sfacciato degli altri e più spiato dagli 007 del pool di Milano e dai fotoreporter del partito L’Espresso-La Repubblica) quanto il fatto, ad esempio, che sia lui che Veltroni (più Fassino e Chiamparino) si siano schierati per il SI al referendum-ricatto alla Fiat Mirafiori. Bersani e D’Alema, al momento più esposti di Veltroni e forse per un furbesco e tattico gioco di squadra, hanno preferito dichiarare che “avrebbero rispettato il parere dei lavoratori”… Come a dire “faccio finta di lavarmene le mani”. In realtà erano consapevoli che il No, abbandonato a se stesso e senza nessun appoggio politico, sarebbe uscito sconfitto (fin troppo bene è stato aver raggiunto il 46% di No). Si sono quindi ben guardati dal mettersi contro la Confindustria e la Fiat. Peraltro fra poco Fassino sarà il candidato a sindaco del centrosinistra a Torino e inimicarsi Corso Marconi non sarebbe stato proprio il massimo dell’utilità politica.
Chiarito questo, l’intera vicenda Berlusconi-Ruby-amichette varie-Olgettina-D’Addario- e chi più ne ha più ne metta, ha anche del grottesco, e il video che avete postato sia tu che Alessandro, alla luce di quanto sta avvenendo (e già avveniva allora) assume il sapore di “Oggi le comiche”…
Una legge bacchettona, ipocrita, classista e antimaschile (beta) promulgata da un governo presieduto da un puttaniere (la qual cosa di per sé non sarebbe neanche grave, falso moralismo permettendo)e votata se non erro da tutti i partiti dell’arco costituzionale.
Ci sarebbe da ridere se fosse uno scherzo. E invece non lo è neanche un po’…
Fabrizio
Sandro: Se è lo stesso che dice agli altri di stringere la cinghia perché c’è la crisi, sì, io mi scandalizzo alquanto.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Sandro, siamo sulla stessa linea. Volevo semplicemente sottolineare che viviamo in una società mafiosa e paramafiosa che nasconde ben altre vergogne degli assegni di Berlusconi destinati alle sue amiche. I moralisti della prima e dell’ultima ora hanno i loro scheletri nell’armadio. Forse che la “parentopoli” di Alemanno, tanto per citarne una, non è più grave delle feste di Arcore?
Detto questo, saluto anch’io con piacere le opposizioni di piazza ad alcuni dei governi pseudo democratici del bacino del Mediterraneo. Secondo me si dovrebbe scendere in piazza anche solo contro le porcherie bipartisan dei cococo o cocopro che siano, figuriamoci quando c’è il pane di mezzo. Ma ormai ci hanno fatto il lavaggio del cervello. Invece di prendercela con i vertici ce la prendiamo con i disgraziati di turno.
Ho un sogno: Che si faccia un talk show su berlusconi/ruby al centro del quale ci sia il tema opposto e reciproco a quello attorno al quale ruotano tutti i programmi che parlano dello scandalo in questione.
Ossia che si parli, anzichè della concezione maschile della donna come oggetto di piacere, della concezione femminile dell’uomo come bancomat, come strumento di guadagno.
Già, perchè qualcuno dovrebbe spiegare perchè la concezione maschile (ovvio che non generalizzo) della donna oggetto è deprecabile, immorale, oscurantista e chi più ne ha più ne metta, mentre quella dell’uomo bancomat viene accettata come normale e comunque moralmente neutra, quando in realtà è anch’essa un aspetto della mercificazione, nè più nè meno dell’altra. Fra le due c’è una sola differenza. L’uomo (ripeto, non generalizzo) cerca nella donna una qualità naturale, la bellezza, la portatrice della quale non ha alcun merito. La donna cerca nell’uomo una qualità (denaro, successo) che al suo portatore costa, comunque lo si giudichi, impegno e fatica.
Entrambe, poi, non sono qualità eterne. Sicuramente non lo è la bellezza che sfiorisce nel tempo, ed è per questo che le donne si lamentano dei mariti , maledicendoli come immaturi sporcaccioni, che ad un certo punto cercano una donna giovane. Ma non lo è neanche la ricchezza e il successo, o ancor più semplicemente un posto di lavoro, tanto che quando l’uomo di successo cade, o l’uomo normale perde il suo normale lavoro, le probabilità di essere abbandonato dall’amata diventano altissime. Sono circostanze in cui l’una è la controfaccia dell’altra. Ma anche quì, mentre abbondano le trasmissioni e le analisi che trattano del primo tema (uomini che lasciano la moglie per una giovincella), si è mai sentito parlare del secondo? No, mai e poi mai. Perchè farebbe saltare il banco, perchè contraddirebbe la GNF, perchè farebbe emergere che non c’è un genere buono per definizione e innocente e uno cattivo e colpevole, e metterebbe in risalto che dividere il mondo in maschi oppressori e femmine oppresse è una balla.
Il problema rilevato riassume il pensiero di molte donne di oggi (non tutte, e lo dico per evitare qualunquismi, anche se la penso diversamente) pertanto, come ha precedentemente sottolineato, Sandro ha ragione, il problema infatti, oltre che di ordine morale, assume dichiarazioni di intenti non esplicite ma chiare sesso per soldi e/o carriera, tradotto per il piano “beta” se hai soldi per pagarmi quello che desidero si puo’ fare, diversamente usa manola, la mano che consola.. ecco la filosofia che troneggia oggi nelle donne (non tutte, e lo dico per evitare qualunquismi, anche se la penso diversamente) un uomo E’ in virtu’ di quanto puo’ spendere, un uomo E’ ATTRAENTE in virtu’ di quanto puo’ dare, riassumendo.. la donna mette la vagina, l’uomo tutto il resto.. GENIALE! che dire.. nella bilancia della reciprocità/spontaneita, alla donna manca la tara.. abilmente passata nel piatto maschile nel corso dei secoli.. ma va bene cosi.. almeno per quasi tutto il resto della popolazione maschile (?) che non legge questo sito e/o non la pensa come noi.. VA BENISSIMO! avanti con fiducia verso la CATASTROFE relazionale uomo/donna.. io credo alla legge della compensazione, e credo che il famoso pendolo ormai stia per tornare dalla parte maschile.. giusto altri 10/15 anni di attesa.. non di piu’..
Sottoscrivo in toto gli ultimi post di Alessandro, Armando e Damien (tranne quando quest’ultimo sostiene “che il famoso pendolo ormai stia per tornare dalla parte maschile.. giusto altri 10/15 anni di attesa.. non di piu’..”). Purtroppo non sono così ottimista e credo che convenga invece attrezzarci ad una “guerra” di lunga durata….
Per il resto, condivido completamente le vostre posizioni. Siamo circondati da un oceano di ipocrisia. Verissimo quanto dice Armando. Ammettendo anche (e non c’è dubbio che ce ne siano) che alcuni uomini (pochi o tanti, ciascuno stabilisca le sue percentuali) concepiscano le donne come meri oggetti sessuali, è mai possibile che nessuno mai si interroghi sul fatto che alcune donne (poche o tante, idem come sopra per le percentuali) considerino gli uomini come meri strumenti da spremere a proprio vantaggio?
Anche e soprattutto questa vicenda specifica trasuda di ipocrisia da ogni poro a tal punto che, come spiega giustamente Alessandro, anche gente come noi si ritrova, suo malgrado, a “simpatizzare” (ci metto molte virgolette) per un personaggio come Berlusconi (nel caso specifico)…
Sono le meraviglie del “politicamente corretto”…
Fabrizio
Le rivoluzioni culturali avvengono solo se alle donne convengono. Non bisogna essere esperti di cambiamenti epocali per dire questo..basta dare uno sguardo alla storia. Nessuna donna si dichiara “figlia del proprio padre” mentre ciascuno di voi e’ “fatto dalla propria madre”. La cultura mafiosa, per esempio, e’ tramandata dalle donne, dalle madri che inculcano i valori del’onore e del rispetto ai propri figli insieme al latte che bevono. Tutti i piu’ grandi latitanti hanno avuto il loro punto fermo nella propria moglie e se qualcuno prova ad uscire dal seminato…la madre di Rita Atria non solo abbandono’ la figlia dopo le sue prime confessioni col giudice Borsellino, ma dopo il suicidio della ragazza ando’ al cimitero e con un martello profano’ la sua tomba. Quando si dice amore di mamma! Le donne fanno i figli..questa verita’ incontrovertibile non le abituera’ mai a mettersi in discussione. E questo, molti di voi, lo hanno comunque percepito. Quando leggo..finiremo di incontrarci, di amarci, di fare figli, di provare a negoziare uno spazio che per le donne e’ proprieta’ assoluta…percepisco lo sconforto di chi sa che le cose non cambieranno. Dal basso possono partire solo movimenti che le donne converranno di appoggiare.
“mentre abbondano le trasmissioni e le analisi che trattano del primo tema (uomini che lasciano la moglie per una giovincella), si è mai sentito parlare del secondo? No, mai e poi mai. Perchè farebbe saltare il banco, perchè contraddirebbe la GNF”
_____________
Arrivati a questo punto occultare la verità non serve più granché: i fatti sono sotto gli occhi di tutti.
Voglio vedere CHI avrà il coraggio di dipingere queste qua come delle vittime.
Ma avete letto le intercettazioni?
Adesso poi è tutto un fiorire di pseudomanifestazioni “pro dignità delle donne” che si risolvono in quattro gatte in una piazza con due striscioni.
Logico: nessuna o quasi di loro condivide la protesta, dato che la maggior parte di loro sputerebbe in un piatto dove mangia alla grande.
Il femminismo si è definitivamente infranto contro lo scoglio più grosso che potesse trovare: la natura femminile.
Mi dispiace contraddirti, Maria, ma le donne “dal basso” non hanno fatto proprio un bel nulla. Il femminismo è stato una “rivoluzione” borghese, nata e concepita dall’alto e dall’interno del sistema capitalista post-industriale.
Le origini sessantottine del femminismo sono solo una finzione ideologica (utili a camuffare il tutto, una necessaria operazione di maquillage) che abbiamo smascherato e destrutturato mattone su mattone.. Stiamo lavorando ad un articolo in cui affronteremo proprio questa questione attraverso un’ analisi dettagliata della genesi del femminismo e del suo complesso e inscindibile rapporto con la società post industriale e il capitalismo. Uscirà a breve a firma di Rino Della Vecchia.
Ciò detto, non dobbiamo cadere nell’errore di considerare la realtà inamovibile. Per quanto la situazione sia estremamente difficile nulla è eterno e non trasformabile. Il fatto stesso che noi siamo qui dimostra che qualcosa è cambiato rispetto già a qualche anno fa e che una crepa si è aperta nel Matrix.
Non si richiuderà più e anzi è destinata ad ampliarsi. Di quanto affermo sono assolutamente convinto e ne ho i segnali concreti, anche fuori dal web e da questo nostro spazio, intendo. La fine della Storia non esiste. In diversi l’hanno di volta in volta proclamata ma sono sempre stati smentiti dalla Storia stessa. Sarà così anche in questo caso, solo che ci si dovrà attrezzare in modo completamente diverso e nuovo rispetto al passato perché stiamo combattendo su un terreno e in un luogo per lo più sconosciuto alla grandissima maggioranza degli uomini: la psico-eto-sfera. E’ qui che il capitalismo post industriale declinato al femminile agisce e costruisce consenso e dominio.
Ma qualcuno (noi) ha ormai capito il gioco. E un’idea, se ha delle fondamenta (e la nostra le ha) è destinata per forza di cose a crescere, per quanti sforzi si possano mettere in campo per cercare di cancellarla.
Un piccolo esempio. Se Uomini Beta dovesse chiudere per qualsiasi motivo (ad esempio fosse oscurato il sito), questo non potrebbe impedire a tutti noi di proseguire nel cammino, perché si può oscurare un sito ma non si può distruggere un’idea né tanto meno la coscienza delle persone. E sono convinto che altri continuerebbero il lavoro laddove è stato interrotto.
Fabrizio
“Anche e soprattutto questa vicenda specifica trasuda di ipocrisia da ogni poro”
_______________
Eh già.
Leggi un pò qua:
http://www.agi.it/cronaca/notizie/201101261322-cro-rt10132-pubblicita_carfagna_firma_protocollo_per_difesa_immagine_donne
Più ipocrisia di così….
“altro che moti tunisini…”
_____________
La differenza sostanziale che noto io è che nei paesi musulmani del nordafrica è completamente assente nella società un aspetto che qui da noi è determinante:
il “sodalizio donne – sistema”.
Lì non ci sono riusciti: la loro cultura è stata più forte.
Quello che sta succedendo laggiù è la conferma del fatto che tale sodalizio rappresenta in sostanza per il potere una vera e propria assicurazione sulla vita.
Io credo che questa cosa dovremmo sempre averla ben chiara davanti agli occhi ogni qualvolta ci rapportiamo con una donna: questo cambierebbe, e di molto, il nostro modo di rapportarci con loro (esperienza personale).
Se le “pantegane alfa” (chiamarli uomini è un insulto nei confronti del genere maschile) rappresentano il nemico numero uno, le donne rappresentano il numero due.
Sono le truppe cammellate del potere.
“Leggi un pò qua:
http://www.agi.it/cronaca/notizie/201101261322-cro-rt10132-pubblicita_carfagna_firma_protocollo_per_difesa_immagine_donne
Più ipocrisia di così….”
________________
Mettiamoci pure questa, così rende meglio l’ idea:
http://www.youtube.com/watch?v=SyvxlIO_QMo
“amore”… “tesorino”…
Fabrizio Marchi
Purtroppo non sono così ottimista e credo che convenga invece attrezzarci ad una “guerra” di lunga durata
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Che 10/15 anni siano pochini si, però non ne sarei così sicuro di una “guerra lunga”…già , come hai detto tu, il fatto che esistano siti come questo è un segno. Comunque perdonami l’ignoranza, ma intendete per guerra di lunga durata ? Aumento dell’odio fra i sessi e conseguente rifiuto delle relazioni a lungo termine oppure la metti solo sul piano politico/sociale ?
Fabrizio Marchi
anche gente come noi si ritrova, suo malgrado, a “simpatizzare” (ci metto molte virgolette) per un personaggio come Berlusconi (nel caso specifico)…
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Confermo quanto dici, soprattutto dopo una cosa : una donna ha dichiarato di aver fatto sesso col premier…peccato che l’ex marito ha detto che mentiva e che voleva solo acquisire notorietà*. Ecco questi episodi mi fanno stare simpatico berlusconi .
* ovviamente le femministe hanno subito attaccato gli ex mariti/padri separati dicendo che “prestano fianco al regime” (senti chi parla, le SS del femminismo)
“Leggi un pò qua:
http://www.agi.it/cronaca/notizie/201101261322-cro-rt10132-pubblicita_carfagna_firma_protocollo_per_difesa_immagine_donne
Più ipocrisia di così….”
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
La chiamano difesa della dignità della donna, in verità non è altro che una forma di censura, così come si può evincere tranquillamente osservando le pagine che il quotidiano l’UNITA’ dedica al tema. Il femminismo in tutte le sue declinazioni, quello più soft della destra e quello più radicale della sinistra, dimostra sempre però lo stesso volto: quello autoritario. Tra l’altro non si parla mai di “dignità dell’altro sesso”, la dignità dev’essere perseguita a senso unico, esclusivamente a beneficio di un sesso. Ma di che razza di ministero delle pari opportunità stiamo parlando? Solo l’idiozia maschile, ma soprattutto l’opportunismo politico maschile bipartisan, può accettare che in Italia sussista un carrozzone così strutturato. Così mi rispose un critico/denigratore, uomo, di Uomini Beta nel suo sito quando gli facevo notare gli sprechi di un carrozzone simile: ” si spreca tanto in Italia, perchè non si dovrebbe sprecare anche in questo modo?” Questo è il desiderio di cambiamento, di miglioramento dei più.
Sempre per la serie “il senso del pudore è ormai uno sbiadito ricordo”:
http://tg24.sky.it/tg24/politica/2011/01/22/ruby_berlusconi_bunga_bunga_abbassamento_maggiore_eta_pecorella_cicchitto.html
Ogni tanto penso a quando in politica c’erano personaggi come Moro, Berlinguer, Zaccagnini…
Ma che cazzo è successo all’ Italia negli ultimi 30 anni?
Mutazioni genetiche?
Va bè che la linea l’ ha data Licio Gelli, ma qui stiamo andando molto, ma molto oltre.
@Sandro e Alessandro:
..Si vede che l’ipocrisia e l’incoerenza è divenuta retaggio di queste nazivaginocratiche.. un esempio in tv gira da alcuni giorni uno spot della mazda, dove si vede una donna che, fiera del nuovo suv compatto, apre la bauliera e, riponendo al suo interno una borsa esclama:”MEGLIO DELL’AIUTO DI UN UOMO!”
.. che dite.. gliela mandiamo la notizia alla velina/ministra Carfagna? ..giusto per coerenza eeeh? tanto so bene il risultato.. (…)
Alla morte del padre,l’Avvocato Gianni Agnelli, ancora giovane, affidò il comando della Fiat al famigerato Ing. Valletta, tristemente noto per le sue politiche repressive e antioperaie e per la sua presunta collaborazione con i nazisti durante l’occupazione dell’Italia.
Da allora e per circa vent’anni l’Avvocato se l’è spassata in giro per il mondo tra salotti vari, donne, attrici, attricette e cocaina, vizietto quest’ultimo che ha mantenuto durante tutto il corso della sua vita.
All’età di quarantacinque anni, in seguito all’uscita di scena di Valletta, decise che era giunto il momento di diventare grande e di assumere la presidenza dell’azienda.
Tutto il mondo era a conoscenza del suo vizietto, circolavano barzellette sul suo setto nasale, qualcuno diceva che ce l’avesse d’oro, qualcun altro di platino. La sola cosa certa è che se lo era ricostruito perché la cocaina glielo aveva completamente corroso. Un po’ come quello del cantautore Califano che però se lo è lasciato così com’è, “nature”, devastato dalla polvere bianca (forse non aveva più una lira per operarsi perché si era mangiato tutto quello che poteva mangiarsi). Molto è anche stato detto sui suoi (del “Gioanin”) tentativi di disintossicarsi e sui suoi ricoveri in cliniche per magnati, in non ben identificate località comunque invisibili all’occhio dei comuni mortali come noi.
Insomma per farla breve Gianni Agnelli, l’uomo più potente d’Italia, il padrone assoluto del Paese (e lui lo era veramente), era un drogato, un tossicodipendente da cocaina. Eppure questa sua condizione non ha mai creato scandalo. Tutti lo sapevano ma nessuno ha mai neanche minimamente sollevato la questione.
Ora, dal mio punto di vista (fermo rimanendo che anche l’Avvocato ha sgavazzato alla grande dal punto di vista sessuale come tutti gli uomini di potere di questo mondo) fare uso sistematico di droga pesante è senz’altro più grave che non intrattenersi con qualche puttana (ufficiale o ufficiosa) consenziente e consapevole. Peraltro l’assunzione massiccia di sostanze stupefacenti potrebbe avere effetti molto gravi sulla psiche di un individuo. Soprattutto quando il soggetto in questione è un uomo che ha nelle sue mani la vita di centinaia di migliaia di persone ed è in grado di condizionare pesantemente la vita politica ed economica ( le politiche economiche, industriali, infrastrutturali, i programmi di governo, le scelte politiche di questi ultimi e finanche la politica estera) di un intero paese e di un’intera nazione (la Fiat ha avuto questo potere per un secolo intero, oggi la globalizzazione ha modificato un po’ le cose…), personalmente, credo sia legittimo e anche saggio preoccuparsi.
E invece per trent’anni, dal 1966 fino alla sua scomparsa, l’Italia, non formalmente ma di fatto, è stata guidata anche da un tossicodipendente da cocaina, oltre che da stragisti, membri della P2, agenti dei servizi americani, banchieri corrotti e golpisti, collusi con la mafia, con i servizi segreti deviati, con l’estremismo neonazista e, fortunatamente, con tutte le contraddizioni che qualsiasi uomo ha, anche da qualche persona seria che guarda caso hanno presto provveduto a togliere di mezzo (leggi Enrico Mattei e Aldo Moro). Eppure nessuno, mai, ha avuto qualcosa da ridire. E ci mancherebbe altro. “L’Avvocato, non sia mai, una persona così seria, aveva pure l’”erre moscia”, e poi quel portamento regale , quel suo stile. Figuriamoci. Gli si perdona tutto a un uomo come quello”. Anche di aver licenziato a più riprese migliaia e migliaia di lavoratori, aver ricattato la politica e i governi (e quindi il Paese), aver continuato a fare profitti mentre lo Stato pagava la cassa integrazione con il denaro pubblico, aver preso soldi grazie alla “rottamazione” senza nessun investimento nell’innovazione, essere “emigrato” per ragioni “umanitarie” (i suoi profitti) in Argentina e in Polonia in tempi non sospetti (cioè prima che la “globalizzazione” diventasse il verbo e la religione ufficiale del nuovo sistema planetario).
Naturalmente le” ombre” della Prima Repubblica (delle “luci” abbiamo già in parte detto, una è stata disintegrata da una bomba collocata sull’aereo che lo riportava a casa e l’altra è stata fatta ritrovare nel bagagliaio di un’auto con qualche grammo di piombo in corpo) sono state tante e non è mia intenzione ricostruire in questa sede la storia della Repubblica.
Mi interessa invece evidenziare come oggi il Primo Ministro, che di ombre ne ha veramente tante ma forse meno di alcuni suoi illustri predecessori a suo tempo anche incriminati per reati gravissimi e poi assolti dalla Magistratura con formula piena, sia sottoposto alla gogna mediatica per la vicenda di queste quattro puttanelle con cui si sollazza. Cioè a dire il nulla, ma veramente il nulla, sia rispetto alle sue “ombre” personali e gravi (conflitto di interessi, leggi ad personam, lodo Schifani, legge ex Cirielli “salva Previti”, condono fiscale,depenalizzazione del falso in bilancio, legge Cirami sul legittimo sospetto, intrallazzi vari ecc) sia rispetto a quelle “ombre” di cui si sono resi protagonisti autorevolissimi esponenti della fu Prima Repubblica accusati e poi assolti, come dicevo, per stragismo, depistaggio di indagini, appartenenza ad associazione mafiosa, organizzazione di strutture paramilitari e clandestine naturalmente illegali ed altre “vicenduole” di questo tipo.
Mi sbaglierò ma ho l’impressione che il “nostro” (si fa per dire naturalmente…) farà la fine del suo vecchio amico Bettino Craxi. Il sistema dominante, ad intervalli più o meno regolari, ha bisogno di trovare dei capri espiatori “illustri” che servono a mondarlo; una sorta di funzione purificatrice.
Craxi fu l’”agnello sacrificale” della Prima Repubblica. Con questo non intendo certo assolverlo dalle sue responsabilità politiche e personali ma, da fiero e irriducibile, anche se modestissimo, avversario della sua politica quale sono stato, sento di avere le carte in regola per poter oggi tracciare un giudizio più equo, equilibrato e non manicheo sul suo operato e la sua storia politica comunque non riducibile a quella di un semplice manigoldo.
Berlusconi (che non vale neanche il dito mignolo di Craxi, per lo meno come statista e leader politico) potrebbe oggi essere “investito” della stessa funzione “catartica”. Non mi meraviglierei affatto da qui a poco di un nuovo “assalto al Raphael” , in questo caso a Palazzo Grazioli, magari con lancio di vibratori o mutandine al posto delle monetine con cui Craxi (da cui politicamente , ribadisco, sono sempre stato lontano anni luce) fu ignobilmente bersagliato da una folla di giustizialisti intolleranti, ipocriti,-populisti, qualunquisti, antipolitici e antidemocratici (anche se molti con una tessera di partito in tasca).
Il sistema ha periodicamente necessità di questo genere di operazioni che hanno una finalità purificatrice. E’ la stessa logica che porta all’allontanamento dell’ allenatore di una squadra di calcio. Non potendo licenziare mezza squadra si sceglie di dimissionare il direttore tecnico.
Berlusconi è la rappresentazione vivente della parte più oscura di gran parte del popolo italiano, figura emblematica del ventre molle del paese, dei suoi lati più meschini e spesso anche dei più patetici. Lui dice e fa apertamente ciò che milioni e milioni di italiani dicono e fanno di nascosto. E’ questo il suo popolo. E’ da questo e per questo che ha avuto i consensi che ha avuto. E questa è stata la sua scommessa vincente.
Ora è giunto al capolinea. E francamente, in questo momento, da avversario radicale della sua politica e di tutto ciò che rappresenta (politicamente) e ha rappresentato, non riesco a provare un sentimento diverso nei suoi confronti che non sia quello della umana pietas. “Povero” Silvio, causa del suo mal e travolto anche un po’ da se stesso, non gli è bastato neanche annunciare pubblicamente (e assai impropriamente) il suo appoggio al SI al referendum di Mirafiori, la vera svolta strategica delle politiche economiche e industriali degli anni a venire. Ora anche la Confindustria e il Vaticano si sono stancati di lui, oltre all’ UE, all’Amministrazione USA, alla BCE e alla Goldman Sachs.
Che non si sia stancato anche il suo amico Putin? Ecco, questa amicizia era una delle ragioni veramente serie per farlo fuori politicamente. E invece no. Ci sono volute le starlette e le cubiste a cui versa lauti stipendi più mance, a incastrarlo, forse definitivamente.
Fabrizio
Scusate ma Berlusconi, in passato, non è stato operato alla prostata? Non ha avuto un tumore? Considerando che ha quasi 75 anni, come farebbe ad avere una così “intensa” attività sessuale?
Scusate ma Berlusconi, in passato, non è stato operato alla prostata? Non ha avuto un tumore? Considerando che ha quasi 75 anni, come farebbe ad avere una così “intensa” attività sessuale?
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
Può darsi che si faccia frustare?!
LA domanda di Simone è del tutto pertinente.
Quanto a ciò che scrive Fabrizio sono in sostanza d’accordo. Berlusconi lo vogliono incastrare in tutti i modi non per quello che ha fatto come capo di vari governi. Un po’ come Al Capone che fu incastrato per un reato minore, evasione fiscale, e non perchè era un capomafia (preciso, B. non è un capomafia e nonostante tutti i possibili dissensi è ben lungi un qualsiasi accostamento con Al).
Ora, visto che questo è un movimento maschile è leggittimo chiedersi cosa farebbe, dal ns punto di vista, un altro governo in cui entrassero PD, SL etc. etc.
Temo che siamo messi davvero male, comunque finisca.
armando
“Scusate ma Berlusconi, in passato, non è stato operato alla prostata? Non ha avuto un tumore? Considerando che ha quasi 75 anni, come farebbe ad avere una così “intensa” attività sessuale?”
______________
Ha una protesi
Armando: Ora, visto che questo è un movimento maschile è leggittimo chiedersi cosa farebbe, dal ns punto di vista, un altro governo in cui entrassero PD, SL etc. etc.>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Credo che continuerebbero su questa falsariga. Oramai, sotto questo aspetto, i due schieramenti sono, tutto sommato, intercambiabili, e non solo su questo aspetto potrebbe aggiungere qualcuno, non avendo tutti i torti. Sfido chiunque a considerare ancora il centrodestra come meno “antimaschile” del centrosinistra ( oramai è chiaro che quei signori di sesso maschile sono disposti a tutto pur di mantenere le proprie posizioni di potere e cercano il consenso ovunque è possibile)Comunque per il Paese è importante che i moderati ( cioè il centrosinistra) ritornino quanto prima al governo, sostituendo i reazionari( centrodestra), perchè di progressismo non mi sembra il caso di parlare. Siamo sempre al male minore, verso cui in tanti storcono il naso, e non ne hanno tutti i torti, anch’io sono sempre fortemente tentato dall’astensione, ma di questo passo possiamo cadere ancora più in basso, e a volte, turandosi il naso, è sempre meglio salvare il salvabile.
Avrà anche una protesi ma dubito seriamente che possa avere una normale attività sessuale.
http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=6208
S
@
Le protesi peniene
Arriviamo quindi all’opzione “protesi peniena”: consiste in un intervento tramite cui all’interno dei cilindri naturali del pene, i corpi cavernosi, vengono inseriti due cilindri artificiali. Le protesi si dividono principalmente in due tipi: non idrauliche (o “malleabili”) ed idrauliche (tabella 2) (figure 1 e 2).
I tipi di protesi peniene
Protesi non idrauliche
Protesi idrauliche
a. bicomponenti= pompa e serbatoio sono accorpate assieme
b. tricomponenti= pompa e serbatoio sono separate
Figura 1: esempio di protesi non idraulica
Figura 1: esempio di protesi non idraulica
Figura 2: esempio di proresi idraulica tricomponente
Figura 2: esempio di proresi idraulica tricomponente
I modelli non idraulici sono i più semplici: due cilindri che conferiscono al pene una rigidità parziale costante. I modelli idraulici sono più sofisticati: i cilindri sono riempiti di liquido, collegato mediante un sistema a circuito chiuso a una pompa di controllo a livello dello scroto e a un serbatoio. Il tutto è interno all’organismo (dall’esterno non si vede nulla), e spesso anche l’unica incisione fatta per l’inserimento non è poi riconoscibile.
La persona con protesi idraulica può ragionevolmente attendersi di ottenere, quando lo desidera, una erezione di ottima qualità per il tempo desiderato, agendo sulla pompa di controllo riconoscibile manualmente sotto la pelle dello scroto. L’erezione così ottenuta non è di fatto distinguibile da un’erezione naturale; il pene ha la stessa sensibilità e capacità di eiaculazione presenti prima dell’intervento. Inoltre i modelli idraulici permettono di avere un aspetto visivo di flaccidità del tutto normale, quando la protesi non è azionata. Ciò è particolarmente importante per uomini con vita attiva, che si possono trovare in spogliatoio o doccia con altri uomini.
Nella protesi non idraulica i cilindri hanno una consistenza costante, quindi l’erezione parziale che forniscono è sufficiente per la penetrazione ma varia poco, quando varia, tra il momento in cui il pene è utilizzato per un rapporto e quando non è in uso.
Le ultime novità per le protesi idrauliche
Le biotecnologie hanno recentemente fatto ulteriori passi in avanti nell’area della protesica peniena, affrontando due importanti aspetti dei modelli idraulici: una maggior praticità d’uso e una maggior sicurezza.
Mentre fino poco tempo fa per ripristinare lo “stato di riposo” del pene dopo un rapporto era necessario comprimere a lungo il dispositivo di controllo posto dentro lo scroto, i nuovi modelli delle due ditte leader, AMS e Coloplast, prevedono una singola compressione del suddetto dispositivo. Questa soluzione rende quindi ulteriormente più naturale la sessualità di chi necessita di questa strategia terapeutica.
In un limitato numero di casi è possibile lo sviluppo di un’infezione dopo l’intervento di protesi; i moderni modelli di protesi idrauliche sono oggi sia impregnati con antibiotico che viene poi gradualmente rilasciato nei tessuti (modelli AMS), sia dotati di superficie assorbente, per cui durante l’intervento possono essere immessi in soluzione antibiotica prima di essere impiantati (modelli Coloplast). In entrambi i casi la già esigua percentuale di rischio infettivo è ulteriormente diminuita.
I dati Italiani: protesi peniene ancora poco diffuse rispetto alle reali necessità
Nonostante la protesi possa risolvere definitivamente anche i problemi di erezione gravi, purtroppo molti uomini non ne conoscono l’esistenza, e troppo spesso anche medici non specialisti non ne parlano ai propri pazienti, privandoli della possibilità di un’opzione, a livello mondiale riconosciuta valida soprattutto nei casi di disfunzione erettile grave che non risponde a farmaci. Ciò si riflette sul fatto che, a fronte di una stima per difetto di circa 400.000 uomini in Italia affetti da grave disfunzione erettile, stando a dati del 2006 gli interventi totali per chirurgia protesica in un anno sono stati 1200: solo lo 0,4% degli uomini con gravi problemi erettili ha ricevuto un trattamento con protesi! Ciò nonostante molti studi scientifici dimostrano che le protesi determinano un elevato grado di soddisfazione sia per l’uomo che per la sua partner.
Possibili complicanze della chirurgia protesica
Va segnalato che anche la chirurgia protesica, come qualsiasi tipo di chirurgia, ha possibili complicanze, costituite principalmente da: infezione dell’impianto protesico, estrusione dei cilindri, malfunzionamenti. In aggiunta a ciò anche l’importanza di un appropriato counselling preoperatorio, mirante anche al coinvolgimento della partner, spiega perchè la chirurgia protesica vada eseguita da specialisti dedicati alla Andrologia, ed in strutture idonee.
In conclusione
Nelle giuste mani la protesi peniena è una terapia che permette un elevato grado di soddisfazione sia per la partner che per il soggetto affetto da grave deficit erettile, che altrimenti non avrebbe altre possibilità per recuperare una vita sessuale pienamente appagante.
Articolo tratto da http://www.andrologiapescatori.it su gentile concessione del Dr. Edoardo Pescatori
@
@
Va segnalato che anche la chirurgia protesica, come qualsiasi tipo di chirurgia, ha possibili complicanze, costituite principalmente da: infezione dell’impianto protesico, estrusione dei cilindri, malfunzionamenti. In aggiunta a ciò anche l’importanza di un appropriato counselling preoperatorio, mirante anche al coinvolgimento della partner, spiega perchè la chirurgia protesica vada eseguita da specialisti dedicati alla Andrologia, ed in strutture idonee.
@
Ecco, appunto…
“Avrà anche una protesi ma dubito seriamente che possa avere una normale attività sessuale”
_______________
Ce l’ha, ce l’ha….
Quella roba lì è fatta apposta
“visto che questo è un movimento maschile è legittimo chiedersi cosa farebbe, dal ns punto di vista, un altro governo in cui entrassero PD, SL etc. etc.”
_________________
Le stesse identiche cose di questo
Fabrizio Marchi
Ora è giunto al capolinea
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Non voglio fare il menagramo, ma chi lo dice che il prossimo ( che a quanto pare si avvicina) non sia peggio di lui ? Che non faccia leggi ancora più femministe ?
“Mi sbaglierò ma ho l’impressione che il “nostro” (si fa per dire naturalmente…) farà la fine del suo vecchio amico Bettino Craxi”
________________
Io mi auguro di no.
Craxi, a fronte del fatto che ha praticamente messo sul lastrico due generazioni di italiani (la mia e quella successiva), non ha pagato NULLA, al pari di tutti gli altri suoi compagni di merende.
Io per quest’ altro mi auguro vivamente una sorte sulla falsariga di quella dell’ imperatore romano Eliogabalo.
Gli antichi romani sì che sapevano come comportarsi nel caso andassero al potere personaggi di un certo tipo.
Se solo avessimo conservato un centesimo della loro saggezza…
sandro
@ Ce l’ha, ce l’ha….
Quella roba lì è fatta apposta
@
Tua opinione, sandro…
Non credo tu conosca il Berlusca, così come non lo conosce nessuno di noi, perciò si tratta solo di supposizioni.
“sandro
@ Ce l’ha, ce l’ha….
Quella roba lì è fatta apposta
@
Tua opinione, sandro…
Non credo tu conosca il Berlusca, così come non lo conosce nessuno di noi, perciò si tratta solo di supposizioni.”
_____________
E allora cosa se la sarebbe messa a fare la pompetta dentro l’ uccello?
Per pisciare?
Se non funzionassero la ditta che le produce sarebbe già fallita.
http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/01/metamorfosi8_intero.jpg
Scusate, ma è utile al dibattito, secondo voi, sapere se Berlusconi abbia la protesi oppure no?…
Ma cosa ce ne può fregare?… Per prima cosa sono affari suoi, secondo poi è assolutamente irrilevante ai fini della discussione. Se proprio ne vogliamo parlare, cerchiamo di concentrarci sugli aspetti di un qualche rilievo di tutta questa vicenda. E secondo me tutto sommato ce ne sono.
In questi giorni stiamo assistendo al trionfo del gossip e dell’ipocrisia politicamente corretta dei vari salotti di regime. In particolare ieri a Porta a Porta, Ritanna Armeni e Daniela Santanchè hanno dato il meglio di loro stesse.
La prima naturalmente sosteneva che sono gli uomini a uscire malmessi da questa vicenda (e figuriamoci…) perché le donne sono sempre e comunque le vittime. La seconda invece rimproverava la prima di non essere coerente:”Ma come? – incalzava – proprio te e tutte quelle come te che andavate in giro per le piazze a gridare “L’utero è mio e lo gestisco io”,ora vi scandalizzate se queste ragazze mettono in pratica quello che voi sostenevate?”
Risponde la Armeni che aveva detto esplicitamente che le ragazze di Arcore sono prostitute:”Ma infatti io non ho nulla da un punto di vista etico nei confronti di quelle donne e delle prostitute in generale che sono libere di fare ciò che vogliono”.
Il retro messaggio della Armeni è chiaro: solo l’uomo che compra è esecrabile da un punto di vista etico e non la donna che vende. Naturalmente una lettura superficiale, manichea, ipocrita e soprattutto a senso unico. Perché parte dal presupposto che è colui che paga il reo, colui che mercifica il corpo femminile. Non si prende mai in considerazione il lato opposto, l’altra faccia della medaglia di questa relazione mercificata. E cioè il fatto che c’è anche un soggetto che si pone in vendita e che ne trae un utile. E che molto spesso, in questo genere di rapporto, specialmente da un punto di vista psicologico, la relazione dominante-dominato/a può capovolgersi completamente in base a tanti fattori che ovviamente (per ovvie ragioni) non vengono mai presi in considerazione quando si affronta l’argomento
Ovviamente ci si guarda bene dal proporre un’analisi seria sul complesso fenomeno della prostituzione, sui suoi risvolti e sulle sue diverse sfaccettature (per le donne ma anche e soprattutto per gli uomini), su cosa possa significare da un punto di vista psicologico, emotivo ed esistenziale per milioni di uomini comuni frequentare delle prostitute. Si ragiona, in questi salotti, con gli stereotipi di sempre. Come se da una parte ci fosse sempre il maschio famelico, ricco, potente, prevaricatore e mercificatore dei corpi, e dall’altra una povera vittima indifesa, costretta dalle circostanze e dalla violenza del sistema maschilista a vendere il proprio corpo.
Come diceva giustamente Armando alcuni giorni fa, ci si sofferma solo su una delle due facce della medaglia della mercificazione. E cioè su (quell’) uomo che oggettivizza il corpo delle donne e mai sul suo contrario: (quella) donna che oggettivizza l’uomo riducendolo a mero strumento di guadagno per il proprio tornaconto personale.
Due pesi e due misure. Siamo alle solite. La cosa grottesca è che questo concetto elementare ma lacerante non può essere espresso da nessuna della parti in causa. Dalla “sinistra” per ovvie ragioni (crollerebbe l’ideologia femminista se si ammettesse una cosa del genere),ma neanche dalla “destra”, perché ciò significherebbe ammettere che gli uomini, in questo caso specifico il Presidente del Consiglio, pagano le prostitute. E questo è non ammissibile per due ragioni. La prima, molto pratica, è che tutta la difesa di Berlusconi si basa sul fatto che lui non abbia mai pagato nessuna. La seconda,di ordine più generale, è che bisognerebbe ammettere che viviamo in un sistema mercificato dove gli uomini pagano le donne e le donne si fanno pagare. Ma ammettere questo significherebbe ammettere che questo è un sistema sbagliato e da cambiare. E siccome la destra non lo vuole cambiare (come la “sinistra”, anche se da punti di vista diversi nella materia specifica), è costretta a fare buon viso a cattivo gioco. E siccome il gioco è il suo, in qualche modo, è vittima si se stessa; è costretta ad auto imbavagliarsi.
Risultato, la paralisi totale. Come vediamo, il femminismo è riuscito ad imbrigliare tutto e tutti. Nessuno può permettersi di dire ciò che pensa realmente, né a sinistra, né a destra, perché qualsiasi cosa dicesse, sarebbe costretto, per forza di cose, a mettere in discussione il dogma femminista. E siccome non si può fare, si assiste a queste arrampicate sugli specchi che sono veramente grottesche.
Siamo nell’era del dominio del “politicamente corretto”. Questa è la forma ideologica che il dominio capitalista post industriale ha scelto di assumere in questa fase storica. Il femminismo è parte integrante di questa ideologia. Ha perfettamente ragione, da questo punto di vista, il filosofo Costanzo Preve, con cui ho avuto modo di parlare telefonicamente alcuni giorni fa.
Fabrizio
In città ho visto manifesti del PD contro Berlusconi con scritto, in poche parole: chi non rispetta le donne non può governare.
“La cosa grottesca è che questo concetto elementare ma lacerante non può essere espresso da nessuna della parti in causa. Dalla “sinistra” per ovvie ragioni (crollerebbe l’ideologia femminista se si ammettesse una cosa del genere) ma neanche dalla “destra”, perché ciò significherebbe ammettere che gli uomini, in questo caso specifico il Presidente del Consiglio, pagano le prostitute. E questo è non ammissibile”
_________________
Ci sono però le intercettazioni, che parlano da sole.
“In città ho visto manifesti del PD contro Berlusconi con scritto, in poche parole: chi non rispetta le donne non può governare”. (Leonardo)
Sono senz’altro d’accordo, purchè la stessa regola sia applicata anche nei confronti degli uomini…
“Ci sono però le intercettazioni, che parlano da sole”. (Sandro)
Purtroppo sei in errore, Sandro. Perché l’esperienza ci ha insegnato che ciò che conta non sono i fatti ma il modo in cui questi vengono interpretati. E come stai osservando con i tuoi occhi, il concetto che sta passando in questi giorni è sempre il solito: l’”Orco” che corrompe con il suo potere povere fanciulle indifese. Carnefici e vittime; non si esce da questa equazione ideologica e a senso unico.
Nel caso specifico, è ovvio, hanno ancora più buon gioco nel sostenere questa tesi, perché siamo oggettivamente in presenza di un uomo ricchissimo ma anche molto sprovveduto e maldestro, a mio parere. E naturalmente se ne approfittano (i media), guardandosi bene dall’affrontare in modo laico ed equilibrato la complessa e contraddittoria questione della relazione fra prostitute e clienti che necessiterebbe di ben altro approcci e analisi . D’altronde, perché dovrebbero farlo?
Ricordo a tutti che femministe autorevoli hanno fatto passare come vittime o addirittura come soggetti di un nuovo protagonismo femminile personaggi come la Lario o la D’Addario. E’ sufficiente rileggersi il colloquio tra la Muraro e la Dominijanni che abbiamo pubblicato nell’articolo “Una nuova stagione del femminismo” pubblicato nello spazio “articoli” per renderci conto dei livelli di ipocrisia a cui può arrivare la volontà di interpretare o reinterpretare tutto pro domo propria….
Un’ex attricetta di quart’ordine che si è fatta sposare da un uomo ricchissimo e molto potente (se faceva il postino state pur certi che continuava a fare l’attricetta…), al quale deve praticamente tutto, e che ora si porta a casa non so quanti milioni di euro l’anno più vari beni immobili, e una escort di lusso da 30 o 50 mila euro al mese, vengono “reinterpretate” quasi come delle eroine, comunque dei simboli di un nuovo protagonismo femminile.
Di fronte a concetti di questo genere, c’è realisticamente una possibilità di confronto, secondo voi?
Fabrizio.
“La prima naturalmente sosteneva che sono gli uomini a uscire malmessi da questa vicenda”
Se mai si puo’ rilevare un’ulteriore contraddizione nella contraddizione.
Al di là dei discorsi morali o della libertà di queste donne quello che spesso si sente è che queste donne danneggerebbero l’ “immagine” del genere femminile.
http://www.corriere.it/italians/11_gennaio_28/-Mi-vergogno-di-essere-concittadina-di-queste-donne_3345552a-2a38-11e0-88f8-00144f02aabc.shtml
Di contro nessuno sostiene che Berlusconi, Fede e Lele Mora danneggino l’immagine del genere maschile.
Danneggiano l’immagine degli italiani, dello stato, delle istituzioni, delle donne, ma non degli uomini.
Forse perchè gli uomini sono rimasti senza “immagine da difendere”?
Fabrizio
@Purtroppo sei in errore, Sandro. Perché l’esperienza ci ha insegnato che ciò che conta non sono i fatti ma il modo in cui questi vengono interpretati. E come stai osservando con i tuoi occhi, il concetto che sta passando in questi giorni è sempre il solito: l’”Orco” che corrompe con il suo potere povere fanciulle indifese. Carnefici e vittime; non si esce da questa equazione ideologica e a senso unico.
@
Concordo. Anch’io mi sono veramente rotto di questa storia secondo cui le “fanciulle” che si prostituiscono, sarebbero sempre vittime dell’uomo di potere.
Ma ancora di più mi sono stancato di quegli uomini che credono e propagandano simili palle.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
PS – A cinquanta metri da dove vivo io, si prostituiscono (al primo piano di un palazzo) tre giovani rumene, di età compresa fra i 20 e i 25 anni. Una è carina, l’altra è bella, l’ultima è a dir poco una gran fica. Ebbene, so per certo che queste ragazze guadagnano mensilmente 5000-6000 euro; quella più fica arriva anche a 7000-8000, tutti esentasse. Ora, se queste sono delle vittime, noi uomini beta cosa cazzo siamo?
“Purtroppo sei in errore, Sandro. Perché l’esperienza ci ha insegnato che ciò che conta non sono i fatti ma il modo in cui questi vengono interpretati. E come stai osservando con i tuoi occhi, il concetto che sta passando in questi giorni è sempre il solito: l’”Orco” che corrompe con il suo potere povere fanciulle indifese. Carnefici e vittime; non si esce da questa equazione ideologica e a senso unico”
________________
Basta diffondere i dialoghi VERI, non le interpretazioni.
Da quelli viene fuori una realtà assai eloquente, che ci racconta di ragazze in forte competizione tra loro per ottenere i favori del capo e di tenori di vita altissimi da parte delle stesse.
C’è quella invidiosa perché l’ altra si è comprata 9 paia di scarpe, quell’ altra perché all’ amica è stata regalata la casa, e mettiamoci sopra pure il fatto che molte di loro non vengono affatto da famiglie spiantate o dalle favelas di Rio.
Quello che ne viene fuori è che in Italia, uno che ha un pò di potere, ha una fila di puttane volontarie fuori dalla porta che non aspettano altro che dargliela, e sta a lui usufruirne o no.
E queste non c’è modo di farle passare per vittime, dato che potrebbero andare a lavorare come tutte le altre, semplicemente vogliono ottenere tutto e subito, e dando poco o niente.
forse qui vado fuori tema ,ma credo che ,la prostituzione si fa sempre in due ,poi siamo d’accordo che ci sono tante sfaccetature ma ,nel caso del premier ,non sono certo delle prostitute da strada,e in questo caso il dare e avere è a favore di quest’ultime ….
la Zanardo ,nel suo blog indica le donne o sante o puttane ,ma gli uomini non si possono dividere in grandi trombatori o grandi sfigati ?? dove sta la differenza ??
nei cartelloni del pd ,non sarebbe stato più equo “BERLUSCONI a casa perchè non rispetta gli italiani uomini o donne che siano??
Simone, sei in errore. Un prostituta che esercita in un appartamento privato (quindi non una escort di lusso ma una semplice professionista come ce ne sono tante), guadagna molto di più della cifra che hai indicato.
La tariffa media di una prestazione sessuale in un appartamento è sui 100 euro. Naturalmente c’è chi ne paga molti di più per prestazioni maggiori o per stare più tempo. Se è poi la prostituta ad andare domicilio la tariffa media è non meno di 250/300 euro per prestazione.
Una prostituta di professione riceve quotidianamente più o meno una decina di clienti per un fatturato complessivo di almeno un migliaio di euro al giorno, quindi dai 20 ai 25.000 euro al mese.
Chiarisco che non parlo per sentito dire ma perché ho avuto modo di approfondire l’argomento con prostitute professioniste sia italiane che straniere.
Come ripeto, sto,parlando di prostitute “normali”. Le escort di lusso sono ancora un’altra storia.
Naturalmente stiamo parlando della prostituzione professionale, non di quelle donne, ormai per lo più straniere, che stanno sulla strada e che spesso, anche se non sempre, sono vittime del racket e della criminalità organizzata.
Fabrizio
Fabrizio, io vivo in una piccola città dell’Abruzzo (pur essendo originario del Nord), dove le tariffe sono più basse.
Le rumene alle quali mi riferisco io, si prostituiscono sia in strada che in appartamento, e la loro tariffa è di 50 euro.
Naturalmente mi riferisco a rapporti orali e vaginali protetti e limitati al tempo necessario per spogliarsi, far sesso e rivestirsi subito dopo. Fonte: me stesso, dato che in un paio di occasioni non ho saputo resistere alla tentazione di andare con la più fica delle tre.
Fabrizio Marchi
>>>
La tariffa media di una prestazione sessuale in un appartamento è sui 100 euro. Naturalmente c’è chi ne paga molti di più per prestazioni maggiori o per stare più tempo. Se è poi la prostituta ad andare domicilio la tariffa media è non meno di 250/300 euro per prestazione.
Una prostituta di professione riceve quotidianamente più o meno una decina di clienti per un fatturato complessivo di almeno un migliaio di euro al giorno, quindi dai 20 ai 25.000 euro al mese.
Chiarisco che non parlo per sentito dire ma perché ho avuto modo di approfondire l’argomento con prostitute professioniste sia italiane che straniere.
>>>
Fabrizio, siccome io non ho mai avuto modo di approfondire l’argomento, vorrei chiederti: ma di tutti quei soldi che guadagnano le prostitute, quanti vanno nelle loro tasche? E fra di loro, quante hanno realmente dei papponi e quante lo fanno per una libera scelta? Hai dei dati precisi?
No, dati precisi non ne ho. Comunque, la maggior parte delle prostitute che lavorano in casa o a domicilio, quelle, per capirci, che pubblicano gli annunci sui quotidiani, sono per la grandissima parte libere professioniste e quello che guadagnano finisce direttamente nelle loro tasche, esentasse naturalmente. Stesso discorso, ovviamente, per le escort. Non sempre però. Ci sono anche delle agenzie che coordinano queste escort e naturalmente prelevano una percentuale su ogni prestazione. Non so dirti quando.
Ora, da quando è in vigore la legge Carfagna che ha proibito la prostituzione di strada (anche se sto ricominciando a vederne parecchie di prostitute nelle strade, per lo meno a Roma) tante prostitute si sono trasferite nelle case, ed è probabile, direi certo, che fra queste ce ne siano molte con il “protettore”, perché sono le stesse che prima esercitavano nella strada. Però sono facilmente individuabili, perché queste non lavorano mai da sole ma in gruppo, due, tre o quattro. La professionista invece lavora da sola, ovviamente, o al limite divide l’appartamento o si alterna con un’altra sua collega.
In ogni caso, tradizionalmente le prostitute in casa o a domicilio sono per il 99% dei casi delle libere professioniste. Tutt’al più, nel caso delle escort, possono avere un rapporto, come dicevo, con una sorta di “agenzia” che le mette in contatto con i clienti.
Per quanto riguarda invece la prostituzione classica, quella di strada, dati certi non ne ho. Spesso comunque questi dati sono contraddittori. Tempo fa, non mi ricordo da chi, era stato pubblicato in un post, il sito di un tale che si occupa di queste faccende e che aveva dei dati che smentivano quelli di altri siti e associazioni. Di certo, in questo ambito, il racket è molto esteso ed è in grado di controllare una gran fetta di mercato e di sfruttare molte donne, quasi tutte straniere se non tutte. Le italiane che esercitano ormai sono tutte libere professioniste. Sarebbe però sbagliato pensare che tutte le prostitute di strada siano sotto “protezione”. Anche in questo caso so per certo che molte esercitano liberamente.
Inutile dire che i profitti sia per il racket che per quelle che esercitano liberamente sono enormi. Il fatturato annua le ammonta a non so quanti miliardi di euro. Solo per questo motivo, a mio parere, sarebbe assolutamente necessario liberalizzare la prostituzione e imporre quindi il pagamento delle relative tasse. Oltre al fatto che si darebbe un colpo fortissimo alla criminalità e naturalmente si depenalizzerebbero sia le prostitute che soprattutto i clienti, non solo dal punto di vista giudiziario, ma anche e soprattutto morale.
Non si capisce veramente per quale ragione un “povero cristo” che vuole farsi una scopata e che magari per centomila ragioni non riesce a farsela, debba essere perseguito e colpevolizzato perché va con una prostituta.
Oggi, alla luce di quanto sta avvenendo, la legge Carfagna appare addirittura ridicola, oltre che classista, repressiva e ipocrita.
L’Italia è il paese dei paradossi, dove il femminismo va a braccetto con il “bacchettonismo ipocrita ” e il perbenismo piccolo borghese. Nel nome di tutto ciò la criminalità continua a fare profitti e a lucrare sulle spalle di molte prostitute e sul bisogno di tanti maschi beta che vengono anche criminalizzati per questo, mentre lo stato continua a perdere importanti risorse che finiscono nelle tasche sbagliate.
Questa è l’Italia. Però intanto i ricchi e i potenti continuano a sollazzarsi con le loro “escort”, dal momento che è vietata solo la prostituzione di strada mentre i maschi beta, se “pizzicati” dalla polizia con una prostituta in strada, vengono multati, denunciati e pubblicamente sputtanati.
Fabrizio
http://www.youtube.com/user/prostituirsi#p/u/0/ZSpU8UV8MVg
http://jonathanx.altervista.org/
La dignità di Ruby.
Attenzione alla “morale”, prima che finisca male …
di Jonathan.
(21 gennaio 2011)
Voi cosa pensereste del direttore, donna, di un importante quotidiano italiano, voce storica della Sinistra, che invitato a parlare del “caso Ruby” nel più importante talk show politico italiano risponde eludendo la precisa domanda del conduttore, ovvero se si tratti di persecuzione giudiziaria oppure di una legittima contestazione di reato, rispondendo sostanzialmente “Non ci interessa ormai Berlusconi, ci interessano i modelli di comportamento offerti agli italiani”?
E prosegue col parlare, invece dei potenziali reati (rilevante novità di questo scandalo berlusconiano rispetto ai precedenti), quasi esclusivamente di morale e “difesa della dignità femminile”?
Cosa pensereste nel sentire lo stesso direttore arrivare a ripetere un refrain che da un po’ non ci toccava sentire, certamente non parlando di escort che prendono 2000 o 5000 euro a prestazione: quello delle “povere, deboli ragazze costrette a vendere il proprio corpo”? Cosa che ha suscitato le ovvie ed immediate reazioni di altri commentatori presenti.
Cosa pensereste nel sapere che lo stesso direttore da qualche mese promuove sul suo quotidiano una campagna contro la “pubblicità sessista” (ricevendo un imbarazzante sostegno pure da ambienti di estrema destra), prendendo di mira non solo i casi di maggior “volgarità” ma anche ogni cartellone dove compaiano un paio di gambe di donna o pose anche solo vagamente allusive, tanto da solleticare perfino casi di incredibile puritanesimo in alcuni lettori e lettrici, al punto da far loro chiedere il “divieto” per una pubblicità come la seguente
la cui “indecenza” una lettrice ha giudicato “particolarmente irritante”?
E che dire di immagini come questa
o addirittura come questa
entrambe “denunciate” come “sessiste” nell’apposita rubrica fissa del quotidiano dagli scandalizzati lettori e lettrici?
E cosa pensereste se sapeste che quel direttore persiste in quella campagna ipocritamente incurante del fatto che già alcuni suoi stessi lettori hanno fatto notare come il quotidiano abbia usato un “lato B” femminile, in primo piano, per pubblicizzare la propria campagna abbonamenti?
Cosa pensereste se vi toccasse constatare che questo è solo uno degli esempi, ormai dilaganti da almeno un anno e mezzo a Sinistra, di propaganda neo-femminista “di genere” che salda una certa morale bacchettona (spesso ipocrita) alla pretesa di interpretare la “dignità” di soggetti terzi, adulti e responsabili, e di dettare regole di comportamento privato che nelle loro intenzioni dovrebbero essere imposte, per via di legge o di riprovazione sociale, per tutti i cittadini?
Tanto che perfino una vicenda come il caso Ruby, con le sue chiare ipotesi di reato e non certo solo di discutibile moralità, viene spesso affrontata primariamente sulla base delle categorie alleate del “peccato” (concetto di matrice cattolica) e della “dignità della donna” (concetto di matrice femminista-autoritaria), pretendendo di definire con queste una morale pubblica, da Stato etico.
Io non so cosa voi pensereste, ma so cosa ne penso io.
Io penso che da parte della Sinistra questi non siano che l’ennesimo esempio della perdita dei propri veri valori, quelli legati al concetto di libertà individuale.
Quel concetto per il quale tanto ha fatto il vituperato Sessantotto, quel concetto che ha portato, in Italia ed altrove, all’allargamento dei diritti civili, al divorzio, alla regolamentazione dell’aborto, al nuovo Diritto di Famiglia, all’educazione sessuale, al riconoscimento delle unioni di fatto, alla difesa di Internet come luogo libero e a tante altre conquiste della seconda metà del secolo scorso.
Che nell’ultimo decennio la Sinistra italiana abbia lasciato alla Destra la bandiera della “libertà” (agitata strumentalmente da quella parte politica, praticata con disinvoltura da uomini e donne di Destra ammanicati col Potere e in realtà sempre più conculcata per i comuni cittadini) è una realtà e costituisce uno dei più grossi errori del campo progressista.
Adesso vedo con preoccupazione che nel momento in cui si spera finalmente di liberarsi di Berlusconi, e ci si prova concretamente, questi atteggiamenti da parte della Sinistra e in generale del campo progressista, continuano.
Per colpire Berlusconi, pure in questo “caso Ruby”, non si utilizzano solo argomentazioni giuste ma anche argomentazioni sbagliate e pericolose. Che non dovrebbero trovare spazio a Sinistra.
Con gravi rischi potenziali per il futuro di questo paese nel campo del clima sociale, già oggi oppresso da una cappa di piombo di proibizionismo ma del quale forse non abbiamo ancora toccato il fondo.
Prima di andare avanti, devo fare una precisazione.
Chi mi legge da tempo sa benissimo quanto io abbia in avversione Silvio Berlusconi, il suo modo di concepire e praticare sia la politica che i rapporti interpersonali.
Non ho bisogno di discolparmi da accuse di “difendere Berlusconi”, ciò che scrivo da anni lo fa per me.
Infatti, non sono qui per difendere Berlusconi, sono qui per contestare alcune delle argomentazioni dei suoi oppositori, che ritengo autolesioniste se portate avanti da Sinistra.
Aggiungo quindi solo che, nel caso specifico, è mia piena ed assoluta convinzione che Berlusconi non solo non è un perseguitato bensì è un indagato per ottime ragioni.
Questo non è il caso Noemi, non è la D’Addario o Villa Certosa: qui c’è un possibile reato, non solo comportamenti “scollacciati” che vengono criticati in base ad una diversa morale.
E se quei reati venissero provati, Berlusconi dovrebbe pagare.
Ma in questa vicenda, come nelle precedenti, non è in gioco solo il destino politico e forse personale di Silvio Berlusconi, sono in gioco anche i valori dell’Italia di oggi e di domani.
E i valori che io propugno non coincidono esattamente con tutti i valori agitati da buona parte di coloro che stanno cercando di abbattere Berlusconi.
La minaccia.
Berlusconi quindi non sarebbe da abbattere politicamente, per il bene del paese?
Al contrario, certamente dovrebbe essere abbattuto il prima possibile.
Ma io credo che ci sia un’altra minaccia, sulla quale tempo fa lanciai un allarme, che è quasi altrettanto pericolosa di Berlusconi al potere.
Berlusconi prima o poi, anche per motivi puramente biologici, dovrà lasciare. Da come lascerà, da come potrebbe essere costretto a lasciare, potrà dipendere come sarà l’Italia dopo di lui.
E non è scontato che sarà un’Italia molto migliore, se certe tendenze non vengono contrastate.
Di cosa sto parlando?
Molto semplice.
Sto parlando del fatto che utilizzare argomentazioni moralistiche a scopo politico, sia pure per ostacolare un personaggio deleterio per la Repubblica Italiana, rischia di condurre, con l’instaurarsi di un clima retorico-femminista saldato ad argomentazioni moralistico-cattoliche, un clima sessuofobo ed illiberale, irrispettoso delle libere scelte individuali, a risultati se non peggiori del male comunque non molto migliori.
Dirlo adesso, come io lo dico da quasi due anni, è importante.
L’ansia diffusa (e più che comprensibile) di “liberarsi da Berlusconi” si sta combinando con tendenze illiberali, più o meno latenti, da sempre presenti in alcune delle forze che gli si oppongono (non che Berlusconi stesso sia liberale, è vero il contrario, casomai non è bigotto) in modo tale che a chi scrive appare concreto il pericolo che si butti via la libertà e la tolleranza in campo sessuale assieme all’”acqua sporca Berlusconi”.
Cosa sta accadendo, infatti?
Sta accadendo che chi dovrebbe rappresentare il paese (ma in realtà lo fa solo in parte), ovvero la politica e i media, affrontano questi “scandali” con deprimente superficialità, moralismo e confusione, a Destra come a Sinistra, salvo poche eccezioni.
Non è una novità, è già accaduto con Noemi Letizia, è già accaduto con Patrizia D’Addario e le feste a Villa Certosa.
E dato che molti persistono nella confusione, nella superficialità, nel bacchettonismo e nella (voluta o meno) disinformazione, mi vedo costretto ad essere ripetitivo e a scrivere cose che scrivo ormai da un anno e mezzo.
Le tendenze che critico dovrebbero essere combattute innanzitutto affrontando certe questioni in modo razionale e non emotivo o ideologico.
Tempo fa elencai in un editoriale ( http://jonathanx.altervista.org/editoriali/annovissutomoralisticamente.html ) quali sono i cinque aspetti da esaminare quando si affrontano questi “scandali”.
Se i media e i politici affrontassero solitamente questi argomenti con un approccio come quello che indicavo, non avrei molti motivi di scrivere qui certe mie preoccupazioni.
Purtroppo, non lo fanno quasi mai. E ciò sposta il dibattito verso derive irrazionali e potenzialmente illiberali.
Un dibattito confuso e spesso sbagliato.
Se da due anni si fossero affrontate le vicende di Berlusconi, Marrazzo e Boffo in modo razionale e non moralistico-confuso, da tutto questo forse ne sarebbe uscita un’Italia migliore.
E i temi c’erano eccome: il diritto individuale alle libere scelte di vita (comprese quelle sessuali), la privacy, l’onestà o l’ipocrisia dei politici, la dicotomia tra l’Italia dei “furbi” e quella dei poveri cristi, ecc. …
Invece temo che si sia persa l’occasione di fare un dibattito serio su certi argomenti.
Per esempio il disegno di legge Carfagna-Maroni, grottesco parto di un Premier che si scaglia pubblicamente contro la prostituzione che pratica in privato, è stato raramente citato perfino quando si è parlato di escort e tutto ciò mentre in questi anni i comuni cittadini vengono terrorizzati e taglieggiati dai sindaci-sceriffi (di tutti i colori politici) e dalle loro ordinanze anti-prostituzione.
Temo inoltre che si siano socchiuse, se non aperte, le porte a visioni puritane e conservatrici che sarebbero una “ciliegina avariata” che verrebbe a completare la pessima torta che è l’Italia di oggi.
Questo è il timore che ho anche vedendo come si sta sviluppando il dibattito sul “caso Ruby”.
Ed è una paura che ho da tempo.
Un anno e mezzo fa, al tempo del caso D’Addario, con il centrosinistra che dava addosso a Berlusconi con confuse argomentazioni “moralistiche”, scrivevo che non mi convinceva affatto il discorso “qualsiasi cosa, anche il moralismo, per far gettare su Berlusconi la riprovazione per i suoi ‘peccati di carne’ e cercare di liberarcene il più presto possibile”. Una volta cacciato via, ci saremmo occupati di stoppare un eventuale perbenismo sessuofobico che fosse insorto.
Discorso che secondo me sottovalutava proprio il pericolo di aizzare il moralismo sessuofobico, in un paese in cui oltretutto c’è ed opera una potentissima forza conservatrice, la Chiesa Cattolica, in perfetta sintonia con quegli atteggiamenti.
Infatti quello che io temo è che semi velenosi siano stati piantati in questo paese: i semi del moralismo illiberale.
E adesso devo aggiungere, secondo quanto dicevo sopra: vedo anche il grande pericolo di facilitare l’insorgere di un certo tipo di femminismo retorico ed autoritario.
Semi tossici affini e forse ancor peggiori di quelli del moralismo sessuofobico di stampo cattolico, semi che proprio non avevano mai germogliato nell’italico suolo: quelli del femminismo militante “di genere”, stile scandinavo.
Quello che io chiamo nazifemminismo.
La retorica tossica sulla “dignità della donna”.
Di questi semi, bisogna dirlo onestamente, c’era già qualche traccia nelle primigenie e pur giuste esternazioni della signora Lario.
Alzi la mano chi, di fronte alle sue parole sulle “veline” e sulle “minorenni”, non ha avvertito l’”indignazione femminile” verso le “concorrenti giovani”, a fianco ed al di là delle corrette valutazioni politiche.
Indignazione personale legittima ed umanamente più che comprensibile, ma sulla base della quale, come su tutte le argomentazioni emotive, non credo si possa costruire molto di buono per la collettività.
E alzi la mano chi non ha sentito una sinistra consonanza tra le accuse di “offesa” alle donne avanzate dalla moglie di Berlusconi (e dopo ancora più nettamente da altri e soprattutto altre) e le accuse di “offesa alla dignità delle donne” che da sempre accompagnano le iniziative dei moralisti illiberali e sessuofobi, così come quelle delle nazi-femministe nordeuropee o statunitensi.
Guarda caso, dopo i casi berlusconiani il termine retorico “dignità delle donne” è venuto prepotentemente alla ribalta nel dibattito. Non solo sui giornali ma anche, in parte, tra la gente. A me è capitato pure di sentirlo citare in tranquille serate al ristorante …
E così, se prima paventavo “solo” il bigottismo normalmente cavalcato dalla Chiesa Cattolica, ora temo che a questo tipo di moralismo si possa aggiungere quello “di genere”.
Ovvero possa aggiungersi un femminismo illiberale, come quello che c’è nei paesi scandinavi e che in Svezia è stato strumentalmente perfetto per montare grottesche accuse di tipo sessuale contro Julian Assange.
Femminismo illiberale che è una delle poche disgrazie finora risparmiate a questo sciagurato paese.
I segni di questo tentativo ci sono tutti ed ogni nuovo scandalo berlusconiano a sfondo sessuale, così mal dibattuto, gli da forza.
E infatti io temo che tra i tanti danni che Berlusconi ha fatto a questo paese ci possa essere anche la definitiva virata verso il moralismo, quantomeno mediatico, e lo sdoganamento definitivo e non più contestabile (pena l’essere considerato un reietto della società) della retorica sulla “dignità delle donne”.
Cosa che potrebbe avere pesanti conseguenze su tutta la libertà sessuale in Italia, a cominciare dalla già massacrata prostituzione ma non solo.
Perchè la “dignità della donna” si applica, secondo chi la propugna, sia a minorenni che maggiorenni.
Sia che tale ipotetica “offesa” a tale “dignità” venga perpetrata da Berlusconi, sia che venga perpetrata da chiunque altro.
E in questi giorni, infatti, è già ripartito, soprattutto da parte di una certa “sinistra”, un tam-tam ideologico volto a colpevolizzare non solo gli eventuali reati ma anche l’idea stessa che delle donne possano “vendere il proprio corpo”.
Ho fatto sopra il caso dell’intervento della De Gregorio ad “Anno Zero” non per scagliarmi in modo particolare contro la direttrice de “L’Unità”, ancor meno contro il quotidiano che dirige (di cui solitamente condivido il 90% delle parole ivi stampate), ma come esempio concreto della deriva di cui fa mostra parte della sinistra, verso un neo-femminismo ideologico, irrazionale e potenzialmente illiberale.
Non solo sesso: la retorica femminista e le sue ricadute politiche.
Dico qui solo en-passant, perché è cosa che esula dal discorso sulla “moralità”, che vedo nell’alimentare e nel lusingare certa retorica femminista anche potenziali pericoli sul piano “politico”.
Mi spiego in due parole e poi torno in topic: da anni una parte finora minoritaria della classe politica e del paese chiede l’istituzione di quell’idea infelice che sono le “quote rosa” nella politica e magari anche nelle aziende e altrove (idea che fortunatamente molte delle stesse donne rifiutano).
Diffondendosi la retorica “politically correct” a favore delle “donne in quanto donne”, è molto probabile che quella idea venga presto ripresa, soprattutto da quelle parti politiche che vogliono cercare di attirare voti femminili.
Il principale indiziato in questo penso che sia il PD, che approfitterebbe dell’occasione per sottolineare la differenza con il berlusconismo che porta le donne in politica per motivazioni “estetiche” e non di capacità.
Il guaio è che le “quote rosa” hanno almeno due problemi:
1) è sbagliato il concetto in sé, perché nega il principio di parità tra i sessi (e per brevità non sto qui a soffermarmi sulla grottesca evoluzione che la cosa ha avuto in un paese nazifemminista come la Svezia)
2) in Italia è ancora più sbagliato, perché già abbiamo una classe politica mediamente di infimo ordine, con la nuova legge elettorale addirittura nominata per la sua “fedeltà” o utilità per il “capo” e non scelta per capacità. Con le “quote rosa” si aggiungerebbe un ulteriore fattore di scelta indipendente dalle qualità della persona: l’”essere donna” in sé sarebbe già fattore positivo di selezione. E non abbiamo affatto bisogno di un’altra spinta verso la selezione di personale politico senza qualità. L’essere portata in politica “in quanto donna” sarebbe altrettanto criticabile (se non più) che esservi portata in quanto “donna bella e giovane”.
La Santa Alleanza tra moralismo cattolico e femminismo autoritario.
Vicende come quelle di Berlusconi, se male gestite da parte dei suoi oppositori, minacciano di spalancare la porta a brutture moralistiche e all’ideologia autoritaria “di genere” anche in Italia, paese che dietro un cattolicesimo “ufficiale”, in realtà di facciata, è di per sè per nulla bacchettone (come hanno dimostrato finora lo scarso peso elettorale che hanno avuto su Berlusconi gli “scandali” Noemi e D’Addario e come dimostra il costante appoggio che gli italiani da decenni ormai danno all’idea di “riaprire le case chiuse”) e nel quale d’altra parte un certo tipo di femminismo non ha finora mai attecchito.
Ma quando si comincia a battere per anni ed anni, da parte dei media, su certi tasti, alla fine certe idee, sostenute da gran parte della classe politica, diventano una retorica “politically correct” e vengono trattate come “verità di fede”, che nessuno mette più in discussione.
Lo abbiamo visto con le frottole sulla prostituzione sparse da Don Benzi e i suoi, che hanno pesantemente inquinato il dibattito sul tema per dieci anni.
E quando ormai quasi nessuno a quelle menzogne ci credeva più, ecco che arriva questa nuova ondata puritana al grido di “dignità della donna”, che si salda con gli anatemi della Chiesa (che è arrivata a scagliarsi, dal pulpito più alto, perfino contro l’educazione sessuale nelle scuole) a minacciare la libertà sessuale e la visione di una sessualità che non sia succube di ideologie e morali religiose o laiche.
Infatti non è solo anti-prostituzione.
Qui è potenzialmente in pericolo la stessa libertà di scelta sessuale, con la possibilità che certe conquiste legislative equilibrate vengano messe in discussione.
Si prenda per esempio la questione “minorenni” e a come ogni giorno viene distorta.
Secondo certi commentatori e certi politici, la colpa di Berlusconi è quella di aver avuto rapporti sessuali con minorenni.
E non si distingue tra indignazione su base “morale” e reato.
Dispiace che debba essere gente come Sgarbi a mettere “i puntini sulle i” e ricordare che l’età minima del consenso in Italia è di 14 anni.
Ampiamente sotto la minore età.
Dispiace non sentire praticamente mai ricordare, men che meno da esponenti di Sinistra, in questo paese dove si parla troppo spesso a vanvera, che fare sesso con minori tra i 14 e i 18 anni non è necessariamente reato, stante il fatto che l’età del consenso in Italia è fissata (in generale, esclusi insegnanti, tutori ed altre categorie aventi autorità diretta sul minore) a 14 anni.
Diventa invece reato se si tratta di sesso a pagamento e questa è al momento l’accusa precisa che viene rivolta a Berlusconi.
Che se verrà riconosciuto colpevole, dovrà pagare per questo, come qualsiasi altro cittadino.
E’ però anche opportuno ricordare, cosa raramente fatta, che fino a pochissimi anni fa, fino alla legge 38 del 2006, in Italia pagare una prostituta di 16 anni e un giorno non era reato. Il limite dei 16 e non dei 18 è tuttora in vigore in un paese certamente civile come la Svizzera e anche questo è un fatto che quasi mai viene riportato.
Ciò non toglie che oggi il reato in Italia c’è fino ai 18 anni, ma è bene sottolineare che quel limite non è scolpito su una tavola di pietra incisa da Dio, è una scelta del legislatore che sul piano legale deve essere certamente rispettata ma che sul piano dell’opportunità è pure lecito discutere ed eventualmente contestare.
Chi scrive, nel suo riconoscere alla prostituzione dignità pari a quella di qualunque altro lavoro, riteneva perfettamente logico ed opportuno il limite di 16 anni, che è anche il limite dal quale si può cominciare a lavorare ed è quello dell’età del consenso minima che vale in qualsiasi situazione.
Naturalmente, la legge che c’è va rispettata.
Ma il pericolo è che si diffonda una tendenza bacchettona che rovesci anche aspetti del tutto opportuni delle leggi in vigore.
Un pericolo, per esempio, potrebbe essere quello di far passare richieste di innalzamento dell’età del consenso, sulla spinta moralistica e ideologica del “le minorenni non si toccano”.
Questo mentre i ragazzini di 13 o 14 anni già “si toccano” e come, già fanno sesso, come chiunque può rendersi conto semplicemente ascoltando certi loro discorsi in bus o in metropolitana.
E non hanno certo bisogno che la sessualità sia criminalizzata, che sia fatta vivere come “cosa sporca” e come tale da affrontare il più tardi possibile. Piuttosto hanno bisogno di essere aiutati, anche con quell’educazione sessuale, oggettiva e non viziata da ideologie, contro la quale si è appena scagliato il Papa, massimo pulpito della Chiesa Cattolica.
Non avremmo certo bisogno di affiancarci alla Turchia e ai suoi 18 anni come età minima del consenso, casomai forse sarebbe opportuno allinearci alla Spagna ed ai suoi ormai realistici 13 anni.
E una cosa deve essere detta chiaramente, soprattutto nella Sinistra ed alla Sinistra:
quelle idee non sono di Sinistra, sono di DESTRA, perchè sono autoritarie ed illiberali.
Sia che abbiano origine dal moralismo cattolico sia che provengano all’ideologia femminista autoritaria “di genere”.
Propugnare la giustezza di visioni, o addirittura di leggi, che pretendono di interpretare, giudicare, sindacare e vietare personalissime scelte altrui, come ciò che è o non è considerato personalmente “dignitoso” nel campo delle scelte sessuali, è commettere un atto FASCISTA.
Diciamolo chiaramente: l’UNICA persona autorizzata a decidere su cosa possa o non possa essere considerata lesiva della DIGNITA’ di Ruby, l’unica che può decidere quali comportamenti privati leciti adottare, accettare o respingere, è RUBY STESSA.
Non altri. Non i giornalisti, non i politici, non i vescovi. Né gli altri cittadini.
E combattere queste tendenze è importante.
Far cadere Berlusconi, per chiunque abbia un minimo di buonsenso e di dignità politica e istituzionale (qui si che il concetto di “dignità” è appropriato), è certo cosa importante.
Ma altrettanto lo è evitare che cada spargendo un fallout radioattivo di concetti moralistico-illiberali.
Perchè su questi argomenti non si tratta tanto di “ciò che pensa la gente”, dato che fortunatamente l’italiano medio non è bigotto e moralista: se fosse per la gente, avremmo gli Eros Center e la prostituzione legalizzata, tassata e controllata già da una quindicina di anni.
Qui si tratta della classe politica che erediterà il potere dopo il crollo di Berlusconi e della classe giornalistica a cui verrà affidato il compito di interpretare il sentimento del paese.
Questa classe politica, PD in testa, è la stessa che non ha mai messo Berlusconi all’angolo sui temi VERI (il conflitto di interessi, la giustizia) e contemporaneamente è la stessa che è in grandissima parte supina alla Chiesa, anche perché (a differenza del satrapo-satiro Berlusconi) in buona parte viene proprio dall’ideologia cattolica.
E se questa classe politica eredita l’Italia sulla base del moralismo, poi cavalcherà quel moralismo per tenersi in sella.
E la classe giornalistica, come fa sempre in Italia tranne rare eccezioni, alimenterà quel moralismo per compiacenza verso la classe politica.
L’abbiamo già visto con la prostituzione, straordinaria cartina di tornasole sui temi della libertà e della tolleranza, dove esiste un enorme scollamento tra il paese reale, quello che a grande maggioranza chiede cose come la regolamentazione legale della prostituzione, e quello dipinto dai media e dai politici.
Un circolo vizioso tra atteggiamenti basati su un moralismo “politically correct”, ovvero la retorica sulla “dignità delle donne” a pretendere di dettare la giustezza dei comportamenti privati, e la piaggeria verso il Vaticano si salderebbero in una Santa Alleanza illiberale che farebbe regredire la libertà personale in questo paese ancor più di quanto sia regredita da vent’anni a questa parte.
E questo non riguarda solo la prostituzione, perché modelli di comportamento sessuale imposti e modelli specularmente osteggiati, riguarderebbero anche il concetto di “famiglia legittima” e di “legittimità di scelta sessuale”, riguarderebbero tutti i cittadini.
Eterosessuali e gay, giovani e vecchi, sposati, conviventi e single.
Io dico: NO, GRAZIE.
Non così.
Pur auspicando la cacciata di Berlusconi, fosse pure sulla base delle reazioni bacchettone ai suoi comportamenti sessuali, mi rifiuto di accettare indiscriminatamente argomentazioni che ritengo:
1) comunque ingiuste, Berlusconi o non Berlusconi, se si basano sul “peccato” quando non c’è reato
2) potenzialmente autolesioniste nel prossimo futuro, per chiunque tenga al concetto di libera scelta nel campo della vita personale e pure sessuale.
Non vorrei che all’Italia di Berlusconi si sostituisse l’Italia del Cardinal Bagnasco, di Rocco Buttiglione e delle femministe illiberali.
Passare da un satrapo agli ayatollah cattolici, da un sultano alle femministe-naziste con ideologia “di genere” non è il massimo delle mie aspirazioni.
Si può fare di meglio.
Bisogna fare di meglio.
(L’articolo può essere letto e commentato anche nel Forum: http://jonathanxforum.byethost14.com/viewtopic.php?f=9&t=686 )
Nuove sparate di quel succube di Fausto Brizzi, che se ne è uscito nuovamente fuori con la palla dell’ “incomprensibilità” del cervello femminile, unito all’ “inferiorità” del cervello maschile.
http://www.bestmovie.it/news/che-cose-lamor-parola-a-fausto-brizzi-il-maschio/69302/
Scrive Fausto Brizzi, 42 anni, maschio
Io e le femmine
Secondo Wikipedia la femmina è: «Uno dei due generi di una specie caratterizzata da una riproduzione di tipo sessuale». Falso! La femmina è il più grande mistero che mi sia capitato di toccare con mano (niente doppi sensi please!). Altro che le piramidi di Giza, il triangolo delle Bermude o i cerchi nel grano, il vero grande mistero che avvolge tutti i maschi dalla notte dei tempi è il cervello della femmina. Quando scrivevo i miei due ultimi film, mi ero “affittato” un esemplare di cervello “femmina”, all’interno della valente e attaccabrighe scrittrice Pulsatilla, proprio per averne uno a portata di mano e provare a studiarlo. Ho capito una cosa importantissima: non bisogna cercare di capire, ma accettare la diversità, punto e basta. Se un maschio si addentra nei meandri della psiche femminile ne esce sconfitto, umiliato, impaurito e un po’ perplesso. Il cervello delle donne è come un quadro di Escher, tutto scale che si riavvolgono su se stesse, pieno di paradossi ed eccentricità, quello di un maschio invece è come una vecchia Polaroid, rispecchia la realtà in maniera anche un po’ ottusa. Ebbene sì, dopo un anno di confronto diretto con l’ universo donna, ho capito che noi (maschi) siamo decisamente diversi e… inferiori.
Mi trovo perfettamente d’accordo con quanto scritto da Jonathan nel post riportato da Daniele. Fa sempre piacere constatare che non sono pochi coloro in grado di analizzare con lucidità e profondità ciò che accade nel Paese, al di fuori dei luoghi comuni che purtroppo fanno così facilmente presa nella maggior parte degli individui. Fa piacere, inoltre, che si sia in grado di individuare, nella sinistra italiana e occidentale in genere, quegli elementi che ne inquinano la proposta politica e che forse sono anche la causa dell’incapacità che questo schieramento dimostra di essere credibile e di “catturare” in maniera non populistica, berlusconiana, o moralistica il consenso. Ritornerà una sinistra in grado di parlare di “dignità degli individui” e non di dignità delle donne, degli omosessuali, degli immigrati…, insomma una sinistra che non costruisca steccati ma parli per tutti, e soprattutto per i più bisognosi, senza distinzioni di sesso, razza, ecc.? Come si dice, la speranza è sempre l’ultima a morire.
Riguardo alla questione della “superiorità femminile” ??, vorrei riportare questo post, scritto in passato da un utente di un altro forum (di cui non ricordo il nick).
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
La domanda che in realtà ti stai facendo,non è come fare a capirle,ma come fare a conquistarle,o come fare a tenertele,soprattutto come fare a interessarle,che sono cose profondamente diverse.
Il fatto è questo:a una donna di bellezza media per attrarre un uomo basta schiocare le dita:ergo ne deduce che gli uomini sono ”semplici” e che a loro basta poco.
Questo è dovuto principalmente al fatto che per motivi culturali e naturali sono gli uomini ad andare dalle donne e non viceversa,e quindi loro sono abituate a ottenere un risultato con un minore sforzo.
Se invece un uomo ha esigenze diverse e non ci sta con una donna,viene definito ”pisello che scappa”,o ”pisello complessato” da lei.
Anche gli uomini hanno parte in questo gioco,perchè se uno non ci stesse con una a caso che ci provasse con lui,allora verrebbe definito gay,o rincoglionito.
Alcune donne ci provano una volta,non va,e poi dicono:”noi donne non ci proviamo perchè o ”scappano”,”oppure ci stanno e pensano che sei una puttana”.
Il fatto è che se ci provi per forza di cose un certo numero di volte andrà male,è un pò come cercare la chiave giusta da un mazzo che non conosci,vai per tentativi.
Se una donna non ci sta comunque nessuno dice che ”scappa”,o che è ”lesbica” o ”rincoglionita”.
Quindi l’uomo riceve una certa pressione a a starci,dagli ormoni,in primis,e poi se non dagli ormoni da una certa parte di giudizio sociale.
Per l’uomo medio invece attirare una donna è molto più difficile.
Primo:per motivi naturali e culturali:è lui a doverci provare,e questo implica CHE E’ LUI A DOVER FARE QUALCOSA,E SPESSO LA COSA PIU’ DIFFICILE E’ CAPIRE COSA.
Siccome non sai che cosa fare per attirare l’attenzione ,pensi,”ummh,ma come è complicata”.
In realtà le cose stanno in modo semplice:non le interessi,e se riesci ad attirare la sua attenzione soltanto con trovate funamboliche,non è perchè le piacciono le trovate funamboliche,è perchè non le piaci tu.
Capirla in questo caso è molto semplice:non le piaci.
Secondo:dopo un pò di porte in faccia che ti prendi,abbassi per forza di cose il tuo standard e se una ci sta con te,quasi la ringrazi di averti dato l’obolo di guardarti in faccia.
Mediamente si dice che la donna ha una sessualità più complessa di quella maschile:falso.
Ha meno desiderio.
Spesso si dice che l’uomo ”non può nemmeno immaginare la complessità della sessualità femminile”:falso.
E’ il contrario.
Oggi uno è stato arrestato perchè fotteva le foto delle lapidi di ragazze morte.
Il cosiddetto maniaco.Ok.Una cosa brutta per carità.
Fottere le foto sulle lapidi non è bello,però ai fini del nostro discorso,volevo chiedere:avete mai visto donne fare cose simili?
Mi si dirà,no, le donne(che non sono mai maniache,che brave),da brave bambine lo prendono in tre orifizi diversi e in ciò finisce la loro variabilità e complessità della loro sessualità.
Prendiamo le chatline…sono destinate quasi esclusivamente ad un pubblico maschile,quindi gli uomini riescono ad eccitarsi soltanto con una VOCE?
Bene vogliamo dire che l’eros maschile ha più sfumature?
Ed è per questo che dico,che una donna,non può neanche immaginare la sessualità di un uomo,cosa ci trovava quel tipo di eccitante nella morte?
Può una donna capire questo desiderio,seppure deprecabile?
La mente di un uomo,per una donna è un mistero,nel bene e nel male,è un abisso.
Una volta una ragazza mi ha detto che il computer non ha nulla di interessante perchè dopotutto ”è solo una scatola”.
Le ho risposto che è l’unica scatola che può contenere il mondo intero,nonostante sia solo una scatola.
Una mi ha detto che la meditazione buddhista è una cazzata,perchè fai una cosa da vegetali.
Perchè un uomo come Siddharta Gautama,pieno di ricchezze e di agi,si è ritirato dal palazzo ed è andato a vivere ‘come un vegetale” isolato da tutto e da tutti?
Che cos’era che gli mancava?aveva tutto…
le femministe dicono che gli uomini fanno così perchè sono delle donne ”incomplete”,mentre se fossero delle donne sarebbero a posto e non si inventerebbero cose strane.
No,non potrò credere che le donne sono più complicate di noi,fino a che non lo vedrò con i miei occhi.
Morale della favola,se a essere complicato sei tu:è perchè sei sbagliato,se a essere complicate sono loro,sei tu che non ci arrivi.
In ogni caso le cose vengono lette in una ceta luce,se a essere complicato è un uomo,allora la complicazione è una cosa negativa e lui è semplicemente complessato,se è complicata una donna,bhe allora si dia inizio alle danze,fatevi un giro su internet:
”il caleidoscopico mondo femminile…ecc…l’inafferrabile principio femmineo”ecc…e chi più ne ha più ne metta…
No,i responsabili di tutta questa disparità di giudizi,siamo anche noi.
Condannare e capire sono 2 cose opposte,e anche per questo che dai tempi della grande condanna femminista,le donne HANNO SMESSO(tranne alcune lodevoli eccezioni)DI TENTARE DI CAPIRE L’UOMO.
NOI TENTIAMO DI CAPIRLE,LORO NO,PERCHE’ DOVREBBERO CAPIRCI SE POSSONO LIMITARSI A CONDANNARCI?
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Assolutamente d’accordo con te, Alessandro. Ho già provveduto a mettermi in contatto con l’autore di quell’articolo tramite email. Gli ho naturalmente proposto di linkarci vicendevolmente e gli ho chiesto l’autorizzazione a pubblicare il suo pezzo anche su Uomini Beta, come un vero e proprio editoriale dal momento che condivido completamente la sua analisi. Spero di avere presto una sua risposta.
Ringrazio anche Daniele che lo ha postato. E’ assolutamente necessario cominciare ad unire le forze con quelle persone e quei soggetti, individuali o collettivi, affini a noi.
Ottimo, Daniele.
Fabrizio
Bell’ articolo, condivido ogni parola.
Io credo che l’ ondata di moralismo bacchettone cui stiamo assistendo abbia una motivazione molto semplice: è l’ unica cosa rimasta a distinguere la sinistra dalla destra, che per il resto sono perfettamente uguali.
Si attaccano a quello perché per mettere in discussione la politica economica del governo dovrebbero sputare nel piatto dove mangiano pure loro.
A destra cmq, e questo va detto, c’è lo stesso moralismo di fondo (vedasi leggi sulla prostituzione et similia): la differenza è che si tratta di un moralismo meramente di facciata allo scopo di leccare il culo al Vaticano.
Fanno le leggi contro la prostituzione e poi la sera vanno con le puttane minorenni.
Una cosa comunque è certa: avere il Vaticano a due passi dai palazzi del governo rappresenta, dal punto di vista delle libertà individuali, un grosso handicap che in tutto il mondo solo noi abbiamo.
Da questo punto di vista qua noi non saremo mai un paese come gli altri.
Va detto pure che, sebbene la chiesa ufficialmente non veda di buon occhio le femministe, nei fatti si sta affermando un sodalizio tra di loro che diventa sempre più evidente ogni giorno che passa: tempo fa avevo postato un articolo molto eloquente al riguardo, dove un alto prelato sosteneva apertamente la necessità per l’ Italia di introdurre il “modello svedese” (il più repressivo al mondo) per quanto riguarda le leggi sulla prostituzione.
La chiesa da un pò di anni a questa parte c’ha grossa crisi, e si sta attaccando a tutto per cercare di rimanere a galla: facendo questo, tuttavia, sta assumendo comportamenti di un’ incoerenza impressionante, che stanno portando la gente a pensare, e a mio avviso ne hanno motivo più che fondato, che, andando a stringere, l’ unica cosa che interessa veramente alla chiesa, sia la perpetuazione di sé stessa.
Reciprocità e spontaneità, due termini estinti dal vocabolario femminile, trane le rare eccezioni, appare scontato prenderne atto.. eppure..
Eppure se si cerca una relazione con una donna, un uomo intelligente comprende che spesso tutto l’onere di tale relazione, dal primo incontro, alla copula ed all’eventuale matrimonio, pende sul suo capo..
Immaginate per un attimo cosa significhi per la donna media oggi vivere in questo tempo, dove tutto gli è dovuto..
Immaginate che vivete in una società dove le donne si propongono, tutte, e voi potete tranquillamente scegliere..
Tranquillamente potete cercare colei che oltre al sesso, sia anche brava in casa, e arda dalla voglia di dimostrarvelo, che abbia una bella casa, un ottimo lavoro.. e non vede l’ora che la portiate all’altare, ben sapendo che tante altre donne ci stanno provando con voi.. bello eh?..
Gia.. peccato che sia appanaggio femminile.. e che voi siate uomini.. ergo appare chiaro il perchè le nazivaginocratiche odierne non vogliano assolutamente deprezzare la loro vulva.. l’unica “arma di DISTRAZIONE di massa” che le consente, tranne qualche eccezione, di vivere agiatamente grazie all’ometto bancomat.. e nel caso volesse cambiare.. che problema c’e'! il divorzio consente di esonerarsi dagli obblighi matrimoniali, di tenersi i figli e la casa.. e magari riprendere a chattare col bel tenebroso che tanto la fa sognare..
La verità è che non esiste un sentimento paritario, necessità paritarie, obblighi paritari, ma si vive queste situazioni come regole.. l’uomo ama.. la donna sceglie! la donna E’, l’uomo è tale nella ragione in cui puo’ DARE..
Reciprocità e spontaneità.. sono termini maschili.. non esistono nel vocabolario femminile.. anche se loro asseriscono il contrario.. se fosse vero, questo sito come altri, oltre che le varie situazioni sociali che ben conosciamo, non avrebbero motivo di esistere..
Anche quest’ altro succube va inserito nella lista dei cattivi maestri, dei falliti, degli ometti castrati, senza un minimo di dignità.
>>
http://www.giovani.it/sport/news/moccia_intervista.php
Gli uomini quindi tendono ad essere tutti terribilmente immaturi?
Si è così. Il libro descrive tanti maschi di oggi, 35-40enni che si ritrovano ad imparare la vita da ragazzine diciassettenni. Maschi eterni bambini con una patologica difficoltà a staccarsi dalla famiglia d’origine, che portano il vestito, la camicia di jeans e le scarpe da ginnastica e non sanno prendersi le proprie responsabilità. Ed in questo fra l’altro c’è anche qualcosa di autobiografico: prima di sposarmi mia madre mi chiedeva quando mi sarei sposato e le avrei dato qualche nipotino. Mi sentivo una specie di Bridget Jones al maschile.
Le donne, almeno Niki in “Scusa ma ti chiamo amore”, sembrano invece maturare più in fretta. E’ l’evoluzione della Lolita?
Diciamo che non sono più lolite. Le donne di oggi sono molto più simili alle loro coetanee europee. Sono più evolute, più documentate, più dinamiche, leggono di più, sono più aperte alla vita, ai suoi mutamenti. Credo che in questo momento loro rappresentino la parte più evoluta del paese, da cui in tanti dovrebbero prendere esempio, gli uomini soprattutto.
Descrivi benissimo i giovani pur non essendo più giovane. Racconti le donne e sembri conoscerle benissimo. Come fai?
Perché mi piacciono e le osservo. Le invidio, perché hanno più possibilità di espressione rispetto a noi, per esempio nel modo di vestire. E poi ho sempre vissuto in mezzo alle donne. Oggi ho anche delle nipoti, fra cui una quattordicenne: una stupenda rivelatrice di emozioni. Gli uomini sono pratici e crudi, mentre le fanciulle sono uno spettacolo continuo.
Jonathan fu già iscritto al primo forum sulla QM.
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=1340605&st=1755
Oggi uno è stato arrestato perchè fotteva le foto delle lapidi di ragazze morte.
Il cosiddetto maniaco.Ok.Una cosa brutta per carità.
Fottere le foto sulle lapidi non è bello,però ai fini del nostro discorso,volevo chiedere:avete mai visto donne fare cose simili?
Mi si dirà,no, le donne(che non sono mai maniache,che brave),da brave bambine lo prendono in tre orifizi diversi e in ciò finisce la loro variabilità e complessità della loro sessualità.
Prendiamo le chatline…sono destinate quasi esclusivamente ad un pubblico maschile,quindi gli uomini riescono ad eccitarsi soltanto con una VOCE?
Bene vogliamo dire che l’eros maschile ha più sfumature?
Ed è per questo che dico,che una donna,non può neanche immaginare la sessualità di un uomo,cosa ci trovava quel tipo di eccitante nella morte?
Può una donna capire questo desiderio,seppure deprecabile?
—————————————————————————–
Infatti viene definito deprecabile e messo da parte per favorire i tre buchi. Bello questo esempio, anche se io trovo poetico un uomo che gode con la morte ed andrebbe studiato, e infatti tanta arte e poesia è nata dalle perversioni degli uomini: possiamo defenire, anche se deprecabili, i tantissimi lati oscuti degli uomini un segno di complessità? Perché non ci sono mai stati dittatori donna? Perché si condanna e non si studia il male degli uomini?
Daniele
Anche quest’ altro succube va inserito nella lista dei cattivi maestri, dei falliti, degli ometti castrati, senza un minimo di dignità.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Bleh, gli vanno dietro gli sfigati a quello…a momenti non so neanche chi sia. La storia che gli uomini non vogliono più prendersi responsabilità sta a significare che qualche cambiamento in atto c’è…hanno il terrore che l’uomo cominci a tralasciare seriamente matrimoni e quant’altro
———————————————————————-
Gli uomini sono pratici e crudi
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Bene, quindi sta implicitamente affermando che sono gli uomini a mandare avanti la società, vero ?
http://www.tarocchionline.net/reserved/libriamore_fallisoffrire.htm
che ne pensate di sto libro ?
Donne che sentenziano e uomini che leccano loro i piedi.
http://elle-stilelibero.blogspot.com/2008/02/uomini-coraggiosi.html?zx=3ab2db575f4396e5
..Penso che ci sia qualche fondo di verità.. infatti gli “ometti” ben si prestano ad andare con donne poco serie.. quello che la tipa non ha capito è che gli uomini con la U maiuscola non sono interessati nè al suo libro e tantomeno a relazionarsi con una Bitch, se non per motivi sessuali, ergo se ne deduce che dalle sue parti ci sono parecchi ometti e pochi uomini, e lei ha avuto la sfiga di non trovarne uno, cosi invece di parlare dei perchè, si è guardata bene dal denigrare le “bitches”.. ha pensato bene invero di fare un libro che, guarda caso, versa la colpa su TUTTI GLI UOMINI.. mica scema la tipa.. auguro a lei ed a quelle come lei di invecchiare in solitudine.. o con qualche ometto che la tratti da “bitch”.. e magari poi divorzi chiedendole gli alimenti.. tanto i soldi non le mancano di certo.. visto che molte “bitches” avranno sicuramente comperato il suo best seller! a proposito.. non leggete semplicemente il titolo in modo ordinario.. leggetelo anche come falli (peni) soffrire.. vedrete che assumerà tutto un altro contesto il significato del titolo stesso..
Donne che sentenziano e uomini che leccano loro i piedi.
http://elle-stilelibero.blogspot.com/2008/02/uomini-coraggiosi.html?zx=3ab2db575f4396e5>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Non capisco che cosa ci sia da commentare in un articolo simile. Comunque è vero: molti uomini sono capaci di celebrare anche solo uno sbadiglio se a compierlo è una donna.
Damien
ha pensato bene invero di fare un libro che, guarda caso, versa la colpa su TUTTI GLI UOMINI.. mica scema la tipa
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Mica solo questo è l’errore…a parte che sono le donne a preferire gli “stronzi”, non ha contato gli uomini come noi, cioè che allontanano il più possibile donnette del genere. Sugli ometti sono d’accordo
Fateve due risate:
http://www.nicoleminetti.it/index.html
“argomento del giorno: LE PARI OPPORTUNITA’”
Ma la vera chicca è questa qua:
http://www.nicoleminetti.it/testi/attivita_pdf/3.pdf
Dico, ma vi rendete conto?
Ma come fa questa qua a guardarsi allo specchio senza sputarci sopra?
Silent Hill
>>>>>>>>>>>>>>>>
Bleh, gli vanno dietro gli sfigati a quello…a momenti non so neanche chi sia
>>>>>>>>>>>>>>>>
Silent, innanzitutto un appunto: “sfigati” e’ un termine che va abolito, perche’ oltre a significare “senza figa”, e’ altamente denigratorio. Semmai sarebbe il caso di parlare di “sfortunati”. Detto questo, ha ben poco senso dire che tu a momenti non sai neanche chi sia” quel succube di Moccia, perche’ milioni di giovani e giovanissimi (soprattutto di sesso femminile) lo sanno benissimo. Giovani e giovanissimi che raccolgono il seguente messaggio: maschi=idioti e immaturi perenni; femmine=intelligentissime e furbissime.
Ma possibile che a sinistra nessuno abbia mai qualcosa da obiettare? E’ concepibile che nessun intellettuale e politico di sinistra abbia i coglioni e l’intelligenza per replicare a queste cancerogene sopravvissute femministe degli anni Settanta?
http://www.unita.it/commenti/lidiaravera/silenzio-maschio-1.269070
@ Silenzio maschio
di Lidia Ravera | tutti gli articoli dell’autore
Non tutte le ragazze si vendono per quattro soldi, ma quelle che lo fanno sono illuminate dai riflettori, riempiono giornali con le loro preoccupazioni materiali, con le loro descrizioni sciatte di sederi palpati e sessi in bellavista. Occupano gli schermi con la loro arroganza spaventata, con i loro occhiali scuri, con l’ansia di servirsi ancora prima che si secchi la fonte. Le ragazze che non si vendono tacciono. Tacciono le donne, stanche di questo baccanale sboccato. Poche parlano, per difendere la dignità di chi tace.
Ma quello che colpisce è il silenzio maschile. Voi che non pagate le donne, che non placcate le minorenni, che preferite la qualità alla quantità, che volentieri vi assumete il rischio di una relazione alla pari, che non considerate fare sesso una pratica completamente disgiunta dall’amore, dalla tenerezza, dalla seduzione, voi che non siete puttanieri, per favore, dite qualcosa!
29 gennaio 2011
@
C’è una domanda che vorrei rivolgere a Fabrizio e Rino:
a vostro parere è sbagliato affermare che la morale delle donne è intrinsecamente diversa e molto più labile di quella degli uomini? Vi rivolgo questa domanda perché io non ho memoria di donne, che ho conosciuto personalmente o di cui ho letto o ascoltato le opinioni, che si siano assunte spontaneamente la responsabilità di qualcosa, per quanto concerne la prostituzione e il rapporto con gli uomini.
@ Fabrizio –
Una prostituta di professione riceve quotidianamente più o meno una decina di clienti per un fatturato complessivo di almeno un migliaio di euro al giorno, quindi dai 20 ai 25.000 euro al mese.
Chiarisco che non parlo per sentito dire ma perché ho avuto modo di approfondire l’argomento con prostitute professioniste sia italiane che straniere.
Come ripeto, sto,parlando di prostitute “normali”.
@@@@@@@
E’ vero, una prostituta di professione che riceve in appartamento, può arrivare a guadagnare 20-25.000 euro.
Io stesso ho conosciuto delle sudamericane, che si gestivano in proprio, (cioè senza papponi) che guadagnavano cifre del genere.
Ieri a Milano c’è stata quella che nelle intenzioni doveva essere la “rivolta delle donne contro il bunga bunga”.
Leggete questo articolo e soprattutto osservate la fotogallery:
http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/01/29/foto/sciarpa_bianca_in_nome_della_dignit-11817960/1/
In uno dei cartelli esposti c’è scritto “dov’è lo sdegno degli uomini per come il capo del governo usa le donne?”
Io pongo un’ altra domanda: dov’è la disapprovazione delle donne per questo andazzo?
Diecimila partecipanti, in buona percentuale uomini, come si può osservare dalle foto, sono una cifra risibile.
Un autentico flop.
Per come le donne si lamentano a ogni piè sospinto di essere discriminate, sarebbe stato lecito aspettarsi una partecipazione maggiore di almeno due ordini di grandezza.
Come mai alle donne, a quanto pare, interessa poco o niente contestare questo andazzo?
Vorrei segnalare queste parole, scritte altrove da un uomo, in risposta ad un altro uomo, che credo dicano moltissimo sul livello medio maschile.
non è colpa mia se voi uomini normali per innata debolezza siete sotto il giogo della femmina. Lo dimostri mille volte quando prendi come modello l’islam. Ti piacerebbe essere al rimorchio dei maschi arabi che sono più decisi con il sesso femminile ! 
>>>>>
Ahahaha
>>>>>
La coesione fra uomini, quando ci sono di mezzo le donne, è praticamente inesistente.
Viceversa, non ho mai letto né sentito delle donne, sfottere altre donne in maniera simmetrica.
Per Marco. Alla domanda che hai fatto a Fabrizio ed a Rino, per parte mia rispondo che non tanto di morale si dovrebbe parlare, quanto invece di coscienza. Da questo punto di vista è verissimo che uomini e donne sono diversi, prevalendo nelle prima una sorta di falsa coscienza come minor capacità di distinzione, separazione, e quindi di assunzione diretta di responsabilità. Si dice che il modo di ragionare maschile è lineare, e la linea separa, quello femminile è circolare e il circolo unisce. Nella donna spesso le cose si confondono fino al fatto che le convenienze del momento diventano immediatamente convinzioni, fino alle prossime convenienze che se diverse dalle prime fanno cambiare anche le convinzioni. E ciò in perfetta buona fede, ossia in falsa coscienza. Assumersi le proprie responsabilità è difficile, è molto più facile glissare o attribuire la colpa agli altri e con ciò autogiustificarsi e rappresentare il mondo e se stessi diversi da quello che è. E’ quello che Jung chiama l’Ombra, òa parte inconscia difficile da accettare e che per questo viene rimossa. E’ ovvio che l’ombra agisce anche nel maschile, tanto più oggi che il maschio va femminilizzandosi. Prova ne sia esiste, anche sul piano sociale, una tendenza generalizzata ad attribuire sempre a qualcun altro la responsabilità di ciò che non va o non ci piace. Di volta in volta sono i maschi, o la società, o Berlusconi, o i comunisti, o le multinazionali del tabacco o la televisione o…o….o….. Chiunque, ma mai se stessi. Quello sulla prostituzione assunta e praticata liberamente è un esempio perfetto. La D’Addario è andata in Tv (anzi. è stata chiamata in Tv) per atteggiarsi a vittima del sistema o del maschio di potere. Stupefacente, davvero stupefacente! Ma anche i maschi non scherzano. Mai uno che si assuma la responsabilità di dire: sono così, ho la possibilità e ne usufruisco. Macchè. Si credono grandi machi che ostentano scandalizzati di non pagare le donne, quando invece lo fanno eccome in svariate maniere e non necessariamente con i soldi subito dopo una scopata, cosa che, fra l’altro, sarebbe almeno sincera e per questo anche più “sana”.
ROMA – Le donne vogliono sposarsi ed avere figli mentre gli uomini fare gli scapoloni a vita? Falso, perché ormai i sogni dei single sembrano essersi capovolti: aumentano gli uomini che vogliono ‘accasarsi’, e addirittura superano le donne nel desiderio di avere figli.
Grazie ad uno studio Usa che Time ha definito la più grande indagine sui single mai fatta, a pochi giorni da San Valentino gli uomini soli scoprono che il loro sogno non è uscire tutte le sere con una ragazza diversa, ma trovare quella giusta ed avere dei figli da lei al più presto: su un campione di oltre 5200 single intervistati, più del 50% ha dichiarato di volere dei bambini, mentre solo il 46% delle donne ha lo stesso desiderio.
E se storicamente l’abito bianco era un sogno femminile, oggi il numero degli uomini che vuole sposarsi è pari a quello delle donne, che invece progressivamente abbandonano il desiderio dei fiori d’arancio. In particolare, vogliono sistemarsi gli over 50 e i giovanissimi.
”Lo studio conferma le mie ricerche sul cervello: il bisogno d’affetto e il meccanismo dell’affezionamento è identico nelle donne e negli uomini”, ha detto l’antropologa Helen Fisher, dell’Università di Rutgers, una delle autrici dell’indagine. Fisher spiega poi che le donne sono molto più attaccate degli uomini alla loro indipendenza, e danno più peso ad alcuni aspetti della vita da single come avere un conto in banca, coltivare i propri interessi, andare in vacanza. Tutto rigorosamente da sole.
>>
Mah…
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2011/02/04/visualizza_new.html_1611701352.html
Grazie ad uno studio Usa che Time ha definito la più grande indagine sui single mai fatta>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
. Sappiamo quanto la “massa” si lasci influenzare dai grandi numeri.
Spero che il Time fosse in vena di battute, perchè ciò che si sostiene in quello studio è una balla colossale, e non c’è bisogno di studi, sondaggi, ricerche varie per stabilirlo, ma è l’esperienza di chiunque a testimoniarlo. La donna è sempre alla ricerca di “accasarsi” o comunque di una relazione stabile con un uomo, viceversa l’uomo molto meno. Ho conosciuto donne, tante, che, reduci da esperienze matrimoniali, sentimentali fallimentari, continuano nella ricerca dell’uomo “giusto”, quello con cui accasarsi s’intende, sdegnando qualsiasi proposta che non vada in quella direzione. E’ la natura femminile e non ci vuole alcuno studio a suffragarlo. La stessa incapacità femminile a vivere il rapporto con un uomo in maniera “ludica”, e tutti ricorderanno l’incomprensione femminile per il tema del “sesso ludico”, lo testimonia pienamente. Invece gli statunitensi ci vengono a raccontare il contrario, Chissà, visto che lo studio è made in USA, magari in questo modo si spera di vendere qualche abito da sposa e da sposo in più
Marco.
>>
…a vostro parere è sbagliato affermare che la morale delle donne è intrinsecamente diversa e molto più labile…
>>
Sono del parere che questo argomento sia di importanza centrale.
Ci rifletto da molti anni in una evoluzione che mi ha condotto ad alcune ipotesi di non poco conto nella valutazione della diversità profonda tra F ed M (ipotesi che forse pochi condivideranno. Del resto neppure io le …condividevo 10 anni fa) .
Le affermazioni relative devono essere motivate adeguatamente altrimenti paiono solo opinioni estemporanee, ma anche se in questo momento non mi è possibile farlo (il che mi imbarazza un po’), le propongo egualmente.
A- morale e coscienza non coincidono ma hanno una stretta connessione
B- coscienza e responsabilità sono direttamente legate
C- M ed F hanno due forme eterogenee di coscienza
D- la diversa coscienza dipende da una diversa relazione con il tempo, con i concetti, con la memoria e dal diverso rapporto affettivo che UU e DD instaurano (interiormente) con quegli elementi.
E- ne discendono due modi diversi di “essere morali” ossia, letteralmente due ordini di moralità.
Armando ne ha elencato alcuni tratti che rimandano in qualche modo agli elementi che ho indicato sopra. Quanto al tempo, ad es., egli ha distinto tra tempo lineare e tempo circolare. Già questo è decisivo. Sorge infatti la domanda: come si può essere colpevoli nel tempo circolare?
Una prima risposta ce la dà Nicce, il quale inventò l’Eterno Ritorno con lo scopo di restituire l’innocenza alla storia (al Divenire), come se il tempo circolare garantisse l’innocenza. Infatti dove sta la colpa e come si può essere colpevoli se tutto è reversibile? (giacché circolarità implica =>reversibilità)
Le conseguenze di una tale ipotesi sono però troppo importanti per non analizzarne a fondo e con scrupolo i presupposti. Sarebbe grave, imperdonabile se ci sbagliassimo su questo punto.
Perciò è bene essere prudenti. Nondimeno, oggi, a domanda rispondo: sì, ci sono due forme morali F – M, incommensurabili.
Ne parleremo.
RDV
“ci sono due forme morali F – M, incommensurabili”
______________
Ma siamo sicuri che queste due forme combacino esattamente con F e M?
Secondo me una parte, seppur minoritaria, degli uomini, ha un concetto di moralità molto più simile a quello femminile, che a quello degli altri uomini.
Il contrario, invece, è molto, ma molto raro.
Questo è l’aspetto che, dal mio punto di vista, sta alla base del sodalizio delinquenziale che c’è tra una parte del mondo maschile e la quasi totalità di quello femminile: sono fatti della stessa pasta, per questo si intendono alla perfezione, si cercano, e condividono una profonda ostilità nei confronti della restante parte del genere maschile.
Credo inoltre che nella società sa in atto una pressione nei confronti degli uomini da questo punto di vista, per spingerli sempre più a condividere una moralità fatta ad immagine e somiglianza di quella femminile.
E questo, dal mio punto di vista, rappresenta uno dei nodi fondamentali della QM: qui gli uomini rischiano davvero di giocarsi quel credito morale che, della QM, rappresenta le uniche fondamenta su cui si possa costruire il riscatto maschile.
Questa è una delle armi psicologiche più subdole ad essere usata contro di noi, vogliono abbassarci al loro livello, e si tratta di un livello molto, ma molto basso, sordido: la piega che sta prendendo la società in cui viviamo è diretta conseguenza del progressivo affermarsi di una moralità di questo tipo.
sandro
>>>>>>>>>>>>>>>
qui gli uomini rischiano davvero di giocarsi quel credito morale che, della QM, rappresenta le uniche fondamenta su cui si possa costruire il riscatto maschile.
>>>>>>>>>>>>>>>>
Personalmente non credo che gli uomini si stiano giocando il credito morale, perche’, secondo me, se lo sono giocato da un bel pezzo. Di conseguenza nutro seri dubbi riguardo ad ipotetici riscatti maschili, considerando poi la progressiva femminilizzazione dei nostri simili.
Ad esempio, fra i miei coetanei non conosco quasi nessuno che ragioni da… maschio. Sono quasi tutti delle sottomesse femminucce, dei maschietti sempre pronti a dire “sì, tesoro”; anche se hanno un collo taurino (tipo il mio), dei mega bicipiti e praticano pugilato o kick boxing.
Questo è l’aspetto che, dal mio punto di vista, sta alla base del sodalizio delinquenziale che c’è tra una parte del mondo maschile e la quasi totalità di quello femminile: sono fatti della stessa pasta, per questo si intendono alla perfezione, si cercano, e condividono una profonda ostilità nei confronti della restante parte del genere maschile.
http://digilander.libero.it/Diavolo.Di.Un.Angelo/berlusconi_fuck.jpg
“Personalmente non credo che gli uomini si stiano giocando il credito morale, perche’, secondo me, se lo sono giocato da un bel pezzo”
_____________
Non tutti: una parte degli uomini non ha abbandonato la dimensione etica della vita, ed è da quelli che bisogna ripartire.
Perché il terreno di battaglia è l’ etica: i due ordini di moralità di cui sopra, si differenziano proprio per il fatto che, uno di essi, è fondato sull’ etica, mentre l’ altro, è fondato sull’ interesse individuale (“è giusto quello che va bene per me”).
Il vero patrimonio del maschile, sebbene non di TUTTO il maschile, è proprio la dimensione etica, cosa che le donne tendono a scansare con fastidio, come un’ inutile e dannosa pippa mentale che impedisce loro di farsi i cazzi propri al meglio.
In questo sono ampiamente supportate da una parte del genere maschile che, in questo modo, abdica semplicemente a quella che è l’ essenza della maschilità.
Un relativismo di comodo dal sapore molto paraculo, teso verso un modello di società regolato unicamente dai rapporti di forza, perché questo conviene a chi riesce a cementare una maggioranza attorno ad un interesse comune (fottere gli uomini beta).
Questo però rappresenta la perfetta antitesi del concetto di etica, dunque, per evitare che la massa maschile, forte di carte costituzionali fondate proprio su princìpi di carattere etico, contesti proprio questo, cosa che minerebbe la base del sodalizio donne – sistema, basato su una democrazia di facciata che copre la dittatura della maggioranza nei fatti, occorre spingere il maggior numero possibile di uomini ad abdicare all’ etica stessa, presentandola come un ostacolo piuttosto che una risorsa.
Ma la realtà è l’ esatto contrario: l’ etica è la nostra principale risorsa, e ogni compromesso al riguardo da parte nostra rappresenta un tassello in più nel mosaico della nostra rovina.
La soluzione della QM passa necessariamente per la riaffermazione del primato dell’ etica.
______________
“fra i miei coetanei non conosco quasi nessuno che ragioni da… maschio”
______________
Se l’ esempio viene dall’ alto…
http://www.ilfoglio.it/soloqui/7625
“l’ etica è la nostra principale risorsa, e ogni compromesso al riguardo da parte nostra rappresenta un tassello in più nel mosaico della nostra rovina.
La soluzione della QM passa necessariamente per la riaffermazione del primato dell’ etica”. (Sandro)
Sono d’accordo. Aggiungerei come altrettanto fondamentale il concetto di Libertà, che ho cercato di spiegare nell’ articolo “Il dover essere e i maschi beta”.
Libertà da qualsiasi “dover essere” che non sia riconducibile alla legge morale (quindi all’etica) ed Etica devono costituire i pilastri della rinascita di una nuova identità maschile ferita e ingabbiata all’interno di sistemi “valoriali” falsi, imposti con l’inganno, il ricatto e la mistificazione .
Resta da stabilire cosa significhi per noi (quanto meno per me) legge morale. Ci tornerò senz’altro prossimamente anche se nella nostra Carta dei Principi, nel nostro Manifesto e in tanti altri articoli (non solo del sottoscritto ovviamente), credo si evinca, per lo meno in parte, quali siano i nostri parametri e valori di riferimento
Fabrizio
Sandro. le forme morali non coincidono esattamente con maschile femminile. Se sul pianio simbolico sono ben individuabili, su quello concreto meno, seppure a grandi linee ci sia corrispondenza. E ciò per motivi storici, dunque contingenti, e perchè ciascun genere partecipa ontologicamente anche dell’altro. Il punto è quando un genere “rinnega”, diciamco così, i propri caratteri simbolici e assume quelli dell’altro.
“Resta da stabilire cosa significhi per noi (quanto meno per me) legge morale”
_______________
Cominciamo intanto a dire cosa NON può essere legge morale.
Calpestare i diritti altrui per farsi i cazzi propri sicuramente NON può essere in alcun modo spacciato per un principio di carattere etico.
Cominciamo a dire che se qualcuno è libero di fare il cazzo che gli pare allora lo siamo pure noi tutti, e che una società dove accade questo, precipita nel caos.
Cominciamo pure a ribadire che questo paese è dotato di una carta costituzionale, la quale mal si presta ad acrobazie interpretative, anzi, su questi temi qua è fin troppo chiara, e che chi non condivide quello che c’è scritto può semplicemente scegliere tra andarsene altrove o andarsene in galera, nel caso in cui sostenga la necessità di cambiare quello che c’è scritto, contraddicendone, appunto, i princìpi etici.
Cominciamo a ribadire con veemenza ste robe qua.
Ennesima dimostrazione di chi realmente siano le femmine e di quanto le suddette, al di là dei falsissimi sorrisi di convenienza, disprezzino il sesso maschile.
http://antifeminist.altervista.org/multimedia/male_bashing_tv_3.htm
Praticamente vivono nel risentimento e nell’odio.
Sono assolutamente d’accordo sul fatto che la Costituzione Italiana sia una delle migliori e più avanzate del mondo e sulla necessità di difenderla e preservarla, specie in questa fase storica.
Sarei più cauto invece nell’affermare, come fai tu, che “chi non condivide quello che c’è scritto può semplicemente scegliere tra andarsene altrove o andarsene in galera, nel caso in cui sostenga la necessità di cambiare quello che c’è scritto, contraddicendone, appunto, i princìpi etici. (Sandro)
In galera ci deve andare chi nei fatti,cioè con azioni concrete, agisce in modo anticostituzionale. Ma non chi sostiene democraticamente la necessità di modificarla. Questo è nel suo pieno diritto, sancito dalla Costituzione stessa. Che non lo si condivida (io per primo) è un altro discorso, ma questo non ha nulla a che vedere con il diritto di ciascuno di esprimere liberamente la propria opinione, che include anche la possibilità di criticare la Costituzione o di sostenere la necessità di una sua revisione. Purchè pacificamente e democraticamente.
Come forse ricorderai, durante uno scontro dialettico in Parlamento, l’allora presidente della Camera dei deputati, Sandro Pertini si rivolse al leader del MSI, Giorgio Almirante, che stava incalzando e togliendo la parola ad altri deputati, con le testuali parole:”On. Almirante, sarei disposto a dare la vita, come lei sa (possiamo senz’altro credergli, vista la sua Storia personale) per difendere il suo diritto ad esprimere liberamente la sua opinione in quest’Aula, ma ora il Regolamento mi impone di togliergliela, se lei continua, con il suo comportamento, a privare gli altri dello stesso diritto. Non mi costringa a farlo”.
Io sono sempre stato molto meno democratico e tollerante di Sandro Pertini, molto probabilmente perché non ho e non ho mai avuto la sua stessa forza, coraggio e saggezza. Però, come disse una volta Woody Allen con una celebre battuta (gli chiesero se nel suo delirio di onnipotenza pensava forse di ispirarsi a Gesù Cristo):”A qualcuno dovrò pur ispirarmi”.
Fabrizio
“la possibilità di criticare la Costituzione o di sostenere la necessità di una sua revisione”
_____________
Un conto è revisionare la forma, un altro contraddire la sostanza.
E’ lì che ci vorrebbe, a parer mio, la galera.
Bisognerebbe istituire il reato di “vilipendio della costituzione”.
Ennesima dimostrazione di chi realmente siano le femmine e di quanto le suddette, al di là dei falsissimi sorrisi di convenienza, disprezzino il sesso maschile.
http://antifeminist.altervista.org/multimedia/male_bashing_tv_3.htm
Praticamente vivono nel risentimento e nell’odio. (Daniele)
____________
Concordo al cento per cento. Brevemente vorrei aggiungere un paio di considerazioni.
Una donna che si permettesse di parlarmi come Daniela Santanchè, dovrebbe iniziare a correre, sennò rischierebbe alquanto. Un po’ come le successe tempo fa a Milano…
http://www.youtube.com/watch?v=meVBUqjXeSs&feature=related
Riguardo a quegli ometti che parlano di “superiorità delle donne”, il più ridicolo e patetico di tutti è il Berlusca, che nonostante le sviolinate e le strusciate verso il “gentil sesso”, si guarda bene dal lasciare il suo posto a una donna. E’ veramente un mondo folle.
_____________
E’ lì che ci vorrebbe, a parer mio, la galera.
Bisognerebbe istituire il reato di “vilipendio della costituzione”. (Sandro)
_____________
Non esageriamo.
“Non esageriamo”
_____________
Esagerare?
Modificare a colpi di maggioranza le regole del gioco è l’ anticamera della dittatura.
I princìpi etici di una nazione non sono negoziabili, altrimenti è la fine.
L’ articolo 283 del codice penale, nella sua versione originaria:
“Chiunque commette un fatto diretto a mutare la costituzione dello Stato, o la forma del Governo, con mezzi non consentiti dall’ordinamento costituzionale dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni”
E nella versione “corretta” nel gennaio 2006 (indovinate da chi):
“Chiunque, con atti violenti, commette un fatto diretto e idoneo a mutare la Costituzione dello Stato o la forma di governo, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni”
Propongo di riportarlo alla sua forma originaria con un’ aggiunta:
“Chiunque commette un fatto diretto a mutare la costituzione dello Stato, o la forma del Governo, con mezzi non consentiti dall’ordinamento costituzionale dello Stato, o contraddicendo i princìpi fondamentali della costituzione stessa, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni”
Ecco,
ora che
la nottola di Minerva si è alzata in volo,
“L’utero è mio e lo gestisco io”
significava in realtà:
“Il cazzo è vostro ma lo gestiamo noi”.
L’EUROPEO n.2 – 1966
di Joseph Barry
Se si deve parlare di “arte”, diciamo allora che la prima arte della donna deve essere quella di avere charme. Bisogna imparare a piacere prima di imparare a vestirsi. E si guardi bene dalle false arti delle femmes savantes, le pseudosofisticate. Non c’è niente che gli uomini odino di più, ma quante donne se ne rendono conto?
Studino, sicuro, ma subito dopo dimentichino quel che hanno imparato. Ha mai visto un’epoca in cui le donne sono sembrate più irritanti agli uomini di questa?
____________
E perché succede questo?
_____________
Oh, per molti motivi. Anzitutto perché le donne d’oggi sembrano pretendere tutto dagli uomini, ogni tipo di servizio e di sacrificio. E loro, al contrario, non sono disposte a fare neppure il piccolo sacrificio di
ammettere qualche volta di avere sbagliato. In secondo luogo, la donna, per istinto, tende al possesso: ma, sino ad oggi, un istinto delgenere aveva almeno cercato di nasconderlo.
___________
E l’istinto dell’uomo qual è?
___________
L’istinto dell’uomo è donare. La donna saggia, perciò, dà all’uomo l’illusione che lui stia sempre donandole qualcosa. Non si tratta di finzione, ma di diplomazia, e la diplomazia è più necessaria negli affari domestici che in quelli internazionali, visto che gli affari domestici durano per tutta la vita. Una vita, gliel’assicuro, può essere un tempo molto lungo. Se così non fosse, poco importerebbe come lo si vive: i nostri errori durerebbero poco.
______________
Che cosa direbbe alle donne, se dovesse esprimere in poche parole
quel che le ha insegnato la vita?
______________
Come si può dire tanto in poche parole? Penso che la sorprenderà sentirmi dire che, tutto considerato, penso che sia meglio per le donne, se vogliono essere felici per una lunga parte della loro vita, vivere secondo i canoni della morale convenzionale. Dovrebbero essere dei geni di coraggio per riuscire a tanto non facendolo e, alla fine, dovrebbero comunque pagare il tremendo prezzo della solitudine. Nessuno lo sa meglio di me. Per una donna ci sono poche cose peggiori. La solitudine può aiutare un uomo a raggiungere i suoi scopi, ma per una donna è una condizione micidiale. Meglio vivere col proprio marito anche se è diventato grasso e noioso, piuttosto che sola.
___________
COCO CHANEL 1883-1971
http://it.wikipedia.org/wiki/Coco_Chanel
Ho costretto mio marito a farsi il caffè
Caro Beppe,
un po’ di satira per la giornata della donna, che qui in USA non festeggiano. Ho cercato di spiegare questa festa a mio marito, l’americano, e lui mi chiede perche’ non c’e’ un festa per gli uomini. Ecco una piccola vittoria per le femmine! Mi domanda perche’ il caffe’ non e’ pronto e gli rispondo di farselo da se’, anzi esigo un cappuccino. Non sa usare la Gaggia, gli indico quella piu’ facile, l’Alicia. Cerca disperatamente il recipiente del caffe’ che non e’ a vista. Lo vedo perso, incapace, orgoglioso al punto di non chiedere aiuto, mi da’ occhiate vendicative. Io intanto penso che il mio lavoro di donna di casa e’ salvo e lui ora comincia a girare con occhi di falco in cerca di preda. All’improvviso vede il panettone e si accinge a tagliarne un pezzo con un coltello senza denti… resisto la tentazione di fargli vedere come si taglia, intanto il panettone si e’ acquattato di 2 cm… Comincio a sentirmi una CEO e rido internamente, perche’ voi uomini siete cosi’ insicuri che se vi si deride vi sentite inferiori e soffrite, non come noi donne che da tanto siamo considerate meno dei maschi. Alla fine addito il caffe’ e lui, come un cane con la coda tra le gambe, inizia l’operazione espresso. Viene lungo, acquoso, uno schifo. Non ha idea come si faccia il cappuccino, mi fa il caffellatte. Io lo lodo, lo liscio perche’ piu’ tardi dovra’ passare l’aspirapolvere… Mi domando chi e’ il sesso forte, ma lo so, per questo non scenderei mai in piazza, magari scenderei in un museo, una libreria, un centro commerciale, tutto con la sua carta di credito. Forse la dignita’ della donna e’ l’essere ben preparata per la vita che conduci senza aspettarsi il caffe’ a letto.
Saluti,
Maria Grazia Fallai, migliarino@aol.com
…
Ciao a tutti!
volevo un vostro parere su Giuseppe Simone, il ragazzo diventato molto popolare su youtube, se non lo conoscete andate a vedere i tanti video che ha fatto, come potete notare è l’esempio vivente del maschio beta, in poche parole e in pratica sta uscendo fuori di testa perchè non avendo un lavoro fisso, ed essendo non tanto bello, non trova una ragazza e ritrovarndosi emarginato dalla società per queste sue condizioni, ha deciso di postare questi video dove spiega , a modo suo, le sue teorie e il suo disprezzo sia per le donne che per il resto… secondo me non è pazzo ma è solo un maschio beta.. da notare i commenti meschini delle donne nei suoi video *_*
Ho dato uno sguardo a qualche videomessaggio di Giuseppe Simone. Al di là della proprietà di linguaggio non certo da primo della classe, al di là di qualche fesseria, secondo me, presente nei suoi discorsi, soffermandosi sugli aspetti puramente contenutistici trovo che abbia la vista molto più acuta di tanti nostri coetanei. Ho ascoltato il suo monologo sulle tifoserie e sulla prostituzione e su entrambi gli argomenti mi sembra abbia le idee chiare, mentre ho trovato piuttosto risibili i suoi consigli su come far eccitare una donna. Qui mi sono fermato.
Inoltre trovo che abbia un coraggio non da poco, ossia quello di essere se stesso, in una società in cui è imperativo recitare la parte dei “vincenti”. Non è certamente pazzo ne è un fenomeno da baraccone, vive sulla sua pelle il rifiuto di una società con la puzza sotto il naso e ha il coraggio di esternare questo suo stato d’animo, in maniera piuttosto colorita e sgrammaticata, ma in ogni caso interessante, non banale.
avevo scritto a Fabrizio .di questo personaggio ,per me più importanti del contenuto dei suoi monologhi ,sono appunto i commenti ,che sono molto monotematici ,e non mi sembrano che dicano cose più sensate di lui ,sono i soliti “sfigato” ecc ecc(e devo dire che tra uomini e donne ,in questo caso non c’è molta differenza) ..per esempio ,sulle tifoserie sono d’accordo in parte ,se resta una passione e si vive in quanto tale ,vale come per la pesca
,ma questo ,naturalemente ,è un mio pensiero , credo che però esageri con i “coglioni” ….
se devo comunque fare una critica trovo che sia un “beta” alla ricerca della notorietà …..anche se do ragione ad Alessandro ,difficile in questi tempi trovare persone “genuine”,che non usino una maschera
Ma cosa si ridono gli uomini su questi argomenti?
Il sorrisetto credo sia il voler apparire superiore: io con le donne ci sò fare, the sei gay se parli male di loro: perché Giuseppe Simone è brutto, e quindi sfigato, ma se era bello il frocio se lo beccava.
se devo comunque fare una critica trovo che sia un “beta” alla ricerca della notorietà …..
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Sono d’accordo, Mauro. Mi sembra anche che lanci spesso qualche richiesta di lavoro a chi è in ascolto durante i suoi monologhi, e gli auguro di avere successo su questo punto, anche perchè sull’altro, il trovare la sua “dolce metà”, altra sua aspirazione, da “sfigato”, come si definisce, mi pare abbastanza improbabile l’ottenimento del risultato.
Leonardo
@ Ma cosa si ridono gli uomini su questi argomenti?
@@@@@
Ridono perché disprezzano tutti quegli uomini che non risultano essere “vincenti” con le donne.
Stai pur tranquillo che discorsi del genere non sentirai mai farli dalle donne nei confronti delle altre donne.
Il fatto è che certe stupide mentalità sono antecendenti al femminismo, pertanto radicate nel tessuto sociale e molto difficili da sradicare.
Sostanzialmente l’uomo comune è un idiota, molto più idiota della donna comune, che non a caso risulta essere vincente nei rapporti con l’altro sesso.
Marco
Ridono perché disprezzano tutti quegli uomini che non risultano essere “vincenti” con le donne.
————————————————————————
C’è chi è sposato e chi va con le prostitute, ma la masturbazione credo essere l’attività sessuale maggiore tra gli uomini; le tre cose elencate non sono il massimo: quindi hanno poco da ridere.
Come ho già avuto modo di scrivere, da anni non ho più una relazione stabile, per tutta una serie di motivi da ricondurre sia a fattori esterni – cioè sociali e ampiamente sviscerati in questa sede – che personali, fra i quali il fatto che dopo anni di “singletudine”, ed arrivati alla soglia dei quarant’anni, si diventa inadeguati ad una vita coppia.
Di conseguenza, e al pari di tanti altri, non ho una vita sessuale e sentimentale, ma solo occasionali rapporti con le prostitute, ed ancora più raramente brevi e insignificanti “storielle” con donne comuni.
Il che si traduce in una mancanza di energia sul lavoro (sono un geometra) e nella vita di tutti i giorni, mista ad una sempre più forte apatia. Ad esempio, proprio ieri sera, e a distanza di almeno sei mesi, mi è capitato di rincontrare una venticinquenne prostituta rumena e non appena l’ho vista ho come avuto una “scarica ormonale”, ma ho dovuto lasciar perdere perché a breve devo pagare l’assicurazione dell’auto e l’affitto. Definire frustrante tutto ciò è poco, perché ci si sente a dir poco impotenti, in tutti i sensi, dato che se non hai denaro da spendere non fai sesso, l’iniziativa femminile non esiste e di corteggiare una donna non ne ho più voglia, considerando tutte le umiliazioni passate. Il bello è che c’è chi dice che la vita comincia a quarant’anni (io ne ho trentanove, compiuti da poco) e che il potere è maschio. Mi sento sempre più preso per il culo.
Simone M.
>>
Definire frustrante tutto ciò è poco, perché ci si sente a dir poco impotenti, in tutti i sensi, dato che se non hai denaro da spendere non fai sesso, l’iniziativa femminile non esiste e di corteggiare una donna non ne ho più voglia, considerando tutte le umiliazioni passate.
>>
Latineggiando…
Homo sine pecunia imago castitatis.
Leo
>>
C’è chi è sposato e chi va con le prostitute,
>>
E poi ci sono quelli sposati che a loro volta vanno a pagamento.
Matrimonium castitatis ianua.
Rino D.V.
ma infatti Simone ,siamo pratricamente sulla stessa barca ,sia come età (tra un mese compio 41) che ,come situazione sentimentale ….il bello (o il brutto) è che ,andando in giro per i vari forum diciamo “generalisti” ..la stragrande maggioranza di quelli che hanno avuto delusioni o che non hanno un vero rapporto con l’altro sesso ,sono appunto uomini (si può benissimo parlare del 90 %) il che ,in un contesto maschilista ,mi suona alquanto anormale ,in teoria dovrebbe essere il contrario ,qualcuno ha scritto che siamo il paese più maschilista d’europa ,pero …
1- gli uomini muoino di più sul lavoro
2. gli stessi uomini hanno più difficolta sentimentali
se questo è il mio “potere” mne faccio volentieri a meno
Rino
E poi ci sono quelli sposati che a loro volta vanno a pagamento.
Matrimonium castitatis ianua.
———————————————————————
Certo, avere una moglie non significa avere soddisfazione sessuale, gli uomini hanno molte fantasie represse.
http://www.vanityfair.it/show/libri/2011/03/16/sesso-lavoro-intervista-robert-dincau
CORRIERE NAZIONALE – 27 marzo 2011
Per le donne il vicino è meglio di Rambo
Sognano il principe azzurro
>>
Out tatuaggi, bicipiti gonfi, camice sbottonate
sino all’ombelico e depilazioni totali. Ma basta
anche ai finti intellettualoidi che annoiano.
Le “Donne dei Ten’s” (del prossimo decennio
2010-2020), sognano il ritorno del “principe
azzurro”, di un uomo che sappia essere
galantuomo, quasi acqua e sapone, semplice
ed educato (67%) in grado di coinvolgerle (53%)
e capirle (69%). Un uomo della porta accanto
che non deve solo essere bello (59%) e
presentabile tanto da far invidia alle amiche (44%)
ma deve rivelarsi un’ottima spalla con cui poter
dialogare e discutere dei propri problemi (66%):
galante (65%), deciso (61%) e intraprendente (47%)
che possa regalarle piccole gioie quotidiane (73%)
piuttosto che sballi o eccessi. Tra gli atteggiamenti
degli uomini che le donne sembrano non digerire
più, infatti, spiccano l’egocentrismo (46%), la
superficialità (56%) ma anche l’eccessiva cura
del corpo (53%). E’ per questo che nella top ten
dei più desiderati a occupare le prime posizioni
sono volti puliti come Bruno Cabrerizo (61%), il
bellissimo e sorridente testimonial della Nescafè
e gli attori Kim Rossi Stuart (59%) e Raoul Bova
(59%). E’ quanto emerge dai dati dello studio
realizzato da Meta Comunicazione, dal titolo
“L’uomo dei sogni” condotta raccogliendo il parere
delle donne su internet: circa 2700 utenti fra i
25 e i 55 anni.
>>
… mi viene da “ridere”.
“CHI LAVORA NON FA SESSO”…??
http://video.corriere.it/chi-lavora-non-fa-sesso-come-trovare-equilibrio-vita/f85fb34a-5a45-11e0-b755-6c1c80e280c5
@
Forse questo discorso vale per le donne, ma di sicuro non vale per gli uomini, perché se io non lavoro non solo non ho il denaro per comprare da mangiare, i vestiti, per pagare l’affitto, le bollette e tutto il resto, ma non posso nemmeno comprarmi l’automobile, frequentare locali, ecc.
Non posso frequentare una donna, perché di norma è all’uomo che tocca tirare su il portafoglio (nonostante la “parità”), e non posso neanche sfogarmi con una prostituta, perché fino a prova contraria quelle vogliono essere pagate. Insomma, non posso fare assolutamente un cazzo. Ripeto: mi sento sempre più preso per il culo.
Ho finito di leggere ieri il libro scritto da Rino Della Vecchia e devo dire che per certi versi è realmente unico nel suo genere, benché non lo condivida in toto, ma in larghissima parte sì. Per esempio, come lui sono del parere che generalmente siano gli uomini ad essere più bisognosi di puro e semplice sesso, anche se non credo che questo possa essere ricondotto alla sola “disparità ormonale”, come lui la definisce. Ma in ogni caso si tratta di dettagli.
Molto interessante anche la dissertazione sull’”etosfera”.
Prendo spunto dal post di Marco per rivolgere una domanda a Rino e Fabrizio.
A vostro parere, per quale motivo gli uomini sono soliti sostenere che “le donne hanno più voglia degli uomini”, quando i fatti dimostrano il contrario? Ma poi, di cosa si parla di preciso? Di pulsione sessuale e di desiderio di sesso promiscuo oppure di sesso all’interno di rapporto di coppia e di capacità orgasmica femminile? Francamente non c’ho capito molto.
Prendiamo questo sito di incontri;
http://www.meetic.it/
vi chiedo: non sta forse a testimoniare che i rapporti fra i due sessi fanno veramente schifo? Sennò che bisogno ci sarebbe di conoscersi in quel modo? Voglio dire, ma come è possibile che nonostante la “rivoluzione sessuale” ed una libertà di costumi sconosciuta fino a pochi decenni fa, ci siano tutte queste difficoltà nei rapporti interpersonali?
E come si spiega altrimenti il massiccio ricorso alla prostituzione da parte di milioni di uomini?
E qui torno alla domanda iniziale: perché gli uomini beta non sanno riconoscere ciò? Perché tendono ad occultare questa loro subordinazione al femminile?
Sergio, ti assicuro che te lo dico senza alcun intento polemico, però a volte ho come l’impressione che qualcuno di noi cada o voglia cadere dalle nuvole…E questo tuo post, come ripeto, senza voler fare nessuna polemica, mi sembra uno di questi casi…
Sul sito abbiamo pubblicato 118 articoli; per lo meno una cinquantina di questi forniscono una risposta a mio parere molto più esaustiva ai quesiti che poni rispetto a quella che potrei darti io in poche righe.
Comunque, la pazienza è la virtù dei forti , dicono, e molto probabilmente è vero. Io credo di non avere né l’una né l’altra (sono un uomo limitato), però proviamoci lo stesso…
1)“Per quale motivo gli uomini sono soliti sostenere che “le donne hanno più voglia degli uomini”, quando i fatti dimostrano il contrario?” (Sergio)
Perché gli uomini sono fragili e non riescono ad ammettere la loro dipendenza e la loro subordinazione psicologica e sessuale nei confronti del genere femminile. Per questa ragione “reagiscono” (si fa per dire…) rimuovendo il problema, facendo finta di nulla, raccontadosi un mucchio di cazzate e recitando la solita parte in commedia che sono stati educati a recitare da sempre. E’ quello che noi chiamiamo “machismo”, in linea teorica il nemico pubblico numero 1 del femminismo ma in realtà il suo più prezioso alleato.
Questo tema specifico è affrontato nell’articolo “Ciò che paralizza gli uomini” sulla homepage del sito.
2) “Ma poi, di cosa si parla di preciso? Di pulsione sessuale e di desiderio di sesso promiscuo oppure di sesso all’interno di rapporto di coppia e di capacità orgasmica femminile?” (Sergio)
Non ci si riferisce a questo o quell’ambito ma alla relazione sessuale fra i due generi nella sua interezza. E’ evidente che esiste un’ asimmetria dal punto di vista sessuale tra maschi e femmine per l’ovvia ragione che i primi hanno un bisogno sessuale molto più potente rispetto alle seconde. Questo crea inevitabilmente una dipendenza dei primi nei confronti delle seconde, indipendentemente se ci si riferisca alla possibilità (molto più teorica che pratica) del sesso ludico e occasionale o a rapporti di tipo matrimoniale. Dal punto di vista sessuale, per dirla in parole povere ma credo efficaci, i maschi, che lo ammettano o meno, sono tenuti per le palle dalle femmine. Nella SIA (Società Industriale Avanzata) capitalista, cioè l’attuale sistema dominante, questo aspetto fondamentale della relazione fra i generi (asimmetria sessuale) viene ingigantito fino all’inverosimile, per le ragioni che spieghiamo in numerosi articoli (L’emergere storico della QM, il Movimento Beta, Natura e Cultura, Reciprocità e spontaneità e diversi altri)
3) “Prendiamo questo sito di incontri;
http://www.meetic.it/
vi chiedo: non sta forse a testimoniare che i rapporti fra i due sessi fanno veramente schifo? Sennò che bisogno ci sarebbe di conoscersi in quel modo?” (Sergio)
Non c’è dubbio che sia così. E’ ovvio che questo stato di cose crea una certa dose di disagio e di insoddisfazione anche in quelle donne (molte) che non appartengono alle elite delle femmine alpha dominanti oppure che non hanno un sufficiente peso specifico da mettere sul piatto della bilancia (leggi capacità di attrazione sessuale). E quindi in un contesto ipercompetitivo, atomizzato e frantumato sotto diversi aspetti (soprattutto nella possibilità di vivere una socialità degna di essere definita tale) come quello attuale, la chat e la rete diventano degli strumenti per cercare di uscire dall’isolamento e di dare una risposta alla condizione di solitudine umana e affettiva in cui versano tante persone. Ma stiamo bene attenti a non cadere in errore. Anche in questi ambiti la relazione fra i sessi non cambia di una virgola e le modalità di approccio sono sempre le stesse. Cambia lo strumento ma non la sostanza della suddetta relazione che vede comunque gli uomini nei panni di coloro che chiedono e le donne in quelli di coloro che decidono.
4) “ma come è possibile che nonostante la “rivoluzione sessuale” ed una libertà di costumi sconosciuta fino a pochi decenni fa, ci siano tutte queste difficoltà nei rapporti interpersonali?” (Sergio)
Questa della rivoluzione sessuale è una balla, una menzogna creata ad arte. La cosiddetta “rivoluzione sessuale”, allo stato, è stata di fatto ridotta ad una sorta di metabolizzazione della ragione strumentale e mercantile applicata alla sfera emotiva, psicologica e sessuale. Nulla a che vedere con una sessualità vissuta alla luce del sole, in libertà, serenità, spontaneità e reciprocità, . La relazione fra i sessi è dominata dalla logica del “do ut des”; e questa di reciproco e di spontaneo non ha neanche l’odore. Suggerisco a tal proposito gli articoli “Guardare e non toccare” nello spazio degli editoriali e “Reciprocità e spontaneità”sulla homepage.
5) “E come si spiega altrimenti il massiccio ricorso alla prostituzione da parte di milioni di uomini?” (Sergio)
Appunto con il fatto che la presunta libertà sessuale di cui si parla è una menzogna. Se ci fosse una vera libertà sessuale gli uomini non metterebbero certamente mano al portafogli per fare sesso nè si umilerebbero a praticare del sesso mercenario. Suggerisco la lettura dell’articolo “Prostituzione: ideologie diverse ma stessa ipocrisia” nello spazio degli editoriali.
6) “E qui torno alla domanda iniziale: perché gli uomini beta non sanno riconoscere ciò? Perché tendono ad occultare questa loro subordinazione al femminile?” (Sergio)
Vale la risposta data alla domanda n. 1. Perché sono estremamente fragili e non sono in grado di prendere coscienza della loro effettiva e reale condizione, di portarla alla luce, affrontarla ed elaborarla. Per questa ragione continuano a raccontarsi delle balle anche e soprattutto su loro stessi, rimuovendo il problema e scimmiottando penosamente i loro colleghi di genere alpha dominanti senza averne gli strumenti, nella speranza di raccogliere qualche briciola.
Fabrizio
La realtà è che gli uomini comuni hanno accettato la logica della subordinazione, consapevolmente in taluni casi, inconsapevolmente nella maggior parte, e, come afferma Fabrizio, cercano di rendersela accettabile attraverso una forma di autoinganno. Alle sempre interessanti considerazioni di Fabrizio e ai sui rimandi, aggiungerei anche la lettura di un ottimo articolo che compare nel sito di Nomatrimonio “Le loro maestà imperiali”. Fotografa in maniera molto precisa il quadro della situazione.
P.S.: la soluziione a tutto questo non è certamente facile, forse neppure esiste, e qui si ritorna al rapporto natura-cultura, però non esserne consapevoli, come accade ai più, rende il tutto ancora più complicato. Forse, sotto questo aspetto, e si può fare riferimento agli articoli di Barnard su questo tema, spetta agli uomini aiutare le donne a modificare il loro approccio alla sessualità che mi sembra sempre più spesso lontano anni luce da quella “rivoluzione sessuale”, strombazzata ai quattro venti, ma rimasta solo sulla carta. Ma occorre che si cambi tutti, altrimenti niente risultati.
“aggiungerei anche la lettura di un ottimo articolo che compare nel sito di Nomatrimonio “Le loro maestà imperiali””
_________________
Questo passaggio è da incorniciare:
“Disgraziatamente non esiste un “sindacato” degli uomini, e si vede. Ogni donna, per quanto bruttina, in la con gli anni, o caratterialmente insignificante, è abituata ad avere comunque dei corteggiatori. Per il solo fatto di essere nata donna, ma anche di essere nata sul territorio italiano. Eh si perché la situazione italiana è particolare.
Questa folla di maschi disperati, disposti a osannare qualunque stronza di passaggio finisce per rendere insostenibile la situazione anche per gli uomini che vivono e si muovono in posizione eretta, i quali a dispetto delle loro giuste aspettattive finiranno per scontrarsi con una popolazione femminile sempre più viziata ed esigente. Ormai abituata a poter avere tutto senza offrire nulla.
Poco tempo fa mi è capitato di leggere un articolo attinente all’argomento. Si parlava di una particolare statistica: l’aumento delle unioni tra italiani e straniere. Attenzione però: l’aumento riguardava solo coppie formate da uomini italiani e donne straniere. E non viceversa. Gli uomini stranieri si guardavano bene dal mettersi con donne italiane. Donne “immotivatamente pretenziose” come ebbe acutamente a definirle un turista inglese in quello stesso articolo.
Non del tutto “immotivato” comunque il loro comportamento. Ormai si sono abituate a questo andazzo. Al fatto che in Italia il valore complessivo di un maschio è circa tre o quattro volte inferiore a quello di una femmina. E si parla di un “valore” quasi economico, nato dalle folli evoluzioni di domanda e offerta in questo settore, non certo di un valore reale. Visto che sempre più spesso capita di incontrare coppie decisamente male assortite. Uomini interessanti, simpatici, talora vistosamente attraenti, legati a donne bruttine, superficiali e tragicamente banali in ogni loro manifestazione. Ma tant’è, a questo ormai si è arrivati. Per fortuna il mondo non finisce ai confini italiani. Il sapere che oltre il Brennero c’è un intero continente pieno di donne non irragionevolmente pretenziose è incoraggiante.
Disgraziatamente andare a vivere all’estero non è alla portata di tutti. Sicuramente non lo è per me, attualmente. Ma ormai sono sempre più convinto che legarsi a un’italiana sarebbe come intraprendere la professione stabile di “zerbino”. Avresti una casa con dentro un’Altezza Imperiale e tanti ospiti che fanno la fila per venire a trovarla. E prima di entrare si pulirebbero le scarpe su di te”
______________
“la soluzione a tutto questo non è certamente facile, forse neppure esiste”
______________
Secondo me a livello individuale esiste, manca a livello collettivo, data la difficoltà di aggregare un numero consistente di uomini attorno a tematiche di questo tipo.
A livello individuale, la soluzione sta nel non accettare compromessi.
Si rimane soli? Fa niente: la saggezza dei popoli da sempre ci dice che si sta meglio soli che male accompagnati, è giocoforza scegliere il male minore.
E poi, come giustamente rimarcato, allontanandosi al di là delle alpi le cose migliorano in modo apprezzabile, un pò come andare da Fukushima a Tokio: il problema di fondo rimane, ma almeno se campa.
A livello collettivo, purtroppo, tocca ammettere che siamo stati e continuiamo ad essere degli autentici coglioni, individualisti all’ estremo e contrapposti su tutto, pure sull’ interesse comune, cosa, questa, nella quale le donne, invece, sono estremamente attente, ed il risultato si vede.
Il problema è che, la maggior parte di noi, percepisce gli altri uomini come un problema e le donne come una risorsa, quando, nella realtà, è vero il contrario.
Questo è il risultato di 30 anni di femminismo, e prima ci liberiamo di siffatta zavorra psicoemotiva, prima ci affranchiamo dalla schiavitù.
Va detto che, oggi, visto il livello cui si è arrivati, è diventato un obiettivo alla portata, almeno per quanto riguarda le generazioni più giovani.
@ La realtà è che gli uomini comuni hanno accettato la logica della subordinazione, consapevolmente in taluni casi, inconsapevolmente nella maggior parte, e, come afferma Fabrizio, cercano di rendersela accettabile attraverso una forma di autoinganno [Alessandro]
**************************************
Sono d’accordo con te per quanto riguarda l’autoinganno maschile e condivido anche l’opinione di Fabrizio quando sostiene che gli uomini sono generalmente fragili, per via della loro subordinazione alle donne, però non credo che questo sia un problema esclusivamente occidentale e strettamente legato alla società capitalista (che tuttavia c’entra molto). Vi segnalo questo caso di un nordafricano 40enne che ha ucciso con otto colpi di pistola la sua ex amante italiana 46enne.
http://www.zeroviolenzadonne.it/rassegna/pdfs/f5695f300a0f674dd397dd73d5500484.pdf
Questo uomo è figlio di un’ altra cultura, nonostante ciò mostra la stessa fragilità e la medesima dipendenza verso le donne tipica di tanti uomini italiani-occidentali. Poi, per quanto mi riguarda e benché ne comprenda bene l’origine, fatti del genere mi rendono veramente difficile “giustificare” i miei simili, anche perché in questi casi sono portato a chiedermi cosa farei io se qualcuno ammazzasse un mio familiare. Conoscendomi, so che non reagirei “molto bene”, tantomeno chiederei “giustizia”…
(ma questo è un discorso che riguarda solo me).
Non so se veramente ci sia una disparità ormonale, ma un assimmetria fisica evidente c’è (non solo nella specie umana) se un uomo vede la donna delicata, piccola, indifesa e vittima; la donna vedrà l’uomo grosso, forte e carnefice. In più la donna resta gravida, quindi il suo istinto, credo, sia quello di farsi servire dall’uomo e odierà la libertà sessuale dell’uomo: la voglia di fare sesso ludico che tanto ci piace, senza nessuna conseguenza, grattacapi e sborsare soldi. L’uomo potrebbe fare ciò che vuole, soprattutto oggi con tanti ritrovati anticoncezionali e, anche l’aborto potrebbe essere usato per i nostri comodi, aldilà dei principi morali. Ma è evidente che l’istinto alla riproduzione resta sempre il più forte…..Il resto sono scarti: i piaceri sessuali alternativi non a scopo riproduttivo. Alla fine la donna è programmata per fare figli (mi pare la disse Jerry Lewis), e niente sesso ludico.
Sergio:
>> …per quale motivo gli uomini sono soliti sostenere che “le donne hanno più voglia degli uomini”, quando i fatti dimostrano il contrario?
>>
Quando un racconto contrasta con i fatti in modo così smaccato una ragione ci deve essere. Essa risiede in chi costruisce quel racconto, ossia gli UU.
Origini e funzioni sono state richiamate da Fabrizio. Mi associo, sottolineando la 1° ragione da lui indicata.
Si tratta di una ricostruzione della realtà che mira a proteggere colui che la racconta, a dissimulare, a depistare. Prima se stesso che gli altri. Si tratta di un prodotto del machismo con il quale viene mascherata (si tenta di mascherare) quella dipendenza che il macho (che è altezzoso e superbo per definizione) non può affermare di subire.
Ci si racconta una storia falsa a fini “vitalistici”.
Rino DV
scusa Fabio ma ,almeno io ,non intendo di certo giustificare dei gesti cosi violenti. Hai parlato di simili (in quanto uomini), io ci andrei cauto con queste affermazioni. Prima di tutto io sono una persona ,uomo senz’altro, ma mi discosto da te (uomo pure te) per alcune caratteristiche; lo stesso dicasi per quell’uomo nordafricano per altre cose…..
mi sembra che abbiamo fatto altre volte questo discorso che fabrizio ha spiegato bene nella lettera alla signora Aspesi ……
anzi ,credo che bisogna condannare tali gesti ,per far capire che gli uomini non passano il loro tempo a uccidere la prossima vittima.
Leonardo:
“Non so se veramente ci sia una disparità ormonale”
________
Sì, Leonardo, la suddetta disparità ormonale esiste.
>>>
http://www.riflessioni.it/forum/cultura-e-societa/12022-cose-veramente-il-maschilismo-12.html
Negli ultimi anni si sono andate accumulando prove che il testosterone influenzi non soltanto gli ornamenti e la corporatura, ma anche i cervelli.
Il testosterone è un composto chimico antico, presente in forma pressoché identica in tutti i vertebrati.
La sua concentrazione determina l’aggressività in modo così preciso che, negli uccelli con scambio di ruoli sessuali come i falaropi o nei clan a dominanza femminile delle iene, è la femmina ad avere livelli ematici di testosterone più alti.
Il testosterone mascolinizza l’organismo (in sua assenza il corpo resta di tipo femminile, quali che siano i geni dell’individuo) e mascolinizza anche il cervello.
Tra gli uccelli, in genere canta solo il maschio.
Un diamante mandarino che non ha nel sangue un livello sufficiente di testosterone non canta.
In presenza dell’ormone, la parte del cervello preposta alla produzione del canto cresce e l’uccello comincia a cantare.
Anche una femmina di diamante mandarino può cantare, purché sia stata esposta al testosterone in una fase precoce della vita e poi da adulta.
In altre parole, il testosterone prepara il cervello del nidiaceo a reagire di nuovo, più avanti nella vita, al testosterone e quindi a sviluppare la tendenza al canto.
Se si può parlare di mente per un diamante mandarino, l’ormone è una sostanza che ne altera la mente.
Lo stesso vale per gli esseri umani.
In questo caso le testimonianze provengono da una serie di esperimenti, in parte naturali e in parte no.
La natura ha dotato alcuni soggetti maschili e femminili di dosi alterate di ormoni e negli anni Cinquanta i medici hanno fatto lo stesso iniettando certi tipi di ormoni in alcune pazienti gravide.
Le donne affette dalla sindrome di Turner nascono senza ovaie e quindi hanno meno testosterone nel sangue di quelle che le hanno (le ovaie producono un po’ di testosterone, sebbene non quanto i testicoli).
Queste donne sono esageratamente femminili nei loro comportamenti, di solito hanno uno spiccato interesse verso i bambini, i vestiti, i lavori domestici e le storie d’amore.
Gli uomini che da adulti hanno nel sangue meno testosterone rispetto alla norma, gli eunuchi per esempio, si riconoscono per l’aspetto e l’atteggiamento femminile.
Gli uomini che durante lo stato embrionale sono stati esposti a un livello di testosterone inferiore alla norma, per esempio i figli di diabetiche che durante la gravidanza hanno dovuto assumere ormoni femminili, sono timidi, poco energici ed effeminati.
Gli uomini con troppo testosterone sono bellicosi.
Le figlie di donne che negli anni Cinquanta sono state trattate con iniezioni di progesterone (per prevenire un aborto spontaneo) dicono di essere state “maschiacci” da bambine; il progesterone non ha effetti diversi dal testosterone.
Anche le femmine affette da iperplasia surrenale congenita o sindrome adrenogenitale, sono dei maschiacci: le loro ghiandole surrenali, poste vicino ai reni, anziché produrre cortisolo, come dovrebbero, producono un ormone ad azione simile a quella del testosterone.
_________________________
http://www.riflessioni.it/forum/cultura-e-societa/12022-cose-veramente-il-maschilismo-13.html
1- Molte differenze fra i sessi si ritrovano in altri primati, anzi, in tutta la classe dei mammiferi. I maschi tendono a competere con maggiore aggressività e a essere più poligami; le femmine a investire di più nell’allevamento dei figli. In molti mammiferi un raggio territoriale più ampio si accompagna a una maggiore capacità di orientarsi usando la geometria della configurazione spaziale (invece che ricordando singoli punti di riferimento). E ad avere il raggio territoriale più ampio è più spesso il maschio, come avviene anche fra i cacciatori-raccoglitori umani. La superiorità degli uomini nell’uso delle mappe mentali e nella rotazione mentale tridimensionale non è forse casuale.
2- I genetisti hanno scoperto che, in persone diverse, la diversità del DNA nei mitocondri (che uomini e donne ereditano dalla madre) è molto maggiore della diversità del DNA nei cromosomi Y (che gli uomini ereditano dal padre). Questo fa pensare che, per decine di millenni, gli uomini abbiano conosciuto una maggiore variazione nel successo riproduttivo rispetto alle donne: alcuni hanno avuto molti discendenti, altri nessuno (lasciandoci con un piccolo numero di cromosomi Y diversi), mentre un maggior numero di donne ha avuto un numero di discendenti più equamente distribuito (lasciandoci con un maggior numero di genomi mitocondriali diversi). Sono esattamente queste le condizioni che causano la selezione sessuale, in cui i maschi competono per le occasioni di accoppiamento e le femmine scelgono i maschi di migliore qualità.
3- Il corpo umano contiene un meccanismo che fa che sì che il cervello dei bambini e quello delle bambine divergano durante lo sviluppo. Il cromosoma Y innesca nel feto maschio la crescita dei testicoli, che secernono gli androgeni, ormoni tipicamente maschili (come il testosterone) che hanno effetti duraturi sul cervello durante lo sviluppo fetale, nei mesi successivi alla nascita e durante la pubertà, ed effetti transitori in altri periodi. Gli estrogeni, ormoni sessuali tipicamente femminili, influiscono anch’essi sul cervello per tutta la vita. Oltre che nella corteccia cerebrale, i recettori degli ormoni sessuali si trovano nell’ipotalamo, nell’ippocampo e nell’amigdala nel sistema limbico del cervello.
4- Gli androgeni hanno effetti permanenti sul cervello in sviluppo, non solo effetti transitori sul cervello adulto. Le femmine che soffrono di iperplasia adrenale congenita producono un eccesso di androstenedione, l’ormone androgeno reso famoso dal grande giocatore di baseball Mark McGuire. E anche se i loro livelli ormonali vengono portati alla normalità subito dopo la nascita, crescono come dei “maschiacci”, giocano di più a fare la lotta, mostrano più interesse per i camion che per le bambole, hanno maggiori abilità spaziali e, crescendo, sviluppano più fantasie sessuali e provano più attrazione per altre ragazze. Quelle trattate con ormoni solo a infanzia avanzata mostrano, divenendo giovani adulte, modalità sessuali maschili, come una pronta eccitazione di fronte a immagini pornografiche, un impulso sessuale autonomo centrato sulla stimolazione genitale e l’equivalente di polluzioni notturne.
5- Un immaginario ma conclusivo esperimento per separare la biologia dalla socializzazione consisterebbe nel prendere un neonato, sottoporlo a un’operazione di cambiamento di sesso e farlo allevare dai genitori e trattare come una bambina. Se il genere è una costruzione sociale, dovrebbe avere la mente di una normale bambina; se invece esso dipende dagli ormoni prenatali, dovrebbe sentirsi un maschio intrappolato in un corpo femminile.
L’esperimento è stato compiuto, non per curiosità scientifica naturalmente, ma in seguito a malattie e incidenti. Uno studio ha preso in esame 25 bambini nati senza pene (un difetto congenito noto come estrofia cloacale), poi evirati e allevati come bambine: tutti giocavano a fare la lotta come i maschi e avevano comportamenti e interessi tipicamente maschili; più della metà dichiaravano spontaneamente di essere dei maschi, uno a soli cinque anni di età.
6- I bambini affetti da sindrome di Turner sono geneticamente neutri. Hanno un singolo cromosoma X, ereditato dal padre o dalla madre, invece dei normali due cromosomi X delle bambine (uno ereditato dal padre, l’altro dalla madre) o X e Y dei bambini (l’X ereditato dalla madre, l’Y dal padre). Siccome lo schema corporeo femminile è quello standard fra i mammiferi, essi hanno l’aspetto e il comportamento di bambine. I genetisti hanno scoperto che il corpo dei genitori può influire a livello molecolare sui geni del cromosoma X rendendoli più o meno attivi nel corpo e nel cervello in sviluppo del figlio. Una bambina con la sindrome di Turner che prende il cromosoma X dal padre ha probabilmente geni ottimizzati dall’evoluzione per una bambina (perché un X paterno porta sempre a una femmina), mentre una bambina con la sindrome di Turner che prende il cromosoma X dalla madre ha probabilmente geni ottimizzati dall’evoluzione per un bambino (poiché un X materno, se può portare all’uno come all’altro sesso, opererà senza incontrare opposizione solo in un maschio, che manca di corrispettivi dei geni X sul suo cromosoma Y).
E infatti le femminucce che presentano tale sindrome differiscono psicologicamente a seconda del genitore da cui hanno ricevuto il cromosoma X. Rispetto a quelle che l’hanno ricevuto dalla madre (caso in cui esso è pienamente attivo solo in un maschio), le bambine che l’hanno ricevuto dal padre (caso in cui esso è destinato a una femmina) sono più brave a interpretare il linguaggio corporeo, a leggere le emozioni, a riconoscere i volti, a maneggiare le parole, nonché ad andare più facilmente d’accordo con gli altri.
In merito aggiungo che mentre nel cervello di una femmina i circuiti sono predisposti verso comportamenti tipicamente femminili da ormoni come l’estrogeno, il progesterone e l’ossitocina, in quello maschile sono testosterone, vasopressina e un ormone detto MIS (sostanza di inibizione mulleriana) a condizionare alcuni degli atteggiamenti più precoci e durevoli. Gli effetti comportamentali degli ormoni maschili e femminili sul cervello sono importanti: si è scoperto che gli uomini usano circuiti cerebrali differenti per elaborare informazioni spaziali e risolvere problemi emotivi; tali circuiti, assieme al sistema nervoso, sono collegati in modo diverso ai loro muscoli, soprattutto del volto. Si sa anche che nell’ipotalamo maschile lo spazio preposto all’impulso sessuale è due volte e mezzo maggiore rispetto a quello femminile.
Visto che si parla di bisogni sessuali ( parola mal usata a mio parere ) vi lancio una provocazione : ma se gli uomini hanno tutto sto bisogno, superiore rispetto alle femmine, non vi passa la voglia di fare sesso con gente che ha meno voglia ?
Se io voglio giocare a calcetto con una persona che invece non ne ha voglia ci rinuncio direttamente.
Seconda provocazione : ma a sto punto non è un vantaggio l’abbassamento del testosterone negli uomini dato che quasi eliminerebbe ogni dipendenza dalle femmine ?
@@@@
Visto che si parla di bisogni sessuali ( parola mal usata a mio parere ) vi lancio una provocazione : ma se gli uomini hanno tutto sto bisogno, superiore rispetto alle femmine, non vi passa la voglia di fare sesso con gente che ha meno voglia ?
Se io voglio giocare a calcetto con una persona che invece non ne ha voglia ci rinuncio direttamente.
Seconda provocazione : ma a sto punto non è un vantaggio l’abbassamento del testosterone negli uomini dato che quasi eliminerebbe ogni dipendenza dalle femmine ?
@@@@@@@@@
Silent, non prendertela, ma le tue non sono “provocazioni” bensì ragionamenti senza senso. Innanzitutto, cosa c’entra il calcetto col sesso? Ma che discorso è ?!?
Detto questo, vorrei farti notare che non si può trasformare una questione sociale in una questione individuale.
Qui non si parla di Silent o di Marco, ma della massa maschile, che non è esattamente la stessa cosa.
Ovvero, la negazione della realtà non può portare ad alcuna soluzione reale; casomai può solo peggiorare le cose. Poi, a livello personale, chiunque di noi è libero di fare quello che gli pare, ed anche di credere che le donne siano delle “assatanate”, nonostante di tipe del genere non ce ne sia traccia in giro… (perlomeno, nell’alto Lazio non se ne vede una…).
Per esempio, anche a me, arrivato all’età di 37 anni, molte donne comuni annoiano; ma mi annoiano perché le ho “sperimentate” e ormai di tante stronzate non voglio più saperne. Nonostante ciò le donne continuano a piacermi, anche se sono consapevole del fatto che loro piacciono a me più di quanto io piaccia a loro.
Riguardo all’”abbassamento del testosterone” che dirti?
Forse che è una stupidaggine bella e buona? Forse che sarebbe il caso di smetterla di nascondere la testa nella sabbia? Comunque sia, pensala pure come ti pare, Silent.
Contento te…
Che esistano ormoni diversi tra maschi e femmine lo sapevo e chiaramente, ma a parte questo, se dai il testosterone ad un depresso timido non credo che guarisca, e non credo che sia meno maschio degli altri, penso, invece, come dice Silent Hill: gli è passata la voglia.
Gli psicofarmaci agiscono sui neurotrasmettitori del cervello ma nessuno è guarito solo con i farmaci, servono solo a limitare certi sintomi.
Più che altro, sono dell’idea, che da bambini, volenti o no, si entri in una parte che si recita tutta la vita: chissa se è questo ruolo a variare le sostanze che compongono la nostra personalità?
Conosco un tipo che ha degli atteggiamenti lievemente affeminati, dice che da bambino la madre lo picchiava e alla sorella no, lui vive con la madre che ogni tanto ancora gliele suona e la sorella si è fatta una sua vita da anni, mi stò convincendo che questa esaltazione della figura femminile lo abbia plasmato (non so se è realmente omosessuale) ma ha un rispetto per le donne esagerato, almeno a chiacchere.
Condivido le parole di Marco. Dobbiamo tuttavia tenere conto che quelle di Silent Hill, per sua stessa ammissione, erano delle provocazioni…
E’ ovvio, Silent, che un conto sono le condizioni oggettive dei maschi, sia sotto il profilo naturale (fisiologico-ormonale e quindi anche psicologico) che quello socio- culturale (condizione di subordinazione, per lo meno per quanto riguarda i maschi beta, con una forte ricaduta psicologica anche in questo caso), un altro sono le scelte soggettive che, in relazione a tale stato di cose, i singoli uomini possono (e dovrebbero) prendere.
Ma è evidente che in questo secondo caso siamo di fronte ad un atto di volontà, ad una scelta soggettiva, che deriva, come ripetiamo spesso, da una presa di coscienza, da una assunzione di consapevolezza che, a mio parere, non può che portare ad un cambiamento nel modo di relazionarsi con il genere femminile.
Questo però non ha nulla a che vedere con l’asimmetria sessuale che esiste oggettivamente in natura (a meno di non volerci arrampicare sugli specchi di improbabili ingegnerie “culturali”) ed è destinata a rimanere tra i due generi. E’ chiaro che agli uomini è richiesto uno sforzo enorme per riuscire a liberarsi dalla dipendenza sessuale (e quindi psicologica), logica conseguenza di questa asimmetria (ma anche di un condizionamento socio-culturale).
E infatti questa è la ragione per la quale la grandissima maggioranza degli uomini (beta) si trova nelle condizioni che sappiamo bene.
Per quanto riguarda invece la questione del testosterone, per rimanere nella provocazione, non c’è alcun dubbio che se riuscissimo a trovare il modo di eliminarne una buona parte, la dipendenza sessuale maschile cesserebbe e conseguentemente anche quella nei confronti del genere femminile.
Ma sarebbe come concepire di poter vivere senza acqua…
Quindi, provocazioni a parte (che possono stimolare il dibattito) il percorso da imboccare è un altro. Ed è quello di un faticosissimo e difficilissimo percorso (forse impossibile per molti) per riuscire a liberarsi da questa condizione di dipendenza e subordinazione.
A questa ennesima (e forse la più difficile) impresa sono oggi chiamati gli uomini. Se ce la faranno non lo so e non sono in grado di dirlo. Su una cosa non ho dubbi. Se abdicheranno e soccomberanno, sarà per sempre, per lo meno fin dove la nostra mente è in grado di vedere e prevedere. Dopo lo sa solo Dio o Chi per Lui.
Fabrizio
E’ ovvio, Silent, che un conto sono le condizioni oggettive dei maschi, sia sotto il profilo naturale (fisiologico-ormonale e quindi anche psicologico) che quello socio- culturale (condizione di subordinazione, per lo meno per quanto riguarda i maschi beta, con una forte ricaduta psicologica anche in questo caso), un altro sono le scelte soggettive che, in relazione a tale stato di cose, i singoli uomini possono (e dovrebbero) prendere.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Si, Fabrizio, ma le scelte soggettive non sono molto inferiori alle condizioni oggettive.
——————————————————–
logica conseguenza di questa asimmetria (ma anche di un condizionamento socio-culturale).
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
Si, il condizionamento socio-culturale esiste e influisce parecchio , lo penso anche io però non l'ho detto per non scatenare polemiche .
E’ proprio il minor desiderio femminile che fa credere agli uomini che esse siano superiori, ma non è cosi, come dice la canzone di Ferradini: chi meno ama è più forte, si sa. Il minor desiderio però non spiega la loro rabbia di farcela sudare. Daltra parte, le donne si vestono in modo provocante e questo fa credere che siano affamate di sesso, in qualche modo hanno molto bisogno degli uomini, vogliono tenerli in pugno, e se un uomo si ribella i “maschi pentiti” sono pronti a difenderle con tutto l’armamentario di sorrisetti, battute…..
“Si, Fabrizio, ma le scelte soggettive non sono molto inferiori alle condizioni oggettive”. (Silent Hill)
E invece sì, purtroppo, caro Silent, altrimenti non saremmo nella situazione in cui ci troviamo e non saremmo neanche qui a discutere. Purtroppo le condizioni oggettive schiacciano la moltitudine dei maschi; sono molti pochi coloro che riescono a compiere questa che non esito a definire una vera e propria rivoluzione psico-culturale personale (che noi abbiamo l’ambizione di far diventare collettiva).
E’ proprio per questa ragione che è nato questo movimento.
Viceversa, se così non fosse, ce ne staremmo tutti a goderci la vita e a spassarcela al mare con l’altra metà del cielo giocando, tirandoci l’acqua, facendo sesso ludicamente e liberamente sulla spiaggia, nell’acqua o dietro una palma, alternando una scopata ad una partita di calcetto o di pallavolo sulla sabbia.
E invece mi pare che le cose del mondo stiano in maniera diversa…
Fabrizio
@ Silent Hill – Si, il condizionamento socio-culturale esiste e influisce parecchio , lo penso anche io però non l’ho detto per non scatenare polemiche .
@@@@@@@@
Silent, abbi pazienza, ma anche tu sembri cadere dalle nuvole (un po’ come faceva giustamente notare Fabrizio a Sergio, l’altro giorno).
Ma di quali polemiche parli? E qualora avessi scritto quanto sopra, cosa avresti detto di tanto originale, che in questa sede non sia stato ripetuto innumerevoli volte?
http://www.uominibeta.org/2010/05/03/natura-e-cultura/
Ma chi è che nega che i fattori socio-culturali-educativi abbiano una loro forte influenza? Seppure con varie sfumature, mi pare nessuno! Semmai c’è chi in circolazione continua a sostenere che la biologia abbia un’ importanza scarsa, se non nulla, e che tutto sia da ricondurre a meri fattori sociali. Uno di questi sei te.
Ripeto: libero di illuderti e quindi di pensarla come ti pare.
Il fatto che l’uomo abbia più bisogno di sesso, per le donne è un privilegio, e ci contano molto, altrimenti dovrebbero attivarsi loro a cercare il maschi, e non credo ne abbiano voglia. Il loro voler provocare e attrarre lo dimostra, vogliono il controllo totale della situazione: un uomo che le stia sempre dietro a cui mollarla quando gli fa comodo, come lo zuccherino al cavallo ammaestrato. Questo vale non solo con il ragazzo o con il marito, ma con tutta la polazione maschile.
In più questo le protegge dalla maggiore forza degli uomini; sanno che questi non si azzardano a usare la forza fisica nei loro confronti perché sono attratti da loro. Però poi il maschio è sempre stupratore…
Mah…
http://www.corriere.it/salute/11_aprile_05/prima-volta-sesso-perasso_9d67055e-5f88-11e0-a9b0-e35a83b9ad3b.shtml
STUDIO USA
La prima volta che soddisfa
i maschi e fa patire le femmine
Per i ragazzi, il sesso all’inizio provoca buone sensazioni, mentre avviene tutto il contrario per le signorine
MILANO – I maschi iniziano bene, le femmine meno, ma sono poi le seconde a mantenere un rapporto più equilibrato con il loro corpo, dal primo rapporto sessuale in avanti. L’oggetto dello studio americano è la difficile e delicata «prima volta», spesso consumata nel corso dell’adolescenza, quando il corpo in piena trasformazione fisica fatica ancora a essere accettato, amato, riconosciuto. Oppure – come accade agli adolescenti maschi oggetto dello studio – diventa un trofeo di cui sentirsi fieri. Quel corpo che è riuscito a passare un rito tanto atteso e desiderato come il primo rapporto sessuale.
REAZIONI MASCHILI – Sono proprio i ragazzi infatti, secondo lo studio della Pennsylvania State University appena pubblicato sul numero di aprile del Journal of Adolescence, a uscire soddisfatti dalla prima volta. Almeno nei confronti dell’immagine fisica di sé. Per motivi psicologicamente semplici: spesso il riuscire ad arrivare al fatidico momento li carica di sentimenti positivi e di autostima, segnando il passaggio all’età adulta, ma anche perché – sottolineano i ricercatori – le ragazze sono più selettive nella ricerca del partner per il primo rapporto, e dunque il riuscire a conquistarne una diventa già di per sé un risultato positivo, al di là dell’atto sessuale.
REAZIONI FEMMINILI – Più complicata è invece la reazione psicologica delle ragazze dopo la prima volta. La maggioranza del campione ha mostrato di essere insoddisfatta (almeno in parte) della propria immagine fisica. I ricercatori mettono al primo posto tra le cause di tale sentimento i fattori culturali, come i modelli fisici dati da giornali, pubblicità, cinema, spesso lontani dal fisico adolescente ancora acerbo o in trasformazione. Ma verso i 18 anni, alla fine del critico periodo adolescenziale, sono le ragazze a mostrarsi più equilibrate nei confronti del loro aspetto fisico e ad accettare meglio se stesse.
LA RICERCA – Lo studio, svolto nei college americani tra circa mille ragazzi e ragazze iscritti al primo anno, ha seguito le loro vicissitudini amorose per un anno e mezzo e ha poi raccolto i dati e le sensazioni di quelli che, arrivati ancora vergini, in questo lasso di tempo hanno avuto la loro prima esperienza sessuale completa. Nonostante i ricercatori si siano concentrati sull’età adolescenziale – che non corrisponde per tutti al momento in cui il primo rapporto viene consumato, anzi – è una delle prime volte che uno studio concentra la sua attenzione sui risvolti psicologici e sull’immagine di sé dei giovani alle prese con le prime importanti esperienze sotto le lenzuola.
Eva Perasso
05 aprile 2011
Sono proprio i ragazzi infatti, a uscire soddisfatti dalla prima volta. Almeno nei confronti dell’immagine fisica di sé
Più complicata è invece la reazione psicologica delle ragazze dopo la prima volta. La maggioranza del campione ha mostrato di essere insoddisfatta (almeno in parte) della propria immagine fisica.
———————————————————————-
Non si amano le donne, aldilà dei motivi che ci propinano sui modelli televisivi, hanno i loro complessi interiori. I maschi vengono sempre definiti brutti, allora dovremmo spararci.
Riguardo alle cause socio-culturali, credo vada evidenziato che già nel XII sec. l’amor cortese, con i suoi poeti provenzali, abbiano diffuso a macchia d’olio in tutta l’Europa la propria ideologia di donna come “madonna”, fino ad arrivare addirittura ad una osannazione e/o angelizzazione. Quei valori finirono con l’imporsi come “must” sociologico di allora a seguito delle accettazioni tacite e non degli uomini del tempo. Ora abbiamo praticamente la stessa cosa, solo che il potere della donna è occulto, anzi ancor peggio, velato e mascherato da un’emancipazione inesistente, che finirà ben presto con lo sgretolare del tutto il fragile equilibrio naturale tra i sessi. Tutto questo chiaramente favorito da una società spensierata, dove le necessità primarie hanno lasciato il posto a necessità opzionali. Guarda caso tutto ciò, in periodi di crisi come quelli di guerra per esempio, passa in secondo piano.
L’asimmetria c’è e si riflette nel fatto che a ricorrere alla prostituzione e
al consumo di pornografia sono gli uomini e non le donne.E’ inutile negarla,
come fanno le donne, attraverso arrampicamenti sugli specchi.A mio avviso le
considerazioni di Silent( troppo frettolosamente liquidate da Marco) non
volevano negare questa asimmetria ma semplicemente volevano contestare
un’affermazione, che sa di dogma, molto ricorrente in ambito MoMas, cioè
secondo cui le donne avrebbero scarse voglie sessuali e quindi tendenzialmente
frigide(addirittura alcuni di loro affermano che le donne non provano orgasmo).
Allora se fossero veramente così le cose-si chiede Silent- gli uomini
dovrebbero rassegnarsi e quindi abbandonare ogni speranza di ricevere sesso
ludico dalle donne.La Natura non si può cambiare.
Non è importante stabilire chi ha più voglie sessuali tra uomini e donne
(benchè anche io mi sia lasciato per un pò di tempo influenzare da questa
erronea disputa creata da settori del momas, nonostante la mia ben salda
militanza antifemminista iniziata sin da quando ero studente liceale)ma
stabilire il motivo di questa asimmetria. Cioè concorrono solo e soltanto
fattori naturali?? Io direi di no.
Negli animali, in parte, c’è un pò di Reciprocità e Spontaneità
http://www.youtube.com/watch?v=MlGwMH75JYU&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=TufiAgq–FU
Quindi se invece ciò non c’è nelle femmine degli esseri umani, evidentemente è
perchè vi sono ostacoli di ordine culturale(come più volte ha sottolineato
Fabrizio) e soprattutto psicologico.Sarebbe bene che ci soffermassimo su quest’
ultimo aspetto, cioè quello psicologico , precisamente a livello di inconscio.
Cioè l’Invidia Penis la quale non è rilevata solo dagli specialisti in
materia ma da chiunque si trovi a parlare di sesso e soprattutto di
penetrazione con una donna qualsiasi. Ciò che inibisce le donne dalla
Spontaneità e Reciprocità non è quindi la mancanza di voglie sessuali quanto
invece la frustrazione e i complessi sul loro ruolo passivo nell’ambito del
coito in sè(è il maschio che penetra e possiede, è la femmina che viene
penetrata e posseduta). Ciò significa che in una donna alle fisiologiche voglie
sessuali si sovrappone, spesso distruttivamente, la frustrazione inconscia(e
non solo inconscia) da Invidia Penis. Quest’ultima, in tale conflittualità,
spesso prende il sopravvento, ed ecco anche perchè l’offerta sessuale femminile
è minore della domanda(richiesta) maschile.Come se le donne in un certo senso
si sentissero bloccate per il timore inconscio di sentirsi oggetto e possedute
dal partner. Ma rimane il fatto che le donne ce l’hanno le voglie sessuali
quindi non possono reprimersele.Come far convivere, quindi, questi due aspetti
senza conflittualità?. Nel corso dei millenni le donne sono riuscite man mano a
risolvere questo problema apparentemente irrisolvibile, attraverso la Tecnica
della Compensazione. Cioè, neutralizzare la frustrazione e il complesso della
penetrazione(un aspetto, fra i tanti, dell’ Invidia Penis) con un qualcosa
altro. Cosa è questo “qualcosa altro”? Dipende dalla circostanza. Vediamo
alcuni casi:
-Corteggiamento. Il suo complesso di venir penetrata viene compensato,
quindi attutito, dall’atteggiamento servile del maschio che la corteggia.
Questa è la classica compensazione di tipo algebrico(uguale e di segno
opposto).
-“Non ci può essere sesso fine a se stesso”. E’ una variante della
condizione precedente(anzi organica e funzionale ad essa)Questa è una delle
massime del Femminile attuale. IL complesso derivante dall’ Invidia Penis viene
in parte compensato dal “sentimento”(sua protezione, suo reddito, suo amore,
ecc) che il partner prova verso di lei, quindi lei incomincia ad attutire le
sue sensazioni di sentirsi “posseduta come un oggetto”, per sentirsi quindi su
un livello più “paritario” rispetto al partner maschio. Cioè, sesso in cambio
di protezione ricevuta.
Ma in questi due casi lei non gode sessualmente perchè in fondo lei disprezza
i zerbini non “fighi”. Lei vuole qualcosa che le “bea gli occhi” e che le crea
“nuove emozioni”. Quindi niente o poco sesso con il marito o fidanzato, e
niente sesso ludico se single.
Ecco quindi a cosa ricorre:
-Darwinismo Alpha. In tal casi lei ne fa volentieri a meno delle due
condizioni precedenti a patto che il maschio in questione sia di aspetto
fisico conforme ai (distorti) canoni mediatici. Cioè il “figo” di turno. Sotto
tale condizione la donna rinuncia alla richiesta di corteggiamento e di
protezione”, e quindi manifesta in modo disinibito tutte le sue voglie
sessuali(represse dall’invidia penis) andando lei stessa a corteggiare e
concedendo e donando sesso di alta intensità e qualità. In questo caso la
compensazione consta del fatto che la frustrazione per la penetrazione subita
viene compensata dalla Qualità del partner(cioè il “figo” di turno).Ne vale la
pena, lei penserà tra sè. Gli uomini “non fighi” spietatamente esclusi dal
sesso.
-Trasgressione: Qui la compensazione è di ordine meramente psicologico.
La frustrazione da invidia penis viene compensata dall’ ebbrezza del “sesso
clandestino” . Ecco perchè le donne tradiscono di più degli uomini(l’adulterio
è Donna) e perchè ogni anno milioni e milioni di femmine occidentali vanno
ai tropici per farsi possedere sessualmente da energumeni e superdotati
indigeni, ciò smentisce chi afferma che le donne abbiano scarse voglie
sessuali.
In conclusione, le donne hanno le voglie sessuali, e non certo scarse, ma le
manifestano ed esplicano in modi e forme incompatibilii con quelle maschili. Di
qui questa asimmetria.
Rino
@ Quando un racconto contrasta con i fatti in modo così smaccato una ragione ci deve essere. Essa risiede in chi costruisce quel racconto, ossia gli UU.
Origini e funzioni sono state richiamate da Fabrizio. Mi associo, sottolineando la 1° ragione da lui indicata.
Si tratta di una ricostruzione della realtà che mira a proteggere colui che la racconta, a dissimulare, a depistare. Prima se stesso che gli altri. Si tratta di un prodotto del machismo con il quale viene mascherata (si tenta di mascherare) quella dipendenza che il macho (che è altezzoso e superbo per definizione) non può affermare di subire.
Ci si racconta una storia falsa a fini “vitalistici”.
@
Rino, sono solo parzialmente d’accordo con te e Fabrizio, perché a mio parere questo desiderio maschile di descrivere una realtà rovesciata non è imputabile solo al “machismo”, ma anche a una sorta di masochismo maschile.
Io stesso, ascoltando gli uomini che conosco personalmente, o leggendo quello che viene scritto in altri forum dedicati alla questione maschile (dove per fortuna non mi sono mai iscritto, perché mi verrebbe l’esaurimento nervoso!), mi sono reso conto che da parte di moltissimi uomini c’è un forte bisogno di attribuire alle donne desideri tipicamente maschili, nonché “maggiori bisogni sessuali”, repressi dall’educazione e dalla società” (teorie che stridono fortemente con quanto ci viene quotidianamente raccontato sulle donne e sulla loro “superiorità” intellettiva, emotiva, morale e sessuale).
Viceversa, non mi capita praticamente mai di ascoltare o di leggere di donne che attribuiscono agli uomini una “maggior fantasia sessuale” o superiori bisogni sessuali.
Rino, Fabrizio, ma non credete che bisognerebbe cominciare a prendere in considerazione l’ipotesi che l’uomo medio sia stupido e pertanto realmente inferiore alla donna media? Altrimenti come si spiegherebbe il fatto che a parte noi e pochi altri, NESSUN uomo è in grado di arrivare a certe conclusioni, per quanto riguarda il rapporto fra i due sessi?
X Raffaele.
Dove ho scritto che tale asimmetria dipenderebbe solo da fattori naturali? Da nessuna parte, mi pare. Anzi, come puoi leggere, ho pure segnalato l’articolo di Fabrizio (natura e cultura) con i relativi commenti. Detto questo e senza voler fare alcuna polemica, vorrei chiederti se per caso Silent ti abbia incaricato di fargli da portavoce, perché l’impressione che mi danno le tue parole è proprio questa.
Per quanto riguarda la tua analisi sulla sessualità femminile, ritengo che sia alquanto azzardato cercare di raccontare il vissuto delle donne, essendo tu, come me, un uomo. Io credo bisognerebbe attenersi ai fatti, ovvero alla nostra esperienza e a ciò che vediamo e sentiamo quotidianamente. Tutto il resto è mera speculazione sul femminile.
mi sono reso conto che da parte di moltissimi uomini c’è un forte bisogno di attribuire alle donne desideri tipicamente maschili, (Simone M)
__________________________
Sono d’accordo, è vero, anche a me capita frequentemente di ascoltare discorsi di quel tenore.
raffaele:
l’Invidia Penis
——————————————————————–
La spiegazione scientifica ai miti religiosi come la maledizione di Adamo e dell’umanità per via di Eva e il serpente…..
Un mio amico ha trovato una a cui piace, e anche a lui lei piace, quindi ci ha provato e lei gli ha risposto che se la deve guadagnare, beato lui che la prende bene.
Simone M.
>>
…ma anche a una sorta di masochismo maschile.
>>
Sì, non escludo che ci sia anche questa componente, e magari significativa.
Quanto alla superiore stupidità maschile media, questa è una tesi sostenibile ma solo con riguardo a certi punti di vista da cui si consideri l’intelligenza. Il fatto è che l’intelligenza è multiforme. Ci sono più tipi di intelligenza che discipline sportive, dove ad es. il velocista non può essere anche sollevatore di pesi, né il saltatore sarà un gran fondista…
In generale si può dire che gli UU sono più semplici, il che si manifesta anche in forma di ingenuità e di tontoloneria. Ma l’ingenuità è anche condizione di un certo tipo di genialità.
Tema intrigante e interessantissimo.
Basti pensare al ruolo della scuola che si crede una struttura selettiva dell’intelligenza integrale “vera e propria” e come tale viene creduta non solo da chi ne esce vincente, ma anche da quelli che ne vengono puniti i quali pensano di essere “meno adatti” come se quello scolastico fosse un sistema che valuta “oggettivamente”.
Da ciò ne seguiva (e ne segue ancora) che i figli delle classi basse ne uscivano convinti di non essere all’altezza e attribuivano a se stessi il fallimento, o gli inferiori risultati, rispetto ai figli delle élites.
Lo stesso hanno creduto i bianchi (in un senso) e i neri nell’altro.
Adesso per fortuna è accaduto qualcosa di dirompente: le femmine a scuola hanno migliori risultati ovunque su tutti i maschi di tutte le razze.
Nessuno (a parte molte delle interessate) ne deduce che le FF siano più intelligenti dei MM. E così molti maschi sostenitori della “oggettività” della selezione scolastica, ne restano imbarazzati.
Quest’antica menzogna dell’élites traballa.
Molte cose traballano alla luce della QM.
Rino D.V.
“Per quanto riguarda invece la questione del testosterone, per rimanere nella provocazione, non c’è alcun dubbio che se riuscissimo a trovare il modo di eliminarne una buona parte, la dipendenza sessuale maschile cesserebbe e conseguentemente anche quella nei confronti del genere femminile.
Ma sarebbe come concepire di poter vivere senza acqua…”
_______________
Una piccola osservazione al riguardo:
siamo fatti di solo testosterone oppure c’è anche dell’ altro?
Perché io credo che la chiave di tutto il discorso stia dentro questa domanda, che dal mio punto di vista dovremmo porci tutti. Io me la sono posta un bel pezzo fa.
Le donne è proprio così che ci vorrebbero: tutti ormoni e niente cervello. Pupazzi telecomandati dalla fica.
No, grazie. Preferisco vivere.
raffaele, potresti spiegare per quale ragione lo scorso anno scrivevi post del genere, mentre ora, in merito alla libido femminile, hai sposato la causa culturale?
Non ti sembra di contraddirti alla grande? E soprattutto, quanto di quello che scrivi è farina del tuo sacco?
°°°°°°°°°°°°
Icarus.10 8:53 pm – 27th giugno:
Allora, lasam, il tuo tono ironico e sarcastico mi irrita un pò, io con te non sono sarcastico, perciò cerca di rispettarmi come io sto facendo con te..Io sto parlando di comportamenti medi e non sto assolutizzando, è ovvio quindi che ci possano essere anche eccezioni e sfumature diverse, però, sono eventi minoritari rispetto alla media. Io non ho detto che non vi possono essere donne che hanno avventure sessuali con uomini “bruttini”, ma è ovvio che sono una minoranza, e che il loro numero è di gran lunga minore rispetto a quanto non sia tra gli uomini: è ovvio, se così non fosse, non ci sarebbe tutto questo consumo di materiale pornografico e ricorso a pagarsi una prostituta tra i maschi. Un uomo, sessualmente è “cacciatore”(non nel senso di stupratore, ma di colui che richiede in continuazione di far sesso), quindi è ovvio che si “accontenta” di un pò di tutto, quindi anche di una donna non avvenente, mentre la donna, quindi, tende ad essere più selettiva in quanto nelle donne la domanda di sesso(cioè la richiesta) è minore a quella maschile, perchè se così non fosse, allora anche tra le donne vedremmo questa richiesta di sesso a pagamento e consumo di pornografia. E invece no. Ecco perchè una donna “bruttina” ha molte più possibilità di far sesso rispetto ad un uomo “bruttino”, proprio perchè la richiesta(in economia, “Domanda) maschile di sesso è molto maggiore di quella femminile, e quindi una donna “bruttina”, se vuole, ne può trovare di sesso a volontà. Mi fa rabbia che neghi questa evidenza,e per piacere non citarmi qualche tua esperienza o magari di qualche tua cugina o amica, le eccezioni non violano la regola.La sessualità maschile e femminile, e quindi anche le loro esigenze, sono diverse.
>
Sottolineo questo passaggio,
°°°°°°°°°°°°°°°°°
mentre la donna, quindi, tende ad essere più selettiva in quanto nelle donne la domanda di sesso(cioè la richiesta) è minore a quella maschile, perchè se così non fosse, allora anche tra le donne vedremmo questa richiesta di sesso a pagamento e consumo di pornografia.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°
°°°°°°°°°°°°°°
Il suo complesso di venir penetrata viene compensato,
quindi attutito, dall’atteggiamento servile del maschio che la corteggia.
Questa è la classica compensazione di tipo algebrico(uguale e di segno
opposto).
°°°°°°°°°°°°°°
raffaele, ma tu sei mai stato fidanzato? hai mai avuto una donna? te lo chiedo perche’ quanto hai scritto sopra e’ assurdo! ma chi te l’ha detto che le donne hanno il complesso di venir penetrate?? ma su cosa si basano queste assurde teorie?? al massimo le donne hanno paura di restare incinta o di subire violenze!
>
°°°°°°°°°°°°°°°°°
Ecco perchè le donne tradiscono di più degli uomini(l’adulterio è Donna)
°°°°°°°°°°°°°°°°
pure questa sciocchezza dove l’hai letta?? ti rammento innanzitutto che per tradire bisogna essere sempre in due, e che in realta’ NESSUNO sa con esattezza chi e’ che tradisce di piu’ o di meno.
>
°°°°°°°°°°°°°°
e perchè ogni anno milioni e milioni di femmine occidentali vanno ai tropici per farsi possedere sessualmente da energumeni e superdotati
indigeni,
°°°°°°°°°°°°°°
ma tu sei mai stato ai tropici?? io si’, pertanto posso dirti che sono migliaia, non milioni! ma a parte questo, ti faccio notare che sono MOLTI di piu’ gli uomini che si recano all’estero per far sesso.
Naturalmente,caro Stefano, sarà Raffaele stesso a risponderti. Essendo però il primo, per ovvie ragioni, a leggere i commenti, ti rispondo per ciò che penso.
Nel merito. Non c’è contraddizione tra quel suo commento che hai postato in risposta a quella Lasam e il suo ultimo post che tu stesso richiami.
Egli infatti nel primo commento non entra nel merito (asimmetria sessuale data da diversità fisiologica/naturale o da aspetti di ordine culturale). Si limita ad esprimere, come tu stesso riporti testualmente e poni in evidenza, questo concetto:” mentre la donna, quindi, tende ad essere più selettiva in quanto nelle donne la domanda di sesso(cioè la richiesta) è minore a quella maschile, perchè se così non fosse, allora anche tra le donne vedremmo questa richiesta di sesso a pagamento e consumo di pornografia”.
Questo non significa automaticamente affermare che le donne hanno una minore pulsione sessuale per ragioni esclusivamente fisiologiche (peraltro questo non lo penso neanche io…). Significa solo dire che nelle donne c’è una minore domanda di sesso. Le ragioni di questo possono essere diverse (come infatti è).
Personalmente la mia posizione, come ha peraltro giustamente ricordato anche Marco, è molto chiara da tempo e spiegata in diversi articoli oltre che in tanti commenti, quindi ritengo superfluo tornarci sopra.
Ma ora non è questo il punto. Mi sembra di scorgere nei tuoi due post un eccesso di vena polemica nei confronti di Raffaele, come se volessi a tutti i costi evidenziarne le contraddizioni, con uno spirito e un atteggiamento che non condivido e che francamente non credo serva a nessuno. Sicuramente non a noi.
Ci si può e ci si deve confrontare senza nessun problema ma sempre con il giusto spirito che, a mio avviso, non si riscontra nei tuoi post, te lo dico con molta franchezza. Siccome di tutto abbiamo bisogno tranne che di trasformare questo blog in un pollaio per maschietti che si azzuffano, cerchiamo di avere sempre un atteggiamento consono all’impresa che per lo meno alcuni di noi hanno scelto di portare avanti.
Raffaele, nel suo ultimo post, ha espresso delle opinioni senza entrare in polemica con questo o con quello. Se uno non le condivide le può naturalmente criticare (come quelle di tutti) ma con il giusto atteggiamento. Entrando cioè nel merito, con i giusti toni e senza maldestri espedienti pseudo tattici (la messa in evidenza della presunta o reale contraddizione in cui si trova l’interlocutore) che in questo caso, a mio parere, sono anche molto evidenti, altrimenti non ti avrei neanche scritto queste parole.
Cerchiamo di essere onesti fra noi e di non cercare la polemica con l’altro per il puro gusto di farla con lo scopo neanche tanto mal celato di irritare colui a cui questa è indirizzata. Ripeto, per fare questo non c’è bisogno di questo blog. Comunque io non lo permetto. E non venirmi a dire che sono stalinista. In primis perché se lo fossi non avrei pubblicato il tuo post, secondo poi perché tutti, ma veramente tutti, sono in grado di capire che la tua risposta nei confronti di Raffaele, che ha tutto il diritto di essere critica anche radicalmente, poteva avere toni e modalità differenti.
Chi mi conosce, e comunque chi segue questo blog da tempo, sa anche che io non faccio sconti a nessuno.
Avete forse mai visto il sottoscritto trascendere nei confronti di qualcuno (provocatori gratuiti a parte) di cui non condivideva le idee? Avete mai visto Rino fare altrettanto?
Bene, cerchiamo di mantenere la barra dritta e di essere all’altezza di ciò che stiamo facendo. La rissa, la ricerca della polemica fine a se stessa e la volontà gratuita di delegittimare l’interlocutore, specie quando è uno di noi, non fanno parte del nostro percorso. Sono miserie che lasciamo ad altri.
Fabrizio
“siamo fatti di solo testosterone oppure c’è anche dell’ altro?
Perché io credo che la chiave di tutto il discorso stia dentro questa domanda, che dal mio punto di vista dovremmo porci tutti. Io me la sono posta un bel pezzo fa.
Le donne è proprio così che ci vorrebbero: tutti ormoni e niente cervello. Pupazzi telecomandati dalla fica.
No, grazie. Preferisco vivere”. (Sandro)
Sono completamente d’accordo. Siamo esseri complessi e fortunatamente non riducibili al solo testosterone. Direi anzi che un percorso di crescita e di consapevolezza non può essere compiuto se ci si lascia dominare e travolgere da quest’ultimo. Tuttavia il fatto che alcuni di noi, per strade simili o diverse, abbiano compiuto un percorso di affrancamento dalla dipendenza sessuale (e quindi psicologica nei confronti del genere femminile), non può e non deve farci dimenticare l’oggettività del problema.
E’ evidente che il nostro obiettivo, lo abbiamo ripetuto mille volte, è proprio quello di far sì che questi percorsi individuali diventino collettivi. Questa è la grande, direi grandissima sfida, che abbiamo dinanzi a noi. Non avrebbe quindi senso negare quelli che sono i punti di debolezza del “maschile”, proprio per poterli elaborare e superare. E questo è uno di quelli. La capacità cioè di trovare una sano ed equilibrato rapporto con le proprie pulsioni. Far finta che ciò sia facile non serve a nessuno. Se lo fosse non saremmo qui ma, come ripeto, a goderci la vita in tutt’altre faccende affaccendati.
Anche perché il giorno, ipotesi purtroppo per assurdo, in cui gli uomini, o per lo meno la loro maggioranza, si fossero liberati dalla dipendenza sessuale (e quindi psicologica), il più sarebbe stato compiuto e la battaglia (in realtà una psico-guerra di lunghissima durata) di fatto già quasi vinta.
Fabrizio
Dunque:il punto che tutti condividono è maggior frequenza di pulsione sessuale negli uomini e minore nelle donne che porta a una maggior selettività femminile, mi pare.
Raffaele ne trae una serie di conclusioni su quello che “sente” una donna che non condivido per il semplice fatto che l’operazione “ti dico io quello che senti” è esattamente la forma speculare del femminismo.
Il “complesso” della penetrazione è un qualcosa che puo’ esserci in “qualche” donna e non deriva certo da frustrazione e invidia penis, ma da forme di dispareunia che possono essere più o meno gravi e possono anche portare a forme di vaginismo più o meno gravi. Un meccanismo abbastanza naturale. Ho paura che mi faccia male – mi irrigidisco – mi fa male – e quindi si associa la penetrazione al dolore. Ma questo accade, alle volte, proprio perché non c’è una sufficiente e dirompente“voglia sessuale”, o perché si sono anticipati i tempi. Da lì parte, poi se la voglia sessuale prende il sopravvento, chiaramente passa anche il complesso della penetrazione, anzi si “desidera” essere penetrate e non il contrario. Mi sembra tra l’altro una spiegazione molto più semplice, che non ipotizzare un complesso meccanismo psicologico di compensazioni, per mettere d’accordo il cervello e l’organo genitale. Va bè che le donne siano più contorte e non seguono il pensiero lineare, ma seguono quello circolare, qualche volta s’aggroviglierà pure ma è l’eccezione e non la norma.
Non penso che la sessualità femminile sia “rancorosa” come descritta, come non ho mai pensato che lo fosse quella maschile (vedi le teorie di volontà di dominio, di pene usato come arma etc. che sono state il bagaglio degli studi di genere femministi) Poi anche molte donne hanno l’ “ansia da prestazione” eh , tempi e modi diversi ma sempre ansia da prestazione è.
Sul turismo sessuale femminile.. boh, pure io non sono mai stata all’estero, mi pare che si possa ipotizzare che il fenomeno sia in espansione, da qui si potrebbe dedurre che la maggior inibizione sessuale femminile è culturale? Nì, secondo me. In gran parte potrebbe essere anche una maggior tendenza femminile a seguire le mode.
Il che ci riporta all’inizio: la natura è fondamentalmente dispari nel desiderio sessuale, ma forse proprio per questo le donne sono più influenzabili culturalmente? Cioè se le donne sono maggiormente selettive verso gli uomini e tendenzialmente cercano un idolum, tenderanno ad indirizzarsi verso quegli uomini che la società e la cultura di volta in volta presenta come “uomini di qualità”?
Oggi l’ “uomo di qualità” dipinto dall’attuale società occidentale è quello dolce e tenero ma sicuro di sè, collaborativo ma responsabile e decisionista. Insomma un mix che prevede molte volte la presenza di determinate caratteristiche e il loro esatto contrario.
Risolta ed eliminata la dipendenza economica dall’uomo (che era una dipendenza reale, tangibile e dimostrabile, come del resto lo puo ‘essere la dipendenza sessuale maschile) resta la dipendenza emotiva femminile dall’uomo. Ecco il corteggiamento più che un meccanismo di compensazione lo vedo come una dipendenza emotiva.
Devo dire, e sapete che non sono uno di quelli a cui piace mettere i voti alla lavagna (anzi, mi disturba molto il ruolo del moderatore tradizionale che non sono e faccio di tutto per evitare di esserlo), che Rita, puntualmente, ci dà lezioni su come ci si deve relazionare e comportare in un qualsiasi contesto dove si discute, ci si confronta e se necessario ci si divide, come è giusto che sia.
Non ho mai, e sottolineo mai assistito da parte sua ad atteggiamenti polemici gratuiti e fini a se stessi nei confronti degli altri, così come non l’ho mai vista utilizzare strumentalmente le loro posizioni con l’obiettivo recondito di delegittimarli a livello personale. Quest’ultimo post, critico nel merito (e in parte condivido la sua critica perché, in questo caso specifico, anche io, come lei, non credo che il problema della minore pulsione sessuale femminile sia dato dalla freudiana invidia penis o dal timore della penetrazione di cui parla Raffaele) è scritto con toni assolutamente pacati ed equilibrati, come tutti quelli che scrive, privi di qualsiasi atteggiamento polemico, supponente o arrogante.
Dovremmo tutti prendere lezione da lei e mi dispiace dirlo. Non perché lei stessa non lo meriti e men che meno per il fatto che è una donna (qui non si fanno distinzioni di nessun genere e certamente non possiamo essere accusati di fare della “cavalleria” …) ma perché vorrei che tutti, ma veramente tutti, facessimo un balzo in avanti e non ci perdessimo in facezie. Cosa che spesso facciamo.
Fabrizio
MI spiace constatare che una mia semplice osservazione(fatta per dimostrare che le osservazioni di Silent e Marco non erano così diverse da come a prima vista poteva sembrare), condivisibile o meno, abbia provocato una risposta così polemica e iraconda nei mie confronti. Evidentemente c’è qualcosa altro che tocca i nervi scoperti di qualcuno. Figuriamoci se ho tempo ed energie da sprecare per far questi duelli con questi del forum che vengono qui a polemizzare.Non mi interessano queste polemiche. Rispondo brevemente.
1) Non c’è nessuna contraddizione con ciò che affermai l’anno scorso. In quel post che hai citato mi limitavo a sottolineare l’asimmetria sessuale, in questo di ieri mi sono spinto oltre analizzando le cause di questa asimmetria che come tutti conveniamo non sono e non possono essere di solo ordine naturale. Detto questo, però, in quella parentesi che ho messo nel post di ieri ho precisato cioè ammesso che nonostante la mia militanza antifemminista da oltre 15 anni, per un anno circa mi sono fatto influenzare erroneamente da tesi sbagliate sul sesso(cioè secondo cui le donne avrebbero scarse voglie sessuali) portate avanti da settori del momas. Del resto ho più volte smontato tesi erronee e assurde sostenute in settori del momas, quali la logica del dominio e la “strategia riproduttiva” come causa dello stupro, quella del femminismo che favorirebbe l’ Eurabia, la Lega Nord “antifemminista”,il complotto “malthusiano”, Giovanni Sartori e le sue scemenze sull’integrazione, il Foglio citato come Bibbia della QM, ecc ecc Sia chiaro, voi siete liberi di sostenere ciò, così come io sono libero di dissentire. Quindi ti chiedo a cosa servono queste vostre frecciate polemiche. Non servono a nulla se non a rafforzare chi dall’esterno ci attacca.
Veniamo ad alcune tue obiezioni.
Il complesso da penetrazione non me lo sono inventato io. L’Invidia Penis è un concetto molto dibattuto tra gli specialisti e di cui da tempo se ne parla non solo tra gli specialisti.Puoi anche non essere d’accordo, ma non puoi dire che è una “mia teoria”.Da dove credi sia nato lo slogan “ogni coito è stupro”? Certo, non tutte le donne sono femministe ma questa concezione riassumibile in quello slogan non è altro che una esasperazione di un sentimento che più o meno tutte le donne si portano dietro, cioè quello di sentirsi oggetto nella penetrazione, in quanto nel coito come femmine vengono penetrate e possedute, insomma assumono un ruolo passivo . E’ normale che sia così, infatti non addebito nessuna colpa alle donne. Questo complesso taspare anche nel loro parlare di sesso allorchè non vogliono che i verbi “scopare” e “trombare” siano volti al passivo in riferimento a loro(guai a dire “sei stata scopata”, devi dire per forza “hai scopato”, il che è assurdo in quanto subire la penetrazione non è un’azione attiva ma passiva e quindi in questo senso va messo il verbo). Oppure quelle tante “filosofie” in merito al sesso sullo sfruttamento del corpo femminile,e di “sessismo” qualora in una pubblicità ci sia una scena di sesso. Ovviamente noi uomini questi complessi non ce li facciamo, perchè nel coito abbiamo un ruolo attivo. Da dove nascono questi complessi se non dalla sensazione di passività da penetrazione nel coito in sè?
” ti rammento innanzitutto che per tradire bisogna essere sempre in due, e che in realta’”
Non è così, perchè le donne quarantenni e cinquantenni(che sono quelle che tradiscono di più) tradiscono i mariti con ragazzi ventenni(purchè energumeni e “fighi”).
“io si’, pertanto posso dirti che sono migliaia, non milioni! ”
ops quindi tu oltre ad andare in tutti i luoghi e posti dei tropici hai anche il dono dell’ ubiquità che ti trovi contemporaneamente in ognuno di questi luoghi e per di più tutto l’anno?
Semmai,nel posto dove vai tu limitato nell’arco di tempo in cui ci sei stato, hai visto “solo migliaia” ma facendo la somma delle donne presenti in tutti i luoghi dei tropici e per di più in un arco di tempo di almeno un anno, ne abbiamo milioni e milioni. Che poi ci vanno anche gli uomini è risaputo, ma un uomo ci va per necessità perchè è a corto di sesso, una donna invece ci va nonostante i tanti corteggiatori che si ritrova in patria, quindi ci va per piacere. Questa è la differenza.
” E soprattutto, quanto di quello che scrivi è farina del tuo sacco?”
Guarda ingegnè,capisco che il fatto che Rino abbia preso posizione pubblica nei miei confronti, faccia rosicare dall’invidia ma ciò non autorizza te nè nessun altro di affermare e di insinuare che ciò che scrivo non sia farina del mio sacco.L’invidia fa male al fegato e non fa guardare oltre. Piuttosto, fai anche tu, voi, come me: apritevi un blog o un sito e diffondete la causa, il forum e le relative sezioni nascoste non possono essere adatte a tale scopo.
XFabrizio e Rita: io non mi riferivo solamente al lato “freudiano” ma intendevo soprattutto in senso metaforico e lato, come ho potuto spiegare anche all’ amico di sopra. Lungi da me spiegare la QM con Freud.
Che Rita non abbia di questi complessi ci credo, e infatti è attivamente contro il femminismo(benchè io non condivida nulla o quasi di ciò che scrive sia qui che sul forum). Ma quante sono le donne(ma anche uomini) che in materia di femminismo e di rapporti tra i sessi la pensano come Rita, cioè che si schierano contro il politicamente corretto femminista? Pochissime(i). Ecco perchè a mio avviso Rita non può portare la sua esperienza e il suo vissuto di donna non femminista come rappresentativo di miliardi di donne. Mi viene in mente una acuta osservazione che fece il nostro amico Marco Pensante sul io,io,io,io,io,io,io,io….
Va ben Raffaele, la mia obiezione era sul collegamento invidia penis/complesso di penetrazione. Se intendi parlare di sessualità femminile c’entra poco il fatto che il mio vissuto di donna sia femminista o anti-femminista. E’ vero che non posso parlare a nome di miliardi di donne, ma magari nemmeno tu puoi addentrarti nelle motivazioni e nel vissuto sessuale di miliardi di donne e mi pare che certe affermazioni in materia siano un po’ troppo teoricamente costruite assemblando metafore, teorie psicologiche e scientifiche, per delineare una forma mentis che ha attinenza solo parziale con la realtà. Nè più nè meno dell’operazione che ha fatto (e continua a fare) il femminismo.
Per esempio che lo stupro sia una “strategia riproduttiva” che peraltro non ha evidentemente riscosso un successo evolutivo in molte specie animali fra cui la nostra non è stato “inventato” negli ambienti MoMas (lo stupro esiste anche fra gli animali in una certa qual percentuale).
http://cono-scienza.fisica.unipd.it/news.php?nid=35
Per esempio (e solo a titolo di esempio e tanto per parlare di una realtà che posso conoscere e sperimentare nella mia fetta di mondo reale) che l’adulterio sia “donna” è molto opinabile. Percentualmente ho conosciuto più ragazze ventenni che se la facevano con quarantenni sposati che non il contrario ad esempio. Nonostante cio’ non mi verrebbe mai in mente di affermare che l’adulterio è “uomo”.
Sia ben chiaro, senza polemica, tra l’altro ringrazio Fabrizo del 10 in “condotta” ma riagganciandomi all’altro argomento tirato in ballo mi verrebbe da parafrasare la mia prima titolare che sosteneva che “chi è bravo a scuola non è detto che sia bravo nel lavoro e nella vita”.
Rita, ti rammento che sullo stupro(e sue cause) fabrizio la pensa come me. Voi siete liberi di pensare alla “strategia riproduttiva”. Francamente non mi va di discutere con chi afferma che chi stupra lo fa per far figli e per diffondere i figli.E’ una grossa menzogna,..come dse l’uomo fosse un distributore automatico di sperma. Non sapete dove certi vostri ragionamenti conducono.. Io e voi di metromaschile siamo su strade e sponde completamente opposte, Rita. Sullo stupro e sulle vostre obiezioni a riguardo vi ho già risposto su questo blog l’anno scorso. Considerazioni le mie approvate anche da Fabrizio. Libera/i di pensarla diversamente a riguardo.. Sia chiaro.
Ti preciso inoltre che io non ho giudicato il vissuto di milardi donne, semplicemente mi sono limitato ad analizzare certi comportamenti che tradiscono un certo sentimento di subordinazione per il ruolo passivo che una femmina gioca nell’ ambito del coito in sè. Certe espressioni e ragionamenti sono eloquenti.
Ciò detto, il tuo modo di porti è invece sempre garbato, argomentativo e dialettico e, come ripeto, anche quando non condividi le posizioni di questo o di quello, ti limiti a rimanere nel merito degli argomenti.
Hai fatto capire, anche se in modo del tutto involontario, a Stefano e a quelli che agiscono come lui come ci si confronta e come si sta in un luogo di discussione.
Fabrizio
va be, ok prendo atto che Raffaele e Fabrizio la pensano uguale sullo stupro, e che questo chiude la discussione anche se mi sfugge l’argomentazione, ma ribadisco comunque che non siamo “noi” (ma noi chi?) a sostenere che lo stupro sia una forma di strategia riproduttiva minoritaria presente in natura. Tanto è vero che ti ho postato un link di uno scienziato che credo abbia nulla a che fare con la Qm e Metromaschile. Teorie antropologiche fortemente contrastate proprio dal femminismo che sullo stupro aveva elaborato la teoria interamente culturale dovuta al dominio maschilista. Ovviamente parlo di “stupro” e non dell’estensione del termine fatto negli ultimi anni che ricomprende anche i ripensamenti postumi. Diciamo nell’accezione che ne dava il vecchio codice Zanardelli –
E comunque hai ragione è inutile discutere, nel momento in cui si taccia di “menzogna” l’argomentazione dell’interlocutore.
E stiamo attenti all’analisi dei “comportamenti” che “tradiscono” i sentimenti. E’ un’arma che vi si rivolta contro con estrema facilità.Se io donna, tanto per fare un esempio, analizzo il comportamento maschile al passaggio di una bella donna che ostenta il suo potere sessuale, ne deduco che se non mi comporto in un determinato modo, rimarrò invisibile ai più. Cosa che poi realmente succede. Che è anche la motivazione di base “naturale” (poi per carità con tutte le sovrastrutture culturali che si vogliono analizzare) con cui una femmina adotta la sua strategia riproduttiva. Possiamo negarlo? No, secondo me. Culturalmente si puo’ modificare? Sì, un pochino sì, secondo me, a patto che non si neghi l’ovvio riconosciuto anche a livello scientifico.
Infatti tendenzialmente, al di là della forma, Stefano ha espresso comunque delle obiezioni “sensate” proprio su questa analisi del comportamento femminile in ambito psicologico. Obiezione espressa da Marco in maniera forse più soft ma che condivido
Sì, gli “scienziati”, gli stessi che dicono che le donne sono più intelligenti degli uomini, più empatiche, più resistenti al dolore..più bla..bla.. dimostrandolo con tanto di prove “scientifiche”.
Quello del dominio e della straegia riproduttiva sono proprio tesi femministe. Se ad un uomo gli attribuiamo insite e potenziali tendenze(di tipo biologico) a riprodursi mediante la forza e la violenza, ecco che vengono confermate le teorie femministe sul “maschio potenzialmente stupratore”. Ma poi come si fa, anche lontanamente, a pensare che un uomo stupri per riprodursi??? E’ ridicolo. Non ho parole.
Poi non capisco perchè riproporre di nuovo questa polemica sull’argomento stupro che tanto casino e polemiche ha provocato tempo sul vostro forum, andando volutamente Off Topic qui in una discussione che verteva su altro.. Anzi capisco. E’ tutto chiaro.
Rino Della Vecchia sul suo blog in merito alle cause dello stupro fece questa osservazione mediante una acuta analogia:
“E’ ovvio. Se uno mi rapina non lo fa per umiliarmi, per mostrarmi il suo potere. Lo fa per i soldi. O si crede che il rapinatore, girato l’angolo, butti il denaro per strada? O che operi come emissario del Club Mondiale dei Rapinatori la cui mission consiste nel manifestare il dominio sui rapinati, fregandosene del denaro?”
Cioè chi stupra lo fa per il fine ultimo del sesso(e non un mezzo), alla stessa stregua del rapinatore la cui azione è finalizzata ad impossessarsi dei soldi. Lo stupratore è un ladro di sesso, non un aspirante inseminatore.
“E’ evidente che il nostro obiettivo, lo abbiamo ripetuto mille volte, è proprio quello di far sì che questi percorsi individuali diventino collettivi. Questa è la grande, direi grandissima sfida, che abbiamo dinanzi a noi. Non avrebbe quindi senso negare quelli che sono i punti di debolezza del “maschile”, proprio per poterli elaborare e superare. E questo è uno di quelli. La capacità cioè di trovare una sano ed equilibrato rapporto con le proprie pulsioni.
Far finta che ciò sia facile non serve a nessuno”
________________
Il fatto, secondo me, è un altro.
Non è che gli uomini non RIESCONO ad affrancarsi.
Non VOGLIONO affrancarsi.
E non è differenza da poco: questo implica che il problema è principalmente di ordine psicologico: il testosterone è l’ alibi.
Marco
vorrei chiederti se per caso Silent ti abbia incaricato di fargli da portavoce, perché l’impressione che mi danno le tue parole è proprio questa.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Senza vena polemica vorrei ricordarti che non ho 10 anni e che so quello che dico . Se raffaele è concorde con me non significa che lui è il mio portavoce.
Raffaele:
>>>
…Ciò che inibisce le donne dalla
Spontaneità e Reciprocità non è quindi la mancanza di voglie sessuali quanto invece la frustrazione e i complessi sul loro ruolo passivo nell’ambito del coito in sè(è il maschio che penetra e possiede, è la femmina che viene penetrata e posseduta). Ciò significa che in una donna alle fisiologiche voglie sessuali si sovrappone, spesso distruttivamente, la frustrazione inconscia(e
non solo inconscia) da Invidia Penis. Quest’ultima, in tale conflittualità,
spesso prende il sopravvento…
… Come se le donne in un certo senso si sentissero bloccate per il timore inconscio di sentirsi oggetto e possedute
dal partner. Ma rimane il fatto che le donne ce l’hanno le voglie sessuali
quindi non possono reprimersele.Come far convivere, quindi, questi due aspetti senza conflittualità?. Nel corso dei millenni le donne sono riuscite man mano a risolvere questo problema apparentemente irrisolvibile, attraverso la Tecnica della Compensazione. Cioè, neutralizzare la frustrazione e il complesso della
penetrazione(un aspetto, fra i tanti, dell’ Invidia Penis) con un qualcosa
altro.
….corteggiamento. Il suo complesso di venir penetrata viene compensato, quindi attutito, dall’atteggiamento servile del maschio che la corteggia.
… e altro.
>>>
Forse è la prima volta in ambito Momas che la questione viene posta
in modo così radicale. L’ipotesi mi trova d’accordo e per questo l’ho sfiorata in Qmdt, dove però non era il caso di approfondirla. Là ho usato affermazioni “stranamente” convergenti di Weininger (misogino) e della de Beauvoir per lanciare e subito lasciare in sospeso un simile inquietante interrogativo: se fosse vero che ogni coito è uno stupro?
Se esistesse davvero nel femminile ad un dato livello (in profondità) o in una data dimensione della psiche, la percezione che ogni incontro è una violazione? La mia opinione è che una simile ipotesi non possa più essere esclusa a priori, per quanto tragiche ne siano le conseguenze nella nostra visione del mondo (e del Cosmo).
E se le cose stanno così, è chiaro che il corteggiamento (in senso esteso) assolve appunto alla funzione indicata da Raffaele.
Con questi interrogativi/ipotesi tocchiamo l’intimità della specie umana (non solo della sua metà femminile) e dei fondamenti della vita in questo universo.
Quanto a me non ho mai voluto aprire questo capitolo, chiuso nel tabernacolo dell’ “Arcana et silenda” (Cose tremende delle quali è bene tacere”). Ma se la questione è emersa, come è di fatto, vuol dire che la stagione è giunta.
Un segno dei tempi.
Qui cmq le pagine dove alludevo all’enigma:
http://questametadellaterra.blogspot.com/2011/02/3614-la-liberazione-sessuale.html
Rino D.V.
stefano
ti rammento innanzitutto che per tradire bisogna essere sempre in due
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Stefano sei stato molto ingenuo con questa frase.
Secondo te, se una donna di punto in bianco prende un pinco pallino qualsiasi e se lo porta a letto, è colpa anche del marito cornuto ?
Se un uomo sposato si lascia invaghire da una pinco pallina di turno, è colpa della moglie ?
Ho letto comunque meglio tutti i post precedenti .
Non capisco questo attacco gratuito a Raffaele, uno dei migliori in assoluto tra i militanti della QM sia che ha dato un contrinuto importantissimo e indispensabile con i suoi interventi e articoli sia qui che nel suo blog. E non a caso gode di credito presso Fabrizio, Antifeminist e Rino. Le sue analisi sullo stupro e la sessualità sono travolgenti e più che corrette. E’ stato l’unico ad avere il coraggio di affrontare il concetto di stupro senza schemi e tabù femministi e politicamente corretti. Affermare che lo stupro sia causato da una volontà di riproduzione a mio avviso non deve essere nemmeno preso in considerazione. Francamente sono basito per questo ennesimo attacco nei suoi confronti.
Rino:
se fosse vero che ogni coito è uno stupro?
Se esistesse davvero nel femminile ad un dato livello (in profondità) o in una data dimensione della psiche, la percezione che ogni incontro è una violazione?
xxxxxxxxxxxxxxxx
e se questa percezione derivasse dal sentire che per il maschile, in profondità, ogni coito è imposizione di violenza, di dominio e volontà di potenza? non volontà di relazione umana ma volontà di penetrare un “oggetto” che finito di usare si puo’ (se non obbligato da regole sociali) buttare via?
Vedi, il punto è che se (e questo me lo confermate voi, un uomo è attratto dal “corpo femminile” non è propriamente attratto da quello che una donna è, ma dall’oggettificazione del corpo – solo dal corpo). In tal caso (e so che queste mie parole hanno la possibilità di essere fraintese) avrebbe avuto ragione l’analisi femminista nel cercare affannosamente di essere qualcosa di più di un oggetto, agli occhi dell’uomo da cui si è attratte. Nell’affannosa ricerca di un ruolo, nel momento in cui tecnologia e benessere vanno a far scemare la figura di madre e rendono inutile la cura. Non ci sarebbe stato altro da fare, altrimenti sarebbe stato il femminile a diventare inutile.
Questa fantasia che non ci sia relazione nella penetrazione se il maschio non la accompagna con litanie a santa Maria Goretti (scusate il ricorso alla metafora e mi protegga la Santa), credo sia una fantasia maschile e femminile di rimozione: all’impeto maschile nel possesso e nel dominio c’è un simmetrico impeto femminile nel medesimo possesso e dominio. Sono due modi speculari di possedere se stessi e l’altro, ovvero di fare esperienza di quel fascinoso noumeno che è la carne che ci costituisce e si costituisce davanti a noi come il misterioso altro di cui cerchiamo l’infinita cifra. Ma tutto questo richiede di accettare il rischio del pieno abbandono, che è forse il punto più alto dell’esperienza della libertà di cui l’orgasmo è l’incarnazione: anche la confidenza e l’intesa tra maschio e femmina, anche quando è tutta e soltanto sul piano affettivo/spirituale, se è vera ed autentica, non è altro che questa esperienza di possesso e abbandono in altra forma “carnale”. L’altro è sempre al di là dell’io, e l’io si scopre sempre l’altro. E lo si deve raggiungere. Che lo si raggiunga con l’impeto della passione sessuale o con l’impeto della passione d’amore spirituale, è sempre una passione, un patire: non è possibile rimuovere l’intrinseca tragica carnalità di questa esperienza che costituisce l’umano. Ciò che è stato tratto dalla carne dell’uno, pur costituendosi come l’altro, è pur sempre l’uno. E quindi dell’altro.
Credo abbia ragione chi dice che la civiltà moderna tema il tragico e dunque l’umano. E ci troviamo oggi masse femminili che hanno perso fiducia e amore nella propria carne e nel proprio cuore. Ne hanno sospetto e paura. E quella, il genere femminile, che un tempo sapeva di essere la potenza e la grandezza, il setting incarnato e illimitato di ogni esperienza di ben essere e libertà e vita, da restituire all’altro per farne scoperta, si vive, paradosso dei paradossi, come un oggetto da mettere a reddito o al potere, e da difendere con questurini e tribunali, manette, accuse, delazioni, crudeltà e frignate ed ogni sorta di infamità da lumpenproletariat. A mio parere “donna oggetto” non è giudizio maschile sulla donna, ma è giudizio femminile, un’accusa che è un’autoaccusa.
A mio parere “donna oggetto” non è giudizio maschile sulla donna, ma è giudizio femminile, un’accusa che è un’autoaccusa.
infatti: e, a mio parere, che il corteggiamento (e un giorno o l’altro bisognerà anche specificare cosa si intende, perchè a mio parere, ne diamo interpretazioni diverse ed ognuno – a seconda di quello che gli pesa o di quello che la gratifica – vi fa cadere azioni diverse) sia uno specie di pedaggio preteso per compensare una frustrazione alla penetrazione dovuta alla rabbia della propria passività nell’atto sessuale è un giudizio tutto maschile di rimozione non so di che cosa, questo lo lascio raccontare a voi.
La cercherei in altre motivazioni: per quanto mi riguarda e per la mia esperienza femminile – per quanto ovviamente individualmente limitata a me e alla narrazione di altre femmine – è (anche) un modo di capire che agli occhi di quell’uomo ho una certa “qualità” oltre che facente parte della quantità. Il discorso è troppo lungo e sicuramente non esauribile in due parole, ma, secondo me, siete fuori strada – ancorchè l’analisi sia pienamente approvata da Rino- Antifeminist e Fabrizio come dice Silent. Nè puo’ essere una prova di quest’analisi uno slogan femminista che non appartiene alla generalità delle donne.
Detto questo mi spiace che Raffaele abbia travisato, dato che non volevo portare off topic il 3D ma ho semplicemente ribattuto a punti delle sue analisi che non erano, a mio avviso corrette, ma fuorvianti. Ma “strategia riproduttiva” piaccia o meno è quello che è alla base del desiderio sessuale maschile e/o femminile, quindi non è assolutamente in contrasto inquadrare lo stupratore come “ladro di sesso” e ricondurlo ad una strategia riproduttiva delle origini, anzi direi che è praticamente la stessa cosa, e lontano anni-luce dalla teoria di “sesso per volontà di dominio” Credo che nel momento in cui si fa del normale sesso nessuno di noi pensa ad inseminare e nemmeno ad essere inseminata, (dato che anzi la paura della gravidanza è proprio uno di quei fattori che possono bloccare l’abbandono di cui parla Cesare) ma il sesso è stato separato dalla riproduzione soltanto quarant’anni fa. Diversamente a quello serviva
Forse è la prima volta in ambito Momas che la questione viene posta
in modo così radicale. L’ipotesi mi trova d’accordo e per questo l’ho sfiorata in Qmdt, dove però non era il caso di approfondirla. Là ho usato affermazioni “stranamente” convergenti di Weininger (misogino) e della de Beauvoir per lanciare e subito lasciare in sospeso un simile inquietante interrogativo: se fosse vero che ogni coito è uno stupro? (Rino)
______________________
Rino, io credo sarebbe il caso di non esagerare con certe forzatissime ipotesi, che rischiano di far scadere la questione nel ridicolo. Io ho quarant’anni, per un breve periodo sono stato sposato (per fortuna non ho figli) e in passato ho avuto le mie storie (non tante ma neanche poche), di conseguenza posso affermare di conoscere abbastanza bene le donne e se c’è un problema che non ho mai riscontrato in loro è il “complesso di essere penetrate”.
Anzi, posso assicurarti che quando una donna è realmente attratta o innamorata di un uomo, desidera fortemente essere penetrata da lui. Perciò eviterei l’avventurarsi in territori sconosciuti a noi uomini, dato che, come tali, non sappiamo proprio nulla dell’esperienza psico-emotiva femminile (e viceversa). Secondo me, se le donne sono meno attratte dal sesso occasionale (quello da una botta e via) è a causa di un mix di motivi, fra i quali quelli evidenziati da Rita e Stefano: ossia una minor pulsione sessuale (che è questione ben diversa dal desiderio di sesso col proprio uomo), la paura di violenze e di restare incinte, a cui aggiungerei il maggior rischio di contrarre malattie a trasmissione sessuale.
____________
Stefano sei stato molto ingenuo con questa frase.
Secondo te, se una donna di punto in bianco prende un pinco pallino qualsiasi e se lo porta a letto, è colpa anche del marito cornuto ?
Se un uomo sposato si lascia invaghire da una pinco pallina di turno, è colpa della moglie ? (Silent Hill)
_______________
A me sembra che Stefano abbia voluto sostenere qualcosa di differente, ovvero che è difficilissimo stabilire con esattezza chi è che tradisce di più fra uomo e donna, perché l’uno/a ha sempre bisogno dell’altra/o per farlo.
Certo, poi c’è chi è sposato oppure no, c’è chi è fidanzato e chi non lo è, ma è proprio per questo che certe statistiche sono più che opinabili. Per esempio, io stesso, nel periodo in cui ero sposato, ho tradito mia moglie con una collega di lavoro, ma non perché fosse “colpa sua” (cioè di mia moglie), bensì perché provavo una fortissima attrazione fisica verso la mia collega. Può pure darsi che la mia ex abbia fatto altrettanto, ma non è che me ne importi un granché; anzi, niente.
“ancorchè l’analisi sia pienamente approvata da Rino- Antifeminist e Fabrizio come dice Silent” (Rita).
Rita, cerchiamo di non fare confusione. Silent non ha fatto menzione di nessuna analisi su nessun tema specifico e si è limitato a pronunciare queste parole che riporto testualmente:” E non a caso gode di credito presso Fabrizio, Antifeminist e Rino… (riferendosi a Raffaele)
Mi sembra anche singolare, dopo averne parlato in più di un’occasione, che il sottoscritto debba ribadire le sue posizioni su argomenti più e più volte affrontati. Peraltro il tema del “corteggiamento”, è stato da me affrontato, oltre che in numerosi articoli e ancor più numerosi commenti sul blog, anche nel mio libro “Le donne: una rivoluzione mai nata” nel capitolo “Una contrattazione non dichiarata” (pag. 117), per chi lo avesse letto.
Francamente ritengo superfluo tornare per l’ennesima volta sul tema. Non ho mai sostenuto che il corteggiamento sia “una specie di pedaggio preteso per compensare una frustrazione alla penetrazione dovuta alla rabbia della propria passività nell’atto sessuale…“ (Rita).
Sono d’accordissimo sul fatto che sia un pedaggio, anche molto ipocrita e strumentale, se è per questo, che gli uomini sono costretti a pagare, ma non ho mai pensato né sostenuto che la causa di questo sia da individuare nella “frustrazione da penetrazione dovuta alla rabbia della propria passività nell’atto sessuale”. Questa è, se mai, la posizione espressa da Raffaele in uno dei suoi ultimi post, e ripresa in modo critico da te (Rita), ma certamente non la mia.
Lo stesso Raffaele, per la verità, ha affermato che la mia posizione e quella di Rino coinciderebbero con la sua ma in tema di violenza sessuale. Questo è senz’altro vero, per lo meno per quanto mi riguarda, se ci riferiamo alle modalità con cui la questione viene affrontata (non da noi ma dal “sistema”, nelle sue varie diramazioni) dal punto di vista legislativo, giudiziario, politico, e soprattutto mediatico e culturale. A tal proposito sottoscrivo in toto l’articolo “Giustizia di classe e di genere” a firma di Raffaele nello spazio dei contributi (che sposterò nello spazio degli articoli perché lo ritengo del tutto in linea con la linea politica del MUB).
Ma questo non significa che le nostre interpretazioni coincidano anche dal punto di vista dell’analisi delle cause e delle ragioni della violenza sessuale. E questo per una semplice motivo, e cioè perché non ne abbiamo mai discusso, se si eccettuano alcuni commenti diversi mesi fa, mi pare nell’ambito degli articoli “Guardare e non toccare” e “Prostituzione: ideologie diverse ma stessa ipocrisia
Sarebbe quindi improprio affermare che le posizioni di Raffaele, di Rino e del sottoscritto coincidano, semplicemente perché non c’è stato modo di confrontarle. Molto probabilmente mi prenderò la briga e l’impegno di esprimere la mia opinione nel merito perché è evidente che il tema non può essere procrastinato.
A questo punto però, onde evitare fraintendimenti, è bene chiarire due punti fondamentali.
Il primo: nel blog, cioè nello spazio dei commenti, ciascuno/a parla per sé ed è bene che non tiri per la giacchetta questo/a o quello/a, chiunque sia.
Il secondo: la linea politica, la strategia, la filosofia e l’orizzonte ideale e culturale del Movimento degli Uomini Beta si evincono dagli articoli pubblicati sulla homepage, nello spazio degli “articoli” e in quello degli editoriali” e non nei commenti di questo/a nel blog.
E’ singolare che lo debba ribadire per l’ennesima volta proprio in questo frangente a due veterani della QM come te e Raffaele, ma tant’è. Atteniamoci ai fatti e alle regole.
Chiedo quindi a tutti/e uno scatto di maturità perché è evidente che per una serie di ragioni che a mio avviso non hanno nulla a che vedere con il sito degli Uomini Beta e i temi ivi trattati, la discussione si sta avvitando su se stessa e soprattutto rischia di diventare strumentale e funzionale a quelle ragioni di cui sopra. Il tutto è iniziato con quel post di Stefano indirizzato a Raffaele ed è poi proseguito tra questi e Rita, anche se con forme e modalità meno palesemente conflittuali.
Evitiamo quindi strascichi e/o polemiche che non hanno NULLA a che fare con questo sito e riprendiamo il dibattito con la chiarezza e la trasparenza che normalmente lo contraddistinguono. Il sottoscritto non ha nessuna intenzione di perdere energie e tempo con questioni che non lo riguardano e che soprattutto non riguardano il Movimento degli Uomini Beta.
Fabrizio
E’ come se le donne occidentali, si fossero dimenticate che il loro stesso e solo apparire proprio nella pienezza del loro essere donne, nella loro propria specifica diversità, è l’apparire nella dimensione dell’essere di ciò il cui significato/senso è illimitato e non dicibile così che ne nasce una infinita narrazione maschile. Se questo è ciò che sta dietro al termine “donna oggetto”, ovvero il mistero dell’alterità fattasi carne, se è questo “ciò che è dato” che si rimuove e si rifiuta ed è motivo dello scandalo che ne viene menato dalle “femmes savantes” e dai maschi pentiti, se l’opposto bene è siamo tutti “uguagli” e la conseguente omologazione, allora è lecita la seguente provocazione: la donna è realtà troppo importante per essere lasciata alle donne che non sanno che significa esserlo e ai maschi che ne rimuovono la diversità. Pertanto care donne fidatevi dei maschi e ridate loro la parola sul femminile: loro sì che hanno la intuizione di quanto vale l’alterità femminile e sanno che farsene: è per una via misteriosa anche loro “costola”. E aggiungo ancora che la miseria più grande di una civiltà e la sua più grande fragilità, non è data dalla mancanza di dollari a disposizione dei singoli ogni giorno, ma dalla perdita del femminile, ragion per cui nessuno in fondo ha più voglia di darsene cura, nè di procurarsi un dollaro di più.
ok Fabrizio,scusa, ho letto male, visto che c’è stato evidentemente più di un richiamo a voi. L’utilizzo dell’argumentum ab auctoritate ogni tanto crea questi inconvenienti..
xxxxxxxxxxxxxxxxxxx
Cesare:
la donna è realtà troppo importante per essere lasciata alle donne che non sanno che significa esserlo e ai maschi che ne rimuovono la diversità. Pertanto care donne fidatevi dei maschi e ridate loro la parola sul femminile: loro sì che hanno la intuizione di quanto vale l’alterità femminile e sanno che farsene:
xxxxxxxxx
non è che ho compreso molto bene la provocazione: mi verrebbe da dire che la parola sul femminile i maschi la possono dire per quanto riguarda quello che è il loro desiderio di femminile. E credo che siamo qui per questo. Perlomeno mi pare che il muoversi verso le opinioni dell’altra parte, verso il pensiero, le aspettative, le esigenze dell’altro sta a significare la volontà dell’incontro (nel senso di venirsi incontro).
E poi anche l’uomo è una realtà molto importante. Credo che l’obiettivo sia proprio lasciare la parola al maschile sul maschile.
“se fosse vero che ogni coito è uno stupro?”
_________________
Per l’ uomo, sicuramente, dato quello che deve fare per ottenerlo.
Allo stato attuale, il coito altro non è che l’ atto con il quale l’ uomo mette la donna nella condizione di stuprargli il cervello e il portafogli.
Più che di “invidia penis” io farei riferimento a un “complesso di inferiorità” per spiegare l’ostilità, il desiderio di rivalsa e di ridicolizzazione dell’altro sesso che contraddistingue l’operare di non poche donne occidentali, che però ben si cela, ed è questo il capolavoro, dietro la battaglia per ” i diritti delle donne”. Ancora una volta per riuscire a cogliere quel poco di verità che ci è concessa, occorre strappare quel velo di ipocrisia che la avvolge. Così come appare ridicolo non attrbuire, per fare un esempio, a Berlusconi l’utilizzo del potere politico anche per scopi di puro tornaconto personale, altrettanto ridicolo appare non cogliere questi aspetti nel modo di operare femminista. Ma tant’è, così va il mondo.
Ma da dove deriva questo complesso di inferiorità? E’ chiaro, a mio avviso, che esso nasce, si alimenta, prospera ed è funzionale, come già più volte ripetuto, all’attuale configurazione della società occidentale avanzata che ha nella celebrazione del potere e nella denigrazione del debole due fra i suoi principali esiti e strumenti di conservazione. E se la celebrazione del potere molto spesso crea arroganza, senso di superiorità, la denigrazione del debole sviluppa molto spesso invidia, senso di inferiorità per ciò che non si possiede. E’ chiaro che in riferimento alle donne questa “debolezza” non è da intendersi in senso socio-economico o legislativo, bensì in senso culturale: è quel presente o passato opera maschile nelle sue più vistose manifestazioni, nel bene e nel male, che dà fastidio e dinanzi al quale il ruolo, marginale, femminile, in verità assai prezioso ma non per la forma mentis occidentale, va giustificato, ammettendo o una diversa propensione femminile, volta più verso la dimensione della “cura”, o negandola a favore di un’oppressione operata ai suoi danni, nel passato e nel presente, ovviamente dall’altro sesso, tesi sposata dalla nostra società.
In una società in cui il potere e il “successo” non venissero celebrati a dismisura, come invece accade nella nostra, anche questo modo di essere si ridimensionerebbe fino a quasi scomparire, probabilmente, perchè chiunque troverebbe il riconoscimento che merita nel suo diverso contributo,anche appartato, silenzioso, offerto alla società. Ma in una realtà in cui gli “eroi” sono politici corrotti, “sportivi” viziati e strapieni di soldi, in cui viene celebrata solo la “visibilità” e il raggiungimento dei gradini più elevati, in termini di potere, della società, siamo ben lontani dal raggiungimento dell’obiettivo. Così in sostanza non crea indignazione che un calciatore camerunense stipendiato a peso d’oro dal petroliere milanese viva in una suite da 2.500 euro al giorno, mentre i suoi connazionali o su di lì muoiano a decine perchè stipati a centinaia in barconi malmessi durante i tragitti della disperazione. E’ tutto normale quando ad andarsene sono i “perdenti”.
“Anzi, posso assicurarti che quando una donna è realmente attratta o innamorata di un uomo, desidera fortemente essere penetrata da lui. “(Andrea)
Io e Rino ti abbiamo spiegato che vi è un fattore di compensazione(spesso il corteggiamento) ad annullare questo complesso. Una volta compensato ovvio che in quella circostanza e con quel determinato partner tale complesso viene almeno attutito.
” Percentualmente ho conosciuto più ragazze ventenni che se la facevano con quarantenni sposati che non il contrario ad esempio.”(rita)
Con la differenza di non da poco che una donna matura sposata ha centomila possibilità di probabilità maggiori di trovare un partener giovane rispetto a quanto non abbia un uomo maturo sposato di trovare sesso con una ragazza ventenne. Ergo, se ne traggano le conclusioni. Ma la gente continua a pensare che gli uomini siano grandi trombatori adulteri.
“Sarebbe quindi improprio affermare che le posizioni di Raffaele, di Rino e del sottoscritto coincidano, semplicemente perché non c’è stato modo di confrontarle”
Veramente sulle cause dello stupro ne abbiamo già discusso qui su questo blog l’anno scorso e c’è stata ampia e totale convergenza(tra me,te, il grande LUke Cage e qualcun altro).
L’analisi sulle cause dello stupro non è una questione secondaria ma primaria e fondamentale perchè come spiegai l’altra volta in base alla causa che si ascrive ad un determinato reato scaturiscono determinati atteggiamenti popolari e di conseguenza i suoi risvolti giuridici e giudiziari.
Una cosa per Rita, infine: puoi ignorarmi per favore? Io ignoro te, cerca di fare altrettanto tu con me. Fabrizio non lo sa perchè non visita il forum, qui non siamo sul vostro forum in cui vi prendete la libertà di ridicolizzare e contrastare la mia persona e le mie idee oltre che ingiuriarmi e diffamarmi.
sandro:
“se fosse vero che ogni coito è uno stupro?”
_________________
Per l’ uomo, sicuramente, dato quello che deve fare per ottenerlo.
Allo stato attuale, il coito altro non è che l’ atto con il quale l’ uomo mette la donna nella condizione di stuprargli il cervello e il portafogli.
————————————————————-
Vero.
Capisco che la penetrazione (per una vergine) può essere considerata uno stupro, ma alla fine penetrare una donna diventa per un uomo un prezzo troppo alto e umiliante: credo molti, in compagnia di una donna si sono illusi, dopo baci, abbracci…di un avere un bel coito, e invece al dunque si rimane noi con il nostro coso in erezione come degli imbecilli.
Io e Rino ti abbiamo spiegato che vi è un fattore di compensazione(spesso il corteggiamento) ad annullare questo complesso. Una volta compensato ovvio che in quella circostanza e con quel determinato partner tale complesso viene almeno attutito. (raffaele)
____________________
Posso dissentire? Posso essere in disaccordo? Penso di sì, pertanto mi ripeto: non condivido assolutamente niente di quanto affermate.
Rita il senso della mia provocazione è questo:
sono convinto che tanta parte del femminismo nasca da una femminile misoginia sfrenata (il retropensiero che essere donna è una malattia e pure grave) che si traduce nel paradosso, tuttavia reale e politicamente operante, di una lobby, ahimè vincente, di misandriche che guidano masse femminili all’attacco dei maschi nello sforzo di proporsi come la incarnazione migliore della maschilità. Nella nostra società, con l’entusiasmo travolgente del mainstream del femminismo reale, c’è un’altra dimensione davvero impolyticall correct ed è la femminilità. Basta rilevare fra i tanti aspetti costitutivi della femminilità, in che condizioni è stata ridotta la maternità (soprattutto nel vissuto soggettivo della donna), a quali diagnosi di patologia psichiatrica sono sottoposte le attitudini femminili alla emotività, all’accoglienza e alla passività, quali terapie farmacologiche e chirurgiche si accaniscono a “correggere” la fisiologia e l’aspetto femminile, a quale derisione colpevolizzante è sottoposta la cura dei figli e la loro educazione affettiva. Dopo anni di femminismo a mio avviso si è costruita una società dove l’unico modello accettato di femminilità è quello che più si avvicina alla caricatura del modello maschile.
Voglio più semplicemente dire che nella mia esperienza ho visto molti più maschi apprezzare il femminile, la maternità, l’emotività, l’accoglienza, la passività (che è l’altra potentissima forma che assume la forza dell’agire), i ritmi della fisiologia femminile, il fascino delle “imperfezioni estetiche caratterizzanti”, la dedizione e la cura educativa, e quant’altro costituisce l’alterità femminile, e raccontare pertanto con devozione ed entusiasmo il femminile, che non donne. Del resto si spiega benissimo: i nostri occhi vi vedono da un punto di vista esterno, oggettivo, come siete, e soprattutto con istintiva grandissima partecipazione, comprensione e cura. Il che poeticamente tradotto nostra costola, amatissima.
“Dopo anni di femminismo a mio avviso si è costruita una società dove l’unico modello accettato di femminilità è quello che più si avvicina alla caricatura del modello maschile”. (Cesare)
Attenzione Cesare, perché questo è proprio ciò che sostiene (ipocritamente) il femminismo, il quale attribuisce al “maschilismo” e al “maschile” i comportamenti largamente diffusi e a mio avviso decisamente maggioritari del “femminile attuale”.
E invece è proprio questa la contraddizione fondamentale di cui loro stesse (le femministe) sono consapevoli. Ed è per questo che sono costrette a negarla e ad occultarla rimpallando le responsabilità di ciò che sta avvenendo (processo di auto mercificazione selvaggia e di massa, diretta o indiretta, pratica o concettuale, psicologica e culturale, assunzione di modelli culturali maschili – dicono loro – carriera, potere ecc.) sugli uomini.
Donna manager o in carriera?: scopiazzamento dei comportamenti maschili di sempre;
donna mercificata?: succube della volontà maschile che la vuole “smutandata” e “donna oggetto”;
donna violenta o addirittura assassina? È di fatto un maschio, solo fisiologicamente è donna (la violenza è sempre maschile, concettualmente parlando…).
E così via…
Il problema, a mio parere è estremamente più complesso e tira in ballo l’intero genere femminile, sotto vari e diversi profili.
Non condivido affatto la logica della minoranza femminista “cattiva” e della maggioranza del femminile “buono”. Sarebbe troppo facile e anche bello, caro Cesare, ma così non è, purtroppo… La questione, ahinoi, è molto più complicata e scomoda di come la vedi.
Co tornerò, comunque, spero prestissimo, quando avrò più tempo, con un post o un articolo ad hoc, perché il tema sollevato è di fondamentale importanza e riguarda naturalmente il nostro modo di approcciare la questione.
Fabrizio
“Il problema, a mio parere è estremamente più complesso e tira in ballo l’intero genere femminile, sotto vari e diversi profili. Non condivido affatto la logica della minoranza femminista “cattiva” e della maggioranza del femminile “buono”. Sarebbe troppo facile”
_______________
Concordo: è l’ errore più grande che possiamo fare.
Il problema è che il femminile ha delle ombre enormi, e le più macroscopiche riguardano il rapporto con il maschile.
Il femminismo ha semplicemente fatto leva su di un’ ostilità di fondo che per millenni è stata occultata dalla necessità: se volevano campare dovevano appoggiarsi ad un uomo, c’era poco da fare, e così facevano buon viso a cattivo gioco.
Oggi che il progresso le ha messe in condizione di cavarsela pure senza gli uomini, tale ostilità è emersa in tutta la sua evidenza.
Del resto, anche nei tempi passati, così come oggi, hanno sempre privilegiato il rapporto con gli uomini più aggressivi ed ostili nei confronti degli altri uomini.
Non è anche questa una forma di ostilità verso il maschile, sebbene per interposta persona?
Oggi noi siamo chiamati a fare i conti con una verità scomoda, che tanti di noi non vogliono accettare, ed ecco che viene fuori l’ alibi del testosterone.
Ma si tratta, appunto, di un alibi: nel momento in cui uno accetta quella che è la realtà del femminile, ogni desiderio di rapportarsi con esso viene meno, e garantisco per esperienza personale che a quel punto, non è proprio necessario nessuno sforzo: il problema è di carattere psicologico, gli ormoni c’ entrano poco.
Nel momento in cui uno vede una donna come un qualcosa di ostile e potenzialmente dannoso, hai voglia ad ammiccare e a provocare, non c’è trippa per gatti.
Provate ad immaginarvi in una situazione di questo tipo: una donna vi provoca insistentemente per avere un rapporto sessuale, ma voi siete a conoscenza del fatto che ha l’ aids e l’ epatite c.
Ve la trombereste ugualmente? io credo di no, probabilmente, di fronte al pericolo del contagio, vi passerebbe qualsiasi istinto.
Ecco, questa è la dimostrazione che il cervello conta di più del cazzo, checché se ne dica.
Alessandro
****************************
Ma da dove deriva questo complesso di inferiorità? E’ chiaro, a mio avviso, che esso nasce, si alimenta, prospera ed è funzionale, come già più volte ripetuto, all’attuale configurazione della società occidentale avanzata che ha nella celebrazione del potere e nella denigrazione del debole due fra i suoi principali esiti e strumenti di conservazione.
*****************************
Premesso che la mia è soltanto un’opinione personale, credo che l’origine di certi complessi di inferiorità femminili non sia da ricercare nell’odierna società occidentale, bensì nel loro corpo, nell’inferiorità fisica, nel fatto che moltissime donne vorrebbero essere forti e prestanti come gli uomini.
Tutto il resto è consequenziale.
non ho seguito molto la discussione avendo dei problemi al pc, ed ho letto abbastanza frettolosamente i commenti ma, a caldo, posso essere d’accordo con Alessandro …Non per niente, a conferma di quello che scrive, posso portare ad esempio il personaggio di Fantozzi ,che io trovo veramente ben fatto ….Ma questo personaggio che lavora e cerca di mantenere con il suo lavoro la sua famiglia, alla maggior parte delle donne non piace, perchè appunto fa parte della categoria dei “perdenti” come gli uomini beta ….
…
un altro esempio che posso portare è quello che ho letto, nei vari portali come yahoo e libero che mettono in risalto le notizie di gossip, è che Raffaela Fico ha perso la verginità con Cristiano Ronaldo (a proposito di calciatori ), praticamente con il primo operaio che passava per caso
Che sia vero o no credo che importi poco. Certo il punto essenziale è proprio la ricerca della VISIBILITA’ ….
Concordo inoltre che se a tutto questo fosse non data troppa importanza, ci sarebbe un livellamento tra i due generi e sarebbe dato più importanza ad una vera e propria lotta di classe…
Infine concordo al 100% con quello che scrive Sandro con l’ultima frase e con quello che ha scritto in qualche post più datato: siamo uomini dotati di cervello e non dei pupazzi pieni di testoterone.
1- Rita 1, citandomi:
>>
…se fosse vero che ogni coito è uno stupro?
Se esistesse davvero nel femminile ad un dato livello (in profondità) o in una data dimensione della psiche, la percezione che ogni incontro è una violazione?
>>
…aggiunge:
>>
…e se questa percezione derivasse dal sentire che per il maschile, in profondità, ogni coito è imposizione di violenza, di dominio e volontà di potenza? non volontà di relazione umana ma volontà di penetrare un “oggetto” che finito di usare si puo’ …buttare via?
Vedi, il punto è che se ..un uomo è attratto dal “corpo femminile” non è propriamente attratto da quello che una donna è, ma dall’oggettificazione del corpo – solo dal corpo…
…avrebbe avuto ragione l’analisi femminista nel cercare affannosamente di essere qualcosa di più di un oggetto, agli occhi dell’uomo da cui si è attratte
>>
In queste tue considerazioni il focus è centrato sulle intenzioni del maschio, che però non hanno nulla a che vedere con lo stupro il quale è (e non dovrebbe essere altro) che “violazione della volontà femminile” a prescindere dalle intenzioni maschili.
Ho più volte messo in risalto questo aspetto, questo scivolamento dal fatto in sé (la violazione della volontà femminile) alle intenzioni che muoverebbero il maschio.
Ne emergono dei paradossi sconcertanti: se io interpretassi/vivessi un incontro come “esercizio di violenza, di dominio e volontà di potenza” ma la partner lo gradisse, questo rapporto, che non sarebbe stupro (perché non viene violata la volontà femminile) lo diverrebbe cmq, perché le mie intenzioni lo trasformerebbero in crimine.
Al tempo stesso le mie intenzioni, se invece sono positive, non contano nulla: se lei non lo vuole il rapporto è stupro, a prescindere dalle mie intenzioni.
E’ allo lo scopo di eliminare la buona fede maschile che il femminismo ha centrato il fuoco sulle intenzioni, sul vissuto interiore del maschio ricostruendolo secondo questa linea: se il rapporto a me (donna) non va, allora lui ha intenzioni criminali. Se invece mi è gradito allora lui non aveva cattive intenzioni. Scopi ed effetti di questo delirio sono evidentissimi.
2 – Rita 2
>>…avrebbe avuto ragione l’analisi femminista nel cercare affannosamente di essere qualcosa di più di un oggetto, agli occhi dell’uomo da cui si è attratte
>>
Che D sia per U solo un oggetto è una costruzione del femminismo, come ha benissimo detto Cesare: una esigenza che nasce da una percezione deformata della visione maschile da parte del femminile. A meno che con “oggetto” si intenda un essere al quale dare per avere. Ma in questo non c’è differenza tra DD e UU. Entrambi sono reciprocamente oggetti e reciprocamente si usano. L’usa e getta non è una tentazione latente solo in M, lo è anche in F, dopo che la relazione ne ha soddisfatto i bisogni (che sono diversi, ma pur sempre bisogni). Basta considerare i divorzi e chi massimamente li promuove. Un usa e getta su tempi più lunghi, ma niente di diverso.
3- “…se fosse vero che ogni coito è uno stupro?” è appunto una domanda, non un’affermazione perentoria o la proclamazione di un dogma. E’ un’ipotesi poco piacevole che getta un’ombra scura sull’intera relazione F/M e su qualcosa di più profondo. Ma ha qualche fondamento.
Non è un slogan inventato dai maschi e non è neanche concepibile che i maschi lo inventino (che io sappia non è mai stato cassato pubblicamente e condannato da nessuna donna, fatto forse marginale, ma cmq innegabile).
Il mito delle Amazzoni non ha un equivalente maschile simmetrico, perché non può averlo. Là le DD fanno sesso solo per riprodursi, lo subiscono come una costrizione (di cui liberarsi, ovviamente, visto che è una costrizione). Questo particolare non viene neanche commentato, come se lo si desse per ovvio.
A suo tempo ci si aspettava che il fidanzato “rispettasse” la morosa fino al matrimonio. Dopodiché poteva farci del sesso (insomma: poteva …profanarla…) . Il simmetrico giudizio non è mai esistito, come se non esistesse la simmetrica prospettiva. E infatti non esiste.
Fatterelli (tra molti altri) che possono essere letti come emersione di una verità più profonda. In estrema sintesi: se (come dicono) F è la Materia ed M è la forza che le dà una Forma, allora non stupisce immaginare che ogni gesto/atto con cui la Materia prende forma, sia da essa percepito, sentito e vissuto come violenza. E che questo sentimento trasudi nella storia ed emerga apertamente oggi con quel terribile slogan.
Se è vero, come è, che il rapporto è sempre un ingresso nell’intimo del corpo altrui, una invasione, allora è possibile che questa invasione non smetta mai di essere percepita come tale e per quanto grande sia la passione femminile (in quel particolare frangente) quella traccia rimanga come residuo, come sfumatura nello sfondo e che non evapori mai del tutto.
3- Fatti soggettivi e fatti strutturali, coscienza e inconscio.
Le mie osservazioni riguardano il fatto strutturale/inconscio e non quello soggettivo/cosciente. Così il fatto che una D o mille o miliardi non si sentano stuprate dall’amante, non intacca l’ipotesi. Il sentimento soggettivo conscio è esso stesso soggetto a leggi, a censure, a filtri inconsci. Lo stesso dicasi del maschio che nella ricerca del coito non si pone il problema della conservazione della specie. Anzi quasi sempre cerca di evitare questo spiacevole effetto. E’ la specie che ha inventato la tremenda pulsione maschile per garantirsi la durata nei millenni (non certo per il piacere del maschio che pur lo prova soggettivamente/consciamente).
In sostanza sto ripetendo quel che ho scritto in Qmdt.
http://questametadellaterra.blogspot.com/2011/01/335-la-guerra-dello-stupro.html
Rino D.V.
scusa ma a me sembra che in sostanza tu dica:
-che la specie per la riproduzione, ha donato una maggior voglia sessuale agli uomini e l’istinto di maternità alle donne.
-che la donna quindi ha, nel suo inconscio, ancorchè lo superi nella passione, una certa “repulsione” per l’atto sessuale.
E di qui si creerebbe i meccanismi di compensazione: passi per il corteggiamento (anche se a me pare più un riconoscimento di qualità sapendo che gli uomini tendono di più a ricercare la quantità), ma la ricerca di avventure sessuali esotiche non mi paiono indice di compensazione per il complesso dello stupro.
Se poi è così, significherebbe che ha voglie sessuali quasi inesistenti non che le ha ma le reprime. Questa teoria del “ci godo ma mi c’incacchio” mi pare un po’ tirata per i capelli, senza offesa.
la frase “rispettarla prima del matrimonio” io l’ho sempre vista più come una forma di cautela maschile. Che una donna “violata” non fosse più molto ricercata un tempo, anzi fosse destinata più facilmente di un’altra a rimanere sola. Che parecchi uomini abbiano ancora la concezione che “se me la dà la prima sera non è una ragazza da sposare” o “non è sincera chi la da la prima sera ”
induce necessariamente nell’animo femminile anche questo interrogativo.. se lo scopo primario di una donna non è il sesso occasionale ma una relazione duratura, si puo’ anche capire perchè “inconsciamente” non ci si lascia andare così facilmente.
Per cui io ti rispetto perchè so che se mi succedesse qualcosa di qui al matrimonio, avresti meno probabilità di rifarti una vita. Se vogliamo io la vedo come una forma d’amore molto alta di un uomo verso la donna che ha scelto come compagna di vita. C’è un bellissimo racconto di Guareschi su questo, “Toni” in cui un contrabbandiere piombato in un canalone dopo un inseguimento da parte delle guardie di frontiera, ha come ultimo desiderio quello di sposare la ragazza per non lasciarla “disonorata”, e resta vivo fino a quando non gli portano la ragazza e il prete, che li sposa urlando dall’orlo del precipizio la formula di rito.
Boh, in base alla mia esperienza di vita, posso dire che quelli afflitti da complessi di inferiorità verso l’altro sesso, sono molto più frequentemente i maschi che le femmine, soprattutto nell’ambito delle relazioni sessuali e affettive.
Il fatto stesso di dover avere l’erezione (che non va a comando) e pertanto il rischio di poter “fallire”, fa sì che dal punto di vista psicologico ed emotivo, sia l’uomo ad essere in posizione subordinata e non la donna. Per esempio, se io mi avvicino ad una donna pieno di ansia, al 100% non avrò un’erezione o, comunque, non riuscirò a mantenerla.
Di conseguenza correrò un rischio altissimo di essere lasciato. Viceversa, una donna ansiosa potrà fingere un piacere che non prova, per motivi che non credo di dover spiegare.
Marco
Il fatto stesso di dover avere l’erezione (che non va a comando) e pertanto il rischio di poter “fallire”, fa sì che dal punto di vista psicologico ed emotivo, sia l’uomo ad essere in posizione subordinata e non la donna.
————————————————————————–
E allora perché non ci vengono incontro? Invece fanno del tutto per svalutare gli uomini: prova a vantarti di essere maschio, vedrai che ti faranno a pezzi, con insulti che tenderanno a sminuire la tua sicurezza in te stesso e nel tuo sesso. Poi è normale che si verifica l’insicurezza maschile che hai descritto.
Riguardo allo stupro, può avere motivi diversi, uno potrebbe essere la volontà maschile violata dai tanti rifiuti (in contrapposizione alla volontà violata delle femmine che essendo passive hanno più credito) e umiliazioni, in un mondo che insulta i perdenti con le donne.
@ Leonardo – E allora perché non ci vengono incontro?
@@
Scusa Leonardo, ma non ne abbiamo già parlato un migliaio di volte?
>
@ Leonardo – Invece fanno del tutto per svalutare gli uomini: prova a vantarti di essere maschio, vedrai che ti faranno a pezzi, con insulti che tenderanno a sminuire la tua sicurezza in te stesso e nel tuo sesso.
@@
Ascolta, che in genere le donne tendano a svalutare i propri connazionali è risaputo; tuttavia, a livello strettamente personale, non mi è mai capitato di essere “fatto a pezzi”. Anzi, posso assicurarti che in qualche occasione sono stato io a fare “a pezzi” (psicologicamente) delle donne. Casomai mi è capitato di fare cilecca con delle donne e per questa ragione è finita lì. Perciò cerchiamo di non esagerare, caro Leonardo, perché certi atteggiamenti femminili dipendono molto dal modo di porsi e di parlare dei loro interlocutori. Le insicurezze alle quali faccio riferimento io, sono principalmente indotte dai sessuologi, dagli psicologi e dagli andrologi, tramite i mass media.
Gli stessi uomini, sempre pronti a sfottere quelli che non rimorchiano, non scopano o che “non sanno scopare”, contribuiscono ancora di più ad alimentare certe insicurezze maschili.
Rita:
>>
scusa ma a me sembra che in sostanza tu dica:
-che la specie per la riproduzione, ha donato una maggior voglia sessuale agli uomini e l’istinto di maternità alle donne.
>>
Sostengo da sempre che esiste la disparità ormonale. Dell’istinto di maternità invece non ho mai parlato.
>>
-che la donna quindi ha, nel suo inconscio, ancorchè lo superi nella passione, una certa “repulsione” per l’atto sessuale.
Se poi è così, significherebbe che ha voglie sessuali quasi inesistenti non che le ha ma le reprime. Questa teoria del “ci godo ma mi c’incacchio” mi pare un po’ tirata per i capelli, senza offesa.
>>
Che ogni rapporto susciti (inconsciamente) nella donna, anche in quella appassionata, un senso di invasione (e quindi di profanazione con elementi di latente repulsione) è un’ ipotesi, un sospetto, fondato sui motivi espressi (in forma ipersintetica) nel commento pecedente. Se però l’ipotesi è infondata il problema della contraddittorietà qui è risolto (e i capelli …sono salvi).
Invece non è risolto in generale giacché l’esistenza di sentimenti, pulsioni, sensazioni contraddittorie nella nostra psiche, è cosa del tutto ovvia. La nostra anima è un coacervo di contraddizioni. Lo si sa da sempre. Vedi Catullo:
Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.
Odio e amo. Forse mi chiederai come possa accadere.
Non lo so, ma sento che accade e mi tormenta.
>>
la frase “rispettarla prima del matrimonio” io l’ho sempre vista più come una forma di cautela maschile…
>>
E’ possibile che sia sorta in relazione a quel che dici tu e che significhi quel che tu indichi. Un punto in meno a favore dell’ipotesi di cui sopra.
Rn
Rino: “l’esistenza di sentimenti, pulsioni, sensazioni contraddittorie nella nostra psiche, è cosa del tutto ovvia. La nostra anima è un coacervo di contraddizioni.”
Mi sembra evidente, basta guardarsi dentro. E le contraddizioni sono inerenti a un duplice piano. Da un lato quello delle pulsioni istintuali, anche molto diverse, che convivono in ciascuno, dall’altro quello della sempiterna questione fra natura e cultura, la quale cultura, per potersi dire tale, tende necessariamente a normare e incalanare la natura affinchè sia possibile la convivenza sociale. Il punto è se la cultura anzichè proporsi di conoscere e riconoscere gli istinti per gestirli, li nega ,li demonizza e li rimuove. Allora sono guai.
In questo senso non trovo affatto infondata l’esistenza di una contraddizione (per la razionalità) fra desiderio e repulsione latente. Però, più che di repulsione per l’atto in sè (il coito) secondo me è difficoltà ad accettare il fatto che nel coito la donna assume necessariamente una posizione passiva, quale che sia il modo con cui viene praticato. E’ penetrata dal fallo, comunque sia. E questo la pone in una posizione psicologicamente diversa da quella del maschio, in certo senso subordinata (sempre in senso inconscio). Istintualmente questo piace alla donna, che ama sentire la forza del suo uomo (sottolineo la forza, sia chiaro, non la violenza vigliacca dello stupro), anche la più emancipata purchè conservi un contatto coi propri istinti profondi. Questa, piaccia o meno, è passione, non altro. D’altro lato però, riconoscere ed accettare questa cosa entra in contraddizione con il lato razionale e più conscio, che le vieta, per tanti motivi molti dei quali di ordine culturale, specie oggi, di abbandonarsi a questo desiderio. Da quì una lotta irrisolvibile, da quì le compensazioni. La psiche gioca brutti scherzi. Anche per il maschio, ovviamente.
Alzi la mano, onestamente, chi non ha mai sognato l’harem, massima ignominia per il politicamente corretto, col quale però non si va da nessuna parte, o meglio si va dallo psicanalista.
Chi ha avuto una relazione intensa con una donna (e una donna con un uomo), sa bene di cosa parlo.
Sa bene che la passione non c’entra nulla di nulla con la democrazia, con la parità etc. etc. Se la si vuol gestire con le regole del politacamente corretto buonanotte. Finisce in un lampo. Poi sta ai due, adulti e vaccinati, modulare la loro relazione e i loro istinti in un modo possibile e non distruttivo (perchè il sesso puà esserlo, distruttivo), decidere fino a che punto spingersi nell’immaginazione e nel concreto, fino a che punto essere complici. Ma la condizione necessaria è riconoscere i propri desideri profondi quali che siano, senza colpevolizzarsi e colpevolizzare l’altro/a, e senza demonizzarli. Fregandosene delle convenzioni sociali. Credo che questa società che il sesso lo esibisce in ogni momento, in realtà sia molto sessuofobica. E che le donne, molte delle quali amano esibirsi (senza generalizzare) per narcisismo e per dimostrare a se stesse e agli altri il proprio potere, abbiano molto da rimproverarsi.
Riprendendo il concetto di fondo di questa sezione, reciprocità e spontaneità non significano affatto, secondo me, che maschi e femmine siano uguali o che debbano avere identici comportamenti, ma che debbano essere spontanei nei propri e chiedere spontaneità all’altro/a, il che significa, appunto, riconoscere chi si è.
Infatti.
Ma finché si crede nell’equazione passività=inferiorità, (vero dogma della de Beauvoir) è chiaro che non ci può essere quell’abbandono che pur dovrebbe costituire l’ingrediente-base del rapporto. Ci sarà almeno una traccia di resistenza e di competizione col “nemico” invasore.
E qui, una volta tanto, mi chiedo pure io sconsolato quanta parte di se stessa deve perdere una donna nel momento in cui abbraccia quel dogma nefasto. Essa in realtà entra in conflitto con se stessa. La prima vittima (e qui il termine è corretto) è proprio lei.
Purtroppo queste non sono ipotesi accademiche.
Nel recente 13 febbraio si è potuto rivedere il cartello:
“La vagina ha messo i denti”.
Sì, e ce n’eravamo accorti da un pezzo.
Rino D.V.
Sono tendenzialmente d’accordo con Armando e Rino e li ringrazio per aver ampliato l’argomento “equivoco”
ma a questo punto non è un meccanismo intimamente insito nella sessualità femminile, (per come la vedo io), se il dogma “passività-inferiorità” viene teorizzato dalla de Beauvoir.. al limite il meccanismo è quello della diffusione di una coscienza collettiva che si propaga per il quid di influenzabilità delle masse.
E da ultimo, io mi chiedo se in qualche misura, anche gli uomini non abbiano contribuito alla diffusione di questa coscienza. In fondo anche qui si chiede alle donne “perchè non vi attivate anche voi per avere del sesso?” si chiede di essere più “attive” insomma. Da qui ne dedurrei pure che agli uomini non piaccia molto la passività femminile, e se una cosa non piace è ovvio che non la si considera una cosa di “qualità”.
Un complesso di feedback insomma.
ITALIANS, Corriere della Sera.
>>
Il tormento dell’abbordaggio
Cari e care Italians, un altro punto di vista sull’impietoso sguardo maschile. Non sono mai stata “bellissima”, ma dai 12/13 anni sono stata molestata da attenzioni non richieste per anni e anni e anni. Gli uomini faticano a capirlo, quindi facciamo un esempio. Avete presente quando siete seduti al tavolino di un bar e si avvicina il gentile signore africano che cerca di vendervi dei fazzolettini, e vi interrompe nella vostra conversazione? E poi ne arriva un altro, e un altro e un altro… immaginate che la vostra vita sia TUTTA così, con la differenza che i signori non cercano di vendere fazzolettini, non esattamente. E alcuni non sono affatto così gentili. È una tortura. Quando, intorno ai 42/43 anni tutto ciò è terminato, è stato come togliersi un peso dalle spalle. Finalmente potevo uscire con le amiche senza che ogni nostro discorso venisse interrotto da idioti non richiesti, finalmente potevo andare al ristorante o al cinema da sola senza venire abbordata. Gli uomini mi rivolgevano la parola solo se avevano qualcosa da dirmi, e mi parlavano senza pensare a “quello”. È stata una sensazione di libertà bellissima: finalmente mi sentivo una persona. Non tornerei indietro neanche pagata.
Giulia Tonelli, latonella@yahoo.com
>>
Finalmente potevo uscire con le amiche senza che ogni nostro discorso venisse interrotto da idioti non richiesti,
>>
Provarci con una donna equivale ad essere degli idioti; non provarci significa essere dei “froci”, dei “maschi in crisi” privi di palle, eccetera…
Fabio C
ITALIANS, Corriere della Sera
Avete presente quando siete seduti al tavolino di un bar e si avvicina il gentile signore africano che cerca di vendervi dei fazzolettini, e vi interrompe nella vostra conversazione? E poi ne arriva un altro, e un altro e un altro… immaginate che la vostra vita sia TUTTA così, con la differenza che i signori non cercano di vendere fazzolettini, non esattamente. E alcuni non sono affatto così gentili. È una tortura.
—————————————————————————–
C’è il rovescio della medaglia: quando una donna ti mostra che ci stà e non ti fai avanti, non lo fa neanche lei e peggio ancora ti evita.
Poi pensate che pacchia, sempre nel rovescio della medaglia (fantasioso) se ogni momento vi arriva un ragazza che vuole fare sesso e noi maschi infastiditi avanziamo le nostre pretese….
Rita: “In fondo anche qui si chiede alle donne “perchè non vi attivate anche voi per avere del sesso?” si chiede di essere più “attive” insomma”
obbiezione molto intelligente la tua. Avanzo due ipotesi. 1) La richiesta di essere più attive è da intendersi come mostrare disponibilità , pur senza prendere l’iniziativa direttamente, oppure 2) Che significhi invece che siano le donne a proporsi direttamente.
E’ vero che oggi negli uomini si tenderebbe quasi a preferire la 2. Forse perchè esiste una grande frustrazione dovuta al fatto che la donna non esercita sinceramente la 1 ma al contrario usa la tendenza maschile all’approccio per dimostrare il proprio potere tenendo il maschio sulla corda.
Nondimeno credo anche che una troppo esplicita iniziativa femminile non sia affatto gran cosa per l’uomo. Si, nell’immediato può essere anche comoda e quindi benvenuta, ma poi si percepirebbe che qualcosa è fuori posto, sono convinto. E altrettanto lo percepirebbero le femmine. La fisiologia femminile porta la donna ad essere ricettiva/passiva, non penetrativa/attiva,. Dunque secondo me la soluzione è da cercarsi in 1. Che significherebbe davvero spontaneità e reciprocità e non identità.
armando
“C’è il rovescio della medaglia: quando una donna ti mostra che ci stà e non ti fai avanti, non lo fa neanche lei e peggio ancora ti evita”
_________________
E chissenefrega, non ce lo metti?
Io sono anni che faccio così e dei loro atteggiamenti piccati me ne frego.
Tra l’ altro, quando mostrano disponibilità, la maggior parte delle volte lo fanno solo per prenderti per il culo.
Cosa si aspettano? che uno non ne tenga conto?
Senza contare il fatto che, anche nel caso in cui non si tratti di una presa per il culo, di motivi per non farsi avanti, ce ne sarebbero per riempire un tomo da qualche centinaio di pagine.
Primo fra tutti, per quale motivo dovrei accordare fiducia ad una persona appartenente ad una categoria sociale che, nel complesso, non perde una sola occasione per manifestare tutta la sua ostilità nei confronti della categoria alla quale appartengo io?
Per quale motivo dovrei correre il rischio di trovarmi una serpe in seno, nel momento in cui è chiaro pure ai sassi che la probabilità che questo avvenga è molto più alta rispetto al contrario?
Ma chi me lo fa fare? Se voglio tentare la fortuna gioco al superenalotto, almeno, male che vada, me la cavo con la perdita di qualche euro, che è un pò diverso rispetto ad un’ inculata potenzialmente vita natural durante.
Chi giocherebbe al superenalotto nel caso in cui per poterlo fare toccasse ipotecare la casa?
Nessuno, credo.
sandro:
“C’è il rovescio della medaglia: quando una donna ti mostra che ci stà e non ti fai avanti, non lo fa neanche lei e peggio ancora ti evita”
_________________
E chissenefrega, non ce lo metti?
Io sono anni che faccio così
________________________________
Bella risposta. Dico solo che se avessi fatto quell’esternazione in qualsiasi altra sede, sarei stato pesantemente insultato come gay o fesso….
Io mi chiedo: ma se le donne desiderassero sessualmente gli uomini quanto quest’ultimi desiderano le prime, staremmo qui a fare certi discorsi? Secondo me no, anche perché oggigiorno nessuno impedisce alle “nostre metà” di essere se stesse fino in fondo: non siamo mica negli anni Cinquanta!
Nonostante ciò, l’esperienza quotidiana mi insegna che al di là delle chiacchiere, tutto questo desiderio di sesso fine a se stesso le donne non ce l’hanno proprio.
Il proliferare delle prostitute è lì a testimoniarlo: gli “affamati” sono gli uomini e non le donne, per cui il sesso è frequentemente un qualcosa secondario nella propria esistenza. Non altrettanto si può dire per gli uomini, che per ottenere del sesso fanno di tutto e di più!
@Luca
torniamo al punto di partenza, il fatto che le donne non desiderano gli uomini quanto si volesse è chiaro. Lo dimostra anche un vecchio fumetto di Milo Manara: il Gioco, dove con una macchinetta si sposta una leva e la protagonista viene presa da voglie incontrollabili.
Si parlava di cause, psicologiche e fisiologiche, che vanno capite secondo me; in più il post di Fabio C sulla tipa che non ne poteva più di essere abbordata, aggiunge un’altra causa: l’overdose di richiesta sessuale da parte maschile, bisognerebbe provare a fare tutti come ha detto sandro (comportamento anche mio): indifferenza verso di loro. Ed è vero anche che ci sono un infinità di motivi per disertare le donne.
Detto questo, rimane il fatto che le donne al pari dei maschi cercano un patner, ma vogliono che sia lui a farsi avanti, lo pretendono, questa pretesa le rende ostili.
Luca, il discorso non si riduce a quello che dici tu, e purtroppo sto dogma delle scarse voglie sessuali femminili vedo che è ancora troppo radicato, e i motivi sul perchè non è così semplice come pensi lo ha spiegato molto bene raffaele ( e ribadisco i miei complimenti per la sua chiarezza nei suoi discorsi) . Detto questo, questa frase
<<<>>>>
penso sia un altro tabù da sfatare, dato che non mi va di essere equiparato ad un animale pieno di testosterone. Il cervello conta più del pene, stop.
Luca
Non altrettanto si può dire per gli uomini, che per ottenere del sesso fanno di tutto e di più!
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
Scusami ma credo sia il caso di far decadere questo tabù che considera gli uomini dei porci che hanno solo testosterone e niente cervello, il quale per fortuna conta più del pene in tutti i sensi . E i motivi sul perchè è falso questo dogma ( purtroppo ancora radicato ) delle donne che avrebbero meno voglie degli uomini lo ha spiegato molto bene Raffaele ( mi complimento ancora con lui per le sue ottime analisi).
Scusami ma credo sia il caso di far decadere questo tabù che considera gli uomini dei porci che hanno solo testosterone e niente cervello, il quale per fortuna conta più del pene in tutti i sensi . E i motivi sul perchè è falso questo dogma ( purtroppo ancora radicato ) delle donne che avrebbero meno voglie degli uomini lo ha spiegato molto bene Raffaele ( mi complimento ancora con lui per le sue ottime analisi).
>>>
Ma di che stai parlando?!? Dove avrei scritto che gli uomini sono “dei porci che hanno solo testosterone e niente cervello” ?? Perché la metti sul personale?? Inoltre, per quale ragione porti sempre come esempio le opinioni di Raffaele? Per quanto mi riguarda, e basandomi anche sull’esperienza personale (ho 36 anni, perciò non sono esattamente un ragazzino), resto del parere che le voglie femminili siano soprattutto un’ illusione maschile… E qui la chiudo, tanto ha poco senso discutere di queste cose con chi è convinto che maschi e femmine siano uguali.
Silent Hill
Luca
Non altrettanto si può dire per gli uomini, che per ottenere del sesso fanno di tutto e di più!
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
Scusami ma credo sia il caso di far decadere questo tabù che considera gli uomini dei porci che hanno solo testosterone e niente cervello
——————————————————————
Infatti non è vero, gli uomini fanno di tutto nella vita, altrimenti non abiteremmo in città come Roma, New York…non ci sarebbero: Galilei, Da Vinci e i Beatles. Ogni tanto facciamoci dei complimenti, visto che le donne non ce li fanno.
Luca
Dove avrei scritto che gli uomini sono “dei porci che hanno solo testosterone e niente cervello”
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Non l’hai scritto da nessuna parte ma dalla frase “gli uomini per sesso farebbero di tutto” se ne deduce logicamente che sono dei porci senza cervello. Chi ha cervello non mette il sesso al primo posto nella sua vita.
————————————————————-
Luca
per quale ragione porti sempre come esempio le opinioni di Raffaele
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Perchè mi piacciono le sue opinioni e sono concordi con le mie . Nient’altro.
——————————————————-
tanto ha poco senso discutere di queste cose con chi è convinto che maschi e femmine siano uguali
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Ecco, ad esempio dove deduci che secondo me maschi e femmine sono uguali ? In tema di voglie sessuali, esistono differenze qualitative, non quantitative come molti antifemministi credono. E non significa che maschi e femmine siano uguali.
Leonardo
Infatti non è vero, gli uomini fanno di tutto nella vita, altrimenti non abiteremmo in città come Roma, New York…non ci sarebbero: Galilei, Da Vinci e i Beatles
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Appunto
E’ vero che nei rapporti cogli uomini le donne conoscono la coerenza e la limpidezza di pensiero. Quando parlate di “voglie” femminili sappiate che la stessa donna e’ una persona completamente diversa quando e’ col suo amante o, viceversa, col marito. Un uomo non si sognerebbe di dire mai alla propria moglie…che palle questa tua voglia di fare sesso! L’amerebbe sempre, anche se avesse un’amate. La donna no. Siccome in un contesto extraconiugale si sente piu’ libera..e’ molto piu’ naturalmente assertiva, propositiva, piena di fantasie, istintivamente…predisposta. La stessa donna che col marito rende zero…coll’amante e’ fantastica. Perche’ si sente artefice della sua vita, consapevole delle sue scelte, libera di vivere la sua sensualita’ come meglio crede. In fondo qui..quando si parla di spontaneita’ dei comportamenti si fa riferimento prpprio a questa emancipazione…che difficilmente una donna avra’ il coraggio di sostenere al di fuori di piccole e segretissime nicchie. Un uomo non ha questa malizia, e’ fondamentalmente piu’ onesto perche’ e’ in contatto diretto coi suoi desideri e la sua voglia di condividere. Difficilmente una donna dimostrera’ tanta coerenza. Non le e’ mai convenuto..e mai e’ stata ripagata colla stessa moneta.
maria:
Siccome in un contesto extraconiugale si sente piu’ libera..e’ molto piu’ naturalmente assertiva, propositiva, piena di fantasie, istintivamente…predisposta. La stessa donna che col marito rende zero…coll’amante e’ fantastica. Perche’ si sente artefice della sua vita, consapevole delle sue scelte, libera di vivere la sua sensualita’ come meglio crede”.
Ecco Maria boh, non condivido nemmeno questa generalizzazione. Generalizzare (e quando parlo di generalizzare, per me significa cercare di contestualizzare un pensiero e un atteggiamento “medio” femminile) un comportamento simile mi porta un numero incredibile di domande: ad esempio.. perchè coll’amante è fantastica e col marito no? Cos’è desiderio di cambiare, tendenza poliandrica?.. Io credo che se ha un’amante c’è qualcosa che non va nel rapporto col marito. Altrimenti se è una donna libera oppure se la coppia è del tipo “aperto” non è molto comprensibile il perchè non debba essere la stessa col marito e coll’amante. E nemmeno che ci sia di fondo un atteggiamento anche inconsapevole di convenienza: anzi le converrebbe essere la stessa donna sensuale con entrambi se la “voglia” sessuale c’è e, parimenti, se c’è anche la voglia di restare col marito. Anche gli uomini si stufano delle mogli e magari alcuni di loro sono più liberi sessualmente con l’amante, perchè la moglie non li soddisfa come vorrebbero, perchè si sono stufati della stessa minestra, e via discorrendo.
“Perche’ si sente artefice della sua vita, consapevole delle sue scelte” : questa frase qui, ad esempio, mi da da pensare…non è che nella nostra civiltà occidentale è obbligata alla scelta matrimoniale, mi sembra un po’ una deresponsabilizzazione. E’ stata artefice della sua vita e consapevole delle sue scelte anche nel crearsi una famiglia, oggi non esiste una pressione sociale a far figli, anzi a me pare che, nei confronti del femminile, esista di più una pressione sociale al “pensare a sè stesse” e alla propria auto-realizzazione, quindi non mi pare ci si possa più rifugiare dietro la coperta del “la società mi vuole moglie e madre”.
Ah, e pure il marito lo sceglie lei e non le viene imposto.
“sappiate che la stessa donna e’ una persona completamente diversa quando e’ col suo amante o, viceversa, col marito”
“in un contesto extraconiugale si sente piu’ libera..e’ molto piu’ naturalmente assertiva, propositiva, piena di fantasie, istintivamente…predisposta. La stessa donna che col marito rende zero…coll’amante e’ fantastica”
________________
Se la logica non è un cespo di insalata, se ne deduce che le donne NON vanno assolutamente sposate; men che meno bisogna farci dei figli.
Vanno trombate e basta quando se ne presenta l’ occasione, curandosi bene di NON investire nulla nel rapporto, poi ci si tira su i pantaloni e arrivederci alla prossima.
Sbaglio?
No, perché così effettivamente quadra tutto.
Se è vero quello che dice Maria, la deduzione logica di Sandro è ineccepibile. Non mi sembra deponga a favore delle donne la tesi di Maria, il contrario. Ma voglio continuare a sperare che non sia sempre così.
armando
http://www3.lastampa.it/benessere/sezioni/news/articolo/lstp/397985/
mia personale opinione sulle indagini e sugli studi: è facile registrare una misura quantitativa, secondo me difficile per non dire impossibile, registrare una misura qualitativa che è ovviamente inerente ai gusti personali.
A me sembra di scrivere delle tali ovvieta’..che mi sorprendo dei commenti. Quando leggo che la vita andrebbe vissuta all’insegna della sincerita’, della chiarezza di intenti, della coerenza fino all’ultimo..mi chiedo se viviamo sullo stesso pianeta. Mi sono destinati 84 anni di vita, mi sono sposata a 24 anni…qualcuno puo’ spiegarmi come ci si attrezza per 60 anni di fedelta’?Ma per favore..Dalla vita vogliamo tutto ed e’ bello che sia così, perche’ vale per gli uomini e per le donne ed e’ cio’ che ci manda avanti. E’ bello avere un figlio, vederlo crescere, palpitare quando ha la febbre e poi vederlo di nuovo sorridere in braccio al suo papa’. Pero’ costa. Costa sacrificio, impegno, costanza..rinunce. Sincerita’? Su cosa? Con chi?Con i nostri genitori…ma quando mai..non capirebbero. Con i nostri figli adolescenti? Vorrete scherzare..ogni parola e’ sempre ben studiata per sperare di poter seminare tutte le cose buone che vorremmo per loro. Col marito? Se gia’ per arrivare a fine mese si inventano mille parole per far quadrare i conti. Col vicino, col collega di lavoro, col capoufficio? Ma dai..Quando incontri un uomo, fuori da ogni cornice, che non ti chiede altro che condividere un momento di piacere..e’ sempre un regalo che ti aiuta a vivere. E non mi venite a parlare di divorzi come se fossero antibiotici. Non servono a nulla, anzi a una cosa servono sicuramente: a impoverirsi economicamente e a rovinare il rapporto dei figli col padre (all’inizio..poi anche colla madre che sara’ vista come la responsabile di tanto dolore sofferto). E’ ovvio che per gli uomini vale la stessa cosa. Quando cercano qualche storia fuori lo fanno anche per portare un po’ di energia in piu’ a casa..e sentire il cell squillare continuamente perche’ una moglie patetica e gelosa pensa di controllare la vita di un uomo e’ semplicimente ridicolo. Il sesso aiuta a vivere: non c’e’ energia piu potente di quella scatenata da un orgasmo che ti spinge a guardare la vita con speranza. Qui c’e’ di nuovo in ballo la sincerita’. Con se stessi.
Maria, io sono d’accordo con te sul fatto che il divorzio non è un antidoto ai periodi di noia, ma dev’essere (soprattutto in presenza di figli) un’extrema ratio ragionata e con motivazioni gravi.
Ma mi pare che il punto sia un altro. Sono d’accordo che se c’è una comunanza di intenti nella coppia (più o meno esplicita) la soluzione del “vado a cercare nuova energia sessuale al di fuori” sia ottima, ma non è certo un qualcosa di nuovo. Di tradimenti e corna, di figli illegittimi, sono piene le cronache, i romanzi drammatici e facenti di ogni epoca.
Il punto è che se “una donna tende ad essere più fantasiosa e propositiva con l’amante piuttosto che col marito”, cioè (da quel che ho capito e correggimi se sbaglio) diventa in qualche modo “attiva” al di fuori del contesto della coppia, ha ragione Sandro.
Scusa, cerchiamo di usare un minimo di razionalità e di logica (se pur donne
)
Se un soggetto XY ottiene sesso fantasioso e propositivo (quindi si potrebbe definire di qualità oltre che di quantità) più facilmente da un soggetto XX alla condizione che quest’ultimo sia legato ad un altro soggetto XY, è chiaro che gli conviene (e chi puo’ biasimarlo) seguire questa strada.
Sono del parere che Maria dica la verità, seppur da integrare con qualche considerazione laterale. Con qualche aggiustamento.
Cmq le conclusioni di Sandro restano ragionevoli.
Verità = quel che è invece di quel che sarebbe bello fosse. Infatti Maria non si cura qui di far fare bella figura alle DD. E neanche agli UU, certo.
La routine erode moltissimo la relazione, in realtà la trasforma del tutto. La vita di coppia diventa luogo della monotonia, della ripetitività, delle incombenze, dei problemi di tutti i tipi, del dovere. L’usura incombe, la noia conquista territori e poi invade tutto.
Amaro da dire ..e da vivere.
E il sesso ne risente immediatamente. Ma mentre gli UU si accontentano di quel che c’è con minor difficoltà, le DD incominciano presto a trovarlo insipido e poi insopportabile. Senza dire delle anorgasmiche (25, 30, 40% ???) per le quali è un pesante fardello fin dall’inizio.
>>
…non c’e’ energia piu potente di quella scatenata da un orgasmo che ti spinge a guardare la vita con speranza
>>
Già. E quando non c’è, son dolori.
Per una quota enorme di UU e DD non c’è.
Ne nasce una malattia endemica e cronica, come l’insonnia, l’emicrania, la stitichezza, i reumatismi etc.
Rino D.V.
“Se è vero quello che dice Maria, la deduzione logica di Sandro è ineccepibile. Non mi sembra deponga a favore delle donne la tesi di Maria, il contrario. Ma voglio continuare a sperare che non sia sempre così”

_________________
Io credo che non deponga né a favore né contro.
E’ un’ altra la cosa che depone FORTEMENTE contro:
il fatto che a volere matrimonio e figli siano essenzialmente LORO.
Tant’ è che, allo scopo, impongono paternità non desiderate senza farsi problema alcuno.
La vogliamo dire tutta? Diciamola.
Ci hanno sempre accusati di dividerle tra sante e puttane, in realtà sono loro a dividerci in trombatori (la minoranza) e polli da inculare (la maggioranza).
Marito, oggi, è diventato, per chi non lo avesse ancora capito, sinonimo di utile idiota, e taccio per carità di patria sui padri.
Ma va bene pure così, a patto che ste cose le DICANO APERTAMENTE, senza profittare della dabbenaggine dei più.
Quanto meno, quando ste cose le diciamo noi, ABBIANO IL PUDORE DI TACERE.
________________
“Ne nasce una malattia endemica e cronica, come l’insonnia, l’emicrania, la stitichezza, i reumatismi etc.”
________________
Ellamadonna
Manco i tecnici di Fukushima
L’orgasmo femminile è più raro, è vero, anche perchè biologicamente è un orpello abbastanza inutile. E questo spiega molte considerazioni fatte. Ma chi l’ha detto che il sesso senza il botto finale sia da buttare?

Se c’è bene ma se non c’è pazienza, non credo che ci si sia fatti troppo male, tanto da dover dire di non dover desiderare più un incontro ravvicinato del terzo tipo
Boh.. credo che le sensazioni siano le più varie e difficilmente incasellabili in qualsiasi rapporto tra un uomo e una donna, almeno per quanto mi riguarda, e credo sia abbastanza limitativo considerare un uomo (così come una donna beninteso) soltanto come mezzo per un orgasmo o come aiuto per l’allevamento della prole. Questa è la natura e siamo d’accordo, ma la cultura?
Sono d’accordo con Rino. Quella posta da Maria (e da Sandro, da un punto di vista apparentemente speculare) è una questione reale di cui abbiamo peraltro già discusso, proprio con lei, come ricorderete, alcuni mesi fa, e che non può, a mio parere, essere liquidata con giudizi di tipo morale o peggio ancora moralistico.
Questo non significa giustificare eventuali comportamenti malsani dal punto di vista etico da parte di chicchessia ma solo affrontare il problema, come siamo abituati a fare, con un approccio laico,lucido e razionale, ai fini della sua comprensione. E da questo punto di vista le scomuniche o gli anatemi (che nessuno di noi ha lanciato, per la verità, per lo meno in questa occasione) non aiutano di certo.
La relazione fra sessualità ed erotismo da una parte e ciò che siamo abituati a definire come “sentimento” dall’altra, è estremamente complessa e contraddittoria, come ben sa chiunque non sia più un ragazzino di primo pelo, e riguarda sia gli uomini che le donne, in egual misura, anche se, ovviamente, con modalità e problematiche in parte diverse.
Non ci ritorno se non con brevissimi cenni appunto perché ne abbiamo già discusso e la mia posizione è nota (peraltro ho affrontato questa specifica questione all’interno di un capitoletto del mio libro dal titolo “Sessualità e leggi di mercato indissolubilmente legate: la genialità del sistema”).
In quel passo spiego anche come la totale e assoluta sovrapposizione fra questi due grandi aspetti dell’umano(Erotismo e Amore), sia stata e sia una forzatura ideologica di derivazione in parte religiosa ma non solo, che ha provocato e continua a provocare danni enormi sotto diversi punti di vista, dal momento che va a condizionare pesantemente la vita delle persone in uno degli aspetti più intimi e delicati della loro vita: la sessualità, con tutte le innumerevoli e diverse implicazioni di ordine psicologico che questa comporta.
Oggi, come sappiamo, è stata effettuata una seconda e ancor più pervasiva (e soprattutto perversa) sovrapposizione (da un punto di vista concettuale e psicologico prima ancora che pratico) che è andata ad aggiungersi a alla precedente: quella fra Erotismo, Amore e Ragione Strumentale. Dirò di più. Il secondo fattore della proposizione (l’Amore) è stato ridotto a trade union necessario tra i primi due. L’Amore (si fa per dire, in questo caso…) è ciò che giustifica e rende possibile e soprattutto praticabile l’Erotismo (condizionamento di derivazione “religiosa”), il quale però è stato a sua volta indissolubilmente legato (anche se ufficialmente negato) alla Ragione Strumentale (anche questo aspetto è stato affrontato dal sottoscritto in due capitoli del summenzionato libro:”Quando le religioni e il capitalismo si sposano” e “Il cattolicesimo e la sessualità: il “giudice interno”).
In questa maniera sia l’Erotismo che l’Amore (due aspetti fondamentali dell’Umano che possono convivere, se si è fortunati, ma non necessariamente…) sono stati ridotti al rango di ancelle della Ragione Strumentale la quale, contestualmente, è riuscita in un’altra grande operazione, quella cioè di piegare alla sua logica anche il condizionamento (comunque ipocrita perché falso) di derivazione religiosa.
Insomma, fino ad una sessantina di anni fa vigeva questa legge:”Te la do perché mi ami (sottinteso: “Altrimenti per il puro piacere di dartela te la puoi pure scordare) e soprattutto perché mi sposi con tutti i sacramenti. Il “do ut des” era già in vigore, come vediamo, sotto un certo profilo, ma la Ragione Strumentale non era ancora entrata ufficialmente e prepotentemente sulla scena. Lo sfondo era ancora quello del vincolo religioso o pseudo tale. Quest’ultimo, pur nella sua ipocrisia, perché sappiamo tutti che la “psico-chimica” marcia su binari del tutto autonomi e al limite paralleli rispetto ad altri (anche se questi a volte, come già detto, possono incontrarsi), manteneva lo scambio all’interno di un ordine morale (moralistico?…) dominante. Questo schema è stato solo in parte superato. Come dicevo poc’anzi, è stato molto intelligentemente (e strumentalmente) inglobato in un altro che ha preso il sopravvento ma che continua ad avere grande necessità del primo perché non può apertamente manifestare il suo vero volto e la sua vera natura. Se lo facesse il re sarebbe nudo e molto probabilmente entrerebbe in coma; comunque si buscherebbe una bella polmonite dagli esiti molto incerti…
E’ costretto quindi, per sopravvivere (e per dominare), a negare apparentemente la struttura nascondendosi dietro alla sovrastruttura, la quale però continua a giocare un ruolo fondamentale (per cui diventa sempre più difficile stabilire quale dei due sia il prius).
Il discorso diventa a questo punto estremamente lungo e complesso e naturalmente mi fermo qui (ci torneremo comunque più e più volte come del resto abbiamo già fatto). Volevo solo sottolineare che la questione posta ancora una volta da Maria, evidentemente da lei (come dal sottoscritto e secondo me da tutti) molto sentita,, ci rimanda inevitabilmente ad una discussione molto ampia che non può essere secondo me elusa (quello che normalmente viene fatto dai più) o frettolosamente bollata con atteggiamenti giudicanti che il più delle volte tendono a ricadere, prima o poi, su noi stessi.
Fabrizio
P.S. come ha giustamente sottolineato Rino anche in questo caso, la questione, per la sua estrema complessità e contraddittorietà, mette di fronte posizioni, come quelle di Maria e di Sandro, entrambe condivisibili, per quanto mi riguarda, anche se possono sembrare opposte e contrarie, se non inconciliabili. Può sembrare paradossale, e forse lo è, ma per me è così. E vi assicuro (mi conoscete…) che non è un improbabile tentativo di mediazione…
Vorrei fare qualche precisazione su quanto ho scritto sopra.
Non ho nulla in contrario a che le donne vadano trombando con chi gli pare e piace.
Io sono tendenzialmente allergico ai vincoli, quindi per me va più che bene.
Il problema che rilevo è che il vincolo sono loro a volerlo: come si concilia, questo, con il voler trombare con chi gli pare?
Non è opportunismo alla terza potenza, questo? Prima si parano il culo stampando un figlio al primo fesso che trovano, assicurandosi così prole e copertura economica, poi a lui non la fanno più vedere manco in cartolina, per andare trombando in giro con chi gli va più a genio, lasciando al pollo di cui sopra i conti da pagare.
Vorrei ricordare che matrimonio e figli rappresentano un’ opzione, non una necessità.
Tanto di cappello a quelle donne che fanno la scelta del sesso libero da qualsiasi vincolo, sono le beniamine del genere maschile. Un esempio di coerenza: si prendono tutto, onori ed oneri, e questo fa loro onore e fa meritare loro il mio rispetto, così come lo meritano quelle che fanno fino in fondo la scelta matrimoniale, rispettando gli obblighi e i sacrifici che questa comporta.
Le uniche (che purtroppo sono la maggioranza) che non meritano nessuna forma di rispetto, piuttosto, un profondo disprezzo, sono quelle che si comportano nella maniera che ho descritto sopra: quelle che si parano il culo a spese di un povero disgraziato, profittando della sua dabbenaggine, stampandogli un figlio ed esigendo, conseguentemente, il matrimonio, (che ancora molti purtroppo non si rendono conto esser diventato, da una sorta di assicurazione sulla propria vita sessuale che era, una vera e propria forma di sudditanza sessuale, nonché di schiavitù economica)
per poi respingere, forti del fatto che, in questo paese, il vincolo matrimoniale è regolato da una legislazione di merda, tutta dalla parte loro, qualsivoglia responsabilità o dovere, non ultimo quello di garantire al coniuge un’ adeguata vita sessuale (di fatto L’UNICO motivo che possa indurre un uomo alla scelta matrimoniale), tenendosi ben stretti però, magari utilizzando pure i figli all scopo, tutti i vantaggi economici.
C’è un termine che le dipinge meglio di qualunque altro:
TROIE.
Sandro, al di là delle espressioni a volte eccessivamente “colorite” (che personalmente non mi disturbano affatto) che caratterizzano i tuoi interventi, mi sento di condividere senz’altro il tuo ultimo post che però, a mio avviso, sposta l’oggetto della discussione.
Mi pare che la questione sollevata da Maria fosse sostanzialmente un’altra, e cioè la complessità e la contraddittorietà, forse insanabile, della relazione tra erotismo e amore (o sentimento, bene profondo, affetto, ciascuno lo chiami come preferisce), con tutti i risvolti che ne conseguono, sul piano etico, psicologico, relazionale (di coppia, familiare e non solo),e chi più ne ha più ne metta.
Questione di estremo interesse ma, al contempo, per quanto mi riguarda, di difficilissima soluzione. Ciò non significa che non debba essere affrontata e discussa e certamente non rimossa (come per comodità, quieto vivere e opportunismo accade oggi).
Fabrizio
C’e solo una cosa che mi lascia perplessa nei post di Sandro. Immaginare questi uomini che vagano spauriti tra le cosce delle donne come dei cappuccetto rosso in balia del primo ovulo tentatore. Io che amo frequentare uomini molto piu’ adulti di me vi posso assicurare che alla paternita’ ci tengono quanto le donne e se qualcuno e’ senza figli..sarebbe disposto a fare follie per averne uno (e a volte le fa..). Specie in un uomo maturo gli occhi tendono a brillare in pochissime occasioni e una e’ sicuramente quando parla del proprio ragazzo..E non sto parlando di figli avuti con l’inganno malefico di pseudovergini che dicevano di prendere la pillola..ma di sogni inseguiti a lungo e aspettati in due. La vita e’, come giustamente sottolinea Fabrizio, qualcosa di molto piu’ complesso di semplici scelte dicotomiche. Difficile che a 20 anni..alzandoci dal letto decidiamo esattamente cosa fare per il resto della nostra esistenza…e quando a 40 anni incontriamo qualcuno che ragiona come tanti anni prima..qualche dubbio ci viene. E poi la casa. il nido (leggi matrimonio, convivenza, albero di natale, bimbi che sbavano dalla gioia perche’ papa’ e’ tornato) piacciono molto anche agli uomini. Un menage che funziona..rassicura..rinfranca..dà un senso alla vita specie quando e’ difficile trovarne altri. Non sto dicendo che dobbiamo percorrere tutti delle strade comuni..dico solo che siamo adulti e coscienti di cio’ che vorremmo, di cio’ ci manca..e di cio’ che compensa.
“Mi pare che la questione sollevata da Maria fosse sostanzialmente un’altra, e cioè la complessità e la contraddittorietà, forse insanabile, della relazione tra erotismo e amore (o sentimento, bene profondo, affetto, ciascuno lo chiami come preferisce), con tutti i risvolti che ne conseguono, sul piano etico, psicologico, relazionale (di coppia, familiare e non solo),e chi più ne ha più ne metta”
________________
Io trovo che la parola “amore” sulla bocca di una donna, se riferita ad un soggetto diverso dalla propria prole, sia una pura e semplice presa per il culo.
E’ la foglia di fico dietro la quale nascondono tutte le porcate che fanno subire agli uomini:
“Quello l’ ho sposato perché lo amo, con quell’ altro ci trombo perché mi fa sentire donna”
Lo ama o lo prende semplicemente per il culo?
E qui si torna alla divisione di cui sopra: i trombatori e i polli da spennare. Tertium non datur.
Se si innamorano si innamorano del trombatore, mica del pollo. Riferito a quello, l’ espressione “lo amo” altro non è che la maniera elegante per dire “lo sfrutto”.
Scendo un pò più nel dettaglio per chiarire un punto:
Il trombatore è in linea di massima un alfa.
In quel caso, se la donna si innamora, non si innamora dell’ uomo, bensì dell’ alfa. Ovvero, di ciò che lui rappresenta nella società.
Tant’è che, nel momento in cui trova uno “un pò più alfa”, tendenzialmente si innamora di questo e smolla quell’ altro.
E’ questo che conta, l’ individuo non conta un cazzo.
Io credo che sta cosa la facciano a livello istintivo: ce l’ hanno scritta nel dna.
Questo ha, tra l’ altro, una serie di implicazioni notevolissime a livello socioeconomico, implicazioni che qui dentro ben conosciamo e delle quali si è parlato a lungo.
Per questo sostengo che la parola “amore” sulla bocca di una donna, o è riferita alla propria prole o è essenzialmente una presa per il culo.
Una foglia di fico messa lì ad uso della dabbenaggine maschile.
L’orgasmo femminile è più raro
————————————————–
infatti le donne dovrebbero soddisfare sopratutto i desideri maschili (se siamo tutti d’accordo che per un motivo o un altro le donne hanno meno bisogno di sesso), ma qui viviamo in un contesto sociale (cristiano) dove la famiglia è un valore e l’uomo è colpevole solo perché desidera le donne. Dice che la religione non fa più presa su queste cose…
“Io che amo frequentare uomini molto piu’ adulti di me vi posso assicurare che alla paternita’ ci tengono quanto le donne e se qualcuno e’ senza figli..sarebbe disposto a fare follie per averne uno (e a volte le fa..)”
______________
Non sarà proprio perché sono vissuti in un contesto un pò diverso da quello attuale?
Io che principalmente frequento miei coetanei tutti sti entusiasti del matrimonio e della prole non li vedo, anzi.
L’orgasmo femminile è più raro
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Più che raro è diverso. Ci vuole più tempo per raggiungerlo rispetto a quello maschile, ma dura di più rispetto a quello maschile e inoltre può essere multiplo, mentre quello maschile no.
@ Silent Hill – In tema di voglie sessuali, esistono differenze qualitative, non quantitative come molti antifemministi credono.
@@@@@
Francamente, mi chiedo come tu faccia ad affermare ciò, in base a quale distorto assunto e soprattutto mi domando quali esperienze tu abbia avuto con le donne. Mah… Ad esempio, quando avevo ancora 20-25 anni, se avessi potuto mi sarei scopato centinaia di donne, e t’assicuro che lo stesso avrebbero fatto molti miei amici e conoscenti, se solo fosse stato loro possibile.
Ti dirò di più: nella maggior parte dei casi ho conosciuto donne a dir poco problematiche…
@ maria – La donna no. Siccome in un contesto extraconiugale si sente piu’ libera..e’ molto piu’ naturalmente assertiva, propositiva, piena di fantasie, istintivamente…predisposta. La stessa donna che col marito rende zero…coll’amante e’ fantastica.
@@@@@@@
Guarda che anche questo è un discorso relativo.
Per esempio, con le donne con le quali mi è capitato di avere delle relazioni sentimentali, io non ero sciolto quanto invece lo sono stato nei confronti di donne separate o sposate con cui mi è capitato di avere occasionalmente delle brevi storie di sesso.
Questo perché quando verso una donna si prova solo attrazione fisica, è molto più facile trattarla da “troia” (in senso buono) e dire anche delle parolacce durante il rapporto, che a me, come a tanti altri uomini, eccitano moltissimo. Si tratta sostanzialmente di situazioni, stati d’animo, emozioni diverse, che fanno “rendere” di più dal punto di vista sessuale.
Più che raro è diverso. Ci vuole più tempo per raggiungerlo rispetto a quello maschile, ma dura di più rispetto a quello maschile e inoltre può essere multiplo, mentre quello maschile no. (Silent Hill)
_______________________
Scusa ma tu credi di poter spiegare l’orgasmo femminile a una donna?
Silent Hill
“Più che raro è diverso. Ci vuole più tempo per raggiungerlo rispetto a quello maschile, ma dura di più rispetto a quello maschile e inoltre può essere multiplo, mentre quello maschile no”
xxxxxxxxxx
guarda, secondo me oltre che sicuramente diverso (e su questo non ci piove) è proprio più raro. E francamente sulla durata mi asterrei. C’è un crescendo e un acme del piacere.. che è un attimo. Ora magari sarà perchè, come dice Marco, le donne sono più problematiche, sarà perchè biologicamente è inutile, sarà perchè non si trova il punto G
, sarà perchè l’aspettativa crea ansia e, francamente, con tutti gli pseudo-articoli sui misteriosi orgasmi multipli, sulla capacità e sulla potenzialità sessuale femminile, secondo me non è da sottovalutare anche una certa influenza sociale collettiva.
Quando ne parlano in maniera diretta e senza filtri (magari protette dall’anonimato di un forum) non mi pare – perlomeno a “spanne” come si dice – che ci sia una così stretta corrispondenza con quanto descritto in genere sui media.
Si trovano ragazze e ragazzine, quasi angosciate da questa “storia degli orgasmi multipli” che chiedono alle altre “come si fa ad averne” … altre che dichiarano di averne ma comunque a distanza (e non certo in successione), altre ancora che sono lì che continuano a chiedersi la differenza fra orgasmo vaginale e clitorideo e discutono di tecnicismi e mappe per raggiungere i punti G etc. etc.
Cioè di tutto e di più, in sostanza.
Boh, mi sbaglierò, ma non mi pare che, (almeno in rete) visto che è l’unico posto in cui si puo’ avere un minimo di polso generale, ci siano così tante discussioni fra ragazzi sul “come avere l’orgasmo”
Cioè.. voglio dire, per quanto puo’ valere, mi sembra che se una cosa la cerchi è perchè è rara..:-)
Si trovano ragazze e ragazzine, quasi angosciate da questa “storia degli orgasmi multipli” che chiedono alle altre “come si fa ad averne” … altre che dichiarano di averne ma comunque a distanza (e non certo in successione), altre ancora che sono lì che continuano a chiedersi la differenza fra orgasmo vaginale e clitorideo e discutono di tecnicismi e mappe per raggiungere i punti G etc. etc.
———————————————————————-
Secondo me sono una massa di cavolate per coprire il solito squallore.
Più che altro mi interessa l’eiaculazione femminile che si vede in alcuni video porno, tra l’altro ne parlava De Sade nei suoi romanzi scellerati e lo chiamava sperma, come quello maschile ( nel diciottesimo secolo).
Più che altro mi interessa l’eiaculazione femminile che si vede in alcuni video porno, tra l’altro ne parlava De Sade nei suoi romanzi scellerati e lo chiamava sperma, come quello maschile ( nel diciottesimo secolo). (Leonardo)
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Secondo me, questo è un altro mito creato dagli uomini, ai quali piacerebbe relazionarsi con donne “sessualmente mascoline”, ossia capaci di vivere il sesso in maniera maschile. Ascolta, io un po’ di donne le ho conosciute, ma a tutt’oggi non ne ricordo nemmeno una capace di eiaculare… Al tempo stesso ho memoria di donne che fingevano l’orgasmo…
Concordo con Fabio, mi ha tolto un po’ le parole di bocca, diciamo che personalmente questi discorsi confermano il fatto che la sessualità femminile è un po’ come il bosone di Higgs: tutti ne teorizzano l’esistenza dagli effetti ma non è stata mai osservata direttamente
http://it.wikipedia.org/wiki/Bosone_di_Higgs
Ora che esistano ghiandole nell’apparato femminile atte a produrre una sorta di liquido lubrificante è vero, però è significativo questo generale interesse sia degli uomini che delle donne verso i meccanismi dell’eccitazione femminile mentre non si riscontra un analogo interesse verso i meccanismi dell’eccitazione maschile.
http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/esteri/ricerca-donne-sesso/ricerca-donne-sesso/ricerca-donne-sesso.html
I risultati di una ricerca della britannica Durham University
Il maschio è più predisposto per trarre piacere da relazioni occasionali
Sesso “casuale”, roba da uomini
alle donne piace il sentimento
Secondo lo studio, la donna apprezza più la qualità che la quantitàe ha un atteggiamento negativo nei confronti delle “one night stands”
dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI
LONDRA – Alcuni diranno di averlo sempre saputo, ma ora c’è anche la prova scientifica: il sesso “casuale”, ovvero l’avventura senza legami affettivi, piace più agli uomini che alle donne. Il maschio è stato biologicamente predisposto per trarre piacere anche da relazioni occasionali, mentre la donna apprezza più la qualità della quantità: e la ragione, sei i due sessi oggi ragionano così, è che l’evoluzione della specie ha favorito in entrambi uno sviluppo di questo genere. A sostenerlo è uno dei primi studi accademici condotti sull’argomento: una ricerca effettuata dalla professoressa Anne Campbell della Durham University, ora pubblicata dalla rivista Human Nature, di cui il quotidiano londinese Independent pubblica un’anticipazione.
Studiando le reazioni di uomini e donne al sesso occasionale, la psicologa della Durham University ha concluso che l’evoluzione ha sviluppato nelle donne un atteggiamento negativo verso relazioni come le cosiddette “one night stands”, le avventure che durano una sola notte. Altrimenti le donne esprimerebbero pareri positivi su questo genere di rapporti, anziché dire che si sentono usate o non lo rifarebbero.
La studiosa basa le sue conclusioni su un sondaggio condotto su internet di 1783 uomini e donne che ammettono di avere avuto, appunto, “one night stands”: l’80 per cento degli uomini esprime sensazioni positive, dicendo di essere contenti, di avere avuto piena soddisfazione sessuale e di sentirsi fisicamente meglio; mentre solo il 54 per cento delle donne esprime sensazioni simili.
“L’evoluzione spesso agisce attraverso emozioni positive o negative che ci spingono ad un certo comportamento o a rifiutarne un altro”, osserva la professoressa Campbell. “Di fatto le emozioni ci spingono su un cammino che si è dimostratto vantaggioso per i nostri antenati. Se le nostre progenitrici avessero tratto vantaggi dalle relazioni di sesso casuale, oggi le giudicherebbero positivamente come fanno i maschi”.
La studiosa spiega così una simile scelta evolutiva: “Erano le donne a dover allevare i figli ed era perciò nel loro interesse scegliere attentamente un partner e agire in modo da assicurarsi che questi non pensasse che il figlio che portavano in grembo era di un altro uomo, né che esse potessero tradirlo, così egli avrebbe continuato a proteggere il focolare domestico e la famiglia”.
Ma anche questo approccio si sta, è il caso di dire, evolvendo, come ammette la medesima ricercatrice: “Recentemente, nuovi studi nel campo della biologia affermano che le donne potrebbero avere vantaggi dal fare sesso con svariati uomini anziché con uno solo. Ciò aumenterebbe, infatti, la diversità genetica dei figli. E se l’uomo di buona qualità a un certo punto, indispettito, decidesse di andarsene, loro avrebbe comunque conservato i suoi geni per un figlio”.
Insomma, bisogna concludere che gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere, oppure entrambe le specie abitano lo stesso pianeta, con comportamenti oggigiorno sempre più simili? L’Independent sottolinea che un sondaggio, da cui risulta che l’80 per cento degli uomini e il 54 delle donne apprezza le “one night stand”, può anche portare a una conclusione opposta a quella della succitata ricercatrice: la maggioranza di uomini e donne, si è tentati di dire, vede di buon occhio le avventure di sesso. Se poi c’è dentro anche un po’ d’amore, tanto meglio.
(26 giugno 2008)
Ascolta, io un po’ di donne le ho conosciute, ma a tutt’oggi non ne ricordo nemmeno una capace di eiaculare…
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Fabio, non è che non ricordi, è che proprio non esistono donne capaci di eiaculare, poichè è una caratteristica prettamente maschile. L’orgasmo maschile ha il suo clou con l’eiaculazione, quello femminile no.
“alle donne piace il sentimento”
http://www.youtube.com/watch?v=SqECwSsOgAQ
(minuto 4.00)
<<<<<<<<<
sandro 3:33 pm – 9th gennaio:
(…) Sulla base di tale considerazione, appare evidente come cercarne una in Italia non abbia molto senso: peggio del classico ago nel pagliaio. Tra l’ altro le nostre connazionali sono molto brave nel fingersi agnellini per adescarti, salvo poi mettertelo nel culo senza pietà alla prima occasione: in questo, sono delle autorità indiscusse a livello planetario, dunque con esse il rischio è molto elevato e, per quanto uno possa essere scafato, non vale la pena correrlo. (…)
<<<<<<<<<<
Andrea 12:47 am – 10th gennaio:
(…) Lo ripeterò fino alla noia: sfatiamo la leggenda urbana secondo la quale le donne straniere sarebbero migliori delle italiane, perché non è affatto vero.
Trattasi soltanto di luoghi comuni. La natura femminile, al pari di quella maschile, è la medesima ovunque.
Che poi esistano delle differenze educative/culturali/religiose è pacifico, ma, mi ripeto, evitiamo di far credere che l’erba (femminile…) del vicino sia sempre più verde.
<<<<<<<<<<
Colgo questa occasione (scusatemi se tardiva) per salutare tutti/e i/le partecipanti al forum che, grazie ai vostri contributi, opinioni ed esperienze, trovo sia più che utile nell'analisi e la comprensione delle problematiche trattate e che ci accomunano.
Per mia esperienza, la differenza tra la donna italiana e quella straniera (occidentale) esiste eccome. Non conosco le realtà degli altri Paesi latino-europei ma in quelli germanici e anglosassoni la donna non è mai stata venerata ed ossequiata, cosa che invece si può osservare qui da noi in quasi ogni momento della vita quotidiana. Non è la femmina italiana ad essere salita sul suo piedistallo – vi è stata innalzata, con tanto di fanfare, dall'odierno "maschio" nostrano. A questa differenza "anomala" si deve aggiungere il fattore determinante del come il risultante predominio femminile è stato da loro gestito: non con un minimo di intelligenza e saggezza "do ut des" (nemmeno per i risvolti pratici), ma con la furbizia, astuzia e inibita presunzione che le caratterizza, come si evince dai loro atteggiamenti e dalle "richieste" ormai quotidiane, rivolte alle varie Istituzioni e delle quali abbiamo potuto apprezzare alcune "perle" anche in questo sito. E' normale, quindi, che si stiano formando gli anticorpi… beta.
Un'altra differenza determinante tra l'Italia e gli altri Paesi sopra citati, riguarda il distacco materno del maschio post-adolescente: in Italia egli può vivere tranquillamente in casa con i propri genitori anche se ha superato i 30, 40 o 50 anni e non solo per questioni economiche, ma sopratutto per comodità. Questo comporta nella maggior parte dei casi un mancato senso di responsabilità (che si manifesterà anche nel futuro rapporto famigliare con la sua compagna o moglie e figli). Cioè tenderà a voler essere "accudito" da loro, come era stato abituato per decenni dalla propria madre.
Negli altri Paesi questo succede raramente, perchè appena raggiunti i 18 anni, un figlio (ma anche una figlia) viene spinto dai genitori a trovarsi una sistemazione propria, qualora non lo avesse già deciso da se.
P.S.:
Si è fatto tardi e sto perdendo sempre più spesso il filo, comunque spero di non aver contribuito solo con un doppione – non ho letto ancora tutto il blog…
P. Leo
Condivido senz’altro, ma con alcune osservazioni, a mio parere necessarie, quanto detto da P.Leo su entrambi i punti da lui affrontati.
Non c’è alcun dubbio che le donne italiane siano molto più viziate e pretenziose di quelle nordeuropee, senza con questo voler mitizzare queste ultime, sia chiaro. E’ però evidente, per chiunque abbia avuto esperienza in tal senso, che la loro relazione con gli uomini è generalmente più disinibita e disinvolta rispetto alle donne latino-mediterranee e italiane in particolare. Ciò è dovuto ad una serie di ragioni di ordine storico-culturale che abbiamo affrontato più volte. Aggiungo anzi che il mito della donna romagnola considerata mediamente più disinibita rispetto alle altre donne italiane, ha una sua veridicità, data dal fatto che questa donna deve misurarsi costantemente con la “concorrenza” di milioni di ragazze svedesi, danesi, olandesi, tedesche e ormai anche e soprattutto russe che si riversano a milioni ogni estate sulle spiagge della Riviera e che, in quei pochi giorni di vacanza, non si fanno di certo troppi problemi…
Diciamo quindi che offerta e domanda, in questo caso, tendono ad avvicinarsi, e questo “obbliga”, in un certo senso, le donne locali ad assumere necessariamente un diverso atteggiamento nei confronti dei loro conterranei, che si trovano in una condizione di minor dipendenza nei loro confronti…
Come ripeto, questo non significa che la relazione fra i sessi nei paesi del nord Europa sia idilliaca. Tutt’altro. Si tratta di contesti dove gli uomini (beta) vivono da tempo una condizione di subalternità diffusa e pesante, sotto alcuni profili anche peggiore di quella nostrana. Tuttavia non c’è dubbio che le donne nord europee abbiano un approccio con il sesso mediamente molto meno problematico delle donne italiane, comunque non scevro da tutta una serie di condizionamenti che abbiamo più volte affrontato. Diciamo che quelli sono in parte gli stessi ma in un contesto di molta maggiore liberalità dal punto di vista sessuale.
Sono d’accordo anche sul secondo punto che riguarda un tema fondamentale che non abbiamo ancora affrontato in modo adeguato, e cioè la relazione con il “materno” e il ruolo, spesso nefasto, che questo gioca nella formazione psicologica dei maschi (e nella loro dipendenza psicologica dalle femmine). Questo aspetto rimanda ad una riflessione ben più approfondita che volutamente preferisco non affrontare in poche righe ripromettendomi di farlo da qui a breve (benvenuti e auspicabili, naturalmente, i contributi dei più “esperti” in materia – so per certo che ci sono anche alcuni psicologi fra i lettori – e anche e soprattutto delle donne che frequentano questo sito).
La questione (quella della prolungata permanenza dei figli nella famiglia d’origine) è molto complessa e coinvolge diversi aspetti, sia sociali che psicologici e culturali. C’è anche da dire che in Italia, a differenza appunto dei paesi del nord Europa, è molto più difficile per ragioni oggettive (livello dei salari, degli affitti, la difficoltà a trovare un’occupazione stabile che possa garantire una dignitosa autonomia, assenza di uno stato sociale evoluto ed efficiente) , affrancarsi dalla tutela materna e paterna. Per un giovane nord europeo è tutto estremamente più facile, da questo punto di vista (onde evitare facili quanto inopportune dissertazioni sul presunto “giuggiolonismo” dei giovano nostrani…).
Tuttavia non c’è alcun dubbio che i risvolti culturali e psicologici giochino una loro importante partita in tutta la vicenda, e sarebbe profondamente errato non riconoscerlo. Da questo punto di vista non c’è altrettanto dubbio che i concetti di paternità e maternità, e soprattutto le funzioni che concretamente questi dovrebbero essere chiamati ad assolvere (a questo punto tutte da ridefinire, data la situazione), specie alla luce dei rivolgimenti degli ultimi decenni, siano fra le cause di questo preoccupante fenomeno rappresentato appunto dalla sempre più crescente difficoltà dei giovani di conquistarsi una vita pienamente autonoma sotto tutti i punti di vista.
Ci torneremo senz’altro.
Fabrizio
Fabio, non è che non ricordi, è che proprio non esistono donne capaci di eiaculare, poichè è una caratteristica prettamente maschile. L’orgasmo maschile ha il suo clou con l’eiaculazione, quello femminile no. (Silent)
°°°°°°°°°°°°
Silent, ma tu lo conosci il significato del termine “IRONIA” ?
Veramente credi che io, all’età di 38 anni, non sappia che le donne NON eiaculano? La favola delle donne che eiaculano altro non è che un mito del porno, quindi uno dei tanti miti sulle donne inventati dagli uomini.
Ma poi, visto e considerato che non hai senso dell’umorismo e che pontifichi continuamente, potresti dirmi quanti anni hai e soprattutto quali esperienze hai avuto con le donne?
“Negli altri Paesi questo succede raramente, perchè appena raggiunti i 18 anni, un figlio (ma anche una figlia) viene spinto dai genitori a trovarsi una sistemazione propria, qualora non lo avesse già deciso da se”
_________________
Va pure detto che lì non si trova a dover pagare un affitto di 500 euro con uno stipendio di 600.
Quelli non ti pigliano per il culo come qua: se lavori ti pagano.
Facciamo la stessa roba pure qua, poi vediamo se la gente preferisce stare a casa dei genitori.
Sono proprio curioso.
Fabio, non è che non ricordi, è che proprio non esistono donne capaci di eiaculare, poichè è una caratteristica prettamente maschile. L’orgasmo maschile ha il suo clou con l’eiaculazione, quello femminile no.
__________________
Non mi sembra una grande scoperta, Silent…
“Negli altri Paesi questo succede raramente, perchè appena raggiunti i 18 anni, un figlio (ma anche una figlia) viene spinto dai genitori a trovarsi una sistemazione propria, qualora non lo avesse già deciso da se”
_________________
Va pure detto che lì non si trova a dover pagare un affitto di 500 euro con uno stipendio di 600.
Quelli non ti pigliano per il culo come qua: se lavori ti pagano.
Facciamo la stessa roba pure qua, poi vediamo se la gente preferisce stare a casa dei genitori.
Sono proprio curioso.
……………………………………………………………….
guarda ,proprio oggi ho compiuto 41 anni e sono ancora con i miei ,inutile dare alla società tutta la colpa ,delle colpe c’è l’ha pure il sottoscritto,di certo quello che dice Sandro non aiuta in questo caso …
resta il fatto e che sei arrivato in avanti con l’età e ti sembra di non aver fatto nulla ,di perdere la mia vita ,come un senso di impotenza
Come prima cosa, caro Mauro, ti faccio tanti auguri di cuore.
Non so se possa consolarti ma le domande che ti poni tu sono quelle che più o meno ci poniamo un po’ tutti, chi più chi meno: cosa ci stiamo a fare in questo mondo, cosa facciamo, dove andiamo, cosa abbiamo combinato di positivo, se la nostra vita abbia un senso, se non stiamo sprecando il nostro tempo, e così via…
Domande più o meno ricorrenti che tutti, a fasi alterne, ci facciamo. Stai pur tranquillo, che non sei certo il solo…:-)
Fabrizio
Differenze fra paesi mediterranei o nordici. Ho l’impressione che dalla padella si cada nella brace. Sono i paesi nordici (e anglosassoni) ad aver inventato le quote rosa (anche nei Cda), ad aver emanato le prime leggi sulla prostituzione che colpiscono solo i clienti. Da lì sono venute le proposte di tassare i maschi dalla nascita etc. etc. e non mi pare che i maschi siano particolarmente felici (e apprezzati). Lì si tende ad una completa omologazione culturale. Per contro è vero che c’è meno mammismo spicciolo che da noi, forse anche perchè è la società in sè ad essere diventata una grande mamma che a tutto provvede. Fra parentesi, il tasso di suidici (al solito in prevalenza maschili) sono più alti che da noi a testimoniare di una grave perdita di senso. Non c’è dubbio che un rapporto troppo stretto in senso piscologico col materno diventa un handicap gravisssimo per un maschio che tenderà a riprodurlo con la moglie/fidanzata, coi guasti che ciò comporta. Ma questo rimanda al ruolo e alla funzione del padre, e ciò coinvolge tanto il nord che il sud dell’Europa. O meglio coinvolge ormai tutta la cività occidentale, in piena e secondo me inarrestabile decadenza. In questo contesto la maggiore disponbilità sessuale delle donne nordiche, che assumo senz’altro come vera, non mi sembra il punto più importante o dirimente.
armando
Purtroppo non lo dico io ma gli avvocati matrimonialisti: le suocere incidono su un divorzio su tre. Con questo non voglio deresposabilizzare nessuno ma in Italia il culto della madre e la dipendenza dalla famiglia di origine sono realta’ molto sentite. E’ vero che la nostra economia e il mancato rispetto delle leggi sono un cancro italiano..ma le mamme spesso difettano nel loro primario compito parentale: aiutare i figli a diventare autonomi, spingerli ad uscire di casa perche’ la vita e’ bella se e’ lontana da quella che altri vorrebbero impormi. Se non sperimento..come faro’ a capire cosa e’ fatto per me?Ma la mamma lo sa sempre..o così in Italia si suol dire..e i danni che fa una donna incapace di vivere la sua vita senza strumentalizzare quella dei figli sono immensi. In questi giorni di festa ho deciso di vedere al pc qualche film insieme ai miei figli, niente di impegnativo..tanto da potermi alzare e salutare gli amici all’occorrenza. Abbiamo deciso di mandare maschi contro femmine e femmine contro maschi. Sono commedie leggere ma il titolo non e’ poi così banale e poi gli attori non sono niente male. Sono rimasta colpita dalla violenza riportata nei dialoghi e nelle “gag” contro gli uomini. Le mogli, fidanzate, compagne..discettavano da uno…stronzo, imbecille, inutile..ti caccio di casa..scegli o me o quegli stronzi dei tuoi amici, non devi piu’ andare a vedere la partita, mentre loro..nel cercare di scusarsi e comprendere sono arrivati a dire: triste, spenta, accusatrice. La Littizzetto, profittando dell’amnesia del marito, riesce a farlo stirare, cucinare e servire a tavola, mentre la sua amica le dice”perche’ fai perdere agli uomini il loro diritto di fare schifo?” L’ho trovato di una volgarita’ immensa. Sono commedie, ma denunciano il clima dei nostri tempi. Il grande torto degli uomini del film? Il desiderio di sesso (sempre con inviti e corteggiamenti), la voglia di frequentare gli amici, di condividere altro che non fosse la famiglia come la musica e lo sport. Insomma, tutto quello che non vedeva Lei al centro del mondo..era da maledire. Purtroppo la gente vede il film..e ride perche’ pensa che così debbano andare le relazioni; e’ come se fossimo assuefatti agli squilibri. Lo so che questo e’ un sito per uomini..ma se le donne non si rendono conto dei lori errori e di quanto prevaricano..difficilmente le cose cambieranno.
Non ho visto quei film ma immagino perfettamente le scene. Comunque, se è vero quel che dici sulle donne, cara Maria, dobbiamo anche chiederci perchè gli uomini in qualche modo stanno al gioco. Anzichè rivendicare quello che sono, con dignità, si scusano perchè non sono come le donne vorrebbero fossero (ammesso e niente affatto concesso che lo sappiano veramente). Il punto è che i “valori” e i “modi di pensare” femminili sembrano gli unici validi ed ai quali aderire se si vuole approvazione sociale. Se così è, non dalle donne può venire il cambiamento, ma solo dagli uomini e dai padri che decidano di riconsiderare se stessi non quali stupidotti superficiali etc. etc. etc. ma persone con u valore in sè non minore di quello delle donne, e che quindi non accettino nessuna offesa o messa in ridicolo del loro essere uomini.
maria:
vedere al pc qualche film insieme ai miei figli, niente di impegnativo..tanto da potermi alzare e salutare gli amici all’occorrenza. Abbiamo deciso di mandare maschi contro femmine e femmine contro maschi. Le mogli, fidanzate, compagne..discettavano da uno…stronzo, imbecille, inutile..ti caccio di casa..scegli o me o quegli stronzi dei tuoi amici, non devi piu’ andare a vedere la partita, mentre loro..nel cercare di scusarsi e comprendere sono arrivati a dire: triste, spenta, accusatrice
——————————————————————–
Poverini, gli potevi far vedere la Passione di cristo di Mel Gibson? Cosi imparano i valori cristiani…
Stimolato dal commento di Armando sulle differenze tra paesi nord europei e mediterranei (che condivido in larga parte) mi sento di fare alcune precisazioni. Vado per punti:
1) La maggior libertà sessuale di quei contesti ha ben poco a che vedere con il concetto di libertà sessuale di cui abbiamo parlato spesso noi sul sito (e di cui sono convinto sostenitore, pur nella necessaria considerazione delle differenze tra i sessi) e che Paolo Barnard, da questo punto di vista, ha molto ben esplicitato nei suoi articoli (sesso ludico, giocoso, spontaneo e privo di qualsiasi condizionamento).
E’ invece piuttosto il risultato di un acquisito dominio femminile in tutti gli ambiti, e quindi anche quello sessuale. Mi spiego meglio. Il “sentire” della donna in questione è più o meno questo:”Sono il soggetto dominante in ambito politico, economico, familiare, nella società, nel mondo della cultura, in azienda, sul posto di lavoro, la legislazione è tutta in mio favore (non parliamo di quella relativa ai reati sessuali, il caso Assange è emblematico), lo Stato, i servizi sociali (welfare state) sono tutti organizzati in funzione del mio benessere e delle mie esigenze, e via discorrendo…E’ quindi logico e conseguente che in simile contesto mi trovi a disporre degli uomini a mio piacimento, quindi anche dal punto di vista sessuale. Ciò significa che quando un tizio mi piace me lo rimorchio, me lo scopo e lo butto di fuori di casa il giorno seguente se non la sera stessa”.
Insomma, un capovolgimento in salsa rosa del famoso concetto di “donna-oggetto”, applicato però ai maschi. Né più e né meno. Nulla a che vedere con la “cultura del sorriso”, con il gioco reciproco e spontaneo, con il dono, ma solo una ennesima dimostrazione di dominio che si traduce in un atteggiamento di (solo apparente) spregiudicatezza sessuale che viene dai più scambiata per libertà. In realtà, come ripeto, ciò che sta alle spalle di questo comportamento ha poco a che vedere con il concetto di libertà e molto con quello di dominio. Incredibilmente, anche se la cosa può apparire paradossale ma forse neanche tanto (e chi vi parla ha avuto la fortuna e la possibilità di viaggiare per il mondo), l’atteggiamento delle donne caraibiche e sudamericane (e in particolare di quelle cubane) è molto più genuino, libero e sicuramente molto meno aggressivo (e molto più “femminile”)di quello delle donne scandinave, nonostante in quegli stessi paesi ci sia una prostituzione e soprattutto una semiprostituzione di massa molto diffusa.
In buona sostanzia quindi, attenzione a non confondere libertà e potere, anche e soprattutto quando quest’ultimo veste i panni della prima…
2) L’elevato tasso di suicidi nei paesi scandinavi è antecedente al dominio femminista in quelle società. Il tema è naturalmente molto complesso e rimanda ad altro. Circa venticinque anni fa, durante un soggiorno a Copenaghen, ebbi modo di affrontare l’argomento con un cittadino danese, parente di un mio amico. Egli (nella vita era un ufficiale responsabile delle macchine sulle navi, sia mercantili che civili, uomo comunque molto istruito e attento alle dinamiche sociali) sosteneva che il fenomeno era dovuto al fatto che in Danimarca e in generale nei paesi scandinavi le persone non erano ancora abituate a gestire, soprattutto dal punto di vista psicologico, quella “massa” di tempo libero creato da una società evoluta e avanzata dal punto di vista economico e sociale, produttivo e organizzativo. “Per la prima volta –spiegava – le persone si trovano a dover fare i conti con una realtà a loro sconosciuta. Paradossalmente ciò che per tutti gli uomini e le donne del pianeta costituisce un sogno, una specie di miraggio, cioè la liberazione dalla schiavitù del lavoro, nel nostro paese, dove in parte questa situazione è stata realizzata, proprio questa rappresenta la causa prima di quel malessere che porta tanti alla depressione e alcuni di questi addirittura al suicidio. Insomma – continuava – non siamo ancora abituati a questa nuova dimensione dell’esistenza; liberi o parzialmente liberi dall’obbligo, non abbiamo ancora gli strumenti per affrontare questa nuova condizione esistenziale. Ci vorrà tempo e fatica”.
Naturalmente questa è solo un’interpretazione (ci sono ovviamente anche altre cause), tuttavia non mi sembra affatto campata per aria.
3) “O meglio coinvolge ormai tutta la civiltà occidentale, in piena e secondo me inarrestabile decadenza”. (Armando)
Sono d’accordo con una precisazione importante, per lo meno dal mio punto di vista. E’ in crisi la cultura occidentale, la civiltà, appunto. Penso alla cultura dei diritti, della tolleranza, delle libertà individuali, dello stato sociale, della democrazia e in generale di tutti quei valori positivi espressione del più autentico pensiero liberale. E questo è un danno, direi anche molto grave.
E’ singolare, ma solo apparentemente paradossale (per lo meno dal mio punto di vista) che tutto ciò avvenga proprio nel momento della massima espansione capitalista sul pianeta (dominio assoluto). Ciò dimostra ciò che personalmente sostengo ormai da tempo (senza nessuna presunzione, sia chiaro, mi ritengo solo un uomo che pensa con la propria testa e nulla più) e cioè che non è affatto vero che liberalismo e capitalismo siano indissolubilmente legati, come sembrava e come è stato sostenuto per ragioni ideologiche (e anche di realpolitik). Questo è un altro dogma che sta gradualmente crollando (e che per la verità sarebbe già dovuto crollare da un pezzo ma proprio la realpolitik lo impediva) e proprio il declino della nostra civiltà lo dimostra, contestualmente all’affermarsi di un “altro”capitalismo, quello asiatico (non mi riferisco solo a quello cinese e soprattutto non uso questo termine solo dal punto di vista geografico ma soprattutto concettuale), dove la separazione fra cultura dei diritti (libertà democratiche di vario genere ecc.) e sviluppo economico è la regola. Il capitalismo globale che si sta affermando nel mondo si fonda proprio sul modello autoritario “asiatico” (sempre nell’ampia accezione di cui sopra, cioè culturale e concettuale). Mi sconforta constatare che pochissimi e forse nessun pensatore liberale “classico” se ne siano ancora avveduti, per lo meno per ciò che è di mia conoscenza.
Il capitalismo si è molto spesso politicamente accompagnato e declinato con le più abominevoli tirannie della Storia Moderna (America Latina, Sudafrica dell’apartheid, Filippine, Indonesia, Sud est asiatico, monarchie saudite e simili) così come, al contempo, in altri contesti (Europa) ha visto invece crescere e svilupparsi la cultura dei diritti e della tolleranza come mai prima nella Storia. Questa apparente contraddizione (e questa diseguale declinazione politica dello stesso sistema economico) era favorita, a mio parere, proprio dall’esistenza del Comunismo e del sistema sovietico. Dove era possibile (leggi l’Europa per condizioni storiche e culturali), si è andati verso la costruzione di società molto evolute dal punto di vista sociale e delle libertà individuali e democratiche. Anzi, proprio la competizione con il sistema sovietico ha favorito questo processo (senza dimenticare il ruolo svolto dal Movimento Operaio e delle culture che da questo sono scaturite, e come questi abbiano condizionato lo sviluppo della nostra civiltà). Dove invece non sussistevano quelle condizioni, si è andati scientemente nella direzione opposta; tutto era possibile pur di mantenere il dominio capitalista, anche le peggiori brutture, anche i regimi politici più sanguinari e illiberali.
Oggi, dopo la fine del Comunismo reale, sempre in modo apparentemente paradossale, questi due “estremi” tendono gradualmente ad avvicinarsi. Per una ragione semplicissima: non c’è più bisogno né dell’uno né dell’altro. Il nuovo modello che si sta affermando è appunto quello di un capitalismo globale autoritario figlio di una cultura altra rispetto a quella liberale classica. Potremmo forse cominciare a parlare di Capitalismo Postmoderno e Postliberale ma naturalmente il discorso ora si amplierebbe troppo…
Mi è sembrato però giusto entrare nel merito e spiegare, sia pur molto superficialmente, la mia opinione, perché il concetto di declino della civiltà occidentale ricorre spesso in ambito Momas (movimento maschile), secondo me con analisi e con approcci interpretativi completamente scentrate (difesa dell’Occidente dall’Islam e comunque dal presunto assalto di culture altre rispetto a quella occidentale). La questione è a mio avviso ben più complessa e meriterebbe una riflessione assai più approfondita e non da crociata pseudo ideologica (e anche intellettualmente molto rozza, diciamocelo…)
Fabrizio
“Purtroppo non lo dico io ma gli avvocati matrimonialisti: le suocere incidono su un divorzio su tre. Con questo non voglio deresposabilizzare nessuno ma in Italia il culto della madre e la dipendenza dalla famiglia di origine sono realta’ molto sentite”
_______________
E’ ovvio che sia così: per la maggior parte degli uomini, soprattutto qui da noi, l’ unica donna non ostile nei loro confronti è la propria madre, che spesso capisce di che pasta è fatta la propria nuora con largo anticipo rispetto al proprio figlio (e di solito ci prende, è una donna pure lei).
L’ uomo non è tendenzialmente ostile nei confronti della donna, anzi. La donna è tendenzialmente ostile verso tutti gli uomini che non fanno parte della propria prole.
E non parliamo di due entità distinte: le suocere, a suo tempo, sono state nuore.
E sfatiamo pure il mito che le madri vogliano i figli a casa vita natural durante: arrivate ad una certa età, la maggior parte di loro vuole tirare il remo in barca e godersi i nipoti, non i figli.
L’ unica cosa, da quello che ho potuto vedere finora, che generalmente alle madri non piace, è che il proprio figlio vada a vivere da solo nel vero senso della parola (cioè da single).
Condizione che, secondo me, allo stato attuale è la migliore possibile, condizioni economiche permettendo.
_______________
“non è affatto vero che liberalismo e capitalismo siano indissolubilmente legati, come sembrava e come è stato sostenuto per ragioni ideologiche”
_______________
Ma è ovvio. E’ un’ altra porcata come sostenere che il femminismo sia di sinistra, quando si tratta di una delle ideologie più reazionarie e razziste che attualmente siano in circolazione.
Il capitalismo è totalitario, non prevede la possibilità di scegliere (fatta eccezione per una ristretta élite di individui), pertanto non può essere liberale, così come non lo era il comunismo in Unione Sovietica.
Concludo il ragionamento aggiungendo quella che è la mia idea di capitalismo e di comunismo:
- comunismo significa, nei fatti, “tu rinunci alla tua libertà individuale in cambio di una TEORICA (non PRATICA) perequazione di condizioni socioeconomiche tra gli individui” (Unione Sovietica docet)
- capitalismo significa, nei fatti, “tu rinunci alla perequazione di condizioni socioeconomiche tra gli individui in cambio di una TEORICA (non PRATICA) libertà individuale che nei fatti non esiste (una roba tipo “voi siete perfettamente liberi di fare quello che decido io”)”
La stessa identica inculata, soltanto vista allo specchio: in entrambi i casi, alla fine in sostanza non hai né libertà individuale né perequazione socioeconomica, la differenza sta nel fatto che nel primo caso ti illudono sbandierando un’ egualitarismo socioeconomico che nei fatti non c’è (Breznev, Tito, Ceasusescu e compagnia cantante avevano un tenore di vita paragonabile a quello di un ricco magnate occidentale, e le loro classi dirigenti ne avevano uno perfettamente sovrapponibile a quello della borghesia agiata occidentale), nel secondo ti illudono sbandierando una libertà che nei fatti non c’è (vedasi, come esempio fresco fresco, la storia del referendum sul nucleare: l’80% della gente è contraria, ma se ne fregano e le centrali le faranno lo stesso, semplicemente annullando la prevista consultazione referendaria, e di esempi di questo tipo ne posso fare a centinaia, ad esempio il parlamento fatto di nominati dai capipartito e non da eletti e che quindi fanno quello che vogliono i capipartito e non quello che vogliono gli elettori, oppure il fatto, ampiamente dimostrato negli ultimi 20 anni, che se uno ha abbastanza soldi, di fatto ha la possibilità di sottrarsi alla giustizia e quindi l’ articolo tre della costituzione appartiene agli auspici piuttosto che alle regole, ecc. ecc. ecc. ecc. ecc. ecc. ecc. ecc. ecc.).
Furbi, eh?
Questi su come metterlo nel culo agli altri ci studiano su tutta la vita, e i risultati si vedono.
Sicuramente vi sono delle differenze nel modo di approcciare il sesso da parte delle donne del nord Europa rispetto a quelle dell’area mediterranea. E’ altrettanto vero che ovunque siamo lontani da quella reciprocità e spontaneità nel rapporto sentimentale-sessuale tra uomini e donne che sarebbe davvero rivoluzionario se si verificasse. Le ragioni che non consentono che questo accada sono molteplici e ci vorrebbe un trattato per sviscerarle tutte, anche se alcune di queste sono emerse ogni tanto nel dibattito su UB. Forse occorerebbe una vera e propria educazione sentimentale-sessuale degli individui, autenticamente laica e progressista,svincolata dalla visione consumistico-tradizionalistica-clericale, che al giorno d’oggi è ancora, fatte salve le differenze di latitudine, dominante. In un certo senso, al di là delle chiacchiere mediatiche e delle fandonie da bar, si può dire che la sessualità, non mercenaria, non si è praticamente mai emancipata, mai liberata da tutti i condizionamenti che si sono sedimentati nel corso dei secoli e che la vogliono sempre merce di scambio per arrivare a qualcos’altro, fosse questo denaro, carriera o anche solo una relazione stabile. E’ chiaro che a volerla così è più la donna dell’uomo, fermo restando i condizonamenti di natura culturale che ostacolano una più libera concezione della sessualità da parte femminile. In un certo senso potremmo affermare che l’uomo, consapevolmente o meno, finisce per adeguarvisi, sottostando a ciò che la donna stabilisce. L’uomo deve sempre offrire qualcosa che vada al di là della sua presenza fisica, e se questo quid in più è di gradimento dell’altra parte, allora forse si può combinare qualcosa, altrimenti nisba. Questa in soldoni la realtà. C’è sempre qualcuno che stabilisce le regole del gioco e in questo caso non è certamente l’uomo.
Bè, veramente, Sandro, il Comunismo non dovrebbe essere proprio quella roba lì che descrivi tu,…:-)
Però nella pratica è difficile darti torto perché le cose sono andate proprio come le hai raccontate…
La tua analisi, da un certo punto di vista non fa una grinza. Non per fare la parte di quello che “da quel dì che lo dicevo…”, però, personalmente, è da molto tempo ormai (forse da sempre, dal momento che appartengo ad una generazione per la quale il mito dell’URSS era già morto da un pezzo) che ero arrivato a determinate conclusioni. Rimando, a tal proposito, alla lettura del mio articolo “Capitalismo liberista e di stato” dove, anche se con altre parole, sostengo la tua stessa tesi e soprattutto giungo alle tue stesse conclusioni.
Ahinoi, un nuovo orizzonte per quella che chiamiamo Sinistra (tanto per capirci) deve essere ancora inventato. Prima o poi lo sarà. La Storia non si ferma, questa è l’unica cosa certa…
In fondo (e senza in fondo) anche noi, nel nostro piccolo (ma sarà poi così piccolo vista l’entità della questione che stiamo affrontando?…) stiamo dando un contributo in questa direzione. Anche se la “sinistra” ufficiale ne farebbe volentieri a meno…:-)
Fabrizio
Simone 6:56 pm – 18th gennaio:
<<<<<<<<<<<
(…)Quando gli umani erano cacciatori e raccoglitori, le donne (specie quando erano incinte) non potevano correre veloci quanto gli uomini, quando venivano attaccate dai predatori.(…)
<<<<<<<<<<<
Aspettavo uno spunto come questo, per esprimere una mia opinione sull'origine del cosidetto "mestiere più antico del mondo" o meglio, la mercificazione sessuale in senso lato, come corredo genetico femminile.
Se non proprio già dai tempi di "Lucy", le specie di Homo che si sono successivamente evolute, diventarono anche sempre più abili come cacciatori, per la necessità di assicurarsi tra l'altro, un maggiore apporto proteico. Considerando sopratutto la struttura e le loro dimensioni fisiche, se l'abbattimento di una preda era già un'impresa per un gruppo di maschi, allora le femmine, ancora più esili di loro, ne erano praticamente escluse. Come fare per "accaparrarsi" il miglior pezzo di preda possibile, per sfamare se stessa e la prole?
Appunto deviando gli "appetiti" del maschio (Alpha?) dal suo cibo a quelli sessuali.
Questa dinamica dovrebbe però, secondo me, presupporre alcune condizioni, come per esempio:
1. Un concetto di "famiglia" assente o meno strutturato di quello odierno (le "corna" non erano gradite neanche ai nostri antenati).
2. Periodi di fertilità simili o in evoluzione verso quelli della femmina umana attuale (non dipendenti dalle stagioni, come nelle altre specie animali, altrimenti il maschio verrebbe stimolato sessualmente solo durante le brevi fasi di estro femminile).
Non so se questa ipotesi possa stare in piedi, ma come si spiegherebbe altrimenti la radicata predisposizione femminile, identica in ogni parte del pianeta, nell'uso ed abuso della loro sessualità in cambio di qualcos'altro? Non potrebbe essere anche una chiave di lettura sulla riluttanza se non addirittura l'incomprensione da parte delle donne verso il concetto del "sesso ludico"?
Spero che tra gli altri lettori del blog ci sia anche un/a esperto/a in antropologia sociale o altro, per eventualmente confermare o smentire, parzialmente o del tutto, quanto sopra esposto.
Almeno per una semplice curiosità.
P. Leo
Fabrizio:
>>
Questa apparente contraddizione (e questa diseguale declinazione politica dello stesso sistema economico) era favorita, a mio parere, proprio dall’esistenza del Comunismo e del sistema sovietico
>>
Prima che il Muro crollasse non ci avrei creduto, adesso mi pare chiaro che abbiamo paradossalmente beneficiato della sua esistenza in senso strutturale. La socialdemocrazia liberale è stata la risposta europea al comunismo. Finito questo tramonta progressivamente anche quella. In questo trend l’Italia è all’avanguardia. La distruzione delle conquiste liberalsocialdemocratiche è sotto i nostri occhi ogni giorno. Evidentemente non erano tanto conquiste quanto effetti di una (a noi) favorevole combinazione geopolitica.
Il Muro che ci separava dall’Est, a nostra insaputa ci proteggeva dall’Ovest.
Rino DV
Fabrizio: sul punto 1) convengo con te nella sostanza, ovvero nella distinzione fra libertà e potere e dunque nel fatto che quella dei paesi nordici è libertà camuffata.
Nel punto 2) tocchi temi assai complessi, davvero difficili da spiegare in poche righe. Intanto una considerazione a partire dalla fine del tuo post. La crisi della civiltà occidentale ha, secondo me, cause interne e non esterne quali Islam, immigrazione etc. So di non essere popolare quì richiamando una tesi di Benedetto XVI, secondo il quale le altre civiltà non ci rimproverano tanto di essere cristiani, ma piuttosto il contrario, ovvero di aver abbandonato la concezione cristiana. Per me è così. Si può essere in disaccordo con tante cose della Chiesa, ma sulla critica alla mercificazione dell’esistenza, e dunque al materialismo spicciolo e pratico senza principi che non siano le merci (ben diverso dall’ateismo sofferto che si interroga anche senza arrivare a una risposta, o dando una risposta opposta), non può non esserci concordanza. Questo argomento si lega con quella interessante teoria sui suicidi nelle ricche società nordiche che hanno risolto i problemi primari dell’esistenza. Dice il cittadino danese “Paradossalmente ciò che per tutti gli uomini e le donne del pianeta costituisce un sogno, una specie di miraggio, cioè la liberazione dalla schiavitù del lavoro, nel nostro paese, dove in parte questa situazione è stata realizzata, proprio questa rappresenta la causa prima di quel malessere che porta tanti alla depressione e alcuni di questi addirittura al suicidio. Insomma – continuava – non siamo ancora abituati a questa nuova dimensione dell’esistenza; liberi o parzialmente liberi dall’obbligo, non abbiamo ancora gli strumenti per affrontare questa nuova condizione esistenziale. Ci vorrà tempo e fatica”.
Ora, poichè le società nordiche sono anche quelle dove il processo di secolarizzazione è più avanzato, sono cioè le più “laiche”, questo testimonia di una dimensione umana che necessita di qualcosa che vada oltre le cose materiali, che riesca cioè a dare un senso alla vita di ciascuno. Quando le persone non sono più costrette a lottare per la sopravvivenza, questi bisogno di “spirito” riemerge prepotente perchè la dimensione religiosa (o chiamiamola come si vuole, comunque spirituale), a mio avviso, è costitutiva dell’uomo e non un retaggio dell’arretratezza e della povertà. In Urss, dopo la dissoluzione del settantennale ateismo di stato l’elemento religioso è riapparso immediatamente, e secondo me anche perchè in fin dei conti il marxismo è stato vissuto come religione secolarizzata, e in questa veste era riuscito a svolgere, prima delle degenerazioni che sappiamo, la funzione di dare un senso alla vita prima esercitata dalla religione.
Sulla questione del legame fra capitalismo e liberalismo, ti dirò che ho un po’ cambiato idea. Anche io, ad un certo punto, ero convinto che il nesso fosse strettissimo e destinato a produrre conseguenze ineluttabili sul piano politico e sociale. Ma effettivamente così non sembra essere. La qual cosa non può non interrogarci sul significato e sul contenuto di quei termini. Se, ad esempio, è vero che il Capitalismo è compatibile con una struttura politca autoritaria, è anche vero che non si può concepire il liberalismo solo come “democrazia politica” e “diritti civili e sociali” . Se il liberalismo ha al suo centro la “libertà individuale”, essa non può prescindere dalla proprietà privata, piaccia o non piaccia. Ma una proprietà privata letta come principio assoluto, produce non il suo allargamento a strati vasti di popolazione, piuttosto la sua concentrazione in poche mani. In altri termini il “mercato” e la libera concorrenza come feticci intoccabili scivolano negli oligopoli e nei monopoli, dapprima di natura diciamo così personale nella fase industriale del Capitalismo, poi impersonali e sovranazionali come nella fase attuale del capitalismo finanziario e globalizzato. Oligopoli e monopoli in grado di controllare e dirigere anche il potere politico. E’ quello che Tremonti definisce col termine di “mercatismo”, un mix di mercato e comunismo inteso come interventismo statale più o meno mascherato. Un bel rebus dunque, che si aggroviglia ancora di più quando si va a parlare di espansione delle libertà e dei così detti dirittti civili, ossia della loro globalizzazione a tutti i paesi. In termini culturali è del tutto evidente che questo processo, verso cui le sinistre spingono come fosse la soluzione delle soluzioni, significa omologazione di stili di vita, usi, costumi, credenze etc., etc, ossia le condizioni preparatorie all’avvento di un grande mercato unico mondiale in cui le multinazionali possano piazzare indifferentemente i loro prodotti. Il cerchio sembra così richiudersi nuovamente, e di nuovo un contenuto del liberalismo ri-diventa funzionale al capitalismo.
In fin dei conti, cosa rappresentano le “guerre umanitarie” , che pure abbattono i tiranni?
Siamo, mi sembra, in presenza di una contraddizione insolubile con gli strumenti di analisi a cui siamo usi, compreso il marxismo che pure ha indubbi meriti nell’individuare alcuni meccanismi di funzionamento delle società capitalistiche. Ho l’impressione, allora, che la soluzione sia altrove, che le nostre categorie interpretative non siano più adatte, se mai lo sono state interamente, e che le contraddizioni di cui è intessuto l’essere umano (perchè di questo si tratta infine) necessitino di approcci diversi, molto pazienti e che facciano leva su un aspetto dell’umano diverso da quello dell’interesse e dell’utilitarismo, peraltro senza illudersi di forgiare “l’uomo nuovo”.
armando
Tornando un pò fuori del seminato, anche se molto interessante, di Fabrizio e Armando…Ieri ho voluto tastare il terreno, ho provato a parlarne con due mie amiche di questo sito e di queste tematiche (tenete presente che queste due amiche sono sempre in conflitto con uomini che le fanno soffrire, i famosi “dannati”, ed io e mio fratello a fare gli amici “spugna”, cosa che gli uomini beta credo sappiano bene…)
Avete presente lo sbarco degli alieni?? Praticamente le espressioni erano le stesse
“Siamo, mi sembra, in presenza di una contraddizione insolubile con gli strumenti di analisi a cui siamo usi, compreso il marxismo che pure ha indubbi meriti nell’individuare alcuni meccanismi di funzionamento delle società capitalistiche. Ho l’impressione, allora, che la soluzione sia altrove, che le nostre categorie interpretative non siano più adatte, se mai lo sono state interamente, e che le contraddizioni di cui è intessuto l’essere umano (perchè di questo si tratta infine) necessitino di approcci diversi, molto pazienti e che facciano leva su un aspetto dell’umano diverso da quello dell’interesse e dell’utilitarismo, peraltro senza illudersi di forgiare “l’uomo nuovo”.(Armando)
Sono (in parte) d’accordo, Armando, purchè questa oggettiva difficoltà nel trovare delle soluzioni alle contraddizioni di cui sopra (che nessuno ha mai trovato né, a mio parere, potranno mai essere trovate in termini assoluti per la semplice ragione che non esisterà mai un punto di vista filosofico onnicomprensivo e capace di interpretare il reale nella sua interezza) non trovi risposta in atti di fede o nell’adesione a questa o a quella confessione religiosa, con la pretesa di aver finalmente trovato la chiave di volta se non addirittura “quella” categoria interpretativa che cercavamo da tempo e che ci mancava per chiudere il cerchio… .
Stiamo parlando in questo caso di scelte rispettosissime che hanno a che fare con il foro interiore, la domanda di senso, il bisogno e la ricerca di spiritualità di ciascuno di noi, ma che non sono e non potranno mai essere assunte, al pari delle altre, come categorie interpretative del reale, inteso come conoscibile (ma anche come inconoscibile, anche se è improprio, ovviamente, in questo caso, continuare a definirlo in questo modo), per lo meno, come ripeto, in termini assoluti.
E questo è secondo me il significato autentico del concetto di laicità, che il più delle volte viene maldestramente confuso con quello di ateismo (concetto filosofico da rispettare, come altri, e non certo una bestemmia).
Quindi, ciò che vale per il marxismo o per il liberalismo, così come per il capitalismo o il comunismo (e per tutte le altre filosofie), come tu stesso hai evidenziato, vale, per quanto mi riguarda, anche per le religioni, che sono anch’esse delle filosofie (non è affatto una diminutio, per lo meno dal mio punto di vista), anche se vanno a toccare la sfera spirituale delle persone.
Laddove invece le religioni, come purtroppo il più delle volte accade (specie quando si fanno Stato ma non solo) pretendono di sostituirsi a quel paziente (e senza fine) lavoro di indagine e di ricerca a cui tu stesso facevi riferimento, e di porsi come Verità Vere, in contrapposizione o in sostituzione di quelle categorie interpretative, fallaci e limitate per definizione , si sconfina inevitabilmente nell’integralismo e nel dogmatismo (che è l’esatto contrario del concetto di laicità).
Credo che ormai sia finita, fortunatamente, l’epoca in cui la condivisione di una determinata filosofia (o religione), comportava automaticamente una sorta di adesione acritica e totalizzante alla stessa.
Personalmente ritengo ,non certo per dogma ma per convinzione (del resto anche autorevoli pensatori non di formazione marxista, come lo stesso Tremonti, che tu stesso hai citato, stanno ampiamente rivalutando, dal loro punto di vista, che non è il mio, l’opera di Marx ), -che il marxismo resti ancora uno strumento, anzi, uno degli strumenti fondamentali non solo per la comprensione della realtà ma anche per indicare una possibile strada, un percorso di marcia, una possibile via d’uscita (non la sola e, come sottolineo, non in termini assoluti e certamente non dogmaticamente finalistici). Ma questa convinzione non mi impedisce affatto di avere una mia vita spirituale né tanto meno di interrogarmi, non senza una notevole dose di “pathos” (con il suo carico di inquietudine e angoscia, ma anche di compassione e partecipazione), su tutti quegli aspetti (che sono costitutivi dell’umano e ne sono parte inscindibile) che sono appunto la ricerca spirituale, la fede (o al contrario, l’assenza di fede), la relazione con l’assoluto, il sacro (che è un altro aspetto ancora).
L’afflato religioso dunque, non è in sé “l’oppio dei popoli” ma può diventarlo e il più delle volte lo è diventato (tralascio di spiegare le ragioni di questo fenomeno, per ragioni di tempo e spazio ma anche perché credo che sia superfluo, nel caso specifico).
Naturalmente questo fenomeno degenerativo (anch’esso, lo dobbiamo onestamente riconoscere, è inevitabilmente legato all’istanza religiosa la cui struttura profonda contiene i germi da cui nasce quella degenerazione) può valere anche per le filosofie, specie quando vengono appunto ridotte, guarda caso, a religioni secolarizzate, anche se il processo avviene con modalità in gran parte differenti (il fine però è il medesimo…).
Ciò spiega, in larga parte, quello a cui facevi cenno anche tu, cioè la riscoperta del “sacro” e più specificamente dell’elemento religioso, in quei paesi dove l’ideologia (che è cosa diversa dalla filosofia), sostituitasi alla religione ufficiale ma divenuta essa stessa religione secolarizzata, era crollata. Ma, dal mio punto di vista, questo è solo un meccanismo compensativo, comprensibile ma assolutamente speculare all’altro, e che comunque non può certamente costituire un valore aggiunto ai fini della comprensione della realtà e soprattutto del superamento delle sue contraddizioni.
Ci sarebbero naturalmente tante altre cose da aggiungere. Peraltro nel tuo commento in giustapposizione al mio, hai toccato anche altri argomenti, ma mi fermo qui per non farla troppo lunga e non uscire troppo dal seminato.
Fabrizio
P.S. sul tema dell’elevato tasso di suicidi nei paesi scandinavi ci tornerò perché è molto interessante.. In realtà la questione che sollevava quell’amico danese non era tanto rivolta all’aspetto religioso quanto a quello sociale, psicologico ed esistenziale (anche se indubbiamente anche quello fa parte del problema, alla luce di quanto abbiamo detto poc’anzi) e alla difficoltà da parte delle persone di riposizionarsi di fronte a nuovi scenari e nuove situazioni che la realtà (sociale, culturale ecc.) gli pone dinanzi. Anche quando questi sono potenzialmente molto positivi e forieri di nuove possibilità e opportunità.
Ci torneremo.
Il mio pensiero è che quando si tenta di espellere la dimensione spirituale dalla vita umana facendo come se non ci fosse, o riducendola ad un fatto meramente individuale, ci si preclude la possibilità di spiegazione di molti fatti anche sociali e politici.
O meglio, si piega ciò che non rientra entro gli schemi dell’utilitarismo e del materialismo, come arretratezza, suggestione, magia etc. etc. Se ci pensiamo un attimo, ciò significa dare dignità unicamente al pensiero unico della modernità, e finire per sentire il dovere di imporlo anche a chi non ne vuole sapere. Nè più nè meno di una religione imposta per legge. Si può dire allora che dopo lo stato teocratico e dopo quello ateo esiste anche uno stato laicista, in cui la neutralità è solo apparenza. Mi fermo anch’io quì perchè il discorso sarebbe lungo, quantunque interessante, e non voglio uscire dal seminato. Aggiungo solo, a proposito dei suicidi, che la tesi dell’amico danese era chiarissima. Sono stato io a sottolineare che quelle difficoltà psicologiche e sociali ad adattarsi alla nuova situazione nascono da una mancanza di senso complessiva, e a meno che si pensi che il senso alla vita sia dato solo dalle necessità materiali, allora ecco che spunta all’orizzonte la carenza di spirito nelle società ricche e secolarizzate. Opinione personale naturalmente ,ma dedotta dai fatti.
armando
“Ahinoi, un nuovo orizzonte per quella che chiamiamo Sinistra (tanto per capirci) deve essere ancora inventato”
_______________
Ma figuriamoci.
Avevano già detto tutto i padri nobili del socialismo cento anni fa.
Bakunin scriveva:
« Nessuno stato, per quanto democratiche siano le sue forme, foss’anche la repubblica politica più rossa, popolare solo nel suo falso significato noto con il nome di rappresentanza del popolo, sarà mai in grado di dare al popolo quello che vuole, e cioè la libera organizzazione dei suoi interessi dal basso in alto, senza nessuna ingerenza, tutela o violenza dall’alto, perché ogni Stato, anche lo stato pseudo-popolare ideato dal signor Marx, non rappresenta in sostanza nient’altro che il governo della massa dall’alto in basso da parte della minoranza intellettuale, vale a dire quella più privilegiata, la quale pretende di sentire gli interessi ideali del popolo più del popolo stesso »
Il socialismo è perfettamente coniugabile con la libertà: quello che sicuramente non lo è, è il governo dall’ alto verso il basso, sia che si tratti del politburo piuttosto che delle lobby affaristiche.
non mi intendo di biologia, di ormoni, di cromosomi, di testosterone e quant’altro, percio’ le mie considerazioni si basano in primis sul vissuto personale nonche’ di amici e conoscenti, e in secundis su quanto ho letto e ascoltato su quotidiani, settimanali, mensili e tv.
be’, per quanto riguarda il sesso, sono del parere che in gioventu’ esistano realmente delle differenze piu’ che marcate fra maschi e femmine, con i primi sicuramente piu’ vogliosi delle seconde, per quanto concerne il sesso fine a se stesso.
un ragazzo che a quell’ eta’ ha poca voglia di far sesso, ha sicuramente problemi personali, derivanti anzitutto dall’essere poco attraenti e conseguenzialmente vergini (o quasi).
scrivo questo perche’ quando un maschio e’ nel pieno della propria potenza sessuale, e fa regolarmente del sesso, ha sempre piu’ voglia di farlo – al contrario si diventa sempre piu’ apatici e spenti, spesso depressi
(non ho scritto che e’ sempre cosi’, ma molto spesso si’).
questo perche’ il sesso da’ un’ energia immensa, se vissuto bene e al tempo giusto.
poi, sempre secondo me, le cose cambiano nel tempo, quando si passano i 40-45 anni, ed anche le voglie maschili diminuiscono (quelle femminili possono scomparire del tutto dopo la menopausa).
ecco, in questo periodo della vita, credo proprio che uomini e donne siano piu’ simili (ho scritto simili, non uguali…) in fatto di sesso, perche’ i primi perdono gradualmente la forte pulsione sessuale di un tempo, mentre le seconde si dimostrano sicuramente piu’ disinvolte di quando erano giovani.
io stesso, che di anni ne ho 48, non sento piu’ gli stimoli dei bei tempi, e in diverse occasioni ho dovuto fare ricorso al viagra e al cialis, al pari di altri milioni di uomini.
premiato ai Davide di Donatello 2011
http://trovacinema.repubblica.it/multimedia/copertina/nessuno-mi-puo-giudicare-clip-6/28679590
http://trovacinema.repubblica.it/multimedia/copertina/nessuno-mi-puo-giudicare-clip-2/28679606
http://trovacinema.repubblica.it/multimedia/copertina/nessuno-mi-puo-giudicare-clip-5/28679597
http://www.seduction.net/riv1a002434.htm
@ – Da Deveraux
Inviato il 16 aprile 2011
II parte
Mi soffermero’ adesso su alcuni particolari:
Un seduttore in Romania parte con un vantaggio fittizio non indifferente, perche?
1) Gli uomini romeni non sono per niente belli, anzi detto da diverse mie amiche belle fanno proprio schifo
2) 80% degli uomini e’ alcolizzato
3) Il più importante, per un romeno una 30enne e’ anziana! Si capito bene ANZIANA, vi assicuro che di 30enni up level ce ne sono parecchie.
In Romania praticamente tutti capiscono quello che dite in italiano, voi non capite che dicono loro, per cui occhio, a volte ho visto bruciarsi chance solo per non aver tenuto la bocca chiusa nel momento giusto.
La tecnica di seduzione migliore per me e’ [secretato per i GS nel forum riservato].
Le ragazze vanno matte per [secretato per i GS nel forum riservato].
A differenza delle donne italiane che guardano solo uomini e donne (in tv su canale 5), alle donne romene piacerete anche qualche kg in più, anzi, se troppo esili vi prenderanno per effeminati o con poca salute.
Il look più giusto secondo me e’ [secretato per i GS nel forum riservato].
Il miglior periodo e’ giugno e luglio in assoluto (le ragazze sono praticamente già nude).
Le serate giuste giovedì e venerdì a volte il sabato, la domenica in estate per le strade non ce un cane.
Non bevete alcolici, rischiate grosso con la patente ed in più non e’ che fa più fichi con determinate tipo di ragazze.
C’e’ molto tradimento in Romania per cui, se ci sapete fare… risultato assicurato!
I migliori agganci li ho sempre fatti [secretato per i GS nel forum riservato], tenetelo presente!
Individuate una città, studiatela da internet prima di andarci, non intendo che dovete chattare, e’ una cosa da zerbini, dovete semplicemente avere info sulla città, eventuali feste o concorsi di bellezza, ogni città ha il suo giornalino online. Una volta arrivati, scegliete il centro della città e da qui fate partire la vs seduzione!
In bocca al lupo!
Deveraux
@@@@@@@@@
In questi ultimi due anni della mia vita, cioè da quando ho iniziato a prendere coscienza della QM, mi sono convinto sempre di più che:
1. l’uomo medio italiano è un autentico coglione.
2. nascere maschi è veramente una disgrazia, perché, nei fatti, siamo uno zero assoluto in rapporto alle donne.
Sempre costretti a rincorrerle, sempre obbligati a competere e a disprezzare gli altri uomini (italiani o stranieri che siano), sempre sospinti ad accumulare denaro (e debiti) per farsi belli con le donne, ecc ecc.
Forse ha ragione chi sostiene che il maschio è un errore della natura (quindi pure io).
Altro che reciprocità e spontaneità…
http://27esimaora.corriere.it/articolo/sono-femminista-ma/#comments_list
davoerzog docet, su la 27ora:
>>>>>>>>>>
Io la mia ragazza la rispetto in quanto individuo, e se verso di lei ho un atteggiamento di riguardo superiore cel’ho perché so in che mondo di cacca una donna e costretta a muoversi, fra maschi schifosamente schifosi e donne che vivono in un mondo fatti di NIENTE!!! Io la mia ragazza la ascolto e cerco di cogliere ogni minima sfumatura della variazione del suo carattere perché è cosi che con TUTTE LE PERSONE SI DOVREBBE FARE, ossia dispiegare empatia, affabilità e l’essere concilianti. Io se sto con la mia ragazza sono un tutt’uno con lei, e con lei sono un’entità risuonante. Per questo quando vado a cena fuori vorrei pagare a metà, oppure ognuno per se!!! Se io trasporto un peso vorrei che la mia ragazza mi aiutasse a trasportarlo, viceversa lo stesso: se lei ne trasporta uno pesante, io le do una mano!!!! Cioè ma vogliono davvero vivere felice e vivere di condizionamenti culturali??? Possibile poi che anche voi non vi rendiate conto che l’uomo che voi ritenere galante si comporta cosi, fa questo per raggiungere lo scopo, per accontentarvi, per tenervi calme??? È TUTTO FALSO!!!!NESSUNO CI CREDE IN QUESTO!!! GLI UOMINI LO FANNO perché VOI ESIGETE CHE SIA COSI, SENNO NON VI VA BENE!!! AVETE MAI ASSISTITO ALLE DISCUSSIONI CHE IN PRIAVATO I VOSTRI TANTO FORTI E MASCHI COMPAGNI FANNO GLI AMICI??? EBBENE COSA MAI SUCCEDEREBBE VOI DONNE UDISTE LA MESCHNITà, LA CATTIVERIA , L’IPOCRISIA E FALSITà DEL 90% DEGLI UOMINI ACCOPPIATI!!!!Ecco la dimostrazione di quanto dicevo!!!! O si incomincia a comportarsi da esseri umani mettendo da parte il MATERIALISMO SENTIMENTALE oppure non cambierà mai nulla!!! O meglio, CI SARANNO SEMPRE Più DONNE INSODISFATTE, FRUSTRATE E UOMINI MISOGINI, ARIDI E CATASTRIFICAMENTE MIOPI!!!!!! Spero di essere stato abbastanza chiaro!!!
P.S.1: Per fortuna ho intravisto qualche commento di essere umano femmina che riconosce quell’ammasso di stronzate.
P.S.2: Ho 27 anni e non mi sento per niente bene…
>>>>>>>>>
…
Sandro2:
http://27esimaora.corriere.it/articolo/sono-femminista-ma/#comments_list
Alla luce di tutto questo, vorrei rispolverare quei gesti base che anche le “femministe” del Terzo Millennio si aspettano ancora dal perfetto gentiluomo.
Io accenno le prime cinque voci, a voi il compito di continuarla.
1) Conto. Ok, sono autosufficiente, ma se lui m’invita al ristorante deve pagare il conto. Una contabilità minuziosa lascia presagire l’incapacità, anche di donare con il cuore. Poi, la volta successiva, lo inviterò io. Forse.
2) Passaggio. Apprezzo l’uomo che ti apre la porta d’ingresso e ti fa salire in auto. Lo ritengo il gesto che fa la differenza. E quando viene a prendermi deve scendere dall’auto. Non trovate un po’ cafone lo squillo col telefonino?
3) Tavola. Un gentleman versa sempre l’acqua, il vino o lo champagne. E’ una regola minima di educazione. Anche alla Sagra della birra.
4) Il primo passo. Confesso, per me è quasi impossibile fare il primo passo, ma le giovani lo ritengono giustamente una cosa normale. Anche se poi riconoscono che in questo modo i maschi si sono ulteriormente intimoriti o impigriti (lo confermate, ragazze?).
5) Solido. Mi piace l’idea che l’uomo sia solido e più coraggioso di me. Non potrei accettare un uomo che ha paura del buio o che cerca protezione in una donna. L’uomo mi deve dare sicurezza. Aggiunge Sara: “E se sullo zerbino trovo un topolino, regalo del mio adorato gatto, mi aspetto di non dovermene liberare io”.
———————————————————————
Vuoi pure un una fetta di culo vicino all’osso?
La chiamano galanteria ma è solo desiderio di potere, se questo non è nazi-femminismo-dominatore, altro che gentiluomo: uno schiavo.
Leggendo queste cose mi viene solo la voglia di darmela a gambe davanti ad una donna…
Ma su, è ovvio: io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io io. Chi ci crede più alle puttanate delle “esperte di relazioni” della 27ma ora o di Io Donna? Solo i fessi.
Io, invece, con tipe del genere farei volentieri una sessione di guanti in palestra…
Per quanto mi riguarda, molto meglio pagare una puttana rumena, giovane e fica, che stare a perdere tempo con frustrate del genere, capaci, alla lunga, solo di scatenare il lato violento dell’uomo.
Ma che si fottano.
>>>>>>>>>>>>>
elenabby
Parere di una femministaccia cattiva: la cavalleria è per donnine che non vogliono sporcarsi la manina e quindi l’uomo deve aprirgli la portierina, omini che non sanno porsi in maniera audace quindi si adattano allo schemino del versare l’acqua, scusate ma io la penso così… E un uomo da cosa deve proteggerci quando siamo le più forti sulla terra? O meglio ci proteggeremo a vicenda di volta in volta che c’è un VERO pericolo… Parlavo con mia madre di questa storia della protezione e anche lei non ha saputo dirmi “da cosa” l’uomo deve proteggerci. Mi ha detto: se non lo capisci è inutile che te lo spieghi. Io ho preso l’iniziativa con mio marito quando ci siamo conosciuti, siamo paritari, per forza di cose guadagno meno (lui ha un’azienda di famiglia) ma mi mantengo dignitosamente. Soprattutto per anni non ha mai pagato per me e mi andava benissimo anzi in gruppo pagavo la mia pizza/… Mostra tuttobibita, e quando da sposati ha iniziato a pagare per entrambi devo dire che ho dovuto superare la cosa… mi sembra sempre di essere quella che si fa comprare perchè l’uomo paga per lei… Ditemi cosa ne pensate!
>>>>>>>>
P.S. Ah, dimenticavo: loro sono “le più forti della terra”…?!?
Daniele:
molto meglio pagare una puttana rumena, giovane e fica,
—————————————————————————-
Meglio ancora pagarsi una bella vacanza dalle parti della Romania…
——————————————————————-
La Tipa dice:
3) Tavola. Un gentleman versa sempre l’acqua, il vino o lo champagne. E’ una regola minima di educazione. Anche alla Sagra della birra.
——————————————————————-
Alla Sagra della birra o te la danno alla spina o sai che ridicolo versare la birra nel boccale di una donna? Davvero galante! Non ci toccate la birra.
—————————————————————–
4) Il primo passo. i maschi si sono ulteriormente intimoriti o impigriti (lo confermate, ragazze?).
———————————————————————
Te lo confermo io: sì, sono intimorito ed impigrito. Lino Bani diceva: sono arrapeto ed ingrifito ed anche un po rincoglionito.
——————————————————————
5) Solido. Mi piace l’idea che l’uomo sia solido e più coraggioso di me. Non potrei accettare un uomo che ha paura del buio o che cerca protezione in una donna. L’uomo mi deve dare sicurezza. Aggiunge Sara: “E se sullo zerbino trovo un topolino, regalo del mio adorato gatto, mi aspetto di non dovermene liberare io”.
———————————————————————–
Inquietante.
Certo, lo zerbino si deve alzare e togliersi il topolino da solo e poi magari mangiare e dormire in giardino, mentre i gatto pranza e dorme con la signora.
P.S.: mi salta ora all’occhio: “un uomo che ha paura del buio”? Ma quando mai? Ma dove sarebbero? Ma come se le inventano certe scemenze, le “giornaliste”? Sarà che scrivono perché hanno un computer, come certa gente parla perché ha la bocca? Oppure è l’ennesima proiezione a ore dodici? Oppure le femministacce cattive, più che di protezione, hanno bisogno di curarsi? Proprio vero che l’”universo femminile” è misterioso.
Concordo con molti di voi, tuttavia sono sempre piu’ convinto che gli uomini vengono da marte e le donne da venere..
Leggendo nel pomeriggio tutti i nuovi interventi, dico la mia..
Personalmente, ho risolto vedendo le donne come un extraterrestre! ..immaginate.. come vi comportereste con un alieno che ha un’arma di DISTRAzione di massa?
Cautela, amor proprio, rispetto, ricerca del dialogo, conoscenza il tutto in CHIAVE di reciprocità e spontaneità.. alla pari.. se cio’ non accade.. se solo voi aveste tali presupposti.. che se ne ritorni su venere!..
Si vive lo stesso, la mia vita, i miei sentimenti, la mia persona non devono dipendere e/o essere valutati da una vagina! da un alieno egocentrismo! dall’arma di cui sopra!
Vivo la mia effimera esistenza senza masturbazioni mentali su come, dove, quando, quanTo DEVO, DOVREI all’alieno.. che si fotta.. ho una vita sola, troppo breve per simili incontri ravvicinati del LORO TIPO, mi rammarico che la società non mi abbia istruito prima a scoprire me stesso e il mio valore in quanto essere umano e non ad essere servo silente dell’alieno.. che nel frattempo si prostra al sistema!
..e guarda caso.. guarda caso.. le cose vanno a gonfie vele.. suscito interesse.. carismatico mi dicono…
mi chiedo.. sarà un caso? e che caso!!
“…e non ad essere servo silente dell’alieno.. che nel frattempo si prostra al sistema!” (Damien)
Secondo me è più corretto dire “che nel frattempo è diventato alleato, complice e asse portante del sistema…”.
E’ amaro il solo pensarlo e ancor di più dirlo, ma è ciò che purtroppo penso…
Fabrizio
Tutte le regole delle buone maniere e galanteria descritte dall’amica, mostrano come le donne invece di venirci incontro nell’accompiamento ci mettono i bastoni tra le ruote. Mostrano quanta devozione i maschi hanno e il sacrificio che sono disposti a pagare per le donne.
Purtroppo io non ho ne la devozione ne il coraggio per affrontare simili alieni…
1)Conto:
Di solito, se offro il caffè o un drink ad un amico/a lo faccio per il GESTO CORDIALE, in quanto so che a)il mio amico/a ha soldi per pagarseli da sè ed apprezza il GESTO CORDIALE b) il mio amico/a NON NE ABUSA, tiene in conto il GESTO CORDIALE e contraccambia con lo stesso piacere (leggasi Reciprocità e Spontaneità, cosa che il “FORSE” finale della nazifemdominista non lascia presagire sia per capacità di intendere il GESTO CORDIALE sia che comprenda che lei è tenuta a fare altrettanto se ci tiene a MANTENERE una condotta sociale equa e priva di zavorre oggetive che non vadano ad intaccare l’innocenza del GESTO CORDIALE stesso! farcendolo di altri presupposti (leggasi devi pagarmi sennò poi non te la do!) e poi se le chiami “diversamente puttane” si incazzano pure! sono talmente insicure che pensano che ad un uomo interessi solo la vagina e quindi solitamente pensano “Tela devi GUADAGNARE” se una professionista mi dicesse “bocca fica ristorante e drink” suonerebbe lo stesso un pagamento o no? e poi.. ma come mai quando sono insieme alle amiche e arriva il conto, ognuna paga per se senza problemi senza stare li a vedere te hai organizzato quindi te paghi? oppure te guadagni di piu’ quindi te paghi? eh? aaaah vero.. li non ci sono uomini sottomessi al ficapower.. vero..
2)PASSAGGIO:e certo che lo si ritiene un gesto che fa la differenza.. la sottomissione camuffata da galanteria è sempre cosa proprizia per le femministe che, da un lato urlano di essere superiori, ma dall’altro non hanno neanche la forza di aprirsi una portiera.. tale gesto non E’ DOVUTO! è un piacere che un uomo puo’ concedersi di fare o meno! e non per questo deve avere un voto alla lavagna vaginale! ora.. visto che vogliono la parità per quale motivo io dovrei attuare comportamenti da “sottomesso” da “zerbino galante” per farmi compiacere, se poi alla fine magari sono una esimia testa di pene? farebbe la differenza? e certo che si! ecco perchè è facile fottere le donne, loro non capiscono altro che questi stupidi giochetti di sottomissione per dire che il loro uomo è UOMO e non una normale persona che puo’ fare quello che gli pare nel reciproco rispetto, che si fotta lei e tutta la pletora di nazifemdoministe! e la cosa che trovo piu’ stupida è attendere in macchina che lei finisca! se mi dai un orario cerca di essere puntuale! oppure mi avvisi, sms, cell, quello che ti pare! ma che io attenda 20 minuti sotto casa perchè scenda la regina dal piedistallo.. fai prima a prenderti uno zerbino! la puntualità serve nella vita, nel lavoro e nelle relazioni con gli altri! parla di noi, di quanto siamo seri in cio’ che promettiamo agli altri e del rispetto che abbiamo verso gli altri! se una donna ti fa attendere senza un motivo valido, senza avvisarti, semplicemente non ha rispetto di te, quindi ingrana la prima e mandala a quel paese! (e se hai bisogno di piu’ tempo nessuno ti obbliga a dire si va bene alle 20 ci vediamo, dimmi 21 e va bene lo stesso!)
ecco la cafonata femminile, altro che squillo di cellulare!
3)che l’essere “uomo gentile” significhi versarti l’acqua puoi stare fresca! io lo faccio se mi va.. se sto bene con te.. se mi fai stare bene.. il galateo serve solo a pulirsi l’ano dopo aver defecato oggi come oggi! l’uomo gentile si legga come coglione pagante sottomesso alla regina Vulva XI, io sono una persona, tu sei una persona, possiamo mangiare e ridere insieme senza pensare alla fica? se poi VOGLIO e mi fa PIACERE te la verso l’acqua.. ma le carinerie si fanno in due SE c’è reciprocità, altrimenti chiama il cameriere e fattela versare l’acqua, e visto che ci sei, ordina il conto e paga la tua parte, se vuoi uno schiavo zerbino vattelo a trovare altrove!
6)la donna sacrifica il lavoro per amore? che è? una battuta de La Settimana Enigmistica, sezione Risate a Denti Stretti? se lo fa significa che il marito la puo’ sostenere facendosi un mazzo tanto e quando torna a casa deve anche aiutarla sai senno che 2 bolas? senza contare che quando non le aggrada piu’ la situescion, puo’ sempre giocare all’”OK IL DIVORZIO E’ GIUSTO!” e vincere premi come una casa, alimenti e la rinnovata liberta da condividere (nuovamente) col vicino arrapato!
7) questa è l’apoteosi dell’ilarità! che una donna non accetti che l’uomo guadagni di piu’ non giustificherebbe come mai loro ambiscano sempre al DANARO, anzichè ai sentimenti che professano ogni dove, non a caso bifolchi calciatori, stupidi attori, tossicomani cantanti vengono osannati dalla pletora nazifemdoministe che copulerebbero senza problemi dentro il loro camerino! (e lo fanno.. lo fanno) senza contare tutti i punti già ivi esposti in altri articoli.. che si fottano!
e poi la ciligienina sulla torta della nazivaginofemdominista:”Ovviamente sono invitati a partecipare anche i MASCHI”
Maria Teresa Veneziani: HEIL VAGINA!!
uomini, mentre voi scrivete scrivete scrivete, le donne che vorreste sono in giro e sorridono a uomini semplici, vivi, che emanano una spontanea magnetica luce negli occhi.
“uomini, mentre voi scrivete scrivete scrivete, le donne che vorreste sono in giro e sorridono a uomini semplici, vivi, che emanano una spontanea magnetica luce negli occhi” (Paola).
Ecco un’altra Alice nel Paese delle Meraviglie…
Paola, ti sei dimenticata del cinguettio degli uccellini…Ma vedrai che con un piccolo sforzo, magari aiutandoti con un libro di Francesco Alberoni riuscirai ad ascoltare il loro canto anche nel bel mezzo del traffico romano…
Si comincia così e poi non si sa mai dove si va a parare. Vai a sapere…Magari anche tu riesci a parlare con gli uccelli, come Totò su “Uccellacci e uccellini”…
Comunque grazie della visita, ci serviva un intervento illuminante e analitico come il tuo, per aiutarci a scrutare la realtà da un diverso punto di osservazione…Altrimenti rischiamo di diventare autoreferenziali…
Grazie ancora…
Fabrizio
@ Paola -
uomini, mentre voi scrivete scrivete scrivete, le donne che vorreste sono in giro e sorridono a uomini semplici, vivi, che emanano una spontanea magnetica luce negli occhi.
@@@@@@@
Quando leggo frasi del genere, non so se ridere o incazzarmi, perché mi viene subito da chiedermi se sono io ad avere una visione distorta della realtà o se magari il Lazio fa storia a sé.
Me lo chiedo perché pur non essendo vecchio (ho 37 anni), pur non facendo esteticamente schifo (anzi) e pur vivendo non molto lontano dal mare (dove sono stato pure ieri), le uniche donne che vedo (a volte) sorridere a “uomini semplici”, sono le prostitute dell’est che mi capita di incontrare per strada e che a volte mi invitano pure a fermarmi… *
Ma per il resto, nella quasi totalità dei casi, vedo solo donne “distanti”, per niente spontanee, con le quali bisogna pure stare attenti a parlare, perché frequentemente “mozzicano” e il rischio di essere derisi e mandati affanculo è sempre alto.
Alla faccia della tanto sbandierata “iniziativa femminile” (ma cos’è? qualcuno di voi l’ha mai vista?) e e della famelica “voglia di cazzo” delle donne.
@@@
* Proprio ieri, mentre stavo tornando a casa dal mare in compagnia di un vecchio amico, ho dovuto assolutamente caricarne una della Romania, sui vent’anni, perché avevo due palle così e dovevo a tutti i costi scaricarmi.
Lo stesso ha fatto il mio amico, che da poco si è lasciato con la ex convivente.
Il fatto significativo, è che in spiaggia ci abbiamo provato pure con i sassi (ieri come la settimana scorsa), ma ne avessimo trovata una disponibile a farsi una scopata al volo.
Più tempo passa è più mi girano i coglioni, perché al di là delle diverse esigenze sessuali esistenti fra maschi e femmine, non è possibile che nel 2011 un uomo – se non ha una relazione fissa – sia costretto a pagare delle puttane provenienti da altri paesi, per fare del puro e semplice sesso, ovvero un qualcosa di naturale, che dovrebbe essere normale come il mangiare e il bere.
paola

uomini, mentre voi scrivete scrivete scrivete, le donne che vorreste sono in giro e sorridono a uomini semplici, vivi, che emanano una spontanea magnetica luce negli occhi.
http://www.youtube.com/watch?v=AbqqTQI-Cr8
Sono grato a Paola perchè le sue due poetiche righe hanno evocato, con una descrizione illuminante, il termine con cui indicare il nuovo tipo di maschio, il figlio del “maschiopentito, ovvero il “pony-man”.
In due righe ha infatti perfettamente e credo inconsapevolemente illustrato la beata inconsapevolezza maschile e la fredda lucidità femminile quando dice che… “le donne sono in giro e sorridono a uomini semplici, vivi, che emanano una spontanea magnetica luce negli occhi”.
Parole poetiche ma che confermano in toto la fondatezza del terrore e sconforto dei padri ( e delle madri) per i loro, oggettivamente e soggettivamente, incautissimi figli maschi, a rischio di diventare “pony-man” delle donne che “sono in giro a sorridere” ai loro occhi magnetici. E se Paola conosce bene il suo cuore sa che i padri hanno perfettamente ragione; e se fosse una madre sono sicuro raccomanderebbe suo figlio maschio alla protezione di tutti i Santi, affinchè oltre che magnetici gli occhi, tenesse in allerta e informato il cervello. Cosa nè di destra nè di sinistra, ma, se il privato è politico, politicamente strutturale.
Mi si stringe il cuore ogni volta che vedo questi giovani maschi che abbracciano “la sorridente” in questione: stanno stringendo al cuore una qualche centinaiata di articoli di codice civile e penale a loro sfavore e a completa ed arbitraria disposizione della “sorridente” perfettamente consapevole che li può usare come e quando vuole per sottometterli e rovinarli. Il monopolio della forza, attributo del Leviatano, oggi è nientedimeno che a sua disposizione ad assecondare ogni suo arbitrio: è la cavalleria moderna, risultato del grande impegno dell’ordine cavalleresco dei “maschipentiti” .
Perchè “la sorridente” sorride è pertanto chiarissimo: perchè lei tutto questo lo sa e “il magnetico” no. E lei tiene il “magnetico uomo semplice”, un tempo detto detto “sempliciotto”, oggi tragico “ponymen”, per la cavezza.
Compito urgente dei padri di oggi dare ai figli maschi piena consapevolezza delle implicazioni giuridiche a loro esclusivo danno che ha l’aprire un qualsiasi rapporto affettivo con una donna. Una indispensabile consapevolezza a tutela della vita: un preservativo giuridico.
Delle “donne che sorridono a uomini semplici”
Da Il Giornale , Lunedì 27 giugno 2011, pag. 17 Cronache
Articolo di Anna Maria Bernardini de Pace, (a suo tempo nota militante nel fronte del pestaggio morale antimaschile e antipaterno, oggi un pò più disponibile a vedere le cose come stanno).
Titolo: “Quei papà-mostri costruiti a tavolino”
Sottotitolo: “la denuncia di tre PM (tutte donne): la maggior parte delle accuse di violenze presentate dalle mogli durante le separazioni sono false. Lo denuncia il fatto che le denunce vengono poi ritirate ad accordo raggiunto”
Occhiello: “I Numeri:
8 su 10: dice la PM Carmen Pugliese di Bergamo che l’80% delle denunce di maltrattamenti nelle separazioni a danno di mogli e figli sono false;
tra 70% e 95%: dice la PM Pezzuolo di Firenze che a Firenze le querele contro il partner artificiosamente costruite oscillano tra il 70% e il 95%;
anche a Genova dice la PM Bresci si ricorre alla falsa querela per spuntare assegni cospicui”
Ad oggi, ma questo la Berrnardini de Pace non lo dice, queste denunce sono nella maggior parte delle procure ritenute rigorosamente per vere, anzi oro colato, e inserite come dati scientifici ad uso e consumo dell’ISTAT a trazione femmidominista e delle sue farsesche campagne antimaschili e antipaterne.
Il potere femmidominista nasce non dalla “punta del fucile” ma dalla punta delle false denunce prese per vere da una magistratura che non accerta e giudica i reati effettivamente commessi ma sostiene e propaganda una ideologia. E’ l’italica magistratura miitante.
Ma e’ cosi difficile non rispondere a Paola ? Alla fine con due righe e’ riuscita a ottenere le attenzioni che voleva con chilometriche reazioni da parte degli uomini. Se non fosse per le vostre risposte io a Paola non avrei neanche risposto anche perche’ quando scrive frasi tipo: “sorridono a uomini semplici, vivi, che emanano una spontanea magnetica luce negli occhi” e’ evidente che si tratta di una sana e bella provocazione
Ma e’ cosi difficile non rispondere a Paola ? Alla fine con due righe e’ riuscita a ottenere le attenzioni che voleva con chilometriche reazioni da parte degli uomini. Se non fosse per le vostre risposte io a Paola non avrei neanche risposto anche perche’ quando scrive frasi tipo: “sorridono a uomini semplici, vivi, che emanano una spontanea magnetica luce negli occhi” e’ evidente che si tratta di una sana e bella provocazione
>>>>>>
Neanch’io le ho risposto, perché non ne avevo voglia.
Però, scusa se te lo faccio notare, non è che si può continuare a ragionare così ogni volta che una donna provoca, perché come altri hanno già scritto anni fa (trattasi di parole che ho letto altrove, da un anno a questa parte), è proprio grazie al silenzio maschile che le donne hanno preso sempre più potere.
paola 7:15 pm – 25th giugno:

uomini, mentre voi scrivete scrivete scrivete, le donne che vorreste sono in giro e sorridono a uomini semplici, vivi, che emanano una spontanea magnetica luce negli occhi.
___________________________________________
Sarà il lucicchio al sole di una “nutrita” carta di credito?
Riguardo a Candy Candy: siamo cresciuti con quei modelli di donne dolciastre (o ninfomani) che, se una donna ci maltratta pensiamo che è nostra la colpa, in più la solita solfa femminista della donna vittima e dell’uomo colpevole e la frittata è fatta.
Prego notare che sorridono, mica niente di più. Capirai che invidia.
@Paola:
Il tuo illuminante contributo di ben 2 righe scivola inesorabilmente sul muro della mia indifferenza..
..auguro semplicemente a te, ed a quelle come te, di rinascere nel 1970 come UOMO, farti tutta la trafila di ingiustizie e di dovute devozioni per la regina vulva XI, ed arrivare ai giorni nostri precario e nella medesima situazione..
della serie: troppo facile parlar di fame a pancia piena o, se preferite, fare i gay col culo degli altri!
beh ,Damien sono nato nel 1970 anch’io ,anche se non sono precario , ma si vede che siamo sfortunati e incontriamo donne di questo tipo
http://www.youtube.com/watch?v=Ff6eB7UuPvU
Ho pubblicato nello spazio degli “articoli” questa ennesima e preziosissima chicca segnalataci da Mauro Recher (che fa un lavoro egregio), cioè il video dal titolo “Non uscirei mai con un operaio”. Ho pensato che fosse giusto immortalarlo per sempre.
Mi sono limitato ad aggiungere qualche considerazione, anche se non ce n’era certo il bisogno…
Certo che è veramente dura oggi per una donna sopravvivere in un mondo costruito a misura di uomini.
Questo video è lì a ricordarcelo…
Fabrizio
Bè, ma quanti saranno in realtà gli uomini
ricchi e forti su cui possono contare le donne?
In realtà sono una piccola minoranza. La logica
vorrebbe che fossero loro, poichè sono più forti,
ad aiutare gli uomini. Ma il mondo non è logico.
Poichè i numeri non tornano, o le donne restano sole oppure si accoppiano con uomini che fingono di essere ciò che non sono, con tutte le inevitabili complicazioni che esplodono dopo. Personalmente
ritengo che sia meglio starne alla larga. Per quanto riguarda il lato fisico, esistono delle valide compensazioni. E per il resto, cosa in realtà più seria (cioè i sentimenti, l’ affetto) è meglio un amico.
“Personalmente
ritengo che sia meglio starne alla larga. Per quanto riguarda il lato fisico, esistono delle valide compensazioni. E per il resto, cosa in realtà più seria (cioè i sentimenti, l’ affetto) è meglio un amico”. (Fedorov)
Caro Fedorov, intanto, anche se con un po’ di ritardo, benvenuto fra noi. A giudicare dalle tue parole credo che andresti senz’altro d’accordo con Sandro, un altro nostro amico, assiduo frequentatore del blog, anche se sono parecchi giorni che non si fa più vivo…
Fabrizio
Vabbè, non so, sono intervenuto altre volte
con altri nomi. Ora mi piace Fedorov per la sua
filosofia del bene comune, anche se preferisco
filosofi più razionali. Comunque interverrò altre
volte.
Personalmente ritengo che nel nostro contesto sociale, non solo non esista alcuna spontaneità e reciprocità da parte femminile, ma che in realtà i rapporti fra i due sessi siano basati esclusivamente sui desiderata femminili.
Basti dire che ci si fidanza se lo vogliono loro, si fa sesso se lo vogliono loro e come dicono loro, si va a ballare perché a loro piace ballare mentre agli uomini piace scopare. Oggi come duemila anni fa, sono gli uomini che pagano le donne e non il contrario (i quattro gatti dei gigolò fanno poco testo in confronto ai milioni e milioni di prostitute), fra i quali ce ne sono moltissimi che arrivano pure a indebitarsi per “conquistare” una donna o per frequentare night e prostitute.
Viceversa, non solo le donne non si indebitano mai per un uomo, ma, anzi, ci si arricchiscono nel frequentarli. Ora non ricordo chi scrisse per la prima volta, su U3000, che “!nascere maschi è una disgrazia”, ma credo che per molti aspetti avesse proprio ragione.
Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te……
http://multimedia.lastampa.it/multimedia/la-zampa/lstp/67726/
Devo dire che questo video, Cesare, è forse ancora più rivoluzionario di quello che ho appena pubblicato sulla homepage, forse varrebbe la pena di inserirlo come un vero e proprio articolo…
Fabrizio
In effetti Rompicoglioni è più comprensibile a tutti, e non è una pubblicita che sfrutta il corpo delle donne, al limite si lamenteranno i cani ad essere sfruttati dai loro amorevoli padroni.
grandissimo video …niente da aggiungere
)
poi che io adoro cani e gatti (più i gatti a dire il vero ,e non perchè sono di Vicenza
http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20110427125432AASEpd4
Domanda risolta
Altra domanda »
Perche’ i maschi ti riempiono di complimenti solo per portarti a letto?
pensano davvero che questo funziona e che noi siamo cosí stupide da non accorgercene????…ma tipo cercare di conquistarci fcendoci ridere e divertire non sarebbe meglio? e’ cosí ovvio che quando uno comincia a dirti sei bellissima ecc…e’ per portarti a letto….cioe’…ma risparmiatevelo!!!
>
pallina pallina
Miglior risposta – Scelta dal Richiedente
perchè hanno un solo cervello e non si trova nel cranio!!! ma tu davveo non riesci a capire quando ti prendono per ****???gli uomini andrebbero estinti sono tutti porci!!!
>
Commento del richiedente:
ahahahhahaXD si e’ vero…sono tutti dei porci;)
>>>>>>>>>>
Ma perché le femmine sono così idiote…?
Questo è un post pubblicato su la27ora…
@@@@
antropologia del maschietto italico
18.08 | 16:21 frecciadalnord
Poveri bamboccioni italiotti. Sono persino così ingenui da riconoscere che vogliono nel loro intimo che sia la domma (sorta di mamma cattiva/buona) a commandare tra le mura domestica ma dovrebbe essere così abile (falsa) da fare credere con dolcezza sciropposa al piccolo maschio mediterraneo che è lui il grande capo!
Poveretti: confermo quanto detto in precedente mail: evviva la vera virilità dei maschi nordici: non saranno esperti delle sviolinate e dei complimenti (a vomitate! : “bella, bellissima”….) però almeno sono maschi sicuri di se che non hanno bisogno di finte sttomesse ma di donne alla pari
Vi confesso che arrivato a 37 anni, mi sto convincendo sempre di più che per quanto squallido sia, è molto meglio pagare una delle tante ventenni rumene che “lavorano” sulla Salaria.
Girando per i vari blog e forum dedicati alla questione maschile, ho trovato queste parole, scritte da un uomo di quasi dieci anni più “vecchio” di me.
@@@@@
Quando ero ragazzo io, dal punto di vista di un maschio, le femmine erano erotizzanti da morire, senza mostrare nemmeno una caviglia. Ti desideravano e te lo facevano capire. Poi hanno insegnato loro a odiarci e a considerarsi superiori a noi …
@@@@@
Siccome la mia personale esperienza, così come quella di numerosi miei coetanei è parecchio diversa, vorrei chiedere a Fabrizio, Rino, Cesate, Armando, eccetera, se si riconoscono in quelle parole oppure no. Ossia, ai vostri tempi le donne mostravano veramente desiderio verso gli uomini? Oppure siete del parere che anche in ambito momas, alcuni uomini tendano a romanzare la propria giovinezza?
Al liceo mostravano più interesse perché a quell’età si sta più insieme tra ragazzi, per il resto il tipo dice cavolate, ognuno trova erotizzanti le donne come gli pare e hanno sempre odiato il maschio perché è nella loro natura
“ai vostri tempi le donne mostravano veramente desiderio verso gli uomini? Oppure siete del parere che anche in ambito momas, alcuni uomini tendano a romanzare la propria giovinezza?” (Marco)
Opto decisamente per la seconda ipotesi, naturalmente senza generalizzare (cosa sbagliata per principio).
Devi anche considerare che negli ultimi sessant’anni, cioè più o meno dal dopoguerra ad oggi, ci sono state diverse fasi che hanno portato ad una trasformazione anche in parte dei costumi sessuali. Come abbiamo già spiegato più volte, prima del trionfo della ragione strumentale (ideologia capitalista) era il condizionamento religioso a farla da padrone, insieme, nel nostro caso, ad una cultura piccolo borghese ultraprovinciale finta-moralista e bigotta tipicamente italiota (ma non solo, sia chiaro).
Quindi i costumi sessuali sono in parte cambiati contestualmente al modificarsi dei contesti.
Il sottoscritto compirà 53 anni il prossimo 9 novembre, quindi, essendo nato nel ’58, ha vissuto la sua giovinezza nel pieno degli anni ’70, e in quella fase i costumi sessuali erano in parte diversi da quelli delle generazioni precedenti (in particolare quella antecedente al ’68) ma anche di quelle successive.
Ciò detto, sfatiamo il mito del sesso facile. Tranne un brevissimo periodo a cavallo tra la fine degli anni ’60 e poco prima della fine della seconda metà degli anni ’70 dove i costumi erano relativamente più allentati per ragioni ideologiche, la musica è stata più o meno sempre la stessa. Con la fine del “sogno”, delle utopie e dell’assalto al cielo (e comunque anche in quel periodo la sinfonia per i maschi era sostanzialmente la stessa…), e soprattutto con la fine anticipata del ‘900, e con il trionfo del capitalismo assoluto, la sessualità viene ad essere ingabbiata all’interno delle logiche strumentali dominanti (naturalmente parliamo sempre da un punto di vista psicologico, concettuale, culturale e non esclusivamente pratico).
Ma abbiamo trattato più volte questo argomento. Il minimo comun denominatore è costituito dal fatto che, seppur con modalità differenti, pressoché tutti o quasi i sistemi politici-economici-culturali dominanti nel corso della storia hanno in qualche modo (più o meno esplicitamente) represso e canalizzato la sessualità entro determinati binari (fermo rimanendo, ovviamente, le differenze di ordine naturale-ontologico fra i sessi che nessuno nega), per lo meno se parliamo del mondo cosiddetto sviluppato. Le ragioni di ciò le ho personalmente affrontate nel mio libro “Le donne: una rivoluzione mai nata” e sarebbe troppo lungo tornarci ora.
Naturalmente, oltre ad una spiegazione di ordine storico-politico e culturale, ce n’è anche un’altra, diciamo così, di ordine psicologico-antropologico (ma anche culturale) che è il famoso “machismo”. Il giorno che tutti gli uomini, o quanto meno la grande maggioranza di essi, cioè quelli che devono sudarsi la pagnotta anche se fanno finta di averne in abbondanza e a loro piacimento, smetteranno di vanagloriarsi e di raccontarsi balle e riusciranno a portare alla luce la verità vera che è dentro di loro, sarà stato compiuto un ENORME passo in avanti verso la consapevolezza e di conseguenza verso la trasformazione della relazione fra maschi e femmine.
Sulla base di queste considerazioni il motto è: diffidare delle balle che gli uomini o una gran parte di essi raccontano. E’ una forma di spavalderia (spesso anche in buona fede) necessaria per la loro sopravvivenza (così credono, i meschini, e lo dico nel senso proprio del termine, non in senso dispregiativo).
Per non parlare del ricorso ai “bei tempi che furono”: stronzate di proporzioni galattiche. Ai tempi di mio padre (prima ancora non ne parliamo neanche ) si scopava solo al casino o se ci si sposava.
Quindi prendiamo con grande, grandissimo, beneficio di inventario coloro che raccontano di mitiche “età dell’oro”, a mio parere mai esistite. Una cosa è certa, in tutte le epoche e praticamente in tutti i sistemi, per i maschi alpha dominanti (tutti, aristocratici, preti, latifondisti, vassalli, monarchi, mercanti, capitalisti, calciatori o rockstar) è valsa la legge dell’abbondanza, anche e soprattutto in campo sessuale, mentre per i maschi beta quella della scarsità.
Le leggi dell’economia politica (ma anche della critica dell’economia) sono spietate e anche un po’ fredde, se vogliamo …:-) ma di certo fanno tabula rasa di tutti i millantatori.
Fabrizio
Mi sembra che l’intervento di Fabrizio fotografi in maniera impeccabile la situazione presente e quella del passato più recente in Italia. Religione e tradizionalismo in passato, femminismo, machismo senza dubbio, una vera e propria zavorra, e ragione strumentale oggi, fanno sì che la situazione, secondo me, non sia mutata più di tanto, nonostante siano cambiati i “protagonisti” in campo, anche se non sono in grado di provarlo per esperienza diretta. Abbiamo ricordato molto spesso che l’umanità ha compiuto tante rivoluzioni, l’unica che ancora non ha sperimentato è proprio la liberazione della sessualità, e forse non a caso, in quanto questa sarebbe in grado di sovvertire l’ordine costituito, o comunque di modificare non poco la nostra concezione del mondo e quindi della società in cui viviamo.
Per rispondere a Marco:
Si intrecciano secondo me più questioni.
Intanto è vero, e perfino ovvio, che ciascuno di noi tenda a romanzare il passato, se non altro perchè la giovinezza non torna più e un ricordo bello è meglio di uno spiacevole. Detto questo:
1)Per erotizzare un maschio non è affatto necessario mostrare tutto, anzi. Alla fine l’esposizione continua stanca, come stanca ogni trasgressione che diventa normalità. Quindi su questo ha ragione quello che scrive il tipo.
2)Ciò non significa, però, che ai miei tempi, sono over 60, il sesso fosse più facile. Quale che sia la ragione, repressione sessuofobica o altro, portare a letto una ragazza non era, in linea di massima, la cosa più semplice del mondo, naturalmente con le dovute eccezioni di ragazze così dette “facili” e di ragazzi più “abili” e che incontravano di più.
3) Ciò non significa, e credo sia ancora così nonostante tutto, che la femmina non provasse desiderio sessuale. Esisteva però una sorta di “autoregolazione”, per la quale era sconveniente “darla” con troppa facilità. Dico sconveniente in senso lato, ossia rispetto al costume sociale ed anche rispetto alla convenienza in senso materiale stretto. Delle due accezioni di sconveniente, è chiaramente rimasta in piedi sola la seconda, anzi essa si è accentuata a dismisura, come ben argomenta Fabrizio. Rimane l’interrogativo, secondo me senza risposta, se crollando anche la convenienza materiale, tutto si risolverebbe nella reciprocità e spontaneità. Qualche dubbio per me esiste, perchè il sesso è forza tanto potente e potenzialmente distruttiva che tutte le società hanno in qualche modo sentito la necessità di “regolarlo” per il superiore interesse di una convivenza sociale possibile. E’, credo, sul modo di regolarla che dovrebbe vertere la discussione, più che sul “liberi tutti” di una rivoluzione sessuale integrale (alla Reich, per intendersi), sulla quale ripeto di nutrire dubbi di fattibilità reale.
Di queste dinamiche parla molto bene Steven Rhoads in “Uguali mai”. Ciò nonostante non è che il sesso non fosse praticato. Lo era, e magari, in quanto più raro e più trasgressivo di ora, anche più soddisfacente in senso lato.
4) Per quanto mi risulta, le ragazze di allora non si sognavano neanche di disprezzare, o peggio di odiare, i maschi. Sapevano che eravamo diversi, ecco tutto, e si regolavano di conseguenza. Questa storia della superiorità e quindi del disprezzo, è tipicamente contemporanea. Forse per ribaltare un precedente opposto pregiudizio (o almeno perchè così era percepito, secondo me sbagliando), ora è di moda esaltare il femminile a prescindere, leggendolo “migliore” in tutto. E’ quel potere di giudizio morale, alla lunga il più micidiale che ci sia, di cui abbiamo discusso molte volte.
>>
Quando ero ragazzo io …le femmine erano erotizzanti da morire, senza mostrare nemmeno una caviglia. Ti desideravano e te lo facevano capire. Poi hanno insegnato loro a odiarci e a considerarsi superiori a noi …
>>
Si parla di un’età dell’oro che non è mai esistita. Si può forse dire che vi fu una stagione (alcuni anni) in cui i rapporti erano meno strumentalizzati, quella immediatamente successiva al ’68. Più che liberazione vera forse fu adesione ad una moda, la necessità socialmente sanzionata di mostrarsi libere, moderne, emancipate etc. Anni in cui la domanda “sei ancora vergine?” poteva imbarazzare un certo numero di FF che erano perciò indotte a …rimediare al problema. Cmq durò poco.
Quanto al “Ti desideravano e te lo facevano capire” non ho notato mutamenti in tal senso, da allora ad oggi.
E lo smutandamento non è cosa recente. In Tv nei ’60-’70 non ve n’era, questo è vero, ma per il resto non c’era gran differenza.
Noto dunque che gli UU favoleggiano di condizioni che, in sostanza, non sono mai esistite.
Sul tema la vedo quasi totalmente come Fabrizio.
Rino DV
Sulla base di queste considerazioni il motto è: diffidare delle balle che gli uomini o una gran parte di essi raccontano. ( Fabrizio)
—————————————
Totalmente d’accordo ed in più è anche salutare, fa crescere l’autostima.
——————————————————
Questa storia della superiorità e quindi del disprezzo, è tipicamente contemporanea (Armando)
—————————————————————
Superiorità di chi? Le donne (e qualcuna me lo ha anche detto) si sentono svantaggiate dalla natura per ovvi motivi: basta solo il fatto di dover partorire.
———————————————————————–
Abbiamo ricordato molto spesso che l’umanità ha compiuto tante rivoluzioni, l’unica che ancora non ha sperimentato è proprio la liberazione della sessualità, e forse non a caso, in quanto questa sarebbe in grado di sovvertire l’ordine costituito, o comunque di modificare non poco la nostra concezione del mondo e quindi della società in cui viviamo. (Alessandro)
——————————————————————
Vero, cosi ognuno potrà farsi erotizzare da chi gli pare e come gli pare, senza divinizzare le donne e tutte le chiacchiere…
concordo con gli ultimi interventi ,anche se credo che in queste cose conti molto anche la fortuna (conta sempre, comunque) di trovarsi in certi posti al momento giusto.
,facciamo una strada e lui comincia:”Qui avevo 2 ragazze ,alla prossima casa ne avevo un altra ,per farla breve ne ho contate 10 in 3-4 chilometri
,una vera e propria via dell’oro ,ovvio che mi voleva impressionare grazie alla mia giovane età ,ma credo che questo sia solo un male perchè porta gente con problemi di relazione a sentirsi inadeguati e credo che non ne valga la pena …
Sono in sintonia sopratutto con Fabrizio e il punto del machismo ,che condivido in pieno. Tanto per fare un esempio ,racconto un episodio. Ero in macchina con un mio zio acquisito ,avevo 15 anni all’epoca ,quindi in piena esplosione ormonale
Sono d’accordo con Armando sopratutto sul punto 1 ..e sul punto 4 . Esaltare il femminile ,spesso a sproposito ,porta solo danni ,non è meglio una bella critica costruttiva? Sbagliano gli uomini ma sbagliano pure le donne, che male c’è a dirlo ?
Fantastico. A parte il fatto che si intende dimostrare che un’esperienza empirica di una persona dovrebbe dunque valere di più di una scienza (quale ad esempio potrebbe essere la psicologia sociale), ma questa tesi equivale a dire che SICCOME con TE non ci provano, non c’è reciprocità. Da me sono venute, e sono beta fino nel midollo. Ugualmente tu non vai certo a cercare reciprocità con donne che non trovi gradevoli. Già questo mina tutto il costrutto successivo. Insomma, va bene argomentare, ma una crosta con una bella cornice fa schifo lo stesso.
Che vuoi farci, Gas, sarà perché non ho il fascino che forse hai tu… Sentivamo la mancanza di un intervento come il tuo, sincero, soprattutto costruttivo, forse un pizzichino machista (o no? ma se anche fosse, che problema c’è?…) che ci spiegasse che la QM non esiste, è un’invenzione malata e rancorosa della nostra mente di “malriusciti” e che tutto è riconducibile solamente a “problemi” (sfiga?…) di ordine strettamente personale…
Ma guarda un po’, non ce lo aveva mai detto nessuno, ma proprio nessuno prima d’ora… A te la danno e a me no, questa è la verità vera, quella che io nego a me stesso …e vabbè….
Non ti sfiora neanche l’anticamera del cervello che il sottoscritto si senta invece psicologicamente solido e consapevole (della sua forza e anche della sua fragilità, come qualsiasi uomo evoluto e consapevole) al punto tale di permettersi il lusso e la libertà di esporsi pubblicamente? … Tu l’hai questa forza?…
Non entro nelle vicende di ordine personale, sarebbe anche fin troppo facile per me, ma dovrei posizionarmi sul tuo stesso livello, ed evito accuratamente di farlo…
Ti consiglio comunque di vedere anche l’altro video dal titolo “Ciò che paralizza gli uomini”. Se lo avessi visto forse ti saresti risparmiato l’onere di scrivere questo post, perché lì spiego esattamente quello che mi hai appena detto tu, cioè quello che ciascun attivista del movimento maschile si sente ripetere da quando è iniziato il suo impegno:”Parla per te sfigato!”.
Me lo sarò sentito ripetere qualche migliaio di volte però ci voleva qualcuno che me lo ricordasse, casomai me ne dimenticassi. Grazie Gas…
Cari amici, oltre alle irruzioni delle femministarde che ci danno dei cavernicoli trogloditi, ora abbiamo anche quelle dei “machetti” di turno, quelli che sono beta (per loro stessa ammissione) ma rimorchiano come superalpha perché sono tanto svegli e paraculi…
E vabbè, andiamo avanti…
Fabrizio
P.S. x Marco Pensante: Marco, che facciamo, glielo chiedi tu a Gas se sa cucinare, o vale solo per le femmine?…
Il fatto è che gli uomini sono il principale problema degli uomini, a prescindere dal femminismo e quant’altro. Lo sono perché gli uomini – eccezioni a parte – NON sono assolutamente empatici verso gli altri uomini (in verità non lo sono neanche le femmine – ma vabbè…), i quali vengono regolarmente percepiti come dei nemici da combattere (homo homini lupus…). Se poi ci sono di mezzo le femmine, apriti cielo, perché si rimbecilliscono totalmente.
Purtroppo, caro Daniele, ciò che affermi corrisponde spesso amaramente al vero . Non è un caso che uno dei primi video che ho deciso di realizzare è proprio quello dedicato al “machismo” (“Ciò che paralizza gli uomini”), il principale alleato del femdominismo, anche se i coglionazzi che lo assumono come modello comportamentale non se ne rendono conto.
Ed è sempre per questa ragione che scelgo di pubblicare commenti come quello di quel poveretto di Gas.
L’aspetto su cui dobbiamo riflettere è che a parti invertite nessuna donna, mai, in un simile contesto (dove cioè si discute di relazione di genere, sia esso una chat, un blog, una conferenza pubblica, un convegno, un dibattito televisivo o una semplice chiacchierata al bar),dividerebbe il fronte, diciamo così, e si rivolgerebbe ad un’altra donna dandole della “sfigata”. Questo perché, dobbiamo riconoscerlo, le donne hanno raggiunto una notevolissima compattezza e consapevolezza di genere, e questo, piaccia o meno, è forse il più grande successo del femminismo. La grande maggioranza degli uomini invece, da questo punto di vista, dobbiamo purtroppo ammetterlo, è ancora allo stadio primitivo.
Facciamo attenzione. Non dobbiamo scambiare la naturale competizione fra donne per primeggiare, per essere più attraenti o per ricevere attenzioni da questo o quell’uomo rispetto ad una loro amica o collega, per divisione interna. Queste sono frattaglie che riguardano o possono riguardare la vita quotidiana di questa o quella donna. Ma quando si tratta di difendere il genere tutte le donne, nessuna esclusa, fanno fronte comune. Avete mai visto o sentito una donna che in simili circostanze si rivolge ad un’altra che magari sta parlando di oppressione maschilista, dicendole“Tu dici queste cose perché sei una sfigata e gli uomini non ti cagano”. Mai visto né sentito. Ripeto, può accadere in un litigio o in una micro competizione interna fra due donne ma mai in frangenti dove è in discussione la questione di genere.
Non è un caso che batta su questo tasto e che non smetterò mai di batterlo. Perché la QM (Questione Maschile) è INNANZITUTTO una questione di consapevolezza, che prima di ogni altra cosa riguarda il foro interiore degli uomini, la loro condizione psicologica e il loro livello evolutivo.
Questo è il vero grande scoglio che dobbiamo affrontare. Fino ad ora ciascuno di noi si è “risvegliato” autonomamente, attraverso un percorso interiore, personale e individuale. E’ importante, certo, ma non sufficiente. Dobbiamo riuscire a far sì che questo percorso diventi collettivo. Questa è la grande sfida. Le donne, va riconosciuto, lo hanno compreso ben prima degli uomini (e non è un caso che siamo nelle condizioni in cui siamo). Da questo punto di vista abbiamo tutto da imparare da loro. Molte ritualità (così le consideravamo, e sbagliavamo) e pratiche femministe sono state spesso irrise, penso ad esempio alle cosiddette sedute di autocoscienza. Errore madornale! Proprio quella pratiche (e non solo, ovviamente) sono risultate vincenti e hanno contribuito a costruire quella coscienza di genere di cui al momento gli uomini sono ASSOLUTAMENTE SPROVVISTI.
I risultati sono quelli che vediamo…Quanti milioni di Gas ci sono in circolazione?
Abbiamo un lavoro molto duro davanti a noi. Ma questo già lo avevamo preventivato… (insieme agli inevitabili dileggi…:-) )
Fabrizio
Leonardo: Vero, cosi ognuno potrà farsi erotizzare da chi gli pare e come gli pare, senza divinizzare le donne e tutte le chiacchiere…
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Esattamente. Come più volte emerso, per gli uomini beta la subalternità al femminile nasce, principalmente, dal non riuscire ad appagare con relativa facilità i propri bisogni sessuali, che possono trovare soddisfazione solo attraverso tutta una trafila emotivamente, psicologicamente e, non ultimo, economicamente snervante, che poi si definisce zerbinismo. La liberazione della sessualità in senso lato, che io concepisco come emancipazione della sessualità dalla ragione strumentale odierna e dalle tante incrostazioni ideologiche che la tengono in ostaggio, riportandola alla sua “naturalità”, che non esclude, ma anzi necessita, di un approccio culturalmente evoluto, avrebbe in buona parte risolto diverse problematiche di cui qui si discute.
Perciò non capisco tutti i timori di Armando, i quali potevano essere validi fino a metà del secolo scorso, ma oggi mi paiono superabili. Ribadisco che non parlo di una sessualità animalesca, anche perchè da un essere evoluto qual è quello umano, non si può pretendere, ne sarebbe auspicabile, di vivere superficialmente un momento così delicato qual è quello dell’incontro fisico e intimo tra due persone. Ma in Occidente in questo momento si fa sempre più strada la repressione sessuofobica ad ampio raggio, dalla vita sociale, ai media, alla televisione, che mi pare allontani sempre di più questo obiettivo. Fa ancora eccezione internet, ma anche qui verrà tra non molto sferrata una forte campagna di repressione in nome dei soliti “grandi ideali”. Certo questo è uno dei tanti aspetti di cui si compone quella che è stata definita “questione maschile”, ma non credo possa essere definità di secondaria importanza.
Sottoscrivo completamente il tuo ultimo intervento, Alessandro. Il contesto sociale e culturale attuale potrebbe essere potenzialmente (ho detto potenzialmente…) pronto per un salto di qualità dal punto di vista del modo di concepire e vivere la sessualità e sono ASSOLUTAMENTE CONVINTO che questo sia uno dei nodi centrali della QM, perché costituisce uno dei crocevia principali, se non il principale, attraverso il quale si realizza quel “matrimonio” strategico fra una parte dell’ontologia femminile di cui parlo anche nel video e la ragione strumentale dominante (per Rino: questo termine l’ho mutuato da Pietro Barcellona, ma non solo, che lo utilizzava correntemente nei suoi testi per definire appunto l’ideologia capitalista dominante).
:-), anche perché ne abbiamo fatte a sufficienza (poi, ovviamente, fate come volete…).
La vera rivoluzione le donne la faranno (si fa per dire, nessuno farà mai una rivoluzione contro se stesso o per indebolire il proprio potere e la propria posizione di dominio…) il giorno in cui decideranno una volta e per sempre di smettere di avere come baricentro del loro essere e stare nel mondo, nell’ambito della relazione con gli uomini, la loro sessualità. Il giorno in cui l’approccio sessuale sarà un evento naturale, sereno, spontaneo, giocoso, diretto, ludico, tranquillo, libero da qualsiasi altro condizionamento (se mai ci sarà…), come dice Paolo Barnard nei suoi articoli. Il giorno in cui un uomo potrà approcciare con assoluta serenità una donna seduta ad un bar proponendole di fare del sesso, come fosse la cosa più normale del mondo, e soprattutto il giorno in cui una donna sarà capace di fare altrettanto , allora sarà stata fatta una vera rivoluzione.
C’è una scena di un film di qualche anno fa di Woody Allen, dal titolo Vicki Cristina Barcelona, dove il protagonista, nella vita reale l’attore Javier Bardem, si avvicina a due donne sedute ad un ristorante, e le propone, con apparente candore (sicuramente in modo estremamente sincero e diretto) di andare a casa sua per passare il fine settimana “per mangiare, bere, ascoltare buona musica, stare in allegria e fare del sesso”. Una delle due, quella più intraprendente e disinibita, è immediatamente incuriosita dalla proposta dello sconosciuto, anche se in un primo momento non si esprime. L’altra, più tradizionale (finiranno entrambe per innamorarsi di lui), reagisce invece stizzita e gli risponde ringhiosa:”Ma come si permette lei che è anche uno sconosciuto di venire qui con questa faccia tosta a proporci certe cose? Ma non si vergogna? …”. E l’uomo le risponde candidamente e semplicemente:”Non vedo cos’altro potrei fare, vi sto proponendo il meglio di me…”.
Ecco, naturalmente si tratta di un film però, come vedete (e Woody Allen, può piacere o non piacere, ma non è certo un idiota) il tema è sul tavolo…
Naturalmente ora qui si potrebbe riaprire l’ennesima interminabile discussione, con tutte le sue inevitabili e oggettive contraddizioni, sulla relazione fra natura, cultura, ontologia, diversità di genere, condizionamenti, sociali, religiosi, culturali, economici, diversi contesti ecc. . Propongo di lasciar perdere, soprattutto ad Armando
Però, indipendentemente da come la si pensi, NON C’E’ DUBBIO, e ha ragione Alessandro a sottolinearlo, che questa è una questione FONDAMENTALE. E’ il nodo dei nodi, anche perché è il punto dove il femminile tiene incatenato il maschile, come un cane al guinzaglio, con tutti i risvolti di ordine psicologico del caso (ed è evidente che non è un problema circoscritto alla sola sfera sessuale). Negarlo non avrebbe senso.
E’ questa la madre di tutte le battaglie, insieme al percorso di consapevolezza interiore maschile necessario e propedeutico alla trasformazione della realtà, quindi anche dei comportamenti femminili. .
Una cosa è certa. Ferme rimanendo le diversità di natura ontologica fra MM e FF che esistono ed esisteranno sempre, solamente una forte consapevolezza maschile, capace di tradursi in comportamenti concreti, sarà in grado di condizionare e trasformare (sia pure in parte) il modo di essere e di porsi del femminile. Su questo non c’è alcun dubbio. E’ una legge fisica. Volendo fare uno dei miei soliti banali esempi, se io abbandono degli spazi, è matematico che qualcun altro li occuperà, con le sue leggi e le sue regole. Il compito maschile (beta) è oggi quello di riconquistare quegli spazi. O meglio di conquistarli, perché non li ha mai veramente avuti e gestiti…
Fabrizio
Fabrizio, la domanda vale solo per le signore. Con i signori bisogna ragionare in un altro modo. Però Gas usa una tattica molto femminile (o femminista? boh, considerato l’eterno solipsismo della mente femminile direi che la seconda qualificazione deriva dalla prima) per esprimere il suo dissenso. Vale a dire: SICCOME A ME QUESTA COSA DI CUI PARLI NON SUCCEDE, ALLORA NON ESISTE; QUINDI TUTTO IL DISCORSO CHE FAI TU E’ SBAGLIATO. Con due corollari che riguardano i soggetti del discorso.
1)IO sono unico e speciale, quindi tu non puoi generalizzare (traduzione: ti nego ogni diritto di parlare) perché se c’è anche solo una eccezione al tuo discorso (e io sono l’eccezione, perché lo dico io), tutto il tuo discorso è sbagliato;
2)TU fai questo discorso perché sei invidioso, rancoroso, intimidito, impaurito, non te la danno mai e comunque, sia chiaro, risulta evidente da quello che dici che CE L’HAI PICCOLO.
Probabilmente Gas, come dici tu, è un machista di quelli che non devono chiedere mai, di quelli che “con le donne bisogna saperci fare”, e allora i casi sono due: o mente dicendo di essere un beta, oppure è davvero un beta, nel qual caso si illude se pensa che le donne arrivino da lui perché “ci sa fare”.
Però il suo atteggiamento mi fa pensare a un altro aspetto di quel retaggio, quel modo di pensare e sentire, che tu ben descrivi nel video e nell’articolo su ciò che paralizza gli uomini. Ed è la convinzione secolare, secondo me del tutto sputtanata, di dover “difendere” le donne. Dico sputtanata perché ormai le donne sanno difendersi benissimo da sole, ma in più esigono la protezione della forza fisica degli uomini senza per questo ritenersi in alcun modo debitrici: così, per diritto divino. Il “machista” è (fra le altre cose) l’altra faccia del linguaggio della vergogna così ben usato dalle femdoministe. E’ la faccia attiva, quella a cui se sei uomo devi fare attenzione ogni volta che esci per strada. Il braccio armato del partito femdominista. Una faccia che negli ultimi tempi si è vista molto bene in azione: quella che prende a bottigliate in testa un altro uomo in un bar o una discoteca, se crede che quell’altro abbia fatto un apprezzamento sulla sua fidanzata. Oppure quella faccia che accorre quando la sua fidanzata dice a un altro uomo “ti uccido”, com’è successo a quel poveraccio che col suo taxi ha investito (per disgrazia, ovviamente) il cane di una stronza. Cosa succede? Lei dice “ti uccido”, il fidanzato arriva e lo uccide.
Uomini che fanno esattamente quello che le donne vogliono: intervengono a loro beneficio. Nominalmente le “difendono”, com’è atavico dovere dell’uomo; in realtà compiono violenza su commissione. Di cui le donne sono mandanti. Non dovrebbe esserci il carcere anche per il mandante di un omicidio, oltre che per l’esecutore materiale?
Vabbe’, sto divagando.
Per tornare a Gas, il fatto che da lui le donne vengano non significa che il problema non esista per una quantità statisticamente significativa di altri soggetti. Inoltre non si capisce cosa c’entri l’obiezione sulle persone sgradevoli. E’ abbastanza evidente che la questione della reciprocità/spontaneità presuppone che le persone coinvolte si trovino reciprocamente gradevoli, e non in termini assoluti, ma ciascuna rispetto all’altra. Se io fossi guercio e gobbo, e per un caso fortuito della vita incontrassi qualcuno a cui piacciono i guerci gobbi, rimarrebbe comunque il problema della reciprocità/spontaneità. Probabilmente dovrei comunque corteggiare e riempire di complimenti questa ipotetica appassionata di guerci gobbi, nella speranza di cuccare.
O magari no. Se fossi guercio, gobbo e beta, ma ci sapessi fare come Gas, cuccherei comunque. E QUINDI questo sito e tutte le discussioni che comprende non servono a niente.
Vero o no?
Sono reduce da un incontro imprevisto e casuale con un amico, responsabile in una organizzazione di volontariato, che mi ha detto quanto segue:
“Sai quali sono i casi di sofferenza umana fra i più gravi, numerosi e difficili che oggi siamo chiamati a risolvere? quelli dei maschi ( e delle loro famiglie) che sposano una certa tipologia di donne (straniere e non) le quali si muovono ormai appoggiandosi a studi legali specializzati nel costruire rapporti/matrimoni di rapina. Non hai idea quali livelli di preparazione giuridica queste ragazze, apparentemente ingenue, si preoccupano di raggiungere quando si prospetta la possibilità di avere rapporti sessuali con un maschio. Tra le femmina e il maschio non c’è partita. Sono ormai presenti uffici legali che hanno come finalità aiutare queste femmine ad espropriare e fare legalmente a pezzi i maschi (e le loro famiglie di origine). Ormai, quando uno si presenta a noi chiedendo aiuto perchè distrutto da una situazione del genere, non ha nemmeno bisogno di parlare: sappiamo già prima che apra bocca le procedure rigorosamente legali che sono state applicate a suo danno e l’esproprio e/o la galera che ne è conseguito”.
Avete mai visto o sentito una donna che in simili circostanze si rivolge ad un’altra che magari sta parlando di oppressione maschilista, dicendole“Tu dici queste cose perché sei una sfigata e gli uomini non ti cagano”. Mai visto né sentito. Ripeto, può accadere in un litigio o in una micro competizione interna fra due donne ma mai in frangenti dove è in discussione la questione di genere(fabrizio)
vero nella stragrande maggioranza dei casi ,però qualche crepa la si vede pure li …seguendo anche i blog femministi ,mi sono imbattuto in questa diatriba tra le “sexy car wash!”(praticamente quelle che si strusciano sulle automobili) e le femministe ,e non sono state molto tenere ,anzi per niente ,se per l’uomo si usa spesso lo sfigato e il segaiolo ,per le donne è la zitella circondata da gatti ,senza contare l’invidia di non avere il fisico adatto a quel ruolo …..http://comunicazionedigenere.files.wordpress.com/2011/08/offese2.png
spero si veda la discussione …..
non è un male ,a mio avviso ,queste “diatribe” tra donne ,perchè cosi si rompe un muro ,quello che tentiamo di fare noi ,parlando di questione maschile ..
piu consapevolezza degli uomini ,meno omertà delle donne ,potrebbe essere un buon inizio
Fabrizio
>>>>>>>>>>>>>
Non dobbiamo scambiare la naturale competizione fra donne per primeggiare, per essere più attraenti o per ricevere attenzioni da questo o quell’uomo rispetto ad una loro amica o collega, per divisione interna. Queste sono frattaglie che riguardano o possono riguardare la vita quotidiana di questa o quella donna. Ma quando si tratta di difendere il genere tutte le donne, nessuna esclusa, fanno fronte comune. Avete mai visto o sentito una donna che in simili circostanze si rivolge ad un’altra che magari sta parlando di oppressione maschilista, dicendole“Tu dici queste cose perché sei una sfigata e gli uomini non ti cagano”. Mai visto né sentito. Ripeto, può accadere in un litigio o in una micro competizione interna fra due donne ma mai in frangenti dove è in discussione la questione di genere.
>>>>>>>>>>>>>>>
E’ proprio così.
Infatti, a differenza degli uomini che generalmente sono molto empatici verso le donne ma pochissimo verso i propri simili, le donne non sono quasi per niente (spesso per niente) empatiche verso gli uomini ma MOLTISSIMO nei confronti delle proprie “sorelle”.
Leonardo: Vero, cosi ognuno potrà farsi erotizzare da chi gli pare e come gli pare, senza divinizzare le donne e tutte le chiacchiere…
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Esattamente. Come più volte emerso, per gli uomini beta la subalternità al femminile nasce, principalmente, dal non riuscire ad appagare con relativa facilità i propri bisogni sessuali, che possono trovare soddisfazione solo attraverso tutta una trafila emotivamente, psicologicamente e, non ultimo, economicamente snervante, che poi si definisce zerbinismo(alessandro)
come non essere d’accordo chissà il perchè tutto questo mi ricorda una canzone dei twisted sister
riporto il testo
I am: i’m me
Who are you to look down
At what i believe?
I’m on to your thinking
And how you deceive
Well, you can’t abuse me
I won’t stand no more
Yes, i know the reasons
Yes, i know the score
I am, and i’ll be
I will, you’ll see
I am, and i’ll be
I am: i’m me
How i tried to please you
Live the way you said
Do the things that you do
Like the living dead
Then the truth it hit me
Got me off my knees
It’s my life i’m living
I’ll live as i please
I am, and i’ll be
I will, you’ll see
I am, and i’ll be
I am: i’m me
Now’s the time to stand tall
Start your life anew
Freedom lies in your heart
Now’s the time for you
I am, and i’ll be
I will, you’ll see
I am, and i’ll be
I am: i’m me
I am, i’m me
I am, i’m me
Can’t you see?, can’t you see?
I’m me, i’m me, me, me, me, me
I am: i’m me
I am: i’m me
Can’t you see?, can’t you see?
I’m me, i’m me, i’m me
I am: i’m me
I am: i’m me
Can’t you see that i’m me
I’m me, i’m me, look at me
I am: i’m me
I am: i’m me
tradotto con google
Sono: io sono io
Chi sei tu per guardare giù
A che credo?
Sono al vostro pensiero
E come vi inganni
Beh, non mi può abuso
Io non regge più
Sì, lo so le ragioni
Sì, lo so il punteggio
Io sono, e sarò
Io, vedrete
Io sono, e sarò
Sono: io sono io
Come ho provato a farti piacere
Vivere nel modo che hai detto
Fare le cose che fai
Come i morti viventi
Poi la verità mi ha colpito
Mi ha fatto fuori le mie ginocchia
È la mia vita sto vivendo
Vivrò come mi pare
Io sono, e sarò
Io, vedrete
Io sono, e sarò
Sono: io sono io
Ora è il momento di puntare in alto
Inizia la tua nuova vita
La libertà sta nel tuo cuore
Ora è il momento per voi
Io sono, e sarò
Io, vedrete
Io sono, e sarò
Sono: io sono io
Io sono, io sono io
Io sono, io sono io
Non vedi?, Non si vede?
Io sono io, sono io, io, io, io, mi
Sono: io sono io
Sono: io sono io
Non vedi?, Non si vede?
Io sono io, sono io, io sono io
Sono: io sono io
Sono: io sono io
Non vedi che io sono io
Io sono io, sono io, guardami
Sono: io sono io
Sono: io sono io
per chi la vuole ascoltare
http://www.youtube.com/watch?v=E_0aQOxkLZI
Caro Marco P, ma siamo veramente certi che, come dici tu, “quella cosa di cui io parlo a Gas non succeda”?…Tu ci metteresti la tua mano sul fuoco? Ho i miei dubbi…
Lo dico perché, se volessimo approfondire un pochino, ma proprio un pochino, anche al sottoscritto, così come a molti altri uomini, è capitato anche più di una volta nella sua non più brevissima vita di essere stato rimorchiato da alcune donne, ma da questo a dedurne una legge (risultato di un comportamento sistematico nello spazio e nel tempo) ce ne corre…
Aggiungo che il punto non è questo, anche perché è comunque sempre dalla donna che parte l’imbeccata, come tutti ben sappiamo. Il problema non è tanto o solo chi faccia il famoso primo passo; ad una donna può bastare uno sguardo appena accennato, un’espressione del viso, per mettere l’uomo in condizioni di proporsi e di mettere in movimento il meccanismo del cosiddetto corteggiamento (che comunque è sempre a carico dell’uomo, in tutti i suoi aspetti, psicologici, comportamentali ed economici…).
Il problema è quale tipo di relazione,da un punto di vista psicologico, si instaura (mediamente) fra i due soggetti (parliamo sempre della grande maggioranza dei maschi e non di Raul Bova o Cristiano Ronaldo). Qualsiasi uomo con un minimo di esperienza e con un briciolo di consapevolezza è ben cosciente che quella che si instaura fra i due soggetti (M/F) è una relazione caratterizzata dal potere, dal dominio, dell’uno sull’altra e il più delle volte dell’altra sull’uno (per chi condivide la nostra analisi). D’altronde la seduzione (lo dice l’etimologia stessa della parola) è prima di ogni altra cosa, una manipolazione della psiche dell’altro/a, e a questa finalità tutti i mezzi sono più o meno leciti.
E’ ovvio che l’esperienza fa virtù e con il tempo anche i maschietti (beta) apprendono ad affinare le proprie armi (sostanzialmente una certa abilità a recitare facendo finta di non farlo…), fermo restando che, a mio parere, non sempre ma il più delle volte (parliamo sempre per grandi numeri), il più furbo fra i maschietti è sempre un po’ più tonto della più tonta delle femminucce…
Una scarsa consapevolezza di sé, unita ad un orizzonte complessivo molto circoscritto, potrebbe indurre il maschietto-machetto- beta di turno a sentirsi un furbacchione più sveglio e paraculo degli altri per il fatto di aver imparato a recitare con una certa disinvoltura. Lo stesso maschietto-machetto-beta, convinto di essere più paraculo non solo degli altri maschi ma anche delle femminucce con cui normalmente si relaziona, crede quindi di aver sviluppato una grande maestria (frutto del suo fascino, naturalmente…) nell’ attrarre a sé le femmine. Le quali, se sono minimamente interessate alla sua persona (per le più svariate ragioni) faranno finta (momentaneamente) di perdere la partita a poker che loro stesse hanno deciso di giocare (e con carte loro), facendogli credere che sia stato lui a dare le suddette carte (truccate o meno). Il gonzo è doppiamente contento perché crede di essere stato rimorchiato (“ammazza aò, quanto sò fico…”) e di aver avuto in mano il pallino, quando in realtà è la femmina ad aver giocato con lui come il gatto gioca con il topo…Ovviamente il conto glielo presenterà più avanti nel tempo…
E vissero felici e contenti, per qualche tempo, fino alla separazione, all’esproprio della propria casa, al pagamento delle spese processuali, agli alimenti, alla denuncia per violenza e/o molestie…
E allora forse (non è affatto detto…) il maschietto-machetto-beta, dopo aver sbattuto il grugno contro il muro ed essersi fatto molto male, potrebbe cominciare a fare meno lo sbruffone, ad abbassare le penne e, audite audite, anche a prendere coscienza di non essere forse il “figo” che credeva ma qualcosa di molto più importante e prezioso: un uomo.
Fabrizio
Parere mio (ma non solo mio, in verità): la “furbizia” della femmina non è tanto nel cervello, bensì nella fica.
Ergo, se le voglie, le pulsioni fossero uguali – o superiori, come crede un numero sterminato di uomini – a quelle maschili, la “furbizia femminile” non esisterebbe… Per esempio, una femmina potrebbe mai essere “furba” con un gay? Ovviamente no…
Gas:
>>
A parte il fatto che si intende dimostrare che un’esperienza empirica di una persona dovrebbe dunque valere di più di una scienza (quale ad esempio potrebbe essere la psicologia sociale), ma questa tesi equivale a dire che SICCOME con TE non ci provano, non c’è reciprocità.
>>
…e siccome con te invece ci provano, ergo la reciprocità esiste!
Accusi gli altri di soggettivismo e lo pratichi nello stesso istante.
Carino.
Insomma “…intendi dimostrare che l’esperienza empirica di una persona vale di più di una scienza…”
La quale scienza, quanto ai rapporti M/F dice: per i MM il sesso è lo scopo, per le FF è uno strumento (confacente alla “ragione strumentale”). Il resto è un grande corollario di quella verità a tutti nota, nota anche a coloro che la negano.
La gnocca è l’oppio dei popoli.
Rino DV
“Il “machista” è (fra le altre cose) l’altra faccia del linguaggio della vergogna così ben usato dalle femdoministe. E’ la faccia attiva, quella a cui se sei uomo devi fare attenzione ogni volta che esci per strada. Il braccio armato del partito femdominista”. (Marco Pensante)
Esattamente. Quoto al 100%
Fabrizio
La gnocca è l’oppio dei popoli. (Rino)
Finalmente, la verità che nessun regime politico ha mai rivelato.
E’ ovvio che l’esperienza fa virtù e con il tempo anche i maschietti (beta) apprendono ad affinare le proprie armi (sostanzialmente una certa abilità a recitare facendo finta di non farlo…), fermo restando che, a mio parere, non sempre ma il più delle volte (parliamo sempre per grandi numeri), il più furbo fra i maschietti è sempre un po’ più tonto della più tonta delle femminucce…
____________________
Condivido gran parte della tua analisi, ma su questo punto dissento al 100%, perché la tesi secondo cui “il più furbo fra i maschietti è sempre un po’ più tonto della più tonta delle femminucce…” è solo uno dei tanti luoghi comuni italiani.
Fabrizio, sapessi quante “furbe stupide” ci sono in circolazione…
Tiziano, non dobbiamo prendere tutto alla lettera. Credo che la sostanza di ciò che volevo dire fosse abbastanza evidente e cioè che, mediamente, le femmine sono più sveglie dei maschi i quali impiegano molto più tempo per “scaldare i motori”.
Per fare un esempio, a parità di condizioni (fisiche, sociali, culturali, economiche, psicologiche ecc.)e di età, una fanciulla di vent’anni, un suo coetaneo, se lo mangia vivo a colazione, e lo stesso vale intorno ai trenta o trentacinque anni. Forse verso i quaranta un uomo, se ha avuto una certa esperienza e si è dato da fare, è in grado di competere con una donna (sempre a parità di condizioni). Che poi ci siano tante “femmine stupide”, come dici tu, in circolazione (comunque in misura senz’altro minore rispetto ai tanti “maschi stupidi”) è un altro discorso che nessuno nega. Ma non c’entra nulla con quello che volevo dire.
Sono sempre stato convinto (tranne quando ero un maschietto inesperto, spavaldo e quindi “stupido” anch’io) che per vincere una battaglia bisogna giocare sul proprio terreno. Un maschio che pensa di poter “vincere” con una femmina sul suo (di lei) terreno, quello della schermaglia psicologico-relazionale e della malizia, è un illuso. Anche e soprattutto per quello che ci ricordava Daniele nel suo ultimo post, e cioè che l’oggettiva condizione di fragilità, bisogno e dipendenza maschile (non mi negherai anche questo, amico mio, altrimenti significherebbe che sei ancora nel bel pieno del vortice del “machismo”…) fa sì che sia molto più facile per le femmine essere “furbe”…
A scanso di equivoci, ricordo che sto sempre parlando per i grandi numeri; il fatto che ci sia una minoranza di furbacchioni capace di giocare abilmente su quel piano non cambia la sostanza e anzi conferma la validità di ciò che affermo.
Fabrizio
Sul pianeta Terra c’è una “stargate” attraverso cui transita un flusso gigantesco, in progressivo e irrefrenabile accrescimento, di risorse frutto del lavoro e dell’ingegno maschile trasferite al genere femminile in un crescendo assordante di insolenze, accuse e minacce antimaschili.
Tiziano, non dobbiamo prendere tutto alla lettera. Credo che la sostanza di ciò che volevo dire fosse abbastanza evidente e cioè che, mediamente, le femmine sono più sveglie dei maschi i quali impiegano molto più tempo per “scaldare i motori”.
________________
Fabrizio, se non vado errato tu stesso hai scritto su questo blog che “le parole sono importanti”, perciò sono dell’opinione che affermare che “il più furbo fra i maschietti è sempre un po’ più tonto della più tonta delle femminucce” è uno scivolone bello e buono, che una donna, ma soprattutto una femminista dichiarata, non farebbe mai.
Quando mai una donna direbbe, o scriverebbe, “la donna più intelligente del pianeta è sempre un po’ più stupida dell’uomo più intelligente del pianeta” ?
Fabrizio, non mi interessa minimamente far polemica, però credo che dovresti prendere atto del fatto che ogni tanto pure tu sbagli, come qualsiasi essere umano.
Daniele:
>>
Per esempio, una femmina potrebbe mai essere “furba” con un gay?
>>
Eh eh…
Rino DV
Tiziano, ci siamo capiti…anzi, ci eravamo già capiti…
Ciò detto,ho forse mai sostenuto di non sbagliare mai? Oppure addirittura di non essere umano come tutti? Ma di cosa vai farneticando?…Sbaglio moltissimo, se è per questo, ma non in questa caso specifico…In realtà dici di non voler polemizzare ma lo stai facendo, anche se in effetti è improprio definirla una polemica, su questo hai ragione…
A volte sono perplesso di fronte a determinati atteggiamenti (non sei il primo), quasi di sfida, e non riesco a capirne la ragione… Peraltro neanche ci conosciamo, è la prima volta che ti fai vivo da queste parti e lo fai in questo modo…bah…
Un’ultima cosa:”Quando mai una donna direbbe, o scriverebbe, “la donna più intelligente del pianeta è sempre un po’ più stupida dell’uomo più intelligente del pianeta”. (Tiziano)
Come ripeto, stai cambiando le carte in tavola, io non ho parlato di intelligenza, ma di una sorta di astuzia/malizia, capacità di gestione/manipolazione dell’altro attraverso ciò che normalmente viene definito con il termine di seduzione. Tutto ciò non ha nulla a che vedere con l’intelligenza, per lo meno per come la intendo io…
Penso che sarebbe molto più utile alla causa maschile, se veramente ti sta a cuore e non sei qui solo per fare una schermaglia con il sottoscritto, un contributo fattivo in termini di idee. Ne avrai, credo, o no? E allora datti da fare, dacci una mano e lascia perdere le menate.
Fabrizio
oh salve.. vorrei riportarvi sul tema del topic:
reciprocità e spontaneità..
girarci intorno serve.. a patto che ci si focalizzi sul tema.. tuttavia, la verità è dinanzi a noi e non vogliamo vederla..
RECIPROCITA’ E SPONTANEITA’ SONO DUE CONCETTI GENERALMENTE ASSENTI DAL VOCABOLARIO FEMMINILE
..ora potete continuare a girare intorno..o prenderne finalmente atto.
“RECIPROCITA’ E SPONTANEITA’ SONO DUE CONCETTI GENERALMENTE ASSENTI DAL VOCABOLARIO FEMMINILE
..ora potete continuare a girare intorno..o prenderne finalmente atto”. (Damien)
Attento perché qualcuno potrebbe risponderti che questa tua affermazione è il risultato della tua mera esperienza empirica mentre la “scienza” sostiene il contrario…
Fabrizio
Daniele >>>>> Parere mio (ma non solo mio, in verità): la “furbizia” della femmina non è tanto nel cervello, bensì nella fica.
********************************************************
Verissimo, togli loro la fica da in mezzo alle gambe e vedi dove va a finire la loro furbizia.
..piu che “scienza”.. la chiamerei incoscienza.. visto che trattasi di donne.. e che vengano pure a recriminare.. sono abituato ai borg..
..e pure ai “rieducati”…
Ma perché forse le donne prendono iniziative serie con questi fantomatici “uomini alpha”? Ti risulta che una donna vada vicino a un uomo “alpha” e lo inviti a cena o ad uscire insieme?
Forse sará questo uomo “alpha” che, avendo piú mezzi, potrá offrire piú cose e quindi avere un ventaglio di iniziative piú ampio da proporre a una donna. Ma è sempre l’uomo, alpha, beta, gamma o zeta che sia, a dover prendere l’iniziativa.
“Ma perché forse le donne prendono iniziative serie con questi fantomatici “uomini alpha”? Ti risulta che una donna vada vicino a un uomo “alpha” e lo inviti a cena o ad uscire insieme?” (Peppe)
Sì, decisamente, anzi, fa molto di più se è per questo. Divi del cinema, rockstar e calciatori sono letteralmente assediati da frotte di ragazze che gli si offrono sfacciatamente e in forme e modi molto più smaccati e palesi rispetto forse a quanto abbia mai fatto un qualsiasi uomo nei confronti di una donna. Direi che il fenomeno è talmente evidente da non avere necessità di essere approfondito.
Credo, in tutta sincerità, che sia evidente anche a te, Peppe, però ti rimane troppo difficile resistere al gusto della provocazione…
Contento te…
Fabrizio
@Peppe:
“Ma perché forse le donne prendono iniziative serie con questi fantomatici “uomini alpha”? ”
alcuni esempi in ordine sparso:
ministre
fans
letterine
segretarie
“Ti risulta che una donna vada vicino a un uomo “alpha” e lo inviti a cena o ad uscire insieme?”
Funziona in modo diverso.. MOLTE DONNE si mostrano a lui DISPONIBILISSIME E PRONTE.. molte, come mi è capitato di constatare personalmente, aspettano fuori dai camerini per essere scelte..a lui non resta che scegliere..o prenderne piu’ di una.. o farci dei festini.. che magari con te non si sognerebbero mai di parteciparvi.. ti tocca GUADAGNARTELA, come spesso dicono con sadico appagamento, e li giu’ di corteggiamento, spese di cene vari e disco/locali.. e sperare che te la faccia annusare.. a te, beta!
ma ti dirò di piu’.. a parti invertite, le donne non sono certamente da meno.. tanto per citare un esempio;
Lady Gaga”"Andare in tour sarà anche stancante, ma ho sempre le mie soddisfazioni, ogni momento è buono per far sesso con i miei fan”.
FONTE:http://www.newnotizie.it/2011/02/12/lady-gaga-hot-faccio-sesso-con-i-miei-fan/
Senza contare che gli inviti a cena, uscendo dall’italia, si sprecano, basta pensare, come spesso abbiamo citato altrove, al fenomeno delle italianissime iomelatiroenonteladosenzacorteggiamento, che recandosi a Cuba piuttosto che a Santo Dmingo o Jamaica, letteralmente MANTENGONO i locali uomini per farsi cavalcare.., magari le stesse che una volta tornate se la tirano e fanno le timorate..
..riflettici sopra Peppe..
Raccontava Jim Morrison, cantante e leader dei Doors, in una intervista: “Una volta al termine di un concerto c’era la solita folla di ragazze che assediava i nostri camerini. Normalmente le guardie del corpo e il servizio d’ordine facevano da scudo e impedivano loro di entrare. Una volta, non so con quale stratagemma, una di queste riuscì a penetrare nel mio camerino, eludendo il controllo delle body guards, si inginocchiò ai miei piedi e mi disse:”Ti prego, voglio solo prendertelo in bocca per una volta sola, e poi giuro che sparirò per sempre, non avrai più notizie di me e non ti disturberò più”.
Mike Jagger, cantante e leader dei Rolling Stones:”Al termine di ogni concerto ciascuno di noi (della band) poteva scegliere a suo piacimento una (o più d’una) tra una folla di ragazze che si accalcavano attorno ai camerini, spintonandosi e litigando fra loro per cercare di avvicinarsi alla porta e avere più probabilità di essere scelte”.
…
Fabrizio
Damien
>>>>>>>>>>>
Funziona in modo diverso.. MOLTE DONNE si mostrano a lui DISPONIBILISSIME E PRONTE.. molte, come mi è capitato di constatare personalmente, aspettano fuori dai camerini per essere scelte..a lui non resta che scegliere..o prenderne piu’ di una.. o farci dei festini.. che magari con te non si sognerebbero mai di parteciparvi.. ti tocca GUADAGNARTELA, come spesso dicono con sadico appagamento, e li giu’ di corteggiamento, spese di cene vari e disco/locali.. e sperare che te la faccia annusare.. a te, beta!
ma ti dirò di piu’.. a parti invertite, le donne non sono certamente da meno.. tanto per citare un esempio;
Lady Gaga””Andare in tour sarà anche stancante, ma ho sempre le mie soddisfazioni, ogni momento è buono per far sesso con i miei fan”.
>>>>>>>>>>>>>>>>>
Sì, va bene, però la motivazione che spinge i fan di Lady Gaga è diversa da quella che spinge le fan di qualche rock star.
Ovvero, se nel primo caso è la voglia di fica (in questo caso di una fica famosa), nella seconda non è tanto “la voglia di cazzo”, bensì il fatto di far sesso con qualcuno che sta in alto nella scala sociale.
Ergo, più che con il cazzo di Morrison, Jagger o Vasco Rossi, le femmine fanno sesso con la loro “maschera sociale”.
La differenza vera tra una donna e un uomo è che la prima, se è una normalissima bella ragazza come tante, non ha bisogno di essere una “Lady Gaga” per disporre a suo piacimento di (quasi) tutti gli uomini, mentre il secondo,anche a parità di condizioni, per avere quella stessa disponibilità (in quella misura e con quelle modalità)deve chiamarsi Mike Jagger o Jim Morrison…
Si chiama asimmetria sessuale (e suoi derivati…). Non dovrebbe rappresentare per noi una novità…
Fabrizio
Direi anche che molti uomini, potendo scegliere, preferirebbero una commessa o una segretaria mediamente carine a Lady Gaga, mentre credo che nessuna donna sceglierebbe un impiegato o un operaio piuttosto che un divo del cinema o della canzone.
La diversità dei criteri è evidente e mi pare che quelli maschili non siano mai o quasi mai condizionati dalla posizione sociale.
C’è un fenomeno che colpisce la vecchie icone del Rock cominciando da Celentano fino ad arrivare ad Ozzy Osbourne: la moglie che fa il manager, amministra. Infatti abbiamo il declino artistico di questi personaggi. Ultimamente è deceduto un vecchio cantante Metal dei più influenti in passato: Dio, anche lui aveva la moglie manager. Non ricordo se anche Jonh Lennon si faccesse rigirare dalla sua Yoko…
lasciando stare mike jagger e jim morrison che nella storia della musica (e anche non ) hanno lasciato un segno tangibile ,per me sarebbe da mettere sotto analisi come mai un idiota che partecipa al grande fratello da sfigato diventa sex simbol. Un esempio ,visto alle iene, era un certo Nando (permetto che il mio cervello proprio si rifiuta di vedere il grande fratello
)..
) ..
Un tizio che da operaio in una catena di vernici (lavoro considerato da lui ,da sfigati) è passato ad ospite nelle discoteche con tutti i benefici del caso ,quindi anche l’interessamento da parte delle donne che prima era quasi nullo. Eclatante , a mio modo di vedere, anche il successo con le donne da parte di Pietro Maso raccontato molto bene da Fabrizio ,qualche mese fa …..
Forse questi. più delle rockstar ,sono esempi che devono far riflettere sul fatto che quando uno cambia condizione sociale ,subito diviene più “appetibile”.
Ovvio poi che chiamarsi mike jagger e jim morrison invece che mauro recher ha i suoi vantaggi (e non solo canori
Un ultimo esempio ,ieri facevo fatica a restare sveglio vedendo la “mirabolante” squadra di luis enrique (se avete voglia di dormire ,non c’è sonnifero che tenga). Eppure loro ,dopo la partita e anche dopo gli allenamenti hanno sempre schiere di ragazze che li aspettano ,invece di prenderli a calci nel culo. Il sottoscritto invece, non lo aspettava nessuno…
1) La notorietà in se stessa costituisce – di fatto – un valore. Ciò vale specialmente nella odierna società mediatica (centrata sulla pubblicità).
Non importa il modo con cui quella notorietà è stata acquistata. Con opere eccelse (Mike Jackson) o con infami delitti (P. Maso), con impegno decennale o in 2 minuti. Non importa per nulla, tanto che queste valutazioni potrebbero essere liquidate come “moralistiche”. Importa solo il fatto di stare sulla chorus line, non come ci si è giunti (magari azzoppando la ballerina rivale). La notorietà è appunto una delle componenti della posizione sociale che costituisce il vero valore del maschio agli occhi della femmina.
Ciò come da spinta darwiniana unita alla spinta del sistema attuale. Una robustissima saldatura.
2) Nei calendari appesi nelle officine ci sono femmine bellissime, giovani, nude e anonime, senza biografia. Sugli armadi delle impiegate si possono trovare foto di uomini diversamente famosi, anche di una certa età, vestiti, belli o bellocci (Clooney, Pitt, etc). E qui sta l’inghippo. Le interessate infatti cadono in equivoco su se stesse, non si raccontano la verità e anche gli UU rischiano di scambiare la maschera per il volto. Le DD credono di ammirarli perché sono belli, invece li ammirano perché sono in alto nella scala sociale.
Perciò la bellezza di quegli uomini nasconde il vero motivo per cui sono ammirati. Nessuna ragazza tiene in camera la foto di un anonimo, per quanto bellissimo. Deve avere una dentità, deve essere socialmente valutabile e deve trovarsi in alto.
Esse invece credono di esserne invaghite perché sono belli. Non dicono la verità a se stesse. Non so dire se questo inganno dipenda da motivi darwiniani (e sia universale) o se invece sia presente solo in Occidente, terra in cui si deve credere nell’amour passion e nell’amore disinteressato.
Qui, dove si deve fingere che i due si avvicinino per amore, anziché per egoismo, e per giunta che l’avvicinamento abbia la stessa motivazione e miri allo stesso scopo.
Rino DV
Sarà capitato anche a voi: quando ero ragazzo che conoscevo delle ragazze, subito cominciavano a tirar fuori le somiglianze con i vari personaggi famosi. Un comportamento che si riscontra sopratutto nelle donne, almeno io difficilmente trovo somiglianze tra donne, più che altro tra tipi di donne.
Faccio un ipotesi: dire che un ragazzo qualunque somiglia a Jonh Travolta, da parte di una donna, è togliere valore al giovane per darla al personaggio famoso. Un giorno risposi ad un paio di ragazze che conoscevo, che non ero io a somigliare a loro (i famosi) ma loro somigliavano a me, con il sorrisetto hanno risposto: no, ma che…
Perché una donna che ha un amico di scuola bello, che non ha niente da invidiare al divo (tranne i soldi e chiaramente per alcuni la bravura) debba svenire davanti al divo bello e non davanti all’amico? A volte questi divi non sono neanche cosi belli, io ho visto svenire una davanti al cantante dei The Cure, quando era già ingrassato e col trucco sbaffato.
tanto per non avere dubbi
http://www.vanityfair.it/people/italia/2011/09/13/marco-mengoni-vanity-fair-amy-winehouse?utm_source=yahoo&utm_medium=partnership&utm_content=linkout&utm_campaign=settembre2011
non lo conosco musicalmente , ma già che esce da x-factor non mi convince per niente , per me la vera musica viene fuori o dai garage o dalle cantine ,magari dopo una giornata di lavoro ,e non a tavolino
@rino , vero ,quello che scrivi ,mi trovi totalmente d’accordo
A volte questi divi non sono neanche cosi belli, io ho visto svenire una davanti al cantante dei The Cure, quando era già ingrassato e col trucco sbaffato.
Non c’è niente di cui sorprendersi. Per le donne la bellezza fisica di un uomo non è importantissima: conta molto, ma molto di più lo status sociale. Per sentirsi attratte da lui devono avere la sensazione che lui sia superiore a loro in qualcosa. Si chiama ipergamia.
@ Daniele –
Sì, va bene, però la motivazione che spinge i fan di Lady Gaga è diversa da quella che spinge le fan di qualche rock star.
Ovvero, se nel primo caso è la voglia di fica (in questo caso di una fica famosa), nella seconda non è tanto “la voglia di cazzo”, bensì il fatto di far sesso con qualcuno che sta in alto nella scala sociale.
Ergo, più che con il cazzo di Morrison, Jagger o Vasco Rossi, le femmine fanno sesso con la loro “maschera sociale”.
@@@@@@@@@
____________
@ Rino –
Perciò la bellezza di quegli uomini nasconde il vero motivo per cui sono ammirati. Nessuna ragazza tiene in camera la foto di un anonimo, per quanto bellissimo. Deve avere una dentità, deve essere socialmente valutabile e deve trovarsi in alto.
Esse invece credono di esserne invaghite perché sono belli. Non dicono la verità a se stesse. Non so dire se questo inganno dipenda da motivi darwiniani (e sia universale) o se invece sia presente solo in Occidente, terra in cui si deve credere nell’amour passion e nell’amore disinteressato.
Qui, dove si deve fingere che i due si avvicinino per amore, anziché per egoismo, e per giunta che l’avvicinamento abbia la stessa motivazione e miri allo stesso scopo.
@@@@@@@
Concordo con entrambi.
Leggete qua.
http://www.vanityfair.it/people/italia/2011/09/13/marco-mengoni-vanity-fair-amy-winehouse?utm_source=yahoo&utm_medium=partnership&utm_content=linkout&utm_campaign=settembre2011
Leggete pure questo articolo.
http://it.notizie.yahoo.com/blog/wired/l-orgasmo-delle-donne-un-mistero-evolutivo-091705242.html
Certi commenti – sia maschili che femminili – sono di un’idiozia paurosa.
L’italiano e l’italiana medio/a, in materia di sesso, sono di una povertà mentale pazzesca.
non è che le donne siano essere asessuati come ho letto in qualche post, semplicemente hanno un desiderio meno reattivo agli stimoli esterni rispetto ad un uomo. faccio un esempio: un ventenne nel pieno della propria energia sessuale trova attraenti circa il 50% delle proprie coetanee.
Una ventenne in situazione analoga trova attraente uno solo su dieci dei suoi coetanei mentre gli altri le sono indifferenti a livello di pura attrazione fisica. sono cifre che ho messo a caso a puro titolo esemplificativo ma il fulcro della questione è che l’uomo è tendenzialmente propenso ad accontentarsi della media ed è sessualmente attratto anche da donne “normali”, mentre la donna ha degli standard di preferenze estetiche piu alti. tendenzialmente è attratta (e parlo di pura e semplice attrazione fisica, quella che si manifesta nel “bagnarsi le mutandine”, equivalente femminile di un’erezione) da un Gabriel Garko o da un Raoul Bova, non da uno qualunque. In tutte le specie di mammiferi la femmina punta al vertice della piramide, mentre il maschio si accontenta della base. E’ questa l’origine della differenza nella domanda e offerta di sesso tra i due generi. Piacere a livello meramente fisico a una donna è molto piu difficile del contrario.
Ovviamente spesso e volentieri la semplice attrazione fisica può essere sublimata attraverso l’attrazione intellettuale o sociale verso un Serge Gainsbourg o un Briatore per le loro doti artistiche o per il loro ingente patrimonio.
Ma di base le donne sono dominate da impulsi che partono dal basso ventre proprio come gli uomini e che possono essere forti tanto quanto quelli degli uomini in presenza di un esemplare “dominante”. E in quel caso si fanno meno problemi a venirti incontro e a fare il primo passo manifestando reciprocità e spontaneità.
Se vivessimo in una società senza alcun tipo di vincolo morale per quanto attiene alla sfera sessuale e relazionale, qualcosa di quanto piu simile possibile allo stato di natura di un gruppo di animali, ci sarebbero pochi uomini che disporrebbero della maggioranza o totalità delle donne mentre il resto dei beta rimarrebbe all’asciutto. Ed è proprio a causa di questo che è stata inventata la monogamia: per rendere il sesso una risorsa alla portata di tutti, contrariamente a quanto avviene in natura.
Probabilmente alcuni negano questa elementare verità perché non riescono ad accettare l’idea di non essere attraenti per il sesso opposto e allora preferiscono pensare che le donne siano esseri disinteressati al sesso che accettano di accoppiarsi solo per avere figli. In realtà le donne non sono mica indifferenti a un “figo”, sono indifferenti a te perché figo non sei, fattene una ragione!
Hai capito che fine analista il nostro Latka per il quale hanno diritto al sesso solo i Raul Bova (in base all’attrazione fisica) e i Briatore (in base alla loro posizione sociale o di comando all’interno della struttura gerarchica).
Tutti gli altri (eccezion fatta per lui che naturalmente è un “figo” o tale si sente e si vive…), cioè più o meno il 95% dell’intera popolazione maschile, che non assomigliano né all’uno né altro (meno male che non assomiglio a Briatore…), devono rassegnarsi all’astinenza, alla masturbazione,al ricorso alla pornografia, alla prostituzione o alle web girl, alle briciole, all’elemosina o tutt’al più al matrimonio con una moglie stile“fantozziano” . Interessante prospettiva e brillante soluzione al problema…
Il bello, si fa per dire, è che in un primo momento, leggendo il suo post, sembra quasi fare sua la nostra analisi (asimmetria sessuale e derivati), anche se solo in parte, per poi concludere con il solito “tu non scopi perché sei sfigato”, naturalmente indirizzato al sottoscritto, ma di fatto metaforicamente nei confronti di tutti quegli uomini, pressoché la quasi totalità, che non rispondono ai modelli di cui sopra, cioè Raul Bova, Briatore e naturalmente Lui.
Cari amici, abbiamo davanti a noi un vero esemplare di maschio collaborazionista. Se volessimo promuoverlo e dargli una patente di dignità culturale e personale potremmo dargli del “nietchiano di destra”, quindi del fascista (nel senso culturale e antropologico del termine, non politico o storico) ma sarebbe improprio e anche troppo generoso definirlo in questo modo (mi dispiacerebbe anche per un buon numero di fascisti che non sono una categoria del tutto omologabile e riducibile ad un unicum e che spesso hanno anche altri valori…).
Cosa ci propone in buona sostanza Latka? Qual è il suo messaggio “rivoluzionario”? Quale novità crede di averci sottoposto? L’”homo homini lupus”, applicato in questo caso specifico alla questione sessuale e alla relazione fra i generi, ma il concetto è naturalmente estendibile a tutte gli altri ambiti dell’essere e dell’agire umano.
“Scopano i “fighi” (fra cui lui, ovviamente, insieme a Bova e Briatore, che si scopa la Arcuri perché bello, come noto, anche più del sottoscritto…) e gli “sfigati” se la prendono nel culo”. Per lo meno il buon grande vecchio Hobbes una soluzione, anche se non condivisibile, la proponeva. Lui neanche questo. “Che si scannino e che si fottano tutti, tanto i “fighi” se la caveranno e i mal riusciti periranno. Il mondo è sempre andato avanti così e sempre andrà così”.
Hai capito che perle di filosofia. Veramente un bel contributo alla causa e all’umanità. C’è da augurargli che gli vada sempre bene, fino a quando non incontrerà gente più figa di lui. Ma a quel punto, coerentemente con il suo pensiero, metterà la coda fra le sue zampe e si inchinerà ala volontà di potenza del “più figo” di lui.
Ciò detto, chiedo a Cesare, di cui apprezzo sinceramente il suo grande sforzo di unire tutti i maschi (io sono d’accordo solo fino ad un certo punto, cioè per quanto riguarda i maschi beta, perché, come lui stesso sa, ritengo che con i Bova e i Briatore di turno ci siano OGGETTIVAMENTE interessi differenti e divergenti).
Cosa si fa con questi micro maschietti come Latka? Ci parliamo, certo, cerchiamo di convincerli alla nostra causa anche se in realtà loro sanno già tutto ma scelgono di stare dalla parte del padrone. Sono “negri da cortile”, come diceva Malcom X citato dal nostro buon vecchio amico LukeCage. E con i “negri da cortile” ci sono ben poche speranze di riuscire a “convertirli”.
Io ci provo, dotato del gramsciano ottimismo della volontà (fosse diventato pure lui un intellettuale rivoluzionario perché era un mal riuscito?).
Più di questo non posso fare…
Fabrizio
..Latka ha detto delle verità, che non siano condivisibili appare ovvio, ma è la verità..
ciò che non sa è che le cosiddette femmine in cerca del top alla fine le ritrovi, in maggioranza, nella loro becera solitudine.. magari a giro da sole o con un cane o nei vari siti di incontri online e cercano ancora il principe azzurro! bada bene! anche se hanno rughe ed hanno visto piu’ schizzi loro che gli scogli di Sorrento!
Latka.. vai a vedere a Cuba/Santo Domingo/Mikonos se le donne attuano i tuoi criteri di valutazione.. vai vai!
Il problema centrale lo ha espresso Fabrizio e piu’ volte escusso da altri in questo sito, faresti bene a darci una letta.. forse una cultura ti aiuterà a svegliarti dal torpore e magari divenire meno sempliciotto..
Dai Fabrizio spezzo una lancia a favore di latka. Non mi sembra volesse dire che lui è figo quindi scopa,infatti mi pare che il suo discorso sia pro monogamia e contro il libero mercato sessuale, per permettere a tutti o quasi di avere una vita affettiva un minimo decente. Comunque chiarirà lui stesso.
Per il “fico” Latka.
>
Silverback 8/7/2006
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=1340605&st=1110
A far luce sui diversi desideri dei due sessi sono i rapporti omosessuali.
Quelli eterosessuali rappresentano un compromesso tra i desideri di un uomo e i desideri di una donna, e tendono quindi a minimizzare le differenze tra i sessi.
Gli omosessuali, invece, non hanno bisogno di giungere a compromessi, e la loro esperienza mette in mostra la sessualità umana in una forma più pura.
In uno studio sugli omosessuali di San Francisco condotto prima dell’epidemia di AIDS (il primo caso ufficiale fu registrato il 5 giugno 1981), emerse che il 25% degli uomini gay aveva avuto più di mille partner sessuali; il 75% oltre 100.
Viceversa, nessuna femmina lesbica risultò essere così promiscua, solo il 2% di esse dichiarò un centinaio di partner.
Anche altri desideri dei gay, come quelli riguardanti la pornografia, la prostituzione e l’attrazione per partner giovani, rispecchiano o portano all’eccesso i desideri degli eterosessuali.
(Tra l’altro, il fatto che i desideri sessuali degli uomini siano gli stessi a prescindere dal fatto che siano rivolti alle femmine o ad altri uomini confuta la tesi che si tratti di strumenti di oppressione della femmina.)
Non è che gli uomini gay siano sessualmente “più calorosi”: sono semplicemente uomini i cui desideri maschili si incontrano con altri desideri maschili anziché con desideri femminili.
Tra gli eterosessuali, se gli uomini desiderano la varietà più delle femmine, quello che dovrebbe conseguirne può dircelo un qualunque corso di economia.
L’accoppiamento dovrebbe essere considerato un’elargizione femminile, un “favore” che le donne possono decidere se concedere o negare.
Fiumi di metafore parlano del rapporto sessuale con una donna come di una merce preziosa, sia che assumano il punto di vista di lei (concedersi, dargliela, sentirsi usata), sia che assumano quello dell’uomo (averla, favori sessuali, farcela).
E le “transazioni sessuali”, come i cinici di ogni genere hanno scoperto da tempo, obbediscono spesso a logiche di mercato.
In tutte le società sono quasi esclusivamente gli uomini che corteggiano, fanno approcci, ricorrono a “filtri d’amore”, fanno regali in cambio di rapporti sessuali, pagano le prostitute, etc.
L’economia sessuale, naturalmente, dipende anche dalla desiderabilità dei singoli individui, non solo dai desideri medi dei due sessi.
Si paga per il sesso (in denaro, impegni, favori, regali, vacanze, cene, etc.) quando il partner è più desiderabile di noi.
Dato che le donne discriminano più degli uomini, l’uomo medio deve pagare per avere rapporti sessuali con la donna media…* (Non sempre è così ma poco ci manca*…)
Un uomo medio può attrarre una moglie di qualità superiore a quella di una partner occasionale (presumendo che l’impegno matrimoniale sia una forma di pagamento…), mentre una donna media può attrarre un partner occasionale (che non pagherebbe niente…) di qualità superiore al marito*.
Solo con gli uomini di qualità “più alta” sono disposte ad avere rapporti sessuali (gratis) un gran numero di femmine.
Sempre per il “fico” Latka.
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=12571862
Sei troppo buono, Ivan (intanto benvenuto, perché non mi pare di averti visto prima).
Se fosse come dici tu si sarebbe astenuto (o astenuta perché potrebbe anche essere una donna, il che non cambierebbe nulla di una virgola al suo discorso , anzi) dal chiudere con quel finale che sostanzialmente è:”Accettate di essere degli “sfigati”, o comunque di non appartenere alla elite dei maschi dominanti (belli , ricchi o potenti che siano), tenetevelo stretto nel culo e cercate anzi di non agitarvi troppo perché otterreste solo l’effetto contrario, cioè di provare ancora più dolore”.
Al di là della pochezza “filosofica” e soprattutto umana (uomo o donna che sia) di una simile concezione, con quel suo post (da questo punto di vista ci aiuta) non fa che supportare le nostre tesi. Cito testualmente:“Ma di base le donne sono dominate da impulsi che partono dal basso ventre proprio come gli uomini e che possono essere forti tanto quanto quelli degli uomini in presenza di un esemplare “dominante”. E in quel caso (cioè, aggiungo io, in presenza dei maschi dominanti , quindi il 5% dell’intera popolazione maschile) anche le donne si fanno meno problemi a venirti incontro e a fare il primo passo manifestando reciprocità e spontaneità”.
E grazie al “ciufolo”, doveva venire a spiegarcelo lui o lei? Non lo sapevamo forse già? E’ proprio questo genere di “reciprocità e spontaneità”a senso unico che conferma il fatto che i suddetti concetti (reciprocità e spontaneità), sempre ragionando sui grandi numeri, non appartengono al genere femminile (per ragioni di ordine sia naturale che culturale, come abbiamo sempre spiegato). O ti risulta forse che anche i maschi vanno dietro solo alle femmine dominanti?
Concetto che viene confermato in un altro passaggio dove entra appunto in questa clamorosa contraddizione, quando dice che “anche le donne sono dominate da impulsi che partono dal basso ventre proprio come gli uomini e che possono essere forti tanto quanto quelli degli uomini in presenza di un esemplare “dominante”.
Non è vero affatto che le donne e gli uomini siano eguali da questo punto di vista.Gli uomini sono ahinoi dominati da impulsi sessuali del tutto indipendentemente dalla collocazione gerarchica della donna (che sia una gerarchia sociale o estetica).
E lui (o lei) stesso/a è ben cosciente dell’asimmetria fra i due generi tant’è che dice:” In tutte le specie di mammiferi la femmina punta al vertice della piramide, mentre il maschio si accontenta della base. E’ questa l’origine della differenza nella domanda e offerta di sesso tra i due generi. Piacere a livello meramente fisico a una donna è molto piu difficile del contrario”.
Assolutamente condivisibile, anche dal nostro punto di vista. .Perchè allora chiudere in quel modo?
Le ragioni possono essere solo tre:o il/la Latka appartiene alla elite dei maschi dominanti, e allora è un nostro avversario dichiarato, oppure è un micro maschietto che gioca a fare lo stupido e che nella vita cerca di giocarsi le poche carte che ha per ottimizzare il risultato (cercando di strisciare quanto meno possibile…) tentando di “farsi bello” davanti alle femmine alle spalle e ai danni degli altri maschi (ce ne sono molti così, credimi…) . Oppure ancora è una donna (alpha o beta che sia), comunque consapevole del suo peso specifico in quanto donna (è sufficiente essere mediamente carine come miliardi di altre per avere un peso specifico superiore a quello del 95% dei maschi in circolazione sul pianeta…), e può quindi permettersi (si fa per dire…) di fare battute idiote.
Il cerchio per una volta può essere chiuso, hegelianamente…:-) (scherzo, naturalmente…)
Fabrizio
come ha detto Ivan, nel mio mio messaggio non mi auto-definivo implicitamente figo in opposizione al resto dei frequentatori di questo sito, anzì non ho problemi a definirmi l’antitesi del figo.
Ho semplicemente esposto la mia teoria sulla causa prima delle differenze tra domanda e offerta di sesso tra i due generi. Mi era capitato di leggere qualcuno che descriveva le donne come creature inerti e incapaci di provare il minimo piacere dal sesso, pratica per loro gravosa a cui si sottopongono solo per poter avere un figlio.
In base alle mie osservazioni personali non è così: mi basta vedere il comportamento delle mie gatte quando vanno in calore per capire che anche le femmine dei mammiferi, homo sapiens incluso, provano forte eccitazione erotica. Ma del resto ci sono innumerevoli esempi di questo: le legioni di ragazzine che vanno in visibilio per il carneade di turno da Elvis in poi sono animate da un’eccitazione sessuale che le spinge a scene di delirio e fanatismo. Si dice che a questi concerti l’aria sia pregna dell’odore di secrezioni vaginali delle fan.
Allora perché l’uomo medio deve sudare per avere sesso gratis? semplicemente per quello che ho esposto poc’anzi: alle donne piacciono gli esemplari migliori fisicamente anche se certe caratteristiche fisiche possono essere traslate in altre qualità a seconda della tendenza culturale prevalente.
Questo discorso si collega anche alla smitizzazione delle presunte peculiarità della sessualità femminile, più “cerebrale” rispetto all’uomo e di cui solo pochi conoscono la chiave di accesso.
Sono cazzate, le donne sono mosse da istinti e impulsi fisici né più né meno come l’uomo e i loro bisogni primari sono il cibo e il sesso esattamente come per noi. Vengono educate a pensare di essere romantiche, idealiste, sentimentali ecc. ma si tratta di caratteristiche indotte dall’educazione e non frutto del dato biologico. Se vivessimo in un ambiente quanto piu vicino allo stato di natura le donne farebbero grappolo attorno a pochi uomini da cui sono veramente attratte mentre gli altri (incluso il sottoscritto) resterebbero a secco. La monogamia è stata inventata proprio per democraticizzare la risorsa sesso. Non a caso nei paesi dove vige la poligamia le donne vanno in giro coperte per non suscitare gli sguardi libidinosi degli altri uomini.
E proprio per questo che per generazioni le donne sono state tramortite intellettualmente con robaccia sentimentale e romanticismi assortiti, per fare in modo che fossero psicologicamente indotte a trovare attraenti uomini che altrimenti non lo sarebbero stati per loro. In pratica all’attrazione fisica si è cercato di sostituire l’attrazione mentale o come volete chiamarla.
Questo non si applica all’uomo il cui desiderio è molto piu facilmente eccitabile anche in presenza di donne assolutamente normali se non anche sotto la media.
Benissimo, Latka, prendo atto con soddisfazione di quanto dici. Diciamo allora che questo tuo finale “In realtà le donne non sono mica indifferenti a un “figo”, sono indifferenti a te perché figo non sei, fattene una ragione!” era inopportuno, per lo meno a mio parere.
Ciò detto, alcune contraddizioni (e non c’è nulla di male, a questo punto) permangono nella tua analisi.
Nello stato di natura, caro Latka, il maschio dominante non era il più bello ma il più forte. E’ questo l’archetipo, o se preferisci il richiamo ancestrale, quello da cui, nonostante lo starnazzare femminista, la stragrande maggioranza delle donne non si è “liberata”, né forse vuole liberarsene.
Il maschio fisicamente attraente può solleticare il basso ventre di una donna, per utilizzare le tue stesse parole, sicuramente per farsi una o due settimane di grandi scopate. Ma se il “bello” non è anche “altro” e soprattutto non è in grado di garantirle “altro”, dura appunto non più di due o forse tre settimane di svago. A meno che la donna in oggetto non sia decisamente meno se non molto meno attraente del bello in questione; in questo caso l’estetica del maschio assume un peso specifico molto maggiore e di fatto lo rende un “alpha” agli occhi di quella donna (o di altre donne nelle sue stesse condizioni). Ma quanti sono gli uomini talmente belli e attraenti da poter reggere il confronto con il peso specifico che le donne hanno normalmente (per il semplice fatto di essere donne)? In quanti casi l’aspetto fisico di un uomo può costituire il “fattore alpha” in grado, da solo, di costituire un peso specifico così potente nei confronti del “femminile” nel suo complesso?
Una esigua minoranza, converrai con me, e per una semplicissima ragione (che conosci benissimo anche tu) e cioè che per una donna mediamente carina (nella normalità) farsi una, dieci o cento scopate con un “bello” è facile quasi come bersi un bicchiere d’acqua, a differenza degli uomini, che a parti invertite, non hanno neanche minimamente la stessa disponibilità. Di conseguenza, per queste ragioni, l’archetipo femminile non è tanto il bello quanto il potente e affermato, nei confronti del quale le frecce dell’arco dell’ipotetica donna (cioè il peso specifico dell’essere femmina dato dalla asimmetria sessuale) rischiano seriamente di spuntarsi, perché il peso specifico dell’uomo è in questo caso molto elevato.
In conseguenza di ciò, solo un gruppo ristretto di uomini, magari non particolarmente belli ma economicamente e socialmente affermati,è in grado, molto più dei primi, a mio parere, di possedere quel peso specifico di cui sopra, in grado di relazionarsi ad armi pari, e in taluni casi superiori, e di competere con il peso specifico di una donna loro pari livello (e ovviamente anche minore). Per dimostrare questo a mio parere elementare assunto porterò uno dei miei soliti banalissimi e quasi demenziali esempi. Posso assicurarti che il mio meccanico di fiducia è un ragazzo veramente sensuale e attraente ma non ha neanche un grammo del peso specifico di un Luca di Montezemolo (per utilizzare un nome altisonante, così ci capiamo meglio), il quale, visto da vicino, rispetto al primo (e non solo), è una specie di mostriciattolo stile “Gollum”, con una testa smisuratamente grande rispetto ad una corporatura anche un po’ (molto un po’) rachitica (senza voler offendere nessuno, sia chiaro, è solo per capirci). Però una cosa è certa e cioè che il mio meccanico, a differenza del Montezemolo, una come Edwige Fenech la vede solo con un binocolo in dotazione alla marina militare. E un’altra cosa è altrettanto certa e cioè che se mettessimo il Montezemolo nella tuta del mio amico meccanico, sarebbe già un risultato se riuscisse a sposarsi con una cosiddetta “brava donna”, magari anche bruttina (dal momento che lui lo è), sempre alla condizione, sia chiaro, di garantirle stabilità, sicurezza economica, affidabilità e quant’altro (che, a parti invertite, quella stessa donna non ha nessun obbligo di garantire).
E adesso, alla fine della fiera, che vogliamo fare? Darci le martellate sui coglioni fra di noi oppure cercare di cambiare le cose? Sempre a patto, caro Latka, che tu non ci venga spiegare che le cose non potranno mai essere cambiate, perché, se ho capito qualcosa nella mia presunzione, tu appartieni a quel genere di uomini che “da che mondo è mondo le cose vanno così e non potranno mai essere cambiate”, tendenza peraltro molto diffusa in ambito momas (movimento maschile).
Spero di sbagliarmi.
Fabrizio
ho trovato concreti, disincantati e non-prescrittivi i due commenti di latka. Apprezzo, poi, i rovesciamenti di prospettiva, che sono sempre utili. Ha scattato una fotografia, non condannato i non-RaulBova all’astinenza. D’altra parte, io come donna non-figa e non-ricca non ho l’impressione di essere messa tanto meglio di un non-RaulBova. In questo senso, se cioè uno vuole avere una quantità x di sesso ludico garantito (se cioè questa è una sua priorità), la soluzione ideale forse è la coppia stabile e monogamica. La monogamia, come dice latka, conviene. Si risparmiano tempo, soldi e fatica. E se la coppia è cameratesca, il divertimento è garantito anche sul lungo periodo.
Un esempio: Patri Friedman (economista e figlio e nipote di economisti illustri) e sua moglie.
http://pua4ltr.wordpress.com/about/
La loro “mission” è vivere il sesso ludico dionisiaco (Pick up artistry – l’arte del rimorchio) nel ramo LTR (long-term relationships – rapporti a lungo termine). E lo fanno con corsi, lezioni e riflessioni semiserie sul loro blog. In modo spregiudicato, creativo, e divertente.
In effetti la mia obiezione è perché sesso ludico dionisiaco e LTR non possano andare d’accordo. Ma forse il mio è un bias tutto femminile. E siamo da capo a dodici.
Secondo me, a parte quella chiusura infelice, nel senso che davvero non si capisce bene se sia una semplice constatazione o l’ennesima ripetizione del “così va la vita e così andrà sempre, quindi abituatevi all’ombrello in culo” (e qui bisogna intendersi molto bene, perché la differenza tra amico e nemico sta nell’atteggiamento di chi dice una cosa del genere), il commento di Latka fotografa molto bene la situazione attuale. Non solo, mi sembra che rappresenti una sintesi molto efficace dello stato attuale dei rapporti fra i sessi, e come dice Fabrizio stesso, supporta in pieno le tesi di UB. Secondo me ci stiamo avvicinando asintoticamente a vedere cos’è davvero la realtà dei rapporti odierni (quantomeno nel nostro tipo di organizzazione sociale occidentale). La realtà dell’ipergamia è sotto gli occhi di tutti, e la non-reciprocità ne è diretta conseguenza. Per le donne il 90% degli uomini (o anche più) è invisibile, non esiste proprio. O meglio: esiste solo in quanto ingranaggio di una macchina (la nostra società tutto sommato progredita) che permette loro di vivere in condizioni dignitose, privilegiate. Usano questa macchina e non si preoccupano affatto di sapere cosa fa o cosa pensa il singolo ingranaggio. Chi se ne frega, basta che la macchina le porti dove vogliono loro. Lasciate libere e senza alcuna costrizione, le donne si affollerebbero in massa intorno a quel 10% di uomini che loro considerano superiori (per tutti i motivi che abbiamo detto: bellezza, soldi, potere ecc., ma il succo è che una donna deve sentire che un uomo è superiore a lei in qualcosa, quello che vi pare ma qualcosa, per sentirsi attratta, il famoso “impulso nel basso ventre”). Secondo me è una questione evolutiva, risale a tempi in cui la vita era molto più dura e la scelta dei propri compagni/e poteva essere questione di vita o di morte. Comunque sia, è molto ben radicata. Diciamo che non bastano certo quarant’anni di femminismo per eliminarla, checché ne pensino le aspiranti Lorena Bobbitt de noantri. Ne fa parte anche il discorso sulla monogamia obbligatoria: quello era un modo, sicuramente imperfetto come tutte le leggi umane, ma ben funzionante in media (ricordiamoci sempre questa espressione magica: in media), di limitare il naturale impulso all’ipergamia femminile e fare in modo che anche gli uomini beta potessero, in media, avere una moglie e una famiglia decente. Questa limitazione artificiale all’ipergamia, proprio in quanto limitazione degli istinti basilari femminili, oggi viene raccolta sotto la definizione amplissima (e con accezione unanimemente negativa) di patriarcato. Oggi che il patriarcato è morto (e con che gioia di donne e maschipentiti!) non c’è più alcuna restrizione, alcuna condanna sociale, non c’è più nessuna conseguenza negativa pratica per una donna che decide di seguire i propri impulsi più profondi (se vogliamo metterla in termini di cultura imperante oggi, chiamiamola una donna che “va dove la porta il cuore”). E quindi, vai con la passione per il Briatore di turno, per il palestrato tatuato, per le vacanze in Senegal a scopo di ricreazione sessuale pagate dal marito. E perché non dovrebbero? Tanto queste sono considerate dimostrazioni di forza, indipendenza, anticonformismo, liberazione. Quindi perché accontentarsi di un impiegato, un operaio o anche di un dirigente da 40.000 euro l’anno? Meglio essere la dodicesima fidanzata di un Briatore che l’unica moglie di un Brambilla.
Questa è la fotografia, e qui bisogna intenderci con Latka su cosa significa la sua ultima frase. Che si fa, si accetta l’ombrello in culo e camminare? Oppure ci si toglie il lardo di Colonnata dagli occhi e si prende atto che la situazione è questa per fare qualcosa? Io, da parte mia, ho cominciato a parlare come parlo su questo sito anche quando sono con gli altri, anche in pubblico. Ovviamente mi becco del misogino, reazionario, perfino fascista. Però devo dire una cosa, che finora nessuno (quando siamo faccia a faccia, intendiamoci) mi ha chiamato sfigato. Forse dipende dal modo in cui parlo di certe cose, non lo so. Di certo non chiedo scusa a nessuno. Comunque ho discusso e anche litigato, ma vedendomi di persona e non su Internet nessuno si è (per ora) permesso di chiamarmi sfigato. Quindi secondo me vale la pena di avere un po’ di coraggio e parlarne con chi ci sta intorno, si sa mai che qualche briciola di pensiero diverso dalla vulgata entri nelle testoline vuote. Poi se qualcuno si offende il problema è suo.
Non sono d’accordo, o solo in parte, con il concetto espresso sia da Latka che da Dia. Forse in tempi passati il matrimonio poteva essere di una qualche convenienza per gli uomini di ceto sociale basso, comunque non appartenenti alle elite dominanti. Oggi non è assolutamente più così. Nel contesto attuale poi, sposarsi per un uomo significa appendersi da solo per le palle nella speranza che qualcuno non tiri la corda…
Ciò detto, è proprio il femminismo che da una vita ripete come un mantra che il matrimonio è stato a senso unico una gabbia per le donne. E’ un luogo comune che deve essere sfatato una volta per tutte.
Il matrimonio è stato, soprattutto nei tempi trascorsi, una sorta di compromesso, di tacito accordo, che a mio parere, rendeva infelici più o meno tutti (d’altronde la felicità non era prevista nell’orizzonte molto limitato delle persone fino qualche decennio fa, e un’esistenza relativamente tranquilla era il massimo a cui si potesse aspirare). Perché se è vero che la donna era ingabbiata in quanto moglie e madre (con relative responsabilità collegate a questo ruolo), l’uomo lo era in quanto marito e padre (e il più delle volte con responsabilità molto più soverchianti rispetto a quelle della moglie).
Il “compromesso”, diciamo così (a mio parere al ribasso per gli uomini, nel 90% dei casi), era più o meno questo: tu, uomo, mi garantisci stabilità economica e sicurezza per me e i miei figli (tradotto: trascorri la tua miserabile esistenza fra le quattro mura di un’officina o di una fonderia) e io donna garantisco a te sesso , sicurezza affettiva e accudimento (tradotto: allevo marmocchi da mandare a lavorare al più presto e te la smollo la sera se non ti addormenti prima, massacrato come sei dopo 12 ore di lavoro). Badate che non sto esagerando, non è una boutade; queste erano le condizioni reali di esistenza, per gli uomini e per le donne. Quelle condizioni, sono in larga parte completamente mutate e quel patto è di conseguenza saltato. Sappiamo in quali direzioni e in favore di chi…
Ma restiamo un attimo al passato. Chi l’ha detto che questo era il miglior compromesso per gli uomini, anche per quanto riguarda la loro vita sessuale? La sessualità maschile è fondamentalmente poligama, quindi libera, ludica, giocosa, spensierata (”o cazzo nun vole penzieri”, dicono a Napoli, e hanno ragione…). Il matrimonio, da questo punto di vista, se è la “tomba dell’amore”, come viene ricordato a ogni piè sospinto,per i maschi è anche e soprattutto la morte annunciata dell’erotismo. Se lo è per le donne che, come sappiamo, hanno un approccio estremamente diverso al sesso, figuriamoci per gli uomini. Se c’è qualcuno che soffre maggiormente l’imposizione della monogamia, questo è sicuramente l’uomo ( a mio parere, sul medio-lungo periodo anche la donna, ma certamente l’uomo in misura senz’altro superiore, proprio per le sue specificità maschili).
E’ evidente che in contesti molto arretrati, come quelli che peraltro hanno storicamente dominato per secoli e millenni, il matrimonio è stato per tantissime ragioni, una sorta di obbligo sociale; ci si sposava così come si era obbligati a fare il servizio militare e a cercarsi un lavoro per il resto della propria vita..
Nel bel film “Cronaca familiare”, di Valerio Zurlini , un bravissimo Marcello Mastroianni nei panni del personaggio Enrico, fratello di Lorenzo, pronuncia queste parole:”Lorenzo aveva commesso tanti errori nella sua vita ma ne aveva commesso uno in particolare che un uomo povero (cioè il 95% degli uomini fino al primo dopoguerra) non può assolutamente permettersi: sposarsi la donna sbagliata”.
Ecco, questa frase simboleggia più di ogni altra la condizione di miliardi di uomini che per millenni hanno calpestato il suolo del pianeta (ma in fondo, anche di tante donne…).
Come si può dunque sostenere che il matrimonio sia stato inventato, come sostengono le femministe da sempre, per ingabbiare specificatamente le donne e per garantire potere e sesso agli uomini? Ma di cosa stiamo parlando, ragazzi? Potere? Sesso? Sfacchinare da mane a sera in una fabbrica perché si ha la responsabilità di portare a casa un tozzo di pane per moglie e figli, è potere? Far finta di scoparsi (siamo onesti, ragazzi/e, siamo onesti…)forse una volta al mese una moglie che ai nostri occhi è ormai forse, nei casi migliori (quando non ci si tirano i piatti) una sorella, magari spegnendo le luci e fantasticando su chissà cosa, è fare sesso?
Ma non scherziamo ragazzi…questo è un penitenziario, altro che sesso garantito ai maschi, ma di cosa stiamo parlando?
Si deve avere il coraggio di leggere la realtà anche e soprattutto nella sua crudezza, altrimenti non si fanno passi in avanti.
Credo che da questo punto di vista, e mi rifaccio ad un post di Alessandro di alcuni giorni fa nell’ambito dell’articolo “Una (solo apparentemente) ritirata strategica”, che sottoscrivo, ci voglia il coraggio di cominciare a concepire e anche a praticare altre ipotesi e altri percorsi relazionali, se non si vuole restare impantanati nell’ipocrisia, che poi è quella nella quale tuttora viviamo. Non dico che sia facile, ovviamente, anzi, come tutti i percorsi sperimentali, questi sono dolorosi e accidentati.
Ma in fondo, noi non lo stiamo già facendo? Quello che stiamo percorrendo, come movimento maschile, e come UB in particolare, non è forse un percorso nuovo e accidentato?…
Fabrizio
Sottoscrivo l’ultimo post di Marco Pensante che quando ci si mette, oltre ad essere un campione di ironia, è anche e soprattutto una bella testa…
Fabrizio
il mio commento finale al primo post era una reazione al clima di incertezza e indeterminatezza che avvolge la sessualità femminile, su cui circolano leggende di vario tipo, dalle donne che sono sessualmente “mute” e non provano niente alle donne che sono creature fatte di pensieri, sogni e ideali e cercano la bellezza interiore ecc. ecc.
Quando ero ragazzo mi sono reso conto che il brutto anatroccolo non sarebbe mai diventato cigno e la crisalide non si sarebbe mai trasformata in farfalla ma ingenuamente pensavo che il futuro mi avrebbe riservato incontri con ragazze capaci di rimanere affascinate dalla mia personalità. Dopo anni di indifferenza da parte del sesso opposto ho cominciato a riflettere su questa situazione applicando il rasoio di Ockham secondo cui le conclusioni piu probabili sono quelle con meno premesse ma non necessariamente quelle piu intuitive. Perché altri a differenza di me avevano successo? Perché dopo essere stato appresso ad una mia compagna di università per mesi senza alcun feedback da parte sua, arriva un terzo che dopo un paio di settimane se la intorta senza in apparenza sforzo alcuno? forse perché lui è stronzo e si sa che le donne sono attratte da chi le tratta male? perché lui era ricco e le avrebbe assicurato benessere economico?
La realtà era molto piu semplice: lui la arrapava e io no.
Circola un sacco di disinformazione su queste cose, disinformazione che viene alimentata da chi ha interesse a farlo, cioè chi detiene le leve del potere economico e vuole far apparire le donne agli uomini come esseri complicati la cui comprensione richiede sforzi lunghi anni ma che saranno alfine “ricompensati”. Basterebbe dire al tredicenne che si affaccia alla sessualità come funzionano certe cose e un sacco di persone si risparmierebbero inutili arrovellamenti.
Ovviamente non sono per il mantenimento dello status quo, mi piacerebbe vivere in una realtà simile a quella dei gay dove tutti si cercano reciprocamente con lo stesso interesse. Ma per realizzare un simile scenario bisognerebbe che i detentori del potere economico di cui sopra decidessero che per incrementare il pil e far girare l’economia le donne dovrebbero cercare il sesso tanto o quasi tanto quanto gli uomini. Allora partirebbe una massiccia propaganda attraverso milioni di canali finalizzata a far diventare il sesso ludico lo svago preferito delle donne, come lo è lo shopping o il gossip o come lo era il punto croce una volta.
latka
>>>>>>>>>>
il mio commento finale al primo post era una reazione al clima di incertezza e indeterminatezza che avvolge la sessualità femminile, su cui circolano leggende di vario tipo, dalle donne che sono sessualmente “mute” e non provano niente
>>>>>>>>>>>
Ascolta, non so quanti anni tu abbia e di dove tu sia (io sono umbro, lavoro in Toscana ed ho quasi 32 anni), ma t’assicuro che dalle mie parti circolano, e sono sempre circolate, ben altre leggende, portate avanti in primis dai “figli del ’68″, ossia da quegli uomini che oggi hanno un’età compresa fra i 60 e i 70 anni, secondo i quali “le femmine c’hanno tanta voja de cazzo”; ergo, MOLTA più voglia di sesso di qualsiasi uomo. Tesi condivise e propagandate anche da un numero sterminato di venti-trenta-quarantenni.
Perciò…
Ah, dimenticavo! Nonostante tutta quella “voglia di cazzo” di cui si narra, se tu passassi in certe zone della mia città dove si prostituiscono delle giovani rumene, t’accorgeresti che c’è sempre la fila, e che la maggior parte dei clienti di queste prostitute sono ragazzi ed uomini giovani…
Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.
ma Daniele ,lo fanno per fare “amicizia” sei te che pensi male
questa tesi (cioè dei giovani che fanno “fatica” ) lo si riscontra anche nei forum da “teenager” ma dove si affacciano anche uomini da 30-40 anni e se vai nella sezione “due di picche ” vedrai che a scrivere sono quasi sempre uomini (il 90%) e sono pure basso ,ovvio che ci viene in aiuto marco pensante (post che condivido in toto) dicendo che si preferisce essere la 12 amante del tatuato (o chi per lui), che la prima ragazza di uno qualsiasi …
il nervoso però aumenta quando entrano le “buone samaritane ” (quasi sempre donne) che ti dicono che la vita è bella ,e che prima o poi….. …
Latka, mi pare però che tu stesso ti contraddica più e più volte.
Da una parte affermi (e qui siamo tutti d’accordo) che esiste una asimmetria sessuale naturale e che anche ( e non solo) in conseguenza di questa le donne tendano ad andare versus il maschio dominante. Anzi, ammetti esplicitamente, e io condivido, che la libido femminile, diversamente da quella maschile, comincia a manifestarsi proprio quando entrano in ballo determinati meccanismi comunque collegati al concetto di maschio dominante, o per lo meno di quello che in quel dato momento la psiche femminile percepisce o vuole percepire come maschio dominante (e qui ti rimando al post di Marco Pensante che è a mio avviso perfetto nel descrivere questo meccanismo, cioè la ricerca di quel “qualcosa in più” che un uomo deve possedere rispetto alla donna stessa).
Nello stesso tempo, sostieni che in realtà le donne siano animate da pulsioni sessuali più o meno simili agli uomini, anche se queste ultime verrebbero sublimate (cosa in parte vera, ma solo in parte) in altri aspetti, perché condizionate da millenni di cultura. Insomma, se fossero realmente libere, le donne sceglierebbero solo i maschi fisicamente più attraenti con il risultato che a fare sesso in quantità e soprattutto in qualità sarebbe solo il 10% della popolazione maschile (non che oggi sia molto diverso…).
Ma questa è una contraddizione evidente con quanto tu stesso hai affermato circa il concetto di maschio dominante che, proprio nello stato di natura a cui tu fai riferimento, fa della forza il suo elemento primo e costitutivo. E’ evidente che il concetto di forza è soggetto a mutamento in base alle differenti fasi evolutive e storiche che caratterizzano lo sviluppo delle società umane, e quindi il concetto di forza è oggi concepito e declinato a Manhattan in modo completamente diverso rispetto a come era concepito e declinato a Sparta o nell’Antica Roma. E non mi pare che anche in quell’epoca comandassero i “belli”… Poi è anche vero che il più delle volte, anche se non sempre, per tante ragioni, non ultime di ordine strettamente materiale (condizioni nutritive, sanitarie, igieniche e quant’altro) la ricchezza fa anche la bellezza…
Ciò detto, qui nessuno afferma che le donne siano tutte delle frigidine insensibili al richiamo sessuale di un uomo fisicamente attraente (sarebbe sciocco negarlo e poi a quale scopo farlo?…)né tanto meno che siano degli angeli puri in cerca di romanticherie e bellezza interiore .
Diciamo soltanto che questo aspetto, per lo meno superata la fase tra i quindici e i vent’anni, non rappresenta in sè il prius nella gerarchia dei desiderata femminili. Può darsi anche che io mi sbagli e che questa mia affermazione non corrisponda al vero, in tal caso devi però argomentarlo (si fa per dire, siamo fra noi e non sui banchi di scuola) con una risposta razionale e convincente (che non mi hai dato), spiegandomi ad esempio perché il mio meccanico, che pure è un uomo decisamente attraente dal punto di vista esclusivamente fisico(credimi), non ha neanche una minima parte del potere di “fascinazione” che hanno un Luca di Montezemolo o un Briatore. Bada che non è necessario salire fin “lassù”, si fa solo per capirci, basta un medio imprenditore con la “fabbrichetta” che gli fattura qualche milione di euro all’anno, per far tramontare la stella del mio meccanico (lavoratore dipendente)…
Questo, ripeto, non significa sostenere che le donne non abbiano una loro libido; significa soltanto dire che quest’ultima scatta con lo scattare di determinati meccanismi che solo raramente sono sollecitati dalla pura e semplice attrazione fisica. E questo per ragioni sia di ordine ontologico che di ordine culturale, come da sempre sosteniamo, del tutto mescolate fra loro, al punto che è anche difficile definirne con precisione i contorni. (in questo caso rimando al post di Rino dove riporta l’esempio dei poster negli uffici degli uomini con donne nude bellissime e sconosciutissime e quelli delle donne con le foto di divi del cinema o della musica, belli ma soprattutto famosi…)
Ora, se me lo permetti, dal generale passo al particolare, nella speranza che tu non te la prenda, anche perché qui tutti sanno che il sottoscritto è sempre sincero con tutti (in primis con se stesso) e non gioca la parte del moderatore tradizionale. Aggiungo che mi sembri una persona seria e anche preparata (complimenti, citare il rasoio di Ockham non è da tutti…), e sono certo che apprezzerai la mia sincerità,anche perché chi ti parla è uno che nella vita si è fatto una psiconanalisi e due psicoterapie, quindi non sono certo uno stronzetto presuntuosetto che va in giro a giudicare la gente.
A mio parere, devi forse ancora liberarti di quel “brutto anatroccolo” a cui tu stesso hai fatto riferimento parlando dei tuoi trascorsi che è stato (è?) in te. Premetto che lo abbiamo avuto tutti/e dentro di noi e molti non riescono a liberarsene (non che sia facile…), anche perché il “sistema” (sintesi di una complessa struttura materiale e soprattutto immateriale, socio-culturale-economica-psicologica e quant’altro) fa di tutto per tenerlo in vita, con meccanismi assai sofisticati, specie nell’ambito della relazione fra i generi…. Guai (per il sistema) se così non fosse …
A mio parere, visto che qui spesso e volentieri abbiamo fatto una sorta di psicoterapia virtuale (d’altronde siamo un movimento di consapevolezza maschile e non ci vedo nulla di strano in questo, anzi…) , questo è un punto sul quale forse ci sarebbe da approfondire.
Termino citandoti:” Ovviamente non sono per il mantenimento dello status quo, mi piacerebbe vivere in una realtà simile a quella dei gay dove tutti si cercano reciprocamente con lo stesso interesse. Ma per realizzare un simile scenario bisognerebbe che i detentori del potere economico di cui sopra decidessero che per incrementare il pil e far girare l’economia le donne dovrebbero cercare il sesso tanto o quasi tanto quanto gli uomini. Allora partirebbe una massiccia propaganda attraverso milioni di canali finalizzata a far diventare il sesso ludico lo svago preferito delle donne, come lo è lo shopping o il gossip o come lo era il punto croce una volta”.(Latka)
Analisi impeccabile purchè, dal mio punto di vista, venga dialetticamente rovesciata nel suo contrario. E’ necessario cioè indebolire proprio quel potere economico assoluto,pervasivo e totalizzante di cui parli tu stesso, nonchè i suoi alleati strategici , leggi femdominismo e, ahinoi, buona parte del “femminile attuale” con il quale si è unito in uno dei matrimoni meglio riusciti che mai siano stati celebrati fino ad oggi… .
Fabrizio
P.S. è stata una buona giornata di dibattito, complimenti a tutti/e
@ Sandro2 –
A far luce sui diversi desideri dei due sessi sono i rapporti omosessuali.
Quelli eterosessuali rappresentano un compromesso tra i desideri di un uomo e i desideri di una donna, e tendono quindi a minimizzare le differenze tra i sessi.
Gli omosessuali, invece, non hanno bisogno di giungere a compromessi, e la loro esperienza mette in mostra la sessualità umana in una forma più pura.
In uno studio sugli omosessuali di San Francisco condotto prima dell’epidemia di AIDS (il primo caso ufficiale fu registrato il 5 giugno 1981), emerse che il 25% degli uomini gay aveva avuto più di mille partner sessuali; il 75% oltre 100.
Viceversa, nessuna femmina lesbica risultò essere così promiscua, solo il 2% di esse dichiarò un centinaio di partner.
Anche altri desideri dei gay, come quelli riguardanti la pornografia, la prostituzione e l’attrazione per partner giovani, rispecchiano o portano all’eccesso i desideri degli eterosessuali.
(Tra l’altro, il fatto che i desideri sessuali degli uomini siano gli stessi a prescindere dal fatto che siano rivolti alle femmine o ad altri uomini confuta la tesi che si tratti di strumenti di oppressione della femmina.)
Non è che gli uomini gay siano sessualmente “più calorosi”: sono semplicemente uomini i cui desideri maschili si incontrano con altri desideri maschili anziché con desideri femminili.
@@@@@@@@@
Interessante ‘sta cosa…
Sandro2, toglimi una curiosità: ma dove li peschi certi dati? Forse su libri o riviste scientifiche di vecchia data?
@ latka -
Circola un sacco di disinformazione su queste cose, disinformazione che viene alimentata da chi ha interesse a farlo, cioè chi detiene le leve del potere economico e vuole far apparire le donne agli uomini come esseri complicati la cui comprensione richiede sforzi lunghi anni ma che saranno alfine “ricompensati”. Basterebbe dire al tredicenne che si affaccia alla sessualità come funzionano certe cose e un sacco di persone si risparmierebbero inutili arrovellamenti.
@@@@@@@
Secondo me certe balle sulle donne sono sicuramente alimentate dal sistema dominante, ma l’origine è altrove ed è vecchia di secoli, anzi di millenni, perché affonda le radici nella nostra cultura. Gli stessi greci raccontavano che “il piacere femminile è almeno nove volte superiore a quello maschile” (anche la puttanata secondo cui “dietro ogni grande uomo c’è sempre una grande donna” è vecchia di secoli).
Molte volte mi sono chiesto perché gli uomini abbiano sempre avuto bisogno di mitizzare la sessualità femminile; ma francamente non ho una risposta precisa: solo un mucchio di indimostrabili teorie.
Di sicuro c’è quello che alcuni “vecchi” del momas hanno evidenziato più volte, e cioè che l’uomo è sessualmente subordinato alla donna (eccezioni a parte di cui si è spesso parlato), sia per motivi culturali che naturali.
Marco:
“Sandro2, toglimi una curiosità: ma dove li peschi certi dati? Forse su libri o riviste scientifiche di vecchia data?”
_________________
La prima volta che venni a conoscenza della promiscuità degli omosessuali statunitensi – ed in particolar modo di quelli di San Francisco – risale al 1983. Si trattava di un articoletto pubblicato su una rivista porno, per la precisione sul vecchio LE ORE.
Successivamente mi capitò di leggere qualcosa di più approfondito su un opuscolo dedicato alla prevenzione del virus HIV (era il 1987), responsabile dell’AIDS, che fino al 1986 era denominato HTVLIII, nonché su varie riviste come Le Scienze, Scienza & Vita, Scienza Nuova, etc; nonché su libri scritti da Steven Pinker, fra i quali uno del 1997, intitolato “COME FUNZIONA LA MENTE”.
Marco Pensante:
“Per le donne il 90% degli uomini (o anche più) è invisibile, non esiste proprio.”
____________
Sì, è così.
Diciamo pure che le femmine della specie umana somigliano “vagamente” alle… elefantesse marine.
Mi spiego meglio: in uno studio sugli elefanti di mare, vecchio di decenni, emerse che il 4% dei maschi era responsabile dell’88% di tutte le copulazioni osservate.
Fonte: IL GENE EGOISTA – La parte immortale di ogni essere vivente; di Richard Dawkins.
allora è come dicevo io: alle donne piace la mazza alfa. infatti se leggete le loro confessioni troverete aneddoti del tipo: “ho visto un ragazzo alla fermata del bus che mi piace ma non so come farmi avanti” oppure “sono invaghita del mio barista ma lo conosco solo di vista” alla facciazza del romanticismo e delle affinità caratteriali. di solito ad una donna o piaci subito oppure non piaci. per far si che emerga l’aspetto sentimentale/romantico di norma ci vuole un periodo piu o meno lungo di conoscenza reciproca-
latka, se è per questo anche a me piace la figa alfa, solo che essendo un uomo qualunque, mi tocca accontentarmi (ed infatti sto insieme ad una donna esteticamente normale). Lo stesso discorso riguarda molti uomini che conosco, ai quali – te l’assicuro – di frequentare o di fidanzarsi e sposarsi con una donna brutta, grassa o troppo magra, non passa neppure per la testa. Questo tanto per dirti che anche a tante donne tocca accontentarsi, soprattutto quando vanno avanti con gli anni. Mica son tutte fighe!
Poi, sì, in linea generale è vero quanto hanno evidenziato altri prima di me; ma resta il fatto che esistono anche numerose variabili e parecchie eccezioni.
immagino che gli elefanti marini beta abbiano sviluppato strategie di sopravvivenza in campo erotico-sentimentale interessantemente utili. Azzardo un’ipotesi: per adattarsi a una sproporzione statistica così penalizzante, magari nel corso dei millenni hanno sviluppato una strategia evolutivamente stabile di modificazione del prius (qualunque cosa voglia dire).
dia:
“immagino che gli elefanti marini beta abbiano sviluppato strategie di sopravvivenza in campo erotico-sentimentale interessantemente utili. Azzardo un’ipotesi: per adattarsi a una sproporzione statistica così penalizzante, magari nel corso dei millenni hanno sviluppato una strategia evolutivamente stabile di modificazione del prius (qualunque cosa voglia dire).”
______________________
Non credo che in questa sede a Fabrizio interessi un granché discutere della vita degli elefanti marini.
Dovrei mettermi a parlare del “bene della specie”, della “teoria della selezione di gruppo”, delle spiegazioni in merito di Ronald Aylmer Fisher e quant’altro.
Perciò evito…
“immagino che gli elefanti marini beta abbiano sviluppato strategie di sopravvivenza in campo erotico-sentimentale interessantemente utili. Azzardo un’ipotesi: per adattarsi a una sproporzione statistica così penalizzante, magari nel corso dei millenni hanno sviluppato una strategia evolutivamente stabile di modificazione del prius (qualunque cosa voglia dire)”. (Dia)
Forse vado a tre cilindri ma non ho capito cosa vuoi dire, nè per la verità il riferimento agli elefanti marini…
Fabrizio
Cosa ne pensate?
http://www.edscuola.it/archivio/antologia/donna/storia_filosofica.htm
p.s. mi riferivo al commento di Pensante e agli elefanti marini citati da Sandro 2 in replica. Se ho capito bene, solo il 4% degli esempari maschi finisce per accoppiarsi. Gli altri, pensavo, si saranno inventati qualcos’altro per sopravvivere! Non c’era polemica, volevo solo scherzarci su.
(Sandro 2) “…in uno studio sugli elefanti di mare, vecchio di decenni, emerse che il 4% dei maschi era responsabile dell’88% di tutte le copulazioni osservate.”
Tranquilla, Dia, non pensavo volessi polemizzare, è solo che non avevo realmente capito cosa volessi dire…
Fabrizio
@Latka:
“Ma per realizzare un simile scenario bisognerebbe che i detentori del potere economico di cui sopra decidessero che per incrementare il pil e far girare l’economia le donne dovrebbero cercare il sesso tanto o quasi tanto quanto gli uomini”
Guarda che le premesse ci sono tutte, ma le femmine son furbe caro Latka! a parte il fatto che basta uscire dal suolo9 italico per constatare che cio’ esiste, e non sono per la diversa cultura, ma anche in quanto le italiane stesse attuano il sesso ludico se non addirittura mantengono il loro stallone! comunque dicevo, ecco le premesse che permettono alle donne non solo di attuare il sesso ludico, ma anche di essere tutelate in ogni modo dalle leggi:
1) Gli uomini hanno inventato la pillola contraccettiva
nel 1958 tre medici (Garcia, Rock e Pincus)
2) gli uomini hanno inventato la pillola del giorno dopo
Il professor Etienne-Emile Baulieu, creatore della Ru 486
Senza contare che una donna ha persino inventato il “pillolo” per lui, il primo anticoncezionale maschile che Maria Cristina Meriggiola, marchigiana di origine, studi a Bologna e negli Usa, ha praticamente inventato, nel 1994, commercializzata col nome in europa sotto il nome di Norlevo
Ora, viste le premesse mediche attuali anticoncezionali, e viste le leggi attuali che danno pieno potere alle donne per quanto concerne il campo concezionale (ricordati che possono addirittura IMPORRE la paternità)
la domanda è la seguente: perchè non fanno sesso ludico?
la risposta è semplice, lo fanno quando e come le aggrada e con chi ha i requisiti, inoltre usano la sessualità come spesso descritto da Fabrizio e da altri (vedi ad esempio Rino con la citazione eroTina) per detenere il POTERE sugli uomini e per trarne PRIVILEGI.
a conti fatti, essendo ormai la figa un bene di mercato, meglio procurarsela in modi meno invasivi finquanto non trovi qualcuna che oltre a quella ti garantisca una esclusività fisica ed ed emotiva ormai quasi del tutto estinta dal vocabolario femminile!
@Dia:
Non preoccuparti, sono certo che anche tra gli elefanti marini c’è qualcuna che la da in cambio di qualche chilo di pesce..
Damien
>>>>>>>>
Guarda che le premesse ci sono tutte, ma le femmine son furbe caro Latka!
>>>>>>>>
Damien, l’ho già scritto e lo ripeto: la “furbizia” delle femmine non è nel cervello, bensì nella fica.
Ergo, se le suddette avessero le stesse pulsioni, le stesse esigenze sessuali degli uomini, NON potrebbe esistere il “ficapower” e conseguentemente la “furbizia femminile”.
>>
PS.: ti risulta che un tossico possa ricattare uno spacciatore? Oppure che una femmina possa dimostrarsi “furba” con un gay? A me no…
@Daniele:
ed infatti, daniele, se prosegui nel leggere il mio ultimo commento, puoi comprendere che la “furbizia” delle donne risiede PROPRIO nella GESTIONE STRUMENTALE della fica, in quanto prive di amore! l’uomo ama, la donna no! sceglie! ed amministra l’uomo che da sempre, da vero innamorato, le dedica versi, canzoni poesie e tutto cio’ che ha.. persino la sua stessa dignità ed identità..
Quanto vorrei che cio’ che Rino disse si avverasse… e gli uomini salirono sulla collina e non fecero piu’ ritorno..
Cosa ne pensate? )
http://www.edscuola.it/archivio/antologia/donna/storia_filosofica.htm (Andrea)
Con il massimo e sacrale rispetto per quei giganti del pensiero filosofico, nessuno escluso fra quelli citati nel post (con l’eccezione di Stuart Mill che non metterei proprio sullo stesso piano degli altri, ma è un’opinione del tutto personale), in grandissima umiltà ritengo che le loro posizioni relativamente alla relazione fra i generi, di cui in verità si sono occupati solo marginalmente se non quasi per nulla perché la questione non era ancora stata sollevata in quanto tale, siano ormai datate.
Di certo non per incapacità soggettive (sento già i tuoni e i fulmini) ma semplicemente perché stiamo parlando di uomini che hanno vissuto mediamente un secolo e mezzo o due secoli fa e non potevano oggettivamente prevedere quale sarebbe stata l’evoluzione della relazione MM/FF, contestualmente alla evoluzione delle società umane, della scienza, dei processi economici, culturali, della tecnologia, insomma della realtà e del mondo.
Da questo punto di vista, anche se mentre scrivo mi tremano i polsi, perché è una affermazione “gravissima” (mettiamoci anche un po’ d’ironia per non prendersi troppo sul serio e per alleggerire il tutto …:-) ) che mi pesa moltissimo fare, mi vedo purtroppo, e sottolineo purtroppo, costretto a constatare che l’ elaborazione teorica, o per meglio dire, l’approccio interpretativo di Uomini Beta è una novità assoluta non solo nel panorama del movimento maschile (fin qui tutto bene…) ma anche in quello filosofico/antropologico/sociologico (sono paroloni ma ci siamo capiti…).
A tal proposito riporto integralmente un passaggio dell’ultimo post di Rino che sottoscrivo integralmente e che sintetizza, molto meglio di come abbia mai fatto fino ad ora il sottoscritto, la “scoperta” o, se preferite, l’intuizione di Uomini Beta (alla faccia dei nostri detrattori):
“La pietra dello scandalo che UB mette sul cammino non si riferisce al comportamento della minoranza (il commercio carnale palese) ma a quello della maggioranza delle DD occidentali le quali, dopo aver promesso e giurato il contrario (e mentre ancora lo giurano), si sono invece accomodate sul treno del capitalismo consumista agendo di concerto con esso, operando nell’ottica dello scambio utilitaristico ossia, per dirla filosoficamente nei termini di Marchi-Barcellona, secondo i dettami della “ragione strumentale”. Ciò hanno potuto fare (nei rapporti con gli UU) in quanto esiste uno squilibrio di fondo nella relazione (nel reciproco bisogno e nei modi di soddisfarlo). Quello squilibrio (grande o piccolo che sia) costituisce l’addentellato alla tentazione femminile di usare la relazione in termini speculativi. Tentazione coerente con il sistema. alla quale la massa non ha resistito, trasformandosi così in volano (o almeno in truppe cammellate) del sistema del commercio totale e della strumentalità universale dei rapporti. Questo è l’oggetto del contendere, non la questione escort”. (Rino)
Queste poche righe sintetizzano meglio di altre la filosofia di UB. Non dico che tutto ciò mi tolga il sonno, però insomma, è un fardello non facilissimo da portare sulle spalle perché, per quanto si possa aver raggiunto un certo livello di consapevolezza , la cosa, di per sè, non può non destare un minimo di preoccupazione…
Ma tant’è, così è e non possiamo farci niente, la domanda “ma perché proprio a noi e non ad altri” ce la siamo posta centomila volte ma è destinata a restare senza risposta.
Avanti tutta.
Fabrizio
Molti degli antichi erano Giganti, onore a loro. Siamo saliti sulle loro spalle, ci abbiamo messo del nostro e abbiamo guardato oltre.
Non c’è paragone tra le conoscenze che noi abbiamo in ogni campo rispetto a loro. Ne sappiamo più di loro per vari ordini di grandezza. Basti pensare alla biologia, alla fisiologia, alla piscologia del soggetto e a quella sociale, all’etologia dei primati (animale e umana che non ha ancora un secolo di vita). Per non parlare della sociologia delle conoscenza e della cultura, dell’antropologia, dell’etnografia, della paleontologia. Etc. etc.
A ciò si devono aggiungere l’esperienza storica, gli avvenimenti epocali del XX secolo, le possibilità e le fattualità inaudite offerte dalla tecnica, l’esplosione di problemi mai visti e del tutto inimmaginabili prima che sorgessero. L’apparire di nuove condizioni di vita tali che, rispetto a tempi andati, si può dire che l’umanità vive oggi su un altro pianeta. Altra gravità, altra atmosfera, altra fauna, altri continenti…
Non potevano neppure immaginare le forme mostruose di questa nuova fauna (del resto non conoscevano neppure quelle dell’era dei dinosauri: non ne sapevano nulla).
Noi apparteniamo ad un’altra galassia, perciò essi paiono ingenui ai nostri occhi. Si noti ad es. come declinino tutti dalla parte del “dover essere” anziché mantenersi nella descrizione di ciò che è.
Noi siamo cento volte più smaliziati e mille volte più istruiti (non ho detto “colti”).
Grazie, ingenui Giganti!
Rino DV
leggendo gli interventi di Rino e Fabrizio, e altri che vado leggendo da un po’ su questo sito, mi chiedevo una cosa: lo “squilibrio di fondo nella relazione (nel reciproco bisogno e nei modi di soddisfarlo)” che testimoniate e documentate, lo ritenete un dato immutabile o modificabile? Potreste, come uomini, lavorare anche su quello o non ci sono margini? La mia è una domanda innocente, nel possibile, senza polemica. Semplicemente, osservo come l’esperienza agisce su tutto, anche sul dato biologico. Per esempio, il dato biologico che contraddistingue la donna per eccellenza, il “dare la vita”, presto potrà essere subappaltato a macchine incubatrici. La direzione in cui andiamo è quella e credo che ci si arriverà prima di quanto si pensi. Questo produrrà un cambio di paradigma a tutti i livelli, immagino, nella pratica e nella teoria.
Tra l’altro, quello che osservo – soprattutto attraverso i racconti dei miei nipoti, che hanno fra i 14 e i 30 anni, e quindi nelle giovani generazioni – mi sembra che lo squilibrio si stia già molto riducendo. I maschi (giovani) tendono alla monogamia (pure le femmine giovani – e il mio campione si estende a 6 nipoti e relativi gruppi misti di amicizie) e non sembrano così sex-oriented, in generale. Allora possiamo dire che è così perché sono castrati, traviati dal sistema, femminilizzati, eccetera. Che non sono uomini veri. Ma sarebbe un argomento speculare a quello delle femministe quando parlano di Terry – la mela marcia, la compagna che sbaglia, la serva del sistema. Un argomento che non mi convince.
E se fossero semplicemente uomini in cambiamento? Né vittime, né da rieducare?
Rino: Noi siamo cento volte più smaliziati e mille volte più istruiti.
Già, noi conosciamo tanto ma non sappiamo nulla, in primo luogo dell’uomo. Al contrario degli antichi.
armando
Dia: Per esempio, il dato biologico che contraddistingue la donna per eccellenza, il “dare la vita”, presto potrà essere subappaltato a macchine incubatrici. La direzione in cui andiamo è quella e credo che ci si arriverà prima di quanto si pensi. Questo produrrà un cambio di paradigma a tutti i livelli, immagino, nella pratica e nella teoria.
Eh già, cambierebbe tutto, ma proprio tutto non solo nei rapporti U/D, ma in primo luogo nel modo con cui l’umanità percepisce se stessa. Forse è inevitabile, fose le voci contrarie sono destinate alla sconfitta, ma certo non siamo all’altezza, credo, di gestire simili cambiamenti. In senso etico e morale, ma anche in senso materiale. Ammesso che gestibili lo siano in qualche modo e che la tecnica non ci abbia ormai sopraffatto e vada per la sua strada autonoma, essendo lei e non l’uomo come si pensava, a determinare gli inidirizzi filosofici, etici ed anche morali.
Questione immensa.
Armando
armando scrive: “Ammesso che gestibili lo siano in qualche modo e che la tecnica non ci abbia ormai sopraffatto e vada per la sua strada autonoma, essendo lei e non l’uomo come si pensava, a determinare gli inidirizzi filosofici, etici ed anche morali.”
E’ esattamente la sensazione che ho, molto spesso. Noi siamo ancora qui a parlare di questione maschile e femminile, eccetera e la realtà è già corsa avanti. La tecnologia procede a una velocità senza precedenti nella storia,credo, e non facciamo a tempo a riconfigurarci che subito si impone un altro upgrade. Perdiamo la presa sulla realtà, ci manca continuamente il terreno sotto i piedi. Per questo credo che qualsiasi “questione di genere” andrebbe forse superata, e riformulata come riequilibrio generale nei rapporti tra esseri umani, trasversalmente veri e falsi.
Cara Dia, scusa se rispondo solo ora ai quesiti che avevi rivolto.
La diversità fra maschi e femmine è un fatto che appartiene allo stato di natura, su questo non ci piove. Questa diversità riguarda a mio parere quasi tutti gli aspetti dell’essere (maschile e femminile); è una diversità fisica e anche psichica che si traduce inevitabilmente anche in un modo diverso di essere e di stare al mondo. In particolare la sfera sessuale (e conseguentemente psichica) è quella dove maggiormente si manifesta questa diversità; mi riferisco in particolare a quella che abbiamo definito come asimmetria sessuale, cioè un diseguale bisogno sessuale e conseguentemente una diversa modalità di concepirlo e di viverlo.
Questa per me semplice ed evidente osservazione (che qualsiasi persona raziocinante e di buon senso può fare)è una di quelle che desta maggior scandalo. Ma gli stessi e le stesse che si scandalizzano si dimenticano di dire che c’è una corrente del femminismo, quella più estremista e agguerrita, detta della differenza, che sostiene esattamente quello che ho appena detto, anche se da punti di vista opposti e contrari ai nostri.
Naturalmente, come abbiamo scritto e spiegato migliaia di volte (ma tu ancora non ci leggevi), su questa diversità agiscono e hanno agito da sempre i vari e diversi condizionamenti di ordine culturale. Natura e cultura si compenetrano da sempre ed è IMPOSSIBILE separarle completamente.
La diversità sessuale fra i generi esiste da sempre e sempre esisterà però è evidente che, ferma restando questa stessa diversità, la sessualità è stata vissuta, si vive e si vivrà in modi diversi a seconda dei contesti sociali, culturali, economici, religiosi, storici e quant’altro che si sono avvicendati nel corso del tempo.
Nello stesso identico momento la sessualità era concepita e vissuta in modo radicalmente diverso nelle isole della Polinesia da una parte e nella cattolicissima Spagna o nella calvinistissima Olanda, dall’altra. La diversità sessuale fra i generi restava, però è indubbio che il contesto socio culturale interveniva (e interviene) molto su quella stessa diversità. Non solo. Anche nello stato di natura (ammesso sempre che sia possibile isolarlo completamente dalla cultura) le cose non sono monocordi. Perché anche in contesti molto più vicini a questa condizione possono verificarsi comportamenti sessuali molto diversi. Ma, come ho ripetuto mille volte, è estremamente difficile individuare l’origine di questa diversità, e cioè se sia di ordine più naturale che culturale o viceversa, appunto perchè questi due aspetti sono indissolubilmente intersecati fra loro e non c’è possibilità di separarli.
Partendo da questa premessa, il problema, dal mio punto di vista naturalmente, non è quindi quello di individuare una Verità Prima e Originaria sul mondo (in questo caso sul maschile e sul femminile), quanto quello di capire come funzionano le cose qui ed ora nel contesto spazio-temporale (sociale, storico, culturale ecc.) in cui mi trovo a vivere. Non per una personale curiosità, ma per necessità. Se mi fossi trovato bene in questo mondo alla fin fine non sarei qui. Se invece sono qui a fare quello che faccio è perché questa realtà non mi piace e mi trovo nella condizione di doverla trasformare.
Ma non sono certo il solo a volerlo fare perché, come hai giustamente rilevato tu, già altri (il sistema dominante, in tutte le sue complesse articolazioni) lo stanno facendo. Quindi tutti/e interveniamo sulla realtà, nessun escluso, compresi tutti/e coloro che seguono sempre la corrente come i pesci morti, come recita quella frase che mi è stata segnalata da un amico.
Mi chiedi se la trasformazione del “maschile” in un’altra “cosa “ sia ineluttabile o addirittura faccia parte dell’inevitabile tendenza di tutte le cose a trasformarsi? Non lo so, bisogna vedere in quale direzione. Io so per certo che non vorrei essere trasformato in un’altra “cosa”, per lo meno per come vedo che si sta configurando quest’altra “cosa”. Se mi piacesse potrei anche starci, perché no? Ma non mi piace, proprio non mi piace, e quindi mi trovo nella condizione di dovermi opporre a questo processo. Ce la farò? Non lo so, ci provo. Come prima di me ci hanno provato in tanti e in diversi ambiti. E poi si vedrà.
Mi chiedi se come uomini (e io aggiungo, beta) possiamo lavorare su “quello squilibrio di fondo esistente nella relazione fra i sessi? “
La mia risposta è che DOBBIAMO lavorare in tal senso, non che POSSIAMO. Siamo obbligati a farlo (necessità e non libertà, ahimè), a meno che non vogliamo vivere da servi. Io non voglio vivere da servo e quindi mi trovo nella NECESSITA’ di trasformare la realtà nella direzione che ritengo più vivibile per me (e per milioni di uomini come me).
Poi se mi chiedi in quale direzione la voglio trasformare, credo che sia abbastanza evidente da quello che scrivo e dico a viva voce.
Fabrizio
mah, io resto dell’idea che le differenze tra maschi e femmine siano di natura fisica più che psico-attitudinale. Nel senso che un uomo sviluppa più forza muscolare a parità di esercizio fisico ed ha necessità sessuali più frequenti, ma per il resto un individuo può avere senso pratico o essere bravo in matematica indipendentemente dal suo sesso anatomico.
ti ringrazio, fabrizio, dei chiarimenti. Leggendo oltre, nel sito, più o meno avevo capito come la pensi. Ci sono cose che non condivido, e commenti di utenti del sito che trovo speculari a quelli di tanti blog e forum di movimenti di donne. Onestamente, non so neanche se saprei argomentare le mie obiezioni alle tue affermazioni, per mancanza di strumenti immagino. Ci provo, come posso.
Confesso che tutto il discorso su massa, potere, sistema, capitalismo e ruolo delle donne, eccetera mi è del tutto estraneo. Non lo capivo negli anni settanta, figuriamoci oggi. Né mi propongo di trasformare niente, se non il mio atteggiamento nei confronti di cose e persone, quando capisco che è disonesto.
Il tuo discorso sul sesso ludico e dionisiaco, poi – letto in altri tuoi itnerventi, editoriali eccetera – lo trovo poco sostenibile. Parto dal presupposto che le energie di cui disponiamo (uomini e donne) quando ci svegliamo la mattina sono tot. E quando hai fatto due lavori (come la maggioranza delle persone fa per campare), hai portato fuori il cane tre volte e giù la spazzatura: ma chi ja’a fà? Per questo ritengo la coppia stabile monogamica e cameratesca (con o senza matrinmonio) una soluzione più efficiente. (Se ne parlava qualche giorno fa, in un altro thread o in questo, non ricordo)
Detto questo: apprezzo molto il lavoro che fai e che fate per abbattere il velo – anzi la trapunta – di ipocrisia che circonda la realtà della violenza e della manipolazione femminile. Anche il discorso sulle distorsioni (storiche, culturali, esistenziali) prodotte dal pensiero femminista, come la diffusione del pregiudizio antimaschile, è importante assolutamente condivisibile.
Buon proseguimento!
d
Grazie alla infinita bontà del Creatore, non incontro, grazie alla mia donna, solo una persona fisicamente diversa, ma un diverso universo emotivo, mentale, psicologico e attitudinale.
Molti sembrano invece gli angosciati da ogni esperienza di ciò che è altro e diverso da sè, e sognano un mondo degli “Identici” (non sia mai che con “l’Altro da se” non si incontri poi anche se stessi per davvero: un rischio invivibile!).
Ovvero un mondo di Uguali la cui uguaglianza però è da intendersi al modo in cui la declinano quelli che stanno bene solo in fila per tre (e persino senza resto di due).
Abbiamo già avuto modo di sperimentare l’Uguaglianza di volta in volta in riferimento alla religione, alla nazione, alla razza, alla appartenenza di classe: un disastro terrificante dopo l’altro.
Adesso sembra che in tanti aspirino a sperimentare l’Uguaglianza in riferimento all’appartenenza di genere, invece di coltivare la meravigliosa e sconfinata richezza sia del genere cui appartengono sia dell’altro genere.
Erica
>> mah, io resto dell’idea che…>>
Brava Erica, tu che puoi
, resta pure avvinghiata all’idea sbagliata, ma appagante, che le differenze psicologiche siano minime, in ciò confortata dal fatto ingannevole che qui o là o altrove entrambi possono parimenti eccellere.
Le DD possono fare tutto quello che fanno gli UU. Vero.
Però non l’hanno fatto e non lo fanno. L’avvenimento è rimandato ai secoli o ai millenni a venire, a conclusione del processo planetario di rieducazione femminista.
.
Allora le DD si lanceranno verso l’esterno, verso i rischi di ogni genere, al posto degli uomini e a favore degli uomini. Si assumeranno responsabilità economiche, civili e penali al posto degli uomini e a favore degli uomini. Adesso non lo fanno, perché sono ancora schiave della cultura patriarcale che impedisce loro di rischiare. Un giorno faranno tutto ciò che promettono di fare da 2 generazioni. Un giorno senza data. Fino ad allora, sul piano del dare, del rischiare, del perdersi, del corteggiare, del pagare andiamo avanti così.
.
Le DD non fanno quello che fanno gli UU perché non sono disposte a pagarne il prezzo che consiste nella rinuncia a infinite cose, nel sacrificio quotidiano condotto per decenni o per la vita intera, nell’anomimato, nella malattia indotta, nella morte.
.
Non vogliono pagare il prezzo della conquista. Né ieri né oggi. Perché dovrebbe accadere domani?
.
Mi svago con letture di astronomia. Ultime pagine lette ieri: un uomo dedica 40 anni di vita nel registrare posizioni stellari che nessuno si prenderà la briga di utilizzare per un secolo. Fin quando diventano del tutto inutili perché superate. Un altro gira per 8 anni il pianeta per catturare due transiti di Venere sul Sole (la cosa si verifica ogni 100 anni…!). Non ce la fa, si ammala e muore.
.
Per non passare da maschilisti noi tutti dovremmo giurare che tra alcuni secoli o millenni le DD faranno lo stesso. Faranno tutto quel che i citati esempi indicano e inoltre, come ciliegina, …la daranno gratis ai fortunati posteri. Cosa che sin qui non hanno potuto fare per colpa della cultura patriarcale che le costringe a dare a pagamento quel che vorrebbero tanto dare gratis.
Rino DV
@Rino: in realtà l’educazione di maschi e femmine è ancora molto diversa a cominciare dalla primissima infanzia e nonostante la retorica di chi dice che ormai le donne si comportano come maschiacci, le differenze rimangono nette lungo tutto il corso dell’esistenza anche se c’è stata una certa erosione e avvicinamento rispetto al passato. Il fatto che le donne si dedichino di meno all’attività intellettuale o speculativa come mi sembra sostieni tu è dovuto a questo.
“Per questo ritengo la coppia stabile monogamica e cameratesca (con o senza matrinmonio) una soluzione più efficiente. (Se ne parlava qualche giorno fa, in un altro thread o in questo, non ricordo)”. (Dia)
Ne parlavi in questo, Dia. Guarda che ciò che proponi (e proponevi nel post precedente) niente altro è che sesso ludico, né più e né meno. La differenza fra me e te è che io lo estendo anche e soprattutto alla possibilità di viverlo come single, mentre tu, per ragioni sembrerebbe anche molto pratiche (impegni, lavoro, stanchezza, difficoltà varie) lo circoscrivi alla coppia. Ma la sostanza è esattamente la stessa. Anche tu, come me e molti altri di noi, ti rendi conto che la sessualità, a meno di essere ipocriti e voler credere nella famosa famiglia del Mulino Bianco (che dietro le quinte si tira i piatti e scopa con i rispettivi amanti…), non può essere confinata entro i limiti della coppia tradizionale. Se ben ricordo tu proponevi una coppia, diciamo sentimentalmente monogamica, ma al contempo aperta al “gioco”.
Se questo è, dal punto di vista sostanziale non c’è alcuna differenza con quanto propongo io. Io vorrei poterlo vivere anche e soprattutto da single (e al limite anche in coppia, perché no, non l’ho mai provato ma perché no…) e tu invece, come ripeto, per ragioni molto pratiche e non “ideologiche”, preferiresti vivere l’elemento ludico all’interno della coppia. Nulla di scandaloso, sia chiaro; da questo punto di vista, se è per questo, sono già moltissime le coppie che frequentano club privè o praticano il cosiddetto “scambismo”. Io non ho mai trovato particolarmente interessanti né gli uni né l’altro, proprio perché in realtà sono spazi e luoghi codificati alla cosiddetta trasgressione, e in quanto tali, a mio parere, tutto sono tranne che trasgressivi.
La mia idea di libertà sessuale è molto diversa ed è più simile a quella che conobbero quei marinai inglesi abbrutiti e repressi che sbarcarono per la prima volta a Tahiti (e guarda caso trovarono il coraggio di ammutinarsi: che sia storia o leggenda non cambia nulla, conta il significato simbolico di quel racconto…) e si ritrovarono a tu per tu con splendide fanciulle che gli offrivano il loro seno nudo con la stessa naturalezza (o quasi, non dimentichiamoci mai di un tasso di asimmetria MM/FF) con cui gli offrivano una noce di cocco o un piatto di frutta per ristorarsi. Non dico che sia praticabile qui ed ora, però ci si può lavorare…Sarebbe un mondo proprio così brutto e invivibile quello che immagino? Chi lo pensa alzi la mano e poi si guardi bene allo specchio (meglio invertire le cose…)…
D’altronde ci sono voluti millenni per superare la schiavitù ma alla fine l’abbiamo superata. Abbiamo impiegato su per giù lo stesso tempo per andare nello spazio ma alla fine ci siamo andati. Se tu avessi detto ad un uomo o ad una donna cinque o sei secoli fa che la schiavitù non sarebbe più esistita e che saremmo andati su Marte (e soprattutto che avremmo fatto i figli in provetta e clonato le vacche e forse gli uomini), cosa ti avrebbero risposto?
Fabrizio
scambisti? (Faccina che si scompiscia) Be’, alludevo a un altro tipo di gioco e di cameratismo, veramente. Sono piuttosto terra terra e decisamente nel solco della tradizione.
In bocca al lupo per la tua utopia! Magari un giorno, portando fuori il cane alzerò la testa e scoprirò che tutte le donne girano a seno nudo…. Un momento… ma già lo fanno.
“In bocca al lupo per la tua utopia! Magari un giorno, portando fuori il cane alzerò la testa e scoprirò che tutte le donne girano a seno nudo…. Un momento… ma già lo fanno”. (Dia)
Sì, lo fanno, ma in che modo? A che pro? Con quale finalità? Con quale spirito? Con quale filosofia? Con spontaneità e reciprocità? Perché sono libere sessualmente ? (mi viene da ridere…)
Ci siamo capiti…E ci siamo capiti anche sul resto…
Dia, hai dimostrato fino ad ora di essere una ragazza intelligente (e lo penso veramente), rimaniamo in questo solco e non trasformiamo questo spazio nel solito forum dove ciascuno la pensa e la butta lì, come quando si getta per gioco una palla di carta in un cestino per fare canestro…
Fabrizio
dia. In bocca al lupo per la tua utopia! Magari un giorno, portando fuori il cane alzerò la testa e scoprirò che tutte le donne girano a seno nudo…. Un momento… ma già lo fanno.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Forse tu vivi in qualche angolo sperduto della foresta amazzonica dove ancora sopravvivono alcune delle poche società “primitive” del pianeta o vivi in riva al mare, accanto a una spiaggia di nudisti o più probabilmente ancora porti quei famosi occhiali che vedono attraverso i vestiti?
Scherzo ovviamente .-)
erica:
“mah, io resto dell’idea che le differenze tra maschi e femmine siano di natura fisica più che psico-attitudinale. Nel senso che un uomo sviluppa più forza muscolare a parità di esercizio fisico ed ha necessità sessuali più frequenti, ma per il resto un individuo può avere senso pratico o essere bravo in matematica indipendentemente dal suo sesso anatomico.”
____________________________
Dunque…
1- Molte differenze fra i sessi si ritrovano in altri primati, anzi, in tutta la classe dei mammiferi. I maschi tendono a competere con maggiore aggressività e a essere più poligami; le femmine a investire di più nell’allevamento dei figli. In molti mammiferi un raggio territoriale più ampio si accompagna a una maggiore capacità di orientarsi usando la geometria della configurazione spaziale (invece che ricordando singoli punti di riferimento). E ad avere il raggio territoriale più ampio è più spesso il maschio, come avviene anche fra i cacciatori-raccoglitori umani. La superiorità degli uomini nell’uso delle mappe mentali e nella rotazione mentale tridimensionale non è forse casuale.
>
2- I genetisti hanno scoperto che, in persone diverse, la diversità del DNA nei mitocondri (che uomini e donne ereditano dalla madre) è molto maggiore della diversità del DNA nei cromosomi Y (che gli uomini ereditano dal padre). Questo fa pensare che, per decine di millenni, gli uomini abbiano conosciuto una maggiore variazione nel successo riproduttivo rispetto alle donne: alcuni hanno avuto molti discendenti, altri nessuno (lasciandoci con un piccolo numero di cromosomi Y diversi), mentre un maggior numero di donne ha avuto un numero di discendenti più equamente distribuito (lasciandoci con un maggior numero di genomi mitocondriali diversi). Sono esattamente queste le condizioni che causano la selezione sessuale, in cui i maschi competono per le occasioni di accoppiamento e le femmine scelgono i maschi di migliore qualità.
>
3- Il corpo umano contiene un meccanismo che fa che sì che il cervello dei bambini e quello delle bambine divergano durante lo sviluppo. Il cromosoma Y innesca nel feto maschio la crescita dei testicoli, che secernono gli androgeni, ormoni tipicamente maschili (come il testosterone) che hanno effetti duraturi sul cervello durante lo sviluppo fetale, nei mesi successivi alla nascita e durante la pubertà, ed effetti transitori in altri periodi. Gli estrogeni, ormoni sessuali tipicamente femminili, influiscono anch’essi sul cervello per tutta la vita. Oltre che nella corteccia cerebrale, i recettori degli ormoni sessuali si trovano nell’ipotalamo, nell’ippocampo e nell’amigdala nel sistema limbico del cervello.
>
4- Gli androgeni hanno effetti permanenti sul cervello in sviluppo, non solo effetti transitori sul cervello adulto. Le femmine che soffrono di iperplasia adrenale congenita producono un eccesso di androstenedione, l’ormone androgeno reso famoso dal grande giocatore di baseball Mark McGuire. E anche se i loro livelli ormonali vengono portati alla normalità subito dopo la nascita, crescono come dei “maschiacci”, giocano di più a fare la lotta, mostrano più interesse per i camion che per le bambole, hanno maggiori abilità spaziali e, crescendo, sviluppano più fantasie sessuali e provano più attrazione per altre ragazze. Quelle trattate con ormoni solo a infanzia avanzata mostrano, divenendo giovani adulte, modalità sessuali maschili, come una pronta eccitazione di fronte a immagini pornografiche, un impulso sessuale autonomo centrato sulla stimolazione genitale e l’equivalente di polluzioni notturne.
>
5- Un immaginario ma conclusivo esperimento per separare la biologia dalla socializzazione consisterebbe nel prendere un neonato, sottoporlo a un’operazione di cambiamento di sesso e farlo allevare dai genitori e trattare come una bambina. Se il genere è una costruzione sociale, dovrebbe avere la mente di una normale bambina; se invece esso dipende dagli ormoni prenatali, dovrebbe sentirsi un maschio intrappolato in un corpo femminile.
L’esperimento è stato compiuto, non per curiosità scientifica naturalmente, ma in seguito a malattie e incidenti. Uno studio ha preso in esame 25 bambini nati senza pene (un difetto congenito noto come estrofia cloacale), poi evirati e allevati come bambine: tutti giocavano a fare la lotta come i maschi e avevano comportamenti e interessi tipicamente maschili; più della metà dichiaravano spontaneamente di essere dei maschi, uno a soli cinque anni di età.
>
6- I bambini affetti da sindrome di Turner sono geneticamente neutri. Hanno un singolo cromosoma X, ereditato dal padre o dalla madre, invece dei normali due cromosomi X delle bambine (uno ereditato dal padre, l’altro dalla madre) o X e Y dei bambini (l’X ereditato dalla madre, l’Y dal padre). Siccome lo schema corporeo femminile è quello standard fra i mammiferi, essi hanno l’aspetto e il comportamento di bambine. I genetisti hanno scoperto che il corpo dei genitori può influire a livello molecolare sui geni del cromosoma X rendendoli più o meno attivi nel corpo e nel cervello in sviluppo del figlio. Una bambina con la sindrome di Turner che prende il cromosoma X dal padre ha probabilmente geni ottimizzati dall’evoluzione per una bambina (perché un X paterno porta sempre a una femmina), mentre una bambina con la sindrome di Turner che prende il cromosoma X dalla madre ha probabilmente geni ottimizzati dall’evoluzione per un bambino (poiché un X materno, se può portare all’uno come all’altro sesso, opererà senza incontrare opposizione solo in un maschio, che manca di corrispettivi dei geni X sul suo cromosoma Y).
E infatti le femminucce che presentano tale sindrome differiscono psicologicamente a seconda del genitore da cui hanno ricevuto il cromosoma X. Rispetto a quelle che l’hanno ricevuto dalla madre (caso in cui esso è pienamente attivo solo in un maschio), le bambine che l’hanno ricevuto dal padre (caso in cui esso è destinato a una femmina) sono più brave a interpretare il linguaggio corporeo, a leggere le emozioni, a riconoscere i volti, a maneggiare le parole, nonché ad andare più facilmente d’accordo con gli altri.
>
In definitiva, maschi e femmine sono intrinsecamente diversi e non hanno menti intercambiabili.
Piaccia o meno.
al di là del sensazionalismo giornalistico le differenze nell’abilità a orientarsi tra maschi e femmine sono minime, per dire se in un uomo è 100 in una donna è 99.
per il resto si tratta di teorie e ipotesi tutt’altro che conclusive.
del resto c’è chi dice che i meridionali sono scansafatiche buoni solo a vivere di impieghi pubblici e false pensioni di invalidità perché hanno il dna levantino mentre i padani sono industriosi e intraprendenti perché hanno il dna mitteleuropeo.
oppure c’è chi dice che i neri africani sono meno intelligenti perché non hanno mai preso premi nobel e adduce ulteriori dimostrazioni dicendo che gli afro-americani di classe media-benestante ottengono risultati scolastici piu bassi e quindi la colpa non è da attribuire a condizioni sociali ma alla loro innata inferiorità. non credo che siate d’accordo con queste teorie, almeno per quanto riguarda le posizioni ufficiali del movimento.
Barbara non legge. Erica legge quel che le piacerebbe trovare scritto qui per poterci liquidare.
Dove trova scritto “diverso” legge “inferiore”,
dove vede “propensione al rischio” legge “intelligenza”…
Non se ne verrà a capo.
Da questo rifiuto di mettersi in discussione, si ricava l’impressione di una profonda incertezza sul proprio valore reale.
L’autostima femminile in questo mondo femministizzato sembra davvero una maschera vuota. Una costruzione così precaria, tanto abborracciata, che ogni bava di vento la può sfarinare.
Rino DV
“del resto c’è chi dice che i meridionali sono scansafatiche buoni solo a vivere di impieghi pubblici e false pensioni di invalidità perché hanno il dna levantino mentre i padani sono industriosi e intraprendenti perché hanno il dna mitteleuropeo.
oppure c’è chi dice che i neri africani sono meno intelligenti perché non hanno mai preso premi nobel e adduce ulteriori dimostrazioni dicendo che gli afro-americani di classe media-benestante ottengono risultati scolastici piu bassi e quindi la colpa non è da attribuire a condizioni sociali ma alla loro innata inferiorità. non credo che siate d’accordo con queste teorie, almeno per quanto riguarda le posizioni ufficiali del movimento”. (Erica)
Ma cosa c’entra tutto ciò con quanto ti hanno risposto sia Rino che Sandro2 ?
Ma cosa c’entra il razzismo? Ma chi ne ha mai parlato? Rino ti ha risposto su tutt’altro piano, attieniti alla sua risposta ed entra nel merito e non divagare su argomenti capziosi e strumentali che nessuno (e ci mancherebbe altro) ha tirato in ballo.
Stessa cosa relativamente alla risposta che ti ha dato Sandro2. Il fatto di evidenziare le diversità attitudinali esistenti fra maschi e femmine non ha nulla a che vedere con i deliri razzisti di cui parli tu, che peraltro non hanno mai avuto nessun fondamento scientifico (e vorrei vedere…). Il fatto che qualcuno/a , secondo studi di diversi scienziati, sia più portato (è solo un esempio) per il calcolo matematico e qualcun altro/a per le discipline umanistiche o artistiche, non significa fare un’affermazione razzista, né che per questa ragione uno/a possa o non possa iscriversi alle facoltà di matematica piuttosto che a quella di antropologia filosofica perché gli scienziati hanno detto che gli uomini (non lo so, è solo un esempio) sono più portati per la prima e le donne per la seconda.
Non facciamo furbate, Erica, qui nessuno ciurla nel manico ma non ha neanche la sveglia al collo…Non inventiamoci argomenti che non c’entrano assolutamente nulla con l’oggetto del contendere. Non mi risulta che la diversità sia un concetto razzista, al contrario sono decenni che proprio la vulgata politicamente corretta (e in questo caso non a torto) esalta il valore della diversità…
Ebbene, siamo d’accordo, la diversità è una ricchezza. Che succede? Contrordine compagni? E’ cambiata la linea? Adesso siamo per l’omologazione? (che non c’entra nulla, ma proprio nulla, con il concetto di eguaglianza). Oppure cambiamo linea a seconda della bisogna?
“Uomini e donne sono eguali in tutto e per tutto!” dice il femminismo dell’eguaglianza.
“Manco per niente, uomini e donne sono diversi su tutto!”, dice il femminismo della differenza.
Diversi ma eguali, no eh? Non ci piace, è così scandaloso pensare che uomini e donne possano avere anche (ho detto anche, non del tutto) attitudini differenti date da una oggettiva diversità fra i due sessi?
Nonostante i miei reiterati sforzi non sono mai riuscito ad entrare nel calcolo matematico e a sviluppare interesse per le materie scientifiche (alcuni scienziati ritengono che gli uomini siano più portati, se non erro, proprio per queste ultime). Non per questo mi sento una “femminuccia” (ci siamo capiti…) nè penso di avere tendenze omosessuali…
Fabrizio
a me quella di erica è sembrata un’obiezione pertinente. E in realtà il razzismo c’entra qualcosa. O meglio, se ne può discutere, se c’entri o come. Ma il biologo premio Nobel James Watson, in America, ha dovuto dimettersi e scusarsi pubblicamente senza riserve nel 2007, per avere affermato più o meno alcune delel cose che erica cita. Affrontando certi temi si toccano nervi scoperti, e proprio per questo la cosa diventa interessante. Perché voler cacciare erica in un angolo, proprio quando viene il bello? E accusarla di sfarinare, fare la furba e truffaldina, e soprattutto di volervi liquidare. Non mi è sembrato: fa le sue riflessioni. Ma anche se volesse liquidarvi, non è un’occasione per approfondire? O è come nei blog femministi, dove una buona scusa si trova sempre per mettere fuori dalal porta chi non è iscritto al sindacato? Già sono stata messa in guardia da Fabrizio anch’io, che non devo uscire dal seminato.
Dia, non stai parlando in buona fede, e lo sai perfettamente…Forse ti stai solo divertendo o semplicemente cerchi solo di passare un po’ di tempo. Invece di prendere le parti di Erica (si spera che anche lei risponda in modo pertinente alle obiezioni che le vengono mosse) potevi provare a replicare alle nostre risposte, invece di glissarle con qualche facile battutina…
Ciò detto, amica mia, io non sto qui per fare chiacchiericcio con chicchessia, né tanto meno con gente che non ha nulla da fare e che svolazza di blog in blog per passare alla meglio la giornata durante l’orario d’ufficio. Capisco che il lavoro è noioso e per lo più alienante ma non può essere il blog degli Uomini Beta la soluzione a questo problema.
Ho fondato questo sito con l’obiettivo di dare vita ad un movimento di consapevolezza maschile, fatto di uomini in carne ed ossa. Un progetto di straordinaria portata e difficoltà.
A tal fine sono disposto a sottrarre gran parte del mio tempo a tante altre attività che da sempre mi appassionano e mi gratificano quali la lettura, la scrittura, lo sport, la natura, i viaggi, il cinema, la coltivazione delle amicizie e degli affetti e ogni tanto anche qualche scopata.
Per queste ragioni non posso permettermi di disperdere energie e tempo. Lo capisci perfettamente da sola. La rete è strapiena di blog dove si può parlare e straparlare, cazzeggiare, giocherellare,battibeccare; in altre parole, perdere tempo.
Noi non siamo qui per questo. Questo è il sito di un nascente movimento maschile.
Hai iniziato molto bene la tua collaborazione con noi ma la stai proseguendo molto male. Se vuoi darci una mano, seriamente (come sembrava che fosse), sei la benvenuta. Se invece devi stare qui per polemizzare gratuitamente per puro divertimento, lascia perdere.
L’obiettivo che abbiamo è troppo alto e non possiamo disperderci con queste cazzate.
Ora, come ho già detto a qualcun altro/a in altre occasioni, se vuoi andare in giro per la rete a dire che sono un nostalgico dell’NKVD, fallo pure. E’ assolutamente irrilevante rispetto a quanto sto e stiamo facendo.
Spero di essere stato chiaro.
Fabrizio
senz’altro.
Hai ragione.
Se mi capiterà, interverrò solo dove si parla di violenza delle donne, che è il tema che mi ha portato qui e che mi sembra resti un terreno comune. Effettivamente, proseguendo la lettura di articoli, commenti e editoriali, mi è sembrato di capire che sul resto ci sono più punti di disaccordo e di reciproca insofferenza che non il contrario. Niente di grave, spero.
No, niente di grave, per questa volta il Tribunale del Popolo (Beta) ti risparmia la vita…
Ciò detto, la sola cosa “grave” che potresti fare è quella di farci perdere tempo, con sciocche polemiche, falsa ironia o, peggio, con atteggiamenti maldestri e non in buona fede, come è accaduto poc’anzi e anche in altre occasioni…
Fabrizio
Io penso invece che sia una questione di metodo. Che alcuni seguono ed altre invece no.
Erica fa un affermazione. Sandro2 non è d’accordo ed espone una serie di dati e di considerazioni che, a parer mio, sono solo in minima parte giornalistiche. Parla di “sindrome di Turner” e fa proprie considerazioni ed indagini fatte da operatori del settore (biologi, genetisti, etc.). Non sensazionalismi editoriali.
Ora se io non sono d’accordo con lui, vista l’articolazione e la complessità del suo commento, non ribatto in un rigo con “per il resto si tratta di teorie e ipotesi tutt’altro che conclusive”.
Prendo quelle teorie, quelle ipotesi e quelle conclusioni e se sono capace, gliele “smonto” una ad una, con altre evidenze, se ce ne sono.
Altrimenti, se ha detto cose condivise dalla maggior parte del mondo scientifico, ed allo stato dei fatti incontrovertibili, mi inchino e gli dò ragione.
Quella frase di Erica lascia trasparire una sua ignoranza nel settore, altrimenti avrebbe argomentato e non eluso.
O viceversa, una sua estrema conoscenza. Bene. Ma in questo caso non può esimersi dall’argomentare, altrimenti io devo ritornare sull’ignoranza, intesa come non conoscenza, sia chiaro.
Invece liquida tutto con due parole, anzi fa di peggio. Le associa ad altre considerazioni da bar dello sport. Con il chiaro obiettivo di “squalificarle” e quindi “liquidarle”.
Ovviamente sono solo fuochi d’artificio dialettici che non spostano di un millimetro la questione.
Però, a suo modo di vedere, gli fanno fare una bella figura. Contenta lei …
E non è questione di sesso, ci mancherebbe altro. Ma d’imbevitura ideologica.
Lo si è già detto:
e perchè l’amica Dia (e chi come lei) dovrebbe darsi la pena di argomentare se già il Potere impone come reale la narrazione femminista ogni giorno e ad ogni ora su tutti i media, nei tribunali, nelle assemblee politiche, ovunque e ossessivamente? In questi casi in cui è il Potere ad avere interesse diretto ad imporre una certa narrazione, non è dalla argomentazione che nasce la forza di convincimento ma è la forza che sostiene l’argomentazione. E queste amiche sanno di avere la forza del Potere dalla loro e comprensibilmente non vedono, non sentono e non argomentano.
Una volta che ci siamo accertati di questo lasciamo dunque in pace queste amiche e questi amici, che fanno part time quello che giudici, avvocati, giornalisti, politici, professori universitari e quant’altri danno vita al maistream femdominista, fanno a tempo pieno e a pagamento. Alla fin fine è sacrosanto: che a ciascuno si lasci quello che ha consapevomente scelto.
Cesare
d’accordo con te.
Ma se vieni a casa mia, posso almeno lì, giocare con le mie regole?
dia:
“a me quella di erica è sembrata un’obiezione pertinente. E in realtà il razzismo c’entra qualcosa. ”
____________
Certo, come no, è “razzismo” allo stato puro.
Eehhh… beata ignoranza mista a malafede.
Per non parlare degli insopprimibili complessi di inferiorità delle femmine della specie umana…
>
Fonti:
RICH HARRIS, J.,
Non è colpa dei genitori,
Mondadori, 1999.
>
BLAFFER HRDY S.,
Mother Nature. A History
of Mother, Infants and
Natural Selection,
Pantheon Books, New York, 1999.
>
GEARY D. C., Male,
Female: the Evolution of Human
Sex Differences, American
Psycological Association, 1998.
>
FAUSTO-STERLING A.,
Sexing the body. Gender
Politics and the Construction of
Sexuality, Basic Books, 2000.
>
HINES M., Brain Gender,
Oxford University Press, 2003.
>
BUSS D. M., The Evolution of
Desire: The strategies of human mating,
Non Basic Stock Line, 2003.
>
BLUM D., Sex in the Brain.
The Biological Differences between
Men and Women, Viking Press, 1997.
>
DOMURAT DREGER A.,
Hermaphrodites and the Medical Invention
of Sex, Harvard University Press, 1998.
>
LEHRKE R., Sex Linkage of Intelligence.
The X-Factor, Praeger, Westport, Connecticut, 1997.
>
TABULA RASA – Perché non è vero che
gli uomini nascono tutti uguali (2002), di
Steven Pinker, docente di psicologia e
direttore del Centro di neuroscienza
cognitiva al MIT.
>
Etc etc…
Per erica.
_______________
http://www.promiseland.it/2005/12/08/storia-del-bambino-che-qualcuno-volle-bimba/
>>>
Negli ultimi anni si sono andate accumulando prove che il testosterone influenzi non soltanto gli ornamenti e la corporatura, ma anche i cervelli.
Il testosterone è un composto chimico antico, presente in forma pressoché identica in tutti i vertebrati.
La sua concentrazione determina l’aggressività in modo così preciso che, negli uccelli con scambio di ruoli sessuali come i falaropi o nei clan a dominanza femminile delle iene, è la femmina ad avere livelli ematici di testosterone più alti.
Il testosterone mascolinizza l’organismo (in sua assenza il corpo resta di tipo femminile, quali che siano i geni dell’individuo) e mascolinizza anche il cervello.
Tra gli uccelli, in genere canta solo il maschio.
Un diamante mandarino che non ha nel sangue un livello sufficiente di testosterone non canta.
In presenza dell’ormone, la parte del cervello preposta alla produzione del canto cresce e l’uccello comincia a cantare.
Anche una femmina di diamante mandarino può cantare, purché sia stata esposta al testosterone in una fase precoce della vita e poi da adulta.
In altre parole, il testosterone prepara il cervello del nidiaceo a reagire di nuovo, più avanti nella vita, al testosterone e quindi a sviluppare la tendenza al canto. Se si può parlare di mente per un diamante mandarino, l’ormone è una sostanza che ne altera la mente. Lo stesso vale per gli esseri umani.
In questo caso le testimonianze provengono da una serie di esperimenti, in parte naturali e in parte no.
La natura ha dotato alcuni soggetti maschili e femminili di dosi alterate di ormoni e negli anni Cinquanta i medici hanno fatto lo stesso iniettando certi tipi di ormoni in alcune pazienti gravide.
Le donne affette dalla sindrome di Turner nascono senza ovaie e quindi hanno meno testosterone nel sangue di quelle che le hanno (le ovaie producono un po’ di testosterone, sebbene non quanto i testicoli).
Queste donne sono esageratamente femminili nei loro comportamenti, di solito hanno uno spiccato interesse verso i bambini, i vestiti, i lavori domestici e le storie d’amore.
Gli uomini che da adulti hanno nel sangue meno testosterone rispetto alla norma, gli eunuchi per esempio, si riconoscono per l’aspetto e l’atteggiamento femminile.
Gli uomini che durante lo stato embrionale sono stati esposti a un livello di testosterone inferiore alla norma, per esempio i figli di diabetiche che durante la gravidanza hanno dovuto assumere ormoni femminili, sono timidi, poco energici ed effemminati.
Gli uomini con troppo testosterone sono bellicosi.
Le figlie di donne che negli anni Cinquanta sono state trattate con iniezioni di progesterone (per prevenire un aborto spontaneo) dicono di essere state “maschiacci” da bambine; il progesterone non ha effetti diversi dal testosterone.
Anche le femmine affette da iperplasia surrenale congenita o sindrome adrenogenitale, sono dei maschiacci: le loro ghiandole surrenali, poste vicino ai reni, anziché produrre cortisolo, come dovrebbero, producono un ormone ad azione simile a quella del testosterone.
_____________
P.S. Altre fonti:
mente & cervello n.1, anno 1, gennaio-febbraio 2003:
“Speciale: intelligenza e creatività”;
mente & cervello n. 8, ANNO II, marzo-aprile 2004:
“Perché siamo così diversi e perché non c’è niente da fare” (pag. 41-73);
Le Scienze dossier, n.1 – primavera 1999:
“L’intelligenza nell’uomo: apprendimento,
talento e genialità, memoria”;
Le Scienze dossier, n.7 – primavera 2001:
“Geni e comportamento”;
Le Scienze dossier n.15 – primavera 2003:
“DNA 50 anni dopo. Un viaggio dalla scoperta della doppia elica alle promesse della postgenomica”.
Recentemente ho finito di leggere questo libro:
http://www.ibs.it/code/9788871806006/rhoads-steven-s-/uguali-mai-quello.html
nel quale sono evidenziate le intrinseche differenze esistenti fra maschi e femmine.
@@@@
PS: sempre impressionanti le capacità mnemoniche di Sandro2…
ho dimenticato di precisare che per differenze fisiche intendo anche tendenza all’aggressività in alcune circostanze nei soggetti maschili e tendenza a fluttuazioni dell’umore nei soggetti femminili in circostanze come il periodo post-parto o la fase premestruale.
ma non mi spingo oltre nell’affermare che le abilità cognitive, l’apprendimento e le tendenze attitudinali siano significativamente differenti tra i due sessi facendo sempre riferimento alla media.
si tratta di teorie controverse e alcuni autori hanno anche affermato che la diversa produzione di testosterone tra le varie “razze” influenzi l’apprendimento e le abitudini sociali. ma si tratta di posizioni ben lungi dall’essere accettate all’unanimità come prove conclusive.
si veda ad esempio questo studio che suggerisce l’ipotesi che le popolazioni sub-sahariane abbiano livelli intellettivi piu bassi e tendenze a comportamenti anti-sociali a causa della maggiore produzione di testosterone.
The international literature on racial differences is reviewed, novel data are reported, and a distinct pattern is found. People of east Asian ancestry and people of African ancestry average at opposite ends of a continuum, with people of European ancestry averaging intermediately, albeit with much variability within each major race. The racial matrix emerges from measures taken of reproductive behavior, sex hormones, twinning rate, speed of physical maturation, personality, family stability, brain size, intelligence, law abidingness, and social organization. An evolutionary theory of human reproduction is proposed, familiar to biologists as the r-K scale of reproductive strategies. At one end of this scale are r-strategies, which emphasize high reproductive rates; at the other end are K-strategies, which emphasize high levels of parental investment. This scale is generally used to compare the life histories of widely disparate species, but here it is used to describe the immensely smaller variations among human races. It is hypothesized that, again on average, Mongoloid people are more K-selected than Caucasoids, who are more K-selected than Negroids. The r-K scale of reproductive strategies is also mapped on to human evolution. Genetic distances indicate that Africans emerged from the ancestral hominid line about 200,000 years ago, with an African/non-African split about 110,000 years ago, and a Caucasoid/Mongoloid split about 41,000 years ago. Such an ordering fits with and explains how and why the variables cluster.
http://www.lrainc.com/swtaboo/stalkers/jpr_rghrs.html
Cesare
mi spiego meglio.
So benissimo che la situazione è quella che hai descritto tu. So benissimo che argomentare con loro è come versare acqua in un secchio bucato: fatica sprecata.
D’altra parte il compito per noi più importante ed improbo oltre ogni limite, penso che questo sia da te condiviso, sia far arrivare il nostro messaggio, pur con le varie sfumature esistenti, al maggior numero di uomini possibili per risvegliarne la consapevolezza.
Ma se io batto sul tasto di contrastarle sempre, comunque e dovunque con le armi del ragionamento, della logica e delle evidenze, non lo faccio perché mi illuda su di loro, ne tanto meno me ne importa.
Se in un sito, questo o altri, in un blog, su un social network, in un incontro in ufficio come in strada, in un dibattito pubblico o in una qualsiasi altra occasione che si voglia immaginare “incrocio le armi” dò la possibilità ad un altro uomo, fosse anche solo uno, di leggere, sentire, vedere le due tesi contrapposte. Poi valuterà.
Magari sarà un occasione in cui si renderà conto che quegli “strani pensieri” che gli sono passati per la testa, ma che ha scacciato, condizionato dalla vulgata dominante, non sono cosi strani e ci sono altri uomini che li condividono. E magari prenderà forza e coraggio. E noi con lui.
Questo è il mio personale punto di vista. Poi è chiaro, comunque, questo è solo parte del lavoro che ci aspetta.
Sogno? Sono un illuso? E che c’è di strano? Non vivono gli uomini di sogni ed illusioni?
Spero di essermi spiegato.
Luigi
sono sulla stessa linea d’onda di Luigi ,la penso allo stesso modo ,per questo sono intervenuto in siti a chiaro stampo femminista ,ma con uomini che scrivevano ,ho provato a dare la mia versione. Certo l’impresa era ardua ,i maschi pentiti non sono certo inclini a cambiare idea ,ma intanto che se ne parli è già un buon segno. Certo c’è il rovescio della medaglia ,alcune femministe possono fare altrettanto con tanta pazienza di Fabrizio
,ma ,visto come si esprimono e come ,credo di dirlo con quasi sicurezza ,ci esprimiamo noi ,c’è una bella differenza;le prime offendono ,in quanto donne e femministe, come se fosse un loro privilegio ,per contro ,come ho notato in molti ,c’è il linguaggio si duro ,ma corretto e senza offendere nessuno …..
A tal proposito ,verso la fine di ottobre andrò a vedere un concerto , sono amico degli esponenti del gruppo e cercherò ,sempre se lo vorranno ,di mettere in scaletta un’ infarinatura di uomini beta con il video che ho fatto.
Non saremo in molti ma già questo aiuta ,vorrei sapere l’opinione di voi altri
Questa discussione mi ha un po’ stancato, devo essere onesto,…Scusate ma come già sapete non vesto i panni del moderatore tradizionale e quindi dirò pane al pane, come sono abituato a fare. Anche perché, ripeto, il confronto fra Erica e Sandro2 si sta avviando su dei binari che non mi piacciono affatto.
Cosa stai facendo Erica? Stai cercando di dire che le opinioni di Sandro2 sono ambigue e hanno un retrogusto razzista, con l’obiettivo, ovviamente non dichiarato, di gettare una luce sinistra su tutti noi.
Da questo punto di vista, sia pure involontariamente, Sandro2 ha scoperto il fianco a questo tentativo.
Ora è bene chiarire un punto che ho ribadito mille e una volta, ma non c’è problema, lo ripeto ancora. La linea politica, la strategia, l’orizzonte valoriale e filosofico del Movimento degli Uomini Beta si evincono dagli articoli pubblicati nel sito, e in particolare nel Manifesto pubblicato sulla homepage (Il Movimento Beta), nei Principi (anch’essi sulla homepage) e nell’articolo “L’emergere storico della QM”, nello spazio degli editoriali (e naturalmente dai video con le brevi interviste al sottoscritto). Il blog (cioè lo spazio dei commenti) è appunto uno spazio libero creato appositamente per permettere a ciascuno di esprimere la propria opinione, purchè nel rispetto degli altri e del nostro Statuto (cioè la carta dei Principi)
Ciò detto, se pensassi che le posizioni di Sandro2 contenessero elementi di razzismo sarei il primo a non pubblicare i suoi post.
Ora, il sottoscritto non è uno scienziato e neanche un esperto di genetica, né ambisce ad esserlo. Ritengo che non lo sia nessuno da queste parti, neanche Sandro2, il quale però, rispetto a noi e sicuramente al sottoscritto, è particolarmente ferrato in queste materie al punto di essere in grado di citare numerose fonti scientifiche e di portare una notevole mole di documentazione. Naturalmente presumo che il dibattito, anche in ambito scientifico, sia aperto, né, credo, nessuno di noi è in grado di stabilire delle verità o delle certezze, dal momento peraltro che una “verità” scientifica è considerata tale nel momento in cui trova l’assenso dell’intera comunità scientifica (salvo scoprire che ciò che si riteneva “certo” fino a poco tempo prima, si rivela essere falso in un secondo momento…ma questo è un altro discorso…) .
Fatta questa premessa, mi sembra che accostare la questione della diversità fra i generi, sostenuta da Sandro2, con le teorie in base alle quali le popolazioni subsahariane sarebbero dotate di un quoziente intellettivo inferiore a causa del maggior tasso di testosterone, sia del tutto fuori luogo e anche un pochino di cattivo gusto, diciamo la verità.
Nello stesso tempo non vedo cosa ci sia di scandaloso, condizionamenti socioculturali a parte che nessuno nega, nel sostenere che i maschi e le femmine, essendo diversi (a livello sessuale, fisico e quindi anche psichico, né potrebbe essere altrimenti), possano sviluppare differenti attitudini.
Ma la sola idea che questa tesi (a mio parere anche verosimile) possa avere un fondamento, ti risulta inaccettabile. Perché? Perché nella tua griglia interpretativa, che è quella forgiata da quarant’anni di femminismo più una notevole dose di insicurezza che ha radici antiche (non riguarda di certo solo te ma moltissime altre donne), sostenere che maschi e femmine possano avere diverse attitudini significa automaticamente sostenere che le donne sono venute al mondo per sfornare figli, accudire bambini, cucire, stirare, lavare, fare da angeli del focolare, allargare le cosce alla bisogna e nulla più. In altre parole sovrapponi completamente la tesi di cui sopra ad un presunto maldestro tentativo di riproporre una divisione sociale dei ruoli e del lavoro che secondo te/voi ha contraddistinto da sempre la relazione fra i sessi (e che ha senz’altro un suo fondamento, anche se naturalmente io la interpreto in modo completamente diverso dalle femministe). E ravvedi in questa stessa tesi una sorta di copertura più ideologica-che scientifica (e infatti ti affretti a contestarla tacciandola di razzismo) a quel tentativo.
Ma questo, cara Erica, che a te piaccia o no, per dirla in gergo psicoanalitico, è una tua/vostra proiezione, una tua/vostra interpretazione (o supposizione), dettata a mio parere, come ripeto, da una profonda insicurezza. Insomma è un tuo/vostro problema, non nostro. Se si parla di diversità attitudinale fra maschi e femmine e tu ti senti subito relegata in cucina, in un asilo nido o in un bordello, il problema è tutto tuo, e sta tutto nella tua testa, cara Erica, non nelle tesi di Sandro2 o di qualche scienziato, autorevole o meno che sia.
Questo è il punto vero. Se qualcuno mi dicesse, scienziato o azzeccacarbugli che fosse, che i maschi hanno attitudini diverse rispetto a quelle delle femmine, io non mi penserei affatto neanche per un secondo nei panni di un violento assassino e stupratore (questo, per la verità, è su per giù quello che hanno sempre pensato degli uomini alcune correnti femministe radicali: se non è razzismo questo…), né tanto meno penserei che colui/colei che sostiene questa ipotesi i sia animato dal desiderio di rinchiudermi in una gabbia per animali feroci…
Ecco, fossi in te rifletterei più su questo aspetto, piuttosto che sulla veridicità di questa o quella tesi scientifica, anche perchè non abbiamo la strumentazione adeguata per poter andare oltre la nostra personale opinione.
Fabrizio
Una brevissima nota al mio commento precedente che forse può aiutarci nella reciproca comprensione.
I neri, per conformazione fisico-muscolare, riescono molto meglio nella boxe rispetto ai bianchi. Per la stessa ragione sono meno portati per il nuoto dove invece i bianchi (per la stessa identica ragione)primeggiano.
C’è qualcosa di scandaloso in questo? Non mi pare. Tra parentesi, onde evitare equivoci, il sottoscritto è un amante della boxe che è lo sport, insieme al calcio, che predilige. Il sottoscritto è anche convinto che, per le stesse ragioni di cui sopra, le donne siano più portate per il pattinaggio artistico (bellissimo) piuttosto che per la boxe. E questo non solo e non tanto per ragioni inerenti la forza muscolare o il tasso di aggressività, quanto perché nel pugilato è necessario un certo tipo di agilità psicofisica (che peraltro non tutti gli uomini hanno…) che le donne non hanno o hanno in misura molto ridotta rispetto agli uomini.
Nello stesso tempo se pensassi solo per un attimo a Mike Tyson su un pista di ghiaccio accompagnato da una sinfonia di Cajcovskij o Wagner mentre si libra nell’aria come una farfalla (non ci crederei neanche se lo vedessi con i miei occhi…) mi verrebbe da ridere, e credo che verrebbe da ridere a tutti, senza neanche bisogno di vederlo dal vivo.
C’è qualcosa di grave e scandaloso in questo? C’ è forse un retrogusto razzista o sessista nell’affermare questo? Non mi pare proprio. E allora, se riusciamo serenamente ad accettare che dal punto di vista fisico siamo diversi, e abbiamo attitudini diverse (e a me la cosa appare normalissima), perché dovrebbe essere così difficile accettare che forse anche a livello mentale-psicologico abbiamo probabilmente attitudini diverse?
Come spiegavo in un precedete post, ho letto più volte in diversi articoli di giornali e riviste (ma mi sembra anche su uno dei documenti postati da Sandro2) che gli uomini sarebbero (ho detto sarebbero) più portati per le discipline tecnico-scientifiche (dove ad esempio il sottoscritto è una nullità assoluta senza speranze di miglioramento…) perché tendono a privilegiare la logica e il calcolo matematico, rispetto invece alle donne che avrebbero una maggiore e spiccata tendenza alle discipline artistico-creative e in particolare fra queste (così ricordo ma potrei sbagliarmi), al design.
Naturalmente questo non significa affatto che una donna non possa fare l’ingegnere e un uomo lo stilista, come infatti spesso avviene.
C’è qualcosa di scandaloso in tutto questo? A me viene da pensare:” Meno male che siamo fatti in questo modo, meno male che siamo diversi/e e che abbiamo attitudini in parte differenti, altrimenti sai che palle che ci faremmo tutti e tutte…”.
Perché questo ragionamento dovrebbe destare (e spesso desta) scandalo?
La mia spiegazione l’ho data nel precedente post (e non ne vedo altre).
Fabrizio
In effetti.. a me viene difficile pensare che la diversa conformazione fisica non influenzi comunque in qualche modo anche la sfera psichica. Difficile pensare che una tartaruga abbia le stesse capacità e attitudini di un elefante, ad esempio. Tra l’altro, ci si aggiunga la questione del differente tasso ormonale. Quello che, mi pare di aver capito, conferma Erica, è che esiste una differenza inerente alla sfera psichica (parla di tendenza all’aggressività nel maschio e di fluttuazioni umorali nella femmina) ma non intellettiva. (si badi bene intendendo sempre “diversa” vedo che è utile ribadire che per differenza intellettiva non significa deficit intellettivo). Ribadiamo pure sempre che si parla di “media”. Esattamente come costruiamo la famosa “curva a campana di Gauss” per una cosa “verificabile e misurabile” con precisione come, poniamo l’altezza http://www.albanesi.it/Notizie/curva_di_gauss.htm
la si potrà costruire per tutti gli altri fenomeni, (comprese le varie forme di intelligenza, da quella logico-matematica, a quella emotiva, a quella linguistica e a tutte le altre). Ora se voi fate una curva a campana delle altezze dei maschi avrete un valore medio nell’altezza centrale e la dispersione nelle “code” della curva a campana dei valori inferiori o superiori alla media. Se fate la stessa curva a campana per l’altezza delle femmine e la sovrapponete a quella dei maschi potrete verificare che non coincide. Va da sè che, ovviamente non si puo’ affermare che tutte le donne sono più basse di tutti gli uomini. Ma gli uomini sono mediamente più alti delle donne e questa è una realtà misurabile innegabile. Succede che le altezze dei maschi distribuite sulla coda inferiore al valore statistico medie possono essere inferiori alle altezze delle femmine situate nella punta e nella coda superiore della curva a campana, ma comunque gli uomini sono mediamente diversi perchè più alti delle donne. Questa curva a campana di Gauss la si puo’ applicare in qualsiasi fenomeno misurabile.
Ho dato il mio contributo a confondere di più la discussione ?
Ho dato il mio contributo a confondere di più la discussione ? (Rita)
No, assolutamente, Rita, anzi, i tuoi contributi sono sempre estremamente puntuali.
In realtà penso che è proprio questa discussione che ha preso un taglio sbagliato, che conduce inevitabilmente ad un depistaggio rispetto al cuore della questione che non è certo quella di stabilire chi sia “più” o “meglio” dell’altro/altra…Ma non scherziamo ragazzi/e…
Chiudo, per quanto mi riguarda, la questione, citando il post di Rino nel merito:” Erica legge quel che le piacerebbe trovare scritto qui per poterci liquidare.
Dove trova scritto “diverso” legge “inferiore”,
dove vede “propensione al rischio” legge “intelligenza”…
Non se ne verrà a capo.
Da questo rifiuto di mettersi in discussione, si ricava l’impressione di una profonda incertezza sul proprio valore reale.
L’autostima femminile in questo mondo femministizzato sembra davvero una maschera vuota. Una costruzione così precaria, tanto abborracciata, che ogni bava di vento la può sfarinare.
Fabrizio
ho provato a discutere con alcune mie conoscenti donne sulle diversità tra generi nell’approccio alla sessualità e si sono trovate d’accordo con me quando sostengo che l’uomo ha un bisogno maggiore di sesso. si tratta di ragazze abbastanza giovani, per esempio mia cugina di 25 anni. anche le vecchie generazioni di donne ne erano probabilmente consapevoli. è invece la generazione di mezzo ad avere le idee confuse: anni di indottrinamento le hanno plagiate a dovere. basta leggere qualche rivista femminile per rendersene conto: gli uomini cercano l’amore mercenario perché sono “intimoriti dall’intraprendenza delle donne moderne” oppure “tuo marito ti tradisce perchè è narcisista e vuole dimostrare a se stesso che è ancora un playboy” e altre perle di saggezza simili.
di solito non ho un approccio complottista nell’analizzare le cose ma dietro a certi esempi di social engineering ci vedo qualcuno che ha interesse a confondere le acque.
di solito non ho un approccio complottista nell’analizzare le cose ma dietro a certi esempi di social engineering ci vedo qualcuno che ha interesse a confondere le acque. [fulvioterzapi]
>>>
Gli antichi greci sostenevano che il piacere femminile è almeno nove volte superiore a quello maschile.
Anche alcuni antichi romani affermavano che “le donne sono più libidinose degli uomini” e menate varie, perciò lascerei perdere le ipotesi complottiste.
Come altri hanno già scritto prima di me, la realtà è che gli uomini hanno sempre attribuito alle donne desideri che le medesime non hanno.
PS: Scusate la domanda, forse banale, ma perché si fa spesso riferimento al “genere” piuttosto che al sesso? Ma in parole povere, cosa sarebbe di preciso il “genere”, secondo la vulgata corrente?
> Maurizio
Dal Corbalan-dizionario.
E’ la stessa cosa, vista diversamente. Genere o identità di genere, ha un’impronta “sociologica”, sesso invece inteso come corporeità, biologia.
Genere e sesso. Domanda lecita.
1- Può esser utile sapere che le ideologhe femministe hanno imposto il seguente discrimine: non esistono due sessi ma due generi.
Con “sessi” infatti va inteso il punto di vista tradizional-maschilista-misogino secondo cui esistono differenze naturali tra i due. Invece quelle differenze non esistono. Ci sono perciò due generi distinti sì, ma solo ed esclusivamente per il fatto che sono costruiti socialmente in modo diverso. Le differenze di genere sono un derivato puramente culturale. Le DD possono essere UU e viceversa ovvero possono anche confondersi e unificarsi di modo che scompaiano anche i generi. Così dice quella corrente del femminismo che si autodenomina appunto “di Genere”.
2- Ma se non esiste alcuna diversità di base, preliminare, irriducibile su cui agisce la cultura non esistono in verità neanche i generi. Sin qui sono esistiti ma domani non esisteranno più.
Conseguenza inevitabile di cui persino alcune femministe si sono rese conto. E alle femministe della “differenza” questo non piace.
Ma il femminismo “di Genere” (appunto) ha imposto a tutti quel significato e fino ad oggi è dominante.
3- Perciò si deve sapere che in ambiente colto o anche tra gli addetti ai lavori (assistenti sociali, giornaliste …) il solo uso del termine “sessi” anziché “generi” è prova di A- tendenziale maschilismo B- ingenuità C- impreparazione.
Ad es. un Ciccone (che ubbidisce alla regola) parla sempre di “generi”.
4- Essendo “generi” stato sequestrato dal femminismo, segue che noi dovremmo usare sempre il termine “sessi”. Ma anche questa sarebbe una forma di dipendenza, perciò usiamo questo o quello senza crearci falsi problemi. (Siamo sulla graticola cmq!).
Chiosa finale: ovviamente tra il c.d “femminismo di Genere” e quello “della differenza” non c’è alcuna differenza.
Sul tema riporto quanto presente nella home di U3000 dove ho cercato di chiarire lo strano “fenomeno”.
*****
Due maschere, un volto.
Esistono, in Occidente, due diverse e quasi antitetiche versioni del femminismo. Avremmo cioè il c.d. “Femminismo di Genere” e quello “della Differenza”. Con il primo si fa riferimento al femminismo anglosassone, il secondo sarebbe quello dell’Europa continentale ed in particolare dell’area latina.
Il primo è il femminismo “cattivo” che nega radicalmente ogni diversità naturale e si pone, con diversa radicalità, in posizione apertamente conflittuale con gli uomini. Il secondo invece è un femminismo “semibuono” che non intende far la guerra agli uomini ma solo al “maschilismo” e soprattutto che si fonda sulla differenza.
Pensiero della differenza, etica della differenza, prospettiva della differenza, pedagogia della differenza, filosofia della differenza sessuale. Sono queste le espressioni che ritornano costantemente. Trattandosi di femminismi dai caratteri così estranei, per certi versi opposti, si immagina che le rispettive politiche siano profondamente differenti. Ed è qui la sorpresa.
Autocrazia femminile nella riproduzione, monopolio sulla via sessuale e sulla relazione di coppia tanto da una parte quanto dall’altra. Assegnazione dei figli alla divorziata, assegni di mantenimento, “azioni positive”, quote assembleari, egemonia educativa, sentenze a senso unico tanto qui quanto là. Lo stesso racconto di colpevolizzazione degli uomini, gli stessi proclami di superiorità morale e intellettuale della donna.
La stessa centralità del vissuto femminile, la stessa censura del racconto maschile, la stessa negazione degli istinti e della naturalità. Lo stesso occultamento dei privilegi acquisiti, la stessa pretesa di ulteriori vessazioni a carico del Genere colpevole.
Qui come là, la medesima requisitoria contro ciò che è maschile, la stessa condanna della storia (il patriarcato) ed una uguale pretesa di risarcimenti senza limiti, di espiazione morale, di confessione e di pentimento. Lo stesso spirito di rivalsa, lo stesso sentimento.
Lo stesso risentimento?
Qual è dunque la differenza tra il femminismo-della-differenza e l’altro? Chi è in grado di presentare un solo fatto che manifesti la frattura tra il femminismo cattivo e quello semibuono? Chi può indicare un solo carattere della decantata differenza che sia mai stato indicato dal femminismo-della-differenza?
Di quale differenza parla il femminismo che ne porta il nome? Di quale differenza si può parlare quando si nega la natura?
Che esista un solo femminismo ma con due etichette? Lo stesso prodotto in due confezioni?
Chi non si lascia confondere dalle due maschere non ha difficoltà a scorgere l’unico volto.
****
Rino DV
non ho dato del razzista a nessuno, ho semplicemente rammentato come da breviario di chiunque abbia un minimo di mentalità scientifica che “correlation does not mean causation”.
in alcuni interventi, ma non nei principi del movimento che mi sono ben chiari, avevo notato la tendenza ad una certa superficialità e grossolaneria, frutto ovviamente di un certo pregiudizio ideologico, del tipo: “siccome ci sono meno donne che si iscrivono a ingegneria meccanica questa è probabilmente la prova definitiva che le donne sono meno portate per determinate cose.” Questo tipo di ragionamenti può condurre a teorie di tipo razzista come quelle da me sopra elencate. solo che per alcuni utenti di questo forum è accettabile nel caso si parli di donne/uomini facendo così pane e panelle di coerenza e logica.
erica docet:
“avevo notato la tendenza ad una certa superficialità e grossolaneria, frutto ovviamente di un certo pregiudizio ideologico, del tipo: “siccome ci sono meno donne che si iscrivono a ingegneria meccanica questa è probabilmente la prova definitiva che le donne sono meno portate per determinate cose.” Questo tipo di ragionamenti può condurre a teorie di tipo razzista come quelle da me sopra elencate. solo che per alcuni utenti di questo forum è accettabile nel caso si parli di donne/uomini facendo così pane e panelle di coerenza e logica.
_______________________
Sì, ma basta con queste stupidaggini (è un eufemismo), perché non se ne può veramente più, eh!
Dunque:
Nel 2001 una riunione dei rettori di nove università americane d’élite chiese “cambiamenti significativi”, come destinare sovvenzioni e borse al personale docente femminile, riservare ad esso i parcheggi migliori nel campus e garantire che la percentuale di donne nel corpo docente corrisponda a quella delle studentesse.
Ma in queste storie di messaggi negativi, barriere invisibili e pregiudizi sessuali c’è qualcosa di strano. Il metodo scientifico consiste nell’avanzare ogni ipotesi che possa rendere conto di un fenomeno ed escluderle una dopo l’altra conservando soltanto quella giusta. Gli scienziati apprezzano chi è capace di elaborare spiegazioni alternative e da chi sostiene un’ ipotesi ci si aspetta che confuti le altre, anche le più improbabili. Eppure, nei dibattiti in ambito scientifico è raro persino che si menzioni un’alternativa alla teoria delle barriere e dei pregiudizi. Una delle eccezioni è una scheda che accompagnava nel 2000 un servizio di “Science”, in cui veniva citata una relazione presentata alla National Academy of Engineering da Patti Hausman, studiosa di scienze sociali:
“La domanda sul perché le carriere nel campo dell’ingegneria non vengano scelte da un maggior numero di donne ha una risposta piuttosto ovvia: perché a loro non piacciono. Ovunque si guardi, si troveranno molte meno donne che uomini affascinate da ohm, carburatori e quark. Rifare i programmi di studi non mi renderà più interessata a imparare come funziona la mia lavapiatti.”
Una eminente ingegnere, seduta fra il pubblico, denunciò immediatamente quest’analisi come “pseudoscientifica”. Ma Linda Gottfredson, esperta di letteratura sulle preferenze vocazionali, fece notare che Hausman aveva i dati dalla sua parte:”In media, le donne sono più interessate a trattare con le persone e gli uomini con le cose”.
I test vocazionali indicano anche che i ragazzi sono più interessati a occupazioni “realistiche”, “teoriche” e “investigative”; le ragazze a occupazioni “artistiche” e “sociali”.
Quelle di Hausman e Gottfredson, però, sono voci isolate. Il gap fra i sessi è quasi sempre analizzato nel modo seguente: ogni squilibrio fra uomini e donne in materia di occupazioni e retribuzioni è prova diretta di pregiudizi sessuali, se non nella forma di aperte discriminazioni, in quella di messaggi scoraggianti e barriere invisibili. La possibilità che fra uomini e donne vi possano essere differenze che influiscono sui lavori che svolgono e su quanto guadagnano non può essere menzionata in pubblico, perché danneggerebbe la causa della parità sul lavoro e gli interessi delle femmine.
E’ questa convinzione che ha fatto sostenere a Friedan e Clinton, per esempio, che non avremo raggiunto la parità fra i sessi finché uomini e donne non saranno ugualmente rappresentati e pagati in “tutte le attività professionali” (quindi anche in miniera…).
Nel 1998 Gloria Steinem e Bella Abzug, membro del Congresso, in un’ intervista televisiva definirono l’idea stessa di differenze fra i sessi una “scemenza”, una “sciocchezza antiamericana” e quando ad Abzug fu chiesto se parità fra i sessi significasse numeri uguali in ogni campo (quindi anche in fonderia e nei cantieri…), la sua risposta fu:”Cinquanta e cinquanta, assolutamente”.
Quest’analisi del gap fra i sessi è diventata anche la posizione ufficiale delle università. Che i rettori degli atenei d’élite degli Stati Uniti siano pronti ad accusare i colleghi di odiosi pregiudizi senza nemmeno prendere in considerazione spiegazioni alternative – per accettarle o rifiutarle, non importa -, dimostra quanto il tabù sia profondamente radicato.
Il problema di quest’analisi è che l’ineguaglianza negli esiti non può essere portata come prova di un’ineguaglianza di opportunità, a meno che i gruppi comparati non siano identici in ogni tratto psicologico, cosa che potrebbe avvenire solo se fossimo tabulae rasae (non lo siamo).
Ma accennare alla possibilità che il gap fra i sessi sia dovuto, almeno in parte, a differenze fra i sessi rischia di far scoppiare una guerra…
Chi osa farlo deve aspettarsi di venir accusato di “volere tenere le donne al loro posto” o di “giustificare lo status quo”. Il che non è meno insensato che accusare uno scienziato che studi i motivi per cui le femmine vivono mediamente più a lungo (salvo in Paesi come il Nepal e pochissimi altri) di “volere che i vecchi di sesso maschile muoiano”. Lungi dall’essere una manovra architettata dagli uomini per difendere i loro interessi, le analisi che mettono in luce le pecche della teoria della barriera invisibile vengono in larga misura da donne, come Hausman, Gottfredson, Judith Kleinfeld, Karen Lehrman, Cathy Young e Camille Benbow, le economiste Jennifer Roback, Felice Schwartz, Diana Furchtgott-Roth e Christine Stolba, la studiosa di diritto Jennifer Braceras e, con maggiori riserve, l’economista Claudia Goldin e la studiosa di diritto Susan Estrich.
Su genere e sesso. Inoppugnabile la deduzione di Rino, se non esistono le differenze base dovute al sesso, i generi in realtà possono essere quanti ne vogliamo. E infatti se ne elencano almeno 5. U, D, OmoM, OmoF, Trans, più combinazioni varie e transeunti. E con ciò cade tutto lo statuto antropologico da sempre costitutivo e condiviso dell’intera umanità. Evidentemente erano tutti poveri stupidi o maschi criminali che con la forza avrebebro imposto al sesso femminile di riconoscersi anche come genere “naturale”. Perchè così è sempre stato. Non che dappertutto maschi e femmine siano sempre identici a se stessi, ma sempre ogni civiltà ha codificato ciò che per essa era maschile e ciò che era femminile, e sempre, fondamentalmente, era tracciata una linea di demarcazione simile. Il problema dei diritti riconosciuti o meno all’uno e all’altro è problema diverso. Oggi ogni soggetto può accedere a tutto indipendentemente dal sesso, ma ciò non toglie che maschi e femmine continuino a rappresentare due universi diversi, per quanto ovvviamente partecipi di identità umana e quindi portatori con pienezza di uguale dignità.
L’ideologia gender rompe questa concezione contro ogni evidenza scientifica e di buon senso. Ci sono ormai prove su prove che i bambini maschi e femmine, fin dalla più tenera età e quindi non “modellati” dall’aeducazione, hanno comportamenti e interessi diversi. Per contro, quando si sono tentati sciagurati esperimenti di educare un maschio come una femmina o viceversa, si è prodotto in quelle persone disequilibrio e disperazione fino al suicidio, come nel notissimo caso in USa.
Ciò nonostante la protervia e l’arroganza dei fautori dell’ideologia del Gender non si fermano, fino ad aver colonizzato l’Onu le sue Agenzie, che su quel presupposto indimostrato e indimostrabile fondano ogni politca e la impongono ai succubi governi nazionali, dando tutto ciò come ovvio, scontato, normale, nazionali.
Per far passare questa aberrazione è necessario eliminare l’ostacolo, ossia quella che viene considerata l’imposizione patriarcale, ossia deve essere svalorizzato tutto ciò che è maschile.
Le conseguenze di quell’ideologia sono che ogni differenza in qualsiasi campo fra uomini e donne, tranne laddove sarebbe scomoda l’uguaglianza, diventano frutto di discriminazione da rimuovere per legge, con ciò in realtà discrimanando i singoli soggetti.
Il risultato è la più spaventosa omologazione che mai la storia abbia prodotto. Individui con identità multiple, quindi senza identità, perdita di ogni differenzae quindi di ogni ricchezza umana.
E inoltre, se i generi sono tanti, perchè non assicurare a ciascuno di essi la sua bella quota di rappresentanza? Se si fosse logici e coerenti questo dovrebbe essere l’obbiettivo. Limitarsi invece a uomini e donne, significa in realtà che si ammette, senza dirlo, che i sessi sono due e che su di loro e sulle loro differenze si modellano i generi. Il resto sono variazioni sul tema ininfluenti sulla sostanz del problema, oppure “errori” di natura. Il che non significa che i portatopri di varianti non debbano godere degli stessi diritti di tutti, ma copme ho già detto, questo è un altro problema.
armando
ho scritto sulla posta di Gi4nna Sch3lotto, nota sessuologa e psichiatria autrice di “Donne che amano troppo”. la mia domanda riguarda la sostanziale incapacità delle donne di praticare sesso ludico
http://forum.corriere.it/questioni_damore/10-10-2011/percha-a-voi-donne-non-piace-il-sesso-fine-a-se-stesso-1898698.html
curiose le risposte.
Non leggo risposte però al tuo quesito…
le risposte sono nella pagina principale nelle giornate 11 e 12 ottobre.
Ho letto le risposte e francamente non ho trovato nulla di nuovo rispetto a ciò che già conoscevamo. Molte banalità e qualche mezza verità sbocconcellata e sparsa qua e là.
Forse, fra tutte, questa è una delle più sensate, sia pur parzialmente (a patto di depurarla della banalissima considerazione finale che contraddice le altre due, ma si sa che la logica e il principio di identità e non contraddizione non è il forte del “femminile”…):”Un motivo biologico scritto dalla natura nel DNA. Voi dovete spargere più seme possibile noi dobbiamo cercare il miglior maschio per procreare e possibilmente tenercelo per farci proteggere e sfamare. Un motivo culturale scritto da 2000 anni di cristianesimo e di storia. Dobbiamo essere monogame fedeli e il sesso si fa nel matrimonio. Il motivo più importante. Ci viene fame solo se il cibo ci sembra nutriente. E il sesso senza amore t’abbuffa magari lì per lì, ma non nutre”.
Ho apprezzato dedé, che usa solo accenti acuti, l’11 ottobre:
“La vita su questo pianeta é in fondo semplice.
Noi uomini ci siamo evoluti per avere incontri multipli e disseminare il più possibile.
La cultura, la storia e le necessità pratiche si sono invece sviluppate verso una monogamia funzionale. L’istinto femminile, dopo aver fatto una valutazione del maschio che ha davanti, decide se é abile per procreare e perpetuare la specie. E’ chiaro che la loro responsabilità é più grande proprio perché creatrici di vita.
Una volta che uomini e donne saranno coscienti di queste premesse, allora soprattutto noi uomini saremo portati a comprenderle meglio e loro magari diventeranno più comprensive delle nostre limitazioni.
Soprattutto la conclusione, anche se invece di “le nostre limitazioni” avrei detto “le nostre specifiche” (come quando si parla di un prototipo, di un modello di aereo o altro). Se infatti accettiamo che il limite (svantaggio o specifica o altro) del maschio sia il maggiore appetito sessuale, dovremmo poter accettare anche il fatto che il limite (svantaggio o specifica) della femmina sia la “condanna” evolutiva a cercare (anche) altro.
“Soprattutto la conclusione, anche se invece di “le nostre limitazioni” avrei detto “le nostre specifiche” (come quando si parla di un prototipo, di un modello di aereo o altro). Se infatti accettiamo che il limite (svantaggio o specifica o altro) del maschio sia il maggiore appetito sessuale, dovremmo poter accettare anche il fatto che il limite (svantaggio o specifica) della femmina sia la “condanna” evolutiva a cercare (anche) altro”. (Dia).
Sono in parte d’accordo, anche se il fatto che l’autrice del post, consapevolmente o meno, abbia scelto di utilizzare il termine “limiti” e non “specificità”, come tu stessa hai giustamente sottolineato, ci dice molto chiaramente quale sia il suo atteggiamento interiore (nei confronti degli uomini)…
Nondimeno il riconoscersi reciprocamente nelle proprie diversità sarebbe un grande passo in avanti, condizione essenziale per la ripresa di un possibile ipotetico futuro confronto fra i sessi.
Durante l’incontro di lunedì, quando ho spiegato (anche con esempi molto pratici) quale violenza costituisca per i maschi l’essere sistematicamente sottoposti al bombardamento sessuale senza sosta (sistematica sollecitazione-frustrazione del desiderio sessuale), mi sono reso conto che la quasi totalità delle donne presenti non si rendevano neanche conto di ciò che stavo dicendo. Era come se il problema non sussistesse, molto probabilmente proprio dovuto al fatto che esse non vivono questo problema. E ciò che per i maschi è una specie di tortura sistematica alla quale devono, obtorto collo, fare l’abitudine, fin dalla tenera età, per loro è una sorta di “non problema”, nel senso che la questione non si pone neanche (né tanto meno, sia chiaro, si preoccupano che per gli altri possa invece esserlo…).
Personalmente ritengo questa incapacità di “leggere” la problematicità e la specificità dell’altro, molto grave. Volendo utilizzare uno dei miei soliti banalissimi esempi, è come se gli uomini non avessero percezione della potenzialità distruttiva della loro forza fisica laddove fosse usata contro una donna. Secondo me i due aspetti sono sullo stesso piano, anche se ipocritamente la violenza fisica viene stigmatizzata come più grave, probabilmente perchè immediatamente evidente.
Fabrizio
ma non è un uomo l’autore del commento? Mi sembrava dicesse “noi uomini”, ma forsse ho capito male. E’ fatto male quel blog, non si capisce come si devono leggere tutte le risposte di seguito…
questa incapacità di “leggere” la problematicità e la specificità dell’altro, molto grave.
sono d’accordissimo, per questo deve valere nei due sensi. E’ grave non cercare di essere onesti con se stessi e con gli altri, nei giudizi. Ognuno deve fare i conti con la sua programmazione di base, col suo sistema operativo, ma anche “vedere” e rispettare quello dell’altro. In una parola bisogna venirsi incontro.
Sì, è vero, hai ragione, non ci avevo fatto caso, ma non cambia nulla; la sostanza del discorso è la stessa. Anzi, il tutto è ancora più significativo perchè ci conferma appunto come sono combinati molti uomini che addirittura vivono la propria specificità di genere come un “limite”.
A parti invertite non credo proprio che ci sia una donna che si esprima in questi termini relativamente alla propria appartenenza di genere e alla/e specificità che da questa ne derivano.
Fabrizio
sì, una c’è, la mia nipote più piccola. Quando a cinque anni le chiesi perché giocava solo coi maschi, mi rispose: “Perché i maschi se gli chiedi se puoi giocare ti rispondono o sì o no. E basta. Le femmine invece ti dicono: ‘Sì, ma me lo devi chiedere per favore’.” Ho pensato: che genio! Come in quella foto che gira sulle differenze dei sistemi operativi: il maschio funziona con un solo interruttore on/off. La femmina ha una pulsantiera da qui a lì.
Quoto tutto il discorso di Fabrizio, con una piccola postilla riguardante questa frase: (non sarò breve.. ahimè
perdonatemi)
Qui quando dici: “Durante l’incontro di lunedì, quando ho spiegato (anche con esempi molto pratici) quale violenza costituisca per i maschi l’essere sistematicamente sottoposti al bombardamento sessuale senza sosta (sistematica sollecitazione-frustrazione del desiderio sessuale), mi sono reso conto che la quasi totalità delle donne presenti non si rendevano neanche conto di ciò che stavo dicendo. Era come se il problema non sussistesse, molto probabilmente proprio dovuto al fatto che esse non vivono questo problema.”
Il discorso è lungo e complesso, il paragone tra la percezione della potenzialità distruttiva di un’aggressione fisica maschile e la percezione della potenzialità sessuale femminile lo condivido e lo considero corretto, ma ritengo che le diverse percezioni non nascano soltanto dal non vivere il disagio.
Ora, è vero, la maggior parte delle donne non “capisce” la sofferenza provata dalla pressione della continua esibizione sessuale in un uomo. Però è invero difficile capire la sofferenza altrui se non la esprime, ma anzi se continua a manifestare desiderio e non disagio. In questo senso, posso capire che anche gli uomini esprimano la vitalità sessuale maschile come una “limitazione” Naturale, ma pur sempre una limitazione, così come da molte donne la maternità viene considerata una specifica naturale limitante.
Se io chiedo a qualsiasi persona se sarebbe disposta a tollerare uno schiaffo avrò risposte diverse, ma sicuramente nessuna (a parte pochi masochisti ) si dichiarerà felice e aspirerà a ricevere schiaffi o violenza fisica, uomo o donna che sia. (e probabilmente con prese di posizioni più nette nella parte femminile forse dovuta alla maggior paura). Se io chiedo a qualsiasi persona se sarebbe disposta a tollerare una persona dell’altro sesso di bell’aspetto che gli danza davanti nudo/a con mosse sensuali, è probabile che la percentuale degli intolleranti scenderebbe di molto e che salirebbe la percentuale di chi , anzi, magari si dichiarerebbe felice di assistervi (e probabilmente la percentuale media degli uomini sarebbe maggiore).
A mio avviso, poi, la differenza fra la maggior forza fisica maschile e la maggior attrattiva sessuale femminile sta anche nell’etica e nella morale. La forza fisica (chiamiamola “bruta”, ma ovviamente non voglio dare connotazioni negative al termine) è sulla strada dell’inutilità (viene resa inutile), anche quando quest’energia è convogliata verso una strada costruttiva e non distruttiva (non so se mi spiego, ma un ingegnere edile è “socialmente” valutato di più di un muratore, come a dire che consideriamo meglio avere un grande cervello piuttosto che grandi muscoli (e d’altronde è stata la nostra strada evolutiva).
A parti invertite, l’attrattiva sessuale femminile segue la strada inversa: viene incentivata (tanto che si comincia ad assistere al fenomeno degli uomini che tentano di valorizzare la loro attrattiva fisica, si parla di epoca in cui viene dato risalto al corpo, all’apparenza estetica etc.)
Fabrizio Marchi: Durante l’incontro di lunedì, quando ho spiegato (anche con esempi molto pratici) quale violenza costituisca per i maschi l’essere sistematicamente sottoposti al bombardamento sessuale senza sosta (sistematica sollecitazione-frustrazione del desiderio sessuale), mi sono reso conto che la quasi totalità delle donne presenti non si rendevano neanche conto di ciò che stavo dicendo. Era come se il problema non sussistesse, molto probabilmente proprio dovuto al fatto che esse non vivono questo problema. E ciò che per i maschi è una specie di tortura sistematica alla quale devono, obtorto collo, fare l’abitudine, fin dalla tenera età, per loro è una sorta di “non problema”, nel senso che la questione non si pone neanche (né tanto meno, sia chiaro, si preoccupano che per gli altri possa invece esserlo…).
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Per loro si pone da un altro punto di vista: cancellare dai media e in generale dalla società, aspirazione al limite dell’utopia, tutte le varianti delle sollecitazione sessuale, dalle immagini delle veline, passando ai night clubs, fino alla prostituzione, tutte forme di “degradazione della donna” per l’attuale femminismo, significa accrescere il potere che la donna dispone nei confronti dell’uomo. Se infatti vogliamo individuare le ragioni di subalternità maschile al cospetto del femminile, vi è senza dubbio, oltre alla lettura femminista della storia che ingenera il senso di colpa nell’uomo, quell’ asimmetria sessuale più volte evidenziata, che finirebbe per essere ancor più accresciuta qualora la “crociata” femminista di cui sopra raggiungesse il suo obiettivo. Ecco perchè questa battaglia non può essere di chi è critico nei confronti del femminismo, anche se spesso trovo una cuoriosa convergenza di obiettivi tra femministe e anti-femministi, un collante rappresentato dal tema della “provocazione sessuale” che sempre mi ha lasciato molto scettico. In una società come quella italiana, in cui la sessualità, che rimane comunque un bisogno di primo livello per gli umani, non è ancora uscita dai confini della relazione “seria” tra partner di diverso sesso, altro discorso per l’omosessualità, privarsi della sua variante “commerciale”, in tutte le sue versioni, significherebbe commettere un grave autogol. Anzi questa andrebbe sviluppata, perchè significa depotenziare il femminismo. Sul tema della “provocazione sessuale”, ho ricordato in un’altra occasione che nelle società primitive, dove il nudo è esibito, non c’è alcuna subalternità del maschile al cospetto del femminile. Le uniche strade per superare questa subalternità, oltre alla destrutturazione della lettura femminista della storia, non sono certamente la censura dellle immagini femminili “osè” nei media, bensì la liberazione della sessualità mediante una forma di sesso ludico, che io interpreto in un’accezione ristretta, possibilità assai remota come sappiamo, oppure il potenziamento della sessualità “commerciale”. Insomma, o si libera la sessualità oppure la si trasformi in un qualcosa di puramente commerciale alla portata di tutti, liberandola da tutto quel falso romanticismo che la avvolge.
So che queste mie considerazioni non sono fatte proprie nè da Fabrizio nè dal altri aderenti/simpatizzanti di Uomini Beta, ma questo è il mio punto di vista.
“So che queste mie considerazioni non sono fatte proprie nè da Fabrizio nè da altri aderenti/simpatizzanti di Uomini Beta, ma questo è il mio punto di vista”. (Alessandro)
Non è affatto vero, Alessandro, ti sbagli, eppure ne abbiamo parlato molte volte. Sono un aperto sostenitore della libera sessualità (sesso ludico), come ben sai, e ritengo che proprio quest’ultima sia l’esatto contrario dello “smutandamento” sistematico cui siamo sottoposti fin da quando siamo adolescenti (con effetti devastanti sulla nostra psiche) che ha come obiettivo quello di tenere gli uomini costantemente sulla corda in una spirale infinita di sollecitazione –frustrazione del desiderio, esattamente come si fa con un cavallo quando gli si mette un ortaggio davanti al muso per farlo camminare stirandogli il collo sempre più in avanti (lo stesso esempio che ho utilizzato alla riunione di lunedì scorso).
Alla base di tutto questo, come ben sappiamo, c’è la ragione strumentale e mercantile dominante, applicata alla sfera della sessualità, e quindi dell’emotività (psicosfera). Il sesso ludico (liberazione sessuale) è esattamente il contrario di questo devastante meccanismo.
In una società ipoteticamente libera dal punto di vista sessuale, tutto ciò non avrebbe infatti senso di esistere per la semplice ragione che la sessualità sarebbe vissuta in modo del tutto naturale e privo di condizionamenti artificiali e artificiosi. A quel punto, come accadeva e tuttora accade in alcune regioni del pianeta, girare a seno nudo o addirittura nude/i non avrebbe (e non ha) nessuna controindicazione (né tanto meno gli effetti sulla psiche maschile a cui facevo riferimento prima), proprio perché in quel caso non ci sarebbe (e non c’è) nessun collegamento diretto o indiretto con la concezione capitalistico-occidentale del sesso, ridotto a strumento di dominio (del femminile sul maschile) e di contrattazione mercantile (psicologicamente e culturalmente parlando, prima ancora che praticamente) fondamentale per alimentare il sistema stesso. Una concezione che solo degli idioti o delle persone in mala fede possono ancora ostinarsi a considerare come libertà sessuale.
E’ quindi evidente che ciò che chiamiamo “smutandamento” marcia di pari passo ed è in una relazione direttamente proporzionale con una sostanziale repressione sessuale, o meglio, con la canalizzazione della sessualità all’interno di determinati binari (quelli appunto della ragione strumentale) che nulla hanno a che vedere con una libera sessualità.
Insomma, per dirla con una battuta, se me la passate, più si alzano gli spacchi delle minigonne e più questo sta a significare che ci troviamo in un contesto dove il sesso, al di là delle apparenze, non è affatto libero. Poi se in una società ipoteticamente libera decidiamo, per gioco, di metterci la minigonna, il perizoma, le calze a rete, le autoreggenti, il reggicalze e/o tutti gli orpelli del caso perché la cosa ci diverte e siamo in una società talmente libera da poterci permettere di giocare anche con questi strumenti di “seduzione”, che si giochi pure liberamente. Ma appunto, questo sarebbe un gioco. Sappiamo perfettamente che ciò che forse troppo grossolanamente abbiamo definito “smutandamento” è ben altro. E non è affatto un gioco, anche se viene spacciato per tale…
Non ci siamo mai compresi su questo aspetto, caro Alessandro, e non riesco a capirne le ragioni. Spero di essere finalmente riuscito a spiegarmi.
Fabrizio
p.s. così forse sarò ancora più chiaro: sposo totalmente, da questo punto di vista (diversità di natura ontologica a parte di cui siamo ben coscienti), gli articoli di Paolo Barnard sul tema (“Dalla”, “Sono andato a puttane”, “Inchiodate al muro della pavidità”)
Rita
>>>>>>>>>>>>>
Ora, è vero, la maggior parte delle donne non “capisce” la sofferenza provata dalla pressione della continua esibizione sessuale in un uomo. Però è invero difficile capire la sofferenza altrui se non la esprime, ma anzi se continua a manifestare desiderio e non disagio.
>>>>>>>>>>>>>
A mio parere non lo capisce quasi nessuna – quindi molte di più della maggior parte – ma a parte questo, è vero quanto tu evidenzi, giacché gli uomini – sia italiani che stranieri – molto raramente manifestano disagio; anzi, di norma trovano divertente ed eccitante tutto ciò.
Inoltre, in numerosissimi casi, continuano a descrivere realtà che nella vita di tutti i giorni NON esistono, tipo quella secondo cui oggi sarebbero le femmine a prendere l’iniziativa.
Al riguardo, non molto giorni fa, mi è capitato di avere una breve discussione con un tarchiato quarantenne, il quale sosteneva che “oggi sono loro a venire da te”. Allorché ho replicato:”Fammi capire, tu quando vai per i locali o in giro per la città, le femmine ci abbordano, ti invitano a cena e poi ti chiedono di far sesso?”
Sua risposta:”Vabbè, che c’entra…”
Ripeto: l’uomo medio – ripeto: medio; non quello che riesce ad elevarsi dalla massa – è un totale idiota in materia di femmine.
ho provato a mandare un paio di volte questo messaggio di risposta alla rubrica della Sch3lotto nazionale, ma non me l’ha mai pubblicata. Avrò mica svelato una verita “scomoda”?
tra l’altro un paio di concetti li ho presi in prestito da questo forum.
ho letto le risposte al mio precedente messaggio “perché voi donne non amate il sesso fine a se stesso?” e ne ho trovate alcune pertinenti. Ma solo anonima ed ExLazy hanno colto un aspetto cruciale: le donne sono iperselettive di natura e su un centinaio di uomini di età per loro significativa ne trovano fisicamente attraenti pochissimi, forse non piu di 3-4 e tutti gli altri sono per loro semplicemente anonimi. Per questo voi donne avete bisogno di altre motivazioni per fare sesso, dal coinvolgimento emotivo-sentimentale all’opportunismo economico, perché l’uomo medio non vi dice niente. Per essere stimolate eroticamente avete bisogno del bellissimo, del Keanu Reeves della situazione.
Per l’uomo è mediamente diverso: nonostante i nostri occhi siano costantemente saturati da immagini di maggiorate, di natura noi proviamo attrazione fisica anche per una donna comune o normale e ci basta vedere qualche cm di pelle scoperta per provare desiderio.
Questa è una delle ragioni di fondo per cui le donne hanno normalmente un potenziale erotico enormemente superiore agli uomini e spesso lo usano a proprio vantaggio.
Per appianare questa differenza le donne devono rinunciare ai propri privilegi naturali e adottare una sessualità piu simile a quella maschile. Del resto gli uomini hanno rinunciato ad esercitare la loro naturale supremazia e dominio fisico sulle donne per costruire una società di diritto, quindi adesso tocca a voi sacrificarvi.
Per appianare questa differenza le donne devono rinunciare ai propri privilegi naturali e adottare una sessualità piu simile a quella maschile. (fulvioterzapi)
°°°°°°°°°°
Riguardo alla questione delle donne incapaci di praticare gratuitamente il sesso fine a se stesso, scrissi una lettera ai maschi selvatici oltre otto anni fa, nella quale evidenziavo proprio le leggende che circolano al riguardo, ma pensare, come proponi te, che costoro rinuncino a certi loro naturali privilegi di spontanea volontà, “adottando” una sessualità più simile a quella maschile, è (per me) solo utopia.
Poi, intendiamoci, ognuno è libero di pensarla come vuole.
infatti so bene che da sole difficilmente rinuncerebbero a questo vantaggio, per questo dico che è opportuno educarle fin da piccole in modo che sviluppino la mentalità per praticare sesso puro e semplice. è un sacrificio da fare per il bene della collettività dal momento che le società piu liberate sessualmente come quelle scandinave sono piu pacifiche rispetto a quelle piu repressive.
Le femmine=tutto e il contrario di tutto.
>>
http://www.pianetadonna.it/coppia/sentimento/rivincita_galanteria.html
La rivincita della galanteria
di Anastasia Meloni – 13 luglio 2009
Secondo un recente sondaggio le donne amano ancora chi le corteggia con gesti galanti, come il più classico degli inviti a cena. Ma non basta: il partner ideale deve anche essere aperto e disponibile, no ai finti-misteriosi
>
Chi ha detto che le donne di oggi sono diventate tutte mangiatrici di uomini? Basta con questi falsi miti. L’emancipazione e i tempi moderni ci hanno forse reso più intraprendenti e abbiamo imparato che anche noi possiamo prendere l’iniziativa con gli uomini. Eppure il mito del principe azzuro resiste. Anzi, a quanto emerge da un sondaggio, tantissime donne apprezzano ancora l’uomo galante che offre loro una cena romantica.
Secondo un’indagine realizzata da PUATraining, una società internazionale che fornisce corsi di seduzione, ben il 42% delle donne vorrebbe essere corteggiate e conquistate con un gesto cavalleresco, come ad esempio un invito al ristorante. L’indagine è stata condotta su un campione di 10.000 donne di età compresa tra i 10 e i 40 anni. Altri dati interessanti emersi: nonostante il “rimorchio” virtuale sia ormai tanto diffuso, solo il 10% delle intervistate preferirebbe un approccio tramite chat, e solo uno sparuto 3% si accontenterebbe di una dichiarazione al telefono o via sms.
D’altro canto sono ancora molto quotati gesti tradizionali come il mazzo di fiori (scelto dal 28% del campione) e i cioccolatini (12%). Brusco calo invece per la lettera scritta a mano, gesto romanticissimo, ma scelto solo dal 5% delle donne intervistate.
Nel sondaggio PUATraining, oltre ai gesti amati dalle donne, è compresa anche un’ampia sezione dedicata a tutti gli atteggiamenti da evitare assolutamente, almeno al primo appuntamento. Cosa bisogna evitare come la peste? In cima alla lista dei comportamenti no c’è la vanità: chi parla troppo di se stesso, magari vantandosi, non è affatto simpatico, e ciò vale per il 31% delle intervistate. Allo stesso modo va evitato l’estremo opposto: il 27% del campione del sondaggio non sopporta ll’atteggiamento disfattista e svogliato. Quindi non bisogna essere nè troppo pieni di sè, nè troppo nichilisti: sono benvenute le vie di mezzo.
Altro curioso aspetto? Il 20% delle donne intervistate non sopporta chi fa troppo il misterioso, non rivelando la propria personalità, e rifugiandosi in un modo di fare costruito. Altre tipologie di uomini poco popolari? Sicuramente i maleducati (non accettati dal 16%), mentre non sembra più così mal giudicata l’avarizia: solo il 6% delle intervistate rifugge a tutti i costi l’uomo avaro. Sarà forse colpa della crisi? Fatto sta che a quanto pare le donne non pretendono più che l’uomo si accolli tutte le loro spese: non è necessario e pregiudicante che sia solo lui a pagare il conto. Certo che, se il 54% delle donne trova ragionevole dividere in due il conto, un cospicuo 44% resta attaccato alla tradizione e pretende che sia l’uomo a pagare quando si va a cena fuori. Solo uno sparuto 2% osa andare contro tutte le consuetudini e non trova strano pagare la cena al fidanzato.
Sintetizzando gli esiti di questo curioso sondaggio, emerge il ritratto del conquistatore doc. E’ colui che che non fa mistero delle proprie tecniche di seduzione, sa mostrarsi interessante e pieno di hobby ma senza strafare, dolce e romantico quanto basta, e soprattutto un buon ascoltatore. Queste sono le caratteristiche in assoluto più apprezzate, mentre solo minoranze apprezzano chi ha uno stile di vita molto indipendente (12% delle intervistate) e chi si mostra molto misterioso (3%): insomma a quanto pare il mistero non è poi così intrigante in fatto di sentimenti.
Continua a vincere il romanticismo ma non solo: alle donne di oggi interessa avere un partner aperto e disponibile, pieno di interessi e valori da condividere. Ben venga un uomo galante che ci offre la cena, ma non è certo quella l’unica cosa che conta in un rapporto.
Le femmine=tutto e il contrario di tutto.http://www.pianetadonna.it/coppia/sentimento/rivincita_galanteria.html
Cosa bisogna evitare come la peste? In cima alla lista dei comportamenti no c’è la vanità: chi parla troppo di se stesso, magari vantandosi, non è affatto simpatico, e ciò vale per il 31% delle intervistate. Allo stesso modo va evitato l’estremo opposto: il 27% del campione del sondaggio non sopporta ll’atteggiamento disfattista e svogliato. Quindi non bisogna essere nè troppo pieni di sè, nè troppo nichilisti: sono benvenute le vie di mezzo.
————————————
Mi raccomando allora, da stasera tutti a seguire queste regole, tutti vie di mezzo. Mi fanno rabbia gli uomini col sorrisetto che stanno dietro a queste pagliacciate, per non dire ricatti. Ma vi sembrano intelligenti queste richieste? Per me meritano un vaffa!
“pieno di interessi e valori da condividere”. Si, interessi bancari e valori mobiliari. E’ una battuta, ma per molte donne, per fortuna non tutte, non troppo lontana dalla realtà.
E poi alto ma basso, silenzioso ma loquace, biondo ma moro, elegante ma casual, magro ma grasso, spiritoso ma serio, e soprattutto con una scopa in culo incorporata per ramazzare la stanza a comando.
E’ uscito in dvd e blu ray L’ultimo tango a Parigi, che molti considerano incomprensibile, mentre io l’ho compreso abbastanza bene (lo avevo già visto in passato), tanto che il regista (Bertolucci, di cui non ho visto altri film) mi ha dato ragione nell’intervista contenuta tra gli extra del blu ray, e cioè che nasce da un suo sogno erotico di incontrare una donna sconosciuta in un appartamento vuoto per una realazione di solo sesso… non rivelo il finale, ma mi da ragione anche quello.
Leggete pure ‘sta roba qua…
__________
>>
D, la Repubblica delle donne; 24-30 dicembre 1996, n. 31
>>
PAGA LUI O PAGA LEI?
Parità: una bandiera d’altri tempi.
Anche le più convinte femministe anni 70
stanno cambiando idea. E intorno vedono
solo il deserto delle buone maniere…
>
di Roberta Tatafiore
>
Sei allegre signore in vacanza in Alto Adige decidono di concedersi una serata speciale.
L’hotel Corona di Vipiteno è famoso per il suo ristorante raffinato: tutto asburgico, dai pizzi
delle tovaglie ai piatti di porcellana alle pareti, con cameriere rigorosamente in costume sud tirolese (ma non quello di cotonina che si vende alle turiste) e capi camerieri rigorosamente in frac.
Le nostre, ossequiate, siedono al tavolo odoroso di candele leggermente profumate al pino e attendono la carta per ordinare. Imbarazzo. Il maitre traccheggia. Non si decide a consegnare loro la lista dei cibi e dei vini rilegata in cuoio brunito. Deve intervenire la proprietaria del ristorante, Frau Renate, che parlotta sottovoce con il maitre. E la carta arriva. Le nostre signore bevono e mangiano divinamente, ma non dimenticano quell’impaccio iniziale: pagano soddisfatte per i soldi ben spesi e chiedono di parlare con la padrona. Per complimentarsi e per sapere che cosa fosse successo all’inizio. Renate prende confidenza (tra donne, si sa!) e trascina le ospiti a visitare la cantina. Davanti a variopinti bicchieri da degustazione, ognuno diverso dall’altro per esaltare i diversi bouquet, svela l’arcano. Nel suo ristorante ci sono due tipi di carte del menu: quelle per i signori, con i prezzi, e quelle per le signore, senza prezzi.
Un’idea di Renate, un tocco in più di raffinatezza nostalgica. Le nostre signore, Renate compresa, ridono complici: sette donne emancipate e un po’ brille sghignazzano sui residui del passato.
Residui? Ma siamo poi così sicuri?
A sentire una delle partecipanti a quella divertente serata altoatesina, Adriana Papaleo, proprietaria di diversi negozi di abbigliamento a Catanzaro, dal come uomini e donne maneggiano i soldi negli acquisti emerge uno spaccato sociale ancora molto tradizionale: le donne pagano in contanti o con carte di credito “povere”, gli uomini esibiscono assegni o carte di credito prestigiose. Le donne vanno a comprare da sole i vestiti di stagione, gli uomini accompagnano le donne al momento dei saldi e controllano con meticolosità la merce, spesso abbondante, acquistata. Poi pagano con gesti vistosi, come se volessero mostrare che sono ancora loro ad avere l’autorità quando si tratta di fare “investimenti di famiglia”.
Adriana Papaleo racconta anche di una cara amica, arrivata trafelata e raggiante nel negozio sventolando un assegno in bianco. Glielo aveva regalato il fidanzato di turno per rinnovare tutto il guardaroba.
Si sbizzarrì: scelse i vestiti più costosi e sexy.
Le due G, Geld (soldi) e Geschlecht (sesso), vanno insieme, diceva il caro vecchio Freud, sempre per rimanere in clima asburgico. Il denaro è una metafora potente per risalire alle nevrosi che hanno sempre a che fare con questioni erotiche. E l’erotismo che impatta sul denaro si può giocare anche in trattoria.
“Io non conosco mezzi termini”, dice Angela Garbini, studentessa universitaria romana, “mi sento libera, massimamente libera, quando posso ‘prendere’ da un uomo che mi piace. Anzi, specialmente se mi piace.
Ma mi piace anche sfidare: invitarlo a cena e pagare il conto con apparente noncuranza. Funziona anche da provocazione sessuale: vediamo se sei capace, ora che sei in mio potere!”.
“Già che spendo i miei denari, mi voglio divertir”, cantava Don Giovanni. La Donna Giovanna, figlia di un ribaltamento epocale, fa tendenza.
Tendenza confermata da una breve inchiesta tra le trattorie e i ristorantini a luci soffuse di Borgo, quartiere romano addensato alla destra di San Pietro.
Fausto, cameriere da quarant’anni in ristoranti di buon livello, ha la statistica sulla punta della lingua: nel 70% delle coppie paga lui, nel 30% paga lei.
“Alla romana” – cioè ognuno per sé – pagano soltanto i turisti, le comitive, i gruppi di donne sole, che sono sempre più frequenti e i preti. La parità, evidentemente, va di moda solo in pizzeria. E nella coppia il ribaltamento dei ruoli è ancora molto più intrigante della parità.
Parità, bandiera d’altri tempi. Anche le terribili femministe rivendicative degli anni Settanta l’hanno lasciata cadere. Una che all’epoca ha sostenuto il conto e il coito paritario cerca di convincere la figlia ventenne a non essere così rigida:”Mi guardo intorno e vedo il deserto del galateo”, dice, “uomini che non ti usano più la minima gentilezza, ragazzi e ragazze che non conoscono più l’arte del sedurre.
L’importante non è più riequilibrare la differenza tra uomini e donne, ma trovare un modo meno algido di vivere il gioco tra i sessi”.
Avesse avuto ragione la baronessa Reanziska zu Reventlow?
Era una scrittrice dissipatrice dei primi del secolo di stanza nel quartiere bohème di Schwabing a Monaco di Baviera.
Braccata dai debiti, scrisse un esilarante romanzo, Il complesso del denaro (Adelphi), in cui prende in giro le mode innovative dell’epoca: la psicoanalisi innanzitutto e il femminismo:”Io nutro il massimo rispetto per le ragazze e le signore che nella vita provvedono a se stesse, benché ritenga che l’esservi costrette sia prova di un deplorevole traviamento della divina provvidenza”.
“Oggi la provvidenza ci fa nascere emancipate. E’ un obbligo”, ride Susanna Schimperna, direttrice del mensile Blue, specializzato in scritti e disegni sull’immaginario erotico, “e c’è una gran confusione. Tutte le donne che conosco, compresa me, sono felicissime se lui paga. Tutte le donne che conosco, compresa me, si lamentano poi del fatto che, se lui paga, è un po’ come se si fosse comprato i tuoi sogni. Il sogno di una serata romantica, di un ‘cena e dopocena’, di un fidanzamento, di un amore che duri tutta la vita. Oggi che il sesso non è più un segno riconoscibile della nostra identità, né lo è l’abbigliamento o lo status professionale, solo i soldi sono un segno che non dà adito a equivoci. Per gli uomini, spendere soldi per una donna è un modo per assicurarsi un trofeo: una donna deve ‘costare’, altrimenti perde gran parte delle sue attrattive. Personalmente trovo che se un uomo comincia in modo tale che sia lui a pagare il ristorante o il week end, non si nasconde la verità dei rapporti. E tutto funziona meglio. Quale che sia l’esito della vicenda”.
“Io ho dovuto superare il complesso della parità”, dice Ileana Taddei, insegnante di Ancona.
“Quando uscivo i primi tempi con il mio attuale compagno, mi rendevo conto che lo aveva anche lui. Aveva paura di offendermi proponendo di pagare le serate che passavamo insieme. Al momento del conto in pizzeria, succedevano scene di insicurezza veramente comiche. Tutti e due tiravamo fuori i soldi, il più in fretta possibile, come se ci vergognassimo di quel conto in sospeso tra noi. Una sera mi sono vestita con cura particolare e ho proposto di andare nel migliore ristorante di pesce della costa. Ho constatato che grazie a quel trucco ho suscitato in lui un amore appassionato”.
Una coeva della baronessa geniale e spendacciona, Iva Rubinstein, scriveva al musicista Igor Strawinsky:”Caro amico, sono certissima che intorno al 1990 le donne avranno ottenuto tutto. Il loro potere in Occidente supererà perfino quello delle società matriarcali. Ma non daranno più amore e meno ancora ne riceveranno…Mi rallegra pensare che non vedrò un momento simile”.
Succede oggi che le donne che hanno raggiunto tutto, che possono pagare tutto, creino problemi soprattutto a se stesse.
Louise Kaplan, l’autrice di Perversioni femminili (Cortina editore), il libro rivelatore del perché le nevrosi delle donne si annidino negli anfratti del quotidiano, racconta che una sua paziente, professionista di successo, doveva mettere in scena, al ritorno nelle mura domestiche, la commedia della dipendenza da suo marito. Dipendenza sessuale, affettiva e anche economica. Nascondeva quello che guadagnava per paura che lui, altrimenti, non l’avrebbe più amata.
Aveva paura di non essere abbastanza donna e cominciava a soffrire di fobie. Aveva paura della parità.
La psicoanalista argentina Clara Coria si starà mettendo le mani nei capelli! Ha scritto il libro, Il denaro nella coppia (Editori Riuniti), per mostrare che se non c’è l’indipendenza economica della donna le cose vanno molto male. Sostiene che bisogna cominciare fin dal primo giorno a stabilire territori distinti di autonomia. Le cene pagate, i fiori regalati, i regali più o meno costosi del corteggiamento, scrive, abituano le donne a rimanere in un guscio di dipendenza e protezione che può diventare soffocante. La donna si abitua a svalutare la propria capacità produttiva e scivola facilmente nell’inattività fuori casa. Così, quando è l’uomo ad avere sulle spalle tutto il mantenimento familiare, si ha “la donna che accetta il denaro a goccia a goccia, l’uomo che sopporta la richiesta del giorno dopo giorno. Entrambi sfiniti. Entrambi ostinati nella ripetizione del proprio ruolo”.
A giudicare dalla riuscita del matrimonio di Paola e Andrea, maturi architetti romani e partner anche nella professione, la parità economica, come la vuole Clara Coria, fa bene alla coppia. Lui paga le spese dello studio, lei quelle della casa, decisione presa dopo aver appurato, con adeguati calcoli, l’equivalenza delle spese. Vanno in vacanza con la “cassa comune”, come i boy scout; ciò che ciascuno compra per la vita quotidiana, dal libro al tostapane, dai dischetti per il computer alla carta da lucido, deve avere analogo valore. Lui ha acquistato una barca, lei la casa in campagna. E la fantasia?
“Gli concedo di pagare qualche volta la cena al ristorante”, confessa Paola, “perché vedo che gli fa piacere”.
“Se un amico o un fidanzato mi invita a cena, faccio in modo di offrirgli poi un drink o di pagare il cinema”, dice Jessica, professione prostituta. A Milano, in un appartamentino indipendente.
“Credo che noi donne dobbiamo mandare messaggi chiari. Non ci dispiacciono le attenzioni di un corteggiatore, di un amico o di un amante, ma dobbiamo fargli capire subito chi siamo davvero. Gli uomini sono stressati e angosciati perché non capiscono più le donne con cui hanno a che fare. Non capiscono la donna che pratica la libertà, ma che poi è disposta a sfruttare il complesso del denaro che ogni uomo ha. Se non paga, lui non si sente nessuno. E siccome lui non ha la forza di cambiare, penso che tocchi a me essere più matura e mostrare la sicurezza di essere indipendente. Certo, quando una donna è veramente indipendente, paga un prezzo. Si prepara quasi sempre a vivere in solitudine”.
Allora, sorge un dubbio: che siano ormai solo le contabili del matrimonio e le esperte del binomio sesso-soldi a tenere alta la bandiera della parità economica?
Secondo voi potrebbe mai accadere il contrario…?
Eh, “miracoli” delle società “maschiliste” (?), che “disprezzano e odiano” le femmine.
>
http://www.corriere.it/cronache/12_febbraio_08/burchia-marito-condannato-da-giudice-a-cena-romatica_222dc81a-524d-11e1-9430-803241dfdaad.shtml
STATI UNITI
Marito violento condannato
a «organizzare una cenetta romantica»
Il litigio per il compleanno dimenticato finisce in violenza
Il giudice ordina di portarla al ristorante più caro della città
L’insegna del Red Lobster L’insegna del Red Lobster
MILANO – L’ultima lite è scoppiata lunedì scorso per un banale battibecco tra moglie e marito: lei si era rammaricata che il coniuge non le aveva fatto gli auguri di compleanno. La discussione ha poi travalicato i confini, e l’uomo, Joseph Bray, ha spinto la donna sul divano di casa e le ha messo le mani intorno al collo. Arrestato e accusato di violenza domestica il 47enne della Florida è stato ora condannato a «portare la moglie fuori a cena». Un appuntamento romantico dove non potranno mancare un mazzo di fiori e il bowling.
SERATA GALANTE – La decisione del giudice John “Jay” Hurley della contea di Broward a Fort Lauderdale, fa già discutere. Tutto nasce da un alterco scaturito per futili motivi in casa Bray, nella piccola cittadina di Plantation. Secondo il rapporto della polizia il marito avrebbe alzato le mani sulla 39enne Sonja, non l’avrebbe però picchiata. Fermato con l’accusa di violenza domestica il giudice ha optato per una sentenza decisamente poco ortodossa, che però evitasse il carcere all’imputato, riferisce il giornale Sun-Sentinel. Nel corso dell’udienza Hurley ha infatti ordinato a Joseph Bray di «andare a casa, prendere la moglie, vestirsi elegante e portarla a cena al Red Lobster del posto», una catena americana di ristoranti stellati che offrono specialità di pesce. Non prima però di «essersi fermato da qualche parte per prenderle un mazzo di fiori». Oltre a ciò, il giudice ha consigliato alla coppia di finire la serata al bowling e poi cercare di intraprendere al più presto una terapia di coppia.
SENTENZA – Hurley ha sottolineato che non avrebbe preso tale decisione se le accuse verso l’uomo fossero state più gravi o se la moglie si fosse trovata in pericolo. Lei stessa, presente in aula, ha ammesso di «non aver temuto per la sua vita», di «amare il marito e di «fare di tutto per per tentare di salvare la loro unione».
Elmar Burchia8 febbraio 2012 | 13:49