Reciprocità e spontaneità sono due concetti che la grande maggioranza delle donne non sa neanche cosa siano. Per lo meno per quanto riguarda il rapporto con i maschi non dominanti (beta), cioè la grande maggioranza degli uomini, che è quello che a noi interessa.
Tradotto in parole ancora più povere, se gli uomini (beta) non si proponessero, non andassero di loro propria iniziativa verso le donne, l’incontro fra i due sessi non avverrebbe mai, non avrebbe neanche luogo. Detto in modo più rozzo ma forse ancora più efficace, se anche gli uomini adottassero gli stessi comportamenti delle donne, l’umanità si sarebbe estinta già da un bel po’ di tempo.
Questa, ad una prima rapidissima lettura, potrebbe sembrare un’affermazione sopra le righe. Ma in realtà così non è. Ed è il semplice buon senso, l’esperienza quotidiana e l’osservazione della realtà che ce lo dicono. Probabilmente saremo tacciati di scarsa scientificità ma francamente questa accusa o questa critica ci interessa molto poco, se non per nulla. Riteniamo infatti che nelle scienze sociali e soprattutto nelle questioni che attengono l’essere umano, di scientifico ci possa essere ben poco. Crediamo anzi che il presunto riferimento alla scienza che troppo spesso nella storia è stato fatto per dimostrare la validità di teorie filosofiche (in taluni casi anche valide, a nostro giudizio) sia stato per lo più strumentale e finalizzato a rafforzare la validità di quelle stesse tesi. Cosa che, a nostra modesta opinione, ha ottenuto il risultato opposto e contrario a quello che si voleva ottenere. E quelle stesse teorie che in questo modo si volevano rafforzare, ne sono uscite fortemente indebolite.
Con questo non vogliamo neanche, da una posizione speculare, esaltare il valore dell’ esperienza empirica e considerarla come la sola fonte di conoscenza. Preferiamo laicamente posizionarci su una posizione di equilibrio e di buon senso verificando, con gli strumenti di cui disponiamo, la nostra capacità analitica, la statistica, la ricerca sociologica e storica, l’osservazione lucida dei fatti, e naturalmente anche l’esperienza empirica, la veridicità o meno di questa o quella affermazione o teoria.
E sulla base di queste considerazioni testè fatte, ci sembra assolutamente verosimile confermare la tesi contenuta all’inizio di questo articolo: e cioè che nel rapporto fra uomini e donne non c’è alcuna reciprocità. Nella grande maggioranza dei casi sono gli uomini ad andare verso le donne. E’ molto raro che accada il contrario e quando ciò accade significa che l’uomo o gli uomini in questione sono maschi alpha, cioè uomini appartenenti alle elite dominanti. Ma questa è appunto l’eccezione che conferma la regola e la nostra analisi.
Noi riteniamo che questo aspetto dell’ontologia e/o della cultura e del modo di essere femminile, che normalmente viene considerato dalla grande maggioranza degli uomini come un fatto più o meno naturale, scontato e dato per acquisito, sia in realtà uno dei più significativi, e anche dei più gravi, del manifestarsi delle donne nel mondo.
Ma cosa nasconde l’incapacità/non volontà/riluttanza/diffidenza/fastidio/ e il più delle volte addirittura l’insopportabilità, per le donne, ad andare verso gli uomini?
Innanzitutto l’incapacità di relazionarsi con l’altro da una posizione di parità. Pretendere che sia sempre e solo l’altro a fare il primo passo significa porsi automaticamente in una posizione di potere nei confronti dell’altro. Se l’altro si muove è evidente che sta già manifestando un interesse nei confronti dell’altra e quindi le sta già di fatto conferendo un potere. Il fatto stesso che egli si muova per primo, manifestando di fatto il suo interesse, la pone in una posizione di vantaggio (e di potere) nei suoi confronti. Non solo. Nel momento in cui è l’uomo, sempre e comunque, a proporsi, è la donna che si trova oggettivamente nella posizione di chi decide. Di nuovo il concetto di potere, che torna sistematicamente e implacabilmente ogniqualvolta si affronta questa tematica. Ma accanto al concetto di potere entra in ballo in questo tipo di relazione anche quello di “dovere”. Inteso non nel senso più nobile del termine (come l’adesione ad un sistema di valori o di regole etiche) ma piegato e deformato alle esigenze del “potere”. Se infatti si dà per scontato e per acquisito, in base ad una sistema di regole non scritte ma universalmente riconosciute, che debba essere sempre e comunque l’uomo a proporsi, è evidente che il concetto di “dovere” viene a legarsi indissolubilmente a quello di “potere”. Quindi l’uomo deve proporsi, deve andare versus la donna. Se non lo fa è praticamente condannato alla solitudine affettiva (ammesso che su questi presupposti si possa veramente costruire una relazione autenticamente affettiva…) e alla totale assenza di vita sessuale.
Naturalmente non è affatto detto che proponendosi egli ottenga il risultato sperato, anche perché è la donna che dice l’ultima parola, né potrebbe essere altrimenti, date le circostanze.
Ma non è tutto. Non solo l’uomo ha l’obbligo (anche se non scritto) di proporsi ma lo deve fare anche secondo schemi e modalità gradite alla controparte. Deve insomma mettere in atto una serie di comportamenti al termine dei quali la donna, laddove valutasse tali comportamenti gratificanti e sufficienti, potrebbe decidere di concedersi, sempre secondo tempi e modalità che verranno da lei decisi e determinati.
Ma non è finita. Quali saranno i criteri di selezione che la donna, nella grande maggioranza dei casi, sceglierà di seguire per decidere un eventuale partner? Naturalmente quelli dell’ordine sociale dominante. E ci sentiamo di affermare con una notevole dose di certezza, sia pur empirica, che tra un uomo più vicino per una serie di caratteristiche di ordine sociale, economico o di provenienza familiare alla categoria dei dominanti (alpha), e un uomo decisamente appartenente alla categoria dei non dominanti (beta), ella sceglierà nella quasi totalità dei casi, il primo.
Naturalmente, in questo frangente specifico, non stiamo parlando di un maschio alpha doc, ma di qualcuno che nella scala gerarchica sociale, maggiormente gli si avvicina o gli assomiglia, anche se per difetto. Infatti, anche in questo caso, come abbiamo visto, stiamo parlando di un uomo che deve comunque proporsi.
Cosa che non avverrebbe mai se fossimo in presenza di uomini effettivamente dominanti (alpha). D’altronde, come abbiamo già avuto modo di analizzare nell’articolo “Natura e Cultura. Un nodo irrisolvibile”, in questo caso specifico il rapporto fra uomini e donne si inverte completamente in favore dei primi e la relazione fra i sessi viene a capovolgersi totalmente.
Ma il concetto di dovere è l’esatto contrario di quello di “piacere”, sul quale dovrebbe invece secondo noi fondarsi la relazione fra i generi. E’ evidente che se si fa una cosa per dovere, sarà assai difficile che la si faccia anche per piacere. Può succedere talvolta che ciò accada, ma certamente non è la regola. E in ogni caso, se la si fa innanzitutto per il proprio piacere, il concetto di dovere viene ad essere automaticamente disinnescato.
Ma può essere piacevole una cosa che si deve fare perché è stata aprioristicamente prestabilita secondo schemi e regole preconfezionate?
E cosa può esserci di spontaneo in questo? Nulla, dal momento che è uno schema prestabilito a priori. Se ci fosse spontaneità questo sistema di regole non esisterebbe affatto e gli uomini e le donne si incontrerebbero appunto spontaneamente, nel sereno, naturale, libero e reciproco gioco amoroso.
Ma è evidente che in questo modo i concetti di reciprocità e di spontaneità sono stati assassinati in favore di quelli di potere e di dovere.
Ma se la reciprocità e la spontaneità sono state assassinate, è altrettanto evidente che il delitto è stato perpetrato anche nei confronti della possibilità di una relazione autentica fra gli uomini e le donne. Che infatti al momento, tranne le solite rare eccezioni che confermano la regola, non esiste.
Se paradossalmente, applicassimo queste logiche anche all’altra grande questione umana, l’amicizia, avremmo commesso l’ennesimo delitto.
Ma l’amicizia, per nostra fortuna, è relativamente immune da queste stesse logiche. E questo perché l’amicizia, se è autentica, non può che fondarsi su di una scelta libera, spontanea, sull’empatia reciproca, sulla condivisione, sulla comune visione del mondo, sul piacere di stare assieme e di godere della presenza dell’altro/a in modo fine a se stesso. Ma nell’amicizia non è previsto lo scambio sessuale né lo scambio di alcun genere. Non vige insomma la regola del do ut des che è stata invece applicata alla relazione fra i generi.
Ma dal do ut des, cioè dallo scambio di fatto strumentale, non potrà mai scaturire amicizia, che può nascere solo da un rapporto all’insegna della reciprocità, della spontaneità e della autenticità fra gli individui.
Come vediamo, il circolo diventa sempre più vizioso/virtuoso, a seconda dei punti di vista dai quali lo osserviamo.
Come Movimento degli Uomini Beta, ci proponiamo di lavorare per combattere queste concezioni deviate e devianti ma purtroppo tuttora imperanti.
Il nostro orizzonte è quello di una società di uomini e donne liberi/e ed eguali, dove la relazione fra i generi sia libera da tutti questi legacci, condizionamenti e sovrastrutture e all’insegna della reciprocità, dell’autenticità, della spontaneità, della libertà, e del libero e sano gioco affettivo e sessuale.
Solo tornando a concepire la sessualità per quello che è e dovrebbe essere, cioè un gioco naturale e spontaneo, e non come uno strumento di gestione, controllo e dominio dell’altro, sarà possibile costruire una relazione sana ed evoluta fra gli uomini e le donne.
Il nostro appello è INNANZITUTTO rivolto a tutti gli Uomini Beta affinché prendano coscienza della situazione e adottino comportamenti conseguenti, tesi a modificare sostanzialmente anche i comportamenti femminili.
Ma ci rivolgiamo altresì alle donne non appartenenti alle elite dominanti, sollecitandole a riflettere sul ruolo che hanno scelto e scelgono di recitare, invitandole ad uno scatto di dignità e di amor proprio e al rifiuto di quelle logiche strumentali, avvilenti, aberranti e antiumane, che abbiamo descritto.
Le invitiamo a smettere di scimmiottare i modelli dominanti e ad allearsi con gli Uomini Beta per costruire assieme una realtà diversa.
Saremo felici, in questo caso, di averle con noi, al nostro fianco.
Fabrizio Marchi

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Parole sante, che fanno il paio con quello che il sottoscritto era solito ripetere oltre venti anni fa, ossia che se il pinco pallino qualunque dovesse aspettare l’iniziativa femminile, resterebbe vergine per tutta la vita.
Io stesso lo sarei ancora.
Il bello, è che già all’inizio degli anni Ottanta, capitava di sentir narrare la favola secondo cui le femmine “ormai la sbattevano in faccia ai maschi” (quali maschi…?).
Il passaggio al quale facevo riferimento, nel mio precedente post, è questo:
“Tradotto in parole ancora più povere, se gli uomini (beta) non si proponessero, non andassero di loro propria iniziativa verso le donne, l’incontro fra i due sessi non avverrebbe mai, non avrebbe neanche luogo. Detto in modo più rozzo ma forse ancora più efficace, se anche gli uomini adottassero gli stessi comportamenti delle donne, l’umanità si sarebbe estinta già da un bel po’ di tempo”.
“ormai la sbattevano in faccia ai maschi” (quali maschi…?).
bruttissima espressione… la priva volta che la sentii pronunciare fu da un ragazzo che mi piaceva, avevo 15 anni…
già la debole “iniziativa” – (oltre femmina, sono pure timida come un riccio) – fu stroncata sul nascere .
queste balle sono un circolo vizioso…
Fabrizio, non hai idea di quanto io condivida queste parole.
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Ma non è tutto. Non solo l’uomo ha l’obbligo (anche se non scritto) di proporsi ma lo deve fare anche secondo schemi e modalità gradite alla controparte. Deve insomma mettere in atto una serie di comportamenti al termine dei quali la donna, laddove valutasse tali comportamenti gratificanti e sufficienti, potrebbe decidere di concedersi, sempre secondo tempi e modalità che verranno da lei decisi e determinati.
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In definitiva loro non devono fare nulla, salvo valutare se sei da “promuovere” oppure no.
E’ pazzesco.
Credo sia il caso di evidenziare un altro dato di fatto: ovvero la tendenza femminile a dare per scontato che, durante l’atto sessuale, debba essere sempre l’uomo a fare tutto ed a doversi eventualmente assumere la responsabilità di un deludente rapporto sessuale.
A me, in 36 anni di vita, è capitato più di una volta di avere dei rapporti sessuali con donne che al dunque desideravano ricevere ma non concedevano altrettanto.
E non mi risulta essere il solo al quale è capitato.
Un’altra pecca che ho riscontrato in loro, è la scarsa fantasia sessuale, che in alcuni casi è addirittura nulla.
Un saluto da un vecchio iscritto alla mailing list di U3000.
La reciprocità, e ancor più la reciprocità nel “sano gioco sessuale”, è un desiderio a mio avviso esclusivamente del maschile che per sua natura emancipa ogni dimensione, e quindi anche quella sessuale, dalla sfera della necessità e la colloca in quella della libertà di spirito: è proprio del maschile il gioco. E il sesso come gioco è una utopia maschile, il sogno maschile di una grande, nuova Civiltà.
Le donne dichiarano essere il femminismo l’espressione, conquistata in piena autonomia, della propria piena consapevolezza in merito ai rapporti tra i sessi. Ebbene proprio il femminismo nella sua attuazione reale, è riuscito a far diventare reato persino il desiderio maschile espresso tramite lo sguardo e colpevole persino il desiderio maschile in quanto tale. A meno che in qualche modo e a vario titolo non convenga: allora tutto, dicesi tutto, diventa lecito. Il che è esattamente il regno della necessità. Il sogno realzzato di una
in-Civiltà sessuofobica e repressiva.
Qualcuno o qualcosa le ha costrette? non mi risulta: il sesso è quanto di meno costoso e più facilmente accessibile a tutti esista in natura. Eppure….
Questa concezione del sesso del tutto opposta è a mio avviso una manifestazione inequivoca di una diversità naturale tra i sessi, molto profonda e ancora inesplorata. E per questo motivo non è una colpa e non è risolvibile con buone intenzioni, con una “piattaforma programmatica”. Diversità a mio avviso poco esplorata perchè fa paura per la sua estensione e profondità. E si preferisce coprire il motivo reale di questa paura in tanti modi fra cui con il rifiuto del presunto scandalo della sessualità per il suo irriducibile fondamento naturale di diversità vissuta come “disuguaglianza” e quindi “ingiustiza”. Donne e uomini sono uguali, questo è il mantra consolatorio di oggi.
Credo invece che la strada di un incontro libero tra i sessi, richieda come precondizione ineludibile, a parità di dignità, proprio la ricerca della piena consapevolezza della profonda diversità esistente tra uomini e donne. Altrimenti l’unica cosa che si riesce a condividere sono le buone intenzioni e una prassi assurda e alla fin fine necessariamente coercitiva. La prima regola per incontrarsi davvero? accettare serenamente il limite e cercare di dare a ciascuno ciò che è suo proprio secondo la sua propria natura: può il cavallo intendere il volo come lo intende il falco? certamente no. Eppure, sapendolo, possono incontrarsi.O, ipotesi non del tutto inverosimile, si può rinunciare in pace al rapporto sessuale: il piacere sessuale, la dimensione sessuata, è presente eccome anche nel maschile che virginalmente dedica le proprie energie a creare Civiltà o cattedrali dello Spirito ( che è poi la stessa cosa).
Dopotutto se i maschi sono storicamente riusciti a far sì che le donne siano emancipate da tanti condizionamenti così da poterle anche invitare a vivere insieme il sesso come gioco, è anche perchè moltissimi maschi si sono dedicati ad altro che a scoparle.
In ogni caso che le donne siano disponibili o in grado di accettare o meno l’invito maschile al gioco, un dovere comunque ce l’hanno. Ed è quello di ringraziare con tutto il loro cuore i maschi per questa straordinaria libertà che è stata loro donata.
Ckkb, tanto di cappello.
Sottoscrivo ogni riga.
Queste sono finestre aperte sulle questioni profonde della relazione F/M.
La nostra battaglia preannuncia tempo così lunghi che
avremo modo di conversare su tutto.
Solo una domanda: in questi ultimi 10/15 anni, perché non ti sei mai fatto vivo?
Infatti né dal tono, né dal contenuto, né dalla forma riesco ad allacciarti a qualche antica o recente lettura.
Ho solo vaghe ipotesi.
…mi affido a Silver.
RDV
Cari Ckkb e Roberto, ponete in sostanza la medesima questione anche se in risposta ad articoli diversi (Roberto ha commentato l’articolo di Paolo Barnard). E siccome ci sono delle cose, specie nell’intervento di Ckkb, che non mi convincono (è il mio sesto senso che non mi tradisce) vorrei esprimere la mia opinione.
La questione che ponete è la solita (e per nulla scontata, da qualsiasi punto di vista la si affronti), antica e intramontabile (e irrisolvibile, a mio modesto parere), e cioè quella della relazione fra natura e cultura. Un nodo che a tutt’oggi nessuno ha saputo sciogliere. E quando dico “nessuno”, mi riferisco a millenni di pensiero e di riflessioni filosofiche, proprio su questo argomento. Una questione che, come ben sapete, va ben oltre la relazione fra i sessi e coinvolge tutto, ma veramente tutto lo scibile umano, in primis ovviamente la filosofia politica, la scienza politica, la scienza, l’economia, la sociologia, addirittura la teologia. Questo “nodo” abbiamo scelto di affrontarlo (non abbiamo certo la presunzione di risolverlo e credo di essere in buona e numerosa compagnia, compresa la vostra) nell’articolo che compare sulla homepage dal titolo appunto “Natura e cultura, un nodo irrisolvibile”. Mi sono proprio ora accorto (mi scuso per la disattenzione) che nel sottotitolo, per una banale svista tecnica, mancava proprio la seguente frase “un nodo irrisolvibile”. Vi invito quindi a rileggere quell’articolo “corretto”, non perché contenga delle risposte a quello che a nostro giudizio è appunto un nodo irrisolvibile, ma perché propone un approccio interpretativo e soprattutto pratico (nel senso di prassi) al problema dei problemi.
Insomma, è nato prima l’uovo o la gallina? Direbbe il buon De Crescenzo (burlone ma di buon senso…). A tutt’oggi, amici miei, nessuno lo sa. E se c’è qualcuno che pensa di saperlo o pecca di presunzione, o di malafede o di dogmatismo. Aveva ragione Hobbes? Aveva ragione Rousseau? Aveva ragione Spinoza?
Ciascuno di noi, a seconda delle preferenze, potrebbe schierarsi con l’uno o con l’altro ma una cosa è certa: non si arriverebbe mai ad una “verità” condivisa. Credo che, se siamo muniti di un minimo di umiltà, su questo possiamo essere d’accordo. Non ci sono riusciti loro a sciogliere questo nodo (e tantissimi altri), e francamente non credo che saremo in grado di farlo noi. Poi se qualcuno pensa di avere la soluzione si faccia pure avanti ed esprima liberamente la sua opinione. Ma non pretenda di chiudere il cerchio.
Uomini e donne. Eguaglianza nella diversità, afferma Ckkb. E perché no. Ma quanto sono diversi e/o uguali gli uomini e le donne? Altro nodo. Esistono diversità insanabili? Forse in parte è vero ma forse no. O forse entrambe le cose. Se queste diversità fossero veramente insanabili e appartenessero all’ontologia immutabile dei due generi, i comportamenti (nella fattispecie quelli sessuali) dovrebbero essere gli stessi in ogni angolo del pianeta. Così non è e lo sapete perfettamente tutti. Ciò significa che i processi culturali hanno giocato un ruolo importante nel modificare l’ontologia sia delle donne che degli uomini, nel bene e nel male. E chi decide cosa sia il bene e il male da questo punto di vista? Una donna che pratica sesso ludico, cioè vive giocosamente e liberamente il sesso va contro la sua natura profonda o invece l’asseconda liberandosi da tanta zavorra, questa sì, culturale, sociale, religiosa o pseudo tale? E una donna che invece lo vive in modo più tradizionale? Per lo meno pubblicamente (salvo poi portarsi a letto di nascosto il famoso idraulico o bagnino o insegnante di salsa…). Qual è la verità? O meglio, qual è la sua natura? Quella della donna pubblicamente fedele e irreprensibile (di giorno) sposata con un uomo benestante con il quale ha messo in piedi una famiglia medio-borghese oppure quella (la stessa) che (di notte) si scopa l’istruttore di aerobica? Oppure ancora entrambe le cose? Forse.
E gli uomini? Fin dai tempi di Omero ci si interrogava su queste questioni. Qual è la nostra natura? Quella di essere dei viandanti inseminatori? Molto probabile. Oppure anche gli uomini hanno nel loro dna la tendenza a costruire un nucleo familiare? E’ molto probabile anche questo. Oppure hanno un fondamento entrambe le cose? Altamente probabile, ma non certo e non certissimo, per lo meno non per tutti.
Eguaglianza fra gli uomini (nel senso di esseri umani). Si può stabilire un’eguaglianza a priori? Viceversa, si può stabilire una diseguaglianza a priori? E chi decide chi è eguale e chi è diseguale? In virtù e in base di quali parametri?
Potremmo continuare all’infinito su questa strada. Per questo abbiamo scelto di imboccare un altro percorso. Non perché vogliamo glissare sull’argomento sul quale possiamo continuare a discettare all’infinito (e non ci sarebbe nulla di male, sia chiaro) ma perché, nell’impossibilità di sciogliere, se non dogmaticamente, questo nodo, abbiamo deciso di dotarci di un metodo. La prassi.
Abbiamo scelto cioè di partire dalla nostra condizione reale di esistenza (che non ci piace) per provare a TRASFORMARLA. Non per motivi ideologici ma perché la nostra vita, qui ed ora, non ci piace. Abbiamo preso coscienza della nostra condizione di subordinazione e abbiamo deciso che non vogliamo più viverla. E per non viverla più dobbiamo CAMBIARLA. E per cambiarla dobbiamo LOTTARE.
Facendo questo, innescando cioè un processo di trasformazione partendo da quella che è la nostra condizione, provocheremo inevitabilmente una trasformazione anche della realtà che ci circonda.
Qualcuno (i teorici del’inamovibile e immutabile ontologia) potrebbe dirci che non è possibile. Ergo, se questo fosse vero significherebbe due cose. La prima è che se noi, uomini beta, viviamo una condizione di oppressione, vuol dire che questa è una condizione naturale alla quale è velleitario e addirittura innaturale ribellarsi. La seconda, conseguenza della prima, è l’accettazione supina e passiva della nostra inferiorità di natura ontologica. D’altronde, seguendo questo ragionamento, non può esserci via d’uscita. Se ci troviamo in una condizione di oppressione è perché evidentemente questa è la nostra condizione naturale, altrimenti ci troveremmo a vivere in un’altra. Ma siccome non ci troviamo a vivere in un’altra ma in questa, il cerchio si stringe. Insomma ci meritiamo tale condizione perché questo è il posto che la natura ha pensato per noi.
Riflettano bene, i sostenitori dell’immutabilità delle cose e della realtà, perché questo discorso è assai pericoloso, anzi, è un vero e proprio boomerang, non solo per gli uomini beta intesi nella loro relazione con l’altro genere, ma più in generale nella relazione di tutti gli esseri umani fra loro e con il mondo.
Noi non apparteniamo alla categoria dei maschi alpha ma non per questo ci sentiamo inferiori. Al contrario, riteniamo che questa distinzione sia profondamente errata. Ma, obietteranno sempre gli “immutabilisti” (che poi sono i conservatori di sempre, spesso mascherati sotto altre spoglie) “la distinzione fra maschi alpha e maschi beta appartiene allo stato di natura”. Ma chi era il maschio alpha nello stato di natura? Quello fisicamente più forte, quello che menava di più. E che comandava. E invece quell’altro (che magari nel branco non contava nulla) che mentre gli altri maschi si facevano scannare dal dominante per le femmine e il controllo del territorio, si è messo a scrutare, ad osservare, e ad un certo punto ha scoperto che sfregando una pietra contro l’altra scaturivano delle scintille? Che cos’era quello? Un “inferiore”? Certo, era un “beta” nella gerarchia del branco e magari una volta fatta quella grande scoperta dovuta al suo ingegno è stato pure massacrato dall’alpha, che dopo avergli rubato l’idea gli ha anche rubato la vita…E così via…
E mi fermo qui.
Fabrizio Marchi
Fabrizio, sono d’accordo con te quando scrivi che reciprocità e spontaneità sono due concetti che la grande maggioranza delle donne non sa neppure cosa siano.
Però tu scrivi anche:”Se queste diversità fossero veramente insanabili e appartenessero all’ontologia immutabile dei due generi, i comportamenti (nella fattispecie quelli sessuali) dovrebbero essere gli stessi in ogni angolo del pianeta. Così non è e lo sapete perfettamente tutti.”
D’accordo, i comportamenti non sono i medesimi ovunque, ma la prostituzione femminile esiste in ogni angolo del pianeta (quella maschile non è assolutamente paragonabile) e da tempo immemorabile. Come lo spieghi?
Caro Roberto, personalmente non ho mai negato che esistano delle diversità di natura ontologica fra uomini e donne. Negarlo sarebbe da stupidi o da persone in mala fede. Una di queste differenze è appunto il diverso approccio al sesso. Talmente diverso che, come spiega magistralmente Barnard nel suo articolo “Sono andato a puttane”, questa diversità (più tutta una serie di altre implicazioni di ordine economico e non solo, non dimentichiamolo…) arriva addirittura a costituire una delle cause prime del fenomeno della prostituzione (che è un fenomeno complesso che necessita di un’analisi più approfondita)
E’, altresì vero, e tu stesso lo confermi, che diverse condizioni sociali, culturali, economiche, religiose ecc. contribuiscono sensibilmente a determinare dei cambiamenti profondi nella sfera ontologica, in particolare di quella femminile (se parliamo di sessualità). Così come è innegabile che ci siano state da sempre delle diversità di natura ontologica, è altrettanto innegabile che i processi culturali abbiano innescato delle trasformazioni profonde (nel bene e nel male) di quelle stesse condizioni naturali. Converrai con me che l’approccio al sesso delle donne cubane (prostituzione a parte) è radicalmente diverso da quello delle loro colleghe di genere afghane. Così come quello delle donne italiane è diverso da quello delle donne scandinave, e quello delle donne di Tahiti è ancora diverso da quello di tante altre donne di varie culture del pianeta.
Ora, anche qui, cioè nell’ambito dei processi culturali, le cose non sono state così lineari. Se ad esempio i processi culturali hanno portato ad una maggior liberalizzazione dei costumi sessuali in alcune aree del pianeta (penso ad esempio ai paesi dominati dalla cultura cattolica), in altre hanno invece portato un irrigidimento di quei costumi. Penso appunto proprio a Tahiti e in generale a molti degli arcipelaghi del Pacifico dove fino a un secolo o due secoli fa il sesso era vissuto in modo assolutamente libero e una donna si avvicinava ad un uomo con la stessa disinvoltura con cui portava alla bocca una noce di cocco per berne il prezioso succo. Ricorderete certo i film (Gli ammutinati del Bounty in tutte le sue versioni) che mostravano i nostri uomini beta (poco più che trogloditi, di fatto) completamente impazziti al cospetto di queste fanciulle che gli si concedevano con la stessa disinvoltura con cui gli offrivano del latte di cocco o del mango.
Oggi , dopo un paio di secoli di “processi culturali”, quel paradiso sessuale (e di qualità dei rapporti umani, mi sento di aggiungere) non esiste più o comunque è stato notevolmente ridimensionato e deformato alle “ragioni” di quei processi culturali.
Potremmo portare innumerevoli esempi. Nella stessa direzione di Tahiti va la nefasta colonizzazione europea delle Americhe. Gli indigeni dell’Amazzonia o dell’area caraibica non sapevano neanche cosa volesse dire il concetto stesso di tabù sessuale che fu loro imposto (insieme a tante altre brutture assai peggiori). Per non parlare dell’Africa dove a tutt’oggi, in numerosi contesti, specie quelli dove i “processi culturali” sono stati meno potenti ed invasivi, il sesso è vissuto in modo assolutamente libero.
Dove voglio arrivare? Appunto al fatto che non c’è una verità assoluta, sia da un punto di vista ontologico, sia da un punto di vista culturale. E gli esempi che ho portato credo lo dimostrino. Questo, ripeto, non significa che io non sia consapevole delle diversità di ordine ontologico fra uomini e donne (e il fenomeno della prostituzione comunque si sviluppa e attecchisce proprio e anche su questa diversità). Significa però che non c’è una verità assoluta né in un senso né nell’altro. Lo spirito dell’articolo di Ckkb è condivisibilissimo ma, secondo la mia modesta opinione, rischia di cristallizzare una volta e per sempre delle diversità che non è detto debbano essere considerate immutabili.
Certo, natura e cultura interagiscono. Ma un rischio di fondo la cultura porta con sè: il pregiudizio che cultura sia il Bene, perchè frutto di libera scelta e natura sia il Male perchè si presenta come dato precedente la coscienza e la libertà. Ovvero la posizione tra i due di una irriducibile antinomia. Il che ha portato a mio avviso l’evidenza storica che tra i due, natura e cultura, chi ha fatto più disastri sia stata la cultura, nel senso che invece di essere maieutica interprete della natura e della sua necessità, unico modo a mio avviso per accasarvi anche il mondo dello spirito ( e viceversa), la cultura vi si è sovrapposta con violenza repressiva e pervertitrice. Un esempio? a mio avviso la cultura della liberazione della donna è diventata, senza che nessuno se ne accorgesse, cultura di liberazione dalla donna, la cui integra e intera natura è oggetto di una concezione che è immediata e radicale negazione del femminile stesso: l’essere donna, nella sua datità naturale, è oggi di fatto quel concreto naturale contro cui il sapere contemporaneo si è scatenato come se fosse una malattia grave e l’epidemia più diffusa, che deve essere a tutti i costi “guarita”. Personalmente ritengo che mai nella Storia è comparsa una civiltà culturalmente meno disponibile, quanto la nostra, ad accogliere l’ “inefficienza” femminile, il modo e la capacità femminile di accogliere il reale. Al punto che oggi se si parla, a difesa del femminile, di esistenza di una struttura data naturale del femminile, di una ontologia del femminile, si può rischiare di esperimentare direttamente e individualmente che cosa comporta andare in rotta di collisione con interesse colossali e di tutti i tipi: non sia mai che qualche “arretrato maschilista misogino” non ponga ostacoli a che della donna se ne possa continuare a fare quel cavolo che si vuole e se ne sta facendo. Un modo molto “culturale” di intendere la donna e la sua specifica libertà: così com’è non è “economica”, e bisogna costruirne un’altra più adatta alle nuove funzionalità.
Ckkb ha toccato un punto importante. La cultura dominante parla di liberazione della donna, ma in realtà esige la liberazione dalla donna, ossia da tutto ciò che è, da sempre, stato tipico della struttura psichica femminile, ivi compresa l’insopportabile “inefficienza”, evidentemente legata ai ritmi naturali. Inutile sottolineare che la “scomparsa” della femmina scompensa anche il maschio. Il paradosso che per ottenere questo scopo si avvalga anche e soprattutto delle donne e delle loro istanze “emancipatrici ” (si legga, a proposito di femminismo quanto scrive A. Nucci in La donna a una dimensione) è solo la dimostrazione che in questa società l’alienazione da sè ha raggiunto il massimo.
Molto acuto anche l’uso che Ckkb da del termine “guarire”, che evoca le tesi di Ivan Illich sulla crescente medicalizzazione dei corpi. Proprio così, l’essere femmina (ma ormai anche maschio) viene visto come una malattia da trattare medicalmente, come nel caso dei farmaci che bloccano le mestruazioni.
Mi sono dilungato sulla questione perchè rimanda in tutta evidenza a quella relativa a uguaglianza/diversità fra maschile e femminile.
Tema difficile e irrisolvibile, dice Fabrizio Marchi. Difficile senza dubbio, irrisolvibile non so. Di esempi in un senso o in un altro se ne potrebbero portare molti, e saremmo punto e a capo. Una cosa è però certa e incontestabile. Sempre, in ogni tempo e in ogni organizzazione sociale, sono esistite cose considerati da maschi e cose considerate da femmine. Magari non erano sempre le stesse, magari esistevano varianti dovute a tanti fattori, ma questo dimostra solo che i confini sono sfrangiati (e vorrei vedere, partecipando tutti della stessa natura umana), non che sono eliminabili.
Ora a me sembra persino inverosimile ipotizzare che tutto quello che l’umanità ha fatto da quando è comparsa sulla terra sia stato sbagliato o tutto una costruzione culturale modificabile a piacimento. E’ un’idea funzionale al potere attuale, per il quale qualsisasi cosa del passato (tradizione, memoria storica) è un ostacolo da spazzare via. Le persone hanno da vivere in un eterno presente, tanto effimero e falso quanto sostanzialmente insoddisfacente. Hanno da essere come i polli d’allevamento spinti a mangiare (leggasi consumare) perennemente, salvo la frustrazione di non poterselo permettere. Così sono molto più controllabili.
Mi rendo conto di aver toccato molti punti in modo troppo veloce. Ma pian piano cercherò di tornare su tutti.
armando
In riferimento a quanto scritto nel mio post precedente, sviluppo meglio il mio pensiero, con la speranza di rendere più comprensibile quanto penso. Cultura di liberazione, quando seguito dall’articolo della (donna) fa riferimento a quanto di oggettivamente liberatorio la nostra cultura (uso il termine nell’accezione più ampia) è stata in grado di formulare e concretare perché la femminilità potesse esprimere tutte le sue potenzialità naturali:la funzione maieutica della cultura. Come esempio, fra gli infiniti sforzi tutti maschili a favore delle donne, si può citare il gigantesco sforzo della medicina (degli “oppressori maschi”) perché la morte per parto e il dolore del parto uscissero dalla dimensione di condanna del femminile. Dunque cultura di liberazione della donna. Cultura di liberazione seguito dall’articolo dalla (donna) fa riferimento a quanto risulta oggettivamente essere il dover essere della donna gradito e proposto oggi dal sistema: ovvero il dover essere il maschio buono: la donna come l’unico vero maschio; che non è l’eunuco femmina, ma proprio il modello di maschio che al potere oggi risulta funzionale: infertile, efficiente e competitivo come un maschio, disponibile e solerte, ma anche bisognoso di conferme e di appoggio, come una donna. Ecertamente la cultura prevalente è cultura di liberazione, ma in modo paradossale, nel senso proprio di liberazione dalla donna, dal femminile che è ritenuto in quanto tale non funzionale, non economico. Come non sono economiche e funzionali le balene, la foresta amazzonica, i nove mesi per fare un figlio, le mestruazioni, le lacrime femminili, la grazia femminile, il mondo rallentato e accogliente delle donne (le donne dai gesti lenti cantati da Milva in una stupenda canzone che esprimeva la nostalgia dellalentezza femminile, sinonimo della saggezza, dell’amore che sa accogliere il reale). E come ci si deve liberare dalle balene, dalla foresta amazzonica, dal tempo libero delle donne, in realtà l’unica cosa che ha davvero valore, e di tanto altro che conferma il valore della vita. Nella cultura di oggi il termine di liberazione e la sua accezione positiva è pervertitamente usato per nascondere l’odio contro il femminile: le donne sembra non si siano accorte che la liberazione aveva internamente questa possibile terribile evoluzione e connotazione distruttiva, questo messaggio davvero demoniaco: il limite da cui liberarsi siete voi stesse, ciò che più profondamente vi costituisce. Ma è possibile che la sacralità del concepire l’umano (la maternità) sia stata ridotta, per “liberazione”, all’attività del disfare “materiale biologico” secondo tecniche di distruzione meccanica o avvelenamento chimico? Possibile che l’accogliere la vita uscita dal proprio ventre con l’offerta di un amore totale concretato dal latte dei propri seni sia giudicato l’ “insopportabile condanna” cui è preferibile andare a fare la serva fra i servi in unazienda? è possibile che la potenza assoluta e il valore assoluto del femminile che è il ritrarsi femminile, il farsi concavo femminile per dare corpo all’illimitata accoglienza, all’illimitato esser-ci di chi ha il dono divino di poterci essere proprio nel ritrarsi (il femminile), sia percepita come perdita di potere e di valore? È possibile che la grazia e la piacevolezza narcisistica del femminile, il suo assoluto autoriferirsi, il suo proporsi come essere che ha in sé il suo pieno senso compiuto, il suo costituire istintivamente il luogo dove per i maschi la vita si manifesta realtà buona e bella, sia da buttare via con disprezzo perché è molto meglio infagottarsi a fare le alpine o le pompiere o le bigliettaie o le carabinieresse o addirittura le pugili? È molto meglio trovare il proprio senso in quant’altre copie mal riuscite del maschile? Questa è la cultura di liberazione dalla donna. E oggi proprio le donne hanno contribuito con tanta parte (parte preponderante) della riflessione e della azione del femminismo ad interpretare sotto le mentite spoglie di una cultura sedicente di liberazione esattamente l’opposto della liberazione: l’estraneazione del femminile da se stesse. La strada del proprio miglioramento, la libertà e la scelta del farsi altro da quello che si è apre anche l’abisso della tentazione di negare se stessi, di considerare nemici in primo luogo proprio ciò che ci costituisce ed è il nostro stesso fondamento. Dunque c’è una cultura di liberazione che persegue l’evolversi della natura nel rispetto assoluto della natura e comporta il ritrovarsi e cè una cultura di liberazione che persegue l’evolversi in opposizione alla natura, nel disprezzo assoluto della natura e comporta il perdersi. E che le donne si “liberino” e siano “liberate” dalla donna, che le donne si perdano, è disastro umano e perdita che i maschi non hanno mai permesso, da sempre, Titanic compreso, e a maggior ragione non intendono permettere oggi.
Scrive ckkb:” Ebbene proprio il femminismo nella sua attuazione reale, è riuscito a far diventare reato persino il desiderio maschile espresso tramite lo sguardo e colpevole persino il desiderio maschile in quanto tale”.
D’ accordo, pero’ ritengo che in questi casi vada sempre sottolineato che senza un “terreno fertile” il femminismo non potrebbe fare nulla. Credo vada sfatata una volta per tutte, la forzatissima tesi secondo cui le femministe avrebbero ottenuto certe “conquiste” da sole, perche’ cosi’ non e’.
Eppoi, a voler essere sinceri, ma le femministe avevano solo torto ? Io non credo. A mio parere, il femminismo delle origini aveva anche le sue buone ragioni.
Certo Strider, ci vuole il terreno fertile. Infatti il femminismo è diventato l’ideologia ufficiale del potere in Occidente (così che sono i media del potere e gli apparati repressivi del potere ad imporlo persino alle miltanti cui è venuto nel frattempo qualche dubbio) perchè ha offerto l’impianto teorico utile a:
1) buttare le masse femminili sul mercato del lavoro ( e nelle eventuali guerre) moltiplicando per due l’offerta,
2) contrapporre le donne (le uome socialmente utili) agli uomini (i maschi socialmente pericolosi) per spostare i termini del conflitto da conflitto economico a conflitto di genere,
3) teorizzare la natura criminale del genere maschile così da poter costruire un sistema di leggi speciali con la sospensione delle garanzie a tutela dei diritti personali maschi,
4) costruire nei confronti del genere maschile un clima di sistematica intimidazione terroristica con la minaccia di finire in galera o in campi di rieducazione o addirittura della castrazione (nemmeno il regime schiavistico aveva minacciato tanto),
5) assumere il controllo della funzione riproduttiva e della educazione espropriandone la famiglia, e in particolare il padre la cui figura e funzione è stata oggetto di una sistematica distruzione ad ogni livello;
6) entrare pesantemente nel controllo repressivo ed autoritario della sfera della sessualità maschile tramite una sistematica e onnicomprensiva azione normativa di tipo penale,
7) costruire una piattaforma ideologica a motivare una rinnovata politica estera di intervento militare.
Che cosa si può volere di più da una ideologia quando si deve ottenere e mantenere il controllo sociale in un epoca di grandi prospettati squilibri in ogni campo della convivenza sociale e in ogni parte del pianeta?
Muy bien CkkB.
Ho copiato in archivio i quei tuoi 7 punti, troppo acuti e importanti per non tornarci spora. Per ora sintetizzo in forma estrema il contenuto dei miei futuri commenti:
“Ogni repressione è repressione antimaschile, in prima battuta, contro i maschi di basso rango in seconda istanza”.
Sempre, ovunque e comunque. Necessariamente.
Non si può castrare una femmina. Non si può reprimere l’aristocratizia. Non si può.
Non lo si potrebbe neppure se lo si volesse, questo è ciò che intendo dire.
Non è possibile.
Ne parleremo.
Rino
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ckkb
Infatti il femminismo è diventato l’ideologia ufficiale del potere in Occidente (così che sono i media del potere e gli apparati repressivi del potere ad imporlo persino alle miltanti cui è venuto nel frattempo qualche dubbio)
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Appunto. Il che dimostra che sono anzitutto gli uomini di potere i nostri veri nemici. Non per niente in passato aprii questa discussione.
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=6676667
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ckkb
4) costruire nei confronti del genere maschile un clima di sistematica intimidazione terroristica con la minaccia di finire in galera o in campi di rieducazione o addirittura della castrazione (nemmeno il regime schiavistico aveva minacciato tanto),
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Concordo riguardo al clima di sistematica intimidazione nei confronti degli uomini, non concordo quando fai riferimento al regime schiavistico.
Quello era molto peggio. Anzi, per certi aspetti lo reputo anche peggio dell’ essere spediti al fronte.
Riguardo alla questione della castrazione, credo sia giusto sottolineare che si fa riferimento alla castrazione chimica (Calderoli docet) e non fisica. Castrazione che a volte viene richiesta dagli stessi stupratori e pedofili.
In merito vorrei anche far notare che ci sono luoghi dove gli stupratori, nonche’ i gay, vengono pure condannati a morte. Basti citare l’ Iran, che tutto puo’ essere considerato, meno che un paese femminista.
Questo tanto per evidenziare che c’e’ molto di peggio dell’ Italia e dell’ Occidente in genere.
http://www.loccidentale.it/articolo/iran.+commise+stupro+quando+aveva+17+anni,+impiccato+un+uomo.0083526
http://it.wikipedia.org/wiki/Pena_di_morte_nella_Repubblica_Popolare_Cinese
“l codice penale cinese prevede un numero elevato di reati la cui sanzione prevista sia la pena capitale. In totale, secondo alcune ricostruzioni, vi sarebbero circa una settantina di fattispecie criminali così sanzionate; il codice penale del 1997 ha elencato almeno 68 reati capitali (ci sono delle discrepanze, certi dicono che ce ne sono una settantina, altri 80; questa differenza è dovuta alla censura che c’è in Cina su questo argomento) rispetto ai 28 di quello del 1979. Nel 1995 c’era stata comunque una riforma che aveva elevato a circa 74 (anche qui discrepanze, certi dicono fossero 68) i reati che prevedevano la pena di morte, tra cui diffusione della superstizione, contraffazione e speculazione.
Oltre ad una nutrita serie di reati violenti che comprendono le lesioni personali, il sequestro di persona, lo schiavismo, la rapina e l’omicidio (anche quello colposo), vi si notano fattispecie che riflettono le peculiarità culturali di quel paese; in campo di reati sociali, ad esempio, sono così puniti il gioco d’azzardo e la bigamia.
Numerosi reati economici e tributari sono puniti con la pena di morte; fra questi la frode fiscale, il contrabbando, la falsa fatturazione, i reati contro il patrimonio dello stato (compresi impossessamento di beni archeologici, corruzione, concussione) e lo spaccio di banconote false.
Quanto ai reati a sfondo sessuale, oltre allo stupro soggiacciono alla medesima previsione anche il lenocinio e lo sfruttamento della prostituzione, ma anche la diffusione di materiale pornografico.”
Noto che questo sito è in prevalenza maschile, ma mi associo a molte vostre affermazioni pur essendo donna e con un retaggio, ahimè, un pò anni 50 dove la donna se si concedeva con facilità non la voleva più nessuno ed era additata come una “poco di buono”… ho lavorato molto su me stessa per superare questi limiti, ma devo ammettere che tanti luoghi comuni sono duri a morire e poi, proprio come si diceva, tanti uomini si mascherano da rivoluzionari ma in realtà sono ancora reazionari!!!
Fabrì ma io non riesco a distinguere tra blog e sito, vedo solo una pagina. Potresti illuminarmi al riguardo?
Peppe, per blog intendo lo spazio dei commenti…
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Ma cosa nasconde l’incapacità/non volontà/riluttanza/diffidenza/fastidio/ e il più delle volte addirittura l’insopportabilità, per le donne, ad andare verso gli uomini?
Innanzitutto l’incapacità di relazionarsi con l’altro da una posizione di parità. Pretendere che sia sempre e solo l’altro a fare il primo passo significa porsi automaticamente in una posizione di potere nei confronti dell’altro.
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Caro Fabrizio, nella mia variegata esperienza personale ho potuto constatare che le donne non sanno assolutamente relazionarsi da una posizione di reale parità.
A mio avviso, in loro esistono dei comportamenti innati (amplificati dalla cultura dominante, d’accordo), che gli impediscono realmente di relazionarsi con l’altro da una posizione di parità. Le donne o stanno sopra o stanno sotto: mai alla pari. In questo senso le ritengo degli esseri veramente semplici, molto più semplici degli uomini, contrariamente a quanto si crede.
Sicuramente le donne, cresciute in un clima culturale che tende a “coccolarle”, facilmente assumono questo atteggiamento di superiorità, essenzialmente con gli uomini beta è chiaro. Io direi però che la tronfiezza, la supponenza, la “puzza sotto il naso, “il tirarsela” è davvero il marchio dei nostri tempi e coinvolge moltissime donne, ma anche molti uomini. Aggiungerei che questo modo di essere diventa quasi indispensabile per relazionarsi agli altri, perchè invece mostrare umiltà, modestia, ecc., insomma manifestare autentiche virtù se paragonate alle suddette, è diventato oggi sinonimo di incapacità, di inadeguatezza. E’ queste considerazioni ci portano a confrontarci sui disvalori che vengono diffusi attraverso i mezzi di comunicazione, ma è questo un discorso molto lungo.
L’allievo Tse Kung chiese: Esiste una parola che possa esser la norma di tutta una vita? Il maestro rispose: Questa parola è «reciprocità». E cioè, non comportarti con gli altri come non vuoi che gli altri si comportino con te.
Confucio
“Non fare al tuo vicino quello che ti offenderebbe se fatto da lui” (Pittaco)[2]
“Evita di fare quello che rimprovereresti agli altri di fare” (Talete)[3]
“Quello che vorresti i tuoi vicini facessero a te, ciò sia anche per loro” (Sesto Pitagorico)[4]
“Non fare agli altri ciò che ti riempirebbe di ira se fatto a te dagli altri” (Isocrate)[5]
“Ciò che tu eviteresti di sopportare per te, cerca di non imporlo agli altri” (Epitteto)[6]
”Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”(Gesù Cristo)7
”Fate agli altri ciò che vorreste fosse fatto a voi”(Gesù Cristo)8
Bellissimo post. Non so se c’entri molto, ma vorrei esporre anche qui alcune osservazioni che ho esposto in altre sedi.
I sostenitori più o meno femministi più o meno antifemministi della teoria secondo la quale il Sacro Corpo Femminile sarebbe una sorta di Motore dell’Universo-mondo e della storia umana rischiano di ricevere un colpo non debole alla loro credibilità se viene alla luce il fatto che una donna, per essere appettibile, doveva portare al suo compagno non solo la sua Regale Farfalla, ma anche una dote. Dote che non sempre potevano fornire i familiari e che non di rado doveva guadagnarsi lei lavorando. E il bello è che le donne lo facevano, lavoravano e accumulavano le risorse per farsi una dote pur di trovare marito.
Tra l’altro sposarsi a “tarda” età e tra coetanei è usanza piuttosto antica in Europa. Fin dal XIV secolo, da poco prima che la popolazione europea fosse decimata dalla Morte Nera che fece calare il numero di abitanti da 74 a 47 milioni, gli europei (e le europee) avevano preso l’abitudine di sposarsi sui 25 anni circa proprio per evitare di fare troppi figli. Questo comportò una modifica nelle usanze e nelle strutture familiari. I giovani, uomini e donne, divennero più liberi di scegliersi il proprio coniuge a differenza di quanto era avvenuto per molte generazioni in cui i matrimoni erano combinati dai genitori e riguardavano figli adolescenti o addirittura bambini. Il criterio con cui si prendeva moglie o marito era per lo più legato alle proprietà che possedeva l’altro e l’altra.
Ah, una precisazione: non sto parlando dei ceti élitari che costituivano una minoranza della popolazione, ma di quei ceti che costituivano la stragrande maggioranza della popolazione dell’epoca: i contadini.
Per chi è interessato all’argomento può trovare una spiegazione chiara ed esauriente di quanto dico nel bel libro di George Huppert, “Storia sociale dell’Europa moderna”, Il Mulino.
Peppe
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I sostenitori più o meno femministi più o meno antifemministi della teoria secondo la quale il Sacro Corpo Femminile sarebbe una sorta di Motore dell’Universo-mondo e della storia umana rischiano di ricevere un colpo non debole alla loro credibilità se viene alla luce il fatto che una donna, per essere appettibile, doveva portare al suo compagno non solo la sua Regale Farfalla, ma anche una dote.
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Non mi sembra una grande scoperta la tua…
Casomai e’ a te che continuano a sfuggire alcuni particolari. Ma tanto so che non serve a nulla farteli notare. Pazienza.
La questione espressa, e’ meritevole sotto ogni punto di vista, mi piace giocare dunque su quanto avete esposto, ponendo il tutto nella pratica attuale odierna, correggetemi se sbaglio:
Uomo Beta:
In discoteca:
Devi essere un bello, se non lo sei devi fare in modo di migliorarti, se non ci riesci devi avere una buona dose di verve, senza dimenticare comunque un vestiario accettabile, l’abito FA il monaco.
Se hai problema di calvizie o alopecia, prendi una decisione drastica! rifatti a miti machi tipo jul brinner, il riporto non aiuta.
Preparati ad essere brillante, anche se hai 1000 giusti problemi esistenziali, suggerita la visione di zelig, colorado cafe’ per assimilare qualche buona battuta, che aiuta alla bisogna, devi infatti essere simpatico, giocare sulla propria visione allegorica esistenziale aiuta molto.
Cerca di esere acculturato sulle varie ciofeche che la trash tv ci propina quotidianamente, a te non frega una cippalippa del grande budello (ops grande fratello!) o di amenita’ simili, ma a molte di loro si! Non dimenticarlo!
Evita l’acqua velva e/o denim, compra un buon profumo, diversamente da quante molte donne professano, di gradire l’odore macho nessuna in realta’ e’ interessata, attribuendolo ad un olezzo abberrante, magari diciamocelo.. le tue ghiandole sebacee ti remano contro.. e lo sai anche tu!
Fatti qualche sessione di palestra, essere belli aiuta te stesso ma anche l’approccio! Non avrai mica pensato che realmente le donne spendano tempo per sapere se tu sia o meno una persona bella dentro.. vero?
Fatti un finanziamento con mutuo agevolato, e/o rottama la panda, lo sfigato piu’ terra terra ha gia’ capito che portare a prendere un caffe’ la Lei di turno in una city car equivale a darsi una martellata nei gemelli di famiglia, se non te ne puoi permettere una nuova, rifatti ad un usato sicuro, o pensi ancora che la panda 30 di tuo padre sempre efficente sia sufficiente per portarti nei locali notturni, tanto le donne non ci fanno caso?
Quando esci di casa, assicurati di avere non meno di cento euro in tasca, tra benzina, parcheggio, ingresso, guardaroba, tua bevuta, tua bevuta piu’ bevute offerte alla lei, e’ il minimo sindacabile, ma non credere che cio’ basti! e sei non puoi farlo tutti i giorni tranquillizzati! la societa’ odierna gravita’ intorno ai giovani, i locali dove puoi trovare la tua potenziale partner, fortunatamente, sono pochi, non dirmi che te ne vai in luoghi prettamente frequentati da ventenni vero? Perche’ tu non potresti, saresti additato come vecchio.. le donne sono al contrario ben accette, una nave scuola e’ ancora il sogno sessuale segreto di molti maschietti, pian piano i locali consoni alla tua eta’ sono ben pochi, puoi gestire quindi le tue uscite in maniera oculata, senza svenarti puoi pianificare un 400 euro al mese considerando ovviamente che non avrai risultati! e non metterti a pensare annualmente quanto spendi! per carita’!
Appena entri, cerca di essere quello che sei.. anzi no! Loro lo noterebbero ad un miglio di distanza, cerca di far finta che sei li per passare la serata.. che sei li per il divertimento.. Perche’ ti diverti a spendere 400 euro al mese semplicemente per far parte di un luogo che sempre piu’ appare una bolgia disorganizzata, caotica, effimera, costosa ed inconcludente.
Cerca di lasciare a casa frasi del tipo “Wow! sei uno spettacolo!” o “Ciao come stai? Ti va di scambiare due chiacchere?” Nel primo caso perche’ tanto non ci credera’ nessuna, sappiamo tutti i perche’, ma sarai squadrato da testa a piedi come l’ennesimo allupato in cerca di figa; nel secondo caso, rassegnati! A meno che tu non sia un belloccio, non accettera’. Inoltre dovrai sottostare alla legge del gruppo femminile, perche’ lei non e’ li da sola, l’unico in trincea e con poche pallottole, se non lo hai capito, sei solo tu!
Non far caso alle tipe che si dimenano, con minigonne minime e movenze da star, ma sopratutto tieni a freno ogni inizio di erezione! La tua libido qui e’ off limits, il tuo essere maschio deve essere nascosto! Pena l’appellativo di porco (come minimo)
Inviti una tipa.. ti piace.. sul serio.. riesci a farla tua per i pochi metri che vi separano dalla pista al bar ed al divanetto.. le parli con il cuore in mano, cerchi di essere brillante.. simpatico.. ma quando sei te stesso commetti l’errore.. di rispettarla come faresti con te stesso.. Le dici che non vuoi per il momento una storia seria, non intendi illuderla, ma ti piace e gli proponi di passare la serata insieme, dirle se te la da’ ti sembra troppo.. speri che lei capisca.. 2 di picche amico! Lei non e’ una di quelle.. La da’ per amore! Mica agli sfigati come te! Ti lascia per raggiungere le sue amiche..
Quando tutto e’ finito, torni a casa se ti va bene con un numero di telefono, tante sono le speranze, ma un fatto e’ chiaro, sei ancora solo e con cento euro in meno.
Donna in Disco:
Veloce giro tra le adesioni delle amiche e del luogo dove andare, preparazione un’ora e mezza prima dell’incontro, vuoi perchè devi essere al top, anche se sarai una TAP model hai sempre il potere! Non dimenticarlo! Inoltre doccia, asciugatura pettinatura, trucco richiedono tempo.. aah! la magia del maquilage.. che stupenda invenzione! E poi non dimenticare che se arrivi prima delle undici per le donne l’ingresso e’ gratis!!! Per la bevuta beh.. ci sara’ qualcuno che te la offrira’ di sicuro!
Appena arrivi al parcheggio c’e’ il tipo che conosci, una rapida occhiatina ammaliante e/o un bel sorriso unito al tuo bel decolte’ ti evitano di pagare il parcheggio! O semplicemente perche’ magari il tipo e’ interesato a te no? Entri e non paghi, il buttafuori ti sorride al solito rilasciandoti innumerevoli informazioni persino inviti gratuiti per il prossimo evento in disco! Felice lo saluti con i classici bacini e ti dirigi al guardaroba, cavolo! Stasera c’e’ la tipa acida! ti tocca pagare.. peccato.. Aspetta! il buttafuori ti dice che c’e’ la tua amica dentro ed ha un tavolo prenotato! Puoi lasciare la borsa li, ed anche il top impellicciato! Problema risolto, l’acida stasera rimarra’ a secco!!
4 chiacchere nel caos della disco con le amiche ad ammirare sempre i soliti maschi alpha, lo stripper ed il solito taglia e cuci farcito di critiche alla ex amica o ai soliti cretini che non sono in grado di un approccio brillante, non ci sono piu’ gli uomini di una volta vero? Speriamo che qualcuno lo incontri in pista! Ho voglia di innamorarmi!!
Mi abborda un tipo! Carino.. mi offre da bere.. ci sediamo.. Comincia a parlarmi col chiedermi le solite cose, dove abito, che faccio nella vita.. poi parliamo di qualcosa in comune.. uhm le solite 2 palle.. alla fine osa anche dirmi se voglio proseguire la serata con lui, mi dice che non cerca una storia seria ma io gli piaccio e vuole sapere se gliela mollo! Ma certo che no! Ci mancherebbe!! Non sono mica una di quelle!.. Ritorno dalle amiche, ancora qualche minuto per le critiche al tipo.. Poi nuovamente a ballare!! Mi abborda un altro tipo, questo mi fa’ delle avanches e gli rispondo in malo modo.. Questo animale se lo merita, non vedo perche’ dirmi che ho un bel culo! Non sono mica una di quelle solo perche’ ho il tanga, la microgonna e le tette per il 70% in bella vista e sculetto da vogliosa che si deve permettere di dar sfogo alla sua erezione! Questo porco! Anzi! Ora chiamo il mio amico buttafuori!! Hey non male questo qui.. vestito bene, buon profumo, bello.. mi invita a bere qualcosa.. perche’ no?.. simpatico! un sacco di interessi in comune! wow! Mi lascia il suo numero! Certo che ti chiamo!.. La mia amica un’ora dopo dice di averlo gia’ visto con un’altra.. ma io la rassicuro.. e’ solo per amicizia.. lui vuole me..mi ha detto che mi desidera! L’altra mi dice che e’ uno che ci prova con tutte.. un bugiardo.. Io non le credo..a fine serata lo ritrovo.. dice che e’ solo e vuole fare colazione con me, che carino.. mi invita a farla insieme.. dico alle mie amiche che torno con lui.. facciamo colazione.. ci sa fare! mi dice che sono speciale.. che non vorrebbe neanche perdermi come amica.. che sensibilita’ d’animo.. e dopo aver gustato un ottimo cappuccino ed un cornetto mi accompagna verso casa.. quasi non ci credo che sia capitato a me.. e’ cosi bello.. sensibile.. oddio.. non lo resisto.. ho goduto a meraviglia.. fantastico.. come sarebbe che non vuoi rivedermi? sei sposato? bastardo! stronzo! ipocrita!
Ritorni a casa, delusa e arrabbiata col mondo intero, coi maschi! Tutti falsi ed ipocriti! Sai che non ti e’ costato molto in termini economici, ma nulla e’ in confronto a quello che dovrai sopportare.. il gossip delle amiche e la loro critica.. “Te lo avevamo detto! quello ci prova con tutte”
La morale? trovatela voi..
Quand’ero ragazzo, dalle mie parti (ma non solo, ovvio), andava di moda dire che “co le femmine basta sapecce fa’ ” (dicesi pure “con le donne basta saperci fare).
Ovvero, una idiozia che mi faceva letteralmente andare in bestia.
Damien, davvero uno spaccato del rapporto uomo-donna perfetto.E’ non è valido solo per i giovani discotecari purtroppo…
Qualche giorno fa mi e’ capitato di incontrare un conoscente alle soglie della cinquantina.Vede passare una donna interessante e mi fa cenno con la testa che gli piace….Poco dopo in un forbito dialetto romanesco inizia a dirmi:” Me piacerebbe quella ma me dici ando’ c…..vado che nun cio’ li sordi che sto a paga’ er mutuo pe’ casa?????”. Io gli rispondo….Non ho capito bene, ma perchè chi non ha soldi non puo’ relazionarsi con l’altro sesso???? Lui mi dice:”Ma posso uscì co una senza portarla a spasso co ‘na bella machina ,a cena fuori….etc etc….Io gli rispondo che dovrebbe far prevalere la sua interiorita’ visto che ,accento romanesco a parte,non e’ proprio uno scemo…Lui mi risponde:”.Ma che ce vengheno a fà co me ,dopo du vorte che escono me dicono che sò triste e de rimanè da solo se no se deprimono pure loro”. Allora gli chiedo perche’ mai per uscire con una donna intelligente dovrebbe mettere in moto tutto ‘sto teatrino dimostrando di avere disponibilita’ economica e perche’ si deve sentire in dovere di farlo. E lui mi risponde:”E’ ‘a natura che e’ cosi ed e’ sempre stato cosi’”. Io incalzo e gli chiedo: ma perche’ che c’ ha lei piu’ di te’ che ti deve mettere in posizione subalterna per cui sei costretto a dover sempre e continuamente dimostrare di essere all’altezza???Lui mi dice:” Lo voi proprio sape’????? E’ la sor..a che vale un milione di volte di piu der c…o tuo che nun vale gnente…”. Lo porto a riflettere dicendogli che pero’ anche lui dovrebbe chiedere qualcosa di piu’ alla donna magari cercando una persona piu’ profonda che abbia qualcosa anche lei da mettere in gioco oltre al suo organo genitale e che visto che si parla tanto di parita’ dovremmo metterci in gioco entrambi con reciprocita e rispetto.
Questo piccolo aneddoto l’ho voluto scrivere per raccontare quello che spesso sento dire da uomini di tutte le classi sociali e culturali….
max brunaji
“Non ho capito bene, ma perchè chi non ha soldi non puo’ relazionarsi con l’altro sesso????”
Ad una certa età, se si campa da soli, con 1100-1200-1300 euro al mese, diventa realmente difficile relazionarsi con l’altro sesso, a volte impossibile, perché le donne ben difficilmente si degnano di muovere il sedere per un uomo e di spendere per lui. Le eccezioni, poi, fanno ben poco testo. Io, ad esempio, di anni ne ho 37, vivo per conto mio da quando ne avevo 29 e guadagno 1260 euro al mese. Beh, tra l’affitto, le bollette, l’auto, l’assicurazione, il mangiare e tutto il resto, resta molto poco (anche a livello psicologico-emotivo) per potersi permettere di “corteggiare” e di portare a cena ed a spasso una donna. Trovarne una realmente “emancipata” ed intelligente, una che capisca i problemi di un uomo comune, è difficilissimo (perlomeno, dove vivo io – nelle Marche – è così).
Ho qualche ammiratore a quanto sembra. Qualcuno mi pensa sempre, deve essersi perdutamente innamorato di me.
Raga, non fatevi venire idee strane per la testa, sono strettamente eterosessuale, mi spiace!
…E giusto per consolidare l’interesse verso questo articolo, vi propongo la visione di questo filmato:
Una domanda nasce spontanea, puo’ essere che, come nel filmato di Pasolini, queste trasmissioni abbiano sdoganato un abbigliamento per le donne moderne che prima era prettamente da prostitute?
http://www.youtube.com/watch?v=m08QI9r7P0I
E se la risposta è si, non verrebbe da chiedersi perche’ allora usano la televisione per sponsorizzare la prostituzione, aumentare la richiesta sessuale, eccitare inutilmente la libido maschile gia’ perennemente provata? O per istruire le giovani fanciulle all’esternazione del proprio corpo come raggiungimento del bene supremo richiesto dalla societa’? Mille ed altre domande appaiono d’uopo, comunque sono certo che converrete con me quanta ipocrisia ci sia intorno a noi, da parte delle istituzioni, dei media.. Ma, soprattutto, e la cosa non sorprende più di tanto, da parte delle stesse donne.
Il servizio espone in maniera geniale tutta l’indecenza che ha portato alla mercificazione e allo sfruttamento del corpo femminile; con un enfasi sottile e discreta denuncia l’ipocrisia che ci ha resi inermi di fronte all’evidenza.. Il meccanismo psicologico usato tramite i media risulta talmente evidente da fornire innumerevoli paragoni..
Ad esempio. Ne faccio uno facilmente comprensibile, un paragone che riporta noi uomini al sabato sera, in discoteca, dove molte di queste situazioni le subiamo da sempre, compresa la lingua lasciva del pirla di turno of course..
Nelle Discoteche de facto c’e’ il piu’ lampante dei paragoni. Le disco, fino a prova contraria, sono pubblici esercizi, diversamente sarebbero club priveé, il che non dà comunque sostanza a come le donne di fatto si comportano calpestando la libido maschile e mercificando il loro corpo dietro i dettami dei media..
Stranamente però in taluni luoghi la liceità di determinati atteggiamenti sembra del tutto regolare, a seconda del luogo ci si puo’ permettere di trasgredire.. si.. ma a patto che tu abbia una vulva..
Mi domando cosa accadrebbe se da domani gli uomini andassero vestiti (?) in disco semplicemente di una t-shirt, magari fashion e con un semplice sottile lembo di seta a coprire il proprio pene e null’altro..
Hei donne, dico a voi, vi eccitereste? Dipende da chi eh?!?!? Gia.. non temete.. non ho dimenticato con chi stò parlando..ma domandatevi… Cosa pensate che succeda agli uomini ogni santo sabato sera??? Perche’ voi potete PROVOCARE la mia libido (ed e’ moralmente e legittimamente accettato ed addirittura TUTELATO), ed io, in quanto uomo, NO!?!?
Ho diritto, in quanto persona, di non essere SEMPRE, COSTANTEMENTE messo alla prova dinanzi a CULI e TETTE. Non potete pretendere di avere tale atteggiamento, calpestando la dignità, la naturale e LECITA libido maschile! Io ho il DIRITTO di non essere PERENNEMENTE ECCITATO! Esattamente come voi! Ho il DIRITTO di non dover SUBIRE questo potere! Esattamente come voi! E allora perche’ a voi viene concesso di vestirvi cosi come da video e poi l’ipocrisia scoppia in tutta la sua indecente logica?!?
Perche’ siamo una massa di ipocriti! Perchè molte nostre usanze sono contaminate da tare mentali! Dove addirittura si dà per scontato che l’uomo DEBBA e DEVE resistere!! Non è ammissibile! Come far vedere dell’acqua fresca ad un assetato senza mai donargliela veramente! Se non qualche goccia ogni tanto giusto per vederlo continuare a strisciare nella sua condizione di sudditanza! Per non parlare di alcune donne che sostengono tesi effimere, e nei fatti si tradiscono, continuando a detenere il potere della vulva. Senza parlare di alcuni uomini, ormai incapaci di qualsiasi reazione, dignità e senso critico! Ed intanto il divario cresce..cresceeee cresceeee.. (e non solo quello..)
Un uomo beta apprezza la donna, ma non diverrà mai un oggetto a suo uso e consumo…. Io, sono un uomo beta.
Caro Damien, credo proprio che anche questo tuo post diventerà un articolo sul sito!…:-)
Articolo interessante,ma… non mi convince, e non solo in questo post, l’idea che si ha di maschio alfa. A determinare cos’è un alfa non è tanto il reddito e la posizione economica (sempre o quasi frutto della “borsetta di mammà” perchè oggi nessuno ha la possibilità di arrivare non dico al vertice ma manco a metà strada partendo da zero: una panda scassata e un mini mini appartamentino se ti va bene e rinunci pure alle ferie è quello a cui puoi puntare, ripeto, partendo da zero e con le sole proprie forze. ) Ma non penso che essere alfa sia questo. Perchè le donne vanno volentieri con immigrati più o meno appena scesi dai barconi senza arte nè parte se non delinquenti con vari precedenti penali, che poi magari gli comprano pure la casa e la macchina e si fanno mettere incinte? Cos’è che fa di un alfa un alfa? A mio avviso si trascura un elemento importante: l’aspetto fisico. Credo che la scelta delle donne (frutto purtroppo di una notevole selettività biologica) sia principalmente orientata dall’avvenenza e dalla prestanza fisica (“per una donna nessuna regola, nessun principio, vale più di un istinto vitale” diceva Massimo Fini… Appunto :gli istinti!). Le donne sono materialiste, su questo non ci sono dubbi, subiscono tutta la fascinazione per la “nera materia”.Ma attenzione: materia è anche un bel fisico a cui la donna molto difficilmente riesce a dire di no.. molto più di un uomo che a dispetto di tutti i luoghi comuni è meno selettivo e più capace di trascendere la materia e porre sotto controllo la propria sessualità (la donna è orgiastica come gli antichi greci ben sapevano). Che ne pensano i lettori di questo bel sito?
Il fatto che la donna non prescinda dall’aspetto fisico è opinabile.
Come spieghi Briatore oppure tutti quegli ultracinquantenni che lavorano in tv e hanno storie con almeno due o tre veline o subrette.Non mi sembran sti strafighi.
A parte il fatto che da uomo giudicare l’avvenenza di altri uomini non mi è mai riuscito semplice (cos’ha di irresistibile uno Sgarbi??!…).
Non è la prestanza fisica e/o i muscoli che determinano e attraggono le donne di cui tu parli Ivan.
È la mascolinità e il lato selvatico del maschile che determina il successo (in fase seduttiva,vai a vedere poi cosa succederà nella maggior parte dei casi dopo l’arrivo del bambino) di questi stranieri.
Hai ragione a parlare di istinti, ma proprio questi istinti prescindono da ogni senso estetico (“la bellezza sta nell’occhio di guarda”).
Comunque le preferenze nella scelta dei partner sfuggono a categorizzazioni di genere (le donne scelgono tutte in base a questi fattori e gli uomini in base a questi altri),ci sono per me molte variabili (una persona può in un determinato periodo essere attratta da un certo tipo/a e dopo qualche hanno “cambiare gusti”) .
Si, L’aspetto fisico conta, e anche un atteggiamento a non farsi dominare.
Il fatto è, che a differenza dei greci, oggi la donna è modello di bellezza, e la società è basata sullo sbavare dei maschi.
Caro Ivan, non sono d’accordo o solo parzialmente d’accordo, con quanto affermi. E ti spiego perché.
Le donne hanno un peso specifico, dal punto di vista sessuale, enormemente più grande rispetto a quello di un uomo. Esiste una asimmetria di natura ontologica, da questo punto di vista, che nessun contesto sociale o culturale, anche il più libero ed evoluto (che noi auspichiamo) potrà mai del tutto riequilibrare. Ciò significa (soprattutto ovviamente in un mondo reale come il nostro che è ben lungi dall’assomigliare a quell’ipotetico contesto di cui sopra) che una donna ha una potenza e una capacità di disporre degli uomini dal punto di vista sessuale, assolutamente sconfinata, rispetto a quella di un uomo. Di conseguenza, farsi una scopata (per dirla senza troppi giri di parole), per una donna “normale”, è veramente l’ultimo dei problemi, perché se la può fare in linea di massima quando vuole e quasi con chi vuole; a meno che non si metta in testa di farsela a tutti i costi con un divo di Hollywood o con il presidente della Microsoft, dela Gazprom o della United Fruit Company, allora in questo caso qualche problema lo avrebbe.
Ma solo in questo caso perché, in linea di massima, come abbiamo detto, lei è in grado di disporre, se è una discreta ragazza dal punto di vista estetico e se parliamo di semplice sesso, praticamente di quasi tutto l’universo maschile, con rare eccezioni.
Viceversa un uomo, come ho spiegato più volte, per avere lo stesso peso specifico di quella donna “normale” (non di una strafiga), cioè la stessa capacità attrattiva e di disponibilità degli altri (delle altre, in questo caso), deve essere un divo del cinema o un personaggio pubblico molto noto. Se vogliamo portare un esempio ancora più banale, che è lo stesso che ho utilizzato nel libro che ho scritto anni fa, se una donna normale decidesse di punto in bianco di farsi una scopata, entro una mezz’ora se la potrebbe fare; diciamo un’ora se proprio vuole farsela con uno che gli piace parecchio. Basta che esca di casa, si faccia una bella passeggiata in un luogo dove ci sono moti uomini, oppure se ne vada in discoteca, se ne scelga uno e se lo porti a casa.
Un uomo normale (anche un bell’uomo) non ha neanche un millesimo di questo potere specifico. A meno che non sia, come ripeto, una stella del cinema, un personaggio pubblico molto famoso e potente oppure, estrema ratio, come dici tu, molto, molto, ma veramente molto bello, ai limiti dell’irraggiungibile. Quanti sono su mille gli uomini siffatti? Lascio a te la risposta… E in quest’ultimo caso in effetti, da un certo punto di vista, ma con molti se e molti ma, come si suol dire, anche quell’uomo molto avvenente dal punto di vista fisico, praticamente uno su mille (o uno su cento, se preferisci, la sostanza non cambia) potrebbe essere considerato un maschio alpha. Ma non del tutto, o solo in parte. Dal punto di vista sessuale lo è. In parole ancora più povere se una donna ha deciso di farsi una scopata fine a se stessa non c’è dubbio che, potendo scegliere, sarà molto più propensa a farsela con quell’uomo lì piuttosto che con un altro meno attraente dal punto di vista fisico. E questo rappresenta un aspetto dell’essere alpha (stiamo sempre parlando di una minoranza di uomini). Ma tolta la sfera sessuale concepita in questo modo (e sappiamo che molto raramente una donna nel nostro contesto vive il sesso ludico, fine a se stesso), siamo veramente certi che quello stesso uomo venga scelto da quella donna per qualcosa di più impegnativo che non una fugace scopata o l’avventura trasgressiva di una notte o di una vacanza? Io credo proprio di no e per un semplicissimo motivo che ho poi già spiegato, e cioè che portarsi a letto un bell’uomo è per una donna un gioco da ragazzi. Ciò che per quasi qualsiasi uomo è un’”impresa” (portarsi a letto una bella figa, sto parlando di una bella figa…) per una donna è quasi come bere un bicchiere d’acqua. A meno che, ripeto, non si sia in presenza di un uomo di una bellezza eccezionale, straordinaria. E in questo caso peraltro, difficilmente un uomo così bello fa il postino o il metalmeccanico ma, in una società che esalta la bellezza fisica come fosse un valore, molto probabilmente farà l’attore o il modello o roba del genere…
Sempre per fare un esempio molto banale e spiegarmi meglio, se un uomo come Francesco Totti (indubbiamente un bel ragazzo), invece di essere diventato un calciatore famoso avesse fatto il meccanico o il garzone di bottega (mestieri che avrebbe fatto se non fosse diventato un calciatore), la sua bella mogliettina non gli avrebbe rivolto neanche uno sguardo per la strada e così tutta la pletora delle conigliette che fanno a gara per cercare in qualche modo di rimorchiarselo. Sarebbe un bel ragazzo, punto. Con un peso specifico maggiore a quello di un altro ragazzo povero e meno attraente di lui, ma fermati lì. Né più e né meno. E questo naturalmente varrebbe per tutti gli altri. Prova a far indossare a Brad Pitt o a George Clooney una divisa da postino o da autista dell’autobus e voglio proprio vedere se continuerebbero ad essere considerati dei maschi alpha…
Mi permetto di avere dei seri dubbi…con buona pace di Massimo Fini…che è uomo intelligente ma non infallibile…
Fabrizio Marchi
Fabrizio, però ti contraddici: un uomo dalla bellezza straordinaria non farebbe il postino, poi citi Clooney che come postino sarebbe meno alfa, ed è vero.
Non bisogna fidarsi di quello che si dice: noi maschi siamo più belli di quanto crediamo, ci vogliono brutti solo per privilegiare le donne, per quel’ istinto naturale a farsi corteggiare a sentirsi desiderate e potenti.
Riguardo al dominio sconfinato delle donne di disporre degli uomini sono d’accordo, anche uno bellissimo virile (si vuole contrapporre la virilità alla bellezza che sarebbe effeminata, niente di più falso)
sarà in svantaggio rispetto ad un alfa economico, ma c’è anche il fattore carattere e, che le donne per farsi una scopata anche se sembrano
disponibilissime, tendono sempre ad attrarre, a farsi notare e ad essere seguite.
Poi la questione della strafiga è un concetto che va superato, è una schiavitù pure quella: se uno va tra i Zulu chissà che che modello hanno della donna?!! Ogni uomo ha i suoi gusti.
E perchè mai sarei in contraddizione, scusa? Ho solo detto che un uomo molto, molto attraente dal punto di vista estetico, ha relativamente molte più probabilità di un uomo normale di fare un mestiere socialmente più considerato. Ed è un fatto.
Nondimeno, laddove quello stesso uomo si trovasse a svolgere un mestiere normalissimo come l’impiegato o l’operaio, non sarebbe più considerato un cosiddetto maschio alpha, ma un maschio beta come tutti, magari più attraente e quindi piìù avvantaggiato dal punto di vista dell’approccio sessuale, ma sempre beta rimarrebbe…
E sta pur certo che fra un uomo alpha doc e un uomo beta bello quanto ti pare, il 90% delle donne sceglierebbe il primo, salvo poi portarsi a letto di straforo il beta bello, ma come trastullo e nulla più. Se questa ti sembra una condizione di privilegio o di dominio, valuta tu. A me non pare proprio. Tutt’al più, se si accontenta di recitare la parte dello stallone da letto, avrà molte più opportunità di fare sesso rispetto ad altri uomini. Tu dirai che è già molto ma, per quanto mi riguarda, non è certo questo che lo rende un alpha…rimane una figura subordinata anche se priviliegiata rispetto ad altri uomini che non hanno neanche questa possibilità.
Insomma, come direbbe Malcom X (per citare il puntualissimo esempio fatto da LukeCage in un altro post) è un po’ la differenza che c’è tra un “negro” da cortile (e quindi “privilegiato”) con un “negro” che lavora nei campi di cotone. Il primo, spiegava Malcom X, non si sarebbe mai ribellato al padrone” perchè si sarebbe accontentato di vivere alla sua ombra godendo dei vantaggi e dei priviliegi che aveva nei confronti del “negro da campo”, che viveva in condizioni ancora peggiori. Il famoso “piatto di lenticchie” per il quale tanti uomini si sono venduti nella storia e hanno scelto di abdicare alle loro idee…
E infatti, utilizzando la stessa metafora, è proprio quello che accade fra la massa dei maschi inconsapevoli. Il “bello” beta, o comunque quello che ha qualche chance in più, invece di coalizzarsi con gli altri uomini, fa orecchie da mercante e cerca di sfruttare quelle opportunità che la natura,la sorte o condizioni sociali un pochino migliori rispetto a quelle di altri, gli hanno dato.
Dividi et impera, caro Leo, è così che vanno le cose…ed è proprio quel genere di uomini lì (e non solo quelli) che procura dei danni enormi alla nostra causa…
Fabrizio Marchi
Avevo capito male dall’intervento precedente, perché c’è un altro aspetto per l’uomo che è l’intelligenza ed il carattere, per arrivare in mestieri importanti, prendi Picasso il pittore, Brutto e alfa, ha avuto non ricordo se 5 o 6 mogli ( come pure Maurizio Costanzo) ed è diventato il genio del 20° secolo; al contrario Van Gogh che era intelligente ma disturbato psichicamente: è stato un Beta in tutto nella vita, e questo vale anche se si è bellissimi.
Poi ci sono diversi tipi di bellezza: Rodolfo Valentino e Antonio Banderas hanno avuto fortuna in America con il loro aspetto virile e tenebroso, Raoul Bova anche ci ha provato ma il suo aspetto è meno tenebroso, è solo bello.
bisognerebbe imparare proprio dalle stesse donne.. anche la meno attraente (per non dire di peggio) si atteggia, si veste, si trucca esattamente come le altre piu’ belle.. il condizionale risulta d’obbligo in quanto loro hanno sempre “il potere”, noi no.. ecco che quindi laddove un uomo “si accontenta” anche di una non esattamente bella (es.: bel viso bel carattere, bel seno e stop), per una notte di sesso, loro no! sono comunque selettive!
ma di cosa allora stiamo parlando.. semplice, che per mutare le condizioni la vera rivoluzione NON E’ chiedere l’aiuto delle donne, loro come penso non abdicheranno mai al loro potere, ma svegliare gli uomini tutti nella speranza che ritorni un sano principio di rispetto in quanto persona e che ponga fine alla sudditanzavaginale, ma tutti sappiamo bene che questa e’ pura utopia..
Ritornando all’intelligenza e l’Arte sono due cose prevalentemente maschili, non dobbiamo dimenticarcelo, le donne non riusciranno mai ad eguagliarci nel campo della scienza e della cultura.
Riguardo al trucco è solo una moda e il simbolo del potere: come i faraoni e i nobili antichi, oppure basta guardare le tribù primitive sono soprattutto i maschi a truccarsi: questo per dire che si potrebbe cambiare parecchio in una società.
Io sono dell’opinione che tutto ciò che attrae una donna sia da rapportare al concetto di sicurezza e protezione. Ella cerca sicurezza economica, quindi possibilmente un uomo di alto status sociale; sicurezza fisica, ossia possibilmente un uomo prestante, alto e “piazzato” come dicono le donne stesse; in terzo luogo “sicurezza caratteriale”, ossia possibilmente un uomo dal carattere forte, da leader per così dire.
?
L’uomo cresce in contesti in cui si fa riferimento spesso a una donna tutta tesa verso l’amore disinteressato, verso il “due cuori e una capanna”.
Non vi è niente di più fuori dalla realtà. L’essere romantico è l’uomo, che si sposa o convive spesso davvero per amore. La donna si sposa o convive di solito per calcolo, che ella talvolta scambia per amore. E’ possibile che l’amore, quando si parla di donne, ci veda sempre così bene
Ivan
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Ma attenzione: materia è anche un bel fisico a cui la donna molto difficilmente riesce a dire di no..
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Scusa, ma a me risulta l’ esatto contrario: ossia che di fronte ad un bel fisico e’ l’ uomo che ha molti piu’ problemi a dire no.
Ivan
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(la donna è orgiastica come gli antichi greci ben sapevano).
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Secondo me i greci non avevano capito molto delle donne, al pari di tanti altri popoli del passato…
Personalmente trovo gli antichi di una ingenuita’ spaventosa.
Si vede che non c’era il tuo genio a illuminarli Strider.. cerca di capirli
Paolo
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Si vede che non c’era il tuo genio a illuminarli Strider.. cerca di capirli
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Ok, allora li perdono e li benedico e colgo l’ occasione per fare altrettanto con te…
I greci sono considerati maschilisti, la donna era un animale e i maschi più belli e superiori, cosi si dice.
Quella che sembra evidente è che gli antichi avevano più libertà sessuale, in Grecia e a Roma sono famose le orge, i baccanali; anche l’omosessualità: l’imperatore Adriano aveva eletto il suo amante Antinoo Dioniso a Dio.
Con il cristianesimo tutto è finito, comincia il medioevo e fino ai giorni nostri.
Dal medioevo c’è questa elevazione delle donne, chiamate madonne, Dante con l’angelica Beatrice, l’amor cortese ed altro.
Secondo me la sessuofobia cristiana alimenta il potere delle donne.
Leo
>Secondo me la sessuofobia cristiana alimenta il potere delle donne.
Gia’, lo penso anch’io.
Il femminismo e’ in tutto e per tutto figlio/a legittima del cristianesimo, la sua evoluzione secolarizzata, il suo “miglioramento”/supramento.
E’ una cosa ormai talmente ovvia, da non costituire, a mio parere, neppure un argomento di discussione, e lo evidenziava gia’ Nietzsche oltre un secolo fa (mi pare in “al di la del bene e del male” o in “umano troppo umano”, ora non ricordo.)
E’ questo cio’ che la parte “conservatrice” del momas…..non evidenziera’ mai, ed in fin dei conti, la sua piu’ grande contraddizione.
(cosi’ spezzo una lancia in favore di Fabrizio..;-) )
Animus: più che discuterne dovrebbe essere uno slogan: visto che le femministe odiano il cristianesimo che le vuole angeli del focolare.
Il cristianesimo non è per niente “sessuofobico”, è semplicemente un modo di disciplinare la sessualità umana e volgerloa versoil bene sociale.
Si tratta di una disciplina sessuale che era consona per un certo tipo storico di società.
Leo, non mi risulta che il cristianesimo le donne le voglia “angeli del focolare”, forse volevi dire …. la Chiesa (cattolica)?
Non e’ mica la stessa cosa….
Che poi, il “nuovo”, “l’evoluzione” per affermarsi, debba nessariamente ergersi sulle ceneri del “vecchio”, fino a negarlo (almeno apparentemente), e’ abbastanza ovvio, altrimenti non potrebbe occupare il suo “spazio”, e dunque si prende un abbaglio se si vede una presa di “distanza” solo come una contrapposizione/opposizione, e non come un necessario superamento….
Animus di religione non me ne intendo molto, la bibbia a volte ha delle botte di misoginia anche giuste tipo: la donna è peggio della morte o non permettere alla donna cattiva di comandare; difficilmente al catechismo il prete diceva queste cose anzi, la solità solfa sull’ uomo che deve lavorare e la donna fare figli, e di non maltrattare le donne e lezioni di bontà.
Reciprocità e spontaneità: magari, ma credo che le donne son saranno mai d’accordo proprio per natura.
Anche noi abbiamo un potere enorme, quello di cambiare la nostra donna obiettivo in qualsiasi momento vogliamo
meditate gente…meditate…
Io non ho mai permesso ad una donna di detenere potere nei miei confronti, se l’ho vista atteggiarsi ho subito cambiato obiettivo, io una cosa la voglio e la pretendo, subito.
achille: il tuo nome la dice lunga, attento al tallone.
achille
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Anche noi abbiamo un potere enorme, quello di cambiare la nostra donna obiettivo in qualsiasi momento vogliamo
meditate gente…meditate…
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Percio’ suppongo tu sia non solo un “maschio alfa” ma un vero e proprio strafico, magari benestante o ricco.
Buon per te…
Leo
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achille: il tuo nome la dice lunga, attento al tallone.
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Il fatto e’ che la grande maggioranza degli uomini, per tutta una serie di motivi, non sa essere sincera nemmeno con se stessa. A mio avviso la massa maschile passa la propria esistenza prendendo per il c**** se stessa e il prossimo. Spesso mi chiedo quanto queste “tare maschili” siano innate e quanto acquisite, perche’ tutto cio’ e’ realmente sconcertante.
Dopo hai voglia a dire che il problema sono le donne e il femminismo…
Un’ altra dimostrazione della estrema superficialita’, nonche’ dell’ ipocrisia di tanti uomini, e’ data dal fatto che certi discorsi possono avere un senso, non solo se si e’ degli strafici o dei “maschi alfa”, ma fino a quando non si e’ sposati, non si hanno dei figli, si ha un buon stipendio – quindi la possibilita’ di girare, di viaggiare, di frequentare locali e quant’ altro – e/o si vive ancora con i genitori.
Senno’ prendiamo un operaio o un impiegato, che magari dopo il divorzio deve versare una bella fetta del proprio non eccezionale stipendio alla ex moglie ed ai figli: quante possibilita’ REALI avra’ di frequentare altre donne ? E un cassintegrato, probabile futuro disoccupato, quanta voglia, possibilita’ ed energie avra’ di scopare donne a destra e sinistra ?
Ripeto: ma gli uomini, in generale, sono veramente stupidi o ci fanno ? O entrambe le cose ?
Gia’.
Forse achille sta dicendo che le donne non ce l’hanno questo potere (???) o piu’ semplicemente ….non sa quello che dice.
Cmq nella mia esperienza di vita ho notato che i piu’ ciechi di tutti, i piu’ falsi, dice bene strider, soprattutto con se stessi, e che hanno una visione del rapporto tra i sessi completamente distorto ( perche’ scarsi di esperienze reali con l’altro sesso, visto che i rapporti con le donne li hanno sempre e solo immaginato), sono proprio gli uomini beta …… per ovvissime ragioni.
“Ripeto: ma gli uomini, in generale, sono veramente stupidi o ci fanno ? O entrambe le cose ?”
Io sono pessimista al riguardo:senz’altro il più delle volte ci fanno.
Per convenienza.Per paura dell’isolamento.Opportunismo.
La maggior parte delle persone che ho conosciuto,prese singolarmente,sono tutt’altro che stupide..
Animus,la tua via non è finita e gli uomini beta sono meno uguali l’uno con l’altro di quanto non lo siano gli uomini alfa…per ovvissime ragioni.
Le donne non l’avrebbero questo potere se gli uomini la smettessero di dire balle e prendersi in giro a vicenda. Piuttosto che ammettere la loro scarsa vita sessuale si inventano esperienze in tal senso mai vissute. Tanti pare ci provino gusto a far soffrire i maschi in favore delle femmine:”Un po di servizio militare ti rende uomo, vai a lavorare”, e frasi del genere. Queste tare maschili sono in parte innate, poi c’è l’esperienza infantile e la società.
Penso che in molti di noi nell’infanzia e nella adolescenza o da adulti ci siamo trovati a riflettere sulle donne per via di esperienze più o meno ingiuste.
Le donne non l’avrebbero questo potere se gli uomini la smettessero di dire balle e prendersi in giro a vicenda. Piuttosto che ammettere la loro scarsa vita sessuale si inventano esperienze in tal senso mai vissute. (Leo)
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In linea di massima sono d’accordo con te, perché è vero che indirettamente gli uomini conferiscono alle donne un potere che certamente hanno, ma non fino “a quel punto lì”. Riguardo alle esperienze inventate dagli uomini, te ne cito una fra le tante che ricordo, riguardante un mio amico, oggi 39enne. Era l’estate del 1994, ed insieme a lui, nonché ad un altro amico di vecchia data, sarei dovuto recarmi al mare a Riccione, per una settimana. Però, a causa di un imprevisto, saltò tutto; pertanto dovetti rinunciare a quella vacanza. Ci andarono solo loro due. Al ritorno, il 39enne sopracitato, mi raccontò che una sera, nei pressi della stazione di Riccione, avevano conosciuto una ragazza 22enne del posto, che la sera stessa l’aveva data ad entrambi… Allorché io gli chiesi:”Scusa, ma era una puttana, una a pagamento?”. E lui:”No no, che cazzo stai dicendo; era una ragazza come tante, conosciuta per caso”. Dopo un po’ di tempo incontrai l’altro che era stato in vacanza con lui e colsi l’occasione per chiedergli delucidazioni al riguardo; beh, la risposta che mi dette fu la seguente:”Ascolta Fabio, Simone racconta solo delle cazzate, perché quella lì era una puttana”…
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Penso che in molti di noi nell’infanzia e nella adolescenza o da adulti ci siamo trovati a riflettere sulle donne per via di esperienze più o meno ingiuste. (Leo)
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Io credo che non sia tanto una questione di giustizia o ingiustizia, ma di una più o meno scarsa attrattiva nei confronti dell’altro sesso, che determina successivamente tutta una serie di problemi personali ed esistenziali. Perché la cruda realtà, da molti negata, è che una buona fetta della popolazione maschile non esercita alcun reale potere nei confronti delle donne.
Nei movimenti maschili c’è chi parla (a mio parere provocatoriamente) di “sganciamento emotivo” o di risolvere certi problemi masturbandosi o frequentando le prostitute. Personalmente ritengo che queste siano solo “soluzioni temporanee”, legate anche all’età ed al reddito (come ha giustamente sottolineato strider), perché, comunque, per andare con le prostitute bisogna avere del denaro in tasca. Il masturbarsi, poi, non mi sembra il massimo della vita. Inoltre non credo affatto a chi sostiene di poter “fare a meno delle donne” (come non credo assolutamente alle donne che dichiarano di poter fare a meno degli uomini), sia perché uomini e donne sono “animali sociali” sia perché se così fosse, nessuno di noi starebbe qui a discuterne. Non si discute di ciò che non interessa o si reputa superfluo.
C’era un mio amico che spesso mi attaccava sul mio deprezzare le donne, quando gli ho fatto notare che faceva lo schiavo mi rispose: tanto poi quando te la fai hai vinto te, questo dicono in molti.
Le donne essendo svantaggiate fisicamente sono inaffidabili, a volte davvero perfide senza essere delle poco di buono, questo le fa apparire disinteressate al sesso, in realtà vogliono tutto dal maschio, o tutto o niente sembra che dicano. Il loro genitale inferiore e passivo serve soprattutto ad attrarre, questo le rende affascinanti e penso anche superiori davanti alla gran parte degli uomini.
tanto poi quando te la fai hai vinto te, questo dicono in molti. (Leo)
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Per quanto mi riguarda è un modo di intendere i rapporti fra i due sessi che non mi appartiene, nella maniera più assoluta. Non ho mai inteso le relazioni fra uomo e donna come una specie di guerra in cui alla fine uno dei due o vince o perde, benché sia pienamente consapevole del fatto che molti/e ragionano proprio così. Trovo che siano delle logiche malate, ed è anche per questo che io, in questa società, mi sento una specie di estraneo.
Si Fabio e ritorniamo al titolo della discussione: reciprocità e spontaneità.
Tornando a rileggere l’articolo, appare evidente il notare quali siano le condizioni che oggi, nel nostro paese ma anche in altri, donano tale potere alle donne e, di conseguenza, la sudditanza vaginale agli uomini beta.
La mancanza di una figura paterna ha inciso in molte donne italiche le più vistose caratteristiche che una tale lacuna può segnare in un individuo, in primis il carattere. Questo viene segnato da una forma di “femminismo egocentrico”, che si manifesta con la autoconvinzione che “lei donna”, faccia parte di un “genere” completo e autosufficiente, privo quindi della necessità di una figura maschile, se non relegata ai meri fini di sfogo sessuale “animalesco” e come rigogliosa fonte di “risorse” per via di una sorta di parassitismo che spieghero’ più avanti.
Spesso lei donna, priva della figura paterna, o semplicemente con un padre succube di una situazione di zerbinismo, inculcherà il suo “credo” di “donna indipendente” alla figlia, la quale nella vita ricalcherà le medesime orme che a sua volta furono già state ricalcate a ritroso anche nelle generazioni precedenti, tutte costruite sullo stesso “stampo”. In questo modo vengono quindi ad essere formate la maggior parte delle femmine italiche con cui oggi abbiamo a che fare, che non hanno mai conosciuto una vera e autentica figura maschile (come può essere quella paterna o quella del marito) , ma che comunque se la sono cavata benissimo pur sole, sfoggiando le uniche ma “potenti” armi che la natura dona alla donna solo per il fatto di essere “femmina”!
Ecco quindi che il tipo di famiglia basata sul matriarcato, fomentata dai media e tutelata dalle opinabili leggi garantiste, va sempre più assumendo di generazione in generazione, connotati ereditari ben precisi.
Appare chiaro che una tale situazione familiare, ha indotto questo stereotipo di donna ad essere estremamente “libertino” e assolutamente privo di alcune cognizioni per noi morali, in una società che, al contrario, ne enfatizza le qualità sotto la menzogna dell’emancipazione femminile.
Tutto questo ha generato una serie di conseguenze ben note a tutti noi, ma il peggio sussiste nel constatare come viene usato questo “potere”, ovvero una vera e propria arma di ricatto sessuale dalla quale, sovente, scaturisce una vera e propria forma, ritenuta lecita e dovuta (?), di “parassitosi”. Nonchè le sue innumerevoli varianti, che consistono nel considerare l’uomo una figura a lei inferiore, che il caso vuole che la natura glielo abbia messo a disposizione per essere spolpato come se questi non avesse una sua dignità, o che non sia da considerarsi una persona di pari grado al genere femminile (il che spiegherebbe anche una marcata tendenza “lesbo” in buona parte di esse)
Non e’ errato quindi considerare tutto lo spreco di risorse economiche, affettive e l’enorme investimento di tempo verso queste tipologie femminili atte esclusivamente a ripagare se stesse e, nel caso, stabilire se ci si possa concedere o meno al malcapitato di turno.
Noi purtroppo ci mettiamo del nostro ovviamente, ad esempio non ci “ribelliamo” allo status quo, preferiamo azzerbinarci e sperare in una concessione, manchiamo di solidarietà, cosa essenziale per far nascere una vera rivoluzione ad ampio raggio, infatti spesso nella critica verso un altro uomo vediamo il miraggio della concessione, sperando che questo porti la donna a considerarci migliori del lasciato. Un esempio lampante lo si nota quando si parla con delle divorziate, laddove spesso io le fermo e le dico: “Scusa ma io non giudico, e semmai dovessi lo farei solo sentendo le due campane”. Quindi si vedono frotte di uomini inebetiti dare ragione a priori al racconto delle donne, ed io puntualmente vengo messo da parte, al mio chissenefrega fanno seguito i sorrisini compiaciuti dei beoti illusi di esser giunti nelle grazie mentali della divorziata e, al contempo, lo sguardo schifato della lei alla quale ho osato sbattere in faccia la verità. Magari e’ la stessa che poi mi critica con le amiche, che volete farci, basta che poi non si lamentino che non trovano persone con carattere.. per carità..
Damien: frotte di uomini inebetiti dare ragione a priori al racconto delle donne.
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Bisogna stare attenti a non avere delle ostilità o liti con una donna specie in un luogo pubblico, ci saranno dei babbei pronti ad immolarsi per lei.
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Damien: lo sguardo schifato di lei alla quale ho osato sbattere in faccia la verità.
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Io sono anche stato aggredito fisicamente quando ero adolescente oltre che verbalmente.
Damien
“Quindi si vedono frotte di uomini inebetiti dare ragione a priori al racconto delle donne”
Già, proprio così. A me è capitato anche ieri sera, in un bar, di vedere e ascoltare due mammalucchi, miei concittadini, dare ragione a priori alle “fantastiche narrazioni” di una barista ucraina tutta curve.
Non solo: alla tipa, che tutto è meno che una “povera vittima dell’uomo cattivo”, entrambi davano pure dei consigli su come fregare “quel coglione” italiano che tanto la fa soffrire. Il motivo lo conosci bene: volevano e vogliono scoparsela (ma non la scoperanno…).
Com’è che diceva qualcuno, parecchio tempo fa? Homo homini lupus…
http://www.youtube.com/watch?v=bgrhJJ273rc
. A TUTTI GLI UTENTI DEL BLOG E A TUTTI GLI ADERENTI AL MOVIMENTO DEGLI UOMINI BETA:
(purtroppo non sussistono le condizioni storiche, anche volendo…)però dobbiamo avere TUTTI LA consapevolezza che QUESTO NON E’ UN GIOCO.
Quel tal Giorgio Mancuso, in arte Giosby, ha postato un trackbacks (che ho scelto di postare e fra poco ne spiegherò le ragioni) che riporta al suo blog dove c’è anche un intervento di Lameduck che naturalmente fornisce una versione distorta dei fatti e delle nostre risposte ai suoi interventi. Addirittura dice che le avrei dato, “sia pur in forma velata o giù di lì, della troia o della puttana”….Siamo nella falsità più totale…Per non parlare delle “interpretazioni” delle nostre tesi da parte di Giosby…
E va bene. Non mi interessa nemmeno quello che dice quella gente, palesemente in mala fede.
Quello che mi interessa è chiarire alcune cose fra noi. Avevo lanciato un appello a mantenere la discussione sul blog ad un certo livello. Come avete visto, nonostante abbia spiegato più volte che la linea ufficiale del Movimento è quella espressa negli articoli sul sito, questa gente (in particolare Lameduck e altre) continua in mala fede a fare il copia incolla di alcuni stralci di commenti (in particolare quelli di Leo e di Strider, peraltro i più distanti per ragioni ideologiche dal Movimento) e a pubblicarli sui loro blog.
Naturalmente il sottoscritto ha spiegato più e più volte che il blog (al contrario del portale che ha una sua linea politica precisa) è assolutamente libero e che i commenti pubblicati possono anche essere distanti anni luce dalla filosofia e dai valori fondanti del Movimento.
Ovviamente questa gente, essendo in mala fede, se ne frega, e continua a fare il copia incolla dei suddetti stralci di questo o quel post (magari di persone distanti anni luce dalle nostre opinioni) per screditarci.
Il mio invito a TUTTI, quindi anche e soprattutto a quegli utenti, come Strider o Leo, che non aderiscono al Movimento degli Uomini Beta per ragioni politiche e ideologiche ma che legittimamente intervengono nel blog, è di ponderare bene gli interventi e di non cadere nella tentazione di rispondere in modo piccato o con argomentazioni che potrebbero gettare una luce di ambiguità sul Movimento.
E’ assolutamente necessario fare un salto di qualità. Come ho già spiegato, il nostro obiettivo strategico è la costruzione di un Movimento maschile con determinate caratteristiche e peculiarità. Dobbiamo interpretare il sito e anche il blog come strumenti finalizzati alla realizzazione di questo progetto.
Dobbiamo quindi capire che anche il blog, per lo meno su questo sito, non è uno spazio qualsiasi dove scribacchiare sfoghi personali (ora sto parlando a tutti, non a questo o a quello) o sparacchiare a zero a questo o a quella con vari e coloriti epiteti. Questo si può fare in altri luoghi della rete, ce ne sono a migliaia, ma non qui. Perché qui, cari ragazzi, LA POSTA IN GIOCO E’ MOLTO ALTA E NON POSSIAMO PERMETTERCI DI SCIVOLARE SU UNA BUCCIA DI BANANA.
La sfida che abbiamo lanciato è altissima e rischiosissima per alcuni di noi che si sono messi in gioco a tutti i livelli. E’ quindi fondamentale che tutti quegli utenti che normalmente frequentano il sito e il blog, siano consapevoli di questo e agiscano di conseguenza, cioè con accortezza, equilibrio e buon senso.
Naturalmente non sto scrivendo queste parole perché preoccupato da quello che pensano personaggi come questo Giosby, Lameduck o Galatea. Come spiegava Rino, questi ci offrono l’occasione di fare “palestra”, di allenarci a rimanere sereni, tranquilli e soprattutto lucidi.
Dobbiamo sapere che ogni parola scritta su questo sito e su questo blog potrà essere male interpretata per fini strumentali e opportunisti. Di conseguenza è ASSOLUTAMENTE FONDAMENTALE PONDERARE BENE CIO’ CHE SI SCRIVE.
L’obiettivo dei nostri avversari è quello di “buttarla in caciara”, come si dice a Roma, di cercare di dimostrare che in realtà il Movimento degli Uomini Beta è solo e soltanto uno dei soliti raggruppamenti di maschietti, maschiotti o machisti reazionari, sessisti, maschilisti e fascisti.
Siccome SIAMO UN’ALTRA COSA ed è bene ribadirlo, il sottoscritto non vuole offrire a queste signore e a questi signori, campionesse e campioni di mala fede e opportunismo, il pretesto per gettare fango sul Movimento.
Considerate che queste sono solo piccole schermaglie, paccottiglia, rispetto a quello che si scatenerà inevitabilmente più avanti nei nostri confronti.
Vi siete chiesti perché mai questa gente viene a scorrazzare sul nostro blog e non ad esempio su quelli di altri siti maschili collocati su posizioni politiche e ideologiche più tradizionaliste? La risposta è semplice (e non me ne vogliano gli aderenti a quei movimenti). Perché gli Uomini Beta rappresentano la vera eresia, la contraddizione in termini. Uomini dichiaratamente di sinistra (anzi, di impostazione e formazione marxista) che mettono in discussione uno dei pilastri, anzi, l’ultimo pilastro che ancora resiste a sinistra: il femminismo, che noi non esitiamo a definire come un’ideologia interclassista, qualunquista, profondamente borghese e, nelle sue forme più estremiste (leggi femminismo della differenza), sessista e razzista.
Siamo noi che costituiamo un potenziale pericolo, proprio per le tesi che sosteniamo. Non altri movimenti che non vengono presi neanche in considerazione, nonostante esistano da molti anni mentre il nostro è giovanissimo. Perché hanno gioco facile a rintuzzarli, a dire “sono i soliti reazionari, maschilisti (anche quando non è vero), tradizionalisti, vogliono tornare al passato, al padre padrone, a quando le donne erano oppresse ecc. ecc.).
Con noi questo giochetto non lo possono fare. Devono provare a smontarci partendo da altre strade. Una di queste strade è appunto quella di tentare di buttarci nel calderone indistinto del machismo e del becero maschilismo. Insomma, la filastrocca più o meno suona così:”Parlano, parlano, si atteggiano a intellettuali di sinistra, ma in fondo in fondo sono sempre i soliti, hanno solo cambiato casacca per confondere le acque ma sono loro, i soliti reazionari e per di più sfigati, frustrati, non scopano mai e quindi sono pieni di risentimento ecc. ecc, la solita minestra che conosciamo benissimo”.
SAREBBE UN ERRORE IMPERDONABILE, OLTRE CHE GROSSOLANO, OFFIRE IL FIANCO A SIMILI BASSE INSINUAZIONI E SPECULAZIONI. EQUIVARREBBE A CADERE IN UNA TRAPPOLA COME DEI BAMBINI ALLE PRIME ARMI. E INVECE, Sia il sottoscritto che altri amici, Paolo Barnard (che tanto odiano, per le idee che esprime), Rino Della Vecchia, abbiamo una lunga esperienza politica, giornalistica, culturale e professionale alle spalle e non cadiamo certo in questi bicchieri d’acqua. Però possono utilizzare (i nostri avversari) le parole di altri utenti del blog per ritorcerle contro di noi, al fine di screditarci.
Quindi, d’ ora in poi, calma e gesso. E soprattutto dobbiamo fare uno sforzo, TUTTI, per elevare la qualità del dibattito. Il blog non è una bisca o una sala da biliardo dove si dice tutto e il contrario di tutto e dove ci si abbandona ad ogni genere di commento.
Il blog degli Uomini Beta è un luogo di discussione,alta e di qualità. Queste sono le regole del gioco. E a queste bisogna rifarsi. E’ stato un bene essere entrati in contatto con questi personaggi perché ci hanno dato l’opportunità di riflettere proprio su queste cose, cioè sul nostro modo di essere, di porci, di concepire l’impegno.
RIBADISCO CHE STIAMO IMPEGNANDO LE NOSTRE ENERGIE IN UN PROGETTO ESTREMAMENTE AMBIZIOSO. A tal fine è necessario che tutti cambino passo. La qualità e lo spessore, anche degli interventi sul blog, deve essere assoluta. E non sto parlando di sintassi o di ortografia, come sapete benissimo, ma di serietà e profondità del messaggio.
TUTTI DEVONO IMPEGNARSI IN TAL SENSO. VICEVERSA, L’ASSUNZIONE DI ATTEGGIAMENTI IN CONTRASTO CON LA FILOSOFIA E IL MODO DI CONCEPIRE IL SITO/BLOG, COSTITUIREBBE SOLO FONTE DI NOCUMENTO PER IL MOVIMENTO.
NON POSSIAMO PERMETTERCELO. Ora abbiamo avuto a che fare con Galatea, Lameduck , Giosby e qualche idiota che cerca di intasarci la posta o di buttarci qualche virus per boicottarci. Ma sono solo piccolissime avvisaglie. Più avanti avremo a che fare con avversari ben più potenti e pericolosi.
Come ho avuto già modo di dire più volte, ma lo ribadisco ancora, QUESTO NON E’ UN GIOCO. CHI PENSA CHE LO SIA HA SBAGLIATO DI GROSSO.
CHIEDO QUINDI A TUTTI UNO SCATTO DI CONSAPEVOLEZZA E DI MATURITA’, ALTRIMENTI E’ MEGLIO LASCIAR PERDERE.
CHIEDO INOLTRE CHE TUTTI SI ESPRIMANO NEL MERITO.
Come si suol dire, quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Da ora in poi non si “gioca” più.
Non ho certo l’ambizione di creare un nuovo partito bolscevico
Galatea, Lameduck e Giosby possono permettersi di giocare, non io e non noi.
Fabrizio Marchi
Il sito degli uomini beta si lamenta tanto della mercificazione del sesso, come fosse una invenzione tutta femminile, ma sembra non accorgersi nemmeno che se non ci fossero milioni e milioni di uomini disposti a pagare per una scopata, riducendo con questo gesto la donna ad un semplice oggetto al servizio del proprio piacere, questo problema neanche esisterebbe. (giosby)
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Mah… no comment.
Vedi Fanrizio, il problema dei tanti Giorgio Mancuso, senza alcuna offesa, che ci sono tra di noi è che costoro non fanno altro che ascoltare la vulgata corrente e ripeterla. Cercano un elemento che la suffraghi e ritengono di aver smontato ciò che si afferma qui. Inoltre, accendono la televisione, vedono immagini di uomini ( alfa nella grandissima maggioranza dei casi) e pensano che la condizione di quegli uomini sia la propria. Mi viene da sorridere. L’uomo comune, quello che tutti i giorni cerca di sbarcare il lunario è presente sul piccolo schermo solo per applaudire o al massimo per raccontare ogni tanto qualche storiella che commuova o qualche barzelletta. Della sua condizione si parla poco o male. Nel “bene”si accenna a essa quando 4 o 5 tra costoro lasciano la vita in qualche altoforno. Per un paio di giorni costoro diventano anche degli eroi, finchè il fatto non è più di moda. Nel male, si parla di quanto l’uomo comune sia versato in stupri, molestie, violenze varie.
Io posso dire che la mia presenza qui è di puro principio. Non lo faccio per i Giorgio Mancuso o chicchessia, i quali ancora non percepiscono il cambiamento e sono fermi agli anni Settanta, perchè ancora quello che ci viene raccontato a livello di rapporto tra i sessi è fermo lì. Come affermava il grande Giorgio Gaber, un altro che sapeva parlare del rapporto tra i sessi con una capacità rara:” la realtà è più avanti, siamo sempre indietro”.Sono sempre stato contro qualsiasi discriminazione di sesso, di razza, di classe, e chi più ne ha più ne metta. M’inalbero quando sento denigrare, criticare nella migliore delle ipotesi, coloro che vengono da Paesi più in difficoltà del nostro per cercare un pò di futuro qui, donne o uomini che siano, e applaudo quei giornalisti coraggiosi, i veri giornalisti, che si mettono a disposizione per battaglie di giustizia e dignità umana, vedi il caso di Riccardo Iacona come trasmesso in Annozero. Mi piacciono le donne. Fisicamente le adoro e caratterialmente penso possano essere affascinanti come nient’altro sulla faccia della Terra. Intellettualmente considero un confronto/dialogo con una donna allo stesso modo che con uomo: può essere stimolante e costruttivo, qualoro ci si metta in gioco rispettandosi reciprocamente, oppure inutile e anche dannoso qualora si scada nell’offesa gratuita. Ho, però, sotto gli occhi una società che sta cambiando. Credo di avere gli strumenti culturali per poterlo percepire anche perchè sono anni che considero il “si dice” da prendere con le molle. Sono dell’avviso che ciò che viene veicolato dai media siano essenzialmente posizioni atte a conservare rapporti di privilegio o ad aprirne altri. Quindi l’esperienza conoscitiva non può essere che un percorso individuale di confronto e di ricerca vagliando quante più fonti possibile, SOPRATTUTTO quelle che ritieni più lontane dalle tue posizioni. Tirerai poi le somme. Quindi coloro che sono fermi, bloccati sulle loro posizioni, che manifestano una forte disonestà intellettuale, che lanciano accuse infondate, cercando un pretesto qua e là, secondo me nuocciono prima di tutto a loro stessi, perchè perdono un’occasione, quella di approfondire la propria visone del mondo.
I rapporti di “potere” tra uomini e donne stanno cambiando. Non solo la parità tra i sessi nel MONDO OCCIDENTALE è stata pienamente conseguita, perchè sfido chiunque a indicarmi un ambito in cui le donne non abbiano gli stessi diritti degli uomini, le stesse retribuzioni, ecc. ( contro queste mie considerazioni viene controbattuto che le donne parlamentari sono meno degli uomini, come se, dato che su una donna che fa politica attiva ci sono dieci uomini che la fanno, debba essere rispettato un rapporto al 50-50, sarà molto più probabile ovviamente un rapporto 70-80 a 30-20 nei vari ambiti in cui si fa politica), ma anzi è in corso un lento ma continuo processo in cui la donna comune, beta, si ritova in posizioni di vantaggio, ripetto all’uomo comune ( beta). Potrei fare tantissimi esempi, dalle pensioni, alle leggi sull’imprenditoria, alle quote in vari ambiti, alle borse di studio universitarie destinate alle donne e non ai più meritevoli, tutti aspetti che ledono il principio di parità tra i sessi come sancisce la Costituzione, la mia stella polare, fino ad arrivare alla creazione di un Ministero che si professa delle pari opportunità, ma dove non trova spazio un solo uomo, perchè il suo statuto non lo consente. Qui c’è veramente da sorridere. Per l’uomo di potere, tutto ciò non cambia niente, ma per un uomo comune può cambiare la vita in bene o in male.
Concludo con una mia esperienza personale. Quando ero un pò più giovane, circa 15 anni fa, e come tanti e tante cercavo d’inserirmi nel mondo del lavoro senza avere padrini, la vera discriminazione in Italia è di classe e non di genere, non disdegnavo lavoretti e corsi vari. Ero interessato a un corso finanziato dall’Unione europea. Lessi il bando e mi resi conto che una quota era già destinata al sesso femminile. Da principio pensai di aver letto male. Rilessi e mi resi conto che Elenonora o Marta o Giulia avrebbero avuto, nonostante fossero arrivate dietro di me nella selezione, più possibilità di me di partecipare al corso per il solo fatto di esser donne, benchè provenienti anche da famiglie più agiate in molti casi. Fu il mio primo contatto con il nuovo che avanza, con il progresso come da tante parti lo si intende.
Quindi, in estrema sintesi, non sono qui perchè voglio salvare gli uomini o danneggiare le donne, perchè sono uno sfigato o un frustrato sessualmente, perchè ho ambizioni di potere o quant’altro. Sono qui perchè sono di SINISTRA.
La malafede è smaccata: la Lameduck ha finto di non capire, ha letto una parolina che le tornava utile e te l’ha attribuita come espressione diretta di un tuo giudizio su di lei.
Io sono stato liquidato come maschilista e misogino per avere citato testi di maschilisti e misogini. Come se un ebreo si rivelasse antisemita perché cita il Mein Kampf. Magari là dove Adolfo si lagna, sconsolato, del fatto che nel mondo c’è un sacco di gente …malvagia.
Se la Lameduck fa del copia-incolla in quel modo, spero che ci metta questo mio riferimento al Fuhrer per provare che io sono nazista e che questo è un covo di nazisti.
RDV
“Il sito degli uomini beta si lamenta tanto della mercificazione del sesso, come fosse una invenzione tutta femminile, ma sembra non accorgersi nemmeno che se non ci fossero milioni e milioni di uomini disposti a pagare per una scopata, riducendo con questo gesto la donna ad un semplice oggetto al servizio del proprio piacere, questo problema neanche esisterebbe. (giosby)”
La malafede di questo maschietto scendiletto e zerbino è devastante. A forza vuol rigirare la frittata. Ha letteralmente capovolto i fatti. la verità è al contrario: molti uomini sono disposti a pagare per farsi una scopata perchè vi sono alcune donne che sculettano e che si smutandano e non certo per concedersi sessualmente, ma solo per provocare sessualmente e per sedurre e ricattare sessualmente per risalire posti nel mondo del lavoro o della politica(CIOè, LA MERCIFICAZIONE di cui stiamo parlando). La provocazione sessuale comporta sofferenza nei confronti del provocato. Per questo, chi non ha una partner, ricorre al sesso a pagamento con una donna adulta e consenziente.
E cmq qui per mercificazione non si intende il sesso a pagamento(che difendiamo) bensì proprio quello di aver trasformato il sesso in una logica di mercato per fini di interessi personali. Quello smutandamento che voi tanto difendete, ma sul quale poi ipocritamente straparlate a vanvera di “donna oggetto”.
I nostri nemici non sono le femministe, ma questi maschietti zerbini come giosby.
da il Corriere.it
RICERCA SCIENTIFICA – Come fare per avere un numero di telefono?
Il lento che conquista
il primo appuntamento
Si gioca tutto sulla musica di sottofondo. Se è un lento, allora la ragazza cadrà nella rete
Una scena del film «Prima o poi mi sposo» con Matthew McConaughey che balla con Jennifer Lopez (Ap)
MILANO – È un grande ritorno, proprio a inizio estate, quello del ballo del mattone. Il lento che conquista la corteggiata più reticente ha ora una legittimazione scientifica: è con la scelta della colonna sonora che si gioca gran parte dell’opera di convinzione per instaurare un primo contatto con la bella desiderata. Lo dicono i ricercatori francesi di due università, Paris-Sud e Bretagne-Sud, in uno studio che piace molto ai nostalgici e che dà a molti maschi una chance in più in terra di conquista.
LA RICERCA – I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Psychology of music e si aggiungono, a dire il vero, ai molti studi che tracciano legami tra la scelta della colonna sonora e il coinvolgimento sociale e psicologico. Tema caro a chi fa cinema, ma anche a chi produce videogiochi, e ai commercianti alla ricerca dell’ambiente migliore per far restare i propri clienti, e per farli spendere di più. In questo caso i tre ricercatori dei due atenei (Nicolas Guéguen, Céline Jacob, Lubomir Lamy) hanno studiato le reazioni di un gruppo di 87 donne single tra i 18 e i 20 anni di età, messe a confronto con altrettanti uomini. I due gruppi si sono incontrati due a due invitati a una finta ricerca di mercato, e dovevano parlare tra loro di un argomento irrilevante rispetto all’attrazione (un confronto tra due pietanze di due marche differenti). Dopo la chiacchierata arrivava l’affondo maschile, condito da un motivo romantico in sottofondo: «Ciao, sono Giulio, sei molto carina, mi daresti il tuo numero di telefono così dopo questa intervista possiamo andare a bere qualcosa insieme?». Ebbene, per quei fortunati che hanno avuto il lento a fare da colonna sonora, l’approccio si è concluso positivamente nel 52 per cento dei casi. Chi invece è stato messo alla prova in una sala d’attesa in cui la canzone scelta non era per nulla romantica, ha ottenuto il numero di telefono solo nel 28 per cento degli incontri.
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Insomma, chi deve sbattersi è sempre l’uomo…
NOTE E AFFETTO – Psicologicamente il legame tra musica romantica e attrazione è motivato dalla sensazione positiva di affetto che le note più dolci generano nelle persone. Ascoltare questa musica aprirebbe la ragazza o il ragazzo a un’emozione positiva che creerebbe il terreno fertile per una conquista, o l’instaurarsi di un legame. Ma ovviamente questo non basta a far scattare l’attrazione. Può però aiutare, come è già stato dimostrato in studi precedenti, a spingere le persone a compiere gesti romantici. Gli stessi ricercatori sono gli autori di una seconda ricerca, che ha dimostrato come i maschi si addolciscano e dunque spendano di più in un negozio di fiori se mentre ordinano le rose sentono passare alla radio una bella ballata.
Eva Perasso
19 giugno 2010
“Il sito degli uomini beta si lamenta tanto della mercificazione del sesso, come fosse una invenzione tutta femminile, ma sembra non accorgersi nemmeno che se non ci fossero milioni e milioni di uomini disposti a pagare per una scopata, riducendo con questo gesto la donna ad un semplice oggetto al servizio del proprio piacere, questo problema neanche esisterebbe. (giosby)”
Riporto anche io questa idiozia, e dico la mia. Certo, il fatto che un uomo è disposto a PAGARE per fare del sesso non implica che c’è un problema? A questo riguardo dico che la colpa è principalmente DI NOI UOMINI. Per fare un piccolo esempio nel post di DAMIEN si parla della discoteca: l’ambiente meno adatto per conoscere una donna. Tanto per dire, è un ambiente che nella mia vita ho sempre frequentato pochissimo (e non mi pento di averlo fatto). Si vuole ridurre la sudditanza? Basta che i maschi non frequentino più le discoteche! Tra l’altro in quanti locali c’è scritto che le donne non pagano? Ah si? Bé allora buon divertimento… Chi sono io, il pirla che paga per tutte? Se è così io non ci sto. E così bisogna fare SEMPRE: se una è cafona, fuori dai coglioni. Perché si può essere uomini beta, ma perdio essere stupidi è un’altra cosa. E se ci dobbiamo estinguere, forse è meglio così. Paradossalmente dovremmo tutti andare a puttane: almeno è chiaro che per scopare devo pagare, senza sorbirmi le stronzate di “n” fallite che si credono chissà chi, e mi fanno pagare (cene, regali) per non scopare nemmeno.
Fatto lo sfogo, devo dire che al di là che mi sono sempre trovato male in questa società che ha sempre sminuito i maschi ed esaltato le donne (anche col nostro contributo, sia ben chiaro) la situazione è molto più complessa. Parlo per esperienza diretta: statisticamente sono irrilevante, ma posso dire con cognizione di causa che anche le donne hanno un problema. Questo problema si chiama INSICUREZZA. Le donne non sono fatte per comandare, e ora che lo fanno, come è sotto gli occhi di tutti, lo fanno male. Perché? Perché NON NE SONO CAPACI. Ora poiché per comandare occorre che qualcuno gli dia il potere, questo potere glie lo abbiamo dato (e glie lo diamo) noi uomini con i NOSTRI comportamenti, con il NOSTRO zerbinare, con il NOSTRO cedere ai loro ricatti. Mi sono trovato varie volte a corteggiare delle “dure”: alla fine erano solo delle gran insicure, paurose di lasciarsi andare con chi “poteva approfittarsene”(*). E quando hanno ceduto? Non lo vengo certo a dire qui, altrimenti diventa una tattica e come tale subito sputtanata. Vi basti sapere che basta toglierle la parte del manico del coltello… Perché parliamoci chiaro, il fatto che noi uomini non siamo selettivi, per le donne è un problema. Provarci con tutte non è un bell’atteggiamento, e mette le donne automaticamente in posizione di vantaggio. Sono in rotta con mia moglie, è una femminista testa di cazzo, ho sbagliato a sposarla (ero giovane e stupido) ma non mi sono MAI piegato al suo ricatto: quello di non scopare. Ho rischiato di finire per strada, ma con tre figli “piccoli” (stanno crescendo) forse ha realizzato che se me ne vado, non ci fa un grande affare. E tanto per mettere le cose in chiaro, l’ultima volta che le è venuta voglia di scopare (dopo anni) l’ho mandata affanculo, con le seguenti parole “non sono il tuo giocattolo”. Ha fatto delle scelte, e per le SUE scelte pagherà un prezzo pesante: i nodi vengono sempre al pettine, DEVONO venire al pettine. Purtroppo mi rendo conto che non tutti hanno il fegato e la possibilità di poterlo fare, e nonostante i rospi ingoiati possono finire in mezzo alla strada… non ho la bacchetta magica, e finché la situazione è questa io dirò ai miei figli “NON SPOSATEVI! Se state bene insieme non fate questa cazzata. Altrimenti lasciatevi senza rimpianti”. E’ vero la strada è in salita ed è lunga, ma se rialziamo la testa ce la possiamo fare. E non cadiamo nel loro stesso errore: quello di vendicarsi dei soprusi passati. Se ce ne sono stati, non dobbiamo pagarli ancora, e non deve pagarli tutto il genere maschile.
Tornando a bomba, quello che posso dire è che dobbiamo CRESCERE: l’errore è quello che ci siamo livellati verso il basso e le donne si sono adeguate, approfittandosene. Dobbiamo alzare gli standard di selezione, finirla col “basta che respira”. Tra l’altro con questa storia siamo sputtanati in tutto il mondo, l’italiano oramai è il principe dei pappagalli. E qui ho detto tutto.
(*) Qui si aprirebbe un altro tema, ma diventa veramente lunga. Magari un’altra volta.
in effetti ci sarebbe molto da dire sulla mancanza di veri rapporti tra uomo e donna.
consiglio la lettura di “l’anima delle donne” di Carotenuto..un uomo…il libro non è solo per le donne, anzi.
aggiungo che leggo qui molti uomini che dicono quel che penserebbero o farebbero le donne…e non ho visto risposta alle poche donne intervenute.
io capisco che le esperienze negative possono portare ad avere dei pregiudizi, ma con questi non si va avanti.
sono una che fa il primo passo se mi sento di farlo, sono una che per 35 anni non si è mai fatta pagare neanche una cena, ma mi è capitato di dare soldi ad un mio ex che non lavorava, prestargli l’auto per andare ai concerti mentre io mi facevo il mazzo con 2 lavori.
insomma…non credo di essere cosi poi tanto unica e rara come donna…le donne che tanto disprezzate perchè spinte dai soldi e dall’auto più che dall’anima della persona..bè…dovreste evitarle.
perchè invece quelle sono sempre le più desiderate? questo lo chiedo a voi uomini.
@iasam :
perchè invece i fancazzisti trovano sempre una tipa con 2 lavori che gli prestano la macchina e offrono loro magari la cena…boh..misteri insolubili.
E poi quando ti rivolgi a “voi uomini” (nick sconosciuto che da queste parti non è mai comparso) perchè pretendi una risposta?
Cosa ti fa pensare che siamo qui per sapere cosa vogliono/pensano le donne (il web non è forse già pieno di materiale in proposito…oppure chi è interessato potrebbe chiedere direttamente a loro)?
E poi qui il dibattito è aperto,ognuno dice la sua, non c’è obbligo di risposta per nessuno (non siamo in una chat o in un forum) anche se cortesia ed educazione solitamente non mancano.
Iasam: POVERA SANTA: fai 2 lavori e non ti pagano neanche la cena.
Certo che le evito quelle che vogliono i soldi e l’auto: perché non ho nessuna delle due cose.
“…perché invece quelle sono sempre le più desiderate? questo lo chiedo a voi uomini” Bella domanda. Ma la risposta è semplice: perché siamo stupidi. Sono convinto che a sbagliare a sposarsi si sia sempre in due (ne basta uno che si renda conto che c’è qualcosa che non va, invece no, dritti contro l’iceberg a tutta velocità). E siccome si è stupidi in due, si fanno tutte le cretinate in due, salvo poi non riuscire nemmeno a parlarsi alle prime difficoltà. Che ci sia un livellamento verso il basso mi sembra ovvio: se chi è migliore non cedesse, a quest’ora non saremmo dove siamo. Sento solo discorsi tipo “lui è così…” o “lei è cosà…”. Il “noi” è sparito.
Tornando alla domanda iniziale, ripensandoci… è che siamo stupidi. Se le evitassimo come la peste, credo che (come insegna la legge di Darwin) una specie che non si riproduce è destinata a sparire; purtroppo devo constatare che invece qui siamo al “dio li fa, eppoi li accoppia”. Il problema insomma è distinguersi da una massa che è bravissima a mimetizzarsi (tutto fumo e niente arrosto), dove le regole sane del corteggiamento sono saltate, e dove in un mondo di pazzi una persona sana di mente non riconosce (in quanto oramai rara) un’altra persona normale…
Cara Lasam, intanto benvenuta sul nostro sito. Devo però dirti che forse non hai seguito la discussione sul blog perché io personalmente ho risposto a tutte le donne che sono intervenute in questi giorni: Cristina, M. , Eraclea, Emanuela, e altre. Ma lo stesso hanno fatto anche molti altri utenti e amici che frequentano il sito. Vai a rileggere i commenti e lo vedrai tu stessa. Soltanto a Martina non ho risposto perché il suo non era un commento ma un insulto, uno dei tanti che ci vengono rivolti a intervalli più o meno regolari.
Ciò detto, Lasam, non è il caso che fa statistica ma la regolarità degli eventi. Mi fa piacere che tu sia una donna fuori dal coro, estranea alle logiche che ben conosciamo e che sia dotata di questo spirito di iniziativa comune a pochissime altre. Permettimi di dirti che di discorsi ne ho ascoltati tanti ma di fatti ne ho visti sempre pochi, comunque sempre molti di meno rispetto alle parole spese…Non ho motivo di dubitare della tua buonafede e quindi prendo per buono quanto mi dici.
Carotenuto lo conosco ma non ho letto mai nulla di lui. Seguirò comunque il tuo consiglio anche perché mi ero ripromesso di leggerlo. Sarà questa l’occasione.
Le donne a cui fai riferimento tu, Lasam, sono quelle più desiderate per un semplice motivo: perché sono le più attraenti, non perché se la tirano. Tutto qui. Ma essendo attraenti “se la tirano”, o meglio se la vendono, praticamente, psicologicamente, culturalmente o metaforicamente parlando, in modo diretto o indiretto, manifesto o nascosto, facendo carriera nei vari ambiti, frequentando salotti, sposandosi o vendendosi tot al kg., oggi anche separandosi…Ma siccome, come dice la Aspesi nella solita classica risposta femminista giustificazionista che ci ha dato sulla sua rubrica, “tutti si vendono al giorno d’oggi”, sono giustificate anche loro. Che è come dire, “Siccome tutti i politici rubano e hanno sempre rubato,rubo pure io, anzi ero costretto a rubare perché il sistema era quello”. Come ricorderai questo era il ritornello che ripetevano durante Tangentopoli numerosi assessori, amministratori pubblici ed esponenti politici vari sorpresi con le mani nel sacco. Per queste affermazioni sono stati giustamente stigmatizzati (e vorrei pure vedere). Le donne invece, ci spiega la Aspesi, ma non soltanto lei, sono autorizzate a farlo. Insomma sono coperte e giustificate in tutti i loro comportamenti da tutto il gotha del femminismo, senza eccezioni. Ti invito a leggere l’articolo dal titolo “Una nuova stagione del femminismo” pubblicato sul sito nello spazio “articoli” dove Luisa Muraro e Ida Dominijanni, madri e massime ideologhe del femminismo nostrano, indicano addirittura nelle veline e nelle escort una nuova soggettività femminile capace di scardinare il potere maschile… ecc. ecc. addirittura anche Veronica Lario viene indicata come un esempio di protagonismo femminile…va bè… lasciamo perdere, ci sarebbe da ridere se non ci fosse da mettersi le mani nei capelli…
Grazie del tuo contributo e a presto!
Fabrizio
Caro Luke, mi sembra che tu sia stato un pochino troppo aggressivo con Lasam. In fondo non ci ha detto nulla di male nè ci ha insultato come hanno fatto altri/e.
Non sono d’accordo quindi sul tuo invito sostanziale a trovarsi altri blog. Nè tanto meno sul fatto che a noi non interessi sapere cosa pensino/vogliano le donne.
E perchè mai non dovrebbe interessarci? Abbiamo creato un sito per discutere della condizione maschile, finalizzato alla costruzione di un Movimento, è logico e conseguente che invece siamo interessati anche all’opinione delle donne e alla ricerca di dialogo. Senza perdere di vista i nostri obiettivi, è ovvio, ma il confronto resta fondamentale, tanto più che già alcune donne hanno aderito formalmente al nostro Movimento. Siamo qui per discutere serenamente, magari dividendoci e scontrandoci (civilmente), non per fare il muro contro muro o per allontanare le persone, soprattutto quando si pongono in una posizione equlibrata ed interlocutoria, come mi sembra abbia fatto Lasam.
Abbiamo ricevuto montagne di insulti, abbiamo ospitato provocatori e provocatrici che veramente meritavano di essere mandati a quel paese, e adesso ce la prendiamo con questa donna? Mi sembra esagerato…
Per cui, Lasam, tranquilla, siamo felici del tuo contributo, esprimiti liberamente e senza problemi (sempre nel rispetto degli altri).
LukeCage è un ragazzo molto intelligente ed è una colonna del sito, sono certo che lui stesso non voleva essere scortese.
P.S. Pensate che quel Giosby, dopo che ci ha insultati, sbeffaggiati, derisi, disprezzati, per sua stessa ammissione, e dopo che se ne è andato per l’ennesima volta, ha avuto anche l’ardire di pubblicare nello spazio dell’articolo “reciprocità e spontaneità” un trackbacks che rimanda al suo sito.
Veramente non ho parole. Come valutare un simile personaggio? E’ evidente che il soggetto in questione ha ben compreso lo spazio e il ruolo che il nostro blog sta assumendo e si sta conquistando (ben oltre la rete, come testimoniato dai fatti) e vuole utilizzarci.
Incredibile…senza pudore… Tralascio gli aggettivi perchè poi me li vedrei sbattuti da qualche parte con accanto un commento che recita:”Guardate il capetto degli ometti beta come è cattivo, arrogante, aggressivo, maleducato e presuntuoso”…
E va bè…andiamo avanti…
Fabrizio
Si, però sono d’accordo con chi ha detto che le donne sono cloni, tutte si presentano: non mi faccio pagare, non mi piacciono i servi, mi faccio avanti se mi va, addirittura prestare l’auto al fidanzato per andare ai concerti, ma dai, ma che generosità!! sembra chissà cosa dicono.
@Lasam
Effettivamente ti ho risposto in maniera un pò piccata ma non intendevo invitarti a cambiare aria ma solo provocarti in maniera civile, risultando in realtà eccessivamente polemico .
Faccio ammenda.
Spero tu possa aiutarci a far crescere la sensibilità attorno alle tematiche che trattiamo,dando il tuo contributo anche e soprattutto critico.
Benvenuta.
Carotenuto leggetelo con molta circospezione. Dice alcune cose giuste, ma in quel libro teorizza la solita cosa delle donne sempiterne oppresse, e che se non fossero “utili”, gli uomini quasi le eliminerebbero. Insomma i soliti pregiudizi che risentono di decenni di cultura (si fa per dire), femminilizzata. Fra l’altro Carotenuto predicava bene e razzolava così e così…, diciamo. Anche sul piano della serietà professionale come psicanalista mi risulta ci sarebbe qualcosa da dire, almeno a quanto risultava ad una mia amica che era in terapia da lui. Nulla di eclatante, ma insomma ….
armando
Grazie della “dritta”, Armando, in ogni caso non sono uno che si fa condizionare…non sarei arrivato al punto in cui sono arrivato, soprattutto se consideri la mia provenienza (e la mia appartenenza) e la mia formazione…se fossi stato condizionabile non credo che sarebbero nati gli Uomini Beta…
E’ solo che ne ho sentito paralre spesso così come di Fagioli, che è considerato una specie di guru che pare essere molto vicino a Bertinotti al punto da aver avuto anche un’influenza su determinate opzioni politico-culturali (la scelta della non-violenza). Per lo meno così dicono…Certo se il risultato è quello che abbiamo visto meglio lasciarlo perdere…:-)
Fabrizio
Non dubitavo della tua sagacia, Fabrizio. Il fatto è che Carotenuto è stato uno degli autori che ho iniziato a leggere quando ho cominciato, diciamo così, ad occuparmi di me. E devo dire che scrive in modo molto coinvolgente, suscita emozioni, almeno per me. Poi, passando il tempo e rileggendo, si riesce meglio a distinguere e farsi opinioni proprie.
armando
una cosa alla volta:)
@luke cage: voglio rispondere cmq alle cose che mi chiedi provocatoriamente, apprezzando la tua ammenda perchè in effetti mi dispone meglio alla comunicazione:D
——————–”poi quando ti rivolgi a “voi uomini” (nick sconosciuto che da queste parti non è mai comparso) perchè pretendi una risposta? ” solo per avere un dialogo, perchè io la risposta potrei darmela da sola, ma preferisco che sia l’uomo a darmela, che magari..diversi uomini=diverse opinioni maschili. ————-
“Cosa ti fa pensare che siamo qui per sapere cosa vogliono/pensano le donne (il web non è forse già pieno di materiale in proposito…oppure chi è interessato potrebbe chiedere direttamente a loro)?”
io pensavo si trattasse di capire come avere più reciprocità e spontaneità, nei rapporti tra uomo e donna, E non si tratta quindi di dire cosa vogliono o pensano le donne…premetto che io ho letto solo questo post, inteso come argomento coi suoi commenti relativi.——
“E poi qui il dibattito è aperto,ognuno dice la sua, non c’è obbligo di risposta per nessuno (non siamo in una chat o in un forum) anche se cortesia ed educazione solitamente non mancano.” Perfetto, ma io credo che se non c’è dialogo (che comunque significa parlare ed ascoltare e magari appunto comunicare) , il parlare per esprimere solo una propria opinione limiti la crescita di tutti, non dando modo di confrontarsi in modo aperto nella possibilità di comprendersi. La mia domanda non era provocazione, ma una semplice domanda.
@leonardo:
“Certo che le evito quelle che vogliono i soldi e l’auto: perché non ho nessuna delle due cose.”…posso chiederti una cosa? e se tu le avessi queste 2 cose? le eviteresti quelle donne? oppure perchè non hai soldi e auto provi rabbia per non poterti avvicinare anche tu a quel tipo di donna? oppure non ti piacciono proprio come persone e quindi non le avvicineresti comunque? è importante sapere il perchè uno non fa certe cose, e poi da li possiamo riparlarne leonardo:)
———–
“Iasam: POVERA SANTA: fai 2 lavori e non ti pagano neanche la cena.(..)Si, però sono d’accordo con chi ha detto che le donne sono cloni, tutte si presentano: non mi faccio pagare, non mi piacciono i servi, mi faccio avanti se mi va, addirittura prestare l’auto al fidanzato per andare ai concerti, ma dai, ma che generosità!! sembra chissà cosa dicono.”…vedi, io ho solo portato una mia esperienza diretta, reale. Il pensare che le donne siano dei cloni è un pensiero limitante…che già ti crea un pregiudizio.
ah..non sono una santa…ma la cena molte volte è preferibile pagarsela da se…troppe volte a quel farsela pagare segue inesorabilmente una implicita richiesta sessuale….e quindi la cosa non è piacevole da entrambe le parti. se invece c’è interesse, logico che può essere anche carino il fatto che mi paghi la cena, ma non deve certo essere un’abitudine o una pretesa da parte mia. si tratta della galanteria, io non so chi se la inventò..penso un uomo…che aveva uno scopo…magari quello di tenere la donna in suo “potere”, facendola credere o sentire “regina della casa”, coccolata, protetta. Che poi la donna ne abbia anche approfittato non ci piove, ma sono fenomeni da vedere sotto una grande lente…che coinvolge molte cose a livello sociale..discorso luuuungo:)
@fabrizio marchi:
grazie del benvenuto. In effetti io non ho letto tutto il blog, lo farò sicuramente, ho letto solo questa pagina, post e relativi commenti, e mi è venuto spontaneo commentare. Per le donne che nn erano state calcolate, mi riferivo ai 2 interventi qui,..giuly e cristiana…ma mi ha spiegato poi lukecage che nn è fondamentale la risposta (io però parlavo di presa in considerazione delle affermazioni di queste donne, senza accusare voi di nn averlo fatto e senza voler dire che meritavano un’attenzione particolare, però..si parlava di donne cosi e cosa…e quell’indifferenza mi aveva semplicemente stupito)
Per quanto riguarda Carotenuto…è ovvio che non ho mai detto sia il vangelo, ogni lettura può darci qualcosa, oppure no, ma mi sembrava adatta (la lettura) all’argomento di questo post…Al di la poi delle vicende personali dell’autore -come diceva Seneca….all’incirca..l’importante è che io tenda verso la virtù, ovviamente non ho mai asserito di essere virtuoso, ma chi è meglio..chi vi tende o chi proprio non ne tiene in considerazione e vive schifandola?-.
D’accordo con te con quanto asserisci dopo, vorrei chiederti..cosa intendi con “sono le più attraenti?”
sono attraenti fisicamente? (chi ti dice nn potrei esserlo pure io…per dire) sono attraenti perchè ti attrae quel modo di fare? non puoi quindi lamentartene se lo scegli. Perchè dici le più attraenti? cosa ti attrae di donne che mettono al primo posto soldi e lusso?
Cara Lasam.. facciamola breve.. tu vuoi un parere? vuoi disquisire? va benissimo.. allora da domani comincia anche tu a trovarti un lavoro, non denigrando i lavori negli altiforni, da domani comincia anche tu a chiamare qualcuno per il solo piacere di offrirgli la cena, vallo aprendere con la tua auto e quando parli alle tue amiche, comincia a dirgli che se gli piace un uomo devono proporsi anche loro, digli che se hanno voglia di sesso, non devono andare a Cuba o in Jamaica o altre località del turismo sessuale femminile, dove addirittura PAGANO se non letteralmente mantengono gli uomini per farsi cavalcare! comincia a dire alle tue amiche ed anche a te stessa di PAGARE per entrare nei vari locali e che non ti piace questa discriminazione nei confronti degli uomini ed altre cose.. solo dopo allora potremmo serenamente parlare, come dici tu, di RECIPROCITA’ e SPONTANEITA’, fino ad allora.. le tue affermazioni, come le poche intervenute, sono solo aria fritta..
lasam: non mi piacciono come persone le donne in generale.
Le mie sono pure provocazioni: tu esci con un uomo a cena e ti lamenti che fa una richiesta sessuale? ma tu sai che un uomo paga la cena per fottere. Pensa se tutti gli uomini (bravi in tutto meno che con le donne) si mettessero con la braccia conserte a fare nulla? ad aspettare di essere rimorchiati?
ciao
Nelle relazioni con le DD gli UU non hanno secondi fini:
quello è il primo fine.
RDV
Cara Lasam, quando parlavo di donne attraenti, mi riferivo al loro aspetto estetico. Tu ti chiedi e ci chiedi perché mai le donne spinte dal desiderio di ricchezza, lusso,potere, posizione sociale e via discorrendo, siano le più desiderate. Appunto perché in genere questa tipologia di donne è quella più attraente dal punto di vista fisico e come tu ben sai, nel 90% dei casi, per lo meno per gli uomini, la spinta sessuale è ciò che spinge, per lo meno nella fase iniziale, ad andare verso la donna. Queste donne sono consapevoli di disporre di un “capitale” e lo investono, in modo diretto o indiretto (spesso quello indiretto è il più vantaggioso).
Quindi non è il fatto di “tirarsela”, come erroneamente si pensa, a renderle più attraenti, ma semplicemente il fatto di esserlo dal punto di vista estetico. Su questo si fonda la loro forza. Voi donne rigettate su di noi la contraddizione ma in realtà è tutta vostra. Perché non si possono colpevolizzare gli uomini se la natura li ha resi sensibili al fascino dell’eros femminile. D’altronde non è mica scritto sulle tavole di chissà quale legge che le donne fisicamente attraenti debbano vivere in questa maniera. E allora, proviamo per una volta a vedere le cose da un altro punto di vista, quello maschile. Perché nel 99% dei casi (tranne le solite rare eccezioni di cui siamo felici ma che confermano la regola) le donne molto belle sono anche quelle che “se la tirano” ma soprattutto quelle che vivono all’interno delle dinamiche strumentali e mercantili di cui anche tu sei consapevole (altrimenti non ci avresti posto questa domanda)?
Dovreste cominciare a chiedervelo in primis voi donne, se questo comportamento vi da tanto fastidio (e avreste ragione) e possibilmente ad avviare un discussione al vostro interno. Invece niente. Non una voce, nulla. La colpa è sempre degli uomini che non valgono nulla e cha vanno dietro alle “donne stronze” invece che a quelle in gamba. E perché invece di prendervela sempre con gli uomini (non che non abbiano la loro quota di responsabilità, sia chiaro)non cominciate a prendervela anche con quelle donne? Perché non cominciate ad avviare un serio e autentico percorso autocritico per smascherare pubblicamente quei comportamenti femminili che tu giustamente stigmatizzi? Non ho mai, dico MAI, sentito una sia pur minima riflessione autocritica pubblica di una donna nei confronti delle altre donne (al di là del chiacchiericcio in camera caritatis).
La responsabilità di tutto è sempre degli uomini. Perché invece di deresponsabilizzarvi completamente come siete state abituate a fare e come il femminismo vi ha educato a fare, non cominciate ad assumervi qualche responsabilità come genere (e anche come singole donne), quindi anche ad avviare una battaglia dialettica e culturale all’interno dell’universo femminile per contrastare quei comportamenti (di massa) che tu stessa denunci? Perché tutto questo non accade? Troppo comodo passare la patata bollente sempre nelle mani degli uomini. Gatta ci cova…ed è una gatta un po’ troppo furba che si guarda bene dal farlo perché ha capito che non le conviene. Chi glielo fa fare?…
Ed è a questo punto che la palla torna agli uomini. O meglio, dovrebbe tornare agli uomini (beta), se avessero la forza di modificare,attraverso la loro azione, anche i comportamenti femminili. Ma se gli uomini avessero questa forza non staremmo neanche qui a discutere e non sarebbe neanche nato questo Movimento. Lavoriamo proprio in questa direzione.
Fabrizio
Caro Demian….ti informo che io lavoro da quando finii la scuola superiore, e attualmente faccio ben tre lavori, fra i quali le pulizie in una casa nella pausa del mio principale lavoro e la barista nei fine settimana. Quei locali di cui parli (penso discoteche) io nn li ho mai frequentati (a parte qualche volta in gioventù, e pagandomi sempre la mia entrata senza chiedermi come mai).
Le mie amiche, vedi, sono più o meno come me. C’è chi fa sesso ludico (come lo chiamate voi- ho letto nel frattempo il blog “sono andato a puttane” e qualche commento-) e chi invece cerca una relazione, ma nessuna di quelle che frequento (per scelta) ha mai cercato di sistemarsi ed ha mai guardato all’auto o al portafogli di un uomo. Certo – e qui rispondo pure a fabrizio- che vorrei dirne a quelle donne che si pongono col potere della figa, che usano il sesso come ricatto, che vivono per il superficiale, perchè io mi sono sempre, per questo motivo, sentita diversa…e quindi meno apprezzata dagli uomini. Adesso scopro che gli uomini disdegnano quelle donne ma le cercano…hahahah…scusate, ma personalmente sono una che avrebbe potuto allo stesso modo approfittare di quel che ho tra le gambe, ma questo io non l’ho mai sentito un potere…perchè io vivo di sentimenti…cosa che qui non mi pare da voi venga presa in considerazione.
Qui leggo che principalmente il problema è che il maschio beta (perchè mai poi questa sottostima??)non riesce a trombare se nn pagando.
Mi guardo intorno nella realtà e vedo che belli o brutti si accoppiano tutti e tutte, quello che invece manca è il dialogo aperto e sincero sui propri moti interiori…ed è qui che casca l’asino nei rapporti.
Sul fatto di smascherare i comportamenti femminili che stigmatizzo…oddio…sono belli e smascherati…sono alla luce del sole…e io come donna che posso fare se nn essere diversa io, in prima persona? che gli devo dire a donne che facendo come fanno hanno l’uomo figo, ricco, che le mantiene e che danno pure della sfigata a me? o della poco furba? bè…se gli uomini accettano e anzi, sono attratti da quelle donne ( e ancora mi chiedo cosa sia l’essere affascinante per voi allora, se un cervello o meramente un corpo…e poi…anche il mio corpo è affascinante, ma se nn ho atteggiamenti da “me la tiro” è perchè ho scelto chi essere..in prima persona) allora ognuno si prenda le sue responsabilità.
E non capisco le parole di Leonardo ( che però se odia le donne…allora ha altri problemi) riguardo gli uomini che dovrebbero stare a braccia conserte aspettando di essere rimorchiati. Ma voi non vi siete mai resi conto che in fondo è la donna a rimorchiare(che brutto termine)?
Ma qui poi..di cosa si disquisisce in fondo?
Cosa volete voi maschi beta?
che ogni volta che vi tira ci sia una donna che è pronta e felice di soddisfarvi?
ma nn sapete che anche le donne si masturbano e forse proprio perchè in un rapporto a 2 , il sesso è il completamento di una serie di cose? e che migliora con la conoscenza? ma cosa pretendete se volete cambiare una donna a sera e usarla come un buco?
Io nn sto difendendo la donna in generale, io vorrei capire cosa lamentate voi di preciso, perchè se è quello che avrei intuito (spero di essermi sbagliata) allora non ci siamo.
se perseguite degli ideali voi come persone, e anelate di condividere la vostra vita con una donna che possa capirvi ed essere sulla stessa lunghezza d’onda, ok..ma se invece aprioristicamente sparate sul sesso femminile senza neanche tentare di vedervi delle differenze, allora non ci siamo.
Rino..scusa l’ignoranza, che sono le DD e gli UU? grazie
se la società premia le “tette e culo” come le chiamo io, e la società non è certo matriarcale , allora tutti abbiamo responsabilità…ognuno per il proprio individuale comportamento…e poi c’è il potere della scelta…scegliere chi non rappresenta quello che odiamo…ma la battaglia per il buco aperto a gratis ad ogni tiramento ( che si evince da certi interventi) è misera quanto se nn di più le donne che si mercificano.
un uomo paga la cena per fottere, dice leonardo…allora che nn la pagasse…perchè se no è l’uomo per primo che valuta la donna come troia, comprabile sempre e comunque.
io faccio sesso se mi piaci, se con te mi trovo bene, e questo trovarmi bene non ha nulla a che fare con la tua posizione sociale, ma bensì con quello che hai dentro, nell’anima e nel cervello.
allora se gli uomini si pongono come dice leonardo, forse capisco perchè molte donne si pongono vendendosi…tu compri, io vendo. ma i veri rapporti umani dove stanno?????
ancora per demian…se potessi permettermelo la pagherei pure la cena per il solo piacere di farlo, e mi è capitato molte volte di andare io con la mia auto a prendere un uomo…non è questione di sessi.
tu mi piaci, io ti piaccio, allora se uno dei 2 nn ha l’auto l’altro farà quello che va a prendere, se uno dei 2 è economicamente in una posizione migliore, allora sarà più generoso.
ma ovviamente non si può mantenere qualcuno se nn se ne hanno le possibilità, e chi le ha dovrebbe aiutare l’altro a migliorarsi invece, non dando soldi, ma dando occasioni, forza, fiducia.
ma mi capite o parlo un’altra lingua?
io, io, io, io, io, io, io.
Volevo aggiungere che fottere e fare sesso non è l’unico scopo del maschio, altrimenti le donne sarebbero veramente schiave oppresse, gli uomini saremmo come i protagonisti in quel film di Pasolini sull’anarchia del potere: Salò.
Invece c’è un sopravvalutazione della donna e un rispetto più o meno forte da parte dei maschi.
Altrimenti chi pagherebbe, per poi farsi chiamare porco?
Leonardo, ho già visto che qui parlare di se in prima persona non è apprezzato, ma delle proprie esperienze io non posso farne un comune denominatore. Se dico io è perchè parlo per forza di me e di quelli che sono i miei pensieri, e non rappresentando le donne non posso pensare di parlare con un generalizzante “le donne”. c’è una risposta di cristiana al blog “sono andato a puttane” che , toni condivisibili o meno, non reputo del tutto sbagliata…ma qui pare che non si cerchi un passo in avanti…solo accusare la donna e fermarsi li. Leonardo, ti chiedo, se fottere non è l’unica cosa, cosa si cerca allora in una donna? vuoi rispondermi per quello che pensi tu, o vuoi solo parlare a nome di presunti maschi beta?
perchè noto che alle domande non si risponde mai, e questo non è certo indizio di propensione alla reciprocità.
vorrei aggiungere che non conoscendo l’età dei miei interlocutori, se si tratta di 20enni allora è un discorso, ma se avete superato i 35 è un altro. Leonardo..non conosco la tua età…ma penso tu sia molto giovane. sbaglio?
Lasam, non ti accanire con Leonardo per poi dire che qui nessuno ti risponde e che non è una propensione alla reciprocità. Non è vero e lo sai bene. Io sono stato, sono e continuerò ad essere cortese con te, però non facciamo i “furbi o le furbe”, perché qui l’anello al naso, se mai lo abbiamo avuto, ce lo siamo tolto da un pezzo…Ti risponderò appena mi sarà possibile oppure lo farà spontaneamente qualcun altro, non solo Leonardo, non ti preoccupare, non ti mancheranno gli interlocutori…Però non avere fretta e non pretendere di avere risposte pronte e immediate ai tuoi post altrimenti mi vedo costretto a dire che aveva ragione LukeCage nel suo primo commento nei tuoi confronti…
Tu qui sei trattata con il massimo del rispetto, credimi, proprio perché sei trattata esattamente come tutti gli altri, né più e né meno. Ed è il massimo del rispetto e della considerazione che possiamo avere nei confronti di una donna; trattarla come un eguale fra eguali. Tienilo bene a mente. In questo luogo non ci sono gerarchie di nessun genere, sociali, razziali o di genere. Quindi nessuna corsia preferenziale per nessuno, compreso il sottoscritto che si becca le sue critiche come tutti, come ogni tanto succede. E meno male. Insomma qui nessuno/a fa la prima donna, come si suol dire. E’ una delle regole del blog.
Ciò detto, ribadisco che siamo felicissimi del tuo contributo alla discussione. A presto!
Fabrizio
P.S. dimenticavo, siamo tutti più o meno “grandicelli”, dai 30 ai 60 anni circa…
Quella dell’ io è una cosa che si nota in tutti gli interventi femminili, che denomina un certo carattere e comportamento, diciamo, egoistico, che nel blog è stato rilevato più volte.
IO non parlerò di me e della mia età.
@Lasam
se leggi solo un articolo come quello in questione non ti può essere chiaro che cosa “vogliamo” noi (e il perchè della definizione Uomini Beta).
Ti suggerisco di leggere qui:
http://www.uominibeta.org/2009/11/29/movimento-degli-uomini-beta/
Cercherò di essere il più semplice e banale possibile.
Se io uomo incontro una bella ragazza e voglio trombarmela pensi che costei se non vesto in una determinata maniera e non le do modo di identificarmi con la sua idea di appetibilità (più una serie interminabile dei variabili che restringe ulteriormente le probabilità di un successo) allargherebbe le cosce? Secondo me no.
Se invece una ragazza che non sia da buttar via decidesse di farsi una scopata con tizio e si facesse avanti dicendo “vamos a trombar” si sentirebbe nella maggior parte dei casi rispondere “con mucho gusto”!!
Pensi di negare questa lapalissiana realtà constatabile, riscontrabile e riconoscibile da chiunque viva nella REALTÀ oppure siamo qui a disquisire sul “io farei così” e/o “ voi cosa volete” ?
Spostare la discussione sulla necessità di conoscersi e bla bla bla diventa irrilevante e fuorviante se non si è d’accordo su questa disparità nel soddisfacimento dei propri impulsi sessuali: potrei mettermi a scrivere in arabo e tu in cinese, ci capiremmo allo stesso modo.
La Cristiana a cui ti riferisci ha espresso una sua opinione che sono andato a rileggere ed effettivamente non vedo perchè si sarebbe dovuto intavolare una discussione sul fatto che secondo lei la maggior parte degli uomini fingono di essere rivoluzionari ma sono reazionari (come se io andassi in un sito frequentato da donne dicendo che molte donne fingono di essere dolci e disponibili ma in realtà sono delle arpie..come credi mi verrebbe GIUSTAMENTE risposto..?).
Per chiarezza nessuno qui sostiene che molti uomini non abbiano una mentalità rozza ed antiquata ma bada bene che costoro sono anch’essi molto gettonati per cui ti rigiro l’accusa che tu continui a rivolgerci : perchè gli stronzi ve li andate a cercare con il lanternino?
Fabrizio, quando dicevo che nn mi si risponde, non mi riferivo alla velocità di risposta (ci mancherebbe) o al fatto di dovermi rispondere per forza, ma al fatto che ad esempio Leonardo mi ha risposto ma ha disatteso le domande che gli avevo rivolto. Tutto qui.
Non intendo per nulla avere una posizione privilegiata, alla pari mi va benissimo. Non vorrei essere trattata con nessun riguardo per il mio sesso, se mai per le cose che scrivo, se per qualcuno hanno un senso di logica. E non mi accanisco contro nessuno, mi sono rivolta a Leonardo solo perchè mi aveva risposto lui.
x Lasam.
DD (o FF) sono le donne e UU (o MM) gli uomini. QM è la questione maschile e Momas il movimento maschile.
>>sono una che avrebbe potuto allo stesso modo approfittare di quel che ho tra le gambe, ma questo io non l’ho mai sentito un potere…
>>
Non sentire di avere un potere o non esercitarlo non significa non averlo.
Quando le DD dicono di non avere poteri fanno riferimento a quel che pare loro di non avere. Ma per saperlo se esiste o meno bisogna ascoltare l’altra campana.
RDV
Intervengo su alcune questioni sollevate da Lasam ed esprimo il mio punto di vista che, premetto, può anche non coincidere in toto con quanto esposto nel manifesto degli Uomini beta.
L’obiettivo che ci si prefigge con Uomini Beta è offrire il proprio contributo per dar vita a una reale parità tra i sessi. Dal momento che in questo il Femminismo ha fallito, in quanto è emerso in maniera evidentissima che non aveva di mira questo bensì esclusivamente revanscismo e acquisizione di privilegi, la “palla” passa a coloro che ritengono di avere veramente a cuore questo tema, ossia in questo caso gli aderenti/sostenitori di questo sito-blog, pur sottolineando che non tutti i partecipanti al blog si riconoscono nei punti fondanti del Movimento. Come si può operare per il raggiungimento di questo obiettivo oggigiorno, nell’anno del signore 2010?
Alcuni punti.
Abrogazione della legislazione che lede questo principio; critica a un’interpretazione della storia, di stampo femminista, che considera gli appartenenti a un sesso come i soli responsabili delle pagine più barbare del passato; critica alla visione femminista della società odierna, penetrata profondamente nel politicamente corretto oggi dominante tanto da esserne inscindibile, che considera ancora l’uomo come oppressore tout court, che alimenta un conflitto inutile tra i sessi, che alimenta il vittimismo femminile e non ascolta la voce maschile se non quella zerbina e adulatrice; rimettersi in discussione, uomini e donne, per abbandonare nella vita pratica alcuni modi di fare che non vanno verso quella direzione, per esempio, e qui mi ricollego alla discussione affrontata poco sopra, rifiutare da parte delle donne quella stupida tradizione “cavalleresca” che vuole l’uomo farsi carico di tutto il processo di “corteggiamento” e da parte degli uomini rifutare quella stupidissima considerazione della donna come di “facili costumi” se portata al “sesso fine a se stesso”, in quanto è sciocco e non “paritario” considerare in questi casi la donna “puttana” e l’uomo “grande corteggiatore e don giovanni”. Di conseguenza anche gli uomini, sotto certi aspetti, si dovrebbero dare una mossa.
Da come parli di te stessa, Lasam, mi sembra che tu sia una donna che è sulla buona strada per ricercare e applicare nella tua condotta di vita un rapporto paritario con l’altro sesso. Ciò non toglie che la maggior parte delle donne sono invece un pò restie a intraprenderlo. Per questo ci si rivolge anche a loro perchè prendano atto che ciò che si sta costruendo non è una vera parità, bensì un capovolgimento nelle posizioni di potere.
Insomma, tutto molto politicamente scorretto e diffcile da ottenere, non solo per la chiusura femminile a riguardo, ma anche per l’incapacità maschile di prendere atto dello “spirito” dei tempi, della quale abbiamo avuto numerose testimonianze.
@lukecage…scrivi”Se io uomo incontro una bella ragazza e voglio trombarmela pensi che costei se non vesto in una determinata maniera e non le do modo di identificarmi con la sua idea di appetibilità (più una serie interminabile dei variabili che restringe ulteriormente le probabilità di un successo) allargherebbe le cosce? Secondo me no.
Se invece una ragazza che non sia da buttar via decidesse di farsi una scopata con tizio e si facesse avanti dicendo “vamos a trombar” si sentirebbe nella maggior parte dei casi rispondere “con mucho gusto”!!”
Tu pensi davvero che la donna ti si trombi se hai un certo vestito? e per quanto riguarda l’appetibilità..bè…se nn sei appetibile (che io traduco però come piacevole ai miei occhi, e non col conto in banca)perchè dovrei mangiarti? e ti faccio notare che poi usi “una ragazza che nn sia da buttare via” e allora mi domando…la bruttina, o la racchia..non hanno lo stesso diritto di trombare di un uomo beta? e perchè allora a lei sarebbe più difficile sentirsi dire con mucho gusto?
io non nego la realtà, che però non descriverei come fai tu, ma semplicemente direi che l’uomo(per fortuna non tutti) si tromberebbe ogni bella ragazza che incontra, mentre per la donna è leggermente diverso. Questo leggermente diverso vuol dire che la donna (io speravo pure l’uomo) da al sesso anche un significato diverso. Se questo è dato da un fatto culturale che appunto vede l’uomo macho e la donna troia se seguono lo stesso comportamento ti dico che è molto probabile. Ciò non toglie che l’essere umano debba secondo me distanziarsi dall’animale che segue solo il proprio istinto, e proprio per questo sarebbe auspicabile che quella che è la sessualità venga vissuta si liberamente, ma questo non significa darla a tutti!! liberamente significa saper esprimere se stessi, le proprie fantasie e i propri desideri sessuali, col partner..che deve avere la stessa lunghezza d’onda.
quello che dici tu è semplice accoppiamento tra estranei…dare sfogo a pulsioni animali senza un minimo di sentimento. sei bella? ti scopo. forse sta qui il problema…nelle coppie, perchè poi l’uomo non ti scopa più, o ti scopa sempre allo stesso modo…perchè lui vorrebbe solo possedere un altro corpo, la novità lo eccita ed è incapace (generalizzo, ovvio) di creare un rapporto vero con una donna che non sia solo bella, ma che condivida con lui idee e un certo modo di vedere la vita.
Parli di disparità nel soddisfacimento degli impulsi sessuali…ma ti rendi conto che anche la donna racchia ha gli stessi impulsi, e allora che dovrebbe dire? mi fa sorridere l’idea che pare radicata in questa visione: uomo beta (che deduco..bruttino)vuole avere il santo diritto di trombarsi la bella donna…perchè se no c’è disparità nel soddisfacimento degli impulsi. hahahah…perchè non chiedi ad una donna brutta se vuole essere trombata? magari ti stupiresti della risposta(qualsiasi essa sia)
Sono convinta che seppur nella vita la sessualità abbia un gran peso, ci siano anche cose più elevate da ricercare, per se stessi, per raggiungere un grado di evoluzione che possa permetterci di definirci umani e non bestie.
Per quello che riguarda l’ntervento di Cristiana, bè..io non mi riferivo a quello che hai sottolineato tu, adesso nn so, magari ha fatto più di un intervento e nn mi sono spiegata bene. Certo che se il rivoluzionario che è in te vorrebbe la donna ( che sia però bella, sia chiaro) disponibile sessualmente sempre e comunque, mi pare un pò a livello dell’uomo della pietra…più che reazionario direi ^_^
rino..ma allora sono gli uomini a darmi quel potere?
anche se non lo voglio? anche se non lo vivo come un potere?
e da donna, che dovrei fare? darla a tutti cosi almeno mi libero di un potere che nn sento mio? hhhahahahha..scusa la risata…non so come mettere una faccina che faccia capire il mio stato d’animo.
DD-FF-UU-MM…semplici donne e uomini…forse questo uso di sigle è per comodità?
quindi adesso che capisco la tua precedente affermazione, ti dico…il fine è giustamente non avere secondi fini, ma è cosi? se è vero che la donna ha il fine di approfittarsi dell’uomo in termini economici, allora l’uomo ha il fine di approfittarsi della donna fisicamente. Qui capisco allora il vostro dire…anche la donna dovrebbe approfittare dell’uomo in termini fisici, non sentendolo come un approfittare ma come una cosa normale. quindi vorreste che la donna fosse mossa dalla stessa bestialità(perchè di questo si tratta). senza neanche la possibilità di scegliere a chi darsi fisicamente, se no farebbe distinzione (alfa/beta). Mò vi vorrei vedere chiederla a tutte le donne che non vi piacciono fisicamente…poi ne riparliamo.
Se invece non ho capito…sono qui per capire meglio.
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=13606715
Iasam, si vede che non hai letto il sito. “Uomo Beta”, infatti, non significa “bruttino”, ma maschio appartenente alle classi non dominanti, al di la del suo aspetto fisico ed esteriore.(io ad es. sono un uomo beta, ma non mi ritengo affatto “bruttino”)
Inoltre, vorrei rammentarti una abissale differenza tra uomini e donne nella scelta del partner.. Un uomo, se la scoperebbe una donna bruttina, certo, è normale che preferisce una bella, ma comunque una scopata se la farebbe con una bruttina(se lei si dichiara, ovvio). Mentre una donna, mai e poi mai si farebbe scopare da un uomo che lei ritiene “bruttino”(bruttino secondo i canoni mediatici, perchè come sappiamo le donne si lasciano maggiormente influenzare dai media). Questo, per quanto concerne, una semplice relazione sessuale. Invece, per quanto riguarda una relazione lunga e progettuale, vale un concetto analogo: un uomo sposerebbe una donna disoccupata, mentre una donna non sposerebbe mai un uomo disoccupato.Poi, ovviamente, vi sono eccezioni nell’ uno e nell’altro caso che non violano la regola.n
Morale della favola: se un uomo è “bruttino” non ha possibilità di scopare, se poi è anche disoccupato, o precario, nemmeno avrà la possibilità di convivere o di sposarsi. Mentre, una donna, a parti invertite, queste possibilità ce le avrà comunque.
Iasam, queste cose non vanno a vostro onore.Queste selezioni le trovo disumane e razziste.
Lasam, sto seguendo i tuoi ultimi post, perdona l’estrema franchezza ma come forse già ti ho spiegato, il sottoscritto qui non recita la parte del moderatore tradizionale ma esprime il suo pensiero come tutti gli altri.
Mi pare che stai scendendo gradualmente di livello rispetto al tuo primo post nel quale ti eri espressa in modo interlocutorio nei nostri confronti. Peraltro mi ero anche premurato di correggere un leggero eccesso di chiusura di Luke nei tuoi confronti che mi sembrava improprio e inopportuno.
Francamente penso che, forse, tu possa fare e dare di più alla discussione che non ripetere litanie scontate e ascoltate fino all’inverosimile. Del tipo “dare sfogo a pulsioni animali senza un minimo di sentimento”, oppure “Ciò non toglie che l’essere umano debba secondo me distanziarsi dall’animale che segue solo il proprio istinto, e proprio per questo sarebbe auspicabile che quella che è la sessualità venga vissuta si liberamente, ma questo non significa darla a tutti”, oppure ancora “uomo beta (che deduco..bruttino)”, e ancora “anche la donna dovrebbe approfittare dell’uomo in termini fisici, non sentendolo come un approfittare ma come una cosa normale. quindi vorreste che la donna fosse mossa dalla stessa bestialità(perchè di questo si tratta)”…
Per non parlare di tutto, e sottolineo TUTTO il tuo commento in risposta all’articolo di Barnard “Un cane che si morde la coda”. Una sequela di banalità e luoghi comuni veramente desolanti, dal mio punto di vista.
Più sghignazzamenti e atteggiamenti vari, che si leggono fra le righe e le pieghe dei tuoi interventi, che in realtà mal celano la tua vera volontà che non è quella del dialogo, a mio parere. Te lo dico sinceramente. Altre donne sono intervenute, anche in modo critico, ma il loro atteggiamento era molto diverso dal tuo. Naturalmente ce ne sono state anche altre che hanno avuto comportamenti offensivi, aggressivi e provocatori. Tu non sei fra queste ultime però ciò che leggo nelle tue parole non è un autentico desiderio di confronto.
Naturalmente tu mi risponderai che non è così ma quello che conta non è ciò che noi pensiamo ma quello che gli altri avvertono dalle nostre parole. E io avverto una profonda ostilità da parte tua e anche una punta di disprezzo (questi continui riferimenti alla “bestialità” della pulsione sessuale maschile non sono una gran bella cosa, credimi…). Gli uomini sarebbero “animaleschi” e le donne le “sentimentali”… Ma su, cerchiamo di dare qualità alla discussione e di fuoriuscire da questi luoghi comuni scontati, banali, miseri sotto ogni punto di vista.
Ovviamente, sia chiaro, sei liberissima di esprimere le tue opinioni, però io credo che si possa fare di meglio…
Può anche darsi invece che questo sia effettivamente quello che sei in grado di dare e nulla più (in questo caso ti ringrazierei lo stesso del tuo contributo), però, se ti interessa (e molto probabilmente no) questa è la mia opinione. Non sono certo un giudice ma solo un uomo a cui, leggendo le tue parole, come si suol dire, cascano le braccia. Scusa ma non riesco a dire altro. Stavo per cominciare a scrivere una risposta più articolata alle tue argomentazioni ma poi ho desistito. Non ero motivato a farlo. Se vuoi riflettici altrimenti infischiatene. Fai come vuoi.
Fabrizio
lasam: Non intendo essere privilegiata, alla pari va benissimo. Non vorrei essere trattata con nessun riguardo per il mio sesso
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Ecco, questo smonta ogni propaganda femminista, che altro aggiungere?
Riguardo alla bestialità della sessualità maschile è un altra fandonia, molti uomini si sentono lusingati da questi insulti femminili. Ma le donne invece sono sicure della gentilezza maschile, e la sfruttano per il loro potere.
Anche la più brillante e motivata delle donne avrebbe delle SERIE difficoltà a capire e contribuire alle tematiche qui trattate per il semplice fatto che calarsi dalla parte di LUI è una cosa impossibile per “l’altra metà del celo”.
Tra l’altro la cultura e la vulgata corrente non contempla il fatto che una donna debba intuire conoscere le esigenze maschili (per lo meno nelle fasi iniziali dell’approccio/conoscenza), quindi ogni congettura fatta da una donna su come un uomo debba comportarsi o cosa è lecito debba desiderare andrebbe accolta con il sorriso con cui si assiste ad un bambino/a che si cimenta in un compito al di sopra delle proprie possibilità.
Il problema delle donne come Lasam è che capisci subito dal modo di porsi e dalle scelte linguistiche adottate sin dalle prime battute l’effettiva volontà di affrontare un compito già di per sè arduo (le ho scritto che negando certi presupposti è come comunicare adottantdo lingue diverse ma è stato inutile…).
Lasam si sta un pò divertendo con noi, l’autoironia non ci mancherebbe se solo non servisse spesso come sistema di difesa (questo per tutti/e).
Ciao Lasam, oggi ho letto i tuoi interventi, desidero per un attimo allontanarmi da quanto persegue il manifesto per dialogare con te, da uomo a donna.
Per fare cio’, sarebbe opportuno sedersi di fronte ad una tazza di caffè, ma questo significherebbe che io avrei dovuto trovarti, ma diciamolo, sarebbe più giusto dire che AVREMMO DOVUTO TROVARCI, bene.. partiamo quindi da questa PARITA’: ci troviamo in un luogo/locale X.
Ora, in questo luogo X, a meno che il sottoscritto non si faccia avanti, tu non lo avresti fatto, sorvolo su aspetti secondari non di seconda importanza per voi donne (piu’ volte disquisito in questo ed altri articoli, generalizzerei è vero, ma tu ed io non siamo la maggioranza, e la maggioranza, in democrazia, crea forza di opinioni, di decisione e di posizioni sociali, e questo credo tu lo sappia bene)
Continuando siamo gia 1-0 per me, proseguiamo.. sappiamo entrambi benissimo cosa succede al primo approccio, ci si propone velocemente con argomentazioni piu’ disparate, raramente si parla del proprio io, appare ovvio non trovi?, ma mentre l’uomo cerca di essere se stesso, spesso sa che non puo’ esserlo, perchè egli parte sempre svantaggiato, sente l’onere del corteggiamento dovuto, il fatto di essere comunque e sempre brillante, deve argomentare su diversi campi, evitando di essere monotematico, tanti di questi aspetti sono paragonabili allo zapping televisivo, e allo stesso tempo deve: stare attento ai messaggi sia corporei che visivi che le lancia la lei di turno e via dicendo; Tutto questo mentre lei e’ li, tranquilla, giudice dei tuoi comportamenti e del tuo modo di fare, a lei poco importa di sapere tu chi sia, non si pone generalmente in maniera accomodante, non si preoccupa di fare altrettanto, lei e’ li a giudicare e basta.. alla fine della fiera se lui e’ stato abbastanza brillante, simpatico, carino, gentile, sensuale, etc etc, e ti chiede di rivederlo (da notare sempre LUI che chiede il numero di telefono) allora la lei di turno DECIDERA’ se ha passato l’esame o meno..
Ritornando al nostro incontro, Lasam, è molto probabile che accada quanto sopra anche con te, inoltre stai sicura che all’atto di pagare, sarò io ad avvicinarmi alla cassa o piu’ semplicemente a chiedere “quant’è?” al cameriere che ci ha portato i caffè, per voi e’ visto come un fatto DOVUTO (Leggasi galateo), cosa che inevitabilmente ccozza contro quanto asserisci nei tuoi replies, oltre che porsi le domande: ma perchè deve sempre l’uomo assumersi l’onere di tutto il processo conoscitivo e l’inevitabile conto finale? in barba ovviamente alla tanto decantata distanza che si evince dal tuo commento:”un uomo paga la cena per fottere, dice leonardo…allora che nn la pagasse…perchè se no è l’uomo per primo che valuta la donna come troia, comprabile sempre e comunque.” allora cerchiamo di capire: quando questo e’ visto come galateo? e quando viene comparato ad un acquisto sessuale? ai posteri l’ardua sentenza..
siamo gia 3-0 per me Lasam,(approccio, contatto e 1° pagamento) per capire una perfetta sconosciuta, ho dovuto superare gia’ i primi tests, tu ti sei limitata a giudicare e decidere, e tutto questo senza una benchè minima “BESTIALITA’ SESSUALE” neanche accennata.
potrei continuare ma credo che hai compreso cio’ che voglio esprimere, la tanto decantata parità non solo non esiste, ma esiste una differenza sostanziale sia di pensiero, sia di relazionarsi sia di risultato, nonostante le innumerevoli variabili poste in essere, e’ certo che l’onere di tutto risulta sempre a carico dello stesso soggetto: l’uomo! la donna si arroga PRIVILEGI e null’altro, il piacere quindi, specie nelle prime fasi conoscitive, e’ sempre unilaterale, è sempre l’uomo che si pone, si mette sotto esame inevitabile, paga ed alla fine e’ persino giudicato!
Ora, alla luce di quanto affermi, ritengo che tu sia una donna matura, qundi disquisiamo forse di altri anni, magari una ventina di anni or sono, ed infatti la denuncia che sussiste in questo sito vuole evidenziare come da una 30ina d’anni piu’ o meno le situazioni si siano stravolte, ergo prendere ad esempio la tua esperienza senza avere il coraggio di guardarsi oggi a 360°, equivale come ti dicevo ad aria fritta perchè, bada bene, che chi ti scrive, come il sottoscritto, non è una persona poco piacevole, emarginata, sporca, poco affine alla dialettica, al personale, e quant’altro, al contrario, è una persona che, pur avendo una propria vita relativamente tranquilla, normale, vive molti luoghi e desidera porsi in maniera costruttiva dinanzi alla QM che appare sempre piu’ evidente, chiaro.. se tu rimani nel tuo guscio, non ti informi, non hai merito costruttivo in nessuna discussione, ergo è totalmente inutile andare sul personale, come hai fatto tu, per distruggere quello che, al contrario, generalmente accade! se la pensassi come te, agissi come te, molto probabilmente anche io penserei che Fabrizio Marchi e’ un inetto e tutti gli altri betini ed idioti.
Detto questo ti vorrei far riflettere che se è pur vero che siamo in una società “tette e culi” è anche vero che c’è chi si presta a dare quelle tette e quei culi! ergo la tattica di passare la palla sempre all’uomo non regge, in quanto mentre solitamente quelle tette e culi di cui parli appartengono a fighe della madonna che mai e poi mai la darebbero per amore ad un idraulico, è anche vero che la danno ben volentieri al 50enne grafico che le ha ingaggiate per tale spot, e stai pur certa che io, personalmente, posso dirti di avere, ad oggi, due amanti con qualche problema fisico (linea, o bassine senza molto seno) ma sono delle PERSONE straordinarie, DONNE fantastiche, alle quali non ho esitato a donare la bacchetta magica, e non per spirito umano.. al contrario.. trovo che facciano sesso molto meglio di tante fighe di legno che mi sono capitate.. e qui chiudo la parentesi personale ma non prima di dirti che, a detta delle mie amiche, sono un bel tipo! alle quali rispondo sempre con un GRAZIE! e relativo bacio e piccole coccole, cosa che la strafiga in abiti da ginnastica, al Barnard di turno, non si sognerebbe mai di fare.
Velocemente, concludendo, cerchero di rispondere alle tue domande:
D:”che gli devo dire a donne che facendo come fanno hanno l’uomo figo, ricco, che le mantiene e che danno pure della sfigata a me? o della poco furba?” semplicemente rispondi loro che valgono quanto l’altro e’ stato disposto a pagare, ed aggiungerei che sono delle vere e proprie BESTIE (giusto per le pari opportunità, in quanto se e’ vero che noi pensando alla figa siamo bestie, chi mercifica la vulva non puo’ essere certo meglio..)
D:”Ma qui poi..di cosa si disquisisce in fondo?” http://www.uominibeta.org/2009/11/29/i-principi/, e se non lo hai capito ancora, comprenderai perchè molti non hanno voluto argomentare con te..
D:”Cosa volete voi maschi beta?” come sopra.
D:”che ogni volta che vi tira ci sia una donna che è pronta e felice di soddisfarvi?” a parte che questo e’ un problema che non sussiste, in primis in quanto c’è sempre qualche donna realmente emancipata che attua con piacere il sesso ludico, ma se proprio si e’ fuori dalla media della selezione attuata dall’altra parte del cielo e precari, c’è sempre l’evenienza di qualche gentile donzella che lo attua a pagamento, basta aprire qualsiasi quotidiano per capirsi.. alla faccia delle belle e pie premesse femminili..e comunque si discute di come è USATA LA VULVA per ottenere privilegi e potere, perchè stai tranquilla che se alla donna conviene, si fa anche il 60enne pur di avere un posto di privilegio (ti suona nessun paragone in testa???)
D:”ma nn sapete che anche le donne si masturbano e forse proprio perchè in un rapporto a 2 , il sesso è il completamento di una serie di cose? e che migliora con la conoscenza? ma cosa pretendete se volete cambiare una donna a sera e usarla come un buco?” questo completamento di “cose” implica sempre una sudditanza della vulva da parte dell’uomo (leggasi sopra) ergo se cio’ non accade, voi pur di non fare sesso ludico e di mettervi in discussione, perchè tutto vi E’ SEMPRE E COMUNQUE DOVUTO per la patata che avete tra le gambe, preferite masturbarvi.. ora chiediti se non e’ vero quello che ha evidenziato Rino, ovvero che non usare un potere NON SIGNIFICA non averlo.. ma sopratutto che la gestione sessuale femminile non è mai FINE A SE STESSA!
D:”Io nn sto difendendo la donna in generale, io vorrei capire cosa lamentate voi di preciso, perchè se è quello che avrei intuito (spero di essermi sbagliata) allora non ci siamo.” Non solo non hai capito, fai finta di non capire e per capire argomenti sterili opinioni (trite e ritrite) alle quali risulta difficile dare un apporto costruttivo alle tematiche espresse, lo dimostra la tua successiva supposizione:”se perseguite degli ideali voi come persone, e anelate di condividere la vostra vita con una donna che possa capirvi ed essere sulla stessa lunghezza d’onda, ok..ma se invece aprioristicamente sparate sul sesso femminile senza neanche tentare di vedervi delle differenze, allora non ci siamo.” Questo ritengo sia l’evidenza di quanto affermo.
D:”poi c’è il potere della scelta…scegliere chi non rappresenta quello che odiamo” Chi sceglie e’ sempre la donna, difficilmente l’uomo, non ci raccontiamo barzellette per favore, certo.. questo a meno che tu non sia un vero figo.. e prima che tu faccia un paragone, sappi che ci sono uomini che provano approcci con le bruttine, ma come spesso accade, esse in preda alla sindrome emulativa femminista, si sentono nella medesima posizione delle strafighe, ergo se un uomo e’ bruttino, sa di esserlo, abbassa i suoi target, cerca di essere brillante e propositivo, e non disdegnerebbe sesso con una bruttina, che, al contrario, non solo non si rende conto delle sue reali potenzialità, ma per il solo fatto di avere la vulva si arroga sempre e comunque privilegi da superfiga!
D:”allora se gli uomini si pongono come dice leonardo, forse capisco perchè molte donne si pongono vendendosi…tu compri, io vendo. ma i veri rapporti umani dove stanno?????” stanno dietro la sessualità che voi VENDETE direttamente o, spesso, indirettamente e noi siamo obbligati a comprare, solo che non sempre sono sufficienti i soldi, esempio usufruire della prostituzione, ma per andare con una donna “normale” serve ben altro! e spesso non solo non e’ sinonimo di un sano rapporto sociale, ma non sfocia neanche in una veloce fellatio o (personalmente preferito) cunnilinguo! figuriamoci a fare sesso! ma una cosa e’ certa.. qualcuno avraà pagato solo per provare a vedere cosa poteva accadere in un rapporto.. e quel qualcuno e’ sempre l’uomo (beta), gli alpha scelgono al pari delle donne.. tranquilla!
D:”ancora per demian…se potessi permettermelo la pagherei pure la cena per il solo piacere di farlo,” se non puoi permetterti una cena basta un caffè, un gelato.. sai quante volte in ufficio urlo:” chi vuole un cafeeeee???” ora.. un caffè alla macchinetta costa 25 cents, credi che nessuno dei miei colleghi/ghe possa permettersi un caffè?? certo che si! ma e’ il GESTO che conta! la GENTILEZZA! la CONSIDERAZIONE dell’altro! voi quindi non solo vi lamentate di non poter fare quello che obbligate a fare a qualsiasi uomo, ma non fate neanche il minimo!
D:”..e mi è capitato molte volte di andare io con la mia auto a prendere un uomo…non è questione di sessi.” gia’ e’ questione di mentalità, ma tu sei l’eccezione che conferma una regola..
D:”tu mi piaci, io ti piaccio, allora se uno dei 2 nn ha l’auto l’altro farà quello che va a prendere, se uno dei 2 è economicamente in una posizione migliore, allora sarà più generoso.” Sul fatto dell’auto non ci piove.. e’ il mezzo inevitabile per vedersi.. ma sulla seconda situazione sono TOTALMENTE contrario, dove stà scritto che, in quanto uomo, debba sempre pagare di tasca mia una SCONOSCIUTA? perchè l’onere e gli oneri relativi alla relazione debbano sempre e comunque essere dell’uomo? economicamente piu’ forte vallo a dire anche quando esci con le amiche!! li stranamente pagate tutte alla romana!!!
Alle altre domande non ho risposto perchè dirette ad altri o semplicemente prive di fondamento o, in alcuni casi, in quanto hai dato, come molte donne, risposte su basi PERSONALI che mal si conciliano con la generalità dei fatti esposti.. o piu’ semplicemnte perchè credo di aver scritto anche troppo
Probabilmente la mia cultura non mi permette di essere migliore di quel che sono, ma sto sforzandomi di avere un dialogo, seppur naturalmente in questi miei scritti traspare il mio carattere( che può non piacere..ovvio)
se ogni cosa che dico l’avete già sentita, molto bene…scusate, io non posso leggermi in un giorno tutti gli argomenti e i commenti o sapere cosa avete già sentito o no.
Il mio riferirmi alla bestialità maschile non era tanto un mio pensiero tanto quanto ho colto in molti interventi, che vedono mettere il sesso in primo piano…ed incolpare la donna perchè non la da a chiunque.
Non mi calo nella parte di uomo perchè non lo sono e non posso supporre (come viceversa invece voi fate) quello che un uomo può pensare..tento di capirlo facendo domande.
Se nego certi presupposti non posso avere un dialogo (mi dice LukeCage)…ma io non li ho negati e basta, io ho tentato (cervellino di donna…hè) di spiegare perchè li negherei questi presupposti almeno per come li ha posti lui. Però sulle mie parole che spiegano quanto fosse intellettualmente disonesto il suo modo di porre la questione…non vedo repliche o tentativi di capirle o di spiegarmi dove mi starei sbagliando.
Non siete obbligati a farlo, ovvio…forse ho frainteso lo scopo di questo posto, forse si preferisce cantarsela e suonarsela, e dare della banale a chi tenta una sorta di dialogo.
Non mi sembra di avervi giudicato, nè di avervi dato dei maschilisti o altro, ma voi invece lo fate con me dandomi della banale, di quella che poverina, ci prova ma nn ce la può fare. Sarebbe semplice per me scrivere che state solo dicendo un mucchio di idiozie nei vostri blog, ma questo mi metterebbe in difetto, perchè giudicherei senza prima tentare di comprendere.
Icarus10…chi te lo ha detto che una donna non se lo scoperebbe un bruttino solo per una storia di sesso? cosa ti rende sicuro di questa cosa? “come sappiamo le donne si lasciano più facilmente influenzare dai media”…ma come sappiamo chi??? ma da quale presupposto fai questa affermazione? c’è uno studio su questo? e fatto da chi?…insomma…certe cose che vengono spacciate come CERTE…a me nn lo sembrano affatto. La tua “morale della favola” icarus10…non appartiene a questo mondo…appartiene di più a idee che ti sei messo in testa…e vedi il tutto dietro a questa ottica. se io donna non lavoro…come posso pensare di convivere o sposarmi??? sarei una persona responsabile?? ed ovviamente per un uomo è lo stesso. e la colpa è del sistema se manca il lavoro, non certo delle donne. quella selezione di cui parli la fai tu per primo, ma tu vedi sposati solo belli e ricchi?? siamo seri per favore.
Fabrizio, le risate che faccio sono sinonimo di un mio carattere, che è aperto al dialogo, e vorrebbe interlocutori che lo alzassero di livello…perchè se io sono scesa di livello è stato proprio per rispondere a quello che mi era stato scritto…ma tu leggi gli interventi dei ragazzi qui?…se nn volessi dialogare nn starei qui a scrivere, per divertirmi farei altro, e nn trovo mai divertente prendere in giro le persone…magari faccio qualche battuta, ma sempre in funzione dell’apertura e nn della chiusura. Non sei motivato a darmi delle risposte più articolate, benissimo. Posso pensare che non sai darmele se nn ripetendo che sono io la banale e che vorresti alzare il tono?..posso…ma nn lo faccio…e certo se nn ti ho motivato a rispondermi mi spiace e nn posso costringerti. Però in questo modo il dialogo è bello che chiuso, no?
La prima volta che ho letto QM..ho pensato subito a quella italiana (questione meridionale) irrisolta..praticamente da sempre. Mi chiedo: visto che fare l’amore e’ una cosa stupenda e che ci si diverte tanto solo quando ci si diverte insieme..non sara’ solo un problema di comunicazione..tutta questa bella tensione intellettuale intorno ai ruoli e alle specificita’ di genere? Non dimentichiamo che l’emancipazione femminile (leggi lavoro,diritto al voto, contraccezione) sono cose molto recenti rapportate alla tradizionale relazione tra i sessi. Fino a pochi decenni fa una donna con un rapporto sessuale fuori dal matrimonio rischiava ..il cataclisma..ed e’ normale che alcuni comportamenti restino oggi come retaggio ingiustificato..ma non mi pare così insopportabile. Vero e’ che l’uomo spesso fa il primo passo e che la donna tende a scegliere chi merita andare avanti, pero’ lui ha gia’ fatto la sua selezione e non solo per l’aspetto fisico ma per quel non so che…che tanto ci piace nelle persone che abbiamo accanto. La qualita’ di un amante, le donne lo sanno bene, non dipende certo dalla bellezza e ancor meno dal conto in banca.Certamente ognuno di noi fa della propria vita cio’ che vuole e sceglie per cosa vivere..pero’ la maggioranza delle persone non vorrebbe sciupare la propria esistenza e amerebbe tanto ..emozionarsi..ogni volta. La maturita’ in questo senso aiuta molto perche’ impari a stabilire altre priorita’ e a scegliere con maggiore consapevolezza. Per certi versi mi sento di avere scoperto il sesso..tardi grazie a uomini che lo vivevano come momento di grande condivisione..non solo fisica. Se c’e’ intelligenza, garbo, rispetto e stima da entrambi le parti, la questione del conto non esiste perche’ nessuno penserebbe a sfruttare..la circostanza..figurarsi la persona. Mi viene da tornare alla questione posta all’inizio..ma la comunicazione, lo scambio, la curiosita’ e l’empatia che attrae due persone specie al’inizio..dov’e'? Siamo sicuri che in questi locali colla musica in sottofondo e qualche megavideo..e la nostra intera giornata accompagnata da un ineliminabile brusio..permettano a due persone il silenzio, il tempo, la cornice adeguata per aprirsi..senza troppi convenevoli? Ho qualche dubbio..resto pero’ aperta e fiduciosa nei confronti di un probabile incontro delle menti ..prima e dei sensi..poi. Anna
Allora, lasam, il tuo tono ironico e sarcastico mi irrita un pò, io con te non sono sarcastico, perciò cerca di rispettarmi come io sto facendo con te..Io sto parlando di comportamenti medi e non sto assolutizzando, è ovvio quindi che ci possano essere anche eccezioni e sfumature diverse, però, sono eventi minoritari rispetto alla media. Io non ho detto che non vi possono essere donne che hanno avventure sessuali con uomini “bruttini”, ma è ovvio che sono una minoranza, e che il loro numero è di gran lunga minore rispetto a quanto non sia tra gli uomini: è ovvio, se così non fosse, non ci sarebbe tutto questo consumo di materiale pornografico e ricorso a pagarsi una prostituta tra i maschi. Un uomo, sessualmente è “cacciatore”(non nel senso di stupratore, ma di colui che richiede in continuazione di far sesso), quindi è ovvio che si “accontenta” di un pò di tutto, quindi anche di una donna non avvenente, mentre la donna, quindi, tende ad essere più selettiva in quanto nelle donne la domanda di sesso(cioè la richiesta) è minore a quella maschile, perchè se così non fosse, allora anche tra le donne vedremmo questa richiesta di sesso a pagamento e consumo di pornografia. E invece no. Ecco perchè una donna “bruttina” ha molte più possibilità di far sesso rispetto ad un uomo “bruttino”, proprio perchè la richiesta(in economia, “Domanda) maschile di sesso è molto maggiore di quella femminile, e quindi una donna “bruttina”, se vuole, ne può trovare di sesso a volontà. Mi fa rabbia che neghi questa evidenza,e per piacere non citarmi qualche tua esperienza o magari di qualche tua cugina o amica, le eccezioni non violano la regola.La sessualità maschile e femminile, e quindi anche le loro esigenze, sono diverse.
Per quanto riguarda l’aspetto economico, cerca di non barare con me. E’ ovvio che se nessuno dei due lavora non ci si può sposare, però se lei lavora, non sposerà mai un disoccupato. Mentre un uomo, sì(cioè se lui lavora e lei disoccupata). Anche in questo caso, bada di non citarmi qualche eccezione o tua esperienza personale, per cercare di negare spudoratamente l’evidenza dei fatti.
@Lasam:
Scusa se te lo chiedo Lasam….come si chiama questo sito?
Di che cosa tratta?
Se non rispondi a queste due domandine vuole dire che sei qui solo a perdere tempo,il che sarebbe un problema tuo e di chi sceglie di darti corda…
Il motivo per cui non ti rispondo te l’ho già spiegato : parliamo lingue diverse, tu non accetti determinati presupposti e io non accetto come tu poni le questioni ergo mancano i requisiti minimi affinchè tra me e te possa sussistere un dialogo, nulla di personale.
p.s.:Non pensare che qui siamo una manica di sprovveduti che non si è accorta degli espedienti dialettici di cui ti servi per avere sempre l’ultima parola, contraddicendo chiunque e ricorrendo al mantra “non mi avete risposto” e/o “ignorate le critiche” cosa che hai fatto disonestamente sin dal tuo primo commento (una falsità ripetuta costantemente finisce per avere l’effetto di una verità inconfutabile,ma questo tu lo sai bene..per caso lavori per una nota emtittente televisiva privata?).
@Anna: succedeva un cataclisma perché un rapporto fuori dal matrimonio significava dare sesso gratis agli uomini, invece, gli uomini sotto ricatto, dovevano prendersi tutte le responsabilità e pagare sia la moglie che le prostitute, e malgrado il femminismo, oggi non è cambiato molto.
@Leonardo:il cataclisma succedeva perche’ restava facilmente incinta..il “seduttore”..non sempre si prendeva le sue responsabilita (complice una societa’ che lo giustificava) e la poveretta che non poteva neanche abortire, donava il figlio alla “ruota” o alla balia (i brefotrofi erano pieni). In questo ultimo caso, per mantenerlo, finiva nelle casa chiuse e ogni 15 giorni scorrazzava su e giu per l’Italia..o pensi che a fare le prostitute andassero ragazze naturalmente portate come scriveva il dott. Lombroso?Forse un po’ di ritrosia da parte delle giovinette era giustificata..non ti pare? Oggi non e’ piu’ così e meno male (grazie a degli uomini che hanno inventato la pillola o parlato di sesso in modo nuovo..vedi freud) pero’ i costumi quando cambiano non cambiano per tutti,allo stesso modo e nello stesso momento. Io credo ci sia spazio per tutti i punti di vista e per ogni scelta personale, perche’ confido nello scambio e nella comunicazione. Ho molte amiche e ti posso assicurare che hanno tutte stili di vita molto diversi, alcune sono veramente “trasgressive” altre decisamente piu’ accomodanti..eppure le ho viste felici solo quando si sono innamorate…Non so come funziona negli uomini..pero’ io credo che un punto d’incontro si puo’ trovare..
@Anna:
“(Omissis)..Ho molte amiche e ti posso assicurare che hanno tutte stili di vita molto diversi, alcune sono veramente “trasgressive” altre decisamente piu’ accomodanti..eppure LE HO VISTE FELICI SONO QUANDO SONO INNAMORATE…Non so come funziona negli uomini..pero’ io credo che un punto d’incontro si puo’ trovare..”
Questo è il punto focale, L’uomo da sempre distingue il SESSO LUDICO (Fine a se stesso) dall’AMORE (Sentimenti), chiaro che ENTRAMBI, in una situazione AMOROSA, stiano meglio, essa coniuga in maniera sublime, naturale e completa, l’incontro tra due PERSONE che si danno l’uno verso l’altra, completamente, anima e corpo, SENTIMENTI e SESSUALITA’, senza nessuna aspettativa nè doppi fini, l’uno verso l’altro, questa reciprocità d’intenti viene vista come AMORE. Detto questo si puo’ evincere che, se l’uomo riesce a DISTINGUERE e GESTIRE il SESSO LUDICO (fine a se stesso), la donna, al contrario, non ce la fà, non gli riesce! PERCHE’? come si evince dai comportamenti, dal modo di vestirsi, di atteggiarsi, di selezione, di giudicare, della mancanza di reciprocità dialettica, di educazione civica, di relazionarsi in maniera equa, di aspettarsi privilegi e quant’altro mi sia dimenticato di sottolineare, la donna non è capace di una sessualità ludica in quanto NON RIESCE A SCINDERE l’atto SESSUALE LUDICO (Fine a se stesso), senza un coinvolgimento EMOTIVO (leggasi sentimenti), questo va letto come farfalline dentro lo stomaco, atmosfera, situazione intrigante ed altro che MAL SI SPOSA con l’esigenza sessuale ludica di cui si parla, in quanto GENERA nella donna aspettative disattese, illusioni, coinvolgimenti affettivi non ricambiati, fischi per fiaschi, lucciole per lanterne ma sopratutto porta ad essere INGANNATE dal classico belloccio o dal tipo che ha capito che, anzichè svegliarvi e dirvi in faccia cosa sinceramente vuole, usa queste vostre aspettative per arrivare alla vulva! e ci riesce! tanto per voi dopo risulta facile darvi scusanti emotive dando degli stronzi alla categoria! non ti pare?
Non solo! proprio per questa incapacità di scindere, la maggior parte di voi vive una vita sterile, non vuole essere trattata “come una di quelle”, ma spesso lo diventa! saltando da un letto all’altro, da un’auto all’altra, consumando brevi storie di sesso (perchè queste sono) alle quali avete riposto aspettative amorose puntualmente disattese dall’uomo, in altre parole per l’uomo era semplicemente sesso, sesso ludico, ma ha dovuto porre in essere tutta una serie di situazioni per farvi aprire le gambe, presentandovi il conto dopo, perchè a DIRVELO CHIARAMENTE, rispettandovi in quanto PERSONE, sarebbe un NO! al 100%!! Voi per ovviare alla realtà dei fatti, spesso spacciate queste situazioni per “si.. ho avuto qualche storia.. ma nulla di particolarmente importante..”, negando non solo l’evidenza dei fatti, ma dando sempre alla categoria maschile l’appellativo di stronzi di quanto vi è accaduto!, ciononostante, il prossimo che si presenta, se vi dirà semplicemente che gli state simpatica e vorrebbe semplicemente del sesso da voi, senza complicazioni affettive, il vostro cervello gli dirà NO! e piu’ forte di voi.. rassegnatevi!
Allora! come ho proposto in un altro post, cerchiamo di venirci incontro come? innanzi tutto, grazie all’uomo, oggi potete gestire la vostra sessualità, portatevi sempre un preservativo in borsetta – prova a chiedere alle tue amiche se hanno un profilattico! il 99% ti dirà di no! alla faccia della prevenzione di base! e ricorda che la pillola NON DIFENDE da MALATTIE VENEREE, ricordaglielo! e magari invece di fare i soliti viaggetti a Cuba, in Jamaica e quant’altro conoscete benissimo come luoghi di sollazzo vulvare, andate nei paesi nordici, io ci sono stato! e vi garantisco che li c’e’ la vera emancipazione sessuale femminile! a me personalmente e’ capitato, piu’ di una che non solo voleva usare il SUO preservativo, ma addirittura c’era chi lo usava gusto strawberries, altre zigrinato per aumentare il piacere, altre ancora lo stimolante etc etc! sono stato ABBORDATO nei pub! da fighe che qui manco si sognano di andare con un uomo normale! mi hanno offerto da bere!! hanno interloquito, si sono dimostrate interessate, alcune sono andate anche al sodo! e stò pèarlando di DONNE NORMALI, che sanno gestire la propria VITA e la propria SESSUALITA’!
PROPONETEVI! siate PERSONE, non vulve! a mandare a cagher l’interlocutore lo si puo’ fare anche dopo, e in mille ed uno modi gentili e garbati! studiatevi l’educazione civica! scendete dal piedistallo vulvare! ripudiate privilegi dati alla categoria DONNA dal sistema per SFRUTTARVI e per SOGGIOGARE gli uomini BETA, durante la fase conoscitiva EVITATE di FARVI PAGARE ALCUNCHE’, in modo da non essere sempre nella famosa condizione di “debito sessuale”, se non avete soldi prendetevi un caffè! il BERE, come andare a cena fuori, sono solo ESPEDIENTI per PROLUNGARE la fase conoscitiva! se in tale fase fate spendere sempre all’uomo, aspettate che sia sempre lui a condurre il gioco, e voi giudicate e prendete e basta.. domandatevi, ce la fate a capirlo? domandatevi che razza di relazione conoscitiva è mai questa!?!? provate ad invertire le parti santo cielo! e’ cosi difficile?? se vi comportate cosi date per scontato che lo fate perchè siete voi che avete la VULVA e per tale organo riproduttivo vi arrogate diritti, diritti che quindi appartengono non a voi in quanto PERSONE, ma semplicemente per la FIGA!! come pretendete di essere quindi CAPITE, STIMATE, CONSIDERATE per la PERSONA che siete? chiaro che tutto poi si focalizza per quella! per la vulva!!! e non per VOI COME PERSONA! e voi che fate?? anzichè capire questo, al contrario, SFRUTTATE LA SITUAZIONE!, chiaramente finchè ci sono ometti zerbini! ma poi cosa genera tutto cio’??? genera un popolo di CLONI, che a memoria impara il “ROSARIO VULVARE”, belle o brutte che siano, si comportano di conseguenza, annullandosi come persona per esaltare la propria CARICA SESSUALE!! ecco perchè oggi vediamo le donne, generalmente, prive di qualsiasi costrutto relazionale, prive di dialettica, scomodanti, egoiste, prive di propositività, di femminilità, le vediamo vestirsi, atteggiarsi e comportarsi come ZOCCOLE! ma non lo sono! loro fanno cosi per una serie di FINI! che generano di conseguenza PRIVILEGI! per loro! dall’entrata in discoteca alla carica politica, al posto di velina!
Tutto cio’ si riflette NEGATIVAMENTE sulla di loro e, di riflesso, sulla sfera maschile, perchè per stare dietro alla vulgata, l’uomo deve necessariamente adeguarsi, alla vulva? non solo, la vulva e’ il braccio armato del sistema di POTERE MEDIATICO, che usa le donne normali e le impone usi, costumi, modi di essere, modelli da emulare, che le porta inesorabilmente lontane da ESSE STESSE, esaltando solo quello che conta: L’ESTETICA, SOLDI, POTERE, questo si traduce in REQUISITI SOCIALI, che esse stesse attuano nella selezione, sia per loro stesse (pur non avendone spesso la possibilità economica per soddisfarle) sia per gli uomini beta, che condizionano quindi a 360° gradi, sotto il profilo economico, sociale, e relazionario!
Molto! molto altro è legato a questi pochi discorsi, ma non ho piu’ voglia di proseguire.. a dire il vero, dopo fiumi di parole.. vedendo i vari replies delle intervenute..non so neanche se ne sia valsa la pena..
Ne è valsa la pena, Damien, e ne vale la pena. Dobbiamo imparare a munirci di una grande pazienza. L’impresa a cui abbiamo dato vita è appena iniziata, se cominciamo a stancarci ora pensa come potremo stare più avanti…Dosiamo le energie, attrezziamoci per un lavoro sul lungo e lunghissimo periodo.
Per quanto mi riguarda credo che questo tuo ultimo intervento sia stato uno dei migliori, sicuramente uno dei più lucidi fra quelli che hai fatto fino ad ora. Semplice, chiaro e senza possibilità di fraintendimenti. Hai centrato il nodo della questione, e cioè il modo di essere e di relazionarsi del “femminile” con il “maschile”, per lo meno qui ed ora nella nostra parte di mondo.
Finchè le donne non capiranno che dovranno modificare completamente il loro modo di relazionarsi con il sesso (e con gli uomini), che di fatto le porta a considerare la vulva, come usi definirla tu, il baricentro del loro essere, del loro esistere e del loro stare la mondo, è ovvio che la relazione con gli uomini sarà sempre fondata sull’ipocrisia, sulla menzogna, sulla recita, sul do ut des, sulla logica dello scambio concettualmente mercantile (anche quando l’oggetto dello scambio è una relazione affettiva), su dinamiche di potere e di dominio dell’una/o sull’altro/a (all’interno delle quali oggi gli uomini sono perdenti nel 90% dei casi a meno che, per qualche ragione, non appartengano alla categoria dei maschi alpha).
Ed è proprio su questo modo di essere che il sistema ha avuto e ha ottimo gioco nell’innestare i suoi condizionamenti. E’ proprio su questi aspetti che tu hai evidenziato che è stato contratto il “matrimonio” fra il “sistema” e il “femminile”. E’ proprio questo lo snodo; è qui che dobbiamo sabotare l’ingranaggio, collocare la carica di dinamite… Sarebbe proprio questa la vera rivoluzione femminile (ne parlo nel mio libro); una rivoluzione che non hanno in realtà mai fatto (per questo l’ho intitolato “Le donne: una rivoluzione mai nata”) e che si guardano bene dal fare perché significherebbe per loro guadagnarci in libertà, dignità ed evoluzione ma al contempo perdere molto potere. Un potere che in ultima analisi si fonda sul ricatto sessuale. Chi glielo fa fare? Ed è qui che per le donne scatta forse la loro più grande contraddizione, sulla quale le invito a riflettere. Sono convinte che una volta venuto meno il loro potere sessuale, non abbiano più “armi” nei confronti degli uomini (questo testimonia anche di una grande insicurezza perché se penso di non avere altre risorse per relazionarmi con gli uomini al di fuori del la gestione più o meno oculata del sesso, vuol dire che non sono messa tanto bene…). E da un certo punto di vista, è vero. Dipende da quale angolazione vediamo le cose. Ma è proprio e solo a quel punto che potrà svilupparsi una relazione autentica con il maschile, libera dai condizionamenti e dalle logiche di cui sopra. E’ evidente. Ma questo, come ripeto, comporterebbe da parte loro, un salto in avanti che non hanno MAI fatto finora. E certamente non sono stati i timidi balbettii sessantottini (meri tentativi a sfondo ideologico e nulla più e ben presto rientrati, una volta finita la festa…) di una esigua minoranza di donne a modificare la situazione. Ci vorrebbe ben altro e cioè un grande processo culturale, ma soprattutto psicologico, appunto una rivoluzione (che non vuol dire omologazione né stravolgimento delle rispettive peculiarità, ma la costruzione di una relazione su basi nuove e diverse, fondata appunto sulla reciprocità e sul riconoscimento dell’altro/a, anche nelle diversità).
Mi permetto uno dei miei soliti esempiucci da bignamino. Se vivessimo in un contesto dove c’è una grande scarsità d’acqua (purtroppo il sesso e l’economia politica sono due vicende strettamente collegate) e ci fosse qualcuno che controlla le poche fonti idriche e decidesse quando, come e perché far accedere tutti gli altri all’acqua, pensate forse che possa costruirsi una relazione autentica, umana e disinteressata fra chi detiene e controlla quelle stesse fonti e gli altri, cioè gli assetati?
Direi di no. L’obiettivo del detentore delle fonti sarà quello di vendere l’acqua a caro prezzo per trarne un utile e farà di tutto per difendere quel potere; circonderà i pozzi con del filo spinato, ci metterà dei campi minati, li farà circondare da carri armati ecc. , esporterà l’acqua attraverso delle condotte e la venderà al miglior offerente. E non si farà nessuno scrupolo se per difendere i suoi pozzi dovrà far ricorso alla violenza.
Gli altri, gli esclusi dal godimento dell’acqua, faranno di tutto pur di arrivare all’acqua; con l’astuzia, con l’inganno, con il pietismo, con il servilismo, con la violenza.
Finchè non sarà possibile per chiunque accedere all’acqua liberamente e gratuitamente, visto peraltro che il Signore e/o la Natura ce l’hanno messa gratis sulla Terra per usufruirne tutti e non ci hanno detto che debba essere venduta o privatizzata (ultimamente qualcuno ci sta provando e non è escluso che abbia successo…), continueranno ad esserci le guerre per l’acqua. Talvolta saranno palesi, altre volte striscianti, ma sempre guerre saranno…
So già che l’esempio verrà sottoposto a dura critica perché il sesso non è l’acqua, entrano in ballo altri fattori, si può bere da soli e invece il sesso si fa in due, che entrano in ballo i “sentimenti” che con l’acqua non c’entrano nulla, ecc. ecc. ecc.
Nonostante tutte queste possibili obiezioni, anche in parte plausibili, credo che possa aiutarci a capire di cosa stiamo parlando.
Fabrizio
Reciprocità e spontaneità.. due argomenti che questa estate, sono stati protagonisti di alcune ore sotto il sole.. tra amici, conoscenti, coppie, single, divorziati.. l’argomento è uscito fuori.. e n’è discusso parecchio.. poi le solite uscite delle donne single prossime agli anta, che se ne esono fuori coi soliti ritornelli femministi, che non ci sono piu’ gli uomini di una volta che bla BLA BLA e bla!.. non ho resistito.. con una mi sono preso mentalmente a schiaffi… alla fine ho vomitato il mio pensiero alle poverette sempre sole che non trovano l’uomo giusto.. a quelle che iniziano spesso con la solita frase fatta “Gli uomini hanno paura di amare!!”.. per poi proseguire alle mie dimostranze con “io sono diversa dalle altre”!!..ho risposto in maniera secca..”Ma chi sarebbero ‘ste altre’ se ognuna di voi è seria e diversa dalle altre?vorrei capirlo.”
Ecco la donna single, seria e diversa dalle altre:
non si concede subito agli uomini normali eppoi ha due-tre amici ATTRAENTI, FIDATI e NASCOSTI con cui fa sesso quando le pare, oppure se li sceglie accuratamente in discoteca, insomma la sua vita sessuale è totalmente APPAGANTE.
Essendo appagata questa, è sempre alla ricerca del “fessacchiotto”, colui che dovrebbe “sistemarla”, “accasarla” (e non si intende eclusivamente per meri motivi economici, aprite la vostra mente…).
A questo punto, spesso complice l’età non piu’ rosea, incontra due categorie di uomini:
-chi non conosce le donne (che poi molti di questi sono proprio brutti e quindi le tipe di cui sopra accuratamente continuano a scansansarli.. ci mancherebbe!).
-chi le conosce.
chi non le conosce, si fa rivoltare come un calzino.. all’inizio la donna è tutta rosa e fiori, gentile, dolce, premurosa, poi subentra la noia.
poichè la donna, a differenza dell’uomo, ha corteggiatori OVUNQUE, quando subentra la noia comincia (totalmente all’oscuro del partner), a guardarsi intorno, per trovare “nuove emozioni”, mentre l’altro è sicuro di se, tranquillo, non sospetta niente.
In segutio, appurato e testata la nuova situescion, si inventa litigi inutili e lo molla al volo per qualcuno che magari invece.. le donne le conosce..eccome!!
così ci fa sesso.. si sente rinata! considerata! le farfalle nello stomaco..ma spesso chi conosce le donne, le tratta come i cerini.. dopo averle fregate le molla.. e poi vengono magari in questi siti a pianger lacrime di coccodrillo.. se non peggio.. al uale non c’è mai fine.. ovvero a chiedere il perdono al fesso di prima..
Nel frattempo pero’, il fesso di prima, dal non conoscere le donne.. ha capito cosa sono: nella maggioranza dei casi, delle mere opportuniste..
quindi capisce che è inutile fidarsi delle tipe che dicono “io sono diversa dalle altre”, tanto la donna che se lo può permettere fa così:
-amante attraente o compagno di sesso.
-fidanzato “serio”.
-amico (quello a cui non la darà mai e da cui scrocca qualsiasi cosa).
Ora è chiaro che l’uomo deve ambire alla prima posizione.
se è particolarmente bella, anche la seconda può starci, ma sempre senza innamorarsi.
evitare di fare l’amico delle donne.
L’uomo che conosce la donna, sa che è finita prima di iniziare. ecco il perchè!
Inutile dire che la fauna maschile locale, tranne rare perle, ha sostenuto a vulgata femminista.. ma la sera ho avuto piu’ di una telefonata sul cellulare.. econdo voi.. mi hanno chiamato gli uomini per dirmi che avevo ragione, oppure qualcuna che mi invitava a passare con lei qualche ora dinanzi ad un drink?
Penso che ti abbiano cercato le gentili signore per un paio di motivi.Sei una voce fuori dal coro e le donne sono curiose ma soprattutto, specie quelle con un po’ di esperienza, esigenti a letto e uno con la tua animosita’ e partecipazione stimola molto…chissa’ questo di cosa e’ capace tra le lenzuola.. Inoltre tu con le tue argomentazioni hai toccato un punto dolente: l’incompresibile e inutile ipocrisia che ammanta ogni approccio con l’uomo. Quello che sta a cuore alle donne e’ il risvolto dell’inutilita’. Ci giochiamo spesso, complice un sistema autoreferenziale, per stringere cosa? Il poter attingere a una cena o un weekend pagati non ripagano di una cocente realta’: la solitudine. Le donne, specie quelle colte single e rampanti, sono sole. Possono incontrare appuntamenti mordi e fuggi ma questo non fa che aggravare la loro malinconia. Conosco bene diverse amiche single e non per scelta che intorno ai 40 anni non fanno altro che lamentarsi degli uomini..che non sono piu’ quelli di un tempo.. Ma come, dico io, si e’ fatto tanto per cambiare..e adesso?. Sara’ che Berlusconi ci ha abituato a credere ai complotti? Ma su..Non a caso spesso in questo blog si e’ parlato del rancore nutrito nei confronti degli uomini…come se le donne dovessero far loro pagare un conto, una sconfitta irrisolta. Le donne sanno di aver bisogno di un uomo per amare, per sognare, per costruire..e poi cercano di distruggere quel giocattolo che non e’ riuscito a restare nuovo per sempre. Le mie amiche divorziate (tre in particolare che hanno chiesto la separazione) rimproverano all’ex (lasciato) di non averle rese felici, di averle deluse e non essere stato all’altezza… Ma se per giocare e divertirsi basterebbero pochi sassolini…occorrono patti chiari e amicizia lunga. Le donne non amano mettersi in discussione ma vivono tutto il disagio di una relazione irrisolta. Poi pero’ capita che al mare sotto l’ombrellone capita di sentire qualcuno che parla in maniera diversa…e allora..sarebbe carino..approfondire l’argomento…
maria
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esigenti a letto e uno con la tua animosita’ e partecipazione stimola molto
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Premesso che anch’io sono uno che non le manda a dire, non mi è mai capitato di ricevere inviti da qualche donna che mi aveva sentito fare certi discorsi: ho dovuto sempre farmi avanti io. O meglio: mi facevo avanti io, perché ormai ho smesso di farlo, considerando gli atteggiamenti insopportabili delle donne, nonché le continue umiliazioni a cui si va incontro. Insomma, tutta roba che una donna non conosce minimamente e di cui gli stessi uomini evitano accuratamente di parlare, un po’ per inconsapevolezza, un po’ per vergogna, un po’ per stupidità.
Riguardo all’essere esigenti a letto, pure in questo caso c’è da dire che generalmente le donne esigono molto, ma in cambio danno molto poco. Per non parlare del fatto – evidenziato più volte in questo blog – che partono sempre dal presupposto di poter essere giudici, ma non giudicate. Vere e proprie bambine arroganti, infantili, profondamente immature, generatrici di negatività e violenza.
maria
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Conosco bene diverse amiche single e non per scelta che intorno ai 40 anni non fanno altro che lamentarsi degli uomini..che non sono piu’ quelli di un tempo..
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Tralasciando il fatto che il femminismo ha combattuto e combatte proprio quel genere di uomini che le 40enni di oggi dicono di rimpiangere, immagina cosa accadrebbe se io, in pubblico, dicessi che “le donne di oggi non sono più quelle di una volta, perché oltre a non saper soddisfare sessualmente un uomo, ed a rompere continuamente le palle, non sanno neppure cucinare un piatto di spaghetti con le vongole”… Dico questo perché io ho 36 anni, e fra quelli/e della mia generazione è più facile che sappia cucinare un uomo piuttosto che una donna…
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maria
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Le donne sanno di aver bisogno di un uomo per amare, per sognare, per costruire..
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Quando avevo 20 anni pensavo le stesse cose (alla rovescia, naturalmente); oggi avrei solo bisogno di tremila euro al mese per risolvere tutti i miei guai. Tanto ormai i sogni non esistono più: c’è soltanto la dura, cruda e schifosa realtà.
http://www.beppegrillo.it/2010/08/le_morti_rosa/index.html?s=n2010-08-12
onestamente da beppe grillo non me lo sarei aspettato
maria
@
onestamente da beppe grillo non me lo sarei aspettato
@
Io sì.
Io invece sì, Grillo è solo un buffone, un guitto, un pagliaccione che gioca a fare il “rivoluzionario”. In realtà è del tutto funzionale al sistema di cui è uno strumento. E’ la cosiddetta “antipolitica”, oggi va tanto di moda, che ha come finalità proprio quella di allontanare le persone dalla politica, intesa, per quanto mi riguarda, nel senso più alto e nobile, non quella del palazzo, ovviamente.
Ma l’obiettivo non dichiarato dei qualunquisti dell’”antipolitica” è proprio questo. Grillo è uno di questi, insieme ad altri personaggi come Travaglio e simili.
Molta gente ci casca e li vota pure. D’altronde oggi il partito giustizialista-populista-peronista, leggi Italia dei Valori, guidato da un “questurino” come Di Pietro, raccoglie la grande maggioranza dei suoi consensi proprio a sinistra (dove si è collocato).
L’altra faccia della medaglia. Due forme dell’ “antipolitica”. Il “berlusconismo”, cioè liberismo mercatista e senza regole da una parte, dove il garantismo è solo una maschera per difendere gli interessi privati di una elite, e il partito dell’”ordine” e delle manette facili dall’altra.
Non so cosa sia peggio.
Fabrizio
“Il nostro appello è INNANZITUTTO rivolto a tutti gli Uomini Beta affinché prendano coscienza della situazione e adottino comportamenti conseguenti, tesi a modificare sostanzialmente anche i comportamenti femminili.”
Fin qui mi trovo d’ accordo.
“Ma ci rivolgiamo altresì alle donne non appartenenti alle elite dominanti, sollecitandole a riflettere sul ruolo che hanno scelto e scelgono di recitare, invitandole ad uno scatto di dignità e di amor proprio e al rifiuto di quelle logiche strumentali, avvilenti, aberranti e antiumane, che abbiamo descritto.”
Questo mi lascia alquanto perplesso.
Dal mio punto di vista, se avessero voluto prendere in considerazione una riflessione di questo tipo, lo avrebbero già fatto. Evidentemente non gli interessa.
Del resto, è mia opinione che, fintanto che il sistema continuerà a collocarle in una posizione di relativo privilegio, esse si guarderanno bene dal mettere in discussione il sistema stesso.
La loro posizione a me sembra alquanto chiara: vittimismo ad oltranza per portare a casa il più possibile, ma solo per loro stesse. Mors tua vita mea.
“Ma ci rivolgiamo altresì alle donne non appartenenti alle elite dominanti, sollecitandole a riflettere sul ruolo che hanno scelto e scelgono di recitare, invitandole ad uno scatto di dignità e di amor proprio e al rifiuto di quelle logiche strumentali, avvilenti, aberranti e antiumane, che abbiamo descritto.”
Questo mi lascia alquanto perplesso.
Dal mio punto di vista, se avessero voluto prendere in considerazione una riflessione di questo tipo, lo avrebbero già fatto. Evidentemente non gli interessa.
Del resto, è mia opinione che, fintanto che il sistema continuerà a collocarle in una posizione di relativo privilegio, esse si guarderanno bene dal mettere in discussione il sistema stesso.
La loro posizione a me sembra alquanto chiara: vittimismo ad oltranza per portare a casa il più possibile, ma solo per loro stesse. Mors tua vita mea”. (Sandro)
Caro Sandro, è evidente che il nostro messaggio è rivolto, come già ho avuto modo di sottolineare in precedenti post, principalmente agli uomini (beta), per ovvie ragioni che già ti ho spiegato e che hai ampiamente compreso leggendo i vari articoli sul sito e in particolare il nostro Manifesto e credo l’articolo dal titolo “Reciprocità e Spontaneità”, se non erro, di cui riporti alcuni passi del nostro appello conclusivo.
E’ ovvio che non potevamo esimerci dal lanciare quell’appello anche alle donne (non appartenenti alle elite dominanti). Credo che tu abbia gli strumenti necessari e sufficienti per capire la ragione che ci ha spinti e ci spinge a rivolgerci anche a loro. Il nostro è un invito, in questo caso, come recita quel passo, ad abbandonare il ruolo, la funzione, che è stata loro attribuita e che loro stesse hanno accettato di buon grado. Saremmo felici se alcune o molte di loro accettassero il nostro invito ma restiamo ovviamente convinti che non saranno di certo loro per prime a muovere la classifica, come si dice in gergo calcistico. E questo perché, come giustamente rilevi anche tu “fintanto che il sistema continuerà a collocarle in una posizione di relativo privilegio, esse si guarderanno bene dal mettere in discussione il sistema stesso”.
Sono infatti gli uomini (beta) ad avere l’interesse oggettivo a trasformare la realtà ed è a loro che ci rivolgiamo ed è su di loro che puntiamo.
Le rivoluzioni, diceva una volta un signore, non si fanno per scelta, ma per necessità, e chi le fa, se potesse, farebbe in realtà volentieri a meno di farle, ma è costretto dalla situazione oggettiva.
Prima o poi qualcosa si muoverà, stanne pur certo. A noi il compito (arduo) di preparare il terreno e le condizioni.
Fabrizio
Capisco l’ opportunità di estendere il messaggio anche a loro.
Io ho semplicemente paventato un rischio: stiamo attenti a non mettere le battaglie maschili nelle mani delle donne.
Sarebbe un autogol madornale, sempre per restare in ambito calcistico.
Vista la visione che hanno del concetto di pari opportunità, ci farebbero avere una caramella spacciandola per un pranzo.
E tanti magari le ringrazierebbero pure.
Comprendo le perplessità di Sandro e le condivido.Purtroppo è dimostrato anche dagli interventi della maggior parte delle donne su questo sito (e non solo su questo) che il nostro messaggio,oltre a non essere rivolto a in primis a loro,viene anche strumentalmente travisato.
Mia personale opinione è quindi continuare a coinvolgere uomini e se si fa avanti qualche donna che mostra esprimersi in maniera pertinente (leggasi prendersi la briga almeno di sapere di cosa tratta il sito ed esprimersi nel merito delle questioni ovvero sui contenuti) e con atteggiamento costruttivo,ben vengano..
Ma come scrive bene Sandro,molte di loro hanno una visione della parità fra i sessi che io definirei “drogata”,nel senso non sono spesso in grado di distinguere la loro esperienza soggettiva dalle contingenze oggettive.Il LORO bene è IL bene (Rino docet)
A mio parere il fatto che il bisogno di sesso sia pompato artificialmente dai media è vero se si tiene però conto dell’ imprenscidibile contributo delle donne che scaricano sugli uomini tutti la responsabilità degli effetti di tale situazione sulla vita sessuale maschile, quando è evidente il vantaggio strategico di cui godono nel gestire da una posizione di privilegio questo importante aspetto delle relazioni interpersonali.
Non per niente oggi c’ è molto perbenismo attorno al fenomeno della prostituzione e della pornografia,quasi come se chi fruisse di questi surrogati lo facesse per libera scelta o per malattia mentale.
http://temporeale.libero.it/libero/news/2010-08-29_129497315.html
Anche molti uomini preferiscono sintonizzarsi,spesso per convenienza,sulle frequenze d’onda di questo modo di interpretare il fenomeno della precarietà tutta maschile nel condurre una vita sessuale sana che non sia a pagamento.
Meglio identificarsi con l’imprenditore di successo o il magnaccia che di donne ne hanno a iosa.In tal senso le donne specularmente,per non smentire la tesi sopraesposta del loro interesse nel mantenere tale situazione,recitano ben volentieri un ruolo d’appendice quando si tratta di relazionarsi con questi tipici uomini alfa.
Insomma,un ritratto che ricorda molto la divisione castale indiana,chi nasce paria muore paria,con in più però l’illusoria promessa (funzionale al sistema) di un successo (inteso come soddifacimento delle proprie esigenze più o meno spirituali/mondane) alla portata di tutti.
Per riassumere,parlando in termini metaforici,gli uomini hanno una vita sessuale che li vede assunti a tempo determinato,oppure con una collaborazione,un contratto a progetto (chiamato anche matrimonio) ma nella maggioranza dei casi versano in una situazione di vero e proprio precariato mentre le donne beneficiano,nel peggiore dei casi, di un assunzione a tempo indeterminato,per non parlare di bonus ed incentivi e possibilità di far carriera che questa metaforica azienda mette loro a disposizione quando riescono a gestire le proprie risorse (uomini beta compresi) in maniera ottimale e idonea al conseguimento degli obbiettivi dell’azienda e di chi la gestisce (solitamente uomini alfa e qualche donna alfa..).
Non imprta che voi siate brutti, vecchi, contrariamente a quanto pensate, le donne verrebbero da voi.. ad una condizione:
http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/primopiano/2010/08/29/visualizza_new.html_1789016329.html
..ovvio.. no?
Se è per questo, Damien, non c’è bisogno di arrivare a tanto…è sufficiente farsi una passeggiata all’Eur (quartiere bene di Roma) in quei pomeriggi in cui si sparge la voce che c’è un famoso calciatore della Roma seduto ad uno dei bar cosiddetti più “in”. Ti farei vedere cosa si scatena in quei frangenti. Peraltro un mio amico, fotoreporter gossip (anche molto esperto e professionale nel suo ambito), me ne racconta di cotte e di crude. Sai, le hostess (quindi pagate) convogliate in occasione della visita di un capo di stato fanno parte di un clichè in qualche modo anche scontato e ufficiale, ma frotte di ragazze e ragazzine che fanno a gara a chi si smutanda di più per cercare di attirare le attenzioni del “campione” (per me è solo un gran coglione ma lasciamo perdere…) ha tutta un’altra valenza.
La modalità pare essere questa. Un paio di amici sensali del nostro “eroe” girano fra i tavoli o sul marciapiedi accalcato per l’occasione, avvicinano una delle ragazze, ovviamente su segnalazione del “nostro”, e le dicono che il “campione” è stato folgorato dalla sua bellezza e che sarebbe interessato a conoscerla, ma non lì perchè c’è troppa gente…dopo di ciò si organizza l’appuntamento in altra sede al quale le giovani non si fanno certo pregare per andare. Il tutto, gli si spiega, perché essendo il nostro sposatissimo e avendo, oltre la moglie, anche un amante ufficiale che vive in quello stesso quartiere dove il “campione” le ha comprato un attico, è bene non creare scandalo. Viene da ridere perché saranno ormai centinaia le fanciulle passate per il suo letto e che invece fanno di tutto per rendere pubblico il fatto (e magari qualcuna di queste micro novelle Levinsky ha provato anche a trarne qualche utile o beneficio, a volte con mezzi non propri leali e trasparenti).
E va bè, che non si tratti in realtà, anche in questo caso, di una nuova forma di protagonismo femminile, come spiegano la Muraro e la Dominijanni in un articolo da noi pubblicato?…
Fabrizio
“E va bè, che non si tratti in realtà, anche in questo caso, di una nuova forma di protagonismo femminile, come spiegano la Muraro e la Dominijanni in un articolo da noi pubblicato?”
Ma certo.
Lo stesso protagonismo che si può osservare sulle tangenziali dopo le 10 di sera.
Non sono d’accordo con te stavolta, Sandro, c’è una profonda differenza tra i due fenomeni. La modalità di prostituirsi delle fanciulle già esaltate alla sola idea di “accompagnarsi” con il “campione” è molto peggiore, perché è ideologica e (in parte) da un certo punto di vista consapevole, oltre che del tutto gratuita (non lo fanno certo per fame o per necessità né tanto meno perché costrette).
Le ragazze che vedi sul ciglio della strada, ormai tutte straniere, vivono tutta’ altra condizione, non sempre e non tutte magari, ma comunque molto spesso e forse il più delle volte sfruttate e vessate. E in quello che fanno non c’è proprio nulla di ideologico. Se potessero eviterebbero volentieri di fare quello che fanno, giustamente, a differenza di quelle altre di cui sopra.
Se poi mi dici che l’aspirazione di gran parte delle seconde è poter fare quello che fanno le prime, allora il discorso è diverso, ma qui apriremmo un’altra discussione che ci porterebbe lontano.
In ogni caso non si possono fare dei paragoni tra le due condizioni. Commetteremmo un grave errore sotto ogni punto di vista.
Fabrizio
Noooo,in realtà siamo tutti invidiosi :
http://www.youtube.com/watch?v=tGGDM6XLz5 c
Cito me stesso :”Meglio identificarsi con l’imprenditore di successo..”
Tutto chiaro no?
In questi giorni, per una serie di ragioni, mi sono trovata a parlare spesso di sesso e amore con una persona a cui tengo molto e che sta attraversando un momento molto delicato della sua vita. Conclusioni: l’amore non esiste, il sesso sì. In passato l’unione di un uomo e di una donna era giustificata da un tornaconto molto pratico tanto che non c’era bisogno di parlare di sentimento…neanche di quello di facciata. Oggi le coppie si formano autonomamente ma…l’infelicita’, la precarieta’, il tradimento, le separazioni..sono lì a ricordarci che anche l’aver scelto in prima persona…garantisce poco. Perche’ ci si mette insieme?Perche’ economicamente conveniente. Vivere in due significa mettere insieme il contributo di due persone sul quale ciascuno potra’ contare e…significa anche avere la probabile certezza di poter avere una vita sessuale regolare (necessita’ indiscussa). Se arriva un figlio si e’ in due, se arriva una malattia anche..ecco perche’ Freud diceva…si scambia la felicita’ con un po’ di sicurezza. E l’amore? Dove lo mettiamo? Beh…visto che non esistono piu’ matrimoni combinati..a cosa ci affidiamo per la scelta del partner? A un ago assolutamente sicuro: il sentimento. A questo punto ognuno di noi puo’ riempire questa parola con cio’ che vuole (in psicologia si chiama parola vuota la parola che non gode di una rappresentazione immediata, biunivoca e condivisa, a differenza di parole piene quali per esempio..penna, carta..). Per alcuni si trattera’ di corrispondenza di amorosi sensi, di affinita’ elettive, di empatia assoluta, di condivisioni di intenti, di reciproco desiderio, di afflato superiore…insomma tutto cio’ che ci rende attraente il nostro partner…piu’ o meno giustificabile e…sicuramente transitorio. In nome dell’amore legittimo il mio desiderio sessuale e il disegno divino..non male come risultato. E se il desiderio..comincia a scemare? Se la coppia col tempo arriva a scoppiare?Ci sembra brutto dire che la spinta sessuale che ci aveva mosso all’inizio…ora ci sta conducendo presso altri lidi…ma come..si riduce tutto al sesso? Sì. E’ la spia piu’ importante della nostra vettura ..coniugale. Quando va tutto bene a letto non c’e’ problema che non si risolva, viceversa ..se si accende..meglio fermarsi e consultare un bravo meccanico..per valutare se e’ bene rottamare. In passato si chiamavano “doveri coniugali” proprio a sottolineare l’aspetto poco piacevole della cosa ma indica bene il fine ultimo del matrimonio. Oggi se un marito insiste..con ardore..rischia pure una denuncia con strascico infinito sulla vita professionale, sociale e privata. Dunque se non esiste piu’ il dovere ..e’ rimasto solo il piacere? E qui le donne..s’arrestano, si bloccano, non riescono piu’ ad andare oltre. In una sorta di delirio autolegittimante insistono coll’ammantare la loro sessualita’ di alti valori e profondi significati..quasi l’uomo fosse incapace di capire. Se chiedo..cosa noti per prima in un uomo? Mi si risponde..lo sguardo. Sicuro?..anche le mani..Certo,aggiungo io, se sono curate e’ meglio, vuoi mettere mani callose e screpolate, sanno gia’ di ..bruto e violento..no?E non guardi come veste..se e’ elegante, come cammina.. e come scende dalla macchina? Certo. E cosa si evince da uno stile classico? Che e’ intelligente e romantico..o che ha i soldi? Di solito a questo punto le mie amiche non rispondono piu’. Non sono meglio gli uomini che dicono di guardare il culo e le tette? Almeno sono autenticamente democratici..perche’ chi piu’ chi meno..siamo tutte accessoriate. Ma l’approccio al sesso, come tante volte qui si e’ dimostrato, e’ malato e non si cura facilmente. Complice un Sistema autoreferenziale che fa dello squilibrio tra i sessi la ragione prima della propria esistenza. Pensiamo un attimo alle campagne elettorali, specialmente amministrative e politiche, quando si parla di “sicurezza”.. E’ sufficiente un caso di stupro (in italia siamo 60 milioni di abitanti) che l’intero programma elettorale parlera’ del diritto delle donne ad ad uscire di casa la sera… Nessuno ha mai ribattuto che le nostre metropoli sono le piu’ sicure al mondo e che la civilta’ di un paese si misura da garanzie sicurezze che in italia si vanno semplicemente smantellando. Così le donne invece di provare a mettersi in discussione per rivedere la loro posizione e ambire, perche’ no, a un approccio diverso con l’uomo che potrebbe giovare a entrambi..si rinchiudono nella loro torre di incomprensibili e anche umilianti privilegi..per guardare dall’alto in basso..chi non e’ come loro e che per questo va accusato e a volte punito. Va be’..inutile dire che col mio amico abbiamo finito col parlare del vostro sito.
beh ,quelli della Lazio non se li fila nessuno
) )
(avrai capito che sono romanista anche se sono veneto )
seriamente ,capisco quello che scrive Fabrizio ,ad esempio il Cittadella ,in provincia di Padova ,è una piccola succursale dell’ Inter e chiamano alcuni giocatori a fare dei provini … un mio amico c’è andato ,non eri ancora nessuno eppure le ragazze erano tutte fuori ad aspettarli (e non le fidanzatine)
conocordo pure che ,quellle al ciglio della strada non sono le escort di lusso , ma molte volte sono veramente costrette a farlo ,ed alcune volte vittime di violenze ….
credo che ci sia una differenza abissale tra le prime e le seconde
“c’è una profonda differenza tra i due fenomeni. La modalità di prostituirsi delle fanciulle già esaltate alla sola idea di “accompagnarsi” con il “campione” è molto peggiore”
Questo è vero.
Ciò non toglie che, sempre di prostituzione si tratta.
Quello che dà fastidio a me è il tentativo di farla passare per altro.
In effetti il paragone probabilmente andava fatto con quelle di alto bordo, che notoriamente non stanno per strada.
Maria: Perche’ ci si mette insieme?>>>>>>>>>>>
Alle ragioni che hai indicato aggiungerei la pressione sociale che spinge un uomo o una donna adulti a convivere, a sposarsi o a stringere comunque una relazione stabile e qualora ciò non accada nasce sempre negli altri il dubbio che ci sia qualcosa che non va; il timore della solitudine affettiva. La maggior parte delle coppie scoppia, come giustamente osservi, perchè la loro unione nasce da ragioni estrinseche, come quelle suddette, e non dalla forte attrazione reciproca di natura fisica e caratteriale. Gli uomini, ma suppongo anche le donne, hanno in testa un tipo “ideale” di partner con determinate caratteristiche e qualora nella vita non ci s’imbatta in esso occorre avere il coraggio di rinunciare a un’unione che nascerebbe più dall’accontentarsi di ciò che “passa il convento” che da un’autentica e forte convinzione, perchè se già subentra la noia dell’altra/o quando l’unione ha basi solide figuriamoci quando non le possiede. Ovviamente questo tipo “ideale” dev’essere proporzionato alle proprie possibilità.
Io sono dell’opinione che il desiderio di una relazione stabile con una donna nasca negli uomini soprattutto in quella che io definisco età romantica della vita, che all’incirca parte dai 20 anni fino ai 35 anni circa, in cui l’idealismo, il sogno romantico, il desiderio di comunione occupa un posto importante nella vita di un individuo di sesso maschile. Superata quest’età, subentra spesso una forte disillusione in chi ancora è “libero”, la quale lo porta a diffidare di questo tipo di relazioni e ad auspicare relazioni meno impegnative che coinvolgano anche, però, la sfera sessuale. Ecco perchè io comprendo il discorso relativo al “sesso ludico”. Io ho 35 anni e devo dire che leggendo molti interventi di coetanei consapevoli mi rendo conto di come il mio racconto trovi conferma nelle loro storie. Ovviamente tra il dire e il fare c’è sempre di mezzo il mare. La realtà ci costringe sempre a un continuo riadattamento, a maggior ragione in un campo, come quello sentimentale-sessuale, dove l’uomo prende ciò che la donna gli offre. E la donna gli può offrire una relazione “stabile”, fosse anche extra coniugale. D’altronde anche in questo sito abbiamo avuto conferma, attraverso gli interventi femminili, del rifiuto del sesso svincolato dalla dimensione “affettiva”. Ne consegue che anche l’uomo è fondamentalmente “costretto” a ripiegare su questo tipo di rapporto, anche quando ne farebbe a meno, pena la solitudine affettiva e sessuale. Ovviamente il mio discorso è relativo all’uomo comune, normale, beta, perchè i Tronchetti Provera, i Berlusconi, i Moratti, fino ai grandi calciatori in attività, disponendo di un potere economico e non solo talvolta sconfinato, possono permettersi di essere l’eccezione.
“E’ sufficiente un caso di stupro (in italia siamo 60 milioni di abitanti) che l’intero programma elettorale parlera’ del diritto delle donne ad ad uscire di casa la sera… Nessuno ha mai ribattuto che le nostre metropoli sono le piu’ sicure al mondo e che la civilta’ di un paese si misura da garanzie sicurezze che in italia si vanno semplicemente smantellando. Così le donne invece di provare a mettersi in discussione per rivedere la loro posizione e ambire, perche’ no, a un approccio diverso con l’uomo che potrebbe giovare a entrambi..si rinchiudono nella loro torre di incomprensibili e anche umilianti privilegi..per guardare dall’alto in basso..chi non e’ come loro e che per questo va accusato e a volte punito”. (Maria)
Mi sembrano parole molto sagge, e meno male che sono state pronunciate da una donna…
Ormai da molto tempo vengono portate avanti campagne mediatiche martellanti finalizzate a creare un clima di paura e insicurezza diffusa tra la gente che poi, più o meno condizionata, finisce per appoggiare politiche repressive che restringono sempre di più i margini di libertà delle persone. La paura è sempre stata un’arma fondamentale per creare consenso; e allora perché non costruirla ad hoc anche quando non ce ne sarebbe necessità?
Vero e proprio terrorismo psicologico di massa che si alimenta di due filoni fondamentali: gli immigrati e la violenza sessuale.
In questo modo si conquistano i favori, direbbe Icarus, sia del popolo bue di destra che di quello di sinistra. Vengono promulgate leggi forcaiole e anticostituzionali in un senso e nell’altro che però accontentano un po’ tutti. La cosa, da un certo punto di vista, ha anche degli aspetti grotteschi. La “sinistra” da una parte difende gli immigrati e attacca la destra per le politiche repressive nei loro confronti, dall’altra invoca strette repressive senza se e senza ma (e anticostituzionali anche queste) per quanto riguarda i reati a sfondo sessuale. La destra, garantista quando si tratta di difendere gli interessi privati (anche quando non sono accompagnati da pubbliche virtù), invoca a sua volta politiche repressive sia nei confronti degli immigrati che di coloro che commettono (o sono accusati) di reati sessuali.
Tutti, a parole, si dichiarano ipergarantisti, ma poi nei fatti si contraddicono spaventosamente. Sia chiaro, la responsabilità non è solo del ceto politico che non è certo un corpo separato ma lo specchio fedele del paese e della cosiddetta società civile.
Siamo disposti ad approfondire, ad analizzare i fenomeni in profondità, ad andare insomma oltre il nostro naso solo quando ci conviene e ci fa comodo. Altrimenti chiudiamo occhi e orecchie, spegniamo le nostre funzioni cerebrali e siamo disposti a sostenere le più becere politiche liberticide.
Voglio raccontarvi un episodio a mio parere significativo. Alcuni mesi fa sono andato a vedere con due miei amici un bel film argentino dal titolo “Il segreto nei tuoi occhi”. C’erano anche diversi altri amici e soprattutto amiche di uno dei miei due amici.
Il film, molto in breve, narra la storia di un magistrato che indaga sullo stupro e l’omicidio di una donna. Il colpevole dopo un po’ di tempo viene individuato e condannato all’ergastolo. Nel frattempo vanno al potere i militari che instaurano la dittatura e quest’uomo viene reclutato dalle forze di polizia e liberato.
Il marito della vittima, sconvolto e sentendosi (giustamente) tradito dallo Stato che non gli ha dato giustizia, decide di organizzare il sequestro di quest’uomo (naturalmente questo lo si scopre solo alla fine). Passano venti o venticinque anni, l’Argentina si lascia alle spalle quell’inferno di sangue e orrore e il magistrato che aveva svolto a suo tempo le indagini (indignato anch’egli, ovviamente, per la liberazione del reo confesso) riapre il caso perché insospettito da una serie di elementi, fra cui la sparizione nel nulla del colpevole.
Alla fine scoprirà (ed è una scena inquietante, credetemi) che quell’uomo era stato sequestrato dal marito della vittima che lo aveva recluso da venticinque anni in una cella di pochi metri quadri a fianco della sua piccola casa in un angolo sperduto della sconfinata pampa argentina, dalla quale non usciva mai, in una condizione di totale isolamento. Neanche il suo “carceriere” in venticinque anni di reclusione gli aveva mai rivolto una parola.
Quando il magistrato scopre il tutto, entra nella casa e si trova di fronte ad uno spettacolo raccapricciante: un uomo completamente abbrutito sia fisicamente che psicologicamente, che lo osserva come se fosse un animale strano (non vedeva altri esseri umani da 25 anni) e lo implora di convincere il suo carceriere a rivolgerli almeno la parola.
Non è un caso, ovviamente, che il film sia argentino. In realtà la storia è anche una metafora della tragedia che è avvenuta in quel paese. Ma non si tratta solo di questo ovviamente. Il tema è quello della giustizia e di come e da chi deve essere applicata.
Il film (e soprattutto questa scena finale) è molto inquietante. Io e uno dei miei amici siamo usciti dalla sala abbastanza turbati.
Come spesso accade un bel film fa discutere. Mentre il mio amico ed io trovavamo molto più grave, inquietante e torbido il comportamento del marito (di fatto un torturatore, anche il regista del film peraltro, intervistato, in una recensione che ho letto, poneva ovviamente l’accento su questo aspetto) rispetto a quello dell’assassino della moglie, tutti gli altri, e soprattutto le altre, tutti di sinistra radicale, senza se e senza ma (normalmente ipergarantisti), sostenevano strenuamente le ragioni e l’operato del marito che, se non fosse stato scoperto, avrebbe continuato a tenere rinchiuso in quella gattabuia quell’uomo fino alla fine dei suoi giorni.
“Ha fatto bene, troppo poco, io avrei fatto lo stesso”, questi i commenti di questo gruppo di lettori del Manifesto, dell’Unità e di elettori della lista Di Pietro, di SEL o di Rifondazione (conosco i miei polli…).
All’inizio io e il mio amico eravamo molto sorpresi e anche turbati da un atteggiamento così forcaiolo, repressivo, “giustificazionista”, molto poco “di sinistra” e molto poco “politically correct”. Poi dopo un po’, tornando assieme in macchina e parlottando fra noi, siamo giunti insieme alla conclusione e abbiamo capito il perché di tanta rabbia e violenza cieca, al punto da annebbiare le menti e arrivare a giustificare la “giustizia individuale”, anche da parte di donne e uomini che dovrebbero avere ben altra sensibilità, soprattutto in materia di giustizia e garanzie per l’individuo.
Non l’omicidio ma lo stupro era ciò che rendeva giustificabile la reazione del marito. E’ la violenza sessuale quella che rendeva insopportabile il reato e che giustificava qualsiasi reazione, anche la tortura, anche l’omicidio, anche la legge del taglione. Se si fosse trattato del solo omicidio, sono assolutamente certo che nessuno e nessuna di quel gruppo di persone si sarebbe spinto non solo a giustificare ma addirittura a sostenere il carceriere-torturatore. Conosco i miei polli, come dicevo poc’anzi…
Naturalmente, e questo secondo me è lo “scivolone” del film (comunque valido) e del regista, la figura negativa dell’assassino-stupratore viene ulteriormente accentuata dal fatto che questo viene liberato dalle forze speciali, cioè dai torturatori di stato, per utilizzarlo a sua volta come killer e/o torturatore. E’ ovvio che questo fatto rende ancora più odioso il personaggio. E secondo me, questo è il mio parere personale naturalmente, in questo caso il regista opera una “furbata” che in qualche modo strizza l’occhio ai forcaioli, anche e soprattutto quelli di sinistra”.
Perché è vero che da una parte stigmatizza la figura del marito-carceriere-giustiziere, ma dall’altra, come contraltare, non si limita a mettere un omicida ma anche uno stupratore, torturatore a sua volta e al servizio di un governo e di un apparato di assassini torturatori. E questo, in qualche modo, fa calare una pesante ombra di ambiguità sul film e sul suo messaggio. L’opinione del regista insomma, non è del tutto chiara ed è come se volesse lasciare aperto il dibattito, cosa in cui peraltro riesce…
E’ giusto insomma farsi giustizia da soli trasformandosi in torturatori? Per un gruppo di uomini e donne di sinistra, di cultura medioalta come quelli, politicamente corretti (solo in alcuni ambiti, a quanto pare), sembrerebbe di sì, per lo meno in alcuni casi.
Fabrizio
alle volte davvero si rimane stupiti di come la propaganda mediatica possa creare una diffidenza così marcata e infondata.
Premetto che mia madre ha 80 anni e, per motivi di salute, viene una badante qualche ora al giorno.
Questa signora ha 57 anni, è divorziata con un figlio già grande.
L’altro giorno viene in casa (nelle ore in cui c’era anche lei) un sessantenne vecchio amico di famiglia che ha un’impresa edile, per salutare mia madre.
Ovviamente mia madre lo presenta alla badante, la quale inizia tranquillamente a chiacchierare del più e del meno, gli chiede pure consigli per l’eventuale acquisto di una casa da ristrutturare, gli chiede pure se si possono dare del tu.
Lui gli chiede dove abita, lei glielo spiega, lui ribatte che conosce la zona e che anzi ci passa davanti sovente perchè ha un magazzino sulla stessa strada ma più avanti.
Alla fine si congeda dicendole: “beh, vorrà dire che quando andrò al magazzino guarderò se sei nel cortile così ti saluto”.
Una volta uscito la signora cambia registro e confidandosi con mia madre le dice: “quell’uomo non mi piace”.
Alla richiesta (con grande stupore) di chiarimenti da parte di mia madre risponde “non mi piacciono gli uomini che vogliono entrarti n casa”…
In sintesi ha travisato l’innocente frase di quell’uomo (che al 99% dei casi non aveva nessuna intenzione se non la semplice cortesia di routine, dato che mi risulta felicemente in coppia dopo essere rimasto vedovo qualche anno fa) catalogandola come “allarme rosso”.
Inutile dire che mia madre (che alla sua età si puo’ permettere di dire quello che pensa senza filtri) le ha dato della cretina.
A gridare in piazza contro i poveracci condannati al patibolo ci sono sempre stati solo quelli che potevano finire sul patibolo: i poveracci. A chi invece manda al patibolo i poveracci, la scena ha sempre dato fastidio. Oggi ci sono poveracci maschi che invocano galera e morte per i maschi e non sanno nemmeno perchè: celebrano il proprio disagio, esprimono la propria rabbia, con parole altrui e individuano il nemico in loro stessi. Hanno maturato la psicologia dello zio Tom. Quando ci sono gli zii Tom, vuol dire che ci sono gli schiavi.
“E’ giusto insomma farsi giustizia da soli?”
No, non lo è.
Per questo il garante della giustizia, nelle società civili, è lo stato.
I problemi nascono nel momento in cui lo stato stesso abdica a questa funzione fondamentale, sottraendo una parte degli individui alla giustizia stessa.
In questi casi, la tentazione della giustizia sommaria è tanto più forte negli individui quanto più grande è il torto subìto.
Soprattutto nel momento in cui uno dovesse rendersi conto che l’ unico esito verosimile di una battaglia condotta restando nell’ ambito della legalità è quello di aggiungere al danno la beffa: in questi casi il vero delinquente è chi ha assassinato la giustizia sottomettendola al potere, non chi esce dall’ ambito della legalità per ottenere ciò che una giustizia prona al potere non è in grado di dargli.
Costui, a mio avviso, dovrebbe essere il bersaglio della giustizia sommaria, in quanto radice del problema.
I reati sono conseguenze del problema che sta a monte.
Tornando alla fattispecie del film, io non avrei recluso il colpevole, ma chi lo aveva rimesso in libertà.
In Italia c’è una vera emergenza forcaiola-linciaggio, però della mafia nessuno ha paura: Italia mafiosa-fascista-nazifemminista.
Il fatto che un marito colla moglie uccisa si rassegni prima e meglio di un marito colla moglie violentata non fa altro che confermare lo squilibrio che viviamo nell’approccio al sesso. Ammantarlo di un errato senso di possesso porta a queste sconsiderate realta’, Non dimentichiamo che in Italia il delitto d’onore e’ stato abolito nell’agosto del 1981 e che da come si vive la sessualita’ si riesce a comprendere come e’ impostata la relazione uomo-donna.
che la paura sia un veicolo importante per prendere consensi ,dovrebbe essere lampante a tutti ,e qui Fabrizio ti sei dimenticato delle religioni .l’islam ,praticamente semisconosciuto ai più prima del 2001 è diventato religione di morte dopo ,poi appunto ci sono gli immigrati e le violenze sessuali ,credo che qui nessuno giustifichi lo stupro ne tanto meno le altre violenze ,ma fa più rumore uno stupro che una morte sul lavoro (a proposito vi segnalo un post http://www.postare.it/showthread.php?s=&threadid=255754 ) ci si indigna di più perchè una certa classe politica vuole che sia cosi ,e allora arrivano le forche e la ghigliottina ,ma intanto nei cantieri(e non solo) uomini beta rischiano la vita …..
Hai ragione Mauro, La demonizzazione del mondo islamico è un’altra faccia di quella medaglia di cui parlavamo in altro post. Il paradosso è che anche la Chiesa cattolica (che guarda caso mantiene la sua lucidità…) si oppone a questo processo di criminalizzazione dell’Islam nonostante nelle aree da questo controllate le varie comunità cristiane (alcune in ottimi rapporti con i musulmani, come in Palestina) tendano a indebolirsi anche numericamente. Naturalmente si tende a fare di tutt’erba un fascio, soprattutto per quanto riguarda il messaggio mediatico, per cui nella testa della gente, dal Marocco all’Indonesia, passando per tutto il mondo arabo e musulmano, è tutta la stessa pasta…senza per lo più sapere nulla di quel mondo. Fra le altre cose che l’Islam integralista è presente in modo robusto solo in alcuni paesi, dove comunque rappresenta una minoranza ed è ben lontano dall’assumere posizioni di potere e che la grande maggioranza dei cosiddetti regimi arabi moderati è al soldo e al servizio delle potenze occidentali.
Vi risparmio un’analisi sulla situazione dei paesi arabo-islamici anche perché sarebbe un tema troppo complesso e ci porterebbe senz’altro ben al di fuori dalla QM. Qualcosa abbiamo già detto nell’articolo “Sesso, Islam e Occidente.
Fabrizio
La demonizzazione dell’Islam è solo una delle demonizzazioni di cui pare non si possa fare a meno.
Di volta in volta è toccato ai “negri”, agli ebrei, ai meridionali. Ora, le mode cambiano, tocca anche, oltre che all’Islam ma più in generale alle religioni compreso il cristianesimo specie nella sua versione cattolica, ai maschi bianchi e ai maschi in genere indipendentemente dal colore della pelle.
Sembra che le “folle”, la “massa” non possa fare a meno di avere un nemico su cui scaricare le proprie frustrazioni. Si prendono alcuni episodi o alcuni caratteri più evidenti in un gruppo sociale o alcuni punti di una dottrina religiosa, li si isola da tutti gli altri e dal contesto socioculturale in cui vivono, ed il gioco è fatto, il bersaglio approntato.
A maggior ragione è assolutamente necessario, se vogliamo rompere questi circuiti perversi, non incorrere negli stessi meccanismi quando discutiamo dell’universo femminile. Una volta analizzato lucidamente lo stato dei fatti, una volta sottoposta a critiche anche molto dure la realtà concreta che abbiamo sotto gli occhi, sono da evitare le generalizzazioni e soprattutto la tendenza ad attribuire certi comportamenti a caratteri innati e immodificabili. I quali ci sono (differenze ontologiche), ma non sono in sè giusti o sbagliati, buoni o cattivi. Registrano piuttosto un diverso modo di funzionare del maschile e del femminile su cui ognuno dei due generi (o sessi), dovrebbe riflettere per conoscersi prima di tutto, ed anche per conoscere l’altro. E dunque anche per modulare il proprio comportamento tenendo conto della diversità altrui senza aspettarsi che si conformi alla propria e senza cercare di sfruttare quelle differenze a proprio vantaggio. E tenere sempre ben presente che l’altro si muove, agisce, pensa, sente, anche in funzione di come l’interlocutore gli si propone. Lo zerbino stimola il senso di onnipotenza nella donna, l’uomo non dipendente emotivamente da lei stimola, al contrario, il senso di rispetto, cose da cui muovono anche i comportamenti concreti. Il che, ovviamente, vale anche reciprocamente.
armando
Dice bene Armando quando richiama l’attenzione sul meccanismo, davvero antico come il Mondo, di costruire il nemico esterno per contenere le difficoltà interne, sia individuali sia collettive. Meccanismo pericoloso perchè porta fuori della realtà e alla guerra. Non risolve i problemi, spesso li aggrava.
Aggiungo che oltre alla costruzione del nemico esterno di solito il meccanismo prevede anche l’esaltazione dell’obiettivo salvifico. Il porsi cioè non solo come “i buoni” di contro i cattivi, ma anche come i salvatori di coloro che fra “i nemici” sono unilateralmente individuati come “i buoni”. Insomma una perfetta fotocopia della propria realtà proiettata ed esportata all’esterno.
Quando poi si ha la percezione che media e politica intonano, e insistono perchè si intoni, ogni giorno qualcosa che assomiglia alla riedizione di “Faccetta nera,bella abissina”, una pausa di riflessione probabilmente è opportuna: infatti chi non vuol essere salvatore di chi ha da essere salvato? ma cautela vuole che si ipotizzi anche il rischio di trovarsi tutti, ma proprio tutti, imbarcati col moschetto per l’ Africa orientale. E, senza volerlo, trovarsi a cambiare status: da salvatori a tutt’altro. E, quel che è peggio navigare per l’Africa orientale, trasformati in bersagli inermi proprio sotto il tiro degli aerosiluranti alleati.
@Armando:
Ben detto Armando e ben tornato, credo e spero dalle ferie…sottoscrivo il tuo intervento. E ben tornato anche a Ckkb, idem come sopra…
Fabrizio
Bentornato Armando.
Come sempre condivido parzialmente quello che dici,ma ciò è dovuto probabilmente alla mia esperienza personale e non è detto che io non abbia torto (anzi!..).
Stabilire ciò che bene e male per ME,buono o cattivo per ME,non trovo sia una pratica da rifuggire,pur rispettando l’Altro nella sua diversità.Le donne lo hanno fatto e hanno capito che essere donna poteva voler dire molte cose rispetto a quello che in epoche passate era insegnato loro.Allo stesso modo noi uomini siamo chiamati oggi a ridefinire i canoni della maschilità affrancandoci dalla femminilizzazione forzata e da sensi di colpa imposti dal racconto della donna/vittima “sempre e comunque”,acquisendo affianco all’indipendenza emotiva indispensabile in ogni processo di maturazione anche una maggiore autonomia di giudizio e consapevolezza di genere (indispensabile in questa fase storica di svalutazione del “maschile” nell’orizzonte simbolico e nell’immaginario collettivo).
Condivido quanto affermi, LukeCage, non c’è alcun dubbio che oggi il “maschile” debba recuperare una sua dimensione e una sua autonomia indipendentemente da qualsiasi altro fattore o condizionamento o men che meno, naturalmente, dalla reinterpretazione femminista della storia.
Penso però che Armando, mi pare almeno ma posso sempre sbagliarmi, volesse dire un’altra cosa. E cioè invitasse ad evitare di incappare nello stesso “errore” femminista”, quello cioè di generalizzare e di mettere tutto e tutte (in questo caso le donne) nello stesso calderone.
Da questo punto di vista noi dobbiamo avere la capacità, la maturità e la forza di andare in un’altra direzione, proprio per evitare di diventare una sorta di movimento femminista rovesciato nel suo contrario.
Cosa ben diversa è appunto recuperare la capacità di scrivere la propria storia, portare alla luce la propria condizione e rivendicare con fierezza e consapevolezza la propria appartenenza di genere.
Fabrizio
“Dice bene Armando quando richiama l’attenzione sul meccanismo, davvero antico come il Mondo, di costruire il nemico esterno per contenere le difficoltà interne, sia individuali sia collettive. Meccanismo pericoloso perchè porta fuori della realtà e alla guerra. Non risolve i problemi, spesso li aggrava.”
Se tu fai fare alla gente una vita di merda, devi per forza trovare un capro espiatorio verso il quale indirizzare la collera della gente, se non vuoi che questa si rivolga verso di te.
Si chiama depistaggio.
Fabrizio ,hai ragione ,peccato che leggo post come questo da “il corpo delle donne ” , un pochino lunghetto ,ma pieno di misandria a mio modo di vedere
1 set 2010
CI SIAMO ?
Dicevamo in uno degli ultimi post prefestivi “chi le ha viste ?”, che pareva emergere un dato sin dall’inizio della querelle politica estiva: non si vedevano donne coinvolte nel dibattito. E così è stato: per tutta l’estate il confronto è stato infuocato, le candidature e le autocandidature per possibili primarie si sono susseguite, i pronostici hanno riempito le pagine dei quotidiani.
Non una donna.
Sapete che lo trovo quasi divertente. Se ci penso come donna, questo negare la nostra esistenza mi fa arrabbiare.
Se lo penso però come professionista, trovo la negazione dell’esistenza delle donne uno dei fatti più ottusi e meno lungimiranti a cui mi sia capitato di assstere nella mia vita di lavoro.
Non è più nemmeno questione di femminismo, è una struttrale incapacità di tenere conto della maggioranza della popolazione. Credo che a questo punto diventi anche noioso ripetere che siamo la maggioranza, che siamo quelle che decidono gli acquisti, che le donne anziane rappresentano il “welfare all’italiana” mantenendo ancora figli e nipoti con la pensione. Che è ormai provato che le aziende dove ci sono dirigenti donne reggono meglio la crisi economica, che siamo più brave a scuola ecc ecc ecc.
Come si dice ” idda sa canta, e idda sa sona”, ce lo diciamo tra di noi insomma.
Anzi no, sbaglio. Scusate.
Non è vero che quest’estate non si è parlato di donne, ho detto una bugia.
La persona in effetti di cui si è più scritto è una donna, Elisabetta Tuliani, moglie del presidente della Camera. Un tiro al piccione contro di lei degno di maschi maschilisti e puttanieri .Iindipendentemente da come andranno le indagini, indipendentemente dalle nostre ideee politiche, indipendenetmente dal nostro giudizio morale su questa donna, il massacro mediatico a cui abbiamo assistito è rappresenttivo di un Paese incivile. Come per l’ultima immagine del nostro documentario dove si vede una donna appesa e marchiata sul deretano come una bestia, il problema non è chiederci se questa fosse consenziente. Il problema è che mostrando questa immagine rendiamo accttabile e possibile che un essere umano venga umiliato in tv. Così è accaduto che da questa estate sia accettabile che fini critici d’arte rilascino interviste nelle quali denigrano la Tulliani, una donna con cui in passato intrattenevano una relazione in qualità di “conoscitori di gnocca”.
Come gnocche in effetti di noi si è parlato, molto.
Intanto, fuori dai nostri sempre più ristretti confini, Liberation, uno dei maggiori quotidiani francesi, abbandonava la politica nazionale e per un giorno dedicava la prima pagina alla protesta contro la lapidazione di Sakineh, donna iraniana.
In USA il Presdiente Obama sceglieva donne competenti per alcune massime cariche istituzionali. La premier australiana riempiva le pagine dei giornali stranieri.
Angela Merkel sceglieva un portavoce colto, preparato e, nonostante di professione faccia il giornalista tv, incredibilmente educato. En passant, la Germania della sovrappeso Merkel ha un tasso di disoccupazione decrescente. Sarà che essere gnocche non è direttamente proporzionale al saper fare i conti.
Una donna al Parlamento islandese ha proposto la libertà totale nella diffusione di informazioni, anche top secret, in rete. Legge approvata. La donna è giovane e fa parte di un movimento anarchico. Cio’ nonostante la sua proposta è piaciuta. Poche gabbie in Islanda, pochi stereotipi. Piace quello che pensi e proponi? Bene, al diavolo il girovita, come ti vesti, quanti anni hai e con chi te la fai.
Detto questo mi sono interrogata e mi sono chiesta, seriamente e andando indietro con la memoria, perchè sin da piccola dicevo sempre che volevo viaggiare e vivere all’estero, cosa che poi ho fatto.
Non perchè sono sagittario e il lontano mi attira.
Perchè volevo fortemente e imprescindibilmente essere libera. E apprezzata per quello che facevo.
Così è stato. Vi devo dire, e con dolore, che siamo un Paese realmente nemico delle donne, dove per noi è tutto più difficile.
I miei amici tedeschi hanno provato imbarazzo rivedendo le poche trasmissioni tv dove si parlava del nostro doc e dove c’era sempre qualche giornalista che diceva “ma a noi uomini italiani piacciono “le belle fighe” per giustificare un maschilismo miserabile. All’estero è diverso, mi spiace dirlo ma è così.
Questa esperienza di un anno e mezzo portando in giro il corpo delle donne in tutta Italia e in tv mi ha fatto confrontare con una realtà che avevo negato, già dai mei vent’anni. Io in Inghilterra, in Germania, in Francia non ho fatto nemmeno il 10% della fatica che sto facendo ora per essere rispettata.
Allora.
O ce ne andiamo. Ma è un discorso elitario, mai come ora lo è.
O ci svegliamo e tiriamo su la testa.
Per me, ragazze, tirare su la testa non è la manifestazione, o almeno non per forza. Non dico che sia sbagliato scendere in piazza, anzi. Dico che non è il mio strumento. Però se organizzate voi io vi do una mano.
Per me è non mollare mai. Ed è faticosissimo, ma non ho altre soluzioni.
E’ controbattere sempre e comunque se non si viene rispettate. anche facendosi dare delle rompipalle. chissenefrega.
E’ protestere sempre. Pupa e il Secchione, pubblicita’, affissioni: non ci rispettano? si denunciano . E avete visto che funziona, protestare da degli esiti incredibilmente positivi.
Fare lobby con altre donne. Non tutte sono simpatiche, molte saranno pure stronze e incapaci di unirsi tra donne senza il maschio approvante: fa niente, proviamoci. Non critichiamoci troppo tra noi, non ora, non in questa fase.
Nessuna pietà: Fabio Fazio sarà pure di sinistra ma nella sua trasmissione non invita mai donne? non guardo la trasmissione, gli faccio scendere l’audience.
Santoro sarà pur bravo ma ha la velina di lusso? Leggo un libro e Annozero lo guarda sua zia.
Sgarbi sputtana la tulliani in modo indecente? E io che pur lo apprezzo come critico d’arte non gli compro piu un libro.
Dai, su la testa.
Voglio essere una grandissima rompipalle.
Protesto.
E voglio un programma politico che coinvolga le donne, veramente. voglio che il PD tiri fuori le donne dalla naftalina, dove le ha nascoste?
siamo state troppo buone, un sacco di promesse non mantenute e noi che li abbiamo votati lo stesso! e’ pazzesco quanto siamo ottuse!
Sapete cosa fanno glia azionisti ai dirigenti che non attuano quello che avevano promesso? Li mandano a casa.
Obblighiamoli a inglobarci.
E se non lo fanno, non andiamo a gonfiare le fila di manifestazioni e di congressi che non ci prevedono. Disertiamoli.
Troppo bisogno di approvazione maschile, ancora. Questo è il nostro problema. Come bambine che non crescono.
Buon rientro a tutte e a tutti
commento mio personale
iniziamo dalla politica e dai rappresentanti ,ma è tanto importante che siano uomini o donne,o è importante e che siano capaci ??? perchè se quella viene elette “perchè donna” è poi fa peggio danni del suo antecedente non mi sembra che ci guadagnamo
le donne più brave in tutto , e qui rispondo ,come ho risposto a Marco ,ci sono donne e uomini geni e asini
ma la peggior cosa e che bisogna costruire una sorta di p2 fatta da donne ,mancava proprio
non meriterebbe neanche risposta che in islanda una donna facente parte di un gruppo anarchico (anarchico e siede in parlamento?? ma l’anarchia non ripudia i partiti politici e proclama l’astensione del voto ?? ) fa passare una legge
una volta ci ero iscritto al loro forum perchè lo trovavo interesante ,ma dopo aver letto questo ho fatto bene ad andarmene
scusate la lunghezza
>>
un bel film argentino dal titolo “Il segreto nei tuoi occhi”
>>
Interessante. Se quel regista è davvero sottile, può aver mirato ad architettare un esperimento: vediamo se c’è un confine superato il quale anche i più ferrei garantisti diventano forcaioli. E quel confine l’ha trovato.
E’ quello indicato da Fabrizio e sul quale Icarus batte costantemente: a fronte dello stupro …ogni pena, ogni sanzione e ogni crudeltà sono lecite. Doverose.
Tutti i principi del millenario diritto europeo (riferiti ad es. all’onere della prova, o alla rilevanza delle intenzioni ) saltano per aria e con essi tutte le professioni di umanesimo.
Scatta dentro qualcosa che rende tutti ciechi e innesca la gara a chi è più spietato.
RDV
Al principio di fare a mezzo dei beni altrui in base al genere, all’estero non ci sono ancora arrivati: che sono infatti al confronto le leggi estere su quote rosa e presenze femminili obbligatorie nei CdA delle SpA se non una riduttiva e misera applicazione del principio generale genialmente intuito e coraggiosamente praticato da molte avanguardie maschili e femminili italiane? Penso che di qui a poco la nostra lobby di maschi che mettono a reddito, con risorse pubbliche, mogli, amiche, amanti, sorelle, madri, suocere, figlie e cugine (il fronte di liberazione delle parenti oppresse & associati), stupirà l’Europa, trasformando in legge l’innovativo principio generale. Al solito siamo esterofili, come dimostra anche l’amica blogghista citata da Mauro Recher e che vuol andare all’estero: mai una volta che siamo capaci di riconoscere il primato morale e civile degli italiani.
Mauro: commento mio personale
iniziamo dalla politica e dai rappresentanti ,ma è tanto importante che siano uomini o donne,o è importante e che siano capaci ??? perchè se quella viene elette “perchè donna” è poi fa peggio danni del suo antecedente non mi sembra che ci guadagnamo
le donne più brave in tutto , e qui rispondo ,come ho risposto a Marco ,ci sono donne e uomini geni e asini ma la peggior cosa e che bisogna costruire una sorta di p2 fatta da donne ,mancava proprio
non meriterebbe neanche risposta che in islanda una donna facente parte di un gruppo anarchico (anarchico e siede in parlamento?? ma l’anarchia non ripudia i partiti politici e proclama l’astensione del voto ?? ) fa passare una legge
una volta ci ero iscritto al loro forum perchè lo trovavo interesante ,ma dopo aver letto questo ho fatto bene ad andarmene
scusate la lunghezza>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Mauro, tu devi avere davvero un grande spirito di sopportazione per aver resistito a lungo in un siffatto sito-blog. L’articolo mi sembra un campionario di femminismo vittimista e revanscista a cui non vale la pena neanche replicare, perchè ritengo si commenti da solo. Una sorta di “chiamata alle armi”, di “boicotaggio” del maschile qualora non vengano accolte le sacrosante richieste di queste donne superprivilegiate. Perchè non mi pare si parli di più asili nido, di meno precariato…, insomma di ciò che davvero interessa la maggior parte delle donne. Ci si incarta su questioni che diventano problemi solo per chi di problemi ne conosce pochi evidentemente: una donna in più o in meno in Parlamento, una velina in più o in meno in televisione… E poi la storia che all’estero tutto vada meglio…basta sentire parlare una femminista inglese o francese e userà le stesse parole ed esprimerà le stesse lamentele. Sono programmate così e la realtà in cui vivono la considerano davvero molto poco.
“Fare lobby con altre donne”
Quello che invece dovremmo fare noi: fare lobby.
Loro lo fanno già e gli riesce benissimo: noi siamo individualisti ben oltre il limite della coglioneria.
“Obblighiamoli a inglobarci.”
Come ho già scritto, la strategia è quella di occupare tutti gli spazi a disposizione: si infilano dappertutto e poi dettano legge, mettendo gli uomini in competizione tra loro distruggendo ogni forma residuale di solidarietà maschile.
L’ unica è creare spazi dai quali tenerle fuori, del resto loro con noi già lo fanno.
“L’ unica è creare spazi dai quali tenerle fuori, del resto loro con noi già lo fanno.”
Vero.
Hanno anche la Legge dalla loro parte (come si evince dai casi discriminazione perseguiti solo se la vittima è una donna,una tolleranza zero invocata dalla ministra Carfagna che vale però a senso unico).
Più che diventare sessisti a nostra volta direi che dovremmo muoverci per bilanciare una situazione di presente squilibrio che ci penalizza in quanto maschi,quindi far capire che se ad esempio ci rivolgiamo in particolare agli uomini e puntiamo a far sì che questi escano sempre più spesso allo scoperto per manifestare le proprie problematiche,il proprio punto di vista maschile,i propri disagi è solo perchè le donne hanno già i loro spazi “sacri” per farlo.
Nessuno ci fa caso perchè nel lessico comune è conosciuta la parola maschilismo,ma non il suo contrario,questo a seguito di un condizionamento culturale contro il quale ci stiamo battendo.
sandro, premesso che da parte mia non c’e’ alcun intento polemico, vorrei farti notare che quello che tu scrivi, o hai scritto in questi ultimi giorni, e’ gia’ stato scritto anni fa da altri uomini.
La cosa non può che farmi piacere.
Almeno non sono l’ unico a pensarlo.
Nell’attuale mainstream di imposizione violenta di comportamenti e teorie omologanti tra i generi (genderismo), a mio parere una delle più forti testimonianze pratiche e simboliche di libertà, sia per i maschi sia per le donne, che si possa esprimere nella società attuale, è riscoprire, praticare e istituire momenti di comunità separati per genere: comunità maschile da una parte e femminile dall’altra. Non è un caso che la Storia testimoni sotto ogni cielo e in ogni tempo, il fiorire di comunità rigorosamente e permanentemente maschili (così anche comunità femminili), con contributi straordinari di civiltà e di crescita personale tra i partecipanti, nonchè la prassi diffusa della istituzionalizzazione di temporanei momenti e spazi di separazione tra i sessi. L’attuale coazione polyticall correct per cui a nessun maschio è riconosciuta la liceità morale e psicologica del “lusso eversivo” di starsene un pò con gli amici suoi (In GB i club maschili sono addirittura messi in condizione di non poter continuare), pena il rischio che la riunione, mancando il “commissario politico donna”, sia di fatto giudicata “adunata sediziosa” passibile di ogni sospetto, è uno degli aspetti di regime nelle società occidentali. Ergo son d’accordo con Sandro: come già gli ordini regolari organizzati in comunità separate per genere, dopo il Mille, hanno rifondato la civiltà occidentale, e tutt’ora egregiamente svolgono un ruolo vitale di sostegno ad essa, questa scelta di “separazione autonoma di genere” è a mio avviso una componente decisiva per uscire dalla radicale regressione e repressione che l’omologazione genderista ha imposto a tutto e a tutti. Rondini e cavalli, dice un amico carissimo, hanno rispettivamente le une il cielo, gli altri la terra come spazi di vita: non possono essere sempre insieme. Le une ci rimetterebbero le ali, e gli altri le zampe. E che le rondini non possano volare perchè con le ali spezzate e i cavalli non possano correre, è probabile che possa interessare una certa politica che mira al massimo controllo sulla società e pertanto vuol convincerci che la libertà consiste nel prescindere proprio da ciò che fa di noi, noi stessi. Se così è, si tratta di un progetto di potere ispirato da un possente desiderio necrofilo.
Per luke Cage. Fabrizio ha interpretato bene il mio pensiero. Aggiungo una cosa sull’iniziare a pensare “cosa è bene per me”. Il principio che è stato fatto proprio dal femminismo e largamente praticato, mi sembra monco espresso in questo modo, e potenzialmente pericoloso. Ci leggo la possibilità di un relativismo assoluto e di una guerra generalizzata. Secondo me dovrebbe quantomeno essere integrato con ” e non nuoce all’altro”. Ora, capisco bene che decidere se una cosa nuoccia ad un altro è difficile, e il miglior giudice è proprio l’altro. Ma allora si pone il problema se l’uomo (in senso lato) è animale esclusivamente egoistico oppure se è anche in grado di interpretare istanze di ordine più universale. Si pone anche un altro problema, ancor più grande: Può esistere una “morale” ed un’etica che siano condivisi? E da dove discendono?
Anche questi temi sono un risvolto del problema se come movimenti maschili sia giusto assumere una metodologia di pensiero (e di azione) analoga a quella del femminismo.
armando
D’accordissimo sulla necessità di ricostruire oggi degli spazi maschili. A tal proposito ho scritto un articolo nella sezione “lettere” dal titolo appunto “Uno spazio maschile”. L’articolo prende spunto proprio da un’esperienza vissuta in prima persona in un hammam marocchino.
Tenderei però a non assolutizzare il concetto a prescindere dal contesto storico, sociale, culturale ecc.
Ripristinare (anche) spazi separati sia maschili che femminili (a noi interessano i maschili, nella fattispecie) è oggi assolutamente propedeutico alla rinascita di un nuovo concetto di maschilità. E quindi ha una sua valenza qui ed ora, cioè nell’attuale contesto sociale e culturale (così come può averlo e lo ha avuto in altri).
Non dobbiamo però dimenticare che in molti altri contesti e frangenti storici la separazione fra i sessi, esasperata da mille condizionamenti di vario genere (in primis quello religioso o pseudo tale), non solo non ha aiutato alla reciproca comprensione fra i generi ma ha contribuito a creare contesti fortemente repressivi, castranti e spesso violenti, per tutti/e, sotto ogni punto di vista.
Credo che sia giunta l’ora, per gli uomini consapevoli del terzo millennio, i “Risvegliati”, come usiamo forse presuntuosamente definirci, di mettere da parte posizioni predeterminate, aprioristiche, destoricizzate, decontestualizzate, in altre parole assolute, in favore di un approccio più laico e meno ideologico. Che non significa sbandare nel relativismo assoluto (che è un altro dogma dei tempi contemporanei, direi anzi uno degli strumenti ideologici del sistema dominante) ma solamente avere un approccio razionale, equilibrato e consapevole, fondato, per quanto mi riguarda (e che ci dovrebbe riguardare, per lo meno per coloro che fanno riferimento a Uomini Beta) su quei valori e principi universali che abbiamo riportato sulla nostra Carta dei Principi.
Fabrizio
@Armando:
Sotto certi aspetti ritengo sia giusto riprendere alcuni aspetti del femminismo,d’altronde per noi si sinistra il femminismo non è il male assoluto,per lo meno non certo femminismo.
L’importante è vigilare per non ripetere gli errori del passato (è anche grazie a tale considerazione che come società ci siamo evoluti).
Tener conto anche delle altrui necessità è un aspetto da me sottinteso e non è necessario rimarcarlo sempre come se fosse una cosa totalmente disgiunta dal rispetto per le proprie necessità.
Preferisco,per quel che mi riguarda,essere realista e tenere presente che in questa fase storica la voce e il pensiero femminili godono di una considerazione tale che fa sì che per definire i confini del bene e del male universali sembra imprenscindibile il nulla osta dell’esperta di turno.Dobbiamo agire e pensare con la consapevolezza del momento storico e della realtà attuale, e questa realtà si manifesta anche con il fatto che a fronte del 3% di morti femminili sul lavoro al momento solo un paio di donne hanno sinora manifestato una certa perplessità,caro Armando.Questi sono i rapporti di forza attuali,in termini psicologici,e noi dovremmo tenerne conto,come faceva notare Sandro (“..ci farebbero avere una caramella spacciandola per un pranzo.
E tanti magari le ringrazierebbero pure.”).
p.s.: quando nel mio precedente commento mi riferivo a ME era inteso a me in quanto uomo e maschio (e non tanto in senso individualistico): di qui la necessità di un lavoro MASCHILE,con il contributo di ognuno di noi, di rielaborazione di una maschilità contemporanea, autonoma e consapevole.
Io credo, Fabrizio, che basti pensare agli spazi separati come a quei luoghi, psichici e fisici, in cui i due generi conoscono se stessi e si danno “forma”, ossia identità, propedeutiche all’incontro con l’altro. Faccio un esempio molto semplice. I “barbieri” o i “couffeaur pour femme” erano luoghi maschili e femminili ben oltre la delimitazione dello spazio fisico. Lì gli uomini (e nel loro luogo le donne), parlavano fra di sè, coltivavano liberamente la propria maschilità o femminilità nei discorsi, negli interessi, nelle passioni. Insomma in tutto un modo di percepire la vita e il mondo. E contemporaneamente si preparavano all’incontro con l’altro/a. Facendosi “belle”, o curandosi i baffi o la barba. Un altro luogo maschile per eccellenza era il bar, femminile era il mercato o il ritrovo fra amiche nella casa dell’una o dell’altra quando gli uomini erano fuori.
Tutto ciò aveva anche un aspetto rituale importante. Ed è per questo che ancora possiamo vederne tracce, seppur sempre più labili.
L’unisex indebolosce l’identità ma solo l’incertezza e la confusione col risultato di ostacolare l’incontro vero anzichè favorirlo. C’è poi da aggiungere che questa moda, in pratica , si traduce nell’interdetto ai maschi di ritrovarsi fra sè o nella migliore delle ipotesi nella sopportazione, con una sufficienza che cela senso di superiorità, delle “manie” maschili come il calcetto o il vedere insieme una partita di Champion league. E d’altra parte, se fin da piccolissimi i maschi continuano a polarizzarsi su certi giochi e le femmine su altri nonostante tutti i tentativi per omologare giochi e strumenti di gioco e ciò nonostante arriva ineluttabile il tempo dell’attrazione, perchè non pensare che ciò possa far bene anche da adulti?
Certo, tutto va contestualizzato, ma ciò significa, secondo me, che quei luoghi scomparsi vanno reinventati secondo i tempi odierni senza abbandonare il concetto.
Il controllo richiede la standardizzazione e il potere esige il controllo: fuori standard significa fuori controllo. E poi si tratta di definire quale è lo standard.
Un testo sui comportamenti degli internati nei campi di sterminio, sottolineava come fosse punito con la morte ogni comportamento individuale che comportasse l’individuazione del prigioniero: nessuno doveva essere se stesso, altrimenti era di se stesso e non del sistema concentrazionario. Il testo racconta di una ragazza, internata, che improvvisamente fa due straordinari passi di danza: la sua passione. Era una ballerina. Per un istante a tutti i prigionieri che la vedono ballare torna memoria della loro identità precedente e da numeri tatuati diventano persone. Due passi di danza e una raffica: la ballerina è abbattuta. Se l’attività che connota la diversità di una persona vale tanto al fine di individuarla e darle vita e identità, si può pensare quanto vale ai fini del controllo la negazione della diversità dell’appartenenza sessuale. L’esercizio intelligente della critica richiede pertanto di vedere tutto quello che c’è dietro il coro unanime del “tutto uguaglio è bene” e che cosa sia la vera uguaglianza tra maschi e femmine. E se col termine uguaglianza tra i generi, lobby varie non vogliano in realtà perseguire interessi non dichiarabili e magari celare la realtà e il progetto di una spietata oppressione. In sintesi: viva l’uguaglianza, o viva lo standard?
ckkb: <<>>
In qualche modo l’aveva già compreso e descritto Primo Levi. Tra l’altro quando il processo di annientamento è compiuto e la standardizzazione appare completata, il sistema di controllo puo’ fare degli errori. Se non ricordo male, lo stesso Primo Levi si chiedeva se la morte da solo riservata all”ultimo” uomo, alll’ultimo che ha una coscienza individuale, che muore da individuo perchè impiccato davanti a tutti e non viene incenerito nel forno insieme alla massa non fosse stato un errore da parte dei tedeschi.
Da “Se questo è un uomo”
Ancora per più di un’ora le squadre hanno continuato a rientrare, col trepestio duro delle suole di legno sulla neve gelata. Quando poi tutti i Kommandos sono ritornati, la banda ha taciuto a un tratto, e una rauca voce tedesca ha imposto il silenzio. Nell’improvvisa quiete, si è levata un’altra voce tedesca, e nell’aria buia e nemica ha parlato a lungo con collera. Infine il condannato è stato introdotto nel fascio di luce del faro. Tutto questo apparato, e questo accanito cerimoniale, non sono nuovi per noi. Da quando io sono in campo, ho già dovuto assistere a tredici pubbliche impiccagioni; ma le altre volte si trattava di comuni reati, furti alla cucina, sabotaggi, tentativi di fuga. Oggi si tratta di altro. Il mese scorso, uno dei crematori di Birkenau è stato fatto saltare. Nessuno di noi sa (e forse nessuno saprà mai) come esattamente l’impresa sia stata compiuta: si parla del Sonderkommando, del Kommando Speciale addetto alle camere a gas e ai forni, che viene esso stesso periodicamente sterminato, e che viene tenuto scrupolosamente segregato dal resto del campo. Resta il fatto che a Birkenau qualche centinaio di uomini, di schiavi inermi e spossati come noi, hanno trovato in se stessi la forza di agire, di maturare i frutti del loro odio. L’uomo che morrà oggi davanti a noi ha preso parte in qualche modo alla rivolta. Si dice che avesse relazioni cogli insorti di Birkenau, che abbia portato armi nel nostro campo, che stesse tramando un ammutinamento simultaneo anche tra noi. Morrà oggi sotto i nostri occhi: e forse i tedeschi non comprenderanno che la morte solitaria, la morte di uomo che gli è stata riservata, gli frutterà gloria e non infamia.
Quando finì il discorso del tedesco, che nessuno poté intendere, di nuovo si levò la prima voce rauca: – Habt ihr verstanden? – (Avete capito?) Chi rispose «Jawohl»? Tutti e nessuno: fu come se la nostra maledetta rassegnazione prendesse corpo di per sé, si facesse voce collettivamente al di sopra dei nostri capi. Ma tutti udirono il grido del morente, esso penetrò le grosse antiche barriere di inerzia e di remissione, percosse il centro vivo dell’uomo in ciascuno dí noi: – Kameraden, ich bin der Letzte! – (Compagni, io sono l’ultimo!). Vorrei poter raccontare che di fra noi, gregge abietto, una voce si fosse levata, un mormorio, un segno di assenso. Ma nulla è avvenuto. Siamo rimasti in piedi, curvi e grigi, a capo chino, e non ci siamo scoperta la testa che quando il tedesco ce l’ha ordinato. La botola si è aperta, il corpo ha guizzato atroce; la banda ha ripreso a suonare, e noi, nuovamente ordinati in colonna, abbiamo sfilato davanti agli ultimi fremiti del morente.
Ai piedi della forca, le SS ci guardano passare con occhi indifferenti: la loro opera è compiuta, e ben compiuta. I russi possono ormai venire: non vi sono più uomini forti fra noi, l’ultimo pende ora sopra i nostri capi, e per gli altri, pochi capestri sono bastati. Possono venire i russi: non troveranno che noi domati, noi spenti, degni ormai della morte inerme che ci attende. Distruggere l’uomo è difficile, quasi quanto crearlo: non è stato agevole, non è stato breve, ma ci siete riusciti, tedeschi. Eccoci docili sotto i vostri sguardi: da parte nostra nulla più avete a temere: non atti dí rívolta, non parole di sfida, neppure uno sguardo giudice.>
Senza alcun dubbio,Ckkb, viva l’eguaglianza e abbasso l’omologazione, che è la distruzione sistematica di qualsiasi identità, sia individuale che collettiva, e anche della libertà, in tutti i sensi. Non c’è neanche bisogno di dirlo. Credo anzi che la commistione tra questi due concetti sia stata alimentata ad arte proprio per ingenerare confusione tra le persone, creando false ideologie e falsi miti.
Il sistema attualmente dominante è una strana miscela di individualismo (declinato solo in termini strettamente economici, ormai solo la pallida ombra dello stesso liberalismo storico e dei principi a cui esso si ispirava), di massificazione sociale e culturale (di cui il consumismo è l’esempio più evidente) , e di mercificazione totale (a cominciare dalla sessualità, come ben sappiamo).
Confondere il concetto di eguaglianza con quello di massificazione-omologazione è un’operazione falsa e strumentale della quale i registi dell’intera operazione sono perfettamente consapevoli.
Naturalmente non è la prima volta che questo processo viene posto in essere. Senza andare troppo a ritroso nella storia, anche il cosiddetto “socialismo reale” si è speso in tal senso ma non è stato in grado neanche minimamente, per lo meno a mio parere, di arrivare alle “vette” a cui è invece giunto il sistema capitalista-mercatista-consumista contemporaneo, assai più sofisticato, ingegnoso e pervasivo del primo.
Argomento naturalmente da approfondire data la sua complessità. Mi limito però, in questa sede a citare un noto pensatore liberale moderno, Popper, il quale sosteneva che una società veramente e autenticamente liberale è tale quando è in grado di offrire ai membri della comunità una pluralità, in linea teorica infinita, di orizzonti esistenziali.
Mi pare proprio che i fatti e la realtà smentiscano purtroppo (o confermino, a seconda dei punti di vista) e clamorosamente il liberal-pensiero del grande vecchio Popper. Nella nostra società il concetto di individuo è declinato solo nei termini economici, dell’”homo aeconomicus” e la libertà è di fatto concepita come libertà di competere, una volta ridotta la Politica a “politica”,con la p molto minuscola, cioè a mera amministrazione della cosa pubblica (o privata o parapubblica?) affidata a delle elite (si fa per dire…) di professionisti o pseudo tali.
Fabrizio