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30 nov 2009  |  352 Commenti

Dalla

Sono ancora inseguito da donne che mi scrivono commenti assai fuori tema sul mio articolo ‘Sono andato a puttane’. A questo punto è chiaro, proprio non ce la potete fare a capire cosa sia il sesso ludico. E dire che sarebbe per tutte voi la salvezza da così tanti guai, e non scherzo affatto. Nella sua messa in pratica, come descritta in quelle mie righe, c’era uno strumento potente a vostra disposizione per sbarazzarvi di tante penose storture che ancora vi affliggono negli incontri fra sessi diversi. Ma no.

Ricapitolo brevemente gli ingredienti della torta sesso ludico: piacersi fisicamente; aver voglia di scopare;  avere il coraggio di approcciarsi anche fuori dai soliti luoghi designati; le donne prendano l’iniziativa come gli uomini; essere realisti e non aspettarsi i canti degli angeli; darsi oltre che prendere; offrire anche una coccola se l’altro dimostra di volerla; e molta leggerezza, cioè voglia di divertirsi senza secondi fini. Sesso-aperitivo, sesso-pasticcino o passeggiata, e poi via. Unico divieto: metterci il cervello, guarda un po’, perché lì siamo tutti ammalati appestati, e sarebbe la rovina di ogni cosa.

Ma le donne hanno in maggioranza una patologia sessuale di default, e cioè usano la gnocca troppo spesso per motivi altri. E non si tratta solo dei 237 motivi per cui le donne fanno sesso svelati dallo studio americano di Meston e Buss (Univ. del Texas 2009), ahimè. Alle donne più che il piacere interessa il potere, e sanno che con la gnocca ne possono ottenere molto (troppo). Il potere è qui inteso come l’ottenere sempre qualcosa di altro rispetto al semplice piacere, e poi cosa questo ‘altro’ sia dipende da donna a donna, ma è sempre qualcosa da sfilare dalle ‘tasche’ del maschio, è sempre un qualcosa che orbita alla periferia del semplice e banale godimento fisico, maledizione. Ecco perché così tante donne la menano con sta storia del metterci il cervello, senza cui il sesso non avrebbe senso, secondo loro. Ecco perché ci sentiamo dire di continuo che certamente la chimica dei corpi ci deve essere, ma che deve poi “diventare anima”, se no…niente, vai a secco bimbo. La verità che si nasconde dietro a cotanta elevatezza è che senza quelle trappole voi femmine sapete bene che non otterreste la password per il nostro sistema operativo, e non ci potreste poi manipolare. Ma dico, arrivo a capire (al limite) questo stratagemma nell’ambito di un progetto per accaparrarsi il maschietto che vi piace tanto, cioè fare coppia, ma possibile che non ci sia un’alternativa? O così, o seghe ragazzo.

E poi ci sono quelle che, mio Dio, strepitano che tutto questo non è vero, che loro la danno esattamente come gli uomini, puro sesso, aggiornati Barnard. Sì, come no. Se la raccontano talmente bene che ci credono davvero e noi maschietti tonti ci caschiamo. Poi, una volta uno sopra e l’altra sotto (o viceversa), l’emancipata in questione estrae dal taschino le duecento postille, the fine print dicono gli americani, e sono cavoli amari, altro che scopata solo sesso. E quelle che protestano che “ci tocca di tirarvela dietro!!… siete voi che ve la tirate.”? Quelle lì. Non c’è abisso sul Pianeta che possa contenere la profondità del vostro auto-inganno. A voi sembra di “tirarcela dietro”, ma non avete la più pallida consapevolezza della quantità di rompicapo che ficcate di traverso fra il pensare di tirarcela dietro e il farlo davvero. Auto-inganno: una che mi scrive 10 mail protestando di essere fra quelle che ormai non sanno più a chi scodellarla, poi alla 11esima, distratta da ben altro dibattere, mi dice “… fosse solo per un orgasmo, potrei darla a uno diverso ogni sera, mai io… ecc. ecc.”, ops!

Darla, non darla. Neppure vi sfiora cosa significhi per un maschio contemplare questo meraviglioso arbitrio. Noi lo scrutiamo come l’uomo delle caverne scruterebbe un I-pod, stessa cosa. E che è? Che significa? Boh?! Ma voi, quanti nanosecondi della vostra esistenza avete dedicato a pensare cosa significhi trovarsi ogni santo giorno della propria vita sessuale dall’altra parte di quel meraviglioso arbitrio? Lo so, lo so, avete tante pene anche voi nel sesso, ma si può per una volta parlare delle nostre pene di maschi stralunati di fronte a quel potere magico del poterla dare o non dare? Dobbiamo per forza tutte le volte che parliamo di Comunismo elencare prima tutti i 97 milioni di torti del Capitalismo? Non vi si accende qualche lume al pensare che sono generazioni che sta storia ci avvelena? La battuta è di almeno 70 anni fa, la ricorda una mia anziana amica fin da piccola: “Una bimba scopre che il suo amichetto ha il pisello, e corre in lacrime dalla mamma, lei non ce l’ha. La mamma la rassicura: ‘Sappi piccola mia che con la tua, di quelli, un giorno ne potrai avere quanti ne vuoi”. La notte dei tempi, ed è lunga da passare stando sempre dall’altra parte di quel sublime arbitrio. Pensarci… mai, vero?

Quante storie che vi raccontate. E’ che a voi, dare l’immenso tesoro che avete in mezzo alle gambe per un fine così povero come il piacere puro e null’altro vi sta sull’anima da morire. Come detto sopra, volete altro, sempre o quasi. La vendete a prezzo caro. Salvo rarissime eccezioni. E qui iniziano i vostri guai, giustamente. Giustamente perché non avete un’idea di cosa ho visto accadere fra uomini e donne, e l’ho visto perché ho gli occhi che sanno vedere la vostra ipocrisia, quanta! Vedo il vostro lacrimoso modo di intendervi donne moderne, sempre lì a puntare il dito, mai davanti allo specchio a guardarvi per quello che (ci) fate. E quello che ci fate è, in sintesi, questo: volete il terzo millennio nei rapporti sociali, ma pretendete il medioevo quando di mezzo c’è il darla via. Voi non avete un’idea di quanto ci costi ciò, la fatica, la frustrazione che ci indurisce anno dopo anno, perennemente a correre dietro a sta carota appesa al bastone come ciuchi storditi; così dall’età di 14 anni, col testosterone che ci martella il cranio, e le principesse sulle mura del castello a guardar di sotto i nostri goffi inchini. “Gliela do o non gliela do“…

Non avete un’idea di come siete, dovete rinascere uomo per capirlo, ma non ve lo auguro… in questa sfera del vivere, intendo. Per ora posso solo dire: poveracci noi… nella medesima sfera del vivere, intendo.

Dovete compiere un atto di fede, rinunciate al potere fra le gambe, aiutateci a cambiare, ne avrete doni impensabili. Cordialmente, B.

p.s. circolava tempo fa una t-shirt con la scritta “Dalla… non è il cantante, è un consiglio”. A volte la saggezza si nasconde nei luoghi più impensabili.

352 Commenti

Rino 5:01 pm - 2nd gennaio:

Bravo Paolo.
E’ di giorni fa la seguente affermazione di Simona Ventura: «A me far l’amore piace, amo la dedizione reciproca, ma se è solo il sesso per il sesso te lo puoi scordare» che è una microfoto di quel che tu dici.
Un contraddittorio coacervo di bugie con le quali le nostre femmine giungono sempre al punto dolente che fa …sospettare l’attesa di uno scambio.
Cosa sarebbe la dedizione reciproca? Se fosse sesso contro sesso, allora sarebbe sesso per il sesso in quanto tale. Sesso ludico.
Ma è appunto questo ciò che “ti puoi scordare”!
Se non è sesso per il sesso, sarà sesso per qualcos’altro. E ci risiamo.

Quanto al capitolo “cosa costi” per gli UU questo stato di cose è un capitolo che dovrà essere scritto. E mi riferisco soprattutto al costo interiore, di cui si parla raramente o mai, perché quello esterno lo si vede meglio.

In sintesi l’uomo si trova in una condizione umiliante.

Ne parleremo.

RDV

STRIDER 7:39 pm - 2nd gennaio:

Pochi giorni fa, ad una ragazza di 21 anni, ho rivolto la seguente domanda:”Ascolta, se io te andassimo al cinema, ed io decidessi che il biglietto ognuno se lo paga per se’, come reagiresti?”

Risposta della laureanda in scienze ambientali:”Be’, non direi niente, ma dopo non combineresti nulla”…
Ora, quello che io mi chiedo da tempo e’ : ma alle femmine, quanto piacciono realmente gli uomini ?

Se veramente provassero la stessa attrazione, lo stesso desiderio che noi proviamo verso di loro, come potrebbero aggrapparsi a simili vaginate ?
Di certo c’e’ che piu’ tempo passa e meno le sopporto. Sono di una banalita’, di una poverta’ mentale paurosa.

elisa 10:53 pm - 2nd gennaio:

beh, caro STRIDER, dal canto mio ti posso assicurare che gli uomini mi piacciono, che non disdegno una cena offerta, ma che non mi turba nemmeno dividere il conto a metà, e sicuramente non decido in base a questo come si concluderà la serata…
donne come quella con cui hai parlato tu sono state molto probabilmente viziate da altri uomini, perché fidati: anche noi abbiamo le nostre necessità, e se andassimo in bianco a ripetizione, dopo un po’ cominceremmo ad avere la vista annebbiata.

Fabio C. 12:17 pm - 3rd gennaio:

Rino:
“E mi riferisco soprattutto al costo interiore, di cui si parla raramente o mai, perché quello esterno lo si vede meglio.”

Sono d’accoro con te, Rino. Tuttavia credo che se di questo costo interiore (che io stesso conosco bene; come voi del resto) non se ne parla mai, la colpa non è solo delle donne ma anche e soprattutto degli uomini, che sono incapaci di essere solidali fra di loro (salvo eccezioni).
Cos’è che sostengono STRIDER e Silver?
“Gli uomini sono il problema numero uno degli uomini”.
E’ amaro doverlo constatare, ma è veramente così.
Questa realtà la riscontrai anche nelle mailing list di U3000 e di PDU, di cui feci parte per un anno e otto mesi, fra i quali solo un paio di iscritti erano in grado di trattare seriamente, e senza urlare, certi argomenti.
Fra i più banali c’era un selvatico di Torino, che oggi dovrebbe avere quasi 50 anni, che sapeva solo provocare e offendere.

Paolo:
“Ricapitolo brevemente gli ingredienti della torta sesso ludico: piacersi fisicamente; aver voglia di scopare; avere il coraggio di approcciarsi anche fuori dai soliti luoghi designati; le donne prendano l’iniziativa come gli uomini; essere realisti e non aspettarsi i canti degli angeli; darsi oltre che prendere; offrire anche una coccola se l’altro dimostra di volerla; e molta leggerezza, cioè voglia di divertirsi senza secondi fini. Sesso-aperitivo, sesso-pasticcino o passeggiata, e poi via.”

E’ quello che sarebbe piaciuto conoscere anche a me, soprattutto a 20 anni, quando il mio cervello non era ancora avvelenato e indurito dalla vita. Dico questo perché oggi, che di anni ne ho quasi 37 (li compirò il prossimo mese di marzo), non riuscirei a vivere bene nemmeno storie del genere. Il veleno e il disincanto che mi porto dentro me lo impediscono.

Paolo:
“Unico divieto: metterci il cervello, guarda un po’, perché lì siamo tutti ammalati appestati, e sarebbe la rovina di ogni cosa.”

E’ vero, il metterci il cervello rovina tutto. Spesso impedisce pure l’erezione o il mantenimento della stessa.

Rino 6:56 pm - 3rd gennaio:

Dici bene Fabio.
Il silenzio maschile riguarda tutta l’esperienza. Soprattutto quella interiore. Ne conosciamo le cause ma non abbiamo i rimedi. Il solo consiste nel cominciare a vuotare il sacco in pubblico. E infatti anche a questo servono forum e commenti ai post.

Già è emerso finalmente che il corteggiamento, anche se ancora vissuto da molti come attività gratificante in se stessa, è invece umiliante e forse degradante per un numero sempre maggiore di uomini.

Personalmente penso che anche chi la trova gratificante si racconta una storia deformata, come si fa quando non c’è alternativa: buon viso a cattivo gioco.

Già il dirlo apertamente squilibra il racconto dei media (gradito alle donne) secondo cui quell’attività sarebbe gratificante per entrambi. Che lo sia per le femmine …mi pare ovvio.

E’ ora di approfondire però anche la condizione maschile nella vita di coppia, condizione nella quale si vuol far credere che il sesso sia incluso come fatto naturale. Già il numero dei Paganti sulle tangenziali (ora reato) indica che nelle coppie di sesso ce n’è poco, con conseguenze sulla condizione maschile davvero pesanti.

Infatti, una volta finito ogni dovere femminile nella coppia (dovere ormai assimilato a stupro) è chiaro che al maschio non resta che praticare un corteggiamento permanente, sistematico. Cosa ovviamente impossibile da sostenere per più di alcuni anni.

Ma prima ancora, la fine di ogni dovere femminile trasforma immediatamente il maschio in un suddito, lo pone in condizioni psicologiche di inferiorità, perché il rapporto è strutturalmente sbilanciato. Checché i maschi stessi ne dicano.

Quanto ai desideri sessuali femminili, non si può negare che vi siano, ma è chiaro che non c’è paragone tra i due.

Nei fatti il desiderio (bisogno) femminile di sesso, per quanto sia grande è sempre subordinato a tutta una serie di fattori.

Come se io fossi bensì in pieno deserto da giorni senza acqua e perciò assetato a morte, però nel momento in cui mi viene offerta dell’acqua incominciassi a questionare: la borraccia ha un colore che non mi piace, ha una forma che non mi aggrada, mi viene offerta in malo modo etc. Perciò mi rifiuto di bere.

Ho una sete mortale, certo, … ma alla quale posso sopravvivere benissimo senza bere.

Di che sete stiamo dunque parlando?

Rino

P.S. Ci sono psicologi ed etologi i quali pensano che il corteggiamento sia fondamentale nella costruzione di rapporti duraturi tra F ed M. Forse hanno ragione.
Essi cmq si riferiscono ad un corteggiamento sostanziale ma a tempo determinato (CS), prima della stabilizzazione del rapporto e ad uno formale dopo, nel corso del rapporto (CF).

Non parlano mai di un corteggiamento infinito/eterno (CE) che è inconcepibile da ogni punto di vista ma che, pur essendo inconcepibile e impraticabile, è precisamente quello che oggi viene richiesto agli uomini anche dentro la coppia stabile.

Il fatto poi che il corteggiamento “sano” (CS + CF) possa essere necessario e inevitabile, non impedisce di qualificarlo cmq come degradante.

Anche la morte è inevitabile, non perciò gradita.

cristiana 10:52 am - 4th gennaio:

Caro rino, io credo che il corteggiamento sia la porta d’accesso ad un qualunque tipo di rapporto maschio-femmina. la natura lo dimostra: esiste anche tra gli animali…che poi tu voglia contestare che sia più un compito maschile che femminile è un altro paio di maniche. nel mio concetto strettamente personale l’uomo offre la galanteria e la donna diventa a sua volta un pò geisha… tu mi porti un mazzo di fiori ed io indosso un abito scollato per stuzzicare la tua fantasia. tu mi offri un week-end romantico ed io ricambio con una cena a casa mia a base di piatti afrodisiaci e dopocena con biancheria sexy. in questo contesto di scambio alla pari, anche il sesso sarà un gioco basato sul ” do ut des “, fatto di tenerezze, parole dolci e giochini…. solo così si può concepire un rapporto a due sia esso un matrimonio, una convivenza, una storia od una semplice frequentazione. tutto il resto rimane una sorta di sproloquio su schermaglie amorose spesso deludenti per entrambi perchè fustranti e cariche di eccessive aspettative! secondo me sono queste ultime a caricare di negatività un incontro…. la leggerezza è l’ingrediente indispensabile per la futuribilità di un primo approccio.

Fabio C 2:20 pm - 4th gennaio:

Insomma, cara cristiana, le regole le dettate sempre voi.
Scusa se te lo faccio notare, ma non credo tu abbia compreso bene il concetto di “leggerezza”…
Riguardo alla questione del sesso x sesso, che di norma le donne non sanno neppure cosa sia, questo è quanto scrivevo nel luglio del 2003.
http://www.maschiselvatici.it/posta/luglio2003.htm

Le donne e il sesso

Sempre più spesso siamo costretti a leggere di donne che si lamentano della paura maschile, con conseguente fuga, di fronte alle loro dirette richieste di fare sesso soltanto per un’ora, col solo scopo di divertirsi.
Niente di nuovo sotto il sole: la presunzione delle donne di oggi è semplicemente “straordinaria”.
Faccio notare che se a rovescio fosse un uomo a parlare in quel modo, costui verrebbe immediatamente accusato (dalle femminucce ma pure da tanti maschietti) di “insensibilità e di superficialità”.
La realtà è che queste spocchiose nel momento in cui si trovano di fronte a un uomo che vuol fare solo ed esclusivamente sesso, fuggono e ti mandano a quel paese.
Il “sesso x sesso” non è “qualcosa”(con le dovute eccezioni, naturalmente) che appartiene al genere femminile.
Molto spesso, e nonostante le continue accuse ai maschi, le giovani donne di oggi sono tutto fumo e niente arrosto.
Ed è giunta l’ora che qualcuno glie lo dica.
Come una donna può “giudicare” se un uomo è o non è un buon amante,altrettanto può e DEVE FARE un uomo…
Il tempo della compiacenza è finito.

cristiana 3:20 pm - 4th gennaio:

caro fabio c., è un errore madornale generalizzare, sempre. io ho fatto un grande lavoro su me stessa per smitizzare il luogo comune della donna che se la tira e l’uomo che suda 7 camicie per arrivare al tanto sospirato sesso….ma pur cambiando atteggiamento e rendendomi più “accessibile” ho visto gli uomini evaporare come d’incanto! che mi dici? se non la do’ vi stranite, ma se cerco di essere più audace vi inibite. dove stà la giusta misura, dunque???

Silver 3:25 pm - 4th gennaio:

Fabio
“La realtà è che queste spocchiose nel momento in cui si trovano di fronte a un uomo che vuol fare solo ed esclusivamente sesso, fuggono e ti mandano a quel paese.
Il “sesso x sesso” non è “qualcosa”(con le dovute eccezioni, naturalmente) che appartiene al genere femminile.
Molto spesso, e nonostante le continue accuse ai maschi, le giovani donne di oggi sono tutto fumo e niente arrosto”.

E’ proprio così, caro Fabio.
C’è un altro particolare che credo sia giunta l’ora di evidenziare, ed è quello relativo alle paranoie, alle inibizioni femminili in materia di sesso.
“No quello no, perché non mi piace!”, “no, nel culo no perché mi fa male!”, “no, in bocca no, perché mi fa schifo!”, “non ci penso neppure a fare quella cosa lì!, ma che mi hai preso per una troia?”, etc etc.
Questo è un campionario di ciò che a me (e non solo a me) è capitato di ascoltare, in oltre 44 anni di vita, dalle appartenenti al sesso femminile con le quali ho avuto modo di relazionarmi.
Perché, vedete, il problema è solo quello del “se” le donne la danno oppure no, ma anche del “come” la danno…

Fabrizio Marchi 3:44 pm - 4th gennaio:

Cara Cristiana, il tuo penultimo post mi sembra già un discreto aggiustamento di tiro…le generalizzazioni in genere non aiutano alla comprensione dei problemi….
In ogni caso la tua disponibilità a confrontarti con noi in questo luogo dimostra comunque la volontà da parte tua, di metterti in discussione, anche se solo parzialmente e con tante molle. Se mi permetti un pizzico di presunzione, in realtà, cara Cristiana, non so neanche quanto tu stessa sia convinta di quello che hai detto prima sui “decerebrati peter pan smidollati”. In realtà stai anche tu cercando qualcosa di diverso, un diverso percorso e un diverso approccio con l’altro genere. Come noi.
Proviamoci…Siamo qui anche per questo…
Fabrizio Marchi

cristiana 4:17 pm - 4th gennaio:

Rispondo a fabrizio: il confronto e lo scambio possono solo arricchirci, quindi eccomi qui esposta al pubblico “ludibrio” come dici tu. sono pronta alla contestazione anche accesa, sempre che si rimanga nei ranghi, naturalmente… ora rispondo a fabio e silver: il sesso fine a se stesso può essere una scelta rispettabilissima, ma se diventa un atto meccanico e asettico, ve lo lascio a voi…. ci vuole comunque una sorta di scambio pure fosse per una sola notte. in quanto alle remore femminili su come darla, è vero che le donne spesso sono poco inclini a fare certe cose, ma con pazienza ed amorevolezza credo si possa ottenere tutto!!!!

Silver 4:20 pm - 4th gennaio:

Rino
“Già è emerso finalmente che il corteggiamento, anche se ancora vissuto da molti come attività gratificante in se stessa, è invece umiliante e forse degradante per un numero sempre maggiore di uomini.
Personalmente penso che anche chi la trova gratificante si racconta una storia deformata, come si fa quando non c’è alternativa: buon viso a cattivo gioco”.

Caro Rino, anch’io sono dell’opinione che molti uomini se la raccontino, tentando altresì di raccontarla…

Fabrizio Marchi 4:40 pm - 4th gennaio:

“Ci vuole comunque una sorta di scambio”, parole tue Cristiana. Come vedi, anche per te, come direbbe il nostro Barnard, darla per darla, o meglio, farlo per farlo (come dovrebbe invece essere), non è concepito, non rientra neanche nel tuo modo di essere. E infatti, siccome il linguaggio non è mai casuale, anche se spesso pensiamo che lo sia, la terminologia che anche tu usi è quella dello scambio (concettualmente) mercantile. Tu non dici “lo faccio con” ,ma “la do o non la do”. Pensaci a cosa c’è dietro a questo linguaggio che tu, come quasi tutte, utilizzi i modo automatico.
“Il sesso fine a se stesso scelta rispettabilissima” affermi, però subito dopo ribadisci “se però diventa un atto meccanico e asettico, lo lascio a voi…”.
E’ chiaro ed evidente che tu il sesso come gioco per il gioco non lo concepisci affatto. Perchè se lo concepissi un problema del genere neanche te lo porresti. Anzi, attribuisci a questo un significato negativo perchè di fatto dai per scontato che il gioco sessaule fine a se stesso sia comunque una cosa asettica (e anche fredda). E perchè mai dovrebbe essere tale?
Io amo giocare al calcio con gli amici, per il gusto fine a se stesso di farlo (non esiste cosa più bella al mondo, credimi, del gioco fine a se stesso, che ha un valore in sè proprio in quanto fine a se stesso…) e non lo trovo affatto asettico. Anzi, non puoi capire che gioia che è ogni volta, da anni e anni che si rinnova tutti i santi lunedì pure se diluvia. Eppure non abbiamo obiettivi da raggiungere, nessuno di noi finirà in serie A nè ci guadagna qualcosa a parte lussazioni, strappi muscolari e tendiniti. Eppure ogni volta da decenni ci accapigliamo in campo, sbraitiamo e ci divertiamo un mondo…E nessuno si interroga se sia asettico o meno. Asettico? Ma di cosa stiamo parlando? Tutto è quel gioco tranne che asettico: è l’esaltazione della creatività, della voglia di vivere, della gioia, della socialità, dell’amicizia. Pensa, per un attimo, se anche il sesso fosse vissuto in quel modo. Se foste capaci di fare questo avreste fatto una rivoluzione epocale che potrebbe cambiare il volto del pianeta…

Silver 4:42 pm - 4th gennaio:

In merito alla questione del corteggiamento, qualche giorno fa stavo rileggendo un vecchio articolo, pubblicato nel settembre del 1982 su un settimanale ormai estinto e scritto da una donna, nel quale le considerazioni della suddetta erano la solite: ossia che chi deve sbattersi è sempre l’uomo.
Ne riporto una brevissima sintesi.
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L’intraprendenza paga? Paga più spesso di quanto si creda. Sì, perché non sempre alla donna piace una corte lunga, a volte noiosa; l’assiduità spesso toglie il sapore d’avventura ad un incontro e giocare sull’istinto materno di lei non sempre funziona, perciò sempre più spesso ai timidi tocca restare a bocca asciutta. E tanto peggio per loro. In fondo ad una donna piace anche essere presa con un po’ di forza, trovarsi davanti un invito così esplicito che diventi quasi impossibile rinunciarvi.

[...]

cristiana 5:05 pm - 4th gennaio:

io per scambio intendo qualcosa che sia piacevole anche solo al momento. infatti asserisco che potrebbe essere per una sola notte. per sesso asettico intendo quello che è capitato a me di recente e di cui parlavo stamattina. lì, a mio parere, si entra in una sfera puramente di sfogo fisico, privo di quella comunicazione che si confà a due esseri umani che si relazionano. non pensi anche tu che comunque il bacio, la carezza o la parola giusta siano l’elisir che porta un incontro ad essere speciale seppure per poche ore e senza alcun seguito? Era questo che volevo dire!!!

Roberto 8:51 pm - 4th gennaio:

Cara Cristiana, per un uomo può esistere – ed esiste – anche il puro e semplice sfogo fisico.
Non c’è niente di strano in questo, perché maschi e femmine sono diversi.

Rino 11:00 pm - 4th gennaio:

Cortese Cristiana,
c’è sempre la possibilità che ci si capisca male. E devo riconoscere che spesso, con l’uso disinvolto delle iperboli, sembra che io stesso lavori per essere frainteso.
Tieni presente che qui stiamo cercando di descrivere l’altra faccia della medaglia raccontando l’esperienza degli uomini, in questo momento limitatamente al tema corteggiamento (Ctg) , poi verrà il resto. Il punto di vista maschile e l’esperienza maschile oggi sono censurati, quando non vengono addirittura inventate dalle donne sui loro rotocalchi o sui media in genere, dove imperversa l’interpretazione femminista cui tutti si adeguano.
Il Ctg (di cui oggi tra l’altro viene denunciata la crisi) è sempre stato descritto come un’attività gratificante non solo per le DD ma anche per gli UU. Bene, qui stiamo dicendo che non è così. Non almeno nei termini sin qui propagandati. E’ vero che gli UU vi hanno trovato una qualche gratificazione (pur se soggetta a varie limitazioni). Io però vado oltre, ne faccio l’autopsia. Il Ctg è presente ovunque in natura, siamo d’accordo.

E’ un insieme di comportamenti maschili volti a conquistare una o più femmine. Comportamenti che richiedono tempo, energie, costi, rinunce e talvolta rischi. Un vero e proprio investimento, un onere che è sempre a carico dei maschi. Perché? Evidentemente perché il valore biologico femminile è superiore a quello maschile. Dunque non è sbagliato dire che i maschi – almeno in questo – sono letteralmente esseri inferiori, esseri di minor valore. Il Ctg dunque è manifestazione aperta del minor valore maschile. Ovviamente nessun maschio ama sentirselo dire e protesterà che a lui il corteggiare piace. Di fronte alla necessità della specie di riprodursi è ovvio che una qualche gratificazione – anche in corso d’opera – dovesse essere data al meschinello. Ma le condizioni e gli effetti odierni del Ctg sono radicalmente mutati, rispetto a quel che erano stati per secoli. Nell’ambito della coppia al lungo e costoso Ctg iniziale, nato il legame stabile, facevano seguito dei doveri femminili In primis il sesso. Cosa oggi inimmaginabile. Perciò il Ctg aveva una fine. Oggi invece non dovrebbe finire mai. Ogni volta che un marito/compagno ha delle velleità dovrebbe allestire delle serate fantastiche, altrimenti la donna si sente “usata” (cosa che può portare il malcapitato in prigione per stupro- farò nomi e cognomi). Cmq sia un Ctg senza fine è inconcepibile e impossibile. Quel che è cambiato rispetto al passato è che oggi la donna questo Ctg eterno se lo aspetta davvero. Sente di averne il diritto e lo pone come precondizione ad ogni avvicinamento.

Al di fuori della coppia la situazione è quella descritta qui da altri e denunciata da Barnard. Aggiungo solo che cmq sempre il Ctg presuppone risorse da investire le quali devono essere quantomeno un poco superiori a quelle della controparte. Un maschio che arrivi in discoteca con la Panda neanche si azzarda ad avvicinare quella che scende dal SUV. E’ così.

Dal punto di vista femminile però vi sarebbe quasi una corrispondenza, un equilibrio del reciproco approccio, almeno quando le cose vanno come tu stessa le descrivi. Non critico e non nego. Prendo atto. Affermo però al tempo stesso che dal punto di vista maschile non è così.

Quel che a te sembra un modo per ridurre lo squilibrio, per gli uomini lo aumenta. Infatti i comportamenti femminili che aumentano il desiderio maschile rendono gli uomini ancora più dipendenti. Lo squilibrio si accentua.

Vuol dire che il problema è insolubile? In parte sì. Un fondo di disimmetria ci sarà sempre ma altro è che essa sia superabile, altro è la presenza di un muro sempre più alto che a molti uomini ormai sembra invalicabile.

Rino

cristiana 11:02 am - 5th gennaio:

Dunque ricapitoliamo: roberto asserisce che donne ed uomini sono diversi nel sesso, rino dice che il corteggiamento è deleterio per gli uomini, ma indispensabile per le donne… due mondi che cozzano continuamente. ma allora, perchè ci si continua a cercare? e non ditemi che è per la riproduzione della specie, perchè siamo gli animali che figliano meno in natura…ci sarà mica un errore nel patrimonio genetico? forse il creatore si è lasciato sfuggire qualcosa? scusate il sarcasmo, ma siamo quasi all’esasperazione, ormai!!!!!

Fabio 12:18 pm - 5th gennaio:

Rino:
“Un maschio che arrivi in discoteca con la Panda neanche si azzarda ad avvicinare quella che scende dal SUV. E’ così.”

Sì, Rino, di solito è così. Tuttavia posso garantirti che ci sono anche degli uomini particolarmente belli e prestanti che osano avvicinarsi lo stesso alla tipa che viaggia in SUV, nonostante di mestiere facciano gli operai o i baristi ed al massimo abbiano frequentato le scuole professionali, senza neppure terminarle.
Naturalmente si tratta di casi molto rari, che però esistono. Personalmente ne ho conosciuti due di questi tipi: uno ha 35 anni e non è mai stato sposato, l’altro ne ha 40 ed è divorziato.
Con questo non sto certamente asserendo che le donne “gliela sbattano in faccia”, ma solo che per loro è molto più facile rimorchiare una donna, rispetto agli altri uomini.

Fabio 12:32 pm - 5th gennaio:

Silver:
“Perché, vedete, il problema non è solo quello del “se” le donne la danno oppure no, ma anche del “come” la danno…”

Silver, sono assolutamente d’accordo con te!

Rino 6:53 pm - 7th gennaio:

Giorni fa avevo scritto un nuovo lungo post. Al momento dell’invio il PC ha fatto flop. Lo dico per segnalare che non snobbo chi mi chiama in causa.

Riscriverò.

RDV

Drachen 8:53 am - 8th gennaio:

@Fabio: anche io ho un amico così. Lui è in cassa integrazione ma può andare in un locale IN e combinare qualcosa senza grandi problemi. Ci si nasce così. Sono uomini che piacciono a prescindere, sarà una questione ormonale.

Drachen 10:12 am - 8th gennaio:

io non credo che le donne si aspettino il corteggiamento eterno. cioè sicuramente hanno delle pretese emotive esagerate, ma non le definirei corteggiamento, ma mancanza di accettazione delle differenze maschili unite alla mancanza di accettazione dell’individuo che ha di fronte (generale e particolare, dunque).
quello che manca e che stride è il rapporto della “caccia”.
il corteggiamento latita sempre di più perchè i risultati non valgono lo sforzo, ne vi sono garanzie successive a quello sforzo.

fabrizio 10:53 am - 8th gennaio:

E’ necessario a questo punto fare una doverosa precisazione: essere uomini beta non significa essere dei mediocri o degli “sfigati”, espressione peraltro orrenda e a sfondo razzista e classista che noi beta dobbiamo stigmatizzare ogniqualvolta venga pronunciata.
Essere uomini beta significa non appartenere alle elite degli uomini dominanti, che sono tali in virtù dei parametri stabiliti dal contesto sociale dominante. Per il sistema un professore di filosofia o di matematica in un liceo, è un beta, mentre un bamboccio imbecille e illetterato che fa il calciatore e che guadagna miliardi è un alpha.
Non mi meraviglia quindi che l’amico cassaintegrato, al quale diamo tutta la nostra solidarietà di classe e di genere (beta), sia uno che possa piacere alle donne perché attraente, brillante e/o disinvolto e per questo se ne vada in giro per le discoteche a rimorchiare (e fa benissimo se ne ha voglia).
Il quesito vero è: se quella stessa sera che lui è in discoteca, diciamo in provincia di Milano (è solo un esempio) si presenta un calciatore dell’Inter o del Milan, lui che fine fa? Continuerà ad essere l’oggetto dell’attenzione delle donne presenti? Ho i miei dubbi, anche se il calciatore in questione si chiamasse Gattuso, che non è proprio una bellezza…
E ancora, il nostro amico è un uomo piacente e attraente ma è un lavoratore cassintegrato. Bene. In quanto piacente e attraente è molto probabile che venga selezionato da una donna per passare una bella notte di sesso o per un avventura. Perché no (fermo rimanendo che comunque dovrà essere sempre lui a proporsi). Ma quella stessa donna, nel momento in cui dovesse scegliere di costruire una relazione “seria”, sceglierebbe di farlo con lui (carino, spigliato, accattivante ecc.) oppure con il primario di una clinica o il top manager di un’azienda? (ricordo che parliamo sempre per grandi numeri, mai per generalizzazioni assolute)
A voi la risposta (già la conosco…:-) ). Spero di aver chiarito cosa sia un uomo alpha e cosa sia un uomo beta. Tornerò però sull’argomento perché mi sono reso conto in questi giorni che in molti e molte hanno equivocato il concetto.
Fabrizio Marchi

fabrizio 11:07 am - 8th gennaio:

Aggiungo al precedente post che l’immagine che abbiamo scelto per simboleggiare gli Uomini Beta, cioè il grande Charlot dell’altrettanto grande Chaplin, non è casuale. Nulla di quanto scriviamo e pubblichiamo è casuale.
Sfido chiunque a ridurre il personaggio di Charlot al rango di “sfigato”. E’ in realtà il simbolo di una umanità, di una profondità e di una potenza incredibili, capace di trasmettere emozioni straordinarie. Una figura che simboleggia insieme dignità, creatività, coraggio, irriducibilità, libertà, solidarietà, indomabilità e chi più ne ha più ne metta.
Gli stracci che indossa e la sua buffa camminata sono la danza degli Uomini Beta.
W gli Uomini Beta (e anche le Donne Beta…)!

Strider 11:10 am - 8th gennaio:

Drachen
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Ci si nasce così. Sono uomini che piacciono a prescindere, sarà una questione ormonale.
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Concordo. Tuttavia, come fa giustamente notare Fabrizio (e indirettamente pure Fabio), anche a questo genere di uomini tocca sempre proporsi.

Strider 11:14 am - 8th gennaio:

Fabrizio
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Per il sistema un professore di filosofia o di matematica in un liceo, è un beta, mentre un bamboccio imbecille e illetterato che fa il calciatore e che guadagna miliardi è un alpha.
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Da figlio di due insegnanti, non posso che confermare…

Cristiana 2:12 pm - 8th gennaio:

Caro Fabrizio, sono stata or ora a vedere il video di lillo e greg che mi avevi suggerito. STREPITOSO….. sarà anche utopistico, ma lo trovo esilarante e neppure troppo volgare, dato il tema trattato. Vorrei fare inoltre, una riflessione su questa annosa questione uomo alfa uomo beta, ma un eventuele uomo gamma? come lo vedi??? Chiarisco per qualcuno che potrebbe non coglierlo, che è uno spunto nuovo e non una provocazione….

fabrizio 3:17 pm - 8th gennaio:

In uno dei miei ultimissimi post ho cercato, anche con esempi molto semplici, di spiegare qual’è la differenza tra uomini alpha e uomini beta, sempre dal nostro punto di vista naturalmente.
Qualcun altro nel passato recente, prima di te, aveva ipotizzato l’idea di definirci tali. Ma chi pensa questo non ha capito quale sia lo spirito che ci anima.
Comunque ho capito ciò che volevi dire. Ma credimi, non c’è necessità di definirsi “gamma” o in altro modo. Fare questo significherebbe fare un favore all’avversario. Sarebbe l’ammissione di una sorta di complesso di inferiorità. Al contrario, noi capovolgiamo completamente i parametri del sistema dominante e siamo fieri di ciò che siamo e del ruolo che ci compete al fine della trasformazione radicale di questo nostro mondo. Un mondo che appunto noi vogliamo rovesciare. Sottosopra. E come vedi, non facciamo mistero delle nostre idee.
Fabrizio Marchi

Cristiana 3:36 pm - 8th gennaio:

Fabrizio, non era mia intenzione “favorire l’avversario” come dici tu. Ho solo l’impressione che non sia semplice giungere a qualcosa di concreto. In questo senso volevo evidenziare che se a un uomo alfa corrisponde una donna alfa e ad uno beta, una beta, magari con un pò di buona volontà e buon senso, si può arrivare ad un’ umanità gamma… mi segui??? naturalmente è un “pour parler”, privo di qualsivoglia presunzione, sia chiaro!!!

fabrizio 3:50 pm - 8th gennaio:

Ti avevo già capito ma per me, e per noi, è ancora più importante ribadire con forza la nostra identità.
Perchè il nostro “ideale regolativo”, per dirla con Kant, se mi passi la citazione, cioè il fine verso cui tendere, è proprio il superamento di ogni diseguaglianza e discriminazione. Lavorare cioè per costruire un mondo (chissà se qualcuno lo vedrà mai) dove la distinzione fra alpha e beta non avrà più senso di essere e di esistere.
E’ una storia, cara Cristiana, che è cominciata tanto ma tanto tempo fa quando ancora inchiodavano la gente sulla croce e forse anche prima…e ancora continua, e chissà per quanto tempo ancora continuerà…
A noi non dovrebbero inchiodarci…per lo meno su questo dovremmo essere tranquilli… :-)
Fabrizio Marchi

Strider 12:50 am - 10th gennaio:

Anni fa avevo aperto questa discussione.
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=12571862

Luca 8:10 pm - 11th gennaio:

Silver
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In merito alla questione del corteggiamento, qualche giorno fa stavo rileggendo un vecchio articolo, pubblicato nel settembre del 1982 su un settimanale ormai estinto e scritto da una donna, nel quale le considerazioni della suddetta erano la solite: ossia che chi deve sbattersi è sempre l’uomo.
Ne riporto una brevissima sintesi.
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L’intraprendenza paga? Paga più spesso di quanto si creda. Sì, perché non sempre alla donna piace una corte lunga, a volte noiosa; l’assiduità spesso toglie il sapore d’avventura ad un incontro e giocare sull’istinto materno di lei non sempre funziona, perciò sempre più spesso ai timidi tocca restare a bocca asciutta. E tanto peggio per loro. In fondo ad una donna piace anche essere presa con un po’ di forza, trovarsi davanti un invito così esplicito che diventi quasi impossibile rinunciarvi.
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Ma quanto mi dà sui nervi questo ergersi a giudici delle donne, questo pretendere continuamente delle “prove”.
Poco fa anche la conduttrice di una radio privata stava spiegando agli ascoltatori cosa dovrebbe fare un uomo per “conquistare” una donna…
Ecco l’elenco: bisogna “stupirle”, portarle a vedere i chiari di luna, scrivere loro una lettera ed al tempo stesso spedirle una rosa, ecc ecc.
Ha pure aggiunto:”Donne, se trovate un uomo che fa di queste cose, tenetevelo stretto, perché è rarissimo incontrarne uno”.
Ed io, ovviamente, mi sono incazzato ancora di più, perché non è possibile che ancora oggi, in piena era
post femminista, le donne pretendano dagli uomini un corteggiamento anni Cinquanta, dando per scontato di non dover dimostrare nulla alla controparte.
E’ proprio vero: vogliono il terzo millennio nel sociale, ma il medioevo nei rapporti sessuali/sentimentali.

iulbrinner 3:12 pm - 12th gennaio:

“A questo punto è chiaro, proprio non ce la potete fare a capire cosa sia il sesso ludico. E dire che sarebbe per tutte voi la salvezza da così tanti guai, e non scherzo affatto. Nella sua messa in pratica, come descritta in quelle mie righe, c’era uno strumento potente a vostra disposizione per sbarazzarvi di tante penose storture che ancora vi affliggono negli incontri fra sessi diversi. Ma no.” (Paolo Barnard)

Mi sembra che qui si ricada nelle sabbie mobili di quel vecchio errore di prospettiva che affligge, in pari misura, tanto le donne (la loro maggioranza) quanto gli uomini (la nostra maggioranza).
Quando noi ci sentiamo dire da una donna che non siamo abbastanza empatici, romantici o emotivamente sensibili ci irritiamo – e ci irritiamo a buon diritto – perché è come sentirsi dire: tu non sei abbastanza femminile, tu non sei identico a me.
Lo credo bene che non sono abbastanza femminile, visto che sono un uomo ed ho la mia specifica biologia, la mia specifica psicologia e le mie specifiche aspettative rispetto al sesso, all’amore ed a tutto ciò che appartiene a questa sfera.
Ora la cosa si è fatta inversa e Barnard invoca il mondo femminile di “darla” come la darebbe un uomo e con le medesime aspettative “ludiche” che non appartengono alla biologia, alla psicologia ed alle specifiche aspettative femminili rispetto al sesso, all’amore ed a tutto ciò che appartiene a questa sfera.
Io credo che sino a quando non si comprenderà che è necessario rispettarsi nelle rispettive differenze – da parte di entrambe le parti – non si arriverà mai a quell’equilibrio di rapporti che rimane, a conti fatti, perennemente in bilico tra l’apprezzamento delle inevitabili ed irriducibili diversità sessuali e la loro negazione ideologica o banalmente pratica.

Questo, bene precisarlo, facendo salvo il discorso dell’utilizzo strumentale del sesso che molte donne attuano, senza censure sociali di qualche valore, in modo sistematico e ragionieristico; ma credo che questo sia un discorso completamente diverso rispetto al tema principale.

Fabrizio Marchi 3:44 pm - 12th gennaio:

Se veramente ci si riuscisse a riconoscere (e a rispettarsi) nelle rispettive diversità e peculiarità di genere, caro Iulbrinner, si riuscirebbe anche a trovare un punto di equilibrio. Anche perchè entrambi saremmo in grado a quel punto di fare un passo verso l’altro…e allora anche quegli ostacoli di natura ontologica dati dalle rispettive diversità, sarebbero molto ma molto più facilmente superabili (e forse in questo caso potrebbero anche costituire una ricchezza…).
Credo che il senso dell’articolo (mirabile a mio giudizio) di Paolo Barnard. sia questo.
Fabrizio Marchi

MarcoP 10:45 pm - 12th gennaio:

Ho seguito tutto il dibattito nato da questi due articoli verso la fine di agosto: come si dice, “io c’ero”. Ricordo la quasi universale denigrazione, l’ondata di guano che si è riversata su PB (l’espressione più gentile che gli è stata rivolta era “sfigato”). Come dire: se ti senti male e hai pure il coraggio di lamentarti non solo ti prendo a calci, ma ti piscio anche addosso. Comunque, a parte l’amarezza provata fra il veleno matriarcale puro (la risposta di Nicoletta Forcheri, con annesso elogio delle scimmie bonobo che ormai sono meglio loro delle civiltà egizia, greca e romana messe insieme), la disapprovazione un minimo più elegante e intelligente (Galatea) e la sentenza finale di Rachel Barnacle che davvero cancella il velo di Maya (“Barnard, la fica te la devi guadagnare”: leggetela bene e abbiate paura, abbiate molta paura), mi è parso che questi due sfoghi dolorosi e in cui credo si possa immedesimare con tristezza quasi qualsiasi uomo fossero un urlo nel vuoto, per un motivo molto semplice. E non mi riferisco alla teoria di RDV secondo cui il sesso per l’uomo è un fine e per la donna un mezzo (anche se naturalmente c’entra), ma a una semplice constatazione che viene dalla mie esperienza personale, se sbalio mi corigerete, come diceva qualcuno. La questione non riguarda solo le donne: è culturale. Vale a dire, ci viene insegnato da anni che fra amore e sesso il rapporto è necessariamente di proporzionalità inversa. Più uno, meno l’altro e viceversa. Fateci caso, quest’idea è dappertutto. Da questo atteggiamento nascono sia le posizioni maschili riportate altrove (“Ne avremmo disgusto”) sia quelle femminili (“Se è solo per il sesso te lo puoi scordare”). Se entrambe le parti in causa si dicessero finalmente che forse tra le due cose ci può essere un rapporto di proporzionalità diretta, forse il sogno (oggi come oggi è un puro sogno) di PB potrebbe realizzarsi.

Fabrizio Marchi 11:57 am - 13th gennaio:

La vedo esattamente nel modo opposto al tuo, Marco. Sono convinto che il sesso, invece di essere considerato per quello che dovrebbe essere, e cioè un gran bel gioco che la natura, Dio o chi per loro ci hanno regalato, da vivere liberamente e serenamente, secondo i dettami della natura, cioè della chimica sostanzialmente, sia stato sovraccaricato artificialmente da tutta una serie di sovrastrutture che nulla hanno a che vedere con il gioco. La bellezza del gioco è nel gioco in sé: è questa la potenza rivoluzionaria di questa grande risorsa umana che scompagina tutto il resto e fa piazza pulita di tutte le finzioni.
Mangiarsi un bel piatto di lasagne quando si ha fame, bersi un bicchiere d’acqua quando si ha sete, farsi un bel bagno nel mare quando si è accaldati, e così via, sono cose bellissime in sé. Non c’è alcuna necessità di attribuirgli altri significati perché il loro significato è intrinseco. Lo stesso dovrebbe valere per il sesso, che rappresenta il principio di piacere per eccellenza.
E invece, guarda caso, proprio questo è stato da sempre condizionato, incanalato, represso, colpevolizzato, soprattutto dalle false morali religiose di tutti i generi e di tutte le latitudini, mentre oggi, nell’era del dominio della ragione strumentale e utilitaristica, è finalizzato, cioè reso succedaneo ad altro.
Nei secoli dominati dalla morale religiosa il paradigma era: godere è tendenzialmente sbagliato perché sei un peccatore e devi soffrire. Ma se proprio vuoi godere puoi farlo solo entro determinati binari (il matrimonio, la famiglia ecc.). Poi naturalmente tutti andavano al bordello e tutti lo sapevano, comprese le gerarchie ecclesiastiche (che per prime si dilettavano) ma questa è l’altra faccia dell’ipocrisia che conosciamo benissimo. Il piacere fuori da questo schema era considerato peccato.
Oggi il paradigma è sostanzialmente cambiato: vuoi godere? Ti dice il sistema. Perché no. Ma devi pagare. Per la donna il concetto è solo rovesciato: devi farti pagare.
Naturalmente, siccome sono dei furboni, ed è per questo che dominano sulla massa della gente che ancora dorme, il gioco non è così palese, ma mascherato sotto montagne di finzioni ipocrite. E quindi quando una donna fa la ritrosa non ti dice che se la sta tirando secondo logiche (o meglio,meccanismi psicologici) dettati dalla ragione strumentale che lei ha ormai interiorizzato, ma ti dice che lei la dà solo quando c’è il sentimento, che il sesso per il sesso come se fosse ginnastica lei non lo fa (quante volte ciascuno di noi ha ascoltato questo ritornello?) ecc. ecc. E anche in questo caso, ritorna in ballo la vecchia alleanza tra potere spirituale (mi viene da ridere a chiamarlo così) e potere temporale, cioè tra Stato e Chiesa; ossia, per dirla un po’ più precisamente, tra l’ideologia della ragione strumentale capitalistica e la falsa morale cattolica. La seconda (che una volta era la prima), obtorto collo, si presta oggi a fare da ancella alla prima. D’altronde meglio fare i secondi che scomparire. Anche perché gli rende un bel servigio in quanto consente alla prima, che da sola sarebbe troppo fredda e asettica, di camuffarsi e di colorarsi.
Ecco quindi come si presenta agli occhi dei “dormienti” la questione: il sesso? Solo con l’amore. Figuriamoci…”Altrimenti sarebbe solo ginnastica e io la ginnastica la faccio in palestra” (altro ritornello che qualsiasi uomo normale ha ascoltato qualche migliaio di volte nella sua vita).
Naturalmente, siccome non siamo degli integralisti, in un senso o nell’altro, è ovvio che fra due persone che si attraggono sessualmente, possa anche scaturire col tempo un sentimento. E chi lo nega…Ma è altrettanto evidente che, come molto spesso accade, possa non scaturire nulla ma ci si “limiti” a scambiarsi del reciproco piacere. E allora? E’ reato? E’ una cosa disdicevole? Non mi pare. Quante volte ciascuno di voi ha fatto sesso senza “amore” o ha desiderato di fare sesso senza “amore”? Il 90% delle volte? All’incirca.
Ora, so perfettamente che ci sono diversità di natura ontologica fra uomini e donne, ma non è questo il punto. Il punto è disvelare un’ipocrisia. Un’ipocrisia che è strumentale solo a coloro che hanno interesse a tenere il sesso imbrigliato entro determinati meccanismi perché è ovvio, ed è alla base della nostra filosofia, che se il sesso fosse liberato completamente da ogni legaccio, questo nostro sistema entrerebbe in una crisi verticale. Ed è proprio questa l’asse centrale della nostra analisi. Ed è questa la responsabilità (grave) che hanno le donne che si sono prestate a questa operazione scegliendo di aderire al modello dominante. Un modello che certo ha potuto attecchire su un substrato di natura ontologica (la diversità sessuale femminile). Ma un conto è il riconoscimento reciproco delle rispettive diversità e un altro la finzione ipocrita e l’adesione strumentale ad un modello sociale.
Fabrizio Marchi

MarcoP 12:40 pm - 13th gennaio:

Capisco perfettamente e credo che qualunque uomo, me compreso, abbraccerebbe con gioia un modo di vivere la cosa in questi termini. D’altronde io in palestra ci vado quattro volte la settimana e non è che la cosa sostituisca il desiderio di sesso, anzi, se mai rende ancora più consapevoli della propria fisicità e letteralmente smaniosi di aggiungere un grado ulteriore di completezza mentale/corporea come è il sesso. Quello che volevo evidenziare, ed evidentemente è rimasto nella mia testa e si chiarisce adesso leggendo la tua risposta, è che la questione del sesso (per me, ma credo per tutte le persone intelligenti e non aride) raramente è distinguibile da un bisogno profondo: quello della relazione. Per relazione intendo un progetto di vita a due (poi allargabile a figli/e) che si svolge sulla base di gesti piccoli e concreti alla cui base c’è la condivisione, perché siamo esseri umani e abbiamo bisogno di condividere (e anche perché siamo portati a concentrare l’attenzione da qualche parte per un desiderio altrettanto innato di costruire, non solo disperderci fra mille interessi senza approfondirne neanche uno). Parlare, guardare un quadro in due, camminare in mezzo a un bel paesaggio in due, leggere il giornale in due, essere “tu e io contro il mondo crudele”. Io credo che questo modo di intendere la relazione sia una delle poche cose positive messe in campo dal femminismo, nel senso che prima non c’era neppure la consapevolezza che una relazione potesse essere in quei termini. Che poi la cosa sia degenerata in uno scontro di potere viziato anche dalle logiche che hai descritto tu è altro discorso. Ma credo concorderai che questa pulsione alla ricerca di un/a compagno/a esclusivo/a di vita sia profonda e archetipale per tutti. E per esclusività non intendo chiusura, eliminazione degli altri; solo, un andare verso il mondo con la consapevolezza di avere un’ancora, una radice di sé in cui la forza va in entrambe le direzioni. Se fosse possibile includere in questo progetto anche una sessualità illimitata, ugualmente voluta e direttamente proporzionale nel senso di cui parlavo (e a quanto pare oggi non è possibile per tutte le ipocrisie di cui parli e che sono innegabili), credo che la questione del “sesso ludico” diventerebbe puramente accademica perché non solo gli uomini, ma l’umanità intera sarebbe finalmente felice.

Silver 1:24 pm - 13th gennaio:

Fabrizio
“Mangiarsi un bel piatto di lasagne quando si ha fame, bersi un bicchiere d’acqua quando si ha sete, farsi un bel bagno nel mare quando si è accaldati, e così via, sono cose bellissime in sé. Non c’è alcuna necessità di attribuirgli altri significati perché il loro significato è intrinseco. Lo stesso dovrebbe valere per il sesso, che rappresenta il principio di piacere per eccellenza”.

Concordo al 100%.

Fabrizio
“Un modello che certo ha potuto attecchire su un substrato di natura ontologica (la diversità sessuale femminile). Ma un conto è il riconoscimento reciproco delle rispettive diversità e un altro la finzione ipocrita e l’adesione strumentale ad un modello sociale”.

Anche in questo sono più che d’accordo con te.

http://questionemaschile.forumfree.it/?t=21436432

Fabrizio Marchi 2:21 pm - 13th gennaio:

La liberazione del sesso non significa che non si possa aspirare a vivere una relazione profonda con un’altra persona. Al contrario. Nel mio libro “Le donne: una rivoluzione mai nata” (non voglio farmi pubblicità ma solo perchè lì spiego in modo più esauriente la mia posizione) affronto anche questo tema. Sono assolutamente convinto che in un ipotetico mondo dove la sessualità fosse vissuta in modo libero e sereno, e cioè nè più e nè meno che come bere quando si ha sete, le coppie che si formerebbero sarebbero molto più solide e autentiche. E questo proprio perchè alla base della loro unione ci sarebbe un sentimento profondo non condizionato da tanti altri fattori, come è invece oggi.
Gli uomini e le donne potrebbero incontrarsi al di fuori di qualsiasi altra considerazione, che non sia l’attrazione fisica, l’empatia, il comune sentire, la condivisione spirituale. Tutto ciò è possibile e realizzabile solo in un contesto di vera, autentica e piena libertà.
Il contrario di ciò che, per lo più, accade oggi, dove le coppie, non sono figlie della libertà ma di tutta quella serie di condizionamenti. E infatti mi pare che le cose non vadano per il meglio…Per la verità non andavano bene neanche prima solo che per tanti motivi che non sto ora qui a spiegare, sia le donne che gli uomini stavano al “patto”. Ora quel patto è saltato. Ma non è stata la “libertà” a farlo saltare, come molti ipocriti perbenisti sostengono, ma questo (molto) complesso sistema nel quale ci troviamo a vivere e che naturalmente vogliamo cambiare radicalmente.
Fabrizio Marchi

iulbrinner 2:56 pm - 13th gennaio:

“Se veramente ci si riuscisse a riconoscere (e a rispettarsi) nelle rispettive diversità e peculiarità di genere, caro Iulbrinner, si riuscirebbe anche a trovare un punto di equilibrio.” (Fabrizio Marchi)

Il problema che io vedo qui, caro Fabrizio, è che non mi sembra proprio si vada verso quel “punto di equilibrio” asseritamente ricercato, aspettandosi ed invocando la mascolinizzazione sessuale della donna media; fenomeno, peraltro, già avviatosi, in qualche misura e con molta inautentica artificiosità da parte femminile, ma anche con grande disorientamento maschile come risultato tangibile.
A me, personalmente, le donne stanno bene così come sono nella loro autenticità più profonda, anche quando si esprime con quel coefficiente di emotività che a noi sembra tanto irrazionale e fuori luogo; non certo quando si pongono in posizione antagonistica e conflittuale con il maschile, spacciata per competizione sessuale.
Allo stesso tempo vorrei che anche io andassi bene così come sono, senza sentire le usuali litanie mediatiche intorno alla necessità di un cambiamento maschile che significa, in buona sostanza, una femminilizzazione generalizzata.
Insomma, io credo che sarebbe arrivato il momento di smetterla di pensare che il mondo, gli esseri umani e la vita di relazione possano essere trasformati a tavolino, oggetto di qualche ingegneria sociale, incanalati in una direzione piuttosto che un’altra, allo scopo di realizzare una società utopica che non esiste nella realtà e non potrebbe esistere senza manipolazioni gravi delle libertà e dell’autenticità personali. Io credo che gli individui vadano lasciati, invece, liberi di esprimere la propria autenticità più vera, secondo le caratteristiche proprie dei due sessi e non scimmiottandosi reciprocamente per andare oltre le differenze naturali.
Il “sesso ludico” non appartiene, a mio modo di vedere, alla natura femminile – questo il punto essenziale ed elementare che volevo mettere in evidenza – e come io non voglio che nessuno si permetta di stravolgere e calpestare la mia natura, cosa che avviene quotidianamente nella nostra cultura ufficiale, non posso, poi, mettermi a fare la stessa cosa a parti rovesciate.
Se non altro, per banale coerenza…..

Fabrizio Marchi 4:13 pm - 13th gennaio:

Caro Iulbrinner, che dirti…ho tentato ormai di spiegare in decine e decine di post , oltre che sul sito,( ti invito a rileggere l’articolo “Natura e cultura” nello spazio degli editoriali oltre ai miei ormai numerosissimi post sulla questione in oggetto) come la penso in tema. Evidentemente non riesco a spiegarmi bene. Oppure invece (cosa che credo più probabile) fra noi c’è una diversità radicale di vedute (nulla di male). Io non voglio imporre nessuna forzatura alla natura né degli uomini né delle donne. Non voglio femminilizzare gli uni né tanto meno mascolinizzare gli altri.
Per dirla molto francamente, ho passato anni con altri uomini di altre liste, a martellarmi le palle su questa annosa e irrisolvibile questione ontologica, o meglio del rapporto natura-cultura. Un nodo che, evidentemente per voi è di vitale importanza (e lo capisco, fa parte della vostra cultura) e che vi porta a dedicargli il 90% delle vostre energie e del vostro tempo. Io non la vedo così e ho deciso di cambiare strada. Con ciò non voglio AFFATTO dire che la questione non esista, o far finta che non esista. Dico semplicemente, e lo spiego in quell’articolo, che a mio parere NON E’ RISOLVIBILE. Ci hanno provato per quasi tremila anni i più autorevoli filosofi e pensatori e nonostante i loro sforzi non si è MAI giunti ad una “verità” condivisa. Né si sarebbe potuta raggiungere. Ora, se qualcuno di voi o altri movimenti maschili ritengono di aver sciolto il nodo, sono felice per voi e per loro.
Il sottoscritto parte da un altro presupposto e da un altro approccio interpretativo e metodologico. Parto cioè dalle mie/nostre (dei beta) condizioni reali di esistenza. E siccome (che sia la natura o che sia la cultura) a me (e credo a milioni di altri uomini beta) queste condizioni reali di esistenza non piacciono, le vogliamo TRASFORMARE . Con chi ci vuole stare e condivide le nostre ragioni. Siccome la realtà, caro Iulbrinner, è data dalla natura e dalla cultura che si mescolano insieme (perché gli umani sono esseri insieme naturali e culturali), trasformando la realtà, conseguentemente trasformiamo sia la natura che la cultura. Gli umani sono forse simili ai loro antenati della preistoria? Non mi pare. E questo cosa significa? Che la realtà, data dalla natura e dalla cultura insieme, è in costante divenire e non può essere considerata nella sua staticità (che non esiste).
Per cui, tornando a noi, noi vogliamo TRASFORMARE questa realtà perché NON CI PIACE e la vogliamo trasformare in qualcosa che ci piace di più. Ci riusciremo? Non lo so. In genere quando si fa una cosa ci si avvicina per difetto. Non si realizza mai quello che si voleva realizzare ma ci si avvicina un pochino. E così, in questo modo, a poco a poco, questo nostro mondo è passato dall’era preistorica in cui eravamo in balia delle fiere, al mondo antico, in cui invece (parlo sempre dei beta perché degli altri non me ne frega un cazzo) eravamo in balia dei faraoni, dei satrapi, dei patrizi. Poi siamo passati al Medio Evo con i feudatari, i vassalli, i papi, i re e le regine, poi al capitalismo, al fascismo, al nazismo, allo stalinismo e ora al Matrix planetario capitalista mondiale in cui siamo immersi.
Se un pochino la realtà è cambiata e possiamo stare qui (per ora) a raccontarci le nostre cose in libertà, lo dobbiamo a milioni e milioni di uomini beta che si sono fatti scannare per TRASFORMARE questo mondo. Un mondo un pochino più vivibile, nonostante io sia un ipercritico, lo vogliamo dire, rispetto a quando eravamo schiavi e trattati peggio delle bestie (e non metaforicamente)…
Io mi colloco in questo grande binario della storia. Quel binario che non ha considerato l’”ordine” (cioè la legge del più forte, non esiste legge più naturale di questa…) fra gli uomini come inamovibile perché ontologico. Se così fosse stato saremmo ancora all’uomo della clava o ai tempi dei faraoni. Invece molti uomini (con due palle come due maroni) si sono ribellati e hanno TRASFORMATO la realtà.
E di questa trasformazione, frutto dell’ opera e del sacrifico di milioni di beta (anche quando erano degli intellettuali, beta, come sapete ha un significato altro rispetto a quello che gli assegna il sistema, per questo lo abbiamo scelto come nome per il Movimento) che piaccia o no, ne hanno beneficiato anche tutti coloro che non hanno mosso un dito per trasformarla o addirittura, si sono schierati dalla parte opposta. A questi ultimi il mio pubblico disprezzo, senza se e senza ma, come si suol dire…I “negri bianchi” proprio non li ho mai sopportati…
In conclusione, questa è la nostra filosofia. Chi è d’accordo è il benvenuto, chi non è d’accordo è il benvenuto lo stesso però questa è la nostra rotta che non cambiamo come d’altronde, lo ripeto fino alla noia, altri movimenti maschili hanno la loro (e non hanno nessuna intenzione di cambiarla) che io non mi sogno neanche lontanamente di modificare.
Oggi, rispetto a ieri, gli uomini “risvegliati” hanno un opzione in più che prima non avevano: gli Uomini beta con la loro filosofia, i loro valori, il loro orizzonte ideale e soprattutto la loro prassi. Ciascuno faccia le sue scelte, fermo rimanendo ovviamente che la discussione è assolutamente libera.
Fabrizio Marchi

iulbrinner 7:51 pm - 13th gennaio:

“Siccome la realtà, caro Iulbrinner, è data dalla natura e dalla cultura che si mescolano insieme (perché gli umani sono esseri insieme naturali e culturali), trasformando la realtà, conseguentemente trasformiamo sia la natura che la cultura. Gli umani sono forse simili ai loro antenati della preistoria? Non mi pare. E questo cosa significa? Che la realtà, data dalla natura e dalla cultura insieme, è in costante divenire e non può essere considerata nella sua staticità (che non esiste).” (Fabrizio Marchi)

E’ vero, la pensiamo diversamente e, per semplice amore di chiarezza teorica, ti dico qual’è – approfittando della libertà della discussione- la distanza più rilevante tra le nostre interpretazioni della storia e dell’evoluzione storico-sociale.
Tu sostieni che gli esseri umani sarebbero cambiati dalle epoche preistoriche ad oggi; io ritengo che questo sia un abbaglio. A ben guardare nulla è cambiato, realmente, nei bisogni umani, che sono sempre i medesimi di sempre. Ciò che è cambiato, anche radicalmente, è la possibilità di soddisfare quei bisogni e gli strumenti a disposizione per soddisfarli in modi, tempi e condizioni che i preistorici non potevano nemmeno sognare. Questo a molti sembra un mutamento antropologico ma, a ben guardare, non lo è affatto; per quanti sforzi possano farsi, la cultura non cambierà mai l’esigenza umana di nutrirsi, di ripararsi, di respirare, di proteggersi, di procreare, di bere, di accoppiarsi e di sfuggire i pericoli. Tutti fattori che motivano, in modo più o meno pressante a secondo delle epoche, il comportamento umano con la stessa inderogabile necessità.
In altre parole, mentre sono mutate le condizioni di vita materiale nei modi che sappiamo, la natura umana è la stessa di sempre.
Quindi, io non credo che sia esatto sostenere che gli essei umani “abbiano trasformato la natura”; noi possiamo trasformare soltanto la cultura e le altre sovrastrutture che della cultura sono il riflesso (organizzazione sociale, diritto, linguaggio, economia, costume etc.).
Ora, come mi oppongo alle pretese femministe di modificare la natura maschile secondo i propri desideri, allo stesso modo ritengo ingiustificato pensare che si possa o si debba modificare la natura femminile secondo i nostri.
Tutto qui.
Ti lascio questa riflessione personale come semplice spunto di riflessione, augurandomi che non venga interpretato come una sfida ideologica – intenzione che non mi appartiene, come già detto – ma come lettura alternativa della realtà sulla quale, a piacimento, interrogarsi o meno.
Ulteriore precisazione: non credo che il termine “ontologia” sia appropriato per definire l’essenza diversificante dei due sessi ma un termine molto più semplice ed immediato, ossia “natura”.

Fabrizio Marchi 9:25 pm - 13th gennaio:

Iulbrinner, ribadisco che io non ho mai sostenuto che bisogna imporre una trasformazione violenta sulla natura delle persone (uomini o donne). Vorrei che questo fosse chiaro e non frainteso.
Ho proposto un altro metodo. E mi sembra che tu voglia sorvolare su un aspetto che per noi è centrale e cioè la filosofia della prassi.
Ho detto nel mio precedente post che a noi queste condizioni reali di esistenza NON ci piacciono e che le vogliamo trasformare. Ora, detto in modo ancora più esplicito e spero definitivo (e non per chiudere la discussione che può anche durare all’infinito se ne avete voglia, ma solo per chiarezza), se queste condizioni siano date più dalla natura o dalla cultura, è un problema per me a questo punto relativamente secondario. Non perchè non esista in quanto tale ma perchè, al punto in cui stanno le cose, diventa un problema di ordine dialettico-accademico. Quindi un aspetto importante ma non determinante. Perchè per me determinante è MODIFICARE questo stato di cose. Mi sono spiegato? Non possiamo rimanere decenni a discutere su natura e cultura e rimanere immobili. Si rischia, come in effetti è stato finora, di restare impantanati in un dibattito senza fine. In ultima analisi c’è il rischio concreto di farsi le famose “pippe mentali”. Da quando sono entrato in contatto con le varie liste maschili non ho fatto altro che discutere di questa questione e non ho sentito altro che parlare di questo.
E poi ci interroghiamo pure sulle ragioni per le quali il movimento maschile non ha fatto un passo in avanti in dieci anni? Ma via…
Francamente mi sembra esagerato. Non possiamo aspettare di sciogliere questo nodo per poi passare all’azione. Cerchiamo di essere realisti. Per me teoria e prassi vanno di pari passo. Si fa teoria mentre si fa azione concreta. Non c’è un prima e un dopo.
Ripeto, se volete questo spazio è a vostra disposizione anche per discutere di questa questione senza nessun limite. Nessuno lo vieta, sia chiaro. Però ve la lascio tutta. Io mi chiamo fuori non per menefreghismo ma perchè quello che dovevo dire nel merito l’ho già detto. Rischierei di ripetermi e già mi sono ripetuto.
Magari scriverò un altro articolo più avanti su questo tema sperando di essere ancora più esaustivo.
Fabrizio Marchi

Fabio C 1:40 pm - 15th gennaio:

A me, personalmente, le donne stanno bene così come sono nella loro autenticità più profonda (iulbrinner)
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Anche a me le donne starebbero bene, così come sono, se fossero realmente autentiche…
Del resto nemmeno gli uomini sono realmente autentici…
L’ipocrisia regna sovrana.

Fabrizio Marchi 2:18 pm - 15th gennaio:

Resta da svelare quale sarebbe questa autenticità profonda…Ammesso che esista un’”autenticità profonda a prescindere”. Sempre perchè siamo (donne e uomini) esseri naturali e culturali in continua trasformazione ed è impossibile ormai stabilire un prius ontologico. Oggi la loro “autenticità”, o meglio, il loro manifestarsi nel mondo, è quello che vediamo e che sperimentiamo giorno per giorno nella esperienza quotidina, hic et nunc. Ed è quella che determina l’”essere”, non una sorta di “purezza” ontologica che esisterebbe indipendentemente dalle dinamiche reali.
Insomma, se mi passate il riferimento filosofico, non è vero che l’”essere è”, come sosteneva Parmenide, ma è in continuo divenire, come sosteneva invece Eraclito, padre del conflitto e della dialettica, ben prima di Platone, Hegel e Marx…
Fabrizio Marchi

Alessandro 4:14 pm - 15th gennaio:

Accontonando momentaneamente l’appassionante quanto difficilmente risolvibile dilemma sul carattere ontologico dei generi sessuali, vorrei porre l’attenzione sulle forze sociali, se così possiamo definirle, che ostacolano l’approccio, soprattutto femminile, al “sesso ludico”. E farò riferimento alla situazione italiana perchè è quella che conosco meglio.Prima di tutto non si può non chiamare in causa la Chiesa cattolica, istituzione che ha sicuramenti dei meriti ma che in ambito sessuale ha complicato la vita di uomini e donne, trasformando il sesso da piacere a “dovere”. Il ruolo di guida che la Chiesa si è assunta in materia sopravvive anche nella società secolarizzata odierna, sia pure ridimensionato.
L’avvento del femminismo non ha inciso a sua volta in positivo su questo aspetto. La liberazione sessuale da esso sbandierata si è ridotta in fin dei conti in un più diffuso ricorso delle donne, rispetto all’epoca pre-femminista, al sesso mercenario o similia. Questo aspetto è un’altra conferma del suo sostanziale fallimento in ambiti che non siano quelli dei diritti delle donne in senso stretto.
Il capitalismo consumistico a sua volta, relegando tutto a un’immensa comprevendita, non è per sua natura l’habitat ideale in cui far crescere un diverso e più libero approccio di uomini e soprattutto donne alla sfera sessuale.
Allora che fare di fronte a una società che manifesta in maniera così evidente un carattere repressivo o non incline certamente al “sesso ludico”? Tenendo in considerazione che è difficilmente immaginabile che le “forze sociali” suddette possano esprimere un ripensamento in materia, ciò che occorre fare è interrogarsi individualmente sulla propria qualità della vita, anche in materia sessuale. Solo attraverso questo passaggio, e non certo ascoltando la “storia” raccontataci attraverso i media, può essere possibile un rinnovamento. Così come in passato ha pian piano preso piede l’idea che fosse un diritto di ciascuno un’esistenza dignitosa sotto l’aspetto materiale, è forse giunto il momento che si prenda consapevolezza che anche in quest’ambito è il momento di ricercare una dimensione più ricca e soddisfacente, soprattutto tra coloro che si trovano oggi in una condizione di maggiore insoddisfazione. Ma in quanti, uomini e donne, hanno il coraggio di ammettere la loro insoddisfazione e quindi in un certo senso la loro “sconfitta”? “Sconfitta” è oggi una parola che non pronunciamo più, perchè dobbiamo recitare sempre la parte dei vincenti, pena l’essere esclusi dai vari gruppi sociali in cui ci ritroviamo. Barnard è uno tra quelli che ha avuto il coraggio di pronunciarla attraverso il suo articolo, adesso devono essere gli altri a esprimersi.

armando 11:53 pm - 15th gennaio:

Senza stare a teorizzare troppo, se è vero e lo è ,che nell’immaginario di molte donne, anche le più emancipate, esiste il maschio che usa una certa forza (alle volte anche molta), e se è vero e lo è, che l’immaginario maschile corrisponde a quello femminile, allora perchè non lasciarsi guidare (con intelligenza e misura, ovviamente) da questi istinti? Lasciarsi guidare ma avere anche la capacità, l’intelligenza e la forza di sottrarsi all’eterna duplicità femminile, ora più che mai esaltata dalle istanze razionali e consce che sono entrate in contraddizione stridente con l’inconscio e l’immaginario più profondo e istintuale.
Io credo che donne e uomini sarebbero alla fine molto più contenti e tranquilli di quando invece si conformano al dettato del politically correct. C’è da scommeterci.
armando

Silver 1:20 pm - 18th gennaio:

Fabrizio
“Sono assolutamente convinto che in un ipotetico mondo dove la sessualità fosse vissuta in modo libero e sereno, e cioè nè più e nè meno che come bere quando si ha sete, le coppie che si formerebbero sarebbero molto più solide e autentiche”.

Ne sono straconvinto anch’io.

Peppe 8:21 pm - 18th gennaio:

Sesso ludico? Io sono giunto a 35 anni e ormai non mi resta che dire che, tranne che per rare eccezioni, il sesso lo trovo di una noia così mortale.

Molto meglio un buon libro o una cena tra amici.

Peppe 3:17 pm - 19th gennaio:

Io però son perplesso: si discute di una presunta società in cui il sesso diventa un gioco per adulti ma mi domando che fine abbiano fatto i bambini. Quali responsabilità si assumerebbe una società del genere nei loro confronti? Mettersi a fantasticare sui se è facile, se vivessimo in un modno così o cosà, ma è con la concreta realtà dei fatti e del nostro essere con cui dobbiamo fare i conti.

Detto questo rabadisco che non mi viene da prendere in seria considerazione le chiacchiere su quella che oggi viene spacciata per sessualità “femminile” e “maschile”.
Prendaimo per esempio la stupidissima asserzione secondo cui i maschi sarebbero “poligami” se non addirittura “promiscui” e le femmine sarebbero “monogame”. Secondo tale frottola i maschi avrebbero interesse a fare sesso con quante più femmine possibile per fecondare il più possibile e avere quanti più figli possibile. Questo mentre le femmine avrebbero interesse a scegliersi un maschio che possa mantenere e allevare lei e i piccoli.
In realtà disperdere il proprio seme in più femmine è il miglior modo per avere quanto meno figli possibile in quanto “ingarrare” la femmina nella giusta fase del suo ciclo è cosa meno probabile di quanto si possa ritenere.

Allo stesso tempo il fatto che un uomo debba mantenere moglie e figli è cosa piuttosto recente nella nostra storia evolutiva. Per milioni di anni i nostri avi hanno vissuto in società tribali in cui non era il padre ad allevare i figli ma il clan materno.

Quindi bisogna andarci piano con certe chiacchiere naturalistiche di scienziati e scienziatoni vari che altro non son che un goffo tentativo di “scientificizzare” l’ignoranza e i luoghi comuni tanto radicati in noi con un bell’effeto “flinstone”.

Strider 6:40 pm - 19th gennaio:

Peppe
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Mettersi a fantasticare sui se è facile, se vivessimo in un modno così o cosà, ma è con la concreta realtà dei fatti e del nostro essere con cui dobbiamo fare i conti.
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Non credo tu abbia compreso bene i pensieri di Fabrizio al riguardo.

Strider 6:44 pm - 19th gennaio:

Peppe
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Detto questo rabadisco che non mi viene da prendere in seria considerazione le chiacchiere su quella che oggi viene spacciata per sessualità “femminile” e “maschile”.
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Libero di non prenderla in considerazione, ma resta il fatto che se maschi e femmine vivessero il sesso nella medesima maniera, non staremmo qui a discuterne, perche’ certi problemi neppure si porrebbero e pertanto non esisterebbero.

Strider 1:01 am - 20th gennaio:

Riguardo al fenomeno della prostituzione ed alle diverse esigenze sessuali di maschi e femmine, riporto uno scritto di “seiper1″, risalente al 2006.

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Il mio punto di vista.
Senza stare a scomodare complesse teorie antropologiche o endocrinologiche, il riconoscimento di una fondamentale diversità di atteggiamento nella sfera sessuale da parte dei due generi è intuitivamente desumibile (oltre cha dall’esperienza personale, soggettiva e, quindi, inattendibile su scala) da diversi fenomeni socio-culturali che già sono stati ricordati.
Il ricorso alla prostituzione da parte maschile, in ogni epoca storica ed in ogni luogo conosciuto, e, nell’attualità, il ricorso alla pornografia come rappresentazione succedanea di piaceri erotici difficilmente raggiungibili, che riguarda come sappiamo un pubblico quasi esclusivamente maschile.
Alla luce della più elementare etologia del comportamento umano, il fatto che non esistano analoghi fenomeni in chiave femminile (o, quanto meno, che abbiano proporzioni infinitamente più ridotte rispetto al corrispettivo maschile) già ci dice che esiste una profondissima diversità nella percezione e nel modo di vivere la sessualità tra uomo e donna. Di che tipo di diversità si tratti, è un argomento che meriterebbe un approfondimento specifico finalizzato a recuperare e restituire dignità alle esigenze sessuali maschili.
Ma ci dice molto di più: indipendentemente da ogni altra considerazione su questi fenomeni, tanto la prostituzione quanto la pornografia si fondano su un dato che mi sembra difficilmente contestabile – l’insoddisfazione sessuale degli uomini che vi fanno e vi hanno fatto ricorso.
O, se si preferisce, la ricerca di gratificazioni sessuali (specificamente al maschile) non corrisposte da un’analoga aspettativa femminile.
Non si comprenderebbero, infatti, i motivi per i quali tanti uomini si rivolgerebbero a metodi “surrogati” laddove vi fosse un’effettiva possibilità di trovare soddisfazione in ambiti ordinari.
Oltre a questo, ci dice che il valore maschile nella sfera della sessualità è di gran lunga inferiore a quello femminile; una disparità di valore erotico sul quale, da sempre, si fonda l’esercizio di un potere femminile finalizzato ad “amministrare” il rapporto con gli uomini attraverso un’oculata gestione delle “concessioni” e dei “rifiuti” da una posizione di forza, con conseguenti ben note strumentalizzazioni.
Non potrebbe esistere una posizione di forza femminile in questa sfera se la dipendenza dal corpo femminile degli uomini (fortunatamente, non dalla loro anima che, altrimenti, saremmo veramente perduti) fosse equilibrata da un’analoga (di pari intensità) dipendenza dal corpo maschile delle donne.

A partire da queste considerazioni, appena accennate sinteticamente per brevità, si fondano alcuni dei fenomeni etico – morali e giuridici che chiamiamo “questione maschile”, in quanto è fondamentalmente nella sfera del privato che si è svolta e si svolge l’espropriazione della dignità maschile, la sua colpevolizzazione, il suo pestaggio morale e la sua svalutazione, le cui conseguenze sul piano sociale sono interamente riassunte in una serie di istituti giuridici quali il diritto di famiglia e la disciplina della vita sessuale (molestie e violenza) sulle cui aberrazioni molto si è scritto su questo forum (ma ancora di più si dovrà scrivere).
Pertanto, immaginare che vi sia una simmetria tra desiderio sessuale maschile e femminile, senza individuare quelle diversità che definiscono innanzitutto una diversità di “potere” sessuale, significa, a mio giudizio, tagliare alla radice gli stessi elementi portanti della QM e ridurla a sterile reazione corporativa di fronte all’irruzione femminile nel sociale. Questo è il mio pensiero.

Strider 1:05 am - 20th gennaio:

Anche questo e’ uno scritto di “seiper1″, risalente sempre al 2006.

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Provo a ricomporre, da questi frammenti, un quadro d’insieme secondo la mia prospettiva.
Sono del tutto convinto, cari Alexandros e Purusha, che, così come me, neanche voi avete alcuna intenzione di ergervi ad unità di misura delle cose maschili in ambito sessuale, bensì piuttosto di richiamare l’attenzione sulla generica varietà delle cose umane.
Se tutto questo è vero, come è sicuramente vero, è altrettanto vero, però, che se voi non avvertite, nella vostra percezione soggettiva, un “differenziale” di potere erotico – sessuale a vostro sfavore nei rapporti con l’altro sesso, questo non significa che questo differenziale non esista e sia, anzi, notevolmente rappresentato dal fenomeno della prostituzione, così come dal modo di vivere la sessualità di una quota assai consistente di uomini che vi fanno ricorso.
Soprattutto, direi, in un’epoca libertina e permissiva come la nostra, erede della “rivoluzione sessuale” femminista.
Non a caso, tra i vostri interventi, ricorre frequentemente la precisazione che siete sempre stati estranei all’idea di “andare a puttane”, non essendo minimamente interessati a questo genere di appagamento sessuale ma preferendone di altro tipo, senza stabilire gerarchie di importanza morale tra l’uno e l’altro come (a quanto si capisce) vorrebbe lo zoppo.
Ora, il punto è, alla luce delle dimensioni del fenomeno riassunte nelle cifre statistiche che sono state ricordate, che voi siete l’eccezione e non la regola della situazione; e che affrontare la questione in oggetto secondo una prospettiva personale e psicologica (invocando anche le testimonianze femminili in merito) è, di per sé, fuorviante ed incongruente, secondo me, rispetto ad un problema che dovrebbe essere visto nei suoi aspetti oggettivi, per trarne dei significati oggettivi.
Ho, infatti, più volte richiamato l’attenzione sul fatto che non sarà riportando le nostre visioni soggettive sulla questione che si caverà un ragno dal buco mentre, come ripeto (e formulo esplicitamente come proposta ai responsabili del forum), un 3d anche permanente sulla sessualità maschile, aperto alle esperienze personali e soggettive di ogni utente sarebbe, a mio parere, più che auspicabile (come mi sembra intuisca anche Purusha, che richiama l’attenzione sull’importanza della questione erotico – sessuale all’interno della QM).
Tutto ciò premesso, si tratta, a questo punto ed a mio avviso, di stabilire se nel fenomeno della prostituzione (che non è solo quella di strada e nei bordelli, ma anche quella delle carriere, dei favori e dei compensi in altre utilità materiali) possa leggersi il differenziale di potere erotico – sessuale tra i sessi o meno.
Per quanto mi riguarda, dovrebbe essere chiaro che io ne sono personalmente convinto; credo che poggi su basi di diversità biologica, pur essendo influenzato da fattori culturali aggiuntivi, e che abbia importanti conseguenze sull’esistenza di molti uomini.
Come ha opportunamente ricordato Quinzio, infatti, io vedo nella ricerca spasmodica di beni sociali rappresentativi di status (rolex, gipponi, abiti firmati e quant’altro) il tentativo di compensare un’assenza di potere sessuale da parte di molti uomini con altrettanto potere sociale.
Il concetto di “potere”, in ogni caso, mi sembra che sia centrale per un’adeguata comprensione del fenomeno.

Strider 1:39 am - 20th gennaio:

Questa, invece, e’ roba postata nel 2007 da scienziato apocrifo.
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QUESTIONI DI SESSO E DI GENERE di G.V. Caprara

Gli psicologi evoluzionisti sembrano esserne convinti: c’è un’irresistibile forza del gene a riprodurre sè stesso. Ne deriva, come ovvia conseguenza, la tendenza del maschio ad inseminare più donne che può. Anche la donna ha il problema di riprodurre i propri geni. Per questo ha bisogno, sempre secondo gli psicologi evoluzionisti. di un partner fedele che la protegga durante la gravidanza e custodisca il più a lungo possibile la sua prole. Questa regressione all’infinito nell’eredità è suggestiva, fondamentalmente conservativa e in quanto tale rassicurante. Ma serve davvero appellarsi all’evoluzione per reclamare il diritto alla diversità quando si parla della personalità di maschi e femmine?

Libertà vs necessita
Il presidente Clinton è la delizia degli psicologi evoluzionisti. È infatti la testimonianza esemplare dell’irresistibile forza dei gene a riprodurre se stesso. La prova vivente dell’incontenibile tendenza del maschio a propagare i suoi geni e di conseguenza ad inseminare tutte le donne che può.
Secondo gli araldi della nuova dottrina è inevitabile che i grandi inseminatori abbiano avuto la meglio nel segnare la storia della specie e che il modo di risolvere i problemi riproduttivi abbia alla fine plasmato la personalità. Non sarebbe perciò sorprendente se l’interesse per il DNA del presidente Clinton andasse ben al di là dell’accanimento un po’ crudele col quale si è dibattuto di un contatto sessuale più o meno appropriato.
Se effettivamente l’inseminazione del maggior numero di femmine è ciò che assegna un vantaggio evolutivo al maschio, si dovrebbe provvedere a rifornire le banche del seme non con quello dei grandi scienziati, come ingenuamente qualcuno ha suggerito in passato, ma con quello dei grandi “scopatori”. La saggezza popolare, in fondo, si era già approssimata a quest’idea, quando recitava che «l’uomo porcello è tanto più bello».
Anche alle donne si è posto lo stesso problema di massimizzare le probabilità di riproduzione dei propri geni, ma la soluzione per loro è stata un’altra. Poiché la gravidanza è lunga e vulnerabile, alle donne è convenuto cercarsi compagni prestanti e fedeli, che prima assicurassero il buon esito del parto e poi evitassero di dissipare energie e risorse a vantaggio della prole altrui. Non so se sia vero quanto hanno riferito i giornali scandalistici ma, se lo fosse, il desiderio della signorina Lewinsky di avere una bambina dal presidente sarebbe del tutto naturale, non meno della gelosia della signora Clinton.
Gli argomenti degli psicologi evoluzionisti non sono da sottovalutare perché, al di là degli usi strumentali, quello delle differenze di sesso o di genere che essi ripropongono è un terreno su cui le mode teoriche vanno e vengono, ma i pregiudizi resistono, a dispetto delle battaglie e delle affermazioni di principio a favore della parità di dignità, opportunità, responsabilità di uomini e donne.
La regressione all’infinito nell’eredità è suggestiva, fondamentalmente conservativa e in quanto tale rassicurante. Vale perciò la pena di tentare di fare il punto della situazione, partendo dalle conoscenze che oggi abbiamo a disposizione, per approdare ad alcune lezioni di cautela che possiamo trarre dall’esperienza.
Maschi e femmine sono biologicamente diversi ed è inevitabile che anatomia e fisiologia influenzino la loro psicologia. La loro differenziazione biologica comincia al concepimento, continua con lo sviluppo del feto e si estende lungo tutto il corso della vita, in accordo con l’influenza decisiva che gli ormoni esercitano nello sviluppo delle strutture e nella regolazione delle funzioni che inequivocabilmente distìnguono gli organismi maschile e femminile.
Maschi e femmine hanno corpi diversi. Ancora menopausa e gravidanza sembrano essere prerogative femminili. Nelle nostre società le femmine sono generalmente meno vulnerabili alla nascita, anticipano il loro appuntamento con la pubertà, sono generalmente più longeve. Certo, non è solo la biologia a dettare il corso di questi eventi, ma sarebbe incauto sottovalutarne l’importanza, anche in un’epoca in cui la cultura estende pervasivamente la sua azione in ambiti che tradizionalmente erano il dominio della natura. È intuibile che le differenze tra maschi e femmine non possono essere solo fisiche, ma il corpo comunque reclama la sua parte.
Non è d’altro canto necessario appellarsi all’azione tanto lunga quanto difficilmente definibile dell’evoluzione della specie per reclamare il diritto alla diversità di maschi e femmine quando si affronta il discorso delle loro personalità. Nessuna tra le cause che stanno alla base delle differenze individuali è più ovvia e verosimilmente più pervasiva di quella legata al sesso, anche per tutto ciò che alle differenze sessuali si associa: pressioni sociali, attribuzioni di ruolo, rappresentazioni di sé. Il problema è, piuttosto, che quando dal corpo si passa alla personalità, dalle differenze fisiche a quelle psicologiche, nessuno sa rendere ancora pienamente conto di quelle diversità che tutti hanno la sensazione di intuire.
Di fatto, la natura lascia un’ampia discrezionalità alla cultura e agli individui stessi nel decidere che cosa fare del patrimonio di potenzialità che essa fornisce. I nessi tra morfologia e fisiologia, da un lato, e caratteristiche di personalità, dall’altro (abbracciando con questo termine il temperamento, il carattere e l’intelligenza), sono molteplici e, in condizioni di normalità, largamente flessibili. Vi sono infiniti modi di assecondare le richieste del proprio corpo e perciò di essere maschi e femmine, e tutti non indifferenti al contesto in cui si vive e alla storia di ciascuno. È stato perciò naturale che molti studiosi abbiano considerato con sempre maggiore attenzione i moventi e i meccanismi sociali che nel corso dello sviluppo orientano maschi e femmine ad adottare modi di pensare, sentire ed agire diversi, in conformità ai differenti ruoli assegnati a uomini e donne nei vari contesti ambientali.
Sesso e genere sono termini che il discorso scientifico impiega distintamente per riferirsi a differenze individuali che, in un caso, riflettono determinanti biologiche (cromosomi, gonadi, ormoni) e, nell’altro, determinanti psicologiche e sociali. Sempre più spesso si tratta di differenze sessuali quando ci si riferisce a proprietà e caratteristiche fisiche, mentre si tratta di differenze di genere quando ci si riferisce a proprietà e caratteristiche psicologiche. Si inquadrano dunque nell’ambito del discorso sulle differenze di genere gli sviluppi di quelle discussioni che in passato hanno affrontato il problema delle “differenze sessuali” nel caso dell’intelligenza e delle varie abilità cognitive, dei tratti di personalità e degli atteggiamenti sociali, della diversa vulnerabilità di maschi e femmine a varie forme di disadattamento sociale. Quello delle differenze tra maschi e femmine è un discorso che, nel corso degli anni, ha continuato a restare al centro dell’attenzione degli studiosi e ad accumulare straordinarie quantità di dati. È un discorso che ha oscillato tra opposte posizioni, acclamando indifferentemente il diritto alla diversità e alla similarità. È un discorso che ha però anche avuto il merito di denunciare tutta una varietà di false credenze, più o meno mascherate scientificamente, sulle ipotetiche inferiorità o superiorità dell’uno o dell’altro genere.
Ma è un discorso che tuttora può sembrare lontano, come prima accennavo, dal rendere ragione di ciò che tutti sembrano intuire. Quanto ci viene accordato dai test di intelligenza e di personalità, dagli esperimenti di laboratorio, dalle frequenze e dalle correlazioni dei vari indicatori di vulnerabilità può infatti apparire contradditorio.
Da un lato, l’assenza di sostanziali diversità in capacità e disposizioni attesta le pari potenzialità di maschi e femmine. Molteplici meta-analisi hanno sgombrato il campo dai vecchi pregiudizi sulla minore intelligenza delle femmine, sofisticati esperimenti hanno confermato la pari accessibilità di maschi e femmine ad una molteplicità di comportamenti e ruoli sociali che tradizionalmente erano ritenuti prerogativa degli uni o delle altre, mascolinità e femminilità si sono rivelati tratti di personalità il cui unico fondamento è culturale e ideologico. Dall’altro lato, sono stereotipi che ancora vengono avvalorati empiricamente quelli del maschio “più energico e aggressivo” e quello della femmina “più remissiva e sensibile”. Ma vi sono notevoli differenze da contesto a contesto, resta discutibile l’esistenza di fasi specifiche di tipizzazione sessuale e ancor più problematica risulta l’esistenza di modalità universali.
Le statistiche criminologiche attestano la maggiore propensione dei maschi alle condotte antisociali, come d’altro canto gli studi epidemiologici confermano la maggiore vulnerabilità delle femmine alla depressione. Ma anche in questi casi vi sono considerevoli differenze relative al modo in cui gli stessi fenomeni si palesano, vengono riconosciuti e trattati, all’interno dei diversi contesti sociali e culturali, nei maschi e nelle femmine.
Per la maggior parte delle differenze tra maschi e femmine il peso della natura sembra assai meno decisivo di quello della cultura. Per non scomodare la biologia può bastare un minimo d’intelligenza sociale: è sufficiente guardarsi attorno, nella scuola, nei posti di lavoro, oppure accendere quella straordinaria macchina di significati, mode e prescrizioni sociali che è la televisione. Anche limitandoci al contesto culturale che ci è più familiare, sono evidenti i diversi trattamenti ricevuti da maschi e femmine, le differenti rappresentazioni sociali del maschile e del femminile, i differenti percorsi professionali che si raccomandano e si rendono più facilmente accessibili.
Verosimilmente, l’intreccio di relazioni di cui maschi e femmine vengono a far parte, le aspettative che gli uni e le altre suscitano e debbono assecondare, i ruoli che trovano e possono negoziare, segnano la strada che dalle potenzialità porta alle capacità, fanno da sostegno alle concezioni di sé e significativamente improntano il corso che uomini e donne possono imprimere alla loro vita.
Come per altri temi, anche per quanto riguarda le differenze tra maschi e femmine il pendolo della discussione non ha cessato di oscillare tra natura e cultura appellandosi indifferentemente all’una e all’altra. Gli anni Settanta si sono conclusi sotto il segno dell’androginia con la quale si reclamava per entrambi i sessi il diritto a condividere quanto in passato era stato loro differentemente precluso e riservato. Si reclamavano per uomini e donne qualità che tradizionalmente erano state privilegio degli uni (l’assertività) o delle altre (la tenerezza), al servizio della loro piena realizzazione nella sfera degli affetti e del successo. Negli anni Ottanta il movimento femminista, opportunamente, ha posto in guardia verso un’omologazione tra maschi e femmine che poteva finire col penalizzare entrambi.
Negli anni Novanta la psicologia evoluzionista ha riaffermato con nuovo vigore la diversità tra maschi e femmine, traendo i propri argomenti dalla riflessione sull’evoluzione della specie. Maschi e femmine sono diversi, affermano gli psicologi evoluzionisti, perché i problemi che hanno dovuto affrontare per la loro sopravvivenza e per la riproduzione della specie sono stati diversi. I maschi hanno mirato ad inseminare il maggior numero di femmine e hanno coltivato le arti della guerra per avere e preservare l’accesso alla maggior quantità e varietà di risorse, tra cui ovviamente le donne. Queste, al contrario, in ragione dei limiti naturali posti all’estensione della loro figliolanza, dalla lunga gravidanza e dalla sterilità che sopravviene coll’avanzare dell’età, hanno mirato a catturare e preservare uomini ricchi e prestanti, che fossero in grado di assicurare il sostentamento e la crescita dei loro figli.
Dai diversi problemi che maschi e femmine hanno dovuto risolvere, sempre secondo gli psicologi evoluzionisti, sono derivate differenti strategie di adattamento alla realtà, che la selezione naturale ha poi ben radicato in differenze biologiche. Non sarebbe perciò la cultura, ma la natura, a rendere gli uomini più assertivi e aggressivi, più infedeli e più sensibili al fàscino della bellezza e della giovinezza. Sarebbe d’altro canto la natura a rendere le donne maggiormente inclini alla tutela e più portate ad apprezzare soprattutto la solidità finanziaria dei maschi. Sarebbe ancora la natura a rendere ragione delle diverse espressioni della gelosia in maschi e femmine. Mentre gli uomini sarebbero soprattutto disturbati dall’idea di dover mantenere i figli degli altri, le donne sarebbero soprattutto preoccupate che le risorse dei loro compagni vengano distratte a favore di figliolanze altrui, a danno delle proprie.
Si tratta, tutto sommato, di argomentazioni non nuove. Argomentazioni che, per molti aspetti, sembrano riportarci indietro al tempo degli istinti e ad un’interpretazione ingenua dell’evoluzione e dei suoi meccanismi. Ma stupiscono il clamore che esse suscitano in larga parte della comunità scientifica ed il favore che incontrano nel grande pubblico, soprattutto negli Stati Uniti.
Sembra però improbabile che i criteri secondo cui ha operato la selezione della specie nel corso di migliaia di anni possano essere decifrati secondo un ragionamento ed un calcolo di utilità che può valere, o esser valso, in situazioni contingenti e che, inequivocabilmente, pare influenzato dalle categorie conoscitive e dalle esperienze della nostra cultura.
Mentre vi sono culture che solo in epoca recente hanno compreso pienamente i meccanismi attraverso cui opera la procreazione, la tecnologia (le analisi del DNA) si fa garante oggi della paternità tradizionalmente ritenuta incerta. Ma non vi sono dubbi che, ancora una volta, può essere più rassicurante appellarsi ai disegni della natura.
A lungo si è vantata la superiorità del maschio sulla femmina, con vari argomenti, non raramente mascherati scientificamente. Poi si è reclamata l’uguaglianza. Infine, si è acclamata la diversità nella parità di diritti ed opportunità, confidando nelle illimitate potenzialità di maschi e femmine. Gli psicologi sono stati complici dì tutto questo: quando hanno accreditato la minore dotazione intellettuale delle donne, quando hanno cercato nella natura le cause di differenze che stavano invece nella cultura, quando infine hanno smascherato gli errori dei loro predecessori indicando, nelle interazioni di natura e cultura e nelle proprietà autonome di ciascuna persona di partecipare al proprio destino, i luoghi dove indagare per cogliere i meccanismi del divenire e del sentirsi femmina e maschio.
Per il passato è verosimile la tesi di quanti, come la Eagly (1987), hanno sostenuto la diversa propensione di femmine e maschi rispettivamente a preservare le relazioni (“communion”) e a perseguire le realizzazioni (“agency”) in corrispondenza a determinate condizioni di vita, forme di organizzazione del lavoro e pratiche di socializzazione che indirizzavano nell’una o nell’altra direzione. Il futuro forse aiuterà a chiarire quel che c’è di vero nelle tesi dì quanti, come la Chodorow (1978), sostengono la maggiore propensione al maternage e perciò agli affetti delle donne sulla base della loro prolungata identificazione con la madre.
Certo è che le cose sono destinate a cambiare rapidamente in concomitanza del massiccio ingresso delle donne nel mondo del lavoro e del graduale riequilibrio tra componente maschile e femminile nelle diverse professioni e nelle varie posizioni di responsabilità.
Sarebbe tuttavia riduttivo ritenere che tutto dipenda soltanto dalla cultura e dal sociale. Anche nelle condizioni più avverse del passato vi sono state donne che con successo hanno sfidato le barriere sociali del loro tempo. Anche in culture convintamente maschiliste vi sono stati uomini che sono stati capaci di amare teneramente, di coltivare i propri affetti e di fornire modelli di accudimento esemplari. Evidentemente, natura e cultura impongono importanti condizioni, ma non bastano ad esaurire ciò che ognuno può trarre dalla propria condizione di maschio o di femmina.
Le due metà del cielo sono ugualmente attrezzate a rendere conto della notte e del giorno. Verosimilmente, nessun altro ambito di indagine sembra più promettente di quello delle differenze tra maschi e femmine per capire come natura e cultura operano sottilmente e di concerto nel determinare ciò che è unico di ciascuna individualità. Forse nessun altro settore di ricerca sembra più illuminante per capire quali sono i gradi di libertà che a ciascuno sono accordati nel farsi artefice del proprio destino.

Riferimenti bibliografici
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Bonnes M. (1988), Mascolinità e femminilità. In G. V. Caprara (a cura di), Personalità e rappresentazione sociale, 190-217, Roma, La Nuova Italia Scientifica.
Buss D. M. (1995), Psychological sex differences: Origins through sexual selection, «American Psychologist», 50, 164-168.

Chodorow N. (1978), The reproduction of mothering: Psycho-analysis and the sociology of gender, Berkeley, University of
California Press. Eagly A. (1987), Sex differences in social behavior. A social role
interpretation, Hillsdale, n. j., Erbaum. Gilligan C. (1982), In a different voice, Cambridge, Harvard University Press.
Gould S. J. (1987), An urchin in the storm, New York, Norton.
Lips H. (1988), Sex and Gender, Mountain View, ca., Mayfiles Publishing Compagny.

Gian Vittorio Caprara è Ordinario di Psicologia della personalità alla Facoltà di Psicologia dell’Università «La Sapienza» di Roma. È stato Presidente dell’European Association of Personality Psychology, membro del Council of International Society of Research on Aggression e dell’Academia Europaea Study Group on Youth and Social Change e Visiting Professor of Personality Psychology and Social Psychology in numerose università statunitensi, tra cui Universìty of California, la Stanford University e l’Univeisity of Michigan. È attualmente Direttore del Centro Interuniversitario per la ricerca sulla genesi e sullo sviluppo delle motivazioni prosociali e anasociali.

Strider 1:45 am - 20th gennaio:

E questo e’ uno scritto di Silver, risalente al 2004.

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In bambini e bambine vi è il germe innato della differenza sessuale.
Ma l’idea che sia la disposizione genetica che spinge a selezionare gli stimoli dell’ambiente secondo il ruolo sessuale, contraddice la tesi molto popolare e in voga non solo fra le femministe, ma anche presso molti e stimati ambienti scientifici, secondo la quale la differenza sessuale è frutto esclusivamente dell’ambiente culturale, il prodotto di una secolare educazione agli stereotipi.
I dubbi intorno a questa concezione sociogenetica hanno cominciato ad addensarsi in seguito all’esperienza di asili alternativi sorti dopo il ’68.
All’epoca, molte giovani coppie di genitori decisero di rompere con i ruoli sessuali tradizionali impartendo ai figli un’educazione non repressiva e sessualmente neutra.
L’idea era che le differenze tra maschi e femmine sarebbero andate così via via scomparendo, anzi non sarebbero sorte affatto.
In Germania, tra le varie iniziative, vi fu l’organizzazione di asili autogestiti da cooperative di genitori, che furono battezzati “Tante-Emma-Laden”, le botteghe della zia Emma.
In questi Kinderladen o botteghe dell’infanzia, si cercò di praticare una cultura della non-violenza e di favorire l’affermarsi di comportamenti solidali e reciproci.
I promotori dei Kinderladen intendevano soprattutto mettere in discussione i tradizionali ruoli sociali, per cui, per esempio, le bambole erano tabù per le femmine.
Gli psicologi Horst Nickel e Ulrich Schmidt Denter, all’epoca ricercatori presso l’Università di Dusselfort, ed essi stessi simpatizzanti di un’educazione antiautoritaria, si prefissero di documentare il progetto dei Kinderladen dal punto di vista scientifico.
Misero quindi a confronto lo sviluppo di circa 400 bambini in età compresa fra i tre e i cinque anni provenienti in parte da scuole tradizionali e in parte da quelle alternative.
In un primo momento, i rilevamenti sembrarono confermare le aspettative: le attività di gioco nei Kinderladen palesavano una minore tendenza alla conflittualità.
Ma la ragione era che, in caso di contrasto, le bambine cedevano subito, senza colpo ferire.
Si scoprì così che le differenze comportamentali erano ancora più pronunciate nei bambini cresciuti nelle antiautoritarie “botteghe di zia Emma”, i quali si avvicinavano agli stereotipi sessuali più dei bambini educati tradizionalmente.
I maschi erano più aggressivi e inclini all’uso della forza e le femmine più paurose e portate a cedere ai maschi in situazioni di esasperata competizione.
Le femmine imparavano a “difendersi” solo verso i cinque anni.
La conclusione fu scoraggiante: gli stereotipi che gli studiosi si aspettavano di trovare negli asili tradizionali erano ancora più “ingombranti” nei Kinderladen alternativi.
Successive ricerche hanno avvalorato i dubbi sulla tesi sociogenetica della differenza sessuale.
L’educazione agli stereotipi maschio-femmina durante i primi anni di vita non è mai tanto sistematica da spiegare l’insorgere di comportamenti specifici solo attraverso la socializzazione.
Questo vale in maggior misura per le categorie “autoaffermazione e aggressività”, dove le differenze di comportamento vanno ben al di là di quanto possa incidere l’esempio trasmesso quotidianamente dai genitori.
Con buona pace delle femministe e relativi seguaci maschi.

Strider 1:48 am - 20th gennaio:

Riferimenti bibliografici postati da Silver alcuni anni fa.

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RICH HARRIS, J.,
Non è colpa dei genitori,
Mondadori, 1999.

BLAFFER HRDY S.,
Mother Nature. A History
of Mother, Infants and
Natural Selection,
Pantheon Books, New York, 1999.

GEARY D. C., Male,
Female: the Evolution of Human
Sex Differences, American
Psycological Association, 1998.

FAUSTO-STERLING A.,
Sexing the body. Gender
Politics and the Construction of
Sexuality, Basic Books, 2000.

HINES M., Brain Gender,
Oxford University Press, 2003.

BUSS D. M., The Evolution of
Desire: The strategies of human mating,
Non Basic Stock Line, 2003.

BLUM D., Sex in the Brain.
The Biological Differences between
Men and Women, Viking Press, 1997.

DOMURAT DREGER A.,
Hermaphrodites and the Medical Invention
of Sex, Harvard University Press, 1998.

LEHRKE R., Sex Linkage of Intelligence.
The X-Factor, Praeger, Westport, Connecticut, 1997.

Alessandro 9:42 am - 20th gennaio:

Considerazioni in buona parte condivisibili. Il valore sessuale di una donna è, di solito, decisamente superiore a quello di un uomo ( fanno eccezione a questo proposito gli uomini alfa, che sono comunque una minoranza). Ne è testimonianza, infatti, nella vita di tutti i giorni la spasmodica ricerca del favore sessuale femminile da parte di una miriade di uomini sia nella dimensione “reale” che in quella “virtuale”. Assistiamo infatti a un continuo “pavoneggiarsi” da parte maschile di fronte all’altro sesso, al mettere in mostra qualsiasi tipo di attributo, fisico, materiale che possa indurre la donna ad accettare le avances ( anche la donna mette “in vetrina” il proprio essere, ma senza mai passare alle avances, o molto raramente). E’, a mio parere, assai interessante analizzare ciò che si verifica in ambito “virtuale”, proprio su internet, che è diventato, nell’odierna società della paura di massa, un “luogo d’incontri” sempre più deputato a sostituire la piazza, la discoteca, ecc., ma che ne conserva le caratteristiche. Infatti anche in quei siti che offrono un servizio di questo genere, a pagamento o non, un numero di donne inferiore a quello maschile, ma pur sempre consistente, dedica il suo tempo a “cestinare” messaggi provenienti da numerosissimi uomini, prendendone in considerazione un numero esiguo, perchè considerati più “appetibili” dal punto di vista fisico e materiale, con cui iniziare una “trattativa”. Dall’altra parte abbiamo numerosissimi uomini che non riceveranno mai uno straccio di messaggio dall’altro sesso se non prenderanno l’iniziativa, votata in buona parte comunque allo scacco. Ora la ragione di tutto ciò ci riporta all’annosa questione natura-cultura. Certamente la donna è, anche, biologicamente programmata per la maternità. A questo proposito si potrebbe pensare che l’amore che una donna destina a un uomo, che non sia il figlio, sia in buona parte “strumentale”, senza che ne sia pienamente consapevole, ossia nasconda il desiderio di assicurarsi per sè e per i propri figli una protezione e sicurezza adeguata alla sua “missione”. Visione molto nota questa, che lo stesso Fabrizio mette in discussione. E’ la “natura” che impone questo o è la “cultura”? Certo nel primo caso, il nostro desiderio di un approccio più libero, meno “strumentale” e utilitaristico alla sfera sessuale di uomini e donne, che noi caldeggiamo, sarebbe più complicato, più difficilmente raggiungibile. A sostegno della seconda ipotesi vi è il fatto che le donne non ovunque hanno il medesimo approccio al sesso, come ricordato da Fabrizio. L’intrecciarsi di entrambi i piani è forse a oggi l’ipotesi più plausibile, che lascia spazi di manovra e di rinnovamento. Rimane, a conti fatti, la difficoltà che sempre più l’uomo beta incontra in questo delicato aspetto dell’esistenza umana, pur non essendone perfettamente consapevole.

Peppe 4:31 pm - 20th gennaio:

Faccio notare che la cosiddetta QM non nasce da problematiche sessuali come alcuni vogliono credere ma da problematiche di ordine politico e sociale.

In ogni caso io non escludo che la storia del gusto di “comprare” una donna possa essere in parte vera, ma ci sarebbero da vedere però alcune condizioni, come per esempio lo stato psicologico in cui agiscono entrambe le parti, il bisogno che sente un uomo di andare da una puttana (bisogno che può essere anche solo psicologico), il modo con cui la prostituta presta il suo servizio. Da vedere c’è anche a chi vanno i soldi, perché se i soldi vanno alla “merce” in persona, ossia alla prostituta, allora più che comprare una donna sarebbe più esatto dire che si compra un servizio.

Peppe 4:35 pm - 20th gennaio:

Comunque non credo che mi andrò a leggere le brodaglie “silveriane” ne ho già fatto abbondante indigestione. :-)

Peppe 4:38 pm - 20th gennaio:

Anzi rettifico: intendevo dire le brodaglie dei “big” del vecchio forum di Uomini 3000…

Tutta roba che gira su se stessa.
Anzi, visto che qui ritrovo lo stesso minestrone di personaggi un po’ veri e un po’ falsi mi sa che vi saluto. Ne ho già avuto abbastanza in quel forum e non intendo certo risorbirmi la stessa roba.

Vado a finire il master del nuovo numero del giornale che è molto meglio.

Strider 6:21 pm - 20th gennaio:

Peppe
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Ne ho già avuto abbastanza in quel forum e non intendo certo risorbirmi la stessa roba.
Vado a finire il master del nuovo numero del giornale che è molto meglio.
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Bene, allora mi auguro che tu sia di parola, caro “esperto” della QM.

Saluti.

Strider 6:24 pm - 20th gennaio:

Peppe
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:Faccio notare che la cosiddetta QM non nasce da problematiche sessuali come alcuni vogliono credere ma da problematiche di ordine politico e sociale.
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Ed io ti faccio notare che se Rino non avesse fondato U3000, tu non sapresti ancora nulla di certe tematiche.

Peppe 7:05 pm - 20th gennaio:

Avanzo qualche altra osservazione prima di chiudere.

L’asserzione “Uomini e donne hanno modi diversi di vivere il sesso” e quella opposta “Uomini e donne hanno lo stesso modo di vivere il sesso” sono entrambe errrate.
Le persone hanno modi propri di vivere il sesso che dipende da diverse variabili. Certe esemplificazioni spicciole non mi hanno mai convinto.
Basti pensare agli stupratori che si eccitano nel vedere una donna che scalcia e si dimena.
A proposito: come ha fatto il tizio della storia di Cristina a farlo rizzare, come quello del film di Verdone: “Cara, dammi solo trenta secondi di tempo onde raggiungere un’idonea erezione”? Mah!

Il concetto di “valore sessuale” poi lo trovo a dir poco assurdo. E’ solo indice di quanto la mentalità da mercato sia compenetrata in noi che non sappiamo più ragionare senza usare terminologie da quotazioni di borsa.

Comunque, tornando all’argomento prostituzione faccio notare due cose: primo “elemosinare” vuol dire affidarsi alla carità altrui non pagare per avere qualcosa. Chi paga non elemosina. E si può scegliere di pagare qualcosa per vari motivi. Voler ricondurre il sesso a pagamento solo a una mera “subordinazione” sessuale di alcuni uomini verso le donne, non dico che sia falsa, ma è qualcosa di eccessivamente riduttivo.
Inoltre faccio altrsì notare che gli uomini non possono prostituirsi come le donne, mi sembra evidente. Ergo il mercato del sesso non credo sia uno specchio fedele di una vera o presunta differenza del desiderio sessuale tra i… “due sessi”. A proposito, ma com’è che si chiamano poi questi “due sessi”? Concetta e Pasquale, giusto? No perché a me pare che certi parlino di uomini e donne – insiemi di miliardi di individui – come fossero due persone…

A mio umile parere il voler fondare una “QM” su queste basi è un gravissimo errore tattico che spiega in buona parte perché ben pochi la prendono sul serio.

Passo e chiudo. Adesso sommergetemi pure di tutte le improperie che volete, se volete. Non me ne frega un tubo. Mi auguro solo che gli argomenti in questo blog non si riducano tutti al sesso come in atre sedi. La qualcosa mi parrebbe alquanto deprimente e inoltre legittimerebbe in buona parte alcune delle accuse più blasonate avanzate da femministe e maschi pentiti contro chi critica l’andazzo odierno…

Salutoni a tutti.

Alessandro 9:01 pm - 20th gennaio:

Peppe, a me pare che tu non abbia compreso pienamente lo spirito che anima uominibeta. La tematica sessuale è solo una di quelle che ci interessa. Gli aspetti politici e sociali sono altrettanto importanti, perchè l’esistenza grama che talvolta si conduce è principlamente dovuta al non essere più rappresentati politicamente, vista la sinistra odierna, purtroppo un mix di Zapatero e partito democratico a stelle e strisce. Ciò non toglie che il cuore batte a sinistra, nonostante tutto. Gli ideali sono sempre quelli, e la critica all’odierno sistema socio-economico è un elemento IMPRESCINDIBILE. Ciò non toglie che anche una vita soddisfacente dal punto di vista sessuale abbia ricadute importanti e positive sugli individui. E’ proprio per questo che ci si sofferma su questi aspetti, che non sono di secondaria importanza.

Strider 9:06 pm - 20th gennaio:

Peppe

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Chi paga non elemosina
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Di certo alleggerisce il portafoglio.

Peppe
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Mi auguro solo che gli argomenti in questo blog non si riducano tutti al sesso come in atre sedi.
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Ho fatto parte del forum sulla QM dal settembre 2005 al novembre 2007, percio’ ricordo benissimo che uno dei tuoi argomenti preferiti era proprio quello relativo al sesso… Basta ipocrisie, per favore.

Salutoni.

Fabrizio Marchi 9:59 am - 21st gennaio:

Peppe, mi pare che Alessandro abbia ragione. Non credo proprio che si possa considerare questo come un luogo dove si affronta la QM solo dal punto di vista del sesso…E’ sufficiente leggere gli articoli, a mio parere, per capire che abbiamo una visione un po più ampia…
Come ho avuto modo di spiegare anche a Iulbrinner, la ricchezza di questo sito è data proprio dalla varietà e dalla eterogeneità delle voci, delle opinioni e dei linguaggi. Il mio invito, non formale ma sostanziale, è quindi quello di mettere da parte vecchie ruggini o piccole acredini e partecipare alla discussione. Sempre con il rispetto degli altri. Mi pare, e te lo dico sinceramente, che da parte tua, ci sia stato un piccolo scivolone quando hai parlato di “brodaglie silveriane” o di “minestrone dei vecchi big della lista di U3000″. Nulla di grave, sia chiaro, non hai insultato nessuno, ci mancherebbe, però forse è proprio in questo genere di atteggiamento che sta l’errore.
Ragazzi, è inevitabile che le discussioni a volte possano farsi un po’ acrimoniose. Io stesso ho polemizzato con Iulbrinner in questi giorni ma non ne faccio certo un dramma. Anzi. Spero che continui a partecipare alla discussione.
M;i pare che un certo tasso di conflittualità contribuisca anche ad alimentare il dibattito.
La cosa fondamentale, questo sì, è che anche dietro al conflitto dialettico, ci sia uno spirito costruttivo, perchè se invece la logica è quella del muro contro muro, della polemica per la polemica fine a se stessa, allora perdiamo solo tempo. E questo non serve a nessuno. Anche perchè la discussione è di fondamentale importanza ma non dobbiamo dimenticare che deve essere finalizzata al vero obiettivo strategico di questo sito: il coinvolgimento di altri uomini per costruire un vero e proprio movimento.
Questa è la strategia, per quanto mi riguarda, e la direzione di marcia. Il sito è “solo” un passaggio, necessario e fondamentale, ma un passaggio. Potrà durare per anni, non possiamo saperlo, ma il fine è quell’altro. Un vero e proprio movimento di massa, come lo era, dobbiamo riconoscerlo, quello femminista. Provate un po’ a pensarci. Certo, è un obiettivo incredibilmente difficile da realizzare. E che volete farci, vuol dire che ci piacciono le cose difficili. Una frase che ho sentito e che mi ha colpito molto e non ricordo chi l’ha detta, su per giù recitava:”, Per aspirare al possibile bisogna concepire l’impossibile”…o giù di lì…Ma sarà veramente così impossibile?

Peppe 3:15 pm - 21st gennaio:

Volevo dire una cosa ad Alessandro: guarda Ale che la fallocrazia non c’entra niente col sesso. Consisterebbe nel dare potere agli uomini sulla base dei loro attributi virili. E’ una cosa che non è del tutto falsa ma che va comunque sempre contestualizzata nello spazio e nel tempo sulla base delle varie situazioni sociali, storiche, culturali ed economiche che ci sono in un certo luogo.

Consiglio comunque di diffidare delle sbrodolate tremilariste e consimili. Come tutte le posizioni ideologiche sono vere solo in parte, non fanno altro che esaltare una piccola parte della verità ed erigerla a legge assoluta, destoricizzata e decontestualizzata.

Stessa cosa vale per le sbrodolate di “scienziati” apocrifi o non apocrifi che siano.
Ricordo sempre che la specie umana si è evoluta in contesti piuttosto diversi da quelli in cui viviamo oggi e il voler “modernizzare” il passato è un atteggiamento che va sulla stessa linea d’onda di tutte le ideologie.

Anche i casi di sesso a pagamento sono diversi e non tutti sono dovuti a uno “svantaggio sessuale” degli uomini nei riguardi delle donne, o a un “valore di mercato” più basso.
Anzi questa storia dello svantaggio sessuale è una cosa che si è diffusa piuttosto di recente, come la mercificazione delle donne, che comunque è un fenomeno di minoranza, seppure oggi riguarda una minoranza più allargata per via della “massificazione” di certi comportamenti.

Chi se la fa con massaggiatrici cubane e lap dencer è ovvio che le donne gli appariranno tutte scroccone, parassite e puttane. Lo fanno per mestiere. Ma chi ha avuto a che fare con donne più o meno normali, le donne del popolo che costituiscono la maggioranza, sa che le cose sono alquanto diverse.
Le donne del popolo pagano la loro parte quando si esce. Le donne del popolo se la fanno in genere coi loro pari e anche con chi ha una posizione sociale più “disagiata” della loro e non guardano la posizione sociale degli uomini con cui se la fanno. Certo hanno i loro difetti, parecchi, sono scassaballe e bloccate nel prendere iniziative, non del tutto mature e capricciose e non sempre molto intelligenti, ma non sono puttane.
Stessa cosa vale anche per molte ragazze di “buona famiglia”. Spesso non sono le donne a non scegliere uomini poveri, ma sono i familiari di queste a opporsi a far entrare morti di fame nelle loro “onorate” famiglie. Del resto uomini e donne appartengono a dei gruppi sociali quali le famgilie, non sono individui sparsi per la strada.

Non stiamo sempre a guardare le vleine e i calciatori, non è una cosa intelligente fare di ciò che riguarda si e no il 10-20% della popolazione odierna una legge valida per tutti.

Fabrizio Marchi 4:02 pm - 21st gennaio:

Peppe, lo dico a te ma lo dico a tutti.
Non siamo qui per fare polemiche da comari di paese. Siamo qui per confrontarci, discutere e dividerci anche appassionatamente ma su questioni di merito. Non su “comarate”, pettegolezzi o chiacchere da bar.
Cerchiamo di mantenere il livello della discussione alto, come peraltro è stato finora. Alto non significa con un linguaggio da “intellettuali”; si può anche essere sgrammaticati o fare errori di sintassi. Si possono esprimere concetti elevati anche con una linguaggio semplicissimo e sgrammaticato. Non è certo questo il punto e non ce ne può fregare di meno. Mi riferisco ovviamente ai contenuti e alla serietà della discussione.
Non siamo un branco di bulletti da bar, siamo Uomini Consapevoli che hanno intrapreso un percorso. Dobbiamo essere fieri di questo e non dobbiamo dimenticarlo MAI.
Sono qui per crescere insieme ad altri Uomini Evoluti e Consapevoli, e non per vestire i panni del moderatore di un blog.
Pensate che mi sarei pubblicamente esposto e avrei messo in piedi questa baracca solo per questo?
Non scherziamo.
Siamo qui per costruire un’avanguardia di Uomini capaci di portare avanti un progetto assolutamente UNICO e ORIGINALE.
Cerchiamo di essere e di comportarci all’altezza del compito che ci siamo scelti. Perchè nessuno ci ha obbligati e nessuno ce lo impone se non la nostra coscienza e forse la storia. So che è molto ambizioso ciò che dico ma è quello che penso.
Abbiamo bisogno di UOMINI, e non di caporali…o peggio ancora quaquaraquà…
Fabrizio Marchi

Peppe 6:18 pm - 21st gennaio:

In ogni caso l’edonismo e l’eudemonismo non portano a niente.

Peppe 6:32 pm - 21st gennaio:

Che palle la storia delle “ipocrisie”. Io voglio essere “ipocrita” quanto mi pare e piace e seppure per un periodo di tempo ho parlato di sesso non vuol dire niente. Di tanto in tanto mi interesso di un certo argomento e allora? Poi in seguito ho parlato di altro a differenza di altri che pensano solo a una cosa e ci fanno ricami pseudoscientifici sopra.
Perlomeno io non ho creato falsi perosnaggi, mi espongo per quello che sono e ci metto pure il mio vero nome a differenza di altri vigliacchi.

Peppe 6:36 pm - 21st gennaio:

Altra cosa: faccio notare che io ho conosciuto la QM osservando la realtà e non leggendo le seghe mentali di certi personaggi.
Quindi l’adorazione per i vostri idoli fatela presente ad altri non a me.

Inoltre non mi ritengo un “esperto” di QM e non ci tengo ad esserlo.

Strider 6:51 pm - 21st gennaio:

Peppe
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:Altra cosa: faccio notare che io ho conosciuto la QM osservando la realtà e non leggendo le seghe mentali di certi personaggi.
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Ma non te ne eri andato? Ah, per tua informazione io mi chiamo Daniele; vivo in Umbria e lavoro in Toscana.
Se una volta passi da queste parti, fammelo sapere: sei invitato ad una sessione di guanti col sottoscritto, in palestra…

Saluti.

Strider 6:54 pm - 21st gennaio:

Fabrizio
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Non siamo qui per fare polemiche da comari di paese. Siamo qui per confrontarci, discutere e dividerci anche appassionatamente ma su questioni di merito. Non su “comarate”, pettegolezzi o chiacchere da bar.
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Caro Fabrizio, da Peppe aspettati solo polemiche e grane.
Per quanto mi riguarda la chiudo qui.

Fabrizio Marchi 7:10 pm - 21st gennaio:

Strider, per favore, sei un uomo intelligente e riflessivo che da un grande contributo al sito, e ne sono felice. Mi aspetto che tu continui su questa linea e non ti lasci travolgere da atteggiamenti sbagliati e aggressivi anche se provocati. Se qualcun altro stupidamente lo fa, ignoralo. Non vedo perchè dovremmo trasformare questo luogo in una specie di saloon per rissaioli da quattro soldi. Tu questo dovresti saperlo meglio di altri proprio perchè pratichi la nobile arte (che ho praticato anche io)…Evitiamo cadute di stile, ricordati che “è sempre il grande che contiene il piccolo” e mai viceversa.
Pensiamo alle cose serie e non alle stupidaggini.
Fabrizio Marchi
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Strider 7:15 pm - 21st gennaio:

Fabrizio
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Mi aspetto che tu continui su questa linea e non ti lasci travolgere da atteggiamenti sbagliati e aggressivi anche se provocati.
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Non accadra’, Fabrizio.
No problem.

Peppe 7:18 pm - 21st gennaio:

Vabbé, si è capito che ci sono velleità provocatorie da parte di qualcuno. Mi sa che la cosa migliore è ignorare. Mai dar da “mangiare” ai troll…

In ogni caso ripeto – giusto per farmi consocere meglio non certo perché debba “giustificarmi” di fronte a qualche esaltato – che io ho il vezzo di interessarmi di vari argomenti e quindi mi documento in merito.
Un paio di anni fa mi interessai della deriva sessista che ha preso il femminismo. Ho avuto contatti con diversi personaggi in merito, tra cui un gruppo di Foggia con cui ebbi anche contatti di lavoro e per ricambiare alcuni favori pubblicai certi loro testi in vari forum e blog. Purtroppo questi testi parlavano quasi sempre di sesso – cosa che comunque ha la sua importanza ma quando si sfocia nell’ossessione poi diventa quasi banale. Scrissi anche io qualcosa al riguardo che invece riguardava cose più generali, la cultura, i media, la società e via dicendo.
Il movimento di Uomini 3000 è stato una delle tante cose che ho osservato in questi anni in merito a “certe tematiche” non di più. E devo dire che non lo trovo neanche molto brilante come alcuni vorrebbero fare intendere.
In particolare non condivido le asserzioni che trovo fondate su basi piuttosto ipotetiche, personali e parziali. E i pochi principi chiari di Uomini 3000 si fondano in buona parte su questo tipo di idee.
Inoltre è un movimento troppo torbido, contraddittorio e confusionario per i miei gusti.

Adesso lascio il “solito” a quanto avrà da ridire pure su queste mie affermazioni…

Fabrizio Marchi 7:32 pm - 21st gennaio:

Peppe, avevo già scritto un altro post ma vedo che evidentemente non è stato recepito.
Sarò ancora più chiaro. Questo è un sito dove ci si può dividere, scontrare (dialetticamente), accalorarsi ma mai insultare o trascendere a livello personale.
Il fatto che io per primo detesti il “polticamente corretto” non significa che ci si debba insultare. Sono due cose completamente diverse che non devono essere confuse o fraintese.
La civiltà, l’educazione e il rispetto degli altri non hanno nulla a che vedere con la “cultura” del “politically correct”.
Qui ci si rispetta l’un l’altro come si fa in qualsiasi altro consesso civile.
Qui, come dicevo a Strider, vigono le regole della noble art: niente colpi sotto la cintola, niente insulti e rispetto assoluto dell’avversario (in questo caso non siamo in presenza di avversari ma ci siamo capiti…).
Per il resto la discussione è totalmente libera ma queste sono le regole.
Io non ho nessuna voglia di fare il censore, come potete ben immaginare, però se mi costringete, sarò costretto a farlo.
Mi appello all’intelligenza e al buon senso di tutti.
Non siamo dei ragazzini e abbiamo davanti a noi cose ben più importanti e gravose da fare che non metterci a litigare come dei ragazzini…
Se riteniamo che in questo luogo ci siano persone non degne della nostra stima o della nostra attenzione, nessuno ci obbliga a frequentarlo. Mi auguro ragionevolezza da parte di tutti.
Spero che sia l’ultima volta che debba intervenire per occuparmi di queste sciocche beghe.
Fabrizio Marchi

Peppe 8:15 pm - 21st gennaio:

Ci tenevo a fare alcune precisazioni. Punto.

Peppe 10:04 pm - 21st gennaio:

Strider toglimi una curiosità: come mai nel vecchio forum di Uomini 3000 ti eri cancellato e Silver era rimasto mentre nel nuovo forum tu ti sei iscritto col nick di Harmonica e Silver non si è iscritto? Avete deciso di alternarvi nei forum? Nel prossimo forum quale dei due personaggi si iscriverà? :-D

Peppe 10:43 pm - 21st gennaio:

Ma poi pure ammettendo che fossi venuto a conoscenza di certe tematiche tramite Uomini 3000 non è che questo vorrebbe dire chiccà cosa. A volte si viene a conoscenza di cose attraverso certi canali piuttosto strani…

Mah, io certe persone veramente non le capisco. E la cosa bella è che ho capito di non volerle manco capire. Non ci tengo più di tanto.

Strider 2:15 am - 22nd gennaio:

Peppe
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Strider toglimi una curiosità: come mai nel vecchio forum di Uomini 3000 ti eri cancellato e Silver era rimasto
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Perche’ a differenza di Silver, che e’ piu’ calmo di me, non sopportavo piu’ le posizioni filoislamiche di parecchi utenti del forum sulla QM.

Peppe
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mentre nel nuovo forum tu ti sei iscritto col nick di Harmonica e Silver non si è iscritto?
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1) Perche’ “Harmonica” (sai chi era…?) rispecchia molto la mia personalita’.
2) Chiedilo a Silver.

Peppe
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Nel prossimo forum quale dei due personaggi si iscriverà?
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Ti faremo sapere…

Salutoni.

Alessandro 9:45 am - 22nd gennaio:

Anche secondo me si sta scivolando un pò troppo verso lo scontro fine a se stesso, invece di confrontarsi sulle questioni che dovrebbero starci a cuore. Per questo ritornerei su un terreno un pò più costruttivo, anche se forse un pò OT. Vorrei chiedere a Fabrizio questo: nell’ambito della sinistra italiana, al di fuori di quella parlamentare, la cui propensione capitalistico-femminista ci convince ben poco, si muovono numerosi movimenti, che esprimono chiaramente l’insoddisfazione per un certo modo di fare politica e opposizione: si va dal “movimento di Beppe Grillo”, al più recente “movimento viola”, ecc.. E’ vero che questi movimenti non si dichiarano esplicitamente di sinistra, tanto che vengono spesso tacciati di qualunquismo, ma molto di ciò che propongono, a mio parere, dovrebbe essere fatto proprio da una sinistra in grado di rappresentare per il Paese un rinnovamento che attendiamo oramai da decenni ( lo scenario politico degli ultimi 20-30 anni è stato davvero deprimente e pare che non ci sia fine al peggio visto ciò che abbiamo ancora oggi sotto gli occhi). Vorrei chiederti che cosa ne pensi di questi movimenti e se ritieni che il movimento uominibeta possa avere dei punti di contatto con essi oppure no. A me pare che anche nel rapporto tra i sessi questi movimenti siano “più avanti”, più “moderni”, rispetto alle rappresentanze politiche istituzionali, in primis quelle di sinistra, legate ancora a una visione femminista nel rapporto tra si sessi.
Ok, ti lascio la parola se riterrai opportuno affrontare l’argomento. Buona giornata.

Peppe 12:13 pm - 22nd gennaio:

C’hai ragione Strider, mi ero dimenticato di quell’altro personaggio: il grande Wolverine, che si era iscritto per “mettere in chairo le cose” e bacchettare tutti.
Pensa un po’: Scienziato Apocrifo era un paranoico, io ero infantile e dispettoso, Vero Mummio un presuntuoso… gli unici buoni lì dentro chi erano? Ma è ovvio: lui e Silver.
Meno male che ci sono questi supereroi che mantengono alti gli onori della QM. :-)

Peppe 1:08 pm - 22nd gennaio:

Ale hai ragione. Ma io quello che dicevo non era indirizzato ad attaccare nessuno in particolare ma esponevo semplicemente il fatto che certe “dissertazioni” date in risposta alle mie personali osservazioni (che non pretendono certo di essere delle verità assolute) poco mi convincono. Comunque probabilmente mi sono espresso male come mi ha fatto notare Fabrizio.
Però a me certi atteggiamenti da autonominanti “paladini della verità” e “smascheratori di ipocrisie” mi infastidiscono non poco. Sono i tipici atteggiamenti odiosi odierni che si notano in giro. E poi si tratta di un’assurda pretesa di saper leggere nel pensiero di chi espone certe sue opinioni.

Per esempio mi auguravo che questo sito non sfociasse nelle solite chiacchiere sul sesso, in particolare sulla ritrita questione del se-come-perché le donne la “danno” o non la “danno” che farebbe scadere di molto le argomentazioni del sito. Non volevo accusare nessuno di niente ed ecco che sarei un’ipocrita perché… tre anni fa avrei parlato anche io di questioni sessuali. Che poi alla fine seppure io fossi stato il tipo che parlava sempre di sesso mica vuol dire che debba augurarmi per forza che gli altri facciano questo stesso errore? Uno che si è drogato deve augurarsi che tutti si droghino? Uno che beve alcolici deve augurarsi che diventino tutti alcolizzati?
Inoltre io, quando mi interessavo un po’ più assiduamente della questione sessuale lo facevo in altra ottica, in particolare criticavo la cultura sessuale secondo la quale gli uomini dovrebbero fare di tutto per soddisfare le donne senza neanche essere ricambiati più di tanto, e non nel senso che le donne la “danno” o non la “danno” facilmente ad uomini eternamente allupati.

Fabrizio Marchi 1:27 pm - 22nd gennaio:

Caro Alessandro, sono un po’ più pessimista di te. Credo che la sinistra, o meglio, ciò che rimane di essa, stia vivendo una crisi di identità profondissima. Siamo nelle tenebre e non si vede luce all’orizzonte. Una parte di essa non può neanche più, a mio parere, essere considerata tale; parlo del PD ovviamente.
Quel poco che rimane alla sua sinistra, se continua così, sarà completamente risucchiato da quel fenomeno populista, giustizialista, forcaiolo, impolitico e nella sostanza culturalmente “destrorso” e intimamente qualunquista, che è il “dipietrismo-travaglismo”. Pensa un po’ come siamo ridotti. Nulla di nuovo anche per quanto riguarda i cosiddetti “movimenti”. Il Movimento Viola è una delle tante iniziative che è nata e che morirà nell’arco di brevissimo tempo. E’ soltanto una creatura di Di Pietro e di Travaglio, altro che autoconvocazioni sulla rete e quant’altro…Una gran parte dell’elettorato di sinistra, in assoluta assenza di qualsiasi alternativa, gli va dietro per disperazione…
Ci vorrà ben altro che questa paccottiglia per provare a ricostruire una nuova progettualità politica con delle solide fondamenta, un pensiero “forte” alle spalle, una capacità critica dell’esistente e una sua autonomia.
Tornando a noi, non esistono purtroppo posizioni politiche organizzate che abbiano sviluppato una critica “da sinistra” al femminismo e più in generale si siano interrogate sull’effettivo ruolo delle donne nell’attuale contesto socioculturale. Se ce ne fossero state saremmo già un bel pezzo avanti e saremmo lì a dare il nostro contributo…
Così non è, come sai. E il nostro, speriamo futuro Movimento, nasce proprio per queste ragioni. Siamo soli insomma. Ma siamo consapevoli di avere alle spalle un potenziale “esercito” di uomini, anche se ancora dormienti (solo apparentemente). Si tratta di svegliarli e di aiutarli a riconquistare il coraggio perduto. Un lavoro lunghissimo e faticoso.
Significa (e lo dico senza enfasi, credimi) che la storia ha scelto noi per iniziare questa immane, difficilissima, dolorosa ma anche straordinaria ed entusiasmante impresa. Vorrei che di questo fossimo tutti coscienti. Non è un giochetto quello che abbiamo messo in piedi. E’ un progetto estremamente ambizioso che a qualcuno di noi, per lo meno a quelli pubblicamente esposti, costerà anche dei prezzi da pagare. Ne vale comunque la pena. Qualsiasi prezzo piuttosto che servire.
Mi consola e mi dà forza e convinzione il fatto che Mao Ze Dong fondò clandestinamente il PCC nel 1921 insieme ad un altra decina di uomini (erano tutti uomini, ma guarda un po’… ) su una barca di giunco camuffata da trasporto merci. Bè, al di là dei risultati (naturalmente discutibilissimi), un po’ di strada ne hanno fatta…e hanno dovuto superare qualche difficoltà in più delle nostre…
Certo io non sono Mao, e voi non siete gli altri uomini che erano con lui, però, è realistico ipotizzare che qualcosa di buono possiamo combinarla anche noi… sempre che non preferiamo perderci in gossip e in chiacchiericci da strapaese…
Fabrizio Marchi

Peppe 2:01 pm - 22nd gennaio:

Io invece ricordo che nel 1921 a Livorno Bordiga e Gramsci fondarono il Partito Comunista d’Italia.
Non credo esisterà più un partito come quello. :-(

Icarus.10 3:52 pm - 22nd gennaio:

Il PCI sbagliò a prendere le distanze dai movimenti studenteschi, giovanili degli anni 70, in particolare quello del ’77, e di perseguire quella politica della “Fermezza” che oltre a costare la vita ad Aldo Moro(in nome di un astratta e bigotta “Ragion di Stato”), contribuì a riverstirsi di quello spirito securitario di “ordine e legge” completamente estraneo alla cultura di sinistra.

Peppe 12:38 pm - 23rd gennaio:

Bisogna distinguere tra il PCI sorto dopo la seconda guerra mondiale e il PCdI sorto nel 1921.
Quest’ulitmo era un partito più genuinamente operaio, mentre il primo non era altro che un organo del govoerno italiano. Dopo la caduta del fascismo lo stato italiano, come del resto tutti gli stati del mondo avevano già fatto o hanno poi fatto in seguito, riprese la stessa struttura dello stato fascista, per esempio sindacati che di fatto non erano altro che espressione della classe padronale, un parlamento che altro non era che espressione dei vari settori padronali e un governo che era l’esecutivo delle politiche capitalistiche scelte dalla classe padronale nel suo insieme.
L’unica variante è che invece di avere un solo partito e un solo sindacato ne aveva più di uno dando una parvenza di “democrazia”.
Tra l’altro i partiti, soprattutto quelli principali non erano altro, sul piano internazionale, che i quartieri generali dei due imperialismi vincitori della gurre: la DC era la quinta colonna degli Stati Uniti e il PCI dell’Unione Sovietica.
Inoltre PCI e CGIL (da distinguere a sua volta dalla vecchia CGL) si erano assunti il compito precipuo di drenare il malcontento operaio nell’ambito degli organi statali, evitando così di sfociare in moti più “fastidiosi al sistema.

Ora la questine posta da Icarus sui movimenti studenschi io vorrei dire una cosa: guarda Icarus che la questione non sta in chi appoggia i moti studenteschi ma su cosa si appoggiano questi moti studenteschi. Si tratta di movimenti piccolo borghesi che non fanno altro che andare dove spira il vento: quando c’era il colonialismo appoggiavano la politica coloniale dello stato, quando c’era il fascismo appoggiavano il fascismo, quando c’era il femminismo appoggiavano il femminismo e via dicendo.

Quindi a mio parere che il PCI appoggiasse o meno i moti studenteschi è del tutto irrivelante sia perché il PCI altro non era che un organo di potere come gli altri sia perché i moti studenteschi sono solo il fumo di un “incendio” che è già bello che divampato nel sistema ed è espressione del sistema stesso.

Peppe 4:17 pm - 23rd gennaio:

In ogni caso la “cultura di sinistra”, in particolare quella di matrice più o meno marxista, ha il merito di guardare tutto nell’ottica del sistema e quindi di storicizzare e contestualizzare i fenomeni sociali e i comportamenti umani a differenza dei pensieri più o meno conservatori che destoricizzano e decontestualizzano tutto rifacendosi a una piuttosto artefatta “natura umana”.

Il difetto invece di questa cultura è di accentaure spesso un po’ troppo gli elementi di conflittualità all’interno del sistema, come per esempio la lotta di classe, ma non solo. Sono elementi importanti, però spesso seguendo il ragionamento “sinistroide” sembra che la storia sia mandata avanti da una presunta volontà di dominio di élite di potere e non da esisgenze reali e radicate nella maggior parte della gente.

Vabbé, lasciamo perdere poi le paranoiche teorizzazioni complottiste che sono più ridicole che costruttive.

Marco 2:41 am - 24th gennaio:

MarcoP
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Comunque, a parte l’amarezza provata fra il veleno matriarcale puro (la risposta di Nicoletta Forcheri, con annesso elogio delle scimmie bonobo che ormai sono meglio loro delle civiltà egizia, greca e romana messe
insieme), la disapprovazione un minimo più elegante e intelligente (Galatea) e la sentenza finale di Rachel Barnacle che davvero cancella il velo di Maya (“Barnard, la fica te la devi guadagnare”: leggetela bene e abbiate paura, abbiate molta paura), mi è parso che questi due sfoghi dolorosi e in cui credo si possa immedesimare con tristezza quasi qualsiasi uomo fossero un urlo nel vuoto, per un motivo molto semplice. E non mi riferisco alla teoria di RDV secondo cui il sesso per l’uomo è un fine e per la donna un mezzo (anche se naturalmente c’entra),
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Prendere atto del fatto che le élites femminili ci odiano, mentre la gran parte delle donne ci considera degli esseri inferiori, è una buona cosa. Libera dalle illusioni che avevamo verso il “gentil sesso” e fa comprendere che la misandria esiste (ancorché negata).

P.S.: “secondo cui il sesso per l’uomo è un fine e per la donna un mezzo”.
Marco, quella non è una teoria di RDV, ma di Alphonse Karr.

Peppe 1:05 pm - 24th gennaio:

Vorrei fare un’altra piccola nota: la figura della donna-merce o donna-parassita, di quel porcellino messo a ingrassare solo per via della cosina che ha tra le gambe che interessa tanto agli uomini non ricambiato dalla presunta sessualità refrattaria femminile, è una figura piuttosto recente. In passato era circoscritta solo in alcuni ambiti, ma in genere le donne hanno sempre faticato con gli uomini. Non a caso quando una donna si sposava doveva portare una dote da dare al marito per essere appetibile e doveva (come in genere deve tuttora) contribuire alla gestione della casa e delle attività del marito. I maestri delle corporazioni cittadine urbane potevano sposarsi a una certa età quando avevano una certa posizione per ordinanza comunale (e non perché lo volevano le donne) e le donne non solo portavano la dote al marito ma dovevano contribuire a gestire il mestiere del marito, spesso sostituendolo in casi di malattia e di assenza di lui. Era impensabile che un uomo potesse gestire un’attività corporativa senza moglie.
Se una donna spesso sposava un uomo di una certa posizione era per volere dei suoi familiari e non perché lei fosse attratta da uomini di potere e menate del genere. Anzi le corna con giovanotti nullatenneti sono sempre state all’ordine del giorno.
Se adesso c’è una cospicua minoranza di donne (perché sempre di minoranza si tratta) che campano grazie alla loro “leggiadra” e “profumata” farfallina è per via dell’attuale sistema mercificatorio e massificatorio. Ma è un fatto comunque minoritario e recente e non è sempre stato così.

Ecco perché le cose vanno sempre CONTESTUALIZZATE.

Peppe 1:06 pm - 24th gennaio:

PS: è ovvio che in un contesto in cui i rapporti sessuali vengono in buona parte mercificati il sesso che si presta più a ricoprire la parte della merce è quello femminile. Ma questo non autorizza ad avanzare teorizzazioni piuttosto estreme e arbitrarie.

Marco 3:53 pm - 24th gennaio:

Peppe
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Sesso ludico? Io sono giunto a 35 anni e ormai non mi resta che dire che, tranne che per rare eccezioni, il sesso lo trovo di una noia così mortale.

Molto meglio un buon libro o una cena tra amici.
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Io il sesso lo trovo noioso solo se fatto con una donna che non si trova realmente attraente o che quando si arriva al dunque dimostra di essere una perfetta imbranata.

In quel caso sì, preferisco una cena tra amici o un giro in moto da solo. Altrimenti amo il sesso in ogni sua forma e lo ritengo assolutamente necessario e vitale per qualsiasi essere umano.

Una vita senza sesso e senza relazioni con l’altra/o, produce rabbia, paranoie, frustrazioni, complessi di inferiorità, sentimenti e comportamenti distruttivi ed autodistruttivi.

Icarus.10 5:29 pm - 24th gennaio:

“Una vita senza sesso e senza relazioni con l’altra/o, produce rabbia, paranoie, frustrazioni, complessi di inferiorità, sentimenti e comportamenti distruttivi ed autodistrutti”

Straquoto. E’ tutto un fatto soggettivo. Vi sono persone come Peppe che ne potrebbero far benissimo a meno del sesso. E vi sono altre persone-la maggioranza- e io tra questi, che considerano il sesso un aspetto vitale, come il bere e il mangiare. L’ importante è non svuotarsi della propria dignità nella ricerca del sesso. Perchè a quel punto, meglio soli che zerbini.

MarcoP 5:36 pm - 26th gennaio:

@ Marco: Vero, mi scuso per l’errore ma a volte per distrazione o per fretta sbaglio ad attribuire a un autore un pensiero altrui che egli stesso riporta. Quando sbaglio le correzioni sono sempre benvenute.
A parte questo, seguo queste pagine con molto interesse dopo lo sfogo di qualche giorno fa (che ho riletto e ho trovato sicuramente iroso e un po’ fuori controllo nella foga del momento, ma che secondo me poteva essere definito “sproloquio aberrante” solo da chi aveva una coda di paglia lunga così ed è rimasta letteralmente allibita all’idea che qualcuno potesse rispondere energicamente a una serie di lagne – sempre le stesse – ormai testate in laboratorio da anni come rimedio scientificamente provato per mettere a tacere qualunque obiezione, perlomeno in altre sedi), e dove più dove meno mi sembra che tutte le posizioni siano interessanti. Vista la quantità di idee espresse su queste pagine, anche su piani filosofico-culturali su cui non posso certo intervenire per mancanza di strumenti, vorrei solo appuntare qualche mia impressione generale, peraltro da newbie QM/MRM (che ho cominciato a indagare solo da poco in risposta a situazioni quotidiane di cui sto cominciando a scoprire le realtà sottostanti). Senz’altro voi avrete discusso tutto questo già anni fa, ma per me è aria nuova.
1. Sulle divisioni politiche: suppongo che dalla politica non si possa prescindere, ma solo nel senso che le differenze di ceto sociale e i problemi di natura civile esistono eccome e la loro gestione (dire risoluzione mi sembra un’utopia e neanche intelligente) è compito dall’azione politica. Mi sembra dimostrato che l’intera nostra classe politica (nessuno escluso) sia allo sfascio quasi totale e le ideologie del secolo scorso (nessuna esclusa) abbiano dimostrato che il progresso si paga con milioni e milioni di cadaveri, peraltro di uomini beta. (Io credo che le divisioni politiche dovrebbero essere superate almeno nel senso di superare concetti come “destra” e “sinistra” nelle loro forme storiche, ormai squalificate, in favore di un’azione certamente comune dove possibile, ma quantomeno individuale e quotidiana, per diffondere la consapevolezza della QM.)
2. Dove gli uomini beta non sono in guerra, come in Italia, pagano con il lavoro (a volte con la vita per il lavoro) e soprattutto con la sottomissione sessuale, ritenendo (i fessi!) che in cambio del sostegno e della protezione alla famiglia avrebbero quantomeno il diritto di poter avere sesso senza mettersi in ginocchio e senza essere umiliati. E non per dovere muliebre, ma perché il loro faticoso ruolo di ingranaggi del macchinario che produce ricchezza e sostenitori delle famiglie dovrebbe in qualche modo elevarli moralmente, renderli di per ciò stesso degni d’amore sincero. Poveri fessi. Il lavoro non nobilita in nulla.
3. La “liberazione sessuale” degli ultimi decenni non ha significato altro, in pratica, che un via libera esclusivamente femminile al perseguimento della propria gratificazione immediata e alla ricerca spasmodica degli uomini alfa (si chiamino Berlusconi, Briatore, Totti, Corona, Brunetta o Sarkozy poco importa), verità mistificata come “imposizione patriarcale-maschilista sul corpo delle donne”. La sessualità oggi non è affatto libera, ma oligarchica. Gli uomini beta ne sono esclusi; loro lavorino, a scopare ci penseranno gli alfa e ne avranno tanta da doverla cacciare indietro (ad altri alfa).
4. Per gli uomini beta, l’unica salvezza è un radicale ripensamento del rapporto con la sessualità e le donne. Fine dell’illusione. Fine della Cavalleria, perdita pressoché garantita anche di quel minimo di gratificazione sessuale frutto di questua ed elemosina, ricerca di una propria realizzazione che sarà soddisfacente sul piano morale, ma condannerà quasi inevitabilmente alla solitudine. Oppure la reinvenzione di sé tramite modelli come quello del “gaming”, cioè uomo beta che studia consapevolmente e mette in pratica i principi dell’uomo alfa. Cosa difficile e su cui allenarsi duramente per anni, un po’ come imparare una lingua o un’arte marziale, e che non garantisce affatto successo né soddisfazione morale.
5. La cultura attuale è fideistica, metafisica, basata sul “cuore”, sull’”anima”, sui “sogni” e su tutto ciò che si presta a diventare mistica purché non richieda nessuna azione concreta e nessuna assunzione di responsabilità. La Donna è Dea fin dalla nascita in quanto dotata della potenzialità biologica di partorire; diventa Dea quando partorisce. Ne consegue che *ogni donna* (non solo Maria madre di Dio) è esente da ogni peccato e da ogni critica, in quanto ciascun uomo è partorito da una donna. A questa assoluta legittimazione metafisica si aggiungerà molto presto l’assoluta legittimazione economica e giuridica, almeno sugli uomini beta (che in Italia c’è già, ovviamente, ma mi sembra non avere ancora raggiunto le vette degli USA, dove invece mi pare minore la legittimazione della singola donna in quanto dea). Non ci sarà più bisogno del femminismo perché ogni donna sarà onnipotente per nascita (sul piano metafisico) e avrà ogni diritto legale possibile (sul piano sociale). Questa vittoria, con la conseguente letterale riduzione in schiavitù degli uomini beta, sarà garantita dall’alleanza degli uomini alfa.
Vi sembra una descrizione plausibile dell’Italia odierna o sto vaneggiando?

Rino 9:16 pm - 26th gennaio:

Complimenti. Ti definisci un novizio ma mi pare che tu la sappia già lunga. Un quadro disegnato bene e dai contorni chiari. Sottoscrivo – in sostanza – tutto. Forse il solo punto di differenziazione è quello relativo a Dx e Sx.
Infatti se è in parte vero che le rispettive politiche attuali non si distinguono molto, non è stato così nel terribile passato e non è così neppure ora, se – invece che alle politiche praticate – si guarda ai fondamenti dell’una e dell’altra.
Scriverò in futuro un articolo apposito dove esprimerò la mia opinione al riguardo, cosa che sinora non ho mai fatto né qui né altrove. La tesi cmq è che Dx e Sx sono immortali, la loro opposizione è radicale perché hanno fondamenti filogenetici (fortemente sbilanciati a favore della Dx) ed epistemologici (mi si passi la parolona) di tendenze opposte.
Rino

Peppe 12:48 pm - 27th gennaio:

Comunque è risaputo che le donne sono attratte dalle “qualità morali” di un uomo: due pettorali prorompenti = sei un tipi intelligente e sensibile, un culo sodo e muscoloso = sei un tipo simaptico.

E se un culo maschile è banale quanto quello femminile che importa, tanto si sa che le donne sono grandi esperte di fisognomica e riescono a capire le qualità morali di un uomo dai suoi attributi fisici…

Strider 5:46 pm - 27th gennaio:

Peppe
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Comunque è risaputo che le donne sono attratte dalle “qualità morali” di un uomo: due pettorali prorompenti = sei un tipi intelligente e sensibile, un culo sodo e muscoloso = sei un tipo simaptico.
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http://questionemaschile.forumfree.it/?t=12571862

Strider 5:53 pm - 27th gennaio:

Marco
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Una vita senza sesso e senza relazioni con l’altra/o, produce rabbia, paranoie, frustrazioni, complessi di inferiorità, sentimenti e comportamenti distruttivi ed autodistruttivi.
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Quoto al cento per cento, ed aggiungo che mi fa “ridere” chi sostiene il contrario…

Marco 12:34 am - 4th febbraio:

Fabrizio, ma perché non è possibile leggere il messaggio n.101?

Fabio 9:24 pm - 4th febbraio:

Eccone un’altra che dice di prendere l’iniziativa, asserendo altresì che “gli uomini dormono”.
http://www.corriere.it/spettacoli/10_febbraio_04/intervista_nicole_grimaudo_07428952-1198-11df-806e-00144f02aabe.shtml

Peppe 12:03 pm - 5th febbraio:

Non credo neanche a una parola!

Peppe 12:04 pm - 5th febbraio:

Mi riferisco all’articolo riportato da Fabio.

Peppe 5:32 pm - 7th febbraio:

Marco: “Una vita senza sesso e senza relazioni con l’altra/o, produce rabbia, paranoie, frustrazioni, complessi di inferiorità, sentimenti e comportamenti distruttivi ed autodistruttivi.”

Caro Marco, se il sesso diventa un’ossessione è logico che sia così. Questo indipendentemente dal fatto che lo si faccia o meno.

Damien 1:34 pm - 10th febbraio:

Liberamente tratto da: “i racconti dell’impossibile”
(una narrativa surreale del sottoscritto sull’ipotesi della traslazione dell’anima da un corpo ad un altro)

Era una sera d’estate, finalmente uscendo dal lavoro incontrai le mie amiche e decidemmo di andare a cena insieme, misi il vestitino che mi piaceva tanto, frutto delle ennesime rinunce alimentari! Un velo di rossetto, il trucco giusto.. La serata era mia! Stasera sento che trovero’ l’uomo giusto, in fondo quel locale e’ sempre pieno di uomini interessanti..

Quella sera Sonia mai immaginava cosa le stesse per succedere, qualcosa che tuttavia NON LE CAMBIO’ L’ESISTENZA, anzi..

Uscendo di Casa Silvia fermo’ la sua vettura dinanzi al solito caffè, dove l’ attendevano le amiche, era in procinto di chiudere lo sportello del veicolo quando un uomo la avvicino’.. “Mi scusi, ma non ho potuto fare a meno di notarla, permetta che mi presenti, che faccia mio questo momento.. E’ da tempo che la vedo li dentro al caffe’ e vorrei conoscerla, mi chiamo Andrea..”. Sorpresa, Silvia si gira e notando l’uomo come farebbe un banchiere dinanzi ad una richiesta di mutuo presentata da un co.co.co, risponde “Senti, non mi seccare.. se non ti dispiace ho fretta.. magari perche’ non passi piu’ tardi dentro..”. “Scusami se insisto” rispose Andrea ” ma li dentro non posso certo sperare di poterti parlare tranquillamente..”. “Sparisci o ti accuso di Stalking!” No.. ok. ok.. troppo moderno.. vediamo.. Ah no! Ecco. La nostra Silvia risponde “Ascolta bello, smamma! Ho gia’ chi mi stura l’utero!” uhm.. no.. troppo rude.. Va bene, facciamo cosi.. mettete qui un qualsiasi vostro 2 di picche generico.. Va benissimo..
Al che Andrea seccato risponde “Tu non sai cosa significhi cio’ che fai, pertanto avrai come condanna 48 ore di mascolinita’!!” Detto questo saluta e si allontana. Silvia rimane per pochi secondi assorta.. per poi dirigersi verso il locale.. Ma proprio dinanzi all’entrata vi trova un buttafuori che le dice:”Hey tipo!?!? Ma dove ti credi di essere? Al carnevale? Smamma!” “Ma che diav..” Silvia non fa in tempo a rispondere che subito nota un cambiamento nella sua voce.. divenuta piu’ rauca ed imponente.. impaurita e perplessa guarda il tipo e poi se stessa, le tette erano sparite!! il perizoma faceva male e quella fantastica sensazione di assenza tra le cosce era divenuta una ingombrate presenza tra le gambe! In preda ad un momento di panico, Silvia si dirige verso la vetrina li vicino per constatare l’atroce verita’! Era diventata un UOMO! Terrorizzata provò ad urlare il suo sgomento ma al contrario, una sorda risata le usci’ dalla bocca.. scappò verso l’auto e si diresse a casa!

Inutilmente le sue amiche la chiamarono al cellulare, alle quali rispose con un piu’ discreto sms dicendo che aveva trovato un uomo con cui passare la serata e scusandosi nel contempo per il ritardo.

Silvia, o sarebbe meglio dire Silvio, passò intere ore a guardarsi nel suo nuovo corpo, il terrore pian piano svanì dietro al ricordo di quanto successo.. Inoltre aiutata dai nuovi stimoli del dna, cercò di elaborare lo sgomento per divenire padrone della nuova situazione.

Ricordatasi dell’uomo incontrato prima, Silvio decide di vestirsi come un uomo e di andare in cerca del tipo.. gira la citta’ per tutta la sera senza risultato, allora cerca di tornare dalle amiche.

Mentre viaggia, nota crescere in lei tutta una serie di esigenze e bisogni mai notate prim’ora; una su tutte, la voglia di sesso.

Il buttafuori lo ferma, non aveva l’invito (era gratis solo per le donne), paga quindi 15 euro di ingresso.. si avventura dentro le mura del caffe’ cercando di darsi un contegno maschile.. Avvicinatosi alle amiche, e non sapendo come fare, provo’ a “rimorchiarle”.

Finalmente Silvio(a) conobbe cosa significa avere l’impulso sessuale e cosa significa subire estenuanti rifiuti, sia per l’abito non consono, la mancanza di un giusto profumo, di un’auto come si deve, la mancanza di tanti soldi per offrire le bevute nonchè ritornare a mani vuote a casa e col “bimbo” sveglio..

il giorno dopo Silvio si svegliò.. Riaveva le sue tette, l’effimera sensazione di assenza in mezzo alle gambe era tornata.. Decise di non dire nulla alle sue amiche.. ma soprattutto, di continuare a usare questo fantastico strumento di potere..Ora ne era ancora più consapevole…

Potevo svolgerlo in maniera piu’ prolissa, ma ritengo che il messaggio vi sia giunto chiaro e preciso…

Fabrizio Marchi 2:01 pm - 10th febbraio:

Forte e chiaro!…

Damien 1:23 am - 17th febbraio:

Ho riletto nuovamente quanto qui sopra discusso, trolls e apocrifi a parte, ho provato a ragionare sui concetti espressi.. ebbene credo in buona sostanza che il problema della sessualita’ donna sia riconducibile ad un punto… il potere della vulva.

Seguitemi, non ho finito, il vero problema a mio avviso sussiste nel fatto che questi punti espressi da Barnard vadano eviscerati fino all’ultimo, cosi come i vostri giusti interventi, da essi ne deduco che questo potere, la vulva appunto usata come uno strumento di potere e di auspicabile ludicità, anche se presente, dimostrato.. in realtà è vero solo in parte, almeno per la parte ne riguarda l’uso esclusivo.

Le donne non hanno mai avuto il pieno potere di gestione della propria vulva, diciamocelo..la storia attuale dimostra come essa sia uno strumento si, ma del potere altrui.. e la donna CREDE di gestirlo ma nei fatti, oltre a gestirla malissimo, di fatto emula i comportamenti che i media danno loro, che la società impone loro.

Se consideriamo la realtà nella società in cui viviamo, sono gli uomini alpha a mettere un prezzo, a venderla, gestirla, ostentarla, conformarla, agghindarla, equipaggiarla, usarla, spacciarla, mercificarla in pubblicità e show business, sono gli uomini alpha coloro che hanno il potere reale sulla vulva..pensateci..

Le donne. di riflesso, nel loro piccolo quotidiano non fanno altro che mettere in pratica cio’ che viene loro proposto come modello, non riflettendo che, come dice Barnard, svincolare la vulva da tali binari imposti, renderebbe non solo la donna finalmente libera di gestire la propria sessualità, ma renderebbe il mondo migliore per tutti, eliminando quindi tutto cio’ che di lucroso gli gravita intorno.

Pensateci bene, vedrete che questa può essere la chiave di volta per comprendere in pieno il Barnard pensiero.. al momento ciò e’ semplicemente un mondo fatto di papponi alpha che campano sui richiami sessuali femminili, sugli ammiccamenti, sull’erotismo, sulla vulva, un mero apparato riproduttivo che dona piacere come il pene, entrambi strumenti di piacere, ma si enfatizza quello femminile per una legge di mercato, perche’ quella e’ vista appunto come una merce e non per quello che e’, che al contrario dovrebbe essere in teoria ad uso esclusivo delle donne, gestito serenamente, senza strumentalizzazioni e senza tornaconti economici o per altri fini, usata esattamente come il ene, sia per diletto e sia per il suo nobile fine di una nuova esistenza..sta tutto qui lo scandalo ed è veramente tutto qui il dilemma.

La donna, come escusso, non sente sempre la volontà di copulare come noi uomini, questo perche’, per come la vedo io, gestisce la sua vulva esattamente per quello che e’, ovvero un apparato riproduttivo, di piacere alla bisogna, e la dà se le và, con chi gli và e quando le pare, non si pone assolutamente il problema, non si penserebbe mai di pensarci sopra se non fosse per le mamme, le nonne e la società che le dicono “con quella, il mondo e’ tuo!” glielo poniamo noi o gli viene “imposto” dai media e dal modus vivendi della società che le dice tu hai un potere! siamo noi uomini che, avendo questo “bisogno” scritto nel dna, vorremmo usare il nostro pene sempre, con chiunque e dovunque, ed e’ proprio dalla enorme disparità tra la domanda e l’offerta che si e’ creato tutto questo circolo vizioso e devastante che ha visto le donne essere poste sul piedistallo del gestire la propria vulva quando le pare e spesso per altri fini, anche se sostanzialmente sono sempre le stesse, con i loro problemi e le loro ovvie necessità, mentre gli uomini alpha hanno creato tutto un businness intorno, mercificando sia le donne stesse che gli uomini, che vedono in essa solo una merce, un premio, un arrivo, una gratificazione, disposti a pagare qualunque prezzo, anche morale per averla, creando quindi enormi danni sia sul piano emotivo che sul piano dei rapporti sociali, si e’ creata quindi col tempo questa diseguaglianza sessuale, delle persone e di vedute a fronte di tornaconti devianti e deleteri imposti da una nuova società onsumistica che ha visto nella sessualità repressa un ottima merce da vendere, basta riflettere sull’enorme business del porno e della prostituzione, di riflesso anche i sentimenti sono stati quindi mercificati, non essendoci più una parità sociale tra uomo e donna, sono fioriti gli intermediari commerciali, basti notare le agenzie matrimoniali, i siti di dating online le chat.. tutte ovviamente a pagamento!

Barnard a mio avviso chiede quindi proprio alle donne di ravvedersi, di non abusare dello status quo, di ribellarsi a tutta questa imposizione, di riprendere possesso della propria sessualità, di spezzare questo stato di cose opprimente sia per la donna (mercificazione del proprio corpo da parte di terzi) e di riflesso, liberare l’uomo sollevandolo dalla sudditanza della vulva mercificata e di tornare a vedere la donna come persona, cio’ riporterebbe le persone uomini e donne ad uno stato di totale equità sul piano sessuale, lasciandoli liberi di esprimersi nella loro sessualià e per ciò che sono, dando infine ampio spazio ai sentimenti, vero collante per una stabile relazione tra i sessi, ritrovandosi ed apprezzarsi per cio’ che si e’, non per cio’ che si deve essere, liberi di buttare le “maschere” ed essere se stessi.

Ma le donne di oggi, forti dei sopprusi subiti e degli ovvii benefici attuali, dubito diano seguito al saggio appello di Barnard, un peccato in parte comprensibile, anche se ovviamente non accettabile, alla lunga temo infatti che tutto questo ci porterà a situazioni peggiori di quelle assurde che stiamo vivendo.

Fabrizio Marchi 9:15 am - 17th febbraio:

Caro Damien, ormai è acclarato, specie dopo questo ultimo tuo post: sei un’avanguardia del Movimento degli Uomini Beta. :-)
Per quanto mi riguarda ti considero un membro a pineo titolo. La tua lucidità è molto rara.
La tua analisi è la mia. Sembra quasi che tu abbia letto il mio libro prima di scrivere quel post.
Solo una cosa non condivido. Secondo me c’è molta più consapevolezza da parte di una parte delle donne in quello che stanno facendo, rispetto a come la vedi tu. Il sistema si sta ormai declinando al femminile ed è sempre più difficile ormai distinguere gerarchicamente chi sta all’apice della catena di comando. In larga misura è vero, ancora ci sono gli uomini a dirigere la baracca agli altissimi livelli. Fino a qualche anno fa la pensavo anche io così (sul mio libro scrissi proprio questo), esattamente come te. Però le cose stanno avendo un’accellerazione notevole e comunque ciò che conta è la cultura che viene espressa, non da chi (maschio o femmina che sia).
Complimenti per la tua lucidità e sono contento perchè sei veramente in linea con il Beta-pensiero…
Fabrizio

Fabio 1:39 pm - 24th febbraio:

Secondo me gli italiani (e le italiane) mentono alla grande…
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/24/news/inchiesta_sesso-2408367/

Alessandro 5:20 pm - 24th febbraio:

Concordo Fabio. L’italiano medio quando parla della sua vita sessuale racconta di solito un sacco di balle. Si pratica in Italia, al di fuori della vita di coppia, quasi esclusivamente il sesso mercenario. D’altronde “l’appello” di Barnard nasceva proprio da questa mancanza. Perchè accade questo in Italia? Le cause sono molteplici: cattolicesimo, femminismo, tradizionalismo, e le ricadute negative di tutti questi “ismi” sulla sfera sessuale meriterebbero una trattazione approfondita, fanno si che la vita sessuale dell’italiano beta medio sia ridotta ai minimi termini. Questa è la verità, anche se in pochi hanno il coraggio di affermarla. Lo stesso italiano medio all’estero è diventato oramai quasi una barzelletta: prova a ottenere dalle straniere ciò che non ottiene dalle connazionali e lo ricerca spesso in maniera quasi patetica.

Leo 6:42 pm - 24th febbraio:

Dite!? a me sembra che oggi come sempre la donna abbia un potere sessuale illimitato, secondo me per poter appagare la maggioranza dei maschi ci vuole una rivoluzione culturale non indifferente, una repressione delle femmine che stiano ai piacere degli uomini, con poca libertà di scelta: che poi è quello che si vuole far credere per mantenere il loro potere. Basta con l’ipocrisia, con il falso macho, che è un servo a tempo pieno.
L’uomo odierno vive di fantasia e la donna di falsità e ripicche.

red. cac. 11:05 pm - 3rd marzo:

Dissento. Ci sono donne che arrivano al punto che correrebbero a infilarla su una pertica. Penso addirittura che, alla lunga, la loro necessità di (scopare, fare sesso, fare l’amore, darla: come volete che si dica?) sia superiore alla nostra di prenderla. Passata l’adolescenza, dove noi uomini raggiungiamo la massima potenza sessuale, accoppiata a una stupidità senza pari (nulla è cambiato oggigiorno), a un certo punto le parti si invertono. Basta saperlo. Poi c’è anche il fatto che bisogna saperla prendere, e qui cominciano i problemi nostri, ma soprattutto loro. Se una povera disgraziata passa troppo tempo con uno che non le va bene, finisce per diventare anorgasmica, se non per non scoprirlo proprio l’orgasmo, nel caso sia giovane; per risvegliarla ci vogliono coraggio e dedizione fuori dal comune. Ma bisogna distinguere, perché anche in questo conta soprattutto il talento, o la vocazione, come la si vuole chiamare. Parlo di quella femminile, perché quella maschile è poca cosa. E mi permetto ora di parlare un po’ fuori dai denti. Ma davvero pensate che l’orgasmo maschile sia paragonabile a quello femminile? In noi può essere superiore, un po’ per natura, un po’ per cultura, il desiderio di accoppiarsi (o di prenderla, se volete usare questa terminologia) ma l’orgasmo femminile è davvero un settimo cielo, a differenza del nostro. Non so quanti uomini perdano davvero il controllo, in quei brevi istanti, ma credo ben pochi; le donne, quasi tutte, per quel che ne so io, in quegli istanti spesso tutt’altro che brevi. Così come, se a un uomo capita di non venire (di non venire, non che non gli tiri: quello è un altro problema) o perché non viene lei o perché ha dei problemi lui, non succede niente, purché non si faccia prendere dall’ansia tutta culturale della prestazione. Anzi, diciamo che, se non è emotivamente coinvolto (ma in questo caso, l’evento è ben raro) non succede niente di grave, vuol dire che riposerà un po’, che è stressato, che lo fa per abitudine, che lei non gli fa sangue sul serio. Ma se una donna non raggiunge l’orgasmo, e qualcuno le ha detto che esiste, e che è cosa che fa bene, allora per lei sono davvero casi molto molto amari.
Insomma, io non ci credo a questa cosa delle donne che te la fanno cadere sempre dall’alto. E’ vero che spesso la danno per altri fini, ma capita pure che il mezzo piaccia tanto da diventare fine.
Ovviamente, esiste il problema delle barriere da superare, perché bisogna pure fare in modo che una donna non si senta troia se te la dà per il piacere di dartela, e in questo non tutti gli uomini sono all’altezza. Del resto, anche a me dà fastidio se una donna pensa che quello che faccio con lei potrei farlo in quel momento con qualsiasi altra. Non è affatto così, per quel che mi riguarda, almeno da quando ho superato l’età della disperazione da penuria adolescenziale. Se sono lì con lei in quel momento mi piace farlo con lei, non farlo e basta. E del resto anche a noi uomini piace pensare che sia così, e probabilmente in quel momento lo è, quando senti che va bene.
Beh, chiedo scusa per l’intervento gratuito, tardivo e forse fuori luogo.

Fabio 12:13 am - 4th marzo:

Dissento. Ci sono donne che arrivano al punto che correrebbero a infilarla su una pertica. Penso addirittura che, alla lunga, la loro necessità di (scopare, fare sesso, fare l’amore, darla: come volete che si dica?) sia superiore alla nostra di prenderla. Passata l’adolescenza, dove noi uomini raggiungiamo la massima potenza sessuale, accoppiata a una stupidità senza pari (nulla è cambiato oggigiorno), a un certo punto le parti si invertono. Basta saperlo. (red. cac)
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Non sono d’accordo neppure un po’ con questa vecchia
storia, tipicamente maschile, secondo la quale le donne sarebbero delle perenni “arrapate”.
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Ma davvero pensate che l’orgasmo maschile sia paragonabile a quello femminile? (red. cac)
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Io non l’ho mai pensato, perché maschi e femmine sono intrinsecamente diversi.

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Anzi, diciamo che, se non è emotivamente coinvolto (ma in questo caso, l’evento è ben raro) non succede niente di grave, vuol dire che riposerà un po’, che è stressato, che lo fa per abitudine, che lei non gli fa sangue sul serio. (red. cac)
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Dissento totalmente: ci sono uomini che ne escono devastati da certi fallimenti, non prendiamoci in giro.

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Del resto, anche a me dà fastidio se una donna pensa che quello che faccio con lei potrei farlo in quel momento con qualsiasi altra. Non è affatto così, per quel che mi riguarda, almeno da quando ho superato l’età della disperazione da penuria adolescenziale. Se sono lì con lei in quel momento mi piace farlo con lei, non farlo e basta. E del resto anche a noi uomini piace pensare che sia così, e probabilmente in quel momento lo è, quando senti che va bene. (red. cac)
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Personalmente di quello che può pensare una donna in quel momento, non mi importa un granché, e non mi strappo i capelli neppure se lei pensa di farlo con qualcun altro. C’è molto di peggio nella vita.

red. cac. 4:31 pm - 4th marzo:

Beh, sig. Fabio, Totò direbbe che Lei è un vero donnaiuolo.

p.s.
Quali uomini escono devastati da certi fallimenti? E quali fallimenti? Ho detto di non venire, non parlo di impotenza. E se un uomo non viene vuol dire che Lei non sa scopare, o che se l’è scelta male. Se poi ha problemi idraulici, questo è un altro discorso.

Nicole 3:18 pm - 12th aprile:

@Paolo Barnard
Uhmm…io conosco invece tante donne che vorrebbero darla, ma nessuno glielo dà.

Anche qui le regole sono fatte per essere sovvertite. Si può darla o non darla per mille motivi.

A me se uno mi mette la mano sulla coscia e mi dice voglio farmi una storia, mi ammoscia. Che posso farci, l’ho pure scritto da me…Sapere la finalità di una cosa mi mette ansia, a me scoccia pure sapere cosa dovrò fare domani…Mi piacciono le situazioni imponderabili e istintive. Il sesso inteso come sfogo e liberazione ( sembra un manifesto), non mi interessa.

Se vi pare mettetemi pure in croce ora…Oppure rivolgetevi a ilmarmocchio, lui potra presentarvi donne che saltano l’aperitivo e vanno dritte al sodo in tutti i sensi!;)

Fabio 5:58 pm - 12th aprile:

Uhmm…io conosco invece tante donne che vorrebbero darla, ma nessuno glielo dà. (Nicole)
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O sono delle bruttone oppure sono troppo selettive.
Sennò capirai che difficoltà ha una donna per farsi una chiavata.

Fabio 6:42 pm - 12th aprile:

Nicole, tu non hai fatto altro che ripetere una frase comune fra le donne di oggi… Al riguardo, sul sito dei maschi selvatici, alcuni anni fa (mi pare nel 2003) fu pubblicata la lettera di una certa Chiara di Bologna, che a distanza di tempo, più che farmi incazzare mi fa ridere…
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Vorrei essere scopata ma…
Ciao maschi,
ho trovato per caso il vostro sito perchè curiosavo in cerca di notizie sul SVQFO di Bologna-ero in Congiura de’ Pazzi -.
Ora, ammetto onestamente di aver trovato interessante l’ambiente- è anche vero che ne ho visto una minima parte.. – e mi chiedevo se ci fosse qualcuno tanto paziente da volermi fare una piccola “relazione introduttiva”.
Vedete, il mio problema,non solo mio ma anche di alcune mie amiche, è che non riusciamo a trovare uomini abbastanza spensierati da star bene NEL MOMENTO.
Paradossalmente siamo giunte ad affermare che al giorno d’oggi gli uomini non hanno più nemmeno l’istinto di “scopare” una donna (perdonate la licenza poetica). Ovviamente non parlo di capacità fisica o tecnica, mi riferisco alla leggerezza con cui si può godere di un incontro tagliato fuori dagli schemi e dai vincoli che conosciamo.
Aspetto la Vostra risposta ai miei interrogativi circa questo nuovo atteggiamento rinunciatario ed infantile di uomini che a parole “minacciano” di rivoltarmi come un calzino e si intimidiscono di fronte all’invito leggiadro di condividere la pelle x poche ore.
Insomma, proprio ce lo dobbiamo scordare un uomo che ci scopi tutti i giorni?
Grazie dello spazio e tempo dedicatomi.
A presto Chiara
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Nicole 7:34 pm - 12th aprile:

@fabio
Le selettive scelgono e rinunciano a farsi trombare ((scusami lo preferisco al chiavare, che trovo molto più volgare come termine)
Le cesse come dici tu…invece sono snobbate.

E non sai come sbagli!…Le cesse sono quelle che scopano più delle altre, almeno dalle mie parti.

Ma non esistono schemi assoluti quando di parla di umani. Io vedo donne e uomini che si accoppiano senza problemi. E conosco donne che non si fanno problemi di fare solo sesso ludico. Piuttostono non replicano se il maschio non le soddisfa. Se vi piace il sesso ludico dovete dare il massimo! Le donne ludiche sono come i maschi ludici…Credetemi ho sentito fare loro discorsi del tipo: durata, consistenza etc etc. Chi si somiglia si piglia;)

Fabio 7:53 pm - 12th aprile:

Nicole, questa è l’e-mail che spedii circa sette anni al sito dei maschi selvatici
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Sempre più spesso siamo costretti a leggere di donne che si lamentano della paura maschile, con conseguente fuga, di fronte alle loro dirette richieste di fare sesso soltanto per un’ora, col solo scopo di divertirsi. Niente di nuovo sotto il sole: la presunzione delle donne di oggi è semplicemente “straordinaria”.
Faccio notare che se a rovescio fosse un uomo a parlare in quel modo, costui verrebbe immediatamente accusato (dalle femminucce ma pure da tanti maschietti) di “insensibilità e di superficialità”.
La realtà è che queste spocchiose nel momento in cui si trovano di fronte a un uomo che vuol fare solo ed esclusivamente sesso, fuggono e ti mandano a quel paese. Il “sesso x sesso” non è qualcosa (con le dovute eccezioni, naturalmente) che appartiene al genere femminile. Molto spesso, e nonostante le continue accuse ai maschi, le giovani donne di oggi sono tutto fumo e niente arrosto.
Ed è giunta l’ora che qualcuno glielo dica.
Come una donna può “giudicare” se un uomo è o non è un buon amante, altrettanto può e DEVE FARE un uomo…
Il tempo della compiacenza è finito.

Nicole 7:55 pm - 12th aprile:

@fabio
ma io non ho detto assolutamente quello che tu dici, anzi…non la penso proprio così, ma conosco donne e l’ho già scrito che la pensano come Chiara di Bologna …che c’entro io?

Fabio 8:03 pm - 12th aprile:

Le selettive scelgono e rinunciano a farsi trombare ((scusami lo preferisco al chiavare, che trovo molto più volgare come termine) (Nicole)
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Invece “trombare” è un termine delicato?

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Le cesse come dici tu…invece sono snobbate.

E non sai come sbagli!…Le cesse sono quelle che scopano più delle altre, almeno dalle mie parti. (Nicole)
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Ma quando mai… ma per piacere!, basta con queste stupidaggini!

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E conosco donne che non si fanno problemi di fare solo sesso ludico. (Nicole)
*********
Certo, e saranno sicuramente la maggioranza, vero…?
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Piuttostono non replicano se il maschio non le soddisfa. Se vi piace il sesso ludico dovete dare il massimo! (Nicole)
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Ma l’ipotesi che anche la femmina debba dare il massimo, la prendi in considerazione oppure no…?
Ma veramente anche tu credi che le donne non possano essere giudicate come amanti? Dammi retta: scendete dal piedistallo, che avete proprio rotto.

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Le donne ludiche sono come i maschi ludici… (Nicole)
********

O parli di donne e uomini oppure di femmine e maschi, non di donne e maschi…

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Credetemi ho sentito fare loro discorsi del tipo: durata, consistenza etc etc. (Nicole)
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Una chiavata non è una guerra, ma un piacere. O meglio, dovrebbe esserlo, ma tanto discutere con voi donne è assolutamente inutile.

Icarus.10 9:06 pm - 12th aprile:

“E non sai come sbagli!…Le cesse sono quelle che scopano più delle altre, almeno dalle mie parti. “(Nicole)

Ha ragione Nicole. Questa è una dimostrazione della disparità in campo sessuale che abbiamo sempre denunciato. Una “cessa” ha molte più probabilità di scopare “gratis” rispetto ad un “cesso”. Il “cesso”(cioè l’ uomo brutto secondo i canoni mediatici) può scopare “gratis” solo nell’ambito di un fidanzamento o di un matrimonio, perchè nessuna donna gliela dà mai gratuitamente in quanto nell’ambito del sesso “al primo impatto”, cioè quella di una “botta e via”, conta solo le apparenze, cioè l’aspetto fisico.
A parti, invertite, invece il discorso è diverso, in quanto l’uomo, in genere, una scopata con una “cozza” se la fa comunque se lei glielo chiede. Una donna invece non si fa scopare da un “cesso”, se non in ambito di un rapporto di coppia “progettuale”(fidanzamento “in casa”, convivenza, o matrimonio).

Per questo motivo, la Prostituzione deve essere legalizzata: è l’unico modo affinche gli uomini che esteticamente non rientrano nei canoni mediatici, possano usufruire liberamente del sesso senza intraprendere la strada del fidanzamento o matrimonio che tanto tempo, energia e responsabilità comporta.

Ma per le galatee di turno gli uomini “brutti” e “sfigati” devono essere condannati a farsi perpetuamente seghe mentre le donzelle sculettano a destra e a manca, provocando sessualmente,

Silver 9:16 pm - 12th aprile:

Nicole
“Piuttostono non replicano se il maschio non le soddisfa. Se vi piace il sesso ludico dovete dare il massimo!”
Sai cosa diceva Coco Chanel? “Non esistono uomini impotenti ma solo donne incapaci”… (*)
Provocazioni a parte, devi sapere che “il rendere o meno” con una femmina, dipende anche e soprattutto dal grado di attrazione che quest’ultima esercita sull’uomo.
Per essere più chiaro: un uomo può essere una “schiappa” con Francesca ma un “fenomeno” con Patrizia… Questione di feeling, di pelle, di attrazione, ed anche di gusti sessuali.
Per esempio, io sono un uomo che ama molto il sesso un po’ violento, ed anche… parlato.

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(*) Frase rovesciata dalle femministe in: “Non esistono donne frigide ma solo uomini incapaci”.

ilmarmocchio 9:40 pm - 12th aprile:

Dietro ogni grande uomo (tr..nte), c’e’ sempre una grande donna ( tr…nte). Donne, dovete darvi da fare. Fatti, non parole

Fabrizio Marchi 10:00 pm - 12th aprile:

Assolutamente d’accordo con Icarus. Si badi bene che la sua analisi non deve assolutamente essere confusa o sovrapposta con quella di Nicole. Sostengono due concetti completamente differenti.
Nicole vorrebbe dirci che l’aspetto fisico conta solo relativamente, di conseguenza una donna non bella potrebbe anche fare più sesso di una donna più attraente. Questo a mio giudizio può essere anche vero, ma solo in parte e per ragioni completamente diverse da quelle a cui pensa Nicole.
Ci sono tanti meccanismi che scattano in questi casi. Ad esempio una donna brutta potrebbe rendersi molto più disponibile rispetto ad una donna bella, la quale, per ovvi motivi (più tutto ciò che conosciamo) è molto più selettiva (poi quali siano i criteri di questa selezione è altro discorso). Ma non c’è alcun dubbio che una donna fisicamente attraente, a meno che non sia inibita o condizionata o ultraselettiva, può fare sesso in qualsiasi istante della propria vita con praticamente qualsiasi uomo le capiti a tiro. In linea teorica potrebbe trascorrere ogni instante della sua vita scopando…
Ma proprio qui è il punto e arrivo al discorso di Icarus. Tutto sommato, questa possibilità ce l’ha anche una donna non particolarmente attraente, se non addirittura bruttina (a meno che non sia veramente un aliena venuta da un altro mondo). Anche lei può fare sesso quando vuole perché un uomo disposto a farlo lo troverà comunque. Certo, dovrà abbassare il suo target e darsi una ridimensionata nella scelta rispetto ad una donna molto più bella, ma la musica nella sostanza non cambierà di molto.
Lo stesso discorso non vale di certo per un uomo che, per avere lo stesso peso specifico e quindi la stessa possibilità di approccio di una qualsiasi donna normale, deve essere come minimo un personaggio dello spettacolo, oppure un uomo molto facoltoso, comunque un uomo di successo, o al limite, bellissimo. Ma quando dico bellissimo intendo dire bellissimo, non quello che comunemente viene definito come un “bell’uomo”. Stiamo parlando in ogni caso di una esigua minoranza di uomini.
Ergo, solo una ristrettissima minoranza di uomini (quindi fuori dalla norma) è in grado di avere le stesse opportunità sessuali di una qualsiasi donna “normale” (cioè nella norma). E questo non per meriti particolari o intellettuali ma solo perché esiste una asimmetria sessuale di ordine biologico fra uomini e donne. Punto. E’ una verità elementare che qui conosciamo tutti ma evidentemente è bene ribadirla.
Qualsiasi discorso che non tenga conto di quanto appena detto (cioè di questa elementare verità), dal mio punto di vista, non è in buona fede. Punto.
Fabrizio

armando 10:22 pm - 12th aprile:

Scusa Fabrizio, ma se la disimmetria è di ordine biologico, come la si risolve? Sovrapponendo alla biologia la “cultura” che però in questo modo cambierebbe la natura? O come?
Scrivo sotto forma di domande perchè ritengo che il tema sia importante e meriti di essere discusso.
armando

Nicole 10:53 pm - 12th aprile:

Sono discorsi in generale, voglio ribadire il concetto che nel mezzo ci stanno tante sfumature…
Vi do atto però di una cosa…è vero, l’uomo poco attraente rimorchia molto di meno, ha meno possibilità a meno che non rivolga le proprie attenzione verso una donna poco avvenente.

Di sicuro le persone di bell’aspetto hanno vita più facile, almeno di impatto. E che un uomo e una donna di aspetto meno appariscente devono dimostrare sudando altre doti per conquistare. Perché se è vero che una donna non voglio dire cessa, (non mi piace questo termine)… poco bella riesce ad andare a letto con chi ‘vuole’ se non dimostra altre doti non solo sessuali, difficilmente passerà, alle fasi successive.

Ma per fortuna il mondo non va poi sempre così… Non sono poche le persone che riescono ad andare oltre questi schemi. E scelgono seguendo altre strade, se volete per puro piacere o molto altro.

Strider 11:35 pm - 12th aprile:

Nicole, riguardo alle bruttine, questo e’ quanto scrivevo qualche mese fa in “natura e cultura”.
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E al riguardo, vorrei pure fare notare che questo genere di donne, solitamente… “sceglie chi ha provato a corteggiarle”. Mi riferisco piu’ che altro ad eventuali relazioni affettive, perche’ e’ chiaro che se ci si riferisce al puro e semplice sesso, anche una bruttina puo’ rimorchiare molto piu’ facilmente di un uomo, anche se bello.

Tanto per fare un provocatorio esempio, le basterebbe sedersi su un marciapiede della propria citta’ e vestirsi in maniera un po’ scollacciata, per trovare qualcuno disposto anche a pagarla…
Viceversa, anche al bello toccherebbe pagare.
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Strider 12:27 am - 13th aprile:

Fabrizio
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Ergo, solo una ristrettissima minoranza di uomini (quindi fuori dalla norma) è in grado di avere le stesse opportunità sessuali di una qualsiasi donna “normale” (cioè nella norma). E questo non per meriti particolari o intellettuali ma solo perché esiste una asimmetria sessuale di ordine biologico fra uomini e donne. Punto.
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Questa e’ anche la ragione per cui generalmente, da giovani, le femmine sanno gestire meglio dei maschi le relazioni sentimentali e non perche’ “piu’ intelligenti ed astute”. Semplicemente, nella maggior parte dei casi, hanno piu’ esperienze rispetto ai ragazzi, in virtu’ del loro potere sessuale. Da li’ la leggenda urbana sulla loro presunta ” superiore maturita’ “, che in realta’ e’ solo la conseguenza di quelle esperienze.

Fabrizio Marchi 6:40 am - 13th aprile:

Nicole: “Perché se è vero che una donna non voglio dire cessa, (non mi piace questo termine)… poco bella riesce ad andare a letto con chi ‘vuole’ se non dimostra altre doti non solo sessuali, difficilmente passerà, alle fasi successive”.
Ecco, Nicole, questa che hai appena descritto, cioè il passaggio alla fase successiva al sesso, è la difficoltà di una donna brutta (e guarda che deve esserlo parecchio perché comunque ci saranno tanti uomini nella sua stessa condizione disposti comunque ad avere una relazione).
Considera che per un uomo brutto (non parliamo poi se anche povero come spessissimo accade) il problema comincia dalla fase antecedente, cioè quella di essere accettato dal punto di vista fisico. Tradotto in parole più semplici, deve “sbattersi”, cioè fare i tripli salti carpiati per potersi fare una scopata. A meno che non si rivolga ad una prostituta, ma se è povero non ha neanche questa possibilità…(povero non significa barbone ma anche uno che guadagna 1200/300 euro al mese…).
Considera che questa è la condizione che vivono milioni e milioni di uomini. Ma nessuno/a si cura di queste persone. Perché è ovvio, gli uomini sono sempre e comunque gli oppressori o tutt’al più, ormai, degli invisibili (proprio come i barboni).
Proviamo a riflettere insieme. Non pensi che questa sia una condizione di grande sofferenza e frustrazione? Non credi che questi uomini vivano quotidianamente una violenza insopportabile specie in un mondo come questo dove ad ogni piè sospinto gli viene sbattuto in faccia il sesso (mercificato) a cui loro non possono accedere, la ricchezza e l’opulenza (degli altri)?
E questa condizione secondo te non genera violenza? Oppure pensiamo che la violenza sia solo quella dell’aggressione fisica? In realtà questa è una forma di violenza anche peggiore, che un uomo (normale) deve sopportare ogni momento della propria vita, una miscela di frustrazione e umiliazione sistematica (perché lo “smutandamento” è questo per gli uomini). Una condizione di assoluta dipendenza, dove la tua possibilità di vivere ciò che dovrebbe essere un tuo diritto naturale (la sessualità e l’affettività) dipende esclusivamente da una decisione altrui.
Qualcuno si preoccupa della condizione di questi uomini? Non mi pare. Oggi ci si preoccupa solo dei diritti delle donne e dei gay (specie nella cosiddetta sinistra). E i maschi eterosessuali “normali”? Non hanno diritti? Sembrerebbe di no, a giudicare da come stanno messe le cose…
Pensaci, Nicole, prova a fare uno sforzo in tal senso e a provare a metterti nelle condizioni degli altri. E’ l’unico modo che abbiamo per poter comprendere le ragioni degli altri…
Fabrizio

Fabrizio Marchi 7:02 am - 13th aprile:

Armando, abbiamo già affrontato più volte questo tema che riporta all’annosa questione della relazione fra natura e cultura da me affrontato sia nel mio libro che in un articolo sul sito.
Non ho mai sostenuto che la cultura possa intervenire per eliminare completamente questa diversità di natura biologica e ontologica(né sarebbe giusto perché sarebbe un intervento invasivo). Ho solo detto che su questa differenza i vari sistemi sociali e culturali che si sono succeduti nella storia fino ai nostri giorni, hanno avuto ottimo gioco per innestare i loro condizionamenti (pro domo loro) ed esasperare questa diversità invece di ridurla sensibilmente. Il perché di questo motivo ho cercato di spiegarlo in più e più modi…
La tragedia (per gli uomini, per lo meno in questa parte di mondo) è che da una parte viene negata questa diversità ma dall’altra scattano al contempo mille meccanismi sociali e culturali di condizionamento.
Resto convinto che in un contesto di libertà, dove la sessualità fosse liberata da ogni legaccio di ordine sociale, culturale o religioso, e vissuta in modo libero, sereno e giocoso (cioè fosse considerata per quello che è, cioè un gran bel gioco di cui la Natura, Dio o Chi per loro ci hanno fatto dono), anche quelle inevitabili diversità biologiche si ridurrebbero di molto (e non per una sorta di intervento impositivo o violento, al contrario…)e verrebbero vissute e accettate in modo molto più tranquillo e senza generare stress o sofferenza. Anche perché ci sarebbe il reciproco riconoscimento di quelle diversità. Cosa che oggi non è perché ipocritamente sono state negate per essere invece affermate nella realtà secondo dopo secondo, con l’aggiunta del carico da undici (diciamo pure undicimila) dei condizionamenti sociali e culturali.
Fabrizio

Silver 12:19 pm - 13th aprile:

Leggete qua…
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ANNA, n. 22 – 31 maggio 2005

“UOMO non hai più segreti”
Fragile. E indeciso: è ossessionato dal sesso, però la sera ha mal di testa.
Ci tradisce, ma ha bisogno di noi. Sì, il maschio è un rebus. Che risolviamo in dieci risposte.
Di Gilda Lyghounis

Si innamorano pazzamente di noi, ma appena diciamo di sì tentano la fuga. Vogliono un figlio, ma intanto pensano di tradirci. E poi hanno il coraggio di dirci che la psiche contorta è la nostra. Mica facile, decifrare gli uomini. Per aiutarci a capirli, sopportarli, e riconoscere quali evitare, sono appena arrivati in libreria alcuni saggi. Da Gli specchi dell’eros maschile dei
sessuologi Jole Baldaro Verde e Sergio Todella (Raffaello Cortina) a I maschi. La psicologia degli uomini. Un viaggio tra figli, padri, mariti e amanti dello psicoterapeuta Stefano De Camillis (Universale Edup). Dall’irresistibile Quarantenne sarà lei. Manuale per difendersi dai 40 anni di Enrico Bertolino e Fabio Bonifacci (Mondadori) fino a Uomini altrove.
Storie di cinquantenni in fuga di Gianna Schelotto (Mondadori). Alcuni degli autori di questi libri ci aiutano qui a indagare sui misteri dell’universo maschile. E a rispondere alle dieci domande che tutte ci siamo poste almeno una volta nella vita.

1) Come si riconosce uno che non fa sul serio?

Ecco gli indizi rivelatori:”Se non presenta la sua donna agli amici. Se è allergico alle prove di convivenza fossero pure limitate al weekend” elenca Stefano De Camillis, direttore del Consultorio psicologico dell’Università popolare di Roma. “La spiegazione?
Gli amici potrebbero confondersi fra un esercito di ‘fidanzate’, e il weekend è spesso dedicato alla famiglia: quella vera, che lui vuole tenere nascosta”. Tutti i don giovanni sono in qualche modo fedeli: sì, ma alla teoria della ‘topolina nuova’:”E’ un esperimento
sulla vivacità sessuale dei roditori maschi in laboratorio”, spiega la sessuologa Jole Badaro Verde. “La loro esuberanza aumenta quando nella gabbia vengono introdotte nuove femmine”. Tipi alla George Clooney: convivono con un maiale, ma nella vita sentimentale preferiscono saltare di topolina in topolina. “L’insicurezza li spinge a dimostrare il loro valore come maschi”, aggiunge la sessuologa.
“Per loro, l’importante è la conquista: il sesso è secondario. E passano in fretta alla prossima preda”.

2) Una volta erano gli uomini a pensare soprattutto al sesso. Ora, perché nella coppia è lui ad avere, sempre più spesso, “mal di testa”?

Lo dimostra l’uomo più potente della Terra, il presidente americano George W. Bush. “Alle nove di sera russa già e a me non resta che guardare
‘Desperate Housewives’ alla tivù”, si è lamentata la moglie Laura. Colpa nostra che siamo diventate meno sexy? “Solo più determinate”, spiega De Camillis. “Una volta, in camera da letto era lui a imporre i ritmi.
Ora anche lei chiede. E l’uomo, combattutto fra il mito del dovere essere sempre efficiente’ e la paura di non farcela, va in crisi”. Se lui è impotente (e non lo dice), la moglie va risarcita, ha stabilito pochi giorni fa la Cassazione. Arriveremo alla stessa sentenza se lui si nega troppo spesso per ‘l’emicrania’?”.

3) Perché nove milioni di maschi italiani cercano le prostitute?

Se anche Bruce Springsteen canta un’esperienza intima con una professionista del sesso nella canzone Reno dell’ultimo album Devils & Dust, un motivo ci sarà. E non si può dimenticare Hugh Grant sorpreso a fare sesso orale a pagamento. “Alle prostitute si può chiedere tutto”, precisa la sessuologa. “Incluse le prestazioni ‘tabù’. Oggi poi, la scelta fra brasiliane, nigeriane e bionde russe realizza il sogno maschile del sultano dominatore. A basso prezzo.
E il disimpegno sentimentale è assicurato”.

4) Quali fantasie erotiche lo fanno davvero impazzire?

Rapporti con due o più donne, oppure con una schiava sessuale: le fantasie maschili galoppano. “Ma poi, pochi riescono a metterle in pratica”,
sottolinea De Camillis. “Una ragazza di oggi in realtà basta e avanza all’erotismo di un uomo”. Che fare? Assecondarli nei ‘giochini’? “Le fantasie le abbiamo
tutti”, avverte Baldaro Verde. “Confessarle e decidere ‘questa sera facciamo finta di…’ stimola l’eros. Basta che l’immaginario erotico non sia sempre uguale.
E non diventi un interruttore indispensabile per accendere un desiderio ormai spento”.

5) Perché gli uomini si appassionano tanto al calcio?

“Il rito collettivo del tifo scarica l’aggressività accumulata in una settimana”, spiega De Camillis. “Il football poi è una metafora di tutto ciò che è maschile:
attaccare, difendere il proprio territorio, tirare in rete”. Consoliamoci: se gli uomini sono appassionati di calcio, noi possiamo diventare fan dei… calciatori.
E la partita in tivù non sarà più una noia.

6) Perché un neo papà tradisce?

Davanti al bebè, molti uomini si trasformano in Peter Pan: non vedono l’ora di giocare alla PlayStation con il piccolo. E a nascondino fra le lenzuola di un’altra.
“Possono sentirsi trascurati dalla moglie quando è in attesa. O magari vederla allattare la rende meno erotica ai loro occhi”, avverte lo psicologo. Esempio tipo del neo papà fedigrafo è David Beckham: Victoria era ancora incinta del secondo figlio che
lui aveva già trovato una serie di amanti. Padri farfalloni. Che poi magari, quando i figli crescono, diventano ferrei custodi della morale:”Se toccate la mia bambina vi ammazzo” fa sapere Bruce Willis ai fidanzatini della sua 16enne Ruben.

7) Perché i maschi italiani sono così mammoni?

Come lei non c’è nessuna. La mamma è sempre la mamma, specie nel nostro Paese. Non è un caso che il film Tanguy, su un trentenne che non se ne vuole andare di casa, sia ispirato alla cronaca italiana. Il mammone può essere però internazionale: quello irriducibile si porta la madre anche alla Notte degli Oscar, come ha fatto Adrien Brody quando ha visto la statuetta per Il pianista. Il sogno del cocco di mamma? Andare
a mangiare da lei la domenica con moglie e figli. Riparare la tapparella il martedì. E abitare
nello stesso quartiere: secondo i dati Istat, più di un terzo dei figli adulti vive con la madre,
il 15,6% abita nello stesso caseggiato e il 19,6% a meno di un chilometro. La mamma, ovviamente, ripaga le attenzioni. Stipando il freezer della nuora esasperata.
“Il mio piatto preferito è il timballo di melanzane. Quello fatto da mia madre, naturalmente”, conferma il regista Giovanni Veronesi, che ha firmato il Manuale d’amore e di crisi coniugali se ne intende. “Il mammone mantiene con la madre un legame idealizzato. E in antagonismo con quello della compagna, spesso messa a confronto con il modello materno e criticata”, spiega lo psicologo De Camillis. “Ci si può salvare ponendo degli
aut aut:’se non la smetti, la domenica comincio ad andare per conto mio, e così in vacanza’…”.
Anche se alle mogli che fanno corse affannose fra casa e lavoro, le melanzane già pronte fanno comodo. Perfino quelle della suocera.

8) Perché certi uomini trovano sempre una scusa per tagliare la corda?

E’ la sindrome di Papillon, come l’hanno battezzata Enrico Bertolino e Fabio Bonifacci nell’ironico Quarantenne sarà lei (Mondadori). Il primo sintomo? La perenne voglia di fuggire da un legame-carcere. “Il Papillon ha spesso dai 30 ai 40 anni”, spiega
la psicoanalista Anna Salvo. “Appartiene alla prima generazione di maschi che si è trovata di fronte le nuove donne. Che si laureano prima e meglio di loro. Sanno cosa vogliono anche a letto. Ragazze che fanno paura. Anche i cinquantenni scappano dalla trentenne
rampante, oltre che dalla moglie coetanea, ma per ritrovarsi fra le braccia della segretaria ventenne: simbolo di una femminilità giovane e più sottomessa”. Non è un caso che il divo Tom Cruise, 42 anni, dopo le tostissime Nicole e Penelope, faccia ora coppia con la
26enne Katie Holmes, soprannominata Sweetheart, ovvero dolcezza.

9) C’è da preoccuparsi se lui fa sesso virtuale sul web?

“Internet è lo specchio dove proiettare i propri desideri proibiti o insoddisfatti”, dice la sessuologa Jole Baldaro Verde. “Rischia di diventare pericoloso perché una chat erotica può facilitare il passaggio a una conoscenza e a un’intimità sempre più reali.
Fino all’incontro ‘vero’ “. Meno male che per mantenere le distanze arriva Televibe, un nuovo gadget erotico, venduto dal sito inglese http://www.lovehoney.co.uk, che riesce a riunire voce, tatto e udito. Comprensivo di microfono e di vibratore per lei, che l’uomo può pilotare
con un semplice tocco della tastiera. E di un analogo accessorio per lui…

10) Perché un uomo si veste più elegante per una cena di lavoro che per un appuntamento con lei?

Brutto segno. Forse a cena c’è una donna su cui vuole fare colpo. “Oppure è un indizio di appiattimento della vita di coppia”, avverte Stefano De Camillis. “L’uomo dà per scontata la conquista della compagna, e con lei ‘si mette le pantofole’. Ma non bisogna dimenticare che
in alcuni ambienti un’immagine curata facilita la carriera”.

[...]

Silver 12:27 pm - 13th aprile:

Tratto dal libro: “Perché gli uomini vengono così in fretta e le donne fanno sempre finta”.

La verità sull’invidia del pene (pag. 101-103)
___________________

No. Non lo vogliamo. Non vogliamo quell’affare che mette fuori uso la ragione, sforma i pantaloni, è invadente. Davvero, non lo vogliamo. Freud ha affermato che le donne avrebbero l’invidia del pene. Il pene come simbolo di conquista, di sottomissione, di dominio, come desiderio, segno di mascolinità. Chi penetra, scopa; chi si lascia penetrare, viene scopato. Attivo contro passivo, così andrebbero le cose. E questo essere attivi spingerebbe anche noi donne a essere dominanti, per mezzo di un pene. No. Non lo vogliamo. Non vogliamo né lui, né ciò che rappresenta. Può essere il dispensatore di sperma, ricevere lodi come bastone del piacere, ma non è niente che non possa essere sostituito in buona sostanza da una banca del seme o dalla mano destra. Chi invidia il pene altrui sono gli uomini. Tutto gira intorno a chi ha quello più grande, più grosso, più duro. Gli uomini sono quelli che si preoccupano della grandezza e della lunghezza, ma, per carità, non per la donna, bensì per un altro uomo, che magari ne ha uno costituzionalmente più grande e quindi può “soddisfare” meglio la donna. Così credono loro. Ciò che per gli uomini è l’invidia del pene, per noi donne, se esiste, è l’invidia del seno. Vogliamo sempre ciò che non abbiamo. Tette più grandi, se abbiamo dei musetti da istrice; tette più piccole, se le punte dei nostri meloni ubbidiscono alla forza di gravità.
Ma non vogliamo alcun pene. Possiamo lo stesso averlo ogni volta che ci va, perché dovremmo trascinarcelo dietro tutto il giorno? Le donne non si sentono più il sesso debole e passivo, e non lo siamo neanche – cosa che tra l’altro questo libro dovrebbe aver dimostrato. Non viviamo più in un’epoca nella quale si poteva provare invidia dei possessori di pene e del loro mondo, che rispetto al nostro era sempre a loro disposizione. L’accento è appunto su era. Oggi è disponibile allo stesso modo anche per noi, con l’arnese o senza. Non ci lasciamo scopare, noi scopiamo. Che il suo pene sia esposto e la nostra Virginia (o come volete chiamarla) sia all’interno, non ha alcuna relazione con i rapporti di potere. E se un pene si procura il potere per mezzo della violenza, non vogliamo certo un affare del genere, non abbiamo alcun interesse a concedere a chiunque sia lo stesso trattamento, la violenza, l’abuso, l’irruzione con la forza, o come detentrici del pene controllarlo perché non lo faccia mai più. Tutto ciò non ha niente a che fare con il piacere. E non vogliamo neanche tutto il resto. Le “palle” le donne le hanno comunque, non così gli uomini; noi abbiamo i cojones, le balls, gli uomini hanno i testicoli, che hanno l’aspetto di palle, ma non lo sono. E anche senza l’intero pendaglio abbiamo lo stesso “le palle” per fare qualcosa che la gente “senza palle” non fa: noi siamo coraggiose, amanti del rischio, con il piacere dell’avventura e intrepide. Noi abbiamo i maledetti cojones e se crediamo di dover avere una personalità più forte, andiamo in un sex-shop, acquistiamo un pene applicabile – nel caso volessimo avere, diciamo, per una notte o una settimana un pene, giusto per sapere com’è stare dall’altra parte -, ci ammiriamo nello specchio, lo slacciamo via e nonostante ciò continuiamo a pensare con la testa. Una questione di vanità. Non di invidia. Sì, questa è la differenza. Non lo vogliamo. Troviamo interessante il tipo d’uomo che è appeso all’uccello, e non solo il tipo d’uccello che un qualsiasi spaccone porta appeso in quel posto là. E gli uomini dovrebbero chiedersi una buona volta perché spiano in modo così invidioso gli altri, perché alla fine non è il pene che fa di un uomo un individuo eccezionale, ma l’individuo nell’uomo, capito?

Anne West

Silver 12:31 pm - 13th aprile:

Una domanda a tutti voi: nel corso della vostra vita, quante volte vi è capitato di ascoltare e/o di leggere degli apprezzamenti nei confronti del sesso maschile (non di singoli individui, che è un altro paio di maniche), da parte delle appartenenti al sesso femminile?
A me neppure una.

Icarus.10 12:38 pm - 13th aprile:

” Non credi che questi uomini vivano quotidianamente una violenza insopportabile specie in un mondo come questo dove ad ogni piè sospinto gli viene sbattuto in faccia il sesso (mercificato) a cui loro non possono accedere, la ricchezza e l’opulenza (degli altri)?(Fabrizio)

Come sai meglio di me, tutto ciò non è casuale. Lo “smutandamento” tanto spacciato per “libertà sessuale delle donne”(mai poi al momento opportuno, ipocritamente imputato al “maschilismo” e alla sua concezione della “donna oggetto”) vuol dire Potere, Potere Sessuale e tutto quello che questo Potere comporta(e dopo vedremo il perchè). Il messaggio subliminale è più o meno questo “oh maschietto, io mi vesto in questo modo per costringerti ad arraparti ed ad eccitarti..però io non te la dò…e non dandotela, ti arreco senso di frustrazione, perchè al desiderio fisiologico che ti ho innescato, non seguirà una sua realizzazione, un suo appagamento, a meno che tu non sia o non faccia altro, altro, altro”.
Dove questo “altro” può significare cose diverse a seconda del momento o dell’ opportunità del momento: può significare essere un “bellone”, oppure un uomo da cui si vuole ottenere qualche forma di vantaggio. La donna che va in giro o a lavoro a all’ università, scollata e/o con il filo interdentale in mezzo alle chiappe che gli esce dal pantalone a vita bassa e attillato, non lo fa per concedersi sessualmente(altrimenti sarebbe un trombare continuo, e nessuno andrebbe più a prostitute), ma solo e soltanto per provocare sessualmente, perchè “sa” che quando va vestita in questo modo, tutti gli occhi maschili sono puntati su di lei, e quindi molti maschi si venderebbero pure l’anima a lei per poter usufruire della sua “Somma” e “Aurea” fessura in mezzo alle gambe. Se non altro “sa”, ad esempio, che dovendo attraversare la strada, c’è la possibilità, che non dovrà attendere il verde(o trovare le strisce pedonali) perchè sempre ci sarà qualche automobilista che la faccia passare per osservare inebetito il suo culo sculettante e schiappetante; oppure che dovendo sostenere un esame all’università, magari, c’è una possibilità che il suo prof le possa mettere un voto più alto(questo è un classico), oppure che facendo l’impiegata in un ufficio, il suo capo sedotto dal filo interdentale delle sue “divine” chiappe o dai seni scollati in rilievo, arrivi a farla salire di ruolo con la (spesso vana) speranza che lei si conceda; oppure che possa trovare un maschietto zerbino che inebetito di fronte alle sua grazie corporee si mette a sua disposizione come lo schiavetto e darla sempre ragione “gne, gne” con la (sempre vana) speranza che lei si conceda a lui(le donne del maschio cavaliere, galante e zerbino di tutto si servono tranne che del suo pene, è bene che lo sappiate cari signori “maschili plurali” , “uomini in cammino” e “maschi per obbligo”); oppure che mettendosi in politica, c’è sempre la possibilità, che a differenza degli uomini beta e delle donne “brutte” come la Bindi(o cmq non attraenti), non devono fare anni e anni di militanza politica a sorbirsi attacchi e insulti, o a cercare una raccomandazione, ma basta esibire il culetto,e poi con qualche pompino, diventare deputata o addirittura ministra. E così via.
Per questo le tante galatee e lamedukkine si oppongono alla Prostituzione: perchè dietro la motivazione nobile della lotta contro “lo sfruttamento del corpo femminile” si cela, in realtà, una motivazione inconfessabile, perchè ben poco nobile: cioè i tanti vantaggi che si possono ottenere dal Potere Sessuale: cioè facendo eccitare il maschio, ma poi reprimere o controllare i desideri innescati, rendendolo succube psicologicamente in modo tale poterlo ricattare o controllare a proprio piacimento per ottenere i vantaggi, di cui quelli prima detti, non sono che un piccolo esempio.. Ma non lo ammetteranno mai, perchè hanno la coscienza sporca.
Si gioca, quindi, sui desideri sessuali maschili, per una questione di potere e di interessi. Ed è sciagurato giocare sugli istinti fisiologici, cioè innescando il desiderio sessuale, ma poi non permettergli di realizzarlo(se non nelle condizioni dette prima): è come mettere una bistecca di fronte ad un affamato, facendogliela odorare,risvegiandogli violentemente gli istinti alla nutrizione, ma poi non permettergliela di mangiare a meno che non sia un ricco. L’esempio e l’analogia di prima calzano alla perfezione con la dinamica della provocazione sessuale. Pur non potendo essere messi sullo stesso piano(l’istinto alla nutrizione è più vitale e importante di quello sessuale), sono entrambi desideri e istinti fisiologici, e che come tali non possono e non devono essere innescati se non per permetterli di appagarli. Altrimenti è SADISMO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Fabrizio Marchi 1:22 pm - 13th aprile:

Assolutamente d’accordo, Icarus, non una parola in più…
Anzi, credo proprio che scriverò un articolo nel merito…
Fabrizio

Leo 2:13 pm - 13th aprile:

No, mai sentito complimenti al genere maschile, mentre ho sentito solo complimenti al genere
femminile: e soprattutto dalle donne stesse.
Tutta la tiritera sull’invidia del pene sta a confermare proprio l’invidia del pene, e tutto il carattere ribelle e dispotico delle fanciulle.
Ci rimbambiscono di fesserie e gli uomini accettano passivi, quello che dicono sui difetti degli uomini è perché l’uomo deve essere cosi: l’uomo non può dire io sono intelligente e maturo, poi fanno le vittime: ci considerate delle decerebrate, inferiori…

uomoantico 4:57 pm - 13th aprile:

Icarus, le tue sono parole sante. Siamo in tanti a pensarla così, per fortuna, anche se i mass media ci spacciano per una esigua minoranza

Nicole 5:51 pm - 13th aprile:

@tutti
C’è qualcosa che non torna però…Proprio ieri leggevo su Vanity Fair italia…che un gruppo di donne trentenni, si lamentava, che gli uomini non le cagano nemmeno di striscio e che preferiscono le le donne alla Belen o similari. E che gli uomini si danno alla fuga già prima di cominciare…

Gli uomini si lamentano, le donne pure, cos’è che non va in effetti?
Molte cose direi…in primis il non parlarsi, l’incomunicabilità, e poi le proiezioni eccessive da una parte e dall’altra.

E’ come un cane che si morde la coda, questo problema.

Assodato che gli uomini non belli e ricchi, facciano davvero fatica a trovare sia un rapporto di mordi e fuggi, sia un rapporto sentimentale più impegnativo, cosa fare?
Innanzitutto, non piangersi addosso, non inseguire chimere, e fare leva su altri fattori, quali :intelligenza, simpatia e arguzia. C’è sempre qualcuna non omologata alla massa che va oltre il fattore bellezza o potere. Siete troppo pessimisti!

O troppo impegnati a guardare rapiti la belloccia di turno, così concentrati da non accorgervi di chi vi passa vicino, e non è necessariamente un mostro.

Le donne che si considerano rifiutate dovrebbero fare altrettanto, smettendo di vivere nel mondo delle bambole viziate.

Ho amiche sinceramente carine e che volano ‘basso’ eppure davvero stentano a trovare un uomo che vada al di là di una botta di sesso. Uomini che confessano candidamente di stare bene a casa con mammà che pensa a tutto.

Credo che alla base di tante scelte o non scelte, ci sia proprio la paura di un impegno reciproco, di un percorso non sempre facile. E che si scelga la vita più comoda, battendo strade su linee rette.

Guardate la cosa nel suo complesso, non solo da un’angolazione.

Parlate dell’invidia del pene…ma dai, queste cazzate lasciatele a quelle donne che hanno problemi non risolti. Sono poche , non sono la normalità.
Alle donne sane e agli uomini sani, piace scopare in sintonia. E non si fanno pippe mentali di nessun genere. E vanno al di là di certe gabbie mentali.

Smettete semplicemente di perdere tempo dietro donne vuote come la zucca. E lo stesso dico a me e alle mie amiche.

Io poi esco fuori dai canoni…mi piacciono gli uomini poco belli e senza capelli:)
Solo una volta mi sono fidanzata con uno bellissimo. Insomma non esistono regole certe.

Riguardo all’abbigliamento, beh che certe donne vadano in giro vestite in modo eccessivamente provocante e anche volgare è vero. In determinati ambienti di lavoro e in determinate situazioni non è proprio il caso. Nel privato è un altro discorso.
Ma non solo le donne, vedo tanti uomini in giro, con il pacco bene in vista fasciato su pantaloni aderenti.
Basta non acquistare o no?

Ah poi non so chi ha scritto, che alcuni uomini ormai preferiscono le 20enni perché più accomodanti e meno esigenti…ma dove? In quale fumetto? Forse si portano il cardiologo dietro probabilmente…o un una carta di credito di diamante.

Scusate se sono andata di palo in frasca, ma oggi gira così… Questo discorso è troppo complesso e stuzzicante, ma a tratti dispersivo…

P.S.
Il mio modo di rivolgermi agli uomini è in generale, non vi conosco in realtà, ‘giudico’ solo il vostro pensiero.

Icarus.10 6:24 pm - 13th aprile:

” Ma non solo le donne, vedo tanti uomini in giro, con il pacco bene in vista fasciato su pantaloni aderenti.
Basta non acquistare o no?”(Nicole)

1) Sì, però, non come le donne.E comunque come abbiamo detto prima, una donna non bella ha molte più possibilità di trombare rispetto ad un uomo non bello. Quindi la frustrazione che può suscitare in un uomo è maggiore rispetto a quella che suscita in una donna.

2) Il desiderio sessuale maschile, mediamente(poi vi sono le eccezioni), è molto più intenso e suscettibile di quello femminile. Altrimenti non si spiega perchè a prostitute vanno gli uomini e non le donne(le donne che vanno dai gigolò sono una piccola percentuale), quindi capirai il perchè la provocazione sessuale suscita molta più sofferenza agli uomini che alle donne.

3) Che significa “non acquistare”??? Le Tette e i Culi ce li sbattono in faccia!

Silver 6:53 pm - 13th aprile:

Nicole
“che un gruppo di donne trentenni, si lamentava, che gli uomini non le cagano nemmeno di striscio e che preferiscono le le donne alla Belen o similari. E che gli uomini si danno alla fuga già prima di cominciare…”
Non so quanti anni tu abbia, ma devi sapere che quando il sottoscritto era adolescente, molte donne erano solite lamentarsi dei “pappagalli”, ossia degli uomini troppo intraprendenti.
Questo tanto per evidenziare che le femmine e il lamento vanno sempre di pari passo.

Nicole 8:08 pm - 13th aprile:

@Icarus
Innanzitutto, bisogna fare un po’ di chiarezza, perché seguendo i commenti, si finisce per mettere troppa carne a cuocere e poi si va fuori tema e parlo anche di me…

Allora, si Icarus…effettivamente è vero. Ma tante donne non vanno coi cigolò, ma nemmeno con nessuno. Vanno anche loro in bianco sai? Bianco totale!
Gli uomini sfigati, sicuramente hanno meno chance seguendo canali più ‘leciti’. Ma che cosa fare? Non ho la soluzione in tasca, forse non c’è al momento…dovrebbe cambiare il corso della Storia, la mentalità di tutti. Scegliere il prossimo in base ad altre regole e metri di valutazione. O si è ad un binario morto.

@Silver
Ho superato i trenta, non sono una ragazzina…
Una sana via di mezzo no?
O invasivi o nulla?
Ma voi sinceramente parlate per esperienze personali o per quello che notate in giro?

Icarus.10 11:23 pm - 13th aprile:

” Allora, si Icarus…effettivamente è vero. Ma tante donne non vanno coi cigolò, ma nemmeno con nessuno. Vanno anche loro in bianco sai? Bianco totale!”(Nicole)

Appunto, non vanno nemmeno con i Gigolò e questo conferma quello che ti ho detto prima(lo hai letto bene il mio commento?) ed ciò che da sempre è risaputo: l’uomo ha molto più bisogno del sesso rispetto alla donna. Ha una libido maggiore, molto più suscettibile e provocabile.

” Non ho la soluzione in tasca, forse non c’è al momento…dovrebbe cambiare il corso della Storia, ” (Nicole)

Basta legalizzare la Prostituzione: escort a basso a prezzo. Il sesso dovrebbe essere coperto dal Welfare alla stregua della salute e del lavoro.

Marco Pensante 2:51 am - 14th aprile:

Icarus come al solito preferisce usare il bazooka piuttosto che il fioretto, però ha ragione. Lo nomino fin d’ora Capo Giannizzero degli Uomini Beta. Non sto scherzando. Abbiate paura, abbiate molta paura.
Ora, Nicole: ma tu credi a quello che dice Vanity Fair? (o Io Donna, o la Repubblica delle Donne?)
Non c’è dubbio che faccia estremamente comodo da molte parti la vulgata degli uomini, anzi, dei maschi, che “hanno paura delle donne forti e indipendenti”.
EDIZIONE STRAORDINARIA: se una donna è laureata con 110 e lode e ha una sfavillante carriera diplomatica, in genere il suo uomo non ha problemi a riconoscerglielo, a meno che non sia un cretino, ma non è certo questo che gliela rende più desiderabile.
Parliamo delle ventenni. Qui c’è un enorme malinteso. Le ventenni non sono preferite in quanto “più accomodanti” o “meno esigenti” o “più sottomesse”, cosa che non sono affatto. (Su questo siamo d’accordo.) Ormai sono preferite nella speranza che siano meno intossicate. Sai, tanto per restare nella categoria del “vedo le persone che mi stanno intorno e se loro non sono così allora il mondo non è così”, io vedo un sacco di ragazze ventenni che danno un bel po’ di punti alle trentenni in quanto a bellezza, gentilezza, educazione, apertura al mondo e intelligenza. E tutto questo non lo fanno pesare: si limitano a esserlo.
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“Vanno anche loro in bianco sai? Bianco totale!”
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Racchie con la cellulite, il culo che fa provincia e le doppie punte. Inutile frignare solo perché una non è Scarlett Johansson.
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“troppo impegnati a guardare rapiti la belloccia di turno, così concentrati da non accorgervi di chi vi passa vicino, e non è necessariamente un mostro.”
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Rimandato al mittente. Ti sei accorta di quello che hai scritto? Pensaci.
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Uomini che confessano candidamente di stare bene a casa con mammà che pensa a tutto.
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Ecco, parliamo di mammà. Chiariamo bene una cosa: gli uomini sono capacissimi di farsi da mangiare da soli e rifarsi il letto da soli. Non nascondiamoci dietro un dito. Detto questo, sai cos’è “mammà” per molti uomini? È la prima (per gli sfigati l’unica, se poi sono orfani peggio per loro) donna che si preoccupa se stanno male. Hai una colica renale? Ti rompi una gamba? Niente di grave, in qualche modo riesci ad arrivare al pronto soccorso e sei tranquillo, ti tengono in osservazione. Non sei in pericolo di vita. Lo sai benissimo, però tutto sommato ti farebbe anche piacere un po’ di conforto. Mica sei in giro a puttane, in fondo. Tua moglie, se hai una moglie, arriva la mattina dopo. La tua fidanzata, se hai una fidanzata, arriva un paio di giorni dopo. (Se poi è sabato arriva nel pomeriggio perché dorme fino a tardi.) “Mammà” corre in ospedale alle quattro del mattino per chiederti se vuoi la camomilla. Indovina come mai tanti uomini vogliono “mammà”?
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Smettete semplicemente di perdere tempo dietro donne vuote come la zucca.
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Proiezione? Ehi, ragazzi, proiezione a ore dodici!
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E lo stesso dico a me e alle mie amiche.
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Oh, meno male. Qualcuna che si assume delle responsabilità, finalmente. Come? Ah, intendevi che le tue amiche non devono perdere tempo dietro donne vuote come la zucca? Chiedo scusa, sono tardo di comprendonio.
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Io poi esco fuori dai canoni…mi piacciono gli uomini poco belli e senza capelli:) Solo una volta mi sono fidanzata con uno bellissimo. Insomma non esistono regole certe.
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In questo momento stai pensando a quelli poco belli e senza capelli o a quello bellissimo? Accettiamo scommesse.
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Ma non solo le donne, vedo tanti uomini in giro, con il pacco bene in vista fasciato su pantaloni aderenti.
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Loro sono ridicoli, mentre le bocce bene in vista fasciate su top aderenti fanno schizzare gli occhi fuori dalle orbite come al lupo di Tex Avery. Strano, vero?
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Questo discorso è troppo complesso e stuzzicante, ma a tratti dispersivo…
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I’m with you on that.
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non vi conosco in realtà, ‘giudico’ solo il vostro pensiero.
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‘Judge’ not, lest ye be judged.

Nicole 7:41 am - 14th aprile:

@Marco Pensante
Avrei voluto risponderti più tardi al mio rientro, ma sono una fumentina sotto controllo e ti rispondo subito:)

Non proietto un bel nulla, sono stata fortunata, non ho mai avuto problemi non dico a trovare un uomo, che suona davvero male…diciamo ad essere corteggiata, da qualsiasi tipo d’uomo.
Ho fatto in passato le mie scelte, ma purtroppo mi sono imbattuta un po’ per miei errori , un po’ per sfiga in uomini sbagliati.
Eppure non ho mai pensato che gli uomini fossero tutti egoisti, mamme dipendenti e attaccati al denaro.
Questo per mia esperienza.
E sempre per mia esperienza ho vissuto in contesto sociale che mi ha permesso di avere a che fare con molta gente e siccome sono una osservatrice ho preso atto dei cambiamenti e dei vizi e e pregi di chi mi circondava.

Puoi giudicare ciò che non conosci?

Parli delle ventenni come di persone ancora innocenti, ma quali, quelle che non vedono la TV? E poi fai un paragone anche di bellezza…Da che mondo e mondo la femmina raggiunge il suo picco di bellezza a trentanni…prima è acerba.
Ma non è di macelleria e carni fresche che voglio parlare…

Ci sono uomini completamente autosufficienti, mai negato…sono anche più ordinati di tante donne se è per questo e in cucina sono in grado di stupirti e farti leccare i baffi.
Ma sono pochi, rispetto a quelli che per comodità vivono ancora con i genitori. Tra l’altro io vivo al Sud e ti garantisco che è così. Sono pochi i maschi e le femmine che vanno a vivere da soli, pur potendolo permetterselo.

Che ne sai dei miei gusti, delle mie scelte…Prendiamo un simbolo di bellezza a caso….Gabriel Garco.
Un uomo oggettivamente bello, non si può certo dire sia brutto. Bel viso e corpo statuario. Bene, pur riconoscendogli queste doti a me non piace, che ci posso fare?
Preferisco un tipo Montalbano…è un delitto?
Mi potresti obiettare che io non sono la regola…sicuramente, ma non sono neanche l’unica a pensarla in questo modo.

Tu dici che gli uomini col pacco aderente sono ridicoli…ed è qui che sbagli. Saranno ridicoli per te, per me…ma ho visto tante donne sbavare.

Questo per rimarcare che non esistono regole uguali per tutti. E che pur avendo il dono della vista e dell’udito qui dentro , chissà perché non vediamo e ascoltiamo tutti le stesse cose.

Sono convinta anche io, che un uomo sfigato faticherà a trovare una donna che gliela dà soprattutto per sesso ludico. Ma non sarà che pure l’uomo sfigato un pochino snobba la sfigatina di turno?

Io non credo in nulla, credo soprattutto in quel che vedo.
Vedo ai tavoli dei bar, gruppi di donne, normali… e gruppi di uomini altrettanto normali, guardarsi e soppessarsi con diffidenza reciproca.

Continuo a pensare che le donne, molte donne siano cambiate in peggio e mi dispiace che nemmeno Chiara lo comprenda questo. Forse perché lei vive un contesto diverso, non lo so…Ma qui, è così. E se scrivessi realmente cosa vedo, cosa sento, ne uscirei massacrata, ma non è detto che non lo faccia prima o poi ugualmente

A meno che non siate uomini di potere o visibili e non necessariamente per merito, siete sicuramente il sesso ‘debole’ in questione.

Ma avete anche voi le vostre colpe. E non venite a dire a me che giudico in base alle mie esperienze, perché voi cosa fate?
Vi vorrei fare passare una giornata in una scuola qualsiasi ad osservare i gruppetti di femmine e i gruppetti di maschi. Ci sarebbe molto da imparare…sono dei campioni molto importanti per comprendere quale direzione stiamo prendendo.

P.S.
Mi scuso per eventuali errori, ma vado di fretta e ho la tastiera in tilt.
Buona giornata!

Damien 12:25 pm - 14th aprile:

Icarus come altri sono degni di menzione in questo sito, tuttavia
credo che Nicole abbia rivelato alcune certezze che avvolgono la questione trattata, ho cercato di comprendere le motivazioni del perche’ le cose accadono in questo senso, Nicole ti prego di leggere e dire la tua, cosi come sono certo gli altri faranno di conseguenza:

1) la maggior parte degli uomini e delle donne non ha capacità gestionali domestiche, ergo l’uno cerca nell’altra un valido sostituto della mamma, dei suoi sughetti e del mangiar bene in generale, oltre che tenere pulita la casa, finita l’era della suddivisione dei ruoli? assolutamente no per molti uomini e assolutamente si per molte donne, entrambi vittima di un sistema sociale che non li introduce realmente all’essere indipendenti ma consumatori non si sono accorti che sono stati formattati per tale fine.
2) La mancanza di un lavoro genera l’impossibilita’ di un futuro certo, di mutui immobiliari a sostengno della propria indipendenza sempre spesso riciclata verso un affitto talmente esoso dal farci rimanere a casa con mammà, con il beneficio di ricevere quanto al punto precedente
3) La perdita di valori quali il sacrificio ad esempio genera persone non piu’ in grado di valorizzare quanto hanno/ricevono, di conseguenza nulla li appaga se non il la novità in sè, questo appare devastante nelle relazioni
4) La sessualità mercificata pone uomini e donne su piani diversi, i primi vittime e le seconde meretrici di se stesse per un discutibile tornaconto
5) La società attuale non promuove il dialogo tra le parti anzi, e’ vero il contrario, amplifica le differenze per i motivi che abbiamo riconosciuto in queste pagine come in altre, il dialogo quindi se possiamo ancora chiamarlo così, esiste solo in talune circostanze e solo con rare persone ancora capaci di essere se stesse, scevre da omologazioni, usi e consuetudini devianti che la società impone alle masse coi metodi che conosciamo, esempio evidente le chat, a pagamento per gli uomini e gratuite per le donne, ottimo esempio di come la società mercifica i rispettivi sessi in virtu’ delle finalità che persegue.
6) L’emulazione imposta dai media serve da meccanismo di sostentamento per questo grande fratello che gestisce la società per il proprio sostentamento, questo genera una differenza sostanziale nel piano sociale e lavorativo.
7) La legislatura favorevole alle donne ed avversa verso gli uomini induce l’assoluto rifiuto nel matrimonio per come lo conosciamo, sempre piu’ visto con sospetto, obsoleto dinanzi all’odierno, viziato da troppe responsabilità che non possono essere gestite dalle persone odierne per i punti espressi in precedenza, il tutto, di riflesso, amplificato dalla bella prospettiva dei divorziati che in tal modo si vedono realizzare il sogno di un benessere a basso costo, casa, figli/e/o/a e mantenimento senza l’impegno di avere un partner a cui dare conto

l’incertezza che nasce dai punti precedenti, pilota molte delle decisioni di entrambi, da una parte gli uomini che non vedono sostitute di un amore vero e dedicato come quello delle madri nelle possibili partner che incontrano, questo amplificato dalle necessità pratiche che spesso non sanno espletare da soli, con la perenne spada di damocle nell’eventualità di aver scelto la compagna sbagliata e di divenirne bancomat a vita, dall’altra le donne che non vedono piu’ un uomo che voglia mettersi seriamente con loro per creare un rapporto basato sulla prospettiva familiare, spesso non sapendo che loro stesse sono le fautrici di tale fallimento per i punti espressi in precedenza, il nascondersi dietro la loro bellezza e usando la sudditanza della vulva le rende deboli dinanzi all’abbandono di essere femminili e donne in primis e non come si presentano nella realtà: ennesime fotocopie di donne alpha, ambiziose e selettive con parametri surreali e che spesso si nascondono dietro un veloce amplesso, la delle donne, cadendo facilmente vittima di uomini alpha e/o di uomini senza scrupoli per modi simili agli alpha.

CURA:

LE DONNE DEVONO DARLA!, rifiutando i benefici di compromesso che la società da a loro in quanto ARMA di dominio di massa, scendendo dal piedistallo in cui si trovano oggi e con parametri di selezione per i propri partner piu’ realistici, non meramente basati su stereotipi sociali o stereotipati o per il proprio tornaconto.

RISULTANZE:

Tutti i punti su esposti vengono cancellati, vediamone le motivazioni:

1)certa la sessualità, nessuno mai potrà nascondersi dietro la sessualità intesa come arma di desiderio/ricatto, dovrà necessariamente scoprire altre qualità, quelle che a mio avviso contano sul serio, per trovare il proprio partner, ergo entrambi capiranno che serve saper badare alla casa, cosi come a se stessi, saranno quindi costretti ad essere loro stessi, in tal modo si lascierà prima la propria famiglia, proprio come succede in altri stati, capaci ormai di saper badare a noi stessi, alla casa ed ai rapporti con l’altro sesso.
2)certa la sessualità, solo con coloro capaci si sentiranno pronti per una convivenza, sarà quindi piu’ semplice poter prendere una casa in due, sia in affitto che acquistandola, in tal senso le persone non capaci si autoescludono da questo nuovo modo di essere finalmente responsabili
3)certa la sessualità, scema il desiderio del nuovo in virtu dello scoprire un partner dalle qualità personali che ci appagano veramente, riscoprirne quindi le qualità genera di concerto il valore che queste qualità ci trasmettono, ecco quindi la rinascita dei valori e l’apprezzamento delle stesse.
4)certa la sessualità, si vedrà la fine della prostituzione, fine della mercificazione del corpo della donna, rivalutazione della donna intesa nel senso piu’ ampio, fine della società basata sulla menzogna e sul ricatto sessuale sessuale,
5)certa la sessualità, vi sarà l’inevitabile riscoprirsi tramite il dialogo, le persone vorranno trovare un partner per la vita che abbia i requisiti per creare un proprio nucleo familiare.
6)certa la sessualità, sarà la fine dell’emulazione, nessuno potrà nascondere se stesso/a dietro stereotipi, necessariamente si dovrà vendere noi stessi e non l’immagine che ci fà piu’ comodo promossa dalla società.
7)certa la sessualità, abbrogazione delle pari opportunità, delle leggi pro donna, delle quote rosa, parità di peso specifico sociale per entrambi i sessi, fine dei maltrattamenti verso i figli usati come arma nei divorzi di comodo, fine degli uomini bancomat e messa alla fame del meccanismo contorto di concerto.

ok.. fuoco alle polveri..

Nicole 1:20 pm - 14th aprile:

@Marco Pensante
Ora ho un po’ più tempo…ho elaborato in giornata.
Ho ripensato alle tue parole…

Racchie, cellulite, cazzi e mazzi…Ma come, criticate una certa tipologia di dnna e poi vi mettete a fare la conta, delle rughe e delle imperfezioni?.
Le donne vere sono imperfette anche nella bellezza. Il resto è geneticamente modificato. E poi trovare una donna poco curata oggi è difficilissimo.
E ti soffermi anche sull’età…Io se potessi fermerei la mia età ad ora…altrochè. Più consapevole di quella che sono, altro che i ventanni…I miei ventanni erano incosapevoli, oggi no.
Se voi guardate le ventenni, ti assicuro che molte donne passati i trenta come me, sono gettonatissime da quelli più giovani. Gallina vecchia fà buon brodo no?;)

Ma a parte questi discorsucci, la verità sta sempre nel mezzo…E nel mezzo continuo a vedere uomini e donne confuse e insoddisfatti.
Forse perché si fà anche poco l’amore
chissà…

Ciao

Nicole 2:59 pm - 14th aprile:

@Damien
Sono d’accordo con te con l’esposizione in buonissima parte, riguardo le tue conclusioni invece un po’ meno, in quanto purtroppo utopistiche su molti punti.

Ci sarà sempre una donna pronta a prostituirsi per raggiungere i propri scopi, e ci sarà sempre un uomo pronto a prostituire i propri ideali in cambio di potere.

Devono però non essere più l’indicazione generale, ma l’eccezione.
Come, non so, o meglio un’idea l’avrei, ma ci vuole tempo e qualche generazione più in là.
L ‘educazione… sentimentale, etica e civile. Ritornare ad educare, ciò che si è disimparato. Il rispetto dei ruoli. Ripartire dalle differenze per arrivare ad un fine comune per costruire.
Basta classificazioni…perché tanto i torti stanno da tutte le parti.
Basta falsi modelli di bellezza imperanti. Massificazioni di sogni, di progetti.

Proprio ieri parlavo con un amico ed una amica…mentre cucinavo. La mia amica mi ha detto, beata te, che sai cucinare io proprio non lo so fare e non ho nessuna intenzione di imparare. L’amico ha risposto: Non ti preoccupare, mangeremo da mia madre o dalla tua.

Può sembrare una cosa sciocca l’esempio che cito, ma rifletteteci su.
Io posso solo dirvi, che per me sbagliavano entrambi…e di questi esempi o peggio ne potrei citare a migliaia.

Non è il fatto di saper cucinare o meno che mi lascia interdetta, ma il lassismo generale, il dover dlegare ad altri la propria vita e non per incapacità, ma per menefreghismo.
Questo stesso lassismo lo ritrovo poi in tante altre cose. Molti matrimoni falliscono proprio per questo.

Al contrario di voi, io penso che invece le donne la diano facilmente…ciò che non danno è altro, non danno la possibilità di pensare di poter costruire con loro qualcosa.
E mi costa ammetterlo tantissimo ma non è la bellezza che cercano, ma i soldi in primis e poi il potere.

Ovviamente non tutte, ma in Italia oggi sono la maggior parte. Vogliono una vita comoda, servite e riverite. E i maschi o si adeguono, facendo la loro parte o si rendono invisibili.

Credo sarò odiata da molte donne per questa mia affermazione, ma che a loro piaccia o meno è la verità. Non la mia , ma quella che è sotto gli occhi di tutti. Negarlo è inutile. Le ragazzine a scuola alla domanda cosa volete fare da grandemi rispondono:Le veline , Ministro, Belen…

E vi ho detto tutto.

Damien 4:50 pm - 14th aprile:

@Nicole:
“”"Al contrario di voi, io penso che invece le donne la diano facilmente…”"”

Se sei carino e/O.. se ci sai fare, se in buona sostanza adotti tutta una serie di espedienti atti a soddisfare le SUE aspettative si.. trombi.. vero! non hai idea di quanto queste tue parole hanno riscontro nel quotidiano.. voglio la tipa griffata? comincio a parlarle di moda, vesto firmato.. la vado a prendere in slk.. e me la trombo!.. la tipa rivoluzionaria? vado in jeans, le parlo anche io di estremismo, qualche risata, partecipazione a qualche convegno.. mi faccio prestare la punto dall’amico che fà tanto di sinistra…e me la trombo! la saccente? mi vesto distinto, le faccio conoscere qualche conoscenza del Lions Club o del Rotary.. lei si scioglie.. e la trombo!.. oh! mai che possa essere me stesso per scopare eh?!?!?

.. cavolate a parte.. l’assioma e’ nella seguente citazione.. quella che spesso mi sale in testa tra una trombata e l’altra:
__________________________________________
“”"…ciò che non danno è altro, non danno la possibilità di pensare di poter costruire con loro qualcosa.”"”
__________________________________________

Nicole.. prendi con me un bicchiere di buon vino rosso… hai centrato il punto! prosit! dopo tanto trombare non ne vedi UNA! UNA che abbia sostanza per detenere un rapporto SERIO!.. UNA!

“”"”"”E mi costa ammetterlo tantissimo ma non è la bellezza che cercano, ma i soldi in primis e poi il potere.”"”

20 anni fa, a Viareggio, mi scopai una che la mollava solo ai ricconi, mi costo’ 300 mila lire di un giorno di noleggio (Porsche Carrera).. ma vuoi mettere quando io ed i miei amici vedemmo la sua faccia quando mi vide arrivare col Renault 5 GTL 1.100cc. 5 porte (GRIGIO TOPO)? :D (ometto i commenti!!! ma li potete immaginare!) ed anche lei.. trombata!.. come dicono gli inglesi: “did you want the bike? now you pedal!!” se trovo una donna “normale” che sà cucinare, essere se stessa senza stereotipi, godere della sessualità, seria, con interessi.. insomma una PERSONA, allora mi fermo.. fino a quel momento.. si TROMBA e basta.. no matrimonio.. no convivenza..

Leo 6:03 pm - 14th aprile:

Un mio amico una volta mi disse: le donne ci stanno quando gli fai pena…….col cavolo!! non mi avranno.
C’è quel proverbio che dice: Il pianto paga. Alle donne paga molto fare le vittime.

Fabio 6:24 pm - 14th aprile:

Al contrario di voi, io penso che invece le donne la diano facilmente… (Nicole)
********************
A parte il fatto che bisogna anche vedere “come la danno”, se così fosse il problema della prostituzione sarebbe risolto da tempo.

Fabio 6:27 pm - 14th aprile:

4)certa la sessualità, si vedrà la fine della prostituzione, (Damien)
************************
Damien, la fine della prostituzione è un’utopia.
Al massimo si può pensare e sperare di ridurla drasticamente.

Fabio 6:31 pm - 14th aprile:

oh! mai che possa essere me stesso per scopare eh?!?!? (Damien)
*********************

Qui, invece, mi trovi completamente d’accordo, perché è verissimo quel che dici. Con le donne, essere se stessi, equivale, quasi sempre, a doversi masturbare.

ilmarmocchio 7:24 pm - 14th aprile:

@ Nicole : complimenti. Nel tuo ultimo post, hai avuto il coraggio di dire delle cose scomode, che non solo le donne, ma neanche gli uomini, spesso non dicono. E anche noi uomini ci mettiamo spesso del nostro. Cosi’ poi abbiamo le copie dove nessuno dei 2 sa fare da mangiare e risolvono tutto andando da mamma’.
triste infantilismo oggi imperante

ilmarmocchio 8:56 pm - 25th maggio:

Le solite stronzatine. la penetrazione non conta, la sessualita’ femminile e’ piu’ raffinata, ecc. L’unico effetto di queste sciempiaggini e’ di farmi passare la voglia. E dire che sono uno che non ha mai avuto problemi. Ma certe sciocchezze, oramai stra-ascoltate, farebbero ammosciare un palo della luce

Rita 9:30 am - 26th maggio:

vabbè lo metto qui: un po’ di “insano” umorismo.
Insano, a mio avviso, perchè la parodia significa prendere e prendersi in giro. Questo “promette” la cabarettista in questione…dopo aver fatto la parodia del maschile e dei comportamenti maschili annuncia la parodia del femminile e dei comportamenti femminili… ma poi passa a fare la parodia dell’interpretazione maschile dei comportamenti femminili.
E’ un po’ contorto ma spero si capisca.
Come sperare che si capisca il sesso come gioco, se non si riesce nemmeno ad ironizzare su se stesse?

http://www.youtube.com/watch?v=snjpgB2-t-o

Fabrizio Marchi 10:09 am - 26th maggio:

Ottimo spunto, Rita. Quel video è un esempio di denigrazione antimaschile mascherato da (falsa) ironia. A parte il fatto che non sono riuscito a farmi una risata che è una perché è di una banalità e di una povertà unica, è vero ciò che hai detto tu, e cioè che, come al solito, non c’è nessuna par condicio neanche in questo caso. Perché quando la cabarettista annuncia di passare alla presa in giro delle donne, in realtà continua il “pestaggio” psicologico degli uomini.
Tutto sommato questo però è nulla rispetto ai teatrini della Littizzetto con la complicità di Fabio Fazio, tipico maschietto di sinistra perbene e politicamente corretto, che sta al gioco (tanto a lui che gliene frega, si scopa la valletta di turno o l’aspirante ballerina…) del massacro, recitando la parte del coglione mezzo impotente inetto minidotato bistrattato dalla pestifera teppistella liberata che gliene dice di tutti i colori a lui e a tutti i “maschietti”, rovesciando sul genere maschile tonnellate di immondizia della peggior specie. Salvo naturalmente (ma guarda un po’…), fare la svenevole, quando prima di lei è stato intervistato qualche bel divo del cinema o dello spettacolo. Allora in quel caso cambiano la musica e l’atteggiamento e la teppistella recita la parte di quella che si strapperebbe le vesti in pubblico pur di rimorchiarsi il soggetto in questione… (e poi qualcuno si ostina ancora a dire che non abbiamo avuto intuito a capire la dinamica degli alpha e dei beta…)
Sembrano cose da poco, sulle quali ci si ride sopra, ma non lo sono affatto. Pensate ad una “comicità” di quel tipo a parti invertite. Il giorno dopo si scatenerebbe il finimondo in Parlamento, il direttore del programma sarebbe costretto a dare le dimissioni, l’attore non farebbe più neanche una comparsata alla Rai dalla quale sarebbe buttato fuori a calci nel culo e probabilmente si troverebbe nella condizione di dover anche cambiare mestiere.
Sono proprio questi i messaggi subliminali che contribuiscono ad indebolire ulteriormente il maschile (beta). Il messaggio è chiaro:”Tu maschio “normale”, non sei niente, sei una nullità, sei un poveraccio, puoi tutt’al più essere compatito e tollerato e se fai il bravo c’è lo zuccherino che ti aspetta”.
Cara Rita, avessimo qualche decina di donne evolute che fanno il lavoro che fai tu, saremmo un bel pezzo avanti. Sarà (anche) questo il tuo “compito”. Ne abbiamo un grandissimo bisogno.
Fabrizio

Leo 12:37 pm - 26th maggio:

Li fanno ancora Stanlio e Ollio alla televisione?

http://www.youtube.com/watch?v=MJmOV0Pc1Ik

Fabrizio Marchi 1:10 pm - 26th maggio:

Insomma, Leo, hai proprio deciso che dobbiamo a tutti i costri farci affibbiare il marchio di maschilisti e misogini…e va bè, per lo meno questa volta saranno trascinati nel gorgo insieme a noi due grandi eroi del cinema…due campioni di Uomini Beta con la U e la B maiuscola (diventati alpha dal punto di vista sociale ma rimasti Beta nell’animo), alla faccia di chi dice che gli Uomini Beta sono sfigati…:-))
Li ho sempre amati, fin da quando ero bambino, mi hanno sempre suscitato ilarità e tenerezza nello stesso tempo. Due grandi! Senza se e senza ma… E in fondo in quel corto c’è anche del vero…e adesso sto rischiando veramente, lo so…:-)

Rita 1:51 pm - 26th maggio:

beh comunque sono spaccati di vita,… Stanlio e Ollio le strisce di Blondie e Dagoberto :-D

http://comicsando.wordpress.com/epoca-doro/blondie/

una perla, a mio avviso:
« Gli uomini lavorano dal mattino alla sera, ma noi donne non si finisce mai! » afferma Blondie quando, dopo cena, fa spostare i mobili all’esausto Dagoberto.

insomma anche in un’epoca n cui i ruoli di genere erano ben definiti e marcati stabilire chi dominava e chi era dominato era molto difficile e, sicuramente, non c’era un clichè fisso per tutti…a livello individuale.

A me viene sempre in mente mia nonna che, ci raccontò sempre la romantica richiesta del marito sul suo parere se proseguire o meno il viaggio di nozze sul lago Maggiore (… altro che Caraibi) come un segno di “mancanza di decisionismo” tanto che, parole sue, decise che da allora in poi i “pantaloni” in casa li avrebbe portati lei… ed eravamo nel 1929.

Chiudo l’O.T.

Alessandro 2:59 pm - 26th maggio:

Le tue considerazioni sui duetti Littizetto-Fazio, Fabrizio, colgono davvero nel segno. Io direi che sono una metafora della subordinazione della sinistra nei confronti del femminismo o post-femminismo. A pagarne le spese, in senso lato, sono gli uomini beta, perchè la classe politica maschile di sinistra, tutti dei grandi volponi, sanno perfettamente che lo “zapaterismo” per loro sarà indolore. Sono maschi alfa e come tali possono, disponendo di potere e denaro, fare ciò che prediligono, facendo attenzione a non dare troppo nell’occhio. Concedono ciò che desiderano alle loro “compagne” e ne avranno in cambio appoggio e riconoscenza.
La dinamica alfa-beta è validissima per spiegare tanto della nostra società. Direi che oggi coloro che devono “emanciparsi” da una mentalità da “schiavi” sono proprio gli uomini beta. Mi sembra proprio che brancolino nel buio, vittime di una falsa coscienza.

Leo 4:18 pm - 26th maggio:

Io li ho sempre considerati nel comico i migliori Laurel e Hardy, c’era la loro spalla femminile Mae Bush con quello sguardo inquietante che interpretava la serial killer che uccide tutti gli Oliver, oppure la tipa salvata del fiume che li ricatta.
Mentre qui in Europa succedeva tutto il casino il cinema americano in quegli anni faceva belle cose, arricchendosi anche di maestri europei che fuggivano dal nazifascismo.

ckkb 5:06 pm - 26th maggio:

Di qualunque tipo sia l’ismo di turno, il grido è ancora e sempre uno solo: “parenti avanti!”. E di maschi femmin-isti oggi ce ne sono intere divisioni. Perchè a ben pensarci la maggioranza si illude di trarne anche una possibile opportunità per sè. Per questo non c’è maschio, alfa o beta che sia, che non strilli, ore rotundo, la sua colpa maschilista al cielo, invocando ogni tipo di prebenda riparatrice. Di pentiti di questo genere la Storia è piena. Nessuna lacrima invece per l’amaro prezzo da pagare. Ma non è forse già successo anche solo per un piatto di lenticchie?

Fabrizio Marchi 12:31 am - 27th maggio:

Ci è stato inviato un post (un trashback) da un sito di nome “Femminile Plurale” che commentava l’articolo di Paolo Barnard “Dalla”.
Ho ritenuto opportuno rispondere all’autrice dell’articolo.
Potete leggere la mia risposta su quello stesso sito.
Fabrizio

Leo 9:29 am - 27th maggio:

Mi sembra sempre la solita solfa: Sfigati…non glie la danno…
Poi riguardo ai movimenti maschili, secondo me non c’è bisogno di doversi parare sempre da etichette come misogini, maschilisti, si sa che i commenti in un blog sono fatti da tante capocce diverse, e si discute. Gli uomini non dovrebbero pestarsi i piedi tra di loro, dovrebbero fare lobby anche se si è tutti diversi; ma purtroppo anche il mondo animale ci insegna che i maschi si battono per il possesso delle femmine.
Misogino e soprattutto Ginecofobico sono disturbi della personalità, giustificabilissimi, il timore di stare insieme ad una donna non è cosa da niente, e non nasce da cose campate in aria, ma dalla vita vissuta e l’ambiente sociale.

Antigonexxx 11:24 am - 27th maggio:

@Leo:Nessuno ha definito questo blog maschilista e nessuno è contro i movimenti maschili (se guardi nel nostro blog tra i link c’è anche quello di Maschileplurale). Sull’idea poi che gli uomini dovrebbero fare lobby tra loro, solo in quanto uomini, la cosa è criticabile sotto molti punti di vista. Noi non faremmo mai una lobby con donne che sostengono che gli uomini sono tutti stupratori, violenti, aggressivi per natura, dominatori etc.

ckkb 11:31 am - 27th maggio:

I termini “misogino”, “maschilista”, “sfigato” ecc. ecc., hanno la funzione di etichetta. A che servono le etichette? per schedare e intimidire: questi termini di fatto creano campi concentrazionari in ambito terminologico, dove viene confinato ed emarginato nella coscienza singola e pubblica chi non si allinea al generale consenso. Premessa indispensabile per poi costruire confinamenti ed emarginazione reali: carceri, gulag, campi di concentramento. Terminato in Europa per lotte a contenuto politico, il processo è in corso a partire dagli anni settanta del secolo scorso contro il genere maschile. kapò di nuovo al lavoro insomma.

Damien 2:42 pm - 27th maggio:

@Antigonexxx: e’ evidente che prendere visione della reale entità della QM risulta scomodo, laddove la cassazione stabilisca reato persino un OPINIONE errata nei confronti delle donne, parimenti determinati commenti/opinioni/trasmissioni/malcostumi e quant’altro lesivi nei confronti degli uomini non andrebbero tollerati.Ma sappiamo benissimo in che società viviamo e le sue regole di gioco al massacro – maschile beta si capisce.. – quindi risulta vano far ragionare chi ne trova giovamento malcelando una reale sudditanza della vulva che lede, in primis, proprio le detentrici di tale potere e, per riflesso, gli uomini beta. Se oggi non si trova piu’ una Donna da amare ma solo femmine arriviste/qualunquiste/vaginocratiche/modaiole mi domando a chi realmente giova questa guerra dei sessi (deboli) se non al sistema di potere che vuole lo status quo. Porgo una domanda ad Antigonexxx: a tuo giudizio, con la attuale situazione legislativa, la precarietà occupazionale, distruzione mediatica della figura uomo, la perdita dei valori familiari, l’astio femminista, la mercificazione dei sentimenti, la strumentalizzazione della vulva, chi mai oggi potrà realmente e serenamente sentirsi di affrontare un rapporto di coppia? l’amore? certo.. quello e’ eterno.. finchè dura.. poi ci sono le amiche, gli avvocati, i centri sociali, i giudici…si capisce..Buona Singletudine! tieni aperto il sito che tra una decina di anni parleremo del fenomeno singles over anta..

Antigonexxx 2:59 pm - 27th maggio:

@ckkb: noi invece siamo abituate a chiamare i fascisti, fascisti, i nazisti, nazisti…insomma utilizziamo spesso queste etichette discriminanti.
Sul paragone tra chi si scaglia contro il maschilismo e i kapò nazisti stendo un velo pietoso. Paragone davvero infelice. Spero che non ci siano ebrei che leggono questo blog. Si sentirebbero un bel po’ offesi dal modo così superficiale di chiamare in causa simili argomenti

Antigonexxx 3:07 pm - 27th maggio:

@damien: riguardo alla mia situazione personale, ti informo che sono felicemente in coppia da circa 12 anni (ne ho 30) e che il mio partner non è ricco nè potente. Ho sempre avuto un buon rapporto con gli uomini, a partire dal mio compagno, e ho pure un sacco di amici che stimo moltissimo, e che adoro e che spesso mi incuriosiscono nella loro diversità rispetto a quella che sono io. Non capisco poi perchè tu dici che io non riconosca che anche voi uomini avete delle difficoltà, o che io metta in dubbio la Questione Maschile. Non l’ho mai detto, nè ne ho mai parlato. Io ho parlato di maschilismo che è una cosa ben diversa. Giusto?

Luke Cage 5:09 pm - 27th maggio:

Trovo saggio quanto sostenuto da Leo e “affinato” da Ckkb.
In questa fase è corretto mediare tra la necessità di proporsi in maniera funzionale alla diffusione e alla costruzione di un consenso e una solidarietà di genere ma al contempo essere consci che le accuse di misoginia e sessismo sono solo spauracchi di una tecnica disgregatoria e destabilizzatrice.
Contrariamente a quanto sostiene di fare xxxAntigonexxx, le donne oggi hanno imparato a fare lobby ed ad assumere atteggiamenti cameratistici all’insegna di un cinismo che non impedisce loro di sacrificare lo sfigato di turno come compensazione delle “tante donne innocenti che in passato hanno sofferto ingiustamente” .
No.
La violenza che bisogna snidare è subdola e si rafforza attraverso vecchi stereotipi diffusi ancora presso molti uomini.
Per questo i nostri interlocutori principali dovrebbero essere (e sono) gli uomini (beta), che oggi soffrono senza rendersi conto di contribuire in buona parte alle cause dei propri disagi, soprattutto per quel che riguarda la relazione tra i sessi.

Fabrizio Marchi 6:14 pm - 27th maggio:

Non ci sarebbe neanche il bisogno di dirlo perché Il nostro blog, pur nella diversità di opinioni, è sempre stato estremamente democratico e aperto al dialogo con tutti, arrivando a tollerare insulti gratuiti se non vere e proprie aggressioni nei nostri confronti. E in quei casi forse siamo stati fin troppo indulgenti e tolleranti.
Ragione di più per confrontarsi serenamente con questa donna, Antigone, esponente del sito “Femminile Plurale” che, al di là naturalmente della diversità e della distanza dalle nostre posizioni (del Movimento e di ogni singolo utente del blog) come è ovvio che sia, mi pare che stia dimostrando, per lo meno a giudicare dai fatti, cioè dalle sue parole e dal modo di relazionarsi nei nostri confronti, una genuina volontà di dialogo e un atteggiamento educato e civile (che altre/i non hanno avuto).
Abbiamo sempre dimostrato grande maturità nel dibattito e non siamo MAI stati noi a trascendere in alcun modo. Siamo forti delle nostre ragioni che sono le uniche (ma potentissime)nostre armi.
Do il benvenuto ad Antigone sul nostro sito-blog e mi permetto di darglielo a nome di tutti/e noi. Lei ancora non lo sa ma ci sono anche delle donne che fanno parte del nostro Movimento…
Buona discussione a tutti/e.
Fabrizio Marchi

Rita 8:08 pm - 27th maggio:

ciao Antigone:
scusa a chi ti riferisci quando dici “noi non faremmo mai una lobby che sostenga etc”?
Perchè, in generale, se guardo in giro per il web vedo ancora gruppi femminil/femministi che si rivolgono alle altre chiamandole “sorelle”, e francamente a me questo un po’ di fastidio lo da. Io di sorella ne ho soltanto una (molto amata) e posso considerare sorelle altre donne che conosco personalmente, ma basta così. :-)
Ora se non sono lobby, sono sicuramente movimenti d’opinione che sostengono le donne in quanto donne, e che non hanno quindi ancora superato la divisione in categorie (gli individui per bene dagli individui per male). Già il fatto di definirsi sorelle, a mio avviso, la dice lunga sull’intento. E’ chiaro che a una sorella starei vicino e cercherei di difenderla, per quanto possibile, anche nel torto perdendo sicuramente un po’ di obiettività.

Peraltro, visto che sui termini si fa parecchia confusione e ognuno li intende alla sua maniera è vero che da “dizionario” il femminismo è un movimento politico nato con lo scopo di dare diritti legali alle donne e il maschilismo è un modo di essere ma è anche vero che il femminismo è nato sull’onda dello sviluppo democratico (direi in concomitanza), e ha fatto nascere (nel senso che ha coniato il termine) il maschilismo. Altrimenti non avrebbe avuto nulla cui contrapporsi: concessi i diritti (peraltro nemmeno in un lasso di tempo relativamente lungo rispetto alla nascita della democrazia) non avrebbe più avuto ragione di esistere, non avrebbe avuto più nulla cui attingere per continuare a restare in vita. Si è dovuto “creare” per così dire l’abominio del concetto del maschilismo per giustificare di tutto e di più.

Va da sè che ci sono uomini che si autodefiniscono addirittura maschilisti semplicemente perchè hanno una concezione di femminile da proteggere e difendere

Alessandro 6:39 am - 28th maggio:

PER ANTIGONE

Usciamo fuori dalle discussioni relative ai nomi, denominazioni, ossia maschilismo, femminismo, fascismo ecc., e invece concentriamoci sulle questioni concrete, la considerazione delle quali certamente determina in maniera più precisa la nostra collocazione nel mondo.
Il femminismo ha sempre ritenuto, e su questo io e altri concordiamo pienamente, che uomini e donne debbano avere stessi diritti, doveri, opportunità, ecc.. Ne consegue che chi si professa femminista dovrebbe battersi per il raggiungimento di questo obiettivo. Detto ciò, io vorrei sapere qual è la tua posizione e quella delle altre curatrici del tuo sito in riferimento ad alcune questioni che oggettivamente non vanno in questa direzione, ossia:
1 la possibilità per le donne di andare in pensione mediamente cinque anni prima degli uomini ( privilegio che caratterizza quasi esclusivamente la tanto vituperata, dalle femministe, Italia);
2 la presenza di borse di studio rosa nelle università, tenendo in considerazione che il successo scolastico femminile, in qualsiasi ordine di studi, è oramai superiore a quello maschile, e quindi sarebbe più logico il contrario, ma attenendoci rigorosamente al nostro obiettivo neanche questa eventualità può essere praticata, visto che le pari opportunità devono sussistere nei fatti e non solo a parole;
3 la presenza di una legge sull’imprenditoria che elergisce contributi alle donne che vogliono fare impresa per il semplice fatto che siano donne, in questo caso discriminando l’altro sesso;
4 la richiesta di quote “rosa”nelle alte sfere della politica, in quanto le donne risultano sotto rappresentate, dovrebbe andare di pari passo con la richiesta di quote “azzurre” in altri ambiti lavorativi, dove a essere sotto rappresentati sono gli uomini( cito per esempio la scuola): insomma occorre essere coerenti fino in fondo, non si può pretendere solo ciò che ci fa comodo, e credo che anche voi converrete con me;
5 un ministero per le pari opportunità che al suo interno presenti anche una componente maschile, e non sia vietato quasi per statuto la presenza di uomini nelle alte sfere di questo ministero ( sic!), occupandosi al contempo anche di problematiche maschili, perchè esistono anche quelle e perchè il denaro messo a disposizione per questo ministero proviene da uomini e donne;
6 la battaglia contro la mercificazione dei corpi tout court, perchè se esiste il corpo delle donne esiste anche quello degli uomini, e se in televisione compaiono donne in costume da bagno, vi compaiono anche uomini in costume da bagno.
Potrei continuare ancora a lungo, ma mi fermo qui, per questioni di tempo e perchè dalle considerazioni che verranno esposte sulle suddette questioni emergerà già in maniera chiara la posizione di Antigone o delle altre curatrici del sito “Femminile plurale” sui temi della parità tra i sessi.
Attendo un vostro intervento. Saluti.

Damien 8:39 am - 28th maggio:

@Antigonexxx:
Finchè perdureranno i vari “ismi” non vi sarà vera soluzione nel dialogo ma, soprattutto, nei fatti. Il maschilismo che voi percepite e’ figlio di retaggi culturali passati, detenuti oggi da poche persone incapaci intellettualmente di comprendere/accettare il nuovo che avanza, tuttavia e’ bene sottolineare che questo “nuovo che avanza” e’ spesso discutibile se non intollerabile, specie alla luce dei fatti che, quotidianamente, ci portano ad esserne vittime e/o testimoni, in questa vostra cernita verso chi applicare il vostro “ismo”, esclusivo appannaggio degli uomini beta, si capisce, perchè vedi, Antigonexxx, se i vari ismi femminili fossero genuini nelle loro intenzioni, andrebbero nella direzione giusta, ovvero verso i potenti, gli alpha, che al contrario, venerate e siete pronte ad abdicare in loro favore ad ogni loro minimo accenno di attenzione, avendone un tornaconto che, seppur dandovi dei privilegi, vi rende strumenti di potere per l’abnegazione sia della donna in quanto persona, sia degli uomini beta, verso i quali riversare ogni genere di soppruso. E’ bene notare che se il femminismo fosse un moto razionale, perseguirebbe obiettivi ben precisi, affronterebbe realmente il potere, gli Alpha, gli stereotipi che vogliono le donne “femmine e perennemente vogliose”, uno stupro della fisicità femminile mediatica atta semplicemente a mercificare l’”io donna”, come se le donne fossero solo culo, tette e vagina (ma su questo vedo che hai giustamente discusso sul tuo blog) senza compromessi ed in maniera costruttiva nel sociale, per differenza oggi si nota come questo moto, di rivoluzionario, abbia ben poco, somiglia sempre piu’ ad un nazifascismo malcelato e aggiungerei abbastanza becero, sterile e fazioso, se cosi non fosse, non ci sarebbe questo astio fra persone normali, beta, persone che quotidianamente si dividono i compiti e vanno avanti affrontando la vita tra bollette e problematiche varie, cosa volete che ne sappiano quelli che vivono la vita patinata? gli stessi che vi impongono modelli sbagliati tramite i media? ma vi guardate intorno? gli uomini con cui condividete l’esistenza, parlo di quelli che vedete nel sociale, cosa hanno di maschilista? non possono ambire piu’ a nulla, gli e’ negato tutto, persino di avere un accenno di erezione! questo ovviamente se non si appartiene alla categoria “Alpha”! Il Barnard pensiero quindi trova fondamento e spunto di riflessione che purtroppo non si evince dalle tue riflessioni anzi, la tua malcelata ironica frase finale altro non confermerebbe che, in finale, e’ una semplice guerra di opinioni, che non avrà mai fine, come si può capire l’affamato quando si ha la pancia piena? Viviamo nell’era del ricatto sessuale, in una repubblica delle ghiandole mammarie, dove avere una vagina significa che tutto ti e’ dovuto (dagli uomini beta) ma mai andare contro il reale problema, il sistema! vero fautore delle problematiche sociali, troppo difficile.. Forti coi deboli e deboli coi forti.. guarda caso, oltre che il vostro modo di essere, care femministe, lo e’ anche la filosofia dell’attuale governo, il chè lascia molto riflettere.

ckkb 9:59 am - 28th maggio:

E’ realtà evidente che da tempo i tratti della teorizzazione e della pratica di lotta femminile iscritta all’area del femminismo reale, assume spesso i tratti assai simili alle tecniche che i regimi terroristici di tutti i tempi hanno utilizzato per discriminare e intimidire gli avversari e creare il consenso per legislazioni speciali. Ed è realtà evidente che l’esito di questa martellante campagna di criminalizzazione maschile ha portato a una giurisprudenza e a legislazioni speciali antimaschili e che l’attuale andazzo prevede di spingersi oltre in questo stravolgimemento del diritto a fini repressivi. E questo accade indipendentemente dall’orientamento politico dei governi: la caratteristica del femminismo reale si è dimostrata essere infatti la sua capacità di incarnarsi, sostentare e rafforzare indifferentemente l’autoritarismo di destra o di sinistra, comunque di stile e sostanza tendenzialmente illiberale e fascista: in sintesi si è storicamente dimostrato essere strumento ideologico e forza politica utilissima a giustificare e trovare sempre nuovi inoppugnabili motivi per mettere in galera la gente.
C’è un’amplissima letteratura e pubblicistica femministica in nulla diversa dai testi che nella Storia sono stati scritti per aprire campi di sterminio, gulag e laogai e quant’altro. Ed esiste una leva di femmine culturalmente costruite nell’idolatrica esaltazione del femminile e nel disprezzo dei maschi, disprezzo costruito su l’uso sistematico della menzogna, con la sola finalità del loro annientamento. Utilizzate in ruoli di punta di un’ attività repressiva sostanzialmente al servizio di leggi fuori della civiltà e del diritto. Che nome dare loro e alla loro funzione? Di tutto questo siamo ormai testimoni da anni ed è puntualmente riportato e documentato in centinaia di migliaia di denunce via blog. E questa è solo la punta dell’iceberg. Prima o poi la Storia presenta il conto. E ha cominciato a presentarlo anche al movimento femminista. E siamo solo agli inizi.

Fabrizio Marchi 10:29 am - 28th maggio:

Damien, secondo me faresti benissimo a pubblicare questo tuo ultimo post anche sul sito di Femminile Plurale. E’ bene che le contraddizioni comincino ad emergere e il tuo post è molto puntuale in questo senso.
Vai!
Per parte mia ho già pubblicato la mia risposta sia sul loro sito sia sul nostro nello spazio degli editoriali dal titolo”Comandare è meglio che fottere”
Fabrizio

Icarus.10 10:48 am - 28th maggio:

“1 la possibilità per le donne di andare in pensione mediamente cinque anni prima degli uomini ( privilegio che caratterizza quasi esclusivamente la tanto vituperata, dalle femministe, Italia);”(Alessandro)

Attento, devi aggiungere altre cose.Aggiungo alcune cose perchè vi è una leggenda femminista che “giustifica” tutto ciò: “le donne lavorano di più degli uomini, lavorano anche in casa..quindi è giusto che gli uomini vadano in pensione 5 anni più tardi”. A parte che non è vero, ma anche se fosse vero, I LAVORI PIù RISCHIOSI E USURANTI SONO COMPIUTI DA UOMINI(E INFATTI, I MORTI SUL LAVORO SONO TUTTI, O QUASI, UOMINI) E INOLTRE, COSA ANCOR PIù IMPORTANTE, LA VITA MEDIA DEGLI UOMINI è sette(7) ANNI DI MENO RISPETTO A QUELLA DELLA DONNA. Quindi anche se fosse vera la barzelletta femminista, ciò non giustificherebbe questa disparità di trattamento nell’ età pensionabile.

“4 la richiesta di quote “rosa”nelle alte sfere della politica, in quanto le donne risultano sotto rappresentate”(Alessandro)

Alex, hai detto una grossa inesattezza(e sto usando un eufemismo). le donne in politica non sono “sottorappresentate”, ma anzi sono rappresentate equamente, se non ancor di più, rispetto alla loro partecipazione politica. Infatti, la partecipazione femminile nella politica è molto minore rispetto a quella maschile. Basti vedere nei vari partiti politici, come la percentuale degli iscritti femminili sia molto minore rispetto a quella degli iscritti maschili(eppure per iscriversi non ci vuole un “esame di ammissione”, ma una piccola e simbolica quota di poche euro). Quindi la minore partecipazione politica femminile si traduce in una minore rappresentanza in parlamento e nelle giunte. E la logica Causa-Effetto. Un esempio. Prendiamo il calcio: è risaputo che suscita un maggiore interesse tra i maschi che non nelle femmine. E difatti, negli stadi, ciò si traduce in un pubblico a prevalenza maschile, ma non per questo si chiedono le “quote rosa”, semplicemente perchè andare allo stadio non è fonte di interessi e poteri, mentre avere una poltrona di parlamentare, invece, sì.
Dove invece c’è maggiore prevalenza femminile, come ad esempio, in vari settori statali(primo fra tutti, nella scuola e nei vari enti statali), il discorso è diverso. La minore presenza maschile non è determinata certamente da una minore partecipazione(e richiesta) maschile, ma da una vera e propria discriminazione sessista femminista, le cosiddette “discriminazioni positive”. In questo caso, sì, ci vorrebbero effettivamente le “quote azzurre” per riequilibrare una situazione vergogosamente e incostituzionalmente sessista.

Antigonexxx 11:47 am - 28th maggio:

@alessandro: in merito alle questioni che tu poni ti rispondo così. Per quanto mi riguarda, in merito a :
1-pensione anticipata per le donne: non sono favorevole a priori. Presa in sè e per sè sarebbe discriminante. Purtroppo ci sono una serie di altri fattori che mi trovano favorevole: statistiche dimostrano che con l’aggiunta del lavoro domestico e la cura dei figli le donne lavorano molte più ore al giorno rispetto agli uomini. Oltre a ciò percepiscono stipendi di molto inferiori. Finchè le cose staranno così, per me è giusto che le donne vadano in pensione prima. Quando non sarà più così ben venga l’equiparazione. Uguaglianza sì, ma su tutto.
2- borse di studio rosa: nell’università in cui lavoro non ne ho mai sentito parlare. Quand’anche ci fossero università che lo fanno, agirebbero in una direzione che mi trova profondamente contraria. Le borse di studio vanno assegnate per questioni che tengano conto innanzitutto del reddito e poi anche del merito.
3-incentivi alle donne imprenditrici: si sono favorevole. Il mondo del lavoro è talmente discriminante nei confronti delle donne (sia per quanto riguarda gli stipendi, sia nei confronti delle donne che vogliono avere figli etc) che è giusto che il lavoro autonomi femminile vanga favorito. Quando non ci saranno più discriminazioni ben venga la parificazione delle condizioni.
4: il ministero delle pari opportunità: non mi pare che si stia occupando delle donne. In realtà ha solo una funzione di mera immagine. Azioni concrete, zero. Inoltre esso avrebbe la sola funzione di evitare le discriminazioni nei confronti delle donne, di proporre leggi contro la violenza etc: che c’è di male? inoltre si occupa anche di uomini, ovvero gli omosessuali.
@damien: la denominazione “femministe” ce la teniamo ben stretta. Essa ci ricorda sempre, e rimanda, alla lotta che le nostre mamme e nonne hanno portato avanti per noi. Ci ricorda inoltre che c’è ancora molto da fare, soprattutto in un mondo in cui quelle conquiste vengono rimesse in discussione (vogliamo parlare di aborto?). La tua affermazione sulla venerazione degli uomini alpha
da parte delle donne è frutto di pregiudizi, a quanto pare, davvero duri a morire. Su tutte le altre critiche ti invito a visitare il nostro blog. Lì troverai le risposte che cerchi.
@ckkb: chi paragona il femminismo ai campi di sterminio nazisti dimostra una tale ignoranza e superficialità da non meritare nè risposte nè commenti.

Fabrizio Marchi 1:14 pm - 28th maggio:

Ragazzi/e, guardate il ciarpame che viene vomitato su di noi da questa Chiara di Notte che non si è lasciata sfuggire l’occasione di andare sul blog di Antigone ad insultarci.
Chiarisco subito che ho scelto di pubblicare il suo post solo per rendere noto con quale gentaglia abbiamo avuto, nostro malgrado, a che fare.
Naturalmente Uomini Beta non è una setta e ciascuno e libero di fare ciò che crede ma io personalmente chiedo formalmente a TUTTI di ignorarla.
Anche perchè con questi personaggi non è possibile discutere seriamente e l’unico interesse che hanno è la rissa, per poi poter andare in giro ad insultarci.
Più lontani siamo da questa gente e meglio è. Abbiamo ben altro da fare e ben altri obiettivi che perderci in corride di infimo livello con ex escort in cerca di riciclaggio.
Diverso è il discorso, ovviamente, per ciò che riguarda Antigone.
Che la discussione sia sempre di livello…
Fabrizio

Di seguito il post di Chiara di Notte e la mia brevissima risposta:

Buon giorno Antigone. Sono capitata nel tuo blog quasi per caso e, se me lo consenti, credo che l’aggiungero’ come link nel mio.
Per quanto riguarda gli ometti beta, tempo fa anche io Lameduck e Galatea, abbiamo avuto a che fare con loro. Ovviamente siamo state tutte e tre insultate. L’accusa che ci veniva mossa era la nostra cafonaggine e l’impossibilita’ che secondo loro avevamo di rapportarci educatamente. Nei miei confronti, poi, e’ anche stato proferito altro che ti lascio immaginare, ma cio’ e’ ininfkuente. Per cui tutte e tre abbiamo deciso di non partecipare piu’ alle loro discussioni nelle quali la finalita’ era che loro avevano sempre ragione e noi eravamo a turno, sceme, maleducate o puttane.
Altre donne hanno in seguito tentato di partecipare alle loro discussioni (una in particolare, Nicole, e’ anche stata molto paziente nel raffrontarsi con loro), ma praticamente alla fine anche lei ha dovuto rassegnarsi; tutte quelle che entrano prima o poi, per un motivo o per l’altro, vengono in qualche modo insultate (pubblicamente, pero’ in segreto corteggiate privatamente, ma anche questo e’ ininfluente).
Persino alcuni uomini che hanno provato, intelligentemente, a tenere una posizione bilanciata ed hanno tentato di rapportarsi, come ad esempio Giosby, sono stati insultati e costretti ad abbandonare il campo sovrastati dal branco. L’unica differenza, credo, e’ che privatamente non hanno ricevuto email scritte con finalita’ di rimorchiare,
Io, ma non solo io, ho definito quel luogo una setta di persone frustrate. In poche parole degli sfigati.
Comunque tu parli d’ironia, ma per certa gente credo che l’ironia sia qualcosa di totalmente sconosciuto. D’altronde lo si capisce dal modo in cui lo stesso “capetto” si prende sul serio e si sente investito da una missione per la salvezza del genere maschile. E che quest’ultimo nella vita abbia davvero poche altre cose di cui occuparsi, lo si capisce anche dal tempo che dedica alla scrittura de suoi lunghissimi commenti autoreferenziali . A proposito di lui, se gia’ non lo conoscessi, sa per sicuro di in un libercolo che ha scritto, nel quale il primo capitolo di ben quaranta pagine (dico, 40!) era dedicato interamente all’arte della “masturbazione”.
Potrai capire quindi perche’, da quando ho scoperto questo dettaglio, ogni tanto mi diverta ad usare lui ed il suo clan di sfigati come esempio dell’inconcludenza e della ridicolaggine di un certo tipo di maschio eternamente alla ricerca, con ogni mezzo possibile, di qualcuna che gliela smolli. Quindi non molto dissimile da quello che accade un po’ ovunque, siano essi maschi alfa, beta o gamma. Ma questo e’ solo il parere di una persona cafona, dotata di poco acume e poca cultura come loro, giustamente, mi hanno etichettata.
Saluti.

Replica .28 maggio 2010 Fabrizio Marchi permalink
Cara Antigone, mi sembra che tu sia di una pasta diversa da questa Chiara di Notte (una ex escort, peraltro, ma non sarebbe questo il problema…) che ti ha appena scritto, e lascio a te valutare…
Questi che leggi sono i contenuti e i toni mediamente utilizzati da una serie di personaggi, sia femminili che maschili, che hanno fatto irruzione nel nostro blog.
Non entro nel merito e chiedo anche a te di sorvolare. Non ho e non abbiamo nessuna voglia di riaprire inutili polemiche con questa gente.
Continuiamo a discutere e a confrontarci, se vuoi, ma seriamente, non di queste scemenze e soprattutto non con questa gente.
Fabrizio

Icarus.10 1:42 pm - 28th maggio:

A quell’essere mentecatto vorrei ricordare che le donne qui dentro sono sempre state trattate bene(compreso Galatea, con tutti gli insulti che invece lei aveva usato nei nostri confronti sul suo blog) e che due di esse, tra cui Rita, hanno aderito ufficialmente a questo Movimento.

Luke Cage 2:04 pm - 28th maggio:

Antigone dice:
hi paragona il femminismo ai campi di sterminio nazisti dimostra una tale ignoranza e superficialità da non meritare nè risposte nè commenti.

http://www.youtube.com/watch?v=YBYEcIMO6RA

http://dailymotion.virgilio.it/video/xavmfg_le-donne-di-silvio_newsundefined

http://antifeminist.altervista.org/risorse/mito_femminismo_buono.htm

Coerentemente sbandiera il suo impegno nella difesa delle donne e degli uomini-gay, contro cui non ho nulla contro però è indicativo dei parametri di femminismo plurale nel considerare le ingiustizie.
Infatti tra tutti i movimenti maschili, solo maschile plurale (maschi femministi) vengono considerati loro degni interlocutori.
Il sessismo è una brutta bestia.Tenetevi pure stretta l’eredità femminista, d’altronde è la dimostrazione/conferma delle tesi del nostro Movimento e di quello che dicevo a Fabrizio pochi giorni fa riguardo all’inganno storico del femminismo: ideologia reazionaria (perchè razzista e sessista) che ha usato la sinistra (con cui viene ormai identificata) per affermare sotto il vessillo della pari dignità quello che poi si sta rivelando come un progetto egemonico partito da molto lontano, come si evince dall’articolo sul primo femminismo linkato poco sopra.

armando 2:41 pm - 28th maggio:

Cominciamo a ristabilire alcuni punti di verità su quello che scrive Antigone. Icarus ha già opportunamente smentito la favola del soffitto di cristallo in politica. Tempo addietro ho cercato di sapere la percentuale di uomini e donne iscritti ai vari partiti, ma pare sia “segreta”. E’ del tutto logico pensare che la partecipazione maschile sia maggiore di quella femminile. Si potrà obbiettare che è la politica a non essere appetita dalle donne per certi suoi meccanismi. Ma se anche così fosse, l’unica strada è quella di impegnarsi direttamente e faticosamente, non di chiedere strade privilegiate. Ma Antigone insiste più volte sulla differenza retributiva. E’ un mantra che ci viene sempre riproposto, ma è falso.
Il Corriere della sera dell’ 8 marzo inizia a fare giustizia delle bugie citando lo studio dell’”Osservatorio sulla gestione della diversità” dell’Università Bocconi, secondo il quale le differenze retributive fra uomini e donne sarebbero nell’ordine del 2% (quindi praticamente nulle), a parità di qualifica, mansioni, inquadramento e anzianità.
La differenza rispetto ad altre ricerche è notevole. L’Istat aveva stimato, nel 2007, la differenza al 7%, Unioncamere, nel 2008, al 17%, mentre per Eurispes, nel 2009, il differenziale avrebbe toccato il 16%. Il “segreto” della nuova verità si alligna proprio nei criteri della ricerca, che, differentemente da altri studi, non si limita a mettere a confronto il monte salari di uomini e donnne deducendo la discriminazione dal diverso ammontare. “La novità- dice la coordinatrice dell’Osservatorio Simona Cuomo- è che non ci siamo fermati a valutare la differenza tra lo stipendio medio delle donne e degli uomini ma siamo andati a vedere quanto guadagnano esattamente un uomo e una donna a parità di qualifica, mansione, inquadramento, anzianità di servizio”.

Il risultato è quello sopra ricordato, e non potrebbe essere diversamente dal momento che le retribuzioni nel nostro paese sono regolate in massima parte dai contratti collettivi di lavoro (nazionali e integrativi aziendali) che, ovviamente, non fanno discriminazioni per sesso. Non le fanno e nemmeno le potrebbero fare perchè, semplicemente, urterebbero contro un principio cardine della Costituzione.

Solo la malafede o una patente imbecillità scientifica (e dica il lettore cosa è peggio) hanno potuto far scrivere e dire le falsità che abbiamo letto e ascoltato (non mi riferisco ad Antigone ma ai servizi Tv e giornalistici). Rimane un piccolo margine, quel 2% che l’articolo non spiega, ma che potrebbe agevolmente essere fatto risalire o al maggior numero di ore di straordinari che gli uomini si sobbarcano rispetto alle donne oppure a qualche forma di retribuzione “ad personam” che le aziende possono concedere al lavoratore in funzione dei meriti personali acquisiti. Quisquilie, comunque, e giustificate!

Nello stesso articolo si parla anche, però, del fatto che via via che i livelli di qualifica aumentano, il numero di donne diminuisce. Non c’è motivo di disconoscerlo, ma è evidente che si tratta di un problema del tutto diverso dalla inesistente discriminazione retributiva. Nè dalla differenza di qualifiche professionali può essere automaticamente dedotta una forma di discriminazione. Qualsiasi datore di lavoro che non sia folle o autolesionista, con la parziale eccezione degli enti pubblici in cui valgono ancora, si spera per poco, logiche clientelari piuttosto che meritocratiche, ha tutto l’interesse a incentivare anche con avanzamenti di carriera i lavoratori che concorrono al buon andamento dell’azienda, ovvero alla produzione di utili. Il contrario sarebbe in contraddizione col principio del profitto che sovraintende all’economia di mercato. Ed il profitto, lo si sa, non tollera discriminazioni che potrebbero incidere in negativo sulla sua crescita. Questo dicono logica e buon senso. Fattori questi che non sono mai presi in considerazioni da tesi che si fondano sul dogma ideologico secondo il quale uomini e donne, se lasciati liberi di scegliere, avrebbero gli stessi interessi, gli stessi gusti, le stesse passioni, le stesse inclinazioni, gli stessi desideri, e si porrebbero gli stessi obbiettivi . E’ solo partendo da questo dogma indimostrato e indimostrabile che si può desumere una discriminazione sessista dal minor numero di personale femminile nei ruoli più alti. Ed è sempre per questo dogma che si invocano le quote rosa nei consigli d’amministrazione aziendali (in Norvegia è già così), o si pretende che la promozione di un uomo debba essere giustificata e se del caso rifiutata in favore di quella di una donna senza altri motivi che non siano il sesso della promuovenda. E’ già realtà nel pubblico impiego, ma ci si avvia nella stessa direzione anche nel privato.
Se la differenza di genere fosse davvero solo un “costrutto culturale” in sè discriminatorio, logica vorrebbe che i sostenitori di questa teoria richiedessero misure simili dappertutto, anche, ad esempio, per i lavori pericolosi, notoriamente appannaggio quasi esclusivo degli uomini (e sia chiaro che non me ne lamento). Ma chiedere coerenza a costoro è chiedere troppo. In ogni caso non sono neanche sfiorati dal sospetto che, senza che siano in discussione intelligenza e capacità, una donna possa preferire un lavoro meno impegnativo che le lasci tempo per i figli e per la cura della casa e della famiglia, o che un lavoro part-time possa bene attagliarsi ai suoi desideri o alle sue necessità. E quando il dogma è contraddetto dalle parole delle stesse donne, allora i loro “difensori” le accusano di sottomissione psicologica al potere patriarcale.
armando

Alessandro 3:12 pm - 28th maggio:

“E’ qui casca l’asino”, Antigone. Insomma, alla prova dei fatti niente di nuovo sotto il sole. Coloro che affermano di battersi per la parità fra i sessi, le femministe, sono anche coloro che avvalorano i privilegi pro donne. E’ questa ipocrisia che mi infastidisce. Dovete decidere da che parte stare.
1. Chi ha detto che le donne lavorano sempre più in casa degli uomini? Può essere, come può essere il contrario. Prendiamo il caso di una donna single, che si può pagare la domestica, e di un uomo single, precario a cui a malapena bastano i soldi per vivere. Secondo te chi lavorerà di più in casa? E guarda che queste situazioni sono diffusissime. Voi femministe siete ancora ferme agli anni Settanta. Bisogna aggiornarsi. Inoltre, sono gli uomini a svolgere i lavori più fisicamente usuranti. Come avrai compreso risulta sciocca e discriminante una legge del genere, tanto che in Europa si chiedono come sia possibile una tale assurdità. Ma si sa, noi siamo un Paese maschilista. Per quanto riguarda la differenza di retribuzione tra uomini e donne, è finita negli anni
Ottanta. I contratti nazionale collettivi non la consentono. Poi se tizio paga di più un uomo di una donna, questo può accadere nel settore privato al di fuori di questo tipo di contrattazione, come può accadere il contrario. Aggiornarsi anche in questo caso.
2 Siamo d’accordo sull’aspetto discriminante di simili provvidimenti. Le borse di studio destinate alle donne esistono eccome, come esistono i corsi, finanziati dall’unione europea, i quali prevedono quote destinate alle donne.
Ritornerò sugli altri punti, purtroppo adesso non posso più trattenermi al computer.

Luke Cage 3:26 pm - 28th maggio:

@Antigone
Come è triste la Klaretta.
Intanto a Galatea e a psycho-Lameduck nessuno ha dato della troia, forse perchè non hanno esercitato tale mestiere.
Vorrei sollecitarti a fare attenzione a chi ti sta avvicinando: il web è pieno di gente stramba e chi si presenta con aria complice “aggiungendoti sul suo blogroll” non è detto che abbia nulla da spartire con te.
Ho letto in passato qualcosa sul blog di “Chiava di Notte”, una zingara italo ungherese lesbica che si autodefinisce bisex (nulla di male su tutta le linea, sia chiaro), col dente avvelenato nei confronti degli italiani (dopo tutti i clienti che ha avuto,che ingrata) e che non manca nei suoi post di lanciarsi in deliranti apologie sulla superiorità morale e soprattutto sessuale delle donne, circondata da uno stuolo fisso di devoti cortigiani che pendono dai suoi scritti.
Per quel che riguarda Fabrizio Marchi non soffermarti sulla “questione delle seghe” che la poveraccia utilizza oramai come unico argomento per delegittimarlo (dato che chi si occupa di Questione Maschile è uno “sfigato segaiolo” ,come ama definirci, senza ironia ovviamente).
Quando si conduce un’esistenza prevalentemente virtuale, tra blogs (dice sempre,”sono finita sul tuo blog per caso”) e Second Life (di cui la nostra è cultrice) non si riesce più a distinguere se si ha che fare con persone vere oppure no (infatti un tema caro alla poveretta è proprio quello della sincerità,di cui però non sa che farsene visto il fango che va in giro a spargere).
Pertanto se hai intenzione di dar spazio sul sito di Femminismo Plurale a questo personaggio preparati ad assistere ad alcune delle più becere e volgari espressioni nazi-sessiste, altro che machilismo

ckkb 4:31 pm - 28th maggio:

Non è con me che si ha da discutere ma con se stesse: l’Antigone di Sofocle ha difeso il diritto del cuore di contro alla legge ingiusta e non la legge ingiusta di contro a quella del cuore. Quest’ultima scelta è la strada sbagliata della maggioranza delle donne oggi. Credo che ogni uomo che ama le donne se ne dispiaccia profondamente. E credo che chi si dà la pena di scrivere di questo errare femminile senza coscienza del bene e del male, ami davvero le donne.

Antigonexxx 4:32 pm - 28th maggio:

http://www.businessonline.it/news/4446/confronto-differenze-stipendi-uomoni-donne-unione-europea.html
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/societa/201001articoli/51416girata.asp
http://www.tecnoteca.it/risorse/retribuzioni/04
http://www.vostrisoldi.it/articolo/salari-e-stipendi-giovani-e-donne-guadagnano-meno/21157/
basta fare una breve ricerca su internet (su siti normali, mica femministi) per accorgersi che quello che dite sugli stipendi e sull’equo trattamento lavorativo di uomini e donne, è fondato sul nulla.
Ora mi rivolgo a Fabrizio:
sei d’accordo con l’equiparazione tra femminismo e nazismo proposta dal tuo lettore?tanto per capire. se così fosse non mi sembra opportuno continuare la discussione. Simili accuse sono davvero troppo pesanti e completamente fuori dalla realtà. Tanto per capire se il livello della discussione può essere alto o meno.

Alessandro 4:44 pm - 28th maggio:

Riprendo da dove avevo interrotto.
3 Siamo in totale disaccordo. io sono per le pari opportunità, tu per i privilegi di genere.
4 Su questo punto credo tu sia stata un pò ironica: le pari opportunità non si occupano di donne (sic!). E di cosa si occupano?
Comunque tu vai orgogliosa del tuo femminismo, io del mio antifemminismo, che, attenzione, non ha nulla da spartire con il maschilismo. Meglio sempre precisare. Sono antifemminista perchè sono contro i privilegi di genere e contro le discriminazioni di genere.
Su internet si trova di tutto di più. Io mi tengo gli studi della Bocconi riportati da Armando. Mi sembra proprio una fonte attendibilissima.

Silver 5:05 pm - 28th maggio:

IL MITO DEL POTERE MASCHILE, di Warren Farrell.

Le «celle di vetro» del sesso a completa disposizione

4 Le professioni mortali: «Il corpo è mio, ma non lo gestisco io»
Gli uomini non sono esseri viventi ma esseri facenti.
Sentiamo ripetere spesso che le donne sono relegate a fare lavori malpagati, senza sbocco, in ambienti di lavoro miserabili come le fabbriche. Ma allorché The Jobs Related Almanac classificò 250 mestieri, dal migliore al peggiore, basandosi su una combinazione di fattori come stipendio, stress, ambiente di lavoro, prospettive, sicurezza e fatica fisica, si rilevò che 24 dei 25 mestieri peggiori erano svolti quasi esclusivamente da maschi. Qualche esempio: camionisti, lattonieri, conciatetti, costruttori di caldaie, boscaioli, carpentieri, muratori o capisquadra, operatori di macchinari per l’edilizia, saldatori, costruttori di mulini, metallurgici. Questi «mestieri peggiori» hanno tutti un elemento in comune: dal 95 al 100 per cento toccano agli uomini.
Ogni giorno muoiono sul lavoro tanti uomini quanti mediamente ne morivano in Vietnam in una giornata. In sostanza, gli uomini sono chiamati tre volte alla leva: per tutte le guerre, come guardia del corpo gratuita e per tutti i mestieri pericolosi, o «professioni mortali». Gli uomini si sentono sempre psicologicamente richiamati.
Come le donne forniscono l’utero per creare i bambini, spesso gli uomini forniscono il grembo finanziario per mantenere i bambini. Molti sono spinti a scegliere professioni mortali proprio per fornire questo grembo finanziario. Il motto non detto delle professioni mortali è: Il corpo è mio, ma non lo gestisco io.

Le professioni mortali: la più grande «cella di vetro» degli uomini
«Nel 94 per cento degli incidenti mortali sul lavoro sono coinvolti gli uomini.»
«Negli Stati Uniti il tasso di mortalità maschile sul lavoro è dalle tre alle quattro volte superiore a quello del Giappone. Se negli USA il tasso fosse quello giapponese, salveremmo ogni anno la vita di circa 6000 uomini e 400 donne.»
«Negli Stati Uniti c’è un solo ispettore che controlla la sicurezza delle condizioni di lavoro per ogni sei addetti al controllo della pesca e della caccia.»
«Negli Stati Uniti la sicurezza sul lavoro non è ancora uno dei corsi richiesti per conseguire un master in economia.»
«Nel corso di ogni ora lavorativa, un operaio edile perde la vita negli Stati Uniti.»
«Più un mestiere è pericoloso più è massiccia la presenza di uomini. Alcuni esempi:
Occupazioni pericolose
Pompieri 99% maschi
Taglialegna 98% maschi
Camionisti 98% maschi
Operai edili 98% maschi
Minatori 97% maschi
Occupazioni sicure
Segretari 99% femmine
Receptionist 97% femmine
Uno dei motivi per cui i mestieri svolti dagli uomini sono meglio pagati, è che sono anche più pericolosi. Il supplemento di paga potrebbe essere definito «indennità per la professione mortale». E, nell’ambito di una data professione mortale, quanto più
un incarico è pericoloso tanto più probabilmente sarà affidato a un uomo.
Entrambi i sessi contribuiscono a creare quelle invisibili barriere che poi tutti e due sperimentano. Esattamente come il «soffitto di vetro» descrive l’invisibile barriera che tiene le donne lontane dai mestieri meglio pagati, così la «cella dì vetro» descrive l’invisibile barriera che costringe gli uomini ai mestieri più pericolosi.
Il popolo delle celle di vetro sta attorno a noi. Ma poiché sono i nostri uomini di seconda scelta, li rendiamo invisibili. (Quante volte abbiamo sentito dire a una donna: «Ho conosciuto un dottore…» ma mai: «Ho conosciuto uno spazzino…»)

Silver 5:06 pm - 28th maggio:

IL MITO DEL POTERE MASCHILE, di Warren Farrell.
Potere netto
«L’U.S. Census Bureau rileva che le donne capifamiglia hanno un’entrata netta che è il 141 per cento di quella degli uomini capifamiglia.»
(Il valore delle statistiche sul netto è che ci consentono di valutare che cosa a lui e a lei resta una volta adempiuti i rispettivi obblighi finanziari. Il netto medio delle donne è di 13.885 dollari, quello degli uomini di 9883 dollari. Ciò accade perché, sebbene i capifamiglia maschi abbiano entrate lorde più elevate, hanno anche obblighi economici molto più pesanti. È più probabile che siano loro a mantenere la moglie, o la ex moglie, e non le mogli a mantenere loro, e pertanto con le entrate devono provvedere a sé, alla moglie e ai figli – non solamente al cibo e alla casa, ma anche all’istruzione, le assicurazioni e le vacanze. Il divorzio spesso significa che la donna ottiene la casa, che l’uomo paga, e anche la custodia dei figli, che l’uomo mantiene. L’obbligo per la donna di passare più tempo con i figli fa sì che guadagni meno, mentre l’uomo guadagna di più ma spende anche di più.)
«In quell’1,6 per cento di persone ricchissime che fanno parte della popolazione americana (quelle con disponibilità di 500.000 dollari e oltre), il patrimonio netto delle donne è superiore a quello degli uomini.»
Com’è possibile che tante delle persone più ricche siano donne, se poi le donne non occupano nessun posto chiave nelle società? In parte perché scelgono gli uomini che quei posti occupano, e a loro sopravvivono. E in parte perché possono spendere di più e hanno meno obblighi finanziari…
Il potere di spendere
Uno studio sui grandi centri di vendita (compresi i negozi di abbigliamento maschile e di articoli sportivi) ha rilevato che lo spazio riservato agli articoli femminili è in genere sette volte superiore a quello riservato agli uomini. Entrambi i sessi comprano di più per le donne. La chiave della ricchezza non è quanto si guadagna, ma piuttosto quanto si spende per sé, a propria discrezione – o quanto viene speso per noi, su nostro suggerimento.
Nell’insieme, le donne controllano i consumi con ampio margine e quasi in ogni settore. Con il potere di spendere arrivano altre forme di potere. Il controllo sulla spesa da parte delle donne dà loro il controllo sui programmi televisivi, perché la TV dipende dagli sponsor. Quando a ciò si aggiunge il fatto che le donne guardano di più la TV in tutti i momenti liberi, è chiaro che gli spettacoli non possono permettersi di mordere la mano che li nutre. Le donne sono per la televisione quello che i boss sono per i dipendenti. Il risultato? La metà dei 250 film girati per la televisione nel 1991 mostrava le donne come vittime – sottoposte a «una qualche forma di maltrattamento fisico o psicologico».
Il «gap negli oneri finanziari»
Al ristorante, gli uomini pagano per le donne all’incirca dieci volte più spesso di quanto non tocchi alle donne, e più il ristorante è costoso più di frequente è l’uomo a pagare. Capita spesso che una donna dica: «In fondo, gli uomini guadagnano di più». Ma quando due donne vanno insieme al ristorante, nessuna delle due dà per scontato che sarà quella che guadagna di più a pagare il conto. L’aspettativa che gli uomini spendano di più per le donne crea il «gap negli oneri finanziari».
Ho avuto una prima avvisaglia di questo gap ripensando al mio primo appuntamento. Quando ero un teenager, mi piaceva fare il baby-sitter. (Amavo davvero i bambini, e inoltre era l’unico modo per essere pagato per svuotare il frigorifero!) Ma poi arrivò l’età dei primi appuntamenti. Purtroppo, come baby-sitter mi pagavano solamente 50 cent l’ora. Per tagliare l’erba, invece, si guadagnavano 2 dollari l’ora, ma io detestavo tagliare l’erba. (Vivevo nel New Jersey, dove le cimici, l’umidità e il sole di mezzogiorno rendevano quest’operazione decisamente molto meno gradevole della razzia di un frigorifero.) Ma non appena passai ai primi appuntamenti, cominciai anche a dedicarmi al taglio dell’erba.
Per i ragazzi, tagliare l’erba è una metafora del fatto che dobbiamo imparare presto a fare i lavori che ci piacciono meno solo perché rendono di più. Negli anni del ginnasio, i ragazzi cominciano a reprimere l’interesse per le lingue straniere, per la letteratura, la storia dell’arte, la sociologia e l’antropologia perché sanno che un laureato in storia dell’arte guadagna meno di un ingegnere. In parte a causa della prospettiva di futuri obblighi finanziari (con buone probabilità dovrà mantenere una donna, mentre non può aspettarsi di essere mantenuto da una donna), negli Stati Uniti 1′85 per cento degli studenti che frequentano la facoltà di ingegneria è costituito da maschi; oltre l’80 per cento degli studenti della facoltà di storia dell’arte sono invece femmine.
La differenza di stipendio tra una insegnante di storia dell’arte femmina e un ingegnere maschio sembra una forma di discriminazione, mentre in realtà entrambi i sessi sanno già in anticipo che una laurea in ingegneria rende di più. In effetti, la donna ingegnere che comincia a lavorare senza avere alcuna esperienza, guadagna mediamente 571 dollari all’anno in più della controparte maschile.
In breve, gli impegni finanziari che inducono un uomo a scegliere una carriera che gli piace di meno ma rende di più sono un segno di impotenza e non di potere. Ma quando s’impegna in quel lavoro, spesso le donne danno per scontato che pagherà lui perché «dopo tutto, guadagna di più». Pertanto, le aspettative di entrambi i sessi rafforzano la sua impotenza.

Rita 5:14 pm - 28th maggio:

Antigone: ma basta dare una veloce scorsa agli stessi link che hai postato tu per capire che la differenza di stipendi c’è ma non è “a parità di lavoro e ore lavorate” ma è data dalla differente distribuzione dei sessi negli incarichi di responsabilità, nonchè dal massiccio ricorso al part-time.

Esattamente il discorso che veniva riportato più su da Armando.

Peraltro mi è capitato più volte di discutere con donne (soprattutto mamme) che si ritenevano discriminate e non considerate cittadine al pari degli altri, perchè in Italia era difficile trovare mansioni che richiedevano orari flessibili o part-time per consentir loro di seguire i figli come volevano.

E’ il solito discorso, tutto e il contrario di tutto.

E’ discriminazione se trovi un lavoro part-time ma è discriminazione anche se non lo trovi.

Silver 5:15 pm - 28th maggio:

http://questionemaschile.forumfree.it/?t=2080662
Antigone
“basta fare una breve ricerca su internet (su siti normali, mica femministi) per accorgersi che quello che dite sugli stipendi e sull’equo trattamento lavorativo di uomini e donne, è fondato sul nulla.”
______
Sì, ok.
Ora, però, fatti una domanda: lo scopo di un imprenditore qual è? Guadagnare, giusto? Bene, e allora per quale ragione il suddetto dovrebbe assumere degli uomini, per pagarli di più? Basterebbe assumere tutte donne, pagarle di meno e gonfiare di più il proprio portafoglio, no?

(…)
Antigone:
“Purtroppo ci sono una serie di altri fattori che mi trovano favorevole: statistiche dimostrano che con l’aggiunta del lavoro domestico e la cura dei figli le donne lavorano molte più ore al giorno rispetto agli uomini. ”
______________________

Quali donne? Di quali generazioni? Forse quella delle trentenni? Magari quella delle ventenni?
Antigone, vuoi farmi ridere? Ma poi, dimmi: non siete voi femmine il “vero sesso forte” ? E allora di cosa vi lamentate? Chi è forte non si lamenta…

Icarus.10 5:20 pm - 28th maggio:

@Antigone: a parità di lavoro, uomini e donne guadagnano uguale. La legge vieta disparità di retribuzione a parità di lavoro tra i sessi. Potrebbe anche darsi(e non credo), che in linea di massimo, ci sia qualche piccolo e spregiudicato imprenditore(ma non gli conviene, perchè se lo scoprono sono cazzi amari per lui) di qualche oscuro e sperduto villaggio del sud italia, che paghi di meno le donne rispetto a gli uomini. ma sono casi isolati. L’eccezione non può sovvertire la regola.

Globalmente gli uomini guadagnano più delle donne, perchè gli uomini decidono di fare lavori più tecnici(hai mai visto un idraulico o elettricista donna?), rischioso e professionalizzanti. Ma a parità di lavoro, guadagnano in egual modo.

http://www.landriscina.it/wiki/doku.php?id=qm:bufale

Sul paragone tra nazismo e femminismo, io la vedo così: Il nazismo è una cosa, e il femminismo è un’ altra cosa.Non sono la stessa cosa, quindi. Però ti chiedo una cosa: proclamare la superiorità biologica, intellettuale e di dignità della donna rispetto all’ uomo(come fa il femminismo, hai letto tra l’altro l’articolo di Veronesi su repubblica?), cioè di un sesso rispetto all’altro, non ricorda un pò il nazismo che predicava la superirità di una razza rispetto all’altra? Non ti sembra un’applicazione del nazismo nell’ ambito dei rapporti tra i due sessi?
Poi ti chiedo un’altra cosa: offendere, denigrare quegli uomini che si sono suicidati perchè abbandonati dalle mogli, cioè offendere la fragilità e la sensibilità umana, non ti ricorda un pò il nazismo che offendeva le persone fragili e sensibili, perseguitandole, internandole e soprrimendole?

@@Antigone: inoltre gli uomini vivono SETTE anni in meno alle donne. Se anche fosse vero che le donne lavorano più degli uomini(e non è vero), ti sembra giusto che con questi SETTE(7) anni in meno, e con lavori più rischiosi e usuranti, un povero metalmeccanico debba andare in pensione 5 anni più tardi rispetto ad una fresca e pimpante impiegata o segretaria?

Silver 5:26 pm - 28th maggio:

IL MITO DEL POTERE MASCHILE, di Warren Farrell.

I media divulgano studi secondo i quali le donne dedicano molto più tempo alla casa e alla cura dei figli e concludono: «Le donne fanno due lavori; gli uomini uno solo». Ma ciò è fuorviante. Le donne lavorano più ore in casa, ma gli uomini lavorano di più fuori casa. E l’uomo medio passa più tempo sui mezzi di trasporto e dedica più tempo all’orto, alle varie riparazioni, a imbiancare… Che cosa succede se si mettono insieme tutte queste cose? Ad esempio, uno studio condotto all’università del Michigan, e presentato nel 1991 dal Journal of Economic Lìterature, rilevò che l’uomo medio statunitense lavorava 61 ore alla settimana, la donna media 56. È forse un cambiamento che si è verificato di recente? No. Nel 1975, esaminando un campione nazionale di massima attendibilità, si rilevò che nelle famiglie – sommando le ore dedicate ai figli, alla casa, al lavoro fuori casa, ai trasferimenti e al giardinaggio – i mariti svolgevano il 53 per cento del lavoro globale, le mogli il 47 per cento.

Luke Cage 5:57 pm - 28th maggio:

@Fabrizio
Certo ognuno è libero di scegliersi gli interlocutori.
Ti/ci è stato praticamente dato l’ultimatum: una discussione che può essere definita tale dai “Plurali” (Maschili e Femminili) non prescinde dalla “realtà” per come viene attualmente presentata dalla maggior parte dei mass media e (un pò anche di conseguenza) dalla maggior parte delle fonti sul web.
Non condivido certo politically correct quando si tocca l’anti-semitismo: è un tema a cui ricorro spesso perchè è molto efficace, ma non considero l’abominio nazista peggiore di qualsiasi altra manifestazione integralista/razzista, sia esso il Sionismo , il “Waabismo” di Bin Laden,i nazionalismi dell’Europa dell’Est,della Russia e dei Balcani etc.
L’antisemitismo è una delle espressioni del razzismo: se si nega ciò allora si legittimano forme di discriminazione a sfavore di altre,prendendosi in giro senza rendersene conto.
E questo vale soprattutto per il femminismo.

Leo 6:07 pm - 28th maggio:

Questi quanto dovrebbero prendere?

http://www.minieradiraibl.it/minatori.htm
la solita retorica mi dirai
Io ho fatto un anno di militare obbligatorio solo perché maschio, e non ne avevo voglia, forse dovrebbero darmi un risarcimento sti berluska che parlano tanto.

Alessandro 7:03 pm - 28th maggio:

Leo, hai toccato un altro aspetto importante: il militare, inteso come anno di leva obbligatoria, infatti, dove lo mettiamo? Per quello non si sono mai chieste le pari opportunità.
Icarus: sono d’accordo con te sulla ridotta rappresentanza politica femminile dovuta all’altrettanto ridotta partecipazione alla vita politica. Volevo però mettere alla prova la nostra Antigone. E ho avuto conferma dei miei sospetti: quote solo dove fa comodo.

Fabrizio Marchi 7:32 pm - 28th maggio:

Cara Antigone, è bene chiarire subito una cosa. Il sottoscritto non ha l’anello al naso. Ha una lunga esperienza politica alle spalle e conosce determinati meccanismi. Quindi evitiamo di fare furbate…Altrimenti è inutile anche tentare un dialogo. Perché se non aspetti altro che di buttare una buccia di banana, come hanno fatto altre/i, per tentare di farci scivolare sopra qualcuno degli utenti del blog (o addirittura il sottoscritto), per poi gridare allo scandalo, sbattere la porta e andare in giro a dire che gli Uomini Beta strizzano l’occhio a posizioni nazistoidi oppure equiparano il femminismo al nazismo, lasciamo proprio perdere.
Per essere ancora più chiari (e non vorrei dirle queste cose ma mi ci costringi) il sottoscritto, quando era un giovanotto, mentre la Chiara di Notte di turno faceva marchette di lusso, organizzava, fra le altre cose che si facevano all’epoca, insieme a tanti altri suoi compagni di lotta, le cosiddette ronde antifasciste (anche Ckkb queste cose le conosce bene…) che non erano proprio una passeggiata di salute, specie negli anni ’70… Anche perchè il confronto non si svolgeva nella realtà virtuale ma in quella molto concreta delle strade, delle piazze e spesso dei vicoli ciechi dove non c’erano molte alternative e la regola (si fa per dire..) si fondava su una tautologia molto semplice: o meni o meni…
Spesso tornavo la notte fonda a casa con qualche punto di sutura in testa, un occhio pesto, un paio di costole rotte, numerose ecchimosi e via discorrendo. Mio padre mi aspettava inquieto, sempre sul punto di sbottare e darmene altre ma quando stava per farlo io gli ricordavo, da dietro il tavolo dove usavo rifugiarmi, che lui, quando aveva la mia età, ai fascisti e ai nazisti gli sparava (non a chiacchiere ma con i fucili Mauser rubati ai tedeschi e con i mitra Sten con cui gli inglesi rifornivano i partigiani). E allora lui a quel punto, dopo un secondo di esitazione che ancora ricordo con immensa tenerezza, abbassava il braccio con cui stava per mollarmi un ceffone, sbuffava, brontolava, imprecava, “smadonnava” (peraltro era nativo di Carrara e come sai da quelle parti non sono mai stati particolarmente attenti ai santi e in generale alla famiglia celeste) ma dopo un po’ se ne tornava a letto. Vedi a cosa servono i padri, Antigone…anche a trasmettere un vissuto, un’esperienza, un sapere, dei valori forti, e anche per mollare qualche ceffone, ogni tanto ( io ne davo e ne prendevo già tanti di mio…). Quindi mentre qualcun altro faceva marchette, in senso metaforico o reale (le prime sono certamente più gravi) e ingrassava il suo portafogli, il sottoscritto, come già ho avuto modo di dire, oltre a studiare (per la verità ero un bravo studente ed era per questo che mio padre mi lasciava fare) e a fare le ronde antifasciste, organizzava occupazioni di case, autoriduzioni delle tariffe, scioperi, comitati di lotta, ecc. ecc. ecc. D’altronde era l’epoca (che bella…) dell’assalto al cielo…
Mio padre mi ha insegnato (anche) questo. Forse quelle come Chiara di Notte sono state più furbe di me: mentre io facevo a bastonate per motivi politici, quelle come lei si sistemavano. Comunque, ciascuno ha la sua storia… Questa è la mia, per cui, e sono certo che comprenderai in questo frangente i miei modi forse un po’ troppo bruschi (mi relaziono nei tuoi confronti nello stesso modo con il quale mi relazionerei ad un uomo ed è il massimo del rispetto che ti porto), quando parli con me di antifascismo, ti invito prima a fare qualche gargarismo…(metaforicamente parlando, sia chiaro…)
Fatta questa doverosa premessa, se mi chiedi, per la verità in modo maldestro, se anche io penso che si possa equiparare il femminismo al nazismo, è evidente che la mia risposta non può che essere un NO deciso e determinato. Ma sono certo che anche l’autore di quel post, cioè Ckkb, ti darebbe la stessa risposta. Anche perché, se parliamo da un punto di vista storico-politico nulla si può paragonare al nazismo, neanche lo stalinismo o la Santa Inquisizione (anche se gli Spagnoli in America Latina ci si sono avvicinati molto…). Ma non è questo il punto. Non scherziamo. Naturalmente sarà lo stesso Ckkb a risponderti, se vuole, ma io credo che ciò che volesse sostenere fosse altro.
Forse voleva sostenere questo che purtroppo è un fatto al quale non possiamo sfuggire. E cioè che un’ideologia, il femminismo, che sostiene che tutti gli uomini, indipendentemente dalla loro soggettività, dalla loro condizione sociale, dal ruolo che occupano nella società, nella famiglia o nei rapporti interpersonali, sono stati e sono sempre, comunque e dovunque gli oppressori, i carnefici, i guerrafondai, gli stupratori, e le donne, sempre, comunque e dovunque le oppresse e le vittime innocenti, non può che essere definita sessista e razzista.
Poi naturalmente ci sono tante correnti e sottocorrenti anche nel femminismo come dovunque, ma questo è il messaggio che è passato, quello che purtroppo ha vinto ed è entrato a far parte dell’immaginario di tutti.
D’altronde non me lo invento certo io. Il femminismo ha preso in prestito la dialettica marxista della lotta di classe, ha fatto un bel copia-incolla e lo ha applicato al conflitto fra i generi. Non poteva esserci, per quanto mi riguarda, nulla di più rozzo, banale, pressappochista e soprattutto qualunquista e interclassista (il contrario del marxismo che come tu ben sai, è una ideologia di classe) ma tant’è.
La truffa dove sta? E’ che questa ideologia fondamentalmente borghese e sessista ha fatto breccia nella sinistra dove nel frattempo è crollato tutto quello che poteva crollare e dove il femminismo è rimasto forse l’ultimo baluardo ideologico che ci si ostina non solo a non voler toccare ma nei confronti del quale non si ha neanche il coraggio di avanzare una critica o una perplessità. E’ crollato il comunismo (qualcosina un “tantino” più grande del femminismo, me lo consentirai…), tutti ne hanno giustamente preso atto ma il femminismo, per carità, non si può toccare, è un tabù. Abbiamo messo in discussione tutto ma il femminismo no; è infallibile. L’ultima verità rivelata. Inattaccabile, inossidabile.
Noi pensiamo che non sia così. Ma a questo punto mi fermo perché sono andato già ben oltre la tua domanda.
Tranquilla, Antigone, abbiamo l’antifascismo nel sangue e nel DNA e non ci passa neanche per l’anticamera del cervello di equiparare null’altro al nazismo. Puoi dormire sonni tranquilli e se questo (e mi auguro di no) era l’alibi per poter sbattere la porta e mandarci a quel paese, te ne devi trovare un altro. E se questa è la tua reale intenzione non farai fatica a trovarne di altri.
Ma io mi auguro veramente di no e voglio credere nella tua buona fede. In fondo entrambi dovremmo credere negli stessi valori: eguaglianza, parità, libertà, reciprocità. O no?
Un caro saluto!
Fabrizio

Damien 8:22 pm - 28th maggio:

@Antigonexxx:

Vorrei partire partendo da un ottimo inizio, ovvero dall’ultimo post di Lucrezia sul tuo blog, credo sia l’ultimo, che ho letto con interesse e non senza annuire dandole ragione su molti aspetti, tuttavia quello ritengo sia il buon inizio, il problema che vorrei evidenziare si riscontra che, nel sociale, cio’ che accade e’ una diversa filosofia, ci sono schiere di CHIAVA-DI-NOTTE che non si fanno scrupoli ad azzannare le persone normali, perchè a quella vaginocratica e’ bene farle capire che qui nessuno biasima mancanze uterine, come spesso ho detto, di femmine tipo CHIAVA-DI-NOTTE fuori ne trovi a CHILI, sono le Donne che mancano, quelle normali, quelle a cui non ti frega se hanno la cellulite, se non hanno tempo per truccarsi, quelle con cui vai a far la spesa, ti confidi, ti parlano dei loro problemi e tu senti di poter fare altrettanto, che non ti pugnalano alla gola per un tornaconto, quelle che ne apprezzi la loro forza nei loro stessi momenti di debolezza, quelle capaci di dare amore, e invece te le vedi li.. tutte da 20 a 45 anni aspiranti veline, tutte che sembrano emulare le varie soubrettes della tv, che vadano a farsi fottere.., desidero una donna vera con cui essere se stessi, questo e quant’altro, molte come CHIAVA-DI-NOTTE non lo hanno capito, e sinceramente per quanto mi riguarda mi fanno una gran pena, lei e’ la classica tipa da prove tecniche di procreazione, che se non si sposa uno dei suoi cagnolini, la si rivedrà in qualche balera a lenire la solitudine, semprechè non trovi qualche ometto da schiavizzare con la sua ficapower, sai di pellegrini al suo paese ne circolano tanti.
Ritornando quindi sull’argomento, se e’ pur vero quanto da Lucrezia esposto, e’ anche vero quanto noi denunciamo che, in buona sostanza, stà deviando da un onesto e giusto senso di parità verso il quale noi uomini beta ne abbiamo sempre auspicato la venuta, tuttavia mai sancita in virtu’ di due pesi e due misure in tutti i campi, inoltre piu’ volte abbiamo voluto evidenziare che, se e’ pur vero quanto successo in precedenza, e’ anche vero che oggi i tempi sono cambiati per tutti, e noi non abbiamo, non dobbiamo e non siamo tenuti a pagare debiti sociali pregressi, continuando sull’aborto, e’ grazie alla scienza umana maschile che oggi le donne non solo possono decidere come e quando avere una gravidanza, ma morire di meno rispetto a prima, e con questo a remarcare quanto valgono gli uomini? no! solo a dare a cesare quel che è di cesare, cosi come alla donna per quello che le spetta, queste guerre di opinioni sono sterili, l’obiettivo comune è la fuori e si chiama SISTEMA ECONOMICO, che ha contribuito a dottrinare nella donna il ficapower, facendole perdere il senso del reale femminismo: la totale parità! non la supremazia grazie a 4 labbra ed un clitoride.. perchè qui se il clito..ride, il pene piange! ed a piangere e’ solo quello degli uomini normali, i beta! ecco quindi l’articolo di Barnard che entra in gioco! cercando di svegliarvi e di farvi capire che, se le vostre nonne, le vostrre mamme hanno lottato per la parità, come da Lucrezia ampiamente e giustamente escusso, ebbene.. allora fatelo! raggiungete questa parità! ma senza se e senza ma! senza due pesi e due misure, andate in miniera, morite in prima linea, pagate la cena al tipo che vi piace, insomma siate paritarie all’uomo! e invece no.. quello che succede fuori è ben diverso e noi, in quanto UOMINI e non ometti ogm, lacchè o sfigati, intendiamo denuncialo, prendendo per mano il femminismo vero quello genuino, quello citato dalla Lucrezia, e vogliamo con tutte le nostre forze arrivare alla parità, non al massacro odierno, dove solo chi non e’ parte del sistema e’ oppresso! e che sia chiaro, a mio modesto parere, le vere troie, sono sempre state quelle che si sposano, mettono al mondo dei figli, per poi tradire, magari giustificandosi con mille ed un motivo.. ma senza avere quello spirito di rispetto verso la propria persona, quello piu’ giusto, che consiste nel lasciarsi laddove ci siano reali problemi insolvibili, oggi invece divenuto lo sport nazionale sponsorizzato da avvocati, giudici e media, e tanto auspicato dalla CHIAVA-DI-NOTTE-E-SCAZZA-DI-GIORNO! che se la tenga la sua vulva, ha solo quella, il suo blog e qualche cagnolino scodinzolante, noi uomini normali, beta, preferiamo prendere per mano le donne ed andare verso il nostro comune obiettivo… se lo volete realmente.. si capisce..

Antigonexxx 8:52 pm - 28th maggio:

@fabrizio: mi sembra che la mia domanda in merito alla tua opinione sull’equiparazione tra femminismo e nazismo fosse più che legittima. Si tratta di un’affermazione che pregiudica la serietà di quello che viene detto. Mi sembra che tu sia un bel po’ prevenuto e sulla difensiva e, francamente, non capisco perché. Per quanto mi riguarda se avessi voluto chiudere la discussione non avrei avuto bisogno di utilizzare dei pretesti e non vedo perchè avrei dovuto farmi problemi. Cosa avrebbe dovuto impedirmi di dire chiaramente quello che pensavo? L’argomento nazismo simile al femminismo lo ha sostenuto un tuo lettore, non me lo sono inventato. Se poi vogliamo girarci intorno e far finta che non sia stato scritto nero su bianco questo è un altro discorso…

armando 7:34 am - 29th maggio:

La questione del femminazismo non va vista, ovviamente, come equiparazione sul piano storico e sociale, il che sarebbe ridicolo. Va vista piuttosto come accostamento di atteggiamenti psicologici. Per il nazismo gli ebrei sono una razza intrinsecamente malvagia, portata ad opprimere e dominare il mondo. Da questo punto di vista un paragone con un certo filone del femminismo estremista non è campato in aria. Quando si dice che la storia è storia dell’oppressione assoluta dei maschi sulle femmine, quando si teorizza che i maschi sono intrinsecamente violenti e prevaricatori, quando di dice che vanno combattuti in quanto maschi (a meno che non si pentano di essere maschi), l’atteggiamento è simile. C’è anche quì un razzismo, basato non sulla pelle o sulla stirpe, ma sul genere a cui si attribuisce uno stigma di nascita, dunque inemendabile.
armando

Leo 11:57 am - 29th maggio:

Nazifemminismo è un termine molto usato in queste discussioni, e ha una sua giustificazione; apparte la campagna mediatica che vuole il maschio un bestione deficente, allupato e stupratore e le donne intelligenti, sensibili e superiori, il caso Bobbit, ormai sono passati anni, ha suscitato ilarità e giustificazioni: castrare un uomo fa ridere ed è una cosa legittima per molta gente.

http://www.pinkblog.it/post/2298/la-nuova-lorena-bobbit-a-15-anni-di-distanza

http://www.haisentito.it/articolo/lorena-bobbit-allitaliana-donna-taglia-il-pene-del-suo-amante/8718/

Antigonexxx 12:14 pm - 29th maggio:

@damien: anch’io ho trovato molto interessante il commento di Lucrezia che mi trova sostanzialmente d’accordo su tutto. Riguardo a quello che dici, sulle cosiddette CHIAVA-DI-NOTTE-E- SCAZZA-DI-GIORNO non mi è chiaro cosa abbiano a che fare con il femminismo. Questo infatti, ed è quello che noi difendiamo (qui il post nel quale descriviamo ciò che per noi significa femminismo: http://femminileplurale.wordpress.com/editoriali/) è fatto da donne normali, con problemi normali. Uno di questi è quello che riguarda l’ambito lavorativo e la difficoltà, per molte donne, di riuscire a trovarne uno, solo perchè si presume che un giorno potranno volere un figlio. Cos’ha questo a che fare con LE CHIAVA-DI-NOTTE-E-SCAZZA-DI-GIORNO?
Riguardo al concetto di parità è ovvio che siamo d’accordo. Il problema, mi pare, sia comprendere cosa significhi parità quando in gioco ci sono delle differenze sostanziali. Ovvero posto che genere maschile e femminile sono diversi, la parità potrà essere davvero raggiunta solo se si terranno conto di queste differenze. Non può esservi un’uguaglianza tout court. Per fare un paragone: non si può pretendere che tutti paghino la stessa percentuale di tasse (questa sarebbe un’uguaglianza formale assoluta) se le persone percepiscono redditi diversi.

Antigonexxx 12:44 pm - 29th maggio:

Riporto qui il commento fatto nel nostro blog:
caro Fabrizio ho l’impressione che il tuo ragionamento faccia acqua in un punto. E questo punto riguarda la natura del sesso in genere, e in particolare della sessualità femminile. Innanzitutto reputo il sesso l’unico vero aspetto, il punto centrale, del legame che l’uomo ha con la natura. Ciò comporta che se tutto può essere il frutto di un condizionamento sociale, per quanto riguarda il sesso permane una parte che non è in alcun modo condizionabile nè dall’ambiente nè dalla società (ad esempio se un uomo è omosessuale non c’è verso che nulla lo renda etero, nonostante la pressione sociale che su di lui è esercitata).
Il secondo punto è questo: una donna può scegliere liberamente di scopare per due motivi: o per piacere o per potere. Mettiamo che, come dici tu, le donne smettano di farlo per potere ed optino per la prima opzione: il farlo esclusivamente per piacere. E decidano di farlo tralasciando tutti i condizionamenti sociale etc., decidendo a favore di un piacere libero. Sei sicuro che la conseguenza sarebbe che le donne inizierebbero a fare sesso così come lo fanno gli uomini?Incontrando uno una sera e portandoselo direttamente a letto? e che questo possa significare per una donna “l’accesso immediato al piacere”? Mi sembra che il vostro ragionamento sia viziato dalla trasposizione al genere femminile di una sessualità di tipo maschile. Ma questo non può avvenire, perchè per quanto le donne possano sforzarsi, il modo in cui naturalmente vivono il sesso è diverso. Se tu dici che le donne sono portatrici, proprio nel loro corpo, delle dinamiche del capitalismo, in quanto non scopano liberamente così come fanno gli uomini ti sbagli di grosso. Ci sono donne che lo fanno per potere (e queste possono rientrare nel tuo ragionamento) e molte donne che lo fanno per piacere. E queste non potranno mai vivere la sessualità così come la vive un uomo. E su questo elemento, eminentemente naturale, non c’è condizionamento sociale, nè imposizione, nè nulla che possa avere una qualche influenza.

Icarus.10 1:30 pm - 29th maggio:

Antigone: “Mi sembra che il vostro ragionamento sia viziato dalla trasposizione al genere femminile di una sessualità di tipo maschile”

Beh, Antigone, questo però dovrebbe valere pure a parti invertite. In ambito femminista si condannano gli uomini che vanno a prostitute, definendoli “porci maschilisti” e “sfruttatori”, ignorando, invece, o facendo finta di ignorare che la sessualità e la libido maschili(e quindi anche la modalità di eccitazione) è completamente diversa da quella femminile. In genere il maschio ha un grado di eccitazione e di esigenza sessuale maggiori di una femmina, e lo dimostra proprio il fatto che l’utenza della prostituzione è quasi totalmente maschile. La violazione della propria castità(non sto parlando della pedofilia) è molto maggiore nei preti che non nelle suore. Il consumo di pornografia è molto più accentuato nei maschi che non nelle femmine.Ti dice qualcosa questo? Significa, appunto, che sessualmente il maschio è più libidinoso della femmina(ma non nel senso di stupratore, ma di maggiore esigenza nel voler far sesso) Ora presone atto di ciò, considera che noi viviamo in una società Tette e Culi, in cui immagini e discorsi sessuali e nudità di ogni genere sono sbattuti tutti i giorni in faccia ai maschi. Una donna, in quanto ha una sessualità diversa da quella maschile, non potrebbe mai immaginare la sofferenza e la frustrazione che prova un uomo che non riesce ad avere una vita sessuale(magari perchè “bruttino”,oppure perchè poveraccio e stracciaculo, insomma uno sfigato qualunque), ma continuamente eccitato da tette e culi, sia per tv che nella vita reale.. E’ ovvio che può ricorrere al sesso a pagamento, cioè da una donna adulta e consenziente, per appagare il suo sacrosanto e fisiologico diritto al sesso. Che male c’è? Perchè giudicare questi uomini come “porci” e “sfruttatori”? Così facendo, però, le femministe, specularmente, fanno la stessa cosa cui tu ci stai accusando ora, cioè trasportare al genere maschile una sessualità di tipo femminile, cioè giudicare la sessualità e le esigenze sessuali di un uomo, usando gli stessi parametri di quelli femminili.

Strider 2:08 pm - 29th maggio:

Lo scrissi gia’ sull’ ex forum di U3000 e torno a ripeterlo ora: parlare e scrivere di “nazifemminismo”, equivale a tagliarsi gli attributi da soli, perche’ tale associazione non ha alcun senso. E calcolate che io sono un uomo di destra, non di sinistra. In questo senso la critica di Antigone e’ giusta..
>
p.s.: essere di destra non equivale ad essere fascisti-nazisti, altrimenti, di rimando, bisognerebbe concludere che tutti quelli di sinistra sono amici di Stalin e Pol pot.

Antigonexxx 2:57 pm - 29th maggio:

@icarus: non ho mai detto di essere contraria alla prostituzione (se si tratta di donne che la scelgono liberamente, ovvio). Ergo questo argomento non centra granchè con la domanda che ho posto e a cui tu non hai fornito risposta.

Icarus.10 3:22 pm - 29th maggio:

@Antigone:Beh, il fatto che non sei contraria alla prostituzione, ti fa onore. Apprezzo questa tua posizione.

In quanto alla domanda che hai posto, credo che dovrà risponderti Fabrizio.

Tu però non hai risposto alle obiezioni di Rita che ti facevano notare che negli articoli da te linkati non si affermava affatto che a parità di lavoro gli uomini guadagnano di più delle donne. Ovviamente, capisco, che non puoi rispondere a decine e decine di post contemporanemante. Quindi nessun problema.

Luke Cage 4:33 pm - 29th maggio:

@Strider:
la critica di Antigone è giusta per te proprio perchè tu sei di destra.
Il razzismo, anche quello di genere, sia maschile che femminile, non è certo di sinistra.
Come è stato ribadito poco sopra l’accostamento al nazismo ” come equiparazione sul piano storico e sociale, il che sarebbe ridicolo. Va vista piuttosto come accostamento di atteggiamenti psicologici. ”
Senza contare le campagne pubblicitarie mistificatrici ,certa stampa che deride/diprezza il maschio suicida perchè “inadeguato”.
La retorica femminista assomiglia a quella di coloro che sostengono con in fatti un assunto del tipo “se stai con noi, sei a favore delle libertà e della democrazia, altrimenti sei un nemico della giustizia e del progresso e siamo costretti ad eliminarti o a non far nulla per impedire la tua inevitabile uscita di scena”.

Alessandro 5:04 pm - 29th maggio:

Antigone, tu affermi che ci sono differenze sostanziali tra uomo e donna e di conseguenze sei favorevole ai privilegi di genere, vedi pensioni, leggi favorevoli al genere femmnile, quote rose…Questi interventi andrebbero a realizzare le pari opportunità. Quindi tu affermi che, poichè la donna è in tanti ambiti inferiore all’uomo, perchè questa è la posizione che sottende il tuo discorso, ha bisogno di essere agevolata in questo modo. E fai la similitudine sulla progressività del reddito: poichè l’uomo ha più doti, qualità ecc., e la donna meno, noi non possiamo pretendere che “competano” ad armi pari altrimenti la sfida è impari. Ma i maschilisti non eravamo noi? Ovviamente tu mi risponderai che il problema nasce dal fatto che le donne sono discriminate. Solo che poi mi devi indicare in cosa consiste la discriminazione. Perchè se la discriminazione consiste nel fatto che le donne lavorano più in casa, oppure dedicano più tempo all’allevamento dei figli, allora tu comprenderai che qui si entra in valutazioni molto empiriche, che non si possono determinare oggettivamente. Un conto è valutare il reddito di una persona, un conto è valutare chi fra marito e moglie dedica più tempo alle cure domestiche, anche perchè bisogna tener conto di altre variabili, come il lavorare fuori casa o non. Sulla maternità ci sono poi in Italia ottime leggi che la tutelano, per fortuna. Inoltre, aggiungo che la biologia non può essere utilizzata quando fa comodo e accantonata quando dispiace, perchè poi anch’io potrei pensare a differenze sostanziali tra uomo e donna, cosa che sono lungi dal fare, venendo però tacciato di maschilista.
Il femminismo della differenza è un escamotage molto fine e in tanti hanno già abboccato.. Meditate gente, meditate.

Alessandro 5:24 pm - 29th maggio:

Riguardo al “sesso ludico”, io ritengo che ognuna/o possa fare ciò che predilige. Fabrizio insiste particolarmente su questo punto, non tanto per il sesso in sè, ma poichè lo concepisce quale strumento di potere, che invece va riportato alla dimensione “naturale”, quello di essere uno dei tanti istinti che vanno soddisfatti nella maniera più libera possibile. Io penso che il suo ragionamento sia corretto, una società che “libera” il sesso, non lo commercializza, lo emancipa dalla dimensione del”do per ricevere”, sia una società migliore, auspicabile, ma allo stato attuale delle cose difficilmente realizzabile e non solo per responsabilità femminili. Limitatamente a queste ultime, mi viene difficile pensare che le donne in genere rinuncino a un potente “strumento di potere”, che in buona parte è la natura ad aver concesso loro, quando le medesime in numero così consistente giustificano le discriminazioni positive, un ossimoro che non ha bisogno di alcun commento. E’ forse questa una “battaglia” persa in partenza?

BB'82 6:04 pm - 7th luglio:

Amico mio, ho già risposto all’articolo e spero di non aver offeso nessuno, a volte la foga di spiegare le mie ragioni mi porta ad alzare i toni, ma apprezzo che tu ti sia dichiarato e sputtanato di fronte al web, ma in realtà non credo che basti.Una confessione dietro a un monitor è facile. Ben altra cosa è dirlo alle donne della tua vita, tua moglie o fidanzata se ce l’hai, tua sorella, le tue amiche. Quella sarebbe una vera confessione.Per quanto riguarda il sesso ludico credo che le generazioni stanno cambiando. Io ho 27 anni, ho vissuto la mia vita sessuale serenamente e anche facendomi delle botte e via (quindi vuol dire che qualche uomo il sesso ludico l’ha provato), ma di certo mia mamma e il mio papà pensavano al sesso come a qualcosa di diverso, qualcosa che serviva solo per procreare. Mettici pure che erano cattolici! Era un pensiero comune, e se poi mio padre se ne andava di nascosto a cercare quel sesso ludico invece che insegnarlo a mia madre, non ce la faccio a trovargli una giustificazione valida! Nel 2010 ci stiamo lentamente liberando di parecchie michiate, come quel luogo comune che l’uomo ha più voglia di trombare rspetto alla donna.Stronzate,passatemi il termine.Io che sono donna, che mi confronto e parlo con donne, vi posso dire che quel tipo di castità è finita.Forse mia mamma è rimasta, o le 40-50enni che non ce la farebbero mai a concepire l’idea di andare con più uomini, ma noi ci siamo svegliate. Se poi c’e’ qualche donna che sfrutta questo suo “potere”,mi spiace ma io non posso che esserne felice, perche’ per la prima volta le donne hanno compreso che la figa è la loro, che se la vogliono vendere hanno tutto il diritto di prendersi il 100% dei guadagni e vi dirò di più.Se il mio mestiere è cmq quello di far finta di godere, far finta di prestare attenzione alle vostre domande o lamentele (tipo perche’ lo fai?Mia moglie non me la da,oppure,mia moglie me la da male), il mio mestiere può diventare un trampolino di lancio per fare più soldi (quello è l’obiettivo di una prostituta,non certo il sesso ludico). Guardate, le donne si sono svegliate quanto le puttane. Ora la puttana non ti chiede 50 euro e te la da, ma ti scatta una foto e ti minaccia, e il problema sta proprio nel vostro volere tener segreto quel mondo.Io sono contenta della d’addario, per me rimane un mito una prostituta che è riuscita a ottenere più soldi e successo, sputtanando un cretino che voleva far la parte del bravo marito e papà di famiglia,perchè vendersi un corpo o l’anima ha veramente poca differenza quando si è in quella condizione di dover accettare tutto, dalla chiacchiera liberatoria del cliente che si vuole sentire meno in colpa fino alla sua voglia di vedermi a pecora o farmi chiamare puttana.Sapete che? Io tifo per queste puttane, tifo per loro perche’ in questo nostro modo di fare, benpensante e ipocrita, dovrebbero solo che guadagnarci il più possibile.Io,te,la massa benpensate, dovrebbe solo pensare a come capirsi meglio, se poi l’obiettivo è quello di trombare più liberamente, non ci arriveremo accusandoci a vicenda, ma insegnando quello che ci piace e spiegarlo, di certo non tenendolo nascosto e sputtanarlo solo dietro ad un nickname.

Strider 6:59 pm - 7th luglio:

BB’82
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Nel 2010 ci stiamo lentamente liberando di parecchie michiate, come quel luogo comune che l’uomo ha più voglia di trombare rspetto alla donna.Stronzate,passatemi il termine.Io che sono donna, che mi confronto e parlo con donne, vi posso dire che quel tipo di castità è finita.
@
Le stronzate sono quelle che racconti te, mia cara femminuccia..
Io ho tre anni più di te e tutte ‘ste femminucce dedite al sesso ludico non le vedo proprio. Se fosse veramente come la racconti tu, allora le puttane sarebbero in via di estinzione.

BB’82
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Guardate, le donne si sono svegliate quanto le puttane.
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In realta’ vi siete addormentate, non svegliate, perche’ vi state ammazzando con le vostre mani.

BB’82
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Ora la puttana non ti chiede 50 euro e te la da, ma ti scatta una foto e ti minaccia,
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Ma di quali puttane parli? Di quelle “di lusso”, forse? Guarda che in Italia di Berlusconi ce n’e’ uno, ed i ricconi sono una ristrettissima minoranza della popolazione, mia cara femminuccia “acidina”…
E secondo te una comune puttana rumena, si mette a far le foto ai clienti ? Ma che vai cianciando ? Non parlare di cose che non conosci…
Inoltre sappi che come e’ vero che ci sono uomini ricattabili, ce ne sono tanti altri assolutamente NON ricattabili…

In ogni caso, complimenti vivissimi anche a te per “l’ acume” e l’ “estrema sensibilita’ ” dimostrata…
Sai, io mi chiedo spesso chi cazzo sia stato il primo essere umano a propagandare quella stronzata secondo cui le femmine sarebbero piu’ sensibili, tenere ed empatiche degli uomini…
La realta’ e’ che siete delle arrogantelle pazzesche, verbalmente violentissime, ultra-complessate, invidiose, venali, tirchie, , ecc., con le quali e’ meglio avere a che fare il minimo indispensabile…

p.s.: la fortuna di voi femmine e’ quella di avere degli uomini che vi parano sempre il culo…

Damien 9:03 pm - 7th luglio:

@BB’82 6:04 pm – 7th luglio:
In poche parole che stai dicendo? che le donne si sono “svegliate”, ben conscie di essere sedute sul loro tesoro? storia vecchia.. anche tu non hai compreso il tema trattato, il senso ampio del “sesso ludico”.. anzi. sei ben lieta che le donne SFRUTTINO la fica per tutto il resto…nulla di nuovo sotto il sole! e trovo totalmente INCONGRUENTE la tua chiusura al post, non si puo’ trombare liberamente con una donna che STRUMENTALIZZA LA FICA! ma al contempo vuole essere trattata come PERSONA! con una che ESIGE e non dona!.. con una che critica gli uomini per il loro modo di usufruire della prostituzione semplicemente per sfruttare la situazione! non sei meglio di chi la utilizza!! ma mi faccia il piacere!!…

AVANTI LA PROSSIMAAAaaaa!!!

Luke Cage 10:51 pm - 7th luglio:

@BB’82
Basta decidersi.
Se si fa l’apologia dello smignottamento non si può al contempo fare le vittime.
O uno o l’altra.
http://www.youtube.com/watch?v=LxFUMF4eYEQ
Comunque quanto dici concorda in parte con quanto noi sosteniamo riguardo l’uso della sessualità che le donne “sveglie” perseguono…
Fanno bene ?Sicuramente al loro portafoglio sì…

BB'82 11:23 am - 9th luglio:

Nella vita reale mi sarei incazzata, qui abbasso i toni e chiedo scusa se ho esagerato, perche’ veramente ci tengo a capire.
Provo a chiedervi quello che ho scritto già sul post “sono andato a puttane”.
Innanzitutto, anche se dietro ad un computer, apprezzo di più un uomo che perlomeno dice la verità, di quello che fa finta di niente e va a puttane, ossia la maggior parte degli uomini.
Come mai, se avevate capito che c’era un sesso ludico e libero da ogni regola morale, non lo avete insegnato alle donne? Perche’ fare nella realtà la parte dei benpensanti e di nascosto andare a prostitute per soddisfare il VOSTRO bisogno?
Ma mettiamo pure che la donna sia sto essere inferiore che non e’ ancora arrivata a liberarsi sessualmente. Il vostro scopo non sarebbe quello di farglielo capire?
Dove lo doveva imparare la donna il sesso ludico in un mondo dove le prostitute sono per voi, il porno e’ volto principalmente a voi, perfino i mass media si impegnano a lanciare messaggi pseudo-erotici sempre e solo per voi? Noi non abbiamo questo continuo bombardamento di messaggi sessuali, noi abbiamo solo gli uomini per confrontarci e capire, e se voi siete i primi a nascondere questo sesso ludico con le prostitute, noi cosa dovremmo capire? Se mi nascondi la puttana, mi nascondi il porno, se diventa tutto tabu, io da quelle figure al massimo posso vederne una minaccia per me, non dico che sia giusto e sbagliato, dico che questa e’ la logica che porta una donna a non imitare un attrice porno ne tanto meno il tipo di sesso che può fare una puttana.
Noi non abbiamo ne messaggi volti a stuzzicarci, ne soluzioni dietro l’angolo da sfruttare quando ci pare, ne uomini onesti che ammettono di aver bisogno di un altro tipo di sesso. Cosa e da chi dovremmo imparare?

mariangela 12:25 pm - 9th luglio:

credo che in questo scritto ci sia verità ma credo anche che

1) molte femmine non si rendano conto di chiedere, (spesso appunto inconsciamente) una controparte

2) molta parte di colpa l’hanno i maschi, perchè così hanno abituato le femmine

Silver 12:52 pm - 9th luglio:

Non c’è niente da fare, mia cara B.B’82, siete clonate come Alien.

Damien 2:07 pm - 9th luglio:

@BB’82:

“”"Innanzitutto, anche se dietro ad un computer, apprezzo di più un uomo che perlomeno DICE la verità, di quello che fa finta di niente e va a puttane, ossia la maggior parte degli uomini.”" e certo che lo apprezzi.. chi dice la verità vi mette nella condizione di avere il controllo della situazione, controllo che diversamente non avreste.. e non credere che ciò sia ripagato con la debita considerazione.. in quanto la tua affermazione successiva lo dimostra.. se si va a puttane significa che non c’e’ disponibilità..e questo spesso non significa semplicemente che manchi solo la disponibilità, ma talvolta anche la QUALITA’.. voi donne vi preoccupate troppo per voi stesse, la professionista si preoccupa per noi..venirci incontro? possibile.. comincia a chiedertelo la prossima volta che farai sesso.. ma sopratutto a porlo in essere!

“Come mai, se avevate capito che c’era un sesso ludico e libero da ogni regola morale, non lo avete insegnato alle donne? Perche’ fare nella realtà la parte dei benpensanti e di nascosto andare a prostitute per soddisfare il VOSTRO bisogno?”

Da questo paragrafo si evince che, anche tu, sei CLONATA, dimmi dal tuo nick dovrei desumere che tu vieni dal passato.. 1882.. 1782 o magari da prima?.. no sai.. perchè se sei nata nel 82, non fare TUA la PROPAGANDA FEMMINISTA! era il 2000 quando avevi 18 anni!! oggi ne hai abbastanza per comprendere le castronerie che stai dicendo!

“”"Ma mettiamo pure che la donna sia sto essere inferiore che non e’ ancora arrivata a liberarsi sessualmente. Il vostro scopo non sarebbe quello di farglielo capire?”"”

punto primo, la donna NON E’ un ESSERE INFERIORE, anzi!!, e secondo punto.. se pensi che NOI (inteso come Movimento?) dobbiamo insegnare qualcosa a qualcuno sei fuori strada, anche perchè le donne SANNO BENE come “liberarsi sessualmente”!!!.. mai fatto un giro nei paesi esotici? o a Sharm?? no eeeh??.. almeno vai a leggerti alcuni interventi su questo sito! non farmi pensare che sto rispondendo allo stesso algoritmo di sempre!!

“Dove lo doveva imparare la donna il sesso ludico in un mondo dove le prostitute sono per voi, il porno e’ volto principalmente a voi, perfino i mass media si impegnano a lanciare messaggi pseudo-erotici sempre e solo per voi?”"”

PROPONENDOSI! semplice.. ma la Donna ha preferito condividere taluni divieti, spesso, proprio per il fatto di essere proibiti, fonte di alti profitti!.. spero tu legga tra le righe.. non dite sempre che la figa è vostra? e allora? che problema c’e'? te la devono gestire gli altri? oppure preferisci che la tua sessualità la vivano gli altri coi divieti imposti? Il Porno ed i mass media? ci bombardano con messaggi sessuali spacciati per pubblicità perchè sanno della carenza sessuale generale.. inoltre infondono nella donna usi e costumi, oltre che modi di essere, esaltate dal femminismo, esse sottopongono il maschio al volere vulvare! ora ti invito a trovare vittime e carnefici di tale messaggio.. e mentre lo fai, vai a fatti un giro su youporn! troverai migliaia di filmati dove ci sono SOLO UOMINI che fanno sesso, le donne, essendo superiori, non si dedicano al porno.. tranquilla, come al contrario fanno quei porci degli uomini! Tsk! Tsk!

“”"Noi non abbiamo questo continuo bombardamento di messaggi sessuali, noi abbiamo solo gli uomini per confrontarci e capire, e se voi siete i primi a nascondere questo sesso ludico con le prostitute, noi cosa dovremmo capire?”"” i messaggi ci sono perchè la necessità regola le leggi di mercato, se le donne la mollassero ad oltranza e gli uomini no, stai certa che in televisione ci sarebbero i VELINI! il confronto con gli uomini? voi? ma dove? dimmi.. quante volte hai approcciato un uomo? e gli hai offerto da bere? gli hai chiesto il numero di cell? lo sei andato a prendere con la tua auto per la cena offerta da te? gli hai proposto di fare sesso?? ti parlo di questo, del sesso, perchè sorvolo sul resto.. voi non vi preoccupate PER TUTTA LA VITA di relazionarvii, tanto chi si deve accollare tale onere (e onore per i zerbini) è l’uomo.. a voi non resta che fare la parte piu’ facile! e non mi dire che mentre sfogliavi qualsiasi rivista glamour dove ci sono per il 99% delle pagine i vari Gabriel Garko et similia tu e le tue amiche non avete fantasticato che vi VENISSE A PRENDERE COL CAVALLO BIANCO O SULLA MOTO.. come vedi.. anche loro devono proporsi e metterci del loro in senso materiale.. persino nei sogni.. siete fatte cosi.. e mi vieni a parlare di confronto? e vuoi che ti insegni qualcosa sulle prostitute??

Chiudiamola qui.. ma non prima di aver enfatizzato la situazione su di un punto.. un punto chiaro.. che ho spesso esposto in questo sito.. tu dici:”"”ne uomini onesti che ammettono di aver bisogno di un altro tipo di sesso.”"” stai tranquilla che se stasera esci.. e trovi un ragazzo simpatico che dopo una bevuta ti dice di andare a fare sesso.. la tua risposta 90% è NO!! ed ovviamente.. ti fai pagare la bevuta!

BB'82 2:50 pm - 9th luglio:

Mi dispiace se tu alla tua età non trovi donne disponibili, ma io con quegli uomini ci sono andata a letto, loro potrebbero dirti il contrario. Tirar fuori i numeri e’ difficile, capace che tutte le donne la stanno regalando in giro ma non l’hanno data a te e pochi altri, e per questo ti senti in diritto di accusare tutto il genere. Ma facciamo pure finta che le donne non la danno e che se lo fanno, la danno male. Facciamo finta che le donne non fanno sesso ludico.

Quando parlo della puttana di oggi, non parlo della rumena per strada, ma della donna che ti fa credere di darti quel sesso ludico che tanto cerchi (si sveglia in questo senso, capisce che e’ quello che vuole il maschio prevalentemente) per poi prendersi quello che gli interessa, i soldi. I tipi di estorsioni sono infiniti. Se sei in grado di fregare un uomo sposato, questo non ha bisogno di essere un presidente del consiglio per avere paura che la moglie lo scopra. La vostra foga nella figa e’ diventata talmente tanto evidente da aver creato in un paese di avidi e goduriosi il trampolino di lancio per la carriera di una donna che diventa puttana per prendersi quello che vuole. Se oggi ci sono donne che entrano in quel sistema e invece di farne parte passivamente, capiscono come sfruttare al meglio la situazione, io ne vedo una logica conseguenza, giusto o sbagliato che sia, per questo semmai siete voi ad esservi fregati con le vostre mani.
Cominciate a liberarvi voi, delle donne che vi promettono sesso facile, che si espongono come aperte a tutto e disponibili ad essere educate ma anche porche, fedeli ma troie,zitte e bone, o quello che potrà nascere al massimo sono generazioni di uomini che inseguono solo la fica e donne che hanno capito come sfruttare la cosa (e a quel punto, nel degrado, io tiferò per la puttana).

Ora parliamo di bisogni reali
Il vostro senso di sesso ludico non viene capito a fondo dalle donne perche’ e’ strumentalizzato da ogni lato e non ve ne rendete conto,vedete figa ovunque, tette patinate e pezzi di carne senza teste. Anche io se vedessi piselli in giro ovunque forse avrei più voglia di trombare, ma sarebbe un mio bisogno reale o equivale alla necessità di comprare l’ultimo prodotto visto in pubblicità? Come distinguere e separare i due bisogni? Non e’ che il naturale bisogno di sesso ludico e’ talmente tanto strumentalizzato, da confondere quanto ne volete,come lo volete, e a portarvi ad accusare tutto il genere femminile reale che non vi capisce?
E’ impossibile definire il sesso ludico, tanto che a volte può confondersi con perversioni patologiche ed e’ difficile stabilire un limite e inutile discutere sul più sesso o meno sesso se non sappiamo nemmeno di quanto ne avremmo bisogno per sentirci soddisfatti.

Infine si, io mi sento vittima di questo sistema (non della puttana in se), che personalmente non mi sento di alimentare, quindi tra me che non faccio nulla e uno che va a puttane, la logica mi dice sempre che il problema lo alimenta di più l’altro.

Luke Cage 2:52 pm - 9th luglio:

@Mariangela:
Pensavo che dalla costola di adamo ne fosse passata di acqua sotto i ponti, ma dalle tue considerazioni (“le femmine non si rendono conto”,”la maggior parte della colpa è dei maschi”) sembrerebbe di no.
@BB82
Se ci fosse tutta questa di offerta di sesso gratuito e di donne ansiose di sapere come cpompiacere gli uomini pensi veramente che la stragrande maggioranza di quest’ultimi preferirebbe andare a pagare una professionista ?
A differenza di molte donne, la maggior parte degli uomini non possono accedere al sesso con una donna senza aver soddisfatto preventivamente determinati requisiti (soldi se si tratta di professioniste, status sociale, gratificazione,bisogni affettivi se si tratta delle donne in generale).
Gettare la responsabilità di quanto lamenti agli uomini beta (la maggioranza degli uomini) prendendo come esempio il “cretino” uomo alfa che crede di usarLa (la escort) senza sapere di essere a sua volta usato è semplicemente ridicolo.
Serve solo a dare un colpo al cerchio ed uno alla botte, puntare il dito senza fare i conti con le proprie responsabilità.
Questa ipocrisia è alimentata dal fatto che il sistema attuale ha attribuito un valore simbolico al sesso e alla capacità di beneficiarne e in questa situazione ad avere il coltello dalla parte del manico non sono certo gli uomini (beta).
Infine non si tratta d insegnare il sesso ludico, ma di impararlo insieme. Ma per farlo bisogna venirsi incontro reciprocamente.E non a parole.
Per chiarimenti sulla terminogia da me adottatta (alfa,beta) si faccia riferimento al seguente post:
http://www.uominibeta.org/2009/11/29/movimento-degli-uomini-beta/

Marco 6:15 pm - 9th luglio:

@ BB’82
Tirar fuori i numeri e’ difficile, capace che tutte le donne la stanno regalando in giro ma non l’hanno data a te e pochi altri, e per questo ti senti in diritto di accusare tutto il genere.
@
Banalità su banalità: la superficialità di voi donne fa veramente “paura”.

BB'82 6:24 pm - 9th luglio:

non sto incolpando gli uomini beta, sto solo dicendo che facendo parte passivamente di questa strumentalizzazione forse confondete il vostro senso di sesso ludico. E’ a voi che rivolgono i messaggi e certo che non usufruite di questo potere ma ne subite le conseguenze, un’eterna insoddisfazione sessuale che si alimenta con l’impossibilità di placare quei bisogni.
Ma se la figa e’ diventata un prodotto, se viene usata come un oggetto sessuale, allora non e’ poi illogico pensare che quel prodotto viene venduto a voi per gli stessi motivi per cui si vende una macchina, non perche’ ne avete bisogno, ma perche’ il bisogno e’ stato imposto. Non voglio dire che il sesso ludico non sia un bisogno naturale, ma da qui a confonderlo con una continua necessità i passi sono davvero pochi. Mi chiedo se la parte che viene strumentalizzata, che viene stuzzicata continuamente, dalla pubblicità alla puttana per strada, riesca a dividere senza difficoltà il bisogno naturale di scopare dalla finta necessità di figa pronta e servita. Mi chiedo se sia l’uomo beta, quello adatto a parlare di sesso ludico, e se non lo confonda, non per sua colpa, per una necessità artificiosa.

Luke Cage 6:40 pm - 9th luglio:

@BB’82:
continui ad escludere le donne da ogni ruolo e responsabiltà, come la discrepanza tra stimolazione degli istinti sessuale e possibiltà di soddisfarli escludano le donne da ogni ruolo.Mah….non sei un uomo,non puoi capire..

Strider 7:10 pm - 9th luglio:

BB’82
>>>>>>>>>>>>>>>>
Ma se la figa e’ diventata un prodotto, se viene usata come un oggetto sessuale, allora non e’ poi illogico pensare che quel prodotto viene venduto a voi per gli stessi motivi per cui si vende una macchina, non perche’ ne avete bisogno, ma perche’ il bisogno e’ stato imposto.
>>>>>>>>>>>>>>>>>
C’e’ una falla nel tuo discorso che, tra l’ altro, ti accomuna a molte/i altre/i, che e’ quella di partire dal presupposto che maschi e femmine siano “uguali” e pertanto abbiano le medesime pulsioni, le stesse esigenze sessuali.
E’ chiaro che poi non se ne esce piu’ fuori. Rifletti un attimo: se uomini e donne fossero “uguali”, come potrebbero le seconde esercitare un potere sessuale sui primi? Come potrebbero “trasformare” la loro fica in “prodotto” e “strumento” ?
Come ebbero modo di scrivere anni fa, uomini iscritti all’ex forum di U3000, “potrebbe il tossico ricattare il pusher” ? Ovviamente no. Quindi ?
Poi, che anche la societa’, la cultura, l’educazione ricevuta, ecc., abbiano una loro importanza e’ fuori discussione. Solo che “costoro” vengono dopo non prima…

Damien 7:28 pm - 9th luglio:

@BB’82:
“”"Mi dispiace se tu alla tua età non trovi donne disponibili, ma io

(IO…IO….IO….)con quegli uomini ci sono andata a letto, loro

potrebbero dirti il contrario.”"”"

AL SOLITO…le cloni, dinanzi ai discorsi, usano l’I/0, ma non senza

prima aver dispiaciuto la vittima di turno con il programma

sf1g4t1.exe, che si evince dal successivo paragrafo..
“Tirar fuori i numeri e’ difficile, capace che tutte le donne la stanno

regalando in giro ma non l’hanno data a te e pochi altri, e per questo

ti senti in diritto di accusare tutto il genere.”

in buona sostanza, questa non solo non sa quanti anni io abbia, ma

addirittura professa che non abbia figa e imputa a tale ragione il

fatto che io sia qui a disquisire sul tema trattato.. sapete.. a volte

rifletto e mi dico.. wow.. questo matrix è favoloso… un trip

continuo.. un mettersi sempre in discussione.. un alzarsi ogni mattina

e vedere le stesse persone.. che fanno e dicono le stesse cose..

Il bieco intento femminista viene quindi fuori.. il dimostrarsi PEGGIO

DEGLI UOMINI appare evidente.. loro che si professano MIGLIORI! non

disdegnano dire APERTAMENTE che, proprio per il nostro bisogno di figa,

SI APPROFITTANO DI NOI! il cambiamento dove sta? nel fatto che oggi

possano dirlo APERTAMENTE! perchè BB, le donne lo HANNO SEMPRE FATTO!

ete lo dice uno che, contrariamente di quanto pensi, scopava quando te

eri a giocare con le felci tra gli angeli! in che cosa mi sarei dovuto

“FREGARE CON LE MIE MANI”?? io quali poteri avrei? uhm…. BB – VIENI

QUI DA ME E GRATTAMI LA SCHIEEEENA – maledizione.. è vero! non ho

nessun potere… e quali colpe avrei quali poteri? sicuramente BB ce lo

dirà… in fondo lei, in quanto donna, sa tutto! persino la vostra vita

privata! chiedono come si possa fare dell sesso con una puttana,

trovandolo poco coinvolgente, talune addirittura ci vedono come dei

poveretti in quanto utenti di tali professioniste, salvo poi auspicare

la venuta di un mondo “professionalizzato” ed indovinate? claro che si!

loro sono pronte a SCHIERARSI ED A FARE IL TIFO PER LORO!(come fanno

adesso col SISTEMA di POTERE)…E DULCIS IN FUNDO.. alla fine sono

sempre gli uomini TUTTI ad essersi fregati con le loro mani! mai sia

che l’essere superiore si abbassi ad autocritiche! giammai! quelle che

si prostrano a tali consuetudini per trarne un guadagno, qualunque esso

sia, sono per la BB evidentemente le stesse CLONI che lei rappresenta..

“Noi siamo le DONNE…sarete RIEDUCATI! ogni resistenza è inutile!”

Luke Cage 8:23 pm - 9th luglio:

Il fatto che BB’82 non distingua tra il desiderio di comprarsi la macchina nuova e il desiderio sessuale maschile è illuminante : sono due prodotti indistinti dal suo punto di vista.
Poi propone come contenimento del fenomeno della prostituzione il non andare a puttane: facile per lei,ma il fatto che tutti gli input a sfondo sessuale siano rivolti all’uomo non gli suggerisce nulla ? Se tutti gli uomini fossero sessualmente appagati, com’è che il mercato del sesso in tutte le sue forme non conosce crisi ?
Perchè non c’è un analogo (quantitativamente parlando) fenomeno per quel che riguarda le donne ?
Vogliamo continuare a negare l’evidenza ? Disconoscere a tal punto le differenze di genere sino a negarne le diverse problematiche ?
Cerchiamo di non arrampicarci sugli specchi, BB’82, ci sono qui una caterva di contraddizioni che ti stiamo facendo presente ma tu sembri solo interessata a difendere l’innocenza delle donne e l’eroismo della D’Addario : il teorema della donna oppressa che per difendersi e farsi largo in un mondo di maschi (tutti) oppressori usa i mezzi che la natura le ha messo a disposizione.

Rino 9:09 pm - 9th luglio:

Ha ragione Damien. BB è dell’82, ma in quale secolo è vissuta dal punto di vista culturale e psicologico?

I suoi genitori erano adolescenti (o forse addirittura bambini) negli anni 60 e ventenni negli anni 70, nondimeno ci dice che intendevano il sesso solo in funzione della procreazione. Quindi lo avranno fatto un paio di volte…

Questa diceria non si applica nemmeno alla morale ufficiale della Chiesa, ad onta delle balle femministe sul tema. Infatti per la Chiesa non è vero che il sesso debba essere finalizzato alla procreazione. E’ vero che deve essere aperto alla procreazione, ossia, che non si devono utilizzare metodi anticoncezionali.
L’altra non è teologia cattolica ma menzogna femminista.

Neanche i preti più retrivi hanno mai sostenuto una corbelleria simile: fate sesso solo per fare figli. Te lo dice uno che teologia morale, morale e dottrina (cattoliche) le ha studiate (il che non fa di me un cattolico, come il fatto di non essere cattolico non fa di me un mangiapreti etc. etc. Lo dico perché c’è una tale ingenuità in questo mondo ..da far paura).

Che il sesso dovesse essere praticato solo a fini riproduttivi è una balla da anticlericalismo da osteria, diffusa solo a fini di denigrazione e ridicolizzazione della Chiesa.

E se ciò era falso nei secoli andati, figuriamoci se poteva essere vero (=praticato nella società) dopo il 68.
Età dei liberi costumi, del “fate l’amore non la guerra”, dei figli dei fiori, della promiscuità, della secolarizzazione etc etc.

Basti poi considerare che il calo demografico italiano inizia negli anni settanta e si accentua negli anni 80. Quelli in cui sei nata tu. Se ne dovrebbe dedurre che ai tempi andati si scopava poco (10-15 volte in una vita) e in quelli più recenti zero o quasi. Come possiamo berci una simile balla?

Doveva arrivare la generazione ’80 per rivoluzionare le cose…! Per svegliarci. E’ pazzesco: se uno queste cose non le legge, non ci può credere.

Dico questo per segnalare il fatto che hai assunto in modo acritico (non sei la sola, certo) le “verità” che girano in società senza sospettare che possano essere false. Sono false.

Dal complesso dei tuoi interventi nasce una domanda: ti sei mai veramente dedicata a mettere ordine nelle tue affermazioni? A considerare la somma delle contraddizioni esistenti in ciò che dici? (ossia, in ciò che pensi). Anzi, ha mai pensato che la contraddizione nel pensiero è come un bubbone da espiantare, o forse credi che non abbia alcuna importanza essere coerente invece di ondivagare senza preoccupazioni dove ti porta il cuore?

Purtroppo molti interventi femminili danno ragione a chi sostiene che le DD sono intimamente irrazionali.
E di fronte alla più spensierata incoerenza cosa si può fare e dire? Nulla.

L’irrazionalità rende irresponsabili e perciò innocenti.

RDV

mariangela 12:23 pm - 10th luglio:

luke, io non lamento, mi guardo semplicemente intorno.

parli poi di donne che dovrebbero compiacere gli uomini, pensavo dovesse essere un gioco che compiacesse entrambi ed ecco che mi tornava strano il discorso puttana in quanto credo che se la moglie, casalinga, compagna fà sesso per un tornaconto qualsiasi, la puttana anche.

BB'82 1:38 pm - 10th luglio:

Perdonate il minestrone, ma sono sola a rispondere a tutti (non ci sono molte donne qui…come mai?)
@silver
La mia era una provocazione (che hai preso male) per spiegarti quanto sia relativo e opinabile dire che le donne non conoscono il sesso ludico o se la tengono stretta. A proposito di chi mi accusa di usare luoghi comuni, dal mio punto di vista anche questa storia delle donne che se la tengono stretta e’ un luogo comune. Solo che il mio non diventa un punto di vista, diventa un errore della solita donna ignorante, vabbe’ …
Importante: non sto dicendo che la colpa sia solo degli uomini, ne tanto meno generalizzo il pensiero di un utente, di un uomo, a tutto il genere maschile. E’ riduttivo e indice di superficialità. Sono la prima ad aver alzato i toni, ma la mia aggressività e’ una risposta ai toni di questo blog (quindi forse non e’ la prova che tutte le donne non siano sensibili…per chi parlava di banalità.). Sono felice che alcuni parlano di comunicazione e fare passi insieme,peccato che quello che si legge sono vittime che cercano carnefici, non soluzioni, ne tanto meno si leggono intenzioni di riavvicinarsi e capirsi finalmente con la donna.

“Luke Cage Il fatto che BB’82 non distingua tra il desiderio di comprarsi la macchina nuova e il desiderio sessuale maschile è illuminante : sono due prodotti indistinti dal suo punto di vista.”Forse non mi sono spiegata bene. Il corpo della donna e’ diventato oggetto da sfruttare per vendere. Se sei d’accordo rileggi bene quali sono i miei dubbi, io mi chiedo solo se, proprio perche’ siete bombardati di messaggi con il solo scopo di stuzzicare la vostra libido, forse, e dico forse (ma qui avrei bisogno di risposte che mi portino a credere il contrario), il vostro senso di sesso ludico non e’ al 100% natural e per tornare all”esempio del drogato: e’ il tossico che riconosce per primo di avere un problema e capire quale sia la soluzione, o e’ talmente assuefatto da non poter trovare da solo una via di uscita?L’errore del tossico sta sempre nel non voler sentire la soluzione che lo allontana dalla droga, il tossico non vuole smettere con la droga, per questo e’ il meno adatto a salvarsi le chiappe.
Oggi c’e’ una prostituzione generale dei corpi su cui noi poveracci non ci guadagnamo nulla. Sta di fatto che questo smignottamento che sta prendendo piede (che per voi e’ un problema, giusto?) lo alimenta la puttana quanto il cliente, dal cretino uomo alfa che si fa fregare fino alla pseudo donna che frega, dall’uomo beta alla prostituta di strada.
Per chi parlava di prendersi le proprie responsabilità, ho spiegato perche’ secondo me, continuare ad andare a prostitute per me peggiora il problema.

Strider ti rigiro la domanda: non pensi che se la donna avesse già questo potere sessuale, vivremmo già in un mondo dove tutte le donne siano delle pseudo puttane che ottengono tutto quello che vogliono? Io ora non starei nemmeno qui a parlare e confrontarmi con voi,no? Io credo che quello della donna sia un POTENZIALE potere sessuale che può permettere di sfruttare l’uomo, diventerà potere reale (lo useranno tutte le donne) se non ci saranno dei cambiamenti e credo che fino a quando non rivaluterete quali siano i vostri bisogni (che come ho già detto,per me sono IN PARTE artificiosi), per forza di logica vi venderanno sempre e solo quello. Qui non e’ un discorso di donna cattiva/uomo buono, se il sesso viene venduto qualcuno se ne approfitterà sempre (€€€, che interessano indistintamente all’uomo quanto alla donna) ed e’ logico che se la figa tira di più, il target siete e sarete sempre voi.
Ma voi comprate lo stesso, perche’ non pensate che sia quella la causa, che non sia colpa vostra, date colpa alla donna in generale che non apre le gambe quanto vorreste, però intanto alzate quei numeri, aumentate i dati e fate parte di quel sistema che tanto odiate. Eppure io sto potere non lo uso, cosi come tante mie coetanee, non vendo e non compro, a differenza di molti uomini beta.
Sennò ditemi voi, qual’e’ la mia colpa di donna nel 2010, che non vende la sua figa e non la sfrutta per ottenere ciò che vuole? Non sarebbe stata la via più semplice per me, eppure non l’ho scelta, questo starà a significare che ci sono ancora donne che non esercitano nessun potere sessuale per campare?!?
Non posso fare la vittima e il carnefice, e voi?Che vi lamentate di questa piaga della donna che vi sfrutta con il suo corpo, ma non ne vedete una conseguenza negativa se andate a puttane?Non e’ forse lagnarsi su un problema che alimentate? lo chiedo di nuovo: tra un uomo beta che va a prostitute e io che non vendo e non compro, chi ha più responsabilità/colpe? Non mi dite la puttana che esco subito:(
Vi prego, per una questione di spazi cerchiamo di risponderci sui punti importanti.
sesso ludico. prostitute(problema?!?).donne che non capiscono….

BB'82 2:31 pm - 10th luglio:

“i messaggi ci sono perchè la necessità regola le leggi di mercato,”
Perche’ solo gli uomini?Perche’ se entrambe i sessi godessero di questi messaggi, crollerebbe parte di un sistema che muove parecchi soldi. Se la donna scopasse come e quanto una puttana, non ci sarebbero più le puttane, ne pubblicità per stuzzicarvi. La libido non sarebbe più un arma. E’ una questione di soldi non di sessi. Non e’ che c’e’ più sesso in pubblicità perche’ ne volete tanto, ma solo perche’ ne volete (naturale bisogno), ma le quantità e le qualità, sono più difficili da distinguere come bisogni naturali.
Forse hai bisogno di una macchina per spostarti, ma il volere una macchina diversa ogni anno e’ solo un bisogno artificioso che ti inculcano i media. Il meccanismo di vendita attraverso il sesso non funziona in maniera diversa. il problema nasce quando il target non riesce a appagare quel continuo bisogno, non si sente soddisfatto, ma frustrato, e non e’ sempre un meccanismo conscio, non e’ che si pensa”ho bisogno di quella cosa per sentirmi bene”. E’ per questo che avanzo un ipotesi che quel sesso ludico di cui parlate e’ in parte un sesso finto, impacchettato e facile, come vi hanno sempre proposto e dato (dal messaggio per alzarvi il pisello fino a la prostituta per soddisfarvi). Arriviamo alla vostra ipotesi che le donne non fanno sesso ludico: se fosse cosi, avrete sempre bisogno di sfogarvi da qualche parte, e il sistema sarà sempre pronto per darvi una nuova prostituta di strada e ci saranno molti più messaggi volti a stuzzicarvi, e il circolo vizioso non si fermerà mai. Quel giorno le donne non ci saranno più, si saranno trasformate in stronze arriviste avide di denaro.
Credo che facendo ipotesi almeno aprite uno spiraglio ad un futuro più comodo a tutti.

Silver 3:07 pm - 10th luglio:

BB’82
“La mia era una provocazione (che hai preso male) ”
_______
No, la tua non era una provocazione.
Quanto hai scritto è semplicemente quel che pensi.
_______
BB’82
“per spiegarti quanto sia relativo e opinabile dire che le donne non conoscono il sesso ludico o se la tengono stretta”
________
Mia cara, ma cosa vorresti mai spiegarmi tu, nata nel 1982 (suppongo…), ovvero quando il sottoscritto era quasi maggiorenne e da poco aveva perso la cosiddetta verginità?
Semmai sono io a dare delle spiegazioni a te.
_________
BB’82
“Sono la prima ad aver alzato i toni, ma la mia aggressività e’ una risposta ai toni di questo blog”
__________
Ascoltami bene: pur non essendo ufficialmente nessuno, a livello strettamente personale, io mi occupo di certe questioni da lustri.
Calcola che la mia prima timida lettera “contro”, risale a un anno prima che tu nascessi…
Cara amica, tu non hai la più pallida idea di quello che mi è toccato leggere e ascoltare nel corso dei miei quasi 45 anni di vita; perciò lascia perdere certi atteggiamenti da “maestrina”.

Strider 6:03 pm - 10th luglio:

BB’82, siccome mi sono abbastanza stufato di ripetere ogni volta le stesse cose, ti consiglio di leggere qua.
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=1340605&st=15

Saluti.

Luke Cage 7:47 pm - 10th luglio:

Continui a parlare di aspetti che non puoi comprendere : come fai a sapere il modo con cui un uomo reagisce di fronte alla provocazione sessuale continua di immagini di corpi di donne nudi e amiccanti ?Desiderio artificiale??Ma cosa dici…si tratta di un desiderio naturale che però viene aumentato..tramite chi?Mia sorella ?Boicottare il mercato delle automobili e quello del sesso non è la stessa cosa (per te sì, indovina perchè..stavolta sforzati però…)
E poi…come puoi affrontare un problema partendo dalle conseguenze : risolviamo il problema della prostituzione non andando a prostitute ? Facile per te parlare e venirci a dire che la colpa non è tua perchè non ci vai….sei un uomo ?Pér te, donne e uomini natura li ha fatti identici o simmetrici ?
Mi sembra di parlare con un registratore.
“…..non pensi che se la donna avesse già questo potere sessuale, vivremmo già in un mondo dove tutte le donne siano delle pseudo puttane che ottengono tutto quello che vogliono?”
Viviamo già in siffatto mondo, e il fatto che tu sia qui a parlare non dimostra nulla, sei statisticamente irrilevante.

Luke Cage 7:59 pm - 10th luglio:

@Mariangela:
non ho detto che lo scopo delle donne sia compiacere sessualmente gli uomini, stavo rispondendo a BB’82 che sostiene in paratica che il problema della prostituzione sia un problema che gli uomini si “auto-creano”.

Luke Cage 1:49 am - 11th luglio:

@BB’82:
Ti si è preso sin troppo sul serio (il beneficio del dubbio si concede a tutte/i).
La tua analisi di fenomeni che non vivi in prima persona è tipica di certo femminismo che tratta della sessualità maschile solo in funzione del gradimento/insofferenza delle donne (tra l’altro parli a titolo personale,quindi le tue considerazioni fanno ancora meno testo).
Sei tu che non sei obbiettiva.
Lascia perdere.
p.s. : sul fatto che sei “sola” ti dò un indizio.Come si chiama questo sito (leggi in homepage vicino alla scritta “Uomini Beta”)? Cosa vorrà mai dire ?Forse che aspettavamo te per dirci cosa fare al posto di andare a puttane ?
Comunque grazie per aver espresso la tua opinione.
Mandami una cartolina dal pianeta in cui le donne NON usano il sesso in maniera strumentale,barattandolo con ambizioni di carriera,economiche,sociali o anche semplicemente in cambio di una relazione che le appaghi.
Pseudo-puttane ?Suvvia..che fine ha fatto la tua stima per le eroine alla D’Addario…

Alessandro 6:30 am - 11th luglio:

BB82: Le tue considerazioni sono molto interessanti, però, secondo me, non centrano il bersaglio. Tu affermi che il bisogno di sesso, diciamo di sesso ludico, è in parte un prodotto dei condizionamenti visivi che l’uomo subisce quotidianamente. Di conseguenza, in base al tuo ragionamento, maggiore è la visione di siffatti stimoli è più intensa risulterà la libido maschile. In verità, però, se noi prendiamo in considerazione popolazioni in cui il nudo viene continuamente esposto agli sguardi altrui, come per esempio in alcune popolazioni “primitive” africane, ci rendiamo conto che la ricerca dell’appagamento sessuale da parte maschile è assai meno assillante che in un italiano o in un occidentale in genere e non il contrario, come sarebbe ipotizzabile in base al tuo assunto. Perchè accade questo? Semplice, perchè in quelle popolazioni il sesso è vissuto senza i nostri mille complessi e soprattutto trova il necessario appagamento, talvolta anche senza le necessarie cautele. La spiegazione, quindi, della ricerca affannosa di sesso da parte dell’uomo italiano, occidentale in genere, anche se occorerebbe fare molti distiunguo all’interno di quest’ultima categoria, va ricercata altrove, ossia nella repressione della sessualità che caratterizza la nostra società, causata dalla mentalità tradizionalista ( cavalleria, serenate con donna alla finestra, doppia morale sessuale per uomini e donne…)-clericale ( il sesso come peccato, soprattutto se praticato al di fuori del vincolo matrimoniale…)- femminista ( l’uomo come essere pericoloso, violento, infido…). Più si nega l’appagamento di un bisogno più lo si ricercherà. Le immagini erotiche, la pornografia sono dei surrogati non sufficienti neanche a smorzare il desiderio sessuale. E’ un pò come il drogato a cui neghi la dose periodica dandogli delle caramelle al limone: egli ne sentirà la mancanza tanto più le verrà negata. Il bisogno del sesso non è qualcosa che noi possiamo comandare a piacimento, sarà sempre il nostro organismo a stabilirne la necessità o meno. L’uomo italiano, beta, è un uomo profondamente insoddisfatto sessualmente, benchè non abbia il coraggio di ammetterlo, perchè, come giustamente affermava Strider, l’uomo non può essere sè stesso, quindi esprimere liberamente la sua “verità soprattutto al cospetto di una donna, pena l’essere considerato uno sfigato in questo caso, o un fascista o un maschilista in altri casi, e noi lo abbiamo sperimentato. La ricerca del sesso mercenario in patria, il ridicolo pavoneggiarsi all’estero di fronte alle straniere sono i sintomi di questo malessere.

Silver 9:53 am - 11th luglio:

Questo è quanto scrivevo quattro anni fa.
__________
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=1340605&st=1110
Dunque…
A far luce sui diversi desideri dei due sessi sono i rapporti omosessuali. Quelli eterosessuali rappresentano un compromesso tra i desideri di un uomo e i desideri di una donna, e tendono quindi a minimizzare le differenze tra i sessi.
Gli omosessuali, invece, non hanno bisogno di giungere a compromessi, e la loro esperienza mette in mostra la sessualità umana in una forma più pura.
In uno studio sugli omosessuali di San Francisco condotto prima dell’epidemia di AIDS (il primo caso ufficiale fu registrato il 5 giugno 1981), emerse che il 25% degli uomini gay aveva avuto più di mille partner sessuali; il 75% oltre 100.
Viceversa, nessuna femmina lesbica risultò essere così promiscua, solo il 2% di esse dichiarò un centinaio di partner. Anche altri desideri dei gay, come quelli riguardanti la pornografia, la prostituzione e l’attrazione per partner giovani, rispecchiano o portano all’eccesso i desideri degli eterosessuali.
(Tra l’altro, il fatto che i desideri sessuali degli uomini siano gli stessi a prescindere dal fatto che siano rivolti alle femmine o ad altri uomini confuta la tesi che si tratti di strumenti di oppressione della femmina.)
Non è che gli uomini gay siano sessualmente “più calorosi”: sono semplicemente uomini i cui desideri maschili si incontrano con altri desideri maschili anziché con desideri femminili.

Tra gli eterosessuali, se gli uomini desiderano la varietà più delle femmine, quello che dovrebbe conseguirne può dircelo un qualunque corso di economia. L’accoppiamento dovrebbe essere considerato un’elargizione femminile, un “favore” che le donne possono decidere se concedere o negare.
Fiumi di metafore parlano del rapporto sessuale con una donna come di una merce preziosa, sia che assumano il punto di vista di lei (concedersi, dargliela, sentirsi usata), sia che assumano quello dell’uomo (averla, favori sessuali, farcela).
E le “transazioni sessuali”, come i cinici di ogni genere hanno scoperto da tempo, obbediscono spesso a logiche di mercato.
In tutte le società sono quasi esclusivamente gli uomini che corteggiano, fanno approcci, ricorrono a “filtri d’amore”, fanno regali in cambio di rapporti sessuali, pagano le prostitute, etc.
L’economia sessuale, naturalmente, dipende anche dalla desiderabilità dei singoli individui, non solo dai desideri medi dei due sessi.
Si paga per il sesso (in denaro, impegni, favori, regali, vacanze, cene, etc.) quando il partner è più desiderabile di noi. Dato che le donne discriminano più degli uomini, l’uomo medio deve pagare per avere rapporti sessuali con la donna media…* (Non sempre è così ma poco ci manca*…)
Un uomo medio può attrarre una moglie di qualità superiore a quella di una partner occasionale (presumendo che l’impegno matrimoniale sia una forma di pagamento…), mentre una donna media può attrarre un partner occasionale (che non pagherebbe niente…) di qualità superiore al marito*.

Solo con gli uomini di qualità “più alta” sono disposte ad avere rapporti sessuali (gratis) un gran numero di femmine.

BB'82 6:55 pm - 11th luglio:

Sto facendo uno sforzo enorme a stare qui ma lo faccio perche’ ci tengo a confrontarmi, non voglio disturbare e rompere a priori, e per quanto vi sembrino idiote, le mie sono domande che si pongono parecchie persone. Se creo disturbo basta dirlo e mi tolgo di mezzo, veramente.
Lo ripeto. non sto dicendo che sia tutta colpa degli uomini. Se si tratta di prostituzione però io non mi sento responsabile ma non per questo voglio far fuori i clienti e dare un premio alle puttane.
Ancora non ce ne e’ uno che ammette che andare a puttane, a rigor di logica, di numeri, aumenti il problema della prostituzione.
Odiate il fatto che la figa sia diventato strumento di potere, pensate di combattere la mercificazione dei corpi comprandoli e poi di nuovo chiedendo alla donna di non vendersi!!
La vostra accettazione nel pagare per ricevere sesso, nel muovere quei numeri, ha fatto strada a una mentalità che vede tutto questo normale. E in questo quadro perche’ credete che la donna beta (si può dire?) debba pensare “la puttana va bene ma io non mi posso vendere?”. Eppure la puttana all’uomo piace!!
Tramite cosa dovrebbe capire la differenza se non c’e’ una differenza?
Se la mentalità e’ di vedere normale la compravendita di sesso, per forza di cose giustificate un sistema che prevede anche la donna al bar che non ve la darà mai facilmente come volete.
E’ inutile darsi scuse tipo “lo faccio perche’ le donne cattive non la danno”, o se volete, datevele, ma non e’ la soluzione, perche’ fino a quando la figa avrà questo potere (che glielo date voi,voi comprate,lo dicono i numeri non io) ,in una società come la nostra(non le primitive) che vede come primi bisogni i soldi, e’ inevitabile il circolo vizioso. Se fossero stati i piselli sarebbe la stessa cosa, solo che per voi non e’ possibile perche’ l’uomo ha più voglia di trombare della donna………Pensa madre natura che distratta! A voi ha dato più voglia di trombare delle donne, e ha fatto in modo che quella voglia sia necessaria quanto un bisogno!Che stronza!!Ci sono geometrie perfette in natura, il nostro corpo stesso e’ un meccanismo complesso e perfetto che funziona, però i nostri bisogni no, quelli sono differenti.
Ma se e’ vero quello che dite,che il godimento e la voglia di scopare non e’ lo stesso per uomini e donne, e’ giusto dire anche che il nostro senso di sesso ludico può essere differente! A rigor di logica poi sarebbe la donna quella frustrata che dovrebbe scopare 10 volte di più di quanto ne avrebbe bisogno.Cosi sarebbe giusto, o naturale?
In questa visione pessimista del sesso e di come siamo fatti non c’e’ una soluzione, perche’ la donna se la terrà più stretta di quanto vogliate, e non perche’ e’ stronza ma perche’ non ha quel bisogno e non può essere costretta, la puttana invece continuerà ad essere la vostra soluzione momentanea,comprando di più aumenterete l’offerta di corpi che in realtà non vi appagano, e andando avanti cosi una donna beta non vedrà nulla di strano a comportarsi come una puttana di strada. Altrimenti quale sarebbero le soluzioni?

Alessandro io seguo il tuo discorso nel senso opposto, credo che abbiamo gli stessi bisogni e voglie, la natura per me e’ perfetta, e’ l’essere umano a complicarsi la vita e l’italiano lo fa più del primitivo.
I messaggi che ci sono ora, che come dici tu giustamente non appagano ma lasciano quel senso di frustrazione, secondo me vengono dopo il naturale bisogno di scopare dell’uomo. D’altronde se non soddisfa un bisogno naturale vuol dire che esistono solo per capriccio.

Silver Si era una provocazione, ma fa niente, sei tu qua che decidi quello che penso io. Ma non sarà forse che e’ proprio la tua saggia età a non permetterti di trovare una donna tanto disponibile?
Questo sesso ludico che intendi tu lo cerchi nelle donne della tua età o dalle più giovani?Io fino a quando ci sono 50enni che chiedendomi l’ora mi guardano le tette, mi spiace ma non ho intenzione di scoparli. E non e’ certo una questione che non comprendo la bellezza del sesso ludico.Non e’ nemmeno una presa di posizione. Mi fa schifo, non so come dirlo, e per me non ha nulla a che vedere con il sesso. Sai poi almeno perche’ c’e’ chi insegue solo figa giovane?Perche’ vedete solo quella. Non ci sono corpi nudi di 50enni da nessuna parte, sapete come sono fatte solo se ve le portate a letto, ma il bello oggi e’ la carne fresca, quella vecchia non vende, e di nuovo alcuni uomini si sentono frustrati perche’ cercano quello che vuole propinare il sistema e non riescono ad ottenerlo…figa giovane e facile, che la ottenete solo pagando,e voi comprate.

Fabrizio Marchi 11:29 pm - 11th luglio:

Devo dire, cara BB, che anche io faccio un enorme sforzo nel leggere le cose che scrivi…Sei disarmante a tal punto, credimi, che non riesco neanche a trovare la forza di risponderti. Se lo facessi mi sembrerebbe di perdere tempo; anzi, ho la sensazione profonda che sarebbe del tutto inutile. E infatti mi astengo dal farlo. Questa è ahimè, la reazione che mi provocano le tue parole…Scusa ma sono sincero…
Non che tu avessi richiesto il mio intervento, sia chiaro, però, per quanto è possibile,cerco di rispondere o comunque di esporre la mia opinione a quante più persone possibile. Con te proprio non ce la faccio. Anche i concetti espressi da Silvia, per la verità, hanno sortito lo stesso effetto, per lo meno per quanto mi riguarda…
Comunque, in ogni caso, sei ugualmente la benvenuta. Forse ci sarà qualcuno con maggior entusiasmo del sottoscritto che ti risponderà…
Io non ce la faccio proprio…
Fabrizio

Silver 11:45 pm - 11th luglio:

Mia cara BB’82, sei talmente limitata e banale, da non comprendere che in questa sede non si tratta la “questione Silver”, bensì la Questione Maschile.
Quello che io sono, quello che io faccio, quello io che desidero, non ha nulla a che spartire con la suddetta questione.

Silver 12:00 am - 12th luglio:
Silver 12:16 am - 12th luglio:

BB’82
“Se fossero stati i piselli sarebbe la stessa cosa, solo che per voi non e’ possibile perche’ l’uomo ha più voglia di trombare della donna………Pensa madre natura che distratta! A voi ha dato più voglia di trombare delle donne, e ha fatto in modo che quella voglia sia necessaria quanto un bisogno!Che stronza!!Ci sono geometrie perfette in natura, il nostro corpo stesso e’ un meccanismo complesso e perfetto che funziona, però i nostri bisogni no, quelli sono differenti.”
BB’82
“credo che abbiamo gli stessi bisogni e voglie, la natura per me e’ perfetta, e’ l’essere umano a complicarsi la vita e l’italiano lo fa più del primitivo.”
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1- Molte differenze fra i sessi si ritrovano in altri primati, anzi, in tutta la classe dei mammiferi. I maschi tendono a competere con maggiore aggressività e a essere più poligami; le femmine a investire di più nell’allevamento dei figli. In molti mammiferi un raggio territoriale più ampio si accompagna a una maggiore capacità di orientarsi usando la geometria della configurazione spaziale (invece che ricordando singoli punti di riferimento). E ad avere il raggio territoriale più ampio è più spesso il maschio, come avviene anche fra i cacciatori-raccoglitori umani. La superiorità degli uomini nell’uso delle mappe mentali e nella rotazione mentale tridimensionale non è forse casuale.

2- I genetisti hanno scoperto che, in persone diverse, la diversità del DNA nei mitocondri (che uomini e donne ereditano dalla madre) è molto maggiore della diversità del DNA nei cromosomi Y (che gli uomini ereditano dal padre). Questo fa pensare che, per decine di millenni, gli uomini abbiano conosciuto una maggiore variazione nel successo riproduttivo rispetto alle donne: alcuni hanno avuto molti discendenti, altri nessuno (lasciandoci con un piccolo numero di cromosomi Y diversi), mentre un maggior numero di donne ha avuto un numero di discendenti più equamente distribuito (lasciandoci con un maggior numero di genomi mitocondriali diversi). Sono esattamente queste le condizioni che causano la selezione sessuale, in cui i maschi competono per le occasioni di accoppiamento e le femmine scelgono i maschi di migliore qualità.

3- Il corpo umano contiene un meccanismo che fa che sì che il cervello dei bambini e quello delle bambine divergano durante lo sviluppo. Il cromosoma Y innesca nel feto maschio la crescita dei testicoli, che secernono gli androgeni, ormoni tipicamente maschili (come il testosterone) che hanno effetti duraturi sul cervello durante lo sviluppo fetale, nei mesi successivi alla nascita e durante la pubertà, ed effetti transitori in altri periodi. Gli estrogeni, ormoni sessuali tipicamente femminili, influiscono anch’essi sul cervello per tutta la vita. Oltre che nella corteccia cerebrale, i recettori degli ormoni sessuali si trovano nell’ipotalamo, nell’ippocampo e nell’amigdala nel sistema limbico del cervello.

4- Gli androgeni hanno effetti permanenti sul cervello in sviluppo, non solo effetti transitori sul cervello adulto. Le femmine che soffrono di iperplasia adrenale congenita producono un eccesso di androstenedione, l’ormone androgeno reso famoso dal grande giocatore di baseball Mark McGuire. E anche se i loro livelli ormonali vengono portati alla normalità subito dopo la nascita, crescono come dei “maschiacci”, giocano di più a fare la lotta, mostrano più interesse per i camion che per le bambole, hanno maggiori abilità spaziali e, crescendo, sviluppano più fantasie sessuali e provano più attrazione per altre ragazze. Quelle trattate con ormoni solo a infanzia avanzata mostrano, divenendo giovani adulte, modalità sessuali maschili, come una pronta eccitazione di fronte a immagini pornografiche, un impulso sessuale autonomo centrato sulla stimolazione genitale e l’equivalente di polluzioni notturne.

5- Un immaginario ma conclusivo esperimento per separare la biologia dalla socializzazione consisterebbe nel prendere un neonato, sottoporlo a un’operazione di cambiamento di sesso e farlo allevare dai genitori e trattare come una bambina. Se il genere è una costruzione sociale, dovrebbe avere la mente di una normale bambina; se invece esso dipende dagli ormoni prenatali, dovrebbe sentirsi un maschio intrappolato in un corpo femminile.
L’esperimento è stato compiuto, non per curiosità scientifica naturalmente, ma in seguito a malattie e incidenti. Uno studio ha preso in esame 25 bambini nati senza pene (un difetto congenito noto come estrofia cloacale), poi evirati e allevati come bambine: tutti giocavano a fare la lotta come i maschi e avevano comportamenti e interessi tipicamente maschili; più della metà dichiaravano spontaneamente di essere dei maschi, uno a soli cinque anni di età.

6- I bambini affetti da sindrome di Turner sono geneticamente neutri. Hanno un singolo cromosoma X, ereditato dal padre o dalla madre, invece dei normali due cromosomi X delle bambine (uno ereditato dal padre, l’altro dalla madre) o X e Y dei bambini (l’X ereditato dalla madre, l’Y dal padre). Siccome lo schema corporeo femminile è quello standard fra i mammiferi, essi hanno l’aspetto e il comportamento di bambine. I genetisti hanno scoperto che il corpo dei genitori può influire a livello molecolare sui geni del cromosoma X rendendoli più o meno attivi nel corpo e nel cervello in sviluppo del figlio. Una bambina con la sindrome di Turner che prende il cromosoma X dal padre ha probabilmente geni ottimizzati dall’evoluzione per una bambina (perché un X paterno porta sempre a una femmina), mentre una bambina con la sindrome di Turner che prende il cromosoma X dalla madre ha probabilmente geni ottimizzati dall’evoluzione per un bambino (poiché un X materno, se può portare all’uno come all’altro sesso, opererà senza incontrare opposizione solo in un maschio, che manca di corrispettivi dei geni X sul suo cromosoma Y).
E infatti le femminucce che presentano tale sindrome differiscono psicologicamente a seconda del genitore da cui hanno ricevuto il cromosoma X. Rispetto a quelle che l’hanno ricevuto dalla madre (caso in cui esso è pienamente attivo solo in un maschio), le bambine che l’hanno ricevuto dal padre (caso in cui esso è destinato a una femmina) sono più brave a interpretare il linguaggio corporeo, a leggere le emozioni, a riconoscere i volti, a maneggiare le parole, nonché ad andare più facilmente d’accordo con gli altri.

In definitiva, maschi e femmine sono intrinsecamente diversi e non hanno menti intercambiabili.

Alessandro 6:10 am - 12th luglio:

BB’82: Qui si cerca di affrontare la questione maschile a tutto tondo. Devo dire che fino a qualche mese fa non sapevo neppure io di che cosa si trattasse. Poi, informandomi, mi sono fatto un opinione in merito. Che ci siano problematiche maschili, che ci sia un punto di vista maschile su determinate questioni è qualcosa di fortemente destabilizzante che suscita fortissime ostilità, non solo da parte femminile ma anche maschile, in quanto quest’ultima vive oramai di luce riflessa, rappresenta oramai un flebile controcanto di ciò che viene proposto in ambito femminile su certi argomenti. Per noi questo è sbagliato. Occorre togliersi il bavaglio, liberarsi di certi retaggi e iniziare a esprimere il proprio punto di vista, in maniera civile, tollerante e rispettosa, ma pur sempre senza timori e imbarazzi.
Ritornando al tema della prostituzione. La prostituzione prospera proprio perchè da secoli e secoli la sessualità è stata repressa, proprio con il procedere della “civilizzazione”. Se però in passato ciò poteva avere anche un senso, contenimento demografico, oggi, con un’adeguata educazione sessuale, ne ha meno. Io penso che le donne, vuoi per ragioni biologiche ( minore propensione alla “poligamia”, desiderio sessuale meno intenso) vuoi anche per un certo tornaconto personale ( potere sessuale, sesso utilizzato come merce di scambio), ed è su quest’ultimo aspetto che qui si batte, siano più indietro degli uomini nel dare un contributo per emancipare questa dimensione dell’esistenza. Fino a che questo non accadrà, e dovremmo attendere ancora decenni, se non secoli, secondo me, in quanto il cambiamento che dovrebbe realizzarsi sarebbe quasi rivoluzionario, con ripercussioni che potrebbero minare alle fondamenta il sistema stesso, la prostituzione non diminuirà, perchè non si può chiedere a un uomo privo di una vita sessuale di non assecondare i suoi istinti vitali, di reprimere la propria sessualità ancor di più. Il discorso sulla prostituzione meriterebbe ben altro approfondimento, anche perchè in Italia è affrontato con una superficilaità dalla stessa classe politica da far inorridire. Anche qui il femminismo non ci aiuta, con le sue leggi Merlin, a dire il vero sostenuta anche dai cattolici, con la criminalizzazione del cliente, ecc..
In conclusione, comunque, questo del sesso ludico è solo uno dei tanti aspetti meritevoli di attenzione.

Simone M. 8:26 am - 12th luglio:

@ BB’82
Ancora non ce ne e’ uno che ammette che andare a puttane, a rigor di logica, di numeri, aumenti il problema della prostituzione.
@
Se è per questo anche bere aumenta il problema dell’alcolismo e fumare aumenta quello del tabagismo.
Pure sniffare o bucarsi aumenta il problema della droga… Ma si può sapere che razza di ragionamenti fai? E secondo te un uomo beta va a puttane perché gli piace andarci? A un uomo beta, che magari guadagna 1200-1300 miseri euro al mese, piacerebbe spenderne 50 per una stronza che gli intima pure di sbrigarti ? Ma tu lo sai com’è un rapporto con una prostituta? Smanazzata, pseudo pompino col preservativo e pseudo scopata, le cui posizioni solitamente le decide lei, la prostituta.
La realtà è che andare con una puttana è solo un ripiego, dovuto all’impossibilità di trovare gratis quello che si cerca. Ti rammento altresì che la prostituzione esisteva già millenni fa…

Rita 8:33 am - 12th luglio:

Ciao B.B. 82:
solo una cosa
, tu scrivi:
La vostra accettazione nel pagare per ricevere sesso, nel muovere quei numeri, ha fatto strada a una mentalità che vede tutto questo normale. E in questo quadro perche’ credete che la donna beta (si può dire?) debba pensare “la puttana va bene ma io non mi posso vendere?”. Eppure la puttana all’uomo piace!!
Tramite cosa dovrebbe capire la differenza se non c’e’ una differenza?
Se la mentalità e’ di vedere normale la compravendita di sesso, per forza di cose giustificate un sistema che prevede anche la donna al bar che non ve la darà mai facilmente come volete.

+++++++++++++

scusa ma lo vedi che confermi pure tu?

Cioè tu dici che una donna normale (beta) vede le donne che si vendono e dovrebbe (naturalmente?) pensare ” e perchè non posso farlo anch’io in una certa misura?”

Cioè fammi capire: stai dicendo che la donna beta “fiuta” l’affare, segue il filone d’oro e si butta sul mercato per come puo’… o stai dicendo che la donna beta si è convinta che all’uomo più che il sesso piaccia pagare?

Perchè nel primo caso, allora stai confermando la tesi che le donne si danno un valore di mercato quale che esso sia, per il sesso, nel secondo che le donne sono mentalmente inferiori… scusa eh, ma come si fa a pensare che il piacere consista nel dover pagare?

Ci provo con una metafora: io ho un ciliegio nel giardino. Vedo che la gente compra le ciliegie dal fruttivendolo. Posso pensare che se io regalo quelle ciliegie non le accetteranno perchè in realtà non è il frutto che gli piace ma il gesto di pagare il fruttivendolo? Boh sarei una cretina.

Posso decidere di regalarle, oppure di venderle, magari a un prezzo minore (perchè tanto, le comprerebbero dal fruttivendolo e allora tanto vale ricavarci qualcosa) oppure di lasciarle marcire sull’albero.

BB'82 9:11 am - 12th luglio:

Ma se i nostri bisogni sono diversi in partenza non ci sarà mai la soluzione che vada bene a tutti!Ci sarà cosi sempre un sesso che dovrà sottostare all’altro. Una natura che costringe o voi alla castità(frustrazione) o noi all’accettazione di un qualcosa che non vogliamo(sempre frustrazione)
Nei miei miseri anni 80-90 mi hanno insegnato a piacere di più all’uomo, ad assomigliare a una figura sempre giovane e bella e la bellezza non e’ la mia naturale, ma deve essere artificiosa e finta, i miei modelli di bellezza sono i seni o le labbra gonfie, ripresi probabilmente da figure pornografiche e devo essere sempre giovane, perche’ mi insegnano che la carne vecchia non tira.
Quindi e’ questa la realtà? A me insegnano a piacere all’uomo e all’uomo insegnano ad eccitarsi il più possibile? E se l’uomo e’ quello che ha più voglia, sarà anche il caso anche di stuzzicarlo di meno, o questo bombardamento di messaggi erotici e pornografici non fa altro che alimentare il desiderio?
Ripeto che se la natura e’ questa, credo ci sarà sempre un sesso che si dovrà sottomettersi, ed e’ inutile stare a incolpare la donna che se la tiene stretta o l’uomo che vuole trombare troppo.E’ una sorta di condanna?

BB'82 9:20 am - 12th luglio:

Rita credo che oggi tutti si danno un valore di mercato.Questi purtroppo sono gli obiettivi primari dell’essere umano civilizzato: soldi e potere. Io come molte altre (come tante secondo me), non arriviamo a fare questo ragionamento (fare la puttana conviene perche’ all’uomo piace e in più ci faccio i soldi), ma sarebbe ipocrita non trovare una conseguenza disastrosa che la mentalità di vedere normale la vendita dei corpi non possa portare una donna a trasformarsi anche lei in soggetto attivo nel mercato. Giusto o sbagliato che sia, credo sia solo una normale conseguenza.

BB'82 9:31 am - 12th luglio:

simone questo e’ un punto che non capisco. la puttana piace o no?soddisfa o no?perche’ se non placa quel bisogno naturale, allora, per contribuire a fermare la piaga della prostituzione, l’unica alternativa e’ non andarci. Non ce la fai?Va bene, ma i dati continueranno ad aumentare e cosi anche l’offerta di quei corpi che non appagano. Allora dov’e’ la soluzione?

ma visto uno che smetteva di fumare fumando!

Fabrizio Marchi 9:33 am - 12th luglio:

Caro Simone, ti ringrazio, perché grazie alla tua risposta a BB, ho scoperto la possibilità di osservare il mondo con un’altra chiave di lettura.
Infatti prima d’ora non avrei mai pensato al fatto che il mercato della droga è alimentato da quelli che si drogano. E’ loro la colpa, mica dei trafficanti…
Mi hai aperto un mondo, spalancato una nuova prospettiva interpretativa, perché il paradigma è in effetti applicabile un po’ a tutto lo scibile.
Penso al traffico di organi, la colpa è di chi si ammala e ha bisogno di un trapianto. Se non ci si ammalasse il problema non esisterebbe.
Ma penso soprattutto alla privatizzazione dell’acqua. Se non ci fossero tutti questi coglioni che la bevono non la privatizzerebbero di certo…O no? La colpa è di quelli che la bevono e così danno l’opportunità a quegli altri furboni di venderla… Smettiamo di berla e via, il problema è risolto…
Stavo anche pensando che se smettessimo di mangiare o comunque ci limitassimo fortemente, i prezzi dei generi alimentari calerebbero sensibilmente. Che ne dite? Ci si può ragionare?…
Grazie ancora Simone, ma forse, senza nulla togliere a te, devo ringraziare ancora di più BB, che ha sollevato la questione. Anche grazie a lei ho finalmente la possibilità di interpretare la realtà da un altro punto di vista che non avevo mai preso in considerazione, finora…Diciamo, Simone, che tu mi hai aiutato a fare luce sull’intervento di BB di cui non ero riuscito a cogliere la finezza…
Fabrizio

Rita 10:09 am - 12th luglio:

ma quindi BB: non ho capito, forse sono io che non ho letto bene… tu credi che i desideri sessuali siano naturalmente diversi fra uomini e donne (e quindi posizione insanabile, lo si puo’ almeno riconoscere ma si va avanti così) oppure no?
Perchè dal tuo primo post mi pareva dicessi di no.
Che tu e quelle della tua generazione facevate sesso per piacere libere dai condizionamenti mentre quelle della mia no.
Poidici:
ma sarebbe ipocrita non trovare una conseguenza disastrosa che la mentalità di vedere normale la vendita dei corpi non possa portare una donna a trasformarsi anche lei in soggetto attivo nel mercato.

e torni ad invertire l’ordine delle cose.

Ma poi che è sta storia che negli anni ’80/90 ti insegnano a piacere all’uomo? Ma non era un condizionamento dei secoli pregressi di cui il femminismo ci ha liberato, quella di guardare a noi stesse, ai nostri bisogni, alle nostre pulsioni prima di tutto?

Poi l’eccitazione è un fenomeno naturale, che scaturisce dal cervello, nell’uomo e nella donna non è che te lo devono insegnare.

Rita 10:18 am - 12th luglio:

Cioè forse non mi spiego bene:

con calma ci riprovo.

Secondo te le ragazze si gonfiano le labbra, il seno, si truccano e si fanno belle per attrarre l’uomo con lo scopo di fare sesso?

Cioè un grande malinteso.. le donne moderne credono che agli uomini piacciano le puttane e si travestono da puttane.

Mettiamola così.

Bon il problema sarebbe risolto: ti fai pagare e dopo quando ti rivesti gli restituisci i soldi. Così sono tutti soddisfatti. Diventerebbe solo un bel gioco in cui le donne (non io, non tu ovviamente nè mia sorella e la tua e tutte le nostre amiche e conoscenti, ma tutte le “altre” :-D perchè noi siamo ovviamente diverse…:-D) non potrebbero più dare un valore di mercato (quale che sia) al loro sesso.

Simone M. 11:16 am - 12th luglio:

@ BB’82
simone questo e’ un punto che non capisco. la puttana piace o no?soddisfa o no?perche’ se non placa quel bisogno naturale, allora, per contribuire a fermare la piaga della prostituzione, l’unica alternativa e’ non andarci
@
No, la puttana non soddisfa assolutamente i desideri dell’uomo, te lo dice un puttaniere occasionale.
Ora tu mi richiederai: e allora perché ci vai?
Molto semplice: perché non avendo una relazione fissa da anni, è per me l’unico modo per fare del sesso velocemente e senza tante manfrine.
Il fatto è che alle donne del sesso x il sesso non frega assolutamente niente, benché io faccia parte di una generazione (sono del ’72) cresciuta col mito (perché di mito si tratta) della “donna facile, che prende sempre l’iniziativa”. Ovvero leggende urbane che non trovano alcun riscontro nella realtà. Quelle che io vedo in circolazione, sono solo donne passive e al tempo stesso in guerra contro gli uomini.

Lestat 11:39 am - 12th luglio:

BB’82, tu scrivi
@Ma se i nostri bisogni sono diversi in partenza non ci sarà mai la soluzione che vada bene a tutti!Ci sarà cosi sempre un sesso che dovrà sottostare all’altro. Una natura che costringe o voi alla castità(frustrazione) o noi all’accettazione di un qualcosa che non vogliamo(sempre frustrazione)
>>
E’ l’unico punto sul quale hai ragione; infatti non esiste soluzione a tutto ciò.
Ah!, sappi che io non sono un “uomo beta”, bensì un “uomo quasi alpha”, perciò economicamente privilegiato rispetto a coloro che scrivono in questo blog.

Luke Cage 12:23 pm - 12th luglio:

@Fabrizio:
A me viene da pensare ad una versione femminile di Groucho Marx…in effetti sto dibattito sulla prostituzione sta diventando comico.

Fabrizio Marchi 1:01 pm - 12th luglio:

E infatti è per questo, Lestat, che te ne puoi fregare e vivere della rendita di posizione che ti garantisce il tuo status.
Ti do atto, questo sì, e non da ora (anche da tuoi precedenti post), di essere un reazionario onesto. Non è poco. Sei consapevole della tua condizione di classe (ne parlasti tu stesso tempo addietro) e con molta lucidità, dal tuo punto di vista, affronti la problematica. In realtà non la affronti affatto, ti limiti a constatarla, a prenderne atto. Insomma, tu dici, al problema non si potrà mai trovare una soluzione. E fai spallucce. Tanto tu c’hai l’azienda di papà alle spalle che ti consente di fregartene…E tutto sommato non ti interessa nè ti conviene modificare la situazione più di tanto. Chi te lo fa fare? “Le cose stanno messe in questo modo – non ti stanchi mai di sottolineare – e non si potranno mai cambiare (da bravo e coerente reazionario)”. “Tanto a me che me ne frega? – aggiungi – Io campo bene lo stesso e la mia posizione mi consente di instaurare modalità relazionali in cui se non sono io a dettare le regole del gioco, comunque ho vita facile…”.
E quindi puoi permetterti di dire “me ne frego”…
Tanto se pure dovessi mai sposarti e separarti non fineresti mai a dormire alla Caritas o nella tua automobile e qualche “bischera” che nel frattempo ti aiuta ad alleviare le sofferenze la troveresti sempre…(con pagamento diretto o “indiretto”, bancomat o carta di credito, seconde o terze nozze, cene pagate, regali, regalini e regaloni, ferie pagate e sollazzi vari, amanti mantenute e via discorrendo…o semplicemente il fatto di appartenere alla elite degli alpha, in quel caso te la danno pure gratis per il puro piacere di darla ad un alpha…).
Gli uomini beta invece quel rischio lo corrono molto concretamente (senza i sollazzi post separazione…) ed è per questo che sono costretti a pensare che la realtà possa e debba essere trasformata…a differenza tua…
Fabrizio

Peppe 3:45 pm - 12th luglio:

Quando si inizieranno a scrivere articoli intitolati: “NON darla, tanto chi la vuole!” o meglio ancora:”La dai o non la dai chissenefrega!” allora si che vorrà dire che gli uomini stanno iniziando a diventare intelligenti. Inizio a dare sempre più ragione alle femministe: gli uomini sono stupidi e meritano in buona parte ciò che stanno subendo negli ultimi anni. Peccato che, come sempre accade, ci va di mezzo il giusto per il peccatore.

Fabrizio Marchi 4:37 pm - 12th luglio:

Il tuo ultimo commento, Peppe, è speculare a quelli di BB, solo in versione maschile. Ma il concetto è il medesimo…
Della serie, se io ti faccio pagare l’acqua che bevi, il problema non sono io che te la vendo ma tu che hai sete. Vinci la sete e vedrai che io l’acqua te la regalo…
E certo, perchè non ci abbiamo pensato prima? Mi sa che sto perdendo colpi…

ckkb 4:49 pm - 12th luglio:

Dopo tanto pensarci, un esercizio dialettico sul tema, ovvero una domanda inquietante (che fa inquietare, tutti, M e F) e forse capace di chiarire alcuni aspetti:
il sesso fuori di una relazione M/F che comporti quanto possa essere ritenuto dalla donna stessa un adeguato corrispondente vantaggio (sia ben chiaro anche nobilissimo) è forse il sesso che con terminologia attuale viene giudicato “molesto” (memento la battuta “ludica” del povero assessore milanese)?
Se così fosse, il sesso “ludico”, ovvero solo finalizzato a trovare in se stesso il suo bene e la sua giustificazione, una donna non può che giudicarlo “molesto”. Il sesso “ludico” pertanto ha un altro nome e oggi è quello che viene chiamato “molestia”?
allora nascerebbero le domande: è da qui che derivano quei giudizi femminili per cui ci sono circa dieci milioni di italici molestatori come da indagini telefoniche ISTAT di qualche anno fa? il sesso ludico è in sostanza fuorilegge? e sostenerlo è apologia di reato?

Simone M. 5:45 pm - 12th luglio:

@ Peppe
Quando si inizieranno a scrivere articoli intitolati: “NON darla, tanto chi la vuole!” o meglio ancora:”La dai o non la dai chissenefrega!” allora si che vorrà dire che gli uomini stanno iniziando a diventare intelligenti.
@
Non ho mica capito una cosa: se a te delle donne e della fica non frega niente, perché sei qui a parlarne? Perché non ti occupi di altro?
@ Peppe
Inizio a dare sempre più ragione alle femministe: gli uomini sono stupidi e meritano in buona parte ciò che stanno subendo negli ultimi anni.
@
Tu sei un uomo, vero…?

Leonardo 6:23 pm - 12th luglio:

Perché le donne non vanno con i prostituti?
Perché le donne PRETENDONO di avere uomini corteggiatori, non si può rivoltare sempre tutto.
Le donne aspettano non si fanno avanti, al limite ti guardano per farti capire che sono disponibili, poi ti fai avanti e magari ti trattano male, vogliono vedere quanto se ne possono approfittare, quanto potere hanno sugli uomini.
In tutto ciò il maschio stronzo è quello che interessa di più.
Poi se una donna si fa avanti parlandoti, devi essere te a prendere l’iniziativa: ci vediamo stasera?
Non voglio fare il maestro, ci mancherebbe, ma le donne hanno un attrazione conflittuale per il maschio e ci fanno diventare conflittuali anche a noi.
Quello che voglio evidenziare è la PRETESA di avere uomini intorno, prestanti.
http://www.youtube.com/view_play_list?p=1B19EC3591956332&playnext=1&playnext_from=PL&v=MX1Q48Uqses

Lestat 8:01 pm - 13th luglio:

@ – Fabrizio Marchi
E infatti è per questo, Lestat, che te ne puoi fregare e vivere della rendita di posizione che ti garantisce il tuo status.
Ti do atto, questo sì, e non da ora (anche da tuoi precedenti post), di essere un reazionario onesto. Non è poco. Sei consapevole della tua condizione di classe (ne parlasti tu stesso tempo addietro) e con molta lucidità, dal tuo punto di vista, affronti la problematica. In realtà non la affronti affatto, ti limiti a constatarla, a prenderne atto. Insomma, tu dici, al problema non si potrà mai trovare una soluzione. E fai spallucce. Tanto tu c’hai l’azienda di papà alle spalle che ti consente di fregartene…E tutto sommato non ti interessa nè ti conviene modificare la situazione più di tanto. Chi te lo fa fare? “Le cose stanno messe in questo modo – non ti stanchi mai di sottolineare – e non si potranno mai cambiare (da bravo e coerente reazionario)”. “Tanto a me che me ne frega? – aggiungi – Io campo bene lo stesso e la mia posizione mi consente di instaurare modalità relazionali in cui se non sono io a dettare le regole del gioco, comunque ho vita facile…”.
E quindi puoi permetterti di dire “me ne frego”…
Tanto se pure dovessi mai sposarti e separarti non fineresti mai a dormire alla Caritas o nella tua automobile e qualche “bischera” che nel frattempo ti aiuta ad alleviare le sofferenze la troveresti sempre…(con pagamento diretto o “indiretto”, bancomat o carta di credito, seconde o terze nozze, cene pagate, regali, regalini e regaloni, ferie pagate e sollazzi vari, amanti mantenute e via discorrendo…o semplicemente il fatto di appartenere alla elite degli alpha, in quel caso te la danno pure gratis per il puro piacere di darla ad un alpha…).
>>>
Innanzitutto io non devo assolutamente sposarmi: non sono mica scemo… Poi, il fatto che abbia alle spalle l’azienda CREATA da mio padre (sì, Fabrizio, perché non tutti possiedono certe capacità; e non necessariamente per colpa di questo o quel sistema…), significa tutto e niente, e sai perché? Perché oggi l’azienda c’è, domani non si sa. Capisci? Ma al di là del mio status privilegiato rispetto al vostro, quello che a me sconcerta degli uomini di sinistra, è l’idea che tutto possa essere modificato attraverso delle sinistrorse opere di ingegneria sociale… E magari nel giro di poco tempo! Fabrizio, che ti devo dire? Buona fortuna.
PS – A proposito: ai tempi del liceo, a me la davano gratis, e sai perché? Perché oltre ad esser sempre stato un rompiballe dalla lingua svelta, non sono niente male dal punto di vista estetico.
Da adolescente, poi, ero un vero e proprio “bijoux”…
(Sì, son presuntuoso, che ci vuoi fare?)

Fabrizio Marchi 9:10 pm - 13th luglio:

Mi fa piacere per te, Lestat, sei proprio un “alphone” a tutto tondo, al ciento per ciento, direbbe il mitico Abatantuono, che invece se non fosse l’attore affermato che è sarebbe un gran bel “betone” come i personaggi che interpretava una volta…:-)
Sei del tutto inutile alla nostra causa ma va bene lo stesso…Buona fortuna anche a te, anche se ne hai meno bisogno di noi…:-)
Ma poi, in fondo, sarà veramente così?…:-)
P.S. Non ho mai detto che ci vorrà poco tempo, purtroppo…Forse però i nostri pronipoti parleranno di noi…

Lestat 12:35 pm - 14th luglio:

Fabrizio, c’è una cosa che nessuna opera di ingegneria sociale riuscirà mai a fare: cambiare la natura femminile.
Infatti, se c’è un punto sul quale non concordo assolutamente con molti di voi, è quello secondo cui le donne sarebbero state “deviate” dal femminismo e consequenzialmente rese “cattive” dalla summenzionata ideologia. La realtà nuda e cruda, è che le donne sono stronze a prescindere, femminismo o no.

BB'82 1:34 pm - 14th luglio:

Fabrizio mi hai frainteso. Io non sto cercando di dare una colpa al cliente per crocifiggerlo, ma tentando di comprendere la differenza tra un bisogno naturale e la risposta di un mercato che principalmente si muove per guadagnarci, non per far contenti voi.
La droga, essendo un elemento esistente in natura, viene prima dei trafficanti, e non può essere eliminata, e’ solo la nostra scelta di prenderla o meno ad essere rilevante (non e’ colpa della droga perche’ esiste).
Il problema dell’aumento della tossicodipendenza invece, c’e’ proprio per colpa della mercificazione, che ha dato vita ai trafficanti, e una volta diventata prodotto e’ interesse del venditore pubblicizzarla nella migliore maniera proponendola sempre di più nel mercato. La continua richiesta e’ causa proprio dell’opprimente offerta, non la conseguenza..
Non siamo nati con il bisogno di prenderci pasticche in discoteca, può darsi che il bisogno che aveva l’uomo era di raggiungere dimensioni differenti tramite la droga, ma non nella quantità e nel modo che propone oggi il mercato. E’ logico che se c’e’ un mercato, se c’e’ un interesse monetario, c’e’ anche un sistema difficile da abbattere, di certo se l’essere umano capisse che non ha bisogno realmente di tutto quello che gli viene offerto, il sistema crollerebbe(non sto dicendo sia facile).
Il sesso da quando e’ stato mercificato, non ha fatto altro che aumentare l’offerta di corpi che voi stessi dite che non bastano e non soddisfano, ma che continuate a comprare. La differenza e’ che voi pensate che tutta questa domanda la richieda l’uomo per un suo bisogno, io credo che siano partiti dal semplice bisogno di scopare fino ad arrivare a vendervi soluzioni finte che in realtà non fanno altro che aumentare la vostra frustrazione, stimolano in voi la continua idea del sesso ludico, ma le valvole di sfogo che offrono non vi soddisfano. Credo che quello che fa il mercato del sesso non e’ rispondere a una vostra precisa richiesta, e quei dati non sono la prova che avete bisogno di quel tipo di mercato, altrimenti la quantità e qualità offerta oggi basterebbero, giusto? Allora può darsi,dico può darsi, che la dimensione naturale del sesso ludico sia condivisibile da entrambe i sessi, solo che siamo ancora maledettamente divisi da un sistema che vede ed enfatizza voi come eterni insoddisfatti vogliosi di fica e noi come delle caste o delle stronze che si approfittano.
Io credo che oggi si debba combattere una guerra contro questi mercati non tra di noi. Credo che arrivando ad una condizione dove non venite bombardati da messaggi e figure che vi ricordano solo ed esclusivamente che dovete scopare, allora può darsi che in quel caso, senza strumentalizzazioni esterne, l’uomo e la donna possano capire al meglio la propria sessualità e forse avvicinarsi di più di quanto non facciano oggi. E’ certo invece che aumentando il mercato si instaura sempre di più la mentalità che vendere la fica non e’ cosi sbagliato e in più non si risolve il vostro problema. Ritorno alle mie domande su cui mi vorrei concentrare per capire meglio il vostro punto di vista.
Se non vi sentite appagati con tutta l’offerta sessuale che c’e’ dove trovare una soluzione? Voi non pensate che con l’aumento del mercato sessuale in realtà aumenta solo la frustrazione e la necessità di sfogarvi?
Se la risposta non può essere nel mercato sarà nella donna, giusto?Ma se la donna beta, come dite voi, non ha il vostro stesso bisogno? Ckkb, ha forse spiegato meglio il punto. Se la donna non ha bisogno veramente di quel sesso ludico, non può vivere la condizione di fare sesso anche quando non vuole. Come e’ possibile allora un mondo dove gli uomini non siano costretti ad una castità e le donne non siano costrette a donarsi di più di quanto vorrebbero? Finalmente uno dice che non c’e’ soluzione, ma questa risposta vorrei sentirla da altri, per capire se l’uomo beta in tutto questo casino la soluzione ce l’ha.

Rita “Ma poi che è sta storia che negli anni ‘80/90 ti insegnano a piacere all’uomo? Ma non era un condizionamento dei secoli pregressi di cui il femminismo ci ha liberato, quella di guardare a noi stesse, ai nostri bisogni, alle nostre pulsioni prima di tutto?” Ai nostri bisogni, hai detto bene, in una società di consumi il denaro e’ un bisogno, il mezzo per arrivarci lo stabilisce il mercato che regola quello che vende di più e l’idea che piacciamo agli uomini non e’ decaduta. La fica e’ sempre più richiesta. Non sto parlando che sia giusto o sbagliato ma vedo una logica conseguenza se una parte di donne (noi siamo il numero irrisorio) ha scelto di far parte del sistema.

Fabrizio ho capito che detesti la mia presenza e che vedi banali le mie questioni, ho sempre sperato di trovare uomini come voi per parlare di persona di una questione delicata come questa, e non tramite un blog. Non tutti si fanno domande come voi o me, anche se contrastanti, anche se a volte banali, per me sono la prova che qualcuno sta almeno cercando delle risposte.
Ma gli uomini beta ce l’hanno questa soluzione?

Leonardo 4:35 pm - 14th luglio:

Ragazzi, bisogna accettare l’invidia del pene, che non è un insulto alle donne, ma purtroppo è una realtà, è una cosa riconosciuta, anche se non viene sbandierata a i quattro venti; ma se l’accettassimo come realtà femminile, invece di mille ricerche false che vorrebbero dimostrare la loro superiorità, credo andrebbe meglio.
DALLA! tanto semplice, e invece è difficile, anche se hanno meno desideri sessuali non spiegherebbe la loro voglia di guadagnarci a tutti i costi, anzi, sarebbero superiori sul serio e si muoverebbero a compassione: NO, SEI MASCHIO E DEVI PAGARE.

Rino 9:14 pm - 14th luglio:

Caro Lestat, stai leggendo in forma iperbolica e perciò caricaturale sia il progetto del Mub che un certo numero di questioni che emergono nei commenti e quasi mai ti avvedi delle contraddizioni esplosive che inneschi.

- l’ingegneria sociale giustamente denunciata come un obiettivo folle e foriero di disastri non è utopia: è la realtà in cui viviamo. Questo sistema socio economico è il frutto di una follia, che nessuno in effetti ha pianificato nei dettagli a tavolino ma che ha letteralmente deformato la natura umana: non siamo nati per spendere la vita nell’ossessione del lavoro, siamo da sempre obbligati a lavorare per vivere ma solo un deformazione radicale ha potuto farci vivere per lavorare. Questo è il fondamento del sistema. E mai come ora è apparso chiaro che si tratta di un delirio. Non è mai esistita una società tanto opulenta come questa il cui problema non è dato dalla capacità di produrre, che è abnorme, ma dalle crisi del consumo. Corriamo come matti per spartirci una torta che non è piccola, ma troppo grande. Uno stravolgimento stupefacente. Ricordo che ancora nell’Ottocento i benpensanti mettevano in guardia dalla scolarizzazione di massa smascherandosi senza pudore: “Se tutti studiano chi vorrà più lavorare?” Invece è andata alla rovescia. Cosa è successo?

- l’altra ingegneria sociale, nella misura in cui c’è stata, è finita per sempre. Questa invece no. Sta conquistando il mondo intero distruggendo tutte quelle culture che rispettano la vera natura umana: vivere per vivere e lavorare per vivere, non vivere per lavorare e per consumare.

- la natura profonda non la cambia nessuno ma tutto ciò che è naturale può ben essere represso, conculcato, deformato. La guerra antimaschile in corso è una patologia della storia e se aveva ragione Schumpeter (che ho già citato) quando diceva (70 anni fa) che il femminismo è un fenomeno specifico del capitalismo, c’è da riflettere. Ma ciascuno preferisce glissare quando viene chiamato in causa il sistema che lo favorisce. Peraltro il solo esistente e perciò il solo colpevole.

- Che te la dessero gratis è una tua impressione: ti dimentichi del differenziale sociale esistente tra te e gli altri.

RDV

Alessandro 8:11 am - 15th luglio:

BB’82: Se non vi sentite appagati con tutta l’offerta sessuale che c’e’ dove trovare una soluzione? Voi non pensate che con l’aumento del mercato sessuale in realtà aumenta solo la frustrazione e la necessità di sfogarvi?
Se la risposta non può essere nel mercato sarà nella donna, giusto?Ma se la donna beta, come dite voi, non ha il vostro stesso bisogno? Ckkb, ha forse spiegato meglio il punto. Se la donna non ha bisogno veramente di quel sesso ludico, non può vivere la condizione di fare sesso anche quando non vuole. Come e’ possibile allora un mondo dove gli uomini non siano costretti ad una castità e le donne non siano costrette a donarsi di più di quanto vorrebbero?

1) L’offerta sessuale a pagamento. C’è la pornografia, che onestamente a me lascia totalmente indifferente, c’è la prostituzione, principalmente nelle grandi città. Soffermiamoci un pò sulla prostituzione femminile in Italia, visto che esiste anche quella maschile, sia pure non lontanamente paragonabile alla prima, sulla quale non ricade alcuna condanna, ma che viene addirittura incentivata, e questo ci riporta al doppiopesismo che caratterizza la nostra società. Che cos’è la prostituzione femminile in Italia? A meno che non si paghi 500-1000 euro per una escort, bisogna contattare in gran segreto una donna con la quale accordarsi per un appuntamento in un appartamento spesso squallido, in cui non si sa mai chi ci si troverà di fronte, se solo una donna, se un paio di energumeni che ti piantano un coltello alla gola, ecc..Non vi è nessun controllo sanitario, quindi anche un semplice contatto fisico può risultare assai caro, e non dal punto di vista monetario. Vi è poi l’offerta sulla strada. Ci si reca in auto su una strada in cui si sa che si troverà la donna che si cerca e bisogna sperare di non incappare nell’auto delle forze dell’ordine perchè altrimenti scatteranno multe salatissime, e se si è ancora più fortunati magari si viene ridicolizzati su qualche media locale o nazionale. Come può un uomo essere soddisfatto da una tale offerta sessuale? La sessualità vissuta clandestinamente, come scandalo, come vergogna. Se si vuole conoscere il livello civile di un Paese, basta osservare in che modo affronta questo tema. il livello italiano è quindi bassissimo.
2) Questo tipo di mercato sessuale crea frustrazione perchè ti criminalizza, ti fa sentire un verme. Fino a che non cambierà l’approccio alla sessualità in questo Paese la richiesta crescerà sempre di più e con l’insoddisfazione cresceranno anche gli atti di violenza a sfondo sessuale ahinoi. non si può reprimere un istinto vitale e non pagarne poi le conseguenze. Non tutti hanno le capacità di sublimarlo.
3) non esiste una soluzione bella e pronta, esiste solo emancipare la sessualità da tutti i condizionamenti che l’hanno fino a ora repressa. Sollevare la questione è già tanto. Considerare la sessualità alla stregua di qualsiasi altra esperienza umana e poi ognuno faccia come gli pare.

BB'82 10:16 am - 15th luglio:

sono i commenti come quello di leonardo in cui leggo quello che ancora non mi è chiaro. Già è un problema se alla donna non piace il sesso ludico, e già è stronza in partenza perchè non si concede lo stesso(dovrebbe regalarla anche se non gli piace…), in più non vanno bene le donne che la vendono, ma le puttane si, a quelle non si può rinunciare. Ok, allora prendete le donne, dividetele in quelle che a voi servono come puttane e donne che la devono dare gratis. stabilite voi quando la puttana è ok(per puttana intendo qualsiasi donna che guadagna tramite il sesso)e quando invece non va bene ed è la piaga della società e la causa della vostra frustrazione.Dividetele in stronze e puttane e prendetevi quelle che volete. Tanto sai che?la puttana non soddisfa e la troia che non la da è una stronza da cambiare!
Qalcos’altro?Ancora vi scervellate a chiedervi perchè la donna cattiva non ve la da gratis…ma per piacere…

BB'82 10:40 am - 15th luglio:

ALESSANDRO IO SONO D’ACCORDO SULLA FRUSTRAZIONE CHE CREA QUESTO MERCATO, MA NON CREDO CHE IL PROBLEMA SIA UNA SESSUALITA’ CASTRATA.ANZI, SI VA PIANO PIANO COSTITUENDO UNA SOCIETA’ IN CUI IL SESSO A PAGAMENTO E’ NORMALE.fA SCALPORE IL PRESIDENTE NON PERCHE’ ANDAVA A PUTTANE MA PERCHE’ LE VOLEVA MULTARE, PER QUESTO VIENE RIDICOLIZZATO, MA IL SUO ANDARE A PROSTITUTE HA ANCHE SCATENATO TUTTA UN ALTRA PARTE DI GIUDIZI A FAVORE. iL VECCHIETTO CHE ANCORA CE LA FA RESTA UN MITO PER MOLTI.LA VOLANTE DELLA POLIZIA PER STRADA E’ IL MINIMO DEL RISCHIO CHE DOVRESTI CORRERE, SI FA PER TUTELARE TUTTA QUELLA PARTE DI PROSTITUTE CHE NON SONO AFFATTO LIBERE COME A MOLTI FA COMODO PENSARE(ANCHE SE IO NE VEDO DI PIU’ PASSARE SENZA FERMARSI),E CREDO CHE LEGALIZZANDO LA PROSTITUZIONE AIUTERESTE SOLO QUELLA PARTE DI UOMINI CHE PUO’ PERMETTERSI DI PAGARE SEMPRE.IN QUESTO QUADRO DOVE SEMBRA QUASI CHE SE TUTTI VOI AVESTE I SOLDI NON STARESTE A CHIAMARE LE DONNE BETA IN CAUSA,LA SOLUZIONE SECONDO ME NON STA NEL LEGALIZZARE O AUMENTARE L’OFFERTA.METTERESTE UNA PUTTANA IN REGOLA MA SEMPRE I SOLDI DOVRESTE CACCIARE. NON SI FA ALTRO CHE GIUSTIFICARE IL SESSO A PAGAMENTO E RIPETO CHE QUEL GIORNO NON CI SARANNO DONNE CHE IN UN SISTEMA SIMILE SARANNO COSI SCEME DA REGALARVELA ANCHE QUANDO NON VOGLIONO.CI SARANNO ANCORA LE DONNE CHE SCOPANO QUANDO VOGLIONO, CI SARANNO QUELLE CHE INVECE PRENDERANNO ESEMPIO DAL SISTEMA PER UN TORNACONTO. AUMENTERANNO GLI STUPRI…EEEEH, TI PAREVA CHE TANTO ALLA FINE CI RIMETTIAMO NOI, VUOL DIRE CHE CI ARMEREMO DI FUCILE…ALTRE SOLUZIONI?

Fabrizio Marchi 12:31 pm - 15th luglio:

BB’82, stai farneticando…i tuoi due ultimi commenti sono un vero e proprio delirio, senza capo nè coda, non so neanche se faccio bene a pubblicarli perchè di certo non possono essere considerati un contributo serio e razionale alla discussione. No sei la sola, sia chiaro, ma questo non ci consola.
Comunque sia, non hai insultato nè aggredito nessuno, nè inneggiato all’odio razziale, di genere o alla discriminazione di classe. E quindi, in base alle nostre regole “costituzionali”, non ci sono elementi per bannarti.
Però, per la miseria, cerca di elevare il livello delle tue argomentazioni…
Scusa ma è ciò che penso…
Fabrizio

BB'82 1:03 pm - 15th luglio:

fabrizio io rispondo a determinate allusioni che puoi leggere da solo.se faccio domande non rispondete, l’unico modo è sentire l’opinione e attaccarci sopra,nemmeno questo è molto costruttivo.ancora non mi è chiaro quale sia la vostra soluzione, allora continuo a chiederlo(quasi dall’inizio), mi fermo alla domanda,cosi tu o altri potete costruire risposte più degne e di alto livello e io forse potrei cominciare a capire qualcosa.

Leonardo 1:12 pm - 15th luglio:

@BB82: Il mio commento è di accettare la triste realtà che è sempre meno triste di un conflitto continuo, è come se in medio oriente diventassero di colpo tutti atei, penso che molti problemi sarebbero risolti.
Accetta che hai del rancore verso gli uomini, qualcuna me lo ha detto che gli uomini sono avvantaggiati dalla natura.
Voi donne che volete? rispondi sinceramente, che vuoi? BB che vuoi??

Luke Cage 1:52 pm - 15th luglio:

Ma ‘sta qui non ha delle amiche a cui sottoporre queste sue illuminanti considerazioni.?..potrebbe fondare una scuola, oppure una facoltà universitaria : Sono delle idee veramente all’avanguardia, mi sorprende che non siano state prese seriamente in considerazione da qualche organizzazione umanitaria.

Damien 2:41 pm - 15th luglio:

@BB’82:

Seconde me ti sei persa..

no.. sai.. perchè se questa non fosse la motivazione.. non mi resterebbe che augurarti di rinascere uomo in questo periodo storico.. come dire.. chi ha la pancia piena non potrà mai capire chi ha fame..

Se dopo tutte le argomentazioni escusse non hai ancora focalizzato il punto, è semplicemente un problema tuo..

comunque, essendo ottimista, vado per l’ennesima volta a tentare di condividere un dialogo che, definirlo costruttivo, appare ogni volta una chimera..

“”Sto tentando di comprendere la differenza tra un bisogno naturale e la risposta di un mercato che principalmente si muove per guadagnarci, non per far contenti voi.”"

se realmente è questa la tua volontà, quella di comprendere il bisogno naturale che l’uomo ha nei confronti di una sessualità giocosa, fine a se stessa, potrei farti un ultimo paragone.. proprio per cercare di farti comprendere quanto questa sia una esigenza sentita..

Seguimi..Supponi che tu non possa cucinare, se non malissimo, e che ti venga impedito di mangiare se non a determinate condizioni:

1)Ogni volta che vuoi mangiare, devi PAGARE!
2)Il pagamento, tuttavia, NON TI DA CERTEZZA DI MANGIARE!
3)Nel caso di cui sopra, SEMMAI AVESSI LA FORTUNA di mangiare, non sempre sarà di qualità!
4)nei casi che tu riesca a pagarti del cibo di qualità, dovrai, oltre a pagarlo, CUCINARTELO sempre a dovere! nonostante nonsei un provetto cuoco, pena non mangiare piu’!
5)In ogni caso, se vuoi mangiare di qualità e vuoi che ti venga servito e cucinato a dovere, vita natural durante, devi POSSEDERE MOLTI SOLDI!

Molti hanno il ristorante, e ti fanno vedere tanto di quel cibo da stomacarti. Provi a mangiarci, ma ti dicono che devi PAGARE per mangiare! ma tu non hai soldi, hai il tuo orgoglio e non vuoi cedere come fanno tanti a mendicare; prostituirti per un piatto di lenticchie non fa per te..

ma tu hai fame.. non puoi farci nulla.. e’ un bisogno naturale.. e ti chiedi come faccia questa società di magnaccioni a non comprendere questo tuo bisogno, che poi è di tutti..

Alcuni ti diranno che è del tutto inutile, se non puoi pagare per mangiare, meglio prostituirti per un piatto di lenticchie.. ma tu no.. non ce la fai proprio.. non ti senti come gli altri.. senti che quello di mangiare dovrebbe essere un DIRITTO NATURALE PER TUTTI, e non di pochi personaggi.. magari che hanno ristoranti a destra e a manca..

Coi pochi soldi che hai, spesso ti rifugi in alcuni mcdonalds, ma anche per quelli devi pagare e non puoi permetterti sempre di andarci, il cibo e’ scadente.. quando sei solo a casa non potendo cucinare come si deve, ti cucini sempre i soliti spaghetti scotti.. meglio di nulla..

Esci ed incontri una persona.. con un normale piatto di spaghetti alla bolognese.. ne ha in abbondanza di cibo.. basta che scelga cosa mangiare e la avrà, tu no.. non puoi.. perchè dovresti pagare per mangiare! allora cerchi di nascondere la fame.. vuoi parlare per farti passare l’idea di assalire nuovamente qualsiasi mcdonalds nei paraggi.. cominci a colloquiare, tuttavia hai fame.. e la persona lo nota.. anzichè parlare con te e trattarti da persona, si siede e, con fare divertito, sente le tue argomentazioni, fregandosene di capire chi tu sia veramente, vuole semplicemente fare da spettatore alle tue gesta.. ben conscio che hai fame e che il suo piatto di spaghetti non ti dispiacerebbe..alla fine, se avrai fatto del tuo meglio, forse riceverai un po’ di spaghetti.. o forse no..

cerca di “VIVERE” questa novella.. nel succo tra le righe capirai il BISOGNO NATURALE DELL’UOMO DI FARE SESSO.

p.s.: se mangiassimo tutti tranquillamente, senza pagare, potremmo prenderci un caffè insieme.. e pagarlo sarebbe un piacere condiviso da tutti a turno.. non ci sarebbe la fame nel mondo.. e chi ci propinava alimenti pessimi cadrebbe in miseria.

Alessandro 3:26 pm - 15th luglio:

BB’82. visto che a te interessa molto il tema della prostituzione mi sono espresso su che cosa è per me la prostituzione in Italia, cioè uno schifo per chi la pratica, per le donne, e per chi la cerca, gli uomini. Per il resto abbiamo detto che la prostituzione è presente perchè manca quell’altra forma di sessualià, quello per così dire gratuita, quella ludica, chiamala come vuoi. Paghi ciò che non ottieni gratuitamente, mi sembra un concetto banale. Si cerca in Italia di reprimerle entrambe, ludica e mercenaria, a causa principlamente della mentalità clerico-femminista che ha partorito, per esempio, una legge come quella Merlin, che oggi è superata, datata, perchè lascia in strada migliaia di ragazze in balia del criminale di turno e criminalizza coloro che le cercano, tra i quali ci saranno anche pezzi di merda, ma anche uomini comuni alla ricerca di ciò che non riescono a trovare diversamente. Se tu, io, o chiunque altro prendessimo atto che la nostra sessualità è repressa, sia dalla mentalità di cui sopra, sia dalle iniziative e leggi che la politica sforna, dettate dagli uomori di quattro incompetenti, saremmo già avanti e forse incominceremmo a emanciparla da tutti i lacci e lacciuoli che la stritolano. Il resto verrebbe di conseguenza, nel senso che un uomo e una donna potrebbero incontrarsi più liberamente anche da questo punto di vista. Tu sei una sostenitrice della repressione della sessualità, perchè ti sta bene che quegli uomini vengano trattati da criminali solo perchè vogliono incontrare una donna. Io invece no, sono per la legalizzazione della prostituzione come è attuta nei Paesi civili, dalla Svizzera, alla Germania, all’Olanda, per i diritti della donna che vi lavora, perchè per me è un lavoro come un altro.
Noi ci rivolgiamo anche alle donne, perchè questa rivoluzione si fa in due, ma se molte donne, e anche taluni uomini, continuano a considerare la sessualità non mercenaria come uno strumento per ottenere altro, o come qualcosa di brutto e di sporco, è chiaro che l’obiettivo, la sua liberazione matura e consapevole e di conseguenza la drastica riduzione della forma mercenaria, non sarà mai conseguito.

maria 8:25 pm - 15th luglio:

@Damien..ho capito perfettamente, non solo il manifesto degli UB, ma soprattutto l’animus che vi spinge in questa auspicata rivoluzione. Non si realizzera’ mai. Perche’ il vostro progetto chiede qualcosa di piu’ di una rimodulazione dei rapporti tra sessi..Voi puntate ad un nuovo assetto umano, fondato sul rispetto reciproco e incondizionato che precede la divisione dei generi..Solo i Testimoni di Geova (che sono in attesa della fine del mondo..come per resettare..il pc-mondo e ricominciare) parlano di qualcosa di simile…(la chiesa cattolica ti dice che non e’ responsabile di eventuali “abnormita’” in quanto sono opera del maligno..pero’ e’ bene vederle come prove..). Forse il paese Italia contribuisce a penalizzarvi. Ma vi rendete conto che qui da noi non si mettono distributori di preservativi nei licei, che il papa e’ contro il preservativo( e’ andato a dirlo pure in Africa), che abbiamo insegnanti di religione nelle scuole pubbliche scelti dai vescovi (ma pagati da noi) e che non avremo mai una legge sull’eutanasia? E voi voi vorreste propinare una sessualita’ ludica e libera..all’insegna dello slogan : il sesso e’ bello per tutti..piu’ e’ leggero piu’ ci divertiamo! Capisco che ogni grande progetto all’inizio e’ solo un sogno..ma badate che io ho molte difficolta’ a trovare elementi concreti, realta’ effettive a cui ancorare la vostra battaglia. Io comprendo il disagio di un uomo che vive solo e insieme al legittimo bisogno di affettivita’ vive o meglio soffre la mancanza di un grande piacere, quello sessuale. Lo dico dall’alto di un rapporto molto sereno e gratificante col mondo maschile e colla sessualita’ in generale, ma so benissimo che e’ cosa estremamente privata e personale. In italia non ci sara’ mai un dibattito chiaro e aperto su questi discorsi. Provate a farli uscire da questo blog per farli arrivare in tv, nei talk show o nei sondaggi oggi tanto di moda..e vedrete..Per Eluana stavano preparando un decreto legge d’urgenza..per voi manderanno la protezione civile armata di crocifisso! E’ vero che la legge merlin e’ superata e si e’ pure dimostrata inefficace (nel ’54 la prostitute censite erano poco meno di 7000..oggi si stima siano per dieci volte!) ma in Italia l’ipocrisia…e’ sistema! Vedete la politica, la religione, i costumi sociali..ma nel resto d’Europa..ci sono movimenti similari al vostro?

Fabrizio Marchi 9:58 pm - 15th luglio:

Maria, credi forse che non stiamo facendo del nostro meglio per conquistarci spazio sui media? Tu stessa sei venuta in contatto con noi leggendoci sulla rubrica di Natalia Aspesi sul Venerdì di Repubblica; direttamente o indirettamente è stato questo il tramite.
Ci proviamo, facciamo del nostro meglio ma, come tu stessa hai sottolineato, le tesi che sosteniamo non sono proprio ben viste dal “sistema”. Non ci aspettiamo di certo che ci accolgano a braccia aperte. Perché dovrebbero farlo? E proprio con noi che siamo gli “anti sistema”…
Non è escluso che qualcuno/a possa darci spazio in qualche rubrica radiotelevisiva o su qualche magazine (come già avvenuto). Magari fiutando lo scoop: un gruppo di uomini di sinistra che accusano il femminismo di essere alleato e strumento del sistema capitalistico. Obiettivamente potrebbe avere un qualche interesse mediatico. Ma se ciò dovesse accadere, è perché ci riterranno innocui e lo scopo sarà quello di farci fare la parte dei guitti, dei giullari di corte, magari un po’ troppo sopra le righe, per fare un po’ di audience, buttando sullo schermo un gruppetto di “matti”. Ma stai pur certa che se dovessero anche solo lontanamente odorare che facciamo sul serio e che potremmo conquistarci uno spazio reale di consensi, saremmo immediatamente oscurati…
Comunque, non siamo certo i primi nella storia che sono andati controcorrente…si vede che era destino…sarà quel che sarà…
Troppo utopistiche le nostre tesi? Anche proporre di abolire la schiavitù, fino a qualche secolo fa, lo era. Anche sostenere che è la Terra che gira intorno al Sole lo era. E molti hanno pagato con sofferenze inaudite la scelta di portare avanti le proprie idee. Noi non rischiamo la vita, il carcere o la tortura, proprio grazie a quegli uomini che hanno avuto il coraggio di battersi mettendo a repentaglio la loro vita e molto spesso perdendola. Rischiamo, questo sì, l’emarginazione dal contesto sociale e culturale, l’esposizione al pubblico ludibrio, l’insulto, la denigrazione sistematica delle nostre persone. Rischiamo insomma, di essere tagliati fuori dalla vita civile, di avere spazi chiusi sia a livello professionale che politico, ad esempio.
E paradossalmente, Maria, abbiamo notato che gli uomini temono molto di più questa prospettiva che non altre. Potrà stupirti ma è così, credimi. Esiste una forza oscura, apparentemente misteriosa, che opera in quella che noi chiamiamo “etosfera” e “piscosfera” che paralizza gli uomini.
Facci caso, Al di là del gruppo di amici e di utenti “affezionati”, la maggioranza degli interventi esterni nel blog sono di donne. Non può essere casuale. E’ il termometro di una grandissima, enorme, fragilità degli uomini che vivono, come mai prima d’ora, una condizione di estrema debolezza. E il paradosso è che continuano ad essere considerati come gli oppressori e i privilegiati…
Dire che è paradossale è dire poco…Ma tant’è…
Fabrizio

Luke Cage 11:20 pm - 15th luglio:

….se riescono a guadagnarsi i propri spazi donne, gay e trans, io rimango fiducioso che anche gli uomini eterosessuali possano un giorno far sentire le proprie ragioni…invece di essere considerati solamente dei violenti,degli arrapati o dei molestatori…

Alessandro 11:43 pm - 15th luglio:

Rischiamo, questo sì, l’emarginazione dal contesto sociale e culturale, l’esposizione al pubblico ludibrio, l’insulto, la denigrazione sistematica delle nostre persone. Rischiamo insomma, di essere tagliati fuori dalla vita civile, di avere spazi chiusi sia a livello professionale che politico, ad esempio.
E paradossalmente, Maria, abbiamo notato che gli uomini temono molto di più questa prospettiva che non altre. Potrà stupirti ma è così, credimi. Esiste una forza oscura, apparentemente misteriosa, che opera in quella che noi chiamiamo “etosfera” e “piscosfera” che paralizza gli uomini.
Facci caso, Al di là del gruppo di amici e di utenti “affezionati”, la maggioranza degli interventi esterni nel blog sono di donne. Non può essere casuale. E’ il termometro di una grandissima, enorme, fragilità degli uomini che vivono, come mai prima d’ora, una condizione di estrema debolezza. E il paradosso è che continuano ad essere considerati come gli oppressori e i privilegiati…
Dire che è paradossale è dire poco…Ma tant’è…
Fabrizio

Verità assolute. Oggi un uomo deve adeguarsi su questi temi al pensiero dominante, altrimenti corre il rischio serio dell’emarginazione sociale. Per comprenderlo basta partecipare a un dibattito/convegno in cui una vasta platea ascolti le tesi che noi siamo portati a criticare. Non ci sarà un solo uomo che si permetta di dissentire, nonostante talune inesattezze e assurdità, e alcuni di questi, consapevoli dell’aria che tira, saranno pronti anche a saltare sul carro del vincitore, diventando più realisti del re. Un’esperienza che un pò tutti hanno sperimentato. Le uniche che potrebbero avere la possibilità di critica senza correre alcun rischio sono le donne. A una donna è oggi concesso di esprimere ciò che vuole senza rischiare il linciaggio verbale, a un uomo no. Gli “oppressori” e i “privilegiati” devono tenere la bocca chiusa o ripetere ciò che altri/altre hanno stabilito. Davvero si sono capovolti i rapporti di forza in maniera incredibile nel corso degli ultimi 30 anni circa.

Lestat 12:19 am - 16th luglio:

Scusate eh!, ma trovo veramente fuori luogo continuare ad attribuire alla Chiesa occulti e castranti poteri sulla sessualità umana che ormai non ha più da lustri! Ora, a parte Fabrizio e Rino, che ho letto essere residenti rispettivamente a Roma e Belluno, io non so in quale regioni e città viviate ma posso assicurarvi che quassù, al Nord, la religione non ha la benché minima influenza sulle nuove generazioni (già non l’aveva più sulla mia*). Lo si accetti o no, le donne non sono interessate al sesso ludico, e questo vale in qualsiasi altro luogo del pianeta, seppur con le varie e ovvie differenze dovute ai diversi usi e costumi. Colgo anche l’occasione per far notare a BB’82 che il sesso ludico non può essere insegnato né imparato: può essere solo “sentito” e “vissuto”. Punto.
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*Sono del ’74.

Lestat 12:27 am - 16th luglio:

@ Fabrizio Marchi –
E paradossalmente, Maria, abbiamo notato che gli uomini temono molto di più questa prospettiva che non altre. Potrà stupirti ma è così, credimi. Esiste una forza oscura, apparentemente misteriosa, che opera in quella che noi chiamiamo “etosfera” e “piscosfera” che paralizza gli uomini.
Facci caso, Al di là del gruppo di amici e di utenti “affezionati”, la maggioranza degli interventi esterni nel blog sono di donne. Non può essere casuale. E’ il termometro di una grandissima, enorme, fragilità degli uomini che vivono, come mai prima d’ora, una condizione di estrema debolezza.
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Non credo si tratti solo di debolezza; a mio parere è anche e soprattutto questione di una grande inconsapevolezza. Te ne dico una, Fabrizio: io non conosco un uomo – dico uno! – che faccia ragionamenti simili ai vostri. Voi non siete assolutamente la norma: siete l’eccezione. Forse avreste dovuto nascere fra cinquant’anni, se non cento…

Fabrizio Marchi 9:13 am - 16th luglio:

Lestat, se leggessi il nostro Manifesto (il Movimento Beta) pubblicato sulla homepage, capiresti che anche noi riteniamo relativamente superata l’influenza della Chiesa cattolica sulla sessualità. Ma questo non toglie che per millenni questa forma di condizionamento (in occidente) sia stata quella dominante. E’ ovvio quindi che ci siano ancora molte incrostazioni che si sono sedimentate e che vanno a sovrapporsi alle nuove forme di condizionamento che sono quelle dettate dai valori della relativamente nuova cultura dominante, cioè la ragione strumentale e mercantile applicata a tutte le sfere dell’umano.
Non solo, le due cose, che apparentemente dovrebbero essere in antitesi, si sono perfettamente mescolate e sovrapposte fino a diventare complementari. Perché l’una diventa funzionale all’altra. Nel gioco della “trattativa” tra uomini e donne (cioè in quella ipocrita pantomima che ancora ci si ostina a chiamare “corteggiamento”) il condizionamento di derivazione religiosa entra in gioco nel momento in cui è necessario mascherare quello di natura strumentale. In parole ancora più povere: l’uomo si propone, la donna oppone il primo rifiuto ma non può ovviamente ammettere che lo sta facendo per una modalità interna (da un punto di vista psicologico e concettuale, ribadiamolo sempre…) alle dinamiche strumentali e concettualmente mercantili. Ed è proprio in quel momento che le viene in aiuto la “morale” (con centomila virgolette, ci siamo capiti). Il suo rifiuto o la sua ritrosia (o quanto meno il suo primo o secondo rifiuto, cioè la “recita” che sta mettendo in atto) non sarebbero quindi date dal fatto che sta “valutando” e tenendo a “bagnomaria” il maschio, soppesando quanto quello tiene a lei, quanto e se ha da offrirle qualcosa (che può essere anche solo una relazione “seria”) o semplicemente perché si sta divertendo un mondo nell’osservare il “teatrino” che quello le sta mettendo in piedi, ma dal fatto che lei “non è una che la da via così come se nulla fosse” perché invece “è una che ci deve pensare, perché entrano in ballo i sentimenti, perché lei cerca una relazione seria e non una botta e via (che poi è il sesso ludico, e non è affatto detto che debba essere una botta e via ma ci siamo capiti…) e che il sesso non è ginnastica e per questo c’è la palestra”. No, lei è una seria (come se fare sesso liberamente significasse essere persone non serie…e va bè, andiamo avanti…) che “certe cose” le fa all’interno di determinati schemi (lei non li chiama in questo modo ma noi sappiamo che è così). Non si rende conto, o forse sì (in alcuni casi senz’altro) che, comportandosi in questo modo, sta solo alimentando (psicologicamente, culturalmente e concettualmente) la logica strumentale e mercantile dominante.
Nel mio libro “Le donne: una rivoluzione mai nata”, per chi l’ha letto, ho scritto un capitoletto dal titolo appunto:”Il corteggiamento: una contrattazione non dichiarata” in cui descrivo in modo un po’ più dettagliato i meccanismi che sono dietro a questa umiliante recita (per gli uomini beta) che va sotto il nome di “corteggiamento”. In realtà un dazio, una tassa (più o meno alta, a seconda dei casi) che l’uomo beta è costretto a pagare per poter accedere all’usufrutto (si fa per dire…) del “bene”.
Ai più superficiali questa potrà sembrare una lettura cinica ma così non è: è esattamente il contrario. E’ la lettura lucida, disincantata e anche amara (non potrebbe essere altrimenti) di un uomo consapevole che ha tolto la maschera al sistema e lo ha messo a nudo.
Quindi attenzione, perché l’Avversario è molto, molto astuto e ne sa una più del Diavolo, come si suol dire…D’altronde, guardate un po’ cosa è riuscito ad inventarsi.
La grande maggioranza degli uomini non ha ancora chiari questi meccanismi sui quali comunque non si interroga più di tanto. Considera la ritrosia femminile come un fatto “normale” e il pagamento del “dazio” (insopportabile per un Uomo con la spina dorsale eretta) come un atto “dovuto”. Poi molti, per autodifesa, arrivano anche a sostenere che invece il corteggiamento è una fase bella della relazione con la donna. In questi casi siamo proprio alla “frutta” perché il lavoro da fare per “svegliare” quell’uomo sarà ancora più duro di quello che dovremo fare normalmente.
Le donne nel frattempo si divertono un mondo (e vorrei vedere) nell’osservare questa massa di mezzi coglioni (i loro oppressori…) che gli scodinzolano dietro (in modo più o meno dignitoso, ma la sostanza non cambia) e giocano con questi come il gatto con il topo. Hanno il pallino in mano e decidono come, quando e se cederlo all’uomo. E quando e se decideranno di cederlo quel mezzo coglione (perché questo è)penserà anche di aver vinto e sarà contento come un bambino, non capendo che è stato gestito dal primo all’ultimo minuto…Convinto peraltro (le donne sono molto furbe in questo) che la donna gli abbia dato la “cosa” più preziosa che ha: indovinate quale?…Come se la cosa più preziosa che ha una donna possa essere quella. Se così fosse vorrebbe dire che stanno messe veramente male. Pensate se qualcuno di noi pensasse veramente che la cosa più importante che ha sia l’”uccello”…da suicidarsi sul momento e senza possibilità di appello…
Naturalmente , come abbiamo ricordato più volte e scritto anche nei nostri numerosi articoli nel merito (in particolare “reciprocità e spontaneità e “natura e cultura”) i meccanismi si capovolgono completamente quando siamo in presenza di maschi alpha dominanti. Allora sono le donne che “trottano”. E ciò dimostra quanto sia falsa e ipocrita la cosiddetta regola in base alla quale “da che mondo è mondo è l’uomo che corre dietro alle donne”. Bisognerebbe specificare che da che mondo è mondo “è l’uomo beta che è costretto a correre dietro alle donne”. C’è una bella differenza.
Ci torneremo.
Fabrizio

Luke Cage 9:28 am - 16th luglio:

Secondo me la fase del condizionamento religioso sul tema del sesso, come dice Lestat, oramai è superata da tempo.
Io sono propenso a credere che la maggior parte delle donne sono ben consce del potere che hanno e lo usano senza problemi: le formule per abbellire questo loro comportamento oramai sono una burla tacitamente condivisa da tutti.
Gli uomini (beta), soprattutto in Italia, semplicemente pagano dazio, l’importante è arrivare alla “cosina”…anche strisciando.

Jolly 11:51 am - 16th luglio:

Salve a tutti.

Con questo mio primo messaggio sul sito, vorrei anch’io entrare nel merito della correlazione tra il (mancato) sesso ludico e la morale religiosa. Io parto dal presupposto che, assodato comunque che la donna di per sè non ne è predisposta , anche il dire che tuttora vi sia un retaggio dell’ educazione cristiano/cattolica che rende il tutto più complicato per me è fuorviante. Questo perchè quando si menziona spesso quest’ aspetto -e parlo in generale, non mi riferisco a voi nello specifico- se ne parla come se fosse stato un qualcosa approntato da una elite oppure dagli uomini tout-court, e che le donne avrebbero di fatto subito. Invece io sono ben più portato a credere che questa “morale sessuale”, così come per le altre forme etiche -siano esse di derivazione religiosa o umanistica- sia sia stata un compromesso tra le esigenze maschili e quelle femminili.

Rino 4:46 pm - 16th luglio:

Concordo con Lestat sul fatto che la presa dei dettami cattolici in ambito sessuale è ormai al lumicino, ammesso che ci sia ancora. E direi non solo al Centro/ Nord. Inoltre, a mio parere, quella forza è stata sopravvalutata da sempre per finalità di polemica.

Come spiegare altrimenti il calo demografico che (a seconda delle regioni) data 30 – 40 anni? La morale sessuale della Chiesa è seguita solo da una esigua minoranza degli stessi praticanti.
I cattolici, da fidanzati, non fanno sesso? E da sposati fanno forse più figli degli altri?

Ricordo sul tema il commento di un prete all’epoca della Humanae Vitae (enciclica con la quale Paolo VI vietava la pillola alle coppie cattoliche). Disse quel prete: “A causa di questa scelta la Chiesa verrà abbandonata progressivamente da masse di fedeli. La questione sessuale sarà il cancello da cui milioni di pecorelle fuggiranno”.

Marchi:
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Poi molti, per autodifesa, arrivano anche a sostenere che invece il corteggiamento è una fase bella della relazione con la donna.
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Nel caso del corteggiamento infatti più che mai vale il detto: buon viso a cattivo gioco.
Ma il gioco è appunto cattivo.
Riuscire a vedere il lato umiliante del corteggiamento è indice di risveglio. E questo vale – oggi – ad onta delle – fondate argomentazioni degli etologi sull’importanza del corteggiamento stesso.
Cmq ne parleremo.

RDV

maria 6:20 pm - 16th luglio:

@Fabrizio…sono concorde nel dire che dietro i rituali del corteggiamento si nascondono meccanismi che poco hanno a che fare col sentimento e la sacralita’ dell’unione pero’ provando a risalire ancora piu’ indietro..io non vedo solo una donna che si bea del mezzo coglione forse non abbastanza ricco..ma una donna che teme una gravidanza indesiderata e lo stigma assoluto e spietato. Non dimentichiamo che fino alla riforma del diritto di famiglia una donna non poteva riconoscere suo figlio..cioe’ io partorivo un bambino e non potevo legittimarlo come figlio mio! Nel 1178 papa Innocenzo III istitui’ la prima ruota perche’ troppi erano i neonati pescati nel tevere. Nel 1800, solo in Italia di ruote ne esistevano 1200. a Milano tra 1845 e 1864 furono abbandonati 4263 bambini (il 30% dei nati in citta’). Una donna che non poteva riconoscere un figlio restava mater ignota…da cui..m. ignota, cioe’ mignotta. E cosa poteva fare una ragazza che restava incinta senza un uomo in grado di tutelarla(leggi..mantenere)? La prostituta..Questa professione, se non e’ esercitata come faceva Carla Corso, autrice del libro Ritratto a tinte forti in cui racconta di come sia stata sempre molto convinta della sua scelta di vita, benestante e agiata, non e’ proprio il massimo per una donna. Oggi e’ vero che con la contraccezione questi problemi non esistono piu’ (relativamente) pero’ e’ anche vero che hanno molto contribuito a quelle incrostazioni cui tu ti riferivi. Anche perche’ io (che adoro i figli e vivo la maternita’ come un privilegio) sono convinta che non tutte le donne siano adeguate ad avere figli e che la paternita’ non si debba imporre mai. Si diventa mamme prima nella testa e poi nel ventre..non viceversa e lo stesso vale per gli uomini, anzi, visto che non hanno questo “passaggio” carnale e viscerale che la donna vive colla gestazione, hanno un’attenuante umana in piu’…Costringerli a sentirsi padri..equivale a far sentire gli italiani responsabili dei morti civili in Iraq a causa dei nostri soldati. E’ battaglia persa. Il rapporto che la madre instaura col neonato rimarra’ esclusivo a lungo e sara’ sempre la mamma a far del rapporto a due un rapporto a tre..se lei vorra’. Basta leggere le fiabe..nessun papa’ e’ mai riuscito a far di una seconda moglie una seconda madre: le matrigne sono sempre streghe.

Leonardo 6:46 pm - 16th luglio:

Questa mancanza di desiderio al sesso ludico delle donne: sesso disinteressato, fatto per piacere e per far piacere all’uomo senza rancori, credo che porti alla trappola dell’amore, cioè coppia fissa con una donna. Ieri sull’auto due adolescenti hanno pomiciato o come volete chiamarlo, tutto il viaggio, credo che questa non sia una sessualità sana, baciarsi sempre e nient’altro, poi a quell’età ci si vanta di avere una ragazza. Credo che lui a casa (non so lei) si sia fatto una bella masturbata ( poi dice che c’è chi preferisce il porno) L’amore, che di solito viene sbandierato dalle donne, finisce per far ammalare di più gli uomini: ho visto ragazzi che sembravano fatti di Eroina come stavano imbambolati, il rifiuto delle donne al sesso ludico e il maltrattare gli uomini, fa si, che se una donna si dimostra interessata, l’uomo va fuori di testa, non è un amore sano, un affetto per qualcuna va bene.
Poi non so.,

Fabrizio Marchi 10:19 pm - 16th luglio:

Maria, abbi pazienza, non ti puoi rifugiare nell’anno 1000 per giustificare i comportamenti femminili di oggi…
Non è credibile. Mi pare che il sottoscritto non possa certo essere considerato come uno di quelli che non tiene conto della storia e dei diversi contesti sociali e culturali che nel corso di questa si sono avvicendati. Però, mi pare che il tuo termine di paragone sia assolutamente anacronistico.
Siamo in una fase COMPLETAMENTE DIVERSA rispetto a quella che tu hai citato come esempio. Io lascerei stare Papa Innocenzo III, i Promessi Sposi e la Peste Nera e tornerei allo stato di cose presenti.
Oggi, cara Maria, la realtà è ben diversa. E questa realtà ci dice che oggi una donna può imporre la prova del DNA a qualsiasi uomo, è sufficiente fare istanza al giudice. Sarà solo questione di tempo. E può imporgliela anche se ci ha passato una notte e proprio quella notte è rimasta incinta. Oggi una donna ha diritto assoluto di decidere sulla sua maternità (e io condivido, come sai) mentre un uomo, a parti invertite, non ha lo stesso diritto (di poter decidere sulla paternità, intendo, non di imporre la maternità alla donna). Quindi se mai oggi sono gli uomini a ritrovarsi “incastrati”, come si suol dire…
Ciò detto, non c’è nessuna correlazione tra il “moderno corteggiamento” (cioè la trattativa non dichiarata tra donne e uomini) e i fatti di cui parli tu. Nessuna. Figuriamoci se una donna contemporanea si fa corteggiare perché nella sua psiche c’è un retaggio di secoli e secoli fa in cui lei temeva di rimanere incinta e di non essere riconosciuta o di dover abbandonare il figlio…
Maria, non scherziamo. Sei in grado (perché già lo hai fatto) di fare interventi intelligenti e lucidi. E te ne ho dato pubblicamente atto. Però mi pare che in questo caso, se me lo consenti, sei andata parecchio fuori dal seminato…Te lo dico amichevolmente, sia chiaro…
Fabrizio

Marco 8:04 am - 17th luglio:

@ Fabrizio
“Le donne: una rivoluzione mai nata”, per chi l’ha letto, ho scritto un capitoletto dal titolo appunto:”Il corteggiamento: una contrattazione non dichiarata” in cui descrivo in modo un po’ più dettagliato i meccanismi che sono dietro a questa umiliante recita (per gli uomini beta) che va sotto il nome di “corteggiamento”. In realtà un dazio, una tassa (più o meno alta, a seconda dei casi) che l’uomo beta è costretto a pagare per poter accedere all’usufrutto (si fa per dire…) del “bene”.
Ai più superficiali questa potrà sembrare una lettura cinica ma così non è: è esattamente il contrario. E’ la lettura lucida, disincantata e anche amara (non potrebbe essere altrimenti) di un uomo consapevole che ha tolto la maschera al sistema e lo ha messo a nudo.
@
Concordo in pieno, il “corteggiamento” è veramente un’umiliante recita, che la dice lunga sul “potere” ? che gli uomini eserciterebbero sulle donne. Una recita alla quale mi sono piegato anch’io per anni, ma che oggi rifiuto nella maniera più assoluta, memore altresì del fastidio che le donne provano quando un uomo qualunque tenta di avvicinarle.
In questo senso la vita di una donna è mille volte più facile di quella di un uomo, perché non deve esporsi, non deve essere “brillante”, non deve “stupire” l’altro (pazzesco…), ma solo aspettare che lui (cioè il “fesso”) faccia il primo passo.
@ Fabrizio
La grande maggioranza degli uomini non ha ancora chiari questi meccanismi sui quali comunque non si interroga più di tanto. Considera la ritrosia femminile come un fatto “normale” e il pagamento del “dazio” (insopportabile per un Uomo con la spina dorsale eretta) come un atto “dovuto”. Poi molti, per autodifesa, arrivano anche a sostenere che invece il corteggiamento è una fase bella della relazione con la donna.
@
E’ verissimo: è quasi impossibile trovare un uomo che abbia una chiara comprensione di certi meccanismi e della consequenziale subordinazione nella quale vive, ed è altrettanto vero che molti si aggrappano agli specchi asserendo che “corteggiare una donna è bello e divertente”. E se uno prova a fargli notare il contrario, c’è anche il rischio che reagiscano violentemente.

Seriamente: vuoi per cause naturali vuoi per cause culturali, fra i due sessi esiste un divario di potere sessuale in favore delle donne, da far paura. Uno squilibrio che non può non generare problemi ed a volte anche atti inconsulti, in chi passa l’intera esistenza a “mendicare” sesso e affetto.
In definitiva noi uomini beta contiamo poco più di nulla.
Tuttavia, per quanto mi riguarda, prendere atto di ciò è stato liberatorio, perché oggi – seppur con amarezza – sono finalmente me stesso.

Fabrizio Marchi 10:26 am - 17th luglio:

“Tuttavia, per quanto mi riguarda, prendere atto di ciò è stato liberatorio, perché oggi – seppur con amarezza – sono finalmente me stesso”. (Marco)
Esattamente Marco, “liberatorio” è la parola giusta. Perché proprio quello è il punto di approdo di un processo personale di consapevolezza che porta alla libertà, al decondizionamento e anche alla fine della dipendenza. E’ un percorso individuale, psicologico, certamente non facile. Ma chi ha avuto la forza di portarlo avanti capisce che ogni giorno di più si acquisisce maggior forza fino appunto a liberarsi del tutto dalla dipendenza. E questo è un fatto estremamente importante.
Noi dobbiamo lavorare per favorire questo percorso negli altri uomini. E’ una delle cose più difficili da fare ma è necessario per far sì che questo percorso, da individuale, diventi anche collettivo.
Solo quando avremo la forza necessaria per costituire un soggetto collettivo potremo incidere sulla realtà. Altrimenti ci saranno solo singole individualità consapevoli. E’ già un fatto ma non è sufficiente, come è ovvio.
Da questo punto di vista proprio il femminismo ha fatto scuola. Dobbiamo imparare proprio da loro, anche se può sembrare paradossale. Ma se il femminismo è stato vincente è perché ha saputo costruire una coscienza di genere diffusa e radicata in tutte le donne. Gli uomini (beta) sono ad uno stadio primitivo da questo punto di vista: fragili, divisi, in competizione fra loro, incerti, insicuri, subalterni, privi di identità e soprattutto di consapevolezza. E’ necessario ricostruire, anzi, costruire una nuova identità di genere (beta), ed è urgente oltre che necessario.
Ne riparleremo a breve e credo proprio che l’argomento meriti un articolo ad hoc.
Fabrizio

BB'82 11:00 am - 17th luglio:

Alessandro
Sono sicura che i controlli sarebbero maggiori, che alcuni problemi sia da parte vostra che delle prostitute sarebbero risolti, ma non vedo comunque come legalizzare la prostituzione possa risolvere il problema di fondo della donna che chiede per forza qualcosa in cambio (soldi o stato sociale…), che paradossalmente si scontra con l’ideale di sesso libero e facile che cerchi.
Non voglio reprimere, anzi, ma per me liberare il concetto di sesso come merce, vuol dire solo accettare un mondo che vede la figa come un prodotto, (e se e’ prodotto si giustifica la sua vendita). Saresti libero di comprare, questo si, potresti sentirti meno criminale agendo nella legalità, ma tutti quelli che non possono permettersi di pagare?Come si risolve cosi il loro problema?Lestat e’ l’esempio di uomo che non subisce il problema in quanto può pagare, e credo che legalizzando la prostituzione semplicemente si sposti il problema e diventi solo una questione di soldi.
Credo che oggi il senso di sesso ludico della donna non venga minimamente considerato dalla società. L’ambiente esterno e’ carico di messaggi sessuali rivolti esclusivamente all’uomo, la nostra sessualità non e’ raccontata se non in funzione di quella del maschio. I messaggi esterni, forti e continui, mirano a stuzzicare la libido del maschio e ad abbellire la femmina di modo che soddisfi il suo di piacere. Eppure Alessandro io godo come te quando fai sesso, e provo gli stessi piaceri, quindi per logica anche io ho il mio senso di sesso ludico. Come mai la mia sessualità o il mio senso di eccitazione non viene considerato? A noi non danno stimoli sessuali, come se il nostro senso di sesso ludico non ci fosse proprio, o comunque come fosse secondario e meno importante a quello dell’uomo.
Magari e’ minore del tuo, ma questo non giustificherebbe comunque il trattamento speciale che rivolgono esclusivamente a voi, e la totale assenza di stimoli per noi, e a questo punto mi chiederei se la sessualità femminile non sia anche condizionata dall’ambiente esterno (che non e’ cosa da poco). Questa discrepanza per me e’ alla base dei molteplici problemi sessuali che abbiamo oggi e della difficoltà di capire i bisogni dell’altro sesso.

Leonardo 1:39 pm - 17th luglio:

Altro che divertente, molti fanno passare il corteggiamento per una cosa virile, poi nascono le solite banalità: l’uomo è cacciatore, non ci sono più gli uomini di una volta.
I play boy che si vantano di conquistare molte donne, certo pagano, forse questi playboy sono più che altro dei cicisbei, non so, ma andrebbero demonizzati.

Alessandro 2:50 pm - 17th luglio:

BB’82: Non c’è alcuna cotraddizione nell’affermare che la prostituzione dev’essere legalizzata, il che è un bisogno civile, e nell’auspicarsi, allo stesso tempo, una maggior libertà sessuale non mercenaria fra uomini e donne. Le due cose possono procedere benissimo di pari passo. Qualora crescesse la seconda verrebbe pian piano ridotto il ruolo della prima. Sbagli a a metterle in contrapposizione. Ipotizziamo che la prostituzione venisse dichiarata fuorilegge, il che è poi molto vicino a ciò che noi viviamo oggigiorno, e repressa in maniera ancora più dura, secondo te avremmo di conseguenza uno sviluppo della sua forma non mercenaria all’esterno dei rapporti tradizionali, cioè matrimonio, convivenza, ecc.? Non credo proprio, il cambiamento non può essere che culturale.
Inoltre, secondo me, nel tuo ragionamento successivo ti sfuggono alcuni aspetti fondamentali e ciò è anche comprensibile vista la tua giovane età, suppongo tu sia dell’82, io ho qualche anno in più.
Prima di tutto, leggendo tra le tue righe, colgo un ragionamento venato di femminismo secondo il quale questa società maschilista( sic!) lancia stimoli di natura sessuale agli uomini e non altrettanto alle donne, privilegerebbe cioè gli uomini ripsetto alle donne da questo punto di vista. Mi sembrava di aver capito che tu giudicassi eccessive a questo tipo di sollecitazioni, adesso invece sembra quasi che ti rammarichi della loro mancanza in riferimento alle donne.
Detto ciò, perchè pensi che questo tipo di sollecitazioni siano rivolte agli uomini e non alle donne? Semplice, perchè tu non ne hai bisogno. Tu puoi prendere il numero di telefono di un tuo amico chiamarlo e discutere di sesso finchè ne avrai voglia, oppure puoi incontrarlo quando ti va e fare con lui ciò che ti aggrada, sessualmente parlando. Che senso avrebbe quindi destinare chat erotiche o clips erotiche alle donne? Non ha senso, perchè non c’è alcun ricavo, nonostante i tentativi fatti in questa direzione( il mercato non lascia niente d’intentato). Le chat erotiche o le clips erotiche costano e se non c’è un ritorno non ha senso investirci. Va anche aggiunto che la sessualità maschile è molto più veicolata dalla vista rispetto a quella femminile, ed è anche più intensa e portata alla varietà rispetto a quella femminile. Se non fosse così, esisterebbe la reciprocità in quest’ambito tra uomini e donne, una maggiore attività e iniziativa femminile, o ancora la prostituzione maschile sarebbe molto più diffusa diffusa e così anche una proposta erotico-pornografica maggiormente tagliata per le donne. Quest’ultimo tipo di prodotti sono dei surrogati per gli uomini che faticano a ottenere ciò che cercano gratuitamente. Se tu puoi avere qualcosa gratis non lo vai ad acquistare. Voi donne avete il soddisfacimento sessuale a portata di mano, perchè il mercato dovrebbe rivolgersi in maniera eguale a uomini e donne, quando la richiesta è quasi esclusivamente maschile?

Rita 4:31 pm - 17th luglio:

Per me legalizzare la prostituzione è il primo passo verso l’accettazione morale della vendita di prestazioni sessuali.
E l’accettazione morale a tutti i livelli di questa possibilità, abbasserebbe il potere sessuale femminile.
Come potrebbero le donne chiedere qualcosa in cambio: status sociale, soldi o finanche il “pedaggio emotivo” vale a dire l’obbligo di vivere (o far finta) il sesso col “sentimento”, secondo le modalità femminili, se fosse più facile, meno pesante psicologicamente e moralmente, insomma considerato meno “cattivo” meno immorale, il ricorrere alle prestazioni sessuali a pagamento?

Io concordo con francy e lasam, che, mi pare, sostengano, la miglior qualità di un rapporto che abbia altre cose da condividere oltre al sesso e concordo sul fatto che il rammarico (o il pianto) dopo un incontro sessuale che a quello si è limitato sia dato, in un certo senso, da un’insoddisfazione umana, quella di “volere sempre di più”, di dimenticare e non riuscire ad isolare gli istanti belli, senza al contempo, provare il rammarico per non poterli prolungare.

Ma tant’è. Il poco è meglio del niente.

Una risata spontanea con gli amici molte volte è meglio di una serata al cabaret in cui paghi qualcuno che ti faccia ridere. Ma stranamente nessuno s’interroga o si pone questioni morali su perchè qualcuno si fa dare dei soldi per elargire divertimento quando è così bello sentirsi capaci di donare una risata.

Ecco, se la vendita di prestazioni sessuali fosse considerata socialmente nè più nè meno della vendita di prestazioni intellettuali, se le si togliesse quell’aura di immoralità, depravazione, non potrebbe che giovare sia a chi vende che a chi compra.

Alessandro 5:20 pm - 17th luglio:

Per me legalizzare la prostituzione è il primo passo verso l’accettazione morale della vendita di prestazioni sessuali.
E l’accettazione morale a tutti i livelli di questa possibilità, abbasserebbe il potere sessuale femminile.
Come potrebbero le donne chiedere qualcosa in cambio: status sociale, soldi o finanche il “pedaggio emotivo” vale a dire l’obbligo di vivere (o far finta) il sesso col “sentimento”, secondo le modalità femminili, se fosse più facile, meno pesante psicologicamente e moralmente, insomma considerato meno “cattivo” meno immorale, il ricorrere alle prestazioni sessuali a pagamento?
Io concordo con francy e lasam, che, mi pare, sostengano, la miglior qualità di un rapporto che abbia altre cose da condividere oltre al sesso e concordo sul fatto che il rammarico (o il pianto) dopo un incontro sessuale che a quello si è limitato sia dato, in un certo senso, da un’insoddisfazione umana, quella di “volere sempre di più”, di dimenticare e non riuscire ad isolare gli istanti belli, senza al contempo, provare il rammarico per non poterli prolungare.
Ma tant’è. Il poco è meglio del niente.
Una risata spontanea con gli amici molte volte è meglio di una serata al cabaret in cui paghi qualcuno che ti faccia ridere. Ma stranamente nessuno s’interroga o si pone questioni morali su perchè qualcuno si fa dare dei soldi per elargire divertimento quando è così bello sentirsi capaci di donare una risata.
Ecco, se la vendita di prestazioni sessuali fosse considerata socialmente nè più nè meno della vendita di prestazioni intellettuali, se le si togliesse quell’aura di immoralità, depravazione, non potrebbe che giovare sia a chi vende che a chi compra.

Sottoscrivo quanto hai scritto, Rita, parola per parola.

Strider 5:40 pm - 17th luglio:

Marco
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Seriamente: vuoi per cause naturali vuoi per cause culturali, fra i due sessi esiste un divario di potere sessuale in favore delle donne, da far paura. Uno squilibrio che non può non generare problemi ed a volte anche atti inconsulti, in chi passa l’intera esistenza a “mendicare” sesso e affetto.
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Senza alcun dubbio, solo che a differenza di altri, sostengo che in Italia – non so in Svezia o altrove – il femminismo abbia avuto in tutto cio’ un ruolo secondario. Secondo me, nel nostro Paese, i guai maggiori degli uomini hanno origine da certe arcaiche mentalita’ relative all’ uomo cacciatore, al playboy (ossia una delle piu’ grandi bufale della storia), all’ essere cavalieri (serventi…), al “doverci saper fare”, al dover essere sempre all’ altezza (di lei…). Insomma, tutta roba obsoleta che, di certo, non e’ stata partorita dal femminismo e che è precedente – e di molto – a tale maligna ideologia.

http://questionemaschile.forumfree.it/?t=14568826

Rita 7:17 pm - 17th luglio:

Vorrei dire un’altra cosa, soprattutto a BB82: dunque tu sostieni che lo stimolo sessuale dei maschi è artificialmente aumentato dalla società “tette&culi” tanto per usare l’espressione di Icarus che riassume in due parole, la marcata ostentazione ed esibizione dei caratteri sessuali delle femmine che stimolano i maschi. In assenza di questo lo stimolo sessuale maschile e femminile si equivarrebbe, secondo te, mi par di capire. Prima a far sì che non fossero equi c’era la repressione morale religiosa, oggi che questa è in via d’estinzione è stata sostituita dalla marcata esasperazione dello stimolo maschile. Correggimi se ho sbagliato il tuo ragionamento. Se è questo che intendevi dire, rilevo un’ incongruenze di fondo, che secondo me, è grande come le fondamenta di una casa.
La prima è che sia nella cultura religiosa sia in questa società “tette&culi” le più disposte a seguire la corrente mi sembrano le femmine. Vale a dire, che se in passato (ma ancora oggi) a frequentare chiese e sacrestie, ad essere le rappresentanti morali (convinte, alle volte anche contro gli stessi mariti che, storicamente non erano così inclini ad inginocchiarsi sulle panche delle chiesa) della chiesa in famiglia erano le femmine, oggi a seguire le “mode” a cercare di comparire in tv, sui giornali, col proprio corpo, o se non ci si riesce ad emularle nell’esibizione sono sempre le femmine.

In sostanza, sembrerebbe che il “freno” al cambiamento sociale che il potere mette ai maschi siano sempre le femmine. In qualsiasi modo la rigiri.

Sia che si facesse come ai tempi di papa Leone XIII che nella Rerum Novarum si raccomandava alle mogli e alle madri di tenere a freno le “teste calde” dei figli e dei mariti rivoluzionari, sia come nella società tette&culi dove si sfrutta, secondo me, – questa sì forse naturale – una maggior propensione femminile all’esibizione. Esibizione che, poi per carità, anche a me pare molto apprezzata dai maschi. Ma lì si ferma.. soltanto all’esibizione e alla ricerca del complimento o dell’apprezzamento (che dev’essere anche fatto in “modalità female” :-) ovvero in modo da soddisfare l’ego femminile, senza soddisfare il desiderio maschile.

Leonardo 8:45 am - 18th luglio:

Comunque tutte le donne vanno sempre a pescare nel passato, ma come dice la canzone dei Litfiba El Diablo: tutta la storia è una grassa bugia; e hanno ragione.

Lestat 9:15 am - 18th luglio:

@ BB’82 -
Lestat e’ l’esempio di uomo che non subisce il problema in quanto può pagare, e credo che legalizzando la prostituzione semplicemente si sposti il problema e diventi solo una questione di soldi.
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No, bambina, non ci siamo: io non vado con le prostitute, perché, per mia fortuna, posso permettermi di meglio. Sai, essere un “figlio di papà”, per giunta niente male dal punto di vista estetico, mi permette di fare tante cose che i figli di operai o impiegati possono solo sognarsi. Per esempio, il prossimo mese me ne andrò in vacanza qui:
http://www.ninoececia.info/foto/viaggio/normal_polinesia3.jpg
Non lo dico per vantarmi o per rompere, come magari qualcuno potrebbe pensare, ma soltanto per evidenziare come lo stare più in alto nella scala sociale, cambi radicalmente la percezione che le donne hanno di un uomo e consequenzialmente la sua vita. In questo senso riconosco che l’analisi del Marchi sugli “uomini alpha” è quasi totalmente azzeccata.
@ BB’82-
I messaggi esterni, forti e continui, mirano a stuzzicare la libido del maschio e ad abbellire la femmina di modo che soddisfi il suo di piacere.
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E’ un ragionamento privo di logica il tuo, perché per quelli che il Marchi ha denominato “uomini beta”, vedere donne seminude che sculettano a dritta e a manca è solo fonte di frustrazione. Come può non essere frustrante il guardare ma non toccare?

BB'82 10:16 am - 18th luglio:

Io credo che ci si senta inadeguati con una prostituta non tanto perche’ ci si sente criminali o giudicati, ma perche’ di fondo il piacere non e’ condiviso, e credo sia proprio l’idea di pagare qualcosa che vorresti condividere insieme a dare fastidio, questo se fosse vero confermerebbe che l’uomo ha bisogno di un coinvolgimento con la donna e che comprare o dare qualcosa in cambio e’ il problema di fondo (ossia il concetto di sesso femminile come merce).
Bisogna condividere il piacere in due per goderne al 100%. Sempre se fosse vero, questo mi porta a credere che legalizzare il sesso come merce allontana l’uomo dal tentativo di coinvolgimento naturale con la donna, che non vedo come possa liberarsi sessualmente attraverso la legalizzazione della prostituzione.
“Per me legalizzare la prostituzione è il primo passo verso l’accettazione morale della vendita di prestazioni sessuali”. E’ vero, e’ in questo che vedo forse un contrasto con l’idea di sesso ludico e gratis. Accettando l’idea del sesso a pagamento, si accetta un sesso libero di essere comprato, non libero di essere donato e vissuto, e si accetta l’idea morale di una donna che chiede in cambio qualcosa per venderti quel sesso. Non vedo differenza tra una prostituta di strada e una donna che chiede in cambio qualcosa per fare sesso con te, che sia una cena, una casa, uno stato sociale o 50 euro non ha molta differenza. Il tipo di donna che tentate di cambiare, di combattere, fa esattamente quello che fa una prostituta, che vorreste legalizzare ed accettare moralmente. Se si accetta moralmente una lo si fa anche con l’altra e questo non aiuta affatto a combattere il potere sessuale femminile. Inoltre non consideri il caso lestat, che non subisce oggi il problema perche’ può pagare. Gli altri? Gli altri subiscono la frustrazione della donna beta che non capisce il bisogno maschile, subiscono la frustrazione della puttana che non possono pagare e tutto questo contornato da messaggi sessuali ovunque. Allora io comincerei per gradi, il problema di fondo e’ capire quanto siano cosi distanti i nostri bisogni naturalmente, ma e’ impossibile farlo in un contesto esterno che presenta solo messaggi per stimolare la libido sessuale maschile, e sbagli Alessandro se credi che provo una certa invidia per i trattamenti che riservano a voi. Sanno che per vendervi la cosa più scema basta mettervi due chiappe e comprate, riducono la vostra figura di uomini a dei perenni eccitati che hanno un cervello che può rispondere ad un solo stimolo…per quanto possa funzionare, trovo sia riduttivo. La contrapposizione a quello che invece propongono a noi, porta a credere che alla donna del sesso non freghi nulla, anche se non e’ cosi. Parlavo tempo fa con una signora che per anni ha subito un marito, come lo chiama lei “farfallone”, mi ha confessato che se potesse tornare indietro le piacerebbe studiare il cervello maschile per capire perche’ l’uomo ha quel bisogno continuo di sesso. Non me la sono sentita di dirle”ma guarda che il sesso e’ una meraviglia”, so già che e’ una donna che si donava solo per procreare mentre l’uomo giustamente cercava sesso da altre parti. Forse la mia giovane età non mi permette di giudicare e capire a fondo le generazioni passate ma il presente lo vedo bene con i miei occhi e forse capisco certi meccanismi moderni meglio di lei (la signora), che ha 57 anni. Questo per dire, che per quanti errori ci possono essere stati nel passato da parte delle donne, ora la mia vita non può cambiare in funzione di errori passati e per me e’ irrilevante cercare le colpe che portano più che altro ad allontanarci di più (dire alla signora, e’ colpa tua che hai accettato, non risolve di fondo il problema della società di oggi), quando e’ importante non marcarle queste differenze e concentrarsi sugli obiettivi comuni (ci saranno,no?).”le più disposte a seguire la corrente mi sembrano le femmine.” perfettamente d’accordo che qualcuna ci sguazza felicemente dentro, ma io faccio parte di quelle donne che cercano di combattere questo sistema e cambiare la situazione. Bisogna dividere quella che e’ la donna a cui sta bene la mignottocrazia (mai per piacere, ma solo per tornaconto) e quelle che da tutto questo non ne vedono un guadagno importante, anzi, i numeri irrisori diciamo, che io non snobberei, ma mi concentrerei proprio su quelli.Continuo per questo a sostenetre l’idea che uomini beta e donne beta devono lottare insieme, più si enfatizzano i bisogni diversi e più ci allontaniamo. Legalizzare la prostituzione per me non risolve e forse non peggiora il problema di fondo.

Fabrizio Marchi 10:26 am - 18th luglio:

Bene Lestat, in questo ultimo post, a tuo modo, ci hai dato una mano…
Vedi che in fondo anche tu potresti essere utile alla causa…per essere lucido sei lucido, su questo non c’è dubbio…e hai capito come gira il mondo… la tua lucidità, anche un po’ cinica, se vogliamo, fa pensare…e anche il tuo insistere sull’argomento, e qui, in questo luogo soprattutto…bah, al 99% resterai dove sei, cioè sulle tue posizioni (chi te lo fa fare…), però…
Staremo a vedere, la realtà e la storia a volte (di rado) riservano delle sorprese. In fondo anche Engels era figlio di un industriale, come te…:-). Tendo ad escludere una giravolta di questo tipo, però, vai a sapere, perchè escluderla a priori…:-)
Fabrizio

Alessandro 12:10 pm - 18th luglio:

BB’82: Legalizzare la prostituzione per me non risolve e forse non peggiora il problema di fondo.

Legalizzare la prostituzione, però, vorrebbe dire tutelare chi ci lavora, attribuire loro finalmente una dignità professionale, ridurre la diffusione di malattie a trasmissione sessuale, alcune delle quali perfino mortali, combattere la criminalità e lo sfruttamento, cioè, in estrema sintesi, far emergere alla legalità, anche fiscale, questa attività. Dimmi se è poco. Allora perchè non si fa niente verso questa direzione? Perchè quando l’ideologia, sia questa di destra, di centro o di sinistra, prende il sopravvento su una valutazione oggettiva e razionale dei fatti si procede stupidamente, e a farne le spese sono sempre i più deboli, siano essi donne o uomini.
Comunque nel tuo ultimo messaggio ci sono molti punti che mi sento di condividere.

BB’82: Continuo per questo a sostenetre l’idea che uomini beta e donne beta devono lottare insieme, più si enfatizzano i bisogni diversi e più ci allontaniamo.

Giusto, ma fino a un certo punto, perchè i bisogni diversi tra i due sessi ci sono e sarebbe ingenuo negarli. Una donna in maternità ha dei bisogni di assistenza e di tutela particolari, e la legislazione deve tenerne conto, se vuole essere degna di un Paese civile. La biologia, però, non deve diventare uno strumento per reclamare privilegi o agevolazioni al di là dell’ambito specifico, in questo caso il periodo di maternità.
Purtroppo uomini e donne vivono nella diffidenza reciproca, soprattutto da parte femminile, storicamente la parte più debole, e si accostano le une agli altri con mille pregiudizi. Le donne, soprattutto, finiscono per dare enorme credito ad altre donne che, affermando di difenderne i diritti, in verità instillano loro soprattutto una profonda avversione per l’altro sesso, il che non credo aiuti a vivere meglio.

Rita 3:24 pm - 18th luglio:

BB82:
Accettando l’idea del sesso a pagamento, si accetta un sesso libero di essere comprato, non libero di essere donato e vissuto, e si accetta l’idea morale di una donna che chiede in cambio qualcosa per venderti quel sesso

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Sì, ma finora, grazie anche a quest’inghippo (che sia immorale comprare sesso coi soldi) non si sono mai notate tutte le altre forme di pagamento nascoste (ivi compreso il ricatto di doverci mettere il “sentimento” che dovrebbe essere libero e spontaneo anche questo)
secondo me è proprio qui il punto: accettando l’idea morale che sia possibile, normale e non socialmente riprovevole stabilire un prezzo anche per una prestazione sessuale (come lo è per molte altre cose) si disvelano le altre.
oltre naturalmente a tutte le considerazioni che ha già esposto Alessandro, di ordine pratico (controllo della salute, riduzione dello sfruttamento e della criminalità etc.)

Fabio C 9:35 pm - 18th luglio:

Parlavo tempo fa con una signora che per anni ha subito un marito, come lo chiama lei “farfallone”, mi ha confessato che se potesse tornare indietro le piacerebbe studiare il cervello maschile per capire perche’ l’uomo ha quel bisogno continuo di sesso. Non me la sono sentita di dirle”ma guarda che il sesso e’ una meraviglia”, so già che e’ una donna che si donava solo per procreare mentre l’uomo giustamente cercava sesso da altre parti. (BB82)
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A me la storia dei mariti “farfalloni” fa sempre un po’ ridere, perché come ho già avuto modo di scrivere di recente, se fosse vera la tesi secondo cui un tempo la quasi totalità delle donne lo faceva solo per procreare, questi uomini con chi facevano i farfalloni…?

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Legalizzare la prostituzione per me non risolve e forse non peggiora il problema di fondo. (BB’82)
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Nessuna legge può risolvere il problema della prostituzione: la può solo attenuare e circoscrivere.
Resta il fatto che per molti uomini brutti, timidi e problematici, la prostituta è l’unica valvola di sfogo.
Inoltre, come hanno giustamente scritto altri in questo blog, solo il giorno in cui gli uomini la smetteranno di raccontare balle sulle donne e sul sesso, ci si renderà conto della subordinazione nella quale vivono da secoli.

Silver 1:13 am - 19th luglio:

X BB’82
Nelle culture di cacciatori-raccoglitori tutti convengono che alcune persone sono più sexy di altre e le più gettonate sono di norma le donne giovani e gli uomini di prestigio. Gli uomini yanomamo, per esempio, dichiarano che le femmine più desiderabili sono moko dudei, un’espressione che quando è applicata alla frutta significa matura a puntino e quando è riferita alle donne indica un’età compresa tra i quindici e i diciassette anni. A mostrarle loro in diapositiva, gli osservatori occidentali di entrambi i sessi convengono con gli uomini yanomamo che le femmine moko dudei sono le più attraenti. Nella nostra società il miglior predittore della ricchezza di un uomo è la bellezza della moglie e il miglior predittore della bellezza di una donna è la ricchezza del marito. Politici di alto livello bassi e grassocci come Henry Kissinger e John Tower erano considerati sex simbol e donnaioli. Rockstar non particolarmente avvenenti come Billy Joel, Rod Stewart, Lyle Lovett, Rick Ocasek, Ringo Starr o Bill Wyman sposano splendide attrici e supermodelle.
Una controreplica ovvia è che le donne apprezzano la ricchezza e il potere negli uomini perché sono gli uomini a detenere ricchezza e potere. Perciò in una società sessista, le donne sono costrette a sposarsi per ottenerle. Questa possibilità è stata verificata e confutata, già diversi anni fa. Donne con stipendi elevati, titoli di studio post laurea, professioni prestigiose e grande autostima attribuiscono un maggior valore alla ricchezza e alla posizione sociale del marito di quanto non facciano le altre donne. Altrettanto vale per le leader delle organizzazioni femministe. Gli uomini poveri non attribuiscono più valore degli altri alla ricchezza o alla capacità di guadagno della moglie. Tra i bakweri del Camerun le donne sono più ricche e potenti degli uomini, ma continuano a prediligere uomini ricchi…

BB'82 8:39 pm - 21st luglio:

Riassumo i punti che forse non ho compreso bene

MERCATO NERO:
Questa situazione, per quanto possa fare schifo, sta in piedi proprio perche’ funziona. Con questa ipocrisia e’ sempre andata avanti l’italia, pretendiamo la legalità ma alimentiamo noi i mercati illegali. In italia e’ legale e non e’ legale, sta in mezzo proprio perche’ c’e’ un tornaconto da quel mercato nero, che mi dispiace, ma non pago io, anche se al pari di un uomo dovrei combattere questi finti schemi. Il problema però e’ che io VORREI combatterli per trovare il giusto equilibrio tra i due sessi, ma in quanto donna, pensa che idiozia, la mia volontà e’ vista esclusivamente in funzione di creare un disagio all’uomo e dietro a questo c’e’ un ignoranza da parte di molti uomini (per fortuna non tutti) a cui fa comodo vederla cosi. “La donna non può parlare di prostituzione perche’ ci vado io con le prostitute, ma nello stesso tempo il mercato nero non e’ una mia responsabilità”.
Conoscete qualche cliente che chiede il documento alla prostituta per vedere se e’ clandestina o meno?Qualcuno che si preoccupa di non andare con minorenni, oppure qualche cliente che si preoccupa quando va a prostitute che queste non siano delle schiave, ma che siano li per libera scelta? L’obiettivo e’ ficcare, tutti i rimpianti che vengono dopo sono lagne. E’ colpa della donna che non me la da, e’ colpa di chi non legalizza, e’ colpa dei troppi tabù, ma mai mia che alimento il mercato. Se il cliente fosse veramente preoccupato, se si prendesse quel minimo di responsabilità (non dico di rinunciare, per carità), tutti i problemi citati da Alessandro non esisterebbero nemmeno.
MERCIFICAZIONE DEL SESSO: Prima qualcuno si scandalizzava del paragone macchina/figa. Beh e’ proprio quello che diventerà legalizzandola, un prodotto. I prodotti hanno dei prezzi che si alzano o abbassano in funzione della richiesta e se il bisogno e’ come dite voi (più che altro se continuiamo a chiamarlo bisogno e non piacere), il sesso femminile non può fare altro che aumentare di potere aiutato dall’accettazione morale e dalla legalità. Quando dico che vi fregate con le vostre mani e’ perche’ non fate altro che giustificare da un lato la mercificazione sessuale femminile enfatizzando la scusa del bisogno naturale (anche se non e’ minimamente paragonabile al bisogno di bere o mangiare) e dall’altro demonizzate quella privata. Eppure l’unica parte legale della prostituzione e’ proprio quella che non vi va bene, ossia il concetto morale che ognuno e’ libero di vendere il suo corpo come vuole. Quindi non vedo come per voi la puttana di strada possa essere OK e quella che ve la fa sudare tanto da chiedervi in cambio tempo, fatica, corteggiamenti che non vi piacciono, o soldi, non vada bene, anzi, sia addirittura una donna sbagliata. O uno o l’altro. Quando e se diventerà legale l’unica difficoltà che avrete e’ di capire se la donna che vi sta di fronte e’ una puttana di mestiere o meno, come se questo potesse fare qualche differenza.
LIBERAZIONE SESSUALE:
Ancora più ingenuo e’ sperare che la legalità risolva il problema delle donne che non la danno facilmente. Seguendo la vostra logica la legalizzazione dovrebbe portare le donne a concedersi di più e di conseguenza la prostituzione dovrebbe poi morire da se. Ma perche’ in paesi come l’Olanda questo ragionamento non funziona? Se fosse stata una liberazione sessuale adesso le donne olandesi la darebbero talmente tanto da non dover creare il bisogno della prostituta. Eppure il mercato legale funziona lo stesso, questo per me conferma che il sesso ludico e’ un piacere più che un bisogno (e non ha nulla a che vedere con la colpa della donna che non la da, semmai e’ la scusa che li per li sembra più logica), e basterebbe guardare cosa succede negli altri paesi per capire che la prostituzione legale può risolvere il problema della corruzione e delle malattie ma non crea una liberazione sessuale da parte di tutti. Liberare il sesso dalla mercificazione attraverso la mercificazione e’ una follia. Domani manifesto contro la guerra con un fucile in mano, boicotto la coca cola bevendola, e libero sessualmente le donne legalizzando la mercificazione….continuo a non capire io, se siamo ancora in un clima calmo accetto volentieri delle spiegazioni che possano chiarire le mie idee sballate…..

Strider 12:25 am - 22nd luglio:

Segnalo tre posts, scritti alcuni fa da un ex utente del primo forum sulla questione maschile.
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Nel corso della discussione permanente sul fenomeno della prostituzione è emersa con una certa chiarezza l’utilità di rivolgere l’attenzione verso quella che è stata definita la “questione erotico – sessuale”.
In quel contesto, infatti, sono emerse alcune differenze di posizione intorno all’argomento che, sinteticamente, riguardano l’ammissibilità, sia che la si voglia osservare sotto il profilo etico sia semplicemente sotto quello estetico, della c.d. istintualità maschile nel comportamento sessuale e quindi, in ultima analisi, di una modalità piuttosto diffusa da parte di molti uomini di atteggiarsi al sesso, compreso il rivolgersi a forme surrogate quali la prostituzione.
La questione, a mio avviso, non è secondaria nell’ambito della, ovviamente, più ampia questione maschile, per diversi motivi:
1 – voler escludere l’aspetto della sessualità dalla QM (ciò che qualcuno ha definito un’incomprensibile ossessione per il sesso) significherebbe moncarla di uno degli aspetti principali attraverso cui i generi si rapportano l’uno all’altro e, quindi, ignorare uno degli aspetti costitutivi di questo rapporto.
2 – l’attuale rapporto tra i sessi si configura come una guerra (o, meglio, come un’aggressione femminile al maschile), giocata in massima parte sulla condanna e sulla colpevolizzazione della maschilità intesa, in primo luogo, come connotazione sessuale. A questo imprinting ideologico, infatti, si deve l’attuale sviluppo di normative vessatorie quali quelle sulle molestie, quelle sulla violenza e, seppure indirettamente, quelle inerenti la famiglia e il regime delle separazioni.
Il sesso, in altri termini, è uno dei campi di battaglia principali sui quali si combatte questa guerra.
3 – l’obiettivo dichiarato della condanna femminil – femminista è esattamente la pretesa di “cambiare” gli uomini nelle loro caratteristiche di genere, in un’ottica propriamente sessuale, attraverso un processo rieducativo della loro (nostra) sensibilità, ritenuta moralmente inferiore e spesso indegna; negli innumerevoli casi di uomini “matrizzati” l’obiettivo sembra essere stato parzialmente raggiunto, con tutte le conseguenze annesse che conosciamo.
4 – in ultimo, da quando ho memoria non ricordo una voce maschile che abbia saputo parlare di sessualità, avendo gli uomini delegato quasi interamente tali questioni alle “superiori” ed incontaminate verità femminili. Tutto ciò ha privato il maschile di qualsiasi autorevolezza e credibilità sull’argomento sesso; un argomento scomodo sul quale l’uomo medio è più portato a “vergognarsi” ed occultare le proprie diverse inclinazioni, piuttosto che ad affermarne la naturale e biologica dignità.

Darò, pertanto, seguito a questo topic dopo questo primo, preliminare intervento, portando nei prossimi interventi la mia personale esperienza allo scopo di poterla confrontare con quella di altri, perché finalmente la voce maschile possa tornare anche su una tematica della quale è stato espropriato, per riaffermare la verità degli uomini.
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Strider 12:27 am - 22nd luglio:

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Bene STRIDER, sembra anche a me il miglior argomento possibile per dare l’avvio alla discussione.
Anche per quanto mi riguarda, infatti, la questione del rapporto tra sesso e sentimento è contrassegnata dalla più profonda contraddizione del mondo femminile, nella sua generalità salvo eccezioni, che è, inoltre, tra le meno denunciate e le più sopportate dal genere maschile.
Mi spiego, anche se credo che sappiamo tutti di cosa si parla.
Mi pongo, fantasiosamente, nell’ottica di un extraterrestre che sbarcasse oggi con la propria astronave sul nostro pianeta per studiare e capire i comportamenti umani.
Tra le prime cose che noterebbe, essendo della più chiara evidenza visiva, ci sarebbe la profonda differenza che caratterizza la figura esteriore femminile da quella maschile. Mentre, infatti, la prima mostra il proprio corpo in tutti i modi immaginabili, richiamando l’attenzione su ogni parte delle sue forme fisiche in modi talmente insistiti da risultare quasi maniacali, il secondo gli apparirebbe del tutto estraneo a questa forma di attenzione fisica, dal momento che copre il proprio corpo quasi completamente con il vestiario e non ne fa mostra in alcun modo.
Ipotizzando, sempre con un gioco di fantasia, che l’extraterrestre scoprisse in qualche modo che uomini e donne uniscono i loro “corpi” nel gioco sessuale traendone piacere, possiamo immaginare verosimilmente che il nostro marzianetto ripartirebbe verso il suo pianeta nella salda convinzione che le donne rivolgono verso il piacere fisico, verso l’aspetto corporeo della sessualità, un’attenzione infinitamente più grande di quanto facciano gli umani di sesso maschile, vista l’abissale differenza di attenzione che uomini e donne danno al “corpo”.
Non potrebbe sapere, il nostro fantasioso personaggio, che nella realtà la situazione è esattamente rovesciata, nel senso che l’attenzione verso il piacere fine a se stesso, quello legato alla corporeità dei rapporti sessuali ed al piacere fisico, è di gran lunga una caratteristica maschile, mentre quella femminile è contraddittoriamente orientata verso aspetti incorporei ed invisibili denominati sentimenti.

Cosa significa questa storiella?
Che l’attitudine maschile a rivolgere il proprio interesse verso il corpo femminile, piuttosto che verso la sua “anima” (per utilizzare un termine caro a Giulyia), è sì il risultato di una diversa inclinazione biologica alla sessualità ma, soprattutto ai giorni nostri, è anche il risultato di una costante e sistematica sollecitazione del desiderio maschile, piuttosto che degli aspetti sentimentali ai quali così spesso, invece, le donne fanno riferimento anteponendoli a quelli “fisici”.
Esattamente come STRIDER anch’io rivolgo la mia prevalente attenzione al sesso svincolato dalle implicazioni sentimentali, perché il giorno che la maggior parte delle donne richiamerà l’attenzione maschile verso i propri sentimenti, piuttosto che verso il proprio corpo, comincerò a prenderli in considerazione.
Sino a quel giorno non potrò che guardare al corpo femminile con desiderio, ignorando o ponendo in secondo piano, senza alcun problema, i sentimenti che contiene ed ascoltando la mia semplice istintualità senza dovermene sentire sminuito.
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Strider 12:28 am - 22nd luglio:

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Allora, come si è già detto nell’altra discussione, non si capisce per quale motivo dovrebbe esistere e proliferare, in misura tanto crescente e diffusa proprio ai nostri giorni, il fenomeno della prostituzione al quale si rivolgono milioni di uomini e non uno sparuto drappello di “sfigati”.
Ma questo è esattamente il punto: se nell’altro topic abbiamo portato argomenti di carattere “socio – culturale”, nel senso che alcuni di noi hanno cercato di mettere in luce il carattere oggettivo di questa diversità ormonale attraverso l’analisi del fenomeno prostituzione, in questa discussione è il carattere soggettivo della questione che si vorrebbe illuminare con un confronto aperto tra le differenti esperienze personali.
In altre parole, si tratta di capire cosa si intende per “donna vogliosa” o “arrapata”, per “sesso soddisfacente”, se ci sia un’effettiva coerenza di comportamento nell’andare in giro smutandata ed esserlo effettivamente anche a letto e, insomma, se tanti uomini non si ritengano soddisfatti per il solo ed unico fatto che oggi tante donne la danno molto più facilmente che in passato; bisogna anche vedere come la danno, non solo se…..
Intendiamoci, nella mia variegata esperienza personale, anch’io ho incontrato tante donne che non si sono fatte alcun problema, ad esempio, a prodigarsi in generosi rapporti orali o che si siano prestate ad altri giochi di piacere assecondando le mie richieste e le mie fantasie.
Ma il problema è che io ho spesso avvertito che quella loro partecipazione era, in un certo senso, “esterna” al fatto erotico, nel senso che ciò che facevano non corrispondeva ad una loro “voglia” effettiva, bensì ad un compiacimento della mia. Il minimo che ti puoi aspettare da una donna che si mette in mostra con minigonne, perizoma, tacchi alti, scollature profonde, trucco, trasparenze e tutti gli altri strumenti di seduzione erotica che sappiamo, richiamando in modo così pronunciato l’attenzione sul proprio corpo, è che quella sia la “troia” sperata che non aspetta altro che di farsi mettere le mani addosso e di prestarsi ai giochi di piacere più sfrenati e disinibiti.
Invece, quantomeno nella mia esperienza, la stragrande maggioranza di loro si rivela, oltre che piena di inibizioni di ogni genere (….non toccarmi lì, no così no, questo non mi va, quest’altro non l’ho mai fatto etc.), soprattutto desiderose di conferme affettive e sentimentali piuttosto che di piacere fisico.
Quelle fantasie erotiche alle quali pure partecipano svolgendo il compito con diligenza priva di fantasia, non sono le loro; sono le mie. La maggior parte delle donne alle quali ho chiesto, esplicitamente, quali fossero le loro fantasie sessuali, alle quali mi sarei prestato ben volentieri per realizzarle, non mi ha semplicemente saputo rispondere perché non ne avevano.
L’unica costante è, però, il sistematico richiamo all’aspetto sentimentale; il prevalente interesse femminile, che io ho riscontrato, è verso il romanticismo della situazione, i cuoricini rosa che sbocciano tra sospiri, caldi e stretti abbracci, tante coccole, magari tra un pupazzo di pelouche e parole d’amore da ascoltare con aria trasognata.
Che questi atteggiamenti fossero del tutto legittimi e coerenti sino ad epoche ottocentesche e pre – femministe lo posso capire ed accettare senza alcun problema; che questi atteggiamenti siano materia dell’oggi mi sembra sia solo una contraddizione stridente del mondo femminile e che, oltretutto, in queste condizioni ad essere colpevolizzata e condannata sia la sessualità maschile (il famoso maskioporco) la trovo una cosa, a dir poco, aberrante.
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P.s.: edit: *alcuni anni fa*

Strider 12:39 am - 22nd luglio:

BB’82
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Domani manifesto contro la guerra con un fucile in mano, boicotto la coca cola bevendola, e libero sessualmente le donne legalizzando la mercificazione….
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Tu bevi il vino ? La birra ? Perche’ li bevi, visto che alimenti il mercato? Fumi? Perche’ fumi? Alimenti il mercato.
Guidi l’ auto? E perche’ ? Non lo sai che oltre ad inquinare alimenti il mercato dell’ auto ?
Ecc. ecc. ecc…

Fabrizio Marchi 12:54 am - 22nd luglio:

Chiedo umilmente e cortesemente a qualcuno di dare una risposta seria, non ironica, razionale, argomentata ed esaustiva a BB, perché secondo me non ha capito ancora NULLA di quello che vogliamo dire noi. Si è incartata sulla questione della prostituzione e crede che noi pensiamo che legalizzando la prostituzione (cosa peraltro auspicabile) favoriremmo la liberazione del sesso…ecc. ecc. ecc.
Lo farei io, anzi, forse dovrei essere proprio io a farlo, ma non ce la faccio. Non sto scherzando, non ce la faccio proprio. Lo faccia qualcun altro per favore, se se la sente. Ho risposto praticamente a tutti/e fino ad ora ma a BB non ce la faccio, non so perché ma è troppo disarmante. Scusa BB, non te la prendere, non lo sto dicendo per deriderti, è solo che è più forte di me…
Fabrizio

Luke Cage 5:12 am - 22nd luglio:

Non siamo ad un corso di recupero per persone mentalmente interdette.
Abbiamo tutti capito benissimo il punto di vista di BB’82 e abbiamo, ciascuno con la propria pazienza e perizia, cercato di illustrarle un altra visione della questione che per forza di cose non può esserle famigliare, ma lei continua a riporre la questione nel medesimo, ridicolo modo…
Semplicemente non è in grado di capire,o forse non vuole…in ogni caso inutile continuare a discuterci.

Jolly 9:59 am - 22nd luglio:

Vogliate scusarmi per la franchezza in merito a quello che scriverò.
Per come la vedo io, è quasi utopistico pensare che la con la donna (media) si possa discorrere di certe questioni e men che mai di un “sesso ludico” o del perchè esiste la prostituzione. Troverà sempre il modo di incolpare gli uomini e/o di dire che non hanno le idee chiare, spostando di volta in volta il fulcro della discussione e cercando solo di confondere le idee.
Le donne in generale si limitano a prendere atto di come una società è strutturata e niente più; in mancanza di una direzione (come accade nell’ occidente odierno), non sente di avere nessun legame reale con gli uomini nè dovere di capirsi, tranne – in parte- con quelli di suo interesse. Quindi non c’è da aspettarsi niente in merito.

BB'82 10:43 am - 22nd luglio:

Guarda fabrizio, senza chiedere umilmente, senza scomodarti,c’erano già utenti gentili che anche se non condividevano i miei discorsi hanno risposto, tu finora sei l’unico che ostenta una superiorità con me senza mai rispondere, e la cosa inizia a darmi parecchio fastidio. Passi una volta passi due passi pure tre (ma solo perche’ e’ casa tua), ma adesso basta, ora ti dico io cosa penso di te. Fa un pò ridere che accusi solo me di banalità, rileggiti bene tutto quanto.

Per carità, non ti scomodate, resta pure nel tuo guscetto sicuro fuori dal resto del mondo cattivo che la pensa diversamente da te. Tappati bene le orecchie e gli occhi, fai pure finta che io sia l’unica donna a questo mondo che ti farebbe queste domande, fai pure finta che io sia il numero irrisorio e confrontati sempre e solo con chi la pensa come te. Non farti domande nella vita, ascolta solo 10 uomini su 100 ti danno ragione, e fai pure finta di far parte di una maggioranza di pensiero.

Fino a quando ci saranno uomini come te, che stanno bene solo con chi fa sisi con la testa, non ci sarà mai dialogo, fino a quando continui a credere che sei superiore a me, o a qualcun’altro non imparerai mai niente, rimarrai nelle tue convinzioni (povere a mio riguardo)perche’ ti fa più comodo cosi (tu invece pensi di aver capito tutto!).
Ma già che ti senti in diritto di parlare di donne senza ascoltarle le donne, dimostri una superficialità infinita, e mi dispiace tantissimo che non abbiamo trovato un dialogo, ma uomini come te, per fortuna ne ho conosciuti pochissimi (ci tengo questa volta a ribadire che sei tu il numero irrisorio).
Nonostante tutto, spero tanto di incontrarti un giorno (uuuuh come lo spero), di guardarti in faccia mentre parliamo, perche’ dietro a un blog si nascondono in parecchi e soprattutto e’ facile prendere di tutto un discorso la frasetta che non ti sta bene e rispondere solo a quello.
Avevo già letto da altre parti che uomini beta non accetta pareri contrari, parlano di voi, ma non in bene, non so se ve ne rendete conto.

Ci tengo a ringraziare gli utenti che hanno risposto, pur non condividendo le mie idee, in modo civile e costruttivo. Chi ha avuto pazienza e argomentava senza dover necessariamente additarmi come una banale,disarmante, come fai SOLO tu, ed esco da qui prima che mi inca..o sul serio.

Comincio a provare ribrezzo per certi luoghi dove donne e uomini si radunano (in pochi rispetto alla maggioranza) nella convinzione di essere vittime dell’altro sesso (letto e riletto). Non sei poi tanto diverso da una femminista che non vuole ascoltare il parere di un uomo, anzi ci trovo una somiglianza divertente/ridicola. Prova ad entrare in un blog di femministe e dire la tua, vedrai che riceverei le stesse identiche risposte che dai tu. Per mia fortuna ho sempre evitato i luoghi dove si enfatizza un cameratismo simile, pensavo che qui la cosa fosse diversa…e invece…Buon proseguimento.

Ah per la cronaca: rispondo a delle allusioni fatte in precedenza da altri utenti, rileggiti i post prima di scrivere per l’ennesima volta che tu non puoi rispondere perche’ sei superiore.

Rita 12:26 pm - 22nd luglio:

BB82 scrive:
Prima qualcuno si scandalizzava del paragone macchina/figa. Beh e’ proprio quello che diventerà legalizzandola, un prodotto. I prodotti hanno dei prezzi che si alzano o abbassano in funzione della richiesta e se il bisogno e’ come dite voi (più che altro se continuiamo a chiamarlo bisogno e non piacere), il sesso femminile non può fare altro che aumentare di potere aiutato dall’accettazione morale e dalla legalità.

Guarda che a questo ti si è già obiettato, quantomeno argomentiamo sulle obiezioni, altrimenti tu continuerai a ripetere che legalizzando la prostituzione aumenterà il prezzo del sesso femminile e poi è chiaro che ci si stufa di rispondere.
Senza voler interpretare Fabrizio che è in grado di spiegarsi benissimo da solo, credo sia questo il punto.

Per quanto riguarda invece la tua affermazione mi sembra che tu parta dal principio che basterebbe non definirlo “bisogno” ma “superfluo” per fare la rivoluzione culturale del sesso. A me non pare che basti quello.
Ti sembra che chiamare “piacere” il diritto a mangiare sano e regolarmente anzichè “bisogno” basti a far sì che le risorse di cibo vengano distribuite in maniera uniforme?
Proviamo così: adesso (ma mica solo adesso) la prostituzione esiste – e su questo non ci piove -, in certi paesi si è scelto di legalizzarla (e non mi pare proprio che ci sia stato l’effetto che tu paventi – cioè quello di innalzare il prezzo dell’organo di piacere femminile) in altri no, la si mantiene nel limbo esattamente come il mercato a borsa nera durante la guerra, quando per comprare qualcosa al di fuori della misera concessione della tessera annonaria, dovevi svenarti e confidare nell’onestà del contadino che aveva il “bene” in casa e che aveva potenzialmente il potere di ricattarti come voleva.

Fabrizio Marchi 12:38 pm - 22nd luglio:

BB, io non recito la parte del moderatore tradizionale di un blog, anche perché non me ne può importare di meno. L’ho detto e ripetuto centinaia di volte. Esprimo la mia opinione proprio come tutti/e in questo spazio. Naturalmente sono attento a che la discussione rimanga sempre nei binari della civiltà, della correttezza e nel rispetto dei nostri Principi esposti nella homepage del sito.
Ribadisco che trovo disarmanti le tue argomentazioni e ancora più disarmante il tuo reiterarle, come se conoscessi una sola nota…
Ciò detto, ho risposto e sono entrato in interlocuzione con diverse donne, e l’ho fatto perché, sia pure nelle loro posizioni critiche (e a volte molto critiche), sono riuscite a stimolare la mia attenzione e il mio interesse. Purtroppo la stessa cosa non è accaduta con te e mi sembrava e mi sembra ipocrita risponderti solo per dovere di ospitalità.
In ogni caso la mia opinione personale non conta nulla e non vedo perché debba provocare in te una reazione di questo genere. Se il problema sono io e soltanto io, puoi continuare a discutere con gli altri. Mi sembra che più d’uno/a ti abbia risposto con educazione, calma e tanta pazienza (per lo meno dal mio punto di vista) e tu stessa lo hai riconosciuto. Dunque perché sbattere la porta? Nessuno ti ha mai censurato, nessuno ti ha mai invitato ad andartene. E allora? Qual è il problema? La mia personale opinione? Fregatene. Ci sono tanti altri con cui discutere. Non puoi però essere tu ad impedirmi di dire ciò che penso. Altrimenti sarebbe una sorta di autocensura.
Trovo disarmanti le tue considerazioni, è vero, ed è per questo che non riesco neanche a risponderti. O meglio, in realtà l’ho anche fatto, se vai a rileggerti i post. Ma tu insisti a battere e a ribattere ossessivamente sullo stesso tasto, e allora non se ne esce più.
Insomma la mercificazione sessuale è colpa di noi maschietti che andiamo a puttane e che in questo modo alimentiamo il mercato. Non solo, comportandoci in questo modo forniamo l’alibi alle donne “normali” per vendersela di più (visto che vanno a puttane, perché non dovrei guadagnarci anche io? dice la donna “normale”…). Poi confondi completamente la nostra concezione della liberazione del sesso con la legalizzazione della prostituzione sostenuta da alcuni di noi (fra cui anche il sottoscritto), sovrapponendo le due cose e anzi sostenendo che (sempre per noi) la seconda è propedeutica per arrivare alla prima. Questa, in estrema sintesi, la tua interpretazione.
Abbiamo tentato con centomila esempi (io sono arrivato anche a portarti quello sull’acqua e sulla sua privatizzazione) di farti capire il nostro punto di vista ma tu niente, nisba, non lo recepisci o peggio, non lo vuoi recepire.
Continui a ripetere il tuo mantra: la colpa della mercificazione sessuale è degli uomini che la alimentano, pagando le donne in forma diretta (prostituzione) o indiretta (tutto quello che conosci perfettamente anche tu). Insomma se esiste il mercato della droga, la colpa è del drogato e non del trafficante. Che equivale a dire, se per millenni c’è stata la schiavitù la colpa è degli schiavi che non si sono ribellati e non dei tiranni che li hanno tenuti in catene. Sì, da un certo punto di vista può anche essere vero, però, insomma…ci siamo capiti…
Ma cosa si dovrebbe rispondere, secondo te, ad una persona che ragiona in questo modo?
Io non ce l’ho fatta, di fronte a simili argomentazioni mi cadono le braccia. Forse questa è la mia “colpa”. Mi dispiace. Ti assicuro che non c’è nessuna presunzione o saccenteria da parte mia. E anche se non ci crederai e penserai che sia una posa, sono perfettamente cosciente dei limiti, enormi, della mia conoscenza, quindi della mia ignoranza. E il fatto di essere in grande compagnia non mi consola di certo. Cerco di compensare, di fare del mio meglio, studiando, leggendo, interrogandomi e confrontandomi con altre persone.
Forse con te non sono riuscito a farlo. Può darsi che anche questo sia un mio limite. Ci rifletterò, credimi. Prova però, anche tu, a riflettere sulle mie e sulle nostre parole. Può servire ad entrambi.
Fabrizio
P.S. naturalmente non mi nascondo dietro al pc. Sono un uomo “pubblico”, nel senso che è possibile avere molte notizie su di me anche solo consultando Google. Vivo a Roma e se vuoi incontrarmi ti lascio tutti i miei recapiti telefonici e il mio indirizzo. Se vuoi parlarmi di persona non devi fare altro che scrivermi o telefonarmi. Fammi sapere e ti lascio la mia email personale e il mio telefono. Come preferisci.
Circa il fatto che parlino male di me o di noi nella rete, non mi stupisce affatto. Mi sarei stupito del contrario…

BB'82 3:19 pm - 22nd luglio:

Fabrizio,
la privatizzazione dell’acqua per quanto a te sembri una risposata sensata,non lo e’ per me. Il sesso e’ un bisogno al pari di bere solo in funzione della procreazione. Il sesso ludico, non può essere paragonato al bisogno di bere, o di mangiare, da qui la privatizzazione dell’acqua per me ha poca rilevanza e non e’ un esempio proprio azzeccato. In assenza di acqua si muore.Credo che la differenza sia sostanziale.
Forse ci sono troppi argomenti in causa e ripeto che tramite un blog e’ difficile capirsi. Premetto che tutto e’ partito dalle affermazioni del post iniziale:
-Alle donne più che il piacere interessa il potere
-ho gli occhi che sanno vedere la vostra ipocrisia, quanta
-volete il terzo millennio nei rapporti sociali, ma pretendete il medioevo quando di mezzo c’è il darla via.
-Ma le donne hanno in maggioranza una patologia sessuale di default….
Cerco semplicemente di difendermi, in quanto donna, da quelle che per me sono offese e banalità. Che poi dai commenti si voglia ritrovare la giusta via comunicativa ne sono felice, ma vi spiego perche’ una donna quando entra qui e legge il post iniziale, risponde in maniera sgarbata, forse anche sbagliata, aggressiva, e accusa voi di banalità. E’ abbastanza logico che se a me dicono che mi interessa più il potere del piacere, mi sento in diritto di dire la mia. D’ora in poi preferirei partecipare passivamente, aspettare che si creino altre domande. Faccio notare che alcuni uomini scrivono cose aberranti che sfiorano la misoginia e mi chiedo come mai a loro non e’ stato detto nulla.
Solo una cosa vorrei chiarire:
Rita, più che altro rispondevo a te ed Alessandro ed e’ probabile che ho travisato una tua frase: “accettando l’idea morale che sia possibile, normale e non socialmente riprovevole stabilire un prezzo anche per una prestazione sessuale (come lo è per molte altre cose) si disvelano le altre” Per altre intendevi le forme di pagamento nascoste.
Credo di non aver compreso bene io questo punto, tutto qui. Inoltre sono d’accordo che non basti semplicemente chiamare questo bisogno, piacere, per risolvere il problema, non ho mai detto sia l’unica soluzione. Vedi? Ognuno intende a suo modo quello che l’altro scrive.

Rino 8:27 pm - 22nd luglio:

I post di BB sono così intricati che non saprei farne un sunto.

Riferisco il senso generale (per come l’ho colto): essa dice semplicemente che la colpa del commercio sessuale è maschile e il solo rimedio è che gli UU reprimano le loro pulsioni sino a conformarle a quelle femminili. Per quanto basse queste siano.
E’ un invito a ritagliare la sessualità maschile secondo la forma confacente alla donna.

Un tassello del programma femminista e il vero significato della locuzione “liberazione sessuale” quale mi fu chiarito da una femminista doc in un momento di debolezza: monopolio femminile sul se, il come, il quanto, il dove, il quando.

Elementare.

RDV

Silver 8:50 pm - 22nd luglio:

dal mensile MAX – luglio 2004

HO MANDATO A PUTTANE CAPITOL HILL

Si chiama Jessica, faceva la stagista dei senatori USA
e arrotondava lo stipendio. Portandoseli a letto

Ha fatto tremare le stanze del Congresso, sia per le grida
che accompagnavano gli amplessi consumati nelle pause
pranzo, sia per il clamore suscitato dall’ennesimo scandalo
sessuale a Washington. Jessica Cutler è la stagista del momento.
Assunta al Senato come impiegata, si era poi ingegnata per
arrotondare lo stipendio.
“Sono la puttana di Capitol Hill, ma non sono certo la sola”,
sostiene. Con lo pseudonimo “Washingtonienne”, Jessica
ha messo in Rete il diario delle sue acrobazie sessuali: un blog
seguitissimo, nel quale non lesinava i particolari più piccanti
e dove spiegava che per una sveltina si faceva pagare anche
400 dollari. Ci ha pensato il Washington Post ad associare
un nome e un cognome alla protagonista e a dar fuoco allo scandalo.
Un affronto per il datore di lavoro della Cutler, il senatore repubblicano
Mike DeWine. Uno tutto casa e chiesa, che per salvare il salvabile
l’ha licenziata in tronco.
Peccato che i clienti (o amanti che fossero) della disinibita ragazza
appartengano proprio al Partito repubblicano.
Oggi Jessica è contesa, a suon di dollari, dai principali newtork
americani e già si vocifera sull’uscita di un libro shock.

di LORENZO FRANCULLI:

“Ecco i post più piccanti estratti dal blog di Jessica:
al confronto Monica Lewinsky è un’educanda”…

CAMERA CON VISTA
5 maggio 2004 5: 32 PM

Io ho un lavoro “alla moda” al Colle.
Non m’interessa il Governo o la politica,
ma lavorare per un senatore fa curriculum.
E queste stanze di marmo sono un così
bel posto per conoscere ragazzi e mostrargli
i miei attributi.

ERO SBRONZA
7 maggio 2004 9: 35 AM

Per rispondere alla tua domanda, no,
io e RS non abbiamo scopato (è la mia settimana di riposo se ricordi).
RS assomiglia a George Clooney quando
toglie gli occhiali. Sono seria. Ha un bel culo.
Numero di eiaculazioni: 2.
Gli piace frustare (dare e ricevere).
Ho fatto il primo passo con lui.
L’ho portato a casa mia.
Gli sono saltata addosso.
Ero ubriaca, lui completamente sobrio.
(Almeno ho avuto una scusa per il mio comportamento.)

MI FACCIO 6 UOMINI
11 MAGGIO 2004 2: 42 PM

Su vostra richiesta ho finalmente creato una
legenda per portare avanti la mia vita sessuale.
In ordine alfabetico:
AJ=Collega del mio ufficio con cui voglio scopare.
F=Uomo sposato che mi paga per scopare.
Capo dello staff presso un’agenzia governativa
incaricato da Bush.
J=Ho perso la mia verginità con lui e mi sono
innamorata.
Mi ha fatto impazzire fino al 1999.
Vive a Springfield, IL. Vola per mezzo Paese per
scoparmi, poi non lo sento per settimane.
MK=Serio, fidanzato a lungo termine con il quale
ho vissuto fino al 2001.
Disastrosa rottura in marzo anche se continuiamo
a vederci.
RS=Il mio nuovo tipo dell’ufficio con il quale sono
rimasta invischiata in uno scandalo sessuale.
Attualmente il mio preferito…
W=Uno zuccheroso paparino che vuole sesso anale.
Cerco di rompere con lui, ma mi paga troppo bene.
Merda mi sto scopando 6 uomini.

MI VUOLE SOTTOMESSA
9: 19 AM

La scorsa notte è stato divertente.
Lui è stato chiaro circa il sesso.
Gli piace parlare sporco e mi ha detto che gli piacciono
le donne sottomesse.
Bene, ora posso prendermela con comodo a letto.
Sdraiarmi e guardarlo mentre mi scopa.

CON LUI HO CHIUSO
11: 47 AM

Ho chiuso con lui, per davvero questa volta.
Un uomo che cerca di mettertelo nel culo quando
sei sobria non ti ama. Ci vorrebbero un paio di
drink per toglierti il dolore.
Ora so che a lui non interesso.
Gli interessa solo il mio buco del culo.

MONEY, MONEY, MONEY…
14 maggio 2004 4: 34 PM

Oggi ho avuto l’aumento!
Ora guadagno 25.000 dollari (non è quello che prendevo prima?).
La maggior parte delle mie spese è generosamente
sovvenzionata da alcuni gentiluomini di mezza età.
Sono sicura che non sono l’unica che fa soldi in questo
modo: come si può vivere con 25.000 dollari l’anno?
Se fai qualche indagine su ogni cazzo di componente dello
staff del Colle, sono sicura che troveresti qualche strana
merda.
Sono convinta che gli uffici del Congresso sono pieni
di ricettatori e imbroglioni.

COME DUE ANIMALI
9: 53 AM

Non so se sta diventando una cosa seria.
Ci vediamo un giorno sì e uno no.
Lui mi piace molto e io piaccio a lui.
Ma dove ci porterà questa storia?
Non so. Lui è ebreo, io no.
E scopiamo violentemente come animali, non come
un uomo e una donna.
Ma lavoriamo insieme e questo è un incentivo per stare
insieme ed evitare una rottura imbarazzante.
Voglio diventare una brava donna di casa ebrea con
un diamante al dito.

LA FRASE DEL GIORNO
Martedì 18 maggio 2004 10. 59 AM

Ho appena avuto un lungo pranzo con F
e una sveltina che mi ha fruttato 400 dollari.
Al mio ritorno in ufficio ho sentito che il mio capo
chiedeva dove fossi stata.
Perdente!
Attenzione: il pezzo che segue è molto sdolcinato.
Preparatevi a vomitare.
Sono andata a letto, era mezzanotte.
“Che ore sono?” chiese RS.
“Mezzanotte” risposi.
“Sai cosa significa?”.
“Uh…no”.
“E’ il tuo compleanno” e tirò fuori un pacchetto verde e rosa.
Già sapevo che era un nuovo vestito di Lilly. E lo era.
Facemmo sesso in posizione missionario.
E lui è venuto, con il preservativo.
Poi ha detto:”Chi diavolo viene più nella posizione missionaria?”.
E’ o non è la citazione del giorno?

__________________

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Oggi, Jessica è contesa, a suon di dollari, dai principali newtork americani e già si vocifera sull’uscita di un libro shock…
>>>

(…)

Rita 9:26 pm - 22nd luglio:

BB82: intendevo dire che quando il prezzo è “in chiaro” stabilito e regolamentato diventa più difficile utilizzare altre forme di pagamento nascoste (quelle, per intenderci, in cui non c’è un passaggio di denaro diretto).
Pensa soltanto al ricatto sessuale: da Lisistrata in poi, è sempre stato utilizzato dalle donne nei confronti degli uomini, mai sentito dire il contrario?

Poi tu dici:
E’ abbastanza logico che se a me dicono che mi interessa più il potere del piacere, mi sento in diritto di dire la mia.

Guarda che il potere è una cosa che interessa molti uomini e molte donne, pensa soltanto che finora è stato sempre detto che il potere è una cosa che interessa gli uomini. Pure Marina Terragni parlando di questione maschile (alla sua maniera) non ha saputo fare altro che addirittura attribuire l’attaccamente al potere all’identità maschile.

http://blog.leiweb.it/marinaterragni/2010/04/20/costrette-a-piagnucolare/

E il problema numero uno, come dice Luisa Muraro, esponente di punta di quel pensiero della differenza a cui Rodotà attribuisce la responsabilità principale delle nostre miserie, è l’attaccamento degli uomini al potere, inteso come “costitutivo della loro identità”. Vuole dire che senza quel potere che vogliono tutto per sé gli uomini non sanno come essere uomini, non sono capaci di stare al mondo,

sandro 1:31 am - 25th agosto:

“Ma le donne hanno in maggioranza una patologia sessuale di default, e cioè usano la gnocca troppo spesso per motivi altri. E non si tratta solo dei 237 motivi per cui le donne fanno sesso svelati dallo studio americano di Meston e Buss (Univ. del Texas 2009), ahimè. Alle donne più che il piacere interessa il potere, e sanno che con la gnocca ne possono ottenere molto (troppo). Il potere è qui inteso come l’ottenere sempre qualcosa di altro rispetto al semplice piacere, e poi cosa questo ‘altro’ sia dipende da donna a donna, ma è sempre qualcosa da sfilare dalle ‘tasche’ del maschio, è sempre un qualcosa che orbita alla periferia del semplice e banale godimento fisico”

La scoperta dell’ acqua calda. Mi vien da sorridere…
Io credo che il vero problema non sia il sesso, piuttosto il MITO del sesso…
Viviamo in una società nella quale al sesso è stata attribuita un’ importanza superiore di svariati ordini di grandezza a quella che dovrebbe, nell’ ordine naturale delle cose, avere.
Una sorta di feticcio, di status symbol, un pò come il SUV.
Una “sessocrazia” nella quale si tenta in ogni modo di punzonare nella testa degli uomini il messaggio che l’ unica cosa che possa dare un senso alle loro vite è infilarlo tra le gambe di una donna.
E così giù tutti a dannarsi l’ esistenza e a scannarsi l’ un l’ altro, per ottenere, dalle loro maestà, che abbassano su di noi i loro sguardi sprezzanti e deridenti dall’ alto dei piedistalli sui quali noi fessi le abbiamo collocate con le nostre mani, qualche stantuffata sporadica e risicata condita da una dose di spocchia tale da mandarti il tutto di traverso.
Io ricordo ancora distintamente il mio primo pensiero dopo la prima volta che lo feci:
“ma è davvero tutto qui?”
A 35 anni ormai ho capito da un pò che trombare non è impossibile: è semplicemente inutile.
Inutile e frustrante, proprio perché se per un uomo il sesso con una donna rappresenta il fine, per una donna, nella stragrande maggioranza dei casi, esso altro non è che un mezzo per ottenere un fine.
Talvolta, soprattutto quelle meno prestanti, si nascondono dietro la foglia di fico dell’ amore (quanti fessi ci sono cascati e si sono dannati l’ esistenza per regalare loro un benessere che la maggior parte di loro non merita…), millantando sentimenti che la maggior parte di loro non ha mai provato né mai proverà, profittando a man bassa della dabbenaggine maschile.
La vagina è in bolla speculativa da almeno 30 anni:
con il metodo del bastone e della carota applicato al sesso riducono gli uomini a dei cagnolini scodinzolanti con la dignità sotto le suole delle scarpe.
Li spremono psicologicamente e materialmente come limoni e quando li hanno ridotti delle larve gli danno un calcio nel sedere e vanno a far danni a qualche altro fesso.
Ma come fa un essere pensante ad accettare tutto questo in cambio di un buco centellinato col contagocce?
Ma veramente qualcuno pensa ancora che ne valga la pena?

Damien 12:17 pm - 25th agosto:

@Sandro: Bella riflessione..a mio avviso hai fotografato esattamente la situazione generale, inoltre hai fornito tu stesso la motivazione mentale per la quale ci proponiamo di modificare le cose, il tutto infatti verte sulla tua affermazione finale:”"Ma veramente qualcuno pensa ancora che ne valga la pena?” è questa la base di partenza dove nasce il costrutto paritario sul quale lavorare, ne vale la pena, certo, come per le donne avere il pene, ma sono le metodiche per ottene il reciproco scambio da cambiare, da riequilibrare, nel pieno rispetto di entrambe le PERSONE, inutile dire che serve una presa di coscienza degli uomini.

Leonardo 1:21 pm - 25th agosto:

Le donne a volte si definiscono angeli: evidente che la loro vagina non viene considerata un organo sessuale, loro si concedono all’uomo con l’intento che è l’uomo che gode di lei, anche gran parte degli uomini pensa cosi: le donne me la danno è giusto che io pago.
Perversioni come il Feticismo, cambiano l’oggetto sessuale dalla vagina ad altri punti del corpo, proprio per colpa della rabbia della donna a non avere un pene, che viene sfogata sui maschi; ma la trappola è che le donne non amano niente del proprio corpo, soprattutto quelle parti più richieste dai feticisti: piedi e ascelle.

sandro 1:50 pm - 25th agosto:

Baudelaire diceva che gli unici uomini che stanno bene con le donne sono quelli che stanno bene pure senza. Dio solo sa quanto ciò sia vero.
Io credo che i problemi del genere maschile vengano essenzialmente dal fatto di concepire la donna come una necessità piuttosto che come una possibilità.
Stare con una donna, farci sesso, ecc., non è una necessità come il sistema ci stampa in fronte fin da piccoli: è semplicemente una possibilità.
La possibilità è un concetto da uomini liberi, la necessità un concetto da schiavi mentali.
Il sistema ci vuole liberi o schiavi?
A voi la risposta.

mauro recher 4:47 pm - 25th agosto:

anch’io condivido il pensiero di Sandro ,sopratutto quando parla del sesso e della troppa importanza che si da ….

Strider 7:48 pm - 25th agosto:

sandro
>>>>>>>>>>>>
La possibilità è un concetto da uomini liberi, la necessità un concetto da schiavi mentali.
Il sistema ci vuole liberi o schiavi?
>>>>>>>>>>>

D’ accordo, ma non prendiamocela solo col sistema, perche’ fino a prova contraria qualunque persona normale e’ dotata di un cervello per pensare.
Quello che voglio dire e’ che non esistono solo le responsabilita’ “esterne” (il femminismo, il sistema, ecc.), ma anche quelle “interne”…
Non so se mi sono spiegato.

sandro 9:54 pm - 25th agosto:

Certamente, tutti abbiamo un cervello per pensare.
Tuttavia, qualcuno disse che, le bugie, a forza di ripeterle, diventano verità.
Io credo sia accaduto proprio questo.
Non siamo più abituati ad usare il nostro cervello in modo critico: ci hanno messo in testa che passare la vita a fare gli schiavi (delle donne o di chicchessia) sia “inevitabile”, e la gente ci crede.
Vorrei far notare come la parola “inevitabile” coincida esattamente con la narrazione che ogni totalitarismo ha sempre fatto di sé stesso: Hitler diceva che la gente non sapeva cosa voleva e lui era lì per insegnarglielo.
Anche lo stile di vita assurdo che conduciamo oggi ci viene presentato come “inevitabile”; ciò non significa affatto che lo sia, ma semplicemente che qualcuno ha un forte interesse che noi si vada avanti così.
“Cui prodest?” è una domanda che dovremmo porci molto, ma molto più spesso. E non solo riguardo al rapportarsi con le donne.
L’ arma di distruzione di massa del terzo millennio non è la bomba H: si chiama psicologia.
La sudditanza psicologica degli individui rende molto di più della coercizione degli stessi e dà molti meno problemi: chi ha le redini del potere questo lo sa bene.
Ricordate Fantozzi?
Ecco, quello è il ritratto del suddito ideale.

Fabrizio Marchi 10:29 pm - 25th agosto:

Completamente d’accordo, Sandro, analisi lucidissima…
Aggiungerei un elemento a mio avviso molto importante. Paradossalmente è proprio questo sistema, quello attuale in cui viviamo intendo, che ha maggiormente bisogno di controllare la sfera psicologica più profonda degli individui, molto più dei tradizionali totalitarismi dove in ultima analisi il deterrente fondamentale era dato dal tasso di terrore che il sovrano era in grado di esercitare sui sudditi.
Oggi la situazione è completamente mutata rispetto al passato e i meccanismi di costruzione del consenso sono estremamente più sofisticati. Il sistema dominante per poter sopravvivere ha bisogno dell’adesione ideologica della grande massa degli individui, i quali devono essere in un modo o nell’altro portati a credere che i loro interessi e i loro bisogni coincidono con quelli del sistema stesso.
E’ un meccanismo che spieghiamo in diversi articoli nel sito e anche nel nostro Manifesto (il Movimento Beta) che sen’altro hai già letto e in un bel video dal titolo “Pasolini e l’anarchia del potere”.
E’ proprio questo aspetto che tu stesso hai perfettamente individuato, uno degli elementi fondamentali della nostra analisi.
Fabrizio

sandro 11:04 pm - 25th agosto:

Condivido sicuramente: l’ olio di ricino ormai è fuori moda, nel terzo millennio si usa il denaro al suo posto, e, per concentrarlo in così poche mani in così grandi quantità, serve la psicologia, per convincere la gente che è giusto così, che è l’ unica via percorribile, altrimenti è la catastrofe dell’ umanità, e altre amenità varie.
Io penso che il sistema sul quale è basata la società in cui viviamo sia la più colossale sòla che sia mai stata rifilata all’ umanità dai tempi dell’ homo erectus, e una sòla di tali proporzioni era probabilmente impossibile darla alla gente senza l’ aiuto della psicologia.
Ci si poteva riuscire solo convincendo la gente che era cosa buona e giusta.
“Loro mi hanno sempre detto che mi facevano lavorare perché loro erano buoni” (rag. Ugo Fantozzi)
Tutto questo, tuttavia, fornisce un’ indicazione ben precisa su dove si può agire e come.
P.S.
…non trovo il video di Pasolini…

Andrea 1:01 am - 26th agosto:

Tuttavia, qualcuno disse che, le bugie, a forza di ripeterle, diventano verità.
Io credo sia accaduto proprio questo. (sandro)
++++++++++++++++
Perdonami, ma possibile che ogni occasione è buona per riesumare Goebbels? Ma poi, sudditanza psicologica o no, manipolazione mediatica o no, cosa c’entra tutto ciò col semplice desiderio di trombare?
+++
Non siamo più abituati ad usare il nostro cervello in modo critico: (sandro)
+++++++++++
Anche in questo caso dissento totalmente: vivendo oggi, come fai a sostenere che un tempo sapessero usare il cervello in modo critico? Eppure la storia dimostra il contrario…

Andrea 1:12 am - 26th agosto:

Baudelaire diceva che gli unici uomini che stanno bene con le donne sono quelli che stanno bene pure senza. Dio solo sa quanto ciò sia vero. (sandro)
++++++++++++++
Capisco cosa vuoi dire, ma credo sarebbe il caso di non prendere per oro colato le affermazioni di un uomo nato, vissuto e morto nell’Ottocento.
Resta il fatto che gli esseri umani sono animali sociali, programmati dalla natura (e NON dal sistema) a socializzare.
++++
Stare con una donna, farci sesso, ecc., non è una necessità come il sistema ci stampa in fronte fin da piccoli: è semplicemente una possibilità. (sandro)
++++++++++++++
Il sistema non c’entra nulla col desiderio di fare sesso: forse nella preistoria o ai tempi di Nerone scopavano perché lo imponeva il sistema? Ragà, ma che cavolo andate propagandando?

Leonardo 9:59 am - 26th agosto:

Io sono cresciuto con l’esaltazione del sesso e della donna, e contemporaneamente con il sesso visto come male, la donna intoccabile e vittima; questo fa vedere il sesso simile al bambino che comincia a fumare sigarette perché è una cosa vietata, o fumare marjuana perché illegale.

Fabrizio Marchi 11:34 am - 26th agosto:

Verissimo quanto fai notare anche tu, Leonardo, altra metafora riuscitissima.
Siamo stati e siamo cresciuti in una enorme, gigantesca contraddizione: l’esaltazione del sesso da una parte e la sua repressione dall’altra. Un sorta di schizofrenia creata ad arte con lo scopo di paralizzare gli esseri umani, inchiodarli dal punto di vista psicologico.
Non c’è alcun dubbio che da questo punto di vista (mi dispiace sinceramente per i nostri amici cattolici) il capitalismo e la religione (per lo meno in questa parte di mondo) si sono uniti in matrimonio. Una sorta di Santa Alleanza, come la definisco nel mio pamphlet, dove da una parte il sesso viene mercificato concettualmente e praticamente (ridotto quindi a strumento, fondamentale, per alimentare il mercato), e dall’altra viene ipocritamente negato o comunque incanalato all’interno dei binari di una falsa morale, che a sua volta diventa anche questa strumento del sistema stesso.
La negazione a sfondo pseudo-moralistico del sesso da parte della donna nei confronti dell’uomo diventa in realtà la maschera per coprire una contrattazione a sfondo concettualmente e sostanzialmente mercantile che non può essere dichiarata. Se lo fosse tutta l’impalcatura crollerebbe come un castello di carte. Tutto si gioca anche qui sul terreno del “non detto”; torna ancora una volta prepotentemente la “psicosfera”.
Come vediamo, il sistema che, forse molto presuntuosamente, abbiamo deciso di contrastare e di disarticolare (con le armi della critica e non con la critica delle armi) è un “Leviatano” a più teste e mille tentacoli. Un’impresa troppo grande per noi? Forse, ma a volte è proprio dalle situazioni apparentemente impossibili che nascono grandi esperienze.
Fabrizio

Andrea 9:52 pm - 26th agosto:

L’ arma di distruzione di massa del terzo millennio non è la bomba H: si chiama psicologia [ sandro ]
+++++++++++++++++++++

L’ho scritto di recente, in risposta ad un altro utente, e torno a ripeterlo oggi: solo chi ha avuto la fortuna di non conoscere la guerra, la fame e la sete, insomma il vero terrore, può fare siffatti, assurdi paragoni.

http://www.youtube.com/watch?v=PdW7rfMUZUo

p.s.: neanche io ho conosciuto la guerra (per fortuna), ma perlomeno evito di spararle così grosse.

Alessandro 8:45 am - 27th agosto:

Ciò che è importante sottolineare, al di là dei paragoni, è che la società occidentale è basata sul tornaconto di pochi a cui tanti devono contribuire. L’ingenuità dell’uomo/donna comune consiste nel pensare che operando “naturalmente”, ossia soprattutto come i media indicano, si procede verso la migliore autorealizzazione. In verità tutto ciò ha caratterizzato qualsiasi epoca storica. La differenza con l’attuale consiste nelle modalità in cui ciò viene ottenuto: non più attraverso la minaccia fisica direttamente rivolta all’individuo, bensì facendo leva sui timori e desideri più reconditi degli individui in maniera quasi impercettibile, utilizzando una raffinata persuasione occulta . Ecco perchè si può parlare della “psicologia” come lo strumento attraverso cui il potere economico, e il suo servetto, il potere politico, controllano la società in cui viviamo. Noi possiamo vivere “liberi” nella società dei “partiti delle libertà” solo se riusciamo a portare alla luce quest’aspetto in tutte le sue manifestazioni, altrimenti saremo destinati a un’esistenza eterodiretta, in cui i nostri desideri saranno in parte suscitati dagli interessi altrui. Per quanto concerne il desiderio sessuale che un uomo prova di una donna, questo non è certamente suscitato dall’esterno. Ciò che, penso, qualsiasi uomo intelligente si chieda almeno una volta nella vita è se la trafila, chiamata corteggiamento, necessaria per soddisfarlo, valga davvero la pena di essere affrontata. Uomini e donne sono, sotto tanti aspetti esseri molto simili, entrambi amano il potere e cercano di conquistarlo con le loro armi, ma in quest’ambito esistenziale, quello sessuale in senso lato, dimostrano di appartenere a due specie differenti, per ragioni in primis naturali, poi rafforzate da condizionamenti culturali. Questo è l’ambito in cui la donna, di solito, detta le regole. Come può l’uomo comune riequilibrare questa situazione di svantaggio? Forse l’unico modo è restituire valore a ciò che possiede e che la donna desidera in lui. La donna desidera essenzialmente un uomo con cui instaurare una relazione stabile, magari matrimoniale, allora l’uomo si faccia “difficile” da questo punto di vista, come la donna lo è nei suoi confronti quando deve concedersi sessualmente. L’uomo che non “pretende” dalla donna che gli richiede una relazione stabile è un uomo che sta svendendo l’unica cosa che una donna ricerca in lui.

Fabrizio Marchi 9:31 am - 27th agosto:

Credo, caro Alessandro, che Andrea (mi pare fosse rivolto a lui il tuo commento chiarificatore) avesse già ampiamente compreso ciò che voleva dire Sandro quando ha giustamente sostenuto che oggi la principale arma di distruzione di massa non è la bomba H ma la psicologia.
Solamente un idiota non sarebbe stato in grado di comprendere il senso delle sue parole. E infatti tutti le hanno comprese, eccezion fatta per lui che ha finto, si badi bene, di non comprenderle.
Non è la prima volta che soggetti di questo genere fanno la loro comparsa su questo sito.
A mio parere, gli hai dato anche troppa importanza rispondendogli. Come vedi nessuno gli ha dato corda. E’ talmente evidente il suo atteggiamento (riscontrabile in tutti i suoi commenti) che tutti hanno scelto spontaneamente di ignorarlo, compreso il sottoscritto…
Rassegniamoci al fatto che coglionazzi vari faranno capolino nel blog, è inevitabile. La cosa importante è che il dibattito rimanga di un certo livello e che il sito cresca qualitativamente e quantitativamente e questo, con soddisfazione, sta avvenendo. Diversi altri uomini si sono uniti alla discussione (oltre a quelli/e che frequentano normalmente Uomini Beta fin dalla sua nascita), chi ultimamente chi già da un po’ di tempo come LesPaul, Sandro, Mauro Recher, Silent Hill, Simone M, Mizio, Retiarus, altri di cui ora non ricordo il nick, e anche molte donne fra cui, Maria, i cui interventi sono sempre molto stimolanti.
Molti altri ci seguono ma ancora non intervengono. Lo faranno quando riterranno utile e opportuno farlo.
Stiamo andando benone e fra poco lanceremo la campagna di comunicazione per denunciare la tragedia, occultata, dei morti sul lavoro. La mattanza dei maschi che crepano sul lavoro con diritto di esclusiva.
Sarà interessante osservare le reazioni, o le non reazioni… Certo è che di fronte a quelle percentuali è difficile far finta di nulla.
A proposito, ho verificato negli ultimi mesi che la quasi totalità degli uomini da me “intervistati” su questo tema (amici, colleghi, conoscenti ecc. ) non era minimamente al corrente del fatto che a morire sul lavoro fossero quasi esclusivamente maschi. E stiamo parlando di persone mediamente informate e di un livello culturale medio-alto. Questo la dice molto lunga sulla situazione.
Vedremo se ci saranno giornalisti e intellettuali che avranno il coraggio di esprimersi in tal senso. Quanto meno di dire qualcosa. Qualcosa andrà pur detta. E’ un fatto. E un fatto si commenta, magari anche per dare la spiegazione più bislacca del perché quel fatto avvenga. Però non si può far finta di nulla.
Fabrizio

sandro 10:03 am - 27th agosto:

“Per quanto concerne il desiderio sessuale che un uomo prova di una donna, questo non è certamente suscitato dall’esterno”
Vero. Infatti io non volevo affermare questo.
Il desiderio sessuale è certamente innato nell’ uomo: è la dimensione parossistica che questo viene oggi ad avere, ad essere stimolata in ogni modo dall’ esterno.

sandro 11:33 am - 27th agosto:

Aggiungo che nel momento in cui la sessualità degli individui cessa di essere uno degli aspetti della vita degli individui per diventare quello preponderante, essa diventa a tutti gli effetti uno strumento di controllo sociale.
In questo modo diventa funzionale al mantenimento dello status quo.

Luke Cage 12:02 pm - 27th agosto:

“Il desiderio sessuale è certamente innato nell’ uomo: è la dimensione parossistica che questo viene oggi ad avere, ad essere stimolata in ogni modo dall’ esterno”.
Giustissimo.Ed è qui che entra in gioco il ruolo delle donne,consapevoli e complici di questo meccanismo e non vittime come ci raccontano.Il tema della mercificazione del corpo della donna è un tema posto in termini pretestuosi per ribadire la vecchia solfa della società maschilista a cui la donna sarebbe asservita:forse che la D’Addario in realtà voleva fare la suora?E le veline con le tette rifatte..tutte costrette dalla società?E le donne “normali” che per strada si atteggiano a “dive” del jet set,hanno forse l’interesse a cambiare tutta questa situazione?Le risposte,almeno per noi,dovrebbero essere ovvie..

Andrea 12:34 pm - 27th agosto:

Rassegniamoci al fatto che coglionazzi vari faranno capolino nel blog, è inevitabile. [ Fabrizio Marchi ]
++++++++++++++++++

Stai parlando di te, per caso?

Fabrizio Marchi 1:52 pm - 27th agosto:

No, stavo parlando di te, Andrea, e con questo ti banno definitivamente perché non abbiamo bisogno di imbecilli come te che servono solo a inquinare i luoghi di discussione..
E adesso vai pure nel web a dire che sono uno stalinista. Ci sono abituato…
Fabrizio

Fabrizio Marchi 2:14 pm - 27th agosto:

“Aggiungo che nel momento in cui la sessualità degli individui cessa di essere uno degli aspetti della vita degli individui per diventare quello preponderante, essa diventa a tutti gli effetti uno strumento di controllo sociale.
In questo modo diventa funzionale al mantenimento dello status quo”. (Sandro)
Sono assolutamente d’accordo con te, nel momento in cui la sessualità fosse “liberata” da tutti i centomila fardelli di cui è stata sovraccaricata e diventasse una “funzione” del tutto naturale, come lo è respirare o bere, perderebbe automaticamente di importanza. Bere e respirare sono funzioni fondamentali altrimenti moriremmo ma non stiamo certo a preoccuparci dalla mattina alla sera se respiriamo o beviamo. Lo facciamo e basta. Quando si ha sete si beve. Punto. E tutto finisce lì. Proviamo solo per un attimo ad immaginare che da domani l’acqua venisse razionata. La nostra vita sarebbe stravolta, la ricerca dell’acqua diventerebbe la nostra stessa ragione di vita, addirittura una sorta di incubo quotidiano. L’intera nostra esistenza ruoterebbe intorno a come reperire l’acqua, come procuracela, a tutti i costi, con ogni mezzo e sotterfugio possibile.
Ecco, mi pare, metaforicamente parlando e neanche tanto, che con il sesso sia accaduta e accada più o meno la stessa cosa. La sessualità non viene lasciata fluire liberamente ma viene sapientemente canalizzata entro determinati binari, psicologici e pratici, che sono quelli della ragione dominante, che si serve del sesso, o meglio del suo utilizzo finalizzato e strumentale, per alimentare e perpetrare il suo dominio.
Ecco che, come fai giustamente rilevare tu stesso, il sesso viene a diventare a quel punto non uno degli aspetti della vita degli individui ma il baricentro stesso, la ragione prima della loro esistenza, in una ricerca costante, spasmodica e compulsiva che naturalmente diventa funzionale al sistema che proprio su questa fonda il proprio dominio.
Fabrizio

Leonardo 4:31 pm - 27th agosto:

A molti uomini il sesso serve per fare gli sbruffoni e alle donne per comandare, ma è un sesso artificiale di massa, non un sesso per trovare piacere, un sesso veramente libero.
Uomini che rimangono soli senza una donna a volte è una tragedia, certo una compagnia femminile fa piacere siamo nati anche per questo; direi che l’uomo sessualmente nasce già programmato per la riproduzione, le esperienze infantili creano la sua sessualità e le esperienze della vita, la cultura di massa lo influenzano.
Ho sempre creduto che la malizia sul sesso abbia favorito le donne: quelle movenze che mostrano e non mostrano, gli spogliarelli, le sex simbol….e si sentono potenti con tutto il popolo maschile che sbava e si masturba; le invidiose hanno un bel vendicarsi.
La cosa peggiore è dover essere forti e protettivi con le donne, se sei debole possono insultarti: che maschio sei?

sandro 2:50 pm - 31st agosto:

“Perdonami, ma possibile che ogni occasione è buona per riesumare Goebbels?”

Allego un articolo interessante, di cui riporto un passo essenziale:

Scrisse Bernays nel suo saggio “L’ingegneria del consenso” (1928):

“Se capisci i meccanismi e le logiche che regolano il comportamento di un gruppo, puoi controllare e irreggimentare le masse a tuo piacimento e a loro insaputa”

Le idee di Edward Bernays cambiarono il vecchio concetto che prevedeva:

Bisogni -> Politica/Industria/Finanza -> Soddisfazione dei Bisogni

Nel più articolato e antitetico:

Manipolazione dell’opinione pubblica – > Creazioni di Bisogni -> Politica/Industria/Finanza -> Controllo

L’ articolo in questione lo si può leggere qui:
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3379

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